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Lorenzo Manfredini

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Training Mentale Base - Lorenzo Manfredini

Training Mentale TRAINING Base

MENTALE BASE
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Lorenzo Manfredini - Training Mentale Base

Propriet letteraria riservata Lorenzo Manfredini Via Ariosto, 17 44100 FERRARA Tel/Fax 0532/211947 E-mail: info@apneaconsapevole.it Web Page: www.manfredinilorenzo.it www.associazioneolos.COM Marzo 2002

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INDICE
CAPITOLO 1 TRAINING MENTALE: INTRODUZIONE LA PSICOLOGIA ATTUALE DOMANDE, LUOGHI COMUNI E RESPONSABILITA LAFFATICAMENTO PSICOLOGICO DOMANDE, LUOGHI COMUNI E RESPONSABILITA CAPITOLO2 CENNI SU ALCUNI MODELLI DI PSICOTERAPIA IL VALORE DELLINDIVIDUO ENERGIA E COMUNICAZIONE CAPITOLO 3 ENERGIA E COMUNICAZIONE CONCENTRAZIONE E RILASSAMENTO CAPITOO 4 CHE COSA E' IL TRAINING MENTALE? CROMOTERAPIA DALLA VEGLIA AL SONNO: ONDE ALFA CAPITOLO 5 UNA SINTESI DI MENTE E DI CORPO SCELTA E LIBERTA CRESCITA E SALUTE ABBIAMO PROBLEMI PSICOLOGICI O NO? BENESSERE E AUTOGUARIGIONE ACCETTAZIONE IL MUTAMENTO INTERIORE ILLUSIONI LEGAMI LIBERTA' CAPITOLO 6 PRATICA: RICORDARE ESPERIENZE POSITIVE LE FASI DELLE VISUALIZZAZIONI COME MODIFICARE LE CONVINZIONI RILASSAMENTO TOTALE MESSAGGI DAL CORPO BENEFICI DEL RILASSAMENTO DIALOGO CON IL CORPO CAPITOLO 7 SVILUPPIAMO LA CREATIVITA'

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PROGETTO CREATIVITA DOMANDE, LUOGHI COMUNI E RESPONSABILITA CAPITOLO 8 CONDIZIONAMENTI E MEDIAZIONI CONVINZIONI E LIMITI INTERIORI CAPITOLO 9 IMMAGINAZIONE E VISUALIZZAZIONE AFFERMAZIONE E AUTOIMMAGINE ATTEGGIAMENTO MENTALE POSITIVO IL POTERE DI SOGNARE DIALOGO INTERIORE CAPITOLO 10 SINTOMI: MAL DI TESTA E CEFALEA UN ALTRO PUNTO DI VISTA SUL "GUARIRE" CAPITOLO 11 IL CONTROLLO DELLE ABITUDINI RISTRUTTURAZIONE CAPITOLO 12 SI CAMBIA QUANDO CE AMORE DOMANDE, LUOGHI COMUNI E RESPONSABILITA CAPITOO 13 LE DIETE LE ABBUFFATE E IL CAMBIAMENTO QUESTIONARIO DOMANDE LUOGHI COMUNI E RESPONSABILITA CAPITOLO 14 CAMPI DI APPLICAZIONE DEL TRAINING MENTALE TRAINING MENTALE E OSTETRICIA TRAINING MENTALE E RELAZIONE DI COPPIA TRAINING MENTALE ED EDUCAZIONE DEI FIGLI TRAINING MENTALE E SCUOLA TRAINING MENTALE E LAVORO LA PSICOLOGIA NELLE ORGANIZZAZIONI TRAINING MENTALE E LA TERZA ETA' UN PROGRAMMA POSITIVO CONCLUSIONI BIBLIOGRAFIA

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CAPITOLO 1
PREMESSA Nel cominciare questo libro comincio con una serie di interrogativi che mi hanno sempre incuriosito e affascinato: Saremo in grado di capire a cosa siamo cos affezzionati da rendere difficile se non impossibile il nostro rapporto con ci che potrebbe cambiare la nostra vita in senso materiale e interiore: le risorse delluomo, la sua mente, la sua creativit, i suoi misteri? Riusciremo a sfruttare meglio le nostre potenzialit grazie alle conoscenze acquisite attraverso gli studi che luomo ha affrontato per diventare migliore? A questi interrogativi cercher di dare qualche risposta pratica senza nascordermi le difficolt della messa in pratica di questo metodo. Siamo molto affezionati alle nostre abitudini e al nostro autocontrollo, ma non dobbiamo dimenticare che sintetizzare tra loro i nostri processi naturali e quelli acquisiti determina il processo naturale dello sviluppo delleducazione e della consapevolezza. Ci che fa la differenza tra le persone oggi la formazione intesa come la capacit di utilizzare strumenti personali sempre pi adatti per lattivazione di nuove risorse. Ci si pu formare per caso, con laiuto di circostanze favorevoli che amplificano le potenzialit individuali o ci si pu formare attraverso un progetto consapevole. Soprattutto necessario scegliere quelle circostanze che ci richiedono di pensare al futuro, allauto-realizzazione, allamore, al lavoro con intenzionalit; non per caso o per circostanze favorevoli, ma per scelta. Ci richiede limpiego di mezzi ed esercizi precisi per sviluppare la sensibilit corporea, il pensiero, la percezione, i sentimenti. Se abbiamo uno scopo, se abbiamo la volont di

Lorenzo Manfredini - Training Mentale Base pensare come uomini e non come macchine, se vogliamo formarci e crescere, esistono degli strumenti con i quali possiamo cominciare ad esercitarci.

TRAINING MENTALE
Lallenamento un aspetto della vita moderna. Oggi ci si allena ovunque: nellallenamento sportivo, nel training autogeno, nellallenamento dellintelligenza e della creativit (lesercitarsi a un superamento produttivo di compiti nuovi). Il Training Mentale riguarda lesercizio sistematico di un tempo e uno spazio dedicato alla formazione di se stessi. Lesercizio e lallenamento sono processi che appartengono alle funzioni superiori dellapprendimento; apprendere significa acquisire nuovi modelli di comportamento, amalgamandoli con quelli innati e gi acquisiti. Per apprendere necessaria lattenzione e la memoria. La memoria facilitata se ci ricordiamo delle impressioni, delle somiglianze, dei contrasti, delle vicinanze spaziali e temporali, che interessano i nostri sensi. Cos come importante la durata di uno stimolo, la sua vivacit, la frequenza delle sue ripetizioni, e qui parliamo di quel mondo che si sviluppa in meta programmi, modalit e sub-modalit che rappresentano gli aspetti pi intimi dellattivit mentale, importante lo stato danimo, le condizioni fisiche, le abitudini di vita di chi esercita la sua mente nel mondo. Esercitare le proprie capacit significa operare su concetti e idee, ma soprattutto su immagini che provengono da tutte le aree sensoriali. Qual il vantaggio di applicare questo metodo nella

Training Mentale Base - Lorenzo Manfredini vita di ogni individuo? Un primo vantaggio riguarda la possibilit di associare liberamente idee e immagini, pensieri ed emozioni; di vivere uno stato di contemplazione e di fare esperienza di s. Se pensiamo che lapprendimento un processo condizionato basato su riflessi (cibo-acquolina in bocca) e ricompense (prova ed errore, piacere e punizione) molto importante esercitarsi a piccoli stadi e a brevi intervalli di tempo senza sovraccaricare lattenzione. Tale lesercizio mentale perch permette di modificare abitudini, stati danimo e pensieri attraverso rinforzi positivi, quelli che oggi definiamo con il nome di azioni mentali positive (riconoscimento, interesse, approvazione, accettazione dei propri processi interiori; invece di critica, difese emotive, reazioni), di aspettative anticipatorie (formazione di intenzioni e mete da raggiungere), di insight (presa di coscienza) e di intenzioni (desiderio di cambiamento e motivazione). Lesercizio mentale allena e promuove la consapevolezza di pensieri, stati danimo, percezioni, sensazioni, movimenti implicati in ogni momento della vita. Se diventiamo consapevoli delle nostre abitudini possiamo modificare coscientemente i nostri comportamenti, possiamo osservarci mentalmente e riflettere o selezionare nuove azioni pi adatte alla nostra natura individuale. Tramite la ripetizione sistematica di alcuni esercizi mentali e corporei si sommano i rinforzi dei singoli atti di apprendimento migliorando la concentrazione e la meditazione. Le tecniche del Training Mentale riguardano: il respiro (consapevole, diaframmatico, circolare, frazionato) il rilassamento (attivo e ricettivo)

Lorenzo Manfredini - Training Mentale Base il dialogo interno lautoimmagine lautomiglioramento la modificazione di frames di abitudini il controllo del dolore la visualizzazione le fantasie guidate Ognuna di queste tecniche segue il principio che ogni passo deve essere compiuto nel ricordare, ripetere e rielaborare. Gli effetti del Training, cio di un esercizio ripetuto, sono i seguenti: la percezione di una frase o di una immagine, che allinizio della pratica in genere blanda, con lesercizio diventa sempre pi intensa ed efficace. Attraverso la ripetizione diminuisce il tempo per la trasformazione. Di conseguenza pi difficile essere disturbati, sia da stimoli esterni, sia dai propri pensieri e immagini. Ci si concentra meglio. Ci si pu concentrare anche in condizioni difficili, come in pre-gara o in una pausa di lavoro. Il tutto si automatizza e lapprendimento conduce allo svolgimento autonomo di un atteggiamento rilassato. Nello specifico delle tecniche di rilassamento cala la tensione psicologica, quella muscolare e quella vegetativa. In generale, lesercizio mentale ha per scopo la riscoperta di capacit che sono andate perse o non si sono adeguatamente sviluppate. Le applicazioni del Training Mentale sono molteplici. Applicazioni eccellenti le ho sintetizzate attraverso esperienze in diverse discipline sportive (Apnea Subacquea, Volo a Vela, Karate, Atletica Leggera, Judo), nellambito del lavoro e delle discipline artistiche. Per queste rimando ai testi dedicati di Training Men-

Training Mentale Base - Lorenzo Manfredini tale e Apnea Consapevole (www.associazioneolos.it e www.apneaconsapevole.it ) L'argomento del presente lavoro riguarda lo sviluppo personale con la presentazione di alcune forme di approccio psicoterapeutico, le tecniche di rilassamento di training mentale e alcune applicazioni di esso nell'ambito della salute, dello sport, del lavoro, della formazione professionale. Lorenzo Manfredini

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INTRODUZIONE
Lo scopo di questo libro quello di mettere a fuoco gli strumenti per ridurre la tensione, il nervosismo, lo stress e raggiungere un equilibrio interiore mettendosi in discussione e misurandosi con le azioni psicologiche. Tutti noi vorremmo essere persone tranquille e gioiose, padroni di noi stessi in qualsiasi circostanza, con pochi timori, ansie o preoccupazioni per il futuro, adattabili alle circostanze sfavorevoli e capaci di creare realt positive. Ma, come sappiamo, spesso accade esattamente il contrario. Essere consapevoli di questo significa ammettere alcune cattive abitudini mentali, alcuni inefficaci modi di sentire, di agire e di reagire, alcuni luoghi comuni che ci sembrano logici. Quali sono le strategie psicologiche migliorare tutto questo? Di solito non pensiamo a come stiamo o al nostro stato d'animo. In genere subiamo i nostri stati emotivi e siamo inconsapevoli o incoscienti di ci che sentiamo nel corpo. Ma non solo, siamo spesso inconsapevoli anche del nostro comportamento, sia dell'agire che del reagire. Sentiamo, agiamo, reagiamo in "automatico". Ma se cominciamo ad analizzarci ed a pensare "qui ed ora": "Cosa sto facendo?". Allora, diventiamo coscienti di sensazioni, di emozioni, di pensieri, di fantasie e di comportamenti. Per stabilire la qualit del nostro sentire, ricorriamo al nostro sistema di valori e di condizionamenti. Per arricchire il nostro sistema di valori ci muoviamo con il buon senso, con la convenienza e con la morale. Quando prendiamo coscienza di noi, possiamo prenderne coscienza e basta, oppure possiamo prendere

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Training Mentale Base - Lorenzo Manfredini coscienza del valore di ci che sentiamo, pensiamo, agiamo e reagiamo. In questa seconda ipotesi interveniamo per controllare noi stessi. Non ci basta sentire e agire, desideriamo dire la nostra, crescere dentro queste realt. Quando prendiamo coscienza che il nostro sentire, agire e reagire non vanno bene, possiamo modificare in meglio queste funzioni della nostra mente. Imparando a scrutare dentro di noi se il nostro sentire, percepire e agire corretto ci auto analizziamo per capire se favorisce o meno il nostro benessere mentale. Mettendo in funzione la nostra coscienza a realizzare dei comportamenti correttivi ci auto convinciamo, ci educhiamo ad un modo pi salutare di funzionamento. Quello che si rafforza una nuova coscienza che modifica i soliti schemi mentali e aggiorna un miglior modo di vivere. Alcuni suggerimenti arrivano dalle varie forme di psicoterapia di cui fra poco accenniamo, ma molto dobbiamo fare dentro noi per educarci e crescere come individui completi. La psicologia moderna e il vivere attuale ci fanno riflettere su bisogni non facilmente conciliabili. Nel prossimo capitolo affronteremo alcuni dei quesiti pi significativi nella sostanza psicologica delle persone, anche se spesso vengono percepiti come qualcosa di impalpabile e di teorico, come lidentit, lautostima, il contatto e altre. Successivamente cercheremo di dimostrare che quando la teoria si incontra con la pratica possibile creare qualcosa di prezioso.

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SINTESI
Il primo passo della consapevolezza riguarda il Sentire, lAgire e il Reagire. Per questo, nel nostro mondo psicologico possiamo essere consapevoli di: Sensazioni, Emozioni, Pensieri, Fantasie e Comportamenti Levoluzione della coscienza riguarda il Valore del Sentire, dellAgire e del Reagire. Per cambiare e migliorare se stessi i passi necessari riguardano lAutoanalisi, i Comportamenti Correttivi e varie forme di Autoconvincimento. Tutto questo genera una Nuova Coscienza e Nuovi Schemi Mentali

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RIFLESSIONI SULLA PSICOLOGIA ATTUALE


Facendo un esame della psicologia proposta in questi anni, mi voglio soffermare sulle prospettive del nostro impegno e sugli sviluppi della sfida culturale in corso tra medicina e neuropsichiatria nel dare risposte soddisfacenti alla sofferenza umana, alla salute e al benessere personale e come tutto questo riguardi lutilizzo di esperienze come il Training Mentale. Uno dei problemi su cui ci troviamo ad operare riguarda il bisogno di identit: storica, relazionale, corporea, sessuale; e al conseguente bisogno di autostima: psicologica, esistenziale, sociale e materiale. La nostra personalit, quando perde lo sfondo delle abitudini, delle risorse o della storia personale (la storia e i ruoli in questi anni sono cambiati rapidamente) si frammenta in Io multipli che hanno bisogno di definizione e di integrazione; basti pensare ai nuovi assetti familiari nei quali il farsi, disfarsi e riaggregarsi delle coppie ormai una realt evidente come lo anche il moltiplicarsi di impegni lavorativi provvisori e parziali che hanno indotto alla instabilit dei ruoli. Non abbiamo pi rassicuranti certezze su chi siamo veramente! Ognuno di noi potenzialmente pu essere qualsiasi cosa e soprattutto pu essere confuso nella scelta tra molteplici possibilit. Dal punto di vista dellidentit sociale, gli indicatori psicologici che sembrano aiutarci nellidentificazione del nostro status attuale riguardano let, la cittadinanza, lo stato di salute, la disponibilit al cambiamento. Sono, infatti, molto diversi dagli indicatori del passato che, al contrario, si basavano sulla narrazione della storia personale e delle proprie origini. Una vera scossa. Il futuro prossimo ci potrebbe vedere chiusi nella no-

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Lorenzo Manfredini - Training Mentale Base stra stanza a divertirci o a lavorare in compagnia di Bill (il computer), di internet, di fax e di Bob (il cane), ma poco a comunicare in carne e ossa; e a comunicare sviluppando identit virtuali. Mancando una definita identit sociale cerchiamo nel corpo il nostro processo di identificazione. Per questo passiamo molto tempo in palestra e dallestetista per definire il nostro Io esteriore (non in questo modo per che possiamo aiutare lo sviluppo dei nostri schemi affettivo motori e psicologici), e ci arricchiamo di alcuni status simbol come Rolex, abiti firmati, lenti a contatto, walkman o interventi di chirurgia estetica. Esagero naturalmente, ma se ci pensiamo bene anche lidentit sessuale ha subito un livellamento dei gradienti di diversit: troviamo donne che danno pi spazio alla loro dimensione maschile e uomini che lasciano trasparire maggiormente la loro dimensione emotiva, aree materne e paterne sempre pi accostate. Quali sono quindi i tratti salienti che emergono dalla frammentazione del nostro Io? Il pi ricorrente nei racconti della persona comune, e non solo della persona che ha problemi, il dramma della solitudine e del vuoto affettivo. Ci ritroviamo a volere amore e a desiderare di vivere insieme, ma ad avere incontri intensi a breve termine con la buona intenzione di non sbagliare la volta successiva. Un altro grosso tema rappresentato dallanoressia e dai disturbi alimentari in genere. Lanoressia non solo una patologia limitata a una percentuale di persone, soprattutto un problema attualissimo legato al nostro generalizzato narcisismo in quanto mette in evidenza il nesso che corre tra corpo e anima, tra lIo e laltro, tra la vita e la morte, e ci confronta con i lati oscuri della nostra identit. In particolare, il linguaggio simbolico non e-

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Training Mentale Base - Lorenzo Manfredini sprimendosi adeguatamente, con emozioni e con affetti, crea un conflitto tra il bisogno di anonimato e il bisogno di essere visti, tra il qui e ora e la dimensione del futuro. La perdita di identit corporea, sessuale, familiare e professionale, comporta il prevalere di personalit narcisistiche nel senso di un ripiegamentoamplificazione delle proprie peculiarit. Il nuovo millennio presenta la necessit di cercare un contatto intimo e flessibile con se stessi per approfondire la conoscenza di s, valorizzare i propri bisogni e cercare una maggiore congruenza tra pensieri e azioni. Oggi si avvicinano alla psicologia diversissimi tipi di persone e di professionisti. Questi non desiderano pi solo raccontarsi, ma sono alla ricerca di nuove risorse e di una rinnovata creativit: un riconoscimento di esistenza e nuovi strumenti di azione. Cercano di individuare un percorso consapevole e personale di salute psicologica attraverso i tempi che cambiano. Non si vogliono inaridire tuffandosi nei propri sintomi, pi o meno gravi, vogliono riconoscersi nelle proprie sorgenti generative. Per poter fare questo ed evitare atteggiamenti narcisistici occorre una crescita emotiva e il riconoscimento e la misura dellaltro. Lemotivit, questo mondo incontrollato del nostro inconscio ma ancorato a convinzioni, condizionamenti e abitudini radicate, pu maturare dalla sofferenza interiore e riprodursi in crescita emotiva basata sulla creativit. Oggi il confronto con il cambiamento a tutto campo, dentro e fuori. Una maggiore consapevolezza, sensibilit e rispetto per gli altri sembrano essere i requisiti di una persona ritrovata nella complessit e concretezza del suo vivere quotidiano.

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Lorenzo Manfredini - Training Mentale Base Un altro tema dei nostri tempi il dibattito rappresentato dalla gestione degli stati emotivi attraverso le scoperte della neurofisiologia. La pillola della depressione, la pillola del sesso, la pillola della memoria, la pillola della felicit, insomma i nuovi farmaci, stanno facendoci immaginare che ogni avvenimento della nostra vita potr essere controllato e gestito. Ma se noi usiamo un antidepressivo, non per trattare una malattia grave, come per certe forme di depressione, ma una depressione di tipo reattivo, come quella dovuta al fatto che non abbiamo un lavoro, che ci morta una persona cara, che abbiamo avuto una disgrazia, sostituiamo, sperando che questo funzioni, una sostanza chimica a quello che dovrebbe essere un processo di adattamento delle nostre capacit cognitive a vivere una nuova situazione esistenziale. Gli interruttori farmacologici si possono sempre utilizzare, ma una forma di dis-educazione labuso degli stessi. La mia esperienza, oggi, mi fa ritenere che c un grande bisogno di educazione emozionale, di adattamento e di creativit. Ogni volta che nel corso della vita, si perde un oggetto damore che pu essere rappresentato da un investimento emotivo reale o simbolico, si rinnova quella primitiva ambivalenza e si cade in preda al lutto e alla malinconia. Nel lutto piangiamo la scomparsa di un oggetto esterno, nella malinconia piangiamo piuttosto per la perdita di un oggetto interno. In ogni caso necessario un lavoro psico-emotivo perch la capacit riparativa e costruttiva dellamore prenda il sopravvento su quella distruttiva. Quando questo accade la depressione diventa creativit. Quando si ricorre troppo facilmente ai farmaci si impedisce alla psiche di mobilitare le sue risorse e alla personalit di attivare le difese specifiche alla sua

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Training Mentale Base - Lorenzo Manfredini struttura caratteriale. In tal modo si determina una normalizzazione dei propri sintomi, ma soprattutto una banalizzazione del S. Se guardiamo alla nostra vita in modo ravvicinato vediamo delinearsi nella nostra esistenza una serie di possibilit e di scelte prima sconosciute, se invece rovesciamo la visuale, scorgiamo una societ immobile, priva di alternative e di obiettivi a lungo termine. Il venire meno di un orizzonte condiviso ha prodotto uneclissi del futuro che ha travolto il passato. Per cui viviamo il presente con una tonalit di umore depressivo, registrando nei nostri ritmi interiori, fatti di tempo e di spazi senza coordinate, il senso della destrutturazione. Andiamo verso il futuro senza capacit di rappresentarcelo, privi di precognizioni e di attese, ed forse per questo che cerchiamo, soprattutto in questi anni, di ricostruirci attraverso degli strumenti interiori e laiuto della psicologia e della spiritualit.

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DOMANDE, LUOGHI COMUNI E RESPONSABILITA


D. Da questo progetto di Training Mentale che cosa mi posso aspettare in termini pratici? R. Da oltre venti anni mi occupo della crescita personale venendo a contatto con tanti tipi di persone e di esigenze diverse. Il filo conduttore per ogni tipo di realt la formazione di una consapevolezza e di una responsabilit verso se stessi e verso il mondo nel quale si vive . Il Progetto Training Mentale intende affrontare alcune tematiche fondamentali attraverso un percorso articolato ricco di metodi e tecniche creative di psicologia pratica. CONTROLLARE LE EMOZIONI NEGATIVE Lo scopo quello di sviluppare una maggiore consapevolezza di come le energie emozionali vengono metabolizzate. Le tecniche mirano in alcuni casi ad una maggiore comprensione degli stati emozionali e in altri a sviluppare una migliore gestione delle emozioni negative, a ricercare il movimento naturale per scaricare il corpo, a utilizzare le fantasie guidate e limmaginazione per orientare nuovamente gli stati emozionali, a sviluppare una nuova percezione del corpo. VINCERE LA NOIA Per riappropriarsi del potere dellazione e per riscoprire il mistero dellumanit negli altri occorre ricombinare le risorse e gli ingredienti presenti in noi e in altre persone. Si possono ritrovare le ragioni per darsi da fare maturando un atteggiamento di curiosit attiva e iniziando a trasformare ogni incontro in un laboratorio sperimentale di psicologia.

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Training Mentale Base - Lorenzo Manfredini CAPIRE LE PERSONE Laspetto fisico, la mimica, lespressione del viso, lintonazione della voce, il modo di esprimersi, latteggiamento e il portamento, rappresentano forme di comunicazione utili per comprendere le sottili espressioni individuali. Se riusciamo ad essere presenti e buoni osservatori impareremo a leggere le persone in modo sempre pi profondo e preciso. CONTROLLARE GLI STATI DANIMO Tutti gli atteggiamenti, i movimenti e i gesti sono manifestazione dei nostri stati psichici interiori. Dovremmo imparare ad essere buoni osservatori di noi stessi e di come gli altri ci vedono. Questo comporter non solo il controllo del comportamento quando serve, ma anche la capacit di produrre stati danimo con movimenti appropriati conciliando la separazione che a volte sentiamo tra lespressione e i nostri sentimenti interiori. CONOSCERE E OSSERVARE Le nostre abitudini ci rendono spesso pigri e poco curiosi. Per questo dobbiamo superare il concetto del mi piace, non mi piace e assumere un atteggiamento pi aperto nei confronti di ci che accade nel mondo a noi prossimo. In particolare dovremo sviluppare la fantasia e limmaginazione che aiutano a leggere le cose in un rapporto di continuit con il tempo e facilitano unorganizzazione percettiva immediata. In un certo senso rappresentano esercizi di risveglio della coscienza che ci aiutano a penetrare la realt delle cose. Quindi non solo pensiero o ricordo o ragionamento, ma anche immaginazione e fantasia.

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Lorenzo Manfredini - Training Mentale Base VIVERE INTENSAMENTE E la consapevolezza della nostra vita fisica ed emozionale, del flusso dei nostri pensieri ed immagini che modifica la percezione del tempo e lintensit della nostra vita. E auspicabile imparare a vivere pi livelli del nostro essere contemporaneamente, consci dei processi di pensiero, delle correnti emozionali e delle sensazioni fisiche. ESSERE CONSAPEVOLI DEI DIVERSI STATI DI COSCIENZA Essere consci che siamo spesso addormentati una condizione primaria per diventare sempre pi desti. E importante imparare a distinguere i diversi stati di trance creati dalle abitudini, dalle fantasie, ma anche dagli stati di sonno e di sogno, uscendovi coscientemente di propria iniziativa. GESTIRE LE ENERGIE Ci nutriamo di cibo, di aria e di impressioni. Lenergia che ne ricaviamo fisica, emotiva e mentale. Dobbiamo imparare a gestirla riconoscendo le fatiche immaginarie da quelle reali e soprattutto riconoscendo la capacit straodinaria che ha lorganismo in condizioni particolari. Possediamo pi serbatoi di energia che vanno impiegati in modo intelligente evitando di sprecarne il contenuto con azioni fisiche inconsapevoli, fantasticherie, pensieri viziosi e preoccupazioni. Vivere il presente senza perdere di vista il fine di ogni azione una strategia efficace per non impiegare inutilmente le nostre energie. SVILUPPARE LINTUIZIONE Per sviluppare lintuizione necessario un lavoro psicologico che ci inviti a immedesimarci nelle

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Training Mentale Base - Lorenzo Manfredini situazioni e nei punti di vista altrui con lattivazione di nuove interpretazioni su di noi e sugli altri. PROGREDIRE QUOTIDIANAMENTE Lattenzione a noi stessi attraverso il respiro, il rilassamento e altre tecniche ci inducono a pensare che limmaginazione sia uno strumento ancora pi efficace del pensiero per portare a coscienza le nostre esperienze organismiche. Prima di dormire si pu utilizzare la ricapitolazione della giornata vedendola nel suo svolgimento. La giornata viene ripercorsa sotto forma di immagini dove gli avvenimenti vengono rivisti senza soddisfazione o tensione, senza paura e senza speranza, in una sorta di ricapitolazione imparziale e impersonale. Tutto questo diventa una importante lezione di conoscenza di se stessi. FARE QUELLO CHE SI SCEGLIE Sapere quello che si desidera, i propri bisogni, ed essere in grado di metterli in pratica un obiettivo elevato del nostro programma. Spesso non sappiamo quello che vogliamo e quando lo scopriamo talvolta ci rendiamo conto che non abbiamo gli strumenti del potere, della volont o della conoscenza per realizzarlo. Un percorso utile in questo senso la ricerca di cosa desideravamo da piccoli, quale retaggio della nostra storia familiare e personale, quantomeno per comprendere se rinunciare o soddisfare quelle aspirazioni. Per quanto riguarda il quotidiano abbiamo mille stimoli per capire cosa veramente vogliamo. Limportante isolare le abitudini, la pigrizia, il condizionamento e a volte anche il calcolo per scegliere le cose, le azioni, le persone, le occupazioni

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Lorenzo Manfredini - Training Mentale Base e le circostanze che non solo immaginiamo che ci piacciano, ma che ci piacciono veramente. VALORIZZARE LAUTOCONOSCENZA La misura del nostro valore umano dato dalla quantit e dalla qualit della consapevolezza del perch, come e cosa sia giusto che sentiamo, pensiamo e agiamo. Quindi la nostra massima realizzazione consiste nel divenire consapevoli della nostra funzione e missione agendo con uno scopo scelto. Questo progetto ci rende pi coscienti di noi stessi e del mondo in cui viviamo. VIVERE Per vivere al meglio occorre migliorare limmagine e latteggiamento che abbiamo verso la vita evocando fortemente le emozioni creative che desideriamo. Questo il progetto Training Mentale che auspichiamo di poter condividere con ognuno. ci

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LAFFATICAMENTO PSICOLOGICO
Ci accorgiamo di noi stessi quando i nostri equilibri vengono compromessi. In questa sezione desidero soffermarmi sui segnali che ci invitano a riflettere sullesigenza di un equilibrio psicologico. E' ormai noto che esiste un rapporto fra tensione muscolare ed ansia, rapporto che, il pi delle volte, potrebbe mantenersi nei limiti della accettabilit se non intervenissero delle particolari condizioni che possono accrescere tanto lo stato ansioso quanto la tensione muscolare ed entrambi, poi, esaltarsi vicendevolmente. Lo stress emotivo, la convulsivit della vita moderna, il susseguirsi di situazioni conflittuali, l'affaticamento psicologico, non sono che alcune delle particolari condizioni che influiscono negativamente sullo stato ansioso e, la condizione ansiosa, produce, oltre ad una costellazione sintomatica nota (apprensione, senso di attesa, preoccupazione ed ipervigilanza, irrequietezza, ecc...), modificazioni estesamente documentate a livello del sistema muscolare, scheletrico, neurovegetativo, neuroendocrino ed immunitario. Da ci si comprende quanta importanza venga attribuita all'ansia nel cercare di dare una spiegazione a moltissime alterazioni che affliggono l'esistenza. Del "sistema nervoso autonono" (simpatico e parasimpatico), che innerva gli organi viscerali ed i vasi, mentre sono ben note le vie efferenti, lo sono molto poco, al contrario, quelle afferenti, ma indubbio, e la clinica lo conferma, che tutti gli insulti che colpiscono l'organismo, qualunque sia la loro origine, si traducono in stimoli per il "sistema nervoso autonomo" stesso, che il primo ad essere avvertito di tutti gli impulsi che giungono, al "sistema nervoso".

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Lorenzo Manfredini - Training Mentale Base Personalmente ritengo che la distinzione del "sistema nervoso" in "somatico" ed "autonomo" debba essere considerata solo a livello tecnico, allo scopo d'intendersi fra cultori della materia su una differenziazione anatomica, ma che, in effetti, essa non esista in quanto tutto "sistema nervoso" anche se una parte di esso deputata a specifiche mansioni piuttosto che ad altre di competenza di un'altra sua parte, ma che, in effetti, le due parti formino un tutt'uno inscindibile o che entrambe agiscano di concerto per il benessere dell'organismo. Alla stessa stregua deve essere considerata la differenziazione fra "informazioni propriocettive" ed "informazioni coscienti". Infatti, anche se non tutte le informazionj propriocettive sono inconsce, tutte, comunque, giungono al cervelletto, e di qui hanno anche rapporto con la corteccia cerebrale, acquisendo di fatto la possibilit di divenire coscienti. Comunque sia il tipo di propriocezione, il risultato finale sempre lo stesso, cio che la risposta motoria avviene senza che l'individuo vi apporti alcuna volont. D. Quali sono i segni dellaffaticamento psicologico? R. A volte i ritmi della vita ci travolgono e non riusciamo a reagire in tempo utile per non risentirne. Ci sono alcuni sintomi che ci fanno capire quando siamo affaticati e occorre correre ai ripari, ad esempio quando: Chiudamo la porta e giriamo la chiave dall'interno in modo che nessuno possa distrarci Sentiamo che qualcosa ci sta buttando giu' e

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Training Mentale Base - Lorenzo Manfredini sopprimiamo questi pensieri Prendiamo troppi caffe', fumiamo troppe sigarette, mangiamo troppi dolci, beviamo troppo Cerchiamo sempre di fare tutto perche' siamo responsabile di tutto Non rimandiamo mai a domani quello che possiamo fare a mezzanotte Pensiamo che delegare sia un segno di debolezza, e che se vogliamo una cosa fatta bene dobbiamo farcela da soli Pensiamo che dobbiamo smetterla di pensare ai nostri problemi, perche' solo segno di egoismo Il nostro corpo da' segni strani e spingiamo sulla mente, convinti che lui ci seguira'

I segni dell'affaticamento psicofisico sono ben riconoscibili e non devono essere confusi con i sintomi depressivi. Infatti la persona affaticata : ha voglia di fare le cose, ma si stanca facilmente. Inizia la giornata con un certo entusiasmo, ma non tiene il ritmo e non porta a termine ci che ha avviato. Conclude la giornata scoraggiata, al limite. Rimugina sulle sue preoccupazioni prima di addormentarsi. cosciente dei fattori esterni: troppo lavoro, vita non adatta. Sa che ci deve essere una soluzione, anche se difficile da trovare. Il futuro chiaro: domani andr meglio.

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Lorenzo Manfredini - Training Mentale Base La persona depressa invece: ha perso la voglia di intraprendere qualsiasi cosa e se lo rimprovera. Gi dal risveglio annientata dalla prospettiva della giornata che laspetta. Il momento migliore della giornata la sera. Si sveglia pi presto del solito in stato di angoscia. Percepisce che il suo malessere viene dall'interno. Non ha speranza di uscirne. Il futuro oscuro: nulla pu cambiare. pratici consiglia per

D. Quali suggerimenti lautostima?

R. La nostra esperienza ci suggerisce un percorso dove sono fondamentali la consapevolezza del proprio stato dessere, i bisogni relativi e la capacit di azione che si riesce ad attivare. Per volersi pi bene il punto di partenza riguarda lapprezzamento di noi stessi attraverso laccettazione psicologica di quello che siamo e attraverso il sentire pi profondamente il nostro clima vitale. La crescita personale riguarda quel miglioramento del contatto con noi stessi e la consapevolezza che il nostro mondo interiore molto pi articolato di quello che pensiamo, e ci invita a vivere al meglio delle nostre esperienze, siano esse negative o positive. Uno strumento psicologico molto apprezzabile, perch aiuta a focalizzare lattenzione, la capacit di riconoscere figura e sfondo in ogni processo percettivo. Se ad esempio ci ascoltiamo possiamo essere attratti da sensazioni particolari senza essere distratti da

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Training Mentale Base - Lorenzo Manfredini tutto quello che succede nel corpo. Questo aiuta a selezionare, ma soprattutto a ricercare nuovi significati dellesperienza. Per migliorare lopinione di noi stessi cercando di riconoscere le parti di noi pi reali e imparando a distinguere fantasie e false concezioni personali, sono utili esercizi di autocritica, come nel gioco delle parti dove si impersonano componenti di noi stessi contrastanti, o di rivalutazione del passato alla ricerca di un percorso causale che ci aiuti a capire meglio come siamo oggi. Il tuffo nel passato pu a volte aiutarci a capire cosa manca nel presente, soprattutto a livello di sentimenti. Per migliorare in generale la consapevolezza utile riconoscere quei contenuti della coscienza, che in genere riguardano pensieri ripetitivi, per accettarli e ridimensionarne il giudizio negativo che talvolta associamo ad essi. Prendere coscienza di cosa accade, vivere nel presente o smettere di controllarsi per alcuni minuti al giorno sono esercizi utili per distinguere i fatti dalle idee. Idee che talvolta possono crearci ansiet e preoccupazioni al di l delle effettive condizioni di vita. Per migliorare la propria fantasia e creativit sono interessanti quegli esercizi di identificazione che liberano i soliti percorsi mentali per sviluppare la sensibilit di una pietra, di una pianta, di un animale o di una maschera. Altri utili esercizi sono vere e proprie fantasie guidate realizzate attraverso stati di rilassamento che riproducono la creazione del pensiero magico, delle fiabe, dei miti. Hanno lo scopo di richiamare i livelli dellessere al loro pieno sviluppo. Per il corpo invece occorre sviluppare una chiara percezione di ci che si muove e si sente, ma anche

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Lorenzo Manfredini - Training Mentale Base di ci che statico e sordo. Il sistema corpo vivo e si fa sentire. A volte, nello stimolare i processi vitali attraverso il respiro e movimenti espressivi, spaventa sentire sensazioni troppo intense. Il nostro corpo un libro aperto e sempre nuovo se lo desideriamo. Se ci ascoltiamo senza giudicare possiamo sentire le cose di cui abbiamo veramente bisogno. Fame, sete, fumo, quando ci ascoltiamo veramente ci rendiamo conto che, al di l delle abitudini, sono gli stati mentali che sovrastano i processi naturali del corpo. Quindi, almeno impariamo a respirare e magari a rilassarci e a meditare su parole o suoni o immagini che possono risvegliare in noi stati di coscienza nuovi e decondizionarci da abitudini che troppo spesso ci fanno vivere fuori di noi. Per concludere, visto che non mancano gli strumenti psicologici per migliorarci sarebbe utile usarli effettivamente e con maggiore costanza. D. In che senso possibile rafforzare il senso di sicurezza psicologica? Molto spesso soffriamo della nostra insicurezza pi che per dolori, lutti o privazioni e ritieniamo che sia desiderabile possedere un Io forte. Un Io capace di rispondere efficacemente a tutte le sfide quotidiane. Ma le nostre insicurezze oggi riguardano la difficolt di uscire da rigidismi mentali e realizzare appieno la nostra esperienza di vita. Il desiderio di sicurezza e la paura dellinsicurezza ci invitano a sentire dove vive la nostra reale esperienza. Al di l delle corazze, al di l delle immagini, al di l delle aspettative dobbiamo riconoscere che la ricerca di sicurezza unaspirazione inconciliabile con la piena esperienza di

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Training Mentale Base - Lorenzo Manfredini tutto ci che sperimentabile. Possiamo abbandonarci alla nostra esperienza di vita se cerchiamo lautenticit dei nostri moti vitali corroborati da valori sempre pi tolleranti. La ricerca della sicurezza un fissare lorologio biologico di noi stessi: sempre quel tempo, quella temperatura, quella stabilit. Per non sentirci insicuri e inadeguati rispetto alle nostre pretese occorre rimetterci in contatto fisico con le correnti vitali e viverle pienamente.

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DOMANDE, LUOGHI COMUNI E RESPONSABILITA


D. Che cos lansia? R. E il sentimento di anticipazione di un pericolo incombente, la cui origine ignota o non riconosciuta; sua principale caratteristica un intenso disagio psichico, causato dalla sensazione di non essere in grado di fronteggiare gli eventi futuri. I sintomi fisici comprendono tensione muscolare, sudore alle mani, blocco allo stomaco, difficolt respiratorie, debolezza e tachicardia. D. Che cos la nevrosi? R. E il termine che descrive una vasta gamma di disturbi psicologici, un tempo attribuiti a disfunzioni neurologiche e oggi considerati esclusivamente di origine psichica. Le nevrosi sono caratterizzate da ansia, sentimenti di inadeguatezza e insoddisfazione e disturbi del comportamento. Di solito non sono cos gravi da compromettere il funzionamento lavorativo e sociale, come accade per le psicosi (che invece richiedono spesso il ricovero in ospedale). D. Quali altri disturbi piscologici possono essere ritenuti comuni? R. E chiaramente difficile generalizzare, ma le categorie dei disturbi pi comuni riguardano: Disturbi da ansia generalizzata Rappresentano la condizione stabile di ansia apparentemente immotivata e spropositata rispetto agli eventi che la provocano, che pu protrarsi lungamente. Disturbi da attacchi di panico

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Training Mentale Base - Lorenzo Manfredini Sono caratterizzati da accessi di ansia in forma acuta, accompagnati da sintomi fisici (tachicardia, affanno, tremore, nausea) e dalla sensazione di stare per morire. Disturbi fobici La Fobia una paura intensa e persistente per particolari oggetti o situazioni, che pu comportare una notevole riduzione delle proprie attivit; l'ansia che deriva dallo stimolo fobico spropositata e l'individuo che la prova pienamente consapevole dell'irrazionalit del fenomeno. L'ansia da fobia, o "fobica", si esprime con sintomi fisiologici come tachicardia, disturbi gastrici e urinari, nausea, diarrea, senso di soffocamento, rossore, sudorazione eccessiva, tremito e spossatezza. Alcune persone imparano col tempo a controllare gli stimoli fobici, ma spesso, per evitare situazioni temute, si accetta una graduale limitazione della propria libert. In psicologia si distinguono tre tipi di fobia. La fobia semplice, riferita a animali o situazioni specifiche (insetti, serpenti, paura degli spazi chiusi o dell'altezza), compare di solito durante l'infanzia e persiste nell'et adulta. L'agorafobia, paura di spazi aperti come strade e negozi affollati da cui risulti difficile la fuga, la forma che comporta il maggior grado di riduzione della vita sociale (spesso il paziente agorafobico smette di uscire di casa o pu farlo solo se accompagnato) e in genere insorge nella tarda adolescenza. La fobia sociale la paura di apparire incapaci e di vergognarsi in pubblico; tende anch'essa a insorgere durante l'adolescenza. Disturbi ossessivo-compulsivo Riguardano la persistente intrusione di pensieri e-

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Lorenzo Manfredini - Training Mentale Base stranei e indesiderati (ossessioni) e di azioni la cui necessit irresistibile (lavarsi le mani, controllare la chiusura dei rubinetti del gas e altre) e la cui ultimazione, spesso ritualizzata, comporta una momentanea riduzione dell'ansia. Disturbi di ansia da separazione Hanno il loro punto di partenza nellinfanzia. Sono costituiti da una paura irrazionale di vedere lallontanamento di uno dei due genitori e per estensione di ogni figura affettiva significativa. I bambini sviluppano, da adulti, una serie di difese psicologiche che possono sfociare in sintomi quali lagorafobia (una morbosa paura degli spazi aperti), attacchi di panico, nevrosi, depressione, dipendenza, bulimia, anoressia, etc. Distimia Disturbo caratterizzato dalla presenza di umore depresso per la maggior parte del giorno e per un lungo periodo di tempo. A differenza di quanto accade nelle depressioni maggiori, che talvolta prevedono lospedalizzazione, questo disturbo dell'umore non interferisce in modo invalidante con le attivit abituali. D. Quali tecniche psicologiche aiutano a modificare il comportamento? Le principali tecniche di modificazione del comportamento sono la desensibilizzazione sistematica, la terapia aversiva e il biofeedback. La desensibilizzazione sistematica riguarda la capacit di controllare gradualmente gli stimoli negativi ed indicata per il trattamento di disturbi circoscritti, come la claustrofobia (paura degli spazi chiusi). La tecnica prevede l'addestramento del soggetto a

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Training Mentale Base - Lorenzo Manfredini rilassarsi in presenza di stimoli che riproducono le condizioni temute. La terapia aversiva, invece, viene utilizzata per ridurre i comportamenti disattativi: in concomitanza con la comparsa del comportamento in questione viene inflitto uno stimolo che pu essere sgradevole o al limite doloroso. Il biofeedback la tecnica pi utilizzata per i disturbi somatici. Consiste nel fornire al paziente informazioni sull'andamento di alcuni valori fisiologici, come la pressione sanguigna o il battito cardiaco, attraverso l'uso di ausili meccanici che producono segnali (spie luminose o suoni di crescente intensit): il paziente impara a controllare i propri valori e a farli decrescere quando necessario, ad esempio impiegando una tecnica di rilassamento. L'analisi del comportamento prevede cinque fasi prefissate: 1) decidere che cosa un individuo possa fare per migliorare una situazione; 2) stendere un programma relativo ai comportamenti da incentivare o disincentivare; 3) formulare un programma di lavoro sulla base dei principi di modificazione del comportamento; 4) registrare accuratamente i risultati; 5) proporre un nuovo programma sulla base degli obiettivi raggiunti

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CAPITOLO 2 CENNI SU ALCUNI MODELLI DI PSICOTERAPIA


Letteralmente la parola "psicoterapia" vuol dire "curare la mente": quindi, la psicoterapia e' un trattamento che si basa su procedimenti psicologici. Gli interventi psicoterapeutici sono molteplici e per configurare una cornice nella quale inserire la proposta di questo libro di Training Mentale base, il mio interesse parte dalla integrazione dei modelli psicoterapeutici. L obiettivo la presa dei diversi modelli e la costruzione di una visione unitaria per il benessere degli individui. Il mio punto di vista sar quello di vedere la psicoterapia non soltanto e non prevalentemente come un intervento medico, ma come unattivit di prevenzione e di miglioramento della vita delle persone. Nella pratica individuale ricorro essenzialmente a quattro tipi di psicoterapia: di Sostegno, Organismica, Cognitiva, Comportamentale.

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TERAPIA DI SOSTEGNO
E' la pi semplice, e ha come riferimento l'esperienza e l'insieme delle conoscenze del terapeuta. Consiste nell'aiutare il cliente giorno per giorno, ascoltandolo con disponibilit e dandogli dei suggerimenti che gli permettano di avere unidea pi chiara delle situazioni che deve affrontare, e che lo sostengano nelle fasi critiche. Il numero di sedute non viene stabilito in anticipo e la loro frequenza dipende dalle condizioni del

SINTESI La Terapia di sostegno si basa sullascolto, sul riconoscimento degli equilibri decisionali relativi alla vita della persona e su consigli.

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Lorenzo Manfredini - Training Mentale Base cliente e dalle sue richieste.

TERAPIA ORGANISMICA
Si tratta di una teoria del sistema psichico ed energetico, di un sistema filosofico e al tempo stesso di una pratica psicoterapeutica. La Psicoterapia Organismica, come altre forme di psicoterapia del profondo e transpersonali, tende alla cura dei disturbi psichici e all'esplorazione della personalita', attraverso l'autoriconoscimento e la presa di coscienza dei contenuti inconsci. E' una via per crescere, divenire s, integri, affrontare e risolvere i conflitti emozionali del passato e sviluppare le facolt creative della gioia, dell'amore e della salute nell'essere in contatto con se' e con gli altri. Essa tende a facilitare, attraverso il contatto diretto con il corpo, l'esperienza della consapevolezza e contribuire all'evoluzione dell'uomo. La Psicoterapia Organismica e', per un crescente numero di persone, il mezzo idoneo per fare esperienze consapevoli e conoscere meglio se stessi, ed e' uno dei metodi piu' equilibrati nel campo delle Psicoterapie Corporee. Le sedute di Psicoterapia Organismica seguono la prassi di un colloquio e di un numero di incontri, che varia da sei a otto, per identificare le necessit individuali e la tipologia caratteriale. Nell'ambito di tali incontri, con l'uso di tecniche corporee, del colloquio clinico, dell'analisi dei sogni, del vissuto esperienziale e favoriti da condizioni logistiche appropriate e da strumenti idonei per rendere pi agevole tale lavoro (materasso per lavori nella posizione orizzontale, poltrona relax e lettino per il massaggio) si crea un clima di collaborazione e di proficue comunicazioni. Il prosieguo della Psicoterapia Organismica pu svilupparsi anche per un tempo molto lungo con incontri di una o due ore la settimana.

