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La strutturazione del tempo


Le relazioni umane secondo l'Analisi Transazionale Stefano Titta sj

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PARDES EDIZIONI. 4. La strutturazione del tempo Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 3.0 Italia (CC BY-NC-ND 3.0)

La dinamica delle carezze


Riprendendo alcuni aspetti delle carezze visti nella sezione XXXXX (link), possiamo dire che se una persona tende ad una certa ripetitivit nei modi di fare negativi, ad esempio si comporta spesso in modo goffo, indice che ha un problema a ricevere un certo tipo di carezze. Il problema non la colpa, ma riprendersi un potere che io ho delegato a qualcun altro. La carica di stress che certe situazioni danno viene appaltata da me, gestita in un certo modo che mi d in risposta un certo tipo di carezze negative: risolvo la situazione a mio svantaggio confermandomi in una posizione che mi familiare, che mi evita ulteriori stress. In quella posizione da imbranato qualche riconoscimento, ovvero dei benefici secondari, li ricevo. Se vuoi, puoi dire come stanno le cose e riprenderti in mano il potere di cambiare la situazione. Detto in altri termini, in chiave spirituale, Ges chiedeva sempre alle persone: Cosa vuoi che ti faccia? perch a volte nelle malattie ci stiamo bene, come il cieco a cui si rivolge Ges, non scontato che voglia riprendersi in mano la vita, una assunzione di responsabilit, significa riprendersi in mano un potere che io ho delegato ad altri. In certi ambiti si ha la sensazione che non ci sia modo di ricevere i riconoscimenti che si vorrebbero, ma anche queste situazioni sono da capire bene: proprio non ci sono vie duscita? A volte possibile allargare con la creativit le opzioni per ricevere carezze, possibile innestare dinamiche nuove quando le vecchie non soddisfano pi. Agli elementi base dello sviluppo umano, oltre il cibo e le carezze di cui abbiamo bisogno per vivere, se aggiunge un altro: la struttura del tempo. Abbiamo bisogno di strutturare il tempo della nostra vita , le dimensioni dello spazio e del tempo sono sempre strettamente connesse, lo spazio per non riusciamo a prenderlo in considerazione qui, possiamo solo dire che gli spazi non sono neutri, dicono del nostro modo di strutturare il tempo. Lo spazio pu rassicurare o inquietare, per esempio se arrivo ad un incontro e lo spazio disposto con le sedie a cerchio, aiuto laltro a capire come si strutturer il tempo, e si sentir rassicurato.

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Isolamento
E il primo modo di strutturare il tempo. Se ad esempio andiamo ad una conferenza ed il relatore non parla, io mi isolo e comincio a pensare alle mie faccende, entro in una relazione interna, penso, provo dei sentimenti, mi isolo dagli altri ed in genere non faccio cose di alcun genere. Lo scambio delle transazioni avviene solo attraverso carezze interne: lintensit delle carezze non molto elevata, sono carezze prevedibili ed il rischio psicologico molto basso. Lessere umano per non fatto per stare da solo, in certe circostanze per un po di tempo in isolamento ci si pu vivere, vivere ad esempio in cella di isolamento in un carcere, ma una situazione che mette a dura prova la persona.

Rituali
Immaginiamo di essere ad un gruppo di auto-aiuto, tutti sono riuniti a cerchio ma non succede nulla, e uno del gruppo pu cominciare a presentarsi per fare un giro di conoscenza. I rituali sono strutturazioni del tempio prevedibili, che richiedono un minimo di rischio, un esempio tipico la liturgia e il sacerdote che dice: Il Signore sia con voi tuttal pi pu rischiare che nessun fedele gli risponda. I rituali possono essere civili, familiari, ad esempio il fatto che tutte le domeniche bisogna andare dai nonni. O che la messa nella nostra parrocchia si dica alle sette del mattino: certi rituali ecclesiali immodificabili sono stati chiamati anche la Bibbia del gruppo. I rituali possono diventare alla lunga una forma sterilizzante, ma che ci garantisce molto nel nostro modo di strutturare il tempo, affermazioni tipiche di questo sono: Si sempre fatto cos, Tutti si aspettano quello, ecc.. Normalmente nei rituali le carezze che si danno sono prevedibili, ci si aspetta proprio di ricevere quelle, ma c anche un modo di vivere i rituali che pu portare ad una relazione molto profonda, ad esempio la liturgia eucaristica.

