Sei sulla pagina 1di 40

Programma

dei

lavori

Saluti ai partecipanti

Dott. Giancarlo Montesano


Presidente FareAmbiente Marsala

Prof.ssa Stefania Chironi


Facolt di Agraria Palermo - Vice Presidente Corso di Laurea in Viticoltura ed Enologia

Introduzione al convegno

Relatori

Dott. Alessandro Aric


Assessore Regionale al Territorio e allAmbiente della Regione Siciliana

Prof.ssa Stefania Chironi


Facolt di Agraria Palermo - Vice Presidente Corso di Laurea in Viticoltura ed Enologia

La sostenibilit come opportunit di valore aggiunto per il prodotto vino

Dott. Dario Cartabellotta


Dirigente generale Assessorato allAgricoltura, dipartimento interventi infrastrutturali

Prof. Rosario Di Lorenzo


Dipartimento DEMETRA Facolt di Agraria Palermo

Le esigenze di sostenibilit influenzano le tecniche di gestione del vigneto?

Dott. Marcello Caruso


Commissario Straordinario dellIstituto Regionale del Vino e dellOlio

Dott. Leo Prinzivalli


Istituto Regionale del Vino e dellOlio

Esperienze di Viticoltura sostenibile in ambienti estremi della Sicilia: Isola di Linosa, zona dei Nebrodi

Dott. Giuseppe Pellegrino


Presidente Ordine Agronomi e Forestali della Provincia di Trapani

Dott.ssa Francesca Varia


Ricercatrice INEA - Sede regionale per la Sicilia - Palermo

Pagamenti agroambientali: unopportunit da cogliere per una viticoltura sostenibile.

Enol. Carlo Ferracane


Presidente Associazione Enologi Enotecnici Italiani Sezione Sicilia

Dott. Carmelo Lo Giudice


Agente FATA Assicurazioni

La sostenibilit del reddito attraverso la tutela assicurativa

Moderatore
Istituto Regionale del Vino e dellOlio

Dott. Giuseppe Russo

FareAmbiente Marsala lieta di presentare il 2 convegno Agro Ambientale La sostenibilit della viticultura in Sicilia e nelle isole minori: una attenta analisi degli aspetti tecnici, ambientali economici e sociali. Lodierno convegno segue fedelmente lindirizzo programmato dallAssociazione che ha voluto dare, nel corso della sua attivit del 2011, una attenta lettura dei problemi legati allagricoltura del nostro territorio con particolare attenzione alla viticoltura. Il seminario del luglio 2011 parlava anchesso di sostenibilit ambientale. Vorrei richiamare lattenzione di chi ci segue e ci legge sulluso della parola sostenibilit. A prescindere dalla definizione pi diffusa fornita nel 1987 dalla Commissione Indipendente sullAmbiente e lo Sviluppo (World Commission on Environment and Development), presieduta da Gro Harlem Brundtland, che tutti ormai conosciamo, io credo che si debba focalizzare il nostro operato, cos come stiamo facendo, pi sugli aspetti educativi come listruzione, la formazione, linformazione e la sensibilizzazione delle nuove generazioni sul concetto universale di salvaguardia del nostro pianeta. I seminari ed i convegni che Fare Ambiente Marsala organizza vanno in questa direzione per attivare quel circolo virtuoso che va dalleducazione scolastica alle campagne informative, dalla formazione professionale alle attivit del tempo libero, dai messaggi prodotti dai media a quelli pi in generale del mondo culturale. Ecco perch dobbiamo parlare pi di cultura della sostenibilit che di sviluppo sostenibile poich la cultura della sostenibilit una cultura basata su una prospettiva di sviluppo durevole che trova la sua essenza nei quattro principi fondamentali della sostenibilit: Sostenibilit economica, Sostenibilit sociale, Sostenibilit ambientale, Sostenibilit istituzionale. Se riusciremo a tutelare e salvaguardare il nostro ecosistema naturale dalle modificazioni negative che noi stessi produciamo con le nostre attivit, potremmo veramente dire di aver contribuito alla missione che la Commissione Brundtland ha definito con queste parole: Lumanit ha la possibilit di rendere sostenibile lo sviluppo, cio di far s che esso soddisfi i bisogni dellattuale generazione, senza compromettere la capacit delle generazioni future di rispondere ai loro. Giancarlo Montesano Presidente FareAmbiente Marsala

lo sviluppo sostenibile un obiettivo globale che nel rispondere ai bisogni delle generazioni attuali cerca di non compromettere la capacit delle generazioni future di soddisfare i propri bisogni. Infatti secondo gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio, approvati da 189 paesi nel settembre del 2000 e il Piano di Implementazione di Johannesburg adottato nel 2002 durante il Summit Mondiale sullo Sviluppo Sostenibile, risulta necessario cambiare modelli di produzione e di consumo diventati insostenibili, proteggere e gestire le risorse naturali in modo sostenibile per lo sviluppo sociale ed economico al fine di salvaguardare la salute ed integrare efficacemente lobiettivo di sviluppo sostenibile allinterno del processo di globalizzazione. Il Vertice Mondiale sullo Sviluppo Sostenibile (WSSD) ha riconosciuto per le strategie regionali e nazionali che lo sviluppo sostenibile non pu essere realizzato in modo isolato e che gli indirizzi internazionali devono essere adattati alle circostanze locali e alle condizioni delleco-regione di riferimento. Nonostante i progressi fatti c una crescente consapevolezza nel bacino del Mediterraneo che le attuali tendenze di sviluppo non siano ormai pi sostenibili: affrontare i problemi ambientali mediterranei significa gettare le basi per lo sviluppo della regione. E fondamentale mettere fine al degrado ambientale, responsabile dellaumento dei costi economici e sociali gi molto alti - Piano di Azione Mediterraneo 10 Meeting della Commissione Mediterranea sullo Sviluppo Sostenibile - MCSD - giugno 2005, Atene -. Nel prossimo futuro i consumatori considereranno il fattore ecologico come uno dei parametri principali per scegliere un vino, attribuendo al concetto di rispetto che luomo nutre verso lambiente unimportanza simile alla qualit, al prezzo, alla variet o allorigine e alla salubrit del prodotto stesso. Enol. Giacomo Manzo Responsabile Regionale Dipartimento Enologia FareAmbiente Sicilia

La sostenibilit come opportunit di valore aggiunto per il prodotto vino

di Stefania Chironi

Parlare di sostenibilit o ancor pi di sostenibilit nel mondo del vino vuol dire affrontare una vastit di temi e di problematiche che ruotano proprio attorno al termine sostenibilit. Le continue pressioni sullambiente naturale, la crisi economica e la sua gestione, la concorrenza globale, sono tutti fattori che hanno reso sempre pi indispensabile laffermazione dei principi di sostenibilit e con essa la consapevolezza di una maggiore sensibilit al cambiamento. Innanzi tutto partirei ricordando la definizione di sostenibilit che la caratteristica di un processo o di uno stato che pu essere mantenuto ad un certo livello indefinitamente. Perch un processo sia sostenibile esso deve utilizzare le risorse naturali ad un ritmo tale da consentire che esse possano essere rigenerate naturalmente. Perseguire lobiettivo della sostenibilit rende quindi necessaria una radicale conversione culturale che va sicuramente nella direzione opposta a quella a cui sino ad ora siamo stati abituati. Il concetto di sostenibilit nella sua diffusione nel tempo stato molto articolato ed approfondito, dando anche luogo ad
7

interpretazioni talvolta ambigue e contrastanti. La parola sostenibile risente anche della sua associazione al termine sviluppo tanto che spesso si parla di sviluppo sostenibile come sinonimo di sostenibilit. Un approccio sostenibile prevede misure indirizzate alla salvaguardia delle risorse naturali ed per questo motivo che unaltra delle associazioni pi comuni che si fa al termine sostenibile, quella con ambiente . Parlare di sostenibilit ambientale vuol dire considerare uno scenario pieno di attivit che riguardano: la produzione di energia, la qualit dellaria, luso e la gestione delle acque, lutilizzo dei suoli a scopo agricolo , la gestione della diversit vegetale ed animale, la gestione del territorio, dellurbanistica, ecc., ecc. Possiamo, cos, arrivare a parlare di agricoltura sostenibile che un concetto anchesso molto ampio e che consiste nellutilizzo di tecniche agricole in grado di rispettare le risorse naturali evitando pratiche e sostanze dannose per il suolo, per lagricoltore e per il consumatore finale.

