Sei sulla pagina 1di 1

Corriere della Sera Domenica 6 Luglio 2014

Economia 23

Dossier Vademecum per la previdenza


TUTTE LE REGOLE PER CALCOLARE LA PENSIONE
Una busta arancione nella casella della posta. Con dentro
tutto quanto necessario sapere sulla propria pensione: a
quanto ammonter lassegno, quando lo si potr ottenere e
cosa fare per crearsi una pensione integrativa. Nellattesa
che su questo tipo di informazioni possano contare anche gli
italiani (da anni lInps lavora a un servizio automatizzato di
simulazione e computo della pensione mentre in Svezia
e in molti Paesi del Nord Europa un servizio del genere
esiste da tempo) non resta che cercare di far fronte
allincertezza ciascuno come pu. Ecco allora una guida
completa, passo dopo passo, sulle modalit di calcolo
della pensione.
Il 95 anno spartiacque. Ecco quanta parte dellassegno dipender dai contributi versati
Tre casi a confronto
Apprendista di 25 anni Impiegato di 45 anni Segretaria di 62 anni
(D. Co.) Prendiamo un apprendista di 25 anni. La sua pensione
sar calcolata tutta con il criterio contributivo. Il sistema
contributivo funziona grosso modo come un libretto di
risparmio. Il lavoratore accantona ogni anno il 33% dello
stipendio (i lavoratori autonomi, a regime, il 24%). Il capitale
versato produce una sorta di interesse composto, a un tasso legato
alla dinamica quinquennale del Pil e allinflazione. Si pu dire,
quindi, che pi cresce lAzienda Italia, maggiori saranno le rendite
su cui si potr contare. Alla data del pensionamento, al montante
contributivo, ossia la somma rivalutata dei versamenti, si applica
un coefficiente di conversione che cresce con laumentare dellet.
Il coefficiente, ad esempio,
pari al 4,419%, per chi
chiede la rendita a 57 anni,
sale al 5,093% per chi resiste
al lavoro fino a 62 anni e al
5,620% se si decide di
arrivare fino a 65 anni e
oltre. Torniamo al nostro
giovane appena entrato nel
mondo del lavoro, a 25
anni, con uno stipendio di
15 mila euro. Il primo anno
accantona 4.950 euro (il 33% di 15 mila), il secondo anno ne
accantoner 5.115 (il 33% dello stipendio di 15.500 euro) e cos
via. Dopo 42 anni (a 67 di et) supponiamo che abbia accumulato
500 mila euro (valore gi capitalizzato), montante che gli
consentir di ottenere una pensione di 29.130 euro (2.240 euro al
mese, al lordo dellIrpef). Per la verit, il risultato finale sar
leggermente inferiore, in quanto per il calcolo abbiamo utilizzato
il coefficiente di trasformazione (5,826) oggi vigente, che in
futuro si abbasser, perch legato alle speranze di vita.
RIPRODUZIONE RISERVATA
(D. Co.) Prendiamo il caso di un impiegato di 45 anni , nato nel
1969 con inizio dellattivit lavorativa nel 1991. Questo lavoratore
andr in pensione di vecchiaia a 67 anni ed una retribuzione
annua media pari a 35 mila euro. Avr diritto a una pensione con
il calcolo misto: retributivo (quota R) per lanzianit acquisita
sino al 31 dicembre 1995 (in questo caso si tratta di cinque anni)
e contributivo (quota C) in riferimento allanzianit maturata
dal primo gennaio 1996 in poi. Per determinare la quota C
abbiamo individuato lintero accantonamento maturato. Ossia il
33% della retribuzione percepita nel periodo che va dal 1996 al
2036, data in cui il nostro lavoratore compir 67 anni. In tutto si
tratta di 473.550 euro. Quindi
abbiamo valorizzato
questo risultato
moltiplicandolo per il
5,826%, il coefficiente di
trasformazione stabilito nel
sistema contributivo per chi
chiede la pensione allet di
67 anni. Ecco i dettagli del
conteggio. Per la quota R:
35.000 per 10% (2% della
retribuzione lanno per i
cinque anni trascorsi dallinserimento al lavoro, nel 91, fino al 31
dicembre 1996. Il risultato ammonta a 3.500 euro. Per la quota
C: 35.000 (stipendi percepiti dal 1996 al 2036) per 33% (aliquota
di accantonamento) per 5,826% (coefficiente di trasformazione
per chi chiede la pensione allet di 67 anni). Il risultato pari a
27.589 euro. Il lavoratore ipotizzato avr diritto ad una pensione
annua, al lordo dellIrpef, pari a 31.089 euro (3.500 di quota R,
pi 27.589 di quota C), ossia un assegno mensile di 2.391 euro,
pari alla pensione annua divisa per 13.
