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Revisione

apr.

2012

Rappresentazioni in serie di potenze reali delle

FUNZIONI di BESSEL

Claudio Magno

www.cm-physmath.net

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in serie di potenze reali delle FUNZIONI di BESSEL Claudio Magno www.cm-physmath.net CM_Portable MATH Notebook Series™
di potenze reali delle FUNZIONI di BESSEL Claudio Magno www.cm-physmath.net CM_Portable MATH Notebook Series™

Rappresentazioni in serie di potenze reali delle FUNZIONI di BESSEL –

1

Rappresentazioni in serie di potenze reali delle FUNZIONI di BESSEL – 1 Friedrich Wilhelm Bessel (1784-1846)

Friedrich Wilhelm Bessel (1784-1846)

Rappresentazioni in serie di potenze reali delle FUNZIONI di BESSEL –

2

INTRODUZIONE

} , continua vs. ν , delle Funzioni

Cilindriche, soluzioni dell’Equazione di Bessel Ordinaria (differenziale ordinaria del 2.o ordine, omogenea, lineare),

( z = 0 è un punto di singolarità regolare, o fuchsiana,

definita nell’insieme complesso { z ∈=:

mentre z = è un punto di singolarità essenziale) da

Le Funzioni di Bessel costituiscono un sotto-insieme della famiglia {

C

ν

:

ν

CCCC

ɶ

CCCC

CCCC

\{ 0 , } }

L

z

φ zzzφ ′′

[]

(

2

++−φ

22

νφ =

)

0 ,

(1)

con φ = φ ( z ) . Nel contesto dell’Analisi Operatoriale su una varietà hilbertiana,

L

z

z

2

d

2

dz

2

+

d

zz

dz

22

+−⋅ν

(

)

(1.1)

è un operatore differenziale lineare auto-aggiunto [ 12.3 ]; ν è il parametro di rango dell’Eq. (1) e delle sue auto- soluzioni. L’Eq. (1) si incontra negli ambiti più disparati della Fisica Teorica (in Meccanica Astronomica Analitica, in Elettrodinamica Classica, in Fisica Quantistica), dell’Ingegneria (e.g., nella Teoria delle Comunicazioni Radar, attraverso la Funzione - Q di Marcum), nella Teoria dei Numeri, nella Teoria della Trasformata di Fourier, in Analisi Armonica in Statistica e Probabilità e, soprattutto, in occasione della separazione delle variabili in modelli propagativi lineari a derivate parziali, condizionati ‘alla frontiera’ (boundary-value problems) e a simmetria cilindrica.

Per gli scopi dichiaratamente operativi di questo lavoro, non sembra opportuno partire dall’Eq. (1), definita in come base della discussione. Benché tale approccio sia quello fondamentale, la restrizione a RRRR dell’Eq. (1) [ 12.1 ],

(2)

CCCC ,

ɶ

2 22 L x [] y ≡ x y ′′ ++−xy ′ ( x ν
2
22
L
x [] y
≡ x y ′′ ++−xy ′
(
x
ν
)
y =
0
,

sarà considerata come il modello differenziale originario, assumendo, oltre a x RRRR \{ 0 } , che sia, al più, y yx( ) CCCC ν RRRR . Il rango ν dell’Eq. (2) e delle sue soluzioni (cilindriche) è detto solitamente ma, forse, in modo poco appropriato, ordine. Infatti, ν non va confuso con l’ordine di un’equazione differenziale, i.e., con quello della derivata superiore presente in una tale equazione.

Circa fonti autorevoli sulla Teoria delle Funzioni di Bessel, si rimanda alla Bibliografia [ 1 ]. Vale la pena di ricordare, comunque, che il loro studio sistematico, dopo i primi, occasionali riferimenti alla loro esistenza (J. F. Riccati, J. Bernoulli, L. Euler), fu iniziato da F. W. Bessel nel 1824, in relazione con il problema delle perturbazioni orbitali nel moto planetario.

