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SISTEMI LINEARI, MATRICI E METODI DI RISOLUZIONE

Un sistema di equazioni lineari in m equazioni e n incognite è del tipo:

 a11 x1 + a12 x 2 + ... + a1n x n = b1



 a 21 x1 + a 22 x 2 + ... + a 2 n x n = b2
a x + a x + ... + a x = b
 m1 1 m2 2 mn n n

e in forma matriciale equivale all’equazione:

 a11 a12 ... a1n   x1   b1 


a a 22 ... a 2 n   x 2  b2 
 21 ⋅ = AX=B
 ... ... ... ...   ...   ... 
     
a m1 am 2 ... a mn   x n  bn 

Il vettore X , o vettore delle incognite, se esiste, si dice soluzione del sistema.

 a11 a12 ... a1n 


a a 22 ... a 2 n 
La matrice dei coefficienti 
21
è detta matrice incompleta.
 ... ... ... ... 
 
a m1 am 2 ... a mn 

 a11 a12 ... a1n b1 


a a 22 ... a 2 n b2 
La matrice comprendente coefficienti e termini noti 
21

 ... ... ... ... ... 


 
a m1 am 2 ... a mn bn 
è detta matrice completa.

Def. Un sistema si dice compatibile se ammette una o infinite soluzioni, incompatibile se non
ammette soluzioni.

Def. Un sistema incompatibile si dice anche impossibile, un sistema compatibile può essere
determinato se ha una sola soluzione, indeterminato se ammette infinite soluzioni.

CASO PARTICOLARE: sistemi in n equazioni e n incognite.

In questo caso la matrice dei coefficienti è una matrice quadrata, di cui si può calcolare il
determinante col metodo che si preferisce (metodo generale, Sarrus se è 3 x 3, metodo di Gauss di
riduzione a scala).
Si danno due casi:

D = 0 , il sistema è impossibile o indeterminato


(rimandiamo la discussione di questo caso, che sarà trattato col teorema di Rouché-Capelli)
D ≠ 0 , il sistema è determinato e la soluzione si può ricavare con vari metodi:

- CRAMER
- MATRICE INVERSA
- GAUSS

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METODO DI CRAMER

Ogni incognita si può ricavare come rapporto di due determinanti.

D1 D2 D
x1 = x2 = … xn = n
D D D

Dove D ≠ 0 è il determinante della matrice dei coefficienti e D1, D2 … sono i determinanti ottenuti,
a partire da D, sostituendo alla colonna corrispondente all’incognita cercata la colonna dei termini
noti.

METODO DELLA MATRICE INVERSA

Il sistema scritto in forma matriciale è: A X = B.


Essendo D = det A ≠ 0 , esiste la matrice A −1 inversa di A.
Moltiplicando a sinistra per A −1 , si ottiene: A −1 ⋅ A ⋅ X = A −1 ⋅ B
−1
da cui: X = A ⋅ B .
Calcolando il prodotto delle matrici si trova immediatamente il vettore soluzione.

METODO DI GAUSS

Il metodo di Gauss, a differenza dei due precedenti, potrà essere applicato anche a sistemi di m
equazioni in n incognite. Consiste nella trasformazione del sistema (o della matrice completa
associata) a un sistema a scala, cioè un sistema del tipo:

a11 x1 + a12 x2 + ... + a1n xn = b1



 a22 x2 + ... + a2 n xn = b2
 amn xn = bn

dove i coefficienti ovviamente non saranno più quelli del sistema iniziale e nell’ultima equazione
comparirà (nel migliore dei casi) solo più una incognita.
Si può così ricavare l’incognita xn dall’ultima equazione e, per sostituzione, una alla volta, tutte le
altre.
I primi coefficienti non nulli su ogni riga sono detti PIVOT.

La trasformazione del sistema viene attuata tramite le “mosse di Gauss”:

- scambio tra loro di due equazioni


- sostituzione di una equazione con un suo multiplo non nullo
- sostituzione di un’equazione con la combinazione lineare dell’equazione stessa con un’altra
equazione del sistema.

In termini matriciali, ciò equivale a:

- scambio di due righe della matrice completa


- sostituzione di una riga con multiplo non nullo della riga
- sostituzione di una riga con la combinazione lineare della riga stessa con un’altra riga della
matrice.

Si noti che, tramite queste operazioni, il determinante della matrice completa e incompleta si modificano, ma non si
modifica la eventuale soluzione del sistema. E’ sufficiente, ad esempio, pensare alle soluzioni ottenute col metodo di
Cramer; entrambi i determinanti a numeratore e denominatore risulteranno moltiplicati per uno stesso fattore a causa
dalle varie mosse ma daranno sempre lo stesso rapporto.

