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ROBIN COOK LA CAVIA (Seizure, 2003) A Audrey Anche se la sua facolt di ricordare si affievolita, la mia non lo ; quindi ti ringrazio

o di cuore, mamma, per tutto il tuo amore, la tua dedizione e i sacrifici che hai fatto per me, in particolare quando ero piccolo... un riconoscimento ancora pi toccante e profondo ora che ho un bambino di tre anni sano, felice e scatenato! Ringraziamenti Come per molti altri miei romanzi, in particolare quelli per cui era necessaria una preparazione che andasse oltre le nozioni di chimica apprese all'universit e la specializzazione in chirurgia e oftalmologia, ho tratto enorme beneficio dall'erudiziene, dalla saggezza e dall'esperienza degli amici e di amici degli amici. Questo libro, infatti, si occupa di biotecnologie e di politica. Sono state numerosissime le persone che mi hanno messo a disposizione tempo e idee con generosit. Quelle che vorrei ringraziare in modo particolare sono (in ordine alfabetico): Jean Cook, psicologa con un'elevata preparazione accademica nel campo dell'assistenza sociale, lettrice perspicace, critica coraggiosa e inestimabile cassa di risonanza. Joe Cox, capace avvocato fiscalista e grande lettore di fiction, che ha competenze per quanto riguarda la struttura aziendale, la finanza e le questioni legali internazionali. Gerald Doyle, internista con una professionalit e una carica umana di cui si perduto lo stampo, uno dei medici clinici pi preparati del nostro paese. Orrin Hatch, venerato senatore dello Utah laureato in giurisprudenza, che mi ha graziosamente permesso di sperimentare di prima mano una giornata tipo nella vita di un senatore e mi ha intrattenuto con storielle umoristiche su ex senatori le cui biografie hanno costituito un terreno fertile su cui basarmi per creare il mio Ashley Butler. Robert Lanza, medico che una vera e propria dinamo umana nel lottare

indefessamente per colmare il gap tra clinica medica e biotecnologie del ventunesimo secolo. Valerio Manfredi, esuberante archeologo italiano, scrittore lui stesso, che si dato moltissimo da fare nel fornirmi presentazioni e nell'organizzare la mia visita a Torino per la ricerca sulla Sacra Sindone. Prologo Luned 22 febbraio 2001 era una di quelle giornate invernali eccezionalmente tiepide che traevano in inganno gli abitanti della costa atlantica con la falsa promessa di una primavera imminente. Il sole splendeva dal Maine all'estremit dei Florida Keys, facendo innalzare la temperatura di circa dodici gradi. Doveva essere una giornata normale, felice, per la maggioranza delle persone che vivevano su quel lungo litorale, ma per due in particolare avrebbe segnato l'inizio di una serie di eventi destinati a far incrociare tragicamente le loro vite. Ore 13.35 - Cambridge, Massachusetts Daniel Lowell sollev lo sguardo dal foglietto rosa che teneva in mano, su cui era annotato un messaggio telefonico. Due cose lo rendevano unico: a chiamarlo era stato il dottor Heinrich Wortheim, presidente del dipartimento di chimica ad Harvard, dicendo che desiderava vederlo nel suo ufficio, e inoltre il piccolo riquadro che recava la scritta URGENTE era segnalato da una X. Il dottor Wortheim comunicava sempre per lettera e ne aspettava una in risposta. Era considerato uno dei massimi chimici del mondo e occupando una posizione cos elevata ad Harvard, poteva permettersi un comportamento eccentrico, da novello Napoleone. Raramente si mescolava con i comuni mortali come Daniel, che pure era a capo del proprio dipartimento sottoposto all'autorit di Wortheim. Ehi, Stephanie! chiam a gran voce Daniel, attraverso il laboratorio. Lo hai visto questo messaggio sulla mia scrivania? dell'imperatore. Mi vuole vedere nel suo ufficio. Stephanie sollev la testa dallo stereomicroscopio per dissezione e gli lanci un'occhiata molto scettica. Questo non mi dice niente di buono. Tu non gli hai mai parlato, vero? Come avrei potuto? L'ho visto solo due volte durante tutto il dottorato: quando ho discusso la tesi e quando mi ha allungato il diploma.

Deve essersi fatto qualche idea sui nostri progetti. Be', non c' da sorprendersi, considerata tutta la gente che ho avvicinato perch facesse parte del nostro comitato scientifico. Hai intenzione di andarci? Non me lo perderei per niente al mondo! Dal laboratorio all'edificio che ospitava gli uffici amministrativi si arrivava con una breve camminata. Daniel sapeva che lo aspettava un confronto, ma non era preoccupato. Anzi, non vedeva l'ora. Nell'attimo stesso in cui entr, la segretaria del dipartimento gli fece cenno di entrare direttamente nel sancta santorum di Wortheim. Trov l'anziano premio Nobel seduto alla scrivania, un mobile di antiquariato. I capelli bianchi e il volto affilato lo facevano apparire pi vecchio dei suoi settantadue anni. Questo per non sminuiva il forte carisma che emanava come un campo magnetico. Prego, sieda, dottor Lowell, lo accolse Wortheim, guardandolo al di sopra degli occhiali da lettura con la montatura di metallo. Gli era rimasto un leggero accento tedesco, nonostante avesse vissuto negli Stati Uniti per quasi tutta la vita. Daniel obbed. Era conscio del lieve sorriso disinvolto che gli aleggiava in viso e che di certo non sarebbe passato inosservato al suo capodipartimento. Nonostante l'et, le capacit intuitive di quell'uomo erano acute come non mai e pronte a captare il minimo sgarbo. Il servilismo che avrebbe dovuto mostrare verso questo barone era uno dei motivi che rinfrancavano Daniel nella decisione di lasciare il mondo accademico. Wortheim era brillante e aveva vinto il Nobel, ma rimaneva impantanato nella chimica sintetica inorganica del secolo scorso. Il presente e il futuro erano rappresentati dalla chimica organica, sotto forma di proteine e dei loro rispettivi geni. Fu il vecchio a rompere il silenzio, dopo che i due si furono studiati reciprocamente per qualche secondo. Dalla sua espressione, immagino che le voci che mi sono arrivate siano attendibili. Potrebbe essere pi preciso? Daniel voleva essere sicuro che i suoi sospetti fossero fondati. Aveva pensato di aspettare un altro mese prima di fare l'annuncio ufficiale. Lei sta organizzando un comitato scientifico. Wortheim si alz e inizi a camminare avanti e indietro. E un comitato scientifico pu significare soltanto una cosa. Si ferm e lo fiss con astio e disprezzo. Ha intenzione di rassegnare le dimissioni e ha fondato una societ, o sta per far-

lo. Riconosco il capo d'accusa, proclam Daniel. Ma non pot impedire al proprio sorriso di allargarsi smodatamente. Sul viso di Wortheim si era diffuso invece un profondo rossore. Senza dubbio, equiparava quella situazione al tradimento di Benedict Arnold durante la guerra di Indipendenza americana. Mi sono esposto personalmente quando stato assunto, sbott. Abbiamo perfino costruito il laboratorio che lei voleva. Non ho intenzione di portare il laboratorio con me, replic Daniel. Non riusciva a credere che il vecchio volesse farlo sentire in colpa. La sua impertinenza oltraggiosa. Potrei porgerle le mie scuse, ma non sarei onesto. Wortheim torn alla scrivania. Il suo abbandono mi metter in difficolt con il rettore. Mi spiace. Lo dico in tutta sincerit. Tuttavia, sono proprio questi intrallazzi burocratici una delle ragioni per cui non sentir la mancanza del mondo accademico. Che altro? Sono stufo di sacrificare all'insegnamento il tempo per la ricerca. Il suo carico di ore in aula il meno oneroso di tutto il dipartimento. Lo abbiamo negoziato cos, quando venuto qui. S, ma sottrae troppo tempo alla mia ricerca e non nemmeno la questione principale. Voglio raccogliere i vantaggi di ci che ha prodotto la mia creativit. Vincere premi e vedere i miei articoli pubblicati su riviste scientifiche non abbastanza. Desidera essere una celebrit. Suppongo che questo sia uno dei modi possibili per interpretare la situazione. E, inoltre, il denaro non guasterebbe. Perch no? Si arricchita anche gente con met della mia abilit. Ha mai letto Il dottor Arrowsmith, di Sinclair Lewis? Non ho tante occasioni di leggere romanzi. Magari dovrebbe trovare il tempo, sugger Wortheim, in tono di scherno. Potrebbe farle riconsiderare la sua decisione, prima che sia irreversibile. Ci ho gi pensato parecchio. Ritengo sia la cosa giusta per me. Vuole sapere la mia opinione? Credo di conoscerla gi. Penso che sar un disastro per entrambi, ma soprattutto per lei.

Grazie per le sue parole di incoraggiamento. Daniel si alz. Ci vediamo in giro. E usc. Ore 17.15 - Washington, D.C. Grazie a tutti voi per aver accettato di incontrarmi, esord il senatore Ashley Butler, agitando festosamente una mano. Il tipico accento strascicato del Sud trasmetteva un senso di cordialit, accentuato dal sorriso stampato sul volto flaccido. Il nutrito gruppo di uomini e donne dall'espressione entusiasta era balzato in piedi nell'attimo stesso in cui lui aveva fatto irruzione nella propria saletta per le conferenze al Senato, assieme al capo dello staff. I visitatori, provenienti dalla capitale del suo stato, erano raggruppati al centro, attorno alla tavola di quercia. Erano i rappresentanti di una piccola organizzazione di imprese che faceva pressione per uno sgravio fiscale, o forse si trattava di uno sgravio assicurativo. Il senatore non se lo ricordava, e non era annotato sul programma del giorno, come invece avrebbe dovuto essere. Si disse che doveva far notare la mancanza alla dirigente del suo ufficio. Mi spiace di essere arrivato in ritardo, aggiunse, dopo aver stretto con energia la mano all'ultima persona. Ero ansioso di incontrarvi, e avrei voluto arrivare prima, ma stata una di quelle giornate! Sollev gli occhi al cielo, con enfasi. Purtroppo, a causa dell'ora e di altri impegni pressanti, non posso rimanere. Mi spiace, ma c' qui Mike, e lui un grande. Il senatore assest al membro dello staff che aveva destinato all'incontro con quel gruppo una plateale pacca sulle spalle, spingendo il giovane avanti fino a farlo andare a sbattere contro il tavolo. Mike il migliore che ho: ascolter i vostri problemi e mi riferir. Sono certo che possiamo esservi d'aiuto, e vogliamo esserlo. Il senatore elarg un'altra serie di pacche sulle spalle di Mike, assieme a un sorriso ammirato, simile a quello di un padre orgoglioso che assiste alla consegna del diploma al figlio. I visitatori lo ringraziarono in coro per averli ricevuti, soprattutto considerando i suoi impegni pressanti. Su ogni volto spiccavano sorrisi entusiasti. Se qualcuno fu deluso per la brevit dell'incontro e per aver dovuto aspettare quasi mezz'ora non lo diede minimamente a vedere. Il piacere tutto mio, dichiar Ashley. Siamo qui per servire. Gir sui tacchi, pronto ad andarsene. Quando raggiunse la porta si volt per un ultimo saluto con la mano e i visitatori risposero allo stesso modo.

stato facile, mormor Ashley a Carol Manning, da lungo tempo capo dello staff, che lo aveva seguito a ruota dalla sala conferenze. Temevo che mi avrebbero impastoiato con una litania di storie tristi e richieste irragionevoli. Sembravano persone per bene, comment Carol, rimanendo sul vago. Pensi che Mike riuscir a gestirle? Non lo so. Non con noi da abbastanza tempo, ancora non sono riuscito a inquadrarlo. Il senatore avanz a grandi falcate per il lungo corridoio che conduceva al suo studio privato. Guard l'orologio. Erano le cinque e venti del pomeriggio. Presumo che ti ricordi dove mi devi portare adesso. Certo, lo rassicur Carol. Torneremo nell'ufficio del dottor Whitman. Il senatore le lanci un'occhiata di rimprovero e si premette l'indice sulle labbra. Non un'informazione da dare in pasto a chiunque, sbott irritato. Mentre passava davanti alla scrivania di Dawn Shackelton, la responsabile del suo ufficio, afferr le carte che lei gli porgeva e senza nemmeno guardarlo, and a chiudersi nel suo studio. Tra quei fogli c'era il programma del giorno dopo, assieme a un elenco di telefonate arrivate mentre lui si trovava nella capitale per una votazione a chiamata nominale, oltre alla trascrizione di un'importante intervista estemporanea con qualcuno della CNN che lo aveva abbordato nell'atrio. Meglio che prendo la mia auto, osserv Carol, guardando l'orologio. Dobbiamo essere nello studio del dottore alle sei e mezzo, e non si sa che razza di traffico dovremo affrontare. Buona idea, approv lui, mentre andava a sedersi alla scrivania e intanto controllava l'elenco delle telefonate. Devo aspettarla all'angolo della C con la Seconda? Ashley si limit a un grugnito affermativo. Un certo numero di chiamate erano importanti, infatti provenivano dai capi di parecchi suoi comitati di azione politica. Per quanto lo riguardava, la raccolta di fondi era la parte pi significativa del suo lavoro, considerato che doveva affrontare una campagna di rielezione per il novembre dell'anno successivo. Ud la porta richiudersi alle spalle di Carol. Per la prima volta in quella giornata, il silenzio scese su di lui. Si guard attorno. Per la prima volta in quella giornata, era solo. Di colpo, l'ansia provata al risveglio, quella mattina, dilag in lui incon-

trollabile. La sentiva dalla bocca dello stomaco alla punta delle dita. Non gli era mai piaciuto andare dal medico. Quando era bambino, era semplicemente la paura delle punture o di qualche altre esperienza dolorosa o imbarazzante. Ma a mano a mano che gli anni passavano, quella paura si era trasformata, diventando pi potente e angosciante. Farsi vedere da un dottore era un modo sgradito per ricordare la propria mortalit e il fatto di non essere pi giovane. Adesso era come se il mero atto di andare a farsi visitare aumentasse le sue possibilit di dover affrontare qualche terribile diagnosi, come il cancro o, ancor peggio, la sclerosi laterale amiotrofica, nota anche con la sigla SLA. Qualche anno prima l'avevano diagnostica a uno dei suoi fratelli, in seguito a un vago sintomo neurologico. Dopo la diagnosi, l'uomo robusto e atletico, un vero e proprio ritratto della salute - molto pi di Ashley -, era diventato uno storpio, e nel giro di pochi mesi era morto. I medici non avevano potuto fare nulla. Ashley pos distrattamente i fogli sulla scrivania e guard lontano. Anche lui aveva sofferto di qualche vago sintomo neurologico, un mese prima. Dapprima non li aveva presi in considerazione, attribuendone la colpa allo stress, all'assunzione eccessiva di caff o all'insonnia. I disturbi subivano alti e bassi, senza per scomparire del tutto. Anzi, sembravano lentamente peggiorare. Quello pi inquietante era il tremore intermittente alla mano sinistra. In certe occasioni aveva dovuto tenerla ferma con la destra perch nessuno se ne accorgesse. Poi c'era stata quella strana sensazione di avere della sabbia negli occhi, cosa che li faceva lacrimare in modo imbarazzante. Infine, era comparso di tanto in tanto un senso di rigidit che richiedeva a semplici azioni come l'alzarsi e il mettersi a camminare uno sforzo sia mentale sia fisico. Una settimana prima, il problema lo aveva spinto a rivolgersi al medico, nonostante la sua superstiziosa riluttanza. Non era andato al Walter Reed, il noto centro medico dell'esercito, n al National Naval Medical Center di Bethesda. Temeva la possibile reazione dei media. Ashley faceva volentieri a meno di quel genere di pubblicit. Dopo quasi trent'anni al Senato era diventato una potenza, una forza con cui fare i conti, nonostante la sua reputazione di ostruzionista che regolarmente si opponeva ai dettami della sua fazione politica. In realt, con il suo appoggio costante a varie posizioni fondamentaliste e populiste, come i diritti dello stato e la preghiera nelle scuole, e le sue prese di posizione contro l'aborto, era riuscito a confondere le linee del partito e a guadagnarsi un crescente numero di sostenitori in

tutto il paese. La rielezione al Senato non sarebbe stato un problema, con la sua macchina politica perfettamente oliata. Ci che aveva in mente era la corsa alla Casa Bianca per il 2004. Non voleva certo che qualcuno facesse supposizioni o spargesse chiacchiere sulla sua salute. Una volta superata la riluttanza a cercare l'aiuto di un medico, si era rivolto a un internista privato in Virginia che aveva gi visto in passato e della cui discrezione poteva fidarsi. Questi lo aveva immediatamente dirottato sul dottor Whitman, un neurologo. Il medico era stato evasivo, anche se, davanti ai timori specifici di Ashley, aveva dichiarato di dubitare che il problema fosse dovuto alla SLA. Dopo averlo visitato scrupolosamente e avergli prescritto alcuni esami, compresa la risonanza magnetica, non aveva azzardato una diagnosi ma gli aveva prescritto una cura che avrebbe dovuto attenuare i sintomi. Poi gli aveva dato appuntamento a quando tutti gli esami sarebbero stati pronti. Era la visita a cui Ashley stava per recarsi. Si pass una mano sulla fronte sudata, nonostante la stanza fosse fresca. Sentiva il polso accelerare. E se avesse avuto davvero la SLA? Se si fosse trattato di un tumore al cervello? Nei primi anni Settanta, quando era senatore dello stato, uno dei suoi colleghi aveva scoperto di avere un tumore al cervello. Cerc invano di rammentare quali sintomi accusasse. Tutto ci che ricordava era che prima di morire, quell'uomo era divenuto l'ombra di se stesso. La porta di comunicazione con la stanza esterna si socchiuse e Dawn mise dentro la testa, con precauzione. Ha appena chiamato Carol dal cellulare. Sar sul luogo dell'appuntamento fra cinque minuti. Ashley annu e si alz. Trov incoraggiante il fatto di non sentirsi intralciato nei movimenti. A quanto pareva, il farmaco somministratogli dal dottor Whitman faceva miracoli, e questo era l'unico punto positivo dell'intera faccenda. Erano scomparsi tutti i sintomi preoccupanti, tranne un leggero tremore alla mano che ricompariva appena prima di assumere la dose successiva. Se il problema si poteva risolvere cos facilmente, forse non doveva preoccuparsi troppo. O almeno cos cercava di convincere se stesso. Carol fu puntualissima, come sempre. Lavorava con lui da sedici anni, sui quasi trenta in cui aveva ricoperto l'incarico di senatore, e si era dimostrata sempre affidabile, devota, leale. Mentre si dirigevano in Virginia, cerc perfino di approfittare del viaggio per discutere gli avvenimenti del giorno e fare progetti per l'indomani, ma si rese conto ben presto dell'umore che attanagliava il suo capo e rimase in silenzio, concentrandosi sul traf-

fico infernale. L'ansia di Ashley aumentava a mano a mano che si avvicinavano allo studio del neurologo. Quando scese dall'auto, stava di nuovo sudando. Nel corso degli anni aveva imparato a dare retta all'intuito, e l'intuito aveva messo in atto i campanelli di allarme. C'era qualcosa che non andava nel suo cervello, anche se lui cercava di negarlo. Per venire incontro alle sue esigenze, l'appuntamento era stato fissato dopo il normale orario delle visite, e nella sala d'attesa vuota incombeva una quiete sepolcrale. L'unica illumnazione proveniva da una piccola lampada da scrivania che creava una fioca pozza di luce sul banco deserto della reception. Ashley e Carol rimasero fermi per un momento, non sapendo che fare. Poi si apr una porta interna, inondando lo spazio di fredda luce al neon. E, sulla soglia, si stagli la sagoma nera del dottor Whitman. Scusate per questa accoglienza inospitale, li salut il medico. Sono andati tutti a casa. Azion un interruttore. Indossava un camice bianco inamidato e aveva un contegno molto professionale. Non occorrono scuse, replic Ashley. Apprezziamo la sua discrezione. Lo scrut in viso, sperando di cogliere nella sua espressione un qualche segno di buon auspicio. Ma non fu cos. Senatore, prego, venga nel mio studio. Whitman accompagn le parole con un gesto di invito. Signora Manning, se vuol esser cos cortese da aspettare qui... L'ordine che regnava in quella stanza sembrava maniacale. Il mobilio consisteva in una scrivania, sul cui ripiano erano perfettamente allineati gli oggetti, e due poltroncine per gli ospiti. I libri erano disposti sugli scaffali rigorosamente secondo la loro altezza. Il neurologo indic una delle due poltroncine, prima di sedersi lui stesso. Con i gomiti sulla scrivania, congiunse le mani davanti a s, facendo combaciare i polpastrelli, e fiss il senatore che intanto si era accomodato. Segu una pausa significativa. Ashley non si era mai sentito cos a disagio. L'ansia aveva raggiunto il culmine. Da quando era adulto, aveva impiegato la maggior parte della vita a sgomitare per il potere, riuscendovi oltre ogni sogno pi sfrenato. Eppure, in quel preciso momento si sentiva del tutto impotente. Al telefono mi ha detto che il farmaco ha funzionato, esord il medico. A meraviglia, esclam Ashley, improvvisamente sollevato dal fatto che Whitman fosse partito da una cosa positiva. Sono scomparsi quasi tutti i sintomi.

Il neurologo annu, come se si fosse aspettato quel risultato. La sua espressione rimase imperscrutabile. Pensavo che questa fosse una buona notizia, azzard Ashley. Ci aiuta a fare la diagnosi. Ebbene... che cos'? chiese il senatore dopo una pausa imbarazzante. Qual la diagnosi? Il farmaco era una forma di levodopa, spieg Whitman in tono cattedratico. Il corpo pu convertirla in dopamina, una sostanza coinvolta nella trasmissione neuronaie. Ashley respir a fondo. Un'improvvisa ondata di collera minacci di salire in superficie. Non voleva ascoltare lezioni, come uno studentello qualunque. Voleva la diagnosi. Si sentiva messo alla prova, come quando il gatto gioca con il topo. Ha perduto alcune cellule coinvolte nella produzione di dopamina, continu Whitman. Queste cellule si trovano in una parte del cervello che si chiama substantia nigra. Ashley sollev entrambe le mani in segno di resa. Soppresse la voglia di imprecare deglutendo con qualche difficolt. Dottore, arriviamo al dunque. Quale pensa che sia la mia diagnosi? Sono sicuro al novantacinque per cento che lei ha il morbo di Parkinson. Detto questo, Whitman si appoggi allo schienale, facendo cigolare la poltrona. Per un momento, Ashley non parl. Non ne sapeva tanto sul quel morbo, ma non gli suonava amico, e gli balz alla mente qualche immagine di persona famosa che lottava contro quella malattia. Allo stesso tempo, si sent sollevato al'idea di non avere un tumore al cervello o la SLA. Si schiar la voce. E si pu curare? si decise a chiedere. Al momento no. Per, come ha gi sperimentato con il farmaco che le ho prescritto, per un certo periodo si pu tenere sotto controllo. Che cosa significa? I disturbi potrebbero anche non ripresentarsi per un po', magari un anno. Purtroppo, a causa della sua anamnesi in cui i sintomi si sono sviluppati rapidamente, il farmaco perder di efficacia prima che con altri pazienti, almeno per l'esperienza che mi sono fatto. A quel punto, il morbo la debiliter progressivamente. Tutto quello che potremo fare sar affrontare ogni circostanza a mano a mano che si presenter. un disastro, bofonchi Ashley, sopraffatto dalle implicazioni. I suoi

timori pi cupi si stavano dunque avverando. 1 Mercoled 20 febbraio 2002 - ore 18.30 Un anno dopo A Daniel Lowell parve che il taxi si fosse quasi fermato a met di un isolato, a Georgetown, Washington D.C., proprio al centro di M Street, un'arteria a quattro corsie. Non gli era mai piaciuto spostarsi in taxi. Gli sembrava il colmo della ridicolaggine affidare la propria vita a un completo estraneo proveniente quasi sempre da qualche lontano paese del Terzo Mondo e interessato pi a parlare al cellulare che a stare attento alla guida. Starsene seduto al buio al centro di M Street con il traffico dell'ora di punta che sfrecciava da ambo i lati con il tassista impegnato in una conversazione in una lingua sconosciuta era proprio quello che gli stava succedendo. Daniel scocc un'occhiata a Stephanie. Appariva rilassata e gli sorrise nella semioscurit, poi gli prese una mano con gesto affettuoso. Solo chinandosi in avanti, Daniel si accorse che c'era un semaforo sospeso per facilitare la svolta a sinistra. Guardando dall'altra parte della strada, vide un vialetto che portava a un edificio di mattoni tozzo e privo di attrattive. quello l'albergo? chiese. Non ha l'aria per niente ospitale. Sospendiamo il giudizio fin quando non avremo ulteriori dati, replic Stephanie in tono giocoso. Arriv il verde e il taxi si slanci in avanti come un cavallo da corsa in uscita dal box. L'autista teneva una sola mano sul volante, mentre accelerava impostando la curva. Daniel punt i piedi per evitare di essere gettato contro la portiera. Dopo un bel sobbalzo sull'innesto fra la strada e il vialetto dell'hotel e poi un'altra svolta a sinistra piuttosto stretta per arrivare all'ingresso, ci fu una frenata abbastanza brusca da mettere in tensione la cintura di sicurezza. Un attimo dopo, la portiera di Daniel venne spalancata. Benvenuti al Four Seasons, li accolse con brio un portiere in livrea. Lasciarono il bagaglio nelle sue mani ed entrarono nell'atrio, dirigendosi verso la reception. Oltrepassarono un gruppo scultoreo degno di un museo d'arte moderna. I tappeti erano spessi e lussuosi. Persone vestite con eleganza sedevano in poltrone di velluto imbottite a dismisura. Come hai fatto a convincermi ad alloggiare qui? La domanda di Da-

niel era chiaramente retorica. L'esterno insignificante, ma l'interno fa pensare che coster caro. Stephanie lo prese per un braccio, fermandolo. Stai cercando di dirmi che hai dimenticato la nostra conversazione di ieri? Ieri abbiamo avuto un sacco di conversazioni, borbott Daniel. Not che la donna con il barboncino che stava passando loro accanto aveva un anello di fidanzamento con un diamante grosso quanto una pallina da pingpong. Lo sai di cosa sto parlando! esclam Stephanie. Allung una mano e gli fece voltare il viso verso di lei. Abbiamo deciso di approfittare al meglio di questo viaggio. Staremo in questo albergo due notti e ci tratteremo bene. Anche vicendevolmente, spero. Cogliendo la spiritosa licenziosit di Stephanie, Daniel sorrise suo malgrado. Domani testimonierai davanti alla sottocommissione sulla politica sanitaria presieduta dal senatore Butler, e non sar una passeggiata nel parco, continu Stephanie. Questo certo. Ma, accada quel che accada al Senato, per lo meno torneremo a Cambridge con il ricordo di un'esperienza gradevole. Non potevamo concederci un'esperienza gradevole in un albergo un po' meno costoso? Non per i miei gusti. Qui hanno palestra, massaggiatrice, un servizio in camera di ottimo livello... tutte cose di cui approfitteremo. Quindi comincia a rilassarti. Inoltre, il conto lo pagher io. Davvero? Sicuro! Con lo stipendio che guadagno, dovr pur rifarmi un po' con la societ. Oh, questo un colpo basso! osserv Daniel scherzoso, fingendo di barcollare per un presunto ceffone. Ascolta, lo so che la compagnia non stata esattamente in grado di pagarci gli stipendi per un po', ma far in modo che questo viaggetto vada a suo carico. Se domani le cose andranno veramente male, e questo pu benissimo essere, la sentenza di bancarotta decider quanto il Four Seasons ricever per i nostri stravizi. Il sorriso di Daniel si trasform in una risata aperta. Stephanie, non manchi mai di stupirmi! E non hai visto ancora niente! La questione : hai intenzione di godertela o che cosa? Anche nel taxi, si capiva che eri teso come una corda di

violino. perch mi chiedevo se saremmo arrivati tutti interi e quanto ci sarebbe costato l'albergo. Dai, spendaccione! Stephanie lo spinse avanti. La nostra suite ci attende. Suite? chiese Daniel, lasciandosi trascinare al banco della reception. Stephanie non aveva esagerato. La loro ampia camera dava su una parte del Chesapeake e dell'Ohio Canal, con il Potomac sullo sfondo. Sul tavolinetto del soggiorno era posato un secchiello del ghiaccio con una bottiglia di champagne. Vasi con fiori freschi abbellivano il cassettone e il largo ripiano nel vasto bagno ricoperto di marmo. Appena il fattorino scomparve, Stephanie abbracci Daniel e i suoi occhi scuri fissarono quelli azzurri di lui. Sulle labbra carnose si disegn un lieve sorriso. Lo so che sei incredibilmente sotto stress per domattina, sussurr, quindi che ne dici di lasciarmi fare la guida del nostro tour? Sappiamo entrambi che la proposta di legge presentata dal senatore Butler, se approvata, getter nell'illegalit la tua brillante procedura, gi brevettata. E questo significherebbe la cancellazione della seconda fase di finanziamenti per la societ, con conseguenze chiaramente disastrose. Detto questo, per stasera dimentichiamocene. Pensi di riuscirci? Posso provarci, rispose Daniel, pur sapendo che era impossibile. Il fallimento era tra le cose che temeva maggiormente. tutto ci che chiedo. Stephanie gli diede un bacetto prima di precipitarsi ad aprire lo champagne. Ecco il programma: un bicchiere di bollicine e poi una bella doccia per rinfrescarci. Dopo di che, abbiamo un tavolo riservato in un ristorante qua vicino, al Citronelle, di cui ho sentito cose fantastiche. Dopo un pasto meraviglioso, torniamo qui e ci scateniamo a far l'amore. Che ne dici? Sarei pazzo a opporre resistenza! Daniel sollev le mani, in uno scherzoso gesto di resa. Lui e Stephanie vivevano insieme da pi di due anni e tra loro si era creata una gradevole familiarit. Si erano notati reciprocamente alla met degli anni Ottanta, quando Daniel aveva fatto il suo ritorno nel mondo accademico e Stephanie stava per laurearsi in chimica ad Harvard. Nessuno dei due aveva fatto il primo passo, dato che quel tipo di legame non era visto di buon occhio all'interno dell'universit. Inoltre, nessuno dei due aveva la minima idea che anche l'altro nutrisse gli stessi sentimenti, per lo meno non fino a quando Stephanie aveva terminato il dottorato di ricerca e aveva

cominciato a lavorare al corso biennale; questo aveva dato loro l'opportunit di interagire su un livello pi paritario. Inoltre, le rispettive competenze scientifiche erano complementari. Quando Daniel aveva lasciato l'universit per fondare la propria societ, era stato naturale per lei compiere lo stesso passo. Niente male, comment Stephanie dopo aver scolato la sua coppa di champagne e averla posata sul tavolino. Ora! Testa o croce per chi si fa la doccia per primo. Non occorre. Daniel pos il proprio bicchiere vuoto accanto al suo. Prima tu. Io intanto mi faccio la barba. Affare fatto! Daniel non sapeva se era per lo champagne o per il buonumore contagioso di Stephanie, ma si sentiva decisamente meno teso, anche se di certo non meno preoccupato. Spalm la schiuma sul viso e cominci a radersi. Ma essendosi concesso un solo bicchiere, sospett che il merito fosse tutto di Stephanie. Come lei stessa aveva accennato, la mattina dopo avrebbe potuto significare il disastro, timore che gli rammentava in modo inquietante la profezia di Heinrich Wortheim il giorno in cui aveva scoperto la sua decisione di tornare all'industria privata. Ma Daniel avrebbe cercato di far s che quei pensieri non incombessero sulla serata. Aveva intenzione di seguire il suggerimento di Stephanie e godersela. Nello specchio, al di l del proprio viso ricoperto di schiuma, scorse l'immagine sfocata della donna attraverso il vetro satinato del box doccia. Stava cantando, e la sua voce superava lo scroscio dell'acqua. Aveva trentasei anni ma ne dimostrava dieci di meno. Come le aveva detto pi di una volta, nella lotteria genetica a lei era andata di lusso. La figura alta e formosa era soda come se facesse ginnastica regolarmente, cosa che non era, e la pelle olivastra era quasi priva di imperfezioni. Una zazzera di capelli scuri folti e lucidi completava il tutto, assieme agli occhi dello stesso colore. La porta della doccia si apr e lei ne usc. Si asciug i capelli con movimenti rapidi, senza crucciarsi della propria nudit. Si chin per un attimo in avanti, facendoli ricadere liberi mentre li strofinava freneticamente con l'asciugamano. Poi si rimise diritta, gettandoli all'indietro a mo' di criniera. Quando si volt per asciugarsi la schiena con un provocante guizzo dei fianchi, colse lo sguardo di Daniel nello specchio. Si ferm. Ehi! esclam. Che cosa guardi, tu? Dovresti farti la barba! All'improvviso vergognosa, si avvolse nell'asciugamano come se fosse un minia-

bito senza spalline. Dapprima imbarazzato per essere stato colto in flagrante nel suo inequivocabile atteggiamento da voyeur, Daniel si riprese in fretta. Pos il rasoio e si avvicin a Stephanie. La prese per le spalle e la fiss negli occhi di onice. Semplicemente, non potevo fare a meno di notare quanto sei sexy e assolutamente affascinante. Lei pieg la testa di lato, per guardarlo da una prospettiva leggermente diversa. Stai bene? Daniel rise. Benissimo. Sei tornato di soppiatto in soggiorno e ti sei tracannato quella bottiglia di champagne? No, sul serio. Erano mesi che non pronunciavi simili parole. Dire che non ho mai smesso di essere in pensiero sarebbe un eufemismo. Quando mi venuto in mente di fondare la societ, non avevo idea che la raccolta di fondi avrebbe impegnato il centodieci per cento dei miei sforzi. E adesso, per di pi, ci mancava la minaccia politica, che rischia di distruggere l'intera operazione. Capisco. Davvero. E non me la sono presa a livello personale. Veramente stato per mesi? Fidati. Stephanie annu, per sottolineare la seriet della sua risposta. Mi scuso formalmente. E, per dimostrare il mio rimorso, vorrei avanzare una mozione per cambiare il programma della serata. Propongo di anticipare la seduta di sesso, e di mettere in secondo piano i progetti per la cena. Approvi? Mentre Daniel cercava di chinarsi per darle un bacio scherzoso, lei respinse il suo viso ancora ricoperto di schiuma mettendogli la punta dell'indice sul naso. La sua espressione diceva che stava toccando qualcosa di decisamente disgustoso, e il gesto di pulirsi il dito sulla spalla di lui lo conferm. Le regole parlamentari non riusciranno a strappare questa signora da un'ottima cena, osserv. Mi ci voluto un certo sforzo per ottenere quelle prenotazioni, quindi i piani per stasera rimarranno quelli preventivamente votati e approvati. E adesso, torna a raderti! Gli diede un allegro spintone verso il lavandino, e lei si avvicin a quello accanto per asciugarsi i capelli. Scherzi a parte, grid Daniel, per superare il frastuono del phon, hai un aspetto fantastico. A volte mi chiedo che cosa ci trovi in un vecchio come me. Si picchiett le guance con la lozione dopobarba.

Cinquantadue anni non essere vecchi, grid a sua volta Stephanie. In particolare quando si attivi come te. In verit, anche tu sei parecchio sensuale. Daniel si guard nello specchio. Riteneva di non essere male, anche se non si illudeva certo di essere sexy. Tanto tempo prima si era riconciliato con la propria bruttezza e goffaggine, il classico secchione che fin dalla prima media era un prodigio in scienze. Stephanie cercava solo di essere garbata. Il volto era sempre stato scarno, quindi per lo meno non aveva il problema delle guance cadenti o delle rughe, se si tralasciavano le zampe di gallina attorno agli occhi, ma solo quando rideva. Aveva sempre fatto attivit fisica, tranne negli ultimi mesi, a causa del tempo dedicato alla raccolta fondi. Come membro di Harvard, aveva approfittato appieno delle attrezzature sportive, praticando regolarmente squash e palla a muro, come pure il canottaggio sul fiume Charles. L'unico vero problema nell'aspetto, secondo lui, erano la stempiatura e un inizio di chierica, oltre al fatto che i capelli castani stavano diventando sale e pepe, ma non c'era molto che potesse fare al riguardo. Una volta pronti, uscirono dall'albergo dopo aver chiesto al portiere le indicazioni per arrivare al ristorante. A braccetto, camminarono per diversi isolati lungo M Street, oltrepassando un miscuglio di gallerie d'arte, librerie e negozi di antiquariato. La notte era frizzante ma non troppo fredda, con una distesa di stelle ben visibili nonostante le luci della citt. Al ristorante, il matre li condusse a un tavolo in disparte che permetteva un certo grado di privacy nel locale molto affollato. Ordinarono cibo e una bottiglia di vino, disposti a una cenetta romantica. Una volta serviti gli antipasti, si divertirono a rammentare l'epoca in cui provavano attrazione l'uno per l'altra, prima ancora di essersi mai dati un appuntamento, poi lasciarono spazio a un silenzio piacevole. Purtroppo, Daniel lo infranse. Probabilmente non dovrei tirare in ballo la questione... cominci. Allora non farlo, lo interruppe Stephanie, che aveva idea di dove volesse andare a parare. Ma devo. Devo proprio, e questo un momento migliore di altri. Diversi giorni fa hai detto che avresti indagato sul nostro tormentatore, il senatore Ashley Butler, con l'idea che magari potevi darmi qualche aiuto per l'udienza di domattina. So che lo hai fatto, ma non hai detto niente. Come mai? Mi sembra di ricordare che eri d'accordo sul dimenticare l'udienza, per stasera.

Ho detto che avrei provato a dimenticarla, precis Daniel. Non ci sono riuscito del tutto. Non mi hai riferito niente perch non hai trovato alcunch di utile, o che cosa? Dammi una mano su questo punto e poi accantoneremo l'argomento per il resto della serata. Stephanie distolse lo sguardo per qualche attimo, come a organizzare i pensieri. Che cosa vuoi sapere? Daniel se ne usc in una breve risata di esasperazione. Stai rendendo la cosa pi difficile di quanto occorra. A dire la verit, non lo so che cosa voglio sapere, dato che non ne so abbastanza per fare domande. Non sar un tipo facile. Ne avevamo gi avuto sentore. al Senato dal 1972, e la sua anzianit gli d notevole voce in capitolo. Anche questo lo presumevo, dato che presidente della sottocommissione. Ci che ho bisogno di sapere che cosa lo rende tanto ottuso. La mia impressione che sia il tipico demagogo antiquato del Sud. Un demagogo, eh? Daniel si mastic per un momento l'interno della guancia. Suppongo di dover ammettere la mia ignoranza, a questo punto. un politico che ricorre a pregiudizi e timori popolari per guadagnare e mantenere il potere. Intendi, in questo caso, la preoccupazione dell'opinione pubblica riguardo le biotecnologie? Esatto. Soprattutto quando queste comprendono le parole 'embrione' e 'clonare'. Che fanno pensare a fabbriche di embrioni e a scenari alla Frankenstein. Precisamente, conferm Stephanie. Fa leva sull'ignoranza e sulle peggiori paure della gente. E in Senato un ostruzionista. sempre pi facile essere contro qualcosa, che a favore. Ne ha fatto la sua carriera, perfino mandando a quel paese in pi di un'occasione le direttive del suo stesso partito. Tutto ci non promette niente di buono, si lagn Daniel. Esclude la possibilit di provare a convincerlo con argomenti razionali. Purtroppo anche la mia opinione. Ecco perch non ti avevo detto che cosa avevo scoperto su di lui. deprimente che uno come Butler sia al Senato, tanto pi con l'anzianit e il potere che ha. I senatori dovrebbero essere dei leader, non gente che sta l per amore di potere.

La cosa davvero deprimente che quel bietolone abbia il potere di bloccare il mio modo creativo e promettente di utilizzare la scienza. Non mi sembra per niente un bietolone, osserv Stephanie. Al contrario. Anche lui molto creativo, nel suo ambito. Direi perfino machiavellico. Quali sono le altre sue istanze? Quelle solite dei fondamentalisti e dei conservatori. I diritti degli stati, naturalmente. Questa la maggiore. Ma anche contro cose come la pornografia, l'omosessualit, il matrimonio tra persone dello stesso sesso, quel genere di cose. E, ah, s, contro l'aborto. L'aborto? Daniel era sorpreso. un democratico e non per la libera scelta da parte delle donne? Comincia a sembrarmi un membro della destra repubblicana. Te l'avevo detto che non ha paura di andare contro il suo partito, quando gli fa comodo. decisamente contro l'aborto, anche se la sua posizione ha richiesto un bel po' di manovre e di cambiamenti di rotta. Allo stesso modo, sta ballando il tip-tap attorno ai diritti civili. un conservatore scaltro, intrallazzatore, populista, operaista che, a differenza di Strom Thurmond e Jesse Helms, non se n' andato dal partito democratico. Sorprendente! comment Daniel. Viene da pensare che la gente alla fine lo avrebbe visto per ci che veramente , assetato di potere e interessato solo al proprio tornaconto e non lo avrebbe pi votato. Come mai, secondo te, il partito non ha fatto quadrato contro di lui, se andato contro la sua linea su questioni chiave come quelle? troppo potente. una forza, per quanto riguarda la raccolta di fondi, e ha vari collegamenti con comitati di azione politica, fondazioni e perfino con aziende gestite nell'interesse delle sue varie istanze populiste. Altri senatori hanno francamente paura di lui, con il tipo di denaro per le pubbliche relazioni che riesce a maneggiare. Lui non si fa scrupolo di utilizzare valanghe di soldi propri contro chiunque gli abbia pestato i piedi, quando il momento della rielezione. Suona sempre pi inquietante, mormor Daniel. Ho appreso qualcosa di curioso, aggiunse Stephanie. Sar una coincidenza, ma voi due avete delle cose in comune. Oh, ti prego! Intanto, provenite entrambi da famiglie numerose. Tutti e due da famiglie con nove figli, e siete i terzi, dopo due fratelli maggiori. Questa una coincidenza! Quali sono le probabilit di una cosa simi-

le? Scarse. Si direbbe che siate pi simili di quanto tu pensi. Daniel si oscur in volto. Dici sul serio? Stephanie rise. Certo che no! Ti sto prendendo in giro! Rilassati! Allung la mano attraverso la tavola, prese il bicchiere di Daniel e glielo porse. Poi sollev il proprio. Basta con il senatore Butler! Brindiamo alla nostra salute e alla nostra relazione: qualsiasi cosa accadr domani, almeno questo lo abbiamo, e che cosa c' di pi importante? Hai ragione. Alla nostra! Daniel sorrise, ma sentiva un nodo allo stomaco. Per quanto si sforzasse, non riusciva a scacciare lo spettro del fallimento che incombeva su di lui come una nuvola scura. Fecero tintinnare i bicchieri e bevvero, guardandosi al di sopra dell'orlo. Sei davvero seducente, disse Daniel, cercando di riconquistare il momento in cui Stephanie era uscita dalla doccia. Bella, intelligente e molto sexy. Cos va meglio. E lo sei anche tu. E sei anche una burlona. Per ti amo. Anch'io ti amo. Una volta terminata la cena, Stephanie non vedeva l'ora di ritornare in albergo. Camminarono in fretta. Dopo il tepore del ristorante, il freddo della notte penetrava attraverso i cappotti. L'ascensore era vuoto e Stephanie ne approfitt per baciare Daniel appassionatamente, spingerlo in un angolo e premersi contro di lui in modo molto erotico. Ehi, ferma! la blocc lui con una risatina nervosa. Probabilmente c' una telecamera, qui dentro. Oh, santo cielo! borbott Stephanie, ricomponendosi. Scrut il soffitto dell'ascensore. Non ci avevo pensato. Una volta nel corridoio, prese Daniel per mano e lo incoraggi a camminare in fretta, fino alla loro porta. Mentre l'apriva con la carta magnetica, gli sorrise. Dentro, s'impossess del cartello NON DISTURBARE e lo appese fuori della porta. Poi trascin Daniel in camera da letto. Via i cappotti! ordin, gettando il proprio su una poltrona. Quindi spinse Daniel all'indietro sul letto, gli si mise sopra a cavalcioni e inizi ad allentargli la cravatta. All'improvviso si ferm. Aveva notato che la sua fronte luccicava di sudore. Stai bene? gli domand, preoccupata. Ho una vampata di calore, confess lui. Stephanie scivol di lato e lo tir su a sedere. Gli strofin la fronte e si

guard la mano umida. Sei pallido, anche. Lo immagino. Credo di avere una minicrisi del sistema neurovegetativo. Questo gergo medico. Potresti spiegarlo con parole tue? Sono troppo teso. Dev'essere stata una specie di scarica adrenalinica del simpatico. Mi spiace, ma non credo che fare sesso in queste condizioni sia consigliabile. Non ti devi scusare. Penso di s. Lo so che avevi delle aspettative in proposito, ma mentre tornavamo in albergo ho avuto la sensazione che non fosse possibile. Va tutto bene, insist Stephanie. Non sar questo a reggere o a distruggere la serata. Mi interessa di pi assicurarmi che starai bene. Daniel sospir. Star bene dopodomani, quando sapr che cosa succeder. Io e l'incertezza non siamo mai andati a braccetto, soprattutto quando implica qualcosa di negativo. Lei lo abbracci. Sentiva il cuore battergli nel petto. Pi tardi, dopo essere rimasto immobile a lungo fino a sentire il respiro di Stephanie farsi pi profondo, nel sonno, Daniel tir indietro la coperta e scivol fuori dal letto. Non era riuscito ad addormentarsi, la mente e il battito cardiaco che andavano all'impazzata. Si infil un accappatoio e and nel soggiorno. Guard la vista che offriva la finestra. Ci che continuava a tornargli alla mente era la profezia del disastro fattagli da Heinrich Wortheim, e il fatto che stesse per avverarsi. Il problema era che lui si era bruciato i ponti alle spalle, quando se n'era andato da Harvard. Wortheim non lo avrebbe mai ripreso con s e avrebbe anche potuto cercare di farlo escludere da altre istituzioni. Come se ci non bastasse, qualche ponte lo aveva bruciato anche quando aveva lasciato la Merck, nel 1985, per accettare il posto ad Harvard. La bottiglia di champagne ancora immersa nel secchiello attir la sua attenzione. Il ghiaccio si era ormai sciolto. La tir fuori dall'acqua e la sollev contro la luce proveniente dalla finestra. Era ancora piena a met. Se ne vers un bicchiere e lo assaggi. Non era pi frizzante ma era ragionevolmente fresco. Ne sorb qualche sorso, mentre concentrava di nuovo l'attenzione verso la finestra. Sapeva che il suo timore di dover tornare a Revere Beach, nel Massachusetts, era irrazionale, ma ci non la rendeva meno reale. Revere Beach era il luogo in cui era cresciuto, in una famiglia capeggiata da un uomo

d'affari di poco conto, che aveva addossato la colpa dei propri fallimenti alla moglie e ai figli, in particolare a quelli che lo avevano deluso. Purtroppo, questa sorte era toccata soprattutto a Daniel, che aveva avuto la sfortuna di venire dopo i due fratelli maggiori. Loro erano stati degli atleti superstar, quando erano alle superiori, fatto che aveva fornito un minimo di sollievo al fragile ego paterno. Daniel invece era un ragazzino ossuto, a cui interessava di pi giocare a scacchi o chiudersi in cantina a produrre idrogeno dall'acqua, fogli di alluminio e liquido sturalavandini. L'essere stato preso alla Boston Latin, dove primeggiava, non aveva fatto colpo sul padre, che continuava a usarlo spietatamente come capro espiatorio. Perfino le borse di studio per la Wesleyan University, e poi per la Columbia Medical School, erano servite a ben poco, se non a renderlo ancora pi estraneo a fratelli e sorelle per qualche tempo. Daniel fin lo champagne che aveva nel bicchiere e se ne vers dell'altro. Mentre continuava a sorseggiarlo, la mente torn ad Ashley Butler, la sua attuale bestia nera. Stephanie scherzava, quando aveva suggerito che lui e il senatore erano pi simili di quanto pensasse. Ma s! Era solo una coincidenza che entrambi provenissero da famiglie analoghe. In un angolino del cervello, per, s'era annidato il pensiero che forse qualcosa di vero c'era. Dopotutto, doveva ammettere che invidiava il potere che quell'uomo aveva nel mettere a repentaglio la sua carriera. Pos il bicchiere sul tavolino e si volt verso la camera. Si muoveva adagio, nell'oscurit di quel luogo che non gli era familiare. Non credeva che sarebbe riuscito ad addormentarsi, nervoso com'era, eppure non voleva rimanere alzato tutta la notte. Pens che fosse meglio tornare a letto e cercare di rilassarsi; se non fosse riuscito a dormire, per lo meno si sarebbe riposato. 2 Gioved 21 febbraio 2002 - ore 9.51 La porta dello studio privato di Ashley Butler si spalanc di botto e il senatore ne emerse seguito dal capo del suo staff. Nel passare davanti alla scrivania di Dawn afferr il documento che lei gli porgeva. il suo discorso di apertura per l'udienza della sottocommissione, gli grid lei, mentre Ashley gi svoltava nel corridoio e si dirigeva verso la porta d'ingresso del suo ufficio senatoriale. Dawn era abituata a essere i-

gnorata e non se la prendeva. Dato che era lei a battere al computer il programma giornaliero del senatore, sapeva che era in ritardo. Avrebbe gi dovuto essere all'udienza, in modo da farla iniziare alle dieci in punto. Ashley si limit a grugnire dopo aver letto le prime righe e porse il discorso a Carol perch anche lei gli desse un'occhiata. Le sue funzioni di capo dello staff andavano ben oltre l'assumere e il licenziare il personale. Quando arrivarono alla sala d'aspetto dell'ampio ufficio che lui aveva a disposizione Ashley fu costretto a fermarsi per salutare e stringere la mano alle sei o sette persone che aspettavano di vederlo, cos Carol dovette spingerlo verso la porta, affinch non accumulasse ulteriore ritardo. Una volta raggiunto il corridoio di marmo del Senate Office Building, affrettarono il passo. Per Ashley era difficile, a causa della rigidit che gli impacciava di nuovo i movimenti. Nonostante il farmaco prescritto dal dottor Whitman, era come camminare nella melassa. Come ti sembra questa dichiarazione d'apertura? chiese. Buona, per quanto sono riuscita a leggerne, rispose Carol. Pensa che Rob l'abbia fatta vedere a Phil? Spero di s, sbott Ashley. Percorsero un breve tratto in silenzio, prima che aggiungesse: Chi diavolo Rob? il suo relativamente nuovo capo degli assistenti per la sottocommissione sulla politica sanitaria. Sono certa che se lo ricorda. uno che spicca in mezzo alla folla: quello spilungone dai capelli rossi che proviene dallo staff di Kennedy. Ashley accenn un cenno di assenso. Sebbene si vantasse della propria grande facilit nel ricordare i nomi, non riusciva pi a stare al passo, visto che il suo staff si era gonfiato fino a superare le settanta persone, e inoltre c'era un inevitabile avvicendamento. Phil invece gli era familiare, dato che stava con lui pi o meno dallo stesso tempo di Carol. Essendo il suo capo analista politico, aveva un ruolo chiave ed era fondamentale che tutti i testi destinati alla trascrizione durante un'udienza e agli archivi del Congresso fossero controllati da lui. La medicina? gli chiese Carol. I suoi tacchi sul pavimento di marmo risonavano come spari. L'ho presa, rispose lui irritato. Per essere sicuro al cento per cento, infil di nascosto la mano nella tasca laterale della giacca. Come pensava, la pillola non c'era pi, il che significava che l'aveva inghiottita appena prima di lasciare il suo studio privato. Voleva avere un livello elevato di principio attivo nel sangue, per l'udienza. L'ultima cosa che desiderava era che

qualcuno della stampa notasse dei sintomi, come il tremore alla mano, proprio adesso che aveva un piano per ovviare al problema. Dietro una svolta del corridoio si imbatt in diversi colleghi particolarmente progressisti che andavano nella direzione opposta. Si ferm e torn facilmente all'accento strascicato e sciropposo del Sud che era la sua caratteristica, facendo loro i complimenti per il taglio di capelli, gli abiti alla moda e le camicie sgargianti. Mostrando un'ironica disapprovazione per se stesso, confront il loro abbigliamento elegante con il proprio abito scuro, completato da una cravatta che passava inosservata e da una comunissima camicia bianca. Era lo stesso tipo di indumenti con cui era arrivato al Senato nel 1972. Ashley era un abitudinario. Non solo continuava a indossare lo stesso genere di abiti, ma insisteva a comperarli nello stesso negozio di abbigliamento della sua citt natale, dove avevano tutti articoli di stampo tradizionale. Dopo che lui e Carol si furono allontanati dagli altri, lei fece qualche commento sulla sua cordialit. Me li tengo buoni, spieg lui con un ghigno. Ho bisogno dei loro voti per il mio progetto di legge che sar presentato la prossima settimana. Lo sai che non sopporto la vanit, soprattutto i trapianti di capelli. Nemmeno io. Ecco perch ne sono rimasta sorpresa. Mentre si avvicinavano all'ingresso laterale dell'aula destinata alle udienze, Ashley rallent. Fammi di nuovo un rapido riassunto di quello che tu e il resto dello staff avete scoperto sul primo testimone di stamattina. Ho un piano speciale che sto tenendo in caldo e voglio che funzioni senza fallo. Quello che ricordo bene il suo curriculum professionale. Carol chiuse gli occhi un momento per aiutare la memoria. stato un prodigio nelle materie scientifiche fin dalla scuola media e ha 'bruciato' brillantemente la facolt di medicina e il dottorato. Sensazionale, direi. Per di pi, diventato rapidamente uno dei pi giovani capidipartimento alla Merck, prima di essere assunto ad Harvard, dove gli hanno offerto un posto prestigioso. Quell'uomo deve avere un quoziente di intelligenza stratosferico. Il curriculum vitae me lo ricordo. Ma non questa la cosa importante, adesso. Parlami di quello che ha scoperto Phil sulla sua personalit. Secondo Phil egocentrico e presuntuoso, infatti prende poco in considerazione il lavoro degli altri scienziati che operano nel suo campo. Voglio dire, molti, anche se la pensano in quel modo, lo tengono per s. Lui lo sbandiera in modo ostentato.

Che altro? Raggiunsero la porta laterale e si fermarono. Un po' pi avanti lungo il corridoio, all'altezza della porta principale dell'aula, c'era una piccola folla in perenne movimento e il cicaleccio delle voci giungeva fino a loro. Carol si strinse nelle spalle. Non ricordo altro, ma ho con me il dossier messo insieme dallo staff, e di certo comprende le impressioni di Phil. Vuole prendersi il tempo di leggerlo di nuovo, prima che inizi l'udienza? Speravo che mi parlassi della sua paura di fallire. Ti ricordi? Adesso che me lo dice, s, credo che fosse una delle cose notate da Phil. Bene! esclam Ashley, tenendo lo sguardo fisso davanti a s. Questo, unito a un ego grande quanto una casa, una cosa su cui potrei far leva, sei d'accordo? Suppongo di s, ma non sono certa di seguirla. Mi ricordo che secondo Dan quell'uomo ha una paura di fallire sproporzionata rispetto ai risultati raggiunti finora e alla sua ovvia intelligenza. Dopotutto, potrebbe riuscire in qualsiasi cosa voglia fare, ammesso che lo decida. Pensa di usarla come leva, e per cosa? Sar anche in grado di fare qualsiasi cosa gli venga in mente, ma a quanto pare in questo momento l'unica cosa che gli interessa diventare un imprenditore famoso, cosa che ha ammesso senza ombra di vergogna in un'intervista. E, per riuscirci, ha fatto il passo pi lungo della gamba, dal punto di vista della carriera e delle finanze. Vuole che la sua societ, creata di recente e basata sul brevetto della procedura da lui inventata, abbia successo per motivi molto personali, se non addirittura superficiali. E lei che cosa vorrebbe fare? chiese Carol. Phil vuole che faccia mettere a verbale una richiesta di divieto della sua procedura. semplice. Le circostanze rendono la cosa un pochino pi complicata. Io voglio che il bravo dottore faccia qualcosa che assolutamente non vorrebbe fare. Sul largo viso di Carol comparve un'espressione preoccupata. Phil lo sa? Ashley scosse la testa. Le fece cenno di restituirgli il testo della dichiarazione d'apertura. Che cosa vuole far fare al dottore? chiese lei, porgendoglielo. Tu e lui lo saprete stasera. Ashley aveva gi cominciato a dare una scorsa al documento. Sarebbe troppo lungo spiegartelo adesso. Lei mi spaventa, ammise Carol. Scrut nel corridoio, a destra e a sinistra, mentre Ashley rileggeva il proprio discorso, poi spost il peso del

corpo da un piede all'altro. Il suo scopo ultimo e il motivo per cui aveva sacrificato cos tanto la propria vita privata per il lavoro era che voleva correre per il seggio di Ashley quando lui si fosse ritirato, cosa che sarebbe avvenuta piuttosto presto, considerato il morbo di Parkinson da cui era affetto. Carol era pi che qualificata, avendo ricoperto il ruolo di senatrice statale prima di venire a Washington a gestire lo show di Ashley, e a quel punto, con il proprio scopo bene in vista, non voleva che lui corresse un grosso rischio, con il risultato di fare a lei ci che Bill Clinton aveva fatto ad Al Gore. Fin dalla sera della visita dal dottor Whitman, Ashley era stato preoccupato e imprevedibile. Si schiar la gola per attirare la sua attenzione. Esattamente, come ha intenzione di far fare al dottor Lowell qualcosa che lui non vuol fare? Mettendolo in una situazione difficile e poi tirandogli via il tappeto da sotto i piedi. Ashley sollev gli occhi e la guard, rivolgendole un ghigno cospiratore. Siamo in battaglia, e voglio vincere. Per farlo, ho intenzione di mettere in pratica uno stratagemma vecchio come il mondo e citato nell'Arte della guerra: indovinare i punti dove avverr lo scontro e arrivarci con forze schiaccianti! Fammi vedere il rapporto finanziario sulla sua societ! Carol traffic con la cartelletta piena di fogli prima di estrarre quello che Ashley le aveva chiesto. Glielo porse e lui lo scorse in fretta. Mentre scrutava il viso del suo capo per cogliere qualche indizio, si chiese se doveva chiamare Phil con il cellulare, appena ne aveva l'opportunit, e avvertirlo di tenersi pronto per l'imprevisto. Bene, borbott Ashley. Benissimo. una fortuna che io abbia quei contatti all'FBI. Da soli non avremmo potuto ottenere tanto. Magari dovrebbe consultarsi con Phil, quali che siano le sue intenzioni, sugger Carol. Non c' tempo. A proposito, che ore sono? Lei guard l'orologio. Le dieci passate. Ashley tese la mano sinistra, sostenendola con la destra, per controllare se tremava. Solo leggermente, si notava appena. il massimo che ci si possa aspettare. Mettiamoci al lavoro! Entr per la porta laterale a destra della tribuna rialzata a ferro di cavallo. L'aula era piena di una folla disordinata e in perenne movimento, dalla quale si levava un forte brusio. Dovette farsi largo fra i colleghi e i membri dei vari staff per raggiungere il proprio seggio. Immediatamente comparve la chioma rossa di Rob, che aveva una seconda copia della dichiarazione

d'apertura. Ashley si sbracci verso di lui agitando la copia che gi aveva in mano, quindi si sedette e sistem il braccio del microfono. Dopo aver fatto vagare lo sguardo per tutta l'aula che ormai gli era piacevolmente familiare, con le sue decorazioni neoclassiche, lo punt sulle due figure sedute al tavolo dei testimoni, sotto di lui. Dapprima la sua attenzione fu catalizzata come una calamita dalla giovane donna attraente, il cui viso era incorniciato da capelli lucidi e folti. Aveva una predilezione per le belle donne, e questa femmina davanti a lui corrispondeva ai suoi gusti. Indossava un sobrio tailleur blu scuro dal colletto bianco che contrastava con la carnagione olivastra, bene abbronzata. Nonostante l'abbigliamento poco appariscente, emanava una sana sensualit. I suoi occhi scuri erano fissi su di lui e Ashley ebbe l'impressione di fissare due canne di fucile. Non aveva idea di chi fosse, o perch si trovasse l, ma pens che la sua presenza prometteva di rendere l'udienza pi gradevole. Poi spost con riluttanza la propria attenzione sul dottor Daniel Lowell. I suoi occhi erano pi chiari di quelli della sua compagna, per esprimevano lo stesso grado di sfacciataggine, con il loro sguardo fisso. Gli parve che lo scienziato fosse ragionevolmente alto, nonostante stesse stravaccato contro lo schienale della sedia. Aveva una corporatura minuta e un viso sottile, spigoloso, sormontato da un ciuffo scomposto di capelli sale e pepe. L'abbigliamento suggeriva un grado di insolenza pari a quello mostrato dallo sguardo e dalla postura. In contrasto al modo di vestire della donna che era con lui, indossava una giacca sportiva di tweed con le toppe di pelle sui gomiti, una camicia dal collo sbottonato e senza cravatta. Sotto il tavolo si intravedevano i jeans e le scarpe da ginnastica. Ashley sorrise tra s, mentre impugnava il martelletto. Supponeva che l'atteggiamento strafottente di Daniel e quel suo modo di vestire fossero un debole tentativo di dimostrare che non si sentiva minacciato per essere stato chiamato a testimoniare davanti a una sottocommissione del Senato. Forse credeva di poter usare la carriera studentesca e accademica presso le pi prestigiose universit del paese contro la provenienza di Ashley da una cittadina di provincia e i suoi studi in un oscuro college battista. Ma non avrebbe funzionato. Lui sapeva che, facendolo venire sul proprio terreno, avrebbe avuto tutti i vantaggi di chi giocava in casa. La sottocommissione sulla politica sanitaria della commissione sanit, educazione, lavoro e pensioni inizier le sue procedure, annunci con un marcato accento del Sud, e battendo il martelletto. Aspett qualche momento, per dare il tempo a chi era ancora raggruppato nei vari capannelli di

andare a sedersi. Dietro di s, ud i membri dei vari staff fare lo stesso. Diede un'occhiata in basso, verso Daniel Lowell, e not che non si era mosso. Guard a destra e a sinistra. Buona parte dei membri della sottocommissione non erano presenti: ce n'erano solo quattro e stavano leggendo dei promemoria o parlando con i propri assistenti. Non c'era il quorum, ma non importava. Non erano previste votazioni e lui non aveva intenzione di richiederne. Questa udienza prender in esame il disegno di legge del Senato numero 1103, continu, mentre posava davanti a s le pagine con il suo discorso, poi incroci le braccia e si tenne i gomiti con le mani, per evitare possibili tremori. Inclin leggermente la testa all'indietro, per vedere meglio i caratteri attraverso le lenti bifocali. Questo disegno di legge accompagna quello gi approvato dalla Casa dei rappresentanti per vietare la procedura di clonazione chiamata... Ashley esit e si chin in avanti, scrutando la pagina. Abbiate pazienza un attimo, disse, evidentemente distaccandosi dal discorso preparato. Questa procedura non solo terrificante, ma anche difficile da pronunciare, e magari il bravo dottore, qui, mi aiuter se incespico. Si chiama Ricombinazione Omologa Transgenica Segmentale, chiamata anche ROTS. Uau! L'ho detto bene, dottore? Daniel si tir su dalla posizione stravaccata e si chin verso il microfono. S, si limit a dire, poi si appoggi di nuovo allo schienale della sedia. Anche lui teneva le braccia conserte. Perch voi dottori non parlate in maniera comprensibile? chiese Ahsley, guardando Daniel al di sopra delle lenti. Qualcuno fra i presenti ridacchi e questo gli fece piacere. Adorava giocare con la folla. Daniel si chin di nuovo in avanti, ma lui sollev una mano. Questa una domanda che non va a verbale, non occorre rispondere. La stenografa manovr la sua macchinetta per cancellare la frase. Poi Ashley guard a sinistra. Anche questo non va a verbale, ma ero curioso di sapere se l'illustre senatore del Montana concorda con me sul fatto che i medici hanno messo a punto di proposito un loro linguaggio in modo che per la met del tempo noi comuni mortali non abbiamo idea di che cosa cavolo stiano parlando. Dagli spettatori si levarono altre risate, mentre il senatore del Montana sollevava lo sguardo da ci che stava leggendo e annuiva entusiasticamente.

Dunque, dov'ero rimasto? Ashley guard di nuovo il testo della dichiarazione di apertura. La necessit di questa nuova legge sta nel problema che, in questo paese, le biotecnologie in generale e la scienza medica in particolare hanno perduto le loro basi etiche. Noi della sottocommissione sentiamo che nostro dovere, come americani onesti e responsabili, invertire tale tendenza seguendo l'esempio dei colleghi della Casa dei rappresentanti. I fini non giustificano i mezzi, in particolare nella ricerca scientifica, come stato inequivocabilmente stabilito al processo di Norimberga. Questa ROTS ne un esempio. Tale procedura minaccia di creare dei poveri embrioni indifesi per poi smembrarli con la dubbia giustificazione che le cellule derivanti da quei minuscoli esseri umani non ancora nati saranno utilizzate per curare un'ampia variet di pazienti. E non tutto. Come sentiremo nella testimonianza del suo scopritore, che abbiamo l'onore di avere qui con noi, questa non una qualunque procedura terapeutica di clonazione e io, come principale autore del disegno di legge, sono scioccato che venga proposta come qualcosa da usare normalmente. Ebbene, io dico: soltanto se passerete sul mio cadavere! Dallo scarso pubblico presente si levarono dei modesti applausi. Ashley rispose con un cenno della testa e una breve pausa. Poi fece un profondo respiro. Ora, potrei continuare a parlare di questa nuova tecnica, ma non sono un medico e cedo rispettosamente la parola all'esperto, che si graziosamente presentato davanti a questa sottocommissione. Lo farei subito, a meno che qualche eminente collega non voglia dire qualcosa. Ashley guard il senatore seduto immediatamente alla sua destra, il quale scosse la testa, copr il microfono con il palmo e si chin verso di lui. Ashley, sussurr. Spero che ti sbrigherai. Devo essere fuori di qua per le dieci e mezzo. Non temere, rispose lui, sottovoce. Lo colpir direttamente alla giugulare. Detto questo, sorb un sorso d'acqua e abbass lo sguardo su Daniel. Il nostro primo testimone il brillante dottor Daniel Lowell il quale, come ho gi accennato, lo scopritore della ROTS. Vanta credenziali impressionanti, come una laurea in medicina e dottorati di ricerca presso alcune delle istituzioni pi illustri del paese. Ha perfino trovato il tempo di fare un internato in medicina interna. Ha ricevuto innumerevoli riconoscimenti per il suo lavoro e ha occupato posti di prestigio alla Merck Farmaceutici e all'universit di Harvard. Benvenuto, dottor Lowell. Grazie, senatore, rispose Daniel, spostandosi in avanti. Apprezzo le

gentili osservazioni sul mio curriculum vitae, ma, se posso, vorrei confutare subito un punto della sua dichiarazione di apertura. Ma certo! La ROTS e la clonazione terapeutica non comportano, ripeto, non comportano lo smembramento di embrioni. Daniel pronunci le parole lentamente, scandendole bene una per una. Le cellule terapeutiche vengono prelevate prima che l'embrione cominci a formarsi, da una struttura chiamata blastocisti. Lei nega che queste blastocisti siano delle vite umane nascenti? Si tratta di vite umane ma, quando sono disaggregate, queste cellule sono simili a quelle che lei perde dalle gengive passando vigorosamente lo spazzolino sui denti. Non credo di pulirli in modo cos vigoroso, ribatt Ashley con una breve risata. Qualcuno fra i presenti si associ. Tutti noi perdiamo cellule epiteliali vive. Forse, ma quelle cellule epiteliali non sono destinate a formare embrioni, come le blastocisti. Potrebbero. questo il punto. Se le cellule epiteliali fossero fuse con un ovulo il cui nucleo stato estratto, e poi la combinazione venisse attivata, potrebbero formare degli embrioni. Il che ci che si fa con la clonazione. Precisamente, conferm Daniel. Le blastocisti hanno la potenzialit di formare un embrione vivente, ma solo se impiantate in un utero. Nella clonazione terapeutica non vengono mai messe nella possibilit di formare embrioni. Penso che ci stiamo arenando nella semantica, sbott Ashley, impaziente. Si tratta di semantica, convenne Daniel, ma importante. La gente deve capire che nella clonazione terapeutica o nella ROTS non sono coinvolti gli embrioni. La sua opinione riguardante la mia dichiarazione di apertura stata debitamente registrata, disse Ashley. Mi piacerebbe passare alla procedura vera e propria. La descriverebbe per noi presenti e per la trascrizione ufficiale? Sono ben felice di farlo, rispose Daniel. La Ricombinazione Omologa Transgenica Segmentale il nome che abbiamo dato a una procedura che comporta, in un individuo, la sostituzione della porzione di DNA responsabile di una particolare malattia con la porzione omologa di DNA

privo dalla malattia. Questo avviene nel nucleo di una cellula del paziente, che poi usata per la clonazione terapeutica. Si fermi un momento, lo interruppe Ashley. Sono gi confuso, e sono certo che lo anche buona parte del pubblico. Vediamo se ho capito bene: lei sta parlando di prendere una cellula da una persona malata e modificarne il DNA prima di passare alla clonazione terapeutica. Esatto, conferm Daniel. Sostituire la piccola porzione del materiale genetico della cellula che responsabile della malattia. E la clonazione terapeutica finalizzata per creare un mucchio di quelle cellule per curare il paziente. Proprio cos! Le cellule vengono incoraggiate con vari ormoni della crescita a diventare il tipo di cellule di cui il paziente ha bisogno. E, grazie alla ROTS, tali cellule non avranno la predisposizione genetica a replicare quella malattia. Quando vengono immesse nel paziente, non solo questi sar curato, ma non avr pi la tendenza genetica a quella specifica malattia. Forse potremmo fare un esempio concreto, sugger Ashley. Potrebbe essere pi facile da capire, per noi profani. Suppongo, da alcuni articoli da lei pubblicati, che il morbo di Parkinson sia uno di quei mali che lei ritiene curabili con questo trattamento. Infatti, come molte altre malattie, dall'Alzheimer al diabete a certe forme di artrite. L'elenco impressionante, e molte di esse non sono soggette a terapia, tanto meno a guarigione. Concentriamoci per un momento sul morbo di Parkinson. Perch lei pensa che questa ROTS funzioner? Perch per il Parkinson abbiamo la fortuna di poter fare esperimenti sui topi, rispose Daniel. Ci sono topi con il morbo di Parkinson, cio nei loro cervelli mancano le cellule nervose che producono una sostanza chiamata dopamina, funzionante da neurotrasmettitore, e la loro malattia la copia esatta di quella umana. Abbiamo preso questi animali, abbiamo praticato la ROTS e sono guariti in modo permanente. Impressionante, comment Ashley. Lo ancora di pi quando lo si vede avvenire davanti ai propri occhi. Le cellule vengono iniettate. S. E questo non crea problemi? No. Ormai questa tecnica stata ampliamente usata sugli umani per altre terapie. L'iniezione deve essere fatta con precauzione, in condizioni

controllate, ma in genere non si verificano reazioni di alcun tipo. Nella nostra esperienza, i topi non hanno avuto effetti collaterali. E sono guariti subito dopo l'iniezione? Nella nostra esperienza, i sintomi del morbo di Parkinson hanno cominciato a diminuire immediatamente. E sono spariti del tutto in poco tempo. Entro una settimana, i topi curati non erano pi distinguibili da quelli del gruppo di controllo. Suppongo che lei sia impaziente di provare questa procedura sugli esseri umani, sugger Ashley. S, molto, ammise Daniel, e annu ripetutamente. Dopo aver completato i nostri studi sugli animali, che stanno proseguendo rapidamente, speriamo di avere il via libera dalla Food and Drug Administration per cominciare a trattare gli esseri umani in un ambiente controllato. Ashley not che Daniel aveva lanciato un'occhiata alla sua compagna e le aveva perfino preso la mano per un momento. Sorrise fra s: il suo avversario pensava che l'udienza stesse andando bene. Era il momento di rettificare quella falsa deduzione. E mi dica, dottor Lowell. Ha mai sentito il detto: 'Se qualcosa sembra troppo bella per essere vera, probabilmente non lo '? Certo. Ebbene, io ritengo che la ROTS ne sia un esempio lampante. Mettiamo da parte per il momento la questione semantica sul fatto che gli embrioni siano smembrati oppure no. La ROTS pone un altro grosso problema etico. Ashley fece una pausa per aumentare l'effetto. Il pubblico era completamente immobile e silenzioso. Dottore, ha mai letto il romanzo di Mary Shelley intitolato Frankenstein? La ROTS non ha niente a che fare con il mito di Frankenstein, replic Daniel in tono indignato, implicando che sapeva benissimo dove voleva andare a parare il senatore. Insinuarlo un tentativo irresponsabile di approfittare dei timori e delle idee errate che circolano nell'opinione pubblica. Mi permetto di non essere d'accordo, ribatt Ashley. Anzi, credo che Mary Shelley avesse un'idea che, prima o poi, si sarebbe arrivati alla ROTS: ecco perch ha scritto il suo romanzo. Gli spettatori risero di nuovo. Era evidente che pendevano dalle sue labbra e si divertivano.

Ora, so di non aver ricevuto un'educazione da Ivy League, ma ho letto Frankenstein, il cui titolo intero comprende Il moderno Prometeo, e penso che i parallelismi siano notevoli. Da ci che ne capisco, il termine transgenico, che fa parte dell'arzigogolato nome della sua procedura, significa prendere dei pezzetti di genoma di varie persone e mescolarli assieme come se si facesse una torta. Al ragazzo di campagna che sono, questo sembra esattamente la stessa cosa che faceva Victor Frankenstein quando creava il suo mostro: prendere pezzi da un cadavere e dall'altro e cucirli insieme. Ha perfino usato un po' di elettricit, proprio come fate voi con le vostre clonazioni. Con la ROTS, noi aggiungiamo pezzi relativamente corti di DNA, non interi organi! Il tono di Daniel era diventato acceso. Si calmi, dottore! Questa un'udienza conoscitiva, non una battaglia! Ci che intendo che, con la sua procedura, lei prende parti di una persona e le mette dentro un'altra. Non cos? A livello molecolare. A me non importa a che livello . Voglio solo stabilire i fatti. da tempo che la scienza medica esegue i trapianti di organi, sbott Daniel. L'opinione pubblica non vede in questo un problema morale, al contrario, e il trapianto di organi di certo un parallelo concettualmente pi adatto con la ROTS che un romanzo del diciannovesimo secolo. Nell'esempio che lei ci ha fornito a proposito del morbo di Parkinson, ha ammesso che progetta di iniettare questi piccoli Frankenstein molecolari cui sta lavorando in modo da mescolarli e farli finire nel cervello della gente. Mi spiace, dottore, ma non ci sono stati tanti trapianti di cervello nel nostro attuale programma di trapianto d'organi, quindi non credo che il paragone sia valido. Iniettare parti di un'altra persona e farle arrivare nel cervello di qualcuno inaccettabile, per il mio modo di vedere, e io credo nel modo del buon Dio. Le cellule terapeutiche che noi creiamo non sono dei Frankenstein molecolari, puntualizz Daniel in tono iroso. Le sue opinioni sono state debitamente registrate. Proseguiamo. Questa una farsa! Daniel sollev in aria le mani con enfasi. Dottore, devo rammentarle che questa un'udienza di una sottocommissione del Congresso, e ci si aspetta da lei che si comporti con decoro. Qui siamo tutte persone ragionevoli e mostriamo rispetto le une per le altre nel cercare di fare del nostro meglio per raccogliere informazioni. Diventa sempre pi evidente che questa udienza stata preparata in

modo ingannevole. Lei non venuto qui per raccogliere informazioni con la mente aperta sulla ROTS, come vorrebbe magnanimamente far credere. Sta solo usando questa udienza per farsi bello con la sua retorica emotiva preconfezionata. Ci tengo a informarla che questo tipo di affermazioni e di accuse particolarmente malvisto al Congresso. Il tono di Ashley era condiscendente. Questo non Crossfire o qualche altro circo televisivo. Eppure, io non mi riterr offeso. Anzi, le assicuro una volta ancora che la sua opinione stata debitamente messa agli atti e, come dicevo, vorrei proseguire. In quanto scopritore della ROTS, ci si potrebbe aspettare che lei non sia del tutto obiettivo sui meriti morali della procedura, ma vorrei farle delle domande al riguardo. Prima, per, devo ammettere che stato difficile non notare la donna incredibilmente attraente seduta accanto a lei al tavolo dei testimoni. qui per aiutarla a testimoniare? Se cos, la sua presenza dovrebbe forse essere messa agli atti. la dottoressa Stephanie D'Agostino, sbott Daniel. La mia collaboratrice scientifica. Un'altra laureata in medicina e addottorata? chiese Ashley. Ho fatto il dottorato, ma non la facolt di medicina, rispose Stephanie nel proprio microfono. E, signor presidente, vorrei esprimere il mio accordo con l'opinione del dottor Lowell sul modo parziale con cui stata condotta questa udienza, ma senza le sue parole di fiamma. Ritengo fortemente che le allusioni al mito di Frankenstein in relazione alla ROTS siano inappropriate, poich smuovono le paure ancestrali della gente. Sono desolato, replic Ashley. Avevo sempre pensato che voi laureati nelle grandi universit aveste l'abitudine di citare i vari capolavori della letteratura, ma ecco che, una volta che ci provo io, mi dicono che non il caso. giusto, dato che mi ricordo distintamente che nel mio piccolo college battista mi stato insegnato che Frankenstein , fra l'altro, un avvertimento sulle conseguenze morali del materialismo scientifico pi sfrenato? Secondo me, questo rende il libro estremamente appropriato. Ma basta con questo argomento! Questa un'udienza, non un dibattito letterario. Prima che potesse continuare, Rob gli si avvicin da dietro e gli batt su una spalla. Ashley copr il microfono con una mano. Senatore, gli sussurr Rob all'orecchio. Stamattina, appena arrivata la richiesta perch la dottoressa D'Agostino sedesse al banco dei testimoni con il dottor Lowell, ho fatto un rapido controllo su di lei. Ha studiato ad

Harvard ed cresciuta nel North End di Boston. Dovrebbe significare qualcosa? Rob alz le spalle. Potrebbe essere una coincidenza, ma ne dubito. L'investitore nella compagnia di Lowell che, come ci ha detto il Bureau, stato incriminato, un D'Agostino ed cresciuto nel North End. Probabilmente sono parenti. Oh, oh! comment Ashley. Curioso. Prese il foglio che gli porgeva Rob e lo pose vicino a quello con la situazione finanziaria della compagnia di Daniel. Fece fatica a reprimere un sorriso. Dottoressa D'Agostino, disse quindi nel microfono, dopo aver tolto la mano. Ha rapporti di parentela con Anthony D'Agostino, residente al 14 di Acorn Street a Medford, Massachusetts? mio fratello. Ed lo stesso Anthony D'Agostino che stato indiziato per estorsione? Purtroppo s. Stephanie lanci un'occhiata a Daniel, che la stava guardando con l'espressione sbalordita. Dottor Lowell, continu Ashley. Lei era al corrente che uno dei suoi investitori iniziali e pi importanti era soggetto a tale accusa? No, rispose Daniel. Comunque non un investitore importante. Uhmmm... Diverse centinaia di migliaia di dollari sono tanti quattrini, a mio avviso. Ma non cavilliamo. Spero che non funga da direttore. No. Questo un sollievo. E suppongo possiamo presumere che questo Anthony D'Agostino indiziato per estorsione non faccia parte del comitato etico, che a quanto pare lei ha. Delle risatine soppresse serpeggiarono fra il pubblico. Non fa parte del nostro comitato etico, rispose Daniel. Anche questo un sollievo. Ora parliamo per un momento della sua societ. Si chiama CURE, che immagino sia una sigla. Infatti, conferm Daniel con un sospiro, come se si stesse annoiando. Deriva da Cellular Replacement Enterprises. Mi spiace se affaticato dai rigori di questa udienza, dottore, osserv Ashley. Cercheremo di accelerare le cose. Ma so che la sua azienda sta tentando di entrare nella seconda fase di finanziamento cercando capitali a cui associarsi, con la ROTS come sua prevalente propriet intellettuale. Il suo fine ultimo di farla diventare una societ per azioni con un'offerta pubblica iniziale?

S. Daniel si appoggi allo schienale della sedia. Ora, questo non andr agli atti, disse Ashley e guard alla propria sinistra. Vorrei chiedere all'illustre senatore del grande stato del Montana se pensa che la Security Exchange Commission trover interessante che uno degli investitori iniziali di un'azienda che ha intenzione di diventare societ per azioni stato indiziato per estorsione. Voglio dire, qui pu esserci una questione di decoro morale. Denaro proveniente dall'estorsione e magari perfino dalla prostituzione, per quanto ne sappiamo, che viene riciclato tramite un'impresa biotech. Penso che la SEC sar molto interessata, rispose l'interpellato. Quello che pensavo anch'io. Ashley riport lo sguardo sugli appunti e poi di nuovo su Daniel. Da quanto ne so, la sua seconda fase di finanziamento rimasta in sospeso a causa del disegno di legge 1103 e del fatto che la Casa dei rappresentanti l'ha gi approvato. cos? Daniel annu. Deve parlare, per la verbalizzazione. cos, disse Daniel. E deduco che la percentuale di perdita, voglio dire i soldi che sta usando attualmente per rimanere a galla, molto alta, e se non ottiene questo secondo giro di finanziamenti rischia la bancarotta. Infatti. Peccato, comment Ashley mostrando comprensione. Per, ai fini di questa udienza, devo presumere che la sua obiettivit rispetto alle implicazioni morali della ROTS seriamente in questione. Voglio dire, il futuro stesso della sua societ dipende dal fatto che la 1103 non passi. Non vero, dottore? La mia opinione sempre stata e continuer a essere che moralmente sbagliato sospendere la ricerca che potrebbe consentire di usare la ROTS per curare innumerevoli esseri umani sofferenti. La sua opinione stata messa a verbale. Ma, per gli atti, vorrei sottolineare che il dottor Daniel Lowell ha scelto di non rispondere alla domanda che gli stata posta. Ashley si appoggi allo schienale e guard alla propria destra. Non ho altre domande per questo testimone. Qualcuno dei miei stimati colleghi ha altro da chiedergli? Fece scorrere lo sguardo sui visi dei senatori seduti sulla piattaforma. Benissimo. La sottocommissione sulla politica sanitaria ringrazia il dottor Lowell e la dottoressa D'Agostino per la loro gentile partecipazione.

Ora vorremmo chiamare il nostro prossimo testimone: il signor Harold Mendes dell'organizzazione Diritto alla Vita. 3 Gioved 21 febbraio 2002 - ore 11.05 Stephanie individu il taxi in mezzo al fitto gruppo di auto in arrivo e sollev il braccio fiduciosa. Lei e Daniel avevano seguito il consiglio di un agente della sicurezza del Senato ed erano arrivati a piedi fino a Constitution Avenue, nella speranza di trovare un taxi, ma non avevano avuto tanta fortuna. Dopo la promessa di una bella mattinata di sole, il tempo era peggiorato: pesanti nuvoloni scuri incombevano da est, spinti dal vento, e la temperatura attorno allo zero faceva pensare alla possibilit di una nevicata. Evidentemente, in quelle condizioni la richiesta eccedeva abbondantemente la disponibilit. Ecco che ne arriva uno, sbott Daniel, come se Stephanie fosse in qualche modo responsabile di quella penuria. Non lasciartelo scappare! L'ho visto, rispose lei nello stesso tono. Dopo aver lasciato l'edificio del Senato, nessuno dei due aveva aperto bocca, se non per consultarsi sulla strada da seguire. Come le nubi in cielo, anche il loro umore si era rabbuiato, in seguito all'andamento dell'udienza. Accidenti! bofonchi Stephanie mentre l'auto sfrecciava via. Era come se l'autista portasse i paraocchi. Lei aveva fatto di tutto, tranne che gettarsi in mezzo al traffico. Te lo sei lasciato scappare! si lagn Daniel. Me lo sono lasciato scappare? grid Stephanie. Ho agitato il braccio. Ho fischiato. Mi sono perfino messa a saltellare. Non ho visto te fare tanti sforzi. Che cosa diavolo facciamo adesso? Qua fuori fa un freddo boia. Be', se hai qualche idea brillante, Einstein, fammelo sapere. Che c'? colpa mia se non ci sono taxi? No, ma nemmeno mia. Entrambi serrarono le braccia attorno al corpo nel vano tentativo di tenersi caldi ma badarono bene a tenersi a distanza uno dall'altra. Nessuno dei due aveva portato con s un vero cappotto invernale, pensando di non averne bisogno, dato che erano scesi di circa mille chilometri a sud. Ecco che ne arriva un altro!

Stavolta tocca a te, decise Stephanie. Tenendo la mano sollevata, Daniel si avventur sulla sede stradale quel tanto che riteneva non pericoloso. Quasi immediatamente dovette tirarsi indietro vedendo un camioncino che gli veniva addosso nella corsia esterna. Grid e agit il braccio, ma il taxi prosegu nel groviglio di veicoli senza rallentare. Ottimo lavoro, comment Stephanie. Chiudi il becco! Proprio quando stavano per rinunciare e mettersi a camminare lungo Constitution Avenue, sentirono il clacson di un taxi. Era rimasto fermo al semaforo tra la Prima e Constitution e l'autista aveva assistito allo sforzo grottesco di Daniel. Quando il semaforo era passato al verde, aveva svoltato a sinistra per fermarsi accanto al marciapiede. Stephanie e Daniel vi si infilarono di corsa. Dove? chiese il tassista guardandoli nello specchietto retrovisore. Portava un turbante e aveva la pelle scura come se avesse trascorso una settimana nel Sahara. Al Four Seasons, rispose Stephanie. Lei e Daniel rimasero in silenzio a guardare fuori dal finestrino. Direi che l'udienza andata male pi di quanto temevo, si lament infine Daniel. Ancora peggio, replic Stephanie. Non c' dubbio che quel bastardo di Butler riuscir a far passare il suo disegno di legge alla sottocommissione e, quando questo accadr, cos mi hanno spiegato alla Biotechnology Industry Organization, passer anche alla commissione e al Senato. E allora addio CURE, Inc. una vergogna che in questo paese la ricerca medica sia tenuta in ostaggio da politici demagoghi. Non avrei nemmeno dovuto scomodarmi a venire a Washington. Be', forse non avresti dovuto. Magari era meglio se ci venivo da sola. Di certo non sei stato d'aiuto dicendo ad Ashley che vuo farsi bello e che non ha la mente aperta. Daniel si volt di scatto, ma di Stephanie si vedeva soltanto la testa girata. Puoi ripetere? Non dovevi perdere le staffe. Non posso crederci! Stai insinuando che questo risultato di merda colpa mia?

Stephanie si volt. Tenere conto dei sentimenti delle altre persone non il tuo forte. E questa udienza lo dimostra. Chi sa come potevano mettersi le cose, se tu non avessi perso il controllo. Attaccarlo come hai fatto stato controproducente, perch ha bloccato anche il minimo dialogo che forse era possibile. Tutto qua. Da pallido, Daniel divenne paonazzo. Quell'udienza stata una stramaledetta farsa! Forse, ma questo non giustifica le cose che hai detto in faccia a Butler, perch ha troncato sul nascere qualsiasi possibilit di successo, per quanto piccola. Io credo che il suo scopo fosse farti infuriale in modo da metterti in cattiva luce, e ha funzionato. stato il suo modo di screditarti come testimone. Mi stai facendo incazzare. Daniel, sono irritata quanto te per come sono andate le cose. Gi, ma stai dicendo che colpa mia. No, sto dicendo che il tuo comportamento non stato d'aiuto. C' una bella differenza. Be', nemmeno il tuo comportamento stato d'aiuto. Come mai non mi avevi informato che tuo fratello indiziato per estorsione? Tutto ci che mi hai detto stato che un investitore qualificato. Che qualificazione! Un bel momento per me, per apprendere questa ghiotta notizia! stato dopo che ha fatto l'investimento, ed uscito sui giornali di Boston. Quindi non era una cosa segreta, ma ho preferito non parlarne, almeno all'epoca. Credevo che tu non accennassi all'argomento per riguardo verso di me, ma avrei dovuto immaginare che non era cos. Preferivi non parlarne? Daniel mostr un esagerato stupore. Lo sai che io non perdo tempo a leggere quegli stupidi giornali di Boston. Quindi in che altro modo avrei potuto venirne a conoscenza? E invece avevo bisogno di saperlo perch Butler ha ragione. Se avessimo fatto un'offerta pubblica sarebbe venuto alla luce che avevamo un criminale tra gli investitori, e questo avrebbe fermato le cose. stato solo indiziato, gli fece notare Stephanie. Non lo hanno condannato. Ricorda, nel nostro sistema giuridico sei innocente finch non dimostrato il contrario. Questa una scusa molto debole per non avermene parlato, sbott Daniel. Lo condanneranno? Non lo so. La voce di Stephanie aveva perso il tono tagliente, mentre lei si sentiva un po' in colpa per non essere stata pi franca con Daniel a

proposito di suo fratello. Aveva pensato di parlargli dell'imputazione, prima o poi, ma aveva sempre rimandato. Non ne hai la minima idea? un po' difficile, per me, crederlo. Avevo qualche vago sospetto, ammise Stephanie. Gli stessi che avevo avuto per mio padre, e Tony ha di fatto rilevato i suoi affari. Che genere di affari? Propriet immobiliari e qualche ristorante, pi un caff in Hanover Street. Tutto qua? questo che non so di preciso. Come ho detto, avevo dei vaghi sospetti per la gente che andava e veniva in casa nostra a tutte le ore del giorno e della notte, e le donne e i bambini venivano mandati via dalla stanza alla fine dei pasti, in modo che gli uomini potessero parlare. A ripensarci con il senno di poi, mi sembra che fossimo il clich della famiglia mafiosa italoamericana. Certo, non era su vasta scala, come si vede nei film di gangster, ma il modello era quello. Da noi donne ci si aspettava che fossimo solo casa e chiesa, senza alcun interesse n coinvolgimento negli affari. A dirti la verit, io mi sentivo in imbarazzo, perch noi bambini eravamo trattati in modo diverso nel quartiere. Non vedevo l'ora di andarmene, e sono stata abbastanza sveglia da capire che il modo migliore per farlo era essere un'ottima studentessa. Posso capirlo. Anche nella voce di Daniel l'acrimonia si era attenuata. Anche mio padre si dedicava a ogni tipo di affari, e alcuni erano quasi truffe. Il problema era che sono stati tutti fallimenti, con la conseguenza che non soltanto lui ma anch'io e i miei fratelli siamo diventati l'argomento delle barzellette in tutta Revere, in particolare a scuola, per lo meno quelli di noi che non appartenevano alla gente 'in', cosa che io non ero di certo. Il soprannome di mio padre era 'Loser Lowell': perdente. E purtroppo l'epiteto aveva la tendenza a passare anche a noi. Per me era l'opposto. Eravamo trattati con una sorta di deferenza, e non era gradevole. Lo sai come agli adolescenti piaccia mescolarsi con gli altri. Ebbene, per me era impossibile, e non sapevo nemmeno perch. Una cosa che detestavo. Come mai non me ne hai mai parlato? Come mai tu non mi hai mai parlato della tua famiglia, tranne per il fatto che hai otto fratelli nessuno dei quali, aggiungo io, ho mai conosciuto? Per lo meno io ti ho chiesto diverse volte dei tuoi parenti. Questo un buon argomento, rispose Daniel, tenendosi sul vago. Spo-

st lo sguardo fuori, dove qualche solitario fiocco di neve danzava tra le raffiche di vento. Sapeva che la vera risposta a quella domanda era che a lui non era mai importato della famiglia di Stephanie, pi di quanto gli importasse della sua. Forse non abbiamo parlato delle nostre famiglie perch tutti e due ci sentiamo in imbarazzo per la nostra infanzia. O forse stato un po' questo, un po' la preoccupazione per la ricerca scientifica e l'avvio della societ. Forse, mormor lei, senza tanta convinzione. Fiss la strada oltre il parabrezza. vero che lo studio sempre stato la mia via di fuga. Naturalmente mio padre non approvava, ma questo serviva solo ad aumentare la mia determinazione. Diavolo, lui non pensava che dovessi andare al college. Secondo lui era uno spreco di tempo e di denaro, perch io dovevo solo sposarmi e fare figli, come si usava cinquant'anni fa. Mio padre era letteralmente in imbarazzo per il fatto che andavo bene nelle materie scientifiche. Diceva a tutti che dovevo aver preso dal mio lato materno, come se fosse una malattia genetica. E i tuoi fratelli e sorelle? Era la stessa cosa anche per loro? Fino a un certo punto s, perch mio padre era abbastanza meschino da gettare su di noi la colpa dei suoi fallimenti. Sai, rimediare il capitale che gli serviva per partire con le sue brillanti idee. Ai miei fratelli, che erano dei bravi atleti, andava un po' meglio, perch mio padre era un patito dello sport. Ma, per tornare a tuo fratello Tony, di chi stata l'idea che investisse nella CURE, tua o sua? Il tono di Daniel riprese un po' della durezza precedente. Dobbiamo ricominciare a discutere? Rispondi soltanto alla mia domanda! Che differenza fa? stato un monumentale errore di valutazione permettere a un possibile, o probabile, mafioso di investire nella nostra compagnia. venuta un po' a tutti e due. A differenza di mio padre, lui si interessava a quello che facevo, e io gli ho detto che le biotecnologie erano un campo redditizio in cui investire i soldi provenienti dai ristoranti. Splendido! esclam Daniel con sarcasmo. Spero ti renderai conto che gli investitori in genere non amano perdere il loro denaro, nonostante siano stati adeguatamente avvertiti dei rischi che comportano le aziende appena avviate. Figurarsi un mafioso! Hai mai sentito parlare di certi inconvenienti, tipo rotule fracassate? mio fratello, santo cielo! Non ci sar nessun fracassamento di ginoc-

chia. S, ma non mio fratello. insultante anche solo suggerire una cosa simile, sbott Stephanie e volt di nuovo la testa verso il finestrino. In genere, sensibile com'era all'ingegno scientifico di Daniel, aveva una riserva di pazienza per sopportarne il sarcasmo, l'ego smisurato e la negativit antisociale, ma al momento l'aveva esaurita. Date le circostanze, non m'interessa girellare per Washington un'altra sera, cambi argomento Daniel. Secondo me dovremmo mettere insieme le nostre cose, lasciare la stanza e prendere il primo volo per Boston. A me sta bene, rispose brusca Stephanie. Mentre Daniel pagava la corsa, lei scese e si diresse subito verso l'atrio dell'albergo, appena vagamente consapevole che lui la seguiva a ruota. Era abbastanza sconvolta da chiedersi che cosa avrebbe fatto quando fossero tornati a Boston. Nello stato d'animo in cui si trovava, l'idea di ritornare nell'appartamento di Daniel a Cambridge, dove ormai viveva anche lei, non l'attirava. L'insinuazione che lui aveva fatto sulla possibilit che la famiglia D'Agostino ricorresse alla violenza fisica era insultante. Lei non sapeva per certo se qualcuno nella sua famiglia si dedicava all'usura o ad altre attivit esecrabili, ma era dannatamente sicura che nessuno si era mai fatto male. Dottoressa D'Agostino, mi scusi! chiam a gran voce uno dei portieri. Udire inaspettatamente il proprio nome gridato nell'atrio dell'hotel prese Stephanie alla sprovvista e la fece fermare di botto. Daniel le and a sbattere addosso, e la cartelletta che aveva in mano cadde a terra. Santo cielo! sbrait, mentre si chinava a raccogliere i fogli che ne erano usciti. Gli diede una mano un fattorino. Erano degli schemi riassuntivi della ROTS. Li aveva portati con s all'udienza, nel caso si presentasse l'occasione di mostrarli per far comprendere bene la procedura. Purtroppo, tale opportunit non si era verificata. Quando Daniel si rialz, Stephanie era tornata presso di lui dopo essere stata al banco del portiere. Potevi avvisarmi che avevi intenzione di fermarti, si lament lui. Chi Carol Manning? domand Stephanie. Non ne ho la pi pallida idea. Perch me lo chiedi? Hai un messaggio urgente da parte sua. Stephanie gli porse il pezzetto di carta. Daniel lo lesse rapidamente. Dovrei chiamarla. Dice che un'emergen-

za. Come fa a essere un'emergenza, se non so nemmeno chi ? Qual il prefisso? Stephanie guard al di sopra della sua spalla. Due-zero-due. Dov'? Lo sai? Certo che lo so! il prefisso di qui. Washington! Oh, allora questo sistema la questione. Daniel accartocci il foglietto di carta, si avvicin al banco dei portieri e chiese a uno di loro di gettarlo nel cestino della carta straccia. Stephanie rimase inchiodata dove si trovava, la mente in subbuglio mentre lo guardava dirigersi verso gli ascensori. Prendendo una rapida decisione si avvicin di corsa al banco, riprese il foglietto dalle mani del portiere, che era intento a parlare con un altro cliente, e corse dietro a Daniel. Penso che dovresti telefonare, gli disse con un po' di fiatone quando lo raggiunse. Davvero? replic lui in tono altezzoso. Io non credo. Arriv l'ascensore e vi sal. Stephanie lo segu. No, io credo che dovresti chiamare. Voglio dire, che cos'hai da perdere? Un altro po' della mia autostima. L'ascensore inizi a salire. Lo sguardo di Daniel era fisso sull'indicatore dei piani e quello di Stephanie su di lui. Le porte si aprirono e loro imboccarono il corridoio. Penso di riconoscere il prefisso del numero perch la settimana scorsa ho chiamato l'ufficio di Ashley Butler. Credo che sia due-due-quattro e, se cos, allora un centralino del Senato. Un motivo in pi per non chiamare, insist Daniel e apr la porta della loro suite. Mentre lui si toglieva il cappotto, Stephanie si infil nel soggiorno, and alla scrivania e lisci il foglietto con il messaggio. due-due-quattro, gli comunic. La parola 'emergenza' sottolineata. Forse il vecchiaccio ha cambiato idea. Pi facile che la luna esca dalla sua orbita. Daniel l'aveva raggiunta e guard anche lui il messaggio. strano. Che razza di emergenza potrebbe essere? All'inizio pensavo che fosse la stampa, ma non pu essere, se un centralino del Senato. Sai, non mi importa. Essere disponibile con qualcuno che ha a che fare con il Senato degli Stati Uniti non al primo posto nell'elenco delle mie priorit, al momento. Chiama. Rischi di fare come chi si castra per far dispetto alla moglie. Se non lo fai tu, lo faccio io. Finger di essere la tua segretaria.

Tu, una segretaria? Divertente! Va bene, perdio, chiama! User il vivavoce, cos potrai sentire anche tu. Splendido! esclam Daniel con sarcasmo. Si stravacc sul divano con la testa su un bracciolo e i piedi sull'altro. Stephanie compose il numero. Si ud un solo suono elettronico, poi rispose una voce decisamente femminile; il tono di urgenza faceva pensare che la telefonata fosse stata attesa con ansia. Chiamo da parte del dottor Daniel Lowell. Mentre parlava, Stephanie non staccava lo sguardo da Daniel. Carol Manning? S. Grazie per aver risposto al mio messaggio. estremamente importante che parli con il dottore prima che lasci l'albergo. ancora l? Posso chiedere il motivo? Sono il capo dello staff del senatore Ashley Butler. Forse stamattina mi ha vista. Ero seduta dietro di lui. Daniel fece passare rapidamente l'indice sulla gola, come per tagliarla, affinch lei riattaccasse. Stephanie lo ignor. Ho bisogno di parlare con il dottore, continu Carol. Come ho detto, estremamente importante. Daniel ripet il gesto di prima, aggiungendo una smorfia che esprimeva tutta la sua collera. Quindi lo ripet una terza volta, vedendo che Stephanie esitava. Lei gli fece cenno di smetterla. Le era chiaro che non era pronto a parlare con Carol Manning, per non voleva riattaccare. Il dottore c'? chiese Carol. S, qui, ma al momento indisposto. Daniel rote gli occhi. Posso chiedere con chi sto parlando? domand ancora Carol. Stephanie esit di nuovo. Pens che fingere di essere la segretaria di Daniel fosse ridicolo, quindi si decise a rivelare il proprio nome. Oh, benissimo! Dalla testimonianza del dottor Lowell, so che lei una sua collaboratrice. Posso chiederle se la collaborazione molto stretta e magari anche personale? Sul volto di Stephanie si allarg un sorriso sardonico. Fiss per un attimo il telefono come se potesse rivelarle come mai Carol Manning stava infrangendo la normale etichetta, ponendo una domanda simile. In circostanze pi normali, una cosa del genere l'avrebbe fatta imbestialire, adesso invece la incuriosiva ancora di pi. Non intendo comportarmi in modo sconveniente, aggiunse Carol, co-

me se avesse intuito la sua reazione. una situazione piuttosto imbarazzante, ma mi hanno detto che stata registrata nella stessa suite. Spero capisca che non mia intenzione invadere la sua privacy, ma piuttosto essere il pi discreta possibile. Vede, il senatore vorrebbe organizzare un incontro segreto con il dottor Lowell e in questa citt non facile, considerata l'importanza e la notoriet di cui gode. Nell'ascoltare quella richiesta cos insolita, Stephanie era rimasta a bocca aperta. Perfino Daniel aveva rimesso gi i piedi dal divano e si era messo a sedere. Speravo, continu Carol, di poter comunicare questo messaggio direttamente al dottor Lowell, in modo che soltanto lui, il senatore e io sapessimo dell'incontro. Evidentemente, questo non pi possibile. Spero di poter contare sulla sua discrezione, dottoressa D'Agostino. Il dottor Lowell e io lavoriamo a strettissimo contatto, si decise a rispondere Stephanie. Lei pu assolutamente contare sulla mia discrezione. Fece un gesto frenetico per vedere se Daniel avesse voglia di partecipare alla conversazione, ora che aveva preso quella svolta inaspettata, ma lui scosse la testa e le fece cenno di continuare lei. Noi speriamo che l'incontro si possa fissare per stasera, aggiunse Carol. Che cosa devo riferire al dottor Lowell, per quanto riguarda l'argomento dell'incontro? Questo non glielo posso dire. Non dirmelo causer un problema. So che il dottor Lowell non ha apprezzato ci che accaduto all'udienza di stamattina. Non sono sicura che sia disposto a partecipare a un incontro con il senatore, a meno che non abbia un'idea che questo potr portargli dei vantaggi. Stephanie guard Daniel, che le rivolse il segno di pollice alzato, per comunicarle che approvava come stava gestendo la cosa. Ecco un'altra cosa imbarazzante, si scus Carol. Per quanto io sia il capo dello staff del senatore e normalmente sappia tutto ci che accade in questo ufficio, non ho assolutamente idea del perch vuole incontrare il dottore. Il succo di ci che ha detto il senatore che, anche se il dottor Lowell irritato per gli avvenimenti di stamane, non dovrebbe giungere a una conclusione sulla 1103 finch non si saranno incontrati. piuttosto vago, osserv Stephanie. tutto ci che so. Comunque, consiglio caldamente al dottor Lowell di incontrare il senatore. Sono convinta che andr a suo vantaggio. Non rie-

sco a immaginare altro motivo per questo incontro. molto fuori dell'ordinario, lo so per certo. Sono sedici anni che lavoro per il senatore. Dove avrebbe luogo l'incontro? Il luogo pi sicuro sarebbe un'auto in movimento. Questo suona molto melodrammatico. Il senatore ha insistito sull'assoluta segretezza e, come le ho detto, in questa citt non facile. Chi guiderebbe l'auto? Io. Se l'incontro dovesse aver luogo, insisto per essere presente anch'io. Daniel rote di nuovo gli occhi. Poich l'ho gi messa al corrente dell'incontro, presumo che la sua richiesta sia accettabile, ma per esserne certa al cento per cento devo sentire il senatore. Come farete? Passerete a prenderci all'albergo? Temo che sarebbe sconsigliabile. Il piano pi sicuro che lei e il dottor Lowell prendiate un taxi fino alla Union Station. Alle nove in punto io arriver con una Chevrolet Suburban nera dai finestrini scuri e la targa GDF471. Mi fermer accanto al marciapiede proprio dirimpetto alla stazione. Nel caso ci sia qualche problema, le do il numero del mio cellulare. Stephanie se lo annot. Il senatore pu contare sulla presenza del dottor Lowell? Gli riferir la cosa esattamente come lei me l'ha spiegata. tutto ci che posso chiederle. Comunque, vorrei sottolineare di nuovo come l'incontro sia estremamente importante, sia per il senatore, sia per il dottor Lowell. Il senatore ha usato queste precise parole. Stephanie ringrazi e disse che avrebbe richiamato entro un quarto d'ora, quindi chiuse la comunicazione. Questo uno degli episodi pi bizzarri in cui mi sia mai trovata coinvolta, comment, dopo un breve silenzio. Che ne pensi? Che cosa diavolo ha in mente quel vecchio eccentrico? Temo che ci sia un solo modo per saperlo. Pensi davvero che ci debba andare? Mettiamola in questo modo: penso che saresti uno stupido a non farlo. Dato che l'incontro segreto, non ti devi nemmeno preoccupare di perdere l'autostima, a meno che non ti importi che cosa pensa di te il senatore Butler. Sapendo che cosa pensi tu di lui, non credo sia cos.

