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laLettura

IL DIBATTITO DELLE IDEE

NUOVI LINGUAGGI ARTE INCHIESTE RACCONTI

Domenica 19 febbraio 2012

#14

Io vivere vorrei addormentato entro il dolce rumore della vita


Sandro Penna

Anno 2 - N. 7 (#14) Poste Italiane Sped. in A.P. - D.L. 353/2003 conv. L. 46/2004 art. 1, c1, DCB Milano - Supplemento al Corriere della Sera del 19 febbraio 2012, non pu essere distribuito separatamente

Giosetta Fioroni
per il Corriere della Sera

2 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA

DOMENICA 19 FEBBRAIO 2012

Sommario

Il dibattito delle idee


RRR corriere.it/lalettura
Linserto continua online con il Club della Lettura: una community esclusiva per condividere idee e opinioni

Diario di una settimana allantica: disintossicazione digitale di un iperconnesso

4 Il dibattito delle idee


Gli egoisti della decrescita
di ANTONIO PASCALE

4 Lincursione
Larticolo di Fornero
di LUCA SERIANNI

5 Il ricatto dei disobbedienti


di SERGIO ROMANO

Orizzonti

7 Vecchie e nuove servit


degli intellettuali
di CORRADO OCONE

fuori Rete
Ansia, paure e sorprese: il mio esperimento senza Twitter, blog e iPad
27
I milioni di italiani connessi a Internet nel 2011, con un aumento del 6,9% rispetto al 2010. Quelli che utilizzano i cellulari per la connessione sono il 9,7% (pi 55,4% rispetto allanno precedente)

Sette giorni

8 Lanima di Schubert
che manca allEuropa
di MARIA ANTONIETTA CALABR

10 Pinterest,
il social network delle foto
di NATHAN JURGENSON

11 Visualizzazione
Il meticciato spirituale

di BEPPE SEVERGNINI
er cominciare, ordine e organizzazione. Bloccare 3G su iPhone, spegnere Wi-fi, consegnare iPad a figlio diciannovenne, che provveder a farlo sparire per una settimana (teatralmente e sadicamente). Staccare cavo di Rete. Preparare risposta automatica per email. Sar offline fino a gioved 16 febbraio 2012. In caso di necessit, scrivete a... I shall be offline until Thursday 16th February 2012. Please refer any queries to... Non solo. Se astinenza devessere, astinenza sia: chiudo il blog Italians, per la prima volta dal 1998. Poco prima di mezzanotte, scrivo a 177.833 persone su Twitter: Test di dipendenza da Internet. Da domani, offline per una settimana (no Tw, no blog, no mail, no web). Poi vi racconto. Le prime risposte sono immediate e poco incoraggianti. Ale_Ceci Intanto si parte gi col classico comincio domani, modello dieta... LindaLaPosta porta con te il metadone. Non si sa mai. CaterinaLanfra1 ma proprio OGGI che ho deciso di seguirla su TW? danworks vai sullIsola dei Famosi? PaoloSgobba auguri! Credo sia pi facile smettere di fumare P_D_Rose Ti do due gg. al max iltrabu io ho resistito 26 secondi, il tempo di andare su FB per postare i miei intenti. BeniniIvan Quasi come gli arresti domiciliari! MirkoB82 test perso in partenza... a meno di non fare uno stile di vita polinesiano vittoelle offline non riceve la mail che le annuncia il Pulitzer. Non risponde e lo perde per sempre. Be, tanto il Pulitzer non me lo danno.

Caratteri

12 Pregi e difetti
della narrativa francese
di MARCO MISSIROLI e ROBERTO FERRUCCI

17 La poesia
I miei versi per Havel
di EVGENIJ EVTUSHENKO

19 Itinerario dautore
I sorrisi
di GIUDITTA MARVELLI

21
I milioni di utenti italiani iscritti a Facebook. Pi della met (tredici milioni) accede al social network ogni giorno. Oltre la met degli utenti (il 54 per cento) sono uomini

20 Le classifiche dei libri


La pagella
di ANTONIO DORRICO

impegnato. Prendo cinque appuntamenti a Milano: ore 12.15 (Rosaria), 13.30 (Alberto e Andrea), 15.30 (Raffaella), 16 (Marco), 17.30 (Ilaria). Mentre mi sposto per la citt, leggero e disinformato, metto continuamente la mano in tasca ed estraggo liPhone come se volessi controllare la posta. Internet, concludo, anche una questione di gestualit. Ma il pensiero non regala alcuna consolazione. Alle 18.30, alla Triennale, sinaugura la mostra fotografica Un giorno. 5 anni nella vita dellItalia dalle pagine di Sette. Mi accorgo di avere la mente sgombra, ricordo nomi, facce e date. Alle 19.15 il Corriere mi chiede un commento su Mario Monti in copertina su Time. Non posso cercare informazioni su Internet, devo farmi raccontare tutto da una collega (grazie Mara), poi aspettare i Tg serali, come un tempo. Scrivo, detto al telefono. Il dimafono, alla fine, commenta: Sa che lei detta proprio bene? Ringrazio e rispondo: Cosa crede che abbia fatto ogni sera, dal 1981 al 1994? Mancano solo sei giorni: forse ce la faccio.

Sguardi

Venerd 10 febbraio

22 Gli artisti di strada


della primavera araba
di VINCENZO TRIONE e ABDELLAH TAA

31%
la quota del tempo online che gli italiani trascorrono sui social network. L86% degli italiani che navigano nel Web usano social media e blog, pi degli americani (il 79%)

26 Il protagonista
Giuseppe Penone, lo scultore di alberi
di HANS-ULRICH OBRIST

Percorsi

28 Graphic novel
Lorso nel posto sbagliato
di DAVIDE TOFFOLO

Gioved 9 febbraio
Appena sveglio, invece di aprire Corriere.it come dabitudine, annuncio: Stamattina si guardano le foto scattate in India! (28 minuti, con musica pop del Tamil Nadu). Lo so: lequivalente delle vecchie proiezioni-con-diapositive, quelle che hanno incrinato tante convivenze. Ma devo distrarmi, a tutti i costi. I famigliari capiscono e sorridono: B. avr una settimana difficile, meglio non contrariarlo. Alle nove mi sento spavaldo, e faccio una cosa strana, anzi antica: esco, vado alledicola in piazza del Duomo a Crema, compro il Corriere e lo leggo. Voi direte: be, che c di strano? Lei non legge il suo giornale? Risposta: certo, ma a puntate durante la giornata. Non tutto di primo mattino. Per resistere alle sirene della Rete, decido di tenermi

30 La data
La leggenda di Alamo
di GUIDO OLIMPIO

31 La biografia
Il ciclone Kardashian
di MARIA LAURA RODOT

32 Lofficina
La mia Elsa Morante
di SILVIA AVALLONE

Cominciamo male: sembra che tutti debbano inviarmi email indispensabili. Lo so perch qualcuno telefona (a me, a mia moglie, ai miei collaboratori, al giornale); altri ripiegano sugli sms, che diventano la mia linea di comunicazione col mondo. Back to 1992! Tra poco avr le visioni e mi appariranno i Red Hot Chili Peppers. Complice il mal di testa somatizzo? riesco a combinare poco. Leuforia di ieri svanita, e a met giornata mi accorgo di essere nervoso: anche perch mio figlio Antonio sembra aver nascosto bene liPad. Lavorare pi difficile. Devo cercare il curriculum di un interlocutore: non posso, Wikipedia e Linkedin stanno in Rete. Devo scrivere il nome esatto di una cittadina americana, in vista di un viaggio negli Usa: di solito queste cose le cerco su Google, ma Google off-limits. Riapro allora il vecchio atlante, dove in effetti la cittadina c. Mentre medito sullastinenza, arriva sms dal Corriere: la direzione mi chiede un commento di 150 righe sulla nuova reputazione degli italiani nel mondo. Scrivo: Daccordo. Ma guardate che poi devo dettare. Barbara risponde: E certo che lo so! Chiedo se posso avere lintervista di Monti a Time: me la spediscono per fax. Mi sembra di notare una punta di sadismo anche nei colleghi pi gentili. Oppure sto diventando paranoico: mancano ancora cinque giorni al termine dellesperimento, non va bene.

Sabato 11 febbraio

34 Il reportage fotografico
Vita e sogni dei Rom, il popolo senza confini
foto di JOSEF KOUDELKA testo di SANTINO SPINELLI

RRR

Appena sveglio invece di aprire Corriere.it annuncio: Stamattina si guardano le foto dellIndia! (28 minuti). Lequivalente delle vecchie proiezioni con diapositive, quelle che hanno incrinato tante convivenze

Stamattina alle otto ho guardato per dieci minuti Baciami Kate! (film musicale, Usa, 1953) su RaiTre: non un buon segno. Il fine settimana, ai fini del digiuno digitale, dovrebbe essere il periodo pi facile: il lavoro si ferma, o rallenta; le mail diminuiscono; gli amici sostituiscono la posta elettronica con altre attivit (gite coi figli, supermercato, hobby, jogging, riparazioni domestiche, visite ai parenti). Il problema che il sottoscritto considera il sabato e la domenica momenti ideali per giocare con liPad (a letto, in cucina o sul divano). Eliminando le attivit ludiche in rete, tuttavia, resta

DOMENICA 19 FEBBRAIO 2012

CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 3

biglietto Linate-Fiumicino e il voucher dellalbergo a Roma. Per fax cosa che diverte Lilli e Giovanna. Capisco come devono sentirsi gli eccentrici, quelli veri. Io sono soltanto un asceta dilettante che ha scelto il digiuno elettronico. Per diciamolo: QUESTO un vero stress test, altro che le banche. Tuttavia, alcuni vantaggi sono ormai evidenti. Per esempio: mi accorgo di essere meno distratto, e la concentrazione risulta facile. come se avessi liberato Ram cerebrale. Come succede sotto la doccia o in volo sugli aerei, due luoghi offline (per adesso). Non solo: capisco che la posta elettronica condiziona lumore, portandoci continue informazioni inattese. Comunicazioni, inviti, proposte, proteste: le nostre giornate filosofeggio sembrano partite di ping-pong, occorre ribattere colpi che arrivano da ogni parte (sotto forma di mail). Da cinque giorni faccio meno cose, ma ho la sensazione di farle meglio. Scopro nuove attivit, come guardare dal finestrino dellautomobile (invece di approfittare di ogni trasferimento per controllare la posta). Mi accorgo cos che a Roma c neve lungo le strade. Non lha spalata tutta Alemanno.

Marted 14 febbraio
Nel giorno di San Valentino mando sms a Ortensia, faccio colazione in albergo leggendo i giornali, osservo dopo decenni la strada verso Fiumicino. Allimbarco, in attesa del volo per Milano, siamo in due a non giocare con iPhone/Blackberry/Android: il sottoscritto e un bambino di tre anni. Al Corriere passo in direzione, evitando Corriere.it, che potrebbe tentarmi. I colleghi chiedono Come va?, e non una formalit. Lidea di vivere senza Internet attrae e spaventa, come certi film o i cannoli siciliani. SullHerald Tribune (di carta) leggo The new mantra for tech firm: All things to all people, all day. Si dice, in sostanza, che lobiettivo di Google, Facebook e compagnia non pi quello di arricchire le nostre giornate, ma possedere ogni nostro momento di veglia. Preoccupante: ma soltanto da gioved.

Mercoled 15 febbraio
tempo per altro. Tra le occupazioni di giornata: leggere attentamente i quotidiani, e valutare lo stato mentale di alcuni colleghi; rispondere alle lettere di carta, e valutare lo stato mentale di alcuni lettori; leggere un articolo di Wired.it (stampato mercoled), La dipendenza dal Web modifica il cervello, e valutare il mio stato mentale. Cito: Attraverso la risonanza magnetica, dimostrato che lincapacit di staccarsi da Internet altera la struttura di alcune zone cerebrali (come la regione orbito-frontale e il cingolo anteriore calloso). Penso: come star il mio cingolo calloso? Pomeriggio al cinema Ducale (Milano, piazza Napoli, film Benvenuti al nord) e cena con Ortensia dai nostri amici Daria e Luca. Se si distraggono, mi infilo in camera e controllo Twitter. Ma i padroni di casa sanno del test da dipendenza e mi marcano stretto. Lei approva la mia scelta (e un po la invidia); lui, che vive online, scettico (e io lo invidio). Unillustrazione di Pierluigi Longo settimana una scelta conservatrice? Somiglio alla zia di Francesco Piccolo? Nella quiete domenicale, i controlli familiari aumentano. Dove vai? Come "dove vado?". Vado in studio. Guarda che non puoi usare il computer. Il computer posso usarlo. Non posso andare in Rete, diverso. Va be, ma vengo anchio. Cos, per sicurezza. Questi dialoghi si ripetono da gioved: allinizio mi divertivano, ora cominciano a irritarmi. Noto una soddisfazione diffusa nellimpedirmi di fare le cose; e nessuna solidariet. Mi arriva sms da la Lettura: C grande attesa. Un sacco di amici e colleghi chiedono come sta andando. Come volete che stia andando? Tengo duro, aggiorno questo diario della privazione, passo romanticamente il mouse sulle icone di Firefox e Safari. Resistere, resistere, resistere!: mentalmente ringrazio Francesco Saverio Borrelli per un motto buono in ogni stagione. Ultimo giorno di esperimento, provo una vaga preoccupazione: perch non sono psicologicamente distrutto da una settimana di astinenza? Ci si abitua cos in fretta alle privazioni? Il morbo luddista entrato in me? Per distrarmi scrivo e detto al Corriere la consueta rubrica del gioved. Riguarda Silvia Deaglio, figlia del ministro Elsa Fornero e delleconomista Mario Deaglio. Tito Boeri ne ha misurato limpatto nel campo della ricerca su lavoce.info; chiedo di mandarmi testo via fax, suscitando immagino ilarit accademica. Passa a trovarmi lamico architetto Marco Ermentini, e si congratula per la settimana di digiuno digitale: trova punti di contatto con lAccademia del Silenzio, di cui uno dei fondatori. Tre diversi programmi televisivi mi chiedono di raccontare la mia esperienza: non posso, rispondo, lho promesso a Daria Bignardi, e non intendo sfidarne lira barbarica mostrandomi prima altrove. Per curioso, penso, mentre la luce si spegne nel cielo turchese di Lombardia (cos freddo quand freddo) e finisce la mia strana settimana, un po Bartleby e un po Marcovaldo: se non fare una cosa diventa una notizia, vuol dire che quella cosa la facciamo troppo, o la facciamo male. Sbaglio? P.S. A mezzanotte torno su Twitter, che mi mancato, pi della posta elettronica. Qui ritrovo 183.618 persone (ehil!), l 346 mail. Si annuncia un periodo impegnativo. Bene: per qualche giorno ancora, posso continuare a fare la vittima. Twitter @beppesevergnini
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Domenica 12 febbraio
La mia Quaresima 2.0, come ha scritto qualcuno su Twitter (quando potevo vederlo), prosegue. Seduto sul letto, privato dellamato iPad, apro la Lettura del Corriere e trovo un articolo dove Francesco Piccolo, ragionando sul film The Artist, critica chi dovrebbe stare naturalmente dalla parte dal progresso, e sceglie invece la conservazione per motivi anagrafici e psicologici. Chi sono questi frenatori? Lautore cita il ceto medio riflessivo, gli intellettuali che lo rappresentano, la zia ottantenne e lo scrittore Jonathan Franzen. Mi preoccupo: restare offline una

Luned 13 febbraio
Il luned un giorno difficile, dal punto di vista della comunicazione. Nel fine settimana le fertili menti italiane cogitano; e tornando al lavoro sparano nel cyberspazio le loro pensate. La novit che oggi non le vedo. Appena sveglio controllo su televideo sul televideo! il risultato del voto nel Parlamento greco, poi aspetto lora esatta per vedere le immagini su SkyTg24. Mando un paio di sms, poi ricevo dalla produzione di Otto e Mezzo (La 7) il

4 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA

DOMENICA 19 FEBBRAIO 2012

Post it

Il dibattito delle idee

di Stefano Righi

Leader mondiali, ma di nicchia


La parabola dellindustria italiana nelle cifre: oggi vale il 16 per cento del Pil, contro l80 per cento dei servizi, il resto agricoltura. Ma chi ha resistito dice Enzo Baglieri dellUniversit Bocconi lo fa spesso in posizione di leadership mondiale, anche se di nicchia. Perch gli italiani non sanno fare sistema, ma hanno la capacit di fare le cose. Lo diceva anche una cantante: Italians do it better, ma pensava ad altro.

Mode Per Pennac, Cassini e Pallante la crisi deriva dalleccesso di desiderio. Davvero?

Lincursione
RRR
di Luca Serianni
STADT (CITT) DI RYU HOYEOL (CONNY DIETZSCHOLD GALLERY, SYDNEY)

LA MINISTRA FORNERO NON VUOLE LARTICOLO ECCO PERCH HA RAGIONE

Gli egoisti della decrescita


di ANTONIO PASCALE

Filosofi, intellettuali, editori invitano a rallentare Ma chi indietro ha tutto il diritto di accelerare
Prodotto interno lordo; b) decrescita come riduzione dei consumi; c) decrescita come fuoriuscita radicale dalleconomia di mercato. C poi chi insiste sul cambiamento delle abitudini e della cultura (Latouche). Unaltra sfumatura la Decrescita Felice di Maurizio Pallante si basa sulla distinzione tra merci e beni: riduciamo le prime e aumentiamo i secondi (interessante online il forum sul tema http://urbiloquio.com/kkblog/archives/2009/02/seminario_sulla_decrescita_fe l.php). Sia come sia, i concetti suddetti sono intrecciati e il ragionamento si complica. Per esempio, la mattina quando butto la spazzatura nei bidoni della differenziata ho sempre una crisi ascetica, mi chiedo: ma perch tutta questa plastica? Perch tutti questi consumi? Per il resto della giornata sono un consumatore, se compro qualcosa non faccio sottili differenze tra merci e beni, e anzi tento di accrescere il mio personale Pil. Non che questa parola sta diventando una classica parola ameba? Di quelle che significano tutto e niente. In realt decrescere facilissimo: basta autoridursi lo stipendio. Produzione e reddito sono infatti la stessa cosa. Meno reddito, minor produzione, consumi pi bassi. Ci toccher fare un gesto coraggioso: andare dal nostro editore e chiedere di meno. Purtroppo siamo soggetti a unequazione matematica. Lha scritta J. M. Keynes: Y (Pil) = C (consumi) + I (investimenti) + G (spesa pubblica) + X (differenza tra esportazioni e importazioni). Se vogliamo divertirci e scrivere un po di formule inverse, e se assumiamo che G e X rimangano costanti, il Pil finisce per essere determinato solo da consumi e investimenti: Y = C + I. Perci, se si riducono i consumi, il reddito si ridurr, a meno che non aumentino gli investimenti. Ma siccome gli investimenti attuali sono guidati dalle aspettative delle imprese sui futuri profitti, e quindi su quelli che saranno i consumi futuri, una riduzione generalizzata dei consumi finir col produrre un ristagno degli investimenti. Risultato? Crisi economica e riduzione del reddito. La questione allora andrebbe formulata con un po di rigore matematico: quanto siamo disposti a perdere in termini di reddito per salvare il pianeta dalleccesso di desiderio? C poi unaltra questione: consumare meno significa consumare meglio? Qualit e quantit vanno di solito di pari passo, perch la qualit costa e i poveri, sempre e dovunque, consumano non solo meno, ma anche peggio dei ricchi.

i capita di ascoltare svariate volte la parola decrescita. di gran moda, la usano un po tutti. Di recente, lho sentita pronunciare da Serena Dandini, Luca Mercalli, Carlo Petrini e dal mio scrittore preferito, Sandro Veronesi. E con sfumature particolari anche dai piccoli e medi imprenditori, quelli cio che dovrebbero crescere. Marco Cassini della minimum fax: Impegnarsi insieme, e reciprocamente, in una campagna di "decrescita felice": produrre meno per produrre meglio. Il benestante italiano, pi o meno di sinistra, si sta inscrivendo al club della decrescita e insiste su un punto: questo livello di consumi non sostenibile per il pianeta. Lobiettivo giusto, sono tuttavia incerto se rubricare questa posizione sotto la voce sensibilit verso il prossimo o sotto nuovo egoismo. Il fatto che il concetto di decrescita non trova, in realt, spazio nei dipartimenti di Economia, ma abbonda sulla bocca di quelli di noi che non hanno mai superato un esame di micro e macroeconomia, dunque tendono a coprire le lacune tecnico-scientifiche con un raffinato eloquio, grazie al quale i punti nevralgici vengono elusi e concetti tra loro distanti prendono, come dire, una buona e consolante nota, piacevole allorecchio: labbondanza frugale (Serge Latouche). O ancora, e sempre sulla capacit oratoria, nella trasmissione Che tempo che fa del 29 gennaio 2012, Daniel Pennac tenta un raccordo tra lamletica frase di Bartleby lo scrivano Preferirei di no e lattuale crisi finanziaria: La crisi viene da un eccesso di desiderio. Di fronte a questo accumulo di inutili desideri, meglio una posizione di radicale ma gentile disappunto: Preferirei di no. Una decrescita gentile.

l ministro Fornero, la ministra Fornero o magari la ministro Fornero? E ancora: Fornero o la Fornero? Non si tratta, a differenza di quel che ritiene qualcuno, di minuzie grammaticali: come spesso accade con le cose di lingua, in gioco qualcosa di molto pi importante; in questo caso il rapporto tra i generi e ladeguamento del parlare comune a mutati rapporti di prestigio. Il linguista pu ben dire la sua, ma a decidere sono soprattutto altri fattori: prima di tutto luso dominante e nella fattispecie la sensibilit delle interessate, almeno di quelle con maggiore esposizione mediatica. Grammaticalmente, la soluzione preferibile sarebbe il regolare femminile, non solo nel caso dei nomi in -o (il ministro - la ministra, come amico - amica), ma anche per quelli in -iere (ingegnera come infermiera); quanto ai nomi che hanno ununica forma per maschile e femminile (nomi epiceni) si distingue gi tra il preside e la preside. Un suffisso tipico e antico, -essa, gode invece di scarsa fortuna perch spesso associato a connotazioni sfavorevoli, a parte casi come dottoressa e studentessa. una nomea che viene da lontano. Nel mondo inanimato essa ha indicato specie nella lingua arcaica qualcosa di dimensioni pi grandi, e talvolta di pi rozzo, del corrispondente maschile: coltellessa grosso pugnale, sonettessa sonetto caudato, pennellessa, il grosso pennello piatto usato dagli imbianchini, lo scherzoso discorsessa discorso

RRR
Questione politica In gioco in questo caso c il rapporto tra i generi e ladeguamento del parlare comune a mutati rapporti di prestigio
prolisso e noioso. La ragione la stessa che spiega alternanze come buco / buca, fosso / fossa: il femminile stato condizionato dallimmagine della donna gravida, quindi pi grossa del maschio. Quanto alluso dellarticolo, non ci sono controindicazioni allomissione, e quindi alla piena parificazione con i cognomi maschili: Fornero ha dichiarato, Monti ha visto Cancellieri. Larticolo pu restare, come per gli uomini, in riferimento al passato: la Deledda come il Verga. Fin qui la lingua. Luso, tendenzialmente conservatore, vede ancora prevalere il generico maschile professionale anche in riferimento a una donna che svolga quella funzione, ma con interessanti segni di inversione di tendenza. Nel Corriere della Sera degli ultimi mesi il ministro Fornero prevalente, ma ben rappresentato anche la ministra Fornero, in articoli (sar un caso?) scritti dalle giornaliste Fregonara, Sacchi e Frenda. Ma c la terza variabile. Stefania Prestigiacomo, quandera responsabile delle Pari opportunit, espresse una volta la sua antipatia per ministra; a quel punto, chi avesse voluto indicarla col femminile avrebbe rischiato di connotare la propria scelta, anche preterintenzionalmente, in senso sfavorevole. E come comportarsi con le donne meno famose, delle quali ignoriamo le preferenze grammaticali? Pronto? Parlo con lavvocato / lavvocata? (scartiamo pure avvocatessa)? La scelta meno marcata sicuramente quella pi tradizionale, la prima: la legale in ogni caso non si offenderebbe; nel secondo caso potremmo aspettarci anche una reazione ironica: Guardi, che non sono la Madonna!.
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Lotterie&Co

Lipocrisia di Stato
di SANDRO MODEO

Ma come si misura leccesso di desiderio? Il desiderio di Pennac di parlare delle sue idee si traduce in un consumo, culturale e non: deve prendere un aereo, venire a Milano, pernottare in albergo, tocca usare la carta di credito, credito e finanza sono intrecciati, e insomma consumi e Co2 anche per Pennac, e allora viene da dire: non che il Preferirei di no, si applica sempre al consumo degli altri o a quei consumi che non ci piacciono? C da dire che esistono vari modi di intendere la decrescita: a) decrescita come riduzione del

RRR
Dubbi amletici Ma chi stabilisce cosa possiamo e cosa non possiamo consumare? Cos il lusso? Ci sar un comitato?

a schizofrenia di Stato sulle addictions da Toto-Lotto, Gratta & vinci, poker e slot (incitare al gioco per poi accollarsene i costi socio-sanitari) si condensata e chiarita nei nuovi spot-ossimoro, in cui si invita a giocare il giusto, con moderazione o senza esagerare. Trattandosi di profonde dipendenze neurobiologiche, evidente lipocrisia prima tecnica che etica delloperazione: del resto, si parla di un fatturato asceso a oltre 70 miliardi, anche se in crescente condominio con esattori criminali, ndrine in testa. Ma non meno equivoca una volta chiarito come gli addicted siano insieme vittime e complici la posizione di chi vede in ogni critica alla ludo-dipendenza un veto moralistico, confondendo libert individuale e schiavit di massa, il giocatore Dostoevskij e pensionati(e) che perdono in mezza giornata unintera mensilit, lazzardo come nervatura romantica di esistenze maledette e come dimensione prosaica (lunica) di unalienazione sottoculturale. facile giocare sulla pelle degli altri (economicamente e intellettualmente) quando gli altri sono gi concentrati a giocare sulla propria.
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Ancora un dubbio: ma chi sono quelle persone che stabiliscono cosa possiamo e cosa non possiamo consumare? Cos il lusso? Ci sar un comitato? Insomma oltre al quanto vogliamo decrescere, con quali strumenti intendiamo farlo? Se diamo uno sguardo globale (www.gapeminder.org), notiamo che benessere e reddito sono in crescita, aumenta la vita media e decresce la mortalit infantile. A questi cittadini del mondo, chi gli dice: dovete fermarvi? Oppure: Preferirei di no? Purtroppo, vero, le risorse disponibili sono in diminuzione, necessario produrre con meno input energetici il segreto si chiama innovazione. Si pu fare. Labbiamo gi fatto. Nel 1880 i nostri avi dovevano lavorare sei ore per avere unora di luce. Ora basta mezzo secondo. Non siamo i primi a vedere nero. Il reverendo Thomas Malthus, aveva previsto una pessima fine per il nostro pianeta: pi risorse, pi popolazione, pi lotta per dividersi la torta. Allepoca non eravamo nemmeno un miliardo. Negli Anni 60 il club di Roma segnal un problema analogo. Per mantenere un buon livello di reddito, necessario gestire le scorie. Per farlo abbiamo solo una strada: ricerca e innovazione tecnologica. In fondo, e per esempio, una bottiglia di plastica meno spessa e pi degradabile si pu produrre se e solo se cresceranno (e non decresceranno) i contribuiti e la cultura dei chimici, dei fisici, dei matematici, dei microbiologici. Se crescer la cultura e la competenza e di contro decresceranno le dichiarazioni facili e le parole amebe.
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LUCA SERIANNI Dal 1980 professore ordinario di Storia della lingua italiana alla Sapienza di Roma. Autore, con Giuseppe Antonelli del Manuale di linguistica italiana (Bruno Mondadori).

DOMENICA 19 FEBBRAIO 2012

CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 5

Sushi style

Il dibattito delle idee

di Annachiara Sacchi

Leleganza frigida
Pellegrinaggio est-etico. Per due mesi, nel 1980, Goffredo Parise visit il Giappone. Da quellesperienza nacquero alcuni articoli pubblicati sul Corriere della Sera poi raccolti in un volume (Mondadori 1982, Adelphi 2008) dal titolo Leleganza frigida, verso del poeta Saito Ryokuu. Reportage lirico dal Paese dellukiyo, il mondo fluttuante, raccontato da Marco (Polo), alter ego dellautore.

In Vietnam
Il monaco buddista vietnamita Thich Quang Duc brucia vivo dopo essersi lui stesso appiccato il fuoco presso un affollato incrocio della capitale sudvietnamita Saigon, l11 giugno 1963. Il gesto, che trov poi diversi imitatori, venne compiuto per attirare lattenzione sulla politica repressiva del presidente sudvietnamita Ngo Din Diem, appoggiato dagli Stati Uniti. Lautore della foto, Malcolm Browne, vinse il World Press Photo of the Year e il premio Pulitzer

Il ricatto della disobbedienza incivile


di SERGIO ROMANO

egli scorsi giorni una coppia di giovani greci si affacciata su due balconi al quinto piano di un palazzo di Atene. Entrambi avevano perduto il lavoro, erano sommersi dai debiti, non erano in grado di pagare laffitto e minacciavano di gettarsi nella strada dove la gente, nel frattempo, aveva cominciato a formare qualche capannello. Non stato difficile persuadere il marito ad andarsene, ma sono passate cinque ore prima che la moglie accettasse di abbandonare il balcone. probabile che nessuno dei due avesse lintenzione di morire. Forse volevano soltanto gridare la loro disperazione. Da noi, qualche tempo fa, alcuni extracomunitari disoccupati e minacciati di espulsione si sono accampati sulla sommit di una gru. Altri preferiscono un tetto, una torre o i binari duna ferrovia. Altri ancora ricorrono allo sciopero della fame o della sete. accaduto nelle carceri britanniche quando i detenuti dellIra (Irish Republican Army) si servirono di questo mezzo per combattere contro il governo di Londra e dieci di essi, fra cui Bobby Sands, morirono nel 1981. accaduto nelle carceri turche durante gli anni Ottanta, pi recentemente nelle carceri cubane e in quelle americane di Guantanamo. Ma accaduto con grande frequenza anche al vertice del Partito radicale dove Marco Pannella ne ha fatto lo strumento preferito di quasi tutte le sue principali battaglie.

Il digiuno di Gandhi era larma del debole contro il potente Ma gli scioperi della fame dei radicali non sono democratici
tano piuttosto a provocare un pensiero "altro" rispetto a un tema di cui non si vuole neppure sentir parlare. A me sembra invece che tra la disobbedienza civile e i digiuni occorra fare una distinzione. Il rifiuto di obbedire a una legge pu essere, in termini strettamente legali, un reato. Ma ci che viene iscritto sulla fedina penale di un cittadino non necessariamente una colpa politica. Le leggi non sono sacre. Sono prodotti storici delle societ politiche e possono essere in alcune circostanze desuete, anacronistiche o addirittura ingiuste. Il cittadino che disobbedisce e che pronto a pagare il prezzo della sua disobbedienza di fronte a un giudice, non un criminale. Lo sciopero della fame e della sete invece una forma di lotta in cui il combattente usa come arma estrema il proprio corpo ed pronto a sacrificarlo alla sua causa. Credo che i radicali, quando si richiamano al grande esempio di Gandhi,

i
In pi occasioni i dirigenti e i militanti del Partito radicale, in particolare Marco Pannella, hanno condotto le loro battaglie attraverso strumenti di lotta come la disobbedienza civile, lo sciopero della fame e della sete. Una difesa appassionata di questi metodi, come simbolo di un diverso modo di fare politica, contenuta nel libro intervista dellex ministro Emma Bonino I doveri della libert, a cura di Giovanna Casadio (Laterza, pagine 164, 12)

commettano un errore. Il Mahatma sapeva che da una guerra convenzionale contro limpero britannico i suoi connazionali sarebbero usciti perdenti. Non avevano le armi dei loro nemici, non erano in grado di mobilitare e organizzare una parte importante della popolazione ed erano irrimediabilmente votati alla sconfitta. Avevano tuttavia il loro corpo e potevano usarlo. Il digiuno di Gandhi contro la Gran Bretagna, quindi, larma del debole in una guerra asimmetrica di liberazione. Non sorprende che venga usata, per cause buone o cattive, da chi impegnato in un conflitto e non ha le armi di cui dispone il nemico. Non sorprende, quindi, il digiuno degli irlandesi ieri e quello praticato oggi dai cubani, dai palestinesi, dai gruppi rivoluzionari, dai prigionieri di coscienza. Mi sorprende invece il digiuno di chi chiede un lavoro o protesta contro alcune particolari politiche dello Stato in cui vive a da cui riceve una somma

considerevole di alti vantaggi, fra cui quello della rappresentanza politica. Particolarmente contraddittorio mi sembra il digiuno dei radicali. Sono certo che non vogliano trasformare la politica interna in un campo di battaglia, ma cos accade, di fatto, quando un uomo politico minaccia di usare il proprio corpo come unarma letale e si dichiara pronto a morire pur di raggiungere il suo scopo. Se la politica democratica lotta senza spargimento di sangue, questa, spiace dirlo, non pi democrazia. Naturalmente lo sciopero della fame non ha nulla a che vedere con il terrorismo suicida perch non minaccia altre vite. Ma anche nel digiuno vi potenzialmente il martire, vale a dire un personaggio estraneo alla logica dei conflitti democratici.