Mettere in pratica tutto ci richiede una conoscenza approfondita del territorio in cui si opera e delle risorse naturali a disposizione. Parlare, quindi, oggi di viticoltura sostenibile significa creare attorno alle aziende un interesse tale da prospettare un nuovo modello imprenditoriale e nuove opportunit per gli addetti del settore. Ci si pone spesso un interrogativo al quale cercher di rispondere con questo mio intervento ossia se il vino si presta alla sostenibilit. La sostenibilit prima di tutto una questione culturale e per porre le basi a misure agronomiche ed enologiche sostenibili bisogna rivedere, in primis il modello culturale della nostra societ. Nel mondo del vino potremmo individuare alcune importanti condizioni che possono portare alla sostenibilit: 1) Ecocompatibilit 2) Multifunzionalit 3) Territorialit 4) Design sistemico Lecocompatibilit un inevitabile principio della sostenibilit, nel mondo del vino richiama principalmente agli aspetti agronomici e di gestione del vigneto ma anche a processi di cantina e di commercializzazione. Pu essere ricondotto al concetto di agricoltura biologica, ma con una visione ben pi ampia, che riporta anche al ruolo strategico che gioca la biodiversit in tal senso e, la biodiversit un requisito indispensabile per garantire durabilit ad un azienda vitivinicola. La multifunzionalit, concetto tanto caro allattuale PAC, si basa sullesigenza di curare linteresse collettivo attraverso la valorizzazione e la tutela ambientale e paesaggistica.
8

Il vino il risultato di una forte connessione tra agricoltura, ruralit, e territorio in cui esso prodotto. Lattivit vitivinicola ha una forte capacit di esercitare influenza sul territorio e rappresenta per tante regioni, e quindi, anche per la Sicilia, uno dei pilastri delleconomia locale, ha un ruolo fondamentale nellassetto del territorio e nella tutela dei beni e delle tradizioni culturali, come ad esempio la conservazione di antichi edifici rurali per la fruizione dei consumatori. Multifunzionalit ed agrovitivinicoltura si esprimono concretamente nelle sinergie tra attivit agricola e sviluppo rurale. Infatti, la multifunzionalit come condizione essenziale della sostenibilit una visione dellagricoltura per la quale, la tutela dellambiente, lidentificazione dei prodotti, la biodiversit non sono considerarti come dei vincoli ma al contrario rappresentano il vantaggio economico per le imprese. Sul piano economico la multifunzionalit rappresenta, proprio per il prodotto vino, la possibilit di ottenere quel valore aggiunto che viene dalla possibilit di diversificare i redditi e creare alternative di occupazione al di fuori dellattivit agricola in senso stretto. La multifunzionalit nel vino si pu esprimere attraverso una vasta gamma di offerta di servizi che vanno dallaccoglienza in cantina, alla ristorazione, al godimento dei beni artistici, storici e tradizionali che sono localizzati nelle aree rurali, a progetti di sensibilizzazione nei confronti dellartigianato locale ed alle produzioni gastronomiche di un territorio. La multifunzionalit pu diventare per lazienda vinicola il mezzo per fare qualit e per offrire un immagine migliore di se e del territorio di appartenenza. Ma lapplicazione della multifunziona-

lit e di conseguenza della sostenibilit nel mondo del vino dipendono strettamente dalla volont del singolo imprenditore e soprattutto dalla politica territoriale. La territorialit che consiste nella valorizzazione delle risorse territoriali, nel vino vuol dire la capacit che il prodotto ha di comunicare con il territorio; esaltare la territorialit per un vino vuol dire proteggere il territorio stesso, enfatizzare e diffondere le sue caratteristiche naturali ed antropiche, e come dice Carlo Petrini la territorialit di un vino la base per arrivare a fare la qualit. In tal senso lidentificazione dellorigine di un vino la condizione necessaria per rispettare la cultura di un territorio e di conseguenza avviare un percorso nella direzione della sostenibilit. La provenienza delle uve deve essere un elemento chiave nel rapporto con il consumatore. Il design sistemico un modo diverso di intendere il prodotto vino, il quale non pi considerato soltanto una merce, ma racchiude in se la storia delle persone, degli animali e vegetali che lhanno resa possibile . Il design serve a mettere in evidenza i paesaggi, i valori e le propriet; il design racconta processi, permette relazioni crea occasioni di incontro e di scambio, sviluppa promuove e produce nuove ciclicit (Ceppi G. 2006) Visto in tal senso il design pu contribuire significativamente ad identificare dei principi progettuali che possono rappresentare la base di un approccio vitivinicolo sostenibile il che vuol dire andare oltre lidea del consumo del vino. La vitivinicoltura quindi un fenomeno che non si limita solo alla produzione di vino, ma che agisce sul territorio sia da un
9

punto di vista agronomico che di gestione del paesaggio. Lobiettivo della sostenibilit del vino pu implicare ad esempio, un ripensamento progettuale dellarchitettura delle cantine. Disegnare la sostenibilit in un vino significa per unazienda vedere la produzione in unottica di sistema prodotto- servizio . Ci presuppone che il singolo produttore si interroghi su questioni generali che concernono il proprio sistema produttivo, come ad esempio quali sono i suoi consumatori, quali tipologie di prodotto si possono offrire, quali forme di comunicazione si possono adottare, ecc. Questi interrogativi, seppur abbastanza generali, portano, appunto, ad avere una visione sistemica ed unopportunit che consente di rendere gli operatori consapevoli della complessit che ruota attorno alla materia vino. Ci che quindi pu stare alla base del successo imprenditoriale di unazienda la capacit di vedere il vino nel suo insieme. Una visione sistemica pu essere la base di modelli organizzativi che possono permettere di valorizzare le risorse locali, di vitalizzare uneconomia territoriale, di garantire continuit al sistema agro viticolo, e soprattutto di rompere le barriere tra chi produce e chi fruisce. Esempio di design sistemico consiste nel riconsiderare il valore degli scarti del sistema vitivinicolo che sono quasi esclusivamente rappresentati da materia organica e quindi essere visti come una risorsa concreta anzich come una difficolt da gestire; la valorizzazione delle vinacce, nella produzione di mangime o lutilizzo dei raspi nella combustione nei processi di distillazione. Concluderei questo mio intervento

pensando ai consumatori, lanello finale della catena produttiva e punto di partenza delle scelte di mercato di un azienda. Essi sono oggi sempre pi attenti a tutte le tematiche ambientali di salvaguardia della propria salute e dellambiente, in futuro saranno sempre pi indirizzati a considerare il fattore ecologico tra le caratteristiche principali per cui scegliere un vino, attribuendogli quasi lo stesso peso che possono avere sia il prezzo che lorigine o la variet; le aziende dovranno quindi puntare anche a pubblicizzare i loro pro-

dotti per entrare nella mente del consumatore come amiche dellambiente, adottando inoltre tutta quella serie di pratiche tipo carbon footprint , packaging ecofriendly, e perch no come hanno pensato alcuni produttori francesi, spedizione dei i vini via mare a vela; del resto, seppur con tempi lunghi,il vino marsala stato un precursore di tale pratica. Saper sfruttare appieno la multifunzionalit del settore pu portare a concludere che il vino ha tutte le carte in regola per adattarsi alla sostenibilit.

10

Le esigenze di sostenibilit influenzano le tecniche di gestione del vigneto?

di Rosario Di Lorenzo

Politiche agricole comunitarie (2014-2020)

Sostenibilit: concetto complesso che impone una visione olistica non limata ai singoli aspetti energetici, ambientali, economici, ecc..

DIRETTRICI DI SVILUPPO

QUALITA

PROTEZIONEVALORIZZAZIONE AMBIENTALE

VITICOLTURA

RAZIONALIZZAZIONE DELLE RISORSE

Gli obiettivi della sostenibilit sono in contrasto con le direttrici di sviluppo della viticoltura?

PRODUTTIVITA

2
11

Un approccio sostenibile alla viticoltura non pu prescindere dello studio del sistema vigneto

Esempi di gestione agronomica sostenibile

4
GESTIONE DEL SUOLO

5
Andamento del contenuto in azoto nitrico (ppm) nella stagione vegetativa
140 120 100
(ppm)

veccia Tradizionale (lavorazioni)

80 60

NO 3

40 20
germogliamento invaiatura

campionamenti

7
GESTIONE DEGLI INPUT
216,37

Azoto interrato
250

200

Sistemi esperti per la def i nizione delle strategie di intervento

Tecnologie per la somministrazione ne Differenziata (rateovariabile)

150

Kg/ha

120,06

100

50

Veccia-Avena

Favino

2.2 2 1.8 1.6 1.4 1.2 1


1800 1600 1400 1200 1000 800 600 400 200 0

freque nze a ssolute

1499

2405

3310

4668

5574

19 52

28 57

37 63

42 16

51 21

favino

veccia

tradizionale

produzione (g)

8
12

60 27

Livelli di stress idrico e potenziale idrico fogliare di base ( b) proposti per la gestione dellirrigazione con strategia di deficit idrico controllato

Livelli di stress idrico da realizzare nel vigneto gestito con strategia di deficit idrico controllato nei diversi intervalli fenologici

Livelli di stress idrico Assenza di stress Stress moderato Stress elevato Stress severo

b MPa >-0,2 da -0,2 a -0,5 da -0,5 a -0,8 <-0,8

intervallo fenologico germogliamento - allegagione allegagione - invaiatura invaiatura - raccolta post raccolta riposo vegetativo

livelli di stress idrico assenza di stress stress moderato da stress moderato ad elevato assenza di stress

10

11

INFLUENZA DEL REGIME COLTURALE SULLEQUILIBRIO VEGETOPRODUTTIVO E SUI PARAMETRI QUALITATIVI


Valori medi per le cv: INZOLIA, GRECANICO E CATARRATTO Supercie fogliare totale (cm 2 ) Uva pianta (kg) Legno pianta (g) Peso del tralcio (g) Uva/legno - Indice di Ravaz Superficie fogliare / uva (cm 2/g) Sostanza secca totale/Area fogliare (g cm -2) NERO DAVOLA Antocian i totali (mg/acino) Antociani totali (mg/kg di uva)
0.5 922 0.6 983
+20% +7%

Asciutto
4549.0 7.8 665.5 35.8 11.9 10.7 8.3

Irriguo
6299.0 9.9 835.5 45.0 12 .0 11.6 8.4
+38% +27% +25% +26%

12

Volumi irrigui nella gestione tradizione e in deficit idrico controllato

600 560 m 3/ha 520 480 440

13

400 Deficit idrico contr. tradizionale

13

UTILIZZO DI BIOMASSE PRODOTTE NEL VIGNETO

Produzione di sarmenti 3,20 t/ha/anno

Diversificazione della produzione Immissione nel ciclo energetico una fonte rinnovabile

Conclusioni
Viticoltura sostenibile:
- E coerente con la corretta gestione agronomica del vigneto e con le attuali direttrici di sviluppo della viticoltura: contenimento dei costi, razionalizzazione delle risorse; -Impone una profonda comprensione del sistema vigneto; -Richiede elevata capacit tecnica di gestione dei mezzi produttivi anche innovativi; Ma allora quali sono le resistenze per lo sviluppo di una gestione sostenibile del vigneto?
Non conoscenza, contribuzione.., assenza di sinergie tra i diversi segmenti della filiera.ecc

