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Attila
A premessa Un lettore della pagina di Medicina Democratica una decina di giorni orsono ha domandato di mutare nome al premio Attila
[] per l'ingiurioso abuso del nome del Grande Attila, valoroso re degli Unni, combattente per la libert del suo popolo contro l'imperialismo di Roma, Padre della Patria dell'orgoglioso e valoroso popolo ungherese. La via principale di udapest, Attila Ut,testimonia della grande!!a di "uesta #igura. $ambiate il nome al Premio%.

La cosa mi ha lasciato perplesso provocandomi ad una risposta che & stata pubblicata, ma assieme ad un intervento di un altro #autore del cambiamento di nome'
('accordo per il cambio di denomina!ione del premio, negli ultimi tempi ho visto un paio di recensioni )non gli originali* di opere serie di storici che smontano appunto buona parte di "uanto di negativo si & seguitato per millenni a dire e a scrivere di Attila + per scopi #acilmente intuibili' ,. la solita contrapposi!ione tra il romano buono e il barbaro cattivo )assai pi- #re"uente il caso opposto*. /. La solita esalta!ione dei 0miracoli0 di 1. Romana $hiesa e dei suoi ponte#ici.

Si noti che non si sono letti i testi, ma solo le recensioni, il che non un buon viatico per fare certe osservazioni !n ogni caso si aperta una polemica con apposito, devo usare un termine americano che aborro, blog "er#, data un$occhiata a ci# che in esso compariva, mi sono reso conto che il testo che avevo inviato non era %uello ultimato, ma un testo incompleto anche con alcuni errori dettati dalla fretta &$ho ritoccato, e come sempre mi succede, l$ho ampliato, trasformandolo in un disgustoso bignamino di storia delle invasioni 'iprendendolo in mano, capisco che avrei fatto meglio a tenere il testo vecchio con alcune correzioni, ma infine( !noltre, nel mio primo messaggio, proponevo anche, nel caso di depennamento del nome Attila al premio, terminavo aggiungendo) *on c$ eventualmente un nome da sostituire a Attila+ "er dire 'iccoboni, "utin, ,oitila-Marcincus o come si scriva, et alia maramalia similis+ .i# premesso, a scanso di e%uivoci, devo anche premettere che noi, come popolazioni europee, siamo figli delle invasioni germaniche, e che la e le nostre culture, la materialit/ e la spiritualit/, si sono evolute per un millennio sulla loro scorta e sui loro effetti, sino a %uando, con il riscoprire romanit/ e grecit/ col 'inascimento, e poi con il Secolo del &umi, che fu anche il secolo della scienza, la storia culturale dell$0uropa ha preso un altro indirizzo, %uello che, sulle spinte della rivoluzione francese, e delle lotte sociali dell$1ttocento, tramite due guerre mondiali e la fine dei colonialismi almeno territoriali, ha portato ai nostri giorni

34 !nnanzitutto occorre dire che poco di %uello che da noi si detto su Attila e sulle sue orde storico, in %uanto conosco gli storici dell$epoca e %uelli successivi per altri vari studi, e so come si comportavano 5uttavia Attila e gli unni ci sono stati e %ualcosina hanno combinato !n effetti, Attila in alcune aree slave un eroe, e un fondatore della patria in Ungheria dove non sono slavi o unni, ma magiari o ungari, scegliete voi 6ho dei dubbi sull$invasione ungara, che peraltro non scese a sud del "o, e certezze che la saracena una balla4 Ma cosa ne possiamo noi che l$abbiamo subito senza che ci abbia portato nulla+ Almeno i 'omani %uando facevano lo stesso all$estero %ualcosa portavano, per dire il commercio, le strade, la legge romana tuttora validissima e oggetto continuo di studi soprattutto da parte dei paesi emergenti o gi/ emersi, tra cui la .ina, la cultura tecnica e scientifica, l$organizzazione civile, una lingua che ha unificato tutto il mondo antico salvo l$oasi greca e grica, lingua che io rimpiango pensando alla sciocchezza dell$inglese, che pur sono obbligato ad usare, o ai bizantinismi del tedesco "oi nei paesi con%uistati i romani creavano una borghesia locale agraria e mercantile colta e culta, e facevano fare un salto culturale abissale ai popoli con%uistati, che facilmente integravano nella romanit/ "er dire, la 7ermania, restata fuori dalla romanit/, si affacciata al secondo millennio, e la 'ussia perfino all$epoca moderna, in uno stato di arretratezza frastornante a base di clan e di fratrie !noltre, i romani creavano frontiere armate attorno alle nuove con%uiste che difendevano dalle invasioni degli altri popoli dell$est, che a loro volta integravano %uando penetravano e usavano a loro volta come difensori, e tutto ci# almeno sino a %uando poterono .on il *ovecento e gli Annales, e dico ci# andando sul grosso, si rivalutato il medioevo, %uello delle invasioni germaniche, come un$epoca %uasi idillica e con la creazione di una nuova cultura .i# mi trova d$accordo, anche se sull$idillico ho molti dubbi 5uttavia, occorre ricordare che tutta la precedente cultura, nel senso pi8 ampio era crollata, con tutta una serie di conseguenze) 24 Si sono perse le tracce dei testi dell$antichit/ classica, fortunosamente ricopiati, almeno alcuni, dagli arabi, e non tutti bene 6la misura del diametro della terra stata ridotta di %uattro volte, e ci# a fregato .ristoforo .olombo4, anche se %ualcosa gli arabi hanno inventato, per dire le basi dell$algebra, ma non i numeri arabici, che hanno colto nella valle dell$!ndo 94 &a cultura scientifica e tecnica scomparsa, assieme a %uella filosofica, per tacere dei prodromi del pensiero ateo, o perlomeno scettico, di &ucrezio e di Democrito &a terra perse le sfericit/ e ridivent# piatta 6tesi peraltro sostenuta attualmente da alcune sette cristiane, mentre pi8 diffusa la tesi che il sole giri attorno alla terra4 :4 ; scomparsa la tolleranza romana e del mondo antico per chi la pensava diversamente, subentrando il pensiero totalitario cristiano da un lato, e d$altro lato i barbarismi religiosi di origine germanica <4 &a societ/ civile della romanit/ stata frantumata dalla tradizione clanica germanica, da cui duchi e contro duchi, il banditismo della cavalleria, il feudalesimo, la legge della spada e del pi8 forte e violento