L’integrale generale dell’Eq. (2) si costruisce, al solito, combinando linearmente due suoi qualsiasi integrali particolari

, risultano

mutuamente indipendenti. Se ν RRRR \ ZZZZ , allora, gli integrali Ordinari di 1.o tipo,

linearmente indipendenti tra loro. Invece, l’indipendenza lineare cessa se ν n ZZZZ , così che la soluzione cilindrica

standard associata a J

e linearmente indipendente da questa è dedotta, come limite vs. ν (forma indeterminata

J ν (x ) e ( x ) J ν −
J ν (x )
e
( x )
J ν

n (

x )

), dalla Funzione di Bessel Ordinaria di 2.o tipo (o Funzione di Neumann)

N ( xxx): = (cot νπ ) J ( ) − (csc νπ ) J
N
( xxx):
=
(cot
νπ
) J
(
)
(csc
νπ
) J
(
)
.
ννν

(3)

Però, si dimostra, diversamente da J

, i.e., in serie generalmente di potenze

in

La coppia {

linearmente indipendenti per l’Eq. omogenea (2); infatti, il determinante wronskiano, W ( x ) , di tale coppia vale

, coerentemente con la presenza di un

termine logaritmico nella rappresentazione di N

ν

(x )

,

che N

ν

( x )

RRRR

solo se

x

RRRR

RRRR

+

+

n

(

x

)

in serie (analitica in

RRRR

+

).

J

ν

(x ), N

ν

( x )

}

RRRR è riconosciuta, ν RRRR , come il sistema fondamentale standard di soluzioni

2 /(π x ) . D’altra parte, anche con la coppia di Funzioni di Bessel di 3.o tipo (Funzioni Cilindriche di Hankel) di rango

, coniugate tra loro (qui, la coniugazione complessa è indicata con l’apice-asterisco ) e

{

H

1

()

ν

(x ), H

2

()

ν

(x )

}

ν ,

definite dalle combinazioni

Rappresentazioni in serie di potenze reali delle FUNZIONI di BESSEL –

3

∗  ( 1 ) ( 2 ) H ( x ): =+ JNH (
(
1 )
(
2
)
H
(
x ):
=+
JNH
(
xi
)
(
x
)
(
x
)
ν
νν
ν
*
(
2 )
(
1
)
H
(
x ):
=−
JNH
(
xi
)
(
x
)
(
x
)
ν
νν
ν

,

(4)

si costruisce, evidentemente, l’integrale generale dell’Eq. (2) (il loro wronskiano vale 4i /(π x ) ).

A prima vista, la coppia (4) di soluzioni appare superflua; d’altra parte, in molti problemi fisici (di radiazione elettromagnetica, di diffusione gassosa, di scattering di particelle, di propagazione generica calcolata a distanze da una sorgente per le quali sia necessario il confronto con le lunghezze d’onda in gioco), è conveniente disporre di entrambi

i sistemi fondamentali {

ν RRRR ; poi, perché

rappresentare soluzioni (e.g., fisiche) nel regime asintotico 1 x , dove, in generale, risultano coinvolti parametri complessi.

Nelle stime quantitative, può essere di importanza decisiva disporre di sistemi fondamentali di soluzioni

numericamente soddisfacenti. Per dare un’idea del problema,

indipendenti dell’equazione y ′′ + y = 0 come pure risulta esserlo la coppia {,}cosh x sinh x . Con questa, però, si

verificano cancellazioni numeriche troppo drastiche, e.g., quando sia richiesta la stima di

, nell’ordine, con W (x ) = 2ix/(π ) e

2i /(π x ) , forniscono, per 0 < x 1 , soluzioni generali più stabili e rapidamente convergenti e, quindi, meglio controllabili numericamente nei problemi ‘di frontiera’. La scelta della prima o dell’altra coppia dipende dal segno ( + vs. ) della parte immaginaria della soluzione particolare ottenuta e determinato, prevedibilmente, dall’effetto dei segni dei parametri complessi presenti (e.g., di dispersione ottica per distanze intermedie (o di Fresnel) o grandi in un mezzo elettromagnetico trasparente o, in un solido dielettrico, di dispersione deterministica à-la Kramers-Kronig).

