Sei sulla pagina 1di 48

T

rasferimenTo
T
eCnoloGiCo
lUCa Torre
eDiTore
Direttore Prof. Giuseppe luongo
anno seConDo - nUmero Tre - DiCemBre 2011
La rivista deLLe iNNOvaZiONi tra sCieNZa e LavOrO
15.00
tt
tt
Disastri naturali e tecnologici
di Giuseppe luongo
i circuiti dellinnovazione
di italo Del Gaudio
Comunicato alle Pmi
di luca Torre
La nostra casa editrice - visitabiLe suL sito: www.Lucatorre.it per La prima voLta daLLa sua scoperta, avvenu-
ta a susa in mesopotamia neL 1902, propone iL codice di Hammurabi (compLeto dei suoi 282 articoLi, deL proLogo
e deLLepiLogo) tradotto dopo circa 100 anni in una nuova e pi aggiornata versione, pi vicina aLLa Lettera
deLLoriginaLe babiLonese.
Lopera tradotta daL sumero-accadico da Luca torre corredata di un ampio studio introduttivo, di un diz-
nario Linguistico, mitoLogico, dei LuogHi storici e dotata di una serie di immagini in bianco e nero e a coLori.
iL codice di Hammurabi (deL ii miLLennio a.c.) rappresenta, come si sa, LarcHtipo di tutta La giurisdizione succes-
siva, ebraica, greco-romana, bizantina, napoLeonica, con infLuenze fino ai nostri giorni. ma rappresenta moLto
di pi suL piano socioLogico ed antropoLogico.
ogni societ civiLe, da oriente ad occidente, stata infLuenzata da questopera dei primordi deLLa civiLt, ed in
moLti punti ancora aLLavanguardia rispetto a noi.
sfogLiando iL dpLiant, visibiLe neL sito, si potranno apprezzare gLi aspetti pi interessanti deLLopera sotto iL
profiLo giuridico, economico, reLigioso e, ovviamente, storico.
di questopera stata reaLizzata unedizione finemente riLegata in cofanetto (numerata e firmata da 1 a 1000 in
numeri arabi), in vendita a 80,00.
un voLume in brossura, invece, in vendita aL prezzo di 48,00.
si pu farne ricHiesta a: Luca.torre14@tin.it. con pagamento aLLa consegna
iL codice di Hammurabi
dicembre 2011
tre
comunicato aLLe pmi
questo editoriaLe Ha La pretesa di essere uno strumento didattico per tutti queL-
Li cHe non sono addentro aLLe cose cHe trattano di economia e finanza.
spero di riuscirci.
antonio sciotti
Cantanapoli. Enciclopedia del Festival
della canzone napoletana1952-1981
Luca Torre editore - pag. 519, 39

IkAS|Lk| NLNI0 IL0N0L00| 00 IkAS|Lk| NLNI0 IL0N0L00| 00 IkAS|Lk| NLNI0 IL0N0L00| 00 IkAS|Lk| NLNI0 IL0N0L00| 00

L u0A I 0kkL L u0A I 0kkL L u0A I 0kkL L u0A I 0kkL

lL 0lRII0R RI0NIABlL Direttore Responsabile


LuCa ToRRE
C
hi sono, allora, questi tutti quelli? Dovremmo
essere tutti proprio tutti, ma la priorit tocca
precipuamente a coloro che sono a capo di
piccole e medie aziende a cui non credo in questo
momento, volendo tener fede al tema della nostra rivi-
sta, Trasferimento Tecnologico, interessino le scoper-
te e le innovazioni scientifche dei nostri ricercatori, in
quanto i loro eventuali debiti dovuti ai tagli della politi-
ca e le misure cautelari (alti interessi compresi) appli-
cate nei confronti delle PMI dalle banche anchesse in
diffcolt per lattuale potenziale default dei vari Stati
della cosiddetta unione Europea (che unione giuridi-
camente non ) non consentono di combattere lin-
combente recessione visibilmente in atto. Comincio
col dire che anche il linguaggio della zona euro mi-
stifcante. Cio non trasparente, ma serve a coprire
il marcio che c in Danimarca. Comincio dal titolo di
GoVERNaToRE della BCE o della BaNCa DITaLIa
e dal ruolo che questi governatori svolgono.
Comincio dal principio della fne. Qualche giorno fa
ho sentito dire che Draghi, il Governatore, lascia la
Banca DItalia per diventare Governatore della BCE
(Banca Centrale Europea). Bufale su bufale, cazza-
te su cazzate. Direte: facci capire. Certo, sono qui
apposta. In primo luogo la Banca dItalia non pi
dItalia perch stata trasformata in SPA (societ per
azioni). Qui chiarisco subito che allora Draghi non
stato Governatore della Banca dItalia, ma ne stato
lamministratore delegato o al pi il Presidente. Cos
dicasi nel caso del suo ruolo nella BCE anchessa e
da sempre nata come SPA. al contrario della Banca
Centrale dItalia che stata una banca dello Stato
italiano fnch non stata privatizzata. E qui si pone
inevitabilmente una domanda: passando da Banca
Centrale dItalia a SPA chi si appropriato delloro
che era dellItalia, cio di tutti noi? Gli azionisti hanno
pagato ci che nostro e a chi e come? Cos stando
le cose Draghi non pu esserne il Governatore, ma
un amministratore o un Presidente. Perch questo
linguaggio altisonante, perch vantare un titolo obso-
leto per quanto riguarda la funzione? Non sarebbe
pi attendibile chiamare questo signore, al massimo,
Ispettore Generale? In questo uso improprio dei ter-
mini si trova la chiave di tutto limbroglio delle cosid-
dette Banche Centrali ancora in vita, banche che
non sono pi centrali di un buco del pop. Mi spiego:
che cosa sono e sono state le banche centrali? Qual
era la loro funzione?
a questo punto occorre fare un gran passo in dietro.
Una sorta di fashback (in linguaggio del cinema
L
a Banca ditalia una sPa un po manipolata per tenerla vincolata al carro dello stato e conte-
stata da chi dice che non una sPa.. Ma cos non . il testo FiNaNZa edito nel 2006 dal Corriere
della sera a pag. 63 avverte: Gli organi amministrativi della Banca ditalia corrispondono a
quelli di una sPa. Lassemblea dei partecipanti simile a allassemblea di una sPa ecc. ecc. ed in
effetti la maggioranza degli azionisti pari al 95% privata ed il 5% composta da enti pubblici che in
caso di votazioni non hanno potere perch sono in minoranza. Questo fatto solo una mistifcazione
per non dire che la Banca non pi Centrale. Ma la dicitura dovuta rimanere per entrare nel circuito
bancario della BCe che un altro falso perch una moneta senza stato come dice Marcello de Cec-
co a pag. 9 su i QUaderNi di LiMes (rivista italiana di Geopolitica anno 2 n1). Ma vi di peggio. Nel
bellissimo e didattico testo euroschiavi (arianna editrice, 2005 pag. 48) gli autori Marco della Luna
e antonio Miclavez dicono: Ci nonostante, questa banca continua a svolgere la funzione di pub-
blico servizio nella sorveglianza e la vigilanza sulle banche italiane comprese le sue partecipanti
con chiaro confitto dinteressi. E pi avanti: Gli azionisti della Banca dItalia hanno indotto i vari
governi a cedere sempre maggiori poteri, maggiore indipendenza, a spese dello stato e della collet-
tivit. in base alla nuova legge bancaria del 1994, essi operano ora nella pi assoluta discrezionalit
e indipendenza. e ancora a pag. 51: il governatore della Banca ditalia, di fatto e di diritto, una
sorta di gestore, di amministratore delegato di una sPa privata , ma ha la prerogativa di essere un
intoccabile, a differenza degli altri amministratori. e adesso render pi chiaro, spero, quanto sopra
sintetizzato.
dicembre 2011
quattro
scena retrospettiva, una sorta di interruzione di
un discorso per richiamare episodi avvenuti nel
passato). In tempi ormai lontani cera il baratto.
Che era uno scambio di merci a cui si dava un
valore che si otteneva dal numero di richieste
che le merci barattate avevano. Potevano esse-
re merci organiche: verdure, carni, latte, uova,
bestiame in genere: vacche, galline, maiali ecc.
o inorganiche: manufatti, metalli e materie prime
similari.
Il baratto rappresentava una primordiale forma
di vita sociale che portava, coloro che lavorava-
no la terra (il primario non a caso) a scambiarsi
i prodotti, specie quelli in eccedenza con altre
merci a loro mancanti. Nel corso del II millennio
a.C. i metalli si imposero come mezzo universa-
le di scambio e misura del valore, sia sottoforma
di utensili lavorati, gioielli, anelli, oggetti darte,
armi, sia a peso, in barrette e lingotti. Il metallo-
moneta assunse grande importanza solo con il
crescere del commercio esterno. Il passaggio
da merce a metallo fu molto lento e distribuito
nel tempo, perch svolto interindividualmente.
Per porre rimedio a questo disagio luomo con-
venne di riunirsi in luoghi chiamati mercati per
affrettare gli scambi, pena il rischio che la merce
organica si avariasse. In Mesopotamia, patria
dellorzo, (e dunque della birra) questo era per i
Sumeri uno strumento di baratto. In un secondo
tempo, parlo di tremilaseicento anni fa, fu il ka-
spun, che tradotto dal sumero signifca argento,
a divenire la prima moneta di scambio che era
una via di mezzo tra il baratto e un sistema mo-
netario ancora da mettere a punto. Infatti aveva
un valore ponderale poich non era ancora nato
un sistema monetario convenzionale. Il siclo, la
mina, per i Babilonesi erano ununit di peso (un
siclo era pari a 8,49 gr., la mina a 60 sicli, os-
sia 509,40 gr.). Dunque, il pagamento in orzo o
in argento aveva, pi che altro, valore di baratto
e non ancora strettamente monetario come av-
venne poi.
In conseguenza delle diffcolt del baratto nasce
uno strumento che simbolizza il valore delle varie
merci. Questa la moneta. In un primo tempo la
moneta era di metallo: argento, oro, ecc. Nel 390
a.C. Roma si trovava sotto lassedio dei Galli di
Brenno; sulla cittadella del Campidoglio vi era il
tempio di Giunone dove venivano allevate delle
oche sacre alla dea. una notte, al sopraggiun-
gere dei Galli, le oche presero a starnazzare e
svegliarono lex-console Marco Manlio che diede
lallarme. Lattacco fu sventato grazie alle oche
sacre. Da quel momento la dea Giunone acquis
lappellativo di Moneta, dal verbo latino monere
che sta per avvertire, ammonire, in quanto si cre-
deva che avesse lei destato le oche per avver-
tire dellarrivo dei Galli. Successivamente, verso
il 269 a.C., in prossimit del tempio di Giunone
Moneta sul Campidoglio venne edifcata la zec-
ca che venne messa proprio sotto la protezione
della Dea Moneta. a quel punto fu il linguaggio
popolare a trasmettere lappellativo della Dea
dapprima alla zecca e poi a ci che l si produce-
va. Il nomisma dei greci ed il nummus dei latini
divenne quindi moneta. La zecca si trovava dove
oggi sorge la Chiesa di Santa Maria in Aracoeli.
Poi, dal momento che era rischioso per colui che
portava con s monete di immediato valore di
scambio trasferirsi da un punto allaltro della ter-
ra, si cominci da parte di depositari, che furo-
no poi i futuri banchieri, a creare carte chiamate
fedi di deposito che riportavano il valore delloro
depositato presso le banche non ancora defnite
tali o di altra merce presso un depositario. Nac-
quero, in seguito, banchetti posti davanti o fuori i
templi. I cambiavalute nel Tempio erano l appo-
sta per rendere possibile lofferta al tesoro. Per
la legge ebraica le monete romane, i sesterzi,
erano impure perch effgiate, decorate. Quel-
le ebraiche, invece, erano pure e senza simboli
per cui potevano essere donate al tempio. Da
qui nacque la funzione del cambiavalute.
Le funzioni di deposito e prestito hanno origini
antichissime. I privati avevano manifestato il bi-
sogno di affdare i loro beni ai sacerdoti gi tra i
popoli della Grecia antica, dove accanto ai tem-
pli nacquero i trapeziti (parola greca che signi-
fca tavolo, bancarella). Il lavoro del trapezita,
corrispondente a quello dei nostri banchieri, in
Grecia poteva essere esercitato oltre che da pri-
vati, che usavano come capitali i loro fondi per-
sonali, anche da templi: vere e proprie banche
presenti nei grandi santuari con banchi dietro i
quali operavano i sacerdoti.
Segue a pag. 44
dicembre 2011
cinque

IkAS|Lk| NLNI0 IL0N0L00| 00 IkAS|Lk| NLNI0 IL0N0L00| 00 IkAS|Lk| NLNI0 IL0N0L00| 00 IkAS|Lk| NLNI0 IL0N0L00| 00


IkAS|Lk| NLNI0 IL0N0L00| 00 IkAS|Lk| NLNI0 IL0N0L00| 00 IkAS|Lk| NLNI0 IL0N0L00| 00 IkAS|Lk| NLNI0 IL0N0L00| 00

0| uSLPPL Lu0N00 0| uSLPPL Lu0N00 0| uSLPPL Lu0N00 0| uSLPPL Lu0N00

IPSE DIXIT
Giuseppe Luongo
Direttore Scientifco
d
alla met del secolo scorso si registrato
un crescente sviluppo tecnologico accom-
pagnato da un incremento demografco
mai rilevato con tale intensit in tempi preceden-
ti. Entrambi gli eventi hanno prodotto condizioni
favorevoli alla crescita della vulnerabilit del terri-
torio esposto ai fenomeni naturali estremi, con un
signifcativo incremento dei disastri ambientali. Con
tale termine si indicano i danni prodotti ai beni ma-
teriali ed immateriali di una comunit e le perdite
di vite umane in caso di evento naturale intenso,
al quale la comunit esposta al pericolo non si
adeguatamente preparata per mitigarne gli effetti.
Lincremento dei disastri naturali interpretato con
la crescente antropizzazione del pianeta, che deter-
mina una maggiore esposizione agli eventi perico-
losi, e con il cambiamento climatico globale al quale
contribuirebbe anche una componente antropoge-
netica. una risposta per superare una tale condi-
zione critica pu realizzarsi con una politica della
resilienza del disastro. I pilastri di un tale progetto
sono: 1. Preparazione (realizzazione di un scenario
del disastro atteso); 2. Protezione (zonazione della
pericolosit e norme di sicurezza); 3. Emergenza
(evacuazione ed assistenza alle popolazioni); 4.
Recupero (ricostruzione). un caposaldo della resi-
lienza dei disastri (preparazione a resistere a un
disastro) la risposta allemergenza causata dal
disastro, attraverso unordinata evacuazione delle
aree interessate dallevento naturale estremo. una
comunit bene organizzata conosce cosa acca-
drebbe in caso di insorgenza di un evento ad ele-
vata pericolosit e cosa occorrerebbe fare quando
la popolazione, le abitazioni e le infrastrutture sono
interessate dagli effetti dellevento. Innanzitutto
quando un evento naturale colpisce una comunit
occorre che vi sia una concentrazione intelligente
e la pronta disponibilit delle risorse per affrontare
le necessit pi urgenti per la comunit nelle ore
iniziali, giorni e settimane dopo il verifcarsi di tali fe-
nomeni. Questo obiettivo pu essere raggiunto re-
alizzando un percorso che ha inizio dal censimento
dei pericoli dellarea (terremoti, tsunami, eruzioni,
dissesto idrogeologico, subsidenza, variazioni del
livello marino), per poi procedere alla valutazione
del rischio. Nel caso che tale livello sia inaccettabi-
le per la comunit occorre procedere alla resilienza
del disastro, intesa come capacit da parte della co-
munit a resistere allurto dellevento naturale, sal-
vaguardando i bisogni della vita economica, sociale
e culturale. Tra i capisaldi della resilienza abbiamo
ricordato la risposta allemergenza alla quale vanno
aggiunte le fasi della preparazione della protezione
della comunit ed il ripristino dei servizi.
una comunit diventa resiliente al disastro quando:
-la popolazione, le costruzioni, le infrastrutture, i
servizi essenziali sono protetti con norme e rego-
lamenti dai potenziali disastri associati agli eventi
naturali;
- capace di attivare in tempo reale e in modo intel-
ligente la evacuazione della popolazione dalle aree
pericolose, rispondere alle necessit della popola-
zione nellemergenza e ripristinare le principali fun-
zioni della comunit;
-la sua politica non solo consente di resistere al di-
sastro senza il collasso, ma anche di facilitare dopo
la fase di emergenza un rapido recupero sosteni-
bile.
La resilienza del disastro richiede azioni che inte-
grano ricerca, conoscenza scientifca e tecnolo-
gie avanzate con i processi politici elaborati dalla
comunit. Infatti limpreparazione, la mancanza di
protezione, lincapacit a rispondere positivamen-
te allevento pericoloso determina il fallimento della
resilienza e il verifcarsi del disastro. La complessi-
t del processo che determina il disastro discende
dalle caratteristiche degli eventi pericolosi, diversi
a seconda della loro natura, dalle leggi di poten-
za che governano la loro occorrenza, dallimpatto
dellevento naturale con la comunit esposta. Ne
discende che una buona difesa deve prevedere
una conoscenza profonda delle cause dei danni
per ciascun evento naturale che possa interessa-
re la comunit esposta e sistemi di monitoraggio
allavanguardia per un tempestivo allarme. Tecno-
logie avanzate possono contribuire con effcacia
alla realizzazione di tali sistemi di early warning
(allarme tempestivo).
disastri naturaLi e tecnoLogici
dicembre 2011
Sei
3. EDIToRIaLE di Luca Torre
5. IPSE DIXIT di Giuseppe Luongo
7. LA rIfLESSIonE
di Stefano de Falco e Roberto Germano
............................................
aPPLICaZIoNI TECNICHE
9. LIstituto di chimica bimolecolare a Napoli
di antonio Trincone
16. Sistemi coerenti a bassa energia
di Roberto Germano
...............................................
RICERCHE E INNoVaZIoNE
23. I CIRCuITI DELLINNoVaZIoNE
Sviluppo industriale e fattori ambientali
(Il caso Napoli)
di Italo Del Gaudio
26. ICMAST-2011
Redazione TT
29. LErA DELLA SAnIT DIGITALE
Un modello logico per misurare e governare
linnovazione
di oscar Tamburis
............................
IDEE IN aZIoNE
39. Una nuova agor per il TT
Redazione
42. An extra eye on the road
Un occhio in pi in macchina
Iaa 2011
.............................
MoNDo NoTIZIE
46. NuoVE TECNoLoGIE DaL MoNDo

