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Presentazione del prodotto finale che partecipa al concorso Quel fresco profumo di libert

La realizzazione del video A noi la parola nasce dallidea di un lavoro di scrittura creativa realizzato a partire dal testo del Decamerone di Giovanni Boccaccio. La famosa opera prendeva inizio con la descrizione della peste a Firenze scoppiata nellanno 1348, il morbo aveva generato evidenti e forti conseguenze sociali, i cittadini erano come impazziti, ogni legge dimenticata, scomparso il rispetto e le regole del vivere civile. In questo contesto un gruppo di ragazzi decidono di allontanarsi da quella realt, mondo in cui non si riconoscono pi, e cercano una soluzione al loro desiderio di regole e serenit: decidono di uscire da Firenze e creare una microsociet con nuove regole, lontano dalla peste e dallincivilt. Qual stato il lavoro dei ragazzi? Con la supervisione dellinsegnante di Lettere, la Prof.ssa Simona Martini, hanno inizialmente trasposto la storia di Boccaccio ai nostri tempi, sostituendo per alla peste un altro morbo anzi un mostro, cio la mafia. La nostra novella compagnia, i sedici ragazzi della classe seconda di Arcinazzo Romano, ha rifiutato di allontanarsi dalla citt, trovando una nuova soluzione al tremendo mostro, soluzione maturata durante tutto il percorso intrapreso questanno sul tema della legalit. I ragazzi si sono riuniti in cerchio, nel parco, e hanno proposto idee, allinterno di un dibattito democratico e costruttivo. Cosa possiamo fare noi? Non possiamo restare in silenzio, restare a guardare. Cos hanno deciso di realizzare un documentario, una testimonianza in cui ognuno ha potuto esprimere se stesso, attraverso i potenti strumenti della parola e delle immagini, che pu andare lontano oltre i muri della scuola, oltre i confini di un piccolo paese di montagna. Gli studenti hanno svolto dapprima una ricerca storica sui protagonisti del racconto, scelti perch esempi significativi di coraggio, eroi del passato e del presente: Letizia Maniaci, Rita Atria, Peppino Impastato, Giovanni Falcone, Carlo Alberto Dalla Chiesa, Rocco Gatto, Don Pino Puglisi e Paolo Borsellino. Quindi hanno scritto testi originali, in gruppi di lavoro, raccontando le loro storie. Successivamente, con linsegnante di Arte e Immagine Prof.ssa Alessia Zolfo, hanno svolto una ricerca di immagini, grafiche e fotografiche, documenti storici, brani musicali, articoli di giornale, foto depoca e hanno effettuato riprese video e registrazioni audio dal vivo, sintetizzando e recitando le parti salienti dei loro racconti.

In classe hanno prodotto elaborati artistici personali con varie tecniche, dal collage polimaterico al disegno e alla pittura, e hanno rielaborato graficamente immagini dal web, scansioni e fotografie, in modo che la storia raccontata fosse costantemente supportata da messaggi visivi forti e significativi. Il filo rosso che ha attraversato tutto il lavoro stato il tema della mafia, con i suoi protagonisti, i suoi simboli, tra gli orrori e le stragi che si sono perpetrate, senza tralasciare immagini di speranza e visioni di pace e solidariet. Il prodotto finale un video-documentario che narra la storia degli eroi che hanno combattuto la mafia e la camorra, e che ancora oggi o sono protagonisti attivi della lotta allillegalit o che, a seguito delle stragi troppo note, pur essendo scomparsi, r estano vivi nella memoria collettiva. A partire dallimportanza delle regole, del loro rapporto con la libert, gli studenti hanno cos approfondito il tema della sovranit del potere, del popolo come dello Stato, del rispetto delle istituzioni ma anche della fiducia in esse, scegliendo di restituire nel video quella testimonianza che combatte lomert, il silenzio, il non vedere che copre e alimenta lillegalit. Attraverso i protagonisti della lotta alla mafia hanno quindi scoperto che la cultura, la scuola, la conoscenza e linformazione, senza limiti o omert sono unarma potente, larma che la nuova compagnia del nostro Decameron ha deciso di imbracciare per lottare contro il mostro: la mafia. Alessia Zolfo Affile, 22 giugno 2013