Un passo ulteriore è costituito dalle Funzioni di Bessel di argomento ± ix , note come Iperboliche (o Modificate), di

1.o e di 2.o tipo,

Κ ν , rispettivamente, regolare e irregolare. Esse sono soluzioni particolari dell’equazione

differenziale del 2.o ordine (ordinaria, omogenea e lineare)

è una coppia di soluzioni linearmente

, fornendo valori esponenzialmente piccoli per x →+∞ , si adattano meglio a

+ e

H

(

1

ν

)

J

ν

, N

ν

(x )

e

H

(

ν

e

2

)

}

H

ν

(x )

{

()

1

, H

2

()

ν

}

: in primo luogo, perché {

J

ν

( x ), N

ν

(x )

}

RRRR

per

x

RRRR

{,

e

e

}

(x )

}

x

x

e

x

cosh

sinh

xx

per

1 x ,

mentre, le coppie ‘miste’

{

J

ν

(x ), H

(

1

ν

)

(x )

}

{

J

ν

(x ), H

(

2

ν

)

e

Ι

ν

e

2

x

y +−+xy

′′

(x

22

ν )y =

0

,

ν

),

ν

( x )

}

RRRR

+

 

(5)

, per

Κ (x ) , ν
Κ
(x )
,
ν

e

ν

RRRR ,

per

dove, analogamente che per J ν e per N ν , si assume x RRRR , per

entrambe le funzioni. La coppia {

linearmente indipendenti per l’Eq. (5); infatti, risulta W ()x = − 1 / x .

Infine, la definizione convenzionale di K (x )

Macdonald (cfr/c definizione (3) di

I (x ) ; ν
I
(x )
;
ν

x

RRRR

I

ν

(x ), K

Ν

ν

(x )

costituisce il sistema standard fondamentale di soluzioni

n ZZZZ

– è data dalla Funzione di

– in forma di limite per ν

K ν (x ): = ( π / )(csc 2 νπ ) ( I (xx)
K ν (x ):
=
(
π
/ )(csc
2
νπ
)
(
I
(xx)
I
(
)
)
.
− ν
ν

(6)

Il

Ordinarie e Iperboliche: j m , n m ,

tipo, 1.o tipo o 2.o tipo, la loro forma sintetica generale è

rango ν

=± ( m + 1 /)2

, dove è m

h

(

1

)

m

,

ZZZZ

h

0

(

2

m

)

( :

+

), corrisponde alle cosiddette Funzioni di Bessel Sferiche,

e i m , k m . Se considerate come funzioni quasi-cilindriche dello stesso

= ZZZZ

+

{}

0

c

m

(

x

):

=  

π

2 x

 

1 / 2

C

m + 1 2

/

(

x

)

.

(7)

Esse soddisfano, rispettivamente, in analogia con le Eq, (2) e (5), le equazioni differenziali auto-aggiunte (non di

Bessel ma riducibili a quella di Bessel mediante la trasformazione di funzione incognita

ux( )

(

π /( x )

2

)

1 2

/

֏

yx( )

),

2

x

2

x

u

u

′′

′′

+ xu +−(x

2

2

+ xu −+(x

2

2

m (m

+

))u =

10

,

(8)

m (m

+

))u =

10

.

(9)

Rappresentazioni in serie di potenze reali delle FUNZIONI di BESSEL –

4

Tutte – e sole – le Funzioni di Bessel Sferiche, sia Ordinarie che Iperboliche sono esprimibili in forma chiusa, in termini di combinazioni di funzioni elementari (-potenze, goniometriche ed esponenziali), come mostrato più avanti. Esse ricorrono nel trattamento della propagazione ondosa sferico-simmetrica, sia stazionaria che viaggiante.

