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LOSSERVATOREROMANO
GIORNALE QUOTIDIANO
Unicuique suum
POLITICO RELIGIOSO
Non praevalebunt
Anno CLIV n. 209 (46.751) Citt del Vaticano domenica 14 settembre 2014
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NOSTRE INFORMAZIONI
Nel centenario del primo conflitto mondiale Papa Francesco ha celebrato messa a Redipuglia
La guerra una follia
E ricordando tutte le vittime ha denunciato i pianificatori dello scontro
Nellombra
di Caino
Papa Francesco che cammina e
poi sosta da solo a capo chino tra
le migliaia di tombe bianche nel
verde del cimitero austro-ungarico
a Fogliano di Redipuglia. que-
sta immagine che rester soprat-
tutto della visita del Pontefice nei
luoghi della Grande guerra, un
secolo dopo il suo inizio, nel-
lestate del 1914 che spalanc un
abisso di orrori, inutile strage
poi denunciata invano da Bene-
detto XV.
Altrettanto vano fu le s t re m o
appello di Pio XII con il quale nel
1939 tent di scongiurare il secon-
do conflitto mondiale. Venne in-
vece una tragica ora delle tene-
bre, quando scrive Pacelli nel-
la sua prima enciclica lo spiri-
to della violenza e della discordia
versa sullumanit una sanguinosa
coppa di dolori senza nome. E
oggi il loro successore tornato a
parlare di una terza guerra mon-
diale combattuta a pezzi, con
crimini, massacri, distruzioni,
come aveva detto tornando dalla
C o re a .
Francesco lo ha ripetuto
nellomelia della messa, una me-
ditazione radicata nella Genesi,
il testo che apre le Scritture sacre
ebraiche e cristiane sulla follia
della guerra: realt che distrugge
e stravolge tutto, spinta da cupi-
digia, intolleranza, ambizione,
spesso giustificate da unideolo-
gia. E quando questa manca, ecco
risuonare sorda la risposta di Cai-
no. A me che importa? sono
infatti parole sempre ricorrenti,
anche di fronte alle tragedie pi
spaventose, motto beffardo del-
la guerra che non guarda in fac-
cia a nessuno, quasi personifica-
zione del male.
Nellombra di Caino si sono
cos moltiplicate le vittime, a mi-
lioni, nel secolo insanguinato dai
due conflitti mondiali, e oggi an-
cora a decine di migliaia sono sa-
crificate in guerre dimenticate ma
non meno feroci. Come possi-
bile questo? si chiesto il vesco-
vo di Roma, che di nuovo ha de-
nunciato interessi, piani geopoli-
tici, avidit di denaro e di pote-
re, accusando con forza gli af-
faristi della guerra, veri e propri
pianificatori del terrore e or-
ganizzatori dello scontro, che
con il commercio delle armi gene-
rano cattivi sogni, alimentano
sentimenti cattivi e falsano la
psicologia dei popoli, come dis-
se Paolo VI mezzo secolo fa alle
Nazioni Unite.
Di fronte a questa cupa realt
si leva la parola del Vangelo, che
incoraggia e ammonisce: Chi si
prende cura del fratello, entra
nella gioia del Signore; chi invece
non lo fa, chi con le sue omissio-
ni dice a me che importa? rima-
ne fuori ha detto il Papa. Per
salvarsi bisogna allora avere il co-
raggio di uscire dallombra di
Caino e invocare la capacit di
piangere. Per abbandonare i so-
gni cattivi e tornare a quelli delle
vittime delle guerre e degli anzia-
ni di oggi a cui ha accennato
Fr a n c e s c o .
g. m .v.
Papa Francesco tornato a denun-
ciare la follia della guerra, alimen-
tata dai pianificatori del terrore e
dagli organizzatori dello scontro
assetati di denaro e di potere. Il se-
vero monito del Pontefice risuona-
to sabato mattina, 13 settembre, du-
rante la messa celebrata a Redipu-
glia nel ricordo del centenario del
primo conflitto mondiale.
Nel luogo simbolo della inutile
strage che segn tragicamente lini-
zio del Novecento il sacrario mili-
tare nei pressi di Gorizia custodisce i
resti di oltre centomila caduti, men-
tre nel vicino cimitero austro-ungari-
co ne sono sepolti quasi quindicimi-
la il Papa ha voluto pregare per
le vittime di tutte le guerre, ricor-
dando con accenti gravi che la
guerra stravolge tutto, anche il lega-
me tra i fratelli, perch il suo pia-
no di sviluppo la distruzione.
Dietro ogni decisione bellica,
ha incalzato, ci sono la cupidigia,
lintolleranza, lambizione al pote-
re. Ma c soprattutto li n d i f f e re n z a
verso laltro, racchiusa nella risposta
di Caino al Signore che gli chiede
conto della sorte del fratello Abele:
A me che importa?. questo
ha constatato il motto beffardo
della guerra, che non guarda in
faccia a nessuno: vecchi, bambini,
mamme, pap. Milioni di vite spez-
zate e sogni infranti, perch luma-
nit ha detto: A me che impor-
ta?.
Una risposta che ancora oggi con-
tinua a riecheggiare dietro i conflitti
e le violenze che lacerano numerose
regioni del mondo. Tanto che Papa
Francesco come aveva gi fatto lo
scorso 18 agosto durante il viaggio
aereo di ritorno dalla Corea ha
evocato nuovamente limmagine di
una terza guerra mondiale combat-
tuta a pezzi, con crimini, massacri,
d i s t ru z i o n i .
Come possibile questo? si
chiesto. possibile ha spiegato
perch anche oggi dietro le quinte
ci sono interessi, piani geopolitici,
avidit di denaro e di potere. E ci
sono soprattutto gli imprenditori
delle armi, che in ogni focolaio di
scontro vedono unoccasione per au-
mentare i loro gi lauti guadagni.
Affaristi della guerra li ha definiti
il Pontefice, aggiungendo con ama-
rezza: Forse guadagnano tanto, ma
il loro cuore corrotto ha perso la ca-
pacit di piangere. Da qui lapp ello
alla conversione del cuore, che
conduce luomo dallindifferenza al
pianto. Perch, ha concluso il Papa,
lumanit ha bisogno di piangere, e
questa lora del pianto.
PAGINA 8
Il Santo Padre ha ricevuto in
udienza nel pomeriggio di ve-
nerd 12 Sua Eccellenza Reve-
rendissima Monsignor Nikola
Eterovi, Arcivescovo titolare di
Cibale, Nunzio Apostolico nel-
la Repubblica Federale di Ger-
mania.
Il Santo Padre ha nominato
Membri della Congregazione
per lEvangelizzazione dei Po-
poli gli Eminentissimi Signori
Cardinali: George Pell, Prefetto
della Segreteria per lEconomia;
Timothy Michael Dolan, Arci-
vescovo di New York (Stati
Uniti dAmerica); Luis Antonio
G. Tagle, Arcivescovo di Mani-
la (Filippine); Jean-Pierre Kut-
wa, Arcivescovo di Abidjan
(Costa dAvorio); Orani Joo
Tempesta, Arcivescovo di So
Sebastio do Rio de Janeiro
(Brasile); Lorenzo Baldisseri,
Segretario Generale del Sinodo
dei Vescovi; gli Eccellentissimi
Monsignori: Agostino Marchet-
to, Arcivescovo titolare di Asti-
gi; Luigi Travaglino, Arcivesco-
vo titolare di Lettere, Nunzio
Apostolico nel Principato di
Monaco, Osservatore Perma-
nente della Santa Sede presso
le Organizzazioni e Organismi
delle Nazioni Unite per lAli-
mentazione e lAgricoltura;
Claudio Maria Celli, Arcivesco-
vo titolare di Civitanova, Presi-
dente del Pontificio Consiglio
delle Comunicazioni Sociali;
Ignatius Suharyo Hardjoatmo-
djo, Arcivescovo di Jakarta (In-
donesia); Patrick Christopher
Pinder, Arcivescovo di Nassau
(Bahamas); Dieudonn Nzapa-
lainga, Arcivescovo di Bangui
(Repubblica Centroafricana);
Giampiero Gloder, Arcivescovo
titolare di Telde, Nunzio Apo-
stolico, Presidente della Pontifi-
cia Accademia Ecclesiastica;
Paul Bi Vn oc, Arcivescovo
di Thnh-Ph H Ch Minh
(Vietnam); Tarcisius Isao Kiku-
chi, Vescovo di Niigata (Giap-
pone); Celmo Lazzari, Vescovo
titolare di Muzuca di Proconso-
lare, Vicario Apostolico di San
Miguel de Sucumbos (Ecua-
dor); e i Reverendissimi: Padre
Michael Anthony Perry, O.F.M.,
Ministro Generale dellO rdine
Francescano Frati Minori; Pa-
dre Louis Lougen, O.M.I., Supe-
riore Generale dei Missionari
Oblati di Maria Immacolata;
Socrates Mesiona, Direttore
Nazionale delle PP.OO.MM. nelle
Filippine; Suor Luzia Premoli,
S.M.C., Superiora Generale delle
Missionarie Comboniane.
Sua Santit ha nominato
Consultori della stessa Congre-
gazione per lEvangelizzazione
dei Popoli gli Eccellentissimi
Monsignori: Jorge Carlos Pa-
trn Wong, Arcivescovo-Vesco-
vo emerito di Papantla, Segreta-
rio per i Seminari della Congre-
gazione per il Clero; e Juan
Ignacio Arrieta Ochoa de Chin-
chetru, Vescovo titolare di Civi-
tate, Segretario del Pontificio
Consiglio per i Testi Legislativi.
In vista del vertice di Parigi per definire una strategia comune
Kerry lavora alla coalizione contro lIs
IL CAIRO, 13. Il segretario di Stato
americano, John Kerry, atteso oggi
in Egitto, ultima tappa della sua
missione per rafforzare la coalizione
internazionale costituita su iniziativa
di Washington con lobiettivo di
combattere i terroristi del cosiddetto
Stato islamico (Is). Al Cairo, oltre ai
vertici egiziani, Kerry incontrer an-
che il segretario generale della Lega
Araba, Nabil Al Arabi.
Ieri il segretario di Stato america-
no si recato in Turchia per un col-
loquio con il presidente Recep
Tayyip Erdoan. Dallincontro
stando a quanto fatto trapelare
non emerso nessun cambiamento
in quella che finora stata la posi-
zione turca: s al sostegno umanita-
rio, logistico e di intelligence, ma
nessun coinvolgimento in azioni
militari. Ankara ha negato luso del-
la base Nato di Incirlik per lanciare
i raid americani. Gli analisti sosten-
gono che gli Stati Uniti puntano a
ottenere da Ankara almeno un raf-
forzamento dei controlli alla frontie-
ra, dalla quale dicono fonti di
stampa sono passati e continuano
a passare centinaia di aspiranti mili-
ziani dellIs provenienti dai Paesi oc-
cidentali.
Nella capitale turca Kerry ha in-
contrato, oltre a Erdoan, il nuovo
premier, Ahmet Davutolu, e il mi-
nistro degli Esteri, Mevlut
avuolu. Sabato scorso al vertice
della Nato nel Galles, Obama aveva
cercato, in un colloquio durato circa
ottanta minuti, di convincere
Erdoan a incrementare il sostegno
turco alla coalizione anti-Is. Dal
canto suo, Erdoan aveva ufficial-
mente aderito alla coalizione, ma
escludendo azioni militari, temendo
possibili ripercussioni sulla sorte dei
46 ostaggi turchi catturati lo scorso
giugno nel consolato di Mosul dai
miliziani dellIs.
Alla coalizione internazionale han-
no al momento aderito dieci Paesi
arabi: Egitto, Iraq, Giordania, Liba-
no, Bahrain, Kuwait, Oman, Qatar,
Arabia Saudita ed Emirati Arabi
Uniti. Luned si terr a Parigi una
conferenza organizzata dallEliseo
sulla strategia da seguire nella lotta
allIs: sar presente anche la Russia
con il ministro degli Esteri.
Tre corpi recuperati al largo di Malta
Nuovo naufragio nel Mediterraneo
ROMA, 13. Unimbarcazione con un
numero imprecisato di migranti
naufragata a trecento miglia a sud-
est di Malta. Sono stati recuperati
finora tre cadaveri e sette superstiti,
tra i quali due bambini, ma i di-
spersi sarebbero almeno trenta.
I naufraghi sono stati soccorsi
dalla nave mercantile Pegasus, che
incrociava nella zona. Alle opera-
zioni stanno partecipando anche
un elicottero della Guardia costiera
italiana e uno della Marina greca,
che ha trasportato durgenza tre
superstiti che sarebbero in gravi
condizioni verso un ospedale elle-
nico.
Intanto, giunta questa mattina
a Porto Empedocle una nave con a
bordo cinquecento migranti (tra
cui 49 donne e 59 minori) soccorsi
ieri nel Canale di Sicilia.
Esaltazione della Croce
Lalbero dellEden
sul Golgota
MANUEL NIN A PAGINA 7
Crocifissione, monastero di Nostra
Signora Saydnaya (Siria, XVIII secolo)
Un piccolo migrante tratto in salvo (Ansa)
Madre Francesca Cabrini
e la Grande guerra
Salvate
anche le ciabatte
MARIA BARBAGALLO A PAGINA 4
LOSSERVATORE ROMANO pagina 2 domenica 14 settembre 2014
LOSSERVATORE ROMANO
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Nelle elezioni per il rinnovo del Parlamento
La Svezia
p ro n t a
a voltare pagina
STO CCOLMA, 13. Con il voto di do-
menica per il nuovo Parlamento, la
Svezia potrebbe voltare pagina do-
po otto anni. Sebbene i sondaggi
della vigilia indichino una riduzio-
ne del divario tra i principali con-
tendenti il centro-destra del pri-
mo ministro, Fredrik Reinfeldt, e i
socialdemocratici dello sfidante,
Stefan Lfven i favori degli elet-
tori potrebbero riportare al Gover-
no il centro-sinistra.
Il centro-destra governa in Svezia
dal 2006, quando Gran Persson,
fu sconfitto e dovette cedere il pas-
so a Reinfeldt.
Sotto la guida del leader del cen-
tro-destra, la Svezia ha superato la
Danimarca come Paese dellUnione
europea con il pi alto tasso di oc-
cupazione, pari al 79,4 per cento
delle persone comprese fra i 20 e i
64 anni di et. Il tasso di disoccu-
pazione al 7,9 per cento invece
pi alto di quello danese, norvegese
e tedesco, ma si trova comunque
abbondantemente al di sotto della
media europea. A ci si deve ag-
giungere che i tagli fiscali attuati a
partire sempre dal 2006 hanno por-
tato a un aumento del reddito di-
sp onibile.
Nonostante questo, i sondaggisti
danno per certa la vittoria di
Lfven, anche se lo scarto di voti
previsto attorno al 6 per cento
potrebbe richiedere ulteriori allean-
ze o un Governo di minoranza.
In questo quadro prevista len-
trata in scena dei populisti di estre-
ma destra di Jimmie Akesson, che
potrebbero diventare la terza forza
politica del Paese e privare cos i
due blocchi tradizioniali della mag-
gioranza assoluta in Parlamento. Il
partito di Akesson D emocratici
di Svezia potrebbe riuscire a rac-
cogliere, secondo gli ultimi sondag-
gi, circa il 10 per cento dei voti, il
doppio delle precedenti legislative
del 2010, quando era entrato per la
prima volta in Parlamento con il 5,7
per cento dei voti e venti seggi.
I temi al centro del dibattito elet-
torale sono stati quelli tipici di tutte
le socialdemocrazie: limmigrazione,
lo stato sociale, lutilizzo delle ri-
sorse (che pure si sono ridotte),
listruzione e le tasse. Il Paese ha ri-
sentito della crisi economica mon-
diale, ma ora la ripresa si fa avanti,
anche se le previsioni economiche
di una crescita dell1,9 per cento
questanno nascondono, secondo
gli analisti finanziari, ancora una
debolezza di fondo.
