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Passo 1.

Premetto che non so cosa ne verr fuori e ti chiedo scusa in anticipo per il tempo che ti ruber questa passeggera lettura. Passo2. Chiudi gli occhi e fai un respiro profondo. Passo 3. Fine dei passi ( )

Ogni fiaba che si rispetti ha il suo inizio nelle parole Cera una volta e la sua inequivocabile fine in Vissero felici e contenti. Sullincipit ci siamo,. Cera una volta il paese di Laggi. Definito cos perch di esso tutti conoscevano lesistenza , ma nessuno vi aveva messo pi piede da oltre 20 anni. 21 per la precisione. Il mondo aveva lentamente dimenticato il suo nome e il paese era semplicemente diventato quella macchietta laggi sulla cartina geografica, da cui cera una volta il paese di Laggi. Ci che aveva reso sempre famoso questo paese era lenorme fabbrica di bambole di porcellana che sorgeva a cavallo del fiume che lo attraversava. E proprio in uno dei suoi grandi capannoni erano rimasti gli unici occhi che potevano guardare il sole sorgere e tramontare dalle finestre del paese di Laggi. Gli occhi delle bambole e dei bambolotti di porcellana. Non si potevano contare, per il loro ingente numero, ma si potevano descrivere con facilit : le bambole avevano bioccoli biondi, occhi azzurri e gonnellino rosa. I bambolotti si diversificavano per la divisa blu. In questa marea di uguaglianza assordante, sotto lazione di una macchina da cucire si scorgeva un abito diverso, una salopette di jeans. Lopera non era stata completata e linterruzione della stessa si leggeva nellago della macchina a mezzaria rispetto al tessuto. Non era come le altre divise. Per la prima volta quella fabbrica stava per generare qualcosa di diverso. E infatti se ora ti concentri e cerchi di spostare lo sguardo a sinistra della macchina da cucire, sullo stesso tavolo su cui era poggiata vedrai una bambola diversa. Questa bambola ha i capelli castani. Niente boccoli, ma un taglio asimmetrico e corto. Ha profondi occhi marroni. Cucito sul petto questa bambola c un enorme cuore rosso. E se ora mentre leggi abbasserai un po la voce riuscirai a sentire il suo battito. Lo senti tun tun tun. Il giocattolaio del paese di Laggi aveva creato una bambola unica, una bambola con un cuore. Ma non riusc mai a venderla perch nessuno degli abitanti di Laggi aveva un cuore, n sapeva trattare con chi ne avesse uno. Figuriamoci grande come quello della bambola di porcellana. Cos il giocattolaio, rassegnatosi, cominci a parlare con quella bambola e a costruirle un apposito guardaroba per alleviare la solitudine della sua unicit. Tutti i giorni le prometteva che prima o poi avrebbe incontrato qualcuno con un cuore grande con il suo. Tutti i giorni le insegnava cosa fossero i sentimenti e la forza e la fragilit che al contempo ne derivano. Tutti i giorni finch il paese di Laggi non venne abbandonato, per motivi che non sono stati tramandati. Questi insegnamenti maturarono nella bambola finch 21 anni dopo essa non prese definitiva coscienza di s il suo cuore prese a battere con forza sufficiente da pompare il sangue nei suoi radicali di legno. Si vest della salopette incompleta e lasci il capannone del Paese di Laggi per cercare quello per cui era nata: qualcuno con un grande cuore. Non sappiamo se la bambola labbia o meno trovato, ma siamo sicuri che lo trover perch chiunque ha un grande cuore prima o poi destinato al vissero felici e contenti. Basta trovare la forza di crederci.

TU NON PERDERLA MAI! TU HAI UN GRANDE CUORE! E SEI LA BAMBOLA DIVERSA IN QUESTA VITACHE CI VUOLE UNIFORMATI. E SE TI DIRANNO TU NON HAI NIENTE, SPERO CHE TU RISPONDERAI IO HO UN GRANDE CUORE!!! Che tu possa essere al pi presto felice e contenta! Auguri !!! dal paese di Lass (Bologna!!!)