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SINTESI La Psicoterapia Organismica si occupa di Disturbi Psichici, di Conflitti e di Disturbi della Personalit. Gli strumenti con i quali opera riguardano lAnalisi, la Consapevolezza e particolari forme di Relazione e Contatto Corporeo: Radicamento Orizzontale Radicamento Verticale Contatto Diretto Contatto Catalitico Respirazione

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TERAPIA COMPORTAMENTALE E COGNITIVA Questo tipo di trattamento studia i "modi di fare" del cliente, ed e' fondato sul principio secondo cui e' necessario correggere il comportamento disfunzionale che fa soffrire il cliente aggravandone i problemi. Il cliente interviene in modo attivo per tutta la durata del trattamento. Questo tipo di terapia e' di breve durata e si associa con la TERAPIA COGNITIVA che ha lo scopo di analizzare ed eventualmente modificare il meccanismo di pensiero sottostante a comportamenti inadeguati. La teoria cognitiva suppone che il cliente elabori in modo erroneo le informazioni che riceve, interpretando tutti gli avvenimenti che si verificano intorno a lui in una prospettiva di pericolo o di insicurezza. Queste due psicoterapie sono particolarmente efficaci per le fasi critiche dei disturbi ansiosi, fobici e ossessivi. Nel corso della prima seduta viene fatta la diagnosi. Il terapeuta conosce il cliente e capisce quali sono le sue condizioni di vita ( a livello familiare, professionale e del tempo libero). Successivamente vengono spiegate al cliente i principi del trattamento: - apprendere delle tecniche di controllo emotivo - procedere a una ristrutturazione cognitiva - imparare a confrontarsi con le situazioni ansiogene controllandole. Il primo incontro serve soprattutto a definire il contesto della terapia. Vengono stabiliti obiettivi precisi che dipendono dalle difficolta' vissute dal cliente nella sua vita quotidiana. Si progetta anche il numero di sedute

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Training Mentale Base - Lorenzo Manfredini che sembrano necessarie per raggiungere l'obiettivo. Infine il terapeuta stabilisce un accordo con il suo cliente in cui si precisa: - il tempo che il cliente e' disposto a dedicare alla terapia, - gli obiettivi che si prefigge, - ma anche le eventuali abitudini che e' disposto a modificare o anche i vantaggi che gli d il suo handicap attuale e a cui dovr rinunciare. Infine vengono richieste al cliente delle autovalutazioni da focalizzare nel corso della settimana attinenti al tipo di sintomi, pensieri e all'intensit degli episodi. Sulla base delle autovalutazioni si seguiranno poi le evoluzioni dei disturbi e delle distorsioni cognitive. Dalla seconda seduta in poi si individueranno i pensieri automatici associati ai sintomi e all'ansia, che serviranno da base alla ristrutturazione cognitiva, e si comincer l'apprendimento del rilassamento. Le tecniche di rilassamento che utilizziamo sono quelle del Training Mentale. Si prefiggono l'obiettivo di rilassare il corpo, di controllare le emozioni e di sviluppare l'immaginazione creativa attraverso visualizzazioni e fantasie guidate. Sono tecniche che vanno apprese e poi praticate regolarmente. La respirazione naturalmente e' il vettore di base di ogni tecnica di rilassamento. Ad ogni seduta il cliente apprende qualcosa di nuovo sulle tecniche e le dovrebbe applicare diverse volte al giorno, sia disteso che seduto o in piedi, ovverosia in tutte le situazioni in cui pu avere una crisi di angoscia. Dopo aver imparato a costruire monologhi, frasi positive e discorsi interiori, il cliente comincer gradualmente ad affrontare situazioni d'ansia, fobiche e ossessive. Il principio consiste nell'immaginare delle si-

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Lorenzo Manfredini - Training Mentale Base tuazioni cercando di capire con precisione quali sono le sensazioni che generano in lui. Affinch il cliente si abitui a questi esercizi, gli si fa visualizzare una scena piacevole che progressivamente prende in considerazione i suoi sintomi e le sue paure. Allo scopo di accentuare la capacit di tolleranza alle situazioni si far rivivere, attraverso tecniche respiratorie, il momento acuto della crisi passando per le fasi di scarica dell'emozione, di controllo del respiro e della capacit di rilassarsi. A questo punto il cliente e' pronto per esporsi direttamente alle situazioni ansiogene reali o a controllare comportamenti ossessivo - compulsivi

SINTESI La Terapia Cognitivo Comportamentale si occupa di correggere i Comportamenti Disfunzionali. I suoi strumenti principali riguardano le Tecniche di Autocontrollo, la Ristrutturazione Cognitiva, il Controllo del Comportamento e i Rinforzi Positivi.

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PSICOTERAPIA DI GRUPPO
"La conoscenza dei bisogni nostri e degli altri ci aiuta a capire le persone che ci vivono accanto. Ci impegna ad aiutare chi ha molti bisogni nevrotici. Ci avvicina a persone psicologicamente sane. Ci permette ottimi rapporti interpersonali. Ci fa investire tempo ed energie per le cose che contano: salute, felicit, creativit." In venti anni di esperienza nell'applicazione della ricerca psico-organismica nell'ambito del nostro gruppo di lavoro abbiamo creato e sviluppato precise tecniche di salute psicologica, emozionale e corporea. Ci siamo posti primariamente degli obiettivi legati alla consapevolezza e alla crescita dell' individuo. Questi riguardano lo sblocco, la conoscenza e l'espressione del sistema emozionale; il decondizionamento degli automatismi gestuali; il risveglio del proprio ritmo naturale e della propria voce; il riconoscimento delle proprie maschere e ruoli; la creazione della propria autoimmagine; la consapevolezza dello spazio e degli oggetti; la gestione dei conflitti; la lettura del corpo, dei gesti e del comportamento; la riappropriazione del movimento naturale; la gestione della dinamica di gruppo; l'autoesplorazione come strumento di conoscenza. Per rispondere a queste e ad altre esigenze, peraltro pi pedagogiche che terapeutiche , un'unica tecnica o un'unica scuola non sono mai state sufficienti. Si pertanto tenuto conto della complessit dei problemi in campo e si sviluppato, con la pratica e l'esperienza, un sistema di tecniche le quali provengono singolarmente da culture e discipline le pi varie e lontane.

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Lorenzo Manfredini - Training Mentale Base In ogni programma che abbiamo preparato possono trovare applicazione, di volta in volta, strumenti e tecniche pi razionali, pi emotive o corporee. La sensibilit e l'intuito del terapeuta lo porter, momento per momento, a decidere il procedimento appropriato. Per capire il perch di questo modo di operare, e cio l'integrazione di varie metodologie, bisogna considerare, come ci insegna il controllo delle emozioni sulla qualit della nostra vita, che se impariamo a trattenere le emozioni, un sistema automatico negativo ci condizioner il modo di interpretare la realt e di capire le scelte di vita pi appropriate. Per esprimere determinate verit della propria personalit, che nel quotidiano si preferisce tenere segrete e che spesso interagiscono nella nostra vita in modo negativo, diventa indispensabile esplorare attraverso dei rituali, dei movimenti, delle drammatizzazioni la totalit della propria personalit. Agendo in modo simbolico, ci si pu riappropriare della propria personalit "messa fuori" o in "ombra". "Esprimendola", rendendola visibile a se stessi e agli altri si diventa pi interi, pi integri, pi ricchi. L'integrazione di tecniche tiene conto della straordinaria complessit del sistema corpo - psiche - spirito regolato da una dinamica fisiologica che in continua evoluzione ma che ha una storia di 200 milioni di anni. E non esistendo nel nostro cervello connessione diretta tra rinencefalo e corteccia superiore, siamo costretti ad assistere all'espressione della nostra aggressivit come "spettatori". Il nostro organismo conserva, appunto, una memoria istintuale di cui dobbiamo tenere conto. Essa legata ad emozioni forti come l'ira o la rabbia, la paura o la collera. Spesso, quindi, ci ritroviamo con la sensazione di non poter controllare completamente il nostro comporta-

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Training Mentale Base - Lorenzo Manfredini mento. Qualcosa che co-abita in noi si esprime attraverso il nostro corpo e lo governa per la durata dell'accesso. Con le tecniche espressivo-corporee, per, si ha la possibilit di esplorare determinate emozioni: per consapevolizzarle, se sono represse, e contemporaneamente scaricarle e integrarle in un sistema di reazioni pi appropriate. Impariamo quindi ad osservare dando fiducia ai nostri sensi e alle associazioni tra immagini, intuizioni e pensieri che ci guidano a riconoscere ci che importante e significativo. Nel cercare insieme al gruppo di simbolizzare le situazioni conflittuali minuziosamente, evitiamo l'illusione che i tab sociali proteggano le nostre separazioni interiori. Per mezzo del lavoro di gruppo cerchiamo di

SINTESI La Psicoterapia di gruppo si occupa di favorire la consapevolezza e la crescita della persona come singolo e come soggetto inserito in una rete di relazioni. Alcuni suoi benefici riguardano lEspressione Emozionale e il Decondizionamento degli Automatismi appresi, il Risveglio del Ritmo Naturale e della Voce; il riconoscimento e rinforzo di una propria Autoimmagine, la Consapevolezza Qui e Ora di Spazio e Oggetti, la Gestione dei Conflitti, la Consapevolezza del Linguaggio Corporeo, dei Gesti e del Comportamento. Il tutto favorisce la Riappropriazione del Movimento Naturale e dellAutoesplorazione.
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Lorenzo Manfredini - Training Mentale Base trasformare il tab in consapevolezza.

CAPITOLO 3 IL VALORE DELLINDIVIDUO


Chiarita la cornice psicologica del nostro approccio integrato, cominciamo ora ad addentrarci nello specifico del nostro tema: lidentit, il rilassamento, la comunicazione e latteggiamento psicologico appropriati. Per cominciare, quando ci riferiamo all'identit - tanto individuale quanto collettiva tendiamo a "pietrificare" il concetto, dando per scontato che si tratti di un qualcosa di fisso. In realt la nostra esperienza frutto di un continuo interagire con il mondo: nel momento in cui nasciamo sono gli altri a proporci uno spaccato di realt attraverso cui definirci, e in seguito riusciamo a costruire una nostra rete di relazioni e rapporti tramite una continua interazione con il mondo. Al contrario, quando cristallizziamo l'identit in un'entit fissa e rigida miriamo a costruire differenze arbitrarie separando gli individui gli uni dagli altri in base a schemi prefissati. Se non riusciamo ad interrogarsi a fondo per ridefinire costantemente la nostra identit e costruire in maniera creativa la nostra esistenza, corriamo il rischio di rifugiarci in una sorta di "feticcio di identit". Ognuno di noi pu attraversare un momento di smarrimento in cui non sappiamo pi determinare chi siamo, dove stiamo andando e chi siano coloro che ci hanno preceduto: torniamo ad interrogarci su di noi proprio nei periodi pi difficili. Una delle grandi conquiste del pensiero democratico stata la valorizzazione dellidentit del singolo. Molti retaggi del passato continuano a parlarci e tocca a noi interrogarli, proprio come faceva Edipo con la Sfinge:

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Training Mentale Base - Lorenzo Manfredini lindividuo deve scoprire e riscoprire di continuo il valore dellinterrogazione. Smarrito tale valore non resta che rifugiarsi nel feticcio. ENERGIA E COMUNICAZIONE Un bel regalo che possiamo fare a noi stessi riuscire a trovare quello stato di serenit che presente nel profondo del nostro essere. Se ci accettiamo e ci vogliamo bene possiamo stabilire e mantenere naturalmente relazioni armoniose e affettuose con gli altri. Ma nessuno pu risparmiarci dallo sforzo di compiere i passi del nostro viaggio. Infatti, lo sforzo del nostro impegno personale e le pause ritempranti che ci prendiamo a rendere possibile una maggiore energia, comunicazione e cambiamento. Quali sono, dunque, le cose da non dimenticare, i pensieri, gli esercizi; qual la filosofia di vita che pu aiutarci, incoraggiarci e guidarci per migliorare la comprensione di noi stessi? Siamo, oggi come ieri, sulla stessa strada a cercare e mantenere la via giusta. IL RILASSAMENTO Siamo tutti di fronte a una scelta: possiamo vivere sempre sulla corsia di sorpasso, gettandoci da unesperienza allaltra fino al giorno in cui raggiungiamo un limite oltre il quale non pi possibile andare; oppure uscire dallautostrada e seguire vie pi tranquille, pi lente, strade che incoraggiano non solo labilit e la velocit nella guida, ma anche uno sguardo pi attento ai paesaggi dentro e fuori di noi. La destinazione pu essere la stessa; ma sar il percorso seguito nel viaggio a determinare, allarrivo, lo stato della nostra mente e del nostro corpo.

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Lorenzo Manfredini - Training Mentale Base Forse abbiamo dimenticato il senso di scelte di questo tipo. Per molti di noi non c dubbio che la strada pi veloce sia quella ovvia. Imboccarla significa tuttavia rinunciare a molte cose. Perdiamo il fascino dei paesaggi e dei panorami, nonch lincanto stesso, sottile, del seguire vie pi tranquille. Le strade del rilassamento sono invece sinuose e ricche di deviazioni. Di tanto in tanto ci perdiamo, ma la cosa non fa che aggiungere piacere e senso dellavventura e della sorpresa. Lasciare lautostrada pu rivelarsi difficile come abbandonare il radicato modo di pensare che ci lega alle nostre abitudini e al modo veloce di interpretare la vita. Il rilassamento pu essere affrettato, ma dobbiamo avere fiducia che il nostro lento e tortuoso viaggio ci porter a una maggiore tranquillit, a sguardi pi lieti, ad atteggiamenti amorevoli. Possiamo riconoscere la mancanza di rilassamento: la percezione della nostra mancanza di significato allinterno delluniverso. Molti di noi, consapevoli di questo, si ritirano allinterno delle proprie nicchie individuali ponendosi limiti immaginari alle proprie potenzialit. Pu capitare, per esempio, di non ascoltarci e/o cominciare a dubitare del valore delle nostre opinioni, in questi casi la mancanza di autostima psicologica pu alimentare un meccanismo in grado di sostenersi da s. Mentre pensiamo che il mondo procede in maniera caotica ci isoliamo e assumiamo latteggiamento della sopravvivenza e della diffidenza. Iniziamo a ritirarci di fronte al conflitto con il mondo, solo per scoprire che quanto pi ci ritiriamo tanto pi tesi e impauriti diventiamo. Se per diventiamo consapevoli che i nostri pensieri e le nostre azioni hanno delle conseguenze sugli altri, allora entra a far parte dellequazione una dimensione

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Training Mentale Base - Lorenzo Manfredini etica: nessuno di noi veramente felice se le persone che ci stanno vicino non lo sono. La nostra positivit ci ritorner riflessa nella felicit degli altri; la positivit degli altri ci incoragger. Siamo di fronte ad una scelta. Possiamo optare per un individualismo autosufficiente, credere in un mondo separato dalla mente e dal corpo e dalla nostra alienazione da quel mondo, di cui saremo timorosi. Oppure scegliamo una prospettiva integrata , un compiuto equilibrio tra linfluenza della mente e del corpo e linfluenza del mondo. Una volta che riusciamo a concepire il mondo come il nostro e non come quello degli altri, e noi stessi come agenti attivi nel quadro di un complesso sistema di interrelazioni, la paura inizia a svanire.

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LIBERIAMO LA NOSTRA ENERGIA Secondo la medicina orientale lenergia scorre attraverso tutte le cose animate e inanimate. Per quanto riguarda il corpo, lenergia scorre attraverso dodici meridiani influenzando specifici punti, riflessi e organi. Se lenergia fluisce liberamente ci sentiamo rilassati. Se si blocca, per esempio per pensieri negativi o insicurezza, possono derivarne stress, malessere, disordini o incidenti. Stendiamoci supini sul pavimento e chiediamo al nostro partner di poggiare il palmo di una mano sul nostro addome e laltra sul petto. Restiamo fermi qualche minuto e avvertiamo il flusso energetico generato dal contatto, dal respiro e dal rilassamento. Ascoltiamoci. Successivamente, stendiamoci a pancia in gi e chiediamo al nostro partner di sciogliere le contratture del collo e delle spalle con un contatto pieno: premendo, ruotando e stirando. Infine, accarezziamo le mani, sciogliamo le contratture delle mani; contattiamo i piedi, sciogliamo le contratture dei piedi. Chiediamo al nostro partner di esercitare delle delicate pressioni su queste parti del corpo, stando comodamente distesi. Ne sar favorito il flusso della nostra energia verso un riequilibrio della mente e delle emozioni. Ascoltiamo questo flusso e sentiamo questo sta48

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to di sereno rilassamento. UN VIAGGIO AL CENTRO DI NOI STESSI La chiave della comprensione di noi si trova al di sotto dellapparenza superficiale, a grande distanza dalle etichette o dalle mitologie personali. Potremmo definire quel luogo come il nostro centro, il cuore di quello che siamo e la nostra intima verit. Con gli occhi chiusi respiriamo profondamente per qualche minuto. Concentriamoci sulla quiete della mente. Immaginiamo di galleggiare in un mare caldo, con il sole che picchia sulle spalle. Lasciamoci trasportare senza sforzo. Immaginiamo di nuotare dolcemente sotto la superficie del mare dove le carezze dellacqua ci immergono in una calma crescente. Appena sotto noi notiamo un relitto di una vecchia imbarcazione: la conchiglia, linvolucro esterno della nostra psiche. Avviciniamoci e osserviamo il legno corroso. Entriamo nuotando per unapertura. Pi ci addentriamo, pi lacqua si fa limpida e luminosa. Al centro di questa imbarcazione, troviamo una cassa di oggetti preziosi, ognuno dei quali rappresenta un aspetto della nostra autentica personalit. E il momento di riscoprirli. Raccogliamo ciascun oggetto e riflettiamo sul suo significato. Risaliamo di nuovo in superficie, rilassati e maggiormente consapevoli del nostro valore. 49

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LA MISSIONE DELLA NOSTRA VITA


La missione della nostra vita una sorta di traiettoria ad arco che d una certa forma alla vita stessa. Potremmo dire che cerchiamo la felicit, quella che ha significato per noi naturalmente; oppure cerchiamo un contatto pi profondo con gli altri o con la natura. Se definiamo il nostro scopo la tappa successiva quella di individuare i cambiamenti che lo consentiranno (ad esempio abbandonare lattaccamento ai beni materiali o superare la paura dellinsuccesso). In ogni caso, il rilassamento ci fornisce quella condizione ideale di riparo in cui trovare autentica calma e concentrazione sul nostro Io pi profondo. E se saremo pronti a cogliere le opportunit che soddisfano la nostra pi profonda visione della vita, queste stesse opportunit tenderanno a presentarsi con sorprendente frequenza. Creiamo la nostra vita. Pensiamo a come la immaginiamo nel futuro. Identifichiamo i nostri scopi, obiettivi e compiti e cerchiamo di essere concreti. Trasformiamoci in una calamita, sviluppiamo la fiducia nel fatto che incontreremo le opportunit adatte e che saremo pronti a coglierle. LA COMUNICAZIONE POSITIVA Quando riusciamo a pensare pi positivamente ai rapporti, e cerchiamo il meglio di quello che laltro ci sta dicendo e nella sua personalit possiamo trasmettere energia positiva disinnescando situazioni potenzialmente ansiogene. In genere, la nostra attenzione tende a concentrarsi sui segnali trasmessi dagli altri.

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Training Mentale Base - Lorenzo Manfredini Cos, se qualcuno si mostra critico verso di noi, automaticamente riflettiamo su di lui quella sensazione negativa. Purtroppo, lostinazione ad un atteggiamento conflittuale alimenta i rimpalli di colpa e i sentimenti negativi si rafforzano. Se riusciamo invece a focalizzare la nostra coscienza sulla coesistenza e sul positivo, giungiamo a una visione pi equilibrata e compiuta dei nostri rapporti con gli altri. LA CONCENTRAZIONE Tutti sappiamo che la nostra mente costituisce il potere centrale, il crocevia di tutti i pensieri, le idee, le immagini le decisioni. E anche lo strumento per mezzo del quale siamo in grado di concentrarci e la concentrazione profonda un percorso prezioso verso il rilassamento. La concentrazione ci permette di imbrigliare la forza che deriva dalla focalizzazione della mente in un punto, superata la dispersione nei pensieri. In questo modo, possiamo raggiungere la pace interiore trovando valore nelle cose pi piccole e apparentemente pi insignificanti. La concentrazione ci aiuta a fermarci o a rallentare. Ci invita al non giudizio quando ci impegniamo in qualcosa. In definitiva rafforza il potere della nostra azione. Il potere della mente si estende in diverse direzioni: Il potere della percezione ci permette di vedere dentro le cose e di comprenderle davvero, senza complicazioni e con-fusione. Il potere della scelta ci richiede di scegliere ci che sentiamo e il valore che attribuiamo al nostro sentire.

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Lorenzo Manfredini - Training Mentale Base Il potere dellenergia interna pu stimolarci verso nuove scoperte incoraggiandoci a stare nella vita . Il potere della positivit fa s che infondiamo energia agli altri con il nostro atteggiamento sereno. Lenergia rimbalza verso di noi perpetuando un ciclo positivo. Il potere della concentrazione ci fornisce energia legata al potere cumulato della mente, liberandoci da legami o frustrazioni, collera e preoccupazioni . NON SI SMETTE MAI DI IMPARARE I cambiamenti nel modo di pensare presagiscono i cambiamenti nei comportamenti. Il cambiamento necessario prima di tutto nel 'mondo delle idee' ! Lascolto del corpo, il rilassamento, la visualizzazione e la crescita psicologica sono per noi assolutamente vitali: portano, nella nostra quotidianit, un approfondimento qualitativo della nostra vita.

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COMPITI

INERENTI

ALLO

SVILUPPO

La vita ordinaria consiste di una serie di compiti inerenti allo sviluppo. Cominciando dalla prima infanzia, si deve imparare a gattonare e poi a camminare, a parlare, a controllare l'intestino e la vescica, e cos via. In particolare, si devono apprendere le intricate sottigliezze del linguaggio in modo da potersi esprimere adeguatamente. Si devono recepire i valori fondamentali della cultura di appartenenza integrandoli e automatizzandoli nella propria struttura mentale in modo da poter dire e fare delle scelte appropriate senza compiere ogni volta una fatica immane. Bisogna poi differenziarsi dai propri genitori, imparare un mestiere e provvedere al proprio sostentamento. Si deve imparare a socializzare e ad avere una vita sentimentale ragionevolmente soddisfacente. La maggior parte di noi dovr anche imparare a dialogare con il proprio partner e a sperimentarsi come genitore. Certo non poco, e nessuno riesce a realizzare tutto alla perfezione, ma la maggior parte della gente riesce a soddisfare i requisiti base di una vita relativamente normale. LA PSICOLOGIA EVOLUTIVA Le ricerche psicologiche studiano i comportamenti derivati dal mancato sviluppo di questo apprendimento evolutivo. Cos, nella prospettiva di una non evoluzione, la persona pu risultare incapace di costruire amicizie, di sentirsi a suo agio in compagnia di altre persone o di avere un lavoro perch non ha acquisito alcune comuni capacit, oppure le ha apprese in un

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Lorenzo Manfredini - Training Mentale Base modo che denuncia il suo disadattamento. E altres possibile che la persona non sia riuscita ad interiorizzare la realt consensuale, a plasmare la propria coscienza affinch potesse funzionare automaticamente e cos riflettere la realt condivisa. In una persona con una grave patologia, come ad esempio la psicosi,emerge in modo ancora pi evidente una forma di arresto evolutivo traumatico, soprattutto per quanto riguarda l'interiorizzazione della realt consensuale, sviluppando altre modalit di funzionamento che interferiscono gravemente con le capacit comuni. La persona psicotica vive in una simulazione interiore del mondo talmente lontana dal modo in cui tutti gli altri simulano il mondo che si ritrova terribilmente isolato da ci che la coscienza comune. Possiamo quindi considerare efficace una psicoterapia che sappia, da una parte, individuare ed eliminare le cause della mancata acquisizione o messa in pratica dei normali compiti evolutivi, e dall'altra suggerire altre modalit di relazione con se stessi e con gli altri da poter integrare nella realt attuale del paziente.

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VISUALIZZAZIONE E COSCIENZA
In questa sezione ci proponiamo valorizzare gli argomenti dei bisogni, dellautorealizzazione, della consapevolezza, della crescita personale, dellintuizione, della sensibilit e della capacit di attenzione. In altre parole, l"essere presente". LA GERARCHIA DEI BISOGNI DI A. MASLOW Abraham Maslow, uno dei fondatori della psicologia umanistica, studi dei soggetti felici e creativi che amavano la loro vita e che si sentivano realizzati. A partire da questo studio elabor, tra l'altro, il concetto di gerarchia dei bisogni. In genere necessario che i bisogni pi basilari vengano adeguatamente soddisfatti prima che quelli gerarchicamente pi elevati, per esempio la creativit o lautorealizzazione possano diventare importanti. Un uomo che soffre la fame, ad esempio, non si preoccuper troppo di salvaguardare la propria immagine sociale se sacrificandola riuscir a mangiare. Dall'alto al basso, la gerarchia dei bisogni di Maslow

AUTOREALIZZAZIONE AUTOSTIMA AMORE E SENSO DI APPARTENENZA BISOGNO DI SICUREZZA FONDAMENTALI BISOGNI FISIOLOGICI
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Lorenzo Manfredini - Training Mentale Base la seguente: L'autorealizzazione si riferisce ad un innato bisogno di realizzare se stessi, di scoprire, sviluppare e utilizzare pienamente le proprie potenzialit e capacit. Sfortunatamente, sono ancora poche le persone in grado di viversi tutto questo. Ma chi si impegna in questa direzione diventa capace di realizzare le aspirazioni pi profonde e di sperimentare le proprie potenzialit. Nella nostra attivit associativa abbiamo affrontato pi volte questi temi, proponendo suggerimenti, iniziative e tecniche, ci siamo trovati daccordo sul fatto che servono sia a migliorare la nostra vita quotidiana che a trascenderla, permettendoci la ricerca di valori personali pi profondi. Proviamo ora un attimo a pensare: quante tecniche abbiamo gi sperimentato? Tra quelle su cui ci siamo esercitati quante sono quelle che abbiamo eseguito fino in fondo? La maggior parte di noi ha frequentato diverse esperienze di crescita personale. Molte delle cose che abbiamo appreso, dopo qualche tentativo, le abbiamo abbandonate perch non accadeva niente di spettacolare. Dal punto di vista psicologico, il risultato di tutto ci che si creato un implicito (e forse esplicito) atteggiamento verso tali strumenti che ne sminuisce il valore ("Ce ne sono cos tante"; "Io di quelle esperienze ne ho gi sentito parlare; per quanto ne so non offrono niente di interessante"). Laspettativa pi comune quella di voler ottenere risultati immediati da un qualsiasi training di crescita personale. Questa aspettativa talvolta supera la nostra sensibilit e ogni nostra capacit di risposta e di impegno verso strumenti e atteggiamenti nuovi ("Questa espe-

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Training Mentale Base - Lorenzo Manfredini rienza si discosta di poco dalle tante che gi conosco e che comunque per me non funzionano"). Ora il nostro interrogativo questo: come intendiamo comportarci nei confronti delle tecniche di crescita personale? Un approccio maturo dovrebbe partire da una piena accettazione del fatto che siamo stati esposti a tecniche diverse senza praticarle. Naturalmente, possibile che il risultato sia un attacco del nostro genitore interiore: "Tu avresti dovuto fare quelle cose perch ti avrebbero giovato. Sei pigro, sei pessimista". Non c' bisogno di fornire ulteriore energia a questo autosabotaggio; in effetti, come abbiamo visto, possiamo osservarci per imparare a conoscerci meglio. Allo stesso modo, dovremo ammettere che probabilmente abbiamo la necessit di concentrare gli sforzi. Tanto per cominciare, dato che ormai abbiamo una buona possibilit di scelta, non c' abbastanza tempo per sperimentare tutte le tecniche. Poi c' anche il fatto che alcuni di questi esercizi perseguono obiettivi talvolta opposti e quindi non possibile combinarli. difficile, ad esempio, praticare tecniche di tipo comportamentale cercando contemporaneamente di assaporare le sensazioni trascendenti che si ottengono concentrandosi e ripetendo un mantra. Poich non disponiamo di una quantit illimitata di attenzione ed energia, necessario scegliere di concentrarci su una particolare tecnica che ci ispiri davvero, e dedicare con grande convinzione un periodo di tempo abbastanza lungo per poter cogliere in noi qualche risultato. Naturalmente all'inizio, prima di decidere di prenderci questo impegno, sar utile apprendere e sperimentare, attraverso i corsi, un certo numero di tecniche ma, una volta deciso quale esercizio vogliamo esplorare, impegniamoci quotidianamente a eseguirlo per almeno due mesi , e facciamo-

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Lorenzo Manfredini - Training Mentale Base lo davvero. con questo atteggiamento che dovremo avvicinarvi alle tecniche. Supponiamo che non succeda granch. Se queste esperienze inizialmente non sono molto soddisfacenti, proviamo a non cacciarle subito nel dimenticatoio: diciamoci, magari, con sincerit che non ci ispirano pi di tanto e che abbiamo deciso di lasciarle perdere. Forse non siamo pronti per dirigerci verso questa forma di ascolto. Questo fa s che ci sia una chiara interruzione, una fine esplicita. LIMPEGNO CONSAPEVOLE VERSO LA PRATICA Se in seguito ad un corso trovate interessanti alcune idee e tecniche, il consiglio che vi diamo quello di assumervi la responsabilit di un impegno cosciente e di dedicare attenzione al vostro tempo. Potreste formalizzare l'impegno per iscritto, oppure unirvi ad altre persone che seguono lo stesso tipo di percorso, magari creando un gruppo di studio e di ricerca. Un'ultima annotazione su questo argomento, prima di cominciare a parlare dell'osservazione di se. Abbiamo parlato di impegno verso se stessi perch desiderare profondamente di migliorarsi fondamentale ma non sufficiente. E necessario promuovere unazione interiore ed esteriore che diano voce, in modo congruo, alloriginario bisogno. Siamo alla ricerca della creativit e, bench spesso ci tocchi essere seri, dobbiamo anche essere capaci di un po' di leggerezza. Prendiamoci sul serio e facciamo lo stesso con il nostro obiettivo, ma proviamo a coltivare anche la capacit di ridere di noi stessi . L'autoironia, infatti, assolutamente essenziale in ogni per-

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Training Mentale Base - Lorenzo Manfredini corso di autorealizzazione. DIVENTARE PILOTI DI SE STESSI Il nostro comune percorso comporta innanzi tutto che si apprenda come funzionano e operano i nostri meccanismi psicologici e, successivamente, aiuta a scoprire una parte vigile e sapiente della nostra mente, potremmo definirlo il pilota, in grado di guidare bene i nostri processi e di portarci fino alla destinazione che noi abbiamo scelto. Capire il funzionamento dei nostri meccanismi psicologici il lavoro dell' osservazione di se. Creare il nostro pilota il lavoro del ricordarsi di se. La pratica dell' osservazione di se comincia con un desiderio e un obiettivo da parte nostra: "Voglio sapere chi sono realmente, e non solo come vorrei essere. Questa una decisione che deve essere costantemente rafforzata, perch si oppone alla corrente dei processi automatici della falsa personalit e, a meno che non vogliate attivamente sapere la verit, facile che si indebolisca e che venga sostituita accuratamente dal falso se. Oltre alla volont, questa decisione richiede pazienza e lungimiranza. Ci sono quantit enormi di cose da sapere e da scoprire, l'impegno all'osservazione di se vorrebbe in realt essere un impegno ad assumere un atteggiamento attivo, recettivo e comprensivo verso la vita. OSSERVAZIONE DI SE Nella sua forma pi generale, la pratica dell'osservazione di s comporta semplicemente che si presti attenzione a tutto quello che accade, mantenendo una mente aperta e curiosa di tutto ci che avviene intor-

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Lorenzo Manfredini - Training Mentale Base no a noi. Questo tutto, quasi sempre,sar un misto di percezione degli eventi esterni e di reazione agli stessi. Dovremo lasciar cadere qualsiasi convinzione aprioristica su cosa dovrebbe suscitare il nostro interesse, su ci che importante e ci che non lo . Tutto ci che esiste degno di essere osservato. Questa apertura mentale dev'essere qualcosa di pi della semplice attenzione intellettuale. Lattenzione che potremmo cercare di dedicare al mondo e a noi stessi di tipo emozionale e fisico oltre che intellettuale. Spesso pensiamo che il processo di osservazione sia rappresentato dal dire prevalentemente il nome di ci che stiamo osservando e sorvoliamo sui sentimenti che pu suscitare quellinformazione. Che sentimenti provoca in noi, se ne provoca? Quali effetti produce nel nostro corpo? A volte le nostre osservazioni possiedono soltanto una o due di queste qualit, ma dovremo sforzarci di essere sempre aperti a tutte quante. Qualsiasi cosa accada, andr comunque bene. Quando saremo diventati bravi ad ascoltare, ad osservarci, ci accorgeremo che non necessario che ci identifichiamo o che ci lasciamo coinvolgere da ogni attacco e da ogni dubbio; questi diventeranno delle informazioni, dei dati su cui intervenire e non una sequenza di compulsioni irrefrenabile. L'osservazione , quindi, una forma di attenzione, un atteggiamento verso se stessi utile sia nei momenti di difficolt e sofferenza sia nei momenti di maggiore serenit. RICORDARSI DI SE Ogni osservazione equivale ad una fotografia di se stessi che ritrae un nostro modo di essere in una data

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Training Mentale Base - Lorenzo Manfredini situazione. Pu capitare che delle singole osservazioni, delle singole fotografie, siano particolarmente rivelatrici. Le raccolte di fotografie, la quantit di osservazioni su noi stessi che andiamo raccogliendo, possono tuttavia essere ancora pi importanti, perch ci consentono di avere termini di paragone, di individuare modelli a prima vista poco evidenti, di poterci analizzare. E, tuttavia, molto importante non confondere losservazione di s con lautoanalisi. Questultima unattivit intellettuale che pu facilmente divenire troppo astratta offrendo una visione alterata dei fatti. Attraverso il ricordo di s si integrano le proprie facolt dissociate in un insieme pi unitario. Questa unitariet comporta unespansione volontaria della coscienza in modo che lintero nostro essere, o perlomeno alcuni aspetti di quel tutto, siano conservati nella mente insieme ai dettagli della coscienza. Si tratta di ricordare il proprio corpo, i propri istinti, i sentimenti e il sapere intellettuale; in questo modo si incoraggia lo sviluppo e il funzionamento integrato del corpo, delle emozioni e della mente. Creando un apposito centro di coscienza potremo costruire un s pi vigile, una base che ci consentir di conoscerci meglio e di funzionare con maggiore efficienza. Un esercizio relativo al ricordo di s consiste nel fare mente locale alle varie parti del corpo, senza perdere di vista lo sfondo rappresentato dal nostro mondo interiore. La pratica in questione si chiama sentire, guardare e ascoltare. L'osservazione di se stessi sembra molto semplice, talmente semplice che talvolta siamo tentati di sottovalutarla ritenendo che sia una cosa che gi facciamo. Pu essere, ma esercitandoci con costanza rimarremo piacevolmente sorpresi nello scoprire quanto pi ricca

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Lorenzo Manfredini - Training Mentale Base pu essere la nostra vita.

CONCENTRAZIONE E RILASSAMENTO
Per addentrarci nella pratica del nostro Training Mentale gli argomenti di maggiore interesse riguardano le tecniche di concentrazione e di rilassamento. Le parole concentrazione e rilassamento hanno numerose e importanti accezioni. Diciamo di essere concentrati quando siamo coscienti in modo focalizzato di qualcosa. Siamo rilassati quando proviamo benessere a livello psicologico, emozionale e fisico. Siamo in uno stato alterato di coscienza quando entriamo in uno stato alfagenico o di trance. Siamo in uno stato mistico quando sperimentiamo realt superiori e figure religiose. In tutti i casi chi si rilassa sta facendo qualcosa per uscire dal suo abituale stato inferiore di realt che mondano, non concentrato, non rilassato. Un altro livello di pratica della consapevolezza riguarda la capacit di divenire attenti, vivendo ci che la mente fa nel suo svolgimento. Per questo occorre metodo e pratica quotidiana per apprendere buone abitudini. Per afferrare in che cosa consista rilassarsi, bisogna rendersi conto di quanto poco presenti siamo normalmente. Di solito, notiamo la tendenza della mente a vagare solo quando cerchiamo di eseguire un compito mentale e questo errare ci disturba. In realt solo raramente il corpo e la mente sono strettamente coordinati. Abbiamo pertanto la necessit di calmare e controllare la mente e di sviluppare le facolt di comprensione che permettono di intuirne la natura e il funzionamento. Lo scopo di calmare la mente non solo quello di creare stati di beato assorbimento o di dominare atteggiamenti e comportamenti ma quello di intuire

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Training Mentale Base - Lorenzo Manfredini la natura della realt al di l dei condizionamenti. In un certo senso si realizza un "risveglio" rispetto a qualsiasi cosa accada. Ci si rende conto di quanto spesso si sconnessi dalla propria esperienza. Perfino la pi semplice e piacevole delle attivit quotidiane, come mangiare, conversare, guidare l'automobile, leggere, pensare, fare l'amore, fare progetti, bere, ricordare, manifestare i propri sentimenti scorre rapidamente con la mente proiettata alla cosa successiva. Questo atteggiamento astratto, questo non essere presenti diventa l'abitudine con la quale teniamo a distanza la nostra esperienza. Fortunatamente le abitudini possono essere spezzate ed ecco la necessit di esercitare la consapevolezza. Questa non solo relativa alla concentrazione su una posizione fisica, sul respiro o su comportamenti per dieci minuti o pi, e quindi esercizio meramente tecnico, ma la capacit di sperimentare la presenza di s in una prospettiva pi ampia che include la vita quotidiana e anche la notte. Si pu essere consapevoli momento per momento, sempre. Quale l'utilit pratica della consapevolezza? Fondamentalmente l'utilit quella di portarci pi vicini alla nostra esperienza. Nel suo movimento senza fine la nostra mente cerca di aggrapparsi a punti apparentemente stabili come i pensieri, i sentimenti o i concetti, dissociandoci dall'esperienza profonda delle cose. In noi governano le abitudini, ma non appena queste abitudini vengono affrontate con metodo si impara ad assumere un atteggiamento di "lasciar andare", "uno sforzarsi di non sforzarsi", che permette alla nostra mente di conoscere se stessa e di riflettere sulla propria esperienza. Questo il principio di una maturit profonda che rende possibile divenire un'entit unica con la propria esperienza.

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Lorenzo Manfredini - Training Mentale Base Ma noi non siamo solo mente, il nostro radicarci nell'esperienza ci porta a una riflessione radicata nel corpo, nelle sensazioni. La consapevolezza diventa cos azione concreta che spezza la catena di pensieri e di concetti abituali, in modo da diventare aperta a possibilit diverse da quelle contenute nelle nostre solite rappresentazioni dello spazio vitale. Il fatto che la nostra mente e il nostro corpo possano essere dissociati, che la mente possa vagare, che noi si possa essere inconsapevoli di dove siamo e di che cosa il nostro corpo o la nostra mente stiano facendo, una questione di semplice esperienza. Questa abitudine a non essere attenti pu essere modificata. Il corpo e la mente possono essere percepiti unitariamente. Possiamo sviluppare abitudini nelle quali essi siano perfettamente coordinati. Il risultato una padronanza della quale conscio non solo chi pratica determinati metodi di rilassamento, ma visibile anche ad altri: un gesto animato da una completa consapevolezza viene facilmente conosciuto dalla grazia e dalla precisione con la quale compiuto. Con l'esercizio la connessione fra intenzione e atto fisico diviene pi stretta finch il loro distacco non pi percepibile e sparisce quasi del tutto. La consapevolezza in questa riflessione si rivela un tipo particolare di unit mente-corpo del tutto naturale ed auspicabile. Questo processo di apprendimento lo chiamiamo Training Mentale. Adesso ne parleremo pi da vicino.

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CAPITOLO 4 CHE COSA E' IL TRAINING MENTALE?


L'uso delle macchine ha creato nel tempo l'idea, angusta e pericolosa, che la mente umana abbia, come uno strumento o un apparecchio, capacita' di elaborazioni statistiche date una volta per tutte. Ma non e' cosi'; e la storia del pensiero lo dimostra: le potenzialita' psichiche dell'uomo sono inimmaginabili. Su questa base il metodo di training mentale propone un percorso graduale, che ciascuno puo' individualizzare, per esercitare l'intelligenza come un muscolo e sfruttare le immense riserve della mente umana. Che cosa e' allora il TRAINING MENTALE? E' un metodo di lavoro su di se' che permette di dinamizzare le facolta' intellettuali facilitando una migliore utilizzazione del corpo e della mente. In particolare sviluppa la CONCENTRAZIONE, la MEMORIA, l'INTUIZIONE e la CREATIVITA' interpretando i complessi processi della mente umana. La base per realizzare lo sviluppo della personalita' e dell'Io e' la pratica del RILASSAMENTO TOTALE che permette, in poco piu' di mezz'ora, il raggiungimento di un livello interiore di coscienza corrispondente al ritmo ALFA dell'attivita' elettrica del cervello. Esistono vari tipi di ritmi, o onde cerebrali, collegati a stati di coscienza: le BETA corrispondono allo stato di attenzione e concentrazione rivolta verso l'esterno; le THETA corrispondono ad alcune fasi del sonno o stati emotivi; le DELTA corrispondono al sonno profondo o ad uno stato grave come il coma, ma solo il livello ALFA sembra dotato delle maggiori potenzialita' di utilizzazione, almeno per l'uomo comune. Normalmente noi sperimentiamo tre stati di coscienza.

