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Anno CXII - n. 1- MAGGIO 2012

IL PREZZO CHE PU PORTARE ALLA SALVEZZA DELLITALIA


di Mario Guidazzi
Dopo i risultati delle ultime elezioni amministrative, ho necessariamente indirizzato la mia attenzione su quelle forze politiche che hanno avuto un indubbio successo elettorale. Che il Movimento 5 stelle possa vantare significativi successi non c alcun dubbio e da ci la domanda successiva : questa affermazione offre al paese unalternativa reale? E positivo che un comico alla Beppe Grillo abbia un ruolo in una situazione cos complessa e difficile quale quella che il paese attraversa? La mia risposta perentoria, per quanto possa valere: assolutamente NO!!! Perch? Perch Grillo rappresenta ci che di negativo caratterizza lItalia: il pressapochismo, la superficialit, la critica fine a se stessa, la demagogia utilizzata in modo generalizzato. Allora io penso al mio passato, al passato in cui il Partito repubblicano cercava affannosamente di spiegare agli italiani che la spesa facile era un delitto nei confronti delle generazioni future, che era necessaria una politica di rigore, che si doveva investire per il lavoro delle giovani generazioni, che non ci si doveva impegnare esclusivamente a difesa di chi aveva un posto di lavoro sicuro e che il corpo sindacale doveva considerare prioritariamente il rilancio economico senza difendere principi pi o meno evidenti. Tutto ci diceva Ugo La Malfa. Diceva abolite le provincie nel 1970, diceva riducete la spesa pubblica corrente, diceva, diceva, diceva. Troppe cose sagge, forse. Troppe ma inefficaci per scuotere lopinione pubblica. Gli italiani erano sordi ai richiami del grande Ugo, sia a destra che a sinistra. Raggiungevamo a fatica il 3% del consenso elettorale. Ora basta che Grillo dica: non pagate le tasse che immediatamente un afflusso di voti immane lo premia. Se poi dice: fuori dalleuro le sue percentuali elettorali lievitano. E tutti oggi osannano le novit, tutti esaltano la politica e lantipolitica dei Grillini. Non ci sto! Sono vecchio e stanco. Di una cosa per sono convinto. O le forze politiche capiranno la drammaticit del momento e, assunte le responsabilit che loro competono, troveranno il modo di sostenere il Governo Monti in modo esplicito, oppure il paese arriver al tracollo. LItalia ha bisogno di unit, di un governo di solidariet nazionale. Tutto ci comporta sacrifici. So bene che ci pu portare vantaggi elettorali solo alle estreme, ai demagoghi, alla Vendola, alla Grillo o alla Di Pietro. Ma questo prezzo, solo questo, pu portare alla salvezza dellItalia. Per un mazziniano questo un dovere.

IL CORAGGIO DI GUARDARE AVANTI, VERSO UN NUOVO PROGETTO POLITICO


di Luigi Di Placido
Se c' un compito che la storia ha sempre affidato ai Repubblicani, quello di avere posizioni coraggiose, spesso inizialmente giudicate visionarie per poi ricevere riconoscimenti ed apprezzamenti. Innumerevoli sono gli esempi che potrebbero suffragare una tale affermazione, ma non serve l'elenco dei meriti passati, quello un nostro patrimonio che ci teniamo ben stretto e che nessuno ci pu portare via. Il coraggio che occorre dimostrare oggi quello di guardare avanti, fieri e pieni del nostro passato, ma con lo sguardo rivolto al futuro, senza nostalgie che rischiano di provocare fastidiosi torcicollo. In una situazione nazionale confusa e incerta, dove sembrano prevalere tendenze disgregatrici e mancare credibili progetti di ripresa, sarebbe facile chiudersi nel proprio "particulare", affidandosi a non meglio motivate speranze. E invece proprio oggi, proprio in questa situazione, bisogna che tutte le forze sane del paese facciano la propria parte con grande senso di responsabilit. La grande assente la politica, incapace di affrontare le sfide lanciate dalla crisi globale e dalle sue terribili ricadute nazionali, sorda di fronte alle pressanti richieste di riformarsi, bloccata di fronte alla ormai improcrastinabile necessit di rivedere l'assetto istituzionale del paese. L'ubriacatura bipolare pare avere esaurito i suoi effetti: vent'anni di contrapposizione muscolare, senza risolvere i grandi problemi del Paese, basata sul denigrare l'avversario anzich confrontarsi su diverse visioni, ha portato a segnali inequivocabili in occasione della recentissima tornata di elezioni amministrative, con un forte aumento dell'astensione e delle formazioni pi marcatamente "anti-sistema". Il successo delle liste grilline il migliore spot alla necessit ineludibile per la politica di rinnovarsi. Oppure morire. Per chi come noi crede che ci sia democrazia solo in presenza di un sistema partitico, questo un messaggio che non deve passare inosservato. In una tale situazione, anche i Repubblicani devono cercare di fare la loro parte, seppur piccola. Troppo immobili e passivi a livello nazionale, in balia degli eventi e deboli dal punto di vista progettuale, non vogliamo seguire questa strada anche nei nostri territori, dove ancora esprimiamo persone, idee, posizioni. Anzi, proprio per portare un contributo pi ampio dei nostri confini di competenza, dobbiamo costruire nei fatti quel nuovo progetto politico che serve per Roma come per Cesena. Perch di un nuovo progetto politico c' bisogno, c' bisogno eccome. E deve essere un progetto coraggioso ed ambizioso, per questo difficile e complicato, ma anche sarebbero destinate se solo pensassero di poter in maniera autonoma costituire un riferimento per i cittadini. Sappiamo che questo pu provocare reazioni dettate dall'attaccamento e dalla paura del disorientamento, ma non si pu fare diversamente. Sappiamo che questo provocher nare questo progetto, perch anche a Cesena conta molto di pi offrire una nuova prospettiva di governo piuttosto che mantenere l'egoismo del proprio simbolo e del proprio orticello. Anche i nostri territori soffrono la crisi globale, aggravata da una ormai consolidata incapacit della classe politica locale ad affrontare

