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LA VOCE DEL CIFR NUMERO 100 GIUGNO 2013 Direttore responsabile: Valerio Benelli valerio.benelli@fastwebnet.it Registrazione: Tribunale di Milano n.202 del 1 aprile 1996 Editore: presso il Presidente Onorario Egidio Errani-Via Grattacoppa, 293 48020 SAVARNA RA Stampa: Coop. Tipograf s.r.l. corso Viglienzoni 78r - 17100 Savona SV . In questo numero:
Lettera del Presidente Verbale delle Riunione del Consiglio Direttivo La Posta da Campo per le quattro divisioni della R.S.I - capitolo 4 Giuseppe Marchese pag. pag. pag. 1 2 5 20 27 28 29 32 42 43 pag. Gian Franco Mazzucco pag Giovanni Cuomo pag. pag. pag. 44 45 47 48 48

La Crociera Aerea del Mediterraneo Orientale: Massimo Santonastaso pag. fine di unepoca e ... di unamicizia Meccanofilia Uno straordinario airgraph La mia prima volta a Cesena Giuseppe Verdi, genio e anima della musica La Svizzera ricorda Gottlieb Duttweiler In Biblioteca Il CIFR in azione Marcofilia II Comando Forze Operative Terrestri Chi siamo Comunicato della Segreteria Nino Barberis Nino Barberis Giovanni Cuomo Ignazio Lavagna pag. pag. pag. pag. pag.

LA VOCE DEL CIFR il notiziario, non in commercio, riservato ai soci del Centro Italiano Filatelia Resistenza e Storia Contemporanea (C.I.F.R.). Gli articoli vanno inviati, in copia, al Presidente Ignazio Lavagna. Non si assumono responsabilit per gli scritti pubblicati che impegnano esclusivamente i loro autori. Il Comitato di Redazione si riserva la facolt di modificare o pubblicare parzialmente gli scritti inviati che, comunque, non verranno restituiti. ammessa la riproduzione degli articoli citando questa rivista.

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Lettera del Presidente


Cari Amici e Consoci, siamo giunti al centesimo numero della Voce del CIFR, senza dubbio un buon traguardo, se consideriamo che la nostra rivista nata, alcuni anni or sono, come pubblicazione ciclostilata, inoltre essa era collegata ad altro periodico ed aveva il titolo di "Cronaca Viva" edito grazie al supporto del Circolo Culturale "A. Gramsci" di Reggio Emilia, di quella prima pubblicazione mutato il nome ma rimasto intatto lo spirito che si trasfuso nella rivista attuale. Tutto questo si deve all'impegno di molti soci , tra i quali mi piace ricordare : Enzo Montecchi, Luciano Previato, Fausto Lodi, Gianfranco Pastormerlo, ed altri ancora, che per brevit non elenco ma che sono altres meritevoli di riconoscenza. Dopo il periodo, diciamo, "pionieristico", si pass alla fotocopiatura ed infine alla stampa tipografica. Ora siamo riusciti a stampare la rivista a colori, un obiettivo che non deve essere considerato come definitivo, poich le cose da migliorare sono molte ed il lavoro da fare non dei pi semplici. Al momento, siamo ancora lontani da alcune mete, il miglioramento della rivista e la possibilit di diffonderla on.line al maggior numero di soci. Non siamo solo impegnati nella pubblicazione della rivista ma siamo attivi anche nell'organizzare e partecipare a mostre ed eventi, come quelli che hanno visto la nostra presenza attiva, cito tra tutti quelli svoltisi ad Ossona ed a Trezzano Rosa. Prossimamente sono in programma altre manifestazioni a Spotorno, a Genova, a Alfonsine, di cui daremo notizia tempestivamente e che speriamo con la collaborazione dei soci di poter realizzare. Un ringraziamento particolare ai nuovi soci che hanno portato un valido contributo di idee e di iniziative ed al socio Gianfranco Mazzucco per l'impegno e per la qualit del lavoro di impaginazione della rivista.

Ignazio Lavagna

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Verbale della Riunione del Consiglio Direttivo tenutasi a Milano, presso la sede dellUNUCI in Via Bagutta 2, il 9 marzo 2013.
Sono presenti: il Presidente Ignazio Lavagna; il Vice Presidente Roberto Marastoni; il Segretario Giovanni Cuomo. I Consiglieri: Maria Teresa Battizzati; Maria Marchetti; Italo Greppi; Massimo Santonastaso; il Consigliere Stefano Domenighini ha lasciato la sua delega di rappresentanza al Presidente Ignazio Lavagna. E assente il Consigliere Roberto Gottardi, che si dimesso dal Consiglio e dal CIFR. La riunione ha inizio alle ore 10,30 e ha il seguente Ordine del giorno: 1) Modalit di ottimizzazione delle somme risparmiate con la nuova stampa della rivista e loro eventuale impiego in altre attivit. 2) Ricerca di un Webmaster. 3) Rifacimento del sito del CIFR che risulta ormai obsoleto. 4) Programmare gli incontri periodici dei consiglieri del CIFR per via telematica. 5) Implementare gli scambi e le iniziative con altre associazioni od altri enti interessati alla nostra attivit. 1 e 5) La nuova stampa costa la met di quanto costasse in precedenza; con la stessa composizione e resa tipografica; il formato della rivista sar pressocch identico allattuale. Il risparmio quantificabile in circa 2000 euro allanno. Il Segretario Cuomo, ma non solo, sottolinea che un aumento del numero dei Soci che accettassero la spedizione della Rivista solo per via email darebbe ancora pi ossigeno alle casse del CIFR. Inoltre ricorda che, per motivi fiscali, non pi possibile tenere le aste fra Soci, che negli anni scorsi fruttavano qualche aiuto al bilancio del CIFR. Forse si pu fare unasta una tantum, stando per molto attenti perch le aste prima dette risultano comunque unattivit commerciale, attivit che una societ senza fini di lucro, come la nostra, non pu sostenere. Si potrebbe pubblicare sulla nostra Rivista i nominativi dei Soci che vogliono mettere a disposizione parti delle loro collezioni. Il Segretario Cuomo rivela che le iscrizioni alla nostra Associazione sono ulteriormente calate per motivi prevalentemente biologici. ( un problema comune comunque a pressocch tutte le associazioni filateliche)
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Secondo il Vicepresidente Marastoni, essendo la rivista il principale tramite fra i Soci, deve allargare il proprio orizzonte, ospitando interventi e articoli riguardanti anche altre forme di collezionismo. Marastoni inoltre afferma che ha verificato la difficolt a far scrivere a Soci degli articoli anche se riguardanti argomenti filatelici in cui detti Soci sono esperti. Lui ha una lista di nomi, che risultata avara come contributi scritti. Bisognerebbe cercare autori di scritti anche fra in non Soci, trovare collegamenti con associazioni filateliche ma anche non filateliche (per esempio di storia militare). Inoltre non possiamo pi pensare di tenerci legati al periodo 1943-45 nella stesura dei nostri interventi scritti, ma larco di interesse storico-filatelico dovrebbe espandersi a tutta la storia moderna e contemporanea. Unaltra nostra azione importante consiste nel cercare di essere presenti nella maggior parte delle manifestazioni filateliche: a questo proposito il CIFR presente alla Mostra organizzata dal Centro Documentale di Milano LEsercito italiano nel periodo bellico 1915-1918, aperta dal 9 al 24 marzo, presso la sede del Comune di Ossona (MI), dove si terr unaltra manifestazione in agosto; inoltre sono allo studio altre Mostre Filateliche delle quali una sar in collaborazione con lUNUCI di Milano. A proposito degli articoli si parlato anche del problema della correzione delle loro bozze allorch pervengono ai componenti del CD, prima della loro pubblicazione. Spesso vi sono imperfezioni di ortografia, ma anche della sintassi e della composizione del periodo: bisogna che ognuno dei componenti del Comitato di redazione (che il Consiglio Direttivo) si assuma lonere della correzione degli articoli in bozza che verranno a lui assegnati dal Presidente. Il Segretario Cuomo propone che le quote di associazione al CIFR vengano versate dai soci nei prime tre mesi e che lAssemblea annuale venga tenuta nei primi tre mesi dellanno successivo (nei mesi gennaio-marzo del 2014 andrebbe collocata lassemblea del 2013). Nel prossimo numero della Rivista sar contenuta la scheda elettorale per il rinnovo del Consiglio Direttivo e degli altri organi del CIFR nellAssemblea dei Soci che si terr in ottobre/novembre 2013 (probabilmente a Milano). LAssemblea del 2012 (che comunque va tenuta, per norma statutaria) verr convocata il 18 o il 25 maggio a Bologna. 2 e 3) La Consigliera Marchetti si dichiarata interessata a trovare chi potrebbe ammodernare il sito della nostra Associazione e a cimentarsi nella funzione di webmaster. Da tutti viene sottolineato che questo un problema importante anche ai fini di avvicinare filatelici pi giovani e inserirsi pi dinamicamente nel mondo collezionistico (chi leggesse in un sito sempre le stesse cose non lo frequenterebbe pi). Come soluzione alternativa il Presidente conosce un esperto che potrebbe aggiornare il sito per circa 500 euro e, per poco di pi, probabilmente lo rivedrebbe per altre due volte nellanno.
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4) Si confrontano due diversi modi di vedere le nostre riunioni future: ricorrere ai nuovi supporti telematici (email, Skype, ecc) per far interloquire i protagonisti dellincontro o privilegiare comunque il potersi parlare ma contemporaneamente potersi vedere. La prima modalit ha il vantaggio di evitare lunghi viaggi per arrivare alla sede della riunione, evitare perdite di tempo soprattutto per chi lavora; la seconda modalit (sostenuta in particolare dalle Consigliere Battizzati e Marchetti) garantisce una pi articolata, vivace e definita disamina dei vari argomenti, come la seduta in atto ne testimonianza. Si propone anche di trovare gli spazi, in occasione dei Convegni filatelici frequentati da tutti noi (ad esempio Milanofil, Veronafil, Genovafil, ecc.), per approfittare per riunire il Consiglio Direttivo. La decisione viene presa: almeno una o due volte allanno il Consiglio Direttivo (CD) verr convocato presso una sede da destinarsi e si terr con la presenza di tutti i Consiglieri. Su questioni prettamente tecniche il Presidente convocher un prossimo Consiglio per via telematica. (invio di email, per ora). 4bis) A conforto della tesi della imprescindibilit dellincontro de visu dei componenti del Consiglio Direttivo viene affrontato anche il problema della difficolt di rapporti e di malintesi sorti tra alcuni Consiglieri e alcuni Soci nellultimo anno, dopo la morte del Presidente Pastormerlo, con il coinvolgimento anche della famiglia di questultimo. Vengono chiarite prese di posizione e affermazioni (spesso riferite e fonte di fraintendimenti), con sufficiente soddisfazione di tutti. 4ter) Viene riferito che alcuni Soci non ricevono la nostra Rivista per disguidi postali. La Riunione stata chiusa alle ore 13.

Errata riproduzione
Nel n. 99 della Voce del Cifr di Marzo 2013 in fondo alla pagina n. 27, in calce allarticolo sul C.L.N. Valle Bormida, erroneamente stato riprodotto un comune valore da 50 cent. della serie Vittoria Alata emessa dal C.L.N. Valle Bormida anzich la prova di stampa di un valore non adottato da L. 0,50 di colore azzurro. Nel riprodurre di seguito una coppia di tale valore realizzato a titolo di prova, ci si scusa con i lettori e con lautore per laccaduto. Saggio prova di stampa di un valore non adottato della serie Vittoria Alata da L. 0,50 La redazione della Voce del CIFR
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LA POSTA DA CAMPO PER LE QUATTRO DIVISIONI DELLA R.S.I.


Giuseppe Marchese
CAPITOLO IV LIMPIEGO DELLE DIVISIONI IN ITALIA
NUMERI FELDPOST IMPIEGATI 4^ DIVISIONE ALPINA MONTE ROSA

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Nota 1: Questo gruppo opera in Liguria, Garfagnana e, dal Febbraio 45 in Val dAosta. Nota 2: In Liguria e quindi, dallOttobre 44 in Garfagnana, dove viene posta in riserva fino al 19 Novembre quando il gruppo entr in linea al fronte. In dicembre partecipa a una offensiva verso Vergemoli e Molazzana. In seguito rientra in Liguria. Nota 3: In Liguria. Il C/do, comp.C/do e la 1^ comp. trasferiti in Garfagnana nella seconda met dellOttobre 44. Ai primi di Marzo trasferiti in Valle dAosta. La 2^ compagnia rimane in Liguria; la 3^ a Orzinovi fino allAprile 45. Nota 4: In Liguria e dalla seconda met dellOttobre 44 in Garfagnana. Nota 5: Nel Luglio trasferito in Liguria. Dislocato a Gorreto nel settembre 44 dove sostiene combattimenti con formazioni partigiane. Nota 6: Questo battaglione composto da personale con scarsa capacit, della forza di circa 450 elementi. A Settembre partecipa ad operazioni antipartigiane nella zona di Rezzoaglio. In seguito sciolto. Nota 7: (il batt.compl.Vestone risulta avere adoperato la Fp 28591 in Liguria). Il battaglione era stato costituito nellAgosto 44 con una forza ridotta di soli 450 elementi. Schierato a S. Pietro di Taro a disposizione del Comando Divisione. Sciolto per pasLa Voce del Cifr giugno 2013 7

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saggio a formazioni partigiane. Nota 8: Il settimo/primo regg.alpini presidia la costa da Nervi a Cavi (Est di Lavagna) col Bassano a destra e lIntra a sinistra. Di riserva il batt. Aosta. Nella seconda met di Ottobre 44 trasferita in Garfagnana. Il C/do reggimento rimane in Liguria. Presidia la zona sulla destra del fiume Serchio. 3 Nota 9: Dislocato nella zona costiera della Liguria a Settembre riceve lordine di trasferirsi a Bobbio (Piacenza) a sicurezza della Divisione da attacchi partigiani. La prima compagnia resta in Garfagnana fino allaprile 1945. Il battaglione viene trasferito in Val DAosta alla fine di Febbraio 45. Nota 10: In Liguria fino al settembre 44. In questo mese diversi reparti del battaglione furono impiegati in operazione antipartigiane a Varzi, Passo del Penice e Marsaglia. A fine settembre viene trasferita in Piemonte e schierato nel Cuneense, nella Val Varaita e Val Maira verso il confine francese. Nota 11: In Liguria fino alla seconda met di Ottobre quando viene trasferito in Garfagnana, attestato tra Grottorotondo al Monte Altissimo. Partecipa alla offensiva del dicembre 44 verso Bagni di Lucca. Su queste posizioni rimane fino al 20 Aprile 1945, svolgendo compiti di pattugliamento e di difesa del fronte sulla linea gotica. Nota 12: Il regg. presidia la costa ligure tra Cavi e Levanto, col battaglione Tirano a destra e il Morbegno a sinistra. Di riserva il battaglione Brescia. Nella seconda met dellOttobre 44 trasferito in Garfagnana. Nel Febbraio 45 trasferito in Val DAosta dove presidia la frontiera francese. La 102^ Compagnia. dislocata dallOttobre 44 nella Garfagnana, e dal Febbraio 45 inviata in Val DAosta. Nota 13: In Liguria fino alla seconda met dellOttobre 44 quando viene trasferito in Garfagnana. Rinforzata con la compagnia dellAosta presidia una parte sulla sinistra del Serchio investita dal 28 al 31 ottobre da ripetuti attacchi di forze del corpo di spedizione brasiliano, e successivamente da forze USA. Nel Marzo 45 in Val DAosta. Nota 14: In Liguria e quindi in Garfagnana dallOttobre 44. Nel febbraio 45 trasferito in Val DAosta. Nota 15: In Liguria fino al settembre 44 quando viene trasferita in Piemonte, dislocata sul colle del Monginevro, in Val Chisone. Nota 16: Il comando venne posto in Valle Cicagna. In seguito arrivarono gruppi di artiglieria costiera tedesca, che vennero posti alle dipendenze del reggimento. Dalla seconda met dellOttobre 44 trasferito in Garfagnana. Nota 17: LAosta si istalla presso Sestri Levante. Il gruppo viene trasferito in Garfagnana nella seconda met dellOttobre 44. Nel febbraio 45 trasferito in Val DAosta. Nota 18: Il comando venne posto presso Uscio. Nella seconda met dellOttobre 44 trasferito in Garfagnana. Resta in tale localit fino allAprile 45. Nota 19: Il Terzo gruppo Vicenza si stabilisce in Liguria, presso Chiavari. A Settembre 44 trasferito in Piemonte e dislocato in Valle Stura a sbarramento del Colle della Maddalena. Nota 20: In Liguria fino alla seconda met dellOttobre 44 quando viene trasferita in Garfagnana. Nel febbraio 45 schierato nelle valli alpine.
3 Alcuni reparti, per l'esattezza due compagnie del I reggimento restarono in Garfagnana nel Gennaio 45. Questi reparti, assieme alle rimanenti 14 compagnie, usarono la Feldpost 83286. Si sconosce se questo numero sia stato usato in Garfagnana o in Piemonte dal Gennaio 45 in poi. La Voce del Cifr giugno 2013 8

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2^ - DIVISIONE LITTORIO POSTA DA CAMPO D


I - Laddestramento in Germania (1.1.1944 - ) Il centro di raccolta e di addestramento della Divisione fu la cittadina di Senne, in Westfalia. A met Novembre 1943 cominci laddestramento del gruppo di istruttori. Agli inizi di Aprile la Divisione ha i quadri (3.000 uomini) al completo. A met aprile, con oltre un mese e mezzo di ritardo rispetto alle date stabilite, cominciarono ad affluire le reclute. Ad agosto 44 lunit schierava 18.500 uomini. Nello stesso mese i reparti vengono trasferiti a Mnsingen, Minden e Feldstennen dove completarono laddestramento. La Divisione inquadra i seguenti reparti: 3 Reggimento Granatieri su 3 battaglioni e 16 Compagnie; 4 Reggimento Alpini su 3 Battaglioni e 16 Compagnie; 2 Reggimento di Artiglieria su 4 Gruppi e 12 Batterie 2 Gruppo Esploratori su 3 Squadroni Pesanti; 2 Gruppo Cacciatori Carri; 2 Battaglione Pionieri; 2 Battaglione Trasporti; 2 Battaglione Complementi. Allarrivo dei primi reparti lufficio postale del campo era dotato dellannullo civile e di vari bolli muti. Spesso era presente il Briefstempel che dava diritto alla franchigia postale. Dal dicembre 1943 venne concesso un numero Feldpost, il 43085. La data ufficiale di assegnazione del 31.12.43, ma si conoscono alcune lettere con tale timbro in data precedente. Alla fine di marzo 1944 alla unit vengono assegnati i numeri di Feldpost della serie 80.000 e man mano che i reparti si costituiscono il mittente segnalava il proprio numero nella missiva. Dal 10 Maggio 44 lufficio postale della Divisione viene dotato degli annulli con la dizione Posta da Campo D e da tale data in poi la posta viene inoltrata dallufficio postale divisionale. i ANNULLI DELLA POSTA DA CAMPO

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Biglietto della Feldpost tedesca con annullo Posta da Campo D 14.5.44 e il bollo di censura di Monaco di Baviera . Numero Feldpost manoscritto 81968 assegnato alla Divisione Littorio, 3 Reggimento granatieri, alla data in addestramento nel Campo di Senne. La data del 14.5.44 nei primi giorni duso del bollo. NUMERI DI FELDPOST IMPIEGATI 2^ - DIVISIONE LITTORIO

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II - limpiego in Italia Il trasferimento in Italia, a scaglioni, avvenne dal 21 al 30 Ottobre. Subito dopo larrivo, il 18 Novembre la Divisione viene schierata a ridosso della linea Gotica e impiegata in operazioni antiguerriglia. Ragioni di opportunit convinsero gli alti comandi a spostarla e il 3 Dicembre la Divisione viene dislocata sul fronte alpino, al confine con la Francia, colla sede del comando a Cuneo. Durante la permanenza sul territorio italiano la Divisione adopera i bolli della Posta da Campo D. E documentato luso del bollo Posta da Campo d in poche eccezioni. a) lettere e cartoline b) briefstempel - bolli di franchigia c) Normale luso del bollo Posta da Campo D. Di maggior pregio le lettere spedite tramite la Feldpost tedesca. Non si conosce luso del bollo Posta da Campo d utilizzato per le raccomandate. LE CORRISPONDENZE IMPOSTATE IN ITALIA Non vi sono molti casi di corrispondenza proveniente dalla Germania e impostata in Italia, a causa nella mancanza di licenza dei militari. Le poche corrispondenze note sono affidate a corrieri occasionali o altro che al momento non si riesce a individuare. Si riportano quelli noti:

Cartolina Feldpost con numero manoscritto 82414 B e data 7.5.1944, spedita da militare della Divisione Monterosa, IV battaglione Pionieri, in addestramento nel campo di Mnsingen. La lettera porta il bollo di transito di Salsomaggiore 11.5.44 ed stata trasportata da corriere occasionale in Italia

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Biglietto della Feldpost con numero manoscritto 86136 e data 28.11.44, spedita da militare della Divisione Italia, 1 Reggimento bersaglieri, II battaglione, in addestramento nel campo di Heuberg. La lettera porta il bollo di transito di Verona ferrovia 30.11.44 ed stata trasportata da corriere occasionale.

Busta spedita in franchigia con numero Feldpost manoscritto 80309, spedita da militare della Divisione Monterosa 4 gruppo collegamenti, in addestramento nel campo di di Mnsingen. La lettera porta il bollo di transito di Milano del 26.5.44 ed stata trasportata da corriere occasionale in Italia.

Biglietto della Feldpost con numero manoscritto 87265 e data 27.4.44, spedita da militare della Divisione Monterosa, in addestramento nel campo di Mnsingen. La lettera porta il bollo di transito di Verona del 29 aprile ed stata trasportata da corriere occasionale.

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LUSO DELLA POSTA CIVILE IN ITALIA

Vi poi unaltra categoria di corrispondenze, provenienti da reparti delle Divisioni, spedite con la posta civile in Italia. In questo caso il ricorso alla posta civile non ha carattere di eccezionalit, ma di casualit.. Si riportano alcuni esempi: Busta spedita in franchigia con data manoscritta 1.3.45 e numero Feldpost 80127 spedita da militare della Divisione Italia, I gruppo controcarro. Il reparto localizzato in Garfagnana dove presidia la zona sulla destra del fiume Serchio. Annullo di transito di Milano del 2 (aprile) 1945.

Busta spedita in franchigia il 4.10.44 manoscritto Feldpost 87265 + Rapallo e Zona senza bolli spedita da militare della Divisione Monterosa, 7 Reggimento, I battaglione Aosta in fase d spostamento da Rapallo a Piacenza. La busta diretta a Venezia viene affidata alla posta civile a Milano l11.10.44 Di tuttaltra natura le corrispondenze che si presume spedite dalla zona francese occupata. Alcuni reparti della Monterosa e della Littorio vennero spostati nellarco alpino entro la zona francese occupata. Il 2 battaglione Tirano della Monterosa opera nella zona di Monginevro. Per gli altri reparti non sempre possibile la localizzazione in Francia. Busta in franchigia da Feldpost 85858 assegnato alla Divisione Monterosa, 2 Reggimento artiglieria, 2 gruppo Romagna dislocato nellarco alpino e spedita con la posta civile da Borgo San Dalmazzo il 25.11.1944. Il ricorso alla posta civile di Borgo San Dalmazzo la fa presumere proveniente dalla Francia.
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Busta manoscritto Feldpost 84215 e 26/1/45 spedita da militare della Divisione Monterosa, III Battaglione Tirano, gruppo Farinacci. Il reparto dislocata sul colle del Monginevro, in Val Chisone. Annullo di transito di Torino del 28.1.45. In arrivo a Rapallo tassata per .2 con una coppia .1 mon. distrutti. UTILIZZO DELLA FELDPOST Non ho accertato nessun caso di utilizzo della Feldpost in Germania. In Italia si riscontrano rari esempi dovuti al fatto che reparti isolati erano meglio serviti dalla Feldpost. Ecco gli esempi riscontrati: fig 10 11 p 44 Busta spedita in franchigia tramite la Feldpost tedesca il 14.12.44 e numero manoscritto 83805 assegnato alla Divisione Monterosa, 4 reggimento alpini, 3 battaglione Edolo. La divisione aperava nellarco alpino nella zona francese e italiana del Piemonte. Luso della Feldpost inconsueto. Busta spedita in franchigia tramite la Feldpost tedesca il 18.1.45 e numero manoscritto 83805 assegnato alla Divisione Monterosa, 4 reggimento alpini, 3 battaglione Edolo. La divisione aperava nellarco alpino nella zona francese e italiana del Piemonte . Luso della Feldpost inconsueto.

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UTILIZZO DI BOLLI MUTI Lutilizzo di bolli muti lo riscontro proveniente da: Posta da campo 81251, 82170, 84345, 84760, 85858, 87378. Tutte corrispondenze provenienti dalla Divisione Littorio. Il periodo duso del marzo aprile 1945. Il bollo muto, con era fascista e spazio per le ore non utilizzate di due tipi: Il primo di diametro 3 cm. E il secondo 3,4 cm. E probabile che il bollo sia stato approntato a Cuneo, sede del Comando divisionale, ma altrettanto possibile che esistano provenienze da reparti dislocati in altre parti del Piemonte e in Francia.

Busta spedita in franchigia, datata 28 marzo e con numero 84345 manoscritto, Annullo muto del 2.4.45 di tipo piccolo senza alcun bollo di censura. La corrispondenza proviene da militare della Divisione Littorio, 4 Reggimento alpino, Compagnia comando, dislocata nellarco alpino al confine francese.

Busta spedita in franchigia con annullo muto di tipo grande (bollo 2) del 16.4.45 con numero Feldpost manoscritto 81251 spedita da militare della Divisione Littorio, 2 battaglione trasporti dislocato in Piemonte. La lettera non porta nessun segno di censura. La data del 16 aprile una delle ultime note.
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TIPOLOGIA FRANCHIGIE ADOPERATE


1 - Germania I tedeschi fin dai primi giorni rifornirono di normali cartoline e biglietti della Feldpost i militari italiani. Poche le lettere con busta civile, segno di un insufficiente rifornimento nel campo di addestramento. Raramente si riscontra un uso di franchigie o cartoline illustrate o con motti. Vi un discreto uso del biglietto postale con scritte bilingue e vignetta antibolscevica al retro. Nei campi di Senne e di Grafenwhr vennero stampate delle cartoline in italiano nella quale si comunicava soltanto il nome e cognome e il numero della Feldpost; e niente altro. Luso delle franchigie italiane del Regno e della R.S.I. sporadico.

Cartolina illustrata della Feldpost Die Artillerie con lannullo muto del 18 aprile 1944 e Briefstempel Gwb. Pi. Ers. Btl. 83 I Stamm. Fp. L83 battaglione Pionieri era un reparto di formazione dal nome provvisorio. Il mittente riporta il numero di Feldpost 82414 B assegnato alla Divisione Monterosa, IV battaglione, 1^ compagnia artieri.

Cartolina franchigia della RSI con annullo muto e briefstempel del campo di Mnsingen e numero Felpost 87243 assegnato alla Divisione Monterosa, 1^ compagnia macellai. Luso delle cartoline di franchigia delle RSI nei campi di addestramento sporadico dato che le franchigie venivano date dal comando del campo.

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Cartolina di franchigia della RSI datata 12.9.44 senza annullo di partenza e Briefstempel 59722 + manoscritto 80200 il quale ultimo era stato assegnato al comando Divisione Italia, in addestramento nel campo di Heuberg. Anche in questo caso luso della franchigia italiana fortuito.

Biglietto postale bilingue RSI con annullo Posta da Campo D 18.10.44 e numero manoscritto al retro 82325, assegnato alla Divisione Littorio, 4 Reggimento alpini, allora in addestramento nel campo di Senne. Ultimi giorni di permanenza in Germania

Cartolina di franchigia illustrata (lo spirito di Mameli) con annullo muto del 28.3.44 eBriefstempel del campo di Mnsingen. Numero manoscritto 87243 assegnato alla Divisione Monterosa, 1^ Compagnia macellai.

Biglietto franchigia bilingue con vignetta al retro spedito con la Posta da Campo C 20.6.44. Numero manoscritto 80192 assegnato alla Divisione Monterosa, 8 Reggimento alpino, II battaglione Morbegno, in addestramento nel campo di Mnsingen.

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2 - Italia In Italia la distribuzione delle cartoline di franchigia della Feldpost cess. Se ne riscontra un uso sporadico. Si fa un largo uso delle buste private approfittando della franchigia totale sulla corrispondenza. Vi un discreto uso del biglietto postale con scritte bilingui e vignetta antibolscevica al retro. Meno usata la cartolina postale con scritte bilingui. Anche le cartoline di propaganda e le franchigie illustrate hanno avuto un uso costante ma limitato. Cartolina della Feldpost con lannullo Posta da Campo A 12.4.45 e numero manoscritto 80734 assegnato alla Divisione San Marco, 3^ compagnia panettieri. Interessante uso della franchigia nellultimo periodo di vita della San Marco.

Cartolina di franchigia illustrata della R.S.I. (lo spirito di Mameli) con indicazioni manoscritte Monticelli, PdC 83844 e 5.12.44 spedita ma senza bollo di partenza. In arrivo apposto il bollo di Asola del 5.12.1944. La corrispondenza proviene da militare della Divisione Monterosa

Cartolina di franchigia della R.S.I. con lannullo muto tipo piccolo del 2.3.45 e numero manoscritto 84345 assegnato alla Divisione Littorio, 4 Reggimento alpino, I Battaglione Varese, dislocata nellarco alpino al confine con la Francia. Fine.
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La Crociera Aerea del Mediterraneo Orientale: fine di unepoca e ... di unamicizia


Massimo Santonastaso
Il 20 e il 21 maggio del 1927 Charles Lindbergh comp la prima traversata aerea dellOceano Atlantico, in solitario e senza scalo. Partito alle 7.52 del 20 maggio dal Roosevelt Field, vicino a New York, giunse a destinazione alle 22.00 del 21 maggio, dopo 38 ore e 8 minuti esatti, al Champs de Le Bourget, nei pressi di Parigi, a bordo del suo monoplano leggero, battezzato Spirit of Saint Louis. Questa impresa segn il momento finale e pi alto dei numerosi e vani tentativi, effettuati da molti altri aviatori, di attraversare in solitario lOceano Atlantico e segn linizio di una nuova epoca per le relazioni umane. Ma in quegli stessi giorni era in volo anche il Colonnello Francesco Franz De Pinedo, lultimo della generazione dei grandi trasvolatori solitari della Regia Aeronautica, che ammarava il 16 giugno 1927, alle 17 in punto, sul Lido di Ostia. Era a bordo del Savoia Marchetti SM 16 Santa Maria II (in onore di una delle caravelle di Cristoforo Colombo) e aveva percorso, in quattro mesi di volo, interrotto da svariate tappe di sosta, la doppia trasvolata oceanica Europa-America del Sud e America del Nord-Europa. Ad accoglierlo, nella pagoda/palafitta, edificata in mare oltre la battigia, cerano molte autorit, fra cui Mussolini, Italo Balbo e rappresentanti della famiglia reale, a significare limportanza che il regime poneva nelle imprese aviatorie. Fig. 1. Italo Balbo LAeronautica era nata con il fascismo ed era larma nuova, moderna, che incarnava gli antichi miti della liberazione delluomo dai suoi vincoli gravitazionali, che scatenava le fantasie del popolo, degli scrittori, dei pittori, dei cineasti; era quindi un formidabile mezzo di propaganda per il regime che celebrava le imprese aviatorie dei suoi eroici figli, celebrando se stesso; ed era anche un ottimo veicolo commerciale. (fig. 1 e 2). De Pinedo era alla sua seconda grande Crociera in solitario. Infatti nel 1925, a bordo di un Savoia Marchetti S 16, il Gennariello (De Pinedo era nato a Napoli nel 1890 da unantica famiglia patrizia, di evidente origine spagnola), partito dallItalia, raggiunse lAustralia, facendo tappa in Giappone e percorrendo 55600 chilometri di volo. De Pinedo venne promosso nel 1927 Generale di Brigata Aerea, quando aveva solo 37 anni. Questa promozione e la fama internazionale raggiunta dopo le due trasvolate fecero aumentare il grado di invidia, se non di rancore, in non pochi ufficiali in carriera. Anche Italo Balbo, pur conservando amicizia e ammiraFig. 2. zione per De Pinedo, probabilmente inizi a nutrire nei suoi conFrancesco De Pinedo
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fronti la preoccupazione che potesse insidiargli di l a poco il ruolo di comando supremo della Regia Aeronautica, oscurando la sua stella. De Pinedo, con il suo nuovo grado di Generale, alla fine del 1928 assunse il comando della III Zona Aerea Territoriale (ZAT), che aveva il centro di comando a Roma e copriva gran parte del territorio nazionale. Il nuovo comandante entr presto in conflitto con molti dei suoi sottoposti, inaugurando la stagione delle ispezioni estemporanee, senza preventivo avviso, con laumento conseguente delle sanzioni disciplinari comminate a coloro che venivano colti in fallo. Inoltre, da buon militare, voleva che venisse indossata anche in ufficio luniforme dordinanza, che spesso in precedenza era sostituita da un abbigliamento casual, espressione un po snob di status symbol (laviatore si considerava un uomo aprioristicamente destinato ad essere un eroe). Aumentarono, e di molto, le lettere di denuncia presso le alte sfere di comando contro il Generale, quasi sempre anonime e frutto di pettegolezzi di corridoio o di rancorose invidie. Si delinearono anche i primi forti dissensi ideologici con Balbo, che era allora Sottosegretario del Ministero dell Aeronautica: entrambi erano seguaci delle teorie di Giulio Douhet del bombardamento strategico ed entrambi volevano che lAeronautica divenisse militarmente efficiente, ma erano molto diverse le loro idee in merito alle fondamenta su cui costruire la forza aeronautica di base. Balbo voleva unaeronautica di massa, fortemente accentratrice di tutte le attivit aeree, militari, civili e sportive. De Pinedo, che era un militare e non un politico imprestato allAeronautica, la concepiva come una forza aerea di massa con compiti elitari, privata dalle incombenze di supporto alla Marina e allEsercito, che sarebbero state assolte da forze aeree minori. I compiti elitari dovevano essere: garantire la difesa e sicurezza dello spazio aereo nazionale e distruggere, in caso di guerra, i gangli vitali del nemico, con personale specificatamente addestrato ai lunghi voli e alle imprese strategicamente pi impegnative. Cera per un altro motivo di dissenso e di tensione fra Balbo e De Pinedo. A Balbo, infatti, diversamente da De Pinedo, non piacevano pi gli uomini che cercavano la gloria, prima di tutto personale, nelle imprese aviatorie; secondo lui questi soggetti erano spinti dal loro individualismo allautonomia del loro pensiero e dei loro comportamenti, che non erano spesso in linea con le direttive del regime e della sua persona in particolare. Il 28 marzo 1928, in Parlamento di fronte a Mussolini, nel quinto anniversario della costituzione della Regia Aeronautica, Balbo disse quel che pensava in proposito: cercare obiettivi .. non tanto nei raid individuali, ma in crociere collettive di pi squadriglie..... Quindi lepoca dellaviatore solitario, eroe, idolo delle folle e braccato dai media in Italia era per lui finita. E, per ribadire ci, Balbo proib a De Pinedo di effettuare unaltra crociera aerea in solitario (che era stata finanziata con una sottoscrizione bandita negli Stati Uniti). Qualche settimana dopo lo stesso Balbo annunci che la Regia Aeronautica avrebbe compiuto una crociera a tappe nel Mediterraneo Occidentale, da Orbetello alla Spagna, con 61 idrovolanti e ne affid lo studio, la pianificazione, la preparazione dei mezzi, lallestimento delle basi e laddestramento degli equipaggi allo stesso De Pinedo. Il percorso della Crociera era di circa 3000 Km, suddiviso in sei tappe di circa 500 km luna e toccava la Sardegna, le Baleari, la Spagna e la Francia. (fig. 3). Balbo si rese conto che non poteva essere lui il Comandante della Crociera; infatti in quel momento era un politico e non aveva un grado militare adeguato al comando di una simile impresa. Perci assegn il
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Fig. 3. La rotta della Crociera del Mediterraneo Occidentale.

comando a De Pinedo e, al rientro dallimpresa, che guadagn uno strepitoso successo, fece commutare il suo grado di Comandante Generale della Milizia (ottenuto per esclusivi meriti politici) in Generale di Squadra Aerea. Al rientro dalla Crociera, Balbo dichiarava che la preparazione della Crociera del Generale De Pinedo era minuta e delicata e affermava: Questa Crociera, preparata tanto seriamente e svolta con uno stile sempre pi impeccabile ... svela che De Pinedo .. anche un Capo di soldati, un Generale nel pi ampio significato della parola. Cos dicendo Balbo voleva elogiare di fronte al mondo il giovane Generale, ma anche indurlo ad arrendersi alle sue teorie sui voli di massa e non in solitario e in definitiva imporgli ubbidienza totale e indiscutibile a quelli che erano i progetti e le logiche del regime. Perseguendo questa linea di condotta nei confronti del De Pinedo, Balbo, dopo qualche mese, lo fece nominare Sottocapo di Stato Maggiore della Regia Aeronautica con incarico interinale a Capo di Stato Maggiore e, nel marzo del 1929, Generale di Divisione Aerea. Ma nonostante queste onorificenze e riconoscimenti i rapporti fra i due uomini peggioravano a causa dei pettegolezzi e delle calunnie che venivano mosse contro De Pinedo e che venivano subito riferite a Balbo. Contribuivano a deteriorare i rapporti fra i due uomini anche le affermazioni incaute, come da futuri padroni del Ministero, proferite da elementi dellentourage di De Pinedo, il quale per di pi aveva nuovamente richiesto di essere autorizzato ad unaltra crociera in solitario, che naturalmente Balbo non concesse (e che forse colse come provocazione e insubordinazione) e le lamentele del Generale per non essere stato nominato Capo di Stato Maggiore titolare ma solo ad interim. Balbo confid anni dopo che De Pinedo era uno dei quattro chiodi della sua croce. Gli altri erano Nobile, Mecozzi e Guidoni, altri rappresentanti del protagonismo in solitario degli aviatori, che ancora una volta Balbo fustig in un suo discorso alla Camera del 29 maggio 1929, sette giorni prima della partenza della Crociera del Mediterraneo Orientale. Nel 1929 erano in atto i preparativi per la Crociera del Mediterraneo Orientale, che aveva svariati scopi: di propaganda politica per il fascismo e laeronautica italiana, di addestramento per lArma Aerea e di pubblicit commerciale in paesi che gravitavano nellorbita dellindustria aeronautica italiana. La Crociera aveva un percorso di 4.700 km circa e veniva suddivisa in nove tappe, quattro allandata (Atene, Costantinopoli-Istanbul, Varna e Odessa), e cinque al ritorno (Costanza, Istanbul, Atene, Taranto, Orbetello). (fig. 4) La formazione aerea era composta da 35 velivoli di cui 31 erano idrovolanti S.I.A.I. Marchetti (Societ Idrovolanti Alta Italia, meglio nota come Savoia Marchetti) SM 55 con due motori Isotta Fraschini Asso da 500 CV, due S. 59 bis, un S. 55 P. civile e il Cant 22
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Fig. 4. La rotta della Crociera del Mediterraneo Orientale.

civile San Sergio. I due velivoli civili erano adibiti al trasporto dei rappresentanti della Marina, Esercito e Milizia, degli addetti alle ambasciate di Francia, Gran Bretagna, Stati Uniti e Turchia e dei giornalisti. I croceristi erano in tutto 180. Gli idrovolanti militari conservarono il loro armamento poich la Crociera era anche unesercitazione militare. Vennero ottenute le autorizzazioni al sorvolo e furono predisposte le basi locali affidate a personale dellAeronautica; infine venne preparato un nucleo di appoggio della Marina Regia composto dallesploratore Riboty e dai cacciatorpediniere Calatafimi, Curtatone, Monzambano e Palestro. Come gi detto non venne effettuato alcun trasporto ufficiale di corrispondenza. La formazione venne ridotta da Brigata aerea a Stormo e questa trasformazione divenne causa e pretesto di un altro screzio fra Balbo e De Pinedo: infatti, secondo le regole militari, uno Stormo non poteva essere comandato da un Generale di Divisione (come era diventato due mesi prima De Pinedo) ma doveva essere comandato da un Colonnello. Balbo colse la palla al balzo e affid il comando dello Stormo a un suo fedelissimo, il Colonnello Aldo Pellegrini, mantenendo De Pinedo nella carica di organizzatore e supervisore della Crociera. Il 5 giugno, poco dopo lalba, i 35 velivoli decollarono in meno di mezzora dal Mar Piccolo dellidroscalo di Taranto, diretti ad Atene. Il giorno dopo la formazione prosegu per Costantinopoli, quindi per Varna per giungere ad Odessa, da dove il 10 giugno inizi il viaggio di ritorno che tocc Costanza in Romania, quindi Istanbul/Costantinopoli e Fig. 5 - Cartolina spedita da Atene il 5 giugno 1929-VII (viaggio di andata) a firma di S.E Italo Balbo e di Nello Quilici (giornalista, amico intimo di Balbo e padre di Folco) imbarcati sullidrovolante I-SAAZ, fuori formazione, insieme a Stefano Cagna, il pilota di fiducia di Balbo, ed altri. Eindirizzata a Roma, e reca laffrancatura greca e la vignetta della Crociera raffigurante il Partenone.
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Fig. 6 - Cartolina spedita da Varna (Bulgaria) il 7 giugno 1929 (viaggio di andata) a firma del Capitano Giuseppe Marini (?) 2 pilota (190-1 squadriglia I-SAAQ), indirizzata a Ferrara, recante laffrancatura bulgara e la vignetta della Crociera raffigurante la Moschea di Santa Sofia. Atene e quindi Taranto, da dove ripart per arrivare alla meta finale, Orbetello. Il merito dellorganizzazione e dello svolgimento della Crociera (quasi perfetto se non ci fosse stato un incidente notturno a tre velivoli ammarati, a causa di un fortunale) era quasi solo di De Pinedo, ma non ci furono riconoscimenti ufficiali per lui. Anche la stampa, naturalmente tutta agli ordini del regime, mise molto ai margini il suo nome. E non cit assolutamente i continui scontri che il Generale ebbe con Pellegrini e con Balbo (ci furono, ad esempio, ordini e contrordini che venivano dati dal primo e dai secondi, mancato rispetto delle funzioni di rappresentanza, ecc.). I rapporti si guastarono tanto che De Pinedo annunci a Balbo le sue dimissioni al rientro in Italia. Le dimissioni vennero presentate il 22 agosto, dopo che venne accusato di aver in qualche misura beneficiato di una somma di denaro raccolta negli USA per finanziare unaltra sua impresa aviatoria. Scrisse a questo proposito una lunga lettera di spiegazioni a Mussolini, allegando anche una serie di considerazioni sulla scarsa efficienza dellArma Aerea sia per le sue dotazioni di macchine spesso obsolete sia per gli equipaggi non sufficientemente addestrati e sia per la catena di comando in mano a persone non qualificate. Queste considerazioni ebbero, dopo alcuni anni, una clamorosa conferma nella seconda guerra mondiale; ma allora a nulla valsero, nemmeno a salvare la sua persona: ricevette lordine da Balbo di dimettersi da Sottocapo di Stato Maggiore, di depositare i soldi Fig. 7 - Cartolina spedita da Odessa (URSS) il 9 giugno 1929 (viaggio di andata) a firma di Piero, molto probabilmente il Tenente Pietro Sordi 1 pilota (191-2 squadriglia I-SAAR), indirizzata a Roma, recante laffrancatura sovietica e la vignetta della Crociera raffigurante il Cremlino.
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Fig. 8 - Cartolina spedita da Costanza (Romania) il 12 giugno 1929 (viaggio di ritorno) a firma del Sergente Giuseppe Marianetti 2 pilota (191 3 squadriglia ISAAR), indirizzata a Brindisi, recante laffrancatura romena e la vignetta della Crociera raffigurante il Cremlino. della sottoscrizione americana sopra menzionata e di considerarsi sospeso. Poco dopo De Pinedo venne riconosciuto, da una Commissione di inchiesta alluopo nominata, del tutto estraneo alla faccenda dei soldi della sottoscrizione, ma ormai il danno di immagine era fatto e il Ministero lo aveva condannato senza prove ma per motivi politici e di rivalit personale. L8 novembre del 1929 venne nominato addetto militare presso lambasciata di Buenos Aires (andava a sostituire un capitano!). De Pinedo obbed e part per il suo esilio. Nel 1932 venne posto in ausiliaria, in attesa di collocamento a riposo. Di De Pinedo non si parl pi, perch era vietato parlarne! Non venne invitato alla Conferenza, tenutasi a Roma nel 1932, sui Voli Transoceanici; n venne invitato quando, nel 1933, Balbo e gli Atlantici erano a New York nel corso della Crociera del Decennale: eppure anche lui era a New York, in quanto stava preparando un raid da quella citt verso Baghdad. Si riparl di De Pinedo solo quando mor, dopo pochi mesi, nel rogo del suo aereo precipitato sulla pista di decollo a New York, alla partenza del raid prima detto, andando a cozzare stracarico di benzina contro la cancellata dellaeroporto Floyd Bennet per evitare un gruppo di circa 150 persone che si erano avventurate ai margini della pista. Come in una sorta di nemesi storica Balbo, allindomani del suo ritorno dalla trionfale Fig. 9 Cartolina spedita da Costantinopoli-Istanbul (Turchia) il 15 giugno 1929 (viaggio di ritorno) a firma non di un pilota (Beltrami?), indirizzata a Roma, recante laffrancatura turca e la vignetta della Crociera raffigurante la Moschea di Santa Sofia.
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Fig. 10 Cartolina spedita da Atene il 17 giugno 1929 (viaggio di ritorno) a firma che non sono riuscito a decifrare, indirizzata a Arezzo, recante laffrancatura greca e la vignetta della Crociera raffigurante il Partenone. Crociera Transatlantica del Decennale del 1933, venne emarginato da Mussolini, che, forse preoccupato e forse intimorito dal larghissimo consenso nazionale e internazionale che lo stesso Balbo aveva ottenuto al termine della grande impresa aviatoria, lo promosse prima a Maresciallo dellAria e poi lo nomin Governatore della Libia. L, alla periferia dellImpero, Balbo rimase fino al giorno, il 28 giugno 1940, della sua morte avvenuta nel rogo del suo SM 79 Sparviero abbattuto dal fuoco amico, sulla pista dellaeroporto di Tobruk. Nella Crociera del Mediterraneo Occidentale (26 maggio-2 giugno 1928) vi fu una scarsa produzione filatelico-postale. Il Signor Luigi Bogni, che era il direttore dellufficio postale di Sesto Calende prepar un certo numero di buste che avevano come destinatario il Tenente Stefano Cagna (che era il pilota di fiducia di Balbo e che mor con lui sulla pista dellaeroporto di Tobruk nel 1940), al quale vennero consegnate per il loro trasporto nelle varie tappe della Crociera delle quali recavano lindirizzo. Sono buste di difficilissima reperibilit, proprio per la loro estrema rarit. La Crociera del Mediterraneo Orientale (5-19 giugno 1929) non vide, al pari di quella dellanno precedente, un trasporto ufficiale di posta o lemissione di francobolli commemorativi celebrativi (come avvenne nel 30-31 e nel 33 per le due Crociere Transatlantiche: Fig. 11 Cartolina spedita da Atene il 17 giugno 1929 (viaggio di ritorno) a firma del Capitano Giuseppe Marini (?) 2 pilota (190-1 squadriglia I-SAAQ), indirizzata a Ferrara (allIngegner Vittorio Chailly, nonno del famoso musicista e compositore italiano), recante laffrancatura greca e la vignetta della Crociera raffigurante il Partenone.
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Italia-Brasile, la prima e Italia-USA la seconda). Vennero emesse tre vignette che dovevano essere attaccate sulle lettere e le cartoline (accanto ai francobolli del Paese di partenza), che i partecipanti alla Crociera (soprattutto i piloti) indirizzavano in Italia. Le tre vignette portano la stessa scritta alla base: Crociera Aviatoria Mediterraneo Orientale: di colore blu con al di sopra il Partenone, di colore arancione con la Moschea di Santa Sofia e di colore verde per il Cremlino; questi tre monumenti mostrano un Idrovolante SM 55 che li sorvola. In cima alle vignette si trovano, in colore rosso, un piccolo fascio littorio e la data A VII/1929. La dentellatura a pettine. Sono state stampate in fogli di 72 esemplari, disposti su 6 file di 12 esemplari ciascuna. Lautore stato il Maestro Umberto Di Lazzaro. Alcune lettere e cartoline (ma non quelle qui illustrate) portano un timbro tondo recante la scritta Crociera Idrovolanti Mediterraneo Orientale 1929 VII COMANDO con al centro lo stemma nazionale savoiardo. Altre corrispondenze presentano un timbro rosso con una scritta su tre righe Comando Equipaggi della Crociera Mediterranea: il timbro venne fabbricato e apposto per iniziativa privata. (fig. 5-11). Bibliografia 1) Longhi Fiorenzo: Aerofilia Italiana. Catalogo storico descrittivo 1898-1941. Grafiche CAM. 2007. 2) Alonge Aldo: S.55 story. Storia di un idrovolante. I suoi uomini. I servizi postali. Giorgio Apostolo Editore. Milano 1997. 3) Ferrante Ovidio: Francesco De Pinedo. In volo su tre oceani. Ugo Mursia Editore Milano. 2005 4) Rochat Giorgio: Italo Balbo. Lo squadrista, laviatore, il gerarca. UTET. 2004. 5) Giulio Douhet: Il dominio dellaria. Ristampa a cura di: Aeronautica Militare-Ufficio Storico.

Meccanofilia 40 anniversario della Liberazione agosto 1944

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Uno straordinario airgraph


Nino Barberis

Facendo ordine nella mia collezione di Airgraph e di V-Mail ho ritrovato un pezzo di grande interesse. Pi di una volta ho avuto modo di esprimere, come filatelista, il mio entusiasmo per questo materiale, che consente una adeguata copertura di molti passaggi tematici per tutto il periodo della 2a Guerra Mondiale, senza costringere a far ricorso a pezzi filatelici artificiosi, di fattura postuma e di dubbia seriet. Questa tutta roba autentica, genuina, postale al 100%. Si tratta di un airgraph spedito da Bristol in data 7 novembre 1944 e diretto a un militare in India. Il disegno alquanto elaborato ed completato con scritte augurali per il Natale e per il ritorno a casa nellanno successivo. Esaminandolo bene, si vede, al centro Hitler adagiato sul territorio tedesco e francese, che si mette le mani nei capelli per la disperazione. Gli fanno da contorno, in senso orario, Churchill, Stalin, De Gaulle e Roosevelt ciascuno dei quali ha alla propria destra un drappello di 6 soldati, la cui nazionalit chiaramente individuabile soprattutto per la foggia dellelmetto. Le piccole dimensioni dei caratteri, per contro, non consentono di leggere quanto sta scritto sulla figura di Hitler. Volendo documentare la situazione nella quale si trovavano i tedeschi in quella data, braccati e circondati dagli alleati, questo mi pare un pezzo molto significativo.
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Una estemporanea Resistenza in Europa


Riportiamo integralmente un articolo che il nostro Nino Barberis ha scritto per il Notiziario del Circolo Filatelico di Cesena. Viene ricordata una importante esposizione filatelica di quarantanni fa sul tema della Resistenza ed una straordinaria collezione che aveva poco di filatelico nel senso convenzionale del termine, ma che interess i visitatori assai pi di quelle elaborate secondo i sacri canoni della regolamentazione ufficiale. Nelle sue mostre non a concorso, cio a partecipazione libera, anche il CIFR intende privilegiare laspetto formativo, promozionale e storico delle collezioni, per consentirne lapprezzamento da parte di una pi larga massa di visitatori e non soltanto da noi filatelisti. Si ringrazia il Circolo Filatelico di Cesena per aver concesso la riproduzione di questo articolo.

La mia prima volta a Cesena


Nino Barberis
La mia prima presenza in una esposizione filatelica a Cesena stata nel 1971, quarantanni fa. Dopo dallora ci tornai altre sedici volte: le ho tutte rigorosamente registrate. Se avessi tempo e voglia (e forza) per andare in cantina a riesumare le mie schede di giudizio sarei anche in grado di ricostruire i punteggi ottenuti da ciascuna delle centinaia di collezioni che ho esaminato e di riconsiderare 1 miei commenti su ciascuna di esse. Ma la prima volta non si scorda mai e di quella edizione 1971 conservo ricordi di prima mano, che non hanno bisogno del supporto di una documentazione storica. Fu la 5a Mostra Filatelica Citt di Cesena, che si svolse il 21-22 agosto nel Palazzo del Ridotto ed aveva per tema La Resistenza nella Filatelia. Fu una vera mostra internazionale, con la presenza di numerose collezioni di Polonia, Romania e Jugoslavia. La Giuria era composta da me, dallIng. Sergio Casadio (un filatelista di eccezionali capacit, che se non fosse scomparso in giovanissima et sarebbe sicuramente diventato una colonna portante della filatelia italiana) e dal Gen. Francesco Paolo Di Piazza, che aveva pi anni di noi due messi insieme e che nominammo Presidente. Nella categoria Collezioni Tradizionali la medaglia doro fu assegnata ad Egidio Errani per la sua collezione Emissioni dei Comitati di Liberazione Nazionale; nella categoria Collezioni Tematiche il Trofeo del Presidente della Repubblica tocc allindimenticabile Luciano Previato, per la sua collezione Resistenza Europea. In entrambe le categorie, subito dopo i nostri due assi si classificarono due collezioni straniere, a dimostrazione che la loro presenza non era solo di facciata. Ma di quella esposizione ricordo un particolare che costitu una parte essenziale del nostro lavoro di giuria. Tra i partecipanti cera un collezionista di Bologna, Giuseppe Stanzani, che presentava 29 pannelli da 60 x 63 cm sul tema Resistenza In Europa. Ogni pannello conteneva ritagli di giornali e riviste, soprattutto illustrati, su ciascuno dei quali era
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applicato un francobollo annullato in una precedente esposizione sulla resistenza. Una presentazione completamente al di fuori dai conclamati concetti della filatelia convenzionale. Devo per dire che mentre davanti ai quadri delle collezioni altre cera (gi allora) il solito modesto flusso di filatelisti, davanti a quei pannelli stazionavano a lungo tutti quelli che mettevano piede nella sala. In realt era chiaro che al vero pubblico generico piaceva pi quella forma espositiva che non le nostre collezioni che rispondevano alle norme dei sacrosanti Regolamenti FIP. Anche noi giurati fummo sconcertati da quella partecipazione cos lontana dal nostro costume, ma esaminandola senza preconcetti dovemmo convenire che quello era il modo di catturate lattenzione dei visitatori. In altre parole, di farci conoscere al di fuori della nostra cerchia, anzich continuare a parlarci addosso. Una Giuria normale avrebbe squalificato tout-court quella collezione, perch non rispondeva a nessuna delle tavole della legge, ma anche noi decidemmo di andare contro corrente, come aveva fatto il collezionista interessato. Evidentemente non potevamo chiudere un occhio (anzi, tutti e due) e metterla in classifica, ma decidemmo di riconoscerle tutti i suoi meriti promozionali a favore del tema della mostra (cio la Resistenza) e nelle classifiche allegate al verbale, in testa, prima dellelencazione delle medaglie per le due categorie giudicate in concorso, figura: Premio Speciale - Coppa Banca Popolare di Cesena al Sig. Giuseppe Stanzani di Bologna, per lappassionata ricostruzione storico-filatelica della guerra partigiana. Lespositore era presente e gli spiegammo le differenze fra una vera collezione filatelica e la sua presentazione. Fu amabilmente comprensivo, ma altrettanto amabilmente dichiar che a lui piaceva cos e che aveva provato tanta soddisfazione nel poter dare una consecuzione logica a tutta la documentazione che aveva messo insieme. Insomma fu una reciproca dimostrazione di rispetto: noi giurati rispettavamo le sue convinzioni collezionistiche, pur non potendo premiarle secondo i nostri Regolamenti; lui rispettava il nostro impegno nellapplicare questo Regolamento. E amici come prima, senza rancori e senza mugugni. Se in quella Giuria trovammo un perfetto accordo nel valutare e nel riconoscere i meriti di quella estemporanea collezione, pi volte mi successivamente capitato di trovarmi con altri giurati infiammati di sacro zelo (per me era solo ottusit) che si scagliavano inesorabilmente contro una collezione non appena scoprivano qualche non concordanza con le norme di regolamento, quasi fossero un diktat intoccabile. Ho sempre ritenuto che un po di elasticit e di buon senso dovessero essere tenuti in considerazione per arrivare ad un onesto compromesso, pur applicando coscienziosamente il Regolamento. Per ragioni anagrafiche da molti anni non ho pi avuto esperienze pratiche di Giuria ma mi auguro che anche i giurati di oggi sappiano trovare caso per caso il modo di far convivere Regolamento e buon senso, senza abdicare alluno o allaltro.
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Un documento ricordo della esposizione La Resistenza nella Filatelia, con lannullo speciale (purtroppo su francobollo non concordante), il chiudilettera e la firma dei componenti della Giuria.

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Giuseppe Verdi, genio e anima della musica


Giovanni Cuomo
Dimenticarsi di celebrare questanniversario, sarebbe come dimenticarsi il proprio nome: il grande Peppino, limmenso genio musicale che tutto il pianeta cinvidia, colui che accese con le sue musiche, durante il Risorgimento, quelle scintille patriottiche come pochi sapevano fare; a buona ragione chi scrive, lo ritiene, assieme al quartetto formato da Vittorio Emanuele II, Cavour, Garibaldi e Mazzini, un altrettanto padre della Patria. Giuseppe Fortunino Francesco Verdi, questo il nome completo di colui che sar chiamato il cigno di Busseto. Nacque in provincia di Parma per la precisione a Roncole, una frazioncina di Busseto, in quel territorio che si definiva la bassa padana; era il 10 di ottobre del 1813. Il padre Carlo, era un semplice oste che campava vendendo anche quei pochi generi alimentari che poteva permettersi, la sua sposa e madre di Giuseppe, Luigia Uttini, arrotondava il bilancio famigliare facendo la filatrice, sempre per tirare a campare alla meno peggio. Carlo curava anche una modesta attivit agricola. Allepoca Busseto faceva parte dellimpero napoleonico, perci latto di nascita originale trascritto in lingua francese. Sin da giovanetto Giuseppe mostr una naturale inclinazione per la musica Essendo un giovane la cui famiglia non poteva disporre di grandi risorse finanziarie, si accorse di lui, prendendolo a ben volere, lorganista della chiesetta di Roncole, Pietro Baistrocchi, che, intuendo le potenzialit del ragazzo, gli insegn i primi rudimenti musicali insegnandogli anche luso dellorgano. La fortuna volle che della predisposizione per la musica del giovane Verdi si accorse anche il direttore della societ filarmonica del paese, guarda caso con sede presso Antonio Barezzi, imprenditore bussetano, proprietario terriero di condizioni alquanto agiate. Barezzi, al pari degli altri, cap le grandi capacit del giovane Giuseppe concedendogli quegli aiuti necessari alla prosecuzione degli studi di musica sotto la guida del maestro Ferdinando Provesi. Il genio musicale di Verdi non tard a dimostrarsi e a soli quindici anni, nel teatro di Busseto fu rappresentata una sua sinfonia dapertura nel corso di una rappresentazione de Il barbiere di Siviglia di Gioacchino Rossini. Con il sostegno finanziario del Barezzi, Verdi si ritrov a Milano. Correva lanno 1832, il suo desiderio era di entrare al Conservatorio, purtroppo la sua domanda fu respinta per aver oltrepassato i limiti di et; decise allora di proseguire gli studi andando a lezione dal maestro di cembalo della Scala, oltre che insegnante di solfeggio sempre del Conservatorio, Vincenzo Lavigna. Nel 1836, a soli ventitre anni, Verdi prese moglie, sposando Margherita Barezzi, la figlia del suo mentore e mecenate, i due presero casa in una modesta abitazione di Milano, a Porta Ticinese, rione popolare e vera essenza della pi pura e genuina milanesit. Margherita diede alla luce due figli, Virginia nata nel 1837 e Icilio nato nel 1838, purtroppo la serena convivenza
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dei giovani sposi fu turbata da un colpo tremendo della malasorte che si accan contro la famiglia di Verdi facendogli perdere i figli e la moglie, le disgrazie avvennero fra gli anni 1838 e 1840. Per Verdi fu la catastrofe. Nella pi cupa disperazione Verdi ebbe la fortuna di non essere abbandonato dal suocero Barezzi, che gli rimase accanto nelle ore pi buie. Anche il curatore degli allestimenti al Teatro alla Scala, nonch librettista e ispettore dei teatri imperiali degli Asburgo, Bartolomeo Merelli si ritrov al fianco del Verdi incoraggiandolo e sostenendolo. Grazie a queste assistenze e a paterne cure, Verdi ritrov la forza e lenergia per riavvicinarsi alla musica operistica, quellarte a cui fu predestinato sin dalla nascita. Finalmente giunge il momento tanto atteso: Giuseppe Verdi debutta con la sua prima opera Oberto, conte di San Bonifacio il giorno 17 novembre 1839, alla Scala di Milano. Lopera ebbe una lunga gestazione, infatti, occorsero quattro anni per la sua composizione: librettista Temistocle Solera, anche se qualcuno sostiene che il libretto originale sia di Domenico Piazza, ma non vi sono certezze documentate. Il lavoro ebbe successo, con piena soddisfazione dellimpresario e sostenitore di Verdi, Bartolomeo Merelli che gli commission ulteriori lavori. Sono per, per le disgrazie avvenute e che avverranno, anni tremendi. Fra tutte queste contrariet, Verdi riesce a terminare la sua seconda opera Un giorno di regno o il finto Stanislao, su libretto di Felice Romani, poi rielaborato dal Solera. La prima sempre a Milano alla Scala il 5 settembre 1840. Fu un disastro, per cera il motivo per il fallimento. Verdi ha appena perduto la moglie, passato pochissimo tempo dalla perdita dei due figli, ha quindi composto lopera, per colmo dellironia un opera buffa, in condizioni fisiche e psichiche pi che terribili, al limite delle umane possibilit, eppure il pubblico pur sapendo tutto questo, gli riserva unaccoglienza catastrofica, il pubblico scaligero come sa innalzarti allolimpo, cos sa distruggerti con fervore satanico senza alcun rimpianto. Verdi rimarr amareggiato per questa situazione e la ricorder anche nei momenti di trionfo, ma Verdi un genio non solo nella musica, egli un genio anche nel pi profondo del cuore, la sua sensibilit, la sua generosit non pu restare repressa, cos come la sua riconoscenza verso la citt di Ambrogio, a cui rimarr legata per sempre. Tappa importantissima per Verdi fu anche il legame artistico con Casa Ricordi, la storica casa editrice musicale milanese, fondata nel 1808 da Giovanni Ricordi. Se il giovane Verdi super la sua crisi esistenziale, fu merito anche del buon Bartolomeo Merelli, limpresario scaligero che lo incit a continuare nella composizione della musica lirica sottoponendogli un libretto scritto dallonnipresente Temistocle Solera, a sfondo biblico Nabucco. Solera scriver per Verdi anche i libretti de I Lombardi alla prima crociata; Giovanna dArco e Attila. Verdi inizi a leggere svogliatamente quel libretto, quando al Va, pensiero un bagliore divino un lampo messianico lacer il suo intimo, egli prese coscienza che il Signore Iddio gli aveva donato quel talento perch non fosse gettato nel fango, nel bitume dei ricordi dolorosi, ma per pers4guire un tragitto che dovr diventare comune a tutti gli Italiani, era il percorso dellunione, della libert, dellindipendenza, ed egli sarebbe stato uno di quelli che avrebbero contribuito alla creazione dellunit nazionale. Cari lettori, ricordate quel VIVA V.E.R.D.I. urlato a gran voce da tutti gli Italiani?
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Milano, 9 marzo 1842, Teatro alla Scala. Verdi ripropone al pubblico milanese un opera a sfondo biblico Nabucco (Nabucodonosor), un dramma lirico. La soprano Giuseppina Strepponi, futura moglie di Giuseppe Verdi. Come Un giorno di regno fu criticato e distrutto dal pubblico, Nabucco ebbe un successo clamoroso: Verdi si era consacrato per ci che era sempre stato il pi grande talento operistico, non solo per quei tempi, ma anche per quelli che verranno, al giorno doggi XXI secolo, Verdi ancora il massimo, nessuno lo ha sinora eguagliato, tantomeno superato. In quel primo anno di rappresentazione, Nabucco fu replicato ben sessantaquattro volte. Lopera esprime il desiderio represso della libert, una libert negata e vituperata, quella stessa che ora Verdi sente e che legge negli occhi dei compatrioti: alcuni personaggi dellopera hanno una forte craterizzazione drammatica, vedi Nabucodonosor e Abigaille, lo stesso vale per il popolo ebraico, ecco che allora quando il coro intona il Va, pensiero esso diventa un canto doloroso ma che preannuncia il risorgere di un popolo per una patria si bella e perduta questo inno voler velocemente dalla Lombardia a tutta Italia. Era nato il Risorgimento. Chi scrive quando ascolt il Va, pensiero per la prima volta allArena di Verona, di notte nel buio pi assoluto, con il pubblico che teneva fra le mani un cero acceso, ebbene sentii il dovere di mettermi sullattenti mentre un forte groppo mi serrava la gola, Giuseppe Verdi con Nabucco inizi la sua straordinaria carriera. Nacquero cos I Lombardi alla prima crociata 11 febbraio 1843, prima alla Scala. Questa un opera che diede da pensare alla polizia austriaca, anche perch il contenuto religioso, poteva, secondo lallora arcivescovo di Milano, laustriaco conte Karl Kajetan von Gaisruck (tradotto: Carlo Gaetano II di Gaisruck (Klagenfurt, 7 agosto 1769 Milano, 19 novembre 1846) creare dei dissapori, ma Verdi era Verdi, e la polizia austriaca riconobbe lautorit artistica del compositore, questo rispetto gli Austriaci lo avranno sempre nei confronti di Verdi, vi fu nel libretto uninnocuo ritocco, invece di dire Ave Maria si convenne di mutare in Salve Maria. Seguiranno Ernani I due Foscari, poi, Giovanna dArco e Alzira quindi Attila e Macbeth poi, I masnadieri, Jrusalem, Il corsaro e La battaglia di Legnano. Sono tutte composizioni che passano di successo in successo, oramai Verdi conosciuto e famoso in Italia e in Europa; non c teatro nazionale o estero che non rappresenti i lavori verdiani. Furono opere scritte una dietro laltra, tutte su commissione; Verdi definir questo periodo, un decennio circa, come gli anni di galera. Ernani, fu tratto dal dramma di Victor Hugo, il librettista Francesco Maria Piave, che per Verdi scrisse addirittura dieci libretti. La prima avvenne a Venezia al teatro la Fenice, il 9 marzo 1844. Anche questa composizione subisce delle vicissitudini per ragioni politiche, nonostante ci, lopera possiede delle melodie straordinarie che rispecchiano lenergia e la
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vibrante forza di Verdi. Adeguatamente rappresentata unopera che diffonde verso il pubblico emozionanti consapevolezze che permetteranno dimboccare una nuova via verso la composizione operistica che finora risentiva forse anche delle influenze di Vincenzo Bellini, Gaetano Donizetti e Gioacchino Rossini. Francesco Maria Piave ha il compito di comporre il libretto de I due Foscari tratto dallomonimo lavoro di Byron. La tragedia lirica rappresentata per la prima volta il 3 novembre 1844, a Roma. Il successo non al massimo. Ritorna Temistocle Solera per il libretto di Giovanna dArco. Milano accoglie al Teatro alla Scala la prima il 15 febbraio 1845. Mediocre il successo dellopera, anche perch il Solera non ha di certo contribuito scrivendo un libretto di ottimo livello. Lopera si base sul dramma di Friedrich Schiller Die Jungfrau von Orleans. Purtroppo linsuccesso provoca anche la rottura dei rapporti con la Scala; nel massimo tempio della lirica Verdi ritorner a presentare le prime delle sue opere solamente dopo 36 anni. Un mezzo passo falso Verdi lo compie facendo debuttare il dramma lirico Alzira su libretto di Salvatore Cammarano, a Napoli, Teatro San Carlo, il 12 agosto 1845. Bisogna anche dire che Cammarano era il poeta ufficiale del teatro. La composizione non ottiene quel tributo di successo che Verdi pensava. Lopera tratta dalla tragedia di Voltaire Alzire, ou les Amricains. Eccoci ora al dramma Attila sempre su libretto del Solera. La prima a Venezia, alla Fenice il 17 marzo 1846. Lopera produce un notevole effetto sul pubblico che ne decreta un ottimo successo. Il 14 marzo 1847, la volta del Teatro la Pergola di Firenze ad ospitare la prima del Macbeth. Il librettista nuovamente Francesco Maria Piave. Lopera si ispira alla tragedia omonima di William Shakespeare. E la composizione che forse meglio delle altre riassume sino a questo momento carriera di Giuseppe Verdi, che si trova nel pieno della maturit sia artistica che psico-fisica. In Macbeth raggiunge lapogeo intrecciando fra loro il teatro, il patriottismo e il personaggio. Verdi rielaborer diverse volte il suo capolavoro, per lui sono momenti decisivi e importanti, infatti, si sta preannunciando quella che sar definita la trilogia. La prima de I masnadieri si terr il 22 luglio 1847 a Londra, al Majestys Theatre. Librettista Andrea Maffei, anche questa opera tratta da un dramma di Schiller Die Ruber. Al debutto, presente in teatro la regina Vittoria. Per Verdi si tratta di un buon affare commerciale. In realt lopera incontra scarso successo; i motivi sono disparati, la cultura del pubblico londinese che forse si aspettava qualcosa di diverso, il librettista che non fu certo allaltezza e forse anche gli interpreti; resta comunque il fatto che una composizione considerata di secondo piano. AllOpra di Parigi, viene rappresentata per la prima volta, il 22 novembre 1847, Jrusalem una rielaborazione de I Lombardi alla prima crociata il libretto opera di Alphonse Royer e Gustave Vaz. Composta appositamente per la capitale francese, lopera un grande successo, nonostante che taluni critici la trovino inferiore quella originale, ovvero I Lombardi Rappresentata in Italia, opportunamente tradotta, non incontra grande successo. Anche in futuro sar poco rappresentata. Con Il Corsaro, ritorna come librettista Francesco Maria Piave, largomento tratto da
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un poema di Byron The Corsair. La prima avviene il 25 ottobre 1848, presso il Teatro Grande di Trieste. E unopera con un debutto abbastanza travagliato, lo stesso Verdi non lapprezzava, tanto da essere neanche presente alla prima. Dalla tragedia di Franois-Joseph Mry La bataille de Toulouse Giuseppe Verdi mette in musica il libretto scritto da Salvatore Cammarano dal titolo La battaglia di Legnano. La prima si terr a Roma al Teatro Argentina, 27 gennaio 1849. Lopera stata suggerita a Verdi dallo steso Cammarano, vedendo che il Maestro era in ansia per le ventate di libert e indipendenza che si agitavano nel paese, e Verdi voleva dimostrare tutto il suo patriottismo. Il debutto accolto con grandissimo favore dal pubblico, lo stesso tema trattato, la vittoria della Lega Lombarda sullimperatore svevo Federico Barbarossa il perno del successo. Successivamente interverr la censura austriaca a vietarne dora in avanti lesecuzione. Nel 1849, per la precisione il giorno 8 dicembre, al Teatro San Xarlo di Napoli in scena la prima di Luisa Miller; il librettista ancora Salvatore Cammarano; il melodramma tratto ancora da un lavoro di Schiller Kabale und Liebe. Lopera riscuote un discreto successo; e in essa si pu rilevare levolversi continuo della musica di Verdi. Dopo quasi un anno, Verdi propone un dramma tratto da Le pasteur, ou LEvangyle et le Foyer di Eugne Bourgeois ed mile Souvestre. Il titolo sar Stiffelio e il librettista nuovamente Francesco Maria Piave. La prima fu data a Trieste al Teatro Grande il 16 novembre 1850. Il lavoro incontra le ire della censura austriaca che obbliga il Maestro ad operare tagli e risistemazioni dellopera che perdendo il suo smalto originale si trasforma in uno svilente lavoro che non viene accettato dal pubblico. Lo Stiffelio anche ai giorni nostri trova ben poca accoglienza. Siamo ora alla prima opera di quelle che saranno definite come trilogia popolare. Si tratta di Rigoletto su libretto di Francesco Maria Piave, esso originato dal un lavoro di Victor Hugo Le Roi samuse la prima avviene a Venezia al teatro la Fenice il giorno 11 marzo 1851. Non agevole proporre un lavoro in cui la pi disperata umile figura, che pur complottando lassassinio del suo padrone, autentico tiranno, dotata di una certa onest morale rispetto a tutti i protagonisti, questo strano personaggio il buffone di corte. Un pagliaccio che deve fa divertire una corte corrotta e moralmente depravata. Nonostante le difficolt frapposte dalla censura austriaca lopera mantiene il impianto originale e il pubblico potr assistere alla tragica storia di Rigoletto, il giullare che prima di essere tale sente che suo dovere essere padre di una figlia clandestina, che purtroppo per la sua voglia di vendetta sul tiranno comporter la morte della fanciulla. E un Verdi innovativo, ricco di esperienza, la sua vena musicale sgorga in maniera prodigiosa nelle splendide melodie dellopera e nel 1853 il maestro proporr un ulteriore capolavoro Il Trovatore e nel medesimo anno La Traviata. Il librettista Salvatore Cammarano propone un lavoro tratto da un dramma di Antonio Garca Guterrez. Il
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titolo il medesimo Il Trovatore. La prima sar al teatro Apollo di Roma, il 19 gennaio 1853. Lopera verdiana da considerarsi fra le pi alte in assoluto; musiche e parole creano una suggestione romantica e drammatica che si sovrappongono in vari stadi affascinano ed avvinghiano lo spettatore, il successo immediato: un autentico trionfo. Una vittoria che si ripeter di li a pochi mesi, quando Verdi presenter alla Fenice di Venezia il 6 marzo 1853, La Traviata su libretto di Francesco Maria Piave che trae la vicenda dalla celebre opera letteraria di Alexandre Dumas La Dame aux Camlias (La Signora delle camelie). La trama conosciutissima, cos come le melodie, che udite una sola volta, si possono tranquillamente ripetere anche fischiettandole, questa la dimostrazione del genio unico, imperativo, giunto al massimo livello umano di Giuseppe Verdi, la sua musica entrata nel cuore non solo degli esperti, ma, cosa assai pi importante discesa nellanimo della gente di qualsiasi ceto e condizione, sono brani che svolgono un sottile lavorio psicologico penetrando nelle coscienze a cui un giorno si dovr rispondere. La trilogia popolare furoreggia in Italia e allestero; Verdi ora celebre, il suo talento, la sua capacit gli ampiamente riconosciuta. Eugne Scribe, librettista dellOpra di Parigi, insiste con il Maestro perch componga unopera da rappresentare alla Ville Lumire in occasione dellEsposizione Universale del 1855; il testo scritto in francese dello stesso Scribe e di Charles Duveyrier. Alla fine Verdi accetta la proposta del francese: essere presenti durante quella importante e spettacolare manifestazione, sar sempre una nota di merito in pi per litaliano e patriota Giuseppe Verdi. Il titolo sar Les vpres siciliennes. Limpianto musicale di notevole levatura, louverture semplicemente fantastica, le coreografie spettacolari, eppure Verdi non la sente sua, infatti, la rivedr facendone una versione che avr un grande successo quando verr rappresentata a Parma con il titolo I Vespri siciliani. La fama, la notoriet internazionale, il fascino delle sue musiche, la ricchezza di cui ora dispone non cambiano lintimo della sua persona, Verdi sempre quello stesso nato in campagna da una famiglia umile, egli sa cosa vuole dire tirare la cinghia fare i salti mortali per riuscire a dare un poco di benessere in casa, perci non sar mai quello che si creer false illusione. Verdi sente prepotente il richiamo della sua terra, dei campi lavorati, prende allora una decisione, in frazione di Villanova sullArda acquista una villa chiamata SantAgata (Piacenza) andr ad abitarla con colei che nel 1859 sar la sua nuova moglie, la notissima e brava soprano Giuseppina Strepponi. Il Maestro, pur continuando nella sua attivit musicale, preso sempre pi dagli impegni che derivano dalla sua tenuta, fra laltro, egli non uno sprovveduto, allevamento di cavalli, lenologia, la piantumazione, lagricoltura in generale li conosce bene, perci quando interviene, sa quello che dice. Il mondo lirico per alquanto in subbuglio, si vero, Verdi continua nella sua opera musicale, ma con calma, senza fretta, visto che ora se lo pu permettere, ma lambiente
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musicale che tende a nuove scoperte a stili diversi. Il Simon Boccanegra su libretto di Francesco Maria Piave tratto da un dramma di Garcia Gutirrez, rappresentato per la prima volta alla Fenice di Venezia il 12 marzo 1857; la composizione non riscuote il successo sperato; lo stesso Verdi critica freddamente il suo lavoro, anzi lo detesta, solamente circa venti anni dopo si decider a rivedere lopera con la collaborazione di Arrigo Boito; la nuova versione, far pienamente centro su critica e pubblico e il Simon Boccanegra andr ad occupare la sua alta collocazione che gli spetta per diritto nel campo della musica lirica. A Rimini, il 16 agosto viene rappresentato un nuovo lavoro verdiano, che per si base su una precedente opera scritta nel 1850. Il librettista il medesimo di allora, Francesco Maria Piave e la nuova composizione ha per titolo Aroldo. Lo schema operistico lo stesso, solamente epoca e luogo, anche se la partitura pressoch identica, il finale di Aroldo totalmente diverso da quello di Stiffelio. E comunque un peccato che i due lavori siano spesso ignorati. Nel 1859 Verdi propone un nuovo successo. Lesordio de Un ballo in maschera non certo dei pi facili; prima sorge lostacolo della censura napoletana, che ne vieter la rappresentazione, quindi, di quella romana, alla fine al Teatro Apollo di Roma il 17 febbraio vi la prima rappresentazione. Lopera, basata sul libretto di Somma che a sua volta lo trasse da quello di Scribe il quale si basava sul lavoro di Aube Gustave III, ou le Bal Masqu. Verdi scrisse lopera nel 1858 e come si visto avrebbe dovuto debuttare a Napoli, solamente che in quei di giorni di prove che precedono la prima, lagitatore italiano Felice Orsini, attent alla vita, senza comunque riuscirvi, di Napoleone III. Il lavoro del Maestro era proprio concentrato sullassassinio di un re, ecco la ragione per cui ne fu vietata la rappresentazione a Napoli. Lopera scorre perfettamente su due paralleli inequivocabili: il tragico e il romantico. Verdi con Un ballo in maschera ha creato un lavoro dincredibile raffinatezza, scovando quella preoccupazione umana derivante da svariate cause fra cui quellambiguit che si avverte in questopera. Passeranno altri tre anni, prima che Verdi proponga unaltra opera. Il 10 novembre 1862 debutta a San Pietroburgo, con La forza del destino. Il componimento basato sul dramma spagnolo del Duca di Rivas, Don Alvaro, da cui Francesco Maria Piave trae il libretto. Nellopera verdiana si nota sin dallinizio quel nerbo musicale a cui con lo scorrere delle azioni le espressioni realistiche avranno il loro peso, vi sono anche dei punti fragili, anche incoerenti e quel destino epicentro della storia in realt talvolta sostituito in modo assai dubbioso, dal caso. Lo stesso Verdi,
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nonostante il buon successo della prima, non soddisfatto e la riprender alcuni anni dopo per apportarne significative modifiche, purtroppo nel frattempo il Piave, suo librettista ha subito colpo apoplettico che ne interromper la collaborazione, Piave morir a Milano il 5 marzo 1876. Correva lanno 1867, quando Verdi propose al pubblico parigino il Don Carlos. Il libretto in lingua francese scritto da J. Mry e C. Du Locle, basandosi su un lavoro di Schiller. Il Teatro il prestigioso Opra, la data della prima, 11 marzo 1867. Ledizione italiana del Don Carlos, dopo unampia revisione per via della traduzione, sar presentata alla Scala di Milano nel 1884. Lopera considerata fra i maggiori capolavori del Maestro. Alcune scene rendono lopera affascinante anche da punto di vista esclusivamente coreografico, per taluni la durata sarebbe per eccessiva, comunque un lavoro grandioso, dove debbono spiccare particolari doti canore, come la voce di basso e quella di mezzosoprano. Verdi riuscito a darci uno splendido esempio di come entrare nel tessuto interiore dei protagonisti che interpretano uno spaccato di storia spagnola ove il dramma umano e politico deve confrontarsi con quella legge forse la pi spietata per luomo: la ragion di stato. A Verdi giunge la richiesta del kediv (principe, vicer, signore) dEgitto di realizzare unopera per il Teatro Italiano del Cairo, e non, come erroneamente tramandato successivamente per lapertura del Canale di Suez che fu aperto anni prima. Il libretto di Antonio Ghislanzoni, su un soggetto di Auguste Mariette Bey. La prima di Aida fu messa in scena, al Cairo, il 24 dicembre 1871. Con questo lavoro Verdi raggiunge delle vette di bravura ineguagliabile; spettacolare per la scenografia, musiche di una bellezza incredibile che mai hanno un cedimento, una Marcia Trionfale che travolge e coinvolge. Una sola parola e non basterebbe: Trionfo, vittoria, esaltazione, apoteosi.. gli aggettivi potrebbero continuare allinfinito, infatti, anche oggigiorno quando viene rappresentata non manca di essere un successo: una gloria nazionale. Dopo Aida Verdi valuta la decisone di ritirarsi a vita privata.

Solo in occasione d e l l a morte del pi grande della letteratura nazionale, Alessandro Manzoni (Milano 22 maggio 1873) comporr in omaggio allo scrittore una poderosa Messa da Requiem. Verdi dopo la morte di Manzoni disse di lui: un bisogno del cuore che mi spinge a onorare, nella misura delle mie possibilit, questo
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Grande che ho stimato tanto come scrittore e che ho venerato tanto come uomo modello, di virt e di patriottismo. Solo nel 1887, dopo un assiduo quanto astuto lavoro, oggi diremmo ai fianchi, delleditore Giulio Ricordi, far si che Giuseppe Verdi ritorni a comporre con quellArrigo Boito, che giovane scapigliato, anni addietro offese il maestro ritenendolo superato e troppo tradizionalista. Lo stesso Boito comprese lassurdit delle sue insinuazione e cerc, poi riuscendovi di riallacciare il rapporto con il Maestro. Per Verdi sar anche il ritorno alla Scala di Milano, dopo che anni addietro, non volle pi che nessuna prima delle sue opere debuttasse nel massimo tempio della lirica mondiale, questa rottura che sembrava insanabile, invece si compose e sar Otello che sancir questo ritorno di Verdi a Milano. Su libretto di Arrigo Boito, tratto dal lavoro di Shakespeare, il 5 febbraio 1887, sul palcoscenico della Scala va in scena la prima di Otello. Lentusiasmo del pubblico alle stelle. Verdi tornato e Milano e la Scala sono ai suoi piedi. Anche negli anni e nei secoli a venire, sar difficilissimo che Otello non registri il tutto esaurito. Il XIX secolo ha imboccato il viale del tramonto, anche Verdi sente il declino, non del suo genio musicale, ma fisico e spirituale; vive fra SantAgata e Milano, i suoi conoscenti, le care amicizie su cui contava purtroppo sono ormai scomparsi o stanno scomparendo. Nel 1897 la sua cara moglie, Giuseppina Strepponi, rende lanima a Dio. Quattro anni prima aveva composto lopera Falstaff su libretto di Arrigo Boito, ormai indivisibile da Verdi. Il librettista aveva capito che solo il Maestro aveva quelle insuperabili capacit di restare musicalmente al passo con i tempi, perch egli possedeva quello spessore culturale, duttile nella versificazione e a sua volta musicista, ovvero capace di pensare la poesia in funzione della musica. Il Falstaff, Boito ne aveva tratto il libretto da una tragedia di Shakespeare The Merry Wives of Windsor. La prima assoluta il 9 febbraio 1893 al Teatro alla Scala di Milano; sar la sua ultima opera. Un lavoro di superba raffinatezza, un multicolore vibrare dalle parole, alle scene, alle melodie e Verdi compose Falstaff quando aveva ottanta anni, questo solo dato ci fa capire la grandezza, la genialit, il talento creativo insuperabile di Giuseppe Verdi. In
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realt egli compose dopo Falstaff quattro pezzi di musica sacra pubblicati nel 1898: Ave Maria, Stabat Mater, Laudi alla Vergine e Te Deum. La filantropia, la generosit di Verdi erano famose, nelle sue terre aveva gi provveduto a finanziare un ospedale oltre a partecipare a diverse opere umanitarie; quindi, decise di erigere a Milano una Casa di Riposo per Musicisti, riservata a quegli artisti, cantanti e musicisti che non avevano avuto fortuna nella loro carriera vuoi per la malasorte o per altre ragioni e perci in condizioni povere e disagiate. Ledificio fu progettato dallarchitetto Camillo Boito, fratello di Arrigo, gi librettista del Maestro. Nella Casa di Riposo per Musicisti tumulato lo stesso Giuseppe Verdi con accanto la moglie Giuseppina Strepponi. Alla morte del Maestro, avvenuta il 27 gennaio 1901, era presente anche unaltra celebre cantante lirica Teresa Stolz. La Stolz fu tra le pi eccezionali interpreti delle opere verdiane; dopo poco pi di un anno dalla morte di Giuseppe Verdi, anche Teresa Stoltz moriva, era il 23 agosto 1902. Giuseppe Verdi mor a Milano al Grand Hotel et De Milan di Via Manzoni ove era solito alloggiare quando era nella citt lombarda, allincirca verso le tre del mattino del 27 gennaio 1901. Sei giorni prima era stato colto da un malore improvviso, seppure in agonia egli lasci precise istruzioni per il suo funerale, semplici, senza ostentazione e senza musiche. Egli era sempre stato una persona semplice e quindi dovevano esserle anche le sue esequie. Nei giorni che precedettero la scomparsa, la cittadinanza saputo che il Maestro era in fin di vita, per non recargli disturbo la via Manzoni e le vie collaterali furono cosparse di paglia per far s che lo scalpiccio dei cavalli non disturbasse lultimo sonno di Verdi. I funerali, come detto furono semplici, ma alle esequie presenziarono non meno di centomila persone. Verdi non ignor e non neg la sua partecipazione alla vita pubblica del suo tempo. Egli, convinto italiano, dimostr i suoi convincimenti patriottici sostenendo le azioni risorgimentali. Fu anche eletto deputato per il Collegio di Borgo San Donnino (Fidenza), quando si insedi il primo parlamento del Regno dItalia (1861-1865), successivamente, fu nominato dal 1874, senatore del Regno. Senza ombra di dubbio, Verdi con le sue opere contribu concretamente allunificazione nazionale contro la sudditanza straniera. Questo era Giuseppe Verdi, di lui si potrebbero scrivere fiumi e fiumi di commenti, limitiamoci a quanto descritto, ricordandoci che il nostro Bel Paese si pu definire unautentica luce di civilt per tutto il pianeta, provate a elencare i Grandi italiani che lavorarono nei vari campi, dalle arti ai mestieri, non esiste nazione al mondo che possa competere con lItalia, il fatto che qui si trovi il 75% del patrimonio artistico mondiale vorr dire qualche cosa e allora chi guida questo Paese sa cosa significa tutto questo?

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La Svizzera ricorda Gottlieb Duttweiler


Ignazio Lavagna
Le poste elvetiche, il 7 Marzo scorso hanno emesso un francobollo per ricordare Gottlieb Dutti Duttweiler, un genio del commercio ma anche una personalit con idee coraggiose e con un forte senso di responsabilit sociale. Duttweiler ebbe lidea innovativa di offrire alle massaie zurighesi prima e svizzere poi, dei prodotti di qualit a prezzi convenienti, per far questo attrezz cinque camions Ford T, in modo che potessero trasportare, zucchero, farina,caffe, sapone ed altri generi di prima necessit, tutti a prezzi accessibili. Mentre gran parte dellopinione pubblica e le istituzioni restavano scettiche, furono le massaie svizzere a decretare il successo dellidea di Duttweiler, era nata la Migros, una delle pi grandi ed efficaci societ commerciali elvetiche. Nel 1936, unitamente ad un gruppo che aveva idee ed interessi affini, fond il partito Anello degli indipendenti del quale divenne presto il presidente. Sempre attento alle esigenze sociali Duttweiler, e la moglie, nel 1940,decisero di trasformare la Migros in cooperativa, tutti i cittadini potevano acquistare le azioni Migros, con la cifra di 30 franchi e diventare comproprietari. Nel contempo Duttweiler partecipa alla vita politica svizzera come Consigliere Nazionale e di Stato. Nel 1940 rassegna le proprie dimissioni, in contrasto con le tendenze Frontiste ossia le teorie di quei gruppi che avrebbero voluto un avvicinamento alla Germania nazista, come il consigliere Marcel Pilet Golaz od altri che volevano addirittura schierarsi accanto ai nazisti. Nel 1943 venne rieletto Consigliere Nazionale, in precedenza aveva fondato la Scuole Club Migros che consentivano ad una larga fascia di popolazione di accedere ad una serie di proposte didattiche e ricreative. Duttweiler si dedic, in seguito ad attivit editoriali e nel commercio librario, cos come fu attivo nel ramo bancario ed assicurativo. Fu un precursore in svariate attivit commerciali, non trascurando mai il progresso Sociale.

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18/05/2013

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In biblioteca
Il nostro consocio Domenico Matera ha collaborato alla stesura di un ponderoso volume sulle Missioni Militari allestero nel secondo dopoguerra di cui pubblichiamo la presentazione per gentile concessione del presidente del C.I.F.O. Dott. Claudio Ernesto Manzati.

Il catalogo di Storia Postale delle Missioni Militari contemporanee


Ci sono voluti oltre due anni ai cinque autori del catalogo ragionato, nellordine: Ruben Berta, Nadir Castagneri, Roberto Cruciani, Francesco Gagliardi e Domenico Matera, coordinati da Claudio Ernesto Manzati presidente del CIFO (Associazione dei Collezionisti Italiani di Francobolli Ordinari), per realizzare questa seconda edizione 2013. La prima, approntata nel 2000, era stata presentata a Volta Mantovana nel 2001 durante lAssemblea AICPM dal compianto Giovanni Riggi di Numana. In quella occasione era stata proposta in forma artigianale: fotocopie in bianco e nero rilegate con spirale. Questa seconda edizione di 282 pagine, stampata con tecnica digitale, interamente a colori ed e rilegata con copertina semirigida, sono descritte tutte le missioni militari dal 1950 a tutto il 2010, per un totale di 71 missioni (44 nella precedente edizione). Cronologicamente si va dalla missione AFIS in Somalia del 1950 sino alla missione di aiuto MINUSTHAH ad Haiti, a seguito del devastante terremoto. Questultima missione venne avviata il 13 gennaio 2010 e si concluse il 14 aprile dello stesso anno; di questa si conosce un solo documento viaggiato dimostrando che anche la posta dei giorni nostri pu essere molto rara. Il volume sar messo in vendita allo stand del CIFO a Milanofil al prezzo di copertina di 50 . Al fine di contenerne il costo sar realizzato anche un CD al prezzo di 30 che conterr, oltre al file pdf del catalogo ulteriori 300 pagine ca. con tutti gli annulli postali ed amministrativi delle missioni, avendo limitato nel testo stampato solo quelli pi significativi. La catalogazione completa di tutti gli annulli sar comunque liberamente scaricabile dal sito del CIFO www.cifo.eu. La revisione dei testi stata realizzata da Pier Giorgio Romerio e lediting di Nicola Luciano Cipriani; la stampa in proprio con Copyright CIFO.
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18/05/2013

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Il CIFR in azione
Il Cifr rende omaggio allAmico e Consocio Mario Colombo, oggetto di un articolo de Il Giorno del 6 aprile 2013 a lui dedicato, e ci complimentiamo per il premio concessogli negli Stati Uniti dAmerica e della concessione della tessera che lo nomina membro dellOffice of Strategic Service, il Servizio dintelligence americano a cui tanto devono le formazioni partigiane durante la Guerra di Liberazione in Italia; gli uomini del Servizio, in gran parte ufficiali italo-americani per poter colloquiare senza problemi con il personale partigiano, coordinandone aiuti e rifornimenti di ogni genere. Mario Colombo, ha sempre collaborato efficacemente con le sue preziose e originali collezioni di notevole valore storico a diverse mostre del nostro Sodalizio; anche nellultima realizzata ad Ossona (MI) egli era presente con una sua opera. A Te, Carissimo Mario un doveroso e affettuoso ringraziamento con le pi sincere congratulazioni per il meritato riconoscimento.

Ossana (MI) - La mostra a cui Il Cifr stato invitato, in occasione del 17 marzo, giorno celebrativo dellUnit nazionale, organizzata dal Centro Documentale di Milano (ex Distretto Militare) LEsercito Italiano nel periodo bellico 1915-1918, ha ottenuto uno straordinario successo di pubblico e di critica. Erano presenti Autorit civili della Provincia di Milano, della Regione Lombardia e autorit militari. La manifestazione si tenuta presso la prestigiosa Villa Litta Modignani, sede del Comune di Ossona (MI). Il Sindaco della citt ha illustrato il significato di questo evento. Il Cifr con il coordinatore agli eventi, Vincenzo Ferrari, nella giornata del 20 marzo ha illustrato le collezioni di storia postale esposte agli allievi delle Scuole Medie.
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22/05/2013

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Trezzano Rosa (MI) dal 25 aprile al 28 aprile; qui di seguito riportiamo larticolo della Gazzetta dellAdda riguardante lavvenimento. (ssr) Grande successo per la mostra sulla Resistenza italiana. L'esposizione, che stata allestita in Villa Ida da gioved a sabato scorso con la collaborazione del Centro italiano Filatelia Resistenza, ha ricevuto la visita di numerosi trezzanesi. La mostra stata infatti una delle ini-ziative che hanno caratterizzato le celebrazioni per la festa della Liberazione, la cui tradizionale cerimonia di commemo-razione a tutti i Caduti si svolta nel pomeriggio di gioved. Doppio appuntamento quindi per i trezzanesi, che hanno partecipato numerosi anche al corteo dal Municipio al monumento Al Partigiano, nei pressi della scuola di via Colombo. Il corteo si concluso al Centro Padre Marengoni, dove stato possibile assistere a un concerto.

Visitatori della Mostra intrattenuti dal Coordinatore Mostre/Eventi del Cifr, Sig. Vincenzo Ferrari (a sinistra)

Il Sindaco di Trezzano Rosa, sig. Adelio Limonta con gli organizzatore della Mostra (sig. Ferrari alla sin. del sindaco)

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Marcofilia
a cura di Gian Franco Mazzucco Il numero si riferisce ai comunicati marcofili di Poste Italiane
21/2012 - Un giorno per non dimenticare. E il senso del Giorno della Memoria, che stato istituito dal Parlamento Italiano nel 2000. La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dellabbattimento dei cancelli di Auschwitz, Giorno della Memoria, al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subto la deportazione, la prigionia, la morte, nonch coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati. 36/2012

51/2012

78/2012 - El Alamein, simbolo della resistenza del regio esercito italiano in Africa, ebbe un ruolo di storica importanza nel corso della seconda guerra mondiale. Infatti essa costituiva il terminale nord di un corridoio est-ovest di circa 60 km di larghezza delimitato a sud dalla depressione di Qattara, che rappresentava un ostacolo impenetrabile ai mezzi militari; furono gli inglesi con delle truppe beduine a passare la depressione di Qattara e distruggere un avamposto italiano, uccidendo tutti senza condizioni di resa. Questo corridoio era diventato un elemento essenziale della linea difensiva britannica in Nordafrica e segn il punto di massima penetrazione ad est delle forze italo-tedesche in Egitto. 119/2012 - Winston Churchill comment: "Ora, questa non la fine, non nemmeno l'inizio della fine. Ma forse la fine dell'inizio". Sempre Churchill rese omaggio al valore dimostrato dai soldati italiani dichiarando ai Comuni: Dobbiamo inchinarci davanti ai resti di quelli che furono i leoni della Folgore

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II Comando Forze Operative Terrestri (ComFO Ter)


Gianni Cuomo
Nel 1997, come previsto dalla legge sulla riforma dei vertici militari, al Capo di Stato Maggiore della Difesa stata attribuita. la autorit suprema gerarchica. In virt di questo lEsercito ha iniziato una propria revisione strutturale per rendersi allaltezza nellaffrontare i nuovi importanti impegni nazionali ed internazionali. Il Comando delle Forze Operative Terrestri (COMFOTER), ha cos determinato ununica gestione per tutte le unit Combat, Combat Support, Combat Service Support e quelle specialistiche in Communication and Information System. Tale comando si costituito a Verona il 1 ottobre 1997. In prima istanza esso era accoppiato al Comando delle Forze Terrestri Alleate del Sud Europa, in seguito divenuto autonomo svincolandosi dal Comando NATO. Inizialmente il ComFOTer aveva sotto la sua egida i seguenti comandi: 1 e 2 Comando Forze di Difesa, Comando Forze di Proiezione, Comando Truppe Alpine ed un Comando dei Supporti. Negli anni successivi la struttura del ComFOTer andata sempre pi affinandosi per arrivare cos alla composizione attuale: rispondono in sottordine 1 e 2 Comando Forze di Difesa, Comando Truppe Alpine, Comando del Corpo dArmata NATO di Rapido Spiegamento, Comando AVES, Comando Trasmissioni ed Informazioni dellEsercito, ed il Comando dei Supporti. La sede principale a Verona, presso Palazzo Carli ed supportato da un Reparto Comando dislocato nella Caserma Passalacqua e da uno Stato Maggiore ed un Centro Operativo nella Caserma Rossani.

La Voce del Cifr giugno 2013

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18/05/2013

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CHI SIAMO Il Centro Italiano Filatelia Resistenza e Storia Contemporanea stato fondato nel 1976. Vi aderiscono i collezionisti di francobolli, interi postali, affrancature meccaniche, annulli postali, cartoline maximum e memorabilia riguardanti la storia dal XX secolo ad oggi, in tutte le sue specialit: dalle guerre mondiali alle missioni di pace contemporanee ed agli interventi umanitari. Per lanno in corso ladesione costa 39 euro (socio ordinario), 45 euro (socio sostenitore) oppure con un versamento minimo di 50 euro si diventa socio benemerito. Si ha diritto a ricevere il trimestrale LA VOCE DEL CIFR di 48 pagine con articoli dei soci, oppure tratti da pubblicazioni straniere, ed a partecipare alle Mostre sociali. Per maggiori informazioni contattate la Segreteria / Relazioni esterne i cui recapiti sono indicati nella pagina a fianco, oppure consultate il sito www.cifr.it o scrivete allindirizzo di posta elettronica nestor46@alice.it . I versamenti vanno effettuati sul conto corrente postale 17609207 intestato a CIFR-Via Gerolamo Ratto, 43/17-16157 GENOVA oppure a mezzo bonifico Banco Posta IBAN IT05H0760101600000017609207 ricordandosi, in questo caso, di segnalare loperazione di pagamento.

COMUNICATO della SEGRETERIA


Si informano i soci che per la fine del 2013, si dovr rinnovare il Consiglio Direttivo, il Collegio dei Revisori ed i Probiviri. Si invitano i soci, in regola con l'iscrizione per l'anno 2013, a proporre le loro candidature, per i tre organismi statutariamente previsti.

Sono in progettazione eventi a Ossona, per la festa patronale di fine agosto, una mostra sulla civilt contadina. Altre mostre a Trezzano Rosa in autunno per la festa della castagna e allUnione Nazionale Ufficiali in Congedo, prima settimana di settembre, sugli eventi del 1943.

La Voce del Cifr giugno 2013

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16/05/2013

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C.I.F.R. CENTRO ITALIANO FILATELIA RESISTENZA E STORIA CONTEMPORANEA


Sede: c/o Ignazio Lavagna Via Gerolamo Ratto, 43/17 - 16157 Genova GE

Presidente Onorario Egidio Errani Via Grattacoppa, 293 48020 Savarna RA Presidente Ignazio Lavagna Via Gerolamo Ratto, 43/17 - 16157 Genova GE tel. 0106982013 - 3493286055 - nestor46@alice.it Vice Presidente Roberto Marastoni - Via A. Pozzi, 25 - 42042 Fabbrico RE tel. 05221716066 3474186600 - marastoniroberto@libero.it Segreteria/Relazioni Esterne/Eventi Manifestazioni Giovanni Cuomo Via Brodolini, 3 20834 Nova Milanese MB tel. 036242980 - 3472968081 - giovanni.cuomo@email.it Vincenzo Ferrari - Via Ungaretti, 4 - 20060 Bussero MI tel. 0295039634 3388652030 - vincenzo.ferrari@alice.it Consiglieri Stefano Domenighini Via Montello, 54/A - 26013 Crema CR tel. 037380388 - skipper.65@tiscali.it Italo Greppi - Via Ponte, 19/G - 25134 Brescia BS tel. 0302304270 - bitossi41@libero.it Maria Marchetti Via Gazzolo, 62 - 25082 Botticino BS tel. 0302692326 - mar22mar@gmail.com Massimo Santonastaso Via Celante, 110 - 31029 Vittorio Veneto TV tel/fax. 0438550032 -3391853829 - msantonastaso@libero.it Servizio Scambio fra Soci Mauro Mirolli Via Garibaldi, 1 15044 Quargnento AL tel. 0131219534 3803588193 - mauromirolli@msn.com

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16/05/2013

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Cartolina spedita da Odessa (URSS) il 9 giugno 1929 (viaggio di andata) a firma di Piero, molto probabilmente il Tenente Pietro Sordi 1 pilota (191-2 squadriglia I-SAAR), indirizzata a Roma, recante laffrancatura sovietica e la vignetta della Crociera raffigurante il Cremlino. (articolo a pagina 20)