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Caccia abbatte un drone dal Libano Allarme Israele, lira di Netanyahu

Per la seconda volta in sette mesi laviazione intercetta un velivolo senza pilota. Il premier: Grave
FRANCESCA PACI

Sullo sfondo della sanguinosa guerra civile siriana se ne combatte ormai da tempo unaltra, pericolosissima, quella tra Israele e Iran, un conflitto a intensit pi bassa rispetto alla sfida dei ribelli al regime di Assad, ma a potenziale esplosivo devastante. Lultimo atto di questo scontro a distanza, prova generale del vero potenziale terremoto regionale, il drone proveniente dal Libano abbattuto poche ore fa dallaviazione israeliana con un unico missile. Il drone era prossimo ad attraversare il confine e violare lo spazio aereo dello stato ebraico allaltezza del porto di Haifa, spiegano su Twitter i militari annunciandone labbattimento a cinque miglia dalla costa. E la seconda volta in sette mesi che un velivolo senza pilota viene intercettato mentre punta sul cielo di Tel Aviv. Per questo oggi il premier Netanyahu fa la voce grossa. Vedo questo tentativo di entrare in territorio israeliano come una questione molto grave tuona Bibi, e annuncia che il suo governo far quanto necessario per proteggere la sicurezza dei cittadini di Israele . Il messaggio del primo ministro rivolto abbastanza chiaramente a Teheran. Poco dopo il suo discorso infatti, la radio militare attribuisce con buona probabilit il drone allarsenale di Hezbollah, il partito di Dio alleato di ferro dellIran (e di Damasco) nonch leader assoluto del Libano meridionale. Un segnale che il vice ministro della difesa israeliano Danny Danon legge con gli occhiali dellintelligence: Tramite Hezbollah, gli iraniani ci stanno saggiando. Risponderemo nella maniera che riterremo pi appropriata, ma risponderemo. Oltre alla frontiera libanese (controllata da Hezbollah) gli 007 militari israeliani tengono docchio da mesi quella siriana, le famose e ormai blindatissime alture del Golan oltre cui con i ribelli anti-Assad si sarebbero aqquartierati i qaedisti di al Nusra, estremisti in buona parte stranieri votati innanzitutto alla distruzione di Damasco e subito dopo alla nuova guerra contro il nemico sionista (alcune granate sono gi cadute in territorio israeliano). Per questo Israele monitora con attenzione il movimento delle armi tra Iran, Libano e Siria, utilizzando anche, pare, sofisticati droni disseminati nel cielo giordano (il regno hashemita un alleato occidentale e lunico paese arabo con lEgitto a avere rapporti diretti con Israele). Lallarme circa luso di armi chimiche da parte dellesercito di Assad lanciato alcuni giorni fa da Israele e parzialmente ridimensionato dagli Stati Uniti, viene ora vagliato con pi accuratezza dal Pentagono che continua a suggerire cautela ma ammette trattarsi di una questione seria. Lipersensibilit israeliana alla questione del nucleare iraniano (con tutte le sue appendici, compreso il passaggio delle armi chimiche di Assad a Hezbollah e a Teheran) fa s che gli allerta di Tel Aviv vengano ascoltati con la consapevolezza del punto di vista da cui provengono. La miccia siriana, per sembra sempre pi prossima allesplosione e il conflitto a bassa intensit tra Israele e Iran diventa sempre meno fantapolitico. Nel frattempo dal fronte libanese i militari di Unifil (la missione Onu schierata al sud del Libano) cercano di far luce sulla vicenda del drone. Stiamo verificando i dati in nostro possesso dichiara il portavoce Andrea Tenenti ammettendo che Unifil, per ora, non pu confermare che il drone di cui stata data notizia abbia sorvolato larea di operazioni. Le frontiere del complicato Medioriente non sono mai state messe tanto a dura prova.
CONFLITTO CIVILE