Te la sei bevuta che questa Carol Manning non sa su cosa verter l'incontro? S, credo che sia vero. Ho intuito in lei dei sentimenti feriti mentre mi parlava. Secondo me, il senatore ha in serbo nella manica qualcosa di decisamente poco ortodosso che non vuole far sapere nemmeno alla sua pi stretta collaboratrice. Va bene, concluse Daniel con una vena di riluttanza. Richiamala e dille che sar alla Union Station alle nove. Saremo alla Union Station. Intendevo davvero ci che ho detto alla signora Manning. Insisto per venire anch'io. Perch no? Potremmo perfino divertirci. 4 Gioved 21 febbraio 2002 - ore 20.15 Mentre svoltava nel vialetto d'accesso e fermava l'auto, a Carol parve che nella modesta casa del senatore ad Arlington, in Virginia, tutte le luci fossero accese. Guard l'orologio. Con i capricci del traffico di Washington, non era la cosa pi facile del mondo arrivare alla Union Station alle nove in punto. Sperava di aver calcolato bene i tempi, altrimenti le cose non sarebbero iniziate sotto un buon auspicio. Aveva impiegato dieci minuti pi del previsto ad arrivare dal suo appartamento in Foggy Bottom alla casa di Ashley. Per fortuna si era concessa un margine di un quarto d'ora. Lasci il motore acceso, tir il freno a mano e si prepar a scendere dall'auto, ma scopr che non sarebbe stato necessario esporsi alla gelida acquerugiola: la porta d'ingresso si era spalancata ed era comparso il senatore. Dietro di lui si intravedeva la corpulenta moglie quarantenne, che sembrava la personificazione della solidit domestica: sopra l'abito da casa in cachemire portava un grembiule bianco orlato di pizzi. Al riparo della veranda e seguendo gli evidenti ordini di lei, Ashley apr l'ombrello. Le folate di neve comparse durante la giornata si erano trasformate in una pioggerellina costante. Con il volto nascosto dalla cupola capovolta dell'ombrello nero, cominci a scendere gli scalini. Si muoveva adagio e con precauzione e questo diede il tempo a Carol di esaminare l'uomo massiccio, leggermente curvo, che in un'altra vita sarebbe potuto essere un agricoltore o un metalmecca-

nico. Per lei non era una visione particolarmente gaia vedere avvicinarsi il suo capo. In quella scena c'era qualcosa di assai deprimente e patetico, immersa com'era in un color seppia reso ancora pi sfocato dall'umidit dell'aria, e scandita dal monotono clic-clac dei tergicristalli che tracciavano implacabili i loro archi sul parabrezza. Ma, per Carol, ci che sapeva contava pi di ci che vedeva. Ecco un uomo che lei aveva rispettato quasi al punto della venerazione, per il quale aveva fatto innumerevoli sacrifici per pi di un decennio e che ora si era trasformato, diventando imprevedibile e perfino meschino. Nonostante tutti gli sforzi fatti durante l'intera giornata, non aveva ancora un'idea del perch volesse quell'incontro clandestino e politicamente rischioso con il dottor Lowell. Considerata inoltre l'insistenza sull'assoluta segretezza, non aveva nemmeno potuto chiederlo a qualcun altro. A rendere le cose peggiori, non riusciva a scacciare la sensazione che Ashley non le rivelava il motivo dell'incontro solamente per farle un dispetto, poich sapeva per istinto che lei desiderava tanto conoscerlo. Durante l'ultimo anno, una sequela di commenti sarcastici del tutto immeritati le aveva fatto capire che lui le invidiava la relativa giovinezza e la buona salute. Lo guard fermarsi alla base degli scalini e aggiustare la postura. Per un attimo sembr immobilizzarsi: una metafora della sua testardaggine, qualit che un tempo Carol aveva ammirato ma che ora la irritava. In passato, lui aveva lottato per il potere, per mandare avanti i suoi obiettivi conservatori, ma ora sembrava che brigasse solo per il potere fine a se stesso, quasi se ne fosse drogato. Carol aveva sempre pensato a lui come a un grande uomo che avrebbe saputo quando farsi da parte, ma ora non nutriva pi tale fiducia. Ashley cominci a camminare lentamente. Con il cappotto nero, le spalle cadenti e i passettini brevi e strascicati le fece pensare a un grosso pinguino. A mano a mano che si muoveva, acquistava velocit. Carol si aspettava che si avvicinasse alla portiera del passeggero, invece apr direttamente quella dietro di lei. Sent l'auto oscillare mentre lui saliva. Lo sportello si richiuse sbattendo. Si ud l'ombrello cadere sul fondo. Sei in ritardo, si lament Ashley, senza alcuna traccia del suo accento del Sud. Mi spiace, replic lei automaticamente. Stava sempre a scusarsi di qualcosa. Ma penso che saremo in orario. Dobbiamo parlare, prima di tornare in citt? Parti! le ordin lui.

Carol si sent sommergere da un'ondata di collera, ma si morse la lingua, sapendo bene quali sarebbero state le conseguenze se avesse dato voce ai propri sentimenti. Ashley aveva la memoria di un elefante per qualsiasi cosa percepisse come uno sgarbo e la malvagit delle sue vendette era leggendaria. Carol ingran la retromarcia e usc dal vialetto. Il percorso era semplice, quasi tutto su strade a senso unico. Arriv facilmente alla superstrada 395, trovando tutti i semafori verdi. Su quella grande arteria ebbe la bella sorpresa di trovare molto meno traffico di quanto ce n'era un quarto d'ora prima, e acceler. Sapendo di non essere in ritardo si rilass un po', ma quando si avvicinarono al Potomac, un aereo di linea che decollava dal Reagan International Airport tuon proprio sulle loro teste. Sembrava che fosse solo pochi metri sopra di loro e quel frastuono improvviso e rimbombante la spavent, tanto che fece sbandare l'auto. Se non sapessi che non cos, comment Ashley, tornato al suo tipico accento del Sud e parlando per la prima volta da quando aveva impartito il suo rude comando, avrei giurato sulla memoria di mia madre che la turbolenza di quell'aereo si propagata fin qua, sulla superstrada. Hai il controllo del veicolo, mia cara? Va tutto bene, gli assicur Carol. Al momento, trov irritante quell'accento teatrale, sapendo come lui riuscisse facilmente a usarlo o a evitarlo. Ho ripassato il dossier messo assieme da te e dallo staff sul bravo dottore, aggiunse Ashley dopo una breve pausa. Anzi, me lo sono quasi imparato a memoria. Devo complimentarmi con te e con gli altri. Avete fatto tutti un ottimo lavoro. Credo di saperne di pi su quel ragazzo di quanto non ne sappia lui stesso. Carol annu ma non replic. Il silenzio regn fin quando entrarono nella galleria che correva sotto la distesa erbosa del Washington Mall. Lo so che sei contrariata e arrabbiata con me, dichiar Ashley all'improvviso. E so perch. Carol lo guard nello specchietto retrovisore. Sprazzi di luce che si riflettevano sulle piastrelle di ceramica della galleria gli illuminavano il viso a intermittenza, dandogli un aspetto pi spettrale che mai. Ce l'hai con me perch non ti ho parlato dei motivi dell'imminente incontro. Lei lo guard di nuovo. Era stata colta alla sprovvista. Una tale ammissione era completamente insolita, per lui. Non aveva mai dato a vedere che

sapesse o gli importasse dei sentimenti della sua pi stretta collaboratrice. Anche questa era una prova della sua attuale imprevedibilit, e lei non sapeva che cosa dire. Mi rammenta una volta in cui mia mamma era arrabbiata con me, continu Ashley, aggiungendo al suo accento il tono aneddotico a cui ricorreva spesso. Carol gemette fra s. Anche questo manierismo lo trovava irritante. stato quando ero alto come un soldo di cacio. Mi ero messo in testa di andare a pesca da solo in un fiume distante quasi due chilometri da casa, dove si diceva che ci fossero pescegatti pi grossi di armadilli. Partii prima dell'alba, prima che chiunque altro si fosse alzato, e provocai a mia madre una gran bella preoccupazione. Quando tornai a casa, lei era imbestialita; mi afferr per la collottola e mi chiese come mai non le avevo domandato il permesso di fare un viaggio cos azzardato alla mia tenera et. Io le dissi che non glielo avevo chiesto perch sapevo che mi avrebbe detto di no. Ebbene, mia cara Carol, la stessa situazione di questo imminente incontro con il dottore. Ti conosco abbastanza da sapere che cercheresti di farmi cambiare idea, e io ho gi deciso. Cercherei di farle cambiare idea solo se fosse nel suo interesse, rispose lei. Certe volte il tuo desiderio di competere cos trasparente, mia cara! Pochi capirebbero le tue vere motivazioni, considerata la tua apparente disinteressata devozione, ma io so come stanno veramente le cose. Carol deglut per il nervosismo. Non sapeva esattamente come reagire al pomposo commento di Ashley, ma non voleva andare nella direzione che esso comportava, dato che evidentemente lui intuiva le tacite ambizioni di lei. Chiese invece: Per lo meno ha discusso di questo incontro con Phil, per essere certo delle sue potenziali ramificazioni politiche? Santo cielo, no! Non ne ho parlato con nessuno, nemmeno con mia moglie, povera anima. Tu, Lowell, la dottoressa e io siamo le uniche persone a sapere che avr luogo. Carol usc dalla superstrada e si diresse verso Massachusetts Avenue. Era contenta che fossero ormai vicini alla Union Station, in modo che non ci fosse la possibilit di riportare la conversazione sull'argomento dei suoi scopi reconditi. Guard l'orologio. Erano le nove meno un quarto. Saremo un po' in anticipo, annunci. Allora fa' qualche giro, le sugger Ashley. Preferirei essere esattamente in orario. Dar il tono giusto all'appuntamento. Carol svolt a destra su North Capital e poi a sinistra sulla D. Era una

zona familiare, data la vicinanza al Senate Office Building. Punt di nuovo verso la Union Station alle nove meno tre minuti e quando si ferm esattamente di fronte alla stazione erano le nove in punto. Eccoli, disse Ashley, indicando oltre la spalla di Carol. Daniel e Stephanie si tenevano stretti sotto un ombrello del Four Seasons. Spiccavano tra la folla per la loro immobilit. Chiunque altro l attorno andava di fretta per cercare riparo dalla pioggia, o all'interno della stazione o in uno dei taxi in attesa. Carol fece lampeggiare gli abbaglianti per attirare l'attenzione. Non c' motivo di farsi notare cos tanto, ringhi Ashley. Ci hanno visti. Daniel, che stava controllando il proprio orologio, si affrett verso la Suburban, con Stephanie attaccata al suo braccio sinistro. Si avvicinarono al finestrino del guidatore e Carol abbass il vetro. La signora Manning? domand Daniel in modo sbrigativo. Sono sul sedile posteriore, dottore! chiam Ashley prima che lei potesse rispondere. Che ne dice di raggiungermi qua dietro e lasciare che la sua squisita collaboratrice si sieda accanto a Carol? Daniel alz le spalle, poi lui e Stephanie girarono davanti al muso della grossa auto. Tenne aperto l'ombrello per Stephanie, mentre lei si accomodava, poi prese posto anche lui. Benvenuto! esclam raggiante Ashley, tendendogli la mano dalle dita tozze e larghe. Grazie per aver accettato di incontrarmi in una serata tremenda come questa. Daniel guard la mano tesa ma non fece cenno di stringerla. Che cosa ha in mente, senatore? Ecco un vero uomo del Nord! comment Ashley con allegria mentre ritirava la mano, apparentemente senza essersi offeso. Sempre pronti ad andare al sodo, a non dilungarsi sulle inutili formalit. Ebbene, cos sia. Ci sar tempo in seguito per le strette di mano. Intanto, mia intenzione che ci conosciamo meglio. Vede, io nutro molto interesse per le sue capacit nell'arte di Esculapio. Dove andiamo, senatore? domand Carol scrutando Ashley nello specchietto retrovisore. Perch non portiamo il bravo dottore in giro per la nostra bella citt? propose lui. Dirigiti verso il Tidal Basin, in modo che possano godersi pienamente l'elegante sacrario della nostra citt. Carol mise in moto e si diresse a sud lungo la Prima Strada. Lei e Ste-

phanie si scambiarono una rapida occhiata, soppesandosi reciprocamente. Qui a destra c' il Campidoglio, spieg Ashley, indicandolo. E alla nostra sinistra la Corte Suprema della quale adoro l'architettura, e la Biblioteca del Congresso. Senatore, lo interruppe Daniel, con il dovuto rispetto, che temo non sia tanto, a me non interessa fare il giro turistico della citt, e nemmeno conoscere meglio lei, soprattutto dopo l'udienza-farsa di stamattina. Mio caro, caro amico... cominci Ashley, dopo un breve silenzio. Che ne dice di tagliar corto con queste ampollosit del Sud? Il tono di Daniel era sdegnoso. E, per la cronaca, io non sono un suo caro amico. Non sono affatto suo amico. Dottore, con il dovuto rispetto, e lo dico sinceramente, lei rende un pessimo servizio a se stesso indulgendo in tale sfacciataggine. Se mi permette di offrirle un piccolo consiglio: lei fa del male alla sua stessa causa quando permette alle emozioni di sopraffare il suo notevole intelletto, come accaduto stamattina. Nonostante la sua animosit abbondantemente espressa nei miei confronti, io vorrei negoziare con lei da uomo a uomo, e preferibilmente da gentiluomo a gentiluomo, su una questione assai importante ma delicata. Entrambi abbiamo qualcosa che l'altro desidera, e per realizzare tali desideri dobbiamo tutti e due fare qualcosa che preferiremmo non fare. Lei parla per indovinelli, bofonchi Daniel. Forse s. Ho attirato il suo interesse? Non continuer finch non ne sar sicuro. Ashley ud Daniel espirare con impazienza e immagin anche che avesse alzato gli occhi al cielo, ma non poteva saperlo con certezza a causa dell'oscurit. Attese finch il suo ospite ebbe guardato fuori dal finestrino verso gli edifici dello Smithsonian. Ammettere semplicemente il suo interesse non comporter per lei assumersi degli obblighi o correre un rischio, aggiunse il senatore. Nessun altro, a parte le persone presenti in questo veicolo, sanno che stiamo facendo quattro chiacchiere, a meno che, naturalmente, lei non abbia informato qualcuno. Mi avrebbe messo in imbarazzo farlo. Decido di essere immune alla sua rozzezza, dottore, come lo sono stato stamattina alla sua mancanza di cortesia esternata dall'abbigliamento, dal linguaggio del corpo e dagli attacchi verbali nei miei confronti. Come gentiluomo avrei potuto sentirmi insultato, ma non stato cos. Quindi ri-

sparmi il fiato! Ci che voglio sapere se lei interessato a negoziare. E che cosa dovrei negoziare, esattamente? La vitalit della sua azienda appena avviata, la sua attuale carriera, la possibilit di diventare famoso e forse, cosa pi importante, un'opportunit di evitare il fallimento. Ho ragione di credere che il fallimento sia per lei una maledizione particolare. Daniel fiss il senatore alla scarsissima luce che filtrava nell'auto. Ashley percepiva l'intensit del suo sguardo, pur non potendo discernere i particolari del volto. Questo gli conferm che stava davvero colpendo assai vicino allo strato pi profondo di quell'uomo. Lei crede che io tema particolarmente i fallimenti? chiese Daniel con un tono meno sarcastico di prima. Assolutamente. Lei una persona altamente competitiva il che, combinato con il suo intelletto, stata la forza trainante del suo successo. Ma alla gente altamente competitiva non piace fallire, soprattutto quando parte delle loro motivazioni sfuggire al passato. Lei ha avuto successo e ha fatto molta strada da Revere nel Massachusetts, eppure il suo incubo peggiore comporta una rovina che la costringerebbe a tornare alle radici della sua infanzia. Non una preoccupazione razionale, considerate le sue credenziali, eppure la perseguita. Daniel se ne usc in una risata breve e tetra. Come ha fatto a mettere in piedi questa teoria ridicolmente bizzarra? Io so tante cose di lei, amico mio. Mio padre mi ha sempre detto che la conoscenza potere. E dato che potremmo negoziare mi sono premunito di trarre vantaggio dalle mie considerevoli risorse, che comprendono dei contatti all'FBI, per apprendere quanto pi possibile su di lei e sulla sua societ. Infatti non so soltanto delle cose su di lei, ma anche sulla sua famiglia, andando all'indietro per diverse generazioni. Ha chiesto all'FBI di fare delle indagini su di me? chiese Daniel. Non sono certo di crederle. Ma dovrebbe! Lasci che le riferisca i punti salienti di quella che risultata una storia interessantissima. Intanto, lei imparentato con la famosa famiglia Lowell del New England, citata nella celebre descrizione della societ bostoniana, dove i Lowell parlavano solo con i Cabot e i Cabot parlavano solo con Dio. O era nell'altro verso? Carol, puoi aiutarmi? Ha ragione, senatore, conferm lei. Sono sollevato. Non voglio danneggiare la mia credibilit cos presto. Purtroppo, dottore, essere imparentati con i famosi Lowell non le stato di

grande aiuto. Sembra che il suo nonno alcolizzato sia stato ripudiato e, pi importante, diseredato dopo aver sfidato i desideri della famiglia dapprima abbandonando la scuola privata che stava frequentando per arruolarsi come soldato di fanteria durante la prima guerra mondiale, poi sposando una popolana di Medford dopo il congedo. Sembra che durante il suo servizio in Europa abbia avuto esperienze talmente devastanti che non fu pi in grado di reintegrarsi nella societ altolocata. Questo in contrasto con i suoi fratelli e sorelle che non erano stati in guerra e si godevano gli eccessi degli Anni Ruggenti e che, sebbene anche loro rischiavano di diventare alcolizzati, per lo meno avevano finito la scuola e sposavano consorti socialmente accettabili. Senatore, non lo trovo divertente. Possiamo arrivare al dunque? Pazienza, amico mio. Mi lasci arrivare al presente. Sembra che questo suo nonno alcolizzato non fosse un padre particolarmente valido n un modello per i suoi dieci figli, uno dei quali era suo padre. Tale padre, tale figlio un adagio sicuramente applicabile a suo padre, che soffr durante il servizio attivo nella seconda guerra mondiale. Anche se lui evit l'alcolismo per quasi tutta la vita, non era certo un buon padre o un modello per i suoi nove figli, e sono certo che lei concorder. Per fortuna lei, con la sua competitivit, il suo intelletto e l'opportunit di evitare un'esperienza bellica in Vietnam, ha rotto questa spirale generazionale verso il basso, ma non senza alcune cicatrici. Senatore, per l'ultima volta: a meno che non mi dica chiaro e tondo che cosa ha in mente insisto che ci riportiate al nostro albergo. Ma gliel'ho detto. Appena salito in macchina. Far bene a ripetermelo, ringhi Daniel. A quanto pare, stato talmente elusivo da non farsi capire. Le ho detto che mi interessano le sue capacit nell'arte di Esculapio. Evocare il dio romano della medicina continua a sembrarmi un indovinello per il quale non ho pazienza. Venga al sodo, soprattutto visto che ha parlato di negoziazione. E veniamo al sodo, dunque: desidero scambiare i suoi poteri di medico con i miei poteri di politico. Io sono un ricercatore, non un medico che esercita. Ma comunque un medico, e la ricerca che fa destinata a curare le persone. Continui. Ci che sto per dirle la ragione principale per cui adesso ci troviamo

qui. Ma devo avere la sua parola di gentiluomo che rimarr confidenziale, indipendentemente dall'esito di questo incontro. Se davvero una cosa personale, non ho problemi a tenere un segreto. Eccellente! Dottoressa D'Agostino, posso contare anche sulla sua discrezione? Certamente, quasi balbett Stephanie, sorpresa nel vedersi improvvisamente rivolgere la parola. Si era voltata indietro dal suo sedile e guardava i due uomini. Era in quella posizione da quando il senatore aveva cominciato a parlare della paura del fallimento insita in Daniel. Carol era impegnata nella guida e aveva rallentato considerevolmente. Ipnotizzata dalla conversazione che si svolgeva sul sedile posteriore, teneva gli occhi pi sull'immagine di Ashley nello specchietto retrovisore che sulla strada. Era certa di sapere che cosa il suo capo stava per dire e cominciava a farsi anche un'idea del suo possibile piano. Era sbigottita. Ashley si schiar la gola. Purtroppo, mi hanno diagnosticato il morbo di Parkinson. Per peggiorare le cose, il mio neurologo convinto che la mia sia una variante che progredisce in tempi molto rapidi, e sembra proprio cos. Nella mia ultima visita ha perfino sollevato lo spauracchio che la malattia possa presto iniziare a colpire le mie capacit cognitive Per qualche momento nell'auto regn un silenzio assoluto. Da quanto tempo lo sa? domand Daniel. Non ho notato alcun tremore. Circa un anno. Il farmaco mi stato d'aiuto. Tuttavia, come aveva previsto il mio neurologo, sta perdendo piuttosto in fretta la sua efficacia. Cos, la mia infermit diverr ben presto di dominio pubblico, a meno che non si faccia qualcosa, e subito. Temo che sia a rischio la mia carriera politica. Spero che questa sciarada non vada a finire dove penso. Immagino di s, ammise Ashley. Dottore, voglio essere la sua cavia, il suo surrogato di topo. Sta avendo una tale fortuna con quelle bestiacce, come ha fieramente riferito stamattina! Daniel scosse la testa. assurdo! Lei vuole che la curi come ho curato i nostri topi! Precisamente. Ora, so bene che non vorr farlo per una variet di motivi, ed ecco perch questa conversazione una trattativa. Sarebbe contro la legge, intervenne Stephanie. La Food and Drugs Administration non lo permetterebbe mai. E infatti non avevo alcuna intenzione di informare la FDA, replic

Ashley con calma. So quanto possano essere impiccioni. Andrebbe fatto in ospedale, insist Stephanie. E, senza approvazione della FDA, nessun ospedale lo permetterebbe. Nessun ospedale in questo paese. In realt, pensavo alle Bahamas. la stagione ideale per andarci. Inoltre, laggi c' una clinica che servirebbe benissimo ai nostri scopi. Sei mesi fa, la mia sottocommissione ha dibattuto in una serie di udienze della esecrabile mancanza di regolamentazione, nel nostro paese, delle cliniche che curano l'infertilit. Il nome della Wingate stato portato a esempio di come alcune di queste cliniche ignorino perfino i minimi standard pur di fare profitti enormi. La Wingate Clinic si trasferita di recente nell'isola di New Providence per evitare le poche leggi applicabili alla sua attivit, che include iniziative assai discutibili. Ma ci che in particolare ha colpito la mia attenzione stato che stavano costruendo un avveniristico centro di ricerca con annesso ospedale. Senatore, ci sono dei motivi per cui le ricerche mediche partono con gli animali prima di passare agli umani. Fare diversamente come minimo non sarebbe etico, per non dire stupido. Io non posso partecipare a una simile impresa. Lo sapevo che all'inizio non sarebbe stato eccitato dall'idea, convenne Ashley. Di nuovo, ecco perch una trattativa. Vede, sono disposto a prometterle da gentiluomo che il mio disegno di legge non lascer mai la mia sottocommissione se lei accetta di curarmi in tutta segretezza con la sua ROTS. Ci significa che la sua seconda fase di finanziamenti andr in porto, e che la sua societ andr avanti e lei diventer il celebre e ricco imprenditore biotech che desidera essere. Quanto a me, il mio potere politico ancora in ascesa e tale rimarr, ammesso che scompaia la minaccia del morbo di Parkinson. Quindi... entrambi faremo una cosa che preferiremmo non fare, ma la conseguenza sar che vinceremo tutti e due. E quale sarebbe questa cosa che lei ha intenzione di fare, ma che non vorrebbe? domand Daniel. Accetto il rischio di fare da cavia. Sono il primo ad ammettere che vorrei che i nostri ruoli fossero invertiti, ma cos la vita. Rischio anche delle conseguenze politiche, a causa dei miei elettori conservatori che si aspettano l'approvazione della 1103. Daniel scosse la testa sbalordito. assurdo. Ma c' dell'altro, aggiunse Ashley. Sapendo il livello di rischio che mi assumo con questa nuova terapia, non ritengo che il nostro scambio sia alla pari. Per rettificare questo squilibrio, pretendo qualche intervento di-

vino. Ho persino paura di chiederle che cosa intende per 'intervento divino'. Da quanto ho capito, se lei mi curasse con la ROTS, avrebbe bisogno di un segmento di DNA appartenente a qualcuno che non ha il morbo di Parkinson. Giusto, ma non importa chi sia questa persona. Non c' il problema dell'eventuale rigetto, come con il trapianto di organi. A me invece importa, dichiar Ashley. Questo piccolo segmento si pu prendere dal sangue, vero? Non dai globuli rossi, che non hanno nucleo. Per dai globuli bianchi si pu. Quindi la risposta s: si pu prelevare dal sangue. Grazie al Signore per i globuli bianchi. Ora, la fonte del sangue ci che ha catturato il mio interesse. Mio padre era un ministro battista, per mia madre, pace all'anima sua, era cattolica. Mi ha insegnato alcune cose che mi sono portato dietro per tutta la vita. Lasci che le faccia una domanda: sa che cos' la Sacra Sindone? Daniel scocc un'occhiata a Stephanie, mentre sul viso gli compariva un sorriso di incredulit. Sono stata allevata in una famiglia cattolica, intervenne lei. So che cos'. Anch'io lo so, dichiar Daniel. una reliquia che si suppone sia il sudario con il quale stato sepolto Ges Cristo, ed risultata falsa circa cinque anni fa. Vero, conferm Stephanie. Ma stato pi di dieci anni fa. La datazione al carbonio ha rivelato che risale alla met del tredicesimo secolo. A me non interessano i risultati della datazione al carbonio, asser Ashley. Oltretutto stata smentita da diversi scienziati eminenti. Anche se il rapporto non fosse stato messo in dubbio, il mio interesse rimarrebbe invariato. La Sindone aveva un posto speciale nel cuore di mia madre, e parte della sua devozione si trasmessa a me quando mi ha portato, assieme ai miei due fratelli maggiori, a Torino perch fossimo alla sua presenza, quando non ero altro che un pupetto impressionabile. Che sia autentica o no, incontrovertibile che sulla stoffa ci siano macchie di sangue. Su questo quasi tutti concordano. Io voglio che la piccola sezione di DNA necessaria per la ROTS provenga dalla Sacra Sindone. Queste sono la mia richiesta e la mia offerta. Daniel rise con scherno. Questo pi che assurdo. folle. E come farei, secondo lei, a ottenere un campione di sangue dalla Sindone?

Questa responsabilit sua, dottore. Ma io sono disposto ad aiutarla, e ne ho le possibilit. Sono certo di riuscire a sapere i dettagli su come si accede alla Sindone dagli arcivescovi che conosco, sempre pronti a scambiare favori in cambio di una speciale considerazione politica. So che alcuni campioni del sacro cimelio contenenti sangue sono stati presi, dati all'esterno e poi ripresi dalla chiesa. Forse uno di quelli ancora disponibile, ma lei dovr andare a prenderlo. Sono senza parole, ammise Daniel, cercando di nascondere il proprio divertimento. comprensibile, convenne Ashley. Sono certo che l'opportunit che le ho proposto l'ha colta di sorpresa. Non mi aspetto che mi risponda immediatamente. Avevo previsto che lei volesse rimuginarci sopra. Ma vorrei dirle che, se non si far vivo entro le dieci di domattina, io presumer che ha deciso di non approfittare della mia offerta. E alla stessa ora, ordiner al mio staff di mettere ai voti quanto prima la 1103, in modo che possa arrivare alla commissione plenaria e poi al Senato. E so gi che la lobby biotech l'ha informata che passer facilmente. 5 Gioved 21 febbraio 2002 - ore 22.05 I fanalini di coda della Suburban di Carol Manning divennero sempre meno distinguibili, mentre il veicolo si allontanava lungo Louisiana Avenue e si mescolava con il traffico, prima di scomparire nell'oscurit della notte. Stephanie e Daniel, dopo averli fissati fino all'ultimo, si guardarono in faccia. Essendo premuti uno contro l'altra sotto l'ombrello, avevano i nasi che quasi si toccavano. Si trovavano di nuovo sul marciapiede davanti alla Union Station, immobili come quando aspettavano che passassero a prenderli. E se prima erano curiosi, adesso erano allibiti. Fu Stephanie a rompere il silenzio. Domattina giurer che tutto questo stato un'allucinazione, disse scuotendo la testa. Effettivamente sembra tutto cos irreale, onirico, ammise Daniel. Bizzarro sarebbe un aggettivo pi adeguato. Daniel abbass lo sguardo sul biglietto da visita che stringeva in pugno. Lo rigir: annotato con la scrittura irregolare del senatore c'era il numero di un cellulare, da usare per contattarlo direttamente nelle successive dodi-

ci ore. Fiss il numero come per impararlo a memoria. Una raffica di vento improvvisa trasform momentaneamente la sottile pioggia da verticale a orizzontale. Stephanie rabbrivid nel sentirsi bagnare il volto. Fa freddo. Torniamo in albergo. Non ha senso rimanere qui a inzupparci. Come risvegliandosi da una trance, Daniel si scus e si guard attorno per il piazzale alla ricerca di un taxi. C'era un posteggio proprio in un angolo, con diverse auto in attesa. Tenendo l'ombrello ad angolo contro il vento, spron Stephanie ad andare in quella direzione. Finalmente, riuscirono a salire su un'auto. Al Four Seasons, disse all'autista che lo guardava nello specchietto. Strana serata, questa. Ironia della sorte, osserv Stephanie di punto in bianco, mentre l'auto partiva. Lo stesso giorno in cui ho sentito qualcosina sulla tua famiglia, ho anche appreso l'intera storia dal senatore Butler. Pi che di ironia, parlerei di gran seccatura, ribatt Daniel. Diamine, stata un'evidente violazione della mia privacy prendere informazioni su di me dall'FBI. Ed altrettanto spaventoso che loro abbiano accettato di farlo. Voglio dire, sono un privato cittadino che non sospettato di alcun crimine. Un simile abuso ricorda i tempi di J. Edgar Hoover. Allora, tutto quello che ha detto su di te vero? Essenzialmente, suppongo, rispose Daniel tenendosi sul vago. Ascolta, parliamo della sua offerta. Ti dir la mia reazione a caldo: puzza! Non ci vedi nessun aspetto positivo? L'unico aspetto positivo che riesco a vedere che conferma le nostre impressioni su di lui come un demagogo all'ennesima potenza. anche un detestabile ipocrita. contrario alla ROTS per ragioni puramente politiche ed disposto a bandirne l'applicazione e le ricerche collegate, nonostante possa salvare vite e alleviare le sofferenze. Allo stesso tempo, la vuole per s. Questo osceno e ingiustificabile, e di certo noi non accetteremo. Stephanie emise una breve risata derisoria. Mi spiace di aver dato la mia parola di tenere segreta la sua malattia. La stampa morirebbe per questa storia, e mi piacerebbe tanto fargliela sapere. Di certo non possiamo rivolgerci ai media. Daniel fu categorico. E non credo che dobbiamo affrettarci a scartare l'offerta di Butler. Secondo me, merita di essere presa in considerazione. Stephanie si volt sorpresa e cerc di scrutare il suo viso nella semioscurit. Non stai dicendo sul serio, vero?

Elenchiamo le cose certe. Sappiamo bene come far crescere i neuroni dopaminergici dalle cellule staminali, quindi non come se brancolassimo nel buio. Lo abbiamo fatto con cellule staminali di topi, non con cellule umane. Il processo identico. Alcuni colleghi lo hanno gi fatto con cellule staminali umane, usando la stessa metodologia. Produrre cellule non sar un problema. Una volta che avremo quelle, possiamo seguire l'esatto protocollo che abbiamo usato per le cavie. Non c' motivo che non funzioni con un essere umano. Dopotutto, ogni singolo esemplare che abbiamo curato ha reagito benissimo. Tranne quello che morto. Ma sappiamo perch morto. stato prima che perfezionassimo la tecnica di iniezione. Tutti i topi sui quali stata praticata nel modo corretto sono sopravvissuti e guariti. Con un volontario umano, potremmo ricorrere a un dispositivo stereotassico che non esiste per i roditori. Questo render l'iniezione pi esatta, infinitamente pi facile e quindi pi sicura. Inoltre, non la faremmo noi. Troveremo un neurochirurgo che sia disposto a darci una mano. Non credo alle mie orecchie, esclam Stephanie. Sembra che ti sia gi convinto a intraprendere questo esperimento folle e non etico. Questo, sarebbe: un esperimento rischioso, incontrollato, su un soggetto umano. Non importa quale sar il risultato, sarebbe privo di valore, tranne forse per Butler. Non sono d'accordo. Eseguendo questa procedura, salveremo la CURE e la ROTS, e questo significa che alla fine milioni di persone ne beneficeranno. Secondo me, un compromesso piuttosto piccolo, dal punto di vista etico, un piccolo prezzo da pagare per un enorme risultato finale. Ma faremo esattamente ci di cui Butler ha accusato l'industria biotech nella dichiarazione di stamattina: usare i fini per giustificare i mezzi. Non sarebbe etico fare esperimenti su di lui, chiaro e semplice. S, be', magari a un certo livello, ma chi metteremmo a rischio? Quel mascalzone! lui che lo vuole. Ancor peggio, stato lui a brigare: ci ha ricattati con informazioni ottenute costringendo non si sa come l'FBI a compiere un'indagine illegale. Tutto questo pu anche essere vero, ma due cose sbagliate non ne fanno una giusta, e non ci assolve dalla nostra complicit. Io penso di s. Gli faremo firmare una dichiarazione e ci metteremo dentro tutto, compreso il fatto che eravamo pienamente consapevoli che

praticare la procedura non sarebbe stato considerato etico da qualsiasi comitato di gestione del nostro paese, perch eseguita senza un protocollo approvato secondo i canoni. La dichiarazione affermer inequivocabilmente che stata sua l'idea di mettere in atto la procedura, e di farlo al di fuori del paese. E affermer anche che ha usato l'estorsione per farci partecipare. Pensi che firmer un documento simile? Non gli daremo scelta. O firma, o non avr i benefici della ROTS. Mi fa piacere sapere che agiremo nelle Bahamas, cos non violeremo nessuna legge della FDA, e avremo una dichiarazione solida come una roccia nel caso in cui ne avessimo bisogno. Le responsabilit ricadranno tutte sulle spalle di Butler. Fammici pensare per qualche minuto. Tutto il tempo che vuoi, ma io ritengo davvero che dal punto di vista morale dovremmo farlo. Sarebbe diverso se lo costringessimo in qualche modo, ma non cos. Anzi, il contrario. Ma si potrebbe arguire che lui non informato. un politico, non un medico. Non conosce veramente i rischi. Potrebbe morire. Non morir, ribatt Daniel con enfasi. Ci manterremo sul sicuro, voglio dire, la cosa peggiore che potr succedergli sar che non gli daremo cellule a sufficienza per alzare il suo livello di dopamina abbastanza da cancellare tutti i sintomi. Se succeder, lui ci implorer di rifarlo, il che sar facile, dato che manterremo in coltura le cellule. Lasciami riflettere. Certo. Fecero il resto del tragitto in silenzio. Solo quando furono nell'ascensore dell'albergo Stephanie parl. Pensi onestamente che riusciremo a trovare un posto adatto per eseguire la procedura? Butler ha fatto un bel po' di sforzi in questo senso. Non ha lasciato nulla al caso. Francamente, rimarrei scioccato se non avesse fatto controllare la clinica di cui ha parlato per appurarne l'idoneit, allo stesso modo in cui ha fatto indagare su di me. Suppongo che sia possibile. Sai, mi ricordo di aver letto qualcosa sulla Wingate Clinic, circa un anno fa. Era una clinica privata per la cura dell'infertilit che si trovava a Bookford, nel Massachusetts, prima che si spostasse nelle Bahamas dopo uno scandalo. Me lo ricordo anch'io. Era gestita da un paio di scienziati non legati al mondo accademico che lavoravano nel campo dell'infertilit, dei classici

cani sciolti. Il loro reparto ricerche eseguiva esperimenti non etici sulla clonazione riproduttiva. 'Privi di scrupoli' sarebbe una descrizione migliore, come cercare di ottenere feti umani da impiantare nei maiali. Mi ricordo che sono stati implicati anche nella sparizione di due donatrici di organi di Harvard. I capi hanno dovuto fuggire dal paese e hanno evitato per un pelo l'estradizione negli Stati Uniti. Tutto sommato, mi sembrano l'esatto opposto del luogo e delle persone con cui dovremmo mescolarci. Noi non ci mescoleremo affatto con loro. Eseguiremo la procedura, ci laveremo le mani e ce ne andremo. E il neurochirurgo? chiese ancora Stephanie, mentre uscivano dall'ascensore e si dirigevano verso la loro suite. Credi onestamente che riusciremo a trovarne uno che partecipi a questo intrallazzo? Chiunque sia, capir che c' qualcosa che puzza. Con l'incentivo adeguato, non dovrebbe costituire un problema. Stessa cosa per la clinica. Intendi soldi. Certo! Il motore universale. E la richiesta di segretezza fattaci da Butler? Alla segretezza ci tiene pi lui di noi. Non useremo il suo vero nome. Senza quegli occhiali e il completo scuro, immagino che passi del tutto inosservato. Con una camicia sgargiante a maniche corte e un paio di occhiali da sole, nessuno dovrebbe riconoscerlo. Stephanie us la propria carta magnetica per aprire la porta. Si tolsero i cappotti ed entrarono nel soggiorno. Ti va qualcosa dal minibar? domand Daniel. Ho voglia di festeggiare. Un paio d'ore fa pensavo che ci sovrastasse un nuvolone nero. Adesso c' un raggio di sole. Mi andrebbe un po' di vino, rispose Stephanie e si strofin le mani per scaldarsele, prima di acciambellarsi nell'angolo del divano. Daniel stapp una bottiglia piccola di Cabernet e ne vers una dose abbondante in un calice a balloon. Glielo porse, prima di versarsi uno scotch puro. Si sedette nell'angolo opposto del divano, da dove fece tintinnare il proprio bicchiere contro il suo, poi bevvero. Allora, vuoi andare avanti con questo folle piano? domand Stephanie. S, a meno che tu non trovi qualche motivo validissimo per non farlo. Che ne dici di quella sciocchezza della Sacra Sindone? Voglio dire, in-

tervento divino! Che idea assurda, e presuntuosa! Non sono d'accordo. Credo sia un tocco geniale. Stai scherzando! Assolutamente no! Sarebbe un placebo essenziale, e noi sappiamo quanto contino i placebo. Se vuole credere che avr un po' di DNA di Ges Cristo, a me va bene. Gli dar un potente incentivo a credere nella cura. Credo sia un'idea brillante. Non dico che dovremmo veramente prendere il DNA da quel lenzuolo, basta dirgli che lo abbiamo fatto, il risultato sar lo stesso. Per possiamo anche vedere di farlo. Se sul sudario c' del sangue, come lui dice, e possiamo arrivarci facilmente, la cosa fattibile. Anche se la macchia di sangue risale al tredicesimo secolo? L'et non dovrebbe fare differenza. Il DNA sar in frammenti, ma questo non costituisce un problema. Useremo la stessa sonda che utilizzeremmo per un campione di DNA fresco, cos formeremo il segmento che ci serve, e poi lo duplicheremo con la reazione a catena della polimerasi. Per tanti versi, aggiunger un pizzico di sfida e di eccitazione. La parte pi difficile sar resistere alla tentazione di scrivere un articolo al proposito su Nature o su Science. Ti immagini il titolo? 'La ROTS e la Sacra Sindone unite producono la prima cura per il morbo di Parkinson negli esseri umani'. Non potremo pubblicare un bel niente. Lo so! tanto per divertirmi. Sar comunque un avvenimento precursore di futuri sviluppi. Il passo successivo sar un esperimento controllato, e di certo quello potremo pubblicarlo. A quel punto, la CURE sar sotto le luci della ribalta, e i nostri problemi di finanziamento saranno belli e dimenticati. Vorrei poter condividere il tuo entusiasmo. Penso che lo farai, una volta che le cose cominceranno a ingranare. Anche se stasera non si parlato dei tempi, presumo che il senatore voglia farlo al pi presto. Ci significa che dovremo iniziare con i preliminari domani stesso, appena tornati a Boston. Io mi occuper di contattare la Wingate Clinic e di trovare il neurochirurgo. A te potrebbe spettare la parte riguardante la Sindone. Questo dovrebbe per lo meno essere interessante. Stephanie cercava di risvegliare in se stessa un po' di entusiasmo al pensiero di curare Butler, nonostante l'intuito la sconsigliasse. Sono curiosa di scoprire come mai la chiesa continua a considerarla una reliquia anche dopo la prova che un falso.

Il senatore, evidentemente, ritiene che sia autentica. Da quanto mi ricordo, la datazione al carbonio stata confermata da tre laboratori indipendenti. Sarebbe stato difficile smontarla. Be', vedremo quello che scoprirai. Nel frattempo, sar meglio pianificare i nostri viaggi. Intendi Nassau? Nassau e probabilmente Torino, dipende da ci che scoprirai. Dove troveremo i soldi? Da Ashley Butler. Stephanie inarc le sopracciglia. Magari questa bravata non sar tanto male, dopotutto. Allora ci stai? S, suppongo. Non sembri tanto entusiasta. il massimo che posso fare, al momento. Ma immagino che mi ci appassioner a mano a mano che le cose procedono, come hai suggerito tu. Mi accontenter, annunci Daniel. Si alz e intanto le strinse una spalla. Mi faccio un altro scotch. Dammi il tuo bicchiere, che te lo riempio. Tornato a sedersi, diede un'occhiata all'orologio, mise davanti a s il biglietto da visita di Butler e sollev il telefono dal tavolinetto. Comunichiamo la notizia al senatore. Sono certo che ne sar compiaciuto in modo irritante, ma, prendendo a prestito la sua frase, cos la vita! Premette il tasto vivavoce e compose il numero. Dopo un solo squillo la voce baritonale di Ashley Butler inond la stanza. Senatore, voci Daniel, interrompendo il suo verboso saluto. Non intendo essere sgarbato, ma tardi e volevo solo farle sapere che ho deciso di accettare la sua offerta. Alleluja! declam Ashley. E cos presto! Temevo che si lasciasse rovinare il sonno dall'ansia e che non avrebbe chiamato fino a domattina. Ebbene, sono contento come una pasqua! Posso sperare che la dottoressa D'Agostino abbia acconsentito a partecipare? S, sono d'accordo, disse Stephanie, cercando di avere un tono convinto. Ottimo, ottimo! Non che ne sia sorpreso, dato che questo affare porter vantaggi a tutti noi. E sono sinceramente convinto che avere la stessa idea e unanimit di intenti sia la chiave del successo. Che quello cui aspiriamo in questa impresa.

Presumiamo che voglia farlo al pi presto, tagli corto Daniel. Questo certo, miei cari amici. Fuor di dubbio. Ho i giorni contati, si pu dire, nel nascondere la mia infermit, spieg Ashley. Non c' tempo da perdere. Cade a proposito una pausa imminente nei lavori del Senato. Comincer tra un mese, il 22 marzo, e durer fino all'8 aprile. Di solito me ne torno a casa a brigare politicamente, ma questa volta dedicher questo periodo alla mia cura. Un mese un tempo sufficiente per voi scienziati per approntare le cellule necessarie? Daniel scocc un'occhiata a Stephanie e le parl sottovoce. prima di quanto pensassi. Che cosa ne pensi? Possiamo farcela? un azzardo, sussurr Stephanie alzando le spalle. Come prima cosa, abbiamo bisogno di qualche giorno per la coltura dei suoi fibroblasti. Poi, presumendo un trasferimento cellulare riuscito per creare un preembrione vitale, ci occorreranno cinque o sei giorni perch si formi la blastocisti. Dopo di che devono passare un paio di settimane di coltura in vitro prima di raccogliere le cellule staminali. C' qualche problema? si inform Ashley. Non riesco a sentire un accidente di quello che dite. Solo un secondo, senatore! Daniel si riavvicin al microfono. Sto valutando i tempi con la dottoressa D'Agostino. Sar lei a svolgere buona parte del lavoro effettivo. Poi dovremo farle differenziare nelle cellule nervose adeguate, continu Stephanie. Questo richieder un altro paio di settimane, forse un po' meno. Le cellule di topo erano pronte dopo soli dieci giorni. Allora che cosa prevedi, se tutto fila liscio? Un mese baster? Teoricamente possibile. Ma dovremmo iniziare quasi immediatamente a lavorare sulle cellule, anche domani! Il problema, per, che dovremmo avere a disposizione ovuli umani, e non ne abbiamo. Oh, Cristo! borbott Daniel. Si morse il labbro inferiore e aggrott la fronte. Sono talmente abituato a lavorare con un'abbondanza di cellule bovine che mi dimenticavo del problema di rifornimento con gli oociti umani. Questo un ostacolo bello grosso. Anche nel migliore dei casi in cui ci fosse gi una donatrice a disposizione, ci vorrebbe un mese circa per stimolarla e raccogliere le cellule. Be', forse i nostri colleghi 'cani sciolti' della Wingate potrebbero darci una mano anche in questo. Se gestiscono un centro per l'infertilit, di sicuro avranno un po' di ovuli extra a disposizione. Considerando la loro catti-

va reputazione, ci scommetto che con l'incoraggiamento giusto li convinceremo a fornirci ci di cui abbiamo bisogno. possibile, suppongo, ma allora saremmo ancora pi legati a loro. Pi cose fanno per noi, meno sar facile lavarci le mani e andarcene come tu avevi superficialmente suggerito poco fa. Ma non abbiamo tanta scelta. L'alternativa rinunciare alla CURE, alla ROTS e a tutto il nostro lacrime, sudore e sangue. Sta a te decidere. Ma, per la cronaca, mi mette a disagio essere obbligata nei confronti della Wingate in qualsiasi forma, conoscendo la loro storia. Daniel annu varie volte, mentre ci rimuginava sopra, sospir e poi parl di nuovo nel microfono. Senatore, c' la possibilit che possiamo avere delle cellule idonee entro un mese. Ma devo avvertirla che richieder parecchi sforzi e un po' di fortuna, e dobbiamo cominciare immediatamente. Lei dovr collaborare. Far quello che mi dir, come un cagnolino. Ho gi iniziato i preparativi un mese fa, predisponendo dei piani per arrivare a Nassau il 23 di marzo e rimanere sull'isola tutto il tempo della pausa parlamentare. Ho fatto una prenotazione anche per lei. Vede quanto ero sicuro della sua partecipazione? importante averlo fatto per tempo, perch in quel periodo dell'anno alle Bahamas sar alta stagione. Staremo all'Atlantis, dove ho avuto il piacere di soggiornare l'anno scorso, gi con questo piano in mente. un complesso alberghiero abbastanza grande da permettere di andare e venire senza far nascere sospetti. Ha anche un casin e, come lei pu immaginare, a me piace giocare d'azzardo, quando mi ritrovo in tasca qualche dollaro in pi. Daniel scambi un'occhiata con Stephanie. Da una parte, per la buona riuscita del progetto era contento che Ashley avesse fatto per tempo quelle prenotazioni, ma dall'altra era irritato perch la sua adesione era stata data per scontata. Lei si registrer con il suo vero nome? gli chiese. S, certo. Ma ne user uno di fantasia per la mia gita alla Wingate Clinic. E che mi dice di quella clinica? Spero che lei l'abbia esaminata con la stessa attenzione che ha dedicato al mio passato. La sua fiducia ben riposta. Penso che trover la clinica adatta al nostro scopo, anche se il personale meno all'altezza. Il presunto capo il dottor Spencer Wingate, che un fanfarone, anche se in apparenza ben

qualificato nel campo dell'infertilit. Sembra che gli interessi di pi appartenere all'alta societ dell'isola e fare viaggi sul continente per accaparrarsi gli affari nelle corti d'Europa. Subito dopo viene Paul Saunders, ed lui a gestire la baracca quotidianamente. un individuo complicato che si considera un ricercatore di livello mondiale nonostante la mancanza di preparazione adeguata al di l dell'infertilit clinica. Sono sicuro che entrambi saranno accomodanti, basta che lei faccia appello alla loro vanit. Per loro, la prospettiva di lavorare con qualcuno che ha le sue credenziali e la sua statura professionale un'opportunit che capita una sola volta nella vita. Lei mi lusinga, senatore. Stephanie sorrise alla battuta sarcastica di Daniel. Solo perch ben meritato, replic Ashley. Inoltre, bisogna avere fiducia nel proprio dottore. Comunque, suppongo che Wingate e Saunders si interesseranno di pi ai soldi che al mio curriculum, ipotizz Daniel. Secondo me, il suo curriculum li interesser per guadagnare prestigio e fare pi soldi. Ma la loro natura venale e la mancanza di addestramento nella ricerca non ci riguardano, se non per esserne al corrente e trarne vantaggio. A noi interessano le strutture e le attrezzature che ci metteranno a disposizione. Spero lei si renda conto che eseguire la procedura in queste circostanze non sar affatto economico. Io non voglio che sia economico, replic Ashley. Io voglio la versione cara, di alta qualit, di prima classe. Stia sicuro, ho accesso a fondi pi che sufficienti per coprire qualsiasi spesa che si ripercuota sulla mia carriera politica. Per mi aspetto che i suoi servigi personali siano gratuiti. Dopotutto, ci stiamo scambiando dei favori. Su questo sono d'accordo. Ma prima di renderle qualsiasi servigio, la dottoressa D'Agostino e io le chiediamo di firmare una speciale dichiarazione che stenderemo per lei. Sar descritto il modo esatto in cui ha avuto origine questa faccenda, come pure i rischi connessi, compreso il fatto che io non ho mai praticato questa procedura su un essere umano. Se ho la certezza che tale dichiarazione rimarr confidenziale, non ho dubbi a firmarla. Capisco che la esigete a vostra protezione. Sono assolutamente certo che anch'io vorrei la stessa cosa, se fossi al vostro posto, quindi non dovrebbero esserci problemi, ammesso che non comprenda nulla di irragionevole o inappropriato. Le assicuro che sar ragionevole. Inoltre, vorrei incoraggiarla a usare le

sue risorse, come lei stesso aveva suggerito, per scoprire come accedere alla Sacra Sindone per ottenerne un campione. Ho gi dato istruzioni alla signora Manning di dare inizio agli incontri necessari con i vari prelati con i quali ho avuto rapporti di lavoro. Presumo che avverr nei prossimi giorni. Quanto dovr essere grande il campione? Pu essere estremamente piccolo, rispose Daniel. Anche solo poche fibre saranno sufficienti, purch provengano dalla porzione del sudario contenente le macchie di sangue. Ashley rise. Questo lo immaginerebbe perfino un ignorante di scienza come me. Il fatto che baster un campione piccolo sar enormemente di aiuto. Come le ho accennato poche ore fa, so che dei campioni sono gi stati dati e poi ripresi dalla chiesa. Ci serviranno il pi presto possibile. Capisco assolutamente la necessit della rapidit. C' qualche altra cosa di cui avete bisogno da parte mia? S, rispose Stephanie. Domattina dovr farsi fare una biopsia della pelle. Se c' la possibilit di produrre le cellule terapeutiche in un mese, domani, nel tornare a Boston, dovremo portare con noi la sua biopsia. Il suo medico privato pu organizzare la cosa con un dermatologo, che potrebbe mandarcela qui in albergo tramite corriere. Servir come fonte dei fibroblasti che faremo crescere nel terreno di coltura. Sar la prima cosa che far domattina. Credo che per ora sia tutto, concluse Daniel guardando Stephanie, che annu. Ho da farvi una richiesta di importanza vitale, aggiunse ancora Ashley. Credo che dovremmo scambiarci degli speciali indirizzi e-mail e che dovremmo usare Internet per tutte le nostre comunicazioni, che saranno brevi e generiche. Dett l'indirizzo e-mail a cui inviargli i messaggi. La prossima volta che parleremo direttamente sar alla Wingate Clinic, sull'isola di New Providence. Ci tengo che questa faccenda rimanga rigorosamente segreta e meno contatti avremo, meglio sar. accettabile? Assolutamente, concord Daniel. Quanto alle spese, vi far sapere per e-mail il numero di un conto segreto in una banca di Nassau, aperto da uno dei miei comitati politici, dal quale potrete ritirare dei fondi. Naturalmente, mi aspetto un rendiconto. accettabile? Purch ci sia abbastanza denaro. Una delle spese maggiori sar ottenere gli ovuli umani necessari.

Ripeto: i fondi disponibili saranno pi che adeguati. Ne sia certo! Dopo un prolisso saluto finale da parte di Ashley, Daniel chiuse la comunicazione. Riport il telefono sul tavolo e si volt a guardare Stephanie. Mi venuto da ridere quando ha chiamato fanfarone il capo della Wingate Clinic. Il bue che dice cornuto all'asino. Avevi ragione sul fatto che ci ha pensato molto a questa faccenda. Sono rimasta scioccata quando ha detto che ha prenotato l'albergo un mese fa. Non c' dubbio che ha fatto svolgere delle indagini sulla Wingate Clinic. Adesso ti senti un po' pi tranquilla? In parte, ammise Stephanie. Soprattutto sentendo che non ha problemi a firmare quella dichiarazione. Per lo meno avr la sensazione che ha considerato la natura sperimentale di ci a cui si sottopone, con i rischi connessi. Prima non ne ero tanto sicura. Daniel le si avvicin sul divano e la strinse a s. Sentiva il cuore batterle nel petto. Si allontan per guardarla in viso e fiss i suoi profondi occhi scuri. Adesso che a quanto pare abbiamo tutto sotto controllo, sul piano politico, affaristico e della ricerca, che ne dici di riprendere da dove eravamo rimasti ieri sera? Stephanie sostenne il suo sguardo. una proposta? Certo che lo ! Il tuo sistema neurovegetativo collaborer? Molto meglio di eri sera, te lo assicuro. Daniel si alz e aiut Stephanie a fare altrettanto, poi la trascin verso la camera da letto. Ci siamo dimenticati il cartello 'non disturbare', gli fece notare lei. Viviamo pericolosamente, propose Daniel con uno scintillio negli occhi. 6 Venerd 22 febbraio 2002 - ore 14.35 Stephanie si svegli piuttosto di buon'ora e si immerse subito nei dettagli del progetto Butler. La sensazione negativa nei confronti di quell'impresa non l'aveva abbandonata, ma aveva troppo da fare per lasciarsene ossessionare. Ancor prima di farsi la doccia, us il portatile per inviare al senatore una serie di messaggi e-mail su come procedere con la biopsia. Non solo insist perch fosse eseguita quella mattina stessa, il pi presto

possibile, ma si raccomand che il prelievo interessasse tutti gli strati della pelle, perch le servivano le cellule provenienti dall'epidermide pi profonda. Inoltre, era importante che il campione fosse messo semplicemente in un matraccio contenente tessuto di coltura liquido e non congelato o messo sotto ghiaccio. Era sicura che il campione si sarebbe mantenuto bene a temperatura ambiente fino a quando lei fosse ritornata in laboratorio a Cambridge, dove lo avrebbe trattato nel modo appropriato. Il suo scopo era mettere a coltura i fibroblasti del senatore, di cui avrebbe alla fine usato i nuclei per creare le cellule terapeutiche. Le era sempre riuscito meglio usare cellule fresche piuttosto che congelate quando eseguiva la ROTS seguita dal trasferimento di nucleo, o clonazione terapeutica, come alcuni insistevano a chiamarlo. Con sua grande sorpresa, e nonostante fosse ancora molto presto, il senatore le invi subito una e-mail di risposta. Questo indicava che non solo era un tipo mattiniero, ma che era pronto a collaborare attivamente al progetto, come aveva assicurato la sera prima. Nel suo messaggio, la informava che aveva gi telefonato al proprio medico e, quando questi lo avesse richiamato, gli avrebbe trasmesso le richieste di Stephanie, insistendo che vi si attenesse. Daniel si mostr pieno di vita dal momento in cui gett via le coperte. Anche lui si mise subito al portatile, inviando messaggi e-mail prima di dedicarsi a qualsiasi altra cosa. Con addosso soltanto l'accappatoio di spugna dell'albergo, scrisse un messaggio al grosso gruppo finanziario della West Coast che aveva mostrato interesse a investire nella CURE, ma anche riluttanza a versare fondi fin quando non si fosse conosciuto il destino della 1103. Daniel voleva far loro sapere che non sarebbe mai diventata una legge, destinata com'era a languire nella sottocommissione, e quindi non costituiva pi una minaccia. Gli sarebbe piaciuto spiegare come faceva a saperlo, ma evidentemente non poteva. Non si aspettava un messaggio di risposta per parecchie ore, poich in quel momento sulla West Coast erano le quattro del mattino. Comunque, aveva fiducia che gli avrebbero dato un segno di vita. Si concessero lo sfizio di ordinare la colazione in camera. Daniel insist perch fosse accompagnata da un mazzo di mimose. Scherzosamente disse a Stephanie che doveva abituarsi a quel tenore di vita, poich sarebbe diventata ordinaria amministrazione dal momento in cui la CURE si fosse trasformata in societ per azioni. Ne ho abbastanza della bohme accademica, dichiar. Faremo parte dell'lite, e interpreteremo bene il nostro

ruolo! Alle nove e un quarto rimasero sorpresi nel ricevere una telefonata dal portiere: un corriere aveva lasciato un pacchetto per loro da parte di una certa dottoressa Claire Schneider, con scritto URGENTE. Volevano che fosse recapitato loro in camera? Risposero di s, sicuri che contenesse il campione di pelle di Butler. Erano entrambi assai colpiti dall'efficienza del senatore. Si aspettavano che il campione arrivasse parecchie ore dopo. Riuscirono cos a prendere il volo delle dieci e un quarto per Boston, che li fece atterrare all'aeroporto Logan appena dopo mezzogiorno. Sperimentarono una corsa in taxi ancora pi terrificante di quella di Washington, almeno per Daniel, con un autista pakistano che guidava un catorcio, e arrivarono al suo appartamento di Appleton Street, dove si cambiarono e consumarono un rapido pasto. Con la Ford Focus di Daniel si recarono quindi alla sede temporanea della CURE in East Cambridge, su Athenaeum Street. Appena fondata, la societ aveva in affitto quasi tutto il piano terreno di un edificio del diciannovesimo secolo, in mattoni, ristrutturato di recente a uso uffici. Quando la mancanza di denaro si era fatta pi grave, per, lo spazio era stato il primo a essere sacrificato, riducendosi a un decimo di quello originale: ora la CURE occupava solo una suite, immediatamente a destra dell'ingresso. C'erano un unico laboratorio, due piccoli uffici e una zona che fungeva come reception. La seconda cosa a essere eliminata era stato il personale non indispensabile. I dipendenti erano Daniel e Stephanie, che da quattro mesi non ricevevano lo stipendio, un altro scienziato di nome Peter Conway, la segretaria-centralinista-receptionist Vicky McGowan, e tre tecnici di laboratorio che ben presto sarebbero stati ridotti a due o anche a uno, Daniel non aveva ancora deciso. Ci che non aveva cambiato era il consiglio direttivo, il comitato scientifico e il comitato etico, tutti organi che intendeva lasciare all'oscuro dell'affare Butler. Sono soltanto le due e trentacinque, annunci Stephanie, dopo essersi chiusa la porta alle spalle. Direi che presto, considerato che ci siamo svegliati a Washington. Daniel si limit a grugnire. La sua attenzione era diretta a Vicky, che gli stava porgendo una pila di messaggi telefonici, alcuni dei quali richiedevano delle spiegazioni. In particolare, i potenziali finanziatori della West Coast avevano telefonato anzich rispondere con un messaggio e-mail a quello ricevuto da lui. Secondo Vicky, non si accontentavano delle informazioni ricevute e ne esigevano di pi.

Lasciando Daniel a sbrigarsela con le questioni finanziarie, Stephanie entr nel laboratorio. Salut Peter, seduto davanti a un microscopio per dissezione, che durante il loro viaggio a Washington era rimasto in sede per mandare avanti gli esperimenti gi avviati. Stephanie deposit il portatile sulla superficie in steatite del banco che usava come scrivania; il suo ufficio privato era scomparso con il ridimensionamento della sede. Tenendo in mano il campione di pelle di Butler, si spost verso la zona operativa del laboratorio. Estrasse asetticamente il pezzetto di pelle dal suo recipiente, lo tritur, quindi pose i minuscoli frammenti cos ottenuti in un terreno di coltura fresco, assieme agli antibiotici. Dopo averlo riposto al sicuro in una incubatrice, dentro un matraccio a T, torn al proprio banco. Come sono andate le cose a Washington? chiese Peter. Pur avendo pi anni di lei, il corpo esile lo faceva sembrare un adolescente. Le sue caratteristiche pi evidenti erano gli abiti malmessi e i folti capelli biondi legati a coda di cavallo. Stephanie aveva sempre pensato che poteva fungere da testimonial degli anni Sessanta. andata bene. Stephanie si tenne nel vago, infatti lei e Daniel avevano deciso di non dire niente agli altri del senatore Butler, se non a fatto avvenuto. Allora siamo ancora in affari? A quanto pare. Stephanie attacc il portatile a una presa e lo accese. Un attimo dopo era gi collegata a Internet. E il denaro da San Francisco arriver? insist Peter. Devi chiederlo a Daniel. Io cerco di stare alla larga dalle questioni economiche. Peter colse il messaggio implicito e torn al proprio lavoro. Stephanie era impaziente di indagare sulla Sindone; lo era stata fin dal momento in cui Daniel aveva suggerito che fosse lei a occuparsene. In un primo momento aveva pensato di cominciare le ricerche quella mattina, subito dopo la doccia, ma aveva cambiato idea perch connettersi a Internet con il modem era di una lentezza esasperante, adesso che era stata viziata dalla connessione a banda larga alla CURE. Inoltre, aveva pensato che le sarebbe toccato smettere poco dopo aver incominciato. Invece ora aveva il resto del pomeriggio a disposizione. Lanci un motore di ricerca e scrisse SINDONE. Clicc sul tasto CERCA. Non aveva idea di che cosa aspettarsi. Anche se ricordava qualche riferimento alla Sindone quando era pi giovane e ancora cattolica pratican-

te, come il fatto che l'avevano dichiarata un falso grazie alla datazione al carbonio, erano anni che non ci aveva pi pensato e credeva che anche per gli altri fosse lo stesso. Dopotutto, che cosa c'era di eccitante in un oggetto contraffatto risalente al tredicesimo secolo? Ma qualche attimo dopo, quando la ricerca fu completata, le bast un colpo d'occhio per scoprire che si sbagliava. Sbalordita, fiss il numero di siti avuto come risultato: pi di 28.000! Clicc sul primo, che si proponeva come il sito web della Sacra Sindone, e per l'ora seguente si ritrov completamente assorbita dall'enorme quantit di informazioni. Sulla pagina introduttiva lesse che quel sudario era il manufatto pi studiato della storia umana! Avendo poca familiarit con l'argomento, la trov un'affermazione sorprendente, considerato il proprio interesse per la storia. Infatti si era laureata in chimica, ma la disciplina complementare era stata la storia. Inoltre lesse che molti esperti erano convinti che la datazione al carbonio non avesse detto la parola definitiva sull'autenticit o meno della Sindone come manufatto risalente al primo secolo. Essendo una donna di scienza e sapendo quanto fosse precisa la datazione al carbonio, non capiva come mai si potesse avere una simile opinione, e non vedeva l'ora di scoprirlo. Prima, per, approfitt di quel sito web per esaminare le foto del sudario che erano presentate anche nei negativi. Apprese che la prima persona ad aver fotografato la reliquia nel 1898 era rimasta sconcertata dalle immagini che erano pi evidenti nei negativi, e questo accadde anche a lei. L'immagine in positivo era debole e, nel tentativo di scorgerla, si ramment di un passatempo estivo di quando era giovane: cercare di individuare volti o sagome di persone e animali nell'infinito variare delle nuvole. Ma al negativo l'immagine era impressionante! Era chiaramente quella di un uomo che era stato percosso, torturato, crocefisso, il che poneva la questione di come avesse potuto un imbroglione medievale anticipare l'invenzione della fotografia. Ci che in positivo era apparso come un insieme di macchie, adesso appariva come rivoli reali di sangue. Guard di nuovo la foto al positivo e si sorprese che il sangue avesse perfino mantenuto il colore. Sul menu principale di quel sito web, Stephanie clicc su un tasto chiamato DOMANDE CHIESTE DI FREQUENTE. Una di esse era se fosse stato compiuto il test del DNA. Eccitata, vi clicc sopra e apprese che dei ricercatori del Texas avevano trovato il DNA nelle macchie di sangue, ma c'erano un po' di dubbi sulla provenienza dei campioni. Qualcun altro si

era chiesto invece quanto il DNA potesse essere stato contaminato da tutte le persone che nel corso dei secoli avevano toccato il sudario. Il sito comprendeva anche una bibliografia che la stup per la sua estensione, vi si dedic con impazienza. La sua curiosit era al massimo, anche perch lei era un'amante dei libri, e scorse un certo numero di titoli. Lasci il sito ed entr in quello di una libreria on line dove trov un centinaio di titoli, molti dei quali erano gli stessi contenuti nella bibliografia appena consultata. Dopo aver letto qualche recensione, ne scelse alcuni che desiderava avere immediatamente. L'attirava particolarmente quello di Ian Wilson, un erudito che si era formato a Oxford: la recensione diceva che presentava entrambe le posizioni sulla controversia riguardante l'autenticit della Sindone, anche se lui era convinto che fosse veramente non solo un manufatto del primo secolo, ma proprio il sudario di Ges! Stephanie prese il telefono e chiam la libreria locale. Le sue fatiche furono ricompensate, infatti quel negozio aveva uno dei libri che le interessavano. Era The Turin Shroud: The Illustrated Evidence, di Ian Wilson e Barrie Schwortz, un fotografo professionista membro dell'quipe americana che aveva studiato approfonditamente il sudario nel 1978. Stephanie diede il proprio nome e chiese che le mettessero da parte il volume. Tornando al sito della libreria on line, ordin altri libri che le sarebbero stati consegnati il giorno dopo. Fatto questo, si alz e riprese il giaccone che aveva appeso allo schienale della sedia. Esco, vado in libreria, avvert Peter. Vado a comperare un libro sulla Sindone di Torino. Tanto per curiosit, che cosa ne sai? Uhmmm, bofonchi lui, corrugando il viso come se fosse immerso in pensieri profondi. Conosco il nome della citt dove conservata. Dico sul serio, si lament Stephanie. Be', mettiamola in questo modo. Ne ho sentito parlare, ma non che l'argomento compaia troppo spesso nelle conversazioni fra me e i miei amici. Se fossi costretto a pronunciarmi, direi che uno di quegli oggetti medievali che la chiesa usava per alimentare gli ardori religiosi, cos da tenere piene le cassette delle offerte, come i pezzi della vera croce e le unghie dei santi. Tu pensi che sia autentica? Vuoi dire che sia il vero sudario di Ges? S. Santo cielo, no! Dieci anni fa hanno dimostrato che era un falso. E se ti dicessi che il manufatto pi studiato della storia umana?

Ti chiederei che cosa hai fumato ultimamente. Stephanie rise. Grazie, Peter. Di che cosa mi ringrazi? Era evidentemente confuso. Temevo che la mia mancanza di familiarit con la Sindone fosse in qualche modo unica. rassicurante sapere che non lo . Stephanie prese il giaccone e si diresse alla porta. Come mai questo improvviso interesse per la Sindone? le grid dietro Peter. Lo saprai presto, grid a sua volta Stephanie, mentre si allontanava. Attravers diagonalmente la reception e ficc la testa nell'ufficio di Daniel. Si stup nel trovarlo accasciato sulla scrivania, la testa fra le mani. Ehi! lo chiam. Stai bene? Daniel sollev lo sguardo e sbatt le palpebre. Aveva gli occhi arrossati, come se li avesse strofinati, e il viso era pi pallido del solito. S, sto bene, rispose, esausto. La vivacit di poco prima era scomparsa. Che cosa succede? Daniel scosse la testa e lo sguardo vag sulla scrivania ingombra. Sospir. Gestire questa organizzazione come tenere a galla una barca piena di falle aggottando con un secchiello. Quelli di San Francisco si rifiutano di dare la seconda franche di finanziamenti a meno che non gli dica come faccio a essere cos sicuro che il disegno di legge Butler non uscir dalla sottocommissione. Ma io non glielo posso rivelare perch, se lo facessi, la notizia si spargerebbe e Butler negherebbe di tenere fermo il disegno di legge. E i nostri accordi sarebbero annullati. Quanti soldi ci rimangono? Quasi niente, gemette Daniel. Esattamente fra un mese dovremo ricorrere alla nostra linea di credito per poter pagare i dipendenti. Questo ci d il mese necessario per curare Butler. Che fortuna! esclam Daniel con sarcasmo. Mi irrita a molte che dobbiamo interrompere la nostra ricerca per avere a che fare con gente come Butler, e magari anche con quei pagliacci della clinica a Nassau. un maledetto crimine che la ricerca in questo paese sia al traino della politica. I nostri padri fondatori che insistevano sulla separazione fra stato e chiesa probabilmente si staranno rivoltando nella tomba a causa di quei politici, relativamente pochi, che usano le loro convinzioni religiose per impedire ci che sar indubbiamente il pi grosso passo avanti nelle terapie mediche. Be', tutti noi sappiamo che cosa c' davvero dietro questo movimento

luddista che ostacola le bioscienze. Di cosa stai parlando? In realt una politica antiabortista mascherata. La questione vera che quei demagoghi vogliono che uno zigote sia dichiarato un essere umano con tanto di pieni poteri costituzionali, non importa come sia stato formato e non importa quale sar il suo futuro. un atteggiamento ridicolo, ma quanto meno se accaduto, vuol dire che stata gettata alle ortiche la sentenza 'Roe contro Wade', che ha dichiarato legittima l'interruzione di gravidanza. Probabilmente hai ragione, ammise Daniel e sbuff rumorosamente. Che situazione assurda! La storia si chieder che tipo di gente eravamo, per permettere che una questione personale come l'aborto ostacolasse una societ per anni e anni. Abbiamo mutuato dall'Inghilterra tante delle nostre idee sui diritti individuali, il governo e di certo il diritto basato sulla giurisprudenza. Perch non potevamo seguire il loro esempio anche sull'etica delle bioscienze in ambito riproduttivo? Bella domanda, ma non ci servir stare a rimuginare sulla risposta, al momento. Dove andato a finire il tuo entusiasmo per l'affare Butler? Facciamolo! Una volta che sar curato, non rinnegher il nostro patto nemmeno se ci fosse qualche fuga di notizie nei media, perch noi avremo la sua dichiarazione. Voglio dire, una volta curato, lui pu negare qualsiasi accusa, sostenendo che sono motivate politicamente. Ci che non potr negare sar una dichiarazione firmata. Hai ragione, ammise Daniel. E il suo denaro? Secondo me la questione chiave al momento. C' stata qualche comunicazione al riguardo? Non ho nemmeno pensato di controllare. Daniel si volt verso il computer e, dopo qualche colpetto con il mouse guard la sua casella nominativa di posta elettronica. C' un messaggio che deve essere di Butler. Ha un allegato codificato, il che incoraggiante. Daniel apr l'allegato e Stephanie si avvicin alla scrivania per guardare da dietro le sue spalle. Direi che sembra molto incoraggiante, comment. Ci ha dato un numero di conto per una banca delle Bahamas, e a quanto pare possiamo prelevare tutti e due. C' un link con il sito web della banca. Vediamo se possiamo scoprire il saldo del conto. Questo ci dir quanto serio Butler riguardo a tutta la faccenda.

Dopo qualche altro clic, Daniel sobbalz sulla sedia. Sollev la testa verso Stephanie, che gli restitu lo sguardo. Entrambi erano sbalorditi. Direi che serissimo! comment lei. E avido! Sono sbalordito. Mi aspettavo dieci o ventimila al massimo. Non mi sarei mai aspettato centomila. Dove ha pescato tutti quei soldi in cos poco tempo? Te l'ho detto, ha una serie di comitati politici che sgobbano come cavalli da soma a raccogliere fondi. Ci che mi chiedo se qualcuna delle persone che contribuiscono con il loro denaro abbia un'idea di come viene speso. molto ironico se sono tutti conservatori, come immagino che siano. Questo non deve preoccuparci. Inoltre, non spenderemo mai centomila dollari. Ma bello sapere che ci sono, per ogni evenienza. Mettiamoci al lavoro! Io ho gi cominciato con la coltura dei fibroblasti. Ottimo. L'esuberanza che aveva tenuto su di giri Daniel quella mattina stava ritornando. Miglior perfino il suo colorito. Io cercher di scoprire qualcosa sulla Wingate Clinic, provando a entrare nei loro file. Mi sembra una buona idea! approv Stephanie e si diresse alla porta. Sar di ritorno fra un'oretta. Dove vai? Alla libreria in centro. Stephanie era gi sulla soglia, ma esit. Hanno messo da parte un libro per me. Dopo aver iniziato la coltura dei tessuti, ho cominciato a indagare sulla faccenda della Sindone. Devo dire che, nella nostra divisione dei compiti, ho avuto fortuna: quel lenzuolo si sta rivelando molto pi interessante di quanto immaginassi. Che cosa hai scoperto? Abbastanza per farmi incuriosire, ma ti riferir pi compiutamente fra circa ventiquattr'ore. Daniel sorrise, le rivolse il pollice alzato e torn a fissare il monitor del computer. Aveva usato un motore di ricerca per ottenere un elenco di cliniche per la cura dell'infertilit e trov il sito web della Wingate. Vi si colleg subito. Scorse rapidamente le prime pagine. Come si aspettava, contenevano materiale autoincensatorio che serviva ad attirare i clienti. Si sofferm un attimo alla sezione intitolata FATE LA CONOSCENZA CON IL NOSTRO STAFF per leggere i curricula del personale direttivo, che comprendeva il fondatore e direttore generale della clinica, dottor Spencer

Wingate, il capo delle ricerche e dei servizi di laboratorio, dottor Paul Saunders e il capo dei servizi clinici, dottoressa Sheila Donaldson. I curricula erano delle sviolinate simili alla descrizione della clinica, anche se, secondo lui, tutti e tre avevano seguito studi e programmi di specializzazione di secondo o addirittura di terz'ordine. In fondo alla pagina trov quello che cercava: un numero di telefono. C'erano anche degli indirizzi e-mail, ma lui preferiva parlare direttamente con Wingate o Saunders. Compose il numero e rispose immediatamente una voce gradevole che si lanci in un breve panegirico della clinica, prima di chiedere con chi volesse parlare. Con il dottor Wingate, rispose Daniel. Meglio cominciare dall'alto. Dopo una breve pausa, ud un'altra gradevole voce femminile che gli chiese garbatamente il nome, prima di sbilanciarsi a dire se Wingate era disponibile. Quando Daniel rispose, la reazione fu immediata. Il dottor Daniel Lowell di Harvard? Daniel rimase un istante in silenzio, mentre decideva che cosa rispondere. Sono stato ad Harvard, anche se al momento ho una ditta mia. La metter in collegamento con il dottor Wingate. So che attendeva di parlare con lei. Sbattendo le palpebre incredulo, Daniel stacc il ricevitore dall'orecchio e lo guard come se potesse spiegargli la reazione inattesa della segretaria. Come mai il dottor Wingate aspettava di parlare con lui? Scosse la testa. Buon giorno, dottor Lowell! rispose una voce con un deciso accento del New England, un'ottava pi alta di quanto lui si aspettasse. Sono Spencer Wingate e mi fa piacere sentirla. Ci aspettavamo la sua telefonata la settimana scorsa, ma non importa. Le spiace aspettare un momento, mentre chiamo in linea il dottor Saunders? Ci vorr un minuto, e potremo trasformare questa conversazione in una piccola teleconferenza. So che il dottore ansioso di parlare con lei quanto lo sono io. Va bene, rispose Daniel, il cui sbalordimento aumentava sempre di pi. Si appoggi allo schienale della poltroncina, mise i piedi sulla scrivania, pass il ricevitore nella sinistra, e si mise a tamburellare con una matita sul ripiano ingombro. La reazione di Spencer Wingate lo aveva preso completamente alla sprovvista e gli aveva messo addosso una punta di ansia. Continuava a udire gli ammonimenti di Stephanie sul coinvolgimento con quegli sperimentatori di bassa lega. Invece di un minuto ne passarono cinque e, proprio quando Daniel si era abbastanza ripreso da chiedere se inavvertitamente fosse stato scollegato,

Spencer torn in linea. Aveva un po' di fiatone. Va bene, ci sono! E tu, Paul? Ci sei? Eccomi! Evidentemente, Paul stava usando un apparecchio in un'altra stanza. In contrasto con quella di Spencer, la sua voce era alquanto profonda, con uno spiccato accento nasale del Midwest. Mi fa piacere parlare con lei, Daniel, se possiamo chiamarci per nome. Se vuole, rispose Daniel. Come crede meglio. Grazie. Tra amici e colleghi non occorrono formalit. Mi lasci dire subito quanto sono ansioso di lavorare con lei. quello che provo anch'io, dichiar Spencer. Diamine! Tutta la clinica non vede l'ora. Per quando possiamo contare sulla sua presenza? Ecco, uno dei motivi per cui ho telefonato, rispose Daniel tenendosi sul vago; si sforzava di essere diplomatico, ma era curiosissimo. Ma in primo luogo mi piacerebbe sapere come mai aspettavate la mia telefonata. Dal suo ricognitore, o quale che sia il nome della sua mansione, rispose Spencer. Come si chiamava, Paul? Marlowe. Giusto! Bob Marlowe. Dopo che ha finito di informarsi sulla nostra struttura, ha detto che lei ci avrebbe contattato la settimana seguente. Non occorre dire che eravamo delusi di non aver saputo pi nulla. Ma adesso che ha chiamato acqua passata. Siamo compiaciuti che vuole usare la nostra clinica, intervenne Paul. Sar un onore lavorare con lei. Ora, spero che non le spiaccia se cerco di immaginare che cos'ha in mente, dato che Bob Marlowe si tenuto sul vago, ma presumo che voglia provare la sua geniale ROTS su un paziente. Voglio dire, per quale altro motivo non userebbe il suo laboratorio o quei grandi ospedali che avete a Boston? La mia supposizione giusta? Come fate a sapere della ROTS? Daniel non era sicuro di voler rivelare i suoi propositi cos presto. Abbiamo letto il suo eccezionale articolo su Nature, rispose Paul. brillante, semplicemente brillante. La sua importanza per le bioscienze mi ricorda il mio articolo, Maturazione in vitro di oociti umani. Lo ha letto? Non ancora. Daniel continuava a sforzarsi di essere diplomatico. Su quale rivista uscito? The Journal of Twenty-first Century Reproductive Technology. Non la conosco. Chi la pubblica? Noi! Dalla voce di Paul trapelava fierezza. Proprio qui alla Wingate Clinic. Ci impegniamo nella ricerca tanto quanto nei servizi clinici.

Daniel alz gli occhi al cielo. In assenza di un comitato scientifico, l'autopubblicazione di articoli scientifici era una contraddizione in termini. Lo colp l'accuratezza con cui Butler aveva descritto quei due. La ROTS non mai stata eseguita su esseri umani, spieg, continuando a evitare di rispondere alla domanda di Paul. Questo lo capiamo, riprese la parola Spencer. Ed uno dei molti motivi per cui saremmo eccitati se la prima volta venisse praticata qui. Essere all'avanguardia proprio il tipo di reputazione che la Wingate Clinic cerca di conquistare. La FDA avrebbe da ridire se una procedura sperimentale venisse eseguita su esseri umani, al di fuori di un protocollo approvato, gli ricord Daniel. Non darebbero mai l'approvazione. Certo che non approverebbero, e noi lo sappiamo! Rise, e Paul si un a lui. Ma qui nelle Bahamas non c' bisogno che la FDA lo sappia, dato che non la loro giurisdizione. Se dovessi eseguire la ROTS su un essere umano, dovrebbe avvenire in assoluta segretezza, lo avvert Daniel, ammettendo indirettamente i propri piani. Non pu essere divulgato e ovviamente non pu essere utilizzato per i vostri scopi promozionali. Ce ne rendiamo conto, gli assicur Paul. Spencer non voleva dire che lo useremmo subito. Cielo, no! tub Spencer. Pensavo di utilizzarlo solo dopo che la procedura sar diventata comune. Vorrei mantenere il diritto di decidere io quando questo sar possibile, dichiar Daniel. Io stesso non user questo episodio per promuovere la ROTS. No? si stup Paul. E come mai? Per motivi puramente personali. Sono sicuro che la ROTS funzioner bene con gli umani come con i topi, ma devo provarlo a me stesso con un paziente, per avere la forza d'animo di affrontare la reazione eccessiva della destra politica. Non so se ne siete consapevoli, ma sto lottando contro un potenziale divieto del Congresso alla mia procedura. Nella conversazione segu una pausa imbarazzata. Esigendo la segretezza e sottraendo qualsiasi sfruttamento pubblicitario nell'immediato futuro, Daniel era sicuro di aver negato alla Wingate Clinic uno dei motivi per cui intendeva collaborare. Cerc freneticamente un modo per addolcire la delusione e appena un attimo prima che lui parlasse, e magari peggiorasse le cose, Spencer ruppe il silenzio. Penso che possiamo rispettare la sua esi-

genza di segretezza. Ma, se dalla collaborazione con lei non ricaveremo un vantaggio pubblicitario a breve termine, che tipo di compensazione ha in mente per usare le nostre strutture e i nostri servizi? Pensavamo di pagare. Ci fu un altro silenzio. Daniel prov una punta di panico all'idea che le negoziazioni non stessero andando bene, e potesse perdere l'opportunit di utilizzare la Wingate Clinic. Considerando i limiti di tempo, una simile eventualit avrebbe significato l'affossamento dell'affare. Intu di dover offrire di pi. Si ricord dei commenti di Butler sulla vanit di Spencer e di Paul e aggiunse stringendo i denti: Poi, in seguito, dopo che la FDA avr approvato la ROTS, potremmo pubblicare insieme un articolo. Gi mentre lo diceva trasal. L'idea di firmare un articolo assieme a quei due idioti era dolorosa, anche se si disse che poteva rimandarlo indefinitamente. Ma, nonostante l'offerta, il silenzio si prolung e il suo panico crebbe. Si ramment della propria reazione alla richiesta di Butler di usare il sangue della Sindone e aggiunse anche quella informazione, e sugger perfino lo stesso titolo che aveva proposto scherzosamente a Stephanie. Questo s che sarebbe un articolo con i fiocchi! esclam a questo punto Paul. Mi piace! Dove lo pubblicheremmo? Dove vogliamo, rispose Daniel, restando sul vago. Science, o Nature. Dove preferite. Non credo che sar difficile piazzarlo. La ROTS funzionerebbe con il sangue preso dalla Sindone? si inform Spencer. Da quanto mi ricordo, credo che abbia circa cinquecento anni. Duemila, per l'esattezza, lo corresse Paul. Non hanno provato che si tratta di un falso fatto nel Medioevo? Noi non ci addentreremo nelle discussioni sulla sua autenticit, tagli corto Daniel. Per i nostri scopi, non importa. Se il paziente vuol credere che reale, a noi va bene. Ma funzionerebbe, sul lato pratico? insist Spencer. Il DNA sarebbe frammentato, che risalga a cinquecento o a duemila anni fa. Ma questo non dovrebbe essere un problema. A noi bastano dei frammenti, che le nostre sonde ROTS troveranno dopo la duplicazione dovuta alla polimerasi. Rappezzeremo assieme enzimaticamente ci di cui abbiamo bisogno per avere i geni interi. Funzioner bene. Che ne dice del The New England Journal of Medicine? sugger Paul. Sarebbe un bel colpo per la clinica! Mi piacerebbe avere qualcosa di pubblicato su quella rivista pomposa.

Certo, approv Daniel, rabbrividendo all'idea. Perch no? La cosa comincia a piacermi, dichiar Spencer. il tipo di articolo che sarebbe ripreso dai media come oro colato! Andrebbe su tutti i giornali. Diavolo, gi mi immagino i servizi che gli dedicherebbero nei telegiornali della sera. Sono certo che ha ragione. Ma ricordi, finch non uscir l'articolo, dovremo mantenere il segreto pi assoluto sull'intera vicenda. S, lo capiamo, gli assicur Spencer. Come farete a ottenere un campione dalla Sindone? domand Paul. So che la chiesa cattolica l'ha chiusa in una specie di cripta avveniristica, in Italia. Ce ne stiamo occupando gi in questo momento, spieg Daniel. Ci stata promessa assistenza dalle alte sfere del clero. Accidenti, deve conoscere il papa! scherz Paul. Forse dovremmo parlare dei costi, propose Daniel, contento di cambiare argomento. Non vogliamo incomprensioni di alcun tipo. A che tipo di servizi state pensando? Il paziente verr curato per il morbo di Parkinson, spieg Daniel. Avremo bisogno di una sala operatoria e del suo staff, oltre che di un'attrezzatura stereotassica per l'impianto. La sala operatoria l'abbiamo, ma non l'attrezzatura stereotassica, lo inform Paul. Non un problema, lo tranquillizz Spencer. Potremo prenderla in prestito dal Princess Margaret. Il governo delle Bahamas e anche la comunit medica locale ci sono stati di aiuto quando ci siamo trasferiti l. Sono sicuro che ci daranno volentieri una mano. Per non gli diremo che cosa abbiamo intenzione di fare. Poi ci servir un neurochirurgo, aggiunse Daniel. Uno che sia capace di discrezione. Nemmeno questo sar un problema, gli assicur Spencer. Sull'isola ce ne sono molti che secondo me rimangono sottoutilizzati. Sono certo che potremo metterci d'accordo con uno di loro. Non so esattamente quanto chieder, ma vi posso assicurare che sar meno che negli States. Suppongo che si aggirer sui due o trecento dollari. Non crede che il fattore riservatezza possa rivelarsi problematico? No. Hanno tutti fame di lavoro. Con meno turisti che noleggiano motorini, i traumi cranici sono diminuiti precipitosamente. Lo so, perch due chirurghi sono passati dalla clinica a lasciare i loro biglietti da visita.

Una bella fortuna, comment Daniel. A parte questo, tutto ci che ci serve dello spazio nel vostro laboratorio. Presumo che abbiate un laboratorio dove svolgete il vostro lavoro di riproduzione. Rimarr esterrefatto quando lo vedr, si vant Paul. all'avanguardia, molto pi che un semplice laboratorio per la cura dell'infertilit. E oltretutto metteremo a sua disposizione parecchi tecnici dotati, esperti in nucleo-transfer, che saranno ansiosi di imparare la ROTS. Non ci servir l'assistenza del personale. Eseguiremo noi il lavoro cellulare. Ci di cui abbiamo bisogno sono degli oociti umani. possibile per voi fornirceli? Ma certo! esclam Paul. Gli oociti sono la nostra specialit, diventeranno ben presto la nostra fonte principale di guadagno. Abbiamo intenzione di fornirli a tutto il Nord America, in futuro. Per quando vi servono? Il pi presto possibile. Potr sembrarvi troppo ottimistico, ma vorremmo essere pronti all'impianto tra un mese. Abbiamo dei limiti di tempo, con una finestra ristretta imposta dal nostro paziente. Nessun problema su questo fronte, gli assicur Paul. Possiamo fornirvi gli oociti domani! Davvero? Sembrava troppo bello per essere vero. Possiamo fornirvi oociti in qualsiasi momento. Paul fece una risata, aggiungendo: Anche durante le vacanze. Sono colpito, disse Daniel, sincero. E sollevato. Temevo che procurarci gli oociti ci avrebbe fatto perdere tempo. Ma questo ci riporta ai costi. Tranne per gli oociti, non abbiamo esperienza su quanto chiedere, intervenne Spencer. A dirle la verit, non abbiamo mai previsto di lasciar usare la nostra clinica ad altri. Facciamo cos: che ne dice di ventimila per l'uso della sala operatoria, compreso lo staff, e di ventimila per l'affitto del laboratorio? Bene. E gli oociti? Cinquecento a colpo, rispose Paul. E vi garantiamo almeno cinque divisioni per ognuno, o lo sostituiamo. Mi sembra equo. Ma devono essere freschi! Saranno freschi come rose. Quando ci sentiremo di nuovo? Mi rifar vivo pi tardi in giornata, oppure stasera. O, al massimo, domani. Dobbiamo davvero sbrigarci. Saremo qua, gli assicur Spencer.

Daniel riabbass lentamente il ricevitore, poi emise un urlo di gioia. Aveva la forte sensazione, nonostante le recenti difficolt, che la CURE, la ROTS e il suo destino personale si fossero rimessi in carreggiata! Spencer Wingate non aveva tolto la mano abbronzata dal ricevitore, dopo aver riattaccato, mentre riandava con un vortice di pensieri alla conversazione appena avuta con il dottor Lowell. Non era andata come aveva immaginato e sperato, ed era deluso. Quando due settimane prima era saltata fuori inaspettatamente l'idea che il famoso ricercatore voleva usare la Wingate Clinic, lui l'aveva ritenuta provvidenziale, visto che avevano appena aperto i battenti dopo otto mesi di costruzione e confusione. Nella sua mente, associarsi professionalmente con un uomo che secondo Paul poteva vincere il premio Nobel sarebbe stato un modo eccellente di annunciare al mondo che la Wingate era di nuovo sulla cresta dell'onda, dopo la deplorevole baraonda accaduta nel Massachusetts il maggio precedente. Ma, a quanto pareva, non ci sarebbe stato alcun annuncio. Quarantamila dollari facevano gola, ma erano un'inezia in confronto al denaro appena speso per costruire e attrezzare la clinica. La porta del suo ufficio, che lui aveva lasciata appena accostata, fu spalancata completamente e nel vano si stagli la sagoma bassa e squadrata di Paul Saunders. Un ampio sorriso lasciava vedere i denti larghi e distanziati. Evidentemente lui non era rimasto deluso. Te lo immagini? esord. Avremo un articolo pubblicato sul New England Journal of Medicine! Si gett baldanzosamente su una poltroncina davanti alla scrivania di Spencer e agit i pugni in aria, come se avesse appena vinto una tappa del Tour de France. E che articolo! 'La Wingate Clinic, la Sindone e la ROTS combinati insieme per la prima guarigione dal morbo di Parkinson'. Sar fantastico! La gente far la fila per bussare alla nostra porta. Spencer si appoggi allo schienale e intrecci le mani dietro la testa. Guard il capo delle ricerche, titolo sul quale Paul aveva insistito, con un certo grado di condiscendenza. Paul lavorava sodo e con avvedutezza, ma poteva lasciarsi trasportare troppo dall'entusiasmo, e gli mancava il senso pratico necessario a gestire gli affari adeguatamente. Nella precedente vita della clinica, in Massachusetts, l'aveva portata quasi sul lastrico. Se Spencer non l'avesse ipotecata per il suo intero valore e non avesse dato fondo a buona parte dei beni all'estero, non sarebbero sopravvissuti. Che cosa ti fa essere tanto sicuro che ci sar un articolo? gli chiese.

Paul si oscur involto. Di cosa stai parlando? Ne abbiamo appena parlato con Daniel al telefono, titolo e tutto. stato lui a suggerirlo. Lo ha suggerito, ma come facciamo a essere sicuri che succeder? Sono d'accordo, sarebbe grandioso se accadesse, ma lui potrebbe rimandare all'infinito. Perch diavolo dovrebbe farlo? Non lo so, ma per qualche motivo la segretezza in cima ai suoi pensieri, e un articolo la distruggerebbe. Lui non disposto a scrivere un articolo, per lo meno non entro poco tempo, e se noi lo facciamo senza di lui, probabilmente negher qualsiasi coinvolgimento nel caso. Se questo accadr, nessuno lo vorr pubblicare. Hai ragione, convenne Paul. Si guardarono attraverso la scrivania. Sopra di loro tuon un jet in avvicinamento al Nassau International Airport. La clinica era situata proprio a ovest dell'aeroporto, su un terreno arido e ricoperto di arbusti bassi e stenti. Era l'unico posto doveva avevano potuto acquistare un'estensione adeguata e recintarla per bene. Pensi che ci ha detto la verit riguardo al fatto che vuole usare la Sindone? chiese Paul. Non so nemmeno questo. Mi puzza un po', se capisci ci che intendo. Al contrario: a me l'idea attira parecchio. Non fraintendermi. L'idea interessante e di certo darebbe un tocco in pi all'articolo scientifico e alla storia che comparir sui media internazionali. Per, se si mette tutto assieme, compresa la questione della segretezza, c' decisamente qualcosa di dubbio. Voglio dire, te la sei bevuta la spiegazione che ha dato quando gli hai chiesto perch aveva intenzione di sobbarcarsi queste complicazioni? Intendi rispetto al voler provare la ROTS da solo? Precisamente. Non del tutto, anche se vero che il Congresso degli Stati Uniti pensa di non autorizzare la ROTS. E adesso che mi ci fai pensare, ha accettato le tariffe che gli hai proposto un po' troppo in fretta, come se il prezzo non gli importasse. Non potrei essere pi d'accordo, conferm Spencer. Non avevo idea di quanto chiedere, e ho tirato fuori delle cifre un po' a caso: mi aspettavo che lui facesse una controproposta. Diamine, avrei dovuto chiedergli il doppio, per quanto ha accettato in fretta. Allora, che cosa ne pensi?

Penso che la questione sia l'identit del paziente. l'unica cosa a venirmi in mente che possa avere senso. Chi, per esempio? Non lo so. Ma, se fossi costretto a fare una supposizione, il mio primo pensiero sarebbe un membro della famiglia. Il secondo pensiero sarebbe qualcuno ricco, ricchissimo, probabilmente ricco e famoso, e su questo sarei pronto a scommettere! Ricco! ripet Paul, mentre un leggero sorriso gli compariva sul volto. Una cura potrebbe valere milioni. Esatto, ecco perch penso che dovremo procedere con l'ipotesi del ricco e famoso. Dopotutto, perch Daniel Lowell dovrebbe fare potenzialmente i milioni e noi avere quarantamila miseri dollari? Il che significa che dobbiamo scoprire l'identit di questo paziente. Speravo che avresti visto la questione dalla mia prospettiva. Temevo pensassi che valeva la pena di aderire solo per lavorare con questo rinomato ricercatore. Diavolo, no! sbott Paul. Non se non possiamo ottenere i benefici pubblicitari che speravamo. implicito che non otterremo istruzioni pratiche sulla ROTS, quando ha detto che far da s il lavoro sulle cellule. All'inizio, credevo che fosse scontato. Per voglio lo stesso imparare la procedura, quindi quando richiama digli che questo deve far parte del pacchetto. Sar felice di dirglielo, gli assicur Spencer. E anche che vogliamo met dei soldi in anticipo. Digli anche che vogliamo un occhio di riguardo per la licenza della sua procedura, in futuro. Buona idea. Vedr cosa posso fare per rinegoziare il nostro accordo senza chiedere pi soldi. Non voglio spaventarlo al punto da farlo rinunciare. Nel frattempo, che ne dici di cercar di scoprire l'identit del paziente? un tipo di attivit nella quale sei pi versato di me. Lo prender per un complimento. Ma un complimento! Paul si alz. Ci far lavorare Kurt Hermann, il nostro capo della sicurezza. Lui adora questo tipo di incombenze. Di' a quel Berretto Verde congedato con disonore, o quel cavolo che era, di uccidere meno persone possibile. Dopo tutti gli investimenti e gli sforzi fatti, non facciamo in modo che la buona accoglienza che ci hanno riservato su quest'isola si logori in fretta.

Paul rise. molto attento e prudente. Non quello che pare a me, lo contraddisse Spencer, sollevando le mani come a dire che non voleva imbarcarsi in una discussione. Non credo che le puttane di Okinawa che ha fatto fuori lo definirebbero prudente, e su nel Massachusetts, quando era nostro dipendente, ha avuto un po' la mano pesante, ma queste cose le abbiamo superate. Ammetto che un elemento valido, altrimenti non farebbe ancora parte del nostro personale. Solo, fammi un favore, raccomandagli di essere discreto. tutto ci che chiedo. Sar felice di dirglielo. Paul si alz. Ma ricorda: dato che nessuno di noi, Kurt compreso, pu rimettere piede negli Stati Uniti, probabilmente non potr scoprire gran che fin quando Lowell, la sua quipe e il paziente non saranno qua. Non mi aspetto miracoli, sentenzi Spencer. 7 Venerd 22 febbraio 2002 - ore 16.45 La linea dell'orizzonte di Manhattan si stagliava seghettata contro il cielo invernale che si andava incupendo, mentre il volo Washington-New York si abbassava nel suo avvicinamento finale all'aeroporto La Guardia. Le luci della citt caotica e pulsante brillavano come tanti gioielli nell'oscurit che si addensava. Quelle dei molti ponti sospesi sembravano fili di perle appesi agli altissimi puntali. Una nave da crociera allegramente decorata che scivolava verso l'ormeggio sull'Hudson faceva pensare a una preziosa spilla appuntata sul velluto nero. Carol Manning distolse lo sguardo dal finestrino e lo port all'interno dell'aereo. Non c'era conversazione. Senza badare alla vista maestosa, i pendolari erano tutti assorti dai giornali, dai documenti di lavoro o dai computer portatili. Scrut il senatore, seduto nella sua stessa fila, un posto pi in l. Come gli altri passeggeri, era assorto nella lettura. Le mani grassocce serravano la pila di promemoria riguardanti i programmi del giorno dopo che aveva preso al volo da Dawn Shackelton mentre, assieme a Carol, si precipitava fuori dall'ufficio nella speranza di prendere lo shuttle delle quindici e trenta. Ce l'avevano fatta per il rotto della cuffia. Dietro insistenza di Ashley, quella mattina Carol aveva telefonato a uno dei segretari personali del cardinale per fissare un incontro all'ultimo mo-

mento per quel pomeriggio. Aveva ricevuto l'imbeccata di dire che si trattava di una questione urgente ma che avrebbe richiesto al massimo un quarto d'ora. Padre Maloney aveva assicurato che avrebbe fatto ci che poteva, dato che l'agenda del cardinale era strapiena, ma nel giro di un'ora aveva richiamato per dire che era possibile un incontro con il senatore fra le cinque e mezzo e le sei e mezzo, dopo la visita di un cardinale italiano e prima di una cena con il sindaco. Carol gli aveva assicurato che ci sarebbero stati. Mentre correva per non perdere l'aereo e si preoccupava per il probabile traffico di New York, Carol era rimasta colpita dall'apparente serenit di Ashley. Naturalmente, lui faceva in modo che fosse lei a preoccuparsi al posto suo, ma se i loro ruoli fossero stati invertiti e lei avesse dovuto affrontare ci che lui stava per affrontare, sarebbe stata incredibilmente in ansia, al punto da trovare difficile la concentrazione. Ma certo non lui! Nonostante un leggero tremore, ogni singola pagina del suo promemoria veniva rapidamente scorsa e voltata in rapida successione, facendo pensare che la sua leggendaria rapidit di lettura non avesse affatto sofferto per la malattia n per gli avvenimenti accaduti nelle ventiquattro ore precedenti. Carol si schiar la gola. Senatore, pi penso a tutta questa faccenda, pi mi stupisco che non abbia chiesto la mia opinione. La chiede su quasi tutto. Ashley volt la testa e la fiss al di sopra degli occhiali dalla montatura pesante, che gli erano scivolati fin sulla punta del naso. L'ampia fronte era corrugata in un'espressione condiscendente. Carol, carissima, inizi. Non c' bisogno che mi dica la tua opinione. Come ho dimostrato ieri sera, io sono ben consapevole. Allora spero comprenda che secondo me lei sta correndo un rischio troppo grande, con questa presunta terapia. Apprezzo la tua sollecitudine, non importa quale ne sia la motivazione, ma sono fermamente deciso nella mia scelta. Lei lascia che la usino per fare esperimenti. Lei non ha idea di quale sar il risultato. Pu essere vero che non so quale sar il risultato certo, ma, se non facessi nulla di fronte alla mia malattia degenerativa, progressiva e altrimenti incurabile, so esattamente quale sar il risultato. Mio padre diceva sempre: aiutati che il ciel ti aiuta. Per tutta la mia vita sono stato uno che non si da per vinto e sicuramente non mi fermer adesso. Non me ne andr piagnu-

colando. Scalcer e sbraiter come un animale selvatico messo in un sacco. E se il cardinale le dicesse che il suo piano sconsigliabile? Difficile che abbia questa reazione, dato che non ho la minima intenzione di informarlo sui miei progetti. Allora perch stiamo andando da lui? chiese Carol in un tono vicino alla collera. Io speravo che sua eminenza riuscisse a convincerla. Non stiamo facendo questo pellegrinaggio alla sede del potere cattolico del Nord America per chiedere un consiglio, ma per fare in modo di ottenere un pezzetto della Sindone come possibile protezione contro le incertezze della mia terapia. Ma come intende avere accesso alla Sindone senza spiegare il perch? Ashley sollev una mano come un oratore che plachi una folla turbolenta. Basta, mia cara Carol, a meno che la tua presenza non sia pi un fardello che un aiuto. Mentre l'aereo si disponeva all'atterraggio, riport l'attenzione sui fogli che aveva davanti. Nel vedersi congedata in modo cos sbrigativo, Carol sent un'ondata di calore salirle al viso. Un simile atteggiamento umiliante stava diventando fin troppo frequente, come pure l'irritazione che scatenava in lei. Preoccupata di non mostrare i propri sentimenti, torn a guardare dal finestrino. Vista da vicino, New York non faceva pi pensare a un gioiello, a causa dei rifiuti sparsi e ai cumuli disordinati di neve sporca che costellavano i bordi della pista di rullaggio. In sintonia con la scena scura e desolata, Carol era in preda a emozioni contrastanti rispetto al progetto di Ashley. Da una parte, ne temeva la natura sperimentale, dall'altra pensava che la terapia poteva funzionare. Anche se la sua prima reazione alla tremenda diagnosi era stata di compassione, nel corso dell'anno aveva cominciato a considerarla un'opportunit. Ora il timore di un risultato negativo competeva alla pari con il timore di uno positivo, anche se lei esitava ad ammetterlo con se stessa. In un certo senso, si sentiva come un Bruto nei confronti del Cesare che era Ashley. Il passaggio dall'aereo alla limousine, che Carol aveva prenotato, fil liscio. Tre quarti d'ora dopo, per, erano imbottigliati in mezzo a un mare di veicoli sulla FDR, dove il traffico si era fermato. Irritato per il ritardo, Ashley gett da parte le pagine che stava esaminando e spense la luce che gli era servita per leggere. L'interno dell'auto piomb nell'oscurit. Perderemo l'opportunit di farci ricevere, ringhi. Mi spiace, mormor Carol, come se fosse colpa sua.

Miracolosamente, dopo cinque minuti di immobilit e una serie di colorite imprecazioni di Ashley, il traffico ricominci a muoversi. Grazie al buon Dio per i piccoli favori! salmodi lui. Il tassista usc sulla Novantaseiesima e, con mossa astuta, si infil in una strada secondaria che portava in centro. Riusc a depositare il senatore e la sua assistente davanti all'arcivescovado, all'angolo tra Madison e la Cinquantesima, quattro minuti prima dell'intervallo fissato per l'incontro. Ricevette istruzioni di mantenersi in zona, girando attorno all'isolato, dato che avrebbe dovuto riportarli all'aeroporto entro un'ora. Carol non aveva mai messo piede nell'arcivescovado. Osserv la casa a tre piani di pietra grigia e dal tetto di ardesia che, con la sua mole insignificante, sembrava rannicchiata all'ombra dei grattacieli. Si ergeva direttamente dal bordo del marciapiede, senza nemmeno una striscia d'erba a mitigarne la severit. Le prese per l'aria condizionata che sbucavano da qualche finestra ne imbnittivano la facciata, come pure le pesanti sbarre di ferro al piano terreno. Queste davano all'edificio l'aspetto di una piccola prigione, piuttosto che di una residenza. Unico tocco che ne ammorbidiva l'austerit era la fuggevole visione di una tendina di pizzo a una finestra. Ashley sal i gradini di pietra e suon il campanello di ottone lucidato. Non dovettero aspettare a lungo. La pesante porta fu aperta da un prete alto, dal naso accentuatamente aquilino e dai capelli rossi tagliati corti. Indossava un clergyman e la collarina bianca. Buona sera, senatore. Buona sera, padre Maloney, rispose Ashley, entrando nell'ingresso. Spero che siamo arrivati al momento giusto. Proprio cos, rispose il prete. Accompagner lei e la sua assistente nello studio privato di sua eminenza. Vi raggiunger a momenti. Lo studio era una stanza al piano terreno, ammobiliata in modo spartano. Unici ornamenti, una foto incorniciata di papa Giovanni Paolo II e una piccola statua della Madonna scolpita nel marmo bianco di Carrara. Il pavimento di legno non era ricoperto da tappeti e i tacchi di Carol ticchettarono rumorosamente sulla superficie tirata a lucido. Padre Maloney si ritir silenziosamente e chiuse la porta. Piuttosto austero, osserv Carol. Il mobilio era costituito soltanto da un divano e una poltrona di pelle che dimostravano tutti i loro anni, un inginocchiatoio e una piccola scrivania con una sedia di legno. Al cardinale piace far credere ai suoi visitatori che il mondo materiale non gli interessa, spieg Ashley, mentre prendeva posto nella poltrona.

Ma io so che non cos. Carol si sedette con il busto eretto sull'orlo del divano, tenendo le gambe unite, invece Ashley si appoggi comodamente allo schienale, come se fosse a casa di un parente. Accavall le gambe, rivelando un calzino nero e qualche centimetro di polpaccio bianchissimo. Un attimo dopo la porta si riapr ed entr il cardinale James O'Rourke seguito da padre Maloney, che richiuse la porta dietro di loro. Il cardinale indossava tutte le insegne del suo rango. Sopra i pantaloni neri e la camicia bianca con la collarina, portava una veste talare nera su cui spiccavano le guarnizioni e i bottoni rossi. La veste era sormontata da una mantellina scarlatta aperta e stretta in vita da un'ampia fascia pure scarlatta. In testa aveva una papalina rosso cardinale. Dal collo pendeva una croce d'argento in cui erano incastonate pietre preziose. Carol e Ashley si alzarono prontamente. Carol era rimasta colpita dal sontuoso abbigliamento, accentuato dall'austerit della stanza. Ma, una volta in piedi, si accorse che il potente prelato era pi basso di lei e, perfino accanto ad Ashley che non era affatto alto, appariva decisamente basso e grassoccio. Il viso paffuto che sorrideva con benevolenza, la pelle turgida, priva di rughe, e le guance rosse e lucide facevano pensare a un prete qualsiasi. Lo sguardo penetrante, per, raccontava una storia diversa, pi consona a ci che Carol sapeva di lui. Era uno sguardo che rifletteva un'intelligenza formidabile, venata di astuzia. Senatore, disse il cardinale con una voce che ben si adattava all'atteggiamento gentile, e tese la mano tenendo il polso morbido. Eminenza, replic Ashley, ricorrendo al suo pi cordiale accento del Sud, e afferr, pi che stringere, la mano del prelato, evitando di proposito di baciare l'anello. un piacere, davvero. Sapendo quanto occupato, apprezzo tantissimo che abbia trovato del tempo da dedicare a questo ragazzo di campagna, con un preavviso cos breve. Oh, la smetta, senatore, lo rimprover il cardinale. Rivederla una gioia, come sempre. La prego, sieda. Ashley si riadagi nella stessa posizione di prima. Carol arross di nuovo. Essere ignorata la imbarazzava quanto essere zittita. Si era aspettata che Ashley la presentasse, anche perch gli occhi del cardinale l'avevano scrutata in viso e le sopracciglia si erano leggermente inarcate, in un'espressione interrogativa. Torn anche lei a sedersi, mentre il cardinale avvicinava la sedia che stava dietro la scrivania. Padre Maloney rimase in piedi accanto alla porta.

Per rispetto ai suoi molti impegni, cominci Ashley, credo che dovrei arrivare subito al dunque. Sentendosi stranamente invisibile, Carol guard i due uomini seduti vicino a lei. All'improvviso si accorse di quanto fossero simili nel carattere, nonostante le differenze nell'aspetto e al di l della comune attitudine al lavoro indefesso. Entrambi trovavano che confondere la linea di demarcazione fra stato e chiesa andasse a loro vantaggio; entrambi erano abili nelle lusinghe e coltivavano rapporti personali con le persone con le quali scambiavano favori nei loro rispettivi campi; entrambi nascondevano personalit dure, calcolatrici e dalla volont ferrea dietro maschere esteriori (l'umile prete, l'ingenuo ragazzo di campagna); entrambi proteggevano alacremente la propria autorit ed erano infatuati dall'esercizio del potere. sempre meglio essere diretti, approv il cardinale. Sedeva ben eretto, con le mani paffute attorno alla papalina che si era tolta, rivelando una testa quasi completamente calva. A Carol parve di vedere due schermidori che girano in tondo, guardinghi. Mi dispiaciuto enormemente vedere la chiesa cattolica assediata a questo modo, continu Ashley. L'attuale scandalo sessuale ha richiesto il suo pedaggio, in particolare per la divisione fra i suoi ranghi e una guida anziana e sofferente a Roma. Sono rimasto sveglio la notte, tormentandomi per trovare un modo in cui essere d'aiuto. Carol dovette trattenersi dal roteare gli occhi. Conosceva fin troppo bene i veri sentimenti del senatore nei confronti della chiesa cattolica. Congregazionalista e fondamentalista com'era, nutriva ben poco rispetto per qualsiasi religione gerarchica, e secondo lui la chiesa cattolica era la pi gerarchica. Apprezzo la sua solidariet, rispose il prelato, e provo un simile dispiacere per il Congresso, in seguito alla tragedia dell'11 settembre. Anch'io mi sono tormentato su come aiutare al meglio. La sua guida spirituale un aiuto costante. Vorrei fare di pi. Il mio cruccio per la chiesa che un numero relativamente piccolo di preti con un arresto nello sviluppo psicosessuale abbia potuto mettere a rischio l'intera organizzazione filantropica. Ci che proporrei, in cambio di un piccolo favore, di introdurre una legge per limitare la responsabilit legale degli enti benefici, dei quali la chiesa cattolica un fulgido esempio.