14

Esperienze di vicoltura sostenibile in ambienti estremi della Sicilia: Isola di Linosa, zona dei Nebrodi
di Leo Prinzivalli

Attivita sperimentale dellIstituto:


Sperimentazione enologica:
- impiego di coadiuvanti enologici non allergeni(proteine

vegetali); - Produzione di vini senza utilizzo di anidride solforosa;

Sperimentazione viticolaenologica nelle isole minori:

Mothia: recupero di un antico vigneto di grillo e

produzione di un vino dolce riproducendo antiche tecniche di produzione;

Isole eolie: protocolli di lavorazione per lindividuazione

di tecniche alternative allappassimento al sole delle uve di Malvasia delle Lipari ;

3
15

Pantelleria: protocolli di lavorazione per lelevazione

Linosa: impianto di vigneti sperimentali con lo scopo di

delle rese (PROMED);

mantenere ed incrementare la viticoltura (PROMED);

Zona dell Etna: introduzione di cultivars alloctone

( pinot nero);

Zona dei Nebrodi: impianto di vigneti sperimentali per la

produzione di vini spumanti;

I principi
Promuovere una viticoltura che rispetti lambiente,

sia economicamente vitale e provveda alla multifunzionalit dellagricoltura, cio gli aspetti sociali, culturali e ricreazionali; Assicurare la produzione di uve sane di alta qualit attraverso metodologie di monitoraggio e produzione allavanguardia e nel rispetto delle tradizioni locali;

9
16

10

Dare priorit alluso dei meccanismi di regolazione

naturali;

Preservare e migliorare nel lungo periodo la fertilit

del suolo; Minimizzare linquinamento dellacqua, suolo e dellaria.

PO

Italia-Malta 2007-2013
La protezione dellambiente nelle isole del Mediterraneo attraverso la valorizzazione di un sistema colturale arboreo

Molti di questi principi sono in linea con quelli dell IOBC/WPRS (International Organization for Biological and Integrated Control of Noxious Animals and Plants, West Palerarctic Regional Section)

11

12

13

14

Inversione della tendenza di abbandono delle

Lotta allerosione nelle isole di Gozo, Malta, Linosa e Pantelleria; Sviluppo e incremento di fonti di reddito ecocompatibili alternative al turismo balneare.

campagne; Aumento della copertura verde nei mesi siccitosi; Salvaguardia del sistema dei muretti a secco; Razionalizzazione delle risorse idriche; ottenimento di prodotti ad alto reddito; Sviluppo di percorsi turistici;

15
17

16

I partner
Attivit previste
Studio dei territori Individuazione delle zone a rischio Ottimizzazione degli impianti di vigneto Valorizzazione dei prodotti per rendere il sistema
LIRVOS (gi IRVV)Ente di ricerca della Regione Sicilia Il CSEI (Centro Studi di Economia applicata all'Ingegneria) Finalita' del
CSEI Catania e' di contribuire a promuovere lo sviluppo socio-economico del Mezzogiorno d'Italia nell'area della gestione delle acque, dei sistemi di disinquinamento dell'ambiente idrico, dei sistemi di tutela dell'ambiente dall'inquinamento e in generale nell'area della gestione delle risorse naturali.

remunerativo

LUniversit di Malta Il Ministero delle Risorse e degli affari Rurali di Malta Il comune di Lampedusa e Linosa Il comune di Pantelleria LOrganizzazione dei Produttori Gheneb Ghall-Inbid di Malta:

Creazione di un centro sperimentale a Malta

Lunica OP che rappresenta i produttori di uva nelle isole maltesi. Conta pi di 350 membri, che rappresentano l85% della produzione di uva a Malta e a Gozo. Tra gli scopi dellorganizzazione vi anche la promozione della qualit e della sostenibilit della gestione e della produzione di uve

17

18

Lisola di Linosa

Lisola di Linosa fa parte dellarcipelago delle Pelagie ed situata al centro del mare Mediterraneo, 160 km a sud della Sicilia e 160 km a est della Tunisia. Lisola ha una forma pressoch circolare con uno sviluppo costiero di 11 km ed una superf i cie di 5,43 km. Le sue origini sono relativamente recenti: secondo studi geologici Linosa emerse durante il Quaternario antico e deve la sua origine alle eruzioni avvenute lungo la linea di frattura tra la costa est della Sicilia e il litorale di Tunisi; i crateri vulcanici sono tuttora ben evidenti

19

20

Mantenere ed incrementare la viticoltura a Linosa in linea con quanto previsto dalla strategia di Lisbona che mira ad assicurare alla popolazione un tenore di vita migliore, accompagnata da un utilizzo sostenibile delle risorse naturali secondo un modello logico dal punto di vista ambientale e sociale. I vigneti sperimentali di Linosa sono stati impiantati, dallIRVO, nel rispetto di queste strategie e, nella prospettiva di individuare caratteri distintivi per la realizzazione di vini particolari che, potrebbero rappresentare lespressione autentica e genuina di un ambiente diff i cile per caratteristiche idrogeologiche e climatiche.

Sullisola di Linosa sono presenti vigneti ad uso

familiare lunica variet coltivata lo zibibbo e la produzione di uva viene destinata in parte come uva da mensa; Non esiste produzione di vino se non ad uso personale;
22
18

21

Lo sviluppo nei primi anni stato stentato;

la composizione chimico-strutturale del suolo

Nel 2008 vengono impiantati a Linosa vigneti

sperimentali in due diverse zone dellisola: uno a Punta paranzello ( ad est) e laltro in c.da Faraglioni (ad ovest) ; La variet impianta lo zibibbo utilizzando le marze delle piante coltivate a Linosa; La prima micro-vinif i cazione sperimentale signif i cativa stata realizzata nel 2011;

(vulcaniti, con media dotazione in sostanza organica, poco profondi, acalcarei, con difetti nei principali elementi minerali (da Fierotti et al. 1988)); landamento pluviometrico: piovosit molto irregolare e bassa (meno di 320 mm/annui); Le temperature: valori minimi invernali tra 9C e 14C e estive massime tra 24 e oltre 40C; I valori di igrometrici: periodo primaverile-estivo oltre il 90%; Aerosol marino Azione della fauna indigena (conigli, lucertole, uccelli, insetti);

23

24

Queste condizioni ambientali e climatiche condizionano a livello qualitativo e quantitativo le produzioni. Inoltre e la indisponibilit di risorse idriche rendono ESTREMO lambiente alla coltivazione della vite che, comunque riesce ad esprimere attivit vegetativa e produttiva.
25

rilievi effettuati in vigneto


fertilit potenzial e fertilit reale legno di indice di produzion peso e media a medio potatura Ravaz Kg/ pianta grappol g/pianta o gr

1,1

0,7

0,750

330

420

1,78

26

Protocolli di lavorazione
La prima vinificazione sperimentale significativa stata realizzata nel 2011; Data di vendemmia: 09 agosto 2011; Dati rilevati sulle uve alla vendemmia: - zuccheri Brix : 20,47;

- acidit totale (g/lt): 6,7; - pH: 3,45.

Protocollo di vinif i cazione Zibibbo secco Vendemmia manuale e trasporto in cassette; Diraspapigiatura; Criomacerazione( 4C) in presenza di enzimi precursori di aromi per 12 ore; Pressatura soff i ce Solf i tazione e sedimentazione statica a freddo(8C) per 12 ore in presenza di coadiuvanti per la chiarif i cazione; Inoculo di lieviti selezionati ed avvio della fermentazione alcolica a temp. controllata(18-20C) f i no ad esaurimento degli zuccheri fermentescibili; .Af i ne fermentazione travaso e solf i tazione; Conservazione in acciaio per 3 mesi con periodici batonnage; Stabilizzazione ed imbottigliamento

Protocollo di vinif i cazione Zibibbo dolce

naturale

Vendemmia manuale appassimento al sole e

in camera termoigrocondizionata;

Diraspapigiatura; Criomacerazione( 4C) in presenza di

enzimi precursori di aromi per 12 ore; freddo(8C) per 12 ore in presenza di coadiuvanti per la chiarif i cazione; Inoculo di lieviti selezionati ed avvio della fermentazione alcolica a temp. controllata(18-20C) f i no ad arresto spontaneo; Af i ne fermentazione travaso e solf i tazione; Conservazione in acciaio per 3 mesi con periodici batonnage; Stabilizzazione ed imbottigliamento.

Pressatura soff i ce Solf i tazione e sedimentazione statica a

27
19

28

Dati analitici dei vini: Zibibbo secco:


alc. % vol. ac. tot ( g/lt ac. tart.) 5,93 3,32 pH ac. malic o (g/lt) 2,13 ac. lattic o (g/lt) 0,02 ac. Tart . (g/lt ) 1,67 ac. estratt glicerol Citric o lordo o ( g/lt) o (g/lt) (g/lt) 0,34 21,04 6,82 zucche ri (G/F) g/lt tracce

12,04

Dallesame dei principali parametri

analitici si vede

come, seppur in condizioni estreme, i vini ottenuti, dal


Zibibbo dolce:
alcool % vol. ac. tot ( g/lt ac. tart.) 6 3,6 1 pH ac. malic o (g/lt) 2,13 ac. lattic o (g/lt) 0,3 ac. ac. Tartaric Citric o (g/lt) o (g/lt) 1,73 0,64 estrat to lordo (g/lt) 126,1 5 glice zuccheri r. (G/F) ( g/lt) g/lt

punto di vista eno-chimico, non presentano squilibri signif i cativi in entrambe le tipologie prodotte.

