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MERCOLED 3 MARZO 2004

LA REPUBBLICA 35

DIARIO
di

PERCH LA PUNTEGGIATURA TORNA DI MODA


Un libro inglese sulla interpunzione vende 700 mila copie e diventa un caso. Parla lautrice In che modo quei simboli inventati in Italia ci possono aiutare a pensare e a scrivere meglio

Londra ynne Truss aveva fatto un po di tutto nel mondo della carta stampata: correttore di bozze, redattore letterario, giornalista sportivo, critico televisivo, columnist, scrittrice. I suoi tre romanzi avevano venduto, mediamente, 3 mila copie ciascuno. Non si aspettava pi di diventare unautrice di best-seller. Ancora meno avrebbe immaginato di dovere il successo alle virgole. Quelle che, piazzate nei punti sbagliati, danno un senso assurdo al titolo del volume che le ha dato la fama: Eats, shoots & leaves (alla lettera, Mangia, spara e se ne va per il significato esatto, con le virgole al posto giusto, continuare a leggere). E pi in generale, le virgole che, insieme ai punti e virgola, ai due punti, agli apostrofi, ai punti esclamativi e interrogativi, costituiscono largomento della sua opera: un manuale, per lappunto, di punteggiatura. Pubblicato da una piccola casa editrice londinese, la Profile Books, il libro della Truss il caso dellanno in Inghilterra. Ha venduto 700 mila copie e continuano le ristampe. Sta per uscire in Australia, Nuova Zelanda e Stati Uniti. Ha provocato recensioni entusiastiche, decine di interviste, una scia di dibattiti. Un fenomeno editoriale, forse non solo editoriale: la scoperta che la gente, nellera di Internet, ha una smodata passione per la punteggiatura, potrebbe significare qualcosa. Cosa, signora Truss? Confesso che allinizio non trovavo una risposta. Il successo stato del tutto inaspettato. Avevo tenuto un programma sulla punteggiatura alla radio. Il mio editore mi ha suggerito di trarne una specie di guida. Sulle prime ho risposto di no. Poi lidea mi ha suggestionato e siamo partiti. Ma certo senza pensare di fare un best-seller. Aveva qualche esperienza in materia? Non ho mai insegnato, ma una vita che mi occupo di come si scrive. Ho avuto qualche buon maestro e unottima scuola nei manuali di stile che il Times distribuiva un tempo ai suoi redattori. Ammetto per che la punteggiatura non era la mia ossessione. E allora? Pensando al libro, mi parso che la gente stesse disimparando a scrivere. Scrivere senza le virgole al posto giusto, o trascurando accenti e

DRER Un particolare del dipinto di Albrecht Drer Madonna del Magnificat

VIRGOLA
Quel piccolo segno ha 500 anni
ENRICO FRANCESCHINI
apostrofi, significa scrivere senza ritmo, senza tono, senza voce. Significa non sapersi esprimere correttamente. Non saper comunicare. Qualcuno dir che lei esagera. Prendiamo il titolo del libro. E ricavato da una storiella. Un panda entra in un bar, ordina da mangiare, spara una pistolettata in aria e torna da dove venuto. Il barista gli corre dietro per avere spiegazioni e lanimale gli mostra un dizionario dalla punteggiatura sbagliata, dove alla voce panda si legge: Simile allorso, nativo della Cina. Mangia, spara e se ne va. Ma basta togliere quella virTroppe, non piacciono neanche gola, e la frase assume il significato a me. Ma non va bene nemmeno autentico: Mangia gertroppo poche. C un mogli e foglie. E solo anneddoto meraviglioun esempio. Basta DA MANUZIO so sulle discussioni tra guardarsi intorno per il direttore del settimacogliere le innumere- A INTERNET nale New Yorker e un voli distorsioni, gli erro- COME CAMBIA suo redattore. Ad ri, le storpiature della esempio, il redattore punteggiatura e della LA SCRITTURA insiste per scrivere i grammatica, causate colori della bandiera dalla pubblicit, dalla americana sono rosso televisione, dai giornali. bianco e blu: altrimenti, sostiene, Non antiquato scrivere con un quella bandiera, appesantita dalle eccesso di virgole? virgola dopo rosso, non riuscirebbe a sventolare come si deve. Il direttore, a sua volta, si impunta per scrivere dopo cena, gli uomini si trasferirono in salotto, sostenendo che quella virgola dopo la parola cena serve a dare loro il tempo di alzarsi in piedi e scostare la sedia, prima di andare nellaltra stanza. In sostanza: una virgola in pi o in meno ha un peso considerevole. Come definirebbe la virgola? Il cane da guardia delle parole. Il pastore che ne prende un gruppo, le fa stare insieme, separandole da un altro gruppo.

