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Processo contro il Piacere

Luciano, La doppia accusa


Quando, intorno al 165 d.C., il quarantenne Luciano scriveva il , aveva alle spalle una carriera di retore e di scrittore che lo aveva reso famoso in ogni parte dellimpero, allora guidato da Marco Aurelio. La caustica mordacit dei suoi dialoghi menippei doveva avere suscitato la reazione di retori e filosofi e proprio dalle accuse incrociate, che gli vengono da pi parti, egli qui si difende. Cos, immagina che Zeus cerchi di dare risposta alle tante rimostranze di chi lo accusa di lentezza e si indigna contro la Giustizia per non essere ancora stati celebrati processi intentati soprattutto da scienze e arti contro certi uomini che, ormai consumati dalla muffa e dalle ragnatele, giacciono senza effetto da secoli. Daccordo con Ermes, il padre degli uomini e degli dei indice una seduta dellAreopago e d incarico al suo messaggero di volare sulla terra e di rendere noto il bando: si terr una seduta del tribunale, per cui quanti hanno presentato le accuse si recheranno quel giorno stesso sullAreopago e l la Giustizia sortegger fra tutti gli Ateniesi le giurie in base alle pene richieste; chi non si fosse ritenuto soddisfatto del verdetto, avrebbe potuto interporre appello presso Zeus e sarebbe stato giudicato ex novo. Le cause che vengono cos ammesse alla discussione e al giudizio sono: lUbriachezza contro lAccademia, per avere questa ridotto in schiavit Polemone; la Stoa contro il Piacere, per averle sottratto il suo amante Dionisio; il Lusso contro la Virt, in relazione ad Aristippo; lArte Bancaria contro Diogene, accusato di fuga dalla schiavit; la Pittura contro Pirrone, per diserzione. A queste viene aggiunta la doppia accusa mossa contro il Siro (cio Luciano stesso) dalla Retorica, per maltrattamento, e dal Dialogo per insolenza.

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Il bando [12]
Ermes e Giustizia dallOlimpo si recano sullAcropoli di Atene, secondo linvito di Zeus, per dare corso alla seduta del tribunale e, mentre Ermes punta diritto sullAcropoli, Giustizia si intrattiene con Pan, che dallepoca di Maratona abita una spelonca sotto lAcropoli, pagando il suo tributo di meteco.

{} , . ; {} . {} , . , , . , . , .
{} , : Fermati, Pan. Non ti sembrato che Ermes pronunci il bando? S, cos. : (qui allimperativo aoristo) ha il significato intransitivo di fermarsi, rimanere in attesa. - : il verbo adeguato allazione del banditore (). - : comune risposta affermativa. {} : Ascoltate, popolo: apriremo una sessione giudiziaria, con buona fortuna, oggi, nel settimo giorno dellinizio di Elafebolione. - : la formula che introduceva i proclami ( forma attica del vocativo plurale di , att. . Il termine usato spesso in riferimento a una folla adunata). - : indica lassise giudiziaria ( = radunare). - : sottintende . Il mese di Elafebolione (che si precisa cominciante, dato il valore di di avere inizio, riferito al tempo: stagioni, mesi, anni) andava dalla seconda met di marzo alla prima di aprile, dunque, a rigore, qui, il 22 marzo. : Quanti hanno depositato accuse vengano sullAreopago, dove Giustizia tirer a sorte le giurie e lei stessa sar a fianco dei giudici, mentre i giudici saranno scelti fra tutti gli Ateniesi, la paga sar di tre oboli per ciascun processo e il numero dei giudici in rapporto con laccusa. - : lespressione ( aoristo) significa redigere, consegnare unaccusa scritta al tribunale. - : da ritenersi infinito con valore di imperativo, piuttosto che infinito subordinato che sottintenda come reggente un verbo di dire, proclamare come , , ecc. LAreopago ( ) il pi antico tribunale ateniese, che prende il nome dal colle di Ares, su cui era situato; laffermazione che la Giustizia stessa sar a fianco dei giudici ( futuro di ) garanzia di un verdetto equo. : tre oboli era lindennit che da Cleone in poi ricevevano i giudici dellEliea. : Quanti, dopo aver depositato laccusa, morirono prima di veder celebrare il processo, Eaco li rimandi sulla terra. - : il verbo spesso usato con il valore di comparire in tribunale; linfinito normale, nelle temporali introdotte da . Eaco il figlio di Zeus ed Egina che, per la sua giustizia, dopo la morte fu posto come giudice infernale insieme con Minosse e Radamanto. Godeva ad Atene del culto dedicato agli eroi. : Se poi qualcuno ritiene di essere stato giudicato ingiustamente, potr ricorrere in appello e lappello verr presentato a Zeus. : protasi delleventualit con (= ) e il congiuntivo (); (qui al perfetto passivo) regge , accusativo neutro delloggetto interno che assume valore avverbiale. - : laggettivo a due terminazioni (cos come il sostantivo che segue subito dopo) derivazione di che, significando lanciare, pu bene assumere, in ambito giudiziario, il valore di rinviare in appello. - : spesso usato col significato di sostenere un processo, pronunciare unarringa, dato che accusato e accusatore si affrontano in una sorta di gara () per prevalere luno sullaltro. - : complemento di moto a luogo, retto da .

