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Homework 2 - Commenti alle consegne

Massimo Bertolotti

1 Esercizio 1
Quando occorre risolvere un sistema lineare, a maggior ragione se è presente
un parametro, è necessario procedere con i passaggi del metodo di elimi-
nazione di Gauss per ridurre completamente la matrice fino ad ottenere
una matrice ridotta per righe. Quindi per esempio, nel primo esercizio
l’operazione di riduzione
   
k −1 2 −1 k −1 2 −1
R3 →R3 −R1
 1 k 1 0  −−−−−−−→  1 k 1 0 
1 −1 2 −k 1 − k 0 0 −k + 1

non è sufficiente per riuscire ad individuare tutti i valori “critici” del parame-
tro k, cioè che portano a condizioni di esistenza differenti per il sistema, e
questo perché la matrice non è una matrice ridotta per righe. Infatti in
questo caso, per esempio, non si riesce ad individuare il caso k = − 12 .

Altro errore comune è stato arrivare a una forma finale corretta della matrice
ridotta per righe...
   
k −1 2 −1 1 −1 2 −k
[...]
 1 k 1 0  −−→  1 2k − 1 0 k 
1 −1 2 −k k−1 0 0 k−1

... ma studiare il variare delle soluzioni soltanto rispetto a k = 1 o k ̸= 1,


quando l’elemento speciale 2k − 1 indica la presenza di un altro valore del
parametro che necessita di uno studio separato (e infatti per k = − 12 la
matrice ha rango 2 e il sistema è incompatibile). Quando si arriva a una
forma come quella indicata, è necessario prendere in considerazione tutti gli
elementi speciali che dipendono da k.

Un’ultima osservazione più generale su questo esercizio: quando una con-


segna recita “discutere e risolvere il seguente sistema lineare al variare del
parametro reale k” è necessario, oltre a determinare i valori del parametro
per cui cambia il rango delle matrici coinvolte (e di conseguenza l’esistenza
e la tipologia delle soluzioni), trovare, per i valori per cui il sistema è compa-
tibile, le soluzioni esplicite del sistema. Quindi in questo caso era richiesto

1
di trovare esplicitamente le soluzioni per i casi: k generico diverso da 1 e
− 12 , k = 1, k = − 12 , e, se si è fatta la posizione k diverso da zero nei passaggi
di riduzione di Gauss, k = 0.

2 Esercizio 3
Un errore molto comune in questo esercizio è stato arrivare al seguente punto
del metodo di Gauss-Jordan:
 
1 1 2 1 0 0
 0 1 h+2 1 0 1 
0 0 −3 −1 1 0

e affermare che la matrice inversa esiste solo per h = −2. Per capire i valori
di h per cui una matrice A è invertibile dobbiamo procedere con il metodo
di Gauss-Jordan per arrivare ad avere a sinistra una matrice ridotta a scala,
e quindi triangolare superiore, e a questo punto andare a vedere per quali
valori la matrice di sinistra ha rango massimo, NON per quali valori è uguale
alla matrice unità o per quali valori non compare h. In questo caso infatti la
matrice di sinistra (triangolare superiore) ha elementi sulla diagonale prin-
cipale tutti diversi da zero e indipendenti dal parametro, quindi ha sempre
rango massimo (uguale a 3) e quindi A è invertibile per ogni h ∈ R.

Una volta trovato (e scritto, come richiesto dalla consegna dell’esercizio)


che la matrice inversa esiste per ogni h, occorre procedere con il suo calcolo
esplicito. Molti di voi si sono limitati a calcolarla nel caso h = −2, o in altri
casi analoghi in cui si annullavano i termini parametrici della matrice di
sinistra, ma non è sufficiente. Dal momento che A−1 esiste per ogni valore
del parametro, occorre trovare la matrice inversa con h generico, facendo
opportuni passaggi che vadano a far comparire a sinistra la matrice unità
(vedere il file dello svolgimento).

Se procedete a calcolare il rango di A “separatamente” dal calcolo dell’inversa


A−1 , e cioè senza effettuare analoghi passaggi sulla matrice unità a destra...
   
