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Lorrore delle foibe istriane E necessario dare uno spazio adeguato a questo orribile massacro di italiani, militari e non,

perpetrato in Istria e Dalmazia dai feroci partigiani di Tito aiutati, purtroppo, anche da partigiani comunisti italiani. Tale impressionante serie di efferate uccisioni, iniziate gi prima della fine della guerra, subito dopo l8 settembre 1943, continu anche dopo e a lungo, assumendo le caratteristiche di una vera e propria pulizia etnica che coinvolse oltre ventimila italiani infoibati e oltre trecentocinquantamila italiani costretti allesilio. Giover ricordare che le foibe (dal latino "fovea" = baratro, crepaccio) sono un fenomeno carsico molto rilevante in Istria, dove si contano 1600 di queste cavit naturali. A queste vanno aggiunti anche alcuni pozzi artificiali realizzati per ricerche minerarie, spesso molto profondi ( il caso di Basovizza, presso Trieste). Quando, dopo l8 settembre 1943, lesercito italiano si dissolse, i partigiani slavi di Tito ebbero buon gioco nellinfiltrarsi in Istria e in Dalmazia, occupando diverse localit e diventando, di fatto, padroni della situazione. Subito ebbero inizio le uccisioni di italiani, le sevizie e gli infoibamenti. Ricordiamo, doverosamente, Norma Cossetto, una delle prime vittime. Il 26 settembre 1943 i titini prelevarono Norma Cossetto, bella ragazza di 24 anni, laureanda, residente a Santa Domenica di Visinada (Pola) e la imprigionarono. Tante furono le sevizie che la giovane dovette patire, che essa divenuta limmagine simbolo di queste terribili vicende. Essa venne legata mani e piedi ad un tavolo e venne violentata da bel 17 bruti ubriachi. Fu, poi, seviziata con pugnalate al seno e altrove e, infine, inchiodata a una porta e gettata nella foiba vicino a Castellier di Visinada. Nella stessa foiba fu gettato il padre, Giuseppe Cossetto, che stava cercando notizie della figlia. La stessa orribile sorte subirono molti altri italiani che in questo periodo furono prelevati e fatti sparire. I partigiani di Tito, infatti, ebbero mano libera per circa quindici o venti giorni, fino a che i tedeschi non rioccuparono quei luoghi, costringendo i partigiani a ritirarsi sulle montagne. Ma quando, ai primi di maggio, le ultime resistenze tedesche e della R.S.I. ebbero termine, le uccisioni ripresero con furia selvaggia. I partigiani titini, coadiuvati da partigiani italiani comunisti, avevano stilato per ogni localit delle vere e proprie liste di proscrizione, per cui innumerevoli furono le vittime, spesso colpevoli soltanto di essere italiani. Le foibe si riempirono di cadaveri legati a due a due con filo di ferro. Spesso si trattava di uomini o donne scaraventati vivi nel baratro e lasciati morire laggi, spesso legati a un uomo gi morto. Come non ricordare lepisodio di sei italiani che il 14 maggio 1945, a guerra ormai finita, dopo inenarrabili sevizie, vennero gettati nella foiba di Fianona presso Pola. Leccezionalit di questo episodio sta nel fatto che due di questi, il S.Ten. della G.N.R.-M.D.T. Graziano Udovisi di 19 anni e il Milite Giovanni Radeticchio di 25 riuscirono a sopravvivere e a riemergere dalla foiba. Essi, che a quanto si sa sono gli unici sopravvissuti fra gli infoibati, hanno cos potuto raccontare tutto lorrore di quei momenti. Di fronte a tanta ferocia oltre 350.000 istriani e dalmati, appartenenti a famiglie che da secoli (talvolta da oltre mille anni) avevano vissuto in quei luoghi, furono costretti a fuggire in esilio. Immediatamente si diressero verso lItalia, la loro Patria, ma la nuova Italia nata dalla resistenza fu loro disgustosa matrigna. Malvisti, considerati fascisti, maltrattati specie dai comunisti italiani amici di Tito, furono chiusi in campi di raccolta ove vissero quasi come in un campo di concentramento. Tanto che ben 150.000 di loro andarono a cercare pi umana accoglienza in altre nazioni. Essi avevano perduto tutti i loro averi, ma lo stato italiano non ha mai saputo fare nulla in loro favore. E, per di pi, per anni questa tragedia stata volutamente ignorata e nascosta, perch non si osava mettere sotto accusa gli autori di questi assassinii, che non furono, come gi detto, soltanto slavi ma anche comunisti italiani. Soltanto ora si stanno togliendo i veli a questa immane tragedia e i nomi di foibe come Monrupino, Basovizza, Bus de la Lum, Fianona, Castellier di Visinada. cominciano ad essere conosciuti e a destare orrore. Pare che nella foiba di Basovizza siano stati calcolati 500 metri cubi di cadaveri, corrispondenti a circa 2000 persone. E questa soltanto una delle tante foibe, la quasi totalit delle quali, per, si trova ora in territorio croato o sloveno

per cui non consentito fare ricerche su di esse. Va infine ricordato che non solo le foibe hanno visto la morte di tanti italiani. Moltissimi di loro, specie militari della R.S.I. che avevano difeso fino allultimo i confini orientali dItalia, sono morti di stenti, di fame, di percosse nei tristemente famosi campi di concentramento jugoslavi di Borovnica, Aidusina, Idria, Lepoglava, Maribor che, non dimentichiamolo, sono stati aperti e funzionanti fino al febbraio 1950

