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initaliaenel mondo
laceramica
di Laura Borghi
Open to Art, ceramic art and design competition, la prima edi-
zione di un concorso biennale organizzato da Ofcine Saf che ha
come focus la ceramica darte e di design. Open to Art fa parte di
un progetto pi ampio, Ofcine Saf Project, che promuove la
ceramica come forma espressiva attraverso diverse attivit: la
galleria come spazio espositivo, il laboratorio, che ospita afer-
mati artisti internazionali con workshop e seminari, ma anche
luogo dove si sviluppa lattivit didattica dal corso base, al corso
di scultura e decorazione al corso professionale. Lattivit edito-
riale, a completamento di questo progetto, si concretizza con la
pubblicazione della rivista trimestrale La Ceramica in Italia e nel
mondo e con la pubblicazione di cataloghi darte. Scopo principa-
le di questo concorso mettere a confronto artisti di diferenti
nazionalit ed et ma soprattutto proporre ad un vasto pubblico
una selezione di opere che vanno dalla scultura, allopera dar-
te contemporanea fno al pezzo di design. La ceramica, come
questo concorso ha dimostrato, attraversa il mondo dellarte
contemporanea e del design a pieno titolo, con grandissima po-
OPEN TO ART
by Laura Borghi
Open to Art, ceramic art and design competition is the frst
edition of a biennial competition organized by Ofcine Saf, fo-
cusing on ceramics in the areas of art and design. Open to Art is
part of a more extensive programme, the Ofcine Saf Project,
which promotes ceramics as a form of expression by means of
various activities: the gallery as an exhibition space, the work-
shop, which hosts important international artists for workshops
and seminars; it is also used for training activities, with the
foundation course, the sculpture and decoration courses, and
the professional courses. The project is completed by editorial
operations, with the publication of the quarterly magazine La
ceramica in Italia e nel mondo, and of art catalogues. The prin-
cipal objective of this competition is to bring together artists
of diferent nationalities and ages, and above all to present a
wide range of works sculpture, contemporary art pieces, and
design works to the general public. The results of this competi-
tion show that ceramics is an area that is wholly at home in the
tenzialit e vivacit. Un ruolo importante stato svolto dalle due
giurie che hanno partecipato fattivamente alla buona riuscita di
questa manifestazione. La prima selezione ha visto come giurati
Flaminio Gualdoni - critico e storico darte, Daniela Lotta - cri-
tico darte e curatore, Mette Blum Marcher - Amministratore
della Guldagergaard School, Marco Romanelli - architetto e inse-
gnante del Politecnico di Milano e Martin Smith - Direttore del
dipartimento di Ceramica e Vetro, Royal College of Art London.
Alla seconda selezione erano presenti Cinzia Bitossi di Bitossi
Ceramiche, Laura Borghi - Ofcine Saf, Claudia Casali - Diretto-
re del Museo Internazionale delle Ceramiche di Faenza, Jennifer
Lee - artista, Jukka Savolainen - Direttore del Design Museum di
Helsinki e Tomoko Tanioka - gallerista e Presidente della TOGA-
KUDO. I giurati hanno dato il loro contributo e formulato un giu-
dizio, pur appartenendo ai pi diversi campi di specializzazione,
dalla direzione di un istituto darte o di design alla direzione di
world of contemporary art and design, ofering a huge potential
and a lively contribution. The two juries played an important
role in the competition, and were pivotal in ensuring the success
of the event. The jury of the frst selection comprised Flaminio
Gualdoni, art critic and historian; Daniela Lotta, art critic and
curator; Mette Blum Marcher, Director of the Guldagergaard
School; Marco Romanelli, architect and professor at Milan
Technical University; and Martin Smith, Director of the Depart-
ment of Ceramics and Glass, Royal College of Art, London. The
jury of the second selection comprised Cinzia Bitossi, Bitossi
Ceramiche; Laura Borghi, Ofcine Saf; Claudia Casali, Director
of MIC, the International Ceramics Museum, Faenza; Jennifer
Lee, artist; Jukka Savolainen, Director of the Helsinki Design
Museum; and Tomoko Tanioka, gallery owner and President of
TOGAKUDO. The jurors all provided their own contributions to
the assessment, even though they are from diferent felds of
specialization, whether involved in the management of an art or
design institute, a museum, or in the creation of art. As a result,
the assessments were often very diferent. Those who are more
directly involved in the world of ceramics tend to look at a piece
with particular attention to technique and form, while those who
work in institutions or educational structures that are not di-
rectly tied to ceramics have a point of view that is closer to con-
temporary art, and are less concerned with technical aspects.
It was satisfying to see that the competition attracted both
artists of consolidated fame and young, less well-known cera-
mists. The great diferences in the entrants works caused some
difculties in selecting the fnalists. Ofcine Saf wished to pay
special attention to young artists by means of cooperation with
Bitossi Ceramiche and the Carlo Zauli Museum, who will ofer
In apertura:
Open to Art, Ofcine Saf Gallery.
In questa pagina:
Asinistra: Momento della valutazione dei giurati.
Adestra: Panoramica dellinstallazione.
Opening photo:
Open to Art, Ofcine Saf Gallery.
On this page:
Left: Moment of jurors evaluation.
Right: Installation overview.
Ofcine Saf International Competition for Art Ceramics and Design
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un museo o allesser artista in prima persona, ci ha determina-
to giudizi spesso molto diversi. In particolare chi pi addentro
al mondo ceramico legge lopera con una particolare attenzione
rivolta alla tecnica e alla forma, chi appartiene invece a realt o
formazione non legata a questo mondo ha un punto di vista pi vi-
cino allarte contemporanea e non si soferma necessariamente
sullaspetto tecnico. stato un grande piacere e una grande sod-
disfazione vedere la partecipazione sia di artisti afermati, con
grande esperienza sia di artisti giovani meno conosciuti. Questa
diversit tra i partecipanti ha reso in qualche momento difcile
la selezione dei fnalisti. Ofcine Saf ha voluto dare particolare
attenzione ai giovani attraverso le collaborazioni con Bitossi Ce-
ramiche e Museo Zauli che ofriranno un periodo di stage a due
giovani under 30. La partecipazione al concorso stata molto
numerosa: pur trattandosi della prima edizione abbiamo ricevu-
to 307 adesioni con artisti provenienti da diciotto nazioni. Nello
spirito di conferire ulteriormente a questa forma darte un valore
internazionale si scelto di promuoverla durante il Fuorisalone.
In questa occasione avremo la collaborazione di Wifa Sky Fra-
me che con le sue architetture si avvicina al mondo dellarte e del
design per la qualit del prodotto e Bancaeuromobiliare che ha
sostenuto ancora una volta le nostre iniziative dedicate al mondo
dellarte. Visto lottimo riscontro che questa iniziativa ha suscita-
to, Ofcine Saf proporr questo premio con cadenza biennale
ofrendo cos ad artisti pi o meno giovani lopportunit di essere
in mostra a Milano nel periodo pi vivace dellanno, il Fuorisalone,
augurandosi di diventare un punto di riferimento internazionale
per larte ceramica e di design.
work experience internships to two people aged under 30. The
competition received many entrants: even though this is the
frst edition, there were a total of 307 applicants from 18 coun-
tries. In order to give the maximum international visibility to this
form of art, it was decided to promote the competition during
the Fuorisalone collateral events accompanying the Milan Fur-
niture Show. This will see the participation of Wifa Sky Frame,
a company whose high-quality architectural products are close
to the world of art and design, and of Bancaeuromobiliare, the
bank that once again has decided to support our activities in the
world of art. In consideration of the excellent results attained by
the competition, Ofcine Saf will launch it on a biennial basis,
giving artists of all ages the possibility of putting their works on
show in Milan, at the liveliest time of year for the city: the period
of the Furniture Show and its related events. We believe that the
competition will become a international point of reference for
ceramics in the areas of art and design.
In queste pagine:
Particolari dellinstallazione.
On these pages:
Details of exhibition.
Photo credits P. Niepsuj, A. Vinci.
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laceramica
di Flaminio Gualdoni
Lorganizzazione di Open to Art indica il ruolo propositivo, e
non solo di documentazione, che Ofcine Saf intende svolgere
nellambito del dibattito italiano sullarte ceramica, in proiezione
internazionale. Un premio un premio, cio una competizione in
cui alla fne qualcuno vince e altri no. Ma questo , a ben consi-
derare, tuttaltro che laspetto primario della questione. Certo,
Zsolt Jzsef Simon e Margareta Daepp sono due nomi assai rile-
vanti del panorama europeo odierno, e i riconoscimenti attribuiti
al loro lavoro sono indubbiamente forieri di ulteriore prestigio.
Gli articoli monografci che seguono su queste pagine ben ne il-
lustrano il proflo espressivo e tecnico. Al di l di ci, in generale
in questa prima edizione la quantit e la qualit dei partecipanti
stata di primordine, e consente alcune rifessioni di carattere
pi ampio. La prima riguarda i confni disciplinari di ci che, con-
venzionalmente, il termine ceramica indica. Non perch si pos-
sa ancora pensare, al giorno doggi, di defnire, di perimetrare un
territorio dai contorni stabili. Non possibile dal punto di vista
tecnico, sottoposto a continue espansioni dallevolversi rapido
BY THE WAY
by Flaminio Gualdoni
The fact that Ofcine Saf has organized Open to Art shows
its intention not just to observe and document, but also to per-
form a proactive role in the Italian arena of ceramics, with an
international outlook. A prize is a prize, and in a competition,
someone wins, and others dont. But this is not the most im-
portant aspect. Of course, Zsolt Jzsef Simon and Margareta
Daepp are two important names on the contemporary European
scene, and the recognition that they have attained in this con-
text undoubtedly adds to their prestige. The articles dedicated
to their work in this magazine provide a good overview of their
technique and means of expression. Apart from that, overall the
quantity and quality of the participants have been particularly
good, making it possible to draw some more general conclu-
sions. The frst regards the frontiers of the area that the term
ceramics usually suggests. Today it is no longer possible to de-
fne a clearly-marked territory. This is due to technical reasons,
with the speed of technological development fuelling constant
a Proposito
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delle nuove tecnologie. Non possibile dal punto di vista di quel-
la che un tempo si chiamava gerarchia delle arti. I gradi diversi di
manualit e di artigianalit messi in gioco; uno spettro di possi-
bili che va dallespressione sculturale pura alla permanenza di
schemi intellettuali utilitari; un dialogo con la cultura del design a
sua volta tema in se stessa di ridefnizioni critiche elaboranti: tut-
to ci suggerisce di intendere il mondo della ceramica come un
territorio aperto, di cui importante piuttosto cogliere le interne
tensioni intellettuali e operative, di cui fondamentale intuire il
rapporto dialettico intensissimo tra identit storica e proiezioni
sperimentali. La scelta della rosa di fnalisti indica un orizzonte
largamente plurale, da questo punto di vista. Alcune esperienze
segnalano un radicamento forte e lucido nella storicit stessa
del fare ceramico. Attenzione a rispettare gli statuti funzionali
delloggetto, orgoglio tecnico esibito sino al virtuosismo, predile-
zione per uno spettro di riferimenti tutto interno alla storia della
disciplina. Altre opere accelerano in modo decisivo lo stereotipo
tradizionale della ceramica darte ofrendone declinazioni per
ridondanza, in una sorta di ipertrofzzazione dellide reue che
si fa atteggiamento sanamente criticistico. Altre, per converso,
si misurano coraggiosamente e non banalmente con le pratiche
contemporanee di punta, con il dibattito pi avvertito, dal re-
taggio del postminimalismo sino alle attuali derive, non sempre
felici, della postmodernit. Vogliono essere, a pieno titolo, consi-
derate opere di scultura, in una messa in mora del primato della
tecnica che in ceramica sempre stato fattore decisivo: come
se scriveva gi molti anni fa Giulio Carlo Argan il signifcato
delle forme dipendesse dalle materie e dai procedimenti con cui
si realizzano. In tale ordine di idee notevole osservare come la
questione cruciale sia la ragione oggettuale che lopera implica.