FRANCESCO MERLO

UNO virgola tre periodico un numero che ti fa impazzire perch infinito, ma pi piccolo di due. Colui che prende, parte e non si sente mai solo diventa, perdendo la virgola, il suo contrario: prende parte e non si sente mai solo. Sono virgole il vibrione del colera che uccide e lo spermatozoo che feconda. La virgola, che etimologicamente una verga, ma piccola e graziosa, determina il senso delle parole, trasforma la realt in significati, il codice della strada lessicale. Capita spesso che il codice venga maltrattato, sino alleversione carnascialesca di Tot che sparge virgole come coriandoli, o sino al complotto chirurgico di Joyce che le estirpa ad una ad una, svirgola le virgole cercando di sostituire luniverso delle distinzioni e delle identit con il flusso della coscienza, con lutopia delluguaglianza. Il risultato piattezza e inarticolazione o comico disordine. Tramare contro la virgola non paga mai. Bisogna invece amare la virgola sino alla virgolalatria, la virgola pausa di ironia, scalo del marinaio, il cielo in terra, la virgola ha umanizzato il mondo. P.s: La virgolalatria non vi convince? E va bene: disinfettatela pure con le virgolette.

VIRGOLA.

Il punto e virgola? Uninterruzione molto elegante, che sta purtroppo andando in disuso. Lavvertimento che un discorso sta prendendo una nuova direzione. E i due punti? Ormai, almeno qui in Inghilterra, vengono usati quasi esclusivamente nella titolazione. Invece sono un mezzo insostituible per fare una pausa teatrale, drammatica, ed aggiungere qualcosa al discorso. Cosa pensa delle e-mail e dei messaggi sms trasmessi con i telefonini cellulari, due modi di scrivere praticamente senza punteggiatura? Non mi reputo la sacerdotessa delle virgole, anche se qualcuno ora mi fa passare per tale. Capisco benissimo che il linguaggio si evolve, ed giusto che sia cos. E paradossale, tuttavia, che la gente smetta di scrivere correttamente proprio nel momento in cui sorgono due mezzi, e-mail ed sms, che incoraggiano di nuovo a usare la parola scritta. Il telefono sembrava avere ucciso la corrispondenza scritta. Ora e-mail e sms lhanno rilanciata, al punto che molti, per comunicare a un amico, a un collega, al proprio amore, preferiscono scrivere un sms che parlare al telefono. Eppure mi domando se questo modo sgrammaticato di scrivere non avr uninfluenza negativa, a lungo andare, sulla comunicazione umana in senso assai pi ampio. Cosa vuol dire? Vede, la punteggiatura nacque praticamente in Italia, allepoca dellinvenzione dei caratteri a stampa. Era necessario separare tutti quei caratteri, dare un ritmo alle parole. Cos si svilupparono la virgola e poi via via tutti gli altri segni di interpunzione. Nel corso dei secoli, quei segni sono diventati la nostra grammatica interiore: indirizzano e stabiliscono il modo in cui parliamo, in cui ragioniamo, in cui pensiamo. Ecco, mi chiedo se riusciremmo lo stesso a pensare, nella stessa maniera di prima, se un po alla volta scomparissero le virgole dal nostro discorso scritto. Da qualche parte sono gi scomparse, senza danneggiare il pensiero umano. Non le piace il capitolo finale dellUlisse di Joyce, quel flusso di coscienza di settanta pagine di seguito senza un punto o una virgola? Il monologo di Molly Bloom un capolavoro. Ma datemi retta: non scrivete cos, se non siete James Joyce.

