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Calendario

Ardorino

2O15

Un anno con don Mauro


sacerdote e soldato
nella guerra mondiale 1915-1918

Carissimi amici e benefattori

ono certo che accoglierete questo Calendario ARDOR come augurio di Buon Anno
2015 e come augurio di Pace, nonostante che esso
parli di guerra, ricordando sempre che la nascita di
Ges fu salutata dal canto angelico Pace in terra agli
uomini di buona volont e che, alla risurrezione, il suo
primo saluto fu Pace a voi!.
E sono ugualmente certo che lo accoglierete come
un compagno di viaggio che, durante tutto lanno, vi
parler per introdurvi a una conoscenza sempre pi
familiare e vicina alla nostra Congregazione e, soprattutto, vi far conoscere di pi il nostro Fondatore,
don Gaetano Mauro.
In questanno 2015 ricorre il centenario della Prima Guerra Mondiale, della Grande Guerra, di quella
guerra che papa Benedetto XV chiam inutile strage perch non port al mondo progresso di bene,
ma solo lutti e pianti, anche se noi italiani abbiamo
salutato quella guerra come un momento di liberazione e di unit nazionale, costata, comunque, a noi
italiani pi di un milione di morti.
A quella guerra anche don Mauro, nostro Fondatore, fu chiamato a dare il suo contributo.
A cento anni di distanza, con il calendario di
questanno vogliamo farvi conoscere alcuni episodi
di quella guerra ripercorrendoli cos come don Mauro li annot nel suo diario proprio mentre quei fatti
avvenivano.
A quei tempi i Sacerdoti non erano esenti dalla
vita militare, e quindi dovevano, come tutti, partire in
guerra. Ai sacerdoti per non era chiesto di sparare,
ma venivano addetti alla sanit: raccoglievano morti
e feriti. I reparti militari avevano i loro cappellani,
ma don Mauro non era e non fu cappellano. Tuttavia
come addetto alla sanit si trov sempre nellinfuria-

re delle battaglie, nelle avanzate e nelle ritirate, ma


anche impegnato come parroco nelle terre che man
mano venivano strappate agli austriaci.
Mi sono proposto di farvi partecipi del racconto
di don Mauro su quella INUTILE STRAGE sperando che lesperienza e il ricordo di quei tre anni di
angoscia, paure, vicinanza alla morte, ferite, condizioni
disumane delle trincee o dei capi di battaglia diventino
per tutti noi una permanente efficace lezione di pace.
Pace mondiale, che un bene per tutti, e pace allinterno delle nazioni e allinterno delle famiglie.
La Chiesa Cattolica, solidale con laspirazione alla
pace di tutti popoli, continua a insegnare attraverso la
voce dei Papi: Benedetto XV: La guerra una inutile
strage. Pio XII: Tutto perduto con la guerra, niente
perduto con la pace. Paolo VI, allONU, di fronte
ai potenti del mondo: Mai pi la guerra! Mai pi la
guerra!. Papa Francesco: La guerra una follia.
Questanno, dunque, il Calendario ARDOR,
come umile eco di questa voce, vi presenta, in breve
sintesi, lesperienza diretta che don Mauro ebbe della
guerra: il male sofferto, ci che i suoi occhi videro e le
sue mani toccarono in quel travaglio di vita, di morte, di solidariet, di Provvidenza, di bene, di male, le
lezioni che ne trasse, come ne ritorn distrutto nel
corpo e nellanima.
ARDOR vi invita a rileggere con commozione e
con spirito filiale il diario di guerra di don Mauro,
con laugurio che, portati sempre pi dentro la vita e
lanimo suo, lo amiate sempre di pi e con lui amiate
noi suoi figli: i Missionari Ardorini.
P. Ermolao Portella
Superiore Generale

Il lungo viaggio
verso il fronte

Gennaio

l viaggio, iniziato a Bari, fu lento e interminabile. Per raggiungere il fronte di guerra in Friuli ci vollero quattro giorni.
Don Mauro approfitta di questo tempo e comincia a scrivere il suo
Diario:
In treno, 4 luglio 1915. Sono le 7 di sera e mi trovo alla
stazione di Foggia. Posso dire che oggi comincia per me la vita
militare.
Don Mauro, non sa cosa gli riservi la vita militare nel pieno
della guerra. Ma lo intuir molto presto quando, sulla prima pagina del diario scriver con spietato realismo a 27 anni: In caso
di morte si pregano i Superiori di voler spedire il presente
libretto al Signor Salvatore Mauro, Rogliano (Cosenza).
In treno, 5 luglio. Alle cinque di stamattina siamo giunti
a Caserta. il primo giorno che non celebro la Santa Messa.
Alle due arriviamo a Roma. Dopo lAve Maria si giunge
ad Orvieto. Viaggiando si prova un certo benessere che fa dimenticare facilmente lo scopo del nostro viaggio, ma basta
che la facciata di una chiesetta o la cima di un campanile mi
passi, fuggendo, dinanzi per ricordarmi il mio popolo, i miei
giovani, i miei cari fanciulli di Montalto.
In treno, 6 luglio. Alle 4 di stamattina siamo giunti a Firenze; le sentinelle impediscono la nostra uscita dalla stazione. Anche oggi quindi bisogna rassegnarsi a non celebrare
la S. Messa.
Romans, 8 luglio. Stanotte si dormito sotto le tende a
Palmanova; Alle 3,50 del mattino ci siamo messi in marcia verso il fronte; abbiamo oltrepassato tanti paesetti tutti ex
austriaci. . Mi sentivo troppo male e avevo lo stomaco in
rivolta, quantunque non avessi mangiato nulla. Per giunta ci
viene ordinato di progredire e, dopo unaltra marcia, si arriva
qui a Romans. Gli aeroplani passano e ripassano spesso sulle
nostre teste, e noi assistiamo al fuoco dei nostri artiglieri contro di loro.

