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UN MODO DIFFERENTE DI VEDERE: LA CULTURA DEI TAPPETI KURDI.

Queste sono alcune indicazioni preliminari sulle produzioni tessili del Kurdistan che, riteniamo,
possano essere utili per avere un punto di vista nuovo della sfaccettata realt kurda. Il progetto in
via di definizione e tutti coloro i quali volessero saperne di pi possono rivolgersi ai responsabili
dell'associazione VERSO IL KURDISTAN. ALESSANDRIA.

Le popolazioni curde, ammontanti complessivamente a pi di 15 milioni di individui, vivono in ordine


sparso sui territori di cinque paesi: Iran, Turchia, Iraq, Siria ed ex Unione Sovietica. Come i Luri e i
Bakhtiyari, anche i curdi parlano una lingua iraniana. Sebbene il cuore tradizionale del Kurdistan si
trovi in territorio iraniano, la comunit curda pi numerosa vive in Turchia. Nemmeno le
rivendicazioni per una madre patria comune, un grido di battaglia da molto tempo, sono riuscite a
costituire per questa grande trib dall'immenso potenziale un motivo di unificazione sotto un potere
centrale. Faide sanguinose e ristrettezza di vedute da parte dei capi locali hanno spinto queste
fazioni ad annientarsi a vicenda e alcuni capi hanno mostrato un insaziabile desiderio di discordia.
Ciononostante, i leader curdi hanno spesso dimostrato un coraggio senza pari nel condurre l'antica
lotta per il raggiungimento dell'autonomia, una lotta che a tutt'oggi aperta.

Nel corso della storia, alcune frazioni di questo grande gruppo di trib sono cadute vittime
dell'oppressione di vari popoli: i greci che, nel IV sec. a.C., invasero la Persia, i sultani ottomani, gli
sci persiani, i dittatori sovietici e il regime iracheno di Saddam Hussein. A seguito dell'ultima crisi
curda, sfociata in una ribellione che fece molto scalpore nel 1991, l'Iraq venne accusato di aver
compiuto un genocidio contro queste popolazioni. La tragedia racchiude in s un'amara ironia se si
ripensa al 1915, quando furono i curdi, incitati da elementi al governo, a massacrare gli armeni.
Nella Guerra del Golfo del 1991, Saddam Hussein spinse in prima linea i curdi sul fronte iracheno
dove ebbero la peggio sotto i bombardamenti inglesi e americani. La disperazione dei curdi fuggiti
dall'Iraq dopo la guerra e ormai ridotti alla fame, ha sensibilizzato l'opinione pubblica verso le
esigenze e le rivendicazioni di questo popolo.
Sull'etimologia del termine curdo sono state fatte numerose considerazioni. Nel III sec. d.C.,
il fondatore della dinastia sassanide, Ardeshir I, annoverava, tra i suoi rivali, un re del Kurdan . 1
Il termine curdi e Kurdistan cominciano ad apparire con maggiore frequenza in documenti del
VII secolo. Lo studioso di tappeti curdi, William Eagleton ha espresso in questi termini la sua
opinione su quelle che furono le antiche origini curde: Gli studiosi che hanno tentato di risalire alle
radici dei curdi sono giunti a diverse conclusioni. Su una cosa, per, sono tutti d'accordo e cio sul
fatto che i curdi, con qualunque nome si chiamassero allora, fecero la propria comparsa nella storia
come un popolo delle montagne che and a occupare una parte dell'Iran nordoccidentale e che da
qui si spost, poi, gradualmente in direzione sud, nord e ovest, in Asia Minore e in Iraq .
Numerosi sci persiani spinsero gruppi curdi iraniani fuori dei propri territori tribali, confinandoli
nell'Iran nordorientale e nel Veramin, a sudovest di Terhan. Il gruppo isolato pi numeroso occupa
la zona a nordovest di Meshed, nella provincia dei Khorasan. I pezzi curdi provenienti da quella
regione vengono spesso indicati come quchan o kuchan , dal nome della citt. Il libro di
Wilfred Stanzer, Kordi ( Curdi ), sulle opere tessili dei curdi del Khorasan, presenta un gran
numero di esemplari.