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La Stoa contro il Piacere [19-22]

{} . . {} , , , , ,
{} : Sedetevi, voi che siete stati designati per sorteggio a giudicare la Stoa contro il Piacere riguardo allamante; lacqua stata versata dentro. Tu, la dipinta con vari colori, a questo punto, parla. - : sono coloro che hanno ottenuto per sorteggio un incarico, indicato dallespressione in posizione attributiva . La era il portico, dipinto con affreschi di Polignoto di Taso, sotto il quale insegn Zenone, il fondatore della scuola filosofica che prese appunto il nome di stoica. Letica della scuola si contrapponeva alle tendenze edonistiche della scuola del socratico Aristippo e allimpostazione dellepicureismo, che aveva definito fine ultimo della vita umana il raggiungimento dell. - : allude, come si vedr subito di seguito, a Dionisio di Eraclea, per il quale possiamo riferirci a quanto dice Diogene Laerzio VII 166 (vedi scheda p. 136). - : (perfetto passivo di ) allude alla predisposizione dellacqua nella clessidra, che da quel momento avrebbe iniziato a gocciolare per regolare il tempo dellarringa.- : allusione alla di cui si detto poco sopra ( accusativo di relazione, in posizione attributiva). {} , : Mi rendo conto, signori giudici, che dovr parlare contro unavversaria dal bel volto, ma vedo anche i pi di voi volgere a lei gli occhi e farle sorrisi, e di me non tenere conto, perch sono tosata fino alla pelle e ho lo sguardo maschio e do limpressione di essere accigliata. - : laggettivo (qui femminile) il termine tecnico che designa lavversario nel processo; lavversaria cui la Stoa fa riferimento il Piacere, sostantivo femminile, in greco (). - (futuro di ): costruzione con il dativo di possesso. - : vale la maggior parte. - : regge i successivi participi predicativi delloggetto , , . Il verbo indica non tanto il ridere, quanto il sorridere (si pensi allespressione di Saffo, fr. 1, 14 Voigt, , riferita al sorriso di Afrodite). costruito, come di consueto, con il genitivo (). : sulla pelle. Il dativo (da ) forma che si mantenuta in locuzioni idiomatiche come la nostra ( = sono rasato fino alla pelle), invece del pi consueto . - : perfetto passivo di . - : regge, qui come spes-

PER SAPERNE DI PI
La misurazione del tempo nei processi
Si definivano le cause in cui il discorso era misurato nel tempo con la clessidra; esse si contrapponevano alle (o ) , in cui tale misurazione non avveniva: si capisce perci luso, da parte di chi parla, di espressioni come (o ) per dire: il tempo che mi concesso. Il tempo variava a seconda della causa, potendo andare dalle 11 anfore della causa per mancato adempimento dei doveri in unambasceria (

), ad una sola, nelle liti per eredit. Il tempo assoluto di un


non determinabile per noi. Da notare che se per lintroduzione di testimonianze o di altre prove che richiedessero la lettura da parte del cancelliere, il discorso si interrompeva, loratore chiedeva allufficiale preposto ( ) di fermare la clessidra ( ). Su questo problema si veda Arist. Ath. Pol. 67, 2-4 (un passo che si presenta per piuttosto lacunoso). Cfr. anche p. 33.