1 1 2 1 1 2
[...]
A =  1 1 −1  −−→  0 1 h + 2  = A′
−1 0 h 0 0 −3

... quando poi fate il successivo passaggio per trovare effettivamente l’inversa
di A, quindi considerate (A| I) NON potete inserire al posto di A la matrice
ridotta a scala ottenuta con il metodo di riduzione di Gauss, quindi A′ ,
ossia considerare la matrice (A′ | I), dal momento che questo vi farà calcolare
l’inversa di A′ e non di A: o procedete sin da subito con (A| I) effettuando
tutti i passaggi sulle due matrici in parallelo, oppure, dopo aver calcolato il

2
rango di A, ricominciate da capo il metodo di riduzione di Gauss a partire
da (A| I), facendo le operazioni di riduzione anche sulle righe della matrice
unità presente a destra.

3 Esercizio 4
La richiesta dell’esercizio era di risolvere l’equazione matriciale AX = B.
Una scrittura delle soluzioni del tipo:

S = {(2 + 2a, 1 + 2b, 2 + 3a, −3 + 3b, a, b) ∈ R6 | a, b ∈ R}

non è corretta, dal momento che le soluzioni dell’equazione di partenza de-


vono essere delle matrici X ∈ R3,2 , quindi:
 
2 + 2a 1 + 2b
X = 2 + 3a −3 + 3b , ∀a, b ∈ R (1)
a b

4 Esercizio 5
Un errore comune è stato quello di dimostrare l’enunciato richiesto nel solo
caso di matrici 2×2. Sebbene le matrici prese fossero generiche, questo non è
sufficiente a dimostrare l’affermazione. A meno che non vi sia esplicitamente
richiesto, dovete sempre dimostrare gli enunciati nel caso generico di matrici
A ∈ Kn,n , dal momento che le matrici 2 × 2 potrebbero avere proprietà che
si perdono quando aumenta l’ordine n della matrice quadrata.

Un altro consiglio generale è: quando dovete dimostrare enunciati riguardanti


matrici, cercate sempre di utilizzare prima le proprietà che avete visto sulle
operazioni coinvolte, piuttosto che procedere con la scrittura di una generica
matrice n × n come
 
a11 a12 · · · a1n
 a21 a22 · · · a2n 
A= .
 
.. .. .. 
 .. . . . 
an1 an2 · · · ann

e lavorare con questa. Ciò potrebbe portarvi a commettere errori, dal mo-
mento che è più difficile da gestire e verificare che valga per tutti gli elementi
della matrice in generale. In questo caso quindi, piuttosto che lavorare ele-
mento per elemento o con una matrice generica, era preferibile, e più veloce,
dimostrare l’enunciato utilizzando le proprietà viste della trasposta.

3
Data una matrice generica A ∈ Km,n , fate attenzione a non confondere la
notazione per indicare la matrice nella sua interezza:

A = (aij )

per i = 1, . . . , m, j = 1, . . . , n, e quella per indicare il singolo elemento di


posto (i, j), ossia sulla riga i e sulla colonna j, ovvero:

aij

(notate la mancanza delle parentesi). Quindi per esempio nell’esercizio 5,


una scrittura come la seguente:

A = (aij ) ⇒ tA = aji

non ha senso, poiché, nell’ultima uguaglianza, a sinistra abbiamo una ma-


trice mentre a destra un singolo elemento. Cosı̀ come, per lo stesso motivo,
non ha senso una scrittura del tipo:

A = (aij ) ⇒ t (aij ) = aji

Osservazioni generali
Due osservazioni più generali sugli esercizi in cui vi è richiesto di risolvere
un sistema lineare:

1. al termine dei conti, una volta trovate separatamente le componenti


del vettore (o matrice) soluzione, è necessario scrivere una riga finale
in cui si riporta il vettore (o matrice) soluzione nella sua interezza;

2. quando fate il passaggio detto al punto sopra, se avete soluzioni dipen-


denti da uno o più parametri (per esempio perché il sistema am-
mette infinite soluzioni) dovete anche indicare a fianco che ogni singolo
parametro varia in R, come indicato per esempio nella (1), altrimenti
la soluzione non è completa.

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