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Dispense di Filosoa della Mente

Vittorio Morato vittorio.morato@unipd.it V Settimana

Introduzione

Largomento della realizzazione multipla (vedi dispense della IV settimana) diede un colpo considerato dai pi` decisivo alla teoria dellidentit` psico-neuronale. u a Una delle conseguenza di ci` ` che si cominciarono ad aermare visioni della o e mente ispirate dalla visione scientica del mondo (vedi dispense della II settimana), ossia sicaliste, ma senza avere pi` tentazioni riduzioniste. Il funzionalismo, u oggetto di queste lezioni, pu` essere considerato come la pi` inuente forma di o u sicalismo non riduzionista. Secondo tale concezione della mente le propriet` a mentali sono propriet` di alto livello. a

La concezione funzionale della mente

Quando pensiamo ad un quadrato rotondo o ad un trinagolo con quattro ` lati, abbiamo limpressione di scontrarci contro un limite concettuale. E il concetto stesso di quadrato e triangolo che non ci permette di pensare che ci potrebbe essere un quadrato rotondo o un triangolo con quattro lati. Sembra cio` che lesistenza di un quadrato rotondo sia unimpossibilit` concettuale, e a qualcosa la cui esistenza pu` essere scartata a priori. o Considerate, invece, cosa succede quando state pensando, ad esempio, ad un angelo: la concezione canonica degli angeli prevede che essi siano delle creature immateriali, fatte di puro spirito. Tuttavia, quando immaginiamo gli angeli, li immaginiamo come dotati di una molteplicit` di stati mentali (desideri, a credenze, etc.) La nostra idea di angelo, cio`, ci sembra essere del tutto coerente; si noti che e la coerenza della nostra concezione degli angeli (ossia il fatto che sia coerente pensare ad entit` immateriali dotate di mente) ` indipendente dal fatto che si a e creda nella loro esistenza. Anche un ateo, sebbene ritenga che sia falso che esistono angeli, non ritiene che sia una contraddizione logica pensare a creature immateriali dotate di mente, come lo `, invece, pensare ad un triangolo con e quattro lati. Questo esperimento mentale ci mostra che: Non si pu` escludere a priori che il mentale possa non avere una o realizzazione sica Per negare la tesi sopra bisognerebbe assumere la verit` di una tesi sostana ziale come la seguente: 1

Fisicalismo della Realizzazione (FR): se qualcosa X ha una propriet` mena tale M (o il che ` equivalente ` in un stato mentale M ) al tempo t, e e allora X ` unentit` materiale e X ha M in virt` del fatto che X a t e a u possiede qualche propriet` sica C che realizza M a t. a Tale principio, che pu` essere concepito come un modo di caratterizzare il o sicalismo, ci dice che non pu` esistere nulla che non esibisca propriet` mentali o a che non sia anche un sistema sico in senso lato. In altre parole: la mente, se esiste, deve essere incorporata. Si noti che (FR) ` compatibile con la realizzazione multipla; ` compatibile, e e cio`, con il fatto che il dolore sia realizzato negli umani dalla stimolazione dell e bre-C e nei rettili da altri meccaniscmi neuronali. Non esclude nemmeno che il dolore sia realizzato da un meccanismo sico come quello di un automa. Ci` sembra suggerirci qualcosa di interessante riguardo ai concetti mentali, o ossia al nostro modo di pensare agli stati o propriet` mentali: a Il nostro modo di pensare agli stati mentali non sembra implicare alcun vincolo sul tipo di meccanismo che li deve realizzare sicamente In questo senso, un concetto mentale come quello di dolore sembra avere delle caratteristiche in comune con concetti come quelli di motore. Quando pensiamo ad un motore, non sembriamo essere vincolati a pensare ad un particolare tipo di realizzazione sica del motore: ci sono motori che usano la benzina, lelettricit`, motori ad idrogeno, etc. Qualsiasi cosa serva a svolgere a un certo lavoro quello di trasformare vari tipi di energia in forza motoria ` e un motore. Un motore ` cio` identicato dal lavoro che svolge, non da come ` e e e sicamente realizzato. Questo ` vero anche di altri concetti come quello di cuore: un cuore ` e e un qualsiasi meccanismo che serva a pompare sangue. I cuori dei rettili e degli umani sono, forse, molto diversi tra loro, ma contano entrambi come cuori; ci` che conta per classicare qualcosa come un cuore ` il suo ruolo funzionale o e (ossia il lavoro che ` destinato a compiere) e causale (ossia gli eetti che e provoca). Come si pu` descrivere in maniera funzionale e causale il dolore? Beh, il o dolore potrebbe essere descritto come quello stato mentale la cui funzione ` e segnalare il danneggiamento dei tessuti e i cui eetti sono un certo tipo di comportamenti. Animali diversi, in ambienti diversi, hanno realizzato tale funzione in modi diversi a seconda delle esigenze evolutive. Secondo questa concezione funzionale, quindi, il dolore ` una sorta di intere mediario causale tra certi inputs (danneggiamento dei tessuti, trauma, etc.) e certi outputs (urla, fuga, rannicchiamento, etc.. Caratterizzare il dolore, o altri stati mentali, nei termini della loro funzione e ruolo causale signica caratterizzarli come un particolare tipo di propriet` a funzionali ; una denizione di propriet` funzionale ` la seguente: a e Propriet` funzionale: F ` una propriet` funzionale solo se F pu` essere a e a o caratterizzata nel seguente modo: x ha F se e solo se x ha qualche propriet` P tale che C(P ), dove a C(P ) ` una specicazione del ruolo causale che P svolge in x e