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1. Stato di coscienza di veglia 2. Stato di coscienza di sonno 3. Stato di coscienza di sogno Ognuno di questi tre stati ha caratteristiche fisiologiche ben precise e distinte. Attraverso la pratica regolare delle tecniche di Training Mentale si sperimenta un quarto stato di coscienza o stato meditativo con caratteristiche fisiologiche proprie e diverse dagli altri tre stati di coscienza: il corpo e' estremamente rilassato e la mente e' chiara e consapevole. In questo stato la vita e' vissuta pi serenamente, il corpo e' sano e forte e si sviluppa una armonia che e' in sintonia con le leggi della natura. Durante il seminario di Training Mentale che dura tre giorni e che comprende l'insegnamento di circa 15 tecniche, si ha la possibilit di poter accedere a questo livello interiore. Infatti, apprendendo ad usare i segnali - stimolo, "agganci", di solito un gesto, un suono o un'immagine e' "facile" ritrovare questi "punti di riferimento". I miglioramenti dello spirito, come sappiamo, non sono quantificabili e se vogliamo vincere un malumore, eliminare le inibizioni, rimuovere le cause di conflitto o sostenere un dibattito abbisogniamo di vaste nozioni di psicologia pratica. Il Training Mentale ha ben interpretato questa necessit dell'uomo moderno di ritrovare un equilibrio interiore e di avere fiducia in se stesso portando a migliaia di persone la conoscenza di come funziona la mente a "certi" livelli. Questo metodo motiva la gente a credere nelle proprie possibilit potenziali ed e' senz'altro, per le sue applicazioni (lavoro, educazione, salute, sport, relazioni interpersonali), motore di cambiamento della societ. Basta pensare all'ATTEG-

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Training Mentale Base - Lorenzo Manfredini GIAMENTO DI BASE che influenza e caratterizza l'elaborazione delle esperienze di ognuno. L'atteggiamento di base e' prevalentemente inconscio, tuttavia esercita una forte influenza sulle opinioni e decisioni e quindi sul pensiero e sull'azione. Ci sono vari atteggiamenti che simbolicamente si possono assumere: vitalit, difesa, disinteresse, tentenza al passato e interiorit, prevalenza mentale, ambizione, fiducia nellavvenire, ma per vivere occorre un "sano" e "positivo" atteggiamento di base nei confronti della vita. Dalla Psicocibernetica sono arrivate le prime indicazioni sul come fare: "agire in conformita' all'immagine di se stessi", "creare un'esperienza progressiva per sviluppare nuovi comportamenti", "potenziare la volonta' per mezzo dell'immaginazione", "utilizzare il sub-cosciente per accedere a soluzioni creative". Questi principi scientifici sono insegnati praticamente nel metodo di Training Mentale ma non e' il solo pregio di questa esperienza. Infatti interessante labbinamento delluso dei colori ROSSO - LIVELLO FISICO ARANCIONE - LIVELLO EMOZIONALE GIALLO - LIVELLO MENTALE VERDE - LIVELLO DELLA PACE BLU - LIVELLO DELL'AMORE INDACO - LIVELLO DELLE ASPIRAZIONI VIOLA - LIVELLO SPIRITUALE,

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Lorenzo Manfredini - Training Mentale Base dellarcobaleno per richiamare i livelli dell'essere: e la simbologia che viene evocata attraverso visualizzazioni e fantasie guidate, quali veicoli di molte informazioni e stimoli sulla vita psichica dell'individuo. La persona che utilizza queste tecniche, in particolare: Rilassamento Totale, Autoimmagine, Esperienza Sintetica, Automiglioramento, Schemi di Sopravvivenza o Laboratorio Mentale pu beneficiare di notevoli risultati sui tre primi livelli: fisico - emotivo - mentale e constatare una graduale consapevolezza di s, degli altri e del mondo. I colori e le luci colorate hanno una grande influenza sulla vita di tutti gli esseri viventi. Tutto quanto ha un determinato colore e una vibrazione: le cose, le emozioni, i pensieri, gli stati d'animo ecc... Recenti scoperte hanno dimostrato grazie alla teoria dei biofotoni, che luce colorata a bassissima intensit viene emessa dalle cellule e costituisce un rapido mezzo di comunicazione infracellulare. E' possibile misurare questa mini energia emessa al nostro interno e si nota che se le cellule sono in uno stato di salute emettono un certo colore, mentre se sono in uno stato di disequilibrio emettono su bande pi scure. Visto che l'intero organismo (come tutto l'Universo) vibrazione, energia elettromagnetica, allora se interferiamo mediante l'uso di luci colorate, abiti colorati, occhiali con lenti colorate, visione subliminale, ecc. possiamo riportare l'equilibrio l dove stato momentaneamente perso o indurre particolari stati. Frequenze dei colori: L'occhio umano riesce a percepire solo radiazioni comprese tra 4000 e 8000 (angstrom). Ogni fascia di lunghezza d'onda corrisponde a un colore ed ha una specifica azione terapeutica:

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Training Mentale Base - Lorenzo Manfredini ROSSO: 6200 (angstrom) = (620 nanometri) ARANCIO: 5890 (angstrom) = (589 nanometri) GIALLO: 5510 (angstrom) = (551 nanometri) VERDE: 5120 (angstrom) = (512 nanometri) BLU: 4750 (angstrom) = (475 nanometri) INDACO: 4490 (angstrom) = (449 nanometri) VIOLA: 4230 (angstrom) = (423 nanometri) = (angstrom) unit di misura delle radiazioni, corrisponde a 1/100.000 di millimetro. Al di sotto del viola troviamo l'ultravioletto e al di sopra del rosso l'infrarosso. La quantit di energia di ciascun colore inversamente proporzionale alla lunghezza d'onda. Pi alta la lunghezza d'onda pi forte sar la penetrazione cutanea e minore la carica energetica. Quindi il rosso il colore pi penetrante, poi ci sar l'arancio, il giallo, il verde, il blu, l'indaco e il viola. Quest'ultimo arriva a profondit limitate, ma infonde un'alta quantit di energia. Rispetto alla medicina e alla psicoterapia classica, il Training Mentale e' un valido supporto per essere autonomi, in tempi relativamente brevi, da medicine, da atteggiamenti di sfiducia e di dipendenza. Rispetto alla societ un metodo per essere pi coscienti del proprio valore e dei propri scopi. Questa esperienza costituisce un modo efficace per crescere e capire quanto importante sia dedicare un po' di tempo al giorno all'introspezione e desiderare di estendere il campo del proprio sviluppo personale. Infatti, il Training Mentale, e' una disciplina che si prefigge lo scopo di sviluppare l'utilizzazione di quel settore dell'attivita' mentale definita inconscia o soggettiva. Per farlo esistono diverse ipotesi ordina-

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Lorenzo Manfredini - Training Mentale Base trici che utilizziamo per entrare nello stato di coscienza dal quale operare in modo efficace. Una di queste ipotesi riguarda il fatto che sarebbe meglio avere delle possibilit di scelta piuttosto che non averne; un'altra e' la nozione di scelta inconscia. Un'altra ancora e' che ogni persona possiede gi tutte le risorse che le servono per cambiare, purch possa essere aiutata ad applicare le risorse appropriate nel contesto appropriato. Una quarta ipotesi e' che ogni singolo comportamento possiede in un certo contesto una funzione positiva. Queste considerazioni ci allontanano dall'insegnamento e dalla pratica terapeutica in quanto il cambiamento di qualsiasi atteggiamento e comportamento avviene attraverso un approccio creativo, generativo o di arricchimento. Invece di andare alla ricerca di quello che non funziona in modo da aggiustarlo, si pensa semplicemente al modo in cui si potrebbe arricchire la propria esistenza. Gli strumenti che utilizziamo, come abbiamo gi anticipato, riguardano quattro aree di intervento: Immaginazione Autoimmagine Rilassamento Sogno lucido con l'ausilio di circa 60-70 tecniche mentali e fisiche. Nell'apprendimento delle tecniche non c'e' niente di nuovo o di difficile, c'e' semplicemente un enorme sforzo di organizzare le potenzialit di cui ognuno e' dotato fin dalla nascita, in maniera costruttiva. Ci che normalmente rende difficile l'utilizzazione di tali risorse sembra il fatto di averle "semplicemente dimenticate". Quando i bambini piccoli disegnano non si capisce be-

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Training Mentale Base - Lorenzo Manfredini ne cosa hanno fatto, se un albero, una mucca o una casa. Il disegno e' qualsiasi cosa loro vogliono che sia. Gli adulti invece, hanno fatto tante esperienze; queste sono diventate dei ricordi sbiaditi e successivamente delle abitudini e delle convinzioni radicate; e cos hanno dimenticato com'era bello, allora, finire presto un disegno o un'esperienza per scoprire cosa voleva dire. I bambini sono molto "ignoranti", ma hanno molto pi spazio per tramutare le cose. In altre parole, nel nostro sistema educativo si seguono degli schemi molto precisi, delle illusioni e una cultura che pongono dei grossi limiti al comportamento creativo. Se si puo' nascondere a se stessi inconsciamente ricordi piacevoli e gratificanti, nonch ricordi inaccettabili e dolorosi, ci chiediamo: " In quale misura e quanto spesso inganniamo noi stessi con un'azione mnemonica selettiva? E riusciremo a riconoscere fino a che punto le convinzioni inconsce - come "non sono all'altezza", oppure "non riesco ad eseguire il lavoro che si pretende da me" - limitano l'efficienza e le potenzialit individuali? Soltanto dopo aver riconosciuto la fantastica capacita' di inganno presente in noi stessi saremo in grado di constatare che la usiamo sia collettivamente sia individualmente. Gran parte di cio' che noi conosciamo come "vero", forse vero anche sul piano scientifico, puo' essere una falsa convinzione collettiva difficile da modificare perche' condivisa da tutti. Lo studio dell'esperienza umana interiore, o soggettiva, pertanto, rappresenta un'esplorazione scientifica e sistematica dell'immenso e mal conosciuto universo esistenziale. La mente soggettiva e' potenzialmente molto piu' capace di quanto siamo soliti pensare, specie sul piano intuitivo e creativo. E se abbiamo un cosi' smisurato potenziale, perche' non lo manifestiamo? La risposta sembra: "ci ostacoliamo da noi".

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CROMOTERAPIA
Luce, colori, terapie e salute L'influenza che i colori hanno sui nostri stati d'animo nota a tutti (o, almeno, dovrebbe esserlo!). Ma i colori, se opportunamente usati, possono essere di grande aiuto anche nei disturbi del corpo fisico, offrendo una valida alternativa, quando sia possibile, all'uso indiscriminato di farmaci. La cromoterapia ha delle solide basi scientifiche e viene applicata perfino in qualche reparto ospedaliero. Le vibrazioni dei colori hanno un'azione riequilibrante sul metabolismo cellulare. E' stato dimostrato da esami di laboratorio che le cellule, in condizione di salute, emettono una certa luce colorata, che varia a seconda del tessuto al quale appartengono. Se le cellule di un certo tessuto si "ammalano", ossia smettono di funzionare in modo ottimale, la loro emissione cromatica cambia ed influenza in tal senso tutte le cellule vicine. Applicando il colore appropriato, in base alla legge fisica della risonanza possibile riportare il sistema alla sua originaria condizione di equilibrio. Questa la base scientifica della cromoterapia. Ma il vero valore dei colori va ben al di l di una semplice osservazione e sta nei risultati. La cromoterapia funziona sempre, anche su quei soggetti per i quali da escludere un'azione di suggestione, come, per esempio, i neonati, gli animali e le piante. D'altra parte, tutti usiamo la cromoterapia pur senza saperlo: imparare ad usarla con consapevolezza non pu fare altro che tradursi in vantaggi concreti per la nostra vita quotidiana. Che cos'e' la Cromoterapia? La cromoterapia una medicina alternativa che

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Training Mentale Base - Lorenzo Manfredini usa i colori per aiutare il corpo e la psiche a ritrovare il loro naturale equilibrio. I colori possono essere assorbiti in diversi modi: attraverso gli alimenti, attraverso la luce solare, attraverso le onde elettromagnetiche della luce, attraverso il bagno, attraverso la meditazione, attraverso la visualizzazione. In particolare, la cromoterapia con onde elettromagnetiche l'utilizzazione della luce colorata che, all'interno di una precisa lunghezza d'onda, penetra nei tessuti creando le condizioni di interagire con le cellule ripristinando l'equilibrio elettrico e chimico dell'omeostasi cellulare migliorandone le funzioni biologiche. Anche questa cromoterapia non cura i sintomi ma scende alle radici dello squilibrio e non lascia, come alcuni farmaci, residui dannosi che il corpo deve faticosamente eliminare. Non ci si deve stupire di fronte al fatto che le irradiazioni colorate agiscono sui nostri stati emotivi, sull'andamento del nostro stato psichico e sul nostro corpo favorendo cos l'equilibrio, la calma e il benessere fisico. Proprio per questi motivi sempre pi ricercatori e medici si stanno concentrando nell'analisi di questa medicina alternativa e pi persone si stanno con essa curando data per certa l'influenza che i colori hanno sulla nostra psiche, sulle nostre emozioni e quindi sul nostro stato fisico, come anche documentato dal famoso test cromatico di fama mondiale di Luscher. Le origini La cromoterapia ha origini antichissime, poich le medicine tradizionali hanno sempre attribuito grande importanza all'influenza dei colori sulla salute e sullo stato d'animo dell'uomo. Egizi, Romani e Greci praticavano l'elioterapia (esposizione alla luce solare diretta) per la cura di diversi disturbi. In India la medicina ayurvedica ha sempre tenuto conto di come i colori

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Lorenzo Manfredini - Training Mentale Base influenzino l'equilibrio dei chakra, i centri di energia sottile che vengono associati alle principali ghiandole del corpo. Anche i Cinesi affidavano il proprio benessere fisico all'azione delle varie tinte: il colore giallo serviva a rimettere in sesto l'intestino, il violetto ad arginare gli attacchi epilettici. In Cina, addirittura, le finestre della camera del paziente venivano coperte con teli di colore adeguato e il malato doveva indossare indumenti della stessa tinta. Negli ultimi anni la cromoterapia ha avuto un notevole sviluppo grazie ai numerosi studi scientifici che evidenziano l'influenza dei colori sul sistema nervoso, immunitario e metabolico. Curiosita' Perch nella sale operatorie si usa il verde? Perch il verde ha delle riconosciute propriet antibatteriche. E perch i bambini che nascono con l'ittero vengono posti sotto una luce blu? Perch il blu scompone la bilirubina, responsabile del fenomeno. Il viola rappresenta un efficacissimo sistema per dimagrire senza troppi sacrifici. E il rosso un validissimo alleato di qualsiasi dieta. Con il verde chiaro, il viola ed il rosso si risolvono moltissimi disturbi femminili. Per dormire bene e riposare davvero occorre fare molta attenzione ai colori della camera da letto e delle lenzuola. Per far abbassare la temperatura corporea troppo alta (quella che comunemente si chiama 'febbre'), sconfiggere il mal di gola e gli abbassamenti di voce, non necessario rimpinzarsi di farmaci. Con alcune bottiglie colorate, riempite di comunissima acqua e poste al sole, puoi avere in casa, con pochissima spesa ed ottimi risultati, un antirughe, un collirio, un disinfettante, un collutorio, un antidepressivo, un tonico e tante altre cose ancora.

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DALLA VEGLIA AL SONNO: ONDE ALFA


Apprendere per esperienza propria e' molto piu' educativo che apprendere solo razionalmente. E' possibile imparare tutti i movimenti del nuoto mentre si sta distesi sulla pancia su una panca? Si puo' fissare il ritmo, la respirazione, i movimenti della testa, delle braccia, i movimenti dei piedi? Non basta. Quando si entra veramente nell'acqua ci si muove goffamente. E' nell'acqua che si deve imparare a nuotare. Quando l'abbiamo imparato, abbiamo imparato qualcosa che non scorderemo piu'. La cosa importante, allora, sara' imparare dalla propria esperienza. Tutti sappiamo, dagli insegnamenti della scuola, che dobbiamo imparare coscientemente. Invece, dentro l'acqua, si compiono certe azioni inconsciamente. E chi non sa nuotare, non sa, non puo' descrivere le sensazioni del corpo mentre si muove nell'acqua. Nei momenti in cui si e' mezzi qui e mezzi la', quando non si e' ne' addormentati ne' svegli, in quello stato ipnagogico, si impara moltissimo sulla propria "sottile" esperienza mentale. Naturalmente ognuno ha il proprio modello individuale con i propri ritmi e una regola: "non cercare di capire un'esperienza mentre la si vive. Se si vuole capire un'esperienza, la cosa migliore e' lasciare a un tempo successivo l'esame, il riesame e l'analisi, a quando si sara' raggiunta una certa distanza dall'esperienza stessa". Il modo sistematico di apprendere dalla propria esperienza interiore e' quello di sviluppare e utilizzare il ritmo alfa del cervello. Ognuno di noi, nell'arco delle 24 ore, passa spontaneamente dalla veglia al sonno in modo del tutto semplice e naturale. E forse non tutti sanno che questo processo di passaggio dalla veglia al sonno consta di sette momenti concatenati. Inizialmente la persona

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Lorenzo Manfredini - Training Mentale Base ha un senso di vigilanza tranquilla. Poi, assopendosi, compaiono spasmi e scariche muscolari; la temperatura si abbassa. Successivamente, con i movimenti di rotazione degli occhi compare la fase delle fantasticherie con l'abbozzo di qualche sogno. Si passa al sonno, con due livelli di profondita', e il corpo si raffredda ulteriormente. Da ultimo, a parte movimenti spontanei del corpo e movimenti oculari piu' rapidi, compare il sonno REM, un fenomeno fisiologico estremamente importante per il recupero delle forze fisiche e psichiche. Questi sette livelli sono stati definiti dagli studiosi partendo da osservazioni di varia natura: il tracciato delle onde cerebrali, il controllo del comportamento, la profondita' del sonno, controlli fisiologici vari e la presenza o meno dei sogni. Quello che gli studi hanno confermato e' che lo stadio di vigilanza distesa o di rilassamento, caratterizzato a livello di elettroencefalogramma dal ritmo cerebrale alfa, appare simile al periodo REM sul piano sia fisiologico che su quello comportamentale. In altre parole, in pochi minuti, attraverso una tecnica di rilassamento e in modo del tutto cosciente, raggiungendo la profondita' ottimale, si realizza uno stato fisiologicamente uguale a quello prodotto durante il sonno REM (con il vantaggio di minori inconvenienti basti pensare ai sonni agitati - e del controllo dell'intero processo). Tutto questo e' possibile usando consciamente i ritmi cerebrali piu' lenti. COSA SUCCEDE QUANDO CI RILASSIAMO Il corpo si riposa, si ripara, elimina tossine e tensioni, il sistema immunitario si rinforza, le emozioni si calmano ed il cervello/mente comincia a produrre delle onde cerebrali diverse da quelle dell'attivita' ed estre-

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Training Mentale Base - Lorenzo Manfredini mamente benefiche (misurabili con l'elettroencefalografo); sono le onde alfa o alpha (in molto casi anche theta). In questo gradevolissimo stato i sensi, le percezioni esterne ed interne aumentano e cominciano a funzionare in modo nuovo. Inoltre il rilassamento ci consente un maggior controllo su corpo e mente aumentando le capacita' di apprendere in modo naturale e piacevole. Studi recenti sostengono che per un apprendimento duraturo servano certe sostanze che rilasciamo quando ci divertiamo. Infatti in questo stato il sistema nervoso libera delle piacevoli sostanze chiamate "endorfine"; le stesse sostanze che vengono liberate per calmare il dolore, dopo un allenamento sportivo o durante l'attivita' sessuale. Il rilassamento subliminale non ottunde in alcun modo le facolt intellettive. Al contrario, stimola la creativita', la memoria e l'integrazione fra le funzioni intuitive e le funzioni logiche della mente. Gli effetti di questa tecnica sonora e i suoi benefici si basano sull'esperienza concreta e su uno studio multiculturale durato piu' di 15 anni, in cui sono intervenuti volontariamente migliaia di soggetti. Ci auguriamo veramente che questo metodo divenga uno strumento efficace per farvi scoprire le forze nascoste dentro di voi, dandovi lo stimolo necessario per concedere una pausa, uno spazio di rigenerazione alla parte piu' profonda e sconosciuta di voi stessi. LE ONDE CEREBRALI Nel corso della nostra vita quotidiana tutti noi sperimentiamo diversi "stati di coscienza". Per esempio, nell'arco di una giornata, tra la luce del mattino e il buio della notte, ci muoviamo da uno stato ordinario di veglia ai diversi stadi del sonno.

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Lorenzo Manfredini - Training Mentale Base Ma anche gli stati di coscienza "straordinari" fanno parte della nostra comune esperienza: quando ci sentiamo particolarmente "creativi", insolitamente "intuitivi", eccezionalmente "lucidi", profondamente "rilassati". Ordinari, o straordinari che siano, tutti gli stadi della nostra coscienza sono dovuti all'incessante attivita' elettrochimica del cervello, che si manifesta attraverso "onde elettromagnetiche": le onde cerebrali, appunto. La frequenza di tali onde, calcolata in 'cicli al secondo', o Hertz (Hz), varia a seconda del tipo di attivita' in cui il cervello e' impegnato e puo' essere misurata con apparecchi elettronici. Gli scienziati suddividono comunemente le onde in "quattro bande", che corrispondono a quattro fasce di frequenza e che riflettono le diverse "attivita' del cervello". FREQUENZE E STATI CEREBRALI Da un punto di vista scientifico, lo strumento per misurare le vibrazioni elettriche del cervello elettroencefalogramma e si utilizza applicando degli appositi strumenti sulla superficie del cuoio capelluto. Il tracciato che ne risulta contiene, solitamente, frequenze al di sotto dei 30Hz. Le frequenze si possono classificare in 4 stati: Delta da 0,5 a 4Hz >> Sonno profondo Theta da 4 a 8 Hz >> Sonnolenza e primo stadio del sonno Alpha da 8 a 14 Hz >> Rilassamento vigile Beta da 14 a 30 Hz >> Stato di allerta e di concentrazione La frequenza dominante nell'elettroencefalogramma determina in quale stato il cervello si trova, e, se l'ampiezza delle onde alpha e' piu' alta delle altre, si dice che il cervello si trova nello stato Alpha.

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Training Mentale Base - Lorenzo Manfredini ONDE DELTA Hanno una frequenza tra 0,5 e 4 Hz e sono associate al piu' profondo rilassamento psicofisico. Le onde cerebrali a minore frequenza sono quelle proprie della mente inconscia, del sonno senza sogni, dell'abbandono totale. In questo senso vengono prodotte durante i processi inconsci di autogenerazione e di autoguarigione. ONDE THETA La loro frequenza e' tra i 4 ed i 8 Hz e sono proprie della mente impegnata in attivita' di immaginazione, visualizzazione, ispirazione creativa. Tendono ad essere prodotte durante la meditazione profonda. Il sogno ad occhi aperti, la fase REM del sonno (cioe', quando si sogna). Nelle attivita' di veglia le onde theta sono il segno di una conoscenza intuitiva e di una capacita' immaginativa radicata nel profondo. Genericamente vengono associate alla creativita' e alle attitudini artistiche. ONDE ALFA Hanno una frequenza che varia da 8 a 14 Hz e sono associate a uno stato di coscienza vigile, ma rilassata. La mente, calma e ricettiva, concentrata sulla soluzione di problemi esterni, o sul raggiungimento di uno stato meditativo leggero. Le onde alfa dominano nei momenti introspettivi, o in quelli in cui pi acuta la concentrazione per raggiungere un obiettivo preciso. Sono tipiche, per esempio, dell'attivit cerebrale di chi impegnato in una seduta di meditazione, yoga, taiji. ONDE BETA Hanno una frequenza che varia da 14 a 30 Hz e sono associate alle normali attivita' di veglia, quando siamo concentrati sugli stimoli esterni. Le onde beta sono infatti alla base delle nostre fondamentali attivita' di sopravvivenza, di ordinamento, di selezione e

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Lorenzo Manfredini - Training Mentale Base valutazione degli stimoli che provengono dal mondo che ci circonda. Per esempio, leggendo queste righe il vostro cervello sta producendo onde beta. Esse, poi, ci permettono la reazione pi veloce e l'esecuzione rapida di azioni. Nei momenti di stress o di ansia le beta ci danno la possibilita' di tenere sotto controllo la situazione e dare veloce soluzione ai problemi. IL FENOMENO DELLA RISONANZA Nel 1665 il fisico e matematico olandese Christiian Huygens, tra i primi a postulare la teoria ondulatoria della luce, osservo' che, disponendo a fianco e sulla stessa parete due pendoli, questi tendevano a sintonizzare il proprio movimento oscillatorio, quasi "volessero assumere lo stesso ritmo". Dai suoi studi deriva quel fenomeno che oggi chiamiamo 'risonanza'. Nel caso dei due pendoli, si dice che uno fa risuonare l'altro alla propria frequenza. Allo stesso modo e per lo stesso principio, se si percuote un diapason, che produce onde alla frequenza fissa di 440 Hz, e lo si pone vicino a un secondo diapason 'silenzioso', dopo un breve intervallo quest'ultimo comincia anch'esso a vibrare. La risonanza puo' essere utilizzata anche nel caso delle onde cerebrali. Studi che si sono serviti dell'elettroencefalogramma hanno mostrato un' evidente correlazione tra lo stimolo che proviene dall'esterno e le onde cerebrali del soggetto in esame. Inizialmente, le ricerche in questo campo utilizzavano soprattutto la luce; poi, si e' passati ai suoni ed alle stimolazioni elettromagnetiche. Cio' che si e' osservato e' che se il cervello e' sottoposto a impulsi (visivi, sonori o elettrici) di una certa frequenza, la sua naturale tendenza e' quella di sintonizzarsi. Il fenomeno e' detto 'risposta in frequenza'. Per esempio, se l'attivita' cerebrale di un soggetto e' nella banda delle onde beta (quindi, nello stato di veglia) e il

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Training Mentale Base - Lorenzo Manfredini soggetto viene sottoposto per un certo periodo a uno stimolo di 10 Hz (onde alfa), il suo cervello tende a modificare la sua attivita' in direzione dello stimolo ricevuto. Il soggetto passa dunque ad uno stato di rilassamento proprio delle onde alfa. I DUE EMISFERI CEREBRALI Il cervello umano e' suddiviso in due emisferi: DESTRO: - sintetico (comprende l'insieme delle parti), concreto, spaziale (coglie le relazioni nello spazio), intuitivo (usa sensazioni e immagini), analogico (usa le metafore), irrazionale, olistico (percepisce le strutture di assieme), atemporale e non-verbale. E' la sede delle attivita' creative, della fantasia. SINISTRO: - analitico (comprende i dettagli), astratto (giunge all'interno, partendo dal dettaglio), lineare (lavora in ordine sequenziale), Logico, numerico, razionale, simbolico, temporale, verbale. E' la sede di tutte quelle attivita' che coinvolgono il linguaggio, la scrittura, il calcolo. I due emisferi sono uniti da una lamina orizzontale di fibre nervose, il cosiddetto "corpo calloso". Ogni emisfero ha competenze proprie: l'occhio sinistro, l'orecchio sinistro e tutta la parte sinistra del corpo sono connesse all'emisfero destro; l'occhio destro, l'orecchio destro e tutta la parte destra del corpo sono connesse all'emisfero sinistro. I due emisferi, poi, funzionano in modo diverso; elaborano, cioe', tutti i processi informativi, secondo modalita' distinte. Per come si e' finora strutturata, la

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Lorenzo Manfredini - Training Mentale Base nostra societ da' una maggiore rilevanza alle modalita' di pensiero dell'emisfero sinistro, tanto che fino a poco tempo fa i neurologi definivano "minore" l'emisfero destro. Ma, una visione piu' bilanciata delle due componenti, un maggiore equilibrio tra le funzioni, una armonia tra razionalita' e fantasia e' ci che, oggi, forse, l'umanita' necessita con piu' urgenza. Uno strumento semplice ed efficace per riequilibrare il potere dei due emisferi cerebrali e' il suono. Come abbiamo visto, ogni attivita' cerebrale emette onde particolari, che possono entrare in risonanza con le onde sonore esterne. In questo modo il cervello viene 'veicolato' attraverso il suono, stimolato a sintonizzarsi su una frequenza (e quindi sull'attivita' cerebrale che le corrisponde), portato a funzionare come un insieme.

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CAPITOLO 5 UNA SINTESI DI MENTE E DI CORPO


Il metodo di Training Mentale ed il suo insieme di tecniche cercano di stimolare processi spontanei nell'uomo attraverso una pratica "formale". Queste tecniche evocano una sorta di attenzione consapevole, indirizzata e fluttuante, in cui il pensiero razionale viene saltato e le parole hanno assai meno importanza che nella vita abituale. Tipico di questo stato e' l'assorbimento o concentrazione al proprio mondo intimo. Il Training Mentale condivide con altri metodi lo scopo di alterare il modo di sentire la propria esistenza e di creare una "camera di isolamento" interiore. Si dice che l'individuo faccia di se stesso, in particolari momenti, il "centro" esclusivo dei propri interessi. Esistono due tipi di atteggiamento che si alternano nell'uso delle tecniche mentali: il primo e' "direttivo" e richiede una stretta concentrazione sull'oggetto in questione (colori, numeri, immagini, agganci mentali); il secondo e' "permissivo" e richiede di "sforzarsi di non sforzarsi". Una alternanza di queste modalita' aiuta, da una parte, ad evitare l'intromissione di pensieri estranei, dall'altra a tollerare pensieri e sentimenti inaccettabili che possono cosi' scaricarsi nella fantasia. Nella pratica quotidiana assistiamo alla necessita' di apprendere queste tecniche per rendere la vita piu' facile e piu' piacevole, ma quando parliamo di sviluppo personale in genere e' necessario rendersi conto che occorrono insegnanti e terapeuti qualificati per guidare l'aspirante sul cammino dello sviluppo interiore, insegnanti capaci di dire "come" e "quando" modificare o integrare le tecniche usate in modo da promuovere ulteriore sviluppo.

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Lorenzo Manfredini - Training Mentale Base Un effetto dell'uso quotidiano delle tecniche di Training Mentale e' quello di facilitare un risultato terapeutico denominato "normalizzazione". La normalizzazione procura la liberazione spontanea di tensioni psicofisiche residue prodotte da precedenti esperienze traumatiche o stressanti nella vita di una persona. Per praticare questo metodo occorrono dai 20 ai 30 minuti, seduti o distesi, in un ambiente tranquillo. In tali circostanze si entra in uno stato "alfagenico" che tra l'altro si realizza comunemente e giornalmente in noi quando l'attenzione si concentra su un unico o su pochi oggetti, fatti o pensieri. Questa pratica non e' una forma di autoipnosi. Infatti, uno degli aspetti essenziali dell'autoipnosi e' l'aumentata ricettivita' a suggerimenti autonomi di comportamento fisico e mentale che si vogliono realizzare. Lo sforzo finalizzato e' una delle caratteristiche primarie di tutti gli stati autosuggestivi. Nell'uso delle tecniche di T. M., come le conosciamo e le utilizziamo, la diversita' dallo stato di autoipnosi e' che nulla si cerca con sforzo. Ora e' vero che influenzando immagini mentali, o utilizzando particolari agganci psicologici per indurre il rilassamento, si puo' parlare di suggestione o di controllo, ma hanno solo una funzione pratica per il raggiungimento di un piu' elevato stato di coscienza. Le tecniche del T. M. producono qualcosa di piu' di una semplice somma di onde cerebrali alfa. Esse influenzano i vari sistemi dell'organismo ad un funzionamento integrato provocando un rilassamento contemporaneo di vari reparti fisiologici. Utilizzare e incoraggiare le risposte antistress del sistema immunitario del corpo umano, diventa disciplina e metodo fruibile da migliaia di persone. Con strumenti quali sono serviti negli studi sulla "biocontroreazione" si e' riusciti a capire che processi

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Training Mentale Base - Lorenzo Manfredini involontari come il ritmo cardiaco, la pressione sanguigna, la temperatura corporea, le onde cerebrali e altri, possono essere influenzati da un atto di volonta' cosciente, mentre la visione dei rapporti tra mente e corpo e' stata rivoluzionata dalla possibilita' di "dominare" il corpo. Attraverso gli strumenti scientifici, quali il biofeedback, si e' valorizzato cio' che si sapeva empiricamente sull'uso delle tecniche distensive: la consapevolezza finemente armonizzata degli stati interiori; delle esperienze dello psicosoma che possono essere sentite, ma non definite razionalmente; del cambiamento degli stati soggettivi; dell'elevazione dello "spazio interiore" a rispettabile territorio scientifico. I PENSIERI AL SERVIZIO DELLA NOSTRA NUOVA COSCIENZA Se la nostra esperienza non ci piace, vuol dire che bisogna modificare la natura dei nostri pensieri, immagini e aspettative. Dobbiamo cambiare il tipo di messaggi che attraverso i pensieri inviamo al nostro corpo, agli amici e agli altri. Ciascun pensiero produce un risultato: uno stesso pensiero, ripetuto abitualmente, produrra' un effetto concreto. Capire questo principio significa responsabilizzarsi per modificare le eventuali condizioni negative della vita che creano insoddisfazione. Nessuno ci obbliga a pensare in un determinato modo. Forse in passato abbiamo imparato a considerare le cose in modo pessimistico. Forse crediamo che il pessimismo sia piu' realistico dell'ottimismo. Sta di fatto che abbiamo una mente e una coscienza per modellare, avvallare e formare le nostre creazioni. Tutte le aspirazioni profonde e le motivazioni inconsce, tutte le spinte inespresse, si sottopongono all'ap-

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Lorenzo Manfredini - Training Mentale Base provazione o alla disapprovazione della mente cosciente. Soltanto quando rifiutiamo la responsabilita' ci troviamo alla fine in balia degli eventi sui quali sembriamo non avere alcun controllo. Che ce ne rendiamo conto o meno, siamo stati noi a perseguire il nostro attuale stato, con l'impiego di molte risorse e per ragioni che in un certo momento avevano il loro valore. Dire a noi stessi: "Per me non ha nessun valore star male", oppure: "Non ho certo voluto io chiudere un rapporto". Non ci aiuta a capire "come" cambiare gli eventi e ad apprezzare la capacita' di trasformare l'esperienza personale. Il metodo e' semplice. 'Dobbiamo usare consciamente le nostre capacita', esaminare la natura dei nostri pensieri, immagini e sentimenti, e proiettare quelli che approviamo'. La grande creativita' della coscienza e' un patrimonio che contribuisce alla realizzazione del nostro mondo quotidiano. Ogni effetto della nostra realta' e' generato da una fonte interiore che accade dentro la nostra mente. Abbiamo gia' spiegato come la mente abbia suoi livelli operativi in ogni fase del processo vitale. (Psicoterapia Organismica - L. Manfredini, 1993). Non e' un "caso" se il nostro corpo e' magro o grasso, sano o malato. Noi siamo il quadro di noi stessi. Proiettiamo all'esterno, nella carne, cio' che pensiamo di essere. Tutti i nostri pensieri coscienti e inconsci, modificano e determinano la nostra immagine fisica. L'immagine di noi stessi e' caratterizzata dalle condizioni mentali che noi le assegniamo. La nostra individualita' e' , pertanto, latente nella nostra anima e ne va riconosciuta sia la storia che la memoria inconscia. E' la psiche creativa che ha il compito di stimolare le strutture psicologiche alla loro realizzazione. La psiche si esprime attraverso una formazione psicologica,

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Training Mentale Base - Lorenzo Manfredini l'ego, finalizzata alla percezione della realta' esteriore. L'ego e' formato da varie parti della personalita', una combinazione di caratteristiche in continua modificazione che agiscono in modo unitario. E' la parte della personalita' che ha a che fare piu' direttamente con il mondo. E' una parte molto specializzata della nostra identita'. Quando l'ego assume funzioni di controllo anche sul mondo interiore, sfruttandone le potenzialita', obbliga la mente cosciente a operare solo in determinate direzioni e blocca la sua consapevolezza rispetto ad altre. La nostra esperienza sgorga verso l'esterno dal centro della nostra psiche interiore. Gli eventi, le circostanze e le condizioni esterne non sono altro che una specie di feedback vivente. Modificando lo stato della psiche, modifichiamo automaticamente le circostanze materiali. I nostri pensieri, le nostre emozioni, le nostre immagini mentali si materializzano nella realta' psichica. Assumendo un atteggiamento diverso nei loro confronti, noi cambiamo di continuo anche gli aspetti piu' stabili della nostra vita. Anche la scelta delle interazioni con gli altri e' influenzata dal nostro modo di vedere. La nostra esperienza interiore influenza la realta' oggettiva attraverso le strutture mentali dello spazio e del tempo. Lo spazio e' formato da oggetti che noi soggettivamente condizioniamo con pensieri ed emozioni. Il tempo e' tradotto nelle strutture psicologiche degli eventi. Da cio' risulta che ogni evento od oggetto si concretizzano in forma simbolica nella nostra mente. Rimangono inscritti nella nostra memoria in costellazioni che noi alimentiamo in base alla nostre esigenze, consapevolezza e maturazione. Se perdiamo un oggetto a noi molto caro, questo esistera' nel tempo assolutamente vivo finche' lo ricorderemo. In

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Lorenzo Manfredini - Training Mentale Base altre parole, noi reagiamo a pensieri, emozioni, immagini, oggetti ed eventi che noi accettiamo come la realta', anche se non hanno piu' ragione di persistere. Siamo noi che creiamo la nostra esperienza attraverso le nostre convinzioni su noi stessi e sulla natura della realta'. Noi creiamo le nostre esperienze attraverso le nostre aspettative. I nostri atteggiamenti emotivi sono lo sfondo, ne' positivo ne' negativo, del nostro essere. Pertanto, una volta imparato ad individuare le sensazioni del nostro tono interiore, saremo consapevoli del suo potere, della sua forza e potremo accedere verso esperienze piu' profonde e vitali. E dunque, e' dalla nostra piu' ampia identita' che noi formiamo la nostra realta'. Dipende da noi farlo con gioia e vigore, mantenendo focalizzata la nostra mente sulle potenzialita' della nostra identita' e delle sue espressioni. Proviamo a percepire dentro di noi i profondi toni di sensibilita'. Accettiamo qualunque cosa accada unicamente come nostra. Ogni qualvolta ci sentiamo nervosi o irrequieti, dedichiamo qualche momento alla percezione del nostro centro interiore, e ci troveremo in contatto con il nostro essere sicuri. Le idee su noi stessi influiscono sui nostri pensieri e sulle nostre emozioni. Spesso consideriamo vere, indiscutibili e parte di noi le nostre convinzioni riguardo la realta'. Esse, diventano assunti invisibili che colorano e formano la nostra esperienza personale. La nostra mente cosciente, attraverso immagini e intuizioni, ci comunica sempre il quadro chiaro della nostra realta'. Ma spesso permettiamo a idee preconcette di bloccare questa intelligenza. Tutto cio' avviene a livello subconsciente. Esso ha il compito di contenitore di impulsi potenziali, e dovrebbe essere visto come territorio da esplorare e consapevolizzare in quanto contribuisce a creare la nostra

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Training Mentale Base - Lorenzo Manfredini autoimmagine. Le nostre convinzioni su di noi hanno il potere di realizzare o condizionare la nostra vita. Bisogna riconoscere l'esistenza di queste barriere perche' rappresentano i confini della nostra esperienza. Imparando ad esaminare la natura delle nostre convinzioni saremo piu' consapevoli degli automatismi che ci inducono a pensare e sentire in un certo modo. E' importante rendersi conto che qualunque idea accettata come verita' non e' altro che una convinzione nutrita da noi. Un modo per superare le barriere artificiali dei condizionamenti corrisponde ad una convinzione che si espande e che trapassa le idee false ed inibenti: Il Se' non e' limitato come crediamo. Il Se' non ha confini o separazioni. Noi creiamo la nostra realta'. Per capire cio' che siamo, possiamo imparare a sentirci in modo diretto, al di fuori delle nostre convinzioni su noi stessi. Nessuno puo' cambiare le nostre convinzioni per noi e nessuna convinzione ci viene imposta a forza dall'esterno. Noi, pero', possiamo cambiarle in noi stessi, con la consapevolezza e l'applicazione. A questo proposito, sarebbe opportuno scrivere le convinzioni su noi stessi, man mano che ne diventiamo consapevoli ed esaminare i pensieri coscienti e le immagini riflettendo sullo stato della mente interiore o soggettiva, sulle intenzioni e aspettative. La sola presa di coscienza ci aiutera' ad affrontare in modo diretto difficolta' e problemi. I pensieri e le immagini, una volta esaminati, ci permetteranno di vedere dove stiamo andando. Essi possono diventare utili nel mostrare con chiarezza l'origine degli eventi concreti. Infatti cio' che esiste fisicamente esiste prima nei pensieri e nelle emozioni.

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Lorenzo Manfredini - Training Mentale Base SCELTA E LIBERTA La nostra vera libert quella di scegliere. Ogni volta che scegliamo abbiamo due risultati: il nostro io si differenzia e cresce, i nostri progetti si integrano e conquistiamo sempre maggiore spazio di libert. Se non ci progettiamo e non scegliamo, ci sottraiamo alla presenza e allo sfondo dal quale emerge la nostra umanit. Se, al contrario, scegliamo responsabilmente in funzione di obiettivi realistici, ossia facendo s che il mondo accada, accediamo a una piena realizzazione di noi stessi. La scelta autentica di fatto sempre un compromesso tra la ricerca della libert e le condizioni del suo radicamento reale. Quando scegliamo in funzione di prospettive future non possiamo negare il passato ne tanto meno le costrizioni del presente, mentre se ci si lasciamo andare al piacere mmediato o ci si buttiamo compulsivamente nell'azione, senza ponderare adeguatamente le conseguenze della nostra scelta, di fatto non scegliamo, ma cerchiamo soltanto di compensare uno stato di profonda inerzia interiore e di evitare la paura d'incontrare le nostre fragilit. Una scelta che non tiene conto dei condizionamenti, non una scelta autentica, ma soltanto una fuga dalla realt. Ogni forma di progetto esistenziale comporta la valutazione di qualcosa che ci possibile fare, ma anche di qualcosa che non ci o non ci sar pi possibile fare. Quando scegliamo con maturit in funzione di precisi obiettivi non possiamo continuare a sognare che tutto sar possibile. Ogni scelta comporta un sacrificio, un prezzo da pagare, un qualcosa a cui rinunciamo. Chi sceglie in termini progettuali costretto ad abbandonare le infinite possibilit

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Training Mentale Base - Lorenzo Manfredini dell'esserci dell'infanzia per canalizzare le proprie risorse nella realizzazione di un ambito pi ristretto di possibilit. Un bambino pu pensare di fare tante professioni, ma un adulto, quando sceglie di intraprendere una determinata professione, sa che dovr dedicarsi ad essa anima e corpo e che dovr abbandonare l'aspettativa di poter raggiungere altre mete professionali (Se far il medico non potr pi fare l'avvocato. Se scelgo di fare una cosa non potr pi sperare di fare ed essere tutto). La realizzazione di ogni scelta esige che ci impegniamo in toto per essa. Ci non significa, tuttavia, che in assoluto una scelta debba precludere altre scelte. Essa, di fatto, comporta sempre un restringimento del campo delle possibilit, ma non dobbiamo dimenticare che se anche ci impegniamo per una precisa scelta, dobbiamo fare in modo che questa al momento opportuno possa rinnovarsi e, se ci non fosse pi possibile, legittimarci il fatto di poterla abbandonare. In altri termini, possiamo dire che la scelta di una professione diventa autentica se possiamo continuare a sceglierla, ossia se ci impegniamo perch questa aderisca col passare del tempo sempre di pi alla nostra vocazione e ai nostri interessi. Le scelte radicali vanno perseguite anche nei momenti di difficolt. Quando c' nebbia non positivo andare alla ricerca di nuove strade. Tuttavia se, nonostante il nostro impegno a rivitalizzare la nostra scelta, ci rendiamo conto che la strada intrapresa non porta pi a nulla di buono, se verifichiamo che le condizioni oggettive non sono pi quelle di prima cos da non giustificare il permanere in uno stato improduttivo e talora dannoso, se la nostra scelta non mai stata una vera scelta, perch dovremmo rimanere aggrappati alla scelta -o alla

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Lorenzo Manfredini - Training Mentale Base pseudo scelta -fatta senza darci nuove prospettive? Se da un lato non opportuno restare nel limbo del tutto possibile, nella facile convinzione che in qualsiasi momento si possa fare una scelta diversa da quella di qualche attimo prima, come se ogni obiettivo fosse equivalente a un altro e tutto fosse indifferente, dall'altro altrettanto opportuno garantirci in ogni momento ulteriori possibilit di scelta. Cos chi sceglie un rapporto affettivo, non pu circoscrivere la scelta al giorno in cui ha dichiarato il proprio amore, ma deve impegnarsi affinch in ogni momento tale rapporto d'amore si rinnovi (altrimenti ciascuno, come oggi spesso accade, alla prima avvisaglia di crisi, si sente legittimato a interrompere improvvisamente la relazione con il proprio partner, nella ricerca, sovente, di chiss quale nuova, illusoria ed effimera soluzione). Tuttavia non possiamo illuderci che anche lo sforzo pi strenuo possa rendere eterno un s d'amore. In taluni casi, con il mutare di determinate condizioni, necessario separarsi per potere ritrovare la propria capacit d'amare. Alcuni, pur di evitare la responsabilit di assumersi il peso della propria vita e della solitudine, preferiscono anzich ridare all'altro la libert d'amare, trattenerlo legato a se, con minacce e ricatti affettivi, precludendosi cos ogni possibile cambiamento. Per agire in funzione di scelte autentiche occorre riconoscere prima di tutto i propri desideri; senza la consapevolezza dei nostri desideri, privati della capacit di scoprire le priorit per le quali scegliere, diventiamo estranei a noi stessi. La vera scelta non n adesione passiva n opposizione a un altro, n fuga da qualcosa di insopportabile e neppure un veto, ma un s a se

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Training Mentale Base - Lorenzo Manfredini stessi, un muoversi per realizzare qualcosa che fortemente motivato dai nostri desideri. Quando compiamo una scelta dobbiamo chiederci per chi scegliamo: per noi o per gli altri, che cosa abbandoniamo, cosa ci lasciamo alle spalle, e soprattutto, cosa vogliamo raggiungere, in quali luoghi e con quali persone quella scelta ci conduce. Scegliere di partire senza la consapevolezza di ci a cui si vuole rinunciare e della meta che si vuole raggiungere sempre un fatto sospetto, che ci porta a rimanere degli insoddisfatti cronici, sempre pronti a lamentarci che tutto va male e che il destino non ci aiuta. Ogni scelta comporta un prezzo da pagare, una rinuncia, talora irreversibile, a qualcosa che non saremo pi o non avremo pi. Talora il prezzo da pagare pu essere in termini di denaro, di energia o di sofferenza, una sofferenza che oggi viene sempre pi tacitata con il divertimento coatto e la chimica che assopisce l'anima. Cosicch la comprensione della nostra interiorit, come straordinaria offerta di senso e principio di libert, sempre pi negata in modo pi o meno manifesto. Il riconoscimento di se non procede solo sulla base di ci che siamo stati, ma anche sulla base di ci che saremo. Senza scelte non ci si sceglie mai. Tutte le volte che assumiamo un atteggiamento rinunciatario, vaste zone della nostra personalit si atrofizzano, cos, che l'urto dei nostri conflitti interiori prende il sopravvento. Quando, al contrario, rischiamo una qualche scelta la stima di noi stessi si amplia. Con la scelta diventiamo padroni delle nostre potenzialit, ci mettiamo in contatto con le nostre risorse interiori e nella ricerca di valori per i quali scegliere ampliamo le nostre capacit di giudizio.

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Lorenzo Manfredini - Training Mentale Base Possiamo osservare come in molteplici situazioni di sofferenza esistenziale vi sia uno stretto rapporto di inferenza reciproca tra l'assenza di progettualit e l'indebolimento della coscienza di se. Nelle varie forme di dipendenza come la droga, i disturbi alimentari, lalcol e altri, notiamo come i soggetti si presentano incapaci di futurizzarsi e nello stesso tempo per effetto di una carenza di stima in se stessi sono impossibilitati a tollerare un qualsiasi tipo di frustrazione. Il tempo dell'identit non porta con se altro che non quello di cui ognuno artefice nella realizzazione di s e del proprio mondo. La nostra soggettivit si configura come il prodotto di uno sforzo di ricerca di direzioni. Con la scelta non ci limitiamo ad essere ci che sentiamo e pensiamo, ma siamo anche ci che vorremmo essere, abbandoniamo gli inganni delle nostre parziali identificazioni, per scoprire la nostra vera identit. Quando soffriamo e siamo troppo identificati con la nostra sofferenza ci sentiamo tutt'uno con il nostro disagio, non riusciamo ad identificarci con l'altra parte di noi che, guardando dall' alto la scena della sofferenza, pu trascenderla. Alcuni di noi, di fronte a un seppur minimo fallimento, cadono in depressione in quanto, identificando se stessi con il fallimento, rimangono impossibilitati a prospettarsi un altra immagine di se che non sia quella negativa del proprio essere falliti. Ma non dobbiamo aver paura di scegliere. Chi non sceglie parla spesso di provare ansia e noia. La noia non conseguente all'assenza di piaceri, ma il prodotto della diminuita capacit di dominare il tempo sulla base di una scansione determinata di obiettivi realizzabili. Quando ci annoiamo non che non che ci

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Training Mentale Base - Lorenzo Manfredini estraniamo dal piacere delle cose, semplicemente non attiviamo un processo positivo di cambiamento. Talvolta, percependoci costantemente in una condizione di fragilit, mettiamo in dubbio le decisioni prese e lasciamo il pi possibile che siano gli altri a decidere per noi, dimenticando che la fragilit soltanto la conseguenza di quella perenne indecisione da cui siamo afflitti. Tra laltro la noia un tonico che stimola la possibilit di scegliere e di scegliersi. La motivazione di certi nostri blocchi allazione riguardano la non identificazione di valori e di ideali. Ogni scelta di azione impone un fine, un modo di essere, una ricerca di valori. I valori indicano le priorit per le quali compiamo la scelta e la progettazione di noi. La progettazione di noi nel mondo si connette quindi alla conquista della conoscenza di valori. Non ci si pu progettare in assenza di idee anticipatrici che danno un senso al corso della nostra esistenza. Sono i valori che guidano le scelte e con esse si pongono al costituirsi della coscienza individuale, l dove questa si configura non nell'inconsapevole sequenza di azioni, ma nella selezione ordinata di un quadro specifico di idee e di informazioni. I valori sono rappresentazioni mentali che, se incarnati nell'esistenza, servono ad orientare atteggiamenti, e pertanto sono implicati nel processo di individuazione. Il valore una necessit interna, esprime ci che deve essere oggetto di preferenza e di scelta; senza valori non ci sono scelte. Quello che ci prefiggiamo attraverso il programma di formazione di Psicologia Integrata MenteCorpo lo riscontriamo nella pratica psicoterapeutica e nei corsi,

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Lorenzo Manfredini - Training Mentale Base la volont di conoscere dell'individuo deve essere educata al superamento dei valori chiusi al confronto e al cambiamento, e deve dirigersi nella ricerca di valori aperti alla verifica e alla riflessione. Educare ai valori non significa imporre valori, ma aiutare a diventare coscienti di un proprio mondo di valori e di propri ideali. Formarsi e crescere non riguarda un esercizio intellettuale, ma una riflessione su di se, un ritrovarsi nei propri conflitti e nei propri dubbi. Formarsi e crescere esige uno sguardo umile su se stessi, sui propri limiti e sui propri difetti. Fintanto che giuriamo di andare bene come siamo e di non volere cambiare nulla di noi, la nostra capacit di discernimento compromessa. Per iniziare occorre che ci mettiamo in contatto con le nostre emozioni e con i nostri sentimenti, e che, talora, tali emozioni e tali sentimenti impariamo a esprimerli e condividerli con gli altri. Solo nel rivelarci per quello che siamo, anche con i nostri difetti, diventiamo capaci di svelare il nemico interno, che ci vuole perfetti od arrendevoli. Occorre che impariamo a conoscere i nostri limiti, i nostri confini, le nostre possibilit.

