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Essere scelto di Jean Bouchart DOrval

17 settembre 2010
Jean Bouchart DOrval
Essere scelto
3me Millnaire n. 93
3m. Cos la meditazione? Che senso ha fare meditazione?
J.B. Meditare, mettere un termine a tutto ci che si fatto nella vita e fare qualche altra cosa? No,
continuare nella direzione che seguiamo, ma andare fino in fondo.
Smettere di accontentarsi di uno sterile compromesso. Andare fino in fondo. Quando eravamo molto giovani,
bambini, gioivamo tutti, totalmente, pienamente. Andavamo fino in fondo, scelti dal gioco. Eravamo nella
gioia, nella meraviglia. Ci che facevamo, era con amore, attraverso il gioco. Nessuna meditazione, nessun
bisogno di concentrazione.
E stato dopo che la memoria si riempita. C stata accumulazione e alla fine agitazione. Ora, la meditazione
la vera natura dellesistenza, che pura tranquillit e pura gioia.
Questo stato stato senza dubbio guastato dallagitazione, dai desideri, dalle paure, da tutto quello che si
cristallizzato attorno alla cosiddetta personalit. Ma questo non andato perduto.
Per gli esseri umani che, in un momento di grazia, dapertura, ritrovano quello stato, diremo che sono in
contemplazione o in meditazione.
Il concetto di meditazione venuto a persone che sono state scelte dalla bellezza della vita, dalla meraviglia
davanti allesistenza, come i bambini. Loro hanno visto che la loro mente li rendeva agitati, e si sono detti che
cera uno stato in cui si pu stare pi tranquilli, pi allascolto. Lhanno chiamato meditazione. Perch la
meditazione la sola cosa che non si pu fare, cio si fa attraverso l amore, lentusiasmo. La realt che il
solo momento in cui non facciamo niente. Non c nessuna direzione deliberata, volontaria.
Cosa posso volere se non gi nella mia memoria? Volere, voler rifare il conosciuto. Il genere di vita in cui
viviamo e in cui ci siamo lasciati radicare, egocentrica, si concentra su tutto il sedicente individuo che fa e
raccoglie il frutto dopo lazione. La paura voler rifare ci che si conosce. La meditazione non ha niente a che
fare con questo. E una scelta. Forse il solo momento della giornata dove il meccanismo del volere
acchiappare, prendere e comprendere a riposo. Perch il meccanismo di presa e la comprensione partecipano
allo stesso movimento, che concerne lio fabbricato. In India si chiama ahamkara. Aham lio universale,
lesistenza stessa; ahamkara lio artificiale che si costruito nello spazio e nel tempo, quello che attratto da
tutti i desideri, dalle paure, dai rimpianti.
3m. Al tempo stesso, questo io fabbricato che ci porta alla meditazione.
J.B. lIo fabbricato non esiste nella vita. E questa qui, la vita, il motore che ci porta alla meditazione. Lego non
esiste, unillusione. Non un solo ego capace di alzare una tazza di t, la vita che lo fa. Lego una finzione,
un concetto molto pratico per le mondanit. Ma nella vita non c che la vita. Certo, la meditazione sembra
venire da una decisione.
Ci si dice: Vado a fare meditazione, ma in realt in quel momento non se ne ha la scelta. Si presi.
Cos come prima, non ne avevamo la scelta di non farla!

La vera meditazione realizzare che non abbiamo mai avuto la sceltae alla fin realizzare che non abbiamo da
meditare. Quando realizziamo questo, prendiamo immediatamente coscienza di non fare nulla.
3m. Quando mi dico che vado a fare meditazione, cerco di ritrovare qualcosa uno stato conosciuto nel
passato, spesso assieme ad una postura. C una messa in scena. Cosa succede esattamente in quel momento?
Quale processo mi conduce verso la vera meditazione?
J.B. Profondamente non c un processo, non un cammino, niente da raggiungere e nessuno che raggiunge
nulla. Ecco la pura verit senza compromessi. Descriviamo dunque qui cosa succede nella testa di qualcuno
che si crede ancora qualcuno.
La prima cosa che succede che le molteplici direzioni della vita si riducono a una sola. Non saltiamo pi da
un oggetto ad un altro. Quando mi ritorna la nostalgia della tranquillit, ascolto, guardo. La tranquillit che
viene naturale. Evidentemente, in quel momento, ho ancora limmagine davere una direzione.
Perch finch mi prendo per qualcuno, non posso far finta di non avere una direzione mentre ne ho una.
Anche se lo vediamo normalmente, per esempio quando si pretende di non avere uno scopo, quando si
pretende di lasciar fare, mentre si ha un fine, quello di non avere scopo! Un occhio non pu guardare se stesso.
Non siamo altro che puro sguardo, pura attenzione.
Questo di una semplicit totale, per difficile da comprendere. Non della serie razionale.
Finch cerco di guardare, finch c in me qualcuno che cerca di guardare sono a fianco della meditazione. C
sempre un soggetto che guarda un oggetto, con uno sguardo fra i due per fare il legame. Cosa resta? Lo
Sguardo vero, lIo, in cui sorgono il soggetto, loggetto e la percezione che li legano. Certo, quello Sguardo non
oggettivabile. Se si cerca di descriverlo, lo si riduce di nuovo a un oggetto e si scende di nuovo nella
mondanit.
3m. Quando c nostalgia, sembra necessario essere attenti a quella nostalgia. Perch se non sono attento a
quello, se non riconosco il valore di quella nostalgia, il mentale cerca di riempire la mancanza nel modo solito,
per esempio aprendo il frigo, accendendo la televisone, ecc. Cerca di riempire il vuoto con ci che conosce.
J B. C un lavoro che si fa sullidea che io sono qualcuno separato. Quella separazione a cui sono abituato mi
provoca riconoscenza nel momento in cui sono cercato. Si basa su nodi che si sono formati in me. Ma i nodi si
possono mettere a nudo, se rimangono l dove si . Quando lo sguardo si posa, il soggetto e loggetto si
cancellano molto in fretta. E un semplice fenomeno dellattenzione. Ho fatto un test di campo visivo, dove vi si
chiede di fissare un punto giallo mentre vi si mandano dei flash luminosi. Ad ogni flash bisogna premere un
bottone. Dopo qualche minuto non si vede pi il punto giallo; questo non dovuto a un problema di visione,
ma al funzionamento dellattenzione. E la stessa cosa quando lo sguardo si posa. Se la mia attenzione si porta
in modo prolungato sul minimo fenomeno, questo perde la sua apparenza, come se lo sguardo passasse
attraverso il velo dellapparenza. Quando sono preso dalla nostalgia, dalla corrente della vita, quando lo
sguardo si posa e spesso diverge andando a destra o a sinistra, e non rientro in quella follia di voler governare
lattenzione o eliminare i pensieri, ci sar un rilassamento.
La calma arriva quando tutto ci che si presenta loggetto della meditazione.
Invece, se provo a rilassarmi col pensiero, cosa succede? Se sono in fondo a un lago e vedo sollevarsi della
sabbia e provo a farla ricadere con le mani, non far che sollevare pi sabbia. Se resto fermo, e guardo, tutto si
deposita al fondo. Comincer a vedere pi chiaro e preciso. Le cose si depositano. Anche se non arriva quel
rilassamento, non sono niente di meno che Puro sguardo, allora finalmente non mi manca nulla.
E perch non vedo questo che credo di dover meditare.