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. , , . , , , , .
so, un aggettivo neutro (nel contesto: ), che rappresenta una sorta di oggetto interno ed ha pertanto valore avverbiale (cfr. Anacr., fr. 15, 1 Gentili: ). mente la connessione con presuppone la confusione nella lingua parlata di -- e --, che non tutti ammettono possibile in et arcaica. - : allude al processo giudicato prima di questo (cfr. introduzione), in cui lUbriachezza lamentava che lAccademia le avesse sottratto Polemone: la vittoria della filosofia sulledonismo decretata da quel giudizio, suggerisce alla Stoa di sottolineare lanalogia dellattuale causa.

, : Ma tuttavia, se vorrete prestarmi ascolto mentre parlo, ho fiducia che dir cose molto pi giuste di costei. - : protasi delleventualit, costruita regolarmente con il congiuntivo. Lespressione condizionale non una formula di cortesia, ma ipotizza uneventualit che latteggiamento distratto degli ascoltatori al momento non lascia prevedere - : participio predicativo e oggetto indiretto al genitivo, (di fatto chi parla il punto da cui proviene il suono) sono normali con (). - : infinito futuro dei verba dicendi. : E questa infatti proprio la mia accusa attuale, che abbigliata cos come unetera, col fascino del suo aspetto, avendolo illuso, attrasse a s il mio amante, uomo allora saggio, Dionisio, e quella causa che i giudici che vi hanno preceduto hanno definito tra Accademia e Ubriachezza, sorella della presente causa. Liniziale evidenzia che laccusa al Piacere proprio quella di aver ingannato Dionisio, il che confermer che le parole della Stoa sono molto pi giuste. - : essendosi vestita come unetera. Le etere erano donne di liberi costumi, un po come le cortigiane della tradizione rinascimentale, spesso colte e affascinanti; ce ne sono state di famose, come lAspasia di Pericle e la Frine di Prassitele. - : dativo strumentale dellaggettivo neutro sostantivato che significa affascinante. Per Dionisio, vedi la scheda a p. 136. - : il verbo significa ingannare con falsa apparenza ed probabile che sia da ricollegare a , con laggiunta del suffisso --, da cui il significato di furbastro, ingannatore, detto di chi cerca con travisamenti di apparire quel che non (cfr. , parrucca). Natural-

: viene infatti esaminato in questa occasione se occorra, a mo di porci, vivere nel piacere con il capo rivolto in gi, senza concepire nulla di nobile n di magnanimo o giudicando ci che piacevole in posizione pi arretrata (cio come cosa di minor conto) rispetto a ci che retto, filosofare liberi in modo degno di uomini liberi. - : introduce linterrogativa (qui indiretta) disgiuntiva. - : avverbio, che regge il genitivo (), nel senso di al modo di; si spiega con il significato di regola, uso che il termine ha nellOdissea; la connessione tra vita di piacere e vita da porci trovava una conferma nellinterpretazione allegorica dellepisodio odissiaco di Circe (ma anche Orazio, Epist. I 4,16, scherzosamente si definisce porco del gregge di Epicuro). - : avverbiale: in posizione pi dietro e neutro sostantivato, genitivo (nom. ) perch secondo termine di paragone. : n temendo ci che doloroso come invincibile n preferendo da schiavi ci che dolce e ricercando la felicit nel miele e nei fichi secchi. - : participio perfetto di . - (cfr. = schiavo): contrapposto al precedente . - : designano quanto di pi dolce c in natura; il fico secco (cfr. , secco). La contrapposizione tra stoicismo e filosofie edonistiche espressa in termini in linea con il sentire comune.

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, ,
: Questa infatti tali cose tendendo agli sciocchi come esche e spaventandoli con la sofferenza, attira i pi di loro, e tra questi ha fatto ribellare contro di noi anche quel disgraziato, dopo aver atteso che si ammalasse: in buona salute infatti non si sarebbe mai lasciato influenzare
dalle sue parole. - : derivazione di , strega a cui si faceva riferimento per spaventare i bambini. - : il verbo si applica allatteggiamento del cavallo che non accetta le briglie (). - (da ): apodosi dellirrealt ( + aoristo indicativo).

