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Relativit: fondamenti e didattica

Vincenzo Barone

barone@to.infn.it

Bibliografia
V. Barone, Relativit. Principi e applicazioni, Bollati Boringhieri, 2004
(in particolare, i primi 4 capitoli)
V. Barone, Approfondimenti didattici sulla relativit, in La matematica e la
fisica nella scuola e nella formazione degli insegnanti, a cura di O. Robutti
e M. Mosca, Ghisetti e Corvi, 2006, pp. 150-162
V. Barone, Lordine del mondo. Le simmetrie in fisica da Aristotele
a Higgs, Bollati Boringhieri, 2013
J. Walker, Dalla meccanica alla fisica moderna, a cura di V. Barone,
vol. III, Lynx, 2012 (capp. 20, 24)

Questioni didattiche generali

Tipo di approccio didattico (storico, formale, fenomenologico, )


Collocazione della relativit nel percorso curricolare di fisica

Scelte guidate da fattori interni (storia e struttura della relativit,


suo posto nella moderna visione del mondo fisico, ...) e/o da
fattori esterni (teorie pedagogiche, epistemologie, ...)

Punti nodali della relativit

Le radici della relativit e la misura del tempo


Le trasformazioni di Lorentz
La struttura logica della teoria
Il principio di relativit come simmetria
Spazio-tempo
Massa, energia e quantit di moto
Verifiche sperimentali della relativit speciale
Le basi della relativit generale

Che cos la relativit

Invece di porsi domande generali e ottenere


risposte limitate, i fisici si pongono domande
limitate e scoprono risposte generali
V. Weisskopf

Osservatori diversi forniscono descrizioni diverse dei fenomeni fisici


Che relazione c tra queste descrizioni?
Che cosa cambia e, soprattutto, che cosa non cambia passando
da un osservatore a un altro?
La teoria della relativit risponde a queste domande
Esistono due teorie della relativit (una casa a due piani")

La relativit speciale, o ristretta, considera solo una particolare


classe di osservatori, quelli inerziali
un formalismo teorico che non descrive una specifica classe di
fenomeni, ma si applica a fenomeni di diversa natura.
Introduce una cinematica e una dinamica pi generali di quelle
newtoniane, valide anche ad alte velocit.
il linguaggio ordinario della fisica nucleare e subnucleare e
dellastrofisica

Le teorie delle interazioni fondamentali sono intrinsecamente relativistiche

La relativit generale considera anche osservatori accelerati e


soggetti a gravit
la teoria di campo dellinterazione gravitazionale.
Instaura un rapporto dinamico tra geometria e fisica.
Costituisce l'ossatura della moderna cosmologia (lo studio
delluniverso inteso come un tutto").

Complessivamente, la relativit una teoria fisica dello spazio e


del tempo

La relativit ha importanti applicazioni tecnologiche: ingegneria degli


acceleratori, sistemi di posizionamento globale, ecc.

Test quotidiani della teoria

La relativit ha implicazioni filosofiche profonde e di ampia portata


(Bachelard, Schlick, Cassirer, Russell, Popper, Reichenbach,
Grnbaum, Putnam, ...)

Tutto relativo?

R. Feynman,
Sei pezzi meno facili,
Adelphi 2004

C un numero incredibile di filosofi da salotto i quali dicono:


La teoria di Einstein afferma che tutto relativo, e magari
aggiungono stato dimostrato in fisica che i fenomeni
dipendono dal nostro sistema di riferimento

Il termine teoria della relativit connesso col fatto che dal


punto di vista sperimentale il moto appare sempre come moto
relativo di un oggetto rispetto a un altro. Il moto non mai
osservabile come `moto assoluto'. Il principio di relativit nel
suo significato pi ampio contenuto in questa affermazione:
la totalit dei fenomeni fisici tale da non fornire alcun
fondamento all'introduzione del concetto di moto assoluto.
(Einstein, 1949)

Il concetto di relativit del moto abbastanza diffuso nella letteratura


scientifica della fine dell'Ottocento (per es., Mach, Maxwell, ecc.).
Nel 1904 Poincar parla di principio di relativit in un'accezione
simile a quella einsteiniana (indistinguibilit di sistemi di riferimento
in moto relativo uniforme).

Le descrizioni dei fenomeni fisici sono relative al sistema di riferimento;


le leggi fisiche no (sono invarianti rispetto al cambiamento del sistema
di riferimento).

Il termine postulato di relativit per la richiesta di invarianza rispetto

alle trasformazioni di Lorentz mi sembra inappropriato. Poich il


postulato vuol significare che solo il mondo quadridimensionale nello
spazio e nel tempo determinato dai fenomeni, preferisco chiamarlo
il postulato del mondo assoluto
(H. Minkowski, 1908)

La genesi della relativit e la misura del tempo

Lannus mirabilis (1905)

30 giugno 1905, Sull'elettrodinamica dei corpi in movimento


27 settembre 1905, L'inerzia di un corpo dipende dal suo contenuto di
energia?
Giugno-luglio 1905, Henri Poincar, Sulla dinamica dell'elettrone
[alcune idee simili a quelle di Einstein]

Influenza su Einstein della critica machiana


ai fondamenti della meccanica
Ernst Mach (1838-1916)
La meccanica nel suo sviluppo storico-critico (1883)
Analisi delle sensazioni (1886)

Relativit del moto


Insostenibilit della distinzione tra sistemi inerziali
e sistemi non inerziali
Relazione tra inerzia e gravitazione

Le radici estetiche della relativit

L'origine del problema sta nell'inconciliabilit delle equazioni di Maxwell


dell'elettromagnetismo con le trasformazioni di Galileo della meccanica
classica.
Einstein convinto che:
Le leggi fisiche hanno la stessa forma in tutti i sistemi di riferimento
inerziali.
Le equazioni di Maxwell sono corrette.
La soluzione coinvolgeva in effetti la stessa idea di tempo; l'idea era che il
tempo non definito in assoluto, ma vi una connessione inscindibile fra
tempo e velocit dei segnali" (Einstein, 1922)
Per eliminare le asimmetrie dell'elettrodinamica tradizionale, bisogna
formulare allora una nuova cinematica, ripensando innanzi tutto il
procedimento di misura del tempo.