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LE TAPPE PRINCIPALI

LINVENZIONE TIPOGRAFICA -1501 Nel 500 cambia la lingua usata in tipografia. A inaugurare il nuovo sistema di segni il veneziano Aldo Manunzio che stampa le Cose volgari di messer Francesco Petrarca di Pietro Bembo

LA GRAFIA MODERNA - 1670 Il salto si ha con Daniello Bartoli, autore Dellortografia italiana (1670). Luso della virgola, sostiene Bartoli, dipende pi che da regole e precetti dalla pratica della scrittura e della lettura

LO STILE SPEZZATO - 1700 Nel secolo dellEncyclopedie di dAlembert e Diderot si afferma uno stile che privilegia frasi brevi. E lo stile spezzato (style coup), in cui la virgola cade in prescrizione

IL POSTO DELLA VIRGOLA NELLA MACCHINA DA GUERRA DEL DISCORSO

UN ESERCITO DI FORMICHE D IL RITMO ALLE PAROLE


STEFANO BARTEZZAGHI
ualche tempo fa una puntata di Porta a Porta fu annunciata con le seguenti parole: La tratta delle ragazze dellEst costrette a prostituirsi nel talk show di Bruno Vespa. In studio don Oreste Benzi, Ramona Badescu, Elisabetta Gardini, Stefano Zecchi.... Trattandosi anche per quella puntata del solito talk show e non di un innovativo peep show quello che and in onda fu la nota minestra di parole. Proprio per questo non avrebbe certo nuociuto una diversa formulazione dellannuncio, o perlomeno una piccola virgola a separare il predicato verbale prostituirsi dal complemento nel talk show di Bruno Vespa. Scansare gli equivoci sempre una buona norma. Una virgola; cos, una virgola? La mano scende sul pavimento della riga e accenna a una minima torsione: il segno che ne esce rappresenta, nella partitura della lingua scritta, quello che nellesecuzione orale sarebbe un fiato, una pausa. Ma non questione di riposarsi dalle fatiche del parlato, tuttaltro: la virgola uno strumento per lorganizzazione di quella macchina da guerra che il discorso. Esagerava il Tommaseo: Buona parte di logica potrebbe ridursi a un trattato delle virgole, e infatti a volte basta abolire la lingua per sospendere il senso del discorso. Esempio massimo, lantico oracolo Ibis redibis non morieris in bello. Il suo senso non si pu decidere se non ponendo una virgola dopo redibis (Andrai e ritornerai, non morirai in guerra), oppure dopo non (Andrai e non ritornerai, morirai in guerra). Chiss il soldato, ma loracolo se l certamente cavata benissimo. Un esempio di ambiguit del genere poi passato in proverbio: Per un punto Martin perse la cappa. Secondo laneddoto, il monaco Martino non divenne priore perch, trascrivendo liscrizione posta sulla porta del convento: Porta patens esto nulli claudatur honesto, che significa Stia aperta la porta, non si chiuda a nessun uomo onesto, mise un punto dopo la parola nulli, dando alla frase un significato del tutto differente. Liscrizione infatti divenne: La porta non si apra per nessuno e si chiuda per luomo onesto. Ecco allora che questo esercito di formiche inchiostrate, virgole, punti, punti e virgole, trattini, pare animarsi, sciamare ovunque e pretendere che siano riconosciuti i suoi diritti. Il surrealista Max Aub afferma Punti, virgole, lineette, parentesi, asterischi: quanti crimini si commettono in vostro nome! e coerentemente considera i segni di interpunzione come oggetti vistosi del trovarobato necessario per la messa in scena del discor-

I LIBRI
BICE MORTARA GARAVELLI Prontuario di punteggiatura, Laterza 2003 LYNNE TRUSS Eats, Shoots & Leaves, Profile Books 2004 TULLIO DE MAURO Linguistica elementare, Laterza 1999 GUIDO LEPSCHY Nuovi saggi di linguistica italiana, il Mulino 1989 DIEGO MARCONI La competenza lessicale, Laterza 1999 RAFFAELE SIMONE La mente al punto. Dialogo sul tempo e il pensiero, Laterza 2002

LE IMMAGINI
Limmagine di copertina di questo Diario, quella centrale di queste pagine e quella nel tondo a destra, sono tratte dal libro Gutenberg di Sergio Ruffolo, una storia illustrata dellarte tipografica. Sotto, due incisioni sui primi passi della stampa: il torchio e i caratteri mobili inventati da Gutenberg