Non tanto il suo livello di funzionalit, tanto pi evidente quanto
pi il riferimento primario non sia la nuda espressione ma lin-
terlocuzione con il design. Sintende un valore pi complesso e
sfumato, ovvero lidentifcazione del processo inventivo con al-
cune delle idee sorgive del comportamento tridimensionale della
forma: lergersi verticale, il contenere, il moltiplicarsi modulare
o cellulare, lo scarto tra forma generativa e la pelle in odore di
decorazione. Per quanto assunta in modo criticamente acumina-
to e lucidamente scrutinante, lidea della forma ceramica come
oggetto ancora alla base della quasi totalit delle pratiche,
delle intenzioni, dei progetti. Anzi, si pu ben dire che la cerami-
ca darte un compound identifcabile proprio perch mantiene
una forte componente di autonomia rifessiva intorno alleterna
querelle oggetto vs. scultura: originalit che le deriva dal fatto di
essere ben consapevole del proprio retroterra atavico, dellesse-
re matrice di entrambi i grandi corsi del fare plastico. Autonomia
expansion. Another reason is linked to what was once known as
the hierarchy of the arts. Today, the various levels of technical
and crafts skills have to be reconsidered; there is a whole range
of values in this area, from pure sculptural expression to the ex-
istence of utilitarian intellectual schemes. There is likewise an
interchange with design culture, itself subject to critical redef-
nition. All these considerations suggest that the world of ceram-
ics is an open space, where the important thing is to understand
the internal intellectual and practical force lines, for which it
becomes fundamentally important to understand the intense
interaction between historical identity and experimental projec-
tions. The fnalists selected indicate a very heterogeneous hori-
zon from this point of view. Some of the pieces reveal deeply-
rooted, conscious links to the historical traditions of ceramics,
with careful attention dedicated to the objects function, pride in
technique reaching virtuoso levels, and a preference for a range
of precedents within the history of ceramics. Other works ac-
celerate the traditional stereotype of art ceramics, with works
in which excess becomes an important feature, in a sort of mul-
tiplication of conventional opinions that becomes a form of
healthy criticism. Others, on the other hand, take a courageous
stance, far removed from banality, to the latest contemporary
trends, in contact with the acutest critical observations running
from the heritage of Post-Minimalism right up to todays cur-
rents of the Postmodern age, not always easy to share. These
artists want their works to be considered pieces of sculpture,
and not demonstrations of technical skill, something that in ce-
ramics has always been a decisive fact, as if, wrote Giulio Carlo
Argan many years ago, the meaning of forms could in some way
depend on the materials and the procedures by means of which
they are created. In this context, it is interesting to see that the
crucial question is the works intellectual status as an object.
Not so much its level of function, which is more evident when the
primary point of reference is not just expression in itself, but an
interaction with design. The objects status is a more complex,
blurred value, in which the identifcation of the process of in-
vention corresponds to some of the ideas that generate three-
dimensional characteristics of form: vertical lines, the concept
of the container, modular or cellular multiplication, and the dif-
ference between shape and surface, with the latters additional
decorative functions. Even when the concept of form is applied
in a consciously critical and acutely observational way, the idea
of a ceramic form as an object still underpins nearly all types of
practical ceramics, concepts and designs. It could even be said
that art ceramics is an area that can be identifed through its
powerful component of intellectual independence with respect
to the eternal debate of object versus sculpture. This is a factor
that derives from the awareness of potterys atavic hinterland,
the fact that it generates both the major currents of sculptural
creation. But an independent position risks becoming self-
referential, and an impermeability to incorporating the latest
advances arriving from aesthetic research in the widest sense.
In other words, it can lead to the construction of an ivory tower
in which it exists in a proud isolation, under the banners of a no-
bility that has fallen on hard times. On the other hand, an inde-
pendent position of this sort can also become a powerful and
authoritative current of absolute quality, in which its independ-
ence also means freedom from the dogma currently reigning in
the so-called fne arts. At its best, art ceramics can have its own
specifc, easily-identifable quality, exempt from minoritarian
self-reverence and from any form of inferiority complex. Some
of the works documented by Open to Art are clearly running in
this direction, the liveliest and most fruitful, the approach with
the closest degree of correspondence to an idea of modernity
conceived as research and not mainstream normality.
pu essere, questo il rischio, autoreferenza e impermeabilit
ad assumere nei propri scenari intellettuali i portati che la ricer-
ca estetica tutta mette in campo, in una sorta di arrocco che ha il
sapore del blasone di una nobilt in decadimento. Ma pu farsi,
diversamente, mozione qualitativa forte e autorevole, soprat-
tutto indipendente per molti versi dai paradigmi in auge nelle arti
che si vogliono maggiori. Larte ceramica pu possedere, e riven-
dicare autorevolmente, una sua qualit specifca e ben identif-
cabile, esente da autocompiacimenti di minoranza cos come da
complessi dinferiorit. Talune delle esperienze che Open to Art
documenta vanno con chiarezza in questa direzione, la pi viva e
fruttuosa, la pi in linea con unidea di modernit vissuta come
ricerca e non come mainstream.
la quantit e la qualit dei partecipanti stata di primordine...
In questa prima edizione di Open to Art
In queste pagine:
Particolari della mostra Open to Art allestita presso Ofcine Saf.
On these pages:
Details of Open to Art exhibition on show at Ofcine Saf.
Photo credits Piotr Niepsuj.
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di Umberto Re
Non volevo cogliere le forme, ma piuttosto il procedimento della
creazione. Non il frutto o il fore, che cambiano e crescono co-
stantemente, ma proprio la crescita e il cambiamento, che daran-
no poi forma al materiale. Non si pu non pensare a una tradizio-
ne grande della pittura e della scultura del 900, leggendo queste
parole di Zsolt Jzsef Simon. Si evoca Hans Arp il quale aferma
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ST
PRIZE ART CERAMICS
ZSOLT JZSEF SIMON
by Umberto Re
I didnt want to catch the forms but the process of forming. Not
the fruit or the fower, which are always changing and grow-
ing, but the growth and change itself, which will form the ma-
terial once. Reading these words by Zsolt Jzsef Simon, one
perentorio che lartista crea, non ricrea, questo il punto, per-
ch non vogliamo riprodurre, vogliamo produrre. Vogliamo pro-
durre come una pianta che produce un frutto e non riprodurre.
Vogliamo produrre direttamente e non transitivamente. Non si
trattato, per Arp e per molti, cos come non si tratta per Simon, di
mimare la facolt generatrice del naturale, ma di ritrovarsi nella
sua stessa condizione di cecit magica, di avvertire entro se stes-
si e irradiare nel fare il fusso di energie, intellettuali e fsiche,
razionali ed emotive, da cui si traversati. Certo, il riferimento
con lorganico, con un orizzonte biomorfco preciso, essenziale
in Simon. Ma si tratta di un mero referente critico, dal momento
che ci che gli importa ritrovare, a partire da un nucleo inventi-
vo delucidato, un passo di formazione che si faccia cadenza del
corpo che agisce e della mente che si pensa facendo. Proprio lo
straniamento mimetico che egli rivendica come fondante con-
ferisce ai suoi lavori unapparenza vagamente surreale. Nessu-
na parentela storica, diretta o indiretta con leredit storica del
movimento, e men che meno con le sue clausole intellettualisti-
che. Se qualcosa dellantica erotica iconografca permane in lui
inevitably thinks back to the great tradition of 20th century
painting and sculpture. For example, Hans Arp, who decreed
that the artist creates, he does not re-create, this is the im-
portant point, because we dont want to reproduce, we want
to produce. We want to produce like a plant that produces
a fruit, and not reproduce. We want to produce directly, and
not transitively. For Arp and for many others, and equally for
Simon, it is not a question of imitating the generative power of
nature, but rather of existing in the same condition of magical
blindness, feeling and irradiating in ones work the fux of intel-
lectual, physical, rational and emotional energy running through
oneself. Of course, in Simons work there is an important refer-
ence to organic forms, with a defnite biomorphic horizon, but
this is purely a critical point of reference, because for him the
important thing is to discover, starting from an initial nucleus
of origin, a process of formation in which the body provides the
creative rhythm and the mind provides the intellectual control
ZSOLT JZSEF SIMON
1 Premio, Ceramica dArte
In apertura:
Bouquet Project, porcellana, sullo sfondo olio su tela,
2013.
In questa pagina:
Asinistra: Porcellana, 2013.
Adestra: Porcellana, particolare, 2013.
Opening photo:
Bouquet Project, porcelain, background oil on canvas,
2013.
On this page:
Left: Porcelain, 2013.
Right: Porcelain detail, 2013.
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laceramica
(penso a certi turgori pittorici di O Keefe, ad esempio), il senso
di stupore prorompente, di dtournement psicologico che inne-
sca proiezioni visionarie. Il resto fare, agire materiale in uno sta-
to di complicit febbrile con la propria materia: ed essa non pu
essere che, atavicamente, la materia della ceramica: nelle sue
suggestioni generative e nelle sue tattilit spinte sino alla sotti-
gliezza, nel suo rapportarsi cangiante con la luce e nel suo pren-
der possesso autorevole dello spazio, pur agendo come mero
plesso risonante, in assenza di massa. Anche in questo caso soc-
corre la memoria, quella della memorabile Teoria della formativi-
t di Luigi Pareyson: la formazione dellopera non un processo
con cui si d vita ad una forma adoperando o usando una materia:
non che si formi lopera con o mediante una materia, ma si forma
una materia, e cos si forma lopera, ch formare quellopera e
formare quella materia non sono due processi ma uno e indivisi-
bile. Il resto, ancora, confgurazione di uno stato fastosamente
ambiguo tra vegetale e minerale, in cui le cose annunciano, di se
during the operation. It is precisely this disguised alienation,
that he says is fundamental, that gives his works a vaguely
surreal appearance. There is no direct or indirect relationship
to the movements historical heritage, and even less so to its
intellectual theories. If something of an ancient erotic iconogra-
phy persists in his work (I am thinking of certain turgid pictorial
forms by OKeefe, for example), it is the sense of abrupt amaze-
ment and psychological dtournement that triggers visionary
projections. The rest is action, working on material in a state of
feverish complicity with the substance, and this can only be the
ancestral material, that of ceramics; clay, with its generative
suggestions, its tactile nature driven to extreme thinness, with
the way that it changes in light, and the way that it claims space,
even when it acts as just a resonating plexus, in the absence of
mass. Once again, suggestions arrive from the memory, such as
the memorable Theory of Formativity by Luigi Pareyson: the
formation of a work is not a process in which a form is brought
to life using a material: it is not that the work is formed with,
or through, a material, but rather one gives form to a material,
and in this way the work is formed. In fact, forming that work
and shaping that substance are not two processes, but one in-
divisible process. The rest of the process is the confguration
of a complex ambiguity between plant and mineral, in which the
objects declare their potential to be something diferent and
something else, at once highly physical, but at the same time on
another poetic plane. The recent series Bouquet project is an
experimental combination based on an unorthodox understand-
ing of poured porcelain. The operation recalls Morandi, in that it
does not consist of measuring the desolately powerful physical
presence with suggestions of the metaphysical of forms, but
rather of discovering their radiant consistency, their capacity to
trigger the energetic conformation of space beyond the pride
of the surface plexus, and declaring the operation by means of
which the form attained is simply a frozen state of existence. In
this work, just as in the past with his series of more evident plant
suggestions, Simon works in terms of fuid internal geometries
axial centrality and irradiating circles, the combination of ver-
tical and horizontal movements by means of skilful diagonal de-
viations, and the relationship between theoretical straight lines
and sensual curves and cellular structure that is in a state of
theoretically continuous development. An important element
is the implication of spatial surroundings, which has led the art-
ist to create pictorial scenes for his works. The pieces are not
silhouetted like independent, inward-looking forms, but rather
they take possession of space, like grafts onto an ether in which
the meaning of the work resounds. For Simon, it is always a
question of seeing, rather than demonstrating. Spectators are
asked to enter the fux and discover themselves in harmony with
it. Sensing the complex meaning of the form, identifying with
feeling alive, in a contact that is not just visual, but that involves
the whole being, with the consistency of the natural world. An-
other quotation on this theme comes from a text by Ennio Mor-
lotti, 1956: And nature will still be lymph, seed, excitement and
sex, and not just light and shadow.