LA MEMOrIA LETTErArIA

DIONISIO IL VOLTAGABBANA

L cui si fa riferimento nel processo fra la Stoa e il Piacere Dionisio di Eraclea, che avrebbe abbandonato la dottrina stoica per aderire alla scuola cirenaica, che rivaluta con decisione il piacere come estremo bene (partendo da una interpretazione particolare della concezione socratica, secondo la quale il bene di per s attraente, i Cirenaici arrivano alla conclusione che tutto ci che attraente bene). La vicenda di Dionisio raccontata da Diogene Laerzio, in un passo (VI 166) che riportiamo qui di seguito:
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Dionisio il voltagabbana dichiar fine il piacere per la situazione critica causatagli da una malattia degli occhi; avendo sofferto terribilmente non ebbe pi il coraggio di definire indifferente* la sofferenza. Era figlio di Teofrasto, della citt di Eraclea. Secondo quanto riferisce Diocle, fu dapprima uditore di Eraclide, suo concittadino, poi di Alessino e Menedemo, e alla fine di Zenone. E allinizio, essendo amante dello scrivere, lavor a componimenti di ogni genere, poi si pose sulla scia di Arato e cerc di emularlo. Dopo aver lasciato Zenone si volse ai Cirenaici ed entrava nei bordelli e si dava a tutti gli altri piaceri apertamente. Dopo aver vissuto fin verso gli ottanta anni, si lasci morire di inedia.

*[Secondo la dottrina stoica, il piacere e la sofferenza entrano nellambito degli , ovvero delle cose indifferenti, che non hanno cio attinenza n con il bene, che coincide con la virt, n con il male, che il contrario della virt].

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: Eppure perch dovrei, per quanto mi riguarda, indignarmi con lei, quando non risparmia neppure gli dei, ma dice calunnie della loro direzione del mondo? Cosicch, se avete senno, potreste addirittura farle pagare il reato di empiet. - : potenziale. - : il verbo (risparmiare) regge il genitivo (in questo contesto: ). La calunnia contro gli dei riguarda ovviamente la negazione, da parte dellepicureismo, di un coinvolgimento loro nel governo del mondo: ne consegue limpossibilit di credere nella provvidenza stoica, la . Il senso del ragionamento della Stoa chiaro: che senso ha esprimere la propria avversione, quando latteggiamento di offensivo addirittura contro gli dei? - : la costruzione di + ottativo () ha valore potenziale. Lespressione significa: far pagare il fio di qualcosa a qualcuno. Che la potesse costituire colpa grave lo provano i processi ad Anassagora (a stento salvato da Pericle), e, sostanzialmente, a Socrate. : Sento per altro dire che non si preparata neppure a parlare di persona, ma far salire a parlare come suo avvocato Epicuro: cos altezzoso il suo contegno nei confronti del tribunale. Per quanto il diritto attico prevedesse che dovesse essere laccusato a difendersi davanti ai giudici, spesso, alla fine del discorso, avveniva che si chiedesse ai giudici che concedessero a un difensore ( o ) di tenere un discorso a difesa. Nel nostro caso ha chiesto preventivamente di non parlare di persona (), ma che lo facesse il suo Epicuro. La scelta ovvia, data la collocazione di nelletica di Epicuro, ma non da escludersi un gioco di parole, da parte di Luciano, dato che Epicuro soccorritore di nome e di fatto (cfr. ). - : il significato di slitta dal senso primario di gioire, essere imbaldanzito a quello di schernire. : A parte tutto, ma chiedetele almeno questo, quali pensa che sarebbero stati Eracle e il vostro Teseo se, dando ascolto al piacere, avessero evitato le fatiche: senza le loro fatiche, nulla avrebbe impedito che la terra fosse piena di ingiustizie. - : un periodo ipotetico dellirrealt con apodosi in dipendenza infinitiva (retta da ). noto che la figura dellateniese Teseo ( ) venne modellata su Eracle. Fin dalla sofistica si afferma uninterpretazione della figura di Eracle, come allegoria delluomo virtuoso, e tale concezione, secondo la linea sofistica (Prodico) e dei Cinici (Antistene fu scolaro di Prodico), arriva agli Stoici. La storia di Eracle al bivio, che tra Virt e Piacere sceglie la strada erta della Virt, era nota nel racconto che ne aveva fatto Prodico e che ci riferito da Senofonte (cfr. pp. 144-145). - : genitivo assoluto e forma implicita di protasi irreale. : Ho detto questo non piacendomi assolutamente i discorsi lunghi. Ma se accettasse di rispondere di volta in volta, essendo interrogata, si rivelerebbe in pochissimo tempo essere il nulla fatto persona. Ma in ogni caso, voi almeno, ricordatevi del giuramento e a questo punto votate in conformit con questo, senza credere a Epicuro, quando dice che gli dei non sovrintendono a nessuna delle cose che si verificano da noi. - : significa qui: ho detto queste cose cos sinteticamente. - : genitivo partitivo. - : periodo ipotetico della possibilit. Qui evidenzia il suo significato, di essere disposto, ben differente da , che indica una volont decisa. - : sostantivizzazione riferita a persona: una nullit. - : letteralmente: votate le cose fedeli al giuramento. Nel finale ritorna ancora il riferimento alla negazione epicurea della , la provvidenza divina, centrale nella dottrina stoica.

