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l pomeriggio del 5 febbraio sono alla Statale, in procinto di tenere una confere nza stampa.

Una fonte attendibile mi mette sull'avviso circa i mandati di cattur a. Mi ricordo del celebre avvocato Carnelutti: Se ti accusano di avere messo inci nta la Madonnina di Milano, prima scappa e poi dimostra la tua innocenza. In un c orridoio incontro Fabio Treves e il giovanissimo Adolfo Fiori. Mi basta dir loro : Devo scappare, aiutatemi. In un minuto siamo a bordo della Diane di Treves, non proprio l'auto idonea per una fuga. Nesse di protesta viene vietata all'ultimo minuto. Il Ms ripiega su un semplice comizio, che non pu svolgersi perch la polizia carica a freddo gruppi di studenti che vi si recano. Ci sono scontri. I carabinieri sparano addirittura raffiche di mitra e feriscono gravemente uno studente. Il 12 aprile i fascisti uccidono l'agente Marino. Nell'autunno termina il processo Schiavinato. Il dibattimento aveva significativ amente smontato l'impianto accusatorio. Naturalmente, dopo tanto clamore, non po teva esserci permesso di passarla liscia con un'assoluzione. La corte deve esser si trovata in difficolt se non ha potuto far altro che condannare a cinque mesi L iverani e me, assolvendo Guzzini e Toscano. La fine del 1973 segna praticamente la conclusione dell'esperienza del Ms come m ovimento di massa degli studenti milanesi. Ormai siamo quasi completamente accer chiati e non solo, come si visto, sul piano politico. Cinque anni pieni di esistenza per un movimento di studenti, che non ha una base sociale stabile ma in continuo cambiamento, sono un tempo lunghissimo e costitu iscono una sorta di miracolo politico. Eravamo giunti a un bivio: o dar vita a una sorta di improbabile partito degli s tudenti o utilizzare la grande esperienza accumulata e la notevole risorsa di en ergie ancora intatte per immetterle nel processo di costruzione di una nuova e o riginale forza politica alla sinistra del Pci. Su questo cominciamo a dividerci. Ci divide fra l'altro anche il giudizio sul Pci. Berlinguer ha appena teorizzato il compromesso storico. Toscano pensa che una via senza ritorno. Io dico che il compromesso storico, nell'immediato, non regger anc he perch, al massimo, il Pci sar chiamato solo a svolgere il ruolo di portatore d' acqua; se costruiamo qualcosa di valido alla sua sinistra, potremo utilmente lav orare per impedire la sconfitta del movimento operaio. Dopo settimane di dibattito Liverani e io ce ne andiamo con un cospicuo numero d i compagni. Nel '74 entriamo nel Pdup da cui usciamo ai primi del '77 per contri buire a dar vita a Dp, avendo constatato che Magri vuol solo fare un partitinopa rcheggio a servizio del Pci. Dopo la rottura, Cafiero e Toscano scrissero di frazione di destra che se ne era a ndata - secondo la tradizione della Terza Internazionale una rottura non poteva avvenire mai a sinistra ma, per definizione, solo a destra - e cominciarono a da r vita al Mls (Movimento lavoratori per il socialismo). Di l a non molto, purtrop po, Toscano muore in un incidente d'auto in Jugoslavia. Poco dopo Cafiero porta il Mls nel Pdup. Pi tardi, con Magri, torna al capolinea nel Pci. La conclusione di cinque anni esaltanti dunque piuttosto amara. Ma non sar la mis eria dell'ultima riga a cancellare la bellezza di un'intera pagina, fatta di int elligenza collettiva, di impegno corale, di seriet di intenti, di sacrificio gene roso di una generazione nella lotta per l'eguaglianza e la democrazia. Quando i singoli ingranaggi del potere non funzionavano del tutto a dovere contr o di noi, era lo stesso presidente del Consiglio a scendere in campo direttament e. il caso di Giulio Andreotti. Dopo aver ricordato che egli non mai intervenuto sui giornali, ha avuto occasion e di dichiarare: L'unica volta che dovetti derogare a questa regola di non interv ento sui giornali, fu proprio per il "Corriere" allorch si cre nell'universit - ann i '72-73 - una situazione impossibile e ingovernabile. Era il periodo in cui il g iornale, con la direzione di Ottone, cercava di guardare le cose con un minimo d i obiettivit, il che, a parte il fatto se ci riuscisse o meno, sembrava sconvolge nte a certuni, abituati ai paraocchi di Spadolini. In particolare Andreotti si lamentava per i continui attacchi e critiche alla pol izia che interveniva negli atenei milanesi. L'episodio parla da solo. In quegli anni si davvero provato di tutto contro di noi. Da Riccardo Misasi, mi