A contendersi il Governo di que-
sto Paese di dieci milioni di abitan-
ti, ma di antichissima storia, sono
due leader profondamente diversi, i
cui consensi negli ultimi mesi si so-
no letteralmente capovolti. Propu-
gnatore del taglio delle tasse, e del-
la lotta allimmigrazione di massa,
Reinfeldt secondo gran parte
dellopinione pubblica non ha
fatto abbastanza per favorire linte-
grazione e per la creazione di posti
di lavoro, soprattutto tra i giovani.
Alla coalizione di centro destra vie-
ne rimproverata anche la bolla im-
mobiliare (con conseguente alto in-
debitamento delle famiglie) e i ri-
sultati insoddisfacenti della scuola
pubblica.
Lefven stato nominato nel
2012 alla guida del Partito socialde-
mocratico dei lavoratori, la cui po-
polarit era precipitata ai minimi
storici. E anche se il recupero di
consensi non stato molto rilevan-
te, Lefven dovrebbe comunque
potere contare sullappoggio dei
Verdi e del Partito della sinistra (gli
ex comunisti).
La Svezia ha un Parlamento uni-
camerale, il Riksdag, composto da
349 deputati eletti con il sistema
proporzionale e la soglia di sbarra-
mento al 4 per cento. Membro
dellUe dal 1995, il Paese scandina-
vo non ha aderito alleuro e la sua
moneta rimasta la corona.
Per mantenere aperto il dialogo tra Kiev e Mosca
Rinviato laccordo di libero scambio
tra Ue e Ucraina
BRUXELLES, 13. Con la decisione di
oggi abbiamo aperto uno spazio po-
litico di dialogo tra Mosca e Kiev,
in modo che ambedue le parti ab-
biano a disposizione il tempo neces-
sario per poter riflettere, apportare
modifiche e andare avanti. Cos il
commissario al Commercio dellUe,
Karel De Gucht, ha giustificato ieri
sera la decisione di rinviare al 31 di-
cembre 2015 lentrata in vigore
dellaccordo di libero scambio tra
lUcraina e lUnione europea.
De Gucht, conversando con i
giornalisti al termine della riunione
trilaterale tra lui, linviato ucraino e
quello russo, ha sottolineato che
tutto il confronto in una fase de-
cisamente complicata. Tuttavia
non cerano altre vie se si vuole
continuare a lavorare per una solu-
zione condivisa. Riguardo alla mi-
naccia che Mosca possa rivalersi con
misure ostili nei confronti di Kiev, il
commissario al Commercio europeo
stato molto netto: Il comunicato
di oggi parla chiaro: le due parti si
sono impegnate a continuare a col-
laborare nellambito del trattato che
lega la Federazione russa ai Paesi ex
Urss. Se Mosca si comporta diversa-
mente saremmo di fronte a una vio-
lazione dellaccordo di oggi.
Intanto, il presidente della Com-
missione europea, Jos Manuel
Duro Barroso, ha ieri auspicato il
raggiungimento di una soluzione al-
la disputa sul gas tra Ucraina e Rus-
sia durante le consultazioni trilatera-
li Mosca-Kiev-Ue in programma nei
prossimi giorni. In una conferenza
stampa a Kiev seguita a un incontro
con il presidente ucraino, Petro
Poroshenko, Barroso ha precisato
che Bruxelles a favore della diver-
sificazione delle fonti energetiche
per lUcraina e delle forniture di gas
con il metodo del reverse flow da
Polonia, Ungheria e Slovacchia.
Il presidente russo, Vladimir
Putin, ha affermato che le nuove
sanzioni Ue sono passi che minano
il processo di pace. Secondo il lea-
der del Cremlino le sanzioni non
sono mai state efficaci come stru-
mento di politica estera e non porta-
no mai i risultati attesi. Putin inol-
tre si mostra cauto di fronte alla
possibilit di contromisure: si faran-
no solo se queste non danneggeran-
no leconomia di Mosca.
Un convoglio russo di aiuti do-
po quello che a fine agosto ha crea-
to lennesima crisi diplomatica tra
Mosca e Kiev ha intanto oltrepas-
sato il confine. A Lugansk sono arri-
vati 70 degli oltre 200 camion che
trasportano oltre duemila tonnellate
di generi di prima necessit ac-
qua, cereali, zucchero e medicinali
per gli abitanti della citt e della re-
gione.
E nel frattempo, il premier ucrai-
no, Arseniy Yatseniuk, ha accusato il
presidente russo di voler cancellare
lUcraina. Il suo obiettivo non
solo quello di conquistare Donetsk e
Lugansk, ha detto questa mattina
nel corso di una conferenza stampa,
riferendosi alle regioni dellUcraina
orientale dove la battaglia infuria da
cinque mesi. Il suo obiettivo
quello di conquistare lintera Ucrai-
na, vuole eliminare lUcraina come
Paese indipendente. Yatseniuk ha
inoltre definito la tregua firmata il 5
settembre a Minsk, tra separatisti fi-
lorussi e Kiev, come solo un primo
passo per fermare un massacro;
e ha chiesto a Stati Uniti e Unione
europea di assumere un ruolo diret-
to nei colloqui di pace in modo da
garantire la sovranit e lindip enden-
za dellUcraina.
Convoglio di aiuti russo entra a Donetsk (Reuters)
Nella ex Germania orientale
Si vota in Turingia
e nel Brandeburgo
Confronto aperto allEurogruppo sulle strategie comuni
Obiettivo crescita
Draghi sprona i Governi ad attuare le riforme
Le associazioni ebraiche denunciano il clima di crescente insicurezza
Raddoppiati in Francia gli atti di antisemitismo
Sempre pi incerto lesito del referendum scozzese
EDIMBURGO, 13. Esito sempre pi incerto per il
referendum del prossimo 18 settembre sullin-
dipendenza della Scozia. Lultimo sondaggio
prevede la vittoria di misura degli unionisti,
con il 51 per cento.
Il rilevamento pubblicato dal quotidiano
The Guardian indica invece il fronte indi-
pendentista al 49 per cento. Il dato esclude gli
indecisi che, secondo il sondaggio, sono pari al
17 per cento. Il peso di questi ultimi appare,
dunque, cruciale per lesito finale della consul-
tazione popolare.
Al coro per il no si aggiunta unaltra
voce, quella del settimanale Economist, che
ha dedicato al futuro della Gran Bretagna la
copertina dellultima edizione prima del refe-
rendum. Abbandonare lUnione sarebbe un
errore per la Scozia e una tragedia per il Paese
che si lascerebbe alle spalle, scrive il giornale,
sottolineando, tra laltro, come il peso della
Gran Bretagna risulterebbe ridimensionato in
ogni contesto internazionale.
E le prime conseguenze sulla scena interna-
zionale cominciano gi a sentirsi: il cancelliere
dello Scacchiere, George Osborne, ha infatti
deciso di rinunciare alla riunione plenaria del
Financial Stability Board dei ministri dellEco-
nomia del G20, che si terr in Australia il 20 e
21 settembre, per rimanere a Londra nelle ore
in cui verr reso noto lesito del referendum.
Al meeting sar assente anche il governatore
della Bank of England, Mark Carney.
Un suonatore di cornamusa in una strada del centro di Edimburgo (Epa)
BERLINO, 13. In Germania si vota
domenica in Turingia e nel Brande-
burgo, Lnder entrambi nel territo-
rio che fu della Repubblica Demo-
cratica Tedesca. I sondaggi della vi-
gilia confortano il cancelliere, An-
gela Merkel, la cui formazione
(Cdu) dovrebbe uscire rafforzata in
entrambi i Parlamenti regionali.
Resta, per, lincognita dellAl-
ternative fr Deutchland (Afd), il
partito euroscettico che potrebbe
spostare gli equilibri e facilitare la
nascita di nuove coalizioni.
Afd rimasto per un soffio fuori
dal Parlamento federale alle elezio-
ni di settembre, ma che ha ottenuto
un buon risultato alle europee e che
per la prima volta entrato in un
Parlamento regionale in Germania
con il voto del 31 agosto scorso in
Sassonia dovrebbe, secondo le
ultime previsioni, ottenere l8 per
cento dei consensi in entrambi i
Lnder, ben oltre la soglia di sbar-
ramento del 5 per cento.
Nella centrale Turingia, guidata
da quasi un quarto di secolo dai
cristiano-democratici, di recente al
Governo con i socialdemocratici
dellSpd, non sembrerebbero in vi-
sta cambiamenti di rilievo, malgra-
do la sinistra Die Linke data al
secondo posto nei sondaggi conti
su una sorpresa dalle urne.
Nel Brandeburgo, il Land nord-
orientale che circonda Berlino, ba-
stione dei socialdemocratici da ven-
tiquattro anni, lSpd dovrebbero
confermarsi primo partito con il 31-
33 per cento dei voti e continuare a
governare con lalleanza della Die
Linke. Unaltra ipotesi potrebbe es-
sere quella di cambiare partner di
Governo e scegliere la Cdu.
Tutto, per, reso pi complica-
to dalla presenza dellAfd, che pun-
ta a raccogliere consensi tra gli elet-
tori di tutte le formazioni, come sa
bene la stessa Merkel: Oltre i tre
quarti dei voti sono arrivati al parti-
to da elettori provenienti da altri
movimenti, ha dichiarato il cancel-
liere. Lesito ideale per Merkel sa-
rebbe quello di riuscire a formare in
Turingia e nel Brandeburgo coali-
zioni con lSpd, sul modello di
quella che governa lo Stato federa-
le, per acquistare anche maggiore
forza nel complesso sistema tedesco
in materia di tagli alla spesa pub-
blica. Intanto il governatore della
Turingia, Christine Lieberknecht,
ha escluso accordi con Afd.
BRUXELLES, 13. In cima alle riforme
necessarie allEuropa c la riduzio-
ne del carico fiscale sul lavoro: que-
sto il messaggio che arriva dallEu-
rogruppo, la riunione informale dei
Paesi delleuro tenutasi ieri a Mila-
no in preparazione del vertice
dellEcofin.
Quella della riduzione del carico
fiscale sul lavoro una chiara
priorit politica si legge nel comu-
nicato stampa finale. Dal presiden-
te della Banca centrale europea,
Mario Draghi, arrivato un nuovo
forte richiamo alla politica, perch
ha detto lex leader di Palazzo
Koch da sole le misure moneta-
rie non potranno sostenere la cre-
scita: Per far s che tornino gli in-
vestimenti serviranno riforme strut-
turali pi ambiziose. I Paesi do-
vranno affrontare le raccomanda-
zioni specifiche in maniera determi-
nata.
La crescita, dunque, ormai di-
chiaratamente lobiettivo comune
dei ventotto. Siamo in un ambien-
te economico che richiede un raf-
forzamento degli investimenti in
Europa, Germania inclusa ha det-
to il ministro delle Finanze tedesco,
Wolfgang Schuble. Affinch si dia
una crescita sostenibile ha sotto-
lineato serviranno pi investi-
menti, rispetto del consolidamento,
riforme e un quadro regolativo mi-
gliore. Concetto sul quale ha insi-
stito anche il presidente dellE u ro -
gruppo, Jeroen Dijsselbloem, che
ha sottolineato come sia sempre pi
necessario un forte mix di politi-
che di bilancio, riforme strutturali e
investimenti. C un ampio con-
senso ha aggiunto sul fatto che
il patto di stabilit e crescita
unancora di fiducia, che va preser-
vata.
Sempre Dijsselbloem ha precisa-
to oggi, dopo le voci diffuse dalla
stampa, che lEuropa non ha
chiesto nessun nuovo impegno
scritto allItalia sulle riforme.
Tutti i Paesi Ue ha aggiunto
hanno un impegno scritto che si
chiama Patto di stabilit: allItalia
non stato chiesto nessun nuovo
imp egno.
PARIGI, 13. Nei primi sei mesi
dellanno gli atti di antisemitismo
in Francia sono raddoppiati rispetto
allo stesso periodo del 2013. Secon-
do i dati diffusi dalla Spcj (Service
de protection de la communaut
juive), gli atti e le minacce antise-
mite sono passati da 276 a 527 nei
primi sei mesi del 2014. E forse non
un caso dicono gli analisti se
questanno la Francia si attesta per
la prima volta come principale Pae-
se di emigrazione verso Israele.
Interpellato dal quotidiano Le
Monde, il ministro dellInterno,
Bernard Cazeneuve, ha confermato
la tendenza: Gli atti di antisemiti-
smo segnano un significativo au-
mento da inizio anno. Lo abbiamo
osservato con i rappresentanti della
comunit ebraica, con cui siamo in
contatto costante.
In un comunicato, la Spcj de-
nuncia nello specifico che il clima
di insicurezza per la comunit
ebraica si fortemente radicato in
seguito a numerose violenze antise-
mite rivolte contro individui, sina-
goghe e scuole della comunit
ebraica. Nel solo mese di luglio ci
sono stati ventinove atti di vandali-
smo di carattere antisemita.
In una nota, il Crif (Conseil re-
prsentatif des institutions juives de
France) si detto molto preoccu-
pato, sottolineando la comparsa di
nuove forme di violenza: attacchi
in gruppi organizzati contro luoghi
comunitari, aggressioni pianificate e
mirate contro le sinagoghe, atti di
vandalismo contro negozi ebraici e
attentati terroristici. Il presidente
del Crif, Roger Cukierman, ha di-
chiarato: Sappiamo bene che stia-
mo assistendo a una deriva e che la
Francia malata di questa violen-
za. Forte di seicentomila persone,
quella francese la terza comunit
ebraica mondiale. Ma sono sempre
pi numerosi quelli che decidono di
lasciare la Rpublique.
LOSSERVATORE ROMANO domenica 14 settembre 2014 pagina 3
Lepidemia di ebola grave ipoteca sulla vita dei giovani del Paese africano
Quale futuro
per i bambini della Liberia
Lesercito nigeriano respinge lattacco di Boko Haram
Battaglia
vicino a Maiduguri
MONROVIA, 13. Per lUnicef ebola ha
avuto un forte impatto sui bambini:
in Liberia la malattia ha danneggia-
to i servizi sanitari per i pi piccoli,
le scuole sono state chiuse e migliaia
di bimbi sono rimasti orfani. A cau-
sa della mancanza di cure i piccoli
muoiono anche di altre malattie co-
me malaria, polmonite e diarrea,
prevenibili con vaccini. Inoltre, an-
che le donne in gravidanza spesso
non partoriscono in luoghi sicuri.
Negli ultimi dieci anni la Liberia
era cambiata, passando da Paese im-
pantanato in devastanti conflitti a
Paese positivamente segnato dalla ri-
duzione del tasso di mortalit infan-
tile. Ora lebola minaccia di cancel-
lare tutti gli obiettivi duramente rag-
giunti per i bambini e per la Libe-
ria ha commentato Sheldon Yett,
rappresentante dellUnicef in Libe-
ria. Sinora lUnicef, con il supporto
della Banca mondiale, ha inviato
forniture per la protezione persona-
le, kit igienici e cloro. La scorsa
settimana, lorganizzazione ha di-
stribuito novemila kit igienici a
45.000 persone della comunit di
M o n ro v i a .
Per evitare che la gi devastante
epidemia di ebola abbia conseguen-
ze a lungo termine sul Paese africa-
no, lUnicef sta formando operatori
psico-sociali e sta lavorando per ri-
pristinare i servizi necessari per la
salute infantile e materna. La Libe-
ria ha affermato Sheldon Yett
uno dei Paesi con il numero pro-ca-
pite pi basso di operatori sanitari.
Inoltre, circa il 15 per cento di colo-
ro che hanno contratto lebola sono
operatori sanitari, una perdita deva-
stante per il Paese, per i bambini e
le famiglie che aiutano.
