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La Psicoterapia

Individuale
La psicoterapia individuale prevede incontri almeno settimanali. Prima della presa in
carico si prevedono alcuni colloqui che hanno lo scopo di decodificare la richiesta,
definire le problematiche, indagare la motivazione, formulare un'ipotesi diagnostica
sulla struttra di personalit, definire un percorso terapeutico fino a definire contratto
che permetta al cliente e al terapeuta di condividere regole e prassi del lavoro che si
accingono a svolgere insieme.
Stabilita la presa in carico, viene fissato un giorno e un orario per la seduta, che
rester fisso salvo accordi diversi tra il terapeuta e il cliente. Negli accordi preliminari
possibile prevedere un numero fisso di sedute e gli obiettivi di cambiamento
dichiarati che vengono ritenuti possibili nell'arco di tempo stabilito.
In alternativa, il numero definito di sedute pu! essere "rinnovabile" nel caso gli
obettivi prefissati non siano stati raggiunti o nel caso si ritenga opportuno, all'interno
della relazione terapeutica, approfondire alcune tematiche emerse nel corso dei
colloqui.
In altri casi, il numero delle sedute non viene stabilito, ma subordinato al
raggiungimento di una sensazione di benessere da parte del cliente, e condivisa con il
terapeuta.
In alcuni casi il lavoro terapeutico pu! prevedere pi# sedute settimanali in un'ottica d
lavoro in chiave analitica.
Il numero di sedute non correlabile ai livelli di gravit.
La psicoterapia di coppia e
familiare
L'attivit consta di un'assistenza psicoterapeutica secondo la metodologia della teoria
sistemica. Prelimanare alla terapia un incontro tra chi richiede l'intervento e uno
psicoterapeuta del Poliambulatorio, di formazione sistemica, con l'obbiettivo di
decodificare la domanda. L'incontro termina con un appuntamento al quale sono
invitati, a seconda del caso, una singola persona, la coppia, o il nucleo familiare,
stretto o allargato.
L'incontro avviene nella "stanza di terapia", attrezzata con numerose sedie, una
telecamera, e uno specchio unidirezionale. Nella stanza attigua, la "stanza di
osservazione" il coterapeuta segue la seduta in corso. $urante la seduta il terapeuta
pu! lasciare la stanza di terapia per consultarsi con il collega nella stanza di
osservazione. Il colloquio viene videoregistrato.
La videoregistrazione serve, oltre che per documentazione, anche per avere
la possibilit di riesaminare la seduta in caso di difficolt nel trattamento in corso. Il
materiale videoregistrato conservato secondo le norme di legge riguardanti i dati
sensibili.
I clienti sono preliminarmente informati della videoregistrazione, della presenza dello
specchio unidirezionale, della stanza di osservazione.
%i clienti viene richiesto di firmare un consenso informato specifico per la
videoregistrazione, e solo dopo la firma inizia la eduta e la videoregistrazione.
La durata della seduta di circa un'ora, e la frequenza pu! variare da settimanale a
mensile. Il numero delle sedute variabile, in genere tra le cinque e le dieci, ma in
casi particolari il numero delle sedute pu! essere maggiore.
Nel caso venga trattato un nucleo familiare non necessaria la presenza sempre di
tutti i componenti& prerogativa dle terapeuta familiare stabilire chi deve essere
presente di volta in volta.
%nche nel corso della terapia di coppia o familiare possibile che il terapeuta ravvisi
la necessit di un consulto con lo pichiatra per verificare l'eventualit di una terapia
farmacologica.
Nel corso della terapia familiare possibile inoltre che il terapeuta accolga le
proposte o proponga ad uno o pi# membri del nucleo familiare una terapia
individuale condotta da un altro psicoterapeuta. Nessuna di queste eventualit
pregiudica la prosecuzione della terapia familiare in corso.
La 'onsultazione Individuale (amiliare
%ziendale
La vita delle persone, l'evoluzione delle famiglie, la storia di un'azienda sono
normalmente un alternarsi di soddisfazioni e frustrazioni, conquiste e perdite, vittorie
e sconfitte. Pu! accadere che in certi periodi le frustrazioni, le perdite e le sconfitte
tendano a perdurare pi# a lungo di quanto una persona, una famiglia o un sistema
aziendale pu! tollerare e si configura cos) quella condizione che oggi in modo
inflazionato, chiamiamo crisi. % volte le condizioni strutturali di fondo, che in
qualche modo vengono slatentizzate dalla crisi, perdurano da lungo tempo e quindi ci
troviamo di fronte ad un vero e proprio *disturbo+ che necessita di una cura, cio di
un cambiamento di quelle condizioni di base che hanno portato alla crisi stessa. In
altri casi invece la condizione di sofferenza legata prevalentemente al disagio del
momento, per cui possiamo presupporre che quella persona, quel sistema familiare o
aziendale, siano strutturalmente sani e che i cambiamenti necessari per superare la
crisi siano piccoli, addirittura fisiologici e in funzione prevalentemente del tempo.