=4 &a popolazione si ridusse verticalmente, e ci# non sar/ stato perch> le donne prendevano la pillola, nel mentre scomparvero le citt/ e l$organizzazione civile urbana, con la dispersione della popolazione in villaggi ?4 !l territorio, non pi8 controllato, modellato e difeso dall$uomo, non resse al peggiorare delle condizioni climatiche, per cui strade e resti delle citt/ furono in gran parte sepolti da alluvioni areali @4 &$agricoltura d$epoca romana, basata sui cereali e legumi 6i romani e i greci, le popolazioni italiche in generale, e pi8 ancora gli egizi, erano rigorosamente vegetariani4, fu dimenticata, e lo stesso aratro romano divenne un pezzo da archeologia A4 !l bosco e la palude invasero le aree agricole, cosa che ora sarebbe auspicabile, ma che all$epoca significava un ambiente non vivibile per l$uomo, e, detto in altre parole, un ambiente che non poteva supportare i 23-93 abitati per Bm9 di epoca romana repubblicana e inizio imperiale, ma i : abitanti per Bm 9 se andava bene, e nelle migliori condizioni ambientali e climatiche C4 .on le invasioni scomparvero i commerci anche su piccola scala, per cui l$economia da un lato divenne, oltre che autarchica, di sussistenza, e d$altro lato se un$area andava in carestia, ci# voleva dire la morte d$inedia 6come in 'ussia negli anni $93 e $:3 del secolo scorso sulla scorta prima dei disastri della guerra, poi degli inevitabili disservizi per la rivoluzione in atto, poi per la presa del potere verticistico e poliziesco bolscevico, %uindi per l$imposizione *0" e il conseguente fallimento, e infine per i piani di sviluppo staliniani uniti alla deportazione in massa di popolazioni e etnie4 234 .on le invasioni si perse la capacit/ e la tecnica estrattiva dei metalli, compreso il mondo islamico, e %uale pu# essere una cultura che ricavava i metalli scavando nelle macerie che essa stessa aveva creato e che creava+ Se guardate il .olosseo, lo vedete tutto costellato di buchi) estrassero tutte le chiavi di ferro che legavano la struttura, eppure non crollo Unico ferro che i barbari e successori non riuscirono a prendere fu l$immane portone in ferro del "anteon, in %uanto non vi erano i mezzi materiali per poterlo abbattere e poi farlo a pezzi 224 Scomparve l$oro, che, comun%ue, aveva tale valore che i pezzi monetari pi8 piccoli erano la paga annuale di un guerriero 0d ora capirete perch> si parla di baratto per la prima epoca medievale 294 ! primi edifici nuovi in pietra o muratura dall$epoca romana, risalgono al periodo carolingio in 7allia, e in %uel secolo si contano in un paio di decine &a tecnica costruttiva delle cupole fu ristabilita solo in epoca rinascimentale italiana, e la prima erano perfino rudimentale "er riuscire a ripetere la tipologia tecnica costruttiva della cupola del "anteon, occorse, udite udite( attendere il cemento armato(