Gli Stati Uniti hanno intanto an-
nunciato linvio di un ospedale da
campo in Liberia, nellambito dello
sforzo per combattere lepidemia di
ebola. Lo ha confermato il portavo-
ce del Pentagono John Kirby. Lo
stesso presidente statunitense Barack
Obama si recher marted in visita
presso il Centro di controllo e pre-
venzione delle malattie di Atlanta
per informarsi sullo sviluppo del-
lepidemia in Africa.
Un bambino a Monrovia osserva un uomo colpito da febbre emorragica (LaPresse/Ap)
In carcere
i presunti
attentatori
di Malala
ISLAMABAD, 13. A due anni
dallattacco contro la studentessa
pakistana Malala Yousufzai
messa sotto bersaglio per il suo
impegno a favore delleducazione
delle giovani donne le s e rc i t o
ha annunciato ieri la cattura dei
presunti attentatori appartenenti
al principale gruppo talebano del
Tehrik-e-taleban Pakistan (Ttp).
In una conferenza stampa, i mili-
tari hanno illustrato lop erazione,
condotta con laiuto dellintelli-
gence militare, che ha portato
allarresto di dieci uomini. Mala-
la, il 9 ottobre 2012, allep o ca
quindicenne, era insieme a due
compagne di scuola quando il mi-
nibus su cui viaggiava fu attacca-
to mentre rincasava a Mingora.
Quel giorno due militanti si avvi-
cinarono al veicolo delle studen-
tesse, la chiamarono per nome
per identificarla e subito dopo le
spararono a bruciapelo diversi
proiettili che la colpirono grave-
mente alla testa. Ridotta in fin di
vita, fu trasferita prima in un
ospedale di Rawalpindi e poi a
Birmingham, dove per diverso
tempo fu sottoposta a una serie
di delicate operazioni chirurgiche.
Da allora vive nella citt britanni-
ca con la famiglia e non potr pi
tornare in Pakistan per le minacce
dei fondamentalisti.
Mandato di arresto
contro il leader
dei ribelli del Darfur
KHARTOUM, 13. La Corte penale
internazionale (Cpi) ha emesso un
mandato di arresto contro Abdal-
lah Banda Abaker Nurain, capo ri-
belle del Darfur, accusato di crimi-
ni di guerra per un attacco contro
un contingente della missione di
pace dellUnione africana, costato
la vita nel 2007 a 12 militari.
Nurain era stato finora citato a
comparire in tribunale, cosa che
aveva fatto una sola volta nel 2010:
da allora la sua assenza ha costret-
to i giudici dellAja a rimandare il
processo e infine a emettere un
mandato di cattura. Il Cpi, che
non dispone di una propria forza
di polizia, ha chiesto ieri la coope-
razione del Governo sudanese per
ottenere la cattura di Nurain, coo-
perazione che al momento non
in corso anche perch lo stesso
tribunale ha emesso per crimini
di guerra e contro lumanit per i
massacri nel Darfur un mandato
di cattura nei confronti del presi-
dente sudanese, Omar Al Bashir,
che non riconosce la legittimit
della Corte penale internazionale.
Il Darfur una regione situata
ad ovest del Sudan con circa sei
milioni di abitanti. Terra ricca di
risorse petrolifere ma tra le zone
con il pi basso reddito pro-capite
dellAfrica, teatro dal 2003 di un
aspro conflitto nel quale fazioni av-
versarie ribelli, esercito, bande
armate lottano per il controllo
del territorio. Ben poco della ric-
chezza prodotta dai 120.000 barili
di greggio che si esportano ogni
anno contribuisce al miglioramento
delle condizioni economiche degli
abitanti.
La guerra per il controllo del
Darfur ha gi spinto alla fuga oltre
un milione di persone e il numero
degli sfollati aumenta drasticamen-
te. Manca lacqua potabile e lassi-
stenza medica di base. Gran parte
della popolazione, vittima della
violenza e della povert, sfollata
dalla sua terra, vive in condizioni
di estremo degrado nei campi pro-
fughi allestiti in tutto il Paese.
Dopo il crollo del Rana Plaza
Oltre duecento fabbriche
chiuse in Bangladesh
Due milioni di persone colpite dallalluvione
Inondata
la capitale del Kashmir
La citt completamente sommersa (Afp)
DACCA, 13. Sono pi di duecento le
fabbriche di abbigliamento di grandi
marchi internazionali chiuse in Ban-
gladesh dallaprile del 2013, dopo la
tragedia causata dal crollo del Rana
Plaza (edificio commerciale di otto
piani) in un sobborgo di Dacca, do-
ve morirono 1.132 persone, in gran
parte operai sottopagati.
Le chiusure che hanno colpito
principalmente gli impianti pi pic-
coli, spesso collocati in edifici condi-
visi e non appropriati per le esigenze
industriali, come il Rana Plaza so-
no costate decine di migliaia di posti
di lavoro e hanno portato a un calo
delle esportazioni, sollevando preoc-
cupazioni.
Lindustria dellabbigliamento e
degli accessori, in gran parte orienta-
ta allesportazione verso lEuropa e
gli Stati Uniti, rappresenta, infatti,
la maggiore fonte di valuta estera
per il Bangladesh, con un giro di af-
fari stimato dagli economisti in sedi-
ci miliardi di dollari lanno. Il setto-
re tessile impiega circa quattro milio-
ne di persone, soprattutto donne, in
almeno cinquemila fabbriche. Spes-
so, per, in condizioni di lavoro del
tutto insufficienti e con salari molto
bassi.
Nella maggior parte degli stabili-
menti che hanno chiuso i battenti la-
voravano tra i trecento e gli ottocen-
to operai.
Subito dopo il crollo del Rana
Plaza il pi grave incidente avve-
nuto in una fabbrica tessile nel mon-
do alcune aziende europee e statu-
nitensi che fanno affari con Dacca
hanno lanciato una grande campa-
gna per la sicurezza e il Governo ha
avviato una profonda revisione
dellintero settore dellabbigliamento
e degli accessori. Sono state ispezio-
nate pi di milleduecento fabbriche,
la maggior parte delle quali costrette
poi ad adeguare le proprie strutture.
I lavoratori del settore tessile in
Bangladesh sono tra i meno pagati
al mondo (attualmente il salario mi-
nimo equivale a ventotto euro men-
sili), con orari di lavoro che in molti
casi arrivano anche a ottanta ore set-
timanali, in ambienti spesso fatiscen-
ti e inadeguati.
Bachelet vuole
annullare lamnistia
cilena del 1978
SANTIAGO DEL CILE, 13. La presi-
dente cilena, Michelle Bachelet, al
suo secondo mandato, ha deciso
di riaprire le questioni giudiziarie
legate agli anni della dittatura mi-
litare, annunciando lintenzione di
annullare la legge di amnistia del
1978. Secondo quanto riferisce il
quotidiano El Pas, se approvata
la legge che prevede lannullamen-
to dellamnistia avr effetto re-
troattivo, consentendo cos di ria-
prire una serie di casi che la legi-
slazione voluta dal regime militare
aveva invece consentito di archi-
viare. Con lannullamento della
legge di amnistia, il Governo Ba-
chelet adeguer la legislazione ci-
lena a quella internazionale in
materia di diritti umani, ha sottoli-
neato il ministro della giustizia,
Jos Antonio Gmez.
BO GOT, 13. Il vincitore del premio
Nansen 2014 assegnato dallalto
commissariato delle Nazioni Unite
per i Rifugiati (Unhcr) la rete per
i diritti delle donne colombiane Ma-
riposas de Alas Nuevas Construyen-
do Futuro (Farfalle con nuove ali
per costruire il futuro).
Lorganizzazione nata con
lobiettivo di aiutare donne soprav-
vissute a migrazioni forzate e ad
abusi sessuali. Ha sede nella citt
costiera di Buenaventura sul Pacifico
e opera su base esclusivamente vo-
lontaria. La rete ha finora aiutato ol-
tre mille donne e le loro famiglie.
Queste donne stanno compiendo
un lavoro straordinario nel pi diffi-
cile dei contesti ha dichiarato lAlto
commissario delle Nazioni Unite per
i Rifugiati, Antnio Guterres. Il lo-
ro coraggio ha aggiunto va oltre
le parole.
Una sartoria gestita dallassociazione (Efe)
Il premio Nansen 2014 assegnato a unorganizzazione femminile colombiana
Coraggio oltre le parole
In Myanmar
revo cato
il coprifuoco
NAYPYIDAW, 13. Dopo oltre due
anni, le autorit del Myanmar
hanno tolto il coprifuoco nella
citt di Sittwe, nello Stato occi-
dentale del Rakhine. Il coprifuo-
co era stato imposto nel giugno
del 2012, dopo le ripetute violen-
ze tra i buddisti di etnia rakhine e
la minoranza musulmana dei
rohingya, che avevano provocato
oltre duecento morti e centoqua-
rantamila sfollati. Il portavoce del
Governo del Rakhine ha detto
che il coprifuoco stato rimosso
perch le tensioni si sono allenta-
te e la situazione sta tornando al-
la normalit. Ma per gli operatori
umanitari la situazione per le co-
munit sfollate rimane difficile.
Il direttore delle operazioni per
lUfficio delle Nazioni Unite per
il coordinamento degli Affari
umanitari, John Ging, ha recente-
mente visitato la regione, affer-
mando che gli sforzi umanitari e
di assistenza allo sviluppo devono
essere aumentati. Uno dei pro-
blemi pi critici quello di trova-
re una soluzione giusta ed equa
alla questione della cittadinanza
per i rohingya, ha affermato
Ging. La stabilit e la pace pos-
sono essere raggiunte quando sa-
ranno soddisfatte le esigenze di
tutte le comunit ha aggiunto
lufficio regionale per lAsia e il
Pacifico dellUndp, il programma
di sviluppo delle Nazioni Unite.
ABUJA, 13. Lesercito nigeriano ha
fatto sapere di aver sconfitto pi di
un centinaio di fondamentalisti
islamici dellorganizzazione radica-
le Boko Haram che nella notte
avevano attaccato una localit vici-
na a Maiduguri, citt chiave nel
nord-est del Paese.
I miliziani di Boko Haram ave-
vano lanciato un massiccio attacco
contro la localit di Konduga, a
circa 35 chilometri da Maiduguri,
capoluogo dello Stato nord-orien-
tale di Borno. Secondo il portavo-
ce dellesercito, Timothy Antigha,
dopo circa tre ore di intensi com-
battimenti i miliziani di Boko Ha-
ram, che avevano messo in campo
pi di cento terroristi, sono stati
sconfitti dalle truppe nigeriane su-
bendo pesanti perdite.
In precedenza le autorit politi-
che e militari locali, tra cui il fo-
rum degli anziani dello Stato di
Borno, avevano dichiarato che i
terroristi di Boko Haram circonda-
vano completamente Maiduguri e
che lattacco alla citt era imminen-
te. Avevano quindi chiesto al Go-
verno linvio urgente di rinforzi mi-
litari.
Pi della met degli oltre quat-
tro milioni di abitanti dello Stato
nord-orientale di Borno si trovano
attualmente a Maiduguri, dove si
sono rifugiati molti degli sfollati
delle altre localit nigeriane che
nelle ultime settimane sono state
attaccate dai fondamentalisti. La
gran parte di questi sfollati vive in
condizioni precarie, secondo quan-
to reso noto da numerosi testimoni.
Altre migliaia di persone stanno
fuggendo dalle zone sotto il con-
trollo di Boko Haram e dove leser-
cito nigeriano ha intensificato gli
attacchi aerei.
Molti analisti sono preoccupati
che la Nigeria, lo Stato pi popo-
loso dellAfrica, possa trovarsi in
una situazione simile allIraq e alla
Siria, dove i militanti dello Stato
islamico hanno proclamato la crea-
zione del Califfato. Il mese scorso
anche Boko Haram aveva infatti
annunciato la creazione di uno Sta-
to islamico nel nord-est del Paese.
Negli ultimi mesi il gruppo fon-
damentalista ha cambiato tattica,
scegliendo di attaccare e prendere
il controllo delle citt del nord-est,
a maggioranza musulmana, piutto-
sto che continuare con azioni in
stile guerriglia.
Allinizio della settimana, per,
lesercito nigeriano passato alla
controffensiva e dopo aver inviato
cinquecento soldati di rinforzo nel-
lo Stato dellAdamawa ha afferma-
to di aver ripreso il controllo di
molte delle localit cadute in
precedenza nelle mani del gruppo
terroristico. Le citt di Bama, nello
Stato del Borno, e di Michica,
nellAdamawa, che distano tra loro
oltre centocinquanta chilometri,
erano state conquistate allinizio
del mese dai miliziani islamici.
Alcuni giorni fa anche la strate-
gica citt di Mubi, sempre nello
Stato dellAdamawa, stata ricon-
quistata dallesercito dopo unof-
fensiva contro Boko Haram in cui
sono rimasti uccisi molti miliziani
jihadisti e cinque militari. Lannun-
cio stato fatto dal portavoce del
ministero della Difesa nigeriano,
Chris Olukolade.
NEW DELHI, 13. finita completa-
mente sottacqua Srinagar, capitale
estiva dello Stato settentrionale in-
diano del Jammu e Kashmir. Le
pesanti inondazioni hanno colpito
circa due milioni di persone nel
vicino Pakistan e messo a rischio
limportante industria del cotone
locale. Le prime alluvioni sono
state registrate in Kashmir in se-
guito alle piogge monsoniche, che
ora stanno attraversando il Paki-
stan, con migliaia di villaggi e am-
pie aree di terreni agricoli finiti
sottacqua. Pi di 450 i morti, se-
condo lunit di crisi pakistana, e
due milioni di persone colpite dal-
le inondazioni, cifra che compren-
de sia le persone che sono rimaste
senza casa che quelle fuggite dopo
lalluvione. Pi di 140.000 persone
sono state inoltre evacuate da citt
e villaggi nel Punjab, la provincia
pi popolosa del Pakistan.
LOSSERVATORE ROMANO pagina 4 domenica 14 settembre 2014
Cinquantanni fa, il 15 settembre 1964, laccordo tra Santa Sede e Governo ungherese
Alle origini della Ostpolitik
di MARIA BARBAGALLO
I
ntanto gli Italiani
emigrati dei vari
Stati dEuropa rim-
patriavano. Oh! Le
scene strazianti a cui
si assistette quando venimmo chia-
mate da un comitato di Signori in
aiuto loro per far partire i nostri
connazionali del Belgio e della Fran-
cia allineati in lunghe file, uomini,
donne, vecchi, bimbi dogni et affa-
mati e spossati sdraiati sul nudo ter-
reno accanto a fardelli, pi o meno
grossi, involti in sacchi o tele di cui
non si poteva distinguere il colore,
aspettavano da giorni il momento di
essere mandati in Italia. Si distribui-
va loro latte, pane, uova, carne, vino
frutta e denaro (...) Si aveva lillusio-
ne di essere in un vero centro di
Missione, eravamo felici di poter
prestare la nostra opera di Missiona-
rie a tanti nostri fratelli in ore s dif-
ficili e in circostanze s dolorose. Po-
veri italiani! Li vedemmo salire sul
renza delle sue missionarie, una sof-
ferenza acuita dalla lontananza ma
mai offuscata nella sua lucidit e
nella sua leadership che la rendeva
responsabile sia di suore, alunne e
orfane ricoverate nei suoi istituti, sia
principale referente a Roma. Si sa
che dovete stare bene informate di
tutto alla giornata e prepararvi con
prudenza alle evenienze, ma
nellistesso tempo conservate la cal-
ma dellanimo. Il Cuor SS. di Ges
gnosi, come risulta dalle memorie:
Lo spavento! Fu lunica tribolazio-
ne che ci afflisse durante la guerra!!