IkAS|Lk| NLNI0 IL0N0L00| 00 IkAS|Lk| NLNI0 IL0N0L00| 00 IkAS|Lk| NLNI0 IL0N0L00| 00 IkAS|Lk| NLNI0 IL0N0L00| 00

C0IA L00R
dicembre 2011
sette
la riflessione
N
ello scenario attuale, in cui si dibatte atti-
vamente sul ruolo della governance del-
le amministrazioni comunali e provinciali
nellambito politico nazionale, tra le tesi, antitetiche
tra loro ovviamente, sostenute dalle parti politiche
avverse e tra le problematiche concrete che hanno
impattato sui cittadini direttamente, come energia
rinnovabili, rifuti, acqua, etc., ha senso domandar-
si quale valore aggiunto pu apportare linnovazio-
ne ed il trasferimento tecnologico.
Ha cos senso, a nostro parere, che se lo si fosse
capito prima, molte problematiche sarebbero rima-
ste ad un livello di risoluzione tecnica come risulta-
to di dibattiti scientifci e professionali tra tecnologi
e non tra politici!
Il trasferimento tecnologico pu rappresentare quel
collettore in grado di far convergere competenze,
risorse umane, infrastrutturali, intangibili, appan-
naggio di settori tra loro molto differenti, verso un
comune obiettivo di sviluppo locale sostenibile ed
innovativo.
La dimensione locale stata oggetto di particolare
attenzione negli anni recenti da parte della lette-
ratura economica. Grazie agli sviluppi delle teorie
dellorganizzazione industriale e alla nascita del
programma di ricerca della nuova geografa eco-
nomica lanalisi dei problemi spaziali divenuta
un hot topic stimolando lo sviluppo di una vasta
letteratura teorica ed empirica. Lambito regionale
e quello locale si pongono come un crogiolo in cui
si intrecciano varie linee di ricerca come lanalisi
dellinnovazione tecnologica, dei rendimenti cre-
scenti legati alle esternalit e dei processi cumula-
tivi che ne derivano, la spiegazione dei differenziali
di crescita e della formazione, organizzazione e
declino delle strutture industriali, la determinazione
del vantaggio comparato.
Ma se concordiamo solo ora - di fronte a problemi
di natura tecnica ad impatto sociale che hanno rag-
giunto soglie di allarme - sul fatto che innovazione
e sviluppo locale sono elementi inseparabili di un
binomio strategico, tali elementi tuttavia, da un
punto di vista teoretico, vantano un background
storico gi consolidato da decenni. Infatti, pre-
correndo gli sviluppi recenti, a cavallo fra gli anni
settanta e ottanta, alcuni studiosi italiani e francesi
hanno dato inizio a un fecondo flone di ricerca i
cui risultati sono oggi ben noti e consolidati. Que-
sta vasta letteratura ha affrontato in particolare le
tematiche dei distretti industriali, ma anche quelle
relative ad altre forme di sviluppo locale. Numerosi
autori hanno posto in rilievo come il successo di
varie esperienze di sviluppo locale sia legato alla
presenza in determinate aree di saperi e compe-
tenze in qualche caso connesse con la produzione
agricola, in altri con know how di origine artigiana
da cui trae origine lattuale bagaglio di conoscenze
tecnologiche, spesso molto avanzate e competiti-
ve. Combinandosi con altri fattori economici, socia-
li e culturali, questo patrimonio di competenze ha
dato luogo alla formazione di strutture produttive
complesse e fortemente articolate al loro interno,
favorendo rapporti di cooperazione e interdipen-
denza fra le imprese, e innescando cos un circolo
virtuoso che ha condotto alcuni settori locali verso
posizioni di leadership sul mercato nazionale e in-
ternazionale. Minore attenzione stata per contro
dedicata ai casi in cui questo tipo di evoluzione
del tessuto produttivo locale non si verifcata o
ha stentato ad avviarsi. In vaste aree del Mezzo-
giorno, la cultura locale ha prodotto conoscenze
non meno ricche e sofsticate, ma ci non sta-
to suffciente ad avviare un processo di sviluppo
autopropulsivo. Spesso la struttura produttiva ri-
mane molto polverizzata, le microimprese che la
costituiscono mostrano una scarsa propensione a
crescere, a innovare e a espandersi su mercati pi
ampi e dinamici di quello locale. La domanda cui
necessario dare una risposta allora la seguente:
sotto quali condizioni i saperi locali possono es-
sere valorizzati e divenire la base dello sviluppo
di unarea? alcune di queste condizioni riguarda-
advisors
roBErTo GErMAno, STEfAno DE fALCo
trasferimento tecnoLogico e
sviLuppo LocaLe
dicembre 2011
otto
no laffermazione dei prodotti locali su mercati pi
ampi e dinamici. altre sono attinenti alla dinamica
dei processi innovativi e allevoluzione delle cono-
scenze. La condizione cruciale che si verifchi un
processo di ricombinazione fra conoscenze tacite e
conoscenze codifcate. Questo processo fonda-
mentale perch lapporto di nuovi elementi cono-
scitivi fa emergere potenzialit inesplorate del sa-
pere locale, contribuisce ad arricchirlo e a trasfor-
marlo avviandolo lungo un sentiero evolutivo pi
dinamico. Le conoscenze di provenienza esterna
devono quindi essere ricontestualizzate e incorpo-
rate nelle routines dellimpresa e nel territorio riac-
quistando, attraverso questa fusione, un carattere
specifco e diffcilmente imitabile che costituisce un
importante fattore di competitivit. Su questa base
si sviluppano forme complesse e articolate di spe-
cializzazione produttiva e aggregazioni di imprese
fortemente interdipendenti al loro interno, nonch
abilit e competenze specifche incorporate nella
forza lavoro.
Ci che tiene insieme tutto questo e che ne costi-
tuisce la forza intrinseca il forte senso di appar-
tenenza a una comunit locale, i cui membri con-
dividono saperi, metodi produttivi, cultura e storia.
Le istituzioni locali, famiglia e limpresa familiare
svolgono un ruolo importante in questo contesto.
Le istituzioni devono promuovere servizi innovativi
per la goverance strategica delle amministrazioni,
ma senza occupare vuoti di mercato creati da ca-
renze del sistema produttivo. La famiglia , insie-
me, la fucina in cui le conoscenze si accumulano
e il principale veicolo della loro trasmissione fra le
generazioni. Nello stesso tempo essa sviluppa al
suo interno un sapere di natura tacita tendenzial-
mente omogeneo, poco diversifcato e fortemente
dipendente dalla tradizione produttiva accumulata
nel tempo. Nei processi innovativi il sapere accu-
mulato la base della successiva evoluzione tec-
nologica, ma anche un elemento di vischiosit che
pu dar luogo a fenomeni di lock-in. La omogenei-
t delle conoscenze favorisce la focalizzazione in
determinate direzioni, ma ne oscura altre, creando
una forma di cecit che impedisce di vedere anche
soluzioni semplici e prossime allitinerario che si sta
percorrendo. I meccanismi di apprendimento sono
basati sullosservazione e sulla acquisizione incon-
sapevole di automatismi comportamentali che, pur
consentendo di padroneggiare luso di determina-
ti strumenti, non favoriscono la comprensione dei
fondamenti teorici del processo produttivo. Manca
in altri termini quella ridondanza delle conoscenze
che deve essere considerata un elemento essen-
ziale nellevoluzione delle routines produttive.
dicembre 2011
nove
ListitUtO di ChiMiCa
BiOMOLeCOLare a NaPOLi
I settorI dellIndustrIa che trovano Interes-
se nella rIcerca svolta nella sede dI napolI
dellIcB sono: Il settore chImIco-farmaceu-
tIco, alImentare, quello cartarIo ed altrI.
lIstItuto partecIpe dI una fItta rete dI col-
laBorazIonI con Il mondo accademIco, con
quello IndustrIale, ma anche con Il tessuto
scolastIco regIonale. lIcB un IstItuto dI
rIcerca che appare Ben BIlancIato e che cer-
tamente rIuscIr a perseguIre glI scopI del-
la sua mission ancora per molto tempo, non
solo con lInserImento neI progettI dI rIcer-
ca organIzzatI allInterno del dIpartImento dI
progettazIone molecolare del cnr ma an-
che con Il rafforzamento delle relazIonI con
Il mondo ImprendItorIale.
L
a mission dellIstituto di Chimica Biomolecolare
recita cos Consolidare le competenze discipli-
nari nellambito della caratterizzazione, della sin-
tesi e delle funzionalit delle molecole bioattive. Incre-
mentare attivit di ricerca in aree trasversali comprese
tra la chimica di base ed i sistemi biologici. Nella ne-
cessaria brevit di questo enunciato si sedimenta ci
che la storia di questo Istituto appartenente alla rete
del Consiglio Nazionale delle Ricerche, il pi grande
ente di ricerca italiano. una storia che inizia nel 1969
nella regione dei Campi Flegrei ed , come vedremo,
a questo luogo strettamente relazionata.
Ritengo che il modo migliore per la presentazione di un
Istituto di Ricerca in una rivista di carattere divulgativo
-che si propone di mettere in contatto il mondo della
ricerca con quello dellimpresa- come quella che ospi-
ta questo articolo, sia di cominciare dalla storia che ci
facciamo raccontare in un breve colloquio con lattuale
direttore dellIstituto la dr. agata Gambacorta. Il quadro
generale delle ricerche condotte nella sede dellIstitu-
to a Pozzuoli cos come quelle condotte nelle unit
organizzative dellIstituto di Chimica Biomolecolare
diffuse su tutto il territorio nazionale, descritto nella
sezione successiva. Nella Tabella 1 sono riportati i titoli
dei moduli di ricerca afferenti alle commesse dellIsti-
tuto e quelli dei moduli esterni svolti in Istituto ma affe-
renti alle commesse di altri organi del CNR. ad oggi, le
linee indicate nella Tabella 1 rappresentano il quadro
generale della ricerca che si svolge nellIstituto di Chi-
mica Biomolecolare. Questo articolo si chiuder, e non
pu essere altrimenti, con una serie di brevi cenni, or-
ganizzati per i diversi settori imprenditoriali, sullattivit
dei nuovi ricercatori dellIstituto, molti dei quali oggi gi
operano come responsabili di singoli moduli di ricerca
allinterno delle commesse (Tabella 1).
Intervista al direttore: Direttore, da dove venite?
LIstituto di Chimica Biomolecolare (ICB) caratteriz-
zato da una notevole omogeneit scientifca nono-
stante lestesa distribuzione territoriale. Infatti, lICB ha
la propria sede in Pozzuoli (Napoli) ma anche varie
sezioni (Unit organizzative di Supporto) in Catania,
roma, Padova e Sassari. LIstituto nasce dallaggre-
gazione spontanea di 6 ex-organi del CNR (3 Istituti
e 3 Centri) tutti precedentemente afferenti al Comitato
nazionale per le Scienze Chimiche. Varie vicende che
hanno caratterizzato la storia del Consiglio Naziona-
le delle ricerche alla fne dello scorso secolo, hanno
favorito prima lincontro poi il coordinamento ed inf-
ne laggregazione di vari organi, prima indipendenti,
che dimostrarono di ritenere fondamentale unirsi per
creare una massa critica pi competitiva nel confronto
con istituzioni scientifche nazionali ed internaziona-
li e per poter offrire ricerca di interesse anche per il
mondo imprenditoriale. LIstituto di Chimica Biomole-
colare svolge ricerche nel campo della chimica dei
sistemi biologici con fnalit sia di base che applicative.
Complessivamente il personale ad oggi costituito da
pi di 200 unit (personale CNR e personale esterno).
La sede dellICB a Pozzuoli (Napoli, ex-Istituto per
la Chimica di Molecole di Interesse Biologico) ubica-
ta nel comprensorio ex-olivetti. Con la presidenza del
prof. Pistella (2004-2007), il Consiglio Nazionale del-
le Ricerche stato regolamentato nelle sue strutture
Le ricerche svolte nella sede principale dellIstituto di Chimica
Biomolecolare del Consiglio Nazionale delle Ricerche a Napoli