Il discorso non una catena, semmai pi simile a un arco e la punteggiatura ne regola la tensione
so (Empalarle en un signo de admiracin! Impalarlo in un punto esclamativo!). Non sono le muffe che crescono negli interstizi del discorso, i piccoli elementi di polistirolo che attutiscono i colpi in un imballaggio, elementi intermedi a distribuzione stocastica (dove vanno vanno, come capperi nella salsa tartara, disse Gadda). Il loro nanismo grafico e la loro (apparente) afasia acustica non sono i sintomi di una funzione accessoria rispetto alla magniloquenza della parola piena. Il discorso non una catena, un arco, e la punteggiatura ne regola la tensione. Anche leggendo senza pronunciare, se nientaltro fa sospettare che la frase interrogativa (saggezza della nobile lingua spagnola, che lo segnala fin da subito) incontrare proprio sul finire un inaspettato punto di domanda ha un che di

BARICCO, TAROCCO, VASTA, VOLTOLINI (A CURA DI) Punteggiatura, Scuola Holden Rizzoli 2001 A. FERRARI Le ragioni del testo. Aspetti morfosintattici e interpuntivi nellitaliano contemporaneo, Accademia della Crusca (in stampa) M.A.K. HALLIDAY Lingua parlata e lingua scritta, La Nuova Italia 1992 LUCA SERIANNI Italiani scritti, il Mulino 2003

disfattista e di derisorio: e il pi delle volte costringe a rileggere la frase daccapo, per capirla. Anche i sobbalzi e i rivolgimenti della stilistica sono visibili dalla punteggiatura. Un secolo letterario separa lincipit di Gabriele dAnnunzio Lanno moriva, assai dolcemente, da quello, di diversa soavit, di Aldo Nove: Lamore, ha lo stesso meccanismo del Gratta e vinci, anche se la virgola deviante fra soggetto e predicato verbale ha una sua onorata storia (Carlo Dossi: Il gallo, canta).La professoressa Bice Mortara Garavelli, autrice del recente e impeccabile Prontuario di punteggiatura (Laterza), potrebbe forse preparare qualche test per i suoi studenti, e stabilire la riconoscibilit di un autore a partire dalla sua distribuzione: senza arrivare alle oltranze di Giuseppe Garibaldi, che nel suo romanzo Clelia ovvero il Governo dei Preti sostituisce la maggior parte delle virgole e dei punti fermi con trattini che deliziarono Alberto Arbasino (E questo poi amore? E questo quel passatempo che i mortali succhiano come larancia scaraventano poi nel letamajo?), evidente il passaggio della prosa letteraria e saggistica dalle fioriture barocche a quella sorta di pointillisme interpuntivo pi recente che spezza le frasi in segmenti, una corrente capeggiata dal so-

BREVIARIO
Un foglio miniato del Breviario Erculeo, conservato alla Biblioteca estense di Modena

ciologo Ilvo Diamanti (Venezia dopo Genova. Citt di mare. Con una storia lunga. E importante. Di autonomia., eccetera). Bisogna per stare attenti a una questione. E molto facile, sul piano del costume linguistico, tirare le conclusioni a cui si rifaceva leccentrico critico linguistico Leo Pestelli gi decenni fa: Sta bene che i retori posero che il periodo lungo si aff allanimo tranquillo e il breve allagi-

GIACOMO LEOPARDI

IN MATEMATICA C UNA DIFFERENZA FRA VIRGOLE ITALIANE E INGLESI

Che questo ingombro di lineette, di puntini, di spazietti, di punti ammirativi doppi e tripli? Sto a vedere che torna alla moda la scrittura geroglifica
Zibaldone 1821

COS LE SCIENZE ESATTE SCOPRIRONO LA VOGLIA DI PAUSA


PIERGIORGIO ODIFREDDI
n matematica, come in letteratura, la virgola ha la funzione di separare una parte subordinata del discorso da quella principale: nello specifico, la parte decimale da quella intera. A volte, come in letteratura, anche in matematica si possono eliminare le virgole mediante opportune perifrasi: ad esempio, dicendo un decimo invece di 0,1. Ma in generale la virgola non eliminabile: venticinque secoli fa Pitagora scopr infatti, con suo grande scandalo, che esistono numeri irrazionali, come la radice quadrata di due, che non si possono descrivere con perifrasi finite. E questi numeri, o almeno le loro parti decimali e irriducibili, costituiscono la prima appari-