E non fu forse la pi piccola croce
comparandola alle gravi calamit che
affliggevano tutta lEuropa durante
la Gran Guerra? Vedevamo le flotte
aeree e nemiche passarci di sopra la
nostra vasta propriet ad ogni ora
del giorno e della notte; ogni sera si
contemplava lo spettacolo bellissimo
e meraviglioso delle Search lights
che da pi di cinquanta quartieri di
Londra slanciavano la lunga fascia
di luce convergendo quasi tutte sul
centro della Metropoli per salva-
guardare Buckingham Palace, la Ca-
sa del Parlamento Westminster Ab-
bey, ecc. E ci fintanto che una di
queste luci scopriva un aeroplano o
zeppelino nemico; allora incomincia-
rono le cannonate contro il malau-
gurato visitatore notturno e per ordi-
ne del Governo tutti dovevamo riti-
rarci, nasconderci nei basamenti del-
le Case. E questa manovra di canno-
nate e di bombe che cadevano pro-
duceva scene strazianti in Londra:
ma in casa nostra, nei nostri nascon-
digli si pregava, si pregava. Quale
conforto ci fu la preghiera allora!
(...) Le bombe caddero qui vicino e
intorno a noi, ma non mai sulle no-
stre Case n nessuna di noi rimase
ne per esercitare la carit
eroica, per dare testimo-
nianza dellAmore di Dio
e raggiungere quelle per-
sone che erano lontane
dalla fede. Infatti
quando le suore a Pa-
rigi rimasero senza
orfane, avendo do-
vuto metterle in sal-
vo in Italia, la casa
si riemp di militari.
Le suore con qualche parola
di conforto riuscirono a far loro reci-
tare il Rosario, partecipare alla mes-
sa e, addirittura, a confessarsi e co-
Francesca Cabrini e la Grande guerra
Salvate
anche le ciabatte
treno in carrozzoni pi atti a conte-
nere bestie che uomini; si spingeva-
no, si pigiavano, urlando, schiamaz-
zando; chi benediceva i signori che
li avevano soccorsi, chi bestemmia-
va, chi imprecava alla guerra. In tale
disordine le famiglie si dividevano
pur credendo di essere unite e chi
cercava il marito, chi la sposa, chi la
mamma, chi il figlio. Noi rimaneva-
mo delle giornate intere e delle notti
finch tutti furono partiti pregando
di cuore al Signore e benedicendo
quella massa di popolo e salvare la
Francia che ci ospitava. Colti alla
sprovvista i Francesi e sprovvisti
delloccorrente per la guerra, gli Au-
striaci se ne approfittarono ed in po-
co tempo gli furono addosso. Il
rombo del cannone veniva ogni po-
co a scuoterci. I Francesi riunite in
uno sforzo supremo le loro forze e
assistiti miracolosamente dal Cielo,
l8 settembre riportarono la grande
vittoria della Marna che nessuno
avrebbe osato sperare infondendo in
tutti una gioia che invano si cerche-
rebbe di descrivere. Passati quattro
mesi e credendo il pericolo sventato
si richiamarono le orfanelle da Cor-
negliano; lasciarono esse non senza
rimpianto la cara Italia felici per di
ritornare al loro nido fra le suore
amate. Ma la guerra continuava e si
prolung ancora per anni.
Questo scrivevano le Missionarie
del Sacro Cuore di Ges nellagosto
1914 nelle loro Memorie, un librone
che cercavano in ogni modo di tene-
re aggiornato per ordine di madre
Francesca Cabrini, che voleva che la
storia dellIstituto delle Missionarie
fosse conosciuta dalle religiose del
futuro. E questo cercavano di far sa-
pere le Missionarie alla fondatrice,
che allepoca si trovava negli Stati
Uniti e che, suo malgrado, non riu-
sc a ritornare in Europa proprio a
motivo della guerra.
Centinaia di lettere testimoniano
che Francesca Cabrini viveva la
guerra con la stessa intensit e soffe-
delle case e delle poche cose impor-
tanti che in trentacinque anni di fon-
dazione le suore si erano procurate
con immensi sacrifici. La corrispon-
denza era particolarmente fitta con
le missionarie di Inghilterra, Francia
e Italia. Preparare tutto in saccocci-
va pregato il militare che la spingeva
via a lasciarla rientrare un momento
per prendere le ciabatte.
Madre Cabrini aveva in mente
una soluzione molto concreta: se le
cose si fossero messe troppo male,
avrebbe fatto in modo di salvare tut-
te le suore e farle arrivare negli Stati
Uniti. Offriva, addirittura, le sue ca-
se degli Stati Uniti per mettere in
salvo il Papa, laddove fosse stato ne-
cessario: Se poi anche lItalia entre-
r nella conflagrazione europea e le
cose si faranno serie, allora sapete
che qui ho posto per tutte. Mi senti-
rei di preparare il posto anche per il
Santo Padre, diteglielo che offro le
nostre Case e che specialmente que-
stultima di Dobbs Ferry sarebbe
meno indegna dellAugusta presenza
del Santo Padre.
Oltre a salvare le suore, la preoc-
cupazione di Francesca Cabrini era
soprattutto quella di incoraggiarle a
non perdersi danimo, di pregare e
cogliere loccasione come se stessero
facendo un corso di Esercizi Spiri-
Poveri italiani! Li vedemmo salire
sul treno in carrozzoni
pi atti a contenere bestie che uomini
Chi cercava il marito, chi la sposa
chi la mamma, chi il figlio
scrivono le suore nel 1914
con voi e vi vuol tutte
salve, e voi siate buone
e pensate a salvare an-
che le ciabatte. La sto-
ria delle ciabatte richia-
mava le missionarie che
erano state espulse dal
Nicaragua nel 1894. In
quelloccasione le suore,
costrette dai soldati a la-
sciare il Paese, erano
uscite di casa con le co-
se strettamente necessa-
rie, ma una di esse ave-
municarsi dopo anni che non lo fa-
cevano.
Le missionarie in Europa speri-
mentarono anzitempo come vivere
senza la presenza di madre Cabrini
che fino allora era stata la loro gui-
da. Compresero che dovevano affi-
darsi a Dio e al loro buon senso, a
quanto avevano imparato dalla fon-
datrice. Non sapevano che non
lavrebbero pi vista e, inconsapevol-
mente, stavano facendo una prova.
Certo non immaginavano che poco
pi di due anni dopo, la madre le
avrebbe lasciate.
Quegli anni tuttavia per Francesca
Cabrini furono ancora anni di lavoro
e di fondazioni. Trovandosi negli
di madre Cabrini cercarono un rifu-
gio in parti poco pericolose, ma non
era facile lasciare la casa, perci cer-
cavano di mandare le pi anziane o
ammalate in posti sicuri e poi cerca-
vano di essere le consolatrici delle
centinaia di famiglie costrette a fug-
gire. Era, anzi, la stessa madre che
esortava le suore a occuparsi dei
Se poi anche lItalia entrer
nella conflagrazione europea e le cose si faranno serie
allora sapete che qui ho posto per tutte
Mi sentirei di preparare il posto anche per il Santo Padre
Diteglielo che offro le nostre Case
ni che, un poco tutte, porterete dove
sar il posto pi sicuro. Fate per
tutto con calma e non abbiate paura.
Girando per queste necessit sar
forse meglio che vi vestiate da seco-
lari. Se la cosa si facesse seria dap-
pertutto, potrete portare tutto qui.
Cos scriveva, ad esempio, la fonda-
trice a Madre Gesuina Diotti, sua
fragile, le preoccupazioni molto
pressanti. Fu un periodo di grande
preghiera, di abbandono e di fiducia
nel Cuore di Ges e di raccomanda-
zioni preziose alle sue figlie sparse
nel mondo.
Lanno, intanto, si era chiuso con
una bellissima lettera indirizzata dal-
la madre a tutte le suore. la famo-
sa lettera del Natale 1914, che cos
inizia: Dacch lIstituto esiste, mai
non abbiamo vissute ore cos vibran-
ti, cos palpitanti di attesa, cos fervi-
de di tutte le ansie e di tutte le tre-
pidazioni come quelle che da pochi
mesi attraversiamo. Pi il grande
conflitto si avvia verso la v v e n i re ,
Il 15 settembre 1964 fu firmato a Budapest un documento tra Santa
Sede e Governo ungherese, il primo di una serie di accordi tra il Va-
ticano e i regimi comunisti dellEst: la data di nascita della cosid-
detta O stpolitik. A questo tema uno dei pi dibattuti della storio-
grafia contemporanea: era un modus non moriendi che non lasciava al-
ternative o stato un errore che ha permesso ai regimi totalitari di
accreditarsi in ambito internazionale? lAccademia dUngheria a
Roma dedicher due giornate di approfondimento. Il 25 settembre
verr proiettato il film documentario di Gilberto Martinelli Il portone
di piombo sui quindici anni vissuti dal primate dUngheria, il cardina-
le Jzsef Mindszenty, come rifugiato nella legazione statunitense di
Budapest. Venerd 26 lIstituto Balassi ospiter il convegno interna-
zionale Pastoral Responsibility and/or Evangelical Witness. The Va-
tican O stpolitik during Pius XII, John XXIII and Paul VI: Historio-
graphical Status quo and New Perspectives. Tra gli organizzatori
del convegno, oltre allAccademia dUngheria, il Pontificio Istituto
Ecclesiastico Ungherese di Roma, lUniversit Europea di Roma e la
Comenius University di Bratislava.
profughi, dei feriti e
delle bambine orfane.
A Londra le mis-
sionarie offrirono la
casa, che chiamavano
lAbbey, per i biso-
Centinaia di lettere dagli Stati Uniti testimoniano
che la fondatrice delle Missionarie del Sacro Cuore di Ges
viveva il conflitto con intensit
Una sofferenza acuita dalla lontananza ma mai offuscata nella sua lucidit
tuali. Cos scriveva a
madre Savar che, da
Codogno, si occupa-
va di tutte le opere
della Lombardia:
Diventando sante
col distacco da se
stesse e da tutto, ri-
pareranno il Cuor di
Ges tanto offeso e
lo placheranno, pi
che con tante altre
dimostrazioni esterne
che tante volte servo-
no pi bene a coprire
magagne che non do-
vrebbero esistere.
Quasi tutte le suo-
re dietro linsistenza
Stati Uniti, dove ormai cerano la
maggior parte delle sue opere
dallest allovest, dal sud al nord,
aveva il suo da fare per ristrutturare,
ricostruire, rinnovare. In particolare,
per, volle celebrare i venticinque
anni della sua partenza per le mis-
sioni avvenuta, dallItalia, il 19
marzo 1889 con la fondazione del-
la Casa di Dobb Ferry per le orfane.
In occasione di questo giubileo dar-
gento, madre Cabrini ricevette enco-
mi conservati in preziose pergame-
ne da parte di illustri personaggi
della Chiesa, da ministri e benefatto-
ri. Pio X, che morir proprio
nellagosto 1914, le aveva mandato
una magnifica pergamena con il suo
augurio personale.
Dal Brasile e dallArgentina erano
molti i vescovi che reclamavano con
urgenza la presenza di madre Cabri-
ni, ma i viaggi in quel periodo erano
molto difficili, la sua salute molto
mo che il fuoco purifica tutte le sco-
rie. Se questo conflitto apportasse a
noi il bene di farci migliori, non po-
tremo pi certo lamentarci. S, in
questa conflagrazione che nessuno
sa spiegare, vi il dito di Dio il qua-
le dal male sa sempre ricavare il be-
ne. Il mondo si era pervertito troppo
e dappertutto sembrava dilagarsi il
male che rovinava linnocenza di
tante belle anime e indeboliva la fe-
de. Il dito di Dio ha pesato e sta pe-
sando sopra di noi e gi nelle anime
entra il fervore, tutte sentono il biso-
gno di avvicinarsi a Dio (...) Dob-
biamo specialmente pregare con fer-
vore pi grande del solito ora che ci
avviciniamo alla celebrazione del
grande avvenimento: la venuta del
Principe della pace. Egli venuto a
redimerci, dia a tutti la sua pace. E
la pace ci sar data se tutte noi cer-
cheremo di rinnovare.
crepitando di nuovi
incendi, e pi sentia-
mo la grandezza tra-
gica premerci e pe-
sarci sopra di tutta
la sua mole terribile.
Dove andiamo? Do-
ve andremo? Di che
sar fatto il domani?
Noi non sappiamo,
nessuno sa n pu
sapere. Solo sappia-
Paolo VI riceve Jnos Kdr, primo segretario del Comitato centrale del Partito socialista ungherese dei lavoratori
(9 giugno 1977)
tornarono a casa loro.
A Milano i dormitori delle edu-
cande furono usati per i militari feri-
ti. A Parigi la Madre raccomandava:
Le povere bambine delle famiglie
grandi che restano al momento sul
lastrico sono meritevoli di grande
compassione e bisogna ricoverarle.
Dopo, N. Signore in compenso aiu-
ter noi.
Si rinfrancava quando le suore la
informavano della carit che riusci-
vano a fare nonostante tutto: Mi
ha consolato assai nel sentire che
avete con voi gli esuli salvati dal
fuoco micidiale. Infatti per madre
Cabrini la tragedia della guerra non
doveva essere solo un pericolo dal
quale fuggire, ma unoccasione per
imparare a essere vere Missionarie,
a confidare di pi nella preghiera,
nella Provvidenza, a crescere nella fi-
ducia nel Sacro Cuore di Ges. E
soprattutto doveva essere uno ccasio-
offesa n in Conven-
to o fuori dai proiet-
tili nemici (...) Allo
scoppio della guerra,
dallAmerica Centra-
le ci arrivarono varie
Signorine come edu-
cande che per ri-
masero poco causa
gli avvenimenti della
guerra e prima che
questa fosse finita ri-
Madre Cabrini
e la pagina
di una sua lettera del 1914
Le suore fra gli italiani di Choisy-le-Roy
e, sotto a destra, un convoglio di sfollati
LOSSERVATORE ROMANO domenica 14 settembre 2014 pagina 5
Un libro
ap erto
Chi sono io?
Speriment i linguaggi di tutte le
avanguardie eppure rimase sempre
fedele a se stesso e alle sue
tradizioni. Luniverso artistico,
poetico, umano e religioso di Marc
Chagall sar un libro aperto per
tutti, a Milano dal 17 settembre al 1
febbraio, grazie alle due mostre che
saranno ospitate dal Palazzo Reale
(Marc Chagall. Una retrospettiva
1908-1985, a cura di Claudia Zevi) e
dal Museo diocesano (Chagall e la
Bibbia). A Palazzo Reale
duecentoventi opere illustreranno
lintero percorso dellartista russo,
mentre il catalogo che accompagner
lesposizione edizioni GAmm
Giunti e 24 Ore Cultura,
organizzatori dellesp osizione
insieme a Palazzo Reale, Arthemisia
Group e Muses Royaux des Beaux-
Arts de Belgique conterr, oltre ai
saggi scientifici, anche scritti
autobiografici inediti di Chagall (ne
anticipiamo uno stralcio in pagina).
Parallelamente, il Museo diocesano
esporr sessanta lavori che lartista
dedic al messaggio biblico. Sin
dagli anni giovanili Chagall fu
affascinato dalla Bibbia, da lui
considerata come la pi importante e
affascinante fonte di poesia e di arte,
e si confront con essa per tutta la
vita. Il curatore della mostra,
direttore del museo, ha anticipato al
nostro giornale una sintesi del saggio
scritto per il catalogo.
di MARC CHAGALL
S
corrono gli anni, volano i
mesi e i giorni. Quanta
pioggia caduta, quanta
neve! Ti svegli una matti-
na, e pare che sia finito
un altro anno, ma soltanto un
nuovo giorno, e qua e l spuntata
una nuova ruga: sulla schiena, sul
soffitto, sulla guancia. Quanta tri-
stezza e quanti sorrisi, aspettative,
incontri, speranze! Quando accadr
che io, lasciati da parte i pennelli,
mi metter seduto con la penna in
mano a scrivere ancora qualche riga
sulla mia vita?