stesse, un diverso poter essere, a un tempo fsicissimo e total-
mente autre sul piano poetico. La serie recente Bouquet project
una combinatoria sperimentata a partire da un intendimento
irrituale della porcellana a colaggio. unoperazione morandiana,
consistente non nel misurare la presenza fsica desolatamente
forte e in aroma di metafsica delle forme, ma nel ritrovarne la
consistenza radiante, la capacit di innescare energeticamente
lo spazio oltre lorgoglio del plesso superfciale, di pronunciare il
farsi di cui la forma compiuta non che lesisto raggelato. Anche
in questo caso, comera in passato nelle serie di pi aperta sug-
gestione vegetale, Simon ragiona in termini di fuida geometria
interna centralit assiale e radiazioni circolari, integrazione tra
verticalit e orizzontalit con deviazione sapiente sulle diagona-
li, rapporto tra rette teoriche e curvature sensuose e di cellula-
rit in sviluppo teoricamente continuo. Elemento non secondario
limplicazione necessaria dellintorno spaziale, che ha portato
lartista anche a confgurare veri e propri scenari pittorici alle
proprie forme. Esse non si stagliano come sagome autonome e
autoreferenti, ma prendono possesso dello spazio come inneschi
di un continuum in cui si agita il senso tutto dellopera. Per Simon
questione sempre di vedere, pi che di far vedere. Allo spetta-
tore chiede di entrare nel fusso, di mettersi in consonanza. Di
avvertire il senso complesso della forma, identifcandosi nel suo
sentirsi vivere, in un contatto non solo visivo, ma di tutto lessere,
con la consistenza del naturale. Ancora una citazione, in tono, da
uno scritto di Ennio Morlotti, 1956: E la natura sar ancora linfa,
germe, brivido e sesso, e non solo luce e penombra.
Nella pagina a fanco:
Grs colorato, 2012.
In questa pagina:
Grs colorato, 2011.
On the facing page:
Coloured stoneware, 2012.
On this page:
Coloured stoneware, 2011.
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initaliaenel mondo
laceramica
di Umberto Re
Si pensa che la parola giapponese urushi derivi da uruwashi (bel-
lo, gradevole) e uruosu (umido e lussuoso). Per Margareta Daepp
la fsicit dolce dellurushi, lacca dalle captazioni luminose e tat-
tili straordinarie, molte cose insieme. Signifca radicare salda-
mente il proprio rapporto con la ceramica nellidentit storica
della cultura orientale, il ceppo sul quale lEuropa ha innestato
alcuni dei suoi svolgimenti decisivi. Insieme, indica il recupero del
1
ST
PRIZE - DESIGN CERAMICS
MARGARETA DAEPP
by Umberto Re
It is thought that the Japanese word urushi comes from uru-
washi (beautiful, pleasing) and uruosu (moist, luxurious). For
Margareta Daepp, the gently physical nature of urushi, a glaze
with remarkable brightness and tactile qualities, becomes many
things together. It means linking her relationship with ceramics
MARGARETA DAEPP
1 Premio, Ceramica di Design
senso profondo dun fare ceramico che ha mediato il less tipico
della modernit con la necessit di un rapporto sensuale forte
e preciso con la forma. Ancora, indica lassunzione del retaggio
del passato non in modo pedissequo, in quanto principio dauto-
rit, ma come condizione tecnica e problematica viva, a partire
dalla quale sperimentare ulteriormente e continuamente. Daepp
ha scelto di rapportarsi in modo privilegiato con il design. un
fatto. Ma ha scelto anche, deliberatamente, di sottrarsi al mo-
noculturalismo di una formazione specialistica. Anzi. Lalunnato
berlinese con Rebecca Horn e Isa Genzken, da un lato, e dallaltro
un intendimento ormai non pi fdeistico del valore di essenzia-
lit e di funzionalit stabilito dal Movimento Moderno, le hanno
consentito di porsi sempre criticamente di fronte al progetto:
la rifessione ogni volta radicale sugli statuti, i caratteri e i destini
delloggetto plastico il suo tema operativo fondamentale. Negli
anni Daepp ha delucidato alcune geometrie essenziali e le ha con-
trapposte a un intendimento alto e preciso del valore decorativo.
Sul piano delle strutture formali, ha privilegiato la sagoma cilin-
drica e una componibilit che le consente di articolare ogni opera
come sommatoria di elementi su cui agire facendo collidere trat-
to the historic identity of Eastern culture, the branch on which
Europe has grafted some of its most signifcant developments.
At the same time, it suggests the recovery of the profound
meaning of an approach to ceramics in which the less typical of
modernity is reconciled with the need for a powerfully sensual
relation to form. In addition, it demonstrates the acceptance of
the past not as a form of blind obedience to a higher authority,
but as a living arena of technique and artistic approach, that
can be used as the basis for constant ongoing experimentation.
Daepp has chosen a privileged relationship with design. But she
has also decided to refute the monocultural stance of a special-
ist training. On the contrary. Her training with Rebecca Horn and
Isa Genzken, and her understanding no longer purely a belief
of the values of elemental form and functionality established by
the modern movement, have enabled her to maintain a critical
approach to design. The fundamental theme of her work is her
refection, renewed with every piece, on the statutes, character-
istics and destiny of a sculptural object. Over the years, Daepp
has developed a number of elemental geometries, contrasting
them with a deep and accurate understanding of decorative
values. As regards shape, she has concentrated her attention
onto cylindrical forms, and a modularity that enables her to
make every work the sum of elements on which she works with
a collision of difering material and chromatic treatments. Each
element is visually independent and at the same time an essen-
tial part of an organically-determined whole. As regards decora-
tion, the artist has moved away from the modernist elemental
dictum according to which ornamentation was of dubious value,
but without resorting to that sort of intellectual ironic backlash
that in recent years has moved towards a Postmodern excess
of decoration. So, nothing of Gombrichs conservationist trend,
neither directly nor indirectly. Daepp has preferred to develop
her intellectual and aesthetic approach to decoration within the
process of creation, giving rise to her cadenced frieze. She ech-
oes the words of Archibald H. Christie, who, in the memorable
book Pattern Design, expresses the vitality of a sort of collec-
In apertura:
Bosporus - Set Pentagon, 2012, porcellana smaltata,
27,5 cm, h 31 cm.
In questa pagina:
Bosporus - Set Hexagon, 2012, porcellana smaltata,
27,5 cm, h 31 cm.
Opening photo:
Bosporus - Set Pentagon, 2012, glazed porcelain,
27,5 cm, h 31 cm.
On this page:
Bosporus - Set Hexagon, 2012, glazed porcelain,
27.5 cm, h 31 cm.
22
initaliaenel mondo
laceramica
tive consciousness of decoration, apparently static but in actual
fact in a sort of outgoing evolution: so, over the course of the
ages, an infnite number of related patterns, deriving from a
single ideal origin, have been logically developed, step by step,
by the unifed eforts of many minds. In the Bosporus series,
the continuous Arab motifs that cover the entire piece and
the Bosphorus is geographically and symbolically the frontier
separating East and West have complex, self-generating
internal geometries, and they exist in themselves, and also in
relation to the clean, vertical rhythms of the principal cylinder,
in the successful quest for a balance between space and form,
between intellectual perception and sensorial satisfaction. In
Hutong, the splendid fullness of the colour creates an interac-
tion between interior and exterior, in a subtle pattern of tones,
with contrasts between white and highly symbolic colours such
as red and gold. The decorative motif of the main unit is a pro-
liferating line in theoretically infnite directions, according to
a topographic arrangement that recalls certain pieces made
earlier, such as Souvenirs, though with respect to those, the
line has been honed to pure decorative rhythm. Another similar-
ity can be found in Tokyo Line, whose structure consists of two
cylindrical units, in which the evocative boldness of a traditional
colour is juxtaposed against the colourful geometries of the
map of the Tokyo underground rail network. It is absolutely true
that radicalness of Japanese creation from diferent centuries
fascinates me, as Daepp often says.
tazioni materiali e cromatiche diverse, ogni elemento essendo
esteticamente autonomo e insieme parte necessaria dun intero
organicamente stabilito. Sul piano del valore decorativo, lautri-
ce si sottratta allessenzialismo modernista, che ha sempre te-
nuto in gran sospetto lornamento, ma senza ricorrere alla blague
intellettuale che, soprattutto negli ultimi anni, ha scelto la via di
iperdecorazioni postmodernamente ridondanti: dunque nessuna
tendenza al conservatorismo, per evocare Gombrich, n diretta
n indiretta. Daepp ha preferito ritrovare allinterno dello stesso
processo formativo una ragione, intellettuale ed estetica, della
partitura del fregio. Ha fatto profondamente sue le parole di Ar-
chibald H. Christie, il quale nel memorabile Pattern Design soste-
neva la vitalit di una sorta di sapere collettivo della decorazione,
allapparenza statico ma in realt in evoluzione radiante: cos, nel
corso delle et, un numero infnito di disegni apparentati, deri-
vanti da una sola radice ideale, sono stati sviluppati logicamente,
passo per passo, dagli sforzi unifcati di molte menti. Nelle serie
Bosporus il continuo e lall-over dei motivi arabi e il Bosforo ,
anche simbolicamente, confne tra arte dOriente e dOccidente
dalle geometrie interne complesse e autogenerative afermano
se stessi e allo stesso tempo entrano in rapporto critico con le
scansioni verticali nitide del cilindro maggiore, equilibrio tentato
e raggiunto tra pienezza e vuoto, tra percezione mentalizzante e
appagamento sensoriale. In Hutong la pienezza splendente del
colore gioca tra interno ed esterno in un lavorio sottile di tona-
lit, nello scambio tra il bianco ed evocazioni ad alto gradiente
simbolico come il rosso e loro. La ragione decorativa del corpo
principale una linea proliferante in senso teoricamente onnidi-
rezionale, secondo uno schema topografco che rimemora, ma ora
rastremato a pura cadenza decorativa, certe prove passate come
Souvenirs. Afne per molti versi Tokyo Line, in cui la struttura
composta da due corpi cilindrici in cui la fagranza suggestiva
di un colore di tradizione in rapporto con le geometrie colorate
della mappa della metropolitana di Tokyo. proprio vero: sono
afascinata da quanto sia radicalmente diversa larte giapponese
del passato, ama ripetere Daepp.
In questa pagina:
In alto: Hutong-Set green, 2010, porcellana, stampa su
ceramica, smalto per auto.
Asinistra: Hutong-Set light blue, 2010, stampa su
ceramica, smalto per auto.
On this page:
Above: Hutong-Set green, 2010, porcelain, ceramic print,
car lacquer.
Left: Hutong-Set light blue, 2010, ceramic print, car
lacquer.
In questa pagina:
In alto: Tokyo Line -Tozai, 2012, porcellana, stampa su
ceramica, smalto per auto, 28cm, h 23 cm.
Asinistra: Tokyo Line -Ginza, 2012, porcellana, stampa su
ceramica, smalto per auto, 28cm, h 23 cm.
On this page:
Above: Tokyo Line -Tozai, 2012, porcelain, ceramic print,
car lacquer, 28cm, h 23 cm.
Left: Tokyo Line -Ginza, 2012, porcelain, ceramic print, car
lacquer, 28cm, h 23 cm.