3m. Si osservano i pensieri che sorgono, ma difficile restare passivi, essere soltanto sguardo. Il
condizionamento ci spinge a fare qualcosa
J.B. Si, la meditazione tutto il contrario di un fare, ma sembra esserci alternanza tra uno stato
apparentemente concentrato e un altro di sedicenti pensieri che vengono a distrarci. Sono state messe a punto
delle tecniche per arrivare a concentrarsi su un solo suono, un solo pensiero; questo pu servire fino ad un
certo punto, ma non va mai molto lontano e il rischio di perdersi nella tecnica, dimenticando che anche la
tecnica deve sparire.
Meditare non applicare una tecnica!
Quando viene un pensiero, sono l. Se non fossi l, non ci sarebbe pensiero. Ogni pensiero dunque in s il
modo di ricondurmi a me stesso. Se comprendo questo, smetto di separarmi dai miei pensieri. La separazione
dai pensieri un ostacolo per molti: dicono che dovrebbero fare meditazione per eliminare i pensieri. Ma cos
facendo si separano dai pensieri e dalla meditazione. C di nuovo uno scopo da raggiungere.
3m. E la patologia di dirsi che il pensiero il nemico?
J.B. La base della patologia di prendersi per qualcuno separato dal resto delluniverso.
A partire da l tutte le patologie evolvono. Quel modo mondano di vivere fa s che vogliamo sempre qualcosa
daltro da quello che c. La meditazione la cessazione di quel meccanismo. Non ci sono nemici e con questo
riconoscimento viene lumilt. Non c niente altro nella vita che la vita. Anche il pensiero la vita. In quello
che insegnato sulla meditazione spesso deriva una grande mancanza di umilt.
Meditare essere umili. Ma essere umili non vuol dire essere piccoli, ma il contrario. Si diventa cos umili che
non si ha pi limpressione di dover fare qualcosa come decidere che tutte le mattine tra le cinque e le sei
bisogna essere umili. C una installazione. Un riposo.
3m. Ci non vuol dire che tra le cinque e le sei non stai meditando, ma che lo stato mentale cambiato.
Rispondiamo allappello senza farne una storia, un dovere da compiere.
J.B. E sempre pi lo stato meditativo ci coglie durante la giornata. Si pu stare danzando, saltando in aria, o
essendo completamente tranquilli. La meditazione lasciare la vita essere come attraverso il corpo e la
psiche.
3m. La dimensione corporea importante, apre la porta ad un sentire del corpo non abituale. Quando
constato la mia agitazione, tornare alla dimensione corporea. Quando si ha limpressione di sbagliare, si
ritorna a ci che di base. Per noi il corpo. Tutti ne abbiamo uno! Pu perci essere un punto di ancoraggio.
Allinizio, si pu invitare a sentire il corpo; ma molto rapidamente, il corpo non sar pi il corpo. Sar sentire e
basta. Se si sente il corpo, prima o poi si sente una gioia, perch la vera natura del corpo di essere vuoto,
profondamente gioioso.
Allinizio del ritorno alla sensazione, c un osservatore: osserva le sensazioni, i fenomeni nel corpo,
eventualmente ci che non va (e si inquieta!). Cosa diventa nella meditazione?
J.B. Il solo Osservatore che esiste include i mezzi dosservazione, losservatore di cui parlate e il sedicente
oggetto osservato. Tutto dentro. E come il sognatore. Nel sogno, tutti gli oggetti, i personaggi e i mezzi di
conoscenza sono nel sognatore. Nel sogno non c che il sognatore. La meditazione risvegliarsi. Smettere di
dormire. Vedere che nella vita non c che la vita. A un certo momento, rester una chiarezza. Nella stessa
scelta c solo la Luce cosciente. Cosa sono in quel momento? Sono Quello.
traduzione:Luciana Scalabrini