Tale denizione ci dice che ci` che caratterizza una propriet` F come una o a propriet` funzionale ` il ruolo causale C(P ) associato ad essa. a e Per chi ritiene vera la tesi (FR), ossia per chi ritiene vero il sicalismo, il problema ` caratterizzare correttamente cosa signica realizzare o essere il e realizzatore di una propriet` funzionale F . Sia F una propriet` funzionale a a qualsiasi: La propriet` Q realizza F in un sistema x se e solo se C(Q), ossia a se e solo se Q soddisfa la specicazione causale C in x La cosa da notare nella denizione di propriet` funzionale ` che non viene a e menzionata una specica propriet` che un sistema x ha qualora abbia F ; ci` che a o si dice ` che esiste almeno una propriet` che x ha qualora abbia F . In termini e a tecnici si suol dire che la denizione di propriet` funzionale quantica su proa priet`. Per questa ragione (per il fatto che le propriet` funzionali sono denite a a menzionando altre propriet` nella loro denizione) le propriet` funzionali sono a a considerate come propriet` di secondo livello. Se le propriet` mentali andrana a no ad essere caratterizzate come particolari propriet` funzionali, allora questo a vorr` dire che le propriet` mentali dovranno essere considerate come propriet` a a a di secondo livello.

Funzionalismo e comportamentismo

Una concezione funzionalistica della mente condivide con il comportamentismo il riconoscimento dellimportanza di inputs e outputs comportamentali. Se uno stato mentale ` infatti denito in termini funzionali, esso ` denito relativamente e e agli stimoli che lo precedono e alle risposte che lo seguono. Da questo punto di vista la visione funzionalista della mente si pu` considerare come una versione o sosticata di comportamentismo. Ci sono, per`, alcune dierenze tra i due approcci di cui conviene tenere o conto: Per il funzionalista, gli stati mentali sono stati interni e reali di un organismo. Per il funzionalista, provare dolore signica essere in un certo stato (che negli umani ` la stimolazione delle bre-C) che tipicamente causa e lamenti o rannichiamenti. Il comportamentista classico, invece, identica gli stati mentali con possibili ed attuali comportamenti. Per il comportamentista, provare dolore signica, ad esempio, lamentarsi o rannichiarsi o avere una disposizione a farlo. Il funzionalista ed il comportamentista hanno una concezione diversa di cosa conta come input ed output di uno stato mentale. Per il comportamentista essi consistono solamente di stimoli e risposte osservabili. Al contrario, per il funzionalista possono contare come inputs o outputs di uno stato mentale anche altri stati mentali. Gli stati mentali sono quindi causati o sono cause genuine di altri stati mentali. La prima e la seconda dierenza sono, ovviamente, collegate: se per il funzionalista gli stati mentali sono genuini stati interni del soggetto, allora saranno dotati anche di genuini poteri causali.