Concetti di tempo
Aristotele (IV sec. a.C.):
Questo, in realt, il tempo: il numero del movimento secondo il prima e il poi"
[Phys. IV, 11, 219b, 2-3]
Noi misuriamo non solo il movimento mediante il tempo, bens anche
il tempo mediante il movimento, in virt della loro determinazione reciproca"
[Phys. IV, 12, 220b, 15-17]
(Il tempo come grandezza fisica intrinsecamente correlata al moto)
Newton (1687):
Il tempo assoluto, vero, matematico, in s e per sua natura senza relazione ad
alcunch di esterno, scorre uniformemente, e con altro nome chiamato durata;
quello relativo, apparente e volgare, una misura (esatta o inesatta) sensibile ed
esterna della durata per mezzo del moto, che comunemente viene impiegata
al posto del vero tempo."
[Principia, Scolio alle Definizioni, I]
(Si postula l'esistenza del tempo assoluto a fondamento delle leggi della dinamica)

La misura del tempo


Poincar (1898):
1) Possiamo trasformare il tempo psicologico, che qualitativo,
in un tempo quantitativo?
2) Possiamo ridurre a una stessa misura fatti che si verificano
in mondi diversi?
Non abbiamo l'intuizione diretta della simultaneit.
Noi dobbiamo considerare che tutti i nostri giudizi nei quali il tempo
ha un ruolo sono sempre giudizi su eventi simultanei. Se io per esempio
dico: `Quel treno arriva qui alle ore 7', voglio dire questo: `Il passaggio
della lancetta del mio orologio sul 7 e l'arrivo del treno sono eventi
simultanei'."(Einstein, 1905)
Si pongono due questioni:
1. Come sincronizzare orologi posti in punti diversi dello spazio?
2. La simultaneit di due eventi assoluta o dipende dal riferimento?

Sistema di riferimento: qualunque oggetto materiale cui sono


associati una terna di assi e un insieme di orologi identici
e sincronizzati posti in ogni punto dello spazio

I due postulati della relativit ristretta

1. Principio di relativit:
Le leggi fisiche hanno la stessa forma in tutti i sistemi di riferimento inerziali.
[Tutti gli osservatori inerziali sono fisicamente equivalenti]
2. Postulato della costanza della velocit della luce:
La velocit della luce nel vuoto (c) ha lo stesso valore in tutti i sistemi di
riferimento inerziali, indipendentemente dal moto della sorgente.

Un altro postulato: il principio di inerzia


Esistono dei sistemi di riferimento in cui i corpi non soggetti a forze
si muovono di moto rettilineo uniforme

La relativit una teoria di princpi: fa uso del metodo analitico


e si basa su proposizioni generali da cui vengono dedotte leggi
fisiche applicabili in ogni caso particolare

I postulati hanno in fisica un fondamento sperimentale


Nel considerare la natura specifica della teoria della relativit,
tengo a mettere in evidenza che questa teoria non di origine
speculativa, ma che la sua scoperta dovuta completamente
e unicamente al desiderio di adattare, quanto meglio
possibile, la teoria fisica ai fatti osservati
(Einstein, 1921)

Lettera a Maurice Solovine


Maggio 1952

Proposizioni generali (PG)

Proposizioni particolari (PP)


Esperienze immediate (E)
Ci sono date le E.
Dal punto di vista psicologico le PG poggiano sulle E, ma non esiste alcun
percorso logico che dalle E conduca alle PG.
Dalle PG si ricavano con procedimento deduttivo le PP.
Le PP sono messe in relazione (extralogica) con le E (verifica empirica)

La simultaneit relativa

Gli eventi di emissione dei raggi di luce da AA e BB sono simultanei


per un osservatore in K, non lo sono per un osservatore in K.

La dilatazione degli intervalli temporali

Orologio a luce

Nel sistema di riposo dello specchio (K) il tempo di andata e ritorno del raggio
luminoso

t ' = 2 L / c

Nel sistema in cui lo specchio in moto (K), applicando il teorema di Pitagora


al triangolo OSH:
2
2

vt
ct
2
=
L
+

2
2

da cui:

t =

t '
1 v2 / c2

Il tempo proprio

il tempo misurato da un orologio nel proprio sistema di riposo


(nellesempio dellorologio a luce il tempo t)
La relazione con il tempo t misurato in un altro riferimento :

= 1 v 2 / c 2 t
Il tempo proprio un invariante relativistico dato dalla seguente
combinazione di coordinate spazio-temporali

c 2 ( ) 2 = c 2 (t ) 2 (x) 2

Paradosso degli orologi (o dei gemelli)

Le trasformazioni di Lorentz

Le trasformazioni delle coordinate spazio-temporali dei sistemi


di riferimento (trasformazioni di Galileo e di Lorentz) si ottengono
imponendo:
il principio di relativit
(lequivalenza dei sistemi di riferimento implica che,
data la trasformazione da K a K, in moto con velocit v
rispetto a K, la trasformazione da K a K si ottiene
cambiando semplicemente v in v)
un postulato riguardante il tempo