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CRESCITA E SALUTE
Siamo consapevoli che la nostra formazione come persone, la nostra esistenza e la nostra realizzazione hanno una dimensione fondamentalmente storica e sociale, e non solamente la psicologia a detenere i segreti dei "fatti umani". La "crescita" e la "salute" sono, infatti, la conquista integrata di un processo educativo che si sviluppa in ogni esperienza umana. Si va a scuola per imparare a leggere e scrivere, si fa apprendistato per un lavoro, si fa di tutto per poter migliorare la nostra condizione materiale, ma chi ci pu insegnare ad educare l'arricchimento di noi stessi? Spesso siamo scoraggiati verso le discipline dell'autoconoscenza dal retaggio che chi 'studia' se stesso, o matto o strano. Ma fortunatamente, i termini e gli argomenti psicologici sono all'ordine del giorno e sempre pi comprensibili a una larga maggioranza di utenti. Molti si chiedono cosa vuol dire autostima, ansia, insicurezza, ego, inconscio, ecc. Alcuni si pongono il problema di collegare i propri vissuti interiori con la loro realt quotidiana. Molti hanno il problema di capire come possono stare meglio e non soffrire. Tutti prima o poi, sentono il problema della salute, della vecchiaia, della morte. Quando le circostanze impediscono alle persone di affrontare la realt delle proprie vicende, si insinua, prima sottilmente poi prepotentemente, un "disagio" psichico e fisico che fa tremare le fondamenta della propria sicurezza. All'inizio, il disagio lo si vive "dentro" e questo rende difficile la presa di coscienza dei motivi che l'hanno provocato e soprattutto sul che cosa fare per ridurlo. "Dai propri problemi si esce da soli" il motto di chi

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Lorenzo Manfredini - Training Mentale Base dimostra di aver ben appreso la lezione del nascondere le proprie "ferite". Alcuni le proprie ferite le curano in piazza, mentre altri se le negano, ma pu essere utile se non indispensabile educare la presa di coscienza di tali situazioni. Per se significa rendersi conto di vivere una situazione psichica, corporea, ambientale spesso alienata. Questa comprensione aiuta a "cambiare", a usare nuovi strumenti, a dar vita alle modificazioni di se e dell'ambiente, ed bene averla perch nessuno aiuta uno scoraggiato e un impotente. Si lavora su di s, si apprendono nuovi metodi, si usano nuovi strumenti e con orgoglio si fonda una personalit sviluppata. Questo quanto offrono le esperienze che in tempi concentrati aiutano a rivivere le tappe del divenire se stessi. Non ci vuole molto tempo per stabilizzare un "atteggiamento positivo" alla vita, mentre il processo della crescita non ha mai realmente fine. Al contrario, quando la nostra realt racchiusa attorno a mura apparentemente sicure, dove i conflitti vengono mantenuti ad alto livello e mai chiariti, ci formiamo come persone insicure, scettiche nei confronti delle nostre capacit, succubi di un senso di inadeguatezza. Il "vero rischio" per la nostra identit personale il non confrontarsi, il non raccontarsi, il non ascoltare. In tali condizioni, ed normale, non difficile rimanere ingabbiati nella falsa coscienza di se stessi, in una realt complessa, e percorrere le vie confuse tra loro della "nevrosi", della "ansia", del "conformismo", della "ubbidienza", della "rinuncia". Questo si pu evitare quando non si evade la realt ne la si accetta passivamente, ma la si comprende e la si fa propria.

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ABBIAMO PROBLEMI PSICOLOGICI O NO?


Coloro che affrontano la psicologia per conoscersi o per vivere meglio, si pongono spesso il quesito delle malattie psicologiche. Ho problemi psicologici o no? Ho bisogno di aiuto o no? Ogni individuo ha in se tutti i sintomi delle malattie psicologiche. Ci che fa la differenza tra salute, disturbo o patologia l'intensit di questi sintomi. Per patologico, nell'ambito del nostro programma, non s'intende la persona malata di mente, da ricoverare in manicomio o da sottoporre a cure psichiatriche. E nemmeno che la patologia impedisce la vita attiva del lavoro e dei ruoli quotidiani. Per patologico ci riferiamo ai nevroticismi di normalissimi individui, come ce ne sono milioni nel mondo, che si pongono il problema di vivere meglio. Per farlo vanno alla ricerca di consigli di persone esperte. Si avvalgono delle proprie idee, delle proprie intuizioni, della propria creativit. Sperimentano nuove soluzioni, nuovi itinerari filosofici, nuove forme di saggezza. Si pongono il problema dell'imparare a vivere bene e del costruire da se la propria vita:

per conoscere i motivi dei propri comportamenti e di quelli altrui; per capire e rimuovere le cause di propri difetti; per avventurarsi nella vita con un atteggiamento maturo; per aiutare la propria mente a sviluppare atteggiamenti , sentimenti e comportamenti positivi.

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BENESSERE E AUTOGUARIGIONE
Il benessere qualcosa che entrato sempre pi nei nostri interessi quotidiani. Esso riguarda, depurato dalle ideologie consumistiche, la completa integrazione di corpo, mente e spirito di un individuo che si prende cura di se e che consapevole che ci che fa, pensa, sente e crede ha un effetto sulle sue condizioni fisiche e psichiche. Il benessere una scelta, la decisione di cercare di raggiungere uno stato di salute ottimale e di vivere al meglio la propria vita. Il benessere un processo, una consapevolezza che non esiste un punto di arrivo, ma che la salute e la felicit sono sempre possibili nel momento presente, qui e adesso, qualsiasi siano le nostre condizioni. Il benessere un modo di vivere, uno stile di vita sensibile e attento a ogni sfera della vita: la sfera fisica, quella emotiva, quella sociale, quella intellettuale, quella vocazionale e quella spirituale. Il benessere non un approccio parziale, ma coinvolge il nostro essere totale. Il benessere richiede un continuo miglioramento e un rinnovamento in tutti i settori della vita. Il benessere poggia le sue basi sulla capacit del nostro organismo di mantenere un equilibrio, di autoripararsi e di crescere. Sta a noi aprire la mente, metterci in discussione e impegnarci per questa "nuova" frontiera. Dal funzionamento e dalle propriet del DNA, delle cellule, dei tessuti, degli organi, ci rendiamo conto della straordinaria capacit dell'organismo di riparare i propri guasti, di riconoscerli, di riproporre un nuovo equilibrio: il nostro organismo dotato, per la sua sopravvivenza e per la sopravvivenza della specie, di un sistema di "guarigione" spontaneo, efficace e

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Training Mentale Base - Lorenzo Manfredini sempre attivo. Nei secoli, come esseri umani, ci siamo adattati ai mutamenti ambientali, oggi siamo influenzati dallo stile di vita. E' aumentata la velocit ai cambiamenti cui siamo sottoposti. Lo stress, le emozioni, il dolore psicologico sono le variabili quotidiane con le quali ci confrontiamo attivando il nostro sistema di autoguarigione pi alto, e cio la nostra mente . Infatti la nostra attivit mentale cosciente che, quando viviamo un dolore psicologico, ci invita a riconoscere la sofferenza come un lavoro che dobbiamo fare su noi stessi, fatto di passaggi di accettazione per raggiungere un nuovo equilibrio. Nel dolore psicologico, i meccanismi di guarigione della mente si esprimono attraverso un "anestetico" del dolore che la negazione. Quando il dolore insopportabile subentra la rabbia o la depressione per il tempo necessario ad ognuno di noi di accedere ad una accettazione, resa, conscia. Il dolore cessa quando la perdita viene accettata e possiamo riacquistare la normale emotivit in condizioni mutate. La mente funziona con equilibri meravigliosi! Il ruolo della mente nel processo di guarigione consiste nel far s che tutte le sue strutture abbiano modo di esprimersi adeguatamente, comprese quelle parti della nostra psiche che consideriamo inconsce e quindi incontrollabili dal punto di vista della coscienza. Il fatto che dobbiamo ipotizzare meccanismi di guarigione ad ogni livello mentale riconoscendo a livello intuitivo istanze regolatrici col nome di s superiore, s transpersonale, s corporeo o altri, il cui compito quello di regolazione dell'intera personalit. Quindi, la nostra mente non pu combattere contro il suo programma, pena la sofferenza. Essa deve agire,

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Lorenzo Manfredini - Training Mentale Base per ottenere dei risultati integrativi e salutari, attraverso il meccanismo dell'accettazione. L'accettazione di una malattia, ad esempio, e quindi la guarigione di un aspetto parziale dell'organismo, intrinsecamente correlata all'accettazione pi ampia di noi stessi. Questo rappresenta un cambiamento che pu dare inizio a una trasformazione della personalit, e con essa, alla guarigione della malattia. Il traguardo finale vero della malattia lo sviluppo della coscienza umana. In termini pi fisici significa che il nostro sistema di guarigione agisce attraverso un terreno, attraverso un sistema immunitario, attraverso un sistema viscerale e umorale che naturalmente si dispongono all'adattamento delle mutevoli circostanze ambientali. Questo processo inconscio, ma un presupposto coerente con quanto stiamo affermando sui processi di guarigione, che l'inconscio stesso "capisce" la natura della malattia. Il problema per noi riguarda la capacit di riconoscere quei segnali, quei messaggi: sogni, immagini, sensazioni, intuizioni in grado di accedere alla coscienza per essere elaborati. Ecco un aspetto sul quale dedicare tempo e attenzione: il contatto con il nostro corpo e il suo linguaggio. Accettazione, sottomissione, resa, quale sia il termine che si voglia usare, potrebbe essere proprio questo cambiamento mentale la chiave per aprire la porta al processo di guarigione e alla integrazione della personalit.

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SINTESI Il ripercorrere la propria storia biografica permette a volte di incontrare Esperienze dolorose e Verit insopportabili. Il vero problema per riguarda non solo il trauma in s, ma la non consapevolezza, gli atteggiamenti vittimistici, gli schemi emotivi non sviluppati e le Illusioni. Un atteggiamento che aiuta a prendersi cura di s riguarda la Responsabilit e la Convivenza con il passato, la Capacit di vivere i Lutti, la ricerca di Vitalit, di Affettivit e di Autostima. Tutto questo permette di contattare sentimenti autentici e di valorizzare quello che definiamo S creativo Il BENESSERE rappresenta il punto di equilibrio evoluto di ogni organismo. La malattia, invece, il momento di riflessione profonda su quellequilibrio, sui sistemi di autoguarigione, sul rapporto tra sistema immunitario e psiche, sul s biologico. La risposta costruttiva ad ogni malattia porta a una Integrazione della Personalit a Scelte di Salute e in definitiva a Qualit di Vita.
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ACCETTAZIONE
Se le cose pi importanti della vita riguardano la salute, il denaro, l'amore e la stima, per vivere serenamente e felicemente occorrono invece fiducia e padronanza di s; e accettazione e serenit interiore per godere di ci che si ottiene. Tutto questo non si ottiene magicamente ma lottando e cio sviluppando la volont di vivere e di crescere: portando avanti un processo di sviluppo delle qualit umane che sono nate con noi e che non abbiamo ancora scoperto. Per stare bene occorre agire. Per essere infelici non dobbiamo fare nulla. Il passo fondamentale per crescere psicologicamente si chiama accettazione. L'accettazione un processo di pensiero che riduce il dispiacere che avvertiamo quando qualcosa non va . Perdere stima, prestigio o potere provoca certamente dispiacere e forse anche rabbia. Sentimenti normalissimi. Non normale la rabbia eccessiva o il rimuginamento ossessivo. Che fare? Imparare a memoria la parola accettazione. Fare in modo che salga alla coscienza, agisca sui sentimenti e ridimensioni la portata degli avvenimenti al loro reale valore. Nulla pi importante della vita, della salute o della serenit. Quindi, dobbiamo imparare ad accettare le perdite. La vita non tutta rose e fiori, anzi. E per questo dobbiamo accettare gli inconvenienti e gli imprevisti di ogni giorno ricordando che pi ci arrabbiamo per qualcosa che ci accade pi diamo potere alle circostanze. L'accettazione non una risposta passiva alle circo-

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Training Mentale Base - Lorenzo Manfredini stanze, bens la prima migliore reazione di fronte a ci che negativo. Alcune cose non le possiamo cambiare mentre altre le possiamo migliorare direttamente. Nel primo caso sarebbe opportuno imparare a rilassarci o infastidirci il minimo indispensabile. Nel secondo caso dobbiamo accettare, rinforzarci e cercare di cambiare le cose. La realt pi difficile da padroneggiare per siamo proprio noi. E cambiare le nostre abitudini, percezioni o comportamenti veramente difficile. Ma non impossibile. Conosco persone che in particolari momenti della propria vita hanno preso dolorosamente atto di aver vissuto egoisticamente, senza valori e direzioni, e sono cambiati. Hanno deciso di cambiare. Hanno dato anima e corpo, hanno lottato e hanno riconosciuto le proprie ristrettezze di cuore e di anima. E' necessario quindi raccogliere intorno ai propri sentimenti tutta la costanza e la coerenza di cui siamo capaci per migliorare la nostra vita e il mondo che condividiamo. Accettare non significa per entrare a far parte di un'elite di pochi uomini esclusivi, significa bens recuparare il rispetto dell'altro che la pensa diversamente. Noi dobbiamo imparare ad accettare noi e i nostri sentimenti per accettare l'altro. Anche quando l'altro ci infastidisce, ci invita ad accettare la diversit, e cio l'altro che abita in noi. Per fare tutto questo dobbiamo pensare il cambiamento in ogni sua forma, interiore ed esteriore. E si pu cambiare, non ha importanza l'et, l'importante ritrovare le risorse e le motivazioni interiori. E' inutile credere che gli altri possano cambiare se prima non cambiamo noi. E ancora peggio pensare che gli altri debbono essere convinti del nostro cambiamento.

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Lorenzo Manfredini - Training Mentale Base In realt, pi abbiamo timore di cambiare noi stessi, pi cerchiamo di cambiare gli altri o ne cerchiamo l' approvazione. Dobbiamo cercare di abituarci ai cambiamenti, cercando di rendere pi pratico ed elastico il nostro pensiero anche di fronte alla mutevolezza altrui, all'incoerenza altrui e alle incertezze dei rapporti interpersonali. Dovremo riconoscere ai rapporti la dinamicit e l'evoluzione. Dovremo accettare l'incertezza come la bellezza della vita. Per questo essere felici, non dipende dagli altri ma dipende da noi, dal riuscire a sviluppare le nostre qualit, dalla capacit di vivere il presente, di vedere il bello in ogni sfaccettatura, di capire, di gioire, di amare, di vivere bene insieme agli altri sapendoli accettare. Quando si deboli e dipendenti da qualcuno di cui si ha bisogno perch, non tutti siamo sicuri e forti, bisogna comunque accettare. E nel frattempo bisogna lavorare su di s, rinforzarsi e migliorare. Quando si avr la necessaria indipendenza, la necessaria forza morale, e abbastanza coraggio si potr fare quel salto di qualit che permette di troncare i rapporti che non vanno e costruirne dei nuovi che ci piacciono. La mente che pensa tutto questo quella che costruisce pensieri, che crea amore, che penetra nell'essenza delle cose, che fornisce gli strumenti per far raggiungere alla nostra vita l'esperienza della felicit. Per questo dobbiamo imparare a pensare di pi e meglio. Dobbiamo cercare di sviluppare le nostre capacit mentali e quell'immaginazione creatrice di pensieri alti per i quali vivere un bel vivere.

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IL MUTAMENTO INTERIORE
Il mutamento interiore alla base di ogni cambiamento. Il punto critico del processo interiore riguarda la configurazione di un mondo immaginato, mitico, attraverso il quale viene mediata la scoperta di un nuovo mondo nella realt. In effetti ci che vediamo o non vediamo dipende dalla configurazione interiore che influenza la nostra realt: una realt che viviamo congruentemente e che creiamo attraverso le nostre scelte. Alcune di queste scelte riguardano la ricerca di un'energia personale inesauribile, di individualismo e di fiducia in se stessi, di adeguatezza ad ogni circostanza ed avversit. In queste ricerche ci si scontra sempre pi con la solitudine: soli con se stessi, soli con gli altri, soli e senza radici. Ma la solitudine pi profonda quella di sentirsi senza guide interiori, senza occasioni che rafforzino i legami, senza esperienze che inizino al sacro. Invece di muoversi prevalentemente nello spazio bisognerebbe riappropriarsi del tempo, delle radici, delle tradizioni. La pi importante implicazione riguarda il cambiamento di s non attraverso le cure psicologiche o meno, ma nuovi modi di vita, per cambiare modo di vivere. Cambiare la parola magica di oggi , vorremmo abituarci, vorremmo non legarci a nulla e vorremmo considerarla condizione naturale che da vita ai miracoli che ci accadono intorno. Un punto intermedio tra la tradizione e il nuovo la qualit dei valori dell'equilibrio e della serenit interiori. Queste si raggiungono attraverso l'ascolto delle nostre pi profonde intuizioni, dicendo ci che vera-

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Lorenzo Manfredini - Training Mentale Base mente pensiamo e riconoscendo chi siamo e chi siamo stati. Fare ci che gli altri si aspettano da noi, rappresentare i ruoli che ci vengono richiesti, non rappresenta un cambiamento, ma un adattamento. Per evadere le nostre angoscie quotidiane paghiamo il prezzo della solitudine profonda e del senso di isolamento. A questi si accompagnano la depressione e la sensazione di non aver mai vissuto veramente, di essere stati esiliati dalla vita. Il nostro sforzo di sfuggire ad ogni pericolo ci fa appassionare a mete senza anima e dilapidare le nostre forze. Poco vediamo della natura e poco rimane nei nostri cuori. Reggerci sulle nostre gambe, imparare a fare da s e non dipendere da nessuno, ci invita a creare una solida comunit dove possiamo dire la nostra.

SINTESI Quando si identifica il compromesso che chiamiamo ADATTAMENTO e desideriamo modificarlo, occorre ipotizzare un CAMBIAMENTO SOGGETTIVO dove le SCELTE CONSAPEVOLI vanno nella direzione di una maggiore ENERGIA, AMORE DI SE', senso di FIDUCIA e di ADEGUATEZZA. Il GRUPPO come momento di incontro, relativamente alle potenzialit della comunicazione e della CONDIVISIONE, svolge un compito prezioso.

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ILLUSIONI LEGAMI LIBERTA'


Le sensazioni che sentiamo insorgere dentro di noi davanti ad un tramonto o a un'aurora, davanti alla natura in generale, o quando si legge un libro e si presi completamente, derivano da una autorealizzazione: sono sensazioni dell'anima. La soddisfazione del lavoro, che prende tutta la nostra attenzione, la sensazione di intimit o di affiatamento che si pu provare con un partner o un amico, sono sensazioni dell'anima. Ma non si tratta di sensazioni naturali. La societ e la cultura in cui siamo inseriti ci ha insegnato che la felicit o la pienezza si raggiungono se ci comportiamo in modo edonistico e consumistico. Per non vivere una vita vuota e senza anima, il vero problema che dobbiamo affrontare riguarda le false certezze, i condizionamenti, gli schemi mentali costrittivi, le visioni distorte del mondo. Siamo autenticamente programmati a fidarci delle certezze che abbiamo attinto dalla tradizione, dalla cultura, dalla societ e dalla religione, arrivando al punto di compiangere noi stessi e non avvertire la nostra infelicit. E quando non sentiamo, non cerchiamo. E quando non sappiamo, non siamo responsabili. La colpa del nostro malessere viene attribuita a qualcun altro e ci sentiamo impotenti. Gli impedimenti alla felicit riguardano: l'attaccamento possessivo a cose e persone; la ricerca spasmodica di ci che non si ha, invece di apprezzare ci che si ha; la proiezione nel futuro al fine di controllare e pianificare i timori, le ansiet, i legami, i conflitti, invece di vivere nel presente; la manipolazione delle situazioni e delle persone con lo scopo di ristrutturare se stessi e il mondo, invece di migliorare i propri pensie-

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Lorenzo Manfredini - Training Mentale Base ri; l'appagamento di tutti i desideri, invece di chiarire le proprie false certezze. I motivi per cui siamo fondamentalmente "ciechi" rispetto alle false certezze, riguardano l'aver assunto come fatti concreti, e quindi realt, la visione interiore, e aver riconosciuto come unico mondo il mondo dei desideri, dei legami, delle paure, delle tensioni, delle ansie, delle colpe con quel carico di contraddizione che siamo tenuti ad accettare. Se si vuole raggiungere un grado di autonomia e di felicit si dovr essere disposti a dire addio a quella serie di sogni e incubi, e quindi di illusioni, che riguardano i rapporti significativi e le cose a cui siamo tanto legati. L'utilit non sta tanto in un processo di distacco forzoso, quanto nella capacit di togliere potere a realt illusorie: un rinnovamento che libera dalla necessit di aggrapparsi avidamente a false certezze. La programmazione culturale che diviene programmazione di abitudini e di comportamenti ci fa selezionare un'esistenza conforme ai programmi interiorizzati. Cosa succede quando diventiamo consapevoli e cerchiamo di cambiare? Meccanismi interiori vengono sollecitati a mantenere gli equilibri preesistenti: entriamo in agitazione, evitiamo le situazioni o cerchiamo di cambiarle. L'efficacia di questi meccanismi interiori consiste nel farci provare irritazione, apprensione, colpa e altre emozioni negative. Il problema vero per sta nel riconoscere che le emozioni negative che proviamo non sono derivate dalle situazioni o dalle persone, ma dalle nostre interpretazioni e dai nostri meccanismi di difesa. E' nella nostra mente che reagiamo in maniera negativa. Non sono le circostanze o le persone che invece sono quello che

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Training Mentale Base - Lorenzo Manfredini sono. Ci ritroviamo in una prigione interiore che distrugge la nostra serenit di spirito tutte le volte che le circostanze esterne non corrispondono al quadro interiore. E' dalla costrizione della nostra pianificazione interiore che dobbiamo essere liberati. La libert interiore diventa la spinta necessaria e concreta per percepire la realt delle cose. Ma come faremo senza il concetto che se non abbiamo certe persone o certe cose non saremo felici? Cosa ne facciamo della dipendenza emozionale? Noi fremiamo quando raggiungiamo i nostri obiettivi, diventiamo ansiosi quando non ci riusciamo, ci sentiamo miserabili quando li perdiamo. Siamo letteralmente ostaggio dei nostri legami. Ci stressiamo invece di impegnarci a vivere. Ci condanniamo a vivere in condizioni di tensione. E tutto questo per far aderire la realt ai nostri desideri: per un poco siamo felici. E' cos breve questo momento che gi temiamo il momento in cui tutto questo ci sfuggir. Ci sentiamo gelosi, infastiditi, oberati o depressi in relazione a qualche tipo di legame. Ovviamente percepiamo l'assurdit implicita di questa situazione, ma ci stato insegnato che la felicit legarsi, e che il prezzo pu essere l'ansia, la delusione, la sofferenza, per... quell'attimo, che meraviglia. Per essere autenticamente felici occorre allora depianificarsi, sciogliersi da quei legami che non possiamo chiamare neanche pi nevrotici, ma normali. Una normalit che diventa follia per essere fuori dalla realt. Una follia che viene pianificata, dove tutti siamo tenuti a condividere una "normale follia" e una "normale infelicit". Forse non sappiamo, e dovremo scoprirlo, che per liberarci dai legami non dovremo usare la volont o la

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Lorenzo Manfredini - Training Mentale Base rinuncia, ma la consapevolezza. Dovremo aprire gli occhi su alcune verit per poter stabilire con le cose e con le persone quel rapporto di inter-libert che nasce dal cedimento di determinate illusioni. Possiamo vivere ed essere felici anche senza quelle particolari persone o cose. Possiamo godere delle cose senza diventarne schiavi. Possiamo rinunciare ad avere tutto perch, gli attaccamenti, quelli programmati, prosperano nel buio delle illusioni.

SINTESI Ogni attaccamento quando POSSESSIVO rappresenta una forma di CONTROLLO DELLE SITUAZIONI. Si sviluppa perlopi inconsapevolmente come una MANIPOLAZIONE DEL COMPORTAMENTO, propria e altrui, con conseguente distorsione della realt e illusioni sulla realt stessa.

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CAPITOLO 6 PRATICA RICORDARE ESPERIENZE POSITIVE:


"Ognuno in un certo momento del passato ha avuto un successo, anche se non un successo enorme. Puo' essere stato un fatto poco importante come l'affrontare lo spaccone della scuola; vincere una gara; guadagnarsi l'affetto di una ragazza ambita da altri; o un successo nel lavoro. Non importa quello che hai fatto, quanto la sensazione di successo che ha accompagnato l'azione. L'importante e' l'esperienza del momento in cui hai ottenuto successo nell'eseguire cio' che volevi, nel raggiungere cio' che avevi prestabilito e che ti ha conferito un qual senso di soddisfazione. Torna indietro nella memoria e rivivi queste esperienze di successo. Rivivile interamente e nei minimi particolari, nella tua immaginazione. Scegli un'esperienza particolare. Consapevolmente cerca di "vedere" non soltanto l'avvenimento piu' importante, ma anche tutte le piccole cose insignificanti che hanno accompagnato il tuo successo. Quali suoni c'erano? Qual'era l'ambiente che ti circondava? Che cosa accadeva intorno a te? Che periodo dell'anno era? Quali sensazioni fisiche hai provato? Se puoi ricordare con sufficienti particolari cio' che accadde in passato quando hai ottenuto un successo,

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Lorenzo Manfredini - Training Mentale Base proverai gli stessi sentimenti che hai provato allora. Se riuscirai a ricordare i sentimenti che hai provato nel passato, essi verranno riattivati nel presente. Proverai fiducia in te stesso, poiche' essa e' costruita sulla memoria di passati successi. Avverti questa generale sensazione di successo. Cosa avverti nel corpo quando hai questa sensazione? Cosa provi emotivamente? Che pensieri hai? Che tipo di atteggiamento hai? Ora, dopo aver fatto sorgere e radicato questa generale sensazione di successo volgi il pensiero ai tuoi progetti personali. Usa la tua immaginazione per vedere come agiresti o come ti sentiresti se avessi raggiunto questo risultato. Questa sensazione di fiducia si chiama "atteggiamento al successo". Ricorda che acquisire abilita' e' una questione di pratica, di esercizio fatto per tentativi ed errori, finche' non viene registrato nella memoria un certo numero di centri o azioni di successo. Quando esegui un'azione di successo, essa non solo viene registrata nella memoria cosciente, ma anche nei nervi e tessuti. Ricorda di andare con la memoria a quella sensazione di successo e di fiducia avuta in particolari circostanze. Ricorda i dettagli piccoli e incidentali che hanno accompagnato questo senso di equilibrio e di successo. Vediti mentre attui i tuoi progetti con successo, con la medesima sensazione di equilibrio e di fiducia.

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Training Mentale Base - Lorenzo Manfredini La nostra mente cosciente ha il compito di ricevere e interpretare i dati che arrivano dal se' interiore. Quando la addestriamo a raccogliere esclusivamente i dati dell'esperienza esteriore innalziamo barriere contro la conoscenza interiore. Questo stato di cose impedisce di attingere pienamente dalle fonti primarie del se' e nega le illuminazioni e le intuizioni che affiorano di continuo e che non si possono ricevere in altro modo. Chiudendo fuori dalla nostra esperienza il vasto apparato di conoscenze interiori, nel se', per quanto illusorie, compaiono le divisioni. Il se' per sua natura armonizza le impressioni ricevute da fonti oggettive e soggettive. Ma una volta che la mente cosciente ha accettato un gruppo di convinzioni contrastanti, e' necessario uno sforzo mirato alla loro eliminazione. Per cambiare la nostra esperienza o qualunque sua parte, dobbiamo cambiare le nostre idee e i dati sensoriali che confermano una convinzione errata. Si tratta di cambiare un'idea errata su di noi e modificare le nostre convinzioni limitanti. Noi dipingiamo la nostra realta' con le nostre idee, ma non siamo le nostre idee e nemmeno i nostri pensieri. Accettare, peraltro, ogni dato della nostra esperienza senza esaminarlo, indiscriminatamente, vuol dire essere ciechi e nient'affatto spontanei. Quando la mente cosciente accetta troppe false convinzioni e avverte il se' interiore come una minaccia, si sente assediata da una realta' che le sembra piu' grande di se' perdendo il profondo senso di sicurezza che dovrebbe farle da ncora. La messa a fuoco della mente cosciente e' rappresentata dall'ego. L'ego e' la nostra immagine fisica in relazione al mondo. La nostra autoimmagine, quindi, non e' inconscia, ne siamo perfettamente consapevoli anche se spesso respingiamo informazioni e pensieri

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Lorenzo Manfredini - Training Mentale Base distorcendone i messaggi. Prestando ascolto al filo dei pensieri che scorrono in testa nel corso della giornata prendiamo atto di come si materializzano nella nostra esperienza quotidiana. Se ci soffermiamo mentalmente sulle limitazioni, prima o poi le incontriamo. Creiamo allora un nuovo dipinto nella nostra mente. E dovra' riguardare gli ambiti in cui desideriamo un cambiamento. La mente cosciente e' in continua mutazione. Quando e' guidata dall'ego si conforma alle sue convinzioni. Se queste convinzioni sono cristallizzate l'ego realizzera' le proprie potenzialita' limitate. Se siamo malati, per esempio, ci sara' una ragione. Noi pensiamo che per guarire completamente bisogna scoprirla. Una volta compreso che siamo noi a creare la nostra realta' dobbiamo lasciare che la mente cosciente scopra i contenuti delle convinzioni che sostengono la malattia. In questo modo i problemi inconsci vengono riconosciuti e agiti attraverso un processo cosciente. Il rilassamento e la visualizzazione saranno le due condizioni per arricchire la nostra esperienza e comprendere la malattia o qualsiasi comportamento errato.

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LE FASI DELLE VISUALIZZAZIONI IL procedimento completo per ogni esercizio di visualizzazione proposto in questo testo consta di un certo numero di fasi concatenate. 1) Raggiungimento dello stato alfagenico attraverso il rilassamento. 2) Visualizzazione di un posto tranquillo della natura. 3) Visualizzazione di agganci psicologici ( Schermo mentale, laboratorio). 4) Contatto con l'archetipo che si intende utilizzare ( Innocente, martire, guerriero, guaritore, viandante, mago, etc.). 5) Esecuzione della tecnica che deve prevedere l'integrazione di pensiero-azioneemozione e il raggiungimento finale di un rilassamento equilibrato. 6) Fissare l'attivita' mentale (Attenzionememoria-pensiero) sul risultato raggiunto. 7) Celebrare la consapevolezza raggiunta con suoni e movimenti. 8) Rivivere le situazioni passate in modo "alternativo" riparando passati condizionamenti. 9) Concludere, salutando e ringraziando .

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Lorenzo Manfredini - Training Mentale Base E' opportuno diventare coscienti dei pensieri che nutriamo. Renderci conto di come essi formino la nostra realta'. Concentrarci su quelli che consideriamo desiderabili per estendere la nostra esperienza. Per aiutarci, possiamo esaminare la nostra realta' quotidiana in tutti i suoi ambiti: familiare, amicale, lavorativo. Se riscontriamo una realta' positiva, le nostre convinzioni sono benefiche, ma se riscontriamo una realta' negativa, e' bene prendere atto delle nostre convinzioni e cominciare ad esaminarle e cambiarle. Le idee hanno una realta' elettromagnetica. Le convinzioni sono forti idee sulla natura della realta'. Le idee producono emozioni. I simili si attraggono, e cosi' idee simili si raggruppano tra loro e noi accettiamo quelle che si armonizzano con il nostro particolare sistema di idee. Le nostre inclinazioni e capacita' vengono realizzate attraverso cambiamenti e adattamenti continui del nostro se' integrale. Per realizzare compiutamente le sue potenzialita' il se' agisce le proprie pulsioni attraverso l'autoimmagine. L'autoimmagine diventa l'occasione della messa a fuoco della mente cosciente e attua i suoi adeguamenti secondo idee maturate. Quando determinate convinzioni ci impediscono di riconoscere parti di noi, i messaggi arrivano ugualmente. Siamo noi che non vi prestiamo attenzione. Ma se li cerchiamo sono li'. Pertanto cio' che consideriamo inconscio, e' semplicemente un materiale inaccessibile per mancanza di consapevolezza o elaborazione di determinate informazioni. Tutto cio' che dobbiamo fare e' decidere di esaminare i contenuti della nostra mente cosciente, consapevoli che essa contiene tutto cio' che abbiamo trascurato. I pensieri e le immagini rivelano chiaramente le nostre convinzioni. E che lo vogliamo o meno, producono effetti nella nostra vita quotidiana.

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Training Mentale Base - Lorenzo Manfredini L'immaginazione ha una parte importante nella nostra vita soggettiva, poiche' da' mobilita' alle nostre convinzioni. E' uno degli agenti stimolanti che aiutano a trasformare ogni idea in azione fisica. E' pertanto essenziale comprendere l'interrelazione tra le idee e l'immaginazione. Per riuscire a smuovere le convinzioni insoddisfacenti e a promuovere le nuove, dobbiamo imparare a usare l'immaginazione in modo oggettivo. L'uso corretto dell'immaginazione e della visualizzazione dara' maggiore spinta alle idee da noi auspicate. Se seguiamo, attraverso i pensieri e le immagini interiori, il corso degli avvenimenti spiacevoli della nostra vita, scopriamo che essi erano vincolati a convinzioni ben precise, maturate in determinati eventi e sistemi di idee. Quindi abbiamo la piena responsabilita' della nostra realta'. Possiamo cambiarla attraverso un processo di consapevolezza e di cambiamento personale. Infatti, reagiamo alle circostanze della vita che si uniformano al nostro sistema di convinzioni. Piu' e' intenso il campo di convinzioni e piu' cerchiamo, nella realta' che viviamo, le circostanze che vi si adattano. Non e' pensabile, quindi, non riconoscere il proprio sistema di convinzioni senza subire la mortificazione di una vita limitata e limitante. In un'ottica generale, i termini positivo o negativo hanno poco valore, perche' l'esperienza quotidiana va intesa come un'esperienza di apprendimento. Se abbiamo un atteggiamento mentale negativo, questo, ovviamente, interferisce nel normale svolgimento della nostra vita. Se riconosciamo alcune convinzioni rimaste invisibili all'attenzione cosciente; le focalizziamo nella concretezza della nostra esistenza; e le riconosciamo come false, i suoi effetti svaniranno grazie all'accettazione di una nuova realta'.

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Lorenzo Manfredini - Training Mentale Base "Io non valgo niente". "Quello che faccio e' inutile". Sono esempi di convinzioni limitanti. Ma, nel consapevolizzare le proprie idee e' bene focalizzare quelle negative, per cambiarle, e quelle positive per trasferirle in ambiti piu' estesi della propria esperienza. Via via che le convinzioni cambiano, la nostra esperienza e il nostro comportamento si modificano, e noi diventiamo piu' creativi. Quando dissolviamo una convinzione radicata si aprono interrogativi su altre limitazioni. Si arriva a comprendere che il benessere raggiunto apre ad ulteriori profondita' dell'esperienza prima inaccessibili. Certe cose capite attraverso vari disagi, possono essere realizzate senza doversi ammalare ancora o sbagliare. Creano uno stress,ed e' vero, ma uno stress creativo che ci incoraggia ad accettare e affrontare le difficolta' come opportunita' di crescita personale.

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COME MODIFICARE LE CONVINZIONI Quando esaminiamo i contenuti della mente cosciente, dobbiamo riconoscere, i connotati emozionali e le immagini collegate a una determinata idea. Dobbiamo generare un'emozione opposta a quella prodotta dalla convinzione che si vuole cambiare. Dobbiamo volgere la nostra immaginazione nella direzione contraria a quella dettata dalla nostra convinzione. A livello razionale prendiamo coscienza che la convinzione insoddisfacente e' un'idea sulla realta' e non la realta' stessa. Le idee non sono immobili. Le emozioni e l'immaginazione le orientano, le rafforzano o le vanificano. Agire "come se", "facendo finta" che il desiderio sia perfettamente reale, e' un modo di agire creativo che inventa nuove possibilit di azione.

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RILASSAMENTO TOTALE
PREMESSE E INDICAZIONI Tra le prime tecniche di psicologia pratica insegnate all'interno dei seminari di T.M. troviamo appunto il rilassamento totale. Questa tecnica puo' essere utilizzata in varie direzioni e con diverse modalit a seconda della inclinazione dei soggetti che la praticano. Pur nella diversa utilizzazione di una medesima tecnica di rilassamento e' indispensabile, all'inizio, seguire alcune semplici regole: 1) Programmare le sessioni di rilassamento a stomaco vuoto evitando, un'ora o due prima, il consumo di stimolanti come caff o th. 2) Scegliere una stanza relativamente tranquilla dove si possa restare soli. Il rilassamento deve essere preso sul serio, evitando le distrazioni. 3) Non stare rivolti verso la luce, che puo' essere vissuta come interferente. Non e' necessario che la stanza sia buia, ma la luce soffusa e' piu' piacevole. 4) Sedersi su una sedia o distesi in una posizione comoda e sciolta. Togliersi le scarpe e allentare leggermente gli indumenti aderenti al corpo. 5) Pu succedere di cambiare posizione, stirarsi, sbadigliare o grattarsi. L'importante sentirsi a proprio agio. Il rilassamento comporta non il dominio delle distrazioni ma un momento di disteso isolamento con se stessi. 6) Se nel seguire le istruzioni, non si ricordano i passaggi tecnici perfettamente, bene concedersi tempo e non darsi fretta. Non uscire dallo stato di rilassamento in modo brusco, ma muoversi lentamente, sbadigliare se occorre, stirarsi e solo successivamente alzarsi, come al risveglio da un sonno profondo. 7) Far durare il tempo di rilassamento 20/30 minuti. All'inizio si puo' sbagliare ma con l'esperienza si sara'

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Training Mentale Base - Lorenzo Manfredini pi che puntuali. 8) Finito il rilassamento prendersi il tempo, un minuto o due, di tornare ai pensieri quotidiani, prima di aprire gli occhi. 9) Non aspettarsi risultati immediati, ma avere fiducia di realizzare primariamente una condizione di tranquillit e di non sforzo. LA TECNICA Per rilassarsi da un punto di vista fisico si comincia dalla testa e si individuano, senza soffermarsi troppo a lungo, le sensazioni e le immagini connesse alle specifiche zone, e si usano frasi e parole che facilitano il processo di distensione. Le parti del corpo che vengono focalizzate riguardano il cuoio capelluto e la fronte, la nuca e gli occhi, la mascella e il viso; si prosegue lungo le spalle, le braccia, la schiena, il torace, l'addome, gli organi interni, il bacino, le gambe e i piedi. Terminata questa prima fase, si passa al rilassamento del livello emozionale che viene attuato concentrandosi, alcuni momenti, su emozioni positive quali la gioia, la felicita', la contentezza, la disponibilita', il sentirsi utili e cosi' via. Questa fase persegue lo scopo di evocare uno stato d'animo piacevole creando un equilibrio emozionale positivo; insegnando un controllo sul delicato equilibrio tra emozioni negative e positive. Il rilassamento mentale, invece, si persegue focalizzando o ricordando immagini rilassanti e serene della natura. Questo orientamento della mente su immagini naturali ha lo scopo di aiutare a prendere le distanze dai problemi e dalle preoccupazioni quotidiane. Se viene realizzato l'ottimale rilassamentodistensione del corpo, dell'animo e della mente e'

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Lorenzo Manfredini - Training Mentale Base possibile vedere se stessi in pace con il mondo, come se ci si trovasse sul tetto della propria casa ad osservare, in tutta tranquillita', quello che accade all'interno. Questa fase e' molto utile quando i problemi quotidiani vengono vissuti con troppo coinvolgimento. Successivamente ci si concentra, come naturale evoluzione, sui sentimenti e gli affetti piu' genuini che viviamo o che vorremmo vivere. La meta sara' vivere il sentimento piu' potente che ci sia: l'amore. Cosi' facendo, si concretizza la riflessione sulle nostre aspirazioni personali e collettive, intese come il fine ultimo del nostro io piu' profondo, o se' interiore. Da ultimo si stabilisce un contatto con la nostra realta' piu' intima, quella che riguarda la dimensione spirituale. In questo stato di profondo rilassamento il conscio viene "soggiogato" e placato, mentre la voce quieta e sottile che proviene dall'inconscio e' in grado di esprimersi in sensazioni ed immagini. Come abbiamo accennato, in coincidenza di inclinazioni personali diverse e per facilitare l'uso eclettico della tecnica di rilassamento, si possono utilizzare una o piu' alternative. La concentrazione sulla lunghezza d'onda dei colori. Una volta appresa la sequenza dei colori la si ripete piu' volte lasciandosi avvincere, in ognuno dei colori, da sensazioni, immagini e agganci mentali diversi. Queste ultime, ad ogni ripetizione di esercizio, saranno sempre piu' evidenti, particolari e sentite all'interno. La concentrazione sul respiro. Nell'insieme delle varie tecniche di respirazione insegnate risaltano tre aspetti: l'attenzione al respiro,

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Training Mentale Base - Lorenzo Manfredini l'accompagnamento dentro-fuori del respiro e la naturalezza con la quale il respiro deve compiersi. L'attivita' motoria in rilassamento. Si basa su movimenti segmentari lenti compiuti senza sforzo, usando il minimo di energie. L'intento e' quello di abbandonarsi al flusso del ritmo naturale dell'organismo sviluppando la capacita' di "sentire". La visualizzazione. E' la capacita' di potersi concentrare su immagini mentali per "vedere" e facilitare scoperte o cambiamenti interiori. Nel metodo del Training Mentale, queste varie possibilita' sono integrate per dare l'opportunita' ad ogni praticante di recepire, sin dai primi momenti dell'apprendimento, dei benefici sia fisici che psicologici. Non va dimenticato che se il metodo si apprende "facilmente" nell'ambito dei seminari, successivamente, attraverso riunioni o incontri individuali, un piccolo costante impegno e' d'obbligo per consistenti miglioramenti. Se si desidera perseverare nella pratica del Training Mentale e' essenziale, inoltre, far tesoro dei seguenti consigli: 1) E' importante programmare il rilassamento in modo che esso entri a far parte della routine giornaliera. L'uso saltuario di una tecnica, anche se piacevole, non porta a benefici duraturi. 2) La mattina presto o il tardo pomeriggio sono adatti per un efficace uso delle tecniche di Training Mentale. 3) Dallo stato di rilassamento si esce lentamen-

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Lorenzo Manfredini - Training Mentale Base te concedendosi almeno un minuto per tornare in "superficie" - ci aiutera' a sintonizzare la tranquilit raggiunta nella vita di ogni giorno. 4) Se si decide di intraprendere un training di autoconoscenza come il Training Mentale e' bene non accontentarsi di un manuale, bens di persone esperte e qualificate che aiutino a familiarizzarsi con le difficolt che si possono incontrare e le loro possibili soluzioni. 5) Se durante gli esercizi a casa ci si accorge di provare disagio, e' sufficiente abbreviare le sessioni a pochi minuti e parlarne con l'istruttore. 6) Se si e' in cura dal medico per malesseri di tipo psicosomatico, forse originati da stress e tensione, e' necessario tenersi sotto controllo senza abbandonarsi o cantare vittoria per "miglioramenti" transitori. Un controllo incrociato medico-paziente-psicologo, nel tempo, pu stimolare effettivi miglioramenti. 7) Chi si trova in trattamento psicoterapeutico deve parlarne con il suo terapeuta per decidere se sia consigliabile o meno, il momento per frequentare questa esperienza. Questi consigli sono esplicitati, non solo per i buoni risultati ottenuti dall'applicazione del metodo di Training Mentale, ma anche perche' sono stati seguiti e verificati da ormai centinaia di persone che oggi hanno piu' fiducia in se stesse e un atteggiamento piu' positivo nei confronti della vita.

