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Le meraviglie dellistinto

Essere animali negli allevamenti intensivi

Sara Mognol

Le meraviglie dellistinto
Essere animali negli allevamenti intensivi

LE MERAVIGLIE DELLISTINTO Essere animali negli allevamenti intensivi

Progetto di tesi di Sara Mognol Relatore Giovanni Anceschi Terza sessione di laurea, 4-5 aprile 2012 Matricola 268296 Universit IUAV di Venezia Facolt di Design e Arti Corso di laurea specialistica in Comunicazioni visive e multimediali Anno accademico 2010/2011

Indice

SCRITTI INTRODUZIONE Conosci te stesso 1 Il contesto DIFETTI DI COMUNICAZIONE Pensare Le meraviglie dellistinto Reale, troppo reale We know meat: conoscere per immagini Il bello e le bestie Il soggetto ESSERE ANIMALI NEGLI ALLEVAMENTI INTENSIVI

I 11

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1.1 1.2 1.3 1.4 2

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2.1 Tra mito e storia: mors tua, vita mea 2.2 Perch guardare agli animali 2.3 Esseri anzich cose

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2.4 Sul benessere animale 3 Il progetto PENSARE GLI ANIMALI

77 83

3.1 Mostrare Le meraviglie dellistinto 3.2 Il libro illustrato 3.3 Zoograe: quel che resta degli animali CONCLUSIONE Presagi 4 Le fonti

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Dedicato agli animali non umani

Bibliograa Sitograa Videograa Filmograa Referenze iconograche Ringraziamenti

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ILLUSTRAZIONI con una prefazione di Saul Marcadent DIDASCALIE SCHIZZI

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III IV

Introduzione Conosci te stesso

Chi siamo? Quando andavo allasilo e avevo circa 3 anni, imparai un trucco che mi avrebbe accompagnato per linfanzia. Quando non riuscivo ad aggiungerla di nascosto al piatto dei miei compagni, mi riempivo di carne le tasche del grembiule bianco. Erano pezzi di carne biancastra, masticata e succhiata no al midollo per poter essere nascosta alle suore, che mi obbligavano a restare seduta no a quando il piatto era vuoto. Per questo rimanevo sola ed ero sempre lultima ad uscire dalla mensa, ma prima di salire a lavarmi i denti passavo in cucina e svuotavo le tasche. Questo era un segreto tra me e la cuoca, lunica a comprendere che il mio riuto per la carne non era un capriccio ma una necessit. Sono certa di non aver avuto nessun precedente trauma infantile; ricordo ancora che le botte in testa date al coniglio dal nonno per consegnarlo alla pentola non mi avevano turbato, nonostante le grida acute, e nemmeno i lamenti delle lumache scottate vive nellacqua bollente. Per me lerrore non consisteva tanto nellatto di uccisione delle bestie, quanto nellidea antropocentrica di poterne trarre vantaggio, trattandole come merce al servizio delluomo. Lo sfruttamento si situava esattamente tra la nascita dellanimale e listante prima della sua morte. Oggi questa condizione, che acquista una durata sempre pi breve, si chiama allevamento intensivo. Per un vegetariano la consapevolezza del diritto animale una percezione che va di
1. Un veterinario esamina un pollo dallevamento intensivo, campagna veneta, 2011

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pari passo a quella dei propri diritti e per questo motivo si potrebbe denire innata. Tale percezione trova molteplici conferme: La pratica del vegetarianesimo, spesso considerata solo dal punto di vista della riessione losoca o quale vezzo degli eccentrici animalisti, corrisponde invece ad un atto di civilt e democrazia alla base del quale possibile rinvenire anche una riessione di ordine economico e giuridico. 1 Per questo motivo, se posso vivere anche senza nutrirmi di carne, giusto farne a meno; non una privazione, ma un arricchimento. 2 Non si tratta di un atto di bont, ma di giustizia, come conferma Regan: Non sono gli interessi sentimentali degli agenti morali a fondare i nostri doveri di giustizia verso i bambini, gli handicappati mentali, i vecchi incapaci di intendere e di volere, nonch verso gli altri pazienti morali, animali inclusi. il rispetto per il loro valore inerente. Si tratta del diritto alla vita per ogni essere senziente. Generalmente la teoria del valore condanna i metodi di allevamento che trattano gli animali come mezzo nellinteresse delluomo, ma sceglie la strada del vegetarianesimo in autonomia, senza preoccuparsi di quanti potrebbero seguire lesempio del singolo che sceglie di alimentarsi con prodotti derivati da animali o che ne implichino luccisione. 3 Se il diritto alla vita dellanimale fosse assoluto e quindi prioritario rispetto allinteresse umano di cibarsi e vestirsi, divertirsi e sperimentare, il vegetarianesimo dovrebbe essere obbligatorio per tutti. Anche se irrazionale auspicare che un giorno essere vegetariani possa diventare un dovere, condizione indispensabile invece per coloro i quali sostengono i diritti degli animali, senza distinzione di specie, che altrimenti cadrebbero in contraddizione riconoscendo il diritto alla vita allo stesso essere di cui si nutrono.

2. Ren Magritte, Il ritratto, 1935

1F. Rescigno (a cura di), Un approccio giuridico-legislativo al vegetarianesimo, in M. Santolci e C. Campanaro, Tutela giuridica degli animali (2010, p. 163). 2In tutti questi anni la mia famiglia ha imparato a convivere con le mie necessit alimentari, ma senza comprenderne le motivazioni reali e mostrando diffidenza rispetto ad una dieta diversa da quella carnivora, ma non per questo carente in vitamine, calcio ferro e, soprattutto, proteine. 3Cfr. F. Rescigno (a cura di), Op. cit. in M. Santolci e C. Campanaro, Op. cit. (2010, p. 163).

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Il contesto Difetti di comunicazione


Il compito pi alto di un uomo sottrarre gli animali alla crudelt mile Zola

1.1 Pensare Le meraviglie dellistinto

Il progetto Le meraviglie dellistinto nasce dalla volont di rendere manifesta la condizione coatta e del tutto innaturale in cui si trovano gli animali allevati intensivamente a scopo alimentare. 1 I metodi e i luoghi in cui gli animali da reddito 2 sono costretti a vivere sono mantenuti occulti dai produttori di carni e derivati, le cui strutture sono tanto distanti dai centri abitativi, quanto dalla percezione dei consumatori. Uninformazione corretta, che dovrebbe essere sempre lo strumento pi efficace alla base dellinterpretazione del messaggio pubblicitario, non sempre di facile accesso e lettura; inoltre le logiche propagandistiche aziendali facilitano la diffusione di immagini rassicuranti che provocano un effetto placebo nello spettatore, gi assuefatto al ricordo di animali in libert. Ne deriva una rappresentazione antica, fatta di bestie ruspanti immerse in una natura lussureggiante, che si rivela tanto pi accogliente quanto pi distante

1Secondo la Lav la quasi totalit dei prodotti di origine animale reperibili nei circuiti della grande distribuzione proviene da allevamenti intensivi, ovvero allevamenti caratterizzati dalla elevata concentrazione di animali in ambienti connati e controllati. Per approfondimenti leggi Lav, Rischio sanitario degli allevamenti intensivi (p. 5). 2Si veda la denizione di allevamento in P. Brandano, Zootecnia speciale 1a: Tecniche di produzione dei ruminanti (2004-2005, p. 280): Attivit imprenditoriale agricola, ovviamente con nalit economiche, attuata esclusivamente o prevalentemente con animali in produzione zootecnica.

3. Particolare del display del reparto carni di un supermercato Billa a Venezia, 2010

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dal mostrare lorigine poco idilliaca del nostro cibo. Nonostante vi siano strumenti dinformazione diffusi massimamente in rete come video amatoriali o siti internet che pubblicano foto e testi per promuovere o disincentivare la pratica dellallevamento intensivo, lattenzione che il consumatore manifesta rivolta al cibo piuttosto che al prodotto in vita, dettata dal bisogno di nutrirsi e dallappagamento di un gusto notevolmente accentuato dalla tradizione culinaria del paese di appartenenza. Anche a causa di sosticate strategie commerciali, linteresse per la provenienza e la genuinit del prodotto di rado lungimirante, volto cio al trattamento che precede il prodotto lanimale in vita e ancor pi sporadicamente si avvicina alla problematica questione dei diritti degli animali. Se il consumatore avesse accesso ad informazioni sicure, con adeguati apparati, sia visuali che testuali, per capirne le reali cause e conseguenze, probabilmente nemmeno il senso del gusto attenuerebbe lo shock della vista di un animale sofferente. La scelta che possiamo compiere di fronte allo scaffale resta il pi concreto mezzo che abbiamo a disposizione per orientare il mercato dei prodotti animali verso soluzioni irreversibili o, altrimenti, bioeticamente sostenibili. Rispetto a una questione universale qual lapprovvigionamento di cibo, dovrebbe essere un dovere, anzich una scelta, conoscerne le verit, poich essa include nel suo raggio dazione non solo lambiente e gli animali, ma anche luomo e le generazioni di domani. Questa tesi vuole essere uno strumento personale di comprensione, prima ancora che di comunicazione e diffusione, delle conseguenze cui lallevamento intensivo sta sottoponendo il mondo animale, costringendolo a vivere per morire, nel pi breve tempo possibile. Attraverso gure illustrate, anticipate in una mostra e in seguito indirizzate a un pubblico pi vasto, sottoforma di libro cartaceo, Le meraviglie dellistinto vuole essere il supporto a una rappresentazione in divenire, che si avvale di diversi strumenti del sapere ma anche del vedere, quali video animati, video documentari, fotograe, blog e testi, per testimoniare il progressivo sconvolgimento del rapporto uomo-animale contemporaneo.

4. John Hearteld, Hurr! Non c pi burro!, fotomontaggio pubblicato sulla rivista tedesca Aiz, 1935

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1.2 Reale, troppo reale

Shooting sh in a barrel, troppo facile sparare al pesce nel barile: se gli allevatori sparano, i consumatori si ngono disinformati. Lespressione idiomatica si addice anche allipotetico mai realizzato shooting fotograco che avrei potuto effettuare durante i sopralluoghi presso gli allevamenti intensivi che ho visitato. La scelta di non rappresentare fotogracamente le condizioni degli animali che dimorano in questi luoghi dovuta alla violenza e alla gratuit leggibili nella corrispettiva immagine documentaria, a maggior ragione se tratta di scene orripilanti, come quelle adottate da innumerevoli siti web animalisti o di indole vegetariana. Il metodo adottato da queste associazioni di volontari, attivi nella causa per la protezione e la liberazione degli animali maltrattati, consiste nel mostrare in video o in fotograa il crimine perpetrato ai danni dellanimale, senza alcuna censura. Spesso si tratta di riprese amatoriali o fotograe scattate allinsaputa delloperaio di turno o dei proprietari degli allevamenti in cui avvengono gli abusi. Esse sono obiettive, registrano ci che accade, ma scelgono di mostrare un picco del problema, estrapolandolo da un contesto ampio e continuamente variabile di citt in citt, di stato in stato, perno di continente in continente, poich dipende dalle leggi vigenti in quel determinato paese e dal senso morale del singolo, fermo restando che lapproccio per una corretta valutazione clinica del malessere dovrebbe essere

5. Un allevamento intensivo di polli nella campagna trevigiana, 2011

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indipendente da presupposti ideali o morali. 1 Ne risulta perci una cronaca tragica, che sceglie di mostrare il peggio nella speranza di ottenere il meglio. Scrive Ando Gilardi:
Il sotto-sistema della retorica iconica chiamato fotograa-documento anche la pelle di un mito etico, per effetto della quale quando la rappresentazione dellorrore supera il suo stesso livello di massima denuncia sopportabile dallemozione, limmagine cade dal suo piedistallo tragico e precipita nel comico per eccesso di tragicit. Ma proprio a questo punto [] che potrebbe ribellarsi la coscienza individuale che dialettica, al contrario di quella sociale che dogmatica e come tale non produce niente al di fuori di una santa indignazione. 2

Le immagini delle crudelt initte agli animali in vita, o del processo di smembramento che avviene nei macelli, sono assimilabili a immagini pornograche per la loro efficacia senza possibilit di replica ed esprimono pi di quanto ci si aspetti, creando uno spiacevole effetto di iperrealt sensoriale. Senza sedurre, non stimolano il dialogo, ma si affermano con arroganza; lo shock dato dallimpatto forte e dallinterruzione dialogica. Ne sono testimonianza le numerose manifestazioni della Peta, la pi grande organizzazione animalista del mondo, i cui volontari si adoperano, senza mezze misure e con efficaci strumenti, nella difesa dei diritti degli animali. La loro pi feroce strategia si avvale di campagne di protesta che sfociano in azioni pubbliche atte a sconvolgere situazioni e contesti apparentemente normali, facendo uso del proprio corpo o di quello di celebrit, unito spesso a slogan lampanti ed irriverenti, volti a sensibilizzare o pi spesso indignare e scandalizzare lopinione pubblica. Jonatan Safran Foer ha osservato che dal 1980 gli oltre tre milioni di membri
hanno distribuito ai bambini unhappy meals con un Ronald McDonald insanguinato che regge una mannaia da macellaio e hanno stampato adesivi opportunamente
1Cfr. E. Moriconi (a cura di), La valutazione del dolore e della sofferenza degli animali, in M. Santolci e C. Campanaro, Tutela giuridica degli animali (2010, p. 181). 2A. Gilardi, La menzogna meravigliosa. Chi rappresenta scuoia: la riforma della semantica secondo il metodo delle tesi, in Phototeca (1985, p. 41).