1 g Maria Madre di Dio


2 v S. Basilio
3 s S. Genoveffa
4 d II Domenica dopo Natale
5 l S. Amelia vergine
6 m Epifania di Nostro Signore Ges Cristo
7 m S. Luciano
8 g S. Massimo m.
9 v S. Giuliano
10 s S. Aldo
11 d Battesimo di Ges
12 l S. Modesto m.
13 m S. Ilario
14 m S. Felice/S. Bianca
15 g S. Mauro abate
16 v S. Marcello papa
17 s S. Antonio abate
18 d II Domenica del Tempo Ordinario
19 l S. Mario
20 m S. Sebastiano
21 m S. Agnese
22 g SS. Gaudenzio e Vincenzo
23 v S. Emerenziana
24 s S. Francesco di Sales
25 d III Domenica del Tempo Ordinario
26 l SS. Tito e Timoteo
27 m S. Angela Merici
28 m S. Tommaso dAq.
29 g S. Valerio/S. Costanzo
30 V S. Martina
31 S S. Giovanni Bosco

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Pensieri
sotto la tenda

Febbraio

almanova, 7 luglio 1915. Verso le 4 di stamattina mi


sono svegliato ed eravamo gi alla stazione di Cervignano, paese ex austriaco Il sole cocente, ma intanto si riceve lordine di attendarci in unaperta campagna dopo una
sudata enorme si riesce a formare la tenda. E caratteristico lo
spettacolo di queste tende sotto le quali palpitano tanti cuori
e si agitano tanti pensieri diversi. Lontano, a qualche chilometro da noi, stanno sospesi in aria tre dirigibili; un aeroplano
passato sulle nostre teste a breve altezza; se fosse stato nemico
con una sola bomba avrebbe fatto chi sa quante vittime.
Mentre scrivo si ode il rombo del cannone; sono quattro
colpi, luno dopo laltro; e sono i primi colpi che ascoltiamo.
Seduto sotto la mia tenda, ad un chilometro e mezzo dal fronte, penso alla probabilit della mia morte. Ho gran fiducia che
il Signore mi terr lontano dai pericoli e mi far tornare in
mezzo ai parrocchiani, ma intanto io sono preparato a tutto.
Se dovessi morire spero di salvarmi perch sono qui per volere di Dio. La morte, lo confesso, mi dispiace moltissimo per
due ragioni: per la Parrocchia (per i cari giovani specialmente) e per la famiglia; ma il Signore penser ai superstiti. Alla
Parrocchia penser lArcivescovo, alla famiglia penser la mia
povera madre
Spero per che questi miei pensieri siano tutti vani, il Signore, per le preghiere di tante anime buone per lintercessione della Vergine SS.ma mi salver dalla morte e mi conceder
un ritorno lieto e felice tra i miei cari
Romans, 14 agosto 1915. Una dolorosa sorpresa mi ha
colpito oggi; mentre ritenevo di essere nel numero degli aiutanti sono ancora annoverato tra i porta-feriti. Soffro immensamente al pensiero che gravi pericoli dovr attraversare; non
so per quali fini il Signore permetta che io soffra tanto ma
son sicuro che tutto sar per il mio meglio. Ormai visto che
la Provvidenza mi vuole in quei posti ove maggiormente si
soffre e si in pericolo, ho perduto la speranza di ottenere ci
che ho chiesto. La mia fede molto debole nulla vede in queste
dure prove; ma certo dovr averne un gran bene in avvenire.

1 d IV Domenica del Tempo Ordinario


2 l Presentaz. del Signore
3 m S. Biagio
4 m S. Gilberto
5 g S. Agata
6 v S. Paolo Miki
7 s S. Teodoro Martire
8 d V Domenica del Tempo Ordinario
9 l S. Apollonia
10 m S. Arnaldo/S. Scolastica
di Lourdes - Presentazione delle Costituzioni
Primi Congregati Ardorini fanno i voti religiosi
11 m IN.S.
12 g S. Eulalia
13 v S. Maura
14 s S. Valentino/S. Cirillo
15 d VI Domenica del Tempo Ordinario
16 l S. Giuliana
17 m S. Marianna/S. Donato
18 m Le SANTE Ceneri
19 g S. Corrado/S. Mansueto
20 v S. Eleuterio/S. Silvano
21 s S. Eleonora
22 d I Domenica di Quaresima
23 l S. Renzo/S. Policarpo v.
24 m S. Sergio
25 m S. Cesario/S. Vittorino
26 g S. Romeo
27 V S. Leandro
28 S S. Romano

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Orrori e miserie
della guerra

Marzo

omans, 9 luglio 1915. Stanotte ho dormito sulla paglia mediocremente; alle 3,30 mi sono alzato e son
corso in Chiesa; ho fatto svegliare il sagrestano e finalmente
ho avuto la fortuna di cominciare di nuovo a celebrare la
S. Messa. Che il Signore mi conceda la grazia di celebrarla
sempre.
Qui, a Romans, non si sta male; vi latte in abbondanza
e la mattina lo prendo sempre.
Mi commuove la profonda mestizia degli abitanti; per lo
pi non si vedono che donne; gli uomini sono stati mobilitati fino ai 50 anni. Poco fa un soldato ha offerto il pane e
la porzione di carne toccatagli alla giovane che ha il marito prigioniero in Serbia; la poveretta lo accett e si mise a
piangere; chi sa quali sentimenti suscitava nel suo animo la
generosit pietosa di quel soldato, forse non mangiava carne
chi sa da quanto tempo.
Mentre mi ha commosso latto generoso di questo soldato, mi muove a sdegno la condotta di tanti altri. Molti, poco
pensando che in questo momento hanno il dovere di far stimare ed amare lItalia da questa popolazione, non pensano
che a soddisfare i loro vizi e vanno in cerca di donne che li
secondino, mentre pare che queste siano abbastanza serie ed
abbiano altre preoccupazioni.
Stasera ho cominciato ad avvicinare i fanciulli di questo
paese; sono molto svelti; con uno specialmente ho parlato
quasi unora ed egli mi ha informato di tutto ci che il parroco locale opera in questa parrocchia. E rimasto sorpreso
quando gli ho detto che anchio ero un parroco.
Medea, 18 luglio 1915. Mi son commosso nel notare che
mentre il nostro cappellano attraversava la Chiesa le donne
presenti si sono alzate in segno di ossequio Qui per vi
un orribile sacrilegio da riparare; i soldati hanno estratto
la Sacra Pisside dal Tabernacolo e gittate via le Sacre Particole; oh se il Signore mi concedesse la grazia di rimanere
qui e poter recitare ogni giorno un Rosario intero dinanzi
a quel Tabernacolo profanato!... E questa la promessa fatta
alla Vergine SS.ma per ottenere la grazia.