Sono passati quasi cinquantanni
da quando, a Mosca, ho buttato gi
in fretta quel mio libriccino in nove
o dieci quaderni di scuola, ed ecco
la domanda: chi sono io? Non sono
n Michelangelo, n Mozart, n
lacrima che brucia la pelle. E se
queste parole rimanessero per sem-
pre, rimanessero dopo di te, come
ombre, queste parole che implorano
grazia? Eppure, non c stato giorno
della mia vita in cui non abbia du-
bitato di me, del mio lavoro, in cui
non abbia ricordato di essere stato
lultimo della mia classe. Come se
camminassi su un ponte daria, e gli
anni della mia vita, trasparenti come
nuvole, si estendessero come una
veste luminosa, senza corpo. (...) Io
non vivo alla giornata, ma mi attra-
versano i venti delleternit, i pro-
blemi del tempo mi passano attra-
verso. Ogni giorno afferro il pennel-
lo, la penna. Quante cose sono ac-
cadute in tutti questi anni!
Da tempo ho lasciato i miei geni-
tori sulla lontana collinetta della lo-
ro tomba; anzi, da tempo la loro
tomba non esiste pi, come non c
pi casa mia sulla mia strada. O
forse, sulla Seconda Pokrovskaja
me dellarte cosiddetta non ogget-
tuale. Io, commissario per larte del
governatorato di Vitebsk, direttore e
professore dellaccademia, dicevo lo-
ro che un quadrato sulla tela un
oggetto, n pi n meno che una
sedia o un cassettone. A loro pareva
che se fossero riusciti a impadronirsi
della mia Accademia e di tutti gli
allievi, un quadrato nero su una tela
bianca potesse trasformarsi in un
simbolo di vittoria... Vittoria su che
cosa? Ma in quel quadrato nero sul-
lo sfondo misero della tela io non
vedevo lincantesimo dei colori.
Io non ho mai visto che effetto
fanno i miei quadri sullo sfondo del
cielo della mia patria. Come li guar-
dano, e che cosa ci vedono, i russi?
Potrebbero, oppure no, essere tran-
quillamente esposti accanto ai Vru-
b el, ai Levitan, ai Borisov-Musatov,
ad alcuni altri.
Avevo deciso di partire. Ero un
debole fuscelletto. Volevo andare
Lillusione possibile
Marc Chagall al Palazzo Reale e al Museo diocesano di Milano
qualcosa si conservato? Non ci so-
no pi neppure quei ponti. Ma io
continuo a disegnare ancora e anco-
ra nei miei quadri.
Quegli anni sono come mazzi ab-
bandonati di fogliame appassito. Le
erbe delle speranze, la spazzatura
dei litigi e dei dialoghi. Quando ve-
do qualcuno, mi getto su di lui, lo
imploro, vorrei farne il mio angelo
custode. Voglio dissolvermi in lui,
per diventare un artista un uomo
migliore, pi forte, per piangere
meno, per essere meno triste. Cos
come queste nubi invernali veleggia-
no, passano oltre la finestra, cos
passano gli anni, e io rimango solo,
come quella sinfonia incompiuta di
Schub ert...
Ora vado avanti e indietro sul
confine sovietico. Ho vissuto qui
dal 1914 al 1922. Sono abbandonati
alle mie spalle i campi di Vitebsk,
dove ai tempi degli zar si coltivava-
no cavoli e cetrioli. Sono abbando-
Passammo accanto allarco di
trionfo, dove pure era scritto a gran-
di lettere: Proletari di tutto il mon-
do, unitevi!. Ma come faccio io a
unirmi, e con chi, quando vado,
forse parto, fuori da me stesso? E
quando mai torner? E da chi? Per
tutta la vita avevo sognato di unir-
mi, con me stesso, con tutto il
mondo.
E adesso eccomi qui in un nuovo
paese: la piccola Lituania, non an-
cora sovietica, e perfino laria mi pa-
re diversa, e la notte diventata
mattina. Le nuvole scorrono lente
oltre il finestrino del vagone, e han-
no il color grigio-azzurrognolo della
copertina di questo quaderno. Pas-
sano in volo gli uccelli invernali,
oberati dalle loro faccende; trasvola-
no da un albero allaltro, cinguetta-
no, come se volessero entrare in un
dialogo intimo con me, ma io non
sono disponibile.
dove potessi immalinco-
nirmi nei colori quanto e
come volevo. Per lultima
volta mi trovavo sulla
frontiera della Russia so-
vietica. Ecco la grande
scritta sul muro: Proleta-
ri di tutto il mondo, uni-
tevi!. Avevo pensato:
unirsi, davvero, che bella
cosa sarebbe. Avevo ap-
pena parlato per lultima
volta con il militare
dellarmata rossa alla
frontiera. Teneva in mano
il mio passaporto. Io ave-
vo risposto alla sua do-
manda: chi ero e dove an-
davo. Lui aveva esamina-
to il passaporto, mi aveva
ascoltato e aveva ripetuto
la domanda, come se quel
che stava scritto sul pas-
saporto dovesse essere ri-
petuto a voce per mag-
gior chiarezza, cos che
lintera nazione sovietica
potesse sentire che qual-
cuno oltrepassava il confi-
ne: E cosa sono questi
suoi pacchi?. Sono i
miei quadri!. Ah, lei
un pittore!.
Haydn o Goya, ma semplicemente
un certo Chagall di Vitebsk, e non
ho nessuna voglia di imporre agli
altri la mia biografia. Non sono po-
chi i nemici che ho fra la gente; e
forse sono io stesso il mio nemico?
Certi critici darte citano quel mio
primo libretto e a quanto pare, forse
agli altri tocca fantasticare sul mio
conto? Io non vorrei che mi fosse
attribuito quel che non ho detto n
pensato; e cos ho deciso di dire
nati i tortuosi steccati neri si spor-
gevano in modo cos lamentoso.
Ogni palo dello steccato come il
dente di un nero destino... Restano
abbandonati i miei angoli ghiacciati
negli anni della rivoluzione. A Pie-
trogrado e a Mosca.
Abbandonati laccademia e il mu-
seo che ho fondato a Vitebsk, dove
Malevi, Lissitzky e altri professori
da me invitati si sono battuti con
me, con laria di combattere in no-
qualche cosa su di
me, nel caso che mi
trovi ad avere un
qualche significato.
Forse non dir
tutto. Non mi basta-
no le forze per pen-
sare a me stesso,
quando i miei quadri
mi fanno tanto sof-
frire, non mi bastano
le forze per parlare
di me, quando ogni
parola come una
Le nuvole scorrono lente
oltre il finestrino del vagone
e hanno il color grigio-azzurrognolo
della copertina di questo quaderno
Passano in volo gli uccelli invernali
oberati dalle loro faccende
di PAOLO BISCOTTINI
Per Chagall limmagine ha a che fare con
la memoria. Memoria e immaginazione,
strettamente connesse, vivono di una reci-
procit per cui non possibile ricordare
senza immaginare, n possibile immagi-
nare senza lesercizio della memoria. Lim-
magine dunque ha una forte componente
mentale e naturalmente psicologica, per le
molteplici implicazioni suscitate dal ricor-
do, nel caso di Chagall intenso, doloroso
e gioioso a un tempo. il ricordo dellin-
fanzia, ma anche del dolore delluomo,
della sua sopraffazione.
Anche il dinamismo del tratto, talora
solo brevemente accennato, pur in contra-
sto con atteggiamenti estatici presenti nel-
la stessa scena, caratterizza la stessa in
senso drammatico, come dato vedere
nella serie dedicata ad Abramo e Isacco,
sin dalla gouache in cui inizia il loro cam-
mino al monte. Il profilo del ragazzo, for-
temente espressivo, si contrappone a quel-
lo del padre, silenziosamente assorto nel
compimento della volont di Dio.
La stesura a macchie del verde del
monte annulla la profondit dello spazio,
che pur acquista dimensione nel gioco
cromatico del rosso e del bianco. Il colore
tutto e costruisce la forma. Spesso an-
tempo, fino allipotesi che si manifesti na-
scondendosi. Cos nel libro dei Salmi si
legge: Fino a quando, Signore, continue-
rai a dimenticarmi? / Fino a quando mi
nasconderai il tuo volto?, riconoscendo
come questa forma di lamento e invoca-
zione insieme, non significhi assenza o
negazione, bens una particolare afferma-
zione e manifestazione delle s s e re .
In questo senso la riflessione si sposta
sul tema dellarte sacra, chiarendo linesat-
tezza della terminologia, in quanto larte,
opera delluomo, non di per s intrinse-
camente sacra. Pu essere religiosa, ma
non il caso di Chagall, per il soggetto
che tratta, ma non sacra: sacro altro, an-
zi laltro, linaccessibile, il ganz Anderes,
lalterit radicale. Linaccessibile dunque
il tema del sacro, loggetto del nascondi-
mento, al cui disvelarsi lartista aspira. In
questottica si ravvisa la poetica chagallia-
na e la sua intensa dimensione simbolica.
Lo stesso tema del dolore non pu ridursi
a una dimensione storica, ma deve essere
Fuori dagli schemi stilistici del tempo,
di ogni tempo, Chagall interpreta e inter-
roga la Torah, come se dipingesse icone e
la loro stessa dimensione metafisica, av-
vertita per la prima volta visitando il Mu-
seo Alessandro III di San Pietroburgo.
Cos, specialmente nelle opere di soggetto
biblico, possibile rintracciare unanalo-
gia con laspetto contemplativo delle ico-
ne, nonch con precisi riferimenti ai temi
ebraici della narrazione che, per altro, ri-
sente fortemente delliconografia occiden-
tale che scopre a Parigi.
sorprendente come nelle ventidue
gouaches sia possibile cogliere, soprattutto
nellintuizione dello spazio, la predilezio-
ne per scelte unidimensionali che non im-
pediscono, pur in assenza di intenzioni
prospettiche, il raggiungimento di esiti
quasi realistici in forza di una rappresen-
tazione immaginifica e fortemente evocati-
va. Il colore gioca in questo senso un ruo-
lo fondamentale, sia in presenza che in as-
senza, conferendo alla scena un vivace in-
tento narrativo.
schizzo per il Sacrificio di Isacco. I colori
mutati non cambiano latmosfera. Il fon-
do bigio, langelo bianco, come il corpo
di Isacco a terra, mentre su di lui, ma con
lo sguardo alla mano di Dio (come nelle
icone talora), Abramo veste un rosso di
sangue. Lintensit della scena certa-
mente anche riferibile allinflusso di Rem-
brandt, pittore prediletto da Chagall e sua
fonte dispirazione (Sono certo che
Rembrandt mi ama), ma ancor pi al ca-
rattere sacrale di tutta la sua arte.
Ma sarebbe un errore imperdonabile
confondere questo carattere con quella
che oggi si definisce arte sacra. Chagall
non aveva intenzioni riconducibili alla sfe-
ra del religioso, pur concependo tutto il
visibile intrinsecamente connesso al miste-
ro del creato. La sua narrazione della real-
t tende sempre a rappresentare il total-
mente altro da essa. Sotto la sfera celeste
si cela il senso vero della sua visione, ri-
conducibile al tema del nascondimento,
nellaccezione che Heidegger riconosce
allessere, manifesto e nascosto allo stesso
ta in questa accezione larga del mistero
del dolore e della perseveranza nella fede.
Non si tratta di una conversione messiani-
ca, bens del riconoscimento nel crocifisso
(con il tallit e non con il perizoma) di un
simbolo universale di dolore e di fede.
Chagall ebreo riconosce in Cristo le b re o
che porta su di s tutto il dolore delluo-
mo, divenendone lespressione pi forte.
Quanta libert in questa concezione,
quanta affinit con il Ges ebreo di cui
ha parlato spesso anche il cristianesimo e
anche la stessa letteratura ebraica contem-
poranea, che insiste spesso sullidentifica-
zione di Ges con gli ebrei, a causa della
sofferenza di cui sono entrambi vittima.
In realt Chagall non ha voluto metter-
si a confronto con il Ges dei vangeli, ma
egualmente gli ha dato un rilievo inaspet-
tato (si pensi per esempio allAu t o r i t ra t t o
con pendola, dove lartista ritratto mentre
dipinge un crocifisso), quasi a voler affer-
mare frontalmente il tema del Ges della
storia. Inserendo Ges crocifisso nel suo
mondo ebraico (si pensi specialmente al
Trittico di Nizza), inaugura uniconografia
nuova che, afferendo direttamente alla
storia delle religioni, non pu che dirsi
novecentesca e proprio per questo appas-
sionante e sconcertante, pur nel suo carat-
tere asintotico. Lillusione di Chagall ren-
de possibile una nuova e diversa cono-
scenza della storia e conferma, una volta
di pi, la straordinaria importanza del suo
messaggio biblico.
considerato in senso biblico,
non solo per la sua presenza
dalla prima allultima pagina
della Scrittura, ma per il suo
essere connesso al peccato.
Il libro di Giobbe parla della
sofferenza del giusto e dellin-
nocente come prova e non co-
me conseguenza di una presun-
ta giustizia divina e insiste sulla
perseveranza nella fede come
luce per illuminare il mistero
del dolore. La presenza del
Cristo crocifisso va dunque let-
Inserisce Ges crocifisso
nel suo mondo ebraico
Non si tratta di una conversione
ma del riconoscimento
di un simbolo universale
di dolore e di fede
La passeggiata (1917-1918, San Pietroburgo, Museo di Stato Russo)
Lebreo in rosso
(1915, San Pietroburgo, Museo di Stato Russo)
Crocifissione messicana (1945)
che nellautobiografia il colore a de-
finire il racconto, rendendolo quasi vi-
sivo: la mia stanza silluminava
dellazzurro carico che cadeva
dallunica finestra.
La stessa dimensione surreale, affi-
data allimmagine evocata, ha il fru-
scio delle ali bianche, limpalpabile
leggerezza della nube o il chiarore
della luna. Nel Sacrificio di Isacco il
rosso ha il valore di un fondo oro e
contro di esso si staglia netto, in
uninesistente profondit, la sagoma
dellangelo bianco dai profili blu. Tut-
to accennato e insieme profonda-
mente vivo, in movimento, come, va-
riando la cromia, anche nella l t ro
LOSSERVATORE ROMANO pagina 6 domenica 14 settembre 2014
Sempre pi ebrei emigrano dalla Francia in Israele per la crisi economica e lantisemitismo
Aliyah
un futuro migliore
Assicurazioni dal Patriarcato di Gerusalemme dei Latini
I pellegrini
sono al sicuro
Ricevuti alla Casa Bianca rappresentanti delle Chiese orientali
Volont comune
di operare per la pace
GERUSALEMME, 13. Allindomani
dellincontro, a Washington, fra il
presidente degli Stati Uniti Barack
Obama e una delegazione di rappre-
sentanti delle Chiese orientali, una
ventina di vescovi statunitensi in
pellegrinaggio in Terra santa, ac-
compagnati da responsabili del Ca-
tholic Relief Service, si sono riuniti
ieri, venerd, con sua beatitudine
Fouad Twal nella sede del patriarca-
to di Gerusalemme dei Latini. Pen-
so che tutti i vescovi siano invitati a
sentirsi corresponsabili della comu-
nit cristiana di questa regione, culla
del cristianesimo, ha detto Twal, ri-
cordando le due dimensioni indisso-
ciabili della Chiesa di Gerusalemme:
Chiesa della Resurrezione ma an-
che Chiesa del Calvario, della Cro-
ce, che sta in mezzo ai problemi
politici o che si confronta con lemi-
grazione allestero dei fedeli o con
sfide importanti come quella dellac-
coglienza di pi di un milione di ri-
fugiati siriani nella diocesi in Gior-
dania. Accettiamo la nostra croce.
Il calvario non lontano dal Sepol-
cro vuoto. Non cesseremo mai di
sperare e di lavorare per la pace di
tutti, ha aggiunto il patriarca.
