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Vi è una correlazione tra

performance delle organizzazioni e


performance dei dirigenti (2010 )

CIVIT- Commissione indipendente per la valutazione, la trasparenza e


l’integrità delle amministrazione pubbliche
Delibera n. 89/2010 Indirizzi in materia di parametri e modelli di riferimento
del Sistema di misurazione e valutazione della performance”.
IDEA CENTRALE DA SVILUPPARE:

PER PROMUOVERE LA QUALITA’ DEL SERVIZIO


EDUCATIVO, IL DIRIGENTE SCOLASTICO DEVE
REALIZZARE UN ADEGUATO SISTEMA DI
VALUTAZIONE
ARGOMENTI COLLEGATI ALL’IDEA CENTRALE
 Il dirigente scolastico, organizza l'attività scolastica
secondo criteri di efficienza e di efficacia formativa…
promuove gli interventi per assicurare la qualità dei
processi formativi … - art. 25, commi 2 e 3, D. Lgs 165/2001.
( competenze del DS)
 Le indicazioni e raccomandazioni nella normativa europea
 La qualità del servizio educativo. (definizioni, indicatori,
procedure e certificazione)
 Il Piano dell’Offerta Formativa , l’autonomia scolastica e
responsabilità educativa
 Valutazione di istituto e degli studenti
•obiettivi di apprendimento e
•art. 25, commi 2 e 3,
degli standard di qualità del
D. Lgs 165/2001
servizio
•CCNL area V FUNZIONE •Qualità certificata
dirigenza scolastica DIRIGENZIALE •Standard uniformi e specifici
•Art. 21, Legge 59/97

QUALITA’ DEL SERV. EDUCATIVO


NORMATIVA EUROPEA

•Le competenze QUALITA’ E


chiave
VALUTAZIONE
•Obiettivi strategici

AUTONOMIA, POF E
•Autonomia e
per l’Europa

VALUTAZIONE
valutazione nei
•I cinque parametri sistemi europei
di riferimento •Il POF e la
VALUTAZIONE A
•Ecc………. valutazione
360°
•Progettualità,
indicatori e
•Valutazione nazionale
standard
•Del rendimento scol.
•Dei processi educ.
•Dell’organizzazione
•Della professionalità
ALCUNE INDICAZIONI E OBIETTIVI EUROPEI
ALCUNE INDICAZIONI E OBIETTIVI EUROPEI 2
ALCUNE INDICAZIONI E OBIETTIVI EUROPEI 3
ALCUNE INDICAZIONI E OBIETTIVI EUROPEI 4
Definizione della Raccomandazione europea, dicembre 2006:

“La competenza matematica è l’abilità di sviluppare e applicare il pensiero


matematico per risolvere una serie di problemi in situazioni quotidiane.
Partendo da una solida padronanza delle competenze aritmetico-
matematiche, l’accento è posto sugli aspetti del processo e dell’attività oltre
che su quelli della conoscenza.
La competenza matematica comporta, in misura variabile, la capacità e la
disponibilità a usare modelli matematici di pensiero (pensiero logico e
spaziale) e di presentazione (formule, modelli, costrutti, grafici, carte).

La competenza in campo scientifico si riferisce alla capacità e alla


disponibilità a usare l’insieme delle conoscenze e delle metodologie
possedute per spiegare il mondo che ci circonda sapendo identificare le
problematiche e traendo le conclusioni che siano basate su fatti comprovati.
La competenza in campo tecnologico è considerata l’applicazione di tale
conoscenza e metodologia per dare risposta ai desideri o bisogni avvertiti
dagli esseri umani. La competenza in campo scientifico e tecnologico
comporta la comprensione dei
cambiamenti determinati dall’attività umana e la consapevolezza della
responsabilità di ciascun cittadino .
.
ALCUNE INDICAZIONI E OBIETTIVI EUROPEI 6
Rapporto Ue sull'istruzione

Più di 10 anni dopo gli obiettivi di Lisbona e meno di 10


prima della data obiettivo della Strategia Europa 2020,
l'Unione europea fa il punto della situazione sullo stato di
avanzamento delle riforme nell'ambito dell'istruzione e della
formazione.