6. AP, una protesta animalista della Peta contro i maltrattamenti degli animali prima della macellazione, Berlino, novembre 2011

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sagomati come quelli che normalmente si trovano sui pomodori con la scritta Buttami a chi indossa una pelliccia. Hanno lanciato un procione morto nel piatto della direttrice di Vogue, Anna Wintour, mentre pranzava al Four Seasons (e le hanno spedito visceri pieni di vermi in ufficio); hanno corso nudi davanti a presidenti e reali, hanno distribuito opuscoli ai bambini delle scuole intitolati Il tuo pap uccide gli animali!. 3

7. Kevin Carter, foto scattata durante la carestia in Sudan nel 1994 e vincitrice del Pulitzer Prize for Feature Photography

Altre associazioni di volontari attivi per la causa animale come le italiane Enpa Ente Nazionale Protezione Animali , Lav Lega Anti Vivisezione e Animalisti Italiani, assieme ad altre decine di enti minori che spesso non hanno una sede ma agiscono soprattutto tramite web, fanno uso di strumenti mediatici come raccolte di rme e prescrizioni di leggi, concepiscono slogan e campagne in difesa dei diritti degli animali e utilizzano fotograe e video per documentare le realt inquietanti di allevamenti, macelli e centri di vivisezione, provocando reazioni discordi nel pubblico, come disapprovazione e indignazione, ammutolimento e vergogna, orrore e disgusto. Perno chi produce in prima persona il materiale documentario non esente da simili reazioni. Il sito web www.animalismoattivo.com corredato da un vademecum per difendere i diritti degli animali e nella sezione Attivit per i diritti degli animali si legge: Un buon video attivista dovrebbe essere sicuro di s e dotato di una buona dose di coraggio nel caso in cui ci si trovi in situazioni o a contatto con persone che potrebbero colpirlo sicamente o emotivamente. 4 Il pubblico messo di fronte al fatto compiuto non pu ignorare cosa accade negli allevamenti, nei mattatoi o nei centri sperimentali, ma leffetto profondamente scioccante della vista di questo sufficiente a distoglierlo dal voler vedere oltre. Ne conseguono distacco e rimozione tipici di chi, invece di affrontare un problema sconcertante, preferisce non pensare affatto.
3J. S. Foer, Se niente importa, perch mangiamo gli animali? (2010, pp. 80-81). 4R. Panaman, How to Do Animal Rights (2008, http://www.animalismoattivo.info/capitolo4/videoattivista). Il prontuario prosegue suggerendo le modalit con cui riprendere per supportare una campagna: Si documentano eventi e situazioni in cui gli animali sono maltrattati, trascurati o abusati. Lobiettivo di sensibilizzare i cittadini, educare ed esortare la gente ad agire e convincerla a fare donazioni per la lotta contro gli abusi. 8. Josep Lago, una protesta animalista contro il consumo di carne a Barcellona, 2011

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Unulteriore dimostrazione della mancanza di dialogo tra medium e spettatore ci fornita attraverso lesperienza di Kevin Carter, un fotoreporter sudafricano morto suicida dopo aver vinto il Pulitzer Prize, il pi prestigioso premio statunitense per il giornalismo. Carter, dopo aver scattato una fotograa nel Sudan meridionale che mostra un avvoltoio in attesa che un bambino muoia di fame, ritorn nel suo paese e poco dopo vinse il premio, ma dovette anche rispondere alla domanda che di frequente gli veniva rivolta: Perch non avesse aiutato la bambina dopo averla fotografata. Il St. Petersburg Times in Florida disse a proposito della vicenda: Luomo che aggiusta lobiettivo per catturare lesatto fotogramma della sua sofferenza, devessere proprio un predatore, un altro avvoltoio nella scena. 5 Questa orribile vicenda e le successive posizioni assunte dallopinione pubblica colpirono il fotografo cos profondamente che si uccise. Inizialmente le fotograe degli affamati venivano scattate dai reporter per aiutare i denutriti. La fotograa, veicolata in riviste di grande tiratura, serviva come mezzo di diffusione e persuasione emotiva affinch i paesi ricchi mandassero aiuti a quelli poveri. Oggi la fotogenia che invoca pietas per vicende troppo distanti nello spirito e nella geograa non ha pi efficacia, ma pu addirittura risultare dannosa e favorire una fatalistica rimozione del problema. 6 Lo spettatore occidentale non sente la fame, a tal punto che il morir di fame non pu pi essere preso alla lettera, non credibile, quindi scordato: Le fotograe non danno nulla di pi di quanto chi le guarda vi proietta [ma] restituiscono ci che vien loro concesso: se gi una volta abbiamo concesso piet, la seconda volta possiamo solo dire abbiamo gi dato, poich non abbiamo altra piet da spendere.7 Lallevamento intensivo non nato e non progredito perch cera lesigenza di produrre pi cibo di nutrire gli affamati , ma per produrlo in modo che fosse red-

ditizio per le grandi aziende agroalimentari. 8 Oggi i paesi ricchi non si occupano pi di far circolare fotograe dei poveri affamati, ma sfruttano pubblicit e campagne promozionali indirizzate proprio ai paesi in via di sviluppo, affinch si aggiungano anche loro alla catena della produzione carnea, a sottolineare il collegamento fra il consumo di carne e il prestigio nazionale. 9 Incoraggiare questi paesi a salire la scala delle proteine 10 assicurerebbe loro un posto al vertice della catena alimentare mondiale, permettendo alle societ multinazionali di controllare i canali di distribuzione della carne e dei cereali per lalimentazione dei bovini. Cos il Farm Journal evidenzia la paradossale scalata alle proteine delle comunit agricole, controllata dalle pi inuenti aziende del settore agroalimentare:
Per i paesi in via di sviluppo, sembra che allargare e diversicare lofferta di carne debba essere il primo passo. Cominciano tutti dagli impianti di incubazione e di produzione di uova: il modo pi semplice per produrre proteine non vegetali. Poi, rapidamente, appena lo sviluppo delleconomia lo permette, salgono la scala delle proteine: maiali, bovini da latte, prodotti caseari, bovini allevati al pascolo e, appena se lo possono permettere, bovini ingrassati a cereali. 11

Il consumo di carne del ventesimo secolo, il pi ingente della storia, nasconde il fallimento di un sistema che brucia pi energia di quanta ne produce. Per fare un chilogrammo di carne di un manzo allingrasso servono nove chilogrammi di mangimi; 12 questo signica che lo stesso quantitativo di cereali che potrebbe servire ad alimentare direttamente luomo non viene integralmente convertito in proteine animali, poich infatti solo lundici per cento del mangime contribuisce a produrre carne, mentre la restante parte serve per mantenere in vita lanimale. 13

5Trad. mia dalloriginale: The man adjusting his lens to take just the right frame of her suffering, might just as well be a predator, another vulture on the scene, in M. Scott (http://www.thisisyesterday.com/ ints/KCarter.html). 6Cfr. P. Raffaelli, Dalla parte del fato, in Phototeca (1983, pp. 32-33). 7Ibidem .

8Cfr. Nicolette, Io sono unallevatrice vegetariana , in J. S. Foer, Op. cit. (2010, p. 222). 9J. Rifkin, Ecocidio (2002, p. 187). 10Ibidem . 11Ibidem . 12Ivi (p. 185). 13Cfr. Ivi (p. 185). Leconomista Frances Moore Lapp ha calcolato che se nel 1979 le 124 milioni di

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Mentre un terzo della produzione mondiale di cereali viene utilizzato per alimentare il bestiame pi di un miliardo di esseri umani soffre di malnutrizione [o] ha dovuto abbandonare la propria terra per lasciare spazio ai pascoli o alle coltivazioni di cereali 14 non destinati a loro. A fronte di un problema sfaccettato necessario ribadire che interessarsi alle dinamiche dellallevamento intensivo signica anche occuparsi indirettamente delle conseguenze che questo sistema riversa sugli altri. Questa tesi attinge specialmente dal campo delle scienze veterinarie e zootecniche, oltre che a quello della rappresentazione e della comunicazione, ma la discussione si potrebbe estendere anche allecologia, alla medicina, alleconomia no alla politica, allantropologia e alla losoa. In una trattazione pi approfondita si dovrebbero affrontare le conseguenze indirette dellallevamento intensivo solo accennate in questa sede, come la fame nel mondo e lobesit, la sperimentazione genetica e limpiego di ormoni, la deforestazione, linquinamento dei terreni e delle acque, tutti fattori in grado di sconvolgere lecositema di cui siamo parte. Ci che vediamo conferma di ci che abbiamo e ci ricorda urgentemente della nostra vita e della sua importanza. 15

9. Taryn Simon, Tigre bianca (Kenny), incrocio selettivo, Turpentine Creek Wildlife Refuge and Foundation, Arkansas, 2006/2007

tonnellate di cereali e soia utilizzate per nutrire diversi tipi di bestiame bovini, pollame, suini fossero state convertite in denaro e riconvertite in cibo per lalimentazione umana, avrebbero fornito lequivalente di una ciotola di cibo per ogni essere umano del pianeta per un intero anno. 14Ivi (pp. 319-321). 15J. Berger, Why Look at Animals? (2009, p. 9).

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1.3 We know meat: conoscere per immagini

Nonostante il cibo sia un elemento indispensabile e, come tale, quello che pi ci accomuna al regno animale, nelle culture premoderne sta contribuendo invece a incrementare la differenziazione tra natura e cultura, in particolar modo attraverso la cultura culinaria. Lantropologo francese Claude Lvi-Strauss precisa come le categorie culinarie siano sempre adatte a essere utilizzate come simbolo della differenziazione, specialmente nelle civilt che si affidano prevalentemente alla carne per soddisfare i propri bisogni nutrizionali. 1 Considerato che la quasi totalit dei prodotti di origine animale reperibili nei circuiti della grande distribuzione proviene da allevamenti intensivi, 2 nel supermarket possibile trovare un aspetto comune che lega tutti questi: la totale assenza di unimmagine che richiami il processo di lavorazione del prodotto o lo stabilimento industriale da cui proviene. Per un breve periodo, indicativamente dalla Rivoluzione industriale no allo scoppio della Grande guerra, non era raro incontrare immagini degli stabilimenti industriali stampate sulle confezioni di prosciutti, estratti di carne e lattine, la cui produzione in serie era sinonimo di modernit e qualit. Prima che lassociazione diretta alla

1C. Lvi-Strauss, Le origini delle buone maniere a tavola (1999, p. 428), cit. in J. Rifkin, Ecocidio (2002, p. 269). 2Cfr. Lav (a cura di), Rischio sanitario degli allevamenti intensivi (2010, p. 5).

10. Il reparto carni di un supermercato Billa a Venezia, 2010

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fabbrica diventasse un deterrente nella scelta di un prodotto alimentare, nella sua raffigurazione conuivano la percezione del benessere economico e una cieca ducia nel progresso. Oggi le strutture di allevamento e macellazione sono connate alla periferia delle citt in locali dalle facciate anonime, ma ripugnanti e maleodoranti al loro interno e perci tenute distanti dalla vista del pubblico decoro. I supermercati invece, collocati in punti strategici, sono vicini al centro delle citt per offrire succulenti bocconi, le cui porzioni sono lesito di una lunga catena di smembramento dellanimale, dissimulata attraverso dimensioni e forme confezionate che rendono irriconoscibile la propria matrice di provenienza, occultando le responsabilit della liera di trasformazione. Lesigua conoscenza che possediamo relativamente ai meccanismi di produzione aggravata dal triste dato che i bambini dellera industriale, che hanno una scarsa consapevolezza di come vive un animale in natura, sono cresciuti nella convinzione che la carne sia una cosa, una materia prodotta attraverso gli stessi processi da cui scaturiscono i giocattoli. 3 Un pezzo di carne impacchettato in piccole dimensioni dichiara la sua provenienza solamente per mezzo di simboli, codici e marchi di fabbrica minimamente invasivi, che lasciano il prodotto coperto solo di cellophane per accentuarne la trasparenza, sinonimo di freschezza e igiene. La confezione non cerca di migliorare laspetto del contenuto e non necessita di ulteriori raffigurazioni perch la carne intrinsecamente e storicamente appetibile. N suasiva n tantomeno narrativa, la comunicazione ad essa dedicata non ne racconta la storia (come accade per altri alimenti in vendita nel supermercato), poich sufficiente il suo aspetto a concorrere alla vendita di un alimento che , ancor prima che nutrimento, un sistema di valori fondato sul mito della proteina, il quale contribuisce ad accrescere la virilit maschile e funziona da organizzatore epistemico, in quanto, come insegna Lvi-Strauss lanimale buono da mangiare ma buono anche da pensare. 4 Lungo il labirinto alimentare neppure del nome dellanimale resta traccia, se non quella di una piccola silhouette nera abbinata a marchi, slogan e nomenclature altret-

11. Twelvecats (utente Flickr), il reparto carni di un supermercato in Wisconsin, Stati Uniti, 2006

12. Paul Malon (utente Flickr), Carne officinale, annuncio pubblicitario per una medicina, Stati Uniti, 1951

3J. Rifkin, Ecocidio (2002, p. 309). 4C. Lvi-Strauss, Il pensiero selvaggio (1964), cit. in G. Di Marco, Il magnico animale, in L.Vergine e G. Verzotti (a cura di), Il bello e le bestie (2004, p. 164).