Gli Usa: In Siria usate armi chimiche

Il segretario della Difesa: impiego solo su piccola scala Londra: sappiamo che Damasco ha usato il Sarin
L'intelligence Usa ha convinta che verosimilmente il regime siriano abbia usato armi chimiche su piccola scala. Lo ha affermato il segretario alla Difesa Usa, Chuck Hagel dagli Emirati Arabi Uniti. Ma la Casa Bianca getta acqua sul fuoco: le informazioni di cui disponiamo non sono sufficienti per affermare che in Siria siano state usate armi chimiche. Washington afferma che sono necessari ulteriori accertamenti per poterlo affermare con certezza e che comunque gli Usa sono pronti ad ogni contingenza. E se arriveranno le prove che il regime siriano ha superato la linea rossa sull'uso delle armi chimiche, gli Stati Uniti consulteranno gli alleati sulla prossime mosse da intraprendere. PROVE CONVINCENTI - La Gran Bretagna sposa la tesi dell'impiego di armi chimiche in Siria. Il governo di Londra ha limitate ma convincenti informazioni sull'utilizzo di armi chimiche in Siria, compreso il letale gas nervino Sarin. INTERVENTO ONU - Una task force Onu per indagare sul possibile uso di armi chimiche in Siria pronta a partire, ma il governo di Damasco ha finora impedito l'ingresso: lo ha detto il numero uno degli affari politici delle Nazioni Unite, Jeffrey Feltman al Consiglio di Sicurezza sul Medio Oriente. Gli esperti sono pronti al dispiegamento in 24-48 ore da quando arriver il via libera da parte del governo, ha aggiunto Feltman .

SIRIA

Aleppo, veglie di preghiera nelle chiese per i due vescovi ortodossi sequestrati
Sono ancora nella mani dei rapitori Yohanna Ibrahim e Boulos Yazij, i due vescovi ortodossi sequestrati lo scorso 22 aprile a Kafr Dael, in Siria, a dieci chilometri da Aleppo. Lo riferisce l'agenzia AsiaNews. Risultano dunque infondate le voci circolate nei giorni scorsi su un presunto rilascio. Yohanna Ibrahim, vescovo della diocesi siro-ortodossa di Aleppo, e Boulos Yaziji, arcivescovo della diocesi grecoortodossa della citt, erano impegnati nelle trattative per il rilascio di due sacerdoti, uno armeno-cattolico e uno greco-ortodosso, sequestrati lo scorso febbraio. In questi giorni nelle chiese cattoliche e in quelle ortodosse di Aleppo si organizzano veglie di preghiera. Sentito da AsiaNews, l'arcivescovo greco-melchita Jean Clement Jeanbart racconta che nella sua cattedrale ogni pomeriggio oltre 1000 fedeli si riuniscono a pregare per monsignor Ibrahim e monsignor Yaziji. "Da diversi mesi - spiega - in Siria vige una dittatura della falsa informazione che crea confusione e false speranze". "I media occidentali - continua il prelato - hanno una grande responsabilit: non si pu giocare con la vita e le coscienze delle persone. Qui vi sono donne e uomini che rischiano la propria vita pur di affermare e raccontare il vero senza patteggiare n per ribelli o gruppi religiosi n per il regime". Sempre secondo l'agenzia del Pime, "le trattative con i rapitori sarebbero in corso, ma non si sa ancora nulla sulla data del presunto rilascio".
ESTERI 25/04/2013 - IL CASO

Dopo Boston i terroristi volevano colpire New York


Il sindaco Bloomberg: Eravamo noi il prossimo obiettivo. Lattacco finanziato coi soldi dello spaccio

Eravamo il prossimo obiettivo: cos il sindaco di New York, Michael Bloomberg, per il quale gli sviluppi delle indagini sullattentato di Boston ci ricordano come New York rimanga nel mirino del terrorismo. Tutti e due i fratelli di origine cecena accusati dellattentato alla maratona spacciavano marijuana. E si fa spazio lipotesi che a finanziare il loro piano sia stata proprio la vendita della droga. Secondo le fonti, Tamerlan Tsarnaev, il piu grande dei due fratelli rimasto ucciso in uno scontro a fuoco con la polizia, era disoccupato e sopravviveva vendendo `erba, mentre altre tre persone hanno dichiarato di averne comprata dal fratello minore Dzhokhar, 19 anni.
25/04/2013

Il 1 maggio Ratzinger torna in Vaticano


Il Papa emerito lascia Castel Gandolfo e rientra tra poch giorni Oltretevere
ANDREA TORNIELLI
CITT DEL VATICANO

