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la Repubblica IV VENERD 18LUGLIO2014 CRONACA GENOVA

La citt e la crisi
Servizi, solidariet e volontariato
Genova diventa capitale
dellimmigrazione degli ultimi
Sempre pi senzatetto si spostano dai piccoli centri
E la sera scatta la caccia a un panino offerto in strada
GIULIADESTEFANIS
L
AGRANDE citt lultima rete
prima della caduta libera.
Chi perde tutto e finisce a vi-
vere in strada, arriva a Genova
perch qui (come nei pi grandi
centri italiani) trova associazioni
e strutture di accoglienza, un pa-
nino per la cena: E infatti stiamo
incontrando sempre pi senza-
tetto arrivati da fuori racconta
Maurizio Scala, storico volontario
della Comunit di SantEgidio
Come un gruppo del sud, una cop-
pia con due amici, che sono venu-
ti in Liguria per cercare un lavoro
in Riviera, e per settimane hanno
dormito a Piccapietra. Perch se
sei di un paesino di provincia, e l
perdi casa e lavoro, in strada fai
davvero la fame. Mentre in citt,
per fortuna, le reti di assistenza ci
sono.
Cresce la citt di sotto, in si-
lenzio: Secondo i nostri calcoli i
senzatetto nel capoluogo ligure
sono un migliaio, di cui 200 rom
itineranti e poi, grosso modo, 400
persone accolte in strutture e al-
trettante che l non trovano posto
e rimangono in strada. Ma i nu-
meri esatti non si conoscono.
SantEgidio, associazioni e par-
rocchie si sono organizzate in tur-
ni, e cos ogni sera c qualcuno
che porta un pasto a Principe, Bri-
gnole e nei principali luoghi di ag-
gregazione in centro come Picca-
pietra o piazza Rossetti.
E nel mare magnum, che cre-
sce destate quando le tempera-
ture rendono la vita a cielo aperto
un po meno dura, ci sono feno-
meni sempre nuovi. Come gli ar-
rivi da fuori citt, ma non solo
continua Scala C il fenomeno
dei panini in strada che sta esplo-
dendo: la sera non si avvicinano
pi solo i clochard della zona, ma
arrivano persone nuove, mai vi-
ste prima. Signore dellest, ex ba-
danti rimaste senza lavoro, ma
anche anziani. Persone che ma-
gari una casa ce lhanno ancora o
sono ospitate da qualcuno, ma
stanno sorpassando il confine del-
la povert e non riescono a mette-
re insieme la cena. In un anno e
mezzo abbiamo aumentato del
40% il numero dei panini, ora so-
no oltre 450. Che si sommano ai
600 distribuiti a pranzo nel loro
centro di via Vallechiera. Segnali
che dimostrano come, oltre a chi
gi in strada, stia crescendo il
numero dei fragili che resistono a
fatica.
C di positivo, aggiunge un al-
tro volontario di SantEgidio, Ser-
gio Casali, che la sensibilit ver-
so i deboli aumentata da quando
iniziata la crisi: in passato le as-
sociazioni, dai semplici cittadini,
ricevevano solo qualche segnala-
zione allanno su senzatetto in dif-
ficolt. Ora ci chiamano diverse
volte a settimana. E poi parlano
con loro, li aiutano. Come una ra-
gazza di Sestri che ha adottato
un uomo che vive vicino al suo pa-
lazzo, e gli porta cibo e vestiti. O
chi lascia pagata al bar la colazio-
ne per i senzatetto della zona.
Nuovi arrivati, badanti, e poi
ancora giovani ex tossicodipen-
denti che non trovano lavoro, o
stranieri che il lavoro lhanno per-
so (soprattutto magrebini
spiega Scala perch la comu-
nit senegalese aiuta i conterra-
nei in difficolt, mentre i suda-
mericani, piuttosto che finire in
strada, tornano nei Paesi dorigi-
ne): le notti degli ultimi sono
sempre pi popolate. E se sei stra-
niero irregolare, o comunque
perdi la residenza, non hai assi-
stenza sanitaria n puoi avere la
pensione, quindi si va di male in
peggio, dice Emilio Robotti,
coordinatore di Avvocato di Stra-
da Genova, rete sempre pi attiva
nellassistenza legale agli home-
less (sulle orme di don Gallo: la se-
de alla Comunit di San Bene-
detto).
Chi dorme in strada, si diceva,
perch non trova posto nelle
strutture di ricovero: I posti sono
troppo pochi, spiega Gabriele
Verrone, responsabile dei servizi
di pronta accoglienza dellasso-
ciazione San Marcellino. In tutto i
centri a Genova sono una quindi-
cina: la maggior parte per perso-
ne seguite da associazioni o servi-
zi sociali, e solo 2 per accoglienze
demergenza: quello comunale
Massoero, con una ventina di po-
sti, e lArchivolto di San Marcelli-
no. Noi abbiamo 16 posti, di cui 4
per le donne, che in strada ri-
schiano, perch chiedere aiuto o
ospitalit significa correre il peri-
colo di subire violenza continua
Verrone Ma nelle strutture di
pronta accoglienza si pu stare al
massimo 15 giorni e poi attender-
ne 30 per essere riammessi.
Tempi duri: E cos cresce ad
esempio il numero di anziani che
dormono sui bus notturni con-
clude Scala In strada ci si ar-
rangia come si pu.
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Non solo i soliti
clochard ma persone
mai viste: donne dellEst,
ex badanti, anziani
Repubblica Genova 2014-07-18