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tanto invitanti come bocconcini, letti e pat, che ci allontanano ulteriormente dalla dimensione consistente del corpo animale per avvicinarci a un modello di simulazione, un concentrato di segni di natura rimessi in circolazione, in breve una natura riciclata. 5 A tal proposito, se si osserva il display del reparto carni e latticini, si nota la presenza di immagini stereotipate di mandrie al pascolo, che accrescono la sensazione di genuinit e di localit della liera di produzione. Tuttavia esse non mirano a rendere verosimili immagini di luoghi del tutto articiali o nto-naturalistici, ma vanno considerate come narrazioni autonome di una storia il cui soggetto un archetipo. Si pu parlare di pregurazione della storia del prodotto, prima ancora che del prodotto in s, attraverso unimmagine che vuole essere appetibile prima ancora che attendibile. quanto afferma Naomi Rosemblum in merito alla fotograa: Le immagini della macchina hanno saputo rendere non troppo false anche realt di pura invenzione, permettendo agli spettatori di non diffidare, pur nella consapevolezza che ci che vedevano era puro articio. 6 Questo il motivo per cui la fotograa viene adottata massicciamente nella raffigurazione del contenuto. I luoghi prediletti sono quelli dorigine, campagne, zone collinari, aie e staccionate, con una predominante verde tipica del paesaggio campestre, anche temporalmente lontano dagli stabilimenti di produzione. Questi paesaggi contribuiscono a formare impressioni di supercie che incarnano i valori di naturalit, domesticit e tradizionalit. Come si vedr in seguito, lanalisi dellambiente in cui vive un animale non solo un fattore confortante, abusato dai sistemi di comunicazione per la sua suggestiva nota nostalgica, ma anche il parametro di riferimento utilizzato dagli ispettori veterinari per giudicare se sussistono condizioni adatte al comfort benessere etologico dellanimale o tali da comprometterlo.7 Liconograa mitico-archetipica, che contribuisce a far sedimentare la falsa credenza di un animale in salute libero di muoversi in un ambiente naturale, permette di riempire con leggerezza il carrello e uscire ingenuamente, senza spargimento di sangue.
5J. Baudrillard, La societ dei consumi (1975, p. 137). 6Trad. mia dallinglese, in N. Rosemblum, A World History of Photography (1997, p. 497). 7E. Moriconi (a cura di), La valutazione del dolore e della sofferenza degli animali , in M. Santolci e C. Campanaro, Tutela giuridica degli animali (2010, p. 180).

13. Un camion di prosciutto a Bolzano di Sopra, 2010

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1.4 Il bello e le bestie

Fotograe spietate Alla luce delle problematiche connesse con il sistema alimentare e la rappresentazione che ne viene data a sostegno o a discapito dello stesso, la questione di maggior rilevanza per la progettazione della tesi ha riguardato le modalit con cui trasmettere informazioni attendibili e poco accessibili ai pi, altrimenti ricavabili tramite specici media virtuali e cartacei (video, siti internet, letture di genere, ecc.) a cui si aggiunge un imprescindibile interessamento personale. I criteri che hanno determinato la scelta del supporto illustrato, escludendo la fotograa, sono stati valutati rispetto ai limiti e alle possibilit espressive dei mezzi a disposizione, a partire dal presupposto che manipolazione e documentazione sono continuamente permeabili. 1 Oggi la fotograa documentaria non pu pi dare alcuna garanzia di aderenza alla realt, ma infonde unillusione di verit, tanto pi se limmagine fatta di pixel ed perci facilmente modicabile, a posteriori. Nellapparecchio fotograco insito un meccanismo, lo scatto, che implica tempi e modalit precise, a cui si aggiunge uninquadratura che seleziona una parte per escluderne inevitabilmente altre. Se la struttura rigida, nel lemma dichiarata la sua peculiarit di scrittura di luce, una
1A. Vettese, Si fa con tutto (2010, p. 126).

14. Coppie di pesci raffigurati durante un combattimento nel libro The Life of Fishes, 1974

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predisposizione che mal si associa agli ambienti bui in cui sono rinchiusi la maggior parte degli animali da reddito. Oltre a rafforzare un sistema quasi totalmente meccanico, fotografare animali che crescono negli allevamenti intensivi signicherebbe anche fotografare un istante molto vicino alla loro morte; il tempo dello scatto infatti non distante dalla durata della loro permanenza in quei luoghi, data la loro brevissima aspettativa di vita: appena un anno per le galline, quaranta o cinquanta giorni per un pollo di medie dimensioni, sei anni per una vacca che ne potrebbe vivere ventitr.
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dinati. Non c differenza tra forma e contenuto: linvolucro che li racchiude a manifestarne le intenzioni. Nelle forme resistenti al dolore abitano metafore di un gesto rivelatore che possa determinare il legittimo riscatto per uningiusta condanna. Se la gallina si riappropria delle proprie uova rivendicando uninsospettabile bellezza ornamentale, le zampe contorte attorno alla griglia di metallo troppo rigida si agganciano nel tentativo di opporre resistenza. I conigli sono pelo impalpabile dal peso nullo, non calcolabile in cifre, e invece il pollo asseconda la pesantezza sproporzionata del suo corpo in un gioco ironico di equilibrio sul proprio petto. Loca rigurgita il troppo cibo con leleganza necessaria a compensare i modi rozzi di unalimentazione forzata da imbuti dacciaio e del gallo resta traccia solo in una maschera beffarda, contraltare al limite visivo dellocchialino. Cos le forme degli animali sono nalmente pronte ad accogliere i visitatori, anche i pi sensibili, invece di essere preventivamente rigettate. Dulcis in fundo, per rendere inequivocabile il signicato di illustrazioni nate da una personale interpretazione del tema, ho predisposto una sezione di testi brevi 3 che aggiungono informazioni essenziali, necessarie per avvicinare lo spettatore o il lettore alla questione intensiva, sciogliendo ogni dubbio.

Spesso il soggetto della foto o del video-denuncia che si pu trovare facilmente nel web un animale ritratto in n di vita a causa delle scarse qualit ambientali in cui costretto a vivere o, in casi ancora pi gravi, per i maltrattamenti e le lesioni che subisce per mano delluomo. Anche se non ne viene documentata la morte, ma una protratta agonia, la crudelt delle azioni riprese tale da indurci a immaginare una ne straziante che suscita orrore, procurando in noi uno sconvolgimento e rendendoci riluttanti alla vista di altre immagini. Illustrazioni gentili Lurgenza del disegno una risposta di contestazione allo standard immutabile di una produzione automatizzata qual il corpo dellanimale allevato intensivamente. Il progetto illustrato attinge da altri apparati mediatici attivi nella denuncia del medesimo problema, ma vi aderisce solo nei contenuti per predisporsi diversamente nelle forme, mostrando una persuasione educativa maggiore. Il disegno al tratto, fatto di solo contorno, ancora una rappresentazione primitiva ingenua, che non necessita di virtuosismi, ma semplicemente di cura e tempi dilatati, ed perci una restituzione posata, non impulsiva, rispetto a un tema di non facile interpretazione. Gli animali non sono emaciati, n sporchi, n spennati e nemmeno in n di vita, ma vengono mantenuti attivi dal disegno, come in attesa che qualcosa accada. La tensione del contorno equilibrato sostiene la loro voglia di vivere, in bilico tra limpulso alla sopravvivenza e la ne prematura a cui sono inevitabilmente subor-

2Stime ricavate da una conversazione con lispettore veterinario L. Gaspari durante alcuni sopralluoghi in allevamenti intensivi nella campagna trevigiana.

3I testi delle didascalie sono estrapolati da molteplici letture e testimonianze rielaborate in seguito con un linguaggio chiaro e conciso, comprensibile ai pi.

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Il soggetto Essere animali negli allevamenti intensivi


Non si conoscono che le cose che si addomesticano, disse la volpe. Gli uomini non hanno pi tempo per conoscere nulla. Comprano dai mercanti le cose gi fatte. Ma siccome non esistono mercanti di amici, gli uomini non hanno pi amici. Se tu vuoi un amico addomesticami! Antoine De Saint-Exupry

2.1 Tra mito e storia: mors tua, vita mea

Osservare La prima metafora fu animale.1 Nella caverna luomo primitivo ha cominciato a osservare lanimale in quanto diverso e a rappresentarlo, prima ancora di se stesso, nellatto di scappare dal suo predatore e nellistante successivo alla sua morte. Secondo linterpretazione di Bataille il primo soggetto della pittura delle caverne fu un animale. Luomo ritratto sulle pareti della caverna di Lascaux, steso davanti a un bisonte ferito che perde orribilmente le viscere, espierebbe, morendo, luccisione dellanimale. 2 Circa 13.500 anni a.C. lHomo sapiens avrebbe cercato in questo modo di riparare ad una colpa scontandone la pena con la morte e placando attraverso il rito lira degli dei, reo di aver ucciso, anche rappresentandolo, il bue. In tal modo sarebbe nata anche la prima metafora, il linguaggio gurativo di cui oggi sono rimaste tracce inestimabili nelle caverne. probabile che la prima pittura sia stata anche il primo duplice atto di distanza

1Trad. mia dallinglese: The rst metaphor was animal, in C. J. Adams, The Sexual Politics of Meat (1999, p. 64). 2Cfr. G. Bataille, Le lacrime di Eros (2004, pp. 19-23).

15. Il bisonte ferito della caverna di Lascaux, (riproduzione), 13.500 a.C. ca.

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dallanimale, compiutosi con luccisione e nella successiva raffigurazione. 3 Jim Mason, avvocato e antropologo per necessit che da molti anni scrive e si occupa dei diritti degli animali, sostiene la teoria che proprio dalla bestia (vedendo un bue partorire, e non morire) luomo primitivo avrebbe appreso il signicato del concepimento e che da quel momento sia stato indotto a pensare, modellando la sua intelligenza rispetto alle differenze, ma soprattutto alle somiglianze con lanimale: 4
Gli animali hanno occhi, orecchie, peli e altri organi del tutto simili ai nostri; gli animali dormono, mangiano, defecano, si accoppiano, partoriscono, giocano, combattono, muoiono e svolgono molte delle attivit della vita esattamente come noi. 5

16. Benjamin Waterhouse Hawkins, tavola VIII tratta da A comparative view of the human and animal frame, 1860

Oltre ad assomigliare innegabilmente alluomo, lanimale da sempre anche motivo di ispirazione e modello delle invenzioni umane. Nella storia della cultura si trovano molti utensili basati su forme e comportamenti animali. particolarmente signicativa lorigine della prima lettera dellalfabeto fenicio, lalpha (A nellalfabeto occidentale), che in origine assomigliava alla testa di un bue stilizzata (aleph signica infatti bue). In seguito, col variare del senso della scrittura, la lettera ha subito una rotazione e le corna del bue sono diventate le gambe della A maiuscola. Dal momento che le lettere avevano anche un forte signicato simbolico, lAleph, in quanto simbolo dellunit, era connesso a Dio, unico ed eterno.
17. Floris Voorveld, rappresentazione dellevoluzione della A, 2011

Addomesticare Gli animali ci somigliano pi di qualsiasi altra cosa.6 Oggi gli scienziati confermano con esattezza che la scimmia condivide con noi il novantanove percento del patrimonio genetico.7 Se a questo assunto si aggiunge la

3Il linguaggio, anche se gurativo, una metafora che provoca un distanziamento dal soggetto raffigurato. 4Cfr. J. Mason, Un mondo sbagliato (2007, p. 136). 5J. Mason, Ibidem. 6J. Mason, Op. cit. (p. 36). 7Cfr. J. Berger, Ape Theatre, in Why Look at Animals? (1990, p. 47).

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capacit com-movente dellanimale, componente che ha stimolato i processi pi antichi di coscienza delluomo, resta da valutare in che misura allora luomo sia vicino allanimale nellattivit che occupa la maggior parte del suo tempo. Il lavoro, a partire dalla preistoria, sempre stato un fondamento dellessere umano, motivo di costruzione degli utensili che gli hanno permesso di cibarsi e coprirsi no ad assumere sembianze molto simili alle nostre, probabilmente no a sviluppare il cervello dellHomo sapiens.8 Luomo ai primordi cominci a nutrirsi con i prodotti del bosco, poi gradualmente divenne cacciatore nomade inseguendo le mandrie di cui si cibava. In seguito, stanziandosi come pastore, ha intuito la necessit di avere una riserva di cibo vivente sempre con s e questo stato il primo passo verso la domesticazione. 9 Il termine inglese livestock indica il bestiame, ma tradotto letteralmente signica scorte vive ed esemplica il modo in cui la societ neolitica ha imparato ad accumulare bestie per ricavarne latte, carne, cuoio, mezzi di locomozione e fertilizzanti. Le prime specie domestiche furono adattate e selezionate dalluomo che le scelse di generazione in generazione conservando, per la propagazione della specie, gli individui che manifestavano al pi alto grado le qualit che si ricercavano. 10 Questo fenomeno paragonabile a una palla di neve che si ingrossa rotolando, generazione dopo generazione, no a comporre la specie desiderata. Ad esempio la pecora, ani11

18. Taking our geese to market, cartolina postale editata dalla Canadian Post Card Co. di Toronto (Canada) nel 1919 utilizzando fotomontaggi di William H.Martin

8Cfr. G. Manzi, Levoluzione umana (2007, p. 54). Secondo Giorgio Manzi, autorevole archeologo italiano, da quando luomo ha cominciato a cibarsi di carne che si sarebbe sviluppato il cervello dellHomo sapiens. 9Cfr. G.Marcuzzi e A.Vannozzi, Lorigine degli animali domestici (1981). Mentre nel Paleolitico la vita delluomo strettamente condizionata e associata alla caccia, dal Neolitico a oggi la storia dellumanit va di pari passo con laddomesticamento degli animali domestici. 10Alla voce Allevamento del Lessico Universale Italiano si legge: Nella storia del progressivo sfruttamento del mondo animale da parte delluomo, lallevamento del bestiame rappresenta il terzo ed ultimo stadio, susseguente a quelli della caccia e della domesticazione. Esso ebbe origine dai tentativi di migliorare le condizioni di esistenza e di riproduzione delle specie animali gi domesticate, sviluppandone le caratteristiche siologiche suscettibili di procurare un aumento dei prodotti animali (lana, latte, carne, ecc.) e sfruttandole poi anche ai ni dellagricoltura (aratro, animali da trasporto, concimi animali), in Istituto della Enciclopedia Italiana (a cura di), Lessico Universale Italiano, vol. I (1968, p. 429). 11Cfr. J. H. Fabre, I servitori (1975, p. 174).

19. Gabriel Bella, particolare del quadro La festa del 2 febbraio a Santa Maria Formosa, che descrive i giochi che avvenivano durante una sagra popolare a Venezia, 1792 ca.

