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60 Congresso Nazionale ATI, Roma 13-15 settembre 2005

Art. 09/02

STABILITA LINEARE TRIDIMENSIONALE DI DEFLUSSI DICONVEZIONE NATURALE IN CAVITA ANULARIORIZZONTALI DIFFERENTEMENTE RISCALDATE
G. Petrone*, E. Chnier*, G. Lauriat*, G. Cammarata+
*

LETEM, Universit de Marne-la Valle, 5 Bd Descartes, Champs-sur-Marne, 77454 Marne-la-Valle cedex 2 (France), petrone@univ-mlv.fr

DIIM, Universit degli Studi di Catania, V.le A. Doria 6, 95125 Catania (Italia), gcamma@diim.unict.it

Sommario La stabilit lineare dei deflussi bidimensionali di convezione naturale entro cavit anulari cilindriche orizzontali differentemente riscaldate e riempite daria analizzata rispetto a perturbazioni tridimensionali. I deflussi di base, giacenti nella sezione retta della cavit anulare, constano di due cellule di circolazione fluida simmetricamente disposte da una parte e dallaltra del piano verticale contenente lasse dei cilindri. Le soglie di stabilit dei deflussi di base sono calcolate in funzione del rapporto daspetto radiale ed assiale della geometria anulare. I risultati mostrano da una parte come, per valori intermedi del rapporto daspetto radiale allinterno della gamma di variazione considerata, la prima regione di instabilit si estenda su una superficie chiusa del piano (A; Ra), dallaltra come, per alcuni valori di R, tale instabilit possa non essere amplificata per valori scelti del rapporto daspetto assiale della geometria.

Simbologia

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1. Introduzione La convezione naturale in cavit anulari cilindriche orizzontali argomento di interesse per numerosi studiosi. Nel corso degli anni questa modalit di scambio termico stata analizzata con vivo interesse in ambito scientifico e le abbondanti pubblicazioni esistenti in letteratura ne sono testimonianza. Linteresse alla base di questa ininterrotta ricerca consiste principalmente nel fatto che tale configurazione di scambio termico interviene in tutti quei sistemi tecnologici ove sia necessario evacuare o conservare lenergia termica prodotta da corpi di geometria cilindrica. Tra le principali applicazioni possono citarsi i sistemi di distribuzione elettrica tramite cavi interrati, lisolamento di reattori nucleari, il raffreddamento di componenti elettronici o il controllo termico di cabine di aeromobili. Lintensit dello scambio termico tra la superficie cilindrica interna (parete calda) e quella esterna (parete fredda) dipende da numerosi fattori, tra i quali lo scarto di temperatura, lo spessore radiale della cavit anulare ed il fluido presente tra le due superfici. Sinteticamente pu assumersi che lintensit dello scambio termico funzione crescente del numero di Rayleigh. Nel caso di valori moderati del Ra, il deflusso fluido allinterno dello spazio anulare pressoch invariante rispetto alla coordinata assiale della geometria. In ogni sezione retta, le linee di corrente del deflusso disegnano due cellule di circolazione, disposte in maniera equidistante da una parte e dallaltra rispetto allasse verticale di simmetria della sezione. Laumento progressivo del Ra induce, in maniera sempre pi intensa, la rimozione del calore dalla parte inferiore del cilindro interno e la sua estrazione in corrispondenza della parte superiore del cilindro esterno (Kuehn e Goldstein, 1976). In relazione al valore dello spessore radiale della cavit, lincremento del Ra ha inoltre come effetto fondamentale quello di innestare dei moti secondari di deflusso. In effetti, per valori moderati dello spessore radiale, la parte superiore dello spazio anulare pu assimilarsi per approssimazione ad uno strato fluido compreso tra due superfici piane orizzontali tra le quali imposto un gradiente termico collineare al campo gravitazionale. In relazione a tale similitudine, si comprende come lincremento del numero di Ra, oltre una certa soglia di transizione, determini linnesco di instabilit termiche di natura ben nota, vale a dire di tipo Rayleigh-Bnard. Ci nonostante, nel caso della geometria anulare cilindrica intervengono altri fattori, quali gli effetti di curvatura ed la presenza di zone del dominio fluido ove il gradiente di temperatura ortogonale alla forza di gravit, tali che lo scenario dei possibili deflussi secondari risulta arricchito e pi articolato rispetto a quello corrispondente alla geometria cartesiana. La generazione o meno di moti secondari allinterno della cavit influenzano chiaramente le prestazioni di scambio termico del sistema. Da qui linteresse per lo studio delle instabilit termoconvettive di convezione naturale in cavit anulari cilindriche orizzontali. Tra gli studi di natura sperimentale pi significativi su questo argomento, pu citarsi il lavoro condotto da Powe et al. (Powe et al., 1969) mirato alla classificazione dei diversi deflussi possibili in funzione del rapporto daspetto radiale della sezione retta dellanello e del Ra. Nella loro carta delle possibili tipologie di deflusso, Powe et al. individuano tre differenti comportamenti, rispettivamente per valori del rapporto daspetto radiale piccoli (R 1,23), moderati (1,71 < R < 1,23) o grandi (R 1,71). Nel caso di cavit sottili vengono descritti deflussi composti da strutture convettive ad asse longitudinale presenti nella parte superiore del domino fluido, per cavit di spessore moderato invece sono osservate strutture, presenti sempre nella parte superiore dellanello, ma ad asse azimutale, mentre per cavit spesse il campo di moto bidimensionale di base destabilizzato dallinnesco di una instabilit di natura oscillatoria che determina un deflusso instazionario, caratterizzato in particolare dal non rispetto della simmetria longitudinale verticale dellanello. Successivi studi a quello di Powe et al. confermano la natura oscillatoria del deflusso post-critico per valori elevati di R (Labonia e Guj, 1998), cos come linstaurarsi di strutture di deflusso secondarie ad asse azimutale per valori moderati di R (Rao et al., 1985; Dyko et al., 1999). Nel caso di cavit sottili sembra invece che le strutture descritte da Powe et al., gi osservate anche da Liu et al. (Liu et al., 1961), possano piuttosto corrispondere a combinazioni dei deflussi multicellulari messi in luce tramite approssimazione bidimensionale del problema (Petrone et al., 2004) e 2