raggiunto soltanto uno dei cinque benchmark fissati per il 2010,

quello di aumentare il numero di laureati in matematica, scienze e tecnologia


registrando un aumento del 37% rispetto al 2000

strategia Europa 2020 :

creare un'economia basata sulla conoscenza,


LA FUNZIONE DIRIGENZIALE PER L’EFFICIENZA E
L’EFFICACIA DEL SISTEMA SCUOLA
 Il dirigente scolastico:
 assicura la gestione unitaria dell’istituzione scolastica;
 ne ha la rappresentanza legale;
 è responsabile della gestione delle risorse finanziarie e strumentali e dei risultati
del servizio;
 ha autonomi poteri di direzione, coordinamento e valorizzazione delle risorse
umane, nel rispetto delle competenze degli organi collegiali scolastici;
 organizza l’attività scolastica secondo criteri di efficienza e di efficacia formative;
 è titolare delle relazioni sindacali;
 promuove gli interventi per assicurare la qualità dei processi formativi e la
collaborazione delle risorse culturali, professionali, sociali ed economiche del
territorio;
 predispone le condizioni:
 per il pieno esercizio della libertà d’insegnamento (intesa “anche” come
ricerca e innovazione metodologico-didattica)
 per l’esercizio della libertà di scelta educativa delle famiglie
 per l’attuazione del diritto all’apprendimento degli alunni.
.

Creare le condizioni di contesto per una leadership


diffusa, partecipata, collaborativa

J. Delors3 afferma:
“La ricerca, non meno dell’osservazione empirica, mostra che il
capo d’istituto è uno dei più importanti fattori, se non il
principale, nel determinare l’efficienza della scuola. Un buon
capo d’istituto che sia capace di stabilire un efficace lavoro di
gruppo e che venga visto come competente e aperto, ottiene
spesso importanti miglioramenti nella qualità della scuola”.
due funzioni di base della leadership:
compito funzionale e il compito relazionale.
(leadership diffusa e partecipativa)

compito funzionale:
Creazione di modelli organizzativi efficaci ed efficienti
Staff organizzativo, collaboratori, lavoro di gruppo…
Innovazioni tecnologiche
Gestione delle risorse umane, strumentali e finanziarie

compito relazionale:
Innovazioni di carattere educativo, metodologico, didattico
Scelte educative – dinamiche di gruppo – modelli di
formazione del personale – clima comunicativo positivo –
Identità istituzionale
QUALITA’ DEL SERVIZIO EDUCATIVO

DEFINIZIONI DI QUALITA’
 L’ESSENZA DELL’APPROCCIO ALLA QUALITA’ TOTALE è:
IDENTIFICARE E SODDISFARE I REQUISITI DEI CLIENTI, SIA
INTERNI CHE ESTERNI
 Norma ISO 9000 del 2005 (Fondamenti e terminologia): QUALITA’:
GRADO IN CUI UN INSIEME DI CARATTERISTICHE
INTRINSECHE SODDISFANO I REQUISITI
 LA QUALITA’ DEVE ESSERE RAGGIUNTA IN 5 AREE
FONDAMENTALI: PERSONE, MEZZI, METODI, MATERIALI E
AMBIENTE PER ASSICURARE LA SODDISFAZIONE DEI BISOGNI
DEL CLIENTE
 QUALITA’ CAPACITA’ DI RAGGIUNGERE GLI OBIETTIVI
STABILITI (EFFICACIA) UTILIZZANDO AL MEGLIO LE RISORSE
UMANE, DI TEMPO ED ECONOMICHE A DISPOSIZIONE.
LA QUALITA’ COME PROCESO CONTINUO

PROGETTAZIONE

MONITORAGGIO
QUALITA’
DIVERSE FASI E MODI DI INTENDERE LA QUALITA’

 QUALITA’ ATTESA
 QUALITA’ PROGETTATA
 QUALITA’ EROGATA
 QUALITA’ PARAGONATA
 QUALITA’ PERCEPITA
In ciascuna delle fasi sopra elencate, la valutazione
svolge un ruolo fondamentale
QUALITA’ E VALUTAZIONE

Per essere utile, al pari di ogni grandezza, la qualità relativa


a un prodotto, servizio o persona deve poter essere
MISURATA.

la valutazione è un mezzo per ‘regolarsi’, attivando


processi di miglioramento e sviluppo.
(tratto da “Il quadro di riferimento teorico della valutazione del
sistema scolastico e delle scuole – documento di sintesi
INVALSI 2010)
QUALITA’ E VALUTAZIONE 2

Una scuola che può confrontare il proprio operato con


un riferimento esterno è in grado di compiere una
valutazione (un’autovalutazione) più oggettiva dei
propri problemi, ma anche dei punti di forza e delle
scelte che ha effettuato, e di provvedere quindi ad un
miglioramento della qualità dell’istruzione e dei suoi
esiti, nonché della professionalità dei suoi operatori