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male fra i primi addomesticati, che anticamente possedeva le corna quando ancora viveva allo stato selvatico, lentamente ha perso ogni mezzo di difesa e si adattata a convivere con luomo. 12 Ne racconta Jean Henr Fabre nel volume I servitori: racconti sugli animali domestici:
Un celebre allevatore, benefattore dellumanit, di nome Hakewell, risolse la questione in Inghilterra circa un secolo fa. Egli pens: la pecora che io voglio come fabbrica di cosciotti non deve avere corna, poich questo inutile ornamento sottrarrebbe una parte della sostanza alla bestia; il nutrimento utile alla formazione e al mantenimento delle corna sar meglio impiegato per ottenere la carne. Per lo stesso motivo essa non avr che la lana che le abbisogna per coprirsi e difendersi dal freddo. Quanto alle ossa, non posso eliminarle ed un vero peccato: al loro posto preferirei qualche cosa di pi nutriente. Ma dopo tutto lanimale ne ha assoluto bisogno: esse sono larmatura indispensabile al sostegno delle carni. Ma se non posso sopprimerle, che almeno le ossa siano leggere, sottili, ridotte di peso e di grossezza. Bisogna che quando la coscia sar portata in tavola, il colpo penetri come in un panino di burro e non trovi al centro che un bastoncino osseo. Ridurr pure tutto quello che non carne e non lascer alla pecora che ci che indispensabile per farla vivere. 13

20. Gabriel Bella, particolare del quadro La festa del 2 febbraio a Santa Maria Formosa, raffigurante il gioco popolare delloca sospesa sullacqua che andava presa per il collo, Venezia, 1792 ca.

Uccidere
Il mito fondativo del cacciatore ha probabilmente contribuito a giusticare e sostenere razionalmente lintervento umano sul mondo, soprattutto per quel che riguarda lo sfruttamento degli animali a scopi alimentari. [] Oggi non assistiamo direttamente alluccisione degli animali, ma ne abbiamo ancora una vaga consapevolezza, anche se non desideriamo soffermarci troppo a lungo ad analizzarla. 14

12Cfr. Ivi (pp. 170-171). 13J. H. Fabre, Op. cit. (pp. 172-173). 14J. Mason, Op. cit. (pp. 117-118).

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Prima la gura del cacciatore poi quella dellallevatore servita strategicamente per attribuire loro responsabilit collettive: non sono io a uccidere gli animali, colpa dei cacciatori e dei macellai, 15 del resto bisogna pur mangiare. Durante il Rinascimento gli animali venivano pubblicamente torturati e uccisi, eventi condivisi in diretta nelle piazze, dal pubblico e persino dal clero, 16 ma nel corso della storia ritroviamo diverse testimonianze di illustri personaggi che hanno condannato le sevizie verso gli animali come atto immorale e incivile, perch diretto contro esseri viventi e sensibili, esseri troppo spesso visti e considerati come cose, oggetti materiali di cui facile disporre e, di conseguenza, inerire gratuitamente su di loro come se non si trattasse di esseri viventi, ma di mezzi per un ne. 17 Gabriel Bella, un pittore veneziano della seconda met del XVIII secolo, ci conduce attraverso i suoi dipinti fra i giochi popolari di un tempo, che davano in pasto al pubblico lo spettacolo della morte animale, come il combattimento tra galli, 18 luccisione della gatta a colpi di testa o il prendere per il collo loca sospesa sullacqua. Di fronte allesibizione della morte animale la crudelt coabitava insieme al piacere del convivio e contribuiva a consolidare il mito del predominio delluomo sulle creature inferiori. Raffigurato per la prima volta dalluomo delle caverne e riformulato successivamente nella pittura moderna di Ligabue e Jean Henri Rousseau, larchetipo del grande predatore e del predato stimola tuttora sentimenti contrastanti, quali compassione e piacere allo stesso tempo, ma anche considerazioni di carattere morale di fronte allatto naturale (istintivo) della predazione. 19
La bellezza dei felini non risiede soltanto nelladorabile visione di un leoncino maldestro che gioca con fratelli e sorelle, nella corsa folgorante di un ghepardo tra le erbe della savana, o nel balzo di un gatto selvatico che si impadronisce di unarvicola.
21. Henri Rousseau, Cavallo aggredito da un giaguaro, 1910

15Cfr. S. Della Bernardina, Dai piaceri del cacciatore alle sofferenze dellanimalista , in La ricerca folklorica (2003, pp. 137). 16Ibidem. 17Cfr. M. Santolci e C. Campanaro, Tutela giuridica degli animali (2010, pp. 12-13). 18Cfr. Della Bernardina, Op. cit. (p. 137). 19Cfr. S. Della Bernardina, Op. cit. (p. 138).

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Risiede anche, e forse soprattutto, nellimmagine della libert che ci offrono questa spietata libert del predatore che caccia per sopravvivere e non per piacere rispettando cos, suo malgrado, le leggi della natura, queste leggi eterne che luomo si compiace di trasgredire. 20

22. Eli Lotar, Al mercato N 56, Londra, 1935

Il fascino per la sequenza venatoria tradizionalmente indagato dalla pittura stato pi recentemente documentato dalla fotograa e diffuso in riviste a grande tiratura come Airone o National Geographic, per facilitare la partecipazione del lettore allesperienza rappresentata. Luomo contemporaneo si astiene dallintervenire sicamente nellatto cruento e mistica le proprie colpe delegando la responsabilit ad altri sconosciuti e beneciando allo stesso tempo del peccato perpetrato, mascherato da immagine inoffensiva. Oggi il clich del grande predatore e lo spettacolo della morte dellanimale, su cui la storia ha costruito un mito che si perpetua no ai giorni nostri, non scomparso, ma ne mutata la percezione e la sua spiegazione ufficiale. Le riessioni del sociologo tedesco Norbert Elias sulla civilizzazione dei costumi confermano che nel processo di costruzione della societ moderna vi stata una graduale riduzione della violenza esplicita che caratterizzava la vita sociale nelle epoche precedenti, oggi sostituita da una rigorosa privatizzazione21 . Tra gli esempi scelti per chiarire questo processo egli rievoca proprio la caccia e il ricorso delluomo contemporaneo a un intermediario che funga da tramite tra s e il corpo insanguinato dellanimale.22 Altrove Elias chiama in causa alcuni meccanismi di straniamento dalla morte, come una maggiore distanza spaziale e temporale da essa e lenfatizzazione dei consumi,23 propri di una civilt dellimmagine da cui limmagine della morte verrebbe costantemente esiliata per salvaguardare la sfera emotiva dellangoscia.24
20Don E. Dumond (19918 , p. 3), cit. in S. Della Bernardina, Op. cit. (p. 138). 21Cfr. N. Elias & A. Dunning, Quest for Excitement (1986), cit. in A. Abruzzese, Lintelligenza del mondo (2001, p. 171). 22Cfr. S. Della Bernardina, Op. cit. (p. 140). 23Cfr. N. Elias & A. Dunning, Op. cit., cit. in A. Abruzzese, Op. cit. (pp. 174-175). 24A. Abruzzese, Op. cit. (pp. 174-175).

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Parallelamente Abruzzese scrive che le societ moderne hanno esorcizzato la vicinanza del cadavere tenendolo nascosto, quasi astratto, truccato dai mass-media e hanno costruito una rappresentazione tecnico-poetica del morire invece che convivere con la sua presenza vera e propria, quale si fa sentire attraverso colui che muore.25 La civilt dellimmagine quindi il luogo della rappresentazione della morte, ovvero
una zona liminare in cui tanto la vita che la morte sono incerte e si affrontano. [] Le paure ancestrali per la perdita dellintegrit del proprio corpo si intrecciano alla percezione diffusa di una corporeit individuale espansa e dilaniata [] sulla linea di demarcazione tra il vivo e il morto, ma sempre pi in un mondo privo di direzione e di differenze trovano compimento le opposizioni tra vero e falso, bello e brutto, bene e male, visibile e invisibile, corporeo e incorporeo; cio la serie di dicotomie ideologiche, etiche, formali, concettuali che appartengono al conitto tipicamente moderno tra i processi di astrazione e i processi di materializzazione delle risorse individuali e collettive, conitto determinato dal modo di produzione sociale della civilt industriale di massa. [] La paura un dispositivo del tutto particolare di fascinazione: [] attiva un violento meccanismo di identicazione nel corpo del cadavere perch in esso si colloca la messa in scena, la volontaria rappresentazione simbolica, di ci che di noi muore. [] Da questo punto di vista lo spettatore si trova di fronte al cadavere come se questi fosse il suo doppio. 26

Il limite tra vita e morte, esistenza e sparizione, visibile e invisibile tuttora lunica rappresentazione accettabile per la nostra civilt. Fabbricare Oggi ritroviamo una sosticata strategia nella struttura della fabbrica, rea di aumentare la distanza dallanimale adoperando gli strumenti meccanici cari allindustria alimentare. Ingannati da false credenze, come lidea di derivazione cartesiana che lanimale sia una macchina priva di emozioni, gli esseri umani hanno gradualmente allontanato da
25Cfr. Ivi (p. 181). 26Ivi (pp. 182-185).

23. Aleksandras Macjauskas, Macellazione di un maiale, Lituania, 1991

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se stessi e dal loro ambiente naturale gli esseri animali per costringerli alle logiche articiali della produzione intensiva. Unulteriore conferma ci data da Jacques Derrida, uno dei pochissimi loso contemporanei ad affrontare la questione dellassoggettamento dellanimale odierno:
In qualunque modo lo si voglia interpretare, qualunque conseguenza di natura pratica, tecnica, scientica, giuridica, etica o politica se ne tragga, oggi nessuno pu negare [...] le proporzioni senza precedenti dellassoggettamento dellanimale. Tale assoggettamento lo possiamo chiamare violenza, fossanche nel senso moralmente pi neutro del termine [...]. Nessuno pu pi continuare seriamente a negare che gli uomini fanno tutto ci che possono per nascondere o per nascondersi questa crudelt, per organizzare su scala mondiale loblio o il disconoscimento di tale violenza.27

24. Cartellone che elenca i tagli di carne della societ di produzione Channel Meat presso lo Smitheld market, il mercato della carne di Londra, 2011

Insieme allapparente scomparsa dellatto venatorio anche i luoghi di allevamento e macellazione sono svaniti, in apparenza, per insediarsi altrove, lontani dal centro della citt. In questi luoghi la morte condizione indispensabile, motivo di esistenza di un sistema che si basa interamente sullo sfruttamento, la soppressione e la vendita di bestie morte. Jeremy Rifkin ci ricorda che i macellatori sono stati i primi industriali a impiegare con successo le tecniche della produzione di massa, la divisione del lavoro e la catena di montaggio nei processi produttivi,28 accelerando i tempi per massimizzare la produzione. Agli inizi del ventesimo secolo fu proprio Henry Ford a intuire laltissimo potenziale del sistema di stoccaggio dei macelli americani e a prendervi spunto per introdurre la medesima innovazione anche nella catena di montaggio automobilistica.29 Nel macello la conferma quotidiana del lavoro sempre data dalla morte di migliaia di esseri (gli oggetti del lavoro) uccisi da mani sconosciute per altre mani che ne godranno, mangiando la sostanza nale del lungo percorso di smontaggio che ha inizio negli allevamenti. Persino il contatto tra operai e animali ridotto al minimo da una

27J. Derrida, Lanimale che dunque sono (2006, pp. 67-68). 28J. Rifkin, Ecocidio (2002, p. 135). 29Cfr. Ivi (p. 138).

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catena di smembramento quasi interamente automatizzata, la quale affida a un computer la cura del bestiame e, in misura minore, anche le mansioni di macellazione, cos da sottrarre materialmente ogni umano implicato nella produzione e nel successivo consumo degli animali dalle colpe connesse alla loro uccisione. Lanimale immesso nel processo di smembramento non ha pi nulla a che fare con il referente corporeo quale si presenta in vita: esso diventa, per dirla con Carol J. Adams, un referente assente.30 La macellazione latto che rende lanimale assente nel corpo e nel nome per permettere alla carne di esistere; in un secondo momento il linguaggio gastronomico rinomina le parti del corpo in porzioni di cibo appetibili di cui non si riconosce lorigine. Labbattimento e la successiva trasformazione permettono al consumatore di dimenticare la gura dellanimale quale essere vivo, senziente; gli animali sono cos trasformati in non-esseri, in unit produttive di cibo, ridotti a consistere di parti commestibili e parti non commestibili.31 In uno scritto di Berger sul guardare agli animali, un membro dellIowa State University ci restituisce il grado di sviluppo dellindustria che ha creato le non-forme animali di cui oggi ci nutriamo, affermando: Credo sia completamente fattibile progettare appositamente un animale per un hamburgher.32 Questa de-costruzione moderna dellanimale ha contribuito a modicare preventivamente anche le tecniche di allevamento, un coadiuvante essenziale nella formazione di corpi predisposti a diventare carne, particolarmente utili alla logica globale dellefficienza e della massimizzazione dei protti degli allevamenti intensivi e dei laboratori di ricerca, che vedono nellanimale un materiale da trasformare, in conformit ai disegni dei tecnici.33 Attraverso continue ibridazioni genetiche, una rigida alimentazione indotta, la convivenza ravvicinata ai propri simili e la scarsa mobilit, oggi lanimale essenzialmente carne animata dal furore dellindustria.

25. Avviso allingresso dello Smitheld market, il mercato della carne di Londra, 2011

30Cfr. C. J. Adams, The sexual politics of meat (1990). 31P. Segurini, Lanimale come referente assente, in Dalla fabbrica alla forchetta . 32Trad. mia dallinglese: I believe its completely feasible [] to specically design an animal for hamburger, in J. Berger, They are the last (2001), in Op. cit (2009, p. 77). 33Cfr. L. Battaglia, Per una bioetica animale (pp. 18-19).