1 d II Domenica di Quaresima
2 l S. Basileo
3 m S. Marino
4 m S. Casimiro/S. Lucio
5 g S. Adriano
6 v S. Giordano/S. Coletta
7 s S. Felicita
8 d III Domenica di Quaresima
9 l S. Francesca Romana
10 m S. Simplicio
11 m S. Costantino
12 g S. Massimiliano
13 v S. Patrizia/S. Eufrasia
14 s S. Matilde
15 d IV Domenica di Quaresima
16 l S. Eriberto
17 m S. Patrizio v.
18 m S. Salvatore/S. Cirillo
19 g S. Giuseppe
20 v S. Alessandra
21 s S. Benedetto
22 d V Domenica di Quaresima
23 l S. Vittoriano/S. Turibio
24 m S. Caterina
25 m Annunc. del Signore
26 g S. Teodoro/S. Emanuele
27 V S. Augusto
28 S S. Sisto papa
29 d Domenica delle Palme
30 l Luned Santo
31 m Marted Santo

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Il calvario
del San Michele

edea, 18 luglio 1915. Oggi stata una giornata di terribile battaglia per prendere la collina
di S. Michele. Verso le 5 p.m. un fortissimo temporale ha
fatto sospendere tutto: pare che il Signore voglia dire agli
uomini di sostare da tanta strage. Quanti dolori e miserie
per questa guerra! Romans, 19 luglio 1915. Ho visto i
duemila prigionieri catturati ieri e stanotte sulle colline di
S. Michele. Ho parlato con un soldato del 20 fanteria che
ci ha raccontato tutto lo svolgersi dellattacco. Pare che la
giornata di ieri sia stata gloriosa per le nostre armi.
Romans, 20 luglio 1915. Ieri abbiamo avuto vittoria,
ma un gran numero di feriti ha pieno tutti gli ospedali. Oggi son felice perch ho potuto aiutare tanti fratelli;
fino alle due dopo mezzanotte non abbiamo fatto altro che
medicare i feriti. Ci eravamo coricati quando verso le tre
ne arrivano molti altri e si continua fino alla sera; stasera si
principia. Di nuovo tutte le squadre sono di servizio.
Romans, 21 luglio 1915. Cresce il numero dei feriti;
due medici sono andati a Gradisca con due delle nostre
squadre a mettere su un posto di medicazione Mentre
scrivo passano i bersaglieri feriti; come son cari ed eroici:
pur feriti se ne vengono a farsi medicare in bicicletta (qualche volta pedalando anche) con un sol piede.
Giunge la notizia che il colle S. Michele, gi da noi
occupato, stato ripreso dagli Austriaci. Si dice che la

1 m Mercoled Santo
2 g Gioved Santo
3 v Venerd Santo
4 s Sabato Santo - Veglia Pasquale
5 d Pasqua: Resurrezione di Ges
6 l Luned dellAngelo
7 m S. Giovanni Batt.
8 m S. Dionigi
9 g S. Maria Cleofe
10 v S. Terenzio
11 s S. Stanislao
12 d Domenica della Divina Misericordia
13 l 1888 - Nascita di don Gaetano Mauro
14 m S. Abbondio
15 m S. Annibale M.
16 g S. Lamberto

nostra fanteria sia scappata lasciando soli in un macello i


bersaglieri.
Sagrado, 7 novembre 1915. Stamattina tra lo scoppietto delle pallottole abbiamo oltrepassato il ponte di ferro sullIsonzo e siamo giunti a Sagrado. E un paese quasi
distrutto dalle granate tirate specialmente nelle vicinanze
del ponte che gli Austriaci tendevano ad abbattere e vi son
riusciti in parte. La nostra divisione opera sul S. Michele
che il DAnnunzio chiama giustamente Calvario della nostra passione.

Aprile
17 v S. Aniceto
18 s S. Galdino
19 d III Domenica di Pasqua
20 l S. Agnese/S. Adalgisa
21 m S. Anselmo v.
22 m SS. Sotero e Caio
23 g S. Giorgio
24 V S. Fedele
25 s Anniversario della Liberazione - S. Marco Ev.
26 d IV Domenica di Pasqua
27 l S. Zita
28 m S. Valeria
29 m S. Caterina da Siena
30 g S. Pio V Papa

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Viscone
al Torre

Maggio

ersa, marzo 1916. Poi, dopo tanti mesi di sporcizia (i


pidocchi ci divoravano e non vi era modo di lavarsi)
ebbi alcuni giorni di licenza.
Versa, 1 aprile 1916. Al ritorno dalla licenza fui chiamato
dal mio capitano il quale mi annuncia che sono stato esonerato dal servizio militare e destinato reggente a Viscone.
Mi dice pure di recarmi dal Decano di Cormons che era il
Vicario Generale della Diocesi di Gorizia.
Da lui ebbi dieci altri giorni di licenza per venire a prendere la mia veste talare a Rogliano e poi presi possesso della
Vicaria di Viscone, dove passai circa 18 mesi in continuo
contatto coi giovani soldati e con Ufficiali per i quali mettevo a disposizione le stanze della canonica.
S. Giuseppe come avevo sempre pensato, ha voluto aspettare il suo mese per farmi la grazia e non lha fatto passare
perch, appunto il 31 marzo, il Comando Supremo ha firmato il decreto di nomina.
Viscone, 13 aprile 1916. Eccomi ora qui nella tranquilla
solitudine di questa canonica, timoroso di non sapere corrispondere al gran benefizio ricevuto dal Signore. Ho preso
possesso del danaro della Chiesa e fin dora stabilisco per
mia tranquillit che, ove mai dovesse accadermi una disgrazia, quei di casa dovranno distribuire 500 (cinquecento) lire
di elemosina secondo credano meglio, onde non abbia a rimanere in famiglia qualche soldo che non mi apparteneva
come privato.
Viscone, 30 aprile 1916. Ho
in canonica ospite degnisChiesa Parrocchiale
simo, Mons. Vescovo
di Viscone
di Campo; si meravigliato un po
di trovarmi qui,
ma spero fargli
osservare che
alla fin fine
anche i sacerdoti meridionali possono
fare qualche
cosa in questi luoghi; con
laiuto di Dio e
con un podi buona
volont.

1 v S. Giuseppe lavoratore - Festa del lavoro


2 s S. Atanasio v./S. Cesare
3 d V Domenica di Pasqua
4 l S. Silvano/S. Ciriaco
5 m S. Pellegrino m.
6 m S. Giuditta martire
7 g S. Flavia/S. Fulvio
8 v B. V. di Pompei/S. Desid.
- Guarigione prodigiosa di don Mauro
9 s 1934
2002 - Apertura della causa di Canonizzazione di Don Mauro
10 d VI Domenica di Pasqua
11 l S. Fabio
12 m S. Rossana/S. Achille
13 m S. Andrea/SS. Gliceria e S.
14 g S. Mattia ap.
15 v S. Torquato
16 s S. Ubaldo V.
17 d Ascensione di Ges al cielo
18 l S. Giovanni I p.
19 m S. Pietro di M.
20 m S. Bernardino
21 g S. Vittorio m.
22 v S. Rita da Cascia/S. Giulia
23 s S. Desiderio V.
24 d Pentecoste
25 l S. Beda C.
26 m S. Filippo Neri
27 m S. Agostino
28 g S. Emilio m.
29 V S. Massimino
30 S S. Ferdinando
31 d Santissima Trinit

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Il tenente
Giuseppe Bottai

Giugno

iscone, 22 dicembre 1916.