Osservazione 1

Dall’identità di derivazione ‘a catena’

y ′ ≡= dy dx

dy

d

()

α

x

d

(

α

x

)

dx

=

α

dy

d

()

α

x

, seguono

dy

1

dy

1

=

d ααx

(

)

dx

α

y x

(

)

e

2

dy

 

=

1

2

dy

1

2

d ααx

(

)

22

dx

α

2

y ′′ ( x

)

(5) alle forme rispettive

. Pertanto, l’omotetia x ֏ α x , con α CCCC \{ 0 } , estende le Eq. differenziali (2) e

2

y

2

x y

x

′′

′′

++xy

+−xy

(α x ν )y

22

2

=

(α x + ν )y =

22

2

0

,

(10)

0

,

(11)

dove, è y yx( ) . Le loro soluzioni particolari (cilindriche ordinarie generalizzate) sono, quindi, del tipo (si noti la diversità tra gli argomenti delle funzioni nei due membri)

(12)

yx()

C α

ν

(

x )

.

Tale caratterizzazione si applica, in modo identico, alle Eq. (8) e (9) di Bessel Sferiche e alle loro soluzioni. Queste risulteranno della forma

c

m

(

x

):

=  

π

2 x

α

 

1 / 2

C

m + 1 2

/

(

α

x

)

.

(13)

La discussione che segue sarà riferita prevalentemente all’argomento x ma l’esecuzione dell’omotetia x ֏ α x non dovrebbe creare problemi circa la scrittura delle relazioni corrispondenti.

Con l’obiettivo di applicazioni numeriche, le varie Funzioni di Bessel saranno presentate, definitivamente, solo nelle loro rappresentazioni classiche in serie di potenze. Per quanto riguarda le loro rappresentazioni integrali di frontiera in CCCC (contour integrals), fondamentali per un’analisi teorica rigorosa e fonti spesso immediate – quando non esclusive – di risultati importanti, si consulti la Bibliografia (e.g., [ 1, 3, 5 ,6, 13 ]).

Rappresentazioni in serie di potenze reali delle FUNZIONI di BESSEL –

5

Rappresentazioni in serie di potenze reali delle

FUNZIONI di BESSEL

A.

Le Funzioni di Bessel Ordinarie di 1.o e di 2.o tipo

Si assuma che sia, al più, { x , ν }

Si può determinare un integrale particolare dell’Eq. (2) con il metodo di Frobenius [ 1, 2, 11.1 ], ottenendo la cosiddetta Funzione di Bessel Ordinaria di 1.o tipo, di rango ν e di argomento x (e.g., v. [ 2 ]), generatrice di tutti gli altri tipi di Funzioni di Bessel,

RRRR

2

.

ν +∞ k  x  ( − 1 ) 2 k xx ֏ J
ν
+∞
k
 x 
(
− 1
)
2 k
xx
֏
J
(
)
≡ 
x
.
ν



22

k

=

0

2 k

 22 k = 0 2 k k Γ !( k ν ++ 1 )
 22 k = 0 2 k k Γ !( k ν ++ 1 )
 22 k = 0 2 k k Γ !( k ν ++ 1 )
 22 k = 0 2 k k Γ !( k ν ++ 1 )

k

Γ

!(

k

ν

++

1

)

(14)

Convenzionalmente, come già indicato dall’Eq. (3), un secondo integrale linearmente indipendente

da J

ν

(x )

, ν RRRR \ ZZZZ , viene costruito mediante J (x )

ν

della forma

xxN ( ): ֏ = (cot νπ ) J (x ) − (csc νπ )
xxN ( ):
֏
=
(cot
νπ
) J
(x )
(csc
νπ
) J
(x )
.
ννν

(15)

A sua volta, la struttura della funzione x

2.o tipo, di rango ν ZZZZ e di argomento x , implica che J (x )

indipendenti tra loro. Invece, per quanto riguarda le Funzioni di Bessel Ordinarie di 2.o tipo e di ordine n opportuno premettere i dettagli delle forme esplicite del simbolo