CESARE ZAVATTINI

Che cos una virgola? Una virgola un suono, il galoppo invece del trotto, una fanciulla che divide laria dalla nebbia. Oh, una virgola, voi dite
Lettera ai correttori di bozze (da Opere 1931-1986)

zione dellinfinito nel pensiero filosofico e matematico, e i veri virgulti del suo giardino. Naturalmente, virgulto ha la stessa radice latina di virgola, ed entrambi significano piccola verga o ramoscello. In inglese la virgola si chiama invece comma, una parola greca che significa ritaglio, e che in letteratura italiana sta a indicare la parte di un periodo compresa fra due virgole. Ma non c nessun legame, in matematica, fra le virgole italiane e quelle inglesi: mentre le prime separano le parte intere da quelle decimali, le seconde separano le migliaia, i milioni, e cos via: in inglese si scrive infatti 1,000 o 1,000,000 per ci che in italiano si scrive 1.000 o 1.000.000. E viceversa, in inglese si scri-

ve 0.1 per ci che in italiano si scrive 0,1: ovvero, in inglese le virgole sono punti, e i punti virgole! Le virgole inglesi, cos come i punti italiani, sono dunque gli analoghi degli spazi grafici o delle pause musicali, che si inseriscono per separare in parole o frasi il flusso continuo delle lettere in un testo, o delle note in uno spartito. Ed grazie al sistema posizionale della matematica introdotto dai babilonesi, che si pu usare un unico comma in inglese, o un unico punto in italiano, per indicare un numero infinito di separazioni tra migliaia, migliaia di migliaia, e cos via. Nel sistema additivo musicale, analogo a quello matematico romano, si richiedono

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LO ZIBALDONE - 1821 Leopardi nello Zibaldone critica lo stile pieno di segni grafici. La punteggiatura, spiega il poeta, va usata con attenzione: spesse volte una virgola ben messa d luce a tutto il periodo

LA RIVOLTA FUTURISTA -1912 Marinetti proclama di voler distruggere la sintassi e nei Manifesti si scaglia contro linutile uso della punteggiatura, a favore di uno stile vivo che si crea da s, senza le soste assurde delle virgole e dei punti

NELLA RETE - 2000 Con Internet la punteggiatura acquista nuove funzioni: la virgola e il punto e virgola servono a dividere gli indirizzi dei destinatari in un messaggio elettronico inviato a pi persone

NEL CORSO DEI SECOLI CAMBIATO IL MODO DI USARE LA PUNTEGGIATURA

LA STORIA MODERNA FRA VIRGOLE E PUNTI


BICE MORTARA GARAVELLI
rendiamo un testo antico, manoscritto o a stampa. La punteggiatura, se c, risponde a criteri in tutto o in parte differenti da quelli che adotteremmo oggi per lo stesso testo: diversa dunque la funzione, e anche la forma tipica dei segni, se si tratta di un manoscritto. Perfino la separazione delle parole pu non corrispondere a quella che in uso oggi. Ne abbiamo esempi dallantichit classica alla fine del Cinquecento, in Italia. Per darne un solo campione: Michelangelo usava solo due segni, una sbarra obliqua semplice e una doppia, ignorava accenti e apostrofi e separava le parole mescolando criteri morfologici e fonetici. Come si vede in questo verso di uno dei suoi sonetti: Di nanzi misallunga lachorteccia (Dinanzi mi sallunga la corteccia). Ci sono scritture dove le parole non sono mai distaccate luna dallaltra da spazi bianchi o da altri elementi divisori: in questo caso siamo di fronte alla scriptio continua, largamente praticata nellantichit, greca e latina, e ancora prevalente, secondo gli antropologi della comunicazione, in molte tradizioni grafiche attuali. Ma rimaniamo nellambito delle lingue europee. In principio ci furono segni critici, alcuni dei quali funzionarono poi come interpunzioni. Segni critici sono, ad esempio, i tratti verticali uniti a puntini che distinguevano unit brevi del discorso in iscrizioni greche anteriori al V secolo a. C., o la lineetta orizzontale detta paragraph scritta a lato, che in papiri del sec. IV a. C. indicava linizio o la fine di un argomento. I primi segni di punteggiatura furono accorgimenti per la lettura ad alta voce; pochi di numero: i maggiori filologi ellenistici (III-II sec. a. C.) ne usarono solo due, mentre molti erano i segni critici da loro introdotti nelle edizioni di testi classici. A Roma, Cicerone diffidava delle interpunzioni segnate dai copisti: sosteneva, e questidea fece scuola, che per modulare nel modo giusto le cadenze del discorso si doveva fare assegnamento non su segnali esterni al testo, ma sulla comprensione della sua struttura, sintattica e ritmica. Tre erano le posizioni classiche (in latino positurae o distinctiones) per le rispettive sezioni del discorso: per la minore (comma), la subdistinctio, indicata da un punto in basso; per la mediana (colon), la media distinctio, con un punto a met altezza; per la maggiore (periodus), la distinctio, segnata da un punto a varie altezze. Grosso modo, le tre funzioni corrispondevano a quelle che sarebbero poi state attribuite, rispettivamente, alla virgola, al punto e virgola, e al punto. Lanalogia trasparente nella nomenclatura inglese, dove i tre segni conservano il nome delle partizioni antiche: comma (,) colon (:) e semicolon (;) period (.) detto anche full stop. Nei periodi tardo antico e medioevale variarono le denominazioni e soprattutto i segni grafici. Ancora pi instabili furono per se-