Esempio di lavorazione artigianale di met XIX secolo


Negli ultimi millecinquecento anni, gli influssi di gruppi invasori ebbe sui curdi un impatto
maggiore che non sui gruppi nomadi Luri. I curdi sentirono la dominazione di signori turchi e vissero
i loro rapporti con la cultura urbana persiana, con maggior coinvolgimento di quanto non fecero
gruppi luri isolati. In ultimo, tutte le trib dello Zagros raggiunsero un certo grado di integrazione
razziale, ma in particolar modo questo si verific nel Kurdistan. I curdi della Turchia si unirono ad
altre popolazioni senza perdere la propria identit e suscitano ancora con un certo disagio dal
governo di Ankara. Le richieste di un Kurdistan indipendente vengono viste di buon grado quando
ad avanzarle sono i curdi che vivono all'interno dei confini altrui.
La spina dorsale delle popolazioni curde costituita da molte trib e numerosi clan. Eccezion
fatta per due pezzi appartenenti alla trib jaff, non ci addentreremo ad esplorare le origini delle
diverse opere in rapporto alle sotto-trib. Eagleton resta l'unico scrittore ad attribuire alcuni disegni
a una serie di trib e sotto-trib ben precise, tra cui i curdi iracheni e turchi.

Telaio tribale (Kurdistan persiano 1950 ca.)

In questo documento, noi non miriamo tanto in alto: il nostro obiettivo , ancora una volta, quello
di distinguere i tappeti che contengono disegni tribali da quelli basati su disegni urbani.

Gualdrappa JAFF con


rappresentazioni stilizzate di teste di animali
In quest'ultima categoria rientrano i tappeti provenienti dalle citt curde di Bidjar e Senneh
(ribattezzata Sanandai), dove quest'arte si mantenne a dei livelli molto alti fino al XIX secolo. In
Kurdistan, i laboratori per la produzione di tappeti a scopo commerciale risalgono almeno a
parecchie centinaia di anni fa, se non pi indietro.

esempio Bidjar o Sanandaj


Tra i collezionisti di tappeti persiani classici, i disegni giardino eseguiti nei laboratori curdi
sono sempre stati considerati di altissimo livello. I tappeti persiani classici e altri pezzi di squisita
fattura eguagliavano quelli dei laboratori del Caucaso, un'altra remota regione con forti imprestiti
urbani persiani.

Altri elementi decorativi curdi classici


Malgrado l'antico influsso di motivi ideati da professionisti del disegno a scopi commerciali, i
repertori curdi comprendono una serie di elementi tribali tradizionali totalmente estranei a qualunque
influsso urbano. Alcuni di questi repertori contengono tratti residui di teste animali. Le strette
analogie esistenti tra alcuni di questi disegni e certi antichi motivi tribali luri e bakhtiyari, ne
costituiscono una caratteristica degna di nota.

Esempio di lavorazione tribale del Luristan (Iran


centrale

Talvolta i motivi popolari dei tappeti del Kurdistan


sono talmente simili a quelli del Caucaso meridionale
che risulta difficile stabilire se un dato tappeto da
considerarsi curdo o kazak. A volte si usa il termine
curdo-kazak che, se propriamente usato, indica un
ponte di collegamento tra l'arte tessile curda del
Caucaso meridionale e l'Iran. Lo stesso genere di considerazioni si pu fare a proposito di molti
tappeti curdi provenienti dall'Anatolia, spesso indicati semplicemente come curdi. Malgrado l'antica
riluttanza del governo turco a riconoscerne la sostanziale matrice curda, i commercianti in Turchia li
etichettano in maniera corretta. Tuttavia ai curdi viene riconosciuto rarissimamente, per non dire