VINCITORI VINTI
Ciclo di incontri sullItalia del Risorgimento dal 1 febbraio al 7 marzo ore 18.00
1 FEBBRAIO 2012. Sala Alessi Palazzo Marino, Milano

Nel linguaggio corrente queste forme di protesta appartengono alla categoria della non violenza e i digiuni, in particolare, sono nobilitati dal grande esempio del Mahatma Gandhi allepoca della sua memorabile battaglia contro limpero britannico. Satyagraha, la parola indiana che definisce queste battaglie, viene spesso tradotta come vera forza o fermezza della verit, e descrive una lotta in cui il combattente non colpisce, non uccide, non ricerca lo scontro fisico con il nemico. In un bel libro autobiografico scritto con Giovanna Casadio (I doveri della libert, Laterza), Emma Bonino giustifica questa prassi scrivendo: I metodi di lotta che noi radicali adottiamo dal Satyagraha alla disobbedienza civile non sono provocazioni nel senso tradizionale del termine. Non mirano a irritare o a suscitare una controreazione fisica; pun-

Allonore della nostra et e della patria comune. Lideale politico-culturale di una generazione romantica e ribelle.
Alberto Mario Banti, Universit di Pisa - Marco Antonio Bazzocchi, Universit di Bologna 8 FEBBRAIO 2012. Sala Convegni Intesa Sanpaolo - Piazza Belgioioso 1, Milano

E sia divina ai vinti / mercede il vincitor. Una lingua per Renzo e Lucia. Manzoni, De Sanctis e lidentit culturale della nuova Italia.
Salvatore Silvano Nigro, Universit IULM di Milano Angelo Stella, Presidente Centro Nazionale Studi Manzoniani 16 FEBBRAIO 2012. Sala Convegni Intesa Sanpaolo - Piazza Belgioioso 1, Milano

I Cattolici e la nazione italiana. Il sentiero interrotto del Cattolicesimo liberale.


Daniele Menozzi, Scuola Normale Superiore di Pisa - Francesco Traniello, Universit di Torino 23 FEBBRAIO 2012. Sala Convegni Intesa Sanpaolo - Piazza Belgioioso 1, Milano

Sono convinto che nel Mezzogiorno la rivoluzione morale esiste. Il Sud tra vincitori e vinti.
Salvatore Lupo, Universit di Palermo - John Dickie, University College London 1 MARZO 2012. Sala Convegni Intesa Sanpaolo - Piazza Belgioioso 1, Milano

Paradossalmente il Partito radicale il pi laico dei movimenti politici italiani, ma si servito degli handicap fisici di alcuni fra i suoi pi tenaci militanti per creare il martire, vale a dire un personaggio che appartiene alle guerre di religione piuttosto che alle battaglie civili. Nella grande maggioranza dei casi i digiunatori, naturalmente, non desiderano la morte. Vogliono vivere, combattere, e sperano di vincere costringendo lavversario a deporre le armi. Ma questo, spiace dirlo, un ricatto. So che la parola non parr giusta ai radicali e che molti di essi replicherebbero allaccusa puntando il dito sulla chiarezza e sulla trasparenza con cui effettivamente conducono le loro battaglie liberali. Ma dovrebbero chiedersi quale sia stata, nei casi in cui hanno avuto successo, la ragione delle loro vittorie. Hanno vinto perch, come scrive Emma Bonino, hanno saputo provocare un pensiero "altro" rispetto a un tema di cui non si vuole neppure sentir parlare? O hanno vinto perch il nemico era impaurito dalla possibilit di apparire responsabile del loro decadimento fisico e, in ultima analisi, della loro morte? Se la risposta giusta la seconda, la parola ricatto mi sembra appropriata.
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Strumenti estremi Mettere a rischio la propria vita legittimo nelle guerre di liberazione, non dove riconosciuta la rappresentanza politica

Centralismo e federalismo. Lideale di autogoverno come costruzione dellunit nazionale.


Raffaele Romanelli, Universit di Roma - Alberto De Bernardi, Universit di Bologna 7 MARZO 2012. Sala Alessi Palazzo Marino, Milano

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Armi improprie Servirsi degli handicap fisici dei militanti per creare il martire una logica da guerra di religione, non da battaglia civile

Ritrovarsi al Pantheon. Il culto e il mito della nazione.


Simon Levis Sullam, Universit di Venezia Su prenotazione tel. 199 75 75 19

6 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA

DOMENICA 19 FEBBRAIO 2012

DOMENICA 19 FEBBRAIO 2012

CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA

ONLY CONNECT
di FILIPPO SENSI

I registi assunti per la campagna presidenziale


o schema non pu essere pi quello del 2008, con Barack Obama a volare alto, irraggiungibile, e il candidato repubblicano allora toccava al ferrigno John McCain a cercare di inchiodarlo a colpi di spot negativi. Diverse le attese di un Paese che voleva girare la pagina bushiana, oggi fatica a riconoscere laudacia della speranza nel presidente. Che, ovviamente, fa il pieno di endorsement stellari, ci mancherebbe: concerti dei Foo Fighters, star di Hollywood che continuano a fare la fila alla Casa Bianca, comparsate della First Lady nei programmi per ragazzi come iCarly. Ma che preferisce rivolgersi a professionisti dello spot elettorale come John Del Cecato o Joe Sabia, videomaker del sito per smanettoni

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Per Obama mini docufilm di John Del Cecato e Joe Sabia, mentre i Repubblicani scelgono i kolossal di Lucas Baiano

BoingBoing. La pattuglia repubblicana si affida, invece, ai kolossal di Lucas Baiano, mini-film enfatici con atmosfere da Bruce Willis, o alle velenose stravaganze di Fred Davis, il Fellini del negative campaigning. Con grafici in rosso, dissolvenze horror, immagini fuori fuoco e disturbate. Per ora Obama si limitato a sceneggiare in brevi docufilm alcune delle conquiste dei quattro anni di legislatura: storie di pazienti curati grazie alla sua riforma sanitaria o di sostenitori della prima ora che ricordano le promesse sullIraq, mentre scorrono le immagini dei soldati che tornano a casa. Twitter @nomfup
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Orizzonti
Nuovi linguaggi, scienze, religioni, filosofie

Follower
di Chiara Maffioletti

Lalchimista di Coelho
Lui lo scrittore mai stanco di ricordarci quante risorse straordinarie siano nascoste dentro di noi. Pi di tre milioni di persone non si perdono i pensieri (spesso versione bilingue inglese-portoghese) di Paulo Coelho. Unenormit specie se confrontata a quante invece ne segue lui: solo 89. Ma chi il primo della lista? Deepak Chopra, medico (e scrittore) indiano new age, padre della meditazione del suono primordiale. Alchimista doc.

XX secolo Il libro postumo di Tony Judt riapre la polemica. Il duello tra Sartre e Aron e i marxisti convertiti ma sempre arroganti

La servit intellettuale
Cos la presunzione dei colti ha prodotto abbagli e trasformismi
di CORRADO OCONE

l ventesimo secolo il secolo degli intellettuali. Che ad affermarlo sia un intellettuale pu suonare sospetto, ma se si tratta del grande storico Tony Judt, spentosi un anno e mezzo fa a New York vittima di una terribile malattia degenerativa, la sclerosi laterale amiotrofica (Sla), che aveva stoicamente affrontato, la frase va presa sul serio. Cos come sul serio va preso il ponderoso volume postumo appena uscito in cui Judt, conversando con il giovane collega di Yale Timothy Snyder, affronta il tema in modo compiuto: Thinking the Twentieth Century (Pensare il XX secolo, Penguin). Il volume una quasi autobiografia, ma soprattutto una ripresa e un approfondimento del pamphlet che Laterza ha pubblicato lanno scorso con il titolo Guasto il mondo e che molto ha fatto discutere anche in Italia per aver riproposto con passione una prospettiva socialdemocratica. Nato a Londra nel 1948 da una famiglia di ebrei originari dellEuropa dellEst, Judt aveva avuto una formazione culturale sia inglese (si laure a Cambridge) sia francese (si perfezion allEcole Normale di Parigi). soprattutto nella capitale francese che ebbe modo di riflettere sui due opposti modi di concepire il ruolo delluomo di cultura: quello impersonato da Jean-Paul Sartre e laltro proprio di Raymond Aron. E fu questultimo a influenzare il nostro (insieme a Camus). Da una parte, Sartre predicava la necessit per lintellettuale di portare il suo specifico contributo alla Rivoluzione; dallaltra, Aron richiamava alletica della responsabilit, allattenzione alle conseguenze pratiche delle idee. Per luno, lintellettuale pu prostituire la verit, se ci serve ad un fine superiore di natura politica; per laltro, egli non deve certo disinteressarsi alle cose del mondo, ma portarvi un contributo di comprensione senza lasciarsi accecare dallideologia. Era un modo di concepire i propri compiti, quello di Aron, che era stato in verit di una sparuta minoranza nel Novecento: solo pochi intellettuali, ricorda Judt, non hanno servito o non si sono resi complici degli opposti totalitarismi. Sono costoro gli erasmiani di cui aveva parlato Ralf Dahrendorf in un volume uscito poco prima della sua morte, avvenuta nel 2009. Fra di essi, Dahrendorf annoverava Hannah Arendt, Isaiah Berlin, Raymond Aron, Albert Camus, John Dewey, cio suppergi gli stessi nomi che emergono come punti di riferimento di Judt. Ma anche Norberto Bobbio, che, oggi spesso lo si dimentica, gi negli anni Cinquanta difendeva il ruolo pubblico dellintellettuale in modo antitetico a quello che emergeva dalla figura dellintellettuale organico gramsciano, che tanta presa ebbe nel nostro Paese. Come dimenticare il memorabile viaggio in Cina degli intellettuali italiani, organizzato nel 1956 da Antonello Trombadori, in cui la maggior parte dei presenti manifestarono sconfinata ammirazione per il regime rivoluzionario? Uno dei pi entusiasti fu Franco Fortini, pronto a isolare Bobbio che aveva manifestato delle per-

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SARTRE DURANTE UNA MANIFESTAZIONE NEL 1971 (FOTO MICHEL GINFRAY / CORBIS)

Il saggio uscito nei primi giorni di febbraio il libro postumo di Tony Judt (nella foto) Thinking the Twentieth Century. Intellectuals and Politics in the Twentieth Century (Penguin Press, pp. 432, $ 36), scritto in collaborazione con il collega Timothy Snyder. Si tratta di una riflessione sul rapporto tra intellettuali e politica nel Novecento, dallepoca dei totalitarismi trionfanti fino ai pi recenti sviluppi del dibattito culturale

Lautore Lo storico Tony Judt (1948-2010), nato in Gran Bretagna da una famiglia ebraica, era noto per i suoi studi e per le critiche rivolte allo Stato dIsraele, dove pure aveva vissuto durante la Guerra dei sei giorni. La sua opera storica di maggiore importanza il saggio Dopoguerra (Mondadori). Lo scorso anno sono usciti in Italia i suoi libri Lo chalet della memoria e Guasto il mondo, editi da Laterza

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Malcostume Ci sono scrittori e pensatori che cambiano idea come si cambiano dabito, mantenendo la stessa certezza di avere la ricetta in tasca per risolvere ogni tipo di problema

plessit. Ma la genia degli intellettuali militanti comprendeva molti nomi: Franco Antonicelli, Cesare Cases, Ernesto Ragionieri, Romano Bilenchi, Carlo Salinari, solo per farne alcuni. Ci che in gioco lautonomia della cultura, la sua libert dal potere e la sua universalit umana. Cio, proprio quei valori del liberalismo classico di cui gli intellettuali alla Sartre hanno fatto strame, da un lato; ma che, dallaltro, la stessa opinione pubblica occidentale aveva trattato come irrilevanti dietro la spinta dei successi economici del dopoguerra, professionalizzando al massimo la figura dello scienziato e facendo di esso un tecnico e uno specialista con il solo compito di portare competenze al potere. Il tratto caratteristico dellintellettuale liberale dei tempi passati, dellintellettuale freelance, era stato, secondo Judt, proprio quello di sostenere ogni sforzo volto a superare o a inserire in un contesto pi ampio gli interessi particolari. Tuttavia, dopo la fine della parabola sartriana e lavverarsi della profezia del sociologo americano Daniel Bell sulla fine dellet delle ideologie, una forma nuova di liberalismo, che fa dellegoismo la virt suprema, che ha finito per trionfare. Il progetto culturale neoliberista, nato nei campus e nei think tank statunitensi a met degli anni Settanta, avrebbe poi dato il tono, a partire dai governi di Reagan e della Thatcher, alla politica degli ultimi trentanni. Nessuno realizz pi velocemente la possibilit dellintellettuale di trasformarsi in un interessato consigliere del principe, osserva caustico Judt, degli ex marxisti radicali della generazione di Bell: Irving Kristol, Jeane Kirkpatrick e Norman Podhoretz. Costoro furono i primi neocon e i precursori degli intellettuali washingtoniani di oggi, che ottengo-

no i loro stipendi da Fox News di Murdoch e dal "Weekly Standard". C in queste parole tutta lamarezza della sconfitta di una generazione, che Judt non esita a definire schifosa (pretty crappy); la consapevolezza di un persistente tradimento dei chierici (gli intellettuali hanno giustificato tutto, dallo stalinismo alla guerra in Iraq, osserva); nonch del doppio fallimento del compromesso socialdemocratico e del liberalismo classico. Anche in questo caso, gli esempi italiani non mancano. Anzi, si pu dire che la nostra rivoluzione neoliberale, tra gli anni Ottanta e Novanta, abbia visto come protagonisti di prima fila molti ex marxisti di colpo convertitisi al liberismo e allindividualismo metodologico. Fra costoro, i primi nomi che vengono in mente sono quelli di Giuliano Ferrara, Ferdinando Adornato, Arturo Gismondi. Ma, ad un diverso livello, lelenco potrebbe allungarsi a dismisura e si troverebbero nomi di intellettuali ex marxisti diventati liberali che come avessero semplicemente cambiato dabito: lidea di avere la ricetta in tasca per ogni problema e larroganza di essere nel giusto rimane in loro la stessa di prima. Ritornando al libro di Judt, va osservato che in esso una domanda rimane irrisolta: un intellettuale che oggi non voglia chiudersi nella turris eburnea dei propri studi, che cosa pu concretamente fare per la societ in cui vive? Ma forse gi porre la domanda presuppone una fiducia troppo forte nel potere delle idee. A un certo punto, nel film Iron Lady, Margaret Thatcher dice che il padre le ha insegnato che tutto parte dalla testa e che alle idee bisogna tutto sottomettere. E se fosse proprio questa la vera presunzione fatale che ci tocca allontanare dai nostri animi?
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8 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA

DOMENICA 19 FEBBRAIO 2012

Pandemie

Orizzonti Spiritualit e scienze

di Edoardo Vigna

Ritorno a casa. In India


Allestero (in America) c nato. volato in India, al cuore delle sue origini, inviato dallHerald Tribune. Limpatto? La nuova generazione non crede nel Fato: ha capito che i ricchi fanno i soldi grazie al duro lavoro: cos Anand Giridharadas in Ritorno in India (Dalai Editore) legge levoluzione del gigante asiatico. In un mondo nomade, gli emigrati di seconda generazione svelano le patrie a chi rimasto a casa. Toccher anche a noi.

Modelli Limportanza del musicista austriaco per unepoca sempre pi affamata di misticismo

Schubert, lanima che manca allEuropa


di MARIA ANTONIETTA CALABR

La Bbc manda in onda lIncompiuta completata da Newbould. Roger Scruton applaude. Le riserve di Riccardo Muti, che per aggiunge: il maestro della bellezza
dove fioriscono le mie rose/ dove sono i miei amici/ dove risorgeranno i miei morti/ terra che parli la mia lingua/ o terra dove sei? Vago silenzioso, infelice/ e tra i singhiozzi mi chiedo sempre: dove? Il vento mi risponde :/ "L, dove tu non sei, c la felicit". Il maestro Riccardo Muti ha concluso questa settimana una tourne in California con la Chicago Symphony Orchestra, suonando la Sinfonia numero 9 del genio viennese, La Grande, e la Rosamunde, e ha inciso la pubblicazione integrale delle Sinfonie di Schubert dirigendo i Wiener Philarmoniker, lorchestra che appartiene in maniera genetica a un compositore che come Schubert rappresenta lanima di Vienna e che ha portato questanima a livello universale ed assoluto. A Vienna (citt fatale dei destini dEuropa almeno a partire dal XVI secolo) infatti Schubert, a differenza di Haydn, Mozart, Beethoven, rimase tutta la vita. Ebbene, Muti non affatto daccordo con loperazione di finire ci che rimasto incompiuto, di completare spartiti a secoli di distanza. Non vorrebbe quasi commentare: Vale la pena parlarne?. Afferma lapidario: LIncompiuta perfetta nella

chubert necessario oggi pi che mai. Nessun musicista pi rilevante per noi. Viviamo in un mondo che va di corsa. Corriamo verso enormi profitti e corriamo via da grandi disastri. Niente intorno a noi sta fermo; cerchiamo una quiete che raramente troviamo. Abbiamo perso il contatto con ci che veramente importante, cio il profondo senso dellesistenza, ci che Schubert ha in abbondanza. Con queste parole il filosofo inglese Roger Scruton ha commentato sul Sunday Telegraph unardita operazione culturale, con la quale la Bbc tra un mese render omaggio al musicista viennese in occasione della celebrazione dei 215 anni dalla nascita. Duecento ore di trasmissione continua di sola musica del compositore austriaco che verr messa in onda dal 23 al 31 marzo. E come clou, la prima mondiale della struggente Incompiuta in si minore che stata compiuta, cio finita con il terzo e quarto movimento ad opera di uno dei massimi studiosi internazionalmente riconosciuti di Franz Schubert, Brian Newbould, che gi in passato ha orchestrato vari frammenti del musicista. Morto a soli 31 anni, Schubert ha lasciato infatti un gran numero di lavori incompleti, compresa la Sinfonia numero 10 in re maggiore, D936a, che lultima da lui scritta, risalente a poco prima della morte. Eppure solo la Sinfonia in si minore, D.759, con buona ragione degna di essere nota come LIncompiuta (Unvollendete). Non solo e non tanto perch alla morte di Schubert risultavano completati soltanto i primi due movimenti, Allegro moderato e Andante con moto, mentre del terzo, lo Scherzo, rimane lo spartito per pianoforte quasi completo, con due sole pagine gi orchestrate. Ma soprattutto perch non si conoscono i motivi che indussero il compositore a non ultimarla. La tonalit, inoltre, inusuale (n Haydn, n Mozart, n Beethoven scrissero mai sinfonie nella tonalit di si minore). La risposta forse pi autentica che nellIncompiuta si riverbera pi che in ogni altra opera di Schubert la ricerca di senso della vita, che fecero del giovane musicista un autentico Viandante (Der Wanderer), dal nome di un suo popolarissimo lied, i cui versi recitano: Tra i singhiozzi mi chiedo sempre. Dove?... dove sei terra mia adorata?... Terra verde di speranza/ terra

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Il musicista Franz Schubert (Vienna 1797- 1828) autore di oltre seicento Lieder (ancora oggi considerati tra i suoi lavori migliori) in cui si intrecciano la matrice popolare pi classica e le forme tipiche del movimento romantico. Schubert anche autore (tra laltro) di dieci sinfonie (tra cui LIncompiuta), di musica sacra e di composizioni per pianoforte

Liniziativa Dal 23 al 31 marzo la Bbc metter in onda (in trasmissione continua) 200 ore di musica di Schubert. Momento clou delliniziativa sar la prima mondiale della Incompiuta in si minore (sopra: lo spartito con il Terzo movimento). Unarditissima operazione culturale, lhanno definita i giornali inglesi, per i 215 anni dalla nascita del musicista. A sinistra: un ritratto di Schubert di Wilhelm August Rieder

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Roger Scruton Riccardo Muti Abbiamo perso Non c nessuno come lui il contatto con le cose che che sia in grado contano, il senso profondo di rappresentare della vita; ci che Schubert la spiritualit, la nostalgia, ha in abbondanza lamore, la dolcezza

sua incompletezza, anche senza il Terzo e il Quarto movimento, riesce a dimostrare amore. Ma al contempo il maestro totalmente daccordo con Roger Scruton. E cita il grande ministro della Cultura francese Andr Malraux, il quale afferm: Gli anni Duemila o saranno mistici o non saranno. E non c nessuno continua Muti che sia in grado di rappresentare la spiritualit, la bellezza, la nostalgia, lamore, la dolcezza, come Schubert. E allora, in che senso noi abbiamo bisogno pi che mai di lui? Risponde Muti: Noi abbiamo bisogno di ricominciare abbandonando i pensieri dellodio e della distruzione, dobbiamo ricominciare dalla bellezza, dalla bont rivelate in modo cos puro e profondo da Schubert e dallo spirito di Vienna. E voglio ricordare che si trattava di un uomo che fin da giovanissimo aveva profondamente sofferto sia nel corpo sia nella psiche, nel corso di una vita quotidiana combattuta sempre ai limite della sussistenza materiale, perch si era voluto dedicare solo alla musica. Nel suo diario, Schubert invoca un uso della ragione che egli definisce fantasia. Ma essa non affatto un gioco illusorio. Scrive: Luomo entra nel mondo con la fede, che precede di gran lunga intelletto e conoscenza; giacch per comprendere qualcosa deve prima credere in qualcosa; la fede il fondamento pi elevato su cui la debole ragione innalza il suo primo pilastro. La ragione non altro che una fede analitica. In una lettera indirizzata al padre, con riferimento allAve Maria, forse la sua composizione pi nota al grande pubblico, quella che purtroppo viene spesso storpiata nei canti di chiesa, e che egli scrisse quando aveva 28 anni, il musicista afferma: Ci si meraviglia molto della mia devozione che ho espresso in un inno alla Santa Vergine e che, come sembra, commuove i cuori Io credo! Ecco perch non mi sforzo di essere devoto. Fantasia, intitol il suo capolavoro di animazione Walt Disney. Era iniziata da un anno la Seconda guerra mondiale. Il film, com noto, si chiude scacciando i demoni della Notte sul Montecalvo di Musorgskij, con la luce dellAve Maria di Schubert. Ora come allora, in un momento, diversamente ma forse altrettanto drammatico, per il mondo, Scruton, e Muti, ci invitano a seguire la musica di codesto ragazzo in cui, disse Beethoven, c la fiamma divina.
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Interpretazioni Le teorie a confronto nellopera di Sean Carroll

Ecco dove va a finire il tempo


Luniverso e la biologia: cos la fisica quantistica ha sfidato Einstein
di EDOARDO BONCINELLI

li eventi si succedono nel tempo. Altrimenti accadrebbero tutti insieme. Da questo punto di vista il tempo serve quindi a spaziare gli eventi e rappresenta, come tutti sanno, una quarta dimensione nella quale quelli sono tutti immersi. In questa sua elementare funzione il tempo non si comporta diversamente da una qualsiasi dimensione spaziale, ma con una differenza: gli eventi si succedono in ununica determinata direzione; si va soltanto avanti e indietro non si torna. Il tempo quindi ha una freccia e la successione degli eventi irreversibile. Basterebbe questa sua semplice propriet per renderlo un concetto estremamente problematico,

ma non tutto qui. Pu esistere un tempo vuoto di avvenimenti o sono gli avvenimenti stessi che gli conferiscono una realt? E ancora, ha il tempo un andamento lineare e aperto, come crediamo noi oggi, oppure ciclico e chiuso come hanno creduto e credono molti popoli? Forse non esiste nessun altro concetto di uso quotidiano che presenti altrettanti problemi. E del tempo si sono occupate la filosofia prima e le scienze dopo, dalla fisica alla biologia, dalle neuroscienze alla psicologia. Anche solo il suo lato fisico si presenta estremamente problematico, come estesamente mostra Dalleternit a qui di Sean Carroll (Adelphi, pagine 486, e 34), unopera ponderosa che

illustra le diverse facce del problema del tempo che ci offre la fisica di ieri e di oggi. Dalla meccanica newtoniana nella quale il tempo (assoluto) si comporta semplicemente come un parametro, esattamente come lo spazio (assoluto), alla fisica moderna, passando per i tentativi ottocenteschi di spiegarne lirreversibilit, invocando il moto disordinato delle molecole che compongono i corpi. Con il passare del tempo questi moti divengono sempre pi disordinati, e non possibile far loro percorrere un tragitto inverso. Poi venuto Einstein che ci ha detto che il tempo non pi assoluto, ma risente della velocit dei corpi, cos che un orologio che viaggi ad altissima velocit

rallenta necessariamente i suoi battiti. Nella fisica di Einstein, detta spesso relativit, spazio e tempo si intrecciano e formano un unicum spazio-temporale nel quale tutto accade e si svolge. Presa alla lettera, questa concezione sembra congelare il tempo stesso, che non scorre pi, ma semplicemente . questa la visione del cosiddetto tempo-bloccato, che nasce da una rigorosa applicazione della fisica relativistica e che sembra risolvere per sempre il problema dellirreversibilit del tempo, nel senso che quella semplicemente non esiste ed solo unillusione, ancorch dura a morire. Peccato che laltra grande teoria fisica del Novecento, la meccanica quantistica, ci dica esattamente il contrario! Lirreversibilit esiste e costituisce una componente intrinseca della realt stessa: dopo che un nuovo evento si realizzato nulla pi come prima. Esistono cio eventi che rinnovano continuamente la microstruttura del mondo. C

veramente da farsi venire il capogiro, o da divertirsi, secondo i punti di vista. La grande fisica di oggi ancora alle prese con questi problemi, ma ha introdotto un concetto nuovo e chiarificatore: nel suo insieme luniverso si espande e questa macroscopica irreversibilit pu trascinare e pilotare tutte le altre, pi locali, irreversibilit. Luniverso si espande e ha una sua evoluzione, un concetto questultimo preso dalla biologia e dalla storia degli esseri viventi. Ebbene, quello della biologia veramente un tempo irreversibile e aperto: gli eventi si succedono in una sola direzione obbligata ed anche difficile fare previsioni su quello che succeder. Levoluzione biologica, come quella cosmica, unesplorazione del tempo e nel tempo. E in fondo quasi una creazione, anche se perpetua. Come quasi una creazione il succedersi degli istanti della nostra vita interiore, perch anche nella psiche indietro non si torna e ogni evento nuovo e innovatore.
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DOMENICA 19 FEBBRAIO 2012

CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 9

Va pensiero

Orizzonti Filosofie e religioni


Fede e politica

di Armando Torno

Il teologo senza illuminazione


Ritorna, nella nuova collana delle Belles Lettres Bibliothque Scolastique, Riccardo di Mediavilla, filosofo e teologo del XIII secolo. Esce in questi giorni il primo dei sei tomi delle Questioni disputate (pp. 408, e 55). Studiato attentamente da Sofia Vanni Rovighi, rifiut, pur vestendo labito, le teorie dellilluminazione e dellinnatismo. Per tale motivo, riteneva che le nostre idee fossero figlie dellastrazione di un intelletto agente.

Lesilio negli Usa determin una svolta nelle idee dello studioso sui diritti umani, non recepita appieno dai suoi seguaci in Italia

Battistrada

Il ritorno di Lucrezio, primo moderno


di STEFANO GATTEI

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LIBERT, UNOPERA DI MIMMO ROTELLA

E Maritain scopr lAmerica


di MARCO RIZZI
l legame tra cristianesimo e democrazia, tra cristianesimo e diritti umani appare oggi un dato consolidato nei pronunciamenti del magistero cattolico. In realt, si tratta del frutto per nulla scontato di un percorso storico e teologico complesso: solo nel 1963 lenciclica Pacem in terris di Giovanni XXIII accolse un riferimento alla Dichiarazione universale dei diritti delluomo delle Nazioni Unite del 1948; e solo con la dichiarazione Dignitatis humanae (1965) il Concilio Vaticano II riconobbe la libert religiosa e di coscienza quale diritto inalienabile della persona. Decisivo in questo percorso stato il filosofo francese Jacques Maritain: sulle sue opere si formarono gli intellettuali e gli uomini politici cattolici di maggior spicco nel dopoguerra europeo, come pure teologi ed ecclesiastici di primo piano; in specie, fu a lui legato Paolo VI. Meno conosciuto e studiato limpatto esercitato sul filosofo francese dal soggiorno prima e dal forzato esilio poi vissuto negli Stati Uniti tra il 1939 e il 1945 a motivo della guerra, ora ricostruito da Daniele Lorenzini nel volume su Jacques Maritain e i diritti umani. Fra totalitarismo, antisemitismo e democrazia (Morcelliana). Il decisivo incontro con la realt americana port Maritain a superare le riserve verso la democrazia intesa quale regime politico storicamente esistente, che egli aveva espresso ancora nel suo saggio Umanesimo integrale del 1936. In questopera, aveva sostenuto che solo unesplicita impronta cristiana potesse dare valore allemancipazione delle masse popolari, di cui ai suoi occhi si sostanziava la moderna democrazia europea, superando gli opposti fallimenti dellindividualismo liberale e del totalitarismo fascista o comunista. In linea con il magistero ecclesiastico, Maritain aveva

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Lincontro Nella democrazia degli Stati Uniti, costruita sulla persona, il pensatore francese vede un prodotto del lievito evangelico

individuato nei diritti della persona, intesa quale creatura trascendente e perci sottoposta in prima istanza allautorit religiosa, il nucleo fondamentale delle libert che preesistono allo Stato e che in nessun modo esso pu violare. Indubbiamente, la dimensione religiosa della democrazia doveva essere mediata dallazione politica del laicato cattolico, ma la prima rimaneva ai suoi occhi il fondamento ultimo e imprescindibile di una realt statuale ben ordinata. Giunto negli Stati Uniti, Maritain conosce invece lesperienza di un cattolicesimo minoritario e spesso discriminato, che per questo si appella alla forma di governo democratica sancita da una Costituzione che afferma una lettera pastorale dei vescovi americani del 1938 salvaguarda i diritti inalienabili delluomo, tra cui in primo luogo la libert religiosa e di espressione. Nel clima incandescente del conflitto, Maritain d una nuova curvatura pure alla sua battaglia contro lantisemitismo, intrapresa sin dallascesa al potere di Hitler: gli Stati Uniti vengono a rappresentare il caso concreto di una democrazia costruita sui diritti umani, a prescindere da qualsiasi riferimento religioso del singolo, e perci intrinsecamente avversa almeno sul piano concettuale ad ogni forma di antisemitismo e di razzismo. A differenza della Rivoluzione francese, che li aveva presentati in una prospettiva esclusivamente razionalistica, la democrazia americana rimasta pi vicina al carattere originariamente cristiano dei diritti umani, scrive Maritain nel 1942. Cristianesimo, democrazia e diritti delluomo si stringono cos in un nodo inscindibile: Maritain lo considera il frutto del lievito evangelico nella storia, che in America ha trovato il terreno pi fertile. Non si tratta di unacquisizione solo teorica; lesperienza del pluralismo culturale e religioso statunitense gli mostra come sia possibile trovare tra soggetti filosoficamente e ideologicamente distanti unintesa sul piano pratico per individuare un nucleo definito di principi da porre a fondamento della convivenza civile. Da qui il fattivo sostegno di Maritain alla stesura della Dichiarazione universale dei diritti delluomo del dicembre 1948 e soprattutto la convinzione che ormai essi costituissero lunico fondamen-