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strutture ad asse azimutale (Dyko e Vafai, 2000; Dyko e Vafai, 2001). La ricerca, tramite analisi di stabilit, delle soglie di transizione corrispondenti allinnesco dei moti secondari di convezione stata condotta per la prima volta da Mojtabi e Caltagirone (Mojtabi e Caltagirone, 1979) tramite due approcci differenti, stabilit lineare e stabilit energetica. I risultati, ottenuti tramite lapprossimazione che le perturbazioni siano simmetriche rispetto al piano verticale contenente lasse dei cilindri e che non abbiano dipendenza azimutale, mostrano che la prima transizione per R < 2 corrisponde a Ra 2000. Tali risultati sono stati poi pi recentemente arricchiti tramite la considerazione di perturbazioni non simmetriche per R = 1,2 (Dyko et al., 1999). Unanalisi di stabilit lineare tridimensionale stata infine condotta da Choi e Kim (Choi e Kim, 1993) per 1,2 R 2. I risultati di Choi e Kim, in relativo buon accordo con la precedente letteratura, sottolineano per R = 2 la mancanza di soglia di transizione accreditata al brutale incremento del corrispondente valore del Ra. In questa comunicazione sono proposti i risultati di unanalisi di stabilit lineare dei deflussi bidimensionali di base rispetto a perturbazioni tridimensionali. Tale studio motivato dal desiderio di apportare ulteriori conoscenze riguardo le transizioni di stabilit dei deflussi di base. In particolare, sono esaminate in dettaglio i valori di soglia e le strutture dei modi di perturbazione relativi alle diverse transizioni di stabilit in funzione del rapporto daspetto radiale ed assiale della cavit anulare. 2. Metodi di risoluzione Si consideri una cavit anulare cilindrica orizzontale, riempita daria (Pr = 0,7) e confinata da due cilindri di raggi ri e re = R ri mantenuti alle temperature costanti T(ri) = Ti e T(re) = Te, con Ti > Te (Fig. 1).

Figura 1: Geometria del sistema.