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2:4 .arlo Magno, che peraltro impose una grande riforma e raccolta delle leggi devastate dagli ordinamenti orali tribali germanici, in parte messe per iscritto almeno le longobarde, era analfabeta, in %uanto il saper leggere e scrivere era un non senso per gli aristocratici e il ceto dirigente, istruito solo alle armi e al comando, %uindi alla guerra 2<4 &a societ/ era divisa tra laboratores, religiosi, bellatores, e solo i religiosi avevano vantaggi, di potere, nel saper leggere 2=4 *essuna nuova invenzione fu fatta avanti il Mille, e solo al principio del nuovo millennio comparve il mulino ad ac%ua, probabilmente mediato dalla cultura araba, assieme al burro, anche se occorre dire che probabilmente i 7alli importarono in pianura padana i prodromi di ci# che diverr/ il carro a %uattro ruote con avantreno mobile, tipico della pianura padana, ma si tratta solo di prodromi rudimentali con sospensione dell$avantreno mediante cinghie, tipologia sopravvissuta per slitte sul nostro Appennino 2?4 Mi fermerei %ui in %ueste elencazioni di disastri storici conseguenza delle invasioni germaniche e unniche, perch> mi sento troppo scolastico %uanto ovvio "ur non potendosi rifare la storia di per s>, n> tanto meno con delle supposizioni, comun%ue appare ovvio che, se non fossero crollati la cultura e il mondo romani, e se non fossero stati sostituiti dalla cultura cristiana, e %ui mi limito a %uella vincente tralasciando le mille eresie anche solo dei primi secoli, in cui se ne vedono di cotte e di crude, in un$unificazione delle culture religiose pagane 6la cultura cristiana, almeno cattolica, resta ampiamente pagana sino ad epoca recente, e il cristianesimo cattolico popolare resta pagano4, non vi sarebbe stato una delle peggiori manifestazioni dell$intolleranza, la frattura col mondo islamico, che ritard# il progresso tecnico e scientifico di secoli, e le crociate 0 se nel medioevo e nell$et/ moderna scoppi# l$assurdo fenomeno della caccia alle streghe e dell$in%uisizione, ci# fu possibile perch> la legge, la tolleranza, la visione delle cose del mondo antico erano scomparse 0 se la figura della donna, prima raffigurata come erotica, o materna, o madre, divenne %uella del peccato, simbolo del male, e se per colpa sua l$uomo fu scacciato dal giardino dell$0den e costretto al vagabondaggio e al lavoro 6%uando si trova4, e se l$omosessualit/ divenne una mostruosit/, %uando non era nemmeno percepita come una diversit/ nella cultura romana e, pi8 ancora, in %uella greca, e se, in ultima analisi, si pass# da un mondo sessuopositivo a un mondo sessuonegativo in cui tutto peccato, tanto che %uando nasciamo siamo gi/ in peccato, per cui mia madre, peraltro abbastanza scettica e che considerava la chiesa un mercato come gli altri, dopo 2= giorni dalla mia nascita and# dal parroco a fes alv ir part, sapete a cosa e a chi dar la colpa 2@4 A %uesto punto, come si fa a sostenere Attila, il massimo simbolo delle devastazioni del mondo antico, %uando per di pi8 devast# %uanto di seconda mano, e con re e popolazioni germaniche, si andava riorganizzando nel tentativo di ridare un e%uilibrio a tutto il dise%uilibrio storico che si era creato+ 0 si tenga presente che non sono un patito della romanit/, e anzi avrei preferito che %ui da noi non fossero giunti i romani, perch> la spada che ha tracciato il solco e l$aratro non lo difende

2A4 Appendice attilana leggendaria *el <=9 la citt/ veneta d$Altino fu distrutta da Attila !l fatto ebbe enorme risonanza e subito divenne leggendario &a leggenda si propag# per l$!talia, tanto che abbiamo pi8 d$una decina di leggende di citt/ distrutte o dagli Unni, o da Ungari, o da Saraceni o da pagani, incentrate s$una citt/ d$Altino o d$Atilia, nome, %uest$ultimo, derivato da %uello d$Attila "er %ueste leggende rimando a 7iandomenico Serra, Da Altino alle Antille Appunti sulla fortuna e sul mito del nome Altilia, Attilia, Antilia, in 7iandomenico Serra, Lineamenti di una storia linguistica dellItalia medievale, voll :, &iguori, *apoli, 2C=<, vol !, pp 2-??, che le ha studiate e analizzate "er l$area piemontese ricordo le leggende delle mitiche citt/ d$Atilia di Dusca e di &ibarna, %uesta servita per dar luogo alla fondazione di *ovi, data persino per storica(, ad opera dei profughi di &ibarna dopo la sua distruzione 0 vi anche una leggenda del regno saraceno di Atilia, sopra 5ortona, che si mescola con l$Atilia libarnese, regno attaccato e distrutto da .arlo Magno "er "edoca, vedi 7ian Domenico Eucca, La regina Pedoca, in *uova AleFandria ieri per domani, G!!, nH =, 9332, pp 2A-9: 6per un refuso il nome 7iandomenico4, e per la leggenda di .arlo Magno vedi 7ian Domenico Eucca u StuB, Leggende carolinge ambientate nei presi dAlessandria, in 7ian Domenico Eucca u StuB, Le leggende alessandrine (parte I), in *uova AleFandria digestum, nH 3, 9339, pp 9C-:? .ome vedete, Attila almeno a %ualche cosa servito 2C4 Per sconcludere) A proposito di unni, siccome mi pare buffo difendere Attila, mettiamola sul comico e, per far ci#, invito a leggere il primo rigo di Les fleurs bleues di 'aImond Jueneau 934 Per concludere) !n conclusione, direi che l$esaltazione slava di Attila non sia null$altro che vieto nazionalismo, peraltro non raro in area slava

gian domenico zucca u stuB