Per qualche minuto, nella stanza regn il silenzio. Carol colse, per la prima volta da quando vi era entrata, il ticchettio di un orologio sulla scrivania e i rumori attutiti del traffico su Madison Avenue. Osserv il volto del cardinale, la cui espressione era rimasta immutata. Una tale legge sarebbe di grande aiuto nell'attuale crisi, osserv infine il prelato. Per quanto ogni episodio di abuso sessuale sia grave per la vittima, non dovremmo togliere il sostegno a tutte quelle anime che dipendono dalla chiesa per la loro salute, i loro bisogni educativi e spirituali. Come diceva mia madre: 'Non dovremmo gettar via il bambino con l'acqua sporca del bagno'. Che probabilit ci sono che un simile disegno di legge passi? Con il mio appoggio, che sicuramente dar, direi pi del cinquanta per cento. Quanto al presidente, penso che sarebbe felice di trasformarlo in legge. un uomo di grande fede, fortemente convinto della necessit di istituzioni benefiche religiose. Sono certo che il Santo Padre sarebbe grato del suo appoggio. Sono un servitore della gente. Di tutte le razze e tutte le religioni. Lei ha accennato a un piccolo favore. qualcosa di cui dovrei essere al corrente adesso? Oh, una piccola cosa. Ha a che fare pi che altro con la memoria di mia madre. Era cattolica. Glielo avevo mai detto? Non penso. Carol evoc di nuovo l'immagine dei due schermidori che parano e rispondono. Cattolica fino al midollo, aggiunse Ashley. Proveniva dalla campagna, appena fuori Dublino, ed era una donna davvero molto religiosa. Presumo, da come ne parla, che stata chiamata a s dal Creatore. Purtroppo s, conferm Ashley. Esit un attimo, come se l'emozione lo soffocasse. Parecchi anni fa, pace all'anima sua, quando io non ero pi alto di un soldo di cacio. Era una storia che Carol conosceva. Una notte, dopo una lunga seduta al Senato, era andata con lui in un bar del Campidoglio. Dopo qualche bourbon, il senatore era diventato particolarmente loquace e le aveva raccontato la triste storia. Sua madre era morta quando lui aveva nove anni, in conseguenza di un aborto clandestino a cui si era sottoposta per non avere il decimo figlio. Ironia della sorte, uno dei motivi che l'aveva spinta a quella decisione era la paura di morire durante il parto, dato che nel dare alla luce

il nono figlio aveva avuto delle complicazioni. Il padre di Ashley aveva fatto fuoco e fiamme, dicendo alla famiglia e alla congregazione che quella donna era stata dannata all'inferno per l'eternit. Vuole che dica una messa per la sua anima? domand il cardinale. Sarebbe molto generoso, rispose Ashley, ma non era questo che avevo in mente. Ancora oggi, mi ricordo di quando sedevo sulle sue ginocchia ad ascoltare tutte le cose meravigliose che mi raccontava sulla chiesa cattolica. E, in particolare, mi ricordo di ci che diceva sulla miracolosa Sacra Sindone, che lei aveva tanto a cuore. Per la prima volta, sul viso paffuto l'espressione cambi. Fu un mutamento quasi impercettibile, ma Carol cap che era dovuto alla sorpresa. La Sindone ritenuta una reliquia oltremodo sacra, afferm il cardinale. Non posso essere pi d'accordo, convenne Ashley. Lo stesso Santo Padre ha dichiarato in via ufficiosa la propria convinzione che sia il sudario di Cristo. Mi fa piacere sentire che le convinzioni di mia madre sono confermate. Per tutti questi anni, per devozione al ruolo fondamentale che ha avuto per me, ho fatto studi sulla Sindone, seppure in modo dilettantesco. Ho appreso che da esso sono stati prelevati parecchi campioni, alcuni usati per eseguire dei test, altri no. So anche che la chiesa si fatta restituire quelli che non sono stati usati, dopo i risultati della datazione al carbonio. Ci che mi piacerebbe avere sarebbe un campione minuscolo... Ashley avvicin pollice e indice per sottolineare le sue parole ...di fibra intrisa di sangue fra quelli che sono stati restituiti alla chiesa. Il cardinale si appoggi al rigido schienale della sedia e scambi una rapida occhiata con padre Maloney. una richiesta molto insolita, comment. Comunque, la chiesa stata chiarissima al riguardo: non ci devono essere altri test sulla Sindone, se non per assicurarne la conservazione. A me non interessa sottoporla a test, afferm Ashley categoricamente. Allora perch ne vuole un campione? Per mia mamma. In tutta sincerit, vorrei deporlo nell'urna che contiene le sue ceneri, la prossima volta che torno a casa, in modo che l'Ostia Divina si mescoli con i suoi resti. L'urna sta vicino a quella di mio padre, sulla mensola del camino nella vecchia casa di campagna. Carol dovette reprimere una risata di scherno per come il senatore sapeva mentire con facilit e in modo convincente. La notte in cui le aveva narrato la storia della sua povera mamma, le aveva anche detto che suo padre

non aveva voluto che fosse sepolta nel cimitero della chiesa, e la sepoltura era avvenuta in terreno sconsacrato. Credo, aggiunse Ashley, che, se avesse potuto esprimere un desiderio, sarebbe stato questo, perch la sua anima immortale fosse aiutata a entrare nell'eterno paradiso. Il cardinale sollev lo sguardo su padre Maloney. Io non ne so niente di questi campioni restituiti. E lei? Nemmeno io, eminenza, ma potrei scoprire qualcosa. L'arcivescovo Manfredi, che lei conosce molto bene, stato insediato a Torino. E l c' anche monsignor Garibaldi, che una mia buona conoscenza. Il cardinale riport lo sguardo su Ashley. Si accontenterebbe solo di poche fibre? tutto ci che chiedo. Anche se devo aggiungere che le vorrei prima possibile, dato che intendo fare una visita a casa nell'immediato futuro. Se questo frammento si rendesse disponibile, come glielo faremmo avere? Invierei immediatamente un incaricato a Torino, rispose prontamente Ashley. Non il tipo di cosa che affiderei alla posta o a un corriere commerciale. Vedremo ci che posso fare, gli assicur il cardinale, alzandosi. E presumo che lei presenter presto il disegno di legge a cui ha accennato. Si alz anche Ashley. Luned mattina, eminenza, se per allora avr notizie da parte sua. Le scale richiedevano uno sforzo notevole e il cardinale le affront lentamente, fermandosi spesso per riprendere fiato. Il problema principale era che, bardato com'era, tutti quegli strati di stoffa gli gravavano addosso surriscaldandolo, soprattutto quando saliva per recarsi nei suoi appartamenti privati. Era seguito a ruota da padre Maloney, che si fermava ogni volta assieme a lui. Tenendosi alla balaustra, butt fuori l'aria e si pass la mano libera sulla fronte. C'era un ascensore, ma lo evitava: era una specie di penitenza. C' qualcosa che posso prendere per lei, eminenza? si offr padre Maloney. Potrei portargliela gi per evitarle di salire questi scalini cos ripidi. stato un pomeriggio stancante. Grazie, Michael, rispose lui, ma devo rinfrescarmi un po', se voglio reggere fino alla fine della cena con il sindaco e il cardinale in visita. Quando vuole che contatti Torino? domand ancora padre Maloney,

approfittando della pausa. Stasera, dopo mezzanotte, rispose il cardinale, un po' ansante. Saranno le sei, ora locale, e potr trovarli prima della messa. una richiesta sorprendente, se posso dirlo, eminenza. Davvero! Sorprendente e curiosa! Se le informazioni del senatore sui campioni sono esatte, e mi sorprenderebbe se non lo fossero, conoscendo il tipo, dovrebbe essere una richiesta facile da accontentare, dato che non occorrerebbe toccare la Sindone. Ma, nella sua conversazione con Torino, sia certo di sottolineare che tutto deve restare assolutamente segreto. Niente documentazione, di nessun genere. Sono stato chiaro? Perfettamente. Lei, eminenza, ha dei dubbi sull'uso del campione che dice di voler fare il senatore? Questa la mia unica preoccupazione, ammise il cardinale, e trasse un profondo respiro, dopo di che ricominci la faticosa salita. Il senatore un maestro del mercanteggiamento. Sono sicuro che non vuole il campione per eseguire qualche test non autorizzato, ma potrebbe scambiare dei favori con qualcuno che invece lo farebbe. Il Santo Padre ha decretato ex cathedra che la Sindone non deve essere pi sottoposta a ulteriori indegnit scientifiche, e io sono completamente d'accordo. Ma, oltre a ci, credo che sia una nobile causa scambiare qualche fibra sacra con la possibilit di assicurare la vitalit economica della chiesa. Lei d'accordo, padre? In tutto e per tutto. Raggiunsero la sommit delle scale e fu necessaria una nuova pausa, per riprendere fiato. Pensa che il senatore far ci che ha promesso, riguardo al disegno di legge, eminenza? Assolutamente s! Non c'era stato un attimo di esitazione. Il senatore adempie sempre la sua parte del patto. Per esempio, stato determinante nel programma per i buoni scolastici che salver le nostre scuole parrocchiali. In cambio, ho visto che ha ottenuto il voto dei cattolici nella sua ultima rielezione. , come si dice, un'evidente situazione dove tutti vincono. Ma quest'ultimo scambio non del tutto chiaro. Di conseguenza, se andr in porto voglio che lei si rechi a Torino per sapere chi prender il campione e poi lo segua per vedere a chi verr consegnato. In questo modo, potremo anticipare qualsiasi effetto negativo. Eminenza! Non posso pensare a un incarico pi gradevole! Padre Maloney! Questa una commissione seria, non destinata al suo divertimento. Mi aspetto impegno e discrezione assoluti.

Naturale, eminenza! Non intendevo alludere a niente di meno. 8 Venerd 22 febbraio 2002 - ore 19.25 Oh, accidenti! borbott Stephanie, dopo aver dato un'occhiata all'orologio. Erano quasi le sette e mezzo! Si stupiva sempre per come il tempo volava, quando era concentrata. E quel pomeriggio lo era stata senza interruzione. Dapprima, in libreria, si era lasciata assorbire dai libri sulla Sindone e poi, in ufficio, per l'ultima mezz'ora, era rimasta ipnotizzata davanti al computer. Era rientrata in sede poco prima delle sei e non vi aveva trovato nessuno. Presumendo che Daniel fosse andato a casa, si era seduta alla sua scrivania improvvisata e con l'aiuto di Internet era approdata a un paio di archivi di giornali, impegnandosi a scoprire che cosa era accaduto alla Wingate Clinic poco meno di un anno prima. Era stata una lettura interessante, anche se inquietante. Infil il portatile nella morbida custodia, afferr il sacchetto di plastica della libreria e si infil il giaccone. Sulla porta del laboratorio spense le luci e dovette procedere alla cieca attraverso la reception, gi al buio. Una volta in strada, si diresse verso Kendall Square. Camminava tenendo la testa piegata contro il vento tagliente. Come era tipico del New England, c'era stato un repentino cambiamento climatico rispetto al primo pomeriggio. Con il vento che ora spirava da nord anzich da ovest, la temperatura era scesa precipitosamente sotto lo zero, dai cinque-sei gradi di prima. Assieme al vento arrivavano raffiche di neve che avevano rivestito la citt come se fosse cosparsa di zucchero a velo. A Kendall Square prese la Linea Rossa sotterranea e scese ad Harvard Square, zona a lei familiare dagli anni dell'universit. Come al solito e nonostante il freddo, la piazza era ravvivata dalla presenza degli studenti e da chi gravitava attorno a quell'ambiente. C'era perfino qualche musicista di strada che sfidava i rigori del clima. Con le dita blu facevano serenate ai passanti. Stephanie prov compassione per loro, tanto da lasciare un po' di dollari nei loro cappelli capovolti, mentre si dirigeva in Eliot Square. Quando prese per Brattle Street si lasci alle spalle le luci e il trambusto. Rasent una sezione del Radcliff College e la famosa Longfellow House, ma non prov alcuna emozione per ci che la circondava, impegnata co-

m'era a rimuginare su ci che aveva appreso nelle precedenti tre ore e mezzo e non vedeva l'ora di condividerlo con Daniel. Le interessava anche sapere che cosa aveva scoperto lui. Erano le otto passate quando sal i gradini di ingresso dell'edificio tardo vittoriano il cui secondo e ultimo piano era occupato completamente dall'appartamento di Daniel. Lo aveva comperato nel 1985, quando era tornato ad Harvard. Era stato un anno importante per lui: non solo aveva lasciato il lavoro alla Merck, ma anche la moglie, dopo cinque anni di matrimonio. A Stephanie aveva spiegato che si sentiva soffocare da entrambi. Sua moglie era un'infermiera che aveva conosciuto nel periodo in cui lavorava come interno e contemporaneamente faceva il dottorato, impresa che secondo Stephanie era come correre una maratona dopo l'altra. La sua ex moglie, le aveva detto, era una sgobbona ed essere sposato con lei lo aveva fatto sentire come Sisifo, sempre a spingere una pietra su per la collina. Inoltre aveva aggiunto che era troppo pignola e si aspettava che lo fosse anche lui. Stephanie non sapeva che cosa pensare di entrambe le spiegazioni, ma non aveva indagato oltre. Era grata al destino che non avessero figli, cosa che la ex moglie aveva desiderato disperatamente. Sono a casa! grid, dopo aver spinto la porta con il sedere. Intanto appoggi il portatile e il sacchetto della libreria sulla minuscola mensola dell'ingresso e pot togliersi il giaccone, per appenderlo. C' nessuno? Era entrata nel guardaroba, e la sua voce rimaneva attutita. Finito di appendere il giaccone, si volt e ricominci a chiamare, ma la sagoma di Daniel che riempiva il vano della porta la spavent. Il suono che le usc dalle labbra fu poco pi di un pigolio. Dove diavolo sei stata? le chiese. Lo sai che ore sono? Circa le otto, riusc a rispondere Stephanie. Si mise una mano sul petto. Non avvicinarti di soppiatto in questo modo! Perch non hai telefonato? Stavo per chiamare la polizia. Oh, dai! Lo sai come sono, quando mi trovo in una libreria. Sono entrata anche in un'altra. In tutte e due mi sono ritrovata stravaccata nella corsia, a leggere e cercare di decidere che cosa comperare. Poi, quando sono rientrata in ufficio, volevo approfittare della connessione in banda larga. Come mai non avevi il cellulare acceso? Ho provato a chiamarti una dozzina di volte. Perch ero in libreria, e poi, quando sono tornata in ufficio, non mi venuto in mente. Ehi! Mi spiace se eri preoccupato per me, d'accordo? Ma adesso sono a casa, sana e salva. Che cosa hai preparato per cena?

Molto divertente, ringhi Daniel. Rilassati! esclam Stephanie, dandogli uno scherzoso strattone alla giacca. Apprezzo il tuo interesse, davvero, ma sto morendo di fame e probabilmente anche tu. Che ne dici se torniamo alla piazza? Potresti chiamare il Rialto, mentre io faccio una doccia lampo. venerd sera, ma ora che arriviamo l non dovremmo avere problemi. Va bene, disse Daniel con riluttanza, come se acconsentisse a qualche impresa gravosa. Fu solo alle nove e mezzo che entrarono al Rialto e trovarono un tavolo pronto ad aspettarli. Vista la fame, guardarono subito il menu e ordinarono rapidamente. Dietro loro richiesta, il cameriere port subito il vino e l'acqua frizzante e del pane per tenere a freno la fame. Bene, chi vuole parlare per primo? chiese Stephanie appoggiandosi allo schienale della sedia. Potrei farlo io, dato che non ho tanto da riferire, ma quel poco che ho incoraggiante. Ho telefonato alla Wingate Clinic, che mi sembra ben attrezzata per il nostro scopo, e ci lasceranno usare le loro strutture. Ci siamo gi messi d'accordo sul prezzo: quarantamila. Uau! esclam Stephanie. S, lo so, un po' caro, ma non volevo mercanteggiare. All'inizio, dopo averli informati che non avrebbero tratto vantaggio dalla nostra collaborazione a scopi pubblicitari, temevo che la cosa non andasse in porto. Per fortuna, hanno accettato. Be', non sono soldi nostri, e di certo ne abbiamo abbastanza. E per la questione degli oociti? Questa la parte migliore. Mi hanno detto che possono fornirci oociti umani senza alcun problema. Quando? Loro dicono quando vogliamo noi. Mio Dio! Questo scatena un po' di curiosit. A caval donato non si guarda in bocca. E per il neurochirurgo? Nessun problema nemmeno per quello. Sull'isola ce ne sono diversi in cerca di lavoro. L'ospedale locale possiede l'attrezzatura stereotassica. Incoraggiante. Infatti. Le mie notizie sono buone e cattive. Quali vuoi sapere prima? Quanto sono cattive quelle cattive?

Tutto relativo. Non abbastanza cattive da precludere quello che stiamo progettando, ma abbastanza da consigliarci di essere prudenti. Sentiamole, allora, cos poi potremo andare avanti. I dirigenti della Wingate Clinic sono peggio di come ricordavo. A proposito, con chi hai parlato quando hai telefonato alla clinica? Con due di loro: Spencer Wingate in persona e il suo maggiordomo, Paul Saunders. E devo dirti che sono un paio di pagliacci. Figurati che si scrivono e si pubblicano da soli la loro presunta rivista scientifica. Intendi che non c' un comitato scientifico? Questa la mia impressione. ridicolo, a meno che qualcuno si abboni alla rivista e prenda per vangelo tutto quello che contiene. Proprio quello che penso anch'io. Be', sono molto peggio che dei pagliacci, spieg Stephanie. E i loro crimini sono ben peggiori che aver eseguito esperimenti non etici di clonazione riproduttiva. Ho consultato gli archivi dei giornali, in particolare quello del Boston Globe, per informarmi su ci che accaduto lo scorso maggio, quando la clinica stata improvvisamente traslocata all'estero, alle Bahamas. Ti ricordi che ieri sera, a Washington, ti avevo accennato che erano stati implicati nella sparizione di due studentesse di Harvard? Ebbene, stato ben pi che un semplice coinvolgimento, stando a un paio di testimoni che a loro volta erano candidate al dottorato ad Harvard. Erano riuscite a farsi assumere nella clinica per indagare sul destino degli ovuli che avevano donato. Durante le loro indagini, hanno scoperto molto di pi di quanto si aspettavano. A un'udienza del gran giur hanno dichiarato di aver visto le ovaie delle donne sparite in ci che hanno chiamato la 'sala organi' della clinica. Buon Dio! esclam Daniel. Come mai quelli della Wingate non sono stati indiziati, con una testimonianza simile? Mancanza di prove, e un'quipe di difesa costosissima. A quanto pare, i dirigenti avevano pronto un piano di evacuazione che comprendeva l'immediata distruzione della clinica e dei suoi contenuti, in particolare i laboratori di ricerca. Tutto scomparso in un vortice di fiamme, mentre i dirigenti fuggivano in elicottero. Quindi non c' stata un'accusa formale. Per ironia della sorte, senza un'accusa hanno potuto ottenere il risarcimento dell'assicurazione per l'incendio. Allora, che cosa ne pensi di tutto questo? Semplicemente che non sono delle brave persone e che dovremmo li-

mitare i nostri contatti con loro. Dopo quello che ho letto, mi piacerebbe sapere l'origine degli ovuli che ci forniranno, tanto per essere sicura che non favoriamo qualcosa di illecito. Non credo che sarebbe una buona idea. Abbiamo gi deciso che imboccare la strada dell'etica sarebbe un lusso che non ci possiamo permettere, se vogliamo salvare la CURE e la ROTS. Fare domande su questo argomento potrebbe causare problemi, e non voglio rischiare di non avere a disposizione le loro attrezzature. Come ho detto, non erano tanto entusiasti, dopo che ho negato l'utilizzo del nostro coinvolgimento a scopi pubblicitari. Stephanie giocherell con il tovagliolo mentre soppesava le parole di Daniel. Non le piaceva per niente avere a che fare con la Wingate Clinic, ma era vero che loro due non avevano altra scelta, con i limiti di tempo a cui erano soggetti. Come era anche vero che stavano gi violando l'etica, accettando di curare Butler. Allora, che cosa ne dici? la spron Daniel. Ce la fai a sopportarlo? Suppongo di s, rispose lei senza entusiasmo. Eseguiremo la procedura e ce la batteremo in tutta fretta. Il piano questo. Adesso forza! Quali sono le buone notizie? Riguardano la Sindone. Sono tutt'orecchi. Questo pomeriggio, prima di andare in libreria, ti ho detto che la storia riguardante la sacra reliquia era molto pi interessante di quanto immaginassi. Ebbene, stato l'understatement dell'anno. Come mai? Ci che penso, al momento, che Butler potrebbe non essere cos folle, dopotutto, perch quel sudario potrebbe benissimo essere autentico. un cambiamento di rotta sorprendente, considerato quanto sono scettica. Daniel annu. Quasi quanto lo sono io. Stephanie lo scrut nella speranza che quelle parole fossero accompagnate da qualche parvenza di umorismo, come un sorriso sarcastico, ma non era cos. Prov una punta di irritazione davanti al fatto che Daniel dovesse essere sempre un po' 'di pi' rispetto a lei, quale che fosse l'argomento. Sorb un sorso di vino per scrollarsi di dosso il disagio. Comunque, continu, ho cominciato a leggere il materiale in libreria e ho avuto difficolt a fermarmi: non vedo l'ora di immergermi nel libro che ho comperato. Lo ha scritto uno studioso di Oxford che si chiama Ian Wilson. Inoltre, domani dovrebbero arrivarmi i libri che ho ordinato on line.

Si interruppe quando arriv il cameriere con le ordinazioni. Lei e Daniel lo guardarono impazienti mentre li serviva. Quando finalmente si fu allontanato, Daniel ammise: Va bene, hai stimolato la mia curiosit. Raccontami della tua incredibile scoperta. Ho iniziato a leggere basandomi sul fatto che la Sindone era stata datata al carbonio da tre diversi laboratori e il responso era il tredicesimo secolo, lo stesso secolo in cui ha fatto la sua comparsa. Conoscendo la precisione della tecnologia usata, non credevo che la mia convinzione potesse venir messa in dubbio, cosa che avvenuta quasi immediatamente. Il motivo semplice. Se quel sudario risale al tredicesimo secolo, allora chi lo ha fatto doveva essere incredibilmente molto pi ingegnoso di Leonardo da Vinci. Dovrai spiegarmi, bofonchi Daniel tra un boccone e l'altro. Stephanie si era interrotta per iniziare a mangiare. Cominciamo con qualche motivo pi sottile per cui il falsario doveva essere superumano per quel periodo, e poi passeremo a quelli pi convincenti. Come prima cosa, avrebbe dovuto conoscere l'uso della prospettiva nell'arte, cosa che non era ancora stata scoperta. L'immagine dell'uomo sul lenzuolo aveva le gambe piegate e la testa china in avanti, probabilmente nel rigor mortis. Questo non tremendamente convincente, osserv Daniel. Senti qua: il falsario avrebbe dovuto conoscere il vero metodo di crocifissione usato dai romani nei tempi antichi. Era in contrasto con tutte le descrizioni artistiche che sono arrivate a noi dal tredicesimo secolo, e ce n'erano centinaia di migliaia. In realt, erano i polsi del condannato a essere inchiodati alle braccia della croce, non i palmi, che non avrebbero retto il suo peso. Inoltre, la corona di spine non aveva la forma ad anello, ma pi a calotta. Daniel annu varie volte. E pensa: le macchie di sangue bloccano l'immagine sul tessuto, significando che questo scaltro artista ha cominciato con quelle chiazze e poi ha fatto l'immagine, che il processo inverso di come lavorano tutti gli artisti. Come prima cosa si disegna l'immagine, o per lo meno il contorno, quindi i dettagli come il sangue verrebbero aggiunti dopo, per essere sicuri di collocarli al posto giusto. Interessante, ma anche questo lo metterei nella stessa categoria della prospettiva. Andiamo avanti. Nel 1979, quando il sudario stato sottoposto per

cinque giorni all'esame scientifico da parte di scienziati provenienti da Stati Uniti, Svizzera e Italia, stato stabilito inequivocabilmente che l'effigie non era stata dipinta. Non c'erano tracce di pennellate, c'era un'infinita gradazione di intensit e l'immagine era un fenomeno solo superficiale, senza assorbimento, e questo significa che non sono stati usati liquidi di alcun tipo. L'unica spiegazione che hanno trovato stata che l'origine di quell'effigie fosse dovuta a qualche tipo di ossidazione sulla superficie delle fibre di lino, come se fossero state esposte, in presenza di ossigeno, a un improvviso fascio di luce intensa o ad altre forti radiazioni elettromagnetiche. Ovviamente, tutto ci era vago e puramente speculativo. Va bene, convenne Daniel. Devo ammettere che ti stai avvicinando all'area delle prove convincenti. C' dell'altro, aggiunse Stephanie. Alcuni degli scienziati statunitensi che hanno esaminato il sudario nel 1979 erano della NASA e lo hanno analizzato con le tecnologie pi sofisticate allora disponibili, compresa un'attrezzatura conosciuta come analizzatore di immagini VP-8. Era un dispositivo analogico messo a punto per convenire le immagini digitali registrate sulla superficie della Luna e di Marte in riproduzioni tridimensionali. Con grande sorpresa di chiunque, l'effigie sul sudario contiene questo tipo di informazione, cio la densit dell'immagine in ogni punto direttamente proporzionale alla distanza dall'individuo crocifisso che aveva avvolto. Tutto sommato, avrebbe dovuto essere un falsario eccezionale per anticipare tutto questo, nel tredicesimo secolo. Puoi ben dirlo! Daniel scosse la testa sbalordito. Lasciami aggiungere un'altra cosa. I biologi specializzati in pollini hanno determinato che il sudario contiene biocellule provenienti solo da Israele e dalla Turchia, e questo significa che il nostro signor falsario avrebbe dovuto essere intraprendente, oltre che scaltro. Ma allora come mai i risultati della datazione al carbonio sono risultati errati? Domanda interessante. Stephanie si concesse un altro boccone e mastic in fretta. Nessuno lo sa per certo. C' chi ha suggerito che il lino antico tende a sostenere la continua crescita di batteri e questi si lasciano dietro una patina trasparente simile a vernice che distorcerebbe i risultati. Sembra che ci sia stato un problema simile con la datazione al carbonio di alcune mummie egiziane, la cui antichit si conosce con esattezza grazie ad altre fonti. Un'altra idea suggerita da uno scienziato russo che a distorcere i risul-

tati sia stato l'incendio che ha bruciacchiato il sudario nel sedicesimo secolo, anche se mi difficile capire come abbia potuto causare un errore di ben mille anni. E l'aspetto storico? domand Daniel. Se il sudario vero, come mai la sua storia risale soltanto fino al tredicesimo secolo, quando comparso in Francia? Anche questa una bella domanda. Quando mi sono messa a leggere il materiale al riguardo, mi sono mantenuta sugli aspetti scientifici e ho appena cominciato con quelli storici. Ian Wilson ha messo in relazione la Sindone con un'altra reliquia molto nota e venerata: bizantina ed chiamata il Mandylion di Edessa. rimasto a Costantinopoli per pi di trecento anni e, cosa alquanto interessante, sparito quando la citt stata saccheggiata dai crociati nel 1204. C' qualche prova documentaria che la Sindone e il Mandylion siano la stessa cosa? dove ho interrotto la lettura. Ma sembra probabile che una tale prova esista. Wilson cita un testimone oculare francese che aveva visto la reliquia bizantina prima della sua sparizione e l'aveva descritta nelle sue memorie come un lenzuolo funebre con la doppia impronta del corpo di Ges, il che fa pensare proprio alla Sindone. Se le due reliquie sono la stessa cosa, allora la storia la porta all'indietro, almeno fino al nono secolo. Capisco come mai tutto ci ha catturato il tuo interesse. affascinante. E, tornando alla scienza, se l'effigie non stata dipinta, quali sono le teorie sulla sua origine? Questa probabilmente la questione pi intrigante. Non esistono teorie. Dopo l'esame del 1979, sono stati eseguiti altri studi scientifici sul sudario? Tantissimi, rispose Stephanie. E non ci sono teorie? Nessuna che abbia resistito a ulteriori esami. Naturalmente, c' sempre la vaga idea di qualche tipo di bagliore dovuto a strane radiazioni... Stephanie lasci la frase in sospeso. Aspetta un momento! esclam Daniel. Non vorrai propinarmi qualche sciocchezza divina o soprannaturale, eh? Lei allarg le mani con i palmi in alto, mentre si stringeva nelle spalle e sorrideva. Adesso ho la sensazione che stai giocando con me. Daniel ridacchi.

Ti do l'opportunit di tirare fuori una teoria. Io? Stephanie annu. Non posso fare ipotesi senza avere accesso a tutti i dati. Presumo che gli scienziati che hanno esaminato il sudario abbiano usato cose come il microscopio elettronico, lo spettroscopio, la fluorescenza ultravioletta, come pure appropriate analisi chi miche. Tutto questo e di pi, conferm Stephanie e si mise pi comoda sulla sedia, con un sorriso provocatorio. Eppure, non stata ancora formulata una teoria accettabile su come si sia riprodotta l'effigie. un rebus. Ma su, da bravo! Non ti viene in mente niente, con i dettagli che ti ho fornito? Sei tu quella che ha fatto le letture. Credo che dovresti essere tu a tirar fuori un suggerimento. L'ho fatto. Non oso chiedere qual . Mi sono ritrovata a propendere verso la direzione del divino. Ecco il mio ragionamento: se la Sindone il sudario con il quale hanno sepolto Ges Cristo, e se lui risorto, intendendo con questo che passato dal materiale al non materiale, presumibilmente in un istante, allora il sudario dovrebbe essere stato soggetto all'energia della dematerializzazione. stato il lampo di energia che ha creato l'immagine. Che cosa diavolo l'energia della dematerializzazione? chiese Daniel, esasperato. Non ne sono sicura, ammise Stephanie con un sorriso. Ma esisterebbe un rilascio di energia con una dematerializzazione. Guarda l'energia rilasciata con il decadimento rapido degli elementi. Crea una bomba atomica. Suppongo di non doverti rammentare che stai utilizzando un ragionamento molto poco scientifico. Usi l'immagine del sudario per presumere la dematerializzazione, in modo da poter usare la dematerializzazione per spiegare il sudario. Non scientifico, ma per me ha senso. Stephanie rise. E ha senso anche per Ian Wilson, che descrive l'effigie sul sudario come un'istantanea della resurrezione. Be', se non altro, mi hai convinto a dare un'occhiata a quel tuo libro. Non fin quando non l'avr finito! Queste informazioni sulla Sindone hanno influito in qualche modo sulla tua reazione a usare le macchie di sangue per curare Butler?

Ho cambiato posizione di centottanta gradi, ammise Stephanie. A questo punto, sono d'accordo. Voglio dire, perch non arruolare il potenzialmente divino perch vada bene a tutti quanti? E, come hai detto quando eravamo a Washington, usare il sangue della Sindone aggiunger un po' di sfida e di eccitazione, oltre a fungere da magnifico placebo. Daniel sollev la mano e lui e Stephanie si diedero il cinque attraverso la tavola. Che ne dici di un dessert? le chiese. No, per me no. Ma se tu lo vuoi, io prender un espresso decaffeinato. Daniel scosse la testa. No, non va neanche a me. Andiamo a casa. Voglio vedere se c' qualche messaggio e-mail dalla societ di investimento. Fece cenno al cameriere di portare il conto. E io voglio vedere se c' qualche messaggio di Butler. L'altra cosa che ho appreso a proposito della Sindone che avremo decisamente bisogno del suo aiuto per ottenerne un campione. Da soli non ci riusciremmo. La chiesa l'ha sigillata sotto stretta sorveglianza, dentro una teca avveniristica in atmosfera di argon. Inoltre ha dichiarato categoricamente che non ci saranno altri esami. Dopo il fiasco con la datazione al carbonio, si capisce che non ne vogliano altri. Hanno mai fatto un'analisi del sangue? S. risultato di tipo AB, che era molto pi comune di ora nel Medio Oriente dell'antichit. E del DNA? Anche quella. Hanno isolato diversi frammenti specifici di geni, compresa una betaglobulina dal cromosoma 11 e anche un'amelogenina Y dal cromosoma Y. Bene, siamo a cavallo! esclam Daniel. Se mettiamo le mani su un campione, sar una passeggiata ricavarne i segmenti che ci servono. Sar bene che le cose accadano in fretta, lo avvert Stephanie. Altrimenti non avremo le cellule in tempo per la pausa al Senato. Questo lo so. Daniel riprese la carta di credito dal cameriere e firm la ricevuta. Se ci sar di mezzo la Sindone, ci toccher andare a Torino nei prossimi giorni. Quindi Butler far meglio a darsi da fare! Una volta ottenuto il campione, potremo volare direttamente a Nassau da Londra con la British Airway. Ho controllato i voli stasera, prima che tu arrivassi a casa. Il lavoro sulle cellule non lo faremo nel nostro laboratorio? Purtroppo no. Gli ovuli sono laggi, non qua, e non voglio correre il ri-

schio di farmeli spedire, e inoltre li voglio freschi. Speriamo che il laboratorio della Wingate sia bene attrezzato come dicono, perch faremo tutto l. Questo significa che partiremo fra pochi giorni e staremo via un mese o pi. Infatti. C' qualche problema? Suppongo di no. Non un brutto periodo per trascorrere un mese alle Bahamas. Peter pu mandare avanti le cose al laboratorio. Per dovr andare a casa domani o domenica a trovare mia madre. Sta poco bene, lo sai. Farai meglio ad andarci al pi presto. Se da Butler arriva l'okay per il campione della Sindone, dovremo partire. 9 Sabato 23 febbraio 2002 - ore 14.45 Durante un'altra deludente telefonata ai potenziali finanziatori della CURE, Daniel pens di capire vagamente che cosa significasse soffrire di psicosi maniaco-depressiva. Appena prima della chiamata si sentiva al settimo cielo, davanti al taccuino su cui aveva annotato il programma per il mese seguente. Con Stephanie, che ora si era entusiasmata all'idea di curare Butler e di usare il sangue della Sindone, le cose cominciavano ad andare a posto. Quella mattina insieme avevano buttato gi una dichiarazione per Butler e gliel'avevano spedita per e-mail con le istruzioni di firmarla, con Carol Manning come testimone, e di restituirla per fax. Quando Stephanie era sparita nel laboratorio per controllare la coltura di fibroblasti di Butler, Daniel si era convinto che le cose stavano filando lisce ed era quindi ragionevole chiamare direttamente il dirigente della finanziaria che si occupava del suo caso, nella speranza di fargli cambiare idea. Ma quello, seccato, gli aveva detto di non richiamare a meno che non potesse fornirgli una prova scritta che la ROTS non sarebbe stata messa fuori legge. Aveva anche aggiunto che, se tale documentazione non fosse arrivata nell'immediato futuro, i soldi destinati alla CURE sarebbero stati trasferiti a un'altra promettente ditta operante nel settore biotech, la cui propriet intellettuale non era politicamente a rischio. Daniel si accasci sulla poltroncina, facendo scivolare i fianchi fin sull'orlo in modo precario, e appoggi la testa all'indietro sullo schienale. L'i-

dea di tornare all'universit, dove avrebbe avuto un posto stabile malpagato e dove tutto procedeva a un passo lento e noiosamente prevedibile, lo attirava sempre di pi. Cominciava a detestare i precipitosi alti e bassi nei suoi tentativi di raggiungere lo status di persona ricca e famosa che si meritava. Era offensivo che le star del cinema dovessero solo imparare qualche frase a memoria e gli atleti famosi mostrare un'abilit tutta muscoli con una mazza o una palla per ottenere ricchezza e attenzione a iosa. Con le sue credenziali e con la brillante scoperta che aveva fatto, era paradossale che dovesse subire quegli sforzi penosi, con tutta l'ansia che vi era associata. Stephanie si affacci alla porta. Indovina? cinguett con vivacit. Le cose stanno andando alla grande con la coltura dei fibroblasti. Grazie all'atmosfera al cinque per cento di biossido di carbonio e aria, comincia gi a formarsi un monostrato. Le cellule saranno pronte prima di quanto sperassi. Splendido! comment Daniel in tono depresso. Che cosa c', adesso? Stephanie entr nella stanza e si sedette. Hai l'aria di cadere a terra da un momento all'altro. Come mai quel muso lungo? Non chiederlo! sempre la stessa storia sui soldi, o meglio, sulla mancanza di soldi. Suppongo che tu abbia telefonato di nuovo a quelli della societ finanziaria. Come sei perspicace! Adesso il tono era sarcastico. Santo cielo! Perch vuoi torturarti? Cos, adesso pensi che me le vado a cercare! S, se continui a chiamarli. Da quanto avevi detto ieri, le loro intenzioni sono piuttosto chiare. Ma il progetto Butler sta andando avanti. La situazione si evolve. Stephanie chiuse per un attimo gli occhi e respir a fondo. Daniel, cominci, chiedendosi quali parole usare per non irritarlo, non ti puoi aspettare che gli altri vedano il mondo nello stesso modo in cui lo vedi tu. Sei un uomo brillante, forse fin troppo intelligente. Gli altri non vedono il mondo come te perch non sono capaci di pensare come te. Vuoi fare la condiscendente con me? Daniel guard la sua amante, collaboratrice scientifica e socia in affari. Ultimamente, con lo stress degli eventi pi recenti, era pi le ultime due cose che la prima. Santo cielo, no! esclam lei con enfasi. Prima che potesse continuare,

squill il telefono. Il suono rauco nell'ufficio silenzioso fece trasalire entrambi. Daniel allung una mano, ma non sollev il ricevitore. Guard Stephanie. Aspetti una telefonata? Lei scosse la testa. Chi che telefona in ufficio di sabato? si stup Daniel. Lui aveva chiamato il dirigente della finanziaria, ma l'aveva considerata una specie di emergenza. Forse Peter. in laboratorio. Daniel sollev il ricevitore e rispose con l'intero nome della loro ditta, invece di usare la sigla. Cellular Replacement Enterprises, annunci con tono ufficiale. Parla il dottor Spencer Wingate, della Wingate Clinic. Chiamo da Nassau e vorrei parlare con il dottor Daniel Lowell. David fece cenno a Stephanie di andare alla reception e mettersi al telefono di Vicky, poi disse chi era. Non mi aspettavo che rispondesse lei, dottore, comment Spencer. La nostra centralinista non viene di sabato. Oh, accipicchia! Spencer rise. Non mi ero accorto che fossimo nel weekend. Dato che abbiamo aperto le nostre strutture di recente, lavoriamo tutti ventiquattr'ore al giorno, sette giorni alla settimana. Molte scuse se la disturbo. Non mi disturba assolutamente. Daniel sent un leggero clic, quando Stephanie si inser sulla linea. C' qualche problema riguardo la nostra chiacchierata di ieri? Al contrario, lo rassicur Spencer. Temevo semmai che ci fosse qualche ripensamento da parte sua. Aveva detto che avrebbe richiamato ieri sera o oggi, al pi tardi. Ha ragione. Mi spiace. Aspettavo di sapere qualcosa sul versante Sindone, per cominciare a mettere tutto in moto. Mi scuso per non averla richiamata. Non occorre scusarsi. Comunque, l'ho chiamata anche per dirle che ho gi parlato con un neurochirurgo, il dottor Rashid Nawaz, che ha uno studio a Nassau. pakistano e si formato a Londra, dove mi hanno assicurato che molto dotato. Ha anche avuto un po' di esperienza con gli impianti di cellule fetali come assistente, durante la sua formazione, e non vede l'ora di collaborare. anche disposto a occuparsi lui dell'attrezzatura stereotassica da chiedere in prestito al Princess Margaret Hospital.

Gli ha accennato all'importanza della discrezione? Certamente, ed d'accordo. Meraviglioso. Ha parlato anche del suo onorario? S. Sembra che i suoi servigi costeranno un po' pi di quanto pensavo, forse a causa della discrezione richiesta. Vorrebbe mille dollari. Daniel rest per un attimo in dubbio se dovesse fare uno sforzo per mercanteggiare. Mille dollari erano decisamente pi dei due o trecento che avevano calcolato inizialmente. Ma il denaro non era suo, e alla fine disse di stringere l'accordo. Si sa per quando potremo aspettarvi? gli domand Spencer. Al momento no. Ve lo far sapere appena potr. Perfetto. Gi che ci siamo sentiti, ci sarebbe qualche dettaglio di cui mi piacerebbe discutere. Ma certo. Come prima cosa, vorremmo un acconto per la met del compenso pattuito. Potrei mandarle le istruzioni per fax. Vuole il denaro immediatamente? Ci piacerebbe averlo non appena sapremo la data precisa del vostro arrivo. Ci render possibile cominciare a mettere insieme il personale necessario. Sar un problema? Suppongo di no. Bene. L'altra cosa che gradiremmo avere istruzioni sulla ROTS per il nostro personale, in particolare per il dottor Paul Saunders, come pure l'opportunit di discutere con lei un futuro accordo di brevetto per la ROTS e le tariffe per le sonde e gli enzimi richiesti. Daniel esit. Il suo intuito gli diceva che volevano sfruttarlo perch il giorno prima aveva acconsentito troppo in fretta al compenso richiesto. Si schiar la gola. Non ho problemi se il dottor Saunders vuole assistere, ma quanto al brevetto temo di non avere la libert di soddisfare tale richiesta. La CURE ha un consiglio direttivo che dovrebbe essere d'accordo su trattative di questo tipo, tenendo pienamente conto di chi possiede le quote. Ma, essendone l'attuale direttore generale, posso prometterle che in futuro affronteremo l'argomento, e il vostro aiuto nell'attuale situazione verr preso in considerazione. Forse chiedevo un po' troppo, ammise amabilmente Spencer. Ridacchi. Ma, come dice il proverbio: chiedere non costa nulla. Daniel sollev gli occhi al cielo, dovendo sopportare tali affronti.

Un'ultima cosa, aggiunse Spencer. Ci piacerebbe sapere il nome del o della paziente, in modo da poter avviare le procedure di ricovero e la cartella clinica. Vorremmo essere pronti per il suo arrivo. Non ci dovr essere cartella clinica. Il tono di Daniel era categorico. Ieri ho spiegato chiaramente che questa cura dovr rimanere nell'assoluta segretezza. Ma dobbiamo identificare il paziente per le analisi di laboratorio e cose simili. Chiamatelo 'paziente X', oppure John Smith. Non importa. Rimarr nella vostra clinica solo ventiquattr'ore al massimo. Noi saremo con lui per tutto il tempo e saremo noi a eseguire le analisi di laboratorio. E se le autorit locali facessero domande sul suo ricovero? probabile? No, suppongo di no. Ma se lo facessero, non sono sicuro di ci che dovremmo dire. Confido che, dopo l'esperienza che vi siete fatti nel trattare con le autorit durante la costruzione della clinica, saprete essere creativi. Questo compreso nel lauto compenso di quarantamila dollari. Assicuratevi che non facciano domande. Avremo bisogno di corrompere qualcuno. Magari se aumentaste di cinquemila potremmo garantire che non ci saranno problemi con le autorit. Daniel non rispose immediatamente, tutto preso com'era a controllare la collera. Detestava essere manipolato, soprattutto da un pagliaccio del calibro di Wingate. Va bene, acconsent infine, senza mascherare la propria irritazione. Ve ne manderemo ventiduemila e cinquecento. Ma esigo la sua assicurazione personale che questa operazione d'ora in poi andr avanti liscia e che non ci saranno altre richieste. Ha la mia assicurazione in quanto fondatore della Wingate Clinic che faremo ogni sforzo affinch la nostra collaborazione con voi sia all'altezza delle vostre aspettative e di completa soddisfazione. Mi rifar vivo entro breve. Ci saremo! L'urlo del jet fece tremare le pareti dell'ufficio di Spencer, mentre il Boeing intercontinentale 767 passava sulla Wingate Clinic a un'altezza di circa millecinquecento metri, preparandosi all'atterraggio. Grazie al pesante isolamento acustico, pi che udire il rumore si percepiva la vibrazione, sufficiente a far traballare l'esposizione di diplomi incorniciati che aveva

appeso al muro. Lui si era ormai abituato a quel tremore e non vi faceva pi caso, tranne che per raddrizzare distrattamente i diplomi. Come me la sono cavata? voci attraverso la porta spalancata. Paul Saunders comparve sulla soglia, dopo aver ascoltato la conversazione dal proprio ufficio. Be', cerchiamo di vedere gli aspetti positivi. Non sei riuscito a scoprire il nome del paziente, ma hai eliminato met dei ricchi e famosi del mondo: adesso sappiamo che un uomo. Molto divertente. Non ci aspettavamo che ci fornisse il nome su un vassoio d'argento. Ma gli ho fatto alzare l'offerta di altri cinquemila e gli ho strappato il consenso a lasciarti assistere all'operazione. Non male. Ma non lo hai forzato abbastanza sulla questione del brevetto. Era una cosa che poteva farci risparmiare un sacco di soldi, nella nostra terapia con le cellule staminali. Gi, per aveva un argomento valido. Gestisce una societ. Una societ privata, e scommetterei mille a uno che lui ad avere la maggior parte delle quote. Be', abbiamo un po' vinto e un po' perso. Non volevo spaventarlo troppo. Ricordati che era uno dei nostri timori: che si sentisse con il fiato sul collo e andasse da qualche altra parte. Ci ho ripensato un po' a questa nostra preoccupazione, ammesso che dica la verit sulla fretta che hanno. Probabilmente il nostro l'unico posto che pu fornirgli da un giorno all'altro un laboratorio di prim'ordine, le strutture ospedaliere e gli oociti umani senza fare domande. Ma non importa. Lo scopriremo lo stesso il nome del paziente, ne sono convinto. E prima lo scopriremo, meglio sar. Non posso essere pi d'accordo. E, a questo scopo, ho scoperto che Lowell oggi in ufficio, il che era il vero motivo della telefonata. Vero! E devo darti credito per questo. Appena hai riattaccato, ho chiamato Kurt Hermann per farglielo sapere. Ha detto che riferir immediatamente l'informazione al suo compatriota a Boston, in attesa di penetrare nell'appartamento di Lowell. Spero che quel compatriota, come lo hai chiamato tu, sia capace di muoversi con tatto. Se Lowell si spaventa o, peggio ancora, si fa male, tutta la cosa potrebbe andare in fumo. Mi sono raccomandato con Kurt in modo particolare. E lui che cosa ha detto? Lo sai che Kurt non dice molto. Ma capisce. Spero che tu abbia ragione, perch ci farebbe davvero comodo un gua-

dagno inatteso. Con quello che abbiamo speso per mettere in piedi questo posto e cominciare a farlo funzionare, abbiamo raschiato il fondo del barile e, a parte il nostro lavoro sulle cellule staminali, nel futuro immediato ci sono pochi affari basati sulla cura contro l'infertilit. Il dottor Wingate sembra proprio l'intrallazzatore che temevo, comment Stephanie quando rientr nell'ufficio di Daniel, dopo aver ascoltato la conversazione. Parla di corruzione come se fosse una cosa che capita tutti i giorni. Forse alle Bahamas funziona cos. Spero che sia basso, grasso e con un bitorzolo sul naso. Daniel scocc alla sua compagna uno sguardo confuso. Magari fuma una sigaretta dopo l'altra e ha l'alito cattivo, aggiunse lei. Di cosa diavolo stai parlando? Se l'aspetto esteriore di Spencer Wingate corrisponde all'idea che d di se stesso, forse non perder del tutto la fede nella professione medica. So che irrazionale, ma non voglio che assomigli alla mia immagine mentale di un medico. Mi spaventa pensare che esercita. E questo vale anche per i suoi soci. Oh, suvvia, Stephanie! Non essere cos ingenua. La professione medica, come qualunque altra, ben lungi dall'essere perfetta. Ci sono quelli bravi e quelli cattivi, con la maggioranza che sta pi o meno a met strada. Io pensavo che l'autoregolamentazione fosse insita in questa professione. Comunque, vorrei tanto che il mio intuito non mi dicesse che lavorare con quei tipi una cattiva idea. Per l'ultima volta, precis Daniel, frustrato, noi non lavoreremo con quei pagliacci. Dio ce ne scampi! Useremo le loro strutture e questo quanto. Fine della storia. Speriamo che sia cos semplice. Daniel la fiss. Ormai la conosceva abbastanza da capire che non condivideva la sua valutazione, e lo irritava che non mostrasse maggiore entusiasmo. Il problema era che i presentimenti di lei davano voce ai suoi, mentre invece lui cercava di ignorarli. Voleva credere che tutto sarebbe andato liscio e sarebbe presto finito, ma la negativit di Stephanie continuava a indebolire le sue speranze. Dalla reception si ud entrare in azione il fax. Vado a vedere che cos', si offr Stephanie, e usc dalla stanza.

Daniel prov sollievo nel sottrarsi al suo sguardo. La gente aveva un modo di irritarlo... anche Stephanie, a volte. Si chiese se non sarebbe stato meglio da solo. gi la dichiarazione di Butler, annunci lei attraverso la porta aperta. Firmata anche dalla testimone, e un appunto dice che l'originale arriver per posta. Grandioso! esclam Daniel. Almeno la collaborazione di Butler era incoraggiante. La copertina chiede se questo pomeriggio abbiamo controllato la posta elettronica. Stephanie comparve sulla porta con un'espressione interrogativa. Io no, e tu? Daniel scosse la testa e si colleg immediatamente a Internet. Al nuovo indirizzo e-mail allestito appositamente per il progetto Butler c'era un messaggio del senatore. Stephanie gir attorno alla scrivania e si chin a leggerlo assieme a lui. Miei cari dottori, spero che questo messaggio vi trovi indaffarati con i vostri preparativi per la mia imminente terapia. Anch'io sono stato occupato in modo molto produttivo, e sono felice di riferirvi che i custodi della Sacra Sindone sono stati di grande aiuto, grazie all'intercessione di un collega influente. Dovete recarvi a Torino appena potete. All'arrivo chiamerete la cancelleria dell'arcivescovo per parlare con monsignor Mansoni. Lo informerete che siete i miei rappresentanti. A quel punto mi risulta che lui organizzer un incontro in un luogo appropriato per darvi il campione richiesto. Vi prego di capire che tutto ci dovr essere fatto con la massima discrezione e segretezza, cos da non mettere a repentaglio il mio stimato collega. Nel frattempo vi rinnovo tutta la mia amicizia A.B. Daniel impieg un istante a cancellare il messaggio, cos come avevano fatto con tutti gli altri provenienti dal senatore. Per decisione comune, di tutta la faccenda doveva rimanere la minore quantit di prove possibile. Quando ebbe fatto, sollev lo sguardo su Stephanie. Certo, il senatore sta facendo la sua parte. Lei annu. Ne sono impressionata. E comincio anche a eccitarmi. Questa storia sta acquistando il tocco di un intrigo internazionale. Quando puoi essere pronta a partire? L'Alitalia ha voli giornalieri per

Roma che partono la sera e hanno la coincidenza per Torino. Ricorda, dovrai fare i bagagli per stare via un mese. Fare i bagagli non sar un problema. I miei due problemi sono mia madre, a cui voglio dedicare un po' di tempo, e la coltura dei tessuti di Butler, che vorrei lasciare a un punto in cui pu pensarci Peter. Quanto tempo ti ci vorr, per la coltura? Non tanto. A giudicare da com'era stamattina, probabilmente domani potrei essere soddisfatta. Voglio solo essere sicura che si stia formando un vero monostrato. Poi Peter pu mantenerlo, fargli compiere il passaggio e crioconservarlo. Il mio piano che ce ne mandi una parte a Nassau in un contenitore all'azoto liquido quando saremo pronti. Il resto della coltura rimarr qui, nel caso ne avessimo bisogno in futuro. Non essere pessimista, la esort Daniel. E tua madre? Domani le far visita e star con lei qualche ora durante il giorno. La domenica sta sempre in casa a cucinare. Allora potresti essere pronta a partire domani sera? Penso di s, se faccio i bagagli stasera. Allora torniamo a casa il pi presto possibile. Far da l le telefonate necessarie. Stephanie and nel laboratorio a prendere il portatile e il giaccone. Dopo essersi assicurata che Peter sarebbe stato presente la mattina dopo, cos da lasciargli istruzioni per la coltura di Butler, torn verso la reception e trov Daniel che teneva aperta con impazienza la porta del corridoio. Ehi, come sei di fretta! comment. Di solito era lei a doverlo aspettare. Ogni volta che stavano per andare da qualche parte, lui trovava sempre un'ultima cosa da fare. Sono gi quasi le quattro e non voglio che tu abbia scuse per non essere pronta domani sera. Mi ricordo quanto ti ci voluto a preparare i bagagli per Washington, solo per due notti, e adesso si tratta di un mese. Sono certo che ci impiegherai pi di quanto pensi. Stephanie sorrise. Era vero, anche perch, tra l'altro, aveva da stirare un po' di cose. Si rese anche conto che doveva passare a fare qualche spesa per il viaggio. Quando furono in macchina, si stup per la velocit a cui andava Daniel. Azzard un'occhiata al tachimetro mentre filavano lungo il Memorial Drive. Stavano andando a ottanta all'ora in una zona dove il limite di velocit era di quarantacique. Ehi, rallenta! Stai guidando come uno di quei tassisti di cui ti lamenti tanto.

Scusa! Daniel rallent leggermente. Prometto che sar pronta, quindi non c' bisogno di rischiare la vita. Stephanie lo guard di nuovo, per vedere se aveva capito che stava cercando di essere spiritosa, ma la sua espressione risoluta non cambi. Ora sento che stiamo cominciando per davvero, e non vedo l'ora di portare a termine tutto questo deplorevole affare, disse lui, senza staccare gli occhi dalla strada. Mi venuta in mente una cosa. Far in modo che ogni futuro messaggio e-mail di Butler vada anche alla casella del mio cellulare. In questo modo sapremo immediatamente quando ne arriva uno. Ottima idea. Quando Daniel ferm l'auto di fronte al caseggiato dove viveva, balz gi immediatamente. Mentre Stephanie stava ancora prendendo il portatile dal sedile posteriore, lui era gi a met strada verso l'ingresso. Stephanie alz le spalle. Quando aveva in mente un obiettivo, poteva ignorarla completamente, proprio come stava facendo in quel momento. Ma lei non se la sarebbe presa. Lo conosceva troppo bene. Daniel sal le scale due gradini alla volta, concentrato sui preparativi per il viaggio: appena in casa avrebbe telefonato alle linee aeree per prenotare i voli, prevedendo un solo pernottamento a Torino; poi avrebbe chiamato la Wingate e doveva ricordarsi di farsi dare da Spencer le istruzioni su come inviare il denaro a Nassau. Raggiunse il pianerottolo del secondo piano e si ferm ad armeggiare con le chiavi. In quel momento si accorse che la porta del suo appartamento era leggermente socchiusa. Per la frazione di un secondo cerc di ricordare chi fosse uscito per ultimo quella mattina, se lui o Stephanie. Poi si ricord di essere stato lui, infatti era dovuto tornare indietro a prendere il portafogli, ed era sicurissimo di aver chiuso a chiave, usando quella di sicurezza. Il suono del portoncino di ingresso che si apriva e si richiudeva sal per il pozzo delle scale, assieme ai passi di Stephanie su per gli scalini vecchi e scricchiolanti. Per il resto, la casa era silenziosa. Gli inquilini del piano terra erano in vacanza ai Caraibi e quello del primo piano non era mai a casa durante il giorno. Era un matematico che praticamente viveva al centro di calcolo del MIT e tornava a casa solo a dormire. Daniel apr con cautela la porta, per avere una visione progressivamente pi ampia dell'ingresso. Adesso riusciva a vedere lungo il corridoio, fin nel soggiorno. Con il sole che aveva quasi raggiunto l'orizzonte, l'appartamen-

to era immerso nell'ombra. All'improvviso vide il raggio di una torcia elettrica guizzare un attimo sulla parete del soggiorno. Contemporaneamente, ud chiudersi con un tonfo un cassetto dello schedario. Chi diavolo c'? grid con quanto fiato aveva in gola. Era indignato che un intruso fosse penetrato a casa sua, ma non era avventato. Anche se era evidente che lo sconosciuto era entrato dalla porta, Danel era sicuro che avesse ispezionato l'appartamento e sapesse dell'uscita posteriore che dallo studio dava sulla scala antincendio. Mentre estraeva di tasca il cellulare per chiamare il 911, si aspettava che lo scassinatore corresse in quella direzione. Rimase invece scioccato nel vederselo davanti, che lo accecava con il fascio di luce. Daniel cerc di ripararsi gli occhi con la mano e, pur non riuscendoci del tutto, pot scorgere un uomo venirgli incontro a una velocit mozzafiato. Prima di poter reagire, fu spinto malamente da una parte da una mano guantata, con tale forza da farlo letteralmente rimbalzare contro la parete. Gli risonarono le orecchie per il colpo. Prima di riprendere l'equilibrio, not che l'uomo era di corporatura robusta ed era tutto vestito di nero, con abiti aderenti, compreso un passamontagna. In un attimo era fuori e scendeva le scale con passi silenziosi. Dopo un grido di Stephanie, si ud il portone aprirsi di botto e poi richiudersi sbattendo forte. Daniel si precipit alla balaustra e guard gi. Sul pianerottolo inferiore, Stephanie era addossata alla porta del matematico, il portatile tenuto stretto contro il petto con entrambe le mani. Era pallidissima. Stai bene? le domand. Chi diavolo era? Un maledetto scassinatore. Daniel si volt ed esamin la porta, mentre Stephanie saliva l'ultima rampa di scale e gli arrivava accanto. Per lo meno non ha rotto la porta, comment Daniel. Deve aver avuto una chiave. Sei sicuro che era chiusa? Assolutamente. Mi ricordo di aver chiuso dopo che ero tornato a prendere il portafogli. Chi altri ha una chiave? Nessuno. Ce ne sono solo due. Sono quelle che ho fatto quando ho comperato questo posto e ho cambiato la serratura. Deve aver scassinato la serratura. Se l'ha fatto, dev'essere un professionista. Ma per quale astrusa ragione uno scassinatore professionista avrebbe dovuto fare irruzione nel mio ap-

partamento? Non ho niente di prezioso. Oh, no! esclam Stephanie. Ho lasciato tutti i miei gioielli in cima al cassettone, compreso l'orologio di diamanti di mia madre. Pass davanti a Daniel e si diresse in camera da letto. Lui la segu per il corridoio. Questo mi ricorda che sono stato talmente stupido da lasciare sulla scrivania tutti i soldi prelevati ieri sera al bancomat. Si affacci nello studio e fu sorpreso nel vedere che i soldi erano esattamente dove li aveva lasciati, al centro del tampone di carta assorbente. Li prese e, nel farlo, si accorse che tutto il resto sulla scrivania era stato spostato. Sapeva di non essere la persona pi ordinata del mondo, ma era molto bene organizzato. Poteva tenere sul ripiano pile di corrispondenza, bollette e riviste scientifiche, ma sapeva la loro esatta posizione, se non l'ordine all'interno di ogni mucchio. Spost lo sguardo sullo schedario a quattro cassetti. Anche le fotocopie degli articoli che vi aveva appoggiato sopra in attesa di archiviarle erano state spostate. Non di tanto, ma la loro posizione non era pi la stessa. Sulla soglia comparve Stephanie. Sospir di sollievo. Dobbiamo essere arrivati appena in tempo. A quanto pare, non era ancora entrato in camera da letto. Tutta la mia roba ancora dove l'ho lasciata ieri sera. Daniel sollev la pila di bollette. Non ha preso nemmeno i soldi, e qua dentro c' stato di sicuro. Stephanie emise una risata forzata. Che razza di ladro era? Io non lo trovo affatto divertente, osserv Daniel, e cominci ad aprire a uno a uno i cassetti della scrivania e dello schedario per controllarne il contenuto. Non sto dicendo che io lo trovo divertente, ribatt Stephanie. Sto cercando di fare dell'umorismo per mitigare i miei veri sentimenti. Daniel sollev lo sguardo. Di cosa stai parlando? Lei scosse la testa e butt fuori l'aria con forza. Doveva lottare per non piangere. Stava tremando. Sono sconvolta. Ci che accaduto mi turba. Mi sento violata nella nostra privacy. Questo sottolinea la realt che viviamo sempre in pericolo, anche quando non lo sappiamo. Anch'io sono turbato. Ma non in senso filosofico. Sono turbato perch c' qualcosa che non capisco. Mi sembra chiaro che questo non era un ladro qualsiasi. Cercava qualcosa di specifico e non ho idea di cosa possa essere. inquietante. Non pensi semplicemente che siamo rientrati prima che avesse la pos-

sibilit di prendere qualcosa? stato qui per un po', sicuramente abbastanza a lungo da prendere qualcosa di valore, se fosse stato ci che voleva. Ha avuto il tempo di passare in rassegna la scrivania e forse anche lo schedario. Come fai a dirlo? Lo so grazie al mio modo abitudinario di mettere via le cose. Questo era un professionista, e cercava qualcosa di specifico. Intendi qualcosa come la propriet intellettuale, magari associata alla ROTS? Possibile, ma ne dubito. tutto coperto da brevetto. Inoltre, avrebbe cercato in ufficio, non qui. Allora che altro? Daniel si strinse nelle spalle. Non lo so. Hai chiamato la polizia? Stavo chiamandola, ma stato quando mi venuto addosso. Adesso non sono sicuro che dovremmo farlo. Perch? Stephanie era sorpresa. Che cosa potrebbero fare? Il tizio se n' andato da un bel po'. Non sembra che ci manchi niente, quindi non ci sono questioni di assicurazione e poi non sono certo di aver voglia che mi sparino un sacco di domande su che cosa stiamo facendo ultimamente. Per di pi, domani sera partiamo e non voglio mandare all'aria niente. Aspetta un momento! esclam Stephanie all'improvviso. E se questo episodio avesse a che fare con Butler? Daniel la fiss. Come e perch dovrebbe c'entrare con Butler? Stephanie restitu il suo sguardo. Il compressore del frigorifero si mise in moto e il suo ronzio ruppe il silenzio. Non lo so, mormor infine. Pensavo solo ai suoi legami con l'FBI e al fatto che ha svolto indagini su di te, in un modo o nell'altro. Forse non sono finite. Daniel annu, prendendo in considerazione quell'ipotesi e rendendosi conto che non era da scartare, nonostante fosse strampalata. Dopotutto, anche l'incontro clandestino con Butler, due sere prima, era stato altrettanto bizzarro. Cerchiamo di dimenticare questo incidente, per il momento, propose. Abbiamo un sacco di preparativi da fare. Cominciamo! D'accordo. Stephanie cerc di essere forte. Magari concentrarmi sui bagagli mi rilasser. Ma prima penso che dovremmo chiamare Peter nel

caso che il ladro abbia intenzione di penetrare anche nell'ufficio. Buona idea, approv Daniel. Per non gli diremo di Butler. Voglio dire, tu non gli hai detto niente, vero? No, assolutamente. Bene! disse Daniel, e prese il telefono. 10 Domenica 24 febbraio 2002 - ore 11.45 Per quanto Stephanie fosse abituata al clima mutevole del New England, era sorpresa per come quella domenica si era annunciata mite e bellissima. Nonostante il sole invernale fosse pallido, l'aria era tiepida e gli uccelli cinguettavano ovunque, come se la primavera fosse appena dietro l'angolo. Una bella differenza dalla sera di venerd, quando era tornata a casa a piedi infreddolita e la neve aveva lasciato una spolverata sul terreno. Aveva parcheggiato l'auto di Daniel a Government Square e si era diretta a piedi verso il North End, uno dei quartieri pi pittoreschi di Boston. Era un dedalo di viuzze fiancheggiate da case di mattoni non pi alte di tre o quattro piani. Gli immigranti provenienti dall'Italia meridionale avevano adottato quella zona nel diciannovesimo secolo, trasformandola in una specie di Little Italy, completa delle scenette e degli odori tipici. Sulla strada c'era sempre gente impegnata in animate conversazioni e l'aroma dei rag che cuocevano lentamente permeava l'aria. Quando non era tempo di scuola, c'erano bambini ovunque. Tutto le era familiare, mentre scendeva lungo Hanover Street, la strada commerciale che divideva in due il quartiere. Nell'insieme, quella comunit era stata per lei un ambiente gradevole in cui crescere, dove i rapporti sociali erano facili e si sentiva protetta. Gli unici problemi erano quelli che aveva ammesso di recente con Daniel. Quella conversazione aveva rinnovato in lei sentimenti e pensieri che aveva scacciato da tempo, come pure l'imputazione di Anthony. Si ferm davanti al Caff Posillipo. Faceva parte delle propriet della sua famiglia e offriva pasticceria e gelati italiani, oltre all'espresso e al cappuccino. Dalla porta aperta usciva un miscuglio di conversazioni e risate, accompagnate dal sbilo della macchina per fare l'espresso, e fluiva anche l'aroma del caff macinato di fresco. In quel locale con una parete completamente ricoperta da un murale molto kitsch, riproducente il Vesu-

vio e la Baia di Napoli, aveva trascorso molte ore piacevoli a godersi i cannoli, il gelato e la compagnia dei suoi amici. Ora, per, le sembrava che fosse passato un secolo. Mentre rimaneva sul marciapiede e guardava dentro, si rese conto di quanto si sentisse ormai separata dall'infanzia e dalla famiglia, tranne forse dalla madre a cui telefonava di frequente. Se si escludeva Carlo, il fratello minore, che aveva scelto il sacerdozio (scelta che non riusciva a capire), lei era stata l'unico membro della famiglia ad andare al college e addirittura a prendere il dottorato. E quasi tutte le sue compagne di scuola delle elementari e delle medie, anche quelle che avevano fatto le superiori, al momento vivevano in quello stesso quartiere oppure nei sobborghi di Boston, dove avevano una casa, un marito, dei figli, un fuoristrada. Stephanie invece conviveva con un uomo che aveva sedici anni pi di lei, assieme al quale stava lottando per tenere a galla una societ biotech, curando segretamente un senatore con una terapia sperimentale, non ancora approvata dalle autorit competenti, ma molto promettente. Riprendendo a camminare, rimugin su quanto fosse lontana dalla vita di prima e su come tale distanza non la disturbasse. Probabilmente era una reazione naturale al disagio causato dagli affari di suo padre e dal conseguente ruolo di tutta la famiglia nella comunit. Si chiese se la sua vita avrebbe preso una strada diversa, nel caso suo padre si fosse reso emotivamente pi disponibile. Da bambina aveva cercato di infrangere la barriera di egocentrico sciovinismo maschile che lui aveva eretto, ma inutilmente. Quello sforzo vano, reso ancora pi arduo dall'impegno con cui lui si immergeva nei propri affari, quali che fossero, aveva finito con il far nascere in Stephanie una forte propensione all'indipendenza, che l'aveva portata dove si trovava ora. Si ferm, assalita da un pensiero curioso: suo padre e Daniel avevano alcune cose in comune, nonostante le enormi e ovvie differenze. Entrambi erano egocentrici, entrambi in certe situazioni erano sfrontati fino al punto da essere considerati asociali ed entrambi erano molto competitivi. Per di pi, Daniel era egualmente sciovinista, anche se non nei confronti delle donne ma piuttosto verso chi esprimeva idee diverse dalle sue. Stephanie rise fra s e si chiese come mai quell'idea non le era mai balenata prima, dato che anche Daniel, quando era assorbito dalle sue preoccupazioni, diventava emotivamente poco disponibile. Ultimamente era accaduto spesso, con le difficolt finanziarie della CURE. Anche se la psicologia non era il suo forte, si chiese se quelle somiglianze avessero qualcosa a che fare con

l'attrazione che aveva provato fin dall'inizio per lui. Ricominciando a camminare, si ripromise di approfondire la questione quando avesse avuto pi tempo. Adesso era troppo impegnata con la partenza per Torino, programmata per quella sera. Si era alzata all'alba per finire di fare i bagagli, poi aveva trascorso buona parte della mattinata al laboratorio, con Peter, descrivendogli esattamente che cosa doveva fare con la coltura di Butler. Per fortuna, le cellule si stavano comportando in modo encomiabile. Aveva dato alla coltura il nome di John Smith, prendendo spunto dalla conversazione di Daniel con Spencer Wingate. Se Peter si poneva qualche domanda sul lungo soggiorno a Nassau e sul perch avrebbe dovuto spedire laggi un po' di cellule di John Smith, non ne aveva parlato. Stephanie svolt a sinistra su Prince Street e acceler il passo. Quella zona le era ancora pi familiare, soprattutto quando pass davanti alla sua vecchia scuola. La casa dove aveva trascorso l'infanzia, e dove ancora vivevano i suoi genitori, era a mezzo isolato oltre la scuola, sulla destra. Il North End era una comunit sicura, grazie alla informale guardia del quartiere. C'erano sempre in vista sei o sette persone che avevano la passione di sapere ci che facevano tutti gli altri. Il lato negativo, per un bambino, era che non si poteva mai passarla liscia, ma al momento Stephanie apprezzava il senso di sicurezza che ne derivava. Daniel sembrava essersi ripreso dall'incursione del ladro e aveva liquidato l'episodio come non importante, ma lei non lo aveva superato, per lo meno non del tutto, e tornare nel vecchio ambiente era rassicurante. Fermandosi di fronte alla sua vecchia casa, osserv la finta pietra grigia che ricopriva i mattoni al piano terreno, la tettoia in alluminio rosso con il bordo festonato che riparava la porta d'ingresso e la nicchia che ospitava la statua in gesso di un santo dai colori sgargianti. Sorrise pensando a quanto ci aveva messo a rendersi conto che quelle decorazioni erano pacchiane. Prima non le notava nemmeno. Anche se aveva la chiave, buss e attese. Aveva telefonato dall'ufficio per avvertire che sarebbe passata, quindi per i suoi non sarebbe stata una sorpresa. Un attimo dopo la porta si apr e comparve la figura minuta di sua madre, Thea, che l'accolse a braccia aperte. Il nonno di Thea era greco e questo aveva influito nel corso degli anni sulla scelta dei nomi femminili, compreso quello di Stephanie. Devi aver fame, disse subito Thea, tirandosi indietro per guardare la figlia. Con lei, il cibo era sempre argomento di discussione.

Potrei mangiare un sandwich, rispose Stephanie, sapendo che sarebbe stato impossibile rifiutare del tutto. Segu la madre in cucina, odorosa di cibi in preparazione. Che profumino! Sto facendo l'arrosto, il piatto preferito di tuo padre. Perch non rimani a pranzo? Mangeremo verso le due. Non posso, mamma. Va' a salutare pap. Stephanie si affacci obbediente nel soggiorno, adiacente alla cucina. La stanza non era cambiata di una virgola rispetto ai suoi ricordi della prima infanzia. Come al solito, prima del pranzo domenicale, suo padre scompariva dietro il giornale che teneva stretto nelle mani grassocce. Un portacenere colmo fino all'orlo era posato su un bracciolo della poltrona. Ciao, pap! salut in tono allegro. Anthony D'Agostino Sr abbass il quotidiano e scrut la figlia al di sopra delle lenti da lettura, gli occhi leggermente acquosi. Gli gravava attorno un alone di fumo, come fitto smog. In giovent era stato un tipo atletico, ma adesso era l'immagine dell'immobilit. Nell'ultima decina d'anni era aumentato di peso, nonostante gli avvertimenti dei medici e l'attacco di cuore di tre anni prima. Mentre Thea dimagriva costantemente, a lui accadeva il contrario. Non voglio che metti in agitazione tua madre, mi hai sentito? Negli ultimi giorni stata bene. Far del mio meglio, assicur lei. Anthony sollev di nuovo il giornale. Una lunga conversazione, pens Stephanie, mentre alzava le spalle e levava gli occhi al cielo. Torn in cucina, dove Thea aveva tirato fuori formaggio, pane, prosciutto di Parma e frutta. La osserv mentre si indaffarava per lei. Dall'ultima volta che l'aveva vista era dimagrita ancora, e non era un buon segno. Le ossa delle mani e del viso erano quasi visibili. Due anni prima le avevano diagnosticato un cancro al seno. In seguito all'asportazione chirurgica e alla chemioterapia era stata bene fino a tre mesi prima, quando le avevano trovato un tumore ai polmoni. La prognosi non era buona. Stephanie si sedette e si prepar un panino. Intanto sua madre fece il t, poi si sedette dirimpetto a lei. Perch non puoi rimanere a pranzo? le chiese. Viene tuo fratello maggiore. Con moglie e figli o senza? Senza. Lui e tuo padre devono parlare di affari.

Questo mi suona familiare. Perch non rimani? Non ti vediamo quasi mai. Vorrei, ma non posso. Stasera vado via per un mese circa, ecco perch ci tenevo a vederti. Ho ancora un sacco di preparativi da sbrigare. Vai con quell'uomo? Si chiama Daniel. S, andiamo insieme. Non dovresti vivere con lui. Non va bene. E poi troppo vecchio. Dovresti sposarti con un bravo ragazzo che non abbia tutta quella differenza d'et. Non sei pi tanto giovane. Mamma, ne abbiamo gi parlato. Ascolta tua madre, tuon Anthony dal soggiorno. Lei sa di cosa sta parlando. Stephanie si trattenne dal rispondere. Dove andate? Soprattutto a Nassau, nelle Bahamas. Prima dovremo passare da un'altra parte, ma solo per un giorno o due. una vacanza? No. Stephanie si limit a spiegare che il viaggio aveva a che fare con il lavoro, ma non entr nei dettagli, n sua madre glieli chiese, anche perch lei riusc abilmente a portare la conversazione sui nipoti. Erano l'argomento favorito di Thea. Un'ora dopo, proprio mentre Stephanie stava per andarsene, arriv Anthony Jr. Le meraviglie non finiranno mai, dunque! esclam Tony con finta sorpresa, nel vedere la sorella. Aveva uno spiccato accento da classe operaia, che sembrava enfatizzare consapevolmente. L'altezzosa dottoressa di Harvard che ha deciso di far visita a noi, povere nullit. Stephanie lo guard sorridendo e si trattenne dal replicare, come aveva fatto poco prima con il padre. Aveva imparato da tempo a non accettare le sue provocazioni. Tony aveva sempre deriso la sua istruzione, come il padre, ma non proprio per lo stesso motivo. Con Tony, Stephanie sospettava che ci fosse di mezzo l'invidia, dato che lui era riuscito a finire le superiori con difficolt. Il problema di suo fratello da adolescente non era stato la mancanza di intelligenza, ma di motivazione. Da adulto gli piaceva fingere che non gli importava di non aver fatto il college, ma lei sapeva che non era cos. La mamma dice che tuo figlio si sta rivelando un bravo giocatore di

hockey, disse, per cercare di sviare la conversazione da quell'argomento insidioso. Tony aveva un maschio di dodici anni e una femmina di dieci. S, buon sangue non mente. Tony aveva la stessa carnagione di Stephanie e pi o meno la stessa altezza, ma la sua struttura era pi tozza, con il collo taurino e le mani larghe, come il padre. E, come lui, secondo Stephanie aveva lo stesso atteggiamento sciovinista e maschilista che la faceva sentire dispiaciuta per la cognata e in pena per la nipote. Tony baci la madre su tutte e due le guance, prima di entrare nel soggiorno. Stephanie ud il fruscio del giornale che veniva messo da parte, il suono delle mani che sbattevano fra loro in quella che doveva essere una vigorosa stretta di mano, e uno scambio di Come stai? Benissimo, e tu? Quando la conversazione si spost sullo sport, toccando le varie squadre di Boston, smise di ascoltare. Devo andare, mamma, annunci. Perch non rimani? Il pranzo sar in tavola in un minuto. Non posso. Pap e Tony sentiranno la tua mancanza. Oh, s, certo! Ti vogliono bene, a modo loro. Ne sono certa, replic Stephanie con un sorriso. Il fatto era che ci credeva davvero. Allung una mano a stringere il polso di Thea. Lo sent tanto fragile quasi che, se avesse premuto troppo forte, l'osso si potesse spezzare. Spinse indietro la sedia e si alz. Sua madre fece altrettanto e si abbracciarono. Chiamer dalle Bahamas appena mi sar sistemata e ti dar i dettagli di dove stiamo e il numero di telefono. Le diede un bacetto sulla guance, prima di affacciarsi di nuovo nel soggiorno. Il fumo di sigarette era pi fitto di prima, dato che i due uomini fumavano entrambi. Arrivederci, sto andando via. Tony la guard. Come? Te ne vai gi? Parte per un viaggio di un mese, spieg Thea, affacciandosi anche lei nella stanza. Deve prepararsi. No! esclam Tony. Non puoi andar via! Non ancora. Devo parlarti. Stavo per telefonarti, ma dato che sei qui, di persona meglio. Allora meglio che vieni qua subito, disse lei. Devo veramente andar via. Aspetterai finch abbiamo finito, intervenne Anthony. Tony e io

stiamo parlando di affari. Va bene cos, pap. Tony strinse un ginocchio al padre e si alz. Quello che devo dire a Steph non richieder tanto tempo. Anthony brontol e riprese in mano il giornale. Tony torn in cucina, si stravacc su una sedia e fece segno alla sorella di sedersi anche lei. Stephanie esit un attimo. Tony aveva assunto atteggiamenti sempre pi perentori, identificandosi con il padre, ed era una cosa irritante. Per evitare di farne una questione, Stephanie sedette, ma gli disse di sbrigarsi. Gli chiese anche di spegnere la sigaretta, cosa che lui fece malvolentieri. Il motivo per cui ti volevo telefonare, cominci Tony, che Mikey Gualario, il mio contabile, mi ha riferito che la CURE sta per affondare. Io gli ho detto che impossibile, perch la mia sorellina mi avrebbe informato. Ma lui dice che lo ha letto sul Globe. vero? Abbiamo delle difficolt economiche, ammise Stephanie. Un problema politico sta ostacolando la seconda fase di finanziamenti. Allora il Globe non se lo inventato? Io non ho letto l'articolo, ma come dicevo siamo in una situazione difficile. Tony corrug il viso come se fosse immerso nei pensieri. Annu diverse volte. Be', non una gran bella notizia. Immagino capirai che mi preoccupo per il prestito di duecentomila dollari. Correzione! Non era un prestito. Era un investimento. Aspetta un minuto! Sei venuta da me a piangere che avevate bisogno di soldi. Altra correzione! Ho detto che dovevamo raccogliere denaro e di certo non stavo piangendo. Gi, be', dicevi che era una cosa sicura. Ho detto che lo ritenevo un buon investimento, poich si basava su una brillante procedura scoperta di recente e gi brevettata, che promette di essere una manna per la medicina. Ma ti ho avvertito che non era esente da rischi e ti ho dato il prospetto. Lo hai letto? No che non l'ho letto. Io non la capisco quella merda. Ma se l'investimento era tanto buono, qual il problema? accaduta una cosa che nessuno si aspettava: c' la possibilit che il Congresso approvi una legge contro la procedura. Ma ti posso assicurare che ci stiamo lavorando e penso che abbiamo le cose sotto controllo. Tutta la faccenda stata un fulmine a ciel sereno per noi, e la prova che sia io

sia Daniel abbiamo investito ogni centesimo che avevamo nella societ, e Daniel ha ipotecato casa sua. Mi spiace che al momento l'investimento non sembri tanto solido. E mi spiace che abbiamo preso il tuo denaro. Spiace anche a me! Che cosa succeder per la denuncia contro di te? Tony agit una mano per aria, come per scacciare una mosca. Niente. Sono un mucchio di sciocchezze. Il procuratore distrettuale sta solo cercando di farsi pubblicit per essere rieletto. Ma non cambiamo argomento. Hai detto che pensate di avere sotto controllo questo problema politico. Riteniamo di s. E questo ha qualcosa a che fare con il viaggio di un mese che stai per fare? S, ma non posso rivelarti i dettagli. Oh, davvero? Chiese Tony con sarcasmo. Ci ho messo dentro duecento bigliettoni e tu non puoi rivelarmi i dettagli. C' qualcosa che non quadra. Se divulgassi ci che stiamo facendo, potrebbe metterne a rischio l'efficacia. Divulgare, mettere a rischio, efficacia! Tony accompagn le parole con una mimica dispregiativa. Dammi un'idea! Spero non crederai che mi accontenter di una manciata di parole. Assolutamente no! Allora, dove vai, a Washington? Va a Nassau, intervenne Thea all'improvviso dall'angolo vicino ai fornelli dov'era rimasta fino allora. E non essere cattivo con tua sorella, hai capito? Tony si raddrizz sulla sedia, lasciando penzolare le mani ai due lati, come fossero prive di vita. Era rimasto a bocca aperta. Nassau! grid. La cosa si fa sempre pi folle. Se la CURE sta per affondare a causa di un siluro politico, non pensi che dovreste rimanere nei paraggi e fare qualcosa? per questo che andiamo a Nassau, rispose Stephanie. Ah! Quello che pare a me che questo tuo cosiddetto boyfriend ha in mente di fare un imbroglio. Questo non potrebbe essere pi lontano dalla verit. Tony, vorrei poterti dire di pi, ma non posso. Spero che fra un mese tutto sar tornato in carreggiata e allora saremo felici di considerare il tuo denaro un prestito e te lo restituiremo con gli interessi. Cercher di ricordare di non trattenere il fiato, ringhi Tony. Tu non

puoi dirmi di pi, ma io posso dirti una cosa. Quei duecentomila non erano tutti miei. No? Stephanie intu che quella sgradevole conversazione stava per peggiorare ancora di pi. Lo avevi dipinto come un affare talmente facile che ho pensato di condividerlo con qualcun altro. Met dei soldi dei fratelli Castigliano. Non me lo avevi mai detto! Te lo dico adesso. Chi sono i fratelli Castigliano? Soci d'affari. E ti dir qualche altra cosa. Non gli piacer sentire che il loro prestito taglia la corda. Non ci sono abituati. In qualit di fratello, ti devo dire che non una buona idea andare alle Bahamas. Ma dobbiamo farlo! Lo hai gi detto, per non mi hai spiegato il perch. E questo mi costringe a ripetermi: tu e il tuo boyfriend di Harvard fareste meglio a rimanere qua a badare alla bottega, perch sembra che avete l'intenzione di crogiolarvi al sole con i nostri soldi, mentre noi ci geliamo il culo qui a Boston. Tony, replic Stephanie con il tono pi calmo e pi rassicurante che le riusc. Noi andremo a Nassau, e affronteremo questo deplorevole problema. Tony sollev le mani per aria, i palmi in su. Io ci ho provato! Lo sa Dio che ci ho provato! Grazie al servosterzo, a Tony bastava l'indice destro per far girare il volante della sua Cadillac DeVille nera. Con una sera cos mite, teneva il finestrino abbassato e la mano sinistra ciondoloni fuori, con una sigaretta fra le dita. Il tipico scricchiolio delle ruote sulla ghiaia copr quasi il suono della radio, mentre entrava nel parcheggio della ditta Forniture Idrauliche Fratelli Castigliano. L'edificio grigio in blocchetti di cemento era a un solo piano e aveva il tetto piatto; si stagliava contro il tratto di costa fangosa che durante l'alta marea veniva ricoperta completamente dal mare. Tony si ferm vicino a tre veicoli simili al suo, tutti e tre Cadillac nere. Gett la sigaretta su una pila di lavelli arrugginiti e spense il motore. Mentre scendeva dall'auto, fu assalito dall'odore penetrante dell'acquitrino salato. Non era gradevole. Con l'avvicinarsi della sera, il vento era cambiato e spirava verso est. La facciata dell'edificio aveva bisogno di essere ridipinta. Oltre al nome

della ditta, scritto a lettere maiuscole, sul muro c'era una profusione di graffiti. La porta non era chiusa a chiave e Tony entr senza bussare, com'era sua abitudine. In mezzo alla stanza c'era un bancone, dietro il quale si innalzavano fino al soffitto scaffali contenenti materiale idraulico. Non si vedeva nessuno. Da una radio appoggiata sul bancone si diffondeva musica degli anni Cinquanta. Gir attorno al bancone e percorse la corsia centrale, in fondo alla quale apr un'altra porta. Dava in un ufficio che, in contrasto con il magazzino, era relativamente lussuoso, con un divano in pelle, due scrivanie e un tappeto orientale, per quanto logoro. Attraverso i riquadri delle piccole finestre si vedeva il terreno fangoso circondato da piante simili a canne e cosparso di copertoni e detriti. Nella stanza c'erano tre uomini. Due erano seduti alle scrivanie, e fu a loro che Tony strinse la mano per primi, un terzo stava sul divano. Dopo aver salutato, si sedette anche lui. I due uomini alle scrivanie erano i fratelli Castigliano. Erano gemelli e si chiamavano Sal e Lou. Tony li conosceva fin dalla terza elementare, ma solo di nome e non erano amici. Alle superiori, ragazzotti allampanati e brufolosi, venivano canzonati senza piet e adesso che erano adulti non erano migliorati affatto, con quelle guance incavate, da cadavere, e gli occhi infossati. L'uomo sul divano, accanto al quale si era accomodato Tony, era Gaetano Barrese. Aveva la sua stessa corporatura, ma era un po' pi largo e con i lineamenti pi marcati. Normalmente era lui a stare al banco. Come lavoro collaterale faceva lo scagnozzo dei gemelli. Molti pensavano che se lo tenevano vicino per compensare tutti gli affronti ricevuti a scuola, ma Tony sapeva che non era cos. La presenza intimidatoria di Gaetano era necessaria di tanto in tanto per le altre attivit dei gemelli, alcune legali, altre un po' meno: proprio le attivit grazie alle quali Tony aveva approfondito la conoscenza con loro. Come prima cosa, esord lui, vi ringrazio per essere venuti di domenica. Non c' problema, gli assicur Sal. Spero che non ti spiace se abbiamo invitato Gaetano. Quando hai telefonato dicendo che c'erano dei guai, abbiamo pensato che doveva esserci anche lui, spieg Lou. Nessun problema. Vorrei solo che avessimo potuto fare prima questo incontro. Abbiamo fatto meglio che abbiamo potuto, dichiar Sal.

La batteria del mio cellulare era scarica, si scus Gateano. Ero a casa di mia cognata a giocare a biliardo. Hanno fatto fatica a trovarmi. Tony si accese una sigaretta e pass il pacchetto agli altri. Tutti si servirono. Dopo aver dato qualche tiro, mise gi la sigaretta. Aveva bisogno di tenere le mani libere, per gesticolare. A questo punto raccont ai fratelli Castigliano parola per parola, cos come se la ricordava, la conversazione con Stephanie. Non lasci fuori niente e parl senza mezzi termini. La sua opinione e quella del suo contabile, disse, era che la societ di Stephanie stava andando gambe all'aria. A mano a mano che parlava, i gemelli si agitavano sempre di pi. Sal, che giocherellava con un fermaglio per fogli di carta, aprendolo e richiudendolo, fin per spezzarlo in due. Lou schiacci incollerito la sigaretta fumata solo a met. Non posso crederci! esclam Sal quando Tony ebbe concluso. Tua sorella sposata con 'sto deficiente? volle sapere Lou. No, vivono insieme. Be', ti dir: non ce ne staremo seduti a far niente mentre 'sto bastardo si diverte al sole, sbrait Sal. Manco per niente! Dobbiamo fargli sapere che la cosa non ci piace, rincar la dose Sal. O smuove il culo e ritorna qui a sistemare le cose, oppure... Capito, Gaetano? S, certo. Quando? Lou guard Sal. Sal guard Tony. Oggi troppo tardi, disse lui. per questo che avrei voluto vedervi prima. Sono in viaggio da qualche parte, prima di andare a Nassau. Ma mia sorella chiamer nostra madre quando si sar sistemata alle Bahamas. Ce lo farai sapere? domand Sal. S, certo, ma il patto : lasciate fuori mia sorella. Lo scazzo non con lei, gli assicur Lou. Almeno, non penso. No, fidati! Non voglio che ci si faccia cattivo sangue tra noi. Lo scazzo con lui, decret Sal. Lou guard Gaetano. Mi sa che andrai a Nassau. Gaetano fece crocchiare con la sinistra le nocche della destra. A me va bene! 11

Luned 25 febbraio 2002 - ore 7.00 Stephanie! chiam a bassa voce Daniel, scuotendola delicatamente. Stanno per servire la colazione. La vuoi, o preferisci dormire fin quando atterriamo? Lei si sforz di aprire gli occhi, poi se li strofin e sbadigli allo stesso tempo. Dovette sbattere diverse volte le palpebre prima di vedere qualcosa. Gli occhi risentivano della mancanza di umidit all'interno dell'aereo. Dove siamo? domand con la voce rauca. Anche la gola era secca. Si tir su a sedere e si stir, poi si chin a guardare dal finestrino. Lungo la linea dell'orizzonte si notava un accenno dell'alba, ma sotto di loro c'era soltanto l'oscurit, costellata qua e l dalle luci di citt e paesi. Dovremmo essere da qualche parte sopra la Francia, rispose Daniel. Nonostante avessero cercato di non ritrovarsi trafelati all'ultimo minuto, la sera prima era stata tutta una corsa ansiosa per uscire dall'appartamento di Daniel, arrivare al Logan e passare i controlli della sicurezza. Si erano presentati al cancello pochi minuti prima del volo. Grazie al denaro di Butler, stavano viaggiando con l'Alitalia in classe Magnifica, seduti nei primi due posti sul lato sinistro del Boeing 767. Stephanie sollev lo schienale, che era reclinato. Come mai sei cos sveglio? Non hai dormito? Nemmeno un po', ammise Daniel. Mi sono messo a leggere quei tuoi libri sulla Sindone, in particolare quello di Ian Wilson. Capisco perch ti sei lasciata ammaliare. materiale affascinante. Devi essere esausto. No. Leggere quella roba mi ha dato energia. Adesso sono ancora pi deciso a curare Butler usando i frammenti di DNA della Sindone. Anzi, mi anche venuto in mente, che, dopo aver finito con Butler, potremmo continuare e curare qualche altra persona famosa con la stessa fonte di DNA, all'estero per, qualcuno che non tema la pubblicit. Una volta che la storia della cura arriver ai media, nessun politico oserebbe interferire, e ancor meglio, la FDA sarebbe costretta a cambiare il suo protocollo di approvazione della cura. Ehi! Non mettiamo il carro davanti ai buoi! Per il momento dobbiamo concentrarci su Butler. La sua cura non una cosa scontata. Non pensi che sia una buona idea curare un'altra celebrit? Dovrei pensarci, per dare una risposta intelligente. Stephanie cercava di essere diplomatica. Adesso ho la mente un po' confusa. Dovrei andare

alla toletta, e poi voglio far colazione. Muoio di fame. Quando la mia mente funzioner a pieno ritmo, voglio sentire che cosa hai letto sulla Sindone, in particolare se hai un'ipotesi di come si sia formata l'impronta. Meno di un'ora dopo atterrarono a Fiumicino. Assieme a una folla di passeggeri in arrivo nello stesso momento da altri scali internazionali, passarono attraverso il controllo passaporti e arrivarono al cancello della coincidenza per Torino. Nel bar l accanto Daniel si concesse un vero espresso italiano. Su quel tragitto non c'era la classe Magnifica e si ritrovarono in un abitacolo stretto, pieno di uomini d'affari. Stephanie era nel sedile di mezzo e Daniel verso il corridoio, a met dell'aereo. Comodo! si lagn Daniel, le cui ginocchia erano premute contro il sedile davanti. Come ti senti, adesso? Sei stanco? No, soprattutto non dopo che mi sono sparato quel caff concentrato. Allora parlami del sudario! Sono tutt'orecchi. A causa della lunga coda per la toletta, sull'aereo precedente, non avevano ancora avuto il tempo di parlarne. Be', come prima cosa, non ho teorie su come si sia formata l'effigie. decisamente un mistero intrigante, su questo concordo, e sono rimasto colpito in particolare dal modo poetico in cui Wilson l'ha descritta, come 'un negativo fotografico che rimane latente come una capsula del tempo fino al momento dell'invenzione della fotografia'. Ma l'idea che l'impronta sia una prova della resurrezione, come suggerisci anche tu, non me la bevo. Manca di ragionamento scientifico. Non puoi presupporre un processo di dematerializzazione ignoto e non verificabile per spiegare un fenomeno sconosciuto. E i buchi neri? Di cosa stai parlando? I buchi neri sono stati ipotizzati per spiegare un fenomeno sconosciuto, e i buchi neri non sono certo verificabili dalla nostra esperienza scientifica. Ci fu una pausa di silenzio, in cui si udiva il ronzio soffocato dei motori, il fruscio dei giornali e il ticchettio dei computer portatili. Un punto a tuo favore, ammise infine Daniel. Andiamo avanti! Che altro ha colpito il tuo interesse? Diverse cose. La prima che mi viene in mente il risultato della riflettanza spettroscopica che mostra la polvere sui piedi. A me non sembrava una scoperta sensazionale, fino a che ho appreso che alcuni granuli sono

stati identificati dalla cristallografia ottica come aragonite di travertino, che ha uno spettro corrispondente ai campioni di calcare presi dalle antiche tombe di Gerusalemme. Stephanie rise. Lascio a te essere impressionato da uno dei dettagli scientifici pi arcani. Io questo non me lo ricordavo nemmeno. Mette a dura prova le convinzioni, che un falsario francese del tredicesimo secolo si sia spinto fino a ottenere tali detriti e a spargerli sulla propria creazione. Non potrei essere pi d'accordo. Un altro fatto che mi ha colpito stato che, se si guarda l'intersezione degli habitat delle tre piante mediorientali i cui pollini sono pi prevalenti sul sudario, si restringe l'origine di quel tessuto ai trenta chilometri fra Hebron e Gerusalemme. Curioso, vero? Pi che curioso. Che quel lenzuolo sia il sudario di Ges Cristo non viene provato, n potr mai esserlo, aggiungo io, ma secondo me proviene da Gerusalemme e ha avvolto un uomo che stato flagellato nel modo in cui usavano fare gli antichi romani, il cui naso stato fratturato, che aveva ferite di spine sulla testa e che stato crocifisso e ferito nel costato con una lancia. Che cosa ne pensi dell'aspetto storico? ben presentato e accattivante, riconobbe Daniel. Dopo questa lettura, sono disposto ad accettare l'idea che la Sacra Sindone e il Mandylion di Edessa siano la stessa cosa. Mi ha colpito in particolare che i segni delle pieghe spieghino perch a Costantinopoli sia stato esposto come impronta della sola testa di Ges, com'era generalmente descritto il Mandylion, o dell'intero corpo, davanti e di dietro, come descritto dal crociato Robert de Clari. stato lui a vederlo appena prima della sparizione, durante il saccheggio di Costantinopoli nel 1204. Il che significa che la datazione al carbonio errata. Per quanto seccante risulti per uno scienziato come me, sembra che sia cos. Avevano appena finito di sorbire la loro aranciata, quando si accese di nuovo il segnale di allacciare le cinture di sicurezza e gli altoparlanti annunciarono che l'aereo si stava avvicinando all'aeroporto di Caselle. Un quarto d'ora dopo atterrarono. Dato che l'aereo era pieno, per scendere, arrivare alla zona ritiro-bagagli e trovare il nastro trasportatore giusto impiegarono quasi quanto la durata del volo da Roma.

Mentre Daniel aspettava di veder comparire le loro valigie, Stephanie not una concessione di cellulari e si avvicin per noleggiarne uno. Prima di lasciare Boston aveva scoperto che il suo cellulare non avrebbe funzionato in Europa, mentre poteva usarlo a Nassau. Per essere sicura di non perdere eventuali messaggi e-mail da parte di Butler mentre era a Torino, aveva bisogno di un numero europeo. Aveva intenzione di fare in modo che le e-mail del senatore arrivassero su entrambi i numeri. Uscirono dal terminal tirandosi dietro i bagagli e con i cappotti addosso e si misero in fila per un taxi. Mentre aspettavano, si guardarono attorno e colsero le prime immagini del Piemonte. A nord e a ovest vedevano montagne incappucciate di neve. A sud, una foschia densa gravava sopra la parte industriale della citt. Il clima era freddo, non molto dissimile da quello che avevano lasciato a Boston. Spero che non rimpiangeremo di non aver prenotato un'auto, comment Daniel, guardando i taxi pieni sfrecciare via. La guida dice che parcheggiare in citt impossibile, gli ricord Stephanie. L'aspetto positivo che i tassisti italiani dovrebbero essere bravi, anche se filano veloci. Una volta per strada, Daniel si tenne al sostegno, facendo diventare bianche le nocche, mentre il tassista si rivelava all'altezza della descrizione di Stephanie. L'auto era una Fiat Multipla, che gli pareva avere uno stile postmoderno, un incrocio tra un fuoristrada e una monovolume. Purtroppo per lui, rispondeva benissimo all'acceleratore. Stephanie, che era gi stata in Italia svariate volte, inizialmente rimase delusa: Torino non aveva il fascino medievale o rinascimentale che lei associava a luoghi come Siena o Firenze. Sembrava invece una citt moderna, assediata dall'estensione dei sobborghi e, al momento, presa nella morsa dell'ora di punta. Il traffico era intensissimo e il tragitto si rivel esasperante, specialmente per Daniel. Stephanie cerc di iniziare una conversazione, ma lui era troppo impegnato a guardare davanti a s. Daniel aveva prenotato per una notte in quello che la guida definiva l'albergo migliore della citt, il Grand Hotel Belvedere. Si trovava nel centro storico e, a mano a mano che si addentravano nel quartiere, l'opinione di Stephanie cominci a mutare. Non vedeva il tipo di architettura che si aspettava, ma la citt cominciava a mostrare il suo fascino singolare, con ampi viali, piazze con i portici ed eleganti edifici barocchi. Quando si fermarono davanti al loro albergo, la sua delusione si era trasformata in un inizio di apprezzamento.

Il Grand Hotel Belvedere esibiva senza parsimonia il lusso del tardo diciannovesimo secolo. L'atrio era decorato da una profusione di putti e cherubini dorati, quanti Stephanie non ne aveva mai visti concentrati in un unico posto. Le colonne di marmo si elevavano a sostenere le arcate, mentre pilastri scanalati si allineavano lungo le pareti. Portieri in livrea si affrettarono a portare dentro il loro bagaglio che era piuttosto consistente, dato che dovevano rimanere un mese a Nassau. La loro stanza era meno decorata dell'atrio, ma altrettanto sfavillante; aveva il soffitto alto, con una pesante cornice interrotta ai quattro angoli da cherubini dorati, e al centro pendeva un lampadario di Murano. Le alte finestre, che davano su piazza Carlo Alberto, avevano pesanti tende di broccato rosso scuro con centinaia di nappe. Il mobilio, letto compreso, era tutto di legno scuro intagliato. Il pavimento era coperto da un folto tappeto orientale. Dopo aver dato la mancia al fattorino e all'impiegato della reception in giacca a coda di rondine che li aveva accompagnati fin l, Daniel si guard attorno con espressione soddisfatta. Niente male! Proprio niente male! osserv. Guard la stanza da bagno rivestita di marmo, poi si volse verso Stephanie. Finalmente vivo nel modo che mi merito. Sei incredibile! lo rimbrott lei. Intanto apr la propria borsa per estrarre gli articoli da toletta. Davvero! Daniel rise. Non so come mai ho accettato di rimanere un bohmien accademico tanto a lungo. Mettiamoci al lavoro, re Mida! Come pensi di fare per telefonare alla cancelleria dell'arcidiocesi e arrivare a monsignor Mansoni? Stephanie and in bagno. Pi di qualsiasi altra cosa, desiderava lavarsi i denti. Daniel si avvicin invece alla scrivania e cominci ad aprire i cassetti alla ricerca di un elenco telefonico della citt. Non lo trov e guard anche negli armadietti. Penso che dovremmo scendere e farlo fare al portiere, sugger Stephanie dal bagno. Potremmo anche farci fare una prenotazione per la cena. Buona idea, approv lui. Come Stephanie aveva previsto, il portiere fu felice di aiutarli. Fece comparire una guida del telefono in pochi secondi ed ebbe in linea monsignor Mansoni prima che loro due avessero deciso chi gli avrebbe parlato. Dopo qualche attimo di confusione, fu Daniel a prendere il ricevitore. Seguendo le istruzioni di Butler, si identific come un suo rappresentante venuto a Torino a prelevare il campione. Per mantenere la discrezione, non

aggiunse altri dettagli. Aspettavo la sua chiamata, disse il monsignore, con uno spiccato accento italiano. Sono pronto a incontrarla questa mattina, se a lei va bene. Prima , meglio , per quanto ci riguarda, acconsent Daniel. 'Ci'? chiese il prelato. Io e la mia partner siamo qui insieme, spieg Daniel. Pensava che il termine fosse sufficientemente vago. Si sentiva stranamente imbarazzato nel parlare con un prete cattolico che poteva offendersi per il loro stile di vita. Guard Stephanie per assicurarsi che il termine 'partner' le andasse bene. Non lo aveva mai usato prima per descrivere la loro relazione, nonostante fosse appropriato. Lei sorrise nel vederlo titubante. Verr anche lei al nostro incontro? S, certo. Dove le farebbe comodo? Forse il Caff Torino, in piazza San Carlo, andrebbe bene. Lei e la sua partner state in un albergo all'interno della citt? Credo che siamo proprio in centro. Ottimo. Il caff allora sar vicino al vostro albergo. Il portiere vi dir come arrivarci. Bene. Quando dobbiamo essere l? Diciamo fra un'ora? Ci saremo. Come la riconosceremo? Non dovrebbero esserci tanti preti in giro, ma, se ce ne fossero, io sar il pi corpulento. Temo che la mia attuale posizione sedentaria mi abbia fatto guadagnare troppo peso. Daniel guard Stephanie. Gli sembrava che riuscisse a seguire la conversazione anche dall'altra parte del filo. Probabilmente anche noi saremo facili da individuare. Temo che avremo un'aria molto americana, con il nostro abbigliamento. Inoltre, la mia partner una bellezza dai capelli corvini. In questo caso, credo che ci riconosceremo facilmente. Ci vediamo alle undici e un quarto. Siamo impazienti di incontrarla, concluse Daniel e restitu il telefono al portiere. Una bellezza dai capelli corvini? chiese Stephanie con un sussurro irritato, dopo che ebbero ottenuto le indicazioni e si furono allontanati dal bancone. Era imbarazzata. Non mi avevi mai descritta usando un simile clich. Ancor peggio, paternalistico e sessista. Mi spiace, si scus Daniel. Ero un po' disorientato, dovendo fissare

un incontro segreto con un prete. Luigi Mansoni apr un cassetto della scrivania, ne estrasse una sottile custodia d'argento e se la infil in tasca. Si raccolse la tonaca sul davanti per non inciampare nell'orlo, si alz e usc in fretta dal proprio studio. Alla fine del corridoio buss alla porta di monsignor Valerio Garibaldi. Gli mancava il fiato. Cosa imbarazzante, visto che aveva percorso soltanto una trentina di metri. Diede un'occhiata all'orologio e si chiese se non avesse dovuto fissare l'appuntamento un po' pi tardi. La voce di Valerio tuon di entrare. Luigi rifer al suo amico e superiore della conversazione telefonica appena terminata. Oh no! esclam Valerio. Sono certo che prima di quanto padre Maloney si aspettasse. Speriamo che sia nella sua stanza. Telefon al prete americano e si rassicur sentendolo rispondere. Gli rifer gli ultimi sviluppi e gli chiese di raggiungere lui e monsignor Mansoni. tutto molto curioso, osserv, dopo aver riattaccato. Davvero, concord Luigi. Mi viene da chiedermi se non sarebbe meglio allertare il segretario dell'arcivescovo in modo che, se dovesse saltar fuori un problema, sarebbe sua la colpa se sua eminenza non stato avvertito. Dopotutto, sua eminenza il custode ufficiale della Sindone. Hai ragione. Credo che seguir il tuo suggerimento. Un colpo alla porta annunci l'arrivo di padre Maloney. Valerio gli fece cenno di sedersi. Anche se lui e Luigi gli erano superiori di grado nella gerarchia ecclesiastica, Michael in quell'occasione rappresentava ufficialmente il cardinale O'Rourke, il pi potente prelato cattolico dell'America del Nord nonch amico personale del loro arcivescovo, cardinale Manfredi, e quindi lo trattavano con particolare deferenza. Michael sedette. A differenza dei due corpulenti monsignori, indossava il suo solito completo nero con la collarina bianca. Anche nel fisico era diverso da loro, infatti era inagrissimo e aveva il naso aquilino. Inoltre i capelli rossi spiccavano rispetto alle due chiome grigie. Luigi rifer ancora una volta la sua conversazione con Daniel, sottolineando che c'erano implicate due persone, e una di esse era una donna. Sorprendente, comment Michael. E io non amo particolarmente le sorprese. Ma dovremo affrontare le cose cos come sono. Immagino che il campione sia pronto. Certo, conferm Luigi in inglese, a beneficio di Michael, anche se

questi parlava un italiano passabile avendo frequentato teologia a Roma. Luigi affond una mano nei recessi della tonaca ed estrasse la custodia d'argento che faceva pensare a un portasigarette degli anni Cinquanta. Eccolo qua. Il professor Ballasari ha eseguito lui stesso la selezione delle fibre per assicurarsi che provengano da un punto in cui ci sono le macchie di sangue. Posso? chiese Michael, tendendo la mano. Naturalmente, rispose Luigi e gli porse la scatoletta. Michael la prese con entrambe le mani. Era emozionatissimo. Da tanto tempo era convinto che la Sindone fosse autentica e tenere fra le mani una custodia che conteneva il vero sangue del Salvatore, anzich il vino sottoposto a transustanziazione, era sconvolgente. Luigi riprese il piccolo oggetto e lo fece sparire di nuovo tra le pieghe della tonaca. Ci sono istruzioni particolari? Sicuramente, rispose Michael. Ho bisogno che lei scopra quanto pi possibile su queste persone: nomi, indirizzi, tutto quanto. Si faccia mostrare i passaporti e annoti i numeri. Con quell'informazione e i vostri contatti con le autorit civili, dovremmo essere in grado di scoprire parecchio sulla loro identit. Che cosa cercate? domand Valerio. Non ne sono sicuro, ammise Michael. Sua eminenza il cardinale O'Rourke scambia questo minuscolo campione con un grosso favore politico alla chiesa. Allo stesso tempo, vuole essere sicuro al cento per cento che il pronunciamento del Santo Padre contro le indagini scientifiche sulla Sindone non sia violato. Valerio annu, anche se non capiva. Cedere pezzi di una reliquia in cambio di favori politici andava al di l della sua esperienza, soprattutto con la mancanza di documentazione ufficiale. Era inquietante. Allo stesso tempo, sapeva che le poche fibre contenute nella scatolina d'argento provenivano da un campione raccolto molti anni prima, e che quindi la Sindone non era stata toccata di recente. La principale preoccupazione del Santo Padre al riguardo era la conservazione. Luigi si alz. Devo arrivare in orario all'appuntamento, quindi dovrei andare. Si alz anche Michael. Andremo insieme, se non le spiace. Io assister alla consegna da lontano. Dopo che avranno preso il campione, ho intenzione di seguire quelle due persone. Voglio sapere dove si trovano, nel caso le loro identit ci mettano in allarme.