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laceramica
BITOSSI CERAMICHE
MENZIONE SPECIALE
ANGEL VANESSA REDONDO, Venezuela, 1987, realizza uninso-
lita e originale unione tra porcellana, dispositivi Usb e legno. Per
lartista la memoria un istante, senza confni n defnizioni,
personale e unica come i nostri sentimenti. Con lopera My work
intende riprodurre quellistante attraverso la realizzazione di
uno scenario immaginario in cui le immagini e i sensi richiamano al
passato in modo imprevisto. Oggi siamo diventati pi digitali, pi
efmeri. Inseriamo le informazioni nel computer e non ne siamo
pi consapevoli, accumuliamo dati, informazioni anche senza mo-
tivo. Ho sviluppato una collezione di chiavette di memoria USB
nel tentativo di ridare un valore allo strumento digitale di tutti i
giorni. In fondo si tratta di un oggetto senza apparente importan-
za, ma sappiate diventato un oggetto delicato con personalit,
per custodire la memoria.
SPECIAL COMMENDATION,
BITOSSI CERAMICHE
ANGEL VANESSA REDONDO, Venezuela, 1987, creates an unu-
sual and original combination of porcelain, USB keys and wood.
For the artist, memory is an instant without borders or defni-
tions; it is personal and unique, like our feelings. With the piece
My work she creates a depiction of that instant by making an
imaginary scene in which images and senses recall the past in an
unexpected way. Today we have become more digital and more
ephemeral. We put information into a computer and we are no
longer aware of it; we accumulate data and information, often
for no real reason. I have developed a collection of USB sticks
in order to give extra value to a digital tool that we use every
day. After all, it is an object without any obvious meaning, but
you know that it has become a delicate item with its own person-
ality, to preserve memories.
Nella foto:
Vanessa Redondo Angel, My Work, pezzi in porcellana
modellati in stampo, CNC, vassoio in legno di noce,
porcellana smaltata con ossidi in una combinazione
cromatica complessa, pezzo completo 15x25 cm,
sviluppato dal laboratorio di porcellana Tnata, Spagna.
In the photo:
Vanessa Angel Redondo, My Work, casted porcelain
pieces, CNC, walnut wood tray, oxide glazed porcelain,
color palette develope, complete piece 15x25 cm,
developed by TANATAporcelain atelier, Spain.
MUSEO CARLO ZAULI
MENZIONE SPECIALE
ESZTER IMRE, Ungheria, 1985, presenta Paper Tray un vassoio
rettangolare in porcellana fatto a mano che a un primo sguar-
do potrebbe sembrare di carta, un materiale che fa parte della
nostra vita, come suggerisce lartista. La carta conserva le no-
stre storie, le tiene al sicuro e permette il riaforare dei ricor-
di, pensiamo a un origami che abbiamo fatto da bambini o a un
divertente post-it lasciato sul frigorifero da parte di un amico
sincero. Lartista vorrebbe fssare questo momento per sempre
ecco quindi che combina la vulnerabilit della carta con lefetto
permanente della porcellana, oltre a enfatizzarne la natura senza
tempo, scoprendo nuove vie creative. Durante il processo tutti
gli elementi lavorano insieme: carta, fuoco, porcellana e lartista
stesso. E cos come nella reincarnazione la carta rinasce come
porcellana, conservandone le tipiche caratteristiche. La carta se
ne andata, ma la sua memoria viene salvata per sempre.
SPECIAL COMMENDATION, CARLO ZAULI MUSEUM
ESZTER IMRE, Hungary, 1985, presents Paper Tray, a rectan-
gular tray in hand-crafted porcelain. At frst glance, it looks
almost like paper, a material that is part of our life, as the art-
ist says. Paper preserves our stories, keeping them safe, and
enables memories to reappear; for example, rediscovering a
piece of origami that we made when we were children, or a funny
post-it left on the fridge by a real friend. The artist would like
to fx this moment for ever, and so she combines the delicacy of
paper with the permanence of porcelain, highlighting its time-
less efect and discovering new creative directions. During the
process, all the elements work together: paper, fre, porcelain
and the artist. And so, as if in a reincarnation, paper is reborn as
porcelain, while maintaining its characteristics. The paper has
gone for ever, but its memory is safe for ever.
Nella foto:
Eszter Imre, Paper Tray, 2013, porcellana, grafetta,
tecnica del colaggio, 20x18x4cm.
In the photo:
Eszter Imre, Paper Tray, 2013, porcelain, metal
staple, 20x18x4cm.
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WIFFA PER LARTE
MENZIONE SPECIALE
ANN VAN HOEY, Belgio, 1956, presenta The Earthenware Fer-
rari titolo scelto per queste ciotole che rimandano chiaramente
allarte giapponese dellorigami, musa ispiratrice di gran parte
del suo lavoro. Nei suoi lavori tutto sembra rispondere a un per-
fetto ordine, a una logica geometrica. La forma super sottile della
serie Geometric Study ingannevole. Le ciotole in ceramica sem-
brano realizzate con un legno molto sottile, simile alla carta, le
incisioni poi, come avviene negli origami, interrompono la forma
perfetta del cerchio o dellemisfero per introdurre un elemento
volto alla ricerca della perfezione formale. Le opere di Ann Van
Hoey suggeriscono un nuovo ordine e una nuova logica, tipiche
linee pure che sembrano disegnate con il compasso, alla ricerca
di un risultato tecnicamente impeccabile e di unestetica tanto
semplice quanto seducente.
SPECIAL COMMENDATION, WIFFA PER LARTE
ANN VAN HOEY, Belgium, 1956, presents The Earthenware Fer-
rari, the title that she chose for these bowls. They are a clear
reference to the Japanese art of origami, an important inspira-
tion for much of her oeuvre. In Ann Van Hoeys work, everything
seems to refect a perfect order and a geometrical logic. The
very thin forms of the Geometric Study series are deceptive.
The ceramic bowls look as if they were made with very thin
wood, resembling paper; the scored lines, just as in origami,
interrupt the perfect circular or hemispherical shape, and in-
troduce an element whose existence is linked to the quest for
perfect form. The artists pieces suggest a new order and a new
logic, with pure lines that seem to be designed with a compass.
She is constantly in search of technically impeccable results and
simple but alluring visual forms.
Nella foto:
Ann Van Hoey, The Earthenware Ferrari, 2013, terraglia
e vernice per auto, modellazione a lastre e a pressatura,
13x27x21 cm, foto di Dries Van den Brande.
In the photo:
Ann Van Hoey, The Earthenware Ferrari, 2013,
earthenware and car paint, slab building and press
moulding, 13x27x21cm, photo Dries Van den Brande.
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PLMA BABOS
Plma Babos, Ungheria, 1961, incontra la porcellana, come mate-
riale e mezzo di espressione, per la prima volta al college e viene
subito rapita dalla sua lirica. Ho lavorato con la ceramica per
tanto tempo che ora posso sognare con essa e, accade spesso
che i disegni mi appaiano prima come visioni cos quello che devo
semplicemente fare rappresentare limmagine attraverso la
ceramica. Ready born vision come lartista defnisce questo suo
processo che prende avvio da una visione, viene disegnata e poi
costruita in parallelo. In Collapse, come in tutti gli altri suoi lavo-
ri, funzionalit e plasticit si separano. Le sculture in porcellana
evocano le citt del XXI secolo, cos come le relazioni e i contatti
delle persone che vivono al loro interno. Gli edifci diventano es-
seri umani e, quando stanno per collassare, si voltano e cadono
delicatamente e dolcemente, inchinandosi a un potere ineluttabi-
le. La torre costituita da masse di elementi minuscoli monotoni,
una moltitudine di torri che compongono la citt. La costruzione
realizzata in modo delicato, ampio e accompagnato da una rigi-
da struttura interna.
Plma Babos, Hungary, 1961, frst came into contact with porce-
lain as a material and means of expression at college, and she
was immediately conquered by its lyrical efects. I have worked
with ceramics for so long that I now dream with it, and often
the designs appear to me as visions, and so all I have to do is to
convert the image into a ceramic work. The artist defnes this
process as Ready born vision, in which everything begins from
a vision, drawing it and then building it. In Collapse, just as in
her other works, function and sculptural efects are separated.
Her porcelain sculptures evoke 21st-century cities, along with
the relations and contacts of people living there. Building have
become human beings, and when they are about to collapse,
they turn and fall delicately and sweetly, bowing to an inexo-
rable force. The tower consists of masses of tiny monochrome
units, a multitude of towers that create the city. They are built
delicately, on a large scale, and they are accompanied by a rigid
internal structure.
Plma Babos, Collapse, porcellana smaltata, scultura in porcellana modellata a mano
libera, 19,3x28,2x38cm.
Plma Babos, Collapse, glazed porcelain, hand built porcelain sculpture,
19,3x28,2x38 cm.
SILVIA CELESTE CALCAGNO
Silvia Celeste Calcagno, Italia, 1974, esprime una poetica che in-
ganna e gioca con le contraddizioni. Da una parte, la materia per
antonomasia, la ceramica, dallaltra la leggerezza dellimmagine
fotografca e in alcuni casi il video. Le sue opere sono spesso il
risultato di lunghe sperimentazioni tecniche, la terra acquista
unestrema leggerezza misurandosi e infne sublimandosi con
limmagine. Sunday moods lossessiva riproduzione fotogra-
fca dellartista stessa. Luso del grs, della porcellana e di una
complessa tecnica di fotoceramica sperimentale rendono i lavori
interessanti anche sotto il proflo del processo che completa-
mente nuovo, distante dalla fotoceramica tradizionale. La fo-
tografa e il grs si congiungono e ciascun materiale approftta
delle peculiarit dellaltro. Queste caratteristiche evidenziano
un unicum artistico, opere mai replicabili in edizioni numeriche,
come accade per la fotografa.
Silvia Celeste Calcagno, Italy, 1974, expresses a poetic art that
creates illusion and contradiction. On one hand, there is clay, a
quintessentially solid material, while on the other, the lightness
of the photographic images, and sometimes video. Her works
are often the result of extensive technical experimentation; the
clay is given extreme lightness, coming to terms with the im-
age and at last merging with it. Sunday moods is the obsessive
photographic depiction of the artist herself. The use of freclay,
porcelain and a complex experimental photoceramics technique
make her works interesting, in part for the process that is com-
pletely new and very diferent from traditional photoceramics.
Photography and freclay are brought together, and each mate-
rial benefts from the characteristics of the other. As a result,
every piece that emerges is artistically unique; they are works
that could never be issued in a numbered edition, as is the case
for photography.
Silvia Celeste Calcagno, Sunday moods, Rose: Album leaves 10 November 2013,
particolare dellinstallazione composta da 121 elementi e suggestione sonora, grs
smaltato 1265, ricerca personalizzata dellimpasto e del rivestimento vetroso
satinato a efetto craquel, fotoceramica sperimentale in terza cottura.
SilviaCeleste Calcagno, Sunday moods, Rose: Albumleaves 10November 2013, detail
of the installation of 121 elements with audio suggestion, freclay fred at 1265, body
composition personalized by the artist, and likewise the satin, craquelure-efect
vitreous glaze with third-fred photoceramic. Ph. L. Cerati
CLAIRE CURNEEN

Claire Curneen, Irlanda, 1968, lavora con la porcellana bianca,
le sue fgure sembrano pensierose, velate di malinconia e vul-
nerabilit. Rispondono alla necessit dellartista di esplorare la
condizione umana e sono chiaramente infuenzate dalleredit
cattolica irlandese cos come dai primi dipinti rinascimentali ita-
liani, come il Battesimo di Cristo di Piero Della Francesca. Sog-
getti frequenti, nelle opere della Curneen, sono San Sebastia-
no, o fgure alate in creta con piccoli tocchi doro a suggerire un
parallelo con il sangue. Le sue fgure esprimono, amore, perdita,
soferenza e compassione e bench possano spesso provocare
un silenzio imbarazzante rivelano sempre un senso di speranza.
i FINALISTI
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initaliaenel mondo
laceramica
La natura traslucida, delicata della porcellana amplifca le sensa-
zioni che lartista intende suscitare con le sue opere.