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MESSAGGI DAL CORPO


Il rilassamento totale, tra funzione tonica e attivita' quotidiana, svolge il compito di modificare le reazioni dell'organismo all'ambiente, dando luogo a quell'adattamento psicologico e comportamentale che contraddistingue il benessere dell'uomo. Questa operazione di aggiustamento e sintesi interna, coinvolge i processi dell'apprendimento, della memoria, della creativita', garantendo la continuita' dell'individuo verso il suo sviluppo personale. Quando parliamo di una persona rilassata, intendiamo che la sua condizione di base sia l'avere un'attivita' tonica complessiva che faccia da sfondo alle attivita' motrici e posturali, fissando l'atteggiamento, preparando il movimento, sottendendo al gesto, mantenendo la statica e l'equilibrazione. La funzione tonica e' cosi' fondamentale che produce, oltre ad uno stato di preparazione della muscolatura, che la rende atta a molteplici forme di attivita', a riflessi sull'attivita' volizionale. Il mantenimento e l'adattamento del tono muscolare ai bisogni della postura, dell'atto motore e del comportamento derivano da riflessi di stiramento dei muscoli (riflesso miotatico). Per semplificare diremo che, a seconda della lunghezza imposta al muscolo e dal gioco armonioso e antagonista di diversi sistemi regolatori, si evita di diffondere la tensione, di provocare contrazioni dell'atteggiamento e irradiazioni a gruppi muscolari diffusi. Le influenze alle condizioni ottimali del tono muscolare (autoregolazione che avviene localmente tramite gli organi tendinei di Golgi, i recettori cutanei e articolari, i recettori profondi della pelle, i recettori viscerali; al centro-corteccia con vari sistemi: il sistema

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Lorenzo Manfredini - Training Mentale Base reticolare, sistema piramidale, cervelletto, rinencefalo e ipotalamo in particolare), fanno si' che la funzione tonica sia al centro di un discorso psicosomatico. Quando si effettua un rilassamento, sia passivo che dinamico, si abbassa il livello di vigilanza e, questa e' la nostra ipotesi, vengono liberati numerosi automatismi motori ed espressioni tonico- emozionali che, sotto il facoltativo controllo della coscienza, moltiplicano le possibilita' di apprendimento, aumentano la plasticita' degli automatismi stessi e regolano le emozioni che possono essere in ogni momento modificate con l'intervento corticale. Questa ipotesi ci offre lo spunto per parlare degli effetti di scaricamento e riequilibratura del rilassamento totale. La lista di effetti collaterali dello scaricamento della tensione compilata da noi coincide con numerosi altri metodi, tra i quali il Training Autogeno, la Meditazione, lo Yoga, etc. Dobbiamo subito dire che, pur trattandosi di fatti assolutamente "normali", possono turbare chi ne e' preso alla sprovvista, senza essere stato precedentemente informato e consigliato sul come comportarsi. Durante gli esercizi di rilassamento si puo' ad esempio provare una inspiegabile sensazione di pesantezza, oppure sentirsi, al contrario, senza peso. Tali sensazioni possono interessare tutto il corpo o solo una parte specifica di esso, come le braccia, le gambe o la testa. Terminata la seduta e ripresa l'attivita' giornaliera, spariscono in genere anche gli effetti collaterali. Intense sensazioni di freddo, di caldo o bruciore possono insorgere durante un rilassamento particolarmente profondo. In questo stato e' possibile provare improvvisi pruriti o anche temporanei intorpidimenti in qualche parte del corpo, oppure pulsazioni che percorrono

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Training Mentale Base - Lorenzo Manfredini le membra o la parte superiore del capo. Queste sensazioni sono spesso piacevoli, al contrario di effetti disturbanti, come il sentire il corpo percorso da una corrente elettrica, la testa come chiusa in una morsa o un improvviso intirizzimento delle membra. Si possono anche verificare fenomeni di sudorazione, brividi, tremiti o, se lo scaricamento della tensione e' particolarmente intenso, battito cardiaco forzato o respirazione celere. Queste reazioni sembrano avere la loro utilita' nel processo di distensione, perche' il risultato di sedute apparentemente cosi' scabrose e' spesso un profondo rilassamento. In stato di profondo rilassamento si possono avere, come nella visualizzazione di scene della natura, precise e intense sensazioni tattili, gustative, olfattive, uditive. Anche i concetti relativi al corpo possono subire importanti modificazioni; si puo' provare di avere le mani enormi o una testa gonfia. A volte si ha la sensazione che le braccia, le gambe o la testa siano separate dal corpo, che il tronco sia assente, oppure di essere divenuti minuscoli. Tutte queste sensazioni possono costituire una specie di piacevole "viaggio". Altre volte possono provocare disturbi passeggeri, dolori intermittenti, mal di testa, punture di spillo nelle mani o nei piedi o altrove. La gola puo' stringere o sembrare infiammata. La salivazione puo' farsi cosi' abbondante che si e' costretti continuamente a deglutire. Oppure la bocca si fa arida, il naso cola, si hanno starnuti o colpi di tosse. Altre volte si hanno sospiri e sbadigli, oppure si compiono movimenti involontari di succhiamento con le labbra, o lo stomaco si mette a gorgogliare. In rari casi si puo' provare nausea o un impellente bisogno di evacuare o di orinare. Si possono avere, ancora, piccole contrazioni muscolari, sussulti e movimenti involontari, oppure "vedere" ogni sorta di immagini, spi-

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Lorenzo Manfredini - Training Mentale Base rali, mulinelli, forme geometriche, colori vividi e luci scintillanti. A volte si ha l'impressione che il corpo sia inclinato, rovesciato o a testa in giu'. Non e' cosa eccezionale provare irrequietezza e forti sensazioni emotive, come il riso o il pianto, oppure rabbia violenta o piacevoli sensazioni sessuali. Questo e' un elenco sia pur limitato delle molte forme di scaricamento della tensione, che peraltro sono presenti solo all'inizio della pratica di rilassamento. In ogni caso, il superamento di tali situazioni avviene da se' nel giro di pochi minuti. Lo scaricamento della tensione presenta per ognuno un comportamento diverso. In piu' occasioni si e' potuto constatare come passate esperienze spiacevoli possano, collegandosi a zone specifiche del corpo, presentarsi ripetutamente fino a che "quella situazione traumatica" si esaurisca progressivamente. Cio' che colpisce positivamente e' che certi tipi di scaricamento della tensione si relazionano con profondi conflitti e preoccupazioni inconsce fino a che non trovano sbocco attraverso il rilassamento. Vale la pena rendersi conto di un ragionevole periodo di adattamento alla distensione che, lontani dall'offrire solo risultati di rilassamento, puo' inoltrare l'individuo in una realta' assai viva e ricca di autoconoscenza.

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BENEFICI DEL RILASSAMENTO


Praticando con costanza una corsa a piedi o in bicicletta i benefici che si ottengono riguardano la circolazione sanguigna e la respirazione, con un effetto distensivo anche a livello mentale. Questo e' dovuto al rilassamento dei circuiti nervosi periferici che permettono il riposo della corteccia cerebrale. Anche nell'attivit di palestra riscontriamo analoghi benefici, ma queste attivit non sono sempre sufficienti a smaltire la tensione psichica di una normale giornata lavorativa. Vediamo allora perch e importante rilassarsi e che benefici porta. Il comportamento abituale, come lavorare, incontrare persone, vivere in famiglia, influenza il metabolismo in maniera significativa. Questo effetto e' testimoniato da numerosi esperimenti sul lavoro e in famiglia dove, a seconda degli orari, delle voci delle persone, dei ritmi dell'ambiente, si hanno cambiamenti fisici e psicologici cumulativi. Tutto ci accade anche senza una partecipazione attiva degli interessati, perch e' sufficiente essere presenti fisicamente o mentalmente. Subire senza volerlo, per semplice abitudine, degli adattamenti metabolici, cozza contro l'autodeterminazione e l'autocontrollo che ogni persona vorrebbe avere. Peraltro e' possibile, come ha testimoniato la ricerca scientifica su soggetti in stato di rilassamento, ridurre il ritmo cardiaco, controllare volontariamente il metabolismo, la respirazione, la conduzione elettrica della pelle, senza perdere coscienza, semplicemente raggiungendo uno stato di profonda distensione fisiologica e mentale. Secondo l'uso corrente delle parole, il nostro comportamento e' "volontario" quando facciamo ci che vo-

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Lorenzo Manfredini - Training Mentale Base gliamo e "cosciente" quando siamo pienamente consapevoli di ci che stiamo facendo. Questo risulta facile quando muoviamo i muscoli scheletrici, praticamente impossibile quando vogliamo controllare gli organi interni o le ghiandole. L'omeostasi, che rappresenta l'equilibrio all'interno del corpo, si mantiene grazie a meccanismi involontari e inconsci e reagisce automaticamente a stimoli interni (emozioni o malattie psicosomatiche) secondo modelli stereotipati. Si ritiene, infatti, che i centri superiori del cervello non possano modificare tali comportamenti tranne che con mezzi indiretti: il dirigente angosciato pu allontanarsi dall'ufficio o distrarsi, ma non e' in grado di far sparire semplicemente uno spasmo intestinale con un atto di volont, come farebbe per alzare o abbassare un braccio. Nei sintomi delle classiche nevrosi abbiamo delle reazioni psicofisiche apprese in condizioni di grande tensione e conflitto interiore. Quando una persona e' atterrita o ansiosa, qualsiasi reazione che riduca la paura o l'angoscia tende a ripresentarsi anche se alla lunga risulta incompatibile e distruttiva per il normale svolgersi della vita quotidiana. Un'abitudine nevrotica si manifesta in momenti critici come un accesso di collera, oppure essere completamente nascosta, come la rimozione di determinati pensieri e sentimenti. In entrambi i casi il rilassamento pu essere un utile strumento di rieducazione, durante il quale si eliminano le connessioni "negative", mentre vengono connesse reazioni "positive" e migliorative. Abbiamo diversi benefici fisiologici, psicologici e sulla comunicazione interpersonale che fanno delle tecniche di rilassamento un vero e proprio strumento di salute personale e di ausilio terapeutico.

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Training Mentale Base - Lorenzo Manfredini Effetti fisiologici: Riduzione del tono metabolico Riduzione della concentrazione di acido lattico nel sangue Diminuzione significativa del ritmo respiratorio Aumentato grado di resistivit cutanea Riduzione del ritmo cardiaco con aumento della riserva cardiaca Stabilizzazione e normalizzazione del sonno Normalizzazione della pressione arteriosa Equilibrio inter-emisferico dell'attivit del cervello Potenziamento dell'equilibrio fisiologico Effetti psicologici: Maggiore stabilit emozionale Stabilizzazione e potenziamento della memoria Ricchezza intellettuale Capacit di concentrazione e stabilit dell'attenzione Diminuzione dell'ansia, delle tendenze nevrotiche e depressive Maggiore sensibilit nella percezione del vissuto delle altre persone Rafforzamento dell'IO e maggior conoscenza, fiducia e dominio di s Maggiore capacit introspettiva Effetti sulla comunicazione interpersonale Minori inibizioni a parlare di s, dei pensieri e delle sensazioni Facilit a comunicare apertamente con gli altri Maggiore disponibilit al contatto fisico Maggiore sensibilit nella percezione del vissuto delle altre persone Pi comprensione per le esperienze altrui Maggior creativit ed energia negli scambi sociali

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Lorenzo Manfredini - Training Mentale Base La profonda alienazione dal nostro corpo e dai suoi intimi processi, grazie a queste tecniche, pu essere sensibilmente ridotta aprendoci all'interessante fenomeno del controllo dell'equilibrio organismico.

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DIALOGO CON IL CORPO


Un ottimo esercizio di integrazione della tecnica di rilassamento totale riguarda il dialogo mentale con gli organi e apparati del nostro corpo. Esso particolarmente utile quando esistono situazioni di tensione specifica o necessario focalizzarsi per migliorare determinate funzionalit corporee. TECNICA "Ora che sei in questo stato di profondo rilassamento preparati, con le mani e con le parole, a dialogare con gli organi del tuo corpo. Porta la mano e il pensiero sull'organo su cui vuoi lavorare - lo stomaco. Visualizzalo, spostando la localizzazione del tuo IO dalla testa allo stomaco, come se la tua volont e la tua mente si fossero trasferite qui, per lavorare meglio. Assumi il tono e il modo di parlare che ti sembrano pi appropriati per farti ubbidire: calmo e dolce se ti sembra che la mente cellulare di questo organo sia ubbidiente e remissiva; imperativo e secco se hai bisogno di importi, divertito e sommesso se il carattere a cui ti rivolgi ti sembra gaio e infantile. Fai un vero e proprio discorso, cercando di stabilire un dialogo, ascoltando le risposte e le necessit dell'interlocutore. "Io so che tu puoi funzionare nel migliore dei modi, anzi ho bisogno che tu faccia circolare il sangue e l'ossigeno nei tuoi tessuti, perch tu possa lavorare bene, sempre meglio, digerendo ogni sostanza che arriva dentro di te, in modo che tutto l'organismo funzioni bene a sua volta. So che puoi farlo: adempi al meglio la tua funzione. Elimina ogni gonfiore, ogni

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Lorenzo Manfredini - Training Mentale Base pesantezza, senza trattenere aria o cibo. So che da questo momento funzionerai sempre meglio. Ogni tua cellula sar ogni giorno pi sana e pi attiva, collaborando a portare avanti il programma per cui sei stata creata. Da parte mia, cercher di inviarti sostanze sane, genuine, di non appesantirti troppo, di masticare bene e molto, in modo da facilitare il tuo lavoro, di tenerti coperto, al caldo, evitandoti le congestioni. Lavora per me, per contribuire al mio benessere. Sono sicuro che mi ascolti e che hai gi incominciato a lavorare". Ora poni le mani sull'intestino, fino a sentire questa zona invasa di calore. Visualizzalo e instaura un dialogo: " cerca di lavorare bene, di non fermarti. Ogni tua cellula, irrorata di ossigeno e di sangue, da questo momento funzioner bene, sempre meglio, quindi anche tu cerca di contribuire alla salute dell'organismo. Non trattenere dentro di te aria, cibo o altre sostanze. Lavora senza tensioni, senza contrazioni, con calma e pazienza. (In caso di diarrea il consiglio e' di limitare i movimenti peristaltici di trattenere e normalizzare il lavoro). Aiutami e cerca di non gonfiarti, in modo da non premere sugli organi vicini. Sii un buon vicino e lavora. Da questo momento so che lavorerai nel migliore dei modi, senza creare tensioni". Ora posa la mano sul fegato. Il fegato e' pi sordo, pi difficile da influenzare. Visualizzalo, parlandogli con tono deciso e sicuro: "Sei troppo pigro e grasso. Devi funzionare meglio. Fai circolare il sangue e l'ossigeno nelle tue cellule e controlla la giusta quantit di bile, in modo che questa possa preparare le sostanze da digerire. Elimina ogni sostanza tossica. Purifica il sangue ed estrai le sostanze nutritive di cui l'organismo ha bisogno. Tutte

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Training Mentale Base - Lorenzo Manfredini le cellule concorrono a questo lavoro, svolgendo ognuna la sua funzione. Io ti aiuter tenendoti al caldo e mangiando in modo sano ed equilibrato, evitando ogni abuso. Ora rivolgiti allo stesso modo al pancreas, che ha una importante funzione nei processi digestivi. Invitalo a collaborare e a lavorare nel migliore dei modi. E cos anche con altri organi: la milza, le ovaie, i polmoni, il cuore o il cervello. Nel dialogo fidati delle tue sensazioni e usa formule generalizzate prospettando un lavoro armonico che tenda alla salute del tuo organismo. Scegli ora il tuo organo pi sensibile e dialoga con esso".

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CAPITOLO 7 SVILUPPIAMO LA CREATIVITA'


Sono tante le cose che impariamo a livello conscio; solo che poi dimentichiamo quello che impariamo e ci serviamo delle capacit acquisite. Per esempio, abbiamo imparato a stare in piedi ma non sappiamo come lo abbiamo fatto. Oggi possiamo pensare di camminare tranquillamente da un posto all'altro, ma non ricordiamo che allora, da piccoli, non riuscivamo a camminare in linea retta con un passo regolare. Stare diritti era un'impresa, mentre oggi e' un fatto scontato. Allora, probabilmente, imparare nuove cose era una delle migliori forme di divertimento. Ancora oggi lo e' quando apprendiamo le cose che di solito sono inconsce, come inconsci sono i movimenti che compiamo mentre camminiamo lungo la strada. E' importante ricordare le epoche nelle quali imparare e' stato forse difficile ma gratificante, perch si pu "seminare" o investire in se stessi per produrre un raccolto da godere nel futuro. Il processo dell'apprendimento e' tutt'altro che minaccioso e anzi e' interessante; e' soprattutto un atteggiamento, una disponibilit ad apprendere. Noi non sapevamo come imparare a stare in piedi, ma possediamo quell'informazione. La fiducia che ognuno possa trovare, nella propria storia naturale, le risorse per affrontare qualsiasi problema segue il principio che "possediamo delle risorse delle quali non ci rendiamo conto e di cui non siamo consapevoli". Certo non tutto si pu avere nella vita ma siamo fortunati ad essere vivi e una ricetta per godere la vita e prolungarla e' quella di puntare sempre ad una meta concreta, nell'immediato futuro. Questa e' creativit!

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Training Mentale Base - Lorenzo Manfredini Usiamo molte parole per descrivere la creativit: premonizione, ispirazione, intuizione, illuminazione. Dobbiamo riconoscere che eventi rivelatori, idee e immagini, spesso soluzioni ai nostri problemi pi gravi, sono venuti nello stato di coscienza nel quale accediamo quando facciamo attenzione al flusso di esperienza mentale. L'ascolto interiore e' la capacit che esiste in tutti in forma latente, in attesa di essere risvegliata. La nostra cultura non ci ha incoraggiati a pensare all'aspetto creativo dell'inconscio e questa tendenza trova riscontro in un analogo pregiudizio nel pensiero scientifico. Le teorie dell'inconscio, dominanti, ne hanno sottolineato il ruolo negativo e repressore. Mentre altre teorie hanno messo in rilievo il ruolo dell'inconscio come fonte dell'intuizione e della creativit, definendo sopraconscio il luogo di queste latenti capacit. Molti ricercatori, operanti in vari settori, stanno studiando la fonte del potere creativo dell'uomo e stanno mettendo insieme un nuovo quadro delle capacit, delle motivazioni e delle inibizioni umane. E' probabile che chi trarr vantaggio da queste ricerche sar la gente comune, saranno gli uomini d'affari, le casalinghe, gli impiegati, gli operai, gli scolari. Il nostro scopo e' soltanto quello di mettere in evidenza alcune scoperte e proporre alcuni esperimenti, mostrando quanto le nuove scienze della coscienza, debbano contribuire alla soluzione dei problemi che affrontiamo oggi nella nostra vita. Quando tutti avremo appreso gli strumenti della creativit che in passato era-

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Lorenzo Manfredini - Training Mentale Base no riservati ai geni, il contributo della nostra opera sar un pi sano e umano modo di vivere. Anche se le nostre intenzioni sono buone, noi produciamo fino ad un certo grado quello che riceviamo. Se ci troviamo in un ambiente positivo, dove si accettano le persone e si instaura un'intesa empatica, la creativit di pensare, di sentire, di essere qualsiasi cosa sia vera per se stessi, viene incoraggiata. E' il permesso di avere paura, di avere torto, di sentirsi disorientati. Il vantaggio di essere creativi e positivi non riguarda solo le persone che ci stanno vicine, in famiglia o sul lavoro, riguarda anche la nostra citt, la nostra nazione, il mondo. Il processo creativo consiste in quattro componenti: preparazione, incubazione, illuminazione e verifica, e corrispondono ad un processo di elaborazione inconscia che pu portare alla risoluzione di un qualsiasi problema. Preparazione Esaminando con molta attenzione un problema, raffigurandosi e creando schemi di eventuali soluzioni, apprendendo anche i fatti pi secondari al riguardo, avendo inoltre tutte le intenzioni di risolverlo, viene messa in azione la conoscenza complessiva che e' a disposizione della memoria, sia inconscia che conscia, della persona creativa. Il programma che questa conoscenza pi profonda attua deriva dalla preparazione e dall'intenzione con cui si affronta il problema del momento. Incubazione In questa fase gli ingredienti vanno lasciati sedimentare per consentire al subconscio di agire sul problema. Nell'elaborazione e' importante dimenticare, rilassarsi o dormire.

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Training Mentale Base - Lorenzo Manfredini Illuminazione Rappresenta la fase nella quale, come dal nulla, sotto forma di illuminazione religiosa, di immagine letterale, di conoscenza scientifica, di tema per un concerto, di innovazione aziendale e via dicendo, si manifesta lo stato intuitivo. Questo, in persone particolarmente creative significa accedere all'unita' di elaborazione inconscia di un'idea, con la possibilit di leggere soluzioni senza interrompersi. Verifica La fase di verifica e' lo stadio selettivo nel quale si vagliano le ispirazioni, le intuizioni o le illusioni, allo scopo di tradurle in azioni, scoperte o comportamenti efficaci.

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ROGETTO CREATIVITA
Fin da piccoli abbiamo imparato dai genitori in particolare e dallambiente familiare in generale a sorridere, a parlare, a voler bene al mondo e a muoverci nella realt. Siamo stati plasmati dallambiente con impronte profonde e durevoli. Non solo. Siamo inoltre il prodotto di fattori ereditari dai quali dipendiamo in modo condizionante. Gli studi sulle influenze delle due componenti, ambientale e genetica, sulla nostra vita hanno identificato le conseguenze sui nostri comportamenti e scelte. Alla fine ci sentiamo sollevati e parzialmente responsabili di ci che siamo perch abbiamo lalibi dei genitori o quello di presunte sensibilit o fragilit innate. Se cos fosse saremmo solo degli automatismi intelligenti senza la capacit di esercitare la libert: la libert di nuovi scenari, di nuove opzioni, di nuove e creative opportunit di vita. In realt, nel nostro mondo psicologico si crea libert sotto forma di progetti e di scenari interiori che preparano nuove scelte e decisioni. La nostra mente ha la possibilit di proporci delle alternative ai comportamenti abituali. Quindi non solo abbiamo la capacit di agire, ma abbiamo pi scelte. Per quanto ci riguarda consideriamo una grande conquista i concetti di creativit e di libert nel nostro agire quotidiano, ma neppure questi da soli bastano. Occorre latteggiamento alla responsabilit. Occorre saper scegliere. Occorre saper dare al nostro destino la valenza delle possibilit e non solo relegarlo negli angusti vincoli del fatalismo karmico, della fortuna, delle stelle o del destino. I giochi gi fatti fissano una catena di eventi e di

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Training Mentale Base - Lorenzo Manfredini cause, cancellano tutte le alternative, ma non ci invitano a cercare e a vivere le varianti. Ma tutti noi intimamente lo sappiamo: se lo volessimo potremmo trovare le cose che sognamo e scegliamo.

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DOMANDE, LUOGHI COMUNI E RESPONSABILITA


D. Perch importante stabilire e raggiungere i propri traguardi? R. Spesso il nostro agire quotidiano non coincide con i nostri desideri o aspirazioni. Lo sviluppo della coscienza ci ha affrancato da un modo di fare esclusivamente istintivo e sopravvivente. Per questi motivi, prefiggersi un traguardo significa cominciare una strada dove la ragione sintetizza mezzi sapienti e istintivi per orientarli nella direzione di maggiore efficienza. Stabilire della mete , per la maggior parte della gente, un lavoro automatico e inconscio. Molte delle mete, che stabiliamo senza rendercene conto, finiscono per realizzarsi, ma non ce ne accorgiamo quasi mai. Per questa ragione, estremamente importante renderci coscienti di quali sono i nostri obiettivi nella vita. Qualunque sia il traguardo che ci siamo proposti, possiamo raggiungerlo se crediamo di poterlo fare e se sappiamo programmarlo consapevolmente. Il nostro progetto mentale consiste nel definire con chiarezza quello che desideriamo e nel tradurre in convinzione la fattibilit dello stesso. D. Posso influenzare il mio destino? R. Quello che chiamiamo destino non solo un processo ineluttabile in cui luomo appare passivo osservatore della propria esistenza ma anche il risultato di molte mete, di molti punti di vista e di molte decisioni prese in cui luomo diviene protagonista, capace di intervenire e cambiare il corso della propria vita.

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Training Mentale Base - Lorenzo Manfredini Se vogliamo che il nostro destino cambi occorrer sviluppare un carattere e delle abitudini adeguate, insieme ad azioni coerenti e a un modo di pensare pi creativo. D. Come posso concretizzare i miei desideri? R. Tutto quello che creiamo, prima di tutto accade dentro la nostra mente. Il nostro compito consiste nel fissare e nel rendere esplicito ci che vogliamo realizzare, compresi i nostri sogni. Dopo aver verificato se il progetto ecologico al nostro sistema vitale, occorre sapere che ci vuole costanza di pensiero: coscienza dei propri sogni, coscienza di ci che bisogna fare, coscienza di ci che bisogna cambiare. D. Cosa si pu fare praticamente? R. Quando programmiamo un traguardo, dobbiamo essere onesti con noi stessi. Dobbiamo essere capaci di sentire realmente ci che importante per noi e quello che secondario o trascurabile. Fatto questo bisogna scrivere le proprie mete, disegnare gli obiettivi e attivare il subconscio attraverso tecniche di rilassamento e di visualizzazione. Operare in questo modo sui propri traguardi significa oltretutto migliorare la propria stima. D. Quali sono i problemi che si incontrano pi di frequente? R. I problemi pi frequenti riguardano le sfere delle nostre resistenze, delle nostre abitudini e dei nostri condizionamenti. In generale la soluzione dei problemi non si trova mai allo stesso livello del problema ma ad un livello superiore, quello della creativit.

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Lorenzo Manfredini - Training Mentale Base Questa affermazione apparentemente banale ci invita ad un cambiamento di prospettiva: il problema una opportunit di crescita, una sfida che fa parte del gioco. D. Come posso cambiare senza aspettarmi miracoli? R. La vita cambia a partire da piccoli piaceri e da una felicit che si costruisce su piccole cose. Si chiama autostima psicologica, quella capacit di apprezzare le cose che facciamo anche quando sembrano piccole e insignificanti. Ricordando piccole mete e provando gioia quando accadono rafforziamo labitudine a raggiungerle. D. E giusto incolparsi se il non raggiungere delle mete dipende dagli altri? R. E pur vero che le condizioni ambientali sono rilevanti per la costruzione di un modo di pensare costruttivo. Ma dovremmo smetterla di incolpare qualcuno o qualcosa per i nostri insuccessi. Quello su cui ci dovremo soffermare sono le trappole dei pensieri negativi che ci invitano a spostare la nostra responsabilit sugli altri o sulle circostanze. Riconoscendo i nostri errori e accettandoli, noi esercitiamo la nostra intelligenza e la nostra responsabilit. Toglieremo cos potere alle circostanze. Se ci impegniamo nel percorso della creativit arriveremo a sapere sempre meglio cosa scegliere. Scegliere una parola magica che si sposa con adesso, ora. Accettiamo ora quello che abbiamo scelto, incominciamo ora a lavorare e a fare e impariamo ora ad avere pazienza.

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Training Mentale Base - Lorenzo Manfredini Ricordiamoci infine che quello che facciamo dipende dalla qualit dei nostri pensieri e che i traguardi si raggiungono prima mentalmente e poi fisicamente.

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CAPITOLO 8 CONDIZIONAMENTI E MEDIAZIONI


Nel passato i mutamenti importanti nel modo di vivere dell'uomo derivavano da ritmi lenti e naturali ed egli aveva la possibilit di ambientarsi gradualmente alle nuove trasformazioni sociali. Con la rivoluzione tecnologica e il progresso scientifico, il mondo stato investito da una serie di innovazioni tali da sconvolgere il naturale ritmo della vita. Le conseguenze, derivate dalla mancanza di fasi intermedie, si manifestano oggi nella crisi di identit che attraversa l'attuale societ. Le persone adulte sono state educate ad un modo di pensare che appartiene ad un passato che non esiste pi; l'avvento di tanti mutamenti ha proiettato la societ in un'altra dimensione. L'umanit confusa, incapace di tagliare il cordone ombelicale che la tiene ancora legata a concezioni mistiche ed occulte, sente la necessit di trovare dei punti fermi che le diano delle certezze a cui appoggiarsi. Essa alla ricerca di motivazioni che la inducano a conformarsi ad un mondo da cui emergono nuove realt e nuove esigenze di ordine razionale. Ognuno nella vita sente la necessit di credere in qualcosa: movimenti politici, fede religiosa, rapporti famigliari e affettivi ecc, i quali condizionano sensibilmente il nostro modo di ragionare e di agire. Pensate quale trauma provocherebbe constatare che, dopo una vita spesa per loro, questi ideali possano rivelarsi fallaci, errati o peggio ancora, dannosi. Di fronte al crollo di quello in cui si sempre creduto molto duro per chiunque riconoscere di aver sbagliato, di aver creduto seppure in buona fede, in qual-

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Training Mentale Base - Lorenzo Manfredini cosa che ha tradito la sua fiducia e che ha procurato pi danni che bene. E' umano e comprensibile, anche se sciocco, non riuscire ad ammettere l'evidenza di certi fatti; non ci si rende neppure conto che persistendo oltremodo in convincimenti palesemente irragionevoli si inducono altri a commettere gli stessi errori. Purtroppo per quello che accade nella maggior parte dei casi; occorrerebbe avere il coraggio di guardarsi dentro e fare un serio esame di autocritica, ma quest'ultima un piatto che si serve di rado sulle nostre mense. Con il termine "condizionamento" indicato quel processo mentale tendente ad influire in modo diretto o indiretto sul comportamento e sulle decisioni delle persone persuadendo gli individui a tenere atteggiamenti non autonomi. E' un mezzo subdolo per limitare la libert dei singoli, inducendoli a scelte che in condizioni di indipendenza psicologica essi non farebbero. Ogni nostra azione strettamente legata alle motivazioni per espletarla, le quali dovrebbero essere decise, in teoria, da nostre scelte libere, autonome; se al contrario, veniamo obbligati dall'esterno a ragionare in un determinato modo o a tenere comportamenti indotti da altri, vuol dire che stiamo subendo un "condizionamento". Moltissime persone hanno il convincimento di non sottostare ad alcuna pressione condizionante. Esse credono, ingenuamente, che le loro azioni possiedano un'arbitrariet interiore, vale a dire una libert, che le pone al di sopra di eventuali imposizioni inconsce. Ovviamente non cos, ma non se ne rendono conto. Le dipendenze psicologiche sono molto frequenti nel vivere sociale, spesso sono tenute involontariamente, sia da chi ne causa, sia da chi le subisce. Gi da

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Lorenzo Manfredini - Training Mentale Base bambini si cerca di condizionare i genitori a soddisfare le proprie esigenze piangendo, facendo capricci, attirando l'attenzione, a loro volta essi cercano di condizionare i figli costringendoli a fare ci che vogliono o che ritengono giusto. Sin dalla sua origine l'umanit ha cercato di condizionare tutto quanto le stato possibile, in quanto, ovvio che, il benessere di ogni persona dipende dai vantaggi conseguibili influenzando il prossimo. Pi o meno inconsciamente, spingiamo gli altri a tenere comportamenti che riteniamo utili a noi stessi. Tutte le creature devono adeguarsi all'ambiente in cui vivono e l'uomo vi aderisce sia da un punto di vista fisico che da quello mentale. Per cui deve costrittivamente assumere gli usi ed i costumi dell'ecosistema in cui esprime la sua vita. Cosi facendo egli acquisisce i pregi e i difetti della societ circostante. E' evidente che se fossimo coscienti di subire da essa dei condizionamenti negativi avremmo una reazione di rifiuto e di rivolta verso chi causa limitante della nostra libert, ma ci accade raramente, perch in primo luogo difficile con l'attuale cultura capire cosa utile e cosa sbagliato per noi stessi e secondo perch il condizionamento prolungato nel tempo porta all'assuefazione passiva. E' proprio questa assuefazione a far assimilare comportamenti psicologici che limitano la nostra capacit di scelta. Vale dire che, quando si abitua la mente a pensare con schemi prefissati per un lungo periodo di tempo, diviene molto traumatico operare dei mutamenti radicali nel modo di agire. La conseguenza di tutto ci il rifiuto inconscio al cambiamento stesso. Fossimo educati ad avere uno spirito critico e al convincimento che ogni cosa pu essere migliorata,

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Training Mentale Base - Lorenzo Manfredini capiremmo che "cambiare" deve rientrare nella normalit delle cose. Solo cosi avremmo meno problemi nel modificare le nostre abitudini. Con questo, non si vuol ripudiare ci che resiste ad un'analisi corretta, ma bisogna avere il coraggio di combattere ogni sciocca tendenza al conservatorismo, quando questa si dimostra palesemente in contrasto con i principi evolutivi della vita. Quello dell'assuefazione ai condizionamenti un argomento molto delicato perch investe una parte preponderante della societ. Spesso coloro che detengono il potere, modificano le leggi unicamente quando queste manifestano la loro evidente iniquit, al punto da non essere pi tollerate dalla collettivit. Non si cambia quando ragionevole e logico farlo, non si cerca di prevenire, ma si aspetta che il sistema arrivi al punto di collasso, al limite di sopportazione, per essere poi costretti al mutamento forzato. Questo un metodo insulso di gestire l'interesse della societ ed la diretta conseguenza dell'aver stabilito delle regole senza basi oggettive. Quando si d spessore ed importanza a delle opinioni, anzich ricercare valori scientificamente dimostrabili, solo perch non si ha coscienza di quali siano le vere regole da seguire. I movimenti religiosi sono la prova diretta di come la mente umana possa essere indirizzata verso un comportamento mentale chiuso, teso ad impedire con dei condizionamenti qualsiasi apertura critica del sistema costituito.

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CONVINZIONI E LIMITI INTERIORI


Come fare, allora, per uscire da un atteggiamento mentale negativo, magari cristallizzato e consolidato? Semplicisticamente, ma funziona, il primo passo e' rilassarsi. Il secondo passo e' provare l'esperienza del successo mentre si e' "confusi", quando viene meno l'abituale tensione e l'abituale atteggiamento mentale negativo. Quando riusciamo a sostituire un nuovo atteggiamento ad uno vecchio, con nuove reazioni, possiamo affrontare situazioni difficili senza portarci dietro le paure associate a precedenti "errori". Talvolta e' importante non utilizzare le cose che sappiamo, o certe percezioni che normalmente adottiamo. Basta "chiudere gli occhi", non vedere nel solito modo, rilassarsi, e portiamo a termine in modo pi efficace ed efficiente i nostri impegni e compiti. A volte, immaginare vividamente i propri timori pu produrre una reazione fisica, cenestetica, che ci fa adottare un atteggiamento sbagliato. Se ci chiedessero: "E' difficile per te entrare in casa?" La risposta pi ovvia e' "No!" E se ci chiedessero: "Cosa proveresti invece sapendo che in casa c'e' qualcuno che vuole spaventarti?" Quando associamo la sensazione visiva con quella cenestetica, legata in questo esempio alla paura, la maggior parte delle persone perde il proprio senso di sicurezza. Per riuscire in una cosa del genere, come per fare qualche esperienza nuova, pu essere importante il non utilizzare qualcosa che si adotta automaticamente, e cio la vista o l'immaginazione. Altre volte, invece, per superare un limite naturale bisogna attingere a ci che sappiamo - "ma che non sappiamo di sapere, in quanto allo stato potenziale" - in modo da compiere una vera e propria ricerca interna di

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Training Mentale Base - Lorenzo Manfredini nuove soluzioni. Una frase che pu aiutare di fronte a compiti che consideriamo insormontabili e': "Noi cresciamo con l'idea che dobbiamo per forza finire un compito. Ma non e' vero, noi dobbiamo continuare sino a che non siamo finiti". La sensazione coercitiva di dover essere in un certo modo, blocca la spontaneit e la creativit. Un modo molto pi efficace di portare a termine qualcosa e' di essere in accordo con il proprio ritmo interno, con il proprio inconscio, per inventare modi nuovi di superare i limiti abituali. Tra le profonde convinzioni inconsce condivise da tutti ci sono proprio quelle relative alle potenzialit e alle limitazioni umane, di se stessi e degli altri. Tali limiti tendono ad essere confermati dall'esperienza, non perch siano veri bens perch ci crediamo. Nei ben noti fenomeni usati nelle dimostrazioni delle ipnosi, una persona ipnotizzata, a cui e' comandato di non riuscire a sollevare una matita, riesce a "percepire" l'esperienza come reale al punto che i muscoli, pur compiendo un enorme sforzo, non ce la fanno a terminare l'impresa. Quando un'idea e' radicata, si eleva una barriera mentale che pu contribuire a rendere vera un'opinione su se stessi e sulle proprie capacit, proprio come un ipnotizzatore influisce su un soggetto ipnotizzato. Se ci convinciamo che un'idea e' vera, non ha pi importanza sapere il modo in cui e' sorta nella mente, ne' di dove essa provenga. Fa parte di noi e la difendiamo come una verit certa. Approfondite ricerche cliniche hanno avvalorato l'ipotesi secondo la quale fino ad un certo livello noi vediamo cio' che la nostra cultura ci permette di vedere e conosciamo soltanto ci che la nostra societ ci permette di conoscere.

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Lorenzo Manfredini - Training Mentale Base Quando qualcuno, che ha fiducia e crede nelle nostre capacit, ci dice di andare avanti, di fare, in realt ci dice di usare le energie che possediamo, anche se non sappiamo di averle. Noi, con le nostre opinioni negative, possiamo opprimere le nostre potenzialit e possiamo impedire loro di manifestarsi. E allora, vale la pena "disipnotizzarsi", decondizionarsi, dalle false credenze su noi stessi. Esistono esperienze di vita che hanno sconvolto le nostre convinzioni personali e sono stati momenti che possiamo definire di illuminazione e di rinascita, ma sappiamo anche con quanta cocciutaggine difendiamo il nostro sistema di credenze, con "rifiuto" e "resistenze", ad informazioni che potrebbero cambiare la nostra personalit. Sembrerebbe che il timore maggiore riguardi il riconoscere il potenziale che e' in noi stessi. Sebbene, in definitiva, desideriamo scoprire e realizzare le nostre pi alte capacit, possiamo mobilitare e mettere insieme gli strumenti per l'esperienza intuitiva personale. Il primo strumento e' l'immaginazione o visualizzazione. E' un modo per capire e per usare il linguaggio della mente inconscia. Il secondo strumento, strettamente attinente al primo, e' l'autoimmagine o affermazione, cio un modo di riprogrammare modelli di azione e di comportamento che vogliamo far accettare alla nostra mente. Il terzo strumento, e' il rilassamento totale e facilita la sedimentazione delle idee e calma i pensieri di superficie che potrebbero disturbare l'attivita' dell'inconscio profondo. Il quarto strumento, l'attivita' onirica, ci fa entrare direttamente al centro dell'unita' di elaborazione dell'idea e ci fa vedere come entrare e richiamare

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Training Mentale Base - Lorenzo Manfredini alla memoria le preziose indicazioni che vi troviamo. Tali strumenti sono semplici ed efficaci. Nessuno di essi richiede un particolare sforzo, una disciplina particolare, o una pratica lunga e difficile. Pare che di difficile ci sia solo di "toglierci gli occhiali".

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CAPITOLO 9 IMMAGINAZIONE E VISUALIZZAZIONE


L'immaginazione nel suo manifestarsi, produce diverse reazioni contemporaneamente: sensazioni, impulsi, desideri, sentimenti, pensieri, intuizioni, combinando queste funzioni in varie proporzioni. L'immaginazione e' evocativa e creatrice di immagini, sia a livello cosciente che a livello inconscio. Percio' e' una delle funzioni mentali che dovrebbe venire regolata quando e' eccessiva o dispersa, venire sviluppata quando e' debole e inibita; e poi utilizzata, data la sua grande efficacia applicativa, come sintesi delle diverse funzioni mentali (Attenzione-Memoria-Pensiero). Ogni immagine, infatti, ha in se' un impulso motore che tende a suscitare le emozioni e a produrre le condizioni fisiche e gli atti ad essa corrispondenti. La visualizzazione e' la capacita' che permette di immaginare in modo cosciente e volontario cio' che si desidera. Essa costituisce l'allenamento preliminare e necessario all'azione, alla concentrazione e allo sviluppo dell'immaginazione. A questo proposito ricordiamo che e' piu' facile ricordare gli ambienti e gli oggetti della propria casa che non immaginare dal "niente", cioe' senza riferimenti reali, uno schermo cinematografico blu. La differenza tra il ricordare e il creare dimostra facilmente quanto scarso sia il dominio sulle nostre funzioni psichiche e quanto sia debole la nostra volonta' di mantenerci concentrati. Le immagini scappano, cambiano dimensione e colore, si trasformano, si muovono nel campo della coscienza; bisognerebbe sviluppare una maggiore capacita' di controllo su tutto cio'. Questo e' compito della volonta', funzione dell'Io e del Se', per decidere di usare qualsiasi tecni-

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Training Mentale Base - Lorenzo Manfredini ca e persistere nell'attuarla. L'immaginazione, data la sua importanza, non e' seconda ne' alla percezione, ne' alla memoria, anzi, per alcuni studiosi, essa sembra assolutamente necessaria al mantenimento della salute mentale. Inoltre, essa unisce cio' che e' volontario (volizione) con l'involontario (spontaneita') e questo spiegherebbe come, a volte, il conflitto tra il voler essere adeguato alle situazioni e un'immagine inadeguata, determini discrepanze e inibizioni nell'ambito della personalita' e del comportamento. La produzione di immagini ci offre una traccia diretta della natura del processo creativo. Non e' una coincidenza il fatto che la nostra cultura identifichi la creativita' con l'immaginazione. La capacita' di immaginare, di evocare immagini o visioni di cose diverse dalla nostra normale realta' e' sempre stata riconosciuta come il segno caratteristico della mente innovativa. Inoltre, se apprendiamo ad immaginare o visualizzare in modo migliore, abbiamo compiuto un passo decisivo per diventare piu' creativi. L'immagine conserva tradizionalmente un grande potere. Infatti, prima della parola, fu per i nostri antenati il primario modo di descrivere, attraverso graffiti, il mondo a se stessi e agli altri. I nostri occhi e la nostra vista si sono specializzati a tal punto da diventare "autonomi" ai processi mentali superiori. Cio' vuol dire che essi, basandosi semplicemente su sagome e contorni e comunicando al cervello solo "elementi caratteristici" di corrispondenza, favoriscono percezioni di idee, concetti, sentimenti, conclusioni spesso ingannevoli. E dato che la mente funziona mediante il processo deduttivo, e' ragionevole ritenere che la semplice creazione di un'immagine mentale, simile all'oggetto reale, possa produrre una reazione come se ci si trovasse di fronte alla real-

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Lorenzo Manfredini - Training Mentale Base ta' A volte durante i Seminar di Training Mentale chiediamo: " Come funziona la vostra mente?" Le risposte, spesso, sono stimolanti ma confuse. Per quanto ci riguarda affermiamo che la produzione di immagini e' il linguaggio dell'inconscio e il potere di quest'ultimo viene evocato in modo estremamente diretto dalla pratica intenzionale della rappresentazione mentale e dalla capacita' di visualizzazione. Le immagini sono dei messaggeri che portano ispirazione alla consapevolezza, in superficie, e contemporaneamente sono messaggi che, trasmessi coscientemente, arrivano nel piu' profondo dell'inconscio. Sembra che questo mezzo, l'immagine, riguardi il linguaggio primario dell'unita' di elaborazione inconscia dell'idea. L'immagine inoltre darebbe una forma e un'identita', attraverso l'organizzazione dei processi della percezione, dell'attivita' organica e dell'attivita' mentale, in un tutto, divenendo il mezzo che collega il conscio con l'inconscio, l'oggettivo con il soggettivo. Per coloro che vedono facilmente immagini e' possibile, nella formulazione di domande, che le risposte emergano sotto forma di immagine creativa. Questo processo avviene spontaneamente e occorre solo "addestramento" affinche' i significati possano venire decodificati e costituire uno stimolo alla risoluzione creativa. Per coloro, invece, che hanno difficolta' nella visualizzazione, inizialmente sono utili esercizi integrativi nei quali viene data rilevanza ad altri canali sensoriali quali le sensazioni fisiche e i suoni. Alla fine dei conti, vale la pena esercitarsi un po' e fare qualche sforzo per apprendere il linguaggio dell'inconscio, in modo da poterlo comprendere, dialogarci e comunicare. E' davvero piu' facile di quanto sembri, perche' in realta' dobbiamo solo creare nuove immagini.

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AFFERMAZIONE E AUTOIMMAGINE
Il cervello e il sistema nervoso che reagiscono automaticamente all'ambiente sono gli stessi che ci dicono che cosa e' l'ambiente. La normale reazione di timore che si prova in un posto sconosciuto viene comunemente spiegato come dovuto a un'emozione piuttosto che ad un'idea. Tuttavia sono le idee - consistenti in dati ricevuti dal mondo esterno ed elaborati dal cervello - che producono le cosiddette "reazioni emotive". Le emozioni sono la conseguenza delle idee e delle opinioni di cio' che crediamo essere l'ambiente. I messaggi riportatici da quest'ultimo consistono in impulsi provenienti da vari organi sensoriali, impulsi valutati e decifrati dal cervello e trasmessi a noi attraverso idee e immagini mentali. Ed e' a queste immagini mentali - engrammi - che noi reagiamo. Noi agiamo e sentiamo non in conformita' con il reale aspetto delle cose, ma secondo l'immagine che la nostra mente se ne e' fatta. Noi abbiamo alcune immagini di noi stessi, del nostro mondo, della gente che ci circonda, e ci comportiamo, al di la' di cio' che rappresentano, come se queste immagini fossero reali e vere. Infatti, in base ai dati sperimentali, il sistema nervoso non puo' valutare la differenza tra un'esperienza reale e una realmente immaginata. L'aver capito che le nostre azioni, i nostri sentimenti e il nostro comportamento sono il risultato delle nostre immagini e credenze, ci da la chiave che la psicologia ha sempre cercato per il cambiamento. Se riusciamo ad immaginare il successo, in qualunque forma sia per noi significativa, e lo sentiamo come il nostro reale comportamento, aiutiamo il nostro Io a migliorarsi e a valorizzare la fonte della nostra forza interna:

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Lorenzo Manfredini - Training Mentale Base l'autoimmagine. L'immagine che si ha di se stessi e' il parametro entro il quale sottoponiamo ogni esperienza interna ed esterna a confronto. Quello che si immagina che la gente pensi di noi, o quello che si crede di essere, possono contribuire alla nostra fortuna o alla nostra sfortuna, al nostro successo o al nostro insuccesso. Immaginarsi positivamente, felici, fa scattare le reazioni positive dell'organismo e questo non perche' si "vuole" ottenere un risultato, ma perche' nell'immaginazione, a livello subcosciente, si "vede" farlo; ed e' perche' ci si vede che scatta la speranza e la realizzazione. Lo scopo dell'autoimmagine psicologica non e' creare un se stesso fittizio, infinitamente potente, arrogante, egoista e molto importante; ma trovare l'Io reale di noi stessi e porre le immagini mentali di noi stessi piu' in linea con gli oggetti che esse rappresentano. Nei nostri seminari non si dice di credere ciecamente, ma di credere in misura sufficiente da mettere alla prova quanto affermato. Provando l'esercizio di "vedersi" in un nuovo ruolo si cambiano deliberatamente delle convinzioni subconscie, istruendo e riprogrammando precedenti immagini "errate". Il procedimento segue un principio semplice: "la mente non fa differenza fra l'esperienza vissuta e cio' che e' soltanto intensamente immaginato". Gli allenatori sportivi, unitamente ad ausili quali il videoregistratore, usano regolarmente le tecniche dell'affermazione. Durante gli allenamenti si lavora sull'incremento dell'atteggiamento al successo, si precisano mete e programmi da realizzare, attraverso immagini vivide di successo associate a sensazioni fisiche. Il lavoro psicologico dello sportivo e' mirato alla rimozione delle convinzioni negative sulle limita-

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Training Mentale Base - Lorenzo Manfredini zioni fisiche e psicologiche. L'immaginazione affermativa, inoltre, ha applicazioni curative. Si utilizzano immagini e frasi affermative riguardante la salute fisica e psichica, allo scopo di mobilitare le difese attive dell'organismo e rinforzare il sistema immunitario. Il Dott. Carl Simonton, a questo proposito, ha avuto incoraggianti risultati lavorando su pazienti affetti da malattie cancerose attraverso immagini affermative e il rafforzamento di un atteggiamento mentale positivo. Vi e' sempre, naturalmente, qualche dubbio sul fatto che la semplice ripetizione di immagini o dichiarazioni possa aiutare a risolvere i propri problemi. Tuttavia la resistenza si puo' vincere affermando che il nostro organismo sa gia' come funzionare. A noi spetta di facilitare la rimozione delle limitazioni che abbiamo imposto al suo naturale sviluppo. Il resto fa parte del dibattito tra scienza e possibilita'.