nistro della Pubblica Istruzione, che toglie d'imperio al Ms i locali dell'ex In terfacolt, usati per l'organizzazione dell'attivit didattica degli studenti, al re ttore che, durante le vacanze estive, li fa addirittura murare; dalla chiusura s erale dell'universit al taglio della luce, alla serrata; dalle denunce a decine, agli assalti polizieschi a centinaia (tutte archiviate, naturalmente, le denunce al questore, fatte addirittura da parlamentari, per abuso di potere, violenza a ggravata, devastazione ecc.); dal commissario governativo all'Opera universitari a che spende denaro pubblico per truccare un'inchiesta contro gli studenti, al m inistro dell'Interno che mente al Parlamento e al Paese; da funzionari di polizi a che sparano e manipolano le prove della loro responsabilit, ad alti magistrati che tolgono processi ai giudici naturali, avocano e insabbiano, affinch giustizia mai sia fatta; dal linciaggio morale, culturale e politico di chi ha in mano il potere dell'informazione, al linciaggio fisico, fino al delitto, all'assassinio e all'impunit per i responsabili; da capi dello Stato a presidenti del Consiglio che si schierano apertamente contro gli studenti e i lavoratori. Uomini padroni della Repubblica, nata dalla Resistenza, che mettono sullo stesso piano fascismo e antifascismo, forze liberticide e movimenti di lotta che si ba ttono per difendere ed estendere la libert e la democrazia. Maestri negativi davv ero pericolosi, a proposito dei quali non esagerato affermare che, se non fosser o stati contrastati con efficacia, sarebbero diventati sempre pi sensibili al fas cino greco e cileno. Maestri negativiuno ci ferma. La polizia arriver con mezz'ora di ritardo. Percorr iamo diverse strade. A un incrocio scendo, abbraccio i due compagni e vado a pie di. L'indomani le prime pagine dei giornali danno grande rilievo alla montatura poli ticogiudiziaria. Ironizzando sul tempo passato tra i presunti reati e il loro sb andieramento, Umberto Eco scrisse di crimine tratto dal frigorifero, crimine Find us. Treves passer dei guai seri a causa mia. Un poliziotto in borghese, che stazionav a da una vita nei pressi della Statale, aveva visto tutto e preso il numero di t arga dell'auto. Due giorni dopo Treves prelevato all'alba a casa sua e portato i n questura. Vogliono assolutamente sapere dove mi ha condotto. sottoposto a inter rogatorio stringente per tutto il giorno. Viene picchiato pi volte. A un certo pun to esplode: Io non so dove l'ho portato, ma se anche lo sapessi non ve lo dir mai!. Un'ultima gragnola di colpi e Treves diventa i. Chi non pu diventare uccel di bos co Giuseppe Liverani, appena giunto, soldato, al Car di Cuneo. Che due imputati su tre si siano eclissati, manda in bestia gli inquirenti. Che poi io, dal mio n ascondiglio, invii promemoria ai giudici, demolendo le accuse, cosa che li fa im pazzire di rabbia. Viene meno la scenografia: il clamore degli arresti, la panna giornalistica montata sugli interrogatori in carcere. La caccia che mi viene data spietata quanto umoristica. Posti di blocco a Citt di Castello (Il Messaggero e La Nazione scoprono che l c' un mio sosia) e presso la casa dei miei fratelli; febbrili indagini all'estero, dopo che il Corriere d'informaz ione ha sparato in prima pagina di un signore che mi avrebbe visto varcare in tre no la frontiera con la Francia verso Parigi; battute di carabinieri e cani sul m onte Bisbino, al confine con la Svizzera, dove una segnalazione anonima avvertiv a che penzolavo impiccato a un albero; appostamenti e perquisizioni a Milano nel le case dei genitori di numerosi studenti. I fascisti partecipano attivamente alla caccia. L"Avanti! del 1 giugno '73, sotto i l titolo Caso Capanna: il delatore era il missino Servello, rivela, sulla base di documenti, che il deputato fascista il 15 febbraio '73 ha telefonato alla questu ra di Milano - e poco dopo ripetuto al giudice Marini -la notizia secondo cui io s ono stato visto presso l'istituto Tumminelli e che sono ivi alloggiato. Per giorni e notti la polizia resta appostata e naturalmente vede solo mosche. (Franco Ser vello, insieme a Ciccio Franco, leader dei boia chi molla di Reggio Calabria, sar a lla testa del corteo fascista al termine del quale verr ucciso l'agente Marino.) Deve essere stata una cos cocente frustraziuno ci ferma. La polizia arriver con me zz'ora di ritardo. Percorriamo diverse strade. A un incrocio scendo, abbraccio i due compagni e vado a piedi. L'indomani le prime pagine dei giornali danno grande rilievo alla montatura poli