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2.2 Perch guardare agli animali

Da tempi immemori gli animali sono protagonisti di favole di ogni specie, e nelle loro parole o nei loro comportamenti riettono altrettanti umanissimi tipi psicologici. Esse costituiscono uno dei fondamenti della cultura: ne troviamo testimonianza nellantica Grecia con il corpus di 358 favole scritte da Esopo nel V secolo a.C., no ai giorni nostri, nel rassicurante mondo incantato di Walt Disney. Le creature che vi abitano suggestionano ogni et e creando una continua mescolanza tra et adulta e infantile si ssano nei ricordi e nella memoria visiva in veste di maestre di vita, ironizzanti nel tono comico o burlesco delle loro storie, comunque moraleggianti. 1 Ogni favola esopica, ad esempio, seguita da un prolisso commento che spiega quali siano le possibili applicazioni morali o politiche e quali eventi storici la giustichino. Ma esse non sono solo morali, offrono anche altre conoscenze. Vi sono espresse le propriet e i diversi caratteri degli animali, e di conseguenza anche i nostri, in un continuo ribaltamento tra ruoli di specie; si dice infatti che un tempo Prometeo dovendo dare la vita alluomo, sintesi di tutto ci che vediamo nascere, da tutti gli animali prese qualcosa a prestito. 2
1Cfr. L. Vergine e G. Verzotti, Il bello e le bestie (2004, p. 225). 2V. dAlebray, Mtamorphose de Gomor en marmite (1643), in prefazione a J. La Fontaine, Favole (1980, p. 11).

26. Officine Grache Fratelli Stianti, Becchi e strumenti chirurgici, Firenze, 1967

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Anche Jean de La Fontaine, scrittore che per primo rielabor leredit di Esopo in chiave lirica nella seconda met del 1600, ci conda che la prima conoscenza del mondo avviene attraverso la favola. 3 In aggiunta ai favolisti, decine di loso e sociologi hanno dato un netto contributo allinterpretazione del rapporto tra uomo e animale, tra cui John Berger, Jacques Derrida, Franz Kafka e Giorgio Agamben. In uno scritto di Berger su Esopo si narra che questultimo fosse uno schiavo storpio che non poteva parlare, ma con la sua sensibilit riusciva a dar voce agli animali. 4 Nonostante lattribuzione magicomoralizzante della voce, daccordo con Derrida, ci che importa per non tanto se essi possano parlare, quanto se essi possano o meno soffrire. Qui di seguito la favola de Il Cigno e il Cuoco, che Esopo scrisse per la prima volta e La Fontaine riscrisse in forma di versi nelle sue Favole, 5 ci rammenta quanto laspetto sia determinante nel destino riservato agli animali e in particolare la bellezza accresca la probabilit che siano trattati in modo adeguato. 6
Nel cortil duna grande fattoria il bianco Cigno e il Papero vivean collaltre bestie in compagnia: luno al piacer dellocchio e a fregio dei giardini destinato, e laltro dico loca allo stufato. Dentro i fossati del castel vedevansi andar come sul Corso, tuffandosi, guazzando a anco a anco, luno non men dellaltro agile e bianco. Un giorno il Cuoco, avendo alzato il gomito un poco pi del solito,
3Cfr. G. Couton in introduzione a J. La Fontaine, Favole (1992, pp. 12-15). 4Informazioni tratte da una conversazione con Paul Ellimann (maggio 2011). 5J. La Fontaine, Op. cit. (pp. 218-219). 6Per approfondimenti leggi E. Scarry, Sulla bellezza e sullessere giusti (2001).

27. J. J. Grandville, Il cigno e il cuoco, incisione realizzata per la raccolta delle Favole di Jean de La Fontaine, 1845

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a mezzo della gola prese il Cigno, scambiandolo col Papero, per metterlo tagliato in cazzeruola. Luccel, preso a morir, mosse la voce e pianse un suo dolcissimo lamento. Sorpreso il Cuoco Oh ciel! grida, che sento? Questo non un uccello che si coce. Non sia giammai chio tolga la parola a chi parla in modo che consola . Chi sa bene parlar, se casca male, trova rimedio, e questa la morale.

28. J. J. Grandville, Au giardin des plantes, incisione realizzata per il libro Un autre monde par Grandville, 1844

Il movimento conclusosi con le forme molli di Disney, dai caratteri tipicamente umani del tutto indipendenti dai toni moraleggianti della tradizione favolistica, ma piuttosto incarnati in un antropomorsmo puro che ci ricorda allo stesso tempo lumanit dellanimale e lanimalit delluomo 7, inizi nellopera profetica di Jean Ignace Isidore Grard, meglio conosciuto con lo pseudonimo di J. J. Grandville. Questo caricaturista francese vissuto nella prima met dellOttocento, ha dato valore alla teoria del bello, attribuendo maestosit e autorevolezza tipicamente umane agli animali. Associati in massa alle situazioni comuni della gente appropriatasi delle loro sembianze, Grandville sceglie di mascherarli per smascherarli, rappresentando attraverso di essi il carattere; infatti attraverso lanimale che si potuta riconoscere la qualit del carattere per la prima volta, a cui lanimale ha dato il nome, come Esopo e La Fontaine ci narrano. Berger nel saggio Why look at animals?, riprendendo gli scritti di Derrida, riferisce a tale proposito del nostro modo di osservare lanimale e di riconoscerlo come familiar: luomo diventa allora conscio di s ricambiando lo sguardo, ma allo stesso tempo fa esperienza di unincomunicabilit assicurata dal linguaggio, arma origi7O. De Fornari, Walt Disney (1995, p. 65).

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naria di divisione e perci di esclusione dellanimale, che resterebbe in silenzio, a guardarci. Come guarda, dunque, agli altri animali, a quegli esseri, familiari e misteriosi, con cui cos faticosamente comunica?. 8 Nellallevamento intensivo lanimale non pi considerato nella sua singolarit, ma viene ritenuto parte di una massa indistinta con cui luomo non vuole condividere nulla. In un allevamento di 23.000 polli il veterinario analizza il benessere generale, non lo stato di salute del singolo capo, operazione resa impossibile dal numero elevato di bestie. Le poche occasioni di vicinanza tra uomini e animali da reddito, in cui questi ultimi sono trattati con rispetto, si vericano nellambito di contesti agonistici, gare e concorsi. Ne sono testimonianza le olimpiadi russe per maiali, in cui il maiale assume idealmente le caratteristiche umane dellatleta ed perci venerato invece che macellato. Secondo Alexei Sharshkov, vicepresidente della Sport-Pig Federation, i partecipanti alle maialimpiadi hanno un futuro assicurato: sia che vincano sia che perdano infatti il loro destino non sar il macello, bens la riproduzione. Resta superuo chiedersi come si potrebbe mangiare un campione conosciuto in tutto il mondo, come ha domandato retoricamente Sharshkov durante unintervista. 9 Elaine Scarry ci insegna come la percezione di un oggetto bello sia connessa allurgenza di proteggerlo e difenderlo, anche a causa del suo essere bio-simile ,
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29. Sergei Karpukhin (agenzia Reuters), maiali in corsa ai giochi olimpici di Mosca, 2006

mentre per gli stessi motivi la vista di soggetti in pessime condizioni estetiche genera riuto e disinteresse. Anche il tratto manuale necessario al disegno in un certo senso bio-simile, perch proviene da uno strumento umano la mano unita alla testa e ne rappresenta un prolungamento sico, immediato, mentre il mezzo fotograco resta una protesi sintetica inevitabilmente slegata dal corpo.
Poich la bellezza ci pone ripetutamente faccia a faccia con le nostre stesse facolt creative, noi sappiamo gi dove e come localizzare queste facolt quando una situazione di ingiustizia ci chiama allintervento creativo: non c bisogno che essa, attraverso il piacere, ci guidi effettivamente alla nostra meta. Le due forme indistinguibili

30. Sergei Karpukhin (agenzia Reuters), maiali che giocano a calcio ai giochi olimpici di Mosca, 2006

8 L. Battaglia, Per una bioetica animale (p. 18). 9A mosca giochi olimpici per maiali, in Corriere della sera (aprile 2006). 10E. Scarry, Op. cit. (p. 73).

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di bellezza creatrice (perpetuare la bellezza esistente o originare nuova bellezza) posseggono degli equivalenti nella sfera della giustizia, come possiamo notare nella formulazione data da John Rawls di quello che, da Socrate in poi, noto come largomento dell obbligatoriet della giustizia: noi abbiamo lobbligo, dice Rawls, di sostenere gli assetti giusti dove gi esistono e di farli nascere dove non sono ancora presenti.. 11

Si conferma necessaria una compresenza di attrazione e repulsione per ristabilire il luogo viscerale in cui abita la giustizia, al limite tra lessere umano e lessere animale che, proprio per il suo valore intrinseco, chiede giustizia.
Oggi la condizione di prossimit tra uomo e animale, accresciutasi nel privato ma ancor pi alienata dal sistema industriale, pu rappresentare loccasione per una riapertura del rapporto, a condizione che la posta in gioco tra lanimalit e lumano non sia rappresentata dalla lotta per il dominio di una parte sullaltra, ma dallo sforzo per mantenerle in tensione, affinando la capacit di abitare la distanza, di collocarsi nel tra, di essere tenuti in sospeso, rendendo inoperosa la macchina antropologica. 12

31. Cartello allinterno di un allevamento di galline ovaiole, campagna veneta, 2011

11Ivi (p. 107). 12G. di Marco, Il magnico animale, in L. Vergine e G. Verzotti, Op. cit. (p. 165).

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2.3 Esseri anzich cose

Nonostante le letture affrontate e il materiale abbondantemente visionato che testimonia le conseguenze siche e psicosiche che lallevamento intensivo provoca negli animali, ho preferito recarmi di persona in alcune riserve intensive di cui non avevo ancora avuto unesperienza diretta. Accompagnata da un ispettore veterinario e talvolta dai proprietari degli allevamenti (la gura dellallevatore non pi necessaria per avviare un meccanismo automatizzato) ho visitato alcuni stabilimenti nella provincia di Treviso, in cui decine di migliaia di broiler polli da carne e galline ovaiole convivono per un solo scopo: alimentare il mito della proteina, ma soprattutto, la tradizione culinaria. Dimenticato il terrorismo visivo che abbonda nella rete e non lascia spazio a dubbi di alcun tipo, qui sembra che tutto prosegua nel rispetto delle regole, e che gli animali stiano tutto sommato bene, se si pu considerare benessere la vita accanto a 23.000 simili in unarea chiusa grande poco pi di un campo da tennis. Qualsiasi cosa automatizzata, le strutture sono relativamente pulite ed efficienti, e secondo le buone norme per il benessere gli animali sono apparentemente in salute nonostante qualche gabbia affollata di galline 1 e una primavera perenne, situazione resa possibile grazie a un sistema quasi infallibile di areazione e illuminazione
1Una recente normativa europea vieta lallevamento di ovaiole in gabbia, a partire da gennaio 2012.

32. Galline illuminate articialmente per controllare la produzione di uova, Treviso, 2011

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costanti. Nel caso in cui questo sistema si arrestasse il gas e i reussi delle deiezioni in brevissimo tempo causerebbero la morte di migliaia di bestie, a partire da quelle al piano terra, mi riferisce il proprietario dello stabilimento di galline ovaiole. E n qui potrei tornare a casa rassicurata dal fatto che tutti stanno bene, se non avessi letto che oltre al benessere a braccio, che risulta da un controllo periodico dellispettore veterinario (come gi detto sarebbe impensabile controllare 23.000 polli uno ad uno, perci si assicura che il gruppo sia visibilmente in salute) ci sono innumerevoli cause di stress e potenziali pericoli strutturali insiti anche solo nella biogenetica dellanimale. Ma questo difficilmente intuibile nel ruolo di visitatrice occasionale. Dalle letture affrontate emerso inoltre che per deporre quasi un uovo al giorno (trecento allanno con le attuali tecniche di allevamento a terra e luce controllata) la gallina, ultimissima discendente del Gallus domesticus, stata geneticamente selezionata (e probabilmente modicata) per essere linstancabile deponitrice che oggi conosciamo. E quando la genetica non stata sufficiente a predisporre una macchina da un uovo al giorno, intervenuta la meccanica: ne un esempio la macchina tagliabecchi che taglia e cicatrizza il becco (un organo ricco di terminazioni nervose e necessario alluccello per cibarsi, lavarsi e lisciarsi le piume) per prevenire episodi di cannibalismo una volta adulti, causati dalla convivenza ravvicinata in spazi ristretti. I broiler invece, polli resi efficienti dalla genetica perch producano pi muscolo nel punto preferito dal consumatore il petto hanno a disposizione allincirca un foglio A4 per vivere, vittime di un sistema che soddisfa il mercato ma destabilizza il loro equilibrio: le ossa infatti non hanno il tempo di svilupparsi alla velocit con cui cresce la muscolatura pettorale. Dopo appena cinquanta giorni un pollo giovane ha gia raggiunto le dimensioni opportune per il commercio della sua carne e pu andare dritto al macello. Nel lm Food Inc., un recente documentario sulla produzione intensiva di carni e sementi negli Stati Uniti, lo scenario a cui si assiste va ben oltre il senso bioetico della legislazione europea: in un capanno gestito dallunica allevatrice che ha acconsentito alle riprese, pur mantenendo lanonimato, giacevano migliaia di polli ammassati uno sopra laltro, alcuni dei quali intrappolati nei propri

33. Allevamento a terra di galline ovaiole nella campagna veneta, 2011

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escrementi che, mescolati al piumaggio, ricoprivano il terreno. 2 In Italia, paese regolamentato dalla legislazione della Comunit Europea, il malessere e gli eventuali maltrattamenti sono concentrati e sporadici. Per avere una percezione globale del sistema dallevamento intensivo stato necessario fare riferimento a fonti differenziate, anche provenienti dai rispettivi paesi dorigine, che riportassero fatti attendibili e dati inconfutabili, riscontrabili nella bibliograa della tesi. Jonathan Safran Foer, autore di Se niente importa: perch mangiamo gli animali? ci racconta quel che accade ad esempio in un paese come il Giappone, dove le leggi in materia di diritto animale sono irrisorie e si possono trovare galline e polli da carne allevati in pile di gabbie alte no a diciotto metri 3 :
Non dovrebbe essere responsabilit del consumatore capire che cos crudele e cos benevolo, che cos distruttivo per lambiente e che cos sostenibile. I prodotti alimentari crudeli e distruttivi dovrebbero essere illegali. [...] La nostra reazione allallevamento intensivo in denitiva un test su come reagiamo allinerme, al pi remoto, al senza voce; un test su come ci comportiamo quando nessuno ci costringe ad agire in un modo o nellaltro. Essere coerenti non obbligatorio, ma confrontarsi con il problema si. 4

34. Un pollo dallevamento intensivo, campagna veneta, 2011 2R. Kenner, Food Inc. (2008). 3J. S. Foer, Se niente importa: perch mangiamo gli animali? (2010, p. 21). 4Ivi (p. 285).

