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Cronaca settimana di studi.

Come da consuetudine anche questanno, il primo gioved dopo le festivit pasquali, si tenuta a Spoleto la cinquantottesima settima di studi del CISAM (Centro Italiano di Studi sullAlto Medioevo), che questanno ha avuto come tema Le relazioni internazionali nellalto medioevo. I lavori hanno avuto inizio gioved 8 Aprile e sono terminati luned 12. Nellarco di questi giorni si sono avvicendate interessanti lezioni, tenute da relatori provenienti da tutta Europa. La prima lezione stata quella di Antonio Padoa Schioppa, dal titolo Il problema del diritto internazionale nellalto medioevo. Si tratta di come laccordo tra i regni sia ormai divenuto un affare di famiglia, in base allo sviluppo dellidea patrimoniale del regno allargatasi allintera Europa occidentale dopo la caduta dellimpero romano doccidente. Inizia a farsi sempre pi forte la presenza papale, dopo lo scisma con la chiesa doriente e linizio delle riforme, a cominciare da quella gregoriana. La nuova formazione dei regna procede influenzata dalla cristianit. Assume perci sempre pi importanza il concetto di bellum iustum gi trattato a suo tempo da Agostino. Non manca un riferimento ad ambascerie e trattati, le prime soggette alla tutela degli ambasciatori, non sempre rispettata; i secondi, che vedono il proprio concetto riassunto nella parola amicizia, con il giuramento come elemento vincolante anche pi della forma scritta. Lultima parte della lezione dedicata ai matrimoni e al ruolo delle donne, soprattutto quello delle regine nei trattati, entrambi con un ruolo molto rilevante nellambito delle relazioni internazionali. Non sono dimenticate inoltre, le condizioni giuridiche dello straniero, collegata al concetto di identit di un popolo. Ma lelemento determinante delle relazioni, anche giuridiche tra regni e genti, non fu n lelemento etico n la ragione religiosa, bens la ragione politica, anche se non manca la possibilit di riscontrare nei rapporti e nel diritto internazionale alcuni principi e valori comuni. La seconda lezione stata tenuta da Paolo Desideri ed aveva come titolo Relazioni internazionali tardo-antiche. Viene rimarcata allinizio della lezione lidea di nuove prospettive nellaffrontare i problemi tra la fine dellepoca romana tardo antica, artefice di grandi costruzioni. La storia della tarda antichit soprattutto storia religiosa e sociale dellimpero. La possibilit di osservare let tardo-antica come fase embrionale delle future forme di stato, fa dellimpero e dellet imperiale, la base da cui prenderanno forma i cosiddetti stati-nazione, che nasceranno dalla caduta dellimpero, in un insieme di relazioni internazionali. Limpero costituiva la struttura protettiva del mondo, rafforzando la sua idea universalistica dopo la cristianizzazione dei suoi territori e la convinzione che il popolo romano fosse stato scelto da Dio perch aveva il senso della giustizia. Allinterno di questa struttura il periodo di incubazione delle future nazioni. In seguito alle contrazioni generate dal federalismo barbarico e una volta crollato limpero, sorgeranno le prime forme di regno, quelli romano barbarici, prima forma delle nazioni europee, tra i quali sopravvive un senso comunitario riconoscibile nel fatto di essere stati tutti federa della stessa controparte, limpero. Dunque, se limpero si concepisce come universale, anche le comunit che partorisce traggono da ci la propria legittimazione a sentirsi in qualche modo universali. E qualunque fosse stato il prototipo dei futuri stati europei, si conserva il sentimento di sentirsi parte di una struttura pi vasta, limpero.