Il fatto che gli stati mentali possano essere considerati come la causa o gli eetti di altri stati mentali spinge il funzionalista ad avere una concezione olistica di tali stati: lidentit` di un certo stato mentale, cio`, ` data nei termini del suo a e e ruolo rispetto ad altri stati mentali (e ad altri inputs od outputs). Lidentit` a di uno stato mentale, quindi, dipender`, in denitiva, dallidentit` dellintero a a sistema psicologico in cui si trova.

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4.1

Il funzionalismo computazionale
Le macchine di Turing

Sebbene il concetto di propriet` funzionale fosse sul mercato losoco da a secoli, luso di questa nozione per analizzare i fenomeni mentali si deve, senza dubbio, allanalogia mente-computer. Anche le operazioni compiute a livello software da un computer possono essere descritte ad un livello funzionale ed in maniera indipendente dalle propriet` dellhardware che le realizza. a In linea del tutto generale, il sofware di un computer pu` essere caratterizzato o come una serie di programmi ed un programma come una serie di istruzioni in un certo linguaggio di programmazione. Un programma, cio`, ` una computazione e e ed una computazione non ` altro che una serie di istruzioni per eseguire una e certa funzione. Se la mente ` come il sofware, allora la mente pu` essere denita come un e o meccanismo per compiere computazioni; i processi mentali, cio`, possono essere e considerati come processi computazionali. Il concetto di computazione ` stato reso rigoroso dal matematico inglese A. e Turing. Una macchina di Turing ` composta dai seguenti componenti: e 1. Un nastro suddiviso in caselle 2. Una testina di lettura e scrittura posizionata in una delle caselle. 3. un insieme nito di stati interni q0 , . . . , qn 4. un alfabeto di simboli s1 , . . . , sn Uno ed un solo simbolo pu` apparire in ciascuna casella (anche una casella o lasciata vuota ` pensata come una casella contenente un simbolo). e Una macchina di Turing pu` compiere le seguenti operazioni: o A. a ciascun istante di tempo t, la macchina ` in uno degli stati interni q0 , . . . , qn e e la testina sta leggendo una particolare casella nel nastro B. quel che la macchina fa ad un dato istante t ` completamente determinato e dal suo stato interno e dal simbolo che compare nella casella C. A seconda di quale sia lo stato interno e il simbolo che compare nella casella che la macchina sta analizzando, la macchina pu` compiere tre operazioni: o i. la testina cancella il simbolo dellalfabeto che compare nella casella e ne scrive un altro, anche lo stesso.

ii. la testina si muove di una casella a destra, a sinistra o si ferma (quando la computazione ` nita). e iii. la macchina entra in un nuovo stato interno. Ora, assumiamo che vogliamo far eseguire alla macchina un semplice calcolo 3 + 2. Assumiamo di avere a che fare con un linguaggio molto rozzo in cui 3 + 2 = 5 ` rappresentato come 111 + 11 = 11111. Immaginiamo quindi che e i simboli di questa particolare macchina di Turing siano 1, + e # e gli stati siano solo due qo e q1 La prima cosa da fare ` presentare alla macchina un nastro con il testo e del problema; si produrr` quindi un nastro in cui, ad un certo punto, in ciascuna a casella si presenter` la seguente sequenza di simboli: a #, 1, 1, 1, +, 1, 1, # i simboli # segnalano linizio e la ne del problema. Lo scopo ` istruire e la macchina in modo che essa modichi questo pezzo di nastro in modo che il risultato sia il seguente: #, 1, 1, 1, 1, 1, # Immaginate che la testina sia in prossimit`, nel primo schema sopra, della a prima occorrenza dell1 e che sia nello stato q0 . Ci sono due metodi che permettono alla Macchina di Turing di risolvere il nostro problema: il primo metodo consiste nellistruire la macchina in questo modo: spostati a destra no a che non trovi un + se trovi un +, sostituiscilo con 1 spostati a destra no a che non trovi un # se trovi un # spostati a destra se ti sposti a destra cancella il simbolo che trovi dopo lo spostamento se hai cancellato un 1 sostituiscilo con un # fermati il secondo metodo decisamente pi` veloce consiste nellistruire la u macchina in questo modo: cancella il simbolo 1 della casella di partenza spostati a destra no a che non trovi un + se trovi un + sostituiscilo con un 1 fermati Entrambi questi metodi possono essere descritti in maniera pi` rigorosa u tramite le seguenti due tabelle di istruzioni, la prima corrispondente al primo metodo, la seconda al secondo. Il modo in cui le tabelle vanno lette ` il seguente: si prenda la tabella 1. Ogni e cosa scritta nella matrice interna della tabella ` unistruzione: ad esempio, 1Dq0 e 5