Rapportando rispettivamente le lunghezze allo spessore radiale della cavit d, le velocit alla velocit di diffusione termica a/d, e le temperature alla differenza Ti-Te, le equazioni di NavierStokes e dellenergia possono scriversi, nellipotesi di fluido incomprimibile e sotto lapprossimazione di Boussinesq, nel seguente modo:

ove U il vettore velocit di componenti u, v e w, T la temperatura e p la pressione. Le condizioni ai limiti del problema possono riassumersi come velocit nulla e temperatura imposta sulle due superfici cilindriche. Le perturbazioni dei campi di moto, di temperatura e di pressione sono decomposte in serie di Fourier lungo la direzione assiale della cavit, sicch esse possono esprimersi come: 3

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in cui k rappresenta il numero donda della perturbazione. Le differenti componenti di perturbazione verificano le equazioni di base linearizzate nellintorno di uno stato di equilibrio stazionario, come di seguito espresso:

in cui U0 e T0 rappresentano il vettore velocit e la temperatura della soluzione di base, = R-1 il rapporto daspetto radiale ridotto e f = r+1 una funzione radiale. Le equazioni di conservazione sono risolte numericamente. La discretizzazione spaziale operata su maglie di calcolo sfalsate tramite un metodo ai volumi finiti. Dei coefficienti di distribuzione della griglia di calcolo permettono di raffinare le maglie nelle zone soggette a forti gradienti. Le derivate spaziali sono approssimate tramite uno schema centrato al secondo ordine. Un metodo di time-splitting (Karniadakis et al., 1991) altrimenti impiegato per disaccoppiare i campi di velocit e pressione. Le soluzioni bidimensionali di base sono calcolate tramite risoluzione delle equazioni di conservazione scritte in forma stazionaria. Le equazioni perturbate e linearizzate nellintorno dello stato di equilibrio stazionario sono invece integrate nel tempo tramite uno schema al primo ordine. La stabilit dei deflussi di base analizzata tramite il calcolo del tasso di crescita/decrescita della perturbazione dominante (Petrone et al., 2004). Per valori fissati di R, i valori critici del Ra di transizione sono ricercati in funzione del numero donda k caratterizzante la perturbazione. Tale ricerca effettuata tramite un processo iterativo che consta di calcoli successivi della soluzione di base e del tasso di crescita della perturbazione per valori crescenti di Ra. Il cambiamento di segno algebrico dellautovalore a parte reale massima delloperatore di Navier-Stokes perturbato e linearizzato nellintorno dello stato di equilibrio indica una transizione di stabilit. Il valore Ra di soglia di prima approssimazione allora calcolato tramite interpolazione lineare tra due computi successivi. Il Ra di prima approssimazione scelto per un nuovo calcolo, procedura che consente di effettuare una successiva interpolazione. Tale processo 4

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permette iterativamente di convergere verso il Ra di soglia, valore per cui lautovalore dominante ha parte reale nulla. 3. Risultati I risultati presentati in questa sezione sono ottenuti per 1,2 R 3, Ra 2105 e Pr = 0,7. La griglia di calcolo consta di 60240 maglie rispettivamente in direzione radiale ed azimutale. I deflussi bidimensionali di base si compongono di due cellule di circolazione fluida disposte simmetricamente rispetto allasse verticale della cavit contenente il centro delle sezioni rette dei cilindri. In figura 2 riportata la curva di stabilit marginale dei deflussi di base ottenuta per R = 1,2. Le soglie di stabilit sono rappresentate in funzione del rapporto daspetto assiale della cavit anulare A = L/d. Tale curva costruita partendo dai risultati di stabilit ottenuti in funzione del numero donda k, e considerando che per una cavit anulare di lunghezza assiale finita solo i modi di perturbazione caratterizzati da quei valori di k rispondenti a k = 2n/A, in cui n rappresenta un numero intero, sono suscettibili di essere eccitati. In effetti il confinamento assiale della cavit impone che la destabilizzazione del deflusso bidimensionale di base avvenga ad opera di deflussi tridimensionali caratterizzati da un numero di strutture convettive intero e sottomultiplo della dimensione longitudinale della cavit. In figura 2, le linee in tratto continuo rappresentano le soglie di stabilit calcolate nel corso di questo studio, mentre tramite le linee in tratteggio sono riportati i risultati proposti da Dyko et al. (Dyko et al., 1999). Il piano (A; Ra) diviso in due zone, la prima in cui deflussi di base sono linearmente stabili, la seconda in cui essi sono instabili.

