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Corso di Alta Formazione

in
Esperto in trattamenti delle acque reflue finalizzati al
loro riutilizzo irriguo
PON 01_01480 INTERRA
Bari, 25 gennaio 2013
Valutazione del rischio microbiologico derivante dal riutilizzo di acque reflue depurate a scopo irriguo
Valutazione del rischio
microbiologico derivante dal
riutilizzo di acque reflue urbane
depurate a scopo irriguo
Dr. Antonio Lonigro
Dipartimento di Scienze Agro-Ambientali e Territoriali
Universit degli Studi di Bari

La pratica del riuso di acque reflue nel bacino del
mediterraneo conosciuta fin dai tempi delle
civilt greca e romana
Lo sversamento sul suolo di tali acque quindi una
pratica antica e molto diffusa, tanto che reflui grezzi o
parzialmente trattati vengono ancora regolarmente
sversati in molte zone del pianeta
Nel bacino del mediterraneo sono ormai numerose le
aree in cui la carenza stagionale di risorse idriche ed il
loro sfruttamento non razionale impone lutilizzo di
acque reflue depurate per sopperire alle carenze idriche
I n Europa, invece, linteresseverso lepratichevolte
al riutilizzodelleacquerefluedepuratein continuo
sviluppo tanto che, in accordo con quanto stabilito
nellart.12dellaDirettiva91/271/CEE, si imponeche
le Le acque reflue che siano state sottoposte a
trattamento devono essere riutilizzate, ogniqualvolta
cirisulti appropriato.
Lutilizzo delle acque reflue urbane depurate in
agricoltura, per, suscita ancora dubbi circa
lincolumit degli operatori e dei prodotti agricoli.
A questo proposito si voluto approfondire
largomento rischio microbiologico
per poter stabilire una relazione tra livello di
esposizione e probabilit che si verifichi linfezione
Esistono tuttora, in campo
scientifico, notevoli
discordanze sulla definizione
degli indicatori e sulle
concentrazioni da adottare per
la caratterizzazione del rischio
microbiologico
Non esiste un indicatore di inquinamento fecale
ideale.
Tra i tanti per Escherichia coli quello che
soddisfa la
maggior parte dei requisiti.
Valutazione del rischio
microbiologico
Si esplica attraverso tre livelli di approccio:
Studi epidemiologici
Sperimentazione diretta
Uso di modelli probabilistici
Nelle diverse tipologie di valutazione del rischio
si assume sempre che i microrganismi
siano distribuiti secondo la funzione di Poisson
Nelle diverse tipologie di valutazione del rischio
si assume sempre che i microrganismi
siano distribuiti secondo la funzione di Poisson
per eventi che si verificano con frequenza
molto bassa in uno spazio molto grande, eventi rari
Nelle diverse tipologie di valutazione del rischio
si assume sempre che i microrganismi
siano distribuiti secondo la funzione di Poisson
per eventi che si verificano con frequenza
molto bassa in uno spazio molto grande, eventi rari
Se i microrganismi sono distribuiti casualmente
in un volume V, la probabilit che un campione x
contenga N microrganismi (compreso N = 0)
data da:
Nelle diverse tipologie di valutazione del rischio
si assume sempre che i microrganismi
siano distribuiti secondo la funzione di Poisson
per eventi che si verificano con frequenza
molto bassa in uno spazio molto grande, eventi rari
Se i microrganismi sono distribuiti casualmente
in un volume V, la probabilit che un campione x
contenga N microrganismi (compreso N = 0)
data da:
P
(x=N)
=
( )
( ) V e
! N
V

Nelle diverse tipologie di valutazione del rischio


si assume sempre che i microrganismi
siano distribuiti secondo la funzione di Poisson
per eventi che si verificano con frequenza
molto bassa in uno spazio molto grande, eventi rari
Se i microrganismi sono distribuiti casualmente
in un volume V, la probabilit che un campione x
contenga N microrganismi (compreso N = 0)
data da:
P
(x=N)
=
( )
( ) V e
! N
V