Bice Mortara Garavelli insegna linguistica italiana allUniversit di Torino. E autrice di Prontuario di punteggiatura (Laterza) e Manuale di retorica (Bompiani). Lynne Truss autrice del best- seller internazionale su virgole e punteggiatura Eats, shoots & leaves

GLI AUTORI

tato; ma non siamo poi tutti e sempre in convulsioni noi moderni. Andatelo a dire a Proust, cosa si aff allanimo tranquillo! Provate a vedere quanto convulso e ritmato un periodo di Aldo Busi rispetto a una ordinaria raffica di punti fermi post-hemingwayani... Pensare che la scrittura contemporanea faccia a meno delle virgole per esprimere tensione e ritmo sarebbe come affermare

che per rappresentare pittoricamente la malinconia sia necessario usare solo colori scuri. La convulsione postmoderna inclina alla costruzione di labirinti testuali a cui lo scrittore Garibaldi e il suo apparato di trattini potevano ambire solo in via involontaria. La tendenza a semplificare la punteggiatura indubbia: ma nel prenderla in considerazione non dobbiamo semplificare persino la tendenza medesima.

coli le pratiche interpuntorie; fra i primi a introdurre una punteggiatura nella Bibbia fu San Gerolamo (tra il IV e il V sec.). Alla fine del sec. XIII linventario dei segni si allungato: ha fatto la sua prima apparizione il punto interrogativo, qualche decennio dopo compare anche il punto ammirativo o esclamativo o enfatico. Ma nella pratica le interpunzioni normalmente usate o sono po-

MESSALE
Una pagina del Messale di Costanza, stampato da Johannes Gutenberg attorno al 1450

Alcuni appunti autografi di Albert Einstein venduti a unasta di Sothebys

GABRIELE DANNUNZIO

invece tipi diverse di pause per ogni durata canonica: e infatti ce ne sono otto, che vanno dalla breve alla semibiscroma. In logica, pi che le virgole sono importanti le virgolette. Usandole ad arte possibile distinguere fra uso e menzione, cio fra aspetti letterali e metaforici: ad esempio, notando che un mononosillabo consiste di ununica sillaba, ma un

monosillabo di sei. Ed evitarle non possibile, se si vuole andar oltre i discorsi confusi. Evitare le virgole invece possibile, adottando i codici senza virgole introdotti per la prima volta da Huffmann nel 1952, e oggi comunemente usati in informatica nella compressione dei dati. Per qualche tempo si pens che lo stesso Dna fosse uno di questi codici, ma poi si scopr che non era cos: evidentemente, la Natura ama la virgole, come dimostra anche il fatto che abbia inventato un bacillus comma, o bacillo virgola. E allora possiamo amarle anche noi.