mai, di aver influenzato in Anatolia una vastissima gamma di motivi di tappeti e kilim. L'arrivo del
popolo curdo sia nel Caucaso che in Anatolia potrebbe benissimo risalire al I millennio a.C.
La capacit di recupero del popolo curdo dipende, in parte, dalla forza fisica di uomini e donne,
un tema, questo, spesso alla base di molte leggende locali. Il brano seguente tratto dal libro
Womans Share in Primitive Culture ( Il contributo della donna nella cultura primitiva), di Otis
Mason, che viaggi attraverso le impervie regioni del Kurdistan alla fine del XIX secolo.
Arrivammo presto in un punto in cui la strada era stata spazzata via dall'acqua e ci vedemmo
costretti a fare un altro giro. C'era una donna con un asino e, con il carico che aveva in groppa,
l'animale non riusciva a passare. La donna, allora, prese il carico in spalla, attravers e poi port
l'asino dall'altra parte. In pi aveva gi un suo fardello, di almeno 40 kg, e aveva in mano un fuso.
Cos, mentre percorreva la strada che io avevo attraversato con tanta fatica, camminava filando e
cantando...

Esempio di manufatto di inizio XX


secolo di origine armeno-caucasica.
Evidenti le comuni origini con le
lavorazioni kurdish

Nel 1978, come parte di un


programma per promuovere, tra le
tessitrici dei villaggi a est di
Hadaman, il ritorno a filati tinti con
colori vegetali, James Opie, altro
grande conoscitore dell'arte tessile
curda, si rec in numerosi villaggi
curdi.
L'immagine pi eloquente di
quanto un tale progetto fosse
necessario quella offerta dalla
fotografia (con manufatti in colori
sintetici), che scatt durante questo
viaggio: un "nuovo" tappeto curdo sul
telaio. Tra i comitati impegnati nel
tentativo di migliorare la qualit delle
tecniche di tintura e tessitura di
questo villaggio curdo, figuravano
anche un'quipe dell'Universit di Hamadan e un abile tintore di filati, Abbas Sahahi.

Immagini di James Opie risalenti al 1976 1980 ca. (area Mt. Ararat)
Molti dei ministri del governo accolsero di buon grado questo progetto che venne appoggiato
anche dall'ex principessa Farah Diba. Gli eventi politici che seguirono al 1978, portarono al
fallimento di questa impresa, ma, con il nuovo governo in Iran, oggi possibile fare un altro
tentativo, meglio organizzato. Senza il sostegno economico e la direzione centrale del governo,
sar difficile che si faccia ritorno alle tinte vegetali, per la semplice ragione che le tessitrici
preferiscono i colori pi accesi delle tinte sintetiche.
Le citt intorno a Bidjiar potrebbero rappresentare il punto di partenza ideale per un progetto di
questo genere, visto che i tappeti di questi luoghi sono molto conosciuti e una rinascita di antichi
motivi e di colori tradizionali verrebbe bene accolta sui mercati internazionali.
Numerose citt curde sono situate sulla cima di colline (tel) che si formarono, nel corso dei
secoli, sulle rovine di villaggi precedenti, tutti costruiti nello stesso punto. Per esplorare la propria
storia, gli abitanti di questi villaggi curdi non devono far altro che scavare sotto i pavimenti delle
proprie case. Per la gente che vive in questi antichissimi villaggi curdi, in mezzo ad altre persone
della stessa trib, mangiando seduta su tappeti curdi, naturale pensare che il proprio paese il
centro del mondo e che, malgrado tutte le avversit, la cultura curda esister in eterno.
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Il pezzo raffigurato qui a fianco un bellissimo esemplare di motivo tribale curdo della trib jaff.
L'analogia tra queste losanghe ripetute e i medaglioni a testa animale luri / bakhtiyari evidente. Le
tessitrici curde nomadi e residenti eliminarono gli occhi e le corna da questi motivi, mentre quelle luri
/ bakhtiyari in alcuni casi li mantennero.
Il davanti di questa borsa offre un'ampia gamma cromatica. i mezzi medaglioni su entrambi i lati
della sezione centrale servono a inquadrare il disegno ricorrente. Le borse curde con disegno di
questo tipo sul davanti furono prodotte in gran numero mentre i tappeti sono meno frequenti. Si noti
con quanta efficacia il bordo color avorio del tappeto della figura - 1 - accanto incornicia i motivi
ricorrenti della sezione centrale.
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Qui, ogni forma viene messa in evidenza con un gioco di colori. Introducendo un elemento
ritmico ricorrente, in contrasto con il disegno della sezione centrale, il bordo a strisce bianche e
rosse svolge, in questo caso, la funzione di cornice. Questo bordo allineato simmetricamente su
entrambi i lati in modo che le strisce rosse e bianche puntino in direzioni opposte. Chi ha realizzato
questo pezzo riuscito a convogliare in due degli angoli del tappeto il cambiamento di direzione dei
colori.
Il bel tappeto mostrato nella figura accanto riflette uno spirito meno tribale rispetto agli
esemplari precedenti. L'uso di orditi in cotone ci porta a pensare, infatti, che sia stato realizzato in
un villaggio. A partire dagli ultimi decenni del XIX secolo, per gli orditi dei tappeti curdi si sono usati
sia lana che cotone.