(tratto da “Il quadro di riferimento teorico della valutazione del sistema


scolastico e delle scuole – documento di sintesi
INVALSI 2010)
I VARI SETTORI DELLA VALUTAZIONE
 Il contesto in cui le scuole operano (aspetti demografici,
economici e socio-culturali nei cui confini la scuola si trova ad
operare e che ne determinano la popolazione);
 Gli input, ossia le risorse di cui il sistema educativo e le singole
unità scolastiche dispongono per offrire il proprio servizio e le
tipologie di utenti (risorse umane, materiali, ed economiche a
disposizione, caratteristiche degli studenti in entrata);
 I processi attuati, ossia le attività realizzate dalla scuola (l'offerta
formativa, le scelte organizzative e didattiche, gli stili di
direzione);
 I risultati ottenuti, sia immediati (percentuali di promossi,
votazioni conseguite agli esami di stato, livelli di apprendimenti
rilevati con prove standardizzate) sia nel medio, sia nel lungo
periodo (accesso all’università e al mondo del lavoro).
INDICATORI DI CONTESTO
 gli aspetti demografici ed economici della popolazione
incidono in modo diretto sulla pianificazione di un sistema educativo e sulle scelte da
compiere. Essi riguardano l’entità della popolazione in età scolare, la condizione
occupazionale della popolazione, l’evoluzione demografica;

 il livello di scolarizzazione
 l’ampiezza e la diffusione del servizio scolastico numerosità delle
Istituzioni scolastiche, loro distribuzione sul territorio, presenza e distribuzione delle
diverse tipologie e indirizzi di studio (nella scuola secondaria di II grado) pluriclassi,
ospedali e carceri, centri territoriali permanenti per l’educazione degli adulti (CTP).

 le caratteristiche socio-economiche e culturali delle


famiglie, quali il livello di istruzione e la condizione occupazionale, permettono di delineare il
livello socio-economico e culturale di provenienza degli studenti - che come è noto risulta
significativamente correlato ai risultati

 la partecipazione della comunità alla scuola,


RISORSE

 le risorse economiche

 risorse strutturali (ad esempio postazioni pc nella scuola, numero di


volumi presenti nelle biblioteche di scuola);

 gli studenti (ad esempio: alunni in anticipo e in ritardo, alunni


stranieri);

 le risorse umane (ad esempio: numero di insegnanti, insegnanti di


sostegno, stabilità del personale).
I PROCESSI A LIVELLO DI SCUOLA
processi a livello di scuola sono articolati nelle seguenti
aree tematiche:
 l’offerta formativa (progettazione del piano dell’offerta
formativa, progettazione del curricolo e della didattica,
servizio realmente offerto, scelte adottate nella
valutazione degli studenti);
 lo stato di manutenzione delle strutture scolastiche e
l’uso degli spazi;
 lo stile di direzione e coordinamento (che comprende
le modalità di attribuzione dei ruoli e la gestione delle
risorse economiche per il personale) e i modi di
affrontare episodi problematici riguardanti gli
studenti;
 la gestione delle risorse finanziarie (intesa come
capacità di investire, avere una gestione finanziaria
equilibrata, diversificare le fonti di finanziamento);
 l’investimento nella formazione degli insegnanti;
 l’utilizzo di forme di valutazione interna;
 la continuità lavorativa, il clima di scuola e la presenza
di gruppi di lavoro tra insegnanti come indice di
collaborazione.
I PROCESSI A LIVELLO DI CLASSE
 la flessibilità organizzativa e didattica (attuata tramite
l’articolazione del gruppo classe, le attività
interdisciplinari, l’individualizzazione dei percorsi di
studio);
 il sostegno, la guida e il supporto agli studenti (a chi ha
bisogni educativi speciali, e più in generale a tutti gli
studenti tramite interventi di recupero e di
potenziamento, anche in un’ottica di pari opportunità
 l’uso del tempo (che concerne la capacità di pianificare
le attività nella giornata, e di adottare strategie di
flessibilità oraria tra insegnanti dello stesso team);
 le strategie didattiche adottate da un lato per attivare il
coinvolgimento e la partecipazione degli studenti,
dall’altro per trasmettere loro strategie di
apprendimento che consentano di acquisire
autonomia e di controllare i meccanismi messi in atto
durante lo studio.
ALCUNI INDICATORI DI PROCESSO
 partecipazione della scuola a reti.
 misurazione standardizzata del profitto degli studenti
 prove oggettive di profitto (per l’impostazione iniziale della
loro attività didattica, per il controllo e la programmazione mirata in
corso d’anno, per la verifica conclusiva di quanto appreso)
 prove strutturate per classi parallele
 pratiche di valutazione interna e autovalutazione
 rilevazione delle opinioni del personale scolastico tramite
strumenti specifici (come ad esempio questionari),
 rilevazione della soddisfazione dei genitori e della
comunità locale
 utilizzo di strumenti (schede, griglie, ecc.) per il
monitoraggio del POF,
 articolazione del gruppo classe
 responsabilizzazione, coinvolgimento e
collaborazione tra studenti (lavoro individuale, gruppi
di livello, gruppi di interesse, classi aperte, ecc.)
 attenzione agli alunni con bisogni educativi speciali
 Aiuto educativo per alunni in difficoltà
 attenzione educativa per gli studenti diversamente
abili,
 ecc….
VALUTAZIONE DELLE CONOSCENZE, COMPETENZE ED ABILITA’ DEGLI STUDENTI