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CASO GENERALE

Il metodo di Gauss è particolarmente opportuno nella trattazione dei sistemi di m equazioni in n


incognite. In questo caso si opera sulle matrici in modo da poter applicare in modo semplice il:

TEOREMA DI ROUCHE’-CAPELLI

Un sistema è compatibile se il rango della matrice completa è uguale al rango della matrice
incompleta. Quindi:

-se il rango della matrice incompleta è minore di quello della matrice completa, il sistema è
impossibile;

-se i due ranghi sono entrambi uguali a R e R è uguale al numero n di incognite, il sistema è
determinato, cioè ha un’unica soluzione X;

-se i due ranghi sono uguali entrambi a R ma R è minore del numero n di incognite, il sistema sarà
indeterminato e si avranno ∞ n− R soluzioni.

Il confronto tra i ranghi delle due matrici è particolarmente semplice se si riduce la matrice
completa in forma triangolare, essendo in tal caso il determinante ottenibile come prodotto degli
elementi della diagonale principale.
Facciamo alcuni esempi osservando che vale la seguente regola:

Un sistema lineare a scala o triangolare con m equazioni e R pivot è compatibile se e solo se le


ultime m-R componenti del vettore dei termini noti sono nulle.
In tal caso si avranno ∞
n− R
soluzioni.
In particolare se n = R ,il sistema è determinato e la soluzione è unica.

ESEMPIO 1 (numero equazioni = numero incognite)

Supponiamo di avere ridotto, tramite le mosse di Gauss, la matrice completa del sistema a:

1 −1 5 : −6
0 6 − 18 : 36
0 0 7 : −7

Si vede che il sistema è a n = 3 incognite e il rango della matrice incompleta e della matrice
completa è R = 3. Il teorema di R-C prevede quindi un’unica soluzione.
Si noti che infatti ci sono 3 pivot (1, 6, 7) e che la regola su scritta è verificata, in quanto m – R = 0.
Dall’ultima equazione ricavo che x3 = -1 e, sostituendo nelle altre equazioni, trovo le altre incognite.

Consideriamo invece la matrice così modificata:

1 −1 5 : −6
0 6 − 18 : 36
0 0 0 : −7

In questo caso è facile vedere che il rango della matrice incompleta è 2 , mentre quello della matrice
completa è 3. Quindi il sistema è impossibile.
I pivot sono due (1,6), le equazioni 3, m – R = 1, ma l’ultima componente del vettore dei termini
noti non è zero. Quindi, secondo la regola dei pivot, il sistema non è compatibile.

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Oppure:

1 −1 5 : −6
0 6 − 18 : 36
0 0 0 : 0

In questo caso, sia utilizzando il teorema di R-C, (rango = 2 per entrambe le matrici), sia utilizzando
la regola dei pivot (due pivot, tre equazioni, ultimo termine noto nullo), si trova che il sistema è
compatibile e ha ∞ n−R = ∞1 soluzioni.
ESEMPIO 2 (numero equazioni > numero incognite)

Supponiamo di avere ridotto tramite le mosse di Gauss la matrice completa del sistema a:

2 −5 : 9
0 −7 : 7
0 0 : 0

Si vede che il sistema è a n = 2 incognite e il rango della matrice incompleta e della matrice
completa è R = 2. Il teorema di R-C prevede quindi un’unica soluzione.
Si noti che infatti ci sono 2 pivot (2, -7) e che la regola su scritta è verificata, in quanto m – R = 1, e
l’ultimo dei termini noti è zero.

ESEMPIO 3 (numero equazioni < numero incognite)

Supponiamo di avere ridotto tramite le mosse di Gauss la matrice completa del sistema a:

2 −3 1 : 1
0 5 −2 : 7

Si vede che il sistema è a n = 3 incognite e il rango della matrice incompleta e della matrice
n −R
completa è R = 2. Il teorema di R-C prevede quindi ∞ = ∞ soluzioni. (si porrà una delle tre
1

incognite uguale a un parametro k).


I pivot sono due (2, 5), le equazioni sono due, quindi anche secondo la regola dei pivot, il sistema è
compatibile e ha ∞ n−R = ∞1 soluzioni.
SISTEMI LINEARI OMOGENEI

Def. Un sistema lineare si dice omogeneo se il vettore dei termini noti è il vettore nullo.

E’ evidente che un sistema omogeneo ha sempre almeno la soluzione nulla X = 0.

In particolare:

- se D (det. coefficienti) ≠ 0, il sistema è determinato e ha solo la soluzione nulla


- se D = 0, il sistema ha infinite soluzioni determinabili in generale utilizzando il teorema di
R-C e le tecniche su descritte.

Nel caso in cui una riga della matrice dei coefficienti abbia tutti i complementi algebrici diversi da
zero, allora le soluzioni sono ∞1 e si possono ottenere moltiplicando i complementi algebrici per un
parametro k.

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