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Esame di Storia Contemporanea Guida allo studio del manuale PARTITI E SISTEMI POLITICI NELLA STORIA CONTEMPORANEA di PAOLO

POMBENI L'introduzione ha lo scopo principale di spiegare in che modo si deve affrontare lo studio della storia dei partiti politici e quali sono i concetti chiave di cui bisogna impossessarsi per affrontare tale argomento. Il punto di partenza deve essere quello di considerare la storia dei partiti una disciplina specifica con una propria metodologia. Dato che l'oggetto della storia dei partiti sono i partiti politici, il paragrafo si pone l'obiettivo di spiegare che cosa si deve intendere per partito politico e come li si deve considerare per poterli comparare tra di loro. Per poter fare questa operazione, quindi, si consiglia di fare attenzione e puntualizzare i seguenti punti: che cosa un idealtipo (imparandone la definizione) ricorrendo se necessario anche agli esempi riportati; a che cosa serve il concetto di idealtipo; che cosa sono il modello e la categoria e perch l'idealtipo non si deve confondere con nessuno dei due; che la storia dei partiti una disciplina e le tre componenti che la caratterizzano; che la forma-partito l'oggetto della storia dei partiti come ambito disciplinare specifico; che cosa si intende per forma-partito passando attraverso la comprensione delle sue componenti, ovvero, la forma e il partito; saper spiegare il carattere istituzionale della forma-partito; saper dare la definizione di forma-partito sapendone spiegare i termini che la compongono; a che cosa serve il concetto di forma-partito; perch nel manuale si studiano i casi europei (ed in particolare solo alcuni di essi) e non quelli extraeuropei.

PARTE PRIMA: INTRODUZIONE AL SISTEMA POLITICO EUROPEO ED ALLA FORMA-PARTITO CONTEMPORANEA CAPITOLO I: LA FORMAZIONE DELLA SFERA POLITICA NELL'ET CONTEMPORANEA Questo primo capitolo descrive i meccanismi che portarono alla formazione della sfera politica nell'et contemporanea a partire dal Medioevo. Si evidenziano, infatti, in maniera idealtipica, i passaggi fondamentali dal Sacro Romano Impero agli stati nazionali assoluti e da questi ultimi agli Stati costituzionali moderni. 1. Le relazioni fondamentali nelle comunit politiche Partendo dalla considerazione che per comprendere la storia politica bisogna studiare le relazioni presenti entro l'organizzazione dello spazio sociale, Pombeni descrive le tre relazioni fondamentali di ogni comunit politica: comando-legge-diritto di resistenza. Per ben comprendere in che cosa consistono e quale il loro ruolo in una comunit politica, si consiglia di focalizzare l'attenzione sui seguenti elementi: il significato di questi termini ed il loro manifestarsi "concreto" all'interno di un sistema politico (ed esempio che il rapporto comando/obbedienza tra sovrano e sudditi si esplica nella obbligazione politica) il concetto di "sovranit" (senza trascurare la teoria del "caso di eccezione" di Schmitt il significato di "legge", facendo attenzione al problema dell'origine della stessa che cosa significa "diritto di resistenza" 2. Il concetto di costituzione Partendo dalla descrizione del concetto di "costituzione" [con riferimento alla distinzione di Otto Brunner tra Konstitution e Verfassung (si consiglia di studiare nella nota il significato di entrambe)], il paragrafo illustra la collocazione dei soggetti politici -ovvero chi il sovrano, chi fa la legge, chi ha diritto di esercitare resistenza- nelle successive et della storia dal Medioevo all'Ottocento. E' opportuno, per comprendere sia il concetto di costituzione che lo sviluppo che esso ha conosciuto nel corso della storia, focalizzare i seguenti punti:

chi erano i titolari di queste funzioni e qual era l'origine della sovranit nel Medioevo; quali furono i due fenomeni che portarono alla disgregazione di questo sistema e alla nascita degli Stati nazionali; come si inseriscono in queste trasformazioni le teorie di Jean Bodin Thomas Hobbes (comprendere e memorizzare le formule elaborate da entrambi); che cosa significa "stato fondato sui ceti" e quali sono le tipologie individuate da Otto Hinze; 3. La nascita dello "stato" Il paragrafo illustra la progressiva affermazione, a partire dalla met del XVI secolo in Europa, di organismi decisionali sempre pi simili all'attuale governo. Per avere una visione pi completa di tutti i passaggi e di come si susseguirono nella realt dei fatti, si consiglia di fare attenzione a come essi avvennero nei due casi nazionali portati come esempio, la Francia e la Gran Bretagna. La seconda parte del paragrafo descrive la crisi degli assolutismi maturata nell'et dell'Illuminismo. In questo caso si consiglia, per avere una visione pi completa del fenomeno, di fare attenzione: al significato della "critica", cos come venne formulata da Kant, e della comparsa di organizzazioni della cultura fuori dell'ambito istituzionale (Rpublique des Lettres e Massoneria) nella creazione di una "sfera politica" autonoma. 4. La trasformazione politica dell'et contemporanea: tra legittimit e legalit Questo paragrafo descrive i soggetti politici presenti nell'et contemporanea, che si fa partire, nell'Europa continentale, dalla Rivoluzione francese. Per spiegare come si trasformano i rapporti politici di comando/legge/resistenza, Pombeni utilizza il concetto di "legittimazione" formulato da Max Weber, nelle sue tre diverse tipologie. Per avere una visione pi completa di tale trasformazione politica, si consiglia di focalizzare: il significato di "legalit"

il significato di "legittimit" cosa si intende per "cultura" le tre tipologie di "legittimit" individuate da Weber quale il nuovo soggetto che sta alla base dell'entit politica nel mondo contemporaneo il significato del termine "ideologia" Il paragrafo si conclude introducendo il concetto di "istituzione", che verr ampiamente analizzato nel capitolo successivo, e sottolineando come una delle istituzioni pi importanti dello Stato contemporaneo sia la formapartito. CAPITOLO II: DALL'ANTICO AL NUOVO REGIME Questo capitolo si occupa del passaggio da quello che viene definito l'antico regime (secondo la definizione stessa che gli viene data durante la rivoluzione francese di, appunto, ancien rgime ed il nuovo regime, ovvero del passaggio all'et contemporanea. Bisogna tenere sempre presente che un passaggio del genere non pu che essere avvenuto in un arco di tempo molto ampio dato che non si tratta dell'inizio e fine di un film, ma di fenomeni che non muoiono e non nascono mai nel senso biologico del termine, ma si sovrappongono. 1. Intendersi sui termini In questo paragrafo si fanno delle puntualizzazioni sui termini che saranno usati quali, ad esempio, di antico e nuovo regime. Inoltre si definisce che cosa si deve intendere con tali definizioni ed in che periodo di tempo ci si colloca. Per avere una visione completa del passaggio, quindi, si consiglia di puntualizzare: in quale periodo si colloca il passaggio all'et contemporanea e perch; che cosa significa, dal punto di vista della organizzazione della societ e, quindi, delle istituzioni, tale passaggio. 2. La trasformazione dei soggetti della politica Come afferma il titolo del paragrafo esso si occupa della trasformazione dei soggetti della politica nel passaggio dall'antico al nuovo regime. All'interno del discorso vengono inoltre richiamati alcuni autori che hanno

elaborato riflessioni importanti da questo punto di vista e le cui elaborazioni teoriche hanno rappresentato il passaggio ai vari stadi della vicenda. Dato che tale passaggio non stato netto e repentino, ma lento e graduale, per averne una visione pi completa si consiglia di focalizzare: come tale passaggio abbia implicato la trasformazione dei soggetti della politica (a partire dalla legge Le Chapelier del 1791) ed i termini del dibattito; il problema della sovranit sollevato dallo stato assoluto ed il suo passaggio ad una "nuova persona giuridica"; il ruolo del pensiero di Hegel e la sua idea di stato come perno generale della politica; in tale caso opportuno focalizzare: la sua concezione di stato, di societ civile e di burocrazia; come e perch il pensiero di Hegel rappresenti un passo avanti sul piano della strutturazione del sistema politico contemporaneo ed i contributi di filosofi come Adam Smith e Rousseau; quali erano i due problemi fondamentali che questo processo apriva, facendo attenzione ad individuare a chi spettava il diritto di partecipazione politica; come si arrivava alla designazione di questi soggetti; come si misurava il livello di possesso del criterio selezionato; i diversi criteri che furono introdotti per la selezione di chi aveva diritto alla rappresentanza. 3. La rappresentanza politica Il paragrafo si occupa di tutti i problemi legati alla rappresentanza politica e di come essi furono affrontati e risolti nei diversi paesi europei. Nell'ultima parte viene fatta anche una riflessione sul cambiamento del concetto stesso di rappresentanza e come anche questo si concretizzato nei vari paesi. Per avere una buona conoscenza del concetto di rappresentanza e di tutti gli aspetti ad esso collegati sarebbe opportuno puntualizzare: il progressivo scemare della restrizione del diritto di rappresentanza alle sole parti migliori del paese ed il suo conseguente progressivo allargamento fino, in alcuni casi, al suffragio universale;

la funzione dei sistemi bicamerali (sapendo che cosa ci significa) ed a quali corpi dovevano garantire la rappresentanza; il ruolo che le camere alte assunsero nei diversi casi nazionali; la progressiva perdita di importanza delle camere alte nel XX secolo nei vari casi nazionali; quale altro problema poneva il problema della rappresentanza e come la questione fu risolta nei vari paesi riportati come esempio; il mutamento del significato di rappresentanza ed il passaggio dal mandato al divieto del mandato imperativo (naturalmente facendo attenzione a che cosa i due termini significano); il mutamento che conobbe il concetto di elettorato ed il conseguente cambiamento della figura e del ruolo del deputato; come ci si riflett nei diversi casi nazionali; 4. Il problema della "costituzione" e la divisione dei poteri Questo paragrafo si occupa del problema della costituzione in quanto, come sostiene Pombeni, esso rappresenta "il vero tema politico di fondo del passaggio dall'antico al nuovo regime". Il problema viene affrontato sia dal punto di vista delle riflessioni teoriche che furono elaborate che delle soluzioni trovate. Dell'argomento, quindi, sarebbe consigliabile puntualizzare: l'importanza del tema della costituzione come tema di fondo del passaggio dall'antico al nuovo regime ed in che cosa esso consiste; quale il principio fondamentale del costituzionalismo moderno; in che cosa consiste; chi lo ha elaborato; i limiti che il principio fondamentale del costituzionalismo moderno ha concretamente incontrato; il passaggio a quello che viene definito governo parlamentare, facendo attenzione a che cosa ci significa (ricorrendo anche alla formula con cui esso viene definito) e quali sono i suoi meccanismi di funzionamento (es. come si evolve la questione della nomina dei ministri). 5. Libert, stato di diritto, opinione pubblica, gruppi di potere Questo paragrafo si occupa della presenza di altri elementi, oltre ai cambiamenti annoverati come appartenenti alla rivoluzione politica,

