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CURRICOLO, PROGETTAZIONE E

VALUTAZIONE
Indicazioni, curricolo, progettazione, POF: definizioni
• Il concetto di programmazione educativa e didattica andò
affermandosi nella scuola italiana a partire dagli anni settanta per
dare risposta a nuove istanze provenienti dal contesto sociale e agli
studi sempre più numerosi che nascevano nel campo della
psicologia dell’età evolutiva, delle teorie dell’apprendimento e della
didattica.

• Una scuola non selettiva, che sappia promuovere il diritto allo


studio e collegarsi con i saperi e le opportunità offerti dal territorio
non poteva più svolgere la propria attività esclusivamente sulla base
di programmi preconfezionati, considerati come dei contenitori di
nozioni da riversare negli alunni.
Nasceva così un’idea di curricolo inteso come
• elaborazione di obiettivi, contenuti, metodi, materiali e verifica
• sistema di decisioni affidato alle responsabilità degli insegnanti
delle scuole.
Ciò implicava da parte dei diretti responsabili (docenti, dirigenti,
personale scolastico) una progressiva consapevolezza
dell’importanza delle variabili che entrano in gioco nella
costruzione delle conoscenze,
• ovvero la necessità di costruire un curricolo non centrato
esclusivamente sugli aspetti disciplinari (oggetto/cultura) o sugli
intenti istituzionali (programma nazionale), ma anche sul soggetto e
sull’offerta formativa della scuola
In definitiva, occorreva garantire a tutti e a ciascuno il massimo
dell'apprendimento sviluppandone le potenzialità e nel rispetto
delle caratteristiche personali.
Indicazioni, curricolo, progettazione, POF:
definizioni
• Occorreva dunque dare risposte ad alcune domande di fondo:

• Quali sono nella società contemporanea le conoscenze, le abilità e le competenze


ritenute indispensabili per la formazione del cittadino del terzo millennio
considerata la crescita esponenziale del sapere, lo sviluppo dei mass-media e
delle tecnologie dell’informazione, la condizione delle nuove generazioni e del
lavoro e le richieste provenienti dal contesto europeo? Quali finalità educative
generali e quali competenze trasversali occorre sviluppare? A queste
domande rispondono in genere le Indicazioni Nazionali.
• In che modo poter collegare l’avvio di un processo di insegnamento-
apprendimento alle reali situazioni di partenza degli alunni, alle loro esperienze
e conoscenze ed ai loro diversi stili di apprendimento e tappe evolutive di
sviluppo della personalità?
• Tenendo conto della situazione di partenza, quali percorsi didattici e quali
strategie e metodi possono risultare più efficaci?
• Come e con quali strumenti è possibile monitorare i processi di apprendimento-
insegnamento per garantire il successo formativo di tutti gli alunni?
• Come collegare l’insegnamento alla realtà ambientale ed al contesto sociale e
territoriale in cui si opera?
A QUESTE DOMANDE RISPONDONO LE SCUOLE TRAMITE L’ATTIVITÀ DI
PROGETTAZIONE EDUCATIVA , DIDATTICA E ORGANIZZATIVA CONDOTTA A
VARI LIVELLI
Vari livelli di progettazione
Elabora il Piano Triennale dell’Offerta Formativa,
quale documento fondamentale costitutivo
Collegio
dell'identità culturale e progettuale delle
Docenti
istituzioni scolastiche.
Il PTOF è composta da:
Progettazione curricolare, extracurricolare,
educativa ed organizzativa

I docenti , suddivisi per aree e dipartimenti


disciplinari
• individuano obiettivi didattici relativi alle
Per aree discipline;
disciplinari •Abilità, contenuti e competenze trasversali ;
•Progetti comuni relativi a più classi e/o
discipline;
•Modalità, tempi e criteri di valutazione
condivisi;
Vari livelli di progettazione

I docenti di classe, per ogni singola classe o interclasse o


Livello per classi parallele , tenendo conto della relative
di classe specificità, fissano linee comuni di progettazione didattica
ed educativa in modo da rendere unitario il percorso di
apprendimento

Ciascun docente elabora un progetto didattico relativo


Livello alle proprie discipline di insegnamento, calibrandolo
individuale sulle reali esigenze di ciascuna classe a cui è stato
assegnato

