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ITALIA REPUBBLICANA

LA LIRICA
• Neorealismo
• Ermetici oltre l’ermetismo
• Linea antinovecentesca
• Neo-avanguardia
Tratti generali
• tra neorealismo e post-ermetismo

• neorealismo epico-corale
• la seconda guerra mondiale - frattura ideologica e linguistica

• continuano a scrivere: Ungaretti, Montale, Luzi, Quasimodo,


ermetici, Pavese
• Pavese: l'autonoma e importante esperienza poetica
• riprendono a scrivere: Palazzeschi, Moretti, Rebora
• il simbolismo ermetico fiorentino - superato, ma non dissolto

• sul piano formale: non si offrono alternative al linguaggio lirico della


prima metà del secolo

• primi anni del dopoguerra: - l'attraversamento di simbolismo ed


ermetismo
1. Neorealismo
a) Poesia epico-corale
b) Realismo e impegno
c) Guerra, Resistenza e poesia
a) Poesia epico-corale
Nomi: Rocco Scotellaro

- ripudio della lirica in generale e della „lirica pura“ in particolare

• alla lirica si oppone l'epica


• „poesia corale“ contrapposta alla „poesia come espressione di un
sentimento individuale“
• protagonista:
- il mondo contadino
- il mondo operaio (raramente)

• significato storico-culturale e un valore documentario


Rocco Scotellaro (1923-1953)
Poeta della presenza cosciente del mondo
contadino nella nuova storia d'Italia
(È fatto giorno; Margherite e rosolacci)

• limiti:
-ideologico: accento populistico
-formale: modi della poesia popolare
risorgimentale

• pregi:
-l'animus civile come ispirazione
-un realismo basato su esperienza diretta
Da E' fatto giorno
La luna piena
E' fatto giorno, siamo entrati in giuoco La luna piena riempie i nostri letti,
anche noi camminano i muli a dolci ferri
E' fatto giorno, siamo entrati in giuoco e i cani rosicchiano gli ossi.
anche noi Si sente l'asina nel sottoscala,
con i panni e le scarpe e le facce che i suoi brividi, il suo raschiare.
avevamo.
In un altro sottoscala
Le lepri si sono ritirate e i galli cantano,
dorme mia madre da sessant'anni.
ritorna la faccia di mia madre al focolare.

Tu sola sei vera


Colei che non mi vuol più bene è morta.
E' calda così la malva
E' venuta anche lei
E' rimasto l'odore
a macchiarmi di pause dentro.
della tua carne nel mio letto.
Chi non mi vuol più bene è morta.
E' calda così la malva
Mamma, tu sola sei vera.
che ci teniamo ad essiccare
E non muori perché sei sicura.
per i dolori dell'inverno.
b) Realismo e impegno

Nomi: Franco Fortini


Pier Paolo Pasolini
-orientamento realistico, ma non precisamente „neorealistico“

-origine nel clima storico e culturale del tempo

-dipendente anche da più complesse suggestioni culturali:

-realismo e impegno - nelle prime opere di Franco Fortini, Govanni Giudici,


Elio Pagliarani, Paolo Volponi...
Franco Fortini (1917-1994)
Foglio di via (1946)
• avvicinamento a poesia corale su temi
resistenziali - neorealistica:

Sulla spalletta del ponte


Le teste degli impiccati
Nell'acqua della fonte
La bava degli impiccati
[…]
Ma noi s'è letta negli occhi dei morti
E sulla terra faremo libertà
Ma l'hanno stretta i pugni dei morti
La giustizia che si farà
Canto degli ultimi partigiani

• In seguito – orientamento diverso:


- l’alternarsi di lirismo e allegorismo
Pier Paolo Pasolini (1922-1975)
• Esperienza complessa:
1. versi in friulano
2. sintesi di lirismo autobiografico
e poesia civilmente impegnata
(„passione e ideologia“)

• forma prevalentemete lirico-


narrativa (modello: Pascoli,
Poemetti)
• Le ceneri di Gramsci (1957) –
passione e ideologia
-la propria esperienza a contatto con il sottoproletariato delle
borgate romane:

Qui venti affricani l'assolato


inverno bruciano: nascono
carnai di fiori, è già estate.
I ragazzetti dentro tasche
già impure infilano viziate
Le mani: la loro violenza
infantile resterà nella nera
loro bellezza adulta: senza
rondini, di cani urla la sera
L'umile Italia