IkAS|Lk| NLNI0 IL0N0L00| 00 IkAS|Lk| NLNI0 IL0N0L00| 00 IkAS|Lk| NLNI0 IL0N0L00| 00 IkAS|Lk| NLNI0 IL0N0L00| 00

antonio Trincone*
dicembre 2011
TaBELLa 1 - I tItolI deI modulI In tutte le commesse dI rIcerca svol-
te nellIstItuto dI chImIca BIomolecolare
Le biomasse vegetali di scarto come fonte rinnovabile di molecole bioattive ed energia
Caratterizzazione del proflo biomolecolare di materie prime ed alimenti di origine mediterranea
Chimica della produzione integrata di energia e vettori energetici da fonti biologiche
Defnizione di metaboloma di piante a scopo applicativo
Antiossidanti per uso farmaceutico, cosmetico e alimentare
Attivit biologica di metaboliti secondari da biomassa batterica e vegetale
Esplorazione della diversit chimica in organismi marini in funzione del drug discovery
Struttura, funzione e profling di endocannabinoidi e ammidi bioattive di acidi grassi implicati nelle patologie umane
Chimica bio-organica di molecole naturali e lipidi bioattivi
Gli Estremofli: extremozimi, esopolisaccaridi e loro applicazioni
Applicazione di enzimi estremofli in reazioni di sintesi organica
Caratterizzazione ed utilizzo di enzimi idrolitici
Pre-organizzazzione e bioattivit: derivatizzazione di scafold polifunzionali
Predizione, progettazione e determinazione strutturale di biomolecole e loro complessi mediante metodi com-
putazionali basati sullintegrazione di dati cristallografci, spettroscopici e biochimici
Studio integrato computazionale e spettroscopico di oligopeptidi
Caratterizzazione mediante modellazione molecolare e chimica computazionale di proteine isolate da micro-e
macro-organismi e di complessi proteina-metaboliti secondari mirati alla progettazione di nuovi analoghi semisintetici
Peptidi da amminoacidi non proteici con potenzialit in nanomedicina
Coniugati peptidici di farmaci e diagnostici per i tumori
Studi di sistemi proteici e marcatori per la diagnostica molecolare
Biomarcatori e bioterapie nei tumori umani
Caratterizzazione di complessi metallici formati da proteine coinvolte in patologie correlate al disordine conformazionale proteico
Studio biologico cellulare di molecole bioattive nei tumori
Inibitori enzimatici per la terapia di patologie specifche
Metodologie sintetiche a base multisettoriale per la costruzione di strutture molecolari complesse
Sintesi di molecole multifunzionali a rigiditaconformazionale modulabile per il trattamento delle malattie neurodegenerative
Sintesi, caratterizzazione e studio di composti chirali e chirali non racemi di interesse biologico mediante mole-
cole ad alta simmetria
Design e sintesi di polifenoli aventi caratteristiche di self assembling
Sintesi di molecole multifunzionalizzate ad attivit antitumorale
Moderni approcci sintetici al drug discovery: function-oriented synthesis (FOS) e sintesi totale di prodotti naturali
ed analoghi ispirati a prodotti naturali
Catalizzatori ad alta selettivit in reazioni di idroformilazione ed idrogenazione
Design e sintesi di radical scavengers aventi caratteristiche autoassemblanti
Sviluppo di nanoparticelle magnetiche per la sintesi asimmetrica di biomolecole
Sintesi di sintoni chirali e molecole multifunzionalizzate per impiego biomedico
Modifche catalitiche per nanovettori
Sistemi nanostrutturati utili nel delivery di molecole di rilevanza biologica
Sintesi steroselettiva di collezioni di piccole molecole organiche naturali e naturali-analoghe mirate a sottotipi
recettoriali delle integrine
Recettori integrinici a riconoscimento RGD: sintesi e applicazioni biomediche
Sintesi di polielettroliti per la creazione di nanobio-devices pH-sensitive
*Altri moduli sono presenti nelle commesse dellIstituto di Chimica Biomolecolare a responsabilit di ricercatori
di altri organi e la loro sede di svolgimento in un altro Istituto.
Dieci
dicembre 2011
undici
inserendo nuove realt quali i Dipartimenti ed orga-
nizzando la ricerca allinterno degli organi esistenti in
commesse e moduli di ricerca. Lattivit dellIstituto di
Chimica Biomolecolare totalmente allineata nellam-
bito della progettualit del Dipartimento di Progettazio-
ne Molecolare (Molecular Design) ed costituita da
varie commesse e da moduli esterni in commesse di
altri Istituti. LIstituto da me diretto ha un ottimo posizio-
namento tra gli istituti del CNR per numero di articoli,
ricercatori, studenti, brevetti ed ospiti internazionali.
LIstituto partecipe di una ftta rete di collaborazioni
con il mondo accademico, con quello industriale, ma
anche con il tessuto scolastico regionale. Sebbene la
distribuzione geografca cos estesa possa infuenzare
negativamente il managing e le interazioni scientifche
allinterno dellIstituto, il mio sforzo continuo quello di
rafforzare il nostro network di competenze scientifche
complementari tra le varie sedi attraverso listituzione
di facilities di ricerca comuni. Il patrimonio dellICB in
infrastrutture di ricerca (laboratori e strumentazioni
scientifche) notevole ed certamente allaltezza per
offrire servizi di ricerca alle imprese interessate. Due
punti che ritengo di estrema importanza sono quello
di stimolare attraverso i giovani ricercatori linnovazio-
ne verso i nuovi campi della ricerca che si originano
dai temi di ricerca storici e quello di rafforzare i legami
con il mondo industriale sia territoriale sia nazionale
ed internazionale. In conclusione lICB un Istituto di
ricerca che appare ben bilanciato e che certamente
riuscir a perseguire gli scopi della sua mission ancora
per molto tempo, non solo con linserimento nei pro-
getti di ricerca organizzati allinterno del Dipartimento
di Progettazione Molecolare, ma anche con il rafforza-
mento delle relazioni con il mondo imprenditoriale che
auspico fortemente (Figura 1).
Dove siamo: la ricerca nelle tre commesse della sede
di Napoli e nelle altre sedi dellICB
Il potenziale impiego delle conoscenze derivanti dalla
ricerca condotta nellambito della commessa Biomas-
se microbiche e vegetali e loro applicazioni si basa
sulle propriet biochimiche delle biomolecole sia da
vegetali sia da microorganismi. ad esempio alcuni po-
limeri di uso in commercio (polisaccaridi e poliidros-
Figura 1. Il progetto di produzione di bioetanolo nella commessa Biomasse microbiche e vegetali e loro appli-
cazioni
dicembre 2011
dodici
sialcanoati) prodotti da microorganismi o ricavati da
vegetali possono interessare industrie in diversi setto-
ri. La conoscenza approfondita delle vie metaboliche e
dei loro prodotti, i metaboliti, pu essere trasferita per il
miglioramento di alcuni processi industriali; ampia ap-
plicazione hanno gli estremozimi per le loro propriet
di resistenza. un altro aspetto la caratterizzazione
mediante modellazione molecolare e chimica compu-
tazionale di proteine isolate da micro- e macro-organi-
smi e di complessi proteina-metaboliti secondari mirati
alla progettazione di nuovi analoghi semisintetici. Ri-
sulta affascinante lo studio del recupero di phytoche-
micals dagli scarti della produzione agro-alimentare.
Luso delle biomasse vegetali come fonte di prodotti
di alto valore aggiunto una delle strategie, inquadra-
bile nellottica pi ampia del concetto di bioraffneria,
proposte per la valorizzazione degli scarti della lavo-
razione industriale di vegetali (ad esempio pomodori,
carote, fnocchi o limoni), la cui produzione rappresen-
ta un settore di rilievo per leconomia italiana. Fra i
partners e committenti della presente attivit di ricerca
appaiono realt universitarie italiane e straniere (uni-
versity of Cambridge, UK; Universidad del Sol, Per;
Centro de Estudios avanzados de Blanes (CEaB),
Consejo Superior Investigaciones Cientifca, Blanes,
Spain; Marmara University Turchia; BAn Academy
Sofa, Bulgaria; University of Lake Quebek Canada)
oltre che associazioni del mondo imprenditoriale (aNI-
CaV associazione Nazionale Industrie Conserviere
Vegetali, Coldiretti, Ditta Feger, Ditta Villa Massa) e
amministrative della Regione Campania.
Lobiettivo della commessa Struttura e funzione di
endocannabinoidi, endovanilloidi, ammidi bioattive di
acidi grassi e lipo/glicopeptidi di interesse biomedico
quello di creare i presupposti per la produzione di
nuove molecole per lindustria farmaceutica attraverso
studi sulle interazioni molecolari tra proteine coinvol-
te in patologie e loro ligandi endogeni di natura lipi-
dica. Malattie a lunga degenza e patologie inabilitanti
hanno sempre rilevanza sociale ed economica ed in
paesi come lItalia, dove let media della popolazione
in continuo aumento, ci a maggior ragione pi
importante. Cercare nuovi e pi effcienti farmaci per
intervenire sul decorso di malattie che si protraggono
nel tempo, o anche solo sulla sintomatologia signifca
puntare ad un decorso migliore per il paziente e ad una
riduzione dei costi per terapie e strutture di sostegno.
Nellambito della presente commessa i ricercatori svi-
luppano metodi di sintesi organica e combinatoriale e
di modelling per ottenere la pi alta diversit molecola-
re possibile di ligandi gi noti.
Si usano moderne tecniche di lipidomica per lindivi-
duazione di nuovi mediatori lipidici coinvolti nelle pa-
tologie, accanto a tecniche di biochimica per lo scree-
ning in vitro delle attivit farmacologiche di interesse e
vengono usati modelli animali delle patologie in esame
per studi pre-clinici sui composti pi interessanti, attra-
verso collaborazioni esterne. Questa attivit dellIstitu-
to caratterizzata dalla sua interazione con numerose
universit ed enti di ricerca italiani e stranieri, neces-
sarie allo svolgimento della ricerca. Contratti con lin-
dustria ed altri enti fnanziatori sono molto numerosi
(Allergan Inc., USA; Aker Biomarine, norvegia; GW
Pharmaceuticals, UK; Epitech S.r.l., Italia; Innovet,
S.r.l., Italia).
In unaltra commessa della sede di Napoli dellIstituto
di Chimica Biomolecolare dal titolo Identifcazione e
funzione di prodotti naturali di interesse per la salute
umana la ricerca focalizzata su un complesso di
composti a basso peso molecolare costituito da pro-
dotti naturali e composti ispirati a prodotti naturali. Le
principali aree di indagine sono costituite dalla carat-
terizzazione strutturale mediante risonanza magnetica
nucleare e spettrometria di massa di metaboliti secon-
dari, dallo studio della biosintesi di prodotti naturali e
lipidi bioattivi, dalla sintesi e dalla semi-sintesi organi-
ca per lo sviluppo di lead farmaceutici. Tra gli aspetti
Figura 2. I derivati della Cannabis sativa e gli endocan-
nabinoidi sono tra gli oggetti di studio della commessa
Struttura e funzione di endocannabinoidi, endovanilloi-
di, ammidi bioattive di acidi grassi e lipo/glicopeptididi
interesse biomedico
Figura 3. La jorumicina, un composto derivato dallor-
ganismo marino Jorunna funebris per il trattamento dei
tumori pediatrici
dicembre 2011
tredici
piu innovativi ci sono lidentifcazione degli enzimi e
delle machinery cellulari connesse alla biosintesi delle
molecole bioattive, lutilizzo di organismi marini colti-
vabili, lapplicazione di tecniche di chemical genomics
e saggi biologici fnalizzati anche alla valutazione del
ruolo eco-fsiologico naturale. Collaborazioni ormai
consolidate riguardano luniversit di Napoli e quella
di Salerno, la Stazione Zoologica A. Dohrn (napo-
li), e numerose altre straniere. Si aggiunge un vasto
network di collaborazioni nazionali ed internazionali,
anche uffcializzate con progetti bilaterali per scambi
di ricercatori e partnership industriali (Dipartimento di
Biologia dellUniversit di Cadice, Spagna; facolt di
Medicina delluniversit di Perugia; BIoGEN, Novar-
tis, Siena; Sanof Aventis, Brindisi; Universidad nacio-
nal de San Martn Buenos Aires, Argentina; national
research Center di Dokki, Egitto) (figura 3).
Lobiettivo delle ricerche nella sezione di Catania
dellICB quello di progettare, sintetizzare e studiare
lazione di nuovi sistemi nanomolecolari multifunziona-
lizzati idonei ad espletare riconoscimento, sequestro
e rilascio di target molecolari. Nella sezione di Pado-
va, il progetto mira allindividuazione, alla sintesi e alla
caratterizzazione di ligandi peptidici e pseudopeptidici
in grado di riconoscere recettori rilevanti in ambito on-
cologico e di loro coniugati per diagnostica e terapia.
a Roma invece, i ricercatori si interessano di nuovi po-
lifenoli lipofli con propriet autoaggreganti di interesse
biologico, cosmetico, biotecnologico e di piccole colle-
zioni di molecole per lo studio di problematiche biome-
diche. obiettivo principale di una delle due commesse
svolte a Sassari quello di ottenere nuove molecole,
assemblaggi molecolari e complessi supramolecolari
al fne di studiarne le interazioni con i sistemi biologici
per ampliare le conoscenze nel settore della chemical
biology, della medicinal chemistry e della scienza dei
biomateriali. Nellaltra attivit di tipo multidisciplinare,
la ricerca focalizzata sullo studio dei pathway meta-
bolico-molecolari coinvolti nelle fasi sequenziali della
trasformazione e progressione neoplastica, e sulla ca-
ratterizzazione di prodotti genici coinvolti nella tumori-
genesi mediante approcci genomici, proteomici, meta-
bolomici e metabonomici, con defnizione dei rapporti
struttura/funzione delle proteine alterate nei tumori.
La rete di interazioni con altre strutture del CNR
testimoniata allinterno dellIstituto di Chimica Biomo-
lecolare dallesistenza di numerosi moduli di ricerca
esterni gestiti da ricercatori ICB afferenti a commesse
di altri Istituti. Inoltre, la presenza di moduli gestiti da
ricercatori di sedi diverse da quelle in cui si svolge la
commessa, cos come le attivit gestite da ricercatori
di altri Istituti in commesse ICB, testimoniano larticola-
zione delle varie realt geografche allinterno dellIsti-
tuto stesso e con altri Istituti del CNR. Nella Tabella 1
sono indicati i titoli dei moduli gestiti dai ricercatori ICB
nelle commesse dellIstituto e quelli dei moduli esterni
in commesse di altri Istituti CNR.
I risultati della ricerca dellIstituto sono riassunti an-
nualmente nel sito web del Consiglio Nazionale delle
Ricerche (www.cnr.it) con riferimenti precisi agli arti-
coli scientifci pubblicati e ad altri prodotti della ricerca
quali libri, atti di convegno, risultati progettuali ed altre
pubblicazioni ed attivit per il mercato culturale che i
ricercatori svolgono.
La strumentazione scientifca dellIstituto di Chimica
Biomolecolare
La ricerca scientifca allIstituto di Chimica Biomole-
colare viene svolta usando un notevole patrimonio di
strumentazioni scientifche di alto valore sia dal punto
di vista economico sia di importanza scientifca, per-
mettendo ai ricercatori di avvalersi di tecniche moder-
ne per ottenere risultati sempre pi competitivi. In que-
sto ambito, restando su valori commerciali superiori a
circa 150.000 euro sono da citare gli otto spettrometri
di risonanza magnetica nucleare di cui tre presenti nel-
la sede di Napoli e i numerosi sistemi di spettrometria
di massa accoppiata a cromatografa liquida ad alta
pressione che accanto alla non comune presenza di
diverse apparecchiature cromatografche di vario tipo
per le diverse molecole studiate, permettono nel loro
insieme di conoscere la natura delle strutture moleco-
lari nel loro pi intimo dettaglio chimico, stereochimi-
co e conformazionale. Lapplicazione e lo sviluppo di
tecniche di metabolomica mediante spettroscopia di
risonanza magnetica nucleare consentono una vasta
applicazione al controllo di qualit di alimenti e prodotti
industriali.
Il quadro delle strumentazioni scientifche dellIstituto
si completa con un parco apparecchiature per la pro-
duzione di biomasse di varia natura su cui effettuare
gli studi. Le specifche di costruzione, diverse per i
vari tipi di organismi coltivati permettono ai ricercatori
di ottenere materiale biologico di non facile reperibilit
(organismi estremofli, alghe, funghi, colture cellulari di
varia natura, ecc.) e di poterne studiare il comporta-
mento variando i parametri di crescita.
Dove andiamo: lattivit dei ricercatori giovani della
sede di Napoli, sviluppi futuri
nel 2007 in una pubblicazione uffciale del Cnr, a
cura del Consiglio Scientifco Generale intitolata Lo
sviluppo delle risorse umane impegnate nel CNR, in
un grafco costruito con dati del 2006 riguardo la distri-
buzione dei ricercatori a tempo indeterminato per anni
di et, si evince con facilit unelevata et media dei
ricercatori superiore ai cinquanta anni. Nonostante le
nuove assunzioni di ricercatori a tempo indeterminato,
dal 2007 in poi, diffcile credere che questo dato sia
stato signifcativamente infuenzato. Pertanto parlare
di giovani nel senso di et anagrafca, allinterno del
CNR -ma anche del mondo della ricerca italiana in
generale- ormai molto diffcile. In questo quadro di
giovani ricercatori quelli della sede assunti allinizio
del 2001 insieme a quelli che si sono inseriti alla fne
del primo decennio del nuovo secolo, formano una
comunit importante arricchita anche da ricercatori
associati e dottorati/dottorandi. Grossa parte di que-
dicembre 2011
QUATTORDC
sti ricercatori sono responsabili di moduli di ricerca e
generalmente portano avanti attivit che si affancano
ai temi storici della sede ma non mancano elementi di
novit nello sviluppo dellaspetto generale che prende
le sue radici sempre dalle tematiche storiche dellIsti-
tuto per la Chimica di Molecole di Interesse Biologico:
mare ed ambienti vulcanici che sono le caratteristiche
naturalistiche dei Campi Flegrei, dove lIstituto proge-
nitore fu fondato.
I settori dellindustria che trovano interesse nella ri-
cerca svolta nella sede di Napoli dellICB sono quello
chimico-farmaceutico, il settore alimentare, quello car-
tario ed altri.
Nel primo caso linserimento di diversi ricercatori in
progetti di ricerca industriale del Programma opera-
tivo Nazionale Ricerca e Competitivit, un segno
molto positivo. Sono state previste applicazioni di
tecniche di sintesi chimica e biocatalitiche alla realiz-
zazione di addotti covalenti e non-covalenti tra acidi
ialuronici e una nuova classe di molecole lipidiche,
le N-aciletanolammine, ammidi bioattive con ruolo
di mediatori fsiologici nellorganismo dei mammiferi,
specie umana compresa, che esercitano effetti anti-
infammatori periferici e centrali. Imprese nel settore
farmaceutico sono certamente interessate agli studi
che svolgono molti dei ricercatori in Istituto: accanto a
screening in vitro delle attivit farmacologiche di inte-
resse, questi ricercatori anche attraverso collaborazio-
ni esterne hanno sviluppato luso di modelli animali per
le patologie in esame negli studi pre-clinici sui com-
posti pi interessanti; sono inoltre entusiasticamente
rivolti allapprofondimento dei meccanismi di azione
delle attivit antitumorali. Molto interessante in questo
contesto farmacologico appare anche un recente pro-
getto Telethon 2011 per indagare su piccole molecole
che infuenzano la stabilit di proteine target coinvol-
te in malattie genetiche. Queste molecole funzionano
come dei salvagente ovvero come degli chaperone
legandosi a proteine che sono state indebolite da una
mutazione. Sempre nel settore farmaceutico ricade un
interessante progetto, che ha visto coinvolti molti ricer-
catori dellICB di Napoli in una collaborazione con la
ditta farmaceutica inglese GW Pharmaceuticals per lo
studio di alcuni fenomeni degradativi che si verifcano
nel tempo a carico dei composti della Cannabis che
sono contenuti nelle confezioni del farmaco Sativex,
usato in molti paesi nel mondo per il trattamento del
dolore neuropatico di varia originie ed in diverse pato-
logie come la sclerosi multipla ed il cancro.
E di interesse per tutti i settori industriali sopra cita-
ti che lattenzione dei giovani ricercatori in Istituto sia
molto forte anche verso tematiche ambientali a partire
dalla valorizzazione degli scarti vegetali di varia natura,
fno al biorisanamento: sono allo studio microorgani-
smi capaci di metabolizzare metalli pesanti provenienti
da scarti di natura industriale o dallo smaltimento pile,
accumulatori, ecc. Tali attivit rivolte alle tematiche
dellambiente sono molto promettenti potendo rap-
presentare un facile punto di incontro del mondo della
ricerca dellIstituto con il terreno delle piccole e medie
imprese della Regione Campania, facilmente valoriz-
zato anche dallinteresse del legislatore verso temi di
natura cos delicata come lambiente e lo sviluppo del
territorio. unaltra tematica di grosso impatto ambien-
tale che coinvolge diversi ricercatori dellICB riguarda
la produzione di idrogeno ed altri vettori energetici (oli
combustibili) da fonti biologiche rinnovabili, quali mi-
crorganismi e/o consorzi microbici. Lobiettivo quello
di migliorare la produzione di bioenergia da colture di
microalghe e batteri termofli, in modo da consentire
unottimizzazione biotecnologica dei processi. In parti-
colare, la ricerca concerne gli aspetti chimici e biochi-
mici che regolano la produzione di bioenergia tramite
fermentazione al buio nei batteri termofli e fotosinsin-
tesi in microalghe marine. Lutilizzo di biomasse vege-
tali marine, cresciute utilizzando anidride carbonica
prodotta da attivit umane, insieme allutilizzo di bat-
teri in grado di trasformare le biomasse, permette di
ottenere in un unico processo la riduzione della quan-
tit di anidride carbonica, la sintesi di oli combustibili e
la produzione di idrogeno. Questa sinergia dovrebbe
garantire notevoli vantaggi economici, consentendo di
raggiungere un bilancio costi/ricavi tali da rendere rea-
lizzabile il processo industriale. I risultati ottenuti negli
anni in questa tematica, iniziata nel 2005 con lappro-
vazione di un progetto fISr intitolato Metodologie
Innovative per la Produzione di Idrogeno da Processi
Biologici- hanno poi attratto fnanziamenti da parte
di importanti industrie private e recentemente hanno
portato allapprovazione di un progetto dipartimentale
sovvenzionato dal Ministero dellambiente, il Progetto
Pirode: Produzione di Idrogeno da Rinnovabili e suo
rilascio on DEmand mediante storage chimico.
Di natura meno orientata, ma allo stesso modo mol-
to importanti, sono alcune ricerche di sicuro interes-
se per il mondo imprenditoriale che affondano le loro
radici nelle tematiche originarie dellIstituto. uno stu-
dio affascinante da poco intrapreso allICB di Napoli
riguarda il quorum-sensing. Molti batteri producono
segnali chimici che permettono loro di adottare com-
portamenti collettivi in risposta ad un aumento del loro
numero. Tale fenomeno molto importante non solo
nello sviluppo di malattie di varia natura ma anche nel-
la comunicazione intercellulare e la base chimica di tali
studi, cio la struttura e la produzione di tali molecole
segnale di grande interesse. Il lavoro di ricerca che
si conduce rivolto allo studio di questo fenomeno in
campi ancora poco esplorati come lambiente marino
e gli estremofli. Alcuni fIrB (2010) proposti da altri
ricercatori della sede di Napoli, riguardano lo sviluppo
di metodologie biocatalitiche usando enzimi da fonte
marina ed altri progetti, sia FIRB che PRIN, si inte-
ressano di chimica computazionale per lapplicabilit
di tali metodi a svariate problematiche di grande inte-
resse per quasi tutti i gruppi allinterno dellIstituto. Nel
titolo Enzimi dal mare per la produzione di composti
impiegati in campo alimentare e farmacologico del
primo FIRB, si evince lo scopo generale di questa ri-
cerca che la spinta verso le metodologie green per la
produzione di sostanze utili alluomo. Lobiettivo prin-
dicembre 2011
quindici
cipale la scoperta e lapplicazione di biocatalizzatori
con caratteristiche nuove da impiegare nella produzio-
ne o nella modifca biocatalitica di composti bioattivi e
di sintoni chirali dinteresse per lindustria alimentare e
farmaceutica, nella sintesi organica ed in chimica far-
maceutica. Nei progetti che si interessano di chimica
computazionale invece si passa con facilt dallanali-
si del dettaglio stereochimico delle molecole naturali
-partendo da dati di risonanza magnetica nucleare ed
altri dati sperimentali- alle interazioni enzima-substrato
o farmaco-recettore e tale attivit di tutta evidenza
indispensabile nello studio moderno dei sistemi biolo-
gici. Lisolamento e la caratterizzazione strutturale di
nuove sostanze naturali da organismi marini affascina
ancora diversi giovani in Istituto. Per avere una di-
mensione internazionale degli investimenti nel settore,
suffciente ricordare che nel decennio 1992 al 2002,
la spesa giapponese per le biotecnologie marine sta-
ta superiore al miliardo di dollari. La selezione delle so-
stanze naturali da candidare per brevetti farmacologici
e, quindi, da proporre per il trasferimento dei risultati
chimici in campo applicativo, attuata mediante sag-
gi biologici preliminari sui composti puri ed attraverso
una comparazione dei risultati ottenuti con i dati dispo-
nibili in letteratura per analoghi farmacologicamente
attivi. Strettamente connessa a questa attivit la ca-
ratterizzazione dei pathway biochimici e delle princi-
pali attivit enzimatiche coinvolte nel metabolismo di
prodotti naturali in eucarioti marini quali ftoplancton,
protisti (ciliati) ed invertebrati marini candidabili per la
produzione di composti di interesse bio-farmaceutico
(terpeni, polichetidi e derivati di acidi grassi polinsatu-
ri). Il lavoro coinvolge anche la crescita in laboratorio di
eucarioti marini (diatomee e ciliati) per gli studi cellulari
e la produzione di biomasse. Nellattivit che si inte-
ressa di sostanze naturali si inseriscono diverse idee
di sviluppo della stessa linea che prendono inizio per
dal dato biologico-evolutivo e, sempre usando meto-
dologie di natura chimica, riescono a mettere in evi-
denza attivit biologiche interessanti possedute dalle
nuove molecole trovate. Esemplifcativamente uno
studio sulle molecole naturali, correlato alle migrazioni
di specie esotiche di molluschi opistobranchi nel mare
Mediterraneo, ha messo in evidenza la loro capacit
invasiva di nuovi habitat. Tali studi sono di estremo in-
teresse per il CIESM (International Commission for the
Scientifc Exploration of the Mediterranean) e questa
integrazione di studi biologici e chimici un aspetto
affascinante di come i risultati scientifci provenienti da
aree diverse possono permettere di ottenere dati che
vanno oltre le capacit delle singole discipline come la
biologia e la chimica.
Infne sono da citare le strette collaborazioni con lam-
biente ospedaliero che caratterizzano il lavoro di al-
cuni ricercatori della sede di Napoli dellICB. La me-
tabolomica descrive il proflo chimico-fsico di cellule,
tessuti, organi e fuidi biologici in termini di molecole a
basso peso molecolare presenti. Lo studio dei profli
metabolici porta ad informazioni di alto valore diagno-
stico e prognostico: uno stato patologico pu essere
identifcato anche quando ai suoi primissimi stadi di
sviluppo a causa della comparsa di marcatori specifci
nel proflo metabolico.
Da non dimenticare limportanza delle relazioni con il
mondo della scuola che sono state sempre presenti
nellambito delle attivit dellIstituto attraverso un impe-
gno costante nellorganizzazione delle Settimane della
Cultura Scientifca in passato. Pi di recente due pro-
getti di divulgazione della cultura scientifca sono stati
fnanziati dal MIUr a giovani ricercatori dellICB che
hanno tenuto diversi seminari divulgativi in vari istituti
scolastici diffusi su tutto il territorio regionale con gran-
de apprezzamento da parte del mondo scolastico.
In conclusione auspicabile che si instauri una via di-
retta di dialogo ricercatore-impresa che a mio parere
lunica via possibile per la quale passa, da parte del
ricercatore, la comprensione profonda delle proble-
matiche di innovazione che il mondo imprenditoriale
deve risolvere e, da parte dellimprenditore, la sicurez-
za di affdare le proprie problematiche a ricercatori che
hanno la conoscenza necessaria per prenderle in con-
siderazione. proprio questo incontro fsico vis--vis
che dovrebbe rappresentare il target esclusivo di tante
utili attivit promozionali nel campo del trasferimento
tecnologico, quasi a fare in modo che tale esclusivit
aumenti leffcacia delle numerose iniziative continua-
mente organizzate.
* Istituto di Chimica Biomolecolare, Consiglio Naziona-
le delle Ricerche, Pozzuoli, Napoli
antonio.trincone@icb.cnr.it
dicembre 2011
sedici
sisteMi COereNti
a Bassa eNerGia
Il vIncente programma dI rIcostruzIone della
materIa con lutIlIzzo della teorIa quantIstIca
deI campI (quantum fIeld theory), comIncIato
da gIulIano preparata neglI annI 80 e 90 del
XX secolo, trova solo ora la necessarIa mas-
sa crItIca dI IntellIgenze e forze per attuare
una vera e proprIa rIvoluzIone tecnIco-scIen-
tIfIca del XXI sec., paragonaBIle ad esempIo a
quelle della chImIca deI polImerI (materIe pla-
stIche e materIalI composItI) e della meccanI-
ca quantIstIca (elettronIca, computer, ecc..)
avvenute nel secolo scorso.
G
li estesi sviluppi della Quantum ElectroDyna-
mics (QED) ed in particolare della QED Co-
erente, sviluppata dal fsico teorico Giuliano
Preparata, stanno portando ad una rivoluzione con-
cettuale che fa nuova luce sui fondamenti della Mec-
canica Quantistica oltre che sulla fsica dello stato
solido: il magnetismo, la superconduttivit, i vetri,
i liquidi, ecc Si tratta di una vera e propria nuova
rivoluzione scientifca in atto, cominciata da Prepa-
rata, che per riuscire a raccontare a tutti, mi ha co-
stretto a produrre i saggi Fusione Fredda. Moderna
storia dinquisizione e dalchimia (2000, 2003), di
cui egli mi fece lonore di scrivere la bellissima pre-
fazione, e pi recentemente, aqua. Le mirabolanti
avventure dellacqua elettromagnetica (2006), editi
entrambi dalla prestigiosa, coraggiosa e lungimiran-
te casa editrice napoletana Bibliopolis.
Bisogna fare una piccola premessa per prepararci
a percepire quella che la rivoluzione di cui
parliamo.
ogni sistema fsico, secondo la meccanica
quantistica, tende ad uno Stato fondamentale
di minima energia, ovvero Ground State, la cui
energia E = h (k) , dove (k) = frequenza del
modo k -imo, h la cosiddetta costante di Planck, ed
h = h/2. Ci signifca che lo stato fondamentale
ha unenergia, chiamata Energia di punto zero
ZEro! non solo, ma siccome i modi di k sono
infniti, ci che accade che lEnergia del cosiddetto
Vuoto quantistico INFINITa!!
Come cominci lintuizione di Giuliano Preparata?
Ebbene, negli anni 80 del XX secolo Preparata
si occup del cosiddetto free Electron LASEr
(FEL), cio il Laser ad elettroni liberi, un problema
concettuale molto importante, ma che poteva
condurre anche ad applicazioni eclatanti come il
laser a raggi X. Si tratta di un grande problema:
calcoli molto complessi per cui sono necessari
potenti computer, ma Preparata trova un modo per
semplifcare il tutto usando il metodo dellIntegrale
sui Cammini (Path Integral), che un formalismo
in uso in Meccanica Quantistica, sviluppato da
Feyman dopo la II Guerra Mondiale, rielaborando
unidea pubblicata da Dirac in un giornale sovietico
nel 1937.
Ci che dobbiamo notare che per un insieme di
particelle trattato quantisticamente (QED) vale il
seguente principio di indeterminazione:
n h,
dove: n = indeterminazione sul numero di fotoni
o particelle,
= indeterminazione sulla fase.
Intuitivamente gi si vede che ci sono due casi
estremi:
Se n = 0 (n. di fotoni o di particelle ben -
defnito), allora:
(si tratta degli stati incoerenti, come -
nel caso dei gas, dove prevalgono gli urti)
Se n molto grande, anche n grande, -
e allora: 0 (si tratta degli stati
coerenti, in cui si ha un vero e proprio campo
di onde di materia, che si comportano come
Una rivoluzione tecnico-scientifca
(Alcuni contenuti sono gi stati presentati in forma analoga al XXV
Congresso A.I.O.T. di Medicina Biologica (Milano 14-15 maggio 2010)
Nuovi Orizzonti in Medicina, che ha visto tra i relatori anche il Premio
Nobel per la Medicina Luc Montagnier