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Nato in una famiglia protestante, Jacques Maritain (1882-1973) si convert al cattolicesimo nel 1906. Filosofo, divenne un punto di riferimento per le correnti democratiche dispirazione cristiana con il suo libro Umanesimo integrale (1936). Il saggio di Daniele Lorenzini Jacques Maritain e i diritti umani (Morcelliana, pagine 206, 16,50) evidenzia limportanza che lesilio negli Stati Uniti, durante la Seconda guerra mondiale, ebbe per lo sviluppo del pensiero di Maritain, che influenz lopera di molti democristiani allAssemblea Costituente. Del dibattito tra laici e cattolici sui diritti umani alla Costituente si occupa Francesco Occhetta nel saggio Le radici della democrazia (Jaca Book, pagine 296, 24)

to possibile per una societ autenticamente democratica, superando il concetto di sovranit che costituiva lossatura dello Stato moderno. Un anno prima, il 22 dicembre del 1947, era stata approvata la Costituzione dellItalia repubblicana. Largamente influenzati da Maritain, i costituenti cattolici ne applicarono il metodo, cercando un alto compromesso etico tra le diverse culture politiche dellItalia del dopoguerra; tuttavia non sembrano averlo seguito sino in fondo nel superamento delle posizioni di Umanesimo integrale. Ci avvenne per loggettiva difficolt di conoscere questo sviluppo, contenuto in scritti apparsi in America durante la guerra o a ridosso dei lavori dellAssemblea; ma soprattutto perch i costituenti cattolici si trovarono a doversi confrontare con le indicazioni provenienti dalla Segreteria di Stato e dai gesuiti della Civilt Cattolica, incaricati da Pio XII di seguirne e nel limite del possibile influenzarne lattivit. Proprio linserimento dellarticolo 2 sui diritti delluomo, anzich a quelli della persona, fu oggetto di una difficile mediazione, ricostruita da Francesco Occhetta (Le radici della democrazia, Jaca Book), nel triangolo tra Costituente, cattolici, Santa Sede. Non stupisce quindi che in quello stesso periodo Maritain fosse oggetto di feroci attacchi da parte delle componenti pi conservatrici del mondo ecclesiastico tra cui proprio la Civilt Cattolica prima che le sue posizioni venissero riabilitate negli anni Sessanta dal magistero pontificio e conciliare, che fece proprio il concetto stesso di democrazia. C da chiedersi se questo ritardo non abbia contribuito a determinare alcuni caratteri della successiva storia dellItalia e del cattolicesimo.
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on mi spaventa il fatto di non sapere le cose, di essere perso in un universo misterioso, senza scopo alcuno che poi il modo in cui stanno le cose, per quanto ne so: il grande scienziato Richard Feynman esprimeva cos la propria visione del mondo e, insieme, la ragione stessa della ricerca scientifica. Duemila anni prima di lui, Lucrezio si era proposto di esporre in versi linfinito teorizzato da Epicuro e di tradurre il sentimento della bellezza, lo stupore e il senso del mistero che, radicati nella natura umana, permeano, ora come allora, lavventura della conoscenza. Luniverso, suggeriva Lucrezio, costituito da un numero enorme di atomi che si muovono a caso in un infinito spazio vuoto. Come minuscoli granelli di polvere illuminati da un raggio di sole, essi si scontrano, si compongono formando strutture anche complesse, per poi nuovamente disgregarsi. Nessun progetto intelligente, nessun architetto divino: ogni cosa, noi compresi, il prodotto di un processo governato dal caso. Nulla dura per sempre: solo gli atomi sono immortali. Al pessimismo di Lucrezio si accompagna un forte senso di liberazione: accettando la precariet gli uomini possono superare le proprie paure, rinunciare a rifugiarsi nellocculto e assaporare i piaceri del mondo. In The Swerve. How the World Became Modern (W. W. Norton & Company, pp. 356, $ 26,95), un saggio raffinato che si legge come un romanzo, Stephen Greenblatt sottolinea lattualit

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Stephen Greenblatt rilegge il De Rerum Natura: una rivoluzione della storia
della visione di Lucrezio, e individua nella sua riscoperta, in pieno Umanesimo, linizio dellet moderna. Professore a Harvard e fondatore del New Historicism (un nuovo approccio alla storia delle idee che mira a comprendere unopera attraverso lo studio del contesto storico-culturale, in particolare della letteratura), Greenblatt sottolinea come tale ritrovamento abbia costituito una svolta decisiva nella storia: swerve traduce il lucreziano clinamen, che indica il movimento inaspettato e imprevedibile con il quale un atomo devia dal proprio percorso. E in effetti la scoperta di Poggio Bracciolini, nel 1417, ha comportato una doppia deviazione dagli esiti imprevedibili: per il testo, che sembrava destinato alloblio, e per lumanit, che grazie a Lucrezio ha ritrovato il coraggio della ragione nella comprensione del mondo. Ma la cosa straordinaria, per noi oggi, non tanto il riconoscimento di elementi incredibilmente moderni nel pensiero antico a riprova del fatto che i classici, spesso trascurati, hanno dato forma al nostro modo di sentire e di pensare il mondo quanto lidea che limmagine di un universo infinito e governato dal caso si accompagni al senso di meraviglia di un grande poeta. Meraviglia che non dipende dal fatto di credere in esseri soprannaturali o dal sogno di una vita oltre la morte, ma dal riconoscimento che siamo fatti della stessa sostanza delle stelle e degli oceani.
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Nel dopoguerra La Civilt Cattolica attacc duramente Maritain e i costituenti non seguirono fino in fondo le sue indicazioni

10 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA

DOMENICA 19 FEBBRAIO 2012

Risate al buio

Orizzonti Nuovi linguaggi


Internet

di Francesco Cevasco

Con gli ebook (e i pirati) ci vuol pazienza


Infetta lebbra, sostiene Guido Ceronetti quando parla del libro elettronico. Uninfetta lebbra che insieme con il nulla filosofico minaccia la parola scritta. Chiss che cosa dir lautore di La pazienza dellarrostito (Adelphi) quando scoprir che Internet pieno di suoi libri (sono stati piratati?!) tranquillamente leggibili come ebook. Ci vuole la pazienza dellarrostito. Anche per Ceronetti.

Spopola il social network che avvolge lutente in centinaia di immagini. Quasi un omaggio al pittore Claude Lorrain: il dipinto pi bello del paesaggio reale

Pinterest, il messaggio una foto


di NATHAN JURGENSON
laude Lorrain era un famoso pittore di paesaggi del Diciassettesimo secolo. Dipingeva spesso vedute dellItalia centrale, e i suoi dipinti erano considerati pi belli dei paesaggi stessi. Questo genere darte era detta pittoresca. I suoi quadri erano cos popolari che nel Diciassettesimo e Diciottesimo secolo diedero luogo a un tipo di turismo che spingeva i ricchi europei a recarsi in campagna in cerca di paesaggi che ricordassero i quadri pittoreschi. Per riprodurne appieno leffetto, turisti e pittori portavano con s uno strumento chiamato specchio nero o specchio Claude (dal nome di Lorrain). Era solitamente di dimensioni tascabili, con un vetro convesso di colore grigio. Voltando le spalle al panorama e guardando lo specchio Claude, losservatore vi vedeva riflesso un paesaggio assai simile a quello riprodotto nei quadri: ancor pi bello del reale. La forma convessa raccoglieva sulla sua superficie unampia veduta e il colore del vetro mutava i toni della realt rendendoli pi gradevoli (almeno secondo gli standard del pittoresco del Diciassettesimo e Diciottesimo secolo). Immaginate il pittore o il turista pittoreschi mentre stanno usando lo specchio Claude: la schiena voltata al mondo e gli occhi incollati a una lente che gli fornisce unimmagine idealizzata. Lo

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A marzo 2010 Cold Brew Labs, una start-up di Palo Alto in California, mette online Pinterest nome che deriva dalla crasi dei termini inglesi Pin (puntina) e interest (interessi) un social media dove gli utenti possono appuntare sulle bacheche le immagini di tutto quello che amano con la possibilit di creare categorie diverse per ogni contenuto. Negli ultimi quattro mesi del 2011 cresciuto del 429% superando Google+ e Tumblr ed entrando di diritto tra i social media pi frequentati al mondo. A dicembre 2011 il sito ha registrato 11 milioni di visite. Il 97% dei fan di Pinterest su Facebook sono donne. Per iscriversi a pinterest.com bisogna inviare un indirizzo email e aspettare linvito
ILLUSTRAZIONE DI ANTONELLO SILVERINI

apprezzavano i panorami, ma anche perch potevano dimostrare di avere un gusto raffinato che li distingueva dalle classi medio-basse e dai nuovi ricchi. Oggi, la spinta a rivelare, mostrare e sbandierare i propri gusti pi forte che mai. un dovere per noi dichiarare quello che apprezziamo, amiamo, quello che riteniamo pittoresco. Il mi piace di Fa-

cebook la moderna valuta dellidentit. Ci piace proclamare costantemente chi siamo: dire la verit su noi stessi, come sosterrebbe il filosofo Michel Foucault. Trovare la camicia, la fotografia o la ricetta che rappresenta chi siamo ci d grande piacere. Pinterest ci immerge in noi stessi, avvolgendoci nel torrente inesauribile dei nostri gusti. Come il tu-

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La fine dei difetti I tabelloni pieni di torte perfette, bagni con arredi immacolati, tagli di capelli cool alterano la realt, rendendola pi piacevole
specchio Claude un gadget tecnologico ormai dimenticato, ma una metafora perfetta del moderno utente di Internet. Come molti altri, anchio mi trovo sempre pi spesso con le spalle voltate al mondo e gli occhi fissi sul mio schermo digitale luminoso e ben collegato, un moderno specchio Claude. Invece che in un paesaggio idealizzato, mi perdo in un flusso continuo di immagini pittoresche di siti come Pinterest. Porzioni di mondo sempre pi ampie stanno diventando digitalmente pittoresche. Suppongo che abbiate sentito parlare di Pinterest. un social network dove gli utenti possono affiggere cose diverse che trovano online ad esempio una raccolta di foto su dei tabelloni. C chi crea tabelloni quando organizza un matrimonio, per catalogare idee di vestiti, dolci, centrotavola e cos via. Il sito diventato uno dei social network pi in voga sul Web, soprattutto tra le donne. Si pu capire perch sia tanto amato. Pinterest fatto di immagini pi che di idee, testi, o persone, e sa quanto sia gratificante avvolgere lutente in un flusso continuo di piacere visivo: serie interminabili di foto adorabili, perfette, affascinanti, da scorrere, scegliere, condividere e apprezzare. Perch siamo arrivati a vivere il Web in modo simile al turista del Diciassettesimo secolo patito del pittoresco, che girava con lo specchio Claude? La popolarit di Pinterest, come avveniva ai turisti di allora, ha ragioni che vanno al di l del semplice godimento di belle immagini. Vorrei ricordare le motivazioni degli utenti dello specchio Claude, descritte nelleccellente libro di Arnaud Maillet sullargomento. I turisti facoltosi ricercavano lo stile pittoresco non solo perch

rista del pittoresco, che si allontanava dal paesaggio per vederlo riflesso in unimmagine abbellita, anche noi rischiamo di perderci nello schermo luminoso del pittoresco digitale. I tabelloni pieni di tortine perfette, bagni con arredi immacolati e tagli di capelli sofisticati vanno oltre il semplice Pinterest. Anche i nostri profili di Facebook assumono la forma del pittoresco, perch ci facciamo pi belli, intelligenti e interessanti di quel che siamo realmente. Minimizziamo i difetti ed eliminiamo gli errori. Su Facebook i nostri venerd sera sembrano pi attraenti, le nostre battute pi spiritose, le nostre case meglio arredate, i film che scegliamo pi esotici, i nostri animali domestici pi adorabili e le vivande che cuciniamo pi appetitose. Pinterest solo lultimo esempio del fatto che una sempre maggiore porzione del Web e quindi di noi sta assumendo la logica del pittoresco. Abbiamo voltato le spalle alla realt per vederla in una versione mediata, riflessa, e un po pi perfetta. Twitter @nathanjurgenson (Traduzione di Maria Sepa)
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Media-zioni

Il telegrafo di Dio
di SERENA DANNA

uesta invenzione non soltanto energia capace di muoversi tra continenti, n solo un impulso di un potere sconosciuto: un linguaggio che permette di distinguere gli uomini dalle altre creature, dimostrazione della somiglianza a Dio. Cos veniva accolto da un giornale locale di Albany, New York, larrivo del telegrafo di Samuel Morse in un commento in prima pagina che scrive lo studioso John Battelle sul blog battellemedia.com pu essere considerato il primo editoriale hi-tech della storia dei giornali. Lentusiasmo mistico che vede il telegrafo come prova dellesistenza di Dio, viene confermato dallarchivio del Baltimore Sun (riproposto dallAtlantic), che ha seguito la prima trasmissione ufficiale di Morse tra Washington e Baltimora. Il 20 aprile 1844 si legge: Non credo che oggi riusciremo a darvi ulteriori dettagli della meraviglia del progetto. E il 31 maggio 1844: Il tempo e lo spazio sono stati completamente annullati. Elementi di coraggiosa editoria tecnologica: quando i media non avevano troppa paura del futuro.
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DOMENICA 19 FEBBRAIO 2012

CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 11

Sopra le righe

Orizzonti Nuovi linguaggi Visual data

di Giuseppe Remuzzi

Il medico siriano
Cera un uomo, una volta, Bashar al-Assad, voleva essere medico. Ha studiato a Londra (Moorfields Hospital). Ai tempi dellUniversit sera impegnato a tutelare la salute delluomo, com per tutti i medici. Oggi Assad uccide i suoi concittadini, 5 mila finora. I medici, tutti, di tutto il mondo, ne dovrebbero essere indignati e ricordargli pubblicamente in ogni occasione che chi si formato per curare e guarire, almeno non dovrebbe uccidere.

Le globalizzazione e i nuovi media mescolano le religioni sul pianeta. Nuovi predicatori cristiani e islamici escono dai confini tradizionali. Ma la vera sfida la convivenza

Il meticciato spirituale

di LUIGI ACCATTOLI

era globale mescola le fedi sul pianeta. Migranti e rifugiati portano lislam in Europa, buddismo e induismo vanno per il mondo con le schiere sovrabbondanti dei cinesi e degli indiani, operai e colf che vengono dalle Filippine e dallIndia immettono il cristianesimo nellArabia Saudita e nei Paesi del Golfo da sempre a esso refrattari. Il cristianesimo indebolito dalla secolarizzazione ma favorito da Internet e dalla televisione lislam ancora nemi-

co delle immagini penetra come lievito in ogni cultura. Ne viene una mescolanza delle religioni sconosciuta a ogni altra epoca. Linedito meticciato delle fedi spinger tutto il mondo verso il modello statunitense di tolleranza e di viva concorrenza. verosimile che anche il nascondimento che esse vivono oggi in Europa proibizione di indossare simboli religiosi, loro sparizione dai luoghi pubblici, le radici cristiane che non vengono nominate stia per finire. La visibilit della preghiera musul-

mana provoca quella cristiana a tornare sulla scena pubblica. Pi specificamente provoca il cristianesimo europeo a rifarsi missionario, se avr la forza di scuotersi dalla stanchezza e dal tedio, per usare le parole con le quali lha pungolato ultimamente Papa Ratzinger che ha invece lodato la gioia espansiva dei cristiani dellAfrica che sono quelli che pi vanno nelle chiese la domenica. verosimile che il meticciato favorir la diffusione di un cristianesimo non pi coloniale in Asia. Spinte dalla globalizzazione delleconomia, In-

dia e Cina allenteranno la loro avversione alle religioni straniere. LAsia che nei secoli ha trasformato lislam diluendone la matrice araba domani modificher il cristiane-

DensityDesign Lab
La visualizzazione dati a cura del DensityDesign Lab del Politecnico di Milano guidato da Paolo Ciuccarelli. La realizzazione di questa settimana di Giorgio Caviglia, Federica Bardelli, Gabriele Colombo, Carlo De Gaetano

simo facendolo meno dottrinale e organizzato. Nel competitivo meticciato planetario che si affaccia allorizzonte la sfida per lebraismo che non una fede missionaria potrebbe essere quella dellirrigidimento identitario. Il cristianesimo minacciato dalla deriva settaria: i movimenti neo-pentecostali stanno gi numericamente prevalendo sulle Chiese storiche. Per lislam la prova delle prove viene dallimmagine della donna che in campo aperto non sar pi velata.
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12 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA

DOMENICA 19 FEBBRAIO 2012

Il festival della fiction in 7 citt


di IDA BOZZI

a narrativa francese si presenta in sette citt italiane: da luned 27 febbraio a venerd 9 marzo quindici autori dOltralpe presenteranno i loro libri nellambito del Festival de la Fiction Franaise, giunto alla terza edizione, in numerosi appuntamenti tra Roma, Milano, Torino, Verona, Bologna, Firenze e Napoli (il programma sul sito www.institutfrancais-italia.com). Scorrendo i nomi degli autori del Festival, tra i quali spiccano Amlie Nothomb ed Eric-Emmanuel Schmitt, viene naturale una considerazione a margine: quasi tutti gli scrittori in rassegna, talvolta vincitori di prestigiosi premi nel 2011 in Francia, sono pubblicati nel nostro Paese da medi o piccoli editori. Per quanto riguarda il calendario, la prima data a Roma: il 27 febbraio, Jean-Nol Jeanneney, presidente della Bibliothque nationale de France e di Radio France, presenter alla Feltrinelli di via del Babuino il suo Uno di noi due edito

da Portaparole (ore 18), mentre due autori di Gremese saranno mercoled 29 febbraio a Palazzo Farnese, Philippe Vilain con il libro Non il suo tipo e Laurent Seksik con Gli ultimi giorni di Stefan Zweig (ore 18.30). Nella capitale gli incontri proseguono nei giorni successivi con Abdellah Taa, Eric Faye (Gran Premio dellAcadmie franaise 2011), la scrittrice e drammaturga Olivia Rosenthal (Premio del libro Inter 2011), e con Jean-Christophe Grang. Sempre a Roma, da segnalare lunico appuntamento italiano di Eric-Emmanuel Schmitt, che sar il 6 marzo allInstitut Franais di largo Toniolo per raccontare le

tre figure femminili del romanzo La donna allo specchio, edito da e/o (ore 18.30). A Milano il Festival inizia marted 28 febbraio alla Libreria Feltrinelli di piazza Piemonte con la bestsellerista belga Amlie Nothomb, che presenta il suo nuovo libro Uccidere il padre edito da Voland (ore 18.30), di cui parler anche a Verona il primo marzo. Altri incontri: a Firenze il primo marzo Blandine Le Callet parler di La Ballata di Lila K, edito da Barbs, a Napoli il 6 lincontro con Nicolas Fargues, autore di Vedrai (Nottetempo) nonch Premio France Culture-Tlrama, mentre a Torino sempre il 6 marzo Adriana Asti e Ren de Ceccatty presenteranno il loro Se souvenir et oublier (Portaparole). Ogni incontro con gli autori francesi sar condotto da scrittori o docenti italiani, da Alain Elkann a Gabriella Bosco, da Gianluca Morozzi a Elena Battista.
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Caratteri
Narrativa, saggistica, poesia, ragazzi, classifiche

Risvolti
di Giulia Ziino

Vampiri contro chick lit


La chick lit morta? La domanda torna ciclicamente. Questa volta a porsela, sul San Diego Union Tribune, Jennifer Coburn, addetta ai lavori perch autrice proprio di chick lit. La letteratura per pollastrelle a tagliare il nastro davvio fu, oramai secoli fa, la bionda e imbranata Bridget Jones sarebbe in crisi da sovrapproduzione. Ma a darle il colpo finale avrebbero provveduto i vampiri di Twilight e dintorni.

La scommessa raccontare la complessit.


Laurent Mauvigner, Storia di un oblio (Feltrinelli)

come nelle cattedrali, con i passerotti e i piccioni che tubano, quasi fossero imprigionati sotto larmatura del tetto, e come le tortore nei granai. Fa pensare allestate, alla primavera, allinfanzia

di MARCO MISSIROLI
a sorte di un uomo si consuma in un pomeriggio qualunque, tra gli scaffali di un supermercato anonimo: luomo entra e si avvicina a una lattina di birra, la apre, beve. Ha rubato, e questo il delitto che ha deciso il suo destino. Quattro vigilantes se ne accorgono e in silenzio lo conducono nel retro del locale, lo ammazzano di botte. Laurent Mauvignier lha narrato in un libro che si porta addosso la controversia del mondo e listinto primitivo della letteratura, dire le cose come stanno: Storia di un oblio (Feltrinelli) il racconto di questo fatto realmente accaduto a Lione, scritto in una frase lunga cinquanta pagine. C solo un paragrafo dallinizio alla fine, il lettore non pu tirare il fiato ed giusto cos: capir cosa significa indignarsi per la brutalit dei suoi simili, soprattutto varcher il confine che separa la comunanza degli uomini e loblio che lenisce le ferite dellesistenza. La fine del ricordo lantidoto per questa societ crudele, perch nessuno conta davvero, non contarci, su nessuno n per nessuno, perch alla fine tutto dorme nelloblio e non neanche poi un male, dimenticare, quando so che i suoi ultimi istanti sono stati un mondo ben triste da contemplare. La voce narrante lo dichiara al fratello della vittima, che sembra non capire la portata di quello che successo, come a ricalcare una coscienza civile sempre pi addormentata. Laurent Mauvignier un autore di culto in Francia, capace di rimanere su quel territorio sospeso tra lintimit personale e la coscienza collettiva, senza mai confondere i diritti del sentimento e i doveri del rispetto; era cos nel suo grande libro precedente, Degli uomini, cos in questo. Ha fegato, come non si usa pi dire dallepoca di Hemingway, perch usa narrazioni inu-

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Il romanzo Il nuovo lavoro di Laurent Mauvignier, 45 anni, Storia di un oblio, esce mercoled da Feltrinelli nella traduzione di Yasmina Melaouah (pagine 58, e 8,50)

suali (ma non ci sono trucchi), e racconta traumi in modo timido, senza sensazionalismi, con pudore. Possiede la stessa matrice di alcuni scrittori che oltralpe stanno risvegliando tumulti dimenticati come Emmanuel Carrre, che da sempre scava nellanimo umano senza paura di presentare libri troppo tristi commercialmente, consegnandoci fotografie di uomini segnati dalla perdita (Vite che non sono la mia, Einaudi, e prepariamoci al formidabile Limonov in uscita in ottobre per Adelphi); il caso del pi celebre Michel Houellebecq, premio Goncourt

ger punzecchiando i nervi scoperti, insinuando dubbi e un sentimento di solidariet. Mauvignier li rappresenta: Il mondo della societ in cui viviamo non si interessa pi alla complessit. Non si valutano pi le conseguenze di unazione, la sua durata, i suoi solchi. Il romanzo pu riuscire dove le scienze non possono riuscire: interessarsi a dei casi particolari per allargarsi a quelli generali. E non il contrario. Si comincia dal silenzio e dal non detto, dalle vite degli altri, dalle zone dombra e dalle fragilit del singolo per arrivare a scoperchiare loblio, ovvero quello che

I francesi vincono
Mauvignier, Carrre, NDiaye: la potenza della nuova letteratura
Le opere Lultimo romanzo di Carrre uscito in Italia Vite che non sono la mia (Einaudi, pagine 236, e 20). Di Houellebecq in libreria La carta e il territorio (Bompiani, pagine 360, e 20). Marie NDiaye ha pubblicato Tre donne forti (Giunti, pagine 320, e 10) per lultimo La carta e il territorio (Bompiani), che divide da sempre pubblico e critica: sopravvalutato? Leffetto dei suoi libri parla per lui: non c romanzo di Houellebecq che risparmi una reazione, solitamente lo sconcerto, altre volte una sorta di spaesamento percettivo. Il merito in parte delleditoria francese capace di tenere viva una tradizione, in parte del pubblico che si barrica contro gli assalti di libri pi addomesticati. Nelle opere di questi autori vive una scommessa tacita: acciuffare chi li legnon si vuole vedere. Lultima conquista lo svelamento dellintimit sociale. in queste zone dombra che Storia di un oblio si fa strada, cercando di mostrare leredit di una vittima, gli affetti che lascia e le piccole abitudini che non avr pi, e i pensieri dei suoi carnefici. Luomo preda simile al predatore, cosa sposta uno dallaltra parte della barricata? La risposta nei gesti, nei dettagli della quotidianit: la sete improvvisa per una birra, un dito che alza la linguetta della lattina, il sorso che infrange la legge. l, ma anche nellazione barbara dei vigilantes, che dopo

aver pestato si chiedono cosa accadr loro, cosa penseranno le loro mogli, come si comporteranno a cena quella sera, se cambier qualcosa con il fattaccio nascosto sottopelle. Lindagine morale laltro aspetto che accomuna Mauvignier, Carrre, Houellebecq, senza dimenticarci di quella Marie NDiaye che vinse il Goncourt nel 2009 per Tre donne forti (Giunti), romanzo struggente in cui segue il riscatto di tre forze femminili contro le umiliazioni e i soprusi quotidiani; per non parlare di Rgis Jauffret e Eric Reinhardt, giocolieri di registri narrativi rivoluzionari. C una scena di Storia di un oblio (bella la traduzione di Yasmina Melaouah) che raccoglie il senso di queste potenze, il narratore si aggrappa allistinto di conservazione pi forte: la memoria. Il ricordo contro loblio, la lotta gi finita perch luomo morto a causa di una lattina di birra. Ma il fratello della vittima vivo e i due hanno un filo immortale che li lega, linfanzia comune. Ecco la vera salvezza che ci regala Mauvignier, ed come nelle cattedrali, con i passerotti e i piccioni che tubano, quasi fossero imprigionati sotto larmatura del tetto, e come le tortore nei granai, fa pensare allestate, alla primavera, allinfanzia quando andavate con i vostri genitori ti ricordi? Me lha detto lui e sono sicuro che nemmeno tu lhai dimenticato , a vedere la gente di campagna con le guance graffiate dal vino scadente, si ricordava quel che non vedr pi perch i vigilantes lhanno liberato dal vedere e dal sentire e anche dallo sperare (...) intanto che qualcosa in lui ripeteva, la vita terr duro. per questa voce, la vita terr duro, che accettiamo di essere tutti noi quelluomo con la lattina di birra, assetato, che ruba, e che rimette la propria sorte nelle mani dei suoi simili.
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DOMENICA 19 FEBBRAIO 2012

CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 13

Lintervista Alla testa dei signori del bestseller che hanno rivoluzionato la scrittura di intrattenimento

Musso supera Levy in classifica: Fiero dei miei romanzi popolari


di CRISTINA TAGLIETTI

alla testa di un drappello di scrittori che non conquistano la critica, ma le top ten. Secondo unindagine di Le Figaro con la societ Gfk, Guillaume Musso, trentottenne insegnante di liceo, ha detronizzato Marc Levy affermandosi, con oltre 1 milione e 560 mila copie, come il campione di vendite del 2011. Musso e Levy, ma anche Katherine Pancol (anche lei sul podio) e Anna Gavalda, hanno rivoluzionato la narrativa di intrattenimento, aprendo la strada a un vero e proprio modello francese. Amore, destino, mistero e spesso un po di soprannaturale sono gli ingredienti del successo di Musso di cui Sperling & Kupfer sta per pubblicare il

nuovo romanzo, Il richiamo dellangelo, in cui due sconosciuti si scontrano allaeroporto Jfk di New York e si scambiano per errore i telefonini. Da che cosa nascono le sue storie? Da qualunque cosa: il mio vissuto, lattualit, i libri che leggo. Mi piace osservare la gente, ovunque, quello che io chiamo il "gusto degli altri". Certo, lamore la materia prima dei miei libri, non immagino di scrivere una storia dove non ci sia. Daltronde lamore, o la sua mancanza, che guida buona parte dei comportamenti umani. Lultimo romanzo, in particolare, nasce da unesperienza che mi successa davvero, quattro anni fa allaeroporto di Montreal,

Guillaume Musso nato nel 1974 ad Antibes. Il suo nuovo romanzo Il richiamo dellangelo esce da Sperling & Kupfer il 13 marzo

quando una sconosciuta ha infilato per sbaglio il mio telefono nella sua borsa. In quel caso me ne sono accorto subito, ma ho iniziato a chiedermi che cosa sarebbe successo se.... In questo romanzo il soprannaturale non c, per nei suoi libri ha un richiamo forte. Il soprannaturale, il mistero, il thriller sono solo pretesti per affrontare, in modo leggero, temi pi profondi, per parlare del lutto, della fragilit dellesistenza, della vecchiaia, dei rimorsi e dei rimpianti, ma anche della resilienza, la capacit di resistere alle avversit, di superare le prove per uscirne pi forti. Lei, come Levy, Gavalda, Pancol, considerato uno scrittore popolare, di puro intrattenimento. La accusano di scrivere libri troppo facili, non letteratura. Credo di avere in comune, con loro, un grande rispetto per il lettore. Per me non c nulla di pi gratificante di vedere persone che leggono i miei romanzi nel metro. La letteratura popolare quella

di Agatha Christie, Alexandre Dumas, Stephen King mi ha dato, da piccolo, il gusto per la lettura. Quindi non ho alcun complesso a definirmi uno scrittore popolare, anzi ne sono fiero. Penso che si debba lavorare molto per arrivare alla fluidit. E, come Anna Gavalda, penso che "un libro facile da leggere un libro difficile da scrivere". Quali scrittori francesi legge? Leggo molto e di tutto. In generi diversi apprezzo sia Jean-Christophe Grang che Annie Ernaux o Emmanuel Carrre. Il mio colpo di fulmine con i libri risale a quando avevo dieci anni. Bench mia madre fosse bibliotecaria fino a quel momento amavo solo i fumetti. Poi ho letto qualcosa che mi ha entusiasmato: Cime tempestose di Emily Bront. Da quel momento ho passato buona parte delle mie estati in un angolo della biblioteca a leggere, invece di andare al mare. Anche Il nome della rosa ha avuto un ruolo importante. lesempio perfetto di come si possano coniugare intrattenimento ed erudizione.
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Ma da noi funzionano di pi trame e azione


Jean-Philippe Toussaint, La verit su Marie (Barbs)

In seguito, ripensando alle ore cupe di quella notte torrida, mi sono reso conto che avevamo fatto lamore nello stesso momento, io e Marie, a Parigi, in due appartamenti distanti, in linea daria, appena un chilometro, ma non insieme
Illustrazione di Lorenzo Petrantoni

di ROBERTO FERRUCCI
uesta volta, alla fine del romanzo La verit su Marie (Barbs editore, 2012), lasciamo Marie e suo marito lio narrante insieme, a letto, nella casa della Rivercina, allIsola dElba, forse di nuovo insieme dopo abbandoni, fughe, ritorni. La volta precedente, nel romanzo Fuggire (Fandango, 2007), li avevamo lasciati in mare, sempre allIsola dElba, stretti in un abbraccio bagnato di acqua e di lacrime. La prima volta, infine, nel romanzo Fare lamore (Nottetempo, 2003), i due stavano dentro a un museo, a Tokyo, lei presenza forse virtuale, forse reale, e lui con una boccetta di acido cloridrico in mano che, forse, voleva gettare in faccia a Marie. La verit su Marie lultimo romanzo di Jean-Philippe Toussaint, libro che lo ha visto fra i finalisti del Prix Goncourt nel 2009. Si tratta di una trilogia che per, forse una narrativa piena di forse, quella messa in atto da Toussaint fin dal suo primo romanzo, La stanza da bagno (Guanda, 1986) una trilogia che non completa del tutto le vicende della coppia, e non detto che lautore non ci riservi altri episodi. Una trilogia anomala, una serie lontana anni luce da quelle di genere, noir o poliziesco che sia, protagoniste delle classifiche di vendita italiane. Qui non ci sono investigatori, nessun omicidio o trame internazionali (genere dove peraltro i francesi sono maestri: Jean-Claude Izzo, Dominique Manotti, Fred Vargas). Eppure, quella di Toussaint una trilogia piena di colpi di scena raccontati per con quel misto di urgenza e pazienza (Lurgence et la patience, il suo prossimo libro che uscir in Francia in marzo), una scrittura che il contrario di quella a cui noi lettori italiani siamo abituati. Noi amiamo una scrittura che si poggia esclusivamente sulle trame, piene di dialoghi, di sorprese e di suspense. Parlare di Jean-Philippe Toussaint, si-

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Il romanzo La verit su Marie di Jean-Philippe Toussaint edito da Barbs (traduzione di Federica e Lorenza Di Lella, pp. 150, e 14). Segue a Fuggire (Fandango) e Fare lamore (Nottetempo)

gnifica parlare di uno dei pi importanti scrittori in lingua francese (lui belga di Bruxelles), tradotto in tutto il mondo e pubblicato da Les ditions de Minuit, la casa editrice di Beckett, Robbe-Grillet, Duras, Simon. E, pur essendo tradotto anche in Italia, egli praticamente sconosciuto, ignorato dai lettori. Lettori, noi italiani, pronti a osannare qualunque americano. Ci sdilinquiamo e parlo anche di scrittori e critici, in questo caso a volte anche a ragione, sia chiaro, davanti a un Franzen, un Ellroy, un DeLillo, un Foster Wallace, un McCarthy, un Grisham, un Palahniuk, ma poi anche a

se, anche la narrativa dOltralpe viene liquidata come noiosa. Pesante, categoria ineffabile che spesso viene tirata in ballo anche dagli addetti ai lavori. Ci sono autori francesi interessanti e importanti, oggi. Dei maestri, come Jean Echenoz (tradotto da Einaudi, prima, e ora da Adelphi), lo stesso Jean-Philippe Toussaint, e poi Emmanuel Carrre (Einaudi), Mathias Enard (Rizzoli), Laurent Mauvigner (Zandonai e Feltrinelli), Jean Rolin e Christian Gailly (Barbs). E potrei continuare con Patrick Lepeyre e Marie Darrieussecq (Guanda), per fermarmi a Patrick Deville, che Galaad riproporr nei

I francesi perdono
Giudicati noiosi rispetto agli americani Ecco perch in Italia non vendono
Le opere Di Jean Echenoz Adelphi ha pubblicato nel 2009 Correre, da Einaudi nel 2008 uscito Al pianoforte. Da Rizzoli lo scorso anno uscito Zona di Mathias Enard, da Guanda Rapporto di polizia di Marie Darrieussecq un Amis, un McEwan, un Kureishi, un Coetzee, ed come se la narrativa, oggi, fosse soltanto in lingua inglese. I punti di riferimento sono sempre loro, in ogni caso. Avete mai sentito uno scrittore italiano contemporaneo fare qualche nome francese? Roth, McInerney, Easton Ellis, nomi indiscutibili, certo, ma mai possibile che non ci sia, oggi, un autore in lingua francese a quellaltezza? Ci sono, eccome, e, paradossalmente, sono pure tradotti, alcuni, in Italia, ma poi non se li fila nessuno. Del resto, siamo il Paese dei luoghi comuni, dei clich, e quindi, cos come il cinema franceprossimi mesi con il romanzo di viaggio Equatoria, la storia di Savorgnan Brazza ripercorsa dallautore, dopo che Einaudi nel 1989 aveva pubblicato il bellissimo Il cannocchiale. Ci sono poi tutta una serie di altri scrittori da noi sconosciuti, ma la lista sarebbe ancora pi lunga. Gli autori italiani, invece, sono tradotti in Francia, e non soltanto da piccoli editori. Lattenzione verso la narrativa italiana contemporanea c e non fa differenze. Basti pensare a Marco Lodoli e Alessandro Piperno, finalisti entrambi nel 2011 del Prix Mdicis. E, soprattutto, gli editori francesi sono meno classifi-

catori. Sembrano pi interessati al testo che alla notoriet dellautore. E allora pu succedere che un romanzo da poche migliaia di copie vendute in Italia esca da editori prestigiosi come Gallimard o Seuil, oppure che il penultimo romanzo di Alberto Garlini esista solo in francese, col titolo Venise est une fte, pubblicato da Bourgois o che il mio Sentimenti sovversivi scusate il riferimento personale venga pubblicato in Francia, da Meet, in una collana bilingue, un bel po di mesi prima che in Italia. Cose impensabili in senso inverso, considerando soprattutto i costi delle traduzioni. Ma allora, perch da noi gli autori francesi sono pressoch ignorati? Forse forse, sia chiaro perch ci siamo un po tutti disabituati alla letteratura. Alla forza della scrittura. Cosaltro potrebbe giustificare, ad esempio, la celebrazione di personaggi televisivi, che si danno al romanzo, vendono milioni di copie, e certa critica smarrita li eleva quasi a nuovi maestri della narrazione? Forse anche per questo che fatichiamo anche soltanto a sfogliare gli autori francesi, al di l delle eccezioni Pennac, Nothomb e Houellebecq. Gli editori, soprattutto i pi piccoli tipo Barbs, raffinatissimo editore fiorentino, che ha un catalogo di narrativa francese contemporanea ricchissimo faticano anche solo ad arrivare in libreria. I grandi, invece, pubblicano i Carrre e gli Echenoz, certo, ma sembrano alla fine crederci poco. E per proporre loro un autore francese inedito, tocca ogni volta sovvertire la fatidica sentenza: i francesi non vendono. Incominciamo dunque a comprarli? A scoprire una narrativa che sta qui accanto, ricca di storie e di autori? Iniziando magari, perch no, proprio da Jean-Philippe Toussaint. www.robertoferrucci.com
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14 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA

DOMENICA 19 FEBBRAIO 2012

Incanti

Caratteri Narrativa italiana


Generazioni

di Ranieri Polese

E da ultimo arrivarono i padri


Strano destino, quello dei padri, di diventare protagonisti solo quando sono vicini alla fine. Troppo tardi per sapere chi sono stati veramente. Edoardo Albinati (Vita e morte di un ingegnere, Mondadori), racconta di un padre che non ha un nome proprio. E Arno Geiger, nel bellissimo Il vecchio re nel suo esilio (Bompiani), compone una cronaca familiare intorno al vecchio August devastato dallAlzheimer.

