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JANE AUSTEN ORGOGLIO E PREGIUDIZIO ***********************

Capitolo primo un fatto universalmente noto che uno scapolo provvisto di un cospicuo patrimonio non possa fare a meno di prendere moglie. Per poco che si conoscano i sentimenti o le intenzioni di un uomo ricco e senza moglie al momento del suo primo apparire in un certo luogo, questo fatto cos radicato nella mente delle famiglie del vicinato, che egli viene considerato legittima propriet dell'una o dell'altra delle loro figliuole. - Caro Bennet, - gli disse un giorno la moglie, - hai sentito che Netherfield Park stato finalmente affittato? Mr Bennet rispose di no. - Ma cos , - ella replic; - perch Mrs Long stata qui poco fa e mi ha detto tutto. Mr Bennet non rispose. - Non hai voglia di sapere chi lo ha preso in affitto? - esclam la moglie spazientita. - Se non puoi proprio fare a meno di dirmelo, non ho niente in contrario a sentirlo. L'invito era pi che sufficiente. - Dunque, caro, Mrs Long dice che Netherfield stato preso in affitto da un giovanotto molto ricco dell'Inghilterra del Nord; che venuto luned in un tiro a quattro a vedere il posto e gli tanto piaciuto che si subito messo d'accordo con Mr Morris; che ne prender possesso prima di san Michele e una parte della servit entrer in casa alla fine della settimana prossima. - Come si chiama? - Bingley. - ammogliato o scapolo? - Oh! scapolo, caro, certo! Uno scapolo molto ricco; quattro o cinquemila sterline all'anno. Che bella cosa per le nostre figlie! - Perch? Che cosa c'entrano loro? - Caro Bennet, - rispose la moglie. - Come sei noioso! Devi sapere che sto pensando di fargliene sposare una. - con l'intenzione di sposarsi che si stabilisce qui? - Intenzione! Che sciocchezza! Come puoi parlare in questo modo! Ma molto probabile che si innamori di una di loro, e perci devi andare a trovarlo appena arriva. - Non ne vedo il motivo. Puoi andare tu con le ragazze, o puoi mandarle addirittura da sole; anzi, sarebbe meglio, perch bella come sei, Mr Bingley potrebbe preferirti a loro. - Caro, vuoi lusingarmi. Certo sono stata bella, ma non pretendo di essere qualcosa di straordinario, adesso. Una donna con cinque figlie grandi non dovrebbe pi pensare alla propria bellezza. - Non accade spesso che a una donna con cinque figlie grandi rimanga tanta bellezza da doverci pensare. - Ma, caro, devi essere tu ad andare a trovare Mr Bingley quando si sar stabilito da queste parti. - Ti assicuro che pi di quanto possa prometterti. - Ma pensa alle tue figlie. Pensa che sistemazione sarebbe per una di loro. Sir William e lady Lucas hanno deciso di andare solo per questo, perch sai bene che, di solito, non vanno a far visita ai nuovi arrivati. Devi proprio andare: non possiamo fargli visita noi se prima non vai tu. - Non farti troppi scrupoli. Se posso azzardare un parere, Mr Bingley sar molto lieto di vedervi; e gli mander due righe per tuo tramite per assicurargli il mio pi sincero consenso al suo matrimonio con quella che preferisce tra le mie figlie; in ogni caso, ci metter una buona parola per la piccola Lizzy.

- Spero bene che non farai una cosa simile. Lizzy non affatto migliore delle altre e non ha nemmeno la met della bellezza di Jane o dell'allegria di Lydia. Ma tu la preferisci sempre. - Le altre non hanno niente di speciale, - replic Bennet, - sono stupide e ignoranti come tutte le ragazze; Lizzy, invece, un po' pi sveglia. - Mr Bennet, come puoi insultare cos le tue figlie! Ti diverti proprio a tormentarmi: Non hai piet dei miei poveri nervi. - Ti sbagli, cara. Ho un grande rispetto per i tuoi nervi. Sono miei vecchi amici. Te ne sento parlare con molto riguardo da almeno vent'anni. - Ah! Tu non sai come soffro. - Ma spero che ti sentirai meglio e vivrai abbastanza da vedere molti giovanotti con una rendita di quattromila sterline stabilirsi nel vicinato. - Non servirebbe nemmeno che ne venissero venti, dal momento che non andresti a trovarli. - Sta pur certa, cara: quando saranno in venti, andr a trovarli tutti quanti. Mr Bennet era un cos strano miscuglio di prontezza, sarcasmo, riserbo e bizzarria che l'esperienza di ventitre anni non era bastata a farne capire il carattere alla moglie. La personalit di lei era molto meno complicata. Era una donna d'intelligenza mediocre, di scarsa istruzione e di poco carattere. Quando era scontenta, diceva di essere nervosa. Lo scopo della sua vita consisteva nel trovar marito alle figlie; il suo svago erano le visite e i pettegolezzi.

Capitolo secondo Mr Bennet fu tra i primi ad andare a far visita a Mr Bingley. Aveva sempre avuto intenzione di andarci, bench fino all'ultimo avesse sostenuto con la moglie che non ci sarebbe andato; e, fino alla sera successiva alla visita, ella non ne seppe nulla. La cosa fu rivelata in questo modo: guardando la secondogenita che si provava un cappellino, improvvisamente le disse: - Spero che piacer a Mr Bingley, Lizzy. - Non abbiamo alcuna probabilit di sapere che cosa piace a Mr Bingley, - osserv la moglie risentita, - dal momento che non andremo a trovarlo. - Ma dimenticate, mamma, - replic Elizabeth, - che lo incontreremo ai ricevimenti, e che Mrs Long ha promesso di presentarcelo. - Non credo che Mrs Long lo far. Ha due nipoti. egoista e ipocrita, e non ho alcuna stima di lei. - Nemmeno io, - disse Mr Bennet; - e sono lieto che non dobbiate ricorrere al suo aiuto. Mrs Bennet non si degn di rispondere, ma, incapace di contenersi, cominci a sgridare una delle figlie. - Smettila di tossire in quel modo, Kitty, per amor del cielo! Abbi un po' di piet per i miei nervi. Me li stai facendo a pezzi. - Kitty non ha alcuna discrezione nel tossire, - disse il padre; - non tossisce mai al momento opportuno. - Non tossisco per divertimento, - puntualizz Kitty, stizzita. - Quando il tuo prossimo ballo, Lizzy? - Tra quindici giorni. - Gi, proprio cos, - esclam la madre, - e Mrs Long non torner che il giorno prima; cos non potr presentarcelo perch non avr avuto modo di conoscerlo neanche lei. - Allora potrai avere tu il sopravvento sulla tua amica, cara, e presentare tu a lei Mr Bingley. - Impossibile, Mr Bennet, impossibile, se io stessa non Io conosco; come puoi prenderti gioco di me a tal punto? - Mi inchino alla tua prudenza. Quindici giorni non bastano per conoscere un uomo. Chi pu sapere come egli sia veramente dopo soli quindici giorni? Ma se non corriamo il rischio, lo far qualcun altro; e, dopo tutto, anche Mrs Long e le sue nipoti hanno il diritto di tentare la fortuna. Perci, dato che lo riterr un atto di cortesia, se tu declini l'incarico me lo assumer io.

Le ragazze guardarono il padre con assoluto sbalordimento. Mrs Bennet disse soltanto: - Sciocchezze, sciocchezze! - Che cosa significa questa esclamazione? - le chiese il marito. - Che consideri una sciocchezza le presentazioni e l'importanza che viene loro attribuita? Mi dispiace, ma non posso essere d'accordo con te. Che cosa ne dici, Mary? Perch tu sei una signorina profonda, lo so; leggi i libroni e ne ricavi delle massime. Mary avrebbe voluto dire qualcosa di molto notevole, ma non le riusc. - Mentre Mary riordina le sue idee, - continu Bennet, - torniamo a Mr Bingley. - Non ne posso pi di Mr Bingley, - esclam la moglie. - Mi dispiace, ma perch non me lo hai detto prima? Se lo avessi saputo solo stamattina, non sarei certo andato a trovarlo. E davvero un peccato; ma, poich ho gi fatto questa visita, non possiamo pi evitare la conoscenza. Lo stupore delle dame fu proprio come l'aveva immaginato; quello di Mrs Bennet super forse tutte le aspettative, anche se, finito il primo tumulto di gioia, ella cominci a dichiarare che se l'era sempre aspettato. - Come sei stato bravo, caro Bennet! Malo sapevo che, alla fine, ti avrei convinto. Ero certa che vuoi troppo bene alle tue figlie per trascurare una simile conoscenza. Beh, sono proprio contenta! E ci hai fatto anche un bello scherzo ad andare stamattina e a non farne parola fino a questo momento. - Bene, Kitty, ora puoi tossire quanto ti pare, - osserv Mr Bennet e, nel dire questo, lasci la stanza, seccato dall'entusiasmo della moglie. - Che paure avete, figlie mie! - ella esord quando la porta fu chiusa. - Non so come potrete mai ricompensarlo della sua premura; e me con lui, quanto a questo. Vi assicuro che, alla nostra et, non pi cos piacevole fare nuove conoscenze ogni giorno; ma, per amor vostro, faremmo qualsiasi cosa. Lydia, tesoro, bench tu sia la pi giovane, giurerei che Mr Bingley baller con te al prossimo ballo. - Oh, - replic Lydia energicamente, - non ho paura; sono la pi giovane ma sono anche la pi alta. Il testo della serata fu trascorso in congetture: "lui" avrebbe di certo restituito la visita a Mr Bennet e, prima o poi, loro avrebbero dovuto invitarlo a pranzo.

Capitolo terzo Per quanto, pur con l'aiuto delle cinque figlie, tempestasse di domande il marito, Mrs Bennet non riusc a cavarne una descrizione soddisfacente di Mr Bingley. Lo attaccarono in vari modi: con domande esplicite, supposizioni ingegnose e lontane congetture; ma egli riusc a eludere la loro abilit, ed esse dovettero accontentarsi delle notizie di seconda mano della vicina, lady Lucas. Il suo resoconto fu pienamente favorevole. Sir William ne parlava con grande entusiasmo: era giovane, bellissimo, straordinariamente simpatico e, inoltre, intendeva andare al prossimo ricevimento con una numerosa compagnia. Meglio di cos! La passione per il ballo era un passo certo verso l'innamoramento; Mrs Bennet cominci a nutrire speranze molto vive sul cuore di Mr Bingley. - Se potessi vedere una delle mie figlie ben sistemata a Netherfield, - disse Mrs Bennet al marito, - e tutte le altre ugualmente ben maritate, non avrei pi nulla da desiderare. Dopo qualche giorno, Mr Bingley ricambi la visita a Mr Bennet e rimase una decina di minuti con lui in biblioteca. Sperava di essere ammesso alla presenza delle signorine della cui bellezza aveva tanto sentito parlare, ma vide solo il padre. Le dame furono un po' pi fortunate perch, da una finestra del piano superiore, ebbero la possibilit di accertarsi che indossava un abito blu e cavalcava un cavallo nero. Di li a poco fu mandato un invito a pranzo; e gi Mrs Bennet aveva ideato le portate che le avrebbero dato credito come perfetta padrona di casa, quando giunse una risposta che rimandava ogni cosa. Mr Bingley doveva recarsi in citt il giorno dopo e, quindi, si trovava nell'impossibilit di accettare l'onore del loro invito. Mrs Bennet ne fu assolutamente sconcertata. Non riusciva a

immaginare che genere di affari potesse avere in citt a cos breve scadenza dal suo arrivo nell'Hertfordshire e incominci a temere che potesse svolazzare in continuazione da un posto all'altro senza mai stabilirsi a Netherfield come avrebbe dovuto. Lady Lucas sed un poco i suoi timori avanzando l'idea che fosse andato a Londra soltanto per prendere una numerosa comitiva per il ballo, e presto circol la voce che Mr Bingley avrebbe condotto con s, al ricevimento, dodici dame e sette cavalieri. Le ragazze si rattristarono all'idea di un simile numero di dame, ma alla vigilia del ballo furono consolate dalla notizia che, invece di dodici, ne aveva portate da Londra soltanto sei: le cinque sorelle e una cugina. Quando entr nella sala del ricevimento, il gruppo era, per, costituito solo da cinque persone: Mr Bingley, due sorelle di lui, il marito della maggiore e un altro giovanotto. Mr Bingley aveva un bell'aspetto signorile, un'aria simpatica e modi disinvolti e spontanei. Le sorelle erano belle signore chiaramente della buona societ. Il cognato, Mr Hurst, aveva semplicemente l'aria del signore, ma l'amico, Mr Darcy, attir presto l'attenzione di tutta la sala per l'alta figura elegante, i bei lineamenti, il nobile portamento e la voce, che circolava gi cinque minuti dopo il suo ingresso, riguardo a una rendita annua di diecimila sterline. I cavalieri lo definirono un uomo di bella figura, le dame lo dichiararono molto pi avvenente di Mr Bingley, e tutti lo guardarono con grande ammirazione per met della serata, finch i suoi modi suscitarono una disapprovazione generale che devi la corrente della sua popolarit; si scopr, infatti, che era superbo, che si credeva pi degli altri e nulla gli piaceva; e tutti i suoi grandi possedimenti nel Derbyshire non lo sottrassero all'accusa di avere un viso chiuso e antipatico e di non essere degno di paragone con l'amico. Mr Bingley aveva subito fatto conoscenza con le persone pi in vista della sala; era vivace e comunicativo, ball tutti i balli, si mostr dispiaciuto che la festa finisse cos :presto e parl di darne una lui a Netherfield. Qualit cos amabili si raccomandano da s. Che contrasto tra lui e il suo amico! Mr Darcy ball solo due volte, una con Mrs Hurst e una con Miss Bingley, non volle essere presentato ad altre signore e pass il resto della serata a passeggiare per la sala parlando, di quando in quando, con qualcuno del suo gruppo. Il personaggio fu subito catalogato. Era l'uomo pi superbo e antipatico del mondo, e tutti speravano che non tornasse mai pi. Fra coloro che pi si accanirono contro di lui ci fu Mrs Bennet, la cui disapprovazione per il suo comportamento fu acuita in risentimento dal fatto che egli aveva snobbato una delle sue figlie. Data la scarsit di cavalieri, Elizabeth Bennet era rimasta seduta per due giri; nel frattempo, Mr Darcy le si era fermato vicino, cosicch ella pot sentire una conversazione che si svolse tra lui e Mr Bingley, il quale aveva smesso un momento di ballare per incitare l'amico a unirsi alle danze. - Su, Darcy, - gli disse, - vieni a ballare. Non posso vederti star l da solo in quel modo. Faresti meglio a muoverti un po'. - No, grazie. Sai bene che detesto ballare, se non conosco a fondo la dama. In un ricevimento del genere lo troverei addirittura insopportabile. Le tue sorelle sono impegnate, e la compagnia di qualsiasi altra donna in questa sala sarebbe per me un vero e proprio castigo. - Non vorrei essere schizzinoso come te, - esclam Bingley, - per tutto l'oro del mondo! Ti giuro che non ho mai incontrato in vita mia tante ragazze simpatiche come stasera; e alcune di loro sono straordinariamente graziose. - Stai ballando con l'unica bella ragazza della sala, - replic Darcy guardando la maggiore delle signorine Bennet. - Oh, davvero la pi bella creatura che abbia mai visto! Ma c' una delle sue sorelle, seduta proprio dietro a te, che molto graziosa e, direi, molto simpatica. Lascia che dica alla mia dama di presentarti. - Di chi parli? - e, guardandosi intorno, osserv un momento Elizabeth finch, cogliendone lo sguardo, distolse il suo e disse freddamente: - E passabile, ma non bella abbastanza da tentarmi; e, per ora, non ho voglia di badare a signorine trascurate dagli altri cavalieri. Faresti meglio a tornare dalla tua dama e a goderti i suoi sorrisi, perch con me stai solo sprecando del tempo.

Bingley segui il suo consiglio. Darcy si allontan, ed Elizabeth rimase con dei sentimenti non precisamente cordiali nei suoi confronti. Raccont, per, l'episodio con molto spirito agli amici, perch aveva un carattere vivace e scherzoso e sapeva cogliere il lato comico di ogni cosa. La serata trascorse piacevolmente per tutta la famiglia. Mrs Bennet aveva visto che la figlia maggiore era molto ammirata dal gruppo di Netherfield. Mr Bingley aveva ballato con lei due volte, e le sorelle di lui l'avevano notata. Jane ne era compiaciuta quanto la madre, ma non lo diede a vedere. Elizabeth condivideva il piacere di Jane. Mary si era sentita presentare a Miss Bingley come la ragazza pi colta del luogo; e Catherine e Lydia avevano avuto la fortuna di non restare mai senza cavaliere, che era la sola cosa di cui, secondo quanto avevano imparato, ci si deve preoccupare in un ballo. Tornarono, perci, di buon umore a Longbourn, il villaggio dove vivevano, e di cui erano i maggiorenti. Trovarono Mr Bennet ancora alzato. In compagnia di un libro, non si accorgeva del tempo e, in quell'occasione, era molto curioso riguardo l'esito di una serata che aveva suscitato tante aspettative. Aveva sperato che tutte le mire della moglie sul forestiero rimanessero deluse, ma si accorse presto che doveva ascoltare una storia ben diversa. - Oh, caro Bennet, - gli disse la moglie entrando nella stanza, - abbiamo trascorso una serata incantevole. Che ballo magnifico! Vorrei che tu ci fossi stato. Jane non avrebbe potuto essere pi ammirata. Tutti parlavano di come era bella, e Mr Bingley l'ha trovata stupenda e ha ballato con lei due volte. Pensa, caro: ha ballato con lei per ben due volte! Ed stata l'unica nella sala che abbia invitato una seconda volta. Per prima ha invitato Miss Lucas. Ero cos seccata di vederlo con lei! Ma non l'ha affatto ammirata; e d'altronde, chi mai potrebbe? Invece, quando ha visto Jane entrare in sala, ne rimasto proprio colpito. Cos ha chiesto chi era, si fatto presentare e l'ha invitata per i due giri del ballo successivo. Poi ha ballato i due del terzo con Miss King, del quarto con Maria Lucas, del quinto di nuovo con Jane, del sesto con Lizzy e, infine, con la Boulangre... - Se avesse avuto piet di me, - esclam il marito spazientito, - non avrebbe certo ballato tanto! Per amor di Dio, smettila di parlarmi delle sue dame. Oh, se solo si fosse storto una caviglia al primo ballo! - Oh, caro, - continu Mrs Bennet, - sono proprio entusiasta di lui. E cos straordinariamente elegante! E le sue sorelle sono donne incantevoli. Non ho mai visto in vita mia vestiti pi belli. Direi che il merletto sulle gonne di Mrs Hurst... Qui fu di nuovo interrotta. Mr Bennet si ribell a qualunque descrizione di vestiario. Ella fu, perci, costretta a passare a un altro argomento e rifer, con amarezza e qualche esagerazione, l'urtante sgarbo di Mr Darcy. - Posso assicurarti, - aggiunse, - che Lizzy non ha perduto granch a non riuscire di suo gusto; perch antipatico, scontroso e per niente attraente. Superbo e presuntuoso al punto che nessuno poteva sopportarlo! Andava di qua e di l, credendo di essere chi sa chi! 'Non era abbastanza bella per ballarci insieme! Avresti dovuto esserci, caro, per dirgliene due come solo tu sai fare. Non posso proprio soffrire quell'uomo.

Capitolo quarto Quando Jane e Elizabeth furono sole, la prima, che fino allora era stata molto cauta nel cantare le lodi di Mr Bingley, disse alla sorella quanto ne era affascinata. - proprio come dovrebbe essere un giovanotto, - osserv, - comprensivo, cordiale, vivace; e non ho mai visto modi pi piacevoli! Tanta disinvoltura insieme a una cos perfetta educazione! - Ed anche bello, - replic Elizabeth, - perfetto sotto ogni punto di vista. - Sono stata molto lusingata che mi abbia invitata a ballare una seconda volta. Non mi aspettavo tanta ammirazione da parte sua. - No? Io s. D'altronde c' una grande differenza fra noi; l'ammirazione coglie sempre di sorpresa te e mai me. Cosa potrebbe esserci di pi naturale del suo secondo invito? Non poteva non accorgersi che eri almeno cinque volte pi bella di tutte le altre donne nella sala. Non il caso di ringraziarlo

per tanta galanteria. Comunque molto simpatico, e acconsento volentieri al fatto che ti piaccia. Ti sono piaciute persone molto pi stupide. - Ma... Lizzy! - Oh! Tu tendi un po' troppo, sai, a farti piacere tutti. Non vedi mai un difetto in nessuno. Ai tuoi occhi, tutto il mondo buono e simpatico. In vita mia, non ti ho mai sentita parlare male di qualcuno. - Cerco solo di evitare giudizi affrettati, ma dico sempre quello che penso. - Lo so; ed questa la cosa incredibile. Una persona con il tuo buon senso non pu essere cos cieca alle sciocchezze altrui! Fingere candore piuttosto comune: tutti riescono a farlo. Ma essere candidi senza ostentazione e non di proposito, cogliere il buono di ognuno e migliorarlo ancora e non parlare del cattivo una caratteristica solo tua. E naturalmente ti piacciono anche le sorelle di quest'uomo, vero? I loro modi, per, non sono pari ai suoi. - Certo no... non a prima vista. Ma se ci parli, sono molto simpatiche. Miss Bingley abiter con il fratello e diriger la casa; e credo proprio che avremo in lei una vicina incantevole. Elizabeth ascoltava in silenzio, ma senza convinzione; il loro modo di fare al ricevimento non era stato tale da attirare le simpatie di tutti, e lei, che aveva un pi acuto spirito di osservazione, una minor predisposizione alla condiscendenza rispetto alla sorella e un giudizio non influenzato da interessi personali, era poco disposta a stimarle. Erano effettivamente molto belle; quando lo volevano non mancavano di allegria n della capacit di rendersi simpatiche, ma erano superbe e presuntuose. Erano molto eleganti, erano state educate in uno dei migliori collegi della citt, avevano una fortuna di ventimila sterline, erano abituate a spendere pi del necessario e a frequentare gente di alto ceto e, perci, si sentivano, sotto tutti gli aspetti, autorizzate a pensare bene di s e male degli altri. Appartenevano a una buona famiglia dell'Inghilterra del Nord, cosa della quale si ricordavano pi volentieri che non del fatto che il patrimonio del fratello e loro era stato messo insieme con il commercio. Mr Bingley aveva ereditato il patrimonio, che ammontava a circa centomila sterline, dal padre, che avrebbe voluto acquistare una tenuta ma non era vissuto abbastanza per farlo. Mr Bingley aveva lo stesso desiderio e, di tanto in tanto, sceglieva una contea; ma, dato che poteva gi usufruire di una bella casa e della libert che solo una residenza di campagna sa offrire, molti di quelli che conoscevano meglio l'adattabilit del suo carattere erano propensi a credere che avrebbe trascorso il resto della sua vita a Netherfield e lasciato alle generazioni future il compito di acquistare una tenuta. Le sorelle erano molto ansiose che egli avesse una tenuta di sua propriet; ma, bench a Netherfield fosse soltanto un inquilino, Miss Bingley non sdegnava affatto di occuparsi della villa, n Mrs Hurst, che aveva sposato un uomo pi elegante che ricco, era meno di-sposta a considerare la casa del fratello come propria quando le conveniva. Mr Bingley era maggiorenne da meno di due anni, quando una raccomandazione casuale lo indusse a vedere Casa Netherfield. La guard all'interno e all'esterno per una mezz'ora, ne apprezz la posizione e le camere principali, si lasci persuadere dagli elogi del proprietario e decise di prenderla in affitto. Tra lui e Darcy c'era una salda amicizia a dispetto di una grande diversit di temperamento. Bingley piaceva a Darcy per la disponibilit, la franchezza e la duttilit del suo carattere, per quanto nessuna indole potesse essere pi in contrasto con quella dell'amico, e questi non sembrasse mai scontento della propria. Sulla solidit della stima di Darcy, Bingley aveva la massima fiducia e, del suo giudizio, la massima considerazione. Tra i due il pi intelligente era Darcy. Non che a Bingley mancasse l'ingegno, ma Darcy ne aveva di pi; era, per, anche altero, riservato e pedante, e i suoi modi, bench corretti, non suscitavano simpatia. Quanto a questo, l'amico aveva di gran lunga la meglio. Dovunque andasse, Bingley si faceva benvolere; Darcy, al contrario, riusciva sempre a offendere qualcuno. Il modo in cui parlarono del ricevimento di Meryton fu piuttosto esemplare al riguardo. Bingley non aveva mai incontrato in vita sua gente pi simpatica e ragazze pi graziose; tutti erano stati molto cortesi e premurosi con lui, non c'era stata n formalit n imbarazzo, aveva subito fatto conoscenza

con ogni singola persona in sala e, quanto a Miss Bennet, non poteva immaginare un angelo pi bello. Darcy, al contrario, aveva visto soltanto un'accozzaglia di persone con poco di bello e nulla di elegante: per nessuno aveva sentito il minimo interesse e da nessuno aveva ricevuto la minima premura o simpatia. Riconosceva che Miss Bennet era graziosa, ma, a suo parere, sorrideva troppo. Mrs Hurst e la sorella erano d'accordo al riguardo, ma provavano una certa ammirazione per la ragazza e la trovavano simpatica: la definirono, anzi, una "brava ragazza" e dissero che non avrebbero avuto alcuna obiezione a farne una conoscenza pi approfondita. Con un giudizio cos positivo, Mr Bingley non pot che sentirsi autorizzato a pensare a lei quanto voleva.

Capitolo quinto A poca distanza da Longbourn vivevano i Lucas, a cui i Bennet erano legati da una grande amicizia. In passato, sir William Lucas aveva esercitato il commercio a Meryton, dove si era costruito una discreta fortuna ed era salito all'onore del cavalierato per un discorso ufficiale fatto al re quando era stato sindaco. Un riconoscimento di tale importanza gli aveva ispirato avversione per gli affari e per il piccolo centro mercantile in cui risiedeva; abbandonatili entrambi, si era dunque trasferito con la famiglia a un miglio da Meryton, in una casa che, da quel momento, si chiam Lucas Lodge e dove, finalmente libero dagli affari, pot trascorrere il tempo a compiacersi della sua importanza e a dedicarsi soltanto al piacere di essere cortese con tutti. Fiero del suo nuovo rango, ma non per questo superbo, si mostrava, infatti, gentile e premuroso verso chiunque. Di indole conciliante, cordiale e affabile, era diventato un perfetto gentiluomo dopo la presentazione a corte. Lady Lucas era una donna gentile e di intelligenza piuttosto scarsa: ci la rendeva una vicina preziosa per Mrs Bennet. Avevano parecchi figli. La maggiore, una signorina giudiziosa e intelligente, di circa ventisette anni, era amica intima di Elizabeth. Che le signorine Lucas e le signorine Bennet sentissero l'esigenza di incontrarsi per chiacchierare sul ballo era assolutamente naturale; la mattina dopo il ricevimento le prime andarono, dunque, a Longbourn per sentire e riferire. - Avete cominciato bene la serata, Charlotte, - disse Mrs Bennet con cortese riserbo a Miss Lucas. Mr Bingley vi ha scelta per prima. - S, ma pare che abbia preferito la seconda. - Oh! Volete dire Jane, immagino, perch ha ballato con lui due volte. Certo, pare che avesse dell'ammirazione per lei... e direi proprio che l'avesse... ho sentito dire qualcosa... ma non so con precisione... qualcosa a proposito di Mr Robinson. - Alludete forse al discorso che mi capitato di ascoltare tra lui e Mr Robinson; non ve ne ho forse parlato? Mr Robinson gli ha chiesto se gli piacevano i ricevimenti di Meryton, se non gli pareva che ci fossero in sala molte belle signore e quale gli sembrava la pi bella; e lui ha risposto subito all'ultima domanda: - Oh, la maggiore delle signorine Bennet, indubbiamente; non possibile pensarla diversamente in proposito. - Davvero ha detto questo? Beh, allora, stato molto esplicito... o cos sembrerebbe... ma potrebbe finire in un nulla di fatto, sapete. - Ci che ho sentito io molto pi sensato di ci che hai sentito tu, Eliza, - osserv Charlotte. - Mr Darcy non merita di essere ascoltato come il suo amico, vero? Povera Eliza! Definirti "appena passabile"! - Per carit, non mettete in testa a Lizzy di offendersi per simili parole, perch quell'uomo cos antipatico che sarebbe una disgrazia piacergli. Ieri sera, Mrs Long mi ha detto che le rimasto seduto accanto per mezz'ora senza mai aprire bocca. - Ne siete proprio sicura, signora? Non ci sar un piccolo equivoco? - chiese Jane. - Io ho visto che Mr Darcy le parlava. - Gi, perch lei, alla fine, gli ha chiesto se gli piaceva Netherfield, e lui non ha potuto fare a meno di rispondere; ma le sembrato molto seccato che qualcuno gli avesse rivolto la parola.

- Miss Bingley mi ha detto, - disse Jane, - che non parla mai molto se non si trova tra amici intimi. Con loro davvero simpatico. - Non ci credo, cara. Se fosse cos simpatico avrebbe parlato con Mrs Long. Io, invece, credo di sapere come andata; a detta di tutti, divorato dall'orgoglio e, secondo me, ha saputo che Miss Long non possiede una carrozza e che ne ha noleggiata una per venire al ballo. - A me non importa che non abbia parlato con Mrs Long, - disse Miss Lucas. - Mi dispiace solo che non abbia ballato con Eliza. - Se fossi in te, Lizzy, - aggiunse la madre, - non accetterei io di ballare con lui, qualora se ne ripresentasse l'occasione. - Io non baller mai con lui, ve lo prometto, mamma. - Il suo orgoglio, - disse Mrs Lucas, - non poi cos offensivo; anzi, lo trovo giustificabile. Non c' da stupirsi che un giovane bello, di buona famiglia, ricco, e che ha tutto dalla sua parte, abbia un'alta opinione di s. Come dire... un suo diritto essere orgoglioso. - Verissimo, - replic Elizabeth, - e io gli perdonerei volentieri il suo orgoglio, se non avesse mortificato il mio. - L'orgoglio, - sentenzi Mary che ci teneva a mostrare la profondit delle sue riflessioni, - , secondo me, un difetto molto comune. Da tutto quello che ho letto, sono convinta che proprio molto comune; la natura umana vi particolarmente incline, e sono davvero pochi coloro che non nutrono una certa compiacenza per questa o quella qualit, reale o immaginaria. La vanit e l'orgoglio sono cose diverse, bench le due parole vengano spesso usate come sinonimi. Si pu essere orgogliosi senza essere vanitosi. L'orgoglio si riferisce all'opinione che abbiamo di noi stessi, la vanit a quella che vorremmo gli altri avessero di noi. - Se fossi ricco come Mr Darcy, - esclam un piccolo Lucas che era venuto con le sorelle, - il mio orgoglio non avrebbe limiti. Mi comprerei una muta di cani da volpe e berrei una bottiglia di vino al giorno. - Allora berreste molto di pi di quanto dovreste, - replic Mrs Bennet; - e, se dipendesse da me, vi porterei via subito la bottiglia. Il ragazzo protest che non avrebbe dovuto farlo; Mrs Bennet continu a sostenere che lo avrebbe fatto, e la discussione si protrasse per tutta la visita.

Capitolo sesto Le signore di Longbourn andarono presto a trovare quelle di Netherfield. La visita fu restituita nella debita forma. I bei modi di Miss Bennet accrebbero il benvolere di Mrs Hurst e di Miss Bingley; e, bench la madre fosse considerata insopportabile e le sorelle minori tali che non valeva la pena di rivolgere loro la parola, venne formulato il desiderio di una pi intima conoscenza con le due maggiori. Da Jane questa gentilezza fu accolta con il massimo piacere, mentre Elizabeth, notando una certa aria di superiorit nel modo in cui le signore di Netherfield trattavano tutte loro, compresa la sorella, non le prese in simpatia; anche la cortesia verso Jane, cos come si manifestava, aveva valore solo in quanto probabile riflesso dell'ammirazione che il fratello provava per lei. Era evidente ogni volta che si incontravano che egli l'ammirava e, per Elizabeth, era altrettanto evidente che Jane si stava abbandonando sempre di pi alla simpatia che aveva incominciato a nutrire per lui fin dapprincipio e stava per innamorarsi; ma, not con piacere, era improbabile che qualcuno se ne accorgesse, perch il riserbo e la composta cordialit, che Jane sapeva unire a un sentimento cos profondo, l'avrebbero messa al riparo dai sospetti degli indiscreti. Lo disse alla sua amica, Miss Lucas. - Non tradirsi davanti alla gente, - rispose Charlotte, - pu essere comodo, in un caso del genere; ma, talvolta, il riserbo pu costituire uno svantaggio. Se una donna nasconde il suo sentimento con altrettanta abilit a colui che lo suscita, pu perdere l'occasione di conquistarlo; e allora una ben magra consolazione sapere che tutti gli altri ne sono ugualmente all'oscuro. Vi cos tanta

gratitudine o, addirittura, vanit in quasi ogni sentimento che non c' da fidarsi ad abbandonarlo a se stesso. Tutti possiamo cominciare spontaneamente: provare una simpatia per qualcuno pi che naturale; ma sono ben pochi quelli che hanno abbastanza cuore da innamorarsi veramente senza essere incoraggiati. Nove volte su dieci, una donna farebbe meglio a mostrare pi affetto di quanto non ne provi in realt. Senza dubbio, tua sorella piace a Bingley; ma si limiter sempre e solo a piacergli, se non lo incoraggia in qualche modo. - Ma lo incoraggia, almeno per quanto le consente il suo carattere. Se mi accorgo io di ci che prova per lui, non pu non accorgersene anch'egli: sarebbe un gran semplicione se non lo facesse. - Ricordati, Eliza, che non conosce il temperamento di Jane come te. - Ma se una donna ha della simpatia per un uomo e non cerca di nasconderla, deve pur vederla anche lui. - Forse, se la conosce abbastanza: ma Bingley e Jane si vedono s abbastanza spesso, ma mai per molte ore di seguito e sempre in compagnie numerose; perci impossibile che riescano a starsene da soli a parlare per tutto il tempo. Jane dovrebbe approfittare di tutti i momenti che egli le dedica. Quando sar sicura di averlo conquistato, avr modo di innamorarsi quanto vuole. - Il tuo piano sarebbe molto efficace, - rispose Elizabeth, - se non si trattasse d'altro che di un buon matrimonio; e, se io mi decidessi a prendere un marito ricco, o comunque un marito, credo che lo adotterei. Ma questo non il caso di Jane; lei non agisce per calcolo. Per ora non pu esser certa nemmeno di quanto sia profonda o ragionevole la simpatia che prova per lui. Lo ha conosciuto appena quindici giorni fa. Ha ballato con lui quattro giri a Meryton; lo ha visto una mattina a casa sua e ha pranzato con lui quattro volte. Non basta per farle conoscere il suo carattere. - Da questo punto di vista, no di certo. Se avesse semplicemente pranzato con lui, avrebbe potuto scoprire solo se gode di un buon appetito; ma devi ricordare che hanno anche passato insieme quattro serate: e quattro serate vogliono dire molto. - S; queste quattro serate hanno permesso loro di accertarsi che preferiscono entrambi il Ventuno al Mercante in fiera; ma, quanto al carattere, non credo abbiano avuto modo di conoscere molto l'uno dell'altra. - Ebbene, - disse Charlotte, - auguro con tutto il cuore a Jane di riuscire; e, se dovesse sposarlo domani, credo che abbia la stessa probabilit di essere felice che se ne avesse studiato il carattere per un anno. La felicit nel matrimonio esclusivamente una questione di fortuna. Conoscersi a fondo e avere gli stessi gusti prima non significa affatto essere pi felici dopo. Si fa sempre in tempo a scoprirsi diversi e ad avere contrasti e problemi; meglio conoscere il meno possibile i difetti della persona con cui si deve passare la vita. - Mi fai ridere, Charlotte; ma non vero. Tu sai che non vero e che non agiresti mai in questo modo. Intenta a osservare le attenzioni di Mr Bingley nei confronti della sorella, Elizabeth era ben lontana dall'immaginare che lei stessa stava diventando oggetto di qualche interesse agli occhi dell'amico di lui. Mr Darcy, dapprincipio, aveva ammesso solo con estrema riluttanza che era graziosa; al ballo l'aveva guardata senza alcuna ammirazione; e, negli incontri successivi, l'aveva guardata solo per criticarla. Ma, dopo il primo momento, in cui si era limitato a dichiarare a se stesso e agli amici che aveva lineamenti appena passabili, incominci subito ad accorgersi che essi erano resi insolitamente intelligenti dalla bella espressione dei suoi occhi neri. A questa scoperta ne seguirono altre egualmente mortificanti per lui. Bench avesse notato con occhio critico pi di un difetto nella regolarit della figura, fu costretto ad ammettere che era snella e piacente; e, a dispetto dell'asserzione che i modi non erano quelli della bella societ, fu colpito dalla sua disinvolta giovialit. Di tutto ci ella era completamente inconsapevole; per lei era soltanto l'individuo che non voleva mai rendersi simpatico e che non l'aveva giudicata abbastanza bella da farla ballare. Darcy incominci a desiderare di conoscerla meglio e, come primo passo per parlare direttamente con lei, prest attenzione mentre conversava con altri. Elizabeth se ne accorse. Fu a casa di sir William Lucas, in occasione di un grande ricevimento. - Perch mai Mr Darcy, - chiese a Charlotte, - stava a sentire quel che dicevo al colonnello Forster?

- una domanda alla quale soltanto Mr Darcy pu rispondere. - Ma se ricomincia, gli far sapere che capisco quel che sta facendo. Ha uno sguardo cos ironico che, se non inizio io stessa a essere impertinente, avr presto paura di lui. Poco dopo egli si avvicin, pur senza aver l'aria di voler attaccare discorso. Miss Lucas sfid l'amica a parlargli della cosa; e questo indusse subito Elizabeth a chiedergli: - Non vi pare, Mr Darcy, che io mi sia espressa straordinariamente bene poco fa, quando stuzzicavo il colonnello Forster per convincerlo a offrirci una festa a Meryton? - Con molta energia; ma, d'altronde, un argomento che rende sempre energica una signora. - Siete severo con noi. - Presto toccher a lei essere stuzzicata, - disse Miss Lucas. - Ora apro il piano, e tu ne conosci le conseguenze, cara Eliza! - Sei davvero una strana amica! Vuoi sempre che suoni e canti davanti a tutti! Se la mia vanit si accentrasse nella musica, saresti impagabile; ma cos come stanno le cose, preferirei davvero non esibirmi di fronte a persone abituate certo ad ascoltare i migliori esecutori -. Alle insistenze di Miss Lucas, per, aggiunse: - Bene; se cos deve essere, cos sia -. E, lanciando una grave occhiata a Mr. Darcy: - C' un bel vecchio detto, che tutti i presenti certo conoscono: "Serba il fiato per raffreddare la zuppa, e io serber il mio per cantare meglio". La sua esecuzione fu piacevole, anche se non eccezionale. Dopo un paio di canzoni, e prima di poter rispondere agli inviti di molti che avrebbero voluto cantasse ancora, fu prontamente sostituita al piano dalla sorella Mary, che, essendo l'unica priva di ingegno della famiglia, aveva lavorato duramente per procacciarsi cultura e abilit ed era sempre impaziente di farne sfoggio. Mary non possedeva n talento n gusto; la vanit l'aveva resa volenterosa, ma le aveva anche procurato un'aria pedante e un fare presuntuoso che avrebbero nociuto persino a qualcuno molto pi dotato di lei. Elizabeth, disinvolta e spontanea, era stata ascoltata con piacere molto maggiore, pur suonando meno bene; e Mary, alla fine di un lungo concerto, si accontent di essere lodata e ringraziata per certe arie scozzesi e irlandesi eseguite su richiesta delle sorelle minori che, con alcuni dei Lucas e due o tre ufficiali, si erano messe a ballare in fondo alla sala. Mr Darcy era l vicino, chiuso in una tacita indignazione per quel modo di passare la serata che impediva ogni conversazione e troppo immerso nei suoi pensieri per accorgersi di sir William Lucas, finch sir William non cominci a parlargli: - Che bel passatempo per la giovent, Mr Darcy! Dopotutto non c' niente di pi gradevole di un ballo. Ritengo sia una delle espressioni pi raffinate della societ civile. - Certo, sir; e ha il pregio di essere in voga anche fra le societ meno civili del mondo: tutti i selvaggi sanno ballare. Sir William si limit a sorridere. - Il vostro amico balla molto bene, - continu dopo una pausa, vedendo Bingley che si univa al gruppo; - e non dubito che anche voi siate un cultore di quest'arte, Mr Darcy. - Credo che mi abbiate visto ballare a Meryton, sir. - S, infatti, ed stato un piacere non indifferente. Andate spesso a ballare a corte? - Mai, sir. - Non lo credete un omaggio da tributare al luogo? - E un omaggio che non amo tributare ad alcun luogo; se posso evitarlo, lo evito. - Immagino abbiate casa in citt. Mr. Darcy fece cenno di si con il capo. - In passato pensavo anch'io di stabilirmi in citt, perch adoro l'alta societ; ma temevo che il clima di Londra non si confacesse a lady Lucas. Tacque sperando di ricevere una risposta, ma il suo interlocutore non era disposto a darla; vedendo Elizabeth avvicinarsi a loro, gli venne in mente di fare una cosa molto galante e la chiam: - Cara Miss Eliza, come mai non ballate? Mr Darcy, permettetemi di presentarvi questa signorina come una dama davvero desiderabile. Non potete rifiutarvi di ballare davanti a tanta bellezza -. E, prendendo la mano di lei, avrebbe voluto darla a Mr Darcy che, bench molto sorpreso, non

l'avrebbe di certo rifiutata; ma ella si ritrasse subito e, con fare lievemente alterato, disse a sir William: - Non ho la minima intenzione di ballare, sir. Vi prego di non credere che mi sia avvicinata a voi per cercare un cavaliere. Mr Darcy chiese con molta seriet che gli venisse concesso l'onore di un ballo, ma invano. Elizabeth era decisa, e sir William, malgrado tutti i suoi tentativi di persuaderla, non riusc a smuoverla da tanta determinazione. - Voi ballate cos bene, Miss Eliza, che una vera crudelt negarmi la gioia di ammirarvi; e il gentiluomo che avete davanti, pur disprezzando in linea di massima questo divertimento, non far certo alcuna obiezione a compiacerci per una mezz'ora. - Mr Darcy la cortesia in persona, - disse Elizabeth sorridendo. - Indubbiamente, ma considerando chi lo ispira, cara Miss Eliza, non c' da meravigliarsene: chi potrebbe mai trovare da ridire su una simile dama? Elizabeth lo guard maliziosamente e se ne. and. La sua resistenza non le aveva nociuto, ed egli stava pensando a lei con ammirazione quando fu avvicinato da Miss Bingley: - Posso immaginare l'argomento della vostra rverie. - Io credo proprio di no. - State pensando come sarebbe insopportabile passare molte serate in questo modo, tra persone del genere, e sono del vostro stesso parere. Non mi sono mai annoiata tanto! L'insulsaggine e il chiasso... la nullit e la presunzione di tutta questa gente! Cosa darei per sentire le vostre critiche! - La vostra congettura del tutto sbagliata, ve lo assicuro. La mia mente era assorta in pensieri molto pi gradevoli. Stavo valutando il piacere che possono procurare un paio di begli occhi sul viso di una donna graziosa. Miss Bingley lo fiss e volle sapere qual era la signora che sapeva ispirargli simili riflessioni. Mr Darcy rispose intrepidamente: - Miss Elizabeth Bennet. - Miss Elizabeth Bennet! - ripet Miss Bingley. - Sono davvero sbalordita. Da quando diventata la vostra favorita? E, ditemi, quando potr farvi le mie congratulazioni? - Ecco la domanda che mi aspettavo. L'immaginazione di una signora viaggia molto rapidamente: salta dall'ammirazione all'amore e dall'amore al matrimonio in un momento. Sapevo che mi avreste fatto le congratulazioni. - Se prendete le cose cos sul serio, devo considerare la questione gi stabilita. Avrete una suocera incantevole; e, naturalmente, sar sempre a Pemberley da voi. L'ascolt con perfetta indifferenza mentre si divertiva a ricamare sull'argomento; e, poich tanto riserbo la persuase che era tutto vero, il suo sarcasmo si esercit a lungo.

Capitolo settimo Gli averi di Mr Bennet consistevano quasi unicamente in una tenuta che dava una rendita annua di duemila sterline e che, disgraziatamente per le figlie, era vincolata, in mancanza di eredi maschi, a un lontano parente; e la fortuna della madre, bench vasta in rapporto alla sua posizione sociale, poteva a malapena sopperire alla mancanza di quella di lui. Il padre era stato avvocato a Meryton e le aveva lasciato quattromila sterline. Mrs Bennet aveva una sorella sposata con un certo Mr Philips, che era stato impiegato di suo padre e gli era succeduto negli affari, e un fratello sistemato a Londra in un rispettabile ramo del commercio. Il villaggio di Longbourn distava da Meryton soltanto un miglio; distanza comodissima per le signorine che, di solito, erano tentate di recarvisi tre o quattro volte la settimana, per visitare la zia e il negozio di una modista che si trovava lungo la strada. Le due sorelle minori, Catherine e Lydia, erano particolarmente assidue in queste visite; avevano la testa pi vuota di quella delle sorelle

maggiori e, quando non si presentava nulla di pi interessante da fare, andavano a Meryton. Questo era il modo migliore per trascorrere le ore del mattino e trovare argomenti di conversazione per la sera; e, per quanto il luogo fornisse poche novit, cercavano sempre di apprenderne qualcuna dalla zia. In quei giorni stavano facendo rifornimento tanto di novit quanto di felicit grazie al recente arrivo in zona di un reggimento che doveva rimanere tutto l'inverno e stabilire il quartier generale a Meryton. Le visite a Mrs Philips diventarono, in breve tempo, la fonte pi preziosa di informazioni, Ogni giorno imparavano il nome di un nuovo ufficiale e venivano a sapere chi erano i suoi amici o conoscenti. Non ci volle molto prima che scoprissero dove alloggiavano e, alla fine, cominciarono a conoscere personalmente gli ufficiali. Mr Philips fece visita a tutti, e questo spalanc alle nipoti le porte di una felicit fino ad allora ignota, Non parlavano d'altro che di ufficiali; e il grande patrimonio di Mr Bingley, la cui semplice menzione produceva sempre grande eccitazione nella madre, era cosa da nulla ai loro occhi di fronte all'uniforme di un alfiere. Una mattina, dopo averle ascoltate parlare a profusione dell'argomento, Mr Bennet osserv freddamente: - Ci che dite mi induce a pensare che siate due tra le ragazze pi stupide dell'intera contea. Ne ho avuto a lungo il sospetto ma ora, purtroppo, ne ho la certezza. Catherine fu sconcertata da queste parole e non rispose, ma Lydia, con perfetta indifferenza, continu a esprimere la sua ammirazione per il capitano Carter e la speranza di incontrarlo nel corso della giornata, poich l'indomani si sarebbe recato a Londra. - Sono sbalordita, caro, - disse Mrs Bennet, - che tu possa ritenere stupide le tue figlie con tanta facilit, Se proprio volessi giudicare sfavorevolmente i figli di qualcuno, non lo farei certo con i miei. - Se le mie figlie sono stupide, spero di sapermene sempre accorgere. - S, ma nel nostro caso sono tutte molto intelligenti. - Mi auguro che questo sia il solo punto sul quale non siamo d'accordo. Ho sempre sperato che il nostro modo di pensare coincidesse in tutto e per tutto, ma non posso non essere che di opinione contraria alla tua riguardo all'intelligenza delle nostre due figlie minori: per me sono notevolmente sciocche. - Caro Mr Bennet, non puoi aspettarti che delle ragazzine abbiano il buon senso del padre e della madre. Quando avranno la nostra et, sono certa che non penseranno agli ufficiali pi di quanto non facciamo noi. Ricordo che un tempo anche io subivo il fascino della divisa e, in fondo al cuore, lo subisco ancora; e, se un giovane colonnello elegante, con una rendita di cinque o seimila sterline all'anno, chiedesse una delle mie figlie, non gliela negherei di certo; l'altra sera, da sir William, mi sembrato che il colonnello Forster portasse molto bene la sua uniforme. - Mamma, - esclam Lydia, - la zia dice che il colonnello Forster e il capitano Carter non vanno pi da Miss Watson cos di frequente come quando erano appena arrivati; ora li vede molto spesso nella libreria di Clarke. Mrs Bennet non pot rispondere a causa dell'arrivo di un lacch che portava un biglietto per Miss Bennet; veniva da Netherfield, e il domestico aspettava una risposta. Gli occhi di Mrs Bennet scintillavano di gioia, e, mentre la figlia leggeva, chiese con impazienza: - Ebbene Jane, di chi ? Di che cosa si tratta? Che cosa dice? Via Jane, fa presto e raccontacelo; fa presto, tesoro. - di Miss Bingley, - disse Jane e, poi, lesse forte. Cara amica, se non ci fate la carit di venire a pranzare oggi con Louisa e con me, corriamo il rischio di odiarci per il resto della nostra vita, perch un tte a tte di un'intera giornata fra due donne non pu finire che con un bisticcio. Venite appena potete, quando avete ricevuto questa mia. Mio fratello e gli uomini devono pranzare con gli ufficiali. Vostra Caroline Bingley

- Con gli ufficiali! - esclam Lydia. - Mi stupisce che la zia non ce ne abbia parlato. - A pranzo fuori, - osserv Mrs Bennet, - che peccato. - Posso prendere la carrozza? - chiese Jane. - No, cara, meglio che tu vada a cavallo, perch probabile che piova, e cos sarai costretta a fermarti l per la notte. - Sarebbe una buona idea, - disse Elizabeth, - se fossimo sicuri che non saranno poi loro a offrirle la carrozza per accompagnarla a casa. - Oh! Ma gli uomini avranno preso il calesse di Mr Bingley per andare a Meryton; e gli Hurst non hanno una vettura propria. - Preferirei comunque andare in carrozza. - Ma, cara, tuo padre non pu di certo fare a meno dei cavalli. Occorrono in fattoria, vero, Bennet? - Occorrono in fattoria molto pi spesso di quanto io riesca ad averli. - Ma se li avrete oggi, - disse Elizabeth, - gli intenti della mamma andranno a buon fine. Mr Bennet si lasci estorcere la dichiarazione che i cavalli erano impegnati; Jane fu, perci, costretta a rinunciare alla carrozza, e la madre l'accompagn alla porta con i pi allegri pronostici di un pessimo tempo. Le sue speranze furono presto appagate; Jane non si era allontanata di molto che gi pioveva forte. Le sorelle erano preoccupate per lei, ma la madre era felice. La pioggia continu senza interruzione per l'intera serata; Jane non poteva certo tornare indietro. - Ho avuto proprio una bella idea, - disse pi volte Mrs Bennet, come se il merito di far piovere fosse stato suo. Fu solo all'indomani, per, che apprese quanto erano stati fortunati i risvolti della sua trovata. La prima colazione era appena finita, quando un domestico port da Netherfield il seguente biglietto per Elizabeth: Cara Lizzy, stamattina mi sento poco bene, probabilmente per tutta l'acqua che ho preso ieri. Le mie gentili amiche non vogliono saperne che io torni a casa finch non star meglio. Insistono anche perch mi faccia vedere da Mr Jones - perci non allarmatevi se venite a sapere che passato da me - e, a parte il mal di gola e l'emicrania, non ho nulla di importante. tua ecc. - Bene, cara, - disse Mr Bennet quando Elizabeth ebbe letto forte il biglietto, - se tua figlia si ammaler gravemente, se dovesse morire, sar una consolazione sapere che accaduto tutto in nome di Mr Bingley e dietro tuo ordine. - Oh! Non credo proprio che muoia. Non si muore per un raffreddore da niente. Sar curata. Finch rimane l, va tutto bene. Andrei a trovarla, se avessi la carrozza. Elizabeth, veramente in pensiero, era decisa ad andare da lei anche senza la carrozza e, poich non sapeva cavalcare, non aveva altra alternativa che andare a piedi. Annunci la sua decisione. - Come puoi essere cos stupida, - esclam la madre, - da pensare di camminare con tutto questo fango! Sarai impresentabile quando arriverai. - Sar sufficientemente presentabile da poter vedere Jane, che quanto desidero. - un'allusione a me, Lizzy, - chiese il padre, - perch mandi a prendere i cavalli? - Per niente. Non cerco di evitare la camminata. La distanza non esiste quando c' un motivo; e si tratta solo di tre miglia. Sar di ritorno per pranzo. - Ammiro la solerzia del tuo affetto, - osserv Mary. - ma ogni impulso del sentimento dovrebbe essere guidato dalla ragione; e, secondo me, ogni fatica dovrebbe essere proporzionata al suo scopo. -Verremo fino a Meryton con te, - dissero Catherine e Lydia. Elizabeth accett volentieri la loro compagnia, e le tre fanciulle si avviarono insieme. - Se ci affrettiamo, - disse Lydia mentre camminavano, - riusciamo forse a vedere il capitano Carter prima che parta. A Meryton si separarono; le due sorelle minori andarono in casa della moglie di un ufficiale, ed Elizabeth continu il cammino da sola: attravers a passo svelto un campo dopo l'altro, scavalc

steccati, salt pozzanghere e finalmente, dopo tanta frenetica attivit, giunse in vista della casa. Aveva le caviglie stanche, le calze infangate e il viso acceso dalla fatica. Fu ammessa in salotto dove erano riuniti tutti tranne Jane, e dove la sua comparsa produsse un'enorme sorpresa. Che avesse percorso tre miglia a piedi, cos di buon'ora, in mezzo a tanto fango e da sola, riusc quasi incredibile a Mrs Hurst e a Miss Bingley. Elizabeth cap quanto la disapprovassero. Fu accolta, per, con molta cortesia; e, nei modi del fratello, c'era qualcosa di pi di una semplice cortesia: c'erano benevolenza e tenerezza. Mr Darcy disse poche parole, e Mr Hurst non disse nulla. Il primo era diviso tra l'ammirazione per lo splendore che la fatica aveva prodotto nella carnagione della fanciulla e il dubbio se ne fosse valsa davvero la pena fare tanta strada da sola esclusivamente per vedere la sorella. Il secondo pensava solo alla sua colazione. Le domande riguardo le condizioni di Jane non ricevettero risposte molto rassicuranti. Mrs Bennet aveva dormito male e, bench si fosse alzata, era ancora febbricitante e non si sentiva di lasciare la stanza. Elizabeth fu lieta di essere accompagnata subito da lei; e Jane, che solo per timore di recare preoccupazione o disturbo non aveva detto nel suo biglietto quanto desiderasse questa visita, fu felice del suo arrivo. Non era in grado, per, di sostenere una conversazione e, quando Miss Bingley le lasci sole, pot dire poco oltre a esprimere la gratitudine per la straordinaria premura con cui era trattata. Elizabeth l'assistette in silenzio. A fine colazione furono raggiunte dalle sorelle, che cominciarono a piacere a Elizabeth quando vide l'affetto e la sollecitudine con cui si prodigavano nei confronti di Jane. Venne il farmacista e, dopo aver visitato l'ammalata disse, come previsto, che aveva preso un forte raffreddore e che bisognava cercare di curarlo; la consigli di tornare a letto e le prescrisse delle pozioni. Il consiglio fu subito seguito perch i sintomi febbrili crescevano, e il capo le faceva molto male. Elizabeth non lasci la sua stanza un momento, e nemmeno le altre signore se ne allontanarono spesso; dato che gli uomini erano fuori, non avevano nulla da fare altrove. Quando suonarono le tre, Elizabeth cap che doveva andarsene e lo comunic molto a malincuore. Miss Bingley le offri la carrozza, e occorse solo una lieve insistenza per fargliela accettare; ma Jane mostr un tale dispiacere a separarsi da lei, che Miss Bingley fu costretta a sostituire l'offerta della carrozza con l'invito a rimanere, per il momento, a Netherfield. Elizabeth accett con grande riconoscenza, e un domestico fu mandato a Longbourn ad avvertire la famiglia e a prendere un cambio di vestiti.

Capitolo ottavo Alle cinque le due signore si ritirarono per vestirsi, e alle sei e mezza Elizabeth fu chiamata per il pranzo. Alle cortesi domande che le vennero rivolte, e fra le quali ebbe il piacere di notare la prevalente sollecitudine di Mr Bingley, non pot dare risposte rassicuranti. Jane non stava affatto meglio. A questa notizia, le sorelle ripeterono pi volte quanto ne fossero addolorate; quanto fosse noioso prendere un brutto raffreddore e come detestassero anche loro essere ammalate. Poi, per, non pensarono pi alla cosa, e questa indifferenza verso Jane, quando non era presente, fece rinascere in Elizabeth l'originaria antipatia. Il fratello era l'unico della famiglia che ella considerasse con una certa simpatia. Era sinceramente preoccupato per Jane, e le cortesi attenzioni che rivolse a Elizabeth non la fecero sentire l'intrusa che le pareva di essere agli occhi degli altri. Oltre a lui, nessuno le prestava grande attenzione. Miss Bingley era completamente assorbita da Mr Darcy, e quasi altrettanto sua sorella; quanto a Mr Hurst, vicino al quale sedeva Elizabeth, era un uomo indolente che viveva solo per mangiare, bere e giocare a carte. Quando scopr che ella preferiva un piatto casalingo a un ragout non ebbe pi nulla da dirle. A fine pranzo, Elizabeth torn subito da Jane, e Miss Bingley cominci a parlare male di lei non appena usci dalla sala. Disse che le sue maniere erano molto cattive, un misto di orgoglio e di

impertinenza; non sapeva conversare, non aveva stile, n gusto, n bellezza. Mrs Hurst era dello stesso parere e aggiunse: - Non ha proprio nessuna qualit, insomma, al di fuori di quella di essere un'ottima camminatrice. Non dimenticher mai il suo aspetto di questa mattina. Sembrava quasi selvaggia. - Proprio cos, Louisa. Quando l'ho vista, mi sono trattenuta a stento. Che assurdit venire! C'era da mettersi a scorrazzare in quel modo per la campagna solo perch la sorella aveva un raffreddore? Con quei capelli cos scarruffati! - S, e la gonna; spero che tu abbia visto la gonna, con almeno sei pollici di fango, e il mantello fatto scendere di proposito per nasconderla, ma senza riuscirci. - Non voglio mettere in discussione ci che stai dicendo, Louisa, - replic Bingley, - ma, sinceramente, non ho notato tutti questi particolari. Mi parso che Miss Elizabeth Bennet avesse un bell'aspetto quando entrata stamattina. Mi completamente sfuggita la gonna infangata. - Sono sicura che voi l'avete osservata, Mr Darcy, - disse Miss Bingley; - e credo che non vorreste mai vedere vostra sorella in quello stato. - Certo che no. - Fare tre o quattro o cinque miglia, o quante sono, con le caviglie nel fango e sola, completamente sola! Che cosa aveva intenzione di dimostrare? A me pare che abbia dimostrato unicamente un'abominevole specie di presuntuosa indipendenza e un'indifferenza tutta provinciale per il decoro. - Ha dimostrato, invece, un encomiabile affetto per la sorella, - disse Bingley. - Temo, Mr Darcy, - osserv Miss Bingley in un mezzo bisbiglio, - che questa avventura abbia un po' scosso la vostra ammirazione per i suoi begli occhi. - Per niente, - rispose Darcy; - la fatica li aveva resi ancora pi luminosi. Una breve pausa segui queste parole, e Mrs Hurst ricominci: - Ho moltissima stima per Jane Bennet. E proprio una cara ragazza, e desidero con tutto il cuore che faccia un buon matrimonio. Ma con dei simili genitori e una parentela cos volgare temo che non ne abbia molte possibilit. - Mi pare di averti sentito dire che un loro zio avvocato a Meryton. - S, e ne hanno un altro che abita dalle parti di Cheapside. - Il che fondamentale, - aggiunse la sorella, ed entrambe risero di cuore. - Anche se avessero tanti zii da riempire tutta Cheapside, - esclam Bingley - non sarebbero per questo meno carine o simpatiche. - Ma ci diminuirebbe indubbiamente la possibilit di sposare qualcuno della buona societ, replic Darcy. Bingley non rispose; le sorelle approvarono, invece, di cuore l'opinione di Darcy e continuarono a ridere scherzosamente dei volgari parenti della loro cara amica. In un'improvvisa ripresa di affetto, lasciarono, per, la sala da pranzo, salirono nella sua stanza e rimasero con lei finch furono chiamate per il caff. Jane stava sempre poco bene, ed Elizabeth non volle lasciarla fino a tarda sera, quando ebbe il conforto di vederla dormire e ritenne doveroso, pi che piacevole, scendere anche lei. Entrando trov tutti al tavolo da giuoco e fu subito invitata a unirsi a loro; ma, sospettando che giocassero forte, declin l'invito con il pretesto della sorella e disse che si sarebbe distratta con un libro durante il breve tempo che poteva rimanere dabbasso. Mr Hurst la guard con stupore. - Preferite la lettura alle carte? - chiese; - strano. - Miss Eliza Bennet, - puntualizz Miss Bingley, - disprezza le carte. una grande lettrice e non c' niente che le piaccia tanto quanto leggere. - Non merito n una lode n un biasimo del genere, - esclam Elizabeth. - Non sono una grande lettrice, e mi piacciono molte cose oltre alla lettura. - Sono certo che vi piace anche assistere vostra sorella, - disse Mr Bingley; - e spero che il vostro piacere sar presto accresciuto dal vederla del tutto ristabilita. Elizabeth lo ringrazi di cuore e si avvi verso un tavolo sul quale c'erano dei libri. Egli si offr subito di andargliene a prendere degli altri: tutti quelli che la sua biblioteca aveva a disposizione.

- Vorrei che la mia biblioteca fosse pi fornita per il vostro piacere e per la mia reputazione; ma sono pigro e, bench non abbia molti libri, ne ho pi di quanti ne legga. Elizabeth gli assicur che le bastavano quelli sul tavolo. - Mi stupisce, - disse Miss Bingley, - che mio padre ci abbia lasciato una raccolta di libri cos modesta. Che bella biblioteca avete, invece, voi a Pemberley, Mr Darcy! - Non potrebbe non esserlo, - rispose egli; - il frutto dell'opera di molte generazioni. - E voi stesso l'avete tanto arricchita; state sempre a comprare libri. - Non ammetto che, di questi tempi, si possa trascurare una biblioteca di famiglia. - Trascurare! Voi non trascurate certo nulla di quanto si pu aggiungere alle bellezze di quella nobile dimora. Charles, quando farai costruire la tua casa, mi basterebbe che avesse solo la met della bellezza di Pemberley. - Spero di riuscirci. - Ma io ti consiglio sul serio di acquistare da quelle parti e di prendere a modello Pemberley. In tutta l'Inghilterra non c' contea pi bella del Derbyshire. - Sar ben felice di comprare Pemberley, se Darcy me la vender. - Sto parlando di possibilit, Charles. - In fede mia, Caroline, ritengo pi possibile comprare Pemberley che imitarla. Elizabeth era cos presa da quello che facevano gli altri da prestare ben poca attenzione al libro; lo mise da parte, si avvicin al tavolo da gioco e si ferm con Mr Bingley e la sorella maggiore a osservare cosa stava accadendo. - E cresciuta molto Miss Darcy dalla primavera scorsa? - chiese Miss Bingley; - diventer alta come me? - Credo di s. Ora all'incirca della statura di Miss Elizabeth Bennet, o poco pi. - Come vorrei rivederla! Non ho mai conosciuto nessuno che mi sia piaciuto tanto. Che contegno, che modi! E che cultura per la sua et! Le sue esecuzioni al pianoforte sono squisite. - sbalorditivo, - disse Bingley, - come tutte le signorine abbiano la pazienza di coltivare il proprio talento e farsi una cultura! - Tutte le signorine! Caro Charles, che cosa intendi? - Intendo tutte, tutte quante, o cos, almeno, credo. Tutte sanno dipingere, coprire paraventi e ricamare borsette. Non ne conosco nessuna che non sappia fare queste cose e non ho mai sentito parlare per la prima volta di una signorina senza essere informato che era colta e ben educata. - La tua esemplificazione del comune concetto di cultura, - disse Darcy, - corrisponde fin troppo a verit: sono molte le donne definite colte solo perch sanno ricamare una borsetta o coprire un paravento; ma la tua idea che tutte le signore siano colte non mi trova assolutamente d'accordo. Non credo di conoscerne pi di una mezza dozzina che potrei definire realmente colte. - E nemmeno io, certo, - precis Miss Bingley. - Allora, - osserv Elizabeth, - il vostro concetto di donna colta molto vasto. - Proprio cos. - Non potrebbe essere altrimenti, - esclam la sua fida sostenitrice. - Solo chi supera di gran lunga la normalit merita la definizione di colto. Nel caso si tratti di una donna, ella deve conoscere a fondo la musica, il canto, il disegno, il ballo e le lingue moderne, avere un certo modo di fare e di camminare, un certo tono di voce e una certa maniera di comportarsi e di esprimersi: altrimenti chi mai potrebbe definirla davvero colta? - Deve avere tutto questo, - aggiunse Darcy, - e, a tutto questo, aggiungere qualcosa di pi sostanziale grazie a uno sviluppo spirituale conseguito attraverso vaste letture. - Non sono sorpresa che conosciate soltanto sei donne colte. Mi meraviglio piuttosto che ne conosciate qualcuna. - Siete cos severa verso il vostro sesso da dubitare che quanto ho detto sia possibile? - Io non ho mai incontrato una donna simile. Non ho mai incontrato tanta capacit e buon gusto e applicazione ed eleganza come intendete voi in un'unica persona.

Mrs Hurst e Miss Bingley protestarono all'unanimit contro l'ingiustizia implicita in un dubbio del genere e affermarono di conoscere pi di una donna che rispondeva a questa descrizione, quando Mr Hurst le richiam all'ordine, deplorando il loro distrarsi da ci che stava accadendo al tavolo da gioco. Poich questo tronc subito la conversazione, Elizabeth, poco dopo, lasci la stanza. - Eliza Bennet, - sentenzi Miss Bingley, quando la porta si chiuse alle sue spalle, - una di quelle donne che cercano di rendersi gradite all'altro sesso sottovalutando il proprio; e, con molti uomini, forse ci riescono. Io, per, lo giudico uno stratagemma meschino, un vero mezzuccio. - Senza dubbio, - rispose Darcy, al quale era particolarmente rivolta questa osservazione, - tutti gli stratagemmi che le signore usano per sedurre qualcuno sono meschini. Tutto ci che abbia qualche affinit con l'astuzia spregevole. Miss Bingley non fu soddisfatta della risposta e non insistette sull'argomento. Elizabeth torn da loro solo per avvertire che Jane era peggiorata e che non poteva lasciarla. Bingley insistette che si mandasse subito a chiamare Mr Jones, mentre le sorelle, convinte che nessuna prescrizione campagnola fosse davvero utile, volevano mandare qualcuno in citt a cercare un medico illustre. Ella non volle sentirne parlare, ma acconsent volentieri alla proposta del fratello; e fu deciso che, se Miss Bennet non si fosse sentita meglio al mattino di buon'ora, avrebbero mandato a chiamare Mr Jones. Bingley era molto inquieto; le sorelle si dichiararono molto costernate. Dopo cena, per, riuscirono ad alleviare la propria costernazione cantando dei duetti, mentre egli non sembr trovare miglior conforto che quello di dare ordine alla governante affinch prestasse tutta l'attenzione possibile alla malata e a sua sorella.

Capitolo nono Elizabeth pass la maggior parte della notte nella camera della sorella e, al mattino, ebbe il piacere di poter dare una risposta rassicurante alle informazioni che Mr Bingley le chiese dapprima per il tramite di una cameriera e, poco dopo, per quello delle due eleganti signore che assistevano le sue sorelle. Nonostante questo miglioramento, per, chiese di mandare un biglietto a Longbourn, perch desiderava che sua madre venisse a vedere Jane e giudicasse da s sulle sue condizioni. Il biglietto fu immediatamente mandato e la richiesta prontamente esaudita: accompagnata dalle due figlie minori, Mrs Bennet giunse a Netherfield poco dopo la prima colazione. Se avesse trovato Jane in visibile pericolo, ne sarebbe stata indubbiamente molto costernata ma, constatando con grande soddisfazione che la malattia non era allarmante, non prov alcun desiderio di vederla ristabilirsi rapidamente, perch, una volta guarita, avrebbe dovuto lasciare Netherfield. Non volle, perci, dare ascolto alla richiesta dell'ammalata di essere portata a casa; n il farmacista, che arriv quasi contemporaneamente, giudic consigliabile muoverla da l. Dopo esser rimasta un po' di tempo con Jane, accolse l'invito di Miss Bingley e la segui, accompagnata dalle tre figlie, in sala da pranzo. Nel vederla, Bingley espresse la speranza che non avesse trovato Jane in condizioni peggiori di quanto si aspettasse. - Purtroppo s, signore, - fu la risposta. - Sta troppo male per poter essere trasportata. Anche Mr Jones lo ritiene sconsigliabile. Dobbiamo dunque approfittare ancora per un po' della vostra gentilezza. - Trasportata! - esclam Bingley. - fuori discussione. Sono certo che mia sorella non vuole neanche sentirne parlare. - Tranquillizzatevi, signora, - disse Miss Bingley con fredda cortesia, - finch rester con noi, ricever ogni cura possibile. Mrs Bennet si profuse in grandi ringraziamenti. - Certo, - aggiunse, - se non avesse avuto dei cos buoni amici, non so proprio che cosa le sarebbe accaduto. Sta molto male e soffre tanto, sebbene sopporti con grande pazienza, come d'altronde fa sempre, perch ha, senza alcuna eccezione, il carattere pi bello che io conosca. Dico spesso alle mie altre figlie che non valgono niente, in confronto. Che bella stanza questa, Mr Bingley, e che

vista deliziosa su quel viale di ghiaia. Non conosco, in tutta la regione, un luogo cos incantevole. Spero che non vorrete lasciarlo presto, anche se il contratto di affitto a breve scadenza. - Quando decido di fare qualcosa, la faccio in fretta, - egli rispose; - perci, se decidessi di lasciare Netherfield, me ne andrei probabilmente in cinque minuti. Per il momento, per, mi considero stabilito qui. - proprio quello che supponevo, - disse Elizabeth. - Incominciate a comprendermi, vero? - esclam Bingley rivolgendosi a lei. - Oh, si... vi comprendo perfettamente. - Mi piacerebbe poterlo prendere per un complimento; ma temo che essere capiti con tanta facilit non sia una cosa di cui vantarsi. - Forse, ma non detto che un carattere chiuso e complicato sia necessariamente pi apprezzabile del vostro. - Lizzy, - esclam la madre, - ricordati dove sei e non continuare con quei modi selvatici che ti permetti di usare a casa tua. - Non sapevo, - continu Bingley, - che studiaste i caratteri. Deve essere uno studio interessante. - S, ma i caratteri complicati sono i divertenti. Hanno almeno questo vantaggio. - La campagna, - osserv Darcy, - di solito non fornisce che pochi soggetti per uno studio del genere. Sei sempre a contatto con le stesse persone, e la vita sociale limitata e monotona. - S, ma le persone cambiano cos tanto che c' sempre qualcosa di nuovo da osservare in loro. - Proprio cos, - esclam Mrs Bennet, offesa da un tale modo di giudicare la campagna. - Vi assicuro che la vita in campagna altrettanto interessante di quella in citt. Con quest'affermazione sorprese tutti. Darcy la guard per un istante e si allontan in silenzio. Mrs Bennet, convinta di aver riportato piena vittoria su di lui, si godette il trionfo continuando a parlare. - Per quanto mi riguarda, non riesco proprio a capire che cosa una citt come Londra abbia tanto di meglio da offrire rispetto a un posto di campagna, a parte, naturalmente, i negozi e i luoghi pubblici. In compenso la campagna molto pi rilassante, vero Mr Bingley? - Quando sono in campagna, - rispose Bingley, - non vorrei mai andarmene e, quando sono in citt, accade lo stesso. Hanno tutt'e due i loro vantaggi, e io sto egualmente bene sia in un posto, sia nell'altro. - Gi, perch voi non siete prevenuto. Ma quel signore, - disse guardando Darcy, - aveva l'aria di pensare che la campagna non vale proprio niente. - Veramente, mamma, vi sbagliate, - la corresse Elizabeth, arrossendo per lei, - avete frainteso Mr Darcy. Voleva solo dire che in campagna non si pu incontrare la variet di persone che si incontra in citt, e questo dovete riconoscere che vero. - Certo, cara, nessuno ha detto il contrario; ma, quanto a incontrare gente, non credo che esistano molti altri centri dove sia possibile coltivare un'ampia cerchia di conoscenze come in questo. Noi, per esempio, frequentiamo ben ventiquattro famiglie e possiamo far pranzo in ciascuna di esse. Soltanto un riguardo per Elizabeth permise a Bingley di rimanere serio. Sua sorella fu meno delicata e guard Mr Darcy con un sorriso molto eloquente. Per cambiare argomento, Elizabeth chiese alla madre se Charlotte Lucas fosse stata a Longbourn dopo la sua partenza. - Si, venuta ieri con il padre. Che uomo simpatico sir William, vero, Mr Bingley? Cos di mondo! Cos elegante e disinvolto! Parla sempre con tutti. E ci che intendo io per buona educazione, e quelli che si danno tante arie e non aprono mai bocca non sanno neppure che cosa sia la buona educazione. - Ha cenato da voi Charlotte? - No, voluta andare a casa. Credo che l'aspettassero per fare la torta. Per quanto mi riguarda, Mr Bingley, ho sempre delle domestiche che sanno fare il proprio lavoro. Le mie figlie sono state allevate diversamente. D'altronde, ognuno la vede a modo suo, e le Lucas sono delle buonissime ragazze, ve lo assicuro. Peccato che non siano belle! Non che ritenga Charlotte proprio insignificante; in fondo una delle nostre migliori amiche. - Mi sembra una signorina molto simpatica, - disse Bingley.

- Oh, dio mio, s; ma dovete riconoscere che davvero bruttina. La stessa lady Lucas lo ammette e mi invidia la bellezza di Jane. Non mi piace vantarmi di mia figlia, si capisce, ma Jane... difficile trovare una fanciulla pi graziosa. Lo dicono tutti, non solo io. S sa, io potrei non essere imparziale. Quando aveva appena quindici anni c'era a Londra, da mio fratello Gardiner, un signore cos innamorato di lei che mia cognata era certa che l'avrebbe chiesta prima della nostra partenza. Per non lo fece. Forse pensava che era troppo giovane. Ma scrisse per lei dei versi davvero graziosi. - E cos fini il suo amore, - disse Elizabeth con impazienza. - Credo che ce ne sia stato pi di uno finito in questo modo. Vorrei sapere chi stato a scoprire l'efficacia della poesia per spegnere l'amore! - Ho sempre pensato che la poesia nutrisse l'amore, - osserv Darcy. - Se parliamo di un vero amore, di un amore saldo e sano. Tutto riesce a nutrire ci che gi forte. Se, invece, si tratta soltanto di un'inclinazione leggera e debole, sono convinta che sia sufficiente un buon sonetto per farla morire. Darcy si limit a sorridere; il silenzio generale che segui fece temere a Elizabeth che la madre tornasse a esibirsi. Avrebbe voluto parlare ma non riusc a trovare nulla da dire; e, poco dopo, Mrs Bennet ricominci a profondersi in ringraziamenti per la gentilezza dimostrata a Jane e in scuse per il disturbo recato anche da Lizzy. Mr Bingley fu spontaneamente cortese nella risposta e costrinse la sorella minore a esserlo anche lei e a dire ci che l'occasione rendeva necessario. Miss Bingley recit la sua parte senza molto garbo, ma Mrs Bennet ne fu soddisfatta e, poco dopo, ordin la carrozza. A questo punto, la minore delle due figlie si fece avanti. Erano rimaste a bisbigliare fra loro tutto il tempo per decidere chi delle due avrebbe dovuto ricordare a Mr Bingley la promessa, che aveva fatto appena arrivato, di dare un ballo a Netherfield. Era toccato a Lydia. Lydia, quindicenne robusta e ben sviluppata, con un bel colorito e un viso gioviale, era la favorita della madre e, grazie a questa predilezione, aveva avuto la possibilit di entrare in societ prima del tempo. Possedeva una grande vivacit e un'istintiva sicurezza di s che le attenzioni degli ufficiali, attirati dai succulenti pranzi dello zio e dal suo fare cos disinvolto, avevano trasformato addirittura in audacia. Era dunque perfettamente in grado di rivolgersi a Mr Bingley e cos fece: gli ricord a bruciapelo la promessa, aggiungendo che sarebbe stata la cosa pi vergognosa del mondo se non l'avesse mantenuta. La risposta di lui a questo attacco improvviso delizi le orecchie della madre. - Sono prontissimo a mantenere il mio impegno, ve lo assicuro; e, quando vostra sorella sar guarita, ne fisserete voi stessa, se vorrete, la data. Non credo che abbiate voglia di ballare finch malata. Lydia si dichiar soddisfatta. - Oh, si... sar molto meglio aspettare che Jane sia guarita e, nel frattempo, il capitano Carter sar probabilmente rientrato a Meryton. Quando avrete dato il vostro ballo, - aggiunse, - insister perch ne diano uno anche loro. Dir al colonnello Forster che sarebbe una vera vergogna se non lo facesse. Mrs Bennet e le figlie se ne andarono, ed Elizabeth torn subito da Jane, lasciando il suo comportamento e quello dei suoi ai commenti delle due signore e di Mr Darcy; il quale, per, non si lasci trascinare in inutili critiche sul conto di Lizzy, a dispetto di tutte le frecciate di Miss Bingley sui begli occhi.

Capitolo decimo La giornata pass press'a poco come la precedente. Mrs Hurst e Miss Bingley avevano trascorso alcune ore del mattino presso l'ammalata che continuava, per quanto lentamente, a migliorare; verso sera, Elizabeth si uni agli altri in salotto. La tavola da gioco, per, non comparve. Mr Darcy stava scrivendo, e Miss Bingley, seduta accanto a lui, osservava il procedere della lettera e lo distraeva continuamente dandogli dei messaggi per la sorella. Mr Hurst e Mr Bingley giocavano al picchetto, e Mrs Hurst li guardava giocare.

Elizabeth prese un lavoro d'ago, divertendosi, nel frattempo, a osservare ci che accadeva tra Darcy e la sua compagna. I continui complimenti che Miss Bingley gli faceva per la calligrafia, o per la regolarit della scrittura, o per la lunghezza della lettera e la perfetta indifferenza, con cui questi complimenti venivano accolti, davano vita a un dialogo curioso e concorda-vano perfettamente con l'opinione che ella si era fatta di entrambi. - Come sar felice vostra sorella di ricevere una lettera simile! Darcy non rispose. - Scrivete molto velocemente. - Vi sbagliate. Sono piuttosto lento a scrivere. - Quante lettere avrete occasione di scrivere durante l'anno! E lettere d'affari, poi! Come le troverei odiose! - E una fortuna, allora, che tocchino a me invece che a voi. - Per favore, dite a vostra sorella che desidero vederla. - L'ho gi fatto una volta, proprio come mi avevate detto. - Temo che la vostra penna non vada bene. Datemela che ve la sistemo. So come fare. - Grazie, ma sono in grado di sistemarla da solo. - Come fate a scrivere cos diritto? Nessuna risposta. - Dite a vostra sorella che sono felice dei suoi progressi nell'arpa e che vado quasi in estasi davanti a quel suo bel disegno per tavola; per me infinitamente migliore di quello di Miss Grantley. - Mi permettete di rimandare le vostre estasi alla prossima lettera? Non ho pi spazio per esprimerle. - Oh, non ha importanza. La vedr in gennaio. Le scrivete sempre delle lettere cos belle e lunghe, Mr Darcy? - Di solito sono lunghe; ma se siano sempre belle non sta a me giudicarlo. - Sono sicura che chi scrive con tanta facilit una lettera cos lunga non pu scrivere male. - Questo non certo un complimento da fare a Darcy, Caroline, - esclam il fratello. - A Darcy non riesce poi cos facile scrivere. Va troppo in cerca di paroloni. Non vero, Darcy? - Il mio stile molto diverso dal tuo. - Oh! - esclam Miss Bingley, - Charles scrive con incredibile trascuratezza. Salta met delle parole e scarabocchia il resto. - Le idee mi vengono con una tale rapidit che non ho tempo di esprimerle, e, cos, capita spesso che le mie lettere non trasmettano proprio niente a chi le legge. - La vostra modestia, Mr Bingley, - disse Elizabeth, - disarma ogni critica. - Nulla inganna di un'apparente modestia, - puntualizz Darcy. - Spesso solo indifferenza, qualche volta solo una sorta di spacconeria indiretta. - A quale delle due cose attribuiresti il mio piccolo atto di modestia? - Alla seconda; perch, in realt, sei orgoglioso dei tuoi difetti nello scrivere, che attribuisci alla rapidit di pensiero e alla noncuranza di espressione, cosa che ritieni, se non proprio pregevole, almeno interessante. La capacit di fare in fretta le cose sempre apprezzata da chi la possiede, anche se va a scapito del risultato. Quando, questa mattina, hai detto a Mrs Bennet che, se ti decidessi a lasciare Netherfield, te ne andresti in cinque minuti, credevi di fare una specie di elogio, un complimento a te stesso; eppure, che cosa c' di tanto lodevole in una decisione cos affrettata che lascerebbe incompiuti molti affari importanti e non recherebbe alcun vero profitto n a te n agli altri? - Via, - esclam Bingley, - questo troppo: ricordare alla sera tutte le sciocchezze dette al mattino! Eppure, ti posso assicurare che ero fermamente convinto di ci che dicevo e lo sono ancora adesso. In ogni caso, non volevo apparire inutilmente impulsivo solo per fare bella figura davanti alle signore. - Che fossi convinto di ci che dicevi posso anche crederlo, ma non credo affatto che te ne andresti con tanta rapidit. La tua scelta, come quella di chiunque altro, dipenderebbe solo dal caso; e se,

mentre montassi a cavallo, un amico ti dicesse: "Bingley, faresti meglio a fermarti fino alla prossima settimana", probabilmente lo ascolteresti e ti fermeresti: e, chiss, forse addirittura per un mese. - Con tutto questo discorso avete soltanto provato, - osserv Elizabeth, - che Mr Bingley non ha saputo rendere giustizia al suo carattere. Lo avete messo in una luce molto pi bella di quanto non sia riuscito a fare da solo. - Vi sono molto grato, - disse Bingley, - di aver trasformato ci che dice il mio amico in un complimento al mio buon carattere. Temo, per, che diate alle parole di questo signore un'interpretazione a cui egli non pensava nemmeno; perch certo avrebbe una migliore opinione di me se, in un caso del genere, io opponessi un deciso rifiuto e me ne andassi il pi in fretta possibile. - Allora Mr Darcy ritiene che l'impetuosit della prima intenzione sarebbe riscattata soltanto dall'ostinazione a rimanerle fedele? - Per quanto mi riguarda, non so spiegare esattamente la faccenda; adesso deve parlare Darcy. - Tu vuoi che renda conto di opinioni che hai deciso di definire mie, ma che io non ho mai riconosciuto come tali. Comunque, anche accettando il caso come voi lo avete posto, Miss Bennet, vi devo far notare che l'amico immaginario desidera e chiede il ritorno a casa di Bingley e la dilazione del suo programma senza addurre alcun motivo che avvalori questo desiderio e questa richiesta. - Cedere prontamente, o facilmente, alla richiesta di un amico, non dunque un merito per voi. - Cedere senza convinzione non certo un complimento per l'intelligenza di nessuno. - Mi pare, Mr Darcy, che non riconosciate alcuna influenza all'amicizia e all'affetto. Un atteggiamento di riguardo per chi chiede dovrebbe far spesso acconsentire prontamente alla richiesta, senza aspettare che la ragione presenti le sue motivazioni. Non parlo nello specifico di un caso come quello che avete immaginato per Mr Bingley. Forse meglio aspettare che si presenti un'occasione del genere, prima di discutere se il suo modo di comportarsi sia giusto o meno. Se consideriamo, per, dei casi qualunque, come sempre ne accadono tra amico e amico, casi nei quali l'uno desideri che l'altro cambi una decisione poco importante, lo credete un male cos grande da parte di quella persona esaudire il desiderio dell'amico senza aspettare nessuna argomentazione a favore? - Non sarebbe consigliabile, prima di continuare su questo argomento, precisare meglio il grado d'importanza della richiesta e il grado di intimit tra le due parti? - Certamente, - esclam Bingley; - sentiamo tutti i particolari senza dimenticare di prendere in considerazione la statura dei due amici e la corporatura, perch questo, Miss Bennet, avr nella discussione pi peso di quanto immaginiate. Vi assicuro che se Darcy non fosse cos tanto pi alto di me, non gli porterei nemmeno la met del rispetto che, invece, gli porto. Dichiaro pubblicamente di non conoscere nulla pi terribile del Darcy che conosco in certe occasioni e in certi luoghi; specialmente a casa sua, la domenica sera, quando non ha niente da fare. Mr Darcy sorrise, ma Elizabeth si accorse che era offeso e, perci, trattenne il riso. Miss Bingley si risenti vivamente dell'offesa ricevuta da Darcy e fece le sue rimostranze al fratello per aver detto una simile sciocchezza. - Capisco la tua intenzione, Bingley, - disse l'amico. - Questa discussione non ti piace, e vuoi farla cessare. - Forse. Le discussioni somigliano troppo alle dispute. Se Miss Bennet e tu rimandate la vostra a quando sar uscito dalla stanza, ve ne sar molto grato; allora potrete dire tutto quello che volete di me. - Ci che chiedete, - disse Elizabeth, - non , per me, un sacrificio; e Mr Darcy farebbe meglio a terminare la sua lettera. Mr Darcy segu il consiglio e fin la lettera. Terminata questa incombenza, si rivolse a Miss Bingley e a Elizabeth pregandole di fare un po' di musica. Miss Bingley si diresse prontamente al pianoforte e, dopo un gentile invito a Elizabeth a

incominciare, invito che l'altra respinse con altrettanta gentilezza ma con maggior fermezza, sedette allo strumento. Mrs Hurst cant con la sorella, e, nel frattempo, Elizabeth non pot non accorgersi, mentre sfogliava alcuni spartiti posati sul pianoforte, dell'insistenza con cui gli occhi di Darcy si posavano su di lei. Non riusciva a credere di essere oggetto d'ammirazione da parte di un simile grand'uomo; eppure, che egli la guardasse solo per antipatia, le sembrava ancora pi strano. Alla fine, per, immagin di attirarne l'attenzione perch, secondo le sue rigide idee di correttezza, c'era in lei qualcosa di pi scorretto e riprovevole che in qualsiasi altro presente. Questa supposizione non l'addolor. Darcy le piaceva troppo poco perch le premesse la sua approvazione. Dopo aver suonato qualche canzone italiana, Miss Bingley vari il programma con una vivace aria scozzese; e, poco dopo, Darcy si avvicin a Elizabeth e le chiese: - Non provate il desiderio, Miss Bennet, di cogliere questa occasione per ballare un reel? Elizabeth sorrise, ma non rispose. Egli ripet la domanda, un po' sorpreso dal suo silenzio; questa volta ottenne risposta. - Oh! Vi ho sentito, ma non sapevo cosa dirvi. So bene che desideravate vi dicessi di si, per avere il piacere di disprezzare ci che di mio gusto; io, per, mi diverto sempre a sconvolgere questa sorta di programmi e a eludere l'ironia premeditata di chi vuoi punzecchiarmi. Perci, ho deciso di dirvi che non ho nessuna voglia di ballare un reel: e ora disprezzatemi pure. - Per la verit, non era questa la mia intenzione. Elizabeth, che si aspettava tutt'altra reazione, fu sbalordita da tanta cortesia; ma ella aveva nei modi un miscuglio di dolcezza e di malizia che avrebbe reso improbabile tutt'altra reazione da parte di chiunque; e Darcy non era mai stato affascinato da una donna come da lei. Pensava seriamente che, se non fosse stato per l'inferiorit della sua condizione familiare, si sarebbe trovato in un certo pericolo. Miss Bingley vide, o sospett, abbastanza per ingelosirsi, e la sua grande ansiet per il ristabilimento della cara amica Jane fu rafforzata dal desiderio di sbarazzarsi di Elizabeth. Tent spesso di provocare in Darcy dell'antipatia per la sua ospite parlando di un immaginario matrimonio e prospettandogli quanto sarebbe stato felice in una simile unione. - Spero, - disse il giorno dopo, passeggiando nel bosco, - che darete qualche suggerimento a vostra suocera, quando questo auspicabile evento avr luogo, circa i vantaggi di tenere la bocca chiusa; e che, quando ci sarete riuscito, sarete cos bravo da evitare che le figlie minori corrano dietro a tutti gli ufficiali. E, se posso toccare un argomento tanto delicato, cercate anche di frenare quel certo non so che, a met tra presunzione e impertinenza, che requisito della vostra futura signora. - Avete altro da consigliarmi per la mia felicit domestica? - Oh, si. Fate mettere nella galleria di Pemberley i ritratti dello zio e della zia Philips. Metteteli vicino al vostro prozio giudice. Svolgono la stessa professione, sapete, solo in rami diversi. Quanto al ritratto della vostra Elizabeth, inutile cercare di farlo fare, perch quale pittore potrebbe rendere giustizia a occhi cos belli? - Infatti non sarebbe facile coglierne l'espressione, ma se ne potrebbero sempre copiare il colore e la forma e riprodurre quelle ciglia cos lunghe e sottili. Proprio in quel momento incontrarono Mrs Hurst ed Elizabeth, anch'esse a passeggio. - Non sapevo che andaste a passeggiare, - disse Miss Bingley un po' confusa nel timore di essere stata sentita. - Ci avete trattato in modo abominevole, - le rispose Mrs Hurst, - svignandovela alla chetichella senza dirci che uscivate. Poi, prendendo il braccio libero di Mr Darcy, lasci sola Elizabeth. Nel sentiero non c'era posto che per tre. Mr Darcy percep la loro scortesia e, subito, disse: - Questo sentiero non abbastanza largo per tutti noi. Sarebbe meglio andare nel viale. Ma Elizabeth, che non provava il minimo desiderio di rimanere con loro, replic ridendo: - No, no, rimanete come siete. Formate un gruppo incantevole, di perfezione non comune. Un quarto finirebbe solo per guastare un quadretto cos pittoresco. Arrivederci.