Chiuso in Litografia il 16 MAGGIO 2012

stimolante e affascinante. Lo diciamo con chiarezza e convinzione: i Repubblicani devono concorrere a dare vita ad un nuovo soggetto politico insieme ad altri, nel quale ognuno ceda una parte della propria sovranit per raggiungere il risultato di una proposta credibile ed apprezzata. Non si tratta di sciogliere nulla, n di dimenticare le proprie tradizioni, n di abbandonare i propri circoli, ma al contrario di valorizzare una cultura che c'era prima che nascessero i partiti e ai quali sopravviver. Abbandonare i piccoli egoismi significa mettere il progetto davanti ai simboli, bench armati e carichi di storia; significa superare gli steccati e le barriere ideologiche, come quella tra laici e cattolici, unica strada per affrontare le sfide del futuro; significa enfatizzare quello che unisce rispetto a quello che divide; significa dare nuova cittadinanza a culture politiche che non meritano la marginalit e l'oblio al quale

discussioni ed obiezioni riguardanti il gradimento dei potenziali compagni di viaggio, i temi sui quali porre le basi del confronto, i tempi e i modi di realizzazione. Ma tutto questo non pu fermarci, deve anzi essere uno sprone ad un impegno forte ed assiduo, in grado di consegnare alle nostre idee e alle persone che le rappresentano la funzione di motore propulsivo del progetto. Dobbiamo essere pronti a dialogare con tutti, sapendo andare oltre alle semplici sigle di partito, avvicinando le tante espressioni della societ civile, senza la paura di tenere i confini estesi e gli orizzonti larghi. Certamente occorrer dialogare con i partiti oggi presenti sulla scena, privilegiando chi con maggiore convinzione ha dimostrato di contrapporsi al falso sistema bipolare italiano, con l'ambizione di andare oltre ad esso e condizionare le scelte sul futuro assetto istituzionale complessivo. Anche a Cesena occorre decli-

un declino che ci ha fatto perdere grandi occasioni di sviluppo, e altre ce ne far perdere in futuro se non saremo in grado di imprimere una svolta decisa. E' evidente la difficolt a ragionare in termini di sistema romagnolo, abbandonando i campanili a favore di un pi razionale ed efficace utilizzo delle sempre minori risorse, perch spesso prevalgono gli interessi del sistema di potere che governa e che si giova di duplicazioni e ridondanze amministrative utili a cose e persone. Questo obiettivo pi forte di ogni tipo di appartenenza, e per essere raggiunto richiede il coraggio che orgogliosamente ci riconosciamo, e che vogliamo portare come contributo all'attivit politica dei prossimi anni. I Repubblicani si mettono in gioco, e altrettanto sperano vorranno fare altri soggetti: lo faranno con convinzione, lucidit, disponibilit. Noi siamo pronti ad essere protagonisti. Domani come ieri.