ticogiudiziaria. Ironizzando sul tempo passato tra i presunti reati e il loro sb andieramento, Umberto Eco scrisse di crimine tratto dal frigorifero, crimine Find us. Treves passer dei guai seri a causa mia. Un poliziotto in borghese, che stazionav a da una vita nei pressi della Statale, aveva visto tutto e preso il numero di t arga dell'auto. Due giorni dopo Treves prelevato all'alba a casa sua e portato i n questura. Vogliono assolutamente sapere dove mi ha condotto. sottoposto a inter rogatorio stringente per tutto il giorno. Viene picchiato pi volte. A un certo pun to esplode: Io non so dove l'ho portato, ma se anche lo sapessi non ve lo dir mai!. Un'ultima gragnola di colpi e Treves diventa inqunquilino di San Vittore, accusa to di favoreggiamento. Sar scarcerato senza consumare il tradimento. Guzzini pure riesce a darsi alla macchiailino dnto umoristica. Posti di blocco a Citt di Castello (Il Messaggero e La Nazione scoprono che l c' un mio sosia) e presso la casa dei miei fratelli; febbrili indagini all'estero, dopo che il Corriere d'i nformazione ha sparato in prima pagina di un signore che mi avrebbe visto varcare in treno la frontiera con la Francia verso Parigi; battute di carabinieri e can i sul monte Bisbino, al confine con la Svizzera, dove una segnalazione anonima a vvertiva che penzolavo impiccato a un albero; appostamenti e perquisizioni a Mil ano nelle case dei genitori di numerosi studenti. I fascisti partecipano attivamente alla caccia. L"colt. Si sbagliano. Quando gli e sponenti dei partiti si presentano in aula magna, ci sono migliaia di studenti a d aspettarli. L'assemblea va avanti per ore: gli studenti esprimono all'unanimit la loro avvers ione alla politica del Comitatone. Fallimento completo. L'indomani anche la stam pa costretta a registrarlo. Il manifesto scrisse a tutta pagina: Sconfitto e ridicolizzato il Comitatone alla S tatale. E aggiungeva, rivolto agli esponenti dei partiti: Costretti a parlare di p olitica, hanno perso clamorosamente proprio sul loro terreno. Questo il senso de lle cinque ore di scontro politico aperto che ha coinvolto tutta la societ politi ca milanese venerd pomeriggio, in uno scontro senza precedenti, dove ogni interve nto stato sottoposto a una critica di massa senza indulgenza. La Stampa, su resocon to di Giampaolo Pansa, titol: Quattromila studenti hanno respinto in blocco le "te si" dei partiti per l'Universit di Milano. Il 21 febbraio il Ms indice per la prima volta uno sciopero nazionale della scuo la, che registra un notevole successo quasi ovunque. A Napoli la polizia ferisce gravemente lo studente Vincenzo Caporale. Il 1 marzo la maggioranza silenziosa copre Milano di manifesti dal titolo: "Corrie re della Sera" - quotidiano indipendente della sovversione nazionale; si invitano i cittadini a boicottare l'acquisto del giornale, poich le sue pagine sono divent ate rosse. Nientemeno! Il 5 marzo c' il secondo round del Comitatone in Statale. L'esito non diverso dal primo. Il Ms promuove la costituzione di un comitato di politici, sindacalisti, intelle ttuali per la revoca dei mandati di cattura e la liberazione degli arrestati. La giunta comunale il rettore negano ripetutamente le sale per tenere assemblee pr omosse dal comitato. Finalmente esso riesce a ottenere il Palalido per il 2 apri le e d vita a una grande manifestazione unitaria contro i provvedimenti repressiv i. Il 3 aprile si apre il processo Schiavinato. Guzzini e io decidiamo di costituirci . Infliggiamo l'ultima beffa al mastodontico apparato che ci dava la caccia da d ue mesi. Con l'aiuto dei nostri avvocati, qualche trucco e un po'"di fortuna, en triamo non visti nel vigilatissimo Palazzo di Giustizia e andiamo a consegnarci al presidio interno di polizia. Vendetta: il pubblico ministero Marini escogita un accorgimento procedurale sulla cui base il processo sospeso e il procedimento torna in istruttoria, mentre noi restiamo in carcere. L'11 aprile una manifestazionone - oltre al vacillare dei mandati di cattura rel ativi al sequestro del rettore - a spingere il giudice Marini a spiccarmi contro i l 2 marzo un secondo ordine di cattura per un presunto vilipendio del capo dello Stato, reato nel quale sarei incorso il 25 gennaio dell'anno prima quando, nel corso di un comizio, avrei definito Giovanni Leone miserabile reazionario. Process

ato mesi dopo, fui assolto. Il secondo ordine di cattura un boomerang: rende evidente e inescusabile, presso grandissima parte dell'opinione pubblica, l'accanimento accusatorio oltre misur a. A sostegno del quale scende in campo personalmente lo stesso Leone. In una lu nga intervista, rilasciata a Oriana Fallaci su L'Europeo del 26 aprile, dichiara: G iorni fa ho letto un'intervista di Mario Capanna dove diceva: "Vogliono processa rmi perch ho detto che il presidente della Repubblica un inequivocabile reazionar io". B, veramente non disse inequivocabile reazionario; disse sporco reazionario. Il presidente della Repubblica arriva ad affermare il falso. Tant'! Il 16 febbraio il giudice Marini, non pago, arresta Toscano per reticenza sempre in relazione alla vicenda Schiavinato. Il provvedimento preso alla vigilia dell 'incontro pubblico indetto in Statale dal Comitatone. Si tratta del Comitato inter partitico per i problemi dell'universit, promosso a Milano nel luglio precedente a opera del Cnu (Consiglio nazionale universitario), raggruppamento di docenti m oderati per lo pi vicini alla Dc. Tramite il Comitatone i partiti - tutti, dal Pci al Pli, escluso solo il Msi - t entano la propria riorganizzazione all'interno della Statale. Per riuscirci la c ondizione essenziale piegare il Ms. Alla organizzazione della democrazia diretta degli studenti, essi oppongono la democrazia rappresentativa, cio la loro presen za lottizzata. Il ritorno dei partiti preparato da un grande battage di stampa: il Ms la fa da padrone, bisogna ripristinare la Democrazia. Tutti fingono di ignorare che il Ms ha il consenso e l'appoggio della larga magg ioranza degli studenti e che, se i partiti sono osteggiati, solo perch appaiono c hiari la loro politica di distruzione della scuola e il loro sostegno, per quant o diversificato, all'offensiva antistudentesca. Che le cose stiano in questo mod o confermato dal fatto che il Comitatone si presenta in Statale subito dopo l'as sassinio di Franceschi e nel pieno dell'attacco della magistratura e del governo contro gli studenti. Pensano di poter passare nel momento di nostra maggiore difficolt. Si sbagliano. Quando gli esponenti dei partiti si presentano in aula magna, ci sono migliaia d i studenti ad aspettarli. L'assemblea va avanti per ore: gli studenti esprimono all'unanimit la loro avvers ione alla politica del Comitatone. Fallimento completo. L'indomani anche la stam pa costretta a registrarlo. Il manifesto scrisse a tutta pagina: Sconfitto e ridicolizzato il CoAvanti! del 1 giu gno '73, sotto il titolo Caso Capanna: il delatore era il missino Servello, rivela , sulla base di documenti, che il deputato fascista il 15 febbraio '73 ha telefo nato alla questura di Milano - e poco dopo ripetuto al giudice Marini -la notizia secondo cui io sono stato visto presso l'istituto Tumminelli e che sono ivi allog giato. Per giorni e notti la polizia resta appostata e naturalmente vede solo mos che. (Franco Servello, insieme a Ciccio Franco, leader dei boia chi molla di Reggi o Calabria, sar alla testa del corteo fascista al termine del quale verr ucciso l' agente Marino.) Deve essere stata una cos cocente frustrazione - oltre al vacillare dei mandati d i cattura relativi al sequestro del rettore - a spingere il giudice Marini a spicc armi contro il 2 marzo un secondo ordine di cattura per un presunto vilipendio d el capo dello Stato, reato nel quale sarei incorso il 25 gennaio dell'anno prima quando, nel corso di un comizio, avrei definito Giovanni Leone miserabile reazio nario. Processato mesi dopo, fui assolto. Il secondo ordine di cattura un boomerang: rende evidente e inescusabile, presso grandissima parte dell'opinione pubblica, l'accanimento accusatorio oltre misur a. A sostegno del quale scende in campo personalmente lo stesso Leone. In una lu nga intervista, rilasciata a Oriana Fallaci su L'Europeo del 26 aprile, dichiara: G iorni fa ho letto un'intervista di Mario Capanna dove diceva: "Vogliono processa rmi perch ho detto che il presidente della Repubblica un inequivocabile reazionar io". B, veramente non disse inequivocabile reazionario; disse sporco reazionario. Il presidente della Repubblica arriva ad affermare il falso. Tant'! Il 16 febbraio il giudice Marini, non pago, arresta Toscano per reticenza sempre in relazione alla vicenda Schiavinato. Il provvedimento preso alla vigilia dell 'incontro pubblico indetto in Statale dal Comitatone. Si tratta del Comitato inter

partitico per i problemi dell'universit, promosso a Milano nel luglio precedente a opera del Cnu (Consiglio nazionale universitario), raggruppamento di docenti m oderati per lo pi vicini alla Dc. Tramite il Comitatone i partiti - tutti, dal Pci al Pli, escluso solo il Msi - t entano la propria riorganizzazione all'interno della Statale. Per riuscirci la c ondizione essenziale piegare il Ms. Alla organizzazione della democrazia diretta degli studenti, essi oppongono la democrazia rappresentativa, cio la loro presen za lottizzata. Il ritorno dei partiti preparato da un grande battage di stampa: il Ms la fa da padrone, bisogna ripristinare la Democrazia. Tutti fingono di ignorare che il Ms ha il consenso e l'appoggio della larga magg ioranza degli studenti e che, se i partiti sono osteggiati, solo perch appaiono c hiari la loro politica di distruzione della scuola e il loro sostegno, per quant o diversificato, all'offensiva antistudentesca. Che le cose stiano in questo mod o confermato dal fatto che il Comitatone si presenta in Statale subito dopo l'as sassinio di Franceschi e nel pieno dell'attacco della magistratura e del governo contro gli studenti. Pensano di poter passare nel momento di nostra maggiore diffimitatone alla Stata le. E aggiungeva, rivolto agli esponenti dei partiti: Costretti a parlare di polit ica, hanno perso clamorosamente proprio sul loro terreno. Questo il senso delle cinque ore di scontro politico aperto che ha coinvolto tutta la societ politica m ilanese venerd pomeriggio, in uno scontro senza precedenti, dove ogni intervento stato sottoposto a una critica di massa senza indulgenza. La Stampa, su resoconto d i Giampaolo Pansa, titol: Quattromila studenti hanno respinto in blocco le "tesi" dei partiti per l'Universit di Milano. Il 21 febbraio il Ms indice per la prima volta uno sciopero nazionale della scuo la, che registra un notevole successo quasi ovunque. A Napoli la polizia ferisce gravemente lo studente Vincenzo Caporale. Il 1 marzo la maggioranza silenziosa copre Milano di manifesti dal titolo: "Corrie re della Sera" - quotidiano indipendente della sovversione nazionale; si invitano i cittadini a boicottare l'acquisto del giornale, poich le sue pagine sono divent ate rosse. Nientemeno! Il 5 marzo c' il secondo round del Comitatone in Statale. i San Vittore, accusato di favoreggiamento. Sar scarcerato senza consumare il tradimento. Guzzini pure riesce a darsi alla macchia. Chi non pu diventare uccel di bosco Giu seppe Liverani, appena giunto, soldato, al Car di Cuneo. Che due imputati su tre si siano eclissati, manda in bestia gli inquirenti. Che poi io, dal mio nascond iglio, invii promemoria ai giudici, demolendo le accuse, cosa che li fa impazzir e di rabbia. Viene meno la scenografia: il clamore degli arresti, la panna giorn alistica montata sugli interrogatori in carcere. La caccia che mi viene data spietata quaL'esito non diverso dal primo. Il Ms promuove la costituzione di un comitato di politici, sindacalisti, intelle ttuali per la revoca dei mandati di cattura e la liberazione degli arrestati. La giunta comunale il rettore negano ripetutamente le sale per tenere assemblee pr omosse dal comitato. Finalmente esso riesce a ottenere il Palalido per il 2 apri le e d vita a una grande manifestazione unitaria contro i provvedimenti repressiv i. Il 3 aprile si apre il processo Schiavinato. Guzzini e io decidiamo di costituirci . Infliggiamo l'ultima beffa al mastodontico apparato che ci dava la caccia da d ue mesi. Con l'aiuto dei nostri avvocati, qualche trucco e un po'"di fortuna, en triamo non visti nel vigilatissimo Palazzo di Giustizia e andiamo a consegnarci al presidio interno di polizia. Vendetta: il pubblico ministero Marini escogita un accorgimento procedurale sulla cui base il processo sospeso e il procedimento torna in istruttoria, mentre noi restiamo in carcere. L'11 aprile una manifestazion