Passatempi
Dopo aver compiuto un giro di presentazioni non succede ancora nulla e qualcuno nel gruppo comincia a prendere la parola per rompere il ghiaccio, con frasi interlocutorie del tipo: Io sono gi stato ad un gruppo cos , o Io non ho mai fatto niente del genere, un modo per passarsi il tempo. I passatempi hanno la caratteristica di guardare indietro, si parla del passato; classico passatempo sono le chiacchiere da bar, i discorsi sul tempo o sulle tasse. I passatempi sono strutturazioni del tempo relativamente coinvolgenti, il rischio psicologico abbastanza basso.
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Quali stati dellIo sono coinvolti in queste prime tre modalit? Nellisolamento sono coinvolte anche tutte e tre; nei passatempi c molto il BA, soprattutto quando si parla male di qualcosa (dei politici, dellamministrazione, ...), altrimenti pu essere lA che sceglie di passare il tempo in modo piacevole, ad esempio se aspetti il treno o sei ad un pranzo di lavoro.

Attivit
Dopo le presentazioni bisogna fare qualcosa, si passa dal passare il tempo a fare cose insieme, un tempo finalizzato ad operare, le persone si sentono molto pi coinvolte e protette in questa situazione. Le attivit sono un tempo pi strutturato e il rischio psicologico pi alto perch non detto che le cose vadano come vorremmo, anche lo scambio di carezze diventa pi intenso. Posso avvertire ansia rispetto alle carezze che scambier, vorrei averne di positive e temo di riceverne di negative, ma lattivit psicologicamente pi protetta rispetto alle prossime strutture perch di solito si agisce dentro dei ruoli (il catechista, il diacono, leducatore) che danno sicurezza, dentro di essi il rischio non cos elevato. Domanda. I vostri gruppi parrocchiali appartengono ai passatempi o alle attivit? Si pu transitare da una struttura del tempo allaltra in un tempo anche breve, a seconda di quale stato dellIo attivo. Nei nostri gruppi ecclesiali pu essere utile chiederci come stiamo strutturando il tempo, se in attivit, passatempi o rituali. Ci sono persone che vivono quasi esclusivamente nellattivit, una ragione pu essere la paura di entrare su livelli pi profondi di contatto con gli altri. Lattivit permette di avere un buon livello di relazioni ma non troppo coinvolgente, utile e sano fare attivit, anche nella coppia. E importante per che lattivit sia necessaria e sia scelta, non un automatismo. Lattivit caratterizzata dalla ricerca del risultato, in certi lavori, soprattutto nel pubblico ci si perde in passatempi e rituali, ma mentre nei passatempi il tempo non passa mai, nelle attivit il tempo passa subito. A livello educativo sono tutti legittimi questi modi di strutturare il tempo.

Giochi psicologici
Sono una forma particolare di gioco, anche qui un termine comune ha un significato specifico. Il gioco qui inteso un intenso scambio di carezze che ha sempre un tornaconto negativo: quando dopo una serie di transazioni abbiamo questa sensazione, probabile che abbiamo fatto un gioco. Siccome il coinvolgimento
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inteso, si provano alla fine imbarazzo, fastidio da parte di tutti i giocatori. Ad esempio nel gruppo di auto-aiuto si pu decidere una lista di cose da fare insieme, e Marco prende le redini proponendo di cominciare dalla attivit con pi preferenze. Allora si alza Giovanni e dice: Chi lha detto che dobbiamo fare questo?, e Marco cerca di spiegare che si tratta di un principio democratico. Allora Giovanni interviene dicendo: Ma cosa centra? e Marco si smonta e torna al posto svuotato dicendo: Allora lasciamo perdere tutto! al che Giovanni risponde: Ecco, siamo alle solite, rovino sempre tutto!. La sensazione finale di fastidio e imbarazzo, il tornaconto negativo: i due hanno fatto un gioco. Il gioco si chiama cos perch ha caratteristiche fisse, si gioca sempre allo stesso modo: come se gioco a scopone, devo osservare certe regole, altrimenti non ci si diverte. Il gioco ha caratteristiche fisse e se io conosco le regole del gioco posso capire a cosa stiamo giocando e posso intervenire per uscire dal gioco, se questo non mi piace. Infatti il gioco lo si pu riconoscere dal suo sviluppo: di solito il primo giocatore ha lanciato un gancio (Giovanni ha espresso un disagio) esprimendo qualcosa che non centra col contesto, non attinente, e laltro giocatore (Marco) mette un anello, cio si aggancia rispondendo alla transazione apparentemente complementare del primo. Anello pi gancio, iniziato il gioco. Nel gioco ci sono transazioni ulteriori, se si coglie per tempo che c un gancio bisogna evitare di attaccarsi, altrimenti cominciano una serie di botte e risposte che possono essere rapide e fulminanti da cui se esce male. Certi giochi patologici durano tutta la vita e finiscono in modo drammatico, a noi per interessano solo i giochi sociali, su cui si pu intervenire per modificare la situazione. Durante il gioco avviene uno scambio di posizioni in cui due interlocutori si scambiano le parti, nel nostro esempio Marco che aveva preso le redini del gioco non fa pi il potente ma il frustrato, e Giovanni gioca il ruolo di quello che disturba, si riconosce come un fallito: entrambi provano un tornaconto negativo, ad un certo punto una transazione porta ad un incrocio in cui si ribaltano i ruoli. Lo schema di un gioco.