MASSACRO DELLE FOIBE : vergogna dimenticata e scomoda verit Questa settimana abbiamo, coraggiosamente deciso di dedicare uno spazio ad una delle pi dolorose e drammatiche pagine di storia Italiana, troppe volte colpevolmente ignorata persino dai pi accreditati manuali di storia e di cui solo adesso si sta facendo qualche timido tentativo di ricordarne i caduti. Le cose che leggerete di seguito sono solo dettate dal civico desiderio di rendere il giusto tributo a delle persone orrendamente massacrate e poi ignorate dalla storia. Foibe (dal latino fovea ovvero fossa) una parola che per molti pu assumere solo il significato di voragine rocciosa carsica, dovuta all'erosione di corsi d'acqua sotterranei, purtroppo per rappresentano uno degli episodi pi cupi della storia Italiana nonch una ferita inguaribile nella memoria di tanti Italiani. In seguito al vile armistizio dell'8 settembre del 1943, da principio in Istria e di seguito su tutto il territorio di Trieste e del Venezia Giulia, i partigiani di Tito, a cui sovente erano aggregate formazioni partigiane italiane, usavano le voragini carsiche per uccidere barbaramente, gli Italiani, militari o civili che fossero. Comunemente, prima di essere gettati in queste fosse, gli Italiani, uomini e donne strappati dalle loro case e condannati senza nessun processo venivano sottoposti alle pi atroci sevizie tra cui evirazione, stupro ed accecamento. Molti Italiani venivano legati con filo spinato a dei cadaveri e gettati vivi nei crepacci. A tutt'oggi nessuno ancora riuscito ad accertare il numero effettivo delle persone cos orrendamente sterminate. Nelle foibe venivano uccisi civili a prescindere dal credo religioso e del colore politico professati: la loro unica colpa era quella di essere Italiani. Mi sembra importante sottolineare come al giorno d'oggi per questi crimini nessuno abbia ancora pagato. Potete sfogliare tutti i libri di storia che volete, state certi che non troverete nulla a riguardo di quest'argomento, poich rappresenta un aspetto scandaloso e sconcertante della tanto decantata resistenza partigiana. La causa del vergognoso silenzio va ovviamente ricercata nei cinquant'anni del dopoguerra, quando la "cultura" dominante si preoccupata, in maniera molto scorretta e parziale, di diffondere il seme dell'antifascismo e cercando di rendere gli Italiani ciechi innanzi alle barbarie degli "eroici partigiani". In Italia per oltre cinquant'anni si volutamente taciuto su questi fatti che ANCHE PER DOVERE DI OBIETTIVITA' ai cittadini avrebbero dovuto essere resi noti. Un alone di cupo silenzio ha avvolto le liste di proscrizione che gli uomini di Tito portarono con loro quando entrarono in Friuli Venezia Giulia; sotto silenzio stata fatta passare anche la sparizione di migliaia di persone che vennero lasciate a morire in quei luoghi o deportati nei campi di concentramento di Borovnica, Maribor, Aidussina. Sino ad oggi pochi coraggiosi hanno osato cercare e diffondere i documenti e le prove di quello sterminio. Quando avranno giustizia i sopravvissuti ed i parenti delle vittime ? Quante furono le vittime delle foibe? Sulla base di vari elementi raccolti nel tempo da studiosi pare che gli infoibati furono diverse migliaia a cui vanno poi aggiunte le migliaia di deportati nei lagher jugoslavi. Facendo dei rapidi calcoli quindi le vittime delle soppressioni slavo-comunista, sembrano ammontare attorno alle 10 mila, come ammise anche lo stesso Tito. Un altro nome che evoca analoghi massacri quello di Basovizza, nome corrispondente non ad una Foiba naturale, bens al pozzo di una miniera profondo oltre 250 metri. Nata originariamente come miniera di carbone poi abbandonata, nel 1945 venne trasformato in una immensa fossa comune dove i deportati con le mani straziate dal filo spinato venivano spinti in gruppo a scariche di mitra; quelli che giunti sul fondo non trovavano morte istantanea agonizzavano a causa delle ferite riportate nella caduta tra le rocce. Anche in questo caso la vittime venivano spogliate e sottoposte ad inenarrabili sevizie prima di venire scaraventate nell'abisso; recenti studi dicono che ammonti attorno a duemila il numero degli Italiani uccisi nella Bassovizza. Credo che solo un termine descriva quanto accadde alle foibe: genocidio. Finalmente nel settembre del '94 la Procura della Repubblica di Roma si decisa da avviare un'inchiesta al riguardo: i Carabinieri hanno sequestrato molti documenti riservati del ministero degli Esteri, degli schedari della Marina Militare e rintracciato alcuni testimoni e superstiti. Il Sostituto Procuratore Pititto ne ha ricavato una lista degli indagati dove figurano almeno trenta italiani e molti residenti in Croazia e Slovenia. Ci sembrava giusto dare il nostro modesto contributo per far si che senza nessuna strumentalizzazione politica, un simile scheletro nell'armadio fosse portato alla luce e non venisse ulteriormente fatta passare sotto silenzio questa, non mi stancher mai di ripeterlo, VERGONOSA pagina della storia che molti vogliono colpevolmente ignorare, ricordiamoci che alle Foibe vennero UCCISE PERSONE non per le ideologie professate, ma solo PER IL FATTO DI ESSERE ITALIANI.