Capitolo undicesimo Quando, a fine pranzo, le signore si alzarono, Elizabeth corse dalla sorella e, dopo averla ben coperta contro il freddo, l'accompagn in salotto dove fu accolta dalle sue amiche con grandi manifestazioni di gioia; Elizabeth non le aveva mai trovate cos simpatiche come in quell'ora che precedette l'arrivo degli uomini. Avevano una capacit di conversare davvero notevole; sapevano descrivere un ricevimento nei minimi particolari, riferire di un aneddoto con brio e ridere dei conoscenti con spirito. Quando entrarono gli uomini, Jane smise, per, di essere l'oggetto principale delle loro attenzioni. Miss Bingley volt prontamente gli occhi verso Darcy, e, con altrettanta prontezza, trov subito qualcosa da dirgli. Darcy, dal canto suo, pens solo a congratularsi con Jane; Mr Hurst fece altrettanto e le rivolse un leggero inchino accompagnato da un cortese "molto lieto"; e Bingley... Bingley la salut con tutto il calore e l'effusione di cui era capace. La inond di attenzioni. Pass la prima mezz'ora ad attizzare il fuoco, nel timore che risentisse del passaggio da una camera all'altra; la fece sedere dall'altra parte del caminetto, in modo da allontanarla dalla porta, poi, le si sedette accanto e non parl quasi ad altri. Elizabeth, intenta a lavorare nell'angolo di fronte, osservava la cosa con molto piacere. Quando ebbero preso il t, Mr Hurst ricord alla cognata il tavolino da gioco, ma invano. Ella aveva saputo da fonti certe che Mr Darcy non amava giocare a carte, e cos Mr Hurst, pur avanzando una richiesta esplicita, si vide opporre un deciso rifiuto. La cognata afferm che nessuno voleva giocare, e il silenzio di tutta la compagnia in proposito parve darle ragione. A Mr Hurst, perci, non rimase altro da fare che stendersi su un divano e dormire. Darcy prese un libro, Miss Bingley fece altrettanto, e Mrs Hurst, molto occupata a gingillarsi con braccialetti e anelli, intervenne di quando in quando nella conversazione del fratello con Miss Bennet. Miss Bingley fin per interessarsi molto di pi al procedere nella lettura di Mr Darcy, che al suo; cerc di attaccare discorso con domande e frequenti sbirciatine ma, ciononostante, non riusc in alcun modo a indurlo alla conversazione; Darcy si limit a rispondere a ogni domanda e continu, imperterrito, a leggere. Alla fine, stufa del tentativo di divertirsi con il proprio libro, che aveva scelto unicamente perch era il secondo volume di quello di lui, fece un gran sbadiglio e osserv: Com' bello passare una serata in questo modo! In fondo non c' gioia pari a quella della lettura! Di tutto ci si stanca tranne che di un libro! Quando avr una casa mia, far il possibile per avere una grande biblioteca. Nessuno le rispose. Allora sbadigli di nuovo, mise da parte il libro e si guard intorno in cerca di una distrazione quando, sentendo suo fratello parlare a Miss Bennet di un ballo, si volse improvvisamente verso di lui e disse: - A proposito, Charles, hai davvero intenzione di dare un ballo a Netherfield? Prima di deciderti ti consiglio di chiedere il parere dei presenti. Se non vado errata, fra di noi c' qualcuno che considera il ballo una punizione pi che un divertimento. - Se alludi a Darcy, - esclam il fratello, - pu anche andare a letto prima che la serata cominci; ma, quanto al ballo, cosa stabilita, e, non appena san Nicola avr mostrato un po' del suo candore mander gli inviti. - I balli mi piacerebbero molto di pi, - annunci Miss Bingley, - se fossero organizzati diversamente; ma c' qualcosa di insopportabilmente noioso nel modo in cui si svolgono di solito. Sarebbe certo molto pi ragionevole mettere all'ordine del giorno la conversazione invece della danza. - Sarebbe forse pi ragionevole, cara Caroline, ma non avrebbe tanto l'aria di un ballo. Miss Bingley non rispose e, poco dopo, si alz e cominci a camminare per la sala. Aveva una figura elegante e camminava bene; ma Darcy, a cui tutto questo era diretto, continu

inflessibilmente a leggere. Giunta alla disperazione, fece un ultimo tentativo e, volgendosi verso Elizabeth, la esort: - Miss Eliza Bennet, seguite il mio esempio e fate un giro per la sala. Vi assicuro che, dopo essere rimasta seduta tanto a lungo nella stessa posizione, ne apprezzerete tutti i benefici. Elizabeth ne fu sorpresa, ma acconsenti. Miss Bingley pot finalmente dirsi soddisfatta: era riuscita nel suo vero intento. Mr. Darcy aveva sollevato lo sguardo: incuriosito, al pari di Elizabeth, da tanta inattesa premura, aveva infatti chiuso distrattamente il libro. Fu subito invitato a unirsi a loro ma rifiut, osservando che poteva immaginare solo due motivi per cui passeggiassero insieme su e gi per la stanza, e, tanto in un caso quanto nell'altro, la sua compagnia sarebbe stata di troppo. Che cosa intendeva dire? Caroline moriva dalla voglia di sapere che cosa intendeva dire e chiese a Elizabeth se era in grado di capirlo. - No, - fu la risposta; - ma potete esser certa che per criticarci, e il modo pi sicuro di fargli dispetto di non chiedergli nulla. Miss Bingley, per, assolutamente incapace di far dispetto a Darcy, insist a chiedergli la spiegazione dei due motivi. - Non ho niente in contrario a darvela, - rispose egli appena gli fu permesso di parlare. - Avete scelto questo modo di passare la serata o perch siete in grande confidenza e avete dei segreti di cui parlare, o perch sapete che le vostre figure risaltano meglio camminando. Nel primo caso, vi darei solo fastidio; nel secondo, posso ammirarvi meglio se rimango accanto al fuoco. - Signore, aiutaci! - esclam Miss Bingley. - Non ho mai sentito una cosa pi abominevole. Come potremmo mai punirlo per queste parole? - Non c' nulla di pi facile, se davvero lo desiderate, - disse Elizabeth. - Si trova sempre il modo di punire qualcuno. Stuzzicatelo, prendetevi gioco di lui. Lo conoscete cos bene che dovreste sapere come fare. - Vi giuro che non lo so. La nostra intimit non ancora arrivata a tanto, ve lo assicuro. Stuzzicare una simile calma e presenza di spirito! No, no... avrebbe sicuramente la meglio. E, quanto a prenderci gioco di lui, non vorremo certo esporci senza un motivo. Mr Darcy non pu che congratularsi con se stesso. - Non ci si pu prendere gioco di Mr Darcy! - esclam Elizabeth. - Ecco un privilegio insolito, e insolito spero che rimanga, perch sarebbe un bel guaio per me avere molte conoscenze del genere. Io adoro scherzare. - Miss Bingley, - replic Darcy, - mi ha attribuito pi merito del dovuto. Anche i pi saggi e i migliori degli uomini - anzi, le loro azioni pi sagge e migliori - possono esser messe in ridicolo da chi consideri lo scherzo il primo scopo della vita. - Certo, - rispose Elizabeth, - persone del genere esistono, ma spero proprio di non farne parte. Spero di non mettere mai in ridicolo ci che saggio o buono. Le stramberie e le sciocchezze, le stravaganze e le incoerenze mi divertono, lo riconosco, e ci scherzo sopra, quando posso. Ma queste credo siano proprio le cose che voi non avete. - Forse impossibile esserne del tutto immune, ma, per tutta la vita, mi sono sforzato di evitare quelle debolezze che potrebbero esporre al ridicolo anche una bella intelligenza. - Per esempio, la vanit e l'orgoglio. - S, la vanit indubbiamente una debolezza. Ma l'orgoglio... uno spirito davvero superiore riuscir a tenerlo sotto controllo! Elizabeth si volt per nascondere un sorriso. - Mi pare che il vostro esame di Mr Darcy sia finito, - disse Miss Bingley; - posso chiedere a che conclusione siete giunta? - Che Mr Darcy senza difetti. Lo ammette anche lui senza farne mistero. - No, - obiett Darcy, - non avevo affatto una pretesa del genere. Ho anche io i miei difetti, ma spero non riguardino la mia intelligenza. Quanto al carattere, non ci giurerei sopra. Credo che sia troppo poco arrendevole: certo troppo poco per accattivarmi le simpatie della gente. Non riesco a dimenticare, come dovrei, le sciocchezze e i difetti degli altri e le offese che mi vengono rivolte. I

miei sentimenti non cambiano cos facilmente. Il mio carattere si potrebbe forse definire incline al risentimento. La mia stima, perduta una volta, perduta per sempre. - Questo s che un bel difetto, - esclam Elizabeth. - Un risentimento implacabile rovina anche il carattere migliore. Avete, comunque, scelto bene il vostro difetto. Non vedo proprio come potrei riderci sopra. Siete salvo. - Credo che in ogni temperamento ci sia la tendenza a un male particolare, un difetto naturale che nemmeno la migliore educazione riesce a vincere. - Il vostro difetto la tendenza a odiare gli altri. - E il vostro, - rispose egli con un sorriso, - l'ostinazione a fraintenderli. - Facciamo un po' di musica, - esclam Miss Bingley, stanca di una conversazione in cui non aveva parte. - Non ti dispiace, Louisa, se sveglio Mr Hurst? La sorella non fece la minima obiezione; il pianoforte venne aperto, e Darcy, dopo qualche attimo di riflessione, ne fu tutt'altro che dispiaciuto. Cominciava a sentire il pericolo di prestare troppa attenzione a Elizabeth.

Capitolo dodicesimo Il mattino dopo, d'accordo con la sorella, Elizabeth scrisse alla madre chiedendole di mandare la carrozza in giornata. Mrs Bennet, per, che aveva calcolato che le figlie sarebbero rimaste a Netherfield fino al marted seguente, il che avrebbe fatto per Jane una settimana precisa, non si rassegnava a farle tornare prima. La sua risposta non fu, perci, soddisfacente, per lo meno per Elizabeth, impaziente di tornare a casa. Mrs Bennet fece sapere alle figlie che non era possibile avere la carrozza prima di marted e aggiunse, in un poscritto, che, se Mr Bingley e la sorella insistevano per trattenerle pi a lungo, ella non aveva nulla in contrario. Elizabeth era, per, decisa a non fermarsi oltre, n si aspettava che questo le venisse chiesto; temendo, anzi, di sembrare inopportune per l'inutile prolungarsi della loro permanenza, convinse Jane della necessit di farsi prestare la carrozza di Mr Bingley. Le due sorelle decisero, dunque, che, in mattinata, avrebbero parlato dell'intento di lasciare Netherfield e fatto richiesta della carrozza. La comunicazione provoc molte dichiarazioni di disappunto, e le insistenze perch rimanessero almeno fino all'indomani furono sufficienti per far presa su Jane; cos la partenza fu rimandata al giorno dopo. A quel punto, Miss Bingley rimpianse di aver proposto il rinvio, perch la sua gelosia e la sua antipatia per una delle sorelle superava di molto il suo affetto per l'altra. Il padrone di casa mostr, invece, un sincero rincrescimento, quando apprese che stavano gi per partire, e cerc ripetutamente di persuadere Miss Bennet che le avrebbe fatto male, perch non si era rimessa abbastanza; ma Jane sapeva essere ben ferma, quando sentiva di aver ragione. A Mr Darcy la notizia riusc gradita: Elizabeth si era fermata anche troppo a Netherfield. Lo attraeva pi di quanto non volesse; e Miss Bingley era scortese con lei e pi pungente del solito con lui. Darcy decise saggiamente di stare molto attento a non lasciarsi sfuggire alcun segno di ammirazione o altro che potesse destare in Elizabeth la speranza di influire sulla sua felicit, convinto che, se alla ragazza era gi venuto in mente un pensiero del genere, il suo modo di comportarsi verso di lei, in quell'ultimo giorno di permanenza, avrebbe avuto peso a sufficienza da confermare o distruggere una tale illusione. Saldo nel suo proposito, le disse a malapena dieci parole per tutto il sabato e, quando si trovarono soli per una mezz'ora, rimase scrupolosamente immerso nel suo libro e non la guard nemmeno. La separazione, cos gradita a quasi tutti, avvenne domenica dopo la cerimonia religiosa. La cortesia di Miss Bingley per Elizabeth sub, alla fine, un rapido crescendo, e cos pure il suo affetto per Jane; e, quando si lasciarono, dopo aver ripetuto a quest'ultima con quanto piacere l'avrebbe sempre rivista a Longbourn o a Netherfield e averla abbracciata con la pi grande tenerezza, strinse perfino la mano a Elizabeth che si accomiat da tutti Con estrema cordialit.

La madre non le accolse, per, molto benevolmente. Mrs Bennet, sorpresa dall'inaspettato ritorno, trov che avevano fatto male a dare tanto disturbo e disse che certo Jane aveva di nuovo preso freddo. Il padre, invece, bench laconico nell'esprimere il suo piacere, fu veramente lieto di rivederle: in famiglia si era sentita molto la loro mancanza. Senza Jane ed Elizabeth, la conversazione serale aveva perso gran parte della sua animazione e quasi tutto il suo significato. Mary, immersa, come al solito, nello studio della musica e della natura umana, mostr loro nuovi brani copiati e le delizi con nuove osservazioni di trita morale. Catherine e Lydia, invece, avevano in serbo comunicazioni di tutt'altro genere. Molto era stato fatto e molto era stato detto al reggimento, dal mercoled precedente; parecchi ufficiali avevano pranzato dallo zio, un soldato era stato fustigato, e girava voce che il colonnello Forster stesse per sposarsi.

Capitolo tredicesimo - Spero, cara, - disse, il giorno dopo, Mr Bennet alla moglie, durante la prima colazione, - che tu abbia fatto preparare un buon pranzo per oggi, perch credo che avremo un ospite. - Chi vuoi dire, caro? Che io sappia non deve venire nessuno, a meno che non capiti Charlotte Lucas, ma, in questo caso, spero che il mio pranzo sia abbastanza buono. Non credo che ne veda spesso di simili a casa sua. - La persona di cui parlo un uomo, un forestiero. Gli occhi di Mrs Bennet scintillarono. - Un forestiero! Non pu essere altri che Mr Bingley. Ma come, Jane... non me ne hai mai fatto parola; furbacchiona! Beh, sar certo lietissima di vedere Mr Bingley. Oh... dio mio, che disdetta! Oggi non si riesce a trovare nemmeno un po' di pesce. Lydia, tesoro, suona il campanello: devo parlare subito a Hill. - No, non Mr Bingley, - precis il marito; - una persona che non ho mai visto in vita mia. Questo dest lo stupore generale, ed egli ebbe il piacere di essere interrogato all'unisono dalla moglie e dalle cinque figlie. Finito di giocare con la loro curiosit, si spieg: - Circa un mese fa ho ricevuto una lettera, a cui ho risposto soltanto quindici giorni dopo, perch mi pareva che il caso fosse delicato e richiedesse molta attenzione. La lettera di mio cugino, Mr Collins, che alla mia morte potr mettervi tutte fuori da questa casa quando vorr. - Oh, caro, - esclam la moglie. - Non ricordarmelo. Ti prego, non parlarmi di quell'uomo odioso. Credo non possa esserci cosa pi dolorosa al mondo del fatto che ci, che di diritto spetterebbe in eredit alle tue figlie, sia vincolato a qualcun altro; e sono sicura che, al tuo posto, avrei cercato gi da un pezzo di rimediare, in un modo o nell'altro. Jane ed Elizabeth tentarono di spiegarle il significato di vincolo. Avevano tentato spesso, ma era un argomento al di l della portata mentale di Mrs Bennet, ed ella continu a protestare amaramente contro la crudelt di sottrarre un possedimento a una famiglia di cinque figlie in favore di un uomo di cui non importava niente a nessuno. - Certo una cosa iniqua, - osserv Mr Bennet, - e nulla pu assolvere Mr Collins dalla colpa di ereditare Longbourn. Ma se vuoi ascoltare la sua lettera, forse ne sarai un po' tranquillizzata. - No, questo no, impossibile; e trovo che sia stato ben sfacciato e anche ipocrita a scriverti. Odio i falsi amici. Perch non continua a litigare con te come ha fatto suo padre prima di lui? - Perch pare che abbia avuto qualche scrupolo filiale, in proposito. Sentite qui: Hunsford, presso Westerham, Kent, 15 ottobre. Caro signore, il disaccordo esistente fra voi e il mio defunto riverito padre mi ha sempre dato gran turbamento, e, da quando ho avuto la sventura di perderlo, ho spesso sentito il desiderio di conciliare il dissidio; per qualche tempo, ne sono stato trattenuto dai miei dubbi, temendo che fosse poco rispettoso per la sua memoria trovarmi in buoni rapporti con qualcuno con cui a lui era piaciuto essere in disaccordo. - Sentito, Mrs Bennet?

Ora, per, mi sono deciso perch, a Pasqua, ho ricevuto gli ordini e ho avuto la fortuna di venire favorito dal patronato dell'illustrissima lady Catherine de Bourgh, vedova di sir Louis de Bourgh, la cui munificenza e liberalit mi hanno prescelto alla nobile cura di questa parrocchia, dove sar mio precipuo impegno comportarmi con grato rispetto verso sua signoria ed essere sempre pronto a compiere i riti e le cerimonie istituiti dalla chiesa d'Inghilterra. Inoltre, come ecclesiastico, considero mio dovere promuovere e portare la benedizione della pace in tutte le famiglie entro il raggio della mia influenza; su queste basi, credo che la mia presente offerta di benevolenza sia altamente lodevole e spero che il fatto di essere io l'erede, nel vincolo, di Longbourn venga cortesemente trascurato da voi e non vi induca a respingere il ramo d'ulivo che vi offro. Non posso sentirmi che desolato di essere causa di danno per le vostre belle figliuole e vi chiedo di accettare le mie scuse come pure la mia assicurazione che far il possibile per trovare il modo di risarcirle: ma, di questo, parleremo poi. Se non avete obiezioni a ricevermi in casa vostra, mi propongo il piacere di venire a trovare voi e la vostra famiglia luned 18 novembre verso le quattro; abuser probabilmente della vostra ospitalit fino al sabato seguente, cosa che posso fare senza inconvenienti, perch lady Catherine ben lungi dall'opporsi alla mia casuale assenza di una domenica purch qualche altro ecclesiastico compia le funzioni del giorno. Resto, caro signore, con i pi rispettosi ossequi alla vostra signora e alle vostre figliuole, il vostro sincero amico, William Collins - Alle quattro, perci, dovrebbe arrivare questo signore desideroso di pace, - disse Mr Bennet, ripiegando la lettera. - Pare un giovane molto coscienzioso e garbato, e non dubito che diventer un amico da tenere in considerazione, specialmente se lady Catherine sar cos generosa da permettergli di tornare a trovarci. Comunque, c' un certo buon senso in quello che dice delle ragazze e, se disposto a risarcirle, non sar certo io a scoraggiarlo. - Certo, - disse Jane, - difficile immaginare in che modo voglia risarcirci; in ogni caso, un desiderio del genere gli fa veramente onore. Elizabeth era particolarmente colpita dalla straordinaria deferenza nei confronti di lady Catherine e dalla sentita intenzione di battezzare, sposare e seppellire i parrocchiani ogniqualvolta ce ne fosse stata la necessit. - Deve essere un tipo bizzarro, o cos, almeno, credo, - osserv. - Non riesco a capirlo. C' un che di malto pomposo nel suo stile. E che cosa intende dire quando si scusa di essere lui l'erede nel vincolo? Non penso proprio che rinuncerebbe a una tale eredit, anche se potesse. Sar un uomo intelligente? - No, cara, non credo. Ho buoni motivi per sperare che non lo sia. La sua lettera un miscuglio di servilismo e di boria che promette bene. Sono impaziente di conoscerlo. - Dal punto di vista dello stile, - disse Mary, - la lettera non male. Forse l'immagine del ramo d'ulivo non del tutto nuova, ma mi pare espressa bene. Per Catherine e per Lydia n la lettera n l'autore presentavano il minimo interesse. Era impossibile che il cugino arrivasse in divisa, ed erano ormai settimane che non provavano pi alcun piacere in compagnia di uomini in abiti civili. Quanto alla madre, la lettera di Mr Collins aveva eliminato gran parte della sua ostilit, e si preparava a riceverlo con una tranquillit che stupiva il marito e le figlie. Mr Collins fu puntuale e venne ricevuto con grande cortesia da tutta la famiglia. Veramente Mr Bennet disse ben poco, ma le signore furono abbastanza pronte a parlare, e Mr Collins, che non sembrava n in cerca di incoraggiamento n incline al silenzio, fece la sua parte. Era un giovanotto venticinquenne, grande e grosso, dall'aria grave e solenne e dai modi molto cerimoniosi. Si era appena seduto che faceva gi i complimenti a Mrs Bennet per delle figlie cos belle; aveva sentito parlare a lungo di tanta bellezza, ma stavolta la fama era inferiore alla realt, e, sicuramente, ognuna di loro avrebbe trovato, a tempo debito, una splendida sistemazione. Non tutte le ascoltatrici sembrarono apprezzare questa galanteria, ma Mrs Bennet, che sui complimenti non trovava mai niente da ridire, replic prontamente: - Siete molto gentile, signore. Mi auguro di tutto cuore che cos avvenga, perch, altrimenti, le mie povere figlie avrebbero un futuro incerto. Al momento la situazione piuttosto strana.

- Alludete forse al vincolo di questa propriet? - Ah, signore, proprio cos. E una cosa ben dolorosa per le poverine, dovete ammetterlo. Non che ne faccia a voi una colpa, perch so bene che a questo mondo tutto possibile. Non si pu mai dire dove vadano a finire le propriet quando sono vincolate. - Mi rendo perfettamente conto, signora, di quanto sia difficile la situazione delle mie belle cugine e potrei dire molto in proposito, se non temessi di apparire insolente e precipitoso. Posso, per, assicurare alle signorine che sono venuto con le pi benevoli intenzioni nei loro confronti. Per il momento non dico di pi, ma forse quando ci conosceremo meglio... Fu interrotto dall'invito a pranzo, e le ragazze si scambiarono dei sorrisetti. Non erano il solo oggetto della sua benevolenza: esamin ed elogi l'atrio, la sala da pranzo e tutta la mobilia, e un'approvazione cos profonda avrebbe sicuramente commosso il cuore di Mrs Bennet, se non fosse stato per l'umiliante supposizione che egli contemplasse ogni cosa come sua futura propriet. Anche la cena fu oggetto di lode; Collins chiese a quale delle belle cugine fosse dovuta una cucina cos eccellente. Qui fu messo a posto da Mrs Bennet, che gli assicur, con una certa asprezza, che erano in grado di tenere una buona cuoca e che le sue figlie non avevano nulla a che fare con i fornelli. Collins si scus di averla offesa. Raddolcitasi, accett le scuse, ma egli and avanti a fargliene per un altro quarto d'ora.

Capitolo quattordicesimo Durante il pranzo, Mr Bennet parl appena; ma, quando la servit si fu ritirata, credette giunto il momento di avere una conversazione con il suo ospite e, perci, intavol un argomento in cui riteneva che egli potesse brillare, osservando che aveva avuto molta fortuna nel patronato. L'attenzione di lady Catherine de Bourgh per i suoi desideri e il riguardo che ella mostrava per il suo benessere sembravano davvero notevoli. Non avrebbe potuto scegliere argomento migliore. Mr Collins divenne quanto mai eloquente nel cantare le lodi della dama. Cominci a esprimersi con una solennit persino maggiore del consueto e, assumendo un'aria di grande importanza, dichiar che non aveva mai visto in vita sua, in una persona d'alto rango, un contegno, un'affabilit e una condiscendenza pari a quelli di lady Catherine. Ella si era benignamente degnata di approvare entrambi i sermoni che egli aveva gi avuto l'onore di tenere in sua presenza, di invitarlo due volte a pranzo a Rosings e di mandarlo a chiamare ancora, il sabato precedente, per fare il quarto giocatore a quadriglio. Lady Catherine era considerata superba da alcuni, ma quanto a lui, non aveva mai riscontrato in quella grande signora altro che affabilit. Gli aveva sempre parlato come a un nobiluomo; non aveva mosso la minima obiezione a che egli frequentasse la societ del luogo o che lasciasse la parrocchia, per una settimana o due, per andare a trovare i parenti. Si era perfino degnata di consigliarlo di sposarsi pi presto che poteva, purch facesse una buona scelta e, una volta, era andata a fargli visita nella sua umile casa parrocchiale, dove aveva pienamente approvato tutti i cambiamenti che stava apportando e gliene aveva addirittura suggeriti alcuni lei stessa: qualche mensola negli armadi di sopra. - Tutto questo davvero cortese da parte sua, - disse Mrs Bennet; - deve proprio essere una persona molto amabile. un peccato che le gran dame, in genere, non le somiglino. Abita vicino a voi? - Il giardino in cui sorge la mia umile dimora separato soltanto da un viottolo dal parco di Rosings, residenza di sua signoria. - Mi pare che abbiate detto che vedova, vero? Non ha figli? - Ha soltanto una figlia, l'erede di Rosings e di un vastissimo possedimento. - Ah! - esclam Mrs Bennet scuotendo il capo, - allora sta meglio di molte altre ragazze. E che specie di signorina ? bella? - veramente incantevole. La stessa lady Catherine dice che, in fatto di bellezza, Miss de Bourgh superiore alle pi belle esponenti del suo sesso, perch c' nei suoi lineamenti quanto distingue una fanciulla di alto lignaggio. Purtroppo di gracile costituzione, il che le ha impedito di raggiungere

quella perfezione che, altrimenti, non le sarebbe mancata, come ho saputo dalla signora che sovraintendeva alla sua educazione e che abita ancora con loro. Ma amabilissima e spesso acconsente a venire nella mia umile dimora con il suo faeton e i suoi ponies. - stata presentata a corte? Non ricordo il suo nome fra quello delle altre dame. - Il suo cagionevole stato di salute, purtroppo, non le consente di stare in citt; e, cos, ha privato la corte inglese del pi bell'ornamento, come ho detto un giorno a lady Catherine. Sua signoria parve compiaciuta dell'idea; e potete immaginarvi come io sia felice di approfittare di ogni occasione per rivolgerle quei delicati complimenti che riescono sempre bene accetti alle signore. Ho fatto notare pi di una volta a lady Catherine che la sua incantevole figlia pareva nata per diventare duchessa, e che il pi alto grado di nobilt, anzich conferirle importanza, ne avrebbe acquistato da lei. Questo il genere di cortesie che piacciono a sua signoria e che mi considero particolarmente tenuto a prodigarle. - Ragionate benissimo, - disse Mr Bennet, - ed una fortuna che abbiate il talento di adulare con garbo. Posso chiedervi se tali cortesi attenzioni nascono dall'impulso del momento o sono il risultato di una preparazione precedente? - In genere scaturiscono dall'occasione, e, bench talvolta mi diletti a inventare e combinare piccoli e graziosi complimenti adattabili a tutte le circostanze, cerco sempre di fare in modo che risultino il pi spontanei possibile. Le aspettative di Mr Bennet trovavano piena conferma. Il cugino era proprio il personaggio assurdo che aveva immaginato, ed egli si divertiva un mondo ad ascoltarlo con aria di assoluta seriet; e, tranne che per un'occhiata che lanci a Elizabeth, non rese nessuno partecipe del suo divertimento. All'ora del t, per, giudic la dose sufficiente: fu ben lieto di ricondurlo in salotto e, una volta finito il t, di invitarlo a leggere qualcosa per le signore. Mr Collins acconsent prontamente, e gli venne dato un libro; ma, quando lo ebbe esaminato - perch tutto dava a vedere che fosse di una biblioteca circolante -, sussult e, scusandosi, dichiar di non leggere mai romanzi. Kitty spalanc gli occhi e lo guard con assoluto stupore; Lydia lanci un gridolino. Furono portati altri libri e, dopo attenta ponderazione, scelse i Sermoni di Fordyce. Lydia sbadigli appena apr il volume, e, prima che avesse solennemente finito di leggere tre pagine, lo interruppe: - Sapete, mamma, che lo zio Philips parla di licenziare Richard; e se lo licenzia, lo assumer il colonnello Forster. Me lo ha detto la zia sabato. Domani andr a Meryton a sentire e a chiedere quando torner dalla citt Mr Denny. Le due sorelle maggiori intimarono a Lydia di tener la bocca chiusa, ma Mr Collins, profondamente offeso, pos il libro e disse: - Ho notato spesso che i libri seri interessano poco le signorine bench siano scritti esclusivamente a loro profitto. La cosa mi stupisce, lo ammetto, perch certo non c' nulla di pi vantaggioso dell'istruzione. Ma non voglio importunare pi a lungo la mia giovane cugina. Poi, rivolgendosi a Mr Bennet, gli si offri come avversario per una partita di tric-trac. Mr Bennet accett la sfida osservando che era molto saggio lasciare le ragazze ai loro frivoli passatempi. Mrs Bennet e le figlie si scusarono con molta cortesia per l'interruzione di Lydia e promisero che non sarebbe pi capitato, se egli avesse ripreso il libro; ma Mr Collins, dopo averle rassicurate circa il fatto che non serbava rancore alla giovane cugina e che non avrebbe mai considerato un affronto il suo comportamento, sedette a un 'altro tavolo con Mr Bennet e si prepar al tris-trac.

Capitolo quindicesimo Mr Collins non era intelligente, e, a questa mancanza naturale, non avevano potuto sopperire n l'educazione n la vita sociale. Aveva trascorso la maggior parte della sua vita sotto la guida di un padre illetterato e avaro e, pur essendosi iscritto all'universit, ne aveva frequentato solo i corsi strettamente necessari senza trarne profitto o ricavarne conoscenze utili. La sottomissione nella quale il padre lo aveva allevato aveva originato in lui una grande umilt di modi controbilanciata,

per, dalla presunzione tipica di un'intelligenza mediocre e solitaria che si trovi, all'improvviso, in una situazione di precoce e inaspettata prosperit. Per un caso fortunato era stato raccomandato a lady Catherine de Bourgh quando era rimasto vacante il beneficio ecclesiastico di Hunsford; il rispetto che egli nutriva per l'alto lignaggio della dama e la venerazione che aveva per lei quale sua protettrice, unita alla buona opinione di s, della sua autorit di ecclesiastico e dei suoi diritti di rettore, lo avevano trasformato in un impasto di orgoglio e servilismo, di boria e di umilt. Ora che possedeva una buona casa e una rendita pi che sufficiente, aveva intenzione di sposarsi e, nel cercare la conciliazione con la famiglia di Longbourn, intendeva trovare anche moglie: avrebbe, infatti, scelto una delle sorelle Bennet, se davvero erano cos belle e amabili come tutti le descrivevano. In questo consisteva il suo piano di riparazione - di risarcimento - nei loro confronti per essere lui l'erede effettivo delle propriet paterne, e lo riteneva un piano eccellente, con-veniente e pratico per entrambe le parti, straordinariamente generoso e disinteressato da parte sua. Il piano non cambi quando le vide. Il bel viso della primogenita conferm le sue mire e rafforz le sue rigorose idee circa i diritti di anzianit; la prima sera, ella fu la prescelta. Il mattino seguente, per, port un cambiamento, perch, in un tte--tte di un quarto d'ora, prima di colazione, con Mrs Bennet - conversazione iniziata dalla casa parrocchiale e finita, naturalmente, nella confessione delle sue speranze che se ne potesse trovare una padrona a Longbourn - cav dalla bocca della signora, fra sorrisetti compiaciuti e incoraggianti, una messa in guardia riguardo a Jane, sulla quale si era fissato. "Quanto alle minori, non stava a lei dirlo... non poteva dare una risposta decisiva... ma non sapeva di impegni precedenti; ma la figlia maggiore, doveva dirlo... sentiva il dovere di accennargli, che probabilmente si sarebbe fidanzata presto". A Mr Collins non rest che passare da Jane a Elizabeth, e cos fece, in men che non si dica, proprio mentre Mrs Bennet attizzava il fuoco. Elizabeth, che veniva subito dopo Jane per et e per bellezza, le successe naturalmente. Mrs Bennet fece tesoro dell'accenno e confid di aver presto due figlie sposate; l'uomo con il quale, il giorno prima, non poteva sopportare di parlare godeva adesso di tutta la sua simpatia. L'intenzione di Lydia di andare a Meryton non era stata, nel frattempo, dimenticata; tutte le sorelle, tranne Mary, decisero di andare con lei, e Mr Collins doveva accompagnarle, su invito di Mr Bennet, ansiosissimo di sbarazzarsi di lui e di rimanere padrone della biblioteca; qui Mr Collins lo aveva, infatti, seguito dopo colazione e qui sarebbe, di sicuro, rimasto a lungo, apparentemente occupato a leggere uno dei pi grandi in folio della raccolta ma, in realt, a parlare in continuazione della casa e del giardino di Hunsford. Per Bennet, questa era una seccatura tutt'altro che trascurabile. La biblioteca era sempre stata l'unica stanza in cui potersene rimanere tranquillo, l'unico rifugio sicuro in cui mettersi al riparo, come diceva a Elizabeth, dalle sciocchezze e dalle follie che gli toccava affrontare in tutto il resto della casa. La sua cortesia fu, perci, quanto mai sollecita nello spronare Mr Collins ad accompagnare le figlie; e Mr Collins, che effettivamente era pi un camminatore che un lettore, fu ben contento di chiudere il grande libro e di andare. Tra le sue pompose sciocchezze e le gentili approvazioni delle cugine, arrivarono, dunque, a Meryton. Da quel momento in poi, l'attenzione delle pi giovani si diresse altrove. I loro occhi cominciarono a vagare per strada in cerca degli ufficiali, e nulla pot pi distrarle se non qualche cappellino proprio elegante o qualche mussola veramente nuova in qualche vetrina. Presto, per, un giovane attrasse l'attenzione di tutte loro, un giovane, mai visto prima e dall'aspetto molto signorile, che passeggiava con un ufficiale dall'altra parte della strada. L'ufficiale era proprio Mr Denny, sul cui ritorno da Londra Lydia era venuta a informarsi; Mr Denny si inchin al loro passaggio. Tutte furono colpite dall'aria del forestiero, tutte si chiesero chi potesse essere; Kitty e Lydia, risolute a scoprirlo, attraversarono la strada con il pretesto di cercare qualcosa nel negozio di fronte e fecero appena in tempo a toccare il marciapiede che i due uomini, tornando indietro, le raggiunsero. Mr Denny chiese subito il permesso di presentare il suo amico, Mr Wickham, che era tornato con lui dalla citt il giorno prima e che, era lieto di annunciare, avrebbe fatto parte, in qualit di ufficiale, del loro reggimento. Proprio quello che ci voleva: al giovane mancava soltanto l'uniforme per essere addirittura affascinante. Il suo aspetto parlava per lui: aveva tutti i migliori

requisiti della bellezza, un bel viso, una figura elegante e un fare molto simpatico. Appena presentato, cominci a conversare animatamente ma, al tempo stesso, con correttezza e senza presunzione; tutta la compagnia stava chiacchierando con grande piacere quando, annunciati dallo scalpitio dei loro cavalli, due uomini apparvero all'imbocco della strada. Erano Darcy e Bingley e, riconoscendo le signore del gruppo, si avvicinarono subito e scambiarono i soliti convenevoli. Bingley fu quello che parl di pi, e Miss Bennet il principale oggetto della sua attenzione. Stava proprio andando a Longbourn, disse, per chiedere sue notizie. Mr Darcy conferm queste parole con un inchino e stava obbligando se stesso a non guardare Elizabeth, quando i suoi occhi vennero improvvisamente fermati dalla vista del forestiero; Elizabeth, che pot vedere il viso di entrambi nel momento in cui i loro sguardi si incontrarono, rimase sbalordita dalla reazione. Entrambi cambiarono colore: l'uno si fece bianco, l'altro rosso. Dopo qualche istante, Wickham si lev il cappello, saluto che Darcy si degn a malapena di ricambiare. Cosa poteva mai significare? Impossibile immaginarlo, altrettanto impossibile non desiderare saperlo. Un attimo dopo, Bingley, senza per l'aria di aver notato l'accaduto, prese commiato e si allontan a cavallo con l'amico. Denny e Wickham accompagnarono le signorine fino alla porta di Mr Philips e qui le salutarono con un inchino, malgrado Miss Lydia li pregasse insistentemente di entrare e malgrado anche Mrs Philips appoggiasse ad alta voce l'invito dalla finestra del salotto. Mrs Philips, sempre molto lieta di vedere le nipoti, festeggi con particolare calore le due maggiori, di ritorno dalla recente permanenza a Netherfield. Stava appunto esprimendo, con estrema vivacit, la sua sorpresa per questo anticipato ritorno, del quale, non essendo la loro carrozza andata a prenderle, non avrebbe saputo nulla se non le fosse capitato di incontrare per strada il garzone di Mr Jones, che le aveva detto che non dovevano pi mandare medicine a Netherfield perch le signorine Bennet erano tornate a casa, quando Jane le present Mr Collins. Lo accolse con tutta la gentilezza di cui era capace, gentilezza che l'ampolloso cugino ricambi con enfasi persino maggiore, scusandosi di essere venuto senza conoscerla, della qual cosa, per, non poteva non sperare di essere giustificato dalla sua parentela con le signorine che lo avevano presentato. Mrs Philips fu addirittura impressionata da tanto eccesso di buona educazione, ma il suo interessamento per questo sconosciuto fu presto interrotto dalle esclamazioni e dalle domande relative all'altro; del quale, per, pot dire alle nipoti soltanto ci che gi sapevano, che Mr Denny lo aveva condotto con s da Londra e che sarebbe entrato a far parte, con il grado di tenente, nel reggimento di stanza a Meryton. Era stata a guardarlo per un'ora, disse, mentre passeggiava su e giri per la strada, e, se Mr Wickham fosse stato ancora in vista, Kitty e Lydia avrebbero di certo continuato quell'occupazione; sfortunatamente, per, sotto la finestra non passava pi nessuno oltre a pochi anonimi ufficiali che, a confronto del forestiero, erano diventati "stupidi e antipatici". Alcuni di loro avrebbero cenato dai Philips il giorno dopo, e la zia promise di mandare il marito a invitare Mr Wickham, nel caso la famiglia di Longbourn fosse venuta per la serata. Si misero d'accordo in proposito, e Mrs Philips anticip che avrebbero fatto un po' di chiasso con una bella tombola e, poi, con una cenetta calda. La prospettiva di simili delizie rallegr tutti e si accommiatarono di buon umore. Nel lasciare la stanza, Mr Collins si scus ulteriormente, ma gli fu ripetuto, con infaticabile cortesia, che non era affatto necessario. Sulla via del ritorno, Elizabeth rifer a Jane ci che aveva notato fra i due uomini; ma anch'ella, bench pronta a difendere entrambi, o chi dei due avesse avuto l'aria di essere nel torto, non riusc a trovare una spiegazione plausibile a un comportamento del genere. Coffins, una volta a casa, delizi Mrs Bennet con fastose lodi sulle buone maniere e la grande gentilezza di Mrs Philips: eccettuate lady Catherine e sua figlia, non aveva mai conosciuto, prima di allora, una signora tanto elegante; non solo lo aveva accolto con la massima cortesia, ma lo aveva anche esplicitamente invitato per la sera successiva, quantunque lo conoscesse appena. Forse tutto ci era da attribuire al legame di parentela che lo univa alla famiglia di Longbourn, ma, in ogni caso, non era mai stato trattato in vita sua con tanto riguardo.

Capitolo sedicesimo Dato che non ci fu alcuna obiezione all'impegno che le fanciulle avevano preso con la zia e che vennero respinti risolutamente tutti gli scrupoli di Mr Collins riguardo al lasciare per un'intera serata Mr e Mrs Bennet mentre era loro ospite, la carrozza port lui e le cinque cugine, per l'ora fissata, a Meryton; entrando in salotto, le ragazze ebbero il piacere di sentire che Mr Wickham aveva accettato l'invito dello zio e che si trovava gi in casa. Una volta data questa informazione, quando tutti furono seduti, Collins cominci a guardarsi intorno e ad ammirare la stanza; ne rimase cos colpito, per dimensioni e mobilia, che dichiar che gli sembrava quasi di essere nel salottino estivo di Rosings. Il paragone, dapprima, non suscit in Mrs Philips particolare compiacimento; quando, per, seppe che cos'era Rosings e chi ne era la proprietaria, quando sent la descrizione di uno dei tanti salotti di lady Catherine e apprese che il caminetto era costato, da solo, ottocento sterline, cap tutta la portata del complimento e, forse, non si sarebbe risentita nemmeno se il confronto fosse stato fatto con la stanza della governante. Collins continu a descrivere copiosamente le magnificenze di lady Catherine e della sua residenza e a lodare, occasionalmente e solo marginalmente, la propria umile dimora e i miglioramenti che le venivano apportati, finch gli uomini non si unirono a loro; Mrs Philips lo ascolt con estremo trasporto, sempre pi piena di ammirazione man mano che andava avanti nel suo racconto e ansiosa di riferire tutto, al pi presto, alle sue amiche. Alle ragazze, invece, che non ascoltavano il cugino, e a cui non restava altro da fare che desiderare un pianoforte o esaminare sulla mensola del caminetto le mediocri imitazioni di porcellane cinesi fatte con le loro mani, l'attesa parve lunghissima. Finalmente, per, ebbe termine. Gli uomini si avvicinarono; e, quando Mr Wickham entr nella stanza, Elizabeth capi che l'ammirazione provata per lui fin dal primo momento non aveva nulla di irragionevole. Gli ufficiali del ...shire erano tutti molto distinti e signorili, e l erano presenti i migliori; ma Mr Wickham superava ognuno di loro per figura, viso, contegno e modo di incedere tanto quanto essi superavano lo zio Philips, che, con quel suo faccione da luna piena, odoroso di porto, li seguiva nella stanza. Mr Wickham fu il fortunato verso il quale si volsero quasi tutti gli occhi femminili, ed Elizabeth la fortunata accanto alla quale egli fini per sedersi; il modo affabile con cui inizi subito la conversazione, seppure solo per dire qualcosa riguardo all'umidit della notte e alla probabilit di una stagione piovosa, le fece sentire che anche l'argomento pi trito e banale sarebbe potuto riuscire interessante, se a parlarne era una persona affascinante come Mr Wickham. Con rivali del calibro di Wickham e degli altri ufficiali, Collins non aveva alcuna possibilit di far breccia nel cuore delle donne presenti; per le signorine era come se non esistesse; l'unica a dargli ancora un po' di considerazione era Mrs Philips, di quando in quando, cortese ascoltatrice, e fu grazie alle sue attenzioni di ospite premurosa che venne abbondantemente provvisto di caff e gallette. Quando i tavolini da gioco furono portati in sala, ebbe modo di ricambiare sedendo con lei al tavolo del whist. - Non conosco bene il gioco, - disse, - ma mi piacerebbe imparare bene, perch, data la mia posizione... - Mrs Philips si mostr molto grata della compiacenza, ma non aspett di ascoltare la spiegazione. Mr Whickham non giocava a whist e, pertanto, fu accolto con molto piacere al tavolo della tombola tra Elizabeth e Lydia. Dapprima corse il rischio di essere completamente assorbito da Lydia, parlatrice instancabile, poi, per, fu il gioco stesso a salvarlo: alla giovane Bennet piaceva moltissimo non solo chiacchierare, ma an-che giocare, e presto si lasci trascinare troppo dalle puntate e dai premi per poter prestare attenzione ad altro. Giocando, invece, senza eccessivo coinvolgimento, Wickham riusc a discorrere con Elizabeth; ella lo ascolt molto volentieri, bench il suo desiderio principale, e purtroppo inconfessabile, fosse quello di sentire come aveva conosciuto Darcy e che cosa era accaduto fra di loro. Non os nemmeno farne il nome, ma la sua curiosit fu inaspettatamente appagata. Fu lo stesso Wickham a entrare in argomento. Chiese quanta

di-stanza ci fosse fra Netherfield e Meryton e, avutane la risposta, domand con qualche titubanza da quanto tempo vi si trovasse Mr Darcy. - Da circa un mese, - rispose Elizabeth e, desiderosa di non lasciar cadere l'argomento, aggiunse: ha del-le grandi propriet nel Derbyshire, credo. - S, - conferm Wickham, - ha una bellissima tenuta. Una rendita di diecimila sterline all'anno. Non avreste potuto trovare qualcuno pi in grado di me di darvi informazioni sicure in proposito: sono stato molto legato a quella famiglia sin dall'infanzia. Elizabeth non pot nascondere la sua sorpresa. - Avete ragione a essere sorpresa della mia affermazione, Miss Bennet: credo abbiate notato la freddezza del nostro incontro di ieri. Conoscete bene Mr Darcy? - Quanto basta, - esclam Elizabeth con calore. - Ho trascorso quattro giorni nella casa dove abita anch'egli e lo trovo molto antipatico. - Non sta a me esprimere un parere, - disse Wickham, - riguardo alla sua presunta simpatia o antipatia. Non ne ho il diritto. Lo conosco da troppo tempo e troppo bene per esserne un buon giudice, un giudice imparziale. Credo, per, che la vostra opinione provocherebbe lo stupore generale... e forse non la esprimereste cos apertamente, se vi trovaste in qualche altro luogo. Qui siete in famiglia. - Vi giuro che qui non dico pi di quanto direi in qualunque altra casa dei dintorni, tranne Netherfield. Mr Darcy non affatto ben visto nell'Hertfordshire. Sono tutti disgustati dalla sua superbia. Non sentirete nessuno parlarne con maggior benevolenza. - Non posso certo fingere che mi dispiaccia, - disse Wickham dopo una breve pausa, - che Mr Darcy, o qualsiasi altro, venga giudicato come merita; ma credo che a lui non capiti spesso. La gente accecata dalla sua ricchezza e dalla sua importanza, o intimidita dai suoi modi alteri e solenni, e vede in lui soltanto ci che egli vuole che si veda. - Per quel poco che lo conosco, direi che ha un pessimo carattere. Wickham si limit a scuotere il capo. - Mi domando, - disse appena pot parlare di nuovo, - se si fermer ancora a lungo in questa contea. - Non lo so proprio; ma non ho sentito parlare della sua partenza quando ero a Netherfield. Spero che i vostri programmi di entrare nel reggimento non verranno alterati dalla sua presenza da queste parti. - Oh, no... non tocca certo a me andarmene per via di Mr Darcy. Se vuole evitare di incontrarmi, deve andarsene lui. I nostri rapporti non sono cordiali, ed sempre doloroso per me incontrarmi con lui, ma non ho altri motivi per sfuggirlo se non quelli che posso tranquillamente dichiarare al mondo intero: la consapevolezza di essere stato trattato molto male e il pi grande rammarico che egli sia quello che . Suo padre, Miss Bennet, il defunto Mr Darcy, era una delle persone migliori che io abbia mai conosciuto, l'amico pi sincero che abbia mai avuto; quando mi capita di incontrare quest'altro Darcy non posso che essere tormentato, nel profondo dell'anima, da mille commoventi ricordi. Il suo comportamento nei miei confronti stato vergognoso, e credo che potrei perdonargli qualunque cosa tranne la colpa di aver deluso le speranze e disonorato la memoria di suo padre. L'argomento interessava sempre di pi Elizabeth, che ascoltava con la massima attenzione, ma era troppo delicato per fare ulteriori domande. Mr Wickham cambi discorso. Cominci a parlare di cose qualsiasi, Meryton, i dintorni, la gente, mostrandosi molto compiaciuto di tutto ci che aveva visto fino ad allora e usando, soprattutto riguardo alla gente incontrata, toni di garbata e sincera cortesia. - stata la prospettiva di un ambiente stabile e di una buona societ, - aggiunse, - ci che mi ha indotto, pi di ogni altra cosa, a entrare nel ...shire. Sapevo che era un reggimento rispettabile e onorato, e l'amico Denny mi ha ulteriormente tentato raccontandomi degli alloggi trovati, delle grandi cortesie ricevute e delle ottime conoscenze fatte a Meryton. La vita sociale, lo confesso, mi necessaria. Ho avuto delle delusioni e non posso stare in solitudine. Ho bisogno di occupazione e di compagnia. La carriera militare non ci a cui aspiravo, ma le circostanze me l'hanno fatta

scegliere. La mia professione sarebbe dovuta essere quella ecclesiastica: sono stato allevato per diventare un uomo di chiesa e sarei ora in possesso di un ottimo beneficio ecclesiastico, se cos avesse voluto il signore di cui si parlava poco fa. - Davvero! - S, il defunto Mr Darcy aveva disposto, nel suo testamento, che mi venisse assegnato il miglior beneficio tra quelli sotto il suo controllo. Era il mio padrino e mi voleva molto bene. Non riesco a dire quanto fosse grande il suo affetto nei miei confronti. Voleva provvedere a me con grande generosit e pens che questo fosse il modo migliore; quando, per, il beneficio fu disponibile, venne assegnato ad altri. - Cielo! - esclam Elizabeth, - ma come potuto accadere? Come si potuto non rispettare fino a tal punto la sua volont? Perch non avete tentato le vie legali? - Nel testamento c'era un'irregolarit di forma che non mi lasciava sperare nulla dalla legge. Un uomo d'onore non avrebbe mai potuto mettere in dubbio l'intenzione, ma Mr Darcy l'ha fatto; ha voluto considerarla una semplice raccomandazione sottoposta a certe condizioni e ha affermato che ne avevo perduto ogni diritto per sregolatezza, imprudenza, insomma per un motivo o per l'altro. Certo che il beneficio rimase vacante due anni fa, esattamente quando avevo gi l'et per poterne assumere la guida, e fu dato a un altro; e, altrettanto certo, che non posso accusare me stesso di aver fatto una qualsiasi cosa per meritare di perderlo. Ho un carattere impulsivo e pu darsi che; qualche volta, gli abbia detto troppo liberamente ci che pensavo di lui. Non riesco a ricordare niente di pi grave. Il fatto che siamo due uomini molto diversi e che egli mi odia. - orrendo! Merita di essere svergognato in pubblico. - Una volta o l'altra lo sar: ma non deve dipendere da me. Finch vivr in me il ricordo di suo padre, non potr mai sfidarlo o smascherarlo. Elizabeth gli rese onore per questi sentimenti; Wickham le apparve pi bello che mai, mentre li esprimeva. - Ma, - aggiunse dopo una pausa, - quale pu essere stato il suo motivo? Che cosa pu averlo indotto a comportarsi con tanta crudelt? - Una profonda, decisa antipatia per me: un'antipatia che non posso non attribuire, in parte, alla gelosia. Se il defunto Mr Darcy non mi avesse voluto tanto bene, suo figlio si sarebbe comportato meglio nei miei confronti; ma credo che l'insolito attaccamento del padre per me lo abbia irritato sin da quando era bambino. Non aveva un temperamento tale da sopportare il genere di competizione in cui ci trovavamo: il genere di preferenza che spesso veniva tributata a me. - Non immaginavo Mr Darcy tanto cattivo: bench non mi sia mai piaciuto, non avrei mai pensato cos male di lui. Sospettavo che disprezzasse i suoi simili in genere, ma non che fosse capace di abbassarsi a una vendetta cos malvagia, a un'ingiustizia, a un'inumanit simile. Dopo qualche minuto di riflessione continu. - Ricordo che un giorno, a Netherfield, si vantava di essere implacabile nei suoi risentimenti e di avere un animo che non perdona. Credo che abbia un carattere davvero terribile. - Ogni mio giudizio, in proposito, risulterebbe inaffidabile, - rispose Wickham; - mi riesce difficile essere imparziale con lui. Elizabeth si immerse di nuovo nei suoi pensieri e, dopo qualche minuto, torn a esclamare: Trattare cos il figlioccio, l'amico, il favorito del padre! - Avrebbe voluto aggiungere: - E, poi, un giovane come voi, che basta guardarvi per capire quanto siete amabile -. Ma si content di dire: - che, probabilmente, stato suo compagno fin dall'infanzia, unito a lui, come mi pare abbiate detto, da un rapporto di profonda confidenza. - Siamo nati nella stessa parrocchia, abbiamo giocato nello stesso parco; abbiamo trascorso insieme la maggior parte della nostra giovinezza: compagni nella stessa casa e degli stessi divertimenti, oggetto della stessa cura familiare. Mio padre aveva intrapreso la professione che vostro zio, Mr Philips, esercita con tanto onore; poi, per, rinunci a tutto per essere utile al defunto Mr Darcy, e dedic tutto il suo tempo all'amministrazione della propriet di Pemberley. Era tenuto in grande considerazione da Mr Darcy, l'amico pi intimo e pi fidato. Mr Darcy riconosceva spesso di

dovere molto alla sua solerte sovraintendenza; e quando, poco prima della morte di mio padre, gli promise di sua spontanea volont che avrebbe provveduto a me, lo fece, ne sono certo, tanto per debito di riconoscenza verso di lui quanto per affetto verso di me. - Che cosa strana! - esclam Elizabeth. - Strana e terribile! Mi stupisco che neanche l'orgoglio abbia indotto Mr Darcy a rendervi giustizia. Se non per un motivo pi nobile, almeno per orgoglio avrebbe dovuto essere onesto nei vostri confronti: gi, perch non posso far altro che chiamare disonest tutto questo. - E davvero stupefacente, - rispose Wickham. - Quasi tutte le sue azioni si possono attribuire all'orgoglio; e l'orgoglio stato spesso il suo migliore amico. E stato l'orgoglio, pi di ogni altro sentimento, ad accostarlo alla virt. In fondo, per, nessuno di noi davvero coerente; nel suo comportamento verso di me ci sono stati impulsi persino pi forti dell'orgoglio. - Ma possibile che un orgoglio cos mostruoso possa mai avergli fatto del bene? - S; spesso lo ha indotto a essere munifico e generoso; a distribuire denaro con liberalit, a essere ospitale, a aiutare i dipendenti e a soccorrere i poveri. stato per orgoglio di famiglia e per orgoglio di figlio, perch molto orgoglioso di ci che fu suo padre, che ha fatto tutto questo. Non sembrare colui che disonora la famiglia, che viene meno alle qualit che rendono popolari o che perde l'ascendente di Casa Pemberley, pu essere un motivo potente. Ha anche un orgoglio fraterno che, insieme a un certo fraterno affetto, lo rende tutore tenero e vigile della sorella; e, dappertutto, sentirete parlare di lui come del migliore e del pi attento dei fratelli. - Che genere di ragazza Miss Darcy? Wickham scosse il capo. - Vorrei poter dire che adorabile. Mi addolora parlar male di una Darcy; ma somiglia troppo al fratello: molto, molto orgogliosa. Da bambina, era affettuosa e carina e mi voleva molto bene; e io ho passato ore e ore a giocare con lei e a farla divertire. Ora, per, non pi nulla per me. una bella ragazza sui quindici o sedici anni e, a quanto sento, molto colta. Dalla morte del padre si stabilita a Londra, dove una signora abita con lei e cura la sua educazione. Dopo molte pause e molti tentativi di cambiare argomento, Elizabeth non pot fare a meno di tornare a quello che le stava pi a cuore: - Sono stupita dello stretto rapporto di amicizia che lo lega a Mr Bingley. Come possibile che Mr Bingley, che pare la bont in persona, ed , secondo me, veramente adorabile, sia tanto amico di un uomo simile? Come fanno ad andare d'accordo? Conoscete Mr Bingley? - Per niente. - un uomo di buon carattere, simpatico, incantevole; non possibile che sappia che genere di persona Mr Darcy. - Probabilmente non lo sa; ma Mr Darcy riesce anche a piacere, quando vuole; non gliene manca certo la capacit. Pu essere un compagno socievole, quando ritiene che ne valga la pena. Con le persone della sua condizione molto diverso da quello che con le persone di un gradino inferiore. L'orgoglio non lo abbandona mai, ma con i ricchi generoso, giusto, sincero, ragionevole, nobile e, forse, simpatico; concessioni che fa solo alla ricchezza e all'apparenza. Poco dopo, la compagnia del whist si sciolse, e i giocatori si riunirono intorno all'altro tavolo; Mr Collins prese posto tra la cugina Elizabeth e Mrs Philips. Quest'ultima gli chiese come era andato il gioco. Non molto bene: aveva perso tutti i punti; ma, quando Mrs Philips cominci a esprimergli il suo rammarico, egli le assicur, con la massima seriet, che la cosa non aveva nessuna importanza, che considerava il denaro una vera sciocchezza e che non doveva darsi tanta pena per cos poco. - So benissimo, signora, - disse, - che quando ci si siede a un tavolo da gioco se ne devono accettare i rischi; e, per fortuna, non sono nella condizione di dover dare importanza a cinque scellini. Certo sono in molti quelli che non potrebbero dire altrettanto; ma, grazie a lady Catherine de Bourgh, non di simili piccolezze che debbo preoccuparmi. Queste parole attirarono l'attenzione di Wickham; e, dopo aver osservato Collins per qualche minuto, chiese sottovoce a Elizabeth se i suoi parenti conoscevano bene la famiglia de Bourgh. - Lady Catherine de Bourgh, - rispose Elizabeth, - gli ha concesso, di recente, un beneficio ecclesiastico. Non so chi le abbia raccomandato Mr Collins, ma certo non la conosce da molto.

- Saprete, naturalmente, che lady Catherine de Bourgh e lady Anne Darcy erano sorelle, e che, di conseguenza, lady Catherine la zia dell'attuale Mr Darcy. - No, non lo sapevo. Non conoscevo affatto le parentele di lady Catherine, Non ho mai saputo nemmeno che esistesse fino all'altro ieri. - Sua figlia, Miss de Bourgh, verr in possesso di un enorme patrimonio, e si dice che ella e suo cugino uniranno le due propriet. Questa informazione fece sorridere Elizabeth: povera Miss Bingley! Quanto dovevano essere vane tutte le sue attenzioni, quanto vani e inutili l'affetto per la sorella e gli elogi che ne faceva a lui, se egli era gi quasi destinato a un'altra. - Mr Collins, - puntualizz Elizabeth, - parla con molta ammirazione sia di lady Catherine, sia della figlia; ma, da certi particolari che ha riferito di sua signoria, sospetto che la riconoscenza gli faccia travisare le cose e che, pur essendo la sua protettrice, lady Catherine non sia altro che una donna arrogante e presuntuosa. - Lo credo anch'io, - rispose Wickham. - Non la vedo da molti anni; ma ricordo benissimo che mi sempre sembrata una donna antipatica, dai modi autoritari e insolenti. Gode reputazione di persona sensibile e intelligente; ma credo che le sue qualit derivino soltanto, in parte, dal rango e dalla ricchezza, in parte, dai modi intransigenti e, per il resto, dall'orgoglio del nipote, che ritiene che tutti i suoi congiunti debbano avere un'intelligenza di prim'ordine. Elizabeth convenne con l'immagine che Wickham aveva dato dell'intera questione, e continuarono a parlare, con reciproco piacere, finch la cena diede termine al gioco e rese partecipi anche le altre signore delle attenzioni del giovane ufficiale. Non si poteva avere una vera e propria conversazione nel chiasso della cena, ma i suoi modi lo fecero apprezzare da tutti. Qualunque cosa dicesse, era ben detta; qualunque cosa facesse, era fatta con garbo. Elizabeth se ne and con la testa piena di lui. Per tutto il viaggio di ritorno non riusc a pensare ad altro che a Mr Wickham e a ci che le aveva detto; ma non ebbe il tempo, strada facendo, nemmeno di fare il suo nome, perch n Lydia n Mr Collins tacquero un solo istante. Lydia parl senza sosta della tombola, di ci che aveva perduto e di ci che aveva guadagnato; e Mr Collins, lodando la cortesia dei signori Philips, dichiarando che non teneva in nessun conto le perdite al whist, enumerando le portate della cena e ripetendo che temeva di disturbare le cugine, ebbe cos tante cose da dire che il viaggio di ritorno non gli bast per dirle tutte.

Capitolo diciassettesimo L'indomani Elizabeth rifer a Jane della conversazione avuta con Wickham. Jane ascolt con stupore e rammarico: non poteva credere che Mr Darcy fosse cos indegno della stima di Bingley, ma non era nella sua natura mettere in dubbio la sincerit di un giovane dall'aria simpatica come Wickham. La possibilit che egli fosse veramente stato vittima di tanta perfidia, bastava a muovere tutti i suoi sentimenti; e, perci, non le rimaneva altro da fare che pensare bene di entrambi, difendere la condotta di entrambi e considerare un caso o un errore ci che non si poteva spiegare diversamente. - Io credo che entrambi siano stati ingannati, - disse, - in un qualche modo che non possiamo immaginare. Forse sono stati messi l'uno contro l'altro da persone interessate. Insomma, impossibile fare delle congetture sulle cause o sulle circostanze che possono averli inimicati senza incolpare uno dei due. - E vero, certo; e ora, cara Jane, cosa puoi dire in difesa delle persone interessate che probabilmente hanno avuto a che fare con questa faccenda? Giustifica anche loro, altrimenti saremo costrette a pensare male di qualcuno. - Ridi finch vuoi, ma non riuscirai a farmi cambiare idea. Cara Lizzy, considera solo in che cattiva luce metterebbe Mr Darcy il fatto che abbia trattato in questo modo il prediletto di suo padre, una persona a cui il padre aveva promesso assistenza. inverosimile. Nessuno che abbia un comune

senso di umanit o, anche solo, un po' di rispetto verso se stesso ne sarebbe capace. Possibile che i suoi amici pi intimi si ingannino tanto su di lui? No, non ci credo. - Mi riesce pi facile credere che Mr Bingley sia stato ingannato, che pensare che Mr Wickham abbia inventato una storia come quella che mi ha raccontato ieri sera, citando nomi, fatti e ogni cosa senza alcuna reticenza. Se non cos, che Mr Darcy provi il contrario. D'altronde, si vedeva dagli occhi che era sincero. - proprio difficile... doloroso. Non si sa che cosa pensare. - Ti chiedo scusa: si sa benissimo che cosa pensare. Jane, per, era certa solo di un fatto: che Mr Bingley, se davvero era stato ingannato, avrebbe sofferto molto qualora la faccenda fosse diventata di dominio pubblico. Le due signorine furono richiamate dal bosco dove si stava svolgendo questa conversazione dall'arrivo di alcune delle persone di cui avevano appena parlato. Mr Bingley e le sorelle venivano a portare di persona l'invito per il tanto atteso ballo a Netherfield, che era fissato per il marted seguente. Le due signore furono felici di rivedere la cara amica; dissero che era un secolo che non si vedevano e chiesero varie volte che cosa avesse fatto da quando si erano lasciate. Al resto della famiglia prestarono poca attenzione; evitarono il pi possibile Mrs Bennet, parlarono poco a Elizabeth e niente affatto a tutti gli altri. Se ne andarono presto, alzandosi da sedere in modo cos improvviso da prendere il fratello alla sprovvista e affrettandosi verso l'uscita quasi volessero sfuggire alle cortesie di Mrs Bennet. La prospettiva del ballo di Netherfield era molto piacevole per la parte femminile della famiglia. Mrs Bennet, convinta che la festa venisse data in onore della figlia maggiore, si sentiva particolarmente lusingata di aver ricevuto l'invito da Mr Bingley in persona, invece che tramite un qualsiasi biglietto da cerimonia. Jane assaporava gi il piacere di una bella serata in compagnia delle sue amiche e al centro delle attenzioni del loro fratello; ed Elizabeth attendeva con trepidazione il momento in cui avrebbe ballato con Mr Wickham e visto una conferma di tutto ci che egli le aveva raccontato nell'aspetto e nel comportamento di Mr Darcy. La felicit che pregustavano Catherine e Lydia era meno legata a particolari eventi o persone; per quanto anch'esse, come Elizabeth, si proponessero di ballare a lungo con Mr Wickham, egli non era l'unico cavaliere che le attraesse, e, comunque, un ballo era sempre un ballo. Perfino Mary assicur alla famiglia che la cosa non le dispiaceva affatto. - Quando posso avere per me la mattinata, - disse, - mi basta. Non mi pare un sacrificio partecipare, di tanto in tanto, a degli intrattenimenti serali. La vita sociale ci impone i suoi obblighi, e io sono convinta che tutti abbiano bisogno di intervalli di svago e divertimento. Elizabeth era cos lieta dell'avvenimento che; sebbene non le accadesse spesso di rivolgere parola a Mr Collins, se non in casi assolutamente indispensabili, non pot trattenersi dal chiedergli se intendeva accettare l'invito di Mr Bingley, e in caso affermativo, se giudicava opportuno partecipare a una festa serale; fu alquanto sorpresa nel vedere che non si faceva alcuno scrupolo al riguardo e che era ben lontano dal temere un rimprovero, per essersi avventurato a ballare, sia da parte dell'arcivescovo, sia da parte di lady Catherine. - Non credo affatto, - le spieg il cugino, - che un ballo di questo genere, offerto da un giovane serio a persone per bene, possa avere alcun cattivo fine, e sono cos ben predisposto all'idea di ballare io stesso, che, nel corso della serata, spero di essere onorato dal consenso di tutte le mie belle cugine. Colgo, anzi, l'occasione per chiedervi, Miss Elizabeth, di impegnare con me le prime due danze; preferenza che la cugina Jane attribuir, certo, al giusto motivo e non a una mancanza di rispetto nei suoi confronti. Elizabeth si senti presa in trappola. Si era proposta di impegnare proprio quei due primi balli con Mr Wickham; e avere invece Mr Collins! Il suo tentativo di mostrarsi gentile nei confronti del cugino non sarebbe potuto essere pi inopportuno. Ormai, per, non c'era rimedio. La felicit di Mr Wickham e sua sarebbero state rimandate a pi tardi, non si poteva fare altrimenti: accett, dunque, con tutta la buona grazia che pot trovare, la proposta di Collins, tanto pi sgradita perch, in quel momento, cominci a insinuarsi in lei il sospetto che, dietro a questa galanteria, si nascondesse un

secondo e ben preciso fine. Per la prima volta la colp il pensiero di essere lei la prescelta fra le sorelle a diventare la padrona della parrocchia di Hunsford e ad aiutare a formare una tavola di quadriglio a Rosings in assenza di invitati di pi alto rango. Questa idea si trasform presto in convinzione nell'osservare le crescenti gentilezze del cugino e i suoi tentativi sempre pi frequenti di complimentarsi con lei per il suo spirito e la sua vivacit; e, bench pi stupita che soddisfatta per questo effetto del proprio fascino, non pass molto tempo prima che la madre le facesse intendere che la probabilit del loro matrimonio le riusciva molto gradita. Elizabeth, per, non volle raccogliere l'allusione, consapevole che qualunque risposta avrebbe provocato una seria disputa. Mr Collins avrebbe potuto anche non formulare una richiesta e, fino ad allora, era inutile litigare per lui. Se non ci fosse stato il ballo di Netherfield a cui prepararsi e del quale discorrere, le pi giovani delle signorine Bennet si sarebbero trovate in una condizione davvero commiserevole, perch, dal giorno dell'invito al giorno del ballo, la pioggia fu cos incessante da impedire loro di andare a Meryton sia pure una sola volta. Niente zia, niente ufficiali, niente notizie da cercare; persino le scarpe per il ballo furono comprate per procura. Anche la pazienza di Elizabeth fu messa a dura prova dalle avverse condizioni del tempo che interruppe ogni progredire della sua amicizia con Wickham; nulla, se non un ballo al marted, avrebbe dunque reso sopportabili a Kitty e a Lydia un simile venerd, sabato, domenica e luned.

Capitolo diciottesimo Fino a quando non fu entrata nel salotto di Netherfield e non ebbe cercato invano Mr Wickham nel gruppo delle uniformi, Elizabeth non pens mai, neppure per un istante, all'eventualit che egli mancasse. La certezza di incontrarlo non era stata turbata da alcuna di quelle preoccupazioni che, a ragione, avrebbero potuto metterla in allarme. Si era vestita con pi cura del solito e si era preparata, di ottimo umore, alla conquista di ci che ancora non era stato vinto nel cuore di lui, sicura che non ce ne fosse rimasto pi di quel tanto che non potesse essere espugnato nel breve corso di una serata. Nel non vederlo, per, la colse il terribile sospetto che, tra tutti gli ufficiali, mancasse proprio Wickham perch scartato di proposito per far piacere a Darcy; e, bench le cose non fossero andate esattamente cos, il presentimento che egli non avrebbe preso parte al ballo divenne certezza quando l'amico, Mr Denny, al quale Lydia si era impazientemente rivolta per avere notizie, disse che Wickham era stato costretto, il giorno prima, a recarsi in citt per affari e che non era ancora tornato; con un sorriso significativo, lo stesso Denny puntualizz: - Credo che a trattenerlo non siano stati gli affari ma il desiderio di evitare un certo signore qui presente. Quest'ultima affermazione, sfuggita a Lydia, fu per ben afferrata da Elizabeth e le diede la conferma che, per quanto errata la sua prima supposizione, l'unico responsabile dell'assenza di Wickham rimaneva, comunque, Darcy. L'avversione che gi provava nei suoi confronti fu dunque acuita a tal punto dalla momentanea delusione, che ella si comport con cortesia appena passabile quando, poco dopo, Mr Darcy le si avvicin per conversare. Avere garbo, tolleranza e pazienza con Darcy significava offendere Wickham. Decisa a evitare qualunque conversazione con una persona del genere, si allontan, cos di malumore da non riuscire a dominarsi pienamente nemmeno parlando con Mr Bingley, la cui cieca parzialit la indispettiva. Elizabeth, per, non era fatta per tenere il broncio e, bench tutti i suoi progetti per la serata fossero sfumati, non pot rimanere a lungo in quello stato d'animo; cos, dopo aver confidato tutti i suoi dispiaceri a Charlotte Lucas, che non vedeva da una settimana, si mise a osservare le stravaganze del cugino, divertendosi a farle notare anche alla sua amica. Le prime due danze, per, le provocarono nuova angustia: furono un vero martirio. Mr Collins, goffo e solenne, scusandosi invece di fare attenzione e sbagliando spesso senza accorgersene, le procur tutta la vergogna e

l'infelicit che pu procurare un pessimo cavaliere a una dama ineccepibile. Liberarsi di lui fu un'immensa gioia. I due giri successivi, che ball con un ufficiale, le risollevarono il morale: ebbe, infatti, il grande piacere di parlare di Wickham e di sentire che era benvoluto da tutti. Alla fine di queste danze torn da Charlotte Lucas e, stava parlando con lei, quando, all'improvviso, si sent apostrofare da Mr Darcy, il quale la colse cos di sorpresa chiedendole un ballo che, senza sapere quel che faceva, accett. Nel momento in cui Darcy si allontan, lasciandola preda di un oscuro senso di colpa per la sua mancanza di risolutezza, Charlotte intervenne e prov a consolarla. - Vedrai che lo troverai molto simpatico. - Non voglia il cielo! Sarebbe la peggiore delle disgrazie! Trovare simpatico un uomo che si deciso di odiare! Non augurarmi un guaio simile. Quando le danze ricominciarono, e Darcy si avvicin a reclamare la sua mano, Charlotte non pot fare a meno di bisbigliarle di non fare la sciocca e di non permettere che il suo capriccio per Wickham la rendesse sgradita agli occhi di uno che gli era dieci volte superiore. Elizabeth non rispose e prese posto nella fila, stupita dell'onore, che le veniva concesso, di trovarsi di fronte a Mr Darcy e consapevole degli sguardi, altrettanto increduli, dei vicini. Rimasero in silenzio per un po'; convinta che quel silenzio si sarebbe protratto per tutta la durata delle due danze, Elizabeth decise, in un primo momento, di non romperlo; poi, per, immaginando che non ci sarebbe stata, per il suo cavaliere, punizione peggiore del costringerlo a parlarle, cambi idea e fece qualche insignificante osservazione sul ballo. Darcy rispose e torn a tacere. Dopo qualche minuto, Elizabeth si rivolse a lui per la seconda volta: - Adesso tocca a voi dire qualcosa, Mr Darcy. Io ho parlato del ballo, e voi dovete fare qualche osservazione sulle dimensioni della sala o sul numero delle coppie. Darcy sorrise e le assicur che avrebbe detto qualunque cosa ella desiderasse. - Molto bene; trovo che questa risposta sia pi che sufficiente. Pi tardi potrei, forse, aggiungere che i balli privati sono pi divertenti di quelli pubblici, ma, per il momento, possiamo anche stare zitti. - Dunque parlate secondo delle regole, quando ballate? - Qualche volta. Si deve pur parlare, sapete? Non si pu certo rimanere in assoluto silenzio per un'intera mezz'ora, ma non preoccupatevi: se parlare vi disturba, possiamo ridurre la conversazione ai minimi termini. - Esprimete un vostro desiderio o credete di assecondare il mio? - L'uno e l'altro, - rispose Elizabeth maliziosamente; - perch ho sempre notato una grande affinit mentale fra noi. Siamo entrambi di natura taciturna e poco socievole, entrambi poco desiderosi di parlare se non quando crediamo di dire qualcosa che sbalordisca l'intera sala e passi ai posteri con tutto l'clat di una frase storica. - Questo un ritratto piuttosto inesatto del vostro carattere, - osserv Darcy. - Quanto si avvicini al mio, non posso dirlo. Voi, senza dubbio, lo ritenete un ritratto fedele. - Non sta a me giudicare la mia opera. Egli non aggiunse altro, e di nuovo torn il silenzio fino a fine giro, quando le chiese se andava spesso con le sorelle a Meryton. Elizabeth rispose di si e, incapace di resistere alla tentazione, continu: - Quando ci avete incontrato, l'altro giorno, avevamo appena fatto una nuova conoscenza. L'effetto fu istantaneo. La nativa fierezza gett una fitta ombra sui suoi lineamenti, ma egli non profer parola; ed Elizabeth, pur biasimandosi per la sua debolezza, non riusc ad andare avanti. Alla fine, fu Darcy a parlare e, con fare forzato, disse: - Mr Wickham ha la fortuna di avere modi cos belli da riuscire a stringere nuove amicizie con estrema facilit; non credo, per, che sia altrettanto bravo a conservarle. - Ha avuto la disgrazia di perdere la vostra amicizia, - rispose Elizabeth con calore, - e in un modo che lo far probabilmente soffrire per tutta la vita. Darcy non rispose e parve desideroso di cambiare argomento. In quel momento apparve accanto a loro sir William Lucas, intenzionato ad attraversare la fila per andare dall'altra parte della stanza;

ma, vedendo Darcy, si ferm con un inchino di grande cortesia per complimentarsi con lui sul suo modo di ballare e sulla sua dama. - una vera delizia osservarvi, mio caro signore; non si vede spesso ballare cos bene. evidente che voi appartenete al gran mondo. Permettetemi di dirvi, per, che la vostra bella dama vi fa onore e che spero tornerete presto a offrirci il piacere di vedervi ballare, specialmente se avr luogo, mia cara Miss Eliza, un certo desiderabile evento - e, intanto, lanci un'occhiata in direzione di Jane e Bingley. - Quante congratulazioni quel giorno! Che ne pensate, Mr Darcy? Ma non voglio interrompervi, signore. Non mi ringraziereste di certo per avervi distolto dall'affascinante conversazione di questa affascinante signorina, i cui occhi luminosi mi stanno gi rimproverando. L'ultima parte del discorso fu sentita appena da Darcy; ma l'allusione di sir William all'amico parve colpirlo profondamente, e il suo sguardo preoccupato si diresse immediatamente verso Bingley e Jane, che ballavano insieme. Riprendendosi subito si rivolse, per, alla compagna e disse: - L'interruzione di sir William mi ha fatto dimenticare di che cosa stavamo parlando. - Non mi pare che stessimo parlando. Sir William non avrebbe potuto interrompere, in tutta la sala, due persone che avessero meno da dirsi di noi. Abbiamo gi tentato, senza successo, due o tre argomenti, e non so immaginare di che cos'altro potremmo ancora parlare. - Che cosa ne direste se parlassimo di libri? - le chiese Darcy sorridendo. - Libri... oh, no! Sono certa che non leggiamo mai gli stessi, o, almeno, non con gli stessi sentimenti. - Mi dispiace che pensiate questo; ma, se davvero fosse cos, almeno non mancheremmo di argomenti. Sarebbe molto interessante confrontare le nostre opinioni diverse. - No: non posso parlare di libri in una sala da ballo. Ho la mente piena di altre cose. - Vi attira sempre il presente, in queste situazioni, vero? - chiese Darcy con uno sguardo dubbioso. - S, sempre, - rispose Elizabeth, senza sapere quel che diceva; i suoi pensieri stavano, infatti, vagando lontano, come dimostr poco dopo esclamando improvvisamente: - Ricordo di avervi sentito dire, qualche tempo fa, Mr Darcy, che voi non perdonate: che il vostro risentimento, una volta nato, implacabile. Immagino che stiate molto attento a non farlo nascere. - S, - conferm Darcy con decisione. - E non vi lasciate mai accecare da un pregiudizio? - Credo di no. - Chi non cambia mai opinione deve essere sempre sicuro di giudicare rettamente fin dapprincipio. - Posso chiedere qual lo scopo di queste domande? - Capire il vostro carattere, - disse Elizabeth sforzandosi di scacciare la sua seriet. - Sto cercando di scoprirlo. - E fate progressi? Scosse il capo: - Purtroppo no. Mi raccontano cose cos diverse, sul vostro conto, che non pu che nascerne una gran confusione. - So benissimo, - osserv Darcy con aria di assoluta seriet, - che sul mio conto circolano voci piuttosto discordanti; per questa ragione, vorrei, Miss Bennet, che rinunciaste a farvi un'idea del mio carattere, per il momento: probabilmente non tornerebbe di alcun vantaggio n a voi n a me. - Ma se non cerco di capire adesso come siete davvero, non mi si presenter forse mai pi l'occasione di farlo. - Non voglio certo rovinarvi un cos grande divertimento, - replic Darcy freddamente. Elizabeth non aggiunse altro; finirono il ballo e si separarono in silenzio, scontenti entrambi, bench non allo stesso modo. Il sentimento piuttosto forte, che albergava nel cuore di Darcy, lo indusse presto a perdonarla e a dirigere tutta la sua collera contro qualcun altro. Si erano appena lasciati, che Miss Bingley si avvicin a Elizabeth apostrofandola, con un'espressione di cortese disprezzo: - Cos, Miss Eliza, da quanto ho sentito, George Wickham vi piace molto? Vostra sorella mi ha parlato di lui e mi ha fatto mille domande; credo, per, che il giovanotto si sia dimenticato di dirvi, tra l'altro, che era figlio del vecchio Wickham, amministratore del defunto Mr Darcy. Permettetemi dunque di raccomandarvi, da amica, di non prestar fede a tutte le sue affermazioni, perch

assolutamente falso che Mr Darcy si sia comportato male nei suoi confronti: al contrario, sempre stato molto cortese con George Wickham, bench George Wickham lo abbia trattato nel modo pi indegno. Non conosco i particolari, ma so benissimo che Mr Darcy non minimamente da biasimare; che non pu sopportare che gli si faccia menzione di George Wickham e che mio fratello, bench ritenesse di non poter fare a meno di includerlo negli inviti degli ufficiali, stato molto contento di constatare che si tenuto spontaneamente lontano. Ritengo una vera insolenza che sia venuto in questa regione e mi meraviglio che abbia osato tanto. Vi compiango, Miss Eliza, che dobbiate scoprire in questo modo la colpa del vostro preferito; ma, considerando la sua origine, non c'era da aspettarsi granch di meglio. - Da quanto dite, la sua colpa coincide con la sua origine, - osserv Elizabeth stizzita. - Non vi ho sentito accusarlo di altro che di essere figlio dell'amministratore di Mr Darcy, e di questo, vi assicuro, mi ha informato egli stesso. - Vi chiedo scusa, - rispose Miss Bingley, allontanandosi con un lieve sorriso. - Scusate il mio intervento: era dovuto solo alle migliori intenzioni. "Insolente! - disse Elizabeth fra s. - Ti sbagli di molto se credi di impressionarmi con un attacco cos meschino. Non ci vedo altro che la tua ignoranza testarda e la malvagit di Mr Darcy". Cerc poi la sorella, che aveva incominciato a indagare, presso Bingley, sullo stesso argomento. Jane la accolse con un sorriso di cos dolce compiacenza e con un'espressione cos raggiante di felicit che sarebbe stato impossibile non capire com'ella fosse soddisfatta dell'andamento della serata. Elizabeth intu subito i suoi sentimenti, e, istantaneamente, la preoccupazione per Wickham, il risentimento contro i nemici di lui e tutto il resto sparirono di fronte alla speranza che Jane fosse davvero sulla via della felicit. - Volevo sapere, - esord Elizabeth, con un viso non meno sorridente di quello della sorella, - che cosa ti ha detto di Mr Wickham. Ma, se sei stata troppo piacevolmente occupata per pensare a una terza persona, stai pur certa che ti perdono. - No, - replic Jane, - non ho dimenticato di chiedere informazioni, ma non ho nulla di soddisfacente da dirti. Mr Bingley non al corrente di tutta la storia ed completamente all'oscuro dei fatti che sembra abbiano particolarmente offeso Mr Darcy, ma si fa garante della buona condotta, della probit e dell'onore dell'amico ed perfettamente convinto che Mr Wickham abbia meritato molto meno riguardo di quanto ne abbia ricevuto da Mr Darcy; e, mi dispiace dirtelo, secondo lui, come pure secondo sua sorella, Mr Wickham non per niente un giovane rispettabile. Temo che sia stato molto sconsiderato e che abbia meritato di perdere la stima di Mr Darcy. - Mr Bingley non conosce personalmente Mr Wickham? - No; lo ha incontrato per la prima volta l'altra mattina a Meryton. - Allora il suo parere dipende esclusivamente da ci che ha saputo da Mr Darcy. Sono pienamente soddisfatta. Ma che cosa dice riguardo al beneficio ecclesiastico? - Non ricorda esattamente i fatti, bench ne abbia sentito parlare da Mr Darcy pi di una volta, ma crede si trattasse soltanto di un lascito condizionale. - Non ho il minimo dubbio sulla sincerit di Mr Bingley, - disse Elizabeth con calore, - ma devi scusarmi se non riesco a farmi convincere da queste affermazioni. Difende con molta abilit il suo amico ma, dal momento che non conosce alcuni punti della storia e che ha appreso gli altri dall'amico stesso, non ho alcun buon motivo per cambiare parere su quei due signori. La conversazione pass poi a un argomento pi allegro per entrambe, e sul quale non poteva esserci diversit di sentimento. Elizabeth ascolt con gioia le liete, seppur lievi, speranze che Jane nutriva riguardo a Bingley e disse tutto ci che pot per accrescere la fiducia della sorella. Poich furono raggiunte da Bingley in persona, si allontan alla volta di Miss Lucas, e aveva appena risposto alla sua domanda se le era piaciuto l'ultimo cavaliere, che Mr Collins le si avvicin e le disse, con grande esultanza, che aveva appena avuto la fortuna di fare un'importantissima scoperta. - Ho saputo, per pura coincidenza, che c' in sala un parente stretto della mia protettrice. Mi capitato di sentire un signore menzionare, alla signorina che fa gli onori di casa, il nome di sua cugina, Miss de Bourgh, e della madre di lei, lady Catherine. Chi lo avrebbe mai detto? Incontrare

un nipote di lady Catherine de Bourgh a questo ricevimento! Sono molto lieto di aver fatto una simile scoperta in tempo utile per porgere a quel gentiluomo i miei omaggi, anzi, andr subito da lui, confidando che mi perdoner per non essere andato prima. La mia completa ignoranza riguardo all'esistenza di questa parentela perorer in mia difesa. - Non avrete, per caso, l'intenzione di presentarvi a Mr Darcy di vostra spontanea iniziativa? - Certo che s. Implorer il suo perdono per non averlo fatto prima. Credo che sia un nipote di lady Catherine. Avr la possibilit di riferirgli che, una settimana fa, sua signoria godeva di ottima salute. Elizabeth cerc di dissuaderlo in tutti i modi: gli assicur che Mr Darcy avrebbe considerato il suo apostrofarlo, senza essere stato prima presentato, un'impertinenza pi che un omaggio verso la zia; gli disse che non era minimamente necessario che si conoscessero e tent di fargli capire che, nel caso lo fosse stato, spettava a Mr Darcy, socialmente superiore, prendere l'iniziativa. Collins l'ascolt con l'aria di chi deciso a seguire la propria idea e, quando la cugina tacque, replic: - Cara Miss Elizabeth, ho la massima stima del vostro giudizio riguardo a tutto ci che di vostra competenza, ma permettetemi di dirvi che c' una grande differenza tra il cerimoniale laico e quello ecclesiastico; considero la carica ecclesiastica, concedetemi l'osservazione, pari in dignit ai pi alti ranghi del regno, purch si mantenga un contegno convenientemente modesto. Permettermi, dunque, in un'occasione del genere, di seguire i dettami della mia coscienza che mi spinge a fare ci che io considero un dovete. Scusatemi se trascuro il vostro consiglio, che su ogni altro punto sarebbe mia guida costante, ma, in questo caso, per educazione e per esperienza, mi considero in grado di decidere ci che giusto, meglio di una signorina sia pure come voi -; e, con un profondo inchino, la lasci per andare all'attacco di Mr Darcy. Elizabeth osserv con una certa ansia la reazione di Darcy: il suo stupore nel venire cos apostrofato fu molto evidente. Il cugino fece precedere il discorso da un solenne inchino, e, bench fosse impossibile captare anche una sola sillaba, le sembr di sentire tutto e di percepire, dal movimento delle labbra, le parole "scuse", "Hunsford" e "lady Catherine de Bourgh". Era molto seccata di vederlo esporsi con un uomo simile. Darcy lo squadrava con stupore non represso e, quando finalmente Coffins gli permise di parlare, rispose con aria di distante cortesia. Tutto questo non bastava, per, a scoraggiare l'intraprendente cugino, che lo prese come un invito a parlare di nuovo, e l'aria sprezzante di Darcy parve crescere proporzionalmente alla lunghezza del secondo discorso, alla fine del quale Collins gli fece un lieve inchino e se ne and. Torn da Elizabeth. - Non ho alcun motivo, vi assicuro, - disse - di essere scontento dell'accoglienza ricevuta. Mr Darcy mi parso molto compiaciuto della mia attenzione. Mi ha risposto con la massima cortesia e mi ha perfino fatto l'onore di dire che era cos convinto della perspicacia di lady Catherine da essere certo che ella non avrebbe mai concesso un favore indegnamente. proprio un bellissimo pensiero da parte sua. Tutto considerato, sono molto soddisfatto. Non avendo pi niente di cui occuparsi, Elizabeth rivolse la sua attenzione alla sorella e a Mr Bingley; e i bei pensieri, che inevitabilmente derivarono da questa piacevole attivit di osservazione, la resero felice quasi quanto Jane. La immaginava sistemata in quella casa, con tutta la felicit che pu derivare da un matrimonio d'amore e si sentiva persino capace, in una situazione del genere, di sforzarsi di voler bene alle due sorelle Bingley. Vedeva chiaramente che i pensieri di sua madre seguivano la stessa direzione e decise di non avvicinarsi a lei per non doverne sentire parlare troppo. Quando si sedettero per la cena consider, perci, una vera disdetta il fatto di capitarle vicino e fu profondamente seccata di accorgersi che la madre stava parlando a qualcuno (lady Lucas) liberamente, apertamente e unicamente della sua attesa di un prossimo matrimonio di Jane con Mr Bingley. Era un argomento avvincente, e Mrs Bennet pareva infaticabile nell'enumerare tutti i vantaggi di questa unione. Ne aveva di ragioni per cui compiacersi: innanzitutto il fatto che Mr Bingley fosse un giovane cos affascinante, cos ricco e residente solo a tre miglia da loro; in secondo luogo, la gioia di pensare quanto bene volessero a Jane le due sorelle e la certezza che anche loro desideravano, quanto lei, quell'unione; poi ancora, la prospettiva di un

futuro migliore anche per le figlie minori, perch il bel matrimonio di Jane le avrebbe introdotte in un ambiente di uomini ricchi; e, infine, la possibilit, molto piacevole per una donna della sua et, di affidare le figlie ancora da sposare alla cura della sorella maggiore, in modo da non dover pi andare in societ pi di quanto desiderasse. Mostrarsi felice di una tale eventualit era, per Mrs Bennet, una necessit dettata dall'etichetta, ma, in cuor suo, ben poco avrebbe potuto renderla pi infelice dell'idea di rintanarsi in casa vita natural durante. Concluse augurando a lady Lucas di poter presto avere la stessa fortuna, bench evidentemente, e con un certo trionfo, non ne vedesse alcuna probabilit. Invano Elizabeth tent di frenare il fiume di parole della madre o di persuaderla a manifestare la sua felicit con pi discrezione; si era accorta, infatti, con inesprimibile tormento, che Mr Darcy, seduto di fronte, riusciva a sentire quasi tutto. La madre non abbass la voce; la sgrid, invece, per la sua stupidit. - Ma scusa, chi Mr Darcy; perch io debba aver paura di lui? Non gli dobbiamo certo tanto riguardo da essere costrette a non dire nulla che gli possa dare fastidio. - Per amor del cielo, mamma, parlate pi piano. Che vantaggio ci pu essere a offendere Mr Darcy? Non ci guadagnate certo agli occhi del suo amico, comportandovi in questo modo. Nulla di quanto pot dire, per, serv a qualcosa. La madre continu a parlare dei suoi progetti nello stesso tono squillante e ben percettibile. Elizabeth arross pi volte di vergogna e di irritazione. Non pot trattenersi dal lanciare frequenti occhiate a Mr Darcy, bench a ogni occhiata si convincesse sempre di pi di ci che, purtroppo, temeva; che Darcy, pur non guardando sempre in direzione della madre, non ne distoglieva mai l'attenzione. L'espressione del suo viso pass gradualmente da un disprezzo indignato a una gravit composta e ferma. Alla fine, per, Mrs Bennet esaur gli argomenti; e lady Lucas, che aveva sbadigliato a lungo nel sentirsi enumerare fortune che non vedeva alcuna probabilit di condividere, fu lasciata al sollievo del prosciutto e del pollo. Elizabeth si sent rinascere, ma la sua pace non dur a lungo; a fine cena, quando si parl di cantare, le tocc la vergogna di vedere Mary accingersi, senza farsi pregare troppo, a rallegrare la compagnia. Tent, con ripetute occhiate e suppliche silenziose, di impedire questa prova di compiacenza, ma invano; Mary non volle capire; l'occasione di esibirsi le riusciva troppo gradita per rinunciare, e incominci a cantare. Gli occhi di Elizabeth rimasero fissi su di lei; preda delle pi penose sensazioni, ascolt il suo procedere tra le strofe con un'impazienza che, alla fine, fu mal compensata, perch la sorella, ricevendo fra i ringraziamenti della tavolata l'invito a esibirsi ancora, torn, dopo una breve pausa, a cantare. Le sue possibilit vocali non erano assolutamente all'altezza di un simile sfoggio; aveva una voce troppo debole e uno stile troppo affettato. Elizabeth si sentiva morire dalla vergogna. Guard Jane per vedere come prendeva la cosa; ma Jane stava parlando tranquillamente con Bingley. Guard le due sorelle di lui, e vide che si lanciavano occhiatine cariche di ironia, e guard Darcy, che continuava per a rimanere impassibilmente serio. Infine, guard il padre, supplicando il suo intervento per evitare che Mary cantasse tutta la sera. Egli colse l'accenno e, quando Mary termin la seconda canzone, disse forte: - Va benissimo, bimba mia. Ci hai deliziati abbastanza. Dai modo anche alle altre signorine di esibirsi. Mary, pur fingendo di non aver sentito, rimase sconcertata da queste parole; ed Elizabeth, dispiaciuta per lei e dispiaciuta per ci che aveva detto il padre, temette di aver peggiorato le cose. Fu chiesto ad altri di cantare. - Se io avessi la fortuna, - disse Mr Collins, - di saper cantare, sarebbe certo un gran piacere, per me, rallegrare la serata con una canzone, perch ritengo la musica un diversivo molto innocente e pienamente compatibile con la professione di ecclesiastico. Con questo non intendo, per, asserire che sia giusto dedicare troppo tempo alla musica, perch, certamente, ci sono altre cose di cui occuparsi. Il rettore di una parrocchia ha molto da fare. In primo luogo, deve raggiungere un accordo sulle decime in modo tale che sia vantaggioso per lui senza essere di danno al suo protettore. Deve scrivere i sermoni; e il tempo che resta non sar mai troppo per il compimento dei suoi doveri parrocchiali e per la cura e il miglioramento della sua dimora, che deve essere resa il pi

confortevole possibile. Non ritengo, infine, di minor importanza che egli abbia modi attenti e concilianti verso tutti e, specialmente, verso coloro ai quali deve la sua posizione. Non posso esimerlo da questo dovere, n potrei stimare chi trascurasse una qualsiasi occasione per testimoniare il necessario rispetto verso un congiunto di quella famiglia -. E, con un inchino rivolto a Mr Darcy termin il discorso, pronunciato a voce cos alta da essere sentito da mezza sala. Molti spalancarono gli occhi, molti sorrisero, ma nessuno parve pi divertito di Mr Bennet, e nessuno pi compiaciuto di Mrs Bennet, che, con estrema seriet, lod Mr Collins per aver parlato con tanto senno e bisbigli a lady Lucas quanto fosse bravo e intelligente. Elizabeth era sconcertata: se i membri della sua famiglia si fossero messi d'accordo per dare spettacolo nel corso della serata, non avrebbero potuto recitare le varie parti con pi spirito e maggior successo; consider dunque una fortuna, per Bingley e per Jane, che parte della scena fosse sfuggita all'attenzione di lui, e che il suo carattere fosse tale da non lasciarsi influenzare da tutta la stupidit a cui aveva dovuto assistere. Riteneva gi abbastanza umiliante che le due sorelle e Mr Darcy avessero un'occasione simile per mettere in ridicolo i suoi parenti e non riusciva a decidere se fosse pi insopportabile il silenzioso disprezzo dell'uomo o gli insolenti sorrisi delle signore. Il resto della serata le procur ben poco divertimento. Mr Collins non le concesse un solo attimo di tregua e continu a infastidirla, con inesauribile perseveranza, per tutto il tempo: tent l'impossibile per convincerla a ballare di nuovo con lui, ma inutilmente e, cos facendo, la priv dell'opportunit di ballare con altri. Elizabeth lo preg pi volte di rivolgere altrove il suo interesse, si offri addirittura di presentarlo a qualcuna tra le tante signorine della sala, ma invano. Collins le disse chiaramente che non era li per ballare, che il suo unico scopo era entrare nelle grazie della bella cugina colmandola di delicate attenzioni e che, pertanto, considerava un dovere rimanerle accanto per tutta la sera. Impossibile discutere di fronte a un programma del genere, impossibile salvarsi. L'unico sollievo le fu procurato dalla sua amica, Miss Lucas, che, di tanto in tanto, si un a loro attirando benignamente su di s la conversazione di Collins. Neanche Darcy sembr pi interessarsi a lei: le si avvicin spesso, e sempre senza dama, ma mai tanto da parlarle. Elizabeth immagin fosse a causa delle allusioni a Mr Wickham e se ne rallegr. La comitiva di Longbourn fu l'ultima ad andarsene, e, grazie a una manovra di Mrs Bennet, dovettero aspettare la carrozza per un ulteriore quarto d'ora dopo la partenza di tutti gli altri, il che diede loro modo di accorgersi come alcuni della famiglia desiderassero davvero di cuore vederli andar via. Mrs Hurst e la sorella, palesemente impazienti di riprendere finalmente possesso della casa, non aprirono quasi bocca se non per lamentarsi della stanchezza; respinsero ogni tentativo di conversazione di Mrs Bennet e, cosa facendo, gettarono su tutta la compagnia un senso di noia, a stento mitigato dai lunghi discorsi di Mr Collins che non la finiva pi di congratularsi con Mr Bingley e con le sorelle per l'eleganza del ricevimento e per l'ospitalit e la cortesia con cui avevano accolto gli invitati. Darcy non disse nemmeno una parola. Mr Bennet, altrettanto silenzioso, si godeva la scena. Mr Bingley e Jane, un po' appartati, parlavano solo fra di loro. Elizabeth mantenne un risoluto silenzio come Mrs Hurst e Miss Bingley, e persino Lydia era troppo sfinita per poter pronunciare pi di un qualche casuale: - Signore, come sono stanca! - accompagnato da violenti sbadigli. Quando finalmente si alzarono per congedarsi, Mrs Bennet espresse con la massima insistenza la speranza di veder presto tutta la famiglia a Longbourn; si rivolse, in modo particolare, a Mr Bingley e gli disse quanta gioia avrebbe procurato loro se fosse venuto a pranzo in un giorno qualsiasi senza la necessit di un invito formale. Bingley si mostr molto lieto e si impegn prontamente a cogliere la prima occasione per recarsi a Longbourn appena tornato da Londra, dove era diretto il giorno dopo e dove si sarebbe fermato per qualche tempo. Mrs Bennet non sarebbe potuta essere pi soddisfatta; lasci la casa nella piacevole convinzione che, considerando il tempo necessario per preparare la dote, le nuove carrozze e il corredo, non ci sarebbero voluti pi di tre o quattro mesi per vedere la figlia sistemata a Netherfield. Con la stessa certezza e con notevole, ma non pari, piacere pensava al matrimonio tra Elizabeth e Mr Collins.