Valerio si alz assieme agli altri. Aveva l'espressione confusa. Che cosa farai se, come hai detto, le loro identit ti metteranno in allarme? Sar costretto a improvvisare. Su questo punto le istruzioni del cardinale sono vaghe. Questa citt ha il suo fascino, comment Daniel, mentre lui e Stephanie percorrevano strade su cui si affacciavano maestose residenze ducali. All'inizio non mi aveva colpito, ma ora s. Anche per me lo stesso, conferm Stephanie. Spostandosi verso ovest, dopo qualche isolato raggiunsero piazza San Carlo, grande quanto un campo di football e contornata da begli edifici barocchi color crema, le cui facciate erano ornate da una profusione di forme decorative. Al centro della piazza si ergeva un'imponente statua equestre in bronzo. Il Caff Torino si trovava sul lato ovest della piazza. Al suo interno furono avvolti da un forte aroma di caff appena macinato. Diversi grandi lampadari di cristallo che pendevano dal soffitto affrescato inondavano l'interno di una luce calda. Non dovettero cercare a lungo monsignor Mansoni. Il prete si alz nell'attimo in cui loro entravano e fece un ampio gesto per invitarli a raggiungerlo al suo tavolino, vicino alla parete pi lontana. Mentre gli si avvicinavano, Stephanie si guard attorno e constat che lo strano commento del monsignore sul fatto che non ci sarebbero stati tanti preti era giusto: ne scorse solo un altro. Era seduto per conto suo e, per un brevissimo momento, lei ebbe l'inquietante sensazione che la stesse fissando. Benvenuti a Torino, li accolse il monsignore. Strinse la mano a entrambi e li invit a sedersi. Intanto con lo sguardo soppes Stephanie abbastanza a lungo da metterla un po' a disagio, anche a causa della descrizione fatta da Daniel. Appena il prelato schiocc le dita comparve un cameriere per prendere le ordinazioni dei nuovi arrivati. Daniel ordin un caff, mentre Stephanie si accontent di acqua minerale frizzante. Daniel scrut il prelato. La descrizione che questi aveva fatto di s non era esagerata. Un ampio doppio mento copriva quasi completamente la collarina bianca. Daniel si chiese che livello di colesterolo avesse. Credo, tanto per cominciare, che dovremmo presentarci. Io sono Luigi Mansoni, di Verona, ma adesso vivo a Torino. Daniel e Stephanie dissero come si chiamavano e dove vivevano. A quel punto arrivarono l'acqua e l'espresso.

Daniel sorb un piccolo sorso di caff, poi appoggi la tazzina sul minuscolo piattino. Non intendo essere sgarbato, ma vorrei passare agli affari. Suppongo che abbia portato con s il campione. Naturalmente. Dobbiamo essere sicuri che provenga da una zona del sudario con una macchia di sangue. Le posso assicurare che cos. Lo ha selezionato il professore a cui stata affidata la conservazione della Sacra Sindone dall'arcivescovo di Torino, il cardinale Manfredi, che ne l'attuale custode. Allora? Possiamo averlo? Fra un attimo. Luigi infil la mano nella tonaca e ne estrasse una penna e un piccolo blocco per gli appunti. Prima di consegnarlo, ho avuto istruzioni di farmi dare alcuni particolari sulle vostre identit. Con la controversia ancora in corso e i media che gravitano frenetici attorno alla Sindone come avvoltoi, la chiesa insiste nel sapere chi possiede ogni singolo campione. Il destinatario il senatore Ashley Butler, dichiar Daniel. Cos mi stato detto. Comunque, ci servono prove della vostra identit. Mi spiace, ma queste sono le istruzioni. Daniel guard Stephanie, che alz le spalle. Che tipo di prove volete? I passaporti e i vostri attuali indirizzi. Per me non c' problema, disse Stephanie. E quello sul passaporto il mio indirizzo attuale. Anche per me, le fece eco Daniel. Esibirono i documenti e li fecero scivolare attraverso il tavolino. Luigi li apr uno alla volta e copi le informazioni, poi li restitu. Fece scomparire penna e taccuino ed estrasse la custodia d'argento. Con evidente deferenza, la fece scivolare verso Daniel. Posso? chiese lui. Certo. Daniel la prese. Su un lato aveva un piccolo fermaglio che fece scattare, prima di sollevare il coperchio con precauzione. Stephanie si chin in avanti per vedere anche lei. All'interno c'era una piccola busta sigillata semitrasparente che conteneva un viluppo minuscolo ma sufficiente di fibre dal colore indefinito. Sembra che vada bene, decret Daniel. Riabbass il coperchio e chiuse il fermaglio, quindi porse la custodia a Stephanie, che la infil nella propria tracolla, assieme ai passaporti.

Un quarto d'ora dopo uscirono nel pallido sole invernale. Attraversarono diagonalmente la piazza, dirigendosi verso il loro albergo. Nonostante il jet lag, sembrava che avessero le ali ai piedi. Tutti e due si sentivano leggermente euforici. Be', non poteva essere pi facile, comment Daniel. Sono d'accordo, convenne Stephanie. Non ti rammenter il tuo pessimismo iniziale, la stuzzic lui. Non lo far di certo. Aspetta un momento. Il campione del sudario lo abbiamo avuto facilmente, ma ci rimane ancora molto da fare per curare Butler. Le mie preoccupazioni riguardano l'intera faccenda. Io penso che questo piccolo episodio sia un preludio alle cose che verranno. Spero proprio che tu abbia ragione. Che cosa pensi che dovremmo fare per il resto della giornata? Il nostro volo per Londra parte solo alle sette di domattina. Io ho bisogno di un breve pisolino. E anche tu dovresti averne bisogno. Perch non rientriamo in albergo, mangiamo un boccone, seguito da un riposino di mezz'ora, e poi usciamo? Ci sono un po' di cose che vorrei vedere, visto che siamo qui, in particolare la chiesa dove custodita la Sindone. Mi sembra un buon programma, approv Daniel. Michael Maloney aspett che i due americani si allontanassero, ma senza correre il rischio di perdere le loro tracce. Uscito dal caff, si sorprese per quanto camminavano in fretta, infatti avevano gi attraversato quasi tutta la piazza e dovette muoversi di buon passo anche lui. Subito dopo che i due avevano lasciato il locale, Michael aveva raccomandato a Luigi di trasmettere immediatamente le loro generalit alle autorit civili e di chiamarlo al cellulare per riferirgli ci che avrebbe saputo. Aveva intenzione di tenerli sempre d'occhio, o per lo meno di sapere dove si trovavano, fino a che non fosse soddisfatto delle informazioni ricevute. Quando li vide sparire dietro un angolo si mise a correre. Non aveva intenzione di perderli di vista. Come gli aveva raccomandato il suo capo e mentore, il cardinale O'Rourke, Michael aveva intenzione di dedicarsi a quell'incarico con grande seriet. La sua aspirazione era di salire la scala gerarchica della chiesa, e fino a quel momento le cose erano andate come aveva sperato. Come prima cosa, aveva avuto l'opportunit di studiare a

Roma. Poi aveva visto riconosciute le proprie qualit dall'invito a raggiungere lo staff dell'allora vescovo O'Rourke, che poi era diventato arcivescovo. A quel punto della carriera, Michael sapeva che il successo dipendeva solo dal l'accontentare il suo potente superiore, e sapeva per intuito che l'incarico riguardante la Sindone era un'opportunit d'oro: gli offriva una circostanza unica per dimostrare la sua incrollabile lealt e anche la capacit di improvvisare, data la mancanza di indicazioni specifiche. Arrivato in piazza Carlo Alberto, suppose che i due fossero diretti al Grand Hotel Belvedere. Affrett il passo fin quasi a trotterellare per essere proprio dietro di loro mentre entravano nella hall. Una volta dentro, si tenne in disparte mentre salivano in ascensore e osserv l'indicazione del piano: il quarto. Soddisfatto, and a sedersi su un divano di velluto, prese un giornale e lo leggiucchi tenendo d'occhio le porte degli ascensori. Fin qua tutto bene, pens. Non dovette aspettare a lungo. La coppia riemerse poco dopo e si diresse in sala da pranzo. Michael si spost su un altro divano che offriva una vista migliore in quella direzione. Era sicuro che nessuno si fosse accorto di lui. Sapeva che in Italia andare in giro vestiti da prete dava l'opportunit di entrare praticamente ovunque senza farsi notare. Mezz'ora dopo, quando vide i due uscire dalla sala da pranzo, gli venne da sorridere: era tipicamente americano dedicare a un pasto solo mezz'ora. Sapeva che gli avventori italiani sarebbero rimasti a tavola almeno per due ore. La coppia sal di nuovo al quarto piano e questa volta lui dovette aspettare un po' di pi. Fin il giornale e si guard attorno alla ricerca di qualche altra cosa da leggere. Non trovando niente e non volendo rischiare di andare all'edicola, cominci a pensare a che cosa avrebbe fatto se le informazioni che aspettava non fossero state positive. Non era nemmeno sicuro di che cosa non considerare positivo. Ci che si aspettava di sapere era che almeno uno dei due lavorasse in un modo o nell'altro per il senatore Butler, o comunque per un'organizzazione a lui legata. Si ricordava che il senatore aveva detto che avrebbe mandato un suo incaricato a prendere il campione. Che cosa intendesse esattamente per incaricato era da vedere. Si stiracchi e guard l'orologio. Erano le tre e il suo stomaco cominciava a brontolare. Non aveva mangiato niente, tranne una pasta al Caff Torino. Mentre si lasciava andare a immagini delle sue pastasciutte preferite, vibr il cellulare che aveva in tasca. Aveva spento di proposito la suoneria. Ebbe un attimo di panico, temendo di non riuscire a rispondere in tempo.

Era monsignor Mansoni. Ho appena ricevuto il rapporto dai miei contatti con la questura, gli annunci. Non credo le piacer quello che ho appreso. Oh! esclam Michael. Cerc di rimanere calmo. Purtroppo, proprio in quel momento i due americani stavano uscendo dall'ascensore con addosso i cappotti e con le guide turistiche in mano: evidentemente avevano intenzione di andare a fare un giro. Temendo che prendessero un taxi, cosa che avrebbe creato qualche difficolt, Michael si affrett a infilarsi anche lui il cappotto, mentre teneva il cellulare premuto contro l'orecchio. La coppia si muoveva in fretta, come prima. Aspetti, monsignore! sussurr Michael, interrompendo il suo interlocutore. Mi devo muovere. Aveva infilato un braccio in una manica, ma quella vuota si era impigliata nella porta girevole. Dovette indietreggiare per liberarla. Prego! esclam il portiere, aiutandolo. Mi scusi, replic lui in italiano. Liberata la manica, usc finalmente all'aperto e fu ricompensato nel vedere che i due superavano il posteggio dei taxi e si dirigevano verso l'angolo nordorientale della piazza. Rallent, mantenendo per un passo abbastanza sostenuto. Scusi, monsignore, disse nel telefono, ma stavano lasciando l'albergo proprio mentre lei ha chiamato. Che cosa stava dicendo? Che sono tutti e due degli scienziati. Michael sent il polso accelerare. Questa non una buona notizia! Lo penso anch'io. I loro nomi corrispondono al vero, lo hanno appurato le autorit italiane contattando le loro controparti americane. Sotto tutti e due specializzati nel campo biomolecolare, il dottor Lowell pi sul versante della chimica e la dottoressa D'Agostino pi su quello della biologia. A quanto pare sono conosciuti nel loro ambiente, lui pi di lei. Dato che hanno lo stesso indirizzo, a quanto pare convivono. Mio Dio! Di certo, non sembrano dei normali corrieri. Questa la situazione peggiore che potesse capitare. Sono d'accordo. Con le loro capacit, potrebbero progettare qualche tipo di analisi. Che cosa ha intenzione di fare? Ancora non lo so, ammise Michael. Ci devo pensare. Mi faccia sapere se posso essere d'aiuto. Mi terr in contatto. Non era del tutto vero che Michael non sapeva che cosa fare: aveva intenzione di rientrare in possesso del campione, anche se non aveva idea

come. La cosa certa era che voleva farlo di persona, in modo che, quando avesse riferito al cardinale O'Rourke, avrebbe potuto prendersi tutto il merito per aver risparmiato al sangue del Salvatore ulteriori indegnit scientifiche. I due americani raggiunsero l'ampia piazza Castello ma non rallentarono il passo. Dapprima Michael pens che volessero visitare il Palazzo Reale, l'ex residenza dei Savoia, ma vide che ne oltrepassavano l'ingresso e si dirigevano verso piazza San Giovanni. Ma certo! esclam ad alta voce. Sapeva che il Duomo di San Giovanni si trovava in quella piazza e la chiesa al momento ospitava la Sindone, dopo l'incendio del 1997 della cappella dov'era collocata. Li segu finch li vide salire i gradini del sagrato, poi si volt e torn sui suoi passi. Presumendo che sarebbero rimasti abbastanza a lungo lontani dall'albergo, pens di approfittare dell'opportunit. Se voleva riprendere il campione, quello era il momento migliore. Anche se aveva gi un po' di fiatone, acceler il passo: voleva arrivare al Grand Hotel Belvedere prima possibile. Nonostante la sua ovvia inesperienza con l'intrigo in generale e con il furto in particolare, doveva scoprire qual era la camera dei due scienziati, penetrarvi e trovare la custodia d'argento, il tutto nel giro di un paio d'ore. proprio questa la vera Sindone? sussurr Daniel. Nella cattedrale c'erano altre persone, ma erano inginocchiate in preghiera sulle panche oppure accendevano le candele davanti alle statue dei santi. Gli unici suoni erano di tanto in tanto i passi che echeggiavano sul pavimento di marmo. No, una copia fotografica a grandezza naturale, rispose Stephanie, che teneva la guida aperta alla pagina in questione. Erano davanti a una nicchia chiusa da un vetro che occupava tutta l'altezza del piano terreno, nel transetto settentrionale della chiesa. Sul piano superiore c'era il palco chiuso da tende dal quale nei secoli passati i Savoia assistevano alla messa. La fotografia dell'uomo che era stato crocefisso era panoramica. L'impronta frontale della testa (che era a sinistra) e quella posteriore quasi si toccavano al centro, il che si spiegava con il fatto che avevano disteso l'uomo supino sul telo, che poi era stato piegato per coprirlo. La grande riproduzione era appoggiata su un tavolo lungo pi di quattro metri e largo forse uno e mezzo, ricoperto di una stoffa blu che scendeva a piegoline fino al pavimento. La fotografia posta sulla nuova teca che ospita il sudario, spieg

Stephanie. Ha un sistema idraulico, in modo che quando la Sindone viene mostrata la parte superiore ruota verso l'alto e la reliquia visibile attraverso il vetro a prova di proiettile. S, mi ricordo di averlo letto, comment Daniel. Sembra un'installazione impressionante. Per la prima volta nella sua lunga vita, il sudario sta completamente orizzontale, in atmosfera controllata. sorprendente che l'impronta sia durata cos a lungo, considerate tutte le traversie che ha passato. Guardando questa foto a grandezza naturale, trovo l'immagine pi difficile da discernere di quanto avessi pensato. Se cos che appare il vero sudario, credo che sia un po' una delusione. Lo si vede e lo si apprezza meglio nel libro che hai tu. E ancor meglio nei negativi. A quanto pare, l'immagine non si sbiadita. lo sfondo a essere ingiallito, e cos il contrasto minore. Spero che la nuova teca impedisca che questo continui ad avvenire, osserv Stephanie. Be', credo che con la Sindone abbiamo finito. Si volt, abbracciando con lo sguardo l'interno della cattedrale. Pensavo che potevamo girellare un po' qua dentro, ma per una chiesa rinascimentale non un gran che. Lo penso anch'io. Andiamocene. Che ne dici di visitare il Palazzo Reale? L'interno la quintessenza del rococ. Stephanie gli scocc un'occhiata di traverso. Da quando in qua sei diventato un esperto di architettura e di design di interni? Daniel rise. L'ho letto nella guida, prima di uscire. Piacerebbe anche a me visitare il Palazzo Reale, ma temo di avere un problema. Che problema? Stephanie si guard i piedi. Mi sono dimenticata di mettermi delle scarpe adatte a camminare, invece di quelle che avevo durante il pranzo. Se ci cammino sopra tutto il pomeriggio, mi uccideranno. Mi spiace, ma ci resteresti molto male se passassimo dall'albergo? Per quanto mi riguarda, adesso che abbiamo il campione della Sindone, stiamo solo ammazzando il tempo. Non mi importa quello che facciamo. Grazie. Stephanie era sollevata. Daniel a volte si mostrava impaziente per piccole mancanze del genere. Mi spiace davvero. Avrei dovuto pensarci. E, mentre saremo l, mi far un'altra doccia. Fuori fa pi freddo di quanto pensassi.

Tranne per qualche innocuo scherzo goliardico, ai tempi del college, padre Michael Maloney non aveva mai infranto una legge civile, per lo meno non gli risultava. Ora stava per farlo, e questo gli causava pi ansia di quanto pensasse. Non solo tremava e sudava, ma aveva anche dei disturbi allo stomaco che gli facevano desiderare di mandar gi un antiacido. Inoltre c'era il problema tempo. Non voleva certo essere colto sul fatto. Era quasi certo che gli americani sarebbero stati fuori per due o tre ore nel loro giro della citt, ma aveva deciso di concedersi soltanto un'ora, per andare sul sicuro. Soltanto il pensiero che lo sorprendessero gli faceva piegare le ginocchia. Mentre si avvicinava al Grand Hotel Belvedere non aveva idea di come avrebbe portato a termine il suo compito, ma poi era passato davanti a un fioraio che si trovava nella stessa piazza. Affacciandosi all'interno, aveva chiesto se c'era una composizione floreale gi pronta da inviare immediatamente all'albergo. Ricevuta risposta positiva e sceltane una a caso, aveva scritto sulla busta i nomi dei due americani e sul biglietto: Benvenuti al Grand Hotel Belvedere, la direzione. E ora, cinque minuti dopo, mentre se ne stava seduto nella hall dell'albergo, sullo stesso divano occupato poco prima, vide i fiori arrivare attraverso la porta girevole. Sollev il giornale per nascondere il viso e osserv la stessa donna a cui prima aveva fatto l'ordinazione portarli fino al banco dei fattorini. Uno di loro firm e la donna se ne and. Purtroppo, per i dieci minuti seguenti non accadde nulla. I fiori rimasero sul banco, mentre i fattorini proseguivano l'accesa conversazione in cui erano impegnati. Dai! mormor fra s Michael a denti stretti. Avrebbe voluto andare da loro a reclamare, ma non osava, per non attirare l'attenzione su di s. Il suo piano faceva affidamento sull'innocuit, se non addirittura l'invisibilit, assicurata dal clergyman. Finalmente, uno dei fattorini controll la busta e gir dietro il banco. Dal riflesso della luce sul viso, si capiva che stava usando il computer. Un attimo dopo torn davanti al banco, prese i fiori e si diresse verso gli ascensori. Michael mise via il giornale e gli fu alle costole. Il fattorino gli rivolse un sorriso mentre, saliti in ascensore, le porte si richiudevano. Michael glielo restitu. Al quarto piano lo segu lungo il corridoio, tenendosi un po' indietro; lo vide fermarsi davanti alla porta 408 e bussare. Lui pass oltre e, di nuovo, si scambiarono un sorriso.

Svolt un angolo e si ferm. Con molta precauzione si sporse a guardare indietro. Il fattorino buss di nuovo, poi prese un grosso mazzo di chiavi appese a una catena, apr la porta e scomparve un momento. Quando ricomparve non aveva pi i fiori e fischiettava piano. Richiuse la porta e si incammin verso gli ascensori. Michael aspett che fosse scomparso del tutto e torn davanti alla porta della 408. Tanto per provare saggi la maniglia ma, come si aspettava, la porta era chiusa a chiave. Guardando lungo il corridoio vide un carrello delle pulizie. Inspir a fondo e gonfi le guance, tanto per darsi coraggio, poi si avvicin al carrello. Stava vicino a una porta tenuta spalancata da un fermaporte. Prov a bussare e chiam: Scusi! Ud il suono in sottofondo del televisore. Entr nella stanza e vide due donne di mezza et con addosso grembiuli marroncini intente a rifare il letto. Scusate! Questa volta chiam pi forte. Le donne reagirono come se fossero scioccate. Entrambe impallidirono visibilmente. Una si riprese abbastanza da correre a spegnere il televisore. Sforzandosi di parlare nel suo italiano migliore, Michael chiese se potevano aiutarlo. Aveva dimenticato la propria chiave nella stanza 408 e aveva bisogno di fare al pi presto una telefonata. Voleva sapere se erano cos gentili da aprirgli la porta, per evitargli di scendere dal portiere. Le donne si scambiarono un'occhiata confusa e lui impieg qualche momento a capire che la loro conoscenza dell'italiano era molto scarsa. Ripet tutta la pappardella pi lentamente e scandendo bene le parole. Questa volta, una delle due cap il messaggio e sollev il passepartout. Lui annu. Come per compensare le difficolt di comunicazione, la donna usc dalla stanza e corse lungo il corridoio fino alla 408. Michael le tenne dietro e la vide aprire la porta e tenerla spalancata per lui. Ringrazi e oltrepass la soglia. La porta si chiuse alle sue spalle. Fece un profondo respiro, accorgendosi che fino a quel momento aveva trattenuto il fiato. Con un passo indietro si appoggi alla porta, quindi diede un'occhiata alla stanza. Le tende erano aperte ed entrava molta luce. C'era pi bagaglio di quanto si aspettasse, anche se era evidente che non era stato disfatto, tranne due valigie. Purtroppo non c'era traccia della custodia d'argento sul cassettone, sulla scrivania o sui comodini. Sudava copiosamente e sentiva il polso battere all'impazzata. Non sono bravo a fare queste cose, mormor. Desiderava disperatamente trovare la custodia e andarsene. Per rimanere in quella stanza doveva ricorrere a tutta

la sua forza di volont. Si stacc dalla porta e come prima cosa si avvicin alla scrivania. Appoggiata al centro del tampone assorbente c'era una chiave della stanza. Dopo un attimo di esitazione, la prese e se la mise in tasca. Rapidamente frug nelle custodie dei portatili: niente. Per passare in rassegna i cassetti della scrivania gli occorse solo un momento: tranne per gli articoli di cancelleria dell'albergo, erano vuoti. Poi si occup del cassettone: vuoto anche quello, tranne per i sacchetti destinati alla biancheria da lavare, e i relativi moduli. Anche i piccoli cassetti dei comodini erano vuoti. Controll perfino in bagno, senza risultato. Nell'armadio trov una cassaforte, ma era socchiusa e vuota anche quella. Frug nelle tasche di una giacca da uomo appesa all'attaccapanni: niente. Si volse verso l'interno della stanza e guard le due valigie che erano state aperte. Erano appoggiate orizzontalmente sugli appositi sostegni, ai piedi del letto. Si avvicin prima a una poi all'altra, ne sollev la parte superiore e infil dentro la mano, facendola scorrere lungo il perimetro. Incontr gli oggetti pi disparati, ma nessuna custodia d'argento. Poi sollev i vestiti per cercare pi a fondo. All'improvviso ud delle voci e si accorse terrorizzato che sembravano parlare inglese con accento americano. Si rialz e rimase immobilizzato. L'istante successivo ud il suono peggiore che potesse immaginare: quello di una chiave che veniva infilata nella serratura. 12 Luned 25 febbraio 2002 - ore 15.45 Che cosa diavolo?... esclam Stephanie, ferma sulla soglia della loro stanza. Daniel sbirci da sopra la sua spalla. Che cosa succede? le chiese. Ci sono dei fiori sul cassettone. Chi pu averci mandato dei fiori? Butler? Non sa che siamo gi a Torino, a meno che lo abbia avvisato tu con una mail. No, non gli ho mandato nessuna mail, ribatt lui, come se la cosa fosse al di fuori di ogni possibilit. Ma, dati i suoi rapporti con i servizi segreti, forse lo sa. Per uno che ha fatto investigare su di me, non sarebbe una cosa improbabile. O forse monsignor Mansoni gli ha comunicato che

il campione stato consegnato. Stephanie si avvicin alla composizione floreale e apr la busta. Oh, santo cielo! soltanto la direzione dell'albergo. Carino da parte loro, comment Daniel con indifferenza, poi and in bagno. Stephanie si avvicin alla sua valigia appoggiata sul sostegno, nella quale aveva infilato contro il lato sinistro un paio di scarpe adatte a camminare. Sollev la parte superiore ed esit. Una camicia di lino che a Boston aveva riposto meticolosamente era un po' in disordine, con un lembo piegato. Lo rimise a posto con l'indice e constat che, come temeva, si era formata una piega che non and via nemmeno lisciandola con il palmo della mano. Borbottando un'imprecazione rivolta a se stessa, fece per prendere le scarpe, quando si accorse che anche un capo di biancheria intima a cui nel fare i bagagli aveva dedicato la stessa cura era leggermente fuori posto. Si raddrizz e fiss la valigia aperta. Daniel! Vieni! Mentre si udiva il rumore dello sciacquone, Daniel comparve sulla soglia del bagno. Aveva in mano una salvietta. Che cosa c'? chiese, inarcando le sopracciglia. Dal tono della voce, aveva capito che Stephanie era turbata. Qualcuno entrato nella nostra stanza! Lo sapevamo gi, essendoci i fiori. Vieni qua! Daniel si gett la salvietta su una spalla, si avvicin e segu il dito puntato di Stephanie che indicava la valigia aperta. Qualcuno ha messo le mani nella mia valigia! asser lei. Come fai a dirlo? Stephanie glielo spieg. Sono cambiamenti minimi, comment lui, dandole una paternalistica pacca sulla schiena. Ce le hai messe tu le mani nella valigia, prima che uscissimo. Sei sicura di non avere un piccolo attacco di paranoia, in seguito all'effrazione a Cambridge? Qualcuno ha messo le mani nella mia valigia! ripet lei, accalorandosi, e gli spinse via la mano. A causa del jet lag e dell'eccessiva stanchezza, si sentiva frustrata dalla reazione di Daniel. Guarda nella tua! Sollevando gli occhi al cielo, lui obbed. Ecco, sto guardando! Non c' niente di strano? Daniel alz le spalle. Non era di certo la persona pi ordinata del mondo,

quando si trattava di fare i bagagli, e prima di uscire aveva frugato lui stesso l dentro, alla ricerca di biancheria pulita. All'improvviso si immobilizz, poi sollev lentamente lo sguardo verso Stephanie. Mio Dio! Manca una cosa! Che cosa? lei gli strinse un braccio, mentre si chinava a sua volta a guardare. Qualcuno ha preso la mia fiala di plutonio! Stephanie gli moll un pugno sulla spalla. Lui reag sollevando le braccia nel mimare un'esagerata mossa difensiva contro altri colpi che per non arrivarono. Io dico sul serio! si lament Stephanie con voce quasi stridente. Torn alla propria valigia, prese la spazzola per i capelli e la brand. E poi c' un'altra cosa! Quando siamo usciti per la nostra visita della citt, questa spazzola era esattamente in cima ai miei vestiti, non nell'angolo. Me lo ricordo, perch avevo pensato di riportarla nel bagno. Te lo ripeto: qualcuno ha messo le mani nella mia valigia! Va bene, va bene! Sta' calma! Stephanie prese dalla tasca laterale della valigia una borsina di velluto chiusa da una cerniera lampo. L'apr e guard dentro. Almeno i gioielli sono a posto, e anche quel po' di denaro in contanti che tengo qua dentro. Meno male che non ho portato niente di veramente prezioso. Forse per fare le pulizie hanno dovuto spostare le valigie? Per favore! esclam Stephanie come se quel suggerimento fosse assurdo. Fece vagare lo sguardo per la stanza, fino a posarlo sulla scrivania. Non c' pi la mia chiave! L'avevo lasciata sul tampone di carta assorbente! Sei sicura? Non ti ricordi che prima di uscire ci siamo chiesti se dovevamo portare con noi tutte e due le chiavi? Vagamente. Mentre Stephanie andava a grandi falcate fino in bagno, Daniel scrut la stanza. Non riusciva a decidere se valeva la pena darle retta, dato che sapeva quanto fosse rimasta sconvolta dall'episodio di Cambridge. Sapeva che nelle stanze d'albergo c'era sempre gente che entrava e usciva: quelli delle pulizie, chi riforniva il minibar, il personale del servizio in camera, i fattorini... Forse qualcuno di loro aveva frugato nelle valigie. Capiva che poteva essere una tentazione enorme. Qualcuno ha frugato anche nel mio beauty case, annunci Stephanie.

Daniel si affacci nel bagno. Manca qualcosa? No, non manca niente! rispose lei in tono irritato. Ehi, non prendertela con me! Stephanie chiuse gli occhi e respir a fondo, quindi annu varie volte. Hai ragione. Scusa, non ce l'ho con te, sono solo frustrata perch tu non sei sconvolto come me. Se mancasse qualcosa, sarebbe diverso. Stephanie richiuse il beauty case, poi si avvicin a Daniel e lo abbracci. Lui fece altrettanto. Mi sconvolge, quando qualcuno fruga fra le mie cose, soprattutto dopo ci che accaduto il giorno prima della partenza. Questo del tutto comprensibile. curioso che non manchi niente, per esempio i contanti. La cosa rende questo episodio esattamente simile a quello di Cambridge, anche se qui confonde ancora di pi le idee. Per lo meno, a casa potevamo ipotizzare lo spionaggio industriale, anche se non era probabile. Qui che cosa potrebbero cercare, se non oggetti preziosi e denaro in contanti? L'unica cosa che mi viene in mente il campione della Sindone. Stephanie si stacc da Daniel per poterlo guardare in faccia. Perch qualcuno dovrebbe volerlo? E che ne so? Per, la sola cosa in nostro possesso che unica. Ma si presume che la sola persona a sapere che l'abbiamo chi ce l'ha data. Stephanie aggrott la fronte, rimuginando su questa nuova idea. Calmati! In realt, non credo che qualcuno stia cercando il campione della Sindone. Stavo solo pensando ad alta voce. Ma, a proposito, dov'? ancora nella mia tracolla. Prendilo! Diamogli un'altra occhiata! Daniel pensava che fosse meglio parlare di quello, che di un possibile intruso. Tornarono al centro della stanza e Stephanie prese la borsetta dal letto, dove l'aveva gettata. Ne estrasse la custodia d'argento e l'apr. Daniel sollev con precauzione la piccola busta semitrasparente e la tenne contro la luce diffusa proveniente dalle finestre. Illuminato da dietro, il groviglio di fibre di lino si stagliava nitido, anche se il suo colore rimaneva indeterminato. Mio Dio! esclam scuotendo la testa. sbalorditivo che ci sia anche la minima possibilit che questo sangue appartenga alla persona indiscutibilmente pi famosa che ha calpestato il suolo terrestre, e questo anche senza prendere in considerazione l'aspetto divino. Stephanie depose la custodia d'argento sulla scrivania e prese la bustina.

Si avvicin alla finestra e la sollev controluce, riparando gli occhi dai raggi obliqui del sole con la mano libera. Ora si distingueva anche il rosso ocra delle fibre. Sembra sangue, osserv. Lo so, dev'essere la mia estrazione cattolica che si impone, perch ho la forte intuizione che questo veramente il sangue di Ges Cristo. Anche se padre Maloney non vedeva Stephanie D'Agostino, le era talmente vicino da sentirla respirare. Era terrorizzato che il battito del proprio cuore potesse tradirlo, oppure il rumore delle gocce di sudore che cadevano sul pavimento. La donna era solo a pochi centimetri da lui. In preda alla disperazione nei sentir infilare la chiave nella toppa, si era precipitato a nascondersi dietro le tende. L'aveva fatto automaticamente. A ripensarci adesso, era stato un gesto imbarazzante in s e per s, come se fosse un comune ladro. Avrebbe dovuto restare dov'era e assumersi la piena responsabilit delle sue azioni. Capiva che la miglior difesa era l'attacco e, nell'attuale situazione, per giustificare le sue azioni avrebbe dovuto ricorrere all'indignazione per la vera identit di quelle persone e le indagini scientifiche non autorizzate che evidentemente stavano architettando. Purtroppo, la sua reazione istintiva aveva preso il sopravvento e quando si era riavuto era gi acquattato dietro le tende: troppo tardi per giocare la carta dell'indignazione! Adesso tutto ci che poteva sperare era di non essere scoperto. All'inizio, nell'udire l'esclamazione di Stephanie appena entrata nella stanza, aveva creduto che tutto fosse perduto. Credeva che lo avesse visto, oppure che avesse notato le tende muoversi. Era stato un incredibile sollievo rendersi conto che la sorpresa veniva dalla composizione floreale sul cassettone. Poi aveva dovuto sopportare la scoperta della propria inettitudine nel frugare all'interno delle valigie e nel prendere la chiave dalla scrivania. Era stato allora che le pulsazioni avevano ricominciato ad accelerare, dopo aver rallentato un po'. Temeva che avrebbero cominciato a perquisire la stanza. Era orribile pensare all'imbarazzo e alle conseguenze, se lo avessero scoperto. Ci che inizialmente aveva considerato un modo di assicurarsi la carriera minacciava ora di sortire esattamente l'effetto opposto. Non importante ci che noi pensiamo della Sindone, disse Daniel. Importa solo quello che pensa Butler. Io non credo di essere d'accordo con te, replic Stephanie. Ma rimandiamo questa discussione a un'altra occasione.

Michael si irrigid, sentendola sfiorare le tende. Per fortuna erano di un pesante broccato italiano e lei non si era accorta di aver toccato, attraverso la stoffa, anche il suo braccio. Fu attraversato da un'altra scarica di adrenalina. Gli sembrava che le gocce di sudore che si spiaccicavano sul pavimento provocassero lo stesso rumore di sassi tirati contro un tamburo. Non avrebbe mai pensato di poter sudare in modo cos abbondante, soprattutto in un ambiente nemmeno tanto surriscaldato. Che cosa devo farne del campione? chiese Stephanie, allontanandosi. Dallo a me, rispose Daniel da qualche punto della stanza. Michael si concesse un profondo respiro e si rilass un po'. Stava premuto pi che poteva contro la parete, per ridurre al minimo l'ingombro del corpo dietro la tenda. Ud altri suoni che non riusc a identificare, assieme a quello prodotto sicuramente dalla custodia d'argento che veniva richiusa. Sai, potremmo cambiare stanza, sugger Daniel. O addirittura albergo, se vuoi. Che cosa pensi che dovremmo fare? Secondo me dovremmo rimanere qui. Per ogni stanza in ogni albergo esistono pi copie di chiavi. Stanotte, quando andremo a letto, metteremo il catenaccio. Michael ud lo scatto stentoreo del catenaccio. Ha un giro e mezzo. Che cosa ne dici? Non voglio che ti senta nervosa. Non ce n' motivo. Michael ud scuotere la porta. Penso che il catenaccio sia una buona idea, replic Stephanie. Sembra sicuro. Con quello, nessuno riuscirebbe a entrare senza che noi ce ne accorgiamo. Dovrebbe usare un ariete. Va bene, acconsent Stephanie. Restiamo qui. solo una notte e anche corta, dato che il volo per Londra parte alle sette e cinque. Che ora impossibile! A proposito: come mai dobbiamo passare da Parigi? Non c'era scelta. A quanto pare, la British Airways non serve Torino. C' l'Air France, transitando per Parigi, oppure la Lufthansa, con scalo a Francoforte. Ho pensato che fosse meglio non allungare il percorso. Mi sembra ridicolo che non ci sia un volo diretto proprio per Londra: Torino una delle maggiori citt industriali d'Italia! Che posso dire? Ma ora, su, mettiti le scarpe comode e prendi qualsiasi cosa ti serva, cos torniamo al nostro giro turistico. Oh, s, fallo! implor silenziosamente Michael. Non sono pi dell'umore, rispose Stephanie. Che ne dici di restare

qua fino all'ora di cena? Sono gi le quattro passate e tra poco far buio. Hai dormito talmente poco, la notte scorsa, che sarai esausto. Sono stanco, s, ammise Daniel. Spogliamoci e infiliamoci a letto. Ti far anche un massaggio alla schiena. E vediamo che altro succede, a seconda di quanto sei stanco. Che ne dici? Daniel rise. Non ho mai sentito un'idea migliore in vita mia. A essere onesto, il giro turistico non mi interessava poi tanto. Lo avrei fatto per te. Ebbene, non pi necessario, amor mio! Michael si fece piccolo piccolo mentre udiva i suoni inconfondibili della coppia che si spogliava, ridacchiava e si scambiava affettuosit. Temeva che uno di loro sarebbe andato a tirare le tende, ma questo non avvenne. Il letto cigol debolmente, quando vi si distesero, poi giunse lo sbuffo della crema spremuta da un tubetto e lo strofinio delle mani contro la pelle scivolosa. Si lev un mormorio appagato, a mano a mano che il massaggio proseguiva. Va bene, decise Daniel infine. Adesso tocca a te. Il letto si lament mentre i corpi si cambiavano di posto. Il tempo si trascinava. A Michael cominciarono a far male i muscoli, in particolare quelli delle gambe. Temendo un crampo che lo avrebbe tradito, spost il peso del corpo, poi trattenne il respiro, nel caso il suo movimento fosse stato notato. Per fortuna non fu cos, ma nel giro di pochi minuti il dolore ritorn. Ancora peggio della scomodit, era la tortura di udire i due emettere i sospiri inequivocabili dell'intimit fisica, fino ai gemiti ritmici del vero e proprio rapporto sessuale. Michael era costretto dalle circostanze al ruolo di voyeur, anche se solo uditivo, e nonostante il voto di castit e i tentativi di recitare brani tratti dal breviario, si accorse di eccitarsi. Dopo gli ultimi gemiti di piacere, la stanza rimase silenziosa per qualche minuto. Poi si udirono sussurri indistinguibili, seguiti da risatine o da veri e propri scoppi di risa. Finalmente, la coppia and in bagno. Michael distingueva le loro voci al disopra dell'acqua scrosciante. Si concesse di roteare la testa, flettere le spalle irrigidite, sollevare le braccia e perfino compiere qualche passo da fermo. Dopo meno di un minuto torn a immobilizzarsi, non essendo sicuro di quando uno dei due sarebbe ritornato nella stanza. Non dovette aspettare a lungo, infatti poco dopo sent qualcuno muoversi accanto alle valigie. Purtroppo per lui, Stephanie e Daniel impiegarono altri tre quarti d'ora per vestirsi, infilarsi i cappotti e trovare l'unica chiave che era loro rimasta

prima di uscire finalmente per la cena. Dapprima il silenzio gli parve assordante, mentre si sforzava di cogliere suoni che lo avvertissero di un eventuale ritorno improvviso della coppia, magari per prendere qualcosa dimenticato nell'uscire. Trascorsero cinque minuti. Finalmente allung guardingo la mano fino all'estremit della tenda e la tir lentamente, rivelando una porzione sempre maggiore della stanza in cui ormai era scesa l'oscurit. Era rimasta accesa la lampada del bagno e formava una pozza di luce ai piedi del letto. Fiss la porta d'ingresso e cerc di calcolare quanto tempo ci avrebbe messo ad aprirla, oltrepassarla e richiudersela alle spalle. Non tanto, ma lo rendeva nervoso sapere che sarebbe rimasto esposto completamente, prima di allontanarsi dalla 408. A quel punto, essere scoperto sarebbe stato molto pi problematico che se fosse accaduto appena i legittimi occupanti erano entrati nella stanza. Mentre cercava di raccogliere tutto il suo coraggio per lasciare la relativa sicurezza delle tende, fece vagare lo sguardo attorno. Colp la sua attenzione il luccichio di un oggetto posato sul cassettone accanto alla composizione floreale. Sbatt le palpebre, non riuscendo a credere ai suoi occhi. Sia lodato il Signore! sussurr. Era la custodia d'argento. Meravigliandosi per la fortuna che alla fine gli aveva arriso, fece un profondo respiro e usc dal nascondiglio. Esit un altro secondo, rimanendo in ascolto prima di correre al cassettone, afferrare la custodia, farsela scivolare in tasca e precipitarsi fuori dalla porta. Ebbe la fortuna di trovare il corridoio vuoto. Si allontan in fretta dalla 408, terrorizzato all'idea che, se si fosse voltato indietro, avrebbe visto qualcuno che poteva chiedergli conto della sua presenza. Solo quando raggiunse gli ascensori si concesse di girare la testa e guardare lungo il corridoio appena percorso: era ancora vuoto. Qualche minuto dopo, pass attraverso la porta girevole dell'atrio e usc all'aperto. Il freddo di una serata invernale non gli era mai parso cos gradevole sul volto accaldato. Si allontan rapidamente, ogni passo pi baldanzoso di quello precedente. Con la mano destra ficcata in tasca a stringere la custodia d'argento, come a ricordare a se stesso l'impresa appena compiuta, sent l'euforia invaderlo, simile a quella dell'assoluzione che aveva provato di tanto in tanto dopo qualche visita particolarmente difficile al confessionale. Era come se tutte le prove e le tribolazioni sopportate per recuperare il campione di sangue del Salvatore avessero reso l'esperienza pi pregnante. Prese un taxi al parcheggio dell'albergo e diede l'indirizzo della cancelle-

ria dell'arcidiocesi. Sprofond nel sedile e cerc di rilassarsi. Guard l'orologio. Erano quasi le sei e mezzo. Era rimasto dietro quella tenda per pi di due ore! Ma era stato un incubo a lieto fine, come provava la presenza della piccola custodia nella sua tasca. Chiuse gli occhi e gongol all'idea della telefonata che avrebbe fatto al cardinale O'Rourke per ragguagliarlo sulle identit dei cosiddetti corrieri e sulla soluzione del problema. Adesso che era in salvo, si ritrov a sorridere al pensiero di ci che aveva dovuto sopportare. Stare nascosto dietro le tende in una camera d'albergo mentre una coppia faceva l'amore era talmente assurdo da sfidare la credibilit. Per certi versi, gli sarebbe piaciuto raccontarlo al cardinale, ma sapeva di non potere. L'unica persona a cui lo avrebbe detto sarebbe stato il confessore, e anche allora non sarebbe stato facile. Sapendo come organizzava le proprie giornate il cardinale, pens che l'ora pi adatta per chiamarlo sarebbe stata poco prima del pranzo, cio alle dieci e mezzo di sera, ora italiana. La cosa di cui avrebbe goduto di pi, di quella telefonata, sarebbe stata in particolare il far capire, piuttosto che dire esplicitamente, che era stato lui, da solo, con la sua ingegnosit, a salvare una situazione che avrebbe costituito imbarazzo per la chiesa in generale e per il cardinale in particolare. Quando il taxi si ferm davanti al portone della cancelleria, Michael si sentiva quasi normale: non sudava pi e la respirazione era tornata regolare; unico indizio dell'avventura appena vissuta erano le pulsazioni rapide. Inoltre, camicia e biancheria erano fastidiosamente zuppe di sudore che gli si era raffreddato addosso, provocandogli dei brividi. Come prima cosa avrebbe voluto passare da Valerio Garibaldi, con il quale aveva fatto amicizia ai tempi in cui frequentava il North American College, a Roma, ma lo informarono che aveva lasciato l'edificio per una commissione ufficiale. Allora arriv fino allo studio di Luigi Mansoni. Buss sull'uscio aperto e il monsignore, che era al telefono, gli fece cenno di entrare e sedersi. Terminata rapidamente la telefonata, gli rivolse la sua completa attenzione. Gli domand in inglese come se l'era cavata ed era evidente il suo sincero interesse. Piuttosto bene, tutto considerato, rispose Michael evasivamente. Considerato che cosa? Considerato ci che ho dovuto passare. Trionfante, Michael infil la mano in tasca e ne estrasse la custodia d'argento che pose con ogni precauzione sulla scrivania e poi spinse verso di lui. Quindi si appoggi allo

schienale, sul viso un sorriso di autocompiacimento. Il monsignore inarc le sopracciglia, allung una mano e, sollevata la scatoletta piatta, la tenne fra i palmi. Mi sorprende che siano stati disposti a rinunciare, comment. Sembravano due persone molto appassionate. Il suo giudizio pi accurato di quanto non sappia, replic Michael. Ma non sanno di aver restituito il campione alla chiesa. E, per essere onesto, con loro non ho nemmeno parlato. Sul viso paffuto si allarg un leggero sorriso. Forse non dovrei chiedere com' riuscito a riaverla. Infatti. Bene, allora procederemo cos: da parte mia, mi limiter a restituire il campione al professor Ballasari, e la cosa finisce qui. Monsignor Mansoni fece scattare il fermo e sollev il coperchio. E trasal nel vedere l'interno completamente vuoto. Dopo aver spostato qualche volta lo sguardo fra il piccolo oggetto e Michael, mormor: Sono confuso. Il campione non c'! No! Non dica cos! Michael si tir su di botto e guard a sua volta dentro la custodia. Oh, no! Si afferr la testa con tutte e due le mani e si lasci cadere in avanti, fino a che i gomiti poggiarono sulle ginocchia. Non posso crederci! Devono averlo tolto. evidente. Michael aveva un tono depresso. Lei sconvolto. Pi di quanto si immagina. Di certo, non tutto perduto. Forse adesso dovrebbe avvicinare direttamente i due americani e chiedere la restituzione del campione. Michael si strofin forte il viso, poi sospir. Non credo che sia una scelta consigliabile, non dopo ci che ho fatto per riprendere la custodia vuota. E, se anche provassi, il giudizio che lei ha dato del loro carattere molto probabilmente corretto. Rifiuterebbero. Il mio intuito mi dice che hanno un piano preciso per quel campione, nel quale sono molto coinvolti. Sa quando partono? Domattina alle sette e cinque con l'Air France. Andranno a Londra via Parigi. Be', allora abbiamo un'altra possibilit. C' un modo sicuro per riavere indietro il campione. Si d il caso che io sia imparentato per parte di madre con un signore che si chiama Carlo Ricciardi. un cugino di primo grado.

il soprintendente archeologico del Piemonte e pu attivare il Nucleo per la Tutela del Patrimonio Artistico e Archeologico. Non ne ho mai sentito parlare. Non c' da sorprendersi, dato che le loro attivit sono svolte per lo pi in modo discreto. un corpo speciale dei carabinieri che vigila sulla sicurezza del vasto tesoro dei monumenti e degli oggetti storici che si trovano in Italia, e questi comprendono senza dubbio la Sacra Sindone, nonostante il proprietario legittimo sia la Santa Sede. Se mi rivolgessi a Carlo, lui non avrebbe problemi a far recuperare il campione. Che cosa gli dir? Voglio dire, lo ha dato lei il campione agli americani, non che lo hanno rubato. Anzi, glielo ha addirittura dato in un luogo pubblico, e un avvocato italiano un po' intraprendente sarebbe perfino capace di esibire un testimone. Non direi che stato rubato. Mi limiterei a dire che stato ottenuto con l'inganno, cosa che risponde a verit. Ma, cosa pi importante, direi che non stata rilasciata alcuna autorizzazione per farlo uscire dall'Italia, il che assolutamente proibito, mentre loro hanno intenzione di partire domattina. E quella polizia archeologica avrebbe l'autorit di confiscarlo? Certo! un corpo potente, che ha molta libert d'azione. Opera alle dipendenze del ministero per i Beni e le Attivit Culturali, ma diretto e coordinato da un generale dei carabinieri. E suo cugino pu mettere in moto una simile operazione? I soprintendenti archeologici, allora, sono persone che contano parecchio! In questo campo, s. Per farle un esempio, un po' di anni fa il vostro presidente Reagan chiese all'allora presidente italiano se i famosi Bronzi di Riace, estratti poco tempo prima dal mare nei pressi di Reggio Calabria, potessero essere trasportati alle Olimpiadi di Los Angeles come icone di quella importante manifestazione sportiva. Il presidente italiano si dichiar d'accordo, ma il soprintendente archeologico regionale disse di no e le statue rimasero in Italia. D'accordo, sono rimasto impressionato, ammise Michael. E mi dica: questo corpo speciale ha una sua divisione in uniforme? Hanno i loro ispettori in abiti civili, ma per le operazioni utilizzano o i carabinieri in divisa o gli agenti di altri corpi di polizia. All'aeroporto credo che sar la Guardia di Finanza a intervenire, ma potrebbero partecipare anche i carabinieri. Se fa questa telefonata, che cosa accadr agli americani?

Domattina, quando faranno il check-in per il volo internazionale, saranno arrestati, messi in prigione e processati. In Italia, le imputazioni di questa natura sono considerate molto serie. Ma non sarebbero processati immediatamente. I casi di questa natura hanno delle procedure lente. Per il campione ci verrebbe restituito subito e il problema sarebbe risolto. Faccia la telefonata! Michael era deluso, ma non tutto era perduto. Evidentemente, non avrebbe potuto vantare il merito di aver risolto il problema tutto da solo. D'altra parte, poteva far sapere al cardinale che la sua partecipazione era stata indispensabile per il buon esito di tutta la vicenda. Un rutto soddisfatto sal dallo stomaco di Daniel, che port una mano al viso nel timido tentativo di nascondere un sorriso birichino. Stephanie gli scocc ci che considerava una delle sue occhiate pi sdegnose. Non trovava divertente quando lui dava la stura al suo lato sbarazzino. Daniel rise. Ehi, rilassati. Ci siamo goduti una cena coi fiocchi e una bottiglia di Barolo con gli strafiocchi. Non rovinare tutto! Mi rilasser dopo che avremo lasciato l'albergo. Penso di avere il diritto di sentirmi sulle spine, dopo che qualcuno ha frugato fra le mie cose. Daniel infil la chiave nella toppa e apr la porta della loro stanza. Stephanie varc la soglia e diede un'occhiata tutt'attorno. Lui fece per oltrepassarla, ma fu trattenuto per un braccio. Devo andare in bagno! si lament. Abbiamo avuto visite! Oh, e come fai a saperlo? Stephanie punt l'indice verso il cassettone. La custodia d'argento sparita. sparita davvero. Immagino che avessi ragione. Certo che avevo ragione, replic lei. Si avvicin al cassettone e mise la mano nel punto in cui in precedenza c'era il piccolo oggetto d'argento, come se non credesse del tutto alla sparizione. Ma anche tu. Vogliono il campione. Be', devo concederti tutto il merito dell'idea di portarlo con noi e lasciare qui la custodia. Grazie. Ma prima controlliamo che non l'abbiano presa solo perch qualcosa di prezioso. Stephanie si avvicin alla sua valigia e controll di nuovo la pochette con i gioielli. C'erano tutti, e anche il denaro in contanti. Daniel fece la stessa cosa. Gioielli, contanti e traveler's check non erano

stati toccati. Si raddrizz e chiese: Che cosa vuoi fare? Andiamocene dall'Italia. Non mi sono mai sentita cos, mai, in un milione di anni. Stephanie si lasci andare all'indietro sul letto, con ancora indosso il cappotto, e fiss il lampadario di vetro multicolore. Sto parlando di stanotte. Cio, se cambiare stanza o albergo? S. Stiamo qui e usiamo il catenaccio. Speravo che dicessi proprio cos, comment Daniel, mentre si toglieva i pantaloni e poi li sistemava in modo che non perdessero la piega. Non vedo l'ora di mettermi a letto, aggiunse, guardando Stephanie che rimaneva sdraiata con addosso il cappotto. Poi and all'armadio e appese i pantaloni. Appoggiandosi all'anta chiusa si tolse i mocassini. Sarebbe una fatica immane spostarci, e sono sfinita. Stephanie fece uno sforzo per alzarsi dal letto e togliersi il cappotto, poi and ad appenderlo. Inoltre, non sono sicura che la persona che ci sta perseguitando non riesca a scoprire i nostri movimenti. Basta che non lasciamo questa stanza fin quando non ce ne andremo dall'albergo. A me sta bene, approv Daniel e cominci a sbottonarsi la camicia. Domattina potremmo perfino evitare di fare colazione qui. Potremmo mangiare qualcosa in uno di quei caff dell'aeroporto. Mi sembrava avessero tutti una bella scelta di paste. Il portiere ha detto che dovremmo essere l per le sei, il che significa che dovremo alzarci dannatamente presto, pur non facendo la colazione. Ottima idea. Non so dirti quanto sono impaziente di arrivare all'aeroporto, fare il check-in e salire su quell'aereo. 13 Marted 26 febbraio 2002 - ore 4.45 Nonostante il robusto catenaccio, Stephanie aveva dormito pochissimo. Ogni rumore proveniente dall'interno o dall'esterno dell'albergo le aveva provocato una piccola reazione di panico, e di rumori ce n'erano stati tanti. A un certo punto, dopo ia mezzanotte, quando qualcuno aveva girato la chiave nella toppa della porta vicina, lei si era tirata su a sedere, pronta per la battaglia, convinta com'era che sarebbe penetrato nella loro camera. Era scattata cos in fretta da scoprire Daniel, il quale aveva tirato le coperte

verso di s, incollerito. Dopo le due era riuscita finalmente ad addormentarsi, ma non di un sonno profondo e ristoratore. Fu un sollievo quando Daniel la scosse per una spalla dopo quello che a lei era parso soltanto un quarto d'ora. Che ore sono? gli chiese con la voce impastata e si appoggi su un gomito. Le cinque. Alzati e datti da fare! Dovremmo essere in un taxi nel giro di mezz'ora. Alzati e datti da fare era una frase usata spesso da sua madre per svegliarla, quando Stephanie era adolescente. Poich era una dormigliona olimpionica che detestava svegliarsi, quell'espressione l'aveva sempre seccata. Daniel era al corrente della storia e us la frase deliberatamente, per provocarla, un modo davvero efficace per strapparla al sonno. Sono sveglia, borbott lei irritata, quando la scosse un'altra volta. Guard il suo tormentatore ma lui si limit a sorridere e a scompigliarle i capelli. Quel gesto era un'altra cosa che Stephanie trovava irritante, anche quando aveva i capelli gi in disordine, com'erano di sicuro in quel momento. Si sentiva sminuita, e lo aveva gi detto diverse volte a Daniel. Si sentiva come se la considerasse una bambina o, ancor peggio, un animale da compagnia. Lo guard dirigersi verso il bagno, poi si lasci ricadere supina e trasal alla luce del lampadario che risplendeva proprio sopra di lei. Fuori era ancora buio pesto. Sospir. L'unica cosa al mondo che desiderava in quel momento era rimettersi a dormire. Ma poi le ragnatele che si sentiva nella testa cominciarono a diradarsi e pens a quanto desiderava salire su quell'aereo e andarsene dall'Italia con le fibre della Sindone. Sei in piedi? grid Daniel dal bagno. S, rispose lei. Non si faceva scrupoli a raccontar frottole, dopo che lui era stato tanto spietato svegliandola. Si stiracchi, sbadigli, si tir su a sedere. Dopo aver scacciato una sensazione simile alla nausea, si alz. La doccia fece meraviglie per entrambi. Anche Daniel, nonostante avesse fatto mostra di vivacit, si era alzato a fatica, ma quando uscirono dal bagno erano tutti e due su di morale e non vedevano l'ora di arrivare all'aeroporto. Si vestirono rapidamente e rimisero in valigia le poche cose che avevano usato. Alle cinque e un quarto Daniel telefon al portiere perch chiamasse un taxi e mandasse qualcuno a prendere i bagagli. difficile credere che oggi stesso, nel tardo pomeriggio, saremo a Nassau, osserv. Da Londra, un volo British Airways li avrebbe portati direttamente a New Providence, una delle Bahamas.

Non mi sembra vero che passeremo dall'inverno all'estate in un giorno solo, comment Stephanie. come se fossero passati secoli dall'ultima volta che ho indossato un paio di short. Mi sento supereccitata. Arriv il fattorino e port il loro bagaglio nella hall con un carrello, con le istruzioni di caricarlo direttamente sul taxi. Mentre Stephanie si asciugava i capelli, Daniel rimase sulla soglia del bagno. Penso che dovremmo dire al direttore dell'intruso, propose lei, al di sopra del frastuono del phon. A cosa servirebbe? A non molto, credo, ma secondo me dovrebbero saperlo. Daniel guard l'orologio. Credo che sia una discussione accademica. Non abbiamo tempo. Sono quasi le cinque e mezzo. Dobbiamo metterci in marcia. Perch non vai gi a saldare il conto? Arriver fra due minuti. Nassau, eccoci che arriviamo! esclam Daniel uscendo dalla stanza. Lo squillo insistente del telefono strapp padre Maloney da un sonno profondo. Si port il ricevitore all'orecchio ancor prima di essere del tutto sveglio. Era padre Peter Fleck, l'altro segretario personale del cardinale O'Rourke. Sei sveglio? gli chiese Peter. Scusa se ti chiamo a un'ora simile. Che ore sono? chiese Michael, mentre intanto cercava tentoni la lampada sul comodino, poi cerc di distinguere le lancette dell'orologio che aveva al polso. Qui a New York mezzanotte meno venti. E l in Italia? Le cinque e trentacinque del mattino. Mi spiace, ma oggi pomeriggio, quando mi hai chiamato, avevi detto che era urgentissimo parlare con il cardinale, e sua eminenza appena rientrato. Te lo passo. Michael si strofin il viso e si diede qualche colpetto sulle guance per svegliarsi. Un attimo dopo, la voce gentile del cardinale risonava nel suo orecchio. Anche lui si scus per l'ora e spieg che era stato costretto a rimanere a una funzione interminabile con il governatore, iniziata quel pomeriggio. Mi spiace dover aggiungere un altro fardello, esord Michael, con un po' di trepidazione. Non lo ingannavano i modi benevoli del cardinale: celavano la capacit di essere spietato, soprattutto con un sottoposto che fosse tanto stupido o tanto sfortunato da contrariarlo. Allo stesso modo, con

coloro che lo compiacevano sapeva essere straordinariamente generoso. Sta dicendo che a Torino c' un problema? Purtroppo s. Le due persone mandate dal senatore Butler per ricevere il campione della Sindone sono entrambi scienziati biomolecolari. Capisco. Sono il dottor Daniel Lowell e la dottoressa Stephanie D'Agostino. Capisco, ripet il cardinale. Considerate le istruzioni che lei mi ha dato, sapevo che sarebbe rimasto sgomento per questo, a causa delle implicazioni relative ad analisi non autorizzate. La buona notizia che, lavorando tempestivamente in collaborazione con monsignor Mansoni, sono riuscito a fare in modo che il campione venga subito restituito. Oh! Dopo questa semplice esclamazione, ci fu una pausa che mise Michael a disagio: non era certo la reazione che si aspettava. Dopo il resoconto che gli aveva appena fatto, aveva sperato che il cardinale esprimesse apprezzamento per il suo operato. Ovviamente, lo scopo di evitare qualsiasi ulteriore affronto alla Sacra Sindone, si affrett ad aggiungere, mentre gi sentiva un brivido corrergli su per la spina dorsale. Il suo intuito gli diceva che la conversazione stava per avere una svolta inattesa. Il dottor Lowell e la dottoressa D'Agostino hanno acconsentito volontariamente a riconsegnare il campione? Non esattamente, ammise Michael. Verr loro confiscato dalle autorit italiane quando stamattina si presenteranno al check-in per il volo Torino-Parigi-Londra. E che cosa accadr ai due scienziati? Credo che verranno trattenuti. vero che la Sindone non stata toccata per ottenere quel campione, come aveva suggerito il senatore Butler? S, vero. Il campione in oggetto un frammento minuscolo preso da un pezzo del sudario che era stato tagliato via molti anni fa. Ed stato consegnato ai due americani in modo strettamente confidenziale, senza documentazione ufficiale? Per quanto ne so, cos. Ho comunicato che questo era il suo desiderio specifico. Michael cominci a sudare, certo non con l'abbondanza di quando era nascosto dietro la tenda, il giorno prima, ma per lo stesso motivo: la paura. Aveva un nodo allo stomaco provocato dall'ansia, e i muscoli tesissimi. Il tono del cardinale nel rivolgergli quelle domande aveva un ac-

cenno di asprezza appena percettibile, di cui molti non si sarebbero nemmeno accorti, ma lui lo colse immediatamente. Sapeva che sua eminenza stava andando sempre pi in collera. Padre Maloney! Per sua informazione, il senatore ha gi avanzato il disegno di legge promesso, che limita la responsabilit degli enti di beneficenza negli illeciti, e ora ancora pi convinto, rispetto a quando ne avevamo parlato venerd scorso, che avr buone probabilit di passare, con il suo sostegno. Non occorre le spieghi il valore che avrebbe questa legge per la chiesa. Per quanto riguarda il campione della Sindone, privo di qualsiasi documentazione ufficiale, se anche venisse usato per avventate indagini scientifiche, i risultati non potrebbero essere autenticati e quindi sarebbe facile respingerli. Mi spiace, bofonchi Michael, poco convinto. Pensavo che sua eminenza volesse la restituzione del campione. Padre Maloney, le mie istruzioni erano chiare. Non l'ho mandata a Torino per pensare. L'ho mandata perch scoprisse chi aveva preso il campione e lo seguisse per sapere a chi veniva consegnato. Non doveva organizzarne la restituzione e di conseguenza mettere a rischio un iter legislativo estremamente importante. Non so che cosa dire... Non dica niente Le consiglio invece di bloccare ci che ha gi messo in moto, se non gi diventato un fatto compiuto; questo, naturalmente, a meno che le sue aspirazioni non siano di essere assegnato a una piccola parrocchia da qualche parte nelle Catskill Mountains. Non voglio che il campione sia confiscato n che gli scienziati americani siano arrestati, il che un termine pi preciso rispetto all'eufemismo usato da lei. Cosa pi importante di tutte, non voglio che il senatore Butler mi telefoni avvisandomi che ha ritirato il suo progetto di legge, cosa che sicuramente far se accadr ci che lei mi ha descritto. Sono stato chiaro, padre? Perfettamente, balbett Michael, e si accorse che il telefono era muto: il cardinale aveva riattaccato. Mentre rimetteva a posto il ricevitore, deglut a fatica. Essere spedito in una piccola parrocchia sperduta fra i monti nello stato di New York era l'equivalente, nella chiesa, di essere mandato in Siberia. Afferr di nuovo il ricevitore, quasi strappandolo via. L'aereo degli americani non sarebbe partito che dopo le sette. Questo significava che c'era la possibilit di evitare il disastro della propria carriera. Come prima cosa, telefon al Grand Hotel Belvedere, solo per scoprire che i due se n'erano gi

andati. Poi tent con monsignor Mansoni, ma il prelato aveva lasciato la sua residenza mezz'ora prima per l'aeroporto. Galvanizzato da queste rivelazioni, Michael si infil i vestiti con la rapidit di un fulmine e usc dalla sua stanza senza radersi n fare la doccia e senza nemmeno usare il bagno. Non volendo aspettare l'ascensore, si precipit gi per le scale e dopo pochi minuti, ansante, armeggiava con le chiavi e saliva a bordo della Fiat presa a nolo. Mise in moto, part con una sgommata e usc dal parcheggio. Un'occhiata all'orologio gli permise di calcolare che poteva arrivare all'aeroporto poco dopo le sei. Il problema era che non aveva la minima idea di cosa avrebbe fatto una volta arrivato l. Hai intenzione di dargli una grossa mancia? chiese Stephanie in tono provocatorio, mentre il taxi saliva la rampa che portava alle partenze. La fobia di Daniel riguardo ai taxi cominciava a darle sui nervi, anche se doveva riconoscere che quella volta lui non aveva tutti i torti: l'autista aveva completamente ignorato le sue ripetute richieste di andare pi piano. Ogni volta che Daniel diceva qualcosa, l'uomo rispondeva: No English! Comunque, non era andato pi forte di qualsiasi altro veicolo sulla superstrada. Sar gi tanto se gli pagher la corsa! sbott Daniel. L'auto si ferm in mezzo a un mare di altri taxi e auto private che scaricavano i passeggeri. A differenza che nel centro cittadino, nell'aeroporto c'era un gran via vai di gente. Con l'aiuto del tassista, Stephanie e Daniel deposero rapidamente i bagagli sul marciapiede, poi Daniel lo pag controvoglia e quello se ne and. Come faremo adesso? chiese Stephanie. Avevano pi valigie di quante sarebbero riusciti a portare. Si guard attorno. Non mi piace l'idea di lasciarle incustodite, disse Daniel. Sono d'accordo. Che ne dici se uno va a cercare un carrello e l'altro rimane qua? Mi sembra una buona idea. Tu che cosa preferisci? Dato che i biglietti e i passaporti li hai tu, preparali, intanto io cerco il carrello. Stephanie si fece largo tra la folla, tenendo gli occhi puntati per scorgere un carrello, ma tutti quelli che vedeva erano gi in possesso di qualcuno. Ebbe pi fortuna all'interno del terminal, soprattutto dopo aver oltrepassato i banchi del check-in ed essersi avvicinata alla zona dei controlli di sicu-

rezza, infatti i viaggiatori che si sottoponevano ai controlli dovevano abbandonare i carrelli. Ne prese uno abbandonato e torn sui propri passi. Trov Daniel seduto sulla valigia pi grossa, che batteva un piede con impazienza. Ce ne hai messo di tempo! si lament. Mi spiace, ho fatto il meglio che ho potuto. Questo posto strapieno. Devono esserci parecchi voli che partono pi o meno alla stessa ora. Si diedero da fare a caricare tutto, tranne i portatili che si misero a tracolla, e formarono una pila piuttosto precaria. Daniel cominci a spingere e Stephanie cammin di fianco al carrello, per impedire alle valigie di cadere. Ho notato un sacco di polizia in giro, gli disse, mentre entravano nel terminal. Pi di quanta se ne veda normalmente negli aeroporti. Certo, i carabinieri si notano di pi, con quelle strisce rosse sui pantaloni. Superata la porta di qualche metro si fermarono. La folla turbin loro attorno, come un fiume che incontri un ostacolo. Da che parte andiamo? chiese Daniel, mentre veniva spintonato in qua e in l. Non vedo nessun display dell'Air France. I voli sono elencati sui monitor vicino a ogni banco del check-in. Aspettami qua! Vado a cercare il nostro. Le occorsero solo pochi minuti per trovare il banco giusto. Quando torn indietro vide che Daniel si era spostato da una parte, per evitare la fiumana di gente che entrava dalla porta. Indic nella direzione verso la quale dovevano andare e ripartirono. Adesso capisco che cosa intendevi, parlando della polizia, comment Daniel. Me ne sono passati vicino sei o sette. La cosa che mi ha colpito sono state le mitragliette. Ce n' perfino un gruppo dietro il banco dove dovremo andare noi. Si accodarono alla fila piuttosto lunga per il volo Torino-Parigi. Dopo cinque minuti erano avanzati pochissimo. Che cosa diavolo stanno facendo laggi? chiese Daniel. Si sollev sulla punta dei piedi per cercare di vedere come mai le cose andavano per le lunghe. Non riesco a capire come mai ci mettono cos tanto. Mi chiedo se magari la polizia a rallentare le operazioni. Se non perderemo tanto tempo anche nel passare attraverso la sicurezza, credo che ce la faremo. Stephanie guard l'orologio. Erano le sei e venti. Dato che questo banco solo per il nostro volo, siamo tutti sulla stessa

barca. Daniel stava ancora fissando l'inizio della fila. Non ci avevo pensato, ma credo che tu abbia ragione. Accidenti! esclam Daniel. Che cosa c' adesso? Dall'esclamazione e soprattutto dal tono, Stephanie si accorse di quanto era teso. Cerc di seguire il suo sguardo ma aveva davanti troppa gente. Monsignor Mansoni, il prete che ci ha dato il campione della Sindone, l dietro il banco, assieme ai carabinieri. Sei sicuro? A Stephanie sembrava una coincidenza eccessiva. Prov di nuovo a guardare, senza riuscirci. Daniel alz le spalle. Allung di nuovo il collo per vedere il banco, poi le rispose: Sembra proprio lui, e non credo che ci siano tanti preti obesi a quel modo. Credi che abbia a che fare con noi? Non lo so, ma mettendo insieme la sua presenza qui e il fatto che qualcuno ha cercato di sottrarci il campione quando eravamo in albergo mi sento a disagio. Questa cosa non mi piace. Non mi piace per niente. La fila avanz un altro po', portandoli al quarto posto. Daniel esit, non essendo sicuro sul da farsi, ma l'uomo dietro di lui gli diede un colpetto impaziente per farlo andare avanti. Spinse il carrello, ma si tenne nascosto dietro la torre di valigie. Stephanie invece si spost di lato e guard senza farsi notare verso l'inizio della fila. Si riavvicin immediatamente per mettersi anche lei al riparo dei bagagli. sicuramente monsignor Mansoni, conferm. Lei e Daniel rimasero qualche momento a fissarsi, poi lui chiese con impeto: Che cosa diavolo facciamo? Non lo so. la polizia a preoccuparmi, non il prete. Evidentemente, replic Daniel in tono collerico. Dov' il campione? Te l'ho gi detto: nella custodia del mio portatile. Ehi, non parlarmi con questo tono! La fila si mosse ancora. Sentendosi il fiato sul collo del viaggiatore alle sue spalle, Daniel dovette spingere il carrello. A mano a mano che si avvicinavano al banco, lui e Stephanie diventavano sempre pi nervosi. Forse lavoriamo troppo di immaginazione, prov a dire lei, speranzosa. una coincidenza troppo grande per liquidarla come semplice para-

noia. Se ci fosse soltanto il prete, o soltanto la polizia, sarebbe diverso, ma tutti e due proprio a questo banco, un'altra cosa. Il problema che dobbiamo prendere una decisione. Voglio dire, non fare niente gi una decisione, perch fra un paio di minuti toccher a noi e qualsiasi cosa dovr accadere accadr. A questo punto che cosa possiamo fare? Siamo inchiodati qui dalla folla, e per giunta con una vagonata di valigie. Nel peggiore dei casi gli restituiamo il campione, se questo che vogliono. Non ci sarebbe cos tanta polizia in uniforme se avessero semplicemente intenzione di confiscarci il campione. Scusate! chiam in inglese alle loro spalle una voce affannata e con una vena di panico. L'accento era inequivocabilmente americano. Tesi com'erano, Stephanie e Daniel voltarono la testa di scatto e si trovarono davanti un prete evidentemente stravolto, con gli occhi che sembravano uscirgli dalle orbite. Il petto gli andava su e gi, probabilmente per lo sforzo della corsa, e la fronte era imperlata di sudore. Inoltre era evidente che non si era rasato e nemmeno pettinato: l'ombra sulle guance e la scompigliata chioma rossa contrastavano con il clergymen perfettamente in ordine e ben stirato. Doveva averli raggiunti facendosi largo attraverso i viaggiatori in coda dietro di loro, a giudicare da com'erano irritati. Il dottor Lowell e la dottoressa d'Agostino? chiese ansante il prete. imperativo che vi parli. Scusi! abbai il viaggiatore dietro Daniel e gli mim di spostarsi in avanti. Lui si accorse che la fila era avanzata ancora. A quel punto invit a gesti l'uomo a prendere il suo posto, cosa che quello fece volentieri. Michael lanci una rapida occhiata oltre il carrello di Daniel e Stephanie. Nel vedere il monsignore e la polizia, si accucci, addossandosi a Daniel. Abbiamo solo pochi secondi, sussurr. Non dovete fare il chek-in del volo per Parigi! Come fa a sapere i nostri nomi? chiese Daniel. Non c' tempo per le spiegazioni. Chi lei? chiese Stephanie. C'era qualcosa di familiare in lui. ma non riusciva a ricordare dove lo avesse visto. Non importa chi sono. Ci che importa che stanno per arrestarvi e vi confischeranno il campione della Sindone. Adesso mi ricordo! esclam Stephanie. Era nel caff quando ci hanno dato il campione, ieri. Vi prego! implor Michael. Dovete allontanarvi da qui. Ho un'auto.

Vi porter fuori dall'Italia. In macchina? chiese Daniel, come se fosse un'idea ridicola. l'unico modo. Treni, aerei, tutti i transiti di massa saranno tenuti d'occhio, ma soprattutto gli aerei, e in particolare il volo per Parigi. Dico sul serio: state per essere arrestati e messi in prigione. Credetemi! Daniel e Stephanie si guardarono, pensando entrambi la stessa cosa: l'arrivo di quel prete trafelato e il suo avvertimento erano una vera fortuna. Non avrebbero fatto il check-in del volo per Parigi. Daniel manovr il carrello per fargli fare dietrofront, ma Michael gli afferr un braccio. Non c' tempo per tutto il bagaglio. Che cosa sta dicendo? Per tutta risposta, Michael allung il collo per guardare verso il banco, a circa sei-sette metri di distanza, ma tir subito indietro la testa, insaccandola nelle spalle come fosse una tartaruga. Accidenti! Adesso mi hanno visto, il che significa che mancano pochi secondi al disastro. A meno che non vogliate trascorrere del tempo al fresco, conviene correre. Dovete lasciare quasi tutto il bagaglio! Dovete decidere che cosa pi importante per voi: la libert o le valigie. Ci sono tutti i miei indumenti estivi! esclam Stephanie, sbigottita. Signore! L'uomo dietro Daniel, irritatissimo, gli fece cenno di spostarsi in avanti. Andate avanti! cominciarono a gridare i viaggiatori in fila dietro di loro, vedendo che bloccavano la fila. Dov' il campione? chiese Michael. E i passaporti? Nella mia tracolla, rispose Daniel. Bene! Tenete il bagaglio a mano, ma lasciate il resto! In seguito far in modo che il consolato statunitense provi a recuperare le vostre cose e a spedirvele dove vi troverete. Andiamo! Michael tir Daniel per una manica, indicando la direzione opposta al banco del check-in. Daniel guard oltre la pila di valigie sul carrello appena in tempo per vedere monsignor Mansoni afferrare per il braccio un carabiniere e indicare verso di loro. A quel punto si rese veramente conto dell'urgenza e sibil a Stephanie: Credo sia meglio fare come dice lui. E va bene! replic lei, sollevando le braccia in gesto di resa. Seguitemi! abbai Michael, e li condusse pi rapidamente che pot lontano dal loro carrello. I viaggiatori ammassati nelle varie code si fecero da parte riluttanti, con una lentezza che per i fuggitivi era esasperante. Continuando a ripetere scusi un'infinit di volte, Michael fu costretto a spingere da parte le persone e a scavalcare i bagagli appoggiati a terra. Da-

niel e Stephanie lo seguivano a ruota, come se lui aprisse un varco in mezzo a una giungla di essere umani. Procedevano molto lentamente e quella situazione ramment a Stephanie un incubo in cui era immersa quando Daniel l'aveva svegliata, circa un'ora e mezzo prima. Vane grida di alt! risonarono alle loro spalle e li spinsero ad accelerare ancora di pi la corsa. Allontanatisi dalla zona affollatissima del checkin, procedevano ora pi speditamente, ma Michael li consigli di rallentare. Se corressimo verso il terminal non ci farebbe caso nessuno, ma correre uscendone attirerebbe troppo l'attenzione. Limitiamoci a camminare in fretta! All'improvviso, si materializzarono due giovani carabinieri che correvano proprio verso di loro con le mitragliette in mano. Oh, no! gemette Daniel e rallent il passo. Continui a camminare! lo esort Michael, parlando tra i denti. Dietro di loro si udiva adesso un grande trambusto, con grida incomprensibili. Continuarono a procedere in rotta di collisione con i due carabinieri. Daniel e Stephanie erano entrambi sicuri che stavano puntando su di loro e li avrebbero arrestati e solo all'ultimo momento si resero conto che non era cos: arrivati alla loro altezza, i due giovani non li degnarono di uno sguardo e continuarono a correre, probabilmente verso la zona del check-in. Vari viaggiatori si fermarono a guardarli, l'apprensione dipinta sul volto. Dopo l'11 settembre i disordini negli aeroporti in qualsiasi parte del mondo, indipendentemente dalla causa, mettevano la gente sul chi vive. Ho la macchina agli arrivi, al livello inferiore, spieg Michael. indicando le scale. Non ho potuto lasciarla al livello delle partenze nemmeno per pochi minuti. Scesero pi rapidamente che poterono. Al piano inferiore il terminal era relativamente deserto, poich i voli attesi dovevano ancora arrivare. Le uniche persone in vista erano un gruppetto di dipendenti dell'aeroporto che si preparavano per l'assalto dei passeggeri, e qualche impiegato delle agenzie di autonoleggio vicino ai loro chioschi. Adesso non correre ancora pi importante, avvert Michael sottovoce. Qualcuno guard nella loro direzione, ma solo per un momento, prima di tornare ai rispettivi compiti. Quando arrivarono davanti alle porte principali, queste si aprirono automaticamente e loro uscirono in fretta, ma a quel punto Michael si ferm e, allargando le braccia, blocc anche i suoi due compagni di fuga.

Questa non una bella vista, si lagn. Purtroppo, quella l la mia macchina a nolo. A una quindicina di metri da loro era parcheggiata una Fiat marrone chiaro, accostata al marciapiede con le luci d'emergenza accese. Immediatamente dietro c'era un'auto della polizia con la luce blu lampeggiante. Sul sedile anteriore si vedevano le teste di due agenti. Che cosa dovremmo fare? chiese Daniel, agitatissimo. Che ne dite di noleggiarne un'altra? Non credo che le agenzie di autonoleggio abbiano gi aperto, e comunque ci vorrebbe troppo tempo, rispose Michael. E un taxi? propose Stephanie. Dobbiamo allontanarci dall'aeroporto. Potremmo noleggiare un'auto in citt. un'idea, approv Michael, ma vide che il posteggio dei taxi era vuoto. Il problema che quaggi non ci saranno taxi fino all'arrivo del primo volo, e non so quando sar. Per trovarne uno dovremmo tornare al livello superiore, e non mi sembra certo una buona idea. Penso che dobbiamo rischiare con la mia auto. Quelli sono vigili urbani, cio la polizia municipale che si occupa del traffico. Non credo che stiano cercando noi, per lo meno non ancora. Probabilmente stanno aspettando un'autogru per portare via la macchina. Che cosa gli dir? Non so. Non c' tempo per essere particolarmente creativi. Cercher di trarre vantaggio dal mio status ecclesiastico. Michael respir a fondo per farsi coraggio. Andiamo! Quando arriviamo alla macchina voi salite. Penser io a parlare. Non mi piace, ribatt Stephanie. Neanche a me, ammise Michael, mentre li spingeva avanti. Ma credo che sia la nostra migliore opportunit. Nel giro di pochi minuti, ogni persona addetta alla sicurezza di questo aeroporto si metter a cercarci dappertutto. Monsignor Mansoni mi ha visto. Voi due vi conoscete? Diciamo di s, ma solo superficialmente. Mentre il gruppetto si avvicinava rapidamente alla Fiat Ulysse, cess ogni conversazione. Michael gir dietro l'auto dei vigili urbani per raggiungere la portiera dal lato del guidatore. Quando arriv, l'apr e si sedette al volante, come se non li avesse notati. Stephanie e Daniel si avvicinarono dal lato opposto e si sistemarono sul sedile posteriore. Padre! grid uno dei due vigili, e scese rapidamente dall'auto, mentre

il compagno rimaneva a bordo. Quando si sent chiamare, Michael non aveva ancora richiuso la portiera. A quel punto, scese dall'auto. Daniel e Stephanie rimasero a guardare dall'interno. Il vigile si avvicin al prete. Indossava una divisa con due tonalit di blu, la cintura e la fondina bianche. Era un tipo magro che parlava rapidamente, come pure Michael. La conversazione era accompagnata da un gran gesticolare, che culmin quando il vigile punt l'indice davanti a s e poi fece degli ampi gesti con la mano. A quel punto Michael risal in macchina e mise in moto. Un attimo dopo la Fiat emergeva sotto la rampa delle partenze e si dirigeva verso l'uscita dell'aeroporto. Che cosa successo? domand Stephanie, nervosa, e guard attraverso il lunotto posteriore per assicurarsi che non li seguissero. Per fortuna, rimasto intimidito dalla mia veste. Che cosa gli ha detto? Mi sono scusato e ho detto che si trattava di un'emergenza. Poi ho chiesto dove fosse l'ospedale pi vicino, e sembra che se la siano bevuta. Mi ha dato un sacco di indicazioni. Lei parla fluentemente l'italiano? chiese Stephanie. Me la cavo. Ho fatto il seminario a Roma. Appena pot, Michael abbandon la superstrada e imbocc una strada di campagna. Dopo poco si ritrovarono in un ambiente agricolo. Dove stiamo andando? si inform Daniel, guardando dal finestrino con espressione crucciata. Staremo lontani dalla superstrada, spieg Michael. Sar pi sicuro. A dirle la verit, non ho idea di quanto hanno intenzione di cercare voi due, ma non voglio rischiare di trovare posti di blocco. Quando se ne present l'opportunit, Michael accost e ferm la macchina. Lasci il motore acceso, scese e scomparve per qualche minuto fra i cespugli. Doveva ancora sorgere il sole, ma faceva gi chiaro. Che cosa succede? chiese Stephanie. Non ne ho la minima idea, rispose Daniel, ma immagino che stia facendo i suoi bisogni. Michael ricomparve e sal di nuovo in macchina. Scusate, disse, ma non aggiunse spiegazioni. Si chin ed estrasse dal portaoggetti del cruscotto diverse cartine stradali. Mi servir un navigatore, annunci. Uno di voi sa leggere una cartina?

Daniel e Stephanie si scambiarono un'occhiata. Lei probabilmente pi brava di me, ammise Daniel. Michael ne apr una, poi gir la testa verso il sedile posteriore. Che ne dice di venire davanti? Ho davvero bisogno d'aiuto, se vogliamo oltrepassare Cuneo. Stephanie fece spallucce, scese di macchina e risal davanti. Noi siamo qui, spieg Michael, dopo aver acceso la luce dell'abitacolo, indicando un punto a nordest di Torino. E stiamo andando qui. Spost il dito verso il basso fino alla base della cartina, dove lo punt sulla costa del Mediterraneo. A Nizza? domand Stephanie. S. Secondo me consigliabile dirigerci a sud, perch in questo modo sar pi facile viaggiare su strade secondarie, e a sud l'aeroporto internazionale pi vicino fuori d'Italia quello di Nizza. Potremmo puntare verso Ginevra, a nord, ma dovremmo usare le strade principali e passare la frontiera in un punto pi controllato. Io credo che sia pi sicuro andare a Nizza. Siete d'accordo? Daniel e Stephanie si limitarono a stringersi nelle spalle. Penso di s, rispose Daniel. Va bene. La strada questa. Michael us di nuovo il dito mentre parlava. Attraverseremo Torino diretti a Cuneo, poi passeremo il Colle di Tenda. Dal momento in cui varcheremo il confine, che in quel punto non sorvegliato, rimarremo sempre in Francia, anche se la via pi diretta verso sud passa dall'Italia. A Mentone, sulla costa, potremo prendere l'autostrada a pedaggio che ci porter rapidamente a Nizza. Quella sar la parte pi rapida. Direi che l'intero viaggio richieder cinque o sei ore, ma solo una supposizione. Pensate che sia accettabile? Daniel e Stephanie si strinsero nuovamente nelle spalle, dopo essersi scambiati un'occhiata. Erano entrambi talmente sconcertati dagli eventi che non sapevano che cosa dire. Era difficile perfino pensare, non solo parlare. Michael guard prima uno poi l'altra. Prender il silenzio per un s. Capisco la vostra confusione. stata una mattinata inattesa, a dir poco. Allora, come prima cosa attraverseremo Torino. Mi sembra il percorso pi sicuro, perch all'interno della citt i controlli sono molto pi difficili. Spero che faremo in tempo a evitare l'ora di punta. Apr la seconda cartina: era quella di Torino e dintorni. Mostr a Stephanie dov'erano e dove volevano andare. Lei annu.

Non dovrebbe essere difficile, continu Michael. Una cosa in cui gli italiani sono bravi sono i cartelli stradali. Prima seguiamo le indicazioni per il centro citt, poi quelle per la statale 20, diretta a sud. Va bene? Stephanie annu di nuovo. Andiamo! Michael si sistem al volante e ingran la marcia. Inizialmente il traffico non era male ma, pi si avvicinavano alla citt, pi peggiorava e pi il traffico peggiorava pi tempo impiegavano e pi tempo impiegavano pi il traffico peggiorava, in una spirale senza fine. Poco prima che raggiungessero il centro si fece giorno; il cielo era sereno, di un celeste pallido. Proseguirono in silenzio, tranne per le indicazioni date di tanto in tanto da Stephanie, che seguiva attentamente il loro procedere sulla mappa della citt e lo confrontava con i cartelli stradali che incontravano. Daniel non diceva una parola. Per lo meno era contento che Michael fosse un guidatore prudente e guardingo. Erano quasi le nove quando si lasciarono alle spalle Torino e il suo traffico da ora di punta per seguire la statale 20 verso sud. A quel punto, Stephanie e Daniel erano riusciti a rilassarsi un po' e a raccogliere le idee, che si concentravano soprattutto sul loro autista e sui bagagli abbandonati. Stephanie ripieg con cura le due cartine e le appoggi sul cruscotto. Da quel punto la strada era facile da trovare. Guard il profilo adunco di Michael, le guance incavate e scurite dalla barba non rasata, la rossa chioma scomposta. Forse questo il momento buono per chiederle chi , gli disse. Sono un semplice prete, rispose Michael e sorrise debolmente. Sapeva che le domande sarebbero arrivate, e non era sicuro di quanto volesse dire. Penso che ci meritiamo di pi, insist Stephanie. Mi chiamo Michael Maloney e lavoro per l'arcivescovo di New York, ma al momento mi trovo in Italia per affari collegati alla chiesa. Come mai sapeva i nostri nomi? domand Daniel. Sono certo che entrambi siete estremamente curiosi, e ne avete ben donde. Per preferirei non entrare nei dettagli della mia partecipazione. Sarebbe meglio per tutti. Potreste accettare di sapere soltanto che vi ho salvati da un sicuro arresto e non interrogarmi? Ve lo chiedo per favore. Forse potreste attribuire il mio aiuto all'intervento divino, per il quale sono stato semplicemente il servo di Dio. Stephanie scocc un'occhiata a Daniel, prima di concentrarsi nuovamente su Michael. interessante che lei abbia usato l'espressione 'intervento divino'. una coincidenza, dato che abbiamo udito questa specifica formu-

la in associazione a ci che ci ha portati in Italia, e precisamente a ritirare il campione della Sindone. Oh? Michael cerc un modo per spostare la conversazione su argomenti meno delicati, ma non gliene venne in mente nessuno. Perch stavano per arrestarci? volle sapere Daniel. Non dovrebbe avere niente a che fare con la nostra partecipazione. Perch si scoperto che siete scienziati biomedici. statla una brutta sorpresa. Attualmente, la chiesa non desidera che si svolgano altre indagini scientifiche riguardo all'autenticit della Sindone; considerata la vostra preparazione, c'era il legittimo timore che invece fosse proprio ci che voi intendete fare. All'inizio, la chiesa voleva semplicemente riavere il campione, ma quando questo non sembrato fattibile, hanno deciso di confiscarlo. Questo spiega un po' di cose, osserv Stephanie, ma non come mai lei ha deciso di aiutarci. Si fida che noi non sottoporremo il campione a indagini scientifiche? Preferirei non toccare questo argomento. La prego! Come faceva a sapere che eravamo diretti a Londra, mentre eravamo in fila al check-in del volo per Parigi? Daniel si sporse in avanti in attesa della risposta. La voce di Michael non arrivava bene ai sedili posteriori. Rispondere a questa domanda mi metterebbe in imbarazzo. Michael arross, ricordando il suo nascondiglio dietro la tenda. Vi prego. Possiamo lasciar perdere? Accettate ci che ho fatto come un piacere: semplicemente un amico che aiuta una coppia di compatrioti in difficolt. Proseguirono in silenzio per qualche chilometro, dopo di che Stephanie si decise a parlare. Be' grazie per averci aiutati. E, per quello che vale, sappia che non ci interessa affatto verificare l'autenticit della Sindone. Lo far sapere alle autorit ecclesiastiche. Sono certo che saranno sollevate nel saperlo. E il nostro bagaglio? C' la possibilit che lei riesca a recuperarlo? Sar felice di fare del mio meglio, e sono ottimista al riguardo, soprattutto sapendo che non avete intenzione di sottoporre il campione a indagini scientifiche. Se tutto va bene, ve lo far spedire a casa vostra, nel Massachusetts. Non torneremo a casa che fra un mese, replic Daniel. Vi lascer il mio biglietto da visita. Non appena avrete un indirizzo, potrete chiamarmi. Lo abbiamo gi l'indirizzo.

Avrei una domanda, intervenne Stephanie. D'ora in poi, saremo persona non grata in Italia? Come per la questione del bagaglio, spero di riuscire a far cancellare il passato, come si suol dire. Non avrete alcun problema a visitare l'Italia in futuro, se questo che la preoccupa. Stephanie si volt verso Daniel. Io penso di poter sopravvivere senza conoscere i dettagli truci. E tu? Suppongo di s, rispose lui. Per mi piacerebbe sapere chi riuscito a penetrare nella nostra camera d'albergo. Io di certo non voglio parlarne, si affrett a rispondere Michael, il che non significa che sappia qualcosa in particolare. Allora ci dica solo questo: era un membro della chiesa o un professionista assoldato ad hoc, o era un dipendente dell'albergo? Non posso dirlo, mi spiace. Una volta rassegnati al fatto che Michael non avrebbe spiegato i come e i perch del suo prezioso intervento e rassicurati che le autorit italiane erano state eluse, Stephanie e Daniel si rilassarono e si godettero perfino il viaggio. Salendo su per le Alpi ricoperte di neve e attraversando la stazione sciistica di Limone Piemonte videro un panorama spettacolare. Sul lato francese del passo scesero per la scoscesa Gorge de Saorge, lungo una strada tagliata letteralmente nelle pareti rocciose della stretta gola. Si fermarono a mangiare un boccone a Sospel e quando arrivarono all'aeroporto di Nizza erano le due del pomeriggio. Michael diede loro il proprio biglietto da visita e prese l'indirizzo dell'Ocean Club di Nassau, dove Daniel aveva fatto la prenotazione. Poi li salut con una stretta di mano, promettendo di nuovo di provvedere al loro bagaglio appena fosse rientrato a Torino, quindi ripart. Daniel e Stephanie fissarono la Fiat finch scomparve alla vista, poi si guardarono. Stephanie scosse la testa e comment: Che strana esperienza! Daniel annu. Questo dir poco! Stephanie si lasci sfuggire una risata derisoria. Non voglio infierire, ma non posso fare a meno di ricordare come gongolavi ieri mattina per quanto era stato facile ottenere quel campione e per come questa facilit fosse foriera del successo nel curare Buter. Te lo vuoi rimangiare? Forse stata una considerazione prematura, ammise Daniel. Per le cose sono andate a finire bene. Magari perderemo un giorno o due, ma tut-

to filer liscio, a partire da adesso. Speriamo, mormor Stephanie, sistemandosi la tracolla sulla spalla. Entriamo a informarci sui voli per Londra. Questo sar il primo test. Entrarono nel terminal e guardarono gli orari su un'enorme tabella elettronica. Individuarono quasi simultaneamente un volo non stop della British Airways per le 15.45. Vedi che cosa intendo? si vant Daniel. Pi comodo di cos! 14 Gioved 28 febbraio 2002 - ore 15.55 Per la miseria, sbott Daniel con il tassista. Che cosa fa? Ci far ammazzare! Era tutto teso contro la cintura di sicurezza, una mano appoggiata alla spalliera del sedile davanti. Erano appena arrivati nell'isola di New Providence. Il controllo passaporti e la dogana erano stati una pura formalit, dato che non avevano bagaglio. Quel po' di vestiario e di articoli da toletta acquistati durante il soggiorno di trentasei ore a Londra erano infilati nella borsa del bagaglio a mano. Erano stati i primi a sbarcare dall'aereo e avevano preso il primo taxi della fila, una Cadillac d'epoca nera. Mio Dio! gemette Daniel mentre un'auto che veniva in senso contrario pass alla loro destra. Gir la testa e la vide allontanarsi dietro di loro. Allarmato dalle esclamazioni del suo viaggiatore, il tassista lo guard nello specchietto retrovisore. Ehi, amico! Che cosa c'? Daniel, che era impallidito, si volt di nuovo in avanti, temendo altro traffico in arrivo. L'auto appena passata era la prima che avevano incrociato sulla stretta strada a due corsie proveniente dall'aeroporto. Come al solito, lui teneva lo sguardo fisso sul parabrezza e l'aveva vista avvicinarsi. Si era irrigidito sempre di pi, mentre l'autista, che era nel pieno di un monologo di benvenuto come se fosse un membro della camera di commercio locale, cominciava a spostarsi a sinistra. Daniel pensava che si sarebbe accorto dell'errore e si sarebbe buttato a destra. Ma non lo aveva fatto. Quando credeva che fosse troppo tardi per evitare un incidente, aveva gridato per la disperazione. Daniel, calmati! cerc di tranquillizzarlo Stephanie e gli mise una mano sulla coscia dai muscoli tesissimi. Va tutto bene. evidente che qui tengono la sinistra.

Perch diavolo non me lo avevi detto? Non lo sapevo, almeno fin quando non abbiamo incrociato quell'auto. Ma ha senso: questa stata per secoli una colonia inglese. Allora come mai il volante a sinistra, come nelle macchine normali? Stephanie cap che l'umore di Daniel non gli avrebbe permesso di calmarsi e cambi argomento. Non riesco a scordare il colore dell'oceano dall'alto dell'aereo, mentre arrivavamo. Dev'essere perch poco profondo. Non avevo mai visto un acquamarina cos luminoso n un color zaffiro cos intenso. Daniel grugn. Era preoccupato per un'altra auto che si avvicinava. Stephanie guard fuori e abbass il finestrino, nonostante la Cadillac avesse l'aria condizionata. Per lei che arrivava dal bel mezzo dell'inverno, la serica aria tropicale e la flora lussureggiante erano sensazionali, soprattutto il rosso scarlatto e il viola luminoso della buganvillea che sembrava prosperare su ogni muro dell'isola. I paesi e gli edifici che passavano facevano pensare al New England, tranne per le vibranti tinte tropicali, messe in risalto dall'implacabile sole delle Bahamas. Le persone che superavano, il cui colore della pelle andava dal bianco al mogano, sembravano rilassate e i loro sorrisi si notavano perfino da lontano. Stephanie sentiva che quello era un luogo felice e sper che fosse un segno di buon auspicio per ci che lei e Daniel stavano per intraprendere. Per quanto riguardava la loro sistemazione, non aveva idea di cosa li aspettava, poich non ne avevano parlato. Era stato Daniel a occuparsene, prima di lasciare l'Italia. Il 22 marzo, esattamente tre settimane dopo, sapeva dove si sarebbero trovati. Quel giorno sarebbe arrivato Butler e loro due lo avrebbero raggiunto all'enorme Atlantis Hotel, sfruttando la prenotazione fatta dallo stesso senatore. Stephanie scosse impercettibilmente la testa pensando a tutto ci che dovevano fare prima del suo arrivo. Sperava che la coltura del tessuto proseguisse bene, a Cambridge. Se cos non fosse stato, non c'era modo di rispettare il termine tassativo di tre settimane per l'impianto. Dopo una mezz'oretta di viaggio, cominciarono a vedere alcuni alberghi alla loro sinistra, su quella che l'autista chiam Cable Beach. Erano per la maggior parte dei grossi grattacieli e come tali non particolarmente invitanti per lei. Poi attraversarono la citt di Nassau, molto pi affollata di quanto lei pensasse, con una profusione di auto, camion, autobus, scooter, motorini e pedoni. Eppure, nonostante tutto quel traffico e quel formicolio di gente, le banche imponenti ed eleganti, gli edifici in stile coloniale, co-

lorati ma dall'aspetto ufficiale, c'era lo stesso senso diffuso di felicit che aveva gi notato. Perfino rimanere imbottigliati nel traffico era una cosa che la gente sembrava non solo tollerare ma considerare un motivo di divertimento. Il taxi imbocc un alto ponte ad archi che portava a Paradise Island. L'autista spieg che ai tempi coloniali era chiamata Hog Island, l'Isola dei Maiali, ma poi Huntington Harford, il progettista che l'aveva trasformata, aveva pensato che quel nome non fosse attraente. Stephanie e Daniel erano d'accordo. Arrivati all'estremit del ponte, l'uomo indic un moderno centro commerciale sulla destra e il gigantesco complesso dell'Atlantis sulla sinistra. Nel centro commerciale ci sono negozi di abbigliamento? domand Stephanie e si volt a guardare in quella direzione. I negozi sembravano inaspettatamente esclusivi. S, signora, ma sono carissimi. Se quello che cerca qualcosa da portare sull'isola, le consiglio Bay Street, in citt. Dopo una breve corsa in direzione est, il taxi svolt a nord in quello che si rivel un lungo viale d'accesso che si insinuava serpeggiando in un tratto di vegetazione particolarmente folta e lussureggiante. All'ingresso un cartello proclamava: PRIVATO, OCEAN CLUB, RISERVATO AI CLIENTI. Stephanie rimase colpita in particolare dal fatto che l'albergo rimaneva invisibile fino a dopo l'ultima curva. Sembra un posto paradisiaco, comment mentre il taxi si fermava e veniva accolto da portieri in bermuda e impeccabili camicie bianche. considerato uno dei migliori alberghi, le annunci Daniel. Giusto, amico, comment il tassista. Quel posto si rivel ancora meglio di quanto Stephanie avesse sperato. Comprendeva basse costruzioni a due piani, sparpagliate lungo una meravigliosa striscia di spiaggia concava e quasi nascosta dagli alberi fioriti. Daniel era riuscito a prenotare una suite al piano terreno, a pochi passi dalla spiaggia di sabbia bianca da cui la separava una distesa di prato perfettamente curato. Dopo che ebbero riposto nell'armadio i pochi indumenti e sistemato gli articoli da toletta nel bagno rivestito di marmo, chiese a Stephanie: Sono le cinque e mezzo. Che cosa facciamo? Non tanto. In base al fuso orario che abbiamo appena lasciato mezzanotte, e io sono stanchissima. Dovremmo chiamare la Wingate Clinic e avvertire che siamo arrivati? Suppongo che non guasterebbe, anche se non credo che servirebbe a

molto, dato che sicuramente domattina ci andremo di persona. Sarebbe forse pi utile se tu tornassi nella hall e facessi in modo di noleggiare un'auto. Per me la cosa pi importante chiamare Peter e sentire se pronto a spedirci un po' di fibroblasti di Butler. Finch non arrivano, c' poco che possiamo fare. Dopo Peter, telefoner a mia madre. Le ho promesso di tenermi in contatto con lei e di darle il nostro indirizzo, non appena fossimo arrivati a Nassau. Avremo bisogno di altri vestiti, le fece notare Daniel. Che ne dici? Io vado a noleggiare un'auto, tu fai le tue telefonate e poi torniamo al centro commerciale vicino al ponte e vediamo se c' qualche negozio decente. Perch non ti limiti a noleggiare la macchina? Io sono pronta per farmi una doccia, mangiare qualcosa e infilarmi a letto. Ci sar tempo domani per comperarci i vestiti. Hai ragione. La mia impazienza di arrivare finalmente a Nassau mi tiene su di giri, ma in realt sono distrutto anch'io. Appena Daniel lasci la stanza, Stephanie si sedette alla scrivania e fu sorpresa e compiaciuta nel vedere che il suo cellulare aveva un segnale decente. Telefon come prima cosa a Peter. Come aveva previsto, era ancora al laboratorio. La coltura di John Smith sta andando bene, le rifer. Ne avevo gi preparata una parte da mandarti. Mi aspettavo di avere tue notizie marted. C' stato un piccolo contrattempo, spieg Stephanie, tenendosi sul vago, e sorrise pensando a quanto quella spiegazione minimizzasse ci che era accaduto. Sei pronta per riceverla? Assolutamente. Confezionala con i reagenti ROTS usuali e aggiungi la raccolta di sonde genetiche dopaminergiche e i fattori di crescita che ho messo assieme. E mi venuta in mente un'altra cosa: includi il preparato di ecdisone con il promotor della tirosina idrossilasi che abbiamo usato negli ultimi esperimenti con i topi. Accidenti! A cosa diavolo state lavorando, laggi? meglio se non te lo spiego. C' qualche possibilit che mi spedisca tutto stasera? Non vedo perch no. Nel peggiore dei casi, dovrei portarlo io in macchina fino al Logan, ma non un problema. Dove vuoi che te lo spedisca? Stephanie ci pens un attimo. La prima cosa che le venne in mente fu di

dargli l'indirizzo dell'albergo, ma pens che fosse meglio limitare al massimo il viaggio e disporre di un freezer all'azoto liquido, che sicuramente la Wingate possedeva. Chiese a Peter di rimanere in attesa e us il telefono fisso per contattare il portiere e farsi dare l'indirizzo della clinica. Era 1200 Windsor Field Road. Lo dett a Peter, assieme al numero di telefono. Lo spedir stasera con la Federal Express, le assicur lui. Quando tornerete? Direi fra un mese, magari un po' prima. Buona fortuna, qualsiasi diavoleria state facendo! Grazie, ne abbiamo bisogno. Stephanie rimase a guardare l'oceano con le sue sfumature rosa e argento e le onde delicate. Lungo l'orizzonte si era allineata una serie di cumuli che, nella parte rivolta verso il sole al tramonto, erano di un intenso rosa violaceo. La porta scorrevole di vetro era aperta e una brezza lieve, che recava il profumo di qualche fiore esotico, le carezzava il volto. La vista e l'ambiente erano piacevoli e rilassanti, dopo i frenetici giorni di viaggio e di intrighi. L'atmosfera serena cominci a farle effetto e gi si sentiva meno tesa; inoltre erano confortanti anche le notizie sulla coltura dei fibroblasti di Butler. Il cruccio che per qualche motivo non fosse riuscita bene era rimasto in agguato nella sua mente fin dal momento della partenza. Tutto sommato, si disse, l'ottimismo di Daniel sul progetto Butler poteva essere ragionevole, nonostante il proprio intuito le dicesse il contrario e nonostante i problemi avuti a Torino. Una volta tramontato il sole, la notte cal con molta rapidit. Lungo il contorno della spiaggia furono accese delle torce che tremolavano alla brezza. Stephanie riprese il cellulare e chiam la casa dei genitori. Voleva che sua madre avesse il nome dell'albergo, il numero della stanza e di telefono, nel caso la sua salute peggiorasse improvvisamente. Si ritrov a sperare che non rispondesse suo padre. Era sempre difficoltoso cercare di fare conversazione con lui. Fu contenta di udire la voce sommessa di Thea. Anche se Tony non aveva motivo di pensare che la sua testarda sorella non avrebbe messo in atto la minaccia di crogiolarsi alle Bahamas mentre la sua ditta affondava, sperava per che avesse visto la luce dopo ci che le aveva detto, annullando il viaggio e facendo ci che poteva per sistemare le cose. Ma non era andata cos, come dimostrava la telefonata alla loro madre. La mignotta e quel suo boyfriend del cazzo se ne stavano a Nassau, in un albergo elegante davanti al mare, in una suite, niente meno, con vista

sulla spiaggia. Quanto gli rodeva! Scosse la testa pensando alla faccia tosta di Stephanie. Fin da quando era andata ad Harvard si era presa gioco di lui ogni volta che lo vedeva, cosa che aveva tollerato perch era la sorella minore. Ma adesso si era spinta troppo in l, per non parlare dell'idiota saccente con cui si era legata a doppio filo. Centomila erano un sacco di quattrini, da qualsiasi parte li si guardasse, e anche senza considerare la quota dei Castigliano. L'intera situazione non era per la quale, di questo era dannatamente sicuro, per lei era pur sempre la sua sorellina, quindi le cose non erano chiare come avrebbero potuto. La grossa Cadillac fece scricchiolare la ghiaia e si ferm davanti al magazzino dei fratelli Castigliano. Tony spense i fari e il motore, per non scese immediatamente dall'auto. Rimase seduto ancora un po', per calmarsi. Avrebbe potuto semplicemente telefonare e passare l'informazione a Sal o a Lou. Ma c'era di mezzo sua sorella e doveva sapere che cosa avevano in mente. Sapeva che anche loro erano incazzati come lui, ma senza la complicazione di avere un membro della famiglia coinvolto. A lui non importava che cosa avrebbero fatto al boyfriend. Per la miseria, non gli sarebbe importato strapazzarlo, ma sua sorella era tutta un'altra cosa. Se doveva essere strapazzata anche lei, allora Tony voleva farlo di persona. Apr la portiera e fu assalito dal fetore dell'acqua salmastra ristagnante. Non capiva come qualcuno potesse stare in un posto dove, ogni volta che il vento cambiava, si sentiva puzza di uova marce. Era una notte senza luna e Tony si mosse con precauzione. Non voleva inciampare in qualche vecchio lavello o in qualche altro rifiuto. Essendo passato l'orario di lavoro il magazzino era chiuso, come annunciava un cartello, ma la porta si apriva semplicemente con la maniglia. Gaetano stava dietro il registratore di cassa a fare i conti della giornata. Aveva un mozzicone di matita gialla infilata dietro l'orecchio sorprendentemente piccolo, che sembrava ancora pi minuscolo in confronto al capoccione enorme. Sal e Lou? chiese Tony. Gaetano indic con la testa il retro, senza interrompere ci che stava facendo. Tony trov i gemelli alle loro rispettive scrivanie. Dopo una vigorosa stretta di mano e il solito breve saluto, si sedette sul divano. I gemelli lo scrutarono con grande aspettativa. Le due piccole lampade da tavolo posate sulle scrivanie ne enfatizzavano l'aspetto cadaverico, anche perch erano

le uniche fonti di luce in tutta la stanza. Da dove si trovava Tony, le loro orbite sembravano buchi neri. Be', sono a Nassau, cominci. Speravo di venire qui a dirvi qualcosa di diverso, ma non cos. Sono appena scesi in un albergo lussuoso chiamato Ocean Club. Hanno la suite 108. Ho perfino il numero di telefono. Tony si chin in avanti e pos un pezzetto di carta sulla scrivania di Lou, che era la pi vicina al divano. Si apr la porta e Gaetano sbirci dentro. Mi volete o che cosa? S, rispose Lou, mentre prendeva il foglietto con il numero di telefono e gli dava un'occhiata. Gaetano entr e chiuse la porta. Nessun cambiamento nelle prospettive della societ? chiese Sal. Non che io sappia, rispose Tony. Se ci fosse, il mio contabile mi avrebbe avvertito. come se 'sto fessacchiotto ci mandasse a fare in culo, comment Lou ed emise una risata cattiva. Nassau! Non ci posso credere! come se ci chiedesse di fargli uscire la merda a furia di botte. questo che avete intenzione di fare? Lou guard Sal. Noi vogliamo che riporti le chiappe qua e salvi la sua societ e il nostro investimento. Dico bene, fratello? Altroch! Vogliamo fargli sapere chi coinvolto in questa faccenda e chiarirgli bene che rivogliamo indietro i nostri soldi, a tutti i costi. Non solo deve riportare qua le chiappe, ma deve avere un'idea chiara di quali saranno le conseguenze se ci ignora o se pensa di potersi nascondere dietro una dichiarazione di bancarotta o qualche altro trucchetto legale. Ha bisogno di essere menato per bene! E mia sorella? volle sapere Tony. Lei non senza colpa, in questo casino, ma se bisogna darle una ripassata, allora voglio essere io la persona che lo far. Nessun problema, gli assicur Lou e gett sulla scrivania il pezzetto di carta con il numero di telefono. Come ho detto luned, lo scazzo non con lei. Sei pronto per andare a Nassau, Gaetano? chiese Sal. Posso partire domattina. Ma che cosa faccio dopo che ho consegnato il messaggio? Devo rimanere l attorno o che cosa? Voglio dire, e se quello non capisce il messaggio? Farai meglio ad assicurarti che lo capisca, dannazione! Non farti l'idea sbagliata che questa una specie di vacanza pagata. E poi, abbiamo biso-

gno di te, qua. Dopo che gli hai riferito il messaggio, riporti il culo a Boston. Gaetano ha ragione, intervenne Tony. Che cosa farete se quel somaro ignorer il messaggio? Sal guard il fratello. Mentre annuivano, fu evidente che avevano pensato la stessa cosa. Sal riport lo sguardo su Tony. Se questo idiota non c', tua sorella sarebbe capace di gestire la societ? Tony si strinse nelle spalle. E come faccio a saperlo? tua sorella. Non ha una laurea? Ha una laurea e anche un dottorato, ad Harvard. Bella roba! Tutto quello a cui servito che adesso impossibile andare d'accordo con lei, da quanto si crede superiore. Per quello che ne so io, significa solo che sa una tonnellata di roba sui germi, i geni e merda simile, non che sa gestire un'azienda. Be', un dottore anche l'idiota, osserv Lou. Quindi mi pare che la societ non andrebbe tanto peggio se fosse tua sorella a gestirla. E, se fosse lei, tu avresti un sacco di influenza in pi su come devono andare le cose. Allora che cosa vorresti dire? Ehi, in che lingua parlo? Parli nella nostra lingua! aggiunse Sal. Senti, spieg Lou. Se il capo della societ non capisce il messaggio, ma io conto su Gaetano che glielo canter ben chiaro, allora lo facciamo fuori. Semplice. Fine della storia per il professore. Se non altro, questo dovrebbe mandare un messaggio molto specifico a tua sorella, che meglio se mette giudizio. Hai ragione, approv Tony. Ti sta bene, Gaetano? chiese Sal. S, certo. Ma sono confuso. Vuoi o non vuoi che rimango l fin quando siamo sicuri di quale sar la sua reazione dopo che l'avr strapazzato? Per l'ultima volta! Il tono di Sal era minaccioso. Devi consegnare il messaggio e tornare qua. Se le cose vanno lisce e se gli orari dei voli combinano, potresti farcela in una giornata. Altrimenti ci passerai la notte, ma ti vogliamo qui al pi presto, perch ci sono un sacco di cose in ballo, qua. Se dovr essere eliminato, tornerai laggi, capito? Gaetano annu, ma era deluso. Quando domenica si era parlato della sua missione, aveva sperato di farsi una settimana al sole. Ho un suggerimento, propose Tony. Non penso che Gaetano dovrebbe fare quel che deve fare nel loro albergo. Se il professore non vuole

collaborare, noi non vogliamo che tagli la corda, cosa che potrebbe fare se pensa che l'albergo non sicuro. Nelle Bahamas ci sono letteralmente centinaia di isole. Hai ragione, approv Sal. Non vogliamo che sparisca, non con i nostri soldi. Allora magari dovrei rimanere l e tenerlo d'occhio, propose Gaetano, speranzoso. Come devo fartela capire, deficiente? sbott Sal, guardandolo torvo. Per l'ultima volta, non vai a fare una vacanza. Svolgerai il tuo compito e tornerai subito qua. Questo problema con il professore non l'unico che abbiamo. Va bene, va bene! esclam Gaetano, facendo un segno di resa. Il tizio non lo incontrer all'albergo. Andr l solo per individuarlo, il che significa che mi serviranno delle foto. Ci ho pensato, disse Tony. Si mise una mano in tasca e tir fuori diverse istantanee. Ecco i piccioncini, lo scorso Natale. Le porse a Gaetano, che era ancora in piedi vicino alla porta, e lui le guard. Vanno bene? domand Lou. Non sono male, rispose Gaetano, poi, guardando Tony, aggiunse: Devo dire che tua sorella una gran bella ragazza. Gi, be', scordatela. off-limits, lo avvert Tony. Peccato, comment Gaetano con un sorriso sghembo. Un'altra cosa. Con tutte queste scemenze della sicurezza negli aeroporti, non credo che sia consigliabile portarsi dietro una pistola. Se Gaetano ne ha bisogno, sarebbe meglio organizzarsi per fargliene avere una sull'isola attraverso i contatti a Miami. Ne avete di contatti a Miami, vero? Certo, rispose Sal. Anche questa una buona idea. Nient'altro? Penso di no. Tony spense il mozzicone di sigaretta e si alz. 15 Venerd 1 marzo 2002 - ore 9.15 Era stata una mattinata lunga e deliziosa, che li aveva rinvigoriti. A causa dei ritmi scombussolati dal loro breve viaggio in Europa, Stephanie e Daniel si erano svegliati molto prima che il sole schiarisse l'orizzonte orientale. Incapaci di riaddormentarsi, si erano alzati, avevano fatto la doccia e si erano incamminati per una lunga passeggiata attorno al terreno del-

l'albergo e lungo la deserta Cabbage Beach, mentre spuntava un'alba tropicale priva di nubi. Di ritorno in albergo, erano stati i primi clienti a far colazione e avevano indugiato al tavolino, bevendo caff e addentrandosi nei progetti per la cura di Butler. Mancavano solo tre settimane al suo arrivo, quindi avevano i giorni contati e non vedevano l'ora di cominciare, pur sapendo che potevano fare ben poco finch non fosse arrivato il pacco da Peter. Alle otto avevano chiamato la Wingate Clinic per dire alla receptionist che erano a Nassau e che sarebbero arrivati alla clinica verso le nove e un quarto. Lei aveva assicurato che lo avrebbe riferito ai dottori. La parte occidentale dell'isola ha un aspetto diverso da quella orientale, osserv Daniel, mentre percorrevano in auto la Windsor Field Road. molto pi piatta. anche meno sviluppata e molto pi arida, not Stephanie. Stavano attraversando lunghe distese di vegetazione semiarida, poco estesa in altezza, dove prevalevano i pini inframmezzati dalle palme nane. Il cielo era di un azzurro intenso, appena macchiato da qualche candida nube sottile. Daniel aveva insistito per mettersi lui al volante, cosa che Stephanie aveva accettato senza problemi, fino al momento in cui gli aveva sentito dire che lei avrebbe potuto avere pi problemi con la guida a sinistra. La sua reazione iniziale era stata di sfidare ci che le sembrava un'immotivata affermazione sciovinista, ma poi aveva lasciato perdere. Non valeva la pena di mettersi a litigare per quello. Cos, si era seduta al posto del passeggero e aveva tirato fuori la cartina. Com'era accaduto quando erano fuggiti dall'Italia, aveva fatto da navigatore. Daniel guidava adagio, il che le andava bene, considerando l'impulso di stare sulla destra alle svolte e sulle rotatorie. Avevano percorso la costa settentrionale dell'isola, notando ancora una volta gli alberghi-grattacielo allineati come soldati sull'attenti lungo Cable Beach. Dopo aver superato una serie di cave di calcare scolpite da mari preistorici, avevano svoltato verso l'interno. Tenendosi sulla destra all'incrocio con Windsor Field Road, avevano intravisto da lontano l'aeroporto. Continuando verso ovest, non fu difficile trovare sulla sinistra la strada laterale che portava alla Wingate Clinic, indicata da un enorme cartello. Stephanie si curv in avanti per guardare meglio attraverso il parabrezza. Accipicchia! Lo hai visto il cartello? Sarebbe difficile non vederlo. grosso quanto un cartellone pubblicitario. Daniel svolt, imboccando il viale d'accesso bordato di alberi, asfaltato

di recente. Devono avere un sacco di terra, osserv Stephanie, rimettendosi comoda. Da qui non si vede la clinica. Dopo diverse svolte attraverso una folta vegetazione di sempreverdi, il viale era bloccato da un enorme cancello. Una robusta recinzione di rete metallica sormontata da filo spinato spariva in entrambe le direzioni nel folto della foresta. Sul lato dove si trovava Stephanie c'era una piccola cabina dalla quale usc un uomo in uniforme, completa di fondina, berretto in stile militare e occhiali da sole da aviatore. Reggeva un portablocco. Daniel si ferm, mentre Stephanie abbass il finestrino. La guardia si chin e, ignorandola, si rivolse a Daniel. Posso esserle d'aiuto, signore? chiese con tono efficiente, privo di qualsiasi emozione. Siamo la dottoressa D'Agostino e il dottor Lowell, rispose Stephanie. Siamo qui per incontrare il dottor Wingate. La guardia controll sul portablocco, poi si tocc la visiera del berretto e rientr nella guardiola. Un attimo dopo, il cancello si apriva. Daniel diede un colpo d'acceleratore e prosegu. Ci volle qualche altro minuto prima di arrivare in vista della clinica. Era un complesso a due piani, postmoderno, annidato in mezzo a una distesa di arbusti e alberi fioriti modellata ad arte dall'intervento dell'uomo. Gli edifici erano tre, disposti a ferro di cavallo e collegati da passaggi coperti dalla forma arcuata, e ognuno era rivestito da pietre di calcare bianco e aveva il tetto di piastrelle bianche di cemento. Il frontespizio era sormontato da eleganti ornamenti a forma di conchiglia che rammentavano gli antichi templi greci. Lungo i fianchi di ogni struttura le finestre dai molti riquadri erano alternate a graticci, alla base dei quali crescevano giovani buganvillee che cominciavano ad arrampicarsi verso l'alto. Accipicchia! esclam Stephanie. Non me l'aspettavo. bella. Fa pensare pi a una localit termale che a una clinica per la cura dell'infertilit. Il viale d'accesso portava a un parcheggio dirimpetto all'edificio centrale, il cui ingresso era ornato da un portico a colonne. Le colonne erano tozze, con entasi esagerate, e sormontate da semplici capitelli dorici. Spero che abbiano tenuto da parte un po' di soldi per le attrezzature del laboratorio, comment Daniel. Parcheggi la Mercury Marquis fra le numerose BMW decappottabili nuove di zecca. Qualche spazio pi in l c'erano due limousine, i cui autisti in livrea fumavano e chiacchieravano tra loro appoggiati ai paraurti anteriori.