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Trasformazione che coinvolge anche le popolazioni germaniche che cercano per quanto possibile di elevarsi alle strutture politiche e sociali romane, con gli aristocratici romani desiderosi di sostenerli verso la romanitas. I barbari, senza saperlo e poterlo confermare, erano diventati gli eredi di un impero romano che invece si era estraniato e ritirato ad oriente. Tre parole definiscono in maniera chiara e sintetica quello che accade allEuropa nel periodo di passaggio dal tardo-antico allet medievale: Trasformazione, Riforma, Rivoluzione. La terza lezione, tenuta da Salvatore Puliatti, era intitolata Incontri e scontri: sulla disciplina giuridica dei rapporti internazionali in et tardo-antica. Lepoca tardo imperiale quella che crea il diritto internazionale. In questa distinguiamo : due tipi di rapporti, quello tra le due unit dellimpero e quello tra principi germani e limperatore; e due specie di trattato riconoscibili nel diritto internazionale romano, fedus e sponsio, trattati prima affidati solo alla forma orale del giuramento e poi anche alla prassi scritta. I trattati presentavano complessit maggiore se gli interlocutori erano di pari rango (impero Persiano - Bisanzio), oppure erano poveri, come quelli conclusi col mondo barbaro. Il fedus il fondamento giuridico della maggior parte dei rapporti tra impero e regni, collegando in s due aspetti: valore giuridico della forma fedus e la sua sostanza politica. Muta anche il concetto di pace: si passa dallidea romana di pace eterna, di cui limpero era garante, a quello di pace limitata. Scompare anche la distinzione tra pace e tregua, perch questa distinzione mancava tra gli interlocutori dei romani. Nel IV secolo poi, osserviamo la mutazione delloriginaria forma di fedus e, dal V secolo, questultimo prevale come strumento di regolamentazione nelle relazioni impero -barbari. Se prima era utilizzato solo per avvalersi delle forze militari barbariche, ora il fedus diventa strumento di formazione di rapporti tra popoli che gi si trovano in territorio imperiale. Un vasto sistema di sussidi reciproci regolava questi trattati, e su questi si basava la collaborazione romano-barbarica. Alla caduta delloccidente nuove e profonde variazioni investono il quadro delle relazioni. Laffermarsi di nuovi popoli portava allo sforzo di dare vita a relazioni giuridiche capaci di regolarne i rapporti. I trattai dunque passano ad essere stipulati sotto una forma di parit di grado, cosa quasi mai possibile quando laltro interlocutore era stato limpero. Cambia dunque la base dei trattati, non pi la fides, ma i legami parentali, familiari. Anche la ricca interpretazione concettuale romana si trova a fare i conti con la povert degli strumenti barbarici. I fondamenti tardo-antichi, che avevano i propri fondamenti nei classici e nei padri della chiesa latina, si ritrovano poi nel diritto internazionale cristiano che tanto influenz let di mezzo. Il tema del bellum iustum, la santit della parola data, il rispetto del trattato anche contro nemici inermi, sono tutti aspetti che influenzeranno le relazioni negli anni a venire. Abbiamo dunque un nuovo ambito in cui misurare i trattati dopo la caduta dellimpero doccidente: quello semplice germanico che sostituisce quello complesso romano. A concludere la prima giornata stata la lezione di Claudia Moatti, dal titolo Etrangers et mobilit dans lAntiquit tardive. ( Stranieri e mobilit nella tarda antichit). La mobilit dello stato romano riguardava solo alcuni territori ed era condizionata dalla comparsa dei trattati. Prima di questi infatti possibile ipotizzare una maggiore libert di spostamento. Tutti i trattati infatti sono condizionati dal riconoscimento della maestas romana. Le stesse trattative , a cominciare da quelle commerciali, subiscono una quantit sempre maggiore di controlli e una forte regolamentazione. Diversi sono gli obiettivi che si vogliono ricavare dalle trattative: se Roma preferiva prelevare le imposte, altri ( barbari, bizantini) preferivano allargare i propri mercati.