IkAS|Lk| NLNI0 IL0N0L00| 00 IkAS|Lk| NLNI0 IL0N0L00| 00 IkAS|Lk| NLNI0 IL0N0L00| 00 IkAS|Lk| NLNI0 IL0N0L00| 00

Roberto Germano*
dicembre 2011
diciassette
figura 1. Struttura dellacqua liquida secondo la QED Coerente.
le onde elettromagnetiche!)
Quindi, in pratica, ci che intuisce Preparata che
nel caso del FEL Laser ad Elettroni Liberi, ci sono
delle condizioni in cui il numero enorme di elettroni
pu esser trattato come un insieme coerente, e che
c una certa soglia superiore di densit e una soglia
inferiore di temperatura per le quali diviene favorevole
energeticamente (vero ground state del sistema),
e quindi spontaneo, il comportamento coerente
di un insieme molto numeroso di particelle. Tutto ci
si ricava con la QED (teoria quantistica dei campi),
ma purch non si escluda dai conti la presenza del
campo elettromagnetico. Preparata pubblica sulla
prestigiosa rivista Physical review A: Quantum
Field Theory of a free electron Laser, lavoro che
viene accolto con successo.
Quando nel 1987 Giuliano Preparata svolge un
seminario su questa sua illuminante visione del
FEL alluniversit di Milano, c ad ascoltarlo un
altro fsico teorico: Emilio Del Giudice, che gli
suggerisce di applicare le stesse idee di FEL alla
studio dellacqua! E in effetti cos sar. anzi, dal
1987 in poi, Preparata avr come suo programma
di ricerca ci che chiama Ricostruire la Materia,
cio applicare alla Fisica della Materia queste idee
che si basavano su un formalismo applicato sino ad
allora soltanto alla fsica delle particelle.
Per capire un po meglio il contesto scientifco,
utile un breve sguardo al passato. Intorno al 1850 si
svolse una lotta senza quartiere tra atomisti (come
Maxwell, e Boltzmann) e termodinamici (come
Mach, e ostwald) secondo cui il concetto di atomo
era assurdo o quantomeno inutile per il progresso
della fsica. Boltzmann mor addirittura suicida,
sentendosi messo da parte e totalmente incompreso,
se non ridicolizzato. Ma, allinizio del 1900, con le
ricerche ed i risultati eclatanti di Rutheford, Bohr,
Sommerfeld ed altri, c stata la vittoria certifcata
del partito atomista! I successi furono grandi: la
spiegazione della tavola di Mendeleev, la scoperta
del nucleo atomico, e delle numerose particelle
elementari ... e infne dei Quark. Ma poi nel
corso del XX secolo sono emersi via via i limiti di
questo approccio, cio la diffcolt a modellizzare
fenomeni sperimentali nuovi ed inattesi, quali la
Superconduttivit (ad alta e bassa temperatura
critica Tc), leffetto Mssbauer, la Fusione Fredda,
ecc... fenomeni del tutto imprevisti e non spiegati
dal paradigma atomista.
Le propriet dellacqua
Perch il fsico teorico Emilio Del Giudice ha
iniziato a lavorare con Preparata sulle propriet
dellacqua? Come ben si sa, le anomalie chimico-
fsiche di questo liquido sono maggiori di gran
lunga delle propriet che si riescono a spiegare
coi modelli correnti. Cominciamo col notare, quasi
fanciullescamente, che sembra proprio che lacqua
degli organismi viventi sia particolare, infatti, ad
esempio lacqua del mare composta al 97% di
acqua e al 3% di minerali, mentre una bellissima
e urticante medusa in essa vivente composta al
99,9% (sul totale del numero di molecole) di acqua,
e solo per lo 0,1% costituita da altri elementi: una
bolla di acqua purissima, ma vivente, in un mare di
acqua ricca di minerali!
Notiamo anche che la bibbia per chi studia
le propriet dellacqua unopera in ben sette
volumi! Ben 7 volumi per una goccia: f. franks
(editor), Water: a comprehensive treatise, 7
volumes Plenum Press, new York (1972-1982).
Ci sorge il dubbio che qualcosa non sia chiaro, se
dicembre 2011
diciotto
c bisogno di tanto per capire lacqua un po
come nel caso degli epicicli!! Inoltre, notiamo che
il modello empirico dellacqua utilizzato in Biofsica
totalmente differente da quello standard, ma
simile a quello che scaturisce dai risultati della QED
Coerente di Preparata: come diceva Leonardo da
Vinci: Se tavviene di trattar delle acque consulta
prima lesperienza, e poi la ragione.
Giuliano Preparata insieme ad Emilio Del Giudice,
quindi, cominciarono ad applicare allacqua la stessa
impostazione seguita per il FEL:
N oggetti elementari -
Livelli energetici discreti (E) -
Sotto queste condizioni (che sono valide quasi
sempre nel nostro mondo di ogni giorno!!!) accade
che le futtuazioni quantistiche (pur brevissime,
limitate dal principio di Heisenberg: T=h/E)
risuonano coi modi del campo elettromagnetico a
frequenza =E/h. Infatti, come ben noto dai primi
anni del 1900, latomo come unantenna che
emette a frequenza . Se n abbastanza grande,
allora accade un fenomeno collettivo: gli N oggetti
mettono in fase le loro transizioni allunisono col
campo elettromagnetico, quindi lampiezza del
campo aumenta... e cos via! avviene, dunque, una
vera e propria transizione dello Stato fondamentale
del Vuoto quantistico, dalla condizione perturbativa
(in cui materia e campo oscillano incoerentemente)
ad un nuovo Stato fondamentale del Vuoto
quantistico - Coherent Ground State (CGS) - in cui
la materia assume natura pienamente ondulatoria,
e materia e campo compiono grandi oscillazioni
in fase. Ci possibile (non viola il principio di
conservazione dellenergia) perch lenergia di
interazione negativa e c una certa soglia di N
abbastanza grande, di densit abbastanza elevata
e di temperatura abbastanza bassa, tale che questa
transizione energeticamente favorevole, e cio
spontanea!! Questo signifca che lenergia del CGS
minore dellenergia del vuoto perturbativo. Quindi
proprio il CGS (Coherent Ground State) il Vero
Stato fondamentale!!
Inoltre, poich le transizioni atomiche in generale
corrispondono a salti energetici dellordine delle
decine di elettronvolt
1
(eV), ci corrisponde
a lunghezze donda ( = 2/) dellordine del
migliaio di angstrom (1=1x10
-10
m), e lo spazio
risulta naturalmente suddiviso in tanti domini di
queste dimensioni, al cui interno sono presenti
diverse decine di migliaia di atomi, ed il Campo
Elettrico ed il Campo Magnetico si evolvono in
1 Elettronvolt: ununit di misura
dellenergia molto usata quando si parla di livel-
li energetici atomici o molecolari; corrisponde al
lavoro fatto da 1 elettrone che si sposta attraver-
so una differenza di potenziale di 1 Volt. 1 eV =
1.60218925x10
-19
Joule.
fase: Domini di Coerenza (Coherence Domains
CD). Quindi una cadenza temporale origina una
cadenza spaziale, ossia una struttura a domini.
Nellacqua, ad esempio, la fase incoerente una
specie di vapore molto denso, e il singolo Dominio
di Coerenza a temperatura ambiente grande circa
750 . Larticolo fondamentale su questi studi sar
pubblicato solo molti anni dopo: M. Buzzacchi, E.
Del Giudice, G. Preparata, Coherence of the Glassy
State, International Journal of Modern Physics B,
16, 3771-3786 (2002)
attualmente qual il modello generalmente accettato
dellacqua? Si assume che le molecole dellacqua
siano connesse tra di loro attraverso i cosiddetti
ponti-Idrogeno, che sorgerebbero dai nuclei di
Idrogeno delle molecole dacqua, che si suppone
vengano abbandonati dai loro elettroni migrati nella
nuvola elettronica della molecola, e che, divenuti
quindi positivi, sarebbero una sorgente di attrazione
delle nuvole elettroniche delle molecole adiacenti,
che si rigonferebbero verso lesterno, dando origine
ad un ponte insieme al nucleo dellIdrogeno. Ma
attenzione! - la struttura della molecola dacqua
isolata e diseccitata non ha alcuna somiglianza con
questo scenario. Quindi, la generazione di un ponte-
Idrogeno richiederebbe una profonda ristrutturazione
delle molecole coinvolte e lenergia necessaria non
si sa da dove potrebbe essere fornita! Infatti, a
temperatura ambiente, lenergia che lega un ponte-
Idrogeno dovrebbe essere almeno uguale a 5kT
2
. Per ora ipotizziamo pure che tale energia sia in
qualche modo a disposizione, e supponiamo dunque
di avere un insieme di molecole tenute aggregate
da forze a corto raggio di qualche tipo. Cosa accade
ad un tale sistema in rapporto alle futtuazioni
quantistiche del vuoto (dimostrate per la prima
volta sperimentalmente nel 1948 dallesistenza del
cosiddetto Lamb shift)? Lo abbiamo gi accennato
prima: in certe condizioni di temperatura e densit,
il sistema ha, paradossalmente, bisogno di minore
energia nelloscillare avanti e indietro tra due
livelli energetici (selezionati dallaccoppiamento
col campo della futtuazione elettromagnetica)
che non standosene fermo nella confgurazione
in cui il campo zero e le molecole sono nel loro
ground state individuale. Quindi, in questa nuova
oscillante confgurazione di minima energia,
indotta dalle futtuazioni quantistiche, le singole
molecole acquisiscono da un lato un comportamento
2 Lenergia espressa in unit kT un modo
per esprimere lenergia di un sistema, utile per
confrontarla con lenergia di agitazione termica
del contesto in cui immerso, dove T la tempe-
ratura assoluta (espressa in gradi Kelvin), e dove
k=1.380658x10
-23
JK
-1
la costante di Boltzmann.
Quindi, a temperatura ambiente, lenergia di 1kT
1/10000 eV.
dicembre 2011
diciannove
collettivo, e dallaltro ne risultano completamente
ristrutturate. Infatti, ora la loro confgurazione
individuale data dalla sovrapposizione di due
diversi stati molecolari. Si noti che lo stato eccitato
(livello 5d) incluso in questa sovrapposizione, sta
ad un livello energetico di diversi eV al di sopra del
ground state, e sarebbero necessari decine di
migliaia di gradi Kelvin per raggiungere lo stesso
risultato per via termica (infatti lenergia di 1 kT
1/10000 eV). Quindi, in particolare, questa profonda
ristrutturazione della nuvola elettronica che d
origine ai ponti-Idrogeno, viene raggiunta attraverso
questo meccanismo quantistico che non termico e
non entropico.
Quindi, dobbiamo capire questa rivoluzione
copernicana nel microcosmo: i ponti-Idrogeno sono
la conseguenza della dinamica della coerenza
quantistica elettrodinamica che conduce il gas a
collassare in liquido e non, al contrario, la causa
della coesione del liquido!
Quindi, qual il vero stato fondamentale di un
liquido? Se lo chiediamo a un fsico che ha studiato
abbastanza, ci dir che un liquido un insieme
di molecole legate tra di loro da forze puramente
statiche (trascurando del tutto le possibili interazioni
elettromagnetiche). naturalmente, il nostro fsico
abbastanza diligente ci spiegher con ricchezza
di particolari che nelle interazioni a due corpi c
una netta dominanza della forza elettrostatica di
Coulomb e che quindi si tratta soltanto di trovare
lespressione del potenziale il cui andamento meglio
si adatti ai dati termodinamici sperimentali, e il gioco
sar fatto!!
E qui che a voi sorger spontaneo chiedergli:
Benissimo, e qual lorigine dinamica di tale bel
potenziale che hai trovato? oppure: Ma, chi glielo
dice mai a tutte (10
23
) le nostre molecole dacqua
(distanti fra loro circa 40 ) di condensare proprio
tutte insieme e allo stesso tempo?. o ancora:
Se tutto il gioco sta solo nelle distanze, e non
nella dinamica, da dove vengono le differenze
termodinamiche tra liquido e vapore lungo lisoterma
critica?. o in ultimo: Ma, la Termodinamica non
ha senso in quanto derivante dalla dinamica dei
singoli componenti?. Vuoi vedere, per caso, che
non trascurando le interazioni elettromagnetiche e
utilizzando lelettrodinamica quantistica possiamo
cavare un ragno dal buco? Pare proprio di s, ed
appunto questo lapproccio che ha seguito Giuliano
Preparata.
Cosa scaturisce dai calcoli? Qualcosa di straordinario:
c una soglia di densit della materia oltre la quale
avviene una transizione di fase superradiante:
il sistema si riorganizza e raggiunge una nuova
confgurazione stabile in cui il campo di materia e
il campo elettromagnetico oscillano coerentemente
ad una frequenza comune. In questo modo c un
grosso guadagno energetico proporzionale alla
densit, quindi la densit aumenta enormemente
fno al valore limite determinato dalle forze repulsive
legate al principio di Pauli, nonch per quelle legate
alla repulsione di Coulomb fra elettroni.
Questo meccanismo, di cui abbiamo parlato in
precedenza, descrive - per la prima volta nella storia
della fsica!!! - lorigine della transizione vapore-
liquido!! Nel caso dellacqua stiamo parlando
di un fattore di densit 1600 volte maggiore del
liquido rispetto al vapore, e ci non solo avviene
in maniera spontanea, ma addirittura emettendo
energia: il calore latente di liquefazione. Qualsiasi
ragazzo, con una minima conoscenza della fsica,
se ne meraviglierebbe e si renderebbe conto che
non basta inventarsi il termine calore latente per
essere soddisfatti della questione
Inoltre, dai calcoli scaturisce che:
Lacqua liquida consiste in una struttura costituita
(a temperatura diversa dallo zero assoluto) da due
fasi. Bisogna dire che gi Roentgen (lo scopritore
dei raggi X) nel 1892 propose per la prima
volta che lacqua avesse una struttura bifasica:
prospett questo modello empirico per spiegare
la dipendenza dalla temperatura della solubilit in
soluzioni acquose; tale spiegazione fu facilmente
considerata inadeguata, data limpossibilit di
comprendere come potessero esistere due tipi
diversi di raggruppamenti di molecole uguali, pur
nelle stesse condizioni termodinamiche. In questo
caso, invece, tale struttura scaturisce proprio dai
calcoli di elettrodinamica quantistica.
La fase incoerente costituita da molecole
dacqua nello stato fondamentale (ground state),
cio come nella fase gassosa (vapor dacqua);
tali molecole sono disposte densamente negli
interstizi attorno a dei grandi raggruppamenti in
cui le molecole interagiscono coerentemente con
un intenso campo elettromagnetico classico. La
fase coerente, stabilmente presente nel bel mezzo
di quella incoerente, costituita da isole o domini
di coerenza con un raggio di 25nm (1 nm = 1x10
-9
m) ed i loro centri distano fra loro 75nm, cfr. fgura.
Queste isole molecolari sono sopravvissute
allattacco delle futtuazioni termiche che tendono a
imporre loro il disordine; le loro molecole oscillano in
fase con un campo elettromagnetico autogenerato
(secondo i meccanismi prima accennati) del valore
di 0,26 eV, vale a dire della frequenza di 5,5x10
13
Hz.
Le molecole oscillano a tale frequenza tra il ground
state e lo stato energetico eccitato E = 12,06 eV (si
noti che la soglia di ionizzazione vicinissima E
ion