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Busto di Epicuro.

. {} . . {} , , . , , . , , , , , , , , ,
zione con (per il quale cfr. supra, p. 135). Nellespressione si evidenzia il frequente valore ostile di + accusativo.

{} : Spostati. Tu, Epicuro, parla per . - : invito rivolto alla Stoa a lasciare il posto a Epicuro. {} , : O signori giudici, non parler a voi a lungo: infatti di molte parole non ho neppure bisogno. La solita premessa che, salvando la finzione giudiziaria, giustifica la brevit del discorso, rispetto a quella di un discorso reale (il topos uno dei pi consolidati in ambito retorico e viene spesso reso con il rifiuto a , in espressioni del tipo ; oppure , di uso frequentissimo). - : si tratta del normale costrutto impersonale espresso da esserci bisogno, con il dativo della persona e il genitivo della cosa di cui si ha necessit. : Ma se il Dionisio che la Stoa dice suo amante, lo avesse costretto, con certi incantesimi e filtri ad allontanarsi da questa e a guardare a lei, giustamente apparirebbe una strega e sarebbe giudicata commettere un delitto, perch esercita arti magiche ai danni degli innamorati altrui. - : periodo ipotetico dellirrealt (con due apodosi coordinate): laoristo e il ppf. (da ) rendono evidente che il sembrare una strega, constatazione che prescinde da ogni idea di durata, frutto del giudizio di colpevolezza, che si esprime con il collocare nel passato laspetto compiuto (appunto con il piuccheperfetto). In c lidea di ingannare attraverso un filtro e questo spiega la sua frequente associa-

;: Ma se uno, libero nella libera citt, non essendoci alcun divieto delle leggi, avendo provato disgusto per la sgradevolezza dello starle vicino e avendo ritenuto chiacchiere la concezione secondo cui la felicit sopraggiunge come somma dei dolori, se uno dicevo fuggito da quei discorsi contorti e simili a labirinti ed scappato di buon grado presso , avendo reciso i viluppi delle parole come fossero catene, avendo recuperato pensieri da uomo e non da stupido e avendo ritenuto il dolore, come di fatto , cattivo e il piacere dolce, si dovevano forse chiudergli le porte in faccia, risospingendolo a capofitto nel dolore lui che sta come nuotando verso il porto dopo un naufragio e desiderava la bonaccia e si doveva forse abbandonare quel disgraziato ai suoi guai, tanto pi che si era rifugiato presso come un supplice allaltare della piet, affinch essendo risalito con molto sudore sullerta, vedesse evidentemente la tanto celebrata virt, e poi, dopo aver per tutta la vita penato, dopo la vita potesse essere felice?. - : un derivato di , macchia, abominio. - : indica prevalentemente in Omero latteggiamento di chi contento di essere scampato alla morte. Si tratta sicuramente di un antico participio medio, ma non si riesce a spiegare n la derivazione, n la forma (participio aoristo?). - : (derivato di , intrecciare) garbuglio, intrico. - : laggettivo , che significa