qualificanti il passaggio dall'antico al nuovo regime. Sarebbe, quindi, consigliabile non trascurare nemmeno tutti questi altri elementi che risultano fondamentali per avere un quadro completo del passaggio; in particolare: il passaggio tra quella che viene definita libert degli antichi a quella che viene definita libert dei moderni; naturalmente facendo attenzione a che cosa si intende con tali termini e chi ne stato il teorizzatore; quale era quello che viene definito il perno della crisi della nuova costituzione e come fu risolto il problema; che cosa si intende per stato di diritto; quale fu l'altra importante trasformazione che contribu a mutare il quadro politico; che cosa si intende per opinione pubblica e quali sviluppi conobbe il concetto; quali mutamenti si registrarono nell'amministrazione pubblica, negli eserciti, nella societ civile ed, infine, nella chiesa; come fu risolta la questione della legittimazione politica. CAPITOLO III: L'ORIGINE DELLA FORMA-PARTITO CONTEMPORANEA Questo capitolo tratta della nascita ed affermazione della forma-partito nell'et contemporanea. Allo scopo di evidenziare quali meccanismi hanno favorito l'affermazione di questa nuova realt, Pombeni si sofferma da un lato sulla pi importante teoria riguardante la sua nascita e dall'altro sul dibattito che il presentarsi sulla scena di questa nuova realt scaten tra le fila dei pi importanti pensatori ed uomini politici liberali del secolo scorso. Non manca, poi, uno sguardo alle vicende dei vari paesi europei che saranno ampiamente riprese ed approfondite nella seconda parte del volume. 1. Organizzazione delle forze politiche e parlamentarismo. Un approccio critico In questo paragrafo, Pombeni affronta la questione della nascita ed affermazione della forma-partito partendo proprio dalla critica della teoria pi affermata sull'argomento la quale sostiene l'origine parlamentare dei

partiti. Dopo aver mostrato l'erroneit di tale impostazione dovuta all'aver assunto, nella riflessione politica europea, a modello il caso inglese egli mostra dove sia da ricercare la vera origine dei partiti. Per seguire il ragionamento si consiglia di fare attenzione ai seguenti punti: quale la teoria pi affermata sulla nascita dei partiti politici; per quale motivo si affermata, quale l'errore che sta alla base e perch, secondo Pombeni, deve essere affrontata con un approccio critico; quali passaggi bisogna seguire per poter individuare l'origine della forma partito; qual' l'intuizione fondamentale di Stein Rokkan; quale il limite della sua teoria e quali gli elementi essenziali (ad esempio le soglie di affermazione dei partiti); come si pu sconfessare la teoria della origine parlamentare dei partiti e da dove essi si originano realmente. 2. L'antica organizzazione della societ e la comparsa dei partiti: tipologie di organizzazione sociale e tipologie di organizzazione politica. Questo paragrafo incentrato sulla analisi delle tipologie di organizzazioni che hanno precorso l'affermazione della forma-partito e sulla incapacit del liberalismo ottocentesco di capire ed accettare questa nuova realt che andava affermandosi. Si consiglia, quindi, di fare attenzione a: quali sono le tre tipologie organizzative che hanno precorso la forma partito e quali sono le loro caratteristiche che ci permettono di affermare ci; quali sono gli esempi (nei casi in cui siano citati) di tali organizzazioni; in quale tipo di partito, sostiene la teoria tradizionale corrente, si affermata, per la prima volta, la forma-partito e perch Pombeni si dichiara contrario a tale teoria; in che cosa consiste la cosiddetta "debolezza del liberalismo" nei confronti della forma-partito; per quali motivi il liberalismo non riuscito ad accettare questa nuova realt che si andava affermando. 3. Il liberalismo e il problema della forma-partito

Ricollegandosi a quello precedente, questo paragrafo si occupa del pensiero di alcuni autori liberali di met Ottocento per mostrare le linee di sviluppo dell'approccio liberale al problema della forma partito. Si consiglia, quindi, di fare attenzione a quali sono gli elementi essenziali delle teorie dei vari autori e quale il loro approccio nei confronti del problema della forma partito; in particolare sarebbe utile allo studente, per avere una visione completa di tale approccio, fare attenzione a: quale l'approccio di von Mohl nei confronti della forma-partito; quale la grande intuizione di Rosenkranz e come descrive il partito politico; in che cosa consiste la teoria psicologica di Theodor Rohmer e come viene elaborata da Bluntschli; quale la classificazione dei partiti data da Bluntschli e quali caratteri ne percepisce; quale la teoria del partito di Minghetti; quali sono, secondo lui, le tre grandi deviazioni implicite in una politica fondata sui partiti; quali sono le tre condizioni che si devono rispettare per l'accettabilit dei partiti; e, infine, quale era l'utopia elaborata dallo stesso per evitare la legittimazione delle forze che si ritenevano in opposizione insanabile con il sistema; quale l'idea del partito di Gaetano Mosca; l'importanza di nel cogliere la nuova dimensione della politica caratterizzata dall'estensione alle classi medie anche se "egli non colse quanto ci significasse un dominio della forma partito come snodo costituzionale per la acculturazione/integrazione della nuova classe politica". 4. I partiti nei sistemi politici dell'et liberale In questo paragrafo, Pombemi si occupa della concreta organizzazione dei partiti nei vari sistemi costituzionali evidenziando come la paura della legittimazione degli stessi (che avrebbe significato anche legittimazione dei partiti extra-sistema) port a tre diverse soluzioni. Si consiglia, quindi, per avere un quadro completo di come si strutturarono i vari sistemi europei in risposta alla comparsa di questo nuovo soggetto politico, di fare attenzione:

alle tre risposte alla affermazione dei partiti; a come queste tre risposte si realizzarono concretamente nei quattro casi nazionali studiati non trascurando gli esempi riportati come quello del trasformismo, dell'opportunismo e del modello di Birmingham all'importanza della National Liberal Federation nell'esperienza inglese come prima affermazione di una nuova forma di organizzazione della politica e le accuse che ad essa vennero mosse (caucus) dal pensiero politico liberale; al fatto che le analisi fatte hanno un valore a livello di descrizione idealtipica e che sia il tipo di sistema costituzionale che il peculiare contesto nazionale giocarono un ruolo non secondario nella recezione della variabile dei partiti "moderni". CAPITOLO IV: PARTITI E SISTEMA POLITICO. ORGANIZZAZIONE, RELAZIONI, DIPENDENZE. Partendo dal presupposto che i partiti politici sono funzioni di un sistema politico, cio del sistema costituzionale di ciascun paese, questo capitolo si occupa del rapporto tra i sistemi politici ed i partiti. Per comprendere lo svilupparsi del capitolo nella sua interezza bisogna partire dal presupposto dichiarato da Pombeni, ovvero che "i punti da considerare nello studio del rapporto tra sistemi politici e partiti sono principalmente tre. Il primo riguarda il rapporto dei partiti come strutture di organizzazione della rappresentanza politica della nazione, a cui attribuita la funzione di creazione della decisione politica o di legittimazione della stessa. Il secondo prende in considerazione il ruolo di selezione del personale di governo. Il terzo punto concerne il ruolo giocato dai partiti come istituzioni, a prescindere dalle funzioni ad essi assegnate nel sistema costituzionale". Non manca, infine, uno sguardo alla nascita ed affermazione dei partiti nei sistemi politici europei alla fine del secolo scorso. 1. I sistemi elettorali ed il problema della rappresentanza: alla ricerca del corpo elettorale In questo paragrafo viene analizzato il problema dei sistemi elettorali sia dal punto di vista del loro funzionamento che da quello del rapporto con i sistemi partitici. Di importanza fondamentale il punto di partenza del ragionamento,

ovvero l'affermazione che i sistemi elettorali sono nati per risolvere il problema della rappresentazione della nazione e che, solo in un secondo tempo, hanno rappresentato il momento di selezione dei partiti. La prima questione da affrontare quando si fa una analisi dei sistemi elettorali quella del passaggio da una "rappresentanza basata sugli antichi corpi sociali ad una rappresentanza basata su criteri astratti di espressione della volont di tutti i soggetti in grado di esprimere una opinione politica". In tale senso, quindi, il primo problema da affrontare quello della geografia elettorale di cui si consiglia di non trascurare i seguenti elementi: le tre soluzioni che sono state date al problema dell'individuazione dei collegi elettorali non trascurando gli esempi riportati dei paesi in cui esse sono state adottate; quale potere detengono coloro che decidono la geografia elettorale; che la possibilit di manipolazioni nella designazione dei collegi sono, per, limitate da una serie di fattori (ad esempio le trasformazioni storiche); i cambiamenti subiti dalla rappresentanza a causa delle trasformazioni storiche. 2. Il sistema elettorale maggioritario Il paragrafo tratta, come si evince dal titolo, del sistema elettorale maggioritario evidenziando quale il principio di funzionamento che ne alla base, la varie modalit di voto e la sua applicazione pratica. Si consiglia di puntualizzare tutto ci che riguarda il funzionamento di tale sistema facendo, quindi, attenzione a: quale il principio (ricorrendo, magari, anche alla formula) che sta alla base di questo sistema; chi si vuole rappresentare (gli elettori o il corpo sociale?); quanti e quali tipi di sistema di maggioritario esistono, non trascurando, naturalmente, i loro meccanismi di funzionamento; al problema del rapporto tra sistema politico e sistema elettorale stando molto attenti a trarre conseguenze per il primo partendo dal secondo: i casi storici molto spesso smentiscono i ragionamenti astratti;

al fatto dal sistema elettorale non dipende la struttura del sistema partitico, ma piuttosto alcune caratteristiche dei partiti (possibilmente avvallando il tutto con gli esempi storici che sono fatti al riguardo). 3. Il sistema proporzionale In questo paragrafo ci si occupa dell'altro sistema elettorale: il sistema proporzionale. Partendo dall'analisi del dibattito su tale sistema, si giunge, come nel caso precedente, all'analisi del meccanismo di funzionamento. Anche in questo caso si consiglia di fare attenzione: al motivo per cui si elabor tale sistema; a quanti, quali sono e come funzionano i modi per realizzare una divisione dei seggi parlamentari su base proporzionale. 4. Sistemi elettorali e sviluppo dei partiti L'argomento principale del paragrafo il rapporto tra sistema elettorale e sviluppo dei partiti con l'intento di mettere in evidenza come non esistano rigide dipendenze tra i due perch i sistemi elettorali sono "realt alla cui determinazione concorrono fattori diversi, la cui fattispecie astratta si modifica nel concreto interagire con gli altri elementi". Nello studio del paragrafo, quindi, sarebbe consigliabile non trascurare le seguenti problematiche: quali sono i fattori che possono interagire con il sistema elettorale; quale altra valenza assumono le elezioni nell'et contemporanea; quali altre questioni specifiche vanno prese in considerazione quando si analizza un sistema elettorale (ad esempio, il problema dell'astensionismo o della segretezza del voto). 5. Le funzioni dei partiti nei sistemi politici La questione centrale del paragrafo l'analisi delle funzioni che i partiti esercitano nel sistema politico in cui si trovano inseriti. Anche in questo caso, per, ci furono (e non vanno trascurati) una serie di fattori che influenzarono la situazione storica dei vari paesi come dimostrano i seguenti punti che si consiglia di non tralasciare: quali sono le funzioni che sono tradizionalmente attribuite ai partiti; quali furono le altre forze al di fuori dei partiti che influenzarono la situazione ed in che modo;