Allincontro erano presenti, fra gli
altri, monsignor William Hanna
Shomali, vescovo ausiliare e vicario
generale di Gerusalemme dei Latini,
padre Faysal Hijazen, direttore delle
scuole del patriarcato, padre Raed
Abusahlia, direttore di Caritas Geru-
salemme, e padre Jorge Hernandez,
parroco di Gaza.
La visita dei vescovi statunitensi,
giunti in Terra santa mercoled scor-
so, si concluder il 19 settembre. La
delegazione composta da diciotto
presuli, guidati dal vescovo di Des
Moines, Richard Edmund Pates,
presidente della Commissione epi-
scopale per la giustizia e la pace in-
ternazionale. Un pellegrinaggio sui
passi di Papa Francesco, per condi-
videre le sofferenze, le sfide dei cri-
stiani della regione, e unirsi a loro
nella preghiera. Il nostro pellegri-
naggio ha dichiarato monsignor
Pates non poteva arrivare in un
momento pi critico. Il conflitto in
corso, ultimo di troppi cicli di vio-
lenza, ha seriamente intaccato la
speranza per la pace in Terra santa.
Ora pi che mai c bisogno di pre-
gare. La delegazione americana vi-
siter Gerusalemme, Nazareth e Be-
tlemme. Sono previsti momenti di
preghiera insieme a leader religiosi
cristiani, musulmani ed ebrei.
Gioved scorso, 11 settembre, per
la prima volta nella storia tre pa-
triarchi cattolici, un patriarca e un
catholicos ortodossi e altri rappre-
sentanti religiosi sono stati ricevuti
tutti insieme alla Casa Bianca dal
presidente degli Stati Uniti, Barack
Obama. Quaranta minuti per con-
frontarsi sulla drammatica situazione
nel Vicino oriente e per avere rassi-
curazioni sulla protezione delle mi-
noranze religiose, in particolare dei
cristiani. Allincontro hanno parteci-
pato il patriarca di Antiochia dei
Maroniti, cardinale Bchara Boutros
Ra, il patriarca di Antiochia dei
Greco-Melkiti, Gregorios III Laham,
il patriarca di Antiochia dei Siri,
Ignace Youssif III Younan, il patriar-
ca siro ortodosso di Antiochia, Igna-
tius Aphrem II, e il catholicos di Ci-
licia della Chiesa apostolica armena,
Aram I. Con loro larcivescovo di
New York e di tutta lAmerica del
Nord della Chiesa cristiana ortodos-
sa antiochena, metropolita Joseph, il
vescovo generale della Chiesa orto-
dossa copta di Alessandria, Angae-
los, e il vescovo emerito di Saint
Thomas the Apostle of Detroit dei
Caldei, monsignor Ibrahim Namo
Ibrahim. Obama era accompagnato
dal consigliere per la sicurezza na-
zionale, Susan Rice, e dal presidente
dellorganizzazione In Defense of
Christians, Toufic Baaklini.
stato un buon incontro, ha
dichiarato il cardinale Ra alla cate-
na televisiva libanese Lbci, secondo
quanto riferisce LOrient-Le Jour.
Il presidente Obama ci ha sorpreso
per la sua presenza e per aver real-
mente ascoltato i patriarchi orientali.
Abbiamo parlato con lui di diverse
questioni: la presidenza libanese, il
sostegno allesercito libanese, e ci ha
promesso di vigilare affinch il Liba-
no sia sempre protetto dalle riper-
cussioni delle crisi regionali, ha
detto il porporato, aggiungendo che
i patriarchi dOriente hanno perce-
pito che Obama ha sulle sue spalle
il peso della regione, che piena-
mente consapevole del pericolo rap-
presentato dallo Stato islamico ed
intenzionato sul serio a sostenere le
minoranze attraverso un piano sul
quale sta lavorando. E ha insistito
sulla necessit che i cristiani ritorni-
no nei loro Paesi.
Il giorno prima, mercoled, si era
svolto un ricevimento sul tema della
solidariet, al quale era presente Gil-
bert Ramez Chagoury, diplomatico,
esperto di questioni medio-orientali:
Oggi ha affermato il Vicino
oriente di nuovo a un bivio. Il fiu-
me di massacri, il flusso costante di
sfollati e la portata della sofferenza
umana continuano. Siamo qui uniti
a difesa della libert religiosa di tut-
te le persone di tutte le regioni, in
modo che possano vivere nella pace,
nella prosperit e nella dignit. Ab-
biamo chiesto ad alcuni membri del
Congresso di venire in aiuto in que-
sto campo attraverso una legislazio-
ne che sia a favore dei diritti umani
e dia sollievo a feriti e sfollati. In ta-
le contesto, chiediamo alla comunit
internazionale di istituire un tribu-
nale per indagare e intervenire con
decisione non solo nei confronti de-
gli assalitori ma anche degli indivi-
dui e dei governi che li finanziano e
li proteggono. Sulla stessa lun-
ghezza donda il patriarca di Antio-
chia dei Maroniti: Gli abusi terribi-
li subiti dai cristiani ci hanno spinto
tutti insieme a organizzare questo
vertice al fine di creare le condizioni
per garantire che la pace e larmonia
prevalgano tra le diverse religioni e i
gruppi etnici che da secoli vivono
nella regione.
Per due giorni ha concluso
Baaklini abbiamo dimostrato
lunit di opporci al genocidio subi-
to dai cristiani e da persone di altre
fedi, siamo riusciti a superare confi-
ni geografici e politici.
GERUSALEMME, 13. Andare in pelle-
grinaggio in Terra Santa non pe-
ricoloso, ed anzi un segno di
aiuto alla comunit cristiana locale
e un contributo importante per
mettere fine al conflitto israelo-pa-
lestinese. quanto scrive la com-
missione episcopale per i pellegri-
naggi, che opera in seno al patriar-
cato di Gerusalemme dei Latini,
che in tal modo intende incoraggia-
re i pellegrini a tornare a visitare i
luoghi santi. Il testo, che porta la
data del 10 settembre, descrive lat-
tuale situazione in Terra Santa e ri-
corda come le ultime settimane di
violenza nella Striscia di Gaza ab-
biano indotto alcuni gruppi a can-
cellare il viaggio. Tuttavia, sono
stati molti quelli che hanno com-
piuto il pellegrinaggio e che sono
tornati a casa felici lasciandosi die-
tro tante benedizioni nella nostra
comunit cristiana locale.
Proprio in questi giorni, tra lal-
tro, in corso la visita di diciotto
presuli statunitensi con le s p re s s a
intenzione di pregare per la pace in
Terra Santa. Ora pi che mai c
bisogno di pregare per la pace, ha
dichiarato allagenzia Fides il vesco-
vo di Des Moines, Richard Ed-
mund Pates, presidente del Com-
mittee on International Justice and
Peace dellepiscopato statunitense.
Tanto pi, si sottolinea ancora nella
nota del patriarcato, che le vie di
pellegrinaggio tra Nazareth, Tibe-
riade, Gerusalemme e Betlemme
sono sempre state e sono ancora
sicure. Inoltre, prosegue il testo,
i pellegrini cristiani sono molto ri-
spettati e accolti calorosamente sia
dai cristiani che da musulmani ed
ebrei perch sono considerati ponti
di pace tra palestinesi e israeliani.
In questa prospettiva, incoraggia-
mo i pellegrini a venire sui passi di
Cristo, per condividere con noi la
testimonianza della fede, per tocca-
re con mano come anche loro pos-
sono partecipare al nostro sogno di
pace. Da qui lappello indirizzato
alle conferenze episcopali di tutto il
mondo perch si incoraggino dioce-
si, congregazioni religiose e associa-
zioni a promuovere pellegrinaggi e
visite nella terra di Ges.
Le preghiere e il sostegno inter-
nazionale consentono del resto la
sopravvivenza della comunit catto-
lica locale. Il patriarcato di Gerusa-
lemme dei Latini ha appena comu-
nicato di aver completato sette pro-
getti, di grande necessit per la co-
munit cristiana nella regione, gra-
zie al supporto morale e finanziario
di generosi donatori, tra cui lO rdi-
ne Equestre del Santo Sepolcro. Si
tratta di un programma di interven-
ti relativi al restauro di chiese, con-
venti, scuole, alla costruzione di
una biblioteca universitaria, allam-
modernamento di asili. Tenendo
conto di tutte le sfide da affrontare
affermano i responsabili del pa-
triarcato la nostra Chiesa conti-
nua a fare la differenza, lavorando
il pi possibile per la nostra comu-
nit cristiana in Terra Santa.
PARIGI, 13. La crisi economica, lalto
tasso di disoccupazione, ma anche
un antisemitismo che non accenna a
placarsi e il forte attaccamento iden-
titario e religioso alla terra dei pro-
pri avi: sono queste le ragioni che
spingono gli ebrei francesi a emigra-
re, sempre pi numerosi, verso
Israele, a fare cio quel particolare
tipo di pellegrinaggio, di salita
chiamata aliyah. Le ultime cifre for-
nite dal ministero dellIntegrazione
israeliano non lasciano dubbi: con
4566 migranti registrati fra il 1 gen-
naio e il 31 agosto 2014, la Francia
precede largamente lUcraina (3252),
la Russia (2632) e gli Stati Uniti
(2218), e si pone in testa fra i Paesi
di emigrazione verso Israele.
Il numero di persone che que-
stanno lasceranno la Francia per fa-
re la loro aliyah saranno, in proie-
zione, attorno alle 5500, un record
da quando stato proclamato lo
Stato di Israele, nel 1948, come ha
sottolineato alla France Presse il di-
rettore dellAgenzia ebraica, Ariel
Kandel. Il picco di olim, come ven-
gono chiamati, si avuto tra luglio
e agosto (lestate stagione tradizio-
nalmente favorevole per le partenze)
con pi di duemila arrivi in Israele.
E questo osserva Kandel nono-
stante il progetto di installare alcuni
degli immigrati in localit potenzial-
mente a tiro dei razzi di Hamas, co-
me Ashdod o Ashkelon.
La Francia, dove vive oltre mezzo
milione di ebrei, la nazione euro-
pea che ospita la comunit pi con-
sistente, la terza al mondo dopo
Israele e Stati Uniti. Non era mai
successo, almeno in Occidente, di
vedere l1 per cento di una comunit
ebraica fare la sua aliyah nel giro di
un anno, ha commentato il diretto-
re dellAgenzia ebraica francese. Se-
condo Kandel, fra le principali cau-
se che portano gli ebrei francesi a
trasferirsi in Israele vi lantisemiti-
smo: Ci che cambiato in questi
ultimi mesi in Francia il clima
antisemita. A questo proposito ri-
corda gli incidenti durante alcune
manifestazioni pro-palestinesi nel
mese di luglio, che hanno preso di
mira un paio di sinagoghe, a Parigi
e a Sarcelles, alla periferia della ca-
pitale.
Le cifre relative allaliyah sono
legate in parte al clima di insicurez-
za, conferma Jol Mergui, presi-
dente del Concistoro centrale israeli-
ta, mentre il Servizio di protezione
della comunit ebraica (organizza-
zione che lavora a stretto contatto
con le istituzioni pubbliche) riferisce
che, in Francia, gli ebrei sono vitti-
me del 40 per cento delle violenze
fisiche di tipo razzista, pur rappre-
sentando meno dell1 per cento del-
la popolazione. Settantanni dopo
la Shoah commenta Mergui la
Francia e lEuropa devono chiedersi
perch la comunit ebraica si inter-
roga ancora sul proprio fut u ro .
Sulla stessa lunghezza donda
Roger Cukierman, presidente del
Consiglio rappresentativo delle isti-
tuzioni ebraiche (Crif), per il quale
questa ondata di partenze un se-
gnale preoccupante della situazione
in Francia, poich lantisemitismo
non solo un problema degli
ebrei. C poi la crisi finanziaria a
rendere tutto pi difficile: Non so-
no cose che necessariamente escono
dalla bocca di chi vuole partire per
Israele, afferma ancora Ariel Kan-
del, ma la situazione economica
della Francia diventata problema-
tica, con una crescita nulla e un alto
tasso di disoccupazione, mentre in
Israele questultimo molto basso.
Ma Israele non lunica meta.
C chi emigra verso Stati Uniti,
Canada, Regno Unito, Spagna (in
particolare Barcellona). E gli ebrei
che hanno scelto di restare in Fran-
cia si sentono sempre pi a disagio
davanti a quanti, invece, se ne van-
no. Ricordiamo ha scritto qual-
che giorno fa su Huffington Post lo
storico Marc Knobel, direttore degli
studi presso il Crif che gli ebrei
scelgono di lasciare la Francia per
varie ragioni, professionali, familiari,
di fede, come nel caso dellaliyah,
ma coloro che partono per paura lo
fanno perch non si sentono pi si-
curi, almeno dopo lassassinio di
Ilan Halimi (ragazzo francese di
origini marocchine rapito nel gen-
naio 2006 nella regione parigina,
torturato e ucciso perch ebreo) o
dopo i barbari omicidi compiuti
da Mohamed Merah.
Knobel sottolinea che in quattor-
dici anni sono stati commessi circa
ottomila atti antisemiti in Francia e
che in tanti, ormai, hanno rinuncia-
to, per paura, a indossare o a espor-
re i segni distintivi del popolo
ebraico.
LOSSERVATORE ROMANO domenica 14 settembre 2014 pagina 7
Romano il Melodo per lEsaltazione della santa Croce
Lalbero dellEden
viene trapiantato sul Golgota
di MANUEL NIN
Nellinno di Romano il Melodo per
la festa dellEsaltazione della santa
Croce il poeta teologo (490-555) d
voce al buon ladrone, crocifisso con
Ges sul Golgota, e mette poi in
bocca al diavolo lamarezza di fron-
te alla redenzione che Cristo porta
nel mondo. Subito Romano intro-
duce il filo conduttore di tutto il
poema: la centralit della croce co-
me unico albero, presente nellEden
e presente sul Golgota, ignorato da
Adamo, ma riconosciuto e confessa-
to dal ladrone: Il legno tre volte
beato, dono di vita, fu piantato
dallAltissimo nel mezzo del paradi-
so affinch Adamo potesse ottenere
la vita eterna e immortale. Ma lui
non riconobbe la vita, la smarr e
scopr la morte. Invece il ladrone,
che vide come questo albero
dellEden era trapiantato sul Golgo-
ta, riconobbe in esso la vita.
Romano sottolinea come la croce
diventa il luogo da dove il ladrone
vede gi il paradiso: Quando fu
innalzato sul legno gli occhi del suo
cuore si aprirono ed egli contempl
le gioie dellEden. Appeso alla croce
scorgeva la vita sul legno, ma prova-
va afflizione per Adamo sofferente.
Linnografo introduce poi Cristo
stesso per formulare il tema paolino
del vecchio e del nuovo Adamo:
Al ladrone Cristo disse: Non com-
piangere Adamo tuo progenitore,
perch io sono il secondo e vero
Adamo e per mia volont sono ve-
nuto a salvare lAdamo che mi ap-
partiene.
Viene poi sviluppato il tema della
redenzione del genere umano opera-
ta da Cristo stesso per mezzo della
sua incarnazione e la sua croce:
Nel mio amore per il genere uma-
no sono sceso per lui dallalto dei
cieli e sono diventato maledizione
perch da essa voglio liberare Ada-
mo. Per un legno la trasgressione
penetr nel tuo progenitore, ma egli
entrer di nuovo nel paradiso per il
legno della vita. La croce quindi
diventa la chiave che riapre lEden,
tema comune alla letteratura cristia-
na orientale: Quando il primo
creato fu scacciato dal paradiso, i
cherubini ne sbarrarono la strada,
ma tu prendi la mia croce sulle spal-
le e va in fretta allEden.
Cos il ladrone avviato verso il
paradiso inneggia alla croce di Cri-
sto: Il ladrone prese sulle spalle
lemblema della grazia, come aveva
detto colui che in tutto misericor-
dioso, e si mise in cammino benedi-
cendo il dono della croce e cantan-
do un cantico nuovo: Tu sei linne-
sto per le anime sterili, tu sei lara-
tro, tu sei la buona radice della vita
risuscitata, sei la verga del castigo.
