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IL BARONE RAMPANTE (Italo Calvino )

Il protagonista del libro è Cosimo Piovasco, figlio del Conte di Rondò, un ragazzino di 12 anni
testardo e con un’incredibile forza di volontà con la quale riuscirà a rispettare il suo proposito di
non scendere mai dagli alberi. E’ la seconda metà del 1700 ed il romanzo è ambientato nella
cittadina marittima di Ombrosa, ideata dalla penna di Calvino, in Liguria.

Ancora una volta si scatena lo spirito indomito di Cosimo , rifiutandosi di mangiare le lumache
cucinate dalla sorella e non volendosi rassegnare al volere del padre, il Barone Arminio, decide
di rifugiarsi sull’elce del suo giardino giurando che non sarebbe mai più sceso. Uno dei suoi
primi spostamenti è quello nel giardino dei suoi vicini, i Marchesi D’Ondariva. Qui conosce la
sua vicina, Viola, una bellissima bambina di dieci anni di cui subito si innamora. Fanno un
patto: Cosimo non avrebbe mai dovuto toccare terra altrimenti avrebbe perso la ‘signoria degli
alberi’. Qualche tempo dopo Cosimo conosce dei ragazzi nominati ladri di frutta con cui Viola
era stata amica. Molto presto però, Viola venne mandata in collegio e Cosimo non la vide per
lungo tempo. Cosimo inizia ad adattarsi comodamente alla sua nuova vita creando dei sistemi
come quello di dighe ideato per lavarsi stando sopra i rami. Così impara anche a cacciare, in
compagnia di un bassotto, un cane trovatello che nomina Ottimo Massimo (si scoprirà essere
appartenuto a Viola).

Dagli alberi continua anche la sua istruzione, per mezzo dell’Abate Fauchelafleur, che finirà
per diventare lui stesso l’allievo di Cosimo. Passando di albero in albero, un giorno aiuta a
scappare dalla polizia locale il cosi temuto brigante Gian dei Brughi. Egli non si rivela essere un
uomo senza scrupoli come si vociferava, ma un uomo ormai stanco di fare il ladro e desideroso
di dedicarsi alla passione per la lettura. Cosi Cosimo procura i libri a Gian dei Brughi che inizia
a trascorrere giorni interi a leggere , abbandonando il brigantaggio. Però i suoi complici,
vogliono che lui torni crudele come un tempo e lo costringono a fare un altro colpo che però
finisce con l’arresto e la condanna a morte di Gian dei Brughi. Grazie all’aiuto dei carbonari
bergamaschi , una notte Cosimo riesce a spegnere un incendio che avrebbe potuto distruggere
tutto il bosco. Durante una delle sue veglie , una sera Cosimo vede lo zio (Il Cavalier Avvocato
Enea Silvio Carrega, esperto di idraulica) discutere con degli uomini, dei pirati berberi. Ogni
sera si occupa di spiare ciò che avviene, quando vede i pirati nascondere le varie merci rubate in
una grotta vicina, avvisa i suoi amici carbonari, poveri, e credendo che ormai i pirati fossero
partiti, li conduce al nascondiglio. Con sua sorpresa, nella grotta però vi era una riunione
dei capi dei pirati , quindi si scatena un’aspra battaglia. Lo zio di Cosimo cercò in ogni modo di
raggiungere la nave dei pirati ma il capitano, ritendendolo colpevole di quell’imboscata, lo
uccide decapitandolo.

Tornato a vagabondare sugli alberi, Cosimo annuncia la morte dello zio dipingendola e
raccontandola in un altro modo, dove Il Cavalier Avvocato Enea Silvio Carrega sembrava essere
un eroe. Però il padre di Cosimo, il barone Arminio, non riesce a sopportare la perdita del
fratello a cui era molto affezionato e dopo poco tempo, muore.
Dunque Cosimo diviene il barone di Rondò e per occuparsi dei vari affari, giunge in città molto
più spesso, in questo modo viene a sapere dell’esistenza di un’altra popolazione che soggiornava
sugli alberi proprio come lui. Questi erano gli spagnoli che erano stati esiliati per essersi ribellati
al Re Carlos III e vivevano sugli alberi di Olivabassa poiché secondo il trattato, gli esuli non
potevano toccare quel territorio. Cosimo si innamora subito di una fanciulla, Ursula, con cui
prova le prime gioie amorose. Quando agli esuli viene permesso di tornare in patria, i
due giovani sono costretti a separarsi. Cosimo, tornato ad Ombrosa, si lascia trasportare dalle
passioni più sfrenate, le donne più belle erano attratte dal suo fascino e cedevano volentieri alle
sue proposte amorose. Si dedicò alla lettura di moltissimi libri e arrivò ad interagire anche con
personaggi illustri quali Diderot, Rousseau e Voltaire. Questo periodo spensierato ebbe fine con
la morte della madre, per cui soffrì molto. Tuttavia d’un tratto, Viola torna alla residenza paterna
poiché rimasta vedova di un nobile ottantenne. Improvvisamente il sentimento reciproco che
avevano provato da bambini, si riaccende. L’amore tra i due è un amore forte, ma talvolta
distruttivo, caratterizzato da continui litigi, incontri amorosi, fughe e ritorni. Viola, stufa della
gelosia di Cosimo che non condivideva la sua stessa idea d’amore, parte e va definitivamente via
da Ombrosa.