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Il controllo degli scambi era un pratica molto strutturata che sottoponeva il commercium a vincoli di spazio e tempo facendone luogo di scambi e contratti controllato e protetto. Alle trattative fa eco il concetto di immigrazione, legale e continua, soggetta a forme di regolamentazione, con i romani che controllavano i confini, aperti o chiusi, luogo di maggior contatto. Resta chiaro comunque il fatto che il movimento di persone, qualunque ne sia la causa, e lo stato, si trasformano a vicenda. Con questa serie di interessanti lezioni si chiudeva la giornata inaugurale del convegno. Ad aprire il secondo giorno la lezione di Rgine Le Jan, dal titolo Diplomatie et pactes de mariage: lamiti en question? (Diplomazia e patti di matrimonio: lamicizia in questione?) Amicizia, rifiuto, ostilit, sono le trame principali delle relazioni internazionali tra i principi. Due sono i fattori messi in risalto: alterit, legata al rango o alla fede religiosa, e identit. Nel rapporto con laltro, il matrimonio lo strumento pi usato per creare vincoli damicizia. Le tappe che tracciano il passaggio da matrimonio a politica matrimoniale sono tre: tra V-VI secolo la rete romana modificata da matrimoni esterni. Dal V secolo i matrimoni diventano strumento politico, anche per influenza barbara; in epoca carolingia, il matrimonio usato come strumento per le relazioni internazionali. Con i franchi il matrimonio diventa politica attiva di controllo, usato per rinnovare e fortificare alleanze. Dal VII secolo per inizia ad assumere un ruolo marginale nelle relazioni internazionali a causa di un maggior numero di matrimoni interni anzich esterni, cosa che cambier prima grazie allintervento del papa, e poi ancora, nel 850, con la divisione dellimpero; tra X-XI secolo, dalla famiglia ottoniana e dalla sua politica matrimoniale possiamo osservare due punti: la formazione di numerose famiglie regali e lascesa della Germania a capo dellEuropa e dellimpero. La Germania si trova dunque al centro delle relazioni internazionali dellXI secolo. Da non dimenticare come le mogli abbiano influenzato le politiche matrimoniali e internazionali: da mezzo papale per influenzare la conversione dei consorti, al ruolo di ambasciatrici, al loro valore geo-politico, al valore coniugale che ora assume questo sacramento con la pastorale del matrimonio cristiano (IX secolo). Il culmine dellazione mediatrice della donna si raggiunge nella riforma gregoriana. Con questa le donne avranno un ruolo di mediazione tra le due potenze maggiori in occidente, papato e impero. Il matrimonio dunque un complesso atto di scambio, da cui si genera lamicizia, concepita in unione col suo alterego, linimicizia. Seconda lezione della mattinata stata quella di Janet L. Nelson che ha avuto come titolo The role of the gift in early medieval diplomatic relations. (Il ruolo dei doni nelle relazioni diplomatiche dellalto medioevo) I doni fanno parte del linguaggio della diplomazia alto-medievale, contrassegnando dipendenze e affinit. Vari sono gli aspetti da ricordare legati alluso dei doni, ad esempio la possibilit che questi venissero fraintesi. Sull ars donandi, Hennig identifica tre regole: esigenza di pubblicit, ossia farsi conoscere; surclassare laltro; accettare il dono. I cavalli, per portare un esempio, sono uno dei doni pi tipici. Possiamo quindi distinguere doni che si richiamano e si ripetono, il che porta i dona ad avere un ruolo di topos nelle relazioni. Alla pratica dei doni si collega una modalit gestuale legata alla consegna, una sorta di commedia dellatto di scambio. Il dono, che nelle relazioni internazionali rappresenta il sovrano, la sua famiglia, tutta la gens, non ha regole precise, ma pratiche sociali che si modificano in base alle esigen ze politiche. A terminare la mattina stata la lezione di Paolo Cammarosano, dal titolo Storiografia e diplomazia nellalto medioevo. Tre punti:
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Uno: la diplomazia moderna nasce con lo stato moderno, quindi non dobbiamo guardare alla storiografia medievale come ad una specie di preistoria di qualcosa che sarebbe arrivato dopo. Due: la storia dellautobiografia risente del grado di interdipendenza tra vicenda generale e personale. Tre: buona parte dellattivit diplomatica risente di ambasciatori non professionisti/professionali. Lintroduzione di modelli classici, come la lettera di ambasciata o il discorso diretto, nel tessuto narrativo, hanno permesso agli autori linserimento delle dilatazioni retoriche. Fino al X secolo poca la differenza tra storia personale e generale. da questo secolo che lelemento personale subisce unimportante accentuazione, suscitando un maggiore interesse di studio. Ancora nellXI secolo gli ambasciatori si presenteranno a mani vuote, prima che nel XII la lettera che portano diventi elemento iconografico importante. Alla ripresa delle lezioni, Ccile Morrisson ha tenuto la prima lezione della sessione pomeridiana, dal titolo La monnaie byzantine hors de