Tabella 1: Tabella di istruzioni per metodo 1 q0 q1 1 1Dq0 # Stop + 1Dq0 # #Sq1 Tabella 2: Tabella di istruzioni per metodo 2 q0 q1 1 #Dq1 1Dq1 + 1Stop #

allintersezione tra 1 e q0 signica: se ti trovi nello stato q0 e stai leggendo il simbolo 1, allora scrivi 1 (ossia lascia tutto com`), muoviti a destra (di una e ` casella) e passa allo stato q0 . E (abbastanza) facile vedere che le istruzioni contenute sulla tabella sono sucienti a calcolare 3+2 secondo il primo metodo, mentre quelle contenute nella seconda tabella sono sucienti a calcolare 3 + 2 secondo il secondo metodo. Quel che abbiamo fatto ` specicare come unaddizione possa essere come putata da una macchina di Turing. Visto che ` possibile farlo anche per la e moltiplicazione e tutte le operazioni sui numeri naturali possono essere denite in termini di addizione e moltiplicazione, le macchine di Turing possono computare qualsiasi operazione artimentica. In generale, poi, (` questo ` il risultato per cui Turing ` passato alla storia) e e e ` possibile specicare una macchina di Turing per qualsiasi operazione che sia e computabile. Ogni funzione che sia computabile ` cio` computabile da una e e macchina di Turing. Si potrebbe specicare una macchina di Turing con due nastri, uno per gli inputs (ossia un nastro in cui il problema da computare ` computato) ed un e secondo per lesecuzione della computazione e gli outputs. Questo aiuterebbe a pensare una macchina di Turing come a qualcosa che riceve degli stimoli, li processa e d` come risultato un certo tipo di comportamento. a Turing mostr`, in maniera rigorosa, anche come costruire una macchina di o Turing universale, una macchina che pu` computare non solo una funzione speo cica ma qualsiasi funzione computabile gli venga presentata; basta specicare due cose: una tabella di istruzioni e i valori per cui la funzione deve essere computata. Come abbiamo detto, la macchina di Turing standard ` una macchina dee terministica, quel che la macchina fa, ad un certo istante, ` completamente e ` determinato dallo stato interno e dal simbolo letto. E possibile, tuttavia, caratterizzare anche una macchina di Turing probabilistica; in tale macchina le tre operazioni fondamentali della macchina (muoversi, scrivere, cambiare stato) non sono date deterministicamente ed in maniera assoluta ma relativamente ad una certa probabilit`. a