Davide Enia mette un boxeur al centro di un ring di personaggi che incarnano la Sicilia nella sua insularit. A volte sopra le righe

Rtro Una riuscita raccolta di short story

Raccontare la vita di un pugile come fare un puzzle con i guantoni


di ERMANNO PACCAGNINI
nnunciato da una fascetta come grande esordio gi venduto allestero in quattordici Paesi, da una copertina che lo dice suo primo romanzo e da un titolo ripreso dal Pater noster, Cos in terra di Davide Enia chiede comunque una precisazione. Perch sar s il suo primo lavoro concepito come romanzo; ma gi del 2006 Remb (Fandango), trasposizione narrativa dellomonimo monologo-inchiesta in tre atti. Senza il quale non credo oggi avremmo Cos in terra. Troppi i punti di contatto. Dal protagonista sportivo (l un diciannovenne calciatore prodigio, qui un talento della boxe seguito dai nove anni alla maturit), al racconto in prima persona da parte dun David; alle tante presenze, storie e racconti di zio Serafino e zia Pupetta; al bombardamento di Palermo. Ma, soprattutto, al modo di raccontare a puzzle dello zio Serafino, che alla ricomposizione dellimmagine originaria preferiva scompigliare tutti i tasselli e poi iniziava ad incastrarli come diceva lui. Forzava gli agganci, li deformava, sdillabrava le tessere: ci che il lettore incontra pari pari in Cos in terra, persino nei risvolti, come appunto quel puntare sul disegno sommerso, dietro questo ammasso di informit che era il puzzle finito, che anche nel nuovo romanzo nella lettura in pi dun caso si sdillabra. Un disegno che si stende dal 1942 in cui nonno Rosario parte a combattere in Nordafrica al 1992 in cui David detto il Poeta concretizza il sogno di famiglia di conquistare il titolo nazionale di boxe, in una Palermo scossa dalle bombe che dilaniano Falcone e la scorta (immagine, ma non la sola, gi utilizzata da Enia nel racconto Mio padre non ha mai avuto un cane, :duepunti edizioni, 2010). Quattro generazioni

Felici campi di attrazione umana


di MATTEO GIANCOTTI
ulle prime sembra di avere a che fare con storie elementari e scrittura innocua (eventualmente un po rtro), ma presto si avverte nella pagina di Francesca Scotti un fischio leggero che incuriosisce e inquieta: una sensazione simile a quella che accompagna linizio di certi film di Haneke. Forse anche per questo il suo libro di racconti, Qualcosa di simile (Italic), non smette di suscitare interesse a diversi mesi dalla prima edizione. Certo colpisce la stabilit di una prosa che non sembra premeditata per colpire, rinuncia agli effetti della frantumazione e tiene una Francesca Scotti modulazione Qualcosa di simile lenta rispettando ITALIC tempi quasi Pagine 139, e 14 sempre costanti. La coesione non solo nello stile ma anche nei temi dei dieci racconti che formano il libro desordio della scrittrice milanese, uniti da tangenze fortuite tra personaggi di racconti diversi, con una tecnica che quando riesce al meglio fa pensare pi che al classico fil rouge a interferenze, brusii che si sentono tra comunicazioni parallele. Potrebbero anche non esserci, questi legami formali tra i racconti, tanto sono ricorrenti le sensazioni che hanno a che fare con il sottile disagio avvertito da alcuni personaggi nella cosiddetta normalit, con lo statuto ambiguo del cibo (nutrimento, piacere, veleno), col differenziale nevrotico che separa mediocrit e talento, coi filamenti vischiosi che possono dipanarsi dallamicizia. Non tutto male in queste brevi storie che a volte sembrano romanzi compressi: la musica suonata e ascoltata, il fascino della cultura giapponese, il sapore leggermente straniante del piacere sensuale e sensoriale sono campi di attrazione capaci di contendere per brevi momenti la vita umana allo spazio del negativo.
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DAVIDE ENIA Cos in terra DALAI Pagine 302, e 17,50

RRR

Tiromancino

Limiti superati
Sull'Avvenire dell'11 febbraio Carlo Cardia esalta i Patti lateranensi del 1929: Con essi si concluse il cammino di conciliazione tra Stato e Chiesa che dava piena luce al Risorgimento, superandone alcuni limiti. Per all'epoca in Italia erano appena state soppresse tutte le libert: di voto, di stampa, di associazione. Limiti del Risorgimento anche quelle? Antonio Carioti

che fanno a pugni sul ring o nella vita: dallindistruttibile silenzioso nonno Rosario, allo sfrontato e gigantesco zio Umbertino dal pugilato implacabile, che fa da padre a David (con Maestro Franco, talentuoso lettore di pugili, a raffinarlo nella boxe) dopo la morte del Paladino, il padre dal pugilato elegante mai conosciuto da David, morto in un incidente motociclistico, per il quale valgono pi le poche righe del ritratto che i racconti che lo riprendono. E, intorno a loro, una folla di personaggi, alcuni di maniera, altri ben scavati (tra i pi riusciti i personaggi innocenti come Gerruso o Randazzo, amici uno di David, laltro di Rosario), che entrano nelle storie che Enia racconta alternandole e incrociandole anche temporalmente, in un gioco di rinvii e associazioni che si sviluppa con maggiore scioltezza nella prima parte, facendosi pi meccaniche, persino ripetitive, non senza riempitivi e cadute nel coloristico specie nella terza parte, finendo per sfilacciarsi. Un germinare di storie che scorre sul doppio percorso, da romanzo di formazione attraverso il pugilato, della rincorsa di David al titolo e a Nina, la sfuggente ragazza dagli occhi scuri, che profumava di sale e limone, per difendere la quale a nove anni David scopre davere quel-

le mani di pietra presenti nel racconto del Cane. Sicch Cos in terra si d soprattutto come romanzo di personaggi e di pi o meno piccole storie: tra le quali spicca la vicenda africana di Rosario che, assai pi delle apparizioni mafiose della parte conclusiva, colle sue piccole e grandi angherie da universo concentrazionario rispecchia al meglio la condizione isolana. Personaggi che per spesso vengono quasi livellati per una tendenza costruttiva al mito, finendo sopra le righe. Che quanto accade anche coi vari registri, ben gestiti se stretti da vicino; meno se si fa prender la mano. Il tutto affidato a uno stile paratattico, depositato nella grande padronanza dun dialogo che incrocia spesso italiano e dialetto palermitano, dato per pi come color locale fissato nei dialoghi che in descrizioni e narrazioni. Dove invece confligge con un livello linguistico a tratti alto, come gi in Remb, sostituendo a Rimbaud e alle parabole evangeliche quelle indiane e altro.
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Stile Storia Copertina

Thriller storico Con Il segno delluntore Franco Forte inaugura una nuova serie

UNOPERA DI WAINER VACCARI (PARTICOLARE)

Milano brucia, il notaio indaga


Come nei Promessi Sposi: peste, rivolte e un Borromeo tra i protagonisti
di MARCO OSTONI

er ambientare un thriller storico nella Milano della prima et moderna, sotto linfuriare di unepidemia di peste, addentrandosi nelle trame tessute da luogotenenti regi, magistrati locali, esponenti del patriziato, alti prelati e inquisitori, lun contro laltro armati allo scopo di conquistare o difendere anche il pi sgualcito lembo di potere lasciato libero dalla Corona di Spagna, ci vuole coraggio. Le pagine del Manzoni, il suo affresco a tinte fosche (oggi

sappiamo un po troppo cariche) dellex Ducato sforzesco sconvolto dalla morte nera negli anni Trenta del Seicento, devastato dal passaggio dei lanzichenecchi e scosso dalle rivolte per il pane, allungano le loro minacciose ombre letterarie su qualsivoglia tentativo di ricreare uno in quei luoghi e in quel periodo. Poco importa se con un mezzo secolo danticipo (lepidemia del 1576 invece di quella del 1630) e con un Borromeo (larcivescovo Carlo) al posto

dellaltro (il nipote Federico) a guidare la Chiesa ambrosiana. Franco Forte, 49enne scrittore e sceneggiatore milanese con diverse prove di genere alle spalle (I bastioni del coraggio, Carthago, Roma in fiamme tra gli altri), ci ha provato senza timori reverenziali non scostandosi dallalveo della medesima leggenda nera sulla dominazione spagnola in Italia e la sfida, pur giocata su un registro evidentemente assai diverso da quello manzoniano, pu dirsi riuscita.

Franco Forte Il segno delluntore MONDADORI Pagine 342, e 15

Il segno delluntore, ultima fatica della sua prolifica penna e primo episodio di una serie incentrata sulla figura di Niccol Taverna, notaio criminale dalle spiccate qualit investigative e dai metodi raffinati e moderni, un libro avvincente e ben costruito. Un lavoro realizzato con mestiere, documentato, con qualche inevitabile clich, ma che scorre via come un film, conducendo il lettore passo passo, e senza mai annoiarlo, lungo la complessa indagine scaturita dallomicidio di un commissario dellInquisizione (se spagnola o pontificia dilemma che interessa solo gli storici di professione), trovato accoltellato in casa di un appestato. Un caso cui si affianca in parallelo una seconda inchiesta, fittamente

intrecciata alla prima, per il furto di un antico candelabro da uno degli altari del Duomo, la macchina cos grande e di tanta spesa (comera descritta dalla pubblicistica del tempo), la cui costruzione proprio il fervore del Borromeo, fra i protagonisti reali del romanzo, aveva provveduto ad accelerare, contando sulla rinnovata lena e generosit dei milanesi, speranzosi di trovare nella Madonna (dedicataria della cattedrale) grazia e protezione contro linfuriare del flagello che stava mietendo migliaia di vite.
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Stile Storia Copertina

DOMENICA 19 FEBBRAIO 2012

CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 15

Make up

Caratteri Narrativa straniera


Guerra

di Gianna Fregonara

Matematica per ricchi


La matematica per ricchi. A sostenere il carattere discriminatorio di questa disciplina il rapporto appena pubblicato dal ministero dellIstruzione francese che ha esaminato lesito delle prove di ammissione alle Grandes coles. Il livello sociale sembra determinante perch lastrazione si impara da bambini, la dedizione allo studio si persegue con laiuto della famiglia e per gli zucconi ci sono sempre le ripetizioni.

Scene da una battaglia sotterranea, scritto dallargentino Rodolfo Fogwill, somiglia a un quadro astratto. Si svolge attorno a un rifugio. E lantropologia gioca un ruolo chiave

Gli imboscati delle Falkland-Malvinas


di FRANCO CORDELLI
ecnicamente Scene da una battaglia sotterranea di Rodolfo Fogwill un romanzo di genere. Genere: guerre del XX secolo. Di libri simili ce ne sono a bizzeffe ma forse lunico su una delle guerre pi brevi. Mi riferisco a quella delle Falkland o, poich Fogwill argentino, delle Malvinas. A tali isole mai avevo prestato attenzione. Ne riassumo i dati salienti: sono di fronte allArgentina e tanto a Sud che il freddo impedisce alla vegetazione di crescere. La loro estensione pari a met della Sardegna, ma gli abitanti non superano i tremila. Gli inglesi le conquistarono agli spagnoli nel 1833. Centocinquantanni dopo il generale Leopoldo Galtieri decise di riprendersele. Sono o non sono nostre, chiese allaffamato suo popolo? Sperava di risolvere qualche problema mettendo in moto il vento nazionalista. Ma, come sappiamo, certi venti sono bizzarri, vanno di qua e di l senza regole; e Margaret Thatcher, quellarguto primo ministro, ritenne saggio sfruttare quei venti. La guerra fu dichiarata dagli argentini nel marzo del 1982, con una minuscola invasione (cinquanta persone), e fin poco pi di due mesi dopo, ai primi di giugno. Inquadrata la situazione storica del racconto, ribadisco che Scene da una battaglia sotterranea un libro di guerra solo in senso tecnico, o strettamente referenziale. La parola Malvinas compare di sfuggita; s e no capiamo che da una parte ci sono gli inglesi, dallaltra gli argentini; non ci sono numeri (date, o dati) se non la tambureggiante ripetizione, bench indeterminata, come fosse atemporale, del periodo: i giorni finali della guerra. Ma minuzioso Fogwill, o (si direbbe in pittura) puntinista, nellevocare il luogo sul quale si concentra, la Tana; nel nominare e rinominare alcuni personaggi, di cui non sappiamo che il nome: il Turco, il Sergente, Viterbo, Manuel, Quiquito, Pipo; nella descrizione dei cibi di cui i protagonisti si nutrono; nella citazione delle pecore, che nelle Malvinas abbondano, e degli elicotteri, che vanno mitragliando allimpazzata. Questo quadro che somma, o mescola, ci che viene dato per implicito (e che stilisticamente, a livello macrotestuale, appare ellittico), e ci che viene non gi raccontato, ma sempre ribattuto questo quadro, dicevo, senza dubbio astratto. Poich prima ho parlato di puntinismo, aggiungo che il romanzo di Fogwill non un quadro astratto alla Picasso, bens (per citare due pittori opposti ma che qui convivono) alla Pollock e alla Burri. A proposito di questa forma narrativa, che sembra semplice e impersonale e non

i
RODOLFO FOGWILL
Scene da una battaglia sotterranea Traduzione di Ilide Carmignani SUR, pagine 168, e 15

lo affatto, voglio precisare qualche elemento. Poich la guerra caotica, il racconto diviso in sezioni: nella prima c uno schizzo dellinsieme, nella seconda pi aneddoti, tutti episodi che corrono verso la fine. Le due parti sono simmetricamente scandite in otto capitoli luna e otto laltra. Ma se si dovesse specificare perch questo o quel capitolo, non saprei: quasi che Fogwill, in una estrema, allucinata concentrazione, gettasse una manciata di figure, di dettagli, di momenti, come gli salgono alla coscienza, senza alcun ordine particolare, senza gerarchia alcuna. Non per questo il romanzo, se tale , appare disordinato o casuale. Il sesto capitolo della prima parte potrebbe offrire una chiave dinterpretazione. Fogwill vi dice: Cerano dei sociologi che giravano per il fronte facendo inchieste. Domandavano a tutti la stessa cosa (...), cercavano di sapere se i soldati erano contenti del rancio, se pensavano che lArgentina avrebbe vinto, se stavano bene, e volevano

una lista delle cose di cui avevano bisogno. Ebbene (cos dir due parole, bench non mie, sullautore), la traduttrice Ilide Carmignani su Alfabeta di febbraio cita unautodefinizione di Fogwill, un uomo nato nel 1941 e morto nel 2010, poco dopo aver licenziato lultima edizione di un libro scritto quasi trentanni prima: Ho studiato medicina, letteratura, filosofia, matematica, canto, musica, francese, inglese, tedesco, le basi del greco e del latino, ho dimenticato quasi tutto. Ho fatto il pubblicitario, laddetto alle indagini di mercato, il redattore, limprenditore, lo speculatore di Borsa, il terrorista e il truffatore (come risulta dalla mia fedina penale), il giornalista speciaUn particolare della Montagna lizzato, il professore unidi sale allestita versitario e il consulente aziendale. Immagino a Gibellina spesso di essere una da Mimmo donna.... Ebbene, dicePaladino

vo, come non leggere in almeno due dei mestieri della vita di Fogwill una sintesi racchiusa nella chiamata in causa dei sociologi? Scene da una battaglia sotterranea anche uninchiesta sociologica (e antropologica) condotta dal pi argentino degli argentini: un argentino muy strambo, quasi pazzo o, come si dice oggi, fuori di testa. Fuori di testa ma, va da s, sempre lucido. Quando uno da sociologo, o antropologo che era, si mette a scrivere, diventa come gli ufficiali: Cambiano alcune parole: vogliono dire la stessa cosa hanno lo stesso significato ma sembrano qualcosa di pi, come se chi le dice pensasse di pi o fosse di pi. Non basta. Fogwill dichiar: Non ho scritto un libro sulla guerra, ma su me stesso e sulla lingua di uno che non scriver mai contro la guerra, contro la pioggia, contro i terremoti n i temporali, ma scriver sempre contro i modi sbagliati di chiamare il nostro destino e di conviverci. solo adesso che si capisce perch irrompa a un certo punto la prima persona di uno che scrive e che il lui di prima, lunico che sopravviver, questa terza persona, era una faccia della stessa medaglia: lio e il lui stabilivano un equilibrio sottile fino allindicibile per dire ci che non pu e non deve essere detto. Ma anche a questo punto che capiamo i personaggi. Chi sono costoro? Sono gli imboscati, i non ancora inglesi e i non pi argentini. Sono i quattro Re Magi e i venti armadilli. Gi, gli armadilli. Se ne parla nel capitolo due: sono gli anti-eroi di Fogwill, i pichiciegos. Los pichiciegos, gli armadilli, il titolo originale del romanzo. Perch a Fogwill hanno tolto lunica identit/non-identit che sera attribuita?
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Stile Storia Copertina

Trevanian

Thriller psicologico: linesauribile ricetta del doppio


di ANTONIO DEBENEDETTI

polizieschi dellOttocento, quali La pietra di luna dellinglese Wilkie Collins, erano anche romanzi psicologici. Questo thriller di Trevanian, nome darte dellamericano R.W. Whitaker, fa pi modernamente sfoggio di molta psicoanalisi rielaborando con abilit linesauribile ricetta del doppio. Siamo, ovvio, molto lontani dai vertici raggiunti dal Dottor Jekyll e Mr Hyde. Con Lestate di Katia, tradotto

da Luciana Bianciardi Chiara (Bompiani, pagine 278, e 17,50), ci troviamo alla vigilia della Grande guerra. Lio narrante, prendendo le distanze da un passato di psichiatra manicomiale, da poco medico in un paesino. Con laria buona respira, inebriandosene, il fascino della dolce Katia. Occhio a quel dolce! Uninquietudine sottile, quasi un presentimento, non tarda a impossessarsi del lettore appena fa

la conoscenza di Paul: fratello gemello della ragazza e sua replica al maschile. Con loro vive un padre che aggiunge mistero a un progressivo e morboso incendiarsi dei sentimenti. Che cosa nascondono i tre? Lautore lo riveler ricorrendo a Freud pi che a Hitchcock. Suspense garantita con finale grandguignolesco scritto pensando forse alla tragedia greca!
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16 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA

DOMENICA 19 FEBBRAIO 2012

Titoli di coda

Caratteri Saggistica
Anima del commercio

di Maurizio Porro

Forze del destino e relazioni pericolose


uscito dal fedele Adelphi il testo della bella commedia di Alan Bennett Gli studenti di storia che fu un film, ma soprattutto oggi uno dei migliori spettacoli teatrali di questi anni, History boys del gruppo dell'Elfo, in giro per lItalia con De Capitani e un gruppo di giovani attori straordinari. un Addio Mr. Chips aggiornato, un mel commovente sulla Storia e sulle storie, con gaio, sfacciato elenco di relazioni pericolose, di molte forze del destino.

Da dAnnunzio a Mrquez molti autori hanno fatto marketing Ma c chi, come Pasolini e Levi, ne denunciava laberrazione

La nostra

storia

Non avrai altri jeans al di fuori di me Gli scrittori prestati alla pubblicit
di GUIDO VITIELLO

di Dino Messina

SENZA GUERRE LA MEDICINA NON SI EVOLVE

li industriali che diventano poeti hanno come vessillo un quadro astratto, diceva Pier Paolo Pasolini nel film poetico-oracolare La rabbia. Qualcosa di simile potrebbe pensare il visitatore delle esposizioni darte contemporanea, sconcertato dallaria di famiglia che spira tra il museo e il museum shop, dalla naturalezza con cui certe opere si prestano a essere stampate su una T-shirt o su un servizio di piatti. Strano destino: quanto pi larte tenta di farsi esoterica, tanto pi si confonde con il panorama di immagini in cui siamo immersi. Non per caso, osservava Jean Clair, i nuovi musei sispirano al modello del Blockhaus, fortezza o casamatta, rinchiusa e quasi sotterrata, o sono strutture trasparenti in vetro e acciaio, inondate di luce, dove abolita ogni separazione tra ci che dentro e ci che fuori. Con la letteratura le cose sono un po diverse, ma se non si sta attenti si pu far confusione tra il poeta che canta ecco ecco un cocco, il propagandista di Eisenhower che esclama I Like Ike e il pubblicitario che sussurra Jadore Dior. In questo caso, per, Pasolini ci di poco aiuto. Quando, nel 1973, scrisse sul Corriere della Sera la sua analisi dello slogan dei Jesus Jeans, Non avrai altri jeans al di fuori di me, ne parl come di un embrione di linguaggio espressivo che contraddiceva lesigenza di pura comunicativit della produzione e che annunciava, in certo modo, la poesia del mondo nuovo. A dire il vero, per, la produzione non era mai stata troppo prosaica, e gli industriali erano diventati poeti gi da un pezzo. O quanto meno, si erano accorti di aver bisogno dei poeti. Scrittori e pubblicit (Lupetti editore), di Giovanni Alessi, Linda Barcaioli e Toni Marino, ricostruisce la storia dei letterati-copywriter. I pi audaci, nemmeno a dirlo, furono i futuristi. Il Manifesto della poesia pubblicitaria di Giovanni Gerbino, nel 1933, consigliava ai poeti di non immalinconirsi guardando la Luna o un tramonto isterico, ma di celebrare i lampeggianti prodotti dellindustria. Fortunato Depero, che ebbe un lungo sodalizio con la Campari, annunci che larte dellavvenire sar potentemente pubblicitaria, come daltronde lo era stata quella del passato,

C
SQUISITO AL SELTZ CAMPARI DI DEPERO, 1926 (PARTICOLARE)

i
GIOVANNI ALESSI, LINDA BARCAIOLI, TONI MARINO Scrittori e pubblicit LUPETTI EDITORE Pagine 200, e 16,50

che aveva reclamizzato per secoli santi e condottieri. Certo, il caso dei futuristi, dove cade ogni muro tra poesia e pubblicit, pressoch isolato. I due campi avevano fino a quel momento cooperato in relativa autonomia, da Trilussa che elogiava in versi il dentifricio Tri a dAnnunzio che decantava le inimitabili tostae fruges delle gallette Saiwa. E avrebbero continuato a cooperare anche dopo, grazie al mecenatismo di Adriano Olivetti o della rivista Pirelli. Finch, allinizio degli anni Settanta, letteratura e pubblicit cominciarono a guardarsi in cagnesco. Sono gli anni in cui Pasolini denuncia lespressivit aberrante degli slogan, in cui Primo Levi scrive un racconto, In fronte scritto, dove il volto umano appaltato come spazio pubblicitario. Da allora le incomprensioni si moltiplicano: i committenti si fanno pi autoritari, gli scrittori pi restii. Alla fine degli anni Ottanta, lente del Turismo di una regione montuosa chiede un racconto ad Alberto Moravia: lui lo scrive, ma lo riempie di scene di sesso spinto, e non se ne fa nulla. Altre volte la spregiudicatezza punita. Quando Luigi Malerba, nel 2001, include un inserto pubblicitario di Omnitel-Vodafone nel suo libro Citt e dintorni, si scatena una tempesta nel bicchier dacqua della societ delle lettere, cos come

quando Tonino Guerra diventa testimonial per UniEuro. Lindustria si avvantaggia dunque dei letterati? Certo, ma pu anche dare una mano ad allevarli. I tre studiosi ricordano che Gabriel Garca Mrquez prima di scrivere Centanni di solitudine lavor a lungo come copywriter, anche se i biografi menzionano lepisodio quasi con vergogna. In altri casi viene perfino il sospetto che la pubblicit faccia da incubatrice per opere daltro genere. Quando Barilla decise di produrre uno spot per i 125 anni di attivit, ne affid la regia a Wim Wenders e la sceneggiatura ad Alessandro Baricco. Questi immagin una scena in cui un contadino, in un campo di grano, vede irrompere allorizzonte unorda di cavalieri con armature fantastiche: Un incrocio tra barbarie, medioevo, look supertecnologico, fantascienza. Era il 2002. I barbari, romanzo-saggio sulla cittadella della cultura assediata da una nuova specie di primitivi ultramoderni, sarebbe arrivato quattro anni dopo.
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Stile Rigore Copertina

una scena centrale nel bel libro di Giorgio Cosmacini, Guerra e medicina. Dallantichit a oggi (Laterza, pagine 212, e 20). Una scena che molti lettori conoscono anche attraverso il film di Ermanno Olmi Il mestiere delle armi. il ferimento di Giovanni dalle Bande Nere, il nipote del Papa mediceo Clemente VII che nel 1526 contrast i lanzichenecchi imperiali guidati dal protestante tirolese Georg von Frundsberg. Giovanni dalle Bande Nere fu ferito a una gamba da un colpo darchibugio e trasportato durgenza a Mantova, dove il chirurgo dei Gonzaga, lebreo Abraham Portaleone, applic sul povero corpo del ferito la scienza (e le credenze) del tempo. Si pensava che la palla infuocata fosse anche avvelenata e che dopo dolorose cauterizzazioni bisognasse intervenire amputando la parte colpita. Cos il paziente mor pi per le complicanze delle cure che per gli effetti del colpo di arma da fuoco. Di l a pochi anni, un giovane chirurgo francese di veste corta, cio di grado minore, Ambroise Par, avendo finito lolio per cauterizzare, applic ai suoi pazienti un digestivo a base di giallo duovo. Lindomani i pazienti curati con metodo tradizionale si erano aggravati, quelli cui era stata applicata la casuale miscela stavano meglio. Non fu il caso a fare di Par uno dei pi grandi chirurghi di tutti i tempi, ma la sua vicenda illustra bene la scomoda tesi che sta alla base del libro di Cosmacini, il maggiore storico italiano della medicina. Le guerre portano flagelli, morti e devastazioni, ma tragicamente sono state anche uno stimolo eccezionale per levoluzione della scienza in generale e dellarte medica in particolare. A conclusione dellavvincente racconto, che parte dallIliade e si conclude ai nostri giorni, Cosmacini offre una serie di esempi: linvenzione del pronto soccorso in epoca napoleonica, la nascita della Croce rossa dopo la battaglia di Solferino, lestensione dellantisepsi nella Grande guerra, sino ad arrivare al secondo conflitto mondiale, che ha recato il beneficio di attivare la rivoluzione antibiotica, di cui ha poi usufruito lintera umanit. lanostrastoria.corriere.it
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MANI PULITE DI BARBACETTO, GOMEZ E TRAVAGLIO UN MEMORANDUM FORMIDABILE Corrado Augias

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DOMENICA 19 FEBBRAIO 2012

CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 17

Stanze

Caratteri Poesia

di Angela Urbano

Il mistero del fan di Poe


Dal 1949 un misterioso ammiratore di Edgar Allan Poe la notte del 19 gennaio, compleanno del poeta, portava sulla sua tomba, a Baltimora, tre rose e una bottiglia di cognac. Non accade pi da tre anni. Si sospetta che fosse Ruth Lilly, erede dellimpero farmaceutico che produce il Prozac, morta proprio nel 2009 a 94 anni: filantropa, appassionata di poesia, nel 2002 don 100 milioni di dollari alla rivista Poetry.