Daniel e Stephanie scesero dalla macchina e si fermarono a osservare il complesso, che luccicava nel sole abbagliante delle Bahamas. Avevo sentito dire che la cura dell'infertilit redditizia, comment Daniel, ma non immaginavo che lo fosse fino a questo punto. Nemmeno io, replic Stephanie. Non importa da dove sia venuto il denaro: con i costi della sanit, opulenza e medicina sono compagni di letto inconsueti. C' qualcosa che non va in tutto questo, e i miei dubbi sul lasciarmi coinvolgere con questa gente mi stanno tornando alla grande. Non lasciamo che i nostri pregiudizi e l'eccessiva sicurezza nelle nostre convinzioni abbiano la meglio. Non siamo qui per una crociata sociale. Siamo qui per curare Butler, e questo quanto. Il largo portone bronzeo si apr e comparve un uomo alto e molto abbronzato, dai capelli argentei, che portava un camice bianco da medico. Agit il braccio e chiam: Benvenuti! Aveva una voce alta ma melodiosa. Almeno riceviamo un'accoglienza personalizzata, osserv Daniel. Andiamo, e tieni le tue opinioni per te! Mentre si avviavano verso l'ingresso, Stephanie sussurr. Speriamo che non sia Spencer Wingate! Perch? Perch abbastanza bello da sembrare il medico di una soap opera. Oh, dimenticavo! Tu lo volevi basso, grasso e con un bitorzolo sul naso. Gi. Be', possiamo sempre sperare che sia un fumatore accanito e abbia l'alito cattivo. Oh, taci! Salirono i tre gradini che conducevano al portico. Spencer tese la mano, mentre teneva la porta aperta con il piede. Si present con una grande abbondanza di sorrisi e strette di mano, poi fece un gesto esageratamente elegante, invitandoli a precederlo nell'atrio. Anche l'interno aveva uno stile semplice e classico, con pilastri lisci, modanature dentellate e colonne doriche. Il pavimento era di calcare levigato, ammorbidito da tappeti orientali sparsi un po' ovunque. Le pareti erano di un delicato color lavanda, che a prima vista sembrava grigio pallido. Anche il mobilio in legno laccato aveva un tono classico e le imbottiture erano rivestite di pelle verde. Nell'atrio, rinfrescato dall'aria condizionata, si coglieva un vago sentore di vernice fresca, a ricordare il recente

completamento della clinica. Per Daniel e Stephanie, l'asciutta frescura che li avvolse fu un piacevole contrasto con il calore umido dell'esterno, che era aumentato progressivamente dall'inizio della giornata. Questa la nostra sala d'attesa principale. Spencer abbracci con un gesto la grande sala. Due coppie di una certa et, ben vestite, erano sedute su due diversi divanetti. Sfogliavano nervosamente delle riviste e sollevarono lo sguardo per un attimo. L'unica altra persona presente era una receptionist dalle unghie di un rosa acceso che occupava un banco semicircolare a pochi passi dalla porta d'ingresso. Questo edificio svolge la funzione di accettazione per i nuovi pazienti, spieg ancora Spencer. Ospita anche gli uffici amministrativi. Siamo molto fieri della clinica, siamo ansiosi di mostrarvela completamente, anche se sospettiamo che a voi interessino soprattutto i laboratori. E la sala operatoria, precis Daniel. S, certo, la sala operatoria. Ma, come prima cosa, venite nel mio ufficio per un caff e per conoscere gli altri. Spencer fece strada verso uno spazioso ascensore, anche se dovevano spostarsi di un solo piano. Durante la breve salita, si inform come un padrone di casa bene educato se il viaggio era stato gradevole. Stephanie gli assicur di s. Al primo piano passarono davanti a una segretaria che interruppe il suo lavoro al computer per sorridere con allegria. Il vasto ufficio di Spencer si trovava nell'angolo nordorientale dell'edificio. Da l si vedevano l'aeroporto a est e la linea azzurra dell'oceano a nord. Servitevi, li invit lui, indicando il vassoio con il caff poggiato su un basso tavolino di marmo davanti a un divano a L. Vado a chiamare i due capodipartimento. Per qualche momento Daniel e Stephanie rimasero soli. Questo sembra l'ufficio del direttore generale di una societ megagalattica, osserv Stephanie. Devo dire che tutta questa opulenza la trovo oscena. Sospendiamo il giudizio finch non avremo visto il laboratorio. Pensi che quelle due coppie al piano di sotto, intente a guardare le riviste, sono dei pazienti? Non ne ho la pi pallida idea, e non m'importa. Sembrano un po' attempati per la cura contro l'infertilit. Non ci riguarda. Pensi che la Wingate Clinic fa restare gravide le donne avanti negli anni, come quello specialista privato, in Italia?

Irritato ed esasperato, Daniel lanci a Stephanie un'occhiataccia, mentre riappariva Spencer. Il fondatore della clinica aveva al seguito un uomo e una donna che indossavano entrambi, come lui, il camice bianco da medico. Prima present Paul Saunders, basso e tracagnotto, la cui silhouette ricord a Stephanie le colonne del portico. In sintonia con il corpo, anche il viso era paffuto, con la carnagione pallida e smorta. Nell'insieme, sembrava l'antitesi di Spencer. Completava il tutto una chioma di capelli scuri e scarmigliati, in cui spiccava un ciuffo bianco, che accentuava il pallore del viso. Mentre stringeva la mano a Daniel, Paul sorrise e rivel denti squadrati e giallognoli, distanziati fra loro. Benvenuti alla Wingate, dottori, disse. Siamo onorati di avervi qui. Non so dirvi quanto sono eccitato per la nostra collaborazione. Stephanie gli rivolse un debole sorriso mentre lui si avvicinava e stringeva vigorosamente la mano anche a lei. Rimase ipnotizzata dagli occhi: con il naso dalla base molto larga, apparivano pi ravvicinati del normale. Inoltre, non aveva mai visto una persona con le iridi di due colori diversi. Paul il nostro capo della ricerca, annunci Spencer, dandogli una pacca sulla schiena. Non vede l'ora di avervi nel suo laboratorio ed ansioso di assistervi e, aggiungerei, di imparare un po' di cosette. Poi mise il braccio sulle spalle della donna, che era alta quasi quanto lui. E questa la dottoressa Sheila Donaldson, capo dei servizi clinici. Sar lei a provvedere affinch possiate usare una delle nostre due camere operatorie, come pure le strutture destinate ai degenti, di cui presumiamo avrete bisogno. Non sapevo che aveste anche un reparto degenze, osserv Daniel. Noi siamo una struttura autonoma, che offre un servizio completo, spieg Spencer con fierezza. Per le lungodegenze, che da noi non sono previste, mandiamo i pazienti al Doctors Hospital, in citt, ma siamo in grado di ospitare, in modo limitato e le poche volte che occorre, i pazienti che devono fermarsi per una notte. Credo che questo venga perfettamente incontro alle vostre necessit. Stephanie distolse l'attenzione da Paul Sanders e guard Sheila Donaldson. Aveva un viso stretto, incorniciato da lisci capelli castani. In confronto agli uomini, tutti e due esuberanti, sembrava riservata, quasi timida. Mentre si stringevano la mano, Stephanie ebbe la sensazione che fosse riluttante a guardarla negli occhi. Non volete un po' di caff? chiese Spencer, rivolto agli ospiti. Stephanie e Daniel scossero la testa. Penso che abbiamo fatto tutti e

due il pieno di caff, rispose Daniel. Siamo ancora sintonizzati sul fuso orario europeo e siamo in piedi dalle prime luci dell'alba. Siete stati in Europa? si entusiasm Paul. Ha qualcosa a che fare con la Sacra Sindone? S, infatti. Spero che il viaggio sia andato bene. Paul strizz un occhio con espressione da cospiratore. Massacrante, ma andato bene, s. Noi... Daniel fece una pausa, come se cercasse di decidere che cosa dire. Stephanie trattenne il respiro. Sperava che non raccontasse la loro esperienza torinese. Voleva mantenere una certa distanza da quella gente. Se Daniel avesse rivelato ci che era accaduto nel loro viaggio, sarebbe stata una cosa troppo personale: avrebbe oltrepassato dei confini che lei non voleva varcare. Siamo riusciti a ottenere un campione con delle macchie di sangue, spieg Daniel. Ce l'ho con me, al momento. Avrei bisogno di metterlo in una soluzione salina tamponata per stabilizzare i frammenti di DNA, e preferirei farlo quanto prima. Per me va bene, intervenne Paul. Andiamo direttamente in laboratorio. Non c' motivo per cui il giro non possa iniziare da l, approv amabilmente Spencer. Sollevata perch la distanza personale era stata mantenuta, Stephanie lasci andare il respiro e si rilass un po', mentre il gruppetto usciva dalla stanza. All'ascensore, Sheila disse di avere delle pazienti in attesa e voleva essere certa che tutto andasse bene. Si stacc quindi dagli altri e scese per le scale. Il laboratorio si trovava alla sinistra dell'edificio centrale e lo si raggiungeva attraverso uno dei corridoi coperti, che formavano una curva aggraziata. Abbiamo progettato la clinica suddivisa in tre edifici separati per costringerci a uscire, anche se lavoriamo in continuazione, spieg Paul. Fa bene all'anima. lo esco un po' pi spesso di Paul, aggiunse Spencer con una risata. Lo avrete capito dall'abbronzatura. Io non sono uno stakanovista come lui. Questo edificio tutto destinato al laboratorio? s'inform Daniel, mentre oltrepassava la porta che Spencer teneva aperta.

Non tutto, rispose Paul, che li aveva preceduti e si era fermato davanti a un espositore per periodici. Si chin e prese da un'alta pila una rivista dalla copertina patinata. Il gruppetto era entrato in una stanza che sembrava unire insieme salotto e biblioteca, con le sue pareti ricoperte di scaffali. Questa la stanza delle riviste, e ho qui per voi l'ultimo numero del Journal of Twenty-first Century Reproductive Technology. Porse la pubblicazione a Daniel con espressione molto fiera. C' qualche articolo che magari trover interessante. Molto gentile da parte sua, si destreggi Daniel. Diede una scorsa al sommario stampato in copertina e la pass a Stephanie. Questo edificio, oltre al laboratorio, ha degli appartamenti, spieg Paul. Alcuni sono destinati agli ospiti: niente di lussuoso, ma certamente funzionali. Vorremmo offrirveli, se vi fa piacere abitare vicino al lavoro. Abbiamo anche una mensa che serve tre pasti al giorno, nell'edificio dall'altra parte del giardino, cos non dovrete uscire dalla clinica a meno che non ne abbiate voglia. Vedete, molti dei nostri dipendenti vivono qui nel complesso e anche i loro appartamenti si trovano in questo edificio. Grazie dell'offerta, si affrett a rispondere Stephanie. molto ospitale da parte vostra, ma ci siamo gi sistemati comodamente in citt. Dove, se posso chiederlo? All'Ocean Club. Ottima scelta, approv Paul. Be', l'offerta rimane valida, se cambierete idea. Non penso. Torniamo al nostro giro, propose Spencer. Oh, certo! Paul fece cenno di spostarsi verso una porta a doppio battente che conduceva verso la parte pi interna del fabbricato. Questo edificio ospita anche degli strumenti diagnostici come lo scanner per la tomografia a emissione di positroni. Lo abbiamo installato qui perch pensiamo che lo useremo pi per la ricerca che per il lavoro clinico. Non sapevo che lo aveste, comment Daniel. Guard Stephanie sollevando le sopracciglia per comunicarle quanto fosse sorpreso e contento, sperando di placare la sua evidente negativit. Sapeva che uno scanner per la tomografia a emissione di positroni usava i raggi gamma per studiare la funzione fisiologica e poteva rivelarsi utile se fosse sorto qualche problema con Butler, dopo la terapia. Abbiamo progettato la Wingate perch avesse tutto quello che occorre, per la ricerca e per il lavoro clinico, replic Spencer, con il solito tono di

fierezza. Visto che ci attrezzavamo con la TAC e con la risonanza magnetica nucleare, abbiamo pensato di aggiungere anche questo. Sono molto colpito, ammise Daniel. Mi aspettavo che lo fosse, intervenne Paul. E, in quanto scopritore della ROTS, le interesser sicuramente sapere che abbiamo intenzione di inserirci alla grande nella terapia con le cellule staminali, oltre che nel campo dell'infertilit. una combinazione interessante, comment Daniel tenendosi sul vago; non era sicuro di come valutare quella notizia inaspettata. Come tante altre cose riguardanti la Wingate Clinic, l'idea che intendessero praticare la terapia con le cellule staminali era una sorpresa. Abbiamo pensato che fosse un'estensione naturale del nostro lavoro, spieg Paul, considerando il nostro accesso agli ovociti umani e la nostra vasta esperienza con il nucleo-transfer. L'ironia che la consideravamo un'attivit secondaria, ma da quando abbiamo aperto i battenti abbiamo praticato pi questa che la cura per l'infertilit. Vero, conferm Spencer. Infatti i pazienti che prima avete visto nella sala d'aspetto sono qui per questo tipo di terapia. A quanto pare, si sta spargendo rapidamente la voce sui servizi che offriamo. Non abbiamo dovuto nemmeno fare pubblicit. I volti di Daniel e di Stephanie rifletterono entrambi una sorpresa sgomenta. Che tipo di malattie curate? chiese Daniel. Paul rise. Di tutto un po'! Un sacco di gente capisce che le cellule staminali sono una promessa per una grande quantit di mali, dal cancro terminale alle malattie degenerative ai problemi dell'invecchiamento. Dato che negli Stati Uniti non possono farsi curare con le cellule staminali, vengono da noi. Ma assurdo! esclam Stephanie, sbigottita. Non ci sono protocolli stabiliti per trattare nessuna malattia con le cellule staminali. Siamo i primi ad ammettere che siamo dei pionieri, rispose Spencer. sperimentale, come ci che voi avete intenzione di fare con il vostro paziente. Essenzialmente, noi utilizziamo la richiesta pubblica per finanziare la ricerca necessaria, spieg Paul. Diavolo, ragionevole, dato che il governo degli Stati Uniti cos tirchio al riguardo e rende le cose difficili a voi ricercatori che siete rimasti in patria. Che tipo di cellule usate? volle sapere Daniel.

Cellule staminali multipotenti. Non differenziate le cellule? Daniel era sempre pi stupito, dato che le cellule staminali indifferenziate non curavano niente. No, affatto. Naturalmente, ci proveremo, in futuro, ma per adesso facciamo il nucleo-transfer, ricaviamo le cellule staminali e le iniettiamo. Lasciamo che il corpo dei pazienti le usi come meglio crede. Abbiamo avuto alcuni risultati interessanti, anche se non con tutti, ma questa la natura della ricerca. Come pu dire che fate ricerca? sbott Stephanie. E mi permetto di dissentire da lei: non c' confronto tra ci che noi abbiamo intenzione di fare e ci che voi state facendo. Daniel le afferr un braccio e l'allontan da Paul. Ci che vuol dire la dottoressa D'Agostino semplicemente che noi intraprenderemo la terapia con cellule differenziate. Stephanie cerc di liberarsi dalla stretta. Ci che voglio dire dannatamente molto pi di questo, replic. Ci che voi dite di fare con le cellule staminali non altro che pura ciarlataneria! Daniel le strinse il braccio ancora di pi. Scusateci per un momento, disse a Paul e Spencer, che si erano scuriti in volto, poi tir in disparte Stephanie e le sussurr, adiratissimo: Che cosa diavolo stai facendo? Cerchi di sabotare il nostro progetto e farci buttare fuori di qui? Mi chiedi cosa sto facendo? Stephanie sussurr con eguale veemenza. Come fai a non sentirti offeso? Pi di qualsiasi altra cosa, questi sono dei ciarlatani da baraccone. Zitta! sibil Daniel, e le diede uno strattone. Devo continuare a ricordarti che siamo qui per una cosa e una soltanto: curare Butler? Non riesci a trattenerti, perdio? Sono in gioco il futuro della CURE e della ROTS. Questi non sono certo dei santi. Lo sapevamo fin dall'inizio. Ecco perch sono qui alle Bahamas e non nel Massachusetts. Quindi non incasiniamo tutto con la nostra giusta indignazione! Per un momento si fissarono con occhi fiammeggianti. Infine, Stephanie distolse lo sguardo e abbass la testa. Mi fai male al braccio, disse. Scusa! Daniel glielo lasci andare e lei cominci immediatamente a massaggiarselo. Dopo aver inalato a fondo per tenere la collera sotto controllo, Daniel guard verso Spencer e Paul, che li stavano osservando con curiosit. Quindi riport la sua attenzione su Stephanie e le chiese: Possiamo concentrarci sulla nostra missione? Possiamo accettare il fatto che questi qua sono degli imbecilli venali e privi di etica?

Suppongo che l'aforisma 'chi sta in case di vetro non dovrebbe tirare sassi' sia adeguato, considerando ci che abbiamo intenzione di fare. Forse per questo che le loro vanterie mi seccano cos tanto. E magari hai ragione. Ma tieni a mente che siamo costretti a superare i confini etici. Accettato questo, posso contare che terrai per te le tue reazioni alla Wingate Clinic e alla sua missione, almeno fin quando non saremo da soli? Far del mio meglio. Bene. Daniel fece un altro respiro profondo, prima di tornare dagli altri. Stephanie lo segu, tenendosi qualche passo indietro. Penso che il jet lag ci abbia ridotti male, si scus Daniel. Siamo tutti e due un po' emotivi, e la dottoressa D'Agostino tende a esagerare quando vuole sottolineare un suo punto di vista. Intellettualmente, ritiene che le cellule differenziate sarebbero un modo pi efficace di trarre vantaggio dalla promessa delle cellule staminali. Abbiamo avuto dei risultati dannatamente buoni, insist Paul. Forse, dottoressa D'Agostino, le piacerebbe esaminarli prima di dare un giudizio alla cieca. Lo trover molto istruttivo, riusc a rispondere Stephanie. Andiamo, propose Spencer. Vogliamo mostrarvi il re sto della clinica prima della pausa pranzo, e c' ancora tanto da vedere. Daniel e Stephanie varcarono in silenzio la porta a due battenti che dava nell'ampio laboratorio. Ancora una volta, rimasero sbalorditi. Anche soltanto le sue dimensioni, senza contare lo spiegamento di attrezzature, dai sequenziatori del DNA alle comuni incubatrici per le colture di tessuti, erano molto maggiori di quanto si aspettavano. L'unica cosa che mancava era il personale. Si vedeva in lontananza un'unica tecnica china su un microscopio per dissezione. Al momento siamo a corto di personale, spieg Spencer, come se avesse letto nei pensieri dei suoi ospiti. Ma questo cambier presto, a mano a mano che aumenter la richiesta dei pazienti. Chiamo la direttrice del laboratorio, disse Paul, prima di sparire in un ufficio laterale. Progettiamo di essere a pieno regime entro sei mesi circa, annunci Spencer. Quanti tecnici progettate di avere? chiese Stephanie. Una trentina. Per lo meno, quello che ci suggeriscono le attuali proiezioni. Ma se la domanda di terapia con le cellule staminali continuer ad

aumentare al ritmo attuale, potremmo avere bisogno di pi persone. Paul ricomparve, tenendo per mano una donna magrissima, addirittura emaciata, con le ossa che le sporgevano ben visibili, in particolare agli zigomi. Aveva i capelli color topo striati di grigio, il naso stretto e appuntito come un coltello e la bocca piccola, dalle labbra serrate. Indossava un camice corto con le maniche arrotolate, sopra un tailleur pantalone. Paul la present: si chiamava Megan Finnigan, come si apprendeva anche dal tesserino d'identificazione applicato al taschino del camice. Siamo tutti a vostra disposizione, dichiar, dopo le presentazioni. Parlava con voce sommessa e con l'accento di Boston. Indic un banco nelle vicinanze. Abbiamo preparato questa parte del laboratorio, con tutto quello che pensavamo potesse servirvi. Se vi occorre qualche altra cosa, non avete che da chiedere. La porta del mio ufficio sempre aperta. Il dottor Lowell ha bisogno di un piccolo matraccio di soluzione salina tamponata, le comunic Paul. Ha un campione di tessuto che contiene delle macchie di sangue di cui vuole conservare il DNA. Non affatto un problema, gli assicur Megan e chiam l'unica tecnica di laboratorio presente perch provvedesse. La donna abbandon il microscopio e si diede da fare per accontentarla. Quando vorreste iniziare il vostro lavoro? si inform Megan, mentre Daniel e Stephanie ispezionavano la parte di laboratorio messa loro a disposizione. Quanto prima, rispose Daniel. E gli ovociti umani? Saranno disponibili quando ne avremo bisogno? Assolutamente, gli assicur Paul. Tutto ci che ci serve un preavviso di dodici ore. Sorprendente. Com' possibile? Paul sorrise. Questo un segreto industriale. Magari, dopo che avremo lavorato insieme, potremo scambiarci simili segreti. Allo stesso modo, a me interessa la vostra ROTS. Significa che volete cominciare oggi? chiese ancora Megan. Purtroppo non possibile, rispose Daniel. Dobbiamo aspettare un pacco che arriver con la Federal Express. Rivolgendosi a Spencer aggiunse: Non credo che sia gi arrivato. Quando stato spedito? Ieri sera da Boston, rispose Stephanie. Quanto pesava? Questo fa una differenza, all'arrivo. Nassau una destinazione internazionale, per le spedizioni da Boston. Se fosse una busta o

un pacchetto piuttosto piccolo, potrebbe essere qui nel pomeriggio. Non una busta. Sar abbastanza grosso, perch occorre un contenitore termico per tenere i tessuti in coltura crioconservati, e poi c' una serie di reagenti. Allora arriver al pi presto domani. Deve passare la dogana, e questo richiede un giorno in pi. L'importante che mettiamo i tessuti nel freezer, prima che si scongelino. Posso chiamare la dogana per far accelerare le cose. pi o meno un anno che abbiamo a che fare con loro quasi quotidianamente, per la costruzione e l'avvio della clinica. La tecnica di laboratorio arriv con un matraccio chiuso da un tappo. Era un'afroamericana dalla pelle piuttosto chiara, sui ventidue-ventitr anni, che teneva i capelli raccolti in una stretta coda di cavallo. La sommit del naso era cosparsa di lentiggini e le orecchie erano ornate da una quantit incredibile di piercing. Questa Maureen Jefferson, la present Paul. Il suo soprannome Mare. Non intendo metterla in imbarazzo, ma ha le mani di fata quando si tratta di usare le micropipette ed eseguire il nucleo-transfer. Quindi, se avete bisogno di un aiuto, lei sar qui. Giusto, Mare? La ragazza sorrise pudica, mentre porgeva il matraccio a Daniel. Molto generoso da parte vostra, rispose Stephanie, ma credo che ce la caveremo da soli. Mentre gli altri osservavano, Daniel prese la bustina semitrasparente dalla tasca. Con un paio di forbici che gli porgeva Megan ne tagli un'estremit, poi compresse la bustina ai lati, facendola aprire. Quindi vers con prudenza, senza toccarlo, il piccolo campione di lino antichissimo nella soluzione, dove galleggi sulla superficie del liquido. Poi rimise il tappo di gomma, premendolo perch chiudesse bene. Con un pennarello, anche quello procurato da Megan, scrisse all'esterno del matraccio le iniziali ss. C' un posto sicuro dove riporlo, mentre le componenti del sangue fluiscono? L'intero laboratorio sicuro, si vant Paul. Non c' da preoccuparsi. Abbiamo il nostro reparto sicurezza. Consideri la clinica come il Fort Knox di Nassau, aggiunse Spencer. Posso chiuderlo a chiave nel mio ufficio, si offr Megan. Posso perfino metterlo in una piccola cassaforte che ho l. Lo apprezzerei molto, accett Daniel. insostituibile.

Non tema, sar al sicuro. Mi creda! esclam Paul. Le spiace se lo tengo in mano per un momento? Certo che no. Daniel gli porse il matraccio. Paul sollev il contenitore di vetro in modo che fosse investito dalla luce di una lampada. Ma ci pensate? esclam, chiudendo un occhio per guardare meglio il minuscolo frammento di tessuto che galleggiava sulla superficie. Abbiamo un po' del DNA di Ges Cristo! Solo pensarlo mi d i brividi. Non siamo eccessivamente teatrali, lo rimprover Spencer. Come avete fatto ad averlo? chiese Paul, ignorando il rimbrotto del suo capo. Abbiamo goduto di assistenza clericale ad alto livello, rispose genericamente Daniel. E come avete organizzato la cosa? insist Paul. Intanto continuava a fissare il matraccio, facendolo girare lentamente. In realt, non siamo stati noi. Ci ha pensato il nostro paziente. Oh! Paul abbass il piccolo contenitore e scocc un'occhiata a Spencer. Il vostro paziente ha legami con la chiesa cattolica? Non che sappiamo. Per lo meno, deve avere una certa influenza, osserv Spencer. Forse. Non saprei. Adesso che siete stati in Italia, che idea vi siete fatti sulla questione dell'autenticit della Sindone? Gliel'ho gi detto al telefono. Daniel riusc a malapena a dominare l'esasperazione. Noi non siamo coinvolti nella controversia sulla Sindone. La usiamo dietro insistenza del nostro paziente come fonte del DNA che ci occorre per la ROTS. L'ultima cosa che voleva era impegolarsi in una discussione intellettuale con quei due idioti. Be', non vedo l'ora di conoscere questo suo paziente, dichiar Paul. Lui e io abbiamo qualcosa in comune: entrambi crediamo che la Sacra Sindone sia vera. Porse il matraccio a Megan. Siamo pi prudenti che mai, adesso! Ho la sensazione che questa cosina far la storia. Megan prese il recipiente e lo tenne con tutte e due le mani. Rivolgendosi a Daniel domand: Che progetti ha per questa sospensione? Non si aspetta che il lino si dissolva, vero? Certo che no. Voglio solo che rimanga nella soluzione salina in modo che questa trattenga il DNA linfocitario presente. Tra ventiquattr'ore circa ne sottoporr una parte alla reazione a catena della polimerasi. L'elettrofo-

resi con alcuni controlli dovrebbe darci un'idea di cosa abbiamo. Se scopriamo di avere abbastanza frammenti di DNA, come sono ragionevolmente sicuro che accadr, lo duplicheremo e poi vedremo se le nostre sonde preleveranno ci di cui abbiamo bisogno per la ROTS. Naturalmente, potremmo dover ripetere l'intero esercizio diverse volte per sequenziare l'intero gene. Comunque, il campione rimarr nella soluzione salina fino a che avremo ci di cui abbiamo bisogno. Benissimo. Lo metter nella cassaforte. Domani mi faccia sapere quando lo vuole. Perfetto. Se qui abbiamo finito, perch non ci spostiamo nell'edificio che ospita la clinica? propose Spencer e guard l'orologio. Vogliamo mostrarvi le nostre sale operatorie e anche il reparto degenze. L potrete fare conoscenza con il personale e poi andremo in mensa, dove ho organizzato un pranzo per voi a cui ho invitato anche il dottor Rashid Nawaz, il neurochirurgo. Abbiamo pensato che vi farebbe piacere conoscerlo. S, certo, afferm Daniel. Sembrava averci messo un'eternit, ma alla fine Gaetano si ritrov quasi in cima alla coda davanti all'agenzia di autonoleggio, nell'aeroporto di Nassau. Si chiedeva come mai a quelli davanti a lui c'era voluto cos tanto per noleggiare una dannata macchina, visto che dovevano solo firmare un fottuto modulo. Guard l'orologio. Erano le dodici e mezzo ed era arrivato da venti minuti, anche se aveva lasciato il Logan alle sei. ancora prima che fosse sorto il sole. Il problema era stato che non c'erano voli non stop o diretti e aveva dovuto cambiare aereo a Orlando. Spost il peso del corpo massiccio da una gamba all'altra, nervoso. Sal e Lou gliel'avevano cantato chiaro che doveva svolgere la sua missione in una sola giornata e riportare le chiappe a Boston. Lo avevano avvertito che non si sarebbero bevuti nessuna scusa, pur ammettendo allo stesso tempo che intercettare subito il dottor Lowell non era scontato, infatti avevano graziosamente ammesso che c'erano delle variabili. Gaetano aveva promesso che avrebbe fatto del proprio meglio, ma non avrebbe potuto svolgere il lavoro se non fosse riuscito ad arrivare al pi presto a quel cazzo di Ocean Club. Il piano era semplice. Sarebbe andato all'albergo, avrebbe individuato il bersaglio, che secondo i gemelli sarebbe stato stravaccato sulla spiaggia, considerato il clima, e lo avrebbe attirato lontano da l con qualche ingan-

no astuto. Dopo di che avrebbe fatto ci che doveva fare, e cio riferire il messaggio dei capi e picchiarlo di santa ragione, in modo che le sue parole fossero prese sul serio. Poi sarebbe tornato di corsa all'aeroporto e avrebbe preso uno di quegli aerei che facevano avanti e indietro fra l e Miami, in tempo per saltare sull'ultimo volo per Boston. Se per qualche motivo questo non si fosse avverato, allora avrebbe portato a termine la sua missione quella sera, ammesso che il professore lasciasse l'hotel, e poi avrebbe trascorso la notte in qualche stamberga pulciosa, per fare il viaggio di ritorno il giorno dopo. L'unico problema con il piano B era che non poteva sapere per certo se la vittima avrebbe lasciato l'albergo e questo avrebbe significato rinviare tutto al giorno dopo. In quel caso Lou e Sal sarebbero andati in bestia, indipendentemente da quello che lui avrebbe detto, quindi sentiva di essere tra l'incudine e il martello. Tutto il problema si riduceva al fatto che la sua presenza era necessaria a Boston. Come i suoi capi gli avevano ricordato, c'erano un po' di cosette in ballo in quei giorni, con l'economia in tilt e la gente che si lamentava di non avere i contanti per far fronte ai debiti e alle giocate. Gaetano si sfreg via il sudore che si era formato lungo l'attaccatura dei corti capelli scuri, sulla fronte molto larga. Indossava ampi pantaloni marrone chiaro, che erano stati stirati alla perfezione, una camicia floreale a maniche corte e una giacca sportiva blu. L'idea era di avere un'aria altolocata, in modo da non farsi notare troppo in mezzo ai clienti dell'Ocean Club. Al momento teneva la giacca buttata su una spalla e i pantaloni mostravano delle belle stropicciature bagnate di sudore dietro ogni ginocchio. Con la sua mole massiccia, era sensibile all'umida calura dei tropici. Un quarto d'ora dopo si ritrov in un parcheggio rovente come l'inferno a cercare una Cherokee bianca. Se prima aveva caldo adesso bolliva, con due triangoli di sudore ben visibili sotto le ascelle. Teneva nella destra la ventiquattr'ore e nella sinistra i documenti dell'auto e una cartina che gli avevano fornito all'agenzia. L'idea di guidare tenendo la sinistra, come gli avevano spiegato di fare, all'inizio lo aveva impensierito, ma adesso pensava che avrebbe potuto farcela, se avesse continuato a ricordarselo. Gli sembrava il massimo della ridicolaggine che gli abitanti delle Bahamas guidassero dalla parte sbagliata. Trov l'auto. Senza perdere tempo vi sal e la mise in moto. La prima cosa che fece fu mettere al massimo l'aria condizionata e indirizzare verso di s tutti i condotti. Dopo aver controllato la cartina e averla allargata sul sedile del passeggero, usc dal parcheggio.

Si era parlato di una pistola, ma poi l'idea era stata scartata. Come prima cosa, avrebbe richiesto del tempo, e poi non ne avrebbe avuto bisogno per affrontare un fottuto professore. Controll di nuovo la cartina. Il percorso era semplice, dato che quasi tutte le strade portavano alla citt di Nassau. Da l avrebbe preso il ponte per Paradise Island, dove presumeva che l'Ocean Club sarebbe stato facile da trovare. Sorrise pensando al destino. Qualche anno prima, chi avrebbe immaginato che sarebbe andato in giro per le Bahamas tutto acchittato, sentendosi in forma e in attesa di agire? Un brivido di eccitazione gli fece drizzare i capelli sulla nuca. A lui piaceva la violenza, in qualsiasi forma. Era una specie di assuefazione che in passato lo aveva messo nei guai, a cominciare dalla scuola media, ma in particolare alle superiori. Gli piacevano i film di azione e i videogiochi violenti, ma soprattutto gli piaceva la violenza vera. Grazie alla mole che aveva fin da quando era giovane e alla prestanza fisica, era sempre riuscito a cavarsela in tutte le zuffe. Il problema pi grosso lo aveva avuto nel 2000. Lui e suo fratello Vito erano stati ingaggiati per lo stesso tipo di attivit che Gaetano svolgeva adesso, ma nel Queens, a New York, per una delle maggiori famiglie criminali. Era saltato fuori un incarico da affidare a entrambi: dovevano dare una lezione a uno sbirro corrotto che per non rispettava i patti. Doveva essere una cosa facile facile, e invece era andata storta. Lo sbirro aveva tirato fuori una pistola nascosta e aveva ferito seriamente Vito. Purtroppo, Gaetano aveva visto rosso. Dopo essere riuscito a disarmarlo, aveva fatto secco non solo il poliziotto, ma anche la moglie e il figlio adolescente che avevano cercato stupidamente di intervenire, lei con un'altra pistola, il ragazzino con una mazza da baseball. Erano tutti furibondi. Quelle cose non dovevano succedere, e c'era stata una reazione spropositata da parte della polizia di New York, come se quello sbirro fosse stato un eroe. Gaetano aveva pensato che lo avrebbero sacrificato, o eliminandolo addirittura o servendolo alla polizia su un piatto d'argento. Ma poi era spuntata dal nulla l'opportunit di scomparire andando a Boston a lavorare per i fratelli Castigliano, imparentati alla lontana con la famiglia per cui i Barrese avevano lavorato. All'inizio cambiare aria non gli era piaciuto proprio per niente. Detestava Boston, che considerava una citt moscia rispetto a New York, e detestava lavorare per la ditta di rifornimenti idraulici perch si sentiva sminuito. Ma un po' alla volta ci si era abituato. Porca miseria! esclam ad alta voce guardando l'oceano delle Baha-

mas per la prima volta. Un azzurro e un acquamarina cos intensi non li aveva mai visti. A mano a mano che il traffico aumentava, rallent e si godette il panorama. Si era abituato meglio di quanto pensava alla guida a sinistra, cos poteva permettersi di spostare lo sguardo di qua e di l, e di cose da vedere ce n'erano tante. Cominci a nutrire un certo ottimismo per come si sarebbe svolto il pomeriggio, fino a che arriv a Nassau citt. Si ritrov completamente imbottigliato e per un bel po' rimase completamente fermo dietro un autobus. Guard l'orologio. Era gi l'una. Scosse la testa, mentre il suo ottimismo svaniva rapidamente. Non poteva fare a meno di dirsi che gli sarebbe stato impossibile fare quello che doveva entro le quattro e mezzo, ora in cui avrebbe dovuto muoversi, se voleva riuscire a prendere il volo per Miami e Boston. 'Fanculo! sbott con veemenza. All'improvviso decise di non lasciare che il fattore tempo gli rovinasse la giornata. Respir a fondo e guard fuori dal finestrino. Sorrise a una bellezza nera che gli restitu il sorriso, dandogli la sensazione che passare la notte l sarebbe stato piuttosto divertente. Abbass il finestrino, ma la donna era gi sparita. Un attimo dopo l'autobus davanti a lui cominci a muoversi. Finalmente arriv al ponte che collegava New Providence Island a Paradise Island e ben presto si ritrov nel parcheggio dell'Ocean Club che, a giudicare dall'aspetto dei veicoli, era pi per i dipendenti che per i clienti. Lasci la borsa e la giacca nella Cherokee e procedette per un vialetto fiancheggiato da alberi e piante fiorite che prima puntava a ovest per poi svoltare verso nord, tra due costruzioni che facevano parte dell'albergo. Arriv in questo modo al prato che separava l'intero complesso ricettivo dalla spiaggia. A quel punto volt a est e torn verso gli edifici centrali che comprendevano gli spazi pubblici e i ristoranti. Rimase impressionato da tutto ci che vedeva: quello era un posto davvero fico! Collocato alla sommit di una ripida salita al margine della spiaggia, dominava la vista nelle due direzioni un bar-ristorante all'aperto, riparato da un tetto di paglia. All'una e trenta era pieno zeppo e c'era perfino una coda di persone in attesa che si liberasse un tavolo o uno sgabello del bar. Gaetano si ferm e guard le foto che aveva per rinfrescarsi la memoria sull'aspetto del professore e della sorella di Tony. Si sofferm con lo sguardo sulla donna, desiderando che fosse lei la vittima. Il pensiero dei vari modi violenti in cui avrebbe potuto trasmetterle il messaggio gli fece spuntare un sorriso sulle labbra.

Sentendosi pronto per riconoscere il professore, cominci a camminare lentamente passando in rassegna tutti i tavoli, che erano disposti lungo il perimetro, e i sedili del bar, collocato al centro. Di avventori ce n'erano tantissimi, di tutte le forme e le et, vestiti per lo pi solo con costumi da bagno e copricostumi. Si ritrov al punto da cui era partito, senza aver notato nessuno che assomigliasse al tizio o alla ragazza. Lasci il ristorante e scese una rampa di scale che portava a un terrazzino con una serie di docce all'aperto, da cui un'altra rampa arrivava fino alla spiaggia. A destra, alla base delle scale, c'era la spiaggia in concessione all'albergo, con teli da mare, ombrelloni e sedie sdraio. Gaetano si tolse scarpe e calzini, si arrotol i pantaloni fino ai polpacci e arranc fino alla battigia, dove le onde lambivano delicatamente la riva. Quanto la punta dei piedi tocc l'acqua, si pent di non avere addosso il costume da bagno. L'acqua era tersa come il cristallo, bassa e deliziosamente tiepida. Camminando sulla sabbia umida e molto compressa, si diresse dapprima verso est, scrutando i volti di tutte le persone sulla spiaggia. Non era particolarmente affollata, dato che quasi tutti stavano pranzando. Quando arriv a un punto in cui non c'era pi nessuno, fece dietrofront e and verso ovest. Anche da quella parte ebbe lo stesso risultato, quindi decise che il professore e la sorella di Tony non erano ad abbrustolirsi sulla spiaggia. Addio a quest'idea, pens scoraggiato. Si allontan dalla riva e riprese le scarpe, poi sal fino alle docce e si sciacqu i piedi. Rimessosi calzini e scarpe, attravers il prato rigoglioso che si stendeva davanti all'edificio principale, la cui architettura faceva pensare alla casa padronale di una piantagione. Un piccolo bar in un angolo con sei sgabelli gli ricord che, dopotutto, era un albergo. In quel momento non c'erano clienti e il barista era intento a pulire i bicchieri. Gaetano us un telefono a disposizione dei clienti, su una scrivana fornita di carta da lettere intestata, e chiam il centralino. Chiese se potevano metterlo in comunicazione con la camera 108 e la centralinista disse che sarebbe stata felice di accontentarlo. Mentre il telefono suonava, Gaetano si serv da una fruttiera appoggiata sulla scrivania. Lo lasci squillare diverse volte, finch la centralinista si inform se desiderava lasciare un messaggio. Le disse che avrebbe riprovato pi tardi e riattacc. A quel punto, si chiese se l'albergo avesse una piscina. Non l'aveva vista dove secondo lui era pi probabile che fosse, e cio in mezzo al vasto pra-

to, ma dato che la propriet dell'albergo era molto ampia, si disse che poteva essere da un'altra parte. Attravers la zona soggiorno e arriv alla reception, dove chiese informazioni e gli indicarono da che parte andare. Scopr che la piscina era a est, ben distanziata dal mare, alla base di un giardino simmetrico che si elevava a terrazze successive, dominato da un chiostro in stile medievale. Fu ammaliato dalla bellezza del luogo, ma deluso per non aver avuto fortuna nemmeno questa volta. Il professore e la sorella di Tony non erano n alla piscina n al bar l vicino. E non erano neanche in una palestra poco distante o in uno dei numerosi campi da tennis. Merda! bofonchi. A quel punto gli fu chiaro che non si trovavano in albergo. Guard l'orologio. Erano passate da poco le due. Scosse la testa. Invece di chiedersi se avrebbe dovuto passare la notte l, cominci a pensare quante notti sarebbe dovuto rimanere, se le cose fossero andate avanti di quel passo. Ritorn alla reception e trov un morbido divano e un'altra fruttiera, assieme a una pila di riviste eleganti. Da l, attraverso un arco, aveva una vista privilegiata sull'ingresso anteriore dell'albergo. Rassegnato ad aspettare, si mise comodo. 16 Venerd 1 marzo 2002 - ore 14.07 Mrntre Spencer tornava nel suo spazioso ufficio, Paul scese le scale che portavano nel seminterrato dell'edificio centrale, dopo che entrambi avevano salutato i loro ospiti. Si chiedeva spesso che cosa facesse il suo capo tutto il giorno, a cincischiare in quella stanza enorme, quattro volte pi grande dell'ufficio contiguo che aveva ottenuto lui. Ma non covava invidia per quello. Era stata l'unica pretesa di Spencer, quando avevano costruito la clinica. A parte insistere per avere uno spazio personale ridicolmente enorme, gli aveva lasciato quasi carta bianca, in particolare riguardo al laboratorio e alle attrezzature di cui fornirlo. Inoltre, Paul aveva un secondo ufficio, anche se minuscolo, nel laboratorio, ed era quello che usava prevalentemente. Apr fischiettando la porta antincendio del seminterrato. Aveva validi motivi per essere di buonumore. Non solo si aspettava che venisse riconosciuta la legittimit della sua attivit di ricercatore nel campo delle cellule

staminali, grazie alla collaborazione con un potenziale premio Nobel, ma soprattutto intravedeva la prospettiva di un significativo e necessario guadagno economico per la clinica. Come la mitica fenice, Paul era nuovamente risorto dalle proprie ceneri e questa volta erano state reali. Meno di un anno prima, lui e gli altri dirigenti della Wingate avevano dovuto fuggire dal Massachusetts, avendo i barbari alla porta, nella forma di agenti federali. Per fortuna, lui aveva previsto i problemi che poteva causare la sua attivit pionieristica nel campo della ricerca, anche se credeva che tali problemi potessero arrivare dalla Food and Drug Administration, non direttamente dal dipartimento della Giustizia, e aveva fatto piani dettagliati per fuggire all'estero senza subire danni. Per quasi un anno, aveva dirottato fondi alle spalle di Spencer ed era stato facile, dato che il proprietario della Wingate si era praticamente ritirato in Florida. Lui aveva usato il denaro per comperare la terra nelle Bahamas, progettare una nuova clinica e cominciare la costruzione. Il raid inaspettato da parte della legge, per colpa di un paio di guastafeste impiccioni, aveva semplicemente significato che la partenza sua e di tutto lo staff era stata un po' pi precipitosa del previsto ed era avvenuta prima che la nuova clinica fosse ultimata. Inoltre, lo aveva costretto ad attivare un piano preparato in anticipo per dare alle fiamme la vecchia sede, cos da eliminare tutte le prove. Questa recente rinascita dalle ceneri era stata la sua seconda ripresa meravigliosa. Soltanto sette anni prima le sue prospettive apparivano disastrose. Gli avevano revocato il contratto con l'ospedale in cui lavorava e aveva rischiato di essere espulso dall'Albo della professione medica dell'Illinois, solo due anni dopo aver terminato l'internato in ostetricia-ginecologia. Tutto a causa di una stupida truffa sulle parcelle emesse per anziani, disabili e non abbienti, pagate dal servizio sanitario pubblico. L'aveva copiata da alcuni colleghi, perfezionandola, e per una cosa banale come quella era stato costretto a cambiare stato. Una serie di circostanze fortunate lo aveva portato nel Massachusetts, dove si era specializzato in infertilit. Aveva ritenuto prudente cambiare specializzazione per evitare che la commissione medica di quello stato scoprisse i problemi che aveva avuto in Illinois. La sua fortuna era continuata quando aveva approfondito la conoscenza con Spencer Wingate, uno dei suoi professori, che meditava di ritirarsi dall'insegnamento. Il resto era storia. Ah, se i miei amici potessero vedermi in questo momento! mormor fra s, tutto contento, mentre percorreva il corridoio centrale del seminterrato. Tali pensieri erano il suo passatempo preferito. Certo, usava il termi-

ne amici in senso lato, dato che in realt non ne aveva molti, infatti era rimasto un solitario per quasi tutta la vita, dopo essere stato lo zimbello di tutti, durante i suoi anni formativi. Era sempre stato uno sgobbone, eppure era destinato a non essere mai all'altezza dei comuni standard della societ, tranne nel laurearsi in medicina. Ma ora, con un laboratorio superbamente attrezzato a sua disposizione, senza nemmeno la minaccia di un sopralluogo della FDA, sapeva che aveva tutte le carte in regola per diventare il ricercatore biomedico dell'anno, magari del decennio... magari addirittura del secolo, considerando che la Wingate aveva potenzialmente il monopolio della clonazione riproduttiva e terapeutica. Certo, per lui l'idea che sarebbe diventato un ricercatore famoso era la pi grande ironia della sorte. Non l'aveva prevista, non godeva della preparazione appropriata e aveva il dubbio onore di essere stato l'ultimo del suo corso alla facolt di medicina. Rise in silenzio, sapendo che in realt doveva la sua attuale posizione non solo alla fortuna, ma anche alla continua preoccupazione dei politici americani per la questione dell'aborto, che aveva distratto la vigilanza dai redditizi affari che ruotavano attorno alle cure per l'infertilit e aveva ostacolato la ricerca sulle cellule staminali. Se non fosse stato cos, i ricercatori in patria sarebbero gi arrivati al punto in cui si trovava lui ora. Buss alla porta di Kurt Hermann. Kurt era il capo della sicurezza e uno dei primi mercenari che aveva assoldato. Subito dopo essere arrivato alla Wingate Clinic, Paul aveva intuito l'enorme potenziale di profitti nel settore dell'infertilit, soprattutto per chi fosse disposto a spingere i limiti e approfittare pienamente della mancanza di sorveglianza. Aveva quindi capito che la sicurezza sarebbe stata una questione importante e voleva trovare la persona giusta che se ne occupasse, qualcuno senza troppi scrupoli nel caso si rendessero necessari metodi draconiani, qualcuno disposto a tutto, qualcuno che avesse un'esperienza consolidata. Aveva trovato tutti questi requisiti in Kurt Hermann. Il fatto che il prescelto fosse stato congedato dalle Forze Speciali dell'esercito in circostanze men che onorevoli, in seguito a diversi omicidi di prostitute sull'isola di Okinawa, non turbava minimamente Paul, anzi lo aveva considerato un punto a favore. Sentendo avanti, Paul apr la porta. Kurt aveva progettato da s il complesso di uffici che aveva a disposizione. La stanza principale era un incrocio tra studio e palestra, con due scrivanie, un paio di poltroncine e diverse attrezzature per fare ginnastica. C'era anche una stuoia da tae kwon do. La sala video aveva un'intera parete coperta da monitor collegati alle telecamere sparse per tutto il complesso. Alla fine di un breve corridoio

c'erano una camera da letto e un bagno. Kurt aveva un altro appartamento, pi grande, nell'edificio del laboratorio, ma capitava spesso che non si spostasse dal seminterrato per diversi giorni di seguito. Di fronte alla camera da letto c'era una cella, completa di lavandino, latrina e di una branda di ferro. Il rumore metallico dei pesi attir lo sguardo di Paul verso la parte della stanza adibita a palestra. Kurt si tir su a sedere dalla panca attrezzata. Indossava, come al solito, una maglietta nera aderente, pantaloni neri e scarpe nere, il tutto in forte contrasto con i capelli biondi tagliati cortissimi. Una volta Paul aveva provato a chiedergli come mai vestisse sempre di nero, considerato il sole implacabile delle Bahamas, ma lui si era limitato ad alzare leggermente le spalle e a inarcare le sopracciglia. Era per lo pi un uomo di poche parole. Dobbiamo parlare, esord Paul. Kurt non rispose. Si tolse le cinghie di velcro, si pass una salvietta sulla fronte, sedette alla scrivania e rimase immobile. I pettorali e i tricipiti tendevano il tessuto della maglietta. Faceva pensare a un gatto in attesa di spiccare un balzo. Paul prese una delle poltroncine laterali, la mise di fronte alla scrivania e si sedette. Il dottore e la sua ragazza sono arrivati sull'isola, annunci. Lo so, replic Kurt, sbrigativo. Volt verso Paul il monitor che aveva sulla scrivania e comparvero Daniel e Stephanie, immobilizzati, ripresi mentre si avvicinavano all'ingresso principale dell'edificio amministrativo. Si vedevano bene i loro volti, mentre socchiudevano gli occhi contro il sole del mattino. Una buona immagine, comment Paul. Di certo, mette bene in evidenza che la donna attraente. Kurt gir di nuovo il monitor verso di s ma non rispose. Qualche informazione sull'identit del paziente, dall'ultima volta che abbiamo parlato? Kurt scosse la testa. Allora, un'altra visita al loro appartamento e una allo studio non hanno rivelato niente? Kurt scosse la testa. Niente. Mi secca insistere, ma abbiamo bisogno di sapere quanto prima chi quella persona. Pi dobbiamo aspettare, minori possibilit abbiamo di massimizzare il nostro compenso. E abbiamo bisogno di soldi.

Le cose saranno pi facili, adesso che sono qui a Nassau. Qual la sua strategia? Quando cominceranno il loro lavoro qui alla clinica? Domani, ammesso che arrivi un pacco che stanno aspettando. Devo venire in possesso per qualche minuto dei loro computer portatili e dei cellulari. Per questo potrebbe essere necessaria la collaborazione da parte del personale del laboratorio. S? Paul era stupito: era raro che Kurt chiedesse l'aiuto di qualcuno. Ma certo! Chieder una mano alla signora Finnigan. Che cosa vuole che faccia? Avr bisogno di sapere dove tengono i computer e, sperando che non se li portino dietro, anche i cellulari, mentre sono in mensa. Be', questo sar facile. Megan fornir loro qualche posto da chiudere a chiave per i loro effetti personali. Come mai vuole i loro cellulari? Voglio dire, i computer lo capisco, ma perch anche i telefoni? Per controllare l'identit di chi li chiama. Non che mi aspetti di scoprire qualcosa, per come sono stati guardinghi finora. Nemmeno dai portatili mi aspetto tanto: persone come quelle non sono certo stupide. Ci che voglio fare, in realt, inserire una cimice nei loro cellulari per controllare le telefonate. Sar questo a darci ci che vogliamo. Lo svantaggio che andranno controllati da vicino, entro una trentina di metri, a causa delle limitazioni di potenza. Una volta messe le cimici, io o Bruno dovremo tenerci nelle vicinanze. Sar un bell'impegno! esclam Paul. Spero vi ricordiate che la discrezione fondamentale. Non devono accadere scenate, altrimenti al dottor Wingate verr un attacco. Kurt fece un'altra delle sue insondabili scrollate di spalle. Abbiamo saputo che stanno all'Ocean Club. L'inform Paul. Lui annu impercettibilmente. Oggi abbiamo anche scoperto una cosa che potrebbe rivelarsi utile. Questo paziente misterioso potrebbe essere qualcuno in alto nella chiesa cattolica, il che ci avvantaggerebbe ancora di pi, considerando la posizione della chiesa sulle cellule staminali. Mantenere il segreto potrebbe valere un sacco di soldi. Kurt non diede alcun cenno di risposta. Bene, tutto, concluse Paul. Si diede una pacca su un ginocchio, prima di alzarsi. Lasci che glielo ripeta: ci serve quel nome. Lo avremo, gli assicur Kurt. Si fidi!

Che cosa c'? chiese Daniel in tono irritato. Mi stai rifilando la punizione del silenzio, o che cosa? Non hai detto 'ba' da quando abbiamo lasciato la clinica, venti minuti fa. Anche tu non hai parlato gran che, ribatt Stephanie senza curarsi di spostare su di lui lo sguardo che teneva fisso sul parabrezza. Quando siamo saliti in macchina ho detto che era una bella giornata. Oh, strabiliante! comment Stephanie con evidente derisione. Questo s che un modo stimolante per avviare una conversazione, considerato quel che abbiamo sperimentato stamattina. Daniel le scocc un'occhiata insofferente, prima di riportare l'attenzione alla strada. Stavano percorrendo la costa settentrionale dell'isola per ritornare in albergo. Sei ingiusta. Davanti ai nostri anfitrioni ti comporti come un'ossessa, cosa che ti proibisco di fare ancora, e adesso che siamo soli te ne stai muta come un pesce. Ti comporti come se io avessi fatto qualcosa di sbagliato. Be', s, non riesco a capire come mai non ti indigni per ci che succede alla Wingate Clinic. Intendi rispetto alla loro presunta terapia con le cellule staminali? Terapia una denominazione impropria. Quella una pura e semplice truffa. Non solo spillano quattrini a gente disperata, distogliendola da cure adeguate per offrirgli solo un placebo, ma fanno s che la vera cura con le cellule staminali abbia una cattiva fama. Sono s indignato. Chiunque lo sarebbe, per mi indigno anche per i politici che rendono possibile tutto ci, costringendoci allo stesso tempo a scendere a patti con gente simile. E che ne dici del presunto segreto industriale che permette loro di fornire ovociti umani con un preavviso di ventiquattro ore? Anche quello eticamente preoccupante, devo ammetterlo. Preoccupante! gli fece eco Stephanie, sprezzante. molto pi che preoccupante. Ci hai fatto caso che c' un articolo sugli ovociti, nella pubblicazione che ci hanno dato? Srotol la rivista che teneva stretta in mano e indic il titolo del terzo articolo annunciato sulla copertina: 'La nostra vasta esperienza con la maturazione in vitro di ovociti fetali umani': a cosa ti fa pensare? Credi che se li procurino da feti abortiti? Per quanto ne sappiamo, non sarebbe una supposizione troppo stravagante. E hai notato tutte quelle donne locali incinte che lavorano nella

mensa? E che ne dici della vanteria di Paul sul fatto che la clinica ha una grande esperienza di nucleo-transfer? Quella gente probabilmente si occupa di clonazione riproduttiva pi di qualsiasi altra cosa. Stephanie sbuff con forza, scuotendo la testa. Invece di guardare Daniel, gir la testa verso il proprio finestrino. Teneva le braccia conserte. Anche solo essere l e parlare con loro mi fa sentire complice. Proseguirono senza parlare per qualche minuto. Quando raggiunsero la periferia della citt e dovettero rallentare, Daniel interruppe il silenzio. Tutto quello che dici vero. Ma avevamo gi un'idea di che razza di gente fossero ancor prima di venire qui. Sei tu che hai fatto dei controlli su Internet e, per citare le tue parole, hai detto: 'non sono delle brave persone e dovremmo limitare i nostri contatti con loro'. Te ne ricordi? Certo, sbott Stephanie. Eravamo al Rialto, a Cambridge, nemmeno una settimana fa. Sospir. Mio Dio! Quante cose sono accadute in sei giorni! Sembra trascorso un anno. Ma hai capito che cosa volevo dire? Suppongo di s, ma avevo anche detto di voler essere sicura che lavorando alla loro clinica non avremmo favorito qualcosa di illecito. A costo di ripetermi eccessivamente, siamo qui per curare Butler, nient'altro. Eravamo d'accordo, ed questo che faremo. Non faremo una crociata contro la Wingate, n adesso n quando avremo finito il nostro compito, perch se la FDA scopre ci che abbiamo fatto potremmo avere dei guai. Stephanie si volt per guardare bene in faccia il suo compagno. Quando mi sono dichiarata d'accordo di curare Butler, pensavo che l'unico compromesso sarebbe stato quello di praticare su un essere umano una cura sperimentale. Purtroppo, sembra che ora abbiamo preso una brutta strada. Sono in pensiero per dove ci porter, e parlo della nostra coscienza. Puoi sempre tornartene a casa. Tu sei pi brava nel lavoro con le cellule, ma credo di potermela cavare. Dici sul serio? S. Tu hai una tecnica molto migliore della mia nel nucleo-transfer. No, intendo se non ti spiacerebbe nel caso me ne andassi. Se i compromessi etici che dovremo accettare ti fanno sentire troppo male e ti deprimono, allora no, non mi spiace se te ne vai. Sentiresti la mia mancanza? Che cos', una domanda trabocchetto? Ti ho gi fatto capire che preferirei che restassi. Rispetto a te, io sono maldestro quando lavoro con gli

ovociti e le blastocisti sotto un microscopio. Intendevo emozionalmente. Ma certo! Questo scontato. Non mai scontato, anche perch tu non lo hai mai detto. Ma non capire male: apprezzo che adesso lo dici e apprezzo la tua comprensione se me ne vado. Per me significa tanto. Stephanie sospir. Ma, per quanto mi senta in conflitto nel lavorare con questi idioti, non credo che potrei lasciarti qua da solo. Ci penser. Sapere che una scelta possibile mi fa sentire meglio. Dopotutto, fin dal primo giorno tutta questa faccenda andata avanti contro il mio intuito e il buon senso, e l'esperienza di stamani non stata d'aiuto. Sono consapevole delle tue riserve, e proprio per questo apprezzo ancora di pi il tuo sostegno. Ma basta! Sappiamo che sono persone poco affidabili e ci che abbiamo visto stamattina lo conferma. Cambiamo argomento! Che ne pensi del neurochirurgo pakistano? Che cosa posso dire? Mi piaciuto il suo accento inglese, ma un po' bassino. D'altra parte, carino. Sto cercando di essere serio. Nella voce di Daniel ricomparve il tono risentito. E io cerco di fare dello spirito. Voglio dire, come si fa a valutare un professionista solo per averlo incontrato a pranzo? Per lo meno ha una buona preparazione, acquisita in centri accademici londinesi di fama, ma se lui un bravo chirurgo come si fa a saperlo? Per lo meno si presenta bene. Stephanie alz le spalle. E tu che cosa ne pensi? Penso che straordinario e penso che siamo fortunati ad averlo a bordo. Il fatto che abbia fatto esperienza da interno nell'eseguire impianti di cellule fetali per il morbo di Parkinson un eccezionale valore aggiunto. Voglio dire, ripeter la stessa procedura per noi. Impiantare le nostre cellule dopaminergiche naturali clonate sar per lui come un ripasso, con l'eccezione che funzioner. Ho percepito una vera esasperazione da parte sua quando ha detto che i risultati dello studio sulle cellule fetali in cui era coinvolto sono stati cos scarsi. Oh, s, entusiasta, concord Stephanie. Devo dargli credito di questo, ma non ero del tutto convinta che non fosse perch ha bisogno di lavorare. Mi ha sorpresa sapere che secondo lui baster solo un'ora o poco pi. A me no. L'unico passo che richiede tempo collocare il casco stereotassico. La trapanatura e l'iniezione saranno rapide.

Credo che dovremmo essere contenti di averlo trovato cos facilmente. Daniel annu. So che c' un altro motivo per cui stamattina eri cos sconvolta, disse all'improvviso, dopo una breve pausa nella conversazione. Davvero? Stephanie si sent di nuovo in tensione, dopo che si era rilassata un po'. L'ultima cosa che desiderava ascoltare era qualche altro dettaglio sconvolgente. La tua fede nella professione medica adesso deve aver toccato il fondo. Di cosa stai parlando? Spencer Wingate non di certo il tipo basso, grasso e con i bitorzoli sul naso che speravi anche se, come ho gi detto, potrebbe essere un fumatore incallito e avere l'alito cattivo. Stephanie moll a Daniel diversi pugni scherzosi sulla spalla. Dopo tutte le cose che ho detto ultimamente, proprio da te ricordare questa. In modo altrettanto scherzoso, Daniel finse di essere terrorizzato e si spost tutto contro il proprio finestrino per sottrarsi ai colpi. In quel momento erano fermi a un semaforo poco prima del ponte per Paradise Island. Paul Sanders, invece, un'altra storia, riprese il discorso dopo essersi rimesso dritto. Quindi forse la tua fede non ha subito un colpo irreversibile, dato che il suo aspetto compensa quello da divo sciupafemmine che ha il suo capo. Paul non poi tanto brutto. Certo, ha dei capelli interessanti, con quel ciuffo bianco cos evidente. Lo so che hai difficolt a dire qualcosa di male sul fisico di qualcuno. Non che io lo capisca, particolarmente in questo caso, considerato ci che pensi di questa gente, ma ammettiamo almeno che quell'uomo un tipo dall'aspetto stranissimo. La gente nasce con la faccia e il corpo che gli capita, non se li sceglie. Direi che Paul Saunders unico. Non ho mai visto nessuno con le iridi di due colori diversi. Ha una sindrome genetica eponima, spieg Daniel. piuttosto rara, se rammento bene, ma non mi ricordo il nome. Era una di quelle malattie strane che di tanto in tanto vengono tirate fuori durante i giri di visite di medicina interna. Una malattia ereditaria! Vedi perch non mi piace criticare l'aspetto fi-

sico delle persone? Questa sindrome ha qualche seria conseguenza sulla salute? Non ricordo. Il semaforo divenne verde e imboccarono il ponte. La vista del porto di Nassau era affascinante e nessuno dei due parl finch non arrivarono dall'altra parte. Ehi! esclam Daniel di botto. Sterz in una corsia che permetteva di svoltare a destra e ferm l'auto. Che ne dici di andare in quel centro commerciale per comperarci degli altri vestiti? Come minimo, abbiamo bisogno di costumi da bagno, per andare sulla spiaggia. Dopo che sar arrivato il pacco di Peter, non avremo tante opportunit di darci ai piaceri di Nassau. Andiamo prima in albergo. il momento di chiamare padre Maloney. Ormai dovrebbe essere tornato a New York e forse ha qualche informazione sui nostri bagagli. Sapendo se ci arriveranno oppure no, potremo decidere quali e quanti vestiti comperare. Hai ragione! approv Daniel e si immise nuovamente nel traffico diretto a est. Qualche minuto dopo, oltrepass il parcheggio dell'albergo e ferm l'auto direttamente davanti alla reception. Due portieri in divisa si precipitarono ad aprire entrambe le portiere. Non la parcheggiamo? domand Stephanie. Lasciamola ai portieri. Sia che troviamo padre Maloney, sia che non lo troviamo, voglio andare subito a comperare i costumi da bagno. Per me va bene, approv lei, scendendo dall'auto. Dopo lo stress di quella mattina, un po' di shopping e una puntatina alla spiaggia le sembravano una prospettiva stupenda. Come se si fosse fatto di amfetamina, Gaetano sent accelerare le pulsazioni e drizzarsi i capelli sulla nuca. Finalmente, dopo un sacco di falsi allarmi, le due persone che stavano entrando dalla porta principale sembravano la coppia che lui cercava. Estrasse rapidamente la foto dal taschino della camicia a fiori e, mentre i due erano ancora ben visibili, confront i loro volti con quelli stampati sulla carta. Tombola! esclam tra s. Ripose la foto e guard l'orologio. Erano le tre meno un quarto. Fece spallucce. Se il professore collaborava andando a fare una lunga passeggiata o, ancor meglio, ritornando in citt, da dove probabilmente la coppia era appena rientrata, forse lui ce l'avrebbe fatta a prendere il volo di quella sera per

Boston. I due sparirono a destra, apparentemente attraversando l'atrio, oltre i banchi della registrazione. Senza affrettarsi troppo per non farsi notare, Gaetano rimise a posto la rivista che stava sfogliando, raccolse la giacca che aveva appoggiato sulla spalliera del divano, sorrise al barista, che era stato abbastanza gentile da fare due chiacchiere con lui, evitando che quelli della sicurezza si insospettissero, e si incammin. Ora che usc, la coppia era sparita. Gaetano imbocc il sinuoso vialetto d'accesso che si allungava in mezzo ad alberi fioriti e ad alti cespugli. Non era preoccupato per aver perso di vista il professore e la ragazza, convinto com'era che si stessero dirigendo verso la loro stanza, e sapeva esattamente dov'era la 108. Mentre camminava, pens che gli seccava di aver ricevuto istruzioni di non affrontare il professore in albergo. Sarebbe stato tanto pi facile, invece di dover aspettare che andasse via di nuovo. Rivide la propria preda mentre entrava nell'edificio in cui era la stanza 108. Allora si spost dalla parte del mare e trov un'amaca appesa tra due palme in un punto strategico. Depose la giacca sulla corda e si accomod con precauzione, data la propria mole. Da dove si trovava avrebbe potuto accorgersi se i due si fossero diretti alla spiaggia, alla piscina o verso una qualsiasi delle attrazioni che offriva l'albergo. Mentre i minuti passavano il battito cardiaco gli ritorn normale, anche se pensare all'imminente azione fisica lo eccitava. Si era messo proprio comodo, con la testa adagiata a un piccolo cuscino di tela attaccato all'amaca e un piede poggiato a terra, per dare la spinta e farla dondolare leggermente. Dalle fronde delle palme filtrava solo un po' di sole, e questa era una vera benedizione. Se si fosse trovato sotto il sole diretto, sarebbe andato arrosto. Gli pass vicino una donna con un bikini ridottissimo e un copricostume trasparente, e gli sorrise. Lui rispose con un gesto del braccio che rischi di farlo capovolgere. Non si era mai disteso su un'amaca prima di allora e si accorse che quella non era stabile quanto sembrava. Per sentirsi pi sicuro si afferr a entrambi i lati. Stava per rischiare di staccare una mano per guardare l'orologio, quando not la coppia. Invece di scendere alla spiaggia avevano imboccato il vialetto, tornando verso la zona della reception. Cosa pi importante, erano vestiti come prima. Gaetano non voleva dirselo per scaramanzia, ma vestiti com'erano non stavano sicuramente andando alla piscina e forse avevano

intenzione di uscire dall'albergo. Nel tentativo di scendere in fretta dall'amaca, la fece rivoltare completamente e cadde ignominiosamente, finendo con la faccia a terra. Si mise prima carponi e infine si alz e si sent ancora pi in imbarazzo accorgendosi che due bambini piccoli e la loro madre avevano assistito alla caduta. Si strofin via l'erba che si era appiccicata sui pantaloni e raccolse gli occhiali da sole. Lo irritava che entrambi i mocciosi lo guardassero con un ghigno derisorio e per un attimo pens di dar loro una lezione. Per fortuna, la famigliola si allontan, anche se uno dei due si volt a guardarlo con un sorriso da presa in giro ancora stampato in faccia. Gaetano gli mostr il medio, poi raccolse la giacca e part all'inseguimento della coppia. Questa volta si mise a correre, dato che era importante non perderla di vista. La raggiunse prima dell'edificio principale, allora rallent il passo. Aveva il fiatone. Quando i due entrarono nell'atrio, era proprio alle loro spalle, abbastanza vicino da udire le loro parole. E da apprezzare Stephanie ancora di pi che in fotografia. Perch non vai a farti ridare la macchina? stava dicendo la bella mora. Io uscir tra un attimo. Voglio chiedere al portiere se occorre prenotare, nel caso stasera volessimo cenare in cortile. Va bene, rispose il professore. Sopprimendo un sorriso di contentezza, Gaetano torn sui propri passi e usc dall'atrio dalla stessa porta da cui era entrato. Si precipit al parcheggio e salt nella Cherokee. La mise in moto e la port sul davanti dell'albergo, in un punto da cui poteva vedere le auto in uscita. Not una Mercury Marquis con il motore acceso. Subito dopo comparve la sorella di Tony, che sal al posto del passeggero. Centro! esclam ad alta voce Gaetano. Guard l'orologio. Erano le tre e un quarto. All'improvviso, le cose sembravano andare a posto. La Mercury Marquis part e gli pass davanti. Lui la segu, dapprima abbastanza vicino da imparare a memoria il numero di targa. Poi rimase un po' indietro. Che cosa ne pensi della mia conversazione con padre Maloney? chiese Stephanie. Quel prete mi confonde come il giorno in cui siamo scappati da Torino. Stessa cosa per me. Quando eravamo in Italia speravo che fosse un po' pi disponibile sull'argomento dell'intervento divino e del suo essere un

semplice servitore del buon Dio. Ma almeno sembra che sia riuscito a sistemare la faccenda dei bagagli. Con il fatto che siamo dei fuggitivi e con quanto ne so sulle valigie smarrite, questa dev'essere davvero una prova dell'intervento divino. Sar cos, ma non avendo idea di quando arriveranno, non ci tanto d'aiuto nell'immediato. Be', io voglio essere ottimista e pensare che arriveranno presto, quindi le mie compere si limiteranno al costume da bagno e a poche cose fondamentali. Daniel entr nel parcheggio del centro commerciale e costeggi la sfilata di vetrine, fermandosi davanti a due negozi contigui, uno di abbigliamento femminile, l'altro maschile. Entrambe le vetrine erano allestite con gusto e gli abiti sembravano provenire dall'Europa. Pi comodo di cos! osserv Daniel, mentre parcheggiava. Guard l'orologio. Incontriamoci qui all'auto fra mezz'ora. A me sta bene, approv Stephanie, mentre scendeva dal veicolo. Con il cuore di nuovo a mille, Gaetano occup uno spazio nel parcheggio che permetteva di tornare direttamente sulla strada e di l subito sul ponte per Nassau. Nel suo tipo di lavoro era sempre importante predisporre una rapida via di fuga. Spense il motore e guard dietro di s, in tempo per vedere la coppia separarsi: il professore si dirigeva verso un negozio di abbigliamento maschile, la sorella di Tony verso quello vicino, di moda per signore. Non riusc a credere alla propria fortuna. La questione di come occuparsi della donna mentre faceva il suo lavoro con il professore lo aveva assillato fin dalla partenza, dato che gli era stato raccomandato di lasciarla fuori della storia. A questo punto non sarebbe stato un problema, purch lui avesse colto l'opportunit di beccare l'uomo finch era da solo. Gi, ma per quanto tempo sarebbe rimasto da solo? Balz gi dalla Cherokee e, camminando sempre pi svelto fin quasi a correre, sent il fervore dell'aspettativa che aumentava a dismisura. Per lui, le manovre indispensabili per avvicinarsi alla vittima erano come i preliminari nel ciclo dell'eccitamento, mentre la violenza che ne derivava era molto simile all'orgasmo. Anzi, per lui l'intera esperienza era simile al sesso, per molto meglio. Fu un sollievo per Daniel rimanere da solo, anche se soltanto per mezz'ora. La lagna di Stephanie sulla coscienza gli dava sui nervi. Scoprire che

Spencer Wingate e i suoi amici svolgevano attivit sospette non era certo una sorpresa, soprattutto dopo quello che proprio lei gli aveva riferito dalla navigazione su Internet. Sperava che quel seccante atteggiamento moralistico non le facesse perdere di vista l'immagine d'insieme, intralciandone le azioni. Poteva farcela anche da solo, ma era stato sincero quando aveva ammesso che lei era pi brava in fatto di manipolazione cellulare. A Daniel non piaceva fare acquisti e quando entr nel negozio di abbigliamento aveva intenzione di sbrigarsi, in modo da tornare subito all'auto, sedersi e rilassarsi. Tutto ci che voleva comeprare era qualche paio di mutande, un costume da bagno e qualche vestito adatto per lavorare, come dei comodi pantaloni color cachi e delle camicie a maniche corte. A Londra, Stephanie lo aveva convinto a comperarsi dei pantaloni casual, una giacca di tweed e due camicie da abbinarvi, quindi in quel settore era a posto. L'interno del negozio era sorprendentemente vasto, nonostante la facciata fosse modesta, perch si espandeva in profondit. Appena entrati c'era un reparto ben fornito dedicato al golf e uno un po' pi piccolo per il tennis, mentre l'abbigliamento per tutti i giorni si trovava pi verso il fondo. La temperatura era gradevolmente fresca e l'aria profumava di colonia, mista all'odore dei tessuti nuovi. La musica classica si diffondeva da numerose casse appese alle pareti. L'arredamento era decisamente esclusivo, con profusione di mogano rosso scuro, stampe di cavalli e moquette verde scura. C'erano altri cinque o sei clienti, quasi tutti nel reparto golf, e ognuno era servito da un commesso. Nessuno si fece avanti a salutare Daniel, cosa di cui fu contento. I negozi di quel tipo non lo avevano mai attirato, con quei modi condiscendenti, come se fossero il non plus ultra del buon gusto. Quando si trattava di vestiti, Daniel era un conservatore da Ivy League: indossava essenzialmente il tipo di cose che aveva portato quando era all'universit. Senza che nessuno gli si avvicinasse e lo accompagnasse, attravers il reparto sportivo e si inoltr verso la parte del negozio pi lontana dalle vetrine. Cominci con il cercare il costume da bagno, che gli sembrava la cosa pi facile. Trov il reparto giusto e anche la propria taglia. Dopo averne passati in rassegna diversi, scelse un robusto costume blu scuro a calzoncino. Nelle immediate vicinanze c'era la biancheria intima, e anche l trov subito la propria taglia. Aveva impiegato pochissimi minuti dei trenta a disposizione e si diresse verso il reparto camicie. Ce n'erano una grande quantit a fiori, con vivaci colori tropicali, ma lui non le prese in considerazione e punt dritto verso

le oxford a maniche corte con i bottoni sulla punta del colletto. Trov facilmente la sua taglia e ne prese due azzurre. Tenendo con un braccio tutti gli indumenti gi scelti, si diresse al reparto pantaloni. Anche qui fu relativamente difficile trovarne di semplici, ma ci riusc e ne scov una serie color cachi, proprio come voleva lui. Per non era sicuro della taglia, quindi ne prese qualche paio di lunghezze diverse e si guard attorno alla ricerca dei camerini di prova. Li trov proprio all'estremit del negozio, oltre i reparti deserti dei completi e delle giacche. C'erano quattro cubicoli per cambiarsi, allineati sul fondo di una sala per le prove che si raggiungeva spingendo i doppi battenti di una porta a vento. Era rivestita di mogano ed era fornita di specchi a tre ante. Tutti i cubicoli erano liberi, ma il primo a destra era il doppio degli altri, e Daniel scelse quello. Conteneva una sedia, diversi ganci per appendere i vestiti e uno specchio a tutta parete. Daniel chiuse la porta, appese le varie paia pantaloni ai ganci e appoggi sulla sedia gli altri articoli scelti. Scalci via le scarpe, slacci la cintura e si tolse i pantaloni. Prese il primo paio di quelli che voleva provare e stava per infilarselo quando il rimbombo di un forte colpo precedette l'improvviso spalancarsi della porta. Tale fu la violenza del calcio che l'uscio and a sbattere contro la parete talmente forte da far incastrare la maniglia nell'intonaco. Daniel senti il cuore balzargli in gola, mentre dalle labbra gli sfuggiva un flebile gemito. Colto letteralmente in mutande, si limit a fissare il massiccio intruso che si chiuse la porta alle spalle, nonostante l'avesse quasi divelta. L'uomo si avvicin a Daniel, immobilizzato dallo spavento, quando si vide scrutato da due occhi scuri, metallici. Sembravano quasi piccoli, considerate le dimensioni enormi della testa sormontata dai capelli neri. Prima che potesse reagire, i pantaloni che teneva in mano gli furono strappati via e gettati da parte. Proprio nel momento in cui stava per ritrovare la voce e protestare, un pugno che pareva arrivare dal nulla gli colp il viso, rompendogli i capillari del naso e della palpebra inferiore destra. Spinto all'indietro, and a sbattere contro lo specchio, prima di accasciarsi a terra con le gambe sotto di s. L'immagine dell'aggressore gli ondeggi davanti. Solo parzialmente cosciente di ci che gli stava accadendo e senza offrire la minima resistenza, fu afferrato, tirato su e sbattuto sulla sedia, dove atterr scompostamente sopra i vestiti che vi aveva appoggiato poco prima. Sent il sangue colargli dal naso e si accorse che con l'occhio destro ci vedeva a malapena.

Ascolta, testa di cazzo, ringhi l'uomo, avvicinando il viso al suo. Non la far tanto lunga. I miei capi, i fratelli Castigliano, in nome di tutti quelli che hanno messo soldi nella tua strampalata societ, vogliono che riporti le chiappe su al nord e la rimetti in sesto. Mi hai sentito? Daniel cerc di parlare, ma le corde vocali non rispondevano. Annu. Non un messaggio complicato. Loro sentono che una mancanza di rispetto da parte tua darti alla pazza gioia quaggi al sole mentre l'investimento di cento cocuzze che hanno fatto con te in pericolo. Stiamo cercando... La voce di Daniel era solo uno squittio stridulo. Gi, sicuro, state cercando, lo schern il suo aggressore. Tu e quella figona della tua ragazza. Ma i miei capi non la vedono cos, loro preferiscono che te ne ritorni a Boston. E, che la societ vada a fondo o no, si aspettano di riavere indietro i quattrini, non importano gli avvocati di grido che potresti sbandierare. Capito? S, ma... Niente ma. Comunque, tanto per andare sul sicuro, ho un'altra cosa su cui vorrei che meditassi. Senza avvertimento, Daniel fu colpito di nuovo, questa volta sul lato sinistro della testa e a mano aperta, non con un pugno. La violenza fu per tale da farlo cadere dalla sedia come una bambola di pezza. Daniel sent quel lato del viso bruciare e l'orecchio sinistro ronzare. Si accorse che l'uomo lo scuoteva con la punta di una scarpa, prima di afferrarlo per i capelli e sollevargli la testa dal tappeto. Attraverso gli occhi socchiusi guard la sua sagoma in controluce incombere sopra di lui. Posso essere sicuro che hai ricevuto il messaggio? gli chiese il suo aggressore. Perch devi sapere che avrei potuto farti pi male. Spero che lo capisca. Ma, al momento, non vogliamo sciuparti tanto da non permetterti di rimettere in piedi la tua azienda. Certo, questo potrebbe cambiare se mi toccasse ritornare qui da Boston. Capito cosa intendo, eh? S, ho capito, squitt Daniel. L'altro moll la presa sui suoi capelli e lui ricadde con la testa sul tappeto. Tenne gli occhi chiusi. tutto, per adesso. Spero di non dover tornare a farti visita. Un attimo dopo, la porta cigol nell'aprirsi e poi fu richiusa con un tonfo. Tutto torn tranquillo. 17

Venerd 1 marzo 2002 - ore 15.20 Daniel riapr gli occhi dopo essere rimasto perfettamente immobile per qualche minuto. Era solo, ma udiva delle voci attutite oltre la porta, come se un commesso accompagnasse un cliente in uno degli altri cubicoli. Si tir su a sedere e si guard allo specchio. La parte sinistra del viso era violacea e dal naso scendeva un rivoletto di sangue che gli arrivava all'angolo della bocca, prima di scendere verso la mandibola. L'occhio destro si stava gonfiando tanto da non potersi aprire e aveva un alone bluastro tutt'attorno. Se lo tocc piano con la punta dell'indice, poi si sfior anche lo zigomo destro. Facevano male, ma non era un dolore acuto, n si evidenziavano protuberanze sospette che facessero pensare a qualche frattura. Si mise in piedi e, dopo un momento di vertigini, si sent relativamente bene, tranne un mal di testa sordo, le gambe malferme e un diffuso senso di nervosismo, come se avesse appena bevuto cinque tazze di caff. Tese una mano davanti a s: gli tremava alla grande. Quell'episodio lo aveva terrorizzato; in tutta la vita non si era mai sentito tanto vulnerabile. Nonostante l'equilibrio precario, riusc a rimettersi i pantaloni, poi si strofin via il sangue dal viso con il dorso della mano. Nel farlo, si accorse che l'interno della guancia si era lacerato. Lo tast cauto con la lingua e valut che per fortuna la lesione non era tanto grande da richiedere dei punti. Come ultima cosa, si lisci i capelli radi con le dita, quindi apr la porta del cubicolo. Buon giorno! lo accolse un elegante commesso di origine africana. Indossava un completo gessato, ravvivato da un fazzoletto da taschino talmente colorato che sembrava essergli esploso fuori dal petto. Stava appoggiato alla parete, in attesa che il cliente emergesse dal proprio cubicolo. Rivolse a Daniel un'occhiata perplessa, sollevando le sopracciglia, ma non disse nulla. Temendo il suono che avrebbe avuto la propria voce, lui si limit a rispondere al saluto con un cenno della testa, riuscendo perfino a sorridere. Si incammin sulle gambe instabili, ben consapevole di tremare. Temeva di passare per un drogato. Pi camminava, per, pi facile diventava. Fu contento che il commesso non gli chiedesse nulla. Voleva evitare qualsiasi conversazione e uscire al pi presto dal negozio. Arrivato alla porta che dava sulla strada, si sentiva ormai in grado di camminare normalmente. L'apr, si affacci nel calore pomeridiano e diede un rapido sguardo attorno, anche verso il parcheggio, accertandosi che il

suo aggressore non fosse nei paraggi. Sbirci attraverso la vetrina del negozio di moda femminile e intravide Stephanie che faceva allegramente i suoi acquisti. Assicuratosi che almeno lei stesse bene, and direttamente alla Mercury Marquis. Una volta in macchina, abbass i finestrini per creare un po' di corrente che dissipasse il caldo infernale. Sospir; era una cosa positiva starsene seduto nell'ambiente ormai familiare dell'auto presa a nolo. Pieg lo specchietto retrovisore verso di s e si esamin pi attentamente. A preoccuparlo di pi era l'occhio destro, che adesso era praticamente chiuso. Per poteva dire per certo che la cornea era pulita e che non c'era sangue nella camera anteriore, anche se la sclera mostrava qualche emorragia petecchiale. Avendo prestato servizio al pronto soccorso nel periodo dell'internato, ne sapeva qualcosa di traumi facciali, e temeva in particolare la frattura dell'orbita. Per escluderla con sicurezza, controll se ci vedeva doppio, soprattutto quando alzava e abbassava lo sguardo. Per fortuna non era cos. Rimise a posto lo specchietto e si appoggi allo schienale, disponendosi ad aspettare Stephanie. Circa un quarto d'ora dopo, la vide emergere dal negozio reggendo diversi sacchetti, ripararsi gli occhi dal sole e guardare nella sua direzione. Cacci fuori una mano dal finestrino aperto e l'agit e lei rispose allo stesso modo. La guard avvicinarsi. Adesso che aveva avuto qualche minuto per pensare all'aggressione e ai probabili mandanti, il suo stato mentale era passato dall'ansia alla collera, una cui parte significativa era rivolta verso Stephanie e la sua incasinata famiglia. Anche se non gli avevano spaccato le ginocchia, il modus operandi puzzava tremendamente di mafia, e questo gli aveva fatto pensare al fratello di Stephanie, che era pure indiziato per qualcosa di losco. Chi fossero i fratelli Castigliano non lo sapeva, ma lo avrebbe scoperto. Stephanie si accost prima alla portiera posteriore dalla parte del passeggero, l'apr e gett i sacchetti sul sedile. Hai trovato qualcosa? chiese in tono gioioso. Devo dire che per me andata meglio di quanto aspettassi. Richiuse con un tonfo la portiera e sal davanti, continuando a parlare dei propri acquisti. Solo dopo aver preso in mano la cintura di sicurezza si volt verso Daniel e rimase a met di una frase. Mio Dio! Che cosa hai fatto all'occhio? quasi grid. Mi fa piacere che te ne sia accorta, replic lui in tono di scherno. evidente che mi hanno picchiato. Ma prima di entrare nei dettagli sgradevoli, ho una domanda da farti: chi sono i fratelli Castigliano?

Stephanie lo fiss, notando non solo l'occhio tumefatto ma anche la guancia arrossata e un po' gonfia e il sangue rappreso attorno alle narici. Voleva allungare una mano in un gesto consolatorio, ma si trattenne, avendo colto la rabbia nell'unico occhio aperto e nel tono di voce. Inoltre, il nome Castigliano e ci che poteva significare la paralizzarono. Abbass lo sguardo sulle mani che teneva abbandonate in grembo. C' qualche altra sciocchezzuola che hai ritenuto di non dovermi dire? continu Daniel, con eguale sarcasmo. Cio, oltre al fatto che tuo fratello stato indiziato per estorsione dopo essere diventato nostro finanziatore. Ripeto: chi diavolo sono i fratelli Castigliano? La mente di Stephanie correva. Era vero: non gli aveva riferito che Tony aveva appaltato met dell'investimento. Non aveva scuse, anche perch saperlo l'aveva turbata e questa seconda mancanza la fece sentire come un ladro colto due volte sul fatto. Speravo che avremmo almeno potuto avere una conversazione, aggiunse Daniel, vedendo che lei non parlava. Possiamo averla e l'avremo, disse Stephanie all'improvviso. Lo guard. Non si era mai sentita cos colpevole in vita sua. Gli avevano fatto del male, e lei doveva ammettere che gran parte della responsabilit era sua. Ma prima, dimmi se stai bene. Date le circostanze, s. Daniel accese il motore e fece manovra. Dovremmo andare all'ospedale o da un medico? No! Non ce n' bisogno. Sopravviver Alla polizia? Tanto meno! Andare alla polizia, che potrebbe svolgere delle indagini vere, rischierebbe di mandare a monte il progetto Butler. Stavano uscendo dal parcheggio. Forse questo un altro segno di malaugurio per l'intera faccenda. Sei sicuro di non voler rinunciare a questa impresa faustiana? Daniel le scocc un'occhiata adirata e sprezzante. Non riesco a credere che tu possa suggerire una cosa simile! Assolutamente no! Non ho intenzione di rinunciare a tutto ci per cui abbiamo sgobbato perch un paio di delinquenti hanno mandato qui il loro uomo di Neanderthal a riferirmi un messaggio. Ti ha parlato? Fra un colpo e l'altro. Qual era esattamente il messaggio? Per citare mister Muscolo, dovrei riportare le chiappe a Boston e rimet-

tere in sesto la societ. Immessosi nel traffico, Daniel acceler. Alcuni dei nostri finanziatori, avendo saputo che siamo a Nassau, credono che siamo qua in vacanza. Stiamo tornando in albergo? Visto che ho perduto l'entusiasmo per lo shopping, vorrei mettermi un po' di ghiaccio sull'occhio. Sei sicuro che non dovremmo andare da un medico? Gli occhi hanno proprio un brutto aspetto. Forse per te una sorpresa, se ti ricordo che sono medico anch'io? Intendevo un vero medico, che esercita. Molto divertente, ma scusa se non rido. Rimasero in silenzio fino all'arrivo in albergo, dove Daniel ferm l'auto nel parcheggio. Scesero e Stephanie riprese i sacchetti dal sedile posteriore. Non sapeva che cosa dire. I fratelli Castigliano sono delle conoscenze di mio fratello Tony, ammise infine, mentre si incamminavano verso il loro edificio. Come mai non ne sono sorpreso? Oltre a questo, non so altro di loro, n li ho mai incontrati. Quando entrarono nella suite, Stephanie gett i sacchetti da una parte. Si sentiva talmente in colpa che non sapeva come gestire la giusta collera di Daniel. Siediti, ti vado a prendere il ghiaccio, si offr in tono premuroso. Daniel si distese sul divano del soggiorno, ma immediatamente si tir su: stare supino gli faceva pulsare la testa. Stephanie arriv con una salvietta e vi mise dentro un po' di cubetti di ghiaccio presi dal secchiello sopra il minibar, poi la porse a Daniel, che la pos con precauzione contro l'occhio gonfio. Che ne dici di un po' di ibuprofene? gli chiese. Daniel annu e lei gli procur qualche pastiglia e un bicchier d'acqua, poi si sedette sul divano piegando le gambe sotto di s e gli rifer i dettagli della sua conversazione con Tony, il pomeriggio del giorno che erano partiti per Torino. Concluse scusandosi in tono contrito per non avergliene parlato. Spieg che, con tutto quello che stava accadendo all'epoca, le era parso di poca importanza. Avevo intenzione di dirtelo quando fossimo ritornati da Nassau, al momento della seconda fase di finanziamenti, perch vorrei considerare i duecentomila dollari di mio fratello come un prestito e restituirli con gli interessi. Non voglio che lui n suoi eventuali soci siano coinvolti con la CURE, in futuro. Be', almeno su una cosa siamo d'accordo.

Accetti le mie scuse? Suppongo, rispose Daniel senza molto entusiasmo. Allora tuo fratello ti aveva avvertita di non venire qua? S, ammise Stephanie, perch non potevo dirgli cosa venivamo a fare. Ma stato solo un avvertimento generico, e di certo senza minacce. Devo dire che mi ancora difficile credere che c'entri qualcosa con la tua aggressione. Oh, davvero? Daniel era tornato al tono sarcastico. Comincia a crederlo, perch coinvolto senza ombra di dubbio. Voglio dire, oltre a lui, chi potrebbe aver detto a quei Castigliano che siamo qui a Nassau? Non pu essere una coincidenza che quel picchiatore si sia fatto vivo proprio il giorno in cui siamo arrivati. Evidentemente, dopo che hai telefonato a tua madre, ieri sera, lei ha chiamato tuo fratello e lui i suoi amici. E suppongo di non doverti ricordare com'eri andata in bestia quando ho accennato che era possibile la violenza, avendo a che fare con gente coinvolta con la mafia. Stephanie arross al ricordo. Era vero: era diventata furibonda. Con improvvisa determinazione, prese il proprio cellulare, lo apr e cominci a comporre un numero. Daniel le afferr il braccio. Chi chiami? Mio fratello, rispose con veemenza. Si appoggi allo schienale del divano tenendo il telefonino contro l'orecchio, le labbra premute per la collera. Lui si chin e glielo prese di mano. Nonostante l'apparente risolutezza, Stephanie non oppose resistenza. Daniel lo chiuse e lo gett sul tavolinetto. Al momento, chiamare tuo fratello l'ultima cosa che dovremmo fare. Si rimise dritto, premendo l'improvvisata borsa del ghiaccio contro l'occhio. Ma voglio confrontarmi con lui. Se davvero coinvolto, non gliela far passare liscia. Mi sento tradita dalla mia stessa famiglia. Sei in collera? Certo che lo sono! Anch'io, sbott Daniel. E sono io quello che stato picchiato, non tu. Lei abbass gli occhi. Hai ragione. giusto che tu sia pi sconvolto di me. Devo farti una domanda. Daniel sistem meglio il ghiaccio. Circa un'ora fa hai detto che pensavi alla possibilit di tornartene a casa per metterti a posto la coscienza riguardo al fatto di lavorare con gente come

Saunders e Wingate. Con la svolta che hanno preso le cose, devo sapere se intendi farlo oppure no. Stephanie sollev di nuovo lo sguardo su di lui. Scosse la testa e fece una breve risata imbarazzata. Dopo ci che accaduto e considerato come mi sento in colpa, non c' nemmeno da pensare che ti lascerei da solo. Bene, questo un sollievo. Magari c' qualcosa di positivo in tutto, perfino nell'essere pestati di santa ragione. Mi spiace davvero che ti abbiano fatto del male. Davvero. Pi di quanto non credi. Va bene, va bene. Daniel le diede una stretta al ginocchio, per rassicurarla. Adesso che so per certo che rimarrai, ecco che cosa dovremmo fare, secondo me. Dobbiamo fingere che questo piccolo pestaggio di cui sono stato vittima non sia mai accaduto, e ci significa niente partacce telefoniche a tuo fratello, e nemmeno lamentele con tua madre. Le future telefonate che le farai sottolineeranno che noi due non siamo qua in vacanza, ma anzi lavoriamo sodo per salvare la CURE. Dille che ci staremo tre settimane e poi torneremo a casa. E quel picchiatore che ti ha aggredito? Non dobbiamo preoccuparci che ritorni? S, ma un rischio che dobbiamo correre. Non di qua, e io credo che sia gi in viaggio per tornarsene a casa. Ha detto che se avesse dovuto ritornare qua da Boston mi avrebbe fatto male per davvero, il che mi porta a dedurre che normalmente stia nel New England. Allo stesso tempo, ha detto che non mi voleva fare tanto male da rendermi impossibile rimettere in piedi l'azienda. Ma, e questo pi importante di tutto, spero che le conversazioni con tua madre, che verranno riferite senza dubbio a tuo fratello, convincano i Castigliano che vale la pena aspettare tre settimane. Dovremmo cambiare hotel, dato che ho detto a mia madre dove stiamo? Ci ho pensato, mentre ti aspettavo in macchina. E ho preso in considerazione l'offerta di Paul di stare alla Wingate Clinic. Oh, santo cielo! Sarebbe come cadere dalla padella nella brace. Neanche a me piacerebbe stare l. Gi sar dura avere a che fare con quei ciarlatani durante il giorno. Quindi penso che dovremmo semplicemente rimanere qui, a meno che la cosa non ti sconvolga troppo. Non voglio una ripetizione della nostra notte a Torino. Secondo me, ci conviene rimanere qui e non lasciare l'albergo tranne che per andare alla Wingate Clinic che, da domani, sar comunque il posto dove staremo la maggior

parte del tempo. D'accordo? Stephanie annu diverse volte. Allora, sei d'accordo o che cosa? chiese Daniel. Non dici niente. Lei sollev all'improvviso le mani, in preda alla frustrazione. Accidenti, non so che cosa pensare. La tua aggressione ha fatto aumentare ancora di pi il mio disagio riguardo all'intero progetto Butler. Fin dal primo giorno, siamo stati costretti a fare ipotesi su persone di cui sapevamo poco o niente. Aspetta un secondo! ringhi Daniel. Il suo viso, gi rosso, divenne paonazzo e la voce cominci ad aumentare progressivamente di volume. Non ricominciamo un'altra volta il dibattito se cureremo o no Butler. Questo gi stato deciso. La nostra attuale conversazione su dove stare d'ora in poi, punto! D'accordo, d'accordo! Stephanie gli mise una mano sul braccio. Calmati! Rimaniamo qui e speriamo che le cose vadano per il meglio. Daniel respir pi volte a fondo, prima di replicare: Penso anche che dovremmo cercare di stare insieme. Di cosa stai parlando? Non credo sia stato un caso che quel gorilla mi abbia aggredito quando ero solo. Evidentemente tuo fratello non vuole che ti facciano del male, altrimenti saremmo stati malmenati tutti e due, oppure tu avresti dovuto assistere. Io credo che quello abbia aspettato che fossi solo; quindi, credo che stare insieme tutte le volte che siamo fuori dalla nostra stanza fornirebbe una certa dose di sicurezza. Forse hai ragione, borbott Stephanie in modo evasivo. Aveva la mente in subbuglio. Da una parte, era sollevata che Daniel non si riferisse al loro rapporto, quando aveva parlato dello stare insieme, dall'altra, ancora non riusciva ad ammettere con se stessa che suo fratello avesse qualcosa a che fare con la violenza appena consumata. Puoi portarmi dell'altro ghiaccio? le domand Daniel. Quello che ho si quasi sciolto. Certo! Era contenta di avere qualcosa da fare. Prese la salvietta inzuppata e la port in bagno, dove ne prese una asciutta, poi prelev altro ghiaccio dal secchiello. Stava porgendo il tutto a Daniel, quando il telefono squill. Per qualche momento, il suo trillo ripetitivo inond la stanza altrimenti silenziosa. Rimasero entrambi immobili a fissarlo. E adesso, chi diavolo sar? chiese Daniel, dopo il quarto squillo, e si mise il ghiaccio sull'occhio.