lempire: dons politiques et echanges economiques. ( La moneta al di fuori dellimpero bizantino: donazioni politiche e scambi economici). Monete, manufatti in ceramica e altri ritrovamenti sono testimonianze sul campo delle relazioni internazionali. Le cause dello spostamento di queste, definibili secondo me informazioni storiografiche, sono tre: doni, razzie e scambi. Tra IV-V secolo linizio dei primi ritrovamenti nella Pars Occidenti e, osservandone i risultati, possiamo parlare di un modello di diffusione politico militare di distribuzione bizantina. Non mancano nemmeno imitazioni della moneta orientale. Attenzione per a distinguere ci che proviene dagli scambi da quello che invece prodotto di razzie. E non dimenticare linizio di un altro importante fatto, quello della coniazione di monete a Roma, cosa che non esclude comunque il potere economico di Bisanzio e il suo controllo sulle monete. A seguire abbiamo ascoltato la lezione di Franois Bougard, dal titolo Il ruolo del papato nelle relazioni internazionali da Gregorio Magno a Giovanni VIII. Su due dimensioni generali possibile misurare il ruolo del papato: il papato com e come si concepisce (il suo ruolo istituzionale) e il quotidiano, ossia il ruolo concreto dei papi. Tra le principali evoluzioni della sede papale c quella di diventare il porta bandiera della comunit occidentale. Il legame con loriente e il fatto di essere lunica grande forza occidentale dopo la caduta dellimpero, fanno del papato il mediatore dei rapporti tra le due parti. La trasformazione papale porta la Santa Sede a ricercare sempre pi potere, nonch garanti dello stesso. Inizia dunque la ricerca di alleati fuori dai territori italiani, dopo aver sperimentato linefficacia sia della protezione bizantina sia di quella longobarda, e della loro scarsa considerazione verso la Santa Sede e le sue richieste. La volont invece di questa di vedersi accordare ci che chiedeva e la minaccia longobarda, spingono allalleanza con i franchi. Ma anche questi avranno poca considerazione del papato. Linizio del conio a Roma un segnale di netta separazione dalloriente e dal vecchio legame con ci che restava dellimpero romano. Seppur ricevendo sempre meno di quello che chiede, il papato conserva un ruolo importante e centrale nelle relazioni internazionali, come intermediario tra oriente e occidente, cercando col passare del tempo, da Gregorio I vescovo dellimpero a Giovanni VIII che cerca imporre la superiorit di Roma, di porre la sede papale a guida delloccidente. A terminare la seconda giornata stata la lezione di Walter Pohl, dal titolo Trasformazione delle frontiere nellalto medioevo. La storiografia del limes influenzata dalla matrice di confronto romano-barbarica, che svolgeva una doppia funzione: modello di espansione romana e modello per la difesa di una linea di
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confine. Limes poteva significare molte cose, ma non corrisponde al nostro concetto di frontiera fortificata, semmai pu essere concepito come zona di frontiera. Definire le linee di frontiera non deve per far pensare allimpero romano come un a realt fluida, anzi questo aveva introdotto un livello ancora inconcepibile di delimitazioni di gruppi territoriali. Valutare la questione delle frontiere in senso politico vuol dire valutarle nel contesto di altre pratiche della divisione del territorio: controllo di movimenti e delimitazioni sociali. In materia di politica estera raro che siano di importanza primaria. vero che la violazione di frontiera conduceva direttamente alla guerra, ma sul piano politico non erano queste a provocare la guerra. Il Limes era anche lunica via di frontiera riconosciuta tra impero e regni. Linstabilit delle frontiere resta comunque un grande elemento di preoccupazione. Nel dominio carolingio le frontiere rinviano al concetto romano di separazione tra civilt e barbari, sostituito dalla distinzione tra cristiani e pagani. Ma cosa vuol dire internazionale nellalto medioevo? Internazionali sono le relazioni tra i regni merovingi, quelli carolingi, il regno longobardo e Spoleto, tra papato e Bisanzio. Ma nel discorso delle frontiere tra internazionale e interna non viene fatta una distinzione. Infatti non essendo uno spazio fluido ma attraversato da frontiere, quelle internazionali si inseriscono nel quadro di quelle interne, a volte sovrapponendosi. Se dunque cambia la struttura delle linee, non cambia invece lassenza e il significato proprio della nostra percezione ambigua della tipologia di frontiera, che in nessuno dei suoi termini trova continuit nelluso della terminologia moderna. La realt materiale della frontiera alto medievale concepibile in varie dimensioni: frontiera, controllo, Chiusa, punto di scambio. La terza giornata di studio si apre con la lezione di Claudia Storti, che ha per titolo Lo straniero nelle legislazioni germaniche. Straniero, o meglio il nostro termine di straniero, ha significato restrittivo. Giuridicamente colui che non appartiene allo stato, o se pure dello stesso regno, proviene