Elizabeth le era meno cara delle altre figlie, e l'uomo e il partito, bench fin troppo buoni per lei, non potevano certo competere con Mr Bingley e con Netherfield.

Capitolo diciannovesimo L'indomani port una novit a Longbourn. Mr Collins fece la sua dichiarazione formale. Deciso a non perdere tempo, perch il suo permesso scadeva il sabato, e assolutamente sicuro riguardo al successo di quanto avrebbe proposto, affront l'argomento con ordine, seguendo tutte le formalit che riteneva di prammatica. Vedendo Mrs Bennet, Elizabeth e una delle figlie minori insieme, poco dopo la prima colazione, si rivolse alla madre con queste parole: - Posso sperare, signora, di avere la vostra approvazione se, nel corso della mattinata, chieder l'onore di avere un colloquio privato con la vostra bella figliuola Elizabeth? Prima che Elizabeth potesse fare altro che arrossire per la sorpresa, Mrs Bennet si precipit a rispondere: - Oh, dio mio, s, certo. Sono sicura che Lizzy ne sar molto contenta... sono sicura che non avr nulla da obiettare. Vieni con me, Kitty, ho bisogno di te di sopra -. Raccolse il lavoro in tutta fretta ed era gi sul punto di andarsene quando Elizabeth la richiam: - Cara mamma, non andate, vi prego. Mr Collins mi scuser, ma non credo abbia nulla da dirmi che non possa sentire chiunque. Se ve ne andate voi, me ne vado anche io. - Non dire sciocchezze, Lizzy. Voglio che tu rimanga dove sei -. E, poich la figlia, seccata e imbarazzata, pareva davvero sul punto di andarsene, aggiunse: - Lizzy, insisto perch tu rimanga ad ascoltare Mr Collins. Elizabeth non poteva certo opporsi a una simile ingiunzione; ci riflett un attimo e si rese conto che era molto pi saggio sbrigare la cosa il pi rapidamente e quietamente possibile; torn, dunque, a sedersi tentando in ogni modo di nascondere i suoi sentimenti, divisi tra l'angoscia e lo spasso. Mrs Bennet e Kitty se ne andarono, e, una volta rimasto solo con la cugina, Mr Collins cominci: - Credetemi, cara Miss Elizabeth: la vostra modestia, anzich nuocervi, accresce piuttosto le vostre perfezioni. Questa piccola ritrosia vi ha resa ancora pi amabile ai miei occhi; ma permettetemi di assicurarvi che ho il consenso della vostra stimata madre per ci che sto per dirvi. difficile che abbiate dei dubbi circa l'argomento del mio discorso, bench la vostra innata delicatezza possa indurvi alla dissimulazione; le mie attenzioni sono state sin troppo evidenti e non credo che abbiate potuto fraintenderle. Appena entrato in questa casa, vi ho scelta come compagna della mia vita. Prima, per, di lasciarmi trasportare dai sentimenti riguardo a questo argomento, forse consigliabile che vi esponga i motivi per cui intendo sposarmi e, inoltre, quelli che mi hanno spinto a venire nell'Hertfordshire per scegliere proprio qui una moglie. L'idea che il solenne e composto Mr Collins si lasciasse trasportare dai sentimenti le fece venire cos tanta voglia di ridere, che Elizabeth non riusc ad approfittare della breve pausa del cugino per cercare di impedirgli di proseguire; Collins continu: - I motivi per cui intendo sposarmi sono: primo, che ritengo giusto che un ecclesiastico in agiate condizioni come me dia il buon esempio alla sua parrocchia prendendo moglie; secondo, sono convinto che ci contribuir ad aumentare di molto la mia felicit; e, terzo, cosa che avrei dovuto dire per prima, che questo il preciso consiglio e la raccomandazione della nobile dama che ho l'onore di chiamare mia protettrice. Per ben due volte si degnata di dirmi la sua opinione in proposito - e senza che io ne avessi fatto richiesta! - ed stato proprio il sabato sera precedente alla mia partenza da Hunsford, durante la partita di quadriglio, mentre Mrs Jenkinson sistemava lo sgabello di Miss de Bourgh, che mi ha detto: "Mr Collins, dovete sposarvi. Un ecclesiastico come voi deve sposarsi. Scegliete bene, scegliete una gentildonna per amor mio e vostro; badate che sia una persona attiva e che sappia rendersi utile, non allevata nel lusso ma capace di fare bella figura con una piccola rendita. Questo il mio consiglio. Trovate questa donna al pi presto, portatela a Hunsford, e io verr a farle visita". Permettetemi, fra l'altro, di farvi notare, mia bella cugina, che

considero l'attenzione e la cortesia di lady Catherine de Bourgh fra i pi grandi vantaggi che ho la possibilit di offrirvi. Vi accorgerete che i suoi modi sono superiori a qualsiasi possibile descrizione; e credo che la vostra arguzia e la vostra vivacit le riusciranno gradite, soprattutto se temperate dal silenzio e dal rispetto inevitabilmente imposti dal suo rango. Questo quanto riguarda la mia intenzione matrimoniale in genere; resta da dire perch la mia scelta sia caduta proprio su Longbourn, invece che sul mio vicinato, dove, vi assicuro, abitano molte signorine adorabili. Il fatto che, dovendo ereditare questa propriet alla morte del vostro stimato padre (al quale, per, auguro lunga vita), non mi potevo considerare soddisfatto se non scegliendo una moglie tra le sue figliuole, in modo che, quando avverr il doloroso evento, la perdita riesca loro il meno grave possibile (come ho gi detto, per, spero non abbia luogo per molti anni ancora). Questi sono i motivi, mia bella cugina, e spero che essi siano tali da non farmi scadere nella vostra stima. E ora non mi resta che esprimervi, con parole del pi acceso fervore, la forza del mio affetto. Il denaro non mi interessa, e non rivolger alcuna richiesta del genere a vostro padre, perch so bene che non potrebbe esaudirla, e che tutto ci a cui potete aver diritto sono mille sterline al quattro per cento che saranno vostre solo alla morte di vostra madre. Su questo punto, perci, non parler; e potete esser certa che nessun rimprovero poco generoso uscir mai dalle mie labbra quando saremo sposati. A questo punto era assolutamente necessario interromperlo. - State correndo troppo, signore, - esclam Elizabeth. - Dimenticate che non vi ho ancora risposto. Permettetemi di farlo senza ulteriore indugio. Vi ringrazio per l'onore che mi fate. La vostra proposta mi commuove, ma non posso far altro che declinarla. - So bene, - rispose Mr Collins, con un gesto solenne della mano, - che consuetudine delle giovani donne respingere l'uomo che hanno gi segreta intenzione di accettare, quando egli si rivolge per la prima volta alla loro benevolenza; e che spesso il rifiuto viene ripetuto una seconda o anche una terza volta. Perci non mi sento affatto scoraggiato da ci che avete detto e spero di condurvi presto all'altare. - Ritengo, signore, - replic Elizabeth; - che sia piuttosto insolito da parte vostra continuare a sperare dopo ci che vi ho appena detto. Vi assicuro che non sono una di quelle giovani donne (se pur ve ne sono) cos audaci da rischiare la propria felicit sulla probabilit di essere chieste una seconda volta. Sono assolutamente sincera nel mio rifiuto. Voi non potete rendermi felice, e io sono convinta di essere l'ultima donna al mondo capace di far felice voi. E se la vostra amica, lady Catherine, mi conoscesse, mi troverebbe sotto tutti i rispetti inadatta alla situazione. - Se fossi certo che lady Catherine la pensasse cos... puntualizz Mr Collins con molta seriet; - ma non riesco a immaginare come sua signoria potrebbe mai disapprovare la mia scelta. Anzi, vi assicuro che, quando avr l'onore di rivederla, le parler con il pi grande entusiasmo della vostra modestia, della vostra parsimonia e delle altre belle qualit che avete. - Credetemi, Mr Collins, lodarmi sarebbe superfluo. Dovete darmi la possibilit di esprimere il mio giudizio e farmi l'onore di prestar fede a ci che dico. Desidero che siate molto felice e molto ricco e, rifiutando la vostra mano, faccio quanto in mio potere per evitare che si verifichi il contrario. Onorandomi con la vostra offerta, avete soddisfatto la delicatezza dei vostri sentimenti nei confronti della mia famiglia e potrete prendere possesso della propriet di Longbourn, quando ci accadr, senza avere nulla da rimproverarvi. Consideriamo, perci, la faccenda definitivamente chiusa -. Nel dire questo si alz con l'intenzione di lasciare la stanza, ma Mr Collins non si arrese: - Quando avr l'onore di riparlarvi riguardo a questo argomento, spero di ricevere una risposta pi favorevole; voglio che sappiate, comunque, che non vi sto accusando di crudelt, perch sono perfettamente consapevole che tradizionale abitudine del vostro sesso respingere un uomo al primo tentativo, e, forse, per incoraggiare la mia offerta, mi avete gi detto tutto quanto la delicata natura del vostro carattere femminile vi ha permesso di dire.

- Credetemi, Mr Collins, - esclam Elizabeth con un certo calore, - mi state mettendo in grande imbarazzo. Se ci che vi ho detto finora vi sembra un incoraggiamento, non so proprio come esprimervi il mio rifiuto per convincervi che davvero un rifiuto. - Permettetemi di sperare, cara cugina, che il vostro rifiuto alla mia proposta sia puramente convenzionale. I motivi che mi inducono a crederlo sono; in breve, questi: non mi pare che la mia mano non sia degna di essere accettata da voi n che lo stato che vi posso offrire non sia altamente desiderabile. La mia posizione, i miei rapporti con la famiglia de Bourgh e la mia parentela con la vostra sono fatti che tornano tutti in mio favore; e voi dovreste prendere in maggiore considerazione il fatto che, malgrado tutte le vostre belle qualit, non cosa certa che vi vengano rivolte, in futuro, altre proposte di matrimonio. La vostra dote sfortunatamente cos piccola che, con ogni probabilit, annuller gli effetti della grazia e delle belle qualit che vi contraddistinguono. Perci, dovendo concludere che non parlate seriamente quando mi respingete, voglio attribuire il vostro rifiuto al desiderio di accrescere il mio amore con l'incertezza, cos com' consuetudine tra le signorine di classe. - Vi assicuro, signore, che non ha alcuna pretesa di avere quel genere di classe che consiste nel tormentare un uomo per bene; preferirei che mi faceste il complimento di credermi sincera. Vi ringrazio infinitamente per l'onore che mi avete concesso con la vostra proposta, ma vi ripeto che mi assolutamente impossibile accettarla. I miei sentimenti me lo impediscono sotto ogni punto di vista. Posso parlare pi chiaramente? Non consideratemi una signorina di classe che voglia tormentarvi, ma una creatura di buon senso che vi dice la verit dal profondo del cuore. - Come siete adorabile! - esclam Collins con goffa galanteria. - Sono convinto che, quando sar sanzionata dall'espressa autorit dei vostri ottimi genitori, la mia proposta non mancher di essere accettata. Davanti a un simile perseverare nella pi cieca illusione, Elizabeth ritenne inutile aggiungere altro e usc dalla stanza in silenzio, decisa, se Collins insisteva a considerare il suo rifiuto come incoraggiamento, a rivolgersi al padre: egli era l'unico in grado di opporre, a tante insistenze, un rifiuto netto e deciso che nessuno, neanche l'ottuso cugino, avrebbe mai potuto scambiare per l'affettazione o la civetteria di una signorina di classe.

Capitolo ventesimo Mr Collins non fu lasciato a lungo alla silenziosa contemplazione del suo fortunato amore; Mrs Bennet, che si era gingillata nel vestibolo per spiare la fine del colloquio, non appena vide Elizabeth aprire la porta e passarle rapidamente davanti avviandosi verso le scale, entr in camera da pranzo e si congratul calorosamente con lui e con se stessa per la felice prospettiva di una pi stretta parentela. Mr Collins ricevette e ricambi le felicitazioni con uguale piacere, quindi cominci a riferire i particolari del colloquio: confidava di aver tutti i motivi per ritenersi soddisfatto, poich il rifiuto che la cugina gli aveva fermamente opposto non poteva che provenire dalla sua pudica modestia e dalla pura grazia del suo carattere. Questa informazione, per, turb Mrs Bennet: sarebbe stata ben lieta di avere la stessa convinzione che Elizabeth, respingendo le proposte del cugino, intendesse incoraggiarlo, ma non osava crederlo e non pot fare a meno di dirlo. - Ma state pur certo, Mr Collins, - aggiunse, - che Lizzy verr costretta alla ragione. Gliene parler subito io stessa. una ragazza testarda e stramba, che non vede il suo bene; ma glielo far vedere io. - Scusatemi se vi interrompo, signora, - esclam Mr Collins; - ma se davvero testarda e stramba, non so se potrebbe essere una moglie molto desiderabile per un uomo nella mia situazione, che, naturalmente, cerca la felicit nel matrimonio. Perci, se insiste a respingere la mia offerta, forse sarebbe meglio non costringerla ad accettarmi, perch con simili difetti di carattere non potrebbe contribuire molto alla mia felicit.

- Signore, mi fraintendete, - disse Mrs Bennet allarmata. - Lizzy testarda solo in queste cose. Per tutto il resto la ragazza pi buona che possiate mai incontrare. Vado subito da Mr Bennet e sono certa che sistemeremo presto ogni cosa. Non gli diede il tempo di replicare; si precipit in cerca del marito. - Oh, Mr Bennet, - gli disse entrando in biblioteca, - c' bisogno di te immediatamente; siamo tutti sottosopra. Devi venire per convincere Lizzy a sposare Mr Collins, perch giura che non lo vuole; e, se non fai in fretta, Mr Collins cambier idea e sar poi lui a non volere lei. Nel sentirla entrare, Mr Bennet alz gli occhi dal libro e la fiss con una calma assoluta che non fu minimamente alterata dall'irruenza della comunicazione. - Non credo di aver capito, - disse quando la moglie ebbe finito il suo discorso. - Ti dispiace ripetermi di che cosa stai parlando? - Di Mr Collins e di Lizzy. Lizzy dice che non vuole Mr Collins, e Mr Collins incomincia a dire che non vuole Lizzy. - E che cosa posso farci io? Sembra un caso senza rimedio. - Parlane tu stesso a Lizzy. Dille che vuoi che lo sposi. - Falla chiamare. Sentir il mio parere. Mrs Bennet suon il campanello, e Miss Elizabeth fu invitata a scendere in biblioteca. - Vieni qui, bambina, - esclam il padre quando la vide. - Ti voglio parlare di un affare importante. Da quanto ho sentito, Mr Collins ti ha fatto una proposta di matrimonio. E vero? - Elizabeth rispose di s. - Bene; e tu l'hai rifiutata, giusto? - Si, signore. - Benissimo. Questo il punto. Tua madre insiste perch tu l'accetti. Non vero, Mrs Bennet? - Si. Altrimenti non voglio vederla mai pi. - Una spiacevole alternativa ti sta di fronte, Elizabeth. Da oggi in poi diventi un'estranea per uno dei tuoi genitori. Tua madre non vuole pi vederti se tu non sposi Mr Collins; io non voglio pi vederti se lo sposi. Elizabeth non pot fare a meno di sorridere a una simile conclusione di un simile inizio; ma Mrs Bennet, convinta, fino a quel momento, di avere l'appoggio incondizionato del marito, ne fu molto contrariata. - Che cosa intendi dire, Bennet, parlando in questo modo? Mi avevi promesso di insistere perch lo sposasse. - Cara, - rispose il marito, - ho due piccoli favori da chiederti. Primo, che, in questa occasione, tu mi conceda il libero uso del mio intelletto; secondo, che tu mi conceda quello della mia stanza. Sar lieto se mi lascerete al pi presto solo in biblioteca. Nonostante il disappunto provocatole dal marito, Mrs Bennet, per, non cedette. Parl e riparl all'infinito con Elizabeth; pass dalle lusinghe alle minacce; si sforz di tirare Jane dalla sua parte, ma Jane, con tutta la dolcezza possibile, si rifiut di intervenire. Elizabeth, talvolta con grande seriet, talvolta con fare scherzoso, rispose a tutti gli attacchi della madre, ma, per quanto variassero le sue reazioni, la sua decisione rimase sempre la stessa. Nel frattempo, Mr Collins meditava in solitudine su ci che era accaduto. Aveva un concetto troppo alto di s per comprendere che cosa avesse causato il rifiuto della cugina; e, bench ferito nell'orgoglio, non aveva altro motivo per cui soffrire. Il suo sentimento per lei era puramente immaginario, e la possibilit che ella avesse davvero i difetti che la madre le attribuiva lo salvaguardava da ogni rammarico. Mentre la famiglia era in pieno subbuglio, giunse Charlotte Lucas per passare la giornata a Longbourn. Lydia le corse incontro nel vestibolo e le bisbigli: - Sono lieta che tu sia venuta, perch qui c' talmente da divertirsi! Sai che cos' accaduto stamattina? Mr Collins ha chiesto in moglie Lizzy, e lei non lo vuole. Prima che Charlotte avesse il tempo di replicare, arriv Kitty con la stessa notizia; e, quando le ragazze fecero il loro ingresso in sala da pranzo, dove Mrs Bennet si trovava da sola, questa entr subito in argomento, invocando la piet di Miss Lucas e supplicandola di persuadere l'amica Lizzy a

esaudire i desideri di tutta la famiglia. - Fatelo, vi prego, cara Miss Lucas, - aggiunse in tono patetico; - perch nessuno dalla mia parte, nessuno mi appoggia; sono tutti cattivi con me, e nessuno ha piet dei miei poveri nervi. Charlotte fu dispensata dal rispondere dall'arrivo di Jane e di Elizabeth. - Eccola, - continu Mrs Bennet, - con l'aria pi tranquilla del mondo, senza preoccuparsi di noi pi che se fossimo lontani mille miglia, pur di fare a modo suo. Ma ti dico, Miss Lizzy, che se ti metti in testa di rifiutare in questo modo tutte le proposte di matrimonio, non avrai mai un marito: e non so proprio chi ti manterr, quando sar morto tuo padre. Io non sar certo in grado di farlo, perci ti avverto: da oggi ho finito con te. In biblioteca ti ho detto che non ti rivolger pi la parola, e vedrai se non lo far. Non mi piace affatto parlare con dei figli disubbidienti. Non che mi piaccia cos tanto parlare in genere. Chi soffre di nervi come me non pu essere molto portato alla conversazione. Nessuno pu capire quanto soffro! D'altronde sempre cos. Chi non si lamenta mai non mai compatito. Le figlie ascoltarono in silenzio lo sfogo della madre, consapevoli che qualunque tentativo di farla ragionare e di calmarla non avrebbe fatto altro che accrescere la sua irritazione. Parl senza essere interrotta fino all'arrivo di Mr Collins, che fece il suo ingresso con aria pi dignitosa del solito. Quando lo vide, Mrs Bennet esord: - Ora impongo a tutte, dico a tutte, di star zitte, in modo che Mr Collins e io possiamo avere una piccola conversazione. Elizabeth usc in silenzio dalla stanza, Jane e Kitty la seguirono, ma Lydia rimase sul luogo decisa a sentire tutto ci che poteva; e Charlotte, trattenuta dapprima dalla cortesia di Mr Collins, che si inform doviziosamente su di lei e su tutta la sua famiglia, e poi da una leggera curiosit, si avvicin alla finestra fingendo di non ascoltare. Con voce dolente, Mrs Bennet cos. cominci: - Oh, Mr Collins. - Cara signora, - rispose Collins. - Non parliamo mai pi di questo argomento. Lungi da me, continu subito con voce che rivelava il suo malumore, - qualunque risentimento per il comportamento di vostra figlia. La rassegnazione ai mali inevitabili un dovere per tutti e, soprattutto, per un giovane come me che ha avuto la fortuna di una rapida carriera. Vi assicuro che sono perfettamente rassegnato. Forse questa rassegnazione dipende anche dai dubbi che nutro riguardo a una mia effettiva felicit nel caso la bella cugina mi avesse onorato della sua mano; perch ho notato spesso che la rassegnazione non mai cos completa come quando un bene negato incomincia a perdere un po' del suo valore nella nostra stima. Spero che non giudicherete una mancanza di rispetto verso la vostra famiglia, cara signora, il fatto che io ritiri le mie aspirazioni a favore di vostra figlia, senza aver pregato voi e Mr Bennet di interporre la vostra autorit in mio aiuto. Forse mi biasimerete per aver accettato il rifiuto dalle labbra di vostra figlia invece che dalle vostre; ma possiamo tutti sbagliare. In tutta questa faccenda io non ho avuto altro che buone intenzioni. Il mio scopo era quello di assicurarmi un'amabile compagna per la vita tenendo nella dovuta considerazione il vantaggio che ne sarebbe derivato a tutta la vostra famiglia; e, se il mio comportamento stato in qualche modo riprovevole, vi chiedo ora il permesso di scusarmi.

Capitolo ventunesimo La discussione sulla proposta di Mr Collins si avviava ormai alla conclusione, e a Elizabeth non rimaneva altro da sopportare che le inevitabili conseguenze di una situazione cos spiacevole e, di tanto in tanto, le acide allusioni della madre. Quanto al cugino, i suoi sentimenti si manifestavano prevalentemente non in un imbarazzo o in un abbattimento o in tentativi di evitarla, ma in una rigidit di modi e in un silenzio risentito. Le parl appena; e le assidue attenzioni, a cui aveva dato tanta importanza, furono rivolte, per il resto della giornata, a Mrs Lucas, la cui cortesia nell'ascoltarlo fu di opportuno sollievo a tutti e, specialmente, alla sua amica.

L'indomani non rec alcun miglioramento al malumore e al malessere di Mrs Bennet. Mr Collins conserv il suo atteggiamento di ferito nell'orgoglio. Elizabeth sperava che il risentimento ne avrebbe abbreviato la visita, ma il programma che il cugino si era prefissato non sembr minimamente intaccato dagli imprevisti risvolti. Aveva detto che se ne sarebbe andato il sabato e, fino a sabato, intendeva rimanere. Dopo la prima colazione, le ragazze andarono a Meryton: volevano informarsi se Mr Wickham era tornato ed esprimergli il loro rammarico per la mancata partecipazione al ballo di Netherfield. Wickham le raggiunse quando entrarono in citt e le accompagn dalla zia, dove si parl a lungo del suo disappunto, del suo dispiacere e del dispiacere di tutti. A Elizabeth, per, confess senza reticenze di essersi volontariamente imposto quell'assenza. - Quando si avvicinato il momento, - disse, - mi parso opportuno evitare l'incontro con Mr Darcy; trovarmi nella stessa sala e nella stessa compagnia per tan-te ore sarebbe stato pi di quanto avrei potuto sopportare, e ne sarebbero sicuramente derivate situazioni spiacevoli non solo per me, ma anche per altri. Elizabeth approv pienamente la sua prudenza; ebbero poi modo di discuterne a fondo e di esprimere la reciproca simpatia, perch, insieme a un altro ufficiale, Wickham le accompagn a Longbourn e, durante il cammino, fu soprattutto a lei che dedic le sue attenzioni. La cosa ebbe un duplice vantaggio: fece sentire a Elizabeth quanto Wickham l'apprezzasse e le offr una buona occasione per presentarlo a suo padre e a sua madre. Poco dopo il loro ritorno a casa, fu consegnata una lettera a Miss Bennet: veniva da Netherfield e fu aperta immediatamente. La busta conteneva un foglio di carta sottile e lucida, coperto di una bella e fluida calligrafia femminile. Elizabeth vide la sorella cambiare espressione mentre leggeva e si soffermava con particolare attenzione su alcuni punti. Jane, per, si ricompose in fretta e, messa via la lettera, cerc di unirsi alla conversazione generale con la consueta allegria; ma Elizabeth ne fu cos preoccupata che la sua attenzione fu distolta perfino da Wickham, e, non appena questi e il compagno se ne andarono, uno sguardo di Jane la invit a seguirla di sopra. Una volta in camera, Jane, mostrando la lettera, disse: - E di Caroline Bingley: il suo contenuto mi ha davvero colta di sorpresa. A quest'ora avranno gi lasciato Netherfield e saranno tutti in viaggio per Londra; e senza alcuna intenzione di ritornare. Senti quel che dice. Lesse forte la prima frase che comunicava la decisione di seguire il fratello in citt e di pranzare a Grosvenor Street, a casa di Mr Hurst. Seguivano queste parole: Non fingo di rimpiangere ci che lascio nell'Hertfordshire, ma faccio eccezione per la vostra compagnia, carissima amica; speriamo di poter godere, in avvenire, del ripetersi delle deliziose conversazioni che abbiamo fatto e, nel frattempo, mitighiamo la pena della separazione con una corrispondenza assidua e sincera. Conto su di voi in proposito. Elizabeth ascolt queste ampollose espressioni con tutta l'indifferenza della diffidenza; e, bench una partenza tanto improvvisa sorprendesse anche lei, non vi trov nulla da rimpiangere: non era detto che la loro as-senza da Netherfield avrebbe impedito a Mr Bingley di tornare; quanto alla perdita della loro compagnia, Jane se ne sarebbe dimenticata presto godendo di quella di lui. - un peccato, - disse dopo una breve pausa, - che tu non abbia potuto salutare le tue amiche prima che partissero. Perch, per, non sperare che il periodo di futura felicit, che Miss Bingley attende, arrivi prima del previsto e che le deliziose conversazioni, che avete avuto come amiche, si ripetano con gioia anche maggiore come cognate? Non saranno certo loro a trattenere a Londra Mr Bingley. - Caroline dice con estrema chiarezza che nessuno della famiglia torner nell'Hertfordshire quest'inverno. Ora te lo leggo. Ieri, quando partito, mio fratello credeva che l'affare che lo richiamava a Londra si sarebbe concluso in tre o quattro giorni. Noi, invece, crediamo che non sar cos e, che Charles, una volta giunto in citt, non avr alcuna fretta di tornare in campagna; abbiamo, perci, deciso di raggiungerlo, in modo che non debba passare il suo tempo libero in uno scomodo albergo. Molte mie amiche sono gi rientrate in citt per l'inverno: mi piacerebbe davvero molto che anche voi, mia carissima Jane, foste tra queste, ma so di non averne alcuna speranza. Vi auguro sinceramente che il

vostro Natale nell'Hertfordshire sia ricco di tutte le gioie recate di solito da questa ricorrenza e che i vostri cavalieri siano cos numerosi da non lasciarvi sentire la mancanza dei tre di cui vi priveremo. - evidente, - aggiunse Jane, - che, per quest'inverno, non torner pi. - evidente soltanto che Miss Bingley ritiene che egli non debba tornare. - Perch la pensi cos? Dipende solo da lui. E padrone di se stesso. Ma tu non sai tutto. Ti legger la parte che mi addolora di pi. Non voglio nasconderti niente. Mr Darcy impaziente di vedere la sorella; e, a dire il vero, noi siamo impazienti quasi quanto lui di rivederla. Non credo proprio che Georgiana Darcy abbia chi la eguagli per bellezza, eleganza e cultura; e l'affetto che ispira a Louise e a me intensificato dalla speranza che osiamo nutrire che ella divenga anche nostra sorella. Non so se vi ho mai manifestato i miei sentimenti in proposito, ma non voglio lasciare l'Hertfordshire senza confidarveli e sono certa che non li troverete irragionevoli. Mio fratello la ammira gi molto e ora avr frequenti occasioni di vederla nella pi grande familiarit; i parenti di lei desiderano questa unione quanto i parenti di lui, e non credo che la mia parzialit di sorella mi faccia errare, se dico che Charles capace di conquistare il cuore di qualsiasi donna. Con tante circostanze favorevoli, e nessuna contraria, alla nascita di un tale affetto, ho forse torto, carissima Jane, a nutrire la speranza di un evento che assicurer la felicit di tante persone? - Ebbene? Che cosa ne pensi di questa frase, cara Lizzy? - chiese Jane, quando ebbe finito. - Non ti sembra abbastanza chiara? Non dice forse esplicitamente che Caroline non ha alcun desiderio e alcuna intenzione di avermi come sorella; che perfettamente convinta dell'indifferenza del fratello nei miei confronti e che, se immagina la natura dei miei sentimenti per,lui, intende (troppo gentile!) mettermi in guardia? E possibile, secondo te, vedere la cosa in altro modo? - S, possibile; perch io la vedo in tutt'altro modo. Vuoi sentire come? - Molto volentieri. - Te lo dico in due parole. Miss Bingley capisce che il fratello innamorato di te ma vuole che sposi Miss Darcy. Lo segue in citt, con la speranza di trattenercelo, e cerca poi di persuaderci che non a te che pensa, ma all'altra. Jane scosse il capo. - Davvero, Jane, dovresti credermi. Chiunque vi abbia visto insieme non pu mettere in dubbio il suo affetto; sono certa che neanche Miss Bingley pu farlo: non cos sciocca. Se avesse scoperto che Mr Darcy provava per lei soltanto la met dell'amore che il fratello prova per te, avrebbe gi ordinato il corredo. Ma il fatto questo: noi non siamo n abbastanza ricchi n abbastanza altolocati per loro, e lei tanto pi ansiosa di far sposare Miss Darcy al fratello perch convinta che, combinato il primo matrimonio, le riesca poi pi facile combinare anche il secondo; idea certamente ingegnosa, che avrebbe, forse, qualche possibilit di successo, se non ci fosse di mezzo Miss de Bourgh. Ma, cara Jane, non crederai veramente che, perch Miss Bingley ti dice che suo fratello ammira molto Miss Darcy, egli sia per questo meno sensibile alle tue qualit di quanto lo era il giorno che partito; o che ella sia in grado, in qualche modo, di persuaderlo che, invece di essere innamorato di te, sia innamorato - anzi, innamoratissimo - della sua amica? - Se avessimo la stessa opinione di Miss Bingley, - replic Jane, - il tuo modo di rappresentare la cosa mi tranquillizzerebbe. Ma so che non cos: l'opinione che hai di lei ingiusta. Caroline incapace di ingannare deliberatamente qualcuno; e tutto ci che posso sperare, in questo caso, che lei stia ingannando se stessa. - Molto bene. Non avresti potuto avere un'idea migliore, dal momento che non vuoi accettare la mia: convinciti pure che stia ingannando se stessa, cos ti sentirai bene nei suoi confronti e non avrai pi niente di cui crucciarti. - Ma, sorellina cara, quale felicit potrei mai trovare, anche supponendo la migliore delle ipotesi, nell'accettare un uomo che le sorelle e gli amici desiderano vedere sposato a un'altra? - Questo devi deciderlo tu, - disse Elizabeth; - e se, riflettendoci a fondo, riterrai che il dispiacere di addolorare le sue sorelle possa essere maggiore della felicit di diventare sua moglie, ti consiglio di non pensare pi a lui.

- Come puoi dirmi questo? - disse Jane, sorridendo debolmente. - Sai bene che, per quanto addolorata dalla loro disapprovazione, non potrei esitare dinanzi a una scelta del genere. - Non pensavo affatto che avresti esitato; ed proprio perch le cose stanno cos che riesco a considerare la tua situazione senza compiangerti troppo. - Ma se egli non torna quest'inverno, la mia scelta non sar pi necessaria. Pu accadere di tutto in sei mesi. L'idea che non sarebbe pi tornato fu subito scartata da Elizabeth. Le sembrava, infatti, che un'ipotesi del genere fosse realizzabile soltanto nei desideri, non privi di interesse, di Caroline; e non riusciva a credere, neppure per un istante, che tali desideri, per quanto manifestati apertamente o in maniera subdola, potessero in qualche modo influenzare un giovane cos indipendente da tutto e da tutti. Disse alla sorella che cosa ne pensava, cercando di essere il pi convincente possibile, ed ebbe presto il piacere di constatare che aveva raggiunto il suo scopo. Il temperamento di Jane non era incline al pessimismo; ed ella fu gradualmente indotta a sperare - per quanto il timore che nasceva dall'affetto riuscisse spesso a prendere il sopravvento su una speranza tanto flebile - che Bingley sarebbe tornato a Netherfield per appagare tutti i desideri del suo cuore. Si misero d'accordo che Mrs Bennet avrebbe saputo soltanto della partenza della famiglia, senza venire in alcun modo allarmata riguardo alla condotta del giovane; cos fu, ma bast questa comunicazione parziale per destare in lei grande preoccupazione. Cominci a lamentarsi che era un vero peccato che le signore se ne fossero andate proprio mentre stava per nascere, tra le due famiglie, un rapporto di cos grande intimit. Dopo aver sospirato per un po', si consol pensando che Mr Bingley sarebbe tornato presto e sarebbe presto venuto a pranzo a Longbourn; e la conclusione di tutto fu la confortante dichiarazione che, pur avendolo invitato soltanto a un pranzo familiare, gli avrebbe fatto preparare due portate degne di un principe.

Capitolo ventiduesimo I Bennet furono invitati a pranzo dai Lucas; e, ancora una volta, Miss Lucas fu cos gentile da dedicare la maggior parte del suo tempo ad ascoltare Mr Collins. Elizabeth colse l'occasione per ringraziarla. - merito tuo se di buon umore, - disse. - Non so come esprimerti la mia gratitudine -. Charlotte assicur all'amica che esserle utile le procurava grande gioia e che questa gioia la ricompensava ampiamente del piccolo sacrificio del suo tempo. Era un pensiero davvero gentile; ma la premura di Charlotte andava pi in l di quanto pensasse Elizabeth: si proponeva nientemeno che di metterla al sicuro da ulteriori proposte di Mr Collins, attirandole su di s. Questo era il piano di Miss Lucas; e le cose andarono cos bene che, quando quella sera si salutarono, sarebbe stata quasi sicura del suo successo se egli non avesse dovuto lasciare tanto presto l'Hertfordshire. Ma aveva sottovalutato l'ardore e l'intraprendenza del giovane ecclesiastico: l'indomani mattina, Collins se la svign da Lngbourn, con ammirevole astuzia, e corse a Lucas Lodge per gettarsi ai piedi di Charlotte. Voleva evitare di incontrare le cugine perch era convinto che, se lo avessero visto partire, non avrebbero mancato di immaginare il suo intento, e non voleva renderlo noto finch non fosse stato certo anche dell'esito favorevole: per quanto sicuro e motivato, dato che Charlotte era stata piuttosto incoraggiante, non era riuscito, per, a sconfiggere dei tutto quella sottile diffidenza che l'avventura del mercoled gli aveva lasciato addosso. L'accoglienza fu, invece, pi lusinghiera del previsto. Miss Lucas lo vide avvicinarsi a casa da una finestra e subito usci per incontrarlo, come per caso, lungo il sentiero. Non avrebbe mai pensato che qui l'attendessero tanto amore e tanta eloquenza. Quando il fiume di parole di Mr Collins diede un po' di tregua, sistemarono ogni cosa con reciproca soddisfazione; e, quando entrarono in casa, egli la supplic ardentemente di indicargli il giorno in cui lo avrebbe reso il pi felice dei mortali. Miss Lucas non pot rispondergli, almeno per il momento, ma le sue intenzioni erano serie: non si sarebbe mai presa gioco dei sentimenti di un

uomo per bene. La stupidit che la natura aveva elargito a Mr Collins con tanta generosit, lo privava di qualunque fascino che potesse rendere la sua corte desiderabile agli occhi di una donna; e a Miss Lucas, che lo accettava unicamente per il puro e semplice desiderio di una sistemazione, non importava affatto in quanto tempo questa sistemazione sarebbe stata raggiunta. Il consenso fu subito richiesto a Sir William e a lady Lucas e, da loro, subito concesso. Accolsero con grande gioia la proposta di Mr Collins: per posizione e prospettive - straordinariamente rosee di futura ricchezza, Collins rappresentava un ottimo partito per la figlia, alla quale potevano dare ben poco in dote. Lady Lucas cominci subito a calcolare, con interesse mai dimostrato prima, quanti anni ancora sarebbe potuto vivere Mr Bennet; e sir William dichiar, con estrema convinzione, che, non appena Mr Collins fosse entrato in possesso di Longbourn, sarebbe stato opportuno che egli e la moglie venissero presentati a corte. L'intera famiglia era, insomma, esultante. Le figlie minori cominciarono a nutrire la speranza di fare il loro ingresso in societ un anno o due prima del previsto, e i ragazzi si sentirono inaspettatamente sollevati dal timore che Charlotte finisse zitella. Quanto a Charlotte, era abbastanza calma. Aveva raggiunto il suo scopo e aveva tutto il tempo per rifletterci. Nel complesso, poteva dirsi soddisfatta. Mr Collins non era n intelligente, n simpatico. La sua compagnia era noiosa, e i suoi sentimenti per lei puramente immaginari. Ma sarebbe stato suo marito. Pur non avendo mai avuto una grande opinione degli uomini e del matrimonio in genere, aveva sempre visto nel matrimonio lo scopo della sua vita, l'unica sistemazione possibile per una fanciulla ben educata ma di scarsa fortuna come lei, l'unica che, pur non garantendole la felicit, l'avrebbe per difesa dalla miseria. Adesso poteva considerarsi al sicuro e, a ventisette anni, senza mai essere stata bella, capiva di potersi considerare anche fortunata. Ci che, per, la preoccupava era la reazione di Elizabeth Bennet, alla cui amicizia teneva pi che a quella di chiunque altro. Elizabeth sarebbe stata, di certo, sorpresa e, forse, l'avrebbe disapprovata; e il pensiero di quella disapprovazione, pur non allontanandola dal fermo proposito di sposarsi, la faceva, per, soffrire. Decise di comunicarle lei stessa la notizia e, perci, fece promettere a Mr Collins che, quando sarebbe tornato a Longbourn per il pranzo, non avrebbe fatto il pi piccolo accenno dell'accaduto davanti ad alcuno della famiglia. La promessa fu facile da fare, ma non altrettanto facile da mantenere: la curiosit suscitata dalla lunga assenza esplose, al suo ritorno, in domande cos precise che gli ci volle una certa abilit per eluderle e, al tempo stesso, un grande spirito di abnegazione per tacere ci che era cos ansioso di rivelare a tutti: il suo grande e fortunato amore. Poich la mattina dopo sarebbe partito troppo presto per salutare i parenti, la cerimonia del commiato si svolse quando le signore si ritirarono per la notte; Mrs Bennet disse, con grande cortesia e cordialit, come sarebbero stati felici di rivederlo a Longbourn, se i suoi tanti impegni gli avessero permesso di tornare a trovarli. - Cara signora, - rispose Collins, - questo invito mi particolarmente grato perch speravo di riceverlo; e potete essere certa che ne approfitter non appena possibile. L'affermazione colse tutti di sorpresa; e Mr Bennet, che non riusciva in nessun modo a desiderare un ritorno cos sollecito, si affrett a chiedere: - Ma non credete, amico mio, che lady Catherine possa disapprovarvi? Fareste meglio a trascurare i parenti, piuttosto che correre il rischio di offendere la vostra protettrice. - Caro signore, - rispose Collins, - vi sono molto riconoscente per l'amichevole ammonimento e vi assicuro che non far un passo cos importante senza l'approvazione di sua signoria. - State attento, mi raccomando. Rischiate qualunque cosa, ma non la sua disapprovazione; e, se pensate che un vostro ritorno qui a Longbourn possa provocare una reazione del genere, cosa che ritengo tutt'altro che improbabile, rimanetevene pure tranquillamente a casa: noi non ci offendiamo. - Credetemi, caro signore: vi sono profondamente grato per il vostro affettuoso riguardo. State pur certo che riceverete una mia lettera di ringraziamento, non solo per questa, ma anche per ogni altra manifestazione di cortesia che mi avete cos generosamente prodigato durante il mio soggiorno nell'Hertfordshire. Quanto alle belle cugine, bench la mia assenza non durer cos a lungo da

renderlo necessario, mi prender la libert di augurare loro salute e felicit, non eccettuata la cugina Elizabeth. Dopo i convenevoli di circostanza, le signore si ritirarono, tutte egualmente sorprese di constatare che Mr Collins meditava un ritorno tanto sollecito. Mrs Bennet sper che fosse per rivolgere le sue attenzioni a una delle sorelle minori, nel qual caso, Mary sarebbe stata la candidata pi idonea. Tra tutte, era infatti quella che lo stimava di pi: lo considerava un giovane dai ragionamenti sorprendentemente solidi e, bench non lo ritenesse al suo stesso livello per intelligenza e perspicacia, pensava che, incoraggiato a leggere e a migliorarsi da un esempio come il suo, sarebbe potuto diventare un compagno ideale. L'indomani mattina, per, port un'amara sorpresa. Miss Lucas arriv a Longbourn poco dopo la prima colazione e, in un colloquio con Elizabeth, le raccont ci che era accaduto il giorno precedente. L'idea che Mr Collins potesse recitare la parte dell'innamorato con la sua migliore amica era gi balenata a Elizabeth nel corso degli ultimi due o tre giorni; ma che Charlotte potesse incoraggiare Mr Collins le pareva altrettanto assurdo quanto l'idea che a incoraggiarlo fosse lei stessa; il suo stupore fu, dunque, cos grande da farle oltrepassare tutti i limiti della convenienza. Istintivamente, esclam: - Fidanzata con Mr Coffins! Cara Charlotte, impossibile! La fermezza che Miss Lucas si era imposta per raccontare la sua storia cedette a un momentaneo imbarazzo nel ricevere un rimprovero cos diretto; ma, dato che non era pi di quanto si aspettasse, ella riacquist presto la propria sicurezza e rispose calma: - Perch sei tanto sorpresa, cara Eliza? Ti pare incredibile che Mr Collins possa conquistarsi la stima di una donna solo perch non ha avuto la fortuna di conquistare la tua? Elizabeth che, nel frattempo, aveva fatto il possibile per dominarsi, assicur all'amica, con bastante fermezza, che la prospettiva della loro unione le era molto gradita e che le augurava tutta la felicit possibile. - Capisco quello che provi, - rispose Charlotte; - devi essere sorpresa, molto sorpresa, dato che cos recentemente Mr Collins desiderava sposare te. Ma, quando avrai avuto tempo di riflettere, spero che approverai la mia decisione. Sai bene che non sono romantica. Non lo sono mai stata. Tutto ci che voglio sistemarmi nel migliore dei modi e, considerando il carattere, la parentela e la posizione di Mr Collins, sono convinta che le mie probabilit di essere felice con lui siano esattamente le stesse che potrebbe vantare la maggior parte della gente quando si sposa. Elizabeth rispose pacatamente - senza dubbio -; dopo una pausa di profondo imbarazzo tornarono fra gli altri. Charlotte non si trattenne a lungo, ed Elizabeth fu lasciata a riflettere su ci che aveva sentito. Le ci volle del tempo per abituarsi all'idea di un'unione cosa male assortita. La stranezza di Mr Collins, che aveva proposto il matrimonio a due diverse ragazze nel breve spazio di tre giorni, era niente in confronto al fatto che una di loro gli avesse detto di s. Aveva sempre saputo che le idee di Charlotte sul matrimonio non coincidevano esattamente con le sue, ma non avrebbe mai creduto possibile che, chiamata in causa, avrebbe sacrificato ogni suo sentimento migliore per il benessere materiale. Che umiliazione: Charlotte, moglie di Mr Collins! E al dolore di vedere un'amica abbassarsi a tanto e scadere nella sua stima, si aggiungeva la sconsolante convinzione che era impossibile che quell'amica trovasse la pi piccola felicit nel destino che si era scelta.

Capitolo ventitreesimo Elizabeth sedeva con la madre e le sorelle, pensierosa riguardo a ci che aveva sentito e incerta se fosse autorizzata a riferirlo, quando comparve sir William Lucas in persona, mandato dalla figlia ad annunciare il fidanzamento ai Bennet. Dopo un ampio preambolo, fatto di complimenti e di espressioni di soddisfazione per la prospettiva di una parentela fra le due case, rese nota la faccenda a un uditorio non solo stupito, ma addirittura incredulo; Mrs Bennet, con pi insistenza che

educazione, protest che doveva esserci un errore, e Lydia, sempre impulsiva e spesso scortese, esclam forte: - Buon Dio! Sir William, che state dicendo? Non sapete che Mr Collins vuole sposare Lizzy? Solo la diplomazia e la buona educazione di un uomo di corte avrebbero potuto rendere accettabile un trattamento del genere senza reazioni di sdegno, e sir William era troppo ben educato per reagire in altro modo se non con la tolleranza. Pur insistendo sulla fondatezza della sua comunicazione, sopport tutte le loro impertinenze con la pi paziente cortesia. A un certo punto, Elizabeth, sentendo il dovere di toglierlo da una situazione cos spiacevole, si fece avanti per confermare la notizia; annunci a tutti i presenti che lo aveva gi saputo dalla stessa Charlotte e, nel difficile tentativo di porre termine alle esclamazioni della madre e delle sorelle, si affrett a fare le pi calorose congratulazioni per il lieto evento - cosa nella quale fu prontamente imitata da Jane - e ad aggiungere una lunga serie di osservazioni sulla felicit che ci si poteva aspettare da questo matrimonio, sull'ottimo carattere di Mr Collins e sulla breve distanza che separava Hunsford da Londra. Mrs Bennet, sopraffatta dall'evidenza, tacque e, per tutto il tempo che sir William si trattenne, non aggiunse granch a quanto era gi stato detto. Non appena se ne fu andato, diede, per, libero sfogo ai suoi sentimenti: primo, torn a mettere in dubbio l'intera faccenda; secondo, si dichiar certissima che Mr Collins fosse stato accalappiato; terzo, era sicura che non sarebbero mai stati felici insieme; quarto, il matrimonio sarebbe potuto andare a monte. Dopo tanto parlare, giunse a due inevitabili conclusioni: Elizabeth era la causa di tutto quel guaio e, in tutto quel guaio, chi ci aveva davvero rimesso erano stati lei e i suoi poveri nervi, trattati da tutti, nessuno escluso, in modo addirittura barbaro. Su queste due dolenti note continu a insistere per il resto della giornata. Nulla pot consolarla e nulla pot calmarla, e non bast certo un giorno a placare il suo risentimento. Pass una settimana prima che potesse vedere Elizabeth senza rimproverarla; trascorse un mese prima che potesse parlare a sir William o a lady Lucas senza essere sgarbata; e ci vollero molti mesi prima che riuscisse a perdonare del tutto Charlotte. Mr Bennet ebbe una reazione molto pi tranquilla, addirittura positiva: si dichiar estremamente felice di aver scoperto che Charlotte Lucas, che aveva sempre ritenuto una ragazza intelligente, era sciocca quanto sua moglie e pi sciocca di sua figlia! Jane ammise di essere un po' sorpresa dall'inaspettato matrimonio, ma tralasci di parlare del suo stupore per esprimere il pi vivo desiderio di vederli felici; Elizabeth tent inutilmente di persuaderla che la cosa era alquanto improbabile. Kitty e Lidia erano ben lontane dall'invidiare Miss Lucas, perch Mr Collins non era altro che un ecclesiastico; e la cosa le interess soltanto in quanto novit da divulgare a Meryton. Lady Lucas non seppe rinunciare al trionfo di poter rinfacciare a Mrs Bennet la consolazione di avere una figlia ben maritata e venne a Longbourn pi spesso del solito a dire quanto era felice, bench i sorrisi acidi e le osservazioni maligne di Mrs Bennet fossero tali da scacciare qualsiasi felicit. Fra Elizabeth e Charlotte nacque un ritegno che port entrambe a evitare l'argomento, ed Elizabeth si convinse che non ci sarebbe stata mai pi, fra di loro, la confidenza e l'intimit di una volta. La sua delusione riguardo all'amica la fece avvicinare con pi tenera premura alla sorella: sicura che non avrebbe mai dovuto cambiare opinione sulla rettitudine e sulla delicatezza di Jane, diventava ogni giorno pi ansiosa perla sua felicit, perch Bingley, ormai partito da una settimana, non aveva fatto sapere ancora nulla del suo ritorno. Jane aveva risposto subito alla lettera di Caroline e contava i giorni nella trepidante attesa di riceverne un'altra. Il marted, arriv, invece, la lettera di ringraziamento promessa da Mr Collins: era indirizzata al padre e scritta con la solennit di una gratitudine che solo una permanenza di un anno in quella famiglia avrebbe potuto suscitare. Dopo essersi alleggerito la coscienza in proposito, passava a informarli, con espressioni rapite, della grande felicit che provava per aver conquistato l'affetto della loro amabile vicina, Miss Lucas, e spiegava poi che era unicamente nell'intento di godere della sua compagnia che aveva cos prontamente accettato il loro invito di vederlo di nuovo

a Longbourn, dove sperava di tornare due luned dopo; lady Catherine, aggiungeva, era cos entusiasta del matrimonio della figlia che desiderava avesse luogo il pi presto possibile. Questo non poteva che essere un argomento di indiscutibile forza per indurre la sua cara Charlotte a fissare una data molto vicina, data in cui avrebbe fatto di lui il pi felice degli uomini. La notizia che Mr Collins sarebbe tornato cos presto nell'Hertfordshire non fu pi motivo di gioia per Mrs Bennet. Al contrario, cominci a considerarla, al pari del marito, una vera e propria seccatura. Era molto strano che Mr Collins venisse a Longbourn invece di andare a Lucas Lodge; ed era anche estremamente inopportuno e noioso. Non tollerava l'idea di avere ospiti in casa mentre stava cos poco bene, e, inoltre, gli innamorati erano davvero insopportabili. Di questo si lamentava Mrs Bennet, e le sue lamentele cedevano il passo solo alla maggiore afflizione causata dalla prolungata assenza di Mr Bingley. N Jane n Elizabeth potevano dirsi pi tranquille al riguardo. I giorni passavano senza portar loro altre notizie che la voce, rapidamente diffusasi a Meryton, che Bingley non sarebbe tornato a Netherfield per tutto l'inverno; voce che irritava molto Mrs Bennet, e che Mrs Bennet non mancava di smentire come spudorata falsit. Persino Elizabeth cominci a temere, non che a Bingley non importasse di Jane, ma che le sorelle fossero riuscite a trattenerlo in citt. Per quanto cercasse di allontanare un'idea cos rovinosa per la felicit di Jane e cos poco onorevole per la costanza del suo innamorato, non pot evitare di pensarci spesso. Gli sforzi congiunti delle due spietate sorelle e dell'invadente amico, coadiuvati dall'indiscutibile fascino di Miss Darcy e dai divertimenti di Londra, potevano essere troppo, ella temeva, anche per un sentimento forte come quello del giovane Bingley. Quanto a Jane, la sua ansia era maggiore di quella di Elizabeth, ma riusciva a nasconderla e, perci, evitava di parlare dell'argomento persino con Elizabeth. Per delicatezza, Elizabeth faceva altrettanto. La madre, per, completamente a digiuno in materia di delicatezza, approfittava di ogni occasione per parlare di Bingley o manifestare impazienza per il suo arrivo o, addirittura, estorcere a Jane l'ammissione che, qualora non fosse tornato, ella avrebbe dovuto ritenere di essere stata trattata molto male. Fu necessaria tutta la ferma dolcezza di Jane per sopportare questi attacchi con serenit. Mr Collins torn puntualissimo due luned dopo, ma non fu accolto con la stessa cordialit della prima volta. Era troppo felice, per, per accorgersene; e, fortunatamente per gli altri, il dovere di corteggiare la sua amata lo assorb completamente, tenendolo lontano da Longbourn. Trascorreva quasi tutta la giornata a Lucas Lodge e, talvolta, tornava a Longbourn appena in tempo per scusarsi della sua assenza prima che la famiglia andasse a letto. Mrs Bennet era davvero in condizioni pietose. Il solo accenno a qualunque cosa che riguardasse il matrimonio la gettava in uno stato di angosciato malumore, e, dovunque andasse, era certa di sentirne parlare. La semplice vista di Miss Lucas la faceva inorridire. La guardava, con geloso odio, come colei che doveva succederle in quella casa. Se Charlotte veniva a trovarli, lo faceva per anticipare il momento del possesso; se parlava a bassa voce con Mr Collins, parlava della propriet di Longbourn e di scacciare lei e le figlie di casa non appena fosse morto Mr Bennet. Di questo era convinta Mrs Bennet; di questo si lament amaramente con il marito. - Davvero, Bennet, - disse, - molto triste pensare che Charlotte Lucas diventer padrona di questa casa, che io sar costretta a lasciarla fare e che dovr vivere solo per vederla prendere il mio posto! - Cara, non abbandonarti a pensieri cos foschi. Speriamo che vada tutto per il meglio. Speriamo che possa essere io a sopravviverti. Questa non fu certo una risposta consolante per Mrs Bennet; perci, invece di replicare, continu a lamentarsi. - Non posso sopportare l'idea che debbano avere tutta questa propriet. Se non fosse per l'eredit, non me ne importerebbe tanto. - Di che cosa non ti importerebbe tanto? - Non mi importerebbe di nulla. - Ringraziamo il cielo che ti ha preservata da uno stato di tale insensibilit.

- Non devo ringraziare proprio nessuno, Mr Bennet, riguardo all'eredit. Non so come si possa avere la coscienza di permettere che una propriet venga vincolata e tolta alle proprie figlie; e tutto a favore di Mr Collins, poi! Perch deve averlo lui piuttosto che un altro? - Lascio a te il compito di indovinarlo, - replic Mr Bennet.

Capitolo ventiquattresimo La lettera di Miss Bingley arriv e pose termine a ogni dubbio. Cominciava con l'informazione che sarebbero tutti rimasti a Londra per l'inverno e finiva esprimendo il rimpianto del fratello per non aver avuto il tempo di presentare i suoi omaggi agli amici dell'Hertfordshire prima di lasciare la campagna. La speranza era svanita, completamente svanita; e, quando Jane lesse il resto, trov poco che la potesse consolare, al di fuori dell'affetto professato dalla scrivente. La lettera non era altro che un continuo elogio di Miss Darcy: Caroline ne decantava le molte qualit; si vantava con gioia della crescente intimit che c'era fra di loro e osava predire il compimento dei desideri che aveva svelato nella lettera precedente. Il fratello era ospite di casa Darcy, e Mr Darcy aveva grandi progetti riguardo a certi nuovi arredamenti della sua splendida dimora. Caroline ne era entusiasta. Elizabeth, alla quale Jane rifer subito il contenuto della lettera, ascolt con tacita indignazione. Il suo cuore era diviso tra la preoccupazione per la sorella e il risentimento contro tutti gli altri. All'asserzione di Caroline, circa l'inclinazione del fratello per Miss Darcy, non prest fede. Non dubitava, pi di quanto non avesse mai dubitato in passato, che egli fosse veramente invaghito di Jane, ma, per quanto avesse sempre avuto un'alta opinione di lui, non poteva pensare senza collera, e quasi senza disprezzo, a quella leggerezza di carattere e a quella mancanza di volont che ora lo rendevano schiavo dei piani degli amici e lo inducevano a sacrificare la sua felicit al capriccio dei loro desideri. Se si fosse trattato solo della sua felicit, era padrone di comportarsi come meglio credeva; ma si trattava anche della felicit di Jane, e di questo doveva rendersene conto. Era un argomento, insomma, su cui riflettere a lungo, anche se, forse, inutilmente. Non riusciva a pensare ad altro; non riusciva a capire che cosa fosse accaduto, se il sentimento di Bingley si era davvero spento o era stato semplicemente soffocato dall'intervento degli amici; se Bingley era consapevole di ci che provava Jane o ne era completamente all'oscuro; in ogni caso, per quanto ciascuna di queste ipotesi mutasse l'opinione che poteva farsi di lui, la situazione di Jane rimaneva la stessa, la sua pace ugualmente turbata. Pass qualche giorno prima che Jane avesse il coraggio di parlare dei suoi sentimenti con Elizabeth; ma, alla fine, una volta che Mrs Bennet le lasci sole, dopo una sfuriata pi lunga del solito contro Netherfield e il suo padrone, non pot trattenersi dal dire: - Oh, se la nostra cara mamma sapesse contenersi! Non pu avere idea del dolore che mi reca parlando continuamente di lui. Ma non voglio lamentarmi. Non pu durare a lungo. Lo dimenticheremo e saremo tutti come prima. Elizabeth guard la sorella con affettuosa incredulit ma non parl. - Tu non mi credi, - esclam Jane, arrossendo leggermente. - Ma sbagli. Potr ricordarlo come l'uomo pi amabile che abbia mai conosciuto, ma questo tutto. Non ho nulla da sperare n da temere e nulla da rimproverarmi con lui. Grazie a Dio, questo dolore mi viene risparmiato. Perci, mi ci vorr un po' di tempo... ma mi riprender... Poi, con voce pi ferma, aggiunse: - Almeno ho il conforto di pensare che non stato altro che un errore della mia fantasia e che non ho fatto male ad altri che a me. - Cara Jane, - esclam Elizabeth, - sei troppo buona. La tua dolcezza e il tuo disinteresse sono veramente angelici; non so che cosa dirti. Ho la sensazione di non aver mai capito prima quanto sei speciale e di non averti mai voluto bene come meriti. Jane neg con fermezza di essere qualcosa di speciale e disse che era solo per affetto che la sorella le attribuiva meriti tanto straordinari.

- No, - disse Elizabeth, - non vero. Tu pensi sempre bene di tutti e ti offendi se dico male di qualcuno. Quando io, invece, penso bene di te e ti dico che sei perfetta, tu ti ribelli. Non aver paura che io esageri, o che usurpi la tua prerogativa di considerare tutti con benevolenza. Non ne hai bisogno. Ci sono poche persone a cui voglio davvero bene, e ce ne sono ancora meno di cui penso bene. Pi conosco il mondo, e meno mi piace; e, ogni giorno che passa, mi convinco sempre di pi dell'incoerenza degli uomini e della scarsa fiducia che si pu avere di ci che sembra merito o intelligenza. Ne ho avuto due esempi recentemente: il primo, non lo voglio nominare; l'altro il matrimonio di Charlotte. E inspiegabile! Da qualunque punto di vista, inspiegabile! - Cara Lizzy, non abbandonarti a sentimenti del genere. Distruggeranno la tua felicit. Cerca di tener conto della differenza delle situazioni e dei temperamenti. Considera la buona posizione sociale di Mr Collins e il carattere prudente e fermo di Charlotte. Ricordati che lei fa parte di una famiglia numerosa, e che lui, dal punto di vista economico, un ottimo partito, e cerca di credere, per amore di entrambi, che forse Charlotte ha una certa considerazione e una certa stima di nostro cugino. Pur di farti piacere, crederei qualsiasi cosa, ma so che questo non sarebbe di aiuto a nessuno; se credessi davvero che Charlotte ha della considerazione per lui, avrei della sua intelligenza un'opinione persino peggiore di quella che ho del suo cuore. Cara Jane, Mr Collins un uomo presuntuoso, tronfio, gretto e stupido, e tu questo lo sai quanto me; e devi convincerti quanto me che, se una donna decide di sposarlo, lo fa perch non pensa o, perlomeno, non pensa nel giusto modo. Non puoi difenderla, nemmeno se Charlotte Lucas. Non puoi, per amore di una persona, alterare il significato di certi principi morali o, addirittura, di un valore come l'integrit e nemmeno cercare di convincere te stessa o me che l'egoismo prudenza e l'incoscienza del pericolo una garanzia di felicit. - Trovo che li giudichi entrambi troppo severamente, - replic Jane; - e spero che te ne convincerai vedendoli felici insieme. Ma non di questo che voglio continuare a parlare. Prima hai fatto un'altra allusione. Hai accennato a due esempi. Non voglio fraintenderti, ma ti supplico, cara Lizzy: se di quella persona che stavi parlando, non biasimarla e non considerarla scaduta nella tua stima; mi daresti un grande dolore. Non dobbiamo essere sempre cos pronti a credere che gli altri ci offendano volontariamente. Non ci si pu aspettare che un giovane brillante e intraprendente riesca sempre a essere guardingo e prudente. Spesso non che la nostra vanit, a illuderci. Noi donne attribuiamo all'ammirazione un'importanza maggiore di quanto non abbia in realt. - E gli uomini fanno di tutto perch ci avvenga. - Se lo fanno di proposito, non sono giustificabili; ma non credo che siano sempre cos maliziosi. - Sono ben lontana dall'attribuire una qualunque malizia alla condotta di Mr Bingley, - replic Elizabeth; - ma, anche senza voler ferire o rendere infelici gli altri, si possono commettere degli errori e creare delle infelicit. Bastano la spensieratezza, la mancanza di riguardo per i sentimenti degli altri e la mancanza di volont a far si che ci avvenga. - E tu gli attribuisci una di queste colpe? - Si, la mancanza di volont. Ma se continuassi, ti procurerei un dispiacere: ti direi ci che penso di persone che stimi. Fermami finch sei in tempo. - Insisti dunque nel supporre che le sorelle lo abbiano influenzato. - S, e anche il suo amico. - Non riesco a crederlo. Perch dovrebbero cercare di influenzarlo? Non possono desiderare che la sua felicit; e, se vuole bene a me, nessun'altra donna potr mai renderlo felice. - E qui che sbagli. Possono desiderare molte altre cose oltre la sua felicit: che accresca la sua ricchezza, che migliori la sua posizione sociale o che sposi una ragazza in grado di procurargli denaro, parentele illustri e prestigio. - Senza dubbio desiderano che scelga Miss Darcy, - rispose Jane; - ma questo pu derivare da sentimenti pi nobili di quanto credi. La conoscono meglio di me; non c' da stupirsi che le vogliano pi bene. Qualunque sia il loro desiderio, per molto improbabile che abbiano ostacolato quello del fratello. Quale sorella si prenderebbe mai la libert di farlo, a meno che non ci siano delle

ragioni ben gravi? Se credessero davvero che mi vuole bene, non cercherebbero di separarci; e, se davvero egli me ne volesse, non ci riuscirebbero. Tu dai per scontato che questo affetto esista e, di conseguenza, fai apparire tutti anormali e ingiusti e fai soffrire me. Non addolorarmi con un'idea del genere. Non mi vergogno di essermi illusa... o per lo meno non mi importa; non niente in confronto a ci che sentirei pensando male di lui o delle sorelle. Lasciami vedere tutto nella luce migliore, l'unica che renda l'intera faccenda comprensibile e accettabile. Elizabeth non pot opporsi a questo desiderio; e, da quel momento, il nome di Mr Bingley non fu quasi pi pronunciato fra di loro. Mrs Bennet continu a lamentarsi e a meravigliarsi che egli non fosse ancora tornato; e, bench non passasse giorno senza che Elizabeth gliene spiegasse chiaramente la ragione, pareva poco probabile che sarebbe riuscita a considerare la cosa con meno perplessit. La figlia si sforz di convincerla di ci a cui lei per prima non credeva, e cio che le attenzioni di Bingley per Jane fossero semplicemente il risultato di una simpatia comune e passeggera, cancellata dalla lontananza; ma, bench accettata come verosimile sul momento, la stessa versione doveva essere inevitabilmente ripetuta ogni giorno. La pi grande consolazione di Mrs Bennet era che Mr Bingley sarebbe tornato l'estate seguente. Mr Bennet consider la faccenda diversamente. - A quanto vedo, Lizzy, - disse un giorno, - tua sorella ha un dispiacere d'amore. Mi congratulo con lei. Non c' niente che piaccia di pi a voi ragazze (a esclusione del matrimonio, naturalmente) dell'avere, di tanto in tanto, un dispiacere d'amore. qualcosa che vi fa sentire vive, un segno di distinzione agli occhi delle amiche. E tu? Quando sar il tuo turno? Non vorrai mica farti sorpassare da Jane. Dacci sotto, Lizzy. Ci sono abbastanza ufficiali a Meryton per deludere tutte le ragazze della zona. Wickham potrebbe fare al caso tuo. E un tipo affascinante e ti pianterebbe in modo davvero encomiabile. - Grazie, ma mi accontenterei di un uomo meno affascinante. Non possiamo pretendere di avere tutte la fortuna di Jane. - E vero, - ammise Mr Bennet; - ma consolante pensare che, qualunque cosa del genere vi accada, avete una tenera madre che ne saprebbe fare una tragedia. La compagnia di Mr Wickham fu provvidenziale per allontanare la malinconia che le ultime, sfortunate vicende avevano gettato su molti membri della famiglia di Longbourn. Lo vedevano spesso, e, alle altre sue qualit, si aggiungeva ora quella di una completa franchezza. Tutto ci che Elizabeth sapeva gi, la triste storia dei diritti ingiustamente calpestati da Mr Darcy e delle sofferenze che ne erano derivate, diventava ora di dominio pubblico e, come tale, veniva discusso e commentato da tutti; e tutti erano lieti di constatare quanto avessero avuto ragione a trovare antipatico Mr Darcy gi prima di venire a conoscenza di questa faccenda. Jane era la sola a supporre che ci fossero circostanze ignote alla gente dell'Hertfordshire, circostanze che potessero spiegare un comportamento del genere: il suo dolce e saldo candore la portava sempre a cercare delle attenuanti e delle giustificazioni e ad ammettere la possibilit di errori o malintesi; da tutti gli altri, per, Mr Darcy era visto come il peggiore degli uomini.

Capitolo venticinquesimo Dopo una settimana trascorsa tra dichiarazioni d'amore e progetti di felicit, arriv il sabato, e Mr Collins fu costretto a separarsi dalla sua cara Charlotte. Il dolore della separazione poteva, per, essere alleviato, almeno per quanto concerneva lui, dai preparativi per ricevere la sposa, perch aveva motivo di sperare che, subito dopo questo suo ritorno nell'Hertfordshire, sarebbe stato fissato il giorno che lo avrebbe reso il pi felice degli uomini. Si conged dai parenti di Longbourn con la stessa solennit della prima volta: augur di nuovo salute e felicit alle belle cugine e promise un'altra lettera di ringraziamento a Mr Bennet. Il luned seguente, Mrs Bennet ebbe il piacere di ricevere suo fratello con la moglie, che venivano, come al solito, a passare il Natale a Longbourn. Mr Gardiner era un uomo intelligente, signorile,

molto superiore alla sorella tanto per indole quanto per educazione. Le signore di Netherfield non avrebbero mai creduto che un uomo che viveva di commercio, vicino ai propri magazzini, potesse essere cos bene educato e piacevole. Mrs Gardiner, di parecchi anni pi giovane di Mrs Bennet e di Mrs Philips, era una donna affabile, intelligente ed elegante ed era la grande prediletta delle nipoti di Longbourn. Un affetto particolare la legava alle due maggiori, che erano spesso sue ospiti in citt. La prima cosa che Mrs Gardiner si preoccup di fare, al suo arrivo a Longbourn, fu distribuire i regali e descrivere le ultime novit della moda. Dopodich, il suo ruolo divenne passivo, e le tocc ascoltare. Mrs Bennet aveva molto da raccontare e molto di cui lamentarsi. Erano stati tutti trattati in modo orribile dall'ultima volta che aveva visto la cognata. Due delle sue figlie erano state sul punto di sposarsi, e poi era sfumata ogni cosa. - Non ne faccio una colpa a Jane, - continu, - perch Jane avrebbe sposato Mr Bingley, se avesse potuto. Ma Lizzy! Cara cognata, ben triste pensare che a quest'ora potrebbe gi essere la moglie di Mr Collins, se non fosse stato per i suoi capricci. E proprio in questa stanza che ha ricevuto e che ha rifiutato la proposta di quel bravo giovane. La conseguenza di tutto ci che lady Lucas avr una figlia sposata prima di me e che la propriet di Longbourn pi vincolata che mai. I Lucas sono molto furbi. Vivono solo per arraffare. Mi dispiace dir questo di loro, ma cos. Mi rende molto nervosa e infelice essere cos contrariata nell'ambito della mia stessa famiglia e avere dei vicini che pensano a s prima che agli altri. Il tuo arrivo mi di grande consolazione in questo triste momento, e sono molto contenta di sentire quello che hai detto sulle maniche lunghe. Mrs Gardiner, alla quale molte di queste notizie erano gi state date nel corso della sua corrispondenza con Jane ed Elizabeth, si limit a una risposta piuttosto vaga e, per amore delle nipoti, cambi argomento. Quando pi tardi si trov sola con Elizabeth, torn a parlarne. - A quanto ho sentito, era un buon partito per Jane, - disse. - Mi dispiace che sia andato tutto a morire. Purtroppo, per, queste cose accadono, e spesso! facile che un giovane come Mr Bingley si invaghisca per qualche settimana di una bella ragazza come Jane e, quando il caso li separa, la dimentichi con altrettanta disinvoltura. Questo genere di incostanza molto frequente. - un'ottima consolazione, a modo suo, - osserv Elizabeth; - ma non per noi. Non di "caso" che si tratta, in questa situazione. Non stato il caso a persuadere un giovane indipendente e ricco a dimenticare la ragazza di cui, fino a pochi giorni prima, era ardentemente innamorato. stata l'interferenza di un amico. - Che cosa intendi quando dici "ardentemente innamorato"? un'espressione cos sfruttata; cos incerta e vaga che rende a malapena l'idea. La usiamo troppo di frequente, e spesso senza distinguere se solo di un sentimento nato dopo mezz'ora di conoscenza che stiamo parlando, o se di un vero e proprio affetto. Dimmi, ti prego: fino a che punto era ardente l'amore di Mr Bingley? - Non ho mai visto un affetto pi promettente; non badava pi a nessuno ed era preso solo da lei. A ogni incontro la cosa diventava sempre pi palese e accentuata. Al ballo che ha dato, ha offeso due o tre signorine non invitandole a ballare; e io stessa gli ho parlato due volte senza che mi rispondesse. Potrebbero esserci sintomi pi lampanti? Non forse la scortesia verso tutti gli altri l'essenza stessa dell'amore? - Oh, si! Di quella specie d'amore che immagino egli abbia provato. Povera Jane! Mi dispiace per lei, perch con il suo carattere non si consoler tanto presto. Sarebbe stato meglio che fosse capitato a te, Lizzy; ci avresti riso sopra con pi facilit. Ma credi che si lascer convincere a venire a Londra con noi? Un cambiamento d'ambiente potrebbe farle bene... e, forse, trovarsi lontana da casa le gioverebbe pi di ogni altra cosa. Elizabeth fu molto lieta della proposta e pens che la sorella l'avrebbe accettata con altrettanta gioia. - Spero, - aggiunse Mrs Gardiner, - che non sar trattenuta dal pensiero di quel giovane. Abitiamo in una parte cos diversa della citt, le nostre conoscenze sono cos diverse e, come sai, usciamo cos

poco, che molto improbabile che possano incontrarsi, a meno che egli non venga proprio a cercarla. - Impossibile: al momento sotto la tutela dell'amico, e Mr Darcy non gli permetterebbe mai di andare a trovare Jane in una simile zona di Londra! Cara zia, come potete pensarlo? Mr Darcy pu anche aver sentito parlare di un luogo come Gracechurch Street, ma se dovesse recarvisi, sia pure per una sola volta, non gli basterebbe un mese di abluzioni per purificarsi; e potete esser certa che Mr Bingley non si muove mai senza di lui. - Tanto meglio. Spero proprio che non si incontrino. Ma Jane non in corrispondenza con la sorella di lui? Lei non potr fare a meno di venirla a trovare. - Lascer cadere la relazione. Nonostante questa certezza, e nonostante la certezza, persino pi forte, che a Bingley venisse impedito di vedere Jane, Elizabeth sentiva, per, che non tutto era perduto: a pensarci bene, rimaneva ancora qualche speranza. Per una ragazza attraente come Jane sarebbe stato, infatti, tutt'altro che impossibile - anzi, tutt'altro che improbabile - riaccendere l'affetto di Bingley e vincere l'influenza dell'amico o delle sorelle. Jane accett con piacere l'invito della zia e, nel farlo, pens ai Bingley solo per sperare che, dato che Caroline non viveva nella stessa casa del fratello, avrebbe potuto trascorrere qualche mattinata con lei senza correre il rischio di incontrare lui. I Gardiner si trattennero a Longbourn una settimana; e, tra i Philips, i Lucas e gli ufficiali, non pass giorno senza che fossero impegnati. Mrs Bennet aveva predisposto ogni cosa con cos tanta cura, per il divertimento del fratello e della cognata, che non pranzarono mai fra di loro in famiglia. Quando si rimaneva in casa, c'era sempre qualche ufficiale che veniva invitato, e Mr Wickham era tra questi; e, in tali occasioni, Mrs Gardiner, messa sull'avviso dai grandi elogi che gliene faceva Elizabeth, osservava attentamente. Non che reputasse i due giovani veramente innamorati - per lo meno, a guardarli, non lo sembravano - ma c'era tra di loro una simpatia piuttosto evidente; ci la rendeva inquieta, e decise che, prima di partire dall'Hertfordshire, avrebbe affrontato l'argomento con Elizabeth e le avrebbe fatto capire quanto fosse imprudente incoraggiare una simile inclinazione. A Mrs Gardiner, Wickham piaceva non solo per le sue amabili qualit, ma anche per un'altra ragione. Dieci o dodici anni prima, quando non era ancora sposata, ella aveva trascorso un certo periodo di tempo nella zona del Derbyshire, dove Wickham era nato. Avevano, perci, molte conoscenze in comune; e, bench dopo la morte del padre di Darcy, avvenuta cinque anni prima, Wickham vi fosse tornato solo raramente, era per ancora in grado di darle, sul conto delle conoscenze di un tempo, informazioni pi fresche di quanto ella riuscisse a procurarsi da sola. Mrs Gardiner aveva visto Pemberley e conosciuto di fama il defunto Mr Darcy, cosa che offriva un inesauribile argomento di conversazione. Confrontare il suo ricordo di Pemberley con la minuta descrizione che poteva farne Wickham e dare il suo tributo di lodi alla reputazione del defunto proprietario fu, perci, motivo di piacere non soltanto per lei, ma anche per il giovane ufficiale. Informata del modo in cui l'attuale Mr Darcy lo aveva trattato, cerc di ricordare che cosa si diceva a proposito del carattere di quel signore, quando era ancora un ragazzo, e se c'era qualcosa che potesse spiegare la sua condotta da allora in poi e, alla fine, fu certa di aver sentito parlare, a quel tempo, di Mr Fitzwilliam Darcy come di un ragazzo molto orgoglioso e di pessimo carattere.

Capitolo ventiseiesimo Quando le si present l'occasione di parlare da sola con la nipote, Mrs Gardiner l'ammoni garbatamente e, dopo averle detto, in tutta sincerit, quel che pensava, aggiunse: - Sei una ragazza troppo intelligente, Lizzy, per innamorarti soltanto perch ti si mette in guardia dal farlo; perci non ho paura di parlarti con la massima franchezza. Vorrei che stessi attenta. Non lasciarti trascinare e non trascinare lui in un affetto che la mancanza di mezzi renderebbe

imprudente. Non ho nulla da dire contro di lui: un giovane molto interessante, e, se avesse la fortuna che meriterebbe, non potresti trovare di meglio. Ma cos come stanno le cose... non devi lasciarti trascinare dalla fantasia. Tu hai buon senso, e ci aspettiamo tutti che lo usi. Sono certa che tuo padre si fida delle tue decisioni e della tua condotta. Non devi deludere tuo padre. - Cara zia, questo si chiama parlare seriamente. - S, e spero di indurti a comportarti con altrettanta seriet. - Bene, allora non dovete preoccuparvi. Bader a me e anche a Mr Wickham. Non si innamorer di me, se io non vorr. - Elizabeth, adesso non sei seria. - Vi chiedo scusa. Cercher di esserlo. Per il momento non sono innamorata di Mr Wickham; no, non lo sono affatto. Tuttavia devo riconoscere che lo considero l'uomo pi adorabile che abbia mai conosciuto... e, se dovesse innamorarsi di me... beh, spero proprio che non accada. Capisco l'imprudenza della cosa. Oh, quell'odioso Mr Darcy! L'opinione che mio padre ha di me mi fa molto onore; e, se dovessi deluderlo, ne sarei desolata. Mio padre, per, non imparziale con Mr Wickham. Insomma, cara zia, mi dispiacerebbe molto recare un dolore a qualcuno di voi; ma sai bene anche tu che, quando tra due giovani c' del vero affetto, difficilmente la momentanea mancanza di mezzi li trattiene dal fidanzarsi; come posso, dunque, prometterti che mi comporterei in modo pi saggio di tanti miei coetanei, qualora venisse anche a me questa tentazione? E come posso, addirittura, sapere che sarebbe davvero saggio resistere? Perci, tutto quello che posso promettere di non precipitare le cose. Non precipiter le cose credendo di essere il suo principale pensiero. Quando sar con lui, non mi lascer andare a desideri impossibili. Insomma, far del mio meglio. - Forse sarebbe bene che tu non lo incoraggiassi a venire qui cos spesso. Per lo meno non dovresti ricordare a tua madre di invitarlo. - Come ho fatto l'altro giorno, - ammise Elizabeth, con un sorriso consapevole; - certo sar bene che, da oggi in poi, mi astenga dal fare ancora una cosa del genere. Non crediate, per, che Mr Wickham venga qui cos spesso. E soltanto per voi che stato invitato tante volte, questa settimana. Conoscete le idee di mia madre circa la necessit di avere continuamente degli invitati per i suoi ospiti. In ogni caso, vi prometto di impegnarmi sul serio a fare ci che riterr pi saggio e, con questo, spero che siate soddisfatta. La zia le assicur che lo era; e, dopo che Elizabeth l'ebbe ringraziata per la sua premura, si lasciarono: meraviglioso esempio di come si possa dare un consiglio su un argomento tanto delicato senza provocare risentimento alcuno. Mr Collins torn nell'Hertfordshire poco dopo la partenza dei Gardiner e di Jane; ma, poich fu ospitato dai Lucas, il suo arrivo non rec grande disturbo ai Bennet. Il matrimonio era sempre pi vicino, e, alla fine, l'inconsolabile Mrs Bennet non pot fare altro che rassegnarsi a ritenerlo inevitabile e addirittura a dichiarare, in tono assolutamente forzato, che augurava loro di essere felici - Le nozze dovevano aver luogo gioved, e mercoled Mrs Lucas fece la sua visita di addio; quando si alz per accomiatarsi, Elizabeth, dispiaciuta per gli auguri sgarbati e riluttanti della madre e sinceramente commossa, l'accompagn fuori della stanza. Mentre scendevano le scale, Charlotte le disse: - Spero di ricevere spesso tue notizie, Elizabeth. - Le riceverai, non preoccuparti. - E devo chiederti un altro favore. Verrai a trovarmi? - Spero che ci vedremo spesso nell'Hertfordshire. - poco probabile che per qualche tempo lasci il Kent; perci, promettimi di venire a Hunsford. Elizabeth non pot rifiutare, bench prevedesse che la visita sarebbe stata tutt'altro che piacevole. - Mio padre e Maria verranno da me a marzo, - aggiunse Charlotte, - e spero che sarai dei loro. Davvero, Eliza, per me sarai sempre la benvenuta come una della mia famiglia. Il matrimonio ebbe luogo: lo sposo e la sposa partirono per il Kent direttamente dalla chiesa e tutti fecero e ascoltarono i commenti che sempre ricorrono in un'occasione del genere. Elizabeth

ricevette presto notizie dall'amica, e la corrispondenza riprese, regolare e frequente, come una volta; ma la confidenza che sempre le aveva unite era ormai inesorabilmente perduta. Elizabeth se ne rendeva conto ogni volta che le scriveva e, bench decisa a non rallentare la corrispondenza, continuava a scriverle pi per amore di ci che era stato che per amore di ci che era. Apr le prime lettere di Charlotte con grande impazienza: era curiosa di sapere come avrebbe parlato della nuova casa e di lady Catherine, e fino a che punto avrebbe osato dichiararsi felice. Dopo averle lette, si rese per conto che Charlotte si esprimeva esattamente come previsto: con la gioia e la soddisfazione di una giovane sposa accolta con tutti gli onori, circondata da tutti gli agi e che non trova alcunch da ridire su cose o persone o luoghi. La casa, la mobilia, l'ambiente e le strade, tutto era di suo gusto, e il contegno di lady Catherine era affabile e cortese. Era la descrizione di Hunsford e di Rosings gi fatta da Mr Collins, solo ragionevolmente smorzata; ed Elizabeth si rese conto che avrebbe dovuto aspettare di andare nel Kent per sapere il resto. Jane le aveva gi scritto qualche riga per annunciarle di essere arrivata bene a Londra; e, quando le scrisse di nuovo, Elizabeth sper di avere notizie riguardo ai Bingley. La sua impazienza per questa seconda lettera fu ricompensata come lo , di solito, qualsiasi impazienza. Jane era stata una settimana in citt senza aver visto Caroline n sentito nulla di lei. Lo spiegava, per, supponendo che la sua ultima lettera, spedita da Longbourn all'amica, fosse andata smarrita. La zia, - continuava, - si recher domani da quella parte della citt, e coglier l'occasione per fermarmi a Grosvenor Street. Scrisse di nuovo dopo la visita a Miss Bingley. Caroline non mi parsa di buon umore, - erano le sue parole, - ma stata molto lieta di vedermi e mi ha rimproverato di non averle fatto sapere che sarei venuta a Londra. Perci avevo ragione; la mia ultima lettera non le mai arrivata. Ho chiesto di suo fratello, naturalmente. Sta bene, ma cos impegnato con Mr Darcy che lo vedono appena. Aspettavano a pranzo Miss Darcy: quanto avrei voluto conoscerla! La mia visita, per, non durata a lungo perch Caroline e Mrs Hurst stavano per uscire. Credo che verranno presto a trovarmi. Leggendo questa lettera, Elizabeth scosse la testa: solo un caso avrebbe potuto svelare a Mr Bingley che Jane era in citt. Passarono quattro settimane, e Jane non lo vide. Si sforz di convincere se stessa che non gliene importava niente; ma, ciononostante, non pot continuare a non rilevare l'assoluta indifferenza di Miss Bingley nei suoi confronti. Dopo averla aspettata ogni mattina per quindici giorni e aver inventato ogni sera una nuova scusa per giustificare il suo comportamento, finalmente Miss Bingley apparve; ma si trattenne cos poco, e per di pi con un atteggiamento cos diverso dal solito, che Jane non pot continuare a ingannare se stessa pi a lungo. Nella lettera che scrisse alla sorella in quell'occasione parl apertamente dei suoi sentimenti in proposito: Sono certa che la cara Lizzy non vorr vantarsi di aver avuto pi giudizio di me, se le confesso di essermi completamente sbagliata riguardo all'atteggiamento di Miss Bingley nei miei confronti. Ma, cara sorellina, bench i fatti ti diano ragione, non credermi ostinata se continuo a dire che, considerando il suo precedente modo di fare, la mia fiducia era altrettanto naturale del tuo sospetto. Non comprendo affatto perch desiderasse diventare mia amica; ma, se mi trovassi di nuovo nella stessa situazione, sono sicura che, di nuovo, mi ingannerei. Caroline non mi ha restituito la visita fino a ieri e, nel frattempo, non mi ha mandato nemmeno un biglietto, nemmeno una riga. Quando venuta, si vedeva benissimo che era qui per puro dovere; si scusata in modo vago e convenzionale per non essere venuta prima e non ha fatto il minimo accenno al desiderio di rivedermi; mi apparsa cos cambiata, sotto tutti i punti di vista, che, quando se ne andata, ero assolutamente decisa a non continuare questa relazione, La compatisco, anche se non posso fare a meno di biasimarla. Ha sbagliato perch stata lei a cercarmi come amica: tutti i tentativi di amicizia sono partiti da lei. Al tempo stesso, per, la compatisco perch deve rendersi conto di aver agito male e perch sono certa che la causa di tutto la sua preoccupazione per il fratello. Non occorre che aggiunga altro; e, bench sappiamo che questa preoccupazione del tutto ingiustificata, non

possiamo che attribuire a essa - se davvero ci che Caroline sente - il suo comportamento nei miei confronti; tanto l'affetto che prova per il fratello che naturale, e al tempo stesso apprezzabile, che sia preoccupata per lui. Non posso, per, fare a meno di meravigliarmi che abbia di questi timori proprio adesso, perch se a lui fosse importato minimamente di me, ci saremmo gi visti da molto, molto tempo. Da ci che Caroline mi ha raccontato, ho dedotto che il fratello sa che mi trovo in citt; eppure, dal suo modo di parlare mi sembrato che non fosse del tutto convinta - ma che stesse tentando di convincersi - della preferenza di Mr Bingley per Miss Darcy. Non riesco a capire. Se non temessi di formulare un giudizio avventato, direi quasi che, in tutto questo, c' una certa aria di finzione; mi sforzo, per, di bandire ogni pensiero doloroso e di concentrarmi solo su ci che pu rendermi felice: il tuo affetto e l'immutabile tenerezza dello zio e della zia. Mandami presto tue notizie. Caroline ha accennato che il fratello non torner pi a Netherfield e che lascer la casa, ma non ne era certa. In ogni caso, meglio non parlarne. Sono molto lieta che tu riceva notizie cos buone dai nostri amici di Hunsford. Vai a trovarli con sir William e Maria. Sono sicura che sar un'esperienza piacevole. Tua ecc. La lettera rattrist Elizabeth; a consolarla intervenne, per, il pensiero che Jane non si sarebbe pi lasciata ingannare, per lo meno non da Caroline. Quanto a Charles Bingley, da lui non ci si poteva, ormai, aspettare pi niente. Elizabeth non desiderava neanche pi che le sue attenzioni per Jane si ravvivassero. A ogni nuova considerazione, gli appariva sempre pi piccolo e meschino; e, come punizione per lui e possibile bene per Jane, sper ardentemente che sposasse al pi presto la sorella di Mr Darcy, il che, secondo quanto aveva detto Wickham, gli avrebbe fatto rimpiangere amaramente ci che aveva respinto. Nel frattempo Mrs Gardiner ricord alla nipote la promessa data riguardo a Wickham e le chiese notizie in proposito; Elizabeth, di notizie, ne aveva, ma tali da far piacere pi alla zia che a lei. La simpatia che il giovane sembrava nutrire nei suoi confronti si era esaurita, le sue attenzioni erano cessate, ed egli corteggiava un'altra. Elizabeth aveva buon senso a sufficienza per accorgersene e altrettanto carattere per ammetterlo e scriverne senza eccessivo rimpianto. Il suo cuore era stato soltanto sfiorato, e la sua vanit era stata comunque appagata dal pensiero che sarebbe toccato a lei il ruolo di prescelta, se solo il denaro lo avesse permesso. L'improvvisa eredit di diecimila sterline costituiva il maggior fascino della signorina alla quale Wickham rivolgeva ora le sue attenzioni; ma Elizabeth, forse meno obiettiva verso se stessa di quanto non lo fosse stata verso Charlotte, non biasimava il desiderio di indipendenza del giovane ufficiale. Al contrario, riteneva che non potesse esserci nulla di pi naturale e dava atto a Wickham che la decisione che aveva preso, pur non facile, era per saggia e opportuna per entrambi. Per questo motivo, gli augurava tutta la felicit possibile. Di tutto ci mise al corrente Mrs Gardiner; e, dopo aver riferito i fatti, aggiunse: Capisco ora, cara zia, di non essermi mai davvero innamorata di lui; perch se avessi provato veramente quella pura e nobile passione, in questo momento detesterei anche il suo nome e gli augurerei tutto il male possibile. Invece i miei sentimenti sono non solo cordiali verso di lui, ma addirittura imparziali verso Miss King. Non riesco proprio a odiarla o a non considerarla un'ottima ragazza. Come vedi, non si trattava di amore. Il mio buon senso stato prezioso, al riguardo; e, pur sapendo che apparirei molto pi interessante agli occhi di tutti i miei conoscenti, se, a questo punto, fossi pazzamente innamorata di lui, non posso dire che mi dispiaccia rimanere nell'anonimato come creatura assolutamente insignificante. Diventare importanti, a volte, costa troppo caro. Kitty e Lydia prendono molto pi a cuore di me la sua diserzione. Sono ancora troppo giovani per capire come va il mondo e non sono ancora giunte all'umiliante scoperta che i bei ragazzi hanno bisogno di qualcosa per vivere proprio come quelli brutti.