Nella scuola dell’autonomia, il curricolo si arricchisce


Singolo di specifici progetti (es. progetto cinema, progetto
progetto intercultura, educazione alla salute, teatro, giornalino
scolastico, progetti specifici per DSA, ecc. )
Definizione di curricolo
• nel tempo, intorno all’idea di curricolo, si sono formate vere e
proprie scuole di pensiero che ne hanno enfatizzato aspetti teorici a
volte diversi.
• Si possono in maniera molto sommaria individuare alcuni approcci,
quali:
• una visione istituzionale che identifica il termine curricolo con l’idea
del corso di studi: la sua durata, la sua articolazione in periodi ed
unità, il regime degli esami, le certificazioni, tutti gli aspetti
strutturali della scuola;
• un’accezione abbastanza frequentata nelle scuole superiori che
considera il curricolo come l’insieme delle discipline e dei rispettivi
contenuti connotanti un corso di studi;
• l’idea, ben accolta specialmente nella scuola primaria, di un
curricolo inteso come insieme di operazioni attraverso le quali un
gruppo di insegnanti progetta le proprie attività, al fine di
conseguire obiettivi prefissati e verificabili.
Definizione di curricolo

• Con il Regolamento dell’autonomia (DPR 279/99) e


con la Legge 107/2015 (art.1, comma 14) si chiarisce che
il PTOF è il documento fondamentale costitutivo dell’
identità di ogni singola istituzione scolastica;

Il curricolo di istituto è una parte fondamentale


del PTOF e rappresenta la sintesi della
progettualità formativa e didattica della
scuola.
PROGETTO EDUCATIVO

• Il "progetto educativo" è uno strumento di lavoro, utilizzato nel


settore dell'educazione e generalmente redatto da personale
docente mediante le fasi della progettazione educativa (detta anche
"programmazione" o "pianificazione didattica" in italiano
e instructional designin inglese).

• Lo strumento, partendo da bisogni espliciti ed impliciti di un


gruppo discente, descrive un percorso atto a realizzare
delle finalità educative mediante il raggiungimento di specifici
obiettivi
Il "progetto educativo" pertanto:

• Parte, quindi da un insieme di bisogni educativi,


stabilisce finalità, obiettivi, azioni, metodologie, forme di verifica
(in itinere e/o finali), indicando tempi e risorse.

• È elaborato dai "docenti", che si impegnano con l'utenza a


portare avanti il progetto stesso.

• È rivolto ai "discenti", destinatari principali del progetto, i quali


si impegnano con l'istituzione educativa a percepire dei servizi e
agli obblighi previsti dal Contratto educativo.

• È diretto allo sviluppo di conoscenze, abilità e competenze.


• È orientato, sia ai processi, che alla realizzazione di
un prodotto finale. La maggior concentrazione verso i processi
educativi e di apprendimento è dovuta alla loro centralità nella
formazione delle competenze. Pertanto, allo scopo del loro
raggiungimento, i percorsi di sviluppo cognitivo, formativo
ed esperienziale ( sapere, saper fare, saper essere ) prefigurati nel
progetto educativo, eserciteranno un'importanza primaria.

• Tende a stimolare nel discente o nel gruppo di apprendimento


l'interesse alla base della motivazione ed elemento "chiave" del
processo di apprendimento.

• Descrive i comportamenti attesi, in termini di abilità e competenze.


Definizione delle
Analisi dei bisogni modalità di
autovalutazione in
itinere ed ex post del
progetto
Indicazione delle
finalità
Modalità di
Definizione degli certificazione delle
obiettivi Progetto competenze
educativo

Individuazione dei Definizione degli


metodi e delle strumenti di
procedure valutazione dei
didattiche discenti

Scansione Individuazione
temporale e fasi delle risorse
Analisi dei bisogni (situazione di partenza)
• L'educazione considera il bisogno come la distanza esistente tra la
situazione educativa che si vorrebbe ottenere e quella effettivamente
presente in un contesto. L'operazione che permette di individuare i
bisogni di natura educativa è definita analisi dei bisogni.
• Finalità
• Le "finalità educative" sono "comportamenti generali attesi che
riguardano la formazione dell'uomo e del cittadino.
• Affinché le finalità perdano il loro carattere di vaghezza,
indeterminatezza e discrezionalità, dovranno essere tradotte in
obiettivi. Possono essere suddivise in:
• "Finalità educative generali": legate ai presupposti generali di
un'istituzione educativa. Ad esempio "Educare alla legalità", alla
"convivenza", alla "responsabilità", alla "cittadinanza“
• "Finalità educative specifiche": più incentrate a delineare lo sfondo
propositivo appartenente ad una particolare disciplina o ambito.
Obiettivi
• Nel settore educativo gli obiettivi si riferiscono alle trasformazioni o
ai cambiamenti che si vorrebbero apportare a seguito
dell'espletamento di un processo finalizzato a perseguire delle finalità
educative. (di solito si descrivono usando il verbo all’infinito)
Si possono distinguere principalmente

• "Obiettivi educativi": quelli di tipo generale e di "sfondo" di


un contesto educativo. Per essere raggiunti necessitano di tempi più
lunghi rispetto a agli obiettivi didattici.