14,66

10,4 3

93,89

29

30

trattandosi di vini ottenuti dalle stesse uve, le caratteristiche sensoriale risultano analoghe. Prevale, naturalmente laroma varietale; evidente, in entrambi i vini, una nota minerale, non sempre presente nei vini zibibbo prodotti in altre zone. Inoltre si riscontrano i descrittori: agrumi, frutta matura,albicocca, pesca, frutti tropicali, ananas, speziato, l oreale e miele. Con diversa frequenza in entrambi i vini. f

31

32

Denominazione: Minissale Comune: Ucria (ME) Altitudine (m): 1200 mt slm Anno impianto: 2010 Sesto (m): 0,80 x 1,80 Forma di allevamento: Controspalliera Tipo di potatura: Guyot semplice Variet impiantate: Catarratto lucido, Catarratto extralucido, Chardonnay

Lattivit sperimentale nellareale dei monti Nebrodi

nasce dallesigenza di individuare areali della regione Sicilia adatti alla produzione di vini spumanti. La provincia di Messina , storicamente vocata alla produzione di vini qualitativamente importanti; (doc: Faro, Mamertino,Malvasia delle Lipari); Il vigneto impiantato a conf i ne con il parco dei nebrodi a 1200 mt slm;

33
20

34

Il paesaggio di queste zone veramente suggestivo;

Questo ci ha spinto a osare ancora prima di valutare,

attraverso gli indici bioclimatici, lattitudine della zona per la produzione di vini spumanti;

35

36

Le variet impiantate sono:


Nellanno dimpianto le condizioni climatiche hanno
il catarratto bianco lucido Il catarratto extralucido

consentito la messa a dimora delle piante solo alla fine di aprile; Lo sviluppo nel primo anno stato rallentato; Nel 2012 sono stati raccolti i primi grappoli di una delle variet, il catarratto lucido;

Lo chardonnay

37

38

Le uve sono state vinificate seguendo un protocollo di

Dati delle uve alla raccolta


Data raccolta: 27 settembre 2012 Zuccheri babo: 16,70 pH: 2,69 Ac. tot. (g/lt ac.tart.) 15,35 Ac. malico (g/lt) 5,25

vinif i cazione standard per la produzione di vini basespumante; la presa di spuma sar fatta con il metodo classico, champenoise; Come per tutte le altre prove sperimentali sono previsti analisi chimico-f i siche,analisi sensoriali e gascromatograf i ci; I risultati saranno pubblicati dopo un periodo di sperimentazione di almeno due vendemmie.

39
21

40

Contemporaneamente sui vigneti sono in corso rilievi

fenologici e produttivi; Sar installata in prossimit dei campi sperimentali una capannina meteorologica per i rilievi climatici e la formulazione degli indici bioclimatici.

tenuto sempre in considerazione laspetto della sostenibilit ambientale, questi sforzi per potrebbero risultare vani se non si tiene conto che: Il concetto di sostenibilit, sia per la sua intrinseca multidisciplinariet sia per la complessit della sua definizione e realizzazione, rappresenta unimportante sfida per il mondo della ricerca. Il settore vitivinicolo per incrementare il rapporto con la sostenibilit necessita non solo della volont e della predisposizione culturale del singolo produttore, ma anche di un supporto accademico e pubblico. Mettere a punto tecniche agronomiche in grado di mantenere la redditivit dellazienda agricola, di limitare limpatto ambientale dellagricoltura conservando lequilibrio ecologico dellagroecosistema deve essere un obiettivo della societ in generale, non solo allazienda di vino.

Le esperienze finora fatte in questi ambienti hanno

CONCLUSIONI

22

Pagamenti agroambientali: unopportunit per una vitivinicoltura sostenibile

di Francesca Varia

Un breve accenno al contesto sociale e normativo di riferimento La relazione tra agricoltura e ambiente biunivoca, poich il futuro del settore primario dipende dalla disponibilit, dallo stato di conservazione e dallequilibrio delle componenti ambientali - gli esperti parlano di biotopo e di biocenosi - mentre il futuro delle risorse naturali dipendente dallazione dellagricoltore, sia essa diretta alla loro distruzione che alla loro tutela. Si tratta dunque di un rapporto dinamico che potrebbe divenire simbiotico se si riuscisse a ricondurlo ai canoni dello sviluppo sostenibile, ovvero ad un modello di sviluppo che secondo la definizione della Commissione Mondiale su Ambiente e Sviluppo Brundtland (1987) permette di soddisfare le necessit del presente, senza compromettere la possibilit, da parte delle future generazioni, di soddisfare le proprie, un modello ideale che si realizza laddove la vitalit economica e quella ambientale di un dato territorio si intersecano positivamente con i grandi temi della salute e dellequit sociale. In questo ritrovato equilibrio, gli interessi degli agricoltori si conciliano con quel23

li di una societ che sempre pi aspira alla prosperit economica (ovvero alluscita dal tunnel della crisi), alla sicurezza alimentare, al welfare, alla cultura, alle pari opportunit, alla qualit della vita. Lintegrazione di questi aspetti nella politica di sviluppo rurale espressione di una sempre pi diffusa consapevolezza in merito alla multifunzionalit dellagricoltura, intesa come strategia per diversificare le attivit aziendali. Ne consegue una ricollocazione dei fattori produttivi aziendali dalla produzione agricola in senso stretto a favore di funzioni ambientali, sociali, ecc. che permettono di generare redditi aggiuntivi (Henke R. e Salvioni C., 2010). Tutto ci in risposta alla nuova domanda di beni e servizi espressa dai cittadini consumatori sotto il profilo della salubrit, sicurezza e diversificazione qualitativa del cibo ma anche della tutela, valorizzazione, fruizione del territorio e del suo patrimonio naturale e culturale (paesaggio, biodiversit, amenit, tradizioni). Inoltre, va sottolineato che le strategie di multifunzionalit pi forti spingono le imprese a creare interrelazioni - a fare rete - con le comunit locali e con le attivit che

coesistono sul territorio, con le istituzioni e con altri attori sociali, verso la nuova dimensione delleconomia relazionale (Zamagni S., 2006), dove conta il modo in cui i beni vengono forniti e quello in cui vengono consumati e i problemi economici sono indissociabili dai rapporti umani. La politica europea dello sviluppo rurale sostenibile 2007-2013 (ai sensi dei Regg. CE 1698/2005 e 1290/2005) ha affidato alle misure dellAsse 2 dei Programmi di Sviluppo Rurale (PSR) il compito di intervenire in favore della protezione e del rafforzamento delle risorse naturali, della preservazione dellattivit agricola e dei sistemi forestali ad elevata valenza naturale, nonch dei paesaggi culturali1 delle zone rurali (Commissione Europea, 2005). LAsse 2 del PSR Sicilia 2007-2013 (Regione Siciliana, 2012a) intestato al Miglioramento dellambiente e dello spazio rurale, mira a valorizzare lambiente e lo spazio naturale sostenendo la gestione del territorio attraverso interventi volti a promuovere: la tutela e/o la conservazione del paesaggio agro-forestale; lequilibrio territoriale; la diffusione di pratiche agricole e forestali sostenibili; le iniziative ambientali ed economiche che procurano benefici alle comunit rurali. Con il cofinanziamento del Fondo Europeo Agricolo di Sviluppo Rurale (FEASR), in particolare, la misura Pagamenti agroambientali, contraddistinta dal codice 214, finalizzata a ricompensare gli agricoltori per i maggiori costi e i mancati redditi derivanti dallassunzione volontaria, e su base
1 In senso generale ogni paesaggio culturale, in quanto in ogni descrizione di paesaggio riconosciamo sempre un prodotto del pensiero umano, espresso nei nomi e nei valori simbolici come nelle trasformazioni materiali (Giorda S., 2010).

contrattuale, di impegni agroambientali che studi e valutazioni a carattere tecnicoscientifico (la Valutazione ex ante e la Valutazione Ambientale Strategica del PSR, in primo luogo) hanno dimostrato avere la capacit (efficacia) di incidere positivamente sul conseguimento dei seguenti obiettivi: conservazione della biodiversit delle specie e tutela e diffusione di sistemi agroforestali ad alto valore naturalistico; tutela e gestione sostenibile del territorio e tutela della risorsa suolo; tutela delle risorse idriche; aumento della produzione di biomassa e diffusione di pratiche e/o attivit per la riduzione dei gas serra. La pianificazione di questi interventi stata a suo tempo affiancata da una analisi SWOT2 dellambiente e dello spazio rurale regionale, da cui emersa unelevata variabilit ambientale legata alla presenza di aree montane, aree caratterizzate da svantaggi specifici e altre aree svantaggiate3, aree naturali protette, aree della Rete Natura 2000, aree ad agricoltura estensiva ed aree agricole ad elevata valenza naturalistica. Da questa variabilit discendono: punti di forza (interni): biodiversit legata alle favorevoli condizioni ambientali, con elevato numero di specie endemiche; diffusa presenza di aree ad agricoltura estensiva; crescente diffusione di metodi di produzione a basso impatto ambientale; buona qualit delle risorse idriche; presenza di territori ad elevato valore paesaggistico per la presenza di colture tradizionali; presenza di aree protette ed ambienti ad elevato valore naturalistico; riconoscimen2 Lacronimo SWOT sta per Strenghts - Weaknesses Opportunities - Threats, che di traducono in Punti di forza Punti di debolezza Opportunit Minacce. 3 La classificazione delle aree svantaggiate di riferimento del PSR Sicilia 2007-2013 quella sancita dal Reg. (CE) 1257/99.