Capitolo ventisettesimo Gennaio e febbraio trascorsero, per la famiglia di Longbourn, senza avvenimenti di grande rilievo e senza altre distrazioni che qualche passeggiata a Meryton, ora nel fango, ora nel freddo. Marzo

condusse Elizabeth a Hunsford. Dapprima non aveva pensato seriamente di andarci; poi, invece, accorgendosi quanto Charlotte ci tenesse, cominci a valutare la cosa come sempre pi probabile e, addirittura, piacevole. L'assenza aveva accresciuto il suo desiderio di rivedere Charlotte e affievolito il suo disgusto per Mr Collins e, inoltre, la prospettiva di un viaggio le riusciva gradita: con una madre e delle sorelle come le sue, la vita familiare era tutt'altro che facile e, dunque, cambiare aria per un po' di tempo le avrebbe sicuramente giovato. Per di pi, in quest'occasione, avrebbe potuto anche fare una capatina da Jane; insomma, man mano che si avvicinava il giorno della partenza, si rendeva sempre pi conto quanto le sarebbe dispiaciuto un rinvio. Tutto si svolse, per, senza intoppi, e finalmente ogni cosa fu sistemata secondo il programma iniziale di Charlotte. Elizabeth avrebbe accompagnato sir William e la secondogenita, e si sarebbero fermati a Londra per una notte, decisione questa che, aggiunta al programma iniziale, lo rese perfettamente conforme ai desideri della giovane Bennet. Il suo unico dispiacere consisteva nel lasciare il padre, che avrebbe sicuramente sentito la sua mancanza e che, al momento della partenza, si mostr cos poco contento che le chiese di scrivergli e quasi le promise di risponderle. Il saluto fra lei e Mr Wickham fu perfettamente amichevole, specialmente da parte di lui. La sua conquista del momento non poteva fargli dimenticare che Elizabeth era stata la prima a suscitare e a meritare la sua attenzione, la prima ad ascoltarlo e a compatirlo, la prima a essere ammirata; e nel modo in cui la salut, augurandole di divertirsi, ricordandole quel che poteva aspettarsi da lady Catherine de Bourgh, e confidando che la loro opinione su di lei - come, d'altronde, la loro opinione su chiunque - avrebbe coinciso, c'erano una sollecitudine e un interesse che la fecero sentire unita a lui dal pi sincero affetto. Ella parti convinta che, sposato o scapolo, Wickham sarebbe sempre rimasto il suo ideale di uomo da amare. I compagni di viaggio dell'indomani non erano tali da farglielo dimenticare. Sir William Lucas e la figlia Maria, una ragazza buona ma dalla testa vuota come il padre, non avevano niente di interessante da dire e vennero ascoltati pressappoco con lo stesso piacere con cui si poteva ascoltare il rumore della carrozza. A Elizabeth piacevano le stramberie, ma conosceva troppo bene quelle di sir William. Non aveva niente di nuovo da raccontarle sulle meraviglie della presentazione a corte e del cavalierato, e le sue cortesie erano fruste come i suoi argomenti. Era un viaggio di sole ventiquattro miglia, e lo cominciarono cos di buon'ora da giungere a Gracechurch Street verso mezzogiorno. Quando si fermarono davanti alla porta di Mr Gardiner, Jane stava sbirciando dalla finestra del salotto nell'ansiosa attesa del loro arrivo; quando entrarono, era gi nel corridoio per dar loro il benvenuto. Elizabeth, scrutandola in viso con preoccupazione, fu lieta di trovarla di ottimo aspetto. Sulle scale furono accolti da una schiera di ragazzini e di ragazzine che, per l'impazienza di vedere la cugina, non avevano saputo rimanere in salotto, ma, per timidezza, dato che non la vedevano da un anno, non osavano scendere dabbasso. Tutto era gioia e tenerezza. La giornata trascorse nel modo pi piacevole; la mattina nel trambusto e in compere, la sera a teatro. Elizabeth riusc a sedersi vicino alla zia. Per prima cosa le chiese della sorella e fu pi addolorata che stupita di sentire che Jane, bench avesse sempre lottato per farsi coraggio, attraversava dei periodi di abbattimento. C'era da sperare, per, che non sarebbero durati ancora a lungo. Mrs Gardiner le descrisse poi la visita di Miss Bingley a Gracechurch Street e le rifer le conversazioni che, di tanto in tanto, aveva avuto con Jane dopo quel giorno, e che provavano come Jane avesse cancellato dal suo cuore quell'amicizia. Infine, prese scherzosamente in giro la nipote per la diserzione di Wickham e si congratul con lei per il modo in cui l'aveva presa. - Ma dimmi, cara Elizabeth, - aggiunse, - che ragazza Miss King? Mi dispiacerebbe pensare che il nostro amico abbia agito per pura venalit.- Suvvia, cara zia, che differenza c', in sede matrimoniale, tra venalit e prudenza? Dove finisce la discrezione e dove comincia l'avarizia? A Natale avevate paura che mi sposasse, perch sarebbe

stato imprudente, e adesso, solo perch cerca di conquistare una ragazza che possiede diecimila sterline, lo considerate venale. - Quando mi avrai detto che genere di ragazza Miss King, sapr cosa pensare. - una buonissima ragazza, credo. Non ho mai sentito parlare male di lei. - Ma Wickham non le ha rivolto la minima attenzione finch la morte del nonno non l'ha resa padrona di quel patrimonio. - No: perch avrebbe dovuto? Se non gli era concesso di conquistare il mio affetto perch non avevo denaro, perch avrebbe dovuto fare la corte a una ragazza di cui non gli importava niente e che era povera come me? - Ma mi sembra indelicato che le rivolga le sue attenzioni subito dopo un avvenimento del genere. - Un uomo ridotto in miseria non ha tempo per tutte le eleganti formalit che gli altri possono permettersi. Se non ci trova nulla da obiettare lei, perch dovremmo farlo noi? - Il fatto che lei non obietti nulla, non giustifica lui. Mostra soltanto che le manca qualcosa: intelligenza o sensibilit. - Bene, - esclam Elizabeth, - prendetela come volete. Lui deve essere venale e lei stupida. - No, Lizzy, non cos che voglio prenderla. Mi dispiacerebbe, sai, pensare male di un giovane che vissuto cos a lungo nel Derbyshire. - Oh, se per questo, io ho una ben meschina opinione dei giovani che vivono nel Derbyshire; e i loro amici intimi, che abitano nell'Hertfordshire, non valgono granch di pi. Non ne posso pi di tutti quanti. Grazie al cielo domani andr a trovare un uomo che non ha n qualit, n educazione, n intelligenza. In fondo, gli stupidi sono i soli che valga la pena di conoscere. - Sta' attenta, Lizzy; questo discorso ha un forte sapore di delusione. Prima che la commedia finisse, Elizabeth ebbe, per, l'inattesa gioia di essere invitata ad accompagnare lo zio e la zia in un giro di piacere che si proponevano di fare in estate. - Non abbiamo ancora deciso fin dove arriveremo, - le anticip Mrs Gardiner; - probabilmente, ai laghi. Nessuna prospettiva sarebbe potuta apparirle pi gradevole, ed Elizabeth accett l'invito con tutta la prontezza e la riconoscenza possibili. - Cara, cara zia, - esclam entusiasta; - che piacere! Che gioia! Mi ridate nuova vita e nuova forza. Addio delusioni e malinconie. Che cosa sono gli uomini in confronto alle rocce e alle montagne? Oh, che belle ore passeremo! E, quando torneremo, non saremo come gli altri viaggiatori che non sono mai in grado di raccontare nulla. Noi sapremo dove siamo stati: ricorderemo quello che abbiamo visto. Laghi, monti e fiumi non si mescoleranno nella nostra immaginazione; e, quando cercheremo di descrivere qualche paesaggio particolare, non dovremo discutere per decidere dove si trovava. I nostri racconti saranno certo meno noiosi di quelli della maggior parte dei viaggiatori.

Capitolo ventottesimo Nel secondo giorno di viaggio, ogni cosa apparve nuova e interessante a Elizabeth. Era di ottimo umore: aveva trovato la sorella cos bene da escludere ogni timore per la sua salute, e, inoltre, la prospettiva del viaggio nel nord era fonte di continua gioia. Quando lasciarono la strada maestra per il sentiero di Hunsford, tutti gli occhi si misero alla ricerca della casa parrocchiale, aspettandosi, a ogni svolta, di vederla apparire. Da una parte la strada era fiancheggiata dalla palizzata del parco di Rosings. Elizabeth sorrideva al ricordo di tutto ci che aveva sentito riguardo ai suoi abitanti. Finalmente la videro. Il giardino declinante verso la strada, la casa che sorgeva nel mezzo, i pali verdi e le siepi di alloro, tutto indicava che stavano per arrivare. Mr Collins e Charlotte apparvero sulla porta, e la carrozza si ferm, tra cenni e sorrisi, davanti al piccolo cancello che introduceva al breve viale di accesso. I passeggeri scesero in fretta, e tutti si salutarono con gioia e cordialit. Mrs Coffins accolse l'amica con il pi vivo piacere, e, davanti a tanto affetto, Elizabeth non pot fare a

meno di sentirsi sempre pi contenta di essere venuta. Not che i modi del cugino non erano cambiati dopo il matrimonio: con la stessa, solenne cortesia di sempre, la trattenne per qualche minuto al cancello per informarsi su tutta la famiglia. Poi, senza altro indugio se non una breve sosta per ammirare la signorile semplicit dell'ingresso, furono introdotti in casa; e non appena in salotto, il padrone di casa diede loro, per la seconda volta, il solenne benvenuto nella sua umile dimora e insist nell'offrire qualche rinfresco ripetendo le stesse parole che, pochi minuti prima, aveva gi detto sua moglie. Elizabeth si era preparata a vederlo in tutta la sua gloria e non pot fare a meno di pensare che, nel mostrare le proporzioni, l'aspetto e l'arredamento della stanza, il tronfio cugino si rivolgesse in particolare a lei, quasi volesse farle capire tutto quello che aveva perso respingendolo. Ma, il fatto che ogni cosa, li dentro, conferisse un'idea di pulizia e comodit non fu sufficiente a strappare a lei neanche il pi piccolo sospiro di pentimento e, di conseguenza, a gratificare lui in alcun modo; Elizabeth guard, anzi, con una certa meraviglia l'amica chiedendosi come potesse avere un'aria cos lieta con un simile compagno. Ogniqualvolta Mr Collins diceva qualcosa di cui la moglie avrebbe potuto, a ragione, vergognarsi - il che non avveniva certo di rado - Elizabeth volgeva involontariamente gli occhi a Charlotte. Charlotte arrossi, una o due volte ; ma, per lo pi, riusc saggiamente a cavarsela fingendo di non sentire. Dopo aver ammirato tutti i pezzi della mobilia della stanza, dalla credenza al paracenere, e aver fatto il resoconto del viaggio e di tutto ci che era accaduto a Londra, gli ospiti furono invitati da Mr Collins a fare un giretto nel giardino, che era grande e ben disposto, e della cui cura si occupava personalmente. Coltivarlo era una delle sue pi grandi passioni; Elizabeth ammir l'impassibilit con cui Charlotte descrisse gli effetti salutari di questa attivit nella quale confess di incoraggiare il pi possibile il marito. Facendosi strada tra viali e sentieri, senza quasi lasciare agli ospiti il tempo di formulare le lodi che tanto sollecitava, Mr Collins si profuse in descrizioni cos minuziose del paesaggio circostante da togliere a tutti la voglia di godere della sua grande bellezza. Conosceva ogni singolo campo, in qualsiasi direzione si trovasse, e sapeva da quanti alberi era composto anche il pi lontano boschetto. Ma, tra tutti i panorami che il suo giardino o la regione o, addirittura, il Regno potevano vantare, nessuno era paragonabile alla visione di Rosings; si apriva, in una radura tra gli alberi che cintavano il parco, quasi dirimpetto a casa sua. Era un bell'edificio moderno, ben collocato su un terreno rialzato. Dal giardino, Mr Collins avrebbe voluto condurre gli ospiti nei suoi due prati; ma le signore, che non avevano scarpe adatte ad affrontare i resti di una brinata, tornarono indietro; e, mentre sir William proseguiva con lui, Charlotte accompagn la sorella e l'amica a casa, ben lieta di poterla finalmente mostrare senza l'ingombrante aiuto del marito. Era piuttosto piccola, ma ben costruita e confortevole; e tutto era sistemato e ordinato con un'eleganza e una praticit che Elizabeth attribu interamente a Charlotte. Quando si riusciva a dimenticare Mr Collins, c'era una vera atmosfera di benessere, e vedendo come Charlotte godeva di quel benessere, Elizabeth suppose che egli venisse dimenticato spesso. Aveva gi saputo che lady Catherine era ancora in campagna. Se ne parl di nuovo durante il pranzo, quando Mr Collins anticip: - S, Miss Elizabeth, avrete l'onore di vedere lady Catherine de Bourgh domenica prossima in chiesa, e non occorre che vi dica che ne sarete entusiasta. una nobildonna affabile e condiscendente, e non dubito che vi far l'onore di dedicarvi una parte della sua attenzione quando l'ufficio sar finito. Non esito quasi ad affermare che vorr includere voi e mia cognata Maria negli inviti di cui ci onorer durante la vostra permanenza. Il suo modo di fare nei confronti della mia cara Charlotte incantevole. Pranziamo a Rosings due volte la settimana e non ci permette mai di tornare a casa a piedi. La carrozza di sua signoria sempre pronta per noi: dovrei dire una delle carrozze, perch ne possiede parecchie. - Lady Catherine una donna rispettabile e intelligente, - aggiunse Charlotte, - ed una vicina molto premurosa.

- Giustissimo, cara. proprio come dici. Appartiene a quel genere di nobildonne verso le quali nessuna deferenza eccessiva. Trascorsero la serata a chiacchierare sulle novit dell'Hertfordshire e a ripetere ci che era gi stato scritto. Quando si ritir nella solitudine della sua camera, Elizabeth pot meditare sul grado di felicit raggiunto da Charlotte: era abile nel guidare il marito, riusciva a mantenersi estremamente calma nel sopportarlo, e, dunque - doveva riconoscerlo - sapeva fare molto bene il suo dovere di moglie. Cominci anche a immaginare come avrebbe trascorso la permanenza a Hunsford, il quieto andamento delle consuete occupazioni, le irritanti intromissioni di Mr Collins e il divertimento dei ricevimenti a Rosings. La sua vivace immaginazione cavalc lontano. Verso la met del giorno seguente, mentre era in camera a prepararsi per una passeggiata, un chiasso improvviso le rivel che l'intera casa era in subbuglio; dopo essere rimasta un momento in ascolto, senti qualcuno precipitarsi di sopra e chiamarla forte. Apr la porta e incontr sul pianerottolo Maria che, senza fiato per l'agitazione, le gridava: - Oh, Eliza, fa presto, e scendi in sala da pranzo, perch c' un tale spettacolo da vedere! Non voglio dirti che cos'. Fa presto e scendi subito. Elizabeth cerc invano di saperne di pi, ma Maria non volle aggiungere altro; scesero nella sala da pranzo, che dava sul viottolo, a vedere di che cosa si trattasse: due signore ferme in un piccolo faeton davanti al cancello. - Tutto qui? - esclam Elizabeth. - Mi aspettavo per lo meno che i maiali fossero entrati in giardino, e non c' altro che lady Catherine con la figlia! - No! - disse Maria, scandalizzata dell'errore, - non lady Catherine, cara. La pi anziana Mrs Jenkinson, che abita con loro. L'altra Miss de Bourgh. Guardala, che creaturina. Chi avrebbe mai detto che potesse essere cos piccola e esile! terribilmente maleducata a tenere Charlotte fuori di casa con tutto questo vento. Perch non entra? - Oh, Charlotte dice che non lo fa quasi mai. E un favore eccezionale quando Miss de Bourgh entra in casa. - Mi piace il suo aspetto, - disse Elizabeth colpita da un'altra idea. - Sembra malaticcia e cattiva. S, andr benissimo per lui. Sar proprio la moglie che gli ci vuole. Mr Collins e Charlotte erano entrambi ritti al cancello in conversazione con le signore; e sir William, con grande spasso di Elizabeth, si era fermato sulla porta, in attenta contemplazione della magnificenza che gli stava davanti, e si inchinava regolarmente ogni volta che Miss de Bourgh guardava dalla sua parte. Finalmente non ebbero pi nulla da dirsi; le signore partirono, e gli altri rientrarono in casa. Mr Collins, non appena vide le due ragazze, cominci a congratularsi con loro per essere tanto fortunate; Charlotte si affrett a spiegare che, l'indomani, sarebbero tutti andati a pranzo a Rosings. Avevano avuto il grande onore di un invito.

Capitolo ventinovesimo Grazie a quest'invito, il trionfo di Mr Collins pot dirsi completo. Mostrare gli splendori della sua protettrice ai visitatori ammirati, e far loro vedere quanto lady Catherine fosse cortese verso di lui e verso la moglie, era la cosa che pi desiderava al mondo; e il fatto che una tale opportunit gli venisse offerta con tanta sollecitudine costituiva un cos grande esempio della magnanimit di lady Catherine che Collins non sapeva come compiacersene abbastanza. - Ammetto, - disse, - che non sarei stato affatto sorpreso se sua signoria ci avesse invitato domenica a prendere il t e a passare la serata a Rosings. Anzi, conoscendo la sua affabilit, mi aspettavo un invito del genere. Ma chi avrebbe mai potuto prevedere un atto di cos grande generosit? Chi avrebbe mai potuto immaginare che avremmo ricevuto un invito a pranzo - e per di pi un invito che includeva tutta la compagnia - cos subito dopo il vostro arrivo?

- Io ne sono meno sorpreso, - rispose sir William, - perch, grazie alla mia posizione, ho avuto l'opportunit di conoscere il modo di fare dei nobili. Simili esempi di squisita educazione non sono cos insoliti a corte. Per tutto il resto del giorno e tutta la mattina seguente non si parl quasi d'altro che della visita a Rosings. Mr Collins li inform accuratamente di ci che li aspettava, affinch non fossero sopraffatti dalla vista di sale cos grandiose, di domestici cos numerosi e di un pranzo cos sontuoso. Quando le signore si separarono per andare a vestirsi, disse a Elizabeth: - Non vi preoccupate, cara cugina, per il vostro abbigliamento. Lady Catherine ben lontana dal pretendere in noi l'eleganza che distingue una nobildonna del suo rango. Vi consiglierei soltanto di mettervi i vostri abiti pi belli, perch non si pu presentare un'occasione migliore per usarli. Lady Catherine non avr certo minore considerazione di voi se vi vede vestita con semplicit. Gradisce, anzi, che si osservi la distanza dovuta al suo rango. Mentre si vestivano, si avvicin pi volte alle varie porte a raccomandare di far presto perch lady Catherine sarebbe stata molto contrariata se fossero arrivati in ritardo per il pranzo. Voci cos impressionanti sulla magnificenza di sua signoria e del suo modo di vivere spaventarono Maria Lucas, ancora poco avvezza alla societ; la giovane fin, dunque, per attendere la presentazione a Rosings con la stessa apprensione con cui il padre aveva atteso quella a corte. Dato che era una bella giornata, decisero di attraversare a piedi il parco. Fu una passeggiata piacevole, di circa mezzo miglio, e, come ogni parco che si rispetti, anche quello di Rosings aveva bellezza e panorami da offrire ai suoi visitatori. Elizabeth vide molte cose che le piacquero, ma non riusc ad andare in estasi come Mr Collins si aspettava, e non fu affatto impressionata dall'enumerazione delle finestre sulla facciata della casa e dal resoconto di quanto ogni singola vetrata era costata in origine a sir Lewis de Bourgh. Mentre salivano la scalinata che conduceva all'ingresso, l'apprensione di Maria cresceva a vista d'occhio, e nemmeno sir William poteva dirsi perfettamente calmo. Il coraggio di Elizabeth, invece, non venne meno. Non aveva mai sentito nessuno parlare di lady Catherine come di una creatura al di fuori dell'ordinario, dotata di chiss quali strani poteri o miracolose virt; e, per ci che concerneva il puro sfarzo di denaro e di rango al quale, a breve, avrebbe dovuto assistere, pensava di essere abbastanza forte da incassare il colpo senza alcuna trepidazione. Dalla sala d'ingresso, di cui Mr Collins indic, con aria rapita, l'elegante proporzione e le raffinate decorazioni, seguirono i domestici, attraverso un'anticamera, nella stanza dove si trovavano lady Catherine, la figlia e Mrs Jenkinson. Sua signoria, con grande degnazione, si alz per riceverli; e poich Mrs Collins aveva stabilito con il marito che si sarebbe assunta lei il compito delle presentazioni, queste si svolsero in modo semplice e diretto, senza nessuna delle scuse e nessuno dei ringraziamenti che egli avrebbe ritenuto necessari. Nonostante fosse stato a corte, sir William era cos intimidito dagli splendori che lo circondavano, che seppe soltanto fare un profondissimo inchino e sedere senza dire una parola; la figlia, spaventata fino a essere quasi fuori di s, sedette sull'orlo di una sedia senza sapere dove guardare: Elizabeth fu, invece, all'altezza della situazione e si mantenne sufficientemente calma da osservare, con assoluta obiettivit, le tre signore che aveva davanti. Lady Catherine era una donna alta e robusta, dai lineamenti marcati che una volta potevano essere stati belli. Aveva un'aria tutt'altro che affabile, e il suo modo di ricevere i visitatori non era tale da far dimenticare loro la grande inferiorit di rango. Non che si trincerasse in un silenzio che avrebbe potuto spaventare chiunque le fosse davanti, ma, qualsiasi cosa dicesse, la diceva in tono cos autoritario da far sentire la sua boria. A Elizabeth venne subito in mente Mr Wickham; da quanto pot vedere in quel lungo giorno, si rese conto che lady Catherine era esattamente come il giovane ufficiale l'aveva descritta. Dopo averla osservata con attenzione e aver rilevato, nel viso e nel portamento, una vaga somiglianza con Mr Darcy, volse gli occhi su Miss de Bourgh e ne rimase stupita quasi quanto ne era rimasta stupita Maria: che creatura minuta e fragile che era la figlia di lady Catherine! Non somigliava affatto alla madre, n nella persona, n nel volto: aveva un colorito pallido e un'aria

malaticcia; i suoi lineamenti, pur non essendo brutti, erano, per, insignificanti. Parlava pochissimo e, per la maggior parte, a bassa voce con Mrs Jenkinson, una donna dall'aspetto assolutamente normale la cui unica preoccupazione era il benessere della giovane rampolla: ascoltava solo ed esclusivamente ci che ella diceva e spostava in continuazione il parafuoco per proteggerle gli occhi dalla luce eccessiva della fiamma. Dopo qualche minuto, furono tutti invitati ad ammirare il panorama dalla finestra: mentre lady Catherine li avvertiva che era molto pi bello da vedersi in estate, Mr Collins prese l'iniziativa e si incaric di segnalarne le grandi particolarit. Il pranzo fu straordinariamente sfarzoso, corredato da tutti i domestici e tutte le argenterie che Collins aveva promesso. Non solo. Proprio come da sua previsione, fu messo a capotavola per volere di lady Catherine e, da quel momento in poi, sembr che niente avrebbe potuto turbare il suo immenso appagamento: la vita non sarebbe potuta essere pi generosa con lui! Tagli, mangi e lod con estasiata solerzia; e, ai fastosi elogi che riserv a ogni singola portata, fece eco la voce compiaciuta di sir William, che ora si era rimesso abbastanza da ripetere pedissequamente tutto ci che diceva il genero. La cosa era a tal punto insopportabile che Elizabeth si stup di quanto fosse tollerante lady Catherine. Sua signoria, al contrario, sembrava compiaciuta da tanto sperpero di ammirazione e si degnava di sfoggiare graziosi sorrisi, soprattutto quando apparivano sulla tavola portate che gli ospiti non avevano mai visto prima. Al di l di questo, la conversazione, per, languiva. Elizabeth, pronta a parlare qualora le si fosse presentata l'occasione, sedeva tra Charlotte e Miss de Bourgh la prima era completamente assorbita da lady Catherine, e la seconda non le rivolse parola per l'intero pranzo. Mrs Jenkinson, pi che altro preoccupata per lo scarso appetito e l'incerta salute di Miss de Bourgh, pass tutto il tempo a incitarla a provare qualche altro piatto nel timore che mangiasse troppo poco e che non si sentisse bene. Maria non era neanche sfiorata dal pensiero di poter parlare, e i due signori non facevano altro che continuare a mangiare e ad ammirare. Quando tornarono in salotto, le signore ebbero poco altro da fare al di fuori dell'ascoltare lady Catherine, che parl ininterrottamente finch giunse il caff, formulando, su ogni singolo argomento, un giudizio cos netto e deciso da trasmettere alle sue ascoltatrici l'inequivocabile impressione di essere una donna per niente abituata a venire contraddetta. S'inform familiarmente e minuziosamente delle preoccupazioni domestiche di Charlotte e le diede un'infinit di consigli per risolverle nel migliore dei modi; in una famiglia piccola come la sua, ogni cosa doveva essere seguita con cura e il bestiame allevato con grande attenzione. Le diede precise istruzioni in proposito. Elizabeth not che a sua signoria non sfuggiva proprio niente di tutto quanto potesse fornirle l'occasione per dettar legge agli altri. Tra un discorso e l'altro con Mrs Collins, rivolse diverse domande a Maria e a Elizabeth, ma specialmente a quest'ultima, di cui conosceva meno la parentela e che, come disse a Mrs Collins, le sembrava una ragazza molto simpatica e graziosa. Le chiese, in diverse riprese, quante sorelle avesse, se erano maggiori o minori, se qualcuna stesse per sposarsi, se erano belle, dove avevano ricevuto la loro istruzione, che tipo di carrozza possedeva il padre e qual era il nome da ragazza della madre. Pur trovando queste domande piuttosto indiscrete, Elizabeth rispose con molto garbo. Non contenta, lady Catherine and avanti: - Da quanto ho capito, la propriet di vostro padre vincolata a Mr Collins. Per voi, - disse rivolgendosi a Charlotte, - ne sono lieta; ma non vedo la ragione di escludere le donne dall'eredit di una propriet. Nella famiglia di sir Lewis Bourgh una cosa del genere non mai stata contemplata. Sapete suonare e cantare, Miss Bennet? - Un po'. - Oh, allora... una di queste volte saremo lieti di ascoltarvi. Abbiamo un ottimo pianoforte. Probabilmente migliore del ... dovete provarlo. Le vostre sorelle suonano e cantano? - Una sola. -Perch non tutte? Dovreste avere imparato tutte. Le signorine Webbs suonano tutte, e il loro padre non ha una rendita pari alla vostra. Sapete disegnare? - No, affatto. - Come, nessuna di voi?

- Nessuna. - molto strano. Ma immagino che ve ne sia mancata l'occasione. Vostra madre avrebbe dovuto portarvi in citt ogni primavera: li che ci sono i migliori maestri. - Mia madre avrebbe voluto, ma mio padre detesta Londra. - La vostra istitutrice vi ha lasciato? - Non abbiamo mai avuto un'istitutrice. - Senza istitutrice! Come possibile? Cinque figlie allevate in casa senza istitutrice! Non ho mai sentito una cosa simile. Vostra madre deve essersi resa quasi schiava della vostra educazione. Elizabeth trattenne a stento un sorriso, mentre la rassicurava in proposito. - Allora chi vi ha istruite? Chi vi ha curate? Senza istitutrice, sarete state sempre trascurate. - In confronto a certe famiglie, credo di s: ma, a quelle di noi che desideravano studiare, non sono mai mancati i mezzi. Siamo sempre state incoraggiate a leggere e abbiamo avuto tutti i maestri necessari. A quelle che hanno preferito non fare niente, stata data la possibilit di non fare assolutamente niente. - S, certo: ma proprio per questo che serve un'istitutrice; e, se avessi conosciuto vostra madre, le avrei consigliato molto seriamente di prenderne una. Ho sempre detto che non si pu far nulla, in fatto di educazione, senza un insegnamento risoluto e regolare, e questo non pu che essere impartito da un'istitutrice. Non sapete quante famiglie ho aiutato al riguardo. Mi fa sempre piacere dare una mano a una brava giovane. Quattro nipoti di Mrs Jenkinson si sono sistemate in modo magnifico grazie a me; e, solo l'altro giorno, ho raccomandato un'altra giovane, il cui nome mi era stato fatto per caso, e ora la famiglia me ne molto grata. Mrs Collins, vi ho raccontato che lady Metcalfe venuta ieri a trovarmi per ringraziarmi? Trova che Miss Pope sia un tesoro. "Lady Catherine, - ha detto, - mi avete dato un tesoro". Qualcuna delle vostre sorelle minori, Miss Bennet, va gi in societ? - S, signora, tutte. - Tutte! Come, tutte e cinque insieme? Stranissimo! E voi siete solo la seconda. Le sorelle minori in societ prima che le maggiori siano sposate! Le vostre sorelle minori saranno molto giovani. - S, la minore non ha ancora sedici anni. Forse lei troppo giovane per stare in societ, ma penso, signora, che sarebbe davvero crudele negare alle sorelle minori compagnia e divertimento solo perch le maggiori non possono o non vogliono sposarsi. L'ultima nata ha lo stesso diritto di godersi la giovinezza della prima. Ed essere tenuta in casa per un motivo del genere! Non credo che sarebbe il modo migliore per accrescere l'affetto e i buoni sentimenti fra sorelle. - In fede mia, - replic lady Catherine, - esprimete il vostro parere con grande fermezza, per essere cos giovane. Prego, quanti anni avete? - Con tre sorelle minori gi della mia altezza, - rispose Elizabeth sorridendo, - non so come sua signoria possa aspettarsi che confessi la mia et. Lady Catherine parve addirittura sbalordita di non ricevere una risposta diretta, ed Elizabeth sospett di essere la prima persona che avesse mai osato scherzare con tanta dignitosa indiscrezione: - Non potete aver pi di vent'anni, ne sono certa: perci non avete bisogno di nascondere la vostra et. - Ne ho quasi ventuno. Quando gli uomini le raggiunsero, e tutti ebbero preso il t, furono sistemati i tavolini da gioco. Lady Catherine, sir William, Mr e Mrs Coffins sedettero al quadriglio; e, poich Miss de Bourgh volle giocare a cassino, le due ragazze ebbero l'onore di completare, con Mrs Jenkinson, il suo tavolo. Fu una noia mortale. Non scambiarono una sola parola che non si riferisse al gioco, tranne quando Mrs Jenkinson espresse i suoi timori riguardo al fatto che Miss de Bourgh avesse troppo caldo o troppo freddo o troppa o troppo poca luce. Ben di pi accadeva all'altro tavolo. Lady Catherine ne era l'indiscussa regina: non la smetteva pi di parlare, ora rilevando gli errori dei suoi compagni, ora narrando uno dei tanti aneddoti che la vedevano protagonista assoluta. Mr Collins era completamente assorbito da sua signoria: approvava qualunque cosa dicesse, la ringraziava per ogni

gettone che gli capitava di vincere e si scusava se gli pareva di vincerne troppi. Sir William non parl molto. Si stava riempiendo la testa di aneddoti e nomi illustri. Quando lady Catherine e la figlia non ebbero pi voglia di giocare, gli ospiti si alzarono, la carrozza fu offerta a Mrs Collins, accettata con gratitudine e immediatamente ordinata. Nell'attesa, tutti si radunarono intorno al fuoco ad ascoltare le decisioni di lady Catherine in merito al tempo dell'indomani. All'arrivo della vettura, gli ospiti si congedarono con molti ringraziamenti da parte di Mr Collins e altrettanti inchini da parte di sir William. Non appena oltrepassato il portone, Elizabeth fu invitata dal cugino a dare il suo parere su ci che aveva visto a Rosings e, per amore di Charlotte, si espresse molto pi favorevolmente di quanto non pensasse in realt. Ma non bast: le sue lodi, bench frutto di grande fatica, non riuscirono in alcun modo a soddisfare le aspettative di Mr Collins, che si sent, pertanto, obbligato ad assumere su di s il doveroso compito di elogiare sua signoria.

Capitolo trentesimo Sir William si trattenne a Hunsford solo una settimana, il tempo necessario per convincersi che la figlia era sistemata pi che bene, con un marito d'oro e una vicina come se ne incontrano di rado. In questi sette giorni, Mr Collins dedic le sue mattinate ad accompagnarlo con il calesse in giro per la campagna; quando sir William part, la famiglia torn alle occupazioni abituali, ed Elizabeth fu lieta di constatare che, nonostante il cambiamento, non aveva occasione di vedere il cugino pi spesso di prima, perch egli passava la maggior parte del tempo, fra la prima colazione e il pranzo, o a lavorare in giardino o a leggere e scrivere e guardare dalla finestra del suo studio, che dava sulla strada. La stanza dove si riunivano le signore era, invece, sul retro. Dapprima Elizabeth si stup che Charlotte non preferisse stare nella camera da pranzo, che era pi grande e aveva un'aria pi allegra, ma presto si rese conto che l'amica aveva un'ottima ragione per questa scelta: il marito sarebbe certo rimasto meno nel suo studio, se loro si fossero trovate in un ambiente ugualmente piacevole; approv, dunque, Charlotte per la scaltra sistemazione. Dalla finestra del salotto non vedevano la strada; era, quindi, Mr Collins che le informava riguardo a quante carrozze passavano e, specialmente, a quante volte Miss de Bourgh appariva alla guida del suo faeton, cosa, quest'ultima, che l'ossequioso cugino non mancava mai di riferire, bench accadesse con frequenza quasi giornaliera. Miss de Bourgh si fermava spesso alla casa parrocchiale per conversare qualche minuto con Charlotte, ma solo di rado scendeva dalla piccola vettura. Furono pochi i giorni in cui Mr Coffins non and a Rosings, e altrettanto pochi quelli in cui sua moglie non ritenne di doverlo imitare. Elizabeth, dal canto suo, non riusciva a capire il sacrificio di tante ore; non lo capi, finch non si rese conto che, forse, vi erano altri benefici disponibili. Di quando in quando era, invece, lady Catherine che si degnava di fare una visita a Hunsford, durante la quale, nulla sfuggiva alla sua acuta osservazione. La nobildonna curiosava nelle occupazioni delle tre giovani, guardava il loro lavoro e, immancabilmente, le consigliava di eseguirlo in modo diverso; trovava dei difetti nella disposizione dei mobili o individuava delle negligenze da parte della domestica. Se accettava qualche rinfresco, sembrava farlo solo per il gusto di scoprire che le provviste di Mrs Collins erano troppo abbondanti per una famiglia tanto piccola. Elizabeth si rese presto conto che questa gran dama, pur non facendo parte del consiglio di pace della contea, si comportava, per, da attivissimo magistrato nell'ambito della sua parrocchia, i cui problemi, anche minimi, le venivano immancabilmente riferiti dall'infaticabile Mr Collins; ogni volta che un contadino intendeva litigare o era scontento o troppo povero, sua signoria scendeva nel villaggio per sistemare le liti, far tacere i lamenti e far ritrovare l'accordo e il benessere. La cerimonia del pranzo a Rosings si ripet due volte la settimana; e, a parte l'utilizzo di un solo tavolo da gioco, dovuto al fatto che sir William se ne era andato, tutto si svolgeva nello stesso esatto modo della prima volta. Altri inviti erano rari, perch il tenore di vita dei vicini superava di molto quello dei Collins. Ci non costituiva, per, motivo di angustia per Elizabeth che, anzi, riusciva

sempre a trovare il modo di divertirsi: le conversazioni con Charlotte erano molto piacevoli, e, in quella stagione, il clima era cos bello che sarebbe stato un peccato non approfittarne per godere un po' della vita all'aria aperta. Amava passeggiare, e il suo luogo preferito per farlo era il boschetto che cintava un lato del parco: qui, nel folto degli alberi, e quindi al riparo dalla curiosit di sua signoria, si snodava un bel sentiero che solo lei pareva apprezzare; qui si recava, di solito, quando gli altri erano a far visita a lady Catherine. In questa tranquillit passarono rapidamente le prime due settimane della sua permanenza. Si avvicinava Pasqua, e la settimana santa doveva far aumentare di un membro la famiglia di Rosings, il che, in una cerchia cos ristretta, era un avvenimento importante. Poco dopo il suo arrivo, Elizabeth aveva, infatti, saputo che Mr Darcy era atteso nel giro di qualche settimana; e, ben-ch pochi dei suoi conoscenti le sarebbero riusciti pi sgraditi, era convinta che la venuta di Mr Darcy avrebbe, tuttavia, portato qualcosa di relativamente nuovo nei ricevimenti a Rosings e, soprattutto, fornito un'ottima occasione di divertimento: vedere come fossero vane le mire di Miss Bingley su di lui, osservando il modo in cui egli si comportava nei confronti della cugina, alla quale era evidentemente destinato da lady Catherine, che parlava della venuta del nipote con la massima soddisfazione, parlava di lui con la pi alta ammirazione e sembrava quasi seccata che Miss Lucas ed Elizabeth lo avessero gi conosciuto e incontrato pi volte. Quando Mr Darcy arriv a Rosings, gli abitanti e gli ospiti della casa parrocchiale ne furono informati immediatamente: Mr Collins aveva, infatti, passeggiato tutta la mattinata, in vista dei padiglioni della villa che davano sul viale di Hunsford, per essere il primo a saperlo e, dopo aver salutato con un inchino la carrozza che voltava nel parco, era corso a casa con la grande notizia. La mattina seguente si affrett a portare i suoi omaggi a Rosings; a riceverli c'erano due nipoti di lady Catherine, invece che uno soltanto, perch Mr Darcy aveva condotto con s il colonnello Fitzwilliam, figlio minore dello zio, lord ...; e, con grande sorpresa di tutti, quando Mr Collins torn a casa, i due signori lo accompagnarono. Charlotte li vide attraversare la strada dalla stanza del marito e, subito, si precipit nell'altra camera per rendere le ragazze partecipi del grande onore che veniva loro tributato. - Devo ringraziare te, Eliza, - aggiunse, - per questo gesto di cortesia. Se non ci fossi stata tu, Mr Darcy non sarebbe certo venuto cos presto a far visita a me. Elizabeth ebbe appena il tempo di schermirsi di un complimento del genere che il campanello annunci l'arrivo dei tre uomini, ed essi entrarono nella stanza. Il colonnello Fitzwilliam, che li precedeva, era sulla trentina, non bello ma dall'aspetto e dai modi da vero gentiluomo. Mr Darcy, tale e quale al Darcy dell'Hertfordshire, fece i suoi complimenti, con il solito riserbo, a Mrs Collins e, qualsiasi cosa provasse nei confronti dell'amica, la incontr senza mostrare alcun turbamento. Elizabeth s'inchin senza dire una parola. Il colonnello Fitzwilliam inizi subito la conversazione con la prontezza e la disinvoltura di un uomo bene educato, e ascoltarlo fu davvero piacevole; il cugino, invece, dopo aver rivolto a Mrs Collins qualche osservazione di poco conto riguardo alla casa e al giardino, rimase seduto senza parlare pi con nessuno. Alla fine, per, ritenne doveroso chiedere a Elizabeth notizie sulla sua famiglia. La ragazza gli rispose con il fare consueto e, dopo un momento di pausa, aggiunse: - Mia sorella maggiore ha trascorso questi tre mesi a Londra. Per caso, non l'avete incontrata? Sapeva benissimo che non l'aveva incontrata, neanche per puro caso, ma voleva vedere se si sarebbe tradito riguardo a ci che era accaduto tra i Bingley e Jane; le parve un po' confuso mentre le rispondeva che non aveva mai avuto la fortuna di incontrare Miss Bennet. L'argomento fu abbandonato, e presto i due signori se ne andarono.

Capitolo trentunesimo I modi del colonnello Fitzwilliam furono molto ammirati alla casa parrocchiale, e le signore pensarono che egli avrebbe accresciuto considerevolmente il piacere delle serate a Rosings. Per

alcuni giorni, per, non ricevettero inviti, perch, dato che ora c'erano ospiti importanti, la loro presenza non veniva considerata necessaria; e fu solo a Pasqua, quasi una settimana dopo l'arrivo dei due gentiluomini, che, all'uscita della chiesa, ebbero l'onore di essere invitati per la serata. Nell'ultima settimana avevano visto pochissimo sia lady Catherine che la figlia. Il colonnello Fitzwilliam era venuto a trovarli pi di una volta, ma Mr Darcy lo avevano visto soltanto in chiesa. Naturalmente l'invito fu accettato, e, alla debita ora, raggiunsero Rosings e si unirono alla compagnia del salotto di lady Catherine. Sua signoria li accolse cortesemente, ma era evidente che non gradiva la loro presenza come quando non aveva nessun altro; era molto assorbita dai nipoti e parlava con loro, specialmente con Darcy, molto di pi che con gli altri. Il colonnello Fitzwilliam, invece, parve davvero lieto di vederli: qualsiasi cosa gli era di sollievo, a Rosings; e, inoltre, la graziosa amica di Mrs Collins aveva colpito molto la sua fantasia. Le si sedette accanto e parl in modo cos piacevole del Kent e dell'Hertfordshire, di viaggiare e di rimanere a casa, di libri nuovi e di musica, che Elizabeth non si era mai trovata cos bene in quella sala; chiacchierarono con tanta vivacit e cos a profusione da attirare perfino l'attenzione di lady Catherine, oltre a quella di Mr Darcy. Gli occhi di lui si volsero pi volte verso di loro con crescente curiosit; e che sua signoria, dopo un certo tempo, cominciasse a condividere tale curiosit, fu chiaro a tutti perch, da brava inquisitrice, non si fece scrupolo di chiedere: - Che cosa state dicendo, Fitzwilliam? Di che cosa state parlando? Che cosa state raccontando a Miss Bennet? Fate sentire anche a me. - Stiamo parlando di musica, signora, - disse il nipote quando non riusc pi a evitare una risposta. - Di musica! Allora parlatene forte. il mio argomento preferito. Non posso non prendere parte alla conversazione, se parlate di musica. In tutta l'Inghilterra ci sono ben poche persone, credo, a cui piaccia la musica pi che a me o che abbiano per la musica un gusto pi raffinato del mio. Se solo l'avessi studiata, ne sarei una grande conoscitrice. E cos Anne, se la salute le avesse consentito di applicarsi. Sono certa che avrebbe suonato in modo incantevole. E Georgiana, come va, Darcy? Mr Darcy fece un affettuoso elogio dei progressi della sorella. - Sono molto lieta di avere notizie cos buone, - disse lady Catherine; - e vi prego di dirle da parte mia che non pu pretendere di diventare brava, se non si esercita con costanza. - Vi assicuro, signora, - puntualizz Darcy, - che non ha bisogno di questo consiglio. Si esercita con grande dedizione. - Tanto meglio. L'esercizio non mai troppo: quando le scriver, la esorter a non trascurarlo per nessun motivo. Dico sempre alle ragazze che studiano musica che impossibile diventare brave se non ci si esercita con costanza. L'ho detto anche a Miss Bennet, e, dato che Mrs Collins non ha il pianoforte, le ho anche detto pi di una volta che, se vuole, pu venire a Rosings tutti i giorni per esercitarsi. Nella stanza di Mrs Jenkinson c' un bellissimo pianoforte. In quella parte della casa non disturber nessuno. Mr Darcy sembr vergognarsi dei modi poco educati della zia e non aggiunse altro. Quando ebbero preso il caff, il colonnello Fitzwilliam ricord a Elizabeth la promessa che gli aveva fatto di suonare, ed ella sedette subito al pianoforte. L'ufficiale prese una sedia e si sistem accanto a lei. Lady Catherine ascolt met di una canzone e poi riprese a parlare come prima con l'altro nipote, finch questi si allontan da lei e, dirigendosi con la solita calma verso il pianoforte, si ferm in modo da vedere in pieno il viso della bella esecutrice. Elizabeth se ne accorse; alla prima pausa, si volt verso di lui con un sorriso malizioso e disse: - Avete forse intenzione di farmi paura, Mr Darcy, venendo ad ascoltarmi con tanta solennit? Ma io non sono il tipo che si lascia spaventare cos facilmente, anche se conosco vostra sorella di fama e so che un'ottima esecutrice. Sono terribilmente ostinata e non m'importa di ci che gli altri pensano o vogliono. Ogni volta che qualcuno cerca di intimorirmi, aumenta in me il coraggio. - Non dir che vi state sbagliando, - rispose Darcy, - perch non potete credere sul serio che io abbia intenzione di spaventarvi; e penso di conoscervi abbastanza per sapere che, ogni tanto, vi divertite a esprimere opinioni che, in realt, non sono vostre. Elizabeth rise di cuore a sentirsi descrivere in quel modo e si rivolse al colonnello Fitzwilliam:

- Vostro cugino vi stiller proprio un bel concetto di me e vi insegner a non credere una parola di quello che dico. Sono ben sfortunata a imbattermi in una persona che mi conosce tanto bene in un punto del mondo in cui speravo di riscuotere un certo successo. Davvero, Mr Darcy, non generoso da parte vostra rendere pubblici i lati negativi del mio carattere che avete avuto modo di conoscere nell'Hertfordshire - e permettetemi di dirlo, anche poco furbo - perch equivale a provocarmi: potrebbe venirmi la tentazione di ripagarvi con la stessa moneta e di rivelare cose che scandalizzerebbero i vostri parenti. - Non ho paura di voi, - rispose Darcy sorridendo. - Vi prego, ditemi di che cosa lo accusate, - esclam il colonnello Fitzwilliam. - Mi piacerebbe sapere come si comporta con gli estranei. - Lo saprete, allora: ma preparatevi a sentire qualcosa di terribile. Dovete sapere che la prima volta che l'ho visto nell'Hertfordshire stato a un ballo; e indovinate che cosa ha fatto a quel ballo? Ha ballato solo quattro giri. Due danze appena, capite? Due danze e basta, nonostante gli uomini scarseggiassero; e so per certo che pi di una dama rimasta seduta per mancanza di cavalieri. Non potete negarlo, Mr Darcy. - Quella volta non avevo l'onore di conoscere nessuna dama al di fuori delle signore della mia compagnia. - Vero; e non certo possibile farsi presentare in una sala da ballo. Bene, colonnello Fitzwilliam, che cosa suono? Le mie dita attendono i vostri ordini. - Forse, - ammise Darcy, - avrei fatto meglio a farmi presentare, ma non ho le qualit adatte per piacere a chi non conosco. - Dobbiamo chiedere la ragione di questo a vostro cugino? - disse Elizabeth, rivolgendosi di nuovo al colonnello Fitzwilliam. - Dobbiamo chiedergli perch un uomo intelligente e bene educato, abituato a vivere in societ, non ha le qualit adatte per piacere a chi non conosce? - Non c' bisogno di chiederglielo. Posso rispondere io alla vostra domanda, - disse Fitzwilliam. - E perch non gli interessa: non gli interessa piacere a chi non conosce. - Non da me chiacchierare con disinvoltura con persone che non ho mai visto, - disse Darcy. Non ne sono capace. Non riesco ad adattarmi al tono della conversazione, n a mostrarmi interessato a fatti che non mi riguardano, cosa che invece molti altri sanno fare con grande talento. - Le mie dita, - replic Elizabeth, - non si muovono sul pianoforte con la stessa maestria di quelle di tante altre donne. Non hanno la stessa forza, n la stessa agilit, e non riescono a esprimere le stesse cose. Ma ho sempre pensato che sia solo per colpa mia, perch non mi sono mai esercitata con grande impegno. Non credo che le mie dita non siano capaci, come quelle di qualunque altra donna, di un'esecuzione migliore. Darcy sorrise e ammise: - Avete perfettamente ragione. Avete impiegato molto meglio il vostro tempo. Nessuno che abbia il privilegio di ascoltarvi pu pensare che vi manchi qualcosa. N voi n io sappiamo esibirci per gli estranei. Qui furono interrotti da lady Catherine che chiese di che cosa stessero parlando. Elizabeth ricominci immediatamente a suonare. Lady Catherine si avvicin e, dopo aver ascoltato per qualche minuto, disse a Darcy: - Miss Bennet non suonerebbe affatto male se si esercitasse di pi e con l'aiuto di un maestro di Londra. Ha un ottimo tocco, bench non abbia lo stesso gusto di Anne. Anne sarebbe stata un'esecutrice incantevole, se solo la salute le avesse permesso di studiare. Elizabeth guard Darcy per vedere con quanto entusiasmo approvasse l'elogio della cugina, ma non pot scorgere, n in quel momento, n mai, alcun segno d'amore; anzi, osservando il suo modo di comportarsi con Miss de Bourgh, arriv a trarre la conclusione, consolante per Miss Bingley, che egli avrebbe probabilmente sposato quest'ultima, se fosse stata sua cugina. Lady Catherine continu con le solite osservazioni sull'esecuzione di Elizabeth e i soliti suggerimenti riguardo alla tecnica e al gusto. Elizabeth li ascolt con tutta la pazienza che poteva fornirgli la sua buona educazione e, su richiesta degli uomini, rimase al pianoforte finch la carrozza di sua signoria non fu pronta per ricondurre a casa il gruppo di Hunsford.

Capitolo trentaduesimo L'indomani mattina Elizabeth era in casa da sola e stava scrivendo a Jane, mentre Mrs Collins e Maria erano andate per commissioni al villaggio, quando una scampanellata la fece improvvisamente sussultare: qualcuno stava annunciando il suo arrivo. Dato che non aveva sentito rumore di carrozze, pens che si trattasse di lady Catherine e, preoccupata per questa visita inaspettata, stava mettendo via la lettera per evitare qualsiasi domanda indiscreta, quando la porta si apr, e, con grande sorpresa, vide entrare Mr Darcy. Era solo. Egli parve altrettanto stupito di trovarla senza compagnia e si scus della sua venuta dicendole che credeva ci fossero anche le altre signore. Sedettero e, quando Elizabeth ebbe finito di chiedere notizie di Rosings, sembrarono in procinto di cadere nel pi completo silenzio. Era, dunque, assolutamente necessario trovare un argomento di conversazione; ricordando l'ultima volta che l'aveva visto nell'Hertfordshire e curiosa di sapere qualcosa a proposito di una partenza tanto precipitosa, Elizabeth osserv: - Come avete lasciato improvvisamente Netherfield, il novembre scorso, Mr Darcy! Deve essere stata una bellissima sorpresa per Mr Bingley vedervi arrivare tutti in citt cos presto, perch, se ricordo bene, era partito solo il giorno prima. Spero che lui e le sorelle stessero bene, quando avete lasciato Londra. - Benissimo, grazie. Elizabeth si rese conto che non avrebbe cavato altra risposta e, dopo una breve pausa, aggiunse: - Mi pare di aver capito che Mr Bingley non ha intenzione di tornare a Netherfield... - Non gliel'ho mai sentito dire, ma probabile che vi passer pochissimo tempo in avvenire. Ha molti amici ed in un'et nella quale gli amici e gli impegni aumentano in continuazione. - Se ha intenzione di rimanere a Netherfield cos poco, sarebbe meglio per i suoi vicini che abbandonasse del tutto il luogo, perch, in questo modo, lascerebbe a qualcun altro l'opportunit di stabilirvisi e a tutti noi quella di conoscere una nuova famiglia. Forse, per, Mr Bingley ha preso in affitto la casa non tanto per il piacere dei vicini quanto per il suo, e la decisione di tenerla o di lasciarla dipender solo ed esclusivamente dallo stesso principio. - Non sarei sorpreso, - disse Darcy, - se la cedesse non appena gli si presentasse una buona occasione. Elizabeth non rispose. Non osava pi parlare di Bingley e, non avendo altro da aggiungere, decise di lasciare a lui il fastidio di trovare un argomento. Darcy cap e subito incominci: - Questa sembra una casa molto confortevole. Credo che lady Catherine abbia fatto molto per renderla cos accogliente quando Mr Collins arrivato a Hunsford. - Credo di s: e sono certa che non avrebbe potuto elargire i suoi favori a qualcuno pi capace di gratitudine. - Mr Collins stato molto fortunato a sposare una ragazza cos graziosa. - S, certo; i suoi amici possono rallegrarsi che abbia trovato una delle poche donne intelligenti disposte ad accettarlo e a renderlo felice. La mia amica ha un'intelligenza squisita, nonostante io non reputi il suo matrimonio con Mr Collins la cosa pi assennata che abbia fatto. In ogni caso, sembra davvero felice, e, se consideriamo che il suo matrimonio frutto di una scelta dettata dalla prudenza, non possiamo che riconoscerle il merito di aver trovato un'ottima sistemazione. - Deve farle molto piacere il fatto che sia andata a vivere a cos breve distanza dalla famiglia e dagli amici. - A breve distanza? Sono quasi cinquanta miglia. - E che cosa sono cinquanta miglia se la strada buona? Poco pi di mezza giornata di viaggio. S, per me una distanza pi che breve.

- Non ho mai considerato la breve distanza come uno dei possibili vantaggi di questo matrimonio, esclam Elizabeth. - Potrei dire di tutto, ma non che Mrs Collins si sia sistemata a breve distanza dalla famiglia. - perch siete troppo affezionata all'Hertfordshire. Tutto ci che non si trova nelle immediate vicinanze di Longbourn credo vi sembri distante. Nel parlare, sorrise leggermente, ed Elizabeth credette di capire: Darcy supponeva che stesse pensando a Jane e a Netherfield. Arross mentre rispondeva: - Non intendo dire che una donna non possa sistemarsi lontano dalla famiglia. Lontananza e vicinanza sono concetti relativi e dipendono da molte circostanze. Quando ci sono i mezzi per rendere insignificante il costo del viaggio, la distanza non un male. Questo, per non il caso dei signori Collins: hanno una buona rendita, ma non tale da permettere loro molti spostamenti, Sono convinta che la mia amica non riterrebbe di essere vicina alla famiglia nemmeno se fosse a met di una tale distanza. Mr Darcy avvicin un po' la sua sedia a quella di lei e disse: - Non possibile che siate cos attaccata a quel luogo. Non potete essere stata sempre e solo a Longbourn. Elizabeth parve sorpresa. Lo stato d'animo del suo interlocutore cambi immediatamente. Darcy tir indietro la sedia, prese un giornale dal tavolo e, lanciandogli un'occhiata, chiese con voce pi fredda: - Vi piace il Kent? Segu un breve dialogo sulla regione, calmo e conciso da entrambe le parti, al quale venne presto posto termine dall'ingresso di Charlotte e della sorella, tornate allora dalla passeggiata. Quel tte-tte le sorprese. Mr Darcy spieg l'errore per cui aveva disturbato Miss Bennet e, dopo essersi trattenuto ancora per qualche minuto senza dire granch a nessuno, se ne and. - Che cosa significa? - esclam Charlotte appena se ne fu andato. - Cara Eliza, deve essere proprio innamorato di te, altrimenti non sarebbe mai venuto a trovarti in modo cos informale. Quando Elizabeth rifer come era stato silenzioso e accigliato, la cosa non parve, per, molto probabile nemmeno a Charlotte, nonostante le speranze che nutriva in proposito; e, dopo varie congetture, conclusero che l'inaspettata visita fosse dovuta solo alla noia: non avendo di meglio da fare, Mr Darcy si era spinto a tanto. In quella stagione, infatti, le attivit all'aria aperta erano ormai finite. Le uniche alternative che Rosings poteva offrire erano lady Catherine, dei libri e un biliardo, ma, forse, non bastavano e, inoltre, gli uomini non sono in grado di rimanere sempre in casa. Da quella volta, dunque, i due cugini si recarono a Hunsford quasi ogni giorno: che fosse per la bellezza della passeggiata, per la vicinanza della casa parrocchiale o per la simpatia delle persone che vi abitavano, non era dato di saperlo. La cosa certa era che si presentavano quasi ogni mattina, a ore diverse, talvolta soli, talvolta insieme e, di quando in quando, accompagnati dalla zia. Era chiaro a tutti che Fitzwilliam veniva perch gli piaceva la compagnia, e ci, naturalmente, lo rendeva anche pi gradito. A Elizabeth, il giovane colonnello ricordava George Wickham: le conversazioni che aveva con lui erano altrettanto piacevoli, e l'ammirazione che egli aveva per lei altrettanto evidente; e, bench meno seducente nei modi, Fitzwilliam appariva pi colto e brillante di Wickham. Perch Mr Darcy venisse cos spesso alla casa parrocchiale era, invece, pi difficile da capire. Non per la compagnia, perch, mentre gli altri parlavano, si chiudeva spesso e volentieri in un ostinato silenzio e, quando apriva bocca, pareva lo facesse pi per necessit che per desiderio: puro e semplice rispetto delle convenienze e non vero e proprio piacere personale. Di rado sembrava interessarsi a ci di cui gli altri parlavano fino al punto di intervenire animatamente nella conversazione. Mrs Collins non sapeva come comportarsi con lui. Il fatto che, qualche volta, il colonnello Fitzwilliam ridesse della sua scontrosit dimostrava che, di solito, si comportava diversamente, o cos, almeno, le sembrava di capire, dato che non lo conosceva abbastanza da poterlo affermare con sicurezza; e, siccome avrebbe voluto credere che questo mutamento dipendesse dall'amore, e che l'oggetto di questo amore fosse la sua amica Eliza, si mise d'impegno

per scoprirlo; lo osserv quando erano a Rosings e quando egli veniva a Hunsford, ma senza molto successo. Certo egli guardava molto la sua amica, ma l'espressione di quello sguardo era discutibile. La fissava con grande seriet, ma Charlotte non sapeva dire se fosse un modo per ammirarla o semplicemente per distrarsi da ci che gli altri dicevano o facevano. Una volta o due sugger a Elizabeth l'eventualit che egli avesse un debole per lei, ma Elizabeth rise sempre all'idea, e Charlotte credette opportuno non insistere per non destare nell'amica speranze che potevano finire in delusione, perch non c'era alcun dubbio che tutta l'avversione per Darcy sarebbe svanita, qualora Elizabeth avesse ritenuto di tenerlo in suo potere. Nei suoi affettuosi programmi per l'amica, Charlotte talvolta immaginava che sposasse il colonnello Fitzwilliam. Senza dubbio, era pi simpatico: la sua ammirazione per Elizabeth era fuori discussione e la sua posizione di certo pi considerevole di quella del cugino; a controbilanciare, per, questi vantaggi, Darcy aveva, al contrario di Fitzwilliam, una notevole autorit nella chiesa.

Capitolo trentatreesimo Girellando nel parco, Elizabeth s'imbatt un giorno in Mr Darcy. Fu un incontro del tutto inaspettato. Nessuno andava mai su quel sentiero, nessuno all'infuori di lei, e la ragazza pens che fosse solo per puro caso, e un caso, oltremodo sfortunato, che Darcy si trovasse a passeggiare proprio l. Per evitare che la cosa si ripetesse, si preoccup di informarlo che quella era la sua meta preferita. La cosa, per, si ripet, una seconda e addirittura una terza volta. Strano, molto strano. Ostinata sfortuna o penitenza volontaria? Elizabeth cominci a chiederselo, perch, in questi due ultimi casi, Darcy non si limit a rivolgerle qualche domanda di circostanza e ad andarsene dopo una pausa imbarazzata, ma ritenne sempre necessario tornare indietro e accompagnarla. Non parl mai molto, e nemmeno Elizabeth si preoccup eccessivamente di parlare e di ascoltare, ma, al terzo incontro, la colp il fatto che egli cominciasse a rivolgerle domande strane e sconnesse: se le piaceva stare a Hunsford, se amava le passeggiate solitarie, che cosa pensava della felicit dei signori Collins. Pi ancora la colp un'altra cosa: che, parlando di Rosings e del fatto che ella non conosceva ancora bene la casa, sembrava quasi che Darcy volesse farle capire che, se fosse tornata nel Kent, avrebbe avuto modo di conoscere la grande tenuta molto meglio, perch vi avrebbe abitato. Era proprio questo che le sue parole sembravano implicare. Ma che cosa aveva in mente? Forse il colonnello Fitzwilliam? Se quelle di Darcy erano allusioni, non potevano che riferirsi al cugino. Questo la preoccup un po', e fu lieta di trovarsi al cancello della palizzata di fronte alla casa parrocchiale. Un giorno, mentre camminava rileggendo l'ultima lettera di Jane e soffermandosi sui punti che le facevano capire come Jane fosse di cattivo umore quando l'aveva scritta, alz improvvisamente lo sguardo e vide qualcuno venirle incontro. Non era Mr Darcy, era il colonnello Fitzwilliam. Ripose subito la lettera e, sforzandosi di sorridere, disse: - Non sapevo che piacesse anche a voi passeggiare da queste parti. - Ho fatto il giro del parco, - precis Fitzwilliam, - come faccio sempre ogni anno, e pensavo di terminarlo con una visita alla casa parrocchiale. Voi proseguite? - No, stavo per tornare indietro. Si gir e si avviarono insieme verso Hunsford. - vero che sabato lasciate il Kent? - chiese Elizabeth. S, se Darcy non rimanda ancora la partenza. Io sono a sua disposizione. lui che decide. - E se il programma non gli va a genio, ha il potere di cambiarlo decidendo quello che vuole. Non ho mai conosciuto nessuno che sembri godere di pi di Mr Darcy nel fare quel che gli pare e piace. - un uomo indipendente, - replic il colonnello Fitzwilliam. - In fondo quello che vorremmo essere tutti. Solo che Darcy ha pi mezzi a disposizione, perch ricco, mentre tanti altri sono poveri. Parlo per esperienza. Un figlio minore, come sapete, deve abituarsi alle rinunce e alla sottomissione.

- Secondo me, il figlio minore di un conte ha modo di conoscere ben poco tanto le une quanto l'altra. Ma, parlando sul serio, quando mai avete conosciuto rinunce e sottomissione? Quando mai la mancanza di mezzi vi ha impedito di andare dove volevate o di procurarvi qualunque cosa vi passasse per la testa? - Queste, in fondo, sono piccolezze, e non posso certo dire di aver mai conosciuto difficolt del genere. In questioni pi importanti, per, la mancanza di mezzi si fa sentire anche per me. Un figlio minore non pu sposarsi come vuole. - A meno che non voglia sposare una donna ricca, come credo accada spesso. - Siamo schiavi delle nostre abitudini dispendiose, e pochi di coloro che appartengono al mio rango possono permettersi di sposarsi senza badare al denaro. - Allude forse a me? - pens Elizabeth e arross; ma, riprendendosi subito, chiese in tono vivace: - E ditemi, per favore: qual il prezzo abituale del figlio minore di un conte? A meno che il fratello primogenito non sia di salute molto malferma, immagino che non chiedereste pi di cinquantamila sterline. Egli le rispose sullo stesso tono, e l'argomento fu lasciato cadere. Per rompere un silenzio che avrebbe potuto far credere al colonnello Fitzwilliam di averla offesa, Elizabeth disse dopo poco: - Immagino che vostro cugino vi abbia condotto con s pi che altro per il gusto di avere qualcuno a sua disposizione. Mi meraviglio che non si sposi per assicurarsi un vantaggio del genere in modo stabile e duraturo. Forse, per, per il momento, gli basta la sorella; e, dato che Miss Darcy sotto la sua sorveglianza esclusiva, pu fare con lei quello che vuole. - No, - disse il colonnello Fitzwilliam, - Miss Darcy non sotto la sorveglianza esclusiva del fratello. Anche io mi occupo di lei. Ne sono anche io il tutore. - Davvero? E ditemi, per favore, che specie di tutore siete? Vi da molto da fare questo incarico? Le ragazze cos giovani talvolta sono un po' difficili da guidare; e, se ha la mentalit dei Darcy, probabile che abbia anche un carattere molto indipendente. Mentre parlava, not nello sguardo di Fitzwilliam una grande seriet; il modo in cui le chiese immediatamente perch riteneva che Miss Darcy procurasse loro delle preoccupazioni, la convinse di essere andata molto vicina alla verit. Si affrett a rispondere: - Non spaventatevi. Nessuno mi ha mai parlato male di lei; e sono certa che sia una delle creature pi docili del mondo. molto ammirata da due signore che conosco, Mrs Hurst e Miss Bingley; anzi, la loro preferita. Mi pare di avervi sentito dire che anche voi le conoscete. - Non molto bene. Il fratello simpatico, un vero signore. un grande amico di Darcy. - Oh, si, - disse Elizabeth seccamente, - e Mr Darcy, dal canto suo, un amico sin troppo sollecito per Mr Bingley: si prende cura di lui in modo straordinario, direi quasi eccessivo. - Cura di lui! S, effettivamente credo che Darcy si prenda cura di lui nelle cose in cui egli ha pi bisogno di cure. Da quanto mi ha detto in viaggio, ho ragione di credere che Bingley gli debba molto. Se di Bingley che si tratta... forse dovrei chiedergli scusa, perch non ho motivo di supporre che Darcy alludesse proprio a lui. tutta una mia congettura. - A che cosa vi riferite? - A un fatto che, naturalmente, Darcy non vuole che venga divulgato, perch, se giungesse alle orecchie della famiglia della signorina, sarebbe molto spiacevole. - Potete star certo che non ne parler. - E ricordatevi che non ho un vero motivo di credere che si tratti proprio di Bingley. Darcy mi ha detto soltanto questo: che si rallegrava di aver salvato recentemente un amico dai guai di un matrimonio molto imprudente, ma senza far nomi o dare altri particolari; e io ho sospettato che si trattasse di Bingley soltanto perch lo credo un giovane capace di mettersi in un imbroglio del genere e so che hanno trascorso insieme tutta l'estate scorsa. - E Mr Darcy vi ha spiegato i motivi del suo intervento? - Ho capito che c'erano delle ragioni fortemente a sfavore della signorina. - E che stratagemma ha usato per separarli?

- Non mi ha parlato di stratagemmi, precis Fitzwilliam, sorridendo. - Mi ha detto soltanto ci che io vi ho riferito ora. Elizabeth non rispose e continu a camminare, con il cuore gonfio di indignazione. Dopo averla osservata un momento, Fitzwilliam le chiese perch era cos pensierosa. - Sto riflettendo su ci che mi avete detto, - rispose Elizabeth. - La condotta di vostro cugino mi infastidisce. Perch erigersi a giudice? - Ritenete inopportuno il suo intervento? - Non vedo che diritto avesse Mr,Darcy di decidere se l'inclinazione del suo amico fosse giusta o meno, o di stabilire, solo in base al suo giudizio, in che modo quell'amico potesse essere felice. Ma, - continu addolcendo il tono, - poich noi non conosciamo i particolari, non giusto condannarlo. In ogni modo, non credo si trattasse di un grande amore. - Come supposizione non irragionevole, - osserv Fitzwilliam; - ma sminuisce di molto il trionfo di mio cugino. Lo disse in tono scherzoso, ma le parve un'immagine cos fedele di Mr Darcy, che non os replicare; cambiando improvvisamente discorso, parl dunque di cose qualsiasi finch non giunsero alla casa parrocchiale. Qui, non appena il visitatore se ne fu andato, si chiuse nella sua stanza per pensare senza essere disturbata a tutto ci che aveva sentito. Senza dubbio si trattava di Jane. Di Jane e Bingley. Non poteva, esistere altro uomo al mondo su cui Mr Darcy avesse:un'influenza cos sconfinata. Che egli fosse implicato nelle oscure trame per separare Bingley e Jane, era una cosa di cui non aveva mai dubitato; ma aveva sempre creduto Miss Bingley la mente di tutto. Invece, se non era stata la vanit ad allontanare Bingley da Jane, era stato lui, l'amico; erano stati l'orgoglio e il capriccio dell'amico la causa di tutto ci che Jane aveva sofferto e continuava a soffrire. Egli aveva distrutto ogni speranza di felicit nel cuore pi affettuoso e generoso del mondo; e nessuno poteva dire quanto duraturo e profondo fosse il male che aveva recato. - C'erano delle ragioni fortemente a sfavore della ragazza, - erano state le parole del colonnello Fitzwilliam; e queste ragioni consistevano, probabilmente, nel fatto che Jane aveva uno zio avvocato di campagna e un altro commerciante a Londra. - Non possono esserci ragioni contro Jane di persona, - pens, - tutta grazia e bont com', con la sua bella intelligenza, la sua cultura e il suo fascino. N ce ne possono essere contro mio padre, che, malgrado certe singolarit, ha doti che lo stesso Mr Darcy non potrebbe mai sdegnare e una rispettabilit che, probabilmente, egli non conseguir mai -. Quando pensava alla madre, la sua fiducia veniva un po' meno, ma non riusciva a credere che delle semplici ragioni contro di lei avessero potuto aver peso per Mr Darcy; al suo orgoglio avrebbe certo inferto una ferita pi profonda la mancanza di rango, piuttosto che la mancanza d'intelligenza, della futura parentela dell'amico. Dopo lungo riflettere, finalmente decise che Darcy si era lasciato guidare, in parte, da questo orgoglio di cattiva lega e, in parte, dal desiderio di riserbare Mr Bingley a sua sorella. L'agitazione e le lacrime, causate da tali pensieri, le provocarono una forte emicrania che and peggiorando verso sera: il profondo malessere e l'inevitabile ripugnanza nei confronti di Darcy le fecero prendere la decisione di non accompagnare i cugini a Rosings, dove erano invitati per il t. Mrs Collins, vedendo che stava davvero poco bene, non insist perch andasse, e, per quanto le fu possibile, imped al marito di insistere; ma Mr Collins non pot nascondere il timore che, non vedendo arrivare Elizabeth, lady Catherine si sarebbe molto seccata.

Capitolo trentaquattresimo Quando se ne furono andati, Elizabeth, quasi volesse esasperare il suo risentimento nei confronti di Darcy, decise di passare il tempo rileggendo tutte le lettere che Jane le aveva scritto da quando si trovava nel Kent. Non erano certo lettere di lamenti, n di rievocazioni del passato, n di descrizioni di sofferenze presenti. In tutte, per, e, addirittura, quasi in ogni riga, mancavano l'allegria e l'ottimismo che avevano sempre caratterizzato il suo stile e che, nascendo dalla serenit di uno

spirito in pace con se stesso e ben disposto verso tutti, erano stati, sino a quel momento, offuscati solo di rado. In ogni frase, Elizabeth scorgeva ora un'inquietudine che le era sfuggita alla prima lettura, e il fatto che Mr Darcy si fosse cos vergognosamente vantato dell'infelicit che era riuscito a creare le fece sentire pi acutamente le sofferenze della sorella. Si consol pensando che la visita di lui a Rosings sarebbe terminata fra due giorni e, pi ancora, che in meno di quindici giorni si sarebbe ritrovata con Jane e avrebbe potuto, con tutto il suo affetto, aiutarla a riacquistare la perduta serenit. Non poteva pensare alla partenza di Darcy dal Kent senza ricordare che anche il cugino sarebbe partito con lui; ma il colonnello Fitzwilliam le aveva fatto capire chiaramente che non aveva alcuna intenzione nei suoi confronti, e, per quanto fosse simpatico, Elizabeth non se ne diede molta pena. Mentre era assorta in questi pensieri, il suono del campanello la fece improvvisamente sussultare; si sent alquanto turbata all'idea che fosse proprio il colonnello Fitzwilliam, che gi una volta era venuto a trovarli nel tardo pomeriggio e che forse veniva, ora, a informarsi sulle sue condizioni. Allontan subito l'idea, inconsapevole di quanto grande sarebbe stato, invece, il suo stupore di l a poco. Non riusc, infatti, a credere ai suoi occhi quando, dopo qualche minuto, vide entrare nella stanza Mr Darcy. Con sollecitudine quasi eccessiva, egli cominci immediatamente a chiederle come stava e si affrett ad attribuire l'improvvisa visita al desiderio di sapere se si sentiva meglio. Elizabeth gli rispose con fredda cortesia. Darcy si sedette, ma rimase seduto solo per qualche istante, poi si alz e cominci a passeggiare per la stanza. Quel fare agitato non era da lui, ma Elizabeth non comment. Dopo un breve silenzio, Darcy le si avvicin con evidente nervosismo e cos incominci: - Invano ho lottato. Ma ho perso. Non posso. Non posso soffocare i miei sentimenti. Dovete permettermi di dirvi con quanto ardore vi ammiro e vi amo. La reazione di Elizabeth fu unicamente di stupore. Assurdo, indescrivibile stupore. Spalanc gli occhi, arross, rimase incerta e tacque. Darcy consider questo un incoraggiamento sufficiente e subito cominci a confessarle tutto quello che sentiva e aveva a lungo sentito per lei. Parlava bene, ma c'erano altre ragioni da chiarire oltre a quelle del cuore, ed egli parl di tenerezza con la stessa eloquenza con cui parl di orgoglio. Sulla coscienza dell'inferiorit di lei, sul fatto che questa era un'umiliazione, sugli ostacoli familiari che la ragionevolezza aveva sempre opposto al suo sentimento, indugi con un calore che era sicuramente dovuto all'importanza che attribuiva alla cosa, ma che, altrettanto sicuramente, non gli avrebbe procurato il successo. Nonostante la profonda antipatia che provava per lui, Elizabeth non pot certo rimanere insensibile all'onore che un simile uomo le faceva professandole il suo amore e, bench fermamente salda nelle convinzioni e nelle intenzioni, prov dapprima dolore per l'amara delusione che gli avrebbe dato, poi, spinta dal risentimento causatole dalle successive parole, dimentic ogni piet nella collera. Si sforz, comunque, di dominarsi per rispondergli con calma quando sarebbe stato il momento. Darcy concluse descrivendo quanto fosse forte quel sentimento che, malgrado ogni sforzo, non era riuscito a dominare e quanto grande la speranza di essere ricompensato con un consenso. Mentre diceva questo, Elizabeth si rese conto della spaventosa sicurezza che quell'uomo aveva di s e delle sue probabilit di successo. Parlava di timore e di ansia, ma con un viso incapace di esprimere altro al di l di un'assoluta fiducia nel proprio fascino e nelle proprie capacit di conquista. Questo la esasper ancora di pi; quando egli tacque, il rossore le sal alle guance, e replic: - In casi del genere, credo sia regola stabilita esprimere la propria gratitudine per i sentimenti confessati, comunque vengano ricambiati. Qualsiasi donna, al mio posto, vi sarebbe grata, e, se io vi fossi grata, ora vi ringrazierei. Purtroppo, per, non lo sono: non ho mai desiderato la vostra stima, e, senza dubbio, voi me l'avete tributata molto a malincuore. Mi dispiace di essere stata causa di pena per qualcuno; avvenuto senza che ne avessi alcuna coscienza, e spero che sar di breve durata. I sentimenti che, a quanto mi dite, vi hanno impedito a lungo di ammettere la vostra predilezione, non avranno certo difficolt, dopo questa spiegazione, a soffocarla.

Mr Darcy, appoggiato alla mensola del camino e con gli occhi fissi sul viso di Elizabeth, parve pi sorpreso che risentito dinanzi a tali parole. Impallid d'ira, e il suo turbamento fu cos grande da diffondersi sui suoi lineamenti. Lottava per mostrarsi calmo e non volle aprire bocca finch non ritenne di esserci riuscito. La pausa fu terribile per Elizabeth. Finalmente, con voce forzatamente tranquilla, disse: - E questa tutta la risposta che devo aver l'onore di ricevere. Potrei, forse, desiderare di sapere perch, con cos poco sforzo di cortesia, sia respinto in questo modo. Ma non ha importanza. - Allo stesso modo io potrei chiedere, - rispose Elizabeth, - perch, con cos evidente intento di offendermi e di insultarmi, avete voluto dirmi che mi volete bene contro la vostra volont, contro la vostra ragione e perfino contro la vostra natura. Non forse questa una giustificazione sufficiente per la scortesia, ammesso che io sia stata scortese? Ma ci sono anche altri motivi. Voi lo sapete. Se anche il mio sentimento non vi fosse sfavorevole, se anche fosse indifferente o, addirittura, favorevole, sappiate che nessuna considerazione avrebbe mai potuto indurmi ad accettare l'uomo che stato la causa della rovina, forse irrimediabile, della felicit della mia amatissima sorella. Nel sentire queste parole, Darcy impallid; ma l'emozione fu breve, ed egli ascolt senza interrompere. Elizabeth continu: - Ho tutte le ragioni del mondo per pensar male di voi. Nulla pu giustificare la parte crudele e spietata che avete recitato. Voi non potete, non osereste negare, che siete stato la principale, se non l'unica causa, della loro separazione; siete stato voi a esporre l'uno alle critiche della gente, che lo accusa ora di essere un giovane capriccioso e volubile, e l'altra alla derisione per le sue speranze deluse; siete stato voi a gettarli entrambi nell'infelicit pi assoluta. Elizabeth tacque e si rese conto, con non poca indignazione, che Darcy ascoltava con l'aria di chi del tutto scevro di rimorso. La guardava addirittura sorridendo. Era un sorriso di affettata incredulit. - Potete negare di averlo fatto? - chiese la ragazza. Forzatamente tranquillo, rispose: - Non ho intenzione di negare che ho fatto quanto in mio potere per separare il mio amico da vostra sorella e che mi sono rallegrato di esserci riuscito. Con lui sono stato pi bravo che con me. Elizabeth non si degn di raccogliere la gentile allusione, ma non le sfugg il significato, e non se ne lasci certo conquistare. - Ma non soltanto per questo, - continu, - che non mi piacete. L'opinione negativa che ho di voi si formata molto prima che questo triste episodio avvenisse. Ho imparato a conoscervi da ci che Mr Wickham, molti mesi fa, mi raccont sul vostro conto. Che cosa avete da dire in proposito? Quale immaginario atto di amicizia volete addurre in vostra difesa? O a quale mistificazione volete far ricorso per imporre le vostre ragioni? - Vi interessate molto alle vicende di quel signore, - osserv Darcy in tono meno tranquillo e arrossendo. - Chi potrebbe mai non provare interesse per le vicende di quel signore, sapendo come sono state sfortunate? - Sfortunate! - ripet Darcy con disprezzo. - Avete ragione: le sue vicende sono state davvero sfortunate. - E provocate da voi, - esclam Elizabeth con grande calore. - Siete stato voi a ridurlo al suo attuale stato di povert... di relativa povert. Voi gli avete sottratto ci che sapevate gli era stato destinato. Voi lo avete privato, negli anni pi belli della vita, dell'indipendenza che gli era dovuta e che merita. Voi avete fatto tutto questo! Eppure riuscite ancora a ridere delle sue sventure e, addirittura, a disprezzarle. - E questo, - esclam Darcy, percorrendo a passi rapidi la stanza, - il concetto che avete di me! Questa la stima in cui mi tenete! Vi ringrazio per essere stata cos chiara, in proposito. Le mie colpe, secondo i vostri calcoli, sono davvero gravi! Ma forse, - aggiunse, fermandosi e volgendosi verso di lei, avreste potuto perdonarle, se il vostro orgoglio non fosse stato ferito dalla mia leale confessione degli scrupoli che mi hanno a lungo trattenuto dal formulare un proposito serio. Queste amare accuse avrebbero potuto essere evitate, se, con maggior diplomazia, avessi nascosto i miei

dissidi interiori e vi avessi lusingata facendovi credere di essere stato spinto da un sentimento irrefrenabile e purissimo, dalla ragione, dalla riflessione e da ogni altra cosa. Ma io detesto le menzogne e non mi vergogno dei miei sentimenti, qualsiasi essi siano. Sono naturali e giusti. Credevate forse che l'inferiorit della vostra condizione sociale potesse essere per me motivo di vanto o di gioia? Che l'eventualit di imparentarmi con una famiglia la cui posizione cos decisamente inferiore alla mia potesse essere motivo di soddisfazione? Minuto dopo minuto, Elizabeth sentiva crescere la sua collera, ma cerc di dominarsi. Facendo appello a tutta la sua capacit di autocontrollo, disse con voce tranquilla: - Vi sbagliate, Mr Darcy, se credete che la vostra dichiarazione abbia influenzato i miei sentimenti. L'unico effetto che ha avuto stato quello di risparmiarmi il dispiacere che avrei provato nel respingervi se vi foste comportato in modo pi degno di un gentiluomo. Darcy trasal, ma non disse nulla. Elizabeth continu: - Comunque mi aveste offerto la vostra mano, non avrei mai potuto accettarla. Di nuovo il suo stupore si fece tangibile; egli la guard con un misto di incredulit e mortificazione. Elizabeth continu: - -Fin dall'inizio, potrei dire fin dal primo momento che vi ho conosciuto, mi avete colpita per l'arroganza, la presunzione e il disprezzo totale dei sentimenti altrui che caratterizzano i vostri modi. Ho cominciato a disapprovarvi, e sono bastati gli avvenimenti successivi a far si che la mia disapprovazione diventasse insormontabile antipatia. Vi conoscevo da meno di un mese e gi avevo capito che siete l'ultimo uomo al mondo che potrei mai sposare. - Avete detto abbastanza, signorina. Comprendo perfettamente i vostri sentimenti e non mi resta che vergognarmi di quelli che sono stati i miei. Perdonatemi di avervi rubato tanto tempo e accettate i miei migliori auguri per la vostra salute e la vostra felicit. Con queste parole usc in fretta dalla stanza, e, subito dopo, Elizabeth lo sent aprire il portone e andarsene. Aveva il cuore in grande tumulto. Non riusciva neanche a reggersi in piedi e, perla debolezza, sedette. Pianse a lungo. Il suo stupore continuava a crescere mentre rifletteva su ci che era accaduto. Ricevere un'offerta di matrimonio da Mr Darcy! E Mr Darcy innamorato di lei da tanti mesi! Tanto innamorato da volerla sposare, malgrado tutte le obiezioni che lo avevano indotto a impedire all'amico di sposare Jane. Obiezioni forti, che, nel suo caso, dovevano essersi ripresentate con altrettanta violenza. Incredibile! Certo era lusinghiero avere inconsciamente inspirato un affetto tanto profondo; ma l'orgoglio, quell'orribile orgoglio, la sfacciata confessione di ci che aveva fatto contro Jane, l'imperdonabile audacia nell'ammetterlo, pur senza poterlo giustificare, e l'insensibilit con cui aveva parlato di Mr Wickham, senza nemmeno cercare di negare la crudelt nei suoi confronti, ebbero presto la meglio sulla compassione suscitata per un momento dalla considerazione del suo affetto per lei. Rimase immersa in quelle agitate riflessioni finch non sent il rumore della carrozza di lady Catherine: cap di non essere in grado di affrontare i commenti di Charlotte e decise di ritirarsi in fretta in camera.