12,6 eV; siamo nel lontano ultravioletto) e la densit
di queste molecole simile a quella del ghiaccio.
E importante comprendere che grazie a questi
calcoli si possono prevedere per la prima volta
teoricamente, con un approccio di base, ab initio,
dai calcoli di elettrodinamica quantistica, una serie
di parametri sperimentalmente misurabili dellacqua,
tra cui:
il calore specifco dellacqua liquida - si
vede che connesso alla frazione di fase
dicembre 2011
venti
coerente che evapora dalla superfcie dei
domini di coerenza diventando incoerente);
lanomalia della densit dellacqua liquida:
tale densit ha un massimo a 4C, ed a 0C
la densit maggiore di quella dellacqua
solida, cio del ghiaccio - scaturisce
dalla sovrapposizione delle due differenti
dipendenze dalla temperatura delle densit
delle due fasi;
la temperatura di ebollizione;
il volume critico - identifcato come il pi
grande volume molare al di sopra del quale
non possono avere luogo spontaneamente
processi di QED coerente;
il calore latente di evaporazione - anche
questa quantit connessa alla frazione
di fase coerente che evapora dalla
superfcie dei domini di coerenza divenendo
incoerente;
i ponti-Idrogeno fra le molecole dacqua
- ripetiamo: essi non sono la causa
delle interazioni fra molecole, poich le
protuberanze delle nuvole elettroniche
molecolari non esistono nelle molecole
isolate; i ponti-Idrogeno sono, al contrario,
gli effetti della dinamica coerente nellacqua
liquida, che rimescola le nuvole elettroniche
producendo cos le protuberanze.
Nella primavera del 1988 viene pubblicato su
Physical Review Letters il primo articolo di
Preparata, Del Giudice e Giuseppe Vitiello che
affrontava questo approccio. Poi scrivono una
Lettera a Nature, ma ricevono la strana risposta Ci
dispiace, ma non lo possiamo pubblicare perch
non c spazio..., che un po come dice Ezra
Pound al proposito degli economisti quando dicono:
In questa nazione, questo non si pu fare perch
manca il denaro che equivale a dire qualcosa del
tipo: Non possiamo fare nuove strade perch sono
fniti i chilometri. Passano ben due anni, e scrivono
un lungo articolo di notevole livello, ma hanno uno
scontro con i referees di Physical Review durato un
anno intero, per poi pubblicarlo su Int. J. Mod. Phys.
soltanto nel 1995!
Qualche mese dopo da quel primo articolo sulla
natura dellacqua, cio nellestate del 1988, esplode
il caso Benveniste! E Preparata ne prende le
difese! Nel 1988 il ben noto biologo francese
Jacques Benveniste, ricercatore del CnrS (il Cnr
Francese) apprezzatissimo a livello internazionale,
pubblica su Nature, dopo ben quattro anni di
esperimenti:
J. Benveniste et al. Human Basophil Degranulation
Triggered by Very Diluted antiserum against IgE.
Nature, 333, 816 (1988)
Benveniste mostra lesistenza di effetti biologici
delle cosiddette soluzioni omeopatiche, cio
soluzioni acquose in cui le molecole del soluto
sono cos diluite da non essere pi presenti
affatto!!! Da qui la nota espressione di memoria
dellacqua. Ebbene, accadde immediatamente un
fenomeno stranissimo: un comitato investigativo
composto, tra gli altri, dal famigerato illusionista
James Randi (www.randi.org), membro dello
CSICoP (Committee for the Scientifc Investigation
of Claims of the Paranormal), pap dellitaliano
CICaP, effettu un raid nel laboratorio diretto da
Benveniste cercando di smontare lesperimento e
trovare errori e trucchi... In poche ore, 4 anni di
esperimenti di un riconosciuto scienziato di livello
internazionale vennero totalmente e profondamente
ridicolizzati! Da questo momento in poi parlare di
memoria dellacqua signifcher scienza cattiva,
pseudoscienza, quasi per defnizione eppure
alcuni coraggiosi e liberi scienziati, non condizionati
dalla propaganda ridicolizzatrice, hanno continuato
e perseguito con successo tali studi, basti citare per
lItalia: Vittorio Elia, alberto Tedeschi, ed il compianto
Getullio Talpo.
23 Marzo 1989: La Fusione Fredda
Il padre di Preparata gli riferisce della notizia dei media
sulla Fusione Fredda: cio lannuncio di Fleischmann
e Pons di aver ottenuto la fusione nucleare quindi
una densit di energia sviluppata elevatissima - in
un piccolo esperimento di laboratorio, con semplici
metodi elettrochimici: una cella galvanica costituita
da elettrodi di Palladio e Platino, immersi in acqua
pesante (cio acqua contenente Deuterio, isotopo
dellIdrogeno, in luogo dellIdrogeno presente nella
molecola dellacqua normale). Si noti che da diversi
decenni si conducono esperimenti costosissimi in
macchine ciclopiche e complessissime, ma non
si mai riusciti a raggiungere le condizioni per far
sostenere la reazione di fusione termonucleare
dellIdrogeno e ricavare energia come, ad esempio,
avviene nelle centrali a fssione nucleare con
luranio. ai fallimentari esperimenti sulla fusione
termonucleare controllata, soltanto in Europa
lavorano 3000 persone e si spendono 500 Milioni
di Euro lanno.
Preparata, da esperto fsico nucleare, inizialmente
fortemente scettico; per incontra casualmente
alluniversit il suo collega, elettrochimico di livello
internazionale, Sergio Trasatti, il quale gli fa notare
che Fleischmann uno dei maggiori elettrochimici
al mondo, nonch membro della royal Society, e
che merita credito... Siccome Preparata aveva da
poco creato la Teoria dei Plasmi quantistici, insieme
a Emilio Del Giudice e a Tullio Bressani intuiscono la
possibile spiegazione, e scrivono a fne Aprile 89 (su
una terrazza di Posillipo, a Napoli) un articolo verso
una prima comprensione teorica del fenomeno.
Il 1 Maggio 1989 a Baltimora si svolge una
movimentata seduta dellAmerican Physical Society
- soltanto cinque settimane dopo lannuncio di
Fleischmann e Pons (mentre lelettrolisi spesso
veniva da essi fatta proseguire ininterrottamente
fno a tre mesi !!!): Steven Koonin, nathan Lewis e
dicembre 2011
ventuno
G.Preparata
QED Coherence in Matter
World Scientifc (1995)
G.Preparata
Larchitettura delluniverso
Bibliopolis (2001)
G.Preparata
Dai quark ai cristalli
Bollati Boringhieri (2002)
R.arani, I.Bono, E.Del Giudice and G.Preparata
QED Coherence and the thermodynamics of water
Int.J.Mod.Phys.B, 9, 1813 (1995)
R.Germano
fUSIonE frEDDA. Moderna storia dInquisizione e
dalchimia
Bibliopolis (2000, 2003)
R.Germano
AQUA. Lacqua elettromagnetica e le sue mirabolanti
avventure
Bibliopolis (2007)
D. Cirillo, r. Germano, V. Tontodonato, A. Widom, Y.n.
Srivastava, E. Del Giudice, G. Vitiello
Experimental Evidence of a Neutron Flux Generation
in a Plasma Discharge Electrolytic Cell
Key Engineering Materials, 495, 104-107 (2011)
D. Cirillo, E. Del Giudice, r. Germano, S. Sivasubram-
manian, Y.n. Srivastava, V. Tontodonato, G. Vitiello, A.
Widom
Water Plasma Modes and nuclear Transmutations on
the Metallic Cathode of a Plasma Discharge Electro-
lytic Cell
Key Engineering Materials, 495, 124-128 (2011)
R. Germano, V. Tontodonato, C. Hison, D. Cirillo, F.P.
Tuccinardi
oxhydroelectric Effect: Electricity from Water by Twin
Electrodes
Key Engineering Materials, 495, 100-103 (2011)
R. Germano, V. Tontodonato, C. Hison and F.P. Tucci-
nardi,
oxhydroelectric Effect: oxygen mediated electron cur-
rent extraction from water by twin electrodes, Journal
of optoelectronics and advanced Materials, in press
2012.
D. Cirillo, r. Germano, V. Tontodonato, A. Widom, Y.n.
Srivastava, E. Del Giudice, and G. Vitiello,
Neutron generation by plasma discharge at the tung-
sten cathode of an electrolytic cell, Journal of optoe-
lectronics and advanced Materials, in press 2012.
BIBlIografIa
Charles Barnes del Caltech (California Institute of
Technology) furono determinanti per decretare la
cosiddetta fusione fredda fuori dal contesto della
scienza normale. Barnes dimostr che non
cerano neutroni, Lewis che non cera calore, e
Koonin che non cera teoria.
Dice Martin Fleischmann: La sola domanda che ci si
pu porre : chi potrebbe volere il successo di questa
ricerca? E una domanda per niente semplice. Ed
comprensibilissimo che alcune persone non vogliano
che questi esperimenti abbiano successo.
Il 24 aprile 2000 Giuliano Preparata venuto a
mancare, mentre dirigeva allENEa di Frascati
un gruppo di ricerca sulla Fusione Fredda per
acquisire gli elementi di corroborazione sia teorica
che sperimentale ancora mancanti. Nella primavera
2002, questo gruppo formato da Emilio Del Giudice,
antonella De Ninno, antonio Frattolillo, antonietta
Rizzo (e con il supporto di Martin Fleischmann)
ha conseguito i primi risultati signifcativi ed anche
decisivi, ma poi il progetto non stato rifnanziato
(vedi Rapporto 41, inchiesta di RaI News 24).
Dal 1990 al 2000, Giuliano Preparata si anche
occupato della spiegazione ab initio, cio senza
lintroduzione di parametri arbitrari in modelli
fenomenologici, ma usando la QED, di:
Superfuidit
Superconduttivit (a bassa e ad alta
temperatura critica)
Transizioni di fase: gas liquido solido
Ebbene, credo sia il caso di notare che mentre
scrivo (2011) sono passati ben 16 anni dalla
pubblicazione da parte della World Scientifc del
volume fondamentale scritto da Giuliano Preparata
riguardante tali questioni: QED Coherence in
Matter (1995) e ben pi di 20 anni sono trascorsi dai
suoi primi articoli pubblicati su riviste internazionali
sullargomento.
Gli esperti che attualmente, malgrado vengano
allertati da pi parti, continuano ad ignorare
crassamente tali evoluzioni, dovrebbero cominciare
a chiedersi seriamente se possono ancora fregiarsi
di essere considerati tali. E un po come se un
professore universitario di fsica nel 1925 avesse
ignorato lesistenza della relativit ristretta: la cosa
sarebbe stata giustifcabile fno al 1905, ma non
certo 20 anni dopo!!
Chi ancora sia nella condizione di privilegio e
responsabilit di poter decidere su come indirizzare
i fondi pubblici per la ricerca, e al tempo stesso ignori
tali sviluppi degli ultimi 20 anni, semplicemente
non ne ha credito alcuno, e non posso evitare di
sottolineare con forza i colossali danni che tale
ignoranza sta determinando allo sviluppo scientifco,
tecnologico ed economico.
* Fisico della Materia, CEO PROMETE Srl - CNR_
INFM Spin-off Company
germano@promete.it
dicembre 2011
ventidue
SCHEDA
LECS LoW EnErGY CoHErEnT SYSTEMS (Sistemi Coerenti a Bassa Energia)
ALCUnE APPLICAZIonI InDUSTrIALI
VErSo UnInDUSTrIA CHIMICA AD ALTISSIMA EffICIEnZA E, QUInDI, non InQUI-
NaNTE
attualmente, come ben si sa, lindustria chimica fa avvenire le reazioni chimiche utili in
reattori ad alta pressione e temperatura per accelerarle, ma le reazioni che tipicamente
avvengono in fase gassosa mostrano una selettivit comunque abbastanza scarsa, cosa
che implica la generazione di una gran quantit di scorie chimiche non utili ed inquinanti,
derivanti da tutte le reazioni non volute, ma che comunque non c modo di inibire, e tutto
ci a fronte di una grande energia impiegata.
Luso dei catalizzatori , in effetti, lunico vero tentativo di rendere pi selettive le reazioni
chimiche industriali; i catalizzatori sono sostanze chimiche che pur non prendendo parte
ad una reazione chimica, tuttavia, la accelerano; il che gi fa capire che sarebbe unerrore
logico volerne comprendere il meccanismo di funzionamento rimanendo nellambito della
chimica.
Il pi ampio uso della catalisi viene fatto dai sistemi viventi nei quali avviene una sequenza
di reazioni molto ben organizzate nello spazio e nel tempo, ed ogni reazione opportuna-
mente catalizzata da un enzima (prodotto in sinergia con quella specifca reazione), e tutto
ci avviene ad una ben precisa temperatura, mai troppo alta, e con una scarsa produzione
di scorie e a fronte di una piccola necessit di energia.
Se un catalizzatore non prende parte alla reazione, come fa ad accelerarla? forse bisogna
focalizzare lattenzione sul campo elettromagnetico?
Per cominciare a ragionare in questa direzione ci chiediamo se esista o meno una reazione
catalizzata solamente dal campo elettromagnetico. Con il laser si pu effettivamente effet-
tuare separazioni isotopiche grazie al fatto che se un raggio laser attraversa un insieme di
atomi, accade che gli atomi che risuonano alla frequenza del raggio laser circondano il rag-
gio, poi ne vengono attratti allinterno e poi spinti nella direzione del fascio dalla pressione
di radiazione. La risoluzione altissima, ma leffcienza energetica di questo metodo non
poi cos alta! Beh, se ci fossero delle sorgenti coerenti naturali forse l che dovremmo
cercare! Ma abbiamo visto che ci sono!! Possiamo allora utilizzarle per raggiungere effetti
catalitici molto pi effcienti, simili a quelli biologici?
Consideriamo un altro interessante indizio: le superfci rese fnemente scabre, che spesso
danno luogo ad effetti catalitici, sono capaci di aumentare dai 4 ai 6 ordini di grandezza un
fenomeno tipicamente elettromagnetico: la diffusione Raman ; tale fenomeno appunto
noto come SErS (Surface Enhanced raman Scattering) ed spiegato con un accordo di
fase indotto dalla superfcie fnemente scabra tra la radiazione incidente ed i componenti
del materiale investigato tramite la diffusione Raman. Probabilmente tale accordo di fase
proprio ci che d origine alle propriet catalitiche delle superfci fnemente scabre.
accenniamo ora ad alcuni aspetti in cui lelettrodinamica quantistica coerente pu avere un
importante ruolo nei processi chimici:
1) leffetto dei deboli campi magnetici sulla conduttanza ionica, che abbiamo ampia-
mente affrontato, che illumina s gli aspetti biologici, ma apre anche importanti scenari nella
chimica industriale e nelle biotecnologie industriali (produzione di antibiotici, ecc);
2) la formazione stessa delle membrane cellulari e la spiegazione dei fenomeni di
osmosi inversa sembrano risiedere proprio nellelettrodinamica quantistica coerente;
3) la messa in rotazione dei domini di coerenza dellacqua con stimoli a bassa energia
di tipo magnetico e meccanico (vedi, ad esempio, leffetto anticalcare di cui abbiamo par-
lato) fa s che tale effetto possa essere modulato e possa mutare le reazioni chimiche che
avvengono presso la superfcie dei domini di coerenza (per mettere in rotazione un dominio
di coerenza - per lungo tempo, anche mesi - alla frequenza di 1GHz c bisogno soltanto di
una mini spinta di 0.2 Joule per litro.);
4) la presenza di un campo elettromagnetico avente una frequenza risonante con delle
molecole in un mezzo coerente, fa s che le molecole esperimentino una forza di attrazione
tra di esse, che ovviamente accelerer le reazioni chimiche in maniera altamente selettiva
(come gi avviene nei sistemi biologici).
dicembre 2011
ventitre
i CirCUiti
deLLiNNOvaZiONe
- Parte QUarta -
Sviluppo industriale e fattori ambientali (Il caso Napoli) Guida Editori -1987
Revisione critica ed aggiornamento
a cura dellautore
I prodotti
questo un campo in cui i paesi come il
nostro, sapendosi organizzare possono
trovare sbocchi e conseguire ottimi risultati
a breve e medio termine.
Le ragioni che possono indurre a fare ipote-
si in tal senso sono molteplici.
Innanzitutto come era stato preconizzato
sin dagli anni 80 da esperti dei centri di
studi sullo sviluppo della societ di tutto il
mondo, i nostri anni sono caratterizzati da
una notevole proliferazione di nuovi prodot-
ti, in contrapposizione allenorme sviluppo
tecnologico che ha caratterizzato i decenni
precedenti.
Ci deriva sostanzialmente dallapprendi-
mento da parte della societ ad utilizzare
in maniera innovativa i potenti mezzi tec-
nologici messi a disposizione negli ultimi
decenni.
Gran parte delle applicazioni di massa di
questi mezzi, risultano ancora per cos dire
inerziali, Cio rappresentano la trasposi-
zione nelle nuove tecnologie di prodotti e
funzioni gi esistenti, piuttosto che la mate-
rializzazione di funzioni e prestazioni ino-
vative che utilizzino a pieno la potenzialit
delle recenti tecnologie.
Questa nuova generazione di prodotti at-
tuali, non necessariamente costituita da
oggetti, infatti largo spazio hanno i cosid-
detti pacchetti di software che mettono a
disposizione di utenti delle estrazioni pi di-
sparate, strumenti operativi, organizzativi e
di calcolo estremamente raffnati.
Prodotti di questo genere possono essere
sviluppati anche in ambienti tecnologica-
mente poveri, in quanto il mezzo di svilup-
po e cio lelaboratore di dati giunto alla
portata di tutti.
Laltra contingenza favorevole allo sviluppo
Italo Del Gaudio*

IkAS|Lk| NLNI0 IL0N0L00| 00 IkAS|Lk| NLNI0 IL0N0L00| 00 IkAS|Lk| NLNI0 IL0N0L00| 00 IkAS|Lk| NLNI0 IL0N0L00| 00

riCerCa e iNNOvaZiONe
dicembre 2011
VENTIQUATTRO
di nuovi prodotti sopra menzionati una con-
seguenza del forte impulso che, come si
gi detto, dovr avere il terziario, che an-
dr pertanto arricchendosi di nuovi mezzi
di servizio, dando spazio ai consumi sociali
pi che a quelli privati.
altro aspetto positivo caratterizzante que-
sto tipo di attivit innovative, che esse im-
piegano un notevole numero di addetti i cui
strumenti di lavoro costituiscono un investi-
mento relativamente basso, e che gli ad-
detti ai lavori sono in maggioranza tecnici
specializzati, diplomati e laureati, il che pu
costituire una notevole valvola di sfogo per
la disoccupazione cosiddetta intellettuale.
Gli ostacoli e le risorse
II principale ostacolo costituito dalla caren-
za di risorse a vari livelli.
Infatti la via dellinnovazione, come si vi-
sto lunga, e per giungere dallidea alla
realizzazione, posto che si tratti di unidea
valida, occorre attraversare un notevole
numero di stadi, che se non vengono sup-
portati in maniera idonea conducono ad un
esito negativo delloperazione.
Le risorse umane, mi si perdoni il termine,
come materia prima atta allinnovazione
per creativit innata, in realt non manca-
no, e lo dimostra il fatto che il mondo della
ricerca e dellindustria vedono unelevata
presenza di operatori qualifcati, nel campo
dell innovazione, che provengono dal Mez-
zogiorno dItalia. Pertanto i veri ostacoli che
si frappongono alla crescita innovativa del
Mezzogiorno e sono imputabili alle risorse
umane, sono da individuarsi nella forma-
zione a tutti i livelli, dallistruzione di base,
a quella professionale, e a quella relativa
agli istituti tecnici ed universitari. Ma questo
argomento per la sua vastite specifcit pu
solo essere citato, lasciando la sua com-
plessa problematica ad ambienti pi qua-
lifcati.
Per ci che concerne risorse di altro tipo
come istituti di ricerca, apparecchiature
e strumentazioni essi sono importanti in
quanto la loro carenza nel territorio deter-
mina lintroduzione di elementi di ritardo
che contribuiscono talvolta a far giungere
linnovazione fuori tempo massimo, e
cio quando essa obsoleta o quando altri
lhanno gi sviluppata.
occorre infatti ricordare che nel caso di
innovazioni importanti, vi sono spesso pi
concorrenti in lizza e chi prima giunge pu
condizionare il mercato.
abbastanza recente il caso in cui stata
fatta la scelta dello standard per la televi-
sione a colori in Europa, e dei vari brevetti
in lizza, tra i quali vi erano anche aziende
italiane, il vincitore ha pilotato tutto il mer-
cato infuendo non poco sulle entrate ed
uscite commerciali di settore delle diverse
nazioni europee.
opportuno ricordare perch talvolta la ca-
renza di centri di ricerca e laboratori capa-
ci di effettuare misure e prove, o di fornire
sostanziali supporti allinnovazione, solo
apparente, in quanto la scarsa diffusione di
informazioni non determina il connubio tra i
potenziali partners.
Per questo problema si rinvia alla trattazio-
ne fatta a proposito dellinformazione.
Il rischio
questo uno degli aspetti pi trascurato
per vari motivi, ma esso determina a mio
avviso, non pochi casi di mortalit infantile
del progetto innovativo.
Considerando il fatto che, a parte i casi di
operazione azzardate, i progetti in senso
lato sono tanto pi innovativi quanto pi
rischiosi, occorre analizzare quelle com-
ponenti del rischio che sono specifche del
nostro ambiente oltre a quelle fsiologiche.
Quando infatti, negli Stati Uniti, ad esempio
una holding o un istituto di credito prendo-
no in esame operazioni del tipo venture ca-
pital, per defnizione accettano di investire
con un certo margine di rischio.
Tali enti per sanno calcolare, almeno per
fasce, i rischi corsi, e sanno di poter circo-
scrivere entro ben defniti limiti legislativi e
dicembre 2011
VENTICINQUE
temporali queste fasce di rischio. un esem-
pio, tratto da casi personalmente verifcati,
pu meglio chiarire questo concetto con ri-
ferimento ad un tecnico che abbia messo a
punto un processo produttivo innovativo.
Il tecnico in questione si rivolge ad un isti-
tuto di credito, illustra il suo progetto e se
riesce a convincere esperti della fnanza e
consulenti tecnici della validit del suo pro-
getto, riesce ad essere fnanziato, in base
ad un piano ben defnito di investimenti,
fusso di cassa ecc.
Questo ci che avviene negli Stati Uniti e
che ha consentito di modifcre, per esem-
pio, in maniera esaltante i dintorni del Mas-
sachussets Institute of Technology: ricordo
che la prima volta in cui vi sono stato, nel
1967, il treno rosso e blu della compagnia
Amtrack, aveva la fermata presso Kendall
Square, in una zona di casette e baracche,
dalla quale si accedeva alla zona dei grat-
tacieli di grandi aziende, e spin off del MIT.
Quando vi sono tornato nel 1976 e suc-
cessivamente nel 1986, le baracche e le
casette erano via via sparite per lasciare il
posto ad altri grattacieli di spin off del MIT.
In questo stesso periodo, la situazione in-
torno alle cittadelle scientifche e tecnolo-
giche della nostra regione, ma anche nella
nazione tutta, non sono sostanzialmente
cambiate, anzi sono proliferate le citta-
delle che non interagiscono col territorio,
a spese del contribuente e senza che lo
stesso ne tragga alcun vantaggio.
una volta messa in moto la macchina, av-
viati gli investimenti, le assunzioni ecc. In
caso di insuccesso le due situazioni in Italia
e negli Stati Uniti si divaricano nettamente,
in quanto la maggiore tutela del lavoratore
dipendente esistente in Italia, obbliga lim-
prenditore ad una serie di adempimenti atti
a conservare il pi lungo possibile il posto di
lavoro, mentre negli Stati Uniti suffciente
comunicare alle autorit in materia di lavo-
ro che lattivit cessata, per interrompere
ogni rapporto con i dipendenti.
In alternativa vi sono i quanto pi delete-
ri contratti a tempo determinato varati alla
fne degli anni 90.
Non vi dubbio che la posizione italiana
dia pi garanzie per il dipendente, ma an-
che comprensibile come essa tenda a raf-
freddare gli entusiasmi per le iniziative pi
innovative e pertanto pi rischiose.
Si noti che questa considerazione ha, ne-
gli ultimi anni, ridotto laffusso di capitali
dallestero a favore di aree meno protette.
chiaro che conquiste sociali come quella
indicata, non sono da mettere in discussio-
ne, occorre per cercare di capire se pos-
sibile studiare dispositivi di legge capaci di
contemperare le due esigenze, allo scopo
di favorire, in ultima analisi, la innovazione
e quindi loccupazione.
*Ing. Elettrotecnico, gi Dir. Tecnico OSAI e
Dir. dei Laboratori di Marcianise e Pozzuoli
di Olivetti Ricerca
italo_delgaudio@yahoo.com
dicembre 2011
VENTISEI
L
edizione 2011 della Conferenza Internazionale
sui Materiali ed Applicazioni per Sensori e Tra-
sduttori stata organizzata dalluniversit Tecni-
ca Nazionale di atene e dalluniversit del Peloponneso
(Grecia), in particolare nelle persone del prof. E. Hristofo-
rou e D. Vlachos. Si tratta di una conferenza internazio-
nale interdisciplinare che si occupa della ricerca e svilup-
po nel campo della scienza dei materiali, specialmente i
materiali in uso per i sensori, gli attuatori, e tutti quei siste-
mi utilizzati per trasdurre segnali di tipo fsico, anche allo
scopo di far incontrare scienziati, ingegneri e progettisti
per provare a ridurre la distanza tra la ricerca di base e
quella applicata.
Il comitato scientifco del Convegno vede componen-
ti dalla norvegia, Grecia, Italia, Slovacchia e romania.
Tra i relatori invited ci fa piacere segnalare il fsico spe-
rimentale indiano D.K. aswal del Bhabha atomic Rese-
arch Center, nonch il fsico teorico statunitense Allan
Widom, professore alla northeastern University (Boston,
USA) che ha presentato un suo lavoro nellambito della
sessione LECS. Il professore Widom coautore di altri
2 lavori presentati insieme ad uno degli advisor della no-
stra Rivista, Roberto Germano, anchegli uno degli invi-
ted scientist di questo Convegno.
AllIC-MAST 2011 si potuta notare con piacere la folta
presenza di scienziati di aree del mondo spesso poco
presenti ai Convegni scientifci occidentali; parliamo di
paesi quali lIran, lIndia, la Repubblica armena, la Cina,
il Vietnam, la Malesia, lalgeria, lEgitto, la Palestina
Ma non mancava la presenza del Giappone, degli USA,
dellargentina, della Gran Bretagna, della Francia, della
Spagna, dellItalia, della romania, della Bulgaria, della
Repubblica Ceca, e ovviamente della Grecia.
Gli argomenti trattati si possono schematizzare nei se-
guenti: Biosensori, Sensori Chimici, Sensori di Gas,
Sistemi Coerenti a Debole Energia (LECS), Effetti Ma-
iCMast-2011
sI da poco svolta a Kos (grecIa), presso
uno deI pI grandI centrI per congressI del
medIterraneo - Il KIcc (Kos InternatIon
conference center) - ledIzIone 2011 della
conferenza InternazIonale suI materIalI ed
applIcazIonI per sensorI e trasduttorI (13-
17 maggIo). In questa conferenza InternazIo-
nale InterdIscIplInare sono statI presentatI
pI dI 100 lavorI, tra presentazIonI oralI e
posters.
tra le varIe sessIonI, sI svolta anche quel-
la rIguardante I sIstemI coerentI a deBole
energIa (lecs) dI cuI tratta estesamente, In
questo stesso numero dI trasferImento tec-
nologIco, coluI che stato appunto Il char-
man dI tale sessIone: roBerto germano.
ve ne presentIamo una Breve cronaca, con lo
sguardo rIvolto alle applIcazIonI.
Conferenza Internazionale sui Materiali ed Applicazioni per Sensori e
Trasduttori INTERNATIONAL CONFERENCE FOR MATERIALS AND
APPLICATIONS FOR SENSORS AND TRANSDUCERS
Redazione TT*