BILANCIO 2012: MOLTE TASSE, POCO CORAGGIO


di Luigi Di Placido
La caratteristica principale che riscontriamo nel Bilancio 2012 la mancanza di consapevolezza che, di fronte a situazioni eccezionali, occorrono comportamenti altrettanto eccezionali. A fronte, infatti, dei minori trasferimenti statali e dei maggiori costi per lemergenza neve di Febbraio, si pensato di ricorrere ad un inasprimento fortissimo della tassazione locale, senza mettere mano ad una sorta di spending review dalla quale ottenere indicazioni per una razionalizzazione della spesa corrente, anche attraverso scelte coraggiose. Si utilizza, invece, il sistema pi facile Anche per questo motivo abbiamo chiesto di considerare parte di quei costi come spese investimenti da poter eventualmente spalmare nei prossimi anni a seguito di una loro pi precisa definizione, contribuendo cos, insieme allutilizzo di parte dellavanzo di gestione, a diminuire lIMU al 9,6 per il 2012. La neve, tuttavia, non pu essere la scusa per innalzare la pressione fiscale (e poco interessa che essa rimanga relativamente bassa rispetto ad altre realt), che non pu essere pagata esclusivamente dal mondo dellimpresa. tendenziale continua a crescere, non si vuole rinunciare a nulla di quanto attualmente impegnato, nemmeno a progetti che, visto il difficile momento, potrebbero essere rinviati oppure rivisti: ci riferiamo a Piazza della Libert, Palazzo Comunale, sedi dei Quartieri. Non basta adeguarsi alle normative previste dalle recenti disposizioni del Governo sul personale per dire che si fatto tutto quello che si poteva, o lamentarsi per lulteriore calo dei trasferimenti: sono ancora numerosi gli aspetti sui quali si potrebbe e si dovrebbe fare di pi. Sulle Societ partecipate, ad esempio: Ert, Acer, Valore Citt, Asp sono strutture la cui opportunit va ripensata alla luce delle attuali contingenze, senza la preoccupazione di dover eliminare qualche Consiglio di Amministrazione. Oppure sul sistema delle scuole comunali: visto che dal 2013 sar impossibile assumere tutto il personale a tempo determinato che serve a far funzionare lapparato cos come strutturato oggi, si gi cominciato a pensare come affrontare un necessario ripensamento dellofferta?

QUARTIERE NOVELLO BOLLA IMMOBILIARE


di Romano Fabbri
Il quartiere Novello uno di quei progetti destinati a cambiare il volto della citt e se non stesse prendendo corpo in una fase di recessione economica caratterizzata nel nostro territorio da una pericolosa bolla immobiliare sarebbe certamente auspicabile un veloce decollo. Purtroppo anche i politici dovrebbero rendersi conto che in questa fase non sufficiente il bel progetto per fare una grande opera di rinnovamento edilizio urbanistico. Il bel progetto deve essere finanziato e quando si fanno i conti con il mercato il costruito deve essere venduto in un tempo ragionevolmente breve ed oggi quel che manca la controparte pi importante : L'acquirente del prodotto finale . Ogni imprenditore ha ragione di esistere se il suo prodotto ha un mercato, se ci sono gli acquirenti, se l'offerta bilanciata da una congrua domanda. La bolla immobiliare che sta creando non poche difficolt anche sul versante della erogazione del credito bancario il risultato di una domanda debole e un ostacolo al progetto "Quartiere Novello" che se fosse oggi sul mercato rischierebbe di far scoppiare la bolla con un impoverimento di tutto il territorio. I capitali investiti e immobilizzati ormai da alcuni anni sono un problema di 4 punti con una conseguente riduzione di quelli che ritengono sia meglio rimandare gli investimenti al 2013 (18,3% contro 21,7%) e scende anche la percentuale dei pessimisti ( dal 21% al 18%) che non ritengono questo un buon momento per comprare. Non sono dati esaustivi di una analisi di un settore tanto complesso come quello immobiliare, tuttavia possono aiutare a comprendere che il bicchiere mezzo vuoto ma anche mezzo pieno, vale a dire che anche nel momento pi grave della crisi economica italiana una parte dei cittadini potrebbe avere le condizioni per acquistare casa. Se cos , e una pi approfondita analisi sull'incremento della raccolta degli istituti bancari del territorio pu meglio confermare e quantificare la potenzialit della domanda, allora occorre che almeno tre dei soggetti pi importanti fissino un chiaro obiettivo: forte riduzione della bolla immobiliare e mettere mano al portafoglio per trasformare la potenziale domanda in concreti acquirenti. I tre soggetti sono il Comune , le banche, gli imprenditori edili .Per sgonfiare la bolla immobiliare devono scendere i prezzi. Per far scendere i prezzi i tre soggetti di comune accordo devono mettersi le mani in tasca a