24

to del ruolo multifunzionale dellagricoltura; razze animali autoctone ecc.; punti di debolezza (interni): tendenza allabbandono delle attivit agricole nelle zone svantaggiate, con conseguente contrazione demografica; elevati costi di produzione e perdite di reddito degli agricoltori che operano in zone svantaggiate; elevata incidenza dei territori a rischio di dissesto idrogeologico; alta incidenza di incendi boschivi; degrado ambientale e paesaggistico; alta vulnerabilit di specie floristiche e faunistiche ai cambiamenti ambientali; dispersione di rifiuti nellambiente; opportunit (dallesterno): fruizione ambientale ai fini ricreativi e culturali; valorizzazione della biodiversit; crescente sensibilit sociale per gli aspetti paesistici ambientali; innovazioni a valenza agrosilvo-ambientale; adozione di elevati standard per il benessere degli animali; informazione ai consumatori sulle specificit delle produzioni locali, banche del germoplasma; recupero, creazione e ripristino di biotopi, habitat naturali e naturalistici; minacce (dallesterno): sviluppo dellurbanizzazione e aumento del turismo non regolamentato; contaminazione da OGM; cambiamento climatico, effetto serra e riduzione della piovosit media annua; aumento delle aree a rischio di desertificazione; eccessivo sfruttamento delle falde acquifere; aumento degli incendi. Le Azioni agroambientali a superficie attivate dal PSR Sicilia 2007-2013 La misura 214 si pu definire il cavallo di battaglia del PSR: il suo budget, pari a 533.634.830,00 euro (di cui 385.756.626,00 euro, ovvero il 72%, a valere sul FEASR), rappresenta infatti il 24% della dotazione finanziaria pubblica del Programma (2.185.429.768,00 euro) e il 58% della dotazione dellAsse 2 (922.648.241,00 euro).
25

Come termini di paragone, basti considerare che lincidenza sul budget del Programma della tanto popolare misura 121 Ammodernamento delle aziende agricole distanziata di 5 punti percentuali e quella della misura 123 Accrescimento del valore aggiunto dei prodotti agricoli e forestali di ben 16 punti percentuali. Appare opportuno ricordare che ammontano a 255.000.000,00 euro le risorse accantonate dalla misura alla voce trascinamenti, risorse necessarie per far fronte agli impegni pluriennali assunti dagli agricoltori nei precedenti periodi di programmazione. I pagamenti agroambientali sono previsti nellambito della sottomisura 214 1/A Adozione di metodi di produzione agricola e di gestione del territorio sostenibili; per essi sono stati gi emanati due bandi, uno nellaprile 2008 e laltro nel dicembre 2009. Un terzo bando, pubblicato sul sito istituzionale del PSR lo scorso mese di luglio, attualmente attivo e, essendo interessate lAzione 214/1A Metodi di gestione dellazienda agricola sostenibili (impropriamente chiamata riduzione dei fitofarmaci) e lAzione 214/1B Agricoltura e zootecnia biologica4, ad esso che la vasta platea di viticoltori della Sicilia Occidentale sta guardando con molto interesse, chi con entusiasmo, chi ancora con scetticismo. La presente relazione intende contribuire a questo dibattito riportando alcune considerazioni maturate sia per esperienza personale sia grazie al ruolo privilegiato che lIstituto Nazionale di Economia Agraria riveste in seno al Programma Rete Rurale Nazionale del Ministero delle Politiche
4 Per completezza dinformazione si precisa che lattuale bando attiva risorse finanziarie anche a valere dellAzione 214/1D Allevamento di razze autoctone a rischio di estinzione o di abbandono, finalizzata alla tutela dellagrobiodiversit attraverso la conservazione delle risorse genetiche animali.

Agricole, Alimentari e Forestali (Mipaaf), anche grazie alla postazione regionale che opera allinterno dellAssessorato delle Risorse Agricole ed Alimentari della Regione Siciliana. Nellultimo triennio, la misura 214 ha mostrato un andamento di spesa crescente, con un incremento medio annuo dei pagamenti, da parte dellAgenzia per lErogazioni in Agricoltura (AGEA) - Organismo Pagatore, di circa il 15%. Alla data del 31 dicembre 2011, la misura 214 ha raggiunto una capacit di spesa di tutto rispetto: nel complesso, infatti, sono stati erogati 341.647.905,85 euro in favore di 43.890 domande di aiuto (Regione Siciliana, 2012b). Tale importo di spesa pubblica certificata equivale al 64% della dotazione finanziaria complessiva della misura, a significare che lavanzamento degli interventi sta procedendo secondo le aspettative del decisore pubblico. Il dato certamente pi interessante sotto laspetto della coesione territoriale che circa i 2/3 degli aiuti sono concentrati sul territorio montano (133.764.241,13 euro per 14.681 domande) e sulle altre zone svantaggiate (84.700.566,29 euro per 12.466 domande), ovvero sulle aree del territorio siciliano a maggior rischio di abbandono dellattivit agricola e di spopolamento. In esse, gli effetti della perdurante crisi economica risultano amplificati dalle condizioni di marginalit economica e sociale e le risorse finanziarie pubbliche, essendo peraltro molto limitate le alternative agli ordinamenti colturali estensivi, sono diventate sempre pi importanti per il mantenimento delle imprese agricole in attivit e della loro funzione di presidio del territorio, a salvaguardia delle risorse ambientali. Considerando i 2 bandi della programmazione 2007-2013, escludendo dunque i
26

dati relativi ai trascinamenti, sono stati erogati pagamenti in favore di 6.085 aziende agricole; queste aziende costituiscono il 7% dellintera popolazione potenzialmente beneficiaria degli aiuti del Programma, rappresentata dalle aziende agricole attive iscritte alle Camere di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura (CCIAA). Il numero di aziende agricole che hanno ricevuto pagamenti agro ambientali ha raggiunto il 34,3% del target (17.720 aziende) a cui il decisore pubblico punta alla chiusura del Programma. Per quanto riguarda lestensione della Superficie Oggetto dImpegno (SOI), secondo i dati di monitoraggio del PSR sono 119.762,79 gli ettari interessati da impegni agroambientali, pari all8,6% della SAU regionale (1.384.043 ettari) rilevata dal 6 Censimento Generale dellAgricoltura ISTAT al 2010. In questo caso, stato raggiunto il 54,0% del target (221.765 ettari) previsto per la fine del periodo di programmazione. Le realizzazioni raggiunte al 31 dicembre 2011, sin qui brevemente descritte, sono certamente lusinghiere: se consideriamo anche le aziende agricole beneficiarie dei trascinamenti, si raggiunge una SOI ad agricoltura biologica di 231.188,43 ettari e una ad agricoltura sostenibile di 20.851,36 ettari. Per dare unidea immediata della significativit della SOI delle Azioni 214/1A e 214/1B a livello regionale (2.520,39 kmq), la si potrebbe paragonare allestensione della superficie del Granducato di Lussemburgo (2.586 kmq), una piccola nazione nel cuore dellEuropa. Volendo entrare nel merito degli aspetti tecnici legati alladozione dei metodi di produzione agricola e di gestione del territorio previsti dalla misura 214, si ricorda che lAzione 214/1A ha segnato un sensibile rafforzamento degli impegni agroambientali della precedente Azione F1a del

Piano di Sviluppo Rurale Sicilia 2000-2006. La superficie minima aziendale ammessa a premio pari a 2,00 ha, ma si sta apportando una modifica alla misura per ridurre questo limite di accesso nelle Isole minori. Gli impegni dellAzione sono diretti a: proteggere il suolo dallerosione e dalla desertificazione nelle aree sensibili; prevenire il declino della sostanza organica; tutelare la biodiversit; migliorare lefficienza delle tecniche di fertilizzazione e di irrigazione (ad esempio con la tecnica agronomica del sovescio per le colture arboree e la vite, luso dellapplicativo on-line METAFert per la compilazione dei piani di concimazione aziendali, ladesione guidata on line al programma di bilancio idrico e di irrigazione IRRISIAS5); limitare luso degli agenti inquinanti (ad esempio, con la razionalizzazione delle concimazioni6,4 il divieto di spargimento di liquami e/o fanghi, la rinuncia al diserbo con prodotti chimici). In particolare, i vantaggi ambientali dellazione 214/1A sono rivolti principalmente alla tutela della qualit delle acque, sulla quale hanno effetti positivi la razionalizzazione e la riduzione dellimpiego di fertilizzanti ed il minore e migliore utilizzo di agrofarmaci derivanti dal rispetto delle Norme tecniche in materia fitosanitaria aggiornate periodicamente dallAmministrazione regionale. Ladesione allAzione 214/1B, invece, comporta il rispetto, per lintera superficie aziendale, delle norme europee sulla produzione biologica (Reg. CE 834/2007, Reg. CE 889/2008 e s.m.i.). Anche per questa Azione la superficie minima aziendale am5 METAFert e IRRISIAS sono servizi realizzati e resi disponibili gratuitamente dal Dipartimento Regionale degli Interventi Infrastrutturali per lAgricoltura. 6 In linea generale, ladesione allAzione 214/1A determina una riduzione della quantit di unit fertilizzanti utilizzate che pu essere stimata intorno al 30% rispetto alle pratiche normali.

messa a premio pari a 2,00 ha, ad eccezione delle Isole minori, dove questo limite ridotto a 1,00 ha. Inoltre, sono previsti impegni agroambientali inerenti al carico minimo e massimo di bestiame (0,5 e 2 UBA7/ha, rispettivamente), alladozione di un piano di concimazione aziendale e allapplicazione di metodi di gestione del suolo analoghi a quelli previsti per lAzione 214/1A. Favorendo un approccio globale alla gestione sostenibile delle risorse aziendali, lAzione consente processi di innovazione e di sviluppo pi significativi e duraturi rispetto allattuazione di singoli e specifici interventi agroambientali. Il sostegno pubblico della 241/1B alla produzione agroalimentare biologica, sia essa in fase di introduzione8 sia in quella di mantenimento, giustificato dalla constatazione che i beni e servizi pubblici da essa derivanti (di cui beneficiano i consumatori e lintera collettivit) non risultano, allo stato attuale, ancora sufficientemente valorizzati dal mercato in termini di prezzi remunerativi per gli agricoltori, a fronte di costi di produzione normalmente superiori rispetto alle coltivazioni o agli allevamenti convenzionali. Tale situazione, ancor pi evidente nel comparto vitivinicolo, non consente alla maggior parte delle aziende biologiche di conseguire adeguati livelli di sostenibilit economica in assenza di pagamenti agroambientali. Per ci che concerne i benefici ambientali, lAzione 214/1B contribuisce in forma
7 LUnit di Bestiame Adulto (UBA) lunit di misura della consistenza di un allevamento che, rapportata alla SAU, consente di determinare la densit dellallevamento stesso. La consistenza in UBA di un allevamento si ottiene applicando al numero dei capi presenti in azienda degli appositi coefficienti legati allet ed alla specie degli animali. 8 La fase di introduzione termina tre anni dopo in cui il produttore ha effettuato la prima notifica di attivit con metodo biologico ai sensi dellart. 28 del regolamento CE 834/2007 e s.m.i..