Un sottotenente viene
tutte le sere ad ascoltare la predica; stasera
si sentito male ed
andato in Sagrestia
dove Don Maggi gli
ha prodigato tutte le sue
Chiesetta della
cure.
Madonna di Strada
Viscone, 23 dicembre
1916. Il sottotenente che assiste
alle prediche venuto stasera a confessarsi, dice di avere sentito un impulso a cui non ha potuto
resistere ma ancora la sua fede non tale da poter ricevere il
sacramento della penitenza.
Viscone, 27 dicembre 1916. Il sottotenente che si chiama
Giuseppe Bottai, mi ha scritto chiedendo scusa di non esser
venuto pi a parlare da solo con me; dice che sta leggendo il
volume del Romanelli che io gli diedi e che spera di essere
presto degno di ricevere il Signore. Tutti i giorni prego per lui
perch sia presto felice.
Viscone, 3 gennaio 1917. Lunghi colloqui con Bottai; spero molto poich mi accorgo che non sa stare un momento
lontano da me.
Viscone, 22 gennaio 1917. Dopo circa 20 giorni di penosa
aspettativa oggi mi si presenta improvvisamente Bottai! E venuto per dimorare tre giorni con me per prepararsi a ricevere
il Signore. O Ges, che ho fatto io per meritarmi tanto? che
meriti ho io dinanzi a Te per poter versare tante lacrime di
gioia?
Viscone, 24 gennaio 1917. Alle 6,30 di sera giunto Bottai; alla 10 di notte in chiesa si confessato; dopo, posando la
testa sulle mie spalle ha esclamato: Quando sono felice!...
Viscone, 25 gennaio 1917. Prima Comunione di Bottai.
Ha voluto farla alla Chiesetta di Madonna di Strada, candida
e bella in mezzo alla neve caduta abbondantemente durante
la notte.

1 l S. Giustino
2 m Festa della Repubblica
3 m S. Carlo Lw.
4 g S. Quirino v.
5 v S. Bonifacio
6 s S. Norberto
7 d Corpus Domini
8 l S. Medardo
9 m S. Efrem /S. Primo m.
10 m S. Diana
11 g S. Barnaba
12 v Sacro Cuore di Ges
13 s S. Antonio da P.
14 d XI Domenica del Tempo Ordinario
15 l S. Germana/S. Vito
16 m S. Aureliano
17 m S. Gregorio/S. Ranieri conf.
18 g S. Marina
19 v S. Romualdo
20 s S. Ettore conf./S. Silverio
21 d XII Domenica del Tempo Ordinario
22 l S. Paolino
23 m S. Lanfranco
24 m Nativit S. Giovanni B.
25 g S. Guglielmo
26 V S. Virgilio
27 S S. Cirillo dAless.
28 d XIII Domenica del Tempo Ordinario
29 l SS. Pietro e Paolo
30 m SS. Primi Martiri

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La disfatta
di Caporetto

iscone, 28 ottobre 1917. La


terribile offensiva scatenata dagli Austro-Tedeschi a Caporetto riuscita a sfondare le nostre linee ed ora
costringe il nostro esercito alla ritirata.
Che giornata nera stiamo passando
dal 25 corrente!... Anche i borghesi
fuggono; poich si dice che i treni non
viaggeranno pi e che sotto la pioggia si reso impossibile il passaggio,
io consiglio i Visconesi a fermarsi; essi
non sanno decidersi. Stamattina mi si
presenta una donna che mi da 14 lire
raccolte in mezzo alla popolazione affinch celebrassi la S. Messa per loro e
chiedessi lume al Signore per prendere
una decisione.
Tra lo scoppio orribile delle munizioni, tutto il popolo si riunisce in Chiesa;
celebro la S. Messa tra le grida di spavento delle donne e dei fanciulli; verso
la fine della S. Messa mi sento spinto ad
annunziare a quella povera gente che io sarei stato sempre
con loro sia fuggendo che restando. In quel momento sen-

1 m S. Teobaldo
2 g S. Ottone
3 v S. Tommaso ap.
4 s S. Elisabetta di Port.
5 d XIV Domenica del Tempo Ordinario
6 l S. Maria Goretti
7 m S. Claudio/SS. Apol. e Edda
8 m S. Adriano/S. Priscilla
9 g SS. Veronica v. e Armando
10 v SS. Rufina e Seconda
11 s S. Benedetto
12 d XV Domenica del Tempo Ordinario
13 l S. Enrico
14 m S. Camillo de L.
15 m S. Bonaventura
16 g N.S. del Carmelo

tivo che il Pastore non doveva abbandonare le pecorelle. Il


sacrificio sarebbe stato estremo, e restando mi mettevo al
pericolo di perdere tutto. Ma appena giunto in sagrestia,
mi si presentarono i maggiorenti del paese e mi dissero che
essi avevano deciso di restare; ma chiedevano anche che
io restassi con loro. Non seppi resistere alle loro suppliche
e al pianto dei fanciulli che mi si
stringevano intorno, e presi la risoluzione di restare.
Per misura di precauzione
pensai allora di riunire tutta la
gente in una casa colonica lontana dal paese circa trecento metri;
cos allontanavo tutti dal pericolo perch i nostri puntavano gi i
cannoni al di l del Torre e si temeva a Viscone un forte combattimento perch vi era il fronte.
Riuscii a riunire molta gente
nella suddetta casa e l, fino alle
due dopo pranzo, pregammo il
Signore che ci tenesse lontani dai
pericoli; mentre tutto intorno era
fumo e fiamme e si udivano orribili detonazioni Ad un certo
punto tutti si dettero ad una fuga
precipitosa attraverso i campi
ed io scappai appresso agli altri.

Luglio
17 v S. Alessio/S. Marcellina
18 s S. Calogero er./S. Federico
19 d XVI Domenica del Tempo Ordinario
20 l S. Elia prof./S. Margherita
21 m S. Lorenzo da B.
22 m S. Maria Maddalena
23 g S. Brigida
24 V S. Cristina
25 s S. Giacomo ap.
26 d XVII Domenica del Tempo Ordinario
27 l S. Liliana/S.Celestino I p.
28 m S. Nazario
29 m S. Marta v.
30 g S. Pietro Crisologo
31 v S. Ignazio di L.