da una diversa area e, come altro, costretto a sottostare ad un trattamento particolare. Lospitalit ha costituito uno specifico obbligo giuridico, ma inevitabile affrontare con il tema dello straniero anche quello di nazionalit. Il riconoscimento di una legge nazionale personale ebbe conseguenze apprezzabili solo su alcune categorie di persone. Personalit del diritto che definisce anche, in alcune zone, la capacit della persona. Intenso il dibattito sul carattere delle federazioni stipulate dallimpero con i singoli popoli, e sul grado di indipendenza di questi dallimpero. Disuguaglianza e uguaglianza sono topos del dibattito sul diritto delle genti. Si ritiene che conservare il proprio diritto fosse uno dei principi di uguaglianza. Altro tema come si indica laltro nelle designazioni barbariche e cio esteri, pellegrini. Stranieri sono quelli che vengono dalle estremis mundi partibus adveniunt. Le esteri genti, erano le persone arruolate allestero per combattere guerre allinterno dello stato, mentre gli immigrans quelli senza alcuna specificazione di origine. Da questi ricaviamo due livelli di estraneit: i gruppi di migrantes e i profughi, tutelati per non essere ridotti in schiavit. Diverso il trattamento per gli hospites e chi viaggiava per affari, come i mercanti che, nelle normative dellimpero carolingio vengono assimilati alla figura dei pellegrini per permettergli di godere degli stessi privilegi. Nei territori occupati dai franchi tutti potevano vivere seguendo le proprie leggi. Scelta che cre problemi nellapplicazione di leggi nei rapporti tra persone di diversa nazionalit. Molti dei principi applicati nei secoli altomedievali vennero integrati nelle norme giuridiche da usare nei rapporti di estraneit. Non si riusc comunque a trovare una definizione unitaria di condizione giuridica di straniero, o forse non si volle nemmeno cercarla, per assicurare allordinamento massima flessibilit a seconda di specifici interessi e conomico-politici.
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Il terzo giorno proseguito con la lezione di Ian Wood, dal titolo The continental connections of Anglo-Saxon courts from Ethelberht to Offa. ( I legami continentali della corte Anglosassone da Edelberto a Offa). Sulla base non solo commerciale, ma anche religiosa, lInghilterra ha gi dei contatti con il blocco continentale, precisamente con quello franco. Certo i pi antichi sono i contatti di carattere temporale, matrimoni ad esempio, che tentavano di soddisfare gli interessi di entrambe le potenze, creando legami tra queste mediante unintensa politica matrimoniale. Da non trascurare sono anche le pressioni della sede religiosa, che lega spesso il matrimonio al fenomeno della conversione. Lingresso della sede romana nella chiesa inglese anche facilitata dalla poca unit di questa e da una ricerca di alcune sue sedi di legittimit da parte di Roma. Dunque il rapporto franchi Inghilterra assume connotati politici e religiosi che si legano fortemente tra di loro. Il matrimonio perde la sua prima natura solamente temporale, diventando oggetto della pressione papale. Il quadro che vedeva solo i due sovrani quali interpreti delle relazioni internazionali assume un nuovo personaggio: il papato. Terminato la sessione dalla mattina la lezione di Luis A. Garca Moreno, intitolata Relaciones internacionales del Reino godo de Toledo en el siglo VII: la obsesin bizant ina. (Le relazioni internazionali del Regno goto di Toledo nel VII secolo: lossessione bizantina) La Spagna appare una terra di scontri caratterizzata dalla presenza di pi forze: bizantini, goti, burgundi, merovingi. La situazione di stallo tra le varie forze si deve a due cause generali: le lotte per la successione dinastica e lapprofittare delle popolazioni barbare delle difficolt dellimpero bizantino, impegnato contro lespansione araba. Saranno proprio questi ultimi a porre fine alla lotta tra barbari e impero nella penisola iberica, occupandola nel 625. I lavori sono poi ripresi nel pomeriggio con la lezione di Bernd Schneidmuller, dal titolo Die Begegnung der Konige und die Nationalisierung Europas (9-11 Jahrhundert). Difficile indicare un processo lineare di de statalizzazione che partendo dal crollo dellimpero franco porti alla nascita delle nazioni. Occorre anzi porsi di fronte al fatto che alla debolezza delle nazioni fa da predecessore un grande passato, affrontando questo con una nuova strategia di ricerca: non pi lantico come base del moderno, ma alterit, il passato come presente di tante forme, anche diverse da quelle dellattuale. Nazione un costrutto sociale della storia ed diversa perci dalla Natio. Le nazioni medievali si presentano come comunit dinamiche, caratterizzate da sei elementi. Da tenere docchio il problema della concettualizzazione ossia i termini moderni non esistono negli ambiti del passato. Bisogna dunque storicizzare la questione. Il relatore ad esempio delle trasformazioni del periodo analizzato, IX-XI secolo, porta gli eventi seguiti alla divisione dellimpero franco nei regni