RIPRODUZIONE RISERVATA
(D. Co.) Prendiamo il caso di una segretaria di 62 anni che va in
pensione questo mese di luglio con alle spalle 41 anni e 6 mesi di
versamenti, e una retribuzione annua media pari a 38 mila euro,
riferita agli ultimi cinque anni, e 37 mila e 500 euro riferita agli
ultimi 10. Gli stipendi sono stati aggiornati al 2014 con i
coefficienti Istat. Per determinare la quota C abbiamo
individuato lintero accantonamento maturato, ossia il 33% della
retribuzione percepita nel periodo che va dal primo gennaio
2012 al 30 giugno 2014 (in tutto 96 mila euro), ed abbiamo
valorizzato il risultato moltiplicandolo per il 4,940%, il
coefficiente di trasformazione stabilito nel sistema contributivo
per chi chiede la pensione
allet di 62 anni. Entriamo
nei dettagli del conteggio.
Prima quota R (retributiva):
38 mila (lo stipendio medio
basato sugli ultimi cinque
anni) per 40% (20 anni sino
al 31 dicembre 1992, per il
2%). Il risultato ammonta
in tutto a 15.200 euro.
Seconda quota R: 37.500
(stipendio medio calcolato
su dieci anni) per 38% (2% per i 19 anni dal 1993 al 2011). Il
risultato pari a 14.250 euro. Quota C (contributiva): 96.000
euro (gli stipendi percepiti dal gennaio 2012 al giugno 2014) per
33% (aliquota di accantonamento) per 4,940% (coefficiente di
trasformazione per chi chiede la pensione a 62 anni). Il risultato
pari a 1.565 euro. La signora avr diritto a una pensione annua,
al lordo dellIrpef, pari a 31.015 euro (15.200 di prima quota R,
pi 14.250 di seconda quota R, pi 1.565 di quota C), ossia un
assegno mensile di 2.385 euro (pensione annua diviso 13).
RIPRODUZIONE RISERVATA
2.
240 euro
la pensione di un giovane di 25 anni
assunto con stipendio da 15.000
euro lanno. Lipotesi prevede che
il ragazzo vada in pensione a 67 anni
2.
391 euro
la pensione di un impiegato nato
nel 69 che andr in pensione a 67
anni. Considerata una retribuzione
media annua di 35 mila euro
2.
385 euro
lassegno di unimpiegata che va in
pensione questo mese dopo 41 anni
e sei mesi di versamenti e 38 mila
euro di retribuzione media annua
%
%
%
%%
%%%
I parametri per fare i conti D
A
R
C
O
Fonte: Elaborazione Corriere della Sera * a regime
I coefcienti con il sistema contributivo
Per ciascuno degli anni in cui si ha diritto a una
pensione calcolata con il sistema contributivo,
bisogna prendere il 33%dello stipendio (il 24%
in caso di lavoratore autonomo). Lammontare
che risulta da questa operazione va a sua volta
moltiplicato per un preciso coefciente che,
come si vede dalla tabella, aumenta al salire
dellet in cui si va in pensione
57
58
59
60
61
62
63
64
65
66
67
68
69
70
4,304
4,416
4,535
4,661
4,796
4,940
5,094
5,259
5,435
5,624
5,826
6,046
6,283
6,541
* i
Il tutto nella misura del 2%
di questa media per ogni anno
di contribuzione
Gli importi accantonati
producono interessi legati
alla crescita del Pil
e allinflazione
S
is
tema
r
e
t
r
i
b
u
t
i
v
o
S
is
tema
c
o
n
t
r
i
b
u
t
i
v
o
L'importo
della pensione viene
calcolato sulla media dei redditi
Con questo sistema
il lavoratore ogni anno
accantona il
Per i dipendenti
Per gli autonomi
degli ultimi 10 anni
degli ultimi 15 anni
33% 24%*
Per i dipendenti Per gli autonomi
dello stipendio
%
%
%
%
%
%
%
%
%
%
%
%
%
%
Et Coefciente
Giovani e anziani:
come cambia lassegno
Anzianit
al 31
dicembre 1995
Anni di contribuzione
alla pensione
Ultimo stipendio
Pensione in %
sullultimo
stipendio
40
30.000
78%
63%
53%
Pi
di 18 anni
Meno
di 18 anni
Zero
Per stimare lammontare delle propria
pensione bisogna tenere conto che il si-
stema di calcolo cambia a seconda del-
lanzianit contributiva maturata al 31
dicembre 1995. Una vera e propria data
spartiacque.
Per chi pu contare su almeno 18 anni
di assicurazione si applica il tradizionale,
e pi favorevole, criterio retributivo, le-
gato agli stipendi dellultimo periodo la-
vorativo. Con lultima riforma, il calcolo
retributivo interessa solo lanzianit ma-
turata sino al 31 dicembre 2011.