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In ritirata verso
il Tagliamento

Agosto

29

- 30 - 31 ottobre 1917. Mentre tutti scappavano


allimpazzata e sotto la pioggia, mi vidi isolato ed
ebbi un momento terribile: non sapevo decidermi se fosse
mio dovere salvarmi e ritirarmi in territorio ancora italiano,
o restare a Viscone ormai occupato dagli austriaci, e andare
alla ricerca di quella povera gente che si disperdeva nel buio
sotto la pioggia e confortarla ma senza rendermene conto,
mi trovo risucchiato da una colonna in ritirata
Alla luce del nuovo giorno ricomincia la dolorosa visione!
Nessuna penna per quanto abile, capace, io credo, di descrivere un esercito in ritirata. Ogni strada traboccante di
autocarri, trattrici di cannoni, carri, carrette di ogni genere
e frena ogni tentativo di farsi spazio. Finalmente alle 9 a.m.
si riesce a sbucare sulla strada che percorsa da un triplice
ordine di veicoli: nel mezzo le trattrici, da un lato i carri
militari e dallaltro i carri dei borghesi. Impossibile usare la
bicicletta e i militari che la posseggono la gittano nei fossati e tirano avanti a piedi. Lo spettacolo raccapricciante;
indescrivibile, specialmente, la condizione dei poveri borghesi che fuggono dai loro paesi. Si vedono i carri agricoli
dei poveri contadini friulani carichi di quel po di roba che
si potuto salvare; su alcuni carri si vedono povere madri
che si stringono intorno i loro figlioletti pallidi e smarriti.
La marcia lentissima perch le trattrici spesso si fermano e
arrestano tutti gli altri veicoli.
Ad un certo punto si ode il rombo degli aeroplani; ci
voltiamo a guardare e scorgiamo un gran numero di
velivoli nemici
che ci inseguono; il panico di
noi tutti indescrivibile! Non
potetti pi contenermi e, come
stralunato dalla
paura, mi getto gi e vado a
raggomitolarmi
in un fossato a
destra della strada. Vedendo per
che gli aeroplani
continuavano a venire sempre pi numerosi e udendo il crepitio della mitragliatrice ed il fragore delle bombe farsi sempre pi sinistro e frequente, non seppi resistere neanche l, e
insieme con gli altri mi detti anchio ad una corsa affannosa.

1 s S. Alfonso de Liguori
2 d XVIII Domenica del Tempo Ordinario
3 l S. Lidia di F.
4 m S. Giovanni M./S. Nicodemo
5 m S. Osvaldo
6 g Trasfig. del Signore
7 v S. Gaetano da T.
8 s S. Domenico
9 d XIX Domenica del Tempo Ordinario
10 l S. Lorenzo Martire
11 m S. Chiara
12 m SS. Giuliano e Macario
13 g SS. Ippolito e Ponziano
14 v S. Alfredo
15 s Assunzione in cielo della Beata Vergine Maria
16 d XX Domenica del Tempo Ordinario
17 l S. Giacinto
18 m S. Elena
19 m S. Giovanni Eudes
20 g S. Bernardo abate
21 v S. Pio X Papa
22 s S. Maria Regina
23 d XXI Domenica del Tempo Ordinario
24 l S. Bartolomeo ap.
25 m S. Ludovico/S. Luigi dei Fr.
26 m S. Alessandro
27 g S. Monica/S. Anita
28 V S. Agostino
29 S Martirio S. Giovanni B.
30 d XXII Domenica del Tempo Ordinario
31 l S. Aristide

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Prigioniero
di guerra

l parapiglia della ritirata dur a lungo, ma non lo smarrimento. I sacerdoti-soldati in fuga cercavano di aiutarsi
a vicenda, e nonostante tutte le peripezie, i pericoli, i brutti incontri, man mano riemerse la coscienza del proprio dovere, la
responsabilit, la chiarezza sul da farsi.
Il Parroco di Muzzana consigli che ognuno tornasse al
suo luogo di partenza.
Era con noi un vecchio prete di Palmanova, che era scappato portando seco una valigetta che conteneva, in monete
di argento, tutti i risparmi per la sua vecchiaia. Ci avviammo
insieme.
Ma ritornare al luogo di partenza, e cio a Viscone, significava andare a consegnarsi nelle mani degli Austriaci che ormai
erano ritornati padroni dei territori da dove
lavanzata italiana li aveva scacciati. E Viscone era proprio al centro di quelle zone.
Il tempo era bello e lungo la strada incontravamo le truppe nemiche che avanzavano
ordinatamente, mentre i fuggiaschi
tornavano ai loro paesi. Notammo il
grande rispetto che ci dimostravano gli Ufficiali perch anche i Generali ci salutavano.
Viscone, 2 - 3 - novembre
1917. Giungo a Viscone verso il

1 M S. Egidio
2 m S. Elpidio
3 g S. Clelia / S. Gregorio
4 v S. Rosalia
5 s S. Vittorino
6 d XXIII Domenica del Tempo Ordinario
7 l S. Regina V.
8 m Nativit B.V. Maria
9 m S. Sergio papa
10 g S. Pulcheria v./S. Nicola
11 v S. Diomede mart.
12 s SS. Nome di Maria
13 d XXIV Domenica del Tempo Ordinario
14 l Esalt. della S. Croce
15 m S.V. Addolorata
16 m SS. Cornelio e Cipriano

mezzogiorno, qualche donna che alla fontana sorride di


gioia rivedendomi salvo. Domando se ci sono state disgrazie
in paese, ma grazie a Dio son tutti salvi. Entro in canonica
che trovo occupata da soldati austriaci.
Viscone, 4 novembre 1917. Stamattina, mentre mi apparecchiavo alla celebrazione della S. Messa, mi si manda
il messo comunale per dirmi che mi proibito celebrare e
che mi desidera il sindaco. Comprendo la mia condizione,
e per non farmi prendere a Viscone, penso di scapparmene
attraverso i campi a Cormons, onde avere maggiori riguardi.
Prendo la piccola valigetta, compagna
inseparabile della mia vita di guerra,
vi metto dentro il rasoio e mi avvio
per Cormons. Vicino a Chiopris
per mi imbatto proprio col sindaco
e col nuovo Comandante di Presidio
austriaco che mi dichiara prigioniero
e mi manda al comando del 1 Reggimento Fanteria a Romans.
E linizio della prigionia.