IkAS|Lk| NLNI0 IL0N0L00| 00 IkAS|Lk| NLNI0 IL0N0L00| 00 IkAS|Lk| NLNI0 IL0N0L00| 00 IkAS|Lk| NLNI0 IL0N0L00| 00

riCerCa e iNNOvaZiONe
dicembre 2011
VENTISETTE
gnetici per applicazioni sensoristiche, Sensori di campo
magnetico ad elevata sensibilit, applicazioni dei sensori
magnetici, Simulazioni e modellazioni, Materiali magne-
tici, ecc
Dando unocchiata specifca alla Sessione LECS di cui si
parla in questo numero di TrASfErIMEnTo TECno-
LoGICo, vediamo che sono stati presentati i seguenti
lavori di ricerca:
Water Plasma Modes and Nuclear Transmutations on the
Metallic Cathode of a Plasma Discharge Electrolytic Cell
Widom A, Cirillo D, Germano r, Tontodonato V, Del Giu-
dice E, Srivastava Y, Sivasubrammanian S,
Vitiello G.
Experimental Evidence of a Neutron Flux Generation in a
Plasma Discharge Electrolytic Cell
Germano r, Cirillo D, Tontodonato V, Widom A, Srivasta-
va Y, Del Giudice E, Vitiello G
Effect of coordination of molecules on the properties of
water as solvent
De Ninno a, Congiu Castellano a
Nanostructures of Water Molecules in Iteratively Filtered Water
Elia V, Napoli E
Oxhydroelectric Effect: Electricity from Water by Twin Electrodes
Germano R, Tontodonato V, Hison C, Cirillo D, Tuccinardi FP
ossia, in italiano:
Modi del plasma in acqua e trasmutazioni nucleari sul
catodo metallico di una cella elettrolitica a scarica di pla-
sma.
Evidenza sperimentale della generazione di un fusso di
neutroni in una cella elettrolitica a scarica di plasma.
Effetto delle molecole di coordinazione sulle propriet
dellacqua come solvente.
nanostrutture di molecole dacqua in acque fltrata itera-
tivamente.
Effetto ossidroelettrico: elettricit dallacqua da elettrodi
gemelli.
Per chi abbia una certa visione della scienza moderna,
gi si nota come si tratti di argomenti tutti molto interes-
santi e nuovi, che scaturiscono appunto da questa nuo-
vo approccio scientifco-sperimentale connesso ai LECS
(Low Energy Coherent Systems, Sistemi Coerenti a De-
bole Energia) di cui si parla in questo numero di TT.
Ma, naturalmente, il cuore del convegno ha riguardato
i nuovi materiali per sensoristica. Infatti, le altre sessioni
sono state:
Biosensors
A Novel L-Lactate Sensor Based on Enzym Electrode
Modifed with ZnO Nanoparticles and Multiwall Carbon
Nanotubes
Zhu J, Wang Y, Yu L, Zhu Z, Peng H
Optical Detection of the Pesticide by Functionalized
Quantum Dots as Fluorescence-based Biosensor
Nga PT, Hai N, Chinh V
Cyclodextrin-Based Supramolecular Multilayer Assem-
blies for the Design of Biological Optical Sensors Using
Tilted Fiber Bragg Gratings
LPinay S, Volet G, Wintgens V, Laffont G, ferdinant P,
Millot M, Carbonnier B
Folic Acid Functionalized Au Surface via Click Reaction and its
Application in Cancer Cells Electrochemical Sensor
Shen X, Liu Y, Ge Z
Chemical Sensors
Multi-Walled Carbon Nanotube based Sensors for detec-
tion of Chemical Pollutants
Lopes I, Gohier a, Porterat D, Chenevier P, Deniau G,
Palacin S, Mayne-LHermite M,reynaud C
Optical Electronic Nose Based on Fe(III) Complex of Por-
phyrins Films for Detection of Volatile compounds
Yahaya M, Ali Umar A, Mat Salleh M
Fast Diagnosis of Volatile Organic Compounds with a
Temperature-modulated Chemoresistor
amini a, Hosseini-Golgoo M
Silver-Rutile UV Sensor Fabricated on Thermally Oxidi-
zed Titanium Foil
Lajvardi MM, Hossein-Babaei F, Boroumand Fa
Gas Sensors
Hydrogen Detection with Noble metal-TiO2 Schottky Diodes
rahbarpour S, Hossein-Babaei f
Single Sensor Gas Analysis Using a Microfuidic Channel
Ghafarinia V, Hossein-Babaei F
Sensing Element made of Multi-wall Carbon Nanotube
Network for Organic Vapor Detection
olejnik r, Slobodian P, SHa P
Polymer Coated Microfabricated Interdigitated Electro-
des Arrays for Gas Sensing Applications
oikonomou P, Manoli K, Goustouridis D, Botsialas A, Va-
lamontes E, raptis I, Sanopoulou M
Magnetic Effects for Sensing Applications
Temperature Response of Magnetostrictive/Piezoelectric
Polymer Magnetoelectric Laminates
Gutierrez J, Lasheras A, Barandiarn J, Vilas J, San Se-
bastin M, Len L
Investigation on the Magnetic Noise of Stacked Magne-
tostrictive-Piezoelectric Laminated Composites
Zhuang X, Dolabdjian C, Saez S, Lam Chok Sing M,
Cordier C, Li J, Viehland D, Mandal S, Sreenivasulu G,
Srinivasan G
Investigation of Strain Sensing Capabilities of Amorphous
Magnetostrictive Wires Embedded in Epoxy Resin
Christopoulos a
Magnetoelastic Viscosity Sensor for Lubricant Oil Condi-
tion Monitoring
Bravo-Imaz I, GarcA-Arribas A, Gorritxategi E, Hernaiz
M, arnaiz a, Terradillos J, Barandiaran J
Sensitive Magnetometers
Magnetic Techniques for Sensitive Field Sensor Measu-
rement
Hristoforou EV
dicembre 2011
ventotto
Low Frequency Measurements in Amorphous Wire for
Studying GMI Effect
Vourna P
Effective Control of the Magnetic Behavior of Thin Cobalt
Films Deposited by MOCVD
Papadopoulos N
Magnetic Field Sensor Based on the Domain Wall Nucle-
ation and Propagation
Kokkinis G
Applications of Magnetic Sensors
Device and Method of Volume Distribution Measurement and
Selective Heating of Super-paramagnetic Nanoparticles
Kokkinis G, Vlachos DS, Hristoforou EV
Correlation Between Barkhausen Noise and Plastic De-
formation in TRIP 800 Steel Specimens
Varouti E
Use of Magnetic Techniques to Evaluate the Mechanical
Properties of Duplex Stainless Steels
Giannouli C
Cordless Position Sensor based on the Magnetostrictive
Delay Line Principle
Kokkinis G
Modeling and Simulation
Physics and Modeling of Magnetic Non Destructive Te-
sting Techniques
Ktena a
Numerical Study of a Structure Containing Left-handed
Material Waveguide
ubeid MF
Study and Application of Micrometric Alignment on the
Prototype Girders of the CLIC two-beam Module
Gazis NE
Modeling the Effect of Cluster Size on Sensitivity using
Complex Networks
Vlachos DS
Carbon Nanotubes
Monitoring Deep Vein Thrombosis by Electrochemical
Immunosensor based on His-Tag D-dimer Antibody at-
tached to Multi walled Carbon Nanotubes
Korri-Youssouf H, Chebil S, Hianik T
Surface Enhanced Oxidation and Determination of Iso-
thipendyl Hydrochloride at an Electrochemical Sensing
Film Constructed by Multiwalled Carbon Nanotubes
S.Kalanur S, L.Teradal n, Seetharamappa J
Fabrication of Carbon Nanotube/Low Density Polyethy-
lene Composites for Strain Sensing
abdel Chafy RR, arafa M, Esawi a
Batch Welding of Aligned Carbon Nanotubes onto Metal
Electrodes
Chen M, Song X, Gan Z, Lv Q, Liu S
Interaction of Graphene with Rhodamine 6G: A Fluore-
scence Quenching Study
Cui Y, Shen X
Magnetic Materials
Design and Construction Considerations in Modern MO-
CVD Systems: an Experimental Approach
Papadopoulos N
Growth, Structural and Mechanical Characterization and Re-
liability of Chemical Vapor Deposited Co and Co3O4 Thin
Films as Candidate Materials for Sensing Applications
Tsikourkitoudi VP, Koumoulos EP, Papadopoulos n,
Charitidis Ca
An Experimental Investigation of Magnetorheological
(MR) Fluids under Quasi-Static Loadings
Mazlan SA, Ismail I, fathi MS, rambat S, Anis Sf
Fabrication and First Characterization of Ni2MnGa Glass-
coated Microwires
Varga r, ryba T, Saksl K, Zhukova V, Zhukov A
A Study of the Early Stage of Ni{100-x}Fe{x} Electrode-
posited Thin Films
Messaadi S, Daamouche M, Guittoum A, fenineche n,
Medouer H, Zidani I
Metrological Performances of Smart Structures based on
Bragg Srating Sensors
De Cais E, Borotto M, Belloli M, Bernasconi A, Manzoni S
Metrological Performances of Fiber Bragg Grating Sen-
sors and Comparison with Electrical Strain Gauges
Borotto M, De Cais E, Manzoni S, Belloli M, Bernasconi A
Possibilities for Thick, Simple-Structure Silicon X-Ray
Detectors Operated by Peltier Cooling
Matsuura H, Hullinger D, okada r, Kitanoya S, nishika-
wa S, Decker K
Materials-Miscellaneous
Effect of Sintering Temperature on Microstructure and
Electrical Properties of Nano Zinc Oxide Varistor
Mirzayi M, Hekmatshoar M, Azimi A
Electrical Permittivity of Polyvinylidene Fluoride Nano-
composites Filled with Organoclay and Graphite Nano-
platelets: Compared and Contrasted
Tjong S
Glutathione-assisted Synthesis of Hierarchical PbS via
Hydrothermal Degradation and its Application in the Pe-
sticidal Biosensing
Shen X, Li Z, Cui Y, Pang Y
Ferromagnetic Shape Memory Alloys Thin Films for
MEMS
Barandiarn MJ, Chernenko V, Gutirrez J, Aseguino-
laza I


dicembre 2011
ventinove
Lera deLLa
saNit diGitaLe
Un Modello Logico per misurare e
governare linnovazione
oscar Tamburis *
il panorama tecnologico allinterno del settore-
sanitario ha subto continui mutamenti a partire
dagli anni 70 del XX secolo, mutamenti che han-
no assunto un carattere frenetico gi nei primi
anni 80. diversi sono i fattori che hanno traina-
to questo percorso di cambiamento: in primis,
concordemente con la trasformazione del set-
tore pubblico, laccrescersi della pressione per
attuare una politica di abbattimento dei costi,
ma senza compromettere il livello qualitativo, la
velocit o lappropriatezza del servizio (smith,
1996). Medici e operatori del settore hanno
sempre riconosciuto linsita natura confittuale
dei quattro principali aspetti che compongono
il servizio sanitario: personalizzazione, qualit,
agilit o velocit, e costi.
in genere, solo uno di questi riesce ad essere
sviluppato appieno, a scapito degli altri. in ag-
giunta, c bisogno in ogni caso di un accorto
bilanciamento delle limitate risorse critiche, al
fne di assolvere un obiettivo qualunque di que-
sti. Lesperienza mutuata da altri settori indu-
striali (ad es.: elettronico ed automotive) ha di-
mostrato come unabile politica di gestione delle
innovazioni tecnologiche rendesse possibile il
raggiungimento di tutti e quattro gli obiettivi in
maniera concomitante (hayes e Pisano, 1996):
pertanto, la valutazione e ladozione di soluzio-
ni tecnologiche hanno acquisito nel tempo una
crescente importanza strategica nel rispondere
alle pressioni del settore pubblico. alla base di
questi due momenti importanti vi per un per-
corso articolato che, prima ancora di analizzare
la misura delleffcacia clinica teorica, delleff-
cacia clinica operativa, delleffcienza reale e
dellaccessibilit, guardi alle condizioni al con-
torno che ne consentono lo sviluppo. tra le pi
importanti:
La crescita di un network sanitario: loppor-
tunit di collegare in maniera fessibile Organiz-
zazioni sanitarie (Os) pubbliche e private sotto
diversi aspetti, al fne di generare una sinergia
tra competenze e strumenti a disposizione (in-
novazione tecnologica per linnovazione orga-
nizzativa);
Lo sviluppo della customer satisfaction: le tec-
nologie possono aiutare a trasformare beni in
servizi, nella logica di nuova sanit (Borgo-
novi, 2000) che tende ad una visione dinsieme
dellessere umano come parte di un ambiente
fsico e sociale;
Lattivazione, allinterno delle OS, di processi
di effcace pianifcazione strategica, che implichi
una domanda di strumenti capace di individuare
le scelte di sviluppo pi coerenti in accordo con
lambiente circostante (Chiesa, 1997) (innovazio-
ne organizzativa per linnovazione tecnologica).
quindi necessario comprendere se una deter-
minata tecnologia medica sia in grado o meno di
produrre un migliore stato di salute (effcacy); se
gli esiti delladozione siano misurabili attraver-
so una sola grandezza naturale, rendendo pi
semplice il confronto tra pi alternative (costef-
fcacy); con quale confdenza tali migliorie siano
conseguibili nella pratica quotidiana (effective-
ness); quale sia il costo per conseguire tali risul-
tati (cost-effectiveness); se coloro che ne neces-

IkAS|Lk| NLNI0 IL0N0L00| 00 IkAS|Lk| NLNI0 IL0N0L00| 00 IkAS|Lk| NLNI0 IL0N0L00| 00 IkAS|Lk| NLNI0 IL0N0L00| 00

riCerCa e iNNOvaZiONe
dicembre 2011
trenta
sitano possano di fatto accedervi (availability). La
sopravvivenza delle Os risulta pertanto inevita-
bilmente legata alla loro capacit di conoscere e
comprendere i propri punti di forza e di debolez-
za, nella certezza che il cambiamento richiesto
inevitabile, e richiede una nuova mentalit ed
un nuovo approccio strategico, organizzativo e
gestionale. difatti fuor di dubbio che latto me-
dico, da una prima accezione artigianale o al pi
meccanicistica, si sia lentamente trasformato in
un processo produttivo diagnosticoterapeu-
tico, acquisendo il carattere di variabile dipen-
dente da una funzione organizzazione, e tra gli
assi che ne defniscono il sistema di riferimento,
oltre al personale, ed agli spazi operativostrut-
turali, compare lelemento tecnologia.
Linnovazione tecnologica
Lintero fenomeno dellinnovazione tecnologica
nel settore sanitario, in italia come allestero, an-
che nelle Os pi reattive, appare estremamente
disomogeneo sia in relazione alle diverse aree
tematiche, sia allinterno di ognuna di esse.
allinterno di una singola struttura occorre uno
sviluppo coerente di tutte le componenti che
opportuno far interagire ed integrare tra loro.
Nello stesso tempo, tale sviluppo deve essere
strumentale alle strategie aziendali e collegato
alla revisione dei processi clinici ed organizza-
tivi.
Le diffcolt originano dal fatto che ognuna delle
funzionalit coinvolte in questo processo segue
un proprio percorso e si diffonde o meno nelle
singole aziende sanitarie con modalit e velocit
largamente indipendenti dalle altre funzionalit,
a seconda del contesto locale o regionale, fe-
nomeno che si riverbera anche su aspetti quali
gli usi secondari dei dati, per lelaborazione di
indicatori di governance, dal livello di distretto
fno ad una dimensione nazionale. Linevitabile
(per ora) conseguenza una propagazione non
equilibrata delle varie funzionalit in ambito so-
vralocale: ci che prioritario per unazienda
sanitaria non lo necessariamente anche per le
aziende vicine.
Negli ultimi anni si parlato molto di eHealth (in
riferimento alla possibilit di espandere le capa-
cit degli operatori sanitari attraverso limpiego
di soluzioni di iCt, cos da fornire informazioni
accurate e tempestive, oltre a sistemi esperti di
supporto). recentemente, accanto a questo sta
prendendo il sopravvento lidea di: Connecting
for health (england National service, 2005),
health Connect (australian department of he-
alth and ageing, 2008; Kaiser Permanente, 2008),
Connected health (OeCd, 2008), e tradotto in
italia con lespressione salute in rete, come
volano per unevoluzione economicamente so-
stenibile del settore salute centrata sulle priorit
dei piani sanitari. Non si tratta di un semplice
cambiamento di nome, quanto una naturale con-
seguenza del diffondersi di una nuova prospet-
tiva sul settore: laccento infatti non pi sulle
soluzioni tecnologiche, bens sulla salute e la
connessione tra i sistemi e le persone, per fare
sistema grazie ad una integrazione di tutte le
risorse informative, con il paziente al centro.
il Modello Litis
in italia, FedersanitaNCi (la Federazione delle
aziende sanitarie Locali ed Ospedaliere, e dei
Comuni) ha promosso uniniziativa di ricerca su
scala nazionale, che ha permesso di mettere a
punto un Modello Logico per la misura del livello
di innovazione nelle aziende sanitarie. Liniziativa
stata svolta in collaborazione con Forum P.a.,
attraverso il supporto metodologico del CNr, e
realizzata con lapporto del dipartimento per la
digitalizzazione della Pubblica amministrazione
e linnovazione tecnologica del Ministero per la
Pubblica amministrazione e linnovazione, oltre
che in collaborazione con le aziende sanitarie
stesse, attraverso il tavolo Permanente di La-
voro sulla sanit elettronica dei vertici apicali
delle asL/aO, realizzato e sostenuto da Feder-
sanitaNCi e Forum P.a. Lo scopo principale
del progetto Litis sui Livelli di innovazione tec-
nologica in sanit, che asseconda lespressione
secondo cui governare un fenomeno signifca
innanzitutto saperlo misurare, volto da un lato
a misurare il livello di attuazione delle dinamiche
di ehealth e di adozione delle soluzioni di iCt
allinterno delle Os in italia, coivolgendo tutte
le tipologie di attori ad esse afferenti (cittadini,
operatori sanitari, amministrazioni, ); dallal-
tro lato, ha lo scopo di indurre la defnizione di
strumenti decisionali adatti per una pi effcace
pianifcazione delle politiche di settore.
Litis affronta il fenomeno di realizzazione della
salute in rete da due diversi punti di vista
(Figura 1):
le funzioni F, ossia i servizi/informazioni fruibili
dalle diverse categorie di attori: cittadini, medici
e altro personale socio-sanitario, manager, per-
sonale amministrativo;
le componenti indirette C, che di per s non
forniscono servizi ai diversi attori, ma costitu-
iscono il prerequisito abilitante ed il supporto
per implementare le funzioni e per governare il
cambiamento.