Claire Curneen, Ireland, 1968, works with white porcelain; her
fgures seem thoughtful, veiled with melancholy and vulnerabil-
ity. They are a reaction to the artists need to explore the human
condition, and they are clearly infuenced by her Irish Catholic
background, as well as by early Renaissance Italian paintings,
such as the Baptism of Christ by Piero della Francesca. Frequent
subjects in Curneens work are St. Sebastian, or winged fgures
in clay with small touches of gold, suggesting a similarity with
blood. Her fgures express love, loss, sufering and compassion,
and even though they often provoke an uncomfortable silence,
they always reveal a sense of hope. The delicate and translucent
characteristics of porcelain heighten the sensations that the
artist wants to provoke with her works.
Claire Curneen, Figure with Sticks, porcellana, h 78cm.
Claire Curneen, Figure with Sticks, porcelain, h 78cm.
PAOLO DEMO

Paolo Demo, Italia, 1974, racconta con queste parole la sua crea-
zione in ceramica. Pull-Lovers un incontro fsico tra due aman-
ti, fusione di elementi ludici di froebeliana memoria. In Pull-Lo-
vers convivono innocenza e gravit. Nel loro incastro, la tensione
spaziale diventa sensuale dominio, felice scambio di pura forma.
Le ceramiche che realizza sono oggetti iniziatici, eppur presenti
in ogni immaginario. Sono oggetti che appartengono alla dome-
sticit di ogni tempo. Per il designer non sufciente plasmare
semplicemente una forma, non serve chiedere alloggetto quale
valore formale intrinseco gli appartenga, perch non ti rispon-
der: cos da secoli. La ceramica materia silenziosa, nata per
servire in casa, in vita e dopo la morte, e per la vita dopo la morte,
gioia nella forma, pu essere portata, abbracciata, usata, dona-
ta, oferta, vestita di una superfcie, modifcata dalle mani stes-
se, attraverso osmosi e interazione di minerali, silicati, additivi,
reagenti... o semplicemente avvolta nel colore.
Paolo Demo, Italy, 1974, describes his creation in ceramic as fol-
lows. Pull-Lovers is the physical meeting of two lovers, a com-
bination of playful elements that recall Froebel. In Pull-Lovers,
innocence and gravity are combined. In their interlocking, spatial
tension becomes a sensual domination, a graceful exchange of
pure form. The ceramic pieces that he makes are objects for an
initiation, even though they are present in any imaginary world.
They are objects that belong to the domestic sphere of all ages.
For the designer, it is not enough just to sculpt a shape, there is
no point in asking the object to which type of sculptural value it
belongs, because it wont answer: it has been like that for centu-
ries. Clay is a silent material, born to be used in the home, during
life, after death, for life after death; it represents joy in the form
of shape; it can be worn, embraced, used, given, ofered, clothed
by a surface, modifed by hands and by the osmotic interaction
with minerals, silicates, additives or reagents or it can be sim-
ply cloaked in colour.
Paolo Demo Pull-Lovers, ceramica con fnitura a smalto, 36,5x20x22,5 cm.
Paolo Demo Pull-Lovers, ceramic with glazed fnish, 36.5x20x22.5 cm.
JEAN-MARC DESAULES
Jean-Marc Desaules, Svizzera, 1968, realizza piccole, eleganti
tazzine di porcellana che egli stesso descrive come forme che
possono stare in una mano come un invito intimo. Per lartista i
fenomeni empirici relativi alle trasformazioni geologiche della
materia sono fonte inesauribile di ispirazione. la natura fsica
del materiale che mi interessa, la sua plasticit, linstabilit nella
relazione tra terra e acqua che mi ha portato a riconoscere le sue
debolezze, le sue crepe, le sue pause accettarle e integrarle,
pur mantenendo la dimensione e la tensione fsica. Loggetto di-
venta cos un luogo di sperimentazione del materiale, il supporto
ideale per testare le trasformazioni della materia, il processo di
essiccazione e la materializzazione del gesto.
Jean-Marc Desaules, Switzerland, 1968, makes small, elegant
porcelain cups, which he describes as forms that can be held in
the hand, like a personal invitation. For the artist, the empirical
phenomena linked to the geological transformations of matter
are an inexhaustible source of inspiration. I am interested in
the materials physical nature, its plasticity, the instability in the
relationship between clay and water that has led me to become
familiar with its weakness, its fssures, its need for passages of
time accepting all this and working with it, while retaining the
size and the physical tension. In this way, an object becomes a
terrain for experimentation, the ideal medium with which to test
the transformation of matter, the process of drying, and the ma-
terialization of gesture.
Jean Marc Desaules, Equilibrium 1, modellazione in stampo con ingobbi colorati,
grigio chiaro, cotto in forno elettrico a 1240C, 2013, 23x13x4 cm; ed Equilibrium 2,
modellazione in stampo con ingobbi colorati, grigio scuro, cotto in forno elettrico a
1240C, 2013, 23x13x4cm.
Jean Marc Desaules, Equilibrium 1, colored slip casting porcelain, light grey, electric
fring, 1240, 2013, 23x13x4cm and Equilibrium 2, colored slip casting porcelain, dark
grey, electric fring, 1240, 2013, 23x13x4cm.
ALFREDO EANDRADE
Alfredo Eandrade, Argentina, 1967, si defnisce artista autodi-
datta che ha studiato e imparato dallopera di diversi altri artisti.
La sua ricerca lo porta a esplorare diferenti modalit di contatto
con larte, da un lato, indaga su come le parole e la loro polisemia,
ovvero i molteplici signifcati, siano importanti. fondamentale
prestare attenzione a ci che viene detto per capire quello che
in realt si vuole dire, come le parole abbiano un impatto su noi
stessi e cosa facciamo con queste parole. Il discorso viene dun-
que sezionato ed esplorato da un punto di vista positivo; dallal-
tro lato, lartista si concentra sullesplorazione delle diverse for-
me delle opere in ceramica, attraverso la tecnica coil, comprese
quelle dalle sembianze antropomorfe. Lopera solo dopo la cot-
tura assume una forma rigida, ma durante il processo creativo
un materiale duttile testimone e reliquia del signifcato infnito
della vita.
Alfredo Eandrade, Argentina, 1967, defnes himself as a self-
taught artist who has studied and learned from works by many
other artists. In his work, he explores diferent types of contact
with art, and also looks at words and their polysemantic char-
acteristics, in other words, words that have multiple meanings.
It is important to pay attention to what is said in order to un-
derstand exactly what the words mean; to the fact that words
have an impact on us; and what we can do with these words. This
process is analyzed and explored from a positive point of view;
the artist concentrates on the exploration of the various shapes
of works in ceramics, using the coiling technique to make objects
that include pieces with an anthropomorphic appearance. Only
after fring does the piece acquire a rigid shape, but during the
process of creation, it is a ductile material, bearing witness to
the infnite meaning of life.
Alfredo Eandrade, N/T, porcellana, ready-made, modellato al tornio, decorato a mano,
28cm, h 4cm.
Alfredo Eandrade, N/T, porcelain, ready-made, wheel thrown, hand decorated, 28
cm, h 4cm.
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KEN EASTMAN
Ken Eastman, Inghilterra, 1960, attraverso la lavorazione della
ceramica riesce a essere allo stesso tempo scultore e pittore.
Le sue opere prendono forma dal desiderio di esplorare luoghi
sconosciuti vedere cose mai viste, realizzare qualcosa che non
riesco a comprendere o spiegare completamente. Attraverso la
lavorazione della ceramica, lartista riesce a essere allo stesso
tempo scultore e pittore. I vasi prendono forma dallimpiego di
grandi lastre di argilla, lavorate quando ancora ragionevolmen-
te morbida, al limite del mio controllo il che signifca che devo
lavorare in modo spontaneo e assumermi tutti i rischi. Nella fase
iniziale il processo piuttosto intuitivo e caotico, ma a poco a
poco gli oggetti emergono dalla lavorazione dellargilla. Lopera
una volta asciutta e cotta, cambia e appare pi fredda e dura di
una roccia ed allora che occorre infondere nuova vita attraver-
so la pittura, punto forte nelle opere di Eastman, con colori ricchi
e pennellate sensuali. Con Body and Soul lartista modella vasi
dinamici che contengono strati di storie di diverso signifcato che
rifettono la nostra vita attuale.
Ken Eastman, U.K., 1960, succeeds in working as both a sculptor
and a painter in his ceramic pieces. His works begin from a desire
to explore unknown locations and see things never seen before,
making something that I am unable to completely understand or
explain. His vases take shape from large slabs of clay, worked
when the material is still fairly soft, right at the edge of my con-
trol, which means that I have to work spontaneously, accepting
all the risks. Initially the process is rather intuitive and chaotic,
but gradually the objects emerge as the clay is worked. Once
dried and fred, the work changes, and seems colder and harder
than rock, and so at this stage it is necessary to give it new life by
means of painting, a highlight of Eastmans work, with rich col-
ours and sensual brush-strokes. With Body and Soul, the artist
models dynamic vases that contain layers of stories with difer-
ent meanings, refecting our present-day life.
Ken Eastman, Body and Soul, grs bianco modellato a lastre, dipinto con diversi strati
di ingobbi e ossidi colorati, cotto pi volte a 1200C, 31x36x60cm.
Ken Eastman, Body and Soul, white stoneware clay, coloured slips and oxides, slab
built using white stoneware, painted with numerous layers of coloured slips and
oxides and fred several times to 1200, 31x36x60cm.
EINAV BARNESS ELIASOV
Einav Barness Eliasov, Israele, 1975, ama lavorare con la creta
per le sue qualit essenziali e le illimitate applicazioni creative.
Infuenzata da un background multiculturale e ispirata da alcuni
eventi vissuti, lartista comunica i suoi sentimenti pi intimi attra-
verso le forme, utilizzando tecniche classiche in modo innovati-
vo. Le opere si presentano come una combinazione tra arte e de-
sign, due realt che lartista condivide ogni giorno per esplorare
diversi tipi di tensione. Lopera, una volta conclusa, lascia dietro
di se un flo, che raccolto, accompagna lartista verso il progetto
successivo, creando cos un vincolo e una continua evoluzione,
che rimane legato allanima dellartista. Linstallazione Seeing in
foreing felds (porcelain paper clay, luci led allinterno di un con-
tenitore in legno costruito a mano) si sviluppa dal pavimento alle
pareti come espressione formale dei processi che modellano la
memoria dellartista. La scultura realizzata con innumerevoli
porcelain paper clay inseriti luno nellaltro che si sostengono a vi-
cenda per creare strutture sequenziali simili a una catena di DNA.
Einav Barness Eliasov, Israel, 1975, loves working with clay for
its material qualities and its endless creative applications. In-
fuenced by a multicultural background and inspired by events
that she experienced frst-hand, the artist expresses her most
intimate feelings through her forms, using classical techniques
in innovative ways. Her pieces are combinations of art and de-
sign, two areas in which the artist works every day, exploring
diferent types of tension. Once a piece has been fnished, it
leaves a thread, which accompanies the artist towards the next
project. This creates a bond and a continuous development, and
ties the work forever to the artists soul. The installation See-
ing in foreign felds (porcelain paper clay, LED lights inside a
hand-built wooden container) develops from foor to walls, as a
three-dimensional expression of the processes that model the
artists memory. The sculpture is made with innumerable porce-
lain paper clay components inserted one inside another, provid-
ing mutual support and creating sequential structures, similar to
a DNA chain.
Einav Barness Eliasov, Seeing in Foreign Fields., paperclay di porcellana, luci LED,
scatola in legno, costruito a mano, cotto in forno elettrico.
Einav Barness Eliasov, Seeing in Foreign Fields, detail of the installation, porcelain
paperclay, Led lights, wooden box, hand built, electric fring.