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C un altro modo di descrivere i giochi, utilizzando il triangolo drammatico di Karpmann, un triangolo ai cui vertici sono indicati i tre ruoli che si presentano in ogni gioco: la Vittima (V), il Salvatore (S) e il Persecutore (P). Il Salvatore quello che ha la soluzione dei problemi, il Persecutore dubita sempre e non ci sta, mette in dubbio le competenze, la Vittima quella che non ce la fa, si sente succube. Il gioco si gioca con due giocatori, uno butta il gancio da una delle tre posizioni e laltro ci mette un anello da una delle rimanenti due. Nel nostro esempio di prima, Giovanni fa il Persecutore e Marco fa il Salvatore, ma ad un certo punto entrambi i giocatori finiscono nel ruolo della Vittima. Se uno gioca rimane sempre nel triangolo, rimarr sempre su una di quelle tre situazioni che sono tutte negative. Quando siamo educatori o abbiamo un ruolo importante nel gruppo, dobbiamo fare molta attenzione nei giochi. In ambito educativo c il grosso rischio di fare il Salvatore, e non riuscire ad uscire pi da questo ruolo. Il triangolo si chiama drammatico perch realizza una situazione drammatica ma non disperata, comunque dinamica, prevede possibilit di uscita. Per uscire da un gioco bisogna non entrarvi, oppure trovare un modo di uscirne: riconoscere il gancio e attivare lAdulto quando si avverto entro di me un disagio nelle transazioni che sto compiendo. Anzich di andare nella posizione che mi pi consueta, la Vittima o il Salvatore o il Persecutore uso lAdulto, che un modo per rimanere un po esterni, distaccarmi dalla transazione. Una guida di gruppo viene attaccata per vedere se in grado di gestire il gruppo, e pu darsi che vengano usati dei giochi con lei. Non utile per nessuno entrare in questa struttura del tempo, che per garantisce un alto livello di carezze. I giocatori di solito giocano inconsciamente, e hanno la caratteristica di rimanere bloccati in situazioni vecchie e ripetitive, il motivo per cui giocano che il gioco assicura molte carezze e gratifica, anche se in un modo che fa stare male. Spesso nella coppia gli scambi pi intensi si hanno a questo livello ed evitano di andare pi in profondit, perch noi abbiamo paura dellintimit, che la relazione pi profonda in cui possiamo essere liberi, il gioco invece ci rassicura. Anche il Salvatore una figura negativa perch parte dal presuppost Io vado bene e tu No, perci un rapporto zoppo con laltro, mentre invece la fiducia dellAdulto si pone pi liberamente verso laltro considerandolo OK. Per uscire dai giochi bisogna trovare modo di uscire dalle transazioni ulteriori e quindi incrociare. Sviluppare lIo-marziano e accorgerci delle conseguenze che i giochi hanno dentro di noi. Ci sono lunghe liste di giochi scoperte da Berne, ma alla fine ognuno ha il suo gioco personale di cui prendere coscienza, il Goffo Pasticcione, e Sto Solo Cercando di Aiutarti sono solo due fra i tanti.

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Come cristiani noi crediamo che il Salvatore gi allopera nellaltro, non sono io che lo devo salvare, posso solo aiutarlo, la fiducia del cristiano non quel facile ottimismo per cui tutti siamo buoni, ma nel nome del Signore che salva. Ges non ha mai un modo di fare svalutante, i suoi avversari non vuole metterli a tacere ma vuole invitarli a prendere posizione, sollecita il loro Adulto e invita a non entrare in un gioco ma uscire allo scoperto, prendere posizione con le proprie idee, nella fiducia profonda sulle possibilit dellaltro di comprendere.

Intimit
E il modo pi profondo di vivere il nostro tempo, una franca relazione tra BL guidati dallA., lo scambio avviene in modo sano e profondo nel qui ed ora. C anche unintimit negativa come piangere un lutto o condividere una sofferenza, arrabbiarsi con laltro quando non svalutante ma nella sua dimensione fiduciale una forma di intimit guidata dalladulto. Nellintimit leffetto finale di apertura, di una relazione che va avanti, si mettono i presupposti per il cambiamento. Il livello di carezze massimo ed il rischio psicologico altissimo, per i credenti il Paradiso dove ci sono rapporti totalmente trasparenti e mai svalutanti. Si pu costruire la nostra personalit in modo che lintimit sia il luogo verso cui andiamo, quando percepiamo che con una persona ci stiamo bene perch una persona sana, che sa vivere lintimit.

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