Benedetto XVI torna Oltretevere. Torna in Vaticano, da dove era partito lo scorso 28 febbraio, ultimo giorno del suo pontificato, conclusosi la sera di quel giorno in seguito alla rinuncia. Il giorno fissato per il rientro, salvo sorprese dell'ultima ora, dovrebbe essere il 1 maggio. Tutto pronto nell'ex monastero di clausura riadattato a residenza del Papa emerito. Si tratta di un edificio su quattro livelli con ambienti comunitari e dodici celle monastiche, unala nuova di circa 450 metri quadrati, una cappella, il coro per le claustrali, la biblioteca, il ballatoio, una siepe sempreverde e una robusta cancellata per delimitare la zona di clausura, e poi un grande orto dove si coltivano peperoni, pomodori, zucchine, cavoli, ma anche limoni e aranci. Con Benedetto XVI abiteranno le quattro memores Domini e il segretario particolare Georg Gnswein, Prefetto della Casa Pontificia. Nel monastero potranno essere ospitati anche il fratello del Papa emerito, e il diacono tedesco che stato aggregato all'ormai ex piccola famiglia pontificia e che assiste Ratzinger quando don Georg impegnato nel palazzo apostolico. Il trasferimento render pi semplice la vita allo stesso monsignor Gnswein - che fino ad oggi si trasferiva quotidianamente da Castel Gandolfo in Vaticano - e render anche pi facile la possibilit per Papa Francesco di fare qualche visita al predecessore. Le immagini di Benedetto XVI in occasione della visita che Papa Bergoglio gli aveva fatto alcuni giorni dopo l'elezione avevano mostrato la fragilit fisica di Ratzinger. Ma il portavoce vaticano padre Federico Lombardi, che ha confermato l'imminente rientro dell'ex Pontefice in Vaticano, aveva smentito l'esistenza di gravi malattie

No di Lega e Sel a Enrico Letta Alfano: spirito costruttivo


"Nei momenti cruciali servono coraggio e fermezza". Giorgio Napolitano celebra il 25 Aprile al Museo della Liberazione di via Tasso a Roma e pensa al governo di larghe intese che Enrico Letta cerca di formare tra i veti dei partiti. In citt la manifestazione dei Partigiani, alla Camera l'avvio delle consultazioni del presidente incaricato. Prima delegazione ad essere ricevuta, nella Sala del Cavaliere di Montecitorio, quella di Sel. In giornata proseguiranno gli incontri, l'ultimo alle 18 con il Movimento 5 Stelle. Per chiudere il cerchio per la formazione del governo e prima di sciogliere la riserva nella giornata di sabato, il premier incaricato Enrico Letta potrebbe incontrare, a quanto si apprende, Silvio Berlusconi. Il faccia a faccia dovrebbe svolgersi nel tardo pomeriggio, quando il Cavaliere rientrer dagli Stati Uniti. ALFANO: SPIRITO COSTRUTTIVO "Lungo incontro affrontato con spirito costruttivo per il bene dell'Italia, delle famiglie e imprese. Lo stesso spirito costruttivo riscontrato nell'approccio di Enrico Letta e quindi siamo soddisfatti dell'incontro. Noi non stiamo ponendo una questione di formule di governo o di poltrone, cadreghe o cadreghine". Cos Angelino Alfano, al termine dell'incontro con Enrico Letta. "Il nostri intendimento - ha detto il segretario del Pdl - che possa nascere un governo che possa avere i nostri otto punti come base. Abbiamo trovato delle aperture dal premier incaricato chiaro che dei passi avanti sono stati compiuti evidente che ci sono alcuni nodi da sciogliere, il nostro lavoro non si fermer".