Bellissime sono le immagini usate
per descrivere la croce: Tu sei il ba-
stone che accompagna verso la vita i
peccatori che sperano in te, tu sei il
vaglio che sullaia separa la paglia
dal raccolto. Tu sei il timone divino
della barca della Chiesa di Cristo
per dirigere i giusti ed i credenti
verso il paradiso.
Allarrivo in paradiso il cantico
del ladrone accenna anche al tema
paolino della partecipazione del cri-
stiano alla croce e alle sofferenze di
Cristo: Vedo la terra santa dei pa-
dri, che apparteneva al mio progeni-
tore, e se lesterno pieno di luce,
grandi davvero saranno i tesori
allinterno. Occhio non vide, n
orecchio ud, n cuore conobbe
quello che il Signore ha preparato
per i suoi amici, crocifissi con lui.
Quindi il paradiso, grazie alla croce,
viene restituito al ladrone, perch
dopo il Golgota Adamo ne ridiven-
ta padrone: E i cherubini dissero:
Vieni ladrone, ritorna in possesso
dei diritti di tuo padre; a noi il pa-
radiso non fu dato come se fossimo
padroni: esso venne assegnato da
Dio al primo uomo. Tu, o ladrone,
ci hai rivelato che Adamo stato ri-
chiamato dallesilio.
Nella seconda parte del poema,
Romano mette in bocca del diavolo
lamarezza per la sua sconfitta. Con
immagini fortemente contrastanti,
linnografo mette in parallelo i due
furti che amareggiano il tentatore:
E il diavolo, vedendo il ladrone
nellEden, esclam piangendo: Ter-
ribile quanto mi accaduto! Un
ladrone giustificato che ha aperto il
paradiso. E mentre cerco di rubare
Pietro, proprio a me, che sono la-
dro, stato rubato il ladrone! Men-
tre mi prendo gioco del discepolo
impazzito, del traditore di Cristo,
sono stato giocato dal ladro che per
la sua fede corso in paradiso.
Il diavolo, che cerca di rubare di-
scepoli a Cristo, viene cos derubato
dal ladrone che era un suo strumen-
to, e conclude il suo lamento: Se
avessi visto Giuda guadagnare il pa-
radiso, non avrei sofferto troppo a
causa sua, perch non era mio di-
scepolo ma di Cristo. Il ladrone in-
vece era mio fedele discepolo, eppu-
re mi ha abbandonato per correre
da Ges, mi ha odiato e, quel che
peggio, a causa del legno diventa-
to anche custode del paradiso. E
alla fine Romano invoca Cristo:
Insieme al ladrone gridiamo a te,
come fossimo sulla croce: Ricordati
di noi nel tuo regno, noi che abbia-
mo ricevuto il sigillo della tua croce
che ci fa una sola cosa in paradiso.
Maria nellora del Crocifisso
Resistenza
profezia e speranza
Intervento del cardinale segretario di Stato in vista del viaggio papale in Albania
La religione non deve essere
pretesto per la violenza
Il dialogo interreligioso e la paci-
fica convivenza tra persone di di-
verso credo religioso costituiscono
argomenti di estrema attualit,
che stanno particolarmente a cuore
a Papa Francesco nella presente
congiuntura storica. Lo ha sottoli-
neato il cardinale Pietro Parolin,
segretario di Stato, intervenendo
venerd pomeriggio, 12 settembre, a
un convegno promosso a Roma
dallambasciata dAlbania presso la
Santa Sede in prossimit dellimmi-
nente viaggio del Pontefice nel
Paese balcanico.
Tolleranza religiosa albanese tra
storia, poesia e religione il tema
dei lavori scelto dagli organizzato-
ri. E non un caso che lo stesso
Pontefice abbia ricordato di recente
che il 21 settembre si recher a Ti-
rana per dire a tutti i popoli che
si pu lavorare insieme, volendo
cos sottolineare il proprio ap-
prezzamento per la pacifica convi-
venza fra gli appartenenti alle di-
verse religioni nel Paese delle
Aquile. Infatti, ha commentato il
cardinale Parolin, lAlbania, che
poco meno di due anni fa ha cele-
brato il centenario dellindip enden-
za, riconosce come patrimonio pre-
zioso ed esemplare leredit spiri-
tuale custodita dai vari gruppi reli-
giosi formatisi in essa nel corso dei
secoli.
E in tale contesto, in quello che
il segretario di Stato ha definito il
mosaico interreligioso, che rap-
presenta il volto spirituale della na-
zione, un ruolo importante spetta
alla comunit cattolica: Presenza
discreta, poich non supera il quin-
dici per cento della popolazione,
ma nello stesso tempo decisa
nelloffrire una testimonianza di
amore, quale tratto fondamentale
della vocazione cristiana. Perch,
ha aggiunto, chi crede in Cristo e
decide di seguirlo supera la logica
delle divisioni e delle inimicizie,
vede i suoi simili in una luce nuova
e li considera come amici, metten-
dosi al loro servizio fino al punto
di essere pronto a dare la vita.
Il ricordo andato poi al perio-
do del regime comunista, quando
sotto le torture dei loro persecuto-
ri che li mettevano a morte, i catto-
lici albanesi non hanno mancato di
dare testimonianza di amore e di
amicizia, poich la riconciliazio-
ne vera si fonda sul perdono pri-
ma ancora che sugli accordi di
giustizia umana, pur necessari per
la pace sociale, ma sempre minac-
ciati dalle ideologie politiche, che a
volte si nascondono dietro parven-
ze religiose. E, ha osservato il car-
dinale Parolin, in questo modo, la
Chiesa in Albania ha contribuito in
maniera generosa allunit della na-
zione anche attraverso il martirio e
la sofferenza.
Al tempo stesso, ha riconosciuto
il porporato, la Chiesa ha trovato
piena apertura e disponibilit al
dialogo e alla collaborazione per il
bene della societ e del Paese da
parte delle altre tre comunit reli-
giose tradizionali: gli ortodossi, i
musulmani sunniti e i bektashi.
Al punto che sarebbe difficile
concepire la nascita dello Stato
moderno albanese senza lesplicita
volont dei credenti delle diverse
religioni di vivere in pace e di col-
laborare per il bene comune con
pari diritti civili, politici e religio-
si. In pratica, ha proseguito, i
padri fondatori dellAlbania mo-
derna confidarono nella possibilit
di costruire una societ multireli-
giosa e la storia ha dato loro ragio-
ne, smentendo quanti oggi, in di-
verse parti del mondo, usano la re-
ligione come pretesto per la violen-
za e la sopraffazione.
Dunque lAlbania costituisce un
modello in cui la convivenza reli-
giosa non fondata sullequilibrio
fragile del rapporto tra le forze del-
le diverse confessioni di fede, ma
sul fondamento solido della libert
di coscienza come condizione indi-
spensabile per la scelta del credo
religioso da parte di ogni cittadi-
no. Lo testimoniano chiaramente
il periodo lungo della persecuzio-
ne contro la religione da parte del
regime comunista e limp osizione
dellateismo di Stato, che non
solo non riuscito a estinguere nel
Paese il sentimento religioso, ma
ha creato quel terreno comune di
sofferenza sul quale, durante questi
ultimi decenni di libert, il dialogo
e lo scambio si rivelato ancora
pi facile e proficuo. Per questo,
ha concluso, la Santa Sede, che
ha a cuore il bene delle nazioni e
crede fortemente nella possibilit
della convivenza fra le persone di
diverse religioni, ha sempre guar-
dato con stima tale tratto del po-
polo albanese.
Per la consacrazione del nuovo santuario abruzzese
Il cardinale Antonelli inviato del Papa
a San Gabriele dellAddolorata
Com noto, il 19 luglio scorso stata pubblicata la
nomina del cardinale Ennio Antonelli, presidente emerito
del Pontificio consiglio per la famiglia, a inviato speciale
del Papa alla consacrazione del nuovo santuario di San
Gabriele dellAddolorata (Teramo), in programma il 21
settembre. Di seguito la lettera pontificia di nomina.
Venerabili Fratri Nostro
ENNIO S.R.E. Cardinali ANTONELLI
Pontificii Consilii pro Familia olim Praesidi
Certiores nuper facti sumus, quod animum No-
strum gaudio adimplevit, proxime novum Sanctua-
rium Sancti Gabrielis a Virgine Perdolenti in pulcher-
rima Aprutii regione sollemni modo consecratum iri.
Tum sacri Praesules et presbyteri tum Christifideles
laici, hac data occasione, gratias omnipotenti Deo
agent ob tanta Eius beneficia quae per annos peregri-
nis, intercedente sancto illo adulescente et Congrega-
tionis Passionis Iesu Christi sodale, largiri est digna-
tus.
Agitur, novimus, de loco cultus inter celeberrimos
in Italia et in Europa, in quo singulis annis complures
fideles pientissime orant sibi suisque divina dona
exposcentes, peccata sua confitentur misericordiam di-
vinam accipientes atque Eucharistiam devotissime par-
ticipant. Multi etiam iuvenes et infirmi ad Sanctua-
rium accedunt ut auxilia humillime rogent, protectio-
nem et spiritalem consolationem.
Iuvat omnino recordari sanctum Ioannem Paulum
II, praeclarum Decessorem Nostrum, die XXX mensis
Iunii anno MCMLXXXV, inter tot fideles, Cryptam illic
sancti Gabrielis inauguravisse nec non Sacellum Re-
conciliationis.
Cum de eventu magni momenti agatur, Venerabilis
Frater Michal Seccia, Episcopus Aprutinus seu Tera-
mensis-Hatriensis seu Atriensis nec non Reverendus
Pater Natalis Panetta, C.P., Sanctuarii Rector, humanis-
sime Nosmet Ipsos invitaverunt ut, felici occasione
consecrationis novi Sanctuarii oblata, pastorale iter in
Aprutium faceremus, Evangelium Christi dilectis fra-
tribus sororibusque huius regionis praedicaturi.
Grati omnino de invitatione ista quam adimplere
non possumus, aliquem eminentem decrevimus virum
mittere, qui Nostras vices in Sanctuario illo posset ge-
rere Nostramque erga ibi orantes peregrinos dilectio-
nem manifestare. Ad Te ergo, Venerabilis Frater No-
ster, qui, dilectissimae Nationis Italiae clarus filius,
olim munus Praesidis Pontificii Consilii pro Familia
studiose exercuisti, mentem Nostram vertimus Teque
hisce Litteris Missum Extraordinarium Nostrum nomi-
namus ad consecrationem dictae ecclesiae, quae die
XXI proximi mensis Septembris perficietur. Sollemni
praesidebis Eucharistiae atque omnes adstantes sermo-
ne tuo ad diligentiorem usque Christi imitationem
cohortaberis: oportet enim ut novo studio, sancto Ga-
briele a Virgine Perdolenti intercedente, peculiarem di-
lectionem in Evangelium Ecclesiamque demonstrent
atque fidem roborent.
Rogamus Te etiam ut Nostram omnibus ibi congre-
gatis salutationem afferas, Episcopo nominatim Apru-
tino seu Teramensi-Hatriensi seu Atriensi ceterisque
sacris Pastoribus, Reverendo Patri Rectori omnibusque
G. Dimov, Il buon ladrone tra Abramo
Isacco e Giacobbe (Sofia, 2004)
sodalibus Congregationis Passionis Iesu Christi, ibi-
dem diligenter pastorale ministerium exercentibus,
presbyteris, religiosis viris ac mulieribus christifidelibu-
sque laicis. Exoptamus denique ut verba Nostrae be-
nevolentiae etiam ad civiles auctoritates extendas et ad
omnes qui Ecclesiae missionem atque sincerum perso-
nae humanae bonum studiose fovent.
Nos autem Te, Venerabilis Frater Noster, in tua mis-
sione implenda precibus ferventer comitabimur. Deni-
que Benedictionem Nostram Apostolicam libentes Ti-
bi impertimur, signum Nostrae erga Te benevolentiae
et caelestium donorum pignus, quam omnibus cele-
brationis participibus rite transmittas cupimus.
Ex Aedibus Vaticanis, die XXIX mensis Iulii,
anno MMXIV, Pontificatus Nostri secundo
di SALVATORE M. PERRELLA
La memoria della presenza della
Madre di Ges sotto la croce del
suo Figlio prima di tutto un
dato evangelico (cfr. Giovanni 19,
25-27); fa infatti parte dellannun-
cio e della testimonianza cristia-
ni, sia al livello dei fatti della sal-
vezza, sia al livello del loro signi-
ficato. La presenza di Maria
nellora del Crocifisso assume
quindi i tratti di una risposta
universale: la risposta allazione
del Padre, dello Spirito, e
allazione del Figlio, che d con-
sistenza piena al suo essere uno
di noi vivendo lesperienza della
morte e della morte di croce.
Quella della Madre, dunque,
la presenza di una donna che, in
virt di questa risposta alla Trini-
t, diviene donna forte: ella sfida
e vince, secondo il vangelo gio-
vanneo, con le altre donne che la
seguono e la sostengono nel dif-
ficile momento, le norme del po-
tere romano, che vietava la pre-
senza dei familiari accanto ai cro-
cifissi. Maria non si sottomette a
questo divieto e alla logica che lo
sottende: il verbo utilizzato
dallevangelista stava manife-
sta la sua precisa volont di per-
severare in questa scelta di pre-
senza accanto e con il Figlio. La
fortezza della Madre indica quin-
di che sta accadendo qualcosa di
nuovo, che non pu essere com-
preso a partire dalla logica del
mondo, ma a partire dalla g i re
del Dio trinitario.
Il Crocifisso, con il suo modo
di affrontare la ingiusta morte
consolidatosi nel corso di tutta
una vita apre per sempre le
porte che la paura della morte
stessa tiene serrate. proprio la
paura della morte, infatti, a chiu-
dere le porte dellamore, della
speranza, del coraggio, del dono
sincero di s, della pace, del per-
dono, della misericordia e della
fraternit. Cristo non si sotto-
messo a tale angoscia e paura:
egli il libero per eccellenza, e lo
in quanto Figlio incarnato di
Dio. il disobbediente alla mor-
te perch lobbediente al Padre.
In questa libert e con questa li-
bert, egli vince colui che della
morte fa il segno e lo strumento
della sua rivendicazione di potere
sulle creature: il Maligno. Proprio
perch libero, Cristo non teme di
farsi solidale con i deboli e gli ul-
timi, condividendone la sorte.
Da uomo libero, Cristo trasfor-
ma la debolezza e la marginalit
in vocazione ad accogliere quel
Dio che manifesta la sua regalit
attraverso una critica serrata a
tutto quel che rende la persona
umana prigioniera del destino e
dellimmutabile, e di tutto ci
che ne consegue e che la tradi-
zione cristiana chiama aperta-
mente strutture di peccato. La
fortezza della Madre presso il
Crocifisso nasce perci dalla li-
bert del Figlio e dalla sua opera
di liberazione, inseparabile dalla
sua croce redentrice. La fortezza
umana e teologale della Madre si
fa attiva collaborazione a que-
stopera di disobbedienza alla
morte che causata dallobb e-
dienza del Figlio al Padre.
La fortezza che connota la pre-
senza di Maria nellora del Croci-
fisso pertanto da porre sotto il
segno della speranza e non sotto
il segno dellineluttabile tragico.
Soffrendo per noi, la Madre di
Ges non ci ha dato semplice-
mente lesempio perch seguiamo
le sue orme ma ci ha anche aper-
ta la strada: se la seguiamo, la vi-
ta e la morte vengono santificate
e acquistano nuovo significato.
Proprio la fortezza della Ma-
dre di Ges, segno e strumento
della totale libert del Figlio,
chiede perci con insistenza alla
Chiesa dei nostri giorni di evan-
gelizzare anche le tante forme di
piet popolare che i secoli ci
hanno consegnato in onore della
Vergine dei dolori. Non si pu
negare, infatti, che esse manifesti-
no anche la presenza e linflusso
del tragico. Non ne sono esenti.