Dove = densit media dei microrganismi che viene assunta costante per tutti i microrganismi
La virulenza di un microrganismo
dipende da vari fattori:
concentrazione nellambiente;
grado di sopravvivenza;
tempo di latenza per diventare infettivo;
dose media infettante (N
50
)
Tempi di sopravvivenza dei patogeni
nel terreno e sui prodotti a 20 - 30 C
Patogeni
Tempo di sopravvivenza
Nel terreno Sulle colture
Virus
Enterovirus
Batteri
Coli fecali
Salmonella spp
Vibrio cholerae
Protozoi
Entamoeba histolytica
Elminti: uova
<100 ma di solito <20 giorni <60 ma di solito <15 giorni
<70 ma di solito <20 giorni <30 ma di solito <15 giorni
<70 ma di solito <20 giorni <30 ma di solito <15 giorni
<20 ma di solito <10 giorni < 5 ma di solito < 2 giorni
<20 ma di solito <10 giorni <10 ma di solito < 2 giorni
Molti mesi <60 ma di solito <30 giorni
Tipo di Patogeno Dose Infettiva Media (N
50
)
Batteri
Escherichia col i Al ta (> 10
6
)
Salmonella Al ta (> 10
6
)
Salmonella typhi Al ta (> 10
6
)
Vibrio cholerae Al ta (> 10
6
)
Yersinia enterocolitica Al ta (> 10
6
)
Shigell a Media (10
4
)
Virus
Virus Epatite A Bassa (<10
2
)
Rotavirus Bassa (<10
2
)
Enterovi rus Bassa (<10
2
)
Protozoi
Giardia Bassa (10)
Cryptosporidium Bassa (10)
Entamoeba hi stolytica Bassa (<10
2
)
Uova di elminti 1
Caratterizzazione dei patogeni in funzione della loro dose infettiva media (N
50
)
Per poter stabilire una relazione tra livello di
esposizione e probabilit che si verifichi
linfezione e/o la malattia necessario fare
riferimento ai modelli probabilistici dose-risposta.
Haas C.N., Rose J .b. e Gerba C.P., 1999, hanno
descritto diversi modelli di valutazione del rischio
associati alla presenza di microrganismi infettivi
negli alimenti, nellacqua, nel suolo e nellaria
Modelli dose-risposta per valutare il rischio microbiologico

Modelli N N
50
K
min
r
Teorici:
Esponenziale P
1(d)
=1 exp (-r) 1 N
50
=
( )
r
5 , 0 ln

1 1
Beta-Poisson P
1(d)
=1-
o
|
|
.
|

\
|
|
+
d
1 2 N
50
=
( ) 1 2
/ 1

|
o
Fr
Gamma P
1(d)
= ( ) dr , K
min
I >1
Gamma-espon. P
1(d)
=1 -
o
|
.
|

\
|
o
+
rd
1 2

Empirici:
Log-logistic P
1(d)
=
( ) | | d ln q q exp 1
1
2 1
+

Log-probit P
1(d)
=|
|
|
.
|

\
|
2 1
q
d
ln
q
1

Weibull P
1(d)
=- exp (-q
1
d
q2
)

P
1(d)
= probabilit di infezione
r =probabilit di sopravvivenza costante per tutti i microrganismi
K =n di microrganismi che sopravvivono allinterno dellospite
N =n di patogeni ingeriti
N
50
=dose media infettante (quantit di patogeni in grado di infettare il 50% della
popolazione esposta)
d =dose intesa come prodotto del volume in cui sono distribuiti casualmente i
microrganismi per la densit dei microrganismi stessi.
o e | =parametri del modello Beta
I =distribuzione Gamma
Questi diversi modelli sono stati applicati a
sperimentazioni reali e confrontati tra loro in base a
diversi criteri:
- esistenza di esperienze sperimentali non epidemiologiche sulla
presenza di patogeni o di indicatori su terreno e/o colture;
- esistenza di validazione epidemiologica;
- ndi autori che hanno applicato un modello o confrontato pi
modelli;
- Specificit di un modello rispetto ad un microrganismo;
- Livello di approssimazione del modello sulla base di ipotesi
che si sono dovute assumere.
Dal confronto emerso che:
il modello esponenziale fondato su ipotesi troppo semplificative
che lo rendono impreciso e suscettibile di errore;
i modelli Gamma e Gamma esponenzialenon hanno trovato finora
alcuna applicazione;
I modelli empirici (Log-logistic; Log-probit e Weibull) pur avendo
una consistente letteratura alle spalle, sono usati per la valutazione
della tossicit di natura chimica e non microbiologica;
il modello Beta-Poissonoffre i migliori risultati di attendibilit.
APPLI CAZI ONE SPERI MENTALE
DEL
MODELLO BETA-POI SSON
Per poter valutare il rischio microbiologico, inteso come
probabilit di contrarre infezione e/o malattia a seguito di
alimentazione a base di prodotti agricoli irrigati con acque
reflue, si applicato, a titolo esplicativo
il modello probabilistico Beta-Poisson
Lanalisi del rischio poteva essere effettuata indifferentemente
su una qualsiasi delle colture sperimentate visto che tutte sono
potenzialmente a rischio in quanto consumabili crude
(finocchio, lattuga, pomodoro)
Tuttavia, si ritenuto di utilizzare la lattuga perch oltre ad
essere consumata cruda e a rappresentare un ingrediente
essenziale nella dieta italiana, pi esposta allinquinamento
microbiologico in quanto:
- si trova in prossimit della superficie del terreno;
- presenta una superficie di bagnatura piuttosto estesa;
- si consuma fresca entro poco tempo dalla raccolta.
Si ipotizzato un consumo medio di 100 g
(circa 3 foglie) al giorno
per un periodo di 150 giorni lanno
I l rischio microbiologico stato calcolato sui
2 tipi di acqua sperimentati e poi confrontato
con con altri 4 tipi di acqua:
Acqua convenzionale (E. coli = ufc 7/100 ml)
Refluo sottoposto a filtrazione a membrana(E. Coli = ufc 11/100ml)
Refluo grezzo(E. coli = ufc 10
7
/100ml);
Refluo trattato biologicamente(E. coli = ufc 10
4
/100ml);;
Refluo conforme al D.L. 152/99(E. coli = ufc 5000 /100 ml);
Refluo conforme al D.L. 185/03(E. coli = ufc 10 /100 ml);
Per poter applicare il modello necessario fare
delle assunzioni:
laquantit di acqua di irrigazione che rimane a contatto delle foglie
pari a 10 ml/100 g(Shuval, 1997; Asano, 1998; Lonigro, 2006);
il n di E. coli permangano per intero (per essere cautelativi) sulle foglie
dopo levaporazione dellacqua;
la riduzione del n di E. coli dallirrigazione al consumo pari a 3 log, cio
al 99,90% (anche se in letteratura tale riduzione considerata pari a 4 log);
il rapporto virus enterici/E. coli pari a 1:105 (Schwartzbrod, 1995);
la probabilit che un individuo infetto sviluppi la malattia pari a 0,5
(anche in questo caso stata assunta la condizione pi sfavorevole)
P
I
= 1-
a
50
1 2
N
N
1
a
1