3. l'ultimo Pasolini - poesia-saggio, pamphlet


• provocatore e critico del sistema
• uscita dalla precedente tradizione novecentesca
c) Guerra, Resistenza e poesia
Nomi: Montale, Quasimodo, Gatto, Sereni

• esiti poetici più alti: non in opere orientate verso il neorealismo epico e
corale, ma in quelle schiettamente o prevalentemente liriche:
• Eugenio Montale, La bufera
• Salvatore Quasimodo post-ermetico, Giorno dopo giorno:
- l'impegno civile, maturato negli anni della guerra, forme equilibrate ispirate
ai classici (traduzioni)
• Alfonso Gatto, Il capo sulla neve, 1949:
- il linguaggio ermetico-surreale adattato alle tematiche resistenziali
• Vittorio Sereni, Diario di Algeria, 1947:
- la più alta e intensa testimonianza poetica della seconda guerra mondiale
• Il problema più notevole dei poeti:
- la rifondazione del linguaggio poetico a partire da e non contro le
istanze della precedente tradizione novecentesca
-„attraversare“ l'ermetismo per trovare un linguaggio nuovo e originale (a.e.
Gozzano e Montale - il dannunzianesimo)
• Andrea Zanzotto, Dietro il paesaggio (1951): dal linguaggio ermetico
verso la lirica originale.
2. Gli ermetici oltre l’ermetismo
a) Continuano la maniera precedente
(Parronchi, Bigongiari)
b) Tentano vie originali:
1. Alfonso Gatto
• dopo Il capo sulla neve (1949), verso il
„romanzo lirico“
• analogismo surreale in strutture narrative
• fusione di lirismo autobiografico a temi
civilmente impegnati
2. Mario Luzi
• (Primizie del deserto (1952), Onore del vero
(1957), Dal fondo delle campagne (1965)
• continua la ricerca esistenziale, metafisica e
religiosa
• graduale arrivo ad un linguaggio più
prosastico e meditativo
• meditazione - destino individuale, problemi
metafisici
3. Vittorio Sereni (1913-1983)
• „linea lombarda“ –originale
• liriche d'anteguerra - ermetismo
• dopo il Diario d'Algeria (1949) -
avvicinamento a una poesia di
meditazione morale e storico esistenziale
(Gli strumenti umani, 1965)
• disillusione circa la condizione dell'uomo
contemporaneo immerso in un’insensata
società tecnologico-consumistica
-influsso formale e ideologico di Montale
(maturazione del Diario, poetica degli
oggetti, linguaggio - sintesi di poesia e
prosa; distanziamento dagli ermetici)
• dopo - un'amara ironia
• inizio - testi su rivista (dopo nel volume
Frontiera, 1941)
• Frontiera - Luino, Lago Maggiore,
confinante con la Svizzera
-paesaggio lacustre
Significato del titolo: senso politico (libertà rispetto alla dittatura fascista) ed esistenziale:

Morto in tramonti nebbiosi d'altri cieli


sopravvivo alle tue sere celesti,
ai radi battelli del tardi
di luminarie fioriti.
[…]
Fuggirò quando il vento
investirà le tue rive;
sa la gente del porto quant'è vana
la difesa dei limpidi giorni.
Di notte il paese è frugato dai fari,
lo borda d'insonnia di fuochi
vaganti nella campagna,
un fioco tumulto di lontane
locomotive verso la frontiera.
Inverno a Luino

E attorno è l'esteso strazio


delle sirene salutanti nei porti
per chi resta nei sogni
di pallidi volti feroci.
Strada di Zenna
• reminiscenze montaliane e del simbolismo: il lago, la frontiera, il „restare nei
sogni“
• interazione della storia con la dimensione esistenziale e privata – più forte
nel Diario d'Algeria
• liriche sul tema della guerra e della prigionia in Africa:
- le inqietudini esistenziali e civili del poeta
- motivo centrale: la contraddizione (vittima in veste di oppressore)
- domande sulle sorti della civiltà europea e della dignità umana:

Europa Europa che mi guardi


scendere inerme e assorto in un mio
esile mito tra le schiere dei bruti,
sono un tuo figlio in fuga che non sa
nemico se non la propria tristezza
o qualche rediviva tenerezza
di laghi di fronde dietro i passi
perduti,
sono vestito di polvere e sole,
vado a dannarmi a insabbiarmi per anni
Italiano in Grecia
• dopo la guerra - vena meditativa, amara
-condizione dell'uomo contemporaneo di fronte ai problemi universali nel
contesto di una società tecnologica