Memoria
e libert

I versi del poeta russo Evtushenko per il protagonista della Primavera, ultimo presidente della Cecoslovacchia e primo della Repubblica Ceca. Con il testo, la Novaja Gazeta ha diffuso un appello: largo Bolotnaya, simbolo delle proteste contro i brogli di Putin, prenda il nome di Havel

UNA PIAZZA DI MOSCA PER LEROE DI PRAGA


Evgenij Evtushenko ha dedicato questa poesia a Vaclav Havel, lo scrittore e politico ceco morto il 18 dicembre 2011, ultimo presidente della Cecoslovacchia e primo presidente della Repubblica Ceca. Popolarissimo poeta-attore-performer come dimostra il suo recital di poesia dinanzi a 42 mila giovani al Grushin Festival russo nei versi di questa pagina, apparsi sulla Novaja Gazeta di Mosca e pubblicati in esclusiva per lItalia, Evtushenko d voce alla propria ammirazione per Vaclav Havel, protagonista della democratizzazione dellEuropa dellEst. Durante lepoca sovietica Evtushenko aveva sottoscritto, con altri intellettuali, lappello per la scarcerazione di Havel imprigionato a Praga. Assieme allAddio a Vaclav Havel il quotidiano moscovita ha pubblicato una petizione alle autorit di Mosca affinch piazza Bolotnaya (piazza della Palude) dove ultimamente si sono svolte le proteste contro i brogli elettorali russi venga dedicata allo scrittore e politico ceco. Invitato a prendere parte alle manifestazioni, Evtushenko non aveva potuto lasciare gli Stati Uniti. Da Tulsa ha seguito le vicende via satellite e quelle vicende gli hanno ispirato lAddio dove, fra laltro, il poeta ricorda il telegramma di protesta, da lui inviato il 22 agosto 1968, al governo sovietico contro linvasione della Cecoslovacchia. Di Evtushenko stato celebrato, da poco, il 50anniversario dalledizione di Babi Yar, la celebre poesia sul massacro degli ebrei nei pressi di Kiev (1941), tradotta in 72 lingue, uscita anche sulla prima pagina del New York Times. Versi che, nel 1962, hanno ispirato la tredicesima sinfonia di Dmitri Shostakovich. Membro onorario dellAmerican Academy of Arts and Letters, Evtushenko, 78 anni, insegna Letteratura russa allUniversit di Tulsa (Oklahoma).

i ADDIO A VACLAV HAVEL


di EVGENIJ EVTUSHENKO
I Oggi nessuno crede alle parole dei politici, non sapendo che coshanno in testa, ma una volta hanno creduto a Vaclav Havel in prigione per avere difeso il diritto alla Parola. Sinsinuano, tra la folla, anche i nuovi ricchi: verranno un giorno sulla sua tomba, assieme allombra di Sakharov che ha delle cose da dire e allombra di Jan Palach che arde ancora. Da sempre loccupazione segue una bugia immorale. Alla tomba verr, incapace di perdonare se stesso il soldato russo del carro armato suicida in Moravia, che involontariamente travolse un bambino. E gli Otto Dissidenti (una donna con la carrozzina) porteranno sulla tomba i loro manifesti. Il mio telegramma ingenuo, irriverente voler sin qui, ingiallito dopo quasi mezzo secolo. Sono cresciuto vicino ai prigionieri con le casacche numerate, nipote di due nonni in prigione, captando il mondo con occhi e orecchie e il profumo della libert con le narici. Nellululato della tormenta colsi una canzone dal vicino Gulag non la scorder! : Toglietemi le catene, voglio respirare! Vi insegner ad amare la libert. Libert... Sono riusciti a violentarla in tutti i modi, come una donna ingannata. Abilissime, le false democrazie sono sottospecie nascoste della dittatura. Come distruggere i germi dellingiustizia? Chi mai senza colpe? In quale Stato c vera giustizia? Chi degno di insegnarci la libert? Come formare le regole della coscienza, dove ostilit e guerra sono fuorilegge ecco che cosa, attorno alla tomba di Havel, si chiedono i cechi; e non sono i soli. Anche se da tempo non ci sono n Hitler, n Stalin, sul pianeta tutto fuori posto. Sappiamo che dobbiamo difendere la libert. Chi ci dir che cosa fare dopo? II Non bisogna temere il popolo quando si batte per la verit, non c popolo senza sanguisughe, anche se sono sangue del nostro sangue. Bisogna essere saggi e non cedere allastio, per non affidarsi ancora agli agitatori. La libert una ragazza bella ma ingannatrice, scuote la coda e sparisce. Quante vittorie sono state scippate dalle mani del popolo... (Traduzione di Rayna Castoldi)
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In alto: Evgenij Evtushenko. Qui sopra: Vaclav Havel (1936-2011), lo scrittore e drammaturgo entr in politica durante la Primavera di Praga e fece 5 anni di prigione per la pubblicazione del manifesto Charta 77. Nella foto grande: unimmagine storica di Josef Koudelka che testimonia linvasione

18 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA

DOMENICA 19 FEBBRAIO 2012

Viva Liala!

Caratteri Ragazzi
Tendenze

di Roberta Scorranese

Se rispunta Carolina
Gli incubi profetici e gli annegamenti sono un segnale: sentore di gotico nei libri per signore. Come nel nuovo romanzo di Tara Hudson, Se fosse per sempre (Nord, pagine 168, e 18,60). Amelia si aggira lungo il fiume, tra ricordi e presagi. Poi la realt irrompe, con una tragedia vera e quindi la decisione di liberarsi dei fantasmi. Chiss perch, periodicamente, si riaffaccia Carolina Invernizio. Chiss.

Disegni, fumetti, parole semplici e un po di umorismo: gli scrittori abbandonano api, cavoli ed eufemismi troppo oscuri per spiegare il sesso anche ai pi piccoli
avviene lincontro non ha che da voltare ancora pagina. Il linguaggio semplice, giocoso (la ricerca dellovulo diventa una caccia al tesoro), con esempi dalla vita quotidiana: come nascere? Come quando devi infilare la testa in un maglione con il collo troppo stretto. Da tempo le api, per fortuna, sono uscite di ruolo come maestre per lezioni di sesso under five, ora ad accompagnare i piccoli nella scoperta del loro passato di embrioni, feti e neonati sono altri. Come il curioso baco Gigi del libro La mia nascita (GiuntiKids, uscito nel 2005 e di prossima ripubblicazione) un manualetto agile, dalla grafica infantile, dove le informazioni sono precise, i disegni di immediata e di facile comprensione. Pure per un bambino di 4 anni (et consigliata). Per i pi grandicelli (dagli 8 anni) di riproduzione si parla nel libro pop up Viaggio nel nostro corpo di Steve Parker (Editoriale Scienza): i genitori possono star tranquilli, dalla pagina non salta fuori nulla che possa far arrossire; il tema trattato in maniera scientifica; c solo una rotellina per scorrere lo sviluppo del bambino nella pancia della mamma. Chi al tema hot aggiunge, finalmente, un po di humour Allan Nicholas in Dov finito Willy? (Emme Edizioni dai 4 anni). Il protagonista un tipo simpatico e vivace, un peperino di colore azzurro chiaro con una mascherina colorata sugli occhi per non perdere di vista lobiettivo della sua missione: battere sul tempo 300 mila concorrenti. Willy uno spermatozoo; viene, quasi, spontaneo fare il tifo per lui in una gara che pu valere una vita.
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La cicogna ormai in pensione


di SEVERINO COLOMBO

ex and the baby. Ovvero Tutto quello che i ragazzini vorrebbero sapere sul sesso (ma col cavolo che qualcuno glielo ha spiegato). Il sottotitolo di un testo cult in materia, I nati ieri e quelle cose l, chiaro. Pure troppo. Uscito per la prima volta nel 1992, rompendo tabu e silenzi, viene ora ripubblicato con un leggero maquillage grafico e un aggiornamento del profilo dei protagonisti, ma immutato nei contenuti e nei destinatari, bambini di 8-9 anni. Il testo a fumetti di Laura Magni, i disegni di Roberto Luciani; introduzione e commenti sono di Marcello Bernardi, il grande pedagogista che i nuovi bambini li capiva al volo. Nella prefazione alla riedizione, un altro esperto (di libri e di ragazzi), Roberto Denti sottolinea come nella famiglia di oggi linformazione sessuale unesigenza imprescindibile e rivendica limportanza del libro come strumento prezioso che richiede per la collaborazione e il colloquio con ladulto per aprire e proseguire un discorso difficile da affrontare con un altro mezzo. Che i bambini non nascano sotto i cavoli n li porti la cicogna lo sanno bene lo sgamato biker tredicenne Gionni, la saputella di dieci anni Mia e Pippo, a sette anni gi campione di PlayStation. Ma sapere non capire e guardarsi allo specchio (nudi) per i nati ieri di oggi

Nati ieri
Qui sopra: un disegno di Nicoletta Bertelle, Prova per il Cantico dei Cantici (2010). I nati ieri e quelle cose l pubblicato da Carthusia (pp. 80, e 16,90) con un testo di Laura Magni e le illustrazioni di Roberto Luciani.

un buon punto di partenza per iniziare a farsi (e a fare) domande, anche imbarazzanti: su pubert, ciclo mestruale, gravidanza e contraccezione. Qual let giusta per imparare a chiamare quelle cose l con il loro nome, senza eufemismi? Quanto a linguaggio, per parlare di sesso ai bambini la tendenza degli ultimi anni essere espliciti. Al bando pisellini e patatine. Meglio dire pene al pene. Cos accade nel sobrio e poetico E io dove stavo? (Editoriale

Scienza), indicato per piccoli dai tre anni, di Mick Manning e Brita Granstrm, autori del testo e delle illustrazioni chiare e rassicuranti tutti sorridono sempre che lo completano. Un breve prologo (tutto cominciato da un abbraccio molto molto affettuoso tra mamma e pap) e alla pagina dopo si entra in medias res: Gli spermatozoi del pap hanno cominciato a nuotare dentro la tua mamma e hanno incontrato uno dei suoi ovuli. Chi poi vuole sapere come

DOMENICA 19 FEBBRAIO 2012

CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 19

Cotture brevi

Caratteri Itinerario dautore

di Marisa Fumagalli

Lultimo Dumas
La cucina dalla A alla Z, un genere che tira. Esperti veri e presunti, intrattenitrici della tv, sfornano libri come souffl. A volte sgonfiati. Sicch, ripescando tra i volumi di casa Il grande dizionario della cucina di Alexandre Dumas (Sellerio), gran mangiatore e gran narratore, ecco quel che soleva ripetere: Voglio concludere la mia opera letteraria in cinquecento volumi con un libro di cucina. Mor nel 1870, poco dopo averlo scritto.

Le 5 pagine memorabili
della storia della letteratura

RRR

Sorrise con aria comprensiva, molto pi che comprensiva. Era uno di quei sorrisi rari, dotati di un eterno incoraggiamento che si incontrano quattro o cinque volte nella vita. Affrontava lintero eterno del mondo per un attimo Francis Scott Fitzgerald

Sorrisi
P
u essere il sole che cancella linverno dal volto (Victor Hugo), ma anche la porta della tristezza, un enigma da risolvere, una fessura dentro la cattiveria. Edmondo De Amicis inchioda Franti, il disadattato della scuola elementare di Cuore con una sola, tremenda locuzione: E linfame sorrise. Il sorriso, forse la pi affascinante delle espressioni umane, si accende da sempre nella pittura e nella letteratura per raccontare le infinite sfumature del bene e del male. Siamo chimicamente predisposti a ricambiare un sorriso solare e irresistibilmente attratti dal suo manifestarsi. Un interdetto commissario Montalbano (Andrea Camilleri) spiega cos leffetto dirompente di quello apparso sul viso di Angelica, la protagonista di unindagine che gli ricorda la giovinezza e lOrlando furioso: Aviva un sorriso che era come na lampatina da cento che saddrumava mprovisa nello scuro. I sorrisi nella vita vera sono solo attimi. Ma Richard Bach, laviatore-scrittore de Il gabbiano Jonathan Livingston, ci rassicura sulla capacit umana di catturarne lanima con velocissime modalit di scansione. Il nostro cervello, scrive Bach ne Le ali del tempo, per riconoscere oggetti geometrici ha bisogno di almeno un cinquantesimo di secondo, mentre la percezione di un sorriso rimarr in noi dopo che balenato per non pi di un millesimo di secondo. Nei romanzi i sorrisi durano molto di pi: possono dispiegarsi e concludersi in un paio di parole, ma anche accendersi piano, salire e poi volare per intere frasi e mezze pagine. Dante impiega diverse terzine del XXIII canto del Paradiso per scusarsi delloggettiva impossibilit di rendere intellegibile quello extra terreno di Beatrice. Cos bello da non poterlo dire: eppure il prodigio letterario si compie. E tutti i sorrisi da libro rivendicano nei secoli una qualche forma di eternit. Ecco allora, a partire da questo famoso e luminoso non detto dellAlighieri, sbocciato in cima alla letteratura di tutti i tempi, cinque guizzi di volto messi al sicuro dalle parole. Per raccontare la bellezza, il mistero, lamicizia, la capacit di resistere al dolore e la speranza.

Misteriosi, solari, rivelatori: nella vita durano un attimo nei romanzi sono eterni
le scelte di GIUDITTA MARVELLI
che emana dal volto della donna che lo sta guidando in cielo al cospetto di Dio e dei beati. Ma adesso che viene invitato a farlo, si rende conto di non possedere registri espressivi per quello che vede. Se ora, per aiutarmi dice Dante cominciassero a cantare tutte le voci che Polimnia, la musa della lirica, e le altre sue sorelle nutrono con il loro latte pi dolce, non si arriverebbe neppure a descrivere la millesima parte del vero. Tentare di spiegare con parole umane, seppur ricche della migliore poesia, il sorriso di Beatrice uno sforzo impossibile. quindi necessario che il poema sacro passi oltre, come colui che trova il suo cammino tagliato da qualche ostacolo. Antonello da Messina, Ritratto duomo o Ritratto dignoto marinaio (1465-1476); Cefal, Museo Mandralisca (particolare) gliori. Esattamente a questo punto svaniva. sommosse. Cruciale sar lincontro con luomo che guarda il mondo con linquietante saggezza del ritratto: Un sorriso ironico, pungente e nello stesso tempo amaro, di uno che molto sa e molto ha visto, sa del presente e intuisce il futuro; di uno che si difende dal dolore della conoscenza e da un moto continuo di piet. E gli occhi aveva piccoli e puntuti, sotto larco nero delle sopracciglia. Due pieghe gli solcavano il viso duro, agli angoli della bocca, come a chiudere e ancora accentuare quel sorriso. Luomo era vestito da marinaio () uno strano marinaio... non aveva il sonnolento distacco () delluomo vivente sopra il mare ma la vivace attenzione di uno vivuto sempre sulla terra.

Vladimir Nabokov, Lolita

Francis Scott Fitzgerald, Il grande Gatsby


Minuziosamente descritto, con una plasticit che lo rende indossabile come un vestito su misura, invece il sorriso di Jay Gatsby, il ricchissimo anfitrione di feste a West Egg, nellAmerica spensierata prima del grande crac del 1929. Ed tra le luci e i brindisi degli invitati nel grande giardino, che Nick Carraway, lio narrante del romanzo pi famoso di Scott Fitzgerald (prima edizione Medusa, 1950), fa conoscenza con il padrone di casa mescolato tra gli ospiti. Non ci sar una stretta di mano, ma un sorriso che incanta il nuovo venuto, in procinto di scusarsi perch non sapeva di parlare con Gatsby in persona. Sorrise con aria comprensiva, molto pi che comprensiva. Era uno di quei sorrisi rari, dotati di un eterno incoraggiamento che si incontrano quattro o cinque volte nella vita. Affrontava o pareva affrontare lintero eterno del mondo per un attimo, e poi si concentrava sulla persona a cui era rivolto con un pregiudizio irresistibile a suo favore. La capiva esattamente fin dove voleva essere capita, credeva in lei come a lei sarebbe piaciuto credere in se stessa, e le assicurava di aver ricevuto da lei esattamente limpressione che sperava di produrre nelle condizioni mi-

Dante Alighieri, La Divina Commedia


Apri li occhi e riguarda qual son io; / tu hai vedute cose, che possente / se fatto a sostener lo riso mio. Apri gli occhi e guardami in tutto il mio splendore, dice Beatrice al poeta, perch a questo punto del viaggio hai visto cose tali da esser in grado di sostenere la luce del mio sorriso. Fino a questo momento siamo appunto al XXIII dei XXXIII canti del Paradiso (Divina Commedia, 1304-1321) Dante non ha potuto affrontare il fulgore

Ci sono sorrisi prt--porter e sorrisi che nascono per rimanere degli enigmi. Quelli antitetici della madre egoista e della bambina traviata cos lalter ego di Nabokov parla nellintroduzione di Lolita (1959, prima edizione italiana) delle due donne chiave del suo romanzo hanno la peculiare caratteristica di non rivelare nulla. Sfuggono alla comprensione e al possesso di chi, andando oltre il limite del delitto, tenta disperatamente di afferrare leterna giovinezza. Ed ecco Humbert Humbert, che sposa Charlotte Haze perch si perdutamente invaghito della figlia dodicenne di lei, davanti alla futura moglie: Gli occhi verde mare, molto distanziati, avevano uno strano modo di viaggiarti addosso, evitando scrupolosamente di incontrare il tuo sguardo. Il sorriso non era che lo scatto interrogativo di un sopracciglio...(). Era palesemente una di quelle donne nelle cui parole forbite si riflette magari un club del libro (), mai lanima. Ma anche linsanamente adorata Lolita rimane, fino alla fine, un mistero: Aveva sempre per gli estranei un sorriso assolutamente incantevole, due teneri, serici occhi a fessura, una radiosit sognante e dolcissima di ogni lineamento, naturalmente priva di ogni significato, ma cos bella, cos accattivante che era difficile ricondurre una simile dolcezza a un gene magico che le illuminasse automaticamente il viso nel simbolo atavico di un antico rito di benvenuto.

Khaled Hosseini Il cacciatore di aquiloni


Anche Sohrab il bimbo afghano che chiude con un tentativo di sorriso il romanzo desordio di Hosseini (Piemme, 2004), scrittore americano con radici nel paese dei Talebani ha visto molto, ma deve ancora costruire i suoi strumenti per difendersi dal dolore. I genitori sono morti nella disastrosa guerra in cui precipitata Kabul, alla sua salvezza ha lavorato con accanimento lo zio Amir, emigrato negli Stati Uniti con un segreto e molte ferite da elaborare. Un giorno, in un parco americano, davanti al volo di un aquilone che ricorda ad ambedue la tradizione afghana della caccia alla carta colorata volante e felici infanzie ormai perdute, Sohrab prova per la prima volta dopo molto tempo a sperare. E Amir ne parla cos: Era solo un sorriso, niente di pi. Le cose rimanevano quelle che erano. Solo un sorriso. Una piccola cosa. Una fogliolina in un bosco che trema al battito dali di un uccello spaventato. Ma io lho accolto. A braccia aperte. Perch la primavera scioglie la neve fiocco dopo fiocco e forse io ero stato testimone dello sciogliersi del primo fiocco.
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Vincenzo Consolo, Il sorriso dellignoto marinaio


E se il mistero di un sorriso esce da un quadro realmente dipinto per diventare un romanzo? Il Ritratto duomo di Antonello da Messina, una sorta di Gioconda al maschile, oggi custodito in un museo nei ripidi vicoli di Cefal, il protagonista di una storia ambientata a Lipari (la prima edizione fu per Einaudi nel 1976), nella Sicilia ottocentesca dei moti rivoluzionari. Consolo narra del barone di Mandralisca, nobile collezionista darte realmente esistito, che, a differenza di altri notabili, non resta indifferente alla tensione sociale e civile espressa dalle

RRR
Ineffabile Tentare di spiegare a parole lespressione di Beatrice impossibile. Quindi necessario che il poema di Dante passi oltre
Dallalto, Dante Alighieri (1265-1321); Francis Scott Fitzgerald (1896-1940); Vladimir Nabokov (1899-1977); Vincenzo Consolo (1933-2012); Khaled Hosseini (1965)

RRR
Legami Il sorriso di Lolita e quello della madre hanno la peculiare caratteristica di non rivelare nulla

RRR
Arte Il Ritratto duomo di Antonello da Messina, protagonista del libro di Consolo, una sorta di Gioconda al maschile

20 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA

DOMENICA 19 FEBBRAIO 2012

Legenda

Caratteri Classifica dei libri

(2) posizione precedente

1 in salita 5 in discesa

S R N

stabile rientro novit

100 titolo pi venduto (gli altri in proporzione)

Pivetti ex depressa torna a sorridere; piace lamore fantasy di Gier Eccezionale Szymborska, fa volare la poesia tra i bestseller
La pagella
di Antonio DOrrico
Pino Imperatore Benvenuti in casa Esposito Giunti
Voto

Top 10
(1)

ebook
di Alessia Rastelli

Narrativa italiana

6- 1
S
100

La Gomorra light, commediola ingenua

Amy Bratley Amore, zucchero e cannella Newton Compton, e 9,90 Marco Malvaldi La carta pi alta Sellerio, e 13 Giulio Tremonti Uscita di sicurezza Rizzoli, e 12 Andrea Camilleri Il diavolo, certamente Mondadori, e 10 Veronica Pivetti Ho smesso di piangere Mondadori, e 17 G. Colombo, F. Marzoli Farla franca. La legge uguale per tutti? Longanesi, e 13,90 Kerstin Gier Green Corbaccio, e 16,60 Tiziano Ferro Lamore una cosa semplice Kowalski, e 12,90 Fabio Volo Le prime luci del mattino Mondadori, e 19 Patricia Cornwell Nebbia rossa Mondadori, e 20

2
(3)

i pu ancora scrivere sulla camorra dopo Saviano? Pino Imperatore ha deciso di provarci e va lodato per il suo coraggio. Leroe del suo racconto un malavitoso minore, Tonino Esposito, sfortunato rampollo di un potente boss caduto nellesercizio delle sue funzioni. Tonino, che un po imbranato, non ha ereditato il posto del padre e lavora (ma sono lavoretti di nessun prestigio) alle dipendenze del nuovo capo. Tonino tiene famiglia, anzi una famigliona composta dalla vistosa moglie Patrizia (ritenuta, nel giudizio del maschio medio napoletano, una femmina fresca e tosta), da due figli (un maschietto bulimico e una ragazzina bella e studiosa che, a scuorno del padre, unappassionata lettrice di Gomorra), dalla mamma di Tonino stesso (una signora fiorentina gentile ed elegante), dai suoceri, dalla cameriera Olga (una virago di origine ucraina) e dal piccolo zoo domestico (un coniglio e uniguana). Vivono tutti assieme dentro il Palazzo Esposito al rione Sanit e tutti assieme vanno Pino Imperatore in vacanza al villaggio nato a Napoli nel 61 Maracaibo di Scalea e tutti assieme ascoltano le hit dei neomelodici (da Sei bella quando piangi alla superba Tua mamma pi bona di te). Imperatore cerca di raccontare la vita quotidiana della camorra con umorismo, senza indugiare in effetti drammatici e senza pronunciare requisitorie (c solo la predica di un prete). un anti-Saviano? No, non lo e non mi pare abbia intenzione di esserlo. Per poi se uno lo legge come una risposta light, scanzonata e intimistica a Gomorra, male non fa. E forse non fa male nemmeno a Saviano. Una commediola piacevole con qualche ingenuit e qualche effetto cartolina di troppo. Come voto darei tra il cinque e il sei (ma pi verso il sei). E darei, visto che ci sono, un dieci alla memoria a La mazzetta di Attilio Veraldi (1976), il pi bel romanzo di camorra mai scritto.
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79

Dominano thriller e fantasy


Gibbins, Harper, Cornwell. Il thriller domina la classifica di Net-ebook, il negozio di libri digitali allinterno del sito di e-commerce Media World-Compra online. Le prime due posizioni in particolare occupate da Il vangelo proibito e La cripta premiano le scelte editoriali di Newton Compton, gi dal 2010 sul mercato elettronico: circa seicento ebook, con un prezzo che non supera mai i 4,99 euro, tutti protetti con Social Drm (ovvero il sistema anti-pirateria leggero, simile agli ex libris). Completano la Top Five, Green, lultimo atto della Trilogia delle gemme di Kerstin Gier (fantasy per giovani adulti), e un nuovo caso di ebook auto-pubblicato. Ovvero Trafittura, romanzo erotico di Francesca Mazzucato edito con Narcissus, la piattaforma di self-publishing della societ Simplicissimus. Sorprese come queste capitano spesso commenta Maurizio Motta, direttore generale di Media World . Quello degli ebook un mercato vivace: dal febbraio 2011 a oggi, le vendite sul nostro store sono salite del 20%. Tanto che sul digitale Media World vuole puntare, anche attraverso i negozi fisici: Da marzo annuncia Motta creeremo spazi ad hoc, in cui metteremo in vendita gli ereader, i dispositivi per leggere elettronico, accanto ai libri di carta.
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1 1 1
Varia

(2)179

Marco Malvaldi La carta pi alta Sellerio, e 13

2 (1)569 Andrea Camilleri


Il diavolo, certamente Mondadori, e 10

Malvaldi beffa Camilleri e torna in vetta alla classifica. Il trentottenne toscano (secondo assoluto in Top Ten) raddoppia le presenze con la precedente avventura dei vecchietti del BarLume. Exploit di Corona e Simoni: lo scrittore montanaro scala la classifica fino al quinto posto; il giallista guadagna cinque posizioni.

(3) 3 Volo S 48 Fabio


Le prime luci del mattino Mondadori, e 19

3
(4)

Narrativa straniera
(1) S 100

71

4
(2)

69

Amy Bratley Amore, zucchero e cannella Newton Compton, e 9,90

2 (-) N 56 Kerstin Gier


Green Corbaccio, e 16,60

5
(-)

63

Aria di novit negli stranieri: cinque titoli nei primi dieci posti. La miglior new entry Gier: lultimo atto della trilogia love & fantasy insidia il primato di Amy Bratley. La grande sorpresa il sesto posto della poetessa premio Nobel Wislawa Szymborska, scomparsa il 1 febbraio scorso, con la raccolta La gioia di scrivere.

3 (2)547 Patricia Cornwell


Nebbia rossa Mondadori, e 20

6
(-)

Saggistica
(1) S 71

56

7
(-)

Giulio Tremonti Uscita di sicurezza Rizzoli, e 12

2 (4)163 Veronica Pivetti


Ho smesso di piangere Mondadori, e 17

56

8
(-)

51

9
(6)

Economia, salute e giustizia: i temi che valgono il podio. In vetta resiste Tremonti; seconda lattrice Pivetti che racconta, tra dolore e disincanto, luscita dalla depressione; terzo lex magistrato Colombo (con Franco Marzoli) che a ventanni di distanza fa un bilancio critico di Tangentopoli. Quarto posto per la popstar Tiziano Ferro che entra in Top Ten.

(-) 3Colombo,NF.56 G. Marzoli


Farla franca. La legge uguale per tutti? Longanesi, e 13,90

48

10
(5)

47

1 1
1 Hannah Kristin
Home front

(3)137

Pierre Dukan La dieta Dukan illustrata Sperling&Kupfer, e 19,90

(1)5 2 Dukan29 Pierre


La dieta Dukan Sperling&Kupfer, e 16

La recensione dei lettori

Gianluigi DAlfonso 48 anni, impiegato, di Roma, ha letto Casca il mondo, casca la terra di Catena Fiorello (Rizzoli)

La classifica
David Gibbins 1 100 Il vangelo proibito Newton Compton, 4,99 ePub con Social DRM 2 92 Tom Harper La cripta Newton Compton, 4,99 ePub con Social DRM Patricia Cornwell Nebbia rossa Mondadori, 9,99 ePub con Adobe DRM Kerstin Gier Green Corbaccio, 11,99 ePub con Adobe DRM

Ragazzi
(1) S 31

La rivincita di una donna tradita

ittoria una donna dei nostri giorni con una bellissima famiglia. Inventandosi una falsa identit, decide di diventare la migliore amica di Laura, pi giovane, lamante di suo marito, che sta infrangendo il suo bellissimo quadretto familiare. Solo cos potr conoscerla bene per sfidarla faccia a faccia e riprendersi il marito. Del resto Vittoria conosce bene la competizione, che, fin da ragazzina, quando viveva in un piccolo paese della provincia leccese, ha messo in pratica per scalare la societ. Per questo ora, per nessuna cosa al mondo, disposta ad abdicare. La storia, che si snoda appassionante e coinvolgente

riservando anche un inaspettato colpo di scena, mette in luce i valori della protagonista. Vittoria, infatti, pur impersonando tutte le contraddizioni e le psicosi di una certa societ di oggi, materialista e superficiale, riesce comunque a far emergere amore, speranza, coraggio e perdono risultando alla fine la vera vincitrice della partita.

Antoine de Saint-Exupry Il piccolo principe Bompiani, e 7,90

(6)116 2 Selznick Brian


La straordinaria invenzione di Hugo Cabret Mondadori, e 16

3 67

4 50

Stati Uniti 2 Patterson James


Maxine Paetro Private #1 Suspect Little, Brown, $ 27,99

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La recensione deve riguardare un libro uscito negli ultimi mesi. Scrivete un indirizzo email corretto per contattarvi in caso di selezione per la pubblicazione.

5 50 Francesca Mazzucato Trafittura Narcissus, 0,99 Pdf con Social DRM (6-12 febbraio 2012)

3 Crais Robert
Taken Putnam, $ 26,95

S.Martins, $ 27,99

DOMENICA 19 FEBBRAIO 2012


Giovanni Tesio (Piossasco, 1946) cresciuto a Pancalieri, insegna Letteratura italiana allUniversit del Piemonte orientale; critico di TuttoLibri. Sono appena usciti il pamphlet I pi amati. Perch leggerli? Come leggerli? (Interlinea) e, per bambini, una fiaba in versi (Notes edizioni). Ecco la sua scelta critica.

CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 21

Il podio del critico


di Giovanni Tesio

1 Romagnolo 2 Geda Raffaella Fabio


La masn Piemme, e 16,50 Lestate alla fine del secolo Dalai, e 17,50

Sebastiano Vassalli Amore lontano Einaudi, e 10

Il numero
di Giuliano Vigini

1 00 5
Bianca come il latte, rossa come il sangue Mondadori, e 13

Consumo social, pirateria global


Pi la lettura diventa social, come susa dire, pi la pirateria diventa global. Fa una certa impressione venire a sapere dallAssociazione italiana editori che circa 15.000 titoli italiani hanno una versione pirata e che su 25 bestseller analizzati ben 19 sono disponibili illegalmente (di cui 13 in versione ebook). Fare gli editori gi un affare complicato; al tempo dei pirati, poi, diventa ancora pi rischioso. Mentre si spera che nelle famiglie italiane cresca pi velocemente lutilizzo di Internet (il 54,6% dichiara di possederne laccesso, ma solo il 49,3% lo usa), si confida in pari tempo che si possano adottare contromisure valide per contenere la pirateria digitale entro limiti fisiologici. Tenendo per come principio non negoziabile che il diritto dautore devessere sempre tutelato.