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propriamente molle, indolente ( un composto di , di analogo significato), slitta spesso a significare stupido, scimunito. - : sulla testa e dunque a testa in gi. - (derivato dallaggettivo verbale di ) : lespressione significa consegnare in balia di qualcuno. -

: allusione a un celebre passo esiodeo (vedi scheda). Il lungo periodo ipotetico potrebbe anche essere inteso come irreale ( pu avere valore di apodosi irreale, senza ), ma certamente pi efficace il ritenerlo diretta allusione a ci che effettivamente avvenuto.

IL SENTIERO CHE CONDUCE ALLA PROSPERIT

LA MEMOrIA LETTErArIA

In un passo significativo, nel quale la fatica e il lavoro sono giustificati in una prospettiva etica provvidenziale, Esiodo insegna al fratello Perse come acquisire la (qui interpretata, secondo la traduzione di Arrighetti, come prosperit). Lantico poeta della Beozia, che nella Teogonia si era presentato come depositario della verit ispirata direttamente dalle Muse, riafferma in questo passo il valore della sofferenza, che, inserita in un disegno divino di affermazione della giustizia, costituisce un gradino necessario verso il benessere delluomo.
Esiodo, Erga 286-292

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Ma a te le cose buone, pensandole, io dir, o [sciocchissimo Perse. Certo la miseria anche a bizzeffe possibile [prendersela senza difficolt: poca la strada e lei abita molto [vicino; invece davanti alla prosperit sudore gli dei [posero [ essi che sono immortali: lunga ed erto il sentiero [che conduce a lei [ 290 e, dapprima, difficile; ma, quando sei arrivato in [cima, [, poi si fa facile da impervio che era. , .

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; : Eppure chi potrebbe apparire giudice pi giusto di quello stesso, che, conosciuti, se mai alcun altro, i principi della Stoa, e fino ad allora convinto che solo ci che nobile fosse bene, appreso al contrario che il dolore era male, poste a confronto le due affermazioni, scelse
la migliore?. - : potenziale, mentre secondo termine di paragone. - : significa, come al solito, quantaltri mai. - : il verbo significa: imparare qualcosa di nuovo in opposizione a quanto si sapeva prima.

LA MEMOrIA LETTErArIA

IL MITO DELLANELLO DI GIGE IN PLATONE

Il motivo folklorico dellanello che rende invisibili collegato con uno dei miti che riguardano la conquista del potere nel regno di Lidia da parte di Gige (prima met del VII secolo a.C.): tale mito a noi noto nella versione offerta da Platone (Resp. II 359d-360b), il quale ne racconta lascesa al potere in modo molto diverso rispetto a Erodoto (I 8-13). Secondo lo storico di Alicarnasso, infatti, Gige, capostipite della dinastia lidia dei Mermnadi, il cui ultimo esponente fu Creso, da semplice comandante delle guardie del corpo di re Candaule, avrebbe soppiantato il sovrano dopo averlo ucciso in un intrigo di corte, in combutta con la di lui moglie. Il mito platonico dellanello miracoloso, che consente al pastore di divenire re, serve invece al filosofo per confortare la propria tesi, secondo cui la disponibilit di poteri straordinari per ingiusti che siano costituisce per chiunque, anche per il pi giusto dei cittadini, una tentazione irresistibile per esaudire ambizioni destinate altrimenti a rimanere represse. Qui di seguito proposto il racconto platonico:
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(Dicono) infatti che questi fosse un pastore al servizio dellallora signore di Lidia e che, caduta una pioggia torrenziale seguita da un terremoto, si produsse in una zona della terra una spaccatura e si apr una voragine, nel posto in cui egli era al pascolo; la vide e meravigliatosi scese e not, tra le altre cose che lo lasciarono stupito di cui si racconta, un cavallo di bronzo, cavo, con delle finestre, affacciatosi alle quali vide che dentro cera un cadavere, a vedersi pi grande di un uomo e senza togliergli nientaltro, ma solo un