FLAVIO FAVELLI
Flavio Favelli, Italia, 1967, possiede un grande spazio nel quale
raccoglie oggetti di ogni tipo, porte, lampadari con gocce di cri-
stallo, mobili in radica, scritte al neon, bottiglie di Martini, sedie,
cancelli, piastrelle e altro ancora Ogni pezzo racconta una sto-
ria e assurge a nuova vita attraverso il lavoro dellartista, Colla-
ge il termine utilizzato da lui utilizzato per alludere al suo modo
di lavorare. come rimettere a posto i frammenti del passato
(noi veniamo da l) e ricomporli attraverso nuove percezioni. Pro-
fondo Cina esprime il fascino dellartista per questo paese. Sono
cresciuto accanto ai barattoli di ceramica dellamarena Fabbri,
unazienda che stata una delle prime fabbriche al mondo a con-
cepire un progetto di marketing sui contenitori, con una specifca
ricerca sul design; il logo della Fabbri a disegni blu, realizzato dai
famosi ceramisti di Faenza della bottega Gatti, si ispira chiara-
mente a un disegno cinese.
Flavio Favelli, Italy, 1967, has a large space in which he collects
all sorts of objects, doors, chandeliers with crystal pendants, fur-
niture in burr walnut, neon signs, Martini bottles, chairs, gates,
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laceramica
tiles and much more Each item tells its own story, and is given
new life by the artists work. Collage is the term that he uses
to describe his way of working. It is like putting together frag-
ments from the past (which is where we come from), recombin-
ing them with new perceptions. Profondo Cina expresses the
artists fascination for this country. I grew up with the ceramic
jars of the cherries in syrup made by Fabbri, a company that was
one of the frst to develop a marketing policy based on its con-
tainers, with a careful study of design; the Fabbri logo is in blue,
made by famous ceramists at the Gatti workshop in Faenza, and
it is clearly inspired by a Chinese design.
Flavio Favelli, Profondo Cina, ceramiche tagliate, 24x17x13 cm.
Flavio Favelli, Profondo Cina, cut ceramics, 24x17x13 cm.
MICHELANGELO GALLIANI
Michelangelo Galliani, Italia, 1975, lavora come scultore sin da
giovanissimo, dopo aver studiato scultura allAccademia di Belle
Arti di Carrara. Ama combinare diversi materiali, realizzare scul-
ture monumentali in marmo di Carrara, argilla o bronzo. Le sue
sculture a prima vista sembrano prendere ispirazione dal mondo
classico e dai diversi periodi storici, ma solo in apparenza, in real-
t negano la classicit sposando il candido marmo carrarese con
lacciaio, il piombo e persino il mercurio. Il rifesso, la luce, il con-
tatto sono condizioni essenziali dellopera. Nel levigare un bron-
zo, un marmo, nel disegnare un foglio o una tavola, rendendone
sublime la materia originaria, compiamo un atto di congiunzione
e trasformazione. La vita produce se stessa, ma sempre in dive-
nire e in modo diferente. Mutazione lenta e costante del codice
originario, evoluzione e trasformazione delluno nel molteplice.
Michelangelo Galliani, Italy, 1975, has worked as a sculptor from
ayoungage, after havingstudiedsculpture at the Fine Arts Acad-
emy of Carrara. He likes combining diferent materials, making
monumental sculptures in Carrara marble, clay or bronze. At frst
sight, his sculptures seeminspired by the classical world and dif-
ferent periods of history, but this is only an impression, because
in actual fact they are distant fromclassicism, andthe white Car-
rara marble is combined with steel, lead and even mercury. Re-
fections, light and contact are essential conditions for working
on a piece. In smoothing a bronze, a marble, or drawing on paper
or board, giving sublime identity to the original material, we per-
forman act of recombination and transformation. Life produces
itself, but in a state of constant fux, and in ever-diferent ways.
The slow, constant mutation of the original code, the evolution
and transformation of unique into multiplicity.
Michelangelo Galliani, Sogni doro, ceramica e piombo, 20x30x30cm.
Michelangelo Galliani, Sogni doro, ceramics and lead, 20x30x30cm.
PETER HOOGEBOOM
Peter Hoogeboom, Olanda, 1961, fece il suo primo incontro con
largilla nel 1995. Inizi creando gioielli e, da quel momento, non
abbandon pi largilla realizzando nuove serie partendo dalle
pi diverse ispirazioni e utilizzando svariate tecniche ceramiche.
Per molti ceramisti la realizzazione di gioielli non contemplata
nel processo creativo bench sia un passaggio, prima o poi, quasi
obbligato. Per Peter Hoogeboom, invece, il gioiello la fonte di
ispirazione primaria che lo ha portato a creare grandi opere in ce-
ramica sempre in bilico tra design e arte.
A prima vista, Polyamphora cruentata ricorda un fenomeno natu-
rale, come le formazioni coralline o le colonie di funghi. Tuttavia,
un esame pi attento, rivela che lopera costituita da centinaia
di piccoli vasi che sembrano in movimento, come branchi di pesci
o stormi di uccelli. Lartista ha creato questi oggetti fondendo
singolarmente forme ceramiche in speciali stampi resistenti alle
temperature e realizzati da lui stesso.
Peter Hoogeboom, Netherlands, 1961, frst came into contact
with clay in 1995. He began by making jewellery, and from that
moment on he never left clay, making ever-new series based
on all sorts of inspirations and using a range of ceramics tech-
niques. For many ceramic artists, the production of jewellery is
not part of their creative process, even though nearly all of them
work on such pieces at least once. But for Peter Hoogeboom,
jewellery is the primary source of inspiration, that led him to
the creation of large ceramic pieces in the area between art and
design. At frst sight, Polyamphora cruentata recalls a natural
phenomenon, such as coral colonies or groups of mushrooms.
However a more careful examination reveals that the work con-
sists of hundreds of small vases that seem to be moving, like
shoals of fsh or focks of birds. The artist makes these objects
by moulding individual ceramic shapes in special heat-resistant
dies that he himself makes.
Peter Hoogeboom, Polyamphora cruentata (grande), oggetto a tutto tondo, ceramica
vetrifcata, 29x29x12,5 cm.
Peter Hoogeboom, Polyamphora cruentata (large), free-standing object, fused
ceramics, 29x29x12,5 cm.
MINJI JUNG
Minji Jung, Corea del Sud, 1983, per il suo lavoro di ceramista ri-
elabora tutti i tipi di contenitori in ceramica utilizzati nella vita
quotidiana dedicandosi completamente alla sperimentazione e
alla ricerca del bello. Il mio lavoro fare piccole cose per tutta
la vita. Quando ho studiato Arte alluniversit, ero scettica in me-
rito ad unarte rivolta esclusivamente alle classi privilegiate, ho
quindi deciso di fare Arte per il pubblico, cercando di esprimere in
modo semplice e comprensibile tutto ci che Arte. Concettual-
mente lopera We are not the same, we are special, un omaggio
allessere umano e alle diverse razze, culture, idee e personalit.
Ciascun essere umano con le sue singolarit come una nota
musicale, insieme larmonia dellumanit forma una canzone. Il
tema della composizione unico: la porcellana, ogni pezzo per
esternamente diverso. Opere delicate, da trattare con cura e
rispetto allo stesso modo in cui dovremmo trattare e relazionarci
con gli esseri umani. Con un processo manuale molto laborioso
di strati, texture e colori, lartista crea, con uno stesso formato,
pezzi unici dai dettagli intricati e dalle incredibili trasparenze,
dotati di unarmonia innata.
Minji Jung, South Korea, 1983, reinterprets all types of ceramic
containers used in everyday life, dedicating all her time to ex-
perimentation and the quest for beauty. My task is making
small objects all my life. When I studied art at university, I was
sceptical about an art exclusively for the privileged classes, and
so I decided to create art for the public at large, attempting to
provide a simple and immediately comprehensible expression
of what Art actually is. Conceptually the work We are not the
same, we are special is a tribute to human beings and the vari-
ous races, cultures, ideas and personalities. Every human being,
with his or her individual characteristics, is like a musical note:
together the harmony of humanity forms a song. The theme of
the composition is always the same, porcelain, but each piece
is very diferent. Delicate works, to be handled with care and
respect, just as we should treat and relate to other human be-
ings. With a laborious manual process of layers, textures and
colours, the artist uses a single format to create one-of pieces
with intricate detailing and incredible transparency, with an in-
born harmony.
Minji Jung, Wearenot thesameWearespecial, porcellana, pigmenti colorati, modellato
in stampo con ingobbi di diversi colori, sfaccettatura, 1250C, 7,4cm, h 11 cm.
Minji Jung, We are not the same We are special, porcelain, color pigment, multi colored
slip casting, faceting, 1250C, 7,4cm, h 11 cm.
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BETUL DEMIR KARAKAYA
Betul Demir Karakaya, Turchia, 1978, presenta un lavoro in cui
lorigine profonda, estetica e culturale del signifcato della cam-
pana emerge come icona. Le campane assumono i signifcati pi
svariati nelle varie culture e quelle in ceramica sono realizzate
per gli scopi pi diversi; ma per lartista importante sottolineare
il dialogo a due, in cui la campana, nel gioco immaginato, intera-
gisce con il pubblico. Le campane di ceramica di Betul Karakaya
sono lunione di valori estetici e acustici. Le sue opere sono pre-
senti in collezioni private e pubbliche, tra cui il Museo Internazio-
nale della Ceramica, MIC di Faenza.
Betul Demir Karakaya, Turkey, 1978, presents a work in which
the deep-rooted, aesthetic and cultural origin of the meaning
of the bell becomes an iconic gesture. Bells have various mean-
ings in diferent cultures, and bells in ceramics are made for all
sorts of diferent reasons; but for the artist, the important thing
is to heighten the dialogue that takes place between the bell, in
the game imagined by the artist, and the spectator. The ceramic
bells by Betul Karakaya represent a combination of visual and
acoustic factors. Her works are included in private and public
collections, including MIC, the International Ceramics Museum,
Faenza.
Betul Demir Karakaya, Wish Bell, grs, modellata in stampo con ingobbi, cottura raku,
55x33,5x33,5 cm.
Betul Demir Karakaya, Wish Bell, stoneware, slip casted and shaped, Raku fred,
55x33,5x33,5 cm.
SATOSHI KINO
Satoshi Kino, Giappone, 1989, presenta lopera Oroshi, parola
giapponese che fa riferimento al vento freddo che sofa dalla
cima della montagna e, talvolta, pu provocare danni allambien-
te. Lintento dellartista creare unatmosfera naturale model-
lando largilla con il tornio. Un grande cilindro di porcellana viene
gettato sul tornio per realizzare la forma che, successivamente
viene smaltata. I bordi fragili rappresentano la nitidezza del ven-
to. Sfruttando le caratteristiche della porcellana, lartista forma
un vuoto specifco che pu essere realizzato solo sfruttando le
qualit del tornio e le grandi abilit personali. Il suo lavoro repli-
ca la tensione che esiste silenziosamente nellambiente che ci
circonda, lacqua, laria, le piante e tutti gli elementi naturali che
costituiscono il nostro mondo. La forma delle sue opere prende
spunto dallimpronta di questi elementi, successivamente elabo-
rata, ma totalmente priva di leziosit.
Satoshi Kino, Japan, 1989, presents the work Oroshi, a Japa-
nese word that refers to the cold wind that blows down from the
mountain peaks and that can sometimes cause damage to the
habitat. The artists intention is to create a natural atmosphere
by shaping clay on a wheel. A large porcelain cylinder is thrown,
and then glazed. The fragile edges represent the clarity of the
wind. By exploiting the characteristics of the porcelain, the art-
ist forms an empty space with specifc forms, that can only be
achieved by using the wheel with exceptional skill. His work mir-
rors the tension that silently exists in the environment around
us, with the water, air, plants and all the natural elements that
form our world. The shape of his works develops from the efect
of these elements, which are successively developed further, but
that are always free from decorative excess.
Satoshi Kino, Oroshi, porcellana smaltata con celadon, cottura in riduzione.
Satoshi Kino, Oroshi, Oroshi, porcelain, glazed with celadon glaze, fred through
reduction fring process.