Oltre a ci, ma sempre ad esso collegato, il paragrafo si occupa anche del problema della formazione dei governi di cui sarebbe opportuno puntualizzare: quali e quante sono le tipologie riguardo alla formazione dei governi (sempre ricordando che anche in questo caso bisogna evitare le semplificazioni); che ruolo assumono le elezioni a seconda della tipologia di governo e quali sono gli esempi storici di ci. 6. L'istituzionalizzarsi dei partiti politici In questo paragrafo ci si occupa della presenza di partiti organizzati nella forma della istituzione politica e del rapporto con la realt della formazione dei governi, del controllo sulle burocrazie, della selezione del personale politico. Per avere una visione completa della fase di istituzionalizzazione dei partiti, quindi, sarebbe consigliabile fare attenzione a : quali furono i meccanismi che caratterizzarono questo passaggio; quale fu il modello secondo il quale agirono le organizzazioni politiche; quale il retroterra della forma partito e quando essa si instaura; quali sono le diverse esigenze da cui possono nascere i partiti politici; quale espressione assume, in un primo momento, l'azione coordinata di forze; quale il passaggio successivo alla azione coordinata; alle diversit da contesto a contesto; al periodo di tempo che questo complesso processo ha richiesto. CAPITOLO V: STATO DEI PARTITI O PARTITO DI STATO. LA FORMA-PARTITO E LA CRISI DELLA DEMOCRAZIA. Questo capitolo si propone di presentare una mappa esauriente, seppur limitata, dei principali interventi teorici sulla questione dello sviluppo dei partiti e delle principali trasformazioni costituzionali che si realizzarono nella I met del XX secolo. Nello studio si consiglia di fare attenzione al fatto che gli autori vengono presentati secondo una linea di sempre maggior legittimazione della formapartito come soggetto politico centrale di un sistema costituzionale.

1. Da Gaetano Mosca a Wilfredo: l'elitismo neoliberale Questo primo paragrafo si occupa dei due autori pi in vista di quello che viene definito l'elitismo neoliberale, Gaetano Mosca e Wilfredo Pareto, sostenendo che "si potrebbe far partire il ritorno all'attenzione delle scienze politiche europee sui partiti dal 1896, anno in cui Gaetano Mosca pubblica i suoi Elementi di scienza politica". Di Mosca vengono messi in evidenza la sua riflessione sulla societ a lui contemporanea e la sua teoria sul partito politico, cos come dimostrano i seguenti punti: quale il reale punto centrale della societ contemporanea; a che cosa egli assomiglia i partiti politici (titolo di un capitolo della sua opera) e quale valore gli attribuisce; quale carattere della forma-partito coglie e quale valore gli attribuisce. Di Pareto vengono messe in evidenza la sua riflessione sulle lites politiche e sul socialismo puntualizzando: quale la sua teoria riguardo alle lites politiche; a che cosa egli paragona il cambiamento politico; che cosa ha dato, secondo lui, la forza al movimento socialista; quale il ruolo del socialismo. Infine, nell'ultima parte del paragrafo viene fatta una riflessione sia sulle scienze politiche nella fase di passaggio al nuovo secolo che sulla societ nello stesso periodo, come dimostrano i seguenti punti che sarebbe utile non tralasciare: quali sono i caratteri che segnarono le scienze politiche nel passaggio al nuovo secolo ben evidenziati da studi quali quelli di Mosca e Pareto; quale era il nuovo soggetto che incuteva paura e veniva percepita come pericolosa dagli studiosi del tempo. 2. La prima scoperta del partito-organizzazione: Milhaud ed Ostrogorski In questo paragrafo vengono analizzati altri due autori che si distinguono sia per la loro teoria sui partiti politici, che per i casi di studio che prendono in considerazione ma che hanno in comune il fatto di aver scoperto il partito come organizzazione. Per capire il pensiero di entrambi e l'innovazione che esso ha rappresentato

all'interno del pensiero politico ottocentesco facendo, per, sempre attenzione sia a ci che li accomuna che a ci che li diversifica, sarebbe consigliabile puntualizzare: di quale partito si occupa Milhaud che cosa dice di esso; come definisce l'organizzazione del partito; come spiega il successo di tale partito; di che cosa si occupa l'opera di Ostrogorski e quali sono i suoi casi di studio; quale il punto di partenza della sua teoria; l'essenza della sua teoria del partito; come spiega la adesione al partito da parte delle masse; quale ruolo hanno, secondo lui, l'organizzazione ed i politici di professione all'interno del partito; quale rimedio propone per combattere questa tendenza; come stata recepita la sua opera e come essa si colloca nel suo tempo anche in confronto ad una nuova tendenza che si andava affermando proprio in quegli anni. 3. Riconquistare le masse allo stato: i dilemmi del nazionalismo Il paragrafo si occupa di un importante fenomeno che ha caratterizzato la storia europea a partire dalla fine del secolo scorso: il nazionalismo. Esso fu di importanza fondamentale perch introdusse nei vari paesi un "nuovo modo di fare politica basato sui sentimenti "da osteria" quanto una classe di agitatori tendenti alla professionalizzazione che provenivano o da questi ceti sociali o da intellettualit di pi recente acculturazione". Per ben comprendere il fenomeno nel suo complesso e quindi anche sulla base delle differenze che caratterizzarono le esperienze dei vari paesi, sarebbe opportuno focalizzare l'attenzione su: quali erano le classi pi direttamente coinvolte in questo modo di fare politica; in che cosa questo nuovo modo consisteva; quale era l'elemento caratterizzante di questo nuovo modo di agire (si veda che cosa si dice che Murras scopr alle Olimpiadi di Atene);

quale era lo scopo finale di questi nuovi politicanti: contro chi conducevano la polemica, con quali tecniche di organizzazione politica ed a quale scopo; quale fu il movimento a cui Murras ader; quali erano le sue caratteristiche organizzative (si consiglia di non tralasciare neppure la questione della presenza di gruppi organizzati all'interno del movimento); che cosa dimostr di importante il movimento di Murras; tra quali gruppi di paesi si pu rilevare una differenza di tipologie e in che modo; quali furono le caratteristiche del nazionalismo tedesco; quali furono le risposte a questa nuova realt (facendo attenzione a quello che viene definito da Pombeni un recupero "riformista"); chi fu il personaggio che, secondo Pombeni, "mise alla prova la fattibilit di una concorrenza non reazionaria alla socialdemocrazia" e come si chiam il suo movimento; quale era l'idea che stava alla base della sua politica; quale era secondo lui il problema che stava alla base della politica; di quali gruppi egli richiamava l'esistenza; quale era il loro problema; quale era la soluzione che egli prospettava; quale trasformazione sub lo strumento d'azione da lui descritto; che cosa sostenne riguardo alla borghesia tedesca; in che cosa consiste l'ambiguit del nazionalismo. 4. I partiti nella "crisi dello stato moderno" e la lezione di Max Weber Il paragrafo seguente si occupa di un autore molto importante che, come sostiene Pombeni, ha "posto le basi per l'uscita dalla scienza politica liberale anche in tema di teoria del partito". Inserendosi in quella che viene definita la crisi dello stato moderno Weber offre una lezione fondamentale circa la relazione tra i partiti e la trasformazione politica dello stato moderno anche se egli non giunse mai a fare i partiti politici oggetto di uno studio scientifico specifico. Per tale motivo, come sostiene il Pombeni, oggi "lo studio di Weber si riorientato rispetto alla tendenza che lo interpretava prevalentemente come il "fondatore della sociologia moderna".

Nello studio di Weber bisogna, poi, tenere conto sia della sua poliedricit che a volte causa di discrepanze in un pensiero che si sviluppa nell'arco di venticinque anni sia la sua "sistematicit di scienziato consapevole dell'opera titanica che si accingeva a scrivere". Per riuscire, quindi, a comprendere il suo pensiero nonostante le suddette difficolt sarebbe opportuno puntualizzarne alcuni elementi cardine cos come dimostrano i seguenti punti: il suo personale coinvolgimento nella vita tedesca e che cosa egli pensava che mancasse alla Germania; quale era la sua visione della storia; attorno a quale fattore, secondo lui, si sviluppava lo sviluppo dei sistemi di organizzazione sociale; quali furono le spinte che lo indussero ad interessarsi della forma partito moderna; quali sono le tre tappe in cui si pu suddividere la sua vicenda e, quindi, il suo pensiero; quale la tipologia dei partiti da lui elaborata; quali sono gli elementi essenziali della analisi sulla struttura del partito; quando si pu parlare di salto di qualit nel suo pensiero e perch; che cosa propone per la Germania e, indirettamente elabora come integrazione della sua legge storica della trasformazione. 5. Michels e la critica al partito come elemento di blocco allo sviluppo della democrazia Come afferma il titolo del paragrafo, l'oggetto dello stesso un autore, Michels, che si distinto per la sua critica al partito considerato elemento di blocco della democrazia. Gi da questa prima affermazione si evince un'altra sua importante caratteristica: il suo debito con il pensiero di Max Weber di cui fu allievo fino all'inizio della I Guerra quando i due si allontanarono per le divergenze proprio sulla questione della guerra stessa. Oltre al rapporto, peraltro asimmetrico, con il suo maestro, per comprendere il pensiero di Michels bisogna tener conto sia della sua militanza nell'SPD, che abbandon nel 1907, sia delle idee di Weber stesso