e pi comodo, portando al massimo le aliquote IMU per attivit produttive, terreni agricoli e terreni edificabili, ben sapendo le difficolt che tali settori attraversano e quanto questa scelta cada come una vera e propria mannaia su di essi; per mettersi a posto la coscienza si creano fondi per la stabilizzazione e le nuove assunzioni (peraltro senza che siano stati definiti i meccanismi di erogazione), ben sapendo che non sono certo quelli gli strumenti che servono alle imprese, desiderose e bisognose di altre risposte, a partire da tempi e modi pi brevi e pi certi per il rilascio di permessi e autorizzazioni. Si ha un bel parlare si volont di sviluppo, se poi le azioni concrete sono queste. Ha ragione chi chiede allAmministrazione di non affermare pi che vicina al mondo dellimpresa e allagricoltura, perch queste scelte dimostrano lesatto contrario. Si dichiara come un vanto che non si aumenta laddizionale IRPEF ma aumentano le rette delle scuole per linfanzia, cala la copertura servizi domanda individuale, HERA continua ad alzare le tariffe, si mantiene il costo del Direttore Generale, si pagano esperti per il Piano delle perfomances quando ancora non esiste un nucleo di valutazione in grado di esprimere giudizi sulloperato dei dipendenti comunali (e qualche problema deve effettivamente esserci, se anche la maggioranza propone di affrontare il problema). I lamenti che provengono dallAmministrazione circa la situazione finanziaria fanno tuttavia il paio con un cospicuo avanzo di gestione per il 2011 di circa 3 milioni di Euro, il che segnala certamente un comportamento tendenzialmente virtuoso, ma anche leccessivo allarmismo che da anni caratterizza le politiche di bilancio e la volont di avere a disposizione un tesoretto da poter utilizzare al momento pi opportuno. I costi della neve di Febbraio sono la principale causa dellaumento di fabbisogno finanziario del Comune. Ebbene, se innegabile la portata dei danni provocati, non ancora chiarissima la loro stima, almeno in parte ancora legata a simulazioni statistiche il cui risultato potrebbe essere distante dalla effettiva realt.

Ecco perch i Repubblicani hanno proposto che, qualora non venisse ritenuta percorribile tecnicamente (perch politicamente non dovrebbero esserci dubbi) lipotesi dello spostamento di parte dei costi sulla parte investimenti, si preveda un aumento dellaliquota base per la prima casa dallo 0,4 allo 0,5. Si tratterebbe di una sorta di tassa di scopo, alla quale far partecipare tutta la citt esclusivamente per lanno in corso, dal momento che tutta la citt ha subito i danni della neve e tutta la citt beneficer dei lavori di riparazione e risistemazione. Lo spunto per tale proposta ci venuto anche dalle parole del Sindaco, che spesso loda la coesione sociale e la capacit di fare squadra della nostra citt, dimostrata anche nei giorni del nevone: ebbene, se cos , la citt non dovrebbe faticare a capire che ognuno deve dare il suo contributo, e la politica dovrebbe coraggiosamente caldeggiare e favorire questa consapevolezza. La situazione difficile ma la spesa

Un tragico incidente ci ha portato via lAvv. Paride Bertozzi. Della sua dipartita sentiranno il peso la famiglia, gli amici, la citt. Perch Paride era un grande amico, dotato di grande generosit, di grande senso civico, del convincimento profondo di dovere fare qualcosa per la collettivit. A questi valori ha uniformato lattivit assai onerosa e complessa di difensore civico. Era per lui questo impegno una vera e propria missione laica. Il cittadino, le sue necessit, erano il faro che illuminava la sua azione. Aveva terminato da poco il suo mandato, rammaricandosi per non aver potuto fare quello che avrebbe voluto, convinto di potere trasmettere ad altri la sua passione. Cos lo ricordo, cos lo dovrebbe ricordare la citt. Mario Guidazzi

LE PROPOSTE DI BILANCIO REPUBBLICANE IN SINTESI


Aliquota IMU per negozi, laboratori e altro non abitativo, terreni edificabili, terreni agricoli al 9,6 attraverso trasferimento da spesa corrente a spesa per investimenti di parte dei danni della neve e utilizzo avanzo di gestione, oppure attraverso aliquota IMU Prima Casa a 0,5, diminuzione fondi "POLITICHE PER LA CRESCITA", utilizzo avanzo di gestione; Contributo per installazione impianti di allarme e videosorveglianza e convolgimento vigilanza privata in operazioni di pattugliamento; Risparmi del 3% su spese correnti generali attraverso razionalizzazioni; Sostituzione del progetto di riqualificazione Piazza della Libert con progetto di installazione videocamere sul territorio comunale; Sostituzione progetto adeguamento sedi quartieri con progetto di riqualificazione e razionalizzazione dell'offerta commerciale, di servizi amministrativi, individuando aree nelle quali concentrare tali attivit attraverso incentivi. Dove tali aree sono gi state individuate, completare le infrastrutture di sostegno; Eliminazione del progetto Fondazione per la citt e utilizzo dei fondi previsti per il progetto di cui sopra; Acquisizione e urbanizzazione aree ERP: aumento della previsione di entrata e relativa spesa attraverso un piano di alienazioni di immobili ERP agli attuali affittuari.