GLORIA LACRUZ
Gloria Lacruz, Spagna, 1964, Gli oggetti di uso quotidiano aiuta-
no la nostra vita, parte da questa afermazione lopera dellar-
tista spagnola che ha saputo adattare il tradizionale gancio per
appendere abiti o altri oggetti a un contesto contemporaneo. Nu-
merose le esplorazioni per far dialogare la forma, la funzionalit
e il modo in cui loggetto stesso viene fssato alla parete. Il design
di questi semplici ganci si inserisce tranquillamente in ogni tipo
di ambiente, soddisfacendo allo stesso tempo il requisito fonda-
mentale della funzionalit. Realizzati in terracotta, sono colorati
utilizzando tecniche tradizionali e sono rifniti con smalto traspa-
rente. Tre gli elementi del progetto, di dimensioni variabili, che
possono essere collocati sia singolarmente sia combinati con
vari formati, modelli e colori. Lampia superfcie permette di in-
serire loghi per aziende, o altri messaggi.
Gloria Lacruz, Spain, 1964, Everyday objects help us in our life.
The Spanish artist begins from this statement. She has modi-
fed traditional hooks for garments or other objects, adapting
them to a contemporary context. She has worked a great deal
on form, function, and the way in which the object is fxed to the
wall. The design of these simple hooks suits all types of interi-
ors, meeting the fundamental requisite of functionality. Made in
terracotta, they are coloured using traditional techniques and
are fnished with transparent glaze. The design comprises three
units of difering size, which can be positioned individually or
combined, with various patterns, models and colours. The large
surface is ideal for company logos or other messages.
Gloria Lacruz, Perchas ceramica, misure varie 6x6 cm, 12x6 cm, 20x6 cm.
Gloria Lacruz, Perchas ceramica, various sizes 6x6 cm, 12x6 cm, 20x6 cm.
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LUIGI MASSIMO LANCELLOTTI
Luigi Massimo Lancellotti, Italia, 1986, ama creare oggetti con le
sue mani, perch, dice: progettare al computer uccide la sua cre-
ativit. Se vuoi essere un buon designer devi conoscere prima
di tutto il materiale che stai lavorando, conoscere le propriet di
un elemento in modo approfondito in questo caso largilla mi
aiuta a collegare e comprendere meglio anche gli altri materiali
e i processi di lavorazione. Il suo lavoro spazia dalle lampade ai
vasi per tavolini realizzati in ceramica, ma anche in altri materiali.
La sua progettualit, inoltre, ha un contatto diretto con la realt,
non amo gli oggetti fatti solo per catturare lattenzione ma di
scarsa qualit e senza alcuna possibilit di utilizzo pratico, cerco
sempre di realizzare qualcosa che funzioni e che sia sicura, larti-
sta ama raccogliere vecchi oggetti e materiali al termine del loro
ciclo di vita, in essi respiro una nuova vita e dono loro, attraverso
un nuovo utilizzo, nuova dignit ed eleganza.
Luigi Massimo Lancellotti, Italy, 1986, likes creating objects
with his own hands, because designing using a computer kills
creativity, he says. If you want to be a good designer, frst of all
you have to know the material with which you are working; you
have to be familiar with the properties of the substance in this
case clay which is something that helps me connect and under-
stand other materials and the respective crafting processes.
His work ranges from lamps to table vases made in ceramics,
and in other materials. His design is directly in contact with real-
ity, I dont like making objects that are made purely to attract
attention but have limited quality and no possibility of practical
use; I always try to make something that works and that is safe.
The artist likes collecting old objects and materials at the end of
their life cycle, I breathe new life into them and give them new
dignity and elegance by fnding a new use for them.
Luigi Massimo Lancellotti, Warping Patterns, 42x21 cm.
Luigi Massimo Lancellotti, Warping Patterns, 42x21 cm.
BODIL MANZ
Bodil Manz, Danimarca, 1943, utilizza la delicata fragilit intrin-
seca della porcellana e il predominio utilitaristico del colore bian-
co per creare sottili vasi in ceramica. I suoi vasi sono cilindri in
porcellana simili a un foglio di carta, cos traslucidi che possibile
scorgere la luce e lombra traversarne le pareti, inoltre luso del
colore e il design risaltano particolarmente le qualit tipiche del
materiale. Lartista concentrandosi su un singolo oggetto: una
sfera, un quadrato, un cilindro, una tazza, che lei stessa defnisce
qualcosa di molto ordinario, anzi quasi banale, come possono
esserlo gli oggetti duso nella vita quotidiana, sviluppa durante il
processo realizzativo aspetti inediti, cosicch improvvisamente
lordinario assurge a nuova esperienza. Manz ha dichiarato che
sono molte le fonti di ispirazione per il suo lavoro, tra questi, il
pittore olandese Piet Mondrian, i ceramisti giapponesi Shoji Ha-
mada e Soetsu Yanagi e il padre del British Studio Pottery, Ber-
nard Leach.
Bodil Manz, Denmark, 1943, uses the delicate intrinsic fragility
of porcelain and the utilitarian dominance of the colour white
to make thin-walled ceramic vases. Her vases are cylinders in
paper-thin porcelain, so translucent that you can see light and
shade through the walls of the vase. Her use of colour and design
enhance the typical qualities of porcelain. The artist concen-
trates on a single object, whether it be a sphere, a square, a cylin-
der or a cup, that she herself defnes as something very ordinary,
almost banal, a defnition that could be applied to all everyday
objects. However during the process of making the piece, she
creates unusual aspects, so that the ordinary suddenly becomes
a whole new experience. Manz has said that she fnds inspiration
in many sources, including the Dutch painter Piet Mondrian, the
Japanese ceramists Shoji Hamada and Soetsu Yanagi, and the
father of British Studio Pottery, Bernard Leach.
Bodil Manz, Macedonian Cylinders, porcellana modellata in stampo, decorati con
decalcomanie cotte in riduzione ad alta temperatura, 11,5x13 cm, 8x9 cm.
Bodil Manz, MacedonianCylinders, cast porcelain, decoratedwith high fredtransfers
in reduction fring 11,5x13 cm, 8x9 cm.
AYAKA NOMURA
Ayaka Nomura, Giappone, 1987, presenta unopera parte della
serie Wall Hanging Tea Pot, realizzata nel 2013. In questa serie
lartista ha voluto sperimentare insoliti elementi decorativi ap-
pendendo al muro utensili duso familiare, come ad esempio una
teiera, che divengono ornamenti. Il tema degli ornamenti scolpiti,
disposti su tutta la superfcie del muro, richiama vecchi racconti
giapponesi, lartista ha tradotto limpressione percepita da que-
sti racconti nelle forme tipiche degli stemmi giapponesi modif-
cati grafcamente con elementi astratti. Gli stemmi di famiglia o
Mon sono emblemi utilizzati in Giappone per identifcare lalbe-
ro genealogico della famiglia, della stirpe e lo status. Attualmen-
te Nomura continua la sua ricerca sulle relazioni tra forme bi- e
tri-dimensionali come ornamento decorativo.
Ayaka Nomura, Japan, 1987, presents a work that is part of the
Wall Hanging Tea Pot series, made in 2013. In this series, the
artist wanted to experiment with unusual decorative units by
hanging everyday objects on the wall, such as a teapot, so that
they become ornaments. The sculpted objects, arranged over
the entire wall, recall old Japanese tales. The artist translated
the impression produced by these tales into the traditional
form of Japanese emblems, graphically modifed with abstract
elements. Family emblems, or Mon, are used in Japan to iden-
tify the family tree, social position and status. Today, Nomura
continues her work on the relationship between two-and three-
dimensional forms used as decorative ornamentation.
Ayaka Nomura, Wall Hanging Tea Pot, porcellana, modellazione al tornio e a mano,
cotta in riduzione, 30x23x22 cm.
Ayaka Nomura, Wall Hanglng Tea Pot, porcelain, wheel, carving, reduction fring,
30x23x22 cm.
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initaliaenel mondo
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RAFAEL PREZ
Rafael Prez, Spagna, 1957, utilizza per le sue opere porcellana
bianca e terracotta nera per alte temperature. La terracotta
nera, nel forno, espandendosi, crea un paesaggio vulcanico, non
si tratta per di un procedimento naturale, lartista stesso a
dirigere questo processo bench la sorpresa sia sempre pre-
sente, perch ci che accade nel forno, imprevedibile. Lartista
cerca di mantenere un rapporto equilibrato con il fuoco che, da un
lato, deve lavorare per suo conto, proprio come lartista stesso,
dallaltro deve costituire, insieme allartista una sorta di squadra.
La caratteristica distintiva del lavoro di Rafael Prez va ricercata
quindi nelluso dei materiali ceramici e dellargilla, innegabilmen-
te il materiale centrale del suo lavoro, tutti utilizzati in modo da
rendere difcile le scolastiche distinzioni tra ceramica e pittura,
scultura o performance indirizzando cos la sua ricerca entro i
confni della fsica e la trasgressione del tradizionale.
Rafael Prez, Spain, 1957, uses white porcelain and high-tem-
perature black terracotta for his works. The black terracotta
expands during fring, creating a volcanic landscape. However
it is a natural process: the artist himself directs it, even though
surprises are always present, because what happens in the kiln
is unpredictable. The artist tries to retain a balanced relation-
ship with the heat of the kiln which, on one hand, has to work
on its own, like the artist, but on the other, has to form a sort of
team along with the artist. The distinctive characteristic of Ra-
fael Prez work can be identifed in the use of ceramic materials
and clays, undoubtedly the central material in his pieces. How-
ever he uses a variety of materials, so that it is difcult to draw
academic distinctions between ceramics, painting, sculpture or
performance. In this way, his art is bordered only by the limita-
tions of physics and it surpasses all traditional classifcations.
Rafael Prez, IF, grs, mescola di argilla composta dallautore, smalti, metallo,
25x25x25 cm.
Rafael Prez, IF, refractary, personal clay, glazes, metal, 25x25x25 cm.
JANE PERRYMAN
Jane Perryman, Inghilterra, 1947, presenta lopera dal titolo Con-
versation, realizzata in porcellana e grs mescolati con materiale
organico. Lartista oltre a essere una valida ceramista anche
scrittrice di alcuni libri sulle tecniche ceramiche. In qualit di ce-
ramista ha esplorato i processi antichi e tradizionali dello smoke
fring, lafumicatura, trasformandola e rielaborandola in forma
darte contemporanea. Per molti anni il suo lavoro ha indagato
la forma astratta attraverso il vaso, prendendo ispirazione dal
tradizionale lavoro manuale e dalle tecniche di cottura smoke
fring utilizzate sia in Africa sia in India. Queste esperienze si
sono trasformate in idee scultoree che alludono ad una forma del
vaso senza tempo, cos come fanno riferimento a strutture urba-
ne contemporanee, quali edifci, muri e ponti. Lopera scultorea
esplora la tensione e lequilibrio in cui due forme sono collocate
insieme, cos come suggerisce lambiguit del peso attraverso lo
spazio interno (tutto il lavoro a doppia parete e cavo). I pezzi
compositi, non sono statici e invitano allinterazione attraverso
il riposizionamento degli elementi in nuovi arrangiamenti e com-
posizioni.
Jane Perryman, U.K., 1947, presents a work titled Conversation,
made in porcelain and freclay mixed with organic materials. As
well as being a skilled ceramic artist, Perryman is also the author
of books on ceramic techniques. As a ceramist, she has explored
the ancient and traditional techniques of smoke fring, trans-
forming them and re-working them into contemporary art forms.
For many years, she explored abstract forms starting from the
vase, drawing inspiration from traditional manual techniques
and smoke fring procedures used in Africa and India. These
experiences developed into sculptural ideas that suggest a
timeless vase shape, while also relating to contemporary urban
structures such as buildings, walls and bridges. The sculptural
work explores the tension and balance with which two forms are
positioned together, and it suggests the ambiguity of weight as
expressed by internal space (the entire work is double-walled,
and hollow). The composite pieces are not static, and they invite
interaction by rearranging the elements into new arrangements
and compositions.
Jane Perryman, Conversation, modellato a mano utilizzando le tecniche a lastre, a
pressatura e a colombino; superfcie lisciata, prima cottura a 840C, poi cartavetrata,
seconda cottura a 1050; largilla una mescola di porcellana e grs, insieme a
materiali organici che bruciano durante la cottura per lasciare una superfcie
bucherellata; in seguito cotta a fumo in un saggar con diversi smalti-barriera e
combustibili, 14x30x4 cm.