4.2

Realizzatori sici di una macchina di Turing

Se provassimo a costruire una vera macchina che, ad esempio, esegua le computazioni riportate sulla tabella 1, ossia che realizza una macchina di Turing. probabilmente avremmo varie possibilit`. Una macchina di Turing, cio`, pu` a e o essere sicamente realizzata in molti modi. Quali sono, per`, le caratteristiche generali di una qualsiasi macchina che o voglia essere una realizzazione sica di una macchina di Turing? Si consideri una macchina a due nastri (uno per gli inputs, ossia le formulazioni dei problemi da computare) e laltro per gli outputs Innanzitutto, i simboli degli emphinput devono essere sicamente realizzati; questo perch` il meccanismo che li analizza deve essere in grado di leggerli. e Saranno proprio le propriet` siche dei realizzatori dei simboli a determinare a ladabilit` del comportamento della macchina. a Lo stesso vale per la testina che scrive i simboli sul nastro degli outputs. Ovviamente la scrittura su nastro non deve essere pensata necessariamente come ad un stampa; essa pu` realizzarsi anche su un monitor o vocalmente. o Per quanto riguarda gli stati interni, si prenda, ad esempio, in considerazione listruzione 1Dq1 nel caso la macchina sia in uno stato q0 e stia leggendo il simbolo +. Assumiamo che vi siano dei realizzatori sici degli stati q1 e q0 , ossia Q1 e Q0 . Unoccorrenza di Q0 con la realizzazione sica della lettura del simbolo + deve essere in grado di causare i seguenti eventi sici: il realizzatore del simbolo sico + deve essere sostituito dal realizzatore sico di 1 il realizzatore sico della testina si deve muovere a destra e leggere il simbolo che ivi compare il realizzatore sico della macchina deve entrare nello stato Q0 Da notare che in una macchina di Turing, gli stati sono deniti relativamente alle loro relazioni con altri parametri : ad esempio, uno stato q0 ` denito come e uno stato in cui, se una macchina di Turing vi si trova, cancella + con 1 e si sposta allo statp q1 . Per specicare uno stato, cio`, ` suciente specicare e e linput e il/gli output/s In generale, quindi, uno stato pu` essere considerato come una funzione che o prende come argomento dei simboli e da come valore una tripla formata da (i) un altro simbolo, (ii) uno spostamento a destra o sinistra (iii) il passaggio ad un altro stato. La tripla non rappresenta altro che loutput della macchina di Turing. Da ci` segue che il realizzatore sico di uno stato sar` una sorta di mediatore o a causale tra il realizzatore sico di un simbolo e il realizzatore sico delloutput della macchina di Turing. Ma allora le intrinseche propriet` siche dello stato non sembrano essere a rilevanti ; ntantoch` il il realizzatore sico di uno stato compie il suo lavoro e causale, esso pu` essere qualsiasi cosa. o C` quindi una perfetta corrispondenza, o se non altro convergenza tra lidea e che gli stati mentali siano caratterizati sulla base del loro ruolo causale e funzionale e lidea che il realizzatore sico di uno stato di una macchina di Turing ` denito solo sulla base del suo ruolo causale. e

La visione funzionalista degli stati mentali prevede, infatti, che un certo stato mentale sia uno stato mentale di un certo tipo solo sulla base della specicazione del suo ruolo causale rispetto: inputs sensoriali outputs comportamentali altri stati mentali Allo stesso modo, quel che rende una certo stato sico il realizzatore di certo stato di una macchina di Turing sono le relazioni causali con gli inputs, gli outputs e altri realizzatori sici di stati della macchina. Sia quindi S un certo sistema sico (che pu` essere qualsiasi cosa: un como puter, un organismo biologico, unorganizzazione commerciale) e si assuma che si sia adottato un certo vocabolario per descrivere gli inputs e gli outputs e cosa conti come uno stato interno di S. Diremo che: Una macchina di Turing M ` una descrizione computazionale di un e certo sistema S, data una certa specicazione degli input e degli output, solo se S realizza M , relativamente alla stessa specicazione degli input e degli output Si pu` anche denire un concetto pi` debole: o u Una macchina di Turing M ` una descrizione comportamentale di un e certo sistema S, relativamente ad una certa specicazione di inputs ed outputs, solo se M fornisce una corretta descrizione di tutte le correlazioni inputs/outputs di S. Ogni descrizione computazionale di S ` anche una descrizione comportae mentale si S, ma non viceversa. M potrebbe essere una macchina di Turing che fornisce unadeguata spiegazione delle correlazioni tra inputs ed outputs senza che i suoi stati interni siano realizzati in S. Da questo segue che: Due sistemi sici S1 ed S2 tali da essere equivalenti quanto a correlazioni inputs/outputs potrebbero non essere la realizzazione della stessa macchina di Turing

