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Radicati nella fede

foglio di collegamento della chiesa di Vocogno e della cappella dell’Ospedale di Domodossola dove si celebra la messa tradizionale

ANNO

VII

GENNAIO

2014 N.

1

Tutto, praticamente tutto viene permesso, tutto eccetto la Tradizione.

Editoriale

potrà liberare la tradizione dal suo confino. Piuttosto

staranno senza preti, piut- tosto chiuderanno le chiese, ma non permette- ranno a un sacerdote tradizionale di celebrare la messa di sempre.

Quanti preti erano pronti a passare alla Tradizione, quanti erano seriamente interessati a riappropriarsi di ciò che è il più profondo patrimo- nio della Chiesa,

Dopo il coraggioso e, nello stesso tempo, timido gesto di Benedetto XVI, costituito dal motu pro- prio del 2007, si è assistito ad una costante

opera di “confino” della Tradizione della Chiesa. Il Santo Padre disse che la Messa antica non fu mai abolita. In qualche

modo confermò che non si può abolire, per- ché l'Autorità nella Chiesa serve a custodi- re la Tradizione come fonte della Rivelazione, così come serve a custodire la Sacra Scrittura, e non può mai far da padrona su di esse; se facesse da padrona, l'Autorità non sarebbe quella voluta da Nostro Signore e si configurerebbe come autoritarismo. Ebbene, dopo il motu proprio Summorum Pontificum, le varie curie diocesane si impegnarono in una instancabile opera per

fermare, arginare, con- finare qualsiasi tentativo di ritorno alla gloriosa Tradizione della Chiesa, in campo sia liturgico che dottrinale. È stato il boicottaggio totale della volontà del Papa, volontà che poi era un semplice atto di giu- stizia: non si può abolire la Messa che la Chiesa ha celebrato per quindici secoli e che ha fatto i

Santi.

Nemmeno la terribile mancanza di preti, cui assisteremo in questi anni, nemmeno questa

di preti, cui assisteremo in questi anni, nemmeno questa quanti chiesero di imparare la Messa antica.

quanti chiesero di imparare la Messa antica. Poi, come mannaia implacabile, la scure scese su coloro che con gioio- sa semplicità iniziaro- no a celebrarla: pro- cessi canonici, rimo-

ecc

zione dalle parroc- chie, sottili accuse di

la

storia la conoscete. Così il gelo cadde sui sacerdoti, molti dei quali giovani, che sognavano già di poter dire salendo

scisma!

all'altare “Introibo ad

E che

dire dei chierici? “Se ami la Tradizione sei

altare Dei

”.

pericoloso e non puoi essere ordinato per questa “Chiesa”, questo è il refrain dei superiori dei seminari obbedienti ai loro vescovi.

Un gelo tremendo è così calato su una primave-

ra possibile per le anime, dei sacerdoti prima e

dei fedeli poi. Il Papa aveva sperato in un cambio

di clima nella Chiesa, ma la vecchia guardia,

fatta di ex- sessantottini oggi nelle curie diocesa- ne, non ha permesso alcunché.

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I preti amanti della Tradizione si sono rinchiusi in un mutismo prudenziale, i seminaristi in una “apnea” di coscienza per poter giungere alla sospirata ordinazione, illusoriamente convinti che le cose cambieranno quando saranno preti.

Ma è normale tutto questo? No di certo, non è normale nella Chiesa!

Tutti questi signori che osteggiano la Tradizione e la impediscono con strani bizantinismi, sono ancora preoccupati per la salvezza delle anime? Vogliono ancora fare il Cristianesimo? O aspira- no a qualcosa di diverso? E se è così perché occupano la Chiesa di Dio?