֏

N (x ) , nota come la Funzione di Bessel Ordinaria di

ν

ν

e J

ν

(x )

sono linearmente

ZZZZ

+

0

, è

σψ= k + 1 + ψ kn++ 1

k n

,

:(

)(

)

,

(16)

dove, è anche k

della Funzione - Γ . Dalle uguaglianze (e.g., v. [ 12.2 ], cap. 4, Eq. (63) e (65.1), e cap. 5, Eq. (87))

ZZZZ

+

0 e ψ

indica la Funzione Digamma, i.e., la funzione derivata logaritmica

ψ

()

1

=−

γψ k

,

(

+

11

=− +

γ

r

= 1

)

k

/

r

,

(17.1)

allora,

{ k , n }

ZZZZ

+

, risulta

ψγkn

(

+ +

1

)

=− +

kn

=

+

r

1

1

/

r

≡− +

γ

∑∑ k

n

/

11

r

+

11

rr

==

/(

rn

+

)

e, quindi, l’Eq. (16) assume l’espressione algebrica

σ

k n

,

=−

2

γ

+

k

r

=

1

(

/

11

r

+

/(

rn

+

)

)

+

n

r

=

1

1

/

r

.

(17.2)

(18.1)

non sono,

però, deducibili formalmente dall’Eq. (18.1). Così, essi vanno esaminati singolarmente, a partire dalla definizione generale (16) e dalle uguaglianze (17.1). Si trova che

I casi particolari delle tre coppie parametriche {,k n } {,}0 0

, {,}

k

0

k

1

e {, n

0

}

n

1

σψψ

0 0

,

() +

112

() =−

γ

,

σψ kkψ

k

1 0

,

(

+

1

)(

+

σ

0

, n

1

ψψ n

()

1

+

(

+

+

)

1

12

)

=−

=−

γ

1

22

γ

+

+

k

r

=

1

k

r

/

=

r

1

.

 

(18.2)

1

/

r

,

(18.3)

 

(18.4)

Rappresentazioni in serie di potenze reali delle FUNZIONI di BESSEL –

6

Ora, la teoria [ 4, 5 ] fornisce l’espansione di Hankel, appropriata

n

N n

()

xx

ν

≡=

lim N

()

ν n

1

π


2 J

n

x

()

ln

x

2

+∞

k = 0

(

1

)

k

σ

k n

,

2

2 k

+ n

!(

kk

+ n

)!

x

2 k

+ n

(

1

δ

n ,

0

)

n

1

s

= 0

(

n

s

1

)!

2

2

s

n

s !

ZZZZ

+

0

x

2

s

,

n

.

Nell’Eq. (19), il fattore-‘switch’

Quindi, tenendo conto delle Eq. (18.2), (18.3), (18.4), e (18.1), si scrivono, esplicitamente,

(

1

δ

n , 0

)

vale 0 o 1 secondo che sia n

= 0 o n

ZZZZ

+

.

N

N

0

1

 

1

x

+∞

k = 0

(

1

)

k

σ

k ,

0

  

11

()

xx

=

0

π

2

π

2

 

=

π

1

2

J

ln

()

x

ln

x

2 k

2

 

J

(

)

k

(

2 k

+∞

k

=

!)

(

2

)

k

(

k

2 k

!)

2

k

r

=

1

+∞

=

1

k

x

22

+ ∞

1

)

k

σ

k

k

2

k = 0

  

2 k

+

1

!(

kk

1 (

x

)

1

)

k

+

1

)!

k

=

1

r

r

2

x

k

ln

2

+−

γ

0

x

x

2

++

γ

2

J

()

ln

!)