27

diretta a tutti gli obiettivi specifici dellAsse 2, in particolare alla tutela della biodiversit, grazie allimpiego di agrofarmaci e fertilizzanti a bassissimo impatto ambientale. Inoltre, lAzione favorisce il miglioramento qualitativo delle produzioni dal punto di vista igienico-sanitario e la tutela della salute degli operatori e dei consumatori. Giova ricordare che, in generale, gli impegni agroambientali della misura 214 travalicano il rispetto delle cosiddette norme di condizionalit, distinte in Criteri di Gestione Obbligatoria (CGO) e Buone Condizioni Agronomiche e Ambientali (BCAA), previste dalla normativa europea (artt. 4, 5 e 6 e allegati II e III del Reg. CE 73/2009) e da quella nazionale e regionale. Tali disposizioni rappresentano la cosiddetta condizione baseline a cui si devono conformare gli agricoltori che ricevono sostegni dalla Politica Agricola Comunitaria (PAC)9. In particolare, in questa sede, va ricordata la norma che impone il mantenimento dei vigneti in buone condizioni vegetative e quella, lultima entrata in vigore (1 gennaio 2012) concernente lobbligo di costituzione delle fasce vegetazionali lungo i corsi dacqua, che devono far da tampone allinquinamento idrico, favorendo la costituzione di specifiche nicchie ecologiche per la sosta, la riproduzione e il rifugio della fauna e dellavifauna stanziale e migratoria. Implicazioni collaterali delle Azioni agroambientali Ladesione alle Azioni agroambientali non comporta soltanto il rispetto degli impegni descritti nel PSR Sicilia 2007-2013 e
9 Si pensi ad alcune tipologie di aiuto previste dal I Pilastro quali, ad esempio, il Premio Unico Aziendale e lindennizzo per vendemmia verde, e ad altre tipologie di aiuto del II Pilastro afferenti alle misure a superficie dei PSR, come, ad esempio, le indennit compensative in zone svantaggiate e le indennit in zone Natura 2000 e zone in Direttiva Acque.

nelle disposizioni generali e specifiche della misura 214. Lagricoltore deve essere ben consapevole di andare incontro ad una nuova dimensione dimpresa, segnata in primo luogo - e inevitabilmente - dallinnalzamento dei livelli di trasparenza, burocrazia e di costi di transazione10 associati alle attivit di informazione, promozione, contrattazione e controllo, sostenute dallente pubblico e dai beneficiari (). L insieme di tali costi, tanto pubblici che privati, pu ridurre la partecipazione alle politiche volontarie.(Scorzelli D., 2007). Alcune implicazioni collaterali limpresa agricola potrebbe averle gi affrontate, tra queste, ad esempio, il rispetto della condizionalit e la creazione o aggiornamento del fascicolo aziendale sul portale del Sistema Informativo Agricolo Nazionale (SIAN). Altre, invece, direttamente conseguenti alladesione alle Azioni agro ambientali, sono ad esempio: lassoggettamento al sistema di controllo e sanzioni dellOrganismo Pagatore; lassoggettamento al sistema di controllo del biologico (conformit); le procedure per la presentazione della domanda di aiuto e delle successive domande annuali di pagamento; la complicazione del managment aziendale nella relazione con il nuovo contesto, caratterizzato dalla repentina crescita del numero di attori sociali con cui limprenditore deve interfacciarsi (Centri di Assisstenza Agricola CAA, tecnici profes10 Per costi di transazione si intendono tutti quei costi, quantificabili o meno, legati allorganizzazione di unattivit; essi si generano quando nasce lipotesi di uno scambio tra soggetti economici ed indicano sia lo sforzo dei contraenti per arrivare ad un accordo sia i costi che insorgono per fare rispettare quanto stabilito. Sono costi di transazione, ad esempio: il costo in tempo e denaro per definire un accordo, il costo in tempo e denaro della ricerca dei contraenti per un dato contratto; i costi di ricerca di informazioni riguardanti il mercato ed i suoi agenti.

28

sionisti, Uffici dellAssessorato delle Risorse Agricole ed Alimentari, Organismi di Controllo, AGEA, ). Non meno importanti sono gli adeguamenti strutturali e i cambiamenti nella gestione aziendale, aspetti che investono tanto il capitale fisico dellazienda quanto quello umano. A titolo esemplificativo ma non esaustivo, si considerino: lacquisizione di know-how per il rispetto degli impegni agroambientali e della condizionalit (rispetto delle Norme Tecniche per la difesa fitosanitaria, rispetto della Direttiva Nitrati, prelievo dei campioni di terreno per le analisi chimiche propedeutiche al piano aziendale di concimazione, mantenimento della conformit in biologico, ) ladeguamento del parco macchine e la relativa corretta manutenzione periodica; la costituzione delle fasce tampone lungo i corpi idrici; il rispetto delle scadenze previste dalle disposizioni attuative e dalle circolari AGEA; il mantenimento dellattivit agricola non al di sotto del livello di intensit che assicura le buone condizioni vegetative delle piantagioni; il presidio dellazienda e del territorio contro atti vandalici e reati ambientali; le limitazioni alle decisioni dimpresa per il periodo dimpegno (ad esempio, le estirpazioni devono essere preventivamente autorizzate dallAmministrazione Regionale); leffetto domino su altri aiuti pubblici, poich unirregolarit sanzionabile nel campo delle Azioni agroambientali potrebbe applicarsi automaticamente anche ad altri aiuti (es. indennit compensative, Premio Unico Aziendale); A queste implicazioni, se ne aggiunge unaltra, a carattere generale, che il richiamo ad una nuova politica aziendale eticamente corretta e responsabile.
29

Confronto fra impegni e benefici per limpresa agricola e per la societ A fronte degli impegni e delle implicazioni sopra descritti, gli agricoltori ricevono un premio di entit variabile a seconda dellAzione (cfr. Tabella 1 e Tabella 2) e a seconda della coltura o raggruppamento colturale. Sia per lAzione 214/1A sia per lAzione 214 1/B, nel caso di nuovi impianti di colture arboree e di impianti in cui sono stati effettuati reinnesti, il premio sino allentrata in produzione ridotto del 50%. Nel caso di colture consociate, il premio andr ragguagliato alleffettiva SAU interessata dalle coltivazioni. Nel caso particolare delluva da vino, qualora lazienda usufruisca, il medesimo anno e per le medesime superfici, anche degli aiuti relativi alla vendemmia verde ai sensi dellOrganizzazione Comune di Mercato (OCM) Vino, al fine di evitare sovracompensazioni, vietate dalla normativa europea, il premio agroambientale si riduce a 525 euro/ettaro per lAzione 214/1A e a 715 euro/ettaro per lAzione 214/1B (sia per lintroduzione sia per il mantenimento). Appare opportuno ricordare, a questo punto che, considerate le implicazioni e le incertezze sopra menzionate, se i benefici per limpresa agricola fossero solamente legati alla compensazione dei maggiori costi e dei mancati redditi sostenuti a causa del rispetto degli impegni, non si giustificherebbero n gli esiti sinora conseguiti sul territorio n le aspettative che in special modo i viticoltori del trapanese in questo momento stanno mostrando nei riguardi del bando recentemente pubblicato dalla Regione. C dellaltro? Quali opportunit si potrebbero delineare dal cambiamento dei metodi di gestione degli agroecosistemi?.

Tabella 1 Entit degli aiuti dellAzione 214/1A per categoria di coltura/raggruppamento colturale

Coltura/raggruppamento colturale Cereali da granella Leguminose da granella Foraggere Colture ortive Piante aromatiche officinali Agrumi Mandorlo, noce, nocciolo, carrubo, pistacchio Fruttiferi Uva da vino Olivo
Fonte: PSR Sicilia 2007-2013 v4.

Entit dellaiuto euro/ettaro/anno 120 140 90 350 150 460 360 608 650 370

Tabella 2 Entit degli aiuti dellAzione 214/1B per categoria di coltura/raggruppamento colturale

Coltura/raggruppamento colturale

Premio euro/ettaro/anno Introduzione Mantenimento 200 200 160 340 220 550 400 850 530 850 850 580

Cereali da granella Leguminose da granella Foraggere Colture foraggere con allevamento zootecnico 2 UBA/ha Pascoli con allevamento zootecnico 2 UBA/ha Colture ortive Piante aromatiche officinali Agrumi Mandorlo, noce, nocciolo, carrubo, pistacchio e frassino da manna Fruttiferi Uva da vino Olivo
Fonte: PSR Sicilia 2007-2013 v4.