(Elaborazione a cura di Nielsen Bookscan. Dati relativi alla settimana dal 6 al 12 febbraio 2012)

(6) S 28 4 (4)Mazzantini 6 (7)126 8 Levi525 Margaret Alessandro DAvenia Primo


Mare al mattino Einaudi, e 12 Se questo un uomo Einaudi, e 10,50

10 (10) S 24 Giorgio Faletti


Tre atti e due tempi Einaudi, e 12

Chiara Gamberale Lamore quando cera Mondadori, e 10

12 (11)522

14 (14) S 20 Giuliano Pasini


Venti corpi nella neve Time Crime, e 7,70

16 (15)518 Andrea Vitali


Zia Antonia sapeva di menta Garzanti, e 13,90

(-) N 15 18 Malvaldi Marco


La briscola in cinque Sellerio, e 10

20 (17)514 Pino Imperatore


Benvenuti in casa Esposito Giunti, e 10

(-) R 28 5 Corona Mauro


Come sasso nella corrente Mondadori, e 18,50

Marcello Simoni Il mercante di libri maledetti Newton Compton, e 9,90

(12)125

(9)5 9 (5)525 11 Agus 24 Alessandro DAvenia Milena


Cose che nessuno sa Mondadori, e 19 Sottosopra Nottetempo, e 14,50

Gianrico Carofiglio Il silenzio dellonda Rizzoli, e 19

13 (13) S 21

(8)5 15Maraini19 Dacia


La grande festa Rizzoli, e 16

(18) 17 (16)Baricco 19 Luca515 517 Alessandro Erri De


Mr Gwyn Feltrinelli, e 14 I pesci non chiudono gli occhi Feltrinelli, e 12

Georges Simenon Il destino dei Malou Adelphi, e 18

(-)[ N 46

Wislawa Szymborska La gioia di scrivere. Tutte le poesie (1945-2009) Adelphi, e 19

(-) N 38

8 (3)Sparks 534 Nicholas


Il meglio di me Frassinelli, e 20

(-) N 29 10 Patterson James


Listinto del predatore Longanesi, e 16,40

(4)528 12 Allende Isabel


Il quaderno di Maya Feltrinelli, e 20

(12) 14Santos526 Care


Il colore della memoria Salani, e 18,60

N 16 (-)von26 18 (-) N 21 Elizabeth Arnim J. R. Ward


Il circolo delle ingrate Bollati Boringhieri, e 17,50 Riscatto. La confraternita del pugnale nero Rizzoli, e 16

(15)5 20 Cooper21 Glenn


Il marchio del diavolo Nord, e 19,60

5 (-) N 43 Lauren Kate


Fallen in love Rizzoli, e 15

7 (6)535 Kathryn Stockett


The help Mondadori, e 18

Karen Swan Un diamante da Tiffany Newton Compton, e 9,90

(5)530

11 (10)528 Vanessa
Diffenbaugh Il linguaggio segreto dei fiori Garzanti, e 18,60

(-) N 26 13 Pulkkinen Riikka


Larmadio dei vestiti dimenticati Garzanti, e 16,40

15 (7)526 Haruki Murakami 17 (11)524 Tatiana de Rosnay


La chiave di Sara Mondadori, e 17,00 1Q84. Libro 1 e 2. Aprile-settembre Einaudi, e 20

19 (9)521 Monika Peetz


La quinta costellazione del cuore Garzanti, e 16,40

4 (-) N 51 Tiziano Ferro


Lamore una cosa semplice Kowalski, e 12,90

Corrado Augias Il disagio della libert Rizzoli, e 15

(-) N 34

(15)129 8Amorth, P. Rodari 10 (5)524 G. Philippe Daverio


Lultimo esorcista. La mia battaglia contro Satana Piemme, e 16,50 Il museo immaginato Rizzoli, e 35

(8)523 12 Isaacson Walter


Steve Jobs Mondadori, e 20

14 (9)516 16 (-) R 14 Concita De Gregorio Vittorio Sgarbi


Cos la vita. Imparare a dirsi addio Einaudi, e 14,50 Piene di grazia. I volti della donna nellarte Bompiani, e 20

(11)512 18Jacobsen Annie


Area 51. La verit, senza censura Piemme, e 22

(-) R 20 Rossi 11 Vasco


La versione di Vasco Chiarelettere, e 14

D. Avey, R. Broomby Auschwitz. Ero il numero 220543 Newton Compton, e 9,90

(2)542

(3)532 7Littizzetto, F. Valeri 9 (7) 525 L. Giorgio Bocca


Leducazione delle fanciulle Einaudi, e 10 Grazie no. 7 idee che non dobbiamo pi accettare Feltrinelli, e 10

(10)515 11 (6)523 13 (-) N 17 15Latouche Massimiliano Verga M. Iwasaki, R. Brown Serge


Zigul. La mia vita dolceamara con un figlio disabile Mondadori, e 16,50 Storia proibita di una geisha Newton Compton, e 9,90 Per unabbondanza frugale Bollati Boringhieri, e 15

17 (13)513 Z. Ibrahimovic
D. Lagercrantz Io, Ibra Rizzoli, e 18,50

19 (-) N 12 Andrea Gallo


La buona novella Aliberti, e 15

(-) N 19 3 (2)526 4 Bertolino Benedetta Parodi Enrico


I men di Benedetta Rizzoli, e 15,90 Pirla con me. Da Milano si pu guarire Mondadori, e 16

(-) N 5 Argov19 Sherry


La magnifica stronza Piemme, e 15

(5) 6 Carr 513 Allen


facile smettere di fumare se sai come farlo EWI, e 10

(8)111 7 Peronaci Sonia


Le mie migliori ricette. GialloZafferano Mondadori, e 16,90

8 (-) N 11 9 (7)511 Spyros Theodoridis Rhonda Byrne


Cuoco per emozione. Una cucina fatta con amore Rizzoli, e 19,90 The secret Macro, e 18,60

(4)5 10 Dukan10 Pierre


Le ricette della dieta Dukan Sperling&Kupfer, e 16

Tea Stilton La ricetta dellamicizia. Con carte Piemme, e 9,20

(7)114

4 (-) N 14 Geronimo Stilton


Ma che vacanza... Piemme, e 9,20

5 VV.(-) N 13 AA.
Principesse. Libro acquerello. Con gadget Walt Disney, e 7,90

6 (3)512 Geronimo Stilton


Sei nella lava fino al collo, Stiltont! Con carte Piemme, e 9,20

(2)5 7 Kinney 10 Jeff


Diario di una schiappa Il Castoro, e 12

(-) 8 KinneyR 10 Jeff


Diario di una schiappa. La legge dei pi grandi Il Castoro, e 12

9 (9) S 10 Geronimo Stilton


Ci mangeremo... Geronimo Stilton! Con carte Piemme, e 9,20

(-) N 9 10DAchille Silvia


Gli attacca-stacca di Peppa Pig Giunti, e 5,90

(Elaborazione a cura del Corriere della Sera)

Inghilterra
Jennifer Worth Call the Midwife (tie-in) Hachette, 17

Francia 3 Robinson Peter


Before the poison Hodder & Stoughton, 18,99

Germania 2 Beigbeder 3 Darre Frdric Patricia


Lamour dure trois ans Gallimard, e 5,70 Un souffle vers lternit Michel Lafon, e 17,20

S J Watson Before I Go to Sleep Transworld Publisher, 12,99

1 Dosire Ren
Largent de Ltat Seuil, e 19,50

1 Adler-Olsen 2 Jonasson Jussi Jonas


Das Alphabethaus DTV, e 15,90 Der Hundertjhrige Carls books, e 19,99

Dora Heldt Bei Hitze ist es wenigstens nicht kalt DTV, e 14,90

22 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA

DOMENICA 19 FEBBRAIO 2012

IN VIAGGIO
di CARLO BERTELLI

Ci sono opere nate per un solo luogo: non spostatele


a ricerca artistica contemporanea ha portato alla creazione di opere la cui ragione dessere il luogo per cui sono progettate. Sono, cio, site-specific. Le grandi impacchettature di Christo sono appunto esempi famosi site-specific: il loro valore sta in ci che lartista ha scelto di chiudere in un involucro, non nellinvolucro. Di fatto il legame tra lopera darte e il luogo prescelto molto pi antico e si dimostra indissolubile. Immaginiamo di spostare le cappelle del Sacro Monte di Varese

RRR

Il destino inalienabile del site specific: perch il mausoleo italiano di Auschwitz (ma non solo) deve rimanere dov

accanto ai Cloisters di New York. Le architetture sarebbero salve, ma il loro rapporto con i luoghi andrebbe distrutto. Perderebbero lanima. Ci vero per qualunque monumento sia stato eretto come memoriale, che sia Redipuglia o la torre di Solferino. Il problema si presenta in modo delicatissimo con il memoriale italiano ad Auschwitz (nella foto). Concepito da illustri ospiti del lager, come Primo Levi e Lodovico Belgioioso (con la musica di Luigi Nono), stato realizzato nella baracca 21 come un

percorso altamente drammatico e coinvolgente. Chi percorre il lungo corridoio creato nella baracca non pu cos mai dimenticare dove si trova. Non si tratta di una presentazione museale, ma di unopera darte, un tributo alla forza delluomo contro la disumanit. Recentemente sorta lidea di rimuovere linstallazione. una proposta che lascia assai perplessi. Poich dovrebbe essere evidente che, in questo caso, rimozione equivarrebbe a distruzione.
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Sguardi
Arte, fotografia, architettura, design, mercato Epoche Allinizio, 40 anni fa, le scritture impazzite di giovani cubani, greci e portoricani riempirono New York. Era nata una cultura. Oggi palazzi del potere, caserme, piazze delle capitali nordafricane e mediorientali sono invasi dalla stessa potenza di colori e immagini. Keizer, Ganzeer, El Teneen: i nomi della nuova rivoluzione

Sorelle musulmane
di Viviana Mazza

Salvare la faccia
Met del volto di Zakia stato cancellato dallacido gettatole in faccia dal marito. Ci che resta un occhio, parte del naso, la bocca lo nasconde il niqab. una delle 150 vittime lanno (dichiarate) di attacchi con lacido in Pakistan. Il chirurgo Mohammed Jawad tenta di ricostruirle il volto, lei cerca giustizia in tribunale. Lo racconta Saving Face (salvare la faccia), documentario candidato allOscar.

di VINCENZO TRIONE
ew York, primi anni Settanta. Interi quartieri sono invasi da scritture impazzite. Sequenze di sagome, di lacerazioni e di graffi incisi con le bombolette spray da bande di giovani cubani, greci, portoricani. Lettere e annotazioni cifrate contaminano facciate di palazzi, vagoni della metropolitana e autobus. Gruppi di graffitisti sperimentano narrazioni rapsodiche e imperfette, dense di richiami ai cartoon, alle pubblicit e alla storia dellarte. Una prosa rabbiosa, impervia e visionaria, che tende a trasformare New York in un immenso mosaico mobile. Un grido di irritazione, che dichiara il bisogno di essere contro la cultura ufficiale e perbenista. Circa quarantanni dopo. Dallaltra parte del mondo. Le capitali della Primavera araba: Il Cairo e Tripoli. Citt fino a poco tempo fa dominate da dittature ostili a unarte politica. Negli ultimi mesi, qui sorto un movimento di street art: trasversale, privo di calcoli, spontaneo, non legato a logiche mercantili o commerciali, n guidato da leader teorici. In concomitanza con il moto di ribellione che ha travolto Egitto e Libia, voci lontane hanno avvertito lurgenza di dar vita a opere civili. La veemenza analoga a quella che aveva caratterizzato le incursioni urbane dei graffitisti statunitensi. Analoghe anche la violenza, la rabbia, lo slancio insurrezionale. Ma le esperienze degli artisti arabi hanno qualcosa di pi: la forza della necessit. Di cosa si tratta? Potremmo partire da un reportage di Tahar Ben Jelloun. Vi si racconta un viaggio a Tripoli. La sensazione quella di essere ritornati agli anni Cinquanta. Nessun manifesto pubblicitario. Negozi che espongono vestiti fuori moda. Una citt triste. Atmosfere da film in bianco e nero. Intorno, nessuna illuminazione. come vivere sotto ipnosi. Nelle periferie, sulle strade che conducono ai siti ar-

I graffiti della primavera

Ira e politica: la street art nei Paesi delle rivolte arabe


Il grido di libert sui muri delle case
cheologici cartaginesi, si incontrano solo poster con foto di Gheddafi. Ecco il Rais in divisa da ufficiale, il Rais in costume da deserto con occhiali da sole, il Rais in abito musulmano... Tripoli, ora, si sta trasformando. Non pi un luogo grigio. Ha scoperto la magia del colore. Sin dallinizio della rivolta, i muri sono stati sporcati da murales. Su molti di essi, appare proprio il dittatore. Non pi venerato o celebrato, ma raffigurato come un topo, un vampiro o una scimmia. La sua autorit stata profanata. Le sue effigi classiche sono state imbrattate. Ovunque, esercizi caricaturali e satirici prima impensabili. Accanto a queste irriverenze spesso istintive, sono stati eseguiti affreschi pi sofisticati, nei quali si affrontano tematiche come la guerra, la solidariet nazionale, il futuro di un popolo. Ma tutto cominciato dal Cairo. L alcuni giovani pittori allindomani dei fatti di piazza Tahrir hanno deciso di uscire dagli spazi protettivi delle gallerie, per andare a lavorare in strada. Come ha fatto Ganzeer, autore di murales su un lato del palazzo governativo Mogamma (in piazza Tahrir); e di un imponente quadro dedicato alle circa 850 vittime uccise durante i giorni delle rivolte (dal gennaio 2011). La sua filosofia: elaborare unarte attinente alla vita. Nello stesso orizzonte si situano Keizer, Hosni, Kahled ed El Teneen. I loro segni si stanno depositando un po dappertutto. I playgrounds privilegiati: pareti abbattute a colpi di mortaio, pezzi di architetture crivellate da proiettili, edifici governativi. Dal Cairo a Tripoli. A Riad, in Arabia Saudita, dove, in un contesto ultraconservatore, stanno iniziando a comparire i primi murales anonimi. Per arrivare a Damasco. Anche l stanno apparendo alcuni graffiti. Dapprima, messaggi furtivamente scritti sui muri. Poi, sempre pi frequenti slogan politici. Infine, uno stencil in bianco e nero (nato dalla collaborazione tra El Teneen e un artista libanese), nel quale si vede Al-Assad in una posa hitleriana, nel gesto del saluto nazista. Il significato di questa nouvelle vague che stata al centro di un seminario promosso dalla Serpentine Gallery svoltosi al British Museum e al Royal College of Art di Londra nel mese di gennaio nella scelta di alcuni artisti arabi delle ultime generazioni di farsi parte attiva in una cruciale fase di cambiamento sociale e politico. Questi artisti pensano la loro pratica non come un evento contemplativo, metafisico o meditativo, ma come impegno, azione, militanza, intervento. Strumento per lo pi clandestino di protesta, di contestazione. Mezzo per attaccare i dittatori, i pontefici della Chiesa del Male. Un virus che il potere non pu controllare, n irreggimentare. Qualcosa che sfugge alla logica dellautorit costituita. E sa esprimere disperazione e speranza, insofferenza e

Sopra, nella foto grande: Scacco matto di El Teneen, uno dei primi esempi di arte politica comparsa nelle strade del Cairo dopo la rivoluzione: rappresenta unenorme scacchiera, dipinta sul muro di una stradina nella zona di piazza Tahrir, dove tutti i pezzi sono in piedi nelle caselle tranne il re, che sta cadendo (foto di Thema Lewis). Qui a destra: unopera di Ganzeer nella periferia della capitale egiziana. Nella pagina a fianco, dallalto: un altro graffito di Ganzeer, questa volta in Libia, sul muro di una casa di Tripoli; di nuovo al Cairo, il ritratto di una donna sul muro della Townhouse Gallery; a Damasco, uno stencil rappresenta Al-Assad che fa il saluto nazista

DOMENICA 19 FEBBRAIO 2012

CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 23

Lo scrittore

I giovani miei coetanei hanno osato linimmaginabile. sorprendente

Io, gay marocchino adesso ho scoperto chi un individuo


di ABDELLAH TAA
ono Abdellah Taa. Ho 38 anni. Anche se mi molto difficile definirmi cos, sono scrittore. E appartengo a un mondo che, da poco pi di un anno, entrato in Rivoluzione. Seriamente. Realmente. Si tratta del mondo arabo. Ero un pessimista convinto. Sul mio Paese, il Marocco. Sul popolo e sulla terra da cui parte la mia scrittura. Un anno fa ho cambiato parere. Non solo sul Marocco, ma su tutti i Paesi arabi. Grazie a giovani arabi che hanno osato linimmaginabile: scendere nelle piazze, manifestare giorno e notte, sfidare il potere, gridare, urlare, inventare un Arabo nuovo. E che infine hanno osato imporre unidea: in questa parte del mondo dove il gruppo schiaccia tutto, un individuo libero poteva nascere, poteva cambiare il mondo, la realt politica, la Storia. Ho scritto vari romanzi. Partono tutti dalla mia vita. Non ho che questo da offrire, da trasformare in scrittura, in letteratura: brevi momenti, frammenti autobiografici. Non racconto la mia vita. La cambio in parole, le do un nuovo soffio, faccio emergere un io. Un io che al tempo stesso vuole riallacciarsi al mondo in cui nato, in cui ha imparato a esser furbo, gentile, diabolico, trasgressivo. Sono omosessuale. Non una scelta. una natura. Non ho mai pensato che un giorno avrei potuto dirlo agli altri, alla mia famiglia in Marocco, un po ovunque nel mondo. Ma ecco che la scrittura mha portato a fare la mia piccola rivoluzione. Scrivere dire la verit intima, avere una visione del mondo particolare, uscire dallo sguardo castratore, quello dei genitori, della societ, della religione. fuggire le benedizioni. Elevarsi, aderire alla vita in altro modo. Trovare una voce e farla valere. Con essa gridare. Grazie a essa rivelarsi diverso. Dire quello che non si dice: il vero, il nascosto, limpossibile, il sesso, la vergogna. E sperare che le parole giungeranno fino a un altro, che a sua volta le assumer, le cambier. La scrittura, lo scopro ogni volta che prendo una penna in mano, fa di voi un rivoluzionario. Non avevo scelta. Ho narrato il mio mondo povero, quello della citt di Sal (vicina alla capitale del Marocco, Rabat). Ho raccontato le storie che mi hanno nutrito giorno e notte. Ho descritto i corpi degli uomini che ho toccato, che ho amato. Cos facendo, ho messo insieme il sacro e limpuro, la povert e la ricchezza. Ho inventato a mio modo lessere libero. Solo e libero. Complessato e libero. Esiliato e libero. Timoroso e dotato di un certo coraggio. Per arrivare a questo, evidentemente, occorreva tradire. Trascurare i consigli di chi pretendeva di volermi bene. Non ascoltare mia madre. N mio padre. Partire. Lasciare. La distanza pi che necessaria per crescere, diventare adulti, avere un punto di vista. Trovare lo spazio necessario per cercare la propria individualit. Coltivarsi. Soffrire e divenire migliore. Cambiare un poco, molto. Continuare una storia, ma non quella che altri si attendevano da voi. Scrivere mi ha fatto capire tante cose. Che avevo avuto ragione a sognare il mondo in modo diverso. Che avevo ragione ad essere talvolta duro, a dedicarmi a quel che mi sembra essere la verit. Questo mi ha fatto avvicinare, senza saperlo, ad altri scrittori. Ad altri fratelli e sorelle. A nomi ammirati segretamente. Legiziano Taha Hussein, Arthur Rimbaud, Albert Camus. Il filosofo Michel Foucault. Leggere con rinnovata meraviglia Adolphe di Benjamin Constant. Integrare in un altro turbamento le Lettere di una monaca portoghese del conte di Guilleragues. E

senza paura interiore, dire la mia verit pi fragile, pi contestabile per certuni: lomosessualit, la povert, lassenza di libert individuale nel mondo in cui sono nato. Cercare di creare un legame fra questa lotta affermando una visione particolare e quella che tutto un mondo deve affrontare per ricevere la dignit che tanto merita. Sono stato attaccato. Anche sostenuto. Grazie soprattutto alla stampa, negli ultimi dieci anni il Marocco ha cominciato a muoversi. Certe linee sono state oltrepassate. Certi tab sono caduti. Un dibattito contraddittorio iniziato. E, da un altro lato, il liberalismo forsennato e ingiusto ha fatto la sua apparizione: ha arricchito chi gi era ricco e ha respinto ai margini tanti e tanti individui privi di risorse. Lanalfabetismo sempre un flagello molto diffuso che esclude ancora di pi lindividuo dallo spazio pubblico e dalla libert cui tutti hanno diritto. Ho continuato a scrivere. A parlare. Non ho fatto leroe. Ho utilizzato i miei

Abdellah Taa (nella foto), nato nel 1973 in Marocco, vive a Parigi. Da Isbn in uscita il romanzo Ho sognato il re, che lautore presenter in Italia nellambito del Festival della narrativa francese, il primo marzo, alla libreria Giuf di Roma, con Walter Siti. Venerd 2 marzo a Milano, alla libreria Les Mots, con Chawky Senouci

La loro faccia conosciuta a pochi, la loro unica immagine pubblica inevitabilmente icona, segno su muro, rielaborazione grafica, illustrazione: la fototessera degli artisti di strada non il volto della singola persona ma la somma di denunce, rivendicazioni e passioni personali. Ecco perci, dallalto, il pugno giallo contornato di rosso nellimmagine del profilo che El Teneen (data di nascita 26 gennaio 1982) ha scelto per la sua pagina Facebook; Hello Kitty con il mitra per le strade del Cairo nella visione di Keizer; il poster riprodotto allinfinito e affisso sui muri della capitale egiziana la scorsa settimana da Ganzeer, che ha poi scelto la stessa immagine come foto del suo account Twitter (@ganzeer), dove si presenta cos: I draw and design stuff (Disegno e progetto cose); unopera spray di Hosni realizzata a luglio su un lato del Mugamma, il palazzo del Cairo che accoglie i ministeri e gli uffici amministrativi: il graffito stato cancellato

utopia, angoscia e gioia per un nuovo inizio possibile. Non sempre, dietro queste opzioni stilistiche, vi consapevolezza estetica e poetica. Nella maggior parte dei casi, si sente soprattutto unurgenza comunicativa: il bisogno di farsi sentire. Siamo dinanzi a scritture corsare. Testimonianze brucianti, come urla che vogliono svegliare coscienze addormentate da decenni di dittature e, insieme, mirano a farsi ascoltare dallOccidente. Pur attingendo a un vasto archivio di richiami (in particolare, guardano al cinema, ai fumetti e alla pubblicit), Ganzeer, Keizer, Hosni, Kahled ed El Teneen evita-

RRR
Schieramenti Si tratta di artisti che pensano la loro pratica non come un evento contemplativo, ma come impegno e militanza

no estetizzazioni e rappresentazioni edificanti. Ricercano la chiarezza, limmediatezza, lefficacia descrittiva. Le loro azioni hanno un valore essenzialmente sociologico. Si affidano a figure esplicite, che si impongono con potenza icastica. A differenza di quanto accade nelle costruzioni dei graffitisti americani, non compongono grovigli. Diversamente da quanto ha fatto Thomas Hirschhorn nellinstallazione esposta allultima Biennale di Venezia un rifugio post-atomico abitato dalle rovine del presente (come le copertine di magazine internazionali con il volto di Gheddafi) non propongono assemblages, ma oggetti isolati (come i carri armati) o individui solenni, monumentali, che sembrano guardarci. Sono fermi-immagine: ci fissano, oscillando tra austerit e solitudine. Il senso di questarte straordinariamente affine a quello di social media come Twitter, i quali, come ha ricordato Bernard-Henry Lvy, hanno contribuito a far s che il popolo del Cairo assumesse il rischio di morire per difendere la libert. E adesso? Che fare di queste pitture murali? Un interrogativo che si sono posti Anny Shaw e Gareth Harris in un articolo recentemente uscito su Il Giornale dellArte. Alcuni vorrebbero conservarle, perch le considerano momenti di una svolta epocale. Altri, invece, ritengono che quei fotogrammi debbano essere abbandonati al loro destino transitorio. Mentre si dibatte di questi argomenti, Il Cairo e Tripoli continuano a riempirsi di cromie e di icone che evocano lebbrezza della democrazia.
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libri, scandalosi secondo alcuni, per riunire elementi che, alla base, sembravano contrastanti: arabo, povero, omosessuale, musulmano. Opporsi, s. Ma non rinunciare ad alcuna di tali caratteristiche. Scrivere assumersi un rischio. Mettere nelle parole la propria pelle, il proprio sangue. Essere costantemente nudo. Folle e nudo. Cercando il momento di ispirazione per rivelare i punti deboli, per raccontare se stesso e laltro da una diversa prospettiva. Scrivere essere permanentemente in una consapevolezza acutissima. Di s. Del mondo. Un modo di vedere che pu portare al pessimismo, alla disperazione. Provavo anchio questo sentimento fino a un anno fa. bastato che Mohamed Bouazizi, venditore di frutta e verdura anchegli disperato, si desse fuoco, perch la rivolta si impadronisse sul serio del mondo arabo. Perch lArabo si scoprisse coraggioso e capace di far cadere i dittatori, di cambiare la realt politica, di affermare quello che lo costituisce: molteplici individualit. Mai lavrei creduto possibile. Il popolo cui appartengo ha cominciato a sorprendermi, a darmi ragione, a sbalordirmi. La speranza giunta nei cuori. La rivolta dei popoli arabi possibile. E malgrado la vittoria dei partiti islamici in Marocco, in Egitto, in Tunisia, la Rivoluzione continua. Deve continuare. I sistemi repressivi creati dai dittatori arabi esistono tuttora. Linvenzione dellindividuo arabo e libero non ancora terminata. La lotta continua. E la scrittura pi che mai necessaria per accompagnare questo movimento che prepara un altro destino per popoli da troppo tempo sottomessi. (Traduzione di Daniela Maggioni)
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24 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA

DOMENICA 19 FEBBRAIO 2012

Beni confusionali

Sguardi Le mostre

di Paolo Conti

Fede e bellezza con tariffa dingresso


Laccesso alle chiese aperte al culto non pu essere condizionato al pagamento di un biglietto di ingresso. Solenne promessa della Cei. Va bene la crisi, mettiamo nel conto i tagli. Accettiamo anche che 59 chiese chiedano una tariffa di ingresso. Ma, per favore, Caravaggio a pagamento a Santa Maria del Popolo a Roma o il biglietto per i mosaici di San Marco a Venezia, no. Per favore, no. Sono, e restano, immagini sacre. Per bellezza e per fede.

Confronti Bologna chiude le celebrazioni del centenario della nascita

Carlo Mattioli, allievo e maestro


Ritratti, paesaggi e soprattutto nature morte per svelare il suo debito con Morandi Ma nei suoi grumi di colori anche linfluenza letteraria di Beckett
di SEBASTIANO GRASSO

opo Marsala (Convento del Carmine) e Citt del Vaticano (Braccio di Carlo Magno), Bologna conclude il lungo percorso espositivo dedicato a Carlo Mattioli per il centenario della nascita (1911-1994). E, stavolta, data la sede il Museo Morandi era giocoforza farlo con quasi tutte Nature morte. Infatti, ci sono solo un autoritratto, un ritratto di Morandi, un nudo, una spiaggia e una finestra. I riferimenti sono molteplici. Mattioli aveva sempre avuto una grande ammirazione per lartista emiliano, tant che nella sua breve parentesi di gallerista a Parma, gli aveva dedicato una delle prime mostre. Inoltre le due Nature morte esposte, del 37 e del 38 (Mattioli aveva, quindi, 26 e 27 anni), sono prettamente morandiane. Detto questo, il debito successivo era basato solo sullammirazione per il vecchio maestro, cui aveva dedicato cinque ritratti. Per il resto, era riuscito a trovare un proprio linguaggio autonomo. Mattioli era nato a Modena, ma a 14 anni la sua famiglia era andata a vivere definitivamente a Parma. Figlio darte? In parte, certamente. Anche il padre sera cimentato con

i
Appuntamento La mostra Carlo Mattioli al Museo Morandi rester aperta al Museo Morandi di Bologna fino al 6 maggio (www.mambo-bologna.org; Info tel 051 6496611). Catalogo Silvana Editoriale (pagine 96, e 22) Galleria Sopra: Autoritratto al chiaro di luna (olio su tela, 1971). A destra, dallalto: Senza titolo. Natura morta su fondo giallo (olio su tela, 1967); Carlo Mattioli nel suo studio (1984) in una fotografia di Antonio Masotti; Natura morta (olio su tela, 1965)

colori e pennelli, ma li aveva lasciati per dedicarsi allinsegnamento e agli ideali socialisti. Cos al giovane Carlo non era rimasto altro da fare che, da una parte, studiare allIstituto di Belle arti; dallaltra, seguire destate, in provincia, il nonno, decoratore di ville e palazzi. Lo aiutava nel riempire di rose le volte delle case? No: puliva i pennelli e chiudeva i barattoli di colore per non farlo essiccare; ma tanto gli bastava per sentirsi partecipe della creazione. Il trasferimento a Parma gli era giovato moltissimo. La citt era piena di fermenti culturali. Se Firenze aveva le Giubbe Rosse e il Paszkowski, la citt di Maria Luigia non era da meno con il Circolo di Lettu-

RRR
Traslochi Il trasferimento da Modena a Parma fondamentale: qui il giovane Carlo incontra Montale, Ungaretti, Bigongiari

ra e il Caff San Paolo. Era l che si ritrovavano Oreste Macr e Mario Luzi, Attilio Bertolucci e Ugo Guandalini che, al momento di metter su la casa editrice, aveva deciso di accorciarsi il cognome. Col tempo verranno anche le frequentazioni con Montale, Ungaretti, Bigongiari, Parronchi. Ritratti, paesaggi, nature morte, ma anche le prime illustrazioni letterarie: Stendhal, Aretino, Cavalcanti, Sermini, Machiavelli, Petrarca... La rassegna bolognese, curata da Simona Tosini Pizzetti, presenta 47 lavori, di cui, come detto, 42 Nature morte. E proprio scorrendole, ci si accorge di come un paio di esse siano simili al Nudo sdraiato (in mostra), o di come altre assomiglino a paesaggi (non presenti), alle Aigues mortes, ai Fiori. Stesse campiture, stesse composizioni parallele, stesso gioco dei colori, stessa atmosfera poetica. Nelle Nature morte c, riassunto, tutto Mattioli, i suoi grumi di colori, la carne della pianura e dei fondi intrisi di luce (un po come nella pittura di Ennio Morlotti), il tempo perduto proustiano, la nostalgia, lindefinito e indefinibile: verde marcio, grigio-chiaro, grigio su fondo rosa mischiato col bianco, giallognolo con bianco-grigio su fondo rosso-bruciato. Ed ancora, i paesaggi, gli interni, i notturni: nero con impasto di grigi ed altri colori. Sommessi, sussurrati quasi, talvolta divisi in due campiture, su altrettanti piani. Mattioli con le tinte ci sapeva fare. Conosceva benissimo leffetto che provocavano nello spettatore e sapeva come coinvolgerlo sentimentalmente sino a farlo diventare suo complice. I colori della provincia? Pu darsi. Si ha limpressione di stare dietro una cortina protettiva dalla quale emerge, lentamente, una sorta di sentimento della materia e lamore per la natura. Lartista aveva anche una forte predisposizione teatrale. Provate a immaginare quali personaggi potrebbero calcare le sue scene. La risposta semplice: anche se con qualche differenza, solo quelli di Beckett, da inglobare nei suoi famosi grigi impastati col bianco. Ed ecco che il dramma viene appena accennato o tarda a consumarsi ed essi diventano un pretesto, unoccasione per tracciare unidea personalizzata del mondo, senza preoccuparsi di una maggiore o minore corrispondenza alla realt. In fondo, questo tipo di corrispondenze non aveva mai interessato Mattioli. Cos come, nei vari cicli della sua pittura, era avvenuto per i titoli. I suoi Fiori del male non hanno nulla a che fare con Baudelaire; cos come La pioggia del pineto totalmente estranea a dAnnunzio. Gli piacevano e basta.
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Allestimento Rigore scientifico Catalogo

Londra Alla Dulwich Gallery le opere del grande artista durante il soggiorno in Sicilia

Sante e appestati: Van Dyck a Palermo


Un percorso stilistico affascinante che si consuma in poco pi di un anno
di GIOVANNA POLETTI
ANTON VAN DYCK, SANTA ROSALIA TRA GLI ANGELI, 1624

iecimila morti in otto mesi. Il terrificante debutto della peste a Palermo non lasciava speranze. Finch un giorno, il 12 luglio del 1624, le disperse ossa di Santa Rosalia, ritrovate in un antro del Monte Pellegrino, vennero portate in solenne processione per le vie della citt. Da quel momento il contagio inizi miracolosamente a regredire. Quello stesso giorno, il taccuino di viaggio di un giovane pittore di Anversa, arrivato in Sicilia da Genova, documentava la visita a Sofonisba Anguissola,

celebre ritrattista della corte di Spagna di stanza a Palermo. La breve nota e lo schizzo che il giovane Anton Van Dyck realizz al cospetto dellormai cieca e decrepita pittrice, sono uno dei punti fermi della mostra che illumina gli oscuri mesi passati dal maestro fiammingo in Sicilia. Xavier F. Salomon, curatore del Metropolitan di New York, ha voluto esporre alla Dulwich Picture Gallery di Londra (fino al 27 maggio, www.dulwich picturegallery.org.uk) solo i 16 dipinti realizzati con certezza

durante il soggiorno del pittore, documentato a Palermo dal maggio del 1624 al settembre del 1625. Si tratta della ricostruzione di un percorso affascinante, ricco di cupi presagi ed eccellenti dipinti. Il tema della peste e dunque della morte, sembra dapprima solo sfiorare il giovane pittore, gi affermato a livello internazionale e arrivato sullisola per immortalare Emanuele Filiberto di Savoia, vicer di Sicilia. Tutto sembra coincidere con il suo arrivo: negli stessi giorni, oltre al maestro, erano sbarcati a Palermo alcuni tunisini appestati che avrebbero fatto deflagrare in citt la pi terribile pestilenza che abbia mai colpito lItalia. Il dilagare del contagio avrebbe costretto Emanuele Filiberto a dichiarare la quarantena gi nel mese di giugno. Tutto ci non impediva per a Van Dyck di portare a termine un

ritratto magnifico, custodito alla Dulwich dal 1811. La tizianesca impostazione e la straordinaria eleganza del dipinto, la delicatezza dellincarnato e la stupefacente raffinatezza della corazza, certo non potevano lasciar presagire la prematura fine del vicer, contagiato e ucciso dalla peste quando il colore era ancora fresco. Ben diverso limpatto del culto di Santa Rosalia nellevoluzione dellartista. I cinque splendidi dipinti che la raffigurano, per la prima volta riuniti ed esposti in ununica sala, dimostrano come in seguito al soggiorno palermitano, le donne rappresentate da Van Dyck abbiano abbandonato le turgide belt rubensiane per raggiungere il patetico lirismo della beatificazione, divenuto poi inconfondibile prerogativa delle sue opere a carattere sacro.
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DOMENICA 19 FEBBRAIO 2012

CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 25

Passo falso

Sguardi Le mostre
Fotografie A Venezia un raffronto ideale con lOccidente

di Paolo Fallai

Musei a mezzo servizio


Il 3 e il 4 marzo in alcuni musei del Lazio si svolger la Festa dei Mezzi Musei: Grazie al dimezzamento dei fondi regionali annunciano vedrete le opere darte per met, vi verr offerta una mezza comunicazione, potrete finalmente leggere la sola met destra dei libri, le luci si accenderanno per met del tempo. Promotori sono piccoli musei, quasi tutti lontani da Roma. Hanno il mezzo piacere di invitarvi.