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2.4 Sul benessere animale

La questione del benessere animale un tema che ha stimolato riessioni n dai secoli scorsi. Nel 1911 venne emanato il Protection of Animals Act, che dava esempio dei maltrattamenti punibili e indicava le relative pene per i contravventori, estendendo la sua protezione anche agli animali selvatici in cattivit. In epoca moderna, nella societ occidentale si cominciato a parlare concretamente di benessere appena intorno agli anni Sessanta. Un fatto in particolare fu molto importante: la pubblicazione del libro Animali Macchine di Ruth Harrison nel 1964, che poneva laccento sulle condizioni di vita degli animali negli allevamenti intensivi. La reazione dei lettori fu tale da suscitare un grande clamore al riguardo e, in seguito a questo, il governo inglese decise di commissionare un rapporto scientico su questo problema. Tale rapporto, chiamato Brambell Report e scaturito da approfonditi studi di etologia, fu pubblicato nel 1965. Oltre ad essere uno dei primi documenti ufficiali relativi al benessere animale, vi si parla per la prima volta del principio delle cinque libert per la tutela del benessere animale. In riferimento a quanto enunciato dallOms Organizzazione Mondiale della Sanit per benessere si intende lo stato di completa sanit sica e mentale che consente allanimale di stare in armonia con il suo ambiente. Parlare di benessere porta a considerare quello di cui lanimale ha bisogno ed per35. Aleksandras Macijauskas, Al mercato N 27, Lituania, 1970

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tanto diventato usuale parlare del benessere a partire dai bisogni, cio delle condizioni che indispensabile garantire agli animali. Questi bisogni sono stati sintetizzati appunto nel Brambell Report sotto il nome delle cinque libert1 da garantire agli animali: 1) Libert dalla fame, dalla sete e dalla cattiva nutrizione, mediante facile accesso allacqua fresca e a una dieta in grado di favorire piena salute e vigore. 2) Libert dal disagio, che comporta un ambiente sico adeguato, che comprenda ricoveri e una confortevole area di riposo. 3) Libert dal dolore, malattie, ferite e traumi, con prevenzione, rapida diagnosi e la pronta terapia. 4) Libert di esprimere un comportamento specie-specico naturale, fornendo spazio sufficiente, locali appropriati e la compagnia di altri animali della stessa specie. 5) Libert dalla paura e dallangoscia, assicurando condizioni che evitino sofferenza mentale. Esse sono universali in quanto attribuibili ad ogni contesto in cui si trovi lanimale, non esclusivamente agli allevamenti, ed esprimono le necessit fondamentali per gli animali di qualsiasi specie. 2 Anche se non si potuto immediatamente parlare in termini di diritti, il rapporto ha gettato i capisaldi per lo sviluppo di un movimento di pensiero europeo che verte intorno allo studio sui diritti degli animali e cerca di muovere luomo da una visione antropocentrica ad una visione biocentrica. La bioetica ha cercato di capire, a partire dalle neuroscienze, che cos il dolore per gli animali, varando delle norme per la protezione degli animali dallevamento. Nel 1991 a Maastricht, con la riforma del Trattato per la nascita dellUnione Europea stata approvata una Dichiarazione sulla protezione degli animali che riconosce la loro natura di esseri senzienti superando cos la concezione patrimonialistica degli stessi. 3
1E. Moriconi (a cura di), Le cinque libert , in M. Santolci e C. Campanaro, Tutela giuridica degli animali (2010, p. 188). 2Cfr. Ivi (p. 190). 3 Ivi (p. 20).

36. Scuola elementare allaperto Sante De Sanctis per alunni anormali psichici, Milano, 1935/1939

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Per capire in cosa consiste tale protezione opportuno innanzitutto fare una distinzione tra eustress e distress, termini tecnici per indicare stati dansia dovuti a sensazioni di pericolo. Con eustress si intende uno stato di stress limitato, che, stimolando la produzione di ormoni, nel lungo periodo aumenta le prestazioni e la resistenza alle malattie. Il distress invece indica uno stato di stress costante e senza una nalit, che provoca i maggiori danni nellanimale, no alle tecnopatie. Oltre alle malattie da stress, come mastiti (inammazione delle ghiandole mammarie) o zoppie (alterazioni del modo di camminare), come gli umani anche gli animali da reddito manifestano tecnopatie, malattie che si instaurano nellambiente di lavoro, correlate a enormi metodiche di allevamento, eccessive spinte di produzione e spinte selettive. Basti pensare che nella mungitura tradizionale un bovino veniva munto due o tre volte al giorno, in tempi scanditi dalluomo. Negli ultimi anni invece si riscontrato come lutilizzo di macchine mungitrici abbia causato un drastico calo dellincidenza di mastiti, solitamente molto frequenti nella vacca da latte a contatto con luomo. Oggi lanimale non pi costretto dallallevatore a essere munto, ma sceglie autonomamente quando farsi tirare il latte da un robot esente da errori umani. Il contatto con luomo di fatto una delle maggiori cause di stress e un reale pericolo. Alcuni animali dallevamento, su cui la selezione genetica opera da decine di anni, sono talmente vulnerabili che ogni accesso umano esterno nel loro ambiente pu scatenare gravi patologie, se non addirittura epidemie, oltre ad innalzare la tensione, in aggiunta alle altre fonti di stress. Un altra causa di cattivo stress lelevata densit di popolazione, che limita e danneggia le azioni etologiche che normalmente si creano tra gli animali di uno stesso gruppo. Per questi motivi, e per arginare le reazioni scatenanti tipiche degli ambienti sovraffollati, ai pulcini viene tagliato il becco, alle vacche e ai vitelli le corna e, no a poco tempo fa, venivano recise anche le code, i denti e le orecchie dei maiali. Se cera un problema lo si eliminava, tagliandolo o isolandolo per mezzo di gabbie e recinti. Nonostante i tentativi di limitare i danni da stress, pur cercando di mantenere il miglior grado di benessere, non ancora possibile evitare lapice dello stress, il momento in cui lanimale viene abbattuto. Il massimo benessere esiste allo stato libero, ma se ci si trova daccordo con questa asserzione, bisognerebbe abolire qualsiasi tipo di allevamento.

37. Danilo Scarpati, fotograa pubblicata sul settimanale D Repubblica, 2011

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Il progetto Pensare gli animali


Un disegno dovrebbe essere capace di farci credere che non abbiamo mai sentito cantare una rondine prima, o che non abbiamo mai visto limmensit del mare! Eugne Delacroix

3.1 Mostrare Le meraviglie dellistinto

Il progetto epositivo Il progetto Le meraviglie dellistinto nasce da unindagine sullallevamento intensivo che utilizza fonti e strumenti diversi: un blog, 1 testi, illustrazioni e fotograe. I soggetti dindagine sono stati tradotti in illustrazioni, inizialmente esposte in una prima mostra dedicata, dal titolo Le meraviglie dellistinto, in seguito ampliate e riformulate nella collettiva Tavole imbandite e inne raccolte sotto forma di libro illustrato. Entrambe le mostre sono state concepite con la supervisione di Saul Marcadent, un giovane curatore con precedenti esperienze in progetti dimpronta ambientale, e inserite nella programmazione di Treviso Comic Book Festival, un festival di illustrazione e fumetto svoltosi nellottobre 2011. Il percorso espositivo Allingresso della prima mostra un video in loop incipit al percorso espositivo mostrava una cascata di pulcini gialli scorrere sopra la testa dei visitatori diretti al piano superiore, accompagnati da un sottofondo metallico lievemente udibile no al corridoio dingresso. A seguire due installazioni site e size-specic: una zebra estasiata,
1Si veda http://mimesi.tumblr.com, un blog a tema che raccoglie immagini di animali (giugno 2011).

38. Mappa disegnata per la mostra Tavole Imbandite presso il Castello di Roncade, 2011

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tinta con i colori dello spettro e retro illuminata, anticipava il senso del percorso, ma con una nota pi spensierata rispetto al complesso delle opere. A questa seguiva una gallina-pavone dai caratteri affini, stampata su un supporto trasparente sospeso in aria, preludio alla stanza principale. Nel nucleo espositivo una ventina di disegni su carta appoggiati alle pareti circondavano linstallazione pi accogliente, collocata al centro della stanza, che consisteva in un trittico di proporzioni verticali sospeso alle travi del soffitto. Lo spettatore vi poteva passare attraverso, come uttuando, tra gli strati di pesci ammassati gracamente in vasche accennate solo da una supercie trasparente. Il video Giallo, esordio ed epilogo della mostra, in seguito stato riproposto nellatrio del cinema Careni di Pieve di Soligo (Treviso), come anticipazione alla proiezione del lm documentario Food Inc., unindagine recente sul tema dellallevamento e delle colture intensive in America. Lapparato didascalico Per la prima occasione, la mostra introdotta a settembre 2011 presso l Antico Lanicio Andretta a Follina (Treviso), abbiamo scelto di affiancare le didascalie ai disegni, cos da rendere pi chiare le illustrazioni che si rivolgevano a un pubblico presumibilmente poco preparato rispetto al tema dellallevamento intensivo. Nella seconda occasione, la collettiva Tavole imbandite, tenutasi presso il Castello di Roncade (Treviso) a novembre 2011 sul tema dellalimentazione, abbiamo voluto riformulare la modalit espositiva, isolando la parte gurata arricchita stavolta da schizzi e appunti del percorso progettuale dalle note scritte, rese altres disponibili allo spettatore per mezzo di un documento stampato e corredato da una mappa con il quale il visitatore si sarebbe potuto documentare durante o dopo la visione della mostra, anche da casa. Questa seconda soluzione ha arricchito di nuove possibilit il progetto e offerto allo spettatore immagini pi autonome e passibili dinterpretazione, ma meno lineari rispetto alle precedenti, il cui linguaggio gurativo era stato reso inequivocabile dalla specica verbale, necessaria ad un pubblico inesperto.
39. Installazione del video Giallo allingresso della mostra Le meraviglie dellistinto, Follina (Tv), settembre 2011

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41. Alcuni visitatori allinaugurazione della mostra Le meraviglie dellistinto, Follina (Tv), settembre 2011

42. Una parete a tema alla mostra Le meraviglie dellistinto, Follina (Tv), settembre 2011

40. Veduta della sala principale della mostra Le meraviglie dellistinto, Follina (Tv), settembre 2011

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43. Una parete a tema alla mostra Le meraviglie dellistinto, Follina (Tv), settembre 2011

45. Uninstallazione retroilluminata apre e chiude il percorso espositivo de Le meraviglie dellistinto, Follina (Tv), settembre 2011

44. Particolare di uninstallazione alla mostra Le meravilgie dellistinto, Follina (Tv), settembre 2011

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46. Locandina per la mostra collettiva Tavole Imbandite, 2011

47. Una parete allestita per la mostra Tavole Imbandite, Roncade (Tv), novembre 2011

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49. Una parete allestita con i disegni preparatori de Le meraviglie dellistinto alla mostra Tavole Imbandite, Roncade (Tv), novembre 2011

48. Una parete della mostra Tavole Imbandite, impiegata come giaciglio per il disegno in loco della Gallinapavona e come appoggio per altri quadri, Roncade (Tv), novembre 2011

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3.2 Il libro illustrato

Le illustrazioni Per la progettazione del libro di tesi ho voluto riproporre alcuni disegni gi presentati in occasione della prima mostra e ne ho aggiunti di nuovi, in sostituzione a quelli che, nonostante la fedelt al contenuto scritto, non restituivano nulla di pi di ci che mostravano. La lettura di ogni disegno facilitata da due elementi testuali: un breve titolo a margine, che anticipa e carica il senso della gura, e lapparato didascalico posto alla ne del corpus di immagini, che completa la comprensione legandosi al titolo. La collocazione delle didascalie in una sede indipendente, consecutiva alla parte gurata e marcata da pagine color arancio, dettata dallintenzione di concedere allo spettatore una lettura pura delle immagini, le quali senza un precedente descrittivo esplicito facilitano uninterpretazione personale, meno lineare, come era avvenuto nella seconda mostra. L oggetto-libro, proprio per gli elementi che gli sono propri come la successione cronologica di pagine, diversamente limitato rispetto agli spazi espositivi di una mostra, poich scandisce fra le pagine e nella forma ogni sezione tematica, impostando un ordine di lettura dettato dalle scelte dellautore e dal progetto graco. Traslare lapparato didascalico dal progetto espositivo al sistema-libro ha signicato ri-progettare lesperienza dello spettatore. Scegliere di collocare le didascalie
50. Gallinapavona, stampa su pvc installata alla mostra Le meraviglie dellistinto, Follina (Tv), 2011

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verso la ne del volume equivale a chiedergli lo sforzo di non distogliere lattenzione dallampia sequenza gurativa, talvolta ambigua, che le precede, per arrivare a disambiguare le gure tramite il signicato scritto di ogni disegno. Le didascalie La seconda parte del libro concepita per apprendere le motivazioni profonde del progetto, attraverso lincontro del sapere la spiegazione scientica che permette anche ad una persona non conscia del problema (che vede le immagini ma non le capisce) di intuirne le motivazioni profonde. una scelta che trova conferma in quanto affermato da Bonsiepe: Si pu ipotizzare che non esista comunicazione visiva senza substrato verbale [poich essa] si basa sul linguaggio e avviene sempre con uno sfondo verbale, esplicito o implicito.
1

difficile circoscrizione e ancora in fase di studio, 3 ho preferito riassumere in maniera personale le conoscenze acquisite tramite letture cartacee, telematiche e derivate da interviste o incontri con addetti ai lavori per restituire uno sguardo umano all essere animali negli allevamenti intensivi. Nel far questo, com inevitabile che avvenga per ogni tipologia di scelta, stato necessario effettuare lo scarto di alcune informazioni ad esempio quelle concernenti il benessere per favorirne altre riguardanti il malessere. Per esempio, a proposito del pollo, non si trover scritto che la pavimentazione rivestita di segatura morbida adatta alle zampe, ma verr resa nota soltanto la causa del suo malessere, nello specico liperalimentazione e lilluminazione forzata che causano uno sviluppo precoce della muscolatura rispetto alle ossa, determinando un maggior aumento del volume del petto, come richiede il mercato. 4 Gli schizzi Anche se potrebbe sembrare superua, la decisione di mostrare una traccia del percorso progettuale dettata dallimportanza che attribuisco al modus operandi, che non lascia nulla al caso e ha cura di ogni piccolo dettaglio o appunto che possa perfezionare la comprensione del progetto, a posteriori. Gli schizzi sono una miscellanea di disegni preparatori e idee in potenza che potrebbero semplicemente nutrire e denire ulteriormente la trattazione o dirigerla verso questioni altrettanto urgenti. Il pescerete monito alla Gallinapavona che conclude sulla carta il progetto, apre allimmersione successiva.