 Una scuola che miri alla qualità deve dotarsi di


strumenti attendibili, oggettivi per rilevare
sistematicamente le conoscenze le abilità e le
competenze acquisite dagli studenti, ossia i risultati
diretti dell’istruzione.

Il livello degli apprendimenti e delle competenze


raggiunto indica infatti la qualità del percorso
scolastico seguito da ciascuno.
VALUTAZIONE DELLE CONOSCENZE, COMPETENZE ED ABILITA’
DEGLI STUDENTI
Sul piano educativo la valutazione assume tre funzioni:
 Valutazione iniziale o diagnostica: raccogliere informazioni
sui dati di contesto, sulle iniziali abilità, conoscenze e competenze per
strutturare un percorso di studio adeguato alle reali esigenze formative
degli studenti

 Valutazione formativa: acquisire informazioni lungo il percorso


didattico al fine di adeguare il lavoro alle risposte ottenute dagli
studenti;

 Valutazione sommativa: fare un bilancio delle abilità,


conoscenze e competenze acquisite al termine di un percorso di
formazione
VALUTAZIONE DELLE CONOSCENZE, COMPETENZE ED ABILITA’
DEGLI STUDENTI

PER COSTRUIRE UN SISTEMA DI VALUTAZIONE DEGLI


STUDENTI ATTENDIBILE ED EFFICACE, OCCORRE
INNANZITUTTO SAPER DEFINIRE GLI OBIETTIVI
DIDATTICI IN TERMINI DI
PERFORMANCE
 Una performance indica e descrive in modo chiaro ed
inequivocabile che cosa uno studente deve saper fare ,
dire, scrivere, al termine di un’unità didattica, di un
modulo o di un percorso.
( Mager. “Gli obiettivi didattici)
Il ciclo delle performance nella PA

 1.Definizione e comunicazione degli obiettivi


 2.Collegamento fra obiettivi e allocazione delle risorse
 3.Gestione dei programmi orientata al raggiungimento
degli obiettivi
 4.Misurazione delle performance
 5.Valutazione del grado di raggiungimento degli
obiettivi
 6.Rendicontazione delle performance per il controllo
interno
 7.Rendicontazione esterna agli stakeholder
APPRENDIMENTO E QUALITA’

 gli apprendimenti degli studenti sono un indicatore ineludibile


per leggere la qualità delle scuole

 nei risultati di apprendimento degli studenti determinanti sono


le dimensioni di contesto; le condizioni economico-sociali-
culturali delle famiglie; le condizioni del territorio e della
comunità sociale di appartenenza.

 nei risultati determinanti le risorse umane-professionali-


economiche-strutturali della scuola; Dall’organizzazione,
dall’attivazione e dalla valorizzazione delle risorse dipende in
gran parte la differenza, il valore aggiunto, la qualità della scuola
“ Non ci sono
venti favorevoli
per coloro che
non sanno
dove andare”
(Seneca)
AUTONOMIA, POF E VALUTAZIONE

 1.Dal generale progetto educativo (POF) ai concreti


obiettivi strategici perseguiti dalla scuola alla luce
delle minacce/opportunità esterne e delle
forze/debolezze interne

 2.Dagli obiettivi strategici alla definizione di indicatori


di performance per la misurazione degli obiettivi

 3.Dalla misurazione degli obiettivi alla definizione dei


target (bersagli)
4. Dagli obiettivi strategici alla decisione intorno ai
progetti e alle specifiche iniziative e azioni che
segnano l’operatività didattica, organizzativa e
amministrativa della scuola (piano delle attività)

5. Dagli obiettivi strategici all’allocazione


delle risorse (budgeting)

6. Dalla misurazione dei risultati all’analisi


degli scostamenti rispetto agli obiettivi
(collegare obiettivi, risultati e risorse)
AUTONOMIA - QUADRO NORMATIVO
 Art. 21, LEGGE 15/03/97 n. 59
"Delega al Governo per il conferimento di funzioni e compiti alle regioni
ed enti locali, per la riforma della Pubblica Amministrazione e per la
semplificazione amministrativa“