• "Obiettivi didattici": direttamente collegati col percorso di


apprendimento proposto. Sono di tipo specifico, legati all'acquisizione
di saperi, abilità e competenze da parte dei discenti. Necessitano di
tempi più brevi a seconda che siano "intermedi" o "finali" rispetto a
quelli educativi.
• Allo psicologo dell'educazione statunitense Benjamin Bloom
(Bloom, B. 1956) si deve la più nota classificazione degli obiettivi per
il settore cognitivo. La tassonomia di Bloom consente di individuare
e ordinare gli obiettivi secondo i seguenti sei livelli:
• CONOSCENZA, COMPRENSIONE, APPLICAZIONE, ANALISI,
• SINTESI E VALUTAZIONE
• Di fondamentale importanza risulta anche il contributo di Mager,
che, nel testo “Gli obiettivi didattici”, chiarisce tra l’altro in che
modo debbano essere definiti gli obiettivi per non confonderli con i
contenuti o i metodi.

Prima di proseguire nell’analisi delle varie fasi della


progettazione in ambito scolastico, appare opportuno
aprire una parentesi per approfondire il significato dei
termini “competenze” “abilità” e “conoscenze”
Definizione del concetto di competenza secondo il Quadro
Europeo delle Qualifiche

“La COMPETENZA è la capacità


dimostrata di utilizzare le
conoscenze, le abilità e le attitudini
personali, sociali e/o metodologiche
in situazioni di lavoro o di studio e
nello sviluppo professionale e/o
personale. Nel QEQ le COMPETENZE
sono descritte in termini di
responsabilità e autonomia”

(Raccomandazione del Parlamento e del Consiglio europeo del 5.9.06)


Secondo l'OCSE una competenza è:

La capacità di rispondere a esigenze individuali e sociali, o di


svolgere efficacemente un'attività o un compito.

Ogni competenza comporta dimensioni cognitive, abilità,


attitudini, motivazione, valori, emozioni e altri fattori
sociali e comportamentali.

Le competenze si acquisiscono e si sviluppano in contesti


educativi formali (la scuola) non formali (famiglia, luogo di
lavoro, media, organizzazioni culturali e associative
ecc..), informali (la vita sociale nel suo complesso)

Lo sviluppo delle competenze dipende in grande misura dall'esistenza di


un ambiente materiale, istituzionale e sociale che le favorisce
La nozione di «competenza chiave» o essenziale (key
competence)

La nozione di competenze chiave o essenziali (key


competencies ocore competencies) serve a designare
le competenze necessarie e indispensabili che permettono agli
individui di prendere parte attiva in molteplici contesti sociali e
contribuiscono alla riuscita della loro vita e al buon funzionamento
della società.

Le competenze chiave sono tali se forniscono le basi per un


apprendimento che dura tutta la vita, consentendo di
aggiornare costantemente conoscenze e abilità in modo da far fronte
ai continui sviluppi e trasformazioni.
CONOSCENZE
assimilabile

“SAPERE”
MEMORIZZAZIONE, COMPRENSIONE DI UN
(gli oggetti del..) DETERMINATO CONTENUTO (dati, concetti…)

Può avere

Livelli diversi di padronanza e di


complessità
assimilabile
ABILITA’-(SKILL)

“SAPER FARE” CAPACITA’ DI UTILIZZARE


(attività coerenti e STRUMENTI OPERATIVI (tecniche e
valide per..) metodi…) portare a termine con
successo determinati compiti
utilizzando in modo funzionale modelli
o schemi di azione consolidati.

come possibilità di mettere Abilità fisica


in atto sequenze Abilità manuale
relativamente invarianti di
azioni fisiche o mentali Abilità
intellettuale
• Metodologie
• Il progetto educativo contiene l'indicazione e la descrizione
delle metodologie prescelte. La metodologia è l’approccio teorico
che dirige, mediante opportune strategie, un processo educativo
verso il raggiungimento dei suoi obiettivi.
• Oltre alla metodologia, il progetto conterrà le procedure didattiche,
ovvero la descrizione dei percorso concreto, delle modalità operative
e dei mezzi e materiali da impiegare
Metodologie e teorie dell’apprendimento

• Le principali metodologie si riferiscono a diverse teorie


dell'apprendimento

• Teorie comportamentiste e del mastery learning (Pavlov, Watson;


Skinner, Hull … )

• Cognitivismo e costruttivismo ( Miller, Bruner, Bloom, Gardner ...)