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ATTEGGIAMENTO MENTALE POSITIVO


Un'affermazione e un successo duraturi nell'ambito della nostra vita avvengono quando la nostra disposizione interiore diventa un atteggiamento mentale positivo. L'atteggiamento mentale positivo non puo' essere, pero', condizionato alla soluzione di un problema esterno, poiche' risolto un problema ne sorge immediatamente un altro. La vita e' una sequenza di problemi. Se saremo positivi, dovremo esserlo per abitudine mentale e non a causa di qualcosa. La felicita' , a questo proposito, nascera' dall'avere pensieri positivi, gradevoli, per buona parte della giornata, e questo ci rendera' meno schiavi delle circostanze.

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IL POTERE DI SOGNARE
Passiamo un terzo della vita a dormire e sembra del tutto naturale chiederci che cosa accade in quello stato. Il linguaggio simbolico del sogno e' forse l'unico linguaggio universale che sia mai stato creato dall'uomo, rimasto identico per ogni civilta' e nel corso della storia. In esso la logica e' diversa da quella convenzionale diurna, in quanto non lo spazio e il tempo sono le categorie di riferimento, ma l'intensita' e l'associazione. Il sogno e il suo linguaggio sono il veicolo di un potere enigmatico che per vari motivi, incredulita' o incapacita' a comprenderlo, ha fatto parte della cultura degli uomini da sempre. Il merito di aver rivalutato il linguaggio onirico e' stato di S. Freud, che scopri' come il sogno fosse un fenomeno identico sia nella persona sana sia in quella malata. Ma mentre Freud si preoccupo' dei messaggi mascherati del sogno, C.G. Jung si interesso' di piu' a quelle immagini che potevano servire da guida verso la piena realizzazione dell'uomo. E' in questa seconda prospettiva che siamo interessati ad usare e conoscere il linguaggio onirico concordando sulla necessita' di un autoaddestramento per interpretare quei messaggi. Non e' possibile, infatti, scrivere un dizionario di significati onirici (anche se in commercio ne esistono molti!), in quanto ogni simbolo ha un significato unico per chi lo sogna. Oppure, riusciamo ad interpretare un sogno, ma lo releghiamo all'interno delle nostre categorie di pensiero rischiando di perdere cio' che esso rivela potenzialmente. Il sogno rappresenta la strada maestra per arrivare a comprendere il nostro inconscio in modo diretto. Infatti, se e' possibile contestare un genitore, un guru o

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Lorenzo Manfredini - Training Mentale Base un terapeuta, dobbiamo fare "carte false" per non interpretare un sogno il cui messaggio arriva diritto al "cuore". Le cose piu' efficaci che possiamo attuare per isolare il significato del sogno sono: 1) negare la saggezza che vi e' contenuta, non rendendoci conto della sua importanza; 2) interpretare malamente ed in modo distorto il suo significato; 3) non ricordare i sogni. Coloro che hanno indagato sui sogni hanno evidenziato che in essi sono contenute: rappresentazioni di esperienze interiori, retrospettive di passioni represse nel quotidiano, anticipazioni del futuro, rivelazioni dell'inconscia trascendenza dell'individuo e diagnosi di malattie agli inizi, sia fisiche che psicologiche, per citarne alcune. In linea di massima, tecnicamente, le fasi da attuare per lavorare sul sogno sono le seguenti: - Avere l'intenzione cosciente di ricordare i sogni e di concentrarvi l'attenzione. - Essere in sintonia e ricevere i sogni, tenendo un diario, eventualmente discutendone in gruppo. - Interpretare le immagini oniriche personali con varie modalita' e tecniche. - Imparare in modo lucido ad agire sul sogno stesso.

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Training Mentale Base - Lorenzo Manfredini - Associare i messaggi alla vita di ogni giorno, cioe' imparare a guidare se stessi. I consigli per incominciare praticamente ad interpretare i sogni, invece, riguardano le seguenti fasi: 1) Tenere a portata di mano un taccuino, accanto al letto. 2) Prima di addormentarsi, ripetere a se stessi che si intende ricordare un sogno. 3) Nel caso in cui si sia consapevoli di sognare, agire sul sogno con domande chiarificatrici. 4) Da svegli entrare di nuovo nel sogno, allo scopo di ricostruirlo, ponendo domande da svegli. 5) Scrivere pensieri, frasi , parole, immagini o sentimenti, associati alla vita notturna e al risveglio. 6) Appena svegli, riguardare gli appunti sui sogni scritti di notte. La nostra esperienza ci dice che si pu passare anche qualche notte in ansia per applicare quanto abbiamo appena detto. Ciononostante, questa tecnica del ricordare e interpretare il sogno, e' assai pi difficile del rilassamento e pertanto occorre una reale disponibilit ad apprendere. Quello che crediamo affascini di pi la gente comune e' la tecnica del sogno lucido. Essa consiste nella capacit di modificare la realt del sogno mentre sogniamo. E' un modo interessante per affrontare, nel

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Lorenzo Manfredini - Training Mentale Base sogno stesso, le figure paurose che vi compaiono, allo scopo di ridimensionarle e integrarle. Questo avviene grazie al fatto di renderci conto che stiamo sognando e grazie al fatto che i singoli personaggi del sogno rappresentano particelle di una totalit che ci appartiene e che vorremmo integrare. Ponendo domande e agendo al contrario di cio' che sta avvenendo nel sogno "sgonfiamo" questi personaggi "terribili" integrando coscientemente e intenzionalmente alcuni nostri conflitti intimi. Tecnicamente si sviluppa in questo modo: a) Al risveglio ricordiamo un sogno. b) Ci distraiamo per alcuni momenti occupandoci della toilette o di qualunque altra occupazione mattutina. c) Ci riaddormentiamo, ricordando il sogno. d) Agiamo sul sogno. C'e' un'altra cosa che crediamo sia ancora pi affascinante, ed e' svegliarsi quando si e' svegli. Stiamo parlando con qualcuno e siamo imbarazzati. Tutto a un tratto ci ricordiamo che il nostro comportamento e' come un brutto sogno, siamo tesi e sulla difensiva; ci "svegliamo", tiriamo un respiro di sollievo e il nostro comportamento diventa pi spontaneo perch cominciamo ad interessarci del nostro interlocutore e agiamo in modo attivo. La realt di ogni giorno, vissuta in questo modo, diventa il pi bel sogno che possiamo fare e al risveglio scopriremo con soddisfazione che c'e' un nuovo stato di coscienza.

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DIALOGO INTERIORE
Sino ad ora abbiamo elencato gli strumenti che vengono adottati nell'ambito del programma di Training Mentale. Essi sono sviluppati attraverso tecniche e metodi che ne risaltano l'utilizzazione nella pratica quotidiana. Immaginazione, Autoimmagine, Rilassamento, Sogno Lucido, hanno lo scopo di rivelare alla consapevolezza cosciente ci che e' stato definito sovra conscio, la parte pi essenziale del s. Quando ci fa male un ginocchio lo facciamo curare da un ortopedico e non ci identifichiamo con il nostro dolore, anche se lo sentiamo. Ci fa male, ma continuiamo a fare le nostre cose. Lo stesso capita quando viviamo un'emozione, la sentiamo, ma non e' "noi", riusciamo a tenerla distinta da noi. Molto piu' difficile, invece, riconoscere una differenza o assumere una condizione di distacco, quando si tratta di un atteggiamento o di un comportamento che coinvolge la nostra "mente". Falso orgoglio e' definito questo attaccamento della mente alle sue manifestazioni e sappiamo tutti quanto sia difficile dire: "Scusa, ho sbagliato. Ho un carattere collerico, irascibile"; o altro; e ancora piu' difficile e' cambiare il proprio punto di vista per non parlare di certe convinzioni radicate. Sono l'Io e il Se' le due strutture psicologiche che ci permettono di elevarci e crescere come esseri umani. L'Io viene rafforzato dalla disipnotizzazione della cultura in cui cresciamo e dalle sue illusioni. Il Se' diventa accessibile, quando l'Io, nella sua funzione di faro che illumina il sistema organismo, fa si' che questo acquisti coscienza e si realizzi, si integra al se' reale. Quando il Se' comincia ad esprimersi come "un'autorita'" le finalita' coscienti si unificano con quelle sopracoscienti. L'Io si integra al se' reale. Quando cio' avviene non si e' piu' soli, nel mondo si

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Lorenzo Manfredini - Training Mentale Base percepisce il proprio legittimo spazio, e si partecipa alle finalita' comuni. Il Se' puo' essere definito un principio interiore di guida, che determina la maturazione e l'espansione costante della personalita'. Le sue possibilita' di svilupparsi occupano l'intero arco della vita e dipendono dalla disponibilita' dell'Io di seguirne e attuarne i messaggi. Come rendere stabile questa tendenza creativa ed unificatrice della coscienza? Normalmente usiamo le nostre risorse creative in casi di emergenza, dove le capacita' razionali e analitiche non arrivano; e quando, non sapendo rispondere alle cause delle nostre problematiche economiche, coniugali, sociali e di lavoro, ci guardiamo "dentro". Non e' pero' sufficiente riconoscere il potere della creativita' e usarlo solo in casi estremi. Una volta capito come mobilitarlo e' decisivo affermare - nel senso di capire e agire - importanti domande: "Come dovrei vivere la mia vita?", "Come posso diventare piu' umano?", oppure "Che cosa dovrei fare ora?", rispetto alle quali puo' cambiare il nostro modo di vivere. Qualsiasi esperienza che abbia il potere di risolvere i nostri problemi piu' difficili ci fa toccare con mano l'importanza di avere piu' fiducia nelle nostre guide interiori che sono sempre esistite, come figure di assistenti, maestri e guide spirituali, nei nostri sogni. L'idea che abbiamo capacita' superiori, latenti ma accessibili, non e' un concetto nuovo. Quel che e' nuovo e' la necessita' di rendere tali concetti ampiamente disponibili. Nel programma T.M. e' rilevante lo spazio rivolto ad accettare l'idea di superiori capacita' umane nelle immagini che si hanno di se stessi e degli altri. A tale scopo e' proposta la tecnica di trovare una "guida", un consigliere degno di fiducia: "il proprio Se' supe-

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Training Mentale Base - Lorenzo Manfredini riore", che grazie alle immagini ci faciliti l'ottenimento di una mediazione e di un dialogo con il Se' interiore. Questo consigliere interno aiuta a raccogliere dati importanti dal subconscio, migliorando la dimestichezza con parti di se stessi prima irraggiungibili, e indirizza scelte e decisioni presenti e future. Questa tecnica si serve della produzione di immagini come strumento per impiegare l'immaginazione, sotto la guida dell'intelletto e della volonta', e cosi' insegnare a passare con facilita' dal pensiero razionale a quello intuitivo, dal conscio all'inconscio. C.G.Jung indico' tra vari personaggi, che possono fungere da guida, il saggio anziano, figura presente in quasi ogni cultura e religione. Il fatto di usare questa tecnica in modo cosciente permette, piu' facilmente che nel contesto dell'interpretazione del sogno, di ricevere simboli che emergono dall'inconscio. Simili esercizi e stratagemmi per visualizzare un dialogo interiore, protratti nel tempo, appartengono ad una realta' apparentemente molto distante dal quotidiano di ognuno di noi. Ma se grazie a questo dialogo risolviamo un problema, impostiamo meglio la nostra vita e mettiamo in pratica le conoscenze come facciamo con qualsiasi altro tipo di intuizione, non e' forse dire che comprendiamo e creiamo la nostra stessa vita? E non e' questo un modo realmente creativo di sopravvivere?

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CAPITOLO 10 SINTOMI: MAL DI TESTA E CEFALEA


Mal di testa un'espressione generica con la quale si definiscono patologie molto diverse fra loro. Sono state individuate tredici forme di cefalea (termine scientifico con cui si indica il mal di testa) suddivise, a loro volta, in primarie e secondarie, con oltre novanta diverse "sottocategorie". Caratteristiche fondamentali per la classificazione dei vari tipi di cefalea sono: qualit, intensit, ciclicit del dolore e sua modalit di insorgenza. La cefalea primaria rappresenta una malattia vera e propria, indotta da cause non sempre immediatamente identificabili, nell'ambito delle quali si possono individuare alcuni fattori scatenanti di natura ormonale o ambientale. L'emicrania, la cefalea tensiva e la cefalea a grappolo sono le tre principali forme di cefalea primaria. Le cefalee secondarie sono invece dei sintomi indicativi di altri disturbi (allergie, difficolt digestive, sinusite, ipertensione o artrosi) o scatenati da un motivo preciso, come l'assunzione o la mancata assunzione di particolari sostanze quali caffeina, alcool o alcuni tipi di farmaci. Il mal di testa una patologia molto diffusa: in Italia ne soffrono 26 milioni di persone (Eurisko, Nov.1999), di cui la maggior parte donne. anche una malattia sociale che fa perdere oltre duecento milioni di ore di lavoro all'anno e che incide sulla qualit della vita di chi ne colpito. Il mal di testa un'esperienza comune alla maggior parte delle persone. Ognuno di noi ha certamente avuto occasione di sperimentare, almeno una volta nella vita, una crisi di cefalea, associandola di volta in

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Training Mentale Base - Lorenzo Manfredini volta a ragioni diverse: ansia, insonnia, stress, stanchezza, fumo, alimentazione, sforzi fisici, eccetera. Ma quali sono le cause del mal di testa? La difficolt nel rintracciare con sicurezza le cause del mal di testa risiede in gran parte nel fatto che la cefalea pu configurarsi come sintomo di diversi disturbi di natura patologica. Il primo passo da compiere dunque quello di distinguere tra cefalee primarie (cefaleemalattia) e cefalee secondarie (cefalee-sintomo). Mentre le secondarie rappresentano un sintomo di altre malattie, le primarie sono esse stesse la malattia. Nell'ambito delle principali forme di cefalee primarie (cefalea tensiva, emicrania e cefalea a grappolo) i meccanismi da cui scaturiscono gli attacchi sono poi di natura diversa a seconda dei casi. importante distinguere tra cause e fattori scatenanti. Con il termine cause si intendono quelle alterazioni di fattori fisiologici interni al nostro organismo (alterazioni di tipo vascolare, nervoso, muscolare, ormonale, eccetera) che sono responsabili dell'insorgere del dolore. I fattori scatenanti sono rappresentati, invece, dall'insieme di elementi e situazioni in grado di indurre, in qualche modo, le modifiche funzionali che causano il dolore, quindi stress, intensa attivit lavorativa, mancanza di sonno, esposizione a particolari fattori ambientali, fumo, alimentazione inadeguata, consumo eccessivo di alcool, mantenimento di posizioni scorrette, eccetera. Le modalit con cui i fattori scatenanti interagiscono con il nostro organismo non sono completamente note. Le diverse forme di cefalea, emicrania, cefalea a grappolo, cefalea tensiva, hanno ciascuna una cura specifica, che correlata con le cause che determinano l'insorgere del dolore. Affinch la cura sia vera-

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Lorenzo Manfredini - Training Mentale Base mente efficace, quindi, fondamentale identificare con la maggior precisione possibile il tipo di mal di testa in questione e le sue caratteristiche. A questo scopo ci si pu servire di un "diario del mal di testa", dove annotare sintomi, fattori scatenanti e, in generale, tutto ci che accompagna la crisi dolorosa. uno strumento utile per avere una diagnosi precisa e per permettere al medico di scegliere la terapia migliore. Un altro metodo per monitorare il proprio mal di testa compilare il Midas (Migraine Disability Assesment Scale), un test di carattere scientifico che consente di calcolare il grado di disabilit determinato dalla cefalea. Una volta accertata la natura della cefalea, si pu scegliere il trattamento pi adatto, che quasi esclusivamente di tipo farmacologico nel caso dell'emicrania e della cefalea a grappolo. Soprattutto nel caso della cefalea tensiva si pu ricorrere anche a metodi di cura alternativi. Per trovare sollievo al dolore si pu ricorrere anche a quelli che possiamo definire "i rimedi della nonna", tramandati dalla tradizione popolare. Una precauzione importante da prendere durante la crisi di mal di testa il riposo: buio, silenzio e sonno sono spesso in grado di porre fine all'attacco e favoriscono la velocit d'azione di un farmaco. Altri tipi L'IHS (International Headache Society) ha classificato ben tredici tipi di cefalee, suddividendole in due categorie: primarie e secondarie. Le cefalee primarie sono vere malattie e non hanno una causa specifica che ne giustifichi l'insorgere. Appartengono a questo gruppo emicrania, cefalea tensi-

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Training Mentale Base - Lorenzo Manfredini va, cefalea a grappolo e altri tipi di cefalee non associate a lesioni strutturali, ma innescate da vari, e spesso insospettabili, fattori. Le cefalee secondarie, invece, sono scatenate da cause diverse da quelle del mal di testa e possono essere sintomo di un'altra malattia. Si manifestano come conseguenza di: traumi cranici o, comunque, lesioni del capo; malattie o disfunzioni dei vasi sanguigni della circolazione celebrale, per esempio ischemia, trombosi, aneurisma ed emorragia cerebrale; malattie del cervello o delle strutture circostanti, come tumori o meningiti; assunzione o sospensione di sostanze esogene, come alcool, caffeina, oppiacei; infezioni virali o batteriche; malattie del metabolismo, come diabete o malattie renali; dolori facciali legati a patologie del cranio, del collo, delle orecchie, del naso, dei denti, della bocca; nevriti e nevralgie craniche. Vi poi un certo numero di cefalee non classificabili. Possiamo ricordare in particolare alcune delle patologie elencate. La nevralgia del trigemino l'irritazione di uno dei due nervi cranici (localizzati uno a destra e uno a sinistra del cranio) che danno mobilit e sensibilit al volto. Il dolore si manifesta solo su met della faccia, intensissimo e compare all'improvviso. Il dolore scatenato ogni volta che si muove o si stimola la parte interessata (per esempio parlare, masticare, lavarsi il volto), dura uno spazio di tempo di solito breve, ma pu presentarsi pi volte al giorno. Anche la sinusite, l'infiammazione dei seni nasali e paranasali, ha tra le sue conseguenze un fastidioso mal di testa in corrispondenza delle arcate sopracciliari, sotto gli occhi e alla radice del naso. Il dolore

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Lorenzo Manfredini - Training Mentale Base di tipo gravativo ed descritto come un peso, acutizzato dalla pressione delle dita sulla zona interessata. Il mal di testa dovuto alla malocclusione dell'articolazione temporo-mandibolare si localizza sotto l'orecchio, diffondendosi verso le guance e il collo. causato dal fatto che le arcate mandibolari non combaciano perfettamente, per motivi di costituzione fisica o per interventi dentistici mal riusciti o non effettuati. Alcune cause e fattori scatenanti La postura Forse pu sembrare strano, ma il cerchio alla testa che infastidisce tanto pu avere un'origine banale: una posizione scorretta del corpo. Una postura errata pu provocare un'eccessiva tensione dei muscoli della testa e del collo, condizione che rappresenta una delle principali cause della cefalea tensiva, una delle forme pi comuni di mal di testa. In questi casi il rimedio semplice, basta scoprire quali posizioni mettono a dura prova nervi e muscoli e imparare a governare meglio i movimenti. In automobile, per esempio, guidare tenendo il corpo proteso verso il volante pu mettere in tensione la muscolatura e far partire "in quarta" il mal di testa. La soluzione semplice: guidare sempre con la schiena appoggiata al sedile, dopo averlo regolato nella posizione pi comoda. Se il traffico intenso, oltre ad aumentare lo stress aumenta anche la tendenza ad aggrottare continuamente la fronte e il cerchio alla testa si stringe sempre pi. Se non si riesce a sfuggire alla congestione del traffico, consigliamo di farsi accompagnare, durante la guida, da una rilassante musica di sottofondo. Passare molto tempo alla scrivania, con la testa reclinata in avanti per leggere o scrivere, non molto sa-

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Training Mentale Base - Lorenzo Manfredini lutare. Se non vuole che il mal di testa ci faccia compagnia, bene usare una sedia con schienale e sedile regolabili e tenere la schiena dritta e gli avambracci appoggiati sul tavolo con i gomiti ad angolo retto. Sciogliamo almeno ogni due ore i muscoli delle spalle, rimanendo con la schiena diritta e lasciando cadere le braccia lungo il corpo. Se poi usiamo un computer c' qualche regola in pi da seguire. Attenzione anche al letto! Un cuscino o un materasso troppo duri o troppo molli possono causare un'antipatica cefalea al risveglio. Infine un'avvertenza per tutte le donne: i tacchi alti possono provocare il mal di testa, perch il corpo costretto a irrigidire i muscoli del dorso per mantenere il giusto equilibrio nella posizione eretta. Anche in questo caso il rimedio semplice: scarpe con un tacco non pi alto di tre o quattro centimetri e, quando possibile, camminare a piedi nudi. Al computer Quando ci si siede davanti al computer alcune semplici regole ci aiuteranno a mantenere una posizione corretta e a evitare inutili affaticamenti che possono sfociare in un fastidioso mal di testa. 1. La parte superiore del monitor deve stare al livello degli occhi o appena pi in basso, cos possibile tenere la testa e il collo eretti. 2. Occorre collocare la tastiera in una posizione centrale sulla scrivania, davanti al monitor o ai documenti che si stanno consultando. 3. La distanza della tastiera deve permettere di tenere gli avambracci stesi e rilassati e appoggiati sulla scrivania. 4. Sarebbe opportuno usare un sedile regolabile in altezza.

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Lorenzo Manfredini - Training Mentale Base 5. Sistemare lo schienale del sedile in modo che sostenga la zona lombare, con un inclinazione tra i 90 e 110. 6. Appena si sente in fastidio al collo o alle mani occorre fermarsi, alzarsi e fai quattro passi nella stanza. 7. In ogni caso utile prendersi una pausa dopo due ore passate davanti al computer. Lo stress Che stress! Quante volte abbiamo usato questa espressione?! Sicuramente molte, e a ragione: lo stress considerato la malattia del secolo, ne soffrono addirittura due italiani su tre. Ma cos' lo stress? Possiamo definirlo "ansia da prestazione". Ci assale, infatti, quando affrontiamo in maniera troppo emotiva le situazioni quotidiane, oppure in tutte quelle occasioni della vita in cui siamo presi da mille cose o ci sentiamo in dovere di dare il cento per cento di noi stessi. E queste occasioni sono veramente numerose: una scadenza molto vicina, un lavoro urgente, un'interrogazione o un compito in classe e, ancora, i conflitti familiari, le emozioni intense, le malattie, le fasi di cambiamento di vita, come il matrimonio o la nascita di un bimbo. Il problema dello stress interessa in special modo i manager o chiunque occupi ruoli di grande responsabilit, e le donne, sempre pi spesso divise fra gli impegni della famiglia e quelli del lavoro. Ma cosa c'entra lo stress con il mal di testa? C'entra, c'entra ... Quando ci si trova nel bel mezzo di una situazione snervante, anche se non ce ne accorgiamo, irrigidiamo e teniamo contratti i muscoli del collo, delle spalle e del cranio. Questo atteggiamento pu far scattare il cosiddetto "cerchio alla testa", provocando un attacco di cefalea tensiva, una forma di mal di testa non particolarmente dolorosa ma molto fastidiosa.

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Training Mentale Base - Lorenzo Manfredini Lo stress anche uno dei fattori che possono scatenare l'emicrania, che si manifesta con un dolore pulsante che interessa un solo lato della faccia. Nelle crisi di cefalea tensiva il dolore si fa sentire proprio mentre si sta vivendo la situazione stressante, al contrario nell'emicrania questo compare in un momento successivo alla fase di stress, mentre ci si rilassa. Questo quanto accade, per esempio, con la cosiddetta cefalea da week end, un attacco di emicrania che aggredisce abitualmente durante il fine settimana. Il rimedio al "mal di testa da stress" semplice, almeno a dirsi: provare a eliminare l'ansia e la tensione ed evitare, per quanto possibile, le situazioni che le provocano. Per combattere lo stress bisogna prima di tutto saperne riconoscere le cause e poi imparare a gestirlo nella maniera migliore. Un valido aiuto rappresentato proprio dalle tecniche di rilassamento specifiche. Ricordiamoci che, analogamente allo stress, anche uno sforzo fisico intenso pu provocare un mal di testa pulsante e persistente, specie se non si al massimo della forma o si particolarmente stanchi. Quindi va bene lesercizio fisico, ma attenzione a graduare l'intensit dellallenamento. Lo stress e tutti gli stati emotivi ad esso associati, come ansia, depressione, stanchezza, tensione nervosa e insonnia, sono considerati i principali fattori scatenanti la cefalea tensiva, tanto che questa viene spesso considerata un disturbo psicosomatico. Quando ci si trova in questi stati si tende a respirare di meno e a convogliare nelle spalle la tensione accumulata e a contrarre le fasce muscolari del cranio e del collo. Questo sforzo, involontario ma continuo, si traduce in mal di testa.

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Lorenzo Manfredini - Training Mentale Base stato inoltre dimostrato che le persone particolarmente stressate hanno una soglia del dolore alterata, pi bassa della media, a causa della diminuzione del livello delle endorfine. Queste sono sostanze prodotte dal cervello, che funzionano come analgesici naturali e svolgono un ruolo fondamentale nel ridurre la sensibilit al dolore. Quando il livello di endorfine diminuisce, anche una semplice contrattura muscolare pu essere avvertita in maniera pi dolorosa e intensa. Bisogna infine segnalare che, mentre l'attacco di cefalea tensiva causato da stress si verifica nel momento stesso in cui si vive la situazione stressante, nel caso dell'attacco di emicrania indotto dallo stress, il dolore arriva quando l'episodio che lo ha provocato terminato. Tabacco e alcol "Bacco, tabacco e Venere riducono l'uomo in cenere" recita il famoso proverbio. Forse esagera ma certamente gli stravizi non giovano alla salute. Nel caso del mal di testa, poi, possono rivelarsi la causa di una crisi, specialmente per chi naturalmente predisposto alla cefalea. Il fumo, tra le sue tante controindicazioni, ha anche quella di mettere in circolo nel sangue una grande quantit di monossido di carbonio, che va a sostituirsi all'ossigeno nei globuli rossi. Mancando l'ossigeno, il cervello ne patisce e si mettono in moto fenomeni di vasomotilit, cio di cambiamento del calibro dei vasi sanguigni, che provocano il dolore. Smettere di fumare, quindi, o almeno diminuire il numero delle sigarette giornaliere, una buona norma in generale e un'ottima regola se vuoi evitare un fastidioso mal di testa. Cosa dire poi delle bevande alcoliche? L'alcol un potente vasodilatatore e, in pi, aumenta la produzione

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Training Mentale Base - Lorenzo Manfredini di istamina, una sostanza in grado di provocare mal di testa. Gli effetti di tutto questo, se si predisposti, sono dannosi anche se si beve "solo un goccio". Il ben noto mal di testa da sbornia, dovuto agli effetti residui del troppo alcol, si accompagna a un generale stato di malessere. Per evitare le conseguenze pi spiacevoli di un'abbondante bevuta, utile mangiare un po' di miele prima di andare a dormire. Il miele, infatti, contiene il fruttosio, lo zucchero derivato dalla frutta, che aiuta l'organismo a smaltire pi rapidamente l'alcol. Parliamo ora di Venere. La cosiddetta cefalea da rapporto sessuale colpisce "durante" il rapporto e interessa esclusivamente quei maschi che sono naturalmente predisposti a questo tipo di mal di testa. Non dovuta alla qualit o alla quantit delle "prestazioni" ma dipende dall'aumento della pressione arteriosa che accompagna l'eccitazione sessuale. Anche dormire troppo o troppo poco pu dare alla testa, perch altera i ritmi naturali di sonno e veglia e, di conseguenza, la produzione di alcune sostanze che influiscono sul nostro benessere. Un tipico caso la cefalea del nottambulo, il mal di testa che viene quando si fanno le ore piccole la notte e poi si tenta di recuperare durante il giorno il sonno perduto. Un altro la cefalea da week end, che colpisce durante il fine settimana quando si modificano gli orari del sonno rispettati dal luned al venerd. L'ambiente Lambiente in cui si vive, come facile immaginare, influisce fortemente sulla qualit della nostra vita e sullo stato di salute. In particolare, esistono numerosi fattori di natura ambientale che possono scatenare o aggravare le crisi di cefalea nei soggetti predisposti. Ecco i principali. Se si ha naso e orecchie "sensibili" cercare di evitare i

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Lorenzo Manfredini - Training Mentale Base rumori e gli odori troppo intensi. Il chiasso assordante, un suono acuto e prolungato, aromi e fragranze pungenti ma anche un profumo particolarmente intenso possono, infatti, far scattare il mal di testa. Un effetto analogo pu avere la luce troppo forte, soprattutto quando fissata a lungo. Se quota e testa non vanno d'accordo, attenti alle escursioni in alta montagna. L'effetto che l'altitudine esercita sulla qualit dell'aria in alta quota pu, infatti, avere ripercussioni anche su di noi. Con l'aumento della quota, l'aria diventa pi rarefatta e pu provocare mal di testa, vertigini e nausea. Per evitare questo sgradevole effetto da altura basta salire in modo graduale e fermarsi spesso durante il percorso per consentire all'organismo di adattarsi un po' per volta al cambiamento di altitudine. Paura di volare? Se si soffre di questa fobia, abbiamo una scusa in pi per preferire altri mezzi di trasporto. La pressurizzazione cui sono sottoposte le cabine degli aerei e gli effetti spesso destabilizzanti del cambiamento di fuso orario sono, infatti, due fattori che possono indurre mal di testa, insonnia e senso di stordimento. Quando ci si sposta in aereo, soprattutto per destinazioni lontane, utile cercare di dormire almeno qualche ora durante il viaggio senza appesantirsi eccessivamente con il cibo prima e durante il volo. Tra i fattori ambientali che pi influiscono sulla comparsa del mal di testa, possiamo sicuramente citare il clima e l'inquinamento nelle sue diverse forme Un discorso a parte merita la casa, il primo ambiente con cui ci rapportiamo ogni giorno. I cibi Ci mai capitato di avere mal di testa dopo un pranzo, una cena o magari un banale spuntino? Se la risposta s, probabilmente abbiamo mangiato qualche cosa che ce lo ha scatenato.

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Training Mentale Base - Lorenzo Manfredini Esistono molti alimenti che possono determinare una crisi di mal di testa. Questo perch i cibi in questione contengono particolari sostanze vasodilatatrici che, inducendo un allargamento dei vasi sanguigni (compresi quelli del cranio), provocano il dolore. Non confondiamo, per, questo tipo di mal di testa, generalmente sopportabile, con quello causato dalle allergie alimentari! In questo caso il dolore una risposta del corpo a qualche sostanza che scatena una reazione immunitaria. Riconoscere questo mal di testa "allergico" facile perch spesso accompagnato da altri fastidiosi sintomi, come eruzioni cutanee, aumento del battito del cuore, disturbi intestinali. Per evitare il mal di testa da cibo l'unico rimedio quello di prestare attenzione a ci che si mangia. Cerchiamo, quindi di riconoscere e di limitare, o meglio ancora eliminare, le pietanze e le bevande "a rischio". Seguiamo una dieta sana e bilanciata, ricca di alimenti come carni e verdure fresche che contengono magnesio, sostanza che sembra capace di prevenire la cefalea. Altri cibi consigliati sono latte, yogurt, pane bianco, zucchero, miele, pesce e cereali. Durante la gravidanza e l'et dello sviluppo, o nella stagione estiva, si dovrebbe associare alla dieta vitamine e sali minerali, la cui carenza, dovuta allo sforzo e al caldo, rende pi esposti alla crisi. Abbondiamo pure con il peperoncino che, grazie alla capsaicina (sostanza capace di regolarizzare la circolazione del sangue e di ridurre la produzione delle sostanze che trasmettono il dolore) sembra essere un ottimo antidolorifico. Anche il digiuno pu scatenare il mal di testa. Quando assumiamo pochi zuccheri possiamo incorrere in una crisi ipoglicemica (il cosidetto "calo di zuccheri") che ha un effetto dilatante sui vasi sanguigni del cranio. Per evitare questo fastidio, che generalmente compa-

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Lorenzo Manfredini - Training Mentale Base re a met mattina e per garantirci una riserva di energia, facciamo una prima colazione completa, abbinando a caff, t o latte, biscotti, fette biscottate, magari con la marmellata e cereali. Vi , infine, un mal di testa dovuto alla temperatura del cibo. Quando mangiamo un gelato o un ghiacciolo, si manifesta un dolore lancinante e improvviso, dovuto all'eccessiva sollecitazione delle terminazioni nervose del palato. Anche in questo caso l'unico consiglio quello di evitare di mangiare troppi cibi freddi o, quanto meno, di mangiarli lentamente. La donna Lo stato di salute di una donna dipende molto dal suo delicato equilibrio ormonale, spesso soggetto ad alterazioni durante le diverse fasi della vita. Il ciclo mestruale, la gravidanza, la menopausa, l'uso di contraccettivi orali, sono tutte situazioni in cui si verificano variazioni ormonali che possono scatenare attacchi di mal di testa. Quando il mal di testa donna! Per molte donne, il legame tra ciclo mestruale e mal di testa un evento tristemente noto. Secondo l'ACHE (American Council for Headache Education) almeno il 60% delle donne che soffre di mal di testa lamenta un aumento nel numero di attacchi di cefalea durante il periodo mestruale. Mentre una percentuale minore (circa il 10%) riferisce di accusare crisi di emicrania solo in corrispondenza dei giorni del ciclo e non altrimenti. In realt, anche se l'effetto esercitato dalle variazioni ormonali sul "mal di testa femminile" da tempo una conoscenza acquisita, il meccanismo con cui tale influenza si verifica rimane ancora in parte sconosciuto. Perch gli ormoni ci danno alla testa? L'origine del "mal di testa al femminile" legata alle variazioni ormonali che si verificano in particolare momenti della

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Training Mentale Base - Lorenzo Manfredini vita di una donna. Anche se il meccanismo di interazione non ancora del tutto chiaro, stato ipotizzato da tempo che gli estrogeni (gli ormoni sessuali femminili) giochino un ruolo determinante nel causare la cosiddetta "sindrome mestruale". Sembra, infatti, che il brusco calo di estrogeni, che si verifica in concomitanza dell'arrivo del ciclo, causi una riduzione di alcune sostanze prodotte dal cervello (le Beta-endorfine) che svolgono un ruolo determinante nel ridurre la sensibilit al dolore. Con il calo degli ormoni, aumentano invece le prostaglandine, sostanze responsabili dei processi infiammatori che facilitano gli squilibri nella circolazione sanguigna cerebrale. Anche il progesterone, altro ormone sessuale femminile, coinvolto nell'insorgenza del mal di testa femminile: il suo livello scende alcuni giorni prima dell'inizio delle mestruazioni causando quella che alcuni identificano come "emicrania premestruale". Metodi di prevenzione e trattamento Norme generali Prevenire il mal di testa possibile applicando e rispettando, innanzitutto, alcune semplici norme e buone abitudini di vita: controllare la propria dieta, eliminare o ridurre il fumo e l'alcol, fare un'adeguata attivit fisica, non assumere o mantenere a lungo posizioni del corpo scorrette, cercare di gestire ansia e stress. Prevenzione farmacologia La prevenzione attraverso i farmaci (terapia di profilassi), consigliata nei casi di dolore cronico o frequente e nelle forme di cefalea particolarmente dolorose, varia a seconda del genere di mal di testa e deve essere studiata in base alle indicazioni e alle caratteristiche del paziente. L'assunzione dei medicinali

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Lorenzo Manfredini - Training Mentale Base deve avvenire, naturalmente sotto il controllo del proprio medico curante. Nel caso dell'emicrania si interviene con la terapia di profilassi quando si hanno tre o pi crisi al mese, che durano almeno due giorni. La profilassi particolarmente indicata nel caso della cefalea a grappolo, perch pu aiutare a ridurre la durata degli attacchi e anche perch, data la brevit delle crisi, spesso il trattamento sintomatico non ha il tempo di agire. La cefalea tensiva pu richiedere un trattamento preventivo nel caso sia cronica, con pi di due attacchi alla settimana. Trattamento farmacologico L'efficacia del trattamento farmacologico dell'emicrania dipende, in buona misura, dalla tempestivit con cui si interviene. Gli analgesici da banco, soprattutto se assunti all'insorgere dei primi sintomi, possono risultare efficaci nel contrastare il dolore provocato dagli attacchi emicranici di minore intensit. Questi farmaci esercitano, infatti, azione antidolorifica e antinfiammatoria. Nei casi di crisi pi dolorose e acute, si pu ricorrere ai triptani, farmaci che agiscono sui recettori della serotonina riducendo la dilatazione dei vasi cerebrali. Queste sostanze, per, possono avere effetti collaterali (costrizione al petto, stanchezza) e sono controindicati in determinate situazioni. In passato venivano usati gli ergotaminici (derivati dell'ergot), farmaci che, esercitando un'azione vasocostrittrice, contrastano la fase di vasodilatazione cranica responsabile dell'insorgere del dolore. In tutti i casi, dal momento che la nausea spesso un

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Training Mentale Base - Lorenzo Manfredini sintomo di accompagnamento nelle crisi emicraniche, preferibile (quando possibile) limitare l'uso di farmaci per somministrazione orale per evitare il rischio che questi possano indurre il vomito. bene ricordare, infine, che l'assunzione di farmaci dovrebbe sempre avvenire dietro indicazione del proprio medico. Alcuni di questi farmaci possono, infatti, presentare effetti collaterali, risultare inadeguati per chi soffre di altre patologie (disturbi cardiaci, circolatori o renali) o essere sconsigliati durante la gravidanza. IL CONTROLLO DEL DOLORE Metodi "dolci" Attraverso le tecniche del Programma di Training Mentale avviene una comunicazione di idee e concetti ad un livello tale - livello soggettivo - che massimizza la motivazione ad esplorare le potenzialita' del proprio corpo in direzione del controllo delle sue reazioni psicologiche e fisiologiche. Per la maggior parte delle persone, il dolore e' una sensazione immediata, soggettiva, che capta tutta l'attenzione, un'esperienza assolutamente penosa che, al meglio delle convinzioni e dei modi di vedere di chi ne e' vittima, e' totalmente incontrollabile. E tuttavia, a seguito degli eventi della nostra vita, noi tutti abbiamo immagazzinato nel nostro corpo certi apprendimenti, associazioni e condizionamenti, di varia natura che ci rendono possibile controllare e persino eliminare il dolore. Basta pensare a situazioni di tensione e angoscia per rendersi conto che il dolore piu' grave svanisce quando la consapevolezza di chi ne e' vittima e' costretta a concentrarsi su altri stimoli. Come esempi, tratti dalla vita di ogni giorno, abbia-

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Lorenzo Manfredini - Training Mentale Base mo il mal di denti, che dimentichiamo mentre ci rechiamo dal dentista; o quel mal di testa che svanisce mentre seguiamo una conferenza interessante. Attraverso esperienze di questo tipo, il corpo impara una gran varieta' di associazioni e condizionamenti. Questi apprendimenti inconsci, ripetutamente rinforzati da ulteriori esperienze di vita, costituiscono la fonte di quelle potenzialita' che possono essere utilizzate attraverso tecniche di Training Mentale. per controllare intenzionalmente il dolore, e senza ricorrere a farmaci. Per poter impiegare alcune tecniche specifiche nel trattamento del dolore, e' necessario considerare il dolore nel modo piu' analitico possibile, e invece di lottare per eliminarlo, impariamo innanzitutto a: 1. Riconoscere cio' che non va ( ad esempio: "Ho mal di testa") 2. Riconoscere il bisogno di cambiare (" Non voglio avere il mal di testa") 3. Dire a se stessi come si vorrebbe essere ( "Voglio che la testa sia sgombra e rilassata") La nostra mente funziona come un calcolatore elettronico e non facendo salti nel processo di elaborazione, ha bisogno di ricevere disposizioni precise. Il dolore non e' solo uno stimolo nocivo semplice, e' innanzitutto un'esperienza conscia, soggettiva, con significati emotivi e psicologici spiacevoli: e' una forza propulsiva, motivante nelle esperienze della vita. Costituisce la ragione principale dell'andare alla ricerca di un medico o di uno psicoterapeuta. Il dolore e' un complesso formato dal dolore passato che viene ricordato, dal dolore attuale e dall'anticipazione del dolore futuro. Dunque, il dolore presente viene aumentato dal dolore passato e accresciuto dal-

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Training Mentale Base - Lorenzo Manfredini la possibilita' del dolore futuro. Lo stimolo doloroso immediato non e' che un terzo, centrale, dell'esperienza complessiva. Quando ci si rende conto che il dolore attuale e' un evento isolato, grazie ad un atteggiamento mentale positivo e ad affermazioni verbali adeguate, si riesce a ridurre e quindi a controllare lo stimolo doloroso. Anche l'abitudine ha la sua rilevanza. Il protrarsi di un dolore in una zona del corpo pu portare all'abitudine di interpretare come dolorose tutte le sensazioni di quella zona. Il dolore, essendo un meccanismo somatico protettivo, motiva la persona a proteggere quella parte e a cercare aiuto. A questo scopo e' importante riuscire, grazie alla propria aumentata ricettivita' e sensibilita' corporea, a sentire i molti modi sensazioni - attraverso i quali il dolore si puo' esprimere. In questo caso, una tecnica a-specifica di rilassamento puo' far sparire il dolore. Per controllare il dolore, oltre alla tecnica citata in precedenza e definita "dei tre passi" e realizzata in stato di rilassamento, ce ne sono altre che tutti abbiamo sperimentato nella nostra vita e che possono tornarci ancora utili. a) Uno dei modi per affrontare le sensazioni spiacevoli e' quello di dimenticarle - come quando si va al cinema, ci si lascia assorbire dalla trama, e intanto si dimentica il mal di testa. Magari ci ricordiamo dopo che avevamo il mal di testa. b) Una tecnica eccellente per affrontare il dolore l'analgesia. Attraverso questa si provoca una perdita del dolore mantenendo intatte le sensazioni tattili, le sensazioni di pressione e le sen-

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Lorenzo Manfredini - Training Mentale Base sazioni cenestesiche. c) Sostituire sensazioni spiacevoli con sensazioni piacevoli. Questa e' una tecnica nella quale si offrono piu' informazioni e si sostituiscono le sensazioni spiacevoli cercando quelle positive e piacevoli. d) Un'altra importante misura per affrontare il dolore e' la dissociazione psicologica. E' la sensazione che si ha metaforicamente quando: "il corpo e' a letto e la testa e' sul comodino". Il corpo puo' provare tutto il dolore possibile, ma il sistema percettivo non supera la soglia di attenzione. e) C'e' poi un altro modo di affrontare il dolore che comporta il disorientamento della percezione del corpo. Si attua, ad esempio, con i bambini quando si fanno male, e gli si chiede:" Ti fa male qui, qui o qui?", indicando punti diversi del corpo. Disorientati, e' piu' facile che accettino l'indicazione che si tratta di un dolore sopportabile, quasi nullo. f) Da ultimo, e' possibile usare il metodo di ridurre un dolore dal 100%, al 90%, al 70% e cosi' via. Queste sono tecniche che, come abbiamo detto all'inizio, riguardano le esperienze di vita di ognuno di noi. Si attuano perlopi in modo inconscio e si tratta di usarle in modo cosciente e deliberato.

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UN ALTRO PUNTO DI VISTA SUL "GUARIRE"


Ci troviamo spesso di fronte ad individui che sperano, attraverso le tecniche di Training Mentale, di risolvere efficacemente e definitivamente alcuni loro sintomi o malattie o problemi, e di tornare "in fretta" come erano prima di tali episodi. In altre parole chiedono di poter "guarire". Il training porta sostanzialmente verso un maggiore equilibrio psicofisico e ad un interessante miglioramento attraverso in cambiamento dell'atteggiamento con cui ognuno analizza affronta le cose. Questo e' possibile quando si riesce a capire il linguaggio della coscienza, a comprenderne le carenze e a colmarle. Il nostro intervento riguarda il coinvolgimento pieno, di disponibilita' e potenzialita', dell'unica persona che puo' fare qualcosa per se stessa; e cioe' ci prodighiamo affinche' la persona coinvolta si renda ben conto che e' la vera e autentica artefice del proprio miglioramento e cambiamento. La malattia, il sintomo o il problema, che di solito motiva l'interessamento ad un corso di Training Mentale, non riguarda disturbi casuali, e quindi sgraditi, che ci colgono per strada. Anzi, potenzialmente, sono una opportunit per rivedere la direzione e lo scopo della vita e rappresentano un messaggio capace di rivelare, se correttamente interpretato, le necessit e i bisogni profondi, fino ad ora evasi. La malattia, il sintomo o il problema, in realt, ci informano sulla correttezza della via che abbiamo intrapreso. Perci "guarire" non e' solo vincere un sintomo ma diventare pi sani, pi integri, pi completi. E questo avviene attraverso la dilatazione di tutti i piani della coscienza nei quali viene integrato ci che e' in ombra e viene portato a termine l'incompiuto. In questo senso c'e' una notevole differenza tra la guarigione sintomatica e la guarigio-

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Lorenzo Manfredini - Training Mentale Base ne dei significati nel senso di espansione della coscienza. La prima e' interessata all'eliminazione del "problema"; la seconda alla comprensione profonda dei significati che il problema veicola. Lo scopo, per quanto riguarda la nostra prospettiva di intervento, non e' combattere la malattia, ma utilizzarla. Per poterlo fare si dovr accettare la malattia e la guarigione come importanti aspetti della vita, come due lati della stessa medaglia. Entrambe hanno una loro dignita': la malattia veicola un messaggio; la guarigione si esprime come dilatazione della coscienza. Per ironia della sorte, la malattia, il sintomo o il problema, persisteranno finche' escluderemo qualcosa dalla nostra coscienza o ci lasceremo limitare da qualcosa. E quando diremo: "Questo io non lo faro' mai!", "questo non mi e' possibile accettarlo!", realizzeremo il modo migliore per "non guarire". Infatti, non e' primariamente il sintomo che va eliminato, anche, ma e' la consapevolezza, soprattutto, che dovremo educare e sviluppare. Quale e', dunque, il servizio che ci rende la malattia? Essa ci permette di disseppellire i lati d'ombra della coscienza, portare i contenuti repressi alla luce, affinche' trovino adeguato riconoscimento. Normalmente verifichiamo che alla malattia chiudiamo gli occhi. E' questo il vero problema, la malattia la combattiamo come un nemico. Quando invece saremo cresciuti in consapevolezza potremo aiutarci con diversi strumenti che hanno lo scopo di illuminare il messaggio della malattia, del sintomo o del problema. Alcune di queste procedure riguardano: 1) L'interpretazione dei sintomi non solo come catene causali fisiologiche, morfologiche, chimiche, nervose, ma come contenuti e manifestazioni soggettive che veicolano un messaggio.