Hanno promosso una nuova religione con dei timidi riferimenti al Cristianesimo di un tempo. Hanno lavorato, spendendo notevoli soldi!, per una trasformazione del Cattolicesimo in una reli-

gione presentabile nei salotti della cultura; si per- dono dietro un dipinto da restaurare o dietro un testo da commentare, ma sono assenti sul

campo

gono tutti i giorni all'altare, perché impegnati in

non vanno in confessionale e non sal-

qualche progetto culturale.

Sono ancora preoccupati che le anime si acco- stino ai sacramenti? Reputano ancora i sacra- menti necessari alla salvezza, o sono solo preoc- cupati di fare “comunità”, sostituendo la struttura all'essenziale, cioè a Dio?

Ci auguriamo di tutto cuore che il nuovo anno porti due cose:

1. Un sussulto di coraggio in tutti quei preti e seminaristi che stanno soffrendo per una chiesa sempre più nemica del suo passato. Vorremmo dire loro “Cosa aspettate a ribellarvi? Sì, a ribel- larvi per obbedire a Dio! Considerate l'esito di questa Chiesa malamente ammodernata, consi- derate la grande tristezza che ha prodotto e obbedite gioiosamente a Dio. Solo così servirete

con

Tradizione.

amore

la

Chiesa,

perché

la

Chiesa

è

2. Un ravvedimento in coloro che hanno così osteggiato la Messa tradizionale e l'hanno confi- nata. Sappiamo che non tutti sono in cattiva coscienza. A loro vorremmo dire “lasciateci fare l'esperienza della Tradizione”, dateci le Chiese, permetteteci la cura delle anime e poi venite con tutta semplicità a considerare i frutti. Avete dato le chiese anche agli ortodossi scismatici, pubbli- cate anche gli orari di culto degli eretici prote- stanti, quando farete uscire dal limbo la Messa di sempre? Cosa direbbero i vostri vecchi parroci, i vostri nonni e i santi di duemila anni di cristiane- simo?

Perdonateci se vi abbiamo parlato in tutta schiettezza, non vogliamo offendere nessuno ma suscitare un sussulto di coscienza: nelle situazio- ni drammatiche non c'è tempo per i convenevoli.

Che l'anno 2014 possa smuovere, per grazia di Dio e per la preghiera di molti, dal torpore tante anime sincere.

Che l'anno 2014 possa smuovere, per grazia di Dio e per la preghiera di molti, dal
Gli incontri di Dottrina Cattolica per il mese di gennaio: INCONTRI DOTTRINA CATTOLICA venerdì 10
Gli incontri di Dottrina Cattolica
per il mese di gennaio:
INCONTRI
DOTTRINA CATTOLICA
venerdì 10 e venerdì 24
ore 20.30 Sala Parrocchiale Vocogno

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San
San

to Natale

2013

“Carissimi, in questa Notte la Chiesa ci chiede di vegliare. Ci chiede di non dormire e di veglia- re. È sempre stato così da secoli e secoli. Lo era anche quando la vita era molto più dura di oggi. Sapete bene che le persone si alzavano sempre, al massimo, alle quattro del mattino, anche il giorno di Natale, quando si viveva con semplicità della terra e dell’allevamento. Non c’era giorno di riposo: si santificava il giorno del Signore, ma occorreva fare le cose almeno indi- spensabili. Anche allora e più di oggi, tutti vegliavano come abbiamo fatto noi, iniziando con le vigilie di Natale che hanno preceduto la Messa di mezzanotte e che sono terminate con il canto del Te Deum portando la santa immagi- ne del Bambino Gesù nel Presepio solenne- mente, e con la Messa adesso di mezzanotte.