Trasformazioni di Galileo
postulato (implicito) del tempo assoluto

Mentre le equazioni della meccanica newtoniana sono invarianti


rispetto alle trasformazioni di Galileo, le equazioni di Maxwell
dell'elettromagnetismo non sono invarianti rispetto alle trasformazioni
di Galileo.
Se richiediamo che tutte le leggi della fisica siano consistenti col
principio di relativit, cio siano invarianti rispetto alle trasformazioni
che fanno passare da un riferimento all'altro, dobbiamo abbandonare
le trasformazioni di Galileo e la soggiacente ipotesi sul tempo, e
cercare nuove trasformazioni delle coordinate spazio-temporali

Trasformazioni di Lorentz
Postulato di invarianza della velocit della luce

Una derivazione semplice delle trasformazioni di Lorentz


Linearit delle trasformazioni (un moto rettilineo uniforme
deve trasformarsi in un moto rettilineo uniforme)

x = 0 x = vt
x = 0 x = vt
Simmetria delle trasformazioni (principio di relativit)

x = a( x vt )
x = a ( x + vt )
Segnale luminoso emesso da una sorgente nellorigine
(usiamo il postulato di invarianza della velocit della luce)

x = ct
x = ct

Sostituendo:

ct = a ( x vt )
ct = a ( x + vt )
Si ricava infine la costante a, che risulta essere il
fattore lorentziano

a=

1
1 v2 / c2

Relativit della simultaneit


Eventi A e B simultanei in K:

t A = tB = t
Tempi in K

v
v

t A = t 2 x A , t B = t 2 x B
c

Intervallo temporale tra i due eventi in K

t = t B t A =

v
( x A xB )
2
c

Sottigliezza: il limite galileiano rigoroso c

Successione temporale degli eventi


Eventi A e B connessi causalmente in K:
un segnale di velocit u viene inviato da A a B

x B x A = u (t B t A )
In un altro sistema inerziale K

vu
v

t = t B t A = (t B t A ) 2 ( x B x A ) = 1 2 t
c

c
Se la velocit del segnale e la velocit relativa dei sistemi
di riferimento sono inferiori a c, lordinamento temporale
degli eventi preservato

Dilatazione degli intervalli temporali


Eventi A e B che avvengono nello stesso punto in K

x A = x B = x
Coordinate e tempi in K

t A = t A + 2 x , x A = ( x + vt A )
c

t B = t B + 2 x , x B = ( x + vt B )
c

Intervallo temporale tra i due eventi in K

t = t B t A = (t B t A ) =

t
1 v2 / c2

Effetto Doppler
0 frequenza nel sistema di riposo della sorgente
frequenza in un SR che si muove rispetto alla sorgente

= 0

1V / c
V
0 1
1+V / c
c

Relativistico

Effetto longitudinale

V
=
0 1
1+V / c
c

Effetto trasverso

= 0

1V2
V2
1 2 0 1
2
c
2c

Non relativistico

Contrazione delle lunghezze

Lunghezza dellasta
nel sistema di riposo

L' = x 2 x1

Per misurare la lunghezza dellasta in K bisogna determinare le posizioni


delle sue estremit nello stesso istante di tempo

x1 = ( x1 vt ), x 2 = ( x 2 vt )
Lunghezza dellasta in K

v2
L = x 2 x1 = (x 2 x1 ) = L' 1 2

c
1

Assunzioni alla base delle trasformazioni di Lorentz

possibile derivare le trasformazioni di Lorentz imponendo,


oltre al principio di relativit, queste condizioni:

Esistenza di una velocit limite pari a c


In questo caso, linvarianza della velocit della luce una conseguenza
oppure
Causalit (invarianza dellordinamento temporale causa-effetto)
In questo caso, si conclude che esiste una velocit limite
Le TL si ottengono assumendo che questa velocit sia uguale a c

Alcuine verifiche della relativit speciale

Tom Roberts, Experimental basis of special relativity (in rete)

Lesperimento di Michelson e Morley

Verifica solo lisotropia della


velocit di andata e ritorno
della luce

Esperimenti con bracci diseguali (Kennedy-Thorndike) verificano anche


lindipendenza della velocit della luce dal sistema di riferimento

Teorie di prova
Sono teorie pi generali della relativit ristretta che introducono
parametri addizionali, su cui possibile porre limiti sperimentali
Se ammettiamo lesistenza di un sistema di riferimento K in cui
la velocit della luce vale c ed isotropa, in un altro sistema di
riferimento in moto rispetto a K, la velocit della luce

v2
v2
2

c = c1 + a 2 + b 2 sin
c
c

La relativit speciale prevede:

a=b=0
8

Esperimenti tipo Michelson-Morley: b < 10


5
Esperimenti tipo Kennedy-Thorndike: a < 10

Indipendenza della velocit della luce dal moto della sorgente

0 +
Velocit della luce emessa da pioni in moto = c
Alvger et al., 1964

Effetto Doppler al secondo ordine


Verificato con un accuratezza di 10-4
Kaivola et al., 1985

Velocit limite
Limite da dati astrofisici

vl
1 < 10 15
c

Stecker e Glashow, 2001

Dilatazione delle durate


Decadimento dei muoni cosmici (Rossi e Hall, 1941)

Il paradosso degli orologi


Hafele e Keating, 1971
Due orologi atomici su aerei che volano attorno alla Terra in
direzioni opposte per 50 ore
1, 2

