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Secondo Leibniz esiste un ordine non geometricamente determinato e quindi necessario, ma spontaneamente organizzato e quindi libero.

facile scorgere qui la differenza tra la concezione di Leibniz e quella di Spinoza. Spinoza ritiene che vi un solo ordine, univoco e necessario, che Dio stesso mentre per Leibniz c un ordine non necessario ma contingente. Un ordine che includa anche la possibilit della scelta (non solo divina ma anche umana), e che sia suscettibile di essere determinato dalla scelta stessa. Un ordine reale non mai necessario. Le VERITA DI RAGIONE sono necessarie ( il triangolo ha tre lati) ma non riguardano la realt. Esse sono identiche (nel senso che non fanno che ripetere la medesima cosa senza dire nulla di nuovo) e risultano fondate sui principi di identit e non-contraddizione. Le verit di ragione sono necessarie e infallibili, riguardano il mondo della logica e non della realt. Le VERITA DI FATTO invece sono contingenti e riguardano la realt effettiva. Esse delineano il dominio ristretto di quella realt nel campo molto pi esteso del possibile. Queste verit non sono fondate sui principi di identit e non contraddizione infatti il loro contrario possibile. Sono fondate sul PRINCIPIO DI RAGION SUFFICIENTE (lindividuo sa trovare il perch del fatto che le cose sono cos e non possono essere altrimenti). Questa ragione non per necessitante: un principio di ordine e di concatenazione per il quale le cose che accadono si legano le une con le altre senza per formare una catena necessaria. La ragion sufficiente ultima delluniverso Dio, il quale crea il migliore dei mondi possibili. Questo principio implica la causa finale; e su questo punto Leibniz si stacca da Cartesio e Spinoza per riallacciarsi alla metafisica scolastica. Se Dio ha creato questo mondo egli ha agito in vista di un fine che la vera causa della sua scelta. LA MONADE un atomo spirituale, una sostanza semplice, senza parti, e quindi priva di estensione o di figura e indivisibile. Ogni monade diversa dallaltra. Esse non possono influenzarsi a vicenda, ma sussistono come altrettanti mondi chiusi, privi di finestre attraverso cui qualcosa possa uscire o entrare. Ogni monade si configura come uno specchio vivente delluniverso, essa costituita a somiglianza della nostra anima e consta di quelle due attivit principali che sono percezione e appetizione, Leibniz affida per la coscienza di percepire solo alle monadi pi elevate che sono le anime. I gradi di perfezione delle monadi sono determinati dai gradi delle loro percezioni. Dio monade perfetta. Leibniz d tre soluzioni al rapporto tra anima e corpo: 1) per ammettere il loro accordo si deve ammettere linfluenza reciproca delluno sullaltro e questo urta con lincomunicabilit delle monadi e limpossibilit di comunicazione tra due sostanze dominate da leggi eterogenee; 2)assistenza, usando il paragone con gli orologi egli afferma che laccordo possa essere mantenuto grazie ad un operaio che provveda ad essi in ogni istante, secondo Leibniz questa soluzione ha il torto di far intervenire un deus ex machina nei fatti naturali; 3) i due orologi sono stati costruiti con tanta arte e perfezione da andare sempre daccordo, ovvero il corpo e lanima seguono ognuno le proprie leggi (meccaniche e spontaneit) secondo un accordo stabilito preventivamente da Dio allatto della creazione.