La citt di Bidjiar da lungo tempo conosciuta per la resistenza e la durata dei suoi tappeti, tra
cui ci sono pervenuti esemplari del XIX secolo. Le irregolarit mostrate dai bordi del pezzo della
fotografia sulla destra avevano a che vedere con le funzioni e con la destinazione del tappeto.
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Questo , infatti, un wagireh, o tappeto campione, che veniva realizzato come prova per
acquistare maggior dimestichezza con motivi e disegni nuovi. I moltissimi wagireh pervenutici sono
rimasti a testimonianza della grande variet di motivi caratteristici di Bidjiar e delle zone limitrofe.
In questo esemplare ci sono molti motivi che non saltano immediatamente all'occhio. Le coppie
di pecore o capre che brucano le fronde di salici piangenti sono ben visibili nella parte superiore
della sezione centrale, ma gli uccelli sui rami di ogni albero passano quasi inosservati. Le figure
umane sono a coppie e la loro testa girata in modo da far presumere che stiano parlando con
l'altra persona. - 3

Data la forte presenza di elementi urbani e commerciali nelle opere tessili realizzate a Bidjiar,
non facile dire se questi tappeti siano curdi o meno. Tuttavia, Bidjiar si trova in pieno territorio
curdo e la stragrande maggioranza delle sue tessitrici curda. Inoltre, un altro elemento in comune
con le tradizioni tribali curde l'uso del nodo simmetrico.
Anche la coperta da sella qui sotto raffigurata - 4 - viene dalla regione di Bidjiar. Le figure feline
in essa contenute rimandano a immagini leonine di impronta tipicamente urbana piuttosto che a
versioni nomadi tradizionali.
Nel tappeto Bidjiar della figura accanto - 5 - , i pendenti che partono dal medaglione centrale
vanno a terminare con teste di uccello, complete di occhi, rappresentando, quindi, un elemento in
comune con l'esemplare tipicamente curda della fotografia qui
in basso - 6 - .
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Questa analogia porta a interrogarsi su come una figura tipica dell'arte tessile tribale divenne parte
di un disegno convenzionale.
L'interscambio di motivi tribali e urbani nel corso dei secoli, bench biunivoco, non fu comunque
equilibrato. Quando le citt attraversarono momenti di difficolt o periodi di declino, i tradizionali
disegni tribali si mantennero relativamente stabili, specialmente all'interno di alcuni gruppi nomadi
dell'Iran. Tuttavia, furono i periodi di rinnovamento artistico nelle citt a portare alla realizzazione di
nuove generazioni di tappeti urbani di squisita fattura e con bellissimi disegni. E' vero che, di tanto in
tanto, in questi tappeti capitava di trovare qualche elemento tribale, ma in generale, i professionisti
del disegno inventavano i propri motivi, basandosi sulle forme artistiche della pittura, delle miniature
dei manoscritti e, in misura minore, dell'architettura. La fama sempre maggiore che i capolavori dei
disegnatori urbani andarono acquistando port a un aumento della domanda di tappeti appartenenti
a questi stili. A questa tendenza possibile abbiano contribuito anche i mercanti di tappeti, sia in
qualit di proprietari di laboratori, che come venditori all'ingrosso e al dettaglio. Fino a questi ultimi
anni, in Iran, i tappeti pi in voga presso praticamente tutti i mercanti di tappeti sono stati quelli con
disegni delicati e con un alto numero di nodi. Le scelte dei commercianti erano influenzate dalle
preferenze dei loro clienti dei quali. allo stesso tempo, riflettevano i gusti.
Nel tentativo di accaparrarsi la propria fetta di un mercato in continua espansione, le tessitrici
dei villaggi tesero a copiare i disegni che andavano per la maggiore. Allo stesso tempo, motivi
tradizionali di epoca molto pi antica, sopravvissero nei villaggi pi isolati e tra i nomadi. Nelle citt
pi grandi, come Bidjiar, per esempio, frammenti di pi antiche tradizioni ritornarono in voga,