Scene per un Giappone antico


Oltre 150 immagini che guardano alla tradizione di geishe, samurai e Kabuki Nelle stampe di Kimbei la lezione dei maestri stranieri come Felice Beato
di ARTURO CARLO QUINTAVALLE

qualcosa che completa nel caos,/ il quale vive prima del Cielo e della Terra./ Come silente, come vacuo!/ se ne sta solingo senza mutare,/ ovunque saggira senza correr pericolo,/ si pu dir la madre di quel che sotto il cielo./ Io non ne conosco il nome/ e come appellativo lo dico Tao. Cos recita il XXV Tao t Ching dedicato alla origine. Posso aggiungere un altro passo: Senza uscir dalla porta/ conosci il mondo,/ senza guardar dalla finestra/ scorgi la via del Cielo (XLVII). Ma perch mai cominciare con due citazioni del Tao che propone la meditazione, il distacco dalle cose del mondo, un dialogo diverso col naturale, per parlare delle immagini di una mostra ricca di significativi risultati critici come questa di Venezia a Palazzo Franchetti? Diciamo che nelle foto si intrecciano due storie diverse, due culture diverse: quella occidentale, dei fotografi che si affacciano negli anni 60 del XIX secolo prima ai porti e quindi allinterno del paese; e poi quella dei fotografi giapponesi che si formano negli atelier degli europei ma poi proseguono per strade soltan-

i
1860-1910 La fotografia del Giappone (1860-1910) aperta fino all1 aprile a Venezia, a Palazzo Franchetti presso lIstituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti (www.fotografia giappone.it). Catalogo Giunti, pagine 320, e 39 Album La mostra curata da Paolo Campione e Marco Fagioli propone 150 stampe fotografiche originali realizzate fra il 1860 e i primi del Novecento. Sopra: Leggendo a letto (1860 circa). A destra, dallalto: Ragazza con lombrellino (1890) e Il giardino del principe Hotta (1890)

to in apparenza simili. quindi da sottolineare il passaggio di elementi compositivi, di temi, di impianto, quasi di modelli di scena dalle immagini delle xilografie a colori di Utamaro, di Hokusai, e di tutti gli altri di quella stessa tradizione, nelle composizioni dei maggiori fotografi giapponesi dellepoca Meiji (1868-1912) come Kusakabe Kimbei, Kajima Seibei e moli altri con loro. La vicenda dei grandi fotografi europei (fra questi Felice Beato) che giungono in Giappone e impiantano l grandi atelier fotografici, ben nota, ma tutto non si pu spiegare col loro peso anche su allievi (come appunto Kimbei, che inizia lavorando proprio nellatelier del veneziano). La gran parte delle fotografie scattate nel Medio e nellEstremo Oriente sono state costruite pensando al pubblico occidentale, uno sguardo intento alla ricerca del diverso, per sottolinearne la distanza, la stranezza. Ma non sempre cos. Riflettiamo su alcuni fatti nuovi. Proprio Beato sembra aver per primo utilizzato in Giappone la tecnica della pittura a mano delle stampe fotografiche alla albumina sfruttando le conoscenze dei pittori che lavoravano per gli xilografi. Di-

pingere una stampa alla albumina vuol dire impiegare anche dieci o dodici ore, e dunque meditare, forse, sulle forme, le tonalit, la costruzione dellimmagine. Ma allora come spiegare questo confronto fra Oriente e Occidente, immagini legate alla tradizione giapponese e immagini viste con locchio dellOccidente che coglie invece il diverso? La chiave forse possono essere gli album di fotografie che, prodotti a centinaia, molte volte in serie, propongono grandi stampe allalbumina, spesso appunto colorate, secondo un ordine che significativo: prima il paesaggio, gli edifici simbolici, poi le figure. Una foto di Kimbei, Il palazzo di Hama a Tokio (1890 circa) ci fa capire: un grande spazio vuoto, lacqua senza onde delle lunghe pose, il profilo delledificio al fondo, una figura di spalle che osserva. Kajima Seibei in Il monte Fuji visto dal lago Hakone (1890 circa) ribadisce questa idea di contemplazione: grande spazio dellacqua davanti, intrecciarsi dei pendii delle colline e il bianco del Fuji come nelle Cento vedute del monte Fuji di Hokusai. Insomma il naturale, lo spazio, il tempo. Ancora Kimbei in Il ponte sacro sul fiume Daiya nei pressi di Nikko (1890 circa) propone il silenzio del mondo: lacqua, i boschi, nessuna figura, fotografia come meditazione. In molti album si alterna quindi la contemplazione del paesaggio che evoca le xilografie e il Tao con documenti funzionali alla richiesta turistica occidentale. Ecco, dunque, la messa in scena teatrale per Ragazza con lombrellino (1880-90) di un anonimo che mostra bene la ripresa allaperto col fondale dipinto, ed ecco i vari lavori femminili, e le geishe, e i lottatori di Sumo, e magari gli attori del teatro Kabuki e, ancora, i ritratti degli ultimi samurai, e le foto dei rituali, delle feste. Il senso di questi album, la chiave per capire il senso di queste sequenze narrative che segnano lincontro fra Oriente e Occidente e la trasformazione della foto giapponese a fine XIX secolo, la troviamo, dunque, nei paesaggi, in vedute come La cascata Kirifuri a Nikk (1883) di Suzuki Shinichi o ancora, di Kimbei, Il giardino del principe Hotta a Tokyo (1890) dove lo spazio teso, vibrante: acque, sassi, vegetazione. Il giardino dunque come luogo di identificazione col naturale ricostruito dalluomo. Recita il LII Tao: Illuminazione vedere il piccolo,/ forza attenersi alla mollezza./ Chi fa uso della vista/ e torna a introvertere lo sguardo/ non abbandona la persona alla rovina./ Questo dicesi praticar leterno. Brevi frammenti di eternit nelle foto sublimi di Kimbei e degli altri con lui.
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Allestimento Rigore scientifico Catalogo

Reggio Emilia Le tele di Hayez, le visioni di Domenico Morelli: fino al 29 aprile

Tutte le vie che portano in Oriente


Gli incanti dei Paesi esotici nella pittura italiana tra Otto e Novecento
di ANDREA M. CAMPO
GALILEO CHINI, IL VECCHIO CIMITERO DI SAM PRAYA, 1913

on un caso che lespressione Via della seta, il complesso itinerario lungo cui si svilupparono commerci e scambi tra Occidente e Oriente nel mondo antico, sia stata coniata solo a fine Ottocento. In un clima di rinnovato esotismo, giovanotti borghesi e artisti intrapresero lunghi viaggi alla ricerca di quelle terre lontane dallaura misteriosa e selvaggia, nel tentativo di recuperare sensazioni e luoghi entrati a far

parte della cultura popolare. La letteratura romantica accese ancor di pi i cuori di questi avventurieri che si spinsero sempre pi in l, dalle dune sabbiose dei deserti del Medio Oriente fino alle coste estreme del continente sub-asiatico. Di questi artisti girovaghi, che vollero rivelare laltra parte del mondo, parla Incanti di terre lontane. Hayez, Fontanesi e la pittura italiana tra Otto e Novecento a Reggio Emilia (Palazzo Magnani, fino al 29 aprile), mostra a cura

di Emanuela Angiuli e Anna Villari. Un centinaio di opere che raccontano la pittura italiana della seconda met del XIX secolo, quando artisti come Francesco Hayez, Alberto Pasini, Roberto Guastalla e lo stesso Fontanesi volsero lo sguardo allindecifrabile cultura dellEst e alla sua energia, che ben si prestava alla rinnovata sensibilit verso la luce e verso il colore del romanticismo. Nel percorso espositivo dominano le due grandi donne di Hayez: larrendevole Odalisca (proveniente dalla Pinacoteca di Brera) in antitesi con quella giocosa e disinteressata di Francesco Netti e la bucolica Ruth (1853, Collezioni comunali dArte, Bologna). Tuttavia lattrazione per questi universi non si esaurisce nelle

donne ma si rinnova nello stupore per luoghi sconosciuti, negli evocativi territori del Siam ripresi da Galileo Chini, nel Marocco di Stefano Ussi, perfino in chi, come Domenico Morelli, descrisse odalische e arabi pur non avendone mai visto uno, e in tutti gli altri orientalisti presenti in mostra. Il fiume, il deserto, i cammelli, le palme, i villaggi di canne e terra, le donne velate spiega Emanuela Angiuli in uno dei saggi del catalogo letteratura e pittura, sia pure con sensibilit diverse, attingono ormai agli stessi stereotipi di un altrove sempre pi codificato dentro i luoghi dellesotismo di Paesi lontani, perci diversi, per molti occidentali irraggiungibili e per questo pi desiderabili.
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26 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA

DOMENICA 19 FEBBRAIO 2012

Sguardi Il protagonista Il colloquio di Hans-Ulrich Obrist con uno dei grandi dellArte Povera: il primo italiano chiamato a Versailles e il primo artista invitato a Documenta per ledizione di giugno

Giuseppe Penone Scolpisco dialoghi con la natura iP


di HANS-ULRICH OBRIST
Lartista Giuseppe Penone nato a Garessio (Cuneo) nel 1947. Artista e scultore, vive e lavora in Italia e Francia. uno dei protagonisti dellArte Povera. Le sue creazioni, spesso in dialogo con quelle della natura, utilizzano materiali che conferiscono loro forme fantastiche. Lalbero fondamentale nella sua opera, modello di vitalit, cultura e scultura. Penone stato il primo artista in assoluto ad essere chiamato alla prossima edizione di Documenta, manifestazione di arte che si tiene a Kassel. Sar il primo italiano ad esporre a Versailles: lappuntamento per il 2013 artiamo dagli inizi. Lei nato a Garessio, in provincia di Cuneo. In una nostra recente conversazione, ha parlato del suo rapporto con il mondo agricolo e con il paesaggio naturale. Nella realizzazione di questa Garden Marathon (una serie di incontri che si sono tenuti alla Serpentine Gallery di Londra sullidea di giardino) abbiamo discusso spesso della relazione tra giardino e agricoltura e tra giardino e paesaggio naturale. Sono nato in un paese di montagna cresciuto sullagricoltura, che in montagna molto diversa dalle altre zone. I paesi dipendono da piccoli tratti di terra produttiva, e si trovano di solito in aree in cui la terra non buona. un sistema agricolo particolare e molto povero: quando sono nato funzionava ancora cos. Poi la gente ha cominciato ad andarsene per lavorare in citt e c stato un grande cambiamento. Lagricoltura che ho visto da giovane stava per scomparire. Parliamo degli esordi. Lei ha cominciato a fare arte nel 1967-68. A quellepoca risale la sua scoperta della pittura rinascimentale. C una relazione con lhortus conclusus? In qualche modo, il sistema agricolo del villaggio di montagna un hortus conclusus, perch uno spazio molto ristretto, legato a gente che vive sempre nello stesso posto. un fenomeno che ha radici nel Medioevo e forse ancora prima, nellidea di giardino degli antichi romani, ma serve alle persone del posto. Nella serie leggendaria delle Alpi Marittime (1968), lei mette se stesso e il suo corpo in relazione con la natura. Poi, in Continuer a crescere tranne che in quel punto abbiamo una situazione in cui lei ha cominciato con unazione la mano che stringe il tronco di un albero. Mi parli di Alpi Marittime e di Continuer a crescere tranne che in quel punto. Il mio interesse era per la scultura. C stata anche una fase di riflessione, una riconsiderazione del linguaggio della scultura. La mia prima idea stata quella di ridurre il gesto della scultura a qualcosa di molto semplice, come il toccare, e ho messo il gesto in relazione

alla crescita dellalbero. In questo modo non ero io a essere attivo, ma lalbero. Il materiale stesso creava la scultura e io aspettavo che lopera si compisse. Questo si collega perfettamente a quanto ha detto Brian Eno a proposito dellopera che vuole diventare attiva. un aspetto, questo, presente anche in Crescendo innalzer la rete, dove lei ha posto una gabbia in metallo su un giovane albero in crescita. In realt, non ha funzionato. Si distrutta dopo la prima grande nevicata. Il cuore era costituito dallalbero, una struttura la cui vita dipende dalla luce. Mi accompagnava lidea di sfuggire alla forza di gravit. La memoria un tema che attraversa la sua ricerca sui giardini, a proposito dei quali ha scritto: Il giardino comincia quando un uomo calpesta il suolo ed entra nello spazio della pianta, del minerale. La sua azione si fissa sulla terra e le realt pi basse che il suo passo incontra memorizzano la sua presenza. Nelle sue opere, la questione della memoria centrale. Ce ne parli... Il mio giardino una scultura, la memoria importante, ma ogni gesto che produciamo nella nostra vita pu essere registrato dalla memoria. Il problema la durata della memoria, che ha tempi diversi: un piccolo gesto produrr una memoria che dura poco. Poich la funzione della cultura di trasmettere idee agli altri, la scultura deve poter durare a lungo. Perci, ha bisogno di essere fatta di materiale non corruttibile per dare alla gente la possibilit di vedere e di conoscere lidea che contiene. Per questa ragione, la scultura si sempre servita di materiali duraturi come bronzo, marmo, pietra, legno. Ogni giardino nasce da un progetto, ma anche una promessa fatta al tempo. E questo ci porta alla questione dellistruzione. Lei ha sostenuto che grazie a una serie di istruzioni pu nascere un giardino: infatti, i titoli delle sue opere sono spesso formulati al futuro. Mi chiedevo quindi se pu parlare di questo aspetto del futuro, del piantare un seme che poi germoglier. La scultura lei la prevede, la trova, o si potrebbe dire che attende che si realizzi, un po come

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CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 27

Opere
A sinistra, Lalbero delle vocali (2000) di Giuseppe Penone nei Giardini delle Tuileries a Parigi. Sopra: Penone steso in un letto di foglie durante la performance Breath Leaves (1979-1991). In basso a sinistra: lartista al lavoro nel suo laboratorio (Luca Stoppini / Vogue) incarna la perfetta coincidenza di scultura e scultore. Perch lo scultore produce lopera con il gesto, e se immaginiamo una scultura che sia il prodotto di tutti i gesti dello scultore, questa un albero. E lalbero ha anche un ruolo in Elevazione. Parliamone. Pu dirci della genesi di questopera, che unesplorazione dellenergia della crescita in natura? Lei ha detto che il bronzo testimonia il profondo legame che esiste tra la forma e la crescita della vegetazione. Sono molto curioso di sapere di pi di Elevazione e dellidea dellenergia catturata nella scultura. Tecnicamente, si tratta della scultura in bronzo di un albero, sostenuta da elementi di ferro ai quali sono collegati alberi veri. Ma il getto della fusione in bronzo assomiglia alla crescita dellalbero, perch prodotta dalla forza di gravit, e la struttura che ha introdotto il bronzo allinterno dello stampo molto simile al ramo di un albero. In questo modo, la forma dellalbero a essere rovesciata sul terreno. Pensavo di fare questo pezzo in bronzo collegato a una pianta che cresceva, trasformandolo in unarchitettura. Lalbero che cresce inglober gli elementi in ferro. Per cui sar qualcosa di completamente integrato: tutti gli elementi saranno completamente integrati. Lei ha creato molte opere per giardini. Ci pu parlare, ad esempio, dellAlbero delle vocali, lincredibile pezzo che nei giardini delle Tuileries a Parigi, ma anche del modo in cui colloca i suoi alberi di bronzo in ambienti naturali disegnati dalluomo.

quando aspettiamo che un giardino cresca? Nelle mie opere, il normale gesto dello scultore rovesciato. Nella natura lalbero che cresce e crea la scultura: lalbero a essere lo scultore. Il gesto tradizionale dello scultore che cambia la forma della materia rovesciato. Introduco un gesto che lalbero subisce e al quale reagisce. Questo era il senso delle mie prime opere del 1968. In relazione a queste prime opere lei parla di labirinto, perch, come ha scritto, quando si entra nel labirinto del giardino, facile perdersi: nella forma, nei colori, nei profumi, nei suoni delle sue terre e delle sue acque, ed bello perdere la strada. Pu parlare del labirinto e dellidea del giardino come labirinto? Il labirinto lo spazio che ci circonda. Potrebbe essere la citt, non solo lo spazio del giardino o del bosco. E potrebbe essere lo spazio in cui scompariamo, ci perdiamo. una cosa che ha a che fare con la possibilit di capire la vita. Questo ci riporta alla questione dellalbero. un aspetto ricorrente nel suo lavoro: dice, in un certo senso, leterno ritorno. Ho pensato che potremmo forse parlare ancora dellalbero. Nel suo bel testo sul giardino, che non posso fare a meno di citare nuovamente, osserva: Le sculture pi attraenti di un giardino sono quelle che diventano alberi, sassi, colori. Attraversando un giardino, si percorre lo spazio delle sue strutture, delle sue prospettive, della flora, dei tronchi dalbero, delle loro ombre e radici. Mi chiedevo se non potessimo parlare ancora della sua relazione con lalbero. Ha avuto unidea iniziale o il suo interesse per gli alberi andato maturando gradualmente? Penso che lalbero sia una scultura perfetta. La crescita di un albero contenuta nella sua struttura, tutti i momenti della sua vita sono fossilizzati nella sua struttura: al suo interno si pu ritrovare la forma che aveva in un tempo precedente. come se potessimo trovare dentro il nostro corpo la forma della nostra vita a 13, 14 o 15 anni. Questo possibile nellalbero: questa forma di vita

Il critico famoso per le interviste

Hans-Ulrich Obrist nato a Zurigo nel 1968, curatore, critico e storico dellarte, direttore dei progetti internazionali della Serpentine Gallery di Londra. autore di Interview Project, duemila ore di interviste registrate con artisti e personalit culturali di tutto il mondo. Ha cominciato a pubblicarle sulla rivista Artforum nel 1996. Successivamente, sono state raccolte in Interviste. Volume I e Interviste. Volume II, entrambi editi in Italia da Charta

RRR
Lopera totale Penso che lalbero sia una scultura perfetta. Tutti i momenti della sua vita sono contenuti nella sua struttura: al suo interno si pu ritrovare la forma che aveva in precedenza

Lopera per i giardini delle Tuileries voleva essere una sorta di dialogo con lidea del giardino, di un giardino francese, dove la vegetazione organizzata in forme geometriche. Ho introdotto un elemento orizzontale, inaccettabile in un giardino francese. Mi sono servito di un vero albero che cresce, cercando luce. Ho dimenticato di chiederle dei suoi testi, perch oltre alle sculture, che spesso sono in relazione con gli alberi e i giardini, lei scrive. Nei suoi scritti il giardino ritorna spesso. Ci pu parlare della scrittura? unattivit che fa quotidianamente, scrive poesie. Insomma, qual il ruolo della scrittura nel suo lavoro? Scrivere, per me, necessario perch non sono capace di creare unopera se non capisco tutte le componenti del processo. Per me, necessario conoscere il processo, conoscere il materiale e cercare di immaginare che cosa sar lopera. La scrittura ha una funzione precisa nel mio lavoro: non una cosa a s stante. come un disegno, unidea. Nella scrittura, c una libert e una possibilit di fare pi associazioni che nella scultura. La questione dei disegni mi spinge a chiederle dei suoi sogni: i giardini non realizzati. Ha progetti di giardini che non sono stati realizzati? Qual il suo giardino ideale non ancora realizzato? Non so. Il giardino legato alla cultura e la cultura legata alla conoscenza. Alcuni trovano cultura in un piccolo spazio, altri in uno spazio pi ampio. Quando si va in un bosco, ad esempio, si capisce se le piante che vi si trovano sono state piantate dalluomo o sono venute su per opera della natura. Questo anche un modo di pensare al paesaggio in termini di cultura o di giardino. Cos, in un certo senso, il giardino migliore quello in cui ci si pu perdere, dove non ci sono problemi di natura o cultura perch luomo natura, non un programma. C qualche risonanza di Goethe? Ricordo una poesia di Goethe che narra di qualcuno che va in un bosco, si perde, non lo si trova pi. Lei ha visitato molti giardini. Qual il pi significativo? Il giardino pi interessante quello in cui la natura circonda una casa di persone che hanno trascorso tutta la vita in quel luogo. Questo accadeva forse fino agli anni 50, in qualche luogo nel mondo. Oggi molto difficile trovare una cosa del genere. Ma passare tutta la vita in un luogo d una sorta di sensibilit e anche unimmedesimazione nella natura e nei suoi elementi che carica di emozioni. Questo il giardino pi bello. (Registrazione trascritta da Marilyn Tambling Traduzione di Maria Sepa)
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Calendario

a cura di STEFANO BUCCI

MONZA
Ritratti di citt Frammenti (romantici) di palazzi e scorci (iperrealisti) di strade e piazze. Un viaggio ideale (in una cinquantina di tappe) tra New York e Helsinki, tra Shanghai e Firenze. Aldo Damioli (1950) e Marco Petrus (1960) si confrontano con la rivisitazione di tanti luoghi comuni artistici e con la rappresentazione stessa della citt contemporanea. Serrone della Villa Reale Fino al 9 aprile Tel 039 23 02 192

PADOVA
Gli strappi di Villegl Una retrospettiva dedicata a Jacques Villegl (1926), tra gli esponenti di spicco del Nouveau Realisme di Pierre Restany: unottantina di lavori tra dcollage e affiches, dagli anni Sessanta a oggi (pi una ventina di tele recenti), firmati da un mago dellarte dello strappo e legate a uninterpretazione anarchica e poetica della realt. Centro culturale Altinate Fino all11 marzo Tel 049 82 04 715

MODENA
De Chirico in fiera Da Felice Cignani (1658-1724) con il suo Amor sacro al Torneo di De Chirico (1888-1978). E poi gioielli, suppellettili e mobili rari (pi la presentazione del Focus 2012 sullarte antica). Sono alcune delle proposte della XVI edizione di Unica, la fiera di alto antiquariato di Modena (200 gallerie in 20 mila metri quadrati). Quartiere Fieristico Fino al 26 febbraio Tel 0522 63 10 42

ROMA
Oltre il vedutismo Pi di settanta opere (acquerelli e incisioni) firmate, tra il XVIII e il XIX secolo, dagli artisti dellAccademia di Francia in Roma, tappa dobbligo del Grand Tour. A cominciare da quellHubert Robert detto Robert delle rovine. Visioni in cui, alla campagna romana, si alternano Villa Borghese, Castel SantAngelo e il sepolcro di Cecilia Metella. Palazzo Braschi Fino al 27 maggio Tel 06 06 08

VIENNA
Klimt e Hoffmann Un tributo (comune) a due dei pionieri del Modernismo: Gustav Klimt (1862-1918) e Josef Hoffmann (1870-1956). La mostra ha aperto le celebrazioni dellanno di Klimt (a 150 anni dalla nascita). Da una parte il pittore del Bacio e di preziosi quadri icona; dallaltra, il geniale architetto e designer. Uniti dalla stessa passione per la modernit. Belvedere Fino al 4 marzo Tel +43 1 79

BOSTON
Zoo di carta Trenta di lavori (stampe, disegni, tele e fotografie) dal Cinquecento fino ai giorni nostri per un vero e proprio zoo dipinto (o quasi). Che descrive i tanti possibili modi di rappresentare luniverso animale. Dal rospo di Picasso ai leoni di Calder, dai gatti di Steinlen al porcospino di Baskin passando per i pi classici Rembrandt e Audubon. Museum of fine arts Fino al 19 agosto tel +1 617 26 79 703

28 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA

DOMENICA 19 FEBBRAIO 2012

Percorsi
Storie, date, reportage, racconti, patrimonio

Graphic novel di Davide Toffolo

nel posto sbagliato

( Lorso
Davide Toffolo (Pordenone, 1965) padre di riviste come Dinamite, Mondo Naif e Fandango. Tra le sue graphic novel: la biografia del pugile friulano Primo Carnera, Pasolini, Il Re bianco (storia del gorilla albino dello zoo di Barcellona), Tres! Fumetti per il teatro e Linverno dItalia (tutti pubblicati da Coconino Press). Toffolo anche la voce del gruppo rock Tre allegri ragazzi morti.

Lautore

DOMENICA 19 FEBBRAIO 2012

CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 29

RRR

Questa storia me lha raccontata Nicola, giovane geologo che era andato in Islanda per studiare. Mi ha raccontato di un uomo che aveva sognato un orso, arrivato vicino a casa sua dopo un viaggio su un blocco di ghiaccio staccatosi dalla Groenlandia. Ma era successo davvero

30 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA

DOMENICA 19 FEBBRAIO 2012

Classicamente

Percorsi La data 23.02.1836 Linizio dellassedio al caposaldo texano

di Nuccio Ordine

Non bastano i pennelli, non basta essere eletti


Chi pennelli have e colori, ed a caso/ pinge, imbrattando le mura e le carte,/ pittor non ; ma chi possiede larte,/ bench non abbia inchiostri, penne e vaso.// N frate fan cocolle e capo raso./ Re non dunque chi ha gran regno e parte: Tommaso Campanella, nella poesia intitolata Non re chi ha regno, ma chi sa reggere, privilegia il possesso dellarte: non sono i colori e i pennelli che fanno i pittori. E per saper governare non basta essere eletti...

Il fortino nel cuore di San Antonio, circondato da negozi e ristoranti, meta di gite scolastiche e soggetto di film hollywoodiani. Il massacro di quei 200 volontari uccisi dallesercito messicano diventato simbolo della tenacia del popolo americano. Ma le cose andarono diversamente

ALAMO: LA LEGGENDA SCONFISSE LA STORIA


di GUIDO OLIMPIO

l fortino nel cuore di San Antonio, Texas. Nel mezzo di una piazza chiusa tra negozi e ristoranti. Le mura non sono neppure troppo alte e poi c un pesante portone. Di militare ha ben poco. E non doveva averlo. Era solo una missione che la storia e gli uomini hanno trasformato in un simbolo perenne. Quello di Alamo. Un luogo che ha ispirato e continua a ispirare chi nato da queste parti. Un modello di coraggio e di presunzione riassunto nel motto Ricordiamoci di Alamo. Un invito alla tenacia e alla resistenza contro forze preponderanti. Un omaggio a quegli uomini poco pi di 200 che a partire dal 23 febbraio, fino allalba del 6 marzo 1836, hanno fronteggiato migliaia di messicani. Scontro impari terminato dai colpi di baionetta e dalle lance dei cavalieri. Spazzati via, sconfitti e poi vendicati, i 200 di Alamo, hanno lasciato le cose terrene per entrare in qualcosa di pi alto, sospinti dallorgoglio texano, dal fascino per la missione disperata e da qualche ricostruzione un po bugiarda, corretta solo di recente. Inevitabile che diventassero argomenti di ricerche, libri, film e polemiche. Ma soprattutto eroi da celebrare. Con le scolaresche che ogni giorno visitano la missione-fortezza. Dove comprano copie degli schioppi, cannoncini-temperamatite e qualsiasi cosa su cui possa essere piazzata la sagoma delledificio. Gadget per tutte le borse, per dare modo a chiunque di portarsi a casa un souvenir di un pezzo di storia.

Una storia che ha il suo primo capitolo nel conflitto tra Messico e Stati Uniti. Siamo nel 1835, il Texas in rivolta e lesercito messicano, non troppo organizzato, in difficolt. Ha perso posizioni importanti, parte dellarsenale compromesso. Un ferita allorgoglio nazionale che il generale Antonio Lpez de Santa Anna vuole rimarginare con una spedizione ad effetto. Una sciabolata che lasci il segno sui ribelli. Prima recluta diverse migliaia di uomini, li arma come pu e avanza verso nord incurante di carenze logistiche e malanni dei soldati. Lobiettivo naturale delloffensiva Alamo: la missione che diventata un avamposto texano. A proteggerla un pugno di uomini. E, come spesso avviene sulla frontiera, le motivazioni degli interpreti non sono nette. Il patriottismo conta molto. Ci sono quelli che sono arrivati l per battersi contro il nemico, per non mancano molti opportunisti. E anche fautori dello schiavismo. Sono corsi fino in questangolo di Texas in cerca di gloria ma soprattutto di terre da colonizzare. Tra quanti varcano la soglia del fortino c David Crockett, personaggio che gi da solo evoca avventure e un mondo selvaggio. In realt dicono che il suo fervore texano fosse legato a questioni pecuniarie. In parole povere debiti da ripianare. Alla guida di questo battaglione perduto due uomini piuttosto esperti, Jim Bowie e William Travis. Troppo

poco per fronteggiare lo schieramento avversario. E il problema dei numeri davvero pochi i miliziani nulla se confrontato con quello delle difese e dellequipaggiamento. Sui bastioni i difensori possono piazzare solo 18 cannoni e neppure troppo potenti. Inoltre langolo di tiro stato calcolato male: nel caso che gli assalitori riescano a raggiungere la palizzata gli artiglieri non sono in grado di centrarli. Scarsi i fucili, cos le riserve di munizioni e la polvere da sparo (di cattiva qualit). Per non parlare dei viveri. Gli storici accerteranno che quando sono state costruite le difese non si pensato ad aprire delle feritoie in modo da permettere ai texani di tirare al coperto. Troppo bassi anche i parapetti. Errori, come ha ben descritto nel suo libro-inchiesta Philip Tucker Exodus from the Alamo , che si sono sommati a un addestramento precario. E soprattutto alla mancanza di unattivit di intelligence per scoprire le mosse del nemico. Dal fortino avrebbero dovuto mandare pattuglie in ricognizione, valutare meglio la disparit di forze. Invece sono rimasti l ad aspettare la morte. Forse anche per questo che il mito della battaglia cresciuto. Per decenni gli storici si sono dimenticati o non si sono accorti di particolari importanti. Ogni ricostruzione era basata quasi esclusivamente su fonti statunitensi. E come spesso accade nel dopo, la versione stata aggiustata in base alle proprie necessit. A tramandarla i libri e qualche film, a cominciare da quello del 1960 con John Wayne nei panni di Crockett. Guai a toccare la tradizione: quando nel 2004 uscito il remake, dove si osato accennare al lato oscuro dei volontari, unorganizzazione vicina al colonnello Oliver North, quello dello scandalo Irangate, insorta denunciando il presunto tradimento perpetrato ai danni dei combattenti. Eppure sarebbe stato sufficiente guardare anche ai documenti messicani ricchi di riferimenti precisi per scoprire altre verit. Verifica che avvenuta solo in seguito e ha permesso di arricchire i momenti chiave della battaglia con nuovi particolari. A patto di epurarli

i
Levento Lassedio di Fort Alamo da parte dellesercito messicano inizi il 23 febbraio 1836 e si concluse allalba del 6 marzo con lo sterminio dei 200 ribelli texani guidati da David Crockett

delle rodomontate di Santa Anna che, per aumentare il prestigio della sua vittoria, non ha esitato a spararle grosse. Lultimo scontro, quello del 6 marzo, in fondo non dura troppo a lungo. Nei giorni precedenti lartiglieria messicana ha picchiato duro e i texani sono allo stremo. Tanti i feriti, molti i malati, compreso Bowie. Allinterno della missione sembrano rassegnati. Troppo lontani dalle linee di rifornimento, troppo distanti le colonne di aiuto. E quando i soldati di Santa Anna si avvicinano alle mura, i difensori non se ne accorgono. Le sentinelle dicono si erano assopite. Il colpo di maglio messicano devastante, perch concentrato in un solo punto della palizzata. Usando le scalette di legno, i soldati si arrampicano sulle mura e si infilano nella breccia. I volontari provano a tenere, poi sono costretti a ripiegare. Cadono in molti. Gli assalitori li incalzano ancora.