Capitolo trentacinquesimo Elizabeth si svegli, all'indomani mattina, con gli stessi pensieri con cui si era addormentata la sera prima. Non riusciva ancora a riprendersi dalla sorpresa di ci che era accaduto: non riusciva a pensare ad altro e, del tutto incapace di dedicarsi a qualsiasi occupazione, decise, subito dopo la prima colazione, di uscire all'aria aperta. Stava avviandosi verso la sua passeggiata preferita, quando il pensiero di potervi incontrare Mr Darcy l'arrest e la indusse a cambiare direzione: invece di entrare nel parco, imbocc il sentiero che conduceva oltre la strada a pedaggio. La palizzata continuava a segnare il confine del parco ed ella attravers uno dei cancelli. Dopo aver percorso due o tre volte quel sentiero, fu tentata, dalla bellezza della mattinata, di fermarsi al cancello e guardare nel parco. Nelle cinque settimane che aveva trascorso nel Kent, la

campagna aveva subito una grande trasformazione, e, giorno dopo giorno, gli alberi stavano diventando sempre pi verdi. Era sul punto di incamminarsi di nuovo quando intravide un uomo nel boschetto che costeggiava il parco: si dirigeva dalla sua parte, e, temendo che si trattasse di Mr Darcy, Elizabeth si ritrasse immediatamente. L'uomo era, per, ormai vicino; la vide, acceler il passo e la chiam per nome. La ragazza, gi voltata in direzione opposta, sentendosi chiamare, bench fosse proprio la voce di Mr Darcy, torn verso il cancello. Nel frattempo, anch'egli lo aveva raggiunto; e, porgendole una lettera, che ella istintivamente prese, disse con calma altera: - Ho passeggiato per un po' nel boschetto nella speranza di incontrarvi. Volete farmi l'onore di leggere questa lettera? - Poi, con un leggero inchino, torn sui suoi passi e scomparve tra gli alberi. Senza alcuna gioia, ma con la pi viva curiosit, Elizabeth l'apr e, sempre pi stupita, Vide che la sopraccarta conteneva due fogli coperti da una fitta scrittura. La sopraccarta stessa ne era piena. Continuando a camminare lungo il sentiero, cominci a leggere. Era datata "Rosings, otto del mattino"; conteneva quanto segue: Non temete, signorina, che con questa lettera, voglia ripetervi quei sentimenti o rinnovarvi quelle offerte che ieri sera vi sono state cos sgradite. Vi scrivo senza alcuna intenzione di affliggere voi e di umiliare me stesso insistendo su desideri che, per la felicit di entrambi, non saranno mai dimenticati abbastanza in fretta; e il grande sforzo che stato necessario a me per scrivere, e sar necessario a voi per leggere, avrebbe potuto essere risparmiato, se la mia coscienza non avesse richiesto che questa lettera venisse scritta e letta. Dovete; perci, perdonare la libert con cui chiedo la vostra attenzione; so che i vostri sentimenti me la presteranno malvolentieri, ma alla vostra giustizia che faccio appello. Ieri sera mi avete lanciato due accuse di natura molto diversa e di importanza tutt'altro che pari. La prima, di aver allontanato Mr Bingley da vostra sorella senza preoccuparmi dei loro sentimenti; la seconda, di aver distrutto i progetti di Mr Wicicham e di averlo spogliato di ci che gli spettava, sfidando ogni diritto, ogni onore e ogni umanit. Aver scacciato con ostinazione e leggerezza il compagno della mia giovinezza, il noto beniamino di mio padre, un giovane che non aveva altra fortuna che la nostra protezione e che era cresciuto per goderne i benefici, sarebbe stata una malvagit cos grande che, dinanzi a essa, la separazione di due giovani, il cui affetto aveva solo poche settimane di vita, , indubbiamente, molto meno grave. Spero, per, che, quando leggerete la spiegazione delle mie azioni e dei motivi che le hanno determinate, mi assolverete dalle gravissime accuse che ieri sera, con tanta convinzione, mi avete ritolto. Se, per spiegare le mie ragioni, mi trover nella necessit di riferire sentimenti che potrebbero offendere i vostri, posso dire soltanto che me ne dispiace. Devo inchinarmi alla necessit, per quanto cruda possa essere, e qualunque scusa o giustificazione in proposito sarebbe inutile. Non mi trovavo da molto nello Hertfordshire quando mi accorsi, e non fui il solo, che Bingley preferiva vostra sorella a qualsiasi altra signorina del luogo. Ma fu durante il ballo a Netherfield che mi resi conto, per la prima volta, quanto fosse serio il suo attaccamento. Avevo gi visto Bingley innamorato, e spesso. A quel ballo, per, mentre avevo l'onore di danzare con voi, capii, grazie a una casuale informazione di sir William Lucas, che le attenzioni del mio amico per vostra sorella avevano destato l'attesa generale del loro matrimonio. Sir Lucas ne parl come di una cosa certa, di cui non restava da fissare che la data. Da quel momento, osservai attentamente il comportamento del mio amico e mi accorsi che ci che provava per Miss Bennet era superiore a ci che aveva mai provato per qualsiasi altra ragazza. Osservai anche vostra sorella. Il suo aspetto e i suoi modi erano aperti, lieti e seducenti come sempre, ma non mostravano alcun segno di un'inclinazione speciale; fui persuaso, dall'esame condotto quella sera, che pur ricevendo le sue attenzioni con piacere, ella non le sollecitava con alcun sentimento particolare. Se in questo non vi siete sbagliata voi, devo essere caduto in errore io. pi probabile la seconda ipotesi, perch voi conoscete vostra sorella meglio di me. Se cos, se il mio errore le ha procurato una pena tanto grande, il vostro risentimento non stato e non irragionevole. In ogni caso, non mi faccio scrupolo di affermare che la serenit dell'aspetto e dei modi di vostra sorella avrebbero dato persino al pi perspicace osservatore la convinzione che, per quanto dolce il suo temperamento, il suo cuore non fosse cos facile da raggiungere. Che io desiderassi ritenerla

indifferente, innegabile; ma posso affermare con sicurezza che, di solito, le mie convinzioni e le mie decisioni non si lasciano influenzare dalle mie speranze o dai miei desideri. Non ho creduto che fosse indifferente perch lo desideravo; l'ho creduto perch ne ero profondamente convinto; l'ho creduto con la stessa sincerit con cui desideravo che lo fosse. Le mie obiezioni al matrimonio non erano soltanto quelle che ieri sera vi ho confessato e, che nel mio caso, sono state spazzate via da una travolgente passione; imparentarsi con una famiglia di condizione inferiore non costituirebbe per il mio amico un male cos grave come per me. C'erano, per, altre ragioni a sfavore: ragioni che, per quanto sussistano ancora e sussistano in egual misura in entrambi i casi, mi sono sforzato di dimenticare perch non costituivano un problema immediato. Queste ragioni devono essere esposte, sia pure brevemente. La condizione sociale della famiglia di vostra madre, bench criticabile, non era nulla in confronto alla totale mancanza di contegno cos spesso, anzi, quasi continuamente, mostrata da lei, dalle vostre tre sorelle minori e, qualche volta, perfino da vostro padre: scusatemi, mi duole offendervi. So che siete consapevole dei difetti dei vostri parenti pi stretti e so che vi dispiace che questi difetti vengano notati, ma, a vostra consolazione, lasciatevi dire che, per contegno, intelligenza e indole, voi e vostra sorella Jane non potete essere neanche sfiorate dall'ombra di un simile biasimo. Per tornare alla mia spiegazione, dir solo che i fatti di quella sera non fecero altro che confermare ci che pensavo in merito a tutte queste persone e rafforzare i motivi che mi inducevano a trattenere il mio amico da quella che riteneva un'infelicissima unione. Il giorno dopo, egli lasci Netherfield per Londra, come voi certo ricordate, con l'intento di tornarvi presto. Ora devo spiegarvi la parte che io ho sostenuto. Anche le sorelle di Bingley erano inquiete per la medesima ragione: ben presto scoprimmo di pensarla, in proposito, allo stesso modo e, coscienti allo stesso modo che non bisognava perder tempo nel distrarre il fratello, decidemmo di raggiungerlo subito a Londra. cos facemmo; e, una volta a Londra, mi incaricai io di parlargli e di fargli notare quanto sarebbe stata dannosa e svantaggiosa una scelta del genere. Cercai di essere il pi convincente possibile; parlai con estrema sincerit e gli mostrai tutta l'importanza delle ragioni che peroravo con tanto calore, ma, per quanto le mie parole avrebbero potuto scuotere o, addirittura, rimandare la sua decisione, non credo che sarebbero riuscite a impedire il matrimonio, se non fosse intervenuto, nel mio animo, il sospetto, che io non esitai a trasformare in sicurezza, che vostra sorella non provasse i suoi stessi sentimenti. Dapprima, Bingley era sicuro che Miss Jane ricambiasse il suo affetto con sincero, se non pari, calore. Ma Bingley una persona molto semplice e attribuisce pi importanza al mio giudizio che al suo; persuaderlo, perci, che si era ingannato non fu molto difficile. Persuaderlo, poi, a non tornare nell'Hertfordshire, quando ormai aveva fatto sua la convinzione di essersi ingannato, fu, addirittura, lavoro di un momento. Non posso biasimarmi di aver agito in questo modo. C' solo un aspetto della mia condotta di cui non vado fiero in tutta questa faccenda e, cio, che ho acconsentito di servirmi di uno stratagemma: non gli ho fatto sapere che vostra sorella era in citt. Io ne ero perfettamente a conoscenza, cos come ne era a conoscenza Miss Bingley; Charles, per, lo ignorava e lo ignora ancora adesso. Forse si sarebbero potuti incontrare senza spiacevoli conseguenze, ma il suo sentimento non mi pareva abbastanza assopito perch egli potesse vederla senza pericolo. Lo stratagemma stato, probabilmente, indegno di me; tuttavia, me ne sono servito e me ne sono servito per il meglio. Su questo argomento non ho altro da dire, non ho altre giustificazioni da addurre n scuse da fare. Se ho offeso i sentimenti di vostra sorella, l'ho fatto senza saperlo; e, per quanto insufficienti possano sembrarvi, non riesco ancora a condannare i motivi che mi hanno spinto ad agire in questo modo. Riguardo all'altra accusa, pi grave, di aver danneggiato Mr Wickham, posso confutarla soltanto esponendovi tutti i suoi rapporti con la mia famiglia. Di che cosa egli mi abbia particolarmente accusato, lo ignoro; ma, a conferma della verit di quanto sto per esporre, posso chiamare pi di un testimone di indiscutibile affidabilit. Mr Wickham figlio di un uomo rispettabile, che per molti anni amministr tutte le propriet di Pemberley e che assolse il suo incarico in modo cos ineccepibile da conquistare tutta la stima e la gratitudine di mio padre: egli si senti in dovere di essergli utile e tratt George Wickham, suo figlioccio, con grande generosit. Lo mantenne a scuola e poi a Cambridge; un aiuto molto importante, perch il vecchio Mr Wickham, sempre in

ristrettezze per l'eccessiva prodigalit della moglie, non avrebbe mai potuto dargli un'educazione signorile. Mio padre amava la compagnia di questo giovane dai modi accattivanti e aveva di lui un'altissima opinione: sperando che si sarebbe dato alla professione ecclesiastica, volle aiutarlo in questa direzione. Quanto a me, le cose stavano diversamente: da molti, molti anni, avevo cominciato a giudicarlo in tutt'altro modo. Quelle tendenze viziose e quella mancanza di volont, che cercava, a tutti i costi, di nascondere al suo migliore amico, non potevano sfuggire all'osservazione di un coetaneo che aveva l'opportunit di vederlo nei momenti in cui era davvero se stesso, cosa che mio padre non aveva modo di fare. Purtroppo sto per darvi un altro dolore: quanto sia grande potete saperlo solo voi. Ma, qualunque siano i sentimenti destati in voi da Mr Wickham, nessun dubbio circa la loro natura potr mai impedirmi di svelarvi il suo carattere con la massima onest. Anzi, questo un motivo in pi per farlo. Mio padre mor circa cinque anni fa; e l'affetto che lo legava a George Wickham fu, fino all'ultimo, cos forte che espresse nelle sue volont l'esplicita raccomandazione di aiutarlo il pi possibile nell'avanzamento della carriera, qualsiasi essa fosse, e, qualora avesse preso gli ordini, di assegnargli, appena si fosse reso vacante, un buon beneficio ecclesiastico tra quelli dipendenti dalla nostra famiglia. Vi era, inoltre, un lascito di mille sterline. Suo padre non sopravvisse al lungo al mio; e, sei mesi dopo questi avvenimenti, George Wickham mi scrisse per informarmi che, essendo giunto alla definitiva decisione di non prendere gli ordini, sperava che non ritenessi irragionevole, da parte sua, la richiesta di un aiuto economico immediato in luogo del beneficio di cui non avrebbe pi potuto godere. Aveva qualche intenzione, aggiunse, di studiare legge, e dovevo rendermi conto che la rendita di sole mille sterline non bastava al suo sostentamento. Desideravo credere, pi di quanto non lo credessi, che fosse sincero e, pertanto, aderii con estrema prontezza alla sua richiesta. Sapevo che George Wickham non era adatto per la carriera ecclesiastica. La faccenda fu, dunque, rapidamente sistemata. Egli rinunci a qualsiasi pretesa riguardo al beneficio ecclesiastico, anche nel caso che se si fosse trovato in situazione di poterlo ricevere, accett in cambio tremila sterline. Ogni rapporto tra di noi parve cos definitivamente concluso. Io avevo un'opinione troppo cattiva di lui per invitarlo a Pemberley o per frequentarlo in citt. Credo che vivesse pi che altro in citt, ma lo studio era solo un pretesto; e, ormai libero da qualsiasi freno, conduceva una vita oziosa e dissoluta. Per circa tre anni non ne seppi quasi pi nulla, ma, alla morte del titolare del beneficio che gli era stato destinato, mi scrisse di nuovo perch glielo concedessi. Le sue condizioni, mi assicurava - e io non avevo difficolt a credergli - erano molto cattive. Aveva scoperto che lo studio della legge non era affatto proficuo e si era, quindi, deciso a prendere gli ordini. Naturalmente io avrei dovuto concedergli il beneficio in questione, cosa sulla quale confidava senza alcun dubbio, dato che era sicuro che non ci fosse nessun altro al quale dovessi pensare e che io non potevo aver dimenticato le intenzioni del mio venerato padre. Non credo possiate biasimarmi per essermi rifiutato di esaudire la sua richiesta e per aver respinto tutte le sue insistenze. Il risentimento che ebbe nei miei confronti fu grande, perch grande era la difficolt della sua situazione: non si fece scrupolo di rivolgermi delle ignobili accuse e di diffamarmi, con altrettanta ignobilt, presso gli altri. Da quel momento cercai di ignorarlo: per me era come se non fosse mai esistito. Come vivesse, non lo so; so solo che l'estate scorsa rientr di prepotenza nella mia vita e lo fece nel modo per me pi penoso. Devo ora menzionare un fatto che vorrei a tutti i costi dimenticare e che, per niente al mondo, se non per un dovere tanto irrinunciabile, potrei mai svelare ad alcun essere umano. Detto questo, non dubito che manterrete il segreto. Mia sorella, di dieci anni pi giovane di me, era rimasta sotto la tutela del nipote di mia madre, il colonnello Fitzwilliam, e sotto la mia. Circa un anno fa lasci il collegio e si stabil a Londra; l'estate scorsa and, con la signora che le,faceva da istitutrice, a Ramsgate. Qui si rec pure Mr Wickham, sicuramente di proposito; venimmo infatti a sapere, da fonti certe, che George Wickham conosceva Mrs Younge, sulla cui persona, molto sfortunatamente, c'eravamo sbagliati; e, con la complicit e l'aiuto di lei, si mise in cos buona luce agli occhi di Georgiana, il cui cuore affettuoso ricordava perfettamente le tenerezze che egli le aveva prodigato quando era bambina, da convincerla di essersi innamorata di lui e indurla ad acconsentire a una fuga. Aveva solo quindici

anni, il che giustifica un'imprudenza del genere; e, dopo avervi svelato l'avventato progetto, sono felice di aggiungere che ne fui messo al corrente proprio da lei. Li raggiunsi inaspettatamente un paio di giorni prima della fuga; e, allora, Georgiana, non potendo sopportare l'idea di addolorare e offendere un fratello che aveva sempre considerato come un padre, mi raccont tutto. Potete immaginare quello che provai e come agii. Solo il riguardo per la reputazione e i sentimenti di mia sorella mi trattenne da uno scandalo, ma scrissi a Mr Wickham, che part immediatamente, e, naturalmente, licenziai Mrs Younge. Il principale oggetto delle mire di Mr Wickham era, senza dubbio, la fortuna di mia sorella, che ammonta a trentamila sterline; tuttavia, non posso fare a meno di supporre che anche la speranza di vendicarsi di me rappresentasse per lui un notevole stimolo. Se fosse riuscito nel suo intento, la sua vendetta sarebbe stata davvero completa. Questo, Miss Bennet, il resoconto fedele di tutto ci che accaduto tra noi; e, se non lo respingerete come falso, spero che, da questo momento, mi assolverete dall'accusa di crudelt verso Mr Wickham. Non so in che modo e con quali menzogne vi abbia ingannata, ma non c' da stupirsi che vi sia riuscito, ignara come eravate di tutti i precedenti. D'altronde, non era in vostro potere scoprire la verit, e la diffidenza non fa certo parte del vostro carattere. Forse vi stupirete che non vi ho raccontato tutto questo ieri sera, ma devo confessarvi che, ieri sera, non ero abbastanza padrone di me per sapere ci che potevo o dovevo rivelarvi. A conferma della veridicit di quello che vi ho appena raccontato, posso invocare la testimonianza del colonnello Fitzwilliam che, per lo stretto rapporto esistente tra noi, e pi ancora per il fatto di essere uno degli esecutori testamentari di mio padre, inevitabilmente al corrente di tutti i particolari di questi avvenimenti. Se la vostra antipatia per me a togliere valore a ci che io asserisco, sar la vostra simpatia per mio cugino a indurvi a prestar fede a ci che lui vi dir; e, affinch possiate avere la possibilit di interpellarlo, cercher di trovare il modo di consegnarvi questa lettera nel corso della mattinata. Aggiungo solo: Dio vi benedica. Fitzwilliam Darcy

Capitolo trentaseiesimo Se Elizabeth, quando Darcy le consegn la lettera, non si aspettava di trovarvi il rinnovarsi delle sue proposte, non poteva per neanche immaginare un simile contenuto. facile, dunque, capire con quanta avidit lo lesse e quanto fossero contrastanti le emozioni che ne ricav. Ci che prov, in quei lunghi istanti, di difficile definizione. Inizialmente stupore, quando comprese qual era l'intenzione di Darcy. Come poteva pensare di spiegarle le ragioni del suo agire, di trovare delle giustificazioni a ci che aveva fatto? Non potevano esserci ragioni, n spiegazioni, n giustificazioni da parte sua; poteva esserci solo vergogna, un giusto senso di vergogna che mettesse tutto a tacere. Prevenuta contro qualunque cosa egli potesse affermare, incominci a leggere la sua versione di ci che era accaduto a Netherfield. Leggeva con un'avidit che quasi le impediva di capire e, per l'impazienza di sapere che cosa contenesse la frase seguente, non riusciva neppure a soffermarsi sul significato di quella che aveva sotto gli occhi. Ritenne subito una falsit che egli potesse essere davvero convinto dell'indifferenza di Jane nei confronti di Bingley; e il resoconto dei veri e peggiori ostacoli al matrimonio la indignarono troppo per lasciarle il desiderio di rendergli giustizia. Darcy non esprimeva, per ci che aveva fatto, alcun soddisfacente rimpianto; il suo stile non era pentito, ma altero. Tutto ci che diceva, lo diceva per puro orgoglio e pura insolenza. Quando, per, arriv a leggere il resoconto dei fatti concernenti Mr Wickham - quando esamin, con pi lucida attenzione, la narrazione di avvenimenti che, se fossero stati veri, avrebbero distrutto ogni buona opinione che si era fatta sul conto del giovane ufficiale e che, purtroppo, presentavano un'innegabile somiglianza con la storia che Wickham stesso le aveva narrato - i suoi sentimenti furono ancora pi penosi, ancora pi contrastanti. Si sent oppressa da un misto di stupore, preoccupazione e, persino, orrore. Avrebbe voluto non prestare fede a ci che leggeva e continuava a esclamare: - Deve essere falso! Non pu essere vero! Deve essere un'enorme menzogna! -; e

quando ebbe finito di leggere, senza quasi aver compreso il senso delle ultime due pagine, ripose in fretta la lettera, decisa a non tenerne conto e a non guardarla mai pi. In uno stato di profonda agitazione e in un turbinio di pensieri, continu a camminare, ma senza trarne giovamento: dopo pochi istanti riapr la lettera e, cercando di dominarsi, ricominci la mortificante lettura di tutto ci che si riferiva a Wickham. Si domin a tal punto da riuscire a esaminare e a comprendere il significato di ogni singola frase. La versione dei rapporti di Wickham con la famiglia di Pemberley era esattamente la stessa che aveva dato anche il giovane ufficiale; e la bont del defunto Mr Darcy, a cui doveva prestar fede solo in base a ci che aveva sentito dire e che stava leggendo in proposito, dato che non aveva conosciuto personalmente l'anziano gentiluomo, era descritta con parole quasi uguali. Un racconto, dunque, confermava l'altro, ma, riguardo al testamento, le versioni erano due e differivano completamente. Elizabeth ricordava ancora perfettamente ci che Wickham le aveva detto a proposito del beneficio e, rievocando quelle parole, si rese conto che, da una parte o dall'altra, doveva esserci un'enorme falsit. Per qualche istante, sper che i suoi desideri non si sbagliassero. Non potevano sbagliarsi, ne era sicura. Quando, per, lesse e rilesse, con la pi profonda attenzione, i particolari immediatamente seguenti, relativi alla rinuncia da parte di Wickham a qualsiasi pretesa al beneficio e al suo accettare in cambio la considerevole somma di tremila sterline, torn a sprofondare nel dubbio. Pos la lettera, cerc di valutare ogni fatto con imparzialit, medit sulla probabilit di ogni affermazione, ma inutilmente. Entrambe le parti avevano saputo perorare la propria causa con estrema convinzione. Ricominci a leggere, ma, riga dopo riga, si rese conto che in tutta quella faccenda, che aveva sempre interpretato nell'ottica di un'indiscutibile infamia perpetrata da Mr Darcy ai danni di Mr Wickham, si apriva ora una svolta improvvisa e inattesa che faceva apparire Fitzwilliam Darcy in una luce completamente diversa: la luce dell'innocenza. L'accusa di aver condotto una vita oziosa e dissoluta, che Darcy aveva rivolto a Wicham con tanto calore, era dura da ignorare, soprattutto per il fatto che non esistevano prove in difesa del giovane ufficiale. Lei stessa non aveva mai sentito parlare di Wickham prima della sua entrata nel reggimento dello... shire, in cui si era arruolato perch convinto da un amico che lo aveva incontrato per caso in citt. Riguardo a ci che aveva fatto prima di arruolarsi, niente si era saputo nell'Hertfordshire al di l di quello che egli stesso aveva raccontato. Quanto al suo vero carattere, non poteva certo dire di conoscerlo e, anche se avesse avuto la possibilit di informarsi al riguardo, non aveva mai sentito il desiderio di farlo. Era stata a tal punto attratta da un viso, una voce e dai modi cos accattivanti da stabilire, al di l di ogni ragionevole dubbio, che non poteva che essere un uomo meraviglioso, pieno di qualit. Elizabeth cerc di ricordare qualche esempio di bont, qualche luminoso tratto di rettitudine o di generosit che potesse riscattarlo dagli attacchi di Mr Darcy; tent di ricostruire qualcuna delle nobili virt che gli aveva attribuito e che avrebbe potuto compensare quelli che Mr Darcy definiva come anni oziosi e viziosi, ma che lei si sforzava di classificare come errori casuali. Nessun ricordo del genere venne, per, in suo aiuto. Lo vedeva davanti ai suoi occhi, affascinante e seducente come sempre, ma, per quanto tentasse, non riusciva a ricordare alcun pregio pi sostanziale dell'approvazione di chi lo aveva conosciuto e della considerazione che i suoi modi accattivanti gli avevano fatto conquistare in societ. Dopo aver riflettuto a lungo in proposito, riprese a leggere. Ma, ahim! La storia che seguiva, delle mire di Wickham riguardo a Georgiana Darcy, trov conferma in ci che era accaduto tra il colonnello Fitzwilliam e lei solo la mattina prima; e, infine, le si chiedeva di far riferimento, per controllare la veridicit della storia, al colonnello Fitzwilliam in persona, dal quale aveva gi ricevuto precise informazioni riguardo al suo diretto coinvolgimento in tutti gli affari del cugino e della cui onest e lealt non aveva motivo di dubitare. A un certo punto, arriv quasi alla decisione di rivolgersi a lui, ma scart subito l'idea come sconveniente e, alla fine, la band del tutto nella convinzione che Mr Darcy non avrebbe mai azzardato una simile proposta se non fosse stato ben sicuro dell'appoggio del cugino. Elizabeth ricordava perfettamente la sua conversazione con Wickham in quella prima sera da Mr Philips. Molte delle espressioni che Wickham aveva usato erano ancora l, scolpite nella sua memoria. Adesso, per, qualcos'altro la colpiva: la mancanza di convenienza, o peggio, di

correttezza, nel fare confidenze del genere a un'estranea. Si stup di non averlo notato prima. Si rendeva perfettamente conto di quanto Wickham fosse stato indelicato nell'esporsi in quel modo, di quanto incoerenti fossero state le sue dichiarazioni rispetto alla sua condotta. Ricordava che si era vantato di non temere di incontrare Mr Darcy; che aveva detto che non era certo per Mr Darcy che avrebbe lasciato l'Hertfordshire; ma ricordava anche che, solo una settimana dopo, aveva evitato il ballo di Netherfield proprio per non incontrare Darcy. E non era tutto: finch i Bingley erano rimasti a Netherfield, aveva raccontato la sua storia soltanto a lei; ma, una volta partiti, l'aveva resa di pubblico dominio; da allora non aveva avuto pi ritegno n scrupoli nel diffamare Mr Darcy, pur assicurandole che il rispetto che lo legava alla memoria del padre gli avrebbe sempre impedito di screditare il figlio. Come appariva diverso ora George Wickham! Ora le sue attenzioni per Miss King le apparivano la conseguenza di mire unicamente e odiosamente venali; e la modestia delle sostanze di lei non erano pi il segno della modestia dei suoi desideri, ma di un'inequivocabile avidit nell'attaccarsi a qualunque cosa. Per ci che la riguardava direttamente, Elizabeth non riusciva a trovare una spiegazione plausibile: o Wickham si era ingannato sulla sua presunta ricchezza, o aveva semplicemente voluto soddisfare la propria vanit incoraggiando la preferenza che ella riteneva, adesso, di avergli molto incautamente rivelato. I pochi sforzi che cercava ormai di fare in suo favore diventavano sempre pi deboli; e, a maggior giustificazione di Mr Darcy, non poteva non riconoscere che Mr Bingley, interrogato da Jane, aveva ripetutamente affermato la piena innocenza dell'amico in quella faccenda; che, per orgogliosi e antipatici che fossero i suoi modi, non aveva mai, da quando lo conosceva - una conoscenza che ultimamente li aveva fatti incontrare spesso e le aveva dato modo di conoscerlo meglio - scorto nulla che facesse pensare a lui come a un uomo privo di principi o ingiusto, nulla che parlasse di sue abitudini immorali o indegne; che, fra i suoi amici, era stimato e apprezzato; che perfino Wickham gli aveva riconosciuto dei meriti come fratello, e che Darcy stesso aveva spesso parlato della sorella con l'affetto che solo un uomo capace di buoni sentimenti pu mostrare; che, se davvero si fosse comportato come Wickham voleva far credere, un'infamia cos grande non sarebbe potuta rimanere nascosta agli occhi del mondo, e, inoltre, l'amicizia tra una persona cos spietata e una persona cos amabile come Mr Bingley sarebbe stata davvero incomprensibile. Elizabeth si vergogn di se stessa. Non poteva pensare n a Darcy n a Wickham, senza sentire che era stata cieca, parziale, prevenuta, illogica. - Come sono stata spregevole! - esclam. - Io, che ero orgogliosa del mio discernimento! Io, che mi reputavo tanto intelligente! Io, che ho spesso sorriso alla nobile ingenuit di mia sorella e che ho soddisfatto la mia vanit dando libero sfogo a una diffidenza inutile e ingiusta! Com' umiliante questa scoperta, e come giusta questa umiliazione! Neanche se fossi stata innamorata, sarei potuta essere pi cieca e parziale. Ma non si trattava di amore: la mia colpa stata la vanit, non l'amore. Compiaciuta dalla predilezione dell'uno e offesa dall'indifferenza dell'altro, mi sono lasciata guidare fin dall'inizio dal pregiudizio e ho allontanato il buon senso. Solo adesso comprendo chi sono veramente. Da s a Jane, da Jane a Bingley, i suoi pensieri si susseguirono fino al punto di farle ricordare come la spiegazione che Darcy le aveva fornito in proposito le fosse parsa del tutto insufficiente. Rilesse con attenzione la parte della lettera che ne parlava. L'effetto fu del tutto diverso rispetto alla prima lettura. Come poteva non dare credito alle sue affermazioni in un caso, quando era stata costretta a concederglielo in un altro? Darcy dichiarava di non avere mai sospettato che Jane provasse del vero affetto per Bingley; ed Elizabeth non pot non ricordare quella che era sempre stata l'opinione di Charlotte a proposito del manifestare i propri sentimenti, n pot negare che Darcy avesse dipinto un ritratto di Jane alquanto fedele. Da buona sorella conosceva Jane e sapeva che era poco incline a manifestare i suoi sentimenti, per quanto essi fossero forti e sinceri, e che esercitava su se stessa un continuo controllo che la rendeva disponibile e aperta verso gli altri, ma non sempre capace di comprendere la realt delle cose.

Quando giunse al punto della lettera in cui veniva menzionata la sua famiglia in termini di cos umiliante, se pur meritato, rimprovero, prov un acuto senso di vergogna. Le colpe che venivano attribuite alla madre, alle sorelle minori e persino al padre erano dure da accettare, ma giuste e, soprattutto, innegabili; e i fatti ai quali Darcy alludeva in particolare, fatti che si erano verificati al ballo di Netherfield e che avevano confermato una disapprovazione nata in precedenza, non potevano aver impressionato lui pi di quanto non avessero ferito lei. L'elogio che rivolgeva a lei e alla sorella non la lasci, comunque, insensibile. Le fu di conforto, ma non abbastanza da cancellare la vergogna per il disprezzo suscitato dal resto della famiglia; e, considerando che le sofferenze di Jane erano, in realt, dovute ai suoi parenti pi stretti e pensando come entrambe fossero danneggiate dallo strano comportamento degli altri, si sent depressa come non mai. Dopo aver camminato per pi di due ore, preda di tormentati pensieri, di riflessioni agitate sugli avvenimenti, di considerazioni sulle probabilit e di faticosi tentativi di accettare un cambiamento cos improvviso e cos importante, la stanchezza e il pensiero della lunga assenza la fecero finalmente tornare a casa; rientr desiderosa di apparire allegra come sempre e decisa a soffocare qualsiasi riflessione le impedisse di sostenere la conversazione. Le fu subito detto che i due signori di Rosings erano venuti a Hunsford durante la sua assenza; Mr Darcy si era trattenuto solo per pochi minuti, per prendere commiato; il colonnello Fitzwilliam era, invece, rimasto almeno un'ora, nella speranza di vederla tornare e quasi deciso ad andare a cercarla. Elizabeth riusc appena a simulare il rammarico di non averlo salutato; in realt se ne rallegr. Il colonnello Fitzwilliam non le importava pi. Non riusciva a pensare ad altro che alla lettera.

Capitolo trentasettesimo I due signori lasciarono Rosings l'indomani mattina; e Mr Coffins, che era rimasto in attesa vicino ai padiglioni della villa per fare il suo ultimo inchino, pot portare a casa la bella notizia che sembravano in buona salute e abbastanza di buon umore, nonostante la malinconica scena degli addii recentemente svoltasi a Rosings. Si affrett, poi, a recarsi a consolare lady Catherine e sua figlia e, al ritorno, port, con grande soddisfazione, un invito da parte di sua signoria, che si sentiva cos afflitta da desiderare di averli tutti a pranzo con s. Elizabeth non pot incontrare lady Catherine senza pensare che, se solo avesse voluto, a quell'ora avrebbe potuto esserle presentata come futura nipote e non pot immaginare, senza un sorriso, quanto grande sarebbe stata l'indignazione di sua signoria. "Che cosa avrebbe detto? Come si sarebbe comportata?" si chiedeva divertendosi a fantasticare su situazioni irreali. Il primo argomento di conversazione fu la partenza dei due gentiluomini. Avevano lasciato un vuoto incolmabile. - Vi assicuro che sento terribilmente la loro mancanza, - disse lady Catherine; credo che nessuno soffra come me quando partono degli amici. Inoltre, io sono particolarmente affezionata a questi due giovani e so che loro sono particolarmente affezionati a me! Erano cos dispiaciuti di andarsene! D'altronde lo sono sempre. Il caro colonnello si fatto forza fino all'ultimo; ma Darcy sembrava ancora pi triste... credo sentisse il distacco molto profondamente... se non sbaglio, pi profondamente dell'anno scorso. Il suo attaccamento a Rosings va certo crescendo. Era il momento: Mr Collins introdusse un complimento e un'allusione a cui madre e figlia risposero con un sorriso cortese. Dopo cena, lady Catherine osserv che Miss Bennet sembrava di cattivo umore, e trovandone subito da s la ragione, con il supporre che non volesse tornare a casa cos presto, aggiunse: - Dovreste scrivere a vostra madre pregandola di lasciarvi rimanere ancora per un po'. Sono certa che Mrs Collins sar molto lieta della vostra compagnia. - Sono molto grata a vostra signoria per il gentile invito, - rispose Elizabeth, - ma non ho la possibilit di accettarlo. Devo essere in citt sabato prossimo.

- Ma cos, sarete rimasta qui solo sei settimane. Credevo che vi sareste trattenuta due mesi. Lo dissi a Mrs Collins prima ancora che arrivaste. Non pu esserci motivo per partire cos presto. Mrs Bennet pu sicuramente fare a meno di voi per un'altra quindicina di giorni. - Ma mio padre no. Mi ha scritto la settimana scorsa per affrettare il mio ritorno. - Oh, anche vostro padre pu fare a meno di voi, se lo pu vostra madre. Le figlie non sono mai cos indispensabili a un padre. Inoltre, se rimarrete ancora un mese, avr la possibilit di accompagnare una di voi fino a Londra, perch devo recarmici alla fine di giugno per una settimana; e, siccome Dawson si adatta ad andare in calesse, nella mia vettura c' posto per una di voi... E anzi, se facesse freddo, potrei anche condurvi entrambe, perch siete tutt'e due snelle. - Siete molto cortese, signora; ma credo che dovr attenermi al programma iniziale. Lady Catherine parve rassegnata. - Mr Collins, dovete mandare un domestico con loro. Sapete che dico sempre quello che penso, e non posso sopportare l'idea che due giovani donne viaggino sole. indecoroso. Dovete assolutamente mandare qualcuno. Questa una cosa che mi da molto fastidio. Le signorine dovrebbero essere sempre assistite e scortate cos come si conviene alla loro posizione sociale. Quando mia nipote Georgiana si rec a Ramsgate, l'estate scorsa, volli assolutamente che fosse accompagnata da due domestici. Miss Darcy, figlia di Mr Darcy di Pemberley e di lady Anne, non avrebbe potuto viaggiare in altro modo. Sarebbe stato molto indecoroso, altrimenti. Sono cose a cui tengo particolarmente. Dovete mandare John con loro, Mrs Collins. Sono lieta che mi sia capitata l'occasione di dirvelo, perch sarebbe davvero disonorevole per voi lasciarle andar sole. - Mio zio ci mander un domestico. - Oh, vostro zio! Ha un domestico? Bene. Sono molto lieta che qualcuno della vostra famiglia pensi a queste cose. Dove cambierete i cavalli? Oh, a Bromley, naturalmente. Se fate il mio nome alla Campana, sarete ben serviti. Lady Catherine aveva molte altre domande da fare riguardo al viaggio e, poich non a tutte rispondeva da s, era necessario prestarle attenzione, il che Elizabeth ritenne una fortuna: pressata com'era da altri pensieri, avrebbe di certo dimenticato dove si trovava. Non era quello il momento di meditare: la meditazione andava riservata alle ore di solitudine. Appena si trovava sola, era il suo pi grande sollievo; e non pass giorno senza una passeggiata solitaria in cui abbandonarsi totalmente alla penosa dolcezza dei ricordi. Aveva ormai imparato a memoria la lettera di Mr Darcy. L'aveva letta e riletta, ne aveva studiato ogni frase, di volta in volta con sentimenti molto diversi verso colui che l'aveva scritta. Quando ripensava al tono del suo discorso, si sentiva piena di indignazione; quando, per, considerava come ingiustamente lo aveva accusato e condannato, rivolgeva contro di s quell'indignazione, e l'amara delusione di lui diventava oggetto della sua pi sincera compassione. Quel sentimento appassionato non poteva che suscitare in lei gratitudine, quella forte personalit rispetto: ma non lo approvava, n riusciva in alcun modo a pentirsi del suo rifiuto o a sentire il bench minimo desiderio di rivederlo. Quanto a lei, il modo in cui si era comportata in passato costituiva una costante fonte di dispiacere e di rammarico, e gli sfortunati difetti della famiglia erano un motivo di dolore anche pi profondo. Difetti gravi e, soprattutto, irrimediabili. Il padre, che si limitava a ridere delle figlie e non faceva altro, non si sarebbe mai sforzato di frenare l'indecorosa leggerezza delle minori; e la madre, cos priva lei stessa di buon senso e di buone maniere, era del tutto incapace di rendersi conto di quanto sconveniente fosse un comportamento del genere. Con l'aiuto di Jane, Elizabeth aveva spesso tentato di mettere un freno alla sconsideratezza di Catherine e di Lydia; ma sostenute com'erano dall'indulgenza materna, che possibilit c'era di migliorarle? Catherine, di animo debole, irritabile e completamente soggiogata da Lydia, si era sempre ribellata al consiglio delle due sorelle maggiori, e Lydia, egoista e indifferente, non le aveva mai nemmeno ascoltate. Erano ignoranti, oziose e frivole. Finch c'era un ufficiale a Meryton, avrebbero civettato con lui e, finch Meryton era cos vicina a Longbourn, non avrebbero mai smesso di andarci.

La preoccupazione per Jane era, per Elizabeth, un ulteriore motivo di pena e tormento, e la spiegazione di Mr Darcy, restituendo Bingley a tutta la sua precedente stima, aumentava la coscienza di ci che Jane aveva perduto. L'affetto di lui si era dimostrato sincero, e la sua condotta scevra da ogni colpa, a meno che non gli si imputasse un'eccessiva fiducia nell'amico. Che immane dolore le provocava il pensare che la prospettiva di un'unione cos desiderabile sotto tutti gli aspetti, cos vantaggiosa, cos potenzialmente felice, fosse andata perduta solo a causa della sconsiderata leggerezza e della mancanza di decoro della sua famiglia! Quando a questi pensieri si aggiungeva la rivelazione della vera personalit di Wickham, facile credere come il buon umore di Elizabeth, che di rado si era lasciato abbattere in passato, fosse ora scosso a tal punto da renderle quasi impossibile anche solo un'apparenza di serenit. Durante l'ultima settimana di permanenza nel Kent, gli inviti a Ronsings si susseguirono con la stessa frequenza della prima. Fu a Rosings che trascorsero l'ultima sera; e, con rinnovata insistenza, sua signoria non manc di informarsi minutamente riguardo ai particolari del viaggio, di dare precise istruzioni in merito al modo migliore di fare i bagagli e di sottolineare l'assoluta e irrinunciabile necessit di disporre le gonne in una certa maniera, l'unica giusta, al punto che Maria si senti obbligata, quando rientr a casa, a disfare il lavoro del mattino e rifare tutto il baule. Quando si accomiatarono, lady Catherine, con grande degnazione, augur loro buon viaggio e le invit a tornare a Hunsford l'anno seguente; e Miss de Bourgh si sforz di fare una riverenza e di porgere la mano a entrambe.

Capitolo trentottesimo Il sabato mattina, Elizabeth e Mr Collins si incontrarono a colazione qualche minuto prima che giungessero gli altri, ed egli colse l'occasione per rivolgerle gli ultimi saluti che riteneva assolutamente necessari. - Non so, Miss Elizabeth, - disse, - se Mrs Collins vi abbia gi espresso la sua gratitudine per la cortesia che ci avete dimostrato nel venire da noi; sono certo che non lascerete questa casa senza ricevere i suoi ringraziamenti. Vi assicuro che il piacere della vostra compagnia stato molto sentito. Sappiamo che la nostra umile dimora prsenta ben poche attrattive. Il modo semplice in cui viviamo, le piccole stanze e i pochi domestici che abbiamo e la scarsa vita di societ che facciamo devono rendere Hunsford estremamente noioso per una signorina come voi; ma spero che crederete che vi siamo profondamente riconoscenti per averci onorato di tanta condiscendenza e che abbiamo fatto tutto ci che era in nostro potere per rendere la vostra permanenza il meno spiacevole possibile. Elizabeth lo ringrazi calorosamente e disse di essersi trovata molto bene. Aveva passato sei splendide settimane, e il piacere di stare con Charlotte e le affettuose attenzioni che aveva ricevuto facevano si che fosse lei a dover essere riconoscente. Mr Collins fu pienamente soddisfatto e, con pi sorridente solennit, aggiunse: - Sono molto lieto di sentire che avete passato piacevolmente il tempo della vostra permanenza. Certo noi abbiamo fatto del nostro meglio e, poich avevamo la grande fortuna di potervi presentare a persone di estrazione veramente superiore e di usufruire della generosit dei loro inviti, portando cos un grande diversivo alla nostra umile vita domestica, credo possiamo lusingarci che la vostra visita a Hunsford non sia stata del tutto noiosa. Il riguardo di cui una nobildonna come lady Catherine ci onora continuamente un vantaggio straordinario e una fortuna che pochi possono vantare. Avrete constatato da sola quale e quanta confidenza ci lega a quella nobile famiglia. Avrete visto come sua signoria ci invita regolarmente. Devo proprio riconoscere che, nonostante abbia i suoi svantaggi, questa umile parrocchia ci permette di vivere in una condizione che chiunque ci invidierebbe, data la nostra grande intimit con Rosings.

Le parole non bastarono, per, ad appagare l'esaltazione dei suoi sentimenti; Collins si mise a passeggiare per la stanza, mentre Elizabeth si dava da fare per unire, in poche e concise frasi, cortesia e sincerit. - Allora, cara cugina, potrete dare di noi, nell'Hertfordshire, notizie molto favorevoli, o cos, almeno, spero che facciate. Siete stata testimone quotidiana delle amabili attenzioni che lady Catherine rivolge in continuazione a Mrs Collins, e, nell'insieme, confido che, da questa permanenza a Hunsford, ne abbiate ricavato l'impressione che la vostra amica abbia fatto un'unione tutt'altro che sfortunata... beh, su questo punto fareste forse meglio a evitare commenti. Permettetemi solo di assicurarvi, cara Miss Elizabeth, che vi auguro con tutto il cuore una simile felicit matrimoniale. La mia cara Charlotte e io pensiamo e sentiamo allo stesso modo. C' fra noi una grande affinit di carattere e di idee su ogni punto. Sembriamo proprio fatti l'uno per l'altra. - una grande fortuna quando questo accade in un matrimonio, - ammise Elizabeth con la massima sincerit e aggiunse, altrettanto sinceramente, che era convinta della loro felicit domestica e se ne rallegrava. Tuttavia non le dispiacque affatto che il resoconto di questa felicit venisse interrotto dall'ingresso della signora che ne era la causa. Povera Charlotte!'Che tristezza lasciarla con un simile compagno! Ma se l'era scelto lei, ed era stata una scelta ponderata e consapevole; e, bench palesemente addolorata per la partenza delle sue ospiti, non sembrava affatto bisognosa di compassione. La piccola casa e le cure che necessitava, la parrocchia, il pollaio e tutti gli annessi e connessi non avevano ancora perduto per lei il loro fascino. Finalmente arriv la carrozza, i bauli vi furono legati sopra, i pacchi riposti dentro e ogni cosa sistemata. Dopo un affettuoso commiato tra le due amiche, Elizabeth fu accompagnata alla vettura da Mr Collins; e, mentre attraversavano il giardino, egli la incaric di portare i suoi saluti a tutta la famiglia, senza dimenticare i ringraziamenti per le cortesie che aveva ricevuto durante la permanenza a Longbourn e gli omaggi ai signori Gardiner, anche s non aveva avuto il piacere di conoscerli personalmente. Poi la aiut a salire, aiut Maria e, quando ormai lo sportello stava per essere chiuso, si ricord improvvisamente, e con una certa costernazione, che avevano dimenticato di lasciare un messaggio alle signore di Rosings. - Ma sono certo, - aggiunse, - che desiderate che porti loro i vostri umili omaggi con i pi grati ringraziamenti per la cortesia e la gentilezza verso di voi. Elizabeth non fece obiezione: lo sportello fu chiuso, e la carrozza part. - Dio mio! - esclam Maria dopo qualche minuto di silenzio, - sembrano solo un paio di giorni che siamo arrivate! Eppure quante cose sono accadute! - Davvero molte, - disse Elizabeth con un sospiro. - Siamo state invitate a Rosings nove volte a pranzo e due per il t! Quante cose avr da raccontare! Elizabeth aggiunse fra s: "E quante ne avr io da tacere!". Il viaggio si svolse senza grande animazione e senza alcun incidente; e, quattro ore dopo la partenza da Hunsford, giunsero a casa di Mr Gardiner dove si sarebbero trattenute qualche giorno. Jane sembrava serena, ed Elizabeth non ebbe quasi il tempo di studiarne il morale, tanti erano gli inviti e gli svaghi che la premurosa zia aveva preparato per loro. In ogni caso, Jane sarebbe tornata a casa con lei, e a Longbourn avrebbe avuto tutto il tempo per osservarla e capire come stava. Nel frattempo, non fu certo senza sforzo che aspett di essere a Longbourn prima di parlare alla sorella della proposta di Darcy. Il pensiero di rivelare qualcosa che avrebbe lasciato Jane a bocca aperta e, contemporaneamente, lusingato quel tanto di vanit che non era ancora riuscita a dominare, la tentava sino a tal punto che soltanto l'incertezza su ci che avrebbe potuto dire o meno riguardo a Bingley per non accrescere il dolore di Jane la trattenne dal parlare.

Capitolo trentanovesimo La seconda settimana di maggio, Jane, Elizabeth e Mary partirono da Gracechurch Street per la citt di ***, nell'Hertfordshire; mentre si avvicinavano alla locanda in cui la carrozza di Mr Bennet

doveva venire a prenderle, videro subito, segno della puntualit del cocchiere, Kitty e Lydia affacciate alla finestra di una sala del primo piano. Le due ragazze erano gi arrivate da un'ora e avevano allegramente ingannato l'attesa visitando il negozio di una modista, osservando una sentinella in servizio e condendo un'insalata di cetrioli. Dopo aver dato il benvenuto alle sorelle, mostrarono trionfanti una tavola imbandita con cibi freddi, quelli che di solito ha a disposizione la dispensa di una locanda, ed esclamarono: - Non carino? Non una bella sorpresa? - E siamo noi che offriamo, - puntualizz Lydia; - ma dovete imprestarci il denaro, perch abbiamo speso il nostro nel negozio qui di fronte -. Poi, mostrando gli acquisti: - Guardate, mi sono comprata questo cappellino. Non un granch, ma mi sembrava un buon affare! Appena arrivo a casa lo disfo e provo a farne qualcosa di meglio. Quando le sorelle le dissero che era davvero brutto, aggiunse con perfetta indifferenza: - Oh, ma ce n'erano due o tre molto pi brutti, nel negozio; e quando avr comprato un po' di seta di un bel colore per dargli un tocco di eleganza in pi, credo che diventer pi che passabile. D'altronde non m'importa granch di quello che mi metter quest'estate: il reggimento dello ...shire lascer Meryton fra una quindicina di giorni. - Davvero? - esclam Elizabeth con grande gioia. - Trasportano il campo vicino a Brighton; e vorrei tanto che pap ci portasse tutte l per l'estate! Sarebbe una cosa deliziosa, e credo che non costerebbe neppure molto. Anche alla mamma piacerebbe andare. Pensa, altrimenti, che estate noiosa che passeremo! - S, - pens Elizabeth, - sarebbe una cosa davvero stupenda: proprio quello che ci vorrebbe. Santo cielo! Brighton e un intero accampamento di soldati tutto per noi, che siamo state messe sottosopra da un unico misero reggimento e dai balli mensili di Meryton! - Ora ho una notizia per te, - disse Lydia quando sedettero a tavola. - Indovina. una notizia ottima, una notizia importantissima su una persona che piace a tutte noi. Jane e Elizabeth si scambiarono uno sguardo e dissero al cameriere che poteva andare. Lydia rise e osserv: - Ah! Come siete convenzionali e riservate! Pensare che il cameriere non debba sentire. Che cosa credete che gliene importi? Sar abituato a sentire cose ben peggiori di quelle che sto per dire. In ogni caso, ha una brutta faccia. Sono contenta che se ne sia andato. Non ho mai visto in vita mia un mento cos lungo. Beh, e adesso la mia notizia: riguarda il caro Wickham. Troppo bella per il cameriere, no? Non c' pi pericolo che Wickham sposi Mary King: ecco! andata dallo zio a Liverpool: andata per rimanere. Wickham salvo. - Ed salva Mary King! - aggiunse Elizabeth. - Salva da un'unione molto pericolosa per il suo patrimonio. - stata una stupida ad andarsene, se gli voleva bene. - Spero che non ci fosse un grande attaccamento da nessuna delle due parti, - disse Jane. - Sono sicura che non c'era da parte di lui. Garantisco io che non gli mai importato niente di lei. A chi mai potrebbe importare di un simile mostriciattolo lentigginoso? Elizabeth fu colpita da queste parole. Non pot fare a meno di pensare che, per quanto incapace di una simile volgarit di espressione, la volgarit del sentimento era poco diversa da quella che il suo stesso cuore aveva nutrito e ritenuto nobile! Quando ebbero mangiato, e le due sorelle maggiori pagato, fu ordinata la carrozza; e, con un po' di trambusto, tutta la compagnia, con scatole, valigie, pacchi e la sgradita aggiunta degli acquisti di Kitty e di Lydia, vi prese posto. - Come siamo strette, - esclam Lydia. - Sono contenta di aver comprato il cappello, anche solo per il divertimento di avere una scatola di pi. Beh, ora mettiamoci comode, chiacchieriamo e stiamo allegre finch non arriviamo a casa. Prima di tutto diteci che cosa avete fatto da quando siete partite. Avete incontrato qualche giovanotto simpatico? Vi hanno fatto la corte? Speravo molto che almeno una di voi trovasse marito prima di tornare a casa. Jane sta per diventare una vecchia zitella. Ha quasi ventitre anni! Signore! Che vergogna, se non fossi ancora sposata a ventitre anni! Non potete

neanche immaginare quanto la zia Philips desideri che troviate marito. Dice che Lizzy avrebbe fatto meglio a prendere Mr Collins; ma io non sono d'accordo: che marito noioso sarebbe stato. Signore! Come mi piacerebbe sposarmi prima di voi! Allora sarei io ad accompagnarvi a tutti i balli. Dio mio! Ci siamo talmente divertite l'altro giorno dal colonnello Forster! Kitty e io dovevamo passare l la giornata, e Mrs Forster aveva promesso che, in serata, avrebbe organizzato un piccolo ballo (a proposito, Mrs Forster e io siamo diventate cos amiche!) e, allora, ha invitato le due Hartington: ma Harried era malata, ed venuta solo Pen. Bene, indovinate che cosa abbiamo fatto? Abbiamo vestito Chamberlayne da donna: pensate che ridere! Nessuno lo sapeva, tranne il colonnello, Mrs Forster, Kitty, io e, naturalmente, la zia, dato che stata lei a prestarci i vestiti. Non potete immaginare come stava bene. Quando Denny, Wickham, Pratt e altri due o tre sono entrati, non lo hanno riconosciuto affatto. Signore! Quanto ho riso! anche Mrs Forster. Credevo di morire. Questo ha fatto insospettire gli uomini e, cos, hanno scoperto ogni cosa. Con allegre descrizioni di feste e scherzi, Lydia, aiutata da accenni e aggiunte da parte di Kitty, si sforz di distrarre le due sorelle e Mary per tutta la durata del viaggio. Elizabeth cerc di ascoltare il meno possibile, ma non ci fu modo di evitare il continuo ripetersi del nome di Wickham. L'accoglienza a casa fu molto affettuosa. Mrs Bennet fu lieta di trovare Jane sempre pi bella; e, pi di una volta durante il pranzo, Mr Bennet disse spontaneamente a Elizabeth: - Sono davvero contento che tu sia tornata, Lizzy. Erano molti in sala da pranzo, quella sera, perch quasi tutti i Lucas erano venuti per vedere Maria e avere notizie. Vari furono gli argomenti di conversazione. Lady Lucas, attraverso la tavola, faceva continue domande a Maria per avere informazioni sulla vita e sul pollame della figlia maggiore; Mrs Bennet era impegnata contemporaneamente su due fronti: da una parte ascoltava il resoconto di Jane sull'ultima moda, dall'altra lo riferiva alle giovani Lucas; Lydia, a voce un po' pi alta di tutti gli altri, enumerava i vari passatempi della mattinata a chiunque volesse ascoltarla. - Oh, Mary, - disse, - avrei voluto che tu fossi venuta con noi perch ci siamo divertite cos tanto! Mentre andavamo, Kitty e io abbiamo chiuso tutti i finestrini e abbiamo fatto finta che nella carrozza non ci fosse nessuno; e avrei continuato cos per tutta la strada, se Kitty non si fosse sentita male. Quando siamo arrivate da George ci siamo comportate proprio bene, perch abbiamo offerto alle altre tre la pi buona colazione del mondo e, se fossi venuta con noi, l'avremmo offerta anche a te. E, poi, che ridere quando siamo partite da li! Credevo che non saremmo mai riuscite a entrare in carrozza. Non immagini neanche quanto mi sono divertita. E il viaggio di ritorno stato cos pieno di allegria! Parlavamo e ridevamo cos forte che potevano sentirci a dieci miglia di distanza. A questo Mary rispose con molta gravit: - Non che io voglia, cara sorella, svalutare simili divertimenti. Senza dubbio sono i preferiti della maggior parte delle donne. Ma, se proprio devo essere sincera, non mi attraggono affatto. Io preferisco di gran lunga un libro. Della risposta Lydia non sent nemmeno una parola. Raramente ascoltava - chiunque fosse a parlare - e, quando ascoltava, non lo faceva mai per pi di mezzo minuto; a Mary, poi, non dava mai retta neppure per pochi istanti. Nel pomeriggio, l'intraprendente giovane Bennet insist per andare a Meryton con le altre a trovare gli amici, ma Elizabeth si oppose con fermezza alla proposta. Non voleva che si dicesse che le signorine Bennet non potessero stare a casa mezza giornata senza correre dietro agli ufficiali. Inoltre aveva anche un'altra ragione. Temeva di rivedere Wickham ed era decisa a evitarlo per quanto possibile. Il suo sollievo all'idea della partenza del reggimento era davvero indicibile. In una quindicina di giorni se ne sarebbero andati, e, una volta andati, sperava che nulla l'avrebbe pi tormentata a proposito di lui. Dopo poche ore dall'arrivo a casa, si accorse, per, che il programma di recarsi a Brighton, di cui Lydia le aveva accennato alla locanda, era molto discusso dai genitori. Vide subito che il padre non aveva la minima intenzione di cedere; ma le sue risposte erano cos vaghe ed equivoche che la madre, anche se ripetutamente scoraggiata, non disperava ancora di spuntarla.

Capitolo quarantesimo Elizabeth non riusc pi a frenare l'impazienza di riferire a Jane ci che era accaduto; l'indomani mattina, decisa per a evitare tutti i particolari che riguardavano direttamente la sorella, e dopo averla preparata a una grande sorpresa, le raccont finalmente la scena svolta-si fra lei e Mr Darcy. Lo stupore di Jane fu smorzato solo dal suo affetto, che le fece sembrare perfettamente naturale l'ammirazione di Darcy per Elizabeth, e la sorpresa diede presto luogo ad altri sentimenti. Le dispiaceva che Mr Darcy avesse espresso i suoi sentimenti in un modo cos poco adatto a farli accogliere favorevolmente, ma, ci che ancora di pi l'addolorava era il pensiero dell'infelicit che il rifiuto di Elizabeth doveva avergli recato. - Ha sbagliato a mostrarsi cos sicuro di s, - disse; - anche se aveva la certezza assoluta di riuscire, non avrebbe mai dovuto fartelo vedere; pensa, per, quanto pi amara deve essere stata la sua delusione. - Effettivamente, - rispose Elizabeth, - dispiace molto anche a me; ma ci sono in lui sentimenti che probabilmente gli faranno dimenticare presto questa sua predilezione. In ogni caso, tu non mi disapprovi per averlo rifiutato? - Disapprovarti! Oh, no! - E non mi disapprovi per aver parlato con tanto calore di Wickham? - No, certo che no. Non credo che tu abbia avuto torto nel parlare in quel modo. - Non lo credi, perch non sai ancora tutto. Senti che cosa accaduto il giorno dopo. Cominci a raccontarle della lettera e, nel farlo, si limit a riferire solo la parte relativa a George Wickham. Che colpo fu per la povera Jane, convinta com'era che, se avesse attraversato il mondo intero, non avrebbe mai trovato, in tutta la razza umana, tanta malvagit quanto ne era racchiusa in un uomo solo. Nemmeno la riabilitazione di Darcy, bench le facesse molto piacere, era in grado di farla riavere da una simile, terribile scoperta. Si sforz con tutta se stessa di trovare anche la semplice possibilit di un errore che potesse giustificare l'uno senza incolpare l'altro. - inutile, - disse Elizabeth, - non riuscirai mai a provare che sono buoni tutti e due. Scegli, ma devi accontentarti di stare dalla parte di uno solo. In questa storia ci sono due protagonisti, ma merito e bont in dose sufficiente solo per uno, e il colpo di scena stato davvero grande e inaspettato. Per quanto mi riguarda, sono propensa a credere che sia Darcy dalla parte del merito e della bont, ma tu fai come credi. Ci volle un po' di tempo prima che riapparisse il sorriso sulle labbra di Jane. - Non ricordo di aver mai subito un colpo del genere, - disse. - Wickham cos perfido! E quasi incredibile. E povero Mr Darcy! Cara Lizzy, pensa quanto deve aver sofferto. Che tristezza! E per di pi sapendo quando lo giudicavi male! E dover rivelare una cosa simile di sua sorella! proprio straziante. Sono certa che ne soffri anche tu come me. - Oh no, il mio rammarico e la mia compassione sono niente davanti alla profondit dei tuoi sentimenti. Sono certa che gli renderai anche pi della giustizia che merita; gliene renderai cos tanta che posso anche permettermi di adagiarmi nell'indifferenza. Sei cos partecipe della sua amarezza che riesci persino a risparmiare a me il peso di esserlo; se continui a compiangerlo in questo modo ancora per un po', il mio cuore torner a essere leggero come una piuma. - Povero Wickham! Ha un'espressione cos buona, dei modi cos aperti e garbati! - Deve esserci stata una gran confusione, in fatto di bont, nell'educazione di questi due giovani. Uno ha avuto tutta la sostanza, l'altro tutta l'apparenza. - Non ho mai pensato che in Mr Darcy mancasse quest'apparenza. - Eppure mi sembrava di essere straordinariamente intelligente nel sentire per lui un'antipatia cos grande senza alcuna ragione. La ritenevo una prova di carattere, un'occasione per dimostrare il mio talento, la mia arguzia. Quando qualcuno ti antipatico per un motivo ben preciso, lo disapprovi, lo condanni, addirittura lo insulti, e spesso finisci per parlare male di lui basandoti su cose non vere;

quando qualcuno ti antipatico senza ragione, non puoi che prenderlo in giro e allora finisci sempre per dire qualcosa di spiritoso. - Sono sicura, cara Lizzy, che, quando hai letto la lettera, non hai preso la cosa cos alla leggera. - Effettivamente, no. Non ci sono riuscita. Ero colpita, commossa, inquieta: potrei dire infelice. E senza nessuno a cui parlarne, senza la mia Jane a consolarmi, a dirmi che non ero stata debole, vanitosa e sciocca come sapevo di essere stata! Oh, come ho sentito la tua mancanza! - Che peccato che tu abbia usato espressioni cos forti, parlando di Wickham a Mr Darcy, perch, alla luce di ci che sappiamo ora, risultano assolutamente fuori luogo. - Lo so. Ma non ho potuto farne a meno: l'amarezza delle mie parole era la conseguenza pi naturale dei pregiudizi che avevo coltivato. C' un punto sul quale, adesso, desidero il tuo consiglio. Vorrei sapere se devo o meno rivelare la personalit di Wickham alle nostre conoscenze. Dopo una breve pausa, Jane rispose: - Non certo il caso di esporlo in questo modo alla disapprovazione generale. Che cosa te ne pare? - Hai ragione. Mr Darcy non mi ha autorizzato a divulgare quello che mi ha detto. Al contrario, desidera che mantenga il pi stretto riserbo sui particolari relativi a Miss Darcy; dunque, se cercassi di disingannare la gente sulla natura di Mr Wickham, chi mai potrebbe credermi senza prove? Sono tutti cos prevenuti contro Mr Darcy che tentare di metterlo in buona luce significherebbe la morte della met della gente rispettabile di Meryton. Non me la sento. Wickham presto se ne andr; perci, a chi vuoi che importi come in realt? Prima o poi la verit verr a galla, e allora potremo ridere della stupidit delle brave persone di Meryton che non sono state in grado di accorgersene prima. Per ora, dunque, non dir niente. - Sono contenta che questa sia la tua decisione. Divulgare le sue colpe potrebbe rovinarlo per sempre. Forse pentito di quello che ha fatto e desidera riabilitarsi. Dobbiamo lasciargliene l'opportunit. La conversazione plac il tumulto dell'animo di Elizabeth. Si era liberata di due segreti che l'avevano oppressa per quindici giorni ed era certa che Jane sarebbe stata pi che disponibile ad ascoltarla, qualora avesse desiderato riparlarne. Non le aveva, per, detto ancora tutto. Era la prudenza che l'aveva trattenuta dal parlarle liberamente. Non osava riferirle l'altra met della lettera di Darcy, n spiegarle quanto sinceri fossero stati i sentimenti che Bingley aveva provato nei suoi confronti. Era una cosa che nessuno doveva sapere, e lei non ne avrebbe parlato finch Bingley e Jane non avessero raggiunto un'intesa perfetta. Solo allora si sarebbe liberata di quest'ultimo fardello. "E poi, - pensava, - se, per quanto improbabile, si verificasse davvero una situazione del genere, potrebbe essere lo stesso Bingley a parlarle e a dirle, in modo molto pi piacevole, ci che le direi io. Parler, dunque, solo quando sar assolutamente sicura che le mie parole non saranno pi di alcuna influenza o importanza per nessuno". Ora che erano a casa, aveva modo e tempo di osservare il morale della sorella. Jane non era felice. Si vedeva chiaramente che il suo cuore batteva ancora per Bingley. Poich non era mai stata innamorata prima di allora, il suo sentimento aveva tutta la forza e l'entusiasmo del primo amore, ma, data l'et e il carattere, era pi solido e profondo di quanto, di solito, non siano i primi amori; lo ricordava con tanta passione e lo prediligeva talmente a qualsiasi altro uomo, che aveva bisogno di tutto il suo buon senso e di tutto il riguardo che provava per chi le era vicino per non abbandonarsi a un rimpianto che avrebbe danneggiato la sua salute e la tranquillit dei familiari. - Beh, Lizzy, - le chiese un giorno Mrs Bennet, - che cosa ne pensi di questa triste storia di Jane? Per quanto mi riguarda, ho deciso di non parlarne mai pi con nessuno. Lo dicevo proprio l'altro giorno a mia sorella. In ogni caso, non credo che Jane abbia avuto modo di incontrarlo a Londra. E proprio un giovane che non merita nessun riguardo, e temo che non ci sia pi nessuna speranza che si possano rivedere. Nessuno parla di un suo ritorno a Netherfield per l'estate; eppure ho chiesto a chiunque abbia la possibilit di saperlo. - Non credo che torner mai pi a Netherfield.

- Beh, faccia come vuole. Nessuno gli chiede di tornare, tantomeno io, per quanto sostengo e sosterr sempre che si comportato proprio male con mia figlia. Fossi stata in lei, non avrei mai potuto sopportarlo. La mia unica consolazione che Jane morir certo di crepacuore, e allora si pentir di quel che ha fatto. Elizabeth, che non riusciva a vedere alcuna consolazione in una prospettiva del genere, evit di rispondere. - Allora, Lizzy, - riprese sua madre poco dopo, - i Collins fanno una vita comoda, eh? Bene, bene, spero solo che duri. E la tavola? Com' la loro tavola? Charlotte un'ottima massaia. Se furba anche solo la met di sua madre, si metter da parte un bel gruzzolo. Non credo facciano grandi sprechi. - No, per niente. - Un'economia oculata, ecco il segreto. Gi, gi. Non spendere pi di quel che si ha... Ci staranno attenti, loro. Non avranno mai preoccupazioni economiche, loro. Bene, buon pro gli faccia! E, cos, immagino che parlino spesso di quando entreranno in possesso di Longbourn alla morte di tuo padre. Certo considereranno questa casa gi di loro propriet. - E un argomento di cui non hanno mai parlato davanti a me. - Si capisce, sarebbe stato ben strano se lo avessero fatto. Ma non ho nessun dubbio che ne parlino spesso quando sono soli. Beh, se possono vivere tranquilli in una propriet che legalmente non loro, tanto meglio. Io mi vergognerei di entrare in possesso di una propriet attraverso un semplice vincolo.

Capitolo quarantunesimo La prima settimana a casa pass rapidamente. Cominci la seconda. Era l'ultima che il reggimento avrebbe trascorso a Meryton, e tutte le ragazze della zona si struggevano dalla pena. L'afflizione era generale. Soltanto Elizabeth e Jane erano ancora in grado di mangiare, bere, dormire e badare alle solite occupazioni. Questa insensibilit le rendeva oggetto di frequenti rimproveri da parte di Kitty e di Lydia, che, tristi fino all'inverosimile, non riuscivano a comprendere come potessero esserci, nella loro stessa famiglia, due persone tanto spietate. - Santo cielo, che cosa sar di noi? Che cosa faremo? - continuavano a ripetere, preda di un dolore indicibile. - Come fai a sorridere in questo modo, Lizzy? L'affezionata madre condivideva il loro dolore; ricordava come aveva sofferto lei stessa in un'occasione simile, venticinque anni prima. - Piansi due giorni di seguito, - disse, - quando parti il reggimento del colonnello Millar. Credevo mi si spezzasse il cuore. - Il mio sono certa che si spezzer, - disse Lydia. - Se almeno potessimo andare a Brighton! sospir Mrs Bennet. - Oh, si! Se almeno potessimo andarci! Ma pap sembra non averne la minima intenzione. - Un po' di bagni di mare mi rimetterebbero in sesto. - E la zia Philips convinta che farebbero un gran bene anche a me, - aggiunse Kitty. Questi erano i lamenti che echeggiavano senza sosta fra le pareti di casa Bennet. Elizabeth avrebbe voluto riderci sopra, ma non ci riusciva, oppressa com'era da un acuto senso di vergogna. Quanto erano giuste le critiche di Mr Darcy! Quanto comprensibile e ben motivata la sua intromissione negli intenti matrimoniali dell'amico! Non si era mai sentita cos disposta a perdonarlo come in quei momenti. Ben presto, per, ogni malinconia si dilegu dall'orizzonte di Lydia, perch ricevette da Mrs Forster, moglie del colonnello del reggimento, l'invito ad accompagnarla a Brighton. Questa amica inestimabile era giovanissima e sposata da poco. Una certa somiglianza nel carattere allegro e nei modi aperti e gioviali l'aveva avvicinata a Lydia, e, dei tre mesi di conoscenza, due,erano stati di amicizia intima.

Impossibile descrivere la felicit di Lydia in questa occasione, la sua adorazione per Mrs Forster, la gioia - di Mrs Bennet e la mortificazione di Kitty. Assolutamente incurante dei sentimenti della sorella, Lydia svolazzava per la casa in un'estasi incessante, sollecitando i rallegramenti da parte di tutti e ridendo e parlando con pi violenza che mai; mentre Kitty, la sventurata, rimaneva in salotto a lamentarsi del suo destino in termini tanto irragionevoli quanto stizzosi. - Non vedo perch Mrs Forster non abbia invitato me invece di Lydia, - diceva, - anche se non sono la sua amica del cuore. Ho lo stesso diritto di lei a essere invitata, e anche di perch sono maggiore di due anni. Invano Elizabeth tent di farla ragionare, e Jane di farla rassegnare. Quanto a Elizabeth, quest'invito era cos lontano dal destare in lei gli stessi sentimenti della madre e di Lydia,. che fini per considerarlo il colpo di grazia per quell'esigua quantit di buon senso rimasta nella testolina della giovane sorella; e, per quanto detestasse fare una cosa del genere e si rendesse conto come la sorella l'avrebbe detestata, se ne fosse venuta a conoscenza, non pot trattenersi dal consigliare segretamente al padre di non lasciarla andare. Gli ricord come era sempre poco decoroso il comportamento di Lydia, come sarebbe stato irrilevante, anzi, inesistente, il vantaggio che una ragazzina del genere avrebbe potuto trarre dall'amicizia con una donna del tipo di Mrs Forster, come sarebbe stato imprudente, se non addirittura sconsiderato, lasciarla andare con un'amica simile a Brighton, dove le tentazioni erano maggiori che a casa. Il padre l'ascolt attentamente e disse: - Lydia non sar contenta finch non avr fatto una figuraccia, e non credo ci sia un'occasione migliore di questa perch la faccia con minor spesa e minor danno per la sua famiglia. - Se solo sapeste, - replic Elizabeth, - il danno che pu ricadere, anzi, che gi ricaduto, su noi tutte dalla condotta cos sventata e sconsiderata di Lydia, sono certa che considerereste la cosa in un altro modo. - Gi ricaduto! - ripet Mr Bennet. - Come! Ha forse spaventato qualche tuo innamorato? Povera piccola Lizzy! Ma non lasciarti abbattere. Giovanotti cos schizzinosi da non sopportare di imparentarsi con un po' di stupidit non sono degni di rimpianto. Via, fammi l'elenco dei disgraziati che sono stati allontanati dalla sciocchezza di Lydia. - Siete in errore. Non ho sofferto di simili offese. Parlo in generale, non di qualcosa in particolare. La nostra rispettabilit agli occhi della gente non pu non essere intaccata dalla volubilit, dalla sfrontatezza e dalla mancanza di ogni ritegno che caratterizzano il carattere e la condotta di Lydia. Scusatemi, se parlo chiaro. Caro padre, se non intervenite a frenare la sua esuberanza e a insegnarle che le sue attuali aspirazioni non possono essere lo scopo della sua vita, diventer presto incorreggibile. Il suo carattere si former, e a sedici anni sar la pi irrimediabile civetta che abbia mai ridicolizzato se stessa e la sua famiglia. E, per giunta, una civetta nel senso pi basso del termine; senza alcuna attrattiva al di fuori della giovent e di una figura passabile, e del tutto incapace, con quella testa vuota e ignorante, di difendersi anche solo minimamente dal disprezzo generale che la sua smania di ammirazione le attirer addosso. E anche Kitty corre lo stesso pericolo. Seguir le orme di Lydia ovunque la conducano. Sono due ragazzine vanitose, ignoranti, oziose e sfrontatamente libere! Caro padre, credete forse possibile che non vengano criticate e disprezzate dovunque vadano, e che le loro sorelle non vengano coinvolte nel biasimo? Mr Bennet, vedendo che la figlia parlava con il cuore, la prese affettuosamente per mano e le disse: -Non angustiarti, tesoro. Chiunque abbia la fortuna di conoscere te e Jane non pu non rispettarvi e stimarvi; la vostra bellezza e intelligenza non potrebbero mai essere sminuite dal fatto di avere due o, potrei dire, tre - sorelle prive di cervello. Non avremo pi pace a Longbourn, se Lydia non va a Brighton. E allora lascia che vada. Il colonnello Forster un uomo intelligente e la terr lontana da ogni vero pericolo; e, per fortuna, troppo povera per finire nelle mani del primo individuo senza scrupoli. A Brighton, per quanto civetter, sar sicuramente tenuta in minor considerazione che qui. Gli ufficiali troveranno donne molto pi degne della loro attenzione. Speriamo, perci, che questa esperienza le insegni quanto poco importante. In ogni caso, non pu diventare molto peggiore di quello che , se non vuole finire rinchiusa per tutto il resto della sua vita.

Elizabeth fu costretta ad accontentarsi di questa risposta;- ma la sua opinione non mut, e lasci il padre delusa e addolorata. Non era nel suo carattere, per, accrescere la propria tristezza indugiandovi sopra. Sapeva di aver fatto il suo dovere e non era affatto incline a tormentarsi su mali inevitabili o a renderli ancora pi dolorosi con inutili ansie. Se Lydia e la madre avessero saputo del colloquio di Elizabeth con il padre, non sarebbe bastata la parlantina di entrambe per esprimere la loro indignazione. Andare a Brighton era, in quel momento, per Lydia, il desiderio pi grande, l'essenza stessa di ogni felicit possibile sulla terra. Con gli occhi della fantasia, immaginava le strade di quell'allegra stazione balneare pullulanti di ufficiali; vedeva se stessa oggetto dell'attenzione di decine e decine di loro, anche se non li conosceva ancora; fantasticava su tutti gli splendori del campo: le tende distese in belle file allineate, affollate di giovani, piene di allegria e riverberanti di rosso; e, a completare la visione, contemplava se stessa, sotto una tenda, a civettare teneramente con almeno sei ufficiali alla volta. Che cosa avrebbe provato se avesse saputo che la sorella cercava di strapparla da simili prospettive e da una simile felicit? Soltanto la madre, che condivideva il suo stesso modo di sentire, avrebbe potuto capirlo. Il fatto che Lydia andasse a Brighton era, infatti, l'unica cosa che la consolava dalla triste consapevolezza che il marito non aveva alcuna intenzione di andarci e che, di conseguenza, non ci sarebbero andate neanche loro. Fortunatamente erano e rimasero completamente all'oscuro del colloquio avvenuto fra Lizzy e il padre; ad eccezione di pochi momenti, continuarono, perci, a profondersi in estasiate manifestazioni di gioia fino al giorno della partenza di Lydia. Elizabeth doveva ora vedere Mr Wickham per l'ultima volta. Dato che, dopo il suo ritorno, aveva avuto spesso modo di incontrarlo, la cosa non era pi motivo di apprensione, n, tantomeno, dell'agitazione e dell'affanno di un tempo, dei giorni in cui, avendolo appena conosciuto, aveva provato per lui una spiccata predilezione. Quei giorni erano passati, quei sentimenti finiti per sempre. Nei modi garbati di Wickham, nella stessa gentilezza che l'aveva tanto affascinata in passato, vedeva ora un'affettazione e una monotonia eccessive, addirittura nauseanti. L'atteggiamento del giovane ufficiale la indignava: il suo ricominciare a mostrarle le attenzioni dei primi tempi aveva come unico effetto, alla luce di tutto ci che era accaduto, quello di irritarla profondamente. Tornare a essere la prescelta agli occhi di Wickham, l'oggetto rispolverato della sua vana e frivola galanteria, le fece definitivamente perdere quel po' di stima che le era rimasta per lui; e, mentre cercava di controllarsi e di reprimere la repulsione, non poteva non sentirsi umiliata nel constatare l'assoluta fiducia che egli aveva nel proprio fascino: dopo aver interrotto le sue attenzioni, qualsiasi ne fosse stata la causa, tornava a farsi avanti e a rinnovarle con lo stesso savoirfaire di un tempo, sicuro pi che mai che ella ne sarebbe stata lusingata e che sarebbe stata sempre disposta ad accordargli la sua preferenza. L'ultimo giorno della permanenza del reggimento a Meryton, egli pranz con altri ufficiali a Longbourn; ed Elizabeth era animata da sentimenti cos poco amichevoli nei suoi confronti che, alle sue domande riguardo a come avesse passato il tempo a Hunsford, rispose che il colonnello Fitzwilliam e Mr Darcy avevano trascorso ben tre settimane a Rosings e gli chiese se conosceva il primo. Wickham parve sorpreso, contrariato, preoccupato; ma si riprese in un momento e rispose sorridendo che lo conosceva e che, anzi, in passato aveva avuto spesso modo di incontrarlo; dopo aver osservato che era un vero gentiluomo, le chiese se le piaceva. La risposta fu caldamente favorevole. Con aria indifferente, chiese ancora, poco dopo: - Quanto avete detto che rimasto a Rosings? - Quasi tre settimane. - E lo avete visto spesso? - S, quasi ogni giorno. - molto diverso dal cugino. - S, molto diverso; ma credo che Mr Darcy ci guadagni a essere conosciuto pi da vicino. - Davvero! - esclam Wickham con uno sguardo che non le sfugg. - E potrei chiedervi... - Ma si contenne e aggiunse in tono pi allegro:

- Ha forse imparato a trattare gli altri in modo migliore? Si per caso degnato di aggiungere un tantino di cortesia al suo stile abituale? Perch non oso sperare, - continu a voce pi bassa e in tono pi serio, - che sia migliorato nel carattere. - Oh no, - disse Elizabeth. - Credo che nel carattere sia esattamente quello che sempre stato. Mentre ascoltava, Wickham sembrava incerto se rallegrarsi per quelle parole o diffidare del loro significato. C'era qualcosa nel viso di lei che lo rendeva preoccupato e ansioso. Elizabeth continu: - Quando ho detto che ci guadagna a essere conosciuto da vicino, non intendevo che il suo spirito o i suoi modi erano migliorati, ma che, a conoscerlo meglio, si impara a comprenderlo meglio. L'apprensione di Wickham divent ora palese: rosso in viso, e chiaramente agitato, tacque per qualche minuto; poi, scuotendosi dall'imbarazzo, si rivolse di nuovo a lei dicendole con estrema gentilezza: - Voi che conoscete cos bene i miei sentimenti per Mr Darcy, riuscirete facilmente a capire con quanta sincerit io mi rallegri del fatto che egli sappia fingere almeno l'apparenza della lealt. In questo senso, il suo orgoglio pu servire, se non a lui, a molti altri, perch potr trattenerlo in futuro dal comportarsi ignobilmente come, in passato, si comportato con me. Temo, per, che quella specie di prudenza, a cui penso alludiate, sia adottata soltanto durante le visite alla zia, di cui gli preme molto la stima e il giudizio. Mr Darcy ne ha timore e, quando con lei, questo timore aumenta: sono convinto sia dovuto al suo desiderio di concludere il matrimonio con Miss de Bourgh, che gli sta molto a cuore. Elizabeth non pot reprimere un sorriso, ma si limit a rispondere con un lieve cenno del capo. Si accorse che Wickham voleva tornare sul vecchio argomento dei torti subiti e non aveva intenzione di permetterglielo. Per tutto il resto della serata egli cerc di ostentare la solita allegria, ma non tent pi in alcun modo di corteggiare Elizabeth; si lasciarono con reciproca cortesia e probabilmente con il reciproco desiderio di non rivedersi mai pi. A fine serata, Lydia and con Mrs Forster a Meryton da dove sarebbero partite presto l'indomani mattina. La sua separazione dalla famiglia fu pi rumorosa che malinconica. Kitty fu l'unica a versare lacrime, ma pianse solo per stizza e invidia. Mrs Bennet si profuse in grandi auguri di felicit e insist a raccomandarle di non perdere l'occasione di divertirsi il pi possibile, consiglio che la figlia non avrebbe sicuramente mancato di seguire alla lettera. Tanto fu chiassosa la felicit del congedo, che Lydia neppure senti l'affettuoso saluto delle sorelle.

Capitolo quarantaduesimo Se si fosse basata sulla propria famiglia per formarsi un'opinione in merito alla felicit coniugale o al benessere domestico, Elizabeth non se ne sarebbe certo fatta un'idea molto piacevole. Il padre, attratto dalla giovent e dalla bellezza, e trascinato dall'allegria che abitualmente caratterizza queste due effimere qualit, aveva sposato una donna giovane e bella, ma di scarsa intelligenza e di animo meschino: il matrimonio aveva presto finito per soffocare ogni possibilit di vero affetto da parte sua nei confronti di quella moglie. Rispetto, stima e fiducia erano svaniti per sempre; tutti gli ideali di felicit domestica erano stati inesorabilmente distrutti. Mr Bennet non era, per, il tipo da cercare conforto all'amara delusione, in cui lo aveva trascinato una scelta tanto imprudente, in quei piaceri che troppo spesso consolano gli infelici dalla loro sciocchezza o dalle loro colpe. Era amante della campagna e dei libri e, in questo, aveva trovato le sue fonti di gioia e di conforto. L'unico motivo per cui poteva dirsi grato alla moglie consisteva nel fatto che, in tutti quegli anni, ella aveva contribuito a farlo divertire con la sua ignoranza e la sua stupidaggine. Non certo il genere di felicit per cui, in linea di massima, un uomo desideri essere grato alla moglie, ma quando mancano altre attrattive o distrazioni, il vero filosofo sa adattarsi a quelle che trova. Elizabeth non era mai stata cieca nel giudicare il comportamento del padre come marito: Mr Bennet era tutt'altro che un marito perfetto, e notarlo era sempre stato motivo di dolore per lei; ma, poich

rispettava le sue qualit e gli era grata per l'affetto che instancabilmente le dimostrava, si sforzava di dimenticare ci che non poteva non vedere e di cancellare dai suoi pensieri quel continuo sottrarsi ai doveri e alla dignit coniugale che, esponendo la moglie al disprezzo delle stesse figlie, lo metteva in una posizione altamente deprecabile. Mai come in quel momento aveva sentito il danno che ricadeva su tutte loro da un matrimonio cos male assortito; mai era stata tanto consapevole dei mali che nascevano da un impiego cos cattivo dell'ingegno: il padre era un uomo pieno di ingegno e, se l'avesse usato nel giusto modo, avrebbe almeno salvato la reputazione delle figlie, anche se non avrebbe potuto cambiare la mentalit della moglie. Al di l del fatto di non rivedere pi Wickham, Elizabeth trov pochi altri motivi di gioia nella partenza del reggimento. I ricevimenti erano meno movimentati di prima, e, a casa, il continuo lamentarsi della madre e della sorella sulla noia di tutto ci che le circondava gettava una vera tetraggine sulla vita familiare; e, bench Kitty fosse ancora in tempo per riacquistare un po' di buon senso, ora che coloro che avevano turbato la sua testolina se ne erano andati, restava pur sempre il pericolo dell'altra sorella, dalla cui sfrontatezza ci si poteva aspettare di tutto, tanto pi ora che si trovava a Brighton, posto doppiamente pericoloso perch stazione balneare e, al tempo stesso, sede di accampamento militare. Come gi le era accaduto altre volte, Elizabeth si accorgeva che un avvenimento, per quanto atteso con desiderio e impazienza, non le aveva affatto recato, nel momento in cui si era verificato, tutta la gioia in cui aveva sperato. Bisognava, dunque, rimandare a un altro periodo l'inizio della vera felicit; avere qualche altro punto su cui focalizzare desideri e speranze, trovare un conforto al presente godendo del-la possibilit di immaginare il futuro e, in questo modo, prepararsi a un'altra delusione. Il viaggio ai laghi divenne ora l'oggetto dei suoi pensieri pi lieti: era l'unica consolazione a tutti gli spiacevoli momenti che lo scontento della madre e di Kitty rendevano inevitabili; e, se avesse potuto includervi Jane, il programma sarebbe stato perfetto sotto ogni punto di vista. "In ogni caso una fortuna, - pensava, - che io abbia qualcosa da desiderare. Se si trattasse di un programma perfetto, ne riceverei sicuramente una qualche delusione. In questo modo, invece, dato che l'assenza di mia sorella per me fonte di incessante rammarico, ho ragione di sperare che tutte le altre aspettative si realizzino. impossibile tradurre in realt un programma assolutamente perfetto: qualche piccola contrariet , anzi, necessaria per evitare una delusione totale". Quando era partita, Lydia aveva promesso di scrivere spesso e con dovizia di particolari alla madre e a Kitty; le sue lettere, invece, si facevano sempre attendere ed erano sempre molto brevi. Alla madre raccontava ben poco: che era appena tornata con l'amica dal circolo dove le avevano accompagnate questo e quell'ufficiale e dove aveva visto cose cos belle da rimanere assolutamente sbalordita; che aveva un vestito o un ombrellino nuovo che avrebbe voluto, ma non poteva, descrivere pi minuziosamente, dato che era costretta a smettere subito di scrivere perch Mrs Forster la stava chiamando per andare al campo; e, dalla corrispondenza con la sorella, si apprendeva anche meno perch quelle lettere, bench pi lunghe, erano troppo piene di sottintesi per essere lette in pubblico. Dopo qualche settimana dalla partenza di Lydia, buon umore e allegria cominciarono a riapparire a Longbourn. Tutto assunse un aspetto pi lieto. Le famiglie che si erano trasferite in citt per l'inverno facevano ritorno, e presto ricominci l'estate con i suoi vestiti e le sue feste. Mrs Bennet fu restituita alla solita lamentosa serenit; e, verso la met di giugno, Kitty si era rimessa cos bene da essere in grado di entrare a Meryton senza piangere: avvenimento tanto promettente da far sperare a Elizabeth che a Natale avrebbe gi riacquistato sufficiente buon senso da non nominare un qualsiasi ufficiale pi di una volta al giorno, a meno che una malvagia e crudele disposizione del ministero della Guerra non avesse fatto acquartierare a Meryton un altro reggimento. Si stava ora avvicinando l'epoca stabilita per il viaggio nel Nord, e non mancavano che quindici giorni, quando arriv una lettera da Mrs Gardiner che, improvvisamente, ne rimandava la partenza e ne abbreviava la durata. Gli affari impedivano a Mr Gardiner di lasciare Londra fino alla seconda met di luglio e lo costringevano a tornare entro un mese; dato che questo periodo era troppo breve per andare cos lontano e vedere tutto ci che si erano proposti, o almeno vederlo con comodit,

erano costretti a rinunciare ai laghi e ad accontentarsi di un viaggio pi breve. Secondo il nuovo programma, si sarebbero spinti soltanto fino al Derbyshire. C'era abbastanza da vedere in quella contea per impegnare tre settimane; e, per di pi, essa esercitava su Mrs Gardiner un fascino particolare. La citt, dove in passato aveva vissuto per anni e dove ora sarebbe rimasta solo pochi giorni, la attraeva probabilmente allo stesso modo delle rinomate bellezze di Matlock, Chatsworth o Dovedale. Per Elizabeth fu una terribile delusione: aveva messo il cuore sulla visita ai laghi e pensava che anche cos avrebbero avuto il tempo di andarci. In ogni caso, doveva accontentarsi e, dato che sapersi accontentare era tipico del suo carattere, le ci volle poco per tornare a essere felice. Il nome "Derbyshire" le richiamava alla mente molte cose. Le bastava pronunciarlo per pensare a Pemberley e al suo proprietario. - Ma indubbiamente, - diceva, - potr entrare in quella contea e portar via qualche pietruzza per ricordo senza che egli se ne accorga. Il rinvio della partenza aveva raddoppiato il periodo di attesa. Ci sarebbero volute ben quattro settimane prima che arrivassero gli zii a prenderla; ma le settimane passarono, e finalmente i signori Gardiner giunsero con i quattro bambini a Longbourn. Questi ultimi, due bimbe, rispettivamente di sei e otto anni, e due maschietti pi piccoli, furono affidati alle cure della cugina Jane che era la loro preferita e che, per la salda intelligenza e il dolce carattere, era la pi adatta ad occuparsene, a istruirli, a giocare con loro e a circondarli di ogni affettuosa attenzione. I Gardiner si trattennero solo una notte a Longbourn e, l'indomani mattina, partirono con Elizabeth in cerca di svago e di divertimento. Una cosa era comunque sicura: l'affiatamento tra i compagni di viaggio - un affiatamento di persone che avevano in comune un'ottima condizione fisica, la capacit di adattarsi alle circostanze, qualsiasi esse fossero, la grande allegria nel godere dei possibili divertimenti, e l'affetto e l'intelligenza che li avrebbero resi comunque felici anche se il viaggio li avesse delusi. Non compito di questo libro descrivere il Derbyshire e i luoghi che visitarono lungo il percorso: Oxford, Blenheim, Warwick, Kenilworth, Birmingham, ecc. sono gi abbastanza noti. Qui ci occuperemo solo di una piccola parte del Derbyshire. Dopo aver visitato i centri pi importanti della regione, i tre viaggiatori si diressero a Lambton, la piccola citt dove Mrs Gardiner aveva vissuto e dove sapeva che si trovavano ancora alcuni dei vecchi amici. Elizabeth seppe dalla zia che Pemberley si trovava solo a cinque miglia di distanza da Lambton. Non era sulla loro strada, ma, per arrivarci, bisognava fare una o due miglia in pi. Niente di che. Una sera, preparando l'itinerario per l'indomani, Mrs Gardiner espresse il desiderio di rivedere quel luogo. Mr Gardiner si dichiar disposto a esaudirla e fu richiesta l'adesione di Elizabeth. - Cara, non ti farebbe piacere vedere un luogo di cui hai tanto sentito parlare? - Le chiese la zia. - E poi un luogo a cui sono legati tanti tuoi amici. Sai, Wickham ha trascorso qui tutta la sua giovinezza. Elizabeth era turbata. Sentiva che non sarebbe dovuta andare e finse, pertanto, di non provare alcun desiderio di vedere Pemberley. Disse che era stanca di palazzi: dopo averne visti tanti, non le dava pi alcun piacere guardare bei tappeti e tende di raso. Mrs Gardiner replic che era sciocco da parte sua. - Se fosse soltanto una bella casa ammobiliata con sfarzo, - disse, - non importerebbe nulla neanche a me; ma un luogo davvero incantevole. Ci sono i pi bei boschi della regione. Elizabeth non insist, ma, in cuor suo, non riusc ad approvare l'idea. Subito pens all'eventualit di incontrare Mr Darcy. Sarebbe stato terribile! Arrossiva al solo pensiero e decise che forse era meglio parlare apertamente alla zia piuttosto che correre un simile rischio. Anche questa possibilit presentava, per, i suoi inconvenienti, e, alla fine, decise di tenere la confessione come ultima risorsa: avrebbe cercato di sapere, in qualche modo, se i Darcy erano a Pemberley o meno e, nel caso avesse saputo che c'erano, e solo in quel caso, avrebbe parlato. Di conseguenza quando and a letto chiese alla cameriera se Pemberley era un bel posto, come si chiamava il suo proprietario, e, con una certa apprensione, se la famiglia vi si era recata a passare l'estate. Un graditissimo "no" segui quest'ultima domanda, un "no" che plac tutti i suoi timori.

Calma e felice, si abbandon alla grande curiosit di vedere quella casa e, quando l'indomani mattina gli zii tornarono sull'argomento, e le fu di nuovo chiesto il suo parere, pot rispondere prontamente e con aria indifferente che il progetto non le dispiaceva affatto. Decisero, perci, di andare a Pemberley.

Capitolo quarantatreesimo Mentre la carrozza si avvicinava a Pemberley, Elizabeth cominci a sentirsi inquieta: spiava ansiosa l'apparire dei boschi della grande tenuta, e, quando vi si inoltrarono, quest'apprensione divenne vera e propria agitazione. Il parco era molto vasto e comprendeva una grande variet di terreni e coltivazioni. Vi entrarono da uno dei punti pi bassi e, per qualche tempo, la carrozza corse attraverso un magnifico bosco che copriva un'ampia superficie. Elizabeth aveva il cuore troppo gonfio per parlare, ma vide e ammir ogni angolo e ogni veduta. Continuarono a salire per circa mezzo miglio e poi si trovarono sulla cima di un'altura notevole dove il bosco cessava e l'occhio spaziava fino a Pemberley House, situata sul lato opposto di una vallata in cui la strada si snodava serpeggiando a svolte brusche. L'edificio, bello e imponente, era in pietra; situato su un terreno rialzato, aveva come sfondo una fila di alte colline boscose; ai suoi piedi scorreva un corso d'acqua che si allargava man mano, ma senza l'apparenza di alcun artificio. Le rive non erano regolari n abbellite da alcun ornamento. Elizabeth era entusiasta. Non aveva mai visto un luogo cos favorito dalla natura e, dalla natura, cos totalmente posseduto: l'originaria bellezza del paesaggio era stata lasciata intatta; niente che fosse di cattivo gusto l'aveva in alcun modo intaccata o rovinata. Tutti ne erano incantati, e, in quel momento, pens che diventate la signora di Pemberley doveva essere un privilegio davvero esclusivo! Discesero la collina, attraversarono un ponte e si avvicinarono all'ingresso; mentre osservavano la casa da vicino, le ritorn il timore di incontrarne il proprietario. E se la cameriera si era sbagliata? Quando chiesero di visitare il palazzo, furono ammessi nell'atrio; nell'attesa della governante, Elizabeth medit sul fatto di essere in quel luogo. Quasi faceva fatica a crederci! Arriv la governante, una donna anziana dall'aria molto seria, meno raffinata e pi gentile di quanto ella si aspettasse di vedere. La seguirono nella sala da pranzo. Era una stanza grande, dalle belle proporzioni e dagli splendidi arredi. Dopo una rapida occhiata, Elizabeth si avvicin a una finestra per ammirare il panorama. Aveva davanti a s la collina dalla quale erano discesi, cinta dai boschi e resa ancora pi imponente dalla distanza: una vista davvero stupenda. Il terreno circostante era ben tenuto in ogni sua parte; tutto il paesaggio appariva incantevole, l'impetuoso torrente, gli alberi che ne costeggiavano le rive, il verde serpeggiare della valle fin dove l'occhio poteva arrivare... Per quanto passasse da una stanza all'altra, da una finestra all'altra, la bellezza del panorama rimaneva sempre la stessa: ineguagliabile in ogni suo scorcio, pur cambiando le vedute e le inquadrature. Le stanze erano alte e lussuose, e la mobilia degna della ricchezza del proprietario, ma non sfarzosa n eccessivamente ricercata, segno questo - not Elizabeth con grande ammirazione - di indiscutibile buon gusto. Molto di pi di quanto non ce ne fosse a Rosings. "E io che sarei potuta diventate la signora di questo luogo! - pens. - Io che avrei potuto conoscere queste stanze con l'intimit e la familiarit di coloro che le abitano! Invece di visitare da estranea questa dimora, avrei potuto goderne da proprietaria e accogliervi gli zii come ospiti. Ma no, - si disse subito, quasi risvegliandosi da un sogno, - non sarebbe mai stato possibile; non mi avrebbero mai permesso di invitare gli zii; li avrei perduti per sempre". Il triste particolare la salv da qualsiasi rimpianto. Avrebbe voluto chiedere alla governante se il padrone era proprio assente, ma non ne ebbe il coraggio. Alla fine, per, fu Mr Gardiner a fare la domanda: la nipote si volt trepidante dall'altra parte, mentre Mrs Reynolds rispondeva affermativamente, aggiungendo per: - Ma lo aspettiamo domani, con un numeroso gruppo di amici -. Elizabeth si sent sollevata al pensiero che avessero

scelto proprio quel giorno per la gita a Pemberley. Che cosa terribile se, per un motivo qualsiasi, fosse stata rimandata al giorno dopo! La zia la chiam poi a guardare un quadro. Ella si avvicin e vide il ritratto di Mr Wickham appeso, tra varie altre miniature, sulla mensola del camino. La zia le chiese, sorridendo, se le piaceva. La governante si avvicin e spieg che era il ritratto di un giovane, figlio del defunto amministratore del padrone e allevato a spese di costui: - Ora nell'esercito, - aggiunse, - ma temo che sia diventato molto scapestrato. Mrs Gardiner guard la nipote con un sorriso che Elizabeth non riusc a ricambiare. - E questo, - disse Mrs Reynolds indicando un'altra miniatura, - il ritratto del padrone: gli somiglia molto. stato eseguito insieme all'altro: circa otto anni fa. - Ho sentito parlare molto della bellezza del vostro padrone, - disse Mrs Gardiner guardando il ritratto. - Indubbiamente ha un bel viso. Ma tu, Lizzy, puoi dirci se gli somiglia oppure no. Il rispetto di Mrs Reynolds per Elizabeth sembr aumentare quando senti che conosceva il padrone. - La signorina conosce Mr Darcy? Elizabeth arrossi e disse: - Un po'. - E non credete che sia un uomo bellissimo, signorina? - S, molto bello. - Nella mia vita non ho mai conosciuto nessuno di tanta bellezza; ma, nella galleria al piano di sopra, ne vedrete un ritratto migliore e pi grande. Questa era la stanza preferita del defunto padrone, e le miniature sono rimaste proprio dove stavano allora. Gli piacevano molto. Ci spieg a Elizabeth come mai vi si trovava quella di Wickham. Mrs Reynolds rivolse poi la sua attenzione a una miniatura di Miss Darcy, eseguita quando ella aveva solo otto anni. - E Miss Darcy bella come il fratello? - chiese Mr Gardiner. - Oh, si... la pi bella signorina che si sia mai vista; ed cos colta! Suona e canta tutto il giorno. Nell'altra stanza c' un pianoforte nuovo appena arrivato per lei: un regalo del padrone. Miss Darcy arriver domani con lui. Mr Gardiner, che aveva modi disinvolti e simpatici, incoraggi l'esuberanza della governante con domande e osservazioni: Mrs Reynolds, un po' per orgoglio, un po' per affetto, fu pi che felice di parlare del padrone e di sua sorella. - Il vostro padrone si trattiene molto a Pemberley, nel corso dell'anno? - Non quanto vorrei, signore; ma posso dire che trascorre qui una buona met del suo tempo, e che Miss Darcy sempre qui durante i mesi estivi. "Tranne quando va a Ramsgate", pens Elizabeth. - Se il vostro padrone si sposa, lo vedrete pi spesso qui. - S, signore; ma non so quando ci possa avvenire. Non so se esista una persona degna di lui. I signori Gardiner sorrisero. Elizabeth non pot trattenersi dall'osservare: - Gli fate un grande elogio, dicendo questo. - Non che la verit. Chiunque lo conosca non potrebbe dire niente di diverso, - rispose la governante. Elizabeth pens che stesse esagerando e rimase ancora pi stupita quando Mrs Reynolds aggiunse: - Non ho mai sentito da lui una parola sgarbata e lo conosco da quando aveva solo quattro anni. Un elogio davvero straordinario e, in tutto e per tutto, contrastante con l'idea che si era fatta di Darcy. Era pi che convinta che avesse un pessimo carattere. Le affermazioni della governante risvegliarono il suo pi profondo interesse: voleva sentire dell'altro e fu grata allo zio che disse: - Ci sono ben poche persone che meritano elogi del genere. Siete fortunata ad avere un padrone simile. - S, signore, lo so. Non potrei trovarne uno migliore neanche se girassi il mondo. Ma ho sempre notato che chi buono da bambino buono anche da adulto; e lui sempre stato il pi caro e il pi generoso dei ragazzi. Elizabeth represse a stento lo stupore. "Possibile che parli di Mr Darcy?" pens.