serio per tutti, quando va bene sottraggono risorse per finanziamenti alle altre attivit produttive e quando va male potrebbe provocare incagli e sofferenze all'intero sistema bancario con una restrizione del credito sempre pi marcata fino a rendere poi difficile perfino la concessione di mutui prima casa. Vale a dire che la bolla immobiliare potrebbe innescare un circolo vizioso dal quale non si capisce come se ne possa uscire indenni. Certo non se ne esce immettendo nel mercato un nuovo mega progetto, n pu risolverlo l'amministrazione pubblica da sola o i soli imprenditori edili e immobiliari, tantomeno le banche per conto loro. Servono idee chiare, conoscenza del mercato, un chiaro obiettivo, una forte volont politica condivisa da tutti i soggetti interessati e il coraggio di investire risorse ben mirate e che ognuno si impegni a fare la sua parte per intero. Il primo obiettivo mi pare chiaro : sgonfiare la bolla immobiliare. Da alcune ricerche di mercato risulta che nel primo trimestre 2012 la percezione dell'andamento del mercato immobiliare registra una ripresa dell'ottimismo : dopo mesi ferma al 45% la percentuale degli italiani che pensano che questo sia un buon momento per comprare casa sale

favore della domanda. In questa fase l'anello pi debole, l'acquirente deve essere l'unico beneficiario e gli altri tre, ognuno per la sua parte deve rimetterci qualcosa che poi a ben guardare un po pi in l della punta del naso ,se la bolla si sgonfia, sono i soggetti che ci rimettono di meno. Per i cantieri in prevalenza invenduti le banche dovrebbero su ogni unit immobiliare riconoscere all'imprenditore un saldo a stralcio del debito intorno all'80% sull'erogato , l'imprenditore dovrebbe girare questo beneficio sull'acquirente in base ad un prezzo di mercato scontato(dal 5 al 10%?) definito al momento dell'accordo, il Comune dovrebbe stanziare un fondo per un contributo in conto interessi per abbattere significativamente, almeno per i primi cinque anni gli oneri finanziari ai giovani che acquistano la prima casa e, per lo stesso periodo, contestuale impegno alla esenzione IMU quota comunale a prescindere che sia prima o seconda casa. Ha senso chiedere al Comune, alle banche, agli immobiliaristi di mettere in conto perdite significative? S perch sarebbe l'inizio della ripresa e questi tre soggetti in un mercato che tira sono i primi a trarne vantaggio.

PER UNA NUOVA STAGIONE DEL PAESE


di Renato Lelli
I risultati delle amministrative di qualche giorno fa impongono una attenta riflessione da parte di tutti. I risultati, in parte previsti ed in parte a sorpresa nella entit di alcuni fenomeni, sono chiari e non possono essere messi in archivio andando oltre come se nulla fosse accaduto. Il crollo dei partiti tradizionali (soprattutto di quelli protagonisti della seconda repubblica, in quanto degli altri sono rimaste poche tracce), la forte percentuale di astensionismo, la ripresa delle frange estreme ed in particolare del movimento cinque obbligo improcrastinabile di ristrutturare profondamente i partiti, ma i passi sono lentissimi e tutti pensano (pensiamo) di risolvere i problemi attraverso modifiche di facciata, cambiando nome o creando nuove aggregazioni. Oggi tutto ci non pi sufficiente. La prima necessit quella di recuperare la necessaria credibilit di fronte alla opinione pubblica, e perch questo accada occorre farsi carico dei problemi dei cittadini (e questo deve essere chiaramente percepito da questi), tornare ad essere organizzazioni capaci di sono termini sconosciuti. In questo momento tra laltro la presenza della Politica (con la P maiuscola) oltremodo necessaria, a fronte di condizioni del Paese di emergenza, con la necessit di sacrifici che siano realmente spalmati in maniera equa su tutti, con un altissimo debito pubblico che non pu essere risolto esclusivamente aumentando il livello della tassazione, ma riducendo la spesa; la Presidenza del Consiglio affidata Mario Monti stata la strada obbligata per mettere in sicurezza un paese a forte rischio di insolvenza, con una credibilit allestero precipitata a livelli bassissimi ma ora che iniziata la fase pi difficile. Per trasformare lItalia in un paese moderno, occorre un impegno pi ampio, non sufficiente unampia maggioranza parlamentare ma occorre una partecipazione diretta di Parlamento e forze politiche a fronte di resistenze, difficolt ed ostacoli da parte di classi e categorie che fino ad oggi sono state il vero blocco anti riformatore: lanciare una politica di privatizzazioni (quanto fatto sinora nulla rispetto a quanto si dovrebbe fare), ridurre i costi delle forniture, cancellare Province ed altri enti inutili, accorpare i Comuni sotto i 5.000 abitanti, affrontare in modo sistematico i nodi legati a sanit, giustizia e burocrazia, lunico modo per garantire un futuro ai nostri figli ed alle future generazioni. E anche riformare il sistema istituzionale ed elettorale, riducendo anche il numero dei parlamentari e l indennit di carica di questi ultimi non solo a parole ma attraverso riforme approvate in tempi brevi, aiuta, se non il bilancio dello Stato in quanto tali azioni rappresentano tagli di modesta entit, ma a recuperare credibilit, a far capire che i sacrifici non sono solo per alcuni. Questo lunico modo per invertire una tendenza e poter tornare di fronte ai cittadini chiedendo un voto che sia utile in primo luogo a chi lo esprime e non solo per chi viene eletto.