Per questo motivo, per velocizzare ed esplicitare in modo inequivocabile il collegamento tra i testi brevi e la sezione illustrata, ciascuna didascalia stata affiancata a un pittogramma illustrato (vicino ai titoli gi presenti in ogni tavola) che, fungendo
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da simbolo, rimanda inequivocabilmente ad un insieme (non quel coniglio da me illustrato, ma tutti i conigli) con leffetto di amplicare ed estendere il riferimento, per capirne a ritroso il senso e intuire la vastit di una questione di respiro globale. La scelta di un tipo di specicazione tecnico-scientica per le note descrittive delle immagini, piuttosto che in stile diaristico, avvenuta ritenendo pi opportuno dare lidea di una scrittura ricavata da una documentazione diffusa (siti, blog, visite mirate in loco, testimonianze autorevoli di esperti etologi, veterinari, zootecnici, e allevatori, riviste e manuali) e perci necessariamente condensabile in poche righe di immediata lettura. Nellimpossibilit di determinare una verit assoluta rispetto a un argomento di

1G. Bonsiepe, Dalloggetto allinterfaccia (1995, p. 223). 2A. Sbrilli Eletti, Immagini dense. Le riproduzioni digitali di opere darte come interfacce di esplorazione delle opere stesse, in Contesti culturali e fruizione dei beni culturali, (maggio 2003). Ipotizzando un trasferimento del contenuto su supporto informatico, la funzione del pittogramma verrebbe sostituita da quella del link, che permette di entrare nellimmagine per visualizzarne il senso scritto direttamente con un click.

3Le leggi sui diritti e il benessere animale sono materia di studio in continuo sviluppo. Esse vengono modicate di anno in anno e sono differenti a seconda degli usi e costumi dello stato e del continente a cui si riferiscono. 4Per approfondimenti leggi la sezione III Didascalie.

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3.3 Zoograe: quel che resta degli animali

Allinizio del percorso progettuale, quando ancora non ero certa del mezzo di comunicazione che avrei utilizzato per rappresentare la condizione degli animali negli allevamenti intensivi, nel tentativo di individuare la tipologia di immagini che avrei potuto realizzare e sapendo che erano destinate a un pubblico prevalentemente inconsapevole delle conseguenze dellallevamento intensivo, mi sono chiesta prima di tutto: Cosa potrei tollerare di vedere?. Sulla base di quanto detto nei precedenti capitoli rispetto allinefficacia di immagini spietate che allontanano lo spettatore invece di incuriosirlo, ho scelto di non restituire il dolore animale, n il sangue e nemmeno la morte, ma animali vivi. La percezione ricercata nel progetto simula ironicamente quella dello spettatore acritico, che di fronte allimmagine dozzinale del supermercato ha la placida sensazione che ci che gli viene mostrato sia esattamente ci che accade, ignaro del fatto che si stia vericando invece lopposto. In secondo luogo ho riettuto sulla forma del mio lavoro e ho presunto che lo spettatore avrebbe osservato le immagini con ingenuit, senza percepirne il contenuto ma intuendone allo stesso tempo lambiguit, come se si trattasse di indovinelli. La soluzione scritta posta alla ne si perci resa necessaria a sciogliere ogni dubbio e, casomai, a crearne degli altri. Credo infatti che una delle qualit fondamentali di una buona critica e di una comunicazione efficace, al pari di unopera darte, sia che
51. Schizzo preparatorio di un coniglio per il disegno Pesi piuma, 2011

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essa non dia una risposta esplicita ma, al contrario, ponga dei dubbi. Per i motivi n qui esaminati ho scelto allora di rappresentare gli animali vivi ma senza un paesaggio reale, n articiale n naturale, per denire una situazione in bilico, come in attesa di un intervento. Ho perci cercato qualcosa che facesse parlare gli animali, non con la voce, bens con il disegno, alla ricerca di un dettaglio signicante. La scelta di raffigurare lanimale nel suo ambiente naturale, distante da quello industriale, avrebbe aggiunto una sensazione di estraneit e nito per allontanare ancora di pi il visitatore dalla verit. I luoghi, volutamente omessi, sono appena accennati tramite il colore e la posizione assunta dallanimale. Talvolta la pagina stessa a delimitare il suo ambiente, per questo motivo il pollo, che ha a disposizione allincirca le dimensioni di un foglio A4 per vivere, se ne sta in bilico sul suo petto abnorme, nello spazio del foglio, vittima di un sistema che soddisfa il mercato ma destabilizza il suo equilibrio; le ossa infatti non hanno il tempo di svilupparsi alla velocit con cui cresce la muscolatura pettorale, perci il portamento risulta goffo. La situazione ibrida raffigurata, circondata da spazio bianco, anche dovuta alla mancanza della luce naturale, sostituita negli allevamenti da unilluminazione articiale (associata al foglio bianco), che una costante dei sistemi utilizzati per controllare lumore e imbrogliare il ritmo biologico degli animali. Non c paesaggio per animali che non vedono quasi mai il sole, ad eccezione forse di qualche pecora e capra, ancora legate a soluzioni estensive. Lunico sprazzo di natura concesso al disegno serve appunto per identicare le stagioni e suggerire che tutte le pecore vengono tosate allinizio dellestate, ma solamente per quelle destinate al macello si ripete loperazione di tosatura, dato che nella stagione fredda non potrebbero sopravvivere senza lana. In altre occasioni lanimale non propriamente a gura intera, ma lo percepiamo smembrato in tante parti, frammentate dai mezzi utilizzati per controllarne il comportamento o per limitarne le reazioni in situazioni di stress. Ad esempio il becco del pulcino fratturato esattamente sulla piega della pagina, sfruttata come un tagliabecchi, attrezzo utilizzato per spuntare e cicatrizzare la parte mutilata delluccello. Qualche pagina dopo le vacche da latte a ne carriera, trasportate in camion diretti

al macello, sono metaforicamente sezionate dalle aperture modulari del camion, nel viaggio verso la disintegrazione. In ultima analisi, poich una delle caratteristiche della trota di catturare il cibo a vista, questi pesci, che ben si adattano alle vasche per itticoltura, sono sovrapposti in multistrati asttici grazie alla trasparenza del foglio, su cui il mangime galleggia in modo gurato. A differenza dei modi di molti illustratori contemporanei e della grande tradizione gurata di Grandville e Disney, che danno voce allanimale attribuendogli fattezze umane, nel tentativo di mostrare lanimale puro, senza alcuna umanizzazione, ho preferito esaminarne le debolezze per trasformarle in forze, come se, in un gioco di fusione e resistenza allautomatismo della macchina industriale, lanimale conquistasse un istinto di sopravvivenza rinnovato. Una costante di alcune gure precisamente la simulazione poetica di un sentimento di ribellione, come se lanimale riscattasse ci che gli stato sottratto, con modi delicati. il caso della gallina-pavone che si riappropria delle proprie uova e se ne vanta, facendo il verso al portamento ero delluccello ornamentale. Oppure delloca ingozzata forzatamente per la produzione di pat de foie gras, che rigurgita il troppo cibo ingoiato sotto forma di canto liberatorio. I conigli riutano lidea di essere identicati solo dal proprio peso e ci illudono che sia nullo o impalpabile come il loro manto. La testa del gallo forma un tuttuno con la mascherina che prima gli nascondeva la vista, pronta a duellare con lavversario. Alcuni maiali approcciano cauti il proprio sostituto giocattolo in un gioco di identit impari, mentre invece altri simili scelgono di boicottare la convivenza coatta, facendo in apparenza perdere le proprie tracce. Allo stesso modo il vitello esce dal perimetro ristretto, necessario alla crescita delle carni anemiche, e lascia i segni della sua presenza fugace. Le immagini pi autenticamente gurative, descritte di seguito, esprimono la condizione dellanimale in modo esplicito, affidandosi alla tensione del tratto piuttosto che ad allegorie di senso. Cos le zampe della gallina avvinghiate alla gabbia che la trattiene, il ventre della chioccia che cova ventuno uova accanto a unincubatrice che ne contiene trecento, una luce articiale che riscalda i pulcini appena nati al posto della madre e una scia di cuccioli che precipitano gi dal nastro trasportatore sono una raffigurazione fedele di ci che accade loro nel mondo reale.

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Conclusione Presagi

Lultimo pensiero per cui vale la pena meravigliarsi riservato allunico allevatore rimasto, protagonista di una storia catastroca che riguarda ancora noi, anche se distante. Unico superstite alle radiazioni del reattore della centrale nucleare di Fukushima in Giappone, Naoto Matsumura si fermato ad occuparsi degli animali rimasti nella zona di esclusione, che comprende un raggio di venti chilometri intorno alla centrale, unarea totalmente vietata alla popolazione. Dato che per gli animali non era previsto alcun piano di evaquazione, lagricoltore, ultimo di una famiglia che da generazioni coltivava la terra, incurante della contaminazione ha continuato a dare il latte ai vitelli che le madri non sapevano pi allattare, ha munto le mucche, nutrito gatti e cani vagabondi per le strade deserte. Come nel racconto apocalittico di un luogo placido abitato solo da animali abbandonati, mentre gli uomini fuggono da armi, acciaio e malattie,1 si sta vericando un gioco di opposti per cui gli animali lottano per la sopravvivenza alimentandosi dei prodotti della terra rimasti e i loro antagonisti umani vanno in cerca di riparo verso i macelli vuoti della periferia. Mentre tutti gli allevatori sono stati rimborsati dal governo per la perdita del bestiame,
1J. Diamond, Armi acciaio e malattie (2000).

52. Cabina-ufficio presso lo Smitheld Market, il mercato della carne di Londra, 2011

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gli animali sono stati sterminati dallindifferenza, ma se vero che la maggior parte di loro sono stati dimenticati e moltissimi si sono gravemente ammalati, altri sono miracolosamente sopravvissuti con il loro istinto, o questa volta, grazie a quello di un uomo solo. Poco pi distante, un uomo di un altro tempo, mirabile anchesso, ci offre lo sguardo dellanimale tremante che, in un istante senza tormento, proietta pace sulluniverso:
Avete mai vista una lepre, di mattina, uscire dai solchi freschi dellaratro, correre per un tratto su largento della brina, poi arrestarsi nel silenzio, sedersi sulle zampe di dietro, drizzare le orecchie, guardare lorizzonte? Sembra che il suo sguardo pacichi lUniverso. La lepre immobile che contempla i campi fumanti, in una tregua della sua perpetua inquietudine! Non si potrebbe immaginare un pi certo indizio di perfetta pace allintorno. In quellistante, un animale sacro che bisogna adorare2

Se avessi avuto il coraggio di mostrarvi la realt voi non avreste avuto la forza di digerirla. Ecco perch vi mostro i miei disegni, sperando che andiate a cercarla.

2G. DAnnunzio, Il fuoco, in Tutte le opere, vol. II, Mondadori, Milano (1978, p. 745), cit. in G. Bachelard, La poetica dello spazio (2006, p. 243).

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Le fonti
Nel mondo degli esseri viventi non esistono cose, ma solo relazioni Gregory Bateson

Bibliograa
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23 Macjauskas Aleksandras, http://www.photoeye.com/Gallery/forms/Pages_MaxEnlarge/image1.cfm?imageposition=11&id=99411&Portfolio=Portfolio1. 24 Mognol Sara. 25 Ibidem. 26 Bertocchi Tiziana e Rino Rocca, Osserviamo e sperimentiamo, G. DAnna, MessinaFirenze, 1971, p. 104. 27 Grandville J. J., La Fontaine Jean de, Favole, Rizzoli, Milano, 1993 , p. 28.
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47 Ibidem. 48 Ibidem. 49 Ibidem. 50 Ibidem. 51 Ibidem. 52 Ibidem.