È la Messa della Notte, la prima Messa di Natale. Domani ci sarà la Messa solenne anco- ra, del giorno. All’aurora i sacerdoti, personal- mente, celebrano la Messa, appunto dell’auro- ra. Ma la Chiesa ha chiesto sempre a tutto il popolo di vegliare, perché quando capita il fatto più importante della storia, che è la nostra sal- vezza ad opera dell’Incarnazione di Nostro Signore Gesù Cristo, Dio stesso disceso sulla Terra, quando capita il fatto che cambia tutta la

storia dell’umanità e può cambiare la tua vita, non è possibile dormire. Permettetemi: mi viene tristezza quando per star comodi occorre antici- pare anche la Messa della Notte di Natale, que- sta non è la cristianità. La cristianità veglia. La cristianità attende la nascita del Salvatore con trepidazione, con amore, con commozione, come desideriamo fare noi in questa Notte santa.

Dalla notte di Betlemme, dalla nascita di Dio nel tempo, dall’Incarnazione del Figlio Unigenito di Dio fatto uomo per noi, nato da Maria per opera dello Spirito Santo, nato a Betlemme in quella grotta, la storia dell’umanità è cambiata. E noi lo ricordiamo questo fatto con il contare gli anni dalla nascita di Cristo. Fratelli, questa non è una cosa da prendere come sem- plice abitudine. Il mondo cristiano, la civiltà cri- stiana, conta gli anni da Gesù Cristo, dalla nascita di Cristo a Betlemme. E noi siamo nel- l’anno del Signore 2013 dalla nascita del nostro Redentore. Si contano gli anni perché nulla da quella Notte santa è più come prima. Ed è terri- bile vedere – perdonatemi - vedere dei calenda- ri, anche stampati da associazioni cattoliche, dove a fianco agli anni dalla nascita di Cristo bisogna contare gli anni dalla nascita di falsi

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Radicati nella fede pag. 4 In alto: tre foto dell’Ufficio vigiliare e posa del Bambin Gesù
In alto: tre foto dell’Ufficio vigiliare e posa del Bambin Gesù nel Presepe, durante il
In alto: tre foto dell’Ufficio vigiliare e posa del
Bambin Gesù nel Presepe, durante il canto del Te
Deum. In basso: inizio della Santa Messa.

profeti. La cristianità è opera miracolosa del Signore, è opera della tenerezza di Dio ed è stata data a noi, a noi cristiani, e va custodita.

Allora fratelli, dobbiamo riconoscere la gran-

dezza di questa Notte: prima per il mondo inte- ro. Ripeto, è una civiltà che nasce dalla nascita

di Gesù a Betlemme e, vedete, tutte le grandi

grazie del Signore sono avvenute in questa

Notte santa. Le grazie date alla vita dei santi. Se voi passate la vita di tutti i santi, hanno rice- vuto veri e propri miracoli spirituali nonché fisi- ci, nella notte di Natale. Non è il momento di parlare a lungo, ma a me viene in mente una delle tante sante della cristianità. Ne avete l’im- magine sotto il quadro dell’Immacolata, qui di fronte al pulpito: Santa Teresa di Lisieux, Santa Teresina del Bambin Gesù. Ebbene, se andate a leggere la biografia che lei ha scritto della sua vita, nella notte di Natale - era una fanciulla - per lei cambiò tutto. Per una grande sofferenza, che diventò una grande grazia che il Signore le diede, da bambina fragile e incapace di affron- tare la vita, divenne una donna grande che tutta

la cristianità oggi prega; è diventata addirittura

patrona delle missioni cattoliche di tutto il mondo. Ma non solo la vita dei santi, la vita di tutto il mondo cattolico è sempre rinata nella notte di Natale. Mi permetto di ricordare un grande fatto della storia: si era nell’anno 800

dopo Cristo. In quel Natale il re Carlo Magno venne incoronato da Leone III, Sommo Pontefice all’epoca, nella Basilica Vaticana. Quel re aveva riportato a Roma il papa, l’aveva rimesso sul soglio di Pietro perché governasse la cristianità, e il papa riconoscendo la Provvidenza di Dio, in quel Natale, celebrando

la Santa Messa sull’altare di San Pietro, bene-

disse la corona d’oro e la pose sul capo del re Carlo che divenne Imperatore del Sacro Romano Impero. Perché dirvi questa cosa? Perché da quella grazia cambiò il mondo, cam- biò l’Europa, perché grazie ai re cattolici la Chiesa si diffuse in tutto il mondo. Fu tutto un nascere di monasteri, di opere cristiane di cari- tà, di diocesi, di parrocchie, di grazie innumere- voli che, grazie al papa e al re cristiano, si diffu- se in tutto il mondo.