Non sono in tanti a sapere che siamo qui, osserv Stephanie. Devo rispondere? Suppongo di s. Se sono tua madre o tuo fratello, ricordati che cosa ti ho detto prima. E se fosse la persona che ti ha aggredito? Non mi sembra probabile. Rispondi, ma con disinvoltura. Se quel delinquente, riattacca. Non cercare di coinvolgerlo in nessun tipo di conversazione. Stephanie and al telefono, sollev il ricevitore e cerc di dire pronto in tono normale, mentre intanto guardava Daniel. Lui vide che sollevava leggermente le sopracciglia mentre ascoltava. Dopo qualche momento mosse le labbra formando le parole: chi ? ma lei sollev la mano per dirgli di aspettare. Infine fu lei a parlare. Meraviglioso! Mille grazie! Quindi rimase ancora in ascolto, attorcigliando distrattamente il filo attorno a un dito, per poi affermare: molto gentile da parte sua, ma stasera non possibile. Anzi, non sar mai possibile. Infine salut in modo conciso e ripose il ricevitore. A quel punto guard di nuovo Daniel ma non parl. Allora? Chi era? chiese lui, divorato dalla curiosit. Spencer Wingate. Stephanie scosse la testa per lo stupore. Che cosa voleva? Farci sapere che ha individuato il pacco destinato a noi e ha fatto in modo che sia consegnato domani mattina, come prima cosa. Grazie per i piccoli favori! Questo significa che potremo cominciare a creare le cellule per la terapia di Butler. Ma stata una conversazione piuttosto lunga per un messaggio cos breve. Che altro voleva? Stephanie se ne usc in una risata sardonica. Voleva sapere se mi andava di raggiungerlo a casa sua, al porticciolo di Lyford Cay, per cenare insieme. Cosa strana, ha precisato che l'invito era solo per me e non per noi due come coppia. Non ci posso credere! Era come se cercasse di fare pressione su di me. Be', guardiamo il lato positivo: per lo meno ha buon gusto! Io non ci trovo niente di divertente, ribatt Stephanie. Lo vedo. Ma teniamo a mente il quadro d'insieme. 18 Luned 11 marzo 2002 - ore 11.30

Quando c'era da riconoscere un merito, Daniel lo faceva. E non c'era dubbio che Stephanie fosse molto pi brava di lui nella manipolazione delle cellule, com'era evidente anche in quel preciso momento. Avevano sistemato sul banco del laboratorio uno stereomicroscopio per dissezione a due oculari e in questo modo Daniel poteva seguire le varie fasi del lavoro. Adesso Stephanie stava per iniziare il processo di trasferimento del nucleo, conosciuto come clonazione terapeutica, estraendo il nucleo di un ovocita maturo il cui DNA era stato marcato con una tinta fluorescente. Aveva gi intrappolato la cellula dell'ovocita umano con una suzione esercitata dall'estremit smussata di una pipetta. A vedere te, sembra tanto facile, comment Daniel. Lo , replic lei, mentre guidava una seconda pipetta nel campo visivo del microscopio con un micromanipolatore. Diversamente dalla prima, questa pipetta aveva l'estremit acuminata come quella di uno spillo e il suo diametro era solo di venticinque milionesimi di metro. Forse facile per te, ma non per me. Il trucco non avere fretta. Tutto deve essere fatto lentamente e con movimenti fluidi, non a scatti. Come a dimostrazione delle parole di Stephanie, la pipetta acuminata si mosse lentamente ma con decisione verso l'ovocita intrappolato per spingere contro lo strato esterno della cellula, senza penetrarla. Questa la parte dove invariabilmente faccio casino, si lament Daniel. La met delle volte, attraverso tutta la cellula ed esco dall'altra parte. Forse perch sei troppo impaziente e quindi hai la mano un po' pesante. Una volta che la cellula adeguatamente intaccata, basta appena un leggero colpetto con l'indice sulla sommit del micromanipolatore. Tu non usi direttamente il micromanipolatore per fare l'iniezione? Mai. Stephanie continu la manovra con l'indice e nel campo visivo si vide la pipetta entrare nitidamente nel citoplasma del malcapitato ovocita. Be', si vive per imparare! comment Daniel. Ci dimostra che io sono solo un dilettante, in questo campo. Stephanie si stacc dall'oculare per guardarlo. Non era da lui mostrare una cos bassa opinione di s. Non essere cos duro con te stesso. Questo lavoro manuale, per il quale avrai sempre a disposizione tecnici esperti. Io ho imparato a svolgerlo quando ero una semplice assistente non specia-

lizzata, dopo la laurea. S, forse cos, replic lui, senza sollevare lo sguardo. Stephanie alz le spalle e guard di nuovo nel microscopio. Adesso uso il micromanipolatore per accostarmi al DNA fluorescente, spieg. La punta acuminata si avvicin al suo bersaglio e bast aumentare di pochissimo la suzione per far scomparire il DNA su per il lume della pipetta, come se questa fosse un aspirapolvere in miniatura. Io non sono bravo nemmeno in questo, ammise nuovamente Daniel. Credo che aspirerei troppo citoplasma. importante prelevare solo il DNA, gli ricord Stephanie. Ogni volta che osservo questa tecnica mi stupisco sempre di pi che funzioni. Con la mente immagino la struttura submicroscopica interna di una cellula vivente come una casa di vetro in miniatura. Com' possibile strappare il nucleo dalle sue radici, essenzialmente buttarci dentro un altro nucleo da una cellula adulta differenziata e far s che il tutto funzioni? strabiliante! Non solo funziona, ma fa s che il nucleo adulto che inseriamo ridiventi giovane. Gi, anche questo. Io dico che il processo del nucleo-transfer sfida ogni immaginazione. Non potrei essere pi d'accordo, convenne Stephanie. Per me, l'improbabilit del suo funzionamento una prova che Dio coinvolto nel processo, il che stuzzica il mio agnosticismo ancora pi di quanto ho appreso sulla Sacra Sindone. Mentre parlava, guid una terza pipetta nel campo visivo del microscopio. Questa aveva nel lume una singola cellula proveniente dalla coltura dei fibroblasti di Butler: una cellula il cui nucleo ancestrale era stato manipolato meticolosamente da Daniel, dapprima con la ROTS, per sostituire i geni responsabili del morbo di Parkinson con quelli derivati dal sangue della Sindone, in secondo luogo con un gene aggiunto dietro suggerimento di Stephanie per uno speciale antigene di superficie. Questo DNA nucleare del fibroblasto avrebbe sostituito il DNA rimosso da Stephanie dall'ovocita. Mentre la guardava svolgere con abilit il suo lavoro, Daniel si meravigli di ci che era riuscita a realizzare nella settimana e mezzo da quando lui era stato aggredito. Per fortuna le ferite fisiche erano guarite ed erano per lo pi un semplice ricordo, tranne per una sensibilit residua allo zigomo destro e la chiazza giallo-verde dell'occhio pesto che stava guarendo. Si era inventato una scusa per i curiosi che facevano domande. Per il

danno psicologico non era superato del tutto. Impressa nella retina della sua mente, un'immagine incombeva su di lui negli incubi ricorrenti: la testa enorme, le orecchie piccole, i lineamenti a patata. Ancora pi inquietanti erano il sorriso sbilenco e gli occhi come spilli, crudeli. Anche dopo undici giorni, Daniel continuava ad avere quegli incubi e soffriva nel sentirsi vulnerabile e indifeso. Di giorno le cose andavano decisamente meglio. Come si erano messi d'accordo immediatamente dopo l'episodio, lui e Stephanie facevano in modo di stare insieme praticamente come gemelli siamesi e di non lasciare l'albergo se non per recarsi alla Wingate Clinic. In realt, era una scelta obbligata, infatti rimanevano in laboratorio dall'alba al tramonto di ogni singolo giorno. Megan Finnigan si era rivelata molto utile, fornendo loro un piccolo ufficio, oltre al tavolo nel laboratorio vero e proprio. Avere dello spazio in cui disporre i documenti di lavoro e i fogli sparsi era una benedizione del cielo e aumentava la loro efficienza. Anche Paul Saunders era stato d'aiuto, mantenendo la parola nel fornire dieci ovociti umani freschi dodici ore dopo che erano stati richiesti. All'inizio c'era stata una pratica divisione del lavoro tra Daniel e Stephanie. Lei si era dedicata alla coltara dei fibroblasti mandata da Peter. L'aveva scongelata e le aveva fatto continuare la crescita quasi senza inconvenienti. Daniel, intanto, si era occupato della soluzione tamponata che conteneva il campione della Sindone. Dopo un singolo passaggio attraverso la macchina della polimerasi per duplicare il DNA presente nel liquido, aveva determinato che il DNA in questione era di un primate e probabilmente di un essere umano, anche se decisamente frammentato, come si era aspettato. Utilizzando microscopiche perline di vetro come espediente per purificarli, Daniel era ricorso nuovamente alla reazione a catena della polimerasi, sottoponendovi pi volte i frammenti del DNA, quindi aveva usato le sonde genetiche dopaminergiche. Era riuscito nell'intento, ma solo con parte dei geni richiesti, e quindi aveva dovuto ricorrere alla sequenziazione. Dopo diverse giornate di lavoro di sedici ore, era riuscito ad attaccare i frammenti appropriati con le sintetasi dei nucleotidi per formare i geni. A quel punto era pronto per i fibroblasti di Ashley Butler, che nel frattempo Stephanie aveva reso disponibili. Il passo successivo era la ROTS, ed era filata liscia come l'olio. Essendo l'ideatore della procedura, Daniel ne conosceva intimamente le sottigliezze e le insidie; sotto la sua mano sicura gli enzimi e i virus-vettori avevano

funzionato perfettamente e ben presto era pronto un certo numero di fibroblasti. L'unico problema era stato Paul Saunders, che aveva insistito nel seguirlo passo passo e spesso gli stava tra i piedi. Aveva ammesso senza il minimo imbarazzo che pensava di aggiungere quella tecnica alle altre offerte dalla Wingate nel campo della terapia con le cellule staminali, facendo pagare ai clienti molto di pi. Daniel cercava di ignorarlo e di tenere a freno la lingua per impedirsi di mandarlo a quel paese, ma era difficile. Una volta completata la ROTS, Daniel pensava che fossero pronti per il nucleo-transfer, ma Stephanie lo aveva sorpreso con il suggerimento che incorporassero nella cellula alterata dalla ROTS anche un preparato di ecdisone (il che significava parecchi geni combinati) capace di creare un unico antigene di superficie non umano sulle cellule da usare per la terapia. Stephanie aveva sostenuto che, nel caso si fossero verificati la necessit o l'interesse di visualizzare tali cellule dentro il cervello di Butler dopo l'impianto, sarebbe stato facile farlo, poich le cellule terapeutiche avrebbero avuto un antigene che nessuno degli altri trilioni di cellule aveva. Daniel era rimasto colpito dall'idea e si era dichiarato d'accordo per quel passo addizionale, soprattutto dopo che lei gli aveva spiegato di essersi fatta inviare da Peter il preparato e il virus-vettore dal loro laboratorio di Cambridge, assieme al tessuto di coltura di Butler. Era una tecnica che aveva gi utilizzato nel curare i topi affetti dal morbo di Parkinson, e si era dimostrata un'aggiunta preziosa al protocollo. Per questa fase uso sempre il micromanipolatore, spieg Stephanie, strappandolo alle sue riflessioni. La pipetta contenente il fibroblasto di Butler alterato for l'involucro dell'ovocita senza intaccare la membrana sottostante. Io ho dei problemi anche a far questo, ammise nuovamente Daniel e la osserv iniettare il minuscolo fibroblasto nello spazio tra la membrana dell'ovulo e il suo rivestimento esterno, relativamente spesso. Poi la pipetta scomparve alla vista. Il trucco sta nell'avvicinarsi all'involucro tangenzialmente. Se non si fa cos, il rischio di penetrare nella cellula. Ah ecco! logico. Bene, direi che sta a meraviglia, comment Stephanie, dopo aver rimirato la propria opera. L'ovulo enucleato, appropriatamente granuloso, e il relativamente minuscolo fibroblasto erano avvinghiati in un abbraccio serrato entro l'involucro dell'ovocita. Si pu passare al processo di fusione e poi all'attivazione.

Si stacc dagli oculari ed estrasse la capsula di Petri da sotto l'obiettivo del microscopio. Scivol gi dallo sgabello e si diresse verso la camera di fusione, dove avrebbe sottoposto le due cellule appaiate a un breve choc elettrico per fonderle. Daniel la guard allontanarsi. Oltre agli incubi ricorrenti, il pestaggio aveva avuto altre conseguenze di tipo psicologico. Nei primi giorni era sempre stato in ansia, temendo che il gorilla dei Castigliano facesse di nuovo la sua comparsa, nonostante ci che lui stesso aveva detto a Stephanie per rassicurarla. Inoltre, dopo essere stata informata dell'accaduto, la direzione dell'albergo aveva temporaneamente dislocato per un'intera settimana una guardia di sicurezza nel loro edificio. Era un uomo robusto e dall'aspetto intimidatorio che ogni sera li aveva accompagnati nella loro stanza al termine della cena al ristorante nel cortile, per poi rimanere nell'atrio fino a che, la mattina dopo, partivano per la Wingate Clinic. A mano a mano che la paura di Daniel si affievoliva, con il passare dei giorni, la collera verso l'avvenimento in s diminuiva, per indirizzarsi verso Stephanie. Anche se si era scusata e aveva mostrato una sincera sollecitudine, lui andava in bestia nel vederla dubitare sul ruolo avuto in quell'episodio dalla famiglia D'Agostino. Lei non lo diceva esplicitamente, ma Daniel lo aveva intuito da certi commenti indiretti. Con familiari come quelli e con la mancanza di giudizio dimostrata nel trattare con loro, non poteva fare a meno di chiedersi se Stephanie sarebbe stata una zavorra troppo pesante nel lungo periodo. Anche il suo moralismo costituiva un problema. Sebbene avesse promesso di non sollevare questioni con quelli della Wingate, di fatto continuava a fare commenti inappropriati sulla loro pretesa terapia con le cellule staminali e a cercare di saperne di pi sulle donne gravide che lavoravano nella clinica, argomento estremamente delicato per Paul Saunders. Per di pi, aveva un atteggiamento scostante nei confronti di Spencer Wingate. Daniel riconosceva che questi esagerava nell'esprimere il suo interesse per lei, fatto che poteva essere influenzato dalla propria passivit di fronte ai suoi commenti, per c'erano modi meno rudi per tenere a bada la situazione, rispetto a quelli scelti da Stephanie. Gli seccava a dismisura che lei non si rendesse conto di come quel comportamento poteva mettere a rischio il loro progetto. Se li avessero buttati fuori dalla Wingate, sarebbe andato tutto a monte. Daniel sospir, guardandola lavorare. Anche se aveva dei dubbi sul lungo termine, non ne aveva assolutamente sul fatto che adesso gli serviva.

Mancavano solo undici giorni all'arrivo di Butler sull'isola e, per allora, avrebbero dovuto sviluppare i neuroni produttori di dopamina dai suoi fibroblasti, per curarlo. Stavano progredendo bene, avendo gi praticato la ROTS e il nucleo-transfer, ma c'era ancora molto da fare. La perizia di Stephanie nella manipolazione delle cellule era indispensabile, e non c'era il tempo di sostituirla con qualcun altro. Stephanie percepiva lo sguardo di Daniel su di s Riconosceva che il senso di colpa e la confusione riguardo al ruolo della propria famiglia nell'aggressione la rendevano particolarmente sensibile, ma era evidente che lui non si comportava come al solito. Poteva solo immaginare che cosa doveva essere stato subire il pestaggio, ma si era aspettata di vederlo riprendersi pi rapidamente. Invece, continuava a tenersi lontano da lei in tanti modi sottili, e anche se dormivano nello stesso letto non c'era pi stato alcun tipo di intimit. Un tale comportamento sollevava un cruccio che lei covava da tempo, e cio il dubbio che Daniel fosse incapace o non motivato a offrirle il tipo di sostegno emotivo di cui lei aveva bisogno, in particolare nei periodi di stress, indipendentemente dalla causa. Aveva seguito le sue indicazioni alla lettera: nonostante l'impulso di telefonare a Tony e avere un confronto con lui, non lo aveva fatto; nelle conversazioni quasi quotidiane con sua madre aveva badato bene a sottolineare che lei e Daniel si trovavano a Nassau per lavoro e sgobbavano sodo, il che era decisamente vero, e che non erano andati a fare il bagno alla spiaggia nemmeno una volta, vero anche questo. Inoltre aveva ripetuto pi volte che avrebbero finito presto e sarebbero tornati a casa attorno al 25 marzo, ritrovando un'azienda finanziariamente stabile. Aveva evitato di parlare del fratello, anche se nella telefonata del giorno prima aveva finito con il cedere alla tentazione. Con il tono pi disinvolto possibile aveva buttato l: Tony ha chiesto di me? Certo, cara, aveva risposto Thea. Tuo fratello si preoccupa per te e chiede ogni volta tue notizie. Che parole usa, esattamente? Non mi ricordo le parole esatte. Gli manchi. Vuole soltanto sapere quando tornerai. E tu che cosa gli rispondi? Quello che mi dici tu. Perch? Dovrei dirgli qualcosa di diverso? Naturalmente no. Assicuragli che saremo a casa fra meno di due settimane, e che non vedo l'ora di rivederlo. E digli che il nostro lavoro proce-

de estremamente bene. Per molti aspetti, Stephanie era contenta di quanto fossero indaffarati, lei e Daniel. Questo riduceva le occasioni di angosciarsi per le questioni sentimentali e di chiedersi se fosse giusto o no curare Butler. I cattivi presentimenti rispetto a quella faccenda erano aumentati ancora di pi, per l'aggressione a Daniel e per la necessit di chiudere un occhio su quanto fossero depravati i dirigenti della Wingate. Paul Saunders era di gran lunga il peggiore. L'intuito le diceva che era assolutamente privo di coscienza e dei principi etici pi rudimentali, e inoltre era stupido. Il resoconto dei risultati del programma adottato alla Wingate per la terapia con le cellule staminali, di cui tanto si vantava, era una barzelletta. Era semplicemente la descrizione di vari casi individuali con gli esiti relativi. Non si accennava minimamente a un metodo scientifico e la cosa pi disturbante era che Paul non sembrava nemmeno rendersene conto o preoccuparsene. Spencer Wingate era un'altra storia, ma provocava pi noia che paura, rispetto al folle presunto scienziato che era Paul. Comunque, a lei non sarebbe piaciuto ritrovarsi da sola in casa sua, come proponevano i suoi insistenti inviti. Il problema era che la sua lussuria era sostenuta da un ego smisurato: non si immaginava nemmeno che le sue avance potessero venire rifiutate. All'inizio, lei aveva cercato di essere ragionevolmente gentile, inventando varie scuse, ma alla fine aveva dovuto rifiutare senza peli sulla lingua, soprattutto vedendo che Daniel sembrava indifferente. Alcuni degli inviti pi esplicitamente libidinosi Spencer li aveva fatti in sua presenza, senza che lui reagisse in alcun modo. Come se gi non bastassero la personalit e il comportamento di quei ciarlatani a farle dubitare che fosse opportuno lavorare alla clinica, c'era la questione degli ovociti umani. Lei aveva cercato di indagare con discrezione sulla loro origine, ma nessuno le aveva dato corda, tranne la tecnica di laboratorio, Mare. Anche lei non era il massimo dell'apertura, ma per lo meno le aveva rivelato che provenivano dalla sala organi gestita da Cindy Drexler, situata nel seminterrato. Quando Stephanie aveva chiesto che cosa fosse la sala organi, Mare si era chiusa a riccio e le aveva detto di rivolgersi a Megan Finnigan, la direttrice del laboratorio. Purtroppo Megan aveva gi dichiarato, come Paul, che la fonte degli ovuli era un segreto industriale, quindi a Stephanie non rimaneva che tentare con Cindy Drexler, ricevendo la cortese risposta che tutte le domande riguardanti gli ovuli andavano rivolte al dottor Saunders. Cambiando tattica, aveva allora cercato di parlare con alcune delle gio-

vani donne impiegate nella mensa. Si erano mostrate amichevoli ed estroverse fino al momento in cui lei aveva cercato di spostare la conversazione sul loro stato civile, quando erano diventate timide ed evasive. Al tentativo di parlare della loro gravidanza, poi, si erano chiuse in se stesse, diventando reticenti, e questo non aveva fatto che aumentare ancora di pi la sua curiosit. Per quanto la riguardava, non occorreva essere un premio Nobel per la scienza per immaginare che cosa accadeva e, nonostante il divieto di Daniel, lei intendeva provarlo. La sua idea era che, armata di una simile informazione, avrebbe avvertito anonimamente le autorit locali dopo che lei, Daniel e Butler se ne fossero andati da un bel pezzo. Ci di cui aveva bisogno era entrare nella sala organi. Purtroppo non ne aveva avuto l'opportunit, indaffarata com'era, ma nelle prossime ore le cose sarebbero cambiate. L'ovulo che al momento stava fondendosi con un fibroblasto di Butler modificato per mezzo della ROTS rimpiazzava uno dei dieci forniti originariamente da Paul Saunders. Dopo il nucleo-transfer non si era diviso e Paul, onorando i suoi impegni, ne aveva procurato un undicesimo. Gli altri nove si stavano dividendo senza problemi, dopo aver ricevuto i loro nuovi nuclei. Alcuni erano adesso al quinto giorno e cominciavano a formare le blastocisti. L'idea di Stephanie e Daniel era di creare dieci linee separate di cellule staminali, ognuna comprendente i cloni cellulari di Ashley Butler. Tutte e dieci avrebbero fornito cellule che si sarebbero differenziate in cellule nervose dopaminergiche. Questa ripetizione per dieci doveva servire come rete di sicurezza, dato che per curare il senatore avrebbero usato una sola linea cellulare. Forse pi tardi nel pomeriggio o pi probabilmente in mattinata, Stephanie avrebbe iniziato il processo di raccolta delle cellule staminali multipotenti dalle blastocisti in formazione, ma fino ad allora avrebbe avuto un po' di tempo libero. L'unico problema sarebbe stato allontanarsi da Daniel, ma grazie alla distanza emotiva che lui mostrava non doveva essere un problema insormontabile, finch godevano della sicurezza che offriva il luogo di lavoro; all'esterno della clinica, invece, si rifiutava di perderla di vista. Come andata la fusione? le domand Daniel, dal banco al quale era rimasto seduto. Bene, sembra, rispose lei, sbirciando il preparato attraverso le lenti di un microscopio. Adesso l'ovocita aveva un nuovo nucleo con una serie completa di cromosomi. Seguendo un processo che per il momento nessuno capiva, ora l'ovulo avrebbe cominciato misteriosamente a riprogramma-

re il nucleo dai suoi compiti di controllore di una cellula epiteliale adulta, riportandolo al suo stadio primordiale. Nel giro di ore, il preparato avrebbe imitato un ovulo fecondato di recente. Per iniziare la conversione, Stephanie trasfer con ogni cura l'ovocita alterato artificialmente nel primo medium attivante. Hai fame quanto me? chiese Daniel. Probabilmente, rispose lei e guard l'orologio. Non c'era da stupirsi: era quasi mezzogiorno. L'ultima volta che aveva mangiato qualcosa erano le sei ed era solo una colazione continentale, con caff e pane tostato. Possiamo andare in mensa, una volta messo quest'ovulo nell'incubatrice. Deve rimanere solo altri quattro minuti in questo medium. Sta bene. Daniel scivol gi dallo sgabello e scomparve nel loro ufficio per togliersi il camice. Mentre preparava il prossimo medium attivante per l'ovulo ricostruito, Stephanie prov a pensare a qualche scusa per tornare da sola in laboratorio durante la pausa pranzo. Sarebbe stato un momento adatto a indagare, dato che quasi tutti interrompevano il lavoro tra mezzogiorno e l'una, compresa la tecnica della sala organi, Cindy Drexler. La pausa pranzo era un importante momento di socializzazione per il personale della clinica. Stephanie pens di dire che doveva controllare il processo di attivazione dell'undicesimo ovulo, ma scart l'idea: Daniel si sarebbe insospettito, infatti sapeva che, una volta nel secondo medium attivante, l'ovulo sarebbe rimasto indisturbato nell'incubatrice per sei ore. Doveva trovare qualche altra scusa, e non gliene veniva in mente nessuna, finch non pens al cellulare. In particolare dopo il pestaggio di Daniel, aveva sempre la mania di tenerselo addosso e lui lo sapeva. C'erano vari motivi per questa sua mania, tra i quali l'aver detto a sua madre di chiamarla a quel numero, anzich al telefono dell'albergo. Ma, avendo appena parlato con Thea quella mattina ed essendo quindi tranquilla che non ci sarebbe stata un'emergenza imminente, non la preoccupava staccarsi dal cellulare nella prossima mezz'ora. Dopo aver guardato verso il loro minuscolo ufficio per assicurarsi che Daniel non stesse guardando, si sfil di tasca il Motorola, lo spense e lo pose sullo scaffale dei reagenti, sopra il banco. Soddisfatta di quel piano, riport l'attenzione al processo di attivazione. Fra altri trenta secondi sarebbe stato il momento di spostare l'ovulo dal primo medium al seguente. Che ne dici? Sei pronta? le chiese Daniel, quando ricomparve senza

camice. Dammi un altro paio di minuti. Sto per trasferire l'ovulo e metterlo nell'incubatrice, e poi possiamo andare. Va bene. Mentre aspettava, Daniel si avvicin all'incubatrice e guard gli altri contenitori, alcuni dei quali erano l da cinque giorni. Qualcuno di questi sar pronto per raccogliere le cellule staminali oggi pomeriggio. Stavo pensando proprio la stessa cosa. Con molta precauzione, Stephanie port il nuovo ovulo ricostruito fino all'incubatrice, per metterlo assieme agli altri. Kurt Hermann lasci cadere i piedi a terra con un movimento improvviso, incontrollato, che non gli era abituale. Li aveva tenuti appoggiati sul ripiano della sala video. Quasi con un unico movimento balz in piedi, facendo rovesciare la poltroncina su cui era seduto. Riguadagnando la compostezza acquisita in molti anni di addestramento nelle arti marziali, si spost in avanti con gesti lenti, misurati, per avvicinarsi al monitor che aveva controllato nell'ultima mezz'ora. Non credeva ai suoi occhi! Era accaduto cos rapidamente, ma sembrava proprio che Stephanie D'Agostino avesse appena tirato fuori di tasca il cellulare su cui lui cercava di mettere le mani da una settimana e mezzo e lo avesse deliberatamente posto sopra alcuni flaconi su uno scaffale del laboratorio. Sembrava che volesse nasconderlo. Con il tasto collocato alla sommit del joystick che comandava la minicamera interessata, Kurt zum sull'oggetto che gli sembrava il cellulare. Lo era! La punta sagomata di plastica nera che sporgeva dietro un flacone di acido idrocloridrico era appena visibile. Confuso per il piccolo colpo di scena inatteso ma promettente, riport l'inquadratura a dimensioni normali e si accorse che Stephanie era scomparsa dal campo visivo. Usando nuovamente il joystick, perlustr tutta la stanza e trov rapidamente lei e Daniel davanti a un'incubatrice. Aumentando il volume, cerc di ascoltare nel caso lei menzionasse il telefono, ma non sent niente al riguardo. Continuavano a parlare di andare a pranzo e nel giro di pochi minuti lasciarono il laboratorio. Kurt sollev lo sguardo al monitor immediatamente superiore e vide la coppia uscire dall'edificio numero uno e attraversare il cortile centrale, diretta verso il numero tre. Durante la costruzione della clinica, Paul Saunders gli aveva dato carta bianca in fatto di sicurezza, per evitare la catastrofe verificatasi nel Massa-

chusetts, quando un paio di ficcanaso erano penetrati nel database della clinica. Per evitare che si ripetessero accessi non autorizzati alla stanza del server ed escludere altri motivi di apprensione, aveva chiesto che tutto il complesso fosse dotato di microfoni e telecamere. Aveva scelto i modelli pi sofisticati, praticamente invisibili e molto affidabili, integrati da computer. Senza che Paul lo sapesse, li aveva fatti installare anche nei servizi, negli appartamenti degli ospiti e in quasi tutti gli alloggi del personale, dov'erano mimetizzati nelle parti visibili dell'impianto elettrico. Tutto poteva essere visto nella sala video accanto all'ufficio di Kurt e certe sere riusciva a divertirsi, anche se non era necessariamente questione di sicurezza. Certo, lui poteva sostenere il contrario, infatti in una organizzazione come la Wingate Clinic era importante sapere chi andava a letto con chi. Continu a osservare la coppia fin quando entr nell'edificio numero tre, anche se gli occhi erano puntati soprattutto su Stephanie. Nell'ultima decina di giorni si era assuefatto a osservarla, nonostante l'ambivalenza che evocava in lui. Era attratto e respinto dalla sua innata sensualit. Come gli accadeva in genere con le donne, apprezzava la sua bellezza eppure allo stesso tempo ne riconosceva le caratteristiche quasi diaboliche, da tentatrice. Kurt l'aveva osservata fare e ricevere telefonate al cellulare, quando era in laboratorio, ma seguendo solo il suo lato della conversazione e non riuscendo a capire chi fossero gli interlocutori. Di conseguenza non aveva potuto fornire a Paul Saunders il nome del paziente, come invece gli aveva promesso, e a lui piaceva mantenere le promesse. L'atteggiamento di Kurt verso le donne si era incancrenito a causa della traditrice suprema, sua madre. Loro due avevano una relazione molto profonda, alimentata dalle lunghe assenze del padre, despota che imponeva una disciplina rigidissima e che esigeva la perfezione da moglie e figlio, dando peso solo ai loro fallimenti. Suo padre aveva fatto parte delle Forze Speciali dell'esercito e, come in seguito Kurt, che ne aveva seguito le orme, era stato addestrato per diventare un killer da usare nelle operazioni segrete. Quando lui aveva tredici anni, il padre era morto durante un'azione in Cambogia, nelle ultime settimane della guerra del Vietnam. La reazione di sua madre era stata come quella di un pappagallino liberato dalla gabbia. Ignorando il conflitto emotivo che sconvolgeva il figlio, lacerato tra il dolore e il sollievo, si era lanciata in una sequela di brevi relazioni e lui era costretto a udire le sue effusioni amorose attraverso le sottili pareti dell'alloggio militare. Nel giro di pochi mesi, sua madre aveva posto fine a quell'orgia di appuntamenti sposando un damerino che vendeva polizze assicu-

rative e che lui disprezzava. Kurt sentiva che tutte le donne, in particolare quelle attraenti, erano come la madre a cui in giovent aveva attribuito un ruolo preciso nella mitologia personale: attirarlo con la seduzione, succhiargli via la forza e infine abbandonarlo. Appena Daniel e Stephanie scomparvero all'interno dell'edificio numero tre, spost automaticamente lo sguardo al monitor dodici e attese che comparissero nella mensa. Quando raggiunsero la fila, si alz e si diresse nel proprio ufficio. Dalla spalliera della poltroncina prese il giubbotto di leggera seta nera e lo infil sulla maglietta nera. Lo indossava per nascondere la pistola che portava sempre con s nella fondina allacciata in vita, sul dietro. Si tir su le maniche oltre il gomito poi prese da un angolo della scrivania la scatoletta contenente la minuscola cimice che intendeva applicare al cellulare di Stephanie, il dispositivo per controllarla e l'attrezzatura da gioielliere, che comprendeva un saldatore delicatissimo e una lente binoculare da orologiaio. Muovendosi come un gatto, emerse dalla porta del seminterrato nell'edificio numero due e si diresse verso l'uno. Dopo pochi minuti era nel laboratorio, davanti al banco assegnato a Stephanie e Daniel. Diede un'occhiata in tutte le direzioni, per accertarsi di essere solo, quindi prese il cellulare, si applic la lente da orologiaio e si mise al lavoro. In meno di cinque minuti aveva collocato la cimice e ne aveva verificato il funzionamento. Stava rimettendo il fodero di plastica al cellulare quando ud aprirsi in lontananza la porta del laboratorio. Aspettandosi di vedere qualcuno del personale, o magari Paul Saunders, si chin e guard da sotto lo scaffale dei reagenti verso l'ingresso, a oltre venti metri di distanza. Con sua grande sorpresa, vide invece che era Stephanie: si stava avvicinando con passo rapido e deciso. Per un breve secondo, Kurt si lasci prendere dal panico, chiedendosi che cosa dovesse fare. Ma prevalse il lui l'ottimo addestramento e si ricompose in fretta. Sistem il telefonino, infilandogli la custodia con movimenti scattanti, poi lo rimise dove lo aveva trovato, dietro il flacone di acido cloridrico. Quindi dedic la propria attenzione agli attrezzi da gioielliere, alla lente e al dispositivo di controllo della cimice. Pi silenziosamente che pot, li mise in un cassetto che richiuse appoggiandovisi contro con un fianco. Stephanie D'Agostino si trovava adesso a soli sei metri da lui e si avvicinava rapidamente. Kurt indietreggi, in modo da mettere il banco e la scaffalatura tra s e la ricercatrice in arrivo. Non sarebbero bastati a nasconderlo, ma non c'erano altre scelte.

In realt, Tony era parecchio incazzato di dover rinunciare a un bel pranzo, che era uno dei punti forti della sua giornata, per fare ancora un'altra visita ai fratelli Castigliano in quel loro squallido magazzino di materiali idraulici. Il puzzo di uovo marcio che saliva dalla costa fangosa non aiutava, anche se, con il freddo che faceva, si sentiva di meno rispetto all'ultima volta che c'era stato, una decina di giorni prima. Per lo meno, in quel buco puzzolente era meglio arrivarci di giorno che di notte, cos non doveva preoccuparsi di inciampare in qualche merdoso rifiuto sparso l davanti. Di buono c'era che aveva ragione di credere che quella fosse l'ultima visita, per lo meno riguardo al problema con la CURE. Entr e si diresse verso l'ufficio sul retro. Gaetano era al banco e stava servendo un paio di clienti, ma sollev lo sguardo e accenn un saluto con la testa. Tony lo ignor. Se lo scagnozzo dei gemelli avesse fatto bene il suo lavoro, adesso lui non avrebbe dovuto trovarsi l in quel momento, a camminare tra le scaffalature dei rifornimenti idraulici, con la puzza di uovo marcio nelle narici. Sarebbe stato seduto al suo tavolo preferito al Grotta Azzurra, il ristorante di Hanover Street, a sorbire un bicchiere di Chianti del '97 cercando di decidere quale pastasciutta ordinare. Lo irritava a morte quando i sottoposti mandavano le cose a puttane, dato che questo gli incasinava la vita. A mano a mano che invecchiava, credeva sempre di pi nel vecchio detto: Se vuoi che una cosa sia fatta bene, fattela da solo. Apr la porta dell'ufficio, entr e se la chiuse sonoramente alle spalle. Lou e Sal erano alle loro rispettive scrivanie e mangiavano la pizza. Questo gli provoc un'ondata di nausea, che si ripercosse in un brivido lungo la spina dorsale: detestava l'odore di acciuga, soprattutto se si accompagnava a quello di uova marce. Avete un problema, annunci, premendo le labbra in un'espressione di disgusto e muovendo la testa avanti e indietro come i pupazzi a forma di cane che certi tengono sul dietro dell'automobile. Per, per mettere in chiaro che non intendeva assolutamente mancare di rispetto ai gemelli, si avvicin prima a uno poi all'altro per una rapida stretta di mano, quindi indietreggi verso il divano e vi si accomod. Si sbotton il cappotto, senza toglierselo: intendeva fermarsi solo un paio di minuti. Non c'era niente di complicato in quello che doveva dire. Che cosa c' che non va? domand Lou con il boccone in bocca. Gaetano ha fatto casino. Qualunque cosa abbia fatto gi a Nassau non servita a niente.

Stai scherzando. Ho l'aria di uno che scherza? Tony aggrott la fronte e allarg le braccia. Ci stai dicendo che il professore e tua sorella non sono tornati? Peggio. Non solo non sono tornati, ma quel che ha fatto Gaetano, qualunque cosa fosse, non valso nemmeno una singola parola a mia madre, e s che lei e mia sorella si telefonano tutti i giorni! Aspetta un momento! esclam Sal. Stai dicendo che tua sorella non ha detto che hanno avuto un problema, tipo che il suo ganzo stato picchiato? Proprio niente? Assolutamente niente. Zero! Tutto quello che sento che ogni cosa fila a meraviglia. Questo non corrisponde a quanto ha detto Gaetano, osserv Lou, e trovo difficile crederlo, dato che di solito tende a strafare, quando ha un incarico come questo. Be', stavolta non ha certo strafatto. I piccioncini sono ancora laggi a crogiolarsi al sole e insistono, secondo mia madre, che ci staranno tre settimane o un mese o quanto hanno programmato. Intanto, il mio contabile dice che non cambiato niente nella spirale discendente della loro societ. Lui insiste nel dire che tra un mese sar in bancarotta, quindi addio ai nostri duecentomila. Sal e Lou si scambiarono sguardi di incredulit, confusione e irritazione. Gaetano che cosa ha detto di aver fatto? chiese Tony. Gli ha dato una pacca sul polso e ha detto che aveva fatto il cattivo? Oppure non nemmeno andato a Nassau e invece ha detto che ci andato? Incroci le braccia sul petto e si adagi meglio nel divano. C' qualcosa di strano in tutto questo! dichiar Lou. Niente torna! Mise gi il suo trancio di pizza alle acciughe, pass la lingua all'interno delle labbra per togliersi i rimasugli dai denti, deglut e si chin in avanti per premere un tasto che sporgeva dal ripiano della scrivania. Un ronzio soffocato rison attraverso la porta di comunicazione con il magazzino. Gaetano ci andato a Nassau! esclam Sal. Lo sappiamo per certo. Tony annu, incredulo. Sapeva che stava tirando un po' la corda con i gemelli, dato che a loro piaceva credere di gestire una squadra affiatata e affidabile, ma voleva metterli in agitazione e stava funzionando. Ora che Gaetano cacci la testa attraverso la porta, i gemelli erano pronti a staccargliela. Entra, per la miseria, e chiudi la porta! sbrait Sal.

Ho dei clienti al banco, si lament Gaetano, facendo un cenno con la mano per indicare dietro le proprie spalle. Non mi importa nemmeno se hai il presidente degli Stati Uniti, babbeo! Sposta il culo e vieni qua! Per essere pi convincente, Sal estrasse dal cassetto centrale della scrivania una calibro 38 a canna corta e la gett sulle carte che aveva davanti. Gaetano obbed, ma titubante. Aveva visto la pistola un sacco di altre volte e non se ne preoccupava, dato che metterla in mostra era uno dei capricci di Sal. Allo stesso tempo, sapeva che il suo capo era incazzato per qualcosa, e l'altro gemello non era tanto pi allegro. Gaetano diede un'occhiata al divano ma, dato che Tony si era sistemato proprio nel mezzo, decise di rimanere in piedi. Che cosa c'? domand. Vogliamo sapere esattamente che cosa diavolo hai fatto a Nassau, abbai Sal. Ve l'ho detto. Ho fatto esattamente quello che mi avete chiesto di fare. Sono perfino riuscito a farlo in un giorno solo, che stata una faticaccia, a essere onesti. Be', magari avresti dovuto starci un giorno in pi, comment Sal in tono sprezzante. A quanto pare, il professore non ha capito il messaggio. Che cosa hai detto di preciso a quel bastardo? intervenne Lou, con eguale astio. Di riportare qua le chiappe e salvare la sua societ. Diavolo, non era una cosa complicata. Mica potevo sbagliarmi o che altro. Lo hai strapazzato? chiese Sal. Ho fatto molto di pi che strapazzarlo. Tanto per cominciare gliene ho mollato uno che lo ha trasformato in una bambola di pezza, che poi mi toccato tirarlo su da terra. Potrei avergli rotto il naso, ma non so di sicuro. So che gli ho fatto un occhio nero. Poi, per finire, gli ho dato una manata che l'ha sbattuto gi dalla sedia, dopo la nostra chiacchierata. E gli hai dato un avvertimento? Gli hai detto che saresti tornato se non avesse riportato il culo qui a Boston per rimettere in sesto la societ? Certo! Gli ho detto che gli avrei fatto tanto male, se avessi dovuto ritornare, e non c' dubbio che ha ricevuto il messaggio. Sal e Lou guardarono Tony e si strinsero nelle spalle simultaneamente. Gaetano non mente su queste cose, decret Sal. Lou annu. Be', allora solo un altro modo di quel professore di mandarci affanculo, comment Tony. Di certo non lo ha preso sul serio e di certo non

gliene frega un cazzo dei nostri duecentomila. Per qualche minuto nella stanza regn il silenzio. I quattro uomini si guardarono tra loro. Era evidente che stavano pensando tutti la stessa cosa. Tony aspettava che fosse qualcun altro a tirarla fuori e alla fine fu Sal a dire: Se la sta cercando. Voglio dire, abbiamo gi deciso che se non rigava diritto lo avremmo eliminato e avrebbe preso le redini la sorella di Tony. Gaetano, disse Lou. Sembra che tu debba tornare alle Bahamas. Quando? chiese lo scagnozzo. Non dimenticare che domani notte dovrei dare una strapazzata a quell'oculista di Newton che non paga i debiti. Non l'ho dimenticato. Lou guard l'orologio. Sono solo le dodici e mezzo. Puoi andare oggi pomeriggio via Miami, sbarazzarti del professore e tornare domani. Gaetano sollev gli occhi al cielo. Che cosa c'? Hai altre cose da fare? Il tono di Lou era canzonatorio. Certe volte non facile eliminare qualcuno. Diavolo, prima devo trovarlo. Lou guard Tony. Tu lo sai dove stanno tua sorella e il suo tipo? S, nello stesso albergo, rispose lui con una risata sprezzante. Ecco come prendono sul serio il messaggio poco convincente di Gaetano. Vi sto dicendo che non era poco convincente, si lagn Gaetano. L'ho menato per bene, diverse volte. Come fai a sapere che sono nello stesso albergo? domand Lou. Da mia madre, spieg Tony. Chiama mia sorella soprattutto al cellulare, ma mi ha detto che una volta ha provato anche all'albergo. I piccioncini sono non soltanto nello stesso albergo, ma anche nella stessa stanza. Be', allora vai l, ordin Lou a Gaetano. Posso farlo all'hotel? gli chiese lui. Renderebbe le cose dannatamente pi facili. Lou guard Sal. Sal guard Tony. Non vedo perch no, rispose lui facendo spallucce. Voglio dire, basta che mia sorella non venga coinvolta, che sia fatto in modo tranquillo, senza fare scene. Non occorre nemmeno dirlo, gli assicur Gaetano. L'idea lo allettava. Farsi tutto quel viaggio fino a Nassau stando via solo una notte non era certo una vacanza, ma poteva essere divertente. Che ne dite di una pistola? Dovrebbe avere il silenziatore. Sono sicuro che possono provvedere gli amici colombiani di Miami,

rispose Lou. Con tutta la roba che vendiamo per loro qui nel New England, ce lo devono. Come far ad averla? Immagino che qualcuno verr da te quando atterrerai a Nassau. Organizzer io la cosa. Appena sai il numero del volo che prenderai, fammelo sapere. E se c' qualche problema e non ho la pistola? Se vuoi che ritorni qui domani sera, tutto deve filare liscio. Se quando arrivi non sarai avvicinato da nessuno, telefonami. Va bene. Gaetano adesso aveva un tono soddisfatto. Far meglio a muovere le chiappe. 19 Luned il marzo 2002 - ore 12,11 Il messaggio sul cartello era chiaro: VIETATO ENTRARE - INGRESSO CONSENTITO SOLO AL PERSONALE AUTORIZZATO DIVIETO SEVERAMENTE APPLICATO. Stephanie si ferm un momento, fissando il cartello incorniciato e vetrificato. Era attaccato a una porta vicino a un montacarichi. Era la stessa porta da cui aveva visto emergere Cindy Drexler ogni volta che aveva portato gli ovociti a lei e a Daniel. Aveva notato il cartello da lontano, ma adesso era la prima volta che lo leggeva. Si chiese che cosa volesse dire che il divieto era severamente applicato, considerando la tendenza mostrata dai dirigenti della Wingate a esagerare nel settore sicurezza. Ma era arrivata fin l e non aveva intenzione di girare i tacchi e arrendersi a causa di un generico avvertimento stampato. Spinse la porta, che si apr facilmente. Dava su una rampa di scale che scendeva al piano inferiore. Stephanie si rassicur dicendosi che, se fossero stati davvero preoccupati per eventuali intrusi, l'avrebbero chiusa a chiave. Dopo essersi data un'ultima occhiata alle spalle per assicurarsi che nel laboratorio non ci fosse nessun altro, varc la soglia. Quando la porta si chiuse dietro di lei, percep immediatamente un contrasto rispetto al laboratorio, che l'aria condizionata rendeva fresco e asciutto. Nella tromba delle scale l'aria era caldo-umida. Cominci a scendere rapidamente, aiutata dalle scarpe senza tacco. Si affrettava pi che poteva perch aveva deciso di stare lontana da Da-

niel solo un quarto d'ora, venti minuti al massimo. Mentre scendeva controll l'orologio; cinque minuti se n'erano gi andati per arrivare fin l dalla mensa. L'unica deviazione, d'altronde minima, l'aveva fatta per prendere il cellulare. Non voleva dimenticarlo e tornare in mensa senza, visto che lo aveva usato come pretesto per allontanarsi. Daniel le aveva scoccato una strana occhiata quando lei era saltata su dicendo che lo aveva dimenticato, appena dopo essersi seduta con il proprio pasto nel vassoio. Alla base delle scale si ferm. Era in un corridoio corto e scarsamente illuminato. In una parete si apriva l'accesso al montacarichi e all'estremit si vedeva una porta d'acciaio inossidabile completamente priva di maniglia, serratura e cardini. Le si avvicin e vi pose sopra la mano per spingere. Era tiepida al tocco ma completamente immobile. Vi pose contro un orecchio e le parve di cogliere un leggero ronzio proveniente dall'interno. Si tir indietro ed esamin tutto il contorno della porta. Era sigillata contro gli stipiti di metallo con una precisione pi che millimetrica. Si mise carponi e vide che anche in basso era la stessa cosa. La cura con cui era stata progettata aument ancora di pi la sua curiosit. Si rimise in piedi e vi picchi contro con la mano stretta a pugno, tenendola di taglio. Cercava di valutarne lo spessore e pens che fosse considerevole, dato che era solida come una roccia. Be', questo quanto, per le mie indagini, borbott. Scosse la testa per la frustrazione e diede un'altra occhiata lungo tutto il contorno della porta. Era stupita che non ci fosse un campanello o un citofono, per comunicare con l'interno, n alcun modo evidente di aprirla. Con un sospiro e una smorfia di esasperazione si volt verso le scale, riconoscendo di dover escogitare un'altra strategia se voleva continuare le sue indagini clandestine. Dopo aver compiuto un solo passo, per, si blocc, accorgendosi di una cosa che prima le era sfuggita. Sporgente di poco dalla parete di fronte al montacarichi e quasi invisibile nella semioscurit del corridoio, c'era un minuscolo lettore per carte magnetiche. Prima non l'aveva notato perch la sua attenzione era concentrata sulla lucente superficie di acciaio. Inoltre, il lettore aveva lo stesso colore neutro della parete e si trovava a circa due metri dalla porta. Megan Finnigan aveva provveduto a fornire a lei e a Daniel i tesserini di identificazione della Wingate Clinic. Ognuno mostrava un'orrenda istantanea Polaroid, tipo foto segnaletica, ed era laminato sul davanti e con una striscia magnetica sul retro. Megan aveva detto che quei tesserini sarebbero stati importanti ai fini della sicurezza quando la clinica avesse funziona-

to a pieno ritmo, con il massimo di personale, e ognuno avrebbe avuto un codice specifico in funzione delle necessit legate alle mansioni. Nel frattempo, aveva spiegato Megan, erano necessari per entrare nel magazzino del laboratorio per i rifornimenti di base. Stephanie decise di provare se per caso, in quella fase ancora di rodaggio della clinica, il proprio tesserino funzionasse anche per entrare nella sala organi. Fu immediatamente ricompensata nel vedere che la superficie di acciaio inossidabile si spostava di lato con uno sbuffo di aria compressa. Allo stesso tempo, si accorse di essere avvolta da una strana luminescenza che emanava dall'ambiente oltre l'apertura; doveva essere un misto di luce al neon e ultravioletta. Percep anche una folata di aria umida e tiepida, mentre il ronzio che prima le giungeva attutito adesso era ben definito. Contenta per questa svolta improvvisa, oltrepass la soglia e si ritrov in quella che sembrava una gigantesca incubatrice. La temperatura simile a quella corporea e l'umidit vicina al cento per cento le provocarono un'immediata traspirazione per tutto il corpo. Sopra una camicetta a mezze maniche indossava un camice corto, da laboratorio, che l dentro era come un cappotto. Adesso capiva perch Cindy portava abitualmente una speciale tuta di cotone leggero. Delle scaffalature di alluminio contenenti capsule con colture di tessuti formavano una specie di reticolato per tutta la stanza, come in una biblioteca. Ognuna era lunga circa tre metri e si elevava fino al soffitto, che non era tanto alto. Lo spazio tra gli scaffali era regolabile. Tutte le capsule nelle immediate vicinanze di Stephanie erano vuote. Davanti a lei c'era una corsia talmente lunga che sembrava restringersi nella distanza, per un gioco di prospettiva; quasi non se ne scorgeva la fine, avvolta com'era da una foschia opaca. Dalle dimensioni di quel locale, era evidente che la Wingate si stava preparando per una produzione significativa. Stephanie si incammin rapida, guardando da una parte e dall'altra. Dopo aver percorso una trentina di passi si ferm scorgendo su uno scaffale parecchie colture di tessuti in crescita, come si capiva dai livelli del liquido visibile attraverso il vetro. Ne sollev uno. Sul coperchio era scritto a pennarello COLTURA DI OOGONI, assieme a una data recente e a un codice alfanumerico. Rimise a posto la capsula e ne controll delle altre sullo stesso scaffale. Avevano date e codici diversi. Apprendere che la Wingate coltivava con successo cellule germinali primitive era interessante ma anche inquietante, per vari motivi, comunque non era quello lo scopo per cui era scesa l sot-

to. Ci che sperava era scoprire l'origine degli oogoni e degli ovociti. Pensava di sapere quale fosse, ma voleva una prova definitiva da trasmettere alle autorit delle Bahamas dopo aver curato Butler e dopo che lei, il senatore e Daniel fossero rientrati in patria. Guard l'orologio. Se n'erano gi andati otto minuti, ed era a met del tempo che si era concesso. Con ansia crescente si spinse ancora pi avanti, affrettando il passo mentre sbirciava lungo i corridoi laterali e intanto lanciava occhiate fugaci a ogni scaffalatura che superava. Il problema era che non sapeva che cosa cercare. A rendere le cose peggiori, cominci a notare una vaga sensazione, come se le mancasse l'aria. Le venne allora in mente che forse l'atmosfera della sala organi aveva un elevato livello di anidride carbonica, che era utile alle colture di tessuti. Dopo un'altra ventina di passi si ferm di nuovo. Era arrivata a uno scaffale con singolari capsule, probabilmente fatte su misura. Non ne aveva mai vedute di simili. Non solo erano pi larghe e pi profonde del solito, ma avevano una matrice interna sulla quale potevano crescere le cellule in coltura. Inoltre erano poste su basi motorizzate che le tenevano in continuo movimento rotatorio orizzontale, presumibilmente per far circolare il medium di coltura. Senza perdere tempo, allung una mano e ne sollev una. Sul coperchio era scritto OVAIA FETALE TRITURATA. VENTUNO SETTIMANE DI GESTAZIONE; OVOCITI ARRESTATI ALLO STADIO DI DIPLOTENE DELLA PROFASE. Anche qui c'erano una data e un codice. Stephanie controll le altre capsule di quello scaffale. Come per le colture di oogoni, avevano tutte date e codici diversi. Gli scaffali successivi erano ancora pi interessanti. Ospitavano anche quelli capsule con colture di tessuti, ancora pi larghe e pi profonde. Per la maggior parte erano vuote. Quelle che non lo erano contenevano un medium di coltura liquido che veniva fatto circolare da un complesso di tubi attaccati a macchine centrali: facevano pensare a una minuscola attrezzatura per dialisi. Era da l che proveniva il ronzio. Stephanie si chin e osserv bene una capsula. Sommerso nel liquido c'era un pezzo di tessuto ovoidale e frastagliato che per forma e dimensioni faceva pensare a una vongola. Dai vasi che ne uscivano spuntavano tubicini di plastica che portavano a un'altra macchina, ancora pi piccola. Il minuscolo organo era sottoposto internamente a perfusione ed era sommerso dal medium di coltura che circolava continuamente. Stephanie ficc la testa nella scaffalatura, in modo da guardare la som-

mit del recipiente senza doverlo spostare. In rosso era scritto OVAIA FETALE, VENTI SETTIMANE DI GESTAZIONE, oltre alla data e al codice. Considerando le implicazioni di quella scoperta, non pot fare a meno di restarne impressionata. A quanto pareva, Saunders e la sua quipe tenevano in vita le ovaie fetali almeno per qualche giorno. Mentre si raddrizzava pens che quella e le altre cose trovate nella sala organi non erano certo una prova definitiva, per collimavano con i suoi sospetti che la Wingate pagasse le giovani donne locali per rimanere incinte e poi abortire a circa venti settimane, in modo da prelevare le ovaie fetali. Con i suoi studi di embriologia, sapeva molte cose che i non addetti ai lavori ignoravano, in particolare che la minuscola ovaia appartenente a un feto di venti settimane contiene circa sette milioni di cellule germinali capaci di diventare ovociti maturi. Per la maggior parte, quegli ovuli scompaiono inesplicabilmente prima della nascita e durante l'infanzia, in modo che quando una giovane donna entra nell'et riproduttiva la sua popolazione di cellule germinali viene ridotta ad approssimativamente trecentomila. Se lo scopo ottenere ovociti, allora l'ovaia fetale una miniera d'oro. Purtroppo, sembrava che lo sapesse anche Paul Saunders. I suoi timori erano parzialmente suffragati e Stephanie scosse la testa sgomenta, davanti all'immoralit di provocare aborti per procurarsi ovuli umani. Per lei era ancor peggio della clonazione riproduttiva, che pure sospettava facesse parte dei progetti di Saunders. Riconosceva che erano proprio le organizzazioni slegate dalle strutture pubbliche, come la Wingate Clinic, che avevano il potere di gettare il discredito sulle biotecnologie e le loro promesse, impegnandosi in attivit prive di scrupoli. Le venne anche in mente che la disponibilit di Daniel a chiudere un occhio su tale realt lo metteva in una luce nuova. Questo, unito alla distanza emotiva da lui mostrata in quel periodo, la spingeva a mettere in discussione il futuro della loro relazione, pi di quanto avesse fatto in passato. Decise d'impulso che, al loro ritorno a Cambridge, sarebbe per lo meno tornata a stare per contro proprio. Ma fino ad allora c'era tantissimo da fare. Controll di nuovo l'orologio. Erano passati undici minuti. Il tempo stava per finire, infatti poteva concedersi solo altri quattro minuti al massimo. Aveva bisogno di trovare una prova schiacciante, in modo che Saunders non potesse dichiarare che quegli aborti erano terapeutici. Anche se in teoria avrebbe potuto ritornare nella sala organi un altro giorno, sapeva intuitivamente che sarebbe stato difficile, in particolare perch avrebbe dovuto trovare un'altra scusa credibile

per allontanarsi da Daniel. Quattro minuti non erano tanti. Spinta dalla disperazione, decise di fare una corsa fino all'estremit della sala, spostarsi di lato e poi ritornare verso la porta di acciaio percorrendo una delle numerose corsie laterali. Ma, dopo aver fatto solo pochi metri, si ferm all'improvviso, attratta da una vivida luce fluorescente che arrivava dalla sua sinistra. A pochi metri da lei, oltre una vetrata che andava dal soffitto al pavimento, not una stanza separata che doveva fungere da laboratorio o da ufficio. Era dal suo interno che emanava la luce, aumentando l'illuminazione della zona circostante. Cambi direzione e si affrett da quella parte. Avvicinandosi vide che la sua intuizione iniziale era confermata. Molto probabilmente era l'ufficio-laboratorio di Cindy, collocato in posizione strategica a met lunghezza della sala, incuneato contro le fondamenta dell'edificio. Era una stanza rettangolare lunga e poco profonda, approssimativamente di tre metri per nove. Contro la parete posteriore correva un ripiano di laminato collocato sopra file compatte di cassetti che si interrompevano solo al centro, in corrispondenza di un vuoto davanti al quale stava una poltroncina da ufficio. All'estremit sinistra c'era un lavello con il tipico rubinetto da laboratorio. Sopra il ripiano era appesa una fila di pensili. Erano i tubi al neon applicati sotto di essi a dare alla stanza l'arcana illuminazione azzurrognola. Il ripiano era ingombro di capsule con colture di tessuti, centrifughe e ogni genere di attrezzature da laboratorio, nessuna delle quali le parve interessante. Poi not ci che sembrava un grosso libro mastro, appoggiato nella zona usata come scrivania. Era aperto e parzialmente nascosto alla vista dall'alto schienale della poltroncina. Sapendo che il tempo scorreva inesorabile, Stephanie fece saettare lo sguardo in qua e in l lungo la vetrata, alla ricerca di una porta. Si sorprese nel trovarla proprio di fronte a s. Era quasi indistinguibile dagli altri pannelli di vetro perch i cardini non si vedevano, essendo sul lato interno, e la maniglia era nascosta in una rientranza. La presenza di un buco della serratura faceva pensare che forse era chiusa a chiave, ma quando Stephanie sollev la maniglia dalla cavit sagomata e prov a farla girare vide con sollievo che la porta si apriva senza sforzo verso l'interno. Mentre entrava percep una ventata di aria seguirla dalla sala organi, e questo faceva pensare che fosse leggermente pressurizzata, probabilmente per tenere fuori i microbi a diffusione aerea. L'interno dell'ufficio era climatizzato a temperatura e umidit normali. Stephanie ab-

bandon la maniglia e lasci la porta socchiusa, andando dritta verso il grosso volume: sentiva di aver trovato ci che cercava. Spinse da parte la poltroncina per avvicinarsi di pi ed esaminare le annotazioni scritte a mano. Si trattava davvero di un libro mastro, ma non per la contabilit. Era un elenco di tutte le donne che erano state ingravidate e poi fatte abortire, con la data dei due interventi e altre informazioni. Tornando indietro di qualche pagina, Stephanie si accorse che il programma era cominciato ben prima che la clinica avesse aperto i battenti. Paul Saunders aveva pianificato con molto anticipo il suo rifornimento di ovuli. Scelse alcuni casi individuali e, facendo scorrere il dito lungo le annotazioni che li riguardavano, apprese che le donne avevano subito la fecondazione in vitro. Aveva senso, dato che erano richiesti solo feti femminili e soltanto con la fecondazione in vitro era possibile garantire tale esito. Not che, nei casi esaminati, gli spermatozoi provenivano tutti da Paul Saunders e questo testimoniava una spregiudicata megalomania. Era senza parole. Tutto era debitamente annotato con una scrittura nitida, perfino il tipo di coltura dei tessuti praticata in ogni singoio caso e il rispettivo stato attuale delle colture nella sala organi. In alcuni casi si estraevano le ovaie dai feti per mantenerle intere, in altri casi erano sminuzzate e messe a coltura, in altri ancora i feti provvedevano semplicemente linee disaggregate di cellule germinali. Tornando alla pagina che aveva trovato aperta entrando nell'ufficio, cominci a contare quante donne erano gravide al momento attuale. Non pot fare a meno di scuotere la testa nel vedere come Saunders e soci non solo avevano la temerariet di svolgere un programma simile, ma anche l'audacia di metterne nero su bianco tutti i sordidi dettagli. Con una tale scoperta, tutto ci che lei avrebbe dovuto fare era informare le autorit locali dell'esistenza del libro mastro e lasciare che fossero loro a confiscarlo. Non aveva finito di verificare quante fossero le donne gravide, quando il cuore le balz nel petto. Si immobilizz, trafitta dalla paura. Un cerchio di gelido metallo si era insinuato tra i suoi capelli, premendo contro il collo sudato. Cap all'istante che era una pistola! Non muoverti e metti le mani sul tavolo! le ordin una voce maschile. Si sent cedere le ginocchia e rimase paralizzata, china sul libro, con una mano poggiata sul ripiano e l'altra sollevata in aria, bloccata nel gesto di contare aiutandosi con le dita. Metti le mani con i palmi sul tavolo! ripet l'uomo, con una collera cos evidente da fargli vibrare la voce.

La canna dell'arma le premette ancora di pi contro il collo, fino a farle quasi male. Trovando la forza di muoversi, Stephanie poggi anche la mano destra sul ripiano. In questo modo, se non altro, si sarebbe mantenuta in piedi. Tremava dalla paura, al punto che i muscoli delle gambe le sembravano di gelatina. Grazie al cielo, la pistola fu tirata indietro e lei respir a fondo. Si rese vagamente conto di mani che frugavano nelle tasche del camice. Il cellulare e il groviglio di penne e fogli di carta venivano tolti e poi rimessi. Stava cominciando a riprendersi un po', quando sent le mani risalire sotto il camice e palparle il seno. Che cosa diavolo sta facendo? riusc a dire. Zitta! ringhi l'uomo e scese con le mani sui lati del torace, poi sui fianchi, dove indugi. Stephanie trattenne il respiro. Era mortificata e umiliata. Poi si sent palpare il sedere. Questo un oltraggio! bofonchi. La collera stava scacciando la paura. Cominci a raddrizzarsi, con l'intenzione di voltarsi verso il suo tormentatore. Zitta! ripet lui e si addoss contro la sua schiena, tanto da farla chinare sul tavolo con le mani allargate ai due lati. La pistola era di nuovo premuta contro il collo, e questa volta faceva male. Non dubitare per un solo secondo che non ti sparerei all'istante. Sono la dottoressa D'Agostino, riusc a dire Stephanie, nonostante il peso che le gravava sulla schiena. Lavoro qui. Lo so chi sei, ringhi lui. E so che non lavori nella sala organi. offlimits. Stephanie sentiva il fiato caldo dello sconosciuto che stava chino sopra di lei e la spingeva contro il tavolo, rendendole difficile respirare. Se ti muovi ancora ti sparo. D'accordo, squitt lei e immediatamente non sent pi il peso soffocante gravarle addosso. Tir un profondo respiro di sollievo, ma subito dopo sent una mano infilarsi fra le sue gambe per palparla ulteriormente. Strinse i denti per l'oltraggio. Poi due mani picchiettarono dall'alto verso il basso prima una gamba, poi l'altra, ma non prima di averle nuovamente strofinato l'inguine. Di nuovo, il peso dell'uomo le grav addosso, anche se non con la forza di prima. Allo stesso tempo sent il suo alito bollente sul collo mentre si sfregava in modo lascivo contro di lei e le sussurrava nell'orecchio: Le donne come te si meritano quello che gli capita! Stephanie resistette all'impulso di lottare o di gridare. Quello doveva es-

sere uno squilibrato, e il suo intuito le gridava di rimanere passiva, per il momento. Dopotutto, si trovava in una clinica e non in qualche luogo isolato. Entro poco tempo sarebbe comparsa Cindy Drexler e forse anche altre persone. Vedi, troia, continu lo sconosciuto, dovevo assicurarmi che non avessi portato un'arma o una macchina fotografica. Gli intrusi tendono a farlo, e non potevo sapere dove te le eri nascoste addosso. Stephanie rimase zitta e immobile. Lo sent raddrizzarsi. Metti le mani dietro la schiena! Obbed. Poi, prima di sapere che cosa le stava accadendo, si ritrov con le manette ai polsi. Era avvenuto cos in fretta che non lo cap fin quando non ud il secondo clic. La situazione stava complicandosi. Le manette le tagliavano i polsi e, cosa peggiore, la facevano sentire ancora pi vulnerabile di prima. Poi fu tirata su per la collottola e fatta voltare. Vide il suo assalitore, che in quel momento tendeva le labbra sottili in un sorriso crudele, sarcastico, come se ostentasse il fatto che era lui ad avere in pugno la situazione. Lo riconobbe immediatamente: lo aveva visto nel complesso della clinica e in mensa. Sapeva anche come si chiamava e che era il capo della sicurezza. Era nel suo ufficio che lei e Daniel, dopo essere stati fotografati, avevano ricevuto i tesserini di riconoscimento. Lui era alla scrivania ma non aveva detto nemmeno una parola, e lei ne aveva evitato lo sguardo fisso e penetrante. Kurt Hermann fece un passo indietro e le indic la porta aperta dell'ufficio. La pistola era scomparsa. Stephanie era fin troppo contenta di uscire di l, ma quando cominci a camminare nella direzione dalla quale era arrivata, lui le afferr un braccio. Non la strada giusta, sbott e le indic la parte opposta. Voglio tornare nel laboratorio, disse Stephanie. Cercava di dare autorit alla propria voce, ma era difficile in quelle circostanze. Non me ne pu importare di meno di quello che vuoi. Muoviti! Ricevette una spinta poderosa che la fece quasi cadere, dato che non poteva rimettersi in equilibrio con le mani. Per fortuna riusc a tenersi in piedi, ma strusci con la spalla contro una scaffalatura. Un'altra spinta la mand a barcollare nella direzione indicata. Non so perch ne fa un affare di stato, cerc di reagire. Stavo solo guardando un po' intorno. Ero semplicemente curiosa di sapere da dove provengono gli ovociti che ci ha fornito il dottor Saunders. La mente le

turbinava, impegnata nel dibattito interiore se fosse meglio seguire gli ordini oppure lasciarsi cadere a terra e rifiutarsi di muoversi. Se la loro meta non era il laboratorio, allora preferiva stare nell'ufficio di Cindy, dove per lo meno aveva il conforto di sapere che la donna sarebbe ritornata. Non avere idea di dove fossero diretti la terrorizzava, per non si ferm. A tenerla in movimento era la minaccia di spararle fattale dal capo della sicurezza. Folle e teso come sembrava, era meglio prenderlo sul serio. Entrare senza autorizzazione nella sala organi una faccenda grossa, replic lui in tono di scherno, come se leggesse nei suoi pensieri. Alla fine della stanza voltarono di novanta gradi e continuarono verso una porta simile a quella da cui era entrata, ma dalla parte opposta della sala organi. Kurt Hermann premette un tasto su uno stipite e il pesante pannello d'acciaio scivol da un lato con uno sbuffo. A quel punto le diede una rude spinta che la proiett in avanti e lei, per non cadere, dovette forzatamente compiere dei passi. Si ritrov in un corridoio stretto e lungo, ricoperto di nudo intonaco, che curvava a sinistra. Era scarsamente illuminato da tubi al neon poco frequenti. L non c'era l'aria condizionata ed era mal ventilato. Stephanie si ferm. Cerc di voltarsi, ma una spinta particolarmente rude la sped a terra. Non potendo frenare la caduta con le mani, atterr su una spalla, sfregando una guancia sul pavimento di cemento. Un attimo dopo si sent sollevare come una bambola di pezza da una mano che le afferrava insieme camice e camicetta sulla schiena. Rimessa in piedi, ricevette un'altra spinta. A quel punto decise di camminare, capendo che fare resistenza avrebbe portato a un immediato disastro. Esigo di parlare con il dottor Wingate e il dottor Saunders, dichiar, in un secondo tentativo di far sentire la propria autorit. I suoi timori aumentavano, mentre si chiedeva dove la stesse portando quel maniaco. Al momento debito, fu la laconica risposta, accompagnata da una risata lasciva che le diede i brividi. Non le occorse molto per immaginare che stavano procedendo nella stessa direzione del passaggio a forma di arco che collegava l'edificio del laboratorio con quello dell'amministrazione. Solo che erano sottoterra. Dopo pochi minuti arrivarono a una porta antincendio. Erano nel seminterrato dell'edificio amministrativo. Stephanie se lo ricordava, da quando lei e Daniel avevano ottenuto i loro tesserini di riconoscimento. Provando un minimo di sollievo, cap che si stavano dirigendo verso l'ufficio della sicurezza.

Gi per il corridoio! ordin Kurt Hermann quando entrarono nel suo ufficio. Le rimase alle spalle mentre passavano davanti a una porta parzialmente aperta oltre la quale si intravedeva una parete ricoperta da monitor. Noterai che abbiamo una cella a sinistra e una camera da letto a destra, le disse in tono derisorio quando arrivarono alla fine del corridoio. La scelta sta a te. Stephanie non rispose ed entr nella cella aperta. Lui accost la porta a sbarre e la chiuse con un clic che echeggi tra le pareti di cemento. E le manette? chiese Stephanie. meglio se le tieni. Sulle labbra sottili si allarg di nuovo un sorriso crudele. per sicurezza. La direzione non vede di buon occhio i prigionieri che si fanno fuori. Il suo aguzzino rise di nuovo. Era evidente che si divertiva. Fece per ritornare in corridoio ma esit, si volt e si riavvicin a lei, fissandola negli occhi. Hai una latrina, l, quindi sentiti libera di usarla. Fa' come se io non ci fossi. Stephanie si volt a guardare il wc. Non solo era completamente esposto, ma non ci si poteva nemmeno sedere. Voglio vedere immediatamente il dottor Wingate e il dottor Saunders! esclam adirata. Temo che non sei nella posizione di dare ordini, la schern lui. Le lanci un'occhiata torva, poi si volt e spar lungo il corridoio. Stephanie espir e si rilass un po', adesso che quell'esaltato non era pi nei paraggi. Da dove si trovava, vedeva solo una parte del corridoio. Non potendo guardare l'orologio, non sapeva che ora fosse. Daniel avrebbe cominciato a chiedersi dov'era finita, forse gi se lo stava chiedendo. In quel momento un nuovo timore le penetr nella mente: e se fosse andato talmente in collera con lei per ci che aveva fatto da non importargli se era stata rinchiusa? Kurt Hermann si sedette alla scrivania e tese gli avambracci davanti a s. Tremava per il desiderio non consumato. Stephanie D'Agostino lo aveva eccitato oltre ogni dire. Purtroppo, il piacere di avere posto le mani sul suo corpo sodo ma femminilmente morbido era stato troppo fuggevole, e avrebbe voluto replicarlo. Lei si era comportata come se non le fosse piaciuto, ma lui sapeva che non era cos. Le donne fanno a quel modo: un minuto sono provocanti e il minuto dopo fingono di non apprezzare le conseguenze. Era tutta una recita, una finzione, un gioco. C'era stato un momento, quando l'aveva fatta chinare sulla scrivania di Cindy, in cui aveva avuto voglia di picchiarla forte sulla testa con il calcio della pistola, per punirla

di essere cos provocante, oltre ad avere avuto il fegato di entrare nella sala organi. Cerc di escogitare qualcosa per evitare di chiamare Saunders. Gli sarebbe piaciuto non chiamarlo affatto. La dottoressa D'Agostino poteva semplicemente scomparire. Diavolo, era ci che si meritava. Ma non avrebbe funzionato. Saunders lo avrebbe scoperto, perch sapeva che lui era al corrente di tutto quello che accadeva nel complesso della clinica, di chi entrava e di chi usciva. Se la dottoressa fosse scomparsa, Saunders avrebbe saputo che lui ne era responsabile, o per lo meno che sapeva che cosa le era accaduto. Grazie alla disciplina appresa con le arti marziali, si calm. Nel giro di pochi minuti i muscoli cominciarono a rilassarsi e il tremore cess. Anche il battito cardiaco rallent, scendendo a meno di cinquanta pulsazioni al minuto. Lo sapeva, perch se lo controllava spesso. Quando ebbe ripreso del tutto il controllo and nella sala video. L'orologio alla parete segnava le 12.41. Questo significava che Spencer Wingate e Paul Saunders sarebbero stati nella mensa. Si sedette davanti ai monitor e guard il numero dodici. Usando la tastiera, colleg il joystick alla minicamera dodici e cominci a fare una panoramica per tutto il locale. Prima di trovare i propri capi, individu Daniel Lowell. Zum. L'uomo, mangiando, leggeva una rivista scientifica, completamente distaccato dall'ambiente che lo circondava. Dirimpetto a lui c'era il vassoio di Stephanie, intatto. Sul viso di Kurt si allarg un ghigno: aveva rinchiuso la sua ragazza nella propria cella privata, dopo averla palpata per bene, e quello manco lo sapeva. Che coglione! Riport l'immagine a distanza normale e continu a cercare Spencer e Paul. Li trov al loro solito tavolo con la solita corte di dipendenti femmine. Anche quei due erano dei coglioni, dato che lui sapeva con chi scopavano, pi Paul, veramente, che viveva nel complesso della clinica. Per Kurt, quasi tutti gli uomini del mondo erano coglioni, compresa buona parte dei suoi superiori, quando era nell'esercito. Era stato un fardello duro da sopportare. Telefon alla direttrice della mensa e le chiese di riferire a Spencer e Paul che c'era un'emergenza nel settore sicurezza e richiedeva la loro immediata presenza nel suo ufficio. Le disse esplicitamente che si trattava di un grosso problema. Pochi secondi dopo aver riattaccato, vide la donna comparire nel monitor, muovendosi in modo frenetico, battere sulla spalla a Spencer e a Paul e chinarsi a sussurrare qualcosa nell'orecchio prima al-

l'uno e poi all'altro. Osserv entrambi balzare in piedi con espressione preoccupata e filare verso l'uscita. Con qualche clic sulla tastiera, port sul monitor proprio di fronte a s l'immagine della cella e vi dedic la propria attenzione. Stephanie camminava su e gi come un gatto in gabbia. Era come se lo provocasse di proposito con il proprio corpo. Incapace di continuare a guardare, anche solo per un altro secondo, Kurt si alz all'improvviso e torn alla propria scrivania per ripetere lo sforzo di concentrazione necessario a calmarsi. Quando Spencer e Paul arrivarono con il fiatone, lui era di nuovo, stoicamente, in s. Qual questo grosso problema? chiese subito Spencer. Avevano entrambi il viso un po' arrossato, essendo arrivati di corsa, e quello era un esercizio fisico a cui non erano abituati. Entrambi erano in preda al panico, perch il messaggio di Kurt era stato lo stesso di quando gli agenti federali avevano assediato la Wingate Clinic nel Massachusetts. Kurt si godette la loro ansia, rifacendosi per lo scarso riconoscimento di cui lo gratificavano, e s che ne aveva fatti di sforzi per garantire la sicurezza nel nuovo insediamento! Si port l'indice alle labbra, perch rimanessero in silenzio, e li condusse nella sala video. Una volta entrati tutti e tre, chiuse la porta e indic loro le due uniche poltroncine disponibili. Li osserv crogiolarsi nell'ansia, mentre concentravano su di lui tutta la loro attenzione. Che diavolo di emergenza ? chiese Spencer, perdendo la pazienza. Sputi il rospo! C' stata un'intrusione nella sala organi, annunci Kurt. Un'evidente situazione di spionaggio che ha compromesso il programma di approvvigionamento degli ovuli. No! esclam Paul, piegando il busto in avanti. Il programma di approvvigionamento degli ovuli era il fulcro dei suoi progetti per il futuro della clinica e della propria reputazione. Kurt annu, godendo nel tirare le cose per le lunghe. Chi ? volle sapere Paul. Una persona interna? S e no, rispose lui, senza aggiungere altro. Forza! lo spron Spencer. Questo non un maledetto gioco a indovinelli. Questa persona stata colta sul fatto mentre passava in rassegna il registro degli ovociti e arrestata. Santo cielo! farfugli Paul. Questa persona stava proprio guardando

il registro? Kurt indic il monitor centrale proprio sopra il banco. Stephanie si era portata sul fondo della cella e sedeva sulla branda di ferro. Senza saperlo, stava guardando quasi direttamente nella minicamera. Era evidentemente stravolta. Per qualche minuto, nella sala video regn il silenzio. Tutti gli sguardi erano puntati sulla prigioniera. Come mai non si muove? chiese Spencer. Sta bene, vero? S, sta bene, gli assicur Kurt. Come mai ha una guancia che sanguina? caduta mentre la portavo in cella. Che cosa le ha fatto? insist Spencer. Non collaborava. Aveva bisogno di un po' di incoraggiamento. Dio santo! Tutto sommato, era un'emergenza meno pericolosa di quanto il capo della Wingate aveva temuto, ma non era comunque una bella situazione. Come mai ha le braccia dietro la schiena? L'ho ammanettata. Ammanettata? Non ci andato un po' pesante? Anche se, con i precedenti che si ritrova, dobbiamo essere contenti che non le abbia sparato l per l. Spencer, intervenne Paul, dovremmo essere grati a Kurt per la sua vigilanza, non critici. una procedura standard ammanettare un individuo quando viene arrestato, sbott Kurt. S, gi, ma adesso dentro una cella, santo cielo! ribatt Spencer. Avrebbe potuto toglierle le manette. Dimentichiamo le manette, per il momento, sugger Paul. Preoccupiamoci delle implicazioni del suo comportamento. Non mi piace il fatto che sia entrata nella sala organi, n, tanto meno, che abbia guardato il registro. Ha sempre mostrato avversione per la nostra attivit, in particolare riguardo la terapia con le cellule staminali. un po' altezzosa, ammise Spencer. Non voglio che mandi all'aria il nostro programma, anche se non che possa fare tanto, qui alle Bahamas. Non come se fossimo ancora negli Stati Uniti. Ma potrebbe piantare grane e farci della cattiva pubblicit, il che potrebbe avere conseguenze sui nostri sforzi di reclutamento per trovare uteri in affitto, e quindi sui nostri profitti. Dobbiamo assicurarci che ci non avvenga.

Forse per questo che lei e Lowell sono qua, sugger Spencer. Magari questa storia della cura tutta una macchinazione architettata. Potrebbero essere spie industriali che vogliono appropriarsi della nostra idea. Sono quello che dicono di essere, afferm Paul. Come fai a esserne sicuro? gli chiese Spencer, distogliendo lo sguardo dall'immagine di Stephanie sul monitor e dirigendolo verso di lui. Diventi credulone quando si tratta di avere a che fare con veri ricercatori. Prego? sbott Paul. Oh, non essere permaloso. Lo sai che cosa intendo. Questi qua hanno fatto davvero il dottorato di ricerca. Il che pu spiegare la loro mancanza di creativit. Non c' bisogno di un dottorato per fare della scienza innovativa. Comunque, ti posso assicurare che non fingono in quello che stanno facendo. Ho visto con i miei occhi che questa loro ROTS davvero impressionante. Potrebbero comunque ingannarti. questo che dico. Loro sono ricercatori professionisti, tu no. Paul distolse un momento lo sguardo per cercare di non infuriarsi. Spencer era l'ultima persona al mondo che avrebbe dovuto atteggiarsi a giudice su chi era e chi non era un ricercatore. Non ne sapeva un tubo di ricerca. Era semplicemente un uomo d'affari vestito da medico... e nemmeno tanto bravo, come uomo d'affari. Dopo un bel respiro che gli serv a calmarsi, Paul guard il suo capo e disse: So che stanno facendo delle vere, genuine manipolazioni cellulari, e che hanno un obiettivo preciso, perch ho preso alcune cellule in cui hanno inserito il DNA di Cristo: sono sorprendentemente ed estremamente vitali. Le ho usate io stesso per vedere se funzionano, e funzionano. Aspetta un secondo! Non vorrai dire che hai provato che quelle cellule hanno il DNA di Ges Cristo? Certo che no. Paul si sforz di mantenersi calmo. A volte, discutere di scienza biomolecolare con Spencer era come parlare con un bambino di cinque anni. Non esiste un test per dire che appartengono veramente a Ges Cristo. Quello che sto cercando di dirti che quelli hanno portato con loro una coltura di fibroblasti della persona affetta da morbo di Parkinson che intendono curare. Hanno tolto da quelle cellule i geni difettosi, sostituendoli con i geni che sono riusciti a ricostruire dal DNA estratto da quel loro campione della Sindone. Tutto questo lo hanno gi fatto e adesso stanno per creare le cellule terapeutiche vere e proprie. vero. Non c' assolutamente alcun dubbio che lo stanno veramente facendo. Ne sono sicu-

ro al cento per cento. Fidati! Va bene, va bene. Dato che sei stato nel laboratorio con loro, suppongo di dover fidarmi di quanto dici, che sono qua per una legittima missione terapeutica. Ma, accettato questo, rimane la questione dell'identit di questo paziente, per la quale ho pure creduto alla tua parola. Avevi detto che avresti scoperto chi . Eccoci qua, a poco pi di una settimana dalla cura del nostro ospite sconosciuto, e siamo ancora nell'oscurit. Be', questo un altro problema. S, ma collegato. Se non avremo presto quel nome, non potremo trarre un vantaggio economico da questa faccenda, questo certo. Che problema c' nello scoprire la sua identit? Non chiedere troppo. Paul guard Kurt. Glielo dica! Il capo della sicurezza si schiar la gola. stato un incarico pi difficile di quanto pensassi. Abbiamo perquisito il loro appartamento di Cambridge e il laboratorio, prima che partissero per Nassau. Dopo che sono arrivati qua, ci siamo impossessati dei loro portatili e abbiamo fatto controllare gli hard disk ai nostro fanatico di computer: niente. Di positivo c' che proprio oggi ho messo una cimice nel cellulare della donna. Era fin dal primo giorno che cercavo di metterci sopra le mani, ma lei non collaborava: non lo abbandonava mai. Ha messo la cimice mentre era sotto la sua custodia? chiese Spencer. Non si preoccupa che possa insospettirsi? No. L'ho messa prima di arrestarla. Oggi, per la prima volta, ha lasciato il cellulare in laboratorio mentre andava in mensa. Avevo appena finito, quando tornata all'improvviso per introdursi nella sala organi. La stavo seguendo, quando entrata. Allora perch non l'ha fermata prima che entrasse? volle sapere Spencer. Volevo coglierla in flagrante, rispose Kurt, mentre agli angoli della bocca si form un sorriso lascivo. Suppongo che non spiacerebbe nemmeno a me coglierla in flagrante, comment Spencer con un sorriso simile. Con la cimice nel cellulare, dovremmo essere a posto, osserv Paul. Fin dall'inizio, Kurt ha sempre pensato che controllare il telefono ci avrebbe fornito l'identit del paziente. vero? S, rispose Kurt semplicemente. Ma abbiamo un'altra scelta. Avendola in nostra custodia, potremmo pretendere che ci dica il nome del pa-

ziente in cambio del rilascio. I due dirigenti della Wingate si guardarono, mentre meditavano su quel suggerimento. Fu Spencer a rispondere per primo, scuotendo la testa. L'idea non mi piace. Perch? chiese Paul. Soprattutto perch non credo che ce lo direbbero, e poi gli farebbe capire quanto ci teniamo a sapere quel nome. Ovviamente, tenere segreto il nome del paziente di massima importanza per loro, altrimenti lo sapremmo gi. A questo punto, con i progressi che tu dici che hanno gi fatto nel laboratorio, potrebbero fare i bagagli e andare a curarlo da un'altra parte. Non voglio mettere a rischio il secondo versamento: sono pi di ventimila dollari. Non sono un colpo grosso, ma sono pur sempre qualcosa. Inoltre, sapranno che bluffiamo. Non possiamo tenerla in cella a meno che non ci mettiamo anche lui, cosa che non possiamo fare, e lui dar in escandescenze appena scoprir dove si trova lei e come stata trattata. I tuoi argomenti sono giusti, convenne Paul. Concordo con te e preferisco che le condizioni del suo rilascio siano centrate su una promessa di riservatezza, che ragionevole, date le circostanze. Lei pu avere le sue opinioni, ma dovrebbe tenersele per s. Sono convinto che il dottor Lowell ci sosterr. Mi sembra che stia gi cercando di tenere a bada l'arroganza di quella donna. Spencer guard Kurt. Allora, lei pensa di scoprire chi il paziente misterioso grazie al cellulare? Kurt annu. Credo che dovremmo seguire questa linea. E insisteremo sulla questione riservatezza. D'accordo, approv Paul. E, a proposito del dottor Lowell, dov'? In mensa, rispose Kurt, sollevando lo sguardo al monitor dodici. Per lo meno, c'era fino a pochi minuti fa. Secondo me, significativo che la dottoressa D'Agostino fosse da sola quando entrata nella sala organi, osserv Paul. Come mai? chiese Spencer. Suppongo che il dottor Lowell non avesse idea che lei era l. Potresti avere ragione. Il dottor Lowell sta andando in laboratorio, avvert Kurt, e indic il monitor corrispondente, dove si puntarono anche gli sguardi dei due dirigenti. Daniel si stava spostando dall'edificio tre all'edificio uno con andatura sostenuta, una mano stretta attorno al gruppo di penne e matite che te-

neva nel taschino del camice. Raggiunse l'edificio uno e scomparve oltre la porta. Dov' il monitor del laboratorio? domand Paul e Kurt glielo indic. Osservarono Daniel comparire a sinistra dell'inquadratura e Spencer comment che sembrava in cerca di Stephanie. Kurt utilizz il joystick per seguirlo. Dopo aver controllato la zona attorno al banco che usavano, Daniel guard nell'ufficio che era stato loro assegnato. Cacci perfino la testa nei servizi delle donne. Poi si diresse verso l'ufficio di Megan Finnigan. Credo che sarebbe sceso direttamente nella sala organi, se avesse saputo che lei era l, osserv Paul. S, scommetto che hai ragione, convenne Spencer. Paul us il telefono sul banco e chiam l'interno di Megan. Dir alla direttrice del laboratorio dove il dottor Lowell pu trovare la sua collaboratrice. O quale che sia il loro tipo di relazione, aggiunse Spencer, in tono sprezzante. Non riesco a immaginarmelo. A proposito, Kurt, come ha fatto a entrare nella sala organi? Ha usato il tesserino di identificazione della Wingate. L'accesso deve ancora essere limitato, anche se era sull'elenco delle priorit riguardo la sicurezza che avevo presentato all'amministrazione un mese fa. colpa mia, ammise Paul, dopo aver chiuso la conversazione con Megan Finnigan. Mi sfuggito di mente, preso com'ero a mettere in funzione la clinica. E poi non avevamo in progetto di far usare il laboratorio a degli estranei, e quando sono venuti qua il dottor Lowell e la dottoressa D'Agostino non ci ho pensato. Spencer si alz. Andiamo a fare due chiacchiere con l'affascinante dottoressa D'Agostino, prima che arrivi il dottor Lowell. Potrebbe servire a rendere pi facili i negoziati. Kurt, per il momento voglio che lei si tenga lontano. I due dirigenti uscirono in corridoio e si incamminarono verso la cella. Sono successe cose strane, sussurr Spencer, ma certo molto meglio di ci che temevo quando siamo arrivati qua di corsa. 20 Luned 11 marzo 2002 - ore 19.56 Quando il gioco si faceva duro, Gaetano era un pragmatico. Per quanto

non vedesse l'ora di tornare a Nassau a completare ci che aveva iniziato, era nervoso. Soprattutto per la pistola: doveva essere decente, perch senza un ferro come si deve i guai sono inevitabili. Non c'era modo di far fuori il tizio a randellate, o di annegarlo nella vasca da bagno, o di garrotarlo, come si vede certe volte nei film. Far fuori qualcuno non semplice come lo si dipinge. Richiede pianificazione. Il luogo deve essere moderatamente remoto per permettere una rapida fuga e il metodo deve essere deciso e rapido. E, se si vuole essere veloci, niente meglio di una pistola. Un bel ferro silenzioso. Per Gaetano, nell'attuale situazione, il problema era dover dipendere da gente che lui non conosceva e che non conosceva lui. Doveva essere avvicinato da qualcuno, all'atterraggio sull'isola, ma non c'erano garanzie che sarebbe accaduto. Dato che il viaggio era stato organizzato in fretta e furia, non c'era un piano B e non c'erano nemmeno contatti da chiamare, escluso Lou. a Boston, e Lou poteva essere difficile da rintracciare, in ore inconsuete. Anche se l'uomo misterioso si fosse fatto vivo all'aeroporto, c'era sempre la possibilit che non riuscisse a contattarlo, nell'inevitabile confusione, dato che nessuno dei due sapeva che aspetto aveva l'altro. A rendere le cose peggiori, lui avrebbe dovuto essere di ritorno a Boston il giorno dopo, quindi non aveva tanto tempo a disposizione. L'altro motivo per cui era nervoso era che non gli piacevano gli aerei piccoli. Quelli grossi andavano bene, perch poteva convincersi di non essere sospeso nel cielo. Quelli piccoli erano tutta un'altra storia, e in quel momento si trovava nell'aereo pi piccolo che gli fosse mai capitato. A rendere le cose peggiori, vibrava come uno spazzolino elettrico e andava su e gi come una palla da biliardo. Gaetano non aveva niente a cui reggersi, tranne lo schienale del sedile davanti al naso. Non c'era tanto spazio. Con la sua mole, era letteralmente incastrato contro il finestrino. Aveva cambiato aereo a Miami, da dove era decollato al tramonto, e adesso fuori del finestrino era buio pesto. Cerc di non pensare a quello che c'era sotto il velivolo sobbalzante, ma ogni volta che i motori gracchiavano come se perdessero colpi, gli balzava alla mente l'immagine di un vasto oceano nero. Gaetano aveva un segreto: non sapeva nuotare, e spesso aveva incubi ricorrenti in cui annegava. Guard gli altri passeggeri. Per lo pi, tenevano lo sguardo fisso davanti a s. Qualcuno leggeva, usando le piccole luci individuali che formavano raggi isolati nella semioscurit. L'assistente di volo stava seduta di fronte ai passeggeri, in seguito alla direttiva dei piloti sulle turbolenze. La sua e-

spressione annoiata serviva a tranquillizzarlo un po', nonostante si fosse legata una cintura di sicurezza completa di spallacci, come se si aspettasse il peggio. Un tonfo particolarmente forte, seguito dalla vibrazione di tutto l'aereo, lo fece sobbalzare. Era come se avessero sbattuto contro qualche ostacolo. Per un minuto non respir nemmeno, ma non accadde nulla. Deglut per alleviare il secco improvviso in gola. Rassegnandosi al proprio fato, chiuse gli occhi e si abbandon contro il poggiatesta. In quel momento la voce del pilota annunci che stavano per atterrare. Con un'ondata di ottimismo, Gaetano premette il naso contro il finestrino e guard gi. Invece del nero pi assoluto, vide varie luci tremolanti. Fece un bel sospiro di sollievo. Dopotutto, pareva che ce l'avrebbe fatta. L'aereo atterr con il caratteristico tonfo e un attimo dopo il gemito dei motori aument, accompagnato dalla sensazione di una rapida frenata. Gaetano si tenne con la mano allo schienale che aveva davanti. Era cos contento di essere atterrato che sorrise al passeggero seduto di fianco a lui. L'uomo contraccambi il sorriso. Lo sbarco fu rapido, dato lo scarso numero di passeggeri, e Gaetano fu tra i primi a scendere. Inspir la tiepida aria tropicale e si crogiol nella sensazione di essere ben saldo a terra. Una volta entrato nel terminal, si ferm appena dietro la porta. Non sapeva che cosa fare. Pens che la sua mole lo avrebbe reso ben distinguibile, ma non gli si avvicin nessuno. Come la volta precedente, indossava la camicia hawaiana a maniche corte, i pantaloni marroncini e la giacca blu scuro. Sentendosi spingere da chi veniva dietro di lui, dovette proseguire. Arriv al controllo passaporti come se fosse stato trasportato da un fiume. Quando fu il suo turno, porse il proprio documento. L'agente stava per imprimervi il timbro, quando not quello della visita precedente: non solo risaliva a poco tempo prima, ma rivelava che il soggiorno era durato una sola giornata. Guard Gaetano con espressione interrogativa. La prima volta volevo solo vedere com'era il posto, spieg lui. Mi piaciuto, cos adesso sono tornato per una vacanza. L'uomo non rispose. Stampigli il passaporto, glielo restitu e prese quello del passeggero seguente. Gaetano super la folla al ritiro bagagli e si avvicin alla dogana. Vedendo il suo passaporto americano e il piccolo bagaglio a mano, gli agenti gli fecero cenno di passare. Oltrepass una porta a doppio battente che si apr da sola e vide una folla di gente dietro una traballante transenna di

metallo. Tutti scrutavano con attenzione i passeggeri che sbucavano dalla porta, ansiosi di individuare familiari e amici. Nessuno dimostr alcun interesse per lui. Non sapendo che cosa fare, continu a camminare. All'inizio dovette spostarsi lateralmente per oltrepassare la transenna, prima di mescolarsi alla folla chiassosa. Dopo aver percorso una decina di metri si ferm e si guard in giro, sperando di incrociare lo sguardo di qualcuno. Nessuno gli prest la minima attenzione. Si gratt la testa, chiedendosi di nuovo che cosa dovesse fare. In mancanza di un piano migliore, si mise in fila davanti all'agenzia dell'autonoleggio. Un quarto d'ora dopo aveva in mano le chiavi di un'altra Cherokee, anche se questa volta doveva essere verde. Ritorn nella zona degli arrivi internazionali e stava per provare a chiamare Lou quando qualcuno gli batt su una spalla. Per un riflesso condizionato piroett su se stesso, pronto a lottare. Si ritrov a guardare gli occhi scuri dell'uomo pi nero e pi calvo che avesse mai visto. Attorno al collo c'erano pi catenine d'oro che nella vetrina di un gioielliere e il cuoio capelluto era talmente lucido da fargli socchiudere gli occhi. L'uomo reag al suo gesto facendo un passo indietro e sollevando le mani come a parare un colpo. In una delle due reggeva un sacchetto di carta marrone tutta cincischiata. Calma, amico! esclam. Parlava con il colorito accento locale che Gaetano ricordava dalla prima visita. Non ho intenzione di farti male. Gaetano si sent in imbarazzo per l'aggressivit mostrata e cerc di scusarsi. Nessun problema, amico. La voce aveva una cadenza ritmata. Sei Gaetano Barrese, di Boston? In persona! rispose lui, con un sorriso di sollievo. Per un attimo, gii venne voglia di abbracciarlo, come se fosse un parente che non vedeva da tempo. Hai qualcosa per me? Se sei Gaetano Barrese, s. Io mi chiamo Robert. Adesso ti mostro quello che ho portato. L'uomo srotol la sommit del sacchetto e infil dentro una mano, con l'intenzione di sollevare il contenuto. Ehi, non tirarla fuori qua! sussurr Gaetano. Era inorridito. Sei pazzo? Gir nervosamente lo sguardo per il terminal. L attorno c'erano diversi poliziotti armati ma dall'aria annoiata. Per fortuna, non prestavano attenzione. La vuoi vedere, vero? chiese Robert.

S, ma non qua in mezzo. Sei venuto con una macchina? Certo, sono in macchina. Andiamo. Con un'alzata di spalle, Robert si incammin verso l'uscita del terminal. Qualche minuto dopo salivano su una Cadillac d'annata color pastello dalle code enormi. Robert accese la luce dell'abitacolo e porse il sacchetto. Gaetano si aspettava qualcosa di piccolo calibro, e si sorprese considerevolmente nell'estrarre una SW99 da nove millimetri equipaggiata con un LaserMax e un silenziatore Bowers CAC9. Va bene? chiese Robert. Sei contento? Pi che contento! Gaetano ammir le finiture nere in melanite, talmente intatte da far pensare che l'arma fosse nuova fiammante. Era notevole. Anche se la canna era lunga solo dieci centi metri, il silenziatore la faceva sembrare di venticinque. Dopo essersi assicurato che l attorno non ci fosse nessuno, Gaetano mir verso un'auto parcheggiata nelle vicinanze e azion il laser. A una quindicina di metri, vide il puntolino rosso sul parafango posteriore del veicolo. Era piacevolmente eccitato per quell'arma, ma poi si accorse che mancava qualcosa. Dov' il caricatore? chiese. Senza quello e senza le munizioni, la pistola era inservibile. Robert sorrise nella semioscurit dell'abitacolo. In contrasto con la pelle color ebano, i denti sembravano perle bianche. Si diede una pacca sulla tasca sinistra dei pantaloni. Ce l'ho qua al sicuro, amico, carico e pronto a funzionare. Ce n' anche uno in pi, per sicurezza. Bene, disse Gaetano e tese la mano, sollevato. Non cos in fretta. Mi sembra di meritare anch'io qualcosa. Voglio dire, mi sono fatto tutta questa strada fino a qua, invece di starmene seduto a casa con una birra fredda. Capito il succo? Per un momento, Gaetano si limit a fissare l'uomo negli occhi. Nell'oscurit sembravano due fori di proiettile in una camicia bianco-sporco. Sapeva che era un'improvvisazione, probabilmente venuta in mente a Robert l per l. La prima reazione sarebbe stata di afferrargli la testa e mandarla a rimbalzare sul volante, tanto per fargli capire esattamente con chi aveva a che fare, ma prevalsero pensieri pi moderati. Il tizio poteva avere un'altra pistola, e questo avrebbe potuto rendere le cose pericolose, il che non era certo l'ideale per il suo incarico. Cosa ancora pi importante, Gaetano non aveva idea di quali rapporti avesse Robert con i colombiani di Miami con-

tattati da Lou per procurargli la pistola. L'ultima cosa che voleva, mentre si trovava a Nassau per lavoro, era ritrovarsi un gruppo di uomini armati alle costole, specialmente se colombiani. Si schiar la gola. Aveva con s una significativa quantit di denaro, infatti in viaggi di quel tipo faceva tutto con i contanti. Robert, suppongo che ti meriti un piccolo segno di apprezzamento. Che cosa hai in mente? Un centone andrebbe bene. Senza aggiungere una sola parola, Gaetano si chin in avanti per infilare la mano libera nella tasca destra dei pantaloni. Nel farlo, per, non stacc gli occhi da Robert. Sfil una banconota dal rotolo e gliela porse. Come per magia comparvero i caricatori. Ne infil subito uno nel calcio della pistola, spingendolo fino sentire il clic. Accantonando una fuggevole fantasia di provare l'arma su Zucca Lucida, scese dall'auto e mise nella tasca della giacca il caricatore di riserva. Ehi, amico, vuoi un passaggio in citt? Gaetano si chin, ficcando la testa nel finestrino. Grazie, ma ho la mia carretta. Raddrizzandosi, infil la pistola nella tasca sinistra dei pantaloni che in fondo aveva un'apertura fatta su misura per farci stare il silenziatore. Era un trucco imparato da uno che gli aveva fatto da maestro, quando aveva iniziato a lavorare per la famiglia di New York. L'unico aspetto negativo di avere un buco permanente era che bisognava ricordarsi di non usare quella tasca per altre cose, come monete o chiavi, che sarebbero cadute gi per la gamba dei pantaloni. Mentre camminava verso il parcheggio dell'autonoleggio, sentiva il freddo dell'acciaio contro la coscia nuda. La considerava una carezza. Venti minuti dopo entrava con la Cherokee nel parcheggio dell'Ocean Club. Il breve tragitto gli aveva dato il tempo di calmarsi dopo la miniestorsione subita. Lo scricchiolio della ghiaia sotto le ruote era particolarmente forte, con i finestrini completamente abbassati. Aveva preferito non usare il climatizzatore per godersi la tiepida aria serale. Una volta nel parcheggio, fece un giro completo. Voleva un posto che non solo fosse vicino all'albergo ma che offrisse la possibilit di tornare rapidamente sul viale d'accesso. Una volta fatto fuori il professore, voleva telare alla grande. Accese la luce dell'abitacolo e si controll nello specchietto retrovisore. Voleva assicurarsi di essere presentabile, in un albergo elegante come quello. Si lisci le sopracciglia cespugliose e sistem i risvolti della giacca. Quando ritenne di avere l'aspetto migliore possibile, scese dall'auto. Mise le chiavi nella tasca destra dei pantaloni e poi le tast attraverso la stoffa,

tanto per essere sicuro. L'ultima cosa che voleva, scappando, era di dover cercare le chiavi. Sentendosi pronto, si avvi. Seguendo lo stesso approccio della volta precedente, si diresse verso l'edificio che ospitava la suite 108. Erano le otto e mezzo di sera, quindi si aspettava che il professore e la sua ragazza fossero a cena, ma voleva prima controllare in camera. Bad ad avere un passo tranquillo, mentre incrociava diverse persone che andavano nella direzione opposta. Arrivato al punto giusto, tagli per raggiungere il prato dalla parte del mare. Continu quasi fino alla ripida pendenza ricoperta di uva di mare che portava alla spiaggia. L devi per mantenersi parallelo alla costruzione che voleva controllare. Era abbastanza vicino all'acqua da udire il delicato sciacquio delle onde, alla sua destra. Il clima era splendido, con nuvolette che correvano veloci nel cielo cosparso di stelle, parzialmente nascoste da una falce di luna luminosissima. Una brezza leggera faceva frusciare le foglie delle palme. Non era difficile per lui capire come mai alla gente piaceva l'Ocean Club. Mentre arrivava all'altezza della suite 108, di cui poteva vedere l'interno, prov un brivido di eccitazione che gli fece rizzare i capelli sulla nuca. Non soltanto le luci erano accese e ie tende aperte, ma si vedeva chiaramente che c'erano due persone! Non riusciva a credere alla sua fortuna sfacciata: quella missione sarebbe stata facile e rapida. Rimase per un momento a osservare, mentre il polso accelerava, nell'aspettativa della violenza imminente. Ma poi cominci a chiedersi che cosa stava vedendo. Sbatt varie volte le palpebre per assicurarsi che i suoi occhi non lo tradissero. C'era qualcosa di strano nel professore e nella sorella di Tony: si affrettavano di qua e di l come due galline e sbattevano un lenzuolo per aria. La porta che dava sul corridoio era spalancata e la TV era accesa. Attratto irresistibilmente da quello spettacolo, Gaetano avanz attraverso il prato. La mano si era infilata istintivamente nella tasca sinistra dei pantaloni, per afferrare la pistola. All'improvviso si ferm, deluso. Le persone che stava guardando non erano le sue prede, ma delle cameriere che sistemavano la stanza per la notte. Merda! gemette, poi sospir e scosse la testa scoraggiato. Rimase nell'oscurit per qualche minuto e si rese conto che era meglio cos. Se avesse potuto arrivare tranquillamente fino alla camera, fare secco il professore e poi darsela a gambe, non ci sarebbe stata abbastanza soddisfazione. Sarebbe stato troppo facile e troppo rapido. Molto meglio un inseguimento prolungato, con un po' di pericolo, per il quale ricorrere all'e-

sperienza e alla perizia che di certo non gli mancavano. Era allora che la cosa dava veramente soddisfazione. Abbandon la presa sulla pistola, smosse la gamba in modo da far scendere bene il silenziatore e si risistem la giacca. Poi si volt e si diresse verso gli spazi comuni dell'albergo: se la coppia non era andata a cena da qualche altre parte, era l che li avrebbe trovati. Il primo ristorante era collocato molto pi vicino alla spiaggia rispetto agli edifici che ospitavano gli appartamenti, e questo lo obblig a camminare lungo il margine del pendio coperto dall'uva di mare, con la riva alla sua sinistra. Le portefmestre della sala da pranzo si aprivano direttamente sull'oceano e lui era abbastanza vicino da udire le conversazioni. Affrett il passo per portarsi oltre la traiettoria di sguardo dei commensali. Temeva che il professore lo riconoscesse. Era questo il vero pericolo: se lo avesse riconosciuto, avrebbe avvertito la sicurezza e probabilmente la polizia. Una volta superate le portefinestre, entr nel ristorante dall'ingresso principale, scrutandosi attorno. Super il banco della hostess, dove diverse coppie erano in attesa di un posto a sedere, e si ferm all'ingresso della sala da pranzo, passando in rassegna meticolosamente tutto il locale. Quando fu certo che la sua vittima non c'era, se ne and rapido com'era arrivato. Poi c'era il ristorante pi alla buona con il bar al centro, dov'era gi stato durante la prima visita a Nassau. Sorgeva proprio al limitare della spiaggia, con un tetto di paglia che lo faceva assomigliare a un'enorme capanna. Era affollatissimo, soprattutto il bar. Ancora una volta, stando molto attento, fece un giro completo, camminando tra il bar e i tavoli che erano disposti lungo il perimetro. Niente. Rassegnandosi al fatto che la coppia fosse andata a cena fuori dall'albergo, segu il viottolo che attraversava il prato in direzione dell'edificio principale. Il suo intento era di occupare lo stesso divano su cui si era seduto l'altra volta, da cui si vedeva bene l'ingresso dell'albergo. Sperava che ci fossero ancora le ciotole con la frutta. Gli aromi deliziosi annusati nei due ristoranti gli facevano brontolare lo stomaco. Nel salotto principale c'era un po' di gente. Purtroppo, il suo divano era occupato da una coppia impegnata in una conversazione con altri due clienti, seduti su due sedie dirimpetto. Gaetano si avvicin al piccolo bar e alla ciotola di noccioline americane. Per coincidenza, il barista era lo stesso dell'altra volta, quello con cui aveva scambiato due chiacchiere. Da l vedeva lo stesso l'ingresso, anche se non bene come dal divano. Ehi! esclam il barista e tese la mano. tanto che non ci si vede!

Gaetano fu un po' seccato che l'avesse riconosciuto, con tutta la gente che sicuramente vedeva ogni giorno. Sorrise, gli strinse la mano e prese una manciata di noccioline. Il barista si era trasferito l da New York, era stato quello l'argomento di conversazione, una settimana e mezzo prima. Posso servirle qualcosa? gli chiese l'uomo. Gaetano vide una corpacciuta guardia di sicurezza dell'albergo comparire sotto l'arco che dava sulla reception. Con le mani sui fianchi, scrutava la sala come se niente fosse. Indossava un completo scuro che passava inosservato e si capiva che faceva parte della sicurezza perch portava un auricolare nell'orecchio sinistro, con il filo che scendeva a nascondersi sotto la giacca. Una Coca-Cola andrebbe bene, rispose Gaetano. Era meglio avere l'aria rilassata e fare qualcosa, in modo da non dare l'idea di non essere un cliente dell'albergo. Si appoggi a uno sgabello del bar tenendo diritta la gamba sinistra, per non far sbattere la pistola. Un po' di ghiaccio e di limone sarebbero l'ideale. Subito, amico, rispose il barista. Si diede da fare ad aprire una CocaCola e a riempire un bicchiere di ghiaccio, poi sistem la scorza di limone sull'orlo del bicchiere, che pose davanti a Gaetano. I suoi amici stanno ancora qui? Lui annu. Dovevamo vederci stasera qui in albergo, ma non sono nella loro stanza e nemmeno in uno dei due ristoranti. Ha provato al Courtyard? Che cos'? Con la coda dell'occhio, Gaetano si accorse che la guardia di sicurezza scompariva nella reception. il nostro ristorante migliore. Apre solo per la cena. Dov'? Lei va nella reception, poi svolta a sinistra. Oltrepassa la porta ed arrivato. Si trova letteralmente nel cortile della parte pi vecchia dell'albergo, per questo si chiama cos. Prover. Butt gi la coca e fece una smorfia per la sua effervescenza, poi mise un biglietto da dieci dollari sul banco e vi batt sopra. Grazie, amico! un piacere! rispose il barista, intascando la banconota. Gaetano sal i due gradini che portavano alla reception, tenendo gli occhi aperti per individuare la guardia di sicurezza. Era impegnata in una conversazione con il portiere. Seguendo le indicazioni del barista, svolt a sinistra, oltrepass una porta che delimitava la zona con l'aria condizionata e

si ritrov nel cortile-ristorante. Era uno spazio lungo, rettangolare, pieno di palme e di fiori esotici e con una fontana centrale. Lo circondava un edificio a due piani con una balconata che correva lungo tutto il piano superiore, delimitata da una ringhiera in ferro battuto. La musica dal vivo che allietava l'atmosfera sembrava nascere dal nulla, infatti non si vedeva dov'erano collocati i musicisti. Posso esserle d'aiuto? chiese una donna dai capelli neri da dietro il banco della hostess. Indossava un abito superaderente che le arrivava alle caviglie, dai disegni tropicali e con le spalline sottilissime. Gaetano si chiese se riusciva a camminare senza doverselo tirare su fino alla vita. Sto solo guardando, le rispose e sorrise. un bel posto. Anche se arrivava un po' di luce dall'interno, l'illuminazione era data per lo pi dalla luna e dalle candele sui tavoli. Avr bisogno di una prenotazione se vuole venirci a trovare, una di queste sere, gli spieg la hostess. Oggi siamo al completo. Lo terr a mente. Va bene se do un'occhiata in giro? Certo, rispose la donna, facendo cenno di accomodarsi. Gaetano vide una scala che portava al primo piano. Pensando che da lass avrebbe goduto di una vista migliore, la sal e vide i musicisti. Erano sistemati proprio sopra il banco della hostess e avevano spinto da parte sedie e tavolini per avere pi spazio. Percorse la balconata verso destra, facendo scorrere la mano sulla ringhiera. Da lass, senza farsi notare, vedeva benissimo i commensali seduti al piano di sotto perch le candele li illuminavano bene in viso. Alcuni erano nascosti dalla vegetazione, ma gli bastava spostarsi per guardarli da angolazioni diverse. Decise quindi di percorrere l'intero perimetro della balconata. All'improvviso si ferm e, come gli era gi accaduto davanti alle finestre della stanza 108, sent i capelli rizzarglisi sulla nuca. A non pi di una quindicina di metri da lui, seduto a una tavola oltre un oleandro in fiore, c'era il professore. Era impegnato in quella che sembrava un'accalorata conversazione: muoveva la testa avanti e indietro mentre parlava e teneva l'indice sollevato, come per rafforzare ci che stava dicendo. Da l non si vedeva in viso la sorella di Tony, che era voltata nell'altra direzione. Gaetano si tir rapidamente indietro, in modo che l'oleandro lo nascondesse alla vista del professore. Adesso veniva la parte divertente. Se avesse avuto un fucile con il telescopio, avrebbe potuto farlo fuori da dove si trovava, ma non lo aveva e inoltre non sarebbe stato sportivo. Sapeva fin troppo

bene che con una pistola, anche se fornita di un mirino laser, bisognava stare praticamente addosso alla vittima per essere sicuri di farla fuori. Quindi, avrebbe dovuto aspettare l'occasione propizia. Si guard attorno. Adesso che aveva trovato i piccioncini, si chiedeva dove poteva mettersi ad aspettare che finissero la loro cenetta romantica. Sicuramente sarebbero ritornati in camera percorrendo uno dei numerosi viottoli scuri e isolati: una pacchia, per lui. Nel peggiore dei casi avrebbero fatto una passeggiata fino alla spiaggia, e anche questo andava bene. Sentendo crescere l'eccitazione, Gaetano sorrise soddisfatto. Finalmente tutto girava per il verso giusto. Davanti a lui c'era una scala che scendeva alle terme, almeno stando al cartello. L, tra la scala e i musicisti, sarebbe stato il posto ideale per aspettare. Anche se probabilmente non avrebbe potuto vedere la coppietta a causa dell'oleandro vicino al tavolo, l'avrebbe per vista alzarsi per andarsene, ed era quella la cosa importante. Egualmente importante era il fatto che avrebbe avuto l'aria di stare l seduto ad ascoltare la musica, casomai si fosse avvicinato qualcuno della sicurezza. Daniel si strofin gli occhi per cercare di non perdere la pazienza. Sbatt le palpebre qualche volta, prima di guardare nuovamente Stephanie, la cui espressione era di collera esasperata, proprio come la sua. Tutto quello che sto dicendo che l'uomo della sicurezza, comunque si chiami, ha detto che ti ha perquisita avendoti trovata in luogo non autorizzato, e non una cosa tanto strana. Si chiama Kurt Hermann, sbott Stephanie. E ti sto dicendo che mi ha palpata in modo disgustoso. Ero umiliata e terrorizzata, e non so quale delle due sia peggio. Va bene, ti ha palpata mentre ti perquisiva. Non so di certo dove finisce una cosa e comincia l'altra. Ma, come che sia, tu non dovevi essere in quella maledetta sala organi, tanto per cominciare! come se te la fossi andata a cercare. Stephanie rimase a bocca aperta. Era incredibile! Era la cosa pi inopportuna che Daniel avesse mai detto, e durante la loro relazione ne aveva dette, di cose inopportune! Furibonda, spinse indietro la sedia in ferro battuto, che raschi rumorosamente contro il pavimento di cemento, e si alz di scatto. Daniel reag quasi altrettanto rapidamente, chinandosi in avanti e afferrandola per il polso. Dove pensi di andare? le chiese.