• via d'uscita per l'uomo contemporaneo: non grandi eventi pubblici, ma:
-gli uomini che con le loro personali doti di tenerezza e umanità
riescono a stabilire nel privato i rapporti, resistendo alle conseguenze
negative della storia (Strumenti umani, 1965)

• La disillusione trasformata in solitudine stoica: la risposta - l'ironia,


l'amarezza irritata, lo sguardo distaccato e disincantato, senza più attesa
(l'ultimo Montale).
Linea lombarda di poesia
• moralismo tipico della cultura milanese tra illuminismo e romanticismo
(Parini e Manzoni), ma anche precedente (Maggi, sec. XVII) e seguente
(Gadda, Rebora)
• tendenza a una poesia epigrammatica
• GIOVANNI GIUDICI, LUCIANO ERBA, GIORGIO ORELLI, NELO RISI;
SERGIO SOLMI, GIOVANNI RABONI, NANNI BALESTRINI, ANTONIO
PORTA, ELIO PAGLIARANI, MAURIZIO CUCCHI
• Punto di riferimento – Sereni

• GIOVANNI GIUDICI - poetica degli oggetti, prosasticismo (Montale,


Sereni), ripresa di motivi e toni del crepuscolarismo ironico…
- “l’unico che abbia avuto il coraggio di riprendere il discorso poetico,
deliberatamente, dove Gozzano lo aveva lasciato” (Fortini).
• Giudici - Sereni - l’ultimo Montale
- le vicende autobiografiche ed esistenziali intrecciate e confuse con
un’analisi della condizione dell’uomo contemporaneo
- il male di vivere connotato come il disagio di vivere nella società odierna
3. Linea antinovecentesca
Nomi: Carlo Betocchi
Sandro Penna
Giorgio Caproni
Attilio Bertolucci
• la poesia novecentesca – linguaggio analogico-simbolico
- dissoluzione di forme metriche, del linguaggio della tradizione
presimbolista

• linea antinovecentesca - poesia legata alla tradizione (a.e. Saba)


- tematiche novecentesche in forme chiuse, rime regolari, linguaggio
razionalmente costruito
-poesia “contemporanea” nella sostanza se non nella forma

• Umberto Saba, Pier PaoloPasolini (in parte), Diego Valeri, Carlo


Bettochi, Sandro Penna, Giorgio Caproni
1. Carlo Betocchi (1899-1986)
• “Frontespizio” (ermetismo, prima di “Campo
di Marte”)
• distinto dagli ermetici per il concreto
realismo e per le scelte linguistico-
stilistiche - ricerca della nitidezza e
trasparenza del dettato
• la “linea pascoliano-crepuscolare, con echi
della colloquialità sabiana”
1. anni Trenta - Realtà vince il sogno, 1932;
Altre poesie, 1939.
- dopo la seconda guerra mondiale: Notizie
di prosa e poesia, 1947; Poesie, 1950.

2. anni Sessanta - fase più significativa:


L’estate di San Martino, 1961; Un passo, un
altro passo, 1967; Prime e ultimissime,
1974; Poesie del sabato, 1980.
- continua ricerca di contatto e dialogo con la realtà
- rappresentare e conoscere realtà con religiosa semplicità
- testimonianza della presenza del divino in terra
- “realismo creaturale” - tradizione cristiana - scrittori toscani del Trecento
• le ultime raccolte – maggior densità problematica e profondità di riflessione,
scrittura suggestiva:

Fraterno tetto, cruda città; clamore


e strazio quotidiano; o schiaffeggiante
vita, vita e tormento alla mia anziana
età: guardatemi sono il più càduco
tra voi; un rudere pieno di colpe sono…
ma un segno che qualcosa non tramonta
col mio tramonto: resiste la mia pazienza,
è come un orizzonte inconsumabile,
come un curvo pianeta è la mia anima.
Ultimissime
2. Sandro Penna (1906-1977)
• poeta monotematico
• poesia delicatamente erotica (omosessuale)
• tra pochi poeti “positivi” del Novecento
• forma – poesie brevi, epigrammi
• poesia di improvvise, fuggevoli illuminazioni
- monotonia del quotidiano, della bellezza e
del fascino di figure oggetto del desiderio:
Esco dal mio lavoro tutto pieno
di aride parole. Ma al cancello
hanno posto gli dèi per la mia gioia
un fanciullo che giuoca con la noia.
• l’uso logoro e ingenuo della rima ravvicinata
(gioia: noia; ragazzaccio: tavolaccio),
• linguaggio semplice
• poesia realistica e impressionistica
• Poesie, 1939; Appunti, 1950; Una strana
gioia di vivere, 1956; Croce e delizia, 1958;
Poesie, 1970; Stranezze, 1976; Poesie
(postumo)
3. Giorgio Caproni (1912-1990)
• una delle voci più alte della poesia del secondo
dopoguerra.
• teoria esplicita di una poetica antinovecentesca:
Per lei torni in onore
la rima in cuore e amore;
Per lei voglio rime chiare
usuali: in –are
[…] rime non crepuscolari
ma verdi, elementari.
• -il gioco insistito delle rime e dei mezzi formali
tradizionali
-poesia come inganno e illusione
- melodismo facile
-reminiscenza del Cavalcanti (cuore: amore), Dante
• componente intellettualistica e tipicamente
“novecentesca” – poesia fondata sulla coscienza
del carattere artificioso del linguaggio letterario
• tre temi fondamentali: - la città (Genova); la madre; il viaggio
• prime raccolte Come un’allegoria , 1936; Stanze della funicolare, 1952;
Passaggio d’Enea, 1956
• Genova - simbolo di un mondo e di una civiltà in cui l’uomo è ancora operoso
protagonista -umanesimo minacciato dalla dittattura e dalla guerra

-la città con la sua consistenza oggettiva:


- principio di “resistenza” e fermezza
- il luogo da cui bisogna allontanarsi, coltivare nella memoria
- Genova: metafora - coscienza che accetta la propria precarietà e la
condizione di esule dalla vita e dal mondo
• raccolta Il seme del piangere (1959) - Livorno (la prima infanzia)
- luogo della memoria + rievocazione della madre morta (l’eco di Cavalcanti):
Anima mia, leggera
va’ a Livorno, ti prego.
E con la tua candela
timida, di nottetempo
fa’ un giro; e, se n’hai il tempo,
perustra e scruta, e scrivi
se per caso Anna Picchi
è ancor viva tra i vivi.
Preghiera
• la memoria della madre: Congedo del viaggiatore cerimonioso & altre
prosopopee, 1966; Il muro della terra, 1975; Il franco cacciatore, 1982; Il
conte di Kevenhüller, 1986; Res amissa, 1991)
-Congedo…- riflessione sulla vita, sul tempo, sul metaforico esilio dal
mondo
- Il muro… e raccolte successive – trame musicali, echi melodrammatici…
Tematiche: -reminiscenze e frammenti dei paesaggi cari al poeta
-meditazione sulla presenza/assenza di dio nel mondo e nell’ambito
delle certezze e dei valori del poeta
- una ricerca di dio nella certezza della sua non esistenza.

Sono partiti tutti. Quando avrà raggiunto


[…] il luogo dov’è segnato
E io, l’albergo (è il migliore
io allora, qui, albergo esistente)
io cosa rimango a fare, vedrà che assolutamente
qui dove perfino Dio lei non avrà trovato
se n’è andato di chiesa… -vada tranquillo –
Lasciando loco niente.
Indicazione sicura
• il viaggio stesso rischia di non esistere, Dio non c’è,
di essere un non-viaggio, un’illusione
ma non si vede.
Non è una battuta: è
una professione di fede.
Se non dovessi tornare, sappiate che
non sono mai Professio
partito.
Il mio viaggiare Hanno rubato Dio.
è stato tutto un restare Il cielo è vuoto.
qua, dove non fui mai. Il ladro non è stato
(non lo sarà mai) arrestato.
Biglietto lasciato prima di non andare via Furto