2 giugno 1946 2 giugno 2012

La Festa della Repubblica


Due sono le grandi ricorrenze che in Italia i repubblicani celebrano ogni anno : il 2 giugno e il 9 febbraio. Il 2 giugno 1946 il popolo sovrano, attraverso il referendum, scelse la repubblica: 12.718,64 voti contro i 10.718.502 per la monarchia. Il 9 febbraio 1849 veniva promulgata la Repubblica Romana, che ebbe vita breve ma fulgida, esempio di Costituzione repubblicana e democratica, cui tanto i Padri Costituenti si ispirarono per la Costituzione Italiana. Con il 2 giugno 1946 i repubblicani vedevano realizzato, dopo oltre un secolo, il loro sogno, consapvoli che si era solo allinizio di un lungo percorso per vedere realizzati quei principi di democrazia, libert, giustizia, laicit dello Stato, progresso civile, sociale ed economico sui quali si doveva basare la vita futura dellItalia. Ecco perch questa data non va solo celebrata in ricordo di ci che stato, ma va difesa, propugnata, rinforzata nellazione quotidiana di tutti noi cittadini. Soprattutto oggi, in un momento in cui il Paese sta vivendo una profonda crisi politica, economica sociale e morale. Tutti dobbiamo rimboccarci le maniche: i cittadini devono tornare ad avere fiducia nelle Istituzioni libere e democratiche attraverso un rinnovato patto fra elettore ed eletto e le Istituzioni devono essere di esempio morale al Paese e al suo servizio per una sua rinascita. Abbiamo bisogno della moralit pubblica che lanima senza la quale le due braccia o muovono a caso o muovono dannose per il bene pubblico diceva Mazzini nella sua adesione alla Repubblica Romana. Un dovere che tutti gli italiani devono sentire, soprattutto per i giovani, perch questi hanno il diritto di guardare con fiducia al futuro. Come fecero i nostri padri consegnandoci una Italia libera, democratica e repubblicana. Che va salvaguardata e rafforzata. Con azioni e comportamenti degni della politica nel suo significato pi alto e pi ampio: per il bene dello stato e del cittadino.
Maurizio Ravegnani

stelle di Grillo non pu essere bollato come frutto di una stagione in cui prevale lantipolitica e lantipartitismo. E certamente vero che siamo in una fase in cui si sta assistendo allo spappolamento di quello che era il sistema dei partiti tradizionalmente inteso, ma occorre dire che gran parte di essi se la sono cercata ed ancora oggi non si rendono conto o meglio non riescono a reagire, per tornare ad essere in sintonia con le esigenze della opinione pubblica. Da tempo cresce lastensionismo, segnale da parte dei cittadini che non si riconoscono pi nella offerta politica disponibile. Da tempo si cominciato a parlare della necessit oggi diventato

aggregare, di risvegliare linteresse da parte di chi non fa parte dei cosiddetti attivisti, di ascoltare. Tornare insomma a recuperare quello che era lo spirito originario dellessere partito, ove chi fa politica viene percepito come persona disponibile ad impegnarsi per la collettivit, capace di rappresentare gli interessi dei cittadini (una parte almeno), in grado di proporre soluzioni per dare risposte a quelli che sono i problemi di una comunit. Il partito non (non deve essere) strumento per soddisfare i propri interessi personali, invece oggi nella maggior parte dei casi viene percepito cos, e tutto il sistema viene ritenuto casta che si autotutela, ove impegno e sacrificio