franco orientali e occidentali e nella Lotaringia, e sul trattato di Bon (4-7 novembre 921). Sottolineando come la politica matrimoniale porti il legame di parentela a essere un legame internazionale e non pi semplice formalit (politica matrimoniale degli ottoni). La comunit si sta dunque evolvendo, passando da quella del faccia a faccia ad una pi complessa. A questa lezione ha fatto seguito quella di Hagen Keller, dal titolo Die Ottonen und die nachkarolingischen Konigreiche. Tre fenomeni sono presi in analisi: il processo di formazione di stati, tra tardo IX e XI secolo; la nascita di nuovi regna intorno al X secolo, con la frontiera che acquisisce un diritto internazionale sovrapponendosi a strutture della nobilt ma non modificando i riferimenti politici. Non bisogna dimenticare comunque che il potere dei re spesso va altre le frontiere; nel X secolo lidentit tra regni con qualit delle loro frontiere, un re due regni, senza unirli in un unico territorio. Il relatore pone qui in esempio la questione sul controllo della Lotaringia, che credo mostri i tre fenomeni sopra citati. Spesso dunque si nota come le frontiere del sovrano non corrispondono
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a quelle del regnum. Le frontiere esterne, nel caso degli ottoni, erano di natura diversa rispetto a quelle interne. Questi, anche grazie ai legami matrimoniali, sono al centro nei rapporti con le casate pi importanti dEuropa. Il vincolo familiare comincia ad essere vincolo importante di solidariet. A terminare la terza giornata di lavori la lezione di Antonio Carile, dal titolo Venezia e Bisanzio. Di una citt come Venezia non si pu parlare propriamente come di una entit invariabile. Nel rapporto tra questa e limpero doriente possiamo distinguere due fasi: tra VI -X secolo, la presenza navale bizantina costante nelladriatico; dallXI secolo, durante il dominio normanno sul canale di Otranto, lalleanza con la flotta venetica per contenere lespansionismo normanno. Bisogna poi fare attenzione alla connessione dellevangelista Marco con la chiesa locale, come segno di una politica di divisione dalla politica ecclesiastica bizantina. La leggenda della predicazione marciana avrebbe avuto dunque grossa rilevanza nella costituzione del ducato di Venezia. Sul fronte politico, alla questione tra franchi e bizantini per il controllo del ducato, conclusasi nel 812 con il riconoscimento di Carlo Magno dei possedimenti orientali in laguna, e con Michele I che riconosceva al sovrano occidentale la dignit imperiale, fece seguito una politica matrimoniale che univa ancora di pi Venezia allimpero orientale e privilegi imperiali che portarono allespansione dei mercati venetici nel levante romano. Si passava dallidea di sudditanza come fides nei trattati iniziali tra le du e parti, a quella di amici, riconosciuti poi nel 1187 da Isacco II come federati amici, e non pi come sudditi. Passano dunque da una dichiarata soggezione ad una forma di collaborazione militare e navale retribuita dallimpero. Ma linteresse bizantino non solo per lAdriatico, anzi. Sembra che il suo interesse per il Mar Nero, e dunque verso concessioni al ducato di Kiev, sia maggiore e precedente di quello verso la laguna. Il quarto giorno di convegno ha visto le lezioni della mattina aprirsi con quella di Jonathan Shepard, dal titolo Troubleshooters and man-on-the-spot: the emperors dealings with outsiders. Importanti sono le figure degli ambasciatori tra cui distinguiamo ad esempio i mediatori. Integrit personale, flessibilit e capacit di arrangiarsi sono alcune delle qualit di base di ogni buon ambasciatore. Altro aspetto la versatilit di scopi della missione di ambasceria, infatti non va trascurata la possibilit di un cambio di ruolo dellinviato o di tutta lambasceria, la cura della parola scritta, il contesto del mediatore, se opera dal centro verso i confini o al contrario. Tra IX-X secolo c aumento dei territori e di conseguenza aumenta il numero dei mediatori, che dovevano conoscere le usanze di tutti i popoli e saper affrontare limprevisto. La diplomazia inoltre era legata al principio dellospitalit, che poteva per anche degenerare in situazioni poco piacevoli. Inoltre non mancavano aspetti negativi nellopera di ambasceria, ad esempio il tradimento. L incontro continua poi con la lezione di Peter Schreiner, con titolo Die kaiserliche Familie: Ideologie und Praxis im Rahmen der internationalen Beziehungen in Byzanz. Famiglia imperiale una definizione occidentale. A Costantinopoli la Familia Imperi non comprendeva tutti i membri della corte, ma solo i consanguinei e diverso era anche il suo ruolo. Dal forte interesse per la politica, allassenza quasi totale fino al 1069 di viaggi allestero d ei suoi membri nelle ambascerie, segno della superiorit dellimperatore di Costantinopoli che , considerando lo straniero come sottoposto, crede sia un obbligo che questi si rechi da lui. Dallaltro lato la visita di sovrani stranieri in oriente sar legata a pellegrinaggi e crociate. La corte orientale anche luogo dasilo.