- Il padre era una bravissima persona, - osserv Mrs Gardiner. - S, signora, proprio cos; e il figlio sar presto come lui: altrettanto buono con la povera gente. Elizabeth ascoltava, stupita e dubbiosa, e sempre pi impaziente di sentire dell'altro in proposito. Invano Mrs Reynolds parl degli splendori di quella dimora, invano descrisse il soggetto dei molti quadri, enumer le dimensioni delle stanze, sottoline il prezzo della mobilia: tutto ci non era di alcun interesse per Elizabeth. Ci che la interessava era Darcy. Era di Darcy che voleva sentir parlare. Mr Gardiner, divertito da tutta quell'entusiastica loquacit, forse scatenata dall'orgoglio di domestica fedele e devota alla famiglia che serviva, fece in modo di ricondurre Mrs Reynolds su questo argomento e vi riusc: mentre salivano le imponenti scale, l'anziana governante riprese a parlare del padrone e a decantarne i molti pregi con energia persino maggiore di prima. - il miglior padrone che si possa trovare al mondo - precis; - non come i giovani d'oggi, giovani scapestrati che non pensano ad altro che a s. Non c' uno dei suoi fittavoli o dei suoi domestici che non parli bene di lui. Qualcuno dice che superbo; ma io non me ne sono mai accorta. Secondo me, dicono cos perch non va in giro a divertirsi come gli altri giovanotti. "In che buona luce lo sta mettendo!", pens Elizabeth. - Questo elogio - le bisbigli la zia mentre, camminavano, - non corrisponde certo al modo in cui si comportato con il nostro povero amico. - Forse le cose non sono andate come pensiamo. - Non credo; le informazioni venivano da fonte sicura. Giunti sull'ampio pianerottolo, furono introdotti in un graziosissimo salottino, arredato con eleganza e grazia persino maggiori rispetto alle stanze del pianterreno, e vennero informati che era stato allestito da poco e proprio per Miss Darcy, che nella sua ultima permanenza a Pemberley, aveva mostrato una grande predilezione per quella stanza. - certamente un buon fratello,- disse Elizabeth, avviandosi verso una finestra. Mrs Reynolds s'immaginava gi la gioia di Miss Darcy quando sarebbe entrata nella stanza. - Ed sempre cos, aggiunse. - Qualunque cosa possa far piacere a sua sorella, fatta immediatamente. Non c' nulla che non farebbe per lei. Non rimanevano da vedere che la galleria di quadri e due o tre delle principali camere da letto. Nella prima c'erano dipinti di notevole pregio, ma Elizabeth s'intendeva poco di pittura e, dopo ci che aveva,visto al pianterreno, sarebbe volentieri tornata a guardare i disegni di Miss Darcy i cui soggetti erano sicuramente pi comprensibili e, pertanto, pi interessanti. La galleria era piena di ritratti di famiglia che non dicevano niente a un'estranea come lei. Elizabeth cerc, pertanto, l'unico,viso noto. Dopo tanto rovistare fra volti di illustri sconosciuti, finalmente lo trov: era di una somiglianza impressionante. Aveva lo stesso sorriso che ricordava di avergli visto quando la guardava. Rimase in attenta contemplazione del quadro per qualche minuto e vi torn prima di uscire dalla galleria. Mrs Reynolds li inform che era stato dipinto quando era ancora vivo suo padre. In quel momento nacque, nell'animo di Elizabeth, un'improvvisa tenerezza: mai, da quando lo conosceva, aveva provato per lui un sentimento del genere. Gli elogi di Mrs Reynolds erano cosa tutt'altro che trascurabile. Quali elogi potrebbero avere pi valore di quelli fatti da una domestica intelligente? Come fratello, come proprietario e come padrone, Darcy aveva nelle proprie mani la felicit di tanta gente. Di quanta gente! Quanta gioia e quanto dolore aveva il potere di concedere! Quanto bene e quanto male poteva fare! Ogni pensiero, ogni opinione espressa dalla governante parlava in suo favore; ferma davanti al quadro che lo raffigurava con gli occhi fissi su di lei, Elizabeth pensava, con una gratitudine pi profonda di quanta ne avesse mai provata, al sentimento che egli le aveva dichiarato: ne ricordava il calore e, nel ricordo, quelle espressioni inopportune e sgraziate che tanto l'avevano indignata sfumarono improvvisamente lasciandole solo una sensazione di dolcezza. Quando ebbero visitato tutta la casa, tornarono al pianterreno e, congedatisi dalla governante, furono affidati al giardiniere che incontrarono sulla porta d'ingresso.

Mentre attraversavano il prato che conduceva al fiume, Elizabeth si volt a guardare; si fermarono anche gli zii, e, mentre lo zio faceva delle congetture riguardo all'epoca in cui doveva esser stato costruito l'edificio, accadde qualcosa di assolutamente imprevisto. Il proprietario sbuc dal viale che conduceva alle scuderie. Erano a soli venti metri di distanza e la sua comparsa fu cos improvvisa che era impossibile fingere di non vederlo. I loro occhi si incontrarono, ed entrambi arrossirono. Darcy sussult e, per un momento, sembr paralizzato dalla sorpresa; ma si riprese in fretta e si diresse verso gli inattesi visitatori. Parl a Elizabeth, se non con calma perfetta, almeno con perfetta cortesia. Ella si era voltata istintivamente come per andarsene, ma, nel vederlo avvicinarsi, si ferm e accolse i suoi saluti, senza per riuscire a vincere il grande imbarazzo che si era impossessato di lei. Se l'improvvisa comparsa del giovane gentiluomo o l'innegabile somiglianza con il quadro che avevano visto solo poco prima non fossero bastati a far sapere ai signori Gardiner che si trovavano di fronte Mr Darcy, sarebbe, per, stata sufficiente l'espressione di sorpresa del giardiniere alla vista del padrone per farli rendere conto di che cosa stava accadendo. Rimasero un po' in disparte mentre egli parlava alla nipote che, sbalordita e confusa, quasi non osava alzare gli occhi e si limitava a rispondere meccanicamente alle cortesi domande che Darcy le rivolgeva sulla sua famiglia. Stupita dal mutamento dei suoi modi da quando si erano lasciati, Elizabeth sentiva, a ogni parola che lui pronunciava, crescere l'imbarazzo; e il pensiero della sconvenienza di farsi trovare proprio in quel luogo rese quei pochi minuti di colloquio il momento pi spiacevole della sua vita. Nemmeno Darcy sembrava molto a suo agio e ripet le domande riguardo a quando era partita da Longbourn e a quanto si era trattenuta nel Derbyshire con tanta insistenza e tanta impulsivit da rivelare chiaramente il turbamento e la confusione di cui, malgrado tutto, era preda. Finalmente parvero mancargli le idee; e, dopo essere rimasto un momento in silenzio, si ricompose e si accomiat. Gli zii raggiunsero allora Elizabeth ed espressero la loro ammirazione per la prestanza del giovane gentiluomo; Elizabeth, per, non sent neppure una parola e, presa com'era dai suoi sentimenti, si limit a seguirli in silenzio. Era sopraffatta dalla vergogna e dalla contrariet. Venire in quel luogo era stata la cosa pi sbagliata e inopportuna del mondo. Che strana impressione doveva avergli fatto trovarla li! In che brutta luce doveva essere apparsa a un uomo tanto superbo! Forse aveva pensato che non fosse affatto una casualit, ma che ella fosse tornata di proposito sulla sua strada! Oh, perch era venuta? E perch era arrivato un giorno prima del previsto? Se ne fossero andati solo dieci minuti prima, non li avrebbe mai incontrati; perch doveva essere arrivato proprio in quel momento, doveva essere sceso proprio in quel momento dalla carrozza o da cavallo! Elizabeth continuava ad arrossire pensando alla sfortuna di questo incontro. E quel suo atteggiamento cos diverso dal solito, che cosa significava? Che le avesse parlato, dopo tutto quello che era accaduto, la sbalordiva gi, ma che le avesse parlato con tanta cortesia e le avesse chiesto della sua famiglia la lasciava addirittura senza parole! Non lo aveva mai visto rivolgersi a lei in quel modo, cos semplice, cos diretto, cos poco sostenuto; non lo aveva mai sentito parlare con tanto garbo come in quell'inaspettato incontro. Che differenza dal Darcy che le aveva consegnato la lettera nel parco di Rosings! Non sapeva proprio che cosa pensare; non sapeva proprio quale spiegazione trovare. Percorrevano ora un magnifico viale lungo il torrente e, a ogni passo, scoprivano pendii o radure sempre pi belle; le ci volle, per, un po' di tempo prima che si rendesse conto di tanto splendore; rispondeva meccanicamente ai frequenti richiami degli zii e sembrava guardare tutto ci che le additavano, ma, in realt, non riusciva a concentrarsi su niente n a distinguere alcun particolare, per quanto degno di nota, dell'incantevole paesaggio. Tutti i suoi pensieri erano rivolti a Pemberley House e, precisamente, al punto della casa, qualunque fosse, in cui in quel momento si trovava Mr Darcy. Chiss che cosa gli stava passando per la mente; che cosa pensava di lei e se, malgrado tutto, gli era ancora cara. Forse era stato gentile soltanto perch gli era ormai indifferente; eppure c'era qualcosa nella sua voce che non era indifferenza. Non sapeva dire se egli avesse provato pi dispiacere o gioia nel rivederla, ma certamente non aveva provato indifferenza.

Alla fine, per, i suoi compagni, ridendo di tanta distrazione, la fecero tornare in s, e sent che era necessario riprendersi. Entrarono nei boschi e, allontanandosi dal torrente per un tratto, salirono su un'altura; da qui, tra le radure, l'occhio poteva spaziare sull'incantevole panorama della valle sottostante, delle colline di fronte, della lunga distesa di boschi che ne copriva molte e, di quando in quando, del serpeggiare dell'acqua. Mr Gardiner espresse il desiderio di fare il giro di tutto il parco, ma temeva che sarebbe stato pi di una semplice passeggiata. Con un sorriso trionfante venne loro detto che esso si stendeva per oltre dieci miglia. Questo decise la situazione, e continuarono il giro consueto che li ricondusse dopo un certo tempo, attraverso una boscaglia in discesa, sulla riva del torrente, in uno dei punti pi stretti. Lo attraversarono su un ponte molto rustico e into-nato al paesaggio: era il luogo pi selvaggio tra tutti quelli che avevano visto, e la valle vi si stringeva fino a consentire soltanto il passaggio dell'acqua e di un angusto sentiero tra le fratte che la costeggiavano. Elizabeth avrebbe voluto percorrerlo, ma, quando ebbero attraversato il torrente, vedendo come si erano allontanati dalla casa, Mrs Gardiner, che non era una grande camminatrice, non si senti di proseguire e volle ritornare il pi presto possibile verso la carrozza. La nipote dovette rinunciare, e si incamminarono in direzione di Pemberley House sulla sponda opposta del fiume, per la via pi breve; ma procedevano molto lentamente, perch Mr Gardiner, grande appassionato di pesca, bench avesse poche opportunit di andare a pescare, era cos occupato a osservare il casuale guizzo di qualche trota nell'acqua e a parlarne con il giardiniere, che finirono per fare solo pochi passi e con estrema lentezza. Mentre erano l, furono di nuovo sorpresi - e la meraviglia di Elizabeth non fu minore della prima volta - dall'arrivo di Mr Darcy che, poco lontano, stava venendo verso di loro. Il viale, che in quel punto era pi scoperto, permise ai tre visitatori di vederlo avvicinarsi. Pur meravigliata, Elizabeth era pi preparata di prima a un colloquio e decise di mostrarsi calma e di parlare con disinvoltura qualora se lo fosse trovato davanti. Per un attimo pens che avrebbe preso un altro sentiero, perch una svolta lo nascose alla vista; dopo la svolta, per, apparve improvvisamente. In lui c'era la stessa aria gentile di prima, si poteva notarlo gi al primo sguardo; ed Elizabeth, per non essere da meno, cominci a esprimere la sua ammirazione per la bellezza del luogo. Lo aveva appena definito "delizioso" e "incantevole" che fu trascinata da ricordi spiacevoli e immagin che il suo elogio di Pemberley potesse essere frainteso. Arrossii e tacque. Mrs Gardiner si era fermata a una certa distanza; quando Elizabeth tacque, Darcy le chiese se voleva fargli l'onore di presentarlo ai suoi amici. Un gesto di cortesia davvero inaspettato; Elizabeth pot a stento frenare un sorriso all'idea che proprio lui esprimesse il desiderio di fare la conoscenza di quelle stesse persone contro cui il suo orgoglio si era ribellato quando le aveva espresso i suoi sentimenti. "Come sar sorpreso, - pens, - quando sapr chi sono! Di sicuro li ha presi per gente del gran mondo". Elizabeth glieli present e, nel rivelare chi fossero, lo guard maliziosamente: si aspettava di vederlo inorridire e fuggire il pi in fretta possibile davanti a persone cos poco adatte a un gentiluomo del suo rango. Darcy reagii con evidente sorpresa, questo vero, ma riuscii a dominarsi e, lungi dall'andarsene, si un a loro e si mise a discorrere con Mr Gardiner. Elizabeth non pot che esserne compiaciuta. Pi che compiaciuta: addirittura esultante. Finalmente Mr Darcy conosceva due suoi parenti di cui ella non doveva vergognarsi. Ascolt con la massima attenzione quello che dicevano e fu fiera dello zio: ogni sua espressione, ogni sua frase ne denotava l'intelligenza, il buon gusto e l'educazione perfetta. Presto cominciarono a parlare di pesca; e Mr Darcy, con grande cortesia, invit Mr Gardiner ad andare a pescare tutte le volte che voleva finch restava da quelle parti, offrendogli anche le lenze e indicandogli i punti del fiume pi favorevoli. Mrs Gardiner, che camminava sottobraccio a Elizabeth, le lanci uno sguardo stupito. Elizabeth tacque, felice ma piena di stupore; sentiva di essere lei l'oggetto di tanto riguardo, e la cosa la coglieva davvero impreparata. Molti erano i suoi pensieri in proposito, molte le domande che si poneva.

"Perch cos cambiato? - continuava a chiedersi. - Da che cosa dipende? Non pu essere per amor mio che i suoi modi si sono cos addolciti. I miei rimproveri di Hunsford, non possono aver prodotto un simile cambiamento. E impossibile che mi ami ancora". Camminarono per un po', le due signore davanti e i due uomini dietro, e poi, quando si avvicinarono alla riva del fiume per osservare meglio certe strane piante acquatiche, avvenne un cambiamento. Mrs Gardiner, stanca della passeggiata, non si accontent pi del braccio di Elizabeth e volle quello del marito. Darcy prese il suo posto vicino alla nipote, e cos proseguirono. Dopo un breve silenzio, Elizabeth parl. Le premeva fargli sapere che, prima di venire a Pemberley, le era stato assicurato che la casa era vuota, e perci incominci osservando che il suo arrivo aveva colto tutti di sorpresa. - La vostra governante, - aggiunse, - ci ha detto che non sareste arrivato fino a domani, e, in effetti, prima di lasciare Bakewell, ci era stato detto che non vi si aspettava ancora. Darcy riconobbe che era vero e spieg che un impegno con il fattore lo aveva indotto a precedere di qualche ora l'arrivo dei suoi compagni di viaggio. - Mi raggiungeranno domani mattina presto, - continu, - e fra loro ci sono alcuni che vi conoscono: Mr Bingley e le sue sorelle. Elizabeth si limit a rispondere con un cenno. I suoi pensieri tornarono immediatamente all'ultima volta che il nome di Mr Bingley era stato pronunciato fra loro; e a giudicare dall'espressione del viso, anche Darcy stava pensando alla stessa cosa. C' anche una persona, - continu dopo una pausa, - che desidera molto conoscervi. Mi permetterete, se non vi chiedo troppo, di presentarvi mia sorella durante la vostra permanenza a Lambton? La richiesta la sbalord a tal punto da lasciarla senza parole. Non sapeva che cosa rispondere. Cap subito, per, che se Miss Darcy desiderava conoscerla, probabilmente era perch il fratello le aveva parlato di lei; e, senza lasciarsi andare a chiss quali fantasticherie, se ne sent profondamente felice. Felice che il duro colloquio di Hunsford non avesse indotto Darcy a cambiare opinione su di lei. Continuarono a camminare in silenzio, ciascuno immerso nei propri pensieri. Elizabeth non si sentiva a suo agio, d'altronde era impossibile che lo fosse, ma tutta quella situazione la lusingava e la compiaceva. Il desiderio di presentarla alla sorella era il massimo riguardo che egli potesse usarle. Presto distanziarono gli altri e, quando giunsero davanti alla carrozza, i signori Gardiner erano ancora indietro di mezzo miglio. Darcy la invit a entrare in casa, ma Elizabeth gli assicur di non essere stanca, e quindi si fermarono sul prato. Avevano cos tanto da dirsi che rimanere in silenzio risultava strano e imbarazzante. Elizabeth avrebbe voluto parlare, ma, per quanto ci pensasse, nessun argomento le sembrava adatto per iniziare una conversazione. Alla fine le venne in mente di raccontare del viaggio, e allora cominciarono a parlare con passione di Matlock e Dovedale. Ma il tempo e la zia procedevano cos lentamente che la sua pazienza e le sue idee stavano per esaurirsi prima che terminasse il tte tte. All'arrivo dei signori Gardiner furono tutti invitati a entrare a bere qualcosa, ma l'invito non fu accettato, e si accomiatarono con grande cortesia da entrambe le parti. Mr Darcy aiut le signore a salire in carrozza, e, quando questa si mosse, Elizabeth lo vide avviarsi lentamente verso casa. Allora incominciarono i commenti degli zii; entrambi dichiararono che era molto meglio di quanto si erano aspettati. - cos educato, cos gentile e modesto, - disse lo zio. - Indubbiamente un tantino sostenuto, - rispose la zia; - ma pi che altro apparenza e gli si addice. Ora posso dire, come la governante, che se qualcuno lo trova superbo, a me non sembra affatto. - Il modo in cui ci ha trattati mi ha davvero sorpreso. Era pi che gentile, era premuroso; molto premuroso. E, infondo, non ne aveva alcun bisogno. Conosce Elizabeth soltanto da poco. - Indubbiamente, Lizzy, - osserv la zia, - meno bello di Wickham; o meglio, meno seducente, perch anche i suoi lineamenti sono perfetti, non c' che dire. Ma come hai potuto raccontarci che era cos antipatico?

Elizabeth si scus come pot; disse che gi le era piaciuto di pi quando si erano incontrati nel Kent, ma che non l'aveva mai trovato simpatico come quel mattino. - Forse un po' bizzarro, nella sua cortesia, - rispose lo zio. - Ma, in fondo, gli uomini importanti lo sono spesso, e perci non lo prender in parola circa l'invito a pescare, perch domani potrebbe cambiare idea e farmi metter fuori dalla sua propriet. - Elizabeth cap che avevano completamente frainteso il suo carattere, ma non disse nulla. - Da quanto ho potuto vedere, - continu Mrs Gardiner, - non lo credo capace di comportarsi con la malvagit che ha dimostrato con il povero Wickham. Non sembra cattivo. Al contrario, c' qualcosa di estremamente dolce nel profilo della sua bocca, quando parla. E c' una cos grande dignit in tutto il suo contegno che non da certo l'idea di un uomo di poco cuore. Indubbiamente quella buona signora che ci ha mostrato la casa, ne ha parlato in termini cos entusiastici da risultare quasi poco credibili! A volte facevo addirittura fatica a rimaner seria, ma suppongo che sia un padrone generoso, e questo, agli occhi di un domestico, racchiude tutte le virt. Elizabeth si sent obbligata a dire qualcosa in difesa della condotta di Darcy verso Wickham; perci insinu con estrema cautela che, in base a ci che aveva saputo dai parenti di lui nel Kent, il suo modo di agire poteva essere interpretato molto diversamente, e che la sua figura appariva meno colpevole, e quella di Wickham meno perfetta, di come erano state giudicate nell'Hertfordshire. A conferma di questo, rifer i particolari delle transazioni pecuniarie avvenute fra loro, senza citarne la fonte, ma esponendo i fatti in modo da renderli attendibili. Mrs Gardiner ne fu sorpresa e contrariata: ma, poich ora si avvicinavano ai luoghi dove aveva trascorso la sua giovinezza, si abbandon completamente al fascino dei ricordi ed era troppo presa a indicare al marito tutti i posti interessanti dei dintorni, per pensare ad altro. Malgrado la stanchezza della passeggiata del mattino, appena pranzato usci per cercare gli amici di un tempo, e la serata fu dedicata a riallacciare rapporti interrotti ormai da anni. Gli avvenimenti della giornata erano stati troppo importanti perch Elizabeth prestasse grande attenzione alle nuove conoscenze; e la ragazza non pot fare altro che pensare, e pensare con grande stupore, alla gentilezza di Mr Darcy e soprattutto al suo desiderio di presentarle la sorella.

Capitolo quarantaquattresimo Elizabeth pensava che Mr Darcy avrebbe condotto la sorella a farle visita l'indomani del suo arrivo a Pemberley e, di conseguenza, aveva deciso che, per l'intera mattina di quel giorno, non si sarebbe allontanata dall'albergo. Ma il suo calcolo si rivel sbagliato; perch la visita giunse gi il pomeriggio stesso del loro arrivo a Lambton. Erano andati a passeggio con alcuni dei nuovi amici ed erano appena tornati in albergo per cambiarsi e andare a pranzo, quando il rumore di una carrozza attir la loro attenzione: si avvicinarono a una finestra e videro un calesse fermarsi nella strada sottostante. A bordo, vi erano un uomo e una signora. Elizabeth, che riconobbe subito la livrea, cap di chi si trattava e lasci gli zii a bocca aperta comunicando quale grande onore veniva loro tributato. Lo sbalordimento dei signori Gardiner fu davvero indescrivibile; e l'imbarazzo percepibile nella voce di Elizabeth, unito alla stranezza dell'avvenimento in s e alla stranezza di molte altre circostanze del giorno precedente, fece loro intuire qualcosa di completamente inaspettato. Certo era incredibile, ma il solo modo per spiegare tante premure in persone simili era quello di supporre una predilezione per la nipote. Mentre erano presi da queste improvvise considerazioni, il turbamento di Elizabeth andava crescendo sempre di pi. Sbalordita lei stessa dei propri confusi sentimenti temeva soprattutto una cosa: che Darcy, spinto dalla simpatia che provava per lei, avesse in qualche modo esagerato nel descriverla, e che, ansiosa com'era di piacere, le sarebbe mancata, al momento giusto, ogni capacit o possibilit di fare bella figura. Si allontan dalla finestra, preoccupata di essere vista, e, mentre camminava su e gi per la stanza sforzandosi di riprendersi, gli zii avevano un'aria cos sorpresa e incuriosita da renderla ancora pi nervosa.

Finalmente i due visitatori entrarono, ed ebbe luogo la presentazione. Elizabeth si accorse, stupita, che Miss Darcy era imbarazzata almeno quanto lei. Da quanto le avevano detto a Lambton, se l'era immaginata terribilmente altera; dopo pochi minuti che la osservava, si accorse, invece, che era soltanto terribilmente timida. Non riusc a cavarle di bocca che qualche monosillabo. Miss Darcy era alta, pi alta di Elizabeth e, bench avesse poco pi di sedici anni, aveva gi l'aspetto di una donna. Era meno bella del fratello, ma il suo viso rivelava intelligenza e serenit, e i suoi modi apparivano semplici e garbati. Elizabeth, che si aspettava di trovare un'osservatrice acuta e sicura del proprio discernimento, come Mr Darcy, si senti molto sollevata di constatare che si trattava di una persona totalmente diversa. Non erano insieme da molto, quando Darcy le disse che anche Bingley sarebbe venuto a trovarla; ed Elizabeth riusc appena a rispondere che ne era lieta e di prepararsi alla nuova visita, che gi senti per le scale il rapido passo del giovane e, un momento dopo, lo vide entrare. Da tempo il suo risentimento verso di lui si era placato; ma, se ne fosse rimasta ancora qualche traccia, certo sarebbe svanita davanti alla spontanea cordialit che Bingley manifest nel rivederla. Si inform in modo amichevole, seppure generico, sulla sua famiglia e si comport con la disinvolta serenit che aveva sempre avuto. Bingley era un personaggio di grande interesse anche per i Gardiner. Da tempo desideravano conoscerlo, ma ora non potevano concentrarsi esclusivamente su di lui. Tutti i presenti destavano, in un modo o nell'altro, la loro pi viva attenzione. Ci che poco prima avevano supposto sul conto di Mr Darcy e di Elizabeth li spingeva a osservare entrambi con interesse intenso, bench prudentemente velato; e, da questa osservazione, ricavarono presto l'assoluta convinzione che almeno uno di loro sapeva che cosa fosse l'amore. Rimasero un po' incerti riguardo ai sentimenti di Elizabeth; ma che Darcy l'ammirasse, anzi, traboccasse di ammirazione per lei, era pi che evidente. Elizabeth, dal canto suo, aveva molto da fare. Voleva scandagliare i sentimenti degli ospiti, dominare i propri e rendersi simpatica a tutti; ed era proprio in quest'ultimo intento, in cui temeva di pi di non riuscire, che aveva, invece, le maggiori probabilit di successo. Coloro a cui tentava in ogni modo di piacere erano, infatti, ben disposti nei suoi confronti. Bingley era pronto, Georgiana desiderosa e Darcy assolutamente deciso a trovarla simpatica. Alla vista di Bingley, i pensieri di Elizabeth volarono naturalmente a Jane. Quanto avrebbe voluto sapere se anche quelli di lui andavano nella stessa direzione! Le parve che egli parlasse meno del solito, e, per un paio di volte, ebbe addirittura la sensazione che la guardasse come cercando di trovare una somiglianza. Certo questa poteva essere soltanto una sensazione immaginaria, un pensiero a cui le piaceva aggrapparsi per trovare consolazione, ma, al di l di tutto, c'era una cosa su cui non avrebbe mai potuto ingannarsi: l'atteggiamento di Bingley nei confronti di Miss Darcy, potenziale rivale di Jane. Niente tra i due parlava di una particolare predilezione; niente tradiva qualcosa che potesse giustificate le speranze della sorella di Bingley. Su questo punto si sent dunque rassicurata; e prima del commiato si verificarono due o tre fatti apparentemente insignificanti, ma che, ai suoi occhi desiderosi di vedere e al suo cuore desideroso di interpretare, apparvero come la prova inconfutabile che egli ricordava Jane con tenerezza e che avrebbe voluto parlare di pi di lei, se solo avesse osato farlo. In un momento in cui gli altri erano distratti dalla conversazione, le disse in tono di vero rimpianto che - da molto tempo non aveva avuto il piacere di vederla - e, prima che ella potesse rispondere, aggiunse: - Sono circa otto mesi. Non ci siamo pi visti dal 26 novembre, il giorno del ballo di Netherfield. Una memoria cos precisa non poteva certo sfuggire a Elizabeth, che ne fu compiaciuta; e poco dopo, sempre quando gli altri non ascoltavano, egli trov l'occasione di chiederle se tutte le sue sorelle si trovavano a Longbourn. Non che questa domanda significasse granch, e nemmeno l'osservazione precedente significava un granch; era il modo in cui le aveva formulate a renderle, per, dense di significato. Le accadde di rado di guardare direttamente Mr Darcy, ma, ogni volta che os lanciargli un'occhiata, not in lui un'espressione di compiacimento; e qualunque cosa egli dicesse, la diceva

con un tono cos privo di alterigia o disprezzo da convincerla che, per quanto potesse essere passeggero, quel miglioramento nei modi, a cui aveva assistito il giorno prima, aveva resistito almeno per un altro giorno. Quando vide che cercava di fare amicizia con persone, con cui, solo qualche mese prima, gli sarebbe sembrato un disonore avere dei rapporti, e che cercava addirittura la loro stima e la loro considerazione; quando vide che era cos gentile non soltanto con lei, ma anche con quei parenti che aveva apertamente disprezzato, e ricord il drammatico incontro di Hunsford, la differenza e il cambiamento le risultarono cos enormi e la colpirono cos tanto che quasi non riusc a dominare il proprio stupore. Mai, nemmeno in compagnia degli amici di Netherfield o dei parenti illustri di Rosings, lo aveva visto cos desideroso di rendersi simpatico, cos privo di presunzione e di rigido riserbo come adesso che il successo dei suoi sforzi non poteva procurargli alcun vantaggio e che, anzi, la sua amicizia con coloro a cui rivolgeva tanta premura lo avrebbe coperto di ridicolo e di critiche da parte tanto delle signore di Netherfield quanto di quelle di Rosings. La visita dur pi di mezz'ora; e, quando si alzarono per andarsene, Mr Darcy invit la sorella a unirsi a lui nel pregare i signori Gardiner e Miss Bennet di andare a pranzo a Pemberley prima di partire. Miss Darcy, con un'esitazione che mostrava quanto poco fosse abituata a fare inviti, obbed prontamente. Mrs Gardiner lanci un'occhiata alla nipote per cercare di capire se lei, a cui quell'invito era particolarmente diretto, fosse disposta ad accettarlo, ma Elizabeth era voltata dall'altra parte. Supponendo, per, che fosse pi per momentaneo imbarazzo che per desiderio di evitare l'invito, e vedendo che il marito, che amava la compagnia, era ben disposto ad accettarlo, si impegn anche per gli altri, e il pranzo fu fissato per il dopodomani. Bingley espresse la sua grande gioia all'idea di rivedere Elizabeth: aveva ancora molte cose da dirle e molte domande da farle su tutti gli amici dell'Hertfordshire. Elizabeth, pensando che si riferisse al desiderio di sentirla parlare ancora della sorella, ne fu molto contenta; e per questo fatto, oltre che per altri, quando i tre visitatori se ne furono andati, si sent molto soddisfatta della mezz'ora appena trascorsa, anche se, infondo, non era stata cos divertente. Impaziente di rimanere sola e preoccupata delle possibili domande e allusioni da parte degli zii, si trattenne con loro soltanto quanto bast per sentirli esprimere un giudizio molto positivo su Bingley e poi scapp a vestirsi. Non aveva, per, motivo di temere la curiosit dei signori Gardiner; non era, infatti, nelle loro intenzioni costringerla a fare delle confidenze. Era evidente che conosceva Mr Darcy pi di quanto ne avesse dato a vedere; era evidente che Mr Darcy la amava. La cosa li interessava vivamente, ma, per discrezione; non avrebbero fatto domande. Di Mr Darcy desideravano ora pensare tutto il bene possibile e, da quanto avevano potuto vedere conoscendolo, non trovavano nulla da ridire su di lui. Era no colpiti dalla sua cortesia; e, se lo avessero descritto rifacendosi alle impressioni che ne avevano ricevuto e alle parole della governante, senza tener conto di altri giudizi, la brava gente dell'Hertfordshire non avrebbe affatto capito che stavano proprio parlando di Mr Darcy. In ogni caso, ora avevano tutto l'interesse a dare fiducia alla governante e presto si convinsero che la credibilit di una domestica, che lo conosceva da quando aveva quattro anni e che rivelava dai modi un'indiscutibile seriet, non era certo cosa trascurabile. N gli amici di Lambton diedero loro, in proposito, informazioni tali da infirmare un'opinione del genere. Non potevano accusarlo che di superbia; e, probabilmente, superbo lo era davvero, ma, anche se non lo fosse stato, quale altro parere avrebbero mai potuto dare di lui gli abitanti di un piccolo centro commerciale che egli evitava di frequentare? Riconoscevano, per, che era generoso e che aveva fatto molta beneficienza ai poveri. Quanto a Wickham, non era tenuto in pari considerazione; era noto a tutti, infatti, bench nessuno conoscesse a fondo i motivi del dissidio con il figlio del suo protettore, che, quando se ne era andato dal Derbyshire, aveva lasciato dietro di s numerosi debiti, poi pagati da Mr Darcy. Circa Elizabeth, i suoi pensieri si rivolsero pi che mai a Pemberley; e la serata, per interminabile che fu, non bast a chiarire ci che stava davvero provando nei confronti di una persona di quella casa; rimase sveglia due ore nel tentativo di far luce nei suoi sentimenti. Di sicuro non era avversione ci che provava. No, l'avversione era svanita da un pezzo, lasciandole addosso un senso

di vergogna: Darcy non meritava quella profonda antipatia che ella aveva sentito nei suoi confronti. Ora Elizabeth sapeva: sapeva che Darcy era un uomo di buone qualit e, per questo, lo rispettava. Non solo: il rispetto andava inesorabilmente mutando. Da sentimento ammesso solo a malincuore che, in qualche modo, l'aveva ripugnata, si stava trasformando in qualcosa di pi, grazie anche all'inaspettata gentilezza e al sorprendente garbo che egli aveva mostrato il giorno prima e che lo avevano messo in una cos buona luce. Ma al disopra di tutto, al disopra del rispetto e della stima, c'era in lei un sentimento che non poteva essere trascurato: gratitudine. Gratitudine non soltanto perch l'aveva amata, ma perch l'amava ancora abbastanza da perdonare la cieca asprezza del suo rifiuto e tutte le ingiuste accuse che avevano accompagnato questo rifiuto. Colui che ella pensava l'avrebbe evitata come la peggior nemica, le era apparso, nel ritrovarla casualmente, ansioso di continuare la loro conoscenza e, senza indelicate manifestazioni di affetto o stravaganze di modi, si stava sforzando, per quanto la cosa riguardasse solo loro due, di piacere ai suoi parenti e, addirittura, era arrivato al punto di farla conoscere alla sorella. Un simile cambiamento destava non solo stupore, ma anche gratitudine, perch non poteva che derivare dall'amore, e da un amore ardente; e come tale, l'impressione che produceva su di lei era grande e tutt'altro che spiacevole e, sebbene non riuscisse a definirla esattamente, era di quella specie che si incoraggia volentieri. Lo rispettava, lo stimava, gli era grata, desiderava che fosse felice; non sapeva ancora, per, fino a che punto sperare, in cuor suo, che quella felicit dipendesse da lei, e se sarebbe stato un bene per entrambi che ella usasse l'ascendente che le pareva ancora di avere per indurlo a ripetere la sua offerta. Quella stessa sera, zia e nipote arrivarono a una decisione: dato che Miss Darcy si era mostrata cos cortese nel venirle a trovare il giorno stesso del suo arrivo a Pemberley (dove era giunta soltanto in tempo per fare una tarda colazione), l'indomani mattina si sarebbero recate a Pemberley a farle visita. L'idea piaceva a Elizabeth; anzi, ne era felice. Quando se ne chiese la ragione, non seppe, per, trovare una risposta. Mr Gardiner le lasci poco dopo la prima colazione. L'invito a pescare era stato rinnovato il giorno prima, ed egli aveva preso appuntamento a mezzogiorno a Pemberley.

Capitolo quarantacinquesimo Convinta com'era che l'antipatia di Miss Bingley si sarebbe presto trasformata in vera e propria gelosia, Elizabeth immaginava gi quanto sgradita sarebbe stata per Caroline la sua comparsa a Pemberley ed era curiosa di vedere con quanta cortesia ella avrebbe rinnovato la loro conoscenza. Giunte alla villa, zia e nipote furono condotte attraverso l'atrio nel salone, delizioso d'estate grazie all'esposizione a Nord. Le finestre si affacciavano sulle verdi colline boscose dietro la casa e sulle belle piante di quercia e di castagno sparse nei prati. Qui furono ricevute da Miss Darcy che vi si trovava in compagnia di Mrs Hurst, Miss Bingley e della signora che viveva con lei a Londra. Georgiana le accolse con grande cortesia, ma non riusc a liberarsi di quell'imbarazzo che, per quanto derivante da timidezza e paura di sbagliare, poteva facilmente essere scambiato, da chi si sentisse inferiore, per superbia ed eccessiva riservatezza. Mrs Gardiner ed Elizabeth, per, la compresero e la compatirono. Mrs Hurst e Miss Bingley si limitarono a salutarle con un inchino a cui fece seguito un silenzio imbarazzante. Lo ruppe Mrs Annesley, che aveva un aspetto garbato e simpatico, e il cui tentativo di intavolare un discorso dimostr che aveva molta pi buona educazione delle altre. La conversazione si svolse tra lei e Mrs Gardiner con qualche intervento di Elizabeth. Mrs Darcy pareva desiderosa di parteciparvi, ma le mancava il coraggio; azzard, di tanto in tanto, una breve frase, ma solo quando c'era meno pericolo di essere sentita. Elizabeth si accorse subito di essere osservata da Miss Bingley e di non poter dire una parola, specialmente a Miss Darcy, senza richiamare la sua attenzione. Questo non l'avrebbe comunque trattenuta dal rivolgerle parola, se non fosse stato per il fatto che erano sedute troppo lontane l'una

dall'altra; non le dispiaceva, per, di non essere costretta a parlare molto, presa com'era dai suoi pensieri. Si aspettava da un momento all'altro che entrassero gli uomini: desiderava e, al tempo stesso, temeva che il padrone di casa fosse fra loro e non riusciva a decidere se lo desiderava o lo temeva di pi. Dopo oltre un quarto d'ora di assoluto silenzio da parte di Miss Bingley, Elizabeth si sent rivolgere una fredda domanda circa la sua famiglia. Rispose con altrettanta indifferenza e brevit, e nessuno aggiunse altro. L'ingresso dei domestici, che portavano carne fredda, dolci e un ricco assortimento della pi bella frutta di stagione, costitu un buon diversivo, ma ci non avvenne che dopo parecchie occhiate e sorrisi significativi da parte di Mrs Annesley a Miss Darcy per ricordarle i suoi doveri di padrona di casa. Tutte trovarono il diversivo interessante, perch, anche se non tutte riuscivano a parlare, tutte riuscivano almeno a mangiare, e le belle piramidi di grappoli d'uva e di pesche le riunirono presto intorno alla tavola. Fu in quel momento che Elizabeth ebbe modo di stabilire se temeva o desiderava di pi la comparsa di Mr Darcy, perch, in quel momento egli fece il suo ingresso nel salone; quando lo vide, Elizabeth, che fino a poco prima aveva creduto di desiderare il suo arrivo, incominci invece a rimpiangere che fosse venuto. Egli si era trattenuto per un po' con Mr Gardiner, che stava pescando in compagnia di altri due o tre ospiti, e lo aveva lasciato soltanto quando aveva saputo che le signore si sarebbero recate in mattinata a far visita a Georgiana, Quando entr nel salone, Elizabeth decise saggiamente di mostrarsi tranquilla e disinvolta; decisione assolutamente necessaria da prendere, ma forse non altrettanto facile da mantenere, perch, al momento dell'apparire di Darcy, la curiosit di tutti i presenti si risvegli immediatamente, e non ci fu occhio che non cominci a osservare attento il contegno di lui e le reazioni di lei. Nessuno mostr tanta attenzione come Miss Bingley, malgrado i sorrisi che le illuminavano il viso quando si rivolgeva a qualcuno di coloro che costituivano l'oggetto di quell'attenzione; la gelosia non le impediva ancora di continuare a sperare nel successo, e il suo atteggiamento nei confronti di Mr Darcy era lo stesso premuroso di sempre. Miss Darcy, all'apparire del fratello, si sforz di parlare di pi; ed Elizabeth si accorse che egli era ansioso che la sorella facesse amicizia con lei e che tentava quanto poteva per farle conversare fra loro. Allo stesso modo se ne accorse Miss Bingley e, con l'imprudenza della collera, colse la prima occasione per chiedere con cortesia beffarda: - E ditemi, Miss Eliza, se ne gi andato da Meryton il reggimento del ...shire? Deve essere stata una grande perdita per la vostra famiglia. Non os fare il nome di Wickham davanti a Darcy, ma Elizabeth comprese subito che stava alludendo a lui, e l'improvviso riemergere dei ricordi legati a quell'uomo le diede un momento di smarrimento; sforzandosi, per, di respingere il perfido attacco, rispose alla domanda con prontezza e in modo abbastanza disinvolto. Nel parlare, guard, suo malgrado, Darcy e vide che era arrossito e che la osservava intento, mentre la sorella era cos confusa da non riuscire ad alzare gli occhi. Se solo Miss Bingley avesse saputo quale pena stesse causando ai suoi cari amici, avrebbe indubbiamente evitato quell'allusione; ma non poteva saperlo, e la sua unica intenzione era quella di turbare Elizabeth: voleva ricordarle un uomo, che credeva le piacesse, per farle rivelare un sentimento che potesse danneggiarla agli occhi di Darcy e, forse, voleva ricordare a lui quanto sciocco e leggero era stato il contegno delle minori della famiglia Bennet nei confronti di quegli ufficiali. Mai le era giunta all'orecchio parola della progettata fuga di Miss Darcy. La cosa non era stata rivelata a nessuno, tranne a Elizabeth; e Mr Darcy era specialmente ansioso di tenerlo nascosto a tutti i Bingley per il desiderio, lo stesso che da un pezzo Elizabeth gli aveva attribuito, che essi diventassero parenti di sua sorella. Egli aveva certamente formulato un progetto del genere; e, se anche non era stato per questo preciso motivo che aveva tentato di separare Bingley da Jane, era probabile che, inconsciamente, il suo comportamento verso l'amico ne fosse stato influenzato. La calma disinvoltura di Elizabeth plac rapidamente l'agitazione di Darcy; e poich Miss Bingley, seccata e delusa, non os tornare ad alludere a Wickham, anche Georgiana sembr riprendersi, seppure non abbastanza da essere in grado di parlare. Il fratello, di cui non osava incontrare lo

sguardo, non ricordava quasi che fosse implicata in quella storia; e proprio l'uscita escogitata per distogliere i suoi pensieri da Elizabeth parve invece non avere altro effetto che quello di indurlo a pensare e a rivolgersi a lei con gentilezza sempre maggiore. La visita non si protrasse a lungo dopo quella domanda e quella risposta; e, mentre Darcy accompagnava le signore alla carrozza, Miss Bingley sfog i suoi sentimenti criticando la persona, i modi e gli abiti di Elizabeth. Georgiana, per, non si un a lei. Al fratello quella ragazza piaceva, e ci le bastava; il giudizio di Darcy era inappellabile, ed egli le aveva parlato di Elizabeth in termini tali che era impossibile per lei non trovarla bella e simpatica. Quando Darcy torn nel salone, Miss Bingley non pot trattenersi dal ripetergli qualcosa di ci che stava dicendo alla sorella. - Che brutta cera aveva stamane Eliza Bennet, Mr Darcy, - esclam. - In vita mia non mi mai capitato di vedere una persona cambiare tanto. diventata cos scura di carnagione, cos poco fine! Louisa e io stavamo appunto dicendo che non l'avremmo mai riconosciuta. Per quanto poco potesse piacergli sentire osservazioni del genere, Darcy si limit a rispondere freddamente che non aveva notato in lei altro cambiamento che l'abbronzatura: cosa del tutto normale per un viaggio estivo. - A essere sincera, - continu Miss Bingely, - devo confessare che non l'ho mai trovata bella. Ha il viso troppo sottile, una carnagione priva di luminosit e i lineamenti irregolari. Il naso manca di carattere; non ha linea. Ha denti passabili, ma non eccezionali; e, quanto agli occhi, che qualcuno ha definito cos belli, non sono mai riuscita a trovarvi nulla di straordinario. Ti guardano in un modo che non mi piace per niente, quasi volessero sempre e solo criticare, o cercassero in continuazione di sfidarti; nel complesso, la trovo di una presunzione ingiustificabile e insopportabile. Persuasa com'era dell'ammirazione di Darcy per Elizabeth, non era certo questo il modo di rendersi gradita; ma chi in collera non sempre riesce a comportarsi con saggezza, e vedendolo seccato, le parve di aver raggiunto il suo scopo. Egli, per, non apr bocca; decisa a farlo parlare, Miss Bingley continu: - Ricordo che, quando la conoscemmo nell'Hertfordshire, ci stupimmo di sentire che era considerata una bellezza; e, in particolare, ricordo che una sera, dopo un pranzo a Netherfield, diceste: "Una bellezza lei? Sarebbe lo stesso che chiamare sua madre un genio!" Ma poi, a quanto sembra, avete cambiato opinione; credo che ora la troviate piuttosto graziosa. - Proprio cos, - rispose Darcy, incapace di controllarsi ulteriormente. - Quando dissi quelle cose, la conoscevo appena; sono molti mesi ormai che la considero una delle pi belle creature che io conosca. Detto questo, se ne and, e Miss Bingley rimase con la soddisfazione di averlo costretto a dire ci che recava dolore soltanto a lei. Tornando a casa, Mrs Gardiner ed Elizabeth parlarono di tutto quello che era accaduto durante la visita, tranne di quello che stava particolarmente a cuore a entrambe. Parlarono dell'aspetto e del contegno di tutti tranne della persona che pi le interessava. Parlarono della sorella, degli amici, della casa, della frutta, di ogni cosa tranne di lui; eppure Elizabeth desiderava molto sapere ci che Mrs Gardiner pensava di lui, e Mrs Gardiner avrebbe dato qualunque cosa perch la nipote affrontasse l'argomento per prima.

Capitolo quarantaseiesimo Elizabeth era rimasta molto delusa nel non trovare una lettera da parte di Jane al suo arrivo a Lambton, e questa delusione si era ripetuta per i primi due giorni della sua permanenza; il terzo, per, non ebbe pi da lamentarsi e cap che Jane meritava una piena giustificazione: arrivarono, infatti, ben due lettere, una delle quali mostrava di essere stata consegnata a un altro recapito. Niente di cui meravigliarsi: Jane aveva scritto malissimo l'indirizzo.

Quando le lettere arrivarono, Elizabeth stava per andare a passeggio con gli zii; questi uscirono da soli per lasciarla leggere in pace. Cominci da quella giunta in ritardo, dato che era stata scritta cinque giorni prima dell'altra. L'inizio conteneva un resoconto dei piccoli ricevimenti, delle festicciole e delle novit che poteva offrire la vita di campagna; la seconda met, per, recante la data del giorno dopo e scritta in uno stato di evidente agitazione, dava ben altre informazioni. Diceva: Dopo che ti ho scritto quanto sopra, carissima Lizzy, accaduta una cosa inattesa e gravissima. Non voglio spaventarti: rassicurati, di salute stiamo tutti bene. Quello che devo dirti si riferisce alla povera Lydia. Ieri sera a mezzanotte, quando eravamo gi tutti a letto, arrivato un espresso del colonnello Forster che ci informava che era partita per la Scozia con un ufficiale, e, precisamente, con Wickham. Immagina la nostra sorpresa. Veramente a Kitty la cosa non sembrata cos inaspettata. Sono molto, molto addolorata. Un'unione cos imprudente da parte di entrambi! Ma voglio sperare per il meglio e credere che il carattere di lui sia stato frainteso. Che sia avventato e sconsiderato, non faccio fatica a crederlo, ma un passo del genere (cosa di cui possiamo indubbiamente rallegrarci) non dimostra certo un cuore malvagio. La sua scelta non pu che essere disinteressata, perch sapr di sicuro che nostro padre non pu darle nulla. La povera mamma disperata. Il babbo sopporta meglio la cosa. Come sono contenta che non abbiamo fatto saper loro ci che ci avevano detto sul conto di Wickham; dobbiamo dimenticarlo anche noi. A quanto pare sono partiti sabato sera verso mezzanotte, ma nessuno se ne accorto fino a ieri mattina alle otto. La lettera ci stata spedita immediatamente. Cara Lizzy, devono essere passati a non pi di dieci miglia da noi. Il colonnello Forster ci fa sperare che verr qui al pi presto. Lydia ha lasciato poche righe a Mrs Forster per informarla del loro proposito. Ora devo interrompere perch non posso lasciare a lungo la povera mamma. Temo che non riuscirai a capire molto, perch io stessa quasi non so che cosa ho scritto. Senza soffermarsi a riflettere e quasi senza rendersi conto dei propri sentimenti, Elizabeth, appena finita questa lettera, prese subito l'altra e l'apr con la pi grande apprensione. Recava la data del giorno dopo. Ormai, cara sorellina, avrai letto le mie precipitose e confuse parole di ieri; tenter ora di essere pi chiara, ma bench abbia a mia disposizione tutto il tempo che voglio, mi sento cos frastornata che non ti prometto di riuscirci. Cara Lizzy, non so come scriverlo, ma devo darti cattive notizie e non posso rimandare la cosa. Per quanto sconsiderato sia un matrimonio tra Wickham e la nostra povera Lydia, siamo ora ansiosi di sapere se almeno abbia avuto luogo, perch abbiamo forti ragioni di temere che non siano andati in Scozia. Il colonnello Forster arrivato ieri, dato che era partito da Brighton l'altro ieri, poche ore dopo aver mandato l'espresso. Bench nel suo biglietto a Mrs Forster, Lydia desse a intendere che erano diretti a Gretna Green, da alcune allusioni di Denny pare che Wickham non avesse mai avuto intenzione di andarci n di sposare Lydia; stata proprio questa voce a preoccupare il colonnello Forster e a indurlo a partire immediatamente da Brighton con l'intenzione di rintracciarli. In effetti li ha rintracciati, ma solo fino a Clapham, e non oltre; perch, giunti a quel punto, hanno lasciato la carrozza che li aveva portati da Epsom e ne hanno presa una a nolo. L'unica cosa certa, da questo momento in poi, che sono stati visti proseguire in direzione di Londra. Non so proprio che cosa pensare. Dopo aver indagato con cura in quella zona di Londra in cui era pi probabile che si trovassero, il colonnello Forster venuto nell'Hertfordshire e ha continuato le sue ricerche presso tutti i pedaggi e le locande di Barnet e Hatfield, ma senza successo: nessuno che corrispondesse alla sua descrizione era stato visto passare da quelle parti. Con il pi affettuoso interessamento venuto a Longbourn e ci ha rivelato i suoi timori in modo cos delicato da far onore al suo buon cuore. Sono davvero addolorata per lui e per Mrs Forster; ma nessuno pu incolparli di niente. Cara Lizzy, qui siamo nella pi profonda disperazione. Il babbo e la mamma temono il peggio, ma io non riesco a pensare cos male di Wickham. Ci possono essere varie ragioni per cui abbiano preferito sposarsi segretamente in citt piuttosto che realizzare il primo progetto; e, anche ammettendo che egli sia stato capace di agire in modo simile verso una fanciulla

di buona famiglia come Lydia, il che non ritengo probabile, mai possibile che nostra sorella sia giunta a tanto? Non riesco proprio a crederlo! Ci che, per, mi addolora vedere che il colonnello Forster non crede al loro matrimonio: quando gli ho espresso le mie speranze, ha scosso il capo e ha detto che temeva che Wickham non fosse un uomo di cui fidarsi. La povera mamma sta proprio male e non esce dalla sua camera. Se si facesse forza sarebbe meglio, ma non c' da sperarlo; quanto al babbo, non l'ho mai visto cos abbattuto. La povera Kitty pentita di non aver rivelato la loro relazione; ma non c' da meravigliarsi che non lo abbia fatto, dato che le era stata confidata in segreto. Sono davvero lieta, cara Lizzy, che ti siano state risparmiate tutte queste scene strazianti; ma, ora che il primo colpo passato, posso confessarti quanto desidero il tuo ritorno? Non sar, per, cos egoista da insistere, se la cosa dovesse dispiacerti tanto. Addio! Riprendo la penna per dirti proprio quello che non volevo; ma le circostanze sono tali che non posso fare a meno di pregare te e gli zii, con tutto il calore di cui sono capace, di venire qui al pi presto. Conosco cos bene lo zio e la zia che non ho paura di chiederlo, bench abbia anche un altro favore di cui pregare lo zio. Il babbo parte per Londra con il colonnello Forster per cercare Lydia. Non so proprio che cosa intenda fare; ma la sua disperazione non gli permetter di agire nel modo migliore, e il colonnello Forster deve rientrare a Brighton domani sera. In una simile situazione il consiglio e l'aiuto dello zio sarebbero davvero auspicabili; egli capir ci che provo, e io confido nella sua bont. Dov', dov' lo zio? - grid Elizabeth, alzandosi di colpo appena finito di leggere, ansiosa di raggiungerlo senza perdere nemmeno un minuto di un tempo cos prezioso; ma, quando giunse alla porta, questa fu aperta da un domestico, e comparve Mr Darcy. Il pallore e l'impeto di lei lo fecero sussultare, e, prima che potesse riprendersi abbastanza da parlare, Elizabeth, che non riusciva a pensare ad altro che alla situazione di Lydia, esclam in fretta: - Vi chiedo scusa, ma devo lasciarvi. Devo trovare immediatamente Mr Gardiner per qualcosa che non pu essere rimandato; non ho un minuto da perdere. - Buon Dio! Che cosa succede? - esclam Darcy, con pi passione che cortesia; poi riprendendosi: Non vi tratterr un minuto, ma permettete che vada io o che mandi il domestico a cercare i signori Gardiner. Voi non state bene; non siete in grado di farlo. Elizabeth esit, ma le tremavano le ginocchia, e capi che i suoi sforzi per raggiungerli sarebbero valsi a ben poco. Perci, chiamato il domestico, lo incaric, ma con tanta agitazione da riuscire quasi incomprensibile, di far tornare subito a casa i padroni. Quando il domestico usc, ella sedette, incapace di reggersi in piedi, e stava cos male che Darcy non si senti di andarsene, n riusc a trattenersi dal dirle con affetto: - Lasciate che chiami la cameriera. Che cosa posso darvi che vi faccia bene? Un bicchiere di vino... devo portarvelo? State molto male. - No, grazie, - rispose Elizabeth sforzandosi di dominarsi. - Non ho nulla. Sto bene, sono solo disperata per delle notizie terribili che ho ricevuto adesso da Longbourn. Scoppi in lacrime e, per qualche minuto, non pot pronunciare parola. Darcy, in grande ansiet, pot solo mormorarle quanto era preoccupato e osservarla in un silenzio denso di partecipazione. Finalmente Elizabeth riprese a parlare. - Ho ricevuto adesso una lettera di Jane con notizie terribili. Non possibile tenerle segrete. Lydia, la mia sorella minore ha lasciato tutti; fuggita; si affidata alle mani di... di Mr Wickham. Sono partiti insieme da Brighton. Voi lo conoscete troppo bene per non immaginare il resto. Lydia non ha denaro, non viene da una famiglia che possa tentarlo, non ha nulla che possa indurlo a... perduta per sempre. Darcy era come paralizzato dallo stupore. - Quando penso, - aggiunse Elizabeth, con voce pi agitata, - che io avrei potuto impedirlo! Io, che sapevo che razza di uomo fosse. Se soltanto avessi detto una parte... una parte di ci di cui ero al corrente, alla mia famiglia! Se lo avessi smascherato, questo non sarebbe successo. Ma ormai non c' pi niente, niente da fare.

- Sono disperato, davvero, - esclam Darcy. - Disperato... inorridito. Ma sicuro, proprio sicuro? - Oh, si! Sono partiti insieme da Brighton domenica notte e sono stati rintracciati fin quasi a Londra, ma non oltre. Non sono certo andati in Scozia. - E che cosa hanno fatto, che cosa hanno tentato per ritrovarla? - Mio padre andato a Londra, e Jane ha scritto chiedendo l'intervento immediato di mio zio; spero che partiremo al pi presto. Ma non c' niente da fare; so benissimo che non c' niente da fare. Che cosa si pu fare con un simile individuo? E come scoprirli? Non ho la minima speranza. Che cosa orribile. Darcy scosse il capo in silenzioso consenso. - E pensare che sapevo chi era. Oh! Se solo avessi osato fare ci che dovevo! Ma non l'ho fatto... avevo paura, paura di fare troppo. Sciagurato, sciagurato errore! Darcy non rispose. Sembrava che la sentisse appena, assorto com'era nei suoi pensieri, mentre camminava per la stanza con la fronte corrugata e un'espressione scura in volto. Elizabeth se ne accorse e subito comprese. Il suo ascendente stava svanendo; che cosa non sarebbe svanito dinanzi a una simile prova di debolezza familiare, a una simile dimostrazione del pi terribile disonore? Non poteva n stupirsene, n biasimarlo, e l'idea che egli si stesse comunque comportando da vero gentiluomo in una situazione che metteva a dura prova anche i suoi sentimenti, non le recava alcuna consolazione, non addolciva la sua disperazione. Al contrario, serviva solo a farle capire ci che provava: mai aveva sentito cos chiaramente di poterlo amare come ora che tutto l'amore era vano. In questo momento, per, non poteva pensare a se stessa, per importante che fosse la cosa. Lydia, l'umiliazione della fuga, la sventura che quel gesto sconsiderato gettava su tutti loro, inghiott presto le sue preoccupazioni personali; e, coprendosi il viso con il fazzoletto, dimentic presto ogni altra cosa. Dopo un breve ma intenso silenzio, fu richiamata in s dalla voce di Darcy, il quale, in tono pieno di compassione, ma anche di ritegno, disse: - Temo che da tempo desideriate che me ne vada, e la sola scusa che abbia per essere rimasto il mio sincero per quanto inutile interessamento. Volesse il cielo che potessi dire o fare qualcosa che vi fosse di conforto in tanta disperazione. Ma non voglio tormentarvi con vani auguri che sembrerebbero fatti solo per pretendere un ringraziamento. Temo che questa sfortunata faccenda impedir a mia sorella di avere il piacere di vedervi a Pemberley oggi. - Oh, si! Siate cos gentile da scusarci presso Miss Darcy. Ditele che un affare urgente ci costringe a tornare subito a casa. Nascondetele, finch possibile, l'infelice verit. So che non sar per molto. Darcy le promise di mantenere il segreto, ripet quanto fosse addolorato per la sua disperazione e augur una conclusione migliore di quella che il momento facesse sperare; poi, lasciandole i suoi saluti per gli zii, se ne and con un grave sguardo di addio. Mentre usciva dalla stanza, Elizabeth cap quanto fosse improbabile che si sarebbero mai pi rivisti con quella cordialit che aveva caratterizzato i loro incontri nel Derbyshire; e, ripensando a tutto lo svolgersi dei loro rapporti, cos pieni di contrasti e di mutamenti, sospir sulla perversit di quel sentimento che ora le faceva desiderare di continuare un'amicizia che in passato si sarebbe rallegrata di veder cessare. Se pensiamo che alla base di un amore ci siano gratitudine e stima, non possiamo certo biasimare il cambiamento di Elizabeth nei confronti di Darcy. Se riteniamo, invece, che l'amore, il vero amore, nasca solo a prima vista, ancora prima di scambiare due parole con l'oggetto dei nostri desideri, niente si pu dire in sua difesa, tranne che, avendo provato un'attrazione del genere per Wickham ed essendone stata profondamente delusa, era naturale che fosse ora portata a tentare un'altra forma di affetto, anche se meno romantica o coinvolgente. In ogni caso, fu con grande tristezza che lo vide uscire; e in questo primo doloroso assaggio di ci che sarebbe stato provocato dal disonore della fuga di Lydia, trov una nuova ragione di angoscia per l'intera sciagurata vicenda. Dopo la seconda lettera di Jane aveva perso ogni speranza circa le intenzioni di Wickham di sposare Lydia. Nessuno, al di fuori di Jane, sembrava pi illudersi al riguardo. Oltre alla speranza, per Elizabeth, era finita anche la sorpresa. Leggendo la prima lettera, era stata la sorpresa il sentimento dominante: Wickham che sposava una ragazza priva di denaro e di rango; Wickham che faceva un

matrimonio al di l di qualsiasi interesse economico. Incredibile, incomprensibile! E altrettanto incomprensibile le era sembrato come Lydia fosse riuscita ad attrarlo, a indurlo alla fuga. Ora, per, tutto le appariva sotto una luce diversa; tutto era sin troppo chiaro e spiegabile. Per un'attrazione di questo genere, Lydia aveva fascino a sufficienza; e, bench non ritenesse davvero che la giovane sorella si fosse coscientemente impegnata in una fuga senza pensare al matrimonio, non aveva abbastanza fiducia n nella sua virt n nella sua intelligenza per non temere che diventasse una facile preda per Wickham. Durante la permanenza del reggimento nell'Hertfordshire, non si era mai accorta che Lydia nutrisse una particolare simpatia per lui; ma, d'altronde, era convinta che a Lydia bastasse un piccolo incoraggiamento per sentirsi pi che attratta verso chiunque. Ora l'uno ora l'altro ufficiale erano stati i suoi preferiti a seconda di quanto si erano occupati di lei. Il suo affetto aveva cambiato oggetto in continuazione, ma non ne era mai rimasto privo. Come si rendeva conto adesso di quanto grave era stato l'errore di una sorveglianza trascurata e di un'indulgenza eccessiva e sbagliata verso una ragazza del genere! Era estremamente ansiosa di tornare a casa: di sentire, di vedere, di dividere con Jane tutte quelle preoccupazioni che inevitabilmente ricadevano su di lei in una famiglia cos turbata; il padre assente, la madre incapace di qualsiasi attivit e bisognosa di un'assistenza continua; e, bench quasi convinta che non si potesse pi far nulla per Lydia, l'intervento dello zio le pareva della massima importanza, e, finch egli non arriv, rimase preda dell'angoscia pi profonda. I signori Gardiner erano tornati precipitosamente immaginando, dal resoconto del domestico, che la nipote si fosse sentita improvvisamente male; ma, dopo averli tranquillizzati circa le sue condizioni, ella rifer loro il motivo per cui li aveva fatti chiamare, leggendo ad alta voce le due lettere e indugiando con tremante insistenza sul poscritto della seconda. Bench Lydia non fosse mai stata loro particolarmente cara, i signori Gardiner ne furono profondamente addolorati. La cosa implicava non soltanto Lydia, ma tutta la famiglia; e, dopo le prime esclamazioni di sorpresa e di orrore, Mr Gardiner promise prontamente di dare tutto l'aiuto che poteva. Elizabeth, pur sapendo gi che avrebbe potuto contare sul suo pieno appoggio e buon cuore, lo ringrazi con lacrime di riconoscenza; e, mossi tutti e tre dallo stesso intento, decisero di partire al pi presto. - Ma come facciamo con Pemberley? - esclam Mrs Gardiner. - John ci ha detto che Mr Darcy era qui quando hai mandato a chiamarci; vero? - S; e gli ho detto che non potevamo mantenere il nostro impegno. La questione gi sistemata. - Sistemata? In che senso, sistemata? - si chiese la zia correndo in camera a prepararsi. - Siamo dunque cos intimi da poter rivelare loro la verit? Oh, se solo potessi sapere come stanno le cose! Desiderio inutile, che serv solo a distrarla nella fretta e nella confusione dell'ora che segui.. Se Elizabeth non avesse avuto niente da fare, sarebbe stata certo sopraffatta da un'angoscia senza limiti; per fortuna, per, dovette aiutare la zia, e, inoltre, scrivere dei biglietti agli amici di Lambton per giustificare, con false scuse, l'improvvisa partenza. Ogni cosa fu sistemata in un'ora; e, dato che Mr Gardiner aveva nel frattempo pagato il conto dell'albergo, non rimase che partire. Dopo tutta l'angoscia di quella mattinata, Elizabeth si trov, pi presto del previsto, seduta in carrozza sulla via di Longbourn.

Capitolo quarantasettesimo - Ho ripensato alla cosa, Elizabeth, - le disse lo zio mentre si allontanavano dalla citt; - e, a ben riflettere, sono pi propenso a condividere il parere di Jane. Mi pare cos improbabile che qualunque giovane possa comportarsi in un modo simile con una ragazza che ha protezione ed amici e che era ospite proprio del suo colonnello; cos improbabile, che sono propenso a sperare per il meglio. Come potrebbe aspettarsi che gli amici di lei rimangano a guardare senza intervenire? Allo stesso modo, come potrebbe aspettarsi di essere riammesso nel reggimento dopo un simile affronto al colonnello Forster? Il gioco non vale sicuramente la candela.

- Credete davvero? - esclam Elizabeth rasserenandosi un momento. - Anch'io, - disse Mrs Gardiner, - comincio a pensarla come lo zio. Sarebbe una violazione troppo grande di ogni senso della dignit, dell'onore e persino dell'interesse da parte di Wickham; non pu essersi spinto a tanto. Non riesco a pensare cos male di lui. Tu, Lizzy, lo credi capace di arrivare a tal punto? - Per quanto riguarda il suo interesse, no. Non lo credo capace di trascurarlo a tal punto. Ma per quanto riguarda tutto il resto, si: lo ritengo perfettamente capace di trascurare e di calpestare ogni altra cosa. Se fosse davvero come dite! Ma sperarlo sarebbe troppo. Altrimenti perch non andare in Scozia? - In primo luogo, - rispose Mr Gardiner, - non abbiamo prove sicure che non ci siano andati. - Oh, ma il fatto che abbiano cambiato carrozza e ne abbiano presa una a nolo ci lascia ben poche speranze in proposito! E, d'altronde, non si sono trovate loro tracce sulla strada di Barnet. - Beh, supponiamo pure che siano a Londra. Pu darsi che siano l solo per nascondersi e per nessun altro motivo. improbabile che abbiano molto denaro; e forse hanno trovato pi economico, anche se meno sbrigativo, sposarsi a Londra piuttosto che in Scozia. - Ma perch tutto questo segreto? Perch tanta paura di venire scoperti? Perch sposarsi di nascosto? Oh no, no, non possibile. Da quanto dice Jane, l'amico del cuore di Wickham sicuro che egli non abbia la bench minima intenzione di sposarla. Wickham non sposer mai una donna senza denaro. Non pu permetterselo. E che cos'ha Lydia di tanto attraente, che doti possiede al di fuori della giovinezza, della salute e del buon umore, tali da indurlo a fuggire con lei abbandonando cos ogni possibilit di fare un buon matrimonio? Non so quale freno possa aver esercitato su di lui la consapevolezza del biasimo che una fuga tanto disonorevole avrebbe sicuramente suscitato nel reggimento, perch non so quali conseguenze possa avere un simile gesto. Circa, per, le altre obiezioni che avete fatto, temo che non possano reggere. Lydia non ha fratelli che possano intervenire; e non credo che per Wickham sia stato molto difficile illudersi che il babbo, data la sua indulgenza, il suo atteggiamento cos indolente e la scarsa attenzione che ha sempre mostrato nei confronti di ci che accade nella sua famiglia, avrebbe fatto e pensato in questa faccenda meno di qualunque altro padre. - Ma riesci davvero a credere che Lydia si sia abbandonata a questo amore al punto di acconsentire di vivere con lui senza sposarlo? - E quello che sembra, e per me molto doloroso, - rispose Elizabeth con le lacrime agli occhi, mettere in dubbio la dignit e la virt di una sorella su una questione del genere. In realt, per, non so che cosa dire. Forse non le sto facendo giustizia, ma si tratta di una ragazza giovane, molto giovane, a cui non hanno mai insegnato a pensare a qualcosa di serio e che, in questi ultimi mesi, anzi, in quest'ultimo anno, non si occupata di altro che di divertirsi e di soddisfare la propria vanit. Le hanno permesso di passare il tempo nel modo pi ozioso e frivolo e di fare tutto quello che le veniva in mente. Dal giorno in cui il reggimento del ...shire si stabilito a Meryton, non ha pensato ad altro che all'amore, alle civetterie e agli ufficiali. A forza di pensare e di parlare solo di queste cose, riuscita persino a ingigantire - come potrei dire? - le sue capacit affettive che pur, di natura, sono gi abbastanza vivaci. E sappiamo tutti che Wickham ha tutto il fascino necessario per sedurre una donna. - Ma hai sentito, - osserv la zia, - che Jane non pensa cos male di Wickham da crederlo capace di una cosa simile. - E di chi Jane ha mai pensato male? Chi mai ella riterrebbe capace di una cosa simile, per quanto irresponsabile sia stata la sua condotta in passato, finch non intervengano dei fatti a dimostrarle inconfutabilmente il contrario? Ma Jane sa quanto me che cosa vale Wickham. Sappiamo entrambe che uno sconsiderato sotto ogni punto di vista. Che non ha n onest, n onore. Che tanto falso e infido quanto calunniatore. - Ne sei proprio sicura? - esclam Mrs Gardiner chiedendosi come la nipote sapesse cose del genere.

- S, - rispose Elizabeth arrossendo. - Vi ho detto l'altro giorno del modo indegno in cui si comportato con Mr Darcy; e voi stessa a Longbourn avete sentito come parlava dell'uomo che lo aveva trattato con tanta magnanimit e generosit. E ci sono altri fatti che non mi permesso... che non vale la pena riferire; ma le sue menzogne riguardo Pemberley sono innumerevoli. Da ci che mi aveva raccontato di Miss Darcy mi aspettavo di vedere una ragazza superba, chiusa e antipatica. Ma non cos, ed egli lo sapeva. La conosce e sa che una ragazza semplice e gentile. - Possibile che Lydia non sappia con chi ha a che fare? Possibile che sia completamente all'oscuro di ci che tu e Jane sapete cos bene? - S! Ed questa la cosa pi terribile. Fino a quando non andai nel Kent e non ebbi modo di frequentare Mr Darcy e suo cugino, il colonnello Fitzwilliam, io stessa ignoravo la verit. E quando tornai a casa, mancavano solo quindici giorni per la partenza del ...shire da Meryton. Data questa circostanza, n Jane, a cui riferii tutto, n io ritenemmo necessario rendere pubblico ci che sapevamo; a che cosa sarebbe servito distruggere la stima che la gente aveva di lui? E anche quando fu deciso che Lydia andasse ospite di Mrs Forster, non mi sembr necessario aprirle gli occhi su di lui. Non mi mai venuto in mente che proprio lei potesse essere in pericolo. Potete facilmente immaginare come fosse lontano dai miei pensieri che accadesse una cosa di questo genere. - Cos, quando part per Brighton non avevi motivo di supporre che fossero innamorati l'uno dell'altra? - Neanche il pi piccolo motivo. Non ricordo nessun segno di affetto tra loro; e sapete bene che non certo nella nostra famiglia che sarebbe passato inosservato un dettaglio del genere. Quando Wickham si un al reggimento, Lydia ne fu subito colpita; ma, d'altronde, lo fummo tutte. Tutte le ragazze di Meryton e dintorni si invaghirono di lui nel conoscerlo: egli, per, non ha mai dato segno di provare qualcosa per lei; di conseguenza, dopo un breve periodo di ammirazione sconsiderata e superficiale, il suo capriccio svan, e altri ufficiali, che la trattavano con maggior riguardo, tornarono a essere i suoi favoriti. facile immaginare come, per quanto discutendo della questione non potessero aggiungere nulla di nuovo ai loro timori, alle loro speranze e alle loro congetture, continuarono, per, a parlarne per tutto il viaggio. Il pensiero di Elizabeth era sempre l, fisso su questo triste argomento. Inchiodato a esso dalla pi terribile delle angosce, il rimorso, non riusc a trovare un solo momento di pace o di oblio. Viaggiarono pi velocemente possibile; si fermarono solo per pernottare e riuscirono cos ad arrivare a Longbourn il giorno dopo, all'ora di pranzo. Per Elizabeth fu un sollievo pensare che Jane non aveva dovuto aspettare molto. I piccoli Gardiner, attratti dall'arrivo di una carrozza, erano sui gradini della casa quando la vettura entr nel piazzale; quando si ferm davanti alla porta, i loro volti si illuminarono di sorpresa, e fu con grandi manifestazioni di gioia, con salti e capriole, che diedero il benvenuto ai genitori e a Elizabeth. Quest'ultima balz fuori dalla carrozza e, dopo un rapido bacio, si affrett verso l'atrio, dove Jane, scesa di corsa dalla camera della madre, le venne incontro. Nell'abbracciarsi affettuosamente, entrambe con gli occhi pieni di lacrime, le due sorelle cominciarono subito a scambiarsi le prime impressioni; Elizabeth non perse tempo nel chiedere a Jane se aveva saputo qualcosa dei fuggiaschi. - Non ancora, - rispose Jane, - ma ora che lo zio arrivato, spero che tutto andr per il meglio. - Il babbo in citt? - S, partito marted, come ti ho scritto. - E ha mandato notizie? - Una volta soltanto. Mi ha scritto poche righe mercoled per dire che era arrivato bene e per darmi il suo indirizzo, come gli avevo chiesto di fare. Aggiungeva solamente che non avrebbe pi scritto finch non avesse avuto qualcosa di importante da dire. - E la mamma... come sta? Come state tutti quanti?

- Credo che la mamma stia abbastanza bene, anche se ancora molto scossa. di sopra e sar felice di rivedervi. Non esce ancora dalla sua camera. Mary e Kitty, grazie al cielo, stanno bene. - Ma tu, come stai? - le chiese Elizabeth, - sei pallida. Quanto devi aver sofferto! La sorella, per, le assicur che stava benissimo; e il breve colloquio, che si era svolto mentre i signori Gardiner salutavano i bambini, fu interrotto dal loro arrivo. Jane corse incontro agli zii per ringraziarli con sorrisi mescolati a lacrime. Quando si trovarono tutti in salotto, le domande gi fatte da Elizabeth vennero ripetute, ma inutilmente: Jane non aveva novit. La speranza che ogni cosa andasse per il meglio, dettata dalla bont del suo cuore, non l'aveva per ancora abbandonata; continuava a credere in un lieto fine e ad attendere ogni mattina, con la stessa incrollabile fiducia, l'arrivo di una lettera da parte di Lydia o del padre che facesse luce su ci che era accaduto e, forse, annunciasse il matrimonio. Mrs Bennet, nella cui stanza si recarono tutti dopo qualche minuto di conversazione, li accolse esattamente come si aspettavano; con lacrime, gemiti e invettive contro l'indegna condotta di Wickham e lamentele sulle sue sofferenze e sul modo in cui era stata trattata. Se la prendeva con tutti tranne che con l'unica persona alla cui sconsiderata indulgenza andavano imputati gli errori della figlia. - Se avessi potuto, - disse, - fare a modo mio e andare a Brighton con la famiglia, questo non sarebbe successo: ma, povera piccola Lydia, non c'era nessuno che badasse a lei. Perch i Forster non l'hanno tenuta d'occhio? Sono certa che stata molto trascurata, perch non avrebbe mai fatto una cosa simile, se fosse stata ben sorvegliata. Io ho sempre pensato che non fossero adatti ad assumersi la responsabilit della sua condotta; ma nessuno mi ha ascoltato, come sempre. Povera bimba mia! E ora Bennet se ne andato, e so che si batter con Wickham dovunque lo trovi, e allora rester ucciso, e che cosa avverr di noi? I Collins ci butteranno fuori di casa prima che sia diventato freddo nella sua tomba, e se tu non avrai piet di noi, fratello mio, non so proprio che cosa potremo fare. Protestarono tutti contro idee cos lugubri; e Mr Gardiner, dopo averla rassicurata circa il suo affetto per lei e la sua famiglia, le disse che intendeva andare a Londra il giorno dopo per aiutare Mr Bennet a ritrovare Lydia. - Non spaventarti inutilmente, - aggiunse. - Lo so che giusto prepararsi al peggio, ma non vedo perch tu debba gi considerarlo certo. Non ancora una settimana che sono partiti da Brighton. Probabilmente tra qualche giorno avremo notizie; e, finch non sapremo che non sono sposati e che non hanno intenzione di sposarsi, non dobbiamo dare la cosa per perduta. Appena a Londra, raggiunger Mr Bennet, lo porter a casa mia a Gracechurch Street e poi decideremo insieme sul da farsi. - Oh, caro fratello, - rispose Mrs Bennet, - proprio quello che desideravo sentire. E ora, quando arrivi in citt, cerca di scoprirli, dovunque siano, e, se non sono ancora sposati, falli sposare. Quanto al corredo, che non rimandino la cerimonia per questo: d pure a Lydia che avr tutto il denaro che vuole per comprarselo dopo il matrimonio. E, soprattutto, impedisci a Bennet di battersi. Digli in che terribile stato mi trovo... che sono fuori di me dallo spavento, e mi sento cos tremare e mancare, mi sento tali dolori al fianco e alla testa e tali palpitazioni al cuore, che non riesco a dormire n di giorno n di notte. Raccomanda a Lydia di aspettare a ordinare i vestiti perch non conosce i negozi migliori. Oh, fratello mio, come sei gentile! Sono certa che sistemerai ogni cosa. Ma Mr Gardiner, pur assicurandole di nuovo che avrebbe fatto il possibile per raggiungere lo scopo che tutti si auguravano, non pot non raccomandarle di moderare tanto le sue speranze quanto i suoi timori e, dopo aver cercato di confortarla fino all'ora di cena, la lasci a sfogarsi con la governante che l'assisteva quando le figlie si assentavano. Bench convinti che non esistesse alcuna ragione per cui dovesse appartarsi in questo modo, i Gardiner non tentarono di persuaderla a unirsi al resto della famiglia: la conoscevano bene e sapevano quanto sarebbe stata incapace di frenare la lingua davanti ai domestici che avrebbero servito a tavola. Meglio che le ansie e le pene che la tormentavano riguardo a quella spiacevole situazione rimanessero dominio esclusivo di una sola persona nell'ambito della servit, di quella di cui ritenevano di potersi fidare di pi.

Scesi in sala da pranzo, furono raggiunti da Mary e Kitty, troppo occupate nelle loro rispettive stanze per presentarsi prima. L'una veniva dai suoi libri, l'altra dalle sue acconciature. Sembravano, per, entrambe abbastanza calme, e non si notava in loro alcun cambiamento, a parte il tono di Kitty, un po' pi stizzito del solito per la perdita della sorella preferita e per le recriminazioni ricevute in merito alla questione. Quanto a Mary, era abbastanza padrona di s per bisbigliare a Elizabeth, quando sedettero a tavola, con aria di profonda riflessione: una faccenda tristissima, e probabilmente se ne far un gran parlare. Ma dobbiamo arginare il diffondersi della malignit ed effondere sui nostri cuori feriti il balsamo del conforto fraterno. Vedendo che Elizabeth non aveva voglia di rispondere, aggiunse: - Per disgraziato che sia questo evento per Lydia, possiamo ricavarne un utile insegnamento per tutte le donne: che la perdita della virt un danno irreparabile, che un passo falso pu finire per travolgerci in una rovina sconfinata, che la reputazione femminile tanto fragile quanto preziosa e che noi tutte non siamo mai abbastanza caute nei nostri rapporti con l'immeritevole altro sesso. Elizabeth alz gli occhi sbalordita, ma troppo depressa per rispondere. Mary continu a consolarsi profondendosi in ogni massima di trita morale che quella deprecabile situazione poteva ispirarle. Nel pomeriggio, le due sorelle maggiori riuscirono a rimanere sole per una mezz'oretta; Elizabeth colse, allora, l'occasione per rivolgere a Jane alcune domande a cui questa era altrettanto ansiosa di rispondere. Dopo essersi unite entrambe al coro dei lamenti per le conseguenze del terribile avvenimento, che Elizabeth giudicava assolutamente certo e che Jane, per quanto animata da buoni pensieri, non poteva ritenere del tutto impossibile, la prima continu: - Ma dimmi quello che non mi hai ancora scritto. Dammi altri particolari. Che cosa ha detto il colonnello Forster? Possibile che non abbiano avuto alcun sentore della fuga? Eppure, Wickham e Lydia si saranno frequentati; devono averli per forza visti insieme, e anche spesso! - Il colonnello Forster ha ammesso di aver fortemente sospettato una simpatia, soprattutto da parte di Lydia, ma nulla che potesse preoccuparlo. Mi dispiace cos tanto per lui. Si comportato con cos grande premura e cortesia. Voleva venire da noi per esprimerci il suo rammarico anche prima di dubitare del fatto che fossero davvero andati in Scozia; e, appena gli sorto il dubbio, partito al pi presto. - E Denny era proprio convinto che Wickham non l'avrebbe sposata? Non sapeva del loro piano di fuga? Il colonnello Forster ha parlato proprio con Denny? - S, ma in sua presenza Denny ha negato di essere al corrente del piano e non ha espresso chiaramente ci che pensava. Non gli ha ripetuto di essere certo che non si sarebbero sposati, e questo mi induce a sperare che non abbia mai detto una cosa del genere neanche prima, o che, se davvero l'ha detta, l'abbia fatto solo perch, in qualche modo, ha frainteso i sentimenti dell'amico. - E, fino all'arrivo del colonnello Forster, immagino che nessuno di voi nutrisse alcun dubbio riguardo al fatto che si fossero sposati. - Come sarebbe mai potuta venirci in mente un'idea simile? Io mi sentivo solo un po' inquieta, un po' preoccupata per la felicit di Lydia in un simile matrimonio, perch sapevo che Wickham non si era sempre comportato bene. Il babbo e la mamma non ne erano al corrente e la ritenevano un'unione imprudente solo dal punto di vista economico. Un bel momento, Kitty ha ammesso tutta trionfante di saperne pi di noi e che Lydia, nell'ultima lettera, l'aveva preparata a un passo del genere. Pare che fosse al corrente del loro amore gi da diverse settimane. - Ma non prima che andasse a Brighton? - No, non credo. - E il colonnello Forster che cosa ha detto di Wickham? Ne ha parlato male? Conosce per caso la verit sul suo conto? - Devo ammettere che non ha parlato di Wickham bene come in passato. Lo ritiene sconsiderato e scialacquatore, e, da quando accaduta questa triste storia, circola la voce che egli abbia lasciato molti debiti a Meryton: ma spero che non sia vero. - Oh, Jane, se non avessimo mantenuto il segreto e avessimo detto ci che sapevamo di lui, forse tutto questo non sarebbe accaduto!

- S, forse sarebbe stato meglio, - rispose la sorella. - Ma ci sembrava ingiusto svelare il passato di una persona senza sapere se era cambiata. Abbiamo agito con le migliori intenzioni. - Il colonnello Forster ricordava il contenuto della lettera lasciata da Lydia a sua moglie? - L'ha portata con s per farcela vedere. Jane la tolse dal suo taccuino e la diede a Elizabeth. Diceva: Cara Harriet, ti verr da ridere quando saprai dove vado, e quasi non posso tenermi io stessa dal ridere pensando alla vostra sorpresa di domattina quando vi accorgerete che non ci sono. Vado a Gretna Green, e, se non indovini con chi, devo pensare che sei proprio sciocca, perch c' un solo uomo al mondo che io ami, ed un angelo. Non potrei vivere senza di lui, cos ritengo di non far niente di male andandomene. Non necessario che tu informi la mia famiglia della mia partenza se non vuoi, perch cos la sorpresa sar ancora pi grande quando scriver loro firmandomi: Lydia Wickham. Che bello scherzo sar! Sto ridendo cos tanto che quasi non riesco a scrivere. Per favore, scusami con Pratt se non potr mantenere il mio impegno di ballare con lui questa sera. Digli che spero mi perdoner quando sapr tutto, e che sar molto onorata di ballare con lui alla prossima occasione. Mander a prendere i miei abiti quando sar a Longbourn; ma vorrei tu dicessi a Sally di rammendare quello strappo nel vestito di mussola ricamato, prima di metterlo in valigia. Arrivederci. Salutami il colonnello Forster. Spero che brinderete al nostro viaggio. La tua affezionatissima amica Lydia Bennet - Oh, sciaguratissima Lydia! - esclam Elizabeth quando ebbe finito. - Che lettera ha mai potuto scrivere in un momento simile! Ma almeno rivela che lei prendeva sul serio lo scopo del viaggio e che, comunque sia stata persuasa, non aveva in mente una fuga disonorevole. Povero babbo, chiss come deve aver sofferto! - Non ho mai visto qualcuno pi inorridito. Non ha detto parola per almeno dieci minuti. La mamma l'ha presa subito molto male, ed scoppiato un tale subbuglio... - Oh, Jane, - esclam Elizabeth, - c' almeno un domestico che non abbia saputo l'intera storia prima di sera? - Non lo so: lo spero. Ma essere caute in un momento simile molto difficile. Alla mamma venuta una crisi isterica; e, bench mi sia sforzata di prestarle tutta l'assistenza di cui ero capace, temo di non aver fatto quel che avrei dovuto! Ma come potevo? L'orrore di ci che stava accadendo mi aveva quasi fatta uscire di senno. - Hai fatto di pi di quanto avresti dovuto. Sembri cos provata da questa storia. Oh, se solo fossi stata con te! Non avresti dovuto sopportare da sola tutte le ansie e le preoccupazioni. - Mary e Kitty sono state molto buone, e sono certa che avrebbero diviso la mia fatica, ma ho pensato che non fosse opportuno chieder loro tanto. Kitty gracile e delicata, e Mary sempre cos impegnata sui libri che non bisogna toglierle le ore di riposo. La zia Philiph venuta a Longbourn marted, quando partito il babbo, ed stata cos buona da fermarsi qui fino a mercoled. C' stata di grande aiuto e conforto, e anche lady Lucas stata molto gentile: venuta mercoled mattina per esprimerci tutto il suo rammarico e mettersi a nostra disposizione, lei e le figlie, in caso di bisogno. - Avrebbe fatto meglio a evitare, - esclam Elizabeth: - forse aveva buone intenzioni, ma in una sciagura come questa meno i vicini si fanno vedere, meglio . Ogni aiuto inutile, e ogni rammarico insopportabile. Che esultino a distanza e si accontentino. Chiese poi alla sorella che cosa il padre intendesse fare per ritrovare Lydia. - Credo, - rispose Jane, - che volesse andare a Epsom, il luogo in cui hanno cambiato i cavalli l'ultima volta, per parlare con i postiglioni e vedere se poteva ricavarne qualcosa. Il suo principale intento era scoprire il numero della carrozza a nolo che hanno preso a Clapham. Si sa che era arrivata da Londra con un passeggero a bordo; e dato che il passaggio di una coppia da una carrozza all'altra stato probabilmente notato, voleva fare delle indagini a Clapham. Se fosse riuscito a scoprire dove il vetturino aveva lasciato il passeggero, avrebbe potuto informarsi l riguardo alla

carrozza e scoprirne il numero e il deposito di provenienza. Non so che cos'altro intendesse fare; ma aveva tanta fretta di partire ed era cos turbato, che mi stato difficile sapere anche soltanto questo.