MARONI: LEGA ALL'OPPOSIZIONE, MA COLLABORATIVA "Non entreremo nel governo, non siamo interessati alla squadra di governo. Penso che, salvo miracoli, staremo all'opposizione, ma che sar un'opposizione collaborativa nella definizione del programma di governo". Lo ha detto il segretario della Lega Nord, Roberto Maroni, al termine delle consultazioni a Montecitorio con il presidente del consiglio incaricato, Enrico Letta. "A Letta abbiamo espresso la nostra soddisfazione, il nostro interesse che nasca un governo perch l'unico modo per risolvere i problemi dei cittadini - ha aggiunto Maroni -. Gli abbiamo dato come suggerimento il nostro programma, il Manifesto del Nord, in 12 punti, che comprende l'euroregione del Nord, la ricchezza del Nord resti al Nord, meno Stato pi federalismo. Attendiamo di sapere se questi punti entreranno tra i punti del programma di governo, altrimenti saremo all'opposizione, ma che sar concreta, mai ideologica, tesa a risolvere i problemi. Noi siamo interessati a un governo che sia nostro interlocutore". OLIVERO: GOVERNO ENTRO FINE SETTIMANA Il governo di larghe intese di Enrico Letta presumibile nasca entro il fine settimana e sia operativo dalla prossima dal momento che il presidente della Repubblica ha chiarito che "non ci sar prova di appello". Lo ha detto il portavoce di Scelta civica Andrea Olivero al termine dell'incontro di stamane a Montecitorio con il presidente del Consiglio incaricato. "Non si andr per le lunghe, ma qualche giorno ci vuole perch occorre sciogliere ancora dei nodi. Il fine settimana un termine logico per avere un governo che sia nella pienezza dei suoi poteri dalla prossima settimana", ha detto Olivero ai giornalisti. "Ma deve essere chiaro che se non ci sar un governo Letta, il Paese si trover in una situazione drammatica. Il presidente della Repubblica ha chiarito che non ci saranno prove d'appello e le elezioni potrebbero non essere l'unico passaggio", ha aggiunto Olivero. Nel suo discorso di insediamento Giorgio Napolitano ha detto che in caso di ulteriori divisioni tra i partiti non esiter a "trarne le conseguenze", passaggio che stato interpretato come la minaccia di dimissioni. Sulla composizione del nuovo esecutivo, Olivero ha detto che il presidente incaricato pensa a "una compagine ristretta di politici/tecnici pronta fin da subito a mettere in atto un programma che parta dalle proposte dei 10 saggi di Napolitano". Scelta civica inoltre critica la richiesta da parte di alcuni esponenti del Pdl di mettere l'abolizione dell'Imu nel programma del nuovo governo: "Se la questione dell'Imu diventa una battaglia simbolo per il Pdl tutto diventa pi difficile. Se invece la questione viene messa sul tappeto come uno dei problemi da risolvere allora la soluzione si trova", ha detto il capogruppo alla Camera Lorenzo Dellai. BERLUSCONI: FARE GOVERNO PIU' IMPORTANTE DI CHI LO GUIDA "Letta? Poco importa chi guider questo governo, importante che ci siano un governo e un Parlamento per approvare provvedimenti urgenti; sono molto preoccupato ma, essendo ottimista di natura, continuo ad essere fiducioso e a combattere". Lo dice Silvio Berlusconi a Tgcom24. RENZI: ARRIVARE IN FONDO, NON DISERTARE "Ora arriva il momento nel quale gli auspici devono diventare realt. Chi ha il coraggio delle proprie azioni deve arrivare in fondo, non deve disertare". Lo ha detto il sindaco di Firenze Matteo Renzi durante le celebrazioni del 25 aprile a Firenze parlando dell'incarico affidato a Enrico Letta. "Io e all'amministrazione fiorentina saremo al suo fianco (di Letta, ndr) per mettere fine ad una delle pagine pi brutte inconcludenti della nostra storia". VENDOLA CONFERMA OPPOSIZIONE, LARGHE INTESE SBAGLIO "Abbiamo spiegato le ragioni della nostra opposizione a quello che si preannuncia essere un governo di larghe intese". Nichi Vendola al termine dell'incontro con il Presidente del consiglio incaricato Enrico Letta, conferma il no di Sel all'esecutivo sottolineando che le larghe intese "sono la risposta sbagliata al fatto epocale della richiesta di cambiamento". "Abbiamo rivolto un augurio sincero di buon lavoro ad Enrico Letta". Nichi Vendola, nel ribadire che Sel rester all'opposizione, sottolinea per come non vi sia 'nessuna ostilita' nei confronti della persona" del presidente del Consiglio incaricato. Inoltre, aggiunge, "la nostra opposizione non significa regredire verso forme di populismo". Anche perch, conclude, se il governo dovesse nascere", deve dare risposte certe sui temi della cassa integrazione in deroga, degli esodati, della crisi sociale e del negoziato con l'Europa per ridiscutere in radice le politiche di austerity. "Il Cln era un luogo in cui convivevano diversit straordinariamente lontane e per certi versi inconciliabili. Solo un soggetto non c'era: i fascisti", Vendola, rispondendo ad una domanda sul 25 aprile al termine delle consultazioni con Enrico Letta, accosta l'antifascismo all'antiberlusconismo. "Ecco, se avessimo dovuto ispirarci a quella esperienza - osserva Vendola - erano altri gli alleati da cercare visto che il nostro tema uscire dal ciclo del berlusconismo". BOCCIA: CHI NON VOTA LA FIDUCIA FUORI DA PD "Nessuna minaccia ai colleghi ma ci sono delle regole che vanno rispettate ed chiaro che chi non dovesse votare la fiducia al governo sarebbe fuori dal partito". Francesco Boccia, deputato del Pd, interviene a Sky Tg e risponde,senza nominarla, alla senatrice Laura Puppato che stamane- intervistata da 'La Repubblica'- aveva detto che non se la sentiva di votare la fiducia a fronte della presenza di certi ministri del Pdl nell'esecutivo Letta.