dicembre 2011
trentUnO
Figura 1. L Albero LITIS
Le Funzioni F possono essere suddivise in tre
macro-aree, in base alle categorie di utenti cui
si rivolgono ed alle attivit da loro svolte:
F1 Funzioni per la partecipazione del cittadi-
no e laccesso ai servizi;
F2 Funzioni per la prevenzione, lassistenza
e le cure;
F3 Funzioni per la gestione ed il governo
della sanit.
a sua volta, la macroarea F2 pu essere sud-
divisa in tre settori:
F2a Funzioni rivolte al singolo professioni-
sta sanitario
F2b Funzioni operative (prescrizioni, referti,
certifcati)
F2c Funzioni rivolte alla collaborazione
clinica tra professionisti (incluso il fascicolo
sanitario)
Le componenti indirette di supporto C indivi-
duano infne anchesse 3 macroaree:
C1 Componenti infrastrutturali tecnologiche
C2 Componenti infrastrutturali applicative
C3 Componenti strutturali ed organizzative
sulla governance della salute in rete
Le componenti C1 e C2 costituiscono i pre-
requisiti abilitanti, indispensabili per la rea-
lizzazione della maggior parte delle funzioni.
Lultima macroarea C3 riguarda invece la
predisposizione dellazienda sanitaria ad una
governance effcace del fenomeno stesso
della salute in rete.
Lelaborazione del Modello si costruisce su
una solida base sperimentale. Un apposi-
to questionario stato distribuito a tutte le
aziende sanitarie locali ed ospedaliere italiane
(circa 230) ed al 31/06/2010 sono rientrati un
totale di 147 questionari, di cui 64 di aziende
sanitarie Locali e 83 di aziende Ospedaliere,
irCCs, e Policlinici Universitari; questi costi-
tuiscono pertanto un campione che va ben
oltre la met delle aziende presenti in italia,
dotato quindi di una ragionevole signifcativi-
t.
Lorganizzazione e lelaborazione dei dati
elementari ha permesso di realizzare una
tassonomia multilivello attraverso un approc-
cio di tipo incrementale ed adattativo. il primo
livello composto da una serie iniziale di 145
micro-indicatori (145 per le componenti Fun-
zionali, e 20 per le componenti indirette). i 145
micro-indicatori funzionali sono stati quindi
aggregati su livelli successivi, in accordo
a diverse tipologie di criteri, per soddisfare
specifci obiettivi, cos da ottenere 36 topics,
corrispondenti a 12 macro-settori, che rappre-
sentano le statistiche fondamentali su tutte le
funzionalit della salute in rete. tutti gli indici
sono normalizzati tra 0 e 100 punti (tabella 1).
al livello pi elevato, dalla media degli indici
delle tre macroaree funzionali di servizio agli
utenti F1, F2, F3 (e quindi con lesclusione del-
le componenti indirette C) stato ricavato un
indice Composto del Livello di innovazione
(iCLi) (Figura 2).
dicembre 2011
trentadue
Macro-area di riferimento Settore
f 1 Semplicazioni pratiche
amministrative e prenotazioni
F 1 Informazione sui servizi e sulla
salute, per il cittadino
f 1 Supporto al cittadino
del processo di assistenza
F 2a Informazioni e conoscenze
al professionista
F 2b Dematerializzazione di prescrizioni,
certifcati, referti
f 2a Supporto al singolo
professionista sanitario
F 2b Predisposizione per la
dematerializzazione
f 2c Diffusione delluso di fSE
F 3 amministrazione e controllo
TaBELLa 1. I 12 settorI funzIonalI e le corrIspondentI macroaree
F 3 approvvigionamenti e logistica
(magazzini)
f 2c Prerequisiti per fSE
(infrastruttutre e accordi)
f 2c Suporto alla collaborazione
nei processi di assistenza
dicembre 2011
trentatre
Per ogni micro-indicatore, almeno una del-
le aziende coinvolte ha raggiunto il pun-
teggio massimo; ciononostante, nessuna
di esse ha dichiarato di avere sviluppa-
to tutte le funzioni. Il punteggio massimo
registrato per lindice ICLI di 41,5/100.
Solo nove Aziende (corrispondenti al 6,1%
del campione) hanno infne totalizzato un
punteggio che supera i 30/100.
Il Mosaico LITIS
Quale risultato della modalit di rappresen-
tazione dei dati raccolti, in Figura 4 viene
mostrata una panoramica dei livelli di inno-
vazione tecnologica nelle Aziende Sanita-
rie italiane, classifcati attraverso i 12 settori
funzionali sopra introdotti. Il range tra 0 e 100
stato diviso in cinque intervalli (o classi di
innovazione), ciascuno dei quali associato
ad un colore (in ordine ascendente: nero,
rosso, giallo, verde, celeste). Leffetto che
se ne ricava quello di un vivido Mosaico,
in cui le righe corrispondendono ai suddetti
12 settori, mentre le colonne rappresenta-
no le 147 aziende coinvolte nelliniziativa
LITIS, organizzate da sinistra a destra per
valori dicrescenti dellindice ICLI.
145 Micro-indicatori
36 Topics
12 Settori
3 Indici di macro-area (F1, F2, F3)
1 Indice composto del livello
dInnovazione (ICLI)
figura 2. La tassonomia degli indicatori funzionali del Modello LITIS
F1
Information about healthcare services, for
the citizen
F1
Administrative streamlining and booking
procedures
F1
Support to the citizen for assistance
processes
F2a
Information and knowledge for the
professionals
F2a Support to each healthcare professional
F2b
Dematerialization of prescriptions, medical
reports, certificates
F2b Dematerialization prearrangement
F2c
Support to cooperation in assistance
processes
F2c Diffusion of EHR systems
F2c
EHR prerequisites (infrastructures and
settlements)
F3 Administration/Finance & Control
F3 Supplying and Logistics (Warehouses)
figura 3. IlMosaicoLITIS, nella versione con i 12 settori (vedi testo)
dicembre 2011
trentaquattro
Come gi espresso in precedenza, allinter-
no di ogni settore compaiono clusters celesti
e verdi (alti punteggi degli indicatori) anche
per le aziende meno informatizzate: tale
apparente anomalia pu essere interpreta-
ta evidenziando come interessi specifci e
knowhow siano sostanzialmente diffusi in
tutto il paese, sebbene in maniera disorga-
nizzata lungo tutte le classi e per quasi ogni
tipologia di funzionalit. analogamente,
clusters neri e rossi compaiono anche nelle
colonne relative alle aziende pi evolute:
ci indica come anche per esse rimangano
individuati sostanziali margini di migliora-
mento. In generale, il Mosaico anche nel-
le sue rappresentazioni pi dettagliate con
36 righe/topics, o con tutti i microindicatori
si dimostrato un mezzo molto effcace
per rendere manifesta la mancanza di una
visione comune e di una condivisione delle
conoscenze nel settore sanitario italiano:
questa sua peculiarit consente una lettura
che, dal pi generale scenario su scala na-
zionale, si presta ad approfondimenti mirati
su scala locale. Infatti, il Mosaico pu esse-
re letto ed interpretato da due prospettive
complementari, una pi focalizzata sulle
singole macroaree, laltra sulle caratteri-
stiche delle Aziende Sanitarie allinterno di
ciascuna delle classi di innovazione indivi-
duate.
Analizzando le righe si verifca che:
La macroarea F1 (servizi diretti ai citta-
dini) evidenzia un generale mediocre livello
di diffusione tecnologica e dellinnovazione
(confermato dalla forte presenza di clusters
rossi o neri, cos come una certa quantit di
clusters verdi e celesti); alcuni topics (es.:
i servizi di telemedicina che coinvolgono
direttamente il paziente) non sono ancora
adeguatamente sviluppati, e non rappre-
sentano ancora una pratica (sistemica)
diffusa per la cura domiciliare dei pazienti.
un lento fenomeno di adozione si registra
anche per quanto concerne laccesso ad
informazioni utili da parte dei cittadini, in
special modo attraverso i portali internet
delle ASL/Ao, cos che un gran numero di
servizi appaiono solo come potenzialmente
disponibili;
Nella macroarea F2 (servizi diretti ai
professionisti) compare un basso livello di
adozione per un vasto range di servizi con-
nessi allaccesso alle conoscenze cliniche.
In aggiunta, la mancanza di connessioni tra
gli operatori sanitari (soprattutto in merito
alla condivisione dei dati clinici) ostacola la
defnizione di dinamiche di cooperazione
che sono alla base dei piani di gestione in-
tegrata delle patologie. Emerge infne al
di l di casi isolati la quasi totale mancan-
za di soluzioni di fascicolo Sanitario Elet-
tronico capaci di integrare record clinici da
diverse fonti in un unico strumento di ana-
lisi e consultazione accessibile via web, al
fne di condividere i dati clinici dei cittadini,
dal singolo episodio di cura, allintera dura-
ta dellesistenza;
un positivo sviluppo si registra invece nel-
la macroarea F3 (servizi per managers ed
amministratori, compresi logistica e conta-
bilit), dove lo sforzo compiuto dai decision
makers verso ladozione di tecnologie inno-
vative appare chiaro, confermando la loro
acquisita consapevolezza sullutilit di im-
plementare valide soluzioni di ICT.
Considerando invece le colonne contigue di
aziende appartenenti alla medesima classi
di innovazione, si verifca che:
La Classe 1 (allestrema destra del Mo-
saico) comprende le aziende in cui le tec-
nologie ICT sono utilizzate in modo molto
limitato, con decisioni isolate, senza una
strategia predefnita, e che dunque hanno
bisogno di individuare le soluzioni informa-
tiche gi ampiamente collaudate, per poter
approntare un piano graduale di sviluppo.
Questo adeguamento richiede anche la
predisposizione di alcune infrastrutture,
come ad esempio la rete intranet e la posta
elettronica interna.
dicembre 2011
TRENTACNQUE
La Classe 2 comprende le aziende in cui
le tecnologie ICT sono gi utilizzate per co-
prire alcuni dei bisogni principali inerenti la
gestione amministrativa e sanitaria. Esse
comunque necessitano del supporto degli
organi centrali e delle regioni per uscire
dallisolamento e giungere ad una visione
comune sullo sviluppo delle funzionalit
principali.
La Classe 3 comprende le aziende in
cui le tecnologie ICT non sono impiegate
soltanto per la gestione amministrativa,
ma anche in relazione ad aspetti clinici ed
organizzativi, con un parziale livello di in-
tegrazione tra sottosistemi informativi ete-
rogenei. Ci dovrebbe renderle in grado di
attivare o consolidare alcuni servizi clinici
signifcativi (gestione integrata, reti di pato-
logia, telemedicina) che comportino anche
importanti cambiamenti organizzativi.
La Classe 4 comprende le aziende in cui
le soluzioni ICT sono usate nellambito
del ripensamento alcuni processi sanitari
e di modelli organizzativi innovativi. Esse
presentano funzionalit analoghe a quelle
della classe precedente, ma presentano
un punteggio pi elevato grazie alla mag-
giore quantit di servizi offerti.
La Classe 5 comprende le aziende in cui
le soluzioni ICT che affrontano con una vi-
sione dinsieme la maggior parte delle aree
di utilizzo, anche se permangono alcune
lacune signifcative. Al momento questa
classe identifcata per il valore elevato
del punteggio complessivo, non per la pre-
senza di particolari funzioni. Valgono dun-
que per essa le considerazioni descritte
per la classe precedente.
La mappatura dellintero spettro delle di-
namiche di adozione di soluzioni ICT nelle
Aziende Sanitarie italiane, condotta attra-
verso liniziativa LITIS, volta a misurare
lintero set di funzionalit legate ai princi-
pali obiettivi delle politiche di eHealth, tra
cui: predisposizione dei fattori abilitanti, svi-
luppo delleffcienza dei processi di suppor-
to; gestione dei processi di cura; supporto
ai sistemi di governance del settore. LITIS
pertanto non tanto orientata a riconscere
buone pratiche applicate a specifche attivi-
t, quanto piuttosto a garantire uno sviluppo
uniforme e collaborativo per lintero settore:
in altre parole, il suo scopo di individuare
cosa manca, cos da assicurare che tutte
le aziende meno reattive raggiungano al-
meno il livello minimo di innovazione e
rendere di conseguenza le aziende pi pro-
attive capaci di perseguire un miglioramen-
to equilibrato di tutte le funzionalit eHealth
gi presenti al loro interno.
La sanit elettronica riguarda un insieme
vasto ed eterogeneo di funzionalit, rag-
gruppate nel Modello in 145 argomenti, pi
20 argomenti sulle componenti indirette e
infrastrutturali. avere a disposizione un in-
sieme di indicatori strutturati, utilizzati da
tutte le aziende sanitarie, potr risultare uti-
le al momento di predisporre i piani di azio-
ne dettagliati per mettere in atto le infra-
strutture regionali e locali sulle funzioni di
e-government ed attivare progressivamen-
te i servizi su larga scala. In ogni azienda
sanitaria sar possibile confrontare la pro-
pria posizione rispetto al panorama nazio-
nale, descrivere i piani e misurare i propri
progressi. Ci signifcher rendere eviden-
za dei passi in avanti compiuti in ordine ad
un miglioramento della qualit funzionale
dei processi di cambiamento (come), ne-
cessaria premessa allinnovazione ottenibi-
le attraverso la qualit tecnica del risultato
(che cosa).
Conclusioni
In base al Modello Logico predisposto ed
allanalisi dei dati ricevuti, stato possibi-
le delineare alcuni punti fermi e formulare
precise considerazioni. Il risultato mostra-
to dalla rilevazione effettuata una mappa
estremamente articolata rispetto alle fun-
dicembre 2011
trentasei
zionalit gi attivate, con grosse carenze in
alcuni settori anche per le aziende pi dina-
miche. Nello stesso tempo i dati analizzati
confermano che, considerando le singole
funzionalit, la maggior parte di esse sta-
ta gi sviluppata almeno in unazienda, ma
spesso senza una pianifcazione esplicita
o una visione condivisa sulle priorit. Nes-
suna azienda risulta inoltre completamente
sviluppata (il massimo punteggio oggi rag-
giunto infatti intorno alla met delle poten-
zialit teoriche). Il know-how quindi esiste
(con esperienze allo stato iniziale o com-
pletamente implementate), ma disperso
sui singoli argomenti, e distribuito su molte
aziende; sembra piuttosto che manchi una
consapevolezza sui criteri di armonizzazio-
ne, sulla priorit e sulla complementariet
tra gli argomenti. In altre parole, i dati rac-
colti sembrano indicare che nel complesso
levoluzione spontanea del fenomeno di in-
novazione allinterno delle singole aziende
sanitarie sia decisamente pi veloce del
percorso di indirizzo e di armonizzazione
previsto dallo stato e dalle regioni: nel me-
dio e lungo periodo ci comporta il rischio
di una frammentazione ancora maggiore.
Inoltre nota la diffusa carenza di persona-
le addetto alla gestione dellinformazione e
della comunicazione, sia dal punto di vista
tecnologico, che dal punto di vista metodo-
logico. Non sono disponibili riferimenti spe-
cifci sui profli professionali nel settore, n
linee guida sulla composizione ottimale dei
servizi aziendali per linnovazione. Non si
sviluppato un consenso sui percorsi forma-
tivi necessari per le diverse fgure profes-
sionali, n il coinvolgimento dellaccademia
per mettere in atto gli interventi formativi
necessari. a valle dellanalisi esposta risul-
ta chiaro che il ruolo delle tecnologie risulta
in ultima istanza quello di fornire un appor-
to consistente per misurare e governare gli
elementi chiave del contesto che appaiano
rilevanti nel processo di innovazione (attra-
verso un percorso continuo di confronto e
modifca), allo scopo di minimizzare linsor-
gere di elementi di confitto tra parti dello
stesso sistema. Per poter capire quali tipi
di soluzioni tecnologiche sono necessarie,
occorre quindi avere sempre chiari quali
possano essere gli obiettivi strategici e le
loro dirette conseguenze. In questo sen-
so, riprendendo le parole di Di Bernardo e
Rullani (1990), secondo cui La tecnologia
[dellinformazione] dunque, in un senso
molto pregnante, anche una tecnologia che
produce organizzazione, si desume che la
progettazione dellorganizzazione a seguito
dellinput (impulso) tecnologico, pu e deve
diventare essa stessa sinonimo di media-
zione, generando processi di fruizione dei
servizi fessibili, rendendo disponibili le in-
formazioni e favorendone la condivisione
tra i diversi attori, contribuendo a facilitare
e/o vincolare (a seconda delle strutture so-
ciali su cui queste si vanno ad innestare),
ma in ogni caso a modifcare, i citati proces-
si di sense making, di decision making
e di knowing (Martinez, 2004). Cionono-
stante, esperienze come quella dellinizia-
tiva LITIS sottolineano come ancora oggi
sussista una limitata capacit di prevedere
le dinamiche di comportamento che condu-
cono un individuo a prendere una specifca
decisione come la scelta di accettare (ed
utilizzare) una data tecnologia, specialmen-
te per quanto riguarda gli operatori sanitari:
condurre un percorso di analisi e verifca
delle modalit di interrelazione tra i proces-
si di generazione, implementazione e dif-
fusione di idee innovative, allinterno di un
contesto ricettivo caratterizzato da confni
alquanto sfumati, non fornisce in defnitiva
informazioni suffcienti che siano di effettivo
aiuto per creare (o indurre) largo consen-
so nei confronti di qualsivoglia tipologia di
innovazione (Venkatesh, 2000). Attenendo-
ci allora alla moderna interpretazione che
vede il settore sanitario come un sistema
per sua natura complesso ed adattativo,
oggetto nel tempo di un percorso di evo-
dicembre 2011
trentasette
luzione da uno stato di complessit caotica ad
uno di complessit organizzata, non si pu che
convenire sul fatto che lunico modo di preve-
dere come esso si comporter in futuro in tutti
BIBlIografIa
australian Department of Health and ageing (2008): http://www.health.gov.au/internet/main/pu-
blishing.nsf/Content/EHeath+Healthconnect .
Borgonovi E. (2000), Principi e sistemi aziendali per le amministrazioni pubbliche, EGEa, Milano.
Chiesa V. (1997), Strategia e Tecnologia, Scuola AiIG, 5a Edizione, Bressanone (Italia), Settem-
bre. Concepts and Strategic Issues, Wiley Publishers.
Choi T.Y., Dooley K.J., and rungtusanatham M. (2001), Supply networks and complex
adaptive systems: control versus emergence, Journal of operations Management, 19: 351-366.
Di Bernardo B., Rullani E. (1990), Il management e le macchine, Il Mulino, Bologna.
Hayes R., Pisano G. (1996), Manufacturing strategy: at the intersection of two paradigm shifts,
Production and operations Management, 5, 1: 25-41.
Kaiser Permanente HealthConnect. (2008): http://xnet.kp.org/newscenter/aboutkp/healthcon-
nect/index.html .
Martinez M. (2004), organizzazione, informazioni e tecnologie, Il Mulino, Bologna.
national Health Service of England (2005): http://www.connectingforhealth.nhs.uk/about .
oECD Directorate for Employment, Labour And Social Affairs Health Committee Health
ICT (2008). Indicators for international comparisons of health ICT adoption and use. DELSA/
HEa(2008)15, oECD, Paris.
romano G., Tardivo S., e Pascu D. (2009), Complessit dei percorsi tra ospedale e territorio,
in Montagna M.T., DAlessandro D. e Del Vecchio r., Proceedings of the 1st GISIo national
Congress (Gruppo Italiano Studio Igiene ospedaliera), Vol.1, 195-205.
Smith L. (1996), Preparing for Healthcare in the next century, Health Management Technology,
17, 10: 15-18.
Venkatesh V. (2000), Determinants of Perceived Ease of Use: Integrating Control, Intrinsic Mo-
tivation, and Emotion into the Technology Acceptance Model, Information Systems research,
11, 3: 342365.
i suoi aspetti ivi compreso quello tecnologi-
co di aspettare, letteralmente, che il futuro
abbia luogo (Choi et al., 2001; Romano et al.,
2009).
* Istituto di Tecnologie Biomediche
Consiglio Nazionale delle Ricerche
(ITB CNR)
oscar.tamburis@unina.it
dicembre 2011
trentotto
dicembre 2011
La Borsa per la Ricerca si trasforma:
da evento annuale a iniziativa permanente UNa NUOva
aGOr Per iL tt
dal 18 al 20 maggIo Bologna ha ospItato
Il forum 2011 della Borsa della rIcerca,
InIzIatIva promossa da emBlema e fondazIone
cruI: 150 gruppI dI rIcercatorI dI 30 unIver-
sIt e 70 Imprese a confronto con oltre 700
appuntamentI.
puBBlIchIamo uno stralcIo del dIscorso
Inaugurale dI tommaso aIello, Ideatore e
coordInatore del progetto desmo (che In
greco sIgnIfIca nodI relazIonI: In pratIca,
con un termIne Inglese, nerworK).
nellamBIto dI desmo che vengono realIz-
zate la Borsa della rIcerca e quella del
placement.
L
a Borsa della Ricerca ha appena un anno
di vita, eppure il Forum 2011 ospita oltre
300 delegati provenienti da 30 universit,
70 aziende e numerose istituzioni. Ricercatori,
manager ed autorit che si sono gi conosciuti
on line, grazie alla fera realizzata su internet in
preparazione dellevento, e che, dopo aver visi-
tato gli stand virtuali alla ricerca di idee o proget-
ti di loro interesse, in queste giornate bolognesi
daranno vita a pi di 700 appuntamenti.
La Borsa si proposta sin dallinizio come unini-
ziativa dal taglio estremamente concreto: elimi-
nare qualsiasi intermediazione tra i ricercatori
e chi nelle aziende si occupa di sviluppo, cer-
cando, al tempo stesso, di trovare un linguaggio
condiviso. un format semplice e pratico, la cui
bont testimoniata dalle oltre 100 collaborazio-
ni nate dopo la scorsa edizione, dalle riconferme
tra i partecipanti, superiori all80%, e dalla cre-
scita del 30% degli enti coinvolti.
Ma la novit pi signifcativa la trasformazione
della Borsa da evento annuale a iniziativa per-
manente, attraverso un portale con moduli che
favoriscono linterazione tra i delegati, nonch
un contatto diretto tra dottori di ricerca e respon-
sabili delle risorse umane.
per questo che il Forum 2011 vuole essere per
noi organizzatori non il momento in cui presenta-
re nuove iniziative, ma loccasione per approfon-
dire con tutti i soggetti presenti le ragioni che ci
hanno spinto a realizzare questa iniziativa.
La Borsa della Ricerca, e quella del Placement,
non hanno, infatti, alla base un business plan,
bens un progetto culturale a cui abbiamo dato
il nome di Desmo. Laddove per molti linglese
lunico modo per farsi capire, ancora una volta,
come con Emblema, noi abbiamo fatto ricorere
Redazione