ANTIPOLITICA MALATESTIANA
di Luca Ferrini Lantipolitica esiste anche qui da noi. E fatta di sordit, di mancanza di comunicazione. E, a volte, anche di prepotenza dei numeri. Lantipolitica il contrario della soluzione dei problemi.La situazione la vediamo dai telegiornali. La percepiamo nel portafogli quando facciamo benzina (una volta si faceva il pieno: ora, chi se lo pu pi permettere?). La avvertiamo quando saliamo su un treno (se troviamo posto) o quando siamo incolonnati in autostrada. Quanti problemi. E nessuno in grado di risolverli. Un sistema che non funziona. Lantipolitica. Pian piano cominciamo ad incontrarla anche a casa nostra. E come un blob, che avanza inesorabile dalla porta di ingresso. Sbattiamo contro lantipolitica quando presentiamo una domanda in Comune, e dobbiamo chiedere per favore ci che ci spetta di diritto. Quando portiamo nostro figlio allasilo. Quando dobbiamo pagargli in anticipo la pappa via internet. Incontriamo la maligna Signora quando leggiamo (e dovremmo farlo pi spesso) il bilancio in rosso di unazienda pubblica, quando vediamo spegnersi laeroporto, quando un cantiere rimane aperto per un lustro come una piaga nel cuore della citt. Un mare di problemi. Nessuna vera soluzione. Solo tante chiacchiere tra sordi. La sfiducia dei cittadini dilaga. Alla rassegnazione e allimmobilismo dei problemi, si sta sostituendo una rabbia infeconda. Laltro giorno segnalavo a un tassista di Milano che, se un politico fa bene il suo lavoro e migliora la vita dei cittadini, per parte mia, pu anche percepire un lauto stipendio. La cosa non mi d alcun fastidio. Lui mi ha risposto con la sterilit dellantipolitica: dottore, a me basta solo che non rubi; se poi non fa niente, lo stesso. Il tasso di indignazione ha raggiunto livelli cos alti che la gente preferisce unincorrotta ignavia al dinamismo sospetto di qualche Sindaco. Meglio non far niente: almeno non si portano via soldi ai cittadini. Roba da matti. Che momentaccio. Come ne usciamo? Laltro giorno un amico intelligentemente faceva notare che, a volte, i rimedi pi semplici sono quelli salvifici. Diceva: nelle famiglie, quando la situazione difficile, occorre che il capofamiglia dia lesempio per primo. Pedagogia spicciola: la migliore educazione passa per lesempio. Non a parole; nei fatti. Tradotto? Be, dobbiamo prima di tutto riallacciare un rapporto di rispetto tra rappresentanti e rappresentati. Per farlo occorre, per, che sia lIstituzione in quanto tale a ritrovare lo smalto. A furia di delegittimarla, di infangarla, di screditarla, labbiamo resa, per un verso, priva di interesse per chi potrebbe rappresentarla al meglio e, per laltro, lontana e odiata da chi dovrebbe, invece, amarla e proteggerla. Un po come nella famiglia dellesempio. Se i suoi componenti non ne percepiscono limportanza e non lottano tutti per conservarla integra, poco pu fare un bravo genitore con le sue forze: lanarchia si impadronisce anche dei migliori propositi. Un tempo, in Consiglio comunale sedevano i massimi esponenti del lavoro, della cultura, dellimpresa cittadina. Oggi siede anche loscuro autore di queste righe. Perch le personalit di maggior spicco non si candidano pi in prima linea? E ora di ricominciare a farlo, signori. La citt ha bisogno di una guida collegiale e coscienziosa. Non della pratica dello struzzo. Ancora. Come in ogni famiglia che si rispetti, le decisioni vanno discusse (anche se poi ci vuole qualcuno che le assume per tutti). Lo stesso deve valere per le decisioni politiche. Come mai il pubblico diserta le sedute del Consiglio cittadino? Scomodit di orario, poca pubblicit, disinteresse. Ritroviamo momenti di incontro, allora. Portiamo il Consiglio fuori dalle mura di palazzo Albornoz. Facciamolo di domenica o di sabato con il mercato. Oppure rendiamolo nomade: giriamo tutte le sedi di quartiere e pubblicizziamo di volta in volta gli argomenti in discussione. Chi ce lo vieta? Non siamo mica unassociazione segreta.La trasparenza e lanticasta. Esiste un vincolo per legge per la durata di un Sindaco (10 anni, due sindacature)? Bene. Estendiamolo a tutte le cariche elettive, ai vertici degli uffici, ai consigli di amministrazione nominati da enti pubblici, agli assessori, al consiglieri comunali, a quelli provinciali, regionali, ecc C da nominare un nuovo direttore o presidente da qualche parte? Non avvenga pi nelle segrete stanze del Sindaco. Si discuta nellIstituzione. Ci sono dei bilanci in rosso ingiustificati? Lente danneggiato abbia lobbligo di perseguire giudizialmente gli amministratori infedeli. Lobbligo, non la facolt. Capito? Infine, i privilegi. Sono ci che comprensibilmente la gente odia di pi. La soluzione facile: si chiama rinunzia. Personalmente ho gi restituito la chiavetta internet offerta ai consiglieri a spese del Comune. Questanno volevo cam-biare lintestazione dellabbonamento alla partita, passandolo ad un giovane appassionato di calcio proveniente da una famiglia che non pu permettersene il costo. Mi stato risposto che non si poteva, perch il Cesena Calcio lo d omaggio ai soli consiglieri (quindi, almeno, non il Comune a pagare). Ci riprover ancora. Chi sa che la divisione minore non porti a miti consigli anche il pallone.