Jane Perryman, Conversation, hand built using slabbing, press moulding & coil-
ing processes, surface is burnished & bisque fred to 840, then sanded and
re-fred to 1050, clay is a mixture of porcelain & stoneware mixed with or-
ganic material which fres out to give a pitted surface, this is followed by
smoke fring in a saggar with various resists and combustibles, 14x30x4 cm.
PAOLO POLLONIATO
Paolo Polloniato, Italia, 1979, fglio darte, alle spalle una storica
famiglia di maestri artigiani legati da due secoli alla produzione
della ceramica di Nove, uno dei centri pi importanti in Italia.
Forte di questa tradizione, Polloniato pu a buon diritto usare
e abusare delle forme, svuotarle dellantica necessit riempien-
dole di sorprese. La sua opera nasce dallassemblaggio formale
e temporale della tradizione manifatturiera in cui essa trova la
sua origine. Dettagli di elementi diversi perdono la loro origina-
le funzione per divenire protagonisti della messa in scena di una
metamorfosi che prende gradualmente forma. Le macerie di un
tempo vissuto allinsegna delle grandi produzioni industriali rie-
mergono, fondendosi insieme, per dar vita a qualcosa di nuovo e
inaspettato.
Paolo Polloniato, Italy, 1979, was born into a historic Italian fam-
ily of master artisans who, for two centuries, have been involved
in ceramics production in the town of Nove, one of the most im-
portant pottery centres in the country. With this heritage behind
him, Polloniato is justifed in using and abusing form, removing
ancient bonds to utility and adding surprises. His work is based
on the assembly of shapes, from diferent periods, made as part
of manufacturing traditions. These various elements lose their
original functions, and become the stars on the scene of a meta-
morphosis that gradually takes form. The discarded objects
produced over the years by large industrial manufacturers are
welded together to create something new and unexpected.
Paolo Polloniato, Novaforma, terra bianca forte, sotto smalto bianco,
46x42x37 cm.
Paolo Polloniato, Novaforma, white high-temperature earthenware, white under-
glaze, 46x42x37 cm
MALENE
HARTMANN RASMUSSEN
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initaliaenel mondo
laceramica
Malene Hartmann Rasmussen, Danimarca, 1973, attraverso luso
di diversi materiali, cerca di creare un luogo oltre la realt, une-
co ingannevole del mondo reale che porta alla percezione di ci
che reale. Lobiettivo principale quello di creare una poesia
visiva basata sulla storia personale dellartista. Le sue opere
sono simili a quelle che, un bambino molto abile avrebbe potuto
fare, un lavoro maldestro ed elaborato allo stesso tempo. Inizial-
mente lo spettatore pu erroneamente pensare che possano
essere dei giocattoli, ma un esame pi attento rivela una loro
natura piuttosto inquietante. Troll, invita a entrare in un mondo
assurdo e surreale dove le cose non sono quello che sembrano.
Un momento immortalato che presenta una storia e uno stato
danimo, ma allo stesso tempo aperto agli spettatori per dare
un senso e perch essi stessi contribuiscano alla storia. Lobietti-
vo dellartista creare una poesia visiva partendo dalla sua storia
personale.
Malene Hartmann Rasmussen, Denmark, 1973, aspires to cre-
ate a place beyond reality, an illusory echo of the real world that
leads to the perception of what is truly real. To do this, she uses
various materials, creating a piece of visual poetry based on
her own personal life story. She herself would like her works to
resemble those that could be made by a very skilful child, both
clumsy and complex. Initially a spectator may think that they are
toys, but a more careful examination reveals their unsettling na-
ture. An immortalized moment encapsulates a story and a state
of mind, but at the same time, there is space for spectators to
give their own meaning to the piece, contributing to the story.
The artists aim is create a visual poem based on his personal
history.
Malene Hartmann Rasmussen, Troll, ceramica, modellata a mano, 37x35x6 cm (misu-
ra del pezzo principale), photo Sylvain Deleu.
Malene Hartmann Rasmussen, Troll, ceramics, hand modelling, 37x35x6 cm (size of
troll mask), photo Sylvain Deleu.
ANDREA SALVATORI
Andrea Salvatori, Faenza, 1975, presenta Futuristic stone, ope-
ra borderline, sospesa tra il reale e lirreale, caratteristica tra le
pi interessanti nei lavori dellartista faentino. Premio Faenza
nel 2009, nei suoi pezzi risaltano in modo particolare elementi
introdotti appositamente, che in natura non potrebbero esistere,
come il cerchio, il cilindro, la stella, o altre fgure geometriche, il
sasso, in questo caso, diventa cos un oggetto contenitore tra-
sformandosi in un nuovo paesaggio. La ceramica, per lartista,
un materiale funzionale a ci che desidera esprimere, strumen-
tale alle sue esigenze, ma non solo. La ceramica cos impreve-
dibile che non sai mai come verr il lavoro quando esce dal forno,
tuttavia molte volte, limprevedibilit del materiale stesso mi ha
portato a fare delle bellissime cose.
Andrea Salvatori, Faenza, 1975, presents Futuristic stone, a
borderline piece, midway between reality and unreality, one of
the most interesting characteristics of work by this artist from
Faenza, who won the Faenza prize in 2009. In his works, he intro-
duces elements that could not exist in nature, such as a circle, a
cylinder, star, or other geometric fgures. In this case, the stone
becomes a container, transforming it into a new landscape. For
Salvatore, clay is a material that can be used to express some-
thing, and it is essential for his own creative requirements. In
addition, ceramic is so unpredictable that you never know how
a piece will turn out when it emerges from the kiln; however on
many occasions, the unpredictability of the material has ena-
bled me to make some lovely pieces.
Andrea Salvatori, Futuristic Stone 1, terraglia bianca smaltata, 25x18x22 cm.
Andrea Salvatori, Futuristic Stone 1, white-glazed earthenware, 25x18x22 cm.
MELLA SHAW
Mella Shaw, Inghilterra, 1978, nelle sue opere esplora i punti cri-
tici, il limite; interessata a catturare lattimo fugace in transi-
zione, il punto critico di non ritorno. Blue wave, cos come altre
sue opere possono stare in qualsiasi posizione, possono essere
ammirate da diverse angolazioni, su una superfcie o appese a
una parete. Paradossalmente questa sensazione di movimento
viene raggiunta attraverso una forma statica con una estrema
attenzione alla risposta emotiva generata nelle persone. Largilla
un materiale particolarmente adatto ad esplorare questa idea
in quanto ha una sua tipicit nella transizione: pu essere fuida o
rigida a seconda del suo stato. Le opere di Mella Shaw intendono
dunque catturare tale dicotomia, la metamorfosi dellargilla in
ceramica cotta suggerisce dunque le varie transizioni umane, la
nostra fragilit ma anche la nostra resistenza.
Mella Shaw, U.K., 1978, explores critical points and limits in her
works. She is interested in capturing the feeting moment dur-
ing a transition, the point of no return. Blue wave, like others
of her works that can be placed in any position, can be admired
from diferent viewpoints, arranged on a surface or hung on a
wall. Paradoxically this sensation of movement is attained by
means of a static form, with great attention dedicated to the
emotive response generated in individuals. Clay is a material
that is particularly suitable for exploring this idea, in that it has
its own characteristics during transition: it can be fuid, or rigid,
according to its state. The works by Mella Shaw aim at capturing
this dichotomy: the metamorphosis of clay when it is fred sym-
bolizes the various human transitions, our fragility and also our
strength.
Mella Shaw, Blue Wave, porcellana colorata, modellazione a mano, slumping nel for-
no, 14x60x33 cm.
Mella Shaw, Blue Wave, body stained porcelain, hand built and kiln slumped,
14x60x33 cm, photo Sylvain Deleu.
KATI TUOMINEN
Kati Tuominen Niittyl, Finlandia, 1947, esprime attraverso le
sue opere un naturale concetto di semplicit. Lartista trae ispi-
razione dalle forme archetipe di secchi, setacci, ciotole e cesti-
ni utilizzando grs, spesso grossolano per alte temperature,
lavorato, per rendere lopera simile a reperti geologici. Questo
contrasto, tra lantico e il moderno, parte essenziale dellopera
che intende dialogare con il contesto contemporaneo, diventare
parte integrante dellinterior design pur preservando la natura
arcaica e tradizionale della ceramica. Le sue superfci dunque,
patinate con ossidi coloranti o intagliate, presentano un sofsti-
cato gioco di colori e texture in cui il linguaggio minimalista e sen-
za tempo delle forme sempre presente sia per ci che riguarda
la produzione seriale sia per i pezzi unici. Numerose le mostre
personali e collettive in Finlandia, Europa, America, Giappone e
Corea. Le sue opere sono presenti in molte collezioni pubbliche
a livello mondiale.
Kati Tuominen Niittyl, Finland, 1947, expresses a natural con-
cept of simplicity in her works. The artist draws inspiration from
archetypal forms, buckets, sieves, bowls and baskets, using fre-
clay, often with chamotte for high-temperature fring, worked in
order to make the pieces resemble geological specimens. This
contrast between ancient and new is essential in a work intended
to be in contact with the contemporary context, becoming a part
of interior design while also maintaining the archaic, traditional
forms of ceramics. Her surfaces are coated with colour oxides,
or are in-cut, producing a sophisticated pattern of colours and
textures in which the minimalist, timeless language of her forms
is always present, both in her series production and her one-of
pieces. She has had many solo and group shows in Finland, Eu-
rope, America, Japan and Korea. Her works are present in many
public collections worldwide.
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initaliaenel mondo
laceramica
Kati Tuominen-Niittyl, Sarjasta Talvi, grs, modellazione a colombino, con ingobbi di
rame e bianco, cotto a 1260 C, h 31 cm, 35 cm.
Kati Tuominen-Niittyl, Sarjasta Talvi, stoneware, hand made with ribbon technique
with copper and white slip, 1260 C, h 31 cm, 35 cm.
PRUE VENABLES
Prue Venables, Inghilterra, 1954, inglese di nascita ma cresciuta in
Australia, esprime la sua creativit realizzando oggetti funzionali
e dalle forme essenziali, attraverso una sofsticata ricerca della
semplicit, della tranquillit e della quiete. Le sue opere sono in-
gannevolmente semplici. Realizzate in porcellana traslucida na-
scondono un laborioso processo decisionale, che mette in risalto
una natura contraddittoria. In questo processo, le competenze
tecniche, linvenzione sembrano dissolversi dolcemente consen-
tendo alle forme di presentarsi in tutta la loro innocenza. Le linee
armoniose degli oggetti sono realizzate per essere utilizzate e
rafgurano interazioni scultoree e spaziali quasi a suggerire un
ritmo musicale, ma anche una pausa di tranquillit. Le sue opere
sono presenti in importanti collezioni nazionali e internazionali.
Prue Venables, U.K., 1954, English by birth but raised in Australia,
expresses her creativity by making functional objects with sim-
ple forms, by means of a sophisticated quest for simplicity, tran-
quillity and peace. Her objects are deceptively simple, made in
translucent porcelain: they conceal a laborious process of deci-
sions that enhance contradictory elements. In this process, tech-
nical skill and invention seem to merge gently, so that the forms
are able to take shape in all their innocence. The harmonious
lines of the objects were made to be used: they express sculp-
tural and spatial interactions, almost as if to suggest a musical
rhythm, but also a pause for thought. Her works are included in
important British and international collections.
Prue Venables, Oval Cup and Tea Strainer, porcellana Jingdezhen modellata a stam-
po, cotti in riduzione, rifniti a mano, perforati, tazza ovale 12x8x6 cm, fltro 20x14 cm,
6 cm.
Prue Venables, Oval Cup and Tea Strainer, Jingdezhen porcelain cast, reduction
fred, hand fnished, pierced, oval cup 12x8x6 cm, Tea Strainer 20x14 cm, 6 cm,
photo Terence Bogue.