sul partito ed in particolare sulla socialdemocrazia, cos come mettono in evidenza i seguenti punti che sarebbe opportuno non trascurare: che cosa Weber pensava della socialdemocrazia; quali sono i cardini della critica alla socialdemocrazia avanzata da Michels; quale l'essenza della teoria del partito di Michels e quale il risultato finale; quale l'essenza di quella che lui chiama la "analisi sociale della leadership"; quale la "nuova legge della sociologia" che Michels convinto di aver elaborato; di quale carattere si deve tenere conto per ben comprendere la sua opera; quali sono le conclusioni che egli trae sul socialismo sulla base della sua teoria; come fu recepita la sua teoria all'esterno; di quale pensiero si pu affermare che egli sia il rappresentante ed a quali altri autori debitore oltre a Weber; per quale motivo ci fu la rottura con Weber; quale interessante novit si pu rilevare nelle sue ultime opere; da quale militanza a quale altra egli pass. 6.Il modello di partito dei bolscevichi Il paragrafo tratta del modello di partito elaborato da Lenin e concretizzatosi nell'esperienza del partito socialdemocratico russo, frazione di maggioranza, ovvero bolscevico, e che, poi, stato dallo stesso imposto, nel 1924, ai partiti operai dell'Occidente fedeli alla III internazionale da lui fondata nel 1919. Il modello di partito bolscevico una delle tre nuove esperienze che caratterizzarono l'Europa dopo la I guerra mondiale e che si distinsero perch tutte imperniate su di un ruolo centrale della forma-partito. Le altre due, di cui si parler nei prossimi paragrafi, sono: la repubblica di Weimar, "con la sua struttura di stato dei partiti", e i regimi fascisti. Quella del partito bolscevico la prima delle tre esperienze ad apparire sulla scena ed il paragrafo si occupa non solo della sua struttura, ma anche della

vicenda reale che esso conobbe. Di tale modello, che ha rappresentato un momento fondamentale nella storia politica europea, sarebbe consigliabile puntualizzare almeno i seguenti elementi: da chi, in quale contesto ed in quale periodo stata elaborato; quali sono i tre elementi essenziali su cui si struttura (naturalmente consigliabile saperli spiegare e descrivere); quali sono gli elementi contingenti ed i motivi ideologici che spiegano ciascuna delle tre caratteristiche; quali modifiche il modello and conoscendo sia nella realt russa che in quella europea (, anche in questo caso, opportuno fare un esempio ricollegandosi al caso francese ed al caso italiano). 7. L'esperienza di Weimar e la riflessione dei costituzionalisti tedeschi. Kelsen Koellreuter, Schmitt Il paragrafo si occupa dell'esperienza della Repubblica di Weimar , il primo esempio di costituzione materiale fondata su una legittimazione a base di partiti. Essa fu importante perch rappresent il caso di studio della riflessione politica europea per verificare che cosa realmente significava Parteinstaat ovvero lo stato fondato sui partiti. Per chiarire meglio i termini del dibattito si ricorso alla riflessione di alcuni importanti costituzionalisti tedeschi del cui pensiero sarebbe opportuno non trascurare: per quale motivo si parla di costituzione materiale fondata sui partiti e non di costituzione formale; quale era secondo Kelsen il problema della democrazia reale e come proponeva di risolverlo; quale atteggiamento aveva lo stesso Kelsen nei confronti della legittimit dei partiti e della "irresponsabilit" del deputato davanti agli elettori; che cosa proponeva la teoria di Kelsen e come si inseriva nel contesto del periodo; che cosa intende Koellreuter per stato dei partiti;

quali sono i "tre contrappesi" allo stato dei partiti che lo stesso Koellreuter propone; quale autore Koellreuter analizza nella sua rassegna sulle teorie sul partito e che cosa questo sostiene sui partiti e quale lo sbocco inevitabile; la teoria del partito di Leibholz; quale atteggiamento assume Schmitt nei confronti del Parteinstaat; quale l'essenza della teoria dei partiti di Schmitt da lui espressa nell'opera Il custode della Costituzione; che cosa, sempre secondo Schmitt, ha reso possibile che i partiti siano diventati la base della costituzione; di che cosa sono la distruzione, secondo Schmitt, i partiti; quale critica si pu muovere alla sua teoria e dove, invece, si pu sostenere che abbia intuito una cosa importante (senza trascurare la questione di come vivono la legalit i membri di ciascun partito); quale rimedio propone Schmitt alle disfunzioni del Parteinstaat8. Dallo stato dei partiti al partito di stato: la sfida dei fascismi Questo paragrafo si occupa della esperienza dei fascismi come una delle tre che si caratterizzata per essere imperniata su un ruolo centrale della formapartito. Partendo dal presupposto che "il successo di questi movimenti, la loro possibilit di recezione come momento di innovazione nella crisi politica dipendeva da una lettura, anche un poco disinvolta, che di questi problemi avevano fatto larga parte delle classi dirigenti", il paragrafo mostra come essi avessero risposto al problema del partito e del suo ruolo all'interno dello stato. Per comprendere l'importanza di tale esperienza nella storia politica europea sarebbe consigliabile fare attenzione a: che cosa proponevano i fascismi a livello ideologico sia dal punto di vista del soggetto della costituzione che della fondazione del potere politico; quali conseguenze ebbe tutto ci dal punto di vista della rappresentanza; quale fu la tesi fondamentale che i fascismi introdussero ed in che cosa consisteva;

che ruolo assunse il partito nella costituzione dei fascismi; quali compiti svolgeva e quale funzione assunse; come si rivel nella realt il partito anche nel caso dei fascismi. 9. Il post-fascismo e la legittimazione costituzionale della forma-partito Partendo dal presupposto che la sfida dei fascismi non trov udienza al di fuori dei due paesi che li sperimentarono ed, in generale, al di fuori di nazioni che avevano avuto peculiari problemi di equilibrio costituzionale, il paragrafo si occupa del periodo post-fascista e della legittimazione definitiva della forma-partito che lo caratterizz. Sebbene trattato in maniera molto sintetica, del periodo sarebbe opportuno, per coglierne la portata innovativa, non trascurare: che cosa accadde in Francia ed in Gran Bretagna; che ruolo assunsero questi paesi nella lotta ai fascismi; come emersero i partiti dal confronto con la guerra; quale la data che segna la definitiva legittimazione dei partiti; quali caratteri del partito, prima criticati, hanno permesso la loro vittoria contro i fascismi; quale autore ha pubblicato uno studio sui partiti che si muove nell'ottica di una loro valutazione positiva; per che cosa, secondo questo autore, si definiscono i partiti; quale descrizione fornisce dei sistemi di partito; come si muovono le costituzioni del dopoguerra nei confronti della presenza di partiti politici. LA MADRE DELLE DEMOCRAZIE: IL CASO BRITANNICO I CARATTERI ORIGINALI DEL SISTEMA POLITICO INGLESE Questo paragrafo costituisce l'introduzione e la premessa ai successivi quattro che illustreranno la storia del sistema politico inglese dal 1865 alla met degli anni Sessanta del nostro secolo. Vi sono spiegate le caratteristiche politico-istituzionali del sistema della Gran Bretagna, a partire dalle considerazioni degli studiosi e degli uomini politici europei dell'Ottocento su quello che era considerato un sistema di democrazia "perfetto" e ben temperato, fondato sul classico bipartitismo wighs/tories. Pombeni descrive i meccanismi di funzionamento delle istituzioni (Camera dei Lords, Camera dei Comuni, Monarchia) e le

caratteristiche del sistema elettorale; si sofferma anche sulla descrizione dei principali gruppi politici presenti in Parlamento (liberali, conservatori, nazionalisti irlandesi, Fourth Party). Questo paragrafo risulta quindi fondamentale per la comprensione dei fatti storici e delle evoluzioni che saranno descritti nelle pagine seguenti: bisogna cercare di assimilarne tutti i concetti principali ed utile anche ritornarvi sopra nel corso dello studio dei paragrafi successivi, per capire questi meccanismi istituzionali, qui descritti in "astratto", nel corso delle vicende "reali" della storia politica inglese dell'et contemporanea. DAL "FIRST REFORM ACT" (1832) ALL'AFFERMARSI DELLA "NUOVA ORGANIZZAZIONE POLITICA" DI J. CHAMBERLAIN Le prime pagine di questo secondo paragrafo proseguono la trattazione del paragrafo precedente, con la descrizione delle principali riforme elettorali che si ebbero durante il secolo scorso e l'illustrazione dei fattori, politici, sociali ed organizzativi, che portarono negli anni 1870-1885 all'affermazione dei partiti nella loro forma moderna. Di questa prima parte del paragrafo opportuno cercare di memorizzare: gli anni delle riforme elettorali inglesi ed i cambiamenti prodotti da ciascuna gli elementi del sistema elettorale (registro, agenti, seggi uncontested, pocket boroughs, grande elettore) le prime organizzazioni extraparlamentari, in particolare l'organizzazione di Birmingham creata da Chamberlain (il cui significato, all'interno del sistema politico liberale inglese, illustrato da Pombeni anche in vari passaggi della I parte del libro) le trasformazioni che maggiormente incisero sulla nascita della moderna forma-partito (sviluppo della vita politica locale, stampa nazionale, alternanza governativa fondata sui partiti) La seconda parte del paragrafo, che inizia da pag.230, propriamente di trattazione dei fatti storici che interessarono la Gran Bretagna dopo il 1865, cio dopo la morte del Primo Ministro Palmerston: vengono descritti i governi successivi, le riforme attuate, i principali avvenimenti di politica interna ed estera fino alle elezioni del 1880 e compaiono per la prima volta sulla scena i due principali protagonisti della politica britannica della seconda met dell'Ottocento, Gladstone e Disraeli.

Di questa parte, cos come dei paragrafi successivi con la stessa impostazione narrativa, utile ricordare: i nomi dei Primi Ministri ed il gruppo politico di appartenenza, gli anni dell'inizio e della fine dei loro governi (esempio: governo conservatore presieduto da Disraeli , inizio 1874 fine 1880) gli anni delle principali elezioni politiche che segnarono un cambiamento del gruppo politico al governo (esempio: elezioni del 1880 che videro la vittoria del gruppo liberale e le conseguenti dimissioni del governo conservatore di Disraeli) le riforme principali attuate da ciascun governo i fatti di politica interna ed estera che interessarono la politica di ciascun governo (esempio: la questione irlandese nel governo Gladstone1868-1874 oppure la guerra russo-turca durante il governo Disraeli 1874-1880) DA UN LIBERALISMO ALL'ALTRO? DA GLADSTONE E LLOYD GEORGE VIA SALISBURY Questo terzo paragrafo prosegue la descrizione degli avvenimenti storici e politici che interessarono la Gran Bretagna dal 1880 alla Prima Guerra Mondiale. Vi si troveranno pertanto nuovi uomini politici, nuove organizzazioni, nuovi problemi da risolvere e nuove riforme. Bisogna quindi fare attenzione a tutti i cambiamenti che intervennero a cavallo fra i due secoli, in concomitanza con lo sviluppo dei movimenti operai e la comparsa dei nuovi "attori" della scena politica e capire quali furono le cause e le conseguenze di queste trasformazioni. Anche per questo paragrafo bene cercare di ricordare: La durata dei governi ed i singoli Primi Ministri Le riforme (ad esempio quelle elettorali della prima met degli anni Ottanta, quelle attuate da Salisbury fra il 1886 e il 1892, quelle attuate dai governi liberali dopo il 1906, in particolare il Parliament Ac) Gli sviluppi della questione irlandese e le sue conseguenze all'interno del sistema partitico inglese La guerra anglo-boera (cause, durata, caratteristiche)