LE FESTE DELLA VOCE REPUBBLICANA


Gli amici Repubblicani ti aspettano anche quest'anno alle tradizionali feste in programma presso le Sezioni del PRI dove avrai la possibilit di gustare le nostre specialit.
SEZIONE DI S. ANDREA IN BAGNOLO

11 - 22 LUGLIO 2012
CIRCOLO E CAFITON S. ANDREA IN BAGNOLO

SEZIONE DI MARTORANO

NUOVA LINFA PER IL P.R.I GAMBETTOLESE


Dallo scorso marzo la sezione Renzo Frisoni del P.R.I. gambettolese ha intrapreso unenergica fase di rinnovamento, favorita dalla nomina dellamico Marcello Guiduzzi alla carica di segretario politico. Lo scopo principale quello di sensibilizzare lopinione pubblica, coinvolgendola nelle nostre battaglie a favore della crescita socio-economica del paese, nella convinzione che la cittadinanza attiva e consapevole sia un requisito obbligatorio per ottenere notevoli migliorie allinterno della nostra comunit. La pessima gestione della cosa pubblica perpetrata in questultimo ventennio dalla classe politica nazionale ha creato un elevato disinteresse nei confronti dei partiti tradizionali, abbiamo quindi il dovere di riacquistare la fiducia dei nostri elettori ribadendo limportanza del ruolo della politica. A nostro avviso il P.R.I. ha ancora tanto da fare e tanto da dire, detenendo un bagaglio culturale idoneo a fornire risposte concrete alle criticit presenti sul nostro territorio. Vogliamo rispolverare le idee cardine di questo prezioso patrimonio riadattandole alle esigenze attuali. Per concretizzare questi propositi stiamo moltiplicando i nostri incontri e le nostre iniziative. Nella mattinata del 2 Giugno festeggeremo la Repubblica incontrando la cittadinanza nella piazzetta dello Straccivendolo, mentre nel pomeriggio del 9 Giugno avremo lonore di ospitare Renato Traquandi, un intellettuale aretino che presenter una propria opera letteraria su Randolfo Pacciardi, del quale stato stretto collaboratore. Stiamo cercando anche di ampliare la nostra rete di contatti, grazie al nuovo sito internet prigambettola.blogspot.com e ad una presenza costante sui principali social net-works. Questo lavoro propagandistico viene regolarmente affiancato dallazione politica del nostro consigliere comunale Michele Getti che, supportato da tutti gli amici della sezione, cerca risposte efficaci alle problematiche del territorio gambettolese. Il nostro auspicio che ad una buona semina possa seguire un altrettanto proficuo raccolto. Valentino Calbucci Vicesegretario Sezione P.R.I. Renzo Frisoni di Gambettola

26 LUGLIO 5 AGOSTO 2012


CIRCOLO ENDAS DI MARTORANO
SEZIONE DI PONTE ABBADESSE

LETTERE AL DIRETTORE
Caro Direttore, Le chiedo ospitalit. Spero che Lei dimostri maggiore sensibilit rispetto a quella dimostrata sia dallAmministrazione Comunale che dalle forze politiche di maggioranza che hanno completamente snobbato i nostri richiami riguardanti la salubrit ambientale.Le rilevazioni delle polveri sottili a Cesena sono opinabili perch si acquisiscono con una sola centralina, giustificata dalle decisioni che la Provincia e la Regione Emilia Romagna hanno assunto.Risposte formali che non hanno nessuna giustificazione sotto il profilo della garanzia che i cittadini hanno il diritto di avere sulla salute.Cos come sulle aree verdi del quartiere che sono compromesse dalla azione nefasta dellAmministrazione Comunale.Tutti argomenti che hanno rilevanza politica sui quali intenderemmo discutere, ma qualcuno pensa che non si debba disturbare il manovratore. Comitato Cesena per chi

02 - 05 AGOSTO 2012
CIRCOLO G. CONTI DI PONTEABBADESSE