Il barone si dispera, e passa le sue giornate a piangere, distrutto dalla partenza di Viola. Riesce a
distrarsi grazie a dei problemi che richiedevano il suo intervento, aiuta la sua città guidando una
rivolta contro la Repubblica di Genova che obbligava i contadini a pagare pesanti tributi.
Successivamente supporta le truppe francesi entrate ad Ombrosa per proclamare l’annessione
alla ‘Grande Nazione Universale’, affinché le aiutasse a vincere contro i soldati austro-sardi
giunti per assicurare la neutralità della Repubblica di Genova. Cosi , le armate francesi hanno la
meglio e Ombrosa viene annessa al regno di Francia. Cosimo considerato un eroe, riceverà
anche una visita di Napoleone in persona. Cominciò ad invecchiare, cosi il fratello Biagio (colui
che narra tutta la storia), cerca di fargli trascorrere i suoi ultimi giorni nel miglior modo
possibile, procurandogli un letto e una poltrona. L’ultima volta che Biagio lo vide, fu in cima ad
un albero, tutti gli uomini erano già pronti con un lenzuolo a recuperarlo in caso di caduta, ma
Cosimo non da’ loro la soddisfazione di vederlo toccare terra neanche da morto. Infatti di li’ a
poco passa una mongolfiera poco sopra di lui, e saltando, Cosimo si aggrappa alla corda
attaccata ad essa, scomparendo nel cielo.

Commento ‘Il barone rampante’

Ho terminato questo libro solo due giorni dopo averlo acquistato, questo grazie alla
scorrevolezza dei discorsi e al linguaggio usato che sono perfetti per rendere il racconto
coinvolgente, le descrizioni non sono troppo prolisse e le ho apprezzate molto. Cosimo è il
ritratto della perseveranza , ammiro la sua determinazione nel perseguire i propri ideali. Il lettore
viene immerso nella lettura continuando a chiedersi se Cosimo riuscirà a mantenere la sua
promessa o se mai un giorno scenderà e toccherà di nuovo terra. La scelta di vivere sugli alberi
secondo me è anche un modo per osservare il mondo da un’altra prospettiva, di scoprire cose
differenti dal comune. Penso anche che sia una sorta di metafora dello straniamento della sua
condizione borghese di nobile per cercare una propria dimensione. Cosimo si allontana dalla vita
ordinaria, per viverne una diversa, nella quale viene amato e alimenta la sua cultura,
distaccandosi dalla famiglia, si scosta dalle regole imposte dal suo contesto sociale e da quel
comportamento da regali che nasconde finzioni, menzogne e falsità. Una delle figure del
romanzo che ho alquanto gradito è stato il brigante Gian dei Brughi, al quale Cosimo insegna e
trasmette l’amore per i libri. Sono rimasta stupita quando Gian dei Brughi, pur di terminare la
lettura di ‘Clarissa’ , accetta di organizzare l’ultimo colpo con i suoi complici, in cambio però di
riavere il libro che gli era stato temporaneamente sequestrato. Questa dedizione alla lettura ,
involontariamente lo porta a essere condannato, e nonostante fosse finito in prigione la sua
passione per i libri continua. Credo sia uno dei personaggi più importanti e tra quelli che hanno
subito un cambiamento significativo.

Ritengo che sia un romanzo legato fortemente al presente, poiché anche adesso l’uomo ha
bisogno di estraniarsi e di evadere dalla vita ogni tanto, un po’ come ha fatto Cosimo salendo sui
rami degli alberi, pur se in maniera differente.

Nonostante nella vita si possano avere le migliori delle amicizie, uno stile di vita agiato, una
cultura, l’uomo resta comunque fragile, riservando una parte di sé che rimane personale. Un
messaggio importante che mi è arrivato è quello di non farsi condizionare da quello che le
persone potrebbero pensare di te, di accettare la diversità. Poiché uno dei desideri di Cosimo è
quello di essere libero senza badare ai giudizi. E’ un libro con una storia insolita e
completamente originale, che di certo rimarrà impresso nella mente soprattutto per la sua trama
innovativa.

Relazione di Alice Rossi