Settembre

17 g S. Roberto B.
18 v S. Sofia mart.
19 s S. Gennaro
20 d XXV Domenica del Tempo Ordinario
21 l S. Matteo ap.
22 m S. Maurizio
23 m S. Pio da Pietrelcina/S. Lino
24 g S. Pacifico
25 V S. Aurelia
26 s SS. Cosma e Damiano
27 d XXVI Domenica del Tempo Ordinario
28 l S. Venceslao
29 m SS. Michele, Gabriele, Raff.
30 m S. Girolamo

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Deportato
in Austria

Ottobre

novembre 1917. Da Romans veniamo trasportati alla


stazione di Ratuje e l si prende il treno. Quanti giorni
viaggiammo? Non lo ricordo, ricordo solo che mangiammo
due volte sole; una volta ci dettero una manciata di residui di
gallette, ed unaltra ce la passarono, alluna dopo mezzanotte
sotto la pioggia. Ci fecero scendere in una stazione dove in
un baraccone trovammo un pezzetto di pane con tre sardine
per ciascuno.
Non so dopo quanti giorni arrivammo finalmente al
campo di prigionia di Sigmundsherberg dove eravamo destinati. Scendemmo dal treno prima dellalba: nevicava. La
scorta che ci accompagnava, nuova del luogo, non sapeva
dove condurci e ci fece girare per circa mezzora attraverso
i baraccamenti. Trovato il comando, ci fu consegnata una
coperta, una gamella e una posata e poi ci rinchiusero in un
enorme baraccone dove dovemmo passare dodici giorni in
quarantena. Che giorni furono quelli: fame, freddo, pidocchi, sudiciume di ogni specie; tutto provammo. Terminata la
quarantena fummo assegnati al II gruppo ufficiali del campo di Sigmundsherberg. Qui cominciammo a star meglio
riguardo alla pulizia; quanto al cibo, si mangiava bene, ma
pochissimo
L8 febbraio 1918 vengo trasferito al campo di concentramento di Katzenau, ma non essendoci col posti liberi, mi si
fece fare una sosta di un mese al campo di Marktrench.
Qui al principio fu durissimo. Appena giunto, fui introdotto al campo dinternamento dei Russi ed insieme ad altri
trenta borghesi, il fior fiore della scostumatezza, fui poi messo
in una baracca tanto sudicia e malridotta che non potetti assolutamente rassegnarmi a restarci. Poche volte, durante la mia
vita, ebbi momenti di tristezza come in quel giorno. Col cuore
stretto in una morsa di acciaio presi a recitare il Breviario con
un certo abbandono nelle mani della Provvidenza.
La grazia venne e fosti Tu, Vergine benedetta, che mi aiutasti in quel sabato di febbraio. Un sergente austriaco venne
a dirmi che io e gli altri due reggenti dovevamo andare nel
reparto ufficiali. Entrammo in quel reparto come se fosse
una reggia, eppure ci tocc trovare dei letti orribili, delle baracche umide e fredde, dove, durante la notte, le lenzuola si
inumidivano e nello stesso tempo si gelavano. E fu l, anche,
che ci tocc vedere degli ufficiali che con un chiodo ed un
fazzoletto, a forma di panierino appeso al braccio, scavavano
radici di erbe per rendere con esse un po pi denso il brodo
che ci passavano a mezzogiorno. Era la fame!

1 G S. Teresa di Ges B.
2 V SS. Angeli Custodi
3 s S. Gerardo
4 d XXVII Domenica del Tempo Ordinario
5 l S. Placido m./S. Flora
6 m S. Bruno abate
7 m N. S. del Rosario
8 g S. Benedetta/S. Pelagia P.
9 v S. Abramo/S. Dionigi
10 s S. Daniele
11 d XXVIII Domenica del Tempo Ordinario
12 l S. Serafino
13 m S. Edoardo re
14 m S. Callisto I Papa
15 g S. Teresa dAvila
16 v S. Margherita Alacoque
17 s S. Ignazio dA./S. Rodolfo
18 d XXIX Domenica del Tempo Ordinario
19 l S. Paolo della Croce
20 m S. Adelina/S. Irene v./S.Aurora
21 m S. Orsola
22 g S. Donato/S. Giov. Paolo II
23 v S. Giovanni da C.
24 s S. Antonio M. Claret
25 d XXX Domenica del Tempo Ordinario
26 l S. Evaristo/S. Alfredo
27 m S. Fiorenzo vesc.
28 m SS. Simone e Giuda
29 g S. Ermelinda
30 V S. Germano
31 S S. Lucilla

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Nel campo
di Katzenau

Novembre

il

14 marzo 1917 fui trasferito a Katzenau. Il mio caro


san Giuseppe venne a liberarmi da Marktrench proprio nel suo mese.
A Katzenau cominciai a stare meglio sotto ad ogni riguardo perch, essendoci inglesi e francesi ben forniti di viveri, se ne poteva fare acquisto, sebbene vendessero il riso
a 35 corone al Kg. Inoltre cominciai a ricevere i pacchi di
casa. Qui potetti fare qualcosa nel mio ministero; si fece il
mese di maggio che chiudemmo con la Prima Comunione
di molti bambini, in maggior parte di Fiume; si fece il mese
di giugno ed altre feste. Ebbi anche lidea di impiantarvi un
Ricreatorio Internazionale, essendoci in Katzenau fanciulli
di tutte le nazionalit.
Ebbi a compagno, tra gli altri, un certo Don Missorta;
aveva 82 anni ed era stato uno dei ragazzi del primo Oratorio di S. Giovanni Bosco il quale, come lui mi rifer, quando
passava fra i suoi ragazzi, gli diceva: Missorta, Missorta, sempre la via diritta, mai la storta.
Mi prese tanto a ben volere che mi affid tutti i ragazzi di
Fiume, di Trieste e Trento col internati con le loro famiglie,
e cos trovai la mia gioia nel preparali alla Prima Comunione
per la fine di maggio 1918. Ma la diffidenza del dirigente
del campo e i sospetti che egli aveva su di me, avendomi
il Ministero Austriaco dichiarato sospetto politico, non mi
permisero di fare nulla di serio.
Poich ci passavano lo stipendio di tenente in 200 corone,
potevo comprare qualche biscotto dagli Inglesi che ne avevano in abbondanza e facevano gli strozzini. Da casa ebbi tre
o quattro pacchi di pane biscottato verso maggio. Mi salv
dalla fame la buona Maddalena che mi faceva arrivare pacchi di farina di granturco con la quale ogni sera mi cuocevo
alla stufa un ciotolino di polenta. Mancavano per i grassi di
qualsiasi specie e perci mi ridussi in uno stato fisico quasi
disperato, tanto pi che ebbi la bronchite da cui mi salv il
Dott. Conci e la sua buona signora che mi cur come una
mamma.
A Katzenau, sofferenze ve ne furono e molte, pi morali
che fisiche. Ma la vita fu piuttosto monotona; e per passare
il tempo mi posi a studiare la lingua francese con un professore di Tolosa.