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, : Vedeva infatti, penso, che costoro disquisivano a lungo riguardo al resistere e sopportare i dolori, ma in privato veneravano , che erano baldanzosi finch si trattava di parlare, ma in casa vivevano secondo le leggi di , che si vergognavano se si fossero fatti vedere allentare le loro energie e tradire la dottrina, ma soffrivano miseri i supplizi di Tantalo, e laddove sperassero di
sfuggire agli sguardi e poter trasgredire in tutta sicurezza, si riempivano del piacere avidamente. - : regge i successivi participi predicativi delloggetto (

). - : il verbo slitta spesso, come nel nostro contesto, dal significato di attraversare a quello metaforico di esporre nel dettaglio.

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anello che portava al dito, usc. Essendosi tenuta ladunanza consueta per i pastori, perch mese per mese informassero il re di ci che riguardava i loro greggi, vi si rec anche lui con il suo anello. Sedutosi con gli altri, gli capit di girare verso di s, verso cio la parte interna del cavo della mano il castone dellanello e cos facendo divenne invisibile per quanti gli sedevano intorno e se ne parlava come di uno che se nera andato. Gige se ne stup e di nuovo armeggiando con lanello gir stavolta allesterno il castone, e giratolo ridivent visibile. Questo lo fece pensare e prov se fosse lanello ad avere questo potere e cos gli avvenne, girando il castone allinterno della mano, di diventare invisibile, allesterno, al contrario, visibile. La costatazione fece s che si desse subito da fare per diventare uno dei messi che stanno presso il re; una volta arrivato a palazzo sedusse la moglie del re, e con lei aggredito e ucciso quello, si impadron in questo modo del potere. Dunque, se di questi anelli ne esistessero due e uno lo inlasse un uomo giusto, laltro un ingiusto, si pu essere certi che nessuno sarebbe integro a tal punto da rimanere saldo nella giustizia, avendo la forza di tenersi lontano dai beni altrui e di non toccarli, pur avendo la possibilit di prendere impunemente dai banchi del mercato tutto ci che desidera, di penetrare nelle case e di far lamore con chi desidera, di uccidere e liberare dalle catene chiunque vuole e di fare tante altre cose, come se fosse un dio fra gli uomini.

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- : il verbo ha il trasparente significato di comportarsi con giovanile ardore (cfr. ). - : (qui al futuro) costruito con il participio predicativo del soggetto (nel nostro contesto e ). - : il sostantivo (cfr. ) ha il significato di opinione, decisione e, in particolare, come qui, di dottrina. - : allude alle pene infernali inflitte a Tantalo, il mitico re della Lidia (o, secondo altre versioni, della Frigia), che trad la fiducia degli dei rubando loro il nutrimento, il nettare e lambrosia, per farne dono ai propri sudditi. Per questa empiet fu condannato nellAde a essere circondato di cibo e acqua, senza potere mai mangiare n bere (cfr. Pind., Ol. I 54-63). - : infiniti futuri retti dallespressione eventuale . : (cfr. , pi recentemente , aprire la bocca) avverbio con suffisso - (, -) che significa, gi a partire dallOdissea, a bocca aperta. : Se per esempio uno desse loro lanello di Gige, cosicch, una volta messo al dito, non fossero visti, o lelmo di Ade, so bene che dopo aver rivolto ai dolori un deciso addio, si lancerebbero per raggiungere e imiterebbero tutti quanti Dionisio, che, fino alla malattia, sperava che gli avrebbero in qualcosa giovato i discorsi sulla capacit di sopportazione. - : periodo ipotetico dellirrealt ( + aoristo indicativo, + imperfetto indicativo) dipendente da . - : proposizione consecutiva allinfinito, con il participio appositivo () allaccusativo, perch riferito al soggetto sottinteso della proposizione (): cos che essi non fossero visti, essendoselo posto al dito (scil. lanello). - : sullanello di Gige, vedi la scheda, pp. 140 s. - : lelmo di Ade. La forma genitivo epico di , mentre (da , aggettivo sostantivato femminile) doveva in origine riferirsi ad un elmo in pelle di cane (), ma in Omero, Erodoto
e altri, il termine gi indica un elmo di qualsiasi materiale. Il motivo folklorico dellelmo che rende invisibili ricordato una volta nellIliade (V 844 s.), dove Atena ad indossarlo per muovere contro Ares, ma vi si allude anche nello Scudo di Eracle, in Aristofane (Ach. 390) e Platone (Resp. X 612b); esso compare nella leggenda di Perseo contro la Gorgone Medusa, ricordata da Ferecide (il tema ricorre poi anche nella mitologia nordica, nella forma di elmo o berretto: Tarnkappe o Tarnhelm, o altrimenti Nebelkappe, berretto di nebbia. Pi recentemente il motivo stato ripreso da J. K. Rowling, nella saga di Harry Potter, nella forma di un mantello che rende invisibili). - : non c dubbio che conservi qui qualcosa del significato originale di invisibile (, con - privativo e radice che indica lazione del vedere) che gli antichi, con falsa etimologia, gli attribuiscono. Comunque, lassociazione di anello di Gige ed elmo di Ares sicuramente desunta da Platone (passo sopra citato di Repubblica). - : dire con forza ( accusativo neutro avverbiale, in un costrutto frequente del verbo ) , cio dare un bel saluto, o in altre parole mandare a quel paese. Il costrutto di con linfinito futuro () usuale.