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Ancora, figli di potenti vengono mandati a Costantinopoli per ricevere istruzione. Da non sottovalutare qui il ruolo delladozione che genera legami di parentela ancor pi stretti. A proposito dei legami di parentela non vanno scordati i matrimoni, che riguardano gli ambiti della famiglia imperiale. Gli imperatori non possono prendere in moglie una straniera, eccezion fatta per alcuni imperatori come Michele IV, Giovanni II, Emanuele I. A differenza di quelli esterni, i matrimoni interni sono statici e comprendono tutti i gradi della famiglia. La struttura della famiglia imperiale sembra resti invariata anche nel tardo bizantino. E a chiudere la sessione mattutina la lezione di Telemacho Lounghis, dal titolo East Roman diplomacy towards Frankish States and relevant medieval theoretical approaches. Agateo definisce i franchi uguali a noi, tutti cristiani, non nomadi, differenti solo per vestiti e capelli. quindi accennato in queste righe unamicizia tra franchi e b izantini, dimostrata anche dai titoli, aspetti importanti nelle relazioni: i re merovingi chiamavano pater limperatore di Bisanzio. Ancora dopo Verdum, la politica orientale quella di un matrimonio che unisca di nuovo le due parti, oriente e occidente. Difficile a realizzarsi. C dunque da fissare un nuovo equilibrio , dopo l842-843, tra est, ovest, papa e i rapporti di questo blocco occidentale con loriente. Senza dubbio i rapporti tra papato e oriente sono rapporti difficili e questo, accanto al declino del rapporto della Germania con la Santa Sede, creer i presupposti per unalleanza tedesco bizantina. Ad aprire il pomeriggio la lezione di Evangelos Chrysos, con titolo Byzantium and Persia and the strengh of diplomacy as the link between equal powers. Su larga scala si possono distinguere due rapporti di sicurezza: stretta e larga. La sicurezza preoccupazione comune sia per limpero doriente sia per quello Persiano. La pace tra le due forze genera dunque stabilit e sicurezza ed frutto di un reciproco riconoscimento delle rispettive integrit territoriali. Garante della permanenza dellamicizia era lusanza di non rompere il patto, segno di lealt e parit verso una diversa realt politica. Si segna qui la sanzione di una pace eterna, legata alla vita dei due sovrani e al rapporto che cera tra i due poteri. A seguire, come seconda lezione del pomeriggio, quella di Alberto Alberti, dal titolo La Rus e Bisanzio. A inizio lezione il relatore sottolinea che c una differenza tra Rus, principato medievale con centro a Kiev; e Russia, stato moderno con centro a Mosca, sottolineando come luso dellaggettivo russo sia una adattamento contemporaneo se riferito al principato. Vengono menzionate testimonianze che attestano la presenza russa sia in occidente che in oriente. la poviest la pi antica raccolta annalistica slavo orientale, nucleo delle successive cronache. Lingresso della Rus nella storia coincide con lingresso di questa nello spazio bizantino. Fino all 860 infatti, il principato privo di tradizioni scritte. La parte finale della lezione dedicata allanalisi di tre trattati che vedono come protagonisti la Rus e Bisanzio, negli anni 911; 944; 971. Ultima nota sullaspetto religioso. La presenza cristiana nel principato gi accertata quasi mezzo secolo prima del battesimo del principe Vladimir (988). Attraverso poi una politica matrimoniale intensa il principato si legher non solo allimpero doriente ma anche con dinastie dellEuropa centrale, occidentale e settentrionale. In ultimo, a chiudere questo quarto giorno di lavori la lezione di Paolo Costa, dal titolo Contributi del mondo arabo allEuropa medievale in campo culturale, scientifico e tecnologico. Si sottolinea come lespansione araba non sia stata solo motivo di apprensione, ma anche possibilit di confronto e rinnovamento, non solo per quanto riguarda i suoi vicini orientali, ma anche per quella parte occidentale lontana, ma non tanto.