Capitolo quarantottesimo L'indomani tutti erano in ansiosa attesa di una lettera di Mr Bennet, ma la posta arriv senza portare nemmeno una riga da parte sua. I familiari sapevano che non amava particolarmente scrivere, ma avevano sperato che, almeno in questa occasione, avrebbe vinto la sua indolenza e si sarebbe dato da fare per metterli al corrente della situazione. Furono costretti a concludere che non c'era niente di nuovo da comunicare, ma, anche ammettendo che le cose stessero davvero in questo modo, avrebbero comunque preferito riceverne una conferma da parte sua. Mr Gardiner aveva aspettato soltanto la posta per partire. Nell'andarsene, li rassicur in merito a due cose: che avrebbe mandato regolarmente notizie riguardo a ci che stava accadendo e che avrebbe fatto il possibile per convincere Mr Bennet a tornare a Longbourn al pi presto. Mrs Bennet si sent molto confortata da questa seconda rassicurazione: era l'unico modo di scongiurare un duello che si sarebbe sicuramente concluso con l'uccisione del marito. Mrs Gardiner si sarebbe trattenuta con i bambini ancora per qualche giorno, perch la sua presenza sarebbe potuta essere utile alle nipoti. E, in effetti, fu di grande utilit: condivise con loro il compito di assistere Mrs Bennet e fu per loro di grande conforto nelle ore libere. Anche l'altra zia veniva a trovarle spesso, sempre con l'intento - a suo dire - di rincuorarle e farle stare allegre; ma, dato che non veniva mai senza qualche nuova prova dell'eccessiva prodigalit e delle sregolatezze di Wickham, di rado se ne andava senza lasciarle pi abbattute di prima. Tutta Meryton ora si accaniva a diffamare un uomo che soltanto tre mesi prima era stato quasi un idolo. Cominci a circolare voce che avesse debiti con tutti i negozianti del luogo e venne fuori che aveva cercato di abbindolare o, per meglio dire, sedurre, ogni ragazza pi o meno benestante del circondario. Tutti cominciarono a parlare di lui come dell'uomo pi perverso del mondo e a scoprire che non si erano mai fidati fino in fondo di quell'aspetto da bravo giovane. Elizabeth, pur non prestando fede nemmeno alla met di ci che si diceva in giro, si sentiva comunque sempre pi convinta dell'irrimediabile rovina della sorella; e anche Jane, pur con il suo grande ottimismo e la sua incrollabile fiducia, cominci a perdere ogni speranza riguardo a un lieto fine: se davvero erano andati in Scozia, cosa nella quale non aveva mai smesso di confidare, avrebbero gi dovuto far avere notizie in proposito. Mr Gardiner parti da Longbourn la domenica; il marted la moglie ricevette una lettera da parte sua: diceva che non aveva avuto alcuna difficolt a trovare il cognato e a convincerlo a trasferirsi a Gracechurch Street; che Mr Bennet era stato gi a Epsom e Clapham, ma senza ricavarne informazioni soddisfacenti e che ora aveva intenzione di fare delle ricerche in tutti gli alberghi della citt, dato che riteneva possibile che si fossero fermati in uno di questi prima di trovare un alloggio. Mr Gardiner temeva che un piano del genere non avrebbe portato a niente di fatto, ma il cognato era cos convinto del contrario che non poteva non assecondarlo. Aggiungeva che, per il momento, Mr Bennet non aveva la minima intenzione di lasciare Londra e prometteva di mandare presto altre notizie. Vi era anche un poscritto: Ho scritto al colonnello Forster pregandolo di indagare, se poteva, presso qualche amico intimo di Wickham, per sapere se questi abbia parenti o amici in grado di fornirci indicazioni riguardo al punto della citt in cui pu essersi nascosto. Se ce ne fosse anche uno solo che potesse metterci sulla giusta traccia, sarebbe di un'importanza fondamentale. Per il momento non abbiamo niente. Sono sicuro che il colonnello Forster far quanto in suo potere per aiutarci. Ma a pensarci bene, l'unica persona che, nel frattempo, potrebbe, forse meglio di chiunque altro, fornirci delle indicazioni riguardo a possibili parenti ancora in vita di Wickham la nostra Lizzy.

Elizabeth non ebbe difficolt a capire da dove derivasse questo rispetto per la sua autorit riguardo a una faccenda tanto delicata, ma, purtroppo, non era in grado di dare le informazioni sperate. Non aveva mai sentito dire che egli avesse parenti al di fuori dei genitori, entrambi morti da anni. Era possibile per che qualche suo collega del ...shire fosse in grado di fornire informazioni pi precise; e, bench non ci sperasse molto, era pur sempre un inizio. Ogni giorno a Longbourn era un giorno di ansia e trepidazione, ma nessun momento era pi penoso dell'attesa della posta. Tutti si svegliavano con lo stesso, inevitabile pensiero: che anche quella mattina, come ogni altra mattina, sarebbe arrivata la posta con il suo fardello di notizie, tanto buone quanto cattive. Prima di ricevere ulteriori notizie da Mr Gardiner, arriv una lettera di altro genere: era per Mr Bennet da parte di Mr Collins. Jane, che aveva ricevuto dal padre l'incarico di aprire tutto quello che arrivava per lui in sua assenza, la lesse; ed Elizabeth, che sapeva quanto fossero bizzarre quelle lettere, la lesse con lei. Caro signore, data la nostra parentela e la mia posizione sociale, mi sento in dovere di esprimervi il mio pi profondo rammarico per la grave sventura che vi ha colpito e di cui siamo stati informati ieri tramite una lettera giunta dall'Hertfordshire. Siate certo, caro signore, che Mrs Collins e io prendiamo parte al dolore vostro e di tutta la vostra rispettabile famiglia - dolore che deve essere dei pi amari, perch dovuto a una causa che nemmeno il tempo potr cancellare. Non ho parole per alleviare una sciagura simile o per confortarvi in un momento che deve essere il pi doloroso per un padre. In confronto a ci che accaduto, la morte della vostra figliuola sarebbe stata una benedizione. Ed ancora pi triste pensare che, a quanto mi dice la mia cara, Charlotte, la leggerezza della condotta di vostra figlia derivi da un'eccessiva indulgenza nei suoi confronti; per quanto, a consolazione vostra e di Mrs Bennet, io sia incline a credere che doveva essere portata di natura a tanta sconsideratezza, altrimenti, giovane com', non avrebbe potuto macchiarsi di una simile colpa. Ritengo, comunque, che siate veramente da compiangere, e, in questo, non si unisce a me soltanto Mrs Collins, ma anche lady Catherine e sua figlia, a cui ho raccontato la cosa. Sono tutte d'accordo con me nel temere che questo passo falso di una delle vostre figlie possa nuocere alla sorte delle altre; perch, come si degnata di osservare lady Catherine, chi vorr pi imparentarsi con una simile famiglia? Una tale considerazione mi fa anche riflettere con maggiore soddisfazione riguardo un certo avvenimento del novembre scorso; se le cose fossero andate diversamente; mi troverei ora implicato nel vostro dolore e nella vostra infamia. Permettetemi perci di consigliarvi, caro signore, di confortarvi come potete e di escludere per sempre dal vostro affetto la vostra indegna figliuola, lasciandole cogliere i frutti della sua abominevole colpa. Il vostro ecc. ecc. Mr Gardiner non scrisse pi finch non ricevette la risposta del colonnello Forster e anche allora non ebbe niente di buono da riferire. Non risultava che Wickham avesse parenti ancora in vita. Conosceva moltissima gente; ma, da quando era entrato nell'esercito, non sembrava aver coltivato nessuna amicizia in particolare. Dunque non c'erano persone in grado di fornire sue notizie. E, oltre che per il timore di essere scoperto dai familiari di Lydia, si nascondeva anche per motivi economici: le sue finanze erano in pessimo stato, e circolava voce che avesse lasciato debiti di gioco per una forte somma. Secondo i calcoli del colonnello Forster, ci sarebbero volute pi di mille sterline per coprire le sue spese a Brighton. Doveva denaro a diversi fornitori, ma i debiti d'onore erano ancora pi grandi. Mr Gardiner non nascose questo particolare alla famiglia di Longbourn; Jane lo apprese inorridita. - Giocava! - esclam. - Questo non me lo sarei mai aspettato: non l'avrei mai creduto. Mr Gardiner aggiungeva nella lettera che il padre sarebbe tornato a casa il giorno seguente, sabato. Avvilito dall'insuccesso di tutti i suoi tentativi, aveva ceduto alle insistenze del cognato deciso a farlo tornare in famiglia e a convincerlo a lasciare a lui il compito di occuparsi della faccenda nel miglior modo possibile. Nel ricevere la notizia del ritorno a casa di Mr Bennet, Mrs Bennet non

reag con l'entusiasmo e la soddisfazione che le figlie si aspettavano di vedere in lei, dopo tutta la preoccupazione e l'ansia che l'avevano tormentata circa la sorte del marito. - Come, torna a casa senza la povera Lydia? - si limit a dire. - Non pu lasciare Londra prima di averli trovati. Chi sfider Wickham e lo costringer a sposarla, se lui viene via? Dato che Mrs Gardiner desiderava tornare a Londra, fu deciso che sarebbe partita con i bambini lo stesso giorno del ritorno di Mr Bennet. Perci la carrozza accompagn loro fino alla prima tappa e riport a Longbourn il padrone. Mrs Gardiner part molto perplessa circa Elizabeth e il suo amico del Derbyshire: l'incertezza riguardo all'evolversi di quel rapporto non l'aveva mai abbandonata per tutto il periodo della sua permanenza a Longbourn. La nipote non aveva mai pronunciato di proposito quel nome; e la mezza speranza che Mrs Gardiner aveva nutrito di vedere arrivare una lettera da Pemberley era finita in un nulla di fatto. La posta non aveva portato notizie dal Derbyshire. La desolante condizione in cui versava l'intera famiglia bastava a giustificare l'abbattimento di Elizabeth; perci nulla si poteva arguire da questo, bench ella, ormai in chiaro con i propri sentimenti, fosse pienamente consapevole che, se non avesse mai conosciuto Darcy, avrebbe sopportato meglio la vergogna di Lydia. Tante notti insonni le sarebbero state risparmiate. Mr Bennet arriv con il solito aspetto di filosofica serenit. Parl poco, come aveva sempre avuto l'abitudine di fare; non accenn minimamente alla triste questione che lo aveva condotto via da casa, e ci volle del tempo prima che le figlie avessero il coraggio di toccare quell'argomento. Non fu che nel pomeriggio, quando si riunirono per il t, che Elizabeth os parlarne; e allora, quando gli espresse il suo rammarico per ci che gli era capitato, il padre le rispose: - Lascia stare. Chi dovrebbe soffrirne, se non io? stata colpa mia, ed giusto che sia io a pagare. - Non siate troppo severo con voi stesso, - lo esort Elizabeth. - Avevi ragione a mettermi in guardia contro un male del genere. La natura umana cos incline a caderci! No, Lizzy, lascia che una volta tanto mi renda conto di quanto sono da biasimare. Non ho paura dei rimorsi. Passeranno presto, vedrai. - Credete che siano a Londra? - S; in quale altro luogo potrebbero nascondersi cos bene? - E poi Lydia aveva voglia di andare a Londra, - aggiunse Kitty. - Allora sar contenta, - rispose il padre, asciutto; - e probabilmente ci rimarr un bel pezzo. Poi, dopo un breve silenzio, continu: - Lizzy, ti sono grato del consiglio che mi hai dato a maggio. Mi ha fatto capire che ho una figlia intelligente e lungimirante. Gli avvenimenti hanno confermato in pieno le tue previsioni. Furono interrotti da Jane, che venne a prendere il t per la madre. - Questa messa in scena, - esclam Mr Bennet, - le dona: la illumina quasi della potente luce del martirio, chiusa com' nel suo dolore e nella sua sofferenza! Domani far lo stesso: me ne andr in biblioteca in vestaglia e berretto da notte e vi dar pi disturbo che posso... O, forse, meglio che aspetti fino a quando scappa Kitty. - Ma io non scapper, pap, - rispose Kitty, stizzita; - se andassi io a Brighton, mi comporterei meglio di Lydia. - Tu a Brighton! Non mi fiderei neanche di lasciarti andare a East Bourne, nemmeno per cinquanta sterline! No, Kitty, se non altro ho imparato a tenere gli occhi aperti, e sarai tu a vederne il risultato. Nessun ufficiale metter pi piede a Longbourn, n attraverser il paese. Balli assolutamente proibiti, a meno che tu non ci vada con una delle tue sorelle, E non metterai pi il naso fuori di casa finch non avrai dimostrato che sei capace di passare almeno dieci minuti al giorno in modo ragionevole. Kitty, prendendo sul serio tutte queste minacce, cominci a piangere. - Andiamo, andiamo, - la rincuor il padre. - Non fare cos, Se sarai brava per i prossimi dieci anni, allo scadere del decimo ti porter a vedere una parata militare.

Capitolo quarantanovesimo Due giorni dopo il ritorno di Mr Bennet, Jane ed Elizabeth stavano passeggiando nel boschetto dietro casa quando videro avvicinarsi la governante; pensando che venisse a chiamarle da parte della madre, le si avviarono incontro, ma, nell'attimo in cui la raggiunsero, ella esord: - Scusatemi se vi disturbo, Miss Jane, ma speravo che aveste buone notizie da Londra, cos mi sono presa la libert di venire a chiedervelo. - Che cosa vuoi dire, Hill? Non abbiamo ricevuto nulla da Londra. - Ma signorina, - esclam Mrs Hill con grande stupore. - Non sapete che c' un espresso di Mr Gardiner per il padrone? arrivato da circa mezz'ora. Le ragazze corsero via, troppo ansiose di leggerlo per fermarsi a rispondere. Entrarono nell'ingresso, attraversarono il salotto, si precipitarono in biblioteca. Il padre non c'era; stavano per andare a cercarlo in camera della madre, quando incontrarono il maggiordomo, che disse: - Se le signorine cercano Mr Bennet, si sta dirigendo verso il boschetto. Riattraversarono l'atrio e corsero per il prato dietro al padre, che, lungo il cortile, si stava incamminando verso il boschetto. Jane, che non aveva n la velocit n l'allenamento di Elizabeth, rimase indietro, mentre la sorella lo raggiungeva e gli chiedeva, ormai senza fiato: - Oh, pap, che notizie... che notizie ci sono? Hai ricevuto qualcosa dallo zio? - S, un espresso. - E, allora, dimmi... notizie buone o cattive? - Che cosa c' da aspettarsi di buono? - rispose Mr Bennet togliendosi la lettera dalla tasca. - Ma, forse, vuoi leggerla. Elizabeth la prese con impazienza. Intanto Jane li raggiunse. - Leggi forte, - disse il padre, - perch nemmeno io ho capito di che cosa si tratta. Gracechurch Street, luned 2 agosto Caro cognato, finalmente sono in grado di mandarti notizie di mia nipote e tali che, nell'insieme, spero ti faranno piacere. Poco dopo la tua partenza, sabato, ho avuto la fortuna di scoprire in quale parte di Londra si trovava. Ti dir a voce i particolari. Per il momento ti basti sapere che sono stati rintracciati: li ho visti tutti e due... - Allora come ho sempre sperato, - esclam Jane: sono sposati. Elizabeth continu a leggere. Li ho visti tutti e due. Non sono sposati, e non mi pare che avessero la minima intenzione di farlo; ma, se tu manterrai gli impegni che mi sono azzardato a prendere a tuo nome, spero che non passer molto, prima che diventino marito e moglie. Tutto quello che ti si richiede di garantire a Lydia, per iscritto, la sua parte delle cinquemila sterline che spettano alle tue figlie alla tua morte e a quella di mia sorella e poi di impegnarti a passarle, finch vivi, cento sterline all'anno. Ecco dunque le condizioni che, tutto considerato, non ho esitato ad accettare a tuo nome, per quanto me ne sentivo autorizzato. Mander questa lettera per espresso in modo da ricevere la tua risposta al pi presto. Capirai facilmente, dai particolari che ti esporr, che la situazione di Mr Wickham non poi cos disperata come si crede. La gente si ingannata al riguardo; e sono lieto di dire che, anche quando avr pagato tutti i suoi debiti, gli rimarr ancora un po' di denaro da intestare a mia nipote in aggiunta a quello personale di lei. Se, come credo sia il caso, mi conferirai pieni poteri per agire a tuo nome in tutta questa faccenda, dar immediatamente ordine a Haggerston di preparare un accordo scritto. Non c' affatto bisogno che torni a Londra; perci, rimani tranquillamente a Longbourn e fidati della mia premura e del mio zelo. Rispondimi al pi presto e con estrema chiarezza. Ci sembra meglio che Lydia si sposi partendo da casa nostra, e spero che approverai. Verr da noi oggi stesso. Ti scriver di nuovo non appena si giunga a qualcosa di definitivo. Tuo ecc. Edward Gardiner. - Possibile? - esclam Elizabeth quando ebbe finito. - Possibile che la sposi?

- Allora Wickham non cos indegno come l'abbiamo creduto, - disse la sorella. - Caro pap, sono cos felice. - E avete risposto alla lettera? - chiese Elizabeth. - No, ma bisogna che lo faccia al pi presto. Lo supplic di non perdere tempo. - Forza, pap, andate subito a scrivere. Pensate all'importanza di ogni singolo minuto in tutta questa faccenda. - Scriver io per voi, - disse Jane, - se vi secca farlo. - Mi secca molto, ma devo essere io a scrivere. cos dicendo, torn sui suoi passi e si avvi verso casa insieme alle figlie. - Posso chiedervelo...? - azzard Elizabeth. - Queste condizioni devono essere accettate, immagino? - Accettate! Mi stupisce solo che chieda cos poco. - E devono sposarsi! Anche se lui quello che . - Si, si; devono sposarsi. Non c' altro da fare; ma ci sono due cose che mi piacerebbe proprio sapere: una, quanto ha pagato lo zio per giungere a questo accordo; e l'altra, come potr mai restituirgli il denaro. - Pagato! Lo zio! - esclam incredula Jane. - Che cosa intendete dire? - Intendo dire che nessuno, nel pieno possesso delle sue facolt mentali, sposerebbe Lydia per la misera tentazione di cento sterline all'anno finch vivo e cinquanta alla mia morte. - Verissimo, - disse Elizabeth, - anche se non ci avevo ancora pensato. I debiti pagati, e qualcosa che avanza! Oh, deve esserci per forza l'intervento dello zio. Bravo e generoso come sempre, purch non vada in rovina lui. Non credo si sia trattato di una somma da poco. - No, - disse il padre. - Wickham sarebbe uno stupido se la prendesse per meno di diecimila sterline. Mi dispiacerebbe avere una cos cattiva opinione di lui sin dall'inizio della nostra parentela. - Diecimila sterline! Non voglia il cielo! Come potremmo mai rimborsare anche solo la met di una somma simile? Mr Bennet non rispose; assorti nei propri pensieri, arrivarono in silenzio a casa. Il padre and in biblioteca a scrivere; le ragazze si trattennero in salotto. - Dunque si sposeranno! - esclam Elizabeth appena furono sole. - Che strano! E dobbiamo anche esserne felici. Siamo costrette a rallegrarci che si sposino malgrado le poche possibilit che hanno di un futuro sereno, e malgrado egli sia tutt'altro che un gentiluomo! Ah, Lydia! - C' un pensiero che mi consola, - rispose Jane, - ed che Wickham non sposerebbe di certo Lydia se non le volesse bene sul serio. Il nostro buon zio avr pur fatto qualcosa per invogliarlo, ma non posso credere che gli abbia offerto diecimila sterline o cifre del genere. Ha gi dei figli e potrebbe averne altri. Come potrebbe privarsi anche solo della met di una somma tanto ingente? - Se riuscissimo a sapere a quanto ammontavano i debiti di Wickham, - disse Elizabeth, - e quanto egli intester a Lydia, sapremmo esattamente quanto lo zio ha pagato, perch Wickham non ha di suo neanche un soldo. Resta il fatto, comunque, che non riusciremo mai a ricambiare la cortesia degli zii. Prenderla in casa e offrirle la loro protezione un tale sacrificio, per amor suo, che non basteranno anni e anni di riconoscenza per ripagarli di tanto disturbo. A quest'ora sar gi da loro! Se tanta bont non la commuove e non la fa pentire adesso, non meriter mai di essere felice. Che momento deve essere stato per lei, quando ha incontrato la zia! - Dobbiamo sforzarci di dimenticare tutto ci che accaduto da ambo le parti, - disse Jane. - Spero e sono convinta che, malgrado tutto, saranno felici. Voglio credere che il fatto che la sposi sia una prova della sua redenzione. Il reciproco affetto li render pi forti, e spero che troveranno una sistemazione serena e che vivranno in modo cos ragionevole da dimenticare, con il tempo, la sconsideratezza del passato. - La loro condotta stata tale, - rispose Elizabeth, - che n tu, n io, n nessuno potr mai dimenticarla. inutile persino parlarne. A questo punto venne in mente alle ragazze che, con ogni probabilit, la, madre ignorava ancora ci che era accaduto. Andarono, dunque, in biblioteca e chiesero al padre se voleva che fosse messa al

corrente degli inaspettati risvolti. Mr Bennet stava scrivendo e, senza alzare la testa, rispose con estrema freddezza: - Come desiderate. - Possiamo portarle la lettera dello zio? - Portatele quel che volete e andatevene. Elizabeth prese la lettera dalla scrivania e, insieme alla sorella, si rec di sopra. Mary e Kitty erano entrambe in camera di Mrs Bennet: la comunicazione sarebbe, dunque, servita per tutte. Dopo un breve preambolo che annunciava l'arrivo di buone notizie, la lettera fu letta ad alta voce. Mrs Bennet era quasi fuori di s dalla felicit. Appena Jane lesse che Mr Gardiner sperava nel matrimonio di Lydia, la gioia della madre esplose, diventando sempre pi incontenibile frase dopo frase. Con la stessa violenza con cui si era lasciata andare alla disperazione e al tormento, si abbandonava ora all'esaltazione e all'entusiasmo. Sapere che la figlia si sarebbe sposata le bastava. Non era turbata da alcun timore riguardo alla sua futura felicit, n si sentiva umiliata dal ricordo della sua cattiva condotta. - Cara, cara Lydia! - esclam. - Che bellezza! Si sposa! La rivedr! Sposata a sedici anni! Caro, buon fratello! Sapevo che sarebbe finita cos, sapevo che avrebbe sistemato ogni cosa. Che voglia ho di rivedere la mia bambina! E di rivedere quel caro Wickham! Ma gli abiti, il corredo! Scrivo subito a mia cognata. Lizzy, tesoro, corri da tuo padre a chiedergli quanto intende darle. Aspetta, aspetta, andr io stessa. Kitty, suona il campanello per la Hill. Mi vesto subito. Cara, cara Lydia! Come saremo tutti contenti quando ci rivedremo! La figlia maggiore si sforz di mitigare la violenza di queste effusioni, ricordandole gli obblighi che avevano verso lo zio. - Perch, - aggiunse, - soprattutto alla sua cortesia che dobbiamo la felice conclusione di questa vicenda. Siamo convinte che si sia impegnato ad aiutare con denaro suo Mr Wickham. - Bene, - esclam la madre, - benissimo; chi mai avrebbe dovuto farlo, se non lo zio della sposa? Sapete bene che, se non avesse avuto famiglia, il suo denaro sarebbe venuto tutto a me e alle mie figlie; ed la prima volta che riceviamo qualcosa da lui, a parte un regalo di tanto in tanto. Bene! Sono cos felice! Tra poco avr una figlia sposata. Mrs Wickham. Come suona bene! Ed cos giovane: ha compiuto sedici anni a giugno! Jane cara, sono a tal punto agitata che probabilmente non riuscir a scrivere; facciamo una cosa: io detto e tu scrivi. Sistemeremo dopo con tuo padre la faccenda del denaro; le ordinazioni, per, vanno fatte immediatamente. Stava gi calcolando la tela, la mussola e la batista e avrebbe presto dettato una quantit esagerata di ordinazioni, se Jane non l'avesse convinta, sia pure con difficolt, a consultare prima il padre. Osserv che un giorno di ritardo non avrebbe avuto molta importanza, e Mrs Bennet era troppo felice per mostrarsi ostinata come al solito. Altre idee le vennero, allora, in mente. - Ora mi vesto e vado a Meryton, - disse, - a dare la buona, buonissima notizia a mia sorella. E, sulla via del ritorno, passo a trovare lady Lucas e Mrs Long. Kitty, fa' venire la carrozza. Sono certa che un po' d'aria mi giover. Ragazze, avete commissioni da fare a Meryton? Oh, ecco la Hill. Cara Hill, avete sentito la bella notizia? Miss Lydia si sposa, e ci berremo tutti un bel punch per festeggiare il matrimonio. Mrs Hill cominci subito a fare i rallegramenti. Elizabeth, dopo aver ricevuto la sua parte di congratulazioni, si rifugi in camera, disgustata da tanta stupidit. Voleva riflettere in pace. La situazione della povera Lydia, nella migliore delle ipotesi, appariva tutt'altro che rosea; tuttavia bisognava ringraziare il cielo che le cose non avessero preso una piega persino peggiore. Elizabeth se ne rendeva perfettamente conto; e, pur consapevole che dal futuro non ci si potesse aspettare, per la sorella, n una vera felicit n una solida prosperit economica e sociale, ripensando a ci che avevano temuto soltanto fino a due ore prima, apprezz tutti i vantaggi di quello che avevano almeno ottenuto.

Capitolo cinquantesimo

Era accaduto pi di una volta, in passato, che Mr Bennet avesse desiderato mettere da parte, invece di spendere tutta la rendita, una certa somma per aiutare le figlie e la moglie, se questa gli fosse sopravvissuta. Adesso pi che mai rimpiangeva di non averlo fatto. Se fosse riuscito a risparmiare un po' di denaro, Lydia non avrebbe dovuto ora avere alcun debito con lo zio per procacciarsi onore e reputazione. E la soddisfazione di costringere uno dei pi indegni giovanotti della Gran Bretagna a sposarla sarebbe andata a chi di dovere. Lo preoccupava molto che una vicenda di cos poco vantaggio per tutti fosse mandata avanti a sole spese del cognato; pertanto, era deciso a fare il possibile per scoprire con quanto denaro Mr Gardiner fosse intervenuto per sdebitarsi al pi presto. Nei primi tempi del suo matrimonio, Mr Bennet non aveva ritenuto necessario fare economie, perch, naturalmente, pensava di avere un figlio maschio. Al compiere della maggiore et, questo figlio li avrebbe liberati dal vincolo, e cos Mrs Bennet e il resto della prole avrebbero avuto di che vivere anche nel caso di morte del capofamiglia. L'una dopo l'altra vennero, invece, al mondo cinque figlie; di maschi, neppure l'ombra. Per anni dopo la nascita di Lydia, Mrs Bennet continu fiduciosa ad aspettare che arrivasse l'erede. Alla fine, non ebbe pi speranze, ma ormai era troppo tardi per cominciare a fare economie. Mrs Bennet non era certo portata per il risparmio, e soltanto l'amore del marito per l'indipendenza economica aveva evitato che le uscite superassero le entrate. All'atto delle nozze era stata destinata a Mrs Bennet e alla prole una somma di cinquemila sterline. Ma in che misura questa somma andasse divisa fra loro era una decisione che spettava soltanto ai genitori. La cosa, almeno per Lydia, doveva essere definita al pi presto, e Mr Bennet non poteva permettersi alcuna esitazione nell'accettare le proposte che gli venivano fatte. Esprimendo tutta la sua gratitudine per la bont del cognato, anche se in modo molto conciso, affid alla carta la pi assoluta approvazione di tutto ci che era stato fatto e l'indiscussa volont di mantenere gli impegni presi a suo nome. Non avrebbe mai pensato che costringere Wickham a sposare Lydia si sarebbe tradotto in un danno di cos lieve entit per lui. Impegnandosi a versare cento sterline all'anno, ce ne avrebbe rimesse al massimo dieci, perch, tra il mantenimento, i divertimenti e i continui regali in denaro che le faceva la madre, Lydia gli costava pi o meno quella somma. Che poi la cosa si fosse conclusa con cos poca fatica da parte sua, era stata un'altra bella sorpresa; perch ci che pi desiderava, in quel momento, era di doversi immischiare il meno possibile in una faccenda tanto spiacevole. Passato l'impeto di collera che lo aveva spinto ad andare in cerca della figlia, era tornato naturalmente all'antica indolenza. La lettera fu, per, spedita con estrema prontezza, perch, per quanto fosse lento nell'intraprendere un lavoro, una volta cominciato, lo sbrigava poi rapidamente. Preg che gli fossero forniti maggiori particolari circa la somma che avrebbe dovuto restituire al cognato, ma non aggiunse altro che riguardasse direttamente la figlia: era troppo adirato con Lydia per mandarle a dire qualcosa. La buona notizia si diffuse rapidamente in casa e, con adeguata velocit, anche nel vicinato. Qui fu accolta con dignitosa filosofia. Indubbiamente ci sarebbe stato di pi di cui sparlare, se Miss Lydia Bennet fosse stata incontrata per caso in citt o, come alternativa altrettanto interessante, fosse stata relegata dal mondo in qualche lontana casa di campagna. Tuttavia il matrimonio con Wickham offriva gi un ricco argomento di conversazione, e i cordiali auguri di felicit, formulati precedentemente dalle vecchie maligne di Meryton, perdettero ben poco del loro veleno in questo rovesciamento di situazione, perch, con un simile marito, la sua infelicit era data per sicura. Dopo due settimane di segregazione nella sua camera, Mrs Bennet torn, in quel giorno felice, a prendere posto a capotavola. Lo fece con un'allegria insopportabile. Sulla sua trionfante esultanza non c'era ombra di vergogna. Il matrimonio di una delle figlie, la cosa che pi aveva desiderato da quando Jane aveva compiuto sedici anni, stava per diventare realt, ed ella era del tutto incapace di controllarsi. Con pensieri e parole inseguiva sogni impossibili: belle mussole, carrozze nuove, domestici fiammanti, tutto ci, insomma, che rende un matrimonio elegante e indimenticabile.

Immaginava affannosamente che la figlia avrebbe trovato una bella casa nei dintorni e, senza conoscere n preoccuparsi minimamente di quali fossero le reali possibilit economiche dell'incauta coppia, scartava quelle che le sembravano piccole o poco imponenti. - Potrebbe andare Haye Park, - disse - se i Goulding decidessero di andarsene di l, o nella grande casa di Stoke, se il salotto fosse pi grande; ma Ashworth troppo lontano. Non potrei sopportare di averla a dieci miglia di distanza; e, quanto a Purvis Lodge, il piano superiore orribile. Suo marito la lasci parlare senza interromperla finch furono in presenza dei domestici. Quando questi uscirono, le disse: - Prima di prendere per tua figlia e tuo genero una di queste case o tutte, parliamoci chiaro. Qui non metteranno mai piede. Non premier la loro sconsideratezza ricevendoli a Longbourn. A questa dichiarazione fece seguito una lunga discussione, ma Mr Bennet tenne duro. Di parola in parola, di frase in frase, Mrs Bennet scopr inorridita che il marito non avrebbe dato una sola ghinea per comprare abiti e corredo alla figlia. Lydia non avrebbe ricevuto da lui, in quella circostanza, il bench minimo segno di affetto, ecco cosa disse Bennet alla moglie. Ella non poteva farsene una ragione. Che la collera del marito lo portasse a un risentimento tale da rifiutare alla figlia un corredo, senza il quale il matrimonio non le sembrava quasi valido, andava al di l di ogni pi triste immaginazione. Il pensiero del terribile disonore che la mancanza del corredo avrebbe gettato sulle nozze di Lydia la sconvolgeva molto di pi di quanto non fosse riuscita a fare la vergogna della fuga e della convivenza prima del matrimonio. Quanto a Elizabeth, era molto pentita di essersi lasciata trascinare dallo smarrimento del primo momento e di aver confidato a Mr Darcy tutti i suoi timori per la sorte della sorella; perch, dato che adesso il matrimonio avrebbe posto rimedio al disonore di quell'unione, si sarebbe potuto evitare di metterne al corrente del disgraziato esordio almeno quelli che non vi avevano assistito da vicino. Non che dubitasse della discrezione di Darcy. C'erano poche persone al mondo di cui si sarebbe fidata di pi circa la capacit di tacere; al tempo stesso, per, il pensiero di aver rivelato proprio a lui la sventatezza e la leggerezza della condotta di Lydia la riempiva di vergogna e mortificazione. E questo non certo per il timore che la cosa la danneggiasse personalmente, perch, comunque, sembrava che un abisso invalicabile si fosse ormai aperto fra loro. Pur ammettendo una conclusione di tutto rispetto per l'avventata scelta di Lydia, come aspettarsi che Darcy si imparentasse con una famiglia a cui, oltre tutto il resto, andava ora imputata la colpa di essersi legata, e in modo cos indissolubile, con l'uomo che egli, a ragione, disprezzava di pi al mondo? Non c'era da meravigliarsi che la prospettiva di una simile parentela lo ripugnasse profondamente. Il desiderio di fare di tutto per conquistare il suo favore, che egli le aveva dichiarato nel Derbyshire, non avrebbe mai potuto resistere a un colpo simile. Era umiliata, era disperata; era pentita senza sapere di che cosa. Desiderava la sua stima, ora che non c'era pi speranza di averla. Avrebbe voluto avere sue notizie, ora che sembrava del tutto improbabile procurarsene. Era convinta che sarebbe stata felice con lui, ora che non aveva pi neanche la possibilit di vederlo. Che trionfo per lui, pensava spesso, se avesse saputo che l'offerta rifiutata con tanto, inutile orgoglio appena quattro mesi prima sarebbe stata accolta adesso con gioia e gratitudine! Non dubitava che fosse generoso, come il pi generoso degli uomini, ma era un comune mortale e, come tale, non avrebbe potuto non godere di questo trionfo. Incominciava ora a capire che Darcy era la persona pi adatta a lei per carattere e intelligenza. La comprensione e l'indole di lui, bench diverse dalle sue, avrebbero risposto a tutte le sue aspirazioni. La loro unione sarebbe stata positiva per entrambi; la disinvoltura e la vivacit di lei gli avrebbero addolcito l'animo e ingentilito i modi; e il senno, la cultura e l'esperienza di lui le avrebbero fornito un aiuto della massima importanza. Purtroppo, per, non era di questo matrimonio ideale che si parlava adesso; non era questo il matrimonio a cui veniva data la possibilit di mostrare, alla folla ammirata, che cosa facesse veramente la felicit coniugale. Un'unione ben diversa, e che escludeva l'altra, stava per formarsi nella sua famiglia.

Come Wickham e Lydia potessero raggiungere una discreta indipendenza economica, non riusciva a immaginarlo, ma riusciva facilmente a immaginare come poco duratura potesse essere la felicit di una coppia nata soltanto perch la passione era stata pi forte della virt. Presto Mr Gardiner scrisse di nuovo al cognato. Alle espressioni di gratitudine di Mr Bennet rispose brevemente, assicurandogli quanto tenesse al benessere di tutta la famiglia, e concluse pregandolo di non tornare mai pi sull'argomento. Lo scopo principale della lettera era di comunicargli che Mr Wickham aveva deciso di lasciare il reggimento. Desideravo vivamente, - continuava, - che prendesse questa decisione, appena fissato il matrimonio. E credo sarai d'accordo con me nel ritenere indispensabile il suo allontanamento da quel reggimento, tanto per il suo bene che per quello di Lydia. Mr Wickham ha intenzione di entrare nell'esercito regolare; e tra i suoi amici di un tempo ne ha ancora qualcuno disposto ad aiutarlo. Gli stato offerto il grado di alfiere nel reggimento del generale ***, ora acquartierato nel Nord. un bene che si trovi in una zona cos lontana del regno. Egli fa molte promesse; e spero che, fra gente nuova, dove entrambi dovranno costruirsi una reputazione, avranno pi giudizio. Ho scritto al colonnello Forster per informarlo dei nostri accordi e per chiedergli di assicurare ai vari creditori di Mr Wickham, a Brighton e dintorni, un pronto pagamento di cui mi rendo io stesso garante. Ti prego di pensare tu a fornire simili assicurazioni ai creditori di Meryton, di cui ti accludo una lista, secondo le informazioni di Wickham.Vi ha elencato tutti i suoi debiti; spero, almeno, che non mi abbia ingannato. Haggerston si occupa del-la cosa e concluder tutto in una settimana. Poi raggiungeranno il reggimento, a meno che prima non siano invitati a Longbourn; da quanto mi dice mia moglie, Lydia desidera molto vedervi prima di partire per il Nord. Sta bene e chiede di essere ricordata a te e a sua madre. Tuo ecc. E. Gardiner Mr Bennet e le figlie videro subito, allo stesso modo di Mr Gardiner, quanto fosse vantaggioso il trasferimento di Wickham. Mrs Bennet, invece, non ne fu affatto contenta. Che Lydia andasse a vivere nel Nord, proprio ora che assaporava gi con orgoglio la gioia della sua compagnia (dato che non aveva minimamente rinunciato al progetto di vederli abitare nell'Hertfordshire), fu per lei un'enorme delusione. Inoltre, era davvero un peccato che Lydia fosse allontanata da un reggimento dove conosceva tutti e aveva tanti amici. - Vuole cos bene a Mrs Forster, - disse, - che proprio assurdo mandarla via. E ci sono anche tanti giovanotti che le piacciono molto. Pu darsi che gli ufficiali del reggimento del generale *** non siano cos simpatici. La domanda di Lydia - perch tale si poteva considerare - di essere riammessa in famiglia prima di partire per il Nord, fu accolta dapprima con un deciso rifiuto. Ma Jane e Elizabeth, d'accordo nel desiderare, per il bene dei sentimenti e della reputazione della sorella, che il suo matrimonio venisse riconosciuto dai genitori, pregarono il padre con insistenza cos viva e insieme cos ragionevole e dolce, di riceverla, una volta sposata, a Longbourn con il marito, che egli dovette arrendersi. La madre ebbe la soddisfazione di sapere che, almeno, avrebbe potuto mostrare ai vicini la figlia sposata prima che finisse esiliata nel Nord. Perci, nel rispondere al cognato, Mr Bennet gli espresse il suo consenso alla visita della giovane coppia. Fu deciso che gli sposi si sarebbero recati a Longbourn subito dopo la cerimonia. Elizabeth n fu sorpresa: non credeva che Wickham potesse acconsentire a un simile programma, e, se avesse dato retta ai suoi desideri, avrebbe decisamente fatto a meno di incontrarlo.

Capitolo cinquantunesimo Giunse il giorno delle nozze, e Jane ed Elizabeth erano certo pi commosse di quanto non lo fosse Lydia. La carrozza, mandata a incontrare gli sposi a***, li avrebbe portati a casa per l'ora di pranzo. L'arrivo era atteso con timore e con ansia dalle sorelle maggiori, e specialmente da Jane, che si

immedesimava nello stato d'animo della giovane sposa e le attribuiva i sentimenti che avrebbe provato lei se fosse stata la colpevole: il pensiero di ci che Lydia doveva sentire e soffrire la turbava profondamente. Arrivarono. La famiglia li attendeva riunita in salotto. Quando la carrozza si ferm davanti alla porta, il volto di Mrs Bennet si illumin di sorrisi; il marito aveva un'aria seria e impenetrabile; le figlie erano preoccupate, ansiose e inquiete. La voce di Lydia echeggi nell'atrio; la porta fu spalancata, ed ella si precipit nella stanza. La madre le and incontro, l'abbracci e l'accolse con il pi grande entusiasmo; tese la mano con un sorriso affettuoso a Wickham, che seguiva la figlia, e fece a entrambi le congratulazioni con un fervore che rivelava come non avesse il minimo dubbio sulla loro felicit. L'accoglienza di Mr Bennet, a cui si rivolsero dopo, non fu cos cordiale. Il viso gli divenne anche pi serio; ed egli quasi non apr bocca. La sfrontata disinvoltura della giovane coppia era, effettivamente, una provocazione. Elizabeth ne fu disgustata, e perfino Jane ne fu scandalizzata. Lydia era sempre Lydia; incorreggibile, sfacciata, scapestrata, rumorosa e impudente. Pass di sorella in sorella a chiederne le congratulazioni e, quando alla fine furono tutti seduti, guard curiosa in giro perla stanza, not qualche piccolo cambiamento e osserv ridendo che era un pezzo che non vedeva quella parte della casa. Wickham non sembrava affatto pi turbato della moglie; i suoi modi erano gli stessi, cordiali e accattivanti, di sempre e, se il suo contegno e il suo matrimonio fossero stati quelli che avrebbero dovuto essere, i sorrisi e la disinvoltura con cui manifestava la sua felicit per essersi imparentato con la famiglia di Longbourn avrebbero affascinato tutti. Elizabeth non lo avrebbe mai creduto capace di una simile sfrontatezza, tuttavia non si scompose: rimase seduta, decisa dentro di s che, in futuro, non sarebbe pi stata cos ingenua da credere che potesse esserci un limite all'impudenza di un uomo del genere. Si sentiva arrossire, e anche Jane arrossiva; ma le guance dei due che erano causa di tanto imbarazzo non cambiarono colore neanche per un istante. La conversazione non langu di certo. Sposa e madre non riuscivano a parlare abbastanza in fretta, e Wickham, che per caso si trov seduto vicino a Elizabeth, incominci a chiederle notizie di questo o di quel conoscente, con una serenit e una disinvoltura che ella non si sent in grado di condividere nelle risposte. Sembrava non avessero in comune che i pi bei ricordi del mondo. Non una cosa del passato fu rievocata con dolore o con pena; e Lydia tocc spontaneamente e con assoluta tranquillit argomenti a cui le sorelle non avrebbero mai alluso per tutto l'oro del mondo. - Pensate che sono gi tre mesi che me ne sono andata, - esclam. - Sembra che non siano passati pi di quindici giorni, eppure quante cose sono avvenute nel frattempo. Buon Dio! Quando sono partita, non pensavo certo che sarei stata una donna sposata al mio ritorno, per quanto lo ritenevo un bello scherzo da giocare a tutti, parenti e amici. Il padre alz gli occhi, Jane era disperata, ed Elizabeth lanci uno sguardo significativo a Lydia; ma ella, che non vedeva n sentiva mai niente di ci di cui non voleva accorgersi, continu a cinguettare: - Oh, mamma, lo sanno i vicini che mi sono sposata oggi? Avevo paura che non lo sapessero e, siccome abbiamo incontrato William Goulding nel suo calesse, ho deciso di metterlo al corrente del lieto evento e cos ho abbassato il finestrino dalla sua parte, mi sono tolta il guanto e ho appoggiato la mano allo sportello in modo che vedesse l'anello; poi mi sono inchinata e ho sorriso come se niente fosse. Elizabeth non ne poteva pi. Si alz e usc in fretta dalla stanza; e non ne usc se non quando li sent andare in sala da pranzo, dove li raggiunse in tempo per vedere Lydia che, con ostentata solennit, camminava alla destra della madre dicendo alla sorella maggiore: - Oh, Jane, il tuo posto a tavola spetta a me. Ora devi sederti un po' pi in gi, perch sono io quella sposata. Inutile aspettarsi o minimamente sperare che, con il tempo, Lydia fosse colta da quell'imbarazzo o mostrasse quel pudore di cui era stata cos scevra sin dai primi momenti.

Disinvoltura e buon umore continuavano, invece, a crescere in lei. Voleva vedere Mrs Philiph, i Lucas e gli altri vicini per sentirsi chiamare da tutti "Mrs Wickham"; e, per non perdere tempo, subito dopo pranzo and a mostrare l'anello a Mrs Hill e alle due cameriere e a vantarsi con loro di essere sposata. - Beh, mamma, - esord quando tornarono tutti in sala da pranzo, - che cosa ve ne pare di mio marito? Non incantevole? Sono sicura che tutte le mie sorelle mi invidiano. Spero che abbiano soltanto la met della fortuna che ho avuto io. Dovrebbero andare tutte a Brighton. Quello il luogo per trovar marito. Che peccato, mamma, che non ci siamo andate tutte. - Hai proprio ragione, cara; e ci saremmo andate, se avessi potuto fare a modo mio. Ma Lydia, tesoro: non sono affatto contenta che tu vada cos lontano. proprio necessario? - Oh Dio, s! Ma non importa. Sar magnifico. Voi, pap e le sorelle dovete venire a trovarci. Passeremo l'inverno a Newcastle; credo che verranno organizzati molti balli e far in modo di trovare cavalieri per tutte. - Come mi piacerebbe! - esclam la madre. - E poi, quando ve ne andrete, potrete lasciarmi una sorella o due; sono certa che trover loro marito prima che finisca l'inverno. - Per quanto mi riguarda, ti ringrazio, - disse Elizabeth, - ma non sono entusiasta del tuo modo di trovar marito. Gli ospiti non si sarebbero trattenuti pi di dieci giorni. Mr Wickham aveva ricevuto il brevetto di ufficiale prima di lasciare Londra e doveva raggiungere il reggimento entro due settimane. Nessuno si rammaric che la loro permanenza fosse cos breve; nessuno, tranne Mrs Bennet. Questa pass la maggior parte del tempo a far visite con la figlia e a dar ricevimenti in casa, ricevimenti graditi a tutti perch aiutavano tutti a sottrarsi a un'intimit familiare ugualmente penosa sia per chi pensava, sia per chi, invece, non pensava a niente. L'affetto di Wickham per Lydia era proprio come Elizabeth se l'era immaginato; non certo pari a quello che Lydia nutriva per lui. Non aveva avuto bisogno di osservarli molto per convincersi, ragionando sugli avvenimenti, che la loro fuga era stata determinata pi dall'amore di lei che da quello di lui; e si sarebbe sicuramente chiesta per quale oscuro motivo, senza essere spinto da alcuna travolgente passione, egli avesse mai voluto fuggire con lei, se non fosse stata certa che la sua fuga era stata resa necessaria dall'incalzare degli avvenimenti; e, date le circostanze, Wickham non era certo il tipo di uomo da lasciarsi scappare l'occasione di avere una compagna. Lydia lo amava alla follia. Egli era, in ogni momento, il suo "caro Wickham"; nessuno poteva eguagliarlo; faceva qualunque cosa meglio di chiunque altro; ed era certa che, ai primi di settembre, avrebbe portato a casa pi selvaggina di qualunque altro cacciatore in tutta l'Inghilterra. Una mattina, poco dopo il loro arrivo, mentre chiacchierava con le due sorelle maggiori, disse a Elizabeth: - Lizzy, non credo di averti mai descritto il mio matrimonio. Quando l'ho raccontato alla mamma e alle altre, tu non c'eri. Non sei curiosa di sapere come andato? - Proprio no, - rispose Elizabeth. - Meno se ne parla, meglio ! - Uh, come sei scorbutica! Ma non fa nulla: te lo racconter ugualmente. Sai, ci siamo sposati a Saint Clement, perch Wickham risiedeva in quella parrocchia. E decidemmo che ci saremmo tutti trovati l alle undici. Gli zii e io dovevamo andare insieme; gli altri ci avrebbero incontrato in chiesa. Beh, arrivata la mattina del luned, e io ero cos agitata! Sai, avevo paura che capitasse qualcosa che rimandasse il matrimonio, e allora credo che sarei diventata matta. E per tutto il tempo che mi sono vestita, la zia ha continuato a farmi la predica: capirai, sembrava che leggesse un sermone. Figurati io! Sentivo una parola su dieci, naturalmente, perch come puoi immaginare stavo pensando al mio caro Wickham. Morivo dalla voglia di sapere se, per sposarsi, avrebbe indossato l'uniforme azzurra. Beh, per farla breve, abbiamo fatto colazione alle dieci come al solito: mi pareva che non finisse pi, perch, tra parentesi, devi sapere che gli zii sono stati spaventosamente severi con me per tutto il tempo che sono rimasta da loro. Ti sembrer incredibile,

ma non ho mai messo piede fuori di casa per tutti i quindici giorni della mia permanenza. Non un ricevimento, non uno spettacolo, niente di niente. D'accordo, Londra era piuttosto deserta in quel periodo, ma il Little Theatre era aperto. Beh, per tornare a noi, quando arriv la carrozza, lo zio fu chiamato per un affare urgente da quell'insopportabile Mr Stone. E sai, quando incominciano non la finiscono pi. Pensa che situazione: ero cos spaventata da non sapere che cosa fare, perch era lo zio che doveva accompagnarmi; se fossimo arrivati in ritardo, non mi sarei pi potuta sposare per tutta la giornata. Ma, per fortuna, tornato dopo dieci minuti, e finalmente siamo partiti. Soltanto dopo mi venuto in mente che, anche se lui non fosse venuto, il matrimonio non sarebbe stato rimandato lo stesso, perch Mr Darcy avrebbe potuto prendere il suo posto. - Mr Darcy? - ripet Elizabeth preda del pi assoluto sbalordimento. - Si. Sai, doveva venire con Wickham. Ma, Dio mio, dimenticavo che non dovevo parlartene. L'ho promesso cos solennemente! Che cosa dir il mio caro Wickham? Era un segreto cos importante! - Se era un segreto cos importante, - disse Jane, - non dire una parola di pi. Puoi star sicura che non ti chiederemo nulla in proposito. - Oh, certo, - disse Elizabeth, bench divorata dalla curiosit. - Noi non ti faremo domande. - Grazie, - disse Lydia, - perch se lo faceste, certo vi racconterei tutto, e poi Wickham si infurierebbe con me. Come non cedere alla tentazione? Elizabeth moriva dalla voglia di sapere. Non c'era altro rimedio: si alz e se ne and. Ma era impossibile rimanere all'oscuro riguardo a un argomento del genere; impossibile non cercare di informarsi. Mr Darcy che aveva assistito al matrimonio della sorella! Una cerimonia e delle persone con cui egli non avrebbe mai voluto avere a che fare per niente al mondo! La mente le si riemp delle pi folli e incredibili congetture, ma, per quanto tentasse di trovare una spiegazione plausibile, nessuna era tale da soddisfarla. Quelle che le piacevano di perch mettevano la condotta di lui nella luce migliore, le sembravano addirittura assurde. Impossibile sopportare un'incertezza tanto lancinante; prese un foglio e scrisse poche righe alla zia chiedendole una spiegazione su ci che Lydia aveva accennato, purch fosse compatibile con il segreto che si voleva mantenere. Potete capire facilmente - aggiungeva - con quanta curiosit desideri sapere in quale veste sia venuta fra voi, in un momento simile, una persona che non imparentata con nessuno di noie, in un certo senso, estranea alla famiglia. Vi prego di informarmi subito al riguardo, a meno che non ci siano motivi veramente importanti perch si debba mantenere il segreto che Lydia ritiene necessario; in questo caso, mi sforzer di resistere alla tentazione di sapere. "Il che non significa che ne far a meno", aggiunse fra s mentre finiva di scrivere. E, cara zia, se non sarete voi a dirmelo apertamente, non mi far scrupolo di ricorrere ad astuzie e stratagemmi per scoprirlo. Jane, con il suo delicato senso di discrezione, non os parlare a Elizabeth dell'accenno fatto da Lydia. Elizabeth ne fu felice: preferiva non fare confidenze a nessuno fino a quando non avrebbe ricevuto una risposta a tutte le sue domande.

Capitolo cinquantaduesimo Elizabeth ebbe la soddisfazione di ricevere una prontissima risposta. Non appena le fu consegnata, corse nel boschetto dove era meno probabile che qualcuno potesse interromperla, sedette su una panchina e si prepar alla sua gioia; la lunghezza della lettera le faceva capire che la zia non si era rifiutata di spiegarle che cosa era accaduto. Gracechurch Street 6 settembre Cara nipote, ho ricevuto adesso la tua lettera e dedicher l'intera mattinata a risponderti, perch prevedo che non riuscir a riassumere in breve ci che devo dirti. Devo confessarti che sono sorpresa della tua richiesta; da te non me l'aspettavo. Non pensare, per, che io sia risentita: intendevo soltanto dire

che non immaginavo che avessi bisogno di queste informazioni. Se non riesci a capirmi, perdona la mia indiscrezione. Lo zio rimasto sorpreso quanto me; e nulla, se non la persuasione che tu fossi parte in causa, gli avrebbe consentito di agire come ha agito. Ma se davvero sei all'oscuro di ogni retroscena, dovr essere pi esplicita. Il giorno stesso del mio arrivo da Longbourn, lo zio ricevette una visita del tutto inattesa: si present Mr Darcy e si trattenne a parlare con lui per parecchie ore. Quando arrivai io, era gi tutto concluso; cos la mia curiosit non stata messa a dura prova come la tua. Egli era venuto a dire a mio marito che aveva scoperto dove si trovavano tua sorella e Mr Wickham, che li aveva visti e aveva parlato con entrambi: pi volte con Wickham, una sola volta con Lydia. Da ci che ho potuto capire, era partito dal Derbyshire un giorno dopo di noi ed era venuto in citt con il proposito di rintracciarli. Disse di averlo fatto perch si sentiva responsabile di non aver rivelato la vera natura di Wickham in modo che nessuna ragazza perbene si fidasse o, addirittura, si innamorasse di lui. Con indiscutibile generosit, attribu questa mancanza al suo orgoglio, che lo portava a essere estremamente reticente e a ritenere indegno di s esporre alla gente i suoi affari privati. Reputava, perci, doveroso da parte sua tentare di rimediare a un male causato da lui stesso. Se avesse un altro motivo non lo so, ma, se lo aveva, sono certa che non era tale da disonorarlo. Aveva trascorso parecchi giorni in citt prima di riuscire a rintracciarli; ma, dato che possedeva pi indizi di noi per dirigere le proprie ricerche, aveva deciso di farcene partecipi. Sembra che sia entrata in gioco una donna, una certa Mrs Younge, in passato governante di Miss Darcy, poi licenziata per una grave mancanza che egli non ci ha rivelato. Dopo il licenziamento, ella prese una grande casa in Edward Street e cominci a guadagnarsi da vivere affittando camere. Darcy sapeva che Mrs Younge era molto amica di Wickham; e, appena arrivato in citt, and da lei a chiedergliene notizie. Ci vollero, per, due o tre giorni prima che potesse ottenere quel che desiderava. Immagino che fosse solo una questione di compenso, perch, in realt, Mrs Younge sapeva perfettamente dove si trovava il suo amico e lo avrebbe rivelato solo dietro pagamento di un'adeguata somma. Wickham era andato da lei appena arrivato a Londra, e, se ella avesse avuto camere libere, si sarebbe fermato l con Lydia. Alla fine, per, il nostro cortese amico riusc a ottenere la preziosa informazione. Abitavano in ...Street. Si rec, dunque, da Wickham e insist per parlare con Lydia. Il suo primo intento - cos ha ammesso con lo zio - era quello di persuaderla ad abbandonare la sciagurata posizione e a ritornare dai suoi cari non appena questi fossero disposti ad accoglierla, offrendosi di aiutarla per quanto stava nelle sue possibilit. Ma trov Lydia assolutamente decisa a rimanere dove si trovava. Non le importava nulla dei suoi cari; non voleva nessun aiuto da lui; non voleva sentir parlare di lasciare Wickham, Era certa che, prima o poi, si sarebbero sposati e non le importava quando. Vista la risolutezza di Lydia, egli pens che non restava altro da fare che concludere un rapido matrimonio, il che non era mai stato l'intento di Wickham, come quest'ultimo non fece fatica a rivelargli fin dal primo colloquio. Wickham dichiar che era costretto a lasciare il reggimento a causa di pressanti debiti di gioco e non ebbe alcun scrupolo a far ricadere sulla leggerezza di Lydia tutta la responsabilit della fuga. Intendeva dare immediatamente le dimissioni e, quanto all'avvenire, ne aveva solo una vaga idea. Sarebbe andato da qualche parte, ma non sapeva dove: l'unica cosa che sapeva con assoluta certezza era di non avere alcun mezzo di sostentamento. Mr Darcy gli chiese allora perch non sposava subito tua sorella. Pur non disponendo di grandi risorse, Mr Bennet avrebbe comunque potuto fare qualcosa per lui, e la sua posizione avrebbe tratto vantaggio da questo matrimonio. Da come Wickham rispose a questa domanda, Darcy cap subito che egli nutriva ancora la speranza di far fortuna con un matrimonio migliore in qualche altro luogo. Tuttavia, si trovava in una situazione cos precaria e incerta che non sarebbe stato difficile indurlo a cedere alla tentazione di un aiuto immediato. Si incontrarono varie volte, perch molti erano i dettagli da discutere. Naturalmente Wickham chiedeva pi di quanto potesse avere, ma, alla fine, fu ridotto alla ragione. Stabilita ogni cosa fra loro, il primo passo di Mr Darcy fu quello di recarsi da tuo zio per informarlo al riguardo; venne a Gracechurch Street la sera prima del mio ritorno, ma non lo trov. Seppe, per, che Mr Bennet era ancora a Londra e che

sarebbe partito l'indomani mattina. Reputando tuo padre meno adatto di tuo zio a risolvere una situazione simile, rimand l'incontro al giorno dopo; non lasci detto il suo nome, e, fino all'indomani, si seppe soltanto che era venuto un signore per motivi d'affari. Torn sabato. Tuo padre era partito, tuo zio era in casa, e cos, come ho detto, ebbero un lungo colloquio. Si incontrarono di nuovo domenica, e allora lo vidi anch'io. Le cose furono definite il luned, e subito fu mandato l'espresso a Longbourn. Mr Darcy, per, era molto ostinato. Credo, Lizzy, che, dopo tutto, sia l'ostinazione il suo vero difetto. E stato accusato di molte manchevolezze, ma credo proprio che sia questa l'unica vera. Non si doveva fare nulla che non partisse da lui, per quanto io possa affermare con assoluta sicurezza (e non lo dico per avere dei ringraziamenti, perci non parlarne a nessuno) che tuo zio avrebbe potuto sistemare tutto alla svelta. Discussero della questione a lungo, pi di quanto i due interessati lo meritassero. Ma, alla fine, tuo zio fu costretto a cedere e, invece di potersi rendere effettivamente utile alla nipote, dovette accontentarsi di averne soltanto il merito, il che lo contrariava non poco; credo che la tua lettera di stamane gli abbia fatto molto piacere perch, chiedendo una spiegazione riguardo a ci che era realmente accaduto, gli dava modo di svestire panni non suoi e di attribuire il merito della felice conclusione a chi di dovere. Per, cara Lizzy, devi saperlo solo tu o, al massimo, Jane. Sai benissimo, credo, quanto stato fatto per i due ragazzi. I debiti di lui, che ritengo ammontino a molto pi di mille sterline, saranno pagati; altre mille sterline saranno intestate a lei in aggiunta al suo patrimonio, e, inoltre, stato acquistato il brevetto. Il motivo per cui Mr Darcy ha voluto fare tutto questo da solo quello che ti ho esposto sopra. Attribuiva a s, al proprio riserbo e alla mancanza del giusto interessamento da parte sua il fatto che Wickham non fosse stato compreso per quello che realmente era e che, di conseguenza, fosse stato accolto e trattato con una cortesia e una fiducia che non meritava. Forse in tutto ci c' qualcosa di vero, per quanto io metta in dubbio che il suo riserbo o quello di chiunque altro possano essere responsabili dell'accaduto. In ogni caso, malgrado le belle parole, cara Lizzy, puoi essere assolutamente certa che lo zio non avrebbe mai ceduto se non avessimo pensato che a indurre Mr Darcy a occuparsi di questa faccenda fosse stato ben altro interesse. Quando tutto fu risolto, torn dagli amici a Pemberley, con l'intesa che sarebbe rientrato a Londra per il matrimonio e per sistemare le ultime questioni finanziarie. Ora credo di averti raccontato ogni cosa. A quanto mi dici, queste notizie ti sorprenderanno molto; spero almeno che non ti dispiaceranno. Lydia verr a stare da noi, e Wickham ebbe libero accesso alla casa. Egli si comport esattamente come lo avevo visto fare nell'Hertfordshire; ma, quanto a Lydia, la sua condotta durante la permanenza qui in casa mia fu per me motivo di grande dispiacere, e ti assicuro che avrei fatto a meno di parlartene se, dalla lettera che Jane mi ha scritto mercoled scorso, non avessi capito che, dopo il suo ritorno a Longbourn, si comportata nell'identica maniera; se adesso te ne parlo, perch so che non pu causarti un nuovo dolore. Ho sprecato parole su parole per farle capire, con la massima seriet, il male che aveva fatto e l'infelicit che aveva recato alla sua famiglia. Se ha sentito ci che dicevo, stato per puro caso, perch sono certa che non mi ascoltava. Qualche volta, devo ammetterlo, il suo atteggiamento mi esasperava, ma allora pensavo alle mie care Elizabeth e Jane e, per amor loro, cercavo di essere paziente. Mr Darcy torn per il matrimonio e, come Lydia ti ha detto, assist alla cerimonia. L'indomani ha pranzato con noi e mercoled o gioved sarebbe ripartito da Londra. Sarai in collera con me, cara Lizzy, se colgo questa occasione per dirti (cosa che non ho mai osato fare prima) che Mr Darcy mi piace molto? Con noi si dimostrato, sotto ogni punto di vista, cordiale e simpatico come nel Derbyshire. Mi piacciono il suo buon senso e il suo modo di pensare; non gli manca che un po' di vivacit, ma non credo sia un grosso problema: se trova la compagna ideale, potr essere lei a supplire a questa sua piccola mancanza. Mi ha dato l'impressione di essere una persona estremamente riservata; non ha quasi fatto il tuo nome. Ma che dire? La riservatezza oggigiorno di moda. Perdonami se mi sono presa troppa libert, o, per lo meno, non punirmi escludendomi l'accesso a Pemberley. Non sar veramente felice finch non avr fatto il giro di tutto il parco. Un piccolo phaeton con un paio di bei ponies proprio quello che ci vorrebbe. Ora ti lascio. I bambini mi reclamano con grande insistenza. Tua affezionatissima

M. Gardiner Il contenuto di questa lettera gett Elizabeth in uno stato di grande agitazione: difficile decidere se prevalesse la gioia o il dolore. Le vaghe supposizioni formulate riguardo a ci che Mr Darcy poteva aver fatto per favorire il matrimonio della sorella, - supposizioni che aveva ritenuto azzardate perch mostravano una generosit troppo grande per essere verosimile, e, al tempo stesso, che aveva temuto di trovare fondate per la pena che le avrebbe provocato il sentirsi obbligata, da un inestinguibile debito di riconoscenza, nei suoi confronti - sembravano ora confermate al di l di ogni plausibile dubbio. Di proposito Darcy aveva seguito Wickham e Lydia in citt; di proposito aveva preso su di s tutto il disturbo di una ricerca tanto pi umiliante perch lo aveva costretto a rivolgersi a una donna che odiava e disprezzava con tutto il cuore e a incontrare - e incontrare spesso - l'uomo che pi di ogni altro aveva sempre desiderato evitare, e di cui considerava un castigo anche solo doverne pronunciare il nome; non solo lo aveva incontrato, ma aveva anche parlato con lui, aveva contrattato, tentato il possibile per convincerlo e, infine, lo aveva corrotto. Aveva fatto tutto ci per una ragazza per cui non provava n simpatia n stima. Il cuore le sussurrava che, in realt, lo aveva fatto per lei, ma questa speranza fu presto repressa da altre considerazioni; e le ci volle poco per capire che nemmeno la sua vanit avrebbe potuto illuderla che l'amore di lui - e amore poi per chi? per una donna che lo aveva respinto! - fosse tale da fargli vincere un sentimento cos forte e naturale come l'orrore all'idea di imparentarsi con Wickham. Cognato di Wickham! Qualunque orgoglio si sarebbe ribellato a una simile prospettiva. Certo egli aveva fatto molto. Se solo pensava quanto, Elizabeth se ne vergognava. Ma aveva giustificato il suo intervento con una motivazione pi che plausibile. Era logico che capisse di essere nel torto; era generoso e aveva i mezzi per esserlo; e, pur non considerando se stessa il principale movente della sua condotta, Elizabeth non faceva fatica a credere che quel po' di simpatia che gli era rimasta per lei aveva potuto comunque spingerlo ad abbracciare una causa spiacevole come quella, tanto pi spiacevole e spinosa perch arrivava a turbare la tranquillit della sua stessa esistenza. Era penoso, terribilmente penoso, sapere che dovevano tanta gratitudine a una persona che non avrebbero mai potuto ripagare in alcun modo. La riabilitazione di Lydia, la sua posizione, tutto era dovuto a lui. Oh, quanto amaramente rimpiangeva l'aspra antipatia che aveva provato nei suoi confronti, le frecciate che non aveva mai perso occasione di rivolgergli. Era umiliata di s, ma orgogliosa di lui: orgogliosa che, in un caso di generosit e di onore, avesse lasciato trionfare i suoi sentimenti migliori. Rilesse pi e pi volte l'elogio fatto dalla zia. Era breve, forse sin troppo, ma le faceva comunque piacere, come le faceva piacere, sebbene non riuscisse a liberarsi da un profondo rimpianto, vedere che gli zii erano fermamente convinti che tra Mr Darcy e lei continuasse un rapporto di affetto e fiducia. L'improvviso arrivo di qualcuno la distolse dai suoi pensieri e la fece alzare dalla panchina; prima di riuscire a eclissarsi, imboccando un altro sentiero, fu raggiunta da Wickham. - Interrompo una passeggiata solitaria, cara cognata? - le chiese avvicinandosi. - S, - rispose Elizabeth con un sorriso, - ma questo non significa che l'interruzione non sia gradita. - Mi dispiacerebbe davvero tanto se non lo fosse. Siamo sempre stati buoni amici e ora lo siamo pi che mai. - Certo. E gli altri dove sono? Non vengono? - Non lo so. Mrs Bennet e Lydia vanno in carrozza a Meryton. cos, cara cognata, ho saputo dagli zii che avete visitato Pemberley. Elizabeth rispose di s. - Quasi quasi vi invidio, e, se non lo ritenessi cos penoso per me, mi fermerei anch'io, andando a Newcastle. E suppongo abbiate conosciuto la vecchia governante. Povera Reynolds, mi ha sempre voluto tanto bene. Ma, naturalmente, non vi ha fatto il mio nome. - S che lo ha fatto. - E che cosa ha detto? - Che eravate entrato nell'esercito e temeva che foste... finito male. Quando si vive cos distanti, sapete, inevitabile che le cose vengano riferite in modo inesatto.

- Certo, - rispose Wickham mordendosi il labbro. Elizabeth sper di averlo messo a tacere, ma, poco dopo, egli osserv: - Mi ha stupito vedere Darcy a Londra il mese scorso. Ci siamo incontrati parecchie volte. Mi chiedo che cosa avesse da fare in citt. - Forse sta organizzando il suo matrimonio con Miss De Bourgh, - disse Elizabeth. - Deve essere qualcosa di molto importante, altrimenti non si tratterrebbe in citt in questa stagione. - Indubbiamente. Lo avete incontrato mentre eravate a Lambton? Mi parso di capire dai signori Gardiner che lo avete visto. - S; ci ha presentato a sua sorella. - E vi piace? - Moltissimo. - Effettivamente ho sentito dire che migliorata molto in questi ultimi due anni. L'ultima volta che la vidi non prometteva bene. Sono davvero contento che vi sia piaciuta. Spero che abbia un futuro radioso. - Sono certa che lo avr; ha superato l'et critica. - Siete andata nel villaggio di Kympton? - Non ricordo. - Ve ne parlo perch il beneficio ecclesiastico che avrei dovuto avere. Un posto incantevole! Una magnifica parrocchia! Per me sarebbe stata una sistemazione conveniente sotto ogni punto di vista. - Vi sarebbe piaciuto far prediche? - Moltissimo. Lo avrei considerato parte del mio dovere e sono sicuro che non mi sarebbe costato alcuna fatica. Non bisognerebbe mai avere rimpianti, lo so, ma certo sarebbe stato cos bello. La quiete e il raccoglimento di una vita simile avrebbero esaudito tutti i miei desideri di felicit. Ma era destino che non andasse cos. Non avete mai sentito Darcy accennare alla cosa, quando eravate nel Kent? - Ho saputo da fonti che ritengo estremamente sicure che il beneficio vi era stato lasciato solo a certe condizioni e a discrezione dell'attuale proprietario. - Vi hanno detto cos? S, pi o meno andata in questo modo; ve ne parlai sin dapprincipio, ricordate? - Ho saputo, inoltre, che c' stato un periodo di tempo in cui il far prediche non era di vostro gusto come pare lo sia diventato adesso, e che, avendo voi dichiarato esplicitamente non voler prendere gli ordini, la faccenda venne sistemata di conseguenza e di comune accordo tra le parti. - Oh, anche in questo c' un certo fondo di verit. Ricordate ci che vi dissi in proposito la prima volta che ne parlammo? Erano giunti quasi alla porta di casa, perch Elizabeth aveva camminato in fretta per sbarazzarsi di lui; e, non volendo per amore di sua sorella provocarlo, si limit a rispondergli con un sorriso benevolo: - Via, Mr Wickham, sapete bene che siamo cognati. Non bisticciamo sul passato. In avvenire, spero che ci troveremo sempre d'accordo. Gli tese la mano ed egli la baci con galanteria affettuosa, pur non sapendo che atteggiamento adottare; poi entrarono in casa.

Capitolo cinquantatreesimo Mr Wickham fu cos soddisfatto dall'esito di questa conversazione che non si prese mai pi il disturbo di tornare sull'argomento, n indusse la cara cognata Elizabeth a farlo; ella fu lieta di constatare che aveva detto abbastanza da metterlo a tacere. Presto giunse il giorno della partenza degli sposi, e Mrs Bennet fu costretta a rassegnarsi a una separazione che si prospettava di un anno almeno, dato che il marito non aveva assolutamente approvato la sua proposta di andare tutti a Newcastle.

- Oh, cara Lydia, - esclam, - quando ci rivedremo? - Signore! Non lo so. Forse tra due o tre anni. - Scrivimi spesso, cara. - Pi spesso che posso. Ma sapete bene che, quando si sposate, resta poco tempo per scrivere. Potranno scrivermi le mie sorelle. Non hanno altro da fare. Il commiato di Mr Wickham fu molto pi affettuoso di quello di sua moglie. Sorrideva, aveva un bellissimo aspetto e diceva cose estremamente gentili. - E il pi bel tipo che abbia mai conosciuto, - osserv Mr Bennet appena furono partiti. - Fra sorrisetti e moine, ci fa la corte a tutti. Sono straordinariamente orgoglioso di lui. Sfido persino sir William Lucas a tirar fuori un genero pi decorativo. La partenza di Lydia rese Mrs Bennet infelice per parecchi giorni. - Credo, - disse, - che non ci sia nulli di pi triste del separarsi da una persona cara. Ci si sente cos sperduti. - la conseguenza di avere una figlia sposata, - disse Elizabeth. - Ci dovrebbe farvi rallegrare di pi del fatto che le altre non lo siano ancora. - Non si tratta di questo. Lydia non mi lascia perch si sposata, ma perch il reggimento di suo marito lontano.. Se fosse stato pi vicino, non se ne sarebbe andata tanto presto. La malinconia in cui la cosa l'aveva gettata fu presto alleviata, e il suo animo si riapr alla speranza, grazie a una notizia che cominci a circolare. La governante di Netherfield aveva avuto ordine di prepararsi ad accogliere il padrone, che sarebbe arrivato tra un paio di giorni e si sarebbe trattenuto qualche settimana per andare a caccia. Mrs Bennet era sulle spine. Guardava Jane, sorrideva e scuoteva il capo. - Bene, bene, e cos Mr Bingley sta per arrivare, sorella mia, - (perch fu Mrs Philips a portarle la notizia). - Tanto meglio. Non che me ne importi molto. Sai perfettamente che non ha niente a che fare con noi, e certo non intendo rivederlo. In ogni caso, venga pure a Netherfield, se gli piace. E chiss che cosa accadr? Ma questo non ci riguarda. Ti ricordi che decidemmo di non parlarne mai pi? Allora, che si dice in giro? E proprio sicuro che arrivi? - Sicurissimo, - rispose Mrs Philips, - perch Mrs Nicholls venuta a Meryton ieri sera; l'ho vista passare e sono uscita apposta per informarmi: mi ha confermato tutto. Arriver, al pi tardi, gioved e forse, addirittura, mercoled. Mrs Nicholls stava andando dal macellaio per ordinare la carne per mercoled e ha comprato tre coppie di anatre bell'e pronte per essere ammazzate. Jane non pot apprendere la notizia senza cambiare colore. Da molti mesi non faceva il suo nome con Elizabeth; ma, ora, non appena rimasero sole, disse: - Lizzy, ho visto che oggi mi guardavi, quando la zia ci ha riferito che Mr Bingley arrivava, e so che sono apparsa turbata; ma non credere che dipenda da sciocche illusioni. Ero soltanto imbarazzata perch sapevo che tutti mi avrebbero guardata. Ti assicuro che la notizia non mi da n gioia n dolore. Sono lieta, per, di una cosa, e, cio, che egli venga solo; perch, cos, avremo meno occasione di vederlo. Non che abbia paura per me, ma mi spaventano i commenti della gente. Elizabeth non sapeva che cosa pensare. Se non lo avesse incontrato nel Derbyshire, lo avrebbe ritenuto capace di venire solo ed esclusivamente per il motivo ufficiale, e, cio, per la caccia, ma lo aveva incontrato e, da quell'incontro, aveva ricavato la convinzione che egli nutrisse ancora una spiccata simpatia per Jane: ci che non sapeva era se venisse con il permesso dell'amico, ipotesi questa pi probabile, o se fosse cos audace da azzardarsi a venire senza. "Certo che seccante, - si trovava qualche volta a pensare, - che questo poveretto non possa venire in una casa di cui paga regolarmente l'affitto senza sollevare tante inutili considerazioni. Io lo lascer in pace". Malgrado ci che la sorella dichiarava e credeva effettivamente di provare, Elizabeth non ebbe difficolt ad accorgersi che era turbata dall'inaspettato arrivo di Bingley. Molto di pi di quanto non l'avesse mai vista prima. L'argomento, un anno prima motivo di tante discussioni fra i genitori, torn ora a riemergere. - Naturalmente, caro, - disse Mrs Bennet, - appena Mr Bingley arriva, tu andrai a trovarlo.

- No, no. Mi hai costretto a fargli visita l'anno scorso e mi hai promesso che, se fossi andato a trovarlo, avrebbe sposato una delle mie figlie. Invece finito tutto in un bel niente di fatto, e io non voglio tornare a fare la figura dello scemo. La moglie gli dimostr come andare a trovare Bingley al suo arrivo a Netherfield fosse un dovere irrinunciabile per ogni vicino degno di questo nome e soprattutto per lui. - un'etichetta che non approvo, - rispose il marito. - Se gli piace tanto la nostra compagnia, che venga a cercarsela. Sa perfettamente dove abitiamo. Non voglio perdere il mio tempo a correre dietro ai vicini ogni volta che arrivano e partono. - Beh, tutto quello che so io che, se non vai a trovarlo, commetterai una villania abominevole. In ogni caso, ci non mi impedir di invitarlo a pranzo: sono assolutamente decisa. Presto verranno Mrs Long e i Goulding e, dato che cos saremo in tredici, ci andr benissimo averlo come quattordicesimo. Confortata da questa decisione, riusc a sopportare meglio la scortesia del marito, bench si sentisse comunque molto umiliata dal pensiero che, grazie all'ostinato rifiuto di Mr Bennet, tutti i vicini avrebbero avuto modo di vedere Mr Bingley prima di loro. - Incomincia a dispiacermi che venga, - disse Jane alla sorella. - Non che me ne importi qualcosa; so che quando lo vedr riuscir a mantenermi calma e assolutamente indifferente, ma non posso sopportare di sentirne parlare in continuazione. La mamma ha le migliori intenzioni; purtroppo non capisce, nessuno pu capire, quanto soffro per quello che dice. Che giorno felice sar per me quello in cui se ne andr da Netherfield! - Vorrei poterti dire qualcosa per consolarti, - rispose Elizabeth, - ma non so proprio che cosa. Sono sicura che te ne rendi conto; e, oltretutto, non posso neanche esortarti ad avere pazienza, perch ne hai sin troppa. Mr Bingley arriv. Grazie ai domestici, Mrs Bennet riusc a impadronirsi della notizia per prima, e, in questo modo, la sua inquietudine e il suo nervosismo cominciarono pi presto del dovuto. Contava i giorni che sarebbero passati prima di poter fare l'invito, dato che non aveva alcuna speranza di incontrarlo nel frattempo. La terza mattina dopo il suo arrivo a Netherfield, lo vide, per, apparire a cavallo nel viale e dirigersi verso la loro casa. Preda di una gioia irrefrenabile, rese subito le figlie partecipi del suo grande entusiasmo per quella visita del tutto inaspettata, anzi, le esort a condividerlo con calore. Jane rimase risolutamente dov'era, vicino al tavolo; Elizabeth, per accontentare la madre, and alla finestra, guard fuori, vide con lui Mr Darcy e torn a sedere accanto alla sorella. - C' un signore che lo accompagna, mamma, - disse Kitty, - chi pu essere? - Un amico, cara, suppongo; non lo so proprio. - Oh, - continu Kitty, - pare proprio quel tale che era sempre con lui l'anno scorso. Come si chiama... quell'individuo alto e superbo. - Buon Dio! Mr Darcy! E, a quanto vedo, non ha perso neanche un briciolo della sua superbia. Beh, superbo o no, qualsiasi amico di Mr Bingley sempre il benvenuto in casa nostra; anche se quel tipo non posso proprio sopportarlo. Jane diede un'occhiata sorpresa e preoccupata a Elizabeth. Sapeva ben poco del loro incontro nel Derbyshire e, perci, partecipava all'imbarazzo che doveva provare la sorella nel rivederlo, per cos dire, per la prima volta dopo quella dolorosa lettera di spiegazione. Jane ed Elizabeth erano entrambe molto a disagio. Erano cos preoccupate l'una per l'altra e, naturalmente, ciascuna cos preoccupata per s, che la madre parlava della sua antipatia per Mr Darcy e del suo proposito di accoglierlo cortesemente solo in quanto amico di Mr Bingley, senza che le figlie la ascoltassero. Ma Elizabeth aveva ben altri motivi di turbamento, motivi che non potevano essere sospettati da Jane, alla quale non aveva mai avuto il coraggio di mostrare la lettera di Mrs Gardiner e nemmeno di confidare il mutamento dei propri sentimenti nei confronti del giovane gentiluomo. Per Jane, Darcy non era altro che un pretendente respinto dalla sorella e del quale questa non aveva apprezzato i meriti; per Elizabeth, per, al corrente di molte pi cose, egli era la persona a cui l'intera famiglia doveva il pi grande dei favori, la persona che ella ora considerava con un interesse, se non

altrettanto tenero, almeno altrettanto ragionevole e giusto di quello che Jane provava per Bingley. Il suo stupore per l'improvvisa e inaspettata venuta di Darcy a Netherfield, e da Netherfield, addirittura a Longbourn, dove si recava di sua spontanea volont, era quasi pari a quello che aveva provato a Pemberley nel constatare quanto fosse cambiato nel contegno e nei modi. Il colore, che era scomparso dal suo volto, torn per un attimo a illuminarlo accrescendone lo splendore, e un sorriso di gioia le accese gli occhi mentre pensava che l'affetto e i desideri di lui erano rimasti immutati; ma non voleva illudersi. "Meglio vedere prima come si comporta, - pens; c' sempre tempo per le illusioni". Si dedic attenta al suo lavoro, sforzandosi di mantenersi calma e di concentrarsi su ci che stava facendo, finch l'ansia della curiosit non le fece alzare gli occhi e guardare il viso della sorella. La cameriera si stava avvicinando alla porta. Jane era un po' pi pallida del solito, ma pi tranquilla di quanto Elizabeth si aspettasse. Quando i due amici comparvero, Jane arross leggermente, ma li accolse con bastante disinvoltura e con un contegno perfetto, privo tanto di risentimento quanto di eccessiva compiacenza. Elizabeth disse il necessario per non sembrare scortese e torn al suo lavoro con inconsueta alacrit. Le era bastato lanciare soltanto uno sguardo fugace a Darcy per capire che egli, avvolto nella solita aria di seriet, era pi simile al Darcy che aveva conosciuto nell'Hertfordshire che a quello che aveva avuto modo di vedere a Pemberley. Forse era a causa di Mrs Bennet; forse, in sua presenza, non riusciva a mostrare quella spontaneit e quella gentilezza che lo avevano reso coli simpatico agli occhi dei signori Gardiner. Cosa triste, ma non improbabile. Aveva guardato anche Bingley per un momento e lo aveva visto felice, ma, al tempo stesso, imbarazzato. Era stato accolto da Mrs Bennet con un entusiasmo che aveva fatto vergognare le figlie, soprattutto per l'evidente contrasto con l'inchino e il freddo saluto di circostanza,riservati a Darcy. Elizabeth che era l'unica a sapere come la madre dovesse ringraziare proprio lui se la figlia preferita era stata salvata da un irrimediabile disonore, si sent particolarmente offesa e rattristata da tanta mancanza di riguardo nei confronti di chi meritava, invece, ogni gratitudine. Darcy, dopo averle chiesto come stavano i signori Gardiner, domanda alla quale ella non seppe rispondere senza imbarazzo, quasi non apr pi bocca. Non si era seduto vicino a lei, e forse questo spiegava il suo silenzio; ma perch comportarsi cos? Nel Derbyshire aveva avuto un atteggiamento completamente diverso: quando non aveva potuto parlare con lei, aveva parlato con i suoi cari. Ora, invece, passavano interi minuti senza che si sentisse il suono della sua voce; e, ogni volta che Elizabeth, incapace di resistere alla curiosit, sollevava gli occhi verso di lui, lo trovava intento a guardare tanto Jane quanto lei e spesso, addirittura, a fissare il pavimento. Si vedeva chiaramente che era pi pensieroso e meno ansioso di rendersi simpatico dell'ultima volta che si erano incontrati. Elizabeth era delusa e arrabbiata con se stessa per essersi lasciata trasportare da facili illusioni. "Che cos'altro potevo aspettarmi? - pensava. - Niente di niente. Ma, allora, perch venuto?". Non desiderava parlare con altri che con lui; e a lui non aveva quasi il coraggio di rivolgere la parola. Gli chiese notizie della sorella, e fu tutto quello che riusc a fare. - E un bel pezzo, Mr Bingley che ve ne siete andato, - osserv Mrs Bennet. Egli ne convenne. - Cominciavo ad aver paura che non sareste pi tornato. Si diceva in giro che avevate intenzione di abbandonare definitivamente la casa per San Michele, ma spero che non sia vero. Tante cose sono cambiate da queste parti, da quando siete partito. Mrs Lucas si sposata, e cos pure una delle mie figlie. Immagino che ne abbiate sentito parlare: dovete certo averlo letto sul giornale. So che uscito sul "Times" e sul "Courier"; ma non stato riportato come si doveva. C'era scritto soltanto: "Recenti: Georges Wickham si unito in matrimonio con Miss Lydia Bennet", senza nemmeno il pi piccolo accenno al padre, o all'abitazione della sposa o ad altro. E pensare che stato mio fratello a scrivere l'annuncio! Mi chiedo come abbia potuto combinare una sciocchezza simile. Lo avete visto?

Bingley rispose di s e si congratul. Elizabeth non os alzare gli occhi; dunque non vide l'espressione sul viso di Darcy. - Certo magnifico avere una figlia ben sistemata, - continu la madre; - ma, al tempo stesso, Mr Bingley, duro doverne sopportare la lontananza. Sono andati a Newcastle, una citt piuttosto a Nord, pare, e devono rimanerci non so per quanto tempo. Il reggimento di Wickham lass; perch immagino abbiate saputo che ha lasciato il ...shire ed entrato nell'esercito regolare. Grazie al cielo ha molti amici, bench, forse, non quanti ne meriterebbe. Elizabeth, che capiva come l'allusione fosse diretta a Mr Darcy, si vergogn a tal punto da non sapere pi dove stare. Da questa vergogna e dalla profonda umiliazione per il contegno della madre trasse, per, la forza di parlare, cosa che fino a quel momento non era riuscita a fare in alcun modo; si rivolse a Bingley e gli chiese se intendeva trattenersi per un po' in campagna. Qualche settimana, le fu risposto. - Quando avrete ucciso tutta la vostra selvaggina, Mr Bingley, - lo esort la madre, - venite pure a cacciare nella tenuta di mio marito. Sono certa che ne sar felicissimo e che terr in serbo per voi le covate migliori. Davanti a una premura tanto inutile quanto artefatta, Elizabeth sprofond in un abisso di vergogna e desolazione. Se solo ci fosse stata la pur flebile speranza di veder rinascere le illusioni di un anno prima, a che cosa si sarebbe arrivati? A niente. Sarebbero rimaste soltanto illusioni. In quel momento sent che neppure anni di felicit avrebbero potuto ripagare Jane e lei di tanto penoso imbarazzo. "L'unica cosa che desidero veramente, - disse fra s, - di non rivederli mai pi. Il piacere che pu procurarci la loro compagnia non riuscir mai a compensare la vergogna e la disperazione di simili momenti. Signore, fa' che il mio desiderio venga esaudito!". Il dolore per il profondo imbarazzo di quella situazione fu, per, a poco a poco alleviato dalla consapevolezza che la bellezza di Jane stava riaccendendo l'ammirazione di Bingley. Appena entrato, egli non le aveva rivolto che poche parole; ma, attimo dopo attimo, era stato catturato dal suo aspetto e dal suo modo di fare, completamente assorbito dal suo fascino. La trovava bella come l'anno prima e altrettanto dolce e spontanea, anche se, forse, meno loquace ed espansiva. Jane, ansiosa di non mostrarsi diversa da quello che era sempre stata e convinta di parlare come aveva sempre fatto, era, in effetti, troppo presa dai suoi pensieri e dalla sua agitazione per accorgersi di quanto spesso rimanesse in silenzio. Nel momento in cui i due amici si alzarono per andarsene, Mrs Bennet, fedele ai propri progetti, li invit a pranzo per uno dei giorni seguenti. - Siete in debito con me, Mr Bingley, ricordate? - aggiunse. - Prima di partire, l'inverno scorso, mi avevate promesso che, al vostro ritorno, sareste venuto a pranzo da noi. Un pranzo qualsiasi, niente di che, come uno di famiglia. Non l'ho dimenticato, vedete? E vi assicuro che sono stata molto delusa quando ho capito che non avreste mantenuto la vostra promessa. Bingley, preso alla sprovvista, mormor confuso quanto fosse dispiaciuto di non aver potuto tenere fede al proprio impegno. Era stato per motivi di affari, specific. Poi si accommiat. A dire il vero, Mrs Bennet avrebbe voluto invitarli a pranzo quello stesso giorno, ma, ansiosa com'era di non sfigurare, aveva pensato che la sua tavola, bench sempre ben imbandita, non sarebbe stata all'altezza della grande occasione: erano necessarie almeno due portate per conquistare un uomo su cui riponeva tante luminose speranze e appagare l'appetito e l'orgoglio di un altro che, per quanto antipatico, aveva pur sempre una rendita di diecimila sterline all'anno.

Capitolo cinquantaquattresimo Non appena se ne furono andati, Elizabeth usc per ritrovare la sua serenit o, meglio, per riflettere senza essere disturbata sui fatti che quella serenit oscuravano. Il contegno di Mr Darcy la stupiva e la irritava.

"Perch mai venuto, - pens, - se poi rimasto in silenzio, sempre serio e del tutto indifferente?". Per quanto tentasse, non riusc a trovare una risposta soddisfacente. "Con gli zii, in citt, ha pur continuato a mostrarsi gentile e affabile; perch con me no? Se ha paura di me, perch viene? Se non gli importa pi di me, perch tace? Che uomo incomprensibile! Non voglio pi pensare a lui". La sua risoluzione fu, malgrado tutto, di breve durata; dopo qualche minuto arriv, infatti, Jane con aria raggiante: la visita l'aveva soddisfatta molto di pi di quanto non avesse soddisfatto la sorella. - Ora che l'ho rivisto, - disse, - mi sento perfettamente a mio agio. Ho messo alla prova la mia forza e posso affermare con sicurezza che non sar mai pi in imbarazzo davanti a lui. Sono contenta che venga a pranzo marted, cos tutti potranno constatare che ci comportiamo come due conoscenti qualunque, non legati da nient'altro che da una pura e semplice amicizia. - S, proprio una pura e semplice amicizia, - disse Elizabeth ridendo. - Oh, Jane stai attenta. - Cara Lizzy, non mi crederai cos debole da espormi di nuovo a un qualche pericolo. - Il pericolo pi grande a cui ti stai esponendo quello di farlo innamorare alla follia. Non rividero i due amici fino a marted, e, nel frattempo, Mrs Bennet si abbandon a tutti i rosei progetti che la solita affabile cortesia di Bingley aveva ridestato in lei in quella mezz'ora di visita. Il marted fu giorno di grande ricevimento a Longbourn; i due invitati pi attesi fecero onore alla loro puntualit arrivando abbondantemente per tempo. Quando entrarono in sala da pranzo, Elizabeth osserv Bingley: si sarebbe seduto nello stesso posto di tutti i ricevimenti passati, e, cio, vicino a Jane? Con grande accortezza, Mrs Bennet, spinta dallo stesso pensiero, si guard bene dall'invitarlo accanto a s. Dapprima, Bingley sembr esitare, ma poi bast che Jane si guardasse intorno sorridendo, perch egli decidesse di sedersi al suo fianco. Elizabeth, esultante, lanci un'occhiata a Mr Darcy, che sembr reagire con nobile indifferenza; se non fosse stato per il fatto che gli occhi di lui erano rivolti all'amico con un'espressione di divertita preoccupazione, ella avrebbe di certo pensato che Bingley avesse ottenuto da Darcy il permesso di essere felice. L'atteggiamento che Bingley ebbe con Jane durante il pranzo rivel un'ammirazione che, per quanto pi prudente rispetto al passato, convinse Elizabeth di una cosa: se egli fosse stato completamente libero di scegliere, la felicit di Jane e la sua non avrebbero incontrato pi alcun ostacolo sulla via della realizzazione. Pur non osando farsi delle illusioni in proposito, se ne compiacque e cerc di trarne un po' di brio, dato che non era molto di buon umore. Mr Darcy era seduto quasi all'altra estremit del tavolo, vicino a Mrs Bennet. Elizabeth sapeva quanto poco gradita la cosa fosse per entrambi. Non era abbastanza vicina da sentire ci che si dicevano, ma vedeva benissimo che si parlavano molto raramente e con estrema freddezza e formalit. La scortesia della madre rendeva pi penosa la consapevolezza di quello che gli dovevano; e, talvolta, avrebbe dato qualunque cosa pur di riuscire a dirgli che tutta la famiglia lo apprezzava e gli era immensamente grata per la sua bont. Sperava che la serata le avrebbe prima o poi fornito l'occasione per avvicinarsi a lui; che quella visita non sarebbe finita senza dar loro l'opportunit di parlarsi pi a fondo dei semplici convenevoli scambiati al suo arrivo. Dopo il pranzo, ansiosa e a disagio, attese con tanta trepidazione di vedere apparire i due amici in salotto che quegli interminabili momenti le parvero di una monotonia cos insopportabile da renderla quasi scortese. Spi la porta aspettando il loro ingresso nella stanza affollata come l'evento da cui sarebbe dipesa ogni sua possibilit di gioia per il resto della serata. "Se non viene a cercarmi, - pensava, - rinuncio a lui per sempre". I due amici entrarono; per un attimo le sembr che egli avrebbe esaudito ogni suo desiderio; ma, ahim, le signore si erano accalcate cos numerose intorno alla tavola, dove Jane preparava il t ed Elizabeth versava il caff, che non era rimasto pi un solo posto libero. Quando i due amici si avvicinarono, una delle ragazze le si accost ancora di pi e le sussurr: - Gli uomini non ci separeranno. Noi non li vogliamo, vero?