Figura 2: Curva di stabilit marginale nel piano (A; Ra) per R = 1,2 e comparazione con (Dyko et al., 1999).

I differenti modi di destabilizzazione, classificati come Mi in figura, sono presentati in funzione di A: i punti situati sulla curva a tratto continuo indicano il cambiamento della struttura del modo di perturbazione. Le figure 3a-c illustrano la forma della componente assiale di velocit della perturbazione per i modi M1, M2 e M3.

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(a)

(b)

(c)

Figura 3: Componente assiale di velocit della perturbazione in corrispondenza della transizione per i modi M1 (a), M2 (b) ed M3 (c) a R = 1,2.

Per linsieme di questi tre modi lessenziale della perturbazione assiale si situa nella parte superiore dellanello in maniera simmetrica rispetto allasse verticale. Le differenti forme di perturbazione lasciano peraltro presagire tre tipi di strutture assiali leggermente differenti: il modo M1 illustra una perturbazione composta da due rulli convettivi assiali ad asse azimutale equidistanti rispetto al piano di simmetria longitudinale, il modo M2 indica la presenza di un unico rullo convettivo assiale situato esattamente nella parte superiore del dominio, mentre il modo M3, pi complesso, pu essere considerato come una combinazione dei due modi precedenti. Il raffronto delle soglie di stabilit con i risultati di Dyko et al. in figura 2 mostra globalmente un buon accordo. La differenza pi evidente riscontrabile per A 3: il modo di destabilizzazione M3, probabilmente non osservato da Dyko et al., amplificato per valori di Ra di poco inferiori a quelli relativi allamplificazione del modo M2, cos che i valori di soglia ottenuti in questo studio risultano leggermente meno elevati rispetto a quelli proposti nella referenza. Le curve di stabilit marginale per i rapporti daspetto radiale R = 1,3 e R = 1,4 sono presentati nelle figure 4a-b.

(a)

(b)

Figura 4: Curve di stabilit marginale nel piano (A; Ra) per R = 1,3 (a) e R = 1,4 (b)

Le lettere S ed I indicano rispettivamente le regioni in cui i deflussi di base sono stabili e quelle in cui essi sono instabili. Per R = 1,3 i modi di destabilizzazione che intervengono sono esattamente gli stessi presentati per R = 1,2, mentre per R = 1,4 persiste il solo modo M2. 6

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Per 1,5 R 1,7 le curve di stabilit marginale presentano una struttura differente che si traduce nellapparizione di una regione di stabilit dei deflussi bidimensionali per valori di Ra superiori a quelli corrispondenti alla prima regione di instabilit che risulta estesa su una superficie chiusa (Fig. 5a-b).

(a)

(b)

Figura 5: Curve di stabilit marginale nel piano (A; Ra) per R = 1,5 (a) e R = 1,7 (b).

I valori di soglia corrispondenti alla seconda destabilizzazione, che ha luogo per Ra 20000, sono parecchio sensibili al valore del rapporto daspetto assiale della geometria: per 2 A 4 le variazione relative sono dellordine del 25%. Per R = 1,5 la stabilizzazione del deflusso di base avviene secondo due modi differenti, M2 e M4, mentre per R = 1,6 e R = 1,7 la prima regione di instabilit associata alla sola perturbazione M2, rispettivamente amplificata o smorzata dallincremento del valore del Ra nel caso della prima o della seconda transizione. Il modo M4 oscillatorio e la sua componente assiale di velocit presentata in figura 6 allistante di tempo t (a) e dopo un quarto di periodo (b). Il campo di moto assiale della suddetta perturbazione possiede la caratteristica di non rispettare la simmetria longitudinale della cavit.

(a)

(b)

Figura 6: Componente assiale di velocit della perturbazione oscillatoria M4 in corrispondenza della transizione allistante di tempo t (a) e dopo un quarto di periodo doscillazione (b) per R = 1,5.