$etta cos) sembrerebbe cosa complessa, ma se facciamo degli esempi pratici forse il
concetto diventer pi# chiaro. Nella vita degli esseri umani ci sono delle tappe
*evolutive+, che possono creare fisiologicamente delle difficolt, il momento
dell'ingresso all'asilo per i bambini e le bambine di tre anni con tutte le problematiche
della separazione, l'inizio della scuola con lo sviluppo delle relazioni e-tra familiari,
l'adolescenza con la necessit di accettare dei cambiamenti fisici rapidissimi, fino ad
arrivare al periodo .tardo adolescenziale/ della scuola media superiore con tutte le
tematiche conflittuali legate all'affermazione di s0 e alla strutturazione di un proprio
carattere consolidato. %nche le famiglie hanno una storia analoga, che comincia con
la formazione della coppia e la reciproca accettazione dopo il periodo
dell'innamoramento, il matrimonio con la separazione dalle famiglie d'origine, la
nascita del primo figlio con la perdita parziale dell'attenzione esclusiva del partner, la
crescita dei figli con l'accettazione della loro indipendenza e la loro fuoriuscita da
casa diventati ormai adulti. %nche per un'azienda il discorso non cambia un granch0,
ed particolarmente evidente se prendiamo come riferimento quel modello cos)
diffuso in Italia in generale, ed in 1eneto in particolare, costituito dalle realt definite
.in modo un po' anacronistico/ a conduzione familiare. %nche in questo caso la storia
sar condizionata dalle difficolt dei primi passi con le problematiche legate al
affermazione sul mercato ed al raggiungimento di una propria dimensione e
credibilit, il periodo del consolidamento e dell'organizzazione con la necessit di una
separazione tra socio2soci fondatori ed azienda .che diventa a questo punto un ente
autonomo/ e l'implementazione della capacit di delega fondamentale per i processi
di crescita, il superamento dei periodi di congiuntura economica avversa consapevoli
dei propri limiti, il periodo dell'ingresso dei figli in azienda, con l'accettazione
dell'eventualit del farsi da parte dei soci fondatori con il passaggio delle consegne
alle generazioni successive, con tutti i rischi che caratterizzano le situazioni di lutto in
cui separazione e perdita diventano protagonisti della scena.
'apita spesso di constatare come i processi che regolano la vita dei sistemi complessi
di persone .come la famiglia o un'azienda/ non siano altro che una riproduzione in
scala *relazionale+ di quanto accade nei singoli individui. Si pu! quindi presupporre
che il modello di valutazione dello stato di salute, che normalmente si applica ai
singoli, lo si possa utilizzare anche per la valutazione di gruppi organizzati .le folle
seguono percorsi pi# complessi/. $a qui deriva l'utilit della consultazione .che in
ambito aziendale viene spesso chiamata consulenza/ come mezzo per fare il punto
della situazione quando una persona, una famiglia, un'azienda attraversano un
periodo di difficolt. L'obiettivo della consultazione quello di distinguere le
situazioni la cui risoluzione necessita di un cambiamento profondo e quindi di una
cura, da quelle in cui sufficiente una ridefinizione dei problemi in termini pi# ampi
per arrivare attraverso il processo della chiarificazione ad un superamento del
momento di difficolt. 3' un processo tipico dell'approccio medico e che rimanda al
concetto di *diagnosi differenziale+, fondamentale per evitare cure in eccesso e non
necessarie .con il rischio di patologia iatrogena/ oppure minimizzare situazioni che
sono il segno di problematiche pi# profonde e complesse. Per far questo un buon
consulente deve essere inevitabilmente anche un buon terapeuta e deve avere la
possibilit di riferirsi ad un gruppo di collaboratori che possano mettere in atto quegli
interventi specifici necessari al superamento della situazione di disagio in un'ottica
integrata.
L'obiettivo principale di un intervento di consulenza quindi quello di ridurre sia il
tempo di persistenza della situazione critica che i livelli di tensione ad essa associati,
con lo scopo di contrarre quanto pi# possibile il dispendio di risorse preziose
nell'economia individuale, familiare o aziendale.
% livello individuale quindi l'intervento di consultazione ha una durata definita e
limitata nel tempo e focalizza la propria attenzione sulle circostanze specifiche del
disagio in atto& a differenza di un intervento di psicoterapia quindi, non si pone alcun
obiettivo di modificare la struttura della persona richiedente, ma prevalentemente di
sostenere le abilit individuali aumentando la consapevolezza delle proprie capacit
di risolvere i problemi.
%nche per quanto riguarda l'intervento a livello familiare o a livello di un sistema
aziendale, la consultazione ha lo scopo di identificare la problematica alla base della
richiesta e, attraverso una presa d'atto della situazione, di promuovere una maggior
consapevolezza delle proprie risorse, ridurre i livelli di tensione in campo facilitando
la possibilit del gruppo familiare o di lavoro, di attingere alle proprie risorse per
superare le difficolt.