1 (u v )2
(u v) 2
= 1
t 1
t
2
2
c2
c

u = 465m / s
v = 200m / s

Velocit della Terra allequatore

t = 1,8 10 5 s

Tempo misurato in un sistema inerziale

2 1 =

Velocit degli aerei

2uv
t 400ns
2
c

2 1
10 12
1

Oggi possiamo fare molto meglio


La precisione attuale degli orologi atomici dellordine di 10-17
Possiamo rilevare effetti relativistici per velocit di circa 10 m/s

Lo spazio-tempo

Le concezioni dello spazio e del tempo che


vorrei presentarvi sono sorte dal terreno della
fisica sperimentale, e in questo risiede
la loro forza. Sono concezioni radicali. D'ora in
poi lo spazio in s e il tempo in s sono
destinati a svanire come pure ombre,
e solo un genere di unione tra i due conserver
una realt indipendente
(H. Minkowski, Convegno dei naturalisti
tedeschi, Colonia 1908)

Se il tempo una grandezza locale (cio dipende dal sistema


di riferimento e dalla posizione dell'orologio), allora ha lo stesso status
delle tre dimensioni spaziali.
Il tempo la quarta dimensione di un continuo quadridimensionale
in cui si svolgono i fenomeni fisici, lo spazio-tempo

I punti dello spazio-tempo sono eventi

( x, y , z , t )
Ci che contraddistingue lo spazio-tempo e lo differenzia da
una semplice estensione 4d dello spazio euclideo la metrica,
cio la distanza o intervallo tra gli eventi

(s ) 2 = c 2 (t 2 t1 ) 2 ( x 2 x1 ) 2 ( y 2 y1 ) 2 ( z 2 z1 ) 2
Nota: segno non definito!
Lintervallo una quantit invariante: mantiene lo stesso valore
in seguito a una trasformazione di Lorentz. legato al tempo
proprio da

(s ) 2 = c 2 ( ) 2

Le trasformazioni di Lorentz sono le isometrie dello spazio-tempo

Classificazione degli eventi


(s ) 2 > 0

Intervallo di tipo tempo

Eventi connessi causalmente da un segnale subluminale


Eventi che avvengono nello stesso punto dello spazio

(s ) 2 = 0

Intervallo di tipo luce

Eventi connessi causalmente da un segnale luminoso

(s ) 2 < 0

Intervallo di tipo spazio

Eventi non connessi causalmente


Eventi distinti simultanei

I diagrammi di Minkowski

Passato, presente e futuro

Trasformazioni di Lorentz nei diagrammi di Minkowski

Asse x
Asse t

t = 0 ct = x
x = 0 x = ct

= tan 1

Relativit della simultaneit


Illustrata con i diagrammi di Minkowski

Attenzione: le scale sui due sistemi di assi sono diverse!

Dilatazione degli intervalli temporali


Illustrata con i diagrammi di Minkowski

Contrazione delle lunghezze


Illustrata con i diagrammi di Minkowski

Antiparticelle

Relativit e meccanica quantistica prevedono lesistenza


delle antiparticelle (stessa massa, carica opposta)

Massa, energia e quantit di moto in relativit

La grandiosa importanza concettuale della teoria della relativit, come contributo ad


una pi profonda comprensione dei rapporti tra spazio e tempo, e le vivaci e spesso
appassionate discussioni a cui essa ha in conseguenza dato luogo anche fuori dagli
ambienti strettamente scientifici, hanno forse un po' distolta l'attenzione da un altro
suo risultato che, per esser meno clamoroso e, diciamolo pure, meno paradossale,
ha tuttavia nella fisica conseguenze non meno degne di nota, ed il cui interesse
verosimilmente destinato a crescere nel prossimo svilupparsi della scienza.
Il risultato a cui accenniamo la scoperta della relazione che lega la massa di un
corpo alla sua energia. La massa di un corpo, dice la teoria della relativit,
eguale alla sua energia totale divisa per il quadrato della velocit della luce [...]
Ad esempio se si riuscisse a mettere in libert l'energia contenuta in un grammo
di materia si otterrebbe un'energia maggiore di quella sviluppata in tre anni di
lavoro ininterrotto da un motore di mille cavalli (inutili i commenti!).
Si dir con ragione che non appare possibile che, almeno in un prossimo avvenire,
si trovi il modo di mettere in libert queste spaventose quantit di energia [...]
Ma se anche una tale esplosione completa della materia non appare per ora
possibile, sono per gi in corso da qualche anno delle esperienze dirette ad
ottenere la trasformazione degli elementi chimici uno nell'altro. [...]
Ora a queste trasformazioni degli elementi uno nell'altro sono legati degli scambi
energetici che la relazione tra massa ed energia ci permette di studiare in modo
molto chiaro []

Bastino questi brevi accenni a dimostrare come la teoria della relativit, oltre a
darci un'interpretazione chiara delle relazioni tra spazio e tempo, sar, forse
in un prossimo avvenire, destinata ad esser la chiave di volta per la risoluzione
del problema della struttura della materia, l'ultimo e pi arduo problema della fisica.