IkAS|Lk| NLNI0 IL0N0L00| 00 IkAS|Lk| NLNI0 IL0N0L00| 00 IkAS|Lk| NLNI0 IL0N0L00| 00 IkAS|Lk| NLNI0 IL0N0L00| 00

trentanove
Tommaso aiello, coordiantore della Borsa della
Ricerca
dicembre 2011
quaranta
La sessione plenaria del Forum 2011
al greco. Desmo, nodi, relazioni, oggi lo si po-
trebbe tradurre con network: ed proprio que-
sta lidea che anima il nostro progetto, lobiettivo
di costruire un nuovo sistema relazionale tra lal-
ta formazione e le imprese, in un contesto dove,
troppo spesso, un brevetto o un piano fnanzia-
rio vengono scambiati come il fne del proprio
lavoro.
Eppure, per gli addetti ai lavori, sembra un dato
acquisito che il fne ultimo del trasferimento tec-
nologico deve essere il miglioramento della qua-
lit della vita e, pi in generale, il miglioramento
della societ stessa. Ma, allora, lunico modo di
avere un ruolo in questo processo, lunico modo
in cui si pu realizzare un trasferimento effcace
di tecnologia e conoscenza avere unidea di
cittadinanza e del contributo che, come cittadini,
si pu dare alla polis, una polis che va vissuta,
innanzitutto investendo nelle relazioni.
Se si vede il trasferimento tecnologico con que-
sta prospettiva, appare risibile qualsiasi ragiona-
mento in cui sembra che il successo del raccor-
do tra ricercatori ed aziende dipende sempre dai
demeriti di qualcun altro, dal mondo universitario
troppo focalizzato sulla ricerca fne a se stessa,
dalle imprese che pensano solo al proftto, dal-
lo Stato che non eroga abbastanza fondi: se si
cittadini, la polis va costruita con lapporto di
tutti, altrimenti ciascuno rimarr barricato nella
propria chiesa, qualunque essa sia.
Il Progetto Desmo nato proprio per provare a
superare questi clericalismi, creando e propo-
nendo una nuova idea di cittadinanza, costruen-
do una nuova agor in cui lalta formazione e le
aziende possono incontrarsi e confrontarsi sui
temi del placement e della ricerca, dando cia-
scuno un contributo originale al miglioramento
della polis. una piazza molto particolare, virtua-
le, perch consente un raccordo permanente tra
persone che vivono in tanti posti diversi, ma an-
che fsica, grazie ai forum di Venezia e Bologna
che annualmente riuniscono i rappresentanti
degli enti coinvolti.
al tempo stesso, Desmo un progetto che na-
sce dalla societ civile, nella convinzione che il
cuore pulsante di questa agor debba essere
rappresentato dai cittadini e non dallo Stato. Per
questo, molte delle iniziative che abbiamo svi-
luppato negli ultimi mesi, altro non sono che la
sintesi degli spunti, delle istanze, delle critiche e
dei suggerimenti che da pi parte ci sono arriva-
ti; una sintesi che riteniamo possa essere effca
dicembre 2011
quarantuno
I box per i meeting one-to-one tra ricercatori ed imprese
ce grazie allintervento del mondo della ricerca
universitaria e non , con la CRuI e lENEa, delle
associazioni di categoria, prima tra tutte la CNa,
ed al sostegno attivo di un partner bancario
come il Gruppo Intesa San Paolo. Eppure, que-
sta sintesi a nulla servirebbe senza un confronto
con la societ politica che, per la societ civile,
deve essere un interlocutore tanto importante
quanto distinto: da qui il ruolo fondamentale che
possono avere in Desmo istituzioni come il Mini-
stero dello Sviluppo Economico, Italia Lavoro e
la Regione Emilia Romagna.
ovviamente, non c nessuna pretesa che De-
smo e le sue Borse siano la soluzione migliore
per creare un raccordo effcace tra universit ed
imprese, n che possa essere la risposta a tut-
ti i problemi di comunicazione che esistono tra
questi due mondi. Ma forte in noi promotori la
convinzione che quello che stiamo disegnando
con Desmo sia un percorso possibile, forse pro-
prio perch fondato su quella dimensione ide-
ale di cittadinanza, senza la quale, parafrasando
Giovenale, potr anche succedere che si salvi
la vita, ma si perderanno sicuramente le ragioni
del vivere.
La borsa deL Lavoro
il portale della Borsa della ricerca attivo tutto
lanno con informazioni, servizi ed eventi: uno
strumento modulare in continua evoluzione
che accoglie le diverse sollecitazioni degli
interlocutori coinvolti.
WaLL365
La bacheca virtuale per gestire con continuit
le relazioni tra ricercatori ed imprese, proprio
come in un social network.
doc
La piattaforma di ricerca e selezione dedicata
a dottori e dottorandi. Come trovare lavoro
partendo dal proprio know-how.
coaching
eventi on-line sulle tematiche della ricerca
e dellorientamento al lavoro, consulenza e
servizi personalizzati.
dicembre 2011
quarantadue
aN eXtra eYe ON
the rOad
UN OCChiO iN Pi
iN MaCChiNa
O
ne of the hottest among the hot to-
pics at Iaa 2011 - Internationale au-
tomobil-Ausstellung - in frankfurt is
safety. Safety for driver and passengers but
also for pedestrians and all the other traffc
on the road.
ADAS is short for Advanced Driver Assistan-
ce System - a generic term for technologies
that actively support the driver at avoiding
accidents. A special kind of ADAS technolo-
gy has been introduced at Iaa by Mobileye.
In the focus of the companys presentation
stood the Intelligent High-Beam Control
(IHC), which automatically turns the high
beam on and off. IHC adjusts the high beam
in a timely manner, so that oncoming or pre-
ceding vehicles are not inconvenienced.
Another interesting technique is the Speed
Limit Indication (SLI). Based on a proprietary
artifcial vision system, Mobileyes SLI reco-
gnizes speed limit and supplementary signs,
U
no degli argomenti pi scottanti trat-
tati in occasione dell Iaa 2011 - In-
ternationale automobil-ausstellung
- a Francoforte stata la sicurezza del gui-
datore, dei passeggeri, dei pedoni e di tutti
gli utenti della strada in genere. ADAS l
acronimo che sta per advanced Driver as-
sistance System - ( sistema avanzato di as-
sistenza al guidatore ) ch il termine gene-
rico con il quale si designano le tecnologie
che forniscono al guidatore supporti concreti
per evitare gli incidenti. un particolare tipo di
tecnologia ADAS stata presentata al sa-
lone Iaa 2011 dalla Mobileye. La presen-
tazione ha riguardato principalmente quello
che viene defnito Intelligent High-Beam
Control (IHC), ovvero controllo intelligente
mediante raggio, che automaticamente ac-
cende e spegne un raggio di controllo che
verifca le situazioni dei veicoli che precedo-
no e che seguono, in modo che non si creino

IkAS|Lk| NLNI0 IL0N0L00| 00 IkAS|Lk| NLNI0 IL0N0L00| 00 IkAS|Lk| NLNI0 IL0N0L00| 00 IkAS|Lk| NLNI0 IL0N0L00| 00

Testo in Italiano Testo in Inglese


dicembre 2011
quARARAntAtRe
reads the speed limit and communicates
it via a special CaN channel for Telematics
and third-party integrators. The system C2-
270 includes a camera located on the front
windshield inside the vehicle. It utilizes Mo-
bileyes vehicle, lane and pedestrian detec-
tion technologies to measure the distance
to vehicles, lane markings and pedestrians,
alerting the driver. A display (EyeWatch) al-
lows for vehicle detection indication, gauge
for headway monitoring and color coded
alerts for all warnings.
These new features, together with the com-
panys forward Collision Warning, Lane De-
parture Warning, Headway Monitoring and
Warning and Pedestrian Collision form a set
of safety applications for aftermarket, inte-
grated in the C2-Series. Isaac Litman, CEo
at Mobileye Products, promises: our road-
map includes additional innovative technolo-
gies that are about to revolutionize the ADAS
industry in the beginning of 2012.
situazioni pericolose. un altra caratteristica
interessante la possibilit di avere l indi-
cazione della velocit limite, attraverso un
sistema brevettato di visione che riconosce i
segnali che riportano i limiti di velocit lungo
il percorso e tutti i segnali ausiliari, e pu in-
terloquire attraverso un canale speciale per
le telecomunicazioni, con organismi esterni
di supporto o controllo. Il sistema C2-270
include una telecamera disposta sul para-
brezza anteriore, all interno della vettura
che in grado di riconoscere i veicoli, i pe-
doni, nonch la segnaletica orizzontale e
verticale per misurare le distanze da veicoli
e pedoni, tenendo conto delle condizioni lo-
cali, per allertare il guidatore mediante un di-
splay denominato EyeWatch al verifcarsi di
situazioni pericolose lungo il percorso. Que-
ste particolari caratteristiche prestazionali,
sono ottenute dalla raccolta di dati su varie
tipologie di incidenti quali: gli scontri fronta-
li, quelli dovuti ad invasioni di corsia, quelli
registrati nel monitoraggio autostradale, gli
investimenti di pedoni, ciclisti e motociclisti
che vengono utilizzate per determinare in
anticipo le situazioni pericolose e permette-
ranno, in un prossimo futuro di rivoluzionare
l operativit delle aziende che si dedicano
allo sviluppo dei sistemi avanzati di assi-
stenza ai guidatori (ADAS).
Intelligent High-Beam Control (IHC)
Mobileye C2-270
dicembre 2011
quarantaquattro

Segue da Editoriale pag. 4
Qui comincia lavventura e la sventura
La prima banca in senso moderno nacque
nel 1406 a Genova. La novit era che il
Banco di San Giorgio, questo il suo nome,
fu il primo ad occuparsi di gestione del debito
pubblico e venne defnito dal Machiavelli uno
Stato nello Stato, ossia una vera e propria
istituzione pubblica nella quale i genovesi si
riconoscevano molto pi che nel governo,
spesso ottenebrato dal controllo di altri stati,
quali il Ducato di Milano od il Regno di Fran-
cia (cito da wiki).
a questo punto ci pare che il discorso di
Machiavelli combaci con quello di Sir Josiah
Stamp il quale asseriva che le banche sono
creature del demonio:
Le banche sono state concepite nellingiusti-
zia e sono nate dal peccato. I banchieri sono
i padroni della Terra. Se gliela portate via, ma
lasciate loro il potere di creare denaro, con
un tratto di penna avranno tutto il denaro per
ricomprarsela. Se invece gli strapperete que-
sto potere, tutti i patrimoni smisurati come il
mio svaniranno, come giusto che sia. al-
lora questo sar un mondo migliore, dove
sar pi bello vivere. Ma se volete rimanere
schiavi dei banchieri e pagare il costo della
vostra schiavit, continuate a permettergli di
creare denaro.
Basti questo per capire il valore devastante
del potere bancario. Tuttavia, una volta en-
trata in funzione la moneta aurea e dargento
fu giocoforza che le banche che ne posse-
devano di pi fossero quelle che potevano
aiutare gli Stati in diffcolt. Infatti, per cre-
scenti diffcolt economiche dovute a indebi-
tamento dello Stato per le guerre in corso la
Banca dInghilterra acquist, sotto Guglielmo
III dorange, la prerogativa di Banche Cen-
trale come fu poi per tutte le grandi banche
degli altri Stati. In contemporanea nacque
un sostituto della moneta di oro o dargento.
Nacquero le Banche Centrali che, come si
vede, ebbero una ragion dessere.
E la svolsero fnch la loro funzione non ebbe
pi ragion dessere. Ci avvenne nel 1971
a seguito delle enormi spese belliche per la
guerra del Vietnam e del conseguente ampio
defcit della bilancia dei pagamenti con leste-
ro con una massa di dollari circolanti otto vol-
te di pi rispetto alle riserve auree nazionali
degli USA (Euroschiavi di Marco Della Luna
e antonio Miclavez, arianna Editrice 2005,
pag.29) sotto il governo di Nixon che prese la
decisione di abbandonare il cambio del dol-
laro in oro. In questo modo il dollaro diven-
tava un semplice pezzo di carta stampata.
finita la convertibilit in oro fniva anche la
funzione delle banche centrali. Non a caso
a dirlo nel suo testo f. A. von Hayek sulla
Scuola Austriaca di Economia fu proprio
lautore, uno dei padri della Scuola austriaca
di economia, che nel 1974 stato insignito,
insieme a Gunnar Myrdal, del Premio Nobel
per leconomia. Hayeek fu uno che giunse
a mettere in questione la nozione stessa di
Banca Centrale ancor prima dellabolizione
di Nixon. a parte tutte le altre discutibili te-
orie economiche di Hayek, non si pu non
riconoscere, continuando col sistema delle
banche centrali, che col tempo questo siste-
ma sarebbe divenuto non solo oneroso, ma
fraudolento, com il caso della BCE (Banca
Centrale Europea).
Che funzione svolge questa banca? Nes-
suna. Detta legge sul comportamento eco-
nomico degli altri Stati, ma non garante di
niente. Stampa o fa stampare - a volte - di-
rettamente gli euro alle banche che ne fanno
richiesta. Cos la BCE risparmia anche il co-
sto della stampa e della nuda carta che deve
essere, una volta stampata, inviata alla sua
sede per registrarne il quantitativo: solo carta
dicembre 2011
QUARANTACNQUE
straccia che si chiama euro. La stessa cosa
del dollaro che ormai solo carta stampata,
ma con la differenza che alloccorrenza gli
USA possono sempre stamparne per porre
rimedio immediato alla loro disastrosa fnan-
za, mentre i tanti Stati (mi pare siano 27) del-
la pseudounione europea non possono farlo
autonomamente, e senza rendiconto, perch
devono avere dalla BCE il permesso di usare
questa carta straccia e pagarci gli interessi in
buoni del tesoro, titoli di stato, ecc.
E assurda questa situazione, abnorme. Io
Stato ricevo carta straccia e devo pagarne
gli interessi - perch nel bilancio della BCE
questo viene inscritto come prestito in passi-
vo - cio in credito. Ma come possibile che
pezzi di carta dal costo netto di 20 centesimi
siano prestati allo Stato come vera moneta
corrispondente al valore apposto in fase di
stampa (50, 100, 500 euro)?
Inoltre, questo prestito truffaldino compor-
ta anche dei dictat da parte di questa falsa
unione detta europea..
Bisogna a questo punto fare un passo indie-
tro: recedere dal Trattato di Mastricht (il Trat-
tato lo consente) e ritornare alla lira. Ma la
lira non dovr essere pi una banca a stam-
parla, bens un rinnovato Istituto Poligrafco e
Zecca dello Stato (IPZS) sotto legida del Mi-
nistero del Tesoro e sotto il controllo di eco-
nomisti di riconosciuto livello professionale e
di onest. alle prime il valore provocher di-
sagi, ma proprio il basso valore iniziale della
risorta lira porter un aumento delle espor-
tazioni e una liquidit che rimetter in sesto
leconomia delle imprese italiane e procurer
loro quella liquidit che servir per creare
nuovo lavoro. ovvero per far s che allofferta
possa corrispondere una domanda.
dicembre 2011

IkAS|Lk| NLNI0 IL0N0L00| 00 IkAS|Lk| NLNI0 IL0N0L00| 00 IkAS|Lk| NLNI0 IL0N0L00| 00 IkAS|Lk| NLNI0 IL0N0L00| 00

QUARANTASE
nUoVI MATErIALI SoffICI - Dopo sette
anni di studi il gruppo di scienziati guidato
da Barbara ruzicka dellIstituto per i Pro-
cessi Chimico-Fisici IPFC-CNR in collabo-
razione collIstituto dei Sistemi Complessi
ISC-Cnr, con lUniversit La Sapienza
di roma e lo European Synchrotron radiation facility ESfr di
Grenoble ha scoperto una nuova forma di argilla colloidale nota
come laponite dotata di straordinarie propriet chimiche. Infatti,
la laponite pu assumere lo stato di gel stabile, che a differenza
dei gel normali non cambia nel tempo le sue propriet. Si tratta
di un materiale soffce che sciolto nellacqua forma dei dischetti
di dimensioni nanometriche con carica elettrica positiva sui bordi
e negativa sulle due facce. Si forma in questo modo un liquido
molto rarefatto, chiamato liquido vuoto, che poi forma un gel sta-
bile molto leggero. Possibili applicazioni sono in medicina per il
trasporto dei farmaci e nel settore delle nanotecnologie. G.S.
PENToLa IN RaME-CERaMICa - La nan Innovations Srl di
Ruggero Canova in collaborazio-
ne col centro di ricerche Nanofab
di Venezia ha avviato un progetto
per la realizzazione di una pento-
la in rame rivestita internamente
con un sottile flm di ceramica per
la cottura e conservazione degli
alimenti.
La pentola, battezzata scherzosamente Nan, unisce lelevata
conducibilit termica del rame alla biocompatibilit dello strato
ceramico e permette cos di riscaldare i cibi in tutta sicurezza e
ventiquattro volte pi velocemente rispetto ad unanaloga casse-
ruola di acciaio. Il materiale inoltre completamente riciclabile
e consente un risparmio di energia del cinquanta percento. Le
maniglie sono stampate in fase di fabbricazione ed una speciale
vernice le isola termicamente proteggendo cos le mani dalle
scottature. a breve seguir il brevetto e quindi la commercia-
lizzazione del nuovo prodotto che si propone di farci cucinare
risparmiando tempo e denaro. G.S.
LASEr ALA - LIDaR Back and Forward (LIDaR BF) un nuovo ap-
parato di misura del particolato atmosfe-
rico che aLa - Advanced Lidar Applica-
tions propone al mercato per il controllo
della qualit dellaria. un nuovo metodo
di misura LIDaR rivelazione a distanza
dinquinanti atmosferici mediante lutiliz-
zo di impulsi laser oggetto di un recente brevetto Cnr e CnISM. Un
impulso laser fa un doppio passaggio nella zona in esame e sofsticati al-
goritmi forniscono in tempo reale una misura quantitativa del particolato,
nella direzione di propagazione del laser, fno a distanze dellordine dei
chilometri e per particelle fno a 0,1 micron. Simili performance operative
in termini di continuit temporale, risoluzione spaziale e possibilit di de-
terminazione della frazione ultrafne del particolato (minori le particelle,
maggiore il pericolo di patologie cardiorespiratorie) sono del tutto nuove.
Linformazione sulla localizzazione delle polveri sottili nellaria in citt
determinante per il controllo della qualit dellaria, per programmare lo
sviluppo sostenibile delle attivit industriali, per gestire situazioni di allar-
me per la salute pubblica. Il Progetto fnalista della Start-Cup organiz-
zata da Cnr e Il Sole 24 ore. T.T.
GRaFENE Da NoBEL - assegnato
allolandese andre Geim e al russo-
britannico Kostya Novoselov il premio
nobel 2010 per la fsica. LAccademia
reale svedese delle scienze riconosce
cos il valore pioneristico e cruciale dei
lavori dei due fsici sul grafene, materiale costituito da uno strato
di carbonio dello spessore di un unico atomo. Il grande interesse
nato negli ultimi anni intorno al materiale deriva dalla combinazio-
ne di un altissima conduttivit elettronica con notevoli propriet
di resistenza, fessibilit e trasparenza che lo rendono ideale per
le applicazioni nel campo dei dispositivi optoelettronici fessibili.
Pellicole estese di grafene sono state utilizzate recentemente per
realizzare display touch-screen i cui primi esemplari commerciali
sono attesi a breve sul mercato, mentre usi per la produzione di
transistor ad alta frequenza hanno dato risultati fno ai 300 GHz.
F.C.
rESInE 100% BIoDEGrADABILI - Le resine sintetiche moder-
ne sono realizzate a partire da
fonti fossili, non sono biodegra-
dabili e possono essere brucia-
te alla fne del ciclo di utilizzo
solo in dispositivi estremamen-
te sicuri a causa delle sostanze
ad alta tossicit emesse nel
processo. Si deve ai ricercatori
Gadi Rothenberg e albert alberts delluniversit di amsterdam
la scoperta di un insieme di nuove resine basate su materiali rin-
novabili completamente biodegradabili e atossici. Le resine cos
ottenute spaziano dalle schiume solide a materiali sottili fessibili
e si realizzano a partire da materie prime economiche e facil-
mente reperibili. I ricercatori prevedono che potranno sostituire
materiali come il polistirolo e il poliuretano, che rappresentano
un altissima percentuale degli imballaggi e delle confezioni dei
prodotti in commercio con ricadute dunque importanti per la tu-
tela dellambiente. F.C.
LaMPaDE Da PoCHE MoLECoLE - La miniaturizzazione
dellelettronica un processo
inarrestabile in innumerevoli
campi di applicazione, special-
mente da quando si incomin-
ciato a costruire dispositivi par-
tendo direttamente da atomi e
molecole. Tra gli ultimi interes-
santi esempi di questa tendenza
una struttura luminescente della
lunghezza di 7,5 nanometri. La
lampada molecolare, presenta-
ta da ricercatori dellIstituto di Tecnologia di Karlsruhe (Germania)
in collaborazione con lUniversit di Basilea (Svizzera) sullultima
edizione di Novembre 2010 di Nature Nanotechnology, si atti-
va a tensioni di pochi Volt. Il dispositivo, basato su molecole di
dibenzilaminonaftalendiazene, emette luce di lunghezza donda
di circa 680 nm. I ricercatori, che stanno lavorando a lampade
molecolari basate su altri tipi di molecole, prevedono interessanti
applicazioni nel campo della optoelettronica. F.C.
NUOve teCNOLOGie daL MONdO
A cura di Francesco Cuomo e Guido Saccone
TT-TRASFERIMENTO TECNOLOGICO
Aut. Trib. di Napoli n 14 del 26/3/2009
Direttore responsabile
Luca Torre
Direttore Scientifco
Giuseppe Luongo
(Vulcanologo, Dir.Dip.Sc.della Terra, Univ. di Napoli Fed.II)
Editore
Luca Torre
Redazione e sede legale: Via Toledo 156 - 80132 NAPOLI
Tel. e fax 081.5519208
Stampa
Legma Napoli Tel. 081.19567226 081.7411201 legma@libero.it
Advisors
Stefano De Falco (Ph. D. Ing. Elettrico, Resp. Trasf. Tecn. Polo Scienze e
Tecnologie, Univ. di Napoli Fed. II)
Roberto Germano (Fisico della Materia, CEO PROMETE Srl - CNR_INFM
Spin-of Company)
Redattore Senior
Italo Del Gaudio (Ing. Elettrotecnico, gi Dir. Tecnico OSAI e Dir. dei
Laboratori di Marcianise e Pozzuoli della Olivetti Ricerca)
Redazione
Micaela Castaldo, Francesco Cuomo, Antimo Di Martino, Cornelia Hison,
Guido Saccone
Art Director
Annamaria Ghedina
Impaginazione e Revisione Editoriale
Micaela Castaldo, Cornelia Hison
Comitato tecnico e scientifco
Domenico Acierno, Ord. di Scienza e Tecn. dei Materiali, Univ. di Napoli Fed. II;
Leopoldo Angrisani, Associato di Misure Elettriche ed Elettroniche Univ. di Napoli Fed.
II; Guido Capaldo, Ord. di Ingegneria Economico Gestionale, Univ.di Napoli Fed. II; Nino
Capasso, Project Manager - Innovation Consultant Centro di Biotecnologie A.O.R.N.
Cardarelli; Gianfranco Carotenuto, I Ric. CNR; Marcantonio Catelani, Ord. di Misure
Elettriche ed Elettroniche, Univ. di Firenze; Antonio Cavallaro, Resp. Sud Italia European
Certifying Organization; Carlo DAngi, Past Director CRIS, Centro Ricerche Ansaldo;
Massimo DApuzzo, Presid. Polo Scienze e Tecnologie Univ. di Napoli Fed.II; Claudio
Maria De Capua, Associato di Misure Elettriche ed Elettroniche Univ Mediterranea
di Reggio Calabria; Massimo de Falco, Associato Impianti Industriali, Univ. Salerno;
Lorenzo De Michieli, Resp. Trasf. Tecn. Istituto Italiano Tecnologia (GE); Fabio Di
Marino, Solvendo Srl; Marco Ferretti, Associato Economia e Gest. Imprese, Univ.
Parthenope Napoli; Gianluca Ferrini, NOVAETECH Srl - Ist. Naz. di Astrofsica Spin
of Company; Amelia Filippelli, Ord. di Farmacologia, Seconda Universit di Napoli;
Costantino Formica, Pres. Cesvitec, Agenzia Speciale della Camera di Commercio di
Napoli; Carmine Landi, Ord. di Misure Elettriche ed Elettroniche Seconda Universit
di Napoli; Marilena Furia, Ord. di Genetica, Univ. di Napoli Fed. II, Vicepres. Polo delle
Scienze e Tecnologie Univ. di Napoli Fed. II; Luigi Glielmo, Ord. di Automatica, Univ.
del Sannio; Cornelia Hison, Albo Esperti Innovazione Tecnologica Minist. Svil. Econ.;
Leonardo