Le nuove organizzazioni politiche che sorsero in questa fase storica (come quelle dei conservatori e quelle dei socialisti su cui Pombeni si sofferma maggiormante) Le caratteristiche del "new liberalism " Il governo di coalizione formatosi subito dopo lo scoppio della Prima Guerra Mondiale. VERSO UNA NUOVA GEOGRAFIA POLITCA: LA RISTRUTTURAZIONE DEI PARTITI NELLA GRAN BRETAGNA POSTBELLICA Il contenuto di questo quarto paragrafo riguarda gli avvenimenti che si verificarono in Gran Bretagna nel periodo tra la Prima Guerra Mondiale e la fine della Seconda. Come indicato dal titolo stesso dal paragrafo, si tratt di una fase di trasformazione e ristrutturazione del sistema politico e partitico inglese, in cui, al progressivo declino del raggruppamento liberale, corrispose la crescita e l'affermazione del Partito Laburista. E' utile, pertanto, cercare di focalizzare i seguenti punti: Le riforme elettorali del 1918 e del 1928 Le principali tornate elettorali di questi anni ed i conseguenti cambiamenti di governo (in particolare si ricordino i primi governi presieduti dal leader laburista Mac DonaldLa questione irlandese Lo statuto del Labour Party del 1918 e le trasformazioni in seno al partito durante gli anni Trenta (si parla, ad esempio, della nuova classe dirigente laburista) La crisi economica degli anni Trenta seguita al crollo della borsa di New York La politica estera condotta da Neville Chamberlain negli anni Trenta, cosiddetta dell'appeasement Lo scoppio della guerra e il governo di coalizione presieduto da Winston Churchill I PARTITI E LA TRASFORMAZIONE POLITCA DELLA GRAN BRETAGNA CONTEMPORANEA Questo paragrafo conclude la trattazione delle vicende storiche della Gran Bretagna contemporanea con gli avvenimenti principali del secondo dopoguerra.

In questa fase troviamo un governo laburista, dal 1945 al 1951, presieduto da Clement Attlee, una serie di governi conservatori, dal 1951 al 1964, ed un altro governo laburista dal 1964 al 1970, presieduto da Harold Wilson. Oltre a ricordare, come al solito, i nomi dei Primi Ministri sarebbe opportuno memorizzare anche le principali riforme di questi anni ed i problemi di politica interna ed estera che si trovarono ad affrontare questi governi. In particolare: le nazionalizzazioni compiute dal governo laburista nell'immediato dopoguerra le caratteristiche interne dei due schieramenti principali, quello laburista e quello conservatore le cause principali delle tensioni interne, cio scioperi, agitazioni nazionaliste in Galles e Scozia, razzismo contro gli immigrati di colore, movimento studentesco ecc. La questione relativa alla nazionalizzazione del canale di Suez da parte dell'Egitto La riforma elettorale del 1948 Una volta studiati ed assimilati bene tutti i concetti e gli avvenimenti sopra citati, pu essere utile verificare la propria preparazione, mettendo a fuoco alcuni dei principali temi in maniera "trasversale", come ad esempio: Le riforme elettorali a partire dal 1832 fino al 1948 La questione irlandese e i suoi sviluppi L'affermazione della forma-partito contemporanea negli anni Ottanta del secolo scorso ed i meccanismi che portarono a questo La legislazione sociale I CAVALIERI DELL'IDEALE: IL CASO FRANCESE La trattazione del caso francese si sviluppa in sei paragrafi i quali descrivono la storia della Francia contemporanea dai moti del 1848 fino agli avvenimenti del 1968. In quest'arco cronologico, come si vedr, si susseguono vari regimi costituzionali (la II Repubblica, il II Impero, la III Repubblica, la IV Repubblica, la V Repubblica) ed opportuno cercare di memorizzare gli avvenimenti, gli anni e le personalit politiche che caratterizzarono i passaggi tra ciascuno di questi periodi.

Data l'instabilit di molti dei governi francesi ed i frequenti cambiamenti nelle compagini ministeriali, si troveranno indicati molti nomi ministri, deputati, presidenti del Consiglio e presidenti della Repubblica- e molte date che l'autore, per necessit di completezza e di precisione, non poteva omettere. Non essendo possibile indicare in maniera rigida e schematica le nozioni che opportuno ricordare e quelle che si possono tralasciare, si consigliano gli studenti di tener presente sempre le date e gli uomini politici che sono legati ad avvenimenti o a cambiamenti importanti e significativi nell'arco della storia francese. In questo modo si evita di apprendere meccanicamente ed in modo sterile lunghe liste di nomi e di anni; al contrario, si dovrebbero soprattutto comprendere i meccanismi e le trasformazioni politico-istituzionali della storia francese contemporanea e si dovrebbero ricordare i protagonisti e gli anni di questi avvenimenti fondamentali. LE RADICI DELLA POLITICA FRANCESE NELL'ETA' CONTEMPORANEA Questo primo paragrafo dopo un'iniziale descrizione dei caratteri generali della politica della Francia contemporanea ed un breve quadro della situazione interna tra il 1815 e il 1848- si sofferma sugli avvenimenti del 1848 che portarono all'abbattimento della "monarchia di Luglio" e sul II Impero di Luigi Napoleone Bonaparte, costituitosi dopo il plebiscito del 1852. E' bene cercare di comprendere le considerazioni iniziali dell'autore sulle caratteristiche e sul funzionamento del sistema politico francese (ad esempio la distinzione di Goguel tra un partito del mouvement ed uno della resistance ) e sarebbe opportuno ricordare anche i passaggi fondamentali e le innovazioni costituzionali che si ebbero in questa prima fase della storia contemporanea francese, tra il 1815 (Congresso di Vienna e restaurazione della monarchia borbonica) e il 1870 (battaglia di Sedan e caduta dell'Impero di NapoeloneIII). LA COSTRUZIONE DELLA TERZA REPUBBLICA: L'EPOCA DELLA BATTAGLIA COSTITUZIONALE In questo paragrafo vengono descritte le fasi iniziali e l'impianto costituzionale della Terza Repubblica, abbracciando l'arco cronologico compreso tra l'insediamento del "Governo di difesa nazionale" (1870) e le

dimissioni dalla carica di presidente della Repubblica del generale Mac Mahon (1879). I punti principali su cui sarebbe opportuno focalizzare l'attenzione sono: le elezioni dell'assemblea costituente nel febbraio 1871 la nomina di Thiers a capo del potere esecutivo della repubblica e la sua strategia politica la Comune di Parigi (febbraio-maggio 1871) il rapporto Parlamento/governo la presidenza della Repubblica del generale Mac Mahon le leggi costituzionali del 1875; il funzionamento ed i poteri dei vari organi istituzionali lo scioglimento della Camera da parte di Mac Mahon nel 1877 ed il suo significato di tentata involuzione conservatrice della costituzione repubblicana le successive elezioni e la spaccatura tra repubblicani e conservatori il fallimento del progetto di Mac Mahon e la stabilizzazione costituzionale L'AVVENTO DI UNA CLASSE DI GOVERNO REPUBBLICANA La prima parte di questo paragrafo illustra la situazione politica dei primi anni della repubblica dal punto di vista dei gruppi parlamentari e delle organizzazioni partitiche presenti sulla scena. Si troveranno pertanto spiegati i meccanismi di formazione dei governi e la dinamica trasformistica, le forme di aggregazione e sociabilit politica della Francia repubblicana e si trover descritto il quadro delle forze politiche presenti (destra monarchica, cattolici, sinistra radicale, repubblicani di centro). Dopo questa parte di inquadramento politico-istituzionale, si riprende la narrazione degli avvenimenti storici, a partire dalla nomina di Jules Ferry a ministro della Pubblica Istruzione (1879): importante cercare di ricordare alcuni provvedimenti della grande legislazione repubblicana di questi anni, come ad esempio la riforma sull'istruzione e le leggi anticlericali. La parte successiva del paragrafo si sofferma ampiamente sul "caso" Boulanger (che occup la scena politica francese tra il 1886 e il 1889) e riprende la trattazione delle organizzazioni politiche, con particolare riguardo ai nuovi gruppi della sinistra marxista ed operaista.

Da ultimo vengono illustrati i motivi di crisi che segnarono la storia francese negli anni Novanta, come lo scandalo della compagnia del canale di Panama, la questione sociale, l'assassinio del presidente della Repubblica Sadi Carnot e, in particolare, il cosiddetto affaire Dreyfus. LA STABILIZZAZIONE DELLE CORRENTI POLITICHE NEL QUADRO DELLA REPUBBLICA VITTORIOSA Questo quarto paragrafo affronta la trattazione dei principali avvenimenti e dei governi che caratterizzarono la Francia tra il 1898 e il 1914; al tempo stesso l'autore si sofferma sui gruppi politici e sui partiti che operarono nella scena politica francese in questa fase di stabilizzazione della repubblica. Come si trova indicato all'inizio del paragrafo, dopo la crisi dell'affaire Dreyfus si instaura in Francia la cosiddetta "repubblica dei radicali"; prima di questo momento, tuttavia, sarebbe bene ricordare il governo presieduto da Waldeck-Rousseau , che fu un governo di ampia coalizione (detto di "difesa repubblicana") durante il quale si riusc a risolvere l'affare Dreyfus e a prosciogliere definitivamente il capitano ebreo da ogni accusa. Sarebbe opportuno cercare di comprendere le caratteristiche e le connotazioni di questa nuova fase della storia francese ed il modo con cui la "repubblica dei radicali" venne a differenziarsi dalla fase politica precedente della cosiddetta "congiunzione dei centri" (si veda con particolare attenzione, ad esempio, la politica anticlericale del ministero Combes). Per capire il funzionamento dei nuovi meccanismi della politica e le strategie governative dei radicali utile tenere ben presenti le forze ed i movimenti che si trovarono ad operare in questa fase: le organizzazioni del mondo cattolico (ad esempio il Sillon ormato dalla giovent cattolica impegnata nella moderna democrazia sociale) il partito radicale (collegamenti con la massoneria, connotazioni ideologiche e programmatiche) i gruppi della destra repubblicana (come, ad esempio, l' Action librale populaire) le organizzazione operaie e socialiste (si ricordi la fondazione della SFIO nel 1905) Nell'ultima parte del paragrafo viene introdotta la figura di Georges Clemenceau, che costitu il suo primo ministero nell'ottobre del 1906, ma