220 220 180 370 220 600 450 900 570 900 900 670

30

Da una pi attenta analisi emerge che, conseguenze indirette dei pagamenti agroambientali quali la vaccinazione burocratica e lessere catapultati nella dimensione rigidamente regolamentata della condizionalit, rappresentano per le imprese agricole dei percorsi obbligati necessari allaccesso ad altri aiuti pubblici. Un valido esempio rappresentato dalloperazione di riconoscimento dei titoli della PAC 20142020 sulle superfici vitate che avr luogo, a breve, nel nuovo quadro regolamentare del Premio Unico Aziendale. Le tecniche agronomiche promosse dalle Azioni agro ambientali, insieme alla corretta manutenzione delle macchine e delle attrezzature aziendali, permettono di ridurre gli inputs chimici ed energetici, con unapprezzabile contrazione dei costi di produzione. Ladozione di modelli di agricoltura pi rispettosi dei sensibili equilibri ambientali esercita effetti positivi e durevoli sulla fertilit del suolo e sulla produttivit delle colture; inoltre, migliora la resilienza delle colture alle fitopatie e ai cambiamenti climatici, con beneficio dellentomofauna utile e, in generale, della biodiversit presente nellagroecosistema. Non di secondaria importanza sono le opportunit di mercato che potrebbero delinearsi nei circuiti propri delle produzioni biologiche e di quelle sostenibili/integrate, anche grazie allinclusione nelle nuove Reti Alimentari Alternative, rappresentate in Sicilia dai Gruppi di Acquisto Solidale (GAS) e dalle Reti sociali costituite negli ultimi anni intorno ad eventi culturali come A Fera Bio. Altre opportunit per creare nuove fonti di reddito possono derivare dal rafforzamento della multifunzionalit dellagricoltura e dalla diversificazione delle attivit, ad esempio integrando con creativit la funzione produttiva alimentare con quelle economiche e sociali legate
31

alla filiera corta, ai laboratori del gusto, alle fattorie didattiche, allagriturismo, agli stage aziendali per studenti e altro ancora. Infine, ciascuna di queste trasformazioni rappresenta percorsi sostenibili di valorizzazione del capitale umano, divenuto pi consapevole, competente e competitivo, pi attento a cogliere i segni del cambiamento e ad assumere decisioni appropriate. Dal punto di vista della collettivit, i costi dei pagamenti agro ambientali sono riconducibili ad una componente diretta, rappresentata dal costo pubblico della misura (pari a 533.634.830,00 euro), da considerare come un costo-opportunit che potrebbe essere utilizzato per altre finalit economiche, ambientali e sociali, ugualmente utili ed importanti, e ad una componente indiretta a cui contribuiscono tutti i costi amministrativi, in termini di risorse umane e finanziarie, che la Pubblica Amministrazione (a livello regionale, nazionale e comunitario) investe nellaccompagnare la completa implementazione della policy. I benefici vanno invece a vantaggio delleconomia rurale, in primo luogo, con il mantenimento della vitalit delle imprese e della capacit di spesa delle famiglie, nonch dellambiente, del territorio, della salute e del ben-essere dei cittadini.

Conclusioni Il dibattito sullo sviluppo sostenibile ha introdotto anche nella politica di sviluppo rurale questioni di grande rilevanza come: la logica di lungo periodo; lequit, la giustizia e la coesione territoriale; il rapporto inter-generazionale (con le generazioni future) e intra-generazionale (con le diverse zone del mondo); la sostenibilit dal punto di vista ecologico (conservazione dello stock di risorse) (Cisilino, 2012).

Rispetto ad altri settori economici, lagricoltura del tutto peculiare, non soltanto perch include in s il territorio, le risorse naturali, gli ecosistemi, il paesaggio e i sui valori culturali, ma anche perch del tutto impossibile identificare un modello di agricoltura sostenibile che sia valido e applicabile in tutti i contesti. Daltra parte, il fallimento del modello di agricoltura convenzionale industrializzato, con le sue deleterie caratteristiche (elevati consumi energetici, inquinamento, residui di pesticidi negli alimenti, riduzione della biodiversit,..), insieme alla comune presa di coscienza che risorse come lacqua, il suolo e la biodiversit non sono rinnovabili, rilanciano alcuni percorsi, da realizzarsi nel breve periodo, che conducono senza dubbio verso un modello di agricoltura sostenibile universalmente valido Allaffermazione di questi percorsi pu contribuire con successo anche la viticoltura siciliana, sempre pi orientata a:
Bibliografia Aldini S., Romaniello A. (2012), Imprese e reati ambientali:le novit su Modelli e OdV, Il Sole24Ore Ambiente&Sicurezza, 27 marzo 2012 - N 6. http://vetrina.ilsole24ore.com/ambientesicurezza/ archivio/2012/06/03%20ambiente.pdf. Cisilino F. (a cura di) (2012), Nuove strategie per migliorare lattrattivit delle misure agro ambientali. Il caso del PSR FVG 2007-2013. INEA. Commissione Europea (2005), Orientamenti strategici comunitari per lo sviluppo rurale (periodo di programmazione 2007-2013), Bruxelles. Giorda S., (2010), Il pianeta che verr, Loescher Editore. http://www.loescher.it/librionline/risorse_ilpianetacheverra/download/orizzonti/Il_paesaggio_ culturale.pdf. Commissione Europea (2005), Orientamenti strategici comunitari per lo sviluppo rurale (Periodo di programmazione 2007-2013), Bruxelles. Henke R., Salvioni C. (2010), Diffusione, struttura e redditivit delle aziende multifunzionali, Agriregionieuropa, Anno 6, Numero 20, http://www.agriregio-

una maggiore diffusione del metodo di produzione biologica; una rivalutazione delle pratiche agricole tradizionali (letamazioni, sovescio, restituzioni al suolo dei nutrienti presenti nei sottoprodotti); la tutela delle produzioni tipiche; la coltivazione di cultivar locali; la produzione di energia dai residui colturali; una maggiore attenzione allambiente. Negli ultimi anni, le azioni agroambientali del PSR Sicilia 2007-2013, in continuit con gli interventi delle precedenti programmazioni, hanno contribuito ad incoraggiare i percorsi virtuosi indicati dagli esperti, con il duplice obiettivo di soddisfare sia le esigenze economiche alimentari dei consumatori sia quelle reddituali degli agricoltori, senza compromettere, bens tutelando, il capitale ambiente, patrimonio di tutti e risorsa per le future generazioni.

nieuropa.univpm.it/dettart.php?id_articolo=564. ISTAT (2011), Istat, 6 Censimento Generale dellAgricoltura. Comunicato stampa, Roma, 5 luglio 2012. http://www3.istat.it/salastampa/comunicati/non_calendario/20110705_00/comunicato_ breve_cens_agr.pdf. Regione Siciliana (2012a), Programma di Sviluppo Rurale Sicilia 2007-2013. Palermo, giugno 2012. http://www.psrsicilia.it/Allegati/Documenti/PSR_ V4/01%20PSR%20Sicilia%202007-2013%20v4.pdf. Regione Siciliana (2012b), Relazione Annuale di Esecuzione 2011, Palermo, giugno 2012. Scorzelli Deborah (2007), La partecipazione degli agricoltori alle misure agroambientali. Unanalisi socioeconomica attraverso le aziende RICA, INEA Osservatorio sulle politiche strutturali. http://www1. inea.it/ops/pubblica/workingpaper/WPScorzelli.pdf. Zamagni S. (2006), L economia come se la persona contasse: Verso una teoria economica relazionale. Warking Paper n. 32, Universit di Bologna, Dipartimento di Scienze Economiche. http://www. aiccon.it/file/convdoc/n.32.pdf.

32

La sostenibilit del reddito attraverso la tutela assicurativa

di Carmelo Lo Giudice

Laffermazione che il reddito di una impresa/azienda agricola possa essere determinato anche dalle coperture che il mercato assicurativo riuscito a dedicare allattivit in generale della stessa pu sembrare apparentemente una eccessiva forzatura ideologica. In effetti, per, approfondendo la tematica, non si pu non condividere che ci sia correlazione ed interconnessione tra le due realt, ed addirittura si finisce con ipotizzare che una sana tutela assicurativa permette di soddisfare le necessit di difesa del reddito di un imprenditore agricolo, sostenendo gli interessi economici dello stesso non certo accrescendone il valore e lentit, ma impedendone di sicuro il depauperamento e consentendo la prosecuzione ed il mantenimento di un equilibrio tra la gestione e la sicurezza del reddito, ai fini del soddisfacimento dei bisogni propri e, conseguentemente, della collettivit. A tal fine, FATA ASSICURAZIONI, la cui storia nasce nel 1927, attraverso la denominazione di Fondo Assicurativo Tra Agricoltori ha sempre dedicato il suo
33

impegno alla sicurezza ed alla tutela del comparto agricolo in generale, rafforzata dai consolidati rapporti con i Consorzi Agrari, le Cooperative e le Associazioni di Agricoltori operanti su tutto il territorio nazionale. Lesperienza maturata negli anni e lattento studio delle problematiche assicurative legate ai mutamenti della vita lavorativa, economica e sociale del mondo rurale, hanno consentito con il passare degli anni al FATA di diventare la compagnia primaria del suo settore, acquistando un posizionamento strategico e di riferimento nel mercato. Il piano assicurativo di riferimento per unazienda agricola, in generale, e per unazienda vitivinicola ed enologica, in particolare relativamente al tema occorrente, pu essere rappresentato schematicamente e sinteticamente nel modo seguente, tracciandone le linee ed i contorni essenziali, focalizzato e raggruppato sui due fondamentali Soggetti verso i quali sono rivolte le attenzioni della tutela assicurativa: lAZIENDA AGRICOLA e lOPERATORE AGRICOLO.