E. Fermi
Le masse nella teoria della relativit (1923)
(rist. in E. Fermi, Atomi Nuclei Particelle,
a cura di V. B., Bollati Boringhieri, 2009)

La massa in Newton
Quantit di materia
Massa
Inerzia
La massa una misura dellinerzia nella legge della dinamica F=ma
Misurare la massa significa contare il numero di particelle
Mi sembra probabile che Dio al principio del mondo abbia
formato la materia di particelle solide, compatte, dure,
impenetrabili e mobili, dotate di date dimensioni e figure,
di date propriet e di date proporzioni rispetto allo spazio
(Ottica, Libro III, Questione 30)

Zeresima legge di Newton: la massa si conserva

Oggi sappiamo che:

Linerzia di un corpo che si muove ad alta velocit


non determinata dalla massa del corpo
Non possiamo ottenere la massa di un corpo
sommando le masse dei suoi costituenti
Se contassimo protoni e neutroni lerrore sarebbe dell1%
Se contassimo i quark lerrore sarebbe del 99% !

La massa totale di un sistema non si conserva

Massa ed energia in relativit


Il ruolo svolto dalla massa nella teoria newtoniana
viene assunto in relativit dallenergia
Massa

r d
r
F = (mv )
dt

Energia totale
r d E
F= 2
dt c

r
v

Importante:
Le equazioni del moto
non sono derivabili
dalle TL. Si ottengono
sperimentalmente

Poich per velocit basse e al limite nulle le due descrizioni


devono coincidere:

E 0 = mc 2
La massa lenergia di riposo di un corpo
Ci che si conserva lenergia totale, non la massa

Lenergia totale di una particella


E = K + mc =
2

mc 2
v2
1 2
c

Per basse velocit:

1 2
K mv
2

La velocit della luce nel vuoto


una velocit limite

Quando v vicina a c, a grandi aumenti di energia


corrispondono piccolissimi aumenti di velocit

Velocit ed energia

Da

v
1
= 1 2
c

E=

mc 2

mc 2

1 v2 / c2

si ricava una formula utile che d la velocit in funzione


dellenergia
2

mc
mc
v

= 1
= 1
2

c
E
K
+
mc

Unit di misura dellenergia e della massa


1 eV = 1,60 10-19 J
Multipli: keV (103 eV), MeV (106 eV), GeV (109 eV), TeV (1012 eV)

La massa pu essere misurata in eV/c2:


1 eV/c2 = 1,78 10-36 kg

La massa di un elettrone 0,5 MeV/c2


La massa di un protone circa 1 GeV/c2

La corsa alle
alte energie

SPS (1976, 1981): Circonferenza 7 Km, Energia 300 + 300 GeV

LHC

SPS

LHC (2008): Circonferenza 27 Km, Energia 7 + 7 TeV

SuperProtoSincrotrone (SPS): E = 300 GeV


Velocit dei protoni: 0, 999 995 c
Differisce da c per 5 milionesimi (1500 m/s)

Large Hadron Collider (LHC): E = 7 TeV


Velocit dei protoni: 0, 999 999 990 c
Differisce da c per 10 miliardesimi (3 m/s)

Un commento su:

E = K + E 0 = K + mc 2
Poich lenergia definita a meno di una costante additiva
arbitraria, si potrebbe pensare che lenergia di massa non
abbia alcuna implicazione fisica.
Non cos, perch lenergia di massa non si conserva e quindi
non la si pu eliminare ridefinendo il livello zero dellenergia

Disintegrazione di una particella elementare

Conservazione dellenergia

in

= E fin

Scomponendo lenergia in energia cinetica e energia di massa:


2
2
K
+
m
c
=
K
+
m
c
in in fin fin

I due termini, cinetico e di massa, non sono separatamente


conservati, salvo che in casi particolari (urti elastici)

Massa di un sistema composto


Lenergia di massa di un sistema composto la somma delle energie
di massa, delle energie cinetiche e delle energie di interazione dei suoi
costituenti

Mc 2 = mc 2 + K + Eint

La massa di un sistema composto quindi diversa dalla somma


delle masse dei suoi costituenti

M m
La differenza :

1
M m = 2
c

1
K + c2

int

Un corpo acquista massa se viene riscaldato perch aumenta


la sua energia interna (energia cinetica media delle molecole)
Una molla compressa o allungata ha una massa maggiore di
una molla riposo perch contiene energia elastica positiva
Una pila carica ha una massa maggiore di una pila scarica
perch contiene energia elettrostatica positiva

Esempio: massa del Sole


Energia irradiata dal Sole al secondo

Diminuzione di massa

M Sole

E Sole = 4 10 26 J

E Sole
9
=
=
4
,
4

10
kg
2
c

Sistemi legati
La massa dei sistemi legati inferiore alla somma
delle masse dei loro costituenti

M < m
Lenergia di legame definita come

Elegame = ( K + Eint )
ed positiva

M = m Elegame / c 2

Leffetto dell1 % a livello nucleare (legame tra nucleoni),


del 99 % a livello nucleonico (legame tra quark)
Ecco perch non possiamo determinare la massa contando i costituenti

Massa di un nucleo ed energia di legame nucleare


Numero atomico Z, numero di massa A

M = Zm p + ( A Z )mn

Elegame
c2

M < Zm p + ( A Z )mn
Esempio: nucleo di elio
m p = 938,3MeV / c 2 , mn = 939,6 MeV / c 2 , M He = 3756 MeV / c 2

Elegame = (2m p + 2mn M He )c 2 = 28MeV

Energia di legame nucleare per nucleone

Elegame / A

Cresce fino a A ~ 50-60 (Ferro) e poi diminuisce

Reazioni nucleari
Energia rilasciata

Q = M in M fin

Q>0

Reazione esoenergetica (genera energia)

Q<0

Reazione esoenergetica (assorbe energia)


In termini delle energie di legame:

Q = Elegame,in Elegame, fin


Le reazioni che producono energia sono quelle di fusione di
nuclei leggeri e di fissione di nuclei pesanti