che si ritrover alla guida del governo francese durante la Prima Guerra Mondiale. Tra il 1909 e lo scoppio del conflitto la situazione politica fu caratterizzata da una profonda instabilit e dalla successione di numerosi governi: di questa fase si possono ricordare le figure di Aristide Briand (che presiedette diversi governi all'insegna di una "politica di pacificazione") e quella di Raymond Poincar (il quale, dopo essere stato presidente del consiglio, nel 1913 fu eletto alla presidenza della repubblica). ALLA RICERCA DI NUOVE EGEMONIE: DALLA GRANDE GUERRA ALLA CADUTA DELLA TERZA REPUBBLICA Questo ampio paragrafo abbraccia i trent'anni della storia francese che vanno dallo scoppio della Prima Guerra Mondiale alla fine della Seconda. Come si vedr, sono anni di grossi cambiamenti in cui nuove forze politiche entrano sulla scena, in cui si modificano i meccanismi di azione governativa, in cui si registrano crisi di vario genere causate sia dalla situazione interna sia dagli avvenimenti internazionali. Nello studio del paragrafo e nella memorizzazione delle nozioni in esso contenute, si dovr cercare pertanto di cogliere i fatti e le questioni maggiormente rilevanti, quelli che segnarono i cambiamenti ed i passaggi pi significativi e senza i quali non si possono comprendere gli avvenimenti successivi. Il paragrafo inizia delineando il quadro politico presente allo scoppio della guerra mondiale e spiega, in particolare, l'atteggiamento dei socialisti francesi dinanzi al problema dei crediti di guerra e della partecipazione al governo di coalizione (importante, a questo proposito, l'assassinio del socialista Juars, che rimase fino all'ultimo contrario alla guerra). Di seguito viene illustrata la situazione politica nel corso del conflitto e negli anni immediatamente successivi e si fa riferimento alla condizione dei partiti e dei gruppi politici in questa importante e difficile fase. In particolare, ci si pu concentrare sui seguenti punti: il ruolo carismatico di Clemenceau nel corso della guerra ed i suoi dissidi con Poincar i gruppi politici: radicali, socialisti, destra repubblicana, nazionalisti la riforma elettorale del 1919 (sistema del panachage) la fondazione del Partito Comunista Francese nel 1920 Gli anni Venti furono caratterizzati da grande instabilit politica, tensioni sociali e gravi problemi finanziari; bene, pertanto, cercare di comprendere

le caratteristiche generali e le linee di fondo di questo periodo, soffermandosi poi sugli avvenimenti e sui governi di maggior rilievo, quelli, cio, che incisero pi direttamente sulla situazione generale e che adottarono strategie ed alleanze diverse dal solito. In questo senso si possono segnalare, a titolo d'esempio, i seguenti punti: i governi presieduti da Poincar nel 1922-24 e nel 1926-29 il "cartello" tra radicali e socialisti voluto da Herriot la politica di "rottura" attuata dal Pcf la nuova riforma elettorale del 1927 (ritorno al maggioritario) il governo di Andr Tardieu (1929-1932). Il paragrafo continua illustrando in dettaglio lo stato dei partiti e delle organizzazioni politiche nel corso degli anni Venti e dei primi anni Trenta: si ritorna, pertanto, sui radicali, i socialisti, i gruppi di centro-destra, i cattolici, i comunisti, l'estrema destra. Dei complessi anni Trenta, anche questi segnati da governi deboli e crisi di vario genere, si possono segnalare, -con la raccomandazione di cercare di capire le cause dei cambiamenti in corso ed il modo con cui furono attuate le nuove strategie politiche e governative- i seguenti punti: l'affaire Stavisky del 1934 il governo di unit nazionale presieduto da Laval nel 1935 il programma del "Fronte popolare", le elezioni del 1936, il governo presieduto da Leon Blum la caduta dell'ultimo governo del Fronte popolare nel 1938 ed il lungo ministero Daladier (1938-1940) la conferenza di Monaco e la posizione dei francesi di fronte alla politica estera di Hitler. Nella parte conclusiva del paragrafo si descrive la situazione della Francia negli anni della guerra, a seguito dell'invasione tedesca. Sarebbe opportuno ricordare, di questa importantissima fase, il governo di Petain e la firma dell'armistizio (giugno 1940), la resistenza organizzata da Londra per opera di De Gaulle , le caratteristiche del cosiddetto "regime di Vichy", la resistenza interna, la formazione del Comitato francese di liberazione nazionale, la liberazione della Francia e l'ingresso di De Gaulle a Parigi (agosto 1944)

DALLA QUARTA ALLA QUINTA REPUBBLICA: UNA NUOVA FRANCIA? In questo ultimo paragrafo del caso francese vengono delineati gli avvenimenti e le trasformazioni che si verificarono tra l'agosto del 1944 (liberazione della Francia dagli invasori tedeschi) e l'aprile del 1969 (dimissioni di De Gaulle dalla presidenza della repubblica); durante quest'arco cronologico si succedono la Quarta e la Quinta Repubblica. Per prima cosa, dunque, si dovr tener presente questo fondamentale passaggio politico-costituzionale, le ragioni (di politica interna ed estera) che lo determinarono e le differenze (nella costituzione e nel funzionamento degli organi istituzionali) tra le due repubbliche. Per ci che riguarda gli inizi della Quarta Repubblica, sarebbe opportuno comprendere e ricordare i seguenti punti: le elezioni dell'Assemblea Costituente nel 1944 (che videro la vittoria del partito comunista col 26% dei voti e il secondo posto del Mouvement rpublicain populaire) il contrasto tra De Gaulle e i partiti della sinistra, con le conseguenti dimissioni dell'esecutivo presieduto da De Gaulle (gennaio 1946) il primo testo costituzionale (che prevedeva un sistema parlamentare assoluto e monocamerale e che fu elaborato da una commissione formata prevalentemente di comunisti e socialisti) che fu respinto dall'elettorato nel referendum del maggio '46 le successive elezioni (vittoria dell'MRP) e l'approvazione del secondo testo costituzionale la costituzione ed il funzionamento degli organi politici della Quarta Repubblica. A questo punto segue una breve trattazione dei caratteri della Quarta Repubblica e dei problemi che i governanti di questo periodo si trovarono ad affrontare (ad esempio le tensioni sociali e gli scioperi, le difficolt del PCF dopo che venne lanciato dagli Usa il programma di aiuti economici all'Europa detto "piano Marshall"; di questa fase, caratterizzata ancora dall'instabilit e dalla frammentazione politica, si pu ricordare il tentativo del socialista Guy Mollet di creare un'alleanza tra socialismo e cattolicesimo. Di notevole importanza furono poi gli anni compresi tra il

1953 e il 1955, caratterizzati dalla ripresa economica (per merito soprattutto del ministro della Finanza Faure) e dal governo di Pierre Mends France (giugno 1954-febbraio 1955), un brillante politico ed intellettuale che cerc di avviare un nuovo corso di modernizzazione, ispirandosi in gran parte al modello roosveltiano. La caduta di Mends France, lo scoppio della rivolta algerina ed il coinvolgimento francese nella questione della nazionalizzazione del canale di Suez aggravarono ulteriormente la crisi e l'instabilit della Quarta Repubblica fin tanto che, nel maggio 1958, il presidente della Repubblica decise di chiamare al governo, conferendogli i pieni poteri, il generale De Gaulle. Dopo l'elaborazione del nuovo testo costituzionale e la sua entrata in vigore ha avuto inizio formalmente la Quinta Repubblica, che quella che ancora oggi esiste in Francia. Di questa seconda parte del paragrafo, si vedano con particolare attenzione le seguenti questioni: la distribuzione dei poteri e delle competenze fra i vari organi istituzionali secondo la nuova costituzione (in particolare si ricordi che la figura centrale risulta essere quella del presidente della Repubblica) l'elezione di De Gaulle alla presidenza della repubblica nel dicembre 1958 la soluzione della questione algerina con la concessione della piena indipendenza all'Algeria (1962) il referendum del novembre 1962 che decise l'elezione a suffragio universale diretto del presidente della repubblica la sfida del blocco di sinistra a De Gaulle nelle elezioni presidenziali del 1965 (si ricordi il ballotaggio tra De Gaulle e Mitterand) le ribellioni e le proteste studentesche del cosiddetto "maggio francese" (1968) e la schiacciante vittoria dei gollisti alle elezioni di giugno la bocciatura del referendum proposto da De Gaulle (sulla redistribuzione dei poteri regionali) e le conseguenti dimissioni del presidente della repubblica nell'aprile del 1969.

Si faccia attenzione alle riflessioni conclusive di Pombeni sul significato ed i caratteri del sistema istituzionale fondato da De Gaullee sul perch sia lecito affermare che egli abbia incarnato pienamente la figura del capocarismatico cos come era stata delineata da Max Weber. A titolo d'esempio e come utile esercitazione al termine dello studio del caso francese, si propongono qui di seguito alcune questioni/tematiche cui si dovrebbe cercare di rispondere (e in caso non si ricordassero gli avvenimenti ed i temi suggeriti, si consiglia di andare a rivedere le parti del manuale in cui l'argomento stato trattato). Indicare le circostanze ed i passaggi che portarono dalla II repubblica francese all'Impero di Napoleone III Illustrare le caratteristiche dell'Assemblea costituente eletta nel febbraio 1871 ed il contenuto delle Leggi costituzionali della III repubblica Illustrare le crisi politico-istituzionali che minacciarono la sopravvivenza della III repubblica nei primi trent'anni della sua esistenza; spiegare anche le strategie della classe politica repubblicana per far fronte alle suddette crisi e il modo in cui esse si risolsero. Delineare i caratteri del partito radicale francese e le caratteristiche della cosiddetta "repubblica dei radicali" Spiegare qual era la situazione politica e quali i maggiori gruppi partitici in Francia durante gli anni Trenta; spiegare anche come si giunse ai governi del Fronte Popolare nel 1936. Illustrare la situazione interna della Francia durante la Seconda Guerra Mondiale Indiacare i caratteri istituzionali della IV repubblica e le ragioni della sua instabilit politica (fattori interni ed internazionali) Delineare il passaggio storico-politico dalla IV alla V repubblica e il nuovo impianto istituzionale creato da De Gaulle UN LABORATORIO POLITICO: IL CASO TEDESCO La trattazione del caso tedesco si articola in sei paragrafi cos strutturati: il primo, di introduzione, descrive sommariamente la situazione degli stati tedeschi dal "Sacro Romano Impero" fino ai moti del 1848 soffermandosi in particolare sul caso della Prussia; il secondo ed il terzo paragrafo