(

1

+ ∞

k

=

1

(

(

11

)

k

ln

x

+−

γ

k

r

=

1

r

k , 1

x

2 k

+

1

2

x

k

2

x

 

11

rr

+

1

,

()

xx

1

π

1 π     

=−

22

J

(

2

ln

x

+−

γ
2

21

 

+−

x

2 k

+

1

(

21

+

k

k

!) (

k

2

)

2

x

=

1 x

2

π

2 ln

x

2

+

+∞

+

k

=

1

21

γ

−+

(

−

!) (

1

)

k

2

ln

x

+

( 2

k k

2

k

+

)

12

21

γ

−−

k

=

1

r

 

11 +

rr

+

1

 

 

x

2

k

 

2

x

e, in generale,

n

ZZZZ

+

(

n

ZZZZ

, si può applicare l’identità (43), v. più avanti),

N

n

x

()

=

11

π

n

!

2

ln

x

2

2

+−

γ

n

1

+∞

(

−

1

)

k

∑∑ 2 k

J

n

x

()

r

rk

11

==

2

+

n

!(

kk

+

n

)!

2

 

x

n

n 1

s = 0

(

n

− −

s

1

)!

2

2 s

s !

x

2

s



k

=

1

r

1

1

+

r

r

+

n

 

 

11

π



n

xx

ln

n

22

+−

γ

22

!

n

=

1

r

1

r

k

 

11

 

n

∑∑

−+

r

+

rn

rr

==

11

+

1

r

+∞

=

1

r

x

(

1

)

k

)!

x

22

2

1

2

2

k

2

k

!(

kk

+

 2

x

 

n

n

n

1

s

=

0

(

n

2

2

s

s !

ln

+−

γ

)!

x

−−

s

2

s

.

x

2 k

+

n

(19)

(20.1)

(20.2)

(21.1)

(21.2)

(22.1)

(22.2)

L’integrale generale dell’Eq. (2) è sempre scrivibile, ν RRRR , nella combinazione fondamentale

yx()

=

c

1

J

ν

()x

+

c

2

N

ν

()x

(23)

Rappresentazioni in serie di potenze reali delle FUNZIONI di BESSEL –

7

ma, se ν ZZZZ , potrebbe risultare più maneggevole la forma analiticamente equivalente

yx()

=

c J

1

ν

()x

+

c J

2

ν

()x

(23.1)

Fig. 1 – Le funzioni x

֏

JJJJ(xxxx),

(

),

(

),

0123

(

)

1 – Le funzioni x ֏ JJJJ ( xxxx ), ( ), ( ), 0123 (
1 – Le funzioni x ֏ JJJJ ( xxxx ), ( ), ( ), 0123 (

Fig. 2 – Le funzioni x

֏

NNNN(xxxx),

(

),

(

),

0123

(

)

Osservazione 2

L’Equazione di Bessel come equazione Ipergeometrica Confluente

È interessante notare che l’Equazione di Bessel, nelle forme (2) o (5), è riconducibile alla classe più generale delle equazioni differenziali Ipergeometriche Confluenti (proprietà condivisa, peraltro, da molte altre Funzioni Speciali’), i.e., la classe delle equazioni differenziali ordinarie lineari del 2.o ordine della forma

(24)

frequenti nell’Analisi e in ambiti applicativi importanti (i.e., nell’interazione coulombiana, in Fisica Quantistica). Di queste, il metodo di Frobenius fornisce la Funzione Ipergeometrica Confluente (o Funzione di Kummer),

}

è rappresentabile

come integrale particolare quando µ

dalla serie di potenze, convergente in RRRR (uniformemente in ogni insieme compatto K RRRR ),

xy ′′ +−( µ

ZZZZ

0

(

ZZZZ

{

0

x ) y ′ − α y

= 0 .

1

F 1 ,

) [ 12.1 ]. La funzione x

֏

1

F (,α µ ;)x

1

xx

1

1

,

֏

F

(

α µ

;

): =

+ ∞

k = 0

Nell’Eq. (2), la trasformazione di variabile

x

֏ w := 2ix

, dà

(

α

)

k

k !(

)

µ

k

x

k

.

dw /dx = 2i

e, quindi,

(25)

()

y x

′′ ()

y x

dy x

(

)

dx

=⋅= dy dw dw dx

(

dy x

)

dw

dx dw

d

dx

=

(

(

2 iy w

(

2 iy w

)

)

)

,

=− 4 ′′

y w

(

)

.