Al cinema Lassedio di Alamo stato raccontato da molti film di Hollywood. Dallalto: La battaglia di Alamo (1960), prodotto, diretto e interpretato da John Wayne; Alamo. Gli ultimi eroi (2004), diretto da John Lee Hancock

Fermiamoci. Pensate per un attimo alle immagini dei film, con Crockett che usa il suo fucile come una clava. Corpi contro corpi. Bene, ora riavvolgiamo il nastro e riguardiamo il tutto secondo quanto sostengono alcuni studiosi. Loro dicono che non andata cos. Quando i difensori hanno capito che non cera pi nulla da fare, hanno cercato la salvezza al di fuori del fortino e l sono stati falciati dalla cavalleria di Santa Anna e del suo luogotenente italiano, Vincenzo Filisola, un generale nato a Ravello e poi entrato nellesercito messicano. Quanti siano morti allinterno delle mura nessuno lo sa con precisione. Tucker ritiene che non fossero poi cos tanti. Crockett, forse, sul serio caduto su uno dei parapetti, anche se altre testimonianze sostengono che sia stato ucciso dopo la cattura. Incerto lultimo istante di Travis: suicida o centrato da un fantaccino. Bowie accoppato su un giaciglio dove lo avevano lasciato i compagni. Dettagli importanti che continuano ad alimentare indagini storiche ma non stravolgono lesito finale. Circa 200-250 gli americani morti, tra 400 e 600 le perdite messicane. Numeri, senza voler essere cinici, inversamente proporzionali alla fama dellevento. Per spesso cos. Non un caso che Alamo sia ricordato insieme a un altro rovescio della giovane storia statunitense. Il massacro del Settimo Cavalleggeri del generale Custer al Little Bighorn il 26 giugno del 1876. Un cacciatore di medaglie finito nella trappola tesagli da valorosi capi indiani. Anche quello uno scontro con ufficiali coraggiosi e altri vigliacchi. Con errori clamorosi e astuzie. Vicende umane e militari che continuano ad animare studi e appassionare chi le ha viste solo al cinema. Con la libert di immaginare come sia andata veramente. golimpio@rcs.it Twitter @guidoolimpio
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DOMENICA 19 FEBBRAIO 2012

CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 31

Inchiostro di Cina

Percorsi La biografia Licona-specchio dellultima America


RRR
Stile di vita Losangelina, 32 anni, la seconda figlia di una famiglia-klan. Vivono in ville lussuose, che vendono con gran pubblicit, e ne comprano altre con dcor sponsorizzati. Lei era amica di Paris Hilton, prima di metterla in ombra

di Marco Del Corona

Se gli autori orientali si smarcano dal mercato


Lungo gli orli dellestablishment letterario, e allinterno, i giovani autori cinesi si smarcano dal mercato. Bu Feiyan, writer di una certa fama, annuncia che la sua serie di romanzi su Mu Lan (figura che ispir pure la Disney) uscir solo online. Ciascun testo a 10 renminbi, un po pi di un euro. Idem Ke Rui, con Il drago e il mago. Altri seguiranno, a botte di 10 yuan. E gli editori non sono felici.

La diva che ha umiliato Paris Hilton agisce su ogni media: vende se stessa e la sua vita. Pare che un suo tweet pubblicitario sia pagato 10.000 dollari: comprensibile, dal momento che vanta la cifra record di 10 milioni di follower. Famosa per essere famosa, un caso globale di cui discute il New Yorker
Paris. E in effetti: le copertine di riviste con Paris Hilton erano generalmente dei flop, quelle con Kim Kardashian portano record di vendita. Lascesa di Kardashian dispiaciuta alla declinante Hilton; le due hanno litigato, la presunta lite con presunta riappacificazione ha portato altra pubblicit. Come tutto. Inclusi, per ambedue, i video in cui fanno sesso.

Amore e matrimonio
Il sex tape sta a una diva dei reality come un Master in Business Administration sta a un amministratore delegato: un pilastro del curriculum. Quello di Kim risale al 2003, il coprotagonista com ovvio non un assicuratore ma un cantante-attore nero, Ray J. Nel 2007 stato venduto da un anonimo per un milione di dollari e diffuso da una produzione porno col titolo Kim Kardashian Superstar (tuttora visibile online). La superstar ha fatto causa, ed stata risarcita con cinque milioni di dollari. In seguito si rivolta a un pubblico pi ampio, e ha fatto ancora pi soldi con relazioni pi tradizionali. Gi sposata dai 20 ai 24 anni col produttore musicale Damon Thomas (nero come Ray J e vari altri suoi fidanzati; Kardashian la pi grande testimonial televisiva delle unioni inter-razziali, sia pure con qualche clich), dopo anni di relazioni, liti familiari, sceneggiate, vacanze ipersponsorizzate in faticosi resort, nozze e neonati delle sorelle, lanno scorso Kim si sentita pronta a una seconda unione. Con un giovanotto alto, atleta noto di suo, convenzionalmente bianco, con un nome con la kappa. La storia damore stata il plot centrale delledizione 2011 di Keeping Up With the Kardashians. In estate, il matrimonio sontuosamente sponsorizzato diventato uno special di quattro ore in due puntate su E!. In autunno, la crisi e la separazione hanno tenuto su laudience di Kourtney and Kim Take New York, reality-costola del principale (due anni fa c stato Klohe and Kourtney Take Miami, le sorelle hanno aperto un negozio). Circostanze e durata hanno insospettito i pi. Lex addetto stampa di Kim, Jonathan Jaxson, ha dichiarato in tv che il matrimonio stato una messa in scena, come molti momenti della sua vita che il mondo ha visto. Inclusi alcuni flirt, e un gioiello spacciato come anello di fidanzamento nel 2007, quando Kim era a fare shopping con sua nonna e decise di movimentare il reality. Secondo Jaxson, lunico colpo di scena non procurato era stato il video porno; ma lei non ne fu devastata, e seppe sfruttare anche quello. Come molto altro, in famiglia.

Esibizionista, demenziale, contagiosa. E redditizia

Il ciclone Kim Kardashian


di MARIA LAURA RODOT

Il fenomeno K
In alto: un fotomontaggio di Kim Kardashian in un salvaschermo per computer disponibile in Rete. Sotto, da sinistra: il suo secondo matrimonio (celebrato in agosto e durato pochi mesi) con il giocatore di basket Kris Humphries, qui ripreso nel servizio in esclusiva per People (inutile dire che oltre al matrimonio anche la separazione fruttata un bel po di dollari); Kim, al centro, con le sorelle del primo matrimonio della madre: Kourtney alla sua sinistra e Klohe alla sua destra; la madre con le due figlie avute dal secondo marito, Kendall e Kylie; un ritratto della famiglia al completo distribuito come cartolina di auguri

e pensate di non aver nulla a che fare con Kim Kardashian, guardatevi intorno. Guardate gli occhi bistrati di donne e ragazze di conoscenza, le marche di shampoo nel box doccia, certi accessori truzzi onnipresenti, certe labbra pneumatiche su signore ex-sobrissime, certi titoli dei giornali e dei siti di news; e tutti i reality show. KK incarna tutto questo, in purezza. Se invece siete finiti in deliquio davanti al terrificante Al passo con i Kardashian su E! Channel (o su programmi simili), non sentitevi in colpa. Nel mondo anglosassone Kim e famiglia sono diventati un termine di paragone, o un paradigma interpretativo, o un esempio facile. Sul colto New Yorker, il direttore David Remnick ha spiegato eccessi e scemenze nelle primarie repubblicane con lo slittamento dellAmerica nellEt dei Kardashian. Quando Kim, lanno scorso, ha divorziato dal giocatore di basket Kris Humphries dopo 72 giorni, Salman Rushdie ci ha scritto su un limerick (primi versi the marriage of poor kim kardashian/ was krushed like a kar in a krashian, il matrimonio della povera Kim / si sfasciato come unauto in un incidente); e lha postato in tre puntate su Twitter. Proprio su Twitter la star multimediale Kim, famosa per essere famosa, workaholic della nullafacenza, esercita la sua attivit pi aggiornata: pubblicizzare prodotti e luoghi in 140 battute per diecimila dollari pare a tweet. Pare funzioni (la seguono in dieci milioni). Pare si sia creata una Kardashianomics, un sistema economico (programmi tv, esclusive mediatiche, pubblicit continua) intorno a lei e alla sua famiglia. Che, al netto della scemenza, interessante. Si chiamano cos, alla faccia dellassonanza col Ku Klux Klan. Kim la secondogenita, ha 32 anni. La prima Kourt-

ney, la terza Klohe. La madre si chiama Kris, in seconde nozze ha sposato lex campione olimpico Bruce Jenner, lo ha kardashianizzato nel senso che rifattissimo anche lui, e ha fatto altre due figlie, Kendall e Kylie; i figli grandi di Jenner si chiamano purtroppo Burt, Brandon, Brody e Casey, il quarto Kardashian Robert, niente kappa. Il Klan vive in ville lussuose e stilisticamente improbabili sulle colline di Los Angeles. Ogni tanto le vendono, con gran pubblicit, e ne comprano altre, con dcor sponsorizzati. Il personaggio pi complesso della famiglia, il padre, Robert Kardashian, morto nel 2003. Californiano di origine armena, ex socio di O. J. Simpson, stato uno dei suoi avvocati nel processo per lomicidio dellex moglie Nicole e del suo fidanzato. Soprattutto, stato quello che ha portato via dalla casa di Simpson una borsa misteriosa il giorno dopo il delitto; e lamico dalla cui casa part la fuga di O. J. con inseguimento in diretta autostradale. La storiaccia di sangue, soldi e celebrit, in seguito, ha aiutato Kim a diventare famosa.

Kardashianomics
Nel 2011, la famiglia Kardashian-Jenner ha guadagnato circa 65 milioni di dollari, apparentemente senza fare nulla. Facendosi riprendere in villa, andando in vacanza, sposandosi, litigando. Il matrimonio, tra tv, esclusive per foto e video e pubblicit (anche l, tutto era sponsorizzato), ha reso a Kim 18 milioni di dollari. Vero o falso che fosse il matrimonio, il finale di stagione del suo reality ha avuto il doppio del pubblico dellanno prima. Lei sempre sui siti pettegoli, grazie al suo nuovo presunto legame (con Reggie Bush, giocatore di football, quello del non-anello) e a sue dichiarazioni genialmente svampite (ha comprato dei gioielli di Liz Taylor perch le trasmettano il carisma del suo idolo; ha spiegato che riscalda le collane prima di indossarle senn sono fredde). I 180 mila firmatari della petizione online No More Kardashian sono rimasti minoranza. La maggioranza come si dice da quelle parti si arrende, o cerca interpretazioni. Per gli spettatori critici o in cerca di scuse reality come i Kardashian, Jersey Shore, Real Housewives of Beverly Hills sono rappresentazioni iperrealiste dei mali dellAmerica in crisi e rimbecillita. Della superficialit, del consumo vistoso e compulsivo , dellossessione per la bellezza fino al grottesco, della genitorialit vanesia e irresponsabile, di vite che sono un continuum di bugie (pu darsi; forse puntate come quella in cui decidono di andare in Polinesia e mamma Kris corre dal chirurgo plastico per paura di sfigurare in bikini insieme alle figlie sono performance artistiche per mostrare il tramonto narcisista dellOccidente; forse, solo forse, o forse siamo tutti un po scemi).
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Un prodotto migliore
Losangelina ricca, ha studiato ma non troppo in una scuola privata, ha lavorato brevemente come stylist per attrici, stata amica di Paris Hilton, lha scalzata come star demenziale-globale. C riuscita, secondo gli esperti di cultura pop, perch Kim ha utilizzato e migliorato il business model di Paris, esibizionismo personale combinato con una piattaforma di distribuzione di reality tv per vendere se stessa e i prodotti correlati. Con qualche asset in pi: una famiglia pittoresca, patinata e botoxata; una madre-manager sfrontatissima e astuta; una bellezza pi adatta al mercato americano (e oltre) multietnico. Kim bruna, olivastra e opulenta, pi facile identificarsi in lei che nella bionda, smilza, a suo modo stilosa, in fondo autoironica

Il Kardashian Klan

32 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA

DOMENICA 19 FEBBRAIO 2012

Percorsi Lofficina Quarantanni fa La Storia fu un caso politico e letterario, oggi un libro nuovo che testimonia la fede nel potere della parola. Perch tutti i personaggi muoiono ma la vita vince

La mia

Elsa Morante
i
Silvia Avallone (foto Duilio Piaggesi) nata a Biella nel 1984, vive a Bologna. Sue poesie e racconti sono apparsi su ClanDestino e Nuovi Argomenti. Ha pubblicato la raccolta di poesie Il libro dei ventanni (Edizioni della Meridiana), con cui ha vinto il premio Alfonso Gatto per lopera prima. Nel 2010 uscito il suo romanzo di esordio, Acciaio, edito da Rizzoli, secondo al premio Strega, dietro Canale Mussolini di Antonio Pennacchi voleva saperne di stare chiuso nella carta, che ha raggiunto centinaia di migliaia di famiglie, librerie, ragazzetti freschi di Sessantotto, un pubblico cos vasto da fare paura. E poi, dopo tutto quel clamore del 74, stato abrogato. sceso il silenzio, come se fosse un romanzo proibito. Ma La Storia, il libro pi frainteso di Elsa Morante, forse quello di cui oggi, nel 2012, a cento anni dalla nascita del suo autore, abbiamo pi bisogno. Fu un caso politico, oltre che letterario. Gli anni Settanta erano gonfi di ideologia, non cera settore della cultura che non fosse invaso da unansia politica sempre partigiana e burrascosa. La Storia non poteva che essere letto (e quindi non letto) con questocchio annebbiato da concetti e pregiudizi. Le polemiche non aiutano mai a comprendere, piuttosto confondono le acque. La Storia fu violentato dalle polemiche, la Morante si ritir in casa stordita da tutta quella cecit. Sul Manifesto, lo spazio dedicato alle Lettere e opinioni fu letteralmente preso dassalto ogni giorno per unintera estate, e cera chi diceva che La Storia era un romanzo sbagliato perch scorretto da un punto di vista marxista-leninista. Ma in realt, La Storia un romanzo scorretto da tutti i punti di vista. Per questo un romanzo vero.

incendiaria
di SILVIA AVALLONE

bbiamo tutti bisogno di maestri, se vogliamo conquistarci unidentit nostra. Arriva un momento, nella vita, in cui per spiccare il salto e diventare adulti, necessario scegliersi un maestro e ingaggiare con lui un confronto impari, e assoluto. Io ho scelto Elsa Morante, una donna che si definiva scrittore, al maschile, perch il concetto generico di scrittrici come di una categoria a parte, risente ancora della societ degli harem. Una persona difficile, che non mai diventata mamma e nei suoi romanzi ha sempre riversato lossessione della maternit rimpianta; un carattere ribelle, che non ha preso partito, perch il suo folle amore per il mondo non poteva che essere anarchico, utopico e morboso. Uno scrittore che non ha piegato la letteratura a secondi fini, che non ha mai sincronizzato il tempo della scrittura con il tempo dei media e del mercato. Una fanatica della parola letteraria, un romanziere assoluto, una strega ritirata ed eccentrica, unartista ambiziosa, atrocemente libera. Insomma, una cattiva maestra perch una maestra impossibile. Ho passato gli ultimi mesi gomito a gomito con lei, mentre cercavo di scrivere una tesi di laurea degna del suo lavoro. La sua presenza maestosa e arcana mi ha turbata. Mi sembrato di convivere con una di quelle nonne silenziose, chiuse nel loro mistero, che ricamano ferme sulla loro sedia, in una posa regale, con i gesti inaccessibili di chi sta compiendo unopera segreta. Una sarta lontana, millenaria, che getta unocchiata ardente, di sfida divertita, alla studentessa che vorrebbe chiederle qualcosa, e non trova le parole giuste. Quattro romanzi in una vita, due raccolte di poesie, due racconti. La Morante non ha mai voluto lasciarsi condizionare dal tempo, che detestava. Lunica cosa che le faceva davvero orrore era la vecchiaia, doversi ritrovare lei eterna ragazza nel corpo sformato e raggrinzito di una vecchia. Ma sapeva che le parole, loro, sono sempre adolescenti. E che i suoi libri non sarebbero invecchiati mai. Di tutti quelli che ha scritto pochi, e tutti necessari ce n uno che ha fatto scandalo, ha provocato indignazione, ha sollevato osanna e accuse, ha incendiato il 1974. Seicentomila copie, unenormit. Neppure suo marito Moravia era riuscito a fare tanto. Un romanzo incandescente, che non

A quasi quarantanni di distanza, un lettore come me, che cresciuto senza quelle ideologie, si trova tra le mani un libro nuovo, che non pi quel manifesto politico contro la Storia che si credeva, o quella denuncia sbraitata dello scandalo che dura da diecimila anni. La Storia per me, di tutto il Novecento italiano che ho conosciuto, la testimonianza pi coraggiosa di fiducia nel potere della parola letteraria. E non posso nasconderlo: sono orgogliosa che sia stata una donna a scrivere questo romanzo. Perch giusto rileggere La Storia oggi? Cesare Garboli, nel 1995, aveva detto: Basta guardarsi intorno, tenendo ben fermo il video su certe immagini di basso gradimento che ci entrano svogliatamente in casa che so, la Bosnia, la Cecenia.... Gi, basta guardarsi intorno anche nel 2012 per capire che ovunque nel mondo, e anche in Italia, nessuno di noi pu permettersi il lusso di starsene in silenzio, con le mani in mano. Ma il punto non solo questo: le ingiustizie, gli

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Era un romanziere assoluto, una strega ritirata ed eccentrica, unartista ambiziosa, atrocemente libera. Una cattiva maestra perch maestra impossibile

POESIA
Tutti i mesi in edicola e su iPad
Wendy Cope
Mensile internazionale di cultura poetica Anno XXV Febbraio 2012 N. 268 E 5,00
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CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 33

Tributi
di Matteo Persivale

Il nuovo Chabon un film


Il 9 marzo, lultimo lavoro di Michael Chabon uscir negli Usa: non un libro il nuovo romanzo Telegraph Avenue per gli States arriva in autunno, in Italia nel 2013 ma un film. Di fantascienza. La Disney mander nei cinema John Carter, adattamento dei racconti di Edgar Rice Burroughs, il pap di Tarzan: tra gli sceneggiatori che hanno adattato Burroughs per lo schermo c anche Chabon, da sempre fan della fantascienza, senza snobismi.

orrori, i delitti della Storia e del Potere gridano vendetta anche per come sono raccontati. Ed qui che La Storia ci dice quanto abbiamo bisogno di letteratura, e non ne possiamo fare a meno. La Storia una cronaca che ribalta la cronaca. Si chiude su un arido trafiletto apparso di sfuggita sui giornali locali: Pietoso dramma al quartiere Testaccio Madre impazzita vegliando il corpo del figlioletto. La maggior parte dei drammi che si consumano ogni giorno finisce cos: dimenticato il mattino dopo. Quella madre, quel figlioletto e il loro cane, che ha tentato fino allultimo di difenderli ed stato abbattuto per questo, vengono riassunti in poche righe su un quotidiano, e poi pi niente. Come se la loro vita potesse ridursi a unimmagine straziante. Limmagine solo un istante, non il tempo. La Storia squarcia quellimmagine, rinnega il linguaggio irreale dei mass-media e restituisce alle vite, quelle pi insignificanti, la loro dignit e il loro mistero. Ciascuno di noi, persino gli assassini brutali di cui vediamo le foto segnaletiche al Telegiornale, o le vittime innocenti coperte da un telo bianco in strada, o i mille nessuno che attraversano senza peso la superficie terrestre, ha diritto ad essere raccontato, a ricevere il beneficio di una storia, di un romanzo. E sono queste vite minime, preistoriche, cos simili allesistenza selvatica di un animale quelle di Iduzza, maestrina elementare precocemente invecchiata, e di Ninnarieddu, una specie di Achille di borgata, e di Useppe, bambino idiota e prodigioso, e di Santina, una mignotta che faceva anche i tarocchi, e lanimaluccio senza coda tenuto in gabbia, e via cos per tutti i sessanta e pi personaggi a restarci impresse dopo la lettura della Storia. A dispetto delle polemiche arroventate del 1974, nel 2012 la Storia assassina ci appare sconfitta dalla bellezza di queste vite che hanno attraversato il tempo. Sono le nostre vite, la nostra piccola, indifesa, quotidianit. Anche noi costruiamo tane per ripararci dal mondo, e cerchiamo di proteggere impotenti le nostre famiglie, e non conosciamo il futuro anche se oscuramente lo presentiamo: la verit che quegli infimi borghesucci, quelle donne sconfitte, quei pischelletti senza futuro ci appartengono. La Morante apre una voragine nel bel mezzo del tempo, e ci riporta tutti quanti al nostro tiepido, ninnato, fondo animale. Anche noi abbiamo paura della Storia, oppure la sentiamo indifferente perch troppo lontana e astratta rispetto al volto concreto e vicino di chi amiamo. Ma se davvero vogliamo fare qualcosa e cambiare il corso della Storia nella direzione giusta, la Morante ci dice tra le righe che lunico modo per riuscirci non dimenticare quel volto. Non fare come i Leader Carismatici che hanno sempre proclamato rivoluzioni vuote, perch in quelle rivoluzioni non cera posto per la felicit delle persone, tutte quante.

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La Storia rinnega il linguaggio irreale dei mass media e restituisce alle vite, quelle pi insignificanti, la loro dignit e il loro mistero

Elsa Morante (Roma, 1912-1985) esord nel 1941 con il volume di racconti Il gioco segreto. Seguirono Menzogna e sortilegio (1948, premio Viareggio), Lisola di Arturo (1957), Il mondo salvato dai ragazzini (1968), La storia (1974), Aracoeli (1982), tutti editi da Einaudi

Ma c dellaltro. Per un lettore della mia et, La Storia anche una testimonianza senza retorica di cosa hanno dovuto affrontare i nostri nonni. Comera la vita al tempo della fame, dei bombardamenti, delloccupazione nazista... Elsa Morante ha vissuto la guerra in prima persona, nel 1943 con il marito fuggita nelle campagne di Fondi per salvarsi dai rastrellamenti; ed Enzo Siciliano nella sua biografia di Moravia ricorda che i due sposi a un certo punto, per la mancanza di tutto e perfino di foglie (era inverno), dovettero scegliere se usare la Bibbia o I fratelli Karamazov come carta igienica. Scelsero di sacrificare Dostoevskij, naturalmente. Ma laneddoto rende bene quello che poi sar il racconto picaresco e arioso della guerra nella Storia. Forse, ci fa un po invidia quellumanit che di fronte al pericolo comune, alla tragedia collettiva, sa industriarsi come un formicaio, innescare una solidariet straordinaria, sfoderare risorse inaspettate. Elsa Morante lo aveva gi capito: il vero orrore non si nasconde nelleccezionalit del tempo di guerra, ma nella normalit del tempo di pace. Sono insostenibili le fotografie dei partigiani impiccati, sulle riviste del 1945 appese in edicola,

fissate dagli occhi attoniti di Useppe che pareva interrogasse un enigma. Non possiamo straziare ancora quei cadaveri, spiattellandoli come merce in prima pagina; dobbiamo conoscere le loro storie, riviverle. Questo pu farlo solo la letteratura: farci uscire dalla solitudine e dallindifferenza che regnano nelle nostre iper-tecnologiche societ del tempo di pace. La prima volta che in questo romanzo entriamo alla Stazione Tiburtina, vediamo un convoglio con un unico passeggero: un vitello dagli occhi larghi e bagnati diretto al macello. La seconda volta che ci torniamo, quel vitello sar diventato lintera comunit ebraica romana, stipata nei vagoni-bestiame fermi sui binari, in attesa di essere deportata. La grazia uisa carissima, delle metafore, la densit con ritardo espressiva che dal parlato veramente sinarca fino alla poesia, al vergognoso compio la gioco potente delle similitupromessa di scriverti. dini che accomunano persoChe vuoi? Io sono ne e animali in ununica fasempre cos assillata miglia, ci restituisce non la dincombenze da cronaca, ma la verit degli orsbrigare per gli uni e rori, e anche lirriducibile vitper gli altri che qui a toria della vita. Perch la vita Mont cominciano vince in questo romanzo, anveramente ad che se tutti i personaggi muoabusarne, e mai non iono. Chiudiamo il libro e ci riesco a fare nella sentiamo invasi di tenerezza giornata quello che mi e dindignazione. E vorremvado proponendo al mo fare qualcosa, offrire il mattino. Devi nostro contributo. E allo stescomunque prepararti so tempo sentiamo larga a sentire la novit che quella consapevolezza di esti avevo annunciato. sere nel mondo, vivi e preCarlo fra qualche senti; di appartenere a una mese, forse in gennaio, comunit senza fine, di essesi sposa e sposa quella re genitori e figli. signorina che Scrivere un romanzo che nellanteguerra ti abbia un respiro universale, avevo mostrato in che sia cos ambizioso da vofotografia. Fa un ler raccontare sia la vita almatrimonio di lapparenza insignificante capriccio, ch non vi dei nessuno che sono passati ha nulla nella di qua, sia la Storia con la s fidanzata che bellezza maiuscola che ha permesso vera e giovent Auschwitz e il fascismo e le fiorente. bombe e le armi, e che oggi diventata violenza latente e di Bruno Faccini pensionato,74 anni mediatica, sembra unimpreMilano sa quasi impossibile. Elsa Morante ci riuscita. Ci riuscita una donna nel 1974. ForInvia il tuo se tutto questo coraggio ha incipit persino spaventato, inizialmente, alcuni ipercritici letcorriere.it/lettura tori. Ma la Morante ci ha avvertiti: Por el analfabeto a Insieme allincipit che deve esquien escribo. Ecco, lei era sere inedito inviate anche un indirizzo mail (corretto e controllatalmente anarchica e politicato con regolarit) per consentire mente scorretta da scrivere alla redazione di contattare il vinper tutti noi, senza distinziocitore della settimana. ni. Ed era cos innamorata delle parole.. Era come il suo piccolo Useppe: Si capiva che le parole, per lui, avevano un valore sicuro, come fossero tuttuno con le cose. Cos La Storia esce dalla carta stampata, e va l fuori, fa tuttuno con il mondo. Diventa vita. Questo il genere di miracoli o stregonerie che Elsa Morante stata capace di fare.

Lincipit dei lettori

Le nozze capricciose

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34 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA

DOMENICA 19 FEBBRAIO 2012

Percorsi Il reportage fotografico

Il popolo senza confini


Non chiamateli zingari: vita e sogni delle genti roman
fotografie di JOSEF KOUDELKA
testo di SANTINO SPINELLI

a cultura roman una cultura transnazionale, multiforme e paradigmatica con infinite sfaccettature e sfumature. Si dirama in tradizioni diverse, in molti Paesi, in ogni continente. Il reportage fotografico di Josef Koudelka d a questo mondo, spesso invalicabile per un eccesso di pregiudizi, volti ed emozioni presentando uno spaccato di vita della realt roman. Ogni foto svela, con sorprendente intensit, un tassello del complesso mosaico che costituisce la romanip (identit Rom) e la eleva ad arte. Ogni individuo/popolo si percepisce in maniera particolare, ma viene percepito in maniera diversa da chi appartiene a unaltra realt etnica. Letnonimo o autonimo il modo in cui un popolo denomina se stesso, leteronimo la maniera in cui un popolo denomina un altro popolo con unaccezione quasi sempre dispregiativa. Un esempio pratico: un italiano allestero spesso definito mafioso, pizza e mandolino, maccarone. Ecco, questi sono eteronimi e hanno sempre unaccezione negativa. Ma litaliano sa di essere italiano e conosce il significato profondo di questo termine che dato dalla sua identit, ovvero portatore di una specifica cultura che proviene dallItalia. Italiano e mafioso non significano la stessa cosa e non sono sinonimi fra loro. Allo stesso modo rom (o sinto, manouche, kalo, romanichal) e zingaro (o nomade, gitano, bohmien, saraceno, heiden, gypsy) non sono la stessa cosa e non sono sinonimi. Si riferiscono allo stesso popolo, ma visti e denominati in maniera differente. Rom e italiano sono etnonimi e definiscono un popolo specifico, zingaro e mafioso sono eteronimi con unaccezione dispregiativa, sovraccaricati di negativit. E, quindi, sono offensivi. Il mondo roman, transnazionale e paradigmatico, una nazione senza Stato e senza territorio. I confini di questa nazione sono delineati dalla diffusione stessa, in tutti i continenti, delle comunit romans con il loro bagaglio linguistico e culturale. La popolazione roman costituita essenzialmente da cinque grandi gruppi: rom, sinti, kale, manouches e romanichals. Letnonimo di ciascuna comunit riflette un mondo e un sistema culturale particolari: la prima linea di confine tra il proprio mondo e quello degli altri ed esprime appartenenza ed identit. Ogni etnonimo esprime il concetto di essere umano, ovvero di coscienza di se stessi. Le foto di Koudelka colgono questa essenza.
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Ritratti senza tempo


In queste pagine pubblichiamo alcune fotografie inedite di Josef Koudelka e altre pubblicate nel libro Zingari, edito da Contrasto. Questi scatti sono stati realizzati dal grande fotografo ceco negli anni Sessanta, tra la Spagna e lEuropa dellEst ( Josef Koudelka/Magnum Photos/Contrasto)

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CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 35

Fondazione Corriere della Sera


0287387707 rsvp@fondazionecorriere.it

Milanesi a regime
Marted 21 febbraio, alle ore 18 in Sala Buzzati, appuntamento su Gli anni bui di Milano. Da Bava Beccaris a piazza Fontana Milanesi a regime. Vita quotidiana durante il fascismo. Interviene Roberto Chiarini.

Larchitettura nellera globale


Mercoled 22 febbraio, alle ore 18 in Sala Buzzati. Incertezze e simulazioni. Il ruolo dellarchitettura nellera globale. Intervengono Vittorio Gregotti, Franco Rella, Vincenzo Trione. Coordina Stefano Bucci.

Il volume e la mostra
Il libro Zingari (Contrasto, pp. 192, e 59) propone per la prima volta la versione originale del reportage fotografico Cikni, che Josef Koudelka realizz con il grafico Milan Kopriva nel 1968 e che doveva essere pubblicato a Praga nel 1970. Proprio in quellanno Koudelka lasci la Cecoslovacchia e il volume non and mai in stampa. Cinque anni dopo, in Francia, fu pubblicata una versione ridotta. Oggi Contrasto propone in edizione limitata una versione ampliata dellopera di Koudelka, fedele al progetto del 1968, che contiene 109 fotografie scattate nellallora Cecoslovacchia, in Romania, Ungheria, Francia e Spagna. Il volume propone anche un saggio del sociologo Will Guy, autore dei testi che accompagnavano la prima edizione di Zingari. Le immagini, dal 22 giugno, saranno in mostra a Milano alla Fondazione Forma

Il saggista
Santino Spinelli (Pietrasanta, 1964), in arte Alexian, saggista, poeta, compositore, musicista e docente universitario rom. Ha due lauree, una in lingue e letterature straniere e laltra in musicologia, entrambe conseguite a Bologna. Nel 2002 ha ottenuto lincarico di docente di lingua e cultura roman allUniversit di Trieste, primo rom in Europa a detenere tale cattedra. Oggi insegna lingue e processi interculturali allUniversit di Chieti. Con il suo gruppo, lAlexian Group, tiene numerosi concerti in Italia e allestero. Ha pubblicato partiture musicali per orchestra, ensemble e fisarmonica, e ha tenuto concerti con lOrchestra sinfonica abruzzese e con lOrchestra europea per la pace a Strasburgo al Palazzo del Consiglio dEuropa. in libreria il suo libro Rom, genti libere. Storia, arte e cultura di un popolo misconosciuto (Dalai, pp. 384, e 17,50)

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Una copertina un lettore
Luniverso di Giosetta
Un segno azzurro, il volto di una donna: le labbra rosse, le lacrime che evocano un dolore ancora vivo. Il dipinto che Giosetta Fioroni ha creato per la copertina della Lettura un viaggio nel mondo femminile, in quelluniverso sensibile e misterioso che ha accompagnato tutto il suo lavoro di artista colta, dolce, attenta ai mutamenti della storia. Giosetta Fioroni, una delle voci pi alte dellarte italiana, unisce la matrice di una pittura materica e densa di colori con la ricchezza di uno sguardo sempre profondo, passionale, eppure delicatissimo. Lartista viene da quella straordinaria stagione che porta il nome di Scuola di Piazza del Popolo. E di quella scuola, che metteva insieme Schifano, Festa e Angeli, lunica donna: non a caso, tra tutti, stata lunica capace di interpretare (nellarte e nella vita) il senso della speranza. Intellettuale raffinata ( stata per 25 anni a fianco di Goffredo Parise) ha attraversato la storia culturale del Paese offrendo una nuova coscienza della visione: le sue eteree figure femminili racchiudono il senso del tempo, della vita che si intreccia tra leco della grande storia e quello minimo delle memorie private. Proprio come nel verso di Sandro Penna che Giosetta Fioroni ha scelto per accompagnare la sua opera: Io vivere vorrei addormentato entro il dolce rumore della vita. (gianluigi colin)

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Questa una comunit transnazionale e multiforme, una nazione senza Stato e senza territorio. La vastit di questa nazione delineata dalla diffusione stessa, in tutti i continenti, delle comunit romans con il loro originale bagaglio linguistico e culturale

Supplemento della testata Corriere della Sera del 19 febbraio 2012 - Anno 2 - N. 7 ( #14 ) Direttore responsabile Condirettore Vicedirettori Ferruccio de Bortoli Luciano Fontana Antonio Macaluso Daniele Manca Giangiacomo Schiavi Barbara Stefanelli Antonio Troiano Pierenrico Ratto Paolo Beltramin Stefano Bucci Antonio Carioti Serena Danna Dario Fertilio Cinzia Fiori Luca Mastrantonio Pierluigi Panza Cristina Taglietti Gianluigi Colin

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36 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA

DOMENICA 19 FEBBRAIO 2012