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Il modo M5, responsabile della seconda destabilizzazione della soluzione di base, risulta anchesso oscillatorio ma rispetta i vincoli di simmetria del deflusso bidimensionale. Parte reale e parte immaginaria della componente assiale di velocit della suddetta perturbazione sono riportate in figura 7a-b.

(a)

(b)

Figura 7: Componente assiale di velocit della perturbazione oscillatoria M5 in corrispondenza della transizione allistante di tempo t (a) e dopo un quarto di periodo doscillazione (b) per R = 1,7.

Per valori superiori di R, pu constatarsi che la prima regione di instabilit, corrispondente a valori di Ra < 10000, si scinde in diverse parti. Per R = 1,8 e R = 1,9 sembra dunque possibile, per opportuni valori del rapporto daspetto assiale della cavit, poter incrementare il Ra senza peraltro destabilizzare il deflusso bidimensionale di base, come mostrato nelle figure 8a-b. Ad esempio, per R = 1,9 e A = 2,5 il deflusso di base stabile per incrementi progressivi del Ra sino a valori pari a circa 25000.

(a)

(b)

Figura 8: Curve di stabilit marginale nel piano (A; Ra) per R = 1,8 (a) e R = 1,9 (b).

Per R 2 la prima regione di instabilit risulta totalmente scomparsa. La destabilizzazione si produce per valori di Ra di circa un ordine di grandezza superiori a quelli relativi alla prima transizione per R < 2. Le curve di stabilit marginale per R 2 si compongono dunque 8

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qualitativamente della sola parte superiore dei diagrammi presentati per R = 1,8 e R = 1,9 nelle figure 8a-b, come visibile in figura 9a in cui rappresentata la curva di stabilit marginale per R = 2,4 . Per 2 R 2,24, la perturbazione responsabile della destabilizzazione ancora la M5, mentre per 2,24 < R 3 il modo dominante stazionario e classificato come M6. Il modo M6, non simmetrico rispetto al piano verticale contenente lasse dei cilindri, raffigurato in figura 9b.

(a)

(b)

Figura 9: Curva di stabilit marginale nel piano (A; Ra) (a) e componente assiale di velocit del modo di perturbazione M6 alla transizione (b) per R = 2,4.

4. Conclusioni In questo studio la stabilit lineare dei deflussi di convezione naturale in cavit anulari cilindriche orizzontali differentemente riscaldate analizzata rispetto a perturbazioni tridimensionali per Pr = 0,7, Ra 2 105 e 1,2 R 3. Per valori crescenti di R, dei diagrammi di stabilit dei deflussi di base sono proposti nel piano (Ra; A). Lanalisi di tali diagrammi mostra come in funzione del valore di R e di A differenti modi di perturbazione intervengano nei processi di destabilizzazione o stabilizzazione dei deflussi di base. I diversi modi sono anchessi esaminati in dettaglio. Una particolare attenzione posta sullanalisi della struttura della componente assiale della velocit delle differenti perturbazioni. Tale interesse deriva dalla considerazione che, la struttura tridimensionale del deflusso, per quei valori dei parametri di calcolo ove le soluzioni di base risultano instabili, pu considerarsi rispondente alla sovrapposizione del deflusso bidimensionale e della perturbazione relativa allinstaurarsi dellinstabilit. I risultati ottenuti sono in buon accordo con quelli esistenti in letteratura. Daltra parte, questa ricerca mette in luce due aspetti originali rispetto ai precedenti lavori. Da una parte, per valori moderati di R viene sottolineato come la prima regione di instabilit, dovuta allamplificazione di perturbazioni facenti insorgere strutture termoconvettive ad asse azimutale nella parte superiore del dominio fluido, si estenda su una superficie chiusa del piano (A; Ra). Tale assunto giustifica la possibilit di osservare deflussi bidimensionali anche per valori del Ra pi elevati delle soglie di prima instabilit discusse in letteratura. Daltra parte si evidenzia anche come, per alcuni valori di R e per valori opportuni della lunghezza assiale della geometria, sia possibile incrementare il valore del Ra senza incontrare la prima regione di instabilit, e dunque senza destabilizzare il deflusso bidimensionale di base.

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