Per chi ha meno di 18 anni di assicura-
zione, il criterio utilizzato quello misto.
Per lanzianit maturata sino al 31 di-
cembre 1995 si applica il metodo retri-
butivo, e per i periodi successivi vale il
criterio contributivo, strettamente lega-
to al valore dei versamenti effettuati.
A chi stato assunto dopo il primo
gennaio 1996, per finire, si applica invece
soltanto il criterio contributivo.
Metodo retributivo
Il cosiddetto sistema di calcolo retri-
butivo, definitivamente soppresso dal
primo gennaio del 2012, si basa su due
elementi: il numero degli anni di contri-
buzione e la media delle retribuzioni, ag-
giornate, riferite allultimo periodo di at-
tivit lavorativa. Lammontare della pen-
sione pari al 2% del reddito pensiona-
bile per ogni anno di contribuzione: con
25 anni si ha diritto al 50%, con 35 anni al
70% e cos via, fino all80% con 40 anni,
massima anzianit presa in considera-
zione. La misura della rendita costituita
dalla somma di due distinte quote (A +
B): la prima (A) corrispondente allim-
porto relativo allanzianit contributiva
maturata sino al 31 dicembre 1992; la se-
conda (B) corrispondente allanzianit
acquisita dal primo gennaio 1993 al 31
dicembre 2011. La base pensionabile
della quota A data dalla media degli sti-
pendi degli ultimi 5 anni che precedono
la decorrenza. Mentre quella di riferi-
mento della quota B (da utilizzare per
lanzianit acquisita dal primo gennaio
1993 in poi) si ricava dalla media annua
delle retribuzioni degli ultimi 10 anni
(sempre andando a ritroso dalla decor-
renza). Gli importi utilizzati per il con-
teggio non sono quelli effettivamente in-
cassati con la busta paga, ma quelli riva-
lutati tenendo conto dellinflazione, con
esclusione dellanno di decorrenza e di
quello immediatamente precedente. Per
una pensione con decorrenza 2014, la re-
tribuzione di 30 mila euro percepita nel
2012 diventa pensionabile nella misura
(rivalutata) di 30.600 euro.
Metodo contributivo
Il meccanismo molto semplice. La
legge stabilisce che il montante indivi-
duale dei contributi sia ricavato appli-
cando alla base imponibile (retribuzione
o reddito) una aliquota di computo, 33%
per i lavoratori dipendenti, 22,20% per
gli autonomi, e rivalutando la contribu-
zione cos ottenuta su base composta al
31 dicembre di ogni anno, con esclusio-
ne della contribuzione dello stesso anno,
al tasso di capitalizzazione dato dalla va-
riazione media quinquennale del pro-
dotto interno lordo (Pil) nominale. Al
momento del pensionamento, al mon-
tante contributivo, ossia alla somma del-
le quote accantonate (e rivalutate), si ap-
plica un coefficiente di conversione cor-
relato allet: 4,661% per chi sceglie di
chiederla a 60 anni, 5,435% a 65 anni, e
cos via sino al massimo di 6,541% per
chi resiste sino a 70 anni (vedi tabella).
Come si pu notare, il meccanismo su
cui si basa il calcolo contributivo premia
attraverso una rendita crescente negli
anni chi rimane al lavoro il pi a lungo
possibile.
La quota C
Per le pensioni con decorrenza dal
2012 in poi , il calcolo della rendita deve
tener conto anche di una quota (C), rife-
rita allanzianit acquisita dopo il 31 di-
cembre 2011. La riforma Monti-Fornero
ha infatti introdotto, a partire dal primo
gennaio 2012, il criterio di calcolo con-
tributivo per tutti, compresi coloro che
potevano contare su 18 anni di versa-
menti al 31 dicembre 1995, i quali hanno
finora beneficiato del solo (e pi favore-
vole) criterio retributivo. In sostanza, chi
avr una pensione con il calcolo misto,
incasser un assegno dato dalla somma
di due quote: quella retributiva deter-
minata sulla base dellanzianit matura-
ta al 31 dicembre 2011; quella contribu-
tiva riferita allanzianit acquisita ri-
spettivamente dal primo gennaio 2012,
ovvero dal primo gennaio 1996.
Domenico Comegna
RIPRODUZIONE RISERVATA
Corriere
Economia
Domani con
CorrierEconomia
le pensioni future
degli italiani
nelle simulazioni
realizzate dalla
societ di
consulenza
Progetica
IL
L
U
S
T
R
A
Z
IO
N
E
D
I A
L
B
E
R
T
O
R
U
G
G
IE
R
I
M t d t ib ti
italia: 51575551575557