diventando parte di un ibrido tra motivi urbani e motivi tribali. Ci potrebbe spiegare la presenza di
teste di uccello in uno schema di disegni tanto convenzionale.

Anche nei laboratori della citt curda di Senneh si producevano tappeti di eccellente qualit. I
kilim di squisita fattura senseh sono famosi quanto i tappeti a pelo lungo di questa citt. Il pezzo
della pagina accanto uno degli esempi pi raffinati che abbia fatto la sua comparsa sulla scena dei
mercati in questi ultimi decenni.
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Il disegnatore dell'elaborato tappeto senneh dell'illustrazione qui in basso - 7 - sfoggi
un'ineguagliabile abilit nel combinare forme vegetali estremamente complesse e numerosi tipi di
uccelli. Questo pezzo contiene orditi arcobaleno in seta, che devono il proprio nome al
cambiamento, per tutta la larghezza del tappeto, del colore di questi orditi.
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Questi due pezzi sono un esempio della ricca produzione di opere tessili curde nella regione del
Quchan, nell'Iran nordorientale. I dettagli che riflettono la provenienza da questa zona sono sottili e
riguardano la colorazione, le caratteristiche tecniche e i disegni. Il tappeto raffigurato qui sotto ha
riquadri di chiusura a trama piatta caratteristici di un popolare tipo di lavorazione soumak dei curdi
quchan. I bordi secondari sembrano essere un imprestito dai tappeti baluci della Persia
nordorientale. Le trame sono tinte di un colore rosso vivo, pi acceso rispetto a quello dei tappeti
curdi prodotti in Kurdistan, con trame sia di colore marrone naturale sia di colore rosso. I motivi
ricorrenti della sezione centrale sono quelli comuni a quasi tutti i gruppi tribali. Potrebbero essere
elementi ornamentali puramente geometrici risultati dall'evoluzione di precedenti forme a testa
animale.
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Il kilim curdo quchan della pagina accanto - 8 - fu quasi certamente realizzato dalle mani
espertissime di un'abile tessitrice dall'altissimo spirito estetico. La disposizione dei motivi e
l'accurata scelta dei colori difficilmente potrebbero essere opera di un principiante.
L'abbondanza dei tappeti curdi un tempo disponibili in grande numero sui mercati mondiali ha
fatto s che solo ultimamente i collezionisti cominciassero a nutrire per essi un certo interesse. Gli
esemplari migliori si stanno rapidamente affermando nella schiera dei pi ricercati lavori tribali.
Di questo avremo ancora occasione di parlare per il momento limitiamoci ad ammirare gli
esemplari illustrati.
Traduzione e adattamento a cura di Pier Luigi Cavalchini (da Kurdish carpets di Anwar Abbaidi
and James Opie, 2008).