Anzi, quanto pi esso si infiltra
in queste espressioni di venera-
zione per la Madre sotto la cro-
ce, tanto pi si rileva la loro in-
capacit a costituire un momento
qualificato e qualificante di resi-
stenza e di profezia nei confronti
delle odierne strutture di peccato
quali la criminalit organizzata, il
narcotraffico, la corruzione e la
moderna tratta degli schiavi.
LOSSERVATORE ROMANO pagina 8 domenica 14 settembre 2014
Papa Francesco celebra la messa a Redipuglia nel centenario del primo conflitto mondiale
La follia della guerra
Nei pianificatori del terrore tornano le parole di Caino: A me che importa?
In preghiera per tutte le vittime
Saluto dellordinario militare
Ma il futuro
la pace
Il futuro della guerra la pace: cos si
espresso larcivescovo Santo Marcian, ordina-
rio militare per lItalia che, a conclusione della
messa cos densa di memoria supplica speran-
za, ha ringraziato il Papa per la visita a Redi-
puglia, simbolo del dolore infinito che ogni
guerra porta con s.
Larcivescovo ha ricordato che oggi la guer-
ra ci circonda, minacciosa e lontana, eppure
tanto vicina, perch la guerra di tutti anche se
vissuta da un solo popolo sulla terra. Le
parole forti del Pontefice, ha proseguito, scuoto-
no la nostra indifferenza ed proprio nellin-
differenza che la guerra nasce e va avanti.
Qui siamo in tanti ha detto la rc i v e s c o v o
rivolgendosi a Francesco e proveniamo dai
tanti Paesi nei quali la prima guerra mondiale
ha ferito, devastato, colpito a morte tanti nostri
fratelli. E la guerra, ha aggiunto, suscita
indifferenza finch non sentiamo fratelli coloro
che soffrono e muoiono, finch tutti non ci
sentiamo fratelli. Il Papa non smette di ricor-
darci che la fraternit fondamento della pa-
ce. Da parte nostra, ha assicurato monsignor
Marcian, come cristiani, come uomini e an-
che come militari vogliamo impegnarci per co-
struire la pace.
In questa Eucaristia, ha proseguito nel suo
saluto al Pontefice, abbiamo fatto memoria
ma, con lei, chiediamo a Dio che la memoria sia
purificata, che sentimenti e gesti di perdono,
misericordia, amore per il nemico vincano sulle
smanie di potere, avere, successo che albergano
anche nel nostro cuore e che solo la preghiera
pu vincere.
Lordinario ha concluso assicurando al vesco-
vo di Roma la preghiera e limpegno della
Chiesa che nel mondo militare per il dono
della pace: Con laiuto di Dio e di Maria,
madre regina della pace, ci sforzeremo di invo-
carlo, costruirlo, custodirlo, attingendo dal Van-
gelo lolio per la lampada della nostra vita.
Sicuri, ha detto, che il Papa ci aiuter in que-
sto cammino con la sua paternit e la sua pre-
ghiera.
dal nostro inviato NICOLA GORI
A Redipuglia una mattina piovosa,
quasi autunnale. Di quelle che ri-
chiamano alla mente i versi di Un-
garetti, che nella fragilit delle foglie
cadenti fissa limmagine della vita di
tanti soldati mandati a combattere al
fronte durante il primo conflitto
mondiale. Solo qui ne sono sepolti
pi di centomila tra conosciuti e
ignoti. Ed qui che Papa Francesco
venuto sabato 13 settembre per ri-
cordare il centenario di quella inuti-
le strage, come la defin Benedetto
XV. E con un gesto significativo, mai
compiuto prima da nessun Pontefi-
ce, ha voluto recarsi anche al cimite-
ro austro-ungarico di Fogliano, pri-
ma tappa della sua visita nei luoghi
della memoria della Grande guerra.
Da solo, con il capo chino, ha
percorso il grande prato disseminato
dai cippi che indicano il luogo di se-
poltura di oltre 2.400 caduti identifi-
cati dellesercito di Vienna. Poi si
raccolto in preghiera davanti al mo-
numento centrale, che si erge sulla
grande tomba comune dove sono
conservati i resti di 7.000 soldati ri-
masti senza nome (altri 5.000 sono
seppelliti ai lati del cimitero). Ha
deposto un omaggio floreale. Poi,
alluscita, si fermato a salutare un
gruppo di bambini e con loro ha re-
citato unAve Maria per la pace,
chiedendo insistentemente ai piccoli
di pregare per questa intenzione.
Quindi il trasferimento in auto-
mobile al sacrario di Redipuglia: qui
limmagine dei 22 gradoni che salen-
do convergono sulle due grandi
tombe comuni dove sono custodi-
ti i resti dei sessantamila caduti
ignoti evoca la triste sorte di
quanti, in prima linea nelle trincee
della prima guerra mondiale, hanno
trovato la morte. Papa Francesco,
gi vestito con i paramenti liturgici,
ha sostato in piedi davanti alle mi-
gliaia di caduti sepolti nel sacrario.
Iniziata la processione introitale, ha
poi salito i gradini per giungere
allaltare, passando attraverso un
arazzo floreale realizzato dalla scuo-
la fioristi di Isola Morosini. Si tratta
di un arazzo a forma di cuore, di 16
metri di larghezza e 6 di profondit,
composto da ortensie dal bianco al
blu notte. Per farlo ci sono voluti
circa tremila fiori, raccolti da cittadi-
ni e associazioni locali sollecitati dal
sindaco di San Canziano dIsonzo,
Silvia Caruso.
Gli squilli di tromba sulle note
del Silenzio, allinizio della celebra-
zione eucaristica nel piazzale anti-
stante la tomba del duca dAosta,
sono risuonati eloquenti in memoria
dei caduti di tutte le guerre combat-
tute e che ancora si combattono.
Tutta la commemorazione stata
uninvocazione alla pace. Oltre sedi-
cimila persone hanno partecipato al-
la messa. Tra loro circa diecimila mi-
litari, in maggioranza italiani ma an-
che provenienti da diversi Paesi
coinvolti nel primo conflitto mon-
diale. Con il Papa hanno concele-
brato, tra gli altri, i cardinali Parolin,
segretario di Stato, Schnborn, arci-
vescovo di Vienna, Bozani, arcive-
scovo di Zagabria, Bagnasco, arcive-
scovo di Genova e presidente della
Conferenza episcopale italiana, Vlk,
arcivescovo emerito di Praga, Rod
e una cinquantina di presuli, tra i
quali gli arcivescovi Becciu, sostituto
della Segreteria di Stato, Marcian,
ordinario militare per l'Italia, che ha
accolto il Pontefice allarrivo al sa-
crario (con lui erano numerosi ordi-
nari militari di vari Paesi), Redaelli,
arcivescovo di Gorizia, e Gnswein,
prefetto della Casa Pontificia.
Significativa la partecipazione al-
loffertorio di Biagio e Concetta La
Rosa, genitori dellultimo militare
caduto in missione in Afghanistan, il
maggiore Giuseppe, accompagnati
dal colonnello Carlini, comandante
del quarto reggimento dei bersaglie-
ri. Al Pontefice hanno donato il cap-
pello del figlio. I seminaristi dellor-
dinariato militare per lItalia hanno
prestato servizio come ministranti in-
sieme con alcuni alunni del semina-
rio interdiocesano del Friuli - Vene-
zia Giulia, guidati dal cappellano
della brigata Iulia, don Giuseppe
Gancio. I canti sono stati eseguiti
dai circa duecento militari del coro
interforze della regione, con alcuni
rappresentanti della marina militare
di Venezia. Li accompagnavano le
musiche delle tre fanfare delle briga-
te Iulia, Pozzuolo Friuli e Ariete.
Alla fine della celebrazione
quando il vento ha spazzato via le
nubi cariche di pioggia lasciando
spazio a tiepidi raggi del sole il
ministro della difesa Roberta Pinotti
ha offerto un altare da campo della
prima guerra mondiale. Un dono
particolarmente gradito stato poi
la copia originale del foglio matrico-
lare del nonno del Pontefice, Gio-
vanni Bergoglio dal luglio 1916 al
luglio 1918 in forza nel 78 reggimen-
to di fanteria Lupi di Toscana e suc-
cessivamente, per motivi di vicinan-
za alla famiglia, trasferito a un re-
parto bersaglieri in Asti, dove rimase
fino al termine della prima guerra
mondiale offerto dal capo di Stato
maggiore italiano, ammiraglio Luigi
Binelli Mantelli, insieme con i capi
di stato maggiore e i comandanti ge-
nerali delle diverse forze armate.
Francesco conserva caro il ricordo
del padre di suo padre, nato in pro-
vincia di Asti. E anche di recente, lo
scorso 6 giugno, ha confidato: Ho
sentito tante storie dolorose sulla
guerra dalle labbra di mio nonno,
che lha fatta sul Piave.
Come segno tangibile del deside-
rio di pace nel mondo, il Papa ha
donato agli ordinari militari e a tutti
i vescovi presenti la lampada Luce
di san Francesco, che verr accesa
nelle diocesi durante le celebrazioni
di commemorazione della prima
guerra mondiale. stata offerta al
Pontefice dal Sacro Convento di As-
sisi, mentre lolio per accenderla vie-
ne dall'associazione Libera di don
Luigi Ciotti. Alla base della lampada
sono incise le parole della preghiera
semplice di san Francesco: Dove
sono le tenebre chio porti la luce.
Lolio stato prodotto con le olive
che provengono da terreni confiscati
alle mafie in Sicilia e in Puglia, ge-
stiti dalle cooperative sociali aderen-
ti al progetto Libera Terra.
Verso mezzogiorno, terminata la
messa, il Papa ripartito dalla e ro -
porto di Ronchi dei Legionari alla
volta dellaeroporto romano di
Ciampino. Nella circostanza gli
stato regalato il prototipo della me-
daglia coniata in collaborazione tra
la regione e il ministero della Difesa,
in occasione del centenario dell'ini-
zio della prima guerra mondiale. La
regione Friuli - Venezia Giulia ha re-
galato al Pontefice la Croce di Aqui-
leia, elaborata dalla locale scuola
mosaicisti. Si tratta di una grande
croce in legno di castagno, circonda-
ta da un fondo a mosaico con pietre
e sassi raccolti sul greto del Taglia-
mento. La presidente Serracchiani
gli ha donato anche un manoscritto
originale illustrato del Vangelo se-
condo Marco, il Vanzell seont Marc
in lingua furln, realizzato da Ro-
berto Giurano.
In tutto la visita del vescovo di
Roma durata circa tre ore. Il Pon-
tefice era atterrato poco dopo le 9 a
bordo di un airbus del 31 stormo
dellaeronautica militare allaerop or-
to di Ronchi dei Legionari, dove gli
avevano dato il benvenuto la rc i v e -
scovo Redaelli, il presidente della re-
gione Serracchiani, il prefetto di Go-
rizia, Vittorio Zappalorto, il sindaco
di Ronchi dei Legionari, Roberto
Fontanot, e il presidente della pro-
vincia di Gorizia, Enrico Gherghet-
ta. Insieme con il suo seguito, del
quale faceva parte anche monsignor
Sapienza, reggente della Prefettura
della casa pontificia, si era poi tra-
sferito in automobile al cimitero au-
stro-ungarico, accolto allingresso da
Antonio Calligaris, sindaco di Fo-
gliano di Redipuglia, da don Duilio
Nardin, parroco del paese, dal gene-
rale Rosario Aiosa, comandante ge-
nerale per le onoranze ai caduti, e
dal presidente dellassociazione Cro-
ce nera austriaca, Peter Rieser.
Papa Francesco tornato a denunciare
la follia della guerra alimentata dai
pianificatori del terrore e dagli
organizzatori dello scontro. Il severo
monito del Pontefice risuonato
durante la messa celebrata sabato
mattina, 13 settembre, al sacrario
militare di Redipuglia, nel ricordo del
centenario del primo conflitto mondiale.
Dopo aver contemplato la bellezza
del paesaggio di tutta questa zona,
dove uomini e donne lavorano por-
tando avanti la loro famiglia, dove i
bambini giocano e gli anziani sogna-
no... trovandomi qui, in questo luo-
go, vicino a questo cimitero, trovo
da dire soltanto: la guerra una
follia.
Mentre Dio porta avanti la sua
creazione, e noi uomini siamo chia-
mati a collaborare alla sua opera, la
guerra distrugge. Distrugge anche
ci che Dio ha creato di pi bello:
lessere umano. La guerra stravolge
tutto, anche il legame tra i fratelli.
La guerra folle, il suo piano di svi-
luppo la distruzione: volersi svi-
luppare mediante la distruzione!
La cupidigia, lintolleranza, lam-
bizione al potere... sono motivi che
spingono avanti la decisione bellica,
e questi motivi sono spesso giustifi-
cati da unideologia; ma prima c la
passione, c limpulso distorto.
Lideologia una giustificazione, e
quando non c unideologia, c la
risposta di Caino: A me che impor-
ta?. Sono forse io il custode di
mio fratello? (Gen 4, 9). La guerra
non guarda in faccia a nessuno: vec-
chi, bambini, mamme, pap... A me
che importa?.
Sopra lingresso di questo cimite-
ro, aleggia il motto beffardo della
guerra: A me che importa?. Tutte
queste persone, che riposano qui,
avevano i loro progetti, avevano i lo-
ro sogni..., ma le loro vite sono state
spezzate. Perch? Perch lumanit
ha detto: A me che importa?.
Anche oggi, dopo il secondo falli-
mento di unaltra guerra mondiale,
forse si pu parlare di una terza
guerra combattuta a pezzi, con cri-
mini, massacri, distruzioni...
Ad essere onesti, la prima pagina
dei giornali dovrebbe avere come ti-
tolo: A me che importa?. Caino
direbbe: Sono forse io il custode di
mio fratello?.
Questo atteggiamento esatta-
mente lopposto di quello che ci
chiede Ges nel Vangelo. Abbiamo
ascoltato: Lui nel pi piccolo dei
fratelli: Lui, il Re, il Giudice del
mondo, Lui laffamato, lassetato,
il forestiero, lammalato, il carcera-
to... Chi si prende cura del fratello,
entra nella gioia del Signore; chi in-
vece non lo fa, chi con le sue omis-
sioni dice: A me che importa?, ri-
mane fuori.
Qui e nellaltro cimitero ci sono
tante vittime. Oggi noi le ricordia-
mo. C il pianto, c il lutto, c il
dolore. E da qui ricordiamo le vitti-
me di tutte le guerre.
Anche oggi le vittime sono tante...
Come possibile questo? possibi-
le perch anche oggi dietro le quinte
ci sono interessi, piani geopolitici,
avidit di denaro e di potere, c
lindustria delle armi, che sembra es-
sere tanto importante!
E questi pianificatori del terrore,
questi organizzatori dello scontro,
come pure gli imprenditori delle ar-
mi, hanno scritto nel cuore: A me
che importa?.
proprio dei saggi riconoscere gli
errori, provarne dolore, pentirsi,
chiedere perdono e piangere.
Con quel A me che importa?
che hanno nel cuore gli affaristi del-
la guerra, forse guadagnano tanto,
ma il loro cuore corrotto ha perso la
capacit di piangere. Caino non ha
pianto. Non ha potuto piangere.
Lombra di Caino ci ricopre oggi
qui, in questo cimitero. Si vede qui.
Si vede nella storia che va dal 1914
fino ai nostri giorni. E si vede anche
nei nostri giorni.
Con cuore di figlio, di fratello, di
padre, chiedo a tutti voi e per tutti
noi la conversione del cuore: passare
da A me che importa? al pianto.
Per tutti i caduti della inutile stra-
ge, per tutte le vittime della follia
della guerra, in ogni tempo. Il pian-
to. Fratelli, lumanit ha bisogno di
piangere, e questa lora del pianto.