4.3

La mente come una macchina di Turing

Lidea alla base della versione del funzionalismo che stiamo presentando ` che e possiamo pensare alla mente come ad una macchina di Turing (probabilistica). Tale approccio quindi ` in grado come la teoria dellidentit` (vedi dispense e a delle III settimana) alle due domande fondamentali delle losoa della mente: Che cos` una mente e Cosa vuol dire avere una mente Questa versione del funzionalismo risponde nel seguente modo:

una mente ` una macchina di Turing che sia sucientemente complessa e qualcosa ha una mente se ` la realizzazione sica di una macchina di Turing e sucientemente complessa Lidea quindi ` che la psicologia di un individuo possa essere rappresentata e da una macchina di Turing. In termini del tutto generali, ecco come questo pu` o avvenire. Sia V una completa specicazione di tutti gli inputs e outputs di un soggetto psicologico S e sia C una specicazione di tutte le attuali e possibili correlazioni tra inputs ed outputs di S (C ` una specicazione completa di quale input e applicato ad S provoca quale output, per tutti gli inputs ed outputs specicati in V ). Specicare una psicologia per S signica formulare una teoria che dia una sistematizzazione di C per mezzo della postulazione di stati interni di S. ` E fondamentale che la teoria sia in grado di specicare gli stati interni di S: ci sar`, infatti, da aspettarsi che lo stesso input possa provocare due outputs a diversi. Quale sia loutput, cio`, dipender` anche da quale sia lo stato interno e a di S. Tale teoria deve svolgere sostanzialmente due compiti: essere in grado di predire che tipo di output verr` prodotto da un certo a soggetto dato un certo input essere in grado di spiegare perch` proprio quelloutput ` stato prodotto e e come risposta a quellinput Un problema da arontare, ora che si ` chiarito in che senso una macchina e di Turing pu` rappresentare la psicologia di un soggetto S, ` il seguente: o e Quale macchina di Turing ` adeguata per descrivere la psicologia di e S? Innazitutto, la macchina di Turing che descrive S, dovr` essere una macchina a che fornisce una descrizione comportamentale corretta di S (vedi sopra), ossia una corretta descrizione delle correlazioni tra inputs ed outputs. Da notare, per`, che ci saranno molte macchine di Turing diverse destinate a darci una o descrizione corretta delle correlazioni input/output. Il modo in cui due macchine di Turing equivalenti per quanto riguarda ladeguatezza della loro descrizione comportamentale, potranno dierire nel fatto che una delle due, magari, fornisce anche una descrizione computazionalmente corretta. Siano M1 ed M2 due macchine di Turing diverse e siano gli stati di M1 < q0 , . . . qn > e gli stati di M2 < r0 , . . . , rn >. Si assuma che M1 ma non M2 sia una descrizione computazionale di S (M2 ` solo una descrizione e comportamentale di S). Segue dalla denizione di descrizione computazionale data sopra che S sar` a il realizzatore sico di M1 ; questo vorr` dire che le relazioni computazionali che a avvengono in M1 corrisponderanno ad una serie di relazioni causali tra gli stati sici e psicologici di S, ossia che gli stati sici e psicologici di S < Q0 , . . . , Qn > corrisponderanno agli stati della macchina M1 . Tutti i processi computazionali in M1 saranno isomor ai processi causali in S. La macchina M1 , quindi, rappresenter` la psicologia reale di S anche se, a sia M1 che M2 forniranno accurate predizioni dei comportamenti di S. Quello 9

che M2 ` in grado di fornirci, ma non M1 ` una spiegazione del tipo: S ha e e manifestato il comportamento o perch` era in uno stato qi . Questa, per`, pu` e o o essere considerata come una spiegazione solo se lo stato qi corrisponde ad uno stato reale di S, ossia corrisponde a Qi . La scelta tra M1 ed M2 esemplica anche un contrasto pi` generale tra due u concezioni delle teorie scientiche e psicologiche: latteggiamento strumentalista considera il compito principale della teoria quello di fornire predizioni adeguate. Per uno strumentalista, quindi, la dierenza tra M1 ` irrilevante; anzi, nel caso M2 sia una macchina pi` e u semplice (magari con meno stati o computazioni meno complesse) egli tender` a preferirla. a latteggiamento realista considera il compito principlae della teoria quello di fornire spiegazioni ; una macchina di Turing ` una spiegazione della e psicologia di un individuo se essa ` anche psicologicamente reale, ossia se e ` una descrizione computazionale dellindividuo in questione. e I motivi per favorire un atteggiamento realista, almeno per le teorie psicologiche, sono due: 1. le spiegazioni causali del comportamento richiedono che gli stati mentali siano considerati reali 2. sembra naturale aspettarsi la scoperta di meccanismi neuro-biologici che sottendono gli stati mentali; ` proprio perch` riteniamo le nostre teorie e e psicologiche reali che poi andiamo alla ricerca dei correlati neuronali degli stati mentali. Per il funzionalismo computazionale, quindi, avere una mente signica realizzare unappropriata macchina di Turing; il fatto che vi sia una descrizione computazionale non ` un aspetto estrinseco del mentale, anzi esso ` costitutivo. e e Quel che ci rende delle creature dotate di mente ` quindi che siamo (realizzatori e di) macchine di Turing. Non `, quindi, il nostro cervello che ci rende creatue re dotate di mente, ma il fatto di avere un cervello con determinati capacit` a computazionali.