Appunto perché lo preghi,


fratello, Dio lo neghi
• ultime raccolte - seria, tragica, ma Monito dello stesso
spesso ironica e autoironica, a volte
paradossale riflessione su Dio, l’io e il
mondo Morto io,
morto Dio.
Di conseguenza o: Proverbio
dell’egoista
4. Attilio Bertolucci (1911-2000)
• difficilmente classificabile
• linea di un tardo impressionismo (Pascoli, Saba)
• poesia rafinata e delicata - tra lirismo, psicologismo e descrittivismo
impressionistici:
Forse a noi ultimi figli dell’età
impressionistica non è dato altro
che copiare dal vero
• temi privilegiati:
- i luoghi e le figure della terra natale (Parma, campagna padana, stagioni…)
- le memorie private (affetti, sensazioni, sogni, premonizioni)
• tono elegiaco, variazioni personali su motivi classici e perenni:
Coglierò per te
l’ultima rosa del giardino,
la rosa bianca che fiorisce
nelle prime nebbie.
Le avide api l’hanno visitata
sino a ieri,
ma è ancora così dolce
che fa tremare.
È un ritratto di te a trent’anni,
un po’ smemorata, come tu sarai allora.
La rosa bianca (in: La capanna indiana, 1955)
• 1. fase – anteguerra e dopoguerra - La capanna indiana, Sirio, 1929; Fuochi di
novembre, 1934
• 2. fase - In un tempo incerto, 1955, Viaggio d’inverno, 1971 - più drammatiche
lacerazioni, spesso legate a stessi luoghi e ambienti
- la consapevolezza che tutto quel mondo è destinato a perire
-l’armonia della campagna pervasa da una più densa negatività, un principio di
disarmonia e di insensatezza:
Perché oggi che il vento In una torva luce
porta cattivo tempo bambini e asinelli
i bambini nascosti consumano le ultime
dalla tettoia azzurra di lamiera ondulata ore del giorno, Dio
infuriano sulla cagna malata, il gattino fa cessare quei loro
occhi dolci, è una femmina, porta gesti dementi, manda
il topo in bocca come un figlio uno scroscio di pioggia
prima di finirlo? sulla pelle, sul pelo
Il vento e la pioggia affaticati e pesti
dal vivere…
Il giardino pubblico

Forma:
1. versi brevi, forma lirica e frammentaria (La capanna indiana, Viaggio d’inverno)
2. modi epico lirici, romanzo in versi (due volumi della Camera da letto, 1984 e 1988)
3. il ritorno alle forme brevi e brevissime (Verso le sorgenti del Cinghio, 1993)
4. Neoavanguardia
• anni Sessanta-Settanta
- sperimentalismo, disgregazione delle forme tradizionali
- discussione sullo statuto tradizionale del letterato, del poeta e della poesia
- l’inautenticità del linguaggio, il rapporto inautentico con il mondo
• “mimesi del caos” del mondo contemporaneo, della volontà di operare
lacerazioni nel tessuto stesso della lingua
• rifiuto dell’ideologia come chiave interpretativa della realtà
-una poesia negativa, di denuncia
• Orientamenti delle neo-avanguardie:
-mimesi della babele dei linguaggi e della realtà contemporanea
-poesia di impossibilità di una comunicazione autentica nel mondo dell’apparente
dominio della comunicazione
-poesia dell’alienazione dell’uomo contemporaneo
-poesia della nevrosi personale
-poesia dell’esaurimento storico del linguaggio e della cultura del mondo occidentale
• Caratteristiche – adozione di:
-un plurilinguismo
-un libero analogismo e associazionismo
-la parodia (dei diversi linguaggi standard o settoriali)
-il nonsense
-la frantumazione delle strutture chiuse (metriche, sintattiche, semantiche)
-il conflitto tra strutture chiuse (vuoti contenitori) e reperti linguistici di svariata
provenienza (sostanzialmente privi di senso)
• I Novissimi, 1961 – testi poetici e alcuni documenti di poetica (Elio Pagliarani, Alfredo
Giuliani, Edoardo Sanguineti, Nanni Balestrino, Antonio Porta)
• dopo: Gruppo 63 (Palermo)
-ripresa dell’esperienza delle avanguardie storiche
-disgregazione totale
- anarchia come estremo tentativo di conferire un senso all’insensatezza
quotidiana
• Amelia Rosselli (1930-1996) – formazione trilingue (italiano, francese, inglese)
–1963 - 24 testi pubblicati su “Il menabò” (diretto da Calvino e Vittorini)
–sperimentalismo novecentesco (ispirazione: Ezra Pound, i poeti surrealisti francesi)
-stilemi più significativi – iterazioni lessicali, sintattiche, foniche, le riprese variate, i
bisticci, le associazioni analogiche... - il nonsense e l’assurdo:
…i miei occhi pieni
di grata febbre.
I miei occhi pieni di grattacieli

-le infrazioni alla norma lessicale e morfologico-sintattica dell’italiano:


“oh lavatemi gli piedi”, “io correrei ringraziarti”, “su del letto”, “si pegnavano l’anima”,
“sognanze”…