Darcy si diresse verso un altro punto della stanza. Ella lo segu con gli occhi invidiando tutti coloro a cui rivolgeva la parola, senza quasi riuscire a servire il caff; si infuri con se stessa per essere tanto stupida. "Un uomo che ho respinto! Come posso essere cos stupida da pretendere che mi parli di nuovo del suo amore? Esiste mai un uomo che desideri mostrarsi tanto debole da fare una seconda offerta alla stessa donna? Nessuna umiliazione potrebbe essere pi offensiva per la sua sensibilit". Si sent un po' meglio, per, quando Darcy le riport di persona la tazza da caff; allora colse l'occasione per chiedergli: - Vostra sorella ancora a Pemberley? - S, vi rimarr fino a Natale. - Ed sola? I suoi amici sono gi partiti tutti? - E con Mrs Annesley. Gli altri sono andati a passare a Scarborough queste tre settimane. Non riusc a pensare ad altro da dirgli; ma pens che, se davvero avesse desiderato chiacchierare con lei, Darcy non avrebbe di certo faticato a trovare un qualche argomento. Invece le rimase accanto, per qualche minuto, in silenzio; e, in silenzio, quando la stessa ragazza di prima torn a sussurrarle qualcosa, si allontan. Sparecchiata la tavola del t e preparati i tavolini da gioco, le signore si alzarono, ed Elizabeth preg tra s che egli le venisse vicino. Ogni sua preghiera fu, per, inutile: Mrs Bennet cercava giocatori per il whist, e Darcy fin inesorabilmente per caderne vittima. Poco dopo egli sedette al whist, ed Elizabeth cap allora di non avere pi niente di cui illudersi. Per tutta la serata sarebbero rimasti confinati a tavolini diversi, e non le rimaneva altro da sperare che di vederlo volgere gli occhi nella sua direzione cos spesso da farlo giocare male quanto lei. Mrs Bennet aveva pensato di invitare i due amici a trattenersi anche per la cena; sfortunatamente, per, la loro carrozza fu ordinata prima di tutte le altre, ed ella non ebbe la possibilit di farlo. - Beh, ragazze, - disse appena rimasero sole, - che ne dite di questa giornata? A me pare che ogni cosa sia andata per il meglio. Il pranzo riuscito alla perfezione. La cacciagione era cotta a puntino, e tutti hanno detto di non aver mai visto un cosciotto cos grasso. La minestra era cinquanta volte migliore di quella che abbiamo mangiato dai Lucas la settimana scorsa, e perfino Mr Darcy ha riconosciuto che le pernici erano ben cucinate - e si che lui se ne intende: avr almeno almeno due o tre cuochi francesi! E, cara Jane, quanto a te, non ti ho mai vista cos bella. Lo ha detto anche Mrs Long, quando le ho chiesto che cosa ne pensava. E indovina un po'? Ha aggiunto: "Ah, Mrs Bennet finiremo per vederla presto a Netherfield!" Sono state proprio queste le sue parole. Mrs Long davvero la pi brava creatura del mondo e ha delle nipoti cos graziose e ben educate, che, anche se non sono per niente belle, mi piacciono davvero molto. Mrs Bennet era, insomma, al settimo cielo. Il modo di fare di Bingley con Jane l'aveva convinta che si sarebbero presto sposati, e, in questo stato di totale esaltazione, le sue speranze in un futuro radioso per tutta la famiglia furono cos eccessive che ne ricav una cocente delusione quando, l'indomani, non lo vide arrivare per chiedere Jane in sposa. - stata una bella giornata, - disse Jane a Elizabeth. - La compagnia sembrava cos ben assortita e affiatata. Spero che ci rivedremo spesso. Elizabeth sorrise. - Lizzy, hai torto. Non devi sospettare di me. Mi mortifichi. Ti assicuro che ora ho imparato a godere della sua compagnia come quella di un qualsiasi altro giovanotto simpatico e intelligente, senza desiderare altro. Sono perfettamente convinta, dal suo modo di fare, che non il mio amore che cerca. Non l'ha mai cercato. Ha soltanto pi fascino e pi affabilit di qualunque altro uomo, e questo spiega tutto. - Sei proprio crudele, - l'ammoni la sorella. - Non vuoi lasciarmi sorridere e non fai che provocarmi. - Com' difficile, certe volte, farsi credere. - E com' impossibile, certe altre! - Ma perch vuoi convincermi che io provi qualcosa di pi di quanto dico?

- una domanda a cui non so proprio rispondere. Abbiamo tutti voglia di insegnare agli altri, anche se siamo in grado di insegnare soltanto quello che non vale la pena di sapere. Perdonami e, se insisti a proclamarti indifferente, non prendere me per confidente.

Capitolo cinquantacinquesimo Qualche giorno dopo, Mr Bingley torn, ma solo. Darcy era partito quella mattina per Londra, dove si sarebbe trattenuto per una diecina di giorni. La visita dur pi di un'ora, e il giovane parve straordinariamente di buon umore. Mrs Bennet lo invit a pranzo, ma, con grande rammarico, egli rispose di non potersi fermare a causa di impegni precedenti. - La prossima volta che verrete a trovarci, - disse Mrs Bennet, - spero che saremo pi fortunati. Sarebbe stato felicissimo di accettare qualsiasi altra volta, ecc. ecc., e, se glielo permetteva, avrebbe colto la prima occasione per venire a trovarli. - Volete venire domani? S, non aveva nessun impegno per l'indomani, e accett l'invito con piacere. Il giorno dopo, arriv cos di buon'ora che le signore non erano ancora pronte. Mrs Bennet si precipit in camera della figlia, in vestaglia e con i capelli mezzo sciolti, gridando: - Jane, sbrigati e corri gi. arrivato... arrivato Mr Bingley. Ma s, proprio lui. Fa' presto, fa' presto. Qui, Sarah, aiuta subito Miss Bennet a vestirsi. Lascia stare i capelli di Miss Lizzy. - Scendiamo appena possiamo, - disse Jane, - ma credo che Kitty sia pi pronta di noi, perch salita mezz'ora prima. - Oh, all'inferno Kitty! Che cosa c'entra lei? Su, sbrigati, sbrigati. Dov' la tua cintura, cara? Ma, quando la madre se ne fu andata, Jane si rifiut di scendere senza una delle sorelle. La stessa ansiosa premura di fare in modo che si trovassero soli torn a manifestarsi in serata. Dopo il t, Mr Bennet si ritir come al solito in biblioteca, e Mary sal a studiare il pianoforte. Tolti cos di mezzo due dei cinque ostacoli, Mrs Bennet tent di fare piazza pulita degli altri: cominci a strizzare l'occhio a Elizabeth e a Catherine e continu a farlo per un pezzo senza, per, ottenere alcun risultato. Elizabeth non se ne accorse, e quando alla fine se ne accorse Kitty, disse ingenuamente: - Che cosa c', mamma? Perch continuate a strizzarmi l'occhio? Che. cosa volete che faccia? - Nulla, cara, nulla; non ti strizzavo l'occhio. Rimase seduta altri cinque minuti; ma, sentendosi morire al pensiero di sciupare una cos bella occasione, si alz improvvisamente e disse a Kitty: - Vieni tesoro, devo parlarti -. E la condusse via dalla stanza. Jane gett a Elizabeth un'occhiata per farle capire quanto la infastidisse una simile manovra e per supplicarla di non prestarsi al gioco. Dopo pochi minuti, Mrs Bennet socchiuse la porta e disse: - Lizzy cara, ho bisogno di parlarti. Elizabeth fu costretta a uscire. - Sarebbe bene che li lasciassimo soli, - le spieg la madre appena furono nell'atrio. - Kitty e io andiamo di sopra nel mio spogliatoio. Elizabeth non prov nemmeno a discutere con la madre, ma rimase nell'atrio finch non si fu allontanata con Kitty e poi torn in salotto. Per quel giorno, per, le speranze di Mrs Bennet furono frustrate. Bingley si dimostr il giovane affascinante e incantevole di sempre, ma non parl d'amore. Non disse niente che potesse neanche lontanamente somigliare a una dichiarazione. Allegro e gioviale, rese la serata estremamente piacevole per tutti; sopport la goffa ed eccessiva cortesia della madre e ne ascolt tutte le sciocche osservazioni con una tale pazienza e un tale controllo di s da suscitare un sentimento di profonda gratitudine nella figlia. Non ebbe quasi bisogno di essere invitato a cena; e, prima che se ne andasse, venne combinato, tra lui e Mrs Bennet, che sarebbe tornato l'indomani mattina per andare a caccia con Mr Bennet.

Da quel giorno, Jane non parl pi della sua indifferenza. Le due sorelle non si scambiarono pi una parola su Bingley, ma, ogni sera, Elizabeth andava a letto con la lieta certezza che tutto si sarebbe sistemato rapidamente, se Mr Darcy non fosse tornato prima del tempo stabilito; per quanto, a ben pensarci, fosse quasi sicura che tutto stesse accadendo con l'approvazione di lui. Bingley fu puntuale all'appuntamento e, come stabilito, pass la mattinata con Mr Bennet. Quest'ultimo si dimostr molto pi simpatico di quanto il giovane gentiluomo si aspettasse. In Bingley non c'erano n presunzione n stupidit che potessero provocare la sua ironia o farlo tacere disgustato; pertanto, si comport con maggior affabilit e minor bizzarria del previsto. Naturalmente Bingley torn a pranzo a Longbourn; e, nel pomeriggio, l'inventiva di Mrs Bennet si rimise al lavoro per escogitare il modo di far rimanere il giovane solo con la figlia. Dopo il t, Elizabeth, confidando nel fatto che stavano tutti per mettersi a giocare a carte, si ritir per scrivere una lettera: il salotto era gi abbastanza affollato perch ci si mettesse anche lei a funestare i piani materni. Quando, per, dopo aver scritto la lettera, torn dove aveva lasciato tutti gli altri, si rese conto con immensa sorpresa di aver sottovalutato l'ingegno e l'astuzia della madre. Nell'aprire la porta, trov, infatti, Bingley e Jane ritti davanti al focolare, assorti in un intimo colloquio; e, anche se questo non dest in lei alcun sospetto, le bast guardare i volti di entrambi, che, nel sentirla entrare, si voltarono e si allontanarono immediatamente l'uno dall'altro, per intuire ogni cosa. La loro posizione era piuttosto imbarazzante, ma la sua lo era ancora di pi. Nessuno parl; ed Elizabeth stava per andarsene, quando Bingley, che nel frattempo si era seduto accanto a Jane, si alz improvvisamente e, dopo averle bisbigliato qualche parola, si affrett a uscire dalla stanza. Jane non poteva avere segreti con Elizabeth in una cosa che le avrebbe procurato tanta gioia; l'abbracci e, con voce commossa, le confid di essere la creatura pi felice del mondo. - troppo, - aggiunse, - assolutamente troppo. Io non lo merito. Perch non possono essere tutti felici come me? Elizabeth si congratul con una sincerit, un calore e una gioia tali che quasi non riusc a trovare le parole per esprimere ci che sentiva. Ogni frase cos piena di affetto da parte sua era una nuova fonte di felicit per la sorella. Ma, per il momento, Jane non volle trattenersi e dirle oltre, sebbene avesse ancora molto da raccontarle. - Devo andare subito dalla mamma, - esclam. - Non vorrei mai trascurare la sua affettuosa premura o lasciare che sappia la cosa da altri. Lui gi andato dal babbo. Oh, Lizzy, sapere che ci che ho da dire dar tanta gioia a tutta la mia famiglia! Come potr reggere a tanta felicit? Poi corse dalla madre che aveva interrotto apposta la partita a carte ed era di sopra con Kitty. Elizabeth, rimasta sola, sorrise pensando con quanta rapidit e facilit si era finalmente risolta quell'intricata situazione che le aveva procurato tanti mesi di incertezze e di tormenti. "E questa, - pens, - la conclusione di tutte le precauzioni del suo amico, di tutta la falsit e gli stratagemmi di sua sorella! La conclusione pi felice, pi giusta e pi ragionevole!". Dopo pochi minuti fu raggiunta da Bingley, che aveva avuto con Mr Bennet un colloquio breve e significativo. - Dov' vostra sorella? - chiese in fretta, aprendo la porta. - Di sopra dalla mamma. Credo che scender tra un momento. Allora egli chiuse la porta e le chiese le sue congratulazioni e il suo affetto di sorella. Elizabeth gli espresse con il pi sincero entusiasmo quanto fosse felice per questa unione. Si strinsero la mano con grande cordialit, e poi ella dovette ascoltare, finch non arriv Jane, tutto ci che il giovane aveva da dire sulla propria felicit e sulla perfezione di Jane; e, malgrado le esagerazioni da innamorato, Elizabeth era convinta che le sue speranze di un futuro radioso avessero un fondamento pi che ragionevole, perch si basavano non solo sul grande giudizio e sulla squisita indole di Jane ma anche sulla consapevolezza di una totale affinit di sentimenti e di gusti fra loro. Fu per tutti una serata di gioia non comune; la felicit dava al viso di Jane un tale splendore da renderla pi bella che mai. Kitty, fra mille sorrisi, si augurava che venisse presto il suo turno. Mrs Bennet non riusc a trovare parole sufficienti e sufficientemente belle per esprimere il suo consenso

e manifestare la sua approvazione, per quanto non la smettesse pi di congratularsi con Bingley; e anche Mr Bennet, quando li raggiunse per la cena, mostr chiaramente, nella voce e nei modi, la pi sincera soddisfazione e felicit per il lieto evento. Non si lasci, per, sfuggire una singola parola in proposito per tutto il tempo che Bingley si trattenne con loro; quando se ne fu andato, si rivolse alla figlia e le disse: - Jane, mi congratulo con te. Sarai molto felice. Subito Jane corse a baciarlo e lo ringrazi perla sua bont. - Sei una brava ragazza, - continu, - e sono molto contento di saperti cos ben sistemata. Non dubito che andrete perfettamente d'accordo. I vostri caratteri sono molto affini. Siete cos docili e concilianti che nessuno di voi prender mai un'iniziativa senza l'altro; cos buoni che tutti i domestici vi ringrazieranno e, forse, vi imbroglieranno, e cos generosi che spenderete sempre di pi della vostra rendita. - Spero di no. Ogni leggerezza in fatto di denaro sarebbe imperdonabile da parte mia. - Spendere pi della loro rendita! Caro Bennet, - esclam la moglie. - Che cosa stai dicendo? Ha quattro o cinquemila sterline all'anno, e forse di pi -. Poi, rivolgendosi alla figlia: - Oh, cara, cara Jane, sono cos felice che non chiuder occhio tutta la notte. Sapevo che sarebbe accaduto. Ho sempre detto che sarebbe finita cos. Ero sicura che non potevi avere tanta bellezza per niente. Sin dal primo giorno che l'ho visto, sin dal primo giorno che arrivato nell'Hertfordshire, ho pensato a come fosse probabile una vostra unione. Lo ricordo bene, sai? Oh, il pi bel giovane che abbia mai conosciuto. Wickham, Lydia, tutto fu dimenticato. Jane era in assoluto la figlia prediletta. In quel momento, non le importava di nessun altro. Le sorelle minori incominciarono presto a pensare alla gioia e ai favori che in futuro Jane avrebbe potuto dispensare loro. Mary chiese di potersi servire della biblioteca di Netherfield, e Kitty insist che vi fosse organizzato qualche ballo ogni inverno. Da quel momento, Bingley divenne naturalmente ospite quotidiano di Longbourn; spesso veniva prima di colazione e si tratteneva sempre fino a dopo cena, a meno che qualche odioso vicino, mai odiato abbastanza, non gli avesse rivolto un invito a pranzo che egli si riteneva costretto ad accettare. A Elizabeth rimaneva ora ben poco tempo per chiacchierare con la sorella, perch quando Bingley era a Longbourn, Jane si dedicava interamente a lui; ma si rese molto utile a entrambi ogni volta che, per un motivo o per l'altro, non riuscivano a stare insieme. In assenza di Jane, Bingley passava il suo tempo con Elizabeth per avere il piacere di parlarle dell'amata; e, quando Bingley se ne andava, Jane ricorreva alla stessa fonte di consolazione. - Mi ha resa cos felice, - le confid una sera, - nel dirmi che non sapeva assolutamente che io fossi a Londra la primavera scorsa. Non lo avevo creduto possibile. - Io lo avevo sospettato, - rispose Elizabeth. - Ma come ha spiegato la cosa? - Deve essere stata opera delle sorelle. Probabilmente non vedevano di buon occhio la nostra unione, e non posso meravigliarmene, perch avrebbe potuto fare una scelta molto migliore sotto ogni aspetto. Ma quando vedranno che con me il fratello felice, spero che saranno contente e che torneremo a essere buone amiche: anche se mi rendo conto che non potremo mai pi esserlo come una volta. - il discorso pi spietatamente reale che ti abbia mai sentito fare, - disse Elizabeth. - Brava! Mi darebbe un gran fastidio se ti lasciassi ingannare di nuovo dalle false premure di Miss Bingley. - Avresti mai creduto, Lizzy, che quando parti per Londra, l'autunno scorso, mi amava davvero, e che soltanto la persuasione della mia indifferenza nei suoi confronti lo ha trattenuto dal ritornare? - Ha commesso un piccolo errore, indubbiamente; ma fa onore alla sua modestia -. Questo, naturalmente, diede a Jane lo spunto per un panegirico sulla modestia dell'amato e sulla poca considerazione che egli aveva delle proprie buone qualit.

Elizabeth fu lieta di constatare che Bingley non aveva fatto il minimo accenno all'intervento dell'amico; perch, pur avendo il cuore pi generoso e buono del mondo, Jane sarebbe stata sicuramente colpita da questo triste particolare e avrebbe finito per essere prevenuta nei suoi confronti. - Sono proprio la creatura pi fortunata che sia mai esistita, - esclam Jane. - Oh, Lizzy, perch toccato proprio a me in famiglia? Perch sono stata io la prescelta fra tutte? Se potessi vedere anche te cos felice. Se potesse esistere un altro come lui per te. - Anche se me ne offrissi quaranta identici a lui, non riuscirei comunque a essere felice come te. Finch tu avrai il tuo carattere e la tua bont, io non potr avere la tua felicit. No, no, lascia che me la sbrighi da sola; e, forse, con un po' di fortuna, trover presto un altro Mr Collins. Il lieto evento non pot rimanere a lungo un segreto. Mrs Bennet ebbe la gioia di bisbigliarlo all'orecchio di Mrs Philips, e questa si azzard, senza alcun permesso, a fare lo stesso con tutti i vicini di Meryton. La famiglia Bennet fu allora proclamata la pi fortunata dell'intero universo, anche se, solo poche settimane prima, quando Lydia era fuggita, era stata segnata a dito per l'immensa disgrazia che l'aveva colpita.

Capitolo cinquantaseiesimo Una mattina, circa una settimana dopo il fidanzamento di Bingley con Jane, mentre quest'ultimo e le signore di Longbourn erano in sala da pranzo, l'attenzione generale fu improvvisamente attratta dal rumore di una carrozza: andarono tutti alla finestra e videro un tiro a quattro che attraversava il prato. Era troppo presto perch potesse trattarsi di una visita, e, inoltre, l'equipaggio non corrispondeva a nessuno di quelli dei vicini. I cavalli erano di posta; n la vettura n la livrea del servitore erano loro conosciute. In ogni caso, era certo che stava venendo qualcuno; Bingley persuase allora Jane a sottrarsi al fastidio di questa intrusione e ad andarsene con lui nel boschetto. Uscirono insieme, e le congetture delle tre che rimasero continuarono con alacrit, ma con poca soddisfazione, finch la porta si spalanc e la visitatrice apparve. Lady Catherine De Bourgh! Naturalmente tutte erano preparate alla sorpresa, ma lo stupore super ogni aspettativa, soprattutto quello di Elizabeth, maggiore di quello di Mrs Bennet e di Kitty, che pure non conoscevano affatto lady Catherine. Sua signoria entr nella stanza con un'aria pi altezzosa del solito, si limit a rispondere al saluto di Elizabeth con un lieve cenno del capo e sedette senza dire una parola. Nel vederla entrare, Elizabeth ne aveva fatto il nome alla madre, per quanto nessuna presentazione fosse stata richiesta. Mrs Bennet, tanto stupita quanto lusingata di avere un'ospite di simile importanza, l'accolse con la pi grande cortesia. Dopo qualche minuto di silenzio, la dama disse seccamente a Elizabeth: - Spero che stiate bene, Miss Bennet. Suppongo che questa signora sia vostra madre. Elizabeth rispose molto brevemente di s. - E quella, suppongo, una delle vostre sorelle. - S, signora, - si intromise Mrs Bennet, felice di parlare a lady Catherine. - la penultima. La minore si sposata recentemente, e la maggiore a passeggio con un giovane che credo diventer presto parte della famiglia. - Avete un parco molto piccolo qui, - osserv lady Catherine dopo un breve silenzio. - Certamente non nulla in confronto a Rosings, milady; ma vi assicuro che molto pi grande di quello di sir William Lucas. - Deve essere una stanza molto scomoda questa, per i pomeriggi d'estate: le finestre sono tutte a ponente. Mrs Bennet le assicur che non vi si trattenevano mai dopo pranzo; e poi aggiunse: Posso prendermi la libert di chiedere a vostra signoria se i signori Collins stanno bene? - S, stanno benissimo. Li ho visti l'altro ieri sera.

Elizabeth pens che ora le avrebbe dato una lettera di Charlotte, poich questo le sembrava il solo motivo plausibile della visita. Ma nessuna lettera apparve, e in lei crebbe la perplessit. Mrs Bennet, con grande cortesia, preg sua signoria di accettare un qualche rinfresco, ma lady Catherine, con molta decisione e scarsa gentilezza, si rifiut di mangiare o bere qualsiasi cosa e, poi, alzandosi, disse a Elizabeth: - Mrs Bennet, mi parso di vedere un grazioso boschetto su un lato del prato. Sarei lieta di farvi una passeggiatina, se volete farmi il favore della vostra compagnia. - Vai, cara, - la esort la madre, - e mostra a sua signoria tutti i viali. Credo che l'eremitaggio le piacer. Elizabeth obbed e, dopo essere corsa in camera a prendere il parasole, accompagn l'ospite illustre. Mentre attraversavano l'atrio, lady Catherine apr le porte della sala da pranzo e del salotto, diede una breve occhiata, le giudic decenti e pass oltre. La carrozza era ferma davanti alla porta, e, dentro, Elizabeth vide la cameriera della dama. Proseguirono in silenzio sul viale di ghiaia che conduceva al boschetto. Elizabeth era decisa a non fare alcuno sforzo per avviare una conversazione con una donna che si dimostrava pi insolente e antipatica del solito. "Come ho mai potuto credere che somigliasse a suo nipote?" disse fra se guardandola in faccia. Appena entrate nel boschetto, lady Catherine incominci: - Non avrete certo difficolt a capire, Miss Bennet, il motivo del mio viaggio. Il vostro cuore e la vostra coscienza vi diranno perch sono venuta. Elizabeth si mostr sinceramente stupita. - Vi sbagliate davvero, signora, non sono proprio riuscita a spiegarmi l'onore della vostra visita. - Miss Bennet, - riprese sua signoria in tono irato, - dovreste sapere che con me non si scherza. Ma, per quanto insincera abbiate deciso di essere con me, io non lo sar con voi. Il mio carattere conosciuto per sincerit e franchezza; e non sar certo in un momento importante come questo che verr meno a una fama tanto meritata. Due giorni fa mi giunta una voce molto allarmante. Mi stato detto non soltanto che vostra sorella era sul punto di fare un matrimonio molto vantaggioso, ma che voi, Miss Elizabeth Bennet, con ogni probabilit vi sareste presto unita a mio nipote, proprio a mio nipote, Mr Darcy. Bench io sappia che deve trattarsi di una menzogna scandalosa, bench io non possa offendere mio nipote fino al punto di ritenere possibile la cosa, ho deciso immediatamente di venire qui per rivelarvi i miei sentimenti. - Se credevate cos impossibile che fosse vero, - disse Elizabeth, arrossendo di stupore e di sdegno, mi chiedo perch mai vi siate presa il disturbo di venire fin qui. Quali sono le vostre intenzioni? - Fare in modo che questa voce venga smentita subito e presso tutti. - La vostra venuta a Longbourn e questa visita a me e alla mia famiglia non faranno altro che confermarla, - replic freddamente Elizabeth, - se davvero questa voce esiste. - Se! Fingete dunque di ignorarla? Non siete stata forse voi e la vostra famiglia a metterla in circolazione? Non sapete che ne parlano gi tutti? - Non l'ho mai saputo. - E potete anche affermare che senza fondamento? - Non pretendo di avere la stessa franchezza di vostra signoria. possibile che mi facciate delle domande a cui io non voglia rispondere. - intollerabile! Mrs Bennet, esigo che mi si risponda. Mio nipote ha chiesto forse la vostra mano? - E stata vostra signoria a dichiarare che la cosa del tutto impossibile. - Cos dovrebbe essere; e cos dovr essere finch gli rimarr l'uso della ragione. Ma le vostre arti e i vostri stratagemmi potrebbero fargli dimenticare, in un momento di infatuazione, ci che egli deve a se stesso e a tutta la sua famiglia. Potreste averlo accalappiato. - In questo caso sarei l'ultima persona ad ammetterlo. - Mrs Bennet, sapete con chi state parlando? Non sono abituata a un linguaggio simile. Sono quasi la sua parente pi stretta e ho il diritto di conoscere le sue pi segrete preoccupazioni.

- Ma non avete il diritto di conoscere le mie; e un contegno come il vostro non mi indurr mai alla confidenza. - Cercate di capirmi bene. Questa unione, alla quale voi avete la presunzione di aspirare, non avr mai luogo. No, mai. Mr Darcy fidanzato con mia figlia. Ebbene? Che cosa avete da dire ora? - Solamente questo: che, in tal caso, non avete motivo di supporre che chieda a me la mano. Lady Catherine esit un momento e poi aggiunse: - Il loro fidanzamento un po' speciale. Fin dall'infanzia sono stati destinati l'uno all'altra. Era il pi grande desiderio di sua madre, come pure il mio. Abbiamo deciso l'unione quando erano ancora nella culla; e trovare un ostacolo proprio adesso, nel momento in cui i nostri desideri potrebbero finalmente realizzarsi, e proprio in una ragazza come voi, di rango inferiore, priva di posizione sociale e senza alcun rapporto con la nostra famiglia! Non vi importa dunque di ci che i suoi cari desiderano per lui? Del suo tacito fidanzamento con Miss De Bourgh? Avete, dunque, perso ogni senso della convenienza e ogni ritegno? Non mi avete sentito dire che era stato destinato alla cugina fin dalla pi tenera et? - Si, e lo avevo sentito dire anche prima. Ma che cosa c'entro io in tutto questo? Se non ci sono altre obiezioni al mio matrimonio con vostro nipote, non sar certo il pensiero che sua madre e sua zia lo avevano destinato alla cugina a impedirmi di sposarlo. Madre e zia hanno fatto il possibile per organizzare questo matrimonio. Se davvero andr a buon fine non dipende, per, dalla loro volont, ma da quella di altri. Se Mr Darcy non legato n dall'onore, n dall'affetto, alla cugina, perch mai non dovrebbe scegliere un'altra donna? E se sono io la donna che ha scelto, perch mai non dovrei accettarlo? - Perch onore, convenienza, accortezza - e, soprattutto, interesse - non lo permettono. S, Miss Bennet, interesse: perch non aspettatevi di poter essere accolta dalla sua famiglia o dai suoi amici, se agite coscientemente contro i desideri di tutti. Sarete criticata, trascurata e disprezzata da tutti coloro che gli sono vicino. La vostra unione sar per noi un disonore, il vostro nome non sar mai pronunciato da nessuno della nostra famiglia. - Sono disgrazie davvero gravi, - rispose Elizabeth. - ma la moglie di Mr Darcy avr tali e tante fonti di felicit nel fatto stesso di essere sua moglie, che, in complesso, non trover di che lagnarsi. - Ragazza ostinata e testarda, mi vergogno per voi. , dunque, questa la vostra gratitudine per la cortese accoglienza della primavera scorsa? Non sentite di essere in debito con me? Sediamoci. Dovete capire, Miss Bennet, che sono venuta qui decisa a spuntarla, e niente potr mai dissuadermi dal mio intento. Non sono abituata a sottostare ai capricci di nessuno. Non sono abituata alla disobbedienza da parte di chicchessia. - Questo rende ancora pi penosa l'attuale situazione di vostra signoria; ma non pu avere alcun effetto su di me. - Non interrompetemi! Ascoltatemi in silenzio. Mia figlia e mio nipote sono fatti l'uno per l'altra. Discendono, da parte materna, dallo stesso nobile lignaggio e, da parte paterna, da famiglie rispettabili, onorate e antiche, anche se non titolate. Entrambi hanno patrimoni immensi. Sono destinati l'uno all'altra per il volere di tutti i membri delle rispettive famiglie; e che cosa deve intervenire a dividerli? Le pretese improvvise di una ragazza senza rango, senza famiglia, senza mezzi! Come potremmo mai sopportare una cosa simile? Ma non deve, non pu essere! Se pensate davvero al vostro interesse, non cercate di uscire dall'ambiente in cui siete stata allevata. - Sposando vostro nipote, non cercherei affatto di uscire da quell'ambiente. Lui un gentiluomo, io sono figlia di un gentiluomo. Fin qui siamo pari. - vero. Siete la figlia di un gentiluomo. Ma che cos'era vostra madre? Chi sono i vostri zii? Non crediate che io non conosca la loro posizione sociale. - Quali che siano i miei parenti, - disse Elizabeth, - se non rappresentano un ostacolo per vostro nipote, non devono rappresentarlo neanche per voi. - Ditemi una volta per tutte: siete fidanzata con lui?

Bench non volesse rispondere a questa domanda per non far piacere a lady Catherine, Elizabeth non pot fare a meno di dire, dopo un momento di riflessione: - No. Lady Catherine parve compiaciuta. - E mi promettete di non fidanzarvi mai? - Non prometter niente del genere. - Miss Bennet, sono stupita e disgustata. Pensavo di trovare una ragazza pi ragionevole. Ma non illudetevi che cambi idea. Non me ne andr finch non mi avrete dato l'assicurazione che esigo. - E io certamente non ve la dar mai. Non mi lascer intimidire da una pretesa cos irragionevole. Vostra signoria vorrebbe che Mr Darcy sposasse sua figlia; ma come potrebbe il mio consenso alla vostra richiesta agevolare quel matrimonio? Supposto che egli mi voglia bene, potrebbe mai il mio rifiuto alla sua domanda indurlo a rivolgerla a sua cugina? Permettetemi di dire, lady Catherine, che gli argomenti che avete addotto a sostegno di questa straordinaria pretesa sono tanto inconsistenti quanto irragionevole e assurda la pretesa stessa. Vi siete completamente ingannata sul mio conto, se pensate che possa lasciarmi piegare da ragioni come queste. Non so fino a che punto vostro nipote approvi il vostro intervento negli affari suoi; ma certamente non avete il diritto di immischiarvi nei miei. Perci vi devo pregare di non importunarmi pi su questo argomento. - Non cos in fretta, per favore. Non ho ancora finito. A tutte le obiezioni che ho gi mosso nei vostri confronti, devo aggiungerne un'altra. Sono perfettamente al corrente di ogni particolare della fuga scandalosa della vostra sorella minore. So tutto. Il matrimonio stato un affare rattoppato a spese di vostro padre e di vostro zio. E una ragazza simile deve essere cognata di mio nipote? Il marito di costei, figlio del suo antico amministratore, deve diventare suo cognato? Cielo! Come potete pensarlo? Devono, dunque, le ombre di Pemberley essere profanate a tal punto? - Credo che ora non abbiate altro da aggiungere, - rispose Elizabeth risentita. - Mi avete insultato in tutti i modi possibili. Devo pregarvi di rientrare in casa. E, mentre parlava, si alz. Anche lady Catherine si alz e si avviarono verso casa. Sua signoria era furibonda. - Non vi importa dunque niente di niente della reputazione di mio nipote! Ragazza insensibile e egoista! Non pensate che un'unione con voi lo disonorerebbe agli occhi di tutti? - Lady Catherine, non ho altro da dire. Voi sapete quello che penso. - Allora siete decisa a sposarlo? - Non ho detto questo. Sono soltanto decisa ad agire nel modo, secondo me, pi opportuno per la mia felicit, senza preoccuparmi n di voi n di nessun altro estraneo. - Bene! Dunque vi rifiutate di obbedirmi. Vi rifiutate di obbedire ai diritti del dovere, dell'onore e della gratitudine. Siete decisa a togliergli la stima di tutti i suoi amici e a renderlo ridicolo davanti agli occhi del mondo intero. - N dovere, n onore, n gratitudine, - rispose Elizabeth, - hanno alcun diritto su di me in questa faccenda. Nulla del genere verrebbe violato, se io sposassi Mr Darcy. E, quanto al risentimento della famiglia o all'indignazione del mondo... se il risentimento fosse suscitato semplicemente dal suo matrimonio con me, non credo che potrebbe turbarmi in alcun modo, e, inoltre, la gente avrebbe troppo buon senso per condividere la collera dei parenti. - Dunque questa la vostra idea! Questa la vostra decisione! Benissimo. Ora so quel che mi resta da fare. Non illudetevi, Miss Bennet, che la vostra ambizione possa realizzarsi. Ero venuta per vedere come la pensavate. Speravo di trovarvi ragionevole, ma siate pur certa che raggiunger il mio scopo. Cos lady Catherine sfog la sua rabbia finch non giunsero alla carrozza; allora si volt di scatto e disse: - Io non mi congedo da voi, Miss Bennet. Non mando i miei saluti a vostra madre. Non meritate un simile riguardo. Sono seriamente offesa.

Elizabeth non rispose e, senza cercare di indurre sua signoria a rientrare in casa, vi si avvi da sola in silenzio. Mentre saliva le scale, sent la carrozza allontanarsi. La madre le venne incontro sulla porta dello spogliatoio per chiederle come mai lady Catherine non fosse rientrata a riposarsi un po'. - Non ne aveva voglia, - rispose la figlia, - ha preferito andarsene. - una donna straordinariamente distinta, e la sua visita stata una cortesia squisita - perch immagino che sia venuta unicamente per darci notizie dei Collins. Probabilmente si stava recando da qualche parte e, passando da Meryton, ha pensato di venire a trovarci. Immagino che non avesse nulla di particolare da dirti, Lizzy. Elizabeth fu costretta a rispondere con una piccola bugia, perch era impossibile riferire la conversazione.

Capitolo cinquantasettesimo Non fu facile per Elizabeth vincere il turbamento che questa visita straordinaria le aveva provocato; per molte ore, non riusc a distogliere i propri pensieri da ci che era accaduto. A quanto pareva, lady Catherine si era presa il disturbo del lungo viaggio da Rosings al solo scopo di troncare il suo supposto fidanzamento con Mr Darcy. Era certo un motivo pi che sufficiente, ma Elizabeth non riusciva a immaginare chi avesse messo in giro una voce del genere; ci riflett a lungo e, alla fine, si convinse che poteva esserci una sola spiegazione: il fatto che Darcy fosse amico intimo di Bingley, e lei sorella di Jane, aveva dato adito alla fantasiosa congettura che da un matrimonio ne sarebbe presto derivato un altro. Lei stessa, d'altronde, si rendeva conto che il matrimonio della sorella le avrebbe fornito l'opportunit di incontrare pi spesso Mr Darcy e di passare pi tempo con lui. Dunque i Lucas (perch concluse che la voce doveva essere giunta a lady Catherine attraverso la loro corrispondenza con i Collins) avevano reputato sicuro e prossimo ci che ella osava a malapena ritenere possibile in un futuro pi o meno lontano. Ripensando alle parole di lady Catherine, non pot non provare una certa inquietudine per le possibili conseguenze di quella intromissione. S, perch sua signoria non si sarebbe sicuramente arresa: avrebbe fatto di tutto per impedire il matrimonio e, a questo scopo, avrebbe di certo parlato al nipote esponendogli i danni che sarebbero derivati, per lui e per l'intera famiglia, da un'unione del genere. E Mr Darcy? Come avrebbe reagito? Elizabeth non osava neppure prevederlo. Non sapeva esattamente fino a che punto fosse affezionato alla zia e ascoltasse i suoi consigli, ma era naturale supporre che avesse per sua signoria una considerazione ben pi alta di quella che ne aveva lei; come era certo che, esponendogli i danni derivanti da un matrimonio con una donna di condizione sociale cos inferiore, l'altezzosa dama avrebbe fatto leva sul suo lato pi debole. Con tutte le sue rigorose idee sulla dignit, Darcy avrebbe probabilmente finito per ritenere gli argomenti della zia gli stessi che a Elizabeth erano parsi deboli e ridicoli - sensati ed estremamente ragionevoli. Se prima aveva esitato sul da farsi, il consiglio e le esortazioni di una parente cos prossima avrebbero eliminato ogni dubbio in proposito e lo avrebbero portato inesorabilmente verso la decisione di cercare quella felicit che solo una dignit ineccepibile pu dare. In questo caso, non sarebbe pi tornato. Nel passare per Londra, lady Catherine non si sarebbe certo lasciata sfuggire l'occasione di parlargli; e l'impegno preso con Bingley, di tornare a Netherfield, sarebbe stato abbandonato. "Perci, se fra qualche giorno arriver al suo amico un biglietto di scuse per non aver mantenuto la promessa, - pens, - sapr come interpretarlo. Allora rinuncer a sperare nella costanza del suo affetto. Se lui, che ha desiderato il mio amore e la mia mano, si accontenter di rimpiangermi proprio ora che avrebbe potuto realizzare i suoi desideri, allora io smetter presto di rimpiangerlo". La sorpresa del resto della famiglia, quando seppero di chi era stata la visita, fu enorme: tutti si accontentarono, per, delle stesse spiegazioni che avevano appagato la curiosit di Mrs Bennet, e a Elizabeth fu cos risparmiato un bel fastidio.

L'indomani mattina, mentre scendeva le scale, incontr il padre che usciva dalla biblioteca con una lettera in mano. - Lizzy, - disse, - ti cercavo, vieni da me. Lo segu, e la sua curiosit di sapere che cosa il padre dovesse dirle fu accresciuta dalla supposizione che quella cosa fosse in qualche modo connessa alla lettera che aveva in mano. Immagin che potesse essere di lady Catherine e si prepar, con sgomento, a tutte le spiegazioni che avrebbe dovuto dare. Si avvicinarono al caminetto e si sedettero. Mr Bennet esord: - Ho ricevuto stamattina una lettera che mi ha stupito moltissimo. Dato che, per la maggior parte, parla di te, bene che tu ne conosca il contenuto. Non sapevo di avere due figlie sul punto di sposarsi. Permettimi di farti le mie congratulazione per l'eccezionale conquista. Elizabeth arrossi immediatamente, pensando che la lettera fosse del nipote invece che della zia; non sapeva se essere pi felice che egli si fosse dichiarato apertamente o offesa che la lettera non fosse indirizzata a lei; il padre prosegu: - Si direbbe che sei gi al corrente di tutto. Le donne sanno essere molto perspicaci in faccende del genere; ma credo di poter sfidare anche la tua sagacia nello scoprire chi l'ammirato mittente. Questa lettera di Mr Collins. - Di Mr Collins! E che cosa avr mai da dire, lui? - Naturalmente qualcosa di molto importante. Incomincia con il congratularsi per le prossime nozze di Jane, delle quali stato messo al corrente, pare, da quei simpatici chiacchieroni dei Lucas. Non voglio mettere a dura prova la tua pazienza leggendoti tutto ci che dice in proposito. Passer subito al punto che ti riguarda: Dopo avervi cos fatto le pi sincere congratulazioni da parte mia e di Mrs Collins per il felice evento, permettetemi di menzionare brevemente dell'altro di cui siamo stati informati dalla stessa fonte. A quanto sembra, vostra figlia Elizabeth non porter a lungo il nome di Bennet, dopo il matrimonio della sorella maggiore, dato che stata scelta come compagna di vita da uno degli uomini pi illustri della regione. - Riesci forse a capire di che cosa stia parlando, Lizzy? Questo giovane gentiluomo ha la benedizione di possedere, in modo eccezionale, tutto ci che cuore mortale possa mai desiderare: un ingentissimo patrimonio, una nobilissima stirpe e patronati di vaste proporzioni. Pure, malgrado tante irresistibili tentazioni, permettete che io metta in guardia mia cugina Elizabeth e voi da tutti i danni a cui potrete andare incontro accettando precipitosamente la sua offerta, della quale, sono sicuro, vorrete al pi presto approfittare. - Hai la minima idea, Lizzy, di chi stia parlando? Ma non preoccuparti, ora viene fuori: Il motivo per cui vi metto in guardia questo: abbiamo ragione di credere che sua zia, lady Catherine de Bourgh, non veda il matrimonio di buon occhio. - Capisci, ora? Si tratta di Mr Darcy. Via, Lizzy, confessalo: questa volta ti ho proprio sorpresa. Avrebbero mai potuto scegliere, lui o i Lucas, in tutta la cerchia delle nostre conoscenze, un altro nome in grado di smentire con pi forza queste assurde supposizioni? Mr Darcy, che non guarda una donna se non per scoprirne i difetti e che, probabilmente, non ha mai guardato te in vita sua! Grandioso! Elizabeth tent di condividere l'ilarit paterna, ma non riusc che ad abbozzare un sorriso forzato e riluttante. Mai il suo spirito le era sembrato tanto inopportuno. - Non lo trovi divertente? - Altroch! Ma, per favore, continuate a leggere. Ieri sera, quando parlai a sua signoria della possibilit di questo matrimonio, ella, con la consueta condiscendenza, mi espresse ci che pensava in proposito; e fu, cos, evidente che, a causa di certe obiezioni che muoveva alla famiglia di mia cugina, non avrebbe mai dato il suo consenso a un matrimonio che definiva addirittura disonorevole e disgraziato. Ho ritenuto, pertanto, mio dovere

informarne immediatamente la cugina Elizabeth, in modo che ella e il suo nobile ammiratore siano consapevoli di ci che si accingono a fare e non si gettino precipitosamente in un matrimonio che non stato debitamente approvato. - Inoltre Mr Collins aggiunge: Mi rallegro di cuore che la triste faccenda della cugina Lydia sia stata messa cos bene a tacere; l'unica cosa di cui mi rammarico che la loro convivenza prima della celebrazione del matrimonio sia stata cos risaputa. Non potendo, inoltre, trascurare il dovere che mi impone la mia posizione, mi vedo costretto a dichiararmi assolutamente stupito del fatto che abbiate ricevuto in casa la coppia dopo il matrimonio. Lo considero un vero e proprio incoraggiamento al vizio, e, se fossi stato pastore di Longbourn, lo avrei impedito con tutte le mie forze. Come cristiano, giusto che perdoniate, ma non avreste mai pi dovuto ammetterli alla vostra presenza e permettere che se ne pronunciasse il nome davanti a voi. - E questa, cara Lizzy, la sua idea di bont cristiana. Il resto della lettera non parla che della sua amata Charlotte e del fatto che in attesa di un erede. Ma, Lizzy, hai l'aria di non divertirti. Spero che non farai la smorfiosa e non ti offenderai per uno stupido pettegolezzo. D'altronde, che cosa si vive a fare, se non per essere oggetto di ridicolo agli occhi dei nostri vicini e prenderli poi in giro quando tocca a noi? - Oh, - esclam Elizabeth, - mi diverto moltissimo. Ma cos strano! - S, ed proprio questo a renderlo tanto divertente. Avessero scelto per te un qualunque altro ammiratore, non sarebbe stato nulla; ma la sua perfetta indifferenza e la tua spiccata antipatia rendono la cosa cos deliziosamente assurda! Per quanto detesti la corrispondenza, non rinuncerei per nulla al mondo a quella di Mr Collins. Anzi, quando leggo una sua lettera, arrivo persino a preferirlo a Wickham, nonostante tutta la stima che nutro per l'impudenza e l'ipocrisia di mio genero. E dimmi, Lizzy, che cosa ti ha detto lady Catherine in proposito? venuta apposta per negarti il suo consenso? Elizabeth si limit a rispondere con una risata e, dato che la domanda era stata fatta senza malizia, non ebbe la pena di sentirsela ripetere. Mai aveva trovato pi difficile simulare i suoi sentimenti; doveva ridere quando, invece, avrebbe voluto piangere. Il padre l'aveva crudelmente mortificata parlandole in quel modo dell'indifferenza di Mr Darcy; non le rimaneva altro da fare che meravigliarsi per una simile mancanza di perspicacia o temere che forse, invece di essere stato lui a vedere poco, fosse stata lei a immaginare troppo.

Capitolo cinquantottesimo Invece di ricevere da Darcy la lettera di scuse che Elizabeth si aspettava, Bingley condusse l'amico con s a Longbourn pochi giorni dopo la visita di lady Catherine. I due giovani gentiluomini arrivarono di buon'ora; e, prima che Mrs Bennet avesse il tempo di dire che aveva conosciuto lady Catherine, cosa che Elizabeth attendeva con terrore, Bingley, che voleva restare solo con Jane, propose di andare a fare una passeggiata. Tutti furono d'accordo. Mrs Bennet non aveva l'abitudine di camminare, Mary non poteva sprecare il suo tempo in modo tanto inutile, ma gli altri cinque accettarono con entusiasmo la proposta di uscire insieme. Bingley e Jane rimasero subito indietro, con l'intento di restare soli. Elizabeth, Kitty e Darcy camminarono insieme, senza riuscire per a trovare grandi argomenti di conversazione. Furono poche le parole che si scambiarono; Kitty aveva troppa soggezione di Darcy, Elizabeth stava prendendo una decisione disperata, e, forse, egli stava facendo altrettanto. Si diressero verso i Lucas, perch Kitty voleva andare a trovare Maria, e, siccome Elizabeth non credeva che la cosa potesse interessare anche gli altri, quando Kitty li lasci, ella continu a

passeggiare con Darcy. Era il momento di mettere in atto la sua decisione. Ora che se ne sentiva il coraggio, non poteva lasciarsi scappare un'opportunit del genere. Disse: - Mr Darcy, sono una persona molto egoista, e, per alleviare la mia angoscia, non mi curo, forse, di ferire i vostri sentimenti. Non posso tardare ancora a ringraziarvi per l'incredibile bont che avete mostrato con la mia povera sorella. Dal momento in cui ne sono stata informata, non ho fatto altro che pensare a come esprimervi la mia gratitudine. Se anche il resto della mia famiglia sapesse come sono andate veramente le cose, non ci sarei solo io ora a ringraziarvi per quanto avete fatto. - Sono desolato, molto desolato, - rispose Darcy sorpreso e turbato, - che siate stata informata di cose che, viste in una luce sbagliata, hanno potuto angustiarvi. Non credevo che ci si potesse fidare cos poco di Mrs Gardiner. - Non dovete incolparne la zia. stata la leggerezza di Lydia a rivelarmi che voi avevate avuto una parte in questa faccenda, e naturalmente non ho avuto pace finch non ho saputo tutti i particolari. Permettete che vi ringrazi a nome di tutta la mia famiglia per la generosa compassione che vi ha indotto a prendervi tanto disturbo e a subire tante umiliazioni pur di ritrovare quei due. - Se volete ringraziarmi, - rispose Darcy, - ringraziatemi soltanto a vostro nome. Non tenter di negare che il desiderio di farvi cosa grata abbia rafforzato il movente delle mie azioni. La vostra famiglia non mi deve niente. Per quanto la rispetti, credo di aver pensato soltanto a voi. Elizabeth era troppo confusa per parlare. Dopo un breve silenzio, Darcy continu: - Siete troppo leale per prendervi gioco di me. Se i vostri sentimenti sono rimasti quelli che erano lo scorso aprile, ditemelo subito. Il mio affetto e il mio desiderio sono immutati; ma baster una vostra parola a farmi tacere per sempre. Elizabeth che sentiva tutto l'imbarazzo e l'ansia di lui, riusc a trovare la forza di esprimere ci che provava; e subito, anche se con grande difficolt, gli fece capire che i suoi sentimenti erano cambiati cos tanto dall'epoca a cui egli alludeva, da farle accogliere con gioia e gratitudine queste sue parole. Forse Darcy non aveva mai provato una felicit tanto grande; si espresse con tutta la passione e il calore di un uomo immensamente innamorato. Se Elizabeth avesse avuto il coraggio di guardarlo negli occhi avrebbe visto come la gioia sincera e profonda, che gli illuminava il volto, lo trasfigurasse; ma, anche se non aveva il coraggio di guardarlo, lo ascoltava; ed egli, dicendole tutto ci che rappresentava per lui, le faceva sentire sempre pi caro il suo affetto. Continuarono a camminare senza sapere dove. C'era troppo da pensare, troppo da sentire e da dire per poter prestare attenzione ad altro. Darcy rivel a Elizabeth che dovevano l'intesa e l'armonia di quel momento agli sforzi della nobile zia: lady Catherine era andata a trovarlo passando da Londra e gli aveva riferito del viaggio a Longbourn, dello scopo che si era proposta e dei punti salienti del colloquio con l'ingrata ragazza, indugiando enfaticamente su tutte le frasi di Elizabeth che, secondo sua signoria, rivelavano chiaramente un'intollerabile ostinazione e una smisurata sfrontatezza. Aveva fatto tutto ci nella persuasione che un simile resoconto l'avrebbe aiutata nel tentativo di strappare al nipote la promessa che lei si era rifiutata di fare. Ma, sfortunatamente per sua signoria, il risultato era stato esattamente contrario. - Mi ha dato una speranza che non avevo mai osato nutrire prima. Vi conosco piuttosto bene e sono sicuro che, se foste stata assolutamente e irrevocabilmente contro di me, lo avreste detto con estrema franchezza a lady Catherine. Elizabeth arross e rispose ridendo: - S, credo che conosciate abbastanza bene la mia franchezza da reputarmi capace di arrivare a tanto. Dopo avervi insultato di persona in modo cos indegno, non potevo avere scrupoli a denigrarvi con i vostri parenti. - Che cosa mi avete detto che io non avessi meritato? Perch anche se le vostre accuse erano mal fondate e basate su premesse sbagliate, la mia condotta nei vostri confronti in quel momento meritava comunque il biasimo pi severo. stata imperdonabile. Quando ci penso, me ne vergogno davvero tanto.

- Non bisticciamo per vedere chi si sia comportato peggio quella sera, - disse Elizabeth. - A pensarci bene, nessuno di noi due ha avuto una condotta irreprensibile; ma spero che, da allora, abbiamo fatto progressi in fatto di educazione. - Non riesco a perdonarmi cos facilmente. Il ricordo di come mi sono espresso e di come mi sono comportato, di ci che ho detto e di ci che ho fatto, per me ora, come lo stato in tutti questi mesi, motivo di indicibile tormento. Non dimenticher mai il vostro rimprovero cos giusto: "Se vi foste comportato in modo pi degno di un gentiluomo". Queste furono le vostre parole. Voi non sapete, non potete sapere, quanto mi hanno torturato; bench ci sia voluto del tempo, lo confesso, prima che io diventassi tanto ragionevole da ammettere che erano vere e giuste. - Non immaginavo che potessero avere un effetto del genere. Non avevo la minima idea che potessero toccarvi tanto. - Ne sono convinto. Allora mi credevate incapace di qualunque vero sentimento. Non dimenticher mai il vostro viso quando mi diceste che, comunque ve lo avessi chiesto, non vi avrei mai convinta ad accettarmi. - Oh, non ripetete quello che ho detto allora. Questi ricordi non servono a niente. Vi assicuro che me ne sono vergognata tanto. Darcy accenn alla lettera. - Riusc almeno quella a farvi avere un'opinione migliore di me? - le chiese. - Quando l'avete letta, mi avete creduto? Elizabeth gli spieg quale effetto avesse prodotto su di lei, e come a poco a poco fossero caduti tutti i suoi pregiudizi. - Sapevo, - ammise Darcy, - che ci che vi stavo scrivendo vi avrebbe recato dolore, ma era necessario. Spero che abbiate distrutto la lettera. C'era una parte, specialmente all'inizio, che non vorrei rileggeste. Ricordo certe frasi che potrebbero addirittura farmi odiare da voi. - La brucer, se ritenete che sia necessario bruciarla per conservare il mio affetto; ma, anche se abbiamo entrambi motivo di credere che le mie opinioni non siano proprio immutabili, non vuoi dire per questo che possano cambiare cos facilmente come il vostro discorso farebbe supporre. - Quando scrissi quella lettera, - rispose Darcy, - credevo di essere perfettamente calmo e freddo; ma poi, ripensandoci, mi sono convinto che l'ho scritta in uno stato di grande amarezza. - Forse la lettera cominciava con amarezza, ma non finiva allo stesso modo. L'addio era pieno di bont. Ma non parliamone pi. I sentimenti di chi l'ha scritta e di chi l'ha ricevuta sono oggi cos diversi da quello che erano allora, che bisogna dimenticare ogni ricordo spiacevole. Dovete imparare un po' della mia filosofia. Pensate al passato soltanto quando vi pu recare gioia. - Non posso condividere una filosofia del genere; le vostre indagini retrospettive sono cos assolutamente prive di colpa che la gioia che ne deriva non filosofia, innocenza. Per me, purtroppo, non cos. Ci sono ricordi penosi che non possono e non debbono essere rimossi. Sono stato egoista per tutta la vita, anche se non avrei voluto esserlo. Da bambino mi hanno insegnato ci che era giusto, ma non mi hanno insegnato a cambiare il mio carattere; mi sono stati dati dei buoni principi, ma mi stato permesso di seguirli con orgoglio e presunzione. Come unico figlio maschio - per molti anni unico figlio - sono stato viziato dai miei genitori che, bench ottimi genitori specialmente mio padre, che sempre stato la bont e la generosit in persona - hanno permesso, incoraggiato e quasi mi hanno insegnato l'egoismo e l'alterigia: non mi preoccupavo di altro che del mio mondo familiare, pensavo con disprezzo a tutto ci che era al di fuori di esso e reputavo la mia intelligenza e il mio valore pi grandi e pi nobili dell'intelligenza o del valore di qualsiasi altra persona. Cos sono vissuto dagli otto ai ventotto anni, e cos vivrei ancora se non avessi incontrato voi, mia diletta Elizabeth. Quanto vi devo! Mi avete insegnato una lezione sicuramente dura, ma molto utile. Mi avete umiliato come meritavo. Sono venuto da voi sicuro della vostra approvazione. Mi avete mostrato come fossero vane tutte le mie pretese di conquistare una donna degna di essere conquistata. - Allora eravate convinto che avrei accettato la vostra proposta?

- Certo. Che cosa penserete della mia vanit? Credevo che voi desideraste, che aspettaste la mia dichiarazione. - Pu darsi che mi sia comportata male, ma vi assicuro che non l'ho fatto di proposito. Non ho mai avuto intenzione di ingannarvi, ma il mio carattere deve avermi spinto spesso a commettere degli errori. Come dovete avermi odiata quella sera! - Odiata! Forse dapprima ero in collera, ma presto la mia collera ha trovato la giusta direzione. - Ho quasi paura di chiedervi che cosa avete pensato quando mi avete vista a Pemberley. Mi avete giudicata molto male? - No, davvero, fui soltanto sorpreso. - La vostra sorpresa non stata certo maggiore della mia, quando mi accorsi che vi interessavate ancora a me. La mia coscienza mi diceva che non meritavo un trattamento particolarmente gentile, e confesso che non mi aspettavo di essere accolta con grande cortesia da parte vostra. - Il mio scopo allora, - rispose Darcy, - era quello di mostrarvi, con tutta la cortesia per me possibile, che non provavo alcun risentimento per il passato; non sono cos meschino, e volevo che lo capiste; speravo di ottenere il vostro perdono e di apparire in una luce migliore ai vostri occhi, facendovi vedere che i vostri rimproveri erano stati ascoltati. Non saprei dire quando a questi desideri se ne aggiunsero altri, ma credo che sia stato non pi di una mezz'ora dopo avervi incontrata. Le disse poi come Georgiana fosse stata contenta di conoscerla e spiacente della sua partenza improvvisa; e poich ci li port a parlare della causa di quella partenza, Elizabeth apprese che Darcy aveva deciso di seguirli in cerca della sorella gi prima di lasciare la locanda, e che la seriet che aveva mostrato nell'accomiatarsi da lei in quell'occasione era stata determinata soltanto dai pensieri che scaturivano da una decisione tanto importante. Elizabeth gli espresse di nuovo la sua gratitudine, ma questo era un argomento troppo penoso per entrambi perch continuassero a parlarne. Dopo aver camminato a caso per qualche miglio, troppo assorti nella conversazione per pensare ad altro, si accorsero, guardando l'orologio, che avrebbero gi dovuto essere a casa. - Che cosa ne sar di Bingley e Jane? - si chiesero e cominciarono a parlare di loro. Darcy era felice che si fossero fidanzati; il suo amico lo aveva subito informato. - Posso chiedervi se ne siete stato sorpreso? - chiese Elizabeth. - Per niente. Quando sono partito sapevo che sarebbe accaduto. - Vale a dire che gli avete dato il vostro permesso. L'avevo indovinato. E, bench egli protestasse contro tale supposizione, Elizabeth cap che le cose erano andate proprio in questo modo. - La sera prima di partire per Londra, - disse Darcy, - gli feci una confessione che credo avrei dovuto fargli molto tempo prima. Gli ho raccontato tutto ci che aveva reso cos assurda la mia intromissione nei suoi affari. Bingley ne fu molto sorpreso. Non aveva mai avuto il minimo sospetto in proposito. Gli ho raccontato, inoltre, che credevo di essermi sbagliato nel supporre, come avevo fatto, che fosse indifferente a vostra sorella; e siccome non mi stato difficile intuire che il suo affetto per lei era rimasto immutato, non ho avuto alcun dubbio che sarebbero presto stati felici. Elizabeth non pot frenare un sorriso di fronte alla facilit con cui egli controllava l'amico. - Gli avete detto che mia sorella lo amava, - chiese, - perch ne eravate convinto voi stesso o perch ve lo avevo detto io la primavera scorsa? - Perch ne ero convinto. L'avevo osservata attentamente durante le mie ultime due visite e avevo capito ci che provava per lui. - E suppongo che, nel momento in cui lo avete rassicurato in proposito, egli se ne sia subito convinto. - S, Bingley per natura una persona molto modesta. La scarsa fiducia che ha nel proprio giudizio gli aveva impedito di ritenere vera una cosa tanto importante per lui, ma la grande fiducia che ha nel mio ha reso tutto facile. Sono stato costretto a confessargli una cosa che per qualche tempo, e non a torto, lo ha offeso. Non potevo continuare a nascondergli che vostra sorella era venuta a Londra,

l'inverno scorso, e che vi era rimasta per ben tre mesi. Io lo sapevo e di proposito gliel'avevo tenuto nascosto. La sua prima reazione stata di collera, ma la collera sparita non appena svanito ogni dubbio riguardo ai sentimenti di vostra sorella. Ora mi ha perdonato di cuore. Elizabeth avrebbe voluto osservare che Mr Bingley era un amico davvero prezioso; cos facile da guidare, da essere addirittura inestimabile. Ma non lo fece. Ricord quanto fosse difficile per Darcy accettare gli scherzi e pens che, forse, era ancora troppo presto per incominciare a scherzare con lui. Egli continu a parlare della felicit di Bingley che, naturalmente, era inferiore soltanto alla sua, finch giunsero a casa. Nell'atrio si separarono.

Capitolo cinquantanovesimo - Cara Lizzy, dove eri finita? - fu la domanda che Jane le fece quando entr in camera e che le ripeterono tutti gli altri quando sedettero a tavola. Ella rispose solo che avevano vagabondato senza accorgersi di che ora fosse. Arross nel parlare, ma n questo, n altro, dest alcun sospetto sulla verit. La serata trascorse tranquilla senza alcun avvenimento particolare. I due fidanzati riconosciuti parlavano e ridevano; i due non rivelati stavano zitti. Darcy non era il tipo da mostrare la sua felicit con l'allegria; ed Elizabeth, turbata e confusa, sapeva che era felicit quella che stava provando, ma non riusciva ancora a gustarne il sapore fino in fondo: oltre all'imbarazzo del momento, vedeva prospettarsi davanti a s altre difficolt. Immaginava ci che avrebbe detto la sua famiglia venendo a conoscenza della cosa; si rendeva conto che Darcy non piaceva a nessuno, tranne che a Jane, e temeva perfino che l'antipatia che gli altri provavano per lui fosse cos forte che nemmeno la sua ricchezza e la sua condizione sociale sarebbero bastate per renderlo gradito ai loro occhi. La sera si confid con Jane. Questa, pur cos poco portata a dubitare o a sospettare, non pot credere a ci che stava ascoltando. - Lizzy, stai scherzando. Non possibile! Fidanzata con Mr Darcy! No, no, non prenderti gioco di me. Dimmi che non vero. - Come inizio non c' male! Contavo almeno su di te e, se tu per prima non mi credi, chi altri pensi possa mai credermi? Eppure la verit, nient'altro che la verit. Mi ama ancora, e sono fidanzata con lui. Jane la guard dubbiosa. - Oh, Lizzy, non possibile. So bene quanto ti antipatico. - Tu non sai nulla. Dobbiamo dimenticare ci che stato. Forse non l'ho amato sempre come adesso, ma, in cos del genere, la troppa memoria imperdonabile. Questa l'ultima volta che voglio ricordare il passato. Jane appariva ancora profondamente stupita. Elizabeth le assicur di nuovo, e con seriet persino maggiore, che stava dicendo la verit. - Cielo! Pu mai essere vero? Eppure, ora non posso che crederti, - esclam Jane. - Cara, cara Lizzy, vorrei, voglio congratularmi con te; ma sei sicura... perdonami la domanda... sei proprio sicura di poter essere felice con lui? - Non ne ho alcun dubbio. Saremo la coppia pi felice del mondo. Ma tu, Jane, sei contenta? Ti far piacere averlo per cognato? - Molto, moltissimo. Nulla potrebbe esser pi gradito tanto a Bingley che a me. Abbiamo pensato alla cosa e ne abbiamo parlato, ma come di una cosa impossibile. E davvero tu lo ami? Oh, Lizzy, fai quello che vuoi, ma non sposarti senza amore. Sei proprio sicura dei tuoi sentimenti per lui? - Oh, s. Quando ti avr raccontato tutto, capirai che provo per lui pi di quanto dovrei. - Che cosa intendi dire? - Beh, non arrabbiarti, ma... devo confessarti che mi piace persino pi di Bingley. - Sorellina cara, cerca di non scherzare, ti prego. Voglio parlare molto seriamente. Raccontami tutto senza esitare. Da quanto tempo lo ami?

- accaduto cos gradualmente che quasi non so quando incominciato; ma credo che sia stato quando ho visto la sua magnifica Pemberley. Jane torn a pregarla di essere seria e, questa volta, ottenne l'effetto desiderato: Elizabeth le parl con tanta forza del suo amore da convincerla pienamente. Era soddisfatta; non le interessava sapere oltre. - Ora sono proprio felice, - disse, - perch so che anche tu sarai felice quanto me. Ho sempre avuto molta considerazione per lui. Non fosse stato che per il suo amore per te, lo avrei sempre stimato; ma ora, come amico di Bingley e tuo marito, nessuno, tranne Bingley e te, pu essermi tanto caro. Ma, Lizzy, quanti segreti! Quanto riserbo con me. Mi hai detto cos poco di ci che accaduto a Pemberley e a Lambton! Tutto quello che so in proposito lo devo ad altri, non a te. Elizabeth le spieg il motivo del suo riserbo. Non aveva voluto parlare di Bingley, e l'incertezza dei propri sentimenti le aveva fatto egualmente evitare il nome di Darcy; ora, per, aveva intenzione di dirle tutto, anche il ruolo che egli aveva sostenuto nel matrimonio di Lydia. Le rivel ogni particolare, e met della nottata fu trascorsa a chiacchierare. - Santo cielo, - esclam Mrs Bennet, l'indomani mattina, guardando dalla finestra. - Quell'antipatico di Mr Darcy sta tornando con il nostro caro Bingley. Chiss perch cos inopportuno da venire sempre qui? Credevo che fosse a Netherfield per andare a caccia o qualcosa del genere, non per venire a seccare noi con la sua compagnia. Che cosa faremo di lui, adesso? Lizzy, devi di nuovo accompagnarlo a fare una passeggiata in modo che non dia noia a Bingley. Elizabeth trattenne a stento il riso di fronte a una proposta cos gradita, ma era profondamente dispiaciuta che la madre si esprimesse sempre in questo modo nei confronti di Darcy. Quando entrarono, Bingley la guard con aria cos espressiva e le strinse la mano con tanto calore, da non farle dubitare che era bene informato; e poco dopo chiese ad alta voce: - Mrs Bennet, non ci sono altri sentieri da queste parti dove Lizzy possa tornare a perdersi oggi? - Consiglierei Mr Darcy, Lizzy e Kitty, - rispose Mrs Bennet, - di andare a Monte Oakham, questa mattina. una passeggiata lunga e bella, e Mr Darcy non ha mai visto il panorama. - Va benissimo per gli altri, - rispose Mr Bingley, - ma sono certo che troppo lunga per Kitty. Non vero Kitty? Kitty riconobbe che preferiva rimanere in casa. Darcy sembr molto desideroso di vedere il panorama del Monte Oakham, ed Elizabeth acconsent in silenzio. Mentre saliva a prepararsi, Mrs Bennet la segu dicendo: - Mi dispiace molto, Lizzy, che tu debba subire da sola la compagnia di quell'individuo antipatico, ma spero che non te ne faccia un gran problema. Sai bene che solo per Jane; e, poi, non credo che ci sia molto da parlare con lui, dunque, non preoccuparti. Mentre passeggiavano decisero che, quella sera, egli avrebbe chiesto il consenso di Mr Bennet; Elizabeth si riserv, invece, il compito di parlare alla madre. Non sapeva come Mrs Bennet avrebbe preso la notizia; a volte si chiedeva se tutta la ricchezza e il nome di lui sarebbero bastati a farle vincere l'antipatia che egli le ispirava; in ogni caso, sia che avesse mostrato una decisa opposizione al matrimonio o un violento entusiasmo per esso, era sicura che il suo contegno non avrebbe fatto onore al suo buonsenso e, inoltre, non sopportava l'idea che Darcy subisse le prime effusioni della sua gioia o le prime manifestazioni della sua disapprovazione. La sera, quando Mr Bennet si ritir in biblioteca, Elizabeth vide Darcy alzarsi e seguirlo e fu colta da una profondissima agitazione. Non temeva un rifiuto del padre, ma sapeva che non sarebbe stato contento, e non lo sarebbe stato proprio a causa sua; e il fatto che lei, la figlia prediletta, potesse addolorarlo con la sua scelta e causargli preoccupazioni e rimpianti con la sua decisione la rattristava a tal punto che rimase in uno stato di grande angoscia finch Mr Darcy ricomparve; guardandolo, lo vide sorridere e si sent sollevata. Dopo qualche minuto, egli si avvicin al tavolo dove era seduta con Kitty e, fingendo di ammirare il suo ricamo, le bisbigli: - Andate da vostro padre, vi aspetta in biblioteca. Elizabeth vi si rec immediatamente. Il padre stava passeggiando nella stanza con aria seria e preoccupata.

- Lizzy, - le chiese, - che cosa stai facendo? Sei completamente uscita di senno per accettare quest'uomo? Non lo hai sempre detestato? Quanto desider in quel momento che i suoi giudizi di un tempo fossero stati pi ragionevoli e le sue espressioni pi moderate! Ora non si sarebbe trovata nell'imbarazzante posizione di dover dare tante spiegazioni. Era un compito difficile e ingrato, ma necessario; un po' confusa, rassicur il padre circa i suoi sentimenti per Mr Darcy. - In altre parole, hai deciso di sposarlo. Certo ricco, e avrai vestiti e carrozze pi belli di quelli di Jane. Ma basteranno a farti felice? - Non avete altre obiezioni, - disse Elizabeth, - oltre che credere che io non provi assolutamente niente per lui? - Nessuna. Sappiamo tutti che orgoglioso e antipatico, ma non importerebbe, se tu gli volessi davvero bene. - Ma io gliene voglio; gliene voglio con tutto il cuore! - rispose Elizabeth con le lacrime agli occhi. - Lo amo. Il suo orgoglio non sbagliato, ve lo assicuro. E, inoltre, una persona davvero gentile. Voi non lo conoscete; vi prego, non affliggetemi parlandomi di lui in questo modo. - Lizzy, - disse il padre, - gli ho dato il mio consenso. un uomo a cui non oserei negare nulla che si degnasse di chiedermi. Ora lo do anche a te, se hai deciso di sposarlo, ma permettimi di consigliarti di pensarci meglio. Conosco il tuo carattere e so che non potresti essere felice se tu non stimassi davvero tuo marito, se non lo considerassi davvero superiore a te. La tua intelligenza ti esporrebbe a rischi notevoli, se facessi un matrimonio non all'altezza delle grandi qualit di cui sei dotata. Finiresti per sentirti umiliata e infelice. Bambina mia, non darmi il dolore di vederti incapace di rispettare il compagno della tua vita. Tu non sai quello che stai facendo. Elizabeth ancora pi amareggiata, rispose con estremo calore e seriet che Mr Darcy era davvero l'oggetto della sua scelta; spieg il lento mutamento che avevano subito i suoi sentimenti e gli disse quanto fosse sicura dei sentimenti di lui e del fatto che non erano cosa passeggera, dato che avevano superato tanti mesi di incertezza; gli parl di tutte le belle qualit che quell'uomo apparentemente antipatico aveva e, cos facendo, riusc alla fine a vincere l'incredulit del padre e a riconciliarlo con l'idea di questo matrimonio. - Bene, cara, - disse Mr Bennet quando la figlia ebbe finito di parlare, - non ho altro da aggiungere. Se le cose stanno cos, degno di te. Non avrei mai voluto separarmi dalla mia amata Lizzy per qualcuno che non fosse davvero alla sua altezza. Per completare quest'opinione favorevole, Elizabeth gli raccont allora ci che Mr Darcy aveva fatto di sua spontanea volont per Lydia. Egli l'ascolt stupito. - Questa proprio la serata delle grandi sorprese! E cos Mr Darcy ha fatto tutto: ha organizzato il matrimonio, ha fornito il denaro, pagato i debiti di quell'individuo e gli ha procurato il brevetto! Tanto meglio. Mi risparmier un mucchio di fastidi e di spese. Se fosse stata opera dello zio avrei dovuto e voluto rimborsarlo, ma questi giovani e ardenti innamorati sbrigano ogni cosa a modo loro. Domani gli offrir di rimborsarlo, lui protester e declamer il suo amore per te, e cos la faccenda sar sistemata. Allora si ricord dell'imbarazzo che Elizabeth aveva mostrato qualche giorno prima davanti alla lettera di Mr Collins e, dopo averla presa un po' in giro, la lasci andare, dicendole mentre usciva dalla stanza: - Se c' qualche pretendente per Mary o Kitty, mandameli, perch sono a loro disposizione. Elizabeth si sent finalmente sollevata da un pesante fardello; dopo una mezz'ora di riflessione in camera sua, fu in grado di raggiungere gli altri con sufficiente serenit. Tutto era troppo nuovo per esprimersi in vera e propria allegria, ma la serata trascorse tranquilla; non c'era pi nulla da temere, e il conforto dell'intimit e della familiarit sarebbe arrivato con il tempo. Quella sera, quando la madre sal nel suo spogliatoio, Elizabeth la segu e le diede l'importante notizia. L'effetto fu assolutamente straordinario: Mrs Bennet tacque, completamente incapace di articolare sillaba o proferire parola. Ci vollero parecchi minuti prima che comprendesse quello che stava sentendo, bench, in genere, non fosse affatto lenta ad afferrare tutto ci potesse essere

vantaggioso per la sua famiglia o si presentasse in veste di pretendente per le figlie. Alla fine, riusc a riprendersi; cominci ad agitarsi sulla sedia, ad alzarsi, a tornare a sedersi, ad abbandonarsi a esclamazioni di meraviglia e ad autobenedirsi. - Santo cielo! Dio mi benedica! Ma sentite! Dio mio! Mr Darcy! Chi lo avrebbe mai detto! Ma proprio vero! Oh, carissima Lizzy! Come sarai ricca e importante! Quanto denaro, quanti gioielli, quante carrozze avrai a disposizione! Jane non ha niente in confronto... proprio niente. Sono cos contenta... cos felice. Un uomo cos incantevole! cos bello! cos alto! Oh, cara Lizzy, ti prego, scusami se l'ho trovato tanto antipatico finora. Spero che mi perdonerai. La mia adorata Lizzy! Una casa a Londra! Che bellezza! Tre figlie sposate! Diecimila sterline all'anno! Oh, Signore! Che ne sar di me? Diventer matta. Non potevano esserci dubbi: Mrs Bennet approvava in pieno quel matrimonio. Elizabeth, rallegrandosi di essere stata la sola a sentire tanto sperpero di effusioni, lasci la madre quasi immediatamente, ma quest'ultima la raggiunse subito dopo in camera. - Bimba mia, - le disse, - non riesco a pensare ad altro. Diecimila sterline all'anno, e forse anche di pi! Come se tu sposassi un lord! E avrai una licenza speciale di matrimonio... devi averla; devi averla per forza! Ma, tesoro mio, dimmi qual il piatto preferito di Mr Darcy, in modo che possa prepararglielo per domani. Era un triste auspicio di ci che sarebbe stato il futuro contegno della madre verso di lui; ed Elizabeth pens che, pur avendo la certezza che egli l'amasse profondamente e che i suoi genitori approvassero in pieno quel matrimonio, le rimaneva ancora qualcosa da desiderare. L'indomani trascorse, per, meglio del previsto: Mrs Bennet aveva una tale soggezione del futuro genero, che non si azzard a rivolgergli la parola se non per usargli qualche cortesia o per mostrargli il pi grande rispetto per qualunque cosa egli dicesse. Elizabeth ebbe la gioia di constatare che il padre cercava di fare del suo meglio per conoscerlo pi a fondo; e presto Mr Bennet le assicur che Darcy stava rapidamente salendo nella sua stima. - Ammiro moltissimo tutti e tre i miei generi, - le disse. - Forse Wickham il mio preferito, ma credo che vorr bene tanto a tuo marito quanto a quello di Jane.

Capitolo sessantesimo Elizabeth, tornata di ottimo umore, volle che Darcy le raccontasse come si era innamorato di lei. - Come cominciato? - gli chiese. - Capisco che, una volta nato, il sentimento vi abbia coinvolto sempre di pi, ma che cosa lo ha fatto nascere? -Non saprei stabilire n l'ora, n il luogo e neppure lo sguardo o le parole che lo hanno provocato. passato troppo tempo. Mi ci sono trovato in mezzo prima ancora di accorgermene. - Alla mia bellezza avevate imparato subito a resistere, e quanto ai miei modi... il mio contegno nei vostri confronti ha quasi sempre rasentato la scortesia e non vi ho mai parlato senza il desiderio di ferirvi. Via, siate sincero: mi avete ammirata per la mia impertinenza? - No; per la vostra vivacit. - Potete anche chiamarla impertinenza. Non era molto meno. Il fatto che non ne potevate pi di cortesie, di rispetto e di complimenti. Eravate disgustato dalle donne che parlavano, agivano e pensavano unicamente per ottenere la vostra approvazione. Ho suscitato il vostro interesse perch ero diversa da loro. Se non foste stato buono sul serio, mi avreste detestata, ma malgrado tutti i vostri sforzi per apparire diverso, siete sempre stato nobile e giusto; e, dentro di voi, disprezzavate profondamente coloro che vi facevano la corte con tanta assiduit. Ecco: vi ho risparmiato il disturbo di spiegarmi come sono andate le cose e, tutto considerato, incomincio a credere che la mia sia un'interpretazione pi che ragionevole. A dire il vero, non conoscete di me nessuna buona qualit... ma, d'altronde, chi mai pensa a questo quando si innamora? - Non era forse bont la vostra affettuosa premura verso Jane, quando si ammal a Netherfield?

- Cara Jane! Chi avrebbe potuto fare di meno per lei? Ma prendetela pure per una virt. Le mie buone qualit sono sotto la vostra protezione e potete esagerarle quanto volete; e, in cambio, io non perder occasione per stuzzicarvi e bisticciare con voi. E incomincer subito chiedendovi che cosa vi ha fatto tanto esitare prima di dichiararvi. Perch siete stato cos timido con me la prima volta che siete venuto qui, e poi quando siete rimasto a pranzo? Perch avete fatto di tutto per sembrare assolutamente indifferente nei miei confronti? - Perch eravate seria e silenziosa e non mi incoraggiavate. - Ma ero imbarazzata. - Anch'io lo ero. - Avreste potuto parlare un po' di pi con me quando siete rimasto a pranzo. - Lo avrebbe potuto qualcuno meno turbato. - Che sfortuna che abbiate sempre una risposta sensata, e che io sia sempre cos ragionevole da accettarla! Ma mi domando fino a quando la cosa sarebbe andata avanti, se vi avessi lasciato a voi stesso. Vi chiedo quando avreste parlato, se io non avessi preso l'iniziativa. La mia decisione di ringraziarvi per la bont che avete dimostrato nei confronti di Lydia ha avuto certo un grande effetto. Troppo, credo; perch che cosa ne sarebbe della morale, se la nostra felicit nascesse sempre dalla rottura di una promessa? Io avevo promesso che non vi avrei mai parlato dell'argomento. No, cos non va. - Non preoccupatevi. La morale salva. stata lady Catherine, con la sua intromissione e il suo inqualificabile tentativo di allontanarci, a togliermi ogni dubbio in proposito. Non devo la mia felicit al vostro desiderio di esprimermi quanto mi siete grata. Non intendevo aspettare che foste voi a prendere l'iniziativa. Quel che mi aveva detto la zia mi aveva dato qualche speranza, ed ero deciso a sapere subito ogni cosa. - Lady Catherine stata davvero preziosa, e questo dovrebbe farla felice, perch a sua signoria piace tanto rendersi utile. Ma ditemi, perch siete venuto a Netherfield? Solo per cavalcare a Longbourn e mettervi in una situazione di grande imbarazzo? O avevate deciso qualcosa di pi serio? - Il mio vero, inconfessabile intento era quello di vedervi e di scoprire se avrei mai potuto sperare nel vostro amore. L'intento confessato, o, per lo meno confessato a me stesso, era quello di vedere se vostra sorella voleva ancora bene a Bingley e, in questo caso, di rivelare a lui le cose che poi gli ho rivelato. - Avrete mai il coraggio di annunciare a lady Catherine ci che sta per accadere? - pi facile che me ne manchi il tempo che il coraggio, Elizabeth. Ma bisogna pur farlo, e se mi date un foglio lo far subito. - Beh, se non dovessi scrivere una lettera anch'io, mi siederei accanto a voi ad ammirare la regolarit della vostra calligrafia, come ha fatto una volta un'altra signorina. Ma ho anch'io una zia che non posso continuare a trascurare. Non desiderando confessare alla zia come la sua intimit con Darcy fosse stata da lei e dal marito sopravvalutata, Elizabeth non aveva ancora risposto alla lunga lettera di Mrs Gardiner; ma ora che aveva da comunicarle una cosa che sapeva le avrebbe fatto molto piacere, prov quasi vergogna al pensiero che gli zii erano stati privati di tre giorni di gioia, e subito scrisse: Avrei voluto ringraziarvi prima, cara zia, come era mio dovere, per il vostro lungo, affettuoso e chiaro resoconto, ma, a dire il vero, ero troppo turbata per scrivere. Voi supponevate pi di quanto non fosse in realt. Ormai, per, potete farlo: supponete pure liberamente, date sfogo alla fantasia, abbandonatevi all'immaginazione in tutti i modi possibili e, se arrivate addirittura a credere che io sia gi sposata, vi dico subito che non sbagliate di molto. Tornate a scrivermi e fate le vostre lodi persino di pi di quanto non abbiate fatto nell'ultima lettera. Voglio ringraziarvi ancora, e non mi stancher mai di farlo, per non avermi condotta ai laghi. Come posso essere stata cos stupida da averlo desiderato? L'idea dei ponies deliziosa. Faremo il giro del parco ogni giorno. Sono la creatura pi felice del mondo. Forse altri lo hanno detto prima di me, ma nessuno con tanta ragione.

Sono perfino pi felice di Jane; lei sorride soltanto, io rido. Mr Darcy vi manda tutto l'affetto che gli avanza. Spero veniate tutti a Pemberley per Natale. Vostra ecc. La lettera di Mr Darcy per lady Catherine fu molto diversa, e ancora pi diversa fu quella che Mr Bennet mand a Mr Collins in risposta alla sua di qualche giorno prima. Caro signore, devo disturbarvi ancora per chiedervi nuove congratulazioni. Elizabeth sar presto la moglie di Mr Darcy. Consolate lady Catherine meglio che potete. Ma, se fossi in voi, mi metterei dalla parte del nipote: potete ricavarci di Vostro ecc. Le congratulazioni che Miss Bingley fece al fratello per il matrimonio furono tutto quello che ci si poteva aspettare di pi affettuoso e meno sincero. Scrisse persino a Jane, per esprimerle la sua gioia e rinnovarle l'amicizia di un tempo. Jane non si lasci ingannare, ma ne fu commossa e, pur non avendo alcuna fiducia in lei, non pot fare a meno di risponderle molto pi gentilmente di quanto meritasse. La gioia di Miss Darcy, nel ricevere la notizia, fu sincera quanto quella del fratello nel dargliela. Quattro pagine non bastarono a contenere tutta la sua soddisfazione e il suo vivo desiderio di conquistare l'affetto della cognata. Prima che giungesse la risposta di Mr Collins, insieme alle congratulazioni della moglie per Elizabeth, la famiglia di Longbourn apprese che i Collins erano arrivati di persona a Lucas Lodge. La ragione di questa improvvisa partenza fu presto chiara. Lady Catherine si era talmente infuriata nel ricevere la lettera del nipote, che Charlotte, sinceramente felice per quell'unione, desiderava rimanere lontana finch durava la bufera. In un momento simile l'arrivo dell'amica fu un vero piacere per Elizabeth, quantunque a volte, durante i loro incontri, le venisse da pensare che era un piacere pagato a caro prezzo, dato che Darcy doveva sopportare le ossequiose cortesie di Mr Collins. Darcy le sopport con calma ammirevole. Riusc persino ad ascoltare con discreta impassibilit sir William Lucas quando questi gli fece i complimenti perch si portava via il pi bel gioiello del luogo e gli espresse la sua speranza di incontrarli spesso a corte. Si limit ad alzare con un certo disprezzo le spalle, quando sir William non poteva vederlo. La volgarit di Mrs Philips fu un'altra dura prova per la sua sopportazione; e bench anch'ella, come la cognata, avesse troppa soggezione di lui per parlargli con quella familiarit che l'affabilit di Bingley incoraggiava, bastava che dicesse qualcosa, qualsiasi cosa, per mostrare a tutti quanto fosse volgare. Il grande rispetto che aveva per lui, pur rendendola pi riservata, non riusciva comunque a renderla pi elegante. Elizabeth faceva quel che poteva per mettere il suo amato al riparo dalle premure di entrambi e cercava sempre di tenerlo con s e con quelli della sua famiglia a cui egli poteva parlare senza fastidio; in compenso, pur privando il periodo del fidanzamento di gran parte delle sue gioie, questi piccoli guai accrebbero in lei le speranze per il futuro, ed ella immaginava gi con gioia il momento in cui avrebbero lasciato una compagnia cos poco piacevole per sistemarsi nella confortevole eleganza di Pemberley.

Capitolo sessantunesimo Radioso, per i sentimenti materni di Mrs Bennet, fu il giorno in cui ella si priv delle due figlie pi care. Con quanto orgoglio esultante andasse poi a far visita a Mrs Bingley e parlasse di Mrs Darcy facile a immaginarsi. Vorrei poter dire, per amore della famiglia Bennet, che la realizzazione del pi grande desiderio di Mrs Bennet, quello di vedere sistemate tante delle sue figlie, avesse portato al felice risultato di renderla intelligente, simpatica e colta per il resto della sua vita; ma, forse, fu una fortuna per il marito che ella continuasse a essere spesso nervosa e perennemente stupida, perch, altrimenti, egli non avrebbe pi potuto apprezzare una forma cos insolita di felicit domestica. Mr Bennet sent terribilmente la mancanza della secondogenita; il suo affetto per lei lo fece muovere di casa pi di quanto non lo avesse fatto muovere una qualsiasi altra ragione fino ad allora. Era felice di andare a Pemberley, specialmente quando non era atteso.

Mr Bingley e Jane rimasero a Netherfield soltanto un anno. Una simile vicinanza alla madre e ai parenti di Meryton non era facilmente sopportabile nemmeno per il docile carattere di lui e il cuore affezionato di lei. Il pi grande desiderio delle sorelle del giovane gentiluomo fu allora appagato: egli compr un possedimento in una contea vicina al Derbyshire, e Jane ed Elizabeth poterono aggiungere a tutti gli altri motivi di felicit quello di vivere solo a una trentina di miglia l'una dall'altra. Kitty, per sua fortuna, passava la maggior parte del tempo con le sorelle maggiori. In un ambiente di cos alto livello miglior molto. Non aveva il carattere ribelle di Lydia, e, curata e ben guidata, divent meno nervosa, meno ignorante e meno sciocca. Fu tenuta accuratamente lontana dalla compagnia e dall'influenza di Lydia; e bench Mrs Wickham la invitasse spesso a recarsi da lei, promettendole balli e corteggiatori, il padre non la lasci mai andare. Mary fu la sola a rimanere in casa: costretta a tenere compagnia a Mrs Bennet, incapace di star sola, fu, per, distolta dalla sua mania di acculturarsi. Dovette frequentare gente, anche se non abbandon il vizio di fare della trita morale su ogni cosa le capitasse a tiro; e, siccome non era pi mortificata dal confronto con la bellezza e la vivacit delle sorelle, sembr accettare il cambiamento senza troppa riluttanza. Quanto a Wickham e Lydia, i loro caratteri non cambiarono molto con il matrimonio delle due sorelle. Egli si rassegn filosoficamente alla convinzione che Elizabeth dovesse ormai essere al corrente dell'ingratitudine e della falsit che fino ad allora poteva avere ignorato e, malgrado tutto, non perse mai la speranza che Darcy gli avrebbe fatto fare fortuna. La lettera di congratulazioni che ricevette Elizabeth per il suo matrimonio, le fece capire che questa speranza veniva accarezzata, se non espressamente da lui, almeno da sua moglie. La lettera diceva: Cara Lizzy, mi rallegro con te. Se ami Mr Darcy anche solo la met di quanto io amo il mio caro Wickham, devi essere molto felice. un grande sollievo saperti cos ricca, e spero che, quando non avrai altro da fare, ti ricorderai di noi. Sono certa che a Wickham piacerebbe molto un posto a corte, e non credo che i nostri mezzi ci bastino senza un qualche aiuto. Qualunque cosa andrebbe bene, purch renda tre o quattrocento sterline all'anno; in ogni caso, non parlarne con Mr Darcy se non lo ritieni opportuno. Ritenendolo del tutto inopportuno, Elizabeth tronc con la sua risposta qualunque richiesta o speranza da parte dei Wickham; tuttavia, risparmiando sulle sue spese private, cerc di aiutare la sorella pi spesso che pot. Si rendeva perfettamente conto che una rendita cos piccola, amministrata da due persone cos eccessive in fatto di prodigalit e cos incuranti del futuro, era del tutto insufficiente al loro sostentamento; e, ogni volta che i due cambiavano residenza, tanto lei quanto Jane sapevano che avrebbero ricevuto una qualche richiesta di pagamento di debiti di varia natura ed entit. La vita che la coppia conduceva era precaria e disordinata e continu a esserlo anche in tempo di pace, dopo il congedo di lui dall'esercito. Traslocavano instancabilmente da un posto all'altro in cerca di una sistemazione pi economica e spendendo sempre di pi di quanto avrebbero dovuto. L'affetto di lui si trasform presto in indifferenza, quello di lei dur un po' di pi, e, malgrado la giovinezza e l'educazione, ella conserv tutti i diritti alla reputazione che il matrimonio le aveva dato. Darcy, pur rifiutandosi di ricevere Wickham a Pemberley, per amore di Elizabeth continu ad aiutarlo nella professione. Lydia era di tanto in tanto loro ospite, quando il marito andava a divertirsi a Londra o a Bath; dai Bingley, invece, la coppia andava cos spesso e si fermava cos a lungo, che perfino il buon carattere del padrone di casa fu messo a dura prova, al punto di indurlo addirittura a dichiarare che avrebbe fatto capire ai due di andarsene. Miss Bingley fu terribilmente mortificata dal matrimonio di Mr Darcy, ma, pensando che le convenisse conservare il privilegio di essere ospite a Pemberley, dimentic ogni rancore con estrema facilit, si mostr sempre pi entusiasta di Georgiana, premurosa quasi quanto prima con Darcy e sald tutti gli arretrati di cortesia che doveva a Elizabeth.

Pemberley divenne la dimora anche di Georgiana, e l'affetto delle due cognate fu esattamente come Darcy aveva sperato che fosse. Si volevano bene come si erano proposte di volersene. Georgiana aveva il pi alto concetto di Elizabeth, bench all'inizio avesse ascoltato con uno stupore che rasentava la preoccupazione il suo modo vivace di parlare con il marito. Colui che le aveva sempre ispirato un rispetto che quasi superava l'affetto preso in giro con tanta schietta allegria! Impar cose per lei del tutto nuove. Dall'esempio di Elizabeth cominci a capire che una donna pu prendersi con il marito libert che un fratello non pu sempre concedere a una sorella di dieci anni pi giovane. Lady Catherine si indign enormemente per il matrimonio del nipote e, siccome nel rispondere alla lettera che glielo annunciava, aveva dato libero sfogo all'irrefrenabile franchezza del suo carattere utilizzando un linguaggio a dir poco ingiurioso, specialmente nei confronti di Elizabeth, per qualche tempo fu troncato fra loro ogni rapporto. Ma alla fine, cedendo alle insistenze di Elizabeth, Darcy si convinse a perdonare l'offesa e a tentare una riconciliazione; dopo qualche resistenza da parte della zia, il risentimento di questa venne meno, sia per l'affetto che nutriva per il nipote, sia per la curiosit di vedere come si comportava la giovane sposa. Sua signoria acconsent ad andare a trovarli a Pemberley, malgrado la profanazione che gli antichi boschi avevano subito, non solo per la presenza di una simile padrona, ma anche per le visite degli zii commercianti. Con i Gardiner i rapporti furono sempre pi cordiali e affettuosi. Come Elizabeth, anche Darcy era legato a loro da un sincero attaccamento e da un'immensa gratitudine: conducendo la nipote nel Derbyshire, Mr e Mrs Gardiner avevano, infatti, contribuito a quell'unione.