L'ORA DI ENRICO LETTA L'ora di Enrico Letta scatta alle 12 e 20, quando la sua Fiat Ulysse di propriet, con lui alla guida, varca il portone del Quirinale. Dove - meno male - il cerimoniale era stato avvertito dellarrivo dellanonimo visitatore. Ripone il suo giubbino nel vano posteriore, accanto ai seggiolini dei bimbi ancora montati e per lex pupillo di Andreatta, tecnico di Ciampi, ministro con DAlema e Amato, sottosegretario di Prodi e, ora, vice di Bersani, arriva il momento di giocarsela in prima persona.

Passa solo mezzora e si presenta ai giornalisti insieme a Giorgio Napolitano, gi da presidente incaricato. Ho accettato con riserva - spiega - secondo la formula di rito. Di primo mattino era arrivata la sorpresa della telefonata dal Colle sebbene sin dalla sera prima cerano state per lui le avvisaglie di tenersi pronto, perch il presidente stava valutando: o lui o Amato. Prospetta un governo di servizio al Paese. Chiarisce per che non nascer a tutti i costi, ma se ce ne saranno le condizioni, replicando ai giornalisti che gli riferiscono dei paletti gi posti dal Pdl. Un incarico che lo onora, ma che gli grava sulle spalle con un peso anche pi forte e pi pesante della capacit di reggerlo. Ma - aggiunge subito - con grande determinazione mi metto al lavoro perch penso che il Paese abbia bisogno di risposte, con lidea di utilizzare il pi breve tempo possibile, per sciogliere la riserva e formare il governo. C piena consapevolezza della sfida di unemergenza enorme e insopportabile in un contesto in cui la politica ha perso tutta la sua credibilit. Entro oggi quindi concluder le consultazioni alla Camera, non c tempo da perdere, le imprese chiudono, la povert cresce, i giovani vanno via dallItalia, ricorda. Napolitano ascolta, percepisce dalle parole di Letta la conferma difficolt della sfida, ma ricorda a tutti che quella indicata con questo incarico rappresenta lunica prospettiva possibile. Lalternativa del voto, affacciata come alternativa e come minaccia, a fasi alterne, sia dal Pd che dal Pdl, non regge:Anche se si rivotasse, probabilmente leffetto di blocco sarebbe uguale a quello attuale e non ce lo possiamo permettere, avverte Letta. Non c chiusura, per: Discuteremo con tutte le forze politiche, in primis il Pdl, e cercheremo di trovare le soluzioni. Ma non parler solo ai potenziali alleati: Mi appello alla responsabilit di tutte le forze politiche in Parlamento. Insisto: tutte, perch le riforme necessarie ed essenziali dovremo farle insieme, con la pi larga partecipazione possibile. Sui nomi nessuna anticipazione: Il totoministri impazzer con i nomi pi improbabili... Vi dir tutto se scioglier la riserva, quando torner dal presidente. Dal presidente incaricato anche una nota di fair play con Matteo Renzi e Giuliano Amato, che fino a 24 ore prima sembravano avere possibilit, anche pi di lui: Sono altri due toscani come me che stimo e di cui mi ritengo amico. A loro va un grazie per le parole di incoraggiamento espresse e che gli sono arrivate, e anche una proposta di collaborazione. C soddisfazione e serenit nelle parole di Napolitano, dopo lennesima notte di riflessione per scegliere al meglio per il bene del Paese. Assicura di aver agito in piena libert, optando per un esponente politico che pur appartenendo a una generazione giovane ha gi accumulato grande esperienza e ha caratteristiche eccellenti per un compito cos delicato. Da Napolitano, di fronte alla selva di taccuini e microfoni delle grandi occasioni, un appello anche ai media per chiedere di favorire il massimo di distensione, piuttosto che il rinfocolare di vecchie tensioni. E ai partiti, ai quali ribadisce come sia essenziale in questa fase, nella quale ci sono ancora ricadute polemiche di stagioni precedenti, che si affermi un clima di massimo rispetto reciproco. Almeno tra le forze politiche impegnate a collaborare alle formazione del governo. Primo obiettivo le riforme, con il minimo irrinunciabile che Letta ricorda costituito dal superamento del bicameralismo, dalla riduzione dei parlamentari e dalla legge elettorale. Nelle consultazioni di oggi, il primo nodo da sciogliere la possibile base parlamentare che potrebbe registrare il recupero della Lega, e chiss che anche questa valutazione non possa aver pesato nelle ultime ponderazioni del Quirinale visto che su Amato, invece, era arrivato un secco no dal Carroccio. Stabilito quindi il suo quartier generale alla Camera, Letta inizia subito, nel pomeriggio, a fare i conti con le difficolt politiche, programmatiche e di organigramma che lo aspettano, con la logica dei veti incrociati che riaffiora attraverso gli ambasciatori dei partiti. Si diffonde la voce di un vertice con Bersani, DAlema e Franceschini che il portavoce del segretario del Pd si incarica di smentire. Siamo in terra incognita, dice Letta in serata incontrando i giornalisti. Conferma la sua road map, vedr tutti partiti entro oggi, poi utilizzer la giornata di venerd per provare a fare sintesi su nomi e programma, con lobiettivo di chiudere entro sabato, e recarsi al Colle domenica per sciogliere la riserva: Passo passo si capiscono modalit e obiettivi, ma sono fiducioso, assicura. Niente consultazioni con le parti sociali. Ho gi avuto modo di partecipare a quelle fatte da Bersani, chiarisce. Angelo Picariello