Non lo so! La risposta fu come una frustata. Al momento, voglio solo andarmene. Per qualche secondo rimasero a fissarsi attraverso il tavolino. Daniel non moll la presa e lei non cerc di lottare. La gente attorno era rimasta in silenzio e gli occhi di tutti erano puntati su di loro. Perfino alcuni camerieri si erano fermati a osservarli. Stephanie si risedette, nonostante il suo stato d'animo non fosse cambiato. Daniel continu a stringerle il polso, anche se la presa si allent in modo significativo. Non volevo dire quell'ultima frase, borbott. Sono in collera e sconvolto, e mi sfuggita. Lo so che essere molestata non era certo la cosa che volevi. Gli occhi di Stephanie fiammeggiavano. Sembri una di quelle persone secondo le quali le vittime degli stupri si mettono consapevolmente a rischio per quello che indossano o per come si comportano. Assolutamente no. stato un lapsus. Sono solo adiratissimo perch sei entrata in quella sala organi, causando questo scompiglio. Avevi promesso che non avresti creato problemi. Non l'ho promesso. La voce di Stephanie aveva perso un po' di mordente. Ho detto che avrei fatto del mio meglio. Ma la mia coscienza mi perseguita. Sono entrata in quella stanza per cercare le prove di ci che temevo, e le ho trovate. Oltre alle altre cose che gi sappiamo di loro, adesso sicuro che ingravidano le donne e poi le fanno abortire per ottenere le ovaie fetali. Come fai a esserne cos sicura? Ho visto la prova decisiva. Va bene, possiamo parlarne senza urlarci addosso a vicenda? Daniel gett qualche occhiata in giro, verso i tavoli vicini. La gente era tornata alle proprie conversazioni e i camerieri si erano immersi nuovamente nel lavoro. No, se non eviti di dire cose come quella che hai detto poco fa. Far del mio meglio. Stephanie scrut Daniel, cercando di decidere se quell'ultima affermazione fosse un segno deliberato di aggressivit passiva, o se era un modo per prendersi gioco di lei, scimmiottandola. Dalla sua prospettiva, doveva essere una o l'altra cosa, e non era un buon segno, che si aggiungeva a tutto il resto. E dai, dimmi qual questa prova decisiva! la esort lui.

Stephanie continu a fissarlo. Adesso cercava di decidere se fosse cambiato negli ultimi sei mesi o se era sempre stato cos privo di passione per tutto ci che non fosse il suo lavoro. Distolse un momento lo sguardo per dare sollievo alle proprie emozioni e cercare di avere almeno la parvenza del controllo. Non sarebbe servito a niente se fosse andata via o se avessero continuato a bisticciare. Riportando lo sguardo su Daniel, fece un respiro profondo e rifer tutto ci che aveva visto, in particolare i dettagli del libro mastro su cui era annotata ogni cosa, nero su bianco. Quando ebbe finito, si fissarono attraverso il tavolino su cui il pasto era rimasto a met. Be', avevi ragione, ammise Daniel, rompendo per primo il silenzio. Avere ragione ti d almeno un po' di soddisfazione? No di certo! A Stephanie sfugg una risata sarcastica. La questione : possiamo continuare, a questo punto, sapendo ci che sappiamo? Daniel abbass lo sguardo sul piatto e giocherell distrattamente con le posate. Il modo in cui vedo la cosa che abbiamo accettato gli ovociti prima di conoscere i dettagli sulla loro origine. Ah! esclam Stephanie in tono di scherno. Questa una scusa molto conveniente e un esempio raffinato di etica opportunistica. Daniel la fiss negli occhi. Ci manca cos poco, replic, scandendo bene ogni parola. Domani cominceremo a differenziare le cellule. Io non ho intenzione di fermarmi adesso, a causa di ci che accade nella Wingate Clinic. Mi spiace che tu sia stata maltrattata e molestata. Mi spiace anche di essere stato picchiato. Questo non stato un picnic, ma sapevamo che curare Butler non sarebbe stato facile. Sapevamo fin dall'inizio che i dirigenti della Wingate erano degli idioti venali e privi di etica, eppure avevamo deciso di procedere. La questione : sei ancora con me oppure no? Lascia che sia io a farti una domanda, ribatt Stephanie, chinandosi versi di lui e abbassando la voce. Dopo che Butler sar stato curato e noi saremo tornati a casa e la CURE sar in salvo, e tutto andr a meraviglia, potremo avvertire in qualche modo, anonimamente, le autorit delle Bahamas di ci che fanno alla Wingate? Questo sarebbe problematico. Per farti uscire immediatamente dalla cella privata di Kurt Hermann, cosa che ritenevo di primaria importanza, ho firmato un accordo di riservatezza che preclude di fare proprio ci che tu suggerisci. Le persone con cui abbiamo a che fare possono essere folli, ma non sono stupide. Nell'accordo anche scritto quello che stiamo facendo noi nella Wingate, il che significa che, se riveliamo il loro segreto, loro riveleranno il nostro, e questo potrebbe mandare all'aria tutto quello che

stiamo cercando di ottenere curando Butler. Stephanie fece girare distrattamente il bicchiere del vino, che non aveva nemmeno toccato. Che ne dici di questa idea? chiese all'improvviso. Magari, una volta che Butler sar curato, non sar pi cos categorico sulla segretezza. Suppongo che sia una possibilit. Allora possiamo dire che per lo meno lasciamo la questione aperta alla discussione, strada facendo? Suppongo, ripet Daniel. Voglio dire, chi lo sa? Possono accadere cose che non abbiamo previsto. Questa sembra una descrizione corretta di tutta la faccenda, finora. Molto divertente! Be', niente accaduto esattamente come avevamo progettato. Non del tutto vero. Grazie a te, il lavoro sulle cellule proseguito esattamente come avevamo previsto. Quando Butler arriver qui, avremo disponibili dieci linee di cellule, ognuna delle quali potrebbe curarlo. Ci che ho bisogno di sapere se tu sei con me, in modo che possiamo completare la nostra opera e andarcene da Nassau. Ho un'altra richiesta. Oh? Voglio che tu metta in chiaro con Spencer Wingate che non sei contento quando mi fa delle avance inappropriate. E, gi che siamo in argomento, come mai hai un atteggiamento cos passivo al riguardo? umiliante. Non ne hai mai nemmeno parlato con me. Sto solo cercando di non creare problemi. Questo creare problemi! Non capisco! Se Sheila Donaldson facesse le stesse avance verso di te, io di certo ti sosterrei in qualsiasi modo tu volessi. Spencer Wingate un fanfarone egocentrico che crede di essere un dono per il gentil sesso. Pensavo che tu fossi in grado di gestirlo senza che la situazione diventasse angosciante. gi diventata angosciante. Si fatto sempre pi insistente, al punto da essere offensivo, da toccarmi addirittura, anche se dopo l'allarme di oggi forse si calmer. Comunque, voglio del sostegno da parte tua. D'accordo? Va bene, d'accordo! tutto? Possiamo continuare e portare a termine tutta la faccenda Butler? Stephanie annu. Suppongo, rispose, senza grande entusiasmo. Daniel si pass diverse volte le dita fra i capelli, gonfi le guance e la-

sci uscire il fiato, come una palla che si sgonfi. Sorrise debolmente. Mi spiace ancora per quello che ho detto prima. Ero fuori di me da quando avevo saputo che ti avevano rinchiusa in quella cella. Pensavo che ci avrebbero cacciati via dalla Wingate a causa del tuo curiosare in giro, proprio quando eravamo in vista del successo. Stephanie si chiese se Daniel si rendesse conto di quanto era egocentrico. Spero di non sentirti dire che non avrei dovuto entrare nella sala organi. No, affatto! Capisco che hai fatto quello che sentivi di dover fare. Solo, sono contento che in definitiva il nostro progetto non ne abbia sofferto. Ma questo episodio mi ha fatto accorgere di un'altra cosa. Eravamo cos indaffarati e preoccupati che non ci siamo mai presi un momento per noi, tranne che per mangiare. Daniel pieg la testa all'indietro e guard, attraverso le fronde delle palme, il cielo stellato. Voglio dire, siamo qui alle Bahamas nel bel mezzo dell'inverno e non ne abbiamo approfittato in nessun modo. Stai suggerendo qualcosa di particolare? chiese Stephanie. Di tanto in tanto, Daniel la sorprendeva. S, rispose lui. Si tolse il tovagliolo dal grembo e lo gett sul tavolo. Non sembra che abbiamo particolarmente fame, e siamo tutti e due stressati. Perch non facciamo una passeggiata sotto la luna per il giardino dell'albergo, arrivando a quel chiostro medievale che abbiamo visto da lontano, la prima mattina che eravamo qui? Ci aveva incuriosito. E cascherebbe a fagiolo: nel Medio Evo i chiostri erano dei ripari dal caos del mondo esterno. Anche Stephanie depose il tovagliolo. Nonostante l'irritazione che provava per Daniel e le ulteriori questioni rispetto al futuro del loro rapporto, non pot fare a meno di sorridere alla scaltrezza e all'acuto intelletto che dimostrava, qualit che avevano avuto un ruolo importante nella sua iniziale attrazione per lui. Si alz. Potrebbe essere il suggerimento migliore che hai dato da sei mesi a questa parte. Le cose si mettono bene! esclam Gaetano tra s vedendo la testa della ragazza e poi quella del professore comparire al di sopra dell'oleandro che impediva la vista del loro tavolo. Poco prima c'era stato un falso allarme, ma ora sembrava che avessero veramente intenzione di andarsene e lui si appiatt nella propria sedia, nel caso l'uomo alzasse lo sguardo verso la balconata. Si aspettava che la coppia si spostasse nella sua direzione e passasse davanti al banco della hostess, immediatamente sotto i musicisti, per

andare in camera. Invece si incammin nella direzione opposta, senza guardare indietro. Merda! borbott. Ogni volta che pensava di avere le cose sotto controllo, succedeva qualcosa di inaspettato. Guard il musicista che guidava il complesso, con il quale aveva scambiato qualche sguardo mentre aspettava. L'uomo sembrava apprezzare la sua attenzione e lui pens bene di sorridergli e rivolgergli un saluto con la mano mentre si alzava. Dapprima si avvi a passo normale, per non dare l'impressione di avere fretta, ma quando si fu allontanato abbastanza dai musicisti acceler, e intanto infil una mano in tasca per tener ferma la pistola, in modo che non gli sbattesse contro la gamba. Le sue prede non erano gi pi nel cortile, infatti erano sparite nelle terme che occupavano il piano terreno, sul lato orientale dell'edificio. Arrivato all'estremit opposta della balconata, Gaetano imbocc le scale e le scese in fretta, sempre stringendo la pistola attraverso il tessuto dei pantaloni. Quando arriv alla porta delle terme si ferm, si ricompose, si assicur che nessuno lo stesse osservando e l'apr lentamente. Non sapeva che cosa aspettarsi. Se i due erano l dentro, a iscriversi per un trattamento, si sarebbe tirato indietro e avrebbe pensato a cosa fare. Ma le terme erano chiuse per la notte, come si capiva da un cartello sul tavolo della reception, illuminata da una candela votiva. All'improvviso si ricord di essere passato di l quando aveva cercato la piscina, durante la sua prima visita. Immaginando che fosse proprio la piscina la meta della coppia, attravers di corsa la stanza vuota e usc dalla parte opposta. Adesso si trovava nella parte del complesso alberghiero costituita da villini individuali. Pozze di luce soffusa delineavano l'ingresso di ognuna, ma per il resto era tutto buio, sotto il fitto fogliame delle palme. Si mise a camminare in fretta, ricordando la strada. Era compiaciuto. Immaginando che anche la piscina e il piccolo bar-tavola calda fossero chiusi e deserti, avrebbe avuto la scelta del luogo adatto per svolgere il suo compito. Mentre seguiva una curva decisa a destra lungo il viottolo, vide per un attimo il professore e la sorella di Tony prima che scomparissero gi per una breve rampa di scale, oltre una balaustra barocca in pietra. Affrett di nuovo il passo. Raggiunta la balaustra, guard verso la piscina. Come si era aspettato, era chiusa per la notte e tutti gli edifici attorno erano al buio. La piscina, invece, era illuminata da luci subacquee e sembrava un enorme smeraldo appiattito. Non ci posso credere, mormor Gaetano fra s. perfetto! La sua

eccitazione era palpabile. I due erano girati attorno al bordo della piscina e ora si dirigevano verso l'ampio giardino dalla forma simmetrica che si stendeva buio e deserto oltre di essa. Nell'oscurit, non riusciva a scorgere tanti dettagli, a parte farsi l'idea che ci dovevano essere statue e siepi. Ma ci che vedeva benissimo era il chiostro medievale illuminato. Si ergeva luccicante in lontananza, sotto il chiarore lunare, come una corona che sormontava la serie di giardini a terrazze immersi nell'oscurit. Fece scivolare la mano nella tasca sinistra dei pantaloni e la strinse attorno alla pistola automatica. Rabbrivid per la sensazione data dall'acciaio freddo e, con gli occhi della mente, gi vedeva il puntolino rosso del laser sulla fronte del professore, poco prima di premere il grilletto. 21 Luned 11 marzo 2002 - ore 21.37 Questa statua l'ho gi vista da qualche parte. Sai se famosa? chiese Daniel a Stephanie. Si trovavano del giardino dell'Ocean Club, che si ispirava esplicitamente a quello di Versailles, a fissare un nudo di donna scolpito nel marmo in posizione semisdraiata. Riluceva nella penombra e l'umidit dell'aria le creava attorno un alone di foschia. La distesa erbosa simmetrica era illuminata da una luce azzurro-argentata che contrastava con le profonde ombre violacee. Penso che sia una copia del Canova, rispose Stephanie. Quindi s, ragionevolmente famosa. Se quella che penso, l'originale si trova nel Museo Borghese, a Roma. Daniel le scocc un'occhiata reverente, che lei non colse. Stava toccando delicatamente la coscia della donna. sorprendente quanto il marmo assomigli alla pelle, sotto il chiaro di luna. Ma come cavolo facevi a sapere che una copia di questo Canova, chiunque egli sia? Antonio Canova era uno scultore italiano neoclassico del diciottesimo secolo. Sono impressionato! Daniel continuava a guardarla con ammirata incredulit. Come mai sai a menadito cose tanto arcane? Oppure mi stai imbrogliando, e hai letto di questo giardino nel pieghevole che abbiamo in camera?

Io no, ma ho visto che tu lo leggevi, quindi forse potresti fare da guida. Per carit! L'unica cosa che ho letto attentamente stata la parte sul chiostro. Davvero, come fai a sapere del Canova? Al college ho scelto storia come materia complementare, ed era compreso un corso sommario di storia dell'arte, che mi rimasto in mente pi delle altre materie. A volte mi sorprendi! Seguendo l'esempio di Stephanie, Daniel tocc il cuscino di marmo su cui la donna stava appoggiata. inspiegabile come questi tizi fossero capaci di far sembrare il marmo cos soffice. Guarda come il corpo preme sul tessuto. Daniel! esclam all'improvviso Stephanie. Lui si raddrizz e cerc di capire che espressione aveva, nonostante l'oscurit. La vide fissare la zona in cui si trovava la piscina. Segu il suo sguardo ma non vide nulla di strano nel paesaggio su cui il chiarore lunare creava dense ombre. Che cosa c'? Hai visto qualcosa? S. Ho colto un movimento con la coda dell'occhio. Credo che ci sia qualcuno laggi, dietro quella balaustra. E allora? Ci sar sicuramente qualcuno che passeggia all'aperto: un posto cos bello! Non possiamo aspettarci di avere questo immenso giardino tutto per noi. Vero, per mi sembrato che quella persona si sia chinata appena ho girato la testa. Era come se non volesse farsi vedere. Che cosa stai cercando di dire? Che qualcuno ci sta spiando? Be', s, una cosa del genere. Oh, dai! Non lo dicevo sul serio! Be', io invece sono seria. Penso davvero di aver visto qualcuno. Stephanie si sollev sulla punta dei piedi, sforzandosi di vedere nell'oscurit. E c' qualcun altro! aggiunse tutta agitata. Dove? Io non vedo nessuno. Vicino alla piscina. Qualcuno si appena nascosto, spostandosi dalla zona illuminata alle ombre dello snack-bar. Daniel prese Stephanie per le spalle e la fece girare verso di lui, anche se lei inizialmente oppose resistenza. Ehi! Dai! Siamo qua per rilassarci. Abbiamo avuto tutti e due una giornataccia, soprattutto tu. Forse dovremmo tornare indietro e fare una passeggiata sulla spiaggia, dove c' sempre gente. Questo giardino mi sembra troppo grande, troppo buio e troppo isolato, per i miei gusti attuali.

Saliamo fino al chiostro, replic Daniel in tono autoritario. Ci ha incuriosito tutti e due e, come dicevo prima, sarebbe una visita adatta al momento che stiamo vivendo. Abbiamo bisogno di alleviare la nostra agitazione. E la notte il momento migliore per visitare le rovine. Quindi rimettiti in sesto e andiamo! E se avessi visto davvero qualcuno nascondersi dietro quella balaustra? insist Stephanie, e allung di nuovo il collo per vedere al di sopra delle buganvillee. Vuoi che torni l a controllare? Se vuoi, sar contento di farlo, cos ti metti tranquilla. comprensibile che tu sia paranoica, ma comunque paranoica lo sei. Siamo nella propriet dell'albergo, Cristo! Hanno guardie di sicurezza sparse dappertutto, ti ricordi? Suppongo, ammise riluttante Stephanie. Le pass per la mente una fugace immagine di Kurt Hermann che le rivolgeva le sue occhiate lascive. Aveva un sacco di motivi per essere nervosa. Che cosa ne dici? Vuoi che torni l a controllare? No, voglio che tu stia qua. Bene, allora andiamo! Saliamo al chiostro. Daniel la prese per mano e la guid verso il viale centrale che attraversava una serie di terrazze e, tramite una rampa di gradini molto distanziati, portava sulla cresta della collina dove sorgeva il chiostro. Dei fari posti a livello del terreno lo illuminavano dal basso, mettendo in risalto gli archi gotici. A mano a mano che salivano le terrazze, girando attorno alla fontana o alla statua che ne occupava il centro, notarono altre sculture poste sui lati, al riparo di pergole ombrose. Alcune erano di marmo, altre di pietra o di bronzo. Anche se erano tentati di vederle pi da vicino, evitarono ulteriori deviazioni. Non avevo idea che qui ci fosse tanta arte, comment Stephanie. Prima di diventare un albergo era una propriet privata, le spieg Daniel. Per lo meno, stando all'opuscolo. Che cosa diceva del chiostro? Tutto ci che mi ricordo che stato costruito nel dodicesimo secolo in Francia. Stephanie fischi per la meraviglia. Sono pochi i chiostri che hanno lasciato la Francia. Sapevo solo di un altro, ma non cos antico. Salirono l'ultima rampa di scalini e quando raggiunsero la sommit trovarono una strada asfaltata che tagliava il loro sentiero e isolava il chiostro dal giardino. Guardando dal basso era impossibile vederla a meno che ci

passasse qualche veicolo, e non ne erano passati. Questa una sorpresa! Daniel guard nelle due direzioni della strada: andava da est a ovest lungo la spina dorsale di Paradise Island. Il prezzo del progresso, comment Stephanie. Scommetto che arriva al campo da golf. Attraversarono la strada, la cui superficie nera irradiava ancora il calore trattenuto durante il giorno, e salirono qualche altro scalino fino a raggiungere la sommit della collina, incoronata dal chiostro. L'antica struttura consisteva semplicemente in un quadrato senza tetto, formato da una doppia fila di archi gotici sostenuti da colonne. La fila interna era decorata da un archetto all'interno di ogni arco. Si avvicinarono, ma dovevano stare attenti a dove mettevano i piedi, perch l attorno il terreno era irregolare e cosparso di pietre e di conchiglie schiacciate. Ho la sensazione che sar una di quelle cose che sono pi belle da lontano che da vicino, predisse Stephanie. Questo uno dei motivi per cui meglio vedere le rovine di notte anzich di giorno. Raggiunsero la struttura e si infilarono nello spazio tra le due file di colonne. Essendo abituati al buio, strizzarono gli occhi contro il chiarore dell'illuminazione. Questa parte aveva il tetto, in origine, not Stephanie. Daniel guard in su e annu. Evitando i detriti per terra, si avvicinarono alla balaustra interna. Si appoggiarono all'antico corrimano in calcare e guardarono nel cortile centrale. Aveva i lati lunghi circa una quindicina di metri ed era cosparso di monticelli formati da pietre e conchiglie rotte sui quali si disegnavano le ombre intricate proiettate dai fari attraverso gli archi e le colonne. triste, osserv Stephanie e scosse la testa. Quando questa struttura era un chiostro funzionante, il cortile doveva avere un pozzo o magari una fontana, e ci sar stato un giardino. Daniel lo abbracci con lo sguardo. Ci che trovo triste che, dopo essere durato quasi mille anni in Francia, adesso qui non durer tanto a lungo, esposto com' al sole tropicale e all'aria salmastra. Si guardarono. un po' deludente. Andiamo a fare quella passeggiata sulla spiaggia che proponevi. Buona idea. Ma prima tributiamo a questa struttura il beneficio del dubbio e un po' di rispetto. Facciamo almeno un giro dell'ambulacro.

Mano nella mano, si aiutarono l'un l'altro a evitare gli ostacoli sparsi per terra. Con il bagliore dei fari puntati dall'esterno, era difficile vedere i dettagli. Sul lato opposto all'albergo si fermarono ad ammirare la vista del porto di Nassau, ma anche questo era reso difficile dalla luce intensa che colpiva gli occhi, e ben presto presero la strada del ritorno. Gaetano era estasiato. Se anche fosse stato lui a programmare la passeggiata dei due piccioncini, non avrebbe potuto fare di meglio. Adesso stavano in un quadrato di luce che gli permetteva di avvicinarsi tantissimo senza essere visto. Avrebbe potuto farlo anche prima, nel buio del giardino, ma aveva immaginato dov'erano diretti e sapeva che sarebbe stato perfetto. Aveva deciso che sarebbe stato meglio se la sorella di Tony avesse saputo senza ombra di dubbio chi aveva deciso l'eliminazione, in modo da non credere che si trattasse di un atto casuale di violenza. Gaetano lo riteneva importante, dato che sarebbe toccato a lei portare avanti la societ. Secondo lui era fondamentale che sapesse esattamente come la pensavano i fratelli Castigliano a proposito del loro prestito e su come doveva essere gestita l'azienda. In quel momento, i due stavano facendo un lento giro del chiostro. Lui si era messo appena all'esterno della pozza di luce sul lato occidentale. Era sua intenzione aspettare che fossero a non pi di sei metri di distanza, prima di entrare in quella specie di corridoio tra le colonne e affrontarli. Mentre li guardava svoltare l'ultimo angolo, sent le pulsazioni accelerare. Sempre pi eccitato, estrasse la pistola e si assicur che ci fosse una pallottola nella camera. Tenendola in alto, di fianco alla testa, si prepar per ci che adorava: l'azione! Non credo che dovremmo toccare un'altra volta questo argomento, disse Stephanie. Non adesso e magari mai pi. Mi sono scusato per quello che ho detto al ristorante. Ci che intendevo adesso che preferirei essere palpato che picchiato. Non sto dicendo che essere palpati non spiacevole, solo pi facile da sopportare che essere picchiati e feriti fisicamente. Che cos', una gara? chiese Stephanie in tono derisorio. Non rispondere! Non voglio parlarne pi! Daniel stava per controbattere, quando rimase a bocca aperta, si ferm di botto e le strinse la mano spasmodicamente. Lei stava guardando a terra,

per non inciampare in un grosso pezzo di pietra, quando quella reazione le fece sollevare lo sguardo. A quel punto, anche lei rimase a bocca aperta. Una figura imponente era balzata nell'ambulacro, reggendo un'enorme pistola che teneva puntata contro di loro a braccio teso. Daniel si accorse anche di un punto rosso appena sotto la canna. N lui n Stephanie riuscirono a muoversi, mentre l'uomo si avvicinava lentamente. Un'espressione ghignante era diffusa sul viso largo e dai lineamenti piatti, che Daniel riconobbe con un brivido. L'uomo si avvicin fino ad arrivare a tre metri da loro. A quel punto, fu evidente che l'arma era puntata direttamente alla fronte di Daniel. Mi hai fatto tornare indietro, somaro! grugn il sicario. Una decisione sbagliata! I fratelli Castigliano sono rimasti molto delusi vedendo che non sei tornato a Boston a preoccuparti del loro prestito. Pensavo che avessi capito il mio messaggio, ma a quanto pare non cos, e mi hai messo in cattiva luce. Quindi addio! Il suono dello sparo echeggi rumoroso nell'umida immobilit della notte. Il braccio che reggeva la pistola ricadde lungo il fianco, mentre Daniel barcollava all'indietro, trascinando Stephanie con s. Lei url nel vedere il corpo cadere pesantemente, a faccia avanti, con le braccia aperte. Ci fu qualche spasmo muscolare poi tutto rimase immobile. Da una larga ferita dietro la testa, da dove era uscita la pallottola, colava del sangue misto a materia cerebrale. 22 Luned 11 marzo 2002 - ore 21.48 Daniel e Stephanie rimasero qualche attimo senza muoversi, lo sguardo fisso sul cadavere disteso scompostamente ai loro piedi. Poi girarono la testa e si guardarono. In preda allo sgomento, non osavano nemmeno respirare e ognuno sperava invano che l'altro fosse in grado di spiegare la scena a cui avevano appena assistito. Entrambi avevano la bocca aperta e il volto che rifletteva un misto di paura, orrore e confusione, ma fu la paura ad avere rapidamente il sopravvento. Senza dire una parola e non sapendo bene chi guidava chi, fuggirono scavalcando il basso muretto alla loro sinistra e corsero a capofitto nella direzione da cui erano arrivati, verso l'albergo. Dapprima la loro fuga fu relativamente disciplinata, grazie ai fasci di luce dei fari che illuminavano il chiosco dal basso. Ben presto per, adden-

trandosi nella zona buia, trovarono qualche difficolt. Con gli occhi che ormai si erano abituati alla luce, erano come due ciechi che correvano su un terreno diseguale, pieno di ostacoli. Daniel fu il primo a inciampare in un basso arbusto e a cadere. Stephanie lo aiut, ma poi cadde anche lei. Tutti e due si fecero qualche abrasione, ma nemmeno se ne accorsero. Facendo ricorso a tutta la forza di volont di cui disponevano, si costrinsero a camminare quasi lentamente, per evitare ulteriori cadute, anche se la mente terrorizzata gridava loro di correre. Entro pochi minuti raggiunsero i gradini che portavano alla strada. A quel punto si stavano riabituando all'oscurit e cominciavano a distinguere alcuni dettagli al chiarore della luna, cos da poter affrettare il passo. Da che parte? chiese Stephanie con un sussurro ansante, quando raggiunsero l'asfalto della strada. Rifacciamo il percorso che conosciamo, sugger Daniel, anche lui a bassa voce. Mano nella mano, attraversarono di corsa la strada e scesero la prima rampa di scalini alla velocit permessa dalle scarpe che portavano, comode ma non adatte per correre su terreni accidentati. L'irregolarit dei bordi di pietra aumentava la difficolt, anche se negli spazi erbosi andavano a tutta birra. Pi si allontanavano dal chiostro pi era buio, ma gli occhi si erano adattati progressivamente e la luce lunare era pi che sufficiente per aiutarli a evitare di sbattere contro qualche statua. Dopo la terza rampa la stanchezza fece diminuire la velocit. Era Daniel ad avere di pi il fiatone. Quando finalmente arrivarono alla zona illuminata attorno alla piscina e si sentirono relativamente al sicuro, dovette fermarsi. Si pieg in avanti, con le mani sulle ginocchia, e ansim. Per qualche attimo non riusc nemmeno a parlare. Con il petto che si alzava e si abbassava a un ritmo frenetico, Stephanie si volt riluttante a guardare la distesa buia dalla quale erano arrivati. Dopo lo choc di ci che era accaduto, nella sua immaginazione scorgeva ogni sorta di demoni che li inseguivano, ma la vista del giardino illuminato dalla luna era idilliaca e pacifica come lo era stata poco prima. Un po' sollevata, riport l'attenzione su Daniel. Stai bene? riusc a chiedergli, tra un respiro affannoso e l'altro. Lui annu, ancora incapace di parlare. Entriamo in albergo. Daniel annu ancora, si raddrizz e, dopo aver dato anche lui una breve occhiata indietro, prese la mano tesa di Stephanie.

A questo punto proseguirono camminando, anche se a passo sostenuto. Girarono attorno alla piscina e salirono le scale di pietra calcarea che conducevano alla balaustra barocca. Era lo stesso uomo che ti aveva aggredito nel negozio di abbigliamento? chiese Stephanie, ancora con il fiatone. S! rispose Daniel, ritrovando la voce. Oltrepassarono la zona delle villette individuali ed entrarono nella deserta reception delle terme, ancora illuminata da quell'unica candela, che funzionava anche come passaggio per rientrare in albergo provenendo dalla piscina. Dopo la scioccante uccisione a cui avevano assistito tra le rovine del chiostro e il terrore che avevano provato, l'atmosfera serena, orientale, delle terme sembrava appartenere a un altro mondo, in un modo quasi schizofrenico. Ora che arrivarono al ristorante nel cortile, con gli avventori ben vestiti, la musica dal vivo e i camerieri in smoking, si sentirono ancora pi frastornati. Senza parlare con nessuno, entrarono direttamente nel complesso principale dell'albergo. Sotto gli alti archi della reception, dove i ventilatori giravano pigri, Stephanie trattenne Daniel, facendolo fermare. Alla loro destra c'era il soggiorno, con gli ospiti che chiacchieravano tranquilli, inframmezzando di tanto in tanto le conversazioni con qualche risata. Alla sinistra si apriva l'ingresso principale dell'albergo, raggiungibile dal vialetto dove si arrivava in macchina, e vi stazionavano portieri in livrea. Davanti a loro si allungavano i vari banchi della reception, di cui solo uno era occupato. A chi dovremmo parlare? chiese Stephanie. Non lo so. Lasciami pensare! Che ne dici del direttore? Prima che Daniel potesse rispondere, si avvicin uno dei portieri. Scusi, disse a Stephanie. Sta bene? Penso di s, rispose lei. Lo sa che le sanguina la gamba sinistra? L'uomo punt l'indice verso il basso. Stephanie abbass lo sguardo e per la prima volta si accorse di quanto fosse malridotta. Cadendo si era sporcata il vestito e ne aveva strappato l'orlo. I collant stavano ancora peggio, in particolare sotto il ginocchio sinistro, dov'erano lacerati. Le smagliature arrivavano fino alla caviglia, assieme a un rivolo di sangue che scendeva dal ginocchio. Si rese conto che anche il palmo destro aveva un'abrasione, e vi erano rimasti appiccicati minuscoli frammenti di conchiglia.

A Daniel non era andata tanto meglio. Sotto il ginocchio destro i pantaloni erano strappati e macchiati di sangue e la giacca era cosparsa di frammenti di conchiglia e aveva quasi perduto la tasca destra. Non niente, assicur Stephanie al portiere. Non mi ero nemmeno accorta di essermi fatta male. Abbiamo inciampato vicino alla piscina. Abbiamo un carrello da golf qua fuori, propose lui. Posso darvi un passaggio fino alla vostra stanza? Penso che non occorra, rispose Daniel, ma grazie per la sua premura. Prese Stephanie per un braccio e la spinse avanti, verso la porta che si apriva in direzione del loro edificio. Lei si lasci condurre, ma poco prima di arrivare alla porta liber il braccio. Aspetta un momento! Non parliamo con nessuno? Abbassa la voce! Suvvia! Andiamo nella nostra stanza e ripuliamoci. L potremo parlare con calma. Confusa per il comportamento di Daniel, Stephanie si lasci guidare fuori, sul vialetto, ma dopo pochi passi si ferm, liber nuovamente il braccio e scosse la testa. Non capisco. Abbiamo visto un uomo ricevere un colpo d'arma da fuoco, ed gravemente ferito. Bisognerebbe chiamare un'ambulanza e la polizia. Tieni la voce bassa! la esort lui. Si guard attorno: grazie al cielo, non c'era nessuno che avrebbe potuto udirli. Quel delinquente morto. Hai visto il buco nella testa, no? Non si guarisce da quel tipo di ferite. Un motivo di pi per chiamare la polizia. Abbiamo assistito a un omicidio, Cristo! Proprio sotto i nostri occhi. Vero, ma di certo non abbiamo visto chi stato, n ne abbiamo la minima idea. C' stato uno sparo, e il tizio caduto. Non abbiamo visto niente, tranne la vittima che cadeva: nessuna persona e nessun veicolo! Siamo testimoni solo del fatto che hanno sparato a quell'uomo, cosa che certamente sar chiara alla polizia anche senza il nostro aiuto. Ma comunque siamo testimoni di un omicidio. Per non potremmo aggiungere niente, a parte averlo visto cadere. Pensaci! Ehi, un momento! Stephanie cercava di organizzare i suoi pensieri caotici. Quello che dici pu essere vero, ma, da quanto ne so, un reato non riferire di aver assistito a un crimine, e quello stato un crimine. Non lo so se stare zitti un reato qui alle Bahamas. Ma, anche se lo fosse, dovremmo correre il rischio di commetterlo perch in questo momento non voglio essere coinvolto con la polizia. Per di pi, non ho certo

simpatia per la vittima, e sospetto che questo valga anche per te. Non solo era quello che mi ha picchiato, ma stava minacciando di uccidermi, Cristo santo, e magari anche te. Temo che, se andiamo alla polizia e ci facciamo coinvolgere in un'indagine per omicidio, che comunque non potremmo aiutare in alcun modo, rischiamo di mettere a repentaglio il progetto Butler, e siamo cos vicini alla conclusione. La cosa essenziale che rischieremmo tutto per niente. Semplice. Stephanie annu varie volte e si pass nervosamente la mano fra i capelli. Suppongo di capire il tuo punto di vista, disse riluttante. Ma lascia che ti chieda questo: quando ti hanno picchiato hai pensato che fosse coinvolto mio fratello. Pensi che lo sia anche questa volta? In quel caso lo era sicuramente. Ma stavolta ho i miei dubbi, infatti quel criminale non ti ha lasciata fuori, a differenza di allora. Ma chi lo sa di sicuro? Stephanie fiss lo sguardo nel vuoto. Pensieri ed emozioni erano tremendamente aggrovigliati. Ancora una volta, un forte senso di colpa la faceva sentire in conflitto rispetto al da farsi. In definitiva, si sentiva responsabile per aver tirato dentro suo fratello, che aveva coinvolto i Castigliano, i quali avevano sicuramente provato di essere dei mafiosi. Dai! la spron nuovamente Daniel. Andiamo in camera e ripuliamoci. Possiamo parlarne di pi, se vuoi, ma ti avverto che io ho gi deciso. Stephanie si lasci guidare lungo il vialetto che portava alla loro suite. Si sentiva inebetita. Anche se non era di certo una santa, non aveva mai infranto consapevolmente la legge. Era una strana sensazione pensare di essere una specie di canaglia perch non denunciava un crimine. Egualmente strano era il pensiero che suo fratello fosse coinvolto con gente capace di uccidere, anche perch metteva in una luce tutta nuova il fatto che fosse indiziato per estorsione. Oltre a questi motivi di agitazione, c'erano i residui effetti psicologici di aver assistito a un atto di violenza. Tremava e aveva lo stomaco in subbuglio. Non aveva mai visto un morto, tanto meno uno ucciso davanti a suoi occhi, in modo cos spettacolare. Scacci un'ondata di nausea provocata dall'immagine orrenda che ormai era scolpita per sempre nella sua memoria. Desiderava essere ovunque, tranne dove si trovava. Dal momento in cui Daniel aveva proposto di curare segretamente Butler, aveva pensato che fosse una cattiva idea, per mai, nemmeno nell'immaginazione pi sfrenata, avrebbe pensato che potesse rivelarsi cattiva fino a quel punto. Eppure si sentiva invischiata, come se quella storia fosse una palude di sabbie mobili dove affondava sempre di

pi, incapace di tirarsene fuori. Daniel si sentiva sempre pi fiducioso riguardo alla decisione presa. Dapprima non ne era stato tanto sicuro, ma poi si era ricordato della profezia di disastro fattagli dal professor Heinrich Wortheim. Aveva giurato a se stesso che non avrebbe fallito e, per evitare il fallimento, Butler doveva essere curato, quindi un eventuale coinvolgimento con la polizia era da escludere. Dato che lui e Stephanie sarebbero stati gli unici collegamenti con l'omicidio, se non addirittura i sospettati, anche un'indagine superficiale avrebbe portato a verificare ci che stavano facendo a Nassau. A quel punto, bisognava avvertire Butler della situazione, dato che dopo il suo arrivo l'indagine avrebbe appurato il suo coinvolgimento e questo avrebbe scatenato una tempesta di fuoco mediatica. Con la minaccia di uno scenario simile, Daniel dubitava che Butler sarebbe venuto sull'isola. Quando arrivarono alla suite, trovarono l'immagine della tranquillit. Le tende erano tirate, la musica classica usciva sommessa dalla radio e i letti erano stati preparati per la notte, con qualche caramella sui cuscini. Daniel richiuse la porta e la sprang usando tutte e tre le serrature. Stephanie sollev il vestito per guardarsi il ginocchio. Per fortuna la ferita non era grande quanto faceva pensare la quantit di sangue, che ora le scorreva fin dentro la scarpa. Daniel cal i pantaloni per controllare la propria ferita. Era simile a quella di Stephanie: un'abrasione larga quanto una palla da golf. In entrambe si erano incastrati frammenti di conchiglia che andavano tolti, per evitare un'infezione. Mi sento tremendamente agitato, confess Daniel. Lasci a terra i pantaloni e li scavalc, poi tese una mano davanti a s: tremava. Dev'essere la scarica di adrenalina. Apriamo una bottiglia di vino mentre riempiamo la vasca. Nell'acqua le abrasioni si ammorbidiranno e la combinazione del vino e di un bel bagno ci calmer tutti e due. D'accordo! approv Stephanie. Un bagno poteva aiutarla a pensare con maggiore chiarezza. Io penso alla vasca, tu prendi il vino! Apr completamente il rubinetto dell'acqua calda, dopo aver versato dei sali. La stanza si riemp rapidamente di vapore. Entro pochi minuti, il profumo dei sali e il suono gradevole dell'acqua ebbero su di lei un effetto calmante. Quando usc dalla sala da bagno con addosso un accappatoio per avvertire Daniel che la vasca era pronta, si sentiva gi meglio. Lo trov seduto sul divano, con le pagine gialle aperte sulle ginocchia. Sul tavolinetto c'erano due bicchieri di vino rosso. Lei ne prese uno e sorb un sorso. Mi venuta un'altra idea, annunci Daniel. evidente che questi

Castigliano non sono rimasti impressionati come speravo dalle conversazioni rassicuranti che hai avuto con tua madre. Non possiamo essere sicuri che mio fratello abbia detto ai Castigliano ci che noi volevamo. Comunque sia, tagli corto Daniel, con un gesto della mano. Il punto che hanno mandato qui il loro sicario per far fuori me e forse anche te. gente truce, a dir poco. Non sappiamo quanto ci metteranno a scoprire che lo scagnozzo non torner a casa. E non possiamo immaginare che reazione avranno quando lo scopriranno. Per quanto ne sappiamo, penseranno che lo abbiamo ammazzato noi. Che cosa proponi? Useremo il denaro di Butler per ingaggiare un servizio di guardie del corpo ventiquattr'ore su ventiquattro. Per quanto mi riguarda, una spesa legittima, ed solo per una settimana e mezzo, due al massimo. Stephanie sospir rassegnata. Sono nella guida del telefono? S, ce ne sono diverse. Che ne dici? Non so che cosa pensare. Io credo che ci serva una protezione professionale. Va bene, se lo dici tu. Ma potrebbe essere ancora pi importante che cominciamo a essere pi prudenti di quanto lo siamo stati finora. Basta con le passeggiate al buio. Voglio dire, che cosa avevamo in mente? S, con il senno di poi stata una cosa stupida, considerando il pestaggio e l'avvertimento che avevo ricevuto. Che ne dici del bagno? Vuoi entrare per primo? pronto. No, va' prima tu. Far qualche telefonata a queste agenzie. Prima avremo qualcuno, meglio mi sentir. Dieci minuti dopo, Daniel entr nella stanza da bagno e si sedette sul bordo della vasca. Stava ancora sorseggiando il vino. Stephanie era immersa fino al collo nell'acqua ricoperta di schiuma e il suo bicchiere era vuoto. Ti senti meglio? le chiese lui. Molto meglio. Com' andata con le telefonate? Bene. Tra mezz'ora arriver qualcuno per un colloquio. una ditta che si chiama First Security. Me l'ha raccomandata l'albergo. Ho cercato di pensare a chi pu aver sparato a quel tizio. Non ne abbiamo parlato, ma ci ha salvato la vita. Stephanie si alz, si avvolse in un asciugamano e usc dalla vasca. Doveva essere qualcuno con una mira eccellente. E come mai si trovava l proprio quando noi ne avevamo biso-

gno? stato come con padre Maloney all'aeroporto di Torino, ma la situazione era dieci volte pi critica. Hai qualche idea? Solo una, ma improbabile. Ascolto. Daniel saggi l'acqua e ne aggiunse di calda. Butler. Forse ha chiesto all'FBI di tenerci d'occhio per proteggerci. Daniel rise, entrando nella vasca. Sarebbe ironico. Hai qualche idea migliore? No. A meno che non abbia a che fare con tuo fratello. Forse ha mandato qui qualcuno per vegliare su di te. Questa volta fu Stephanie a ridere, suo malgrado. Questa ancora pi improbabile della mia idea! Essendo il responsabile della sicurezza per il turno di notte, Bruno Debianco era abituato a ricevere telefonate dal suo superiore, Kurt Hermann. Kurt non aveva una vita propria, oltre a essere il capo della sicurezza alla Wingate e, dato che viveva pure l, seccava sempre Bruno con ogni tipo di richieste e di ordini. Alcuni erano veramente ridicoli, ma quella notte aveva superato se stesso. Poco dopo le dieci lo aveva chiamato al cellulare per dirgli di prendere uno dei furgoni neri della Wingate e arrivare a Paradise Island, precisamente al chiostro di Huntington Hartford. Avrebbe dovuto fermarsi solo se per la strada non passava nessuno; in quel caso doveva spegnere i fari prima di rallentare. Una volta fermo, doveva arrivare a piedi fino al chiostro ma evitare di entrare nella zona illuminata. A quel punto, gli si sarebbe avvicinato Kurt. Bruno aspett che il semaforo diventasse verde prima di accelerare salendo sul ponte che portava a Paradise Island. Non gli avevano mai ordinato di lasciare la clinica per una missione misteriosa e la cosa che la rendeva ancora pi strana era la richiesta di portare un sacco di plastica per cadaveri. Cerc di pensare che cosa poteva essere accaduto, ma non gli venne in mente niente, oltre al guaio combinato da Kurt a Okinawa. Bruno aveva servito con Kurt nelle Forze Speciali dell'esercito e sapeva che lui aveva una reazione di amore-odio verso le puttane. Era stata un'ossessione che all'improvviso era scoppiata in una vendetta personale mentre era di stanza sull'isola giapponese. Bruno non l'aveva mai capita veramente e ora sperava che quel problema non si fosse presentato un'altra volta. Lui e Kurt avevano buoni rapporti con Spencer Wingate e Paul Saunders, e non voleva che si rovinassero. Se Kurt avesse ricominciato con la sua vecchia crociata,

sarebbe stato un problema. La strada principale che correva da est a ovest lungo Paradise Island aveva un traffico moderato che diminu moltissimo superato il centro commerciale. Dopo i primi alberghi diminu ulteriormente e pi avanti, oltre la svolta per l'Ocean Club, la strada era deserta. Seguendo gli ordini, Bruno spense i fari e si avvicin al chiostro. Con il chiarore lunare e la striscia bianca in mezzo alla carreggiata, non ebbe problemi a guidare al buio. Superato l'ultimo gruppo di alberi sulla destra, vide il chiostro illuminato. Ferm il furgone dall'altro lato della strada, in una stretta piazzola, spense il motore e balz a terra. Alla sua sinistra vedeva, alla base della collina, la piscina illuminata dell'Ocean Club. And ad aprire il portellone posteriore, prese il sacco di plastica ripiegato e se lo mise sotto il braccio, poi sal i gradini che portavano al chiostro. Si ferm prima di entrare nella zona illuminata. Il chiostro era deserto. Volse lo sguardo tutt'attorno, cercando di scrutare tra gli alberi immersi nell'oscurit. Stava per chiamare Kurt, quando lo vide sbucare dalle tenebre, alla propria destra. Come lui, era vestito completamente di nero ed era quasi invisibile. Ordinandogli: Muoviti! gli fece cenno di seguirlo. Finch furono alla luce della luna, era facile per Bruno camminare, ma fra gli alberi fu tutta un'altra faccenda. Dopo qualche passo si ferm Non vedo un accidente, si lament. Non ce n' bisogno, replic Kurt. Ci siamo. Hai portato il sacco? S. Apr la cerniera e aiutami a riempirlo! Bruno obbed. A poco a poco gli occhi si abituarono al buio e riusc a distinguere la sagoma del suo capo. Scorse anche il vago contorno del corpo a terra. Tese l'estremit del sacco verso Kurt, che lo prese e lo port verso i piedi del cadavere. Insieme lo tesero e lo sistemarono a terra, aprendolo completamente. Al tre, ordin Kurt. Ma sta' attento alla testa. un po' pasticciata. Bruno mise le mani sotto le ascelle del cadavere e al momento giusto lui ne sollev il torso, Kurt le gambe. Accidenti! grugn, mentre finivano di sistemarlo nel sacco. Chi questo qua, un ex guardalinee dei Chicago Bears? Kurt non rispose e chiuse la cerniera. Non mi dire che dobbiamo portare questo tizio da due tonnellate fino al furgone! esclam Bruno. Era un'idea sconfortante. Non lo lasceremo certo qua. Va' gi e apri il portellone posteriore.

Quando arriveremo sulla strada, non voglio che ci siano ritardi nel caricarlo. Qualche minuto dopo infilarono la parte anteriore del corpo nel furgone. Per far entrare anche il resto, Bruno dovette salire dentro e tirare, mentre Kurt spingeva. Quando ebbero terminato erano entrambi sfiniti. Fin qua tutto bene, comment Kurt, chiudendo il portellone. Andiamocene prima che la fortuna ci volti le spalle e arrivi qualcuno. Bruno sal al posto di guida e accese il motore. Dove andiamo? chiese, quando Kurt gli si sedette accanto dopo aver deposto il proprio zaino nero sul sedile posteriore. Al parcheggio dell'Ocean Club. Il tizio aveva in tasca le chiavi di un'auto a noleggio. Voglio trovarla. Bruno fece un'inversione a U prima di accendere i fari. Moriva dalla voglia di chiedere chi diavolo fosse il morto, ma sapeva che era meglio non farlo. Kurt aveva l'abitudine di dirgli soltanto ci che pensava dovesse sapere e si incazzava ogni volta che lui gli faceva domande. Da quando lo conosceva, era sempre stato uno di poche parole. Uno teso e con i nervi a fior di pelle, come se fosse costantemente arrabbiato per qualcosa. Ci vollero solo pochi minuti per arrivare al parcheggio e altrettanto per trovare l'auto. Era l'unica jeep presente ed era parcheggiata vicino all'uscita, senza niente che la bloccasse. Kurt scese dal furgone per verificare che le chiavi andassero bene, quindi apr la portiera. I documenti dell'auto erano nel cruscotto e sul sedile c'era una borsa con il cartellino del bagaglio a mano. Voglio che tu mi segua all'aeroporto, ordin, avvicinandosi al finestrino di Bruno. Non occorre dirti di guidare con prudenza. Non ti andrebbe che ti fermassero e scoprissero il cadavere. Sarebbe imbarazzante, concord Bruno. Soprattutto dato che non so un accidente. Gli parve di cogliere un'occhiataccia da parte di Kurt, prima che tornasse verso la Cherokee. Scroll le spalle e mise in moto il furgone. Mentre guidava la jeep verso l'uscita del parcheggio, Kurt pens che detestava le sorprese, e quella giornata ne era stata piena. Grazie al suo addestramento nelle Forze Speciali, si vantava di pianificare tutto scrupolosamente, come era necessario per le missioni militari. Di conseguenza, aveva tenuto d'occhio i due dottori per pi di una settimana e aveva creduto di capire il loro modo di pensare e di agire. Poi la donna era penetrata nella sala organi: questo non se lo era aspettato e lo aveva colto impreparato.

Ancor peggio, c'era stato l'episodio di quella notte. Appena uscirono dalla citt, Kurt prese il cellulare e premette il numero memorizzato di Paul Saunders. Anche se il titolare della clinica era Spencer Wingate. lui preferiva avere a che fare con Paul. Era stato lui ad assumerlo, quando erano ancora nel Massachusetts. Inoltre, Paul era sempre in clinica, come lui, diversamente da Spencer che se ne andava in giro in cerca di donnine facili. Come al solito, Paul rispose dopo pochi squilli. Sono al cellulare, avvert Kurt, prima di dire qualsiasi altra cosa. Oh? Non mi dica che c' un altro problema. Temo di s. in relazione ai nostri ospiti? Decisamente. Ha a che fare con ci che accaduto oggi? peggio. La cosa non mi piace. Mi pu dare un'idea? Penso che meglio se ci vediamo. Dove e quando? Fra tre quarti d'ora nel mio ufficio. Diciamo alle ventitr zero zero. Per forza dell'abitudine, Kurt usava la terminologia militare. Dovremmo coinvolgere Spencer? Sta a lei decidere. Allora ci vediamo. Kurt rimise il telefonino nella custodia infilata alla cintura. Guard nello specchietto retrovisore. Bruno lo seguiva a opportuna distanza. Le cose sembravano tornate sotto controllo. L'aeroporto era quasi deserto, tranne per gli addetti alle pulizie. Le agenzie di autonoleggio erano tutte chiuse, ma Kurt parcheggi la Cherokee in uno dei posti riservati alle auto a nolo, la chiuse e port le chiavi e i documenti alle cassette di deposito. Un attimo dopo saliva sul furgone di Bruno, che aveva tenuto il motore acceso. E adesso? chiese Bruno. Mi riporti all'Ocean Club, dove riprender il mio furgone. Poi andremo tutti e due fino al porticciolo di Lyford Cay. Farai una crociera al chiaro di luna con lo yacht della ditta. Ah! Comincio a farmi un'idea. Immagino che ben presto ci sar sul mercato un nuovo tipo di ancora. Giusto? Guida.

Tenendo fede alla sua parola, Kurt apr la porta del proprio ufficio quasi nel secondo in cui scoccavano le undici. Spencer e Paul erano gi l, abituati alla sua puntualit. Kurt poggi lo zaino sulla scrivania. Si ud un tonfo contro la superficie metallica. I due dirigenti della Wingate erano seduti sulle due sedie davanti alla scrivania e avevano seguito Kurt con lo sguardo da quando era entrato nella stanza. Aspettavano che dicesse qualcosa, ma lui si concesse del tempo. Si tolse il giubbotto di seta nera e lo appese sulla spalliera della poltroncina, poi estrasse la pistola dalla fondina e pose anche quella sulla scrivania. Con evidente esasperazione, Spencer sbuff e rote gli occhi. Signor Hermann, sono costretto a ricordarle che lei a lavorare per noi e non viceversa. Che cosa diavolo sta succedendo? E sar meglio che sia una cosa davvero importante, per averci trascinati qui nel pieno della notte. Si d il caso che fossi piacevolmente occupato. Kurt si tolse i guanti aderentissimi e li pose vicino all'automatica. Soltanto allora si sedette. Allung una mano e sollev il monitor del computer, che spinse da parte per vedere bene i suoi visitatori. Stanotte, nello svolgimento del mio servizio, sono stato costretto a uccidere una persona. Spencer e Paul aprirono lentamente la bocca e fissarono costernati il loro capo della sicurezza che li guardava con calma. Per un attimo, nessuno si mosse o parl. Fu Paul il primo a ritrovare la voce. Parl con esitazione, come se temesse di udire la risposta. Potrebbe dirci chi ha ucciso? Kurt apr lo zaino e ne estrasse un portafogli che spinse verso i suoi capi. Si chiama Gaetano Barrese. Paul allung la mano per prendere il portafogli, ma prima che lui lo aprisse, Spencer diede una grande manata sul ripiano di metallo, che rison come fosse un timpano. Paul sobbalz e lasci andare il portafogli. Kurt non si mosse, ma tutti i suoi muscoli si tesero. Poi Spencer balz in piedi e cominci ad andare avanti e indietro con le mani serrate sopra la testa. Non ci posso credere! gemette. Prima che lo sappiamo, si ripeter quello che accaduto in Massachusetts, solo che a bussare alla nostra porta saranno le autorit delle Bahamas invece dei federali USA. Non penso, replic semplicemente Kurt. Ah no? gli chiese Spencer in tono sarcastico, interrompendo il suo andirivieni. Come fa a esserne tanto sicuro?

Non c' il cadavere. Come pu essere? chiese Paul, piegandosi per riprendere il portafogli. In questo momento, Bruno sta gettando il morto e i suoi effetti personali in alto mare. Ho riportato la macchina a nolo dell'uomo all'aeroporto, come se avesse lasciato l'isola. Sparir e basta. Punto! Fine della storia. Questo mi suona incoraggiante, comment Paul. Intanto estrasse dal portafogli la patente, che esamin. Incoraggiante un corno! grid Spencer. Mi avevi promesso che questo... Indic Kurt mentre cercava la parola giusta per descriverlo. ... questo Berretto Verde di mezza tacca non avrebbe ucciso nessuno, ed eccoci qua, abbiamo appena aperto bottega e gi ha fatto secco qualcuno. un potenziale disastro. Non possiamo permetterci di trasferire di nuovo la clinica! Spencer, siediti! L'esclamazione decisa di Paul rison come un ordine. Mi metter a sedere quando avr voglia di farlo! Sono io il capo di questa fottuta clinica! Come vuoi, ma sentiamo i dettagli, prima di perdere le staffe e immaginare situazioni catastrofiche. Paul guard Kurt. Ci deve una spiegazione. Come mai ha dovuto uccidere questo Gaetano Barrese di Somerville, Massachusetts? Rimise sulla scrivania il portafogli e la patente. Vi ho detto che ho messo la cimice al cellulare della dottoressa D'Agostino. Per controllarla dovevo stare nelle vicinanze. Dopo cena hanno fatto una passeggiata nel giardino dell'albergo. Li ho seguiti da lontano e mi sono accorto che li seguiva anche Gaetano Barrese, ma pi da vicino. Quindi mi sono avvicinato anch'io. Ben presto stato chiaro che questo Barrese era un killer professionista e stava per fare secchi i dottori. Ho dovuto prendere una decisione immediata. Ho pensato che volete i dottori vivi. Paul si volt verso Spencer con le sopracciglia sollevate, come a chiedergli che reazione gli provocava quella spiegazione. Spencer prese in mano la patente e fiss la foto per un attimo, prima di rimetterla sulla scrivania. Spost la sedia un po' indietro e si sedette leggermente scostato dagli altri. Come fa a essere cos sicuro che questo Barrese era un killer professionista? domand. La sua voce aveva perso buona parte del furore dimostrato poco prima. Kurt apr di nuovo lo zaino e ne estrasse l'automatica di Gaetano. Spinse anche quella verso i suoi due capi. Questa non una pistola di piccolo calibro, e ha il mirino al laser e il silenziatore.

Paul la prese in mano con precauzione, la guard e la porse a Spencer, che per fece un gesto per dire che non voleva toccarla, allora la rimise sulla scrivania. Con i contatti che ho in patria, potrei saperne di pi su quest'uomo, disse Kurt. Ma fino ad allora per me non c' dubbio che questo qui era un professionista. E con un'arma come questa, che deve aver avuto fin da quando arrivato, alle otto di stasera, collegato. Parli come si deve! ordin Spencer. Sto parlando del crimine organizzato, spieg Kurt. Era senza dubbio collegato al crimine organizzato, probabilmente legato alla droga. E pensa che i nostri ospiti siano nel traffico della droga? Spencer aveva un tono incredulo. No, rispose semplicemente Kurt. Fiss i suoi capi, sfidandoli a mettere insieme le cose come aveva fatto lui mentre aspettava che Bruno arrivasse al chiostro. Aspetti un minuto! esclam Spencer. Come mai un boss della droga manderebbe un killer professionista qui alle Bahamas a far fuori una coppia di ricercatori, se quei ricercatori non sono implicati nella droga? Kurt rimase in silenzio e fiss Paul. All'improvviso, Paul annu diverse volte. Penso di cogliere il pensiero di Kurt. Sta suggerendo che il paziente misterioso non collegato con la chiesa cattolica? Io penso che sia un signore della droga. O per lo meno una specie di boss mafioso. In un modo o nell'altro, i suoi rivali non vogliono che guarisca. Per la miseria! esclam Paul. Ha senso. Di certo spiegherebbe la segretezza. A me sembra improbabile, obiett Spencer. Perch un paio di ricercatori di prima classe dovrebbero essere disponibili a curare un boss della mafia? Il crimine organizzato ha tanti modi per mettere la gente sotto pressione, spieg Paul. Chi lo sa? Magari qualche cartello della droga ha riciclato i soldi investendo nella societ di Lowell. Penso che Kurt abbia intuito qualcosa di giusto. Voglio dire, un boss della droga malato del Sudamerica o del Nordest sarebbe probabilmente cattolico, il che spiega la faccenda della Sindone. Be', ti dir una cosa: tutto questo voler scoprire l'identit del paziente non mi piace per niente, e non solo per l'episodio di stanotte. Non c' modo

di fare pressione su qualcuno del crimine organizzato. Ci daremmo la zappa sui piedi. E il nostro coinvolgimento nella cura? Dobbiamo riconsiderare la nostra disponibilit all'uso della clinica? Voglio il secondo pagamento. Ne abbiamo bisogno. Dobbiamo solo rimanere passivi, in modo da non far arrabbiare nessuno. Paul si rivolse a Kurt. Il dottor Lowell si accorto di essere in pericolo? Decisamente. Barrese gli si parato davanti e gli ha puntato la pistola alla testa. L'ho tolto di mezzo all'ultimo momento. Perch glielo hai chiesto? volle sapere Spencer. Spero che Lowell si preoccuper della propria sicurezza. Chiunque ha mandato questo Gaetano potrebbe mandare qualcun altro, quando scoprir che non torna pi. Nessuno lo scoprir per un bel pezzo, assicur Kurt. Mi sono dato da fare perch scomparisse, proprio per questo motivo. E, per quanto riguarda il dottor Lowell, vi posso assicurare che era spaventato a morte. Tutti e due lo erano. 23 Sabato 23 marzo 2002 - ore 14.50 Il gruppetto di persone usc dall'ascensore dell'Imperial Club dell'Atlantis, nell'ala ovest al secondo piano delle Royal Towers, e si avvi lungo il corridoio ricoperto di moquette. Lo guidava Grant Halpern, il direttore dell'albergo, seguito da Connie Corey, caporeception del turno di giorno, e da Harold Beardslee, direttore dell'Imperial Club. Ashley Butler e Carol Manning stavano qualche passo indietro, rallentati dall'andatura strascicata del senatore, molto pi pronunciata ora che un mese prima. In fondo al gruppo c'erano due fattorini: uno spingeva un carrello dell'albergo carico di valigie che avevano passato il check-in all'aeroporto, l'altro trasportava il loro bagaglio a mano e i portabiti. Era come un safari in miniatura. Ebbene, mia cara Carol, qual la tua prima impressione di questo modesto albergo? chiese Ashley con il suo solito accento del Sud, ma con un tono uniforme di recente acquisizione. Modesto l'ultimo aggettivo al mondo che potrebbe venirmi in mente, rispose lei. Sapeva che Ashley stava recitando a beneficio del personale

presente. Allora, quale aggettivo riterresti pi adatto? Eccentrico ma impressionante. Non ero pronta a una grandeur talmente teatrale. Il foyer, gi al piano terreno, davvero creativo, in particolare per le colonne decorate in rilievo e la cupola dorata con le impronte delle conchiglie. Sarebbe difficile indovinare quanto alta. Supera i venti metri, rispose il signor Halpern, voltando la testa senza fermarsi. Grazie, signor Halpern, quasi grid Ashley. Lei tanto gentile e ammirevolmente bene informato. Al suo servizio, senatore, rispose quello, continuando a camminare. Mi fa piacere che la sistemazione ti abbia colpito. Nel rivolgersi a Carol, Ashley abbass la voce e chin la testa verso di lei. Sono certo che ti piacer egualmente il clima, soprattutto se lo confronti con quello di Washington. Spero che tu sia contenta di essere qui. Per la verit, mi spiace che non mi abbia accompagnato qua l'anno scorso, quando ho fatto il mio sopralluogo mentre organizzavo tutta questa faccenda. Carol scocc un'occhiata sorpresa al suo capo: non aveva mai espresso alcun tipo di rammarico per lei in alcuna occasione, tanto meno per un viaggio ai tropici. Ecco un altro piccolo ma curioso esempio della imprevedibilit dimostrata nell'ultimo anno. Non deve sentirsi in colpa, signore, rispose lei. Sono deliziata di essere qui a Nassau. E lei? contento di essere qui? Assolutamente. Era sparita ogni traccia di accento. Non ha un po' paura? Io, aver paura? Ashley riprese a parlare ad alta voce, tornando improvvisamente al suo atteggiamento istrionico. Mio padre mi ha detto che il modo giusto di affrontare le avversit di svolgere il lavoro necessario per prepararsi e fare tutto ci che si ha il potere di fare, e poi mettersi nelle mani del Signore. Ed ci che ho fatto io, semplicemente. Sono qua per divertirmi! Carol annu ma non disse nulla. Le spiaceva di aver posto quella domanda. Se c'era qualcuno che si sentiva in colpa era lei, dato che provava speranze contraddittorie rispetto ai risultati di quel viaggio alle Bahamas. Per il bene di Ashley, cercava di convincere se stessa che desiderava una cura miracolosa, mentre per il proprio tornaconto sperava in qualcosa di meno mirabolante. Halpern e gli altri si fermarono davanti a una larga porta di mogano a

doppio battente, con intagli a bassorilievo raffiguranti delle sirene. Mentre lui si frugava in tasca alla ricerca della carta magnetica per aprire, arrivarono Ashley e Carol. Un momento! esclam Ashley, tendendo una mano tremante come se stesse intervenendo a una seduta del Senato. Questa non la stanza che ho occupato nel mio ultimo soggiorno qui all'Atlantis. Avevo richiesto specificamente la stessa sistemazione. L'espressione affabile di Halpern si incrin. Senatore, forse prima non mi ha sentito. Quando la signora Corey l'ha portata nel mio ufficio, le ho detto che le avremmo assegnato una stanza di livello superiore. Questa una delle poche suite a tema. la suite Poseidone. Ashley guard Carol. Effettivamente aveva detto che ci avrebbe dato una stanza migliore, conferm lei. Per un momento, Ashley apparve confuso dietro i pesanti occhiali dalla montatura spessa. Era vestito come al solito, con un completo scuro, una comune camicia bianca e una cravatta tradizionale. L'attaccatura dei capelli era sottolineata da una linea di sudore. Il suo incarnato pastoso sembrava ancora pi pallido, vicino al personale dell'albergo. Questa suite pi larga, ha una vista migliore ed molto pi elegante di quella che ha occupato l'anno scorso, spieg Halpern. una delle migliori che abbiamo. Vorrebbe vederla? Ahsley si strinse nelle spalle. Suppongo di essere solo un ragazzo di campagna, non abituato a tante sofisticherie. Va bene! Vediamo la suite Poseidone! La signora Corey, che si era avvicinata alla porta, infil una carta magnetica nel lettore e la apr. Poi si mise da parte e Halpern rivolse un gesto di invito ad Ashley: Dopo di lei, senatore. Da un piccolo ingresso si passava in una stanza ampia, sulle cui pareti affrescate prendeva vita un'antica citt sottomarina, presumibilmente la mitica Atlantide. Il mobilio consisteva in una tavola da pranzo per otto, una scrivania, un armadietto basso e lungo, due basse poltrone dallo schienale che formava una linea unica con i braccioli e due divani di dimensioni notevoli posti uno di fronte all'altro. Tutte le parti in legno a vista erano intagliate a formare creature marine, compresi i braccioli dei divani, raffiguranti dei delfini. I disegni e i colori dei tessuti e dei tappeti riprendevano il tema marino. Perbacco! esclam Ashley, nel rimirare la stanza.

La signora Corey si avvicin all'armadietto per controllare il minibar, mentre Beardslee sprimacci i cuscini dei divani. La camera da letto principale alla sua sinistra, senatore. Halpern indic con un gesto garbato una porta aperta. E, signora Manning, come ha richiesto c' una bella camera da letto per lei, a sinistra. I fattorini cominciarono immediatamente a distribuire i bagagli tra le due camere. E ora, il pezzo forte! annunci Halpern. Era girato attorno alla figura massiccia e curva di Ashley, avvicinandosi a una serie di interruttori. Azion il primo e, con un ronzio elettrico, le tende che coprivano l'intera parete esterna della stanza cominciarono ad aprirsi, rivelando progressivamente un panorama stupefacente, con il mare color zaffiro e smeraldo oltre un ampio balcone piastrellato a mosaico e delimitato da una balaustra. Oh! esclam Carol, portandosi una mano al petto. Dal trentaduesimo piano, era una vista che toglieva il respiro. Halpern premette un altro interruttore e la porta a vetro scorrevole si apr, rientrando nella parete da una parte e dall'altra, in modo che la stanza e il balcone formarono un unico spazio. Se avete la cortesia di uscire, li invit con un gesto molto fiero, vi potr indicare alcune delle nostre molte attrazioni all'aperto. Ashley e Carol seguirono il suo suggerimento. Ashley and subito alla balaustra di pietra marrone-rossiccia, alta fino alla vita, vi appoggi le mani e guard gi. Avendo un po' di paura dell'altezza, Carol si avvicin pi lentamente, tocc con prudenza la sommit della balaustra, come se temesse di cadere, e guard gi anche lei. La vista spaziava sull'ampia spiaggia dell'Atlantis e sul parco contiguo, dominati dalla Paradise Lagoon. Halpern le si avvicin e cominci a indicare i punti di riferimento, compresa la piscina dei Bagni Reali, quasi dirimpetto a loro. Che cos' quello sulla sinistra? domand Carol, puntando il dito. Le sembrava un monumento archeologico ricostruito. il nostro Tempio Maya. Se si sente coraggiosa, c' uno scivolo da far rimanere senza fiato che attraverso un tubo di plexiglas porta dalla sommit, a sei piani di altezza, fino sott'acqua, nella Predator Lagoon, piena di squali. Carol, mia cara, intervenne Ashley, mi sembra l'attivit perfetta per una come te, che pensa seriamente di intraprendere la carriera politica a Washington. Carol lo guard, temendo che quel commento fosse qualcosa di pi di

una battuta di spirito, ma lui stava fissando il panorama con espressione assente, come se gi pensasse ad altro. Signor Halpern, chiam la signora Corey dall'interno. Tutto sembra in ordine, e le chiavi elettroniche del senatore sono sulla scrivania. Dovrei tornare al banco della reception. Me ne andr anch'io, disse Beardslee. Senatore, se c' qualcosa di cui ha bisogno, basta che lo faccia sapere al mio personale. Vorrei ringraziare tutti voi per essere stati cos gentili, dichiar Ashley. Siete una testimonianza di quanto sia efficiente questa organizzazione. Anch'io dovrei andare, in modo che possiate sistemarvi. Halpern fece per seguire gli altri. Ashley lo ferm stringendogli appena il braccio. Le sarei molto grato se potesse fermarsi ancora un momento. Ma certo! Ashley rivolse un ultimo saluto, agitando la mano, agli altri che si stavano allontanando, poi riport lo sguardo verso l'oceano. Signor Halpern, il fatto che io sia qui a Nassau non un segreto, n potrebbe esserlo, essendo arrivato con un volo di linea. Questo per non significa che non mi prema il rispetto della mia privacy. Preferirei che la suite sia registrata soltanto sotto il nome della signora Manning. Come desidera, signore. Grazie. Conto sulla sua discrezione per evitare la pubblicit. Mi piacerebbe approfittare del vostro casin senza offendere i miei elettori pi moralisti. Ha la mia parola che faremo ogni sforzo al riguardo. Ma, come l'anno scorso, non possiamo impedire che mentre sar nel casin sia avvicinato da qualcuno dei suoi numerosi ammiratori. Il mio timore che la mia presenza sia riportata sui giornali, o che qualcuno chiami l'albergo per verificare se sono qua. Le assicuro che faremo tutto ci che in nostro potere per proteggere la sua privacy. Ora vi lascer, in modo che possiate disfare i bagagli e rilassarvi. Dovrebbe essere in arrivo lo champagne offerto dalla direzione, con i nostri auguri per un soggiorno gradito. Un'ultima domanda: abbiamo fatto delle prenotazioni anche per dei nostri amici. Avete notizia del dottor Lowell e della dottoressa D'Agostino? Certo! Sono gi qui. Si sono registrati circa un'ora fa. Sono nella 3208, una delle nostre suite di livello superiore, su questo stesso corridoio.

Oh, perfetto! Mi sembra che vi siate presi cura in modo ammirevole di ogni nostra necessit. Facciamo del nostro meglio! Halpern esegu un breve inchino, prima di rientrare nella stanza e poi andarsene. Ashley spost l'attenzione su Carol, che si era abituata gradatamente all'altezza ed era ipnotizzata dalla vista. Carol, cara! Potresti essere cos gentile da vedere se i dottori sono nella loro stanza e, in questo caso, se possono raggiungerci? Lei si volt e sbatt le palpebre, come se si risvegliasse da una trance. Certo, rispose in fretta, ricordando il proprio ruolo. Magari dovresti entrare solo tu, propose Stephanie, mentre Daniel aveva gi la mano sul campanello. Erano davanti alla porta intagliata della suite Poseidone. Daniel sbuff, lasciando ricadere il braccio lungo il fianco. Che cosa c', adesso? Non ho voglia di vedere Butler. Non sono stata entusiasta di questa faccenda fin dal primo giorno e, dopotutto ci che accaduto, adesso lo sono ancor meno. Ma siamo cos prossimi alla fine! Le cellule per la terapia sono pronte. Tutto quello che resta da fare l'impianto, che la parte pi facile. Cos credi, e spero che tu abbia ragione. Ma fin dall'inizio non ho condiviso il tuo ottimismo, e non credo che adesso la mia negativit serva a qualche scopo costruttivo. Non pensavi che in un mese saremmo riusciti ad avere le cellule pronte, e invece le abbiamo. Vero, ma il lavoro con le cellule stato l'unica cosa che andata liscia. Daniel rote la testa e gli occhi per alleviare l'improvvisa tensione. Era esasperato. Perch adesso fai cos? Respir a fondo e guard Stephanie. Cerchi di sabotare la cosa all'ultimo momento? Lei se ne usc in una falsa risata, mentre le guance si imporporavano. Al contrario! Dopo tutti questi sforzi, non voglio rovinare le cose. Ecco perch propongo che tu lo incontri da solo! Carol Manning ha specificato espressamente che Butler vuole vedere tutti e due, e io ho accettato immediatamente. Santo cielo! Se tu non vieni, penser che qualcosa non funziona. Ti prego! Non devi dire o fare niente. Sii solo affascinante come al solito e sorridi. Di certo, non chiedere trop-

po! Stephanie si mosse nervosamente, si guard la punta delle scarpe, poi la guardia del corpo che se ne stava appoggiata alla parete fuori della loro stanza, dove preferivano che rimanesse. Per lei, la sua presenza era un ricordo vivente di tutto ci che era andato storto, e i cattivi presentimenti continuavano ad angustiarla. D'altra parte, Daniel aveva ragione riguardo l'impianto. Negli esperimenti con i topi, la fase che stavano per affrontare era filata liscia. Va bene! acconsent rassegnata. Per sarai tu a parlare. Brava ragazza, mormor Daniel, e suon il campanello. Apr Carol Manning, che sorrise e si mostr cordiale, anche se Stephanie intuiva in lei un nervosismo simile al proprio. Butler stava seduto su un divano dai braccioli a forma di delfino, ma loro due non lo riconobbero subito. Erano spariti il vestito scuro, la camicia bianca, la cravatta classica e perfino i caratteristici occhiali dalla montatura scura. Indossava una camicia a maniche corte di un verde brillante a motivi floreali, pantaloni gialli e una cintura bianca, assortita alle scarpe da passeggio. Le braccia che spuntavano flaccide, bianche e pelose dalle mezze maniche, dando l'idea che non avessero mai visto la luce del giorno, tanto meno il sole, lo rendevano la caricatura di un turista. Gli occhiali da sole alla moda, dalle lenti azzurrine, gli giravano sui fianchi del viso come quelli dei ciclisti professionisti. L'espressione del viso aveva una fissit che Daniel e Stephanie non gli avevano mai visto prima. Benvenuti, miei cari amici! esclam con il solito accento ma con una voce che non gli era abituale, meno modulata. Siete una benedizione per gli occhi, come la carica della cavalleria che arriva al momento opportuno. Non so descrivervi la gioia che provo nel vedere i vostri visi belli e intelligenti. Scusatemi se non balzo in piedi a ricevervi in modo pi appropriato, come mi spingerebbero a fare le emozioni che provo. Purtroppo, i benefici che traggo dai farmaci si esauriscono decisamente pi in fretta, dall'ultima volta che ci siamo visti. Rimanga dov', replic Daniel. Anche noi siamo felici di rivederla. Si avvicin e gli strinse la mano, prima di sedersi sul divano di fronte a lui. Dopo un attimo di indecisione, Stephanie prese posto accanto a Daniel e cerc di sorridere. Carol Manning prefer sedersi in disparte, sulla poltroncina della scrivania che aveva girato in modo da rivolgerla verso il centro della stanza. Dopo una comunicazione cos limitata durante l'ultimo mese, la mia

convinzione di vedervi apparire qui si basava in gran parte sulla fede, ammise Butler. L'unico indizio incoraggiante che il progetto faceva progressi era la considerevole e costante diminuzione dei fondi che ho messo a vostra disposizione. stato uno sforzo erculeo, ben pi di quanto sia il caso di spiegarle, rispose Daniel. Spero sia sottinteso che siete pronti a procedere. Assolutamente. Abbiamo provveduto affinch l'impianto avvenga domani mattina alle dieci alla Wingate Clinic. Speriamo che sia pronto a spostarsi cos rapidamente. Non sar mai troppo presto, per quanto concerne questo ragazzo di campagna, gli assicur Butler, con appena un vago accenno del suo solito accento, assumendo un tono pi serio. Temo che mi resti pochissimo tempo, prima che i mezzi di informazione sappiano della mia infermit. Allora nel nostro mutuo interesse procedere al pi presto all'impianto. Presumo che siate riusciti a completare l'arduo processo di creare le cellule per la terapia, come mi avevate spiegato un mese fa. S, infatti, grazie soprattutto alla dottoressa D'Agostino. Daniel strinse il ginocchio a Stephanie e lei si sforz di fare un sorriso pi ampio. Nell'ultima settimana abbiamo creato quattro linee separate di cellule di neuroni dopaminergici che sono cloni delle sue cellule. Quattro? chiese Ashley, completamente senza accento. Stava fissando Daniel senza muovere le palpebre. Come mai cos tante? La ridondanza semplicemente una rete di sicurezza. Volevamo essere assolutamente sicuri di averne almeno una. Adesso possiamo scegliere, dato che sarebbero tutte egualmente efficaci per curarla. C' qualcosa che dovrei sapere, sull'intervento di domani, oltre che portare il mio triste corpo alla Wingate Clinic? Soltanto le solite restrizioni preoperatorie, come niente cibi solidi dopo mezzanotte. Preferiremmo anche che domattina non prendesse alcuno dei suoi farmaci, se possibile. Con gli esperimenti sui topi abbiamo assistito a rapidi effetti terapeutici, e prevediamo che con lei sar lo stesso. I farmaci maschererebbero l'effetto. A me va bene. L'ultima cosa che vorrei complicare le cose. Naturalmente toccher a Carol il fardello di farmi vestire e portarmi alla limousine. Sono certa che l'hotel ha una sedia a rotelle che potrebbe fornirci, in-

tervenne lei. Dal divieto di assumere cibo dopo la mezzanotte, presumo che subir un'anestesia? chiese Butler, ignorandola. Mi hanno detto che l'anestesia sar locale, con un sedativo forte, spieg Daniel. Sar sempre presente un anestesista, nel caso occorra somministrarne una pi profonda. La informo che ricorreremo ai servigi di un neurochirurgo locale che ha esperienza in questo tipo di impianto, anche se certamente non con cellule clonate. il dottor Rashid Nawaz. Per lui, come per la Wingate Clinic, lei John Smith, e anche lui stato avvertito di quanto sia necessaria la discrezione. A quanto pare, avete provveduto in modo ammirevole a tutti i dettagli. Questa stata la nostra intenzione. Subito dopo l'intervento, le raccomandiamo di rimanere alla Wingate Clinic, nel settore degenze, in modo che possiamo tenerla debitamente sotto controllo. Oh? Butler sembrava sorpreso. Per quanto? Almeno la prima notte. Dopo, si vedr dal decorso clinico. Contavo di ritornare qui all'Atlantis. per questo che ho prenotato qui anche per voi. Potreste controllarmi quanto volete. Siete appena in fondo al corridoio. Ma nell'albergo non ci sono attrezzature diagnostiche. Per esempio? Tutto quello che c' normalmente in un ospedale, come i servizi di laboratorio e i raggi X. Raggi X? Perch i raggi X? Vi aspettate complicazioni? Assolutamente no, ma meglio essere prudenti. Ricordate, ci che faremo domani , in mancanza di una parola migliore, sperimentale. Daniel lanci una breve occhiata a Stephanie, per vedere se voleva aggiungere qualcosa, ma lei rote gli occhi. Era stato un movimento rapidissimo, ma Butler se ne accorse. Ha un termine pi appropriato, dottoressa D'Agostino? Lei esit un attimo. No, penso che 'sperimentale' vada bene, rispose, anche se in realt pensava che azzardato fosse pi vicino alla verit. Spero di non cogliere una sfumatura sottilmente negativa, insist il senatore, spostando lo sguardo fra lei e Daniel. Per me importante sentire che voi ricercatori avete un atteggiamento positivo verso questa procedura, come quando vi trovavate nella sala delle udienze. Ma certo! si affrett a dichiarare Daniel. La nostra esperienza con le

cavie animali stata non meno che sorprendente. Non potremmo essere pi eccitati e pi impazienti di allargare questa benedizione divina agli essere umani. Non vediamo l'ora di curarla, domani mattina. Bene. Lo sguardo penetrante di Butler si spost su Stephanie. E lei, dottoressa D'Agostino, la pensa allo stesso modo? Mi sembra taciturna. Nella stanza ci fu un breve silenzio, interrotto solo dai lontani strilli di contentezza dei bambini che giocavano nelle piscine e sugli scivoli acquatici, trentadue piani pi in basso. S, rispose infine Stephanie, poi fece un bel respiro per concedersi il tempo di scegliere bene le parole. Mi spiace se le sembro taciturna. Penso di essere un po' stanca, dopotutto quello che abbiamo passato per creare le sue cellule terapeutiche. Ma, per rispondere alla sua domanda, s, la penso anch'io allo stesso modo: posso dire senza riserve che sono eccitata all'idea di portare a termine il progetto. Sono sollevato nel sentirla parlare cos, osserv Ashley. Questo significa che contenta di quelle quattro linee di cellule che ha clonato dalla mie cellule epiteliali? Infatti. Sono neuroni che producono dopamina, e sono... Stephanie si interruppe, alla ricerca della parola giusta, ...vigorose. Vigorose? Uhm... Presumo che sia una bella cosa, anche se a un non addetto ai lavori come me sembra un termine vago. Ma ditemi: contengono tutte i geni della Sacra Sindone? Assolutamente! conferm Daniel. stato solo con considerevoli sforzi da parte nostra che abbiamo ottenuto il campione del sudario, estratto il DNA e ricostruito i geni necessari dai frammenti, per ce l'abbiamo fatta. Di questo voglio essere sicuro. Lo so che non ho modo di controllare, ma voglio esserne sicuro. Per me importante. I geni che abbiamo usato per la ROTS provengono dal sangue essiccato che si trova sulla Sacra Sindone. Glielo giuro solennemente. Credo alla sua parola di gentiluomo, dichiar il senatore, ricorrendo di nuovo al suo accento caratteristico. Con grande sforzo, si sollev dal divano fino a mettersi in piedi. Tese la mano verso Daniel che pure si era alzato e che gliela strinse. Per il resto della mia vita, mi sentir in obbligo verso i suoi sforzi e la sua creativit scientifica. E io lo sar verso il suo genio politico, per cui non ha bandito la ROTS, rispose Daniel. Sul viso altrimenti inespressivo di Butler si allarg lentamente un sorriso

sardonico. Mi piacciono gli uomini che hanno il senso dell'umorismo. A quel punto tese la mano verso Stephanie, che si era alzata assieme a Daniel. Lei la guard per un attimo, come per decidere se stringerla o no. Lo fece, e la sent avvolta da una presa sorprendentemente forte. Dopo una stretta di mano vigorosa e prolungata, mentre il suo sguardo incrociava quello risoluto del senatore, cerc di divincolare la mano, ma non ci riusc. Butler continuava a tenerla saldamente. Anche se poteva pensare che fosse dovuto semplicemente a una conseguenza del morbo di Parkinson, Stephanie prov la paura irrazionale di essere presa in trappola permanentemente da quell'uomo, come una metafora del proprio coinvolgimento in quella faccenda avventata. La mia sentita riconoscenza va anche ai suoi sforzi, dottoressa D'Agostino, le disse lui solennemente. E, da gentiluomo, devo anche confessare di essere rimasto incantato dalla sua notevole bellezza fin dal primo momento che l'ho vista. Soltanto allora le dita a forma di salsiccia lasciarono lentamente la presa sulla sua mano. Stephanie se la port al petto, stretta a pugno, nel timore che lui gliel'afferrasse di nuovo. Sapeva che continuava a essere irrazionale, ma non poteva farne a meno. Riusc comunque a rispondere con un cenno di assenso della testa e un mezzo sorriso per ringraziare il senatore del complimento e della gratitudine espressa. E adesso, aggiunse Butler, esigo che voi dottori vi concediate una bella notte di riposo. Vi voglio ben riposati per l'intervento di domani che, a quanto ho capito, non dovrebbe essere lungo. cos? Penso che dovrebbe concludersi entro un'ora, forse un pochino di pi, rispose Daniel. Alleluia! Poco pi di un'ora tutto ci di cui hanno bisogno le moderne biotecnologie per riportare indietro questo ragazzo dal precipizio e dal disastro della carriera. Sono impressionato. Sia lode al Signore! La maggior parte del tempo sar impiegata per sistemare su di lei il casco stereotassico, spieg Daniel. L'impianto vero e proprio richieder solo pochi minuti. Ecco, di nuovo il gergo incomprensibile dei dottori, si lagn il senatore. Santo cielo, che cos' il casco stereotassico? una struttura che viene messa attorno alla testa, come una corona. Permetter al dottor Nawaz di iniettare le cellule terapeutiche nel punto esatto in cui lei ha perduto le cellule che producono la dopamina.

Non sono certo che dovrei chiederlo, aggiunse Butler, esitante. Mi par di capire che inietterete le cellule direttamente nel cervello, e non in una vena. cos? Giusto, conferm Daniel e fece per spiegare, ma Butler lo interruppe. Si fermi qua! A questo punto temo che, meno ne sapr, meglio sar. Ammetto di essere un paziente facilmente impressionabile, soprattutto se non ho l'anestesia totale. Io e il dolore non siamo mai andati d'accordo. Non ci sar dolore, gli assicur Daniel. Il cervello, di per s, non ha sensazioni. Ma ci entrer dentro un ago? Un ago smussato, per evitare danni. Come diavolo fate a infilare un ago nel cervello di qualcuno? Sar praticato un piccolo foro attraverso l'osso. Nel suo caso, l'approccio sar prefrontale. Prefrontale? Ancora un linguaggio incomprensibile. Significa attraverso la fronte, spieg Daniel, puntandosi un dito appena sopra un sopracciglio. Ricordi, non ci sar dolore. Mentre verr praticato il foro, lei sentir delle vibrazioni, qualcosa tipo un trapano da dentista d'altri tempi, ammesso che non si sia addormentato con il sedativo, il che potrebbe facilmente avvenire. Perch non mi fate una totale? Il neurochirurgo vuole che lei sia sveglio durante l'impianto vero e proprio. Butler sospir. Direi che basta cos! decise, sollevando una mano come per proteggersi da un colpo. Mi sentivo meglio quando mi illudevo che le cellule terapeutiche venissero messe in vena, come per un trapianto di midollo osseo. Con i neuroni non funzionerebbe. Peccato, ma mi adatter. Per favore, mi dica di nuovo il mio nome fittizio. John Smith. Ma certo! Come ho fatto a dimenticarlo? E lei, dottoressa D'Agostino, sar la mia Pocahontas. Stephanie ce la mise tutta per rivolgergli un altro sorriso. Bene! esclam Butler, con un guizzo di entusiasmo. Per questo vecchio ragazzo di campagna ora di mettere da parte i crucci per la malattia e andare gi al casin. Ho un appuntamento importante con un gruppo di macchinette mangiasoldi.

Qualche minuto dopo, Daniel e Stephanie erano di nuovo in corridoio, diretti alla loro suite. Lei rivolse un cenno della testa alla guardia del corpo, nel passarle davanti, ma Daniel no. Era evidentemente irritato, come dimostr sbattendo la porta dopo che furono entrati. La loro suite era la met di quella del senatore e aveva la stessa vista, ma senza il balcone. Vigorose! E piantala! sbott Daniel, fermandosi appena oltre la porta, le mani sui fianchi. Non potevi pensare a una descrizione migliore delle nostre cellule terapeutiche, che non 'vigorose'? Che cosa volevi? Che si tirasse indietro? Per di pi, ti sei comportata come se non volessi stringergli la mano. Infatti non volevo, conferm lei. Si avvicin al divano e si sedette. E perch? Dio mio! Non lo rispetto e, come ho detto fino alla nausea, non ho dei buoni presentimenti su tutta questa storia. Era come se usassi la resistenza passiva, l dentro, restando in silenzio prima di rispondere a domande semplici. Senti! Ho fatto del mio meglio. Non volevo mentire. Ricorda che non volevo nemmeno entrare. Sei stato tu a insistere. Daniel sbuff rumorosamente e la fiss. Certe volte sai essere irritante. Mi spiace. Mi difficile fingere. E, a proposito di irritazione, anche tu non sei male. La prossima volta che sarai tentato di dirmi 'brava ragazza', trattieniti. 24 Domenica 24 marzo 2002 - ore 10.22 Se, nel corso degli anni, per Ashley Butler andare da un medico era divenuto emotivamente difficile perch gli rammentava la sua natura mortale, andare in ospedale era ancora peggio e il suo arrivo alla Wingate Clinic non aveva costituito un'eccezione. Anche se durante il viaggio in limousine aveva scherzato con Carol sul nome fittizio che gli avevano appioppato e poi, durante l'ammissione, aveva fatto ricorso al suo fascino di uomo del Sud con le infermiere, era terrorizzato. La parvenza di spensieratezza era stata messa a dura prova in particolare dall'incontro con il neurochirurgo, il dottor Rashid Nawaz. Non era come lui se lo immaginava, anche se il nome avrebbe dovuto fargli capire la sua origine etnica. Il pregiudizio aveva

sempre svolto un grande ruolo nel pensiero di Ashley, e ora non faceva eccezione. Per lui, un neurochirurgo doveva essere alto, serio e dall'aspetto autoritario, meglio se con un'eredit genetica nordica. Invece si trovava davanti un uomo basso, mingherlino, dalla pelle scura, con labbra e occhi ancora pi scuri. Una cosa positiva era l'accento ritmico che rivelava il suo soggiorno a Oxford, durante la specializzazione. Un altro aspetto positivo era che la sua aura di professionalit e sicurezza di s era mitigata da un atteggiamento empatico. Il medico si mostrava comprensivo per la situazione difficile in cui lui si trovava, dovendo affrontare una cura non ortodossa, e lo trattava con affabilit, assicurandogli che la procedura a cui si sarebbe sottoposto non era affatto difficile. Il dottor Carl Newhouse, l'anestesista, era pi in linea con le sue aspettative: era un inglese leggermente sovrappeso dalle guance rubizze. Indossava un completo da sala operatoria, con tanto di cuffia, e aveva una mascherina legata al collo che gli penzolava sul petto assieme allo stetoscopio. Dal taschino gli uscivano le punte di varie penne e attorno alla cintola dei pantaloni era avvolto un laccio emostatico di gomma marrone. Il dottor Newhouse aveva fatto un'anamnesi scrupolosa, in particolare per quanto riguardava le allergie, le reazioni ai farmaci e gli episodi di anestesia. Mentre lo auscultava e gli picchiettava il petto, gli inser un ago da fleboclisi con una tale perizia che lui non se ne accorse nemmeno. Una volta che il liquido cominci a scorrere con il giusto deflusso, gli spieg che gli stava somministrando un cocktail che lo avrebbe fatto sentire calmo, soddisfatto, probabilmente euforico e decisamente sonnolento. Prima , meglio , pens Ashley. Era pi che pronto a farsi calmare. Con i timori per l'incipiente operazione, la notte prima aveva fatto fatica ad addormentarsi. E anche la mattina non era stata facile. Seguendo il consiglio di Daniel, non aveva preso i farmaci per il morbo di Parkinson, con conseguenze pi gravi di quanto si aspettava. Fino ad allora non si era reso veramente conto di quanto quelle medicine tenessero i sintomi sotto controllo. Non era riuscito a tener ferme le dita che compivano dei movimenti ritmici involontari, come se cercasse di far rotolare dei piccoli oggetti nei palmi delle mani. Anche peggiore era stata la rigidit: gli sembrava di muoversi immerso completamente nella gelatina. Carol aveva dovuto richiedere una sedia a rotelle per portarlo alla macchina. L'arrivo alla Wingate era stato altrettanto difficile e umiliante. Per fortuna, sembrava che nessuno lo avesse riconosciuto, grazie alla sua mascherata da turista. Il cocktail endovenoso rivel di essere tutto quello che il dottor Ne-

whouse aveva promesso e anche di pi. Ashley si sentiva considerevolmente pi calmo e soddisfatto che se avesse mandato gi diversi bicchierini del suo bourbon preferito, e questo nonostante fosse in una sala operatoria, sistemato in posizione seduta su un tavolo operatorio, con le braccia allargate e legate a sostegni appositi. Anche il tremore andava meglio, o forse no, ma per lo meno non se ne accorgeva. Indossava una risicata camicia da ospedale legata sulla schiena, da cui spuntavano le gambe robuste e bianchissime. I piedi nudi deformati dalla borsite, con le gialle unghie ricurve e la pelle arida, puntavano verso il soffitto. Attorno al braccio libero dalla fleboclisi c'era un manicotto per misurare la pressione. Al petto aveva gli elettrodi dell'elettrocardiogramma e nella stanza echeggiava il bip del visore elettronico. Nawaz era indaffarato con un metro a nastro, un pennarello e un rasoio, dovendo preparare il paziente per il casco stereotassico, visibile accanto a una serie di strumenti sterili su un tavolo l vicino. Nonostante il casco sembrasse uno strumento di tortura, Ashley non se ne crucciava, preda com'era del sedativo. N si preoccup nel vedere il dottor Lowell e la dottoressa D'Agostino, apparsi assieme al dottor Spencer Wingate e al dottor Paul Saunders a una finestra che dava sul corridoio del complesso operatorio. Tutti e quattro indossavano gli indumenti sterili e avevano l'aria di assistere a quei preparativi come se fosse un divertimento. Ashley avrebbe voluto salutarli agitando un braccio, ma non poteva: non solo gli avevano legato le mani, ma sentiva che era difficile tenere gli occhi aperti, figurarsi sollevare le braccia. Ora rader e preparer piccole zone sui lati della testa e sulla parte posteriore, annunci Nawaz, mentre porgeva il pennarello e il metro a nastro a Marjorie Hickam, l'infermiera di sala. Questi saranno i punti dove il casco verr assicurato alla testa, come le ho spiegato prima. Capisce, signor Smith? Ad Ashley occorse qualche momento per ricordare che il suo nome fittizio era Smith e che si stavano rivolgendo a lui. Credo di s, rispose con la voce impastata. Forse potrebbe anche farmi la barba, gi che c'. Non avendo preso i miei farmaci, credo di aver fatto un pasticcio, stamattina. Nawaz rise a questa inattesa battuta di spirito, come pure gli altri occupanti della sala operatoria, tra cui la ferrista che si chiamava Constance Bartolo. Era gi pronta, con gli indumenti sterili e i guanti, e stava vicino alla tavola su cui erano posati il casco e gli strumenti, come se montasse la guardia.

Qualche minuto dopo, il neurochirurgo fece un passo indietro e rimir il proprio lavoro. Direi che va bene. Faccio un salto fuori a lavarmi, poi metteremo il telo e potremo cominciare. Ashley avrebbe dovuto essere terrorizzato all'idea di farsi trapanare il cranio, invece si crogiolava in un torpore tranquillo, privo di sogni. Ben presto una parte di lui si risvegli, quando gli stesero sopra i teli sterili, ma ricadde ben presto nel dormiveglia. A risvegliarlo di botto, qualche minuto dopo, fu un dolore improvviso, bruciante, nel cuoio capelluto, sulla parte destra della testa. Con grande sforzo sollev le palpebre, che sentiva particolarmente pesanti. Cerc perfino di sollevare il braccio destro, nonostante fosse legato. Calma! si raccomand il dottor Newhouse, che stava dietro di lui, leggermente a destra, e gli pose una mano sul braccio che aveva cercato di muovere. Va tutto bene. Sto solo iniettando un po' di anestesia locale, spieg Nawaz. Potrebbe sentire la sensazione come di una puntura. Gliela far in quattro punti diversi. Una puntura! esclam Ashley dentro di s. Era tipico dei medici sottostimare le sensazioni, infatti il dolore faceva pensare di pi a un coltello incandescente che gli entrava nel cranio. Eppure, era stranamente distaccato, come se fosse qualcun altro a provare dolore e lui fosse un semplice osservatore. Un altro motivo per cui riusciva a sopportarlo era che si trattava di fitte brevissime, dopo di che la zona tornava a essere assolutamente priva di sensazioni. Quando gli misero il casco stereotassico se ne accorse vagamente. Dopo, per la mezz'ora circa di manipolazioni e aggiustamenti necessari ad ancorare il casco alla testa con vari spinotti, fluttu senza sforzo dentro e fuori la consapevolezza di ci che gli accadeva. Non si rendeva conto del passato, del futuro o del tempo che trascorreva. Dovrebbe andare, annunci Nawaz. Allung una mano e afferr i bracci calibrati semicircolari che formavano un arco sopra la testa di Ashley e saggi delicatamente la stabilit del casco, provando a muoverlo nelle varie direzioni. Reggeva saldamente, con le quattro viti di fissaggio affondate nel cranio. Compiaciuto del risultato, il neurochirurgo fece un passo indietro, si strinse al petto le mani inguantate e si schiar la gola. Signorina Hickam, sarebbe cos gentile da far sapere che siamo pronti per le radiografie? L'infermiera si ferm di botto, mentre stava andando a prendere un altro

flacone di liquido per la fleboclisi. Gli occhi grigio-azzurri si rivolsero alla collega Constance in cerca di sostegno, prima di incrociare lo sguardo del dottor Nawaz. Al momento, era a corto di parole, perch durante il suo tirocinio aveva sperimentato il carattere irascibile e gli scatti di nervi dei neurochirurghi, e si aspettava il peggio. Non cincischiamo. il momento delle radiografie, ripet Nawaz con un tono un po' alterato. Ma noi non abbiamo i raggi X, replic Marjorie, esitante. Spost la sua attenzione sul dottor Newhouse, perch desse una conferma, non volendo sostenere tutto il peso della responsabilit per quel problema. Che cosa intende, che non avete i raggi X? Farete meglio ad averli, altrimenti smontiamo baracca e burattini e ce ne andiamo a casa! Non posso eseguire un impianto intracranico senza le radiografie! Ci che intende Marjorie che queste due sale operatorie non sono state attrezzate per i raggi X, spieg Newhouse. Sono state progettate soprattutto per procedure atte a curare l'infertilit, quindi hanno a disposizione apparecchi per l'ecografia modernissimi. Potrebbero fare al caso? Assolutamente no! sbott il neurochirurgo. Gli ultrasuoni non servirebbero a niente. Ho bisogno di radiografie a grandezza naturale per ottenere misurazioni accurate. La griglia di riferimento tridimensionale dev'essere messa in rapporto al cervello del paziente. Altrimenti sarebbe come sparare al buio. Ho bisogno dei maledetti raggi X! Non mi direte che non avete una macchina portatile? Purtroppo no, rispose Newhouse e fece un cenno a Paul Saunders perch entrasse in sala operatoria. Paul socchiuse la porta e infil dentro la testa, tenendo una mascherina sul viso. C' qualche problema? Certo che c' un dannato problema! si lament incollerito Nawaz. Sono stato informato in ritardo che qui non ci sono i raggi X! Ma s che li abbiamo! Abbiamo anche la risonanza magnetica. Allora portateli qua! ordin il neurochirurgo con impazienza. Paul entr e guard attraverso la finestra i tre che erano rimasti in corridoio, facendo cenno che lo seguissero. Loro si affrettarono, ponendosi la mascherina sul viso come aveva fatto lui. C' un problema a cui nessuno aveva pensato, spieg Paul. Rashid ha bisogno dei raggi X, ma la sala operatoria non ne fornita, e non abbiamo un'unit mobile. Oh, Cristo! Dopo tutti questi sforzi, ci si riduce a questo?

Daniel era inviperito. Rivolgendosi al neurochirurgo chiese: Come mai non ha detto che aveva bisogno dei raggi X? Come mai non mi avete detto che non c'erano? ribatt lui. Non ho mai avuto il dubbio onore di lavorare in una sala operatoria che non avesse i raggi X. Pensiamoci un momento e cerchiamo di non surriscaldarci, li esort Paul. Ci dev'essere una soluzione. Non c' niente a cui pensare! sbott Nawaz. Non posso localizzare un'iniezione nel cervello senza raggi X. Semplice! Tranne che per il bip regolare del monitor cardiaco, la stanza si immerse in un silenzio teso. Ognuno evitava di muoversi e di incrociare lo sguardo degli altri. Perch non portiamo il paziente nella stanza delle radiografie? propose Spencer. Non poi tanto lontana. Gli altri ci avevano pensato, ma avevano escluso l'idea. Adesso la riconsiderarono. Portare un paziente dalla sala operatoria alla stanza delle radiografie nel bel mezzo di un intervento non era certo una cosa ortodossa, ma nelle circostanze attuali non era da escludere. La stanza era nuovissima e praticamente vuota, quindi la contaminazione non era un problema, come lo sarebbe stato normalmente, anche perch la craniotomia non era ancora stata eseguita. Secondo me ragionevole, si pronunci Daniel, in tono ottimistico. Siamo in parecchi, e tutti possono dare una mano. Che cosa ne pensi, Rashid? chiese Paul. Nawaz si strinse nelle spalle. Suppongo che possa andar bene, purch teniamo il paziente sul tavolo operatorio. Nella posizione seduta in cui sta e con il casco gi a posto, sarebbe sconsigliabile spostarlo e metterlo su una lettiga. Il tavolo operatorio ha le ruote, ricord agli altri l'anestesista. Facciamolo! decise Paul. Marjorie, avverti la nostra tecnica radiologa che stiamo per andare nella stanza delle radiografie! Occorsero pochi minuti per staccare Ashley dal monitor cardiaco e liberargli le braccia che, disposte com'erano, non sarebbero passate dalla porta. Quando tutto fu pronto e gli misero le mani in grembo, fu tolto il freno al tavolo operatorio che, spinto da Newhouse e tirato da Marjorie e Paul, fu portato in corridoio. Tranne la ferrista, che rimase nella sala operatoria, tutti gli altri si accodarono dietro. Ashley continuava a dormire, inconsapevole di tutto quel trambusto, nonostante fosse seduto e sballottato in qua

e in l. Con la testa racchiusa nel futuristico casco stereotassico, sembrava l'attore di un film di fantascienza. Una volta che il tavolo operatorio fu nel corridoio, tutti tranne Nawaz diedero una mano a spingere, anche se non era necessario: il tavolo rotolava facilmente sul pavimento liscio, con un rombo attutito causato dal notevole peso. Quando il gruppo arriv a destinazione, nacque una discussione se fosse meglio spostare Ashley dal tavolo operatorio a quello dei raggi X. Dopo aver soppesato i pro e i contro, fu deciso che era meglio lasciarlo dov'era. Nawaz indoss un pesante grembiule di piombo, dato che insisteva a sostenere personalmente la testa del paziente, tenendola nella posizione corretta, mentre venivano eseguite le radiografie. Tutti gli altri uscirono in corridoio. Ashley, intanto, continuava a dormire. Voglio che le radiografie siano sviluppate prima di riportarlo indietro, disse Nawaz alla tecnica radiologa, quando venne a prendere le lastre. Voglio essere assolutamente certo che sono venute bene. Baster un attimo, gli assicur la donna con vivacit. Newhouse si riavvicin ad Ashley per controllarne i segni vitali, mentre Spencer e Paul accompagnavano la tecnica radiologa ad aspettare che uscissero la radiografie sviluppate. Daniel e Stephanie si ritrovarono momentaneamente soli. come una commedia degli errori, ma non affatto divertente, sussurr Stephanie, scuotendo la testa con espressione disgustata. Non giusto, ribatt Daniel. Il fraintendimento sulla questione dei raggi X non stato colpa di nessuno. Posso capire entrambi i punti di vista, e comunque acqua passata. Adesso le radiografie sono state fatte, quindi l'impianto in dirittura d'arrivo. Non importa se colpa di qualcuno oppure no. comunque un pasticcio, ed sempre stato cos, fin da quella fatidica notte di pioggia a Washington. Continuo a chiedermi che cos'altro pu andare storto. Cerchiamo di essere un po' pi ottimisti. La fine a portata di mano. Paul e Spencer tornarono in corridoio, seguiti dalla tecnica. Paul teneva in mano le radiografie sviluppate. Mi sembra che vadano bene, annunci e pass davanti a Daniel e Stephanie per rientrare nella stanza delle radiografie. Gli altri li seguirono. Paul sistem le radiografie sul visore, accese la luce e si fece da parte. Le immagini mostravano il cranio di Ashley, sormontato dall'immagine opaca del casco stereotassico.

Nawaz si avvicin e, con il naso vicino alle radiografie, le esamin attentamente una dopo l'altra, orientandosi soprattutto grazie alle ombre indistinte dei ventricoli pieni di liquidi nel cervello di Ashley. Per un momento, nessuno parl. L'unico suono era la respirazione profonda del paziente, a cui si sovrappose quello del manicotto per misurare la pressione che veniva gonfiato da Newhouse. Allora? Paul era impaziente. Nawaz annu riluttante. Sembrano buone. Dovrebbero andar bene. Prese un pennarello, un goniometro e un righello di precisione in metallo. Con grande cura, localizz un punto specifico su ogni radiografia e lo segn con una piccola X. Questo il nostro bersaglio: la pars compacta della substantia nigra nella parte destra del mesencefalo. Adesso devo trovare le coordinate x, y e z. Si mise al lavoro, tracciando delle linee sulle radiografie e misurando gli angoli. Lo far qui? domand Paul. un buon visore, rispose Nawaz, assorto in quel lavoro di precisione. Dovremmo riportare il paziente in sala operatoria, intervenne. Mi sentir pi tranquillo se lo riattacchiamo al monitor cardiaco. Buona idea, approv Paul e si mise immediatamente dalla parte dei piedi per dare una mano. Newhouse, intanto, toglieva il freno alle ruote. Daniel e Stephanie sbirciarono oltre la spalla di Nawaz e osservarono mentre tracciava le coordinate per l'ago, la cui guida sarebbe stata saldamente fissata al casco. Il tavolo operatorio usc dalla stanza delle radiografie spinto da Paul e tirato da Newhouse, che si premur di tenere una mano sulla spalla di Ashley per stabilizzarlo durante il trasporto. Probabilmente non era necessario, perch gli aveva legato il petto alla parte sollevata del tavolo, ma voleva essere sicuro. Una volta nel corridoio, Paul si gir in modo da camminare in avanti, tirandosi dietro il tavolo: era pi facile che procedere all'indietro. Continu a tirare, ma il suo contributo serviva pi che altro per dare la direzione, dato che il tavolo tendeva a sbandare a causa delle quattro rotelle. Marjorie camminava di fianco, tenendo in alto il flacone della fleboclisi, ma anche pronta a sostenere Ashley se ce ne fosse stato bisogno. Spencer chiudeva il piccolo corteo, dando di tanto in tanto degli ordini che tutti ignoravano. Non ha un gran bel colore, comment l'anestesista, osservando il paziente sotto la vivida luce al neon del corridoio. Sbrighiamoci! Tutti affrettarono il passo.

