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FANATISMO RELIGIOSO: CROCIATE PERSECUZIONE DEGLI EBREI ACCUSATI DI DIFFONDERE VOLOTARIAMENTE LA PESTE La difficolt di dare una spiegazione al meccanismo

o del contagio ed il timore che derivava da questo fenomeno misterioso che avanzava rapidissimo ed inesorabilmente tra gli uomini, port tale paura a livelli insostenibili tanto che, per placare langoscia, si pens bene di individuare un colpevole, qualcuno da identificare come causa del male. Questi non poteva che essere un individuo diverso rispetto alla maggioranza della popolazione, sia per usi che per costumi e il diverso per eccellenza nella storia dEuropa sempre stato lebreo. Dato che lepidemia appariva come uninesorabile punizione divina, non restava che chiedere la misericordia di Dio e questo poteva essere possibile servendosi di processioni ed esposizioni di sacre reliquie o di immolazioni da parte di capri espiatori. Essi erano appunto rappresentati dagli ebrei, accusati di deicidio. Le accuse nei loro confronti, la loro persecuzione ed uccisione, anche da parte dei flagellanti, penitenti che vagavano da una citt allaltra e si flagellavano pubblicamente, rappresentano in questo periodo del Medioevo uno dei pi terribili fenomeni di antisemitismo, superato solo dal genocidio compiuto da Hitler nel XX secolo. Un ulteriore testimonianza di fanatismo religioso, oltre a quelle sopra indicate, rappresentata dalla violenta strage avvenuta in corrispondenza della crociata contro gli infedeli del 1096. Si trattava della crociata volta a liberare Gerusalemme e il Santo Sepolcro, ma purtroppo, a causa della male organizzazione queste folle di esaltati, costituite da masse di contadini e cavalieri accorsi inseguito allincitamento da parte di monaci e predicatori, che promettevano la remissione dei peccati a coloro che fossero morti in battaglia, vennero annientate e sterminate dai Turchi. CONSEGUENZE DELLA PESTE E CORPORAZIONI Conseguenza della peste fu la diffusione di ulteriori carestie che, a causa della sovra-mortalit e del panico, ostacolarono la produzione dei lavori agricoli, costringendo masse di contadini a recarsi in citt, attratte dai loro magazzini e dalla capacit di coordinare gli approvvigionamenti alimentari. Tuttavia, la diminuzione della popolazione, dovuta al diffondersi delle epidemie di peste e la loro migrazione nelle citt, caus la mancanza della forza-lavoro necessaria a svolgere le essenziali attivit agricole e manifatturiere. I lavoratori superstiti potevano tentare dunque di ottenere migliori condizioni di vita da questa situazione di degrado, imponendo aumenti dei salari e riduzioni dei canoni che gravavano sulla terra, stabiliti inizialmente dai feudatari possessori dei terreni. Tali pretese entravano evidentemente in conflitto con gli interessi delle corporazioni e dei proprietari terrieri. Le corporazioni medievali rappresentavano associazioni di mestieri create per regolamentare e tutelare le attivit degli appartenenti ad una stessa categoria professionale. Le arti erano soggette al controllo dellautorit politica, ma godevano di completa autonomia per tutto ci che riguardava lorganizzazione del lavoro. Ogni arte aveva il proprio statuto, che stabiliva il prezzo delle merci, i salari e le condizioni di lavoro per la manodopera, eliminando in questo modo la concorrenza tipica degli anni precedenti. Chi non faceva parte di unarte non poteva intraprendere unattivit e lammissione dipendeva dalla decisione dei suoi membri. Alla fine del Duecento lespansione delleconomia e la ricchezza prodotta dalle attivit lavorative andavano di pari passo con la crescita della potenza delle arti e con le loro rivendicazioni a esercitare un ruolo attivo nel governo della citt, ma con le nuove pretese rivendicate dai superstiti lavoratori, tutta la potenza economica che si era venuta a creare rischiava di essere messa in discussione e cadere.