Fusione nucleare

D + D 4 He

Fissione nucleare

U + n 95 Y + 138I + 3n

235

Q = 240MeV

Q = 2 M D M He = 24 MeV

Possibili fonti di equivoci

Massa dipendente dalla velocit (massa relativistica)


La massa un invariante relativistico
Equivalenza di massa ed energia
La massa lenergia di riposo
Conversione di massa in energia
Lenergia di massa pu trasformarsi in energia cinetica

La quantit di moto relativistica

Nellequazione del moto

r d E
F= 2
dt c

r
v

possiamo identificare la grandezza derivata con la quantit di moto

r
r E r
r
mv
p = 2 v = mv =
c
1 v2 / c2
e scrivere (Planck 1906)

r dpr d
r
F=
= (mv )
dt dt

Nota: la forza ha una componente


parallela allaccelerazione e una
parallela alla velocit

La quantit di moto cos definita si conserva

Quantit di moto ed energia


Combinando

r
p=

si ottiene

r
mv

1 v2 / c2

E=

E2
2
2 2

p
=
m
c
2
c

da cui

E=

p 2c 2 + m 2c 4

mc 2
1 v2 / c2

Prime verifiche della meccanica relativistica

m (v )
E
=
=
2
m
mc

1908: Esperimenti di Bucherer


Verifica delle leggi della meccanica relativistica

Dal ciclotrone al sincrotrone

~ decine di MeV

~ centinaia di GeV
Raggio dellorbita

Frequenza di ciclotrone

eB
mc
eB
=
mc

non relativistica
relativistica

mvc
eB
mvc
R=
eB
R=

non relativistico
relativistico

Il funzionamento stesso degli acceleratori di particelle e le analisi


dei processi di alta energia forniscono quotidiane verifiche della
dinamica relativistica
Champion 1932

Urto elastico tra particelle


identiche

= 90 mecc. newtoniana
< 90 relativit

Teoria di prova

pc

E = m c + p c 1 + a
EP

Limite recente (2003)

a < 0.01

E P = 1019 GeV

Particelle di massa nulla


E=

La relazione

p 2c 2 + m 2c 4

non vieta

lesistenza di particelle di massa nulla, la cui energia

E = cp
Da v = c 2 p / E

deriva che queste particelle viaggiano

alla velocit della luce


Le espressioni

r
p=

r
mv

1 v / c
2

E=

mc 2

1 v2 / c2

perdono senso, ma le particelle di massa nulla hanno energia


e quantit di moto finite in virt del doppio limite m 0, v c

Fotoni
I fotoni (quanti dellinterazione elettromagnetica) sono particelle
di massa nulla
Lenergia di un fotone legata alla sua frequenza dalla formula
quantistica di Planck-Einstein

E = h
La quantit di moto di un fotone

p=

E h
=
c
c

Effetto Compton: urto di un fotone su un elettrone libero

La legge di azione e reazione


Se una particella 1 esercita una certa forza sulla particella 2,
questa esercita sulla 1 una forza istante per istante uguale
e contraria

r
r
F12 (t ) = F21 (t )

Questa legge non valida in relativit, perch:


la simultaneit relativa
le interazioni non sono istantanee
La legge di conservazione della quantit di moto pu
essere derivata dalla legge di azione e reazione, ma
pi generale di questa ed sempre valida
Bisogna descrivere linterazione mediante campi
(dotati di quantit di moto, energia, ecc.)

Forze vs. energia


La non validit della legge di azione e reazione e le complicate
propriet di trasformazione delle forze rendono scomoda in
relativit una formulazione dinamica basata sulle forze
Le teorie fisiche moderne descrivono la dinamica in termini
di energia (di particelle o campi)
Ogni sistema isolato (di particelle e/o campi) descritto
da funzioni chiamate lagrangiana o hamiltoniana, che combinano
lenergia cinetica e lenergia potenziale del sistema
Le equazioni del moto possono essere ricavate direttamente
da queste funzioni, senza la necessit di introdurre le forze
Imponendo le condizioni di invarianza sulla lagrangiana o
sullhamiltoniana si ottengono le leggi di conservazione

Didattica

La presentazione tradizionale della relativit

Problema dell'etere ed esperimento di MM


Postulati della relativit
Misure di lunghezze e durate
Trasformazioni di Lorentz
Equivalenza massa-energia
Spazio-tempo
Cenni di relativit generale

[Il cosiddetto approccio storico spesso un approccio pseudostorico]

Alcune proposte alternative in ambito italiano


G. Cortini: approccio fenomenologico-sperimentale
Esperimenti sulla velocit limite
Non validit della legge classica di addizione delle velocit
Dilatazione delle durate e sue evidenze sperimentali
G. Cortini, Vedute recenti sull'insegnamento della relativit ristretta
ad un livello elementare, in Quaderni del Giornale di Fisica, II,
1977, pp. 13-67

E. Fabri: relativit come fisica dello spazio-tempo


Nessuna separazione tra relativit speciale (RS) e
relativit generale (RG)
Studio dettagliato delle conseguenze del principio di relativit (RS)
e del principio di equivalenza (RG)
E. Fabri, Insegnare relativit nel XXI secolo, Quaderno 16
de La fisica nella scuola", 2005 (testo disponibile in rete)

La relativit nelle indicazioni ministeriali

SECONDO BIENNIO
Saranno riprese le leggi del moto, affiancandole alla discussione
dei sistemi di riferimento inerziali e non inerziali e del principio
di relativit di Galilei.
QUINTO ANNO
Lo studio della teoria della relativit ristretta di Einstein porter
lo studente a confrontarsi con la simultaneit degli eventi,
la dilatazione dei tempi e la contrazione delle lunghezze; laver
affrontato lequivalenza massa-energia gli permetter di sviluppare
uninterpretazione energetica dei fenomeni nucleari
(radioattivit, fissione, fusione).