• Approccio metacognitivo

• Teorie motivazionali (Maslow, Gordon …)


Modelli e approcci di insegnamento

• Modello unidirezionale (lezione frontale).


• Modello dialogico (interattivo).
• Modello team-teaching (compresenza di docenti)[50].
• Modello per tutoring (docente facilitatore dell'apprendimento)[51].
• Modello cooperative learning (apprendimento collaborativo).
• Modello mastery learning (insegnamento per la padronanza,
personalizzato, riferito ad obiettivi attesi di apprendimento e di
performance non uniformi).
• Modello Play role (studio di ruoli diversi, inversione di ruoli,
drammatizzazione di contenuti e concetti, dibattiti e tavole rotonde
"a ruolo").
• Modello Brain storming (produzione autonoma di ipotesi e concetti
mediante libere associazioni di idee. Preliminare all'attività del
docente).
Scansione temporale

• In un progetto educativo la scansione dei tempi è di fondamentale


importanza, pur essendo spesso trascurata.
• Una buona organizzazione comporta una puntuale pianificazione,
con una precisa suddivisione in fasi:
• Scansione breve (tipiche nella didattica breve)
• Scansione media (tipiche per lo sviluppo di singole Unità di
Apprendimento: U.D.A.)
• Scansione lunga (tipiche per lo sviluppo di ampie Unità Di
Apprendimento pluridisciplinari e/o interdisciplinari)
Definizione delle risorse

L'identificazione delle risorse

• Risorse umane in termini di competenze (skills), talenti


o attitudini(aptitudes), abilità e conoscenze

• Risorse e/o contesti ambientali ( il paesaggio e il


territorio come laboratori aperti per l’osservazione e la
ricerca )

• Attrezzature o strumenti ( tecnologie informatiche e


multimediali, laboratori scientifici, laboratori espressivi,
biblioteche, ecc.)

• Materiali
La valutazione del progetto educativo

• Nell'ambito delle istituzioni educative, per valutazione di


un progetto si intende l'insieme di quelle tecniche e
metodologie utilizzate per valutare: efficacia, efficienza,
"lezioni apprese" (lessons learnt), "buone pratiche",
"effetti e impatti" del progetto educativo.

• A livello di singolo plesso o istituto lo strumento


valutativo ha valenze di controllo ed autogoverno. Tende
a pesare la bontà dei processi previsti o l'efficacia di
quelli messi in atto (nel caso di progetti ex post) , al fine
di garantire la massima qualità possibile del servizio
educativo
LA QUALITA’ COME PROCESO CONTINUO

• Qualità , progettazione e valutazione


PROGETTAZIONE

MONITORAGGIO
QUALITA’
QUALITA’ E VALUTAZIONE

Per essere utile, al pari di ogni grandezza, la qualità relativa


a un prodotto, servizio o persona deve poter essere
MISURATA.

la valutazione è un mezzo per ‘regolarsi’, attivando


processi di miglioramento e sviluppo.
(tratto da “Il quadro di riferimento teorico della valutazione del
sistema scolastico e delle scuole – documento di sintesi
INVALSI 2010)
QUALITA’ E VALUTAZIONE 2
Una scuola che può confrontare il proprio operato
con un riferimento esterno è in grado di compiere
una valutazione (un’autovalutazione) più oggettiva
dei propri problemi, ma anche dei punti di forza e
delle scelte che ha effettuato, e di provvedere quindi
ad un miglioramento della qualità dell’istruzione e dei
suoi esiti, nonché della professionalità dei suoi
operatori