-la poesia - abbandono al flusso buio e labirintico della vita psichica e dell’immaginario:
L’alba si presentò sbracciata ed impudica; io
la cinsi di alloro da poeta: ella si risveglio
lattante, latitante.
L’amore era un gioco instabile; un gioco di
fono sillabe.
Andrea Zanzotto (1921-
• sfida al caos, differente dalla neo-avanguardia
• poetica di resistenza e sfida al labirinto
• dalla non significazione, dalla significazione inautentica e
degradata del mondo contemporaneo alla riconquista di
un’autenticità comunicativa e di una riqualificazione della
ricerca poetica
• lirismo, espressione del proprio universo interiore

• la tradizione lirica novecentesca (matrice simbolista), la


fiducia nella funzione conoscitiva e liberatoria del
linguaggio poetico

• come i Novissimi: “il linguaggio della norma è inautentico


e inutilizzabile per conoscere il mondo e per fondare un
esercizio poetico tradizionalmente inteso. Tuttavia, la
poesia deve perseguire il significato, anche se deve
operare nel mezzo del non-senso e attraverso la
disgregazione….”

• -Beltà (1968) – l’opera più importante


• procedimenti tecnici simili a quelli della poesia dei
Novissimi
• neo-avanguardia: poesia come mezzo di esprimere la propria provocatoria non-
comunicazione
• Zanzotto – disperata ricerca del significato e del senso dell’uomo e del mondo -
“sfida al labirinto”, volontà “di lodare la realtà, di lodare il mondo ‘in quanto esiste’”,
bisogno di sentirsi in armonia con esso
Dietro il paesaggio (1951) – influsso del linguaggio analogico-evocativo
dell’ermetismo:
ho dolore […]
dei vivi che il balsamo lunare
ha fatto oscuri e freddi bambini
con angosce di cera
Balsamo, bufera

-l’ininterrotto tentativo di dialogo con il reale, con il mondo: la propria terra – il paesaggio
trevigiano
-la natura: madre-matrigna ora gli si offre ora gli si nega, escludendolo.
• non ci sono alternative alla fondamentale ricerca del significato:
- il poeta:
[…] non sa parlare
che per conoscere
il proprio oscuro matrimonio
con il cielo e le selve.
Nella valle
• raccolta Vocativo (1957) – segna un aggravarsi delle inquietudini
-il poeta si sente disgregato, ridotto a barlumi scomposti di energia psichica:

[…] ma solo egro spiraglio


ma solo psiche,
[…] tutto questo che non è nulla
ed è tutto ciò che io sono
Esistere psichicamente
• raccolta IX Ecloghe (1962) – tra gli estremi dell’elegia e dell’ironia (registro nuovo)
-le radici della significazione ricercate ai margini della lingua standard, a.e. nel dialetto,
oppure nell’oscuro tra salute mentale e follia, oppure nel linguaggio petèl (bimbi):

Te bata cheto, te bata: e po mama e nana


L’elegia in petèl
• raccolte successive: il poemetto Gli sguardi i fatti e senhal (1969), Pasque (1973)
- la riscoperta del dialetto come strumento espressivo e come gradino di
avvicinamento alle origini: Filò (1976)
- il recupero di forme metriche chiuse (sonetti): sezione Ipersonetto nella raccolta
Galeteo in bosco (1978) – prima parte della trilogia: Fosfeni (1983), Idioma (1986).

• Dietro il paesaggio, 1951; IX Ecloghe, 1962; La beltà, 1968; il poemetto Gli sguardi i
fatti e senhal, 1969; Pasque, 1973; Filò, 1976; Ipersonetto di Galateo in bosco, 1978;
Fosfeni, 1983; Idioma, 1986.
La poesia più recente – la poesia continua nonostante tutto
- un genere editoriale sempre più marginale (in una prospettiva pratica)
-continua a rivendicare il posto centrale nel sistema dei generi letterari che
in fondo ha sempre avuto

- luogo di sperimentazione e verifica formale per eccellenza, vista la


necessità di estrema concentrazione, la poesia oggi sembra rivendicare una
sua funzione liberatoria, oltre che talora provocatoria

• numerosi giovani:
- milanesi: Giuseppe Conte, Milo De Angelis, Nanni Cagnone, Cesare
Viviani, Giancarlo Majorino, Ermanno Krumm, Gilberto Finzi
-romani: Dario Bellezza, Valentino Zeichen, Valerio Magrelli
numerosi giovani che pubblicano plaquettes a proprie spese…