Allora fratelli, dobbiamo renderci conto che anche per noi personalmente, in questa Notte

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santa, può avvenire qualcosa di grande. Io vi supplico, non prendete come retorica o come abitudine quello che sto dicendo. Chiedo la gra- zia al Signore che vi sia concessa questa coscienza: Gesù Cristo è qui per la vostra sal- vezza, per la salvezza delle vostre case, per la salvezza della vostra persona; è qui per la sal- vezza del nostro popolo. Occorre però fare spa- zio al Signore, occorre dirgli di sì, occorre sen- tire il dolore dei nostri peccati e desiderare che Nostro Signore Gesù Cristo, nato a Betlemme, nasca e entri anche nella nostra vita e rinnovi tutto. Non c’è niente d’impossibile a Dio, non c’è peccato che non possa essere perdonato se tu pentito ti confessi, non c’è, non c’è male che non possa essere distrutto dalla misericordia del Signore. Allora fratelli, domandiamo questa grazia e se non abbiamo ancora fatto una buona confessione facciamola in questi giorni, perché il Signore possa salvare la nostra vita e, salvando noi, possa irradiare intorno a noi il bene che Lui è venuto a portare.

Fratelli, se non contiamo gli anni dalla nascita del Signore, noi personalmente, - e contare gli anni dalla nascita del Signore vuol dire non dimenticare Cristo nella nostra vita - se noi non contiamo gli anni dalla nascita del Signore, il tempo per noi passerà inutilmente; e quando dico che passerà inutilmente, vuol dire che il tempo ci farà male. All’uomo il tempo che passa fa male, se non lo vive con Dio, se non lo vive con il Signore Gesù, che è nato a Betlemme e che è colmo di tenerezza e di amore per ciascu- no di noi. Se non c’è Betlemme, non c’è tempo buono, e gli anni passano inutili; ma se c’è il Signore, non c’è nulla di male nella nostra vita, nulla che possa fare sul serio male. Allora acco- gliamolo in questa Notte santa e accogliamolo in ogni giorno della vita.

Vedete, sono salito sul pulpito per un motivo molto semplice. Il Signore si è abbassato, è sceso fino a noi, si è umiliato ed è venuto sulla Terra, perché vuole liberare la nostra vita dal peccato e dalla morte: e lo farà se glielo per- mettiamo; ma la Chiesa deve stare in alto, per gridare la grandezza di questa misericordia di Dio. Ecco perché i pulpiti venivano fatti in alto! non per un motivo necessario (gridando bene si

In alto: incensazione dell’altare. In dal pulpito e elevazione. basso: omelia
In alto: incensazione dell’altare. In
dal pulpito e elevazione.
basso: omelia

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Due momenti della Santa Comunione.
Due momenti della Santa Comunione.

sente ovunque la voce in questa chiesa): si facevano i pulpiti in alto, perché l’annuncio cri- stiano deve restare in alto. Perché non deve mischiarsi con le miserie e con le falsità che altri insegnano in questo mondo, promettendo una felicità che non possono dare. Il Signore salì in alto sulla montagna. Allora anche i suoi poveri ministri, fra i quali ci sono anch’io, devono sali- re in alto, per annunciare quella salvezza che conoscono bene per la fede che hanno ricevu- to, e per la grazia dell’ordinazione sacerdotale. Allora fratelli, accogliendo l’annuncio della nascita di Cristo, tenete anche voi in alto nel vostro cuore, nella vostra parola, nel vostro pensiero questa verità e portatela là dove vive- te. In questa notte, domani, incontrerete perso- ne che forse non sanno più che cos’è il Natale:

abbiate l’umiltà di dirglielo che il Natale è vero, che il Signore è presente, che
abbiate l’umiltà di dirglielo che il Natale è vero,
che il Signore è presente, che il Signore è qui e
che ti attende nei sacramenti, che vuole darti la
grazia della salvezza.
Che la Madonna ci copra con il suo manto di
misericordia e di grazia in questa Notte santa,
per essere davanti a Gesù Bambino come veri
discepoli di Cristo.”
Due foto della Santa Messa del Giorno di Natale
nella Cappella
dell’Ospedale di Domodossola.

VOCOGNO

Lunedì 6 Gennaio 2014

EPIFANIA di N. S. GESU’ CRISTO

N O Lunedì 6 Gennaio 2014 EPIFANIA di N. S. GESU’ CRISTO ore 10.30 Santa Messa

ore 10.30

Santa Messa cantata

Bacio del Bambin Gesù

ore 17.00 S. Messa letta

a d a d a d

Cappella Ospedale Domodossola

ore 10.30 S. Messa cantata Bacio del Bambin Gesù

ore 17.00 S. Messa letta a d a d a d Cappella Ospedale Domodossola ore 10.30

Radicati nella fede

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VOCOGNO Domenica 2 Febbraio 2014 Festa della Presentazione di Gesù Purificazione della Beata Vergine Maria
VOCOGNO
Domenica 2 Febbraio 2014
Festa della Presentazione di Gesù
Purificazione della Beata Vergine Maria
ore 10.30
Santa Messa cantata
Benedizione delle Candele
ore 17.00 Santa Messa letta
a d a d a d
Cappella Ospedale Domodossola
ore 10.30 Santa Messa cantata

Tutti i numeri di “Radicati nella fede” e i video li trovate su:

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ORARI SANTE MESSE

Vocogno

Chiesa di Santa Caterina v.m.

Domenica e Feste ore 10.30 Messa cantata

ore 17.00 Messa letta

Lunedì - Mercoledì e Venerdì:

ore 17 Martedì - Giovedì e Sabato:

ore 7

Per le Messe in settimana saranno possibili delle variazioni di orario. Tel. don Alberto 349.2848054

delle variazioni di orario. Tel. don Alberto 349.2848054 Domodossola Cappella dell’Ospedale Domenica e Feste ore

Domodossola

Cappella dell’Ospedale

Domenica e Feste ore 10.30 Messa cantata

Lunedì - Martedì - Giovedì e Venerdì: ore 17

Mercoledì ore 7 Sabato: ore 8

Per le Messe in settimana saranno possibili delle variazioni di orario. Tel. don Stefano 348.2463990

DOMENICA 19 GENNAIO 2014

VERBANIA

Chiostro Hotel

ORGANIZZATA DALLA CHIESA DI VOCOGNO E DALLA CAPPELLA DELLOSPEDALE DI DOMODOSSOLA DOVE SI CELEBRA LA MESSA TRADIZIONALE

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L’INVERNO DELLA CHIESA

DOPO IL CONCILIO VATICANO II

Una crisi nella Chiesa che non sembra finire; prospettive per una resistenza.

ore 14.30 ACCOGLIENZA ore 15.00 DIBATTITO

a partire dal libro di Cristina Siccardi “L’inverno della Chiesa dopo il Concilio Vaticano II”, presente l’autrice.

ore 17.30 SANTA MESSA IN RITO ANTICO

Possibilità di cena al ristorante. Prenotazioni entro il 12 gennaio:

tel. n° 349/2848054

www.radicatinellafede.blogspot.it

Chiostro Hotel Via F.lli Cervi 14, Verbania

Chiostro Hotel Via F.lli Cervi 14, Verbania