(tratto da “Il quadro di riferimento teorico della valutazione del


sistema scolastico e delle scuole – documento di sintesi
INVALSI 2010)
I VARI SETTORI DELLA VALUTAZIONE
• Il contesto in cui le scuole operano (aspetti demografici,
economici e socio-culturali nei cui confini la scuola si
trova ad operare e che ne determinano la popolazione);
• Gli input, ossia le risorse di cui il sistema educativo e le
singole unità scolastiche dispongono per offrire il proprio
servizio e le tipologie di utenti (risorse umane, materiali,
ed economiche a disposizione, caratteristiche degli
studenti in entrata);
• I processi attuati, ossia le attività realizzate dalla scuola
(l'offerta formativa, le scelte organizzative e didattiche, gli
stili di direzione);
• I risultati ottenuti, sia immediati (percentuali di promossi,
votazioni conseguite agli esami di stato, livelli di
apprendimenti rilevati con prove standardizzate) sia nel
medio, sia nel lungo periodo (accesso all’università e al
mondo del lavoro).
INDICATORI DI CONTESTO

• gli aspetti demografici ed economici della


popolazione incidono in modo diretto sulla pianificazione di un sistema
educativo e sulle scelte da compiere. Essi riguardano l’entità della popolazione in età
scolare, la condizione occupazionale della popolazione, l’evoluzione demografica;
• il livello di scolarizzazione
• l’ampiezza e la diffusione del servizio scolastico numerosità
delle Istituzioni scolastiche, loro distribuzione sul territorio, presenza e distribuzione
delle diverse tipologie e indirizzi di studio (nella scuola secondaria di II grado)
pluriclassi, ospedali e carceri, centri territoriali permanenti per l’educazione degli
adulti (CTP).

• le caratteristiche socio-economiche e culturali delle


famiglie, quali il livello di istruzione e la condizione occupazionale, permettono di delineare
il livello socio-economico e culturale di provenienza degli studenti - che come è noto risulta
significativamente correlato ai risultati

• la partecipazione della comunità alla scuola,


VALUTAZIONE DELLE CONOSCENZE, COMPETENZE ED
ABILITA’ DEGLI STUDENTI
Sul piano educativo la valutazione assume tre
funzioni:
• Valutazione iniziale o diagnostica: raccogliere
informazioni sui dati di contesto, sulle iniziali abilità, conoscenze e
competenze per strutturare un percorso di studio adeguato alle reali
esigenze formative degli studenti

• Valutazione formativa: acquisire informazioni lungo il


percorso didattico al fine di adeguare il lavoro alle risposte ottenute
dagli studenti;

• Valutazione sommativa: fare un bilancio delle abilità,


conoscenze e competenze acquisite al termine di un percorso di
formazione
VALUTAZIONE DELLE CONOSCENZE, COMPETENZE ED
ABILITA’ DEGLI STUDENTI

PER COSTRUIRE UN SISTEMA DI VALUTAZIONE


DEGLI STUDENTI ATTENDIBILE ED EFFICACE,
OCCORRE INNANZITUTTO SAPER DEFINIRE GLI
OBIETTIVI DIDATTICI IN TERMINI DI
PERFORMANCE
• Una performance indica e descrive in modo
chiaro ed inequivocabile che cosa uno studente
deve saper fare , dire, scrivere, al termine di
un’unità didattica, di un modulo o di un
percorso.
( Mager. “Gli obiettivi didattici)
Prove di verifica

• Una valutazione attendibile, presuppone la


predisposizione di strumenti oggettivi di:
• Osservazione;
• Rilevazione/misurazione delle performance tramite vari
tipi di prove di verifica;
• Definizione dei criteri di lettura dei risultati;
• Documentazione delle esperienze didattiche, dossier,
portfolio delle competenze, ecc..
• Comparazione dei risultati all’interno della scuola, tra
scuole del territorio, a livello nazionale ed europeo.
• 6.Rendicontazione delle performance per il controllo
interno.
• Rendicontazione esterna.
APPRENDIMENTO E QUALITA’

• gli apprendimenti degli studenti sono un indicatore


ineludibile per leggere la qualità delle scuole

• nei risultati di apprendimento degli studenti sono


determinanti le dimensioni di contesto; le condizioni
economiche, sociali e culturali delle famiglie, le condizioni
del territorio e della comunità sociale di appartenenza.

• Non meno fondamentali appaiono le risorse umane,


professionali, economiche e strutturali della scuola;
Dall’organizzazione, dall’attivazione e dalla valorizzazione
delle risorse dipende in gran parte la differenza, il valore
aggiunto, la qualità della scuola.
“ Non ci sono
venti favorevoli
per coloro che
non sanno
dove andare”
(Seneca)

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