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5.1

Problemi per il funzionalismo computazionale


Il problema dellidentit` di stato a

Si supponga che sue sistemi S1 ed S2 siano nel medesimo stato mentale. Visto che uno stato mentale `, per il funzionalismo computazionale, uno stato interno e di una macchina di Turing se S1 ed S2 sono nel medesimo stato mentale signica che c` uno stato q di una macchina di Turing tale che S1 ` nello stato q e S2 ` e e e nello stato q. S1 ed S2 potranno avere realizzazioni siche anche molto diverse, quindi affermare che sono nello stato q signica dire che ci sono due stati sici Q1 e Q2 tali che Q1 realizza q in S1 mentre Q2 realizza q in S2 . Largomento della realizzabilit` multipla ci dice che Q1 e Q2 , in quanto realizzatori si stati funzionali, a

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possono non avere molto in comune. I due stati sici sono accumunati solo dal fatto che essi giocano lo stesso ruolo computazionale nei rispettivi sistemi. Il problema ` che essere in uno stesso stato computazionale q ha senso solo e relativamente ad una tabella di istruzioni: uno stato computazione ` completae mente denito dalla istruzioni che compaiono nella colonna ad esso sottostante nella tabella. Ma in tali istruzioni compaiono altri stati computazionali (q0 , q1 , etc.); inoltre guardando alle colonne sottostanti questi stati computazionali compariranno istruzioni che contengono a loro volta q. Gli stati computazionali di una macchina sono interdeniti. Ci` signica che parlare di stesso o diverso stato computazionale in dieo renti macchine di Turing in verit` non ha senso. Non ha senso dire di uno stato a sico Q1 che realizza lo stesso stato computazionale di uno stato sico Q2 ; a meno che i due sistemi non realizzino la stessa macchina di Turing Una conclusione indesiderata del funzionalismo computazionale ` quindi che: e perch` due soggetti siano in uno stesso stato mentale esso devono e realizzare la stessa macchina di Turing. Ma se due soggetti realizzano la stessa macchina di Turing, allora la loro psicologia deve essere identica Ci` sembra assurdo: non sembra plausibile sostenere che poich` due pero e sone condividono lo stesso stato mentale, allora devono condividere la stessa psicologia.

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La stanza cinese

Questo argomento si deve a John Searle e consiste in un esperimento mentale il cui scopo ` mostrare che una mente non pu` essere accomunata ad un computer, e o per quanto sosticato. Si immagini una stanza e si assuma che qualcuno vi sia connato dentro. Si immagini che questa persona non conosca la lingua cinese. Quel che lindividuo ha a disposizione ` una sorta di libro e delle regole che serve a trasformare simboli cinese in altri simboli cinesi. Il libro contiene indicazioni puramente formali nel senso che la sua applicazione si basa solo sulla forma dei simboli che vengono emessi. In poco tempo tale persona diventa veloce a compiere le trasformazioni. Uno che vedesse da fuori gli input e gli outputs della stanza cinese direbbe che dentro c` qualcuno che comprende il cinese. Eppure, per ipotesi, la persona e chiusa non sa nulla di cinese e quel che fa ` semplicemente manipolare simboli e solo sulla base delle loro propriet` sintattiche. a Il fatto che la persona dentro, nonostante correlli giustamente inputs ad outputs non abbia la minima comprensione di quel che legge e scrive, dimostra che la dimensione mentale non pu` essere ridotta alla manipolazione sintattica o di simboli mediante regole. La manipolazione sintattica di simboli non pu` o generare signicato e quindi nemmeno fenomeni mentali.

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