La sfida pedagogica della relativit

La relativit combina una grande semplicit strutturale (essendo


basata su pochi princpi unificanti) con un enorme potere predittivo
E una teoria di princpi ma non si riduce a un puro sistema formale.
Come tutta la fisica, si basa in definitiva sull'esperimento: le sue
verifiche e i suoi fondamenti empirici sono quindi di primaria importanza

La trattazione sistematica della relativit deve essere preparata


dall'approfondimento e dalla rivisitazione di alcuni nodi concettuali
della fisica classica

La relativit diffusa

Approfondimento di alcuni argomenti classici:


misura del tempo, sistemi di riferimento, moti relativi, principio di inerzia,
struttura logica della meccanica newtoniana, forze apparenti, ...
Anticipazioni di risultati relativistici:
velocit limite, azione e reazione in relativit, dinamica relativistica,
massa-energia, .....
Presentazione moderna di alcuni temi:
simmetrie, leggi di conservazione, interazioni e campi, .....
La didattica della fisica moderna richiede
una didattica moderna della fisica

Le basi della relativit generale

La relativit generale nasce da due esigenze teoriche:


1) Estendere il principio di relativit ai sistemi non inerziali
Il principio di inerzia non soddisfa la clausola del significato:
non possibile definire operativamente i sistemi inerziali
2) Descrivere la gravit
La legge della gravitazione di Newton non compatibile
con la relativit ristretta
Einstein intuisce che i due problemi sono legati e devono
essere risolti assieme
Non c alcun risultato sperimentale allorigine della
relativit generale

La gerarchia dei sistemi approssimativamente inerziali


Accelerazione di rotazione della Terra (allequatore)
aTerra = 3.4 10-2 m s-2
Accelerazione del moto del Sole attorno al centro della Galassia
aSole = 4.6 10-10 m s-2
Il Sole pi inerziale della Terra. La Galassia pi inerziale
del Sole. Un sistema davvero inerziale sembra essere solidale
con il moto medio della materia nelluniverso.
Perch?
Legame tra inerzia e materia

Relazione tra spazio e inerzia

Il principio di inerzia visto da Einstein


Se si desidera dare un esatto significato al principio classico di inerzia si
deve introdurre lo spazio come la causa indipendente del comportamento
inerziale dei corpi." (Einstein, 1954)
Daltra parte, se lo spazio-tempo agisce sui corpi, questi devono agire
su di esso (lo spazio-tempo deve essere un ente dinamico).

Relazione tra inerzia e gravit

Principio di equivalenza (debole):


La massa gravitazionale e la massa inerziale di un corpo sono uguali
Tutti i corpi cadono con la stessa accelerazione
r
r
m g g = mi a corpo
r
v
mi = m g a corpo = g

Luguaglianza di massa gravitazionale e massa inerziale verificata


attualmente con una precisione di qualche parte su 1013
Perch le due masse sono uguali?

Il principio di equivalenza di Einstein


Una forza inerziale (dovuta allaccelerazione del sistema di riferimento)
pu cancellare (o simulare) localmente una forza gravitazionale

r
r
r
Fg + Fi = mi a corpo
r
r
r
m g g mi a = mi a corpo
Se la massa gravitazionale coincide con la massa inerziale e laccelerazione
del sistema di riferimento e uguale allaccelerazione di gravit:

r
a corpo = 0

r
r
Fi = mi a corpo
r
r
mi a = mi a corpo
Se la massa gravitazionale coincide con la massa inerziale e laccelerazione
del sistema di riferimento uguale e opposta a quella di gravit:

r
r
r
r
m g g = mi a corpo Fg = mi a corpo

La deflessione gravitazionale della luce

Cabina-laboratorio in caduta libera in un campo gravitazionale


Per un osservatore allinterno della cabina il percorso della
luce rettilineo. Per un osservatore esterno il percorso
curvilineo

Lo spostamento gravitazionale delle frequenze

Per il principio di equivalenza,


leffetto del campo gravitazionale
simulato da unaccelerazione
Il ricevitore B va incontro alla luce
emessa da A e la frequenza
osservata da B diversa da quella
in A per effetto Doppler

gd GMd
V

B A 1 + = A 1 + 2 = 1 + 2
c
c
R c

Il triangolo della relativit generale

Il principio di inerzia stabilisce un legame tra spazio (geometria) e inerzia


Il principio di equivalenza stabilisce un legame tra inerzia e gravit
Per chiudere il triangolo, bisogna ipotizzare un legame tra geometria
e gravit
La gravit si manifesta come curvatura dello spazio-tempo

Spazi curvi

Curvatura di una sfera

1
K= 2
R

Somma degli angoli interni di un triangolo

1 + 2 + 3 = K area
Angolo di rotazione dei vettori
trasportati parallelamente

= K area
La curvatura dello spazio-tempo quadridimensionale data
da 20 quantit (le componenti del tensore di Riemann)

Lequazione di Einstein

K = 8GT
Curvatura (gravit) densit di energia e quantit di moto
Il campo gravitazionale generato non solo da masse ma da
qualunque distribuzione di energia

curvatura

G
densit
2
c

G
28
=
7
.
4

10
m / kg
2
c

Gli effetti della curvatura sono rilevanti solo in presenza


di altissime densit di massa-energia

1919: Deflessione della luce


A. Eddington et al.
Effetto piccolissimo: 1,75

La fama di Einstein raggiunge


il grande pubblico

Gli effetti di relativit


speciale e generale sugli
orologi sono verificati
dal GPS.
La correzione di circa
40 microsecondi/giorno.
Senza questa correzione
la posizione di un oggetto
sulla Terra sarebbe
determinata con
un errore di 10 km
(la precisione del GPS
di 10 metri).

