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Andrea Gnudi / Marco Gobbi / Anteo Radovan / Antonio Tola

CASABIANCA

andrea gnudi

Andrea Gnudi, Senza Titolo, 2007, tecnica mista

Intervista di Eva Marisaldi a Andrea Gnudi Eva: Guardando le cose ritieni che si presentano in maniera incompiuta? Andrea: Lerrore il nostro bagno di coltura ma ci concesso fare aggiustamenti pi o meno alla cieca, si intende. Lungi dal comprendere le implicazioni sia del perfetto che dellimperfetto. A tali condizioni, procedendo per tentativi, ci si volge anche verso nuovi orizzonti. Ho comincato a raccogliere i materiali che dovranno sostituire quelli che hanno ceduto pur sembrando idonei. Eva: Mi parli di due o tre cose che sono un grande sbattimento? Andrea: E gi gravoso rispondere a questa domanda. Ma in generale si ha sbattimento quando c un calo di attenzione. Eva: Dellincontro con Liberzo Guglielmi cosa ti ricordi? Andrea: Il suo viaggio esplorativo nelle foreste tropicali in compagnia del figlio, nutrendosi di quello che reperivano in natura. Chi di noi potrebbe fare altrettanto? Eva: Perch hai preferito una panda meccanica a una elettronica? Andrea: Per motivi di manutenzione. Eva: E stato facile, per alcuni di noi, comprendere lo spirito wabi-sabi perch conoscevamo gi alcuni tuoi modi di intervenire sulle cose. Cosa ricordi in proposito? Andrea: Da un certo momento divent una cosa di gran classe possedere oggetti poveri e duso comune anche logori e un po sporchi. Pagati cifre considerevoli. Comunque penso che ci sia un legame con intimit e confidenza. Eva: Potresti raccontarmi per lennesima volta la storia di tuo zio? Andrea: No. Eva: Tu hai letto quasi tutto Peter Handke. Cosa puoi dirmi in proposito? Andrea: Alcune cose che ha scritto si sono mescolate con i miei ricordi tanche che mi sembra di averle vissute. Eva: Ti piace ballare ogni tanto? Andrea: S, ancor oggi.

andrea gnudi
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Andrea Gnudi, Senza Titolo, 2008, carta di giornale, scotch, biglie.

Andrea Gnudi, Senza Titolo, 2008, carta di giornale, scotch, biglie.

Andrea Gnudi, Senza Titolo, 2009, disegni sagomato e plastificato

Andrea Gnudi, Senza Titolo, 2009, disegni sagomato e plastificato

ant eo radovan

Anteo Radovan, Abbandoni scolastici # 1, 2012, matite e penne abbandonate dagli alunni dal 2005 al 2012.
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Anteo Radovan, Abbandoni scolastici # 1, 2012, matite e penne abbandonate dagli alunni dal 2005 al 2012.

Anteo Radovan, Abbandoni scolastici # 2, 2012, gomme abbandonate dagli alunni dal 2005 al 2012.

Anteo Radovan, Abbandoni scolastici # 2, 2012, gomme abbandonate dagli alunni dal 2005 al 2012.
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ant onio t ola


Casabianca non esisterebbe senza Antonio Tola. N come luogo fisico, dato che lha costruita lui con le sue mani, n come spazio espositivo visto che stato lui, anni fa, a propormi di continuare in quel luogo lattivit espositiva che prima svolgevo al Graffio. Dunque io e Casabianca abbiamo un debito di riconoscenza nei suoi confronti. Ma non questa la sola ragione per cui ho offerto a lui, che non ha mai fatto una mostra, di esporre due sue opere a Casabianca. Ci sono ragioni biografiche. Infatti gli sono amico da anni. Ne conosco gli umori e gli interessi. So del suo amore per Jung, i miti, larcaicit della Sardegna, sua terra di origine, e la sua propensione a esprimersi pi per immagini che seguendo la logica del discorso razionale. Cos gi una volta lo avevo chiamato a esporre in una collettiva presso lo spazio Novella Guerra di Annalisa Cattani e il risultato, una testa in creta con i capelli fatti di un fascio di grano, mi era sembrato interessante. In questa occasione gli ho chiesto di realizzare due opere. Ma non so cosa fare. Mi ha detto allinizio. Beh, puoi fare una catasta di legna, gli ho risposto. Ne aveva appena finita una appoggiata alla legnaia, impilata con cura. Sembrava una scuoltura di Tony Cragg o un lavoro di Arte Povera. E poi ha pensato dei feticci. Anche in questo caso ha unito materia inorganica (gasbeton, per la precisione) lavorata in forme essenziali, come un neoprimitivista, a materia vegetale. Dopo diversi tentativi ha trovato la materia adatta: dei rami di ricrescita degli olmi che vivono lungo largine vicino a casa sua. Ha pensato di appoggiare queste sculture a parete. Gli ho suggerito di distanziarle un poco per lasciarle respirare. E il risutato mi sembra molto soddisfacente. Arcaica e raffinata allo stesso tempo. Arcaica nella forma semplice e geometrizzata, con la grana del materiale bene in evidenza. Ma anche raffinata. Il colore appena di un tono pi basso della parete. E i rami giusti, leggeri, che, al contrario dei feticci, stabiliscono una relazione con lo spazio attorno e la parete di fondo. Insomma, un buon lavoro. Che non a caso stato apprezzato dal pubblico di Casabianca. Anche la catasta stata apprezzata. La pesantezza del cubo viene alleggerita dallo spazio che inevitabilmente si crea tra un pezzo di legno e laltro. E la variet dei tagli longitudinali e trasversali, quelli in cui si vedono gli anelli di crescita, crea un bel gioco di colori tra la polpa e la corteccia. E un dialogo tra la storia del legno e la storia dellarte. Tra Natura e Cultura, tema che penso sia ben presente nelle corde di Antonio Tola.

Anteo Radovan

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Antonio Tola, Cubo, 2012

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Antonio Tola, Cubo, 2012 13

Antonio Tola, Allusioni, 2012 14

Antonio Tola, Allusioni, 2012

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Antonio Tola, Allusioni, 2012

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marc o gobbi

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Marco Gobbi, The Diary (2004/2009) diario ridotto in coriandoli

Marco Gobbi, The Diary (2004/2009) diario ridotto in coriandoli

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il prufesur

La cuccia di Cattedra festeggia il suo santo patrono.

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Zola Predosa, 25 marzo 2012