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Training Mentale Base - Lorenzo Manfredini 2) L'analisi del momento in cui il sintomo si manifesta, interrogandosi sulla situazione di vita, i pensieri, le fantasie, i sogni, gli eventi e le notizie relative al momento della comparsa del sintomo. 3) La trasformazione del linguaggio del corpo in un linguaggio psicosomatico, simbolico. 4) Il porsi domande come "Cosa mi impedisce di fare, il sintomo?" e "A che cosa mi costringe, il sintomo?". Se ci atterremo a queste indicazioni potremo acquisire una notevole conoscenza del significato del nostro "sintomo". Anche se non e' possibile dire in anticipo fino a che punto l'esperienza acquisita penetrera' nella coscienza, con tutte le sua conseguenze, possiamo dire che cio' dipendera' dall'evoluzione emozionale e spirituale di ogni individuo. Piu' forte sar la resistenza personale, piu' forte verr percepito il problema; piu' estesa sar la comprensione dei problemi, piu' opportunita' si avranno di adottare i metodi appropriati per risolverlo. E' per questo motivo che nelle esperienze teorico-pratiche dello sviluppo personale hanno una rilevanza enorme lo sviluppo dell'immaginazione, dell'autoimmagine, del rilassamento, dell'interpretazione dei sogni e del dialogo interno: per dilatare la coscienza, per superare le limitazioni interiori e per sviluppare la creativita'. Prima che un problema si manifesti nella realta' quotidiana, si presenta nella mente come tema, idea, desiderio o fantasia. Dietro una malattia si cela un'intenzione, un contenuto, che ha la possibilita' di realizzarsi in modo concreto. Per questo una malattia puo' usare come causa tutte la cause possibili. In altre pa-

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Lorenzo Manfredini - Training Mentale Base role, non sono le condizioni esteriori ad ammalare l'uomo, e' l'uomo che utilizza tutte le possibilita' per metterle al servizio della sua malattia. E si arriva a soffrire sempre e soltanto della propria mancanza di coscienza. Piu' aperta e disponibile, invece, una persona sara' nei confronti degli impulsi che le vengono dall'inconscio, piu' pronta sara' a dare uno spazio ai propri impulsi, tanto piu' vivace e affascinante sara' la sua vita. E' evidente come tutto questo debba avvenire grazie ad una costante evoluzione fisica, emozionale, mentale e spirituale. "Ma, se non tutte le persone sono allo stesso grado di consapevolezza? ; e se le malattie, i sintomi e i problemi persistono?; che fare?". Se si accetta che e' la dilatazione della coscienza che guarisce, e non la "pillola", di qualunque genere essa sia, allora si puo' fare molto. Infatti e' possibile, usando le tecniche del Training Mentale: - stimolare i processi soggettivi in modo che funzionino in forma mirata; - utilizzare i meccanismi mentali e le caratteristiche della personalita' per il conseguimento di obiettivi specifici; - portare a termine esperienze a livelli diversi di coscienza, attraverso l'immaginazione e il pensiero, in modo da riorganizzare, ri-associare e proiettare esperienze soggettive per arricchire il mondo interiore; - usare i pi profondi livelli di coscienza per realizzare una ri-sintesi interiore del comportamento complessivo dell'individuo.

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Training Mentale Base - Lorenzo Manfredini Per avere risultati pratici e tangibili, pertanto, non e' necessario un'analisi approfondita della propria esperienza interiore, ma sufficiente la conoscenza di alcuni sani meccanismi mentali di base che, per funzionare bene, hanno bisogno di una direzione e di uno scopo. In questo senso va maggiormente valorizzata l'esperienza generale della vita quotidiana e i rapporti interpersonali rispetto ai quali dovremo diventare pi acuti osservatori. I semplici avvenimenti quotidiani di carattere breve o fuggevole possono esercitare un'influenza profonda e durevole sulla personalita'. Eventi del genere influenzano il presente e il futuro di un individuo e non sono solo riedizioni di esperienze traumatiche infantili, di cui bisogna comunque tenere conto. Spesso i problemi contingenti hanno bisogno di risposte immediate che non toccano il passato remoto dell'individuo. Allo scopo di realizzare velocemente determinati risultati personali, nell'insegnamento delle tecniche del Training Mentale sono previste alcune condizioni di metodo: - la realizzazione di uno stato di coscienza multidimensionale; - lo sviluppo di alternative nella soluzione di problemi, nonche' una maggiore scelta nella gamma dei comportamenti adottabili; - la volorizzazione delle risorse personali in senso pratico; - il riconoscimento del lato positivo di un comportamento, nel suo contesto. Nella nostra vita passiamo da un insegnante all'altro,

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Lorenzo Manfredini - Training Mentale Base da una tecnica all'altra, da un libro all'altro, e tutto questo aiuta a guardare dentro se stessi e a portare fuori le varie realta' che coesistono in noi. Sembra talvolta che ci sia qualcosa che ci spinge, una intenzionalita' e un desiderio vividi. Altre volte invece questo non c'e'. Ma se non ci diamo il tempo per esaminare i nostri stati soggettivi, non potremo lagnarci se alle nostre domande di una vita piu' soddisfacente non seguono risposte. Quando accumuliamo un tentativo sopra l'altro e ci aspettiamo che gli altri ci dimostrino il valore della nostra esistenza, cadiamo senz'altro in una trappola. Quella dell'ignoranza. Non e' possibile sapere precisamente quando si aprono le "porte interiori", di sicuro, da quel momento, dovremo concepire la nostra personalita' assai piu' creativa e multidimensionale di quanto abbiamo fatto fino a questo momento. Familiarizzando con noi stessi e con il nostro mondo soggettivo potremo offrirci un'esperienza diretta della natura della nostra anima e metterci in contatto con quelle porzioni del nostro essere dal quale scaturisce la nostra profonda vitalita'. "E' possibile, allora, guarire la malattia, il sintomo o risolvere il mio problema?". La nostra risposta e' che: "Forse possiamo fare qualcosa di piu'!".

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CAPITOLO 11 IL CONTROLLO DELLE ABITUDINI


Le abitudini che piu' frequentemente si vorrebbero cambiare sono l'obesita', il fumo e l'alcolismo. Esistono naturalmente molte altre abitudini a cui e' possibile applicare alcuni principi del nostro lavoro; tra queste la dipendenza da droghe, il gioco d'azzardo, mangiarsi le unghie, tirarsi i capelli, succhiarsi il pollice ed altre. I punti principali da tenere in considerazione nell'affrontare un'abitudine "negativa" sono relativi a queste consapevolezze: 1) noi siamo limitati nei nostri modelli di comprensione e di azione (tante cose che abbiamo imparato sono basate su istruzioni limitate); 2) possiamo sostituire le nostre istruzioni limitate e limitanti con nuovi modelli, che noi stessi possiamo trovare; 3) dobbiamo avere fiducia nel nostro inconscio per inventare nuovi modi di superare i limiti abituali. Gli psicologi sostengono che per diventare creativi o pensare in modo creativo, bisogna esercitarsi, oltre al ben noto pensiero convergente che unifica le informazioni e le costringe in comportamenti stereotipati, in quello che e' stato chiamato "pensiero divergente". La domanda allora questa: Come si pu fare per ridurre le limitazioni, le rigidita' o gli atteggiamenti ristretti e sviluppare un pensiero divergente? Il metodo principale consiste nel mettersi in nuove situazioni sia da un punto di vista soggettivo attraver-

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Lorenzo Manfredini - Training Mentale Base so nuove tracce cognitive, sia da un punto di vista comportamentale. Riferito alle tre abitudini che abbiamo presentato, fumo, cibo, alcol, significa ristrutturare il passato rivalutando sia le motivazioni che sostengono le abitudini, ma anche evidenziando linefficacia di certe alleanze interiori. I bisogni insoddisfatti di un tempo, grazie alle abitudini apprese, sono diventati dei vantaggi secondari, e come tali costituiscono un valido "sostegno" all'abitudine negativa. Vediamo ora alcuni vantaggi secondari, presenti in proporzioni diverse nei singoli casi, delle tre principali abitudini negative: FUMO - gestione dello stress / autotranquillizzarsi - ostinazione / indipendenza - gratificazione / premio - amico / compagno fidato - emulazione di una o piu' persone amate - mangiare meno ed evitare di ingrassare - stimolazione (effetto nicotina) - respirare profondamente - socializzare / conformarsi al gruppo MANGIARE - gestione dello stress / autotranquillizzarsi - ostinazione / indipendenza - gratificazione / premio - amico / compagno fidato - evitare rapporti intimi / evitare la sessualita' (i propri impulsi e quelli altrui) - emulare una o piu' persone amate - scacciare la noia - socializzare / conformarsi al gruppo

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Training Mentale Base - Lorenzo Manfredini BERE - gestione dello stress / autotranquillizzarsi - gratificazione / premio - amico / compagno fidato - evitare i rapporti intimi - scusa per agire o comportarsi in maniera irresponsabile - conformarsi al gruppo - scacciare la noia - emulare una o piu' persone amate STADI DEL CAMBIAMENTO Per cambiare occorre riconoscere il problema. Gli stadi del cambiamento riguardano un processo graduale che attraversa specifici stadi, seguendo un percorso ciclico e progressivo. Nelle varie fasi si incontrano problemi di consapevolezza, di difese psicologiche e di abitudini non facilmente controllabili: Assenza del riconoscimento che esiste un problema. Coscienza del problema attraverso dubbi, contraddizioni, ambivalenze. Ricerca attiva di una soluzione. Momento di azione vero e proprio nel quale i cambiamenti vengono concretamente sperimentati. Consolidamento delle nuove abitudini fino ad un'eventuale definitivo abbandono del problema. Autoefficacia quale fiducia dell'individuo nelle proprie capacit.

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PROCESSI DEL CAMBIAMENTO


Il modello di intervento sulle abitudini consta di alcuni preci e preziosi passi: Aumento della consapevolezza attraverso una maggiore elaborazione di informazioni. Rivalutazione di s e della propria immagine interiore a livello cognitivo e affettivo. Attivazione ed espressione dei sentimenti di fronte ad eventi emotivamente significativi Rivalutazione del significato dei comportamenti all'interno del proprio ambiente familiare e sociale. Scelta a attuazione di strategie di automiglioramento. Apprendimento di comportamenti alternativi o ecologici. Nuove attivit e nuovi punti di osservazione del problema. Sviluppo di empatia e fiducia.

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LA TECNICA IL CONTROLLO DELLE ABITUDINI


Genericamente, per modificare una abitudine si dovrebbe innanzitutto accettare il fatto che l'abitudine di fumare, bere o mangiare ha effetti negativi sull'organismo; accettare di voler cambiare o smettere la specifica abitudine; e infine desiderare di sentirsi perfettamente sani e a proprio agio. Alcuni esercizi che vengono proposti allo scopo di rafforzare le tre indicazioni appena esposte consistono nel: - Rilassarsi (due volte al giorno per 21-30 giorni) - Ricordare con precisione a quali momenti, posti, persone e stati d'animo e' ancorata questa abitudine negativa (per una settimana) - Ricordare nitidamente esperienze passate nelle quali si possedeva realmente il controllo della situazione (da farsi finche' non ci si e' identificati a sufficienza con sensazioni di padronanza, di forza, di sicurezza o di rilassamento, in modo da poterle richiamare quando occorre) - Vedersi in una situazione futura nella quale si rifiuta il cibo, il fumo o l'alcol e si dice a se stessi: "No, non ne ho bisogno!" (da effettuarsi per 21-30 giorni con modalita' ed obiettivi diversi per ogni abitudine. Per il fumo si trovera' una data importante oltre la quale non si fumera' piu'; per l'alcol si cercheranno comportamenti attivi, quali il camminare e simili; per il cibo si indichera' esattamente il peso desiderato, migliorando inoltre le proprie norme alimentari e dietetiche).

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Lorenzo Manfredini - Training Mentale Base Lavorando in modo creativo e attivo e' possibile scoprire effettivamente i propri limiti e questo grazie all'esperienza soggettiva. Questa ci permette di riconoscere, dietro ogni abitudine, gli impulsi e le sensazioni che la sostengono, e invece di dialogare "solo" con l'intelletto e i suoi concetti si utilizzano altre risorse disponibili. Quando "razionalizziamo" abbiamo sempre valide giustificazioni per continuare a fare qualcosa di inutile, ma se vogliamo davvero cambiare e' necessario dialogare con il subconscio e rafforzare le quote di positivit che costituiscono le nostre risorse. Ogni cambiamento che produrremo nel nostro comportamento avr come riflesso un effetto positivo anche sugli altri. Inizialmente non sar facile essere riconosciuti in nuovi modi di proporsi o di essere, ma la maggiore fiducia di s rafforzer il fratello o l'amico o i familiari a scegliere a loro volta e in libert i propri comportamenti. Persino i genitori possono imparare ad essere meno ansiosi riguardo ai propri figli. Benche' sia un piccolo cambiamento individuale, riuscire a comportarsi in modo diverso, interessera' e cambiera' ciascun componente del nostro "mondo". Quando riusciamo a fare leva sul desiderio di crescere, invece di badare a cio' che si e' perso nel passato, ci indirizziamo verso il futuro dove l'essere adulti e maturi e' solo una questione di guardare e valorizzare ci che si ha nel presente.

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RISTRUTTURAZIONE
Ristrutturare vuol dire sapere di pi, fare meglio e fare tesoro di ci che si apprende di nuovo. Spesso parliamo di ricordi "belli" o "brutti". Questa pero' non e' altro che una dichiarazione del fatto che ci piacciono o meno. In genere si vorrebbero avere solo ricordi piacevoli, e si pensa che si sarebbe molto piu' felici se tutti i ricordi brutti sparissero. Ma riusciamo ad immaginare come sarebbe la nostra vita se non avessimo mai vissuto un'esperienza spiacevole? Che crescita personale sarebbe se tutto andasse a meraviglia? Forse diventeremmo totalmente incapaci di affrontare la vita e le sue difficolta'. Pare che un notevole contributo a limitare il nostro campo d'azione vitale lo compiano le cattive abitudini e i comportamenti coatti. Questi rappresentano forme di irrigidimento comportamentale che tendono a sclerotizzare e rendere apparentemente piu' gestibile e "tranquilla" la realta' che viviamo. Naturalmente sappiamo che il comportamento "rigido" non e' uno schema di sopravvivenza valido per soddisfare i nostri bisogni. Una tecnica mentale utile per creare nel nostro comportamento maggiori liberta' di manovra e' denominato ristrutturazione. Essa parte dal presupposto che uno schema non sano di comportamento abbia dei vantaggi secondari di cui bisogna tenere conto.

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LA TECNICA RISTRUTTURAZIONE
La tecnica si effettua dedicando alcuni momenti all'identificazione dello schema del comportamento da cambiare. Identificatolo, il passo successivo e' quello di diventare coscienti e comunicare con la "parte" inconscia che nel passato e' stata responsabile di esso, mettendo a fuoco i benefici e i vantaggi che ha apportato. Poi, tenendo in considerazione le vecchie soluzioni, si cercano, in alternativa, almeno tre nuovi modi di soddisfare i benefici, o i vantaggi che in passato quel comportamento ha dato. Successivamente, vengono consciamente esaminate le nuove alternative e se superano il "controllo ecologico", cio vengono consciamente e inconsciamente accettate, ci si immagina in contesti futuri mettendo in pratica le nuove alternative. I processi coinvolti nella ristrutturazione, lo ribadiamo, sono facilitati e potenziati dallo stato di rilassamento. Il risultato finale, la nuova abitudine, diventa una opportunita' di comunicazione creativa sottoposta a controllo. Non e' importante, pero', solo il cambiamento di una o piu' abitudini, quanto il creare nuove alternative di comunicazione. E' il robot di prima generazione quello che non ha alternative. Nella nostra ricerca di diventare piu' "umani", la ricerca di alternative rappresenta un'indicazione di smetterla di agire da "stupidi", cioe' di agire senza consapevolezza o scopo, e di incanalare e dirigere i nostri impulsi: spontaneita', curiosita', esplosivita', gioia, in modo intelligente. Un cambiamento sorprendente che si puo' avere nel quotidiano, al di la' di tecniche specifiche, e' quando si affinano le capacita' di ristrutturare il contesto e il

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Training Mentale Base - Lorenzo Manfredini significato di un comportamento allo scopo di renderlo piu' utile per noi. Per ristrutturare il contesto ci si dovrebbe chiedere: "In quale altra situazione questo comportamento e' utile?". Per ristrutturare il significato ci si dovrebbe chiedere: "C'e' una cornice piu' ampia, o diversa, all'interno della quale questo comportamento e' utile?". Riuscire a rispondere efficacemente a queste domande determina la capacita' di comunicare con gli altri elasticamente. Infatti non e' colpa degli altri se non siamo capiti, dipende da noi inviare messaggi sufficienti sino ad ottenere la risposta voluta. Se non riusciamo nel nostro intento abbiamo sbagliato qualcosa: e' un'opportunita' per imparare a comunicare meglio. Ci sono dei segni visibili che testimoniano il passaggio dall'empasse alla soluzione creativa di un comportamento o di una comunicazione. Quando affrontiamo un problema, o comunichiamo una lamentela, si attiva il sistema nervoso simpatico, con conseguenti reazioni di difesa; quando ristrutturiamo, invece, si attiva il sistema nervoso parasimpatico, con reazioni di rilassamento e con la comparsa di strategie che, dapprima bloccate, promuovono un nuovo punto di vista. Quando, durante le sedute, chiediamo di pensare ad un nuovo comportamento da attuare, spesso risulta difficile, a detta degli allievi, vedersi compiere certi atti. Superiamo l'ostacolo suggerendo una dissociazione tra il pensare a un comportamento e compierlo effettivamente, perche' quando ci riescono possono potenzialmente considerare a fondo che effetto farebbe fare qualsiasi cosa. Questa e' un'esperienza sintetica : un modo per pensare ad un risultato; sentire cosa si prova internamente ad attuarlo; e vedere se vale la pena di provarlo o meno nella propria esperie-

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Lorenzo Manfredini - Training Mentale Base za quotidiana. Questa tecnica e' anche molto utile per non sviluppare la propria presunzione di poter fare ed essere qualsiasi cosa senza verifica o buon senso. Questo avviene attraverso validi feedback sensoriali che danno precise informazioni su se stessi. Per molte persone non e' piacevole mettere in dubbio le proprie capacita', ma la confusione che ne deriva e' una via maestra per riorganizzare le proprie percezioni e imparare qualcosa di nuovo. La confusione va letta come un segnale del fatto che qualcosa non va, e si ha un'occasione senza precedenti per vedere e imparare cose che altrimenti non si sarebbero mai notate.

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CAPITOLO 12 AMORE COME PROGETTO DI CAMBIAMENTO


Lamore un sentimento che nasce, cresce e si sviluppa dal movimento vitale di consapevolezza, energia e significati nei rapporti umani. E il sentimento che ha cambiato il volto delluomo portandolo a riconoscere se stesso attraverso lesperienza di un suo simile e ha nutrito le condizioni di sviluppo dellattivit mentale superiore. Senza amore non c una vera e profonda crescita interiore. Si potr sviluppare lIo o i molti Io con i quali facciamo esperienza del mondo. Potremo sviluppare lEgo quale insieme di credenze, di opinioni o di abitudini. Ma lesperienza della fusione, dellenergia primordiale, del potere, della centratura interiore riguarda lesperienza dellamore che arricchisce il S e spinge la nostra ricerca alla pienezza e alla totalit. Lamore pu guarire, pu rinnovare, pu farci sentire al sicuro, pu infonderci forza, pu arricchire di significati la nostra vita. Noi abbiamo lesperienza della nascita, quale simbolo di un processo ideale, che ci ricorda il cammino evolutivo dei nostri sentimenti. L, nel paradiso di abbracci e di amore, familiari e materni, vorremmo forse inconsciamente tornare, ma per essere l dobbiamo passare attraverso il contatto e lespressione del nostro S. Amore e S, vivenza ed essenza, mano a mano si esprimono, rivelano sempre pi una verit innegabile: luomo, lambiente e la natura sono amanti. LE FASI DELLAMORE Il cammino dellamore lo percepiamo idealmente

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Lorenzo Manfredini - Training Mentale Base come un bisogno che allarga la nostra esperienza emotiva e psicologica, al quale non possiamo rinunciare. Infatti, la ricerca del vero amore la ricerca creativa della nostra vita. Da un punto di vista molto pratico amare pu significare semplicemente la soddisfazione di trovare un partner o di mettere su famiglia. Ma questo modello sociale non rappresenta automaticamente un cammino interiore della coppia. La storia dellamore inizia nellinnocenza, con la nascita di una creatura tra le braccia di una madre amorevole. Procede attraverso fasi di crescita, a mano a mano che il bambino compie i suoi passi nel mondo. Aumentando lesperienza, il cerchio dellamore si allarga a comprendere gli amici, i compagni pi intimi, ma anche cose astratte come la conoscenza, la verit, il perdono, laltruismo. Per ognuno di noi innamorarsi significa percorrere un viaggio curiosi di approfondire e sperimentare varie tappe. Queste riguardano: lattrazione (inizia quando si sceglie un partner con mezzi sconosciuti o inconsci); linfatuazione (quando il partner diventa oltremodo desiderabile e domina tutti pensieri); il corteggiamento( quando si adottano le strategie per creare nel potenziale partner la stessa attrazione); lintimit (quando i partner si incontrano nellesperienza della sessualit e del contatto con il mondo reale); il rapporto ( il momento dellesperienza e di unulteriore crescita nellamore). A mano a mano che si cresce nellamore si abbandonano sentimenti superficiali e si scambiano emozioni profonde dove lo scambio e il servizio allaltro diventano una realt.

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DOMANDE, LUOGHI COMUNI E RESPONSABILITA


D. Avrei un forte desiderio di innamorarmi, ma non ci riesco. R. Le difficolt che incontriamo nellinnamorarci riguardano modelli troppo rigidi o atteggiamenti troppo esigenti. Il nostro mondo interiore chiuso e suddiviso in stanze psicologiche nelle quali releghiamo le nostre paure segrete, le nostre debolezze, i nostri difetti, il nostro profondo senso di incertezza, la nostra convinzione che possiamo essere brutti o che non suscitiamo amore. Spesso pensiamo di non suscitare amore perch sentiamo di dover affrontare qualcosa di molto intimo come limmagine negativa di noi stessi. Fortunatamente, innamorarsi significa entrare nelle nostre stanze segrete e aprire il nostro intero essere. Ci innamoreremo di unaltra persona se rischiamo di aprire il nostro mondo interiore e agiamo le parti pi profonde e reali di noi. D. Sono separata. Nel matrimonio non mi sono sentita accettata per come sono, n mi sono permessa di crescere come donna. Riuscir a vivere da sola? R. Quando intraprendiamo un cammino interiore, emergono tutti quei condizionamenti che ci dicono, in particolare alle donne, che non sicuro andare da sole, che non ce la faremo senza un appoggio esterno. Anche se la societ sta cambiando, e lindipendenza per entrambi i sessi pi accettata di un tempo, questo non cambia la sensazione di solitudine che colpisce quando si infrangono vecchie convenzioni, vecchi modelli, vecchi standard sociali. Spesso il conflitto riguarda la scelta tra un

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Lorenzo Manfredini - Training Mentale Base matrimonio vissuto come limitante e lessere se stessi. Spessissimo la visione del matrimonio e dellamore che non collima con la nostra realt vissuta, determina la penosa percezione di una frattura e la conseguente separazione. Ma anche dopo la separazione linsicurezza, la solitudine, la confusione e i conflitti sono ancora l. Il bisogno di rispettarsi che nasce dalla paura o dalla mancanza in effetti pu essere distruttivo e pu prostrarci. Il bisogno di cambiare, allora, dovr essere equilibrato con una disponibilit alla trasformazione insieme al sostegno di questo. Non si pu pensare di cambiare se non si accetta il proprio fermento interiore con un caldo senso di incontro. D. Mi sento molto gelosa e sto esasperando il mio partner. Come posso aiutarmi ? R. La gelosia come sappiamo spesso accompagnata da insicurezza e sfiducia, non solo verso il partner, ma soprattutto verso se stessi. Se vogliamo evitare penose indagini, discussioni o travestimenti e ci domandiamo cosa posso fare io per me stesso, dobbiamo operare una scelta emotiva di autogestione e cogliere dai nostri malesseri opportunit per nuove considerazioni. Ad esempio: se pensiamo Mio marito si interessa ad unaltra donna, dovremmo aggiungere Questo sospetto non sono io. Se pensiamo Il mio partner molto pi attraente di me, dovremmo aggiungere Questa insicurezza non sono io. E cos via. Le situazioni rispecchiano le convinzioni, cosicch ricercare e favorire i quesiti intimi in se stessi sono un ottimo modo per esplorare le nostre verit interiori. D. Mi accontento di vivere le esperienze damore

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Training Mentale Base - Lorenzo Manfredini nella mia fantasia. R. La sola fantasia pu essere eccitante e divertente, ma quasi mai associata alla profonda comprensione di s. A questo proposito, a volte si inseguono partner impossibili per il timore di essere rifiutati. E cos la paura del coinvolgimento e la fantasia si intrecciano intimamente a far diventare lamore privo di speranza. Si cerca lamore, lo si trova difettoso, ci si rifugia nella fantasia. Unalternativa a tutto ci, amare se stessi per la propria normalit, per la propria ordinariet, per il fatto di esistere. Si chiama autostima esistenziale la possibilit di sperimentare come atto di fede la semplice realt che noi siamo. D. In questo momento, nella nostra coppia non c pi comunicazione n scambio come ai primi tempi. R. Analizzare il proprio essere coppia pu portare al riconoscimento che i delicati rapporti di comunicazione e di reciproca soddisfazione sono cambiati. Magari si sono fissate reciproche pretese e ci si sente nella posizione di chi ci ha provato, ma adesso stanco e vuole vedere un passo dallaltra parte. Credo che in questi casi sia utile capire se la coppia ha ancora fiducia nel presente e nel futuro. Se la risposta positiva, per continuare il viaggio diventano indispensabili la comunicazione rinnovata delle emozioni, quel sentirsi a proprio agio con il proprio partner nella tranquillit come nel caos, quelle espressioni tenere, quegli occhi sfavillanti.

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CAPITOLO 13 LE DIETE LE ABBUFFATE E IL CAMBIAMENTO


Cambiare possibile? E possibile cominciare a mangiare ancora normalmente? E possibile gustare il cibo anzich mangiare con paura, dispiacere o senso di colpa? E possibile mangiare con gli altri ed essere felici? Queste sono alcune domande che si pongono coloro, e sono ormai tanti, che hanno un problema di anoressia, di bulimia o di obesit. Senza addentrarmi, per motivi di spazio, nella differenza tra questi problemi, le ricerche degli ultimi anni hanno dimostrato che nel tempo le persone passano da uno stato allaltro, dal dimagrimento estremo alla obesit o viceversa, vivendo il sintomo delle abbuffate. Queste ultime sono espressione di un comportamento alimentare dettato dalla perdita di controllo: la sensazione di fare qualcosa che non si vorrebbe fare ma che irresistibilmente non si riesce ad evitare. Per molte persone unabbuffata qualcosa di innocuo, uno scivolone o un errore dietetico, un semplice abuso a cui si pu rimediare. Spesso nel rimediare si innescano comportamenti viziosi come il vomito, labuso di lassativi e diuretici, pillole dietetiche, superlavoro fisico. Il problema dei disordini alimentari ha tra i suoi fattori provocativi il desiderio di un aspetto piacevole e di un peso adeguati. Cose perfettamente auspicabili nel contesto culturale nel quale siamo inseriti. Purtroppo il persistere di questi problemi nella vita delle persone comporta effetti sullumore e sulle relazioni sociali sotto forma di qualit della vita, di depressione, di scarsa volont, di sensi di colpa e di difficolt ad a-

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Training Mentale Base - Lorenzo Manfredini prirsi nella comunicazione; effetti sulla personalit, nel senso che la mascherano, accrescendo il senso di inadeguatezza e di disistima, il senso di fallimento e il suo opposto, il perfezionismo, insieme ad un modo di pensare dicotomico: bianco o nero; effetti fisici sullo stomaco, nel senso che pu far male quando pieno, sul sistema ormonale come nel caso di assenza di mestruazioni, ecc. ecc. UN PERCORSO DI CAMBIAMENTO Chi desidera trovare un nuovo approccio al suo problema o comportamento alimentare invitato prima di tutto a prendere coscienza della realt che sta vivendo e cio il bisogno di iniziare quei comportamenti, la perdita di controllo, il tipo di pensieri associati, levitamento delle tensioni e delle sensazioni negative, la negazione del problema, la segretezza, lincapacit di evitare di stare male, linsuccesso dei tentativi per smettere tutto ci. Tutto questo si sviluppa attraverso una informazione corretta in un centro che affronta tali problemi tramite un colloquio. Data per la difficolt di proseguire un lavoro autonomo su di s, si dimostrato efficace il gruppo di autoaiuto dove persone con problemi simili si scambiano vissuti ed esperienze nel giro di alcuni incontri. Successivamente si affrontano gruppi di incontro mirati con educatori o professionisti che supportano con strumenti e programmi la successiva evoluzione del gruppo. A fianco di questi interventi, che comunque durano nel tempo, si consiglieranno terapie mirate quale quella cognitivo comportamentale che lavora sulle convinzioni distorte e sui comportamenti disfunzionali; o quella organismica che lavora sul piano fisicoenergetico, emotivo-affettivo e spirituale-simbolico.

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Lorenzo Manfredini - Training Mentale Base Ci sono altre possibilit il cui risultato per incerto e comprendono il trattamento con farmaci antidepressivi e lospedalizzazione. Attualmente non vi sono indicazioni su quale sia la via migliore, certamente bisogna cominciare con il parlarne, il porsi il problema e avere voglia di cambiare.

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QUESTIONARIO ALIMENTARI
1. 2. 3. 4. 5. 6. 7. 8. 9. 10. 11. 12. 13. 14. 15. 16. 17.

SUI

DISTURBI

Hai mai sentito parlare di anoressia, di bulimia o di adiposi? Di problemi alimentari o di disturbi del comportamento alimentare? Sai a chi rivolgerti per saperne di pi? Quanto sei preoccupato/a del tuo peso o della tua autoimmagine durante il giorno? Stai praticando attualmente una dieta? Lhai realizzata tu, hai seguito guide dietologiche o i consigli di medici? Ti capitato di usare pillole dietetiche? Per controllare il tuo peso ti capita di utilizzare il vomito autoprodotto, lassativi o diuretici? Ti capita di parlarne con qualcuno senza minimizzare? Da quanti anni ti poni il problema del peso o della dieta? Hai capito alcuni schemi tipici della tua alimentazione? Hai notato alcuni tuoi atteggiamenti mentali quali eventualmente il rigore, il perfezionismo, il tutto o nulla, e altri? Hai verificato o associato alcuni tuoi disturbi emotivi, fisici, psicologici o relazionali con il problema dellequilibrio alimentare? Hai interessi quotidiani che ti danno soddisfazione e di cui ti nutri? Pratichi attivit fisica? Rispetto ai problemi di tutti i giorni hai la sensazione di poterli gestire o hai delle difficolt? Riesci a crearti delle attivit alternative a quelle di routine? Hai la forza di rimetterti in carreggiata quando qualcosa non va?

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DOMANDE LUOGHI E RESPONSABILITA

COMUNI

D. Ho problemi di bulimia e non ho particolari motivazioni a modificare le mie abitudini alimentari. Non so pi dove prendere la spinta. R. Credo che un lavoro di rieducazione alla salute sia particolarmente efficace, cos come il parlarne con qualcuno che possa capirci. E pi facile che migliorando la propria attenzione al problema alimentare si capisca che a volte lirascibilit, la scarsa concentrazione, levitamento dei rapporti sociali o i problemi di salute sono proprio collegati a questo. Quindi, il convergere prima la consapevolezza e poi alcuni comportamenti cognitivi e comportamentali accenderanno le motivazioni al cambiamento con sicuri benefici a livello della personalit che pu cos riprendere la sua funzionalit di base, interessi compresi. D. Cosa succeder al mio peso se smetto di abbuffarmi? R. Nel caso di coloro che sono sottopeso la guarigione comporter un riallineamento del peso nel senso di recuperare qualche chilo in relazione alla struttura. Nel caso di coloro che sono invece sovrappeso non certo che guarire dalle abbuffate comporter facilmente anche un mantenimento del peso desiderato. Quello che si dovrebbe imparare vivere con il proprio peso, dal momento che combatterlo con strategie inefficaci significher una lotta senza fine contro la propria biologia, lotta che non si potr mai vincere. Il consiglio quello di smettere di pesarsi, di pensare ossessivamente al peso e cominciare ad usare pensieri e comportamenti correttivi.

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Training Mentale Base - Lorenzo Manfredini D. Da dove si comincia? R. Da cose molto pratiche che toccano i vari piani della nostra attivit vitale: si comincia con una dieta regolare e smettendo le pratiche del vomito, dei lassativi e dei diuretici, per poi passare alla ricostruzione del proprio senso di autoefficacia attraverso la soluzione di vecchi e nuovi problemi. D. Cosa posso fare quando mi viene un attacco di cibo? R. Scherzando ma non troppo, il consiglio quello di accendere il cervello e cio, dal momento in cui ci si rende conto che il nostro cervello incatenato ai soliti pensieri per gran parte della giornata occorre sia interrompere la catena mentale sia costituire e realizzare una lista di attivit alternative. Alcuni esempi sono: fare dello sport, mantenere frequenti contatti con gli amici, fare una doccia o un bagno, uscire con il partner o con i figli, ascoltare musica, iscriversi a dei corsi, leggere, etc. D. Ho provato tante volte a smettere, ma purtroppo ho delle ricadute. R. Quando si passati dallinferno alimentare non n utile n realistico pensare che non si ricadr pi. Pertanto si dovr convivere con questo tallone dAchille. Ci saranno momenti di stress che lo solleciteranno, ma bisogner esserne preparati. Non grave se la bilancia interiore rispetto a questo problema configurato verso la guarigione e la conseguente gestione degli equilibri. D. Qual la regola standard che mi permette di capire se sono sotto o sovrappeso? R. Grazie ad un semplice calcolo possibile trovare lindice della massa corporea. Questo si ottiene divi-

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Lorenzo Manfredini - Training Mentale Base dendo il peso corporeo per laltezza in metri (al quadrato). Facciamo un esempio: siete alti 1,74 m e pesate 58 Kg. 58 / (1,74 al quadrato) = 19 I valori critici da monitorare per il sottopeso vanno dal 18 al 20 e per il sovrappeso vanno dal 25 al 27. Questo vale sia per gli uomini che per le donne indipendentemente dalla loro corporatura. D. Ho un problema di abbuffate e di sovrappeso. Vorrei affrontarli entrambi. R. Affrontarli entrambi difficile. Il consiglio sarebbe quello di concentrarsi sulle abbuffate e uscire dal circolo vizioso.

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CAPITOLO 14 CAMPI DI APPLICAZIONE DEL TRAINING MENTALE


Il miglioramento perseguibile attraverso le tecniche del T.M. riguarda tutti i campi della vita. Le ricerche condotte su discipline simili, che hanno valorizzato lo sviluppo della creativita' come risorsa (Training Autogeno, Meditazione, Sofrologia, Ipnosi, Dinamica Mentale, ecc.) e le ricerche dell'Istituto di Dinamica Comportamentale di Ferrara, testimoniano le positive applicazioni delle tecniche del T.M. nel campo Ostetrico, nell'educazione dei figli, nell'ambito della scuola, nelle discipline sportive, nell'ambiente del lavoro e nella terza eta'. E' ormai da tempo, infatti, che lo studio dei meccanismi mentali ha permesso di focalizzare un intervento istruttivo, utile ed efficace in tutti questi campi. E perche' non dovrebbe essere altrimenti? Le cellule cerebrali controllano effettivamente il corpo in un gran numero di modi - dal punto di vista neurologico, fisiologico e anche psicologico. Oggi e' accettato con "naturalezza" il concetto di "tensione psicosomatica" anche se non sempre e' accettata la sua realta' e cioe' che le preoccupazioni di lavoro, o le preoccupazioni coniugali, o le preoccupazioni di qualunque tipo che hanno luogo "dentro" la testa possono portare come conseguenza delle ulcere nello stomaco. Le proccupazioni, sia reali che immaginarie, possono produrre molte affezioni fisiche e alterazioni fisiologiche. Col riconoscimento dei meccanismi di funzionamento dell'organismo, che agiscono sul corpo e sulla comunicazione, si apre la strada al T.M. quale strumento psicologico nella vita di ognuno.

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TRAINING MENTALE E OSTETRICIA


Nell'ambito ostetrico, le tecniche di T.M. applicate alla preparazione al parto riguardano la predisposizione della donna e del suo compagno a diventare consapevolmente e responsabilmente madre e padre, facilitando lo svolgimento fisico e psicologico della gravidanza e del parto. Tre sono i sintomi dominanti sui quali si interviene perche' una donna viva con "naturalezza" il processo del parto: la paura proveniente dalla societa', dall'ambiente culturale, da tutto quanto la donna ha sentito dire del parto; la tensione come riflesso di difesa; e il dolore come conseguenza della tensione. Quando una donna si appresta a vivere la gravidanza si viene a trovare di fronte a momenti molto critici. Il rifiuto della femminilita', i problemi di coppia, il rifiuto della maternita' e le tendenze regressive, rappresentano il segnale di cambiamenti estremamente importanti che vanno "preparati" psicologicamente. IL METODO Per entrare nello specifico, il metodo che adottiamo per la preparazione al parto riguarda la spiegazione del parto, la respirazione, il rilassamento, la spinta espulsiva e la ginnastica. - La spiegazione del parto comporta un po' di anatomia, di fisiologia e psicologia, con nozioni sufficienti per sapere come comportarsi durante la gravidanza. - La respirazione e' fondamentale per la donna e per il bambino. E' importante respirare efficacemente per aiutare lo sforzo durante il parto e per facilitare il bambino nell'uscita. Gli esercizi respiratori sono destinati a matenere una buona ossigenazione durante la

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Training Mentale Base - Lorenzo Manfredini gravidanza e per far prendere coscienza, alla gestante, della respirazione diaframmatica e toracica. - Il rilassamento viene appreso attraverso le tecniche piu' semplici ed efficaci. Rilassarsi e' importante durante il parto perche' facilita il controllo della dilatazione e quindi il parto stesso; e' utile inoltre per gestire le emozioni e conseguentemente il dolore. - Il comportarsi adeguatamente durante le contrazioni espulsive, cioe' a prendere la posizione piu' corretta e a spingere con efficacia, facilita la collaborazione con l'ostetrica. - La ginnastica e' attuata allo scopo di essere in forma durante la gravidanza e il momento del parto. Gli esercizi muscolari hanno lo scopo di tonificare i muscoli, correggere la statica vertebrale, evitare la lordosi lombare, migliorare la circolazione sanguigna negli arti inferiori, distendere gli adduttori - i muscoli interni delle cosce - assumendo le posizioni richieste nel parto.

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TRAINING MENTALE E RELAZIONE DI COPPIA


Perch fra persone che si presume siano legate da amore e affetto scoppiano dispute accanite? Durante il corteggiamento un naturale egocentrismo dei partner scompare nella fusione dei loro sentimenti e delle loro identit. Lamore mitiga le differenze di temperamento, interessi e scopi, favorendo laltruismo e lempatia. Ciascun partner sente il bisogno di piacere allaltro. E gratificato quando pu renderlo felice, dispiaciuto quando laltro triste. Nel tentare di essergli gradito, si sforza di vedere ogni cosa con gli occhi dellaltro. Per molte persone la ricompensa alla propria abnegazione, la subordinazione al proprio egoismo, in parte il sollievo alla solitudine. Per altre sono preminenti i puri piaceri dellintimit condivisa, come se niente possa essere pi prezioso del senso di appartenenza e comunione reciproca. Poich durante il corteggiamento i loro interessi sono strettamente legati, i partner non avvertono quasi il sacrificio del loro egoismo. Inoltre sono abbondanti le remunerazioni che ciascuno dei due ottiene esaudendo i desideri dellaltro. Oltre al rinforzo diretto che proviene dalla soddisfazione di averlo accontentato, c anche un rinforzo indiretto nellimmaginare il piacere del partner. Questo continuo rinforzo rinsalda la motivazione a sospendere legocentrismo. La donna innamorata altruista perch vuole esserlo, non perch debba esserlo. Luomo infatuato fa dei sacrifici per lamata perch gli piace farli. Che fine fa poi laltruismo dellamore? Nello sviluppo di una relazione viene eroso da pi forze. Rinvigoriti dalla sicurezza del rapporto stabile,

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Training Mentale Base - Lorenzo Manfredini coloro che prima di accoppiarsi si sentivano soli non avvertono pi il rapporto come un antidoto alla solitudine. I partners possono accorgersi che i loro bisogni non ricevono un adeguato soddisfacimento e convincersi che meglio soddisfare i propri desideri, anche quando sono in contrasto con quelli del coniuge. Con il diminuire delle gratificazioni e dellaltruismo, essi finiscono per essere mossi pi dal si deve che da un genuino desiderio di rendersi graditi a vicenda. E quando privilegiare i desideri del partner diventa un obbligo, i compromessi e le concessioni indispensabili in ogni rapporto molto stretto diventano gravosi. Quando i partner incominciano a sostenere desideri e interessi propri i disaccordi sono inevitabili e si pu notare la tendenza di entrambi a passare dallaltruismo allegocentrismo. In questo senso si evidenziano veri e propri problemi di comunicazione legati al modo di percepire le stesse circostanze, alle opinioni sulle cose e al giudizio conseguente. Ne risulta cos una partner caparbia e capricciosa e un partner ottuso e infantileche non ascolta. I PREGIUDIZI DI COMODO Nella vita di coppia c in genere una tendenza a interpretare gli eventi nella luce pi favorevole o nel modo pi consono al proprio interesse. Questi pregiudizi esercitano una forte influenza sulle percezioni, facendoci credere di sembrare migliori di quel che siamo tanto agli occhi degli altri quanto ai nostri. Cos, nelle discussioni si tende a descrivere il proprio apporto alla coppia in termini di sacrifici e di anni perduti dimostrando la propria superiorit morale. Tali pregiudizi allargano la frattura nella

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Lorenzo Manfredini - Training Mentale Base comprensione fra partner. Con laccentuarsi delle divergenze dei punti di vista, comincia a cambiare anche limmagine del coniuge, che pu diventare quasi lo spettro di un nemico e diventare una seria minaccia. Allora anche il minimo disaccordo pu scatenare una lite violenta. I partner si denigrano a vicenda con pensieri o dichiarazioni di questo genere: Mi stai contraddicendo solo per mettermi a tacere , Ma tu cosa ne sai? , Non capisci niente . Nessuno dei due ha facilit a rendersi conto del punto di vista dellaltro e questa miscela di egocentrismo e intolleranza porta facilmente a dispute che feriscono profondamente e che sembra impossibile risolvere. Il carattere fortemente emotivo del vincolo di coppia rende molto difficile ai partner conseguire un accordo come accade per legami di affari o di amicizia. Di solito essi sono attratti reciprocamente, allinizio del rapporto, da caratteristiche come laspetto esteriore, la personalit, il fascino, lhumor e lempatia, non certo dalle loro capacit potenziali di operare bene insieme. Se le qualit personali possono cementare un solido legame emotivo, esse hanno per poco a che fare con il modo in cui nella coppia si prendono decisioni o si curano gli aspetti essenziali del vivere insieme.

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DOMANDE, LUOGHI COMUNI E RESPONSABILITA


D. Quali sono gli elementi o le capacit per mantenere un buon rapporto di coppia? R. Dando per acquisiti lamore, lattrazione o le qualit personali, sembrano essere fondamentali per il consolidamento della coppia alcune capacit quali: la corretta definizione dei problemi, il saper negoziare, lassunzione delle responsabilit. Il raggiungimento degli obiettivi pratici di una coppia che sa rispondere alle esigenze della vita quotidiana (faccende domestiche, bilancio familiare, educazione dei figli) o alla propria salute emotiva (tempo libero, rapporti sessuali, condivisione di esperienze) richiedono collaborazione,pianificazioni e decisioni prese di comune accordo. D. Ho difficolt a lavorare con il mio partner o perlomeno siamo spesso in disaccordo sul fare. R. Sembra unironia, ma succede che proprio verso il partner adottiamo standard di comportamento pi rigidi che verso altre persone. Dietro questi comportamenti si nascondono in genere paure e insicurezze. Per capire i diversi significati che diamo ai compiti da svolgere e sui quali c appunto un disaccordo, occorre esaminare le clausole inespresse del contratto di coppia non scritto. In genere c un tacito consenso sulla natura degli obiettivi e sulle procedure per conseguirli ma nella pratica tutto viene complicato dalla componente emotiva e dalla aspettative reciproche: I tuoi interessi vengono sempre al primo posto, Qui si fa solo quello che decidi tu Proprio per i significati emotivi che si attribuiscono alle azioni dellaltro i partner sono spesso intolleranti.

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Lorenzo Manfredini - Training Mentale Base Le manchevolezze rispetto agli standard di coppia innescano una sequenza di valutazioni: Sta agendo responsabilmente? Mi veramente affezionata? Chi gli d il diritto di comportarsi cos? Se lui ha una qualche distrazione nellesecuzione di un compito, biasimevole. D. Mia moglie ed io ci troviamo spesso in disaccordo sulla qualit del tempo passato insieme. R. Bench i partner si lamentino spesso di non passare abbastanza tempo insieme, ho constatato che i problemi nascono piuttosto dal modo in cui lo passano. Le dispute accalorate sono certo dannose per il rapporto di coppia, ma pu essere pi rovinosa la mancanza di reciproche attenzioni a tavola, in societ o a letto. D. Non riusciamo ad accordarci sulla distribuzione dei compiti familiari. R. Poich i ruoli tradizionali sono diventati meno netti, mancano per lo pi i precedenti sui quali basarsi per stabilire gli specifici settori di responsabilit di ciascun partner. La tendenza attuale, dove entrambi i partner lavorano ha certamente contribuito a creare legami pi stretti, ma ha anche originato nuovi motivi di conflitto nei campi in cui i ruoli sono meno netti. Una delle principali fonti di frizione in questo campo la dottrina dellequit: Talvolta i partner di un matrimonio in crisi asseriscono di fare di pi di quanto non gli spetti e discutono aspramente su questioni come a chi tocchi fare la spesa, lavare i piatti o mettere a letto i bambini. Sotto i battibecchi di questo tipo c un guazzabuglio di atteggiamenti, preoccupazioni e paure che alimentano il conflitto.