(

|
.
|

\
|
+
Dove:
P
I
=Probabilit di contrarre linfezione
N = n patogeni ingeriti
N
50
=n patogeni in grado di infettare il 50% dei soggetti esposti
a =costante del modello Beta-Poisson assunto pari a 5 (Shuval et al., 1997).
Partendo dalla distribuzione mista Beta-Poisson:
Dopo diversi arrangiamenti e sostituzioni si arriva a:
P
1
(d) = 1 -
( )
( ) ( )
( ) ( )dr rd exp r 1 r
1
0
1
1

(


| I o I
| + o I
}
|
o
Probabilit di contrarre infezione P
1
o malattia P
D
derivante dal consumo di 100 g di insalata
irrigata con acque reflue di diversa qualit microbiologica per virus ad alta virulenza (N
50
=30),
valutate con il modello Beta-Poisson
Se si rispettano i limiti imposti dalla Legge
185/03, per il riutilizzo di acque reflue urbane
depurate a scopo irriguo, che impongono un
limite di 10 ufc/100 ml di Escherichia coli
secondo il Modello Beta-Poisson
il rischio di contrarre malattia veicolata da
patogeni presenti nelle acque e dellordine di:
2 ogni 100 milioni di persone esposte lanno
(Rischio Basso)
1.8510
8
Utilizzando i limiti imposti dal WHO pari a 1000 ufc/100 ml
di E. coli il rischio di contrarre malattia sarebbe pari a:
2 individui su 1 milione di persone esposte
1.8510
6
(Rischio accettabile)
1.8510
2
Se si usassero acque reflue brute (10
7
cfu/100ml of E. coli)
il rischio di contrarre malattia sarebbe pari a:
2 individui ogni 100 persone esposte in un anno
(Rischio Molto Alto)
Non sarebbe forse il caso di
rivedere questi limiti, nellottica
di un possibile maggior riuso a
vantaggio dellagricoltura,
dellambiente e della spesa
pubblica?
CONCLUSI ONI
Dopo un decennio di ricerche in cui sono state
sperimentate diverse colture orticole in
successione, sempre sulle stesse parcelle, si pu
concludereche:
- lacqua reflua urbana depurata (con
filtrazione a membrane) rappresenta una
soluzione realistica per incrementare la
disponibilit di acqua per uso irriguo, e in
alcuni casi anchemenorischiosa
- i limiti imposti dalle vigenti normative sono
estremamenterestrittivi, eadannodel riuso
- laspetto microbiologico non desta problemi di
contaminazione residua sul suolo n sul prodotto
commerciabile, pertanto non compromettelasalute
pubblica
- lunica incognita rappresentata dalla possibilit
accidentale che nellacqua reflua ci sia qualche
sostanza che sul breve o lungo periodo possa
rivelarsi tossica per le colture e per lambiente in
generale
Da ci il suggerimento di:
utilizzare la risorsa delle
acque reflue depurate, senza
mai prescindere da seri e
puntuali controlli