Papa Francesco telefona al presidente Napolitano

Lunit superiore al conflitto


Nel pomeriggio di ieri, 24 aprile, intorno alle 18, Papa Francesco ha chiamato al telefono di sua iniziativa il presidente della Repubblica italiana, Giorgio Napolitano. Il Pontefice lo ha ringraziato del telegramma di auguri per l'onomastico fattogli pervenire il giorno prima e gli ha espresso apprezzamento per la sua disponibilit ad accettare la rielezione a capo dello Stato. "Ho chiamato, signor presidente, per ringraziarla - ha detto il Santo Padre - per il suo esempio. Lei stato un esempio per me. Con il suo comportamento lei ha reso vivo il principio fondamentale della convivenza: che l'unit superiore al conflitto. Sono commosso della sua decisione".

Messa del Papa a Santa Marta

Magnanimit nell'umilt
Magnanimit nell'umilt. lo stile di vita del cristiano che voglia realmente essere testimone del vangelo sino agli orizzonti estremi del mondo. I contorni di questo modo d'essere "missionari nella Chiesa" sono stati tratteggiati da Papa Francesco, questa mattina, gioved 25 aprile, durante l'ormai consueta celebrazione della messa nella cappella della Domus Sanctae Marthae. Tra i concelebranti l'arcivescovo Nikola Eterovi?, segretario generale del Sinodo dei vescovi, e monsignor Eduardo Horacio Garca, ausiliare di Buenos Aires. Alla celebrazione di questa mattina hanno partecipato i religiosi e laici membri della Segreteria del Sinodo dei vescovi, un gruppo di gendarmi della Citt del Vaticano con il comandante, Domenico Giani, e numerose famiglie. Come sempre il Pontefice ha commentato le letture del giorno, tratte dalla prima lettera di san Pietro (5, 5-14) e dal vangelo di Marco (16, 15-20). "Ges, prima di salire al cielo, invia gli apostoli a evangelizzare, a predicare il regno. Li invia fino alla fine del mondo. "Andate in tutto il mondo"" ha esordito. E ha poi sottolineato l'universalit della missione della Chiesa, rimarcando il fatto che Ges non dice agli apostoli di andare a Gerusalemme o nella Galilea, ma li invia in tutto il mondo. Dunque, apre un orizzonte grande. Da ci si pu capire la vera dimensione della "missionariet della Chiesa", che va avanti predicando "a tutto il mondo. Ma ha avvertito il Papa - non va avanti da sola; va con Ges". Dunque gli apostoli partirono e predicarono dappertutto. Ma "il Signore - ha precisato - agiva insieme con loro. Il Signore lavora con tutti quelli che predicano il Vangelo. Questa la magnanimit che i cristiani devono avere. Un cristiano pusillanime non si capisce. propria della vocazione cristiana questa magnanimit: sempre di pi, sempre di pi, sempre di pi; sempre avanti". Tuttavia - ha avvertito - pu anche capitare qualcosa "che non sia tanto cristiana". A quel punto, "come dobbiamo andare avanti? qual lo stile che Ges vuole per i suoi discepoli nella predicazione