(26.1)

(26.2)

[Analogamente, si può incominciare dall’Eq. (5), eseguendo la trasformazione xwx֏

Con la sostituzione delle espressioni delle derivate (26.1) e (26.2) nell’Eq. (2) e la semplificazione successiva, si

:=

2

.]

Rappresentazioni in serie di potenze reali delle FUNZIONI di BESSEL –

8

ottiene l’equazione trasformata

2

w y ′′()w

+ wy ()w

22

−+( w

/

4

ν

)()y w

=

0 .

(27)

A

questo punto, se si assume l’espressione della funzione incognita y ( w ) della forma

le

ν

we

rappresentazioni corrispondenti delle sue funzioni derivate 1.a e 2.a nella nuova funzione incognita φ risultano

yw

(

):

=

/

w 2

φ

(

w

)

,

(28)

(

yw

)

′′ ()

yx

=

=

(

{

(

ν

w

νν

1

−+

w

w

/)

2

φφ

ν

)

e

w /

2

(

(

νν

1

)

w

ν

21

−−

ν

w

νν

+

w

/

,

42

+

)

φ

(

ν

w

νν

1

−+′

w

)

φ

w

′′

ν

φ

}

e

w

/

2

.

Pertanto, con le espressioni (28), (28.1) e (28.2), qualche semplificazione e la divisione finale per suoi membri, l’Eq. (27) prende la forma ipergeometrica confluente prevista

w φ ′′ + ( 2ν +−1

w ) φν′ − (

+ 12/)φ

= 0 ,

ν

w

+

1

e

w /

2

(28.1)

(28.2)

0

nei

(29)

dove (cfr/c Eq. (24)), essendo αν≡+ 12/ µ 2ν + 1 (da cui, ν ( µ 1)/ 2 , µ 2 α ), l’Eq. (25) porta a concludere che l’Eq. (29) possiede l’integrale particolare

φ

1

(

w

)

F

11

(

12 2

+

νν

/,

+ ∞

k =

0

(

ν

+ 1 2

2

ν

k

)

k

/)

+

1

+=

;

1

ww

k !(

)

k

.

(29.1)

Come conseguenza delle Eq. (29.1) e (28), l’Eq. (27) è soddisfatta, necessariamente, dall’integrale particolare

(

y w

1

)

=

ν

we

w

/

2

F

11

(

ν

+

/,

12 2

ν

+≡

;

w

1

)

ν

we

Si può controllare l’espressione ‘fine’ di y (w )

1

esplicitando, per k

+ ∞

0

w

/

2

(

ν

/)

+ 1 2

k

k !(

2

ν

+

1

)

k

w

k

.

k =

ZZZZ

+ , i simboli di Pochhammer

e,

(

ν

+

/)

1 2

k

(

2

ννν

+

)(

12

+

)(

32

+

5

)

(

2

ν

k

2

+−

1

)

 

2

k

,

(

)

2ν +≡1

k

(

2ννν+ 12 + 22 + 3 2ν + k

)(

)(

)

(

)

quindi, semplificando la frazione

( ν + 1 2 /) ( k 2 ν + 1 ) (2ν +
( ν
+ 1 2
/)
(
k
2
ν
+ 1
)
(2ν + 3 ) (
2
+
5
)
(
2
=
k
(
2
ν
+ 1
)
22
(
ν
+ 1
k

νν

k

2

+−

)(

32

ν

+−

2

k

1

)

12)( ν + k )

) (2ν + 22)( ν + 3 ) (2ν +−k

.

(30)

Con un controllo algebrico attento, si induce il risultato generale seguente:

(

ν

/)

+ 1 2

k

(

2

ν

+

1

)

k



1

k

/ 2

k − 

r +

1

k 1 2

)/

r = 1

2

3

k /

2

1

r

= 1

(

2

(

3 k

12

)/

ν

+ 2

 

k