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Nellultimo giorno della settimana di studi, la prima lezione stata tenuta da Enrico Morini e ha avuto come titolo Il Levante della santit. I percorsi delle reliquie dallOriente allItalia. Traslatio sanctitatis ( espressione di Paolo Chiesa) ha una duplice valenza: punto nevralgico delle relazioni religiose, non solo tra oriente e occidente cristiano; un rapporto complesso per la difficile distinzione dei processi di imitazione nella sanctitas e nellideologia della sostituzione della traslatio. possibile dunque ordinare le testimonianze in categorie metaforiche definite percorsi ( ideologico politico, accoglienza come rifugio). In questa gamma di relazioni la reliquia del santo inserita nella dinamica delle relazioni tra le due parti. Spesso mediatori della transizione sono mercanti e imprenditori marittimi, come nel caso di San Marco a Venezia o San Nicola a Bari. Queste imprese, soprattutto nei casi di Bari e Venezia, miravano a risollevare lo stato di minorit ecclesiastica di queste citt, rispetto a quello civile. Nella collocazione della reliquia il ceto mercantile si pone in contrasto con quello religioso e in unit di intenti con quello politico. Allimportazione di queste reliquie si accompagna labbandono del culto dei santi militari. Anche il percorso ideologico delle reliquie associa pi caratteristiche: impulso devozionale, strumentale delle medesime, di accoglienza. Questultimo si collega alle altre cause di fuga in Italia di reliquie: la marea islamica e la furia distruttrice iconoclasta. O ancora, sono gli stessi occidentali a rifornirsi in oriente direttamente: i cosiddetti furta sacra. Opposta al trafugamento di questultimi la pratica dei doni, segno dellavviso polit ico, della dipendenza culturale (ad esempio i doni imperiali di Costantinopoli a Venezia). Latteggiamento degli occidentali si riconduce allassioma es/est oriente lux. La seconda lezione tenuta da Michael Borgolte, ha avuto come titolo Experten der Fremde. Gesandte in interkulturellen Beziehungen des fruhen und hohen Mittelelters, Il movimento nello spazio un mezzo di interconnessione culturale. Viaggiando e ritornando in patria i viaggiatori portano e lasciano tracce. (Il movimento genera informazioni) La visione per che deve derivare dai viaggi deve essere corretta e non influenzata dalla loro esperienza. Per questo spesso le narrazioni degli ambasciatori non sono considerate come transfert culturale. Figura dunque non molto chiara quella degli ambasciatori: chi fossero, cosa avessero portato e tramandato sono tracce molto rade. Tirando le somme, la chiarezza delle relazioni legata allinteresse personale degli inviati. E oltre a chi viaggiava per motivi commerciali, dunque i mercanti, e quelli costretti dalla fede, Ebrei e Mussulmani, chi erano gli altri viaggiatori? Ultima lezione quella di Gabriel Martinez-Gros, dal titolo LEmpire et ses tats: y a-t-il des relations diplomatiques lintrieur du monde islamique (VII-XII sicles). Possiamo distinguere due momenti dei rapporti diplomatici del mondo islamico, collegati alla sua ideologia: prima del VIII secolo, identificando limpero con la religione mussulmana e con limperatore come successore del profeta, che non ha eguali, frontiere ed unico e non pu avere relazioni diplomatiche con lavversario perch lo illude: o fedeli o infedeli. (Pensiero che ci rimanda a quello romano); dopo, interrotta lazione di conquista, limpero assume assetto stabile e difensivo (prima tregua degna di riguardo nel 741- 742). Il conflitto poi tra i tre califfati porta a smarrire loriginale struttura islamic a, con gli imperi cristiano e bizantino aventi ruolo arbitrario nella disputa, e col califfato selgiuchide che gi inizia a deteriorare il potere dei tre precedenti califfati. Con questa lezione, la consueta consegna dei diplomi e la comunicazione del tema della prossima Settima di studi, Leggere e scrivere nel Medioevo, termina la Cinquantottesima Settimana di Studio del Cisam.