Differenza relativa della frequenza di due orologi atomici


posti ad altezze diverse

Il dislivello dei due orologi di 50 cm !

Emissione di onde gravitazionali


dalla pulsar binaria 1913 + 16
(Hulse e Taylor)

Backup slides

Il principio di relativit come simmetria

La relativit in Galileo
Nessun esperimento permette di distinguere due sistemi di riferimento
in moto relativo uniforme:
Riserratevi con qualche amico nella maggior stanza che sia sotto coverta
di alcun gran naviglio, e quivi fate d'aver mosche, farfalle e simili animaletti
volanti [...] e stando ferma la nave, osservate diligentemente come quelli
animaletti volanti con pari velocit vanno verso tutte le parti della stanza
[...] e voi, gettando all'amico alcuna cosa, non pi gagliardamente la
dovrete gettare verso quella parte che verso questa, quando le lontananze
sieno eguali; e saltando voi, come si dice, a pie giunti, eguali spazi
passerete verso tutte le parti. Osservate che avrete diligentemente tutte
queste cose [...] fate muover la nave con quanta si voglia velocit: che (pur
che il moto sia uniforme e non fluttuante in qua e in l) voi non
riconoscerete una minima mutazione in tutti li nominati effetti, n da
alcuno di quelli potrete comprender se la nave cammina o pure sta ferma
(Galileo, Dialogo, giornata seconda)

Nel contesto dell'opera galileiana, la relativit un'osservazione empirica.


E con Einstein che la relativit viene innalzata a principio di simmetria
(o di invarianza):
Per tutti i sistemi di coordinate per i quali valgono le equazioni della
Meccanica varranno le stesse leggi elettrodinamiche e ottiche.
Eleveremo questa congettura (il contenuto della quale verr detto
`principio di relativit') al rango di postulato. (Einstein, 1905)
Si parla di simmetria rispetto a una certa trasformazione quando
le leggi della fisica non variano rispetto a quella trasformazione.
La relativit rappresenta storicamente il primo caso di applicazione
in fisica di un principio di simmetria (invarianza delle leggi fisiche
rispetto alle trasformazioni del sistema di riferimento, o invarianza di
Lorentz).

Che cosa sono le simmetrie: il caso della geometria

Rotazione di 60

Una simmetria geometria una trasformazione che lascia invariata


una figura (piana o solida)
Esempio: un esagono simmetrico rispetto a rotazioni di 60 e multipli

Le simmetrie costituiscono degli enti matematici detti gruppi

Simmetrie fisiche
Una simmetria fisica una trasformazione che lascia
invariate le leggi fisiche (principio di invarianza)

Esempio: simmetria relativistica


(o di Lorentz) rispetto a trasformazioni
del sistema di riferimento

La pi generale simmetria fisica spazio-temporale la


simmetria di Poincar, che incorpora la simmetria di Lorentz
e la simmetria rispetto a traslazioni spaziali e temporali

La gerarchia della conoscenza fisica


Il postulato di relativit un principio di simmetria

Simmetrie
I princpi di simmetria si situano
al di sopra delle leggi fisiche:
sono `meta-leggi che stabiliscono
come devono, o non devono,
essere fatte le leggi fisiche.

regolano

Leggi
organizzano

Eventi
I princpi di simmetria danno struttura e coerenza alle leggi della natura
proprio come le leggi della natura forniscono struttura e coerenza alla
serie degli eventi (E. Wigner)

Simmetrie e leggi di conservazione

Teorema di Emmy Noether


A ogni simmetria continua associata
una legge di conservazione

traslazioni spaziali quantit di moto (uniformit dello spazio)


rotazioni momento angolare (isotropia dello spazio)
traslazioni temporali energia (omogeneit del tempo)
trasformazioni di Lorentz moto del centro di massa

Costanti e teorie fondamentali

La relativit speciale introduce una costante universale


della natura, la velocit della luce nel vuoto c = 299 792 458 m/s
La meccanica quantistica introduce unaltra costante universale,
la costante di Planck = 1.05 10-34 J s = 6.58 10-16 eV s

Grandezze fondamentali
e costanti di natura

C una terza costante fondamentale, la costante di Newton


G = 6.67 10-11 N m2/kg2, che governa I fenomeni gravitazionali
Combinando le tre costanti c, e G si ottengono tre scale naturali:
di massa-energia, di lunghezza, di tempo
Le scale di Planck

EP =

hc 5
1019 GeV
G

Energia di Planck

LP =

hG
10 35 m
3
c

Lunghezza di Planck

TP =

hG
43

10
s
5
c

Tempo di Planck

Un criterio-guida: la clausola del significato


Ammettere solo concetti e distinzioni cui si possano associare,
senza ambiguit, fatti osservabili
Il concetto di tempo assoluto non obbedisce alla clausola
del significato e perci va espunto dalla teoria
Ma anche il concetto di sistema inerziale debole perch
non esiste un criterio sperimentale per verificare se un
sistema di riferimento inerziale o no
Relativit generale
Lo stesso principio epistemologico viene adottato da
Heisenberg e Born nella costruzione della meccanica quantistica