Era pallido anche quando arrivato, obiett Spencer. Non credo che sia cambiato qualcosa. Lo rivoglio sul monitor, insist Newhouse. Ci siamo! esclam Paul, mentre apriva i battenti della sala operatoria ed entrava senza voltarsi a guardare il tavolo. Nella fretta, non lo alline rispetto al vano della porta, con il risultato che un angolo anteriore sbatt contro lo stipite di metallo. L'urto fu tale da far rimbalzare in avanti il corpo di Ashley, contro il nastro adesivo che gli teneva legato il petto alla parte sollevata del tavolo operatorio. Per la forza di inerzia, il casco stereotassico fece cadere la testa in avanti, un po' di sbieco. Newhouse e Marjorie reagirono prontamente, prendendo il paziente per le braccia che si erano sollevate per il colpo. Santo cielo! sbott l'anestesista. Mi spiace! si scus Paul, in tono colpevole. Essendo lui a dare la direzione al tavolo operatorio, era stata colpa sua pi di tutti gli altri. Il casco ha colpito lo stipite? chiese Newhouse, mentre rimetteva a posto la mano di Ashley, posandogliela in grembo. No, non lo ha toccato, rispose Marjorie, che stava dalla parte della collisione e avrebbe potuto evitarla, se si fosse accorta che era imminente, ma tutto era accaduto troppo in fretta. Lasci andare il braccio di Ashley per spingere via dallo stipite la parte anteriore del tavolo operatorio. Grazie al cielo per i piccoli favori, declam Newhouse. Almeno non lo abbiamo contaminato. Altrimenti avremmo dovuto ricominciare dall'inizio. Constance corse loro incontro dalla sua postazione vicino al tavolo con gli strumenti sterili. Dato che era rimasta nella sala operatoria, con gli indumenti appropriati e i guanti, pot prendere il casco senza minacciarne la sterilit, lo raddrizz, assieme alla testa del paziente, e lo sostenne. Ho gi finito? chiese Ashley con una voce come se fosse ubriaco. Il colpo lo aveva strappato dal suo riposo artificiale. Prov ad aprire gli occhi, ma le palpebre si sollevarono solo a met. Sentendo lo strano peso che aveva sulla testa, cerc di sollevare la mano per capire al tatto di cosa si trattasse, ma Newhouse gli afferr il braccio, mentre Marjorie gli teneva fermo l'altro. Mettete il tavolo in posizione, ordin Newhouse. Paul trascin il tavolo al centro della stanza e aiut l'anestesista a rimettere a posto i sostegni per le braccia. Un momento dopo, Ashley si ritrov nuovamente con le braccia legate ma non fece resistenza, infatti si riad-

dorment. Newhouse porse a Marjorie gli elettrodi dell'elettrocardiogramma e lei li colleg all'apparecchiatura elettronica. Ben presto i bip regolari e rassicuranti del monitor cardiaco riempirono il silenzio della stanza. Newhouse tolse lo stetoscopio dalle orecchie dopo aver controllato nuovamente la pressione arteriosa. Va tutto bene, annunci. Avrei dovuto stare pi attento, mormor Paul. Non c' stato danno, lo tranquillizz Newhouse. Il casco non stato compromesso. Comunque, lo diremo al dottor Nawaz, in modo che controlli. Ti sembra stabile, Constance? Come una roccia, rispose lei, che ancora lo stava sostenendo. Bene. Penso che adesso puoi lasciarlo andare. Grazie per l'aiuto. La ferrista lasci la presa un poco alla volta. Visto che la posizione del casco non cambiava, torn al proprio posto. Penso che avesse ragione, riguardo al colore del paziente, disse Newhouse a Spencer. Non si sono verificati cambiamenti nelle sue condizioni cardiovascolari. Allo stesso tempo, penso che allestir un ossimetro. Marjorie, potresti prendermene uno dalla stanza dell'anestesia? Certo, rispose lei, prima di sparire nel vano adiacente. Alla finestra che dava sul corridoio comparve una figura che attir l'attenzione di Paul. Anche se portava gli indumenti da sala operatoria e la maschera, lo riconobbe immediatamente: era Kurt Hermann. Vederlo l gli fece accelerare il battito cardiaco, poco dopo essersi ripreso dal piccolo incidente con il tavolo operatorio. Era nervoso, perch era veramente insolito che Kurt si facesse vivo nella parte della clinica destinata alle terapie. Doveva esserci qualcosa che non andava e qualcosa di molto grave, per giunta, dal modo in cui il capo della sicurezza gli stava facendo segno di uscire in corridoio. Paul lo raggiunse immediatamente. Che cosa c'? gli chiese con ansia. Ho bisogno di parlare con lei e con il dottor Wingate in privato. A proposito di cosa? Dell'identit del paziente. Non ha legami con la mafia. Davvero? Paul si sent sollevato. L'ultima cosa che si aspettava era una buona notizia. Chi ? Perch non chiama il dottor Wingate? D'accordo. Solo un attimo. Paul rientr nella sala operatoria e sussurr nell'orecchio a Spencer. Questi guard Kurt, oltre la finestra, come se non credesse alla notizia appena appresa, quindi segu in fretta Paul nel corridoio. Kurt rivolse loro un

gesto perch lo seguissero fino alla dispensa della sala operatoria. Una volta l, chiuse la porta e si volt a fissare i suoi capi. Non aveva una grande stima di nessuno dei due, anche perch non sapeva mai con certezza chi di loro comandasse veramente. Allora? chiese Spencer. Lui non aveva la pazienza di Paul. Ha intenzione di dircelo o che cosa? Chi ? Prima, un po' di antecedenti, rispose Kurt con il suo stile sbrigativo, militaresco. Ho saputo dall'autista della limousine che aveva preso il paziente e la sua accompagnatrice all'Atlantis. Tramite contatti con i dipendenti dell'albergo che mi sono stati forniti dalla polizia locale, ho scoperto che stanno nella suite Poseidone, registrata a nome di Carol Manning, di Washington, D.C. Carroll Manning? chiese Spencer. Non l'ho mai sentito nominare. Chi costui? Carol Manning una lei. Ho fatto indagare a un amico in patria: il capo dello staff del senatore Ashley Butler. Ho controllato presso l'ufficio immigrazione qui alle Bahamas: il senatore Butler arrivato nell'isola ieri. Sono convinto che il paziente lui. Il senatore Butler! Ma certo! esclam Spencer, dandosi una manata sulla fronte. Sapete, mi sembrava di averlo gi visto, ma non riuscivo a mettere assieme la faccia e il nome, per lo meno non vedendolo conciato con quei ridicoli vestiti da turista! Merda! imprec Paul. Si sbatt una mano sul fianco e and avanti e indietro per quanto glielo permetteva lo spazio esiguo della dispensa. Ci siamo dati tanto da fare per scoprire chi , e adesso salta fuori che un fottuto politico. Alla faccia del grande guadagno che volevamo farci! Non andiamo troppo di fretta, lo avvert Spencer. E perch? Paul si volt a guardarlo. Contavamo sul fatto che l'uomo del mistero fosse ricco e famoso. Questo significa una celebrit, come un divo del cinema, una rock star, un eroe dello sport, o per lo meno il direttore generale di una societ importante. Di certo, non un politico! Ci sono politici e politici. Tieni conto che si parla di Butler come del possibile candidato democratico alle prossime elezioni. Ma i politici non hanno soldi. Per lo meno, non di tasca loro. Ma hanno accesso a gente che ne ha un sacco. questo che conta, quando si corre seriamente per la Casa Bianca. Quando il campo dei candidati democratici si restringer, ci saranno valanghe di soldi. Se Butler in lizza, e se parte bene, potremmo metterci le mani sopra.

Ci sono un sacco di 'se', osserv Paul, senza abbandonare l'espressione seccata. Comunque, mi accontento di ci che abbiamo. Grosso guadagno o no, ho visto abbastanza della ROTS da poterne approfittare, e poi abbiamo i quarantacinquemila che non sono da buttar via. Quindi sono contento, soprattutto avendo fatto firmare a Lowell quella dichiarazione. Non potr negare quello che ha fatto qui e io insister per quell'articolo sulla Sacra Sindone di cui abbiamo parlato. Sar la pubblicit il nostro guadagno a lungo termine, e per questa un politico vale quanto qualsiasi altra persona famosa. Io torno ai miei normali compiti di sicurezza, annunci Kurt. Non aveva intenzione di rimanere l ad ascoltare le fesserie di quei due buffoni. Si avvicin alla porta e l'apr. Grazie per aver trovato il nome, gli disse Paul. Gi, grazie, aggiunse Spencer. Cercheremo di dimenticare che le ci voluto un mese e che per farlo ha dovuto ammazzare una persona. Kurt lo fulmin con un'occhiata torva, poi se ne and. La porta si richiuse da sola, spinta dalla molla. L'ultimo commento non stato leale, si lament Paul. Lo so, replic Spencer con un gesto della mano come a liquidare la questione. Cercavo di fare dello spirito. Tu non apprezzi il suo contributo qua dentro. Penso di no. Lo farai, quando lavoreremo a pieno ritmo. La sicurezza sar una questione grossa, fidati! S, forse, ma adesso torniamo all'impianto, e speriamo che vada meglio di come andata finora. Spencer apr la porta e fece per uscire. Aspetta! lo ferm Paul, prendendolo per un braccio. Mi appena venuta in mente una cosa: Ashley Butler il senatore che aveva guidato il movimento per non autorizzare la ROTS di Lowell. Lo trovo ironico, dato che ne sar il primo beneficiario! pi ipocrita che ironico, se vuoi sapere il mio parere. Lui e Lowell devono aver fatto qualche tipo di patto clandestino. Dev'essere cos, e in questo caso tornerebbe a nostro vantaggio, perch a tutti e due interesser mantenere il segreto. Credo che abbiamo il coltello dalla parte del manico, approv Spencer annuendo. Ma adesso torniamo in sala operatoria per assicurarci che non ci siano altri problemi, in modo che l'impianto abbia luogo veramente. caduto a proposito che ci trovassimo l quando scoppiato il casino dei

raggi X. Dovremo procurarci un'attrezzatura portatile per radiografie. Aspettiamo fin quando avremo un po' di contanti, se non ti spiace. Arrivati davanti alla porta della sala operatoria, Spencer si ferm e si volt verso Paul. Penso sia importante non tradirci, sul fatto che sappiamo la vera identit del senatore. Certo, non occorre nemmeno dirlo! 25 Domenica 24 marzo 2002 - ore 11.45 A Tony D'Agostino sembrava di essere intrappolato in un brutto sogno, senza riuscire a svegliarsi, quando si ritrov ancora una volta a fermare la macchina davanti al magazzino di rifornimenti idraulici dei fratelli Castigliano. A rendere le cose peggiori, era una domenica mattina fredda e piovosa e c'erano almeno mille altre cose che avrebbe preferito fare, come per esempio gustare cannoli e cappuccino al Caff Posillipo di Hanover Street. Prima di scendere dall'auto apr l'ombrello, ma i suoi tentativi di non bagnarsi furono inutili. Il vento faceva piovere di traverso e l'acqua arrivava da tutte le parti. Era difficile perfino tenere fermo l'ombrello, che rischiava di essere rovesciato e di volare via. Appena dentro il magazzino, Tony batt i piedi per far sgocciolare via l'acqua, si asciug la fronte con il dorso della mano e appoggi l'ombrello alla parete. Mentre oltrepassava il banco dietro il quale stava solitamente Gaetano, imprec tra s. Non aveva dubbi che era stato nuovamente lui a incasinare le cose e sperava di trovarlo l, per dirgliene quattro. Come al solito, la porta che dava sull'ufficio non era chiusa a chiave e Tony entr dopo aver bussato frettolosamente, senza aspettare risposta. I Castigliano stavano dietro le rispettive scrivanie, i cui ripiani ingombri erano illuminati da due lampade uguali, dal paralume di vetro verde. Dall'esterno entrava pochissima luce, per via del cielo nuvoloso e del sudiciume sui vetri delle finestre. I due sollevarono la testa contemporaneamente. Sal era occupato a scrivere in un libro mastro dall'aspetto antiquato, copiando da cincischiati foglietti di appunti, e Lou era impegnato in un solitario. Purtroppo, Gaetano non era nemmeno l. Seguendo il solito rituale, Tony strinse la mano ai gemelli, sbattendo il

palmo com'era suo solito, e si sedette sul divano. Non si appoggi allo schienale e non si sbotton nemmeno il cappotto: aveva intenzione di starci il meno possibile. Si schiar la gola. Nessuno aveva detto niente, il che era strano, dato che era lui a essere irritato. Mia madre ha parlato con mia sorella ieri sera, cominci. Voglio che sappiate che sono confuso. Ah, davvero? replic Lou con un accenno di derisione. Benvenuto nel club! Tony spost lo sguardo dall'uno all'altro dei fratelli: era evidente che anche loro erano di cattivo umore, tanto pi che Lou mostr mancanza di rispetto tornando a occuparsi delle carte, che gettava sulla scrivania con gesti rapidi come frustate. Guard Sal, che gli restitu uno sguardo truce. Appariva pi sinistro del solito, con il viso scarno illuminato dal basso dalla luce verdognola. Poteva essere un cadavere. Perch non ci racconti come mai sei confuso? gli chiese in tono altezzoso. Gi, ci piacerebbe saperlo, aggiunse il fratello, senza interrompere il solitario. Soprattutto dato che sei stato tu che ci hai forzato a tirare fuori i cento bigliettoni per quell'imbroglio di tua sorella. Lievemente allarmato per quell'inattesa accoglienza particolarmente fredda, Tony si appoggi allo schienale. All'improvviso gli era venuto caldo e si sbotton il cappotto. Non ho forzato nessuno, replic in tono indignato, ma gi mentre quelie parole gli uscivano dalle labbra si sent avvolto da una sgradevole sensazione di vulnerabilit. Si chiese, ormai troppo tardi, se fosse stato saggio a venire in quel posto isolato senza alcuna protezione e senza rinforzi. Non aveva un'arma con s, ma non era insolito. Non la portava quasi mai, cosa che i gemelli sapevano. Per aveva degli scagnozzi che facevano parte della sua organizzazione, proprio come li avevano i Castigliano, e avrebbe dovuto portarne uno con s. Non ci stai dicendo perch sei confuso, insist Sal, ignorando la sua obiezione. Tony si schiar di nuovo la gola. Sentendosi sempre pi a disagio, decise che era meglio attenuare la collera. Sono un po' confuso su ci che ha fatto Gaetano nel suo secondo viaggio a Nassau. Una settimana fa, mia madre mi ha detto che ha avuto difficolt a trovare mia sorella. Ha detto che quando poi riuscita a parlarci, Stephanie sembrava strana, come se le fosse successo qualcosa di brutto di cui non voleva parlare fino al suo ritorno a casa, che sar tra poco. Ovviamente, pensavo che Gaetano avesse fatto il

suo lavoro e il professore fosse acqua passata. Be', ieri sera mia madre riuscita a contattare di nuovo mia sorella, dato che lei non si era fatta viva. Questa volta, stando alle parole di mia madre, era 'di nuovo lei' e le ha detto che ancora a Nassau, con il professore, ma che rientreranno a casa tra pochissimi giorni. Che cosa succede? Per qualche minuto gravido di tensione nessuno parl. L'unico rumore era quello delle carte che Lou sbatteva sulla scrivania, mescolato alle strida dei gabbiani che volteggiavano sul terreno salmastro. Tony bad bene di guardare in giro per la stanza, che era quasi tutta in ombra, nonostante l'ora. A proposito di Gaetano, dov'? L'ultima cosa che voleva era una sorpresa da parte di quel gorilla. Proprio la domanda che volevamo farti noi, replic Sal. Che diavolo vuoi dire? Gaetano non ancora tornato da Nassau. assente ingiustificato. Non lo abbiamo sentito da quando partito, l'ultima volta che sei stato qui, e non ne sanno niente nemmeno suo fratello e sua cognata, con cui ha rapporti stretti. Nessuno ne sa un cazzo. Niente. Se prima Tony era confuso, adesso era strabiliato. Anche se ultimamente si era lamentato di Gaetano, lo rispettava: era un professionista pieno di esperienza e sulla cui lealt si stava tranquilli. La sua sparizione non aveva senso. Inutile dire che anche noi siamo un po' sorpresi, aggiunse Sal. Avete fatto qualche indagine? Indagini? chiese Lou con sarcasmo, sollevando lo sguardo dalle carte. Perch dovremmo fare una cosa tanto stupida? Diavolo, no! Ce ne siamo stati qui, giorno dopo giorno, a rosicchiarci le unghie e ad aspettare che squilli il telefono. Abbiamo chiamato la famiglia Spriano a New York, spieg Sal, ignorando il sarcasmo di suo fratello. Nel caso non lo sapessi, sono imparentati alla lontana. Controlleranno per noi. Intanto, stanno per mandarci un altro assistente che sar qui fra un giorno o due. Erano stati loro a mandarci Gaetano. Tony fu scosso da un brivido di paura. Sapeva che gli Spriano erano una delle famiglie pi potenti e spietate della East Coast. Non aveva idea che i gemelli avessero dei collegamenti con loro, cosa che rendeva tutto pi serio e pi preoccupante. E i colombiani di Miami che dovevano fornirgli la pistola? domand, tanto per cambiare argomento. Abbiamo chiamato anche loro. Non sono mai tanto disposti a collabo-

rare, come sai, ma hanno detto che controlleranno. Cos, abbiamo chi tasta il terreno, laggi. Ovviamente, vogliamo sapere dove si rintana quel cretino e perch. Vi mancano dei soldi? si inform ancora Tony. Niente che possa aver preso Gaetano, rispose Sal in modo enigmatico. Strano, osserv Tony, non sapendo che altro dire. Non voleva chiedergli che cosa intendeva. Mi spiace che abbiate questo problema. Si spinse in avanti sul divano, come se volesse alzarsi. pi che strano, ringhi Lou. E 'mi spiace' non abbastanza. Ne abbiamo parlato, in questi ultimi giorni, e pensiamo che devi sapere come la pensiamo. Ti riteniamo responsabile per questo casino con Gaetano, comunque vada a finire, e anche per i nostri centomila dollari, che vogliamo indietro con gli interessi. Gli interessi saranno al nostro solito tasso, dal giorno in cui li abbiamo dati, e non sono negoziabili. E un'ultima cosa: adesso consideriamo il prestito scaduto. Tony si alz di botto. La sua ansia crescente aveva raggiunto un punto critico, dopo aver ascoltato Lou e aver colto la minaccia insita nelle sue parole. Fatemi sapere se scoprite qualcosa, disse, dirigendosi alla porta. Intanto, svolger un po' di indagini anch'io. Farai meglio a svolgere indagini su come metterai insieme i cento bigliettoni, gli consigli Sal, perch non abbiamo intenzione di essere tanto pazienti. Tony corse fuori dal magazzino senza badare alla pioggia. Era tutto sudato, nonostante il freddo. Solo quando era gi in macchina si ricord dell'ombrello. 'fanculo! esclam ad alta voce. Mise in moto la Cadillac e, con il braccio appoggiato allo schienale, guard dal lunotto posteriore mentre faceva una rapida manovra a marcia indietro. Con una pioggia di sassolini, l'auto balz sulla strada e un attimo dopo andava a quasi ottanta all'ora, diretta in citt. Tony si rilass un po' e si asciug prima un palmo poi l'altro sui pantaloni. Aveva scampato la minaccia immediata, ma sapeva che ne incombeva una pi a lungo termine, soprattutto se venivano coinvolti gli Spriano, anche di poco. Era tutto molto scoraggiante, se non spaventoso. Proprio mentre stava mettendo insieme le sue risorse per lottare contro l'incriminazione, si trovava a dover fronteggiare una possibile guerra di bande. John! Mi sente? chiam il dottor Nawaz. Si era chinato e intanto teneva sollevato l'orlo dei teli sterili che coprivano il volto del paziente. Era

coperto quasi completamente anche il casco stereotassico e l'unica zona libera dai teli era la parte destra della fronte. L Nawaz aveva praticato una piccola incisione nella pelle che ora era tenuta aperta da un divaricatore. Dopo aver esposto l'osso, Nawaz aveva usato uno speciale trapano per praticare un piccolo foro nel cranio che portasse allo scoperto la fascia bianco-grigiastra che ricopriva il cervello. Direttamente allineato con il foro e saldamente attaccato a uno degli archi che componevano il casco stereotassico c'era l'ago. Con l'aiuto delle radiografie erano stati determinati gli angoli esatti e l'ago era gi stato inserito nella parte esterna del cervello. A quel punto bastava far avanzare l'ago fino alla profondit esatta, predeterminata, per raggiungere la substantia nigra. Dottor Newhouse, forse potrebbe scuotere un po' il paziente, sugger Nawaz, nel suo melodioso accento anglopakistano. A questo punto, preferirei che fosse sveglio. Ma certo! Newhouse balz in piedi e mise da parte una rivista che stava leggendo. Infil una mano sotto i teli fino a raggiungere una spalla e la scosse. Le pesanti palpebre di Ashley si aprirono a fatica. Adesso mi sente, John? chiese Nawaz. Abbiamo bisogno del suo aiuto. Certo che vi sento, rispose Ashley, la voce impastata dal sonno. Voglio che mi dica qualsiasi sensazione avr nei prossimi minuti. Pu farlo? Che cosa intende per 'sensazione'? Immagini, suoni, pensieri, odori, o senso del movimento: tutto quello che noter. Ho molto sonno. S, capisco, ma cerchi di rimanere sveglio appena per pochi minuti. Come ho detto, abbiamo bisogno del suo aiuto. Ci prover. tutto quello che chiediamo. Nawaz riabbass il telo sul viso di Ashley, poi si volt e rivolse il segno di pollice alzato al gruppetto oltre la finestra. Quindi, dopo aver piegato le dita inguantate, us la rotella del micromanipolatore sulla guida che reggeva l'ago. Lentamente, millimetro dopo millimetro, fece avanzare la punta smussata dell'ago nelle profondit del cervello. Quando fu a met strada, sollev di nuovo il telo e fu contento nel vedere che il paziente teneva ancora gli occhi aperti, anche se a malapena. Sta bene? gli chiese.

Benissimo, rispose Ashley, con una traccia di accento del Sud. Felice come una Pasqua. Procede tutto bene. Non ci vorr ancora molto. Fate con calma. La cosa importante che il risultato sia quello giusto. Su questo non ci sono dubbi, gli assicur Nawaz. Il neurochirurgo sorrise sotto la maschera, mentre riabbassava il telo per ricominciare a far avanzare l'ago. Era colpito dal coraggio e dal buonumore di quell'uomo. Qualche minuto dopo, con un giro finale del micromanipolatore, si ferm alla profondit esatta, cos com'era stata calcolata. Dopo aver controllato di nuovo lo stato di salute del paziente, disse a Marjorie di far venire il dottor Lowell. Nel frattempo, prepar la siringa che avrebbe dovuto somministrare le cellule terapeutiche. Va tutto bene? chiese Daniel. Prima di entrare si era messo la mascherina. Tenendo le mani dietro la schiena, si chin a guardare il foro con l'ago gi inserito. Benissimo, rispose Nawaz. Ma c' un problema che ammetto essermi sfuggito dalla mente, con la confusione di prima. A questo punto, d'abitudine si fa un'altra radiografia, per essere certi al cento per cento di dove posizionata la punta dell'ago. Per, senza la possibilit di usare i raggi X qui nella sala operatoria, non possibile. Con la craniotomia praticata e l'ago inserito, non possiamo spostare il paziente senza rischi. Sta chiedendo la mia opinione se il caso di procedere? Precisamente. In definitiva, vostro paziente. In questa situazione particolare io sto solo mettendo a disposizione la mia specializzazione. Quanto si sente sicuro della posizione dell'ago? Tantissimo. In tutta la mia esperienza con il casco stereotassico, non ho mai mancato il punto che mi ero prefissato. In questo caso, poi, c' un altro fattore rassicurante: aggiungeremo delle cellule, non praticheremo un intervento di chirurgia ablativa, cosa che faccio in genere quando utilizzo questa procedura e che causerebbe molti pi problemi, nel caso l'ago non fosse perfettamente allineato. difficile non restare colpiti da una percentuale di successo del cento per cento! Confido di essere in buone mani. Procediamo! Ha ragione! Nawaz prese la siringa, che era stata riempita con la quantit predeterminata di cellule terapeutiche. Dopo aver tolto i trequarti dal lumen dell'ago gi conficcato, attacc la siringa. Dottor Newhouse, sono pronto a cominciare l'impianto. Grazie, rispose l'anestesista. Riteneva importante essere avvertito nel-

le fasi critiche di un intervento, e controll di nuovo i segni vitali. Quando ebbe finito e si tolse lo stetoscopio dalle orecchie, fece cenno a Nawaz che poteva procedere. Dopo aver sollevato nuovamente il telo e aver fatto svegliare il paziente da Newhouse, il neurochirurgo ripet le istruzioni che aveva gi dato prima di inserire l'ago. Soltanto allora inizi l'impianto vero e proprio, utilizzando un altro strumento meccanico manuale per spingere lo stantuffo della siringa lentamente e uniformemente. Daniel prov un brivido di eccitazione. In quel momento i neuroni clonati produttori di dopamina, potenziati dai geni del sangue proveniente dalla Sacra Sindone, si stavano lentamente depositando nel cervello di Butler: era un evento che avrebbe fatto la storia della medicina. In un colpo solo si realizzavano la promessa delle cellule staminali, la clonazione terapeutica e la ROTS, nel curare per la prima volta in un essere umano una grave malattia degenerativa. Con un senso crescente di euforia, si volt verso Stephanie e le rivolse il segno della vittoria, sollevando l'indice e il medio. Lei rispose con lo stesso gesto, ma non con la stessa alacrit. Daniel pens che fosse a disagio, dovendo stare assieme a Paul Saunders e Spencer Wingate, con i quali doveva fare un minimo di conversazione. A met dell'impianto, Nawaz si ferm, come aveva fatto durante l'inserimento dell'ago. Quando sollev il telo, si accorse che il paziente si era nuovamente addormentato. Vuole che lo svegli? chiese Newhouse. S, per favore. E magari potrebbe cercare di tenerlo sveglio nei prossimi minuti. Ashley apr gli occhi, sentendosi scuotere. La mano del dottor Newhouse gli stringeva la spalla. Sta bene, signor Smith? chiese Nawaz. Deliziosamente, borbott lui. Abbiamo finito? Quasi. Ancora un attimo. Nawaz lasci ricadere il telo e guard l'anestesista. tutto stabile? gli chiese. Solido come una roccia. Nawaz riprese a far scendere lo stantuffo della siringa, allo stesso ritmo lento e misurato di prima. Nel momento in cui stava per dare il giro finale, che avrebbe rilasciato le ultime cellule terapeutiche, da sotto il telo il paziente borbott qualcosa di incomprensibile. Nawaz si ferm e scocc un'occhiata a Newhouse, chiedendogli se avesse capito che cosa diceva. Non l'ho nemmeno sentito, ammise l'anestesista.

tutto ancora stabile? Non ci sono cambiamenti. Newhouse us nuovamente lo stetoscopio per controllare la pressione del sangue. Nel frattempo, Nawaz sollev il telo e scrut il viso del paziente. L'espressione del volto, che a causa del casco era visibile solo fino all'altezza delle sopracciglia, era cambiata considerevolmente. Gli angoli della bocca erano tirati in gi e il naso era arricciato, come per esprimere disgusto. Questo era tanto pi sorprendente in quanto fino a poco prima il viso era inespressivo, un sintomo della sua malattia. C' qualcosa che la disturba? domand Nawaz. Che cos' questa puzza tremenda? chiese Ashley. Aveva ancora la voce impastata, come se fosse ubriaco. Ce lo dica lei, propose Nawaz, provando una punta di apprensione. A cosa le fa pensare questo odore? Alla merda di maiale, se devo tirare a indovinare. Cosa diavolo state facendo? L'intuizione di un potenziale disastro pervase Nawaz come una leggera ma sgradevole scossa elettrica, lasciandogli nello stomaco una sensazione che solo i chirurghi esperti conoscono. Guard Daniel in cerca di appoggio, ma lui si limit ad alzare le spalle: aveva una scarsa esperienza personale in fatto di chirurgia, ed era solo confuso. Sterco di maiale? Che cosa significa? Dato che qua dentro non ci sono maiali, temo che abbia un'allucinazione olfattiva, spieg Nawaz, con un tono come se fosse in collera. C' qualche problema? gli chiese Daniel. Mettiamola cos: mi preoccupa. Possiamo sperare che non sia niente, ma consiglio di non terminare l'impianto. d'accordo? Gli abbiamo comunque impiantato pi del novantanove per cento di cellule. Se c' qualche rischio, s certo. A Daniel non importava che si arrivasse assolutamente alla fine. Aveva deciso la quantit di cellule in base a un calcolo puramente ipotetico, basato sugli esperimenti con i topi. Ci che lo preoccupava era la reazione di Nawaz: capiva che era preoccupato, ma non aveva idea del perch un cattivo odore fosse tanto allarmante. L'ultima cosa di cui aveva bisogno era una complicazione di qualsiasi tipo, adesso che era cos vicino al successo. Sto per ritirare l'ago, annunci Nawaz a Newhouse, anche se non c'era da somministrare l'anestesia per inalazione. Con la stessa precauzione e lentezza con cui aveva inserito l'ago, comp l'operazione inversa. Una volta

che la punta fu uscita dal cervello, controll se ci fossero segni di emorragia. Per fortuna, non ce n'erano. L'ago fuori! annunci e lo porse a Constance. Fece un respiro profondo e sollev il telo per esaminare il paziente. Sentiva lo sguardo di Daniel alle proprie spalle. L'espressione di repulsione che prima era evidente sul volto di Ashley si era trasformata in irritazione. La bocca adesso era stretta, con le labbra premute insieme, a formare una linea. Gli occhi erano spalancati e le narici allargate. Sta bene, signor Smith? chiese Nawaz. Voglio andarmene fuori di qua al pi presto! sbott Ashley. Lo sente ancora quell'odore? Quale odore? Poco fa si lamentava che c'era un cattivo odore. Non so di che diavolo sta parlando. Tutto quello che so che me ne voglio andare! Facendo all'improvviso la mossa di alzarsi, Ashley spinse contro il nastro adesivo che gli teneva il torso legato alla parte verticale del tavolo operatorio e divincol le mani. Allo stesso tempo, tir su le gambe, portandosi le ginocchia al petto. Tenetelo gi! grid Nawaz. Si chin su di lui, cercando di riportare gi le gambe con il proprio peso. Intanto continuava a tenere sollevato il telo e osservava il volto del paziente diventare rosso per lo sforzo. Daniel si precipit ai piedi del tavolo operatorio e allung le mani sotto i teli per afferrare le caviglie. Cerc di tirarle gi e fu sorpreso dalla forza del senatore nell'opporre resistenza. Newhouse aveva lasciato andare la spalla per afferrargli il polso che si era liberato dal nastro adesivo. Marjorie gir attorno al tavolo per afferrare l'altro braccio, che pure stava per liberarsi. Signor Smith, si calmi! grid Nawaz. Va tutto bene! Non toccatemi, fottuti animali! url a sua volta Ashley. Sembrava un ubriaco bellicoso che resisteva a tutti gli sforzi per tenerlo fermo. Stephanie, Spencer e Paul entrarono di corsa in sala operatoria, infilandosi le mascherine. Diedero una mano anche loro, in modo che Marjorie avesse l'opportunit di rafforzare la presa sul polso e aiutasse Daniel e rimettere gi le gambe dell'irrequieto paziente. Adesso che aveva le mani libere. Newhouse ricontroll la pressione arteriosa. Il bip del monitor cardiaco, intanto, era accelerato considerevolmente. Marjorie usc dalla stanza per andare a prendere un paio di cinghie di cuoio per le caviglie. Va tutto bene, ripet Nawaz ad Ashley, una volta che lo ebbero nuo-

vamente sotto controllo. Fiss il volto che era diventato rosso porpora per lo sforzo e che aveva un'espressione provocatoria e rabbiosa. Deve calmarsi! Dobbiamo richiudere la piccola incisione e poi abbiamo finito. Dopo potr alzarsi. Ha capito? Siete tutti un branco di pervertiti. Lasciatemi andare, cazzo! L'uso di quel linguaggio osceno colp tutti, quanto la violenta reazione fisica. Per un attimo, nessuno si mosse n disse nulla. Nawaz fu il primo a riprendersi. Adesso che il paziente era saldamente legato, si sollev da lui e tutti notarono l'erezione del pene, che si notava sotto i teli. Vi prego, lasciatemi liberi le mani e i piedi! chiese Ashley in tono lamentoso, mentre si metteva a piangere. Sanguinano. Gli occhi di tutti andarono immediatamente alle estremit di Ashley, in particolare quelli di Daniel, che continuava a tenergli le caviglie mentre Marjorie stava ancora lottando per fissarle con le cinghie di cuoio. Non c' sangue, replic Paul. Di cosa sta parlando? John, mi ascolti! intervenne di nuovo Nawaz. Gli teneva ancora sollevato il telo sopra il volto. Le sue mani e i suoi piedi non sanguinano. Sta bene. Deve solo rilassarsi per qualche altro minuto, in modo che io possa finire. Non mi chiamo John, disse Ashley a bassa voce. Le lacrime erano sparite rapidamente com'erano comparse. Anche se dalla voce sembrava ancora ubriaco, si era calmato improvvisamente. Se non si chiama John, come si chiama, allora? Daniel scocc un'occhiata preoccupata a Stephanie, che aveva fatto un passo indietro dopo aver aiutato a tenere ferme le mani di Ashley. Oltre a tutte le altre preoccupazioni adesso ce n'era un'altra: che il senatore rivelasse la sua vera identit, sotto l'effetto del sedativo. Quali sarebbero state le conseguenze finali del progetto non sapeva, ma di certo non ne sarebbe uscito niente di buono, non con l'esigenza di segretezza mostrata fino ad allora. Mi chiamo Ges, rispose Ashley a bassa voce, mentre chiudeva gli occhi con espressione beata. Quasi tutti rimasero nuovamente sbalorditi e si scambiarono sguardi confusi, ma non Nawaz. La sua reazione fu di chiedere a Newhouse che cosa avesse somministrato al paziente come sedativo prima dell'intervento. Diazepam e fentanile per via endovenosa, rispose l'anestesista. Pensa che si potrebbe dargliene senza problemi un'altra dose?

Certo. Vuole che lo faccia? Prego! Newhouse si affrett a preparare una siringa con cui aspir il miscuglio di farmaci che iniett poi nella fleboclisi. Perdonali, padre, mormor Ashley senza aprire gli occhi, perch non sanno quello che fanno. Che cosa sta succedendo? sussurr Paul. Questo tizio pensa di essere Ges Cristo crocefisso? qualche strana reazione ai farmaci? si inform Spencer. Ne dubito, rispose Nawaz. Ma, quale ne sia la causa, di certo un attacco epilettico. Cosa? Paul era incredulo. Non come gli attacchi che ho visto. una crisi epilettica del lobo temporale. Che cosa l'ha provocata, se non i farmaci? Infilargli l'ago nel cervello? Se fosse stato l'ago, sarebbe accaduta prima. Dato che si verificata verso la fine dell'impianto, dobbiamo presumere che sia legata a quello. Nawaz guard l'anestesista. Pu controllare se si addormentato? Newhouse infil una mano sotto il telo e scosse delicatamente la spalla del paziente. Nessuna reazione? chiese a Nawaz. Il neurochirurgo scosse la testa e abbass il telo sul viso di Ashley, poi sospir e si volt a guardare Daniel, incrociando sul petto le mani ancora infilate nei guanti. Daniel sent le gambe diventare di gelatina, mentre incrociava il suo sguardo fisso. Capiva che il medico pakistano era molto preoccupato, e questo indeboliva la compostezza che lui cercava di mantenere. Il timore di una complicazione, che gli era fluttuato nella mente fin dal momento in cui Butler si era lamentato di sentire un odore, ritorn con la forza dirompente del mare che travolge una diga. Credo che gli possa lasciar andare le caviglie, gli disse Nawaz. Daniel abbandon la presa che aveva mantenuto distrattamente, anche dopo che Marjorie aveva fissato le cinghie di cuoio. Questo attacco mi preoccupa, aggiunse Nawaz. Non solo sono convinto che non provocato dai farmaci, ma il fatto che sia avvenuto mentre erano ancora attivi fa pensare che ci sia un violento disturbo centrale del cervello. Perch non potrebbe essere collegato ai farmaci? chiese Daniel, spinto pi dalla speranza che dalla ragione. Non si potrebbe trattare di un sogno indotto dai sedativi? Voglio dire, il diazepam e il fentanile per endovena

sono una mistura potente. Combinata con la forte suggestione legata alla Sacra Sindone, potrebbe scatenare sfrenati voli di fantasia. Che cosa c'entra la Sacra Sindone? Ha a che fare con le cellule terapeutiche. una lunga storia: prima di iniziare la clonazione, un po' di geni del paziente sono stati sostituiti da quelli ottenuti dal sangue che si trova sulla Sindone. Era stata una richiesta specifica del paziente, che crede nell'autenticit di quella reliquia. Ha perfino detto che sperava nell'intervento divino. Suppongo che questo potrebbe svolgere un ruolo nel tipo di illusione che vive il paziente, ma il fatto che l'attacco abbia avuto luogo con l'impianto non pu essere negato. Ma come fa a esserne cos sicuro? insist Daniel. Per il momento in cui iniziato e per l'allucinazione olfattiva, spieg Nawaz. L'odore di cui parlava era un'aura, e una caratteristica della crisi epilettica del lobo temporale che inizia con un'aura. Altre caratteristiche sono l'iperreligiosit, profondi cambiamenti dell'umore, intensi impulsi della libido e atteggiamento aggressivo, e sono comparsi tutti, nel breve tempo in cui il paziente rimasto sveglio. stato un esempio classico. Che cosa dovremmo fare? domand Daniel, che temeva la risposta. Pregare che si sia trattato di un fenomeno momentaneo. Purtroppo, data l'intensit con cui si mostrato, mi sorprenderei se nel paziente non insorgesse un'epilessia del lobo temporale conclamata. Non c' niente che si possa fare, come trattamento profilattico? chiese Stephanie. Ci che vorrei fare ma non posso visualizzare le cellule terapeutiche, rispose Nawaz. Mi piacerebbe vedere dove sono finite. Allora magari potremmo fare qualcosa. Che cosa intende con 'dove sono finite'? chiese Daniel. Mi ha detto che, con la sua esperienza nell'uso del casco stereotassico per le iniezioni, non aveva mai avuto il problema di non essere dove avrebbe dovuto. Vero, ma non ho mai avuto un paziente che stato colpito da attacco epilettico durante una procedura come questa. C' qualcosa che non va. Vorrebbe dire che le cellule potrebbero non essere nella substantia nigra? protest Daniel. Se cos, non voglio sentirlo! Senta! sbott Nawaz. E stato lei a incoraggiarmi ad andare avanti pur non avendo la necessaria attrezzatura radiologica. Non litighiamo, intervenne Stephanie. Le cellule terapeutiche possono essere visualizzate.

Tutti gli sguardi si puntarono su di lei. Abbiamo incorporato in quelle cellule un antigene di superficie proveniente da un insetto, spieg Stephanie. Avevamo fatto la stessa cosa negli esperimenti con i topi, proprio per poter visualizzare in seguito le cellule impiantate. Abbiamo un anticorpo monoclonale contenente un metallo pesante radioopaco, messo a punto da un radiologo che ha collaborato con noi. sterile e pronto all'uso. Deve solo essere iniettato nel liquido cerebrospinale nello spazio subaracnoideo. Con i topi ha funzionato perfettamente. Dov'? chiese Nawaz. Nel laboratorio, nell'edificio numero uno. sulla scrivania dell'ufficio che ci hanno assegnato. Marjorie! chiam Paul, perentorio. Telefona a Megan Finnigan, in laboratorio! Dille di prendere l'anticorpo e di portarlo qua immediatamente. 26 Domenica 24 marzo 2002 - ore 14.15 Il dottor Jeffrey Marcus era un radiologo che lavorava al Doctors Hospital in Shirley Street, a Nassau. Spencer aveva stretto un accordo con lui affinch coprisse di volta in volta le necessit della Wingate Clinic, fin quando non avessero avuto un radiologo a tempo pieno. Appena fu deciso di sottoporre Butler alla TAC, Spencer lo fece chiamare e, essendo domenica pomeriggio, il dottor Marcus pot arrivare immediatamente. Nawaz era contento che fosse lui il radiologo, infatti lo conosceva fin dai tempi di Oxford e sapeva che aveva molta esperienza nel campo neuroradiologico. Anche Marcus, come Newhouse, era un inglese che aveva deciso di espatriare per sfuggire al clima inclemente e aveva scelto le Bahamas. Queste sono sezioni trasversali del cervello, a partire dalla calotta del ponte, spieg puntando verso il monitor del computer la gomma con cui terminava la matita gialla che teneva in mano. Procederemo in avanti un centimetro alla volta e dovremmo arrivare al livello della substantia nigra tra una o due inquadrature al massimo. Sedeva davanti al computer, con Daniel alla sua sinistra. Sempre a sinistra, ma in piedi e un po' chinato per vedere meglio, c'era Nawaz. Vicino alla finestra che dava sulla stanza della TAC stavano Paul, Spencer e Ne-

whouse, che reggeva una siringa pronta con un'altra dose di sedativo, ma non era stato necessario iniettarla. Ashley non si era svegliato da quando gli avevano somministrato la seconda dose e aveva dormito mentre gli richiudevano con i punti il foro della craniotomia, gli toglievano il casco stereotassico e lo trasferivano sul tavolo della TAC. In quel momento giaceva supino con la testa dentro l'apertura della gigantesca macchina a forma di ciambella e sembrava l'immagine della serenit. Gli avevano incrociato le mani sul petto, lasciando le cinghie di cuoio ai polsi senza per fissarle. Il liquido della fleboclisi continuava a scorrere. Stephanie si teneva un po' indietro rispetto agli altri e stava appoggiata al ripiano di un banco, le braccia incrociate. Senza farsene accorgere da nessuno, stava lottando per non piangere. Sperava che nessuno si rivolgesse a lei, perch temeva che in quel caso avrebbe perso il controllo. Aveva anche pensato di uscire dalla stanza, ma questo avrebbe attirato ancora di pi l'attenzione, quindi rimase dov'era e continu a soffrire in silenzio. Senza nemmeno guardare la schermata della TAC che stava per essere visualizzata, sapeva che durante l'impianto si era verificata una grave complicanza e questo aveva distrutto il suo controllo emotivo, gi messo a dura prova da tutto ci che era accaduto nell'ultimo mese. Si rimprover per non aver dato retta al proprio intuito, all'inizio di quella vicenda farsesca che ora si stava trasformando in una potenziale tragedia. Ecco, ci siamo! esclam il radiologo, indicando di nuovo l'immagine sul monitor. Questo il mesencefalo, e questa la zona della substantia nigra, e purtroppo non vedo la radiotrasparenza che ci si aspetterebbe da un anticorpo monoclonale evidenziato da metalli pesanti. Forse l'anticorpo deve ancora diffondersi dal liquido neurospinale nel cervello, sugger Nawaz. O forse non c' un unico antigene di superficie sulle cellule usate per la terapia. Siete sicuri che il gene inserito fosse manifesto? Ne sono certo, rispose Daniel. Lo ha verificato la dottoressa D'Agostino. Magari dovremmo ripetere la TAC tra qualche ora. Con i topi, lo vedevamo entro mezz'ora, al massimo quarantacinque minuti, obiett Daniel e guard l'orologio. Il cervello umano pi grosso, ma abbiamo usato una maggiore quantit di anticorpo, ed passata un'ora. Dovremmo vederlo. Deve esserci! Aspettate! esclam il dottor Marcus. Lateralmente c' della radiotrasparenza diffusa. Spost la gomma della matita a destra, di circa un cen-

timetro. I punti luminosi erano appena accennati, come fiocchi di neve contro un vetro smerigliato. Oh, mio Dio! grid Nawaz. nella parte mediana del lobo temporale. Non c' da stupirsi che abbia avuto un attacco epilettico. Guardiamo la prossima immagine. Gi la si vedeva apparire, occupando gradatamente tutto lo schermo, come se si srotolasse. Adesso si vede ancora meglio. Marcus picchiett la gomma contro il monitor. Direi che nella zona dell'ippocampo, ma per localizzarla in modo pi preciso dovremmo insufflare dell'aria nel corno temporale del ventricolo laterale. Vuoi che lo faccia? No! rispose con enfasi Nawaz. Si raddrizz, afferrandosi la testa con le mani. Come diavolo potuto accadere che l'ago entrasse cos lontano? Non posso crederci. Sono perfino tornato a guardare le radiografie, ho ripreso le misure, e poi ho controllato la posizione sulla guida. Era tutto assolutamente preciso. Sollev le mani dalla testa e le allarg per aria, come a implorare perch qualcuno gli spiegasse che cos'era accaduto. Forse il casco si spostato un po', quando abbiamo colpito lo stipite della porta con il tavolo operatorio? chiese Newhouse. Che cosa sta dicendo? Mi avevate detto che il tavolo aveva strusciato contro lo stipite. Che cosa intende esattamente per 'colpito'? Quando successo? chiese Daniel. Era la prima volta che ne sentiva parlare. E di quale stipite state parlando? stato il dottor Saunders a dire che lo aveva strusciato, non io, rispose Newhouse, ignorando Daniel. Nawaz rivolse a Paul uno sguardo interrogativo e lui annu con riluttanza. Suppongo che sia stato pi un colpo che una strusciata, ma non importa. Constance ha detto che il casco era ancorato solidamente quando lo ha afferrato. Afferrato? url Nawaz. Perch lo ha afferrato? Ci fu un silenzio imbarazzato, mentre Paul scambiava uno sguardo con Newhouse. Che cos', una cospirazione? insist Nawaz. Qualcuno mi risponda! C' stato una specie di colpo di frusta, spieg l'anestesista. Io volevo riattaccare al pi presto il paziente al monitor, quindi spingevamo il tavolo in fretta. Purtroppo non era allineato con la porta della sala operatoria. Dopo la botta, Constance ha sostenuto il casco. Lei aveva ancora gli indumenti sterili e i guanti. A quel punto eravamo preoccupati per la contaminazione, dato che il paziente si era svegliato e le mani non erano legate.

Perch non mi avete riferito tutto questo, quando accaduto? Glielo abbiamo detto, rispose Paul. Mi avete detto che il tavolo ha sfregato contro lo stipite. tutta un'altra cosa che sbatterci talmente forte da causare un colpo di frusta. Be', forse 'colpo di frusta' un po' esagerato, si corresse Newhouse. La testa del paziente caduta in avanti. Non ha avuto un contraccolpo all'indietro, o simili. Dio santo! bofonchi Nawaz, in preda allo scoramento. Si lasci cadere pesantemente in una poltroncina, si tolse la cuffia e scosse la testa per la frustrazione. Non riusciva a credere di essersi lasciato intrappolare in una vicenda cos burlesca. Adesso gli era chiaro che il casco stereotassico doveva aver ruotato leggermente ed essersi anche spostato in avanti, o a causa dell'impatto o quando la ferrista lo aveva bloccato. Dobbiamo fare qualcosa! intervenne Daniel, dopo essersi ripreso dalla rivelazione sull'incidente e sulle sue tragiche conseguenze. E che cosa propone? gli chiese Nawaz in tono derisorio. Abbiamo erroneamente impiantato una caterva di scellerate cellule che producono dopamina nel lobo temporale del paziente. Non possiamo certo tornare l e succhiarle via. No, ma potremmo distruggerle prima che si diramino diffusamente. Nella mente di Daniel, una scintilla di speranza cominciava a divampare come un fal. Abbiamo l'anticorpo monoclonale all'antigene di superficie specifico della cellula. Invece di legare l'anticorpo a un metallo pesante, come abbiamo fatto per la visualizzazione ai raggi X, lo leghiamo a un agente citotossico. Una volta iniettata questa combinazione nel liquido cerebrospinale, bam! i neuroni messi al posto sbagliato vengono annientati. Poi basta che facciamo un altro impianto, questa volta alla parte sinistra del paziente, e siamo a posto. Nawaz si lisci all'indietro i lucenti capelli neri e prese per un momento in considerazione l'idea di Daniel. Anche se con un metodo poco ortodosso, si poteva effettivamente ovviare a un disastro per il quale lui era in parte responsabile, ma l'intuito gli diceva di non lasciarsi trascinare ulteriormente in qualche altra procedura sperimentale. Questa combinazione di anticorpi citotossici l'ha a portata di mano? Chiedere non faceva danni, pens Nawaz nel rivolgere a Daniel questa domanda. No, ma sono certo che potremmo farcela preparare rapidamente dalla stessa ditta che ci ha fornito l'anticorpo e averla nel giro di un giorno.

Be', se e quando la ricever, me lo faccia sapere. Nawaz si alz. Un secondo fa ho detto che non possiamo tornare ad aspirare via le cellule messe nel posto sbagliato. La sfortunata ironia della situazione che, se non si fa nulla e il paziente finir con l'essere colpito in modo permanente dall'epilessia del lobo temporale, come avverr quasi sicuramente, probabile che dovr essere sottoposto a qualcosa del genere in futuro. Ma si tratter di un grosso intervento di neurochirurgia ablativa, che richieder l'asportazione di molto tessuto cerebrale, con alti rischi connessi. Motivo in pi per fare ci che ho proposto, replic Daniel, che si stava affezionando sempre di pi all'idea. All'improvviso, Stephanie si stacc dal banco a cui stava appoggiata e si diresse alla porta. Nonostante il timore di attirare l'attenzione degli altri su di s, non poteva sopportare di ascoltare una parola di pi di quella conversazione. Era come se parlassero di un oggetto inanimato, invece che di un essere umano colpito da una malattia iatrogena. A colpirla in modo particolare era l'atteggiamento di Daniel che, nonostante la tremenda complicanza, continuava a manovrare come un Machiavelli della medicina, ciecamente alla ricerca di propri interessi imprenditoriali, quali che fossero le conseguenze morali. Stephanie! la chiam Daniel. Stephanie, perch non telefoni a Peter, a Cambridge, per dirgli... La porta le si chiuse alle spalle, e non ud pi la sua voce. Corse lungo il corridoio e si diresse verso i servizi delle donne, dove sperava di poter piangere in pace. Era sconvolta da tantissime cose, ma soprattutto perch sapeva che anche lei era responsabile quanto chiunque altro di ci che era accaduto. 27 Domenica 24 marzo 2002 - ore 19.42 Ora, non che voglio essere una seccatura per voi gente di talento, dichiar Ashley, ricorrendo al suo tipico accento strascicato, e non intendo sembrare ingrato per tutti i vostri sforzi. Mi scuso dal profondo del cuore, ma non c' modo che io rimanga qui stanotte. Era seduto in un letto che aveva la parte posteriore sollevata al massimo. Non indossava pi la camicia da ospedale, ma i chiassosi abiti da turista, e l'unica traccia del recente intervento chirurgico era una fasciatura sulla

fronte. Si trovava nel reparto degenti della Wingate, in quella che sembrava pi una camera d'albergo che una stanza d'ospedale. Le tinte avevano tonalit vivaci, tropicali, con le pareti color pesca e le tende dove si mescolavano il verde-mare e il rosa shocking. Daniel stava alla sua destra e faceva di tutto per dissuaderlo dal lasciare la clinica. Stephanie si teneva ai piedi del letto, mentre Carol Manning era rannicchiata su una bassa poltrona vicino alla finestra, con le scarpe sul pavimento e piedi infilati sotto di s. Dopo la TAC, Ashley era stato portato in quella stanza e messo a letto per smaltire il sedativo continuando a dormire. Nawaz e Newhouse se n'erano andati dopo essersi accertati che le sue condizioni fossero stabili. Entrambi avevano dato a Daniel il numero dei loro cellulari per essere chiamati se si fosse presentato qualche problema, in particolare un altro attacco epilettico. Newhouse aveva anche lasciato una fiala con la mistura di fentanile e diazepam che si era mostrata cos efficace, con l'indicazione di somministrarne due cc. per via intramuscolare o endovenosa, in caso di necessit. Tecnicamente, Ashley era sotto le cure di un'infermiera dall'aspetto impeccabile, Myron Hanna, che quando la Wingate si trovava nel Massachusetts era responsabile della sala di rianimazione postoperatoria. Daniel e Stephanie, per, erano rimasti assieme a Carol Manning al capezzale di Ashley per le quattro ore trascorse prima che si svegliasse. Per un po' erano rimasti anche Paul Saunders e Spencer Wingate, ma poi se n'erano andati, assicurando che sarebbero stati raggiungibili, se ci fosse stato bisogno di loro. Senatore, dimentica ci che le avevo detto, insist Daniel, con tutta la pazienza di cui era capace. A volte gli sembrava di avere a che fare con un bambino di tre anni. No. Capisco che c' stato un piccolo problema durante l'intervento, replic Ashley, mettendogli una mano sulle braccia conserte, per placarlo. Adesso per mi sento bene. Anzi, mi sento come quel giovincello che so di non essere, il che tutto merito delle sue facolt di Esculapio. Prima dell'impianto mi aveva detto che avrei potuto non accorgermi di grandi cambiamenti per qualche giorno, e che comunque sarebbero stati graduali, ma chiaramente non cos. In confronto a come mi sentivo stamattina, sono gi guarito. Il mio tremore quasi scomparso e mi muovo decisamente con pi facilit. Sono contento che si senta cos, replic Daniel scuotendo la testa,

ma probabilmente dipende pi che altro dal suo atteggiamento positivo o dai forti sedativi che le hanno somministrato. Senatore, noi riteniamo che abbia bisogno di un'ulteriore terapia e, come le ho detto, sar pi al sicuro se rimarr qui in clinica, con tutte le risorse mediche a portata di mano. Ricordi, durante l'intervento ha avuto un attacco epilettico e in quel frangente si comportava come se fosse una persona completamente diversa. Come potrei comportarmi come qualcun altro? Ho gi dei problemi a essere me stesso! Ashley rise, ma nessuno gli fece eco. Si guard attorno. Che cos'avete che non va, gente? Vi comportate tutti come se fosse un funerale, invece di una festa. davvero difficile per voi credere che mi sento bene? Daniel aveva spiegato a Carol che le cellule usate per la terapia erano state impiantate inavvertitamente in una zona un po' spostata rispetto a quella prescelta. Anche se aveva minimizzato la gravit della complicanza, l'aveva messa al corrente della crisi epilettica e del rischio che potevano verificarsene altre, ammettendo la necessit di intervenire ancora. Per spiegare come mai i polsi e le caviglie del senatore fossero legati, aveva anche dovuto ammettere quanto tutti si preoccupassero di cosa poteva succedere al suo risveglio. Per fortuna, per, Ashley si era svegliato con la sua solita personalit istrionica, come se nulla fosse accaduto. Come prima cosa aveva insistito che lo liberassero, in modo da alzarsi dal letto. Ci era riuscito e, passato un leggero giramento di testa, aveva chiesto di rimettersi i vestiti con cui era arrivato. A quel punto, era pronto a tornare in albergo. Intuendo che non riusciva a imporsi, Daniel guard le due donne, ma nessuna di loro venne in suo aiuto. A quel punto guard di nuovo Ashley. Che ne dice di negoziare? gli propose. Rimane qua in clinica per ventiquattr'ore, e dopo ne riparliamo. evidente che ha scarsa esperienza di negoziazioni, comment Ashley con un'altra risata. Ma non ne approfitter. La questione che non potete tenermi qui contro la mia volont. mio desiderio tornare in albergo, come l'ho informata ieri. Portate con voi qualsiasi tipo di farmaco che volete, e se c' bisogno possiamo sempre ritornare qua. Ricordi, lei e l'incantevole dottoressa D'Agostino sarete poco pi in l, nel mio stesso corridoio. Daniel sollev gli occhi verso il soffitto e borbott: Io ci ho provato! Sospir e si strinse nelle spalle. S, lo ha fatto, dottore. Carol, cara, spero che l'autista della limousine sia sempre l fuori ad aspettarci.

Per quanto ne so, rispose Carol. C'era, quando ho controllato un'ora fa, e gli ho detto di rimanere fino a contrordine. Perfetto! Ashley gett i piedi a terra con uno slancio che sorprese tutti, compreso lui. Alleluia! Non pensavo che avrei potuto farlo, stamattina. Si mise in piedi. Bene, allora. Questo ragazzo di campagna pronto a tornare ai piaceri dell'Atlantis e agli splendori della suite Poseidone. Un quarto d'ora dopo, nel parcheggio davanti alla Wingate Clinic nacque una discussione su come distribuirsi tra le due auto. Alla fine fu deciso che Daniel e Carol sarebbero andati con Ashley sulla limousine, mentre Stephanie avrebbe guidato l'auto a noleggio. Carol si era offerta di farle compagnia, ma lei le aveva assicurato che andava bene cos e in realt preferiva restare da sola. Daniel aveva con s la fiala del sedativo, diverse siringhe, una manciata di compresse imbevute d'alcool sigillate individualmente e un laccio emostatico, il tutto sistemato in una piccola trousse nera chiusa da una cerniera, omaggio di Myron. Sentiva che era imperativo per lui rimanere accanto al senatore, almeno fin quando non fosse stato al sicuro nella sua suite. Daniel sedeva dando le spalle al divisorio di vetro che li separava dall'autista. Dirimpetto a lui stavano Carol e Ashley, i cui visi erano illuminati a intermittenza dai fari dei veicoli che incrociavano. Ashley faceva gran mostra di sentirsi euforico e si era immerso in un'animata conversazione con Carol sugli impegni politici che lo aspettavano dopo la pausa del Congresso. In realt, pi che una conversazione era un monologo, dato che lei si limitava ad annuire o a dire di s a intervalli poco frequenti. Mentre Ashley parlava, Daniel cominci a rilassarsi dalla tensione per il timore di un'altra crisi epilettica e la conseguente preoccupazione di dovergli somministrare il sedativo. Se la crisi fosse stata simile a quella verificatasi in sala operatoria, sapeva che era praticamente impossibile tentare un'iniezione endovenosa e avrebbe dovuto ripiegare su una intramuscolare. Il problema in questo caso era che il farmaco avrebbe impiegato pi tempo a fare effetto e un ritardo poteva essere problematico se la crisi avesse assunto un carattere aggressivo, come aveva avvertito il dottor Nawaz. Considerando la mole del senatore e la sua forza sorprendente, Daniel sapeva che lottare con lui nello spazio limitato dell'auto sarebbe stato un incubo. Pi si rilassava, pi la sua mente riusciva ad andare oltre la preoccupazione per gli attacchi epilettici. Si sorprese sempre di pi per il grado di mobilit mostrato da Ashley, la normalit delle espressioni facciali e la facilit con cui modulava la voce. Era di gran lunga un altro, rispetto all'in-

dividuo semiparalizzato che aveva visto quella mattina. Ne rimase sconcertato, dato che le cellule terapeutiche non si trovavano nel posto giusto, come aveva mostrato fin troppo chiaramente la TAC. Ma gli effetti che aveva davanti non erano dovuti al sedativo o all'autosuggestione, come aveva suggerito poco prima. Ci doveva essere qualche altra spiegazione. Come tutti gli scienziati, Daniel era consapevole che la scienza di tanto in tanto faceva grandi balzi in avanti non solo grazie al duro lavoro, ma anche per pura fortuna. Cominci a chiedersi se il posto sbagliato che occupavano ora le cellule terapeutiche fosse magari particolarmente adatto per i neuroni produttori di dopamina. Non aveva senso, infatti sapeva che la zona del sistema limbico in cui ora si trovavano non era un modulatore del movimento, ma aveva piuttosto a che fare con l'olfatto, con i comportamenti involontari come il sesso e con le emozioni. Per, molto ancora del cervello umano e delle sue funzioni restava un mistero e al momento Daniel era contento di vedere un risultato cos positivo scaturire dai suoi sforzi. Quando arrivarono all'Atlantis, Ashley mise in chiaro che per scendere dall'auto non aveva bisogno di assistenza da parte dei portieri. Quando si mise in piedi ebbe un'altra piccola vertigine e dovette appoggiarsi un attimo a Carol, ma gli pass in fretta, permettendogli di camminare quasi normalmente nell'attraversare l'atrio e nel dirigersi verso gli ascensori. Dov' la splendida dottoressa D'Agostino? chiese mentre aspettavano. Daniel si strinse nelle spalle. O arrivata prima di noi, oppure sar qui tra breve. Non sono preoccupato. una ragazza adulta. Gi! sveglia come un furetto. Nel corridoio del trentaduesimo piano Ashley cammin davanti agli altri, come se volesse mostrare le sue nuove capacit. Anche se stava ancora un po' ingobbito, si muoveva in modo quasi normale e faceva oscillare le braccia, mentre quella mattina le aveva tenute penzoloni. Carol apr la porta con la carta magnetica e si fece da parte per lasciarlo passare. Entrando, Ashley accese le luci. Ogni volta che fanno le pulizie, chiudono tutto come se volessero far sembrare questo posto una cantina per le patate, si lament. Si avvicin agli interruttori inseriti nella parete e attiv contemporaneamente le tende e i pannelli mobili di vetro. Di notte, la vista dall'interno della suite non era teatrale come di giorno, infatti l'oceano era una vasta distesa nera. Dal balcone per era diverso, e fu l che and Ashley. Appoggi le mani alla fredda balaustra di pietra, si sporse e osserv il vasto parco acquatico semicircolare dell'Atlantis che si

allargava davanti a lui. Con la sua profusione di piscine, cascate, passerelle, acquari, tutti illuminati in modo fantasioso, era una festa per gli occhi, dopo lo stress di quella giornata. Carol spar nella propria stanza, mentre Daniel si avvicin alla soglia del balcone. Rimase per un attimo a guardare il senatore che chiudeva gli occhi e sollevava il viso per esporlo alla fresca brezza tropicale che spirava dall'oceano. Il vento gli muoveva i capelli e le mezze maniche della camicia a fiori; per il resto, era immobile. Daniel si chiese se stesse pregando o comunicando in qualche suo modo personale con il proprio Dio, adesso che pensava di avere i geni di Ges inseriti nel cervello. Guardandolo, gli venne da sorridere. All'improvviso si sentiva pi ottimista sulla riuscita della cura, rispetto ai frenetici momenti dopo la fine dell'intervento, e decisamente pi ottimista di quando aveva visto le immagini della TAC. Cominci a chiedersi se ci fosse di mezzo un miracolo. Senatore! chiam dopo cinque minuti in cui non lo aveva visto muovere un muscolo. Non voglio disturbarla, ma credo che andr nella mia stanza. Ashley si volt e sembr sorpreso di vederlo l. Oh, dottor Lowell! lo chiam. Che bello vederla! Si stacc dalla balaustra e gli and incontro. Prima di sapere che cosa stava accadendo, Daniel si ritrov stretto in un abbraccio da orso che lo costrinse a tenere le braccia strette contro i fianchi. Imbarazzato, si lasci abbracciare, ma forse non aveva scelta. Era una dimostrazione di quanto il robusto senatore fosse pi grosso e pi pesante di lui. L'abbraccio continu per un tempo che lui ritenne irragionevole e, proprio quando stava per esprimere a voce la propria impazienza, Ashley lo lasci andare e fece un passo indietro, tenendogli per una mano arpionata sulla spalla. Mio caro, caro amico! esclam. Voglio ringraziarla dal profondo del cuore per tutto ci che ha fatto. Lei un tributo alla sua professione. Be', grazie per le sue parole, mormor Daniel. Si accorse di arrossire e fu ancora pi imbarazzato. Carol riapparve dalla sua stanza e questo gli diede l'opportunit di sottrarsi alla stretta. Sto andando in camera mia, le annunci. Si conceda un buon riposo! gli ordin Ashley, come se il medico fosse lui, poi gli assest una pacca sulla schiena che lo costrinse a fare un passo in avanti, per non perdere l'equilibrio. Quindi si volt e torn vicino alla balaustra, dove assunse di nuovo la stessa posa meditabonda di poco pri-

ma. Carol accompagn Daniel alla porta. C' qualcosa che dovrei sapere, o fare? gli domand. Le ho gi detto tutto. Sembra star bene. Di certo, meglio di quanto mi aspettassi. Dev'essere molto fiero. Be', s, suppongo, balbett Daniel. Non era sicuro se si riferisse a come stava il senatore al momento oppure se fosse un'allusione sarcastica alla complicanza insorta durante l'intervento. Il tono di quella donna, come pure il largo viso privo di espressione, era difficile da decifrare. A cosa devo stare attenta, in particolare? A qualsiasi cambiamento nel suo stato di salute o nel comportamento. So che lei non ha una preparazione medica, quindi faccia del suo meglio. Avrei preferito che stanotte rimanesse in clinica, cos da monitorare i suoi segni vitali, ma non ha voluto. una persona caparbia. Questa una definizione riduttiva, comment Carol. Bader a lui come faccio di solito. Dovrei vegliarlo durante la notte? Qualcosa del genere? No, non credo che sia necessario, visto che sta bene. Ma, nel caso si presentasse qualche problema o se le vengono dei dubbi, mi chiami, a qualsiasi ora. Carol apr la porta per farlo uscire e gliela richiuse alle spalle, senza aggiungere altro. Lui rimase per un momento a fissare le sirene intagliate. La sua era una preparazione da scienziato puro e sapeva che la psicologia non era il suo forte. Carol Manning lo confermava. Quella donna lo confondeva. Un attimo sembrava l'assistente perfetta, devota, l'attimo dopo sembrava furibonda per il ruolo subordinato in cui era confinata. Daniel sospir. Be', non era un problema suo, purch lei badasse al senatore durante la notte. Durante il breve tragitto lungo il corridoio, riport l'attenzione agli sconvolgenti miglioramenti notati in Butler. Era sorpreso, ma enormemente compiaciuto, e non vedeva l'ora di condividere la bella notizia con Stephanie. Quando entr nella loro suite si stup di non vederla. Non era nemmeno in camera da letto. Poi ud lo scroscio della doccia. Nel bagno si ritrov avvolto dal vapore, come se l'acqua calda scorresse da almeno mezz'ora. Abbass il coperchio del wc e si sedette. Attraverso il vetro smerigliato e appannato del box doccia scorse la sagoma di Stephanie. Sembrava immobile sotto il potente getto.

Ehi, stai bene? chiam. Sto meglio, rispose lei. Meglio? Si chiese Daniel. Non aveva idea di che cosa intendesse, anche se gli venne in mente che per tutto il pomeriggio era stata alquanto silenziosa. Si ricord anche della sua risposta priva di tatto all'offerta di Carol di farle compagnia in macchina, per ammise che anche lui avrebbe risposto allo stesso modo, se fosse stato al suo posto. Solo che Stephanie, a differenza di lui, in genere si preoccupava per i sentimenti delle persone. Daniel non si considerava scortese o rozzo, semplicemente non si poteva preoccupare di quelle cose. La gente doveva capire che lui aveva troppe cose importanti da fare per badare alle finezze dei rapporti sociali. Si chiese se fosse il caso di tornare in soggiorno e prendersi qualcosa dal minibar. Era stata una delle giornate pi stressanti della sua vita. Decise per di rimanere l. Era impaziente di riferire a Stephanie come stava Butler. Il drink poteva aspettare. Ma lei non si muoveva. Ehi, l dentro! chiam dopo un po'. Vieni fuori o che cosa? Stephanie socchiuse la porta e ne uscirono volute di vapore. Mi spiace. Stai aspettando per farti la doccia anche tu? Daniel scacci via il vapore dal viso agitando una mano. Sembrava di essere in un bagno turco. No, sto aspettando di parlare con te. Be', forse allora non dovresti aspettare. Non sono sicura di essere in vena di parlare. Non era ci che Daniel si aspettava di sentire e lo invase un'ondata di irritazione. Con tutto quello che era accaduto nelle ore precedenti, aveva bisogno di un po' di sostegno e se lo meritava, anche: non gli pareva di chiedere troppo. All'improvviso si alz, usc dal bagno e sbatt la porta. Mentre si versava una birra fredda, ci rimugin sopra. Non aveva bisogno di altri motivi per irritarsi. Si stravacc sul divano e si concentr sulla birra che cominci a sorbire a piccoli sorsi. Quando comparve Stephanie, avvolta in un telo da bagno, si era ripreso. Da come hai sbattuto la porta, direi che sei infuriato, osserv lei con voce calma. Si era fermata sulla soglia della camera da letto. Volevo solo farti sapere che sono fisicamente ed emotivamente esausta. Ho bisogno di dormire. Ci siamo svegliati alle cinque, stamattina, per accertarci che tutto fosse a posto. Anch'io sono stanco. Volevo solo dirti che Ashley sta andando incredibilmente bene. Quasi tutti i sintomi del morbo di Parkinson sono misteriosamente migliorati.

Bene. Purtroppo, per, questo non cambia il fatto che l'impianto andato storto. Forse non andato storto! Ti sto dicendo che resterai sorpresa. un altro uomo. di sicuro un altro uomo. Abbiamo inavvertitamente inserito un'orda di cellule produttrici di dopamina da qualche parte nel suo lobo temporale. Un neurochirurgo ricco di esperienza fermamente convinto che soffrir di crisi epilettiche del lobo temporale. Per Ashley, sar ancor peggio del Parkinson. Ma non ha pi avuto un attacco da quando era in sala operatoria! Ti sto dicendo che va a meraviglia. Non ha ancora avuto un attacco. Se ha qualche problema, possiamo affrontarlo nel modo che ho suggerito al dottor Nawaz. Intendi con l'agente citotossico attaccato all'anticorpo monoclonale? Esattamente. Puoi farlo, se proprio sei deciso, e se riuscirai a convincere Ashley a sottoporsi a un esperimento cos azzardato, ma non sar 'noi'. Io non ci sto. Non lo abbiamo nemmeno provato nella coltura delle cellule, tanto meno negli animali, e quindi sarebbe ancora meno etico di ci che abbiamo gi fatto. Daniel fiss Stephanie. Sentiva l'irritazione sommergerlo un'altra volta. Da che parte stai? le chiese. Abbiamo deciso di curare Ashley per salvare la ROTS e la CURE, e, perdio, ci riusciremo! Mi piace pensare che sto scegliendo la parte meno motivata dall'interesse egoistico. Oggi, quando ci siamo accorti che la sala operatoria non era attrezzata con i raggi X, avremmo dovuto interrompere l'intervento. Stavamo giocando d'azzardo con la vita di qualcun altro, per il nostro tornaconto personale. Stephanie sollev le mani, mentre Daniel, rosso in volto, apriva la bocca per rispondere. Se non ti spiace, finiamola qua, aggiunse. Mi dispiace, ma questo diventato esattamente il tipo di discussione che non mi sento in grado di sostenere stasera. Te l'ho detto che sono esausta. Magari mi sentir diversa dopo una notte di sonno. Chiss? Bene! esclam lui con sarcasmo. Va' a dormire! Tu non vieni? S, forse. Adirato, Daniel si alz e si avvicin al minibar. Aveva bisogno di un'altra birra.

Daniel non era sicuro di quante volte avesse squillato il telefono, prima che la sua mente esausta incorporasse il suono nell'incubo in cui era immerso. Nel sogno, era di nuovo uno studente di medicina e il telefono era qualcosa da temere. A quei tempi, si trattava spesso di una chiamata per un'emergenza che lui non era preparato ad affrontare. Quando apr gli occhi, gli squilli erano cessati. Si tir su a sedere e fiss il telefono ormai silenzioso, chiedendosi se avesse suonato davvero o se lo aveva sognato. Poi lo sguardo vag per la stanza e si accorse di essere ancora nel soggiorno, vestito, e che le luci erano tutte accese. Dopo due birre, era crollato. Si apr la porta della camera da letto e comparve Stephanie nel suo pigiama estivo di seta, che strizzava gli occhi e sbatteva le palpebre per la luce. C' al telefono Carol Manning, annunci, con la voce impastata di sonno. sconvolta e ti vuole parlare. Oh, no! Daniel tir gi le gambe dal tavolinetto. Aveva ancora le scarpe addosso. Senza alzarsi, si allung verso l'estremit del divano e sollev il ricevitore. Stephanie rimase dove si trovava, per ascoltare. Ashley si comporta in modo strano, annunci Carol con voce ansiosa. Che cosa fa? Daniel si sent assalire dal vecchio timore di essere incompetente di fronte a un'emergenza, questa volta non perch non aveva ancora completato la sua preparazione, ma perch da tanti anni era rimasto lontano dalla ciinica medica. Non tanto ci che fa, ma ci di cui si lamenta. Scusi il linguaggio, ma dice che sente odore di merda di maiale. Lei mi ha detto che se sente qualche odore strano, potrebbe essere importante. Daniel sent il cuore saltare un battito e l'ottimismo a cui si era abbandonato svan immediatamente. Senza dubbio, Ashley aveva un'aura che annunciava l'insorgere di un'altra crisi epilettica del lobo temporale e lui avrebbe dovuto tenerlo a bada, sapendo che quell'episodio sarebbe stato peggiore del primo, come aveva predetto Nawaz. aggressivo o d in escandescenze in qualche modo? chiese. Si guard attorno per la stanza, frenetico, alla ricerca della trousse nera contenente le fiale e le siringhe. Per fortuna l'individu subito, sul tavolo dell'ingresso. Dare in escandescenze un po' forte, ma irritabile. Comunque, stato irritabile per tutto l'ultimo anno. Va bene, stia calma! Daniel lo disse pi per s che per Carol. Arrivo immediatamente. Guard l'orologio: erano le due del mattino. Non siamo nella stanza, lo avvert Carol.

Dove diavolo siete? Nel casin. Ashley ha insistito. Non c'era niente che potessi fare, ma ci ho provato. Non l'ho chiamata perch sapevo che anche lei non avrebbe potuto farci niente. Quando lui decide di fare una cosa, dev'essere cos. Voglio dire, un senatore. Mio Dio! Daniel si sbatt una mano sulla fronte. Ha cercato di convincerlo a rientrare nella suite, quando ha detto che sentiva il puzzo di maiale? S, ma lui mi ha detto di saltare nella vasca degli squali. D'accordo! Dove vi trovate, nel casin? Alle slot machine dalla parte dell'oceano, oltre i tavoli della roulette. Arrivo immediatamente. Dobbiamo farlo rientrare nella suite! Daniel balz in piedi e cerc Stephanie con lo sguardo, ma lei era sparita nella camera da letto. Quando si affacci alla porta, vide che si era tolta il pigiama e si stava vestendo. Aspetta! grid lei. Vengo con te! Se avr un attacco come quello che ha avuto in sala operatoria, avrai bisogno di tutto l'aiuto che potrai ricevere. Va bene. Dov' il cellulare? Stephanie indic con la testa verso il cassettone, mentre intanto si abbottonava la camicetta. Prendilo! Dove sono i numeri di Nawaz e di Newhouse? Li ho gi in tasca, rispose Stephanie, infilandosi i pantaloni. Daniel corse a prendere la trousse nera. Tanto per sicurezza, l'apr. La fiala e le siringhe erano al loro posto e solo a vederle si sent rassicurato. Il trucco era riuscire a somministrare il liquido ad Ashley prima che si scatenasse l'inferno. Stephanie comparve sulla soglia della camera da letto, mentre finiva di infilarsi la camicetta nei pantaloni e con un calcagno ancora fuori dal mocassino. Quando lo raggiunse, lui aveva gi aperto la porta della suite. Assieme, corsero verso gli ascensori. Dopo aver premuto il tasto della discesa, Daniel prese il cellulare dalle mani di Stephanie, le fece tenere la trousse e compose il numero di Nawaz. Dai! esclam mentre il telefono continuava a squillare. Proprio mentre arrivava l'ascensore, gli rispose una voce assonnata. Sono il dottor Lowell. Potrebbe cadere la linea: sto salendo su un ascensore. Stephanie premette il tasto del piano terreno e le porte si chiusero. Mi sente ancora?

A malapena. C' qualche problema? Ashley ha un'aura olfattiva, annunci Daniel. Teneva d'occhio l'indicatore dei piani. Nonostante quello fosse un ascensore a elevata velocit, gli sembrava che i numeri decrescessero a una lentezza estenuante. Chi Ashley? chiese Nawaz. Volevo dire il signor Smith. Daniel guard Stephanie, che sollev gli occhi al cielo. Per lei, era un altro piccolo episodio di tutta quella farsa poco divertente che sembrava non finire mai. Mi occorreranno circa venti minuti per arrivare alla clinica. Vi consiglio di chiamare il dottor Newhouse. Come le ho gi detto, temo che l'attacco sar peggiore del primo, considerando dove sono collocate quelle cellule. Potremmo avere la stessa squadra. Chiamer il dottor Newhouse, ma non siamo in clinica. Dove siete? All'Atlantis, su Paradise Island. Al momento, il paziente si trova nel casin, ma cercheremo di farlo tornare nella camera, che registrata sotto il nome di Carol Manning. Si chiama suite Poseidone. Ci fu un silenzio che dur per parecchi piani. ancora l? chiese Daniel. Non sono certo di credere a ci che sento. Quell'uomo ha subito una craniotomia poche ore fa. Che cosa diavolo ci fa al casin? Sarebbe troppo lungo da spiegare. Che ore sono? Le due e trentacinque. Lo so che una scusa poco valida, ma non avevamo idea che il signor Smith sarebbe andato al casin, quando lo abbiamo riportato qua. tremendamente ostinato, vuol fare sempre di testa sua. C' qualche altra manifestazione, oltre l'aura? Non l'ho ancora visto, ma non penso. Far meglio a portarlo via da quel casin, altrimenti potrebbe esserci una scenata infernale. Ci stiamo proprio andando, in questo momento. Sar l al pi presto. Prima guarder nel casin. Se non sarete l, presumer che siate nella stanza. Finita la telefonata, Daniel compose il numero di Newhouse. Anche in questo caso il telefono squill parecchie volte ma. a differenza di Nawaz, l'anestesista aveva una voce vivace, come se fosse gi sveglio. Mi spiace disturbarla, disse Daniel mentre le porte dell'ascensore si

aprivano. Nessun disturbo. Essendo spesso reperibile, sono abituato alle telefonate nel pieno della notte. Che problema c'? Daniel spieg la situazione, mentre correva lungo il corridoio principale per raggiungere il casin, collocato al centro dell'enorme complesso. La reazione di Newhouse rispecchi quella di Nawaz. e anche lui assicur che sarebbe arrivato immediatamente. Daniel consegn il telefono a Stephanie e riprese la trousse nera. Arrivati al casin smisero di correre, per mantennero un passo sostenuto. Il luogo era in piena attivit e decisamente pi affollato di quanto entrambi si aspettassero, nonostante l'ora. Era un turbinio di colori, con la folta moquette rossa e nera, gli enormi lampadari di cristallo e i croupier vestiti in modo sgargiante. Fendettero la folla puntando direttamente verso i tavoli della roulette raggruppati al centro della vasta sala. Non ci misero molto a individuare le slot machine e, una volta l, a trovare Ashley. Carol stava proprio dietro di lui e apparve molto contenta nel vederli arrivare. Il senatore era seduto davanti a una slot machine con una considerevole pila di monete sul banco. Continuava a indossare quei ridicoli abiti da turista. La fasciatura era ancora a posto sulla fronte e il suo pallore non era evidente, a causa della luce che si tingeva di rosso per il riflesso della moquette. Alle slot machine immediatamente accanto alla sua non c'era nessuno. Ashley era intento a infilare monete con una rapidit di cui il giorno prima non sarebbe stato capace. Nell'istante in cui si fermavano gli ingranaggi interni, un'altra moneta entrava nella fessura e la leva veniva abbassata. Le immagini della frutta, rese sfocate dalla velocit, sembravano ipnotizzarlo. Senza un attimo di esitazione, Daniel gli si avvicin e lo fece voltare ponendogli una mano sulla spalla sinistra. Senatore! Che piacere vederla! Ahsley alz la testa e lo fiss. Aveva le pupille dilatate e non sbatt le ciglia nemmeno una volta. I capelli normalmente ben pettinati erano scomposti come se qualcuno glieli avesse arruffati di proposito e gli davano un aspetto stravolto. Toglimi le mani di dosso, rachitico pezzo di merda, ringhi Ahsley, senza la minima traccia del suo accento abituale. Daniel obbed all'istante, scioccato e terrorizzato dall'insolito linguaggio che gli ricord le oscenit dette in sala operatoria. L'ultima cosa che voleva era provocarlo e quindi incitare una progressione pi rapida dei sintomi.

Lo fiss negli occhi, che riflettevano una specie di disorientamento, infatti era evidente che non lo aveva riconosciuto. Per un istante nessuno dei due si mosse. Daniel, intanto, si stava chiedendo se provare a somministrargli il sedativo sul posto. Decise che era meglio di no, perch se non ci fosse riuscito avrebbe peggiorato le cose. Carol mi ha detto che sente un cattivo odore, prov a tastare il terreno. Ashley fece un gesto della mano come per liquidare l'argomento, mentre annuiva. Penso che sia quella zoccola laggi, con quel vestito rosso tutto sexy. Ecco perch mi sono spostato a questa macchina. Daniel guard verso la fine della fila e vide una giovane donna vestita di rosso con una scollatura abbondante che si notava in particolare quando manovrava la leva. Riport l'attenzione su Ashley, che aveva ricominciato a mettere monete nella fessura. Allora non sente pi quell'odore? Solo un pochino, adesso che mi sono allontanato da quella troia. Bene, bene! Daniel si concesse un raggio di speranza che l'aura si potesse risolvere senza progressione. Comunque voleva riportarlo nella suite. Se ci fosse stata una scenata nel casin, tutta la faccenda sarebbe diventata di dominio pubblico. Senatore, ho una cosa che vorrei mostrarle, nella sua stanza. Togliti dai coglioni, ho da fare. Daniel deglut nervoso. Il raggio di speranza mor sul nascere, vedendo che l'umore e il comportamento di Ashley erano decisamente anormali. Cerc freneticamente di escogitare qualcosa che lo convincesse a salire in camera, ma non gli veniva in mente nulla. All'improvviso, Carol lo tir per la manica e gli sussurr qualcosa all'orecchio. Daniel alz le spalle. Era disposto a provare di tutto, per quanto fosse ridicolo. Senatore, in camera sua c' una cassa di bourbon piena. Con incoraggiante rapidit, Ashley abbandon la leva della slot machine, si gir e sollev lo sguardo su di lui. Oh, dottore, che bello vederla qui! esclam, tornando al suo solito accento. Anche per me bello rivederla. Sono sceso a dirle della cassa di bourbon che arrivata nella sua suite. Deve venire su a firmare la ricevuta. Ashley si alz immediatamente dallo sgabello. Probabilmente gli gir la testa, perch vacill un attimo prima di afferrare il bordo del banco. Daniel lo prese per il braccio, appena sopra il gomito. Ahsley sbatt le palpebre, lo guard e, per la prima volta, sorrise. Andiamo, giovanotto! Firmare la ricevuta di una cassa di bourbon mi

sembra una causa degna, per questo ragazzo di campagna. Carol, cara, bada tu al mio bottino, per piacere! Continuando a tenerlo per il braccio, Daniel lo guid via dalle slot machine. Per mostrare il suo apprezzamento verso Carol, che gli aveva suggerito un'idea alla quale da solo non avrebbe mai pensato, le strizz un occhio e, mentre lei raccoglieva rapidamente le monete rimaste sul banco, aiutato da Stephanie accompagn il senatore attraverso la folla di giocatori. Tutto and bene fin quando arrivarono agli ascensori, dove dovettero aspettare un po'. Come se una nuvola fosse passata davanti al sole, il sorriso di Ashley si trasform in un cipiglio scontento. Daniel se ne accorse, e gli venne la tentazione di chiedergli che cosa gli stesse succedendo, ma non lo fece, temendo di compromettere il relativo equilibrio. Intuiva che la sua mente era collegata alla realt solo da un filo esilissimo. Purtroppo, salirono in ascensore con loro due coppie e una di esse premette il tasto del trentesimo piano. Daniel imprec fra s: aveva sperato che rimanessero da soli e la preoccupazione che Ashley combinasse qualcosa di strano alla loro presenza gli fece accelerare il battito cardiaco e comparire gocce di sudore sulla fronte. Per la frazione di un secondo guard Stephanie, che appariva terrorizzata quando lui. Adesso Ashley stava guardando male le coppie, che erano alticce e ostentavano un comportamento chiassoso e provocatorio. Daniel apr la trousse nera e vi guard dentro, chiedendosi se dovesse preparare una siringa. Il problema era che quegli estranei avrebbero visto e si sarebbero allarmati. Che cosa c', paparino? chiese scherzando una delle donne, dopo aver notato lo sguardo fisso e truculento puntato su di lei. Sei geloso, vecchio? Hai bisogno di un po' di movimento? Va' a farti fottere, troia! replic Ashley. Ehi, non il modo di parlare a una signora, sbott il compagno della donna. La spinse da parte e fece un passo avanti per affrontarlo. Senza pensare alle conseguenze, Daniel si interpose fra i due. Sentiva il fiato dell'uomo che sapeva di aglio e alcool e lo sguardo di Ashley sulla propria nuca. Mi scuso per il mio paziente, disse. Sono un medico e il signore, qua, ammalato. Si ammaler ancora di pi, se non si scusa con mia moglie, minacci l'uomo. E di cosa ammalato? Gli manca qualche rotella? Una cosa del genere.

Puttana! grid Ashley, mentre rivolgeva un gestaccio alla donna. Oh, basta! esclam il marito e allung una mano in avanti, cercando di spostare Daniel di lato, mentre stringeva l'altra mano a pugno. Stephanie lo afferr per un braccio. Il dottore le sta dicendo la verit, intervenne. Il signore non si sta comportando come il suo solito. Lo stiamo portando in camera per somministrargli un farmaco. L'ascensore si ferm al trentesimo piano e le porte si aprirono. Magari dovreste dargli un cervello nuovo, disse l'uomo, mentre i suoi compagni lo trascinarono ridendo fuori dall'ascensore. Lui si liber con uno strattone e rimase a fissare Ashley fin quando le porte si richiusero. Daniel scambi un'occhiata nervosa con Stephanie. Avevano appena evitato un potenziale disastro. Poi guard Ashley, che schioccava le labbra come se sentisse un sapore sgradevole. L'ascensore si ferm al trentaduesimo piano. Carol e Daniel presero sottobraccio Ashley e riuscirono a fargli percorrere il corridoio. Non opponeva resistenza, anzi camminava come un automa. Davanti alla porta con le sirene, Carol dovette lasciarlo per prendere la carta magnetica e passarla a Stephanie, che apr. A quel punto, Ashley rifiut qualsiasi aiuto ed entr nella suite per conto suo. Grazie al cielo! mormor Stephanie, e richiuse la porta alle spalle del gruppetto. Il lampadario dell'ingresso era acceso, e anche una lampada sulla scrivania della stanza principale. Per il resto, la suite era immersa nelle tenebre. Le tende erano aperte, come pure i pannelli di vetro. Oltre il balcone, il cielo stellato si curvava sul mare scuro. I fiori freschi sul tavolinetto erano smossi dalla brezza. Ashley continu a camminare fino a superare di qualche passo il tavolinetto, poi si ferm e rimase immobile a fissare il balcone. Carol accese altre luci, poi gli si avvicin per vedere se riusciva a farlo sedere. Daniel gett il contenuto della trousse nera su una consolle nell'ingresso e cincischi l'involucro di una siringa per cercare di aprirlo. Stephanie, intanto, toglieva il cappuccio che copriva il tappo di gomma sulla fiala del farmaco parenterale. Come pensi di fare, se oppone resistenza? gli chiese sussurrando. Non ne ho la pi pallida idea, ammise lui. Speriamo che Nawaz e Newhouse arrivino a dare una mano. Dovette usare i denti per lacerare il cellophane. Il senatore fa le smorfie come quando sentiva odore di maiale, avvert

Carol dall'altra stanza. Cerchi di farlo sedere, grid Daniel. Finalmente estrasse la siringa. Ci ho gi provato. Si rifiuta. Un fracasso improvviso fece voltare la testa a Daniel e Stephanie. Carol si stava rialzando da terra, dopo essere stata scagliata contro un tavolo e aver gettato a terra la lampada che vi era posata sopra. La lampada di ceramica era andata in mille pezzi. Ashley si stava togliendo di dosso i vestiti e li gettava in giro per la stanza. Oh, Signore! esclam Daniel. Il senatore sta dando fuori di matto. Afferr un tampone imbevuto di alcool e ne apr l'involucro, ma quando lo estrasse lo fece cadere. Dovette prenderne un altro. Posso aiutarti? chiese Stephanie. Sono maldestro, ammise lui. Estrasse un altro tampone e strofin il tappo di gomma della fiala. Ma prima che potesse inserirvi l'ago, Ashley emise un grido stridulo. In preda al panico, Daniel affid fiala e siringa a Stephanie e corse a vedere che cosa era accaduto. Carol era in piedi dietro un divano e si teneva le mani sulla faccia. Ashley era ancora nello stesso posto ma tutto nudo, tranne per i calzini neri che gli arrivavano al polpaccio. Stava leggermente chino in avanti e si fissava le mani, che teneva accostate tra loro e con i palmi in su vicino al viso. Che cosa succede? chiese Daniel e gli si avvicin. Mi sanguinano le mani, rispose Ashley inorridito. Tremava. Abbass lentamente le mani, continuando a tenerle con i palmi in su ma allargando al massimo le dita. Le sue mani sono a posto, senatore, gli assicur Daniel. Deve calmarsi. Andr tutto bene. Perch non si mette a sedere? Abbiamo una medicina per lei, che la far rilassare. Mi spiace che non vediate le ferite alle mie mani, sbott Ashley. Forse vedete quelle che ho ai piedi. Indossa i calzini, ma i suoi piedi sembrano a posto. Si sieda sul divano. Daniel allung una mano, cercando di prenderlo per un braccio, ma Ashley gli diede una violenta manata al petto e lo spinse da parte. Colto completamente di sorpresa, Daniel inciamp all'indietro nel tavolinetto, cadendovi sopra e mandando in frantumi il vaso. Acqua e fiori si sparsero sul folto tappeto, mentre lui rotolava faccia a terra fra il tavolino e un divano. Carol grid. Incurante del trambusto che aveva provocato, Ashley gir attorno al tavolinetto e corse verso il balcone. Si ferm di botto appena oltre la soglia e

sollev le mani orizzontalmente tenendo i palmi in avanti. La brezza gli scompigli i capelli. Santo cielo, sul balcone! grid Stephanie. Stringeva al petto siringa, fiala e tampone. Trasalendo per il dolore alla schiena dovuto all'impatto con il vaso da fiori, Daniel si rialz e corse sul balcone, mettendosi fra Ashley e la balaustra. Senatore! grid, sollevando le mani. Torni dentro! Ashley non si mosse. Teneva gli occhi chiusi e un'espressione serena era comparsa al posto di quella terrorizzata di poco prima. Daniel schiocc le dita per attirare l'attenzione di Stephanie, che si era fermata appena prima della soglia e guardava sgomenta la scena. La siringa piena? le chiese. No. Riempila! In fretta! Quanto? Due cc. Svelta! Stephanie aspir il liquido, mise la fiala in tasca e picchiett la siringa con l'unghia dell'indice per far svanire eventuali bolle d'aria. Poi corse sul balcone e la porse a Daniel. Guard il viso placido di Ashley. Il senatore sembrava una statua. Non si muoveva e non sembrava nemmeno respirare. come se fosse impietrito, osserv Non so se cercare di fargli un'endovenosa o semplicemente rifilargli un'intramuscolare, disse Daniel. Fece un passo avanti, ancora indeciso, e Ashley spalanc di colpo gli occhi. Senza il minimo avvertimento balz in avanti. Daniel reag stringendogli le braccia attorno al petto e cercando di tenersi saldo contro le piastrelle del balcone. Ma era come cercare di tener fermo un toro che caricava. Le scarpe gli scivolavano sul rivestimento di ceramica e, quando entrambi sbatterono contro la balaustra, l'impeto di Ashley li fece sbalzare oltre la sommit e svanire nella notte. No! grid Stephanie, correndo ad affacciarsi. Colma di orrore, vide Ashley e Daniel precipitare nell'abisso avvinghiati come due amanti. Sembrava che cadessero al rallentatore, piroettando nel vuoto. L'attimo dopo distolse lo sguardo e, in preda a un accesso di nausea, si accasci con la schiena contro la balaustra. Epilogo

Luned 25 marzo 2002 - ore 6.15 Il debole chiarore del cielo, fino a mezz'ora prima quasi impercettibile, adesso era ben evidente. Le stelle erano scomparse e al loro posto si diffondeva un lucore rosato che preannunciava l'imminente sorgere del sole. La brezza notturna si era placata. Adesso si udiva l'incessante cinguettio degli uccellini, anche a trentadue piani di distanza da terra. Stephanie e Carol erano sedute su due divani uno dirimpetto all'altro, in una suite grande quanto la Poseidone ma non egualmente lussuosa. Stavano sedute l da ore, senza muoversi n parlare, quasi catatoniche. Carol era stata la prima a reagire allo choc, dopo il tragico volo di Ashley e Daniel. Si era precipitata al telefono per avvertire la centralinista che due persone erano cadute dal balcone della suite Poseidone. Udendo la sua voce colma di panico, Stephanie si era riscossa e, evitando di guardare verso la balaustra, si era rimessa in piedi per correre immediatamente fino agli ascensori, dove Carol l'aveva raggiunta. Durante il tragitto per il piano terreno, nessuna delle due aveva parlato: si limitavano a fissarsi, ancora incredule di ci a cui avevano assistito. Entrambe si attaccavano a un filo di speranza in qualche miracolo. Era avvenuto tutto talmente in fretta da essere avvolto in un senso di irrealt. Scese al livello chiamato lo Scavo, erano dovute passare davanti a enormi acquari illuminati colmi di ogni tipo di creature marine, come pure di fantasiose rovine della mitica citt di Atlantide, per raggiungere lo spazio esterno davanti al complesso dell'albergo. Entrambe immaginavano che ci fosse una strada pi breve, ma questa era l'unica che Carol conosceva e non volevano perdere tempo. Emergendo nella notte, avevano preso a sinistra, evitando la piscina dei Bagni Reali rischiarata dalle luci subacquee, e raggiunto un passaggio stretto e non bene illuminato dove avevano rallentato. Oltre un ponte sopra la Stingray Lagoon erano arrivate trafelate alla zona priva di luci sull'ala ovest delle Royal Towers. Un contingente della sicurezza aveva reagito rapidamente all'allarme lanciato da Carol ed era gi sul posto. Diversi si davano da fare a circoscrivere la zona con un nastro giallo teso da una palma all'altra. Un uomo corpulento di origine africana, in completo scuro, nel vederle era sbucato dall'ombra e le aveva fermate, bloccando loro la strada e anche la vista. Mi spiace. C' stato un incidente. Noi eravamo con le vittime, era sbottata Stephanie, cercando di guar-

dare oltre la sua mole imponente. Mi spiace, ma comunque meglio se rimanete qui. Stanno arrivando le ambulanze. Ambulanze? Stephanie si attaccava disperatamente alla sua esile speranza. E la polizia. Stanno bene? aveva chiesto esitante Stephanie. Sono ancora vivi? Dobbiamo vederli! Signora, aveva replicato l'uomo con gentilezza. Sono caduti dal trentaduesimo piano. Non un bello spettacolo. Erano venute le ambulanze a rimuovere le salme e la polizia a condurre un'indagine preliminare. Avevano trovato la siringa, e questo aveva causato inizialmente un po' di agitazione, ma Stephanie aveva spiegato che si trattava di un farmaco prescritto da un medico locale. Nawaz e Newhouse, arrivati subito dopo la tragedia, lo avevano confermato. La polizia aveva accompagnato le due donne e i medici nella suite Poseidone, a controllare il balcone e la balaustra. L'ispettore capo aveva confiscato i passaporti a Carol e Stephanie, spiegando che dovevano rimanere alle Bahamas fin quando non fosse stata svolta un'inchiesta. Aveva anche messo sotto sigilli la suite Poseidone e quella di Stephanie. Il direttore di notte dell'albergo era stato di una compostezza, efficienza ed empatia encomiabili. Senza che nessuno glielo chiedesse, aveva immediatamente trasferito le due ospiti nell'ala est delle Royal Towers, dove ora si trovavano. Aveva anche fornito ogni tipo di prodotti per la toletta di cui potevano avere bisogno, nell'impossibilit di usare i propri. I due medici erano rimasti un po' in loro compagnia e Newhouse aveva procurato un sedativo, nel caso decidessero di usarlo. Nessuna delle due lo aveva fatto. Il piccolo contenitore di plastica era appoggiato intatto sul tavolino. Stephanie aveva rimuginato in continuazione, ripercorrendo con la mente tutta la vicenda, dalla piovosa serata a Washington fino alla tragedia di quella notte. Con il senno di poi, non riusciva a capire come lei e Daniel si fossero lasciati trascinare in quell'impresa avventata. Era stata strana anche la loro incapacit di riconoscere la propria follia, nonostante gli innumerevoli ostacoli che avrebbero dovuto farli riflettere sulla scelta intrapresa. Avevano davvero confuso i fini con i mezzi. Il fatto che lei avesse di tanto in tanto esternato i suoi dubbi non era certo di conforto, perch non aveva mai agito in base alle proprie intuizioni. Finalmente, mise a terra i piedi che teneva appoggiati sul tavolinetto e si

tir su a sedere. Aveva esaurito la propria capacit di introspezione. Intrecci le dita e si stir, per ovviare alla rigidezza causatale dall'essere rimasta ferma troppo a lungo. Dopo aver passato le dita fra i capelli e aver fatto un profondo respiro, guard Carol. Dev'essere esausta, le disse. Io almeno ho dormito qualche ora. Per quanto possa sembrare strano, non lo sono. Anche Carol si stir. Mi sento come se avessi bevuto dieci tazze di caff. Non riesco a smettere di pensare a quanto sia stato ridicolo questo episodio, dalla notte di quel fatidico incontro nella mia auto, fino all'attuale catastrofe. Lei era contraria? si stup Stephanie. Naturalmente! Ho cercato di dissuadere il senatore fin dall'inizio. Ne sono sorpresa. Come mai? Stephanie si strinse nelle spalle. Non lo so di preciso, ma immagino che sia perch lei e io la pensavamo allo stesso modo. Anch'io ero contraria, e ho cercato di dissuadere Daniel, ma purtroppo non ci sono riuscita. A quanto pare, siamo state tutte e due una sorta di Cassandra. Suppongo che cada a proposito, visto che tutta la faccenda si risolta in una tragedia greca. Come mai? Carol emise una breve risata spossata. Non ci faccia caso. Mi sono laureata in letteratura e a volte mi lascio trasportare dalle metafore. Mi interessa. Come mai una tragedia greca? Carol rimase in silenzio per un momento, organizzando i propri pensieri. Per i caratteri dei protagonisti, spieg. la storia di due titani, ognuno nel proprio campo ma stranamente simili nella loro presunzione, che hanno raggiunto la grandezza ma avevano gravi pecche. Quella del senatore Butler era l'amore per il potere, che si trasformato da un mezzo per raggiungere dei fini in un fine di per se stesso. Quella del dottor Lowell, immagino, era il desiderio di un riconoscimento economico e di status appropriato al suo intelletto e al contributo da lui dato alla scienza. Quando questi due uomini sono venuti in contatto e ognuno dei due ha voluto usare l'altro per raggiungere i propri scopi, le loro tragiche pecche li hanno letteralmente trascinati nel baratro. Stephanie fiss Carol. L'aveva sempre considerata una donna scialba, quasi insignificante, la quintessenza della subordinazione. All'improvviso cap che non era cos e si sent, in confronto a lei, meno intelligente e meno colta di quanto pensava. Che cosa significa essere una Cassandra?

Nella mitologia greca, Cassandra aveva il dono della profezia ma era destinata a non essere creduta. Interessante, comment Stephanie. Una volta ho punzecchiato Daniel, dicendogli che era come il senatore. Per certi aspetti era vero, per lo meno per quanto riguardava il loro ego. Ma, mi dica, qual stata la reazione del dottor Lowell a questa sua boutade? La collera. Non mi sorprende. La reazione del senatore Butler sarebbe stata la stessa, se io avessi osato dire qualcosa di simile. In realt, credo che si ammirassero, si disprezzassero e fossero invidiosi uno dell'altro. Competevano tra loro, in un modo distorto, tutto maschile. Forse, mormor Stephanie, ponderando l'idea. Non le sembrava che Daniel avesse ammirato poi tanto il senatore, ma riconosceva che la propria capacit di analisi non era al massimo. Ha fame? domand, tanto per cambiare argomento. Carol scosse la testa. Per niente. Nemmeno io. Stephanie era esausta, ma sapeva che non sarebbe riuscita a dormire. Ci che desiderava era avere vicino qualcuno con cui parlare, per evitare di rimuginare in continuazione sulle stesse cose. Che cosa far quando finalmente potremo lasciare le Bahamas, dopo l'inchiesta? Non sono sicura che ci sar un'inchiesta e comunque, se anche ci sar, sar rapida, pro forma e a porte chiuse. Davvero? Come fa a dirlo? Ashley Butler era un importante senatore degli Stati Uniti in un Congresso con una maggioranza esile. Il nostro governo sar coinvolto immediatamente, ad alto livello. Credo che ogni cosa sar risolta rapidissimamente, perch nell'interesse di tutti. Credo perfino che terranno la cosa lontana dai media, se sar possibile. Accidenti! borbott Stephanie. Non ci aveva pensato. Anzi, con gli occhi della mente aveva gi visto i titoli del Boston Globe dare il colpo di grazia finale alla CURE. Non aveva preso in considerazione le implicazioni politiche dovute alla notoriet di Butler. Quanto a me, aggiunse Carol, torner a casa e far in modo di vedere il governatore. Far una nomina per il seggio del senatore Butler rimasto vacante, e io sosterr di essere la persona pi qualificata. Se verr scelta, ma anche nel caso contrario, comincer a organizzarmi per correre per quel seggio, alle prossime elezioni.

Che cosa pensa che accadr al disegno di legge 1103? Senza il senatore Butler, probabilmente non andr avanti. D'ora in poi, sar dall'altro emiciclo che verranno dei problemi alla ROTS: l'estrema destra repubblicana raccoglier la bandiera. Era ci che temevamo fin dall'inizio. Ci siamo sorpresi quando siamo stati attaccati inaspettatamente dal suo capo. Non avreste dovuto. Era il tipo di causa populista che aveva sempre sostenuto. Era il suo modo di mantenere la sua base di potere. Suppongo che l'ipocrisia mostrata verso la procedura inventata dal dottor Lowell non le sia sfuggita. No di certo. E lei? Che cosa far dopo aver lasciato Nassau? Stephanie ci pens un momento. Come prima cosa, devo risolvere un problema con mio fratello. una lunga storia, ma il nostro rapporto un'altra vittima di questa incresciosa faccenda. Poi credo che cercher di raccogliere i cocci della CURE. Non lo credevo possibile, finch lei non ha suggerito che la stampa potrebbe restare fuori da questa storia e la 1103 languire nella commissione. Non sono tanto portata per gli affari, ma suppongo che ci dovr provare. Penso che sia ci che vorrebbe Daniel, soprattutto se servir a mettere la ROTS a disposizione della gente. Ebbene, devo dire che sono diventata una sostenitrice della ROTS, come pure della clonazione terapeutica. So che nel corso dell'impianto sul senatore Butler c' stata una complicazione, ma non ci sono dubbi che i sintomi del morbo di Parkinson sono miracolosamente spariti quasi tutti. Un effetto positivo cos immediato ci ha sorpresi, ammise Stephanie. Nei topi non lo avevamo mai riscontrato. Perch si sia verificato con il senatore non so spiegarlo, ma secondo me non c' dubbio che, se l'intervento fosse stato eseguito in un appropriato centro medico in patria, sarebbe riuscito perfettamente. Io sono rimasta veramente colpita. Nonostante la tragedia, chiaro quanto sia promettente questa tecnologia. Sono convinta che il futuro della medicina per tantissime malattie, purch una manciata di politici non riesca a privarne il popolo americano per motivi di potere. Ebbene, spero di avere l'opportunit di impedire che ci avvenga, disse Carol. Se occuper il seggio di Ashley Butler, la far diventare la mia crociata.

Nota dell'autore Penso ai miei romanzi come a faction, una parola inventata per dire che i fatti e la fiction sono talmente mescolati che la linea tra i due spesso difficile da distinguere. Che cosa significa per questo libro? Certo, i personaggi sono tutti inventati, come pure la storia. Anche la ROTS, purtroppo, non appartiene ancora ai metodi della biomedicina. Tutto il resto per reale. Comprese le parti sulla Sacra Sindone, dalle cui macchie di sangue sono stati isolati geni specifici. Devo ammettere che, come Daniel e Stephanie, sono rimasto affascinato dalla Sindone. Anche i testi citati da Stephanie esistono veramente e li consiglio a chi volesse approfondire l'argomento. anche un fatto che un gruppo di politici statunitensi si sia interessato al dibattito sulle bioscienze, settore dove il ritmo a cui avvengono le scoperte ha una progressione geometrica. Sembra davvero che il ventunesimo secolo apparterr alla biologia, cos come il ventesimo appartenuto alla fisica e il diciannovesimo alla chimica. Ritengo purtroppo che alcuni politici, come il senatore Ashley Butler nato dalla mia penna, siano entrati in tale dibattito con scopi puramente demagogici e non come veri leader che hanno a cuore il bene del pubblico. E anche i politici che tentano di estromettere dagli Stati Uniti la ricerca su tali tecnologie terapeutiche per quelle che ritengono legittime ragioni morali, credo che non esiterebbero a trasferirsi in un altro paese dove queste cure sono autorizzate se essi stessi o un loro membro della famiglia fossero colpiti da una malattia che ne trarrebbe giovamento. Nella scena dell'udienza al Senato (capitolo 2), il senatore Ashley Butler mostra la sua vera faccia sfruttando le paure del pubblico sulle fabbriche di embrioni e su ataviche mitologie alla Frankenstein. Il senatore, inoltre, si rifiuta di distinguere fra la clonazione riproduttiva (clonare una persona, cosa che suscita una generale ripugnanza) e la clonazione terapeutica (clonare le cellule di un individuo allo scopo di curarlo). Il senatore Butler, come altri che si oppongono alla ricerca sulle cellule staminali e sulla clonazione terapeutica, suggerisce che la procedura comporti lo smembramento degli embrioni. Come Daniel sottolinea, falso. Nella clonazione terapeutica, le cellule clonate sono raccolte durante la fase della blastocisti, ben prima che si formi l'embrione. Il fatto che nella clonazione terapeutica non si lascia mai che si formi un embrione e non viene impiantato mai niente in un utero.

Moltissimi miei lettori si rendono conto che i miei medical thriller hanno alla base importanti questioni sociologiche. Questo non fa eccezione, ed evidente che qui la questione il deplorevole scontro fra la politica e le bioscienze. Ma una cosa usare un racconto per delineare un problema, altra cosa suggerire una soluzione. Comunque, Daniel ne prospetta una che io personalmente vorrei fosse adottata dal nostro paese. Nel capitolo 6 dice, riferendosi agli Stati Uniti: Abbiamo mutuato dall'Inghilterra tante delle nostre idee sui diritti individuali, il governo e di certo il diritto basato sulla giurisprudenza. Perch non potevamo seguire l'esempio dell'Inghilterra riguardo all'etica delle bioscienze in ambito riproduttivo? In risposta alle difficili e inquietanti questioni etiche sorte con la genetica molecolare e con la ricerca sulla riproduzione umana, sottolineate dalla nascita del primo neonato al mondo a essere stato concepito in provetta nel 1978, il parlamento inglese nella sua saggezza cre la Human Fertilisation and Embryology Authority (HFEA), divenuta operativa dal 1991. Questo ente, tra l'altro, abilita e controlla le cliniche per la cura dell'infertilit (cosa che negli Stati Uniti non si fa), oltre a dibattere e raccomandare al parlamento le linee di condotta per quanto riguarda le tecnologie riproduttive e la ricerca nel settore. La cosa interessante che, per statuto, il presidente, il vicepresidente e almeno met dei membri non sono medici o scienziati coinvolti nelle tecnologie riproduttive. Il punto che gli inglesi sono riusciti a formare un organismo veramente rappresentativo i cui membri riflettono un'ampia gamma di interessi del pubblico e possono discutere le questioni in un ambiente apolitico. significativo che nel 1998 la HFEA ha pubblicato una relazione in cui si distingueva chiaramente fra la clonazione riproduttiva, che raccomandava di non autorizzare, e la clonazione terapeutica, che raccomandava come futura promessa per la terapia di gravi malattie. Il fatto che le bioscienze in generale e la bioscienza riproduttiva in particolare avanzino cos rapidamente richiede che questo settore sia sottoposto a qualche forma di controllo. Non c' dubbio che, non sottoposto a limiti, potrebbe diventare una minaccia alla dignit umana, se non alla nostra identit, come ha suggerito il dottor Leon Kass, che presiede attualmente il Consiglio di Bioetica del presidente. Ma la politica parmigiana non l'arena appropriata in cui affrontare il problema, perch qualsiasi commissione venisse formata rimarrebbe invariabilmente manipolata dai membri di una particolare tendenza. mia convinzione che, se il Congresso degli Stati Uniti dovesse creare

una commissione non partigiana, come la HFEA in Inghilterra, il pubblico riceverebbe un ottimo servizio. Non solo l'attuale dibattito sulla clonazione terapeutica verrebbe risolto in modo intelligente, apolitico e democratico (esistono gi i gruppi di opinione contrari alla clonazione riproduttiva), ma le cliniche per la cura dell'infertilit verrebbero controllate nel modo appropriato. perfino pensabile che la connessa questione dell'aborto verrebbe sottratta alla politica, per il nostro beneficio collettivo. FINE