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Vittorio Veneto http://www.tragol.it/Flaminio/flaminio-7/45-48.

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Tratto dalla Rivista quadrimestrale di studi vittoriesi - IL FLAMINIO n°7 - 1994 - Edita dalla Comunità Montana delle
Prealpi Trevigiane

ELISA DAL COL

BELLE, INSELVATICHITE E SEMPRE... IMPAZIENTI!

Un breve itinerario romantico nella città di Vittorio Veneto, in quel di


Serravalle, ci fa percorrere una piccola strada bianca parallela alla
circonvallazione, nel tratto - ponte sul Fiume Meschio agli Italcementi e ponte al
Foro Boario -.
È via Antonello da Serravalle, che si allunga sulla sponda destra del fiume
Meschio, un po' più bassa rispetto alla sponda opposta ove ha sede la statale a
traffico intenso.
Percorrendo la viuzza pedonale, si ha la sensazione di essere entrati in un mondo
diverso dal circostante: l'ininterrotto mormorio dell'acqua veloce è un canto che
allontana, più del reale, il mondo della fretta; qualche verso d'uccello rende
l'illusione più perfetta. Una verde tenda di pioppi ed una lingua esigua di prato
fanno da riparo in direzione del traffico, mentre dall'altra parte vecchi muretti
lasciano immaginare "broli" segreti. Quando il muro di cinta si abbassa e si fa
più elegante, appare la visione dello splendido giardino Lucheschi, ben curato,
ricco d'alberi e di delicate e sempre rinnovate fioriture. Un ponticello verso il
Meschio completa questa visione arcadica.
Ma, per chi percorre l'itinerario con sensi particolarmente attenti o più sensibili,
vengono riservate altre sorprese. Talvolta, in estate, col favore della brezza,
assieme al mormorio dell'acqua, celebrata già dal concittadino M.A. Flaminio in
armoniosi versi, si può percepire anche un profumo dolce che si solleva da
alcune piante erbacee, innalzatesi a gruppi dalla sponda più prossima all'acqua,
con steli verde-rossastri che raggiungono anche i due

ELISA DAL COL. Laureata in Scienze Naturali, insegnante. Collaboratrice


presso il Gruppo di Geobotanica dellUniversità di Padova. Coopera nella
realizzazione e mantenimento del Giardino Alpino del Cansiglio "Giangio
Lorenzoni".

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metri, coronati in alto da rosei fiori, un po' buffi nell'aspetto della corolla (A), in
certo qual modo complicata. E l'Impatiens glandulifera Royle, un tempo
chiamata Impatiens roylei Walpers, proveniente dall'Himalaya, coltivata,

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maggiormente un tempo, nei giardini dell'Europa, e sfuggita qua e là alla coltura,


riuscendo talvolta a spontaneizzarsi o naturalizzarsi addirittura (B).
Questa Impatiens è pianta annuale con stelo robusto, nodoso, con foglie opposte
o verticillate a tre, lanceolato - appuntite, dentate, con ghiandole odorose (da cui
il nome della specie) poste ai denti inferiori e sul picciolo.
In Germania ed Austria veniva un tempo coltivata in pieno campo per le sue
proprietà mellifere.
La specie deve il suo nome generico "Impatiens" ai suoi frutti, capsule allungate,
verdastre, elastiche e a più semi, che esplodono, a maturità, appena vengono
sfiorate, proiettando lontano i semi.
Numerose sono le specie di Impatiens, ma solamente una è spontanea in Europa:
Impatiens noli-tangere, dai fiori gialli, che vive nei boschi di latifoglie,
abbondante, ad esempio, nelle faggete del Cansiglio.
Molte altre vengono invece coltivate nei giardini: I. balsamina, proveniente
dall'India, e meglio conosciuta come "Begliuomini"; I. holstii, dell'Africa, che è
chiamata comunemente "Fior di vetro".
Ritornando all'ospite delle sponde del Meschio, si precisa che oltre che nella via
precedentemente descritta, è stata ritrovata all'altezza della chiusa per il
Lanificio Bottoli (C), e vicino al ponte presso l'ex mulino Bruni in località
Meschio(1).
Dagli autori è stata poi rinvenuta in altre località venete: è tuttora coltivata in
giardini a Tambre d'Alpago, a Cibiana ed a Selva di Cadore, mentre
spontaneizzata è stata osservata lungo la strada tra Valle di Cadore e Cortina
d'Ampezzo e lungo un torrentello a Brusadaz di Zoldo.
In tutta la letteratura specializzata erano citate, per l'Italia, soltanto le località Val
d'Ossola, in Piemonte, e Lombardia. Nella "Flora d'Italia", Vol. 2° di Sandro
Pignatti - Ed. Edagricole 1982, la specie non è indicata affatto per il Veneto. I
ritrovamenti fatti dagli autori ampliano così l'areale italiano della specie come
naturalizzata.

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Serravalle, sponda del fiume meschio;


alla sommità della "riva dei mulini" una bella fioritura dell'Impatiens.

NOTA

1) Come si sarà potuto intuire, la specie descritta predilige luoghi umidi, ricchi
d'acqua, ombrosi ma anche solatii, talvolta su terreni ruderali. Per meglio
illustrare l'habitat di questa erbacea, qui di seguito vengono riportate in elenco e
suddivise per località, le specie accompagnatrici.
Rilievi del 16.08.93.
1) Vittorio Veneto, lungo il fiume Meschio, isola Lucheschi (m. 130 s.1.m.)
a) Lungo la scarpata verso l'acqua, nelle parti alte:

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- Alnus glutinosa (L.) Gaertner, Samhucus nigra L., Robinia pseudoacacia L.
(rinnovazione),
Eupatorium cannabinum L., Epilohium hirsutum L., Artemisia vulgaris L.,
Rubus caesius L.,
Humulus lupulus L., Calystegia sepium (L.) R. Br., Clematis vitalba L., Mentha
longifolia
(L.) Hudson.
b) Lungo il bordo d'acqua:
- Petasites a/bus (L.) Gaertner, Phytolacca americana L., Cardamine sp..

c) Nell'acqua:
- Myriophyllum sp..
2) Fino al 1991 presente vicino alla chiusa per il lanificio Bottoli (m. 139 s.l.m.)
3) Passerella sul fiume Meschio, tra via Lungo Meschio e via dei Corder (m. 125
s.l.m.)
a) Vegetazione ripale:
- Poligomum hydropiper L., Mentha aquatica L., Artemisia veriotorum L.,
Rubus caesius L.,

Urtica dioica L., Salix alba L., Clematis vitalba L., Calystegia sepium (L.) R.
Br., Petasites
a/bus L., Humulus lupulus L., Sambucus nigra L., Epilohium hirsutum L.,
Ca/ama grostis
pseudophragmites (Haller) Koeler., Sorghum halepense (L.) Pers.

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