 LEGGE n.440/97
Fondo arricchimento offerta formativa

 REGOLAMENTO RECANTE NORME IN MATERIA DI AUTONOMIA


DELLE ISTITUZIONI SCOLASTICHE –
DPR 08/03/99 n. 275

 DECRETO INTERMINISTERIALE n. 44/2001


Regolamento concernente le
"Istruzioni generali sulla gestione amministrativo-contabile delle
istituzioni scolastiche“

 CCNL E FONDO DI ISTITUTO


CONCETTI FONDANTI DELL’AUTONOMIA
dall’art. 21 della Legge n. 59 del 1997
 L'autonomia organizzativa è finalizzata alla realizzazione:

 della flessibilità, della diversificazione, dell'efficienza e dell'efficacia del


servizio scolastico

 alla integrazione e al miglior utilizzo delle risorse e delle strutture

 all'introduzione di tecnologie innovative

 al coordinamento con il contesto territoriale

Essa si esplica liberamente, anche mediante:

 superamento dei vincoli in materia di unità oraria della lezione,


dell'unitarietà del gruppo classe e delle modalità di organizzazione e
impiego dei docenti

 ottimizzazione delle risorse umane, finanziarie, tecnologiche, materiali


e temporali
Nell'esercizio dell'autonomia organizzativa e didattica le istituzioni
scolastiche realizzano, sia singolarmente che in forme consorziate:

- ampliamenti dell'offerta formativa


- percorsi formativi per gli adulti
- iniziative di prevenzione dell'abbandono e della
dispersione scolastica
- iniziative di utilizzazione delle strutture e delle tecnologie
anche in orari extrascolastici
- raccordo con il mondo del lavoro
- partecipazione a programmi nazionali, regionali o
comunitari
- percorsi integrati tra diversi sistemi formativi
Le istituzioni scolastiche autonome hanno anche
autonomia di ricerca, sperimentazione e sviluppo nei limiti
del proficuo esercizio dell'autonomia didattica e
organizzativa.
dall’art. 21 della Legge n. 59 del 1997
Autonomia didattica

L'autonomia didattica è finalizzata al perseguimento degli


obiettivi generali del sistema nazionale di istruzione, nel
rispetto della libertà di insegnamento, della libertà di scelta
educativa da parte delle famiglie e del diritto ad apprendere.

Essa si sostanzia nella scelta di:


- metodologie, strumenti, organizzazione e tempi di insegnamento
pluralità di opzioni metodologiche
- eventuale offerta di insegnamenti opzionali, facoltativi o aggiuntivi e
nel rispetto delle esigenze formative degli studenti
- determinazione degli organici funzionali di istituto, fermi restando il
monte annuale orario complessivo previsto per ciascun curriculum
- procedure e strumenti di verifica e valutazione della produttività
scolastica e del raggiungimento degli obiettivi.
Il Bilancio Sociale
•Il Bilancio sociale può essere definito come un
processo volontario attraverso il quale
un’organizzazione, pubblica o privata, profit e non
profit, valuta e comunica agli stakeholder, risorse,
scelte risultati in rapporto alla missione, alla visione
ed ai valori etici posti a fondamento dell’attività
istituzionale.

Il Bilancio sociale presuppone il concetto di
responsabilità ed il dovere di coinvolgimento a tutto
campo degli stakeholder , dall’analisi dei bisogni e
delle aspettative alla costruzione del consenso
intorno alle scelte, fino al monitoraggio ed alla
comunicazione dell’effettiva creazione di valore.
Non sono rispettate le condizioni essenziali della filosofia della
rendicontazione sociale se
l’istituto scolastico non è in grado di:

1.definire la propria identità istituzionale e gli obiettivi strategici


perseguiti

2.comunicare agli stakeholder gli obiettivi della scuola e i suoi


risultati

3.tener conto del punto di vista degli stakeholder, interni ed


esterni, e costruire un’autentica condivisione sugli scopi della
scuola e sulle sfide del cambiamento
4.rendicontare gli apprendimenti degli studenti anche in relazione ai
dati forniti dal sistema nazionale di valutazione

5.rendicontare le risorse economiche e finanziarie sulla base


dell’anno scolastico, coniugando il ciclo amministrativo delle entrate
e delle spese con le scelte didattiche ed organizzative assunte dalla
scuola

6.bilanciare le risorse disponibili sull’anno scolastico con la visione


strategica della scuola, rendendo leggibili le risorse rispetto alle scelte
e ai risultati
E…
GRAZIE PER L’ATTENZIONE