1 d Tutti i Santi
2 l Commemorazione dei Defunti
3 m S. Silvia
4 m S. Carlo Borromeo
5 g S. Zaccaria
6 v S. Leonardo
7 s S. Ernesto
8 d XXXII Domenica del Tempo Ordinario
9 l Ded. Bas. Lat./S. Oreste
10 m S. Leone Magno
11 m S. Martino di T.
12 g S. Renato
13 v S. Diego
14 s S. Giocondo
15 d XXXIII Domenica del Tempo Ordinario
16 l S. Margherita
17 m S. Elisabetta
18 m Ded. Bas. Vatic.
19 g S. Fausto
20 v S. Ottavio/S. Benigno
21 s Presentazione B. V.
22 d Festa di Cristo, Re dellUniverso
23 l Cristo Re/S. Clemente P.
24 m S. Flora v.
25 m S. Caterina dAlessandria
26 g S. Corrado v.
27 V S. Massimo v.
28 S S. Giacomo F.
29 d I Domenica di Avvento
30 l S. Andrea ap.

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met anno 1918, le forze italiane attestate sul Piave riprendono compattezza, forza, ardimento e iniziativa,
tanto che il 29 ottobre 1918, vittoriose sugli Austriaci, entrano in
Vittorio Veneto. Gli Austriaci cominciano
Trento
le trattative per un armistizio e per la
Castello del
resa che viene firmata il 3 novembre
Buon Consiglio
1918, con laccordo che entrer in
vigore il giorno dopo, 4 Novembre, giorno nel quale gli italiani riprendono Trento e Trieste.
Frattanto nellImpero AustroUngarico si andavano verificando
rivoluzioni e movimenti tendenti
ad un nuovo ordine di cose. E di queste propriamente si temeva nel campo di
Katzenau.

Ottobre 1918. Eravamo ormai rassegnati a restare sulle


rive del Danubio ancora per molto tempo, quando la notizia
della sconfitta Bulgara ci apr il cuore alla speranza. Da quel
giorno non si ebbe pi pace; il giornale era atteso come il migliore amico.
A novembre si ebbe il primo sentore della rivoluzione
austriaca; cominciarono allora le ansie e le paure nel nostro
campo. La rivoluzione ci faceva spavento perch temevamo
di restare bloccati li, senza cibo. Meno male che io avevo nascosto sotto il pavimento della baracca i pochi filoni di pane
biscottato arrivatimi da Rogliano e tirai avanti per pi giorni.
Ma chi potrebbe descrivere la nostra gioia quando si ebbe
la notizia certa della nostra schiacciante vittoria (di
Vittorio Veneto) e dellarmistizio? Si organizz
Trieste
subito una festa e la sera nellampia sala del
San Giusto
teatro, tra gli inni e i discorsi, esternammo pazzamente, direi quasi, la nostra
gioia.
Il 9 novembre 1918, dopo un
anno e quattro giorni dacch ero stato preso prigioniero, partii alla volta
dellItalia sul primo convoglio che
mosse da Linz.
Il 12 novembre 1918, a sera verso il
tramonto, scendevo in tranvai verso Trieste;
il vedere per la prima volta la citt dei nostri
sogni, il vederla tanto bella e cos in festa tra le migliaia delle
bandiere tricolori, mi commosse profondamente e versai una
lacrima di gioia. Quel solo istante bast a cancellare il ricordo
funesto di 5 anni lunghi e dolorosi assai.
Nellaprile 1919 tornai in Calabria. Avevo 31 anni ma ne
mostravo sessanta. Stetti un po a casa e poi tornai a Montalto.
Ma che desolazione! I reduci della guerra abituati a passare al
fronte le serate nelle Case del Soldato, avevano trasformato
quasi tutti i pianoterra in sale da ballo
Sul campo assegnatogli cinque anni prima cerano cresciute
tutte le erbacce. Don Mauro partendo per la guerra aveva offerto
tutta la possibile sofferenza futura per il bene dei giovani. Le
sofferenze cerano state, e tremende. Il tempo a venire sar tutto
impiegato a far rifiorire Montalto fecondandola con la grazia di
quella offerta.

Finalmente libero
e a casa

Dicembre
1 m S. Eligio
2 m S. Bibiana
3 g S. Francesco Saverio
4 v S. Barbara
5 s S. Giulio
6 d II Domenica di Avvento
7 l S. Ambrogio
Vergine Maria Immacolata
8 m Beata
1928 - Nasce la Congregazione dei Missionari Ardorini
9 m S. Siro vesc.
10 g N. S. di Loreto
11 v S. Damaso p.
12 s S. Giovanna F.
13 d III Domenica di Avvento
14 l S. Giov. della C./S. Noemi
15 m S. Valeriano v.
16 m S. Albina v.
17 g S. Lazzaro v.
18 v S. Graziano v.
19 s S. Dario/S. Fausto
20 d IV Domenica di Avvento
21 l S. Pietro Canisio
22 m S. Francesca Cabr.
23 m S. Giovanni di K.
24 g S. Adele/S. Delfino
25 V Natale di Ges
26 S S. Stefano
27 d Santa Famiglia di Ges, Giuseppe e Maria
28 l SS. Innocenti martiri
29 M S. Davide
30 M S. Eugenio
31 G 46 Anniv. della morte di don Gaetano Mauro