descrivono la storia dell'Impero, dal 1870 alla fine della Prima Guerra Mondiale; nel quarto paragrafo vengono descritti gli avvenimenti principali ed il sistema politico della Repubblica di Weimar; il quinto tratta del regime hitleriano (1933-1945); il sesto ed ultimo paragrafo affronta la questione della divisione postbellica della Germania e si sofferma sugli avvenimenti della Repubblica Federale Tedesca fino alla fine degli anni '60. Si pu dunque vedere chiaramente che nella storia della Germania contemporanea sono distinguibili quattro periodi: il Secondo Reich, la repubblica di Weimar, il Reich hitleriano, le due repubbliche postbelliche (riunificatesi nel 1989) LA COMPLESSA FONDAZIONE DELLA POLITICA TEDESCA Dopo una breve premessa sui caratteri fondamentali della politica tedesca nell'et contemporanea e sul significato da attribuire in essa al fenomeno del nazismo, Pombeni traccia un quadro complessivo della situazione degli stati tedeschi dal 1648 (pace di Westfalia) al Congresso di Vienna, soffermandosi sulle "guerre di liberazione tedesca" contro Napoleone, sullo stato di avanzamento della cultura e dell'economia durante la prima met del secolo XIX, sulle caratteristiche socio-economiche e militari di uno dei maggiori stati tedeschi, la Prussia. Dopodich si accenna ai moti del 1848 e alla convocazione dell'assemblea di Francoforte, che fu la prima prova del parlamentarismo tedesco e doveva decidere sul futuro assetto dello stato nazionale (fare attenzione, a questo proposito, alle due tesi "Piccolo-tedesca" e "Grande-tedesca"). Nell'ultima parte del paragrafo l'autore torna a parlare della Prussia (sistema politico, sistema elettorale, partiti, cancelliere Bismarck); sarebbe utile comprendere bene questa parte perch risulta fondamentale per capire gli avvenimenti e le trasformazioni successive, attraverso cui la Prussia riuscir a compiere l'unificazione degli stati tedeschi. IL SISTEMA DI BISMARCK E L'AFFERMARSI DEI PARTITI In questo paragrafo viene descritto innanzitutto l'impianto costituzionale dell'Impero che si form in Germania dopo la guerra franco-prussiana del 1870. E' opportuno fare attenzione ai seguenti punti: come viene spiegata da Pombeni la scelta di Bismarck di adottare per l'elezione del Reichstag il suffragio universale maschile

il significato della definizione di "rivoluzionario bianco" data da Lothar Gall a Bismarck la struttura del Reichstag, il sistema elettorale, i poteri del Parlamento la struttura del Bundesrat e l'egemonia prussiana in questa seconda camera la figura ed i poteri del cancelliere dell'Impero La seconda parte del paragrafo descrive i principali gruppi politici che erano presenti nel Parlamento imperiale e gli avvenimenti che caratterizzarono la storia tedesca negli anni del cancellierato di Bismarck (fino al 1890). Si troveranno dunque descritti i maggiori partiti (nazional-liberali, partito del progresso, partito conservatore, partito dei "liberi conservatori", Zentrum , partito socialdemocratico) ed bene cercare di assimilare i concetti e le caratteristiche principali di ciascun gruppo (ad esempio del Zentrum cattolico o dell'SPD ). Si troveranno poi illustrate le modalit e le strategie della politica bismarckiana (kulturkampf contro i cattolici; leggi antisocialiste; legislazione sociale) e si dovranno cercare di capire le ragioni, le fasi e lo svolgimento di questa politica finalizzata alla difficile costruzione di una base parlamentare solida per il governo. I PARTITI DALLA CRISI DEL SISTEMA BISMARCKIANO AL CROLLO DELL'IMPERO Questo paragrafo descrive gli avvenimenti della storia imperiale tedesca dall'avvento al trono di Guglielmo II (1888) fini alla sua abdicazione (1918). Vi si troveranno illustrati la fase finale del cancellierato di Bismarck (ed il suo esperimento elettorale del cosiddetto "cartello"), il cancellierato di von Caprivi, del principe Hohenlohe , di von Bulow e di BethmannHollweg , per finire con gli ultimi cancellieri (Michaelis, Hertling, von Baden ) negli anni finali della guerra. Di questo paragrafo bene cercare di comprendere innanzitutto gli sviluppi complessivi ed i problemi di fondo del sistema politico imperiale di questa fase, concentrandosi sui cancellieri e sui momenti pi rilevanti e di maggior peso per le evoluzioni successive. A titolo di esempio, si possono segnalare i seguenti punti:

la weltpolitike il progetto di costruzione di una grande flotta d'alto mare il Bulowsblochcostituito dalle forze "patriottiche tedesche" il caso dell'intervista del Kaisersul "Daily Telegraph" ed il suo significato per il sistema costituzionale tedesco le elezioni del 1912 che videro la clamorosa vittoria dell'SPD il caso Zaberndel 1913 ed il problema della parlamentarizzazione del sistema i cambiamenti e gli sviluppi interni ai singoli gruppi politici (in particolare Zentrum e Partito socialdemocratico) lo scoppio della guerra e il voto favorevole dell'SPD ai crediti di guerra la fondazione della Lega di Spartaco da parte di Rosa Luxemburg e Karl Liebknecht l'organizzazione della destra nazionalista nel Partito della patria il dibattito sulle riforme costituzionali e la parlamentarizzazione completa del sistema politico la resa dei militari alla fine del '18, l'abdicazione del Kaiser e la nomina di Eberta cancelliere. WEIMAR: UN "PARTEIENSTAAT "? Gli avvenimenti della storia tedesca tra il 1919 e il 1933 la fase, cio, della Repubblica di Weimar- sono l'argomento di questo paragrafo. All'inizio vengono tratteggiati i caratteri della costituzione che fu redatta nella cittadina di Weimar all'inizio del 1919 e dei principali partiti presenti sulla scena politica in questa fase (Partito nazional-popolare, Partito democratico, Partito popolare, Partito comunista, Partito socialdemocratico, Zentrum e vari altri gruppi minori). E' utile aver presente la coalizione di partiti che vinse le elezioni nel gennaio del '19 ("coalizione di Weimar ") e la struttura istituzionale del nuovo stato (ad esempio la forma federale e le caratteristiche dei due rami del Parlamento, i poteri ed il tipo di elezione del presidente della repubblica, il ruolo dei partiti nel nuovo quadro istituzionale)

La seconda parte del paragrafo descrive gli avvenimenti principali che caratterizzarono gli anni della repubblica di Weimar. Bisognerebbe cercare di ricordare i fatti pi importanti, ad esempio: i tentativi rivoluzionari della destra e della sinistra nei primi anni Venti le tensioni sociali e la crisi inflazionistica che culminarono nel 1923; la "grande coalizione" sotto la leadershipdi Stresemann la morte di Ebert nel 1925 e l'elezione di Hindemburg a presidente della repubblica la situazione interna ai partiti di sinistra(SPD e KPD ) nel corso degli anni Venti l'organizzazione dei gruppi di estrema destra: l'NSDAP di Hitler la crisi economica e la radicalizzazione degli scontri politici all'inizio degli anni Trenta (si tenga presente il governo di Brningdetto "governo del presidente") le elezioni del settembre 1930 e le due elezioni del 1932 la nomina di Hitler a cancelliere nel gennaio del 1933 IL SISTEMA POLITICO NAZISTA La prima parte del paragrafo illustra le fasi attraverso cui Hitler, dopo il cancellierato, riusc ad organizzare uno stato totalitario basato sul suo potere personale (leggi eccezionali per lo stato d'emergenza, sincronizzazione, espulsione di tutti i partiti tranne l'NSDAP, statuto speciale per i nazisti ecc) Dopodich Pombeni si sofferma a descrivere gli elementi fondamentali su cui poggiava il sistema politico nazista, che erano popolo, movimento e stato: opportuno cercare di capire i concetti e le analisi svolte in questa parte, ad esempio il mito del "sangue e territorio", il ruolo carismatico e politico del Fhrer, il significato dell'espressione "doppio stato" usata per qualificare il sistema politico nazista, il depotenziamento politico del partito e la funzione della propaganda, il ruolo delle SS e cos via. Nella parte finale si accenna alle opposizioni interne ed esterne al regime, all'attentato contro la persona di Hitler nel luglio del 1944 ed infine alla caduta del regime dopo la sconfitta militare tedesca nella Seconda Guerra Mondiale.

LA STRADA DELLA DEMOCRAZIA TEDESCA In questo paragrafo conclusivo della storia politica tedesca Pombeni si sofferma innanzitutto sulla divisione del territorio della Germania in quattro zone d'occupazione all'indomani della guerra e sul processo di denazificazione e di ricostruzione democratica; illustra quindi le fasi e le modalit della rinascita dei partiti, sia nelle zone occupate dagli occidentali che nella zona sovietica ( bene ricordare, ad esempio, la ricostruzione dei partiti cattolici, del partito socialista, del partito liberal-democratico ecc). Dopo la descrizione della "legge fondamentale" (ossia la costituzione che fu elaborata nel 1949 per la "trizona" occidentale), vengono narrati i principali fatti di politica interna che interessarono la Repubblica Federale Tedesca fino alla fina degli anni Sessanta. Sarebbe opportuno aver presente di questa parte. le scelte e le strategie politiche di Adenauer i fatti del 1956 in Polonia ed Ungheria l'evoluzione interna dell'SPD e il congresso di Bad Godesberg la costruzione del muro di Berlino Willy Brandt e il nuovo corso della socialdemocrazia tedesca IL TRIONFO DELL'AMBIGUITA': IL CASO ITALIANO La trattazione della storia politica dell'Italia contemporanea si articola in sei paragrafi che abbracciano gli anni compresi fra il 1815 (Congresso di Vienna) e la met degli anni Sessanta del nostro secolo. Il primo paragrafo di introduzione e descrive i caratteri politici ed istituzionali fondamentali del sistema italiano, nella sua fase di formazione; il secondo ed il terzo riguardano la fase della storia italiana nota coll'espressione di "et liberale"; il quarto paragrafo descrive le vicende che dallo scoppio della Prima Guerra Mondiale portarono all'avvento del fascismo e successivamente gli anni del regime fascista fino al 1943; il sesto ed ultimo paragrafo, infine, si sofferma sulla fase costituente della Repubblica Italiana e sugli avvenimenti principali degli anni successivi. I CARATTERI ORIGINALI DEL SISTEMA POLITICO ITALIANO E LA SUA FASE DI FORMAZIONE Pombeni spiega in questo paragrafo introduttivo quali furono le maggiori difficolt che la classe dirigente italiana dovette affrontare nella fase di impianto dello Stato costituzionale unitario e perch, in conseguenza