Costrutto molto virgolato costrutto molto bacato. Alle troppe virgole si riconosce che la locuzione marcescente
Faville del maglio 1924

FILIPPO T. MARINETTI

Abolire anche la punteggiatura. Essendo soppressi gli aggettivi, gli avverbi e le congiunzioni, la punteggiatura naturalmente annullata
Manifesto tecnico della letteratura futurista 1912

che o differiscono luna dallaltra secondo le abitudini degli scrittori o dei copisti: la difformit la regola, non lomogeneit delle forme e delle relative funzioni. Nel manoscritti del Canzoniere di Petrarca le interpunzioni sono ridotte a tre o quattro: il punto, una sbarra obliqua (detta virgula suspensiva) per la virgola, un punto intersecato da una virgula o posto sotto a questa per gli incisi. Oltre a questi, nellautografo del Decameron troviamo il punto e virgola e i due punti come segno di pausa lunga, il semipunto per indicare interruzione di parola, il punto di domanda e qualche altro accorgimento grafico. Luniformit nelle convenzioni interpuntive entrer in gioco solo con lavvento della stampa. il grande stampatore veneziano Aldo Manuzio a dare origine a un sistema pressoch moderno nelle edizioni di opere di Pietro Bembo (a cominciare dal 1496): virgola nella stessa forma odierna, punto e virgola per una pausa minore di quella segnata dai due punti, punto fermo in chiusura di periodo e punto mobile alla fine di frasi interne al periodo, apostrofo e accento. Nel corso dei secoli il punto e virgola, o puntocoma, ha avuto attribuzioni problematiche: dallintrodurre il discorso diretto allessere anteposto al pronome relativo, al racchiudere incisi. Con questultimo valore ancora usato da Leopardi. Dal Cinquecento in poi fioriscono i trattati sul modo di puntare gli scritti; si complica la nomenclatura e si moltiplicano proposte che hanno scarso riscontro nella pratica degli scrittori, anche dei pi grandi, come Machiavelli e Guicciardini. Ariosto, pur conoscendo i principali segni, li adopera pochissimo nello scrivere abituale. Nel Seicento di fa strada lidea di una punteggiatura per locchio, adatta a segnare non solo la durata delle pause nella lettura e le cadenze che danno colore al senso, ma anche a chiarire i nessi tra gli elementi del discorso: ci che si intende per punteggiatura logica. Le due funzioni, ritmica e logica, coesistono ancora, e spesso si scontrano, fonte di incoerenze tra gli usi indotti dalla prima e le norme suggerite dalla seconda. Nel Settecento la moda dello stile spezzettato in frasi brevi favorisce linterpungere ritmico. Pi che i contributi della trattatistica dal Sette al Novecento interessano le prese di posizione degli scrittori: Leopardi teorizza e applica una grande parsimonia interpuntiva, Manzoni, ugualmente accurato, abbonda specialmente nelluso della virgola: la mette anche tra soggetto e verbo, quando d informazioni del tipo in quanto a... (di tante belle parole Renzo, non ne credette una) oppure mette a fuoco il soggetto: Voi, mi fate del bene... (= siete voi che...). Nemico delle (troppe) virgole fu DAnnunzio; radicali nel sovvertire ogni tradizione interpuntoria i futuristi. Assenza o ridondanza di punteggiatura caratterizzano i movimenti letterari nel Novecento e oltre.

I LIBRI
E.L. EISENSTEIN Le rivoluzioni del libro: linvenzione della stampa e la nascita dellera moderna, il Mulino 1995 BRUNO MIGLIORINI Storia della lingua italiana, Sansoni 1960 ARMANDO PETRUCCI Scrivere e no, Editori Riuniti 1987 SERENA FORNASIERO Scrivere litaliano, il Mulino 1994 ITALO CALVINO Lezioni americane Garzanti 1988 VINCENZO CERAMI Consigli a un giovane scrittore, Einaudi 1996 RAFFAELE LA CAPRIA Lapprendista scrittore, Minimum Fax 1996 ERNEST HEMINGWAY Il principio delliceberg. Intervista sullarte di scrivere e narrare, il melangolo 1996 MILAN KUNDERA Larte del romanzo, Adelphi 1988 FLANNERY O CONNOR, Nel territorio del diavolo. Sul mistero di scrivere, Teoria, 1993 PIER VITTORIO TONDELLI Il mestiere di scrittore, Theoria 1998