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Guerre e rumori
di guerre
Don Gaetano Mauro era stato mandato Parroco a
Montalto Uffugo il 28 giugno 1914, lo stesso giorno
in cui, durante una visita ufficiale, nella citt di Sarajevo, oggi bosniaca ed allora grande centro dellImpero
austro-ungarico, venivano uccisi larciduca Francesco
Ferdinando, erede al trono dAustria-Ungheria e la
sua consorte.
Per Montalto dallora, la morte dellArciduca e i
possibili orizzonti di guerra che ne sarebbero derivati,
erano un fatto lontano, tanto pi che Montalto aveva
in corso la sua brava guerricciola locale nella quale era
impegnata seriamente: questo paese per molto tempo
non aveva voluto accettare nessun sacerdote al posto
del Decano Perniola che il Vescovo aveva allontanato
per dubbi sul suo comportamento. Ma il popolo di
Montalto, a cui il Perniola era apparso invece magnifico e benefattore, non accettava la misura del Vescovo, e proclamava: o Perniola, o nessuno.
La Provvidenza catapult don Mauro sia nel pieno della guerricciola di Montalto, sia in quella accesa a Sarajevo che sar tanto grande da essere definita
Mondiale.
A Montalto, don Mauro disarm tutti fin dal suo
primo arrivo per la sua obbedienza, la sua umilt e la
sua disponibilit verso tutti. E perci non perse tempo
a mettere mano al suo lavoro di pastore.
Anche il popolo di Montalto non aveva perduto tempo nel rendersi conto delle qualit umane e
pastorali del nuovo prete che si occupava dei figli di
tutti. Perci cominciarono le simpatie; ma trovai, dopo
due anni di ribellione, un lavoro da non potersi descrivere. Strimpellavo un po sullarmonium e cominciai una
piccola Scuola di Canto Nel canto dei ragazzi i fedeli
trovarono qualche cosa in pi che non vi era stata prima
e si cominci a vociferare che, se assolutamente non poteva
tornare il Perniola trasferito a Malito, si sarebbero contentati di me.
Le nazioni interessate allepisodio di Sarajevo,
pure loro, non avevano perso tempo a mettersi in
guerra; difatti verso la fine del mese di luglio i cannoni cominciarono a sparare: il rumore delle cannonate,
per, non giungeva ancora a Montalto, mentre i giorni
man mano che passavano mettevano in mostra lardente cura pastorale di Don Mauro.
Anche il Vescovo dal canto suo non perse tempo;
appena tre mesi dopo quel 28 di giugno, agli inizi di
ottobre, a soli 26 anni, don Mauro fu promosso Decano di Montalto. Il lavoro da non potersi descrivere era
tutto da fare, ma gi una cosa era stata fatta: la scelta
pastorale: Si inizia il lavoro fra i giovani.

Durante tutto linverno lItalia fu pervasa dalla


grande domanda: restare neutrali o entrare in guerra per recuperare i territori del suo confine naturale,
comprese Trento e Trieste che lAustria ancora teneva
nelle sue mani?
Non sappiamo quanto questa domanda incise sulla
vita di Montalto; ma sullaltro versante, quello religioso che don Mauro animava, la primavera port i primi
fiori. Siamo a Marzo del 1915:
Preparai un fervido Novenario a San Giuseppe
La Chiesa di San Francesco era affollatissima. Dopo predicato in Chiesa, invitavo gli uomini in sagrestia che si
gremiva anchessa. Lultima sera uno dei giovani pi buoni esclam: Peccato che queste belle serate siano finite!
E allora io dissi: Se volete che continuino, la mia casa
ogni sera a vostra disposizione!.
Cominciarono in tal modo le mie gioie di vedere, ogni
sera, la casa affollata di giovani di ogni et.
Fu il primo assaggio della grazia feconda del Signore da riporre nella memoria a conforto di momenti pi difficili che bussavano alle porte; difatti lItalia
non tergivers pi e il 24 maggio 1915 entr anchessa
in guerra.
Ma gi il giorno prima, la guerra concretamente
era giunta a Montalto. Don Mauro scrive: Ma quale
colpo non fu per tutti quando la sera del 23 maggio 1915
mi arriv la cartolina precetto per partire soldato.
Fu un pianto generale.
La sera, rimasto solo, mi sedetti sul balcone e guardai
lontano, lontano. Ebbi la forza di dire al Signore che se
quella mia partenza sarebbe dovuta essere utile ai giovani, mi avesse fatto passare attraverso tutti i dolori e i
pericoli della guerra. Pare che il Signore mi prese in parola
e cos fu.
La cartolina precetto gli diede solo il tempo di
preparare frettolosamente la valigia e partire.
Infatti, due giorni dopo, il 25 maggio, raggiunse
Bari, dove si raccoglievano i soldati del sud Italia per
la quarantena, e vi rimase fino al 4 luglio, quando, carico di soldati, si mise in marcia il treno che li avrebbe
portati al fronte.
Gli avvenimenti della storia avevano cominciato a trasformare la vita di don Mauro. Ed anche lui
aveva portato un piccolo mutamento alla sua persona:
si era lasciato crescere i baffi.
AVVISO PER IL LETTORE
Per inquadrare meglio nella successione degli avvenimenti le pagine che abbiamo scelto dal Diario
di Don Mauro, abbiamo aggiunto note di redazione che il lettore trover in corsivo, mentre lo scritto
di don Mauro sempre in carattere tondo.

Il Signore benedica ed accresca


la generosit di chi ci aiuta con gioia
ABBATE Antonio APA Silvia ARTURI Edoardo BELMONTE Vincenzo BELSITO Ida BRUNO Clementina Castorrini
Rosaria CHIAPPETTA Ettore CIANULLI Luigi CLEMENTI Luciano COSTANTINO Amalia DALIA Franco
DAmore Olga DE LUCA MONTEMURRO Maria FALBO Pupetta FERRERO Assunta FICARA Giovanna Furfaro
Pietro Garofalo Michele GIOMMETTI Dina GIORDANO Carmela GRANATA Giuseppe IANNINI Francesco
LEONETTI Angelina MAGARO Iolanda MAGGIO Gigino Martino dott. Francesco MARTINUZZI MINIANNI
Ombretta MOLEA Giulia MORGANTE Amalia MORRONE Anna MUTO Rosina NAPOLI Anna Maria NAVA
Giovanni NOVELLO Carmelo NUDO Elvira Pagliaro Gina PALERMO COZZA Rita PALOZZI CHIARILLI Novisia
PAPPALARDO Alfreda PAURA Franca PELLEGATTI Luciana PELLEGRINO Capoccia PERRI Eugenio PETRASSO
Carmine RICCIO Maria ed Enzo RITACCA Colombo ROSSI Mons. Leonardo RUFFOLO Lidia SARGENTINI Silvia
SCARLATO Eraldo SCHIAVONE Giuseppina SEMERARO Giuseppe SPIZZIRRI Andrea SPIZZIRRI Oreste SPROVIERO
Fernanda SUORE MINIME Montalto TAMBURRINO Rosaria TATAVITTO Alfonso VELTRI Franca

Ardor attende sempre con fiducia laiuto di tutti i suoi amici

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ARDOR e i nostri seminaristi della Colombia. Da oggi la Provvidenza vi affida anche quelli
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di tutti sono anche le nostre ristrettezze; ma la carit resta urgente in ogni stagione.

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fondato da Don Gaetano Mauro
Anno LXVI (n 148) - n 3 - dicembre 2014
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