proprio di questi fattori, la politica italiana quasi sempre apparsa come il "regno dell'ambiguit" e di insanabili contraddizioni. La trattazione si snoda quindi su alcune questioni di primaria importanza della fase di formazione del sistema politico italiano, come ad esempio sul ruolo e sulle caratteristiche delle societ segrete; la parte finale del paragrafo descrive i caratteri ed il contenuto dello Statuto Albertino. E' opportuno cercare di comprendere il significato delle considerazioni fatte dall'autore in questa introduzione alle vicende del caso italiano e, in particolare, memorizzare le caratteristiche dello Statuto Albertino (esempio: il fatto che sia una carta octroye) e la struttura bicamerale del parlamento italiano. IL MODERATISMO E LA SUA CONTRASTATA EGEMONIA NELLA COSTRUZIONE DELLO STATO UNITARIO La prima parte del paragrafo descrive le fasi successive del processo di unificazione dello Stato italiano, a partire dalla configurazione territoriale che era uscita dal Congresso di Vienna fino alla nascita del regno d'Italia nel 1861. Sarebbe opportuno, quindi, cercare di ricordare: le fasi ed i momenti salienti del processo di unificazione (ad esempio i moti del 1848: dove e come si verificarono e quali conseguenze ebbero; oppure come si arriv agli accordi del 1858 tra Napoleone III e Cavour; la spedizione dei Mille) i principali protagonisti di questa fase preunitaria della storia italiana (ad esempio Cavour, Mazzini e Garibaldi, cercando di individuare le differenze dei rispettivi programmi) le organizzazioni che sorsero in questi anni e che lottarono per il conseguimento dell'unit e dell'indipendenza (come il "Partito d'Azione o la "Societ Nazionale") La seconda parte del paragrafo descrive l'impianto istituzionale ed amministrativo dello Stato unitario, la classe politica che si trov al potere dopo il 1861 (e che prese il nome di "Destra Storica"), le principali riforme attuate da questi governi, i maggiori problemi che si dovettero affrontare negli anni immediatamente successivi l'unificazione. E' bene verificare che si siano compresi i seguenti punti: le caratteristiche, la composizione della Destra Storica ed i nomi di qualcuno dei suoi maggiori esponenti (ad esempio Minghetti, Sella, Spaventa ecc)

il problema del brigantaggio: cosa fu e come venne risolto la "questione romana" ed i suoi sviluppi fino alla presa di Roma la guerra austro-prussiana e le sue conseguenze in Italia (annessione del Veneto) le cause e le modalit della caduta dell'ultimo governo della Destra Storica LA TRASFORMAZIONE DELLA POLTICA ITALIANA: FRA PARTITI NUOVI E TRASFORMISMO In questo terzo paragrafo Pombeni illustra le vicende della storia italiana negli anni di governo della Sinistra Storica; accanto alla successione cronologica dei governi e degli avvenimenti principali, l'autore si sofferma anche in dettaglio sui maggiori gruppi politici che si andavano formando in questi anni e sulle loro strutture organizzative. Questa impostazione si trover anche nei paragrafi successivi, pertanto si consiglia di fare bene attenzione a distinguere, nel corso dello studio e della memorizzazione, le parti propriamente narrative dalle descrizioni, articolate e sempre abbastanza estese, dei gruppi politici organizzati che operavano dentro e fuori del Parlamento in ciascun periodo. In questo paragrafo, specificatamente, vengono trattati: i repubblicani i gruppi d'area socialista ed anarchica i cattolici Di ciascuno di questi gruppi sarebbe opportuno comprenderne le caratteristiche, le finalit politiche, le strutture e le modalit organizzative e ricordarne i maggiori esponenti Nella parte, invece, che riguarda propriamente i governi della Sinistra (Depretis e Cairoli) vengono descritte le riforme (ad esempio quella elettorale del 1882), le strategie d'azione politica (fare attenzione, a questo proposito, a cosa si intendeva per "trasformismo", da chi fu attuato e chi vi si oppose), le principali tornate elettorali, le cause delle difficolt governative dell'ultimo ministro Depretis. TRE RISPOSTE ALLA CRISI DEL SISTEMA LIBERALE Questo paragrafo illustra le vicende della politica italiana in quella fase complessa e ricca di importanti trasformazioni che va dal primo governo

Crispi allo scoppio della Prima Guerra Mondiale. Vi si possono individuare tre grandi momenti: l'et crispina (cio quella caratterizzata dai governi presieduti da Francesco Crispi), gli anni della cosiddetta "crisi di fine secolo" e l'et giolittiana (compresa tra il 1903 e il 1914, in cui Giovanni Giolitti ricopr pi volte la carica di presidente del Consiglio). E' molto importante cercare di focalizzare gli avvenimenti principali, le caratteristiche ed i protagonisti di ciascuna di queste fasi, facendo attenzione alla scansione temporale e agli elementi di continuit/innovazione che si evidenziarono in questo lungo periodo. Dell'et crispina si dovrebbero pertanto ricordare: le principali riforme il temperamento di Crispi e il tipo di impostazione che diede ai suoi governi le opposizioni a Crispi (ad esempio quella dei liberali moderati che si espresse attraverso la "Federazione Cavour") gli intermezzi dei governi di Rudin e di Giolitti il ritorno di Crispi al potere e la politca imperialista in Africa Della "crisi di fine secolo" bene comprendere quali furono le cause scatenanti, gli sviluppi e le conseguenze e cercare di memorizzare i Primi Ministri che operarono in questa concitato passaggio della storia politica italiana. La parte conclusiva del paragrafo descrive gli anni dal 1903 al 1914, soffermandosi sui seguenti punti: le strategie politiche di Giolitti le tensioni sociali e gli scioperi le riforme e la politica interna (ad esempio la riforma elettorale del 1912) la politica estera e la guerra di Libia le elezioni del 1913 le dimissioni di Giolitti e il governo Salandra Trasversalmente alla narrazione degli avvenimenti e alla descrizione dei singoli governi, Pombeni si sofferma nuovamente ad illustrare i connotati e le evoluzioni dei principali gruppi politici presenti sulla scena italiana in questi anni: si troveranno, pertanto, notizie sui socialisti (che nel 1892 si

costituiscono in partito), sui cattolici (bisogna fare attenzione, a questo proposito, alle varie correnti interne al cattolicesimo italiano in questa fase), sui repubblicani e sui radicali; si vedr che nel 1910 si forma un nuovo raggruppamento politico che avr un peso determinante nelle vicende successive della storia italiana, quello dei nazionalisti. Sarebbe opportuno cercare di cogliere le caratteristiche e le evoluzioni di queste correnti anche alla luce di quello che si era studiato nei paragrafi precedenti; per fare questo pu risultare utile "estrapolare" un gruppo ad esempio i socialisti- e ricostruirne la storia complessiva, lasciando il pi possibile sullo sfondo le vicende governative ed istituzionali vere e proprie. DALLA DISSOLUZIONE DEL SISTEMA GIOLITTIANO ALLA TIRANNIDE DI MUSSOLINI Questo paragrafo si pu suddividere in due parti: la prima descrive i principali avvenimenti, i governi ed i gruppi politici che si ebbero negli anni tra la Prima Guerra Mondiale e l'avvento di Mussolini al potere (1922), la seconda parte descrive il ventennio della dittatura fascista, dal 1922 al 1943. Della prima parte sarebbe importante ricordare: le modalit dell'intervento dell'Italia in guerra i principali fatti della guerra sul fronte italiano il dopoguerra (in particolare la legge elettorale del 1919, la fondazione del Partito Popolare Italiano e di quello Comunista, la nascita dei Fasci di Combattimento) le agitazione operaie e bracciantili del biennio 1919-20 i governi e le elezioni (in particolare quelle del 1921 dove si costitu il "Blocco Nazionale") La seconda parte del paragrafo illustra le circostanze che portarono Mussolini alla carica di Primo Ministro, le modalit del consolidamento del potere mussoliniano (ad esempio l'assassinio Matteotti, il discorso del 3 gennaio 1925, la creazione e la successiva costituzionalizzazione del Gran Consiglio del Fascismo, le leggi elettorali, ecc.) e i caratteri del regime fascista italiano durante gli anni Trenta. Sarebbe utile ricordare i nomi di alcuni dei principali collaboratori di Mussolini (come Alfredo Rocco o Galeazzo Ciano, per fare due esempi), le

maggiori trasformazioni istituzionali che il fascismo oper, gli accordi con la Chiesa (Patti Lateranensi) e le linee della politca estera mussoliniana (guerra e conquista dell'Etiopia, accordi con Hitler). Il paragrafo si conclude con la descrizione dell'entrata dell'Italia in guerra e del progressivo fallimento della strategia di Mussolini, per arrivare al voto di sfiducia pronunciato dal Gran Consiglio nei confronti del duce il 25 luglio 1943 LA FONDAZIONE E LO SVILUPPO DELLA NUOVA DEMOCRAZIA ITALIANA All'inizio di questo sesto paragrafo Pombeni passa in rassegna le maggiori organizzazioni antifasciste che operarono all'estero durante la dittatura di Mussolini ( bene ricordare, ad esempio, "Giustizia e Libert") e descrive le vicende politiche che caratterizzarono la cosiddetta "resistenza", ovvero la formazione dei CLN e delle brigate partigiane, la "svolta" di Salerno, la nascita della Repubblica sociale italiana, i governi del maresciallo Badoglio fino al termine della guerra e alla "liberazione". Le pagine successive illustrano la fase di fondazione della repubblica democratica italiana, con particolare riferimento alle vicende dell'assemblea costituente e ai principali uomini politici e partiti che operarono sulla scena italiana negli anni successivi alla guerra. E' bene cercare di focalizzare con precisione alcuni punti e passaggi fondamentali, ad esempio: i maggiori temi che furono affrontati dall'assemblea costituente ed i principali uomini politici che intervennero alla stesura della costituzione (ad esempio, Dossetti e Togliatti) le caratteristiche della carta costituzionale italiana le lezioni dell'aprile 1948 e gli schieramenti partitici che si scontrarono i governi del leader democristiano De Gasperi e le principali riforme attuate (la riforma agraria, ad esempio, o la legge elettorale del 1953) i governi di "centro" che si ebbero tra il 1953 e il 1963 e le principali riforme attuate (ad esempio quelle del quarto governo Fanfani come la nazionalizzazione dell'energia elettrica o la riforma scolastica)

il governo di "centro-sinistra organico" presieduto da Moro alla fine del 1963 i pi importanti avvenimenti storici mondiali di questi anni che, direttamente o indirettamente, influirono nelle vicende interne dell'Italia (ad esempio la guerra di Corea, la denuncia dei crimini staliniani da parte di Kruschev, l'assassinio di J.F. Kennedy, il pontificato di papa Giovanni XXIII) Anche per questo paragrafo vale quanto detto per quelli precedenti: cio che vi sono alcune parti di descrizione dei partiti politici (nascita di nuovi partiti, crisi e scissioni di altri, cambiamenti di leadership) che non dovrebbero essere trascurati (ad esempio la fondazione del Partito Socialdemocratico italiano, la crisi interna al PCI nel 1948 dopo l'attentato a Togliatti, il rinnovamento organizzativo della DC attuato da Fanfani, ecc.), in quanto costituiscono il necessario completamento della narrazione degli avvenimenti.