28 Grandville J. J., Un autre monde par Grandville, Fournier, Paris, 1844, p. 111. 29 Sergei Karpukhin (Reuters), http://www.corriere.it/gallerie/2006/04_Aprile/12/ maiali.shtml. 30 Sergei Karpukhin (Reuters), http://www.corriere.it/gallery/Esteri/vuoto.shtml? 2006/04_Aprile/maiali/1&8. 31 Mognol Sara. 32 Ibidem. 33 Ibidem. 34 Ibidem. 35 Macjauskas Aleksandras, Diversi, gay e sbornie & coppie imbarazzanti, Phototeca, n. 6 (giugno 1982), p. 191. 36 Banca dati Indire, http://www.indire.it/cgi-bin/diapftcgi3?dbnpath=/isis3/dati/ dia/immag&mfn=18234&formato=Completo&unico=1&le_header=/archivi/dia/ header.php. 37 Scarpati Danilo, In quota: facce fresche, teste calde, D Repubblica n. 757 (settembre 2011), p. 181. 38 Mognol Sara. 39 Ibidem. 40 Ibidem. 41 Ibidem. 42 Ibidem. 43 Ibidem. 44 Ibidem. 45 Ibidem. 46 Ibidem.

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Ringraziamenti
Un grazie a tutti coloro che hanno reso possibile Le meraviglie dellistinto, in particolare a: Il Comune di Follina e tutti i suoi membri, che hanno contribuito a rendere concreto il progetto espositivo ospitandolo e avvicinandolo al pubblico. Daria, per lappoggio costante, le cenette, e per avermi aiutato a scegliere solo dieci tra pi di centocinquanta schizzi, quattro tra pi di quaranta carte e una tra mille idee iniziali. Diego per il suo spirito critico, le griglie (?), gli anni 60 e per aver nalmente capito cosa si nasconde dietro la misteriosa immagine della Gallinapavona. Elisa, per la sua amicizia e il suo cuore. La mia Famiglia, per esserci sempre. Giorgi, per il suo entusiasmo travolgente ed essere una vegetariana allo stesso tempo. Giovanni Anceschi, per laver condiviso la sua sapienza e per la rara capacit di dare nome alle cose. Luca Gaspari, esemplare ispettore veterinario impegnato nella causa per il benessere animale, per aver saputo darmi gli strumenti per capire e rispondere a domande che non credevo avessero una risposta. Marco, per laiuto nel video e il supporto ironico e morale, nonostante sia un irrinunciabile carnivoro. Maura, per il suo immenso sapere archeo-zoologico e per avermi fatto scoprire la Capra ibex e i nomi degli animali tutti, quando ancora non avevo idea di questa tesi. Michela, per la preziosa condivisione di idee, il coinvolgimento dimostrato, e per laver detto una volta: Scusa Sara, scusa mondo, scusa pianeta, ma io stasera mi mangio una bistecca. Paul Ellimann, per i suoi consigli e per la ducia riposta nel mio metodo di ricerca, come quando mi disse: You are a vegetarian, you can do the best work about meat! Saul, per aver creduto nel mio progetto quando ancora era in fase embrionale e avergli dato forma in una mostra come mai avrei potuto immaginare. Tutti gli organizzatori di Treviso Comic Book Festival, il Castello di Roncade (Tv) e il Cinema Careni di Pieve di Soligo, per aver dato appoggio e visibilit al mio lavoro. Inne, vorrei ringraziare anche tutti gli animali per essere conforto e soggetto prediletto nelle mie ricerche, ma non faccio nomi perch sarebbero troppi.

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II

Prefazione
Le ritrovo ora, a distanza di qualche mese, e le guardo con occhi diversi. Sono decantate in un foglio e dietro il display, alcune si sono inttite di dettagli, altre semplicate, altre ancora non sono mutate affatto. Una su tutte la gallina orgogliosa delle sue uova continua a sintetizzare lintero progetto, tacendo o svelando, con leggerezza, contenuti grevi. Le illustrazioni di Sara abitano una zona franca, dove la lettura non mai univoca e lo spettatore ha molta libert. Le ho immaginate, n dallinizio, come una costellazione, in cui ogni parte in stretta relazione con lintorno e la vicinanza degli elementi dettata da un ordine personale, emotivo. Liberate dalle note didascaliche che accompagnavano la mostra, sono, allinterno di questa pubblicazione, affiancate da titoli sintetici, che sostengono linterpretazione. Le didascalie, raccolte alla ne, diventano un dispositivo di approfondimento. Ogni disegno sottende una pratica, pi o meno barbara, adottata nellallevamento intensivo. Al centro lanimale e, attorno a lui, pochi elementi un rullo, la griglia, i petali, i occhi di neve utili per contestualizzarlo, inserirlo in un paesaggio. Mi piace pensare Le meraviglie dellistinto come un progetto mobile articolato in illustrazioni, fotograe, contributi testuali che non ha la pretesa di formulare risposte o urtare il sentimento collettivo. una ricerca che si mette in gioco di volta in volta, aperta verso lesterno, in cui gli animali illustrati, come lo spettatore, restano in attesa.

Saul Marcadent Marzo 2012

Gallinapavona

Un uovo al giorno

Fil di ferro

Prove di volo

Pica pica

Ventre

Petto di pollo

Il duello

Tracce di zampe

I giocattoli

M di mulesing

Primavera-estate / Autunno-inverno

Pesi piuma

Magie de foie gras!

Ruggine

Il mercante di latte

Piscina di pesci

III

Un uovo al giorno Si chiama incubazione la cova delle uova, da una parola latina che, letteralmente, signica coricarsi sopra. La gallina nellaia depone, in genere, 150 uova lanno e ne cova una ventina, cio quelle che pu coprire e scaldare con il suo corpo. Le moderne incubatrici e schiuditrici ne simulano il comportamento mantenendo condizioni di calore e umidit costanti. Sono per pi economiche, capienti e comode dato che i pulcini nascono tutti nello stesso istante e pi rapidamente.

Fil di ferro LEuropa ha bandito le gabbie di batteria dal 1 genaio 2012. Nel resto del mondo le galline ovaiole sono ancora costrette a vivere in gabbie metalliche che misurano 22x22.5 cm, collocate una sopra laltra in pile alte no a 15 metri. Le zampe possono crescere deformi a causa dellimmobilit e del continuo contatto con la griglia per defecazione.

Prove di volo Appena le uova si schiudono i pulcini vengono trasferiti sul nastro trasportatore per effettuare la sessazione, ovvero la divisione tra maschi e femmine. Differenziati in base al colore del piumaggio o per la dimensione delle ali, i pulcini maschi vengono distrutti perch la razza, geneticamente selezionata, predisposta a formare galline ovaiole e non polli da carne.

Pica pica La pratica del taglio e cicatrizzazione del becco viene inferta a pulcini di un giorno, ma pu essere ripetuta anche in una gallina di sette settimane per minimizzare la pica, ovvero il beccarsi a vicenda a causa della vita in cattivit. La lama rovente passa attraverso il tessuto rendendo disabile lanimale, che non pi in grado di mangiare, bere, pulirsi il becco e lisciarsi le piume normalmente. La pratica lascia scoperti terminali nervosi che provocano un dolore cronico o la morte a causa dello shock.

Ventre A imitazione del calore provocato dalla chioccia viene usata una lampada a raggi infrarossi che riscalda i pulcini dal primo al quindicesimo giorno di vita.

I giocattoli Per evitare manifestazioni aggressive vengono introdotti nei porcili i cosiddetti giocattoli per maiali, espedienti come vecchi copertoni, tronchetti di legno, giochi a spinta e palle gonabili ad acqua, che possono essere ingrandite man mano che i suini crescono.

Petto di pollo I polli sono costretti a vivere a migliaia in capannoni illuminati articialmente per 18-20 ore al giorno. Ciascuno ha a disposizione unarea inferiore a 20x30 cm che rende loro difficile anche coricarsi. Il ritmo giorno-notte alterato dalla luce ininterrotta che induce loro a mangiare di continuo in modo che, in breve tempo, singrandisca maggiormente il petto, come richiede il mercato. Un animale di medie dimensioni pu essere macellato appena dopo 40-50 giorni di vita; normalmente vivrebbe anche tre o quattro anni. Queste condizioni causano difficolt motorie nel pollo che, sbilanciato a causa del peso raggiunto in tempi brevi e dellincompleto sviluppo delle ossa, non riesce a sostenersi sulle zampe.

M di mulesing Nelle razze di lana pregiata, soprattutto la lana Merino, per isolare il manto dallano affinch non sia danneggiato dagli escrementi o infetto da parassiti viene praticato il cosiddetto mulesing, unincisione che forma una cicatrice su cui non possa pi ricrescere la lana. Alla pecora, bloccata a testa in gi con delle sbarre di metallo, vengono tagliati i lembi di carne viva dellarea perianale, talvolta assieme alla coda, lasciando rimarginare i tessuti vivi e sanguinanti. Lintervento praticato con un coltello e senza alcun tipo di anestetico o disinfettante. Alcuni animali, che non sopportano la tortura, muoiono, ma la cosa risulta ininuente per il mercato visto lelevato numero di capi e la convenienza del trattamento.

Il duello I galli, costretti alla convivenza ravvicinata, tendono a fronteggiarsi, ferendosi a morte con il becco, attratti dal rosso attorno agli occhi dellavversario. Speciali paraocchi di plastica ne impediscono la visione frontale, evitando il confronto diretto. Non riuscendo a mettere bene a fuoco lavversario i galli sono costretti a guardare di lato; questo li rende pi cauti e allevia il loro appetito poich il piccolo foro presente nei paraocchi permette loro di nutrirsi, ma la vista risulta annebbiata.

Primavera-Estate / Autunno-Inverno La tosatura delle pecore, che un tempo si praticava solo in estate, viene ora ripetuta a ne settembre: i capi destinati al macello sono tosati completamente, agli altri lasciato uno strato di lana sufficiente per difendersi dal freddo dellinverno. La tosatura non indolore: le pecore ricevono ferite dovute alle forbici e alla tosatura meccanica.

Tracce di zampe I suini amano stare allaria aperta e rotolarsi nel fango. A causa della convivenza ravvicinata in spazi ristretti sviluppano la tendenza a mordersi le orecchie e strapparsi la coda a vicenda.

Pesi piuma Il numero di conigli per gabbia regolato da leggi di mercato poich non vengono conteggiati a capo, ma a peso di carne macellata. Se il mercato richiedesse pi carne di coniglio, pi animali verrebbero stipati nelle gabbie. Gli allevatori utilizzano bilance pesa-conigli nelle quali vengono pesati vivi e poi venduti.

Magie du foie gras! Le oche e le anatre destinate alla produzione di foie gras vengono chiuse in gabbie di rete metallica delle dimensioni di 25x15 cm che ne impediscono i movimenti e le privano delle pi elementari esigenze naturali. Gli animali, inoltre, hanno le ali amputate. Per la produzione del pt de foie gras letteralmente fegato grasso le oche vengono alimentate forzatamente dalle tre alle otto volte al giorno con la tecnica del gavage. La pratica consiste nellinlare nella gola delloca una poltiglia di mais cotto e salato del peso di 400-500 grammi pari a duecento porzioni di pasta al giorno per un uomo adulto attraverso un tubo metallico lungo 28 cm che provoca soffocamenti, lesioni e fratture del collo con conseguenti malattie degenerative. Unoca viene alimentata nch il suo fegato si ingrandisce dieci volte pi della sua dimensione naturale. Dopo quattro mesi, quando raggiunge le dimensioni utili, si procede alloperazione di sgozzamento per mezzo di un colasangue.

Il mercante di latte Le vacche da latte, in particolare la razza Frisona, sono costrette a produrre 40-70 litri di latte al giorno. Questo provoca dolorose mastiti alle mammelle, troppo sviluppate e sottoposte quotidianamente a sforzi eccessivi. Per prevenire la formazione di mastiti alla vacca vengono somministrati antibiotici che si concentrano nel latte, destinato esclusivamente allalimentazione umana. Al vitello appena nato non consentito nutrirsi del latte della madre cosa che priverebbe lallevatore di met della produzione giornaliera ma viene isolato dopo pochi giorni e alimentato con latte in polvere. Quando la vacca ha tre o quattro anni e la produzione di latte diventa insoddisfacente oppure mostra segni di patologie, viene mandata al macello. Il trasporto avviene tramite un camion su cui caricata a forza, trascinata con catene o sollevata e scaricata con mezzi meccanici, se non in grado di salirvi da sola. Lanimale vivrebbe in media dai 18 ai 25 anni.

Ruggine Quando nascono, ai vitelli viene inferta una scossa nel punto in cui dovrebbero crescere le corna, cos, da adulti, possono inlare la testa fra le sbarre per nutrirsi senza impedimenti. Costretti a vivere in gabbie molto strette, larghe 80 cm e lunghe 160 cm, quando raggiungono i 90 cm di altezza al garrese parte alta della spalla per loro difficile coricarsi a dormire. A questo si aggiunge che i vitelli poggiano le zampe sul cemento e ci provoca fastidi alle articolazioni e rende faticosi i movimenti. La quasi totale immobilit e lalimentazione carente di ferro sono indispensabili per mantenere anemiche, cio pallide, le carni dei vitelli da carne bianca, come richiede il mercato. Non a caso le loro gabbie non sono in materiale metallico ma di legno o plastica, per evitare che leccando il metallo possano sopperire alla mancanza di ferro, il che renderebbe il colore della carne pi rossa e meno vendibile.

Piscina di pesci La trota esige acque fresche, abbondanti e limpide in vasche relativamente poco estese. Fresche perch ha bisogno di molto ossigeno, abbondanti e limpide perch cattura il cibo a vista. Pu crescere in ambienti totalmente articiali poich dotata di stomaco e quindi capace di digerire il cibo non naturale. Allo scopo di ridurre la contaminazione causata dalle acque, i pesci spesso vengono privati del mangime nei giorni o nelle settimane che precedono la macellazione. Anche linseminazione articiale: lallevatore la provoca premendo la trota affinch siano espulse le uova che in natura sarebbero fecondate spontaneamente.

IV

2012 Sara Mognol http://www.saramognol.com

Testi composti in Archer, Hoeer & Frere-Jones, 2001 Finito di stampare nel mese di marzo 2012 presso Papermedia, Treviso