del Vangelo, in questa missionariet?" si chiesto il Pontefice. E ha indicato la risposta nel testo di san Pietro, il quale "ci spiega un po' questo stile: "Carissimi rivestitevi di umilt, gli uni verso gli altri, perch Dio resiste ai superbi ma d grazia agli umili". Lo stile della predicazione evangelica va su questo atteggiamento, l'umilt, il servizio, la carit, l'amore fraterno". Il Papa ha poi immaginato la possibile obiezione di un cristiano dinanzi al Signore che propone questo stile: ""Ma Signore, noi dobbiamo conquistare il mondo!"". E ha mostrato cosa ci sia di sbagliato in questo atteggiamento: "Questa parola, "conquistare", non va. Noi dobbiamo predicare nel mondo. Il cristiano non deve essere come i soldati che quando vincono la battaglia fanno piazza pulita, di tutto". A questo punto Papa Francesco ha fatto riferimento a un testo medioevale nel quale si narra che i cristiani, dopo aver vinto una battaglia e conquistata una citt, misero in fila tutti i pagani e li schierarono tra il battistero e la spada, imponendogli di scegliere: l'acqua, cio il battesimo, o l'arma, cio la morte. E ha affermato: "Non questo lo stile del cristiano. Il suo stile quello di Ges, umile". Il cristiano - ha spiegato - "predica, annuncia il Vangelo con la sua testimonianza pi che con le parole. Mi diceva un vescovo saggio, d'Italia, pochi giorni fa: "Alle volte noi facciamo confusione e pensiamo che la nostra predicazione evangelica deve essere una salus idearum e non una salus animarum, la salute delle idee e non la salute delle anime. Ma come si arriva alla salute delle anime? Con l'umilt, con la carit. San Tommaso ha una frase bellissima su questo: " come andare verso quell'orizzonte che non finisce mai perch sempre un orizzonte". E allora come procedere con questo atteggiamento cristiano? Lui dice non spaventarsi delle cose grandi. Andare avanti, tenendo conto anche delle piccole cose. Questo divino. come una tensione fra il grande e il piccolo; tutte e due, questo cristiano. La missionariet cristiana, la predica del Vangelo della Chiesa, va per questa strada".

La conferma sta proprio nel vangelo di Marco. Il Papa lo ha notato: "Non si pu procedere in altro modo. E nel Vangelo, alla fine, c' una frase bellissima quando dice che Ges agiva insieme con loro e "confermava la parola con i segni che l'accompagnavano". Quando noi andiamo con questa magnanimit e anche con questa umilt, quando noi non ci spaventiamo delle cose grandi, di questo orizzonte, ma prendiamo anche le cose piccole, come l'umilt e la carit quotidiana, il Signore conferma la Parola e andiamo avanti. Il trionfo della Chiesa la risurrezione di Ges. C' la croce prima". "Chiediamo oggi al Signore - ha concluso - di diventare missionari nella Chiesa, apostoli nella Chiesa ma con questo spirito: una grande magnanimit e anche una grande umilt".