TUTELA ED ASSISTENZA PER LAZIENDA AGRICOLA Colture e Prodotti: Garanzia contro Grandine ed altre Avversit Atmosferiche (Vento Forte-Eccesso Idrico-SiccitGelo-Brina-etc.) con polizze Monorischio, Pluririschio e Multirischio, ammesse ai benefici del contributo pubblico per il consistente abbattimento del costo dei premi assicurativi; Patrimonio Immobiliare e Mobiliare (Fabbricati rurali Abitazioni Magazzini Cantine Agriturismi - Opifici di ogni tipo ed utilizzo Contenuto di detti immobili Impianti Macchinari Attrezzature Materie Prime Scorte - Prodotti etc.): Garanzie prestate con polizza unica Globale Agricoltura a tutela di Incendio, Atti dolosi, Eventi Atmosferici, Fenomeno Elettrico, Guasti a Componenti e Macchine Elettroniche, Mancata Refrigerazione, Perdita di prodotti, Perdita di qualit del vino, Dispersione del vino dai contenitori, Rottura di bottiglie, Furto, Rapina, Estorsione, Scippo, etc.; Responsabilit Civile: Garanzia anchessa contenuta nella predetta polizza unica Globale Agricoltura a copertura del risarcimento, in quanto civilmente responsabile ai sensi di legge, per danni: a) a terzi nello svolgimento dellattivit agricola in generale e, in particolare, nella coltivazione dei vigneti, nella conduzione delle cantine, nella produzione, smercio ed esportazione del vino, per danni da difetto del prodotto commercializzato allestero, ivi comprese le spese per il ritiro dal mercato del prodotto difettato stesso; dalla propriet e conduzione in genere di beni immobili e mobili; nellimpiego di macchine agricole, ivi compreso quello di contoterzista, e per occasionali lavori anche non agrico34

li; nellutilizzo di fitofarmaci e per danni anche da inquinamento; nella gestione di aziende agricole con finalit anche di agriturismo e turismo rurale nei confronti di Clienti e fornitori, per corsi di degustazione, fattorie didattiche, ippoturismo, scuole di equitazione, etc.; b) a prestatori di lavoro dipendente e/o collaboratori, anche familiari, per infortuni e malattie professionali contratti durante limpiego degli stessi nelle attivit delle aziende agricole, ivi compresi i lavoratori stagionali, occasionali e quelli impiegati previo scambio di manodopera tra aziende stesse Responsabilit Civile obbligatoria da circolazione: Il patrimonio di unazienda agricola certamente corposamente costituito anche dalla dotazione di veicoli di ogni genere (autovetture, autocarri, macchine agricole, rimorchi, ciclomotori e motocicli, etc.) circolanti su strade e, quindi, come tali soggetti allassicurazione obbligatoria di legge, cosiddetta R.C.Auto. FATA non ha trascurato tutto ci e, pur trattandosi di un settore particolarmente delicato e difficile del comparto assicurativo, ha voluto riservare, da sempre, un trattamento di favore, dedicato esclusivamente alle aziende agricole, ai loro titolari ed agli operatori agricoli in generale, mediante uno sconto tecnico tariffario e, di recente, ha creato per tale categoria un prodotto, unico finora nel mercato assicurativo, denominato Multiveicolo di Fata; una polizza che offre allazienda agricola la possibilit di assicurare con un unico contratto i diversi rischi (R.C. da circolazione, incendio, furto, eventi naturali e dolosi di terzi, infortuni dei conducenti, assistenza ai veicoli ed alle persone, etc,) connessi a tutti i veicoli e natanti intestati alla stessa, agli eventuali propri soci ed amministratori ed ai lori familiari. Responsabilit Civile obbligatoria

da circolazione: Il patrimonio di unazienda agricola certamente corposamente costituito anche dalla dotazione di veicoli di ogni genere (autovetture, autocarri, macchine agricole, rimorchi, ciclomotori e motocicli, etc.) circolanti su strade e, quindi, come tali soggetti allassicurazione obbligatoria di legge, cosiddetta R.C.Auto. FATA non ha trascurato tutto ci e, pur trattandosi di un settore particolarmente delicato e difficile del comparto assicurativo, ha voluto riservare, da sempre, un trattamento di favore, dedicato esclusivamente alle aziende agricole, ai loro titolari ed agli operatori agricoli in generale, mediante uno sconto tecnico tariffario e, di recente, ha creato per tale categoria un prodotto, unico finora nel mercato assicurativo, denominato Multiveicolo di Fata; una polizza che offre allazienda agricola la possibilit di assicurare con un unico contratto i diversi rischi (R.C. da circolazione, incendio, furto, eventi naturali e dolosi di terzi, infortuni dei conducenti, assistenza ai veicoli ed alle persone, etc,) connessi a tutti i veicoli e natanti intestati alla stessa, agli eventuali propri soci ed amministratori ed ai lori familiari. Assistenza e Tutela Legale: Garanzia - prestata parimenti dalla polizza Globale Agricoltura con la nomina e lassistenza di un legale di fiducia dellAssicurato in caso di controversie, insorte sia in sede civile che penale, per fatti derivanti sia dalla gestione dellazienda agricola, intesa nelle diverse accezioni infra declinate, nonch per fatti della vita privata del singolo operatore agricolo. Impianti Fotovoltaici: Premesso che lenergia solare per le aziende agricole, che sempre pi numerose la utilizzano, fonte primaria per diversificare le proprie attivit al fine di produrre surplus di reddito ed attuare un risparmio energeti35

co con conseguente contrazione di costi, riequilibrio di bilancio e, non ultimo per importanza, risanamento ambientale, il mercato assicurativo non poteva non assistere le aziende agricole stesse con una garanzia ad hoc. Solaria di FATA, ad esempio, il prodotto specifico che tutela gli impianti fotovoltaici contro i rischi di danni cosiddetti diretti (cio quelli subiti dallimpianto a causa di incendio, fulmine, esplosione, eventi atmosferici e catastrofali, guasti alle parti elettriche ed elettroniche, atti dolosi, furto, etc.) nonch contro quelli comunemente definiti indiretti (cio quelli che, a causa dei predetti eventi garantiti, generano conseguentemente interruzione o minore produzione di energia e, quindi, perdite economiche allazienda). Fidejussioni: Le polizze fidejussorie pi che dare copertura per eventuali danni patrimoniali a persone o cose rappresentano uno strumento di servizio ed ausilio per garantire con un fido lapprovvigionamento ed il sano utilizzo di risorse finanziarie agevolate - in questo caso, a favore delle aziende agricole - messe a disposizione da Organismi di sostegno finanziario Comunitari e Nazionali variamente denominati, basati su diverse Misure ed Assi, volti a migliorare il patrimonio e la competitivit delle aziende agricole nonch lambiente, la qualit della vita e leconomia nelle zone rurali. Attraverso le garanzie fidejussorie gli agricoltori possono accedere alle diverse tipologie di contributi finanziari e realizzare i progetti ammessi a finanziamento. Il settore vitivinicolo ben sostenuto da tali provvidenze e, conseguentemente, il servizio della garanzia fidejussoria assicurativa viene utilizzato per le attivit sui vigneti, per la costruzione o lammodernamento o lampliamento di cantine e/o di fabbricati rurali a servizio, per la realizzazione o trasformazione di strutture agricole o cantine

in agriturismi, per la commercializzazione, la propaganda e la diffusione nel mondo di prodotti vitivinicoli delle nostre aziende o cantine, sia in forma singola che associata. Ovviamente, la concessione di tale singola garanzia comporta una approfondita analisi sullaffidabilit del Cliente (azienda o singolo imprenditore), sulla sua moralit e sulla consistenza della sua patrimonialit che deve essere tale da poter giustificare lentit del fido accordato.

TUTELA ED ASSISTENZA PER LOPERATORE AGRICOLO Infortuni e Malattia: Le garanzie tutte condensate nella gi citata polizza Globale Agricoltura consentono, a determinate condizioni e per capitali di vario ammontare, di indennizzare i danni e le lesioni fisiche subite, a causa di infortuni o malattie, durante lespletamento dellattivit principale professionale e nello svolgimento di ogni altra attivit che non abbia carattere professionale e nella vita quotidiana, da tutti i soggetti che operano in agricoltura (imprenditori, produttori, operai e dipendenti, pensionati, categorie specialistiche del settore in argomento quali vitivinicultori, vendemmiatori, operai vitivinicoli, enologi ed enotecnici, etc.). Tutela Previdenziale e Assicurazioni sulla Vita: Le specifiche garanzie assicurative consentono alloperatore agricolo durante la sua vita lavorativa di accantonare somme disponibili, beneficiando anche

di un immediato risparmio fiscale, sia per garantire a se stesso una integrazione di pensione al raggiungimento dellet pensionabile (Piano Integrativo Pensionistico) sia per garantire ai propri cari un capitale ed una certa liquidit in caso di propria morte (Temporanea Caso Morte). Attivit Professionali del Settore: La tutela assicurativa, nello specifico, si rivolge alla Responsabilit Civile dellAgronomo, del Perito Agrario, dellEnologo, dellEnotecnico, in quanto autonomi professionisti. Al riguardo, FATA ha predisposto e convenzionato con le suddette categorie di professionisti apposite garanzie, diversamente articolate, per coprire il rischio delle dirette responsabilit che a ciascuno di essi competono nellespletamento dei loro incarichi. Ovviamente, la vasta gamma delle coperture assicurative a disposizione, le cui tipologie sono state sopra rappresentate, richiede, per un loro corretto ed adeguato utilizzo, lanalisi preventiva di ogni singola realt al fine di fornire i servizi appropriati. Soltanto in tale sede sar possibile trovare la soluzione ottimale che soddisfi le singole esigenze. A ci, ritenuta quasi indispensabile lesperienza e la professionalit del tecnico di fiducia, lassicuratore professionista esperto, il quale certamente potr, sapr e dovr gestire i bisogni delle aziende e degli operatori coniugandoli con le soluzioni commercialmente valide con lo scopo precipuo di tutelare gli interessi personali e patrimoniali di ogni singolo imprenditore agricolo e della propria azienda.

36

NOTE

37

NOTE

38

NOTE

39