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Training Mentale Base - Lorenzo Manfredini D. Una delle aree di tensione che abbiamo quella delleducazione dei figli. R. La formazione degli atteggiamenti mentali che guidano nelleducazione dei figli risale per buona parte agli anni dellinfanzia, al trattamento ricevuto allora dai genitori. Certe persone seguono il loro esempio, mentre altre ne ripudiano le pratiche. Un genitore potr cos essere per il partner eccessivamente permissivo oppure al contrario troppo severo. In ogni caso tutto ci pu essere generato dalla paura delle rispettive esperienze infantili. E uno dei motivi per i quali, dietro le esperienze difficili dei figli, stanno alcune problematiche genitoriali non risolte. Tra le altre il dubbio di non essere un buon genitore. D. Come possiamo inquadrare nella coppia il disaccordo sessuale? R. Lunione sessuale a volte decantata come lacme del rapporto coniugale, ma spesso svanisce in un mare di lacrime o in rotture fra scoppi di rabbia. I problemi riguardano tipicamente la frequenza, la tempestivit e la qualit del rapporto sessuale. Ognuno di questi aspetti reca in s un significato simbolico e ne a sua volta influenzato. Marito e moglie hanno spesso inclinazioni diverse su quando e quanto frequentemente avere il rapporto. La frequenza e la scelta del rapporto possono quindi avere il profondo significato di esercitare, con danno, falsi diritti o aspettative.

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TRAINING MENTALE ED EDUCAZIONE DEI FIGLI


La nostra educazione non e' stata probabilmente molto equilibrata, nel senso che molti aspetti della nostra realta' personale sono stati soffocati o distorti a vantaggio di condizionamenti volti alla ricerca di sicurezze quotidiane. Oggi, come educatori, rischiamo di formalizzare tanti errori che a suo tempo abbiamo contestato. Possiamo pero' sbagliare di meno. Facciamo alcuni esempi: a) Guardiamoci dallo stimolare "artificialmente" la consapevolezza del bambino. Questo, fatto in giovane eta', corrompe lo sviluppo a uno stato di autocoscienza prematuro. In effetti sarebbe meglio educare promuovendo l'abc della vita che essere sopraffini in un'eta' in cui non ce ne bisogno. I bambini non devono "capire" le cose. La loro vita non e' la nostra. Quando chiedono insistentemente non lo fanno solo con lo scopo di avere risposte, lo fanno anche per esprimere la loro meraviglia. Aiutando l'intelligenza del bambino a uscire fuori non e' opportuno proporci la consapevolezza razionale come meta di questo aiuto. Prima dei 15 anni, al bambino si dovrebbe insegnare ad agire, a muoversi e a fare. Compito dei genitori e' dimenticare mentalmente i propri figli, avendoli sempre presenti interiormente; e' credere nei propri figli, credere nella propria umanita' e non occuparsi di altro. Bisogna semmai insegnare in modo vivido la piena attenzione dell'Io, lasciando ogni scoperta dinamicamente possibile. Occorre porre un'autentica attenzione. Tutto qui! Non dobbiamo avere paura di far vedere a un bambino le passioni adulte, solo non dobbiamo forzare il

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Training Mentale Base - Lorenzo Manfredini bambino in nessuna direzione, soprattutto in quella della pieta'. E' naturalmente discutibile raccontare e coinvolgere i bambini nei fatti adulti. Allo stesso modo, parlare ad un bambino di un adulto per metterne in risalto aspetti negativi e' vile. Gli adulti tengano i loro sentimenti di adulti con gente della loro eta'. E' importante rifiutare la solidarieta' di un bambino, anche quando due genitori litigano. Ed e' meglio un "vai via", "tu ne sai troppo", "non capisci niente", che "spiegare". E' spregevole per qualsiasi genitore accettare la solidarieta' del bambino: quello che riceve la solidarieta' e' sempre piu' spregevole di quello che e' soggetto di odio. Lasciamo quindi al bambino i suoi sentimenti limitati ma profondi, incomprensibili ma suoi, evitandogli quel tipo di amore altruista e spirituale che non e' preparato ad accogliere. b) I fatti sessuali del bambino vanno vissuti o permessi senza trascinarli nella consapevolezza mentale o peggio ancora non va risvegliata la passionalita' tra figlio e genitore, o la vergogna. Nella puberta' si possono descrivere i semplici fatti del sesso, ma si deve evitare un avvicinamento al sesso in modo ideale o troppo scientifico. Utili a tal proposito sono i rituali sociali dove esperienze forti o difficili sul piano emotivo permettono di destare la consapevolezza: lo sforzo fisico, la sofferenza emotiva, lo sconvolgimento della coscienza devono precedere il risveglio del sesso. Da queste righe non emerge l'applicazione di alcuna tecnica specifica, bensi' qualcosa di piu' importante per la nostra funzione di educatori: un atteggiamento di profonda conoscenza di se stessi e dei fatti della vita.

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A PROPOSITO DI RAGAZZI
EMOZIONE E RAZIONALITA La qualit dellesistenza di ogni bambino influenzata dal modo in cui egli apprende, fin dai primi anni, ad affrontare le proprie emozioni: se in lui prevalgono reazioni emotive distruttive, queste finiranno per caratterizzare la sua vita scolastica determinando relazioni insoddisfacenti con i compagni e con gli insegnanti. Per questo vorrei soffermarmi innanzitutto sul rapporto esistente tra le esperienze emotive del bambino e il suo adattamento sociale. Risulta abbastanza evidente il fatto che determinate emozioni hanno uninfluenza rilevante sullapprendimento e sulla motivazione scolastica. Quanto pi mettiamo il bambino in grado di vivere emozioni positive in ambito scolastico, tanto pi lo aiuteremo ad imparare. Se lo studio viene associato a stati danimo piacevoli, sar stimolata la capacit di partecipazione attiva dellalunno al processo di apprendimento. Purtroppo questo si verifica ancora p i u t t o s t o r a r a m e n t e . E importante tenere presente che uneccessiva tensione emotiva interferisce negativamente sullefficacia di molte prestazioni. Ci significa che se il bambino troppo teso e coinvolto, il suo rendimento diminuir in qualsiasi attivit, non solo in quelle strettamente scolastiche, ma anche in attivit sportive, artistiche o di altro tipo. Quindi, se bene che vi sia un certo coinvolgimento, altrettanto utile evitare un eccessivo stress. Le emozioni, inoltre, interferiscono con le attivit mentali. Certi meccanismi cognitivi quali la capacit di concentrazione, la capacit mnemonica e lattenzione sono influenzate negativamente da uneccessiva tensione emotiva. Diventa quindi difficile focalizzare

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Training Mentale Base - Lorenzo Manfredini bene la propria mente su ci che si deve apprendere quando si troppo agitati o turbati. Le emozioni influenzano anche i rapporti interpersonali. Bambini che ad esempio manifestano un livello eccessivo di aggressivit riceveranno spesso risposte altrettanto aggressive, oppure tenderanno a essere evitati, rifiutati, allontanati. Se invece presente uneccessiva timidezza nei rapporti interpersonali, il bambino avr difficolt ad inserirsi nel gruppo e potrebbe trovarsi socialmente isolato. Rimane infine da tener presente che le emozioni pi frequenti diventano modalit di risposta abituali. Quindi se abbiamo bambini che spesso provano ansia di fronte a interrogazioni o compiti in classe, molto probabile che tale ansia, in assenza di un intervento specifico, si consolidi anche negli anni successivi. Lo stesso vale anche per altre emozioni quali, ad esempio, lostilit o la tristezza che se non vengono affrontate adeguatamente finiranno per diventare parte stabile del repertorio emozionale del bambino. TIPOLOGIA DEI DISTURBI EMOTIVI Quando consideriamo i disturbi emotivi e comportamentali dellet evolutiva pu essere utile differenziarli in due ampie categorie. Una prima categoria riguarda i disturbi emotivi esteriorizzati. Come il termine pu far supporre si tratta di disturbi nei quali il disagio del bambino si manifesta soprattutto verso lesterno. Essi si caratterizzano come tendenza ad esigere che i propri bisogni personali vengano immediatamente soddisfatti e che abbiano la precedenza sui bisogni degli altri. E inoltre frequente il ricorso allaggressivit per conseguire i propri scopi e talvolta all oppositivit,cio una tendenza alla trasgressione di norme sociali e a volte

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Lorenzo Manfredini - Training Mentale Base anche legali. Tipici disturbi esteriorizzati sono i disturbi della condotta e le sindromi ipercinetiche. Laltra categoria costituita dai disturbi interiorizzati, caratterizzati da una sofferenza che viene vissuta interiormente e che spesso passa inosservata ad una forma di attenzione superficiale. Tipici disturbi interiorizzati sono lansia e la depressione. In questo caso abbiamo ragazzi che tendono a isolarsi, a chiudersi in se stessi e che rimangono passivi e sottomessi nei confronti degli altri. In effetti un deficit nelle abilit relazionali una costante di molti disturbi emotivi. Se il bambino ansioso, ma ancor pi se depresso, manifester una certa inadeguatezza nel modo in cui si rapporta con i propri coetanei. Si potuto constatare che la maggior parte dei disturbi emotivi sono influenzati da alcune modalit distorte con cui il bambino o ladolescente rappresenta mentalmente se stesso e il proprio mondo. Si tratta della tendenza ad ingigantire gli aspetti negativi della realt ricorrendo a modalit di pensiero rigide e assolutistiche, ad esempio, con uneccessiva frequenza di termini quali sempre, mai, nessuno; oppure considerazioni del tipo "non me ne va mai bene una", "tutti ce lhanno con me", "nessuno mi vuole bene", "non ne faccio mai una buona". La tendenza a categorizzare in modo estremo influisce negativamente sullumore e quando si consolida, diventando il modo abituale di considerare se stessi e il proprio mondo, pu condurre a disturbi emozionali q u al i ansia e depressione. Per molto tempo una parte della psicologia ha cercato di spiegare le cause del disagio emotivo, andando alla ricerca di ipotetiche cause nascoste, negando gli aspetti pi ovvii del comportamento e delle emozioni: se un bambino manifestava rabbia voleva dire che

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Training Mentale Base - Lorenzo Manfredini era angosciato, se appariva depresso significava che era arrabbiato con se stesso. I pi recenti contributi nellambito della prospettiva cognitivo-comportamentale hanno evidenziato che i meccanismi psichici che governano le reazioni emotive sono da identificare come meccanismi cognitivi, cio modalit di pensiero e rappresentazioni mentali. Ed proprio aiutando il bambino a correggere gli errori presenti nel suo modo di rappresentarsi la realt che possiamo metterlo in grado di superare emozioni spiacevoli. In pratica, per toccare il cuore del bambino dobbiamo passare per la sua mente, aiutandolo a cambiare gli elementi disfunzionali del suo dialogo interno. Dentro la nostra mente parliamo in continuazione a noi stessi, sia che ne siamo consapevoli, sia che non ne siamo consapevoli. Quando non ne siamo consapevoli non che questi meccanismi siano inconsci, ma semplicemente non siamo abituati ad ascoltare la nostra mente. Si visto che se un bambino viene allenato fin da piccolo con apposite procedure, pu essere in grado di ascoltare se stesso e di essere cosciente di quali sono i contenuti mentali che influenzano il suo stato emotivo. Per questo, la maggior parte dei programmi di prevenzione messi a punto in questi ultimi anni, prendono in considerazione il rapporto esistente tra pensiero ed emozione. Leducazione psicoemotiva si muove appunto dalla constatazione che possibile favorire il benessere emotivo del bambino insegnandogli, quanto prima possibile, a pensare in modo corretto.

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TRAINING MENTALE E SCUOLA


Gli effetti positivi dal punto di vista educativo, risultanti dalla regolare pratica dell'allenamento mentale, hanno spinto numerosi autori a suggerire l'adozione del metodo quale procedura standard di igiene mentale nella scuola. L'eta' adeguata per una adeguata interpretazione e applicazione delle tecniche e' da considerarsi quella dagli 8 anni in su. Bambini giovanissimi (8-12 anni) si inseriscono facilmente in piccoli gruppi e possono essere guidati individualmente con successo. Da un allenamento settimanale e da una pratica (minima) individuale giornaliera, si possono sicuramente prevedere risultati eccellenti anche in circostanze e condizioni sfavorevoli e difficili. Con i gruppi di ragazzi di scuola media, in cui i cambiamenti della puberta' e la transizione dall'adolescenza alla maturita' rappresentano tappe evolutive importanti, l'applicazione del T.M. costituisce un considerevole supporto per superare le difficolta' di ambientamento e di transizione. DA UNO STADIO DI SVILUPPO ALL'ALTRO Generalmente la pratica regolare degli esercizi la consideriamo un mezzo valido per migliorare le funzioni adattive di un dato stadio di sviluppo e per facilitare la transizione da uno stadio di sviluppo all'altro. Questo effetto generale e' associato a mutamenti favorevoli per quanto concerne gli aspetti educativoscolastici. Le osservazioni riportante da vari tecnici che hanno seguito studenti delle scuole medie, inferiori e superiori, concordano con i seguenti risultati:

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MUTAMENTI DI DISPOSIZIONE: miglior disponibilita' all'apprendimento, maggior interessamento attivo al lavoro di classe, migliore autodisciplina, migliore organizzazione del lavoro, piu' adeguate abitudini di studio, diminuzione delle interferenze inibitorie associate a dinamiche legate a conflitti, migliore concentrazione. MUTAMENTI DI UMORE: maggiore tranquillita', minore emotivita', diminuzione dell'ansieta' in vista di interrogazioni ed esami. MUTAMENTI DI RELAZIONE: migliore assestamento e adeguamento delle relazioni ambientali, migliore e piu' facile contatto con i compagni, piu' produttiva interazione studenteinsegnanti. PREPARAZIONE ALLO SVILUPPO: aumentata flessibilita' e prontezza verso le nuove possibilita' di sviluppo, ri-equilibrio e ri-orientamento. ATTENUAZIONE DEGLI STATI DI TENSIONE: diminuizione delle interferenze da reazioni psicofisiologiche (disturbi del sonno, disturbi gastrointestinali, mal di testa, tic, ecc.).

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TRAINING MENTALE E SPORT


Nell'ambito sportivo, piu' che in altri contesti, vengono ad accentuarsi certe tensioni d'ansia, di stress o di sintomi da "campo sportivo". Gli studiosi hanno definito "ansia d'attesa" quella situazione nella quale l'atleta ha paura di se stesso e dei propri limiti, si chiude in uno stato di difesa e non ne esce che a gara finita. Quali sono gli scopi che si prefigge lo sportivo per rendere al meglio, da un punto di vista non strettamente tecnico? Quelli che abbiamo identificato come interferenze al rendimento sono riconoscibili in quasi ogni atleta da noi intervistato. In sintesi l'atleta vorrebbe avere: - minore tendenza alla depressione - minori alti e bassi d'umore - minore evidenza del complesso di inferiorita' - maggiore obiettivita' nelle scelte - maggiore introversione del pensiero - maggiore aggressivita' - maggiore recupero fisico tra un allenamento e l'altro, tra una gara e l'altra - maggiore concentrazione - maggiore coordinazione tra gli stati di tensione- distensione. Le tecniche del T.M. applicate al maggior rendimento sportivo non fanno altro che affinare le potenzialita' gia' presenti nell'atleta, accentuandone l'espressione. Training Mentale nello sport significa, in fondo, addestrarsi attraverso la ripetizione di un esercizio eseguito con regolarita' secondo un programma e tendente

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Training Mentale Base - Lorenzo Manfredini ad un preciso scopo. Il lavoro mentale viene integrato all'allenamento fisico allo scopo di utilizzare le risorse psichiche dell'atleta. Grazie all'allenamento mentale, l'atleta prende coscienza di se' e cosi' puo' meglio programmare e perfezionare le sue possibilita' senso-motorie. Infatti l'immaginazione di un movimento provoca una reazione nei muscoli interessati, a testimonianza dell'integrazione mente-corpo. Il Training Mentale permette di raggiungere, meglio e prima, un'armonizzazione dei vari componenti dell'attivita' sensomotoria, come velocita', precisione, coordinazione dei movimenti, potenziamento dei riflessi e neutralizzazione ragionata degli impulsi negativi. Gli esercizi per la preparazione individuale e di gruppo che proponiamo ad atleti e tecnici riguardano specificamente: - Esercizi preparatori per la presa di coscienza del proprio schema corporeo, di movimento e di sensibilizzazione muscolare, eseguiti ad occhi aperti e chiusi. - Esercizi di rilassamento fisico, emotivo e mentale. - Esercizi di affermazione mentale e fisica. - Esercizi di identificazione riguardo gli scopi da raggiungere. - Esercizi di allenamento mentale, da eseguire con la visualizzazione di nuovi possibili schemi esecutivi, da selezionare e utilizzare per ogni specialita' sportiva, nella pratica sul campo, in allenamento e in gara. - Esercizi musicali abbinati a movimenti creativi. Il fine di questo programma e' rappresentato dalle buone prestazioni e dall'emancipazione dell'atleta.

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TRAINING MENTALE E LAVORO


I miglioramenti immediati riscontrabili nell'ambito del lavoro, grazie alle tecniche del T.M., riguardano il recupero di energie personali e una maggiore capacita' di concentrazione. Eliminando uno stato di tensione, per esempio negli intervalli tra un lavoro e l'altro, si possono ridurre i fattori stressanti e frustranti cui sono sottoposti il dirigente, l'impiegato o l'operaio, che svolgono non tanto e non solo un lavoro fisico, ma soprattutto un lavoro psichico. Come non tenere presente la necessita' di accettare o di adattarsi ad un lavoro non desiderato, soprattutto in questi anni di carenza di lavoro? Come dimenticare la pesantezza di una giornata trascorsa accanto a persone frustranti per carattere, cultura o comportamento? Come non pensare alla noia di un lavoro compiuto meccanicamente, senza motivazione? Come superare lo sforzo di una giornata passata davanti a una macchina da scrivere o al tavolo di lavoro? Come affrontare decine di telefonate che comportano decisioni pronte e risposte adeguate? E' facile comprendere come le tecniche del T.M., che permettono di dosare meglio le proprie energie, aiutino a prevenire gli infortuni scaricando, inoltre, l'accumulo di aggressivita'. I motivi pratici relativi all'applicazione delle tecniche del T.M. nel lavoro riguardano: - il miglioramento della salute e dell'efficienza; - la protezione a lungo termine contro gli effetti di vari elementi stressanti legati all'industria e alle va-

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Training Mentale Base - Lorenzo Manfredini riabili professionali, dannosi per la salute; - la diminuzione dell'assenteismo e del disinteresse, di errori che fanno perdere tempo e denaro, di incidenti sul lavoro; - il miglioramento delle relazioni interpersonali durante le ore di lavoro; -una maggiore attenzione e capacita' produttiva. CORRELATI Durante un corso presso una societ che si occupa di Cosmetica, per spiegare limportanza di mantenersi curiosi di fronte al mondo e a se stessi, feci lesempio di due bambini di 2 anni che, accompagnati dalle mamme, furono sottoposti ad un esperimento per capire come affrontavano le novit dellambiente e lostilit verbale di uno psicologo sperimentatore. Durante lesperimento, il primo bambino, nonostante lambiente nuovo cerca un contatto con il compagno, gli sorride e gli porge un giocattolo. Il secondo bambino, si ritrae nervosamente e si aggrappa alle gambe della propria madre. Nella seconda fase un uomo vestito da clown entra nella stanza e inizia a parlare ai bambini. Il primo bambino sorride e comincia a parlottare, il secondo comincia a piangere e nasconde la faccia nella gonna della mamma. Nella terza fase dellesperimento, il primo bambino allunga la mano per prendere un giocattolo mentre il clown lo sgrida severamente. Il bambino si ferma, guarda la mamma e poi ancora il clown, riflette un attimo e poi allunga nuovamente il braccio. Il secondo bambino, nel frattempo, scoppia in lacrime sul grembo della mamma. Queste reazioni sono tipiche dei bambini! Quante volte abbiamo riflettuto su situazioni simili.

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Lorenzo Manfredini - Training Mentale Base Il primo bambino, con il quale tutti vorremmo identificarci quale prototipo di un comportamento curioso e fiducioso, creer le basi per un adulto pi elastico, pi disposto a fare dei tentativi. E pi abile a percepire e a confidare nella valutazione che sua madre ha fatto dellintera situazione trovando in lei un sano sostegno e il coraggio di esplorare. Labilit di leggere correttamente le nuove situazioni, di sapere quando esplorare e quando tirarsi indietro, la volont di tollerare i sentimenti che vanno di pari passo con lapprendimento, formano le basi di una decisiva elasticit comportamentale. Ma queste primissime differenze non sono immutabili. In base a ci che sono state le nostre primissime esperienze, abbiamo consolidato o modificato le iniziali reazioni. In un mondo senza certezze, abbiamo bisogno di imparare ad apprendere e di acquisire delle strategie per affrontare le incertezze e le difficolt quotidiane. Due ragazze di quattordici anni stanno cercando di risolvere una serie di problemi che includono, per sbaglio, alcuni problemi troppo difficili per il loro livello di conoscenze. Affrontano la prima batterie di compiti piuttosto bene, ma appena cominciano quelle pi difficili, una delle due ragazze si scoraggia. Laltra fa diversi tentativi, si pone alcune domande e alla fine si rivolge allinsegnante che chiede a tutto il gruppo di proseguire con gli altri esercizi perch effettivamente c stato un errore nellassegnazione del compito. La ragazza scoraggiata nel frattempo non si ripresa e non prosegue il compito. Guarda alcuni esercizi fatti precedentemente, ma non riesce a riconoscere che sono dello stesso tipo. Una delle due protagoniste vive il compito come una minaccia e si scoraggia se le cose non vanno come lei

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Training Mentale Base - Lorenzo Manfredini vorrebbe: ha un problema di autostima. Laltra ragazza ha invece vissuto il compito come una sfida e si concentrata su come risolvere il problema. Elasticit e intraprendenza si rafforzano reciprocamente e da queste derivano una maggiore fiducia nelle proprie capacit. Pi si impara e pi si in grado di imparare. Una delle sfide della nostra modesta attivit associativa proprio quella di aumentare il nostro bagaglio esp eri en z ial e at t ravers o d ell e sfi de di apprendimento. Ci sono persone, come abbiamo dimostrato con le nostre brevi storielle, che hanno bisogno di essere curiose, disponibili, sperimentali, altre che hanno bisogno di un atteggiamento riflessivo e analitico, e altre ancora che hanno bisogno di un atteggiamento pi meditativo e creativo. La crescita di ognuno di noi, non unattivit omogenea n tantomeno finisce con il corso degli studi, bens un continuo imparare ad apprendere. Una coppia si lamenta che il proprio figlio di 8 anni usa il computer per ore e vorrebbe coinvolgere nei suoi giochi anche i genitori. I genitori per un po fingono di sapere come funzionano i giochi e il computer stesso, ma sono completamente digiuni sullargomento. Un bel giorno, la moglie torna a casa e dice al marito di essersi iscritta a un corso di computer. E stanca di non sapere. Se pu imparare suo figlio, pu imparare anche lei. Larte dellapprendimento presuppone la mancanza di inibizioni e di preconcetti. Anche noi possiamo fare qualcosa per la nostra crescita. A volte ci lasciamo frenare dal rischio di fallire. Temiamo di non farcela. Crediamo che il fatto di non

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Lorenzo Manfredini - Training Mentale Base aver imparato le cose giuste al momento giusto deponga a sfavore della nostra intelligenza, della nostra personalit e del nostro valore. Basterebbe sviluppare, o meglio recuperare, gli strumenti di apprendimento pi adatti e integrare la conoscenza cosciente con la conoscenza pratica. Non si pu stare sempre a riflettere come non si pu solo agire, non si pu solo essere nellatteggiamento mentale del sognatore come non si pu pensare di essere solo in una giungla di cemento. Abbiamo bisogno di imparare ad accettare la nostra complessit e quella dellambiente nel quale viviamo. Accumuliamo nozioni e informazioni e metabolizziamo questa conoscenza in opinioni. Utilizziamo nuove tecnologie, andiamo in bicicletta, impariamo a cucinare, raccontiamo le storie, scriviamo o suoniamo e sviluppiamo una conoscenza pratica. Riconosciamo lo stato danimo di un amico, riconosciamo il linguaggio dei gesti e del corpo, distinguiamo un certo tipo di vino, impariamo a fare delle distinzioni. I nostri gusti cambiano con il passare degli anni, cambiamo lavoro e punti di riferimento, impariamo nuove preferenze. Non ridiamo pi per battute che un tempo ci sembravano divertenti e che oggi ci sembrano crudeli; siamo pi tolleranti con persone che un tempo ci facevano perdere la pazienza, abbiamo sviluppato nuove inclinazioni. Abbiamo imparato cosa vuol dire essere una ragazza, un nonno, un insegnante, un malato, e ad agire di conseguenza. Abbiamo scoperto molti lati della nostra personalit. Ampliamo il nostro raggio di azione emotiva, esprimiamo i nostri sentimenti, riconosciamo i nostri confini. Cambiamo il nostro essere.

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Training Mentale Base - Lorenzo Manfredini La nostra mente si adatta in modo istintivo e automatico. E s la sua base ma non il suo completamento. La naturale capacit della mente ad apprendere pu essere aumentata, orientata, trasformata - ma anche spesso penalizzata - in molti modi. Lapprendimento molteplice. Coscienti di questo, nellambito delle nostre iniziative integrate mente, corpo e relazione riteniamo utile far convergere i vari momenti dellesperienza individuale. Ci sono quattro dimensioni che costantemente cerchiamo di integrare. La prima riguarda limmersione diretta nellesperienza e le capacit di sentire, di esplorare e di sperimentare. Allinterno di questa dimensione si esplora il corpo, la percezione e lautopercezione, laltro, coinvolgendo linterazione, limitazione e le capacit espressive. Poi c limmaginazione e labilit della fantasia, della visualizzazione e della creazione, che permette di inventare ed esplorare mondi ipotetici che ci appartengono. Poi ci sono le abilit intellettive del linguaggio e del ragionamento, attraverso le quali lesperienza pu essere sezionata, analizzata e comunicata. E infine, c lintuizione, un nome generico per tutta la famiglia di quei processi pi intuitivi e ricettivi, da dove nascono e si sviluppano le idee creative e le varie forme di ispirazione. Per poter vivere nel modo migliore, bisogna avere sviluppato appieno le proprie abilit di apprendimento e avere una buona conoscenza pratica. Si chiama congruenza latteggiamento che ci permette di essere coerenti tra pensiero e azione. Ma non basta, occorre anche essere pertinenti alle situazioni ed essere capaci di trasferire unabilit da una situazione ad unaltra. Insomma, una realt complessa che

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Lorenzo Manfredini - Training Mentale Base ci ricorda che lelemento intelligente di tutta questa situazione siamo noi, con tutta la nostra coscienza interiorizzata e pratica. Se vogliamo imparare dobbiamo essere intraprendenti e contemporaneamente dobbiamo avere risorse interiori ben sviluppate. Anche se le opinioni correnti danno una prevalente importanza alla mente riteniamo che il corpo insieme alle emozioni rappresenti il vero terreno di sviluppo del fattore psicologico individuale. Quando si sceglie di imparare, soprattutto nel campo psicologico, si spera che i frutti delle nostre investigazioni saranno la conoscenza, la padronanza, nuove risorse e alleanze che ci aiuteranno nelle scelte future. Per raggiungere quelle competenze, spesso dobbiamo rinunciare al controllo, alla sicurezza, agli equilibri, alle illusioni dellIo. Il processo di apprendimento, nel corso di un programma di formazione personale, implica dei rischi, ma promette dei benefici. Ci richiede la capacit di tollerare le frustrazioni e la confusione, di agire senza sapere in anticipo cosa succeder, di essere incerti ed a volte insicuri. Se il nostro primo sintomo di frustrazione ci spinge a tirarci indietro, il nostro processo di apprendimento sar superficiale e poco stimolante. E spesso crediamo che il giusto apprendimento debba essere senza scosse e tranquillo. Niente di pi lontano dalla realt vissuta. Le nuove conoscenze delle basi biologiche delle emozioni dimostrano che i nostri sentimenti sono una parte totalmente integrante del nostro apprendimento. Le emozioni e i sentimenti sono fattori vitali sul tipo di apprendimento pi adatto e su come si procede, e spesso li ignoriamo o li sopprimiamo del tutto, a no-

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Training Mentale Base - Lorenzo Manfredini stro esclusivo svantaggio. Gran parte del nostro cammino richiede sprizzi di entusiasmo, momenti di frustrazione e regressioni. Quello che desideriamo offrire la sperimentazione concreta di una ricerca attualissima sulla capacit di amplificare il proprio potenziale corpo-mente e delle condizioni ottimali affinch questo avvenga.

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LA PSICOLOGIA NELLE ORGANIZZAZIONI


Le prospettive psicologiche che aiutano ad interpretare i fenomeni e le dinamiche che caratterizzano le organizzazioni lavorative riguardano la visione psicoanalitica, la visione Junghiana, la visione psicodinamica. E evidente che la volont di muovere verso una lettura profonda dei "sottosuolo" organizzativo, in contrapposizione ai semplicismi delle teorie organizzative classiche, deriva dalla consapevolezza che molto di ci che accade nelle organizzazioni imputabile a processi che potremmo definire irrazionali. A tale riguardo, soprattutto l'ottica psicoanalitica, ci aiuta a chiarire l'apparentemente inestricabile intreccio di storie e vicende individuali e collettive che entrano in gioco nel dar vita alle instabili fondamenta di quell'edificio, che si vorrebbe monolitico e privo di qualsiasi crepa, che chiamiamo organizzazione. La vita organizzativa, cio il risultato delle azioni, delle motivazioni, dei pensieri, dei desideri degli uomini che nelle organizzazioni lavorano, percorso da un'onda invisibile ma percepibile: l'ansiet. Ansiet inerente sia la dimensione operativa che relazionale. Al fine di sottrarsi, per quanto possibile, a questa ansiet, di ridurla, di contenerla, gli uomini ricorrono a meccanismi di difesa che, pur promanando dalle diverse, intime, storie individuali, finiscono per pervadere ogni ambito dell'organizzazione, assumendo quindi un carattere condiviso e socializzato. Ma dove nasce questa ansia? Quali origini ha? Fondamentalmente, il vissuto dell'ansia legato strettamente all'esperienza dell'incertezza. Pi specificamente, le fonti dell'ansia sono riconducibili a

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Training Mentale Base - Lorenzo Manfredini tre dimensioni principali: le frontiere organizzative, l'esercizio del potere, le dinamiche di ruolo. Le teorie dell Analisi Transazionale permettono di rendere evidenti i "giochi" e i copioni nei quali gli individui si "usano" l'un l'altro in linea di massima collusivamente, mentre le teorie delle relazioni oggettuali aiutano a spiegare come si raggiunge la stabilizzazione del mondo interiore e come si riduce lincertezza soggettiva. Le relazioni vengono studiate come il perno su cui si incontrano i tentativi di contenimento dell'ansia, un contenimento che si traduce, al livello delle relazioni fra gli individui, nel tentativo spasmodico di esportare, proiettare sugli altri quello che di se stessi non si riesce a sopportare. Questo fenomeno viene denominato dagli studiosi: "Sistema dei normali danni psicologici". Esso riguarda linsieme delle offese normali e prevedibili che le persone subiscono quando tentano di collaborare con gli altri nel realizzare i compiti di lavoro all'interno di un ambiente incerto. Facile intuire che ci pu essere fonte, molto spesso, di esperienze reciprocamente negative e frustranti, costituendo delle relazioni rigide e conflittuali. In definitiva, i danni psicologici "prendono il posto" dell'ansiet.

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IL VISSUTO DELLANSIA NEGLI AMBIENTI DI LAVORO


In questa parte del nostro lavoro desideriamo puntualizzare le tre dimensioni principali, associate al vissuto dell'ansia negli ambienti di lavoro. La prima dimensione riguarda le frontiere organizzative dellorganismo azienda che richiama allattenzione il concetto di "frontiere soggettive" del mondo persona; di fronte all'emergere dell'ansia, gli individui giungono ad instaurare fra loro legami che alterano profondamente la struttura dei confini, in quanto prevista dal disegno organizzativo e dai criteri di funzionalit, per sostituirvi una sorta di sistema di relazioni parallelo ed ulteriore rispetto a quello formalmente previsto. La seconda dimensione riguarda lesercizio del potere. E proprio la dimensione del potere ad essere connessa alla genesi dell'ansia e all'attivazione dei meccanismi di difesa. Le incomprensioni e le resistenze che, inevitabilmente, scaturiscono come conseguenza dell'esercizio del potere, alimentano il processo di rielaborazione dei confini organizzativi, sino a dar vita alla cosiddetta "organizzazione fantasticata". La terza dimensione relativa alla dinamica di ruolo. Se l'ansiet associata al lavoro troppo grande per essere tollerata, gli individui la fuggiranno, ovvero tenderanno ad abbandonare il proprio ruolo organizzativo. Si giunge, a questo punto, al tema fondamentale dei meccanismi di difesa. Teatro della genesi e della propagazione dell'ansia, l'organizzazione stessa che finisce, in ragione della propria articolazione per gruppi, per fornire le opportunit difensive tramite le quali gli individui esperiscono i complessi giochi della

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Training Mentale Base - Lorenzo Manfredini proiezione, scissione e identificazione proiettiva. In questa prospettiva, tre sono le principali modalit di difesa che si riconoscono: Assunti di base: rappresentano il desiderio primordiale che si possa creare, senza lavorare, un ambiente benevolo e supportivo. Allorch le attivit di lavoro espongono gli individui all'ansiet, gli assunti di base consentono loro di superare il senso di isolamento e di depersonalizzazione, permettendo di credere di appartenere a un gruppo unito e coeso. Coalizioni nascoste: indicano modalit di difesa pi persistenti, permettono di controllare l'ansiet tramite la creazione di modalit di relazione che superano, ampliandole, i limiti di quelle formalmente previste. Il gruppo tende in questo modo a fornire ai propri membri un'immagine di se stesso tale da divenire motivo di identificazione totale. Rituali organizzativi: indicano pratiche e procedure che vengono agite bench non siano razionalmente connesse con l'obiettivo primario dell'organizzazione; comportamenti quindi, non prescritti, ma capaci di divenire parte integrante del modo di lavorare, e addirittura della stessa cultura organizzativa. Ogni rituale organizzativo ha un carattere sostanzialmente impersonale, e ripara dall'ansia permettendo a ciascun individuo, nel perseguimento dell'imperativo da assolvere, di estromettersi da ci che sta facendo.

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DOMANDE, LUOGHI COMUNI E RESPONSABILITA


D. Come fa unorganizzazione a riconoscere e limitare gli effetti dellansia individuale e di gruppo? R. La necessit di riconoscere e di evitare l'ansia derivante dall'imprevedibilit legata ad ogni situazione lavorativa o di relazione interpersonale, rappresenta il filo conduttore di gran parte dei comportamenti organizzativi. E nell'organizzazione stessa che il "sistema" si difende, in particolare localizzandone gli snodi fondamentali nell'articolazione formale dei ruoli e delle funzioni, e nella rete, al contempo formale e informale, dei gruppi. L'immagine che scaturisce quella di una dinamica complessa, profondamente collusiva, in cui gli individui utilizzano l'organizzazione al fine di difendersi dall'incertezza che essa produce, mentre l'organizzazione stessa provvede ad una propria costante ridefinizione per contenere le incertezze derivanti dalle attivit difensive dei singoli e dei gruppi. Specificamente i ruoli consentono di rielaborare l'ansia nel senso di una loro forzatura, mentre i gruppi accolgono le istanze dei singoli individui, riproponendole in termini condivisi. La duplicit dei ruoli che si vengono a interpretare nelle realt organizzative (ruolo manifesto, ruolo latente), orientano le organizzazioni a trovare antidoti appropriati per lo stress, lansia, lautostima e il sistema di s, quali variabili dei propri membri, da capire e da affrontare. Stress: la situazione di stress assume connotati di pericolosit, dove particolarmente forte sia il vissuto di incapacit nel fronteggiare adeguatamente una

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Training Mentale Base - Lorenzo Manfredini richiesta proveniente dall'ambiente di lavoro.

Ansia: una funzione che mette in guardia l'individuo da rischi potenziali, ed assume i connotati di elemento motivante per la messa in atto di comportamenti difensivi capaci di ristabilire una certa prevedibilit, sicurezza, tranquillit. Autostima: rappresenta la capacit di confrontarsi con gli stress ambientali senza perdere l'integrit personale e di assumere le responsabilit delle proprie azioni. In presenza di un livello disfunzionale (esagerato) di autostima, si verificher una ipersensibilit agli eventi stressanti, a cui si tender a reagire, inconsapevolmente, tramite una scissione del s in una componente idealizzata e in una componente disprezzata, identificandosi con la prima, qualora tale livello sia esageratamente alto, con la seconda in caso di un livello esageratamente basso. Sistema di s: definito come una struttura con funzioni difensive e adattive, finalizzata a rassicurare l'lo e a risolvere, almeno momentaneamente, il problema dell'ansia. Se il livello di autostima risulta estremizzato le attivit difensive assumeranno una connotazione nevrotica. In questo senso, si possono individuare cinque diversi stili difensivi, ovvero configurazioni disturbate del sistema di s, risposte momentanee di difesa dall'ansia: perfezionismo, arroganza e vendicativit, narcisismo, autosvalutazione, passivit. Perfezionismo: una modalit difensiva che consente di ridurre l'ansia attraverso due strategie: da un lato sviluppando standard di lavoro cos elevati

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Lorenzo Manfredini - Training Mentale Base da consentire di attribuire ad altri la responsabilit di eventuali insuccessi; dall'altro, sviando l'attenzione da tutte le possibili imperfezioni che potrebbero essere fonte di indebolimento dell'immagine personale, mettendosi quindi al riparo da eventuali critiche e sanzioni. Arroganza e vendicativit: gli individui che ricorrono a questa modalit difensiva, tentano di contenere l'ansia coinvolgendo gli altri in una incessante competizione. Vedono altres con sospetto e sfiducia, ogni relazione interpersonale che non li veda come protagonisti; temono soprattutto di perdere il controllo sugli avvenimenti. Narcisismo: la forzatura di ruolo di tipo narcisistico testimonia di un'immagine di s onnipotente e grandiosa. I soggetti che condividono questo profilo saranno caratterizzati da sentimenti di inutilit e insicurezza, da tenere nascosti ad ogni costo, coltiveranno grandi progetti, evitando al contempo di impegnarsi nell'azione diretta. Il loro investimento personale sar quindi orientato all'acquisizione di ammirazione e lealt. Autosvalutazione: determinata dalla paura e dall'ansia della possibile contro-aggressivit degli altri. Se l'ansia rispetto ai risultati dei propri gesti impulsivi e aggressivi diventa insostenibile, si potr produrre un ribaltamento dell'ostilit nei propri confronti, con la conseguente continua esibizione della debolezza di s. Passivit: se l'autosvalutazione risulta insufficiente a proteggere dalle ansie della realt organizzativa, non restano altre alternative difensive che quelle di

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Training Mentale Base - Lorenzo Manfredini forzare ulteriormente il ruolo nella direzione del ritiro e della passivit. Vi sar una rinuncia a ogni competizione, minaccia, aggressivit nei confronti degli altri, e il desiderio di evitare conflitti o addirittura, di evitare le relazioni stesse. Nel gruppo, quindi, si sviluppano le condizioni di un contesto privilegiato per l'emergere delle modalit difensive. Il punto di partenza va ricondotto al dilemma psicologico fondamentale tra identit e integrazione, nonch alla constatazione del fatto che la situazione di gruppo orienta verso la scelta della regressione (la regressione protegge e preserva le persone dall'annullamento attraverso il ritiro in uno spazio intimo protettivo e sicuro) come modalit difensiva. Essa pu assumere diverse configurazioni: Gruppo di lavoro omogeneizzato: caratterizzato dall'assenza della differenziazione tra s e gli altri, in quanto vi la rinuncia al senso di identit personale. Gruppo di lavoro istituzionalizzato: incoraggia la sottomissione ad una gerarchica formale e all'autorit. struttura

Gruppo di lavoro autocratico: partecipa alla costruzione di un solido legame di identificazione con un capo carismatico.

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Lorenzo Manfredini - Training Mentale Base

TRAINING MENTALE E LA TERZA ETA'


Non sappiamo proprio come funziona il cervello. Ci sono troppi miliardi di cellule cerebrali per poter avere un concetto molto preciso della complessita' delle potenzialita' cerebrali. Molte ricerche dimostrano che quando una parte del cervello e' danneggiata si puo' ricorrere a un'altra parte dello stesso per ricreare gli apprendimenti perduti. Nel T.M. presentiamo all'anziano "idee", e gli chiediamo di imparare nuovi e diversi modi di funzionare estraendoli dal gran numero di cellule cerebrali disponibili e dall'enorme quantita' di capacita' ancora latenti. Le tecniche del T.M. in questo caso possono essere efficaci quando l'anziano riesce ad essere davvero acritico - quando e' disponibile a recepire un'idea allo scopo di esaminarla. L'uso dei livelli soggettivi crea il vantaggio di focalizzare, controllare, dirigere e prolungare un comportamento che nella vita di tutti i giorni verrebbe fuori appena. In altre parole, viene chiesto all'anziano di impiegare gli apprendimenti esperienziali e le capacita' in modi dei quali sinora non era consapevole. Non cose difficili, quindi, ma una nuova prospettiva nell'utilizzazione delle proprie risorse. Mantenendo il cervello attivo la vecchiaia puo' non esistere, se si vuole che non esista. Certo mancanza di motivazioni reali, le malattie, la depressione, "ricordano" la vecchiaia; ma gli artisti, grazie alla loro creativita', ci dicono che ogni eta' puo' essere bella e la terza eta' perfino piu' bella. Si puo' lasciare agli altri il compito di produrre, stressati, sognando una liberta' che non hanno. Le tecniche del T.M. stimolano quindi una "ginnastica" mentale intesa a "fare". Fare come ascoltare musica, disegnare, pensare, leggere, fare attivita' fisica, in-

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Training Mentale Base - Lorenzo Manfredini somma riportare alla luce i ricordi dei molti desideri che si sarebbero voluti appagare, ma che la mancanza di tempo, le preoccupazioni o la pigrizia hanno impedito. E' una questione di stimoli, di interessi, di creativita', o piu' in generale di attaccamento alla vita. Sembra che le cellule del cervello, dopo i quarant'anni, comincino a diradarsi, ma contemporaneamente, se stimolati, producano nuovi germogli, nuovi neuroni, insomma nuova vita. Alcuni studiosi sostengono che per essere creativi bisogna imparare sin da giovani l'educazione alla vecchiaia - anche se, per i ritardatari, non e' mai troppo tardi. E vince la battaglia contro la vecchiaia chi e' in grado di reinventarsi, facendo cio' che davvero desidera.

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UN PROGRAMMA POSITIVO
Il programma di Training Mentale, al di la' delle sue applicazioni speciali, viene proposto normalmente della durata di tre giorni - venerdi' sera, sabato e domenica - comprensivo di una quindicina di tecniche, mentali e bioenergetiche, gia' ampiamente illustrate in questa trattazione. Questo metodo non e' appannaggio di pochi eletti, particolarmente dotati o culturalmente preparati. Al contrario, al fine di superare barriere pregiudizievoli, il metodo e' stato studiato e strutturato in maniera tale che non viene richiesto alcuno sforzo da parte dell'allievo per il raggiungimento dei risultati auspicati. Infatti, il motto di "sforzarsi di non sforzarsi di fare qualcosa" e' prioritario a qualsiasi impegno razionale. Tutti gli strumenti-esercizi che vengono proposti, oltre ad essere estremamente efficaci e particolarmente eleganti, sono presentati in modo semplice e pratico. Sono il minimo di cui si puo' disporre per apprezzare questo metodo di sviluppo personale che assomiglia alla preparazione di un "buon risotto". Esso prevede una fase di precottura (fase di apprendimento - il Seminar) e una fase di applicazione pratica alla vita quotidiana. Nell'impiego di questi strumenti ci sono due modalita' per utilizzarli malamente. Pensiamo che essere al corrente di che si tratta permettera' di superare gli inevitabili condizionamenti relativi all'apprendimento e alla pigrizia. Il primo sistema consiste nell'applicarli in modo estremamente rigido. Questo significhera' perdersi alle minime difficolta', non avere flessibilita' e non ricorrere alla propria esperienza sensoriale (immaginisensazioni-suoni), che in effetti seguono tutto il processo degli esercizi.

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Training Mentale Base - Lorenzo Manfredini Il secondo sistema per far fiasco consistera' nell'applicare questi strumenti in modo incongruente e non convinto. Questo comportera' una non-adesione e sfiducia nei confronti delle tecniche da utilizzare in rapporto ai bisogni personali. Per evitare questi "errori" nell'usare le tecniche e' previsto, dopo il seminar di base, una attivita' denominata LABORATORIO.

LABORATORIO
Laboratorio e' il nome dato ad un programma continuativo, settimanale o mensile, per studiare, applicare e approfondire le tecniche apprese nel T.M. I vantaggi di un addestramento continuativo, individuale o di gruppo, sono ben conosciuti: sia per i volonterosi che per i procrastinatori, un tassello dopo l'altro produce una formidabile esperienza umana, nonche' risultati soddisfacenti e duraturi. Spetta all'utente la responsabilita' di instaurare e mantenere un canale efficace di comunicazione con le parti di se stesso alle quali accedere per cambiare. E' ovvio che imparando a farlo crescera' la propria autonomia e creativita'. Per diventare veramente autonomi nell'uso delle tecniche servono tre requisiti. Il primo consiste nella capacita' di determinare lo scopo da raggiungere. Il secondo consiste nella massima flessibilita' di comportamento. Bisogna cio essere in grado di generare moltissimi tipi di comportamento, in modo da capire che risposte se ne ottengono.

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Lorenzo Manfredini - Training Mentale Base Il terzo consiste nell'avere a disposizione un'esperienza sensoriale sufficiente a osservare quando e' che si ottiene la risposta adeguata. Se si possiedono questi tre talenti non si deve fare altro che modificare il comportamento finche' non si ottiene il risultato voluto.

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CONCLUSIONI
Abbiamo scoperto che se un qualsiasi essere umano dotato di normali potenzialit e' in grado di fare una certa cosa, anche noi, se adottiamo un approccio adeguato siamo in grado di farla. Tutto quello di cui abbiamo bisogno e' un metodo che ci permetta di essere buoni osservatori di persone e fruitori di ci che vale per noi, capaci di imparare dallesperienza degli altri e confezionando la nostra. Questo vale per ogni comportamento. Noi possiamo scegliere di essere migliori, di cambiare se occorre, di crescere perch una necessit. La maggior parte delle persone non dispone di molte strategie per fare tutto quello che fa. Spesso viene usato lo stesso tipo di strategia per fare tante cose diverse, e allora succede che si ottengono buoni risultati in certe cose e risultati meno buoni in altre. Se siamo onesti con noi stessi ci rendiamo conto che se adottiamo poche strategie di base, forse quattro o cinque, lumilt della creativit ci inviterebbe ad allargare il nostro repertorio a pi possibilit. Dopo questa lettura, grazie all'esperienza del Training Mentale ed a progetti di formazione possiamo scoprire la non banale possibilit di aggiungere altre scelte a quelle che possediamo normalmente. Le risorse delluomo sono un nuovo affascinante territorio da esplorare e da condividere con ognuno. Grazie dellattenzione Lorenzo Manfredini

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BIBLIOGRAFIA
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