: ma dopoch sent il dolore e si ammal e la sofferenza lo assal, con pi vera violenza, avendo visto il proprio corpo avere una filosofia contraria alla Stoa e ispirarsi a principi a lei opposti, si fid pi di lui che di quelli e si rese conto di essere un uomo e di avere un corpo di uomo e non continu pi a trattarlo come una statua, sapendo che colui che parli diversamente e accusi , di parole si compiace, ma ha la mente altrove. Ho parlato; e voi votate su questa questione. - : non costituiscono un hysteron-proteron, ma evidenziano che solo successivamente lo stato doloroso era sfociato in una accertata malattia. - : predicativo: ora il dolore assale con pi verit delle affermazioni stoiche. : il genitivo retto da ().

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- : il verbo significa: esprimo determinate idee filosofiche. - : crasi per , che regge normalmente il dativo, come il suo opposto, . - : pi che a costoro, cio ai filosofi della Stoa (ci si aspetterebbe , riferito appunto alla Stoa). - : aoristo di , che regge il participio predicativo
del soggetto ( e ), come peraltro il successivo (che regge ). - : una citazione dalle Fenicie di Euripide (v. 360: chi parla Polinice): la massima cominciava nel verso precedente con , che peraltro richiamato da , con linserimento, naturale in una polemica epicurea, di .

La Stoa di Attalo, ad Atene. Il portico con colonne, che domina lAgor, stato restaurato ed adibito a Museo. Aveva funzioni decorative e pratiche, poich riparava dal sole e dalla pioggia i cittadini che si occupavano dellamministrazione o dei propri affari. Era stato eretto nel II secolo a.C. dal re Attalo di Pergamo, in segno di gratitudine per la cultura appresa ad Atene. In ognuna delle due gallerie sovrapposte si trovavano 21 magazzini fiancheggiati da colonne.

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LA VOCE DEGLI AUTORI

Il mito di Eracle al bivio


Nei Memorabilia, Senofonte propone un celebre mito, quello di Eracle al bivio, desunto dal trattato Le stagioni ( ) del sofista Prodico di Ceo. Vi si racconta di un incontro che leroe fece nel momento del passaggio dalla fanciullezza allet adulta: gli si presentarono due donne, luna di bellaspetto, di natura nobile, pudica nello sguardo e composta nellandatura; laltra imbellettata, con un portamento tale da sembrare pi eretto del naturale, sfacciata nello sguardo e fiera delle forme che lasciava intravvedere. Le donne simboleggiano le due diverse scelte di vita: la prima la strada della virt, dura e difficile, ma che conduce alla gloria; laltra quella del vizio, facile e carica di piaceri, ma destinata alla vergogna e alla perdizione. Eracle ascolta i discorsi delle due donne, in una schermaglia che ricorda da vicino lagone fra Discorso giusto e Discorso ingiusto nelle Nuvole di Aristofane, e alla fine sceglie per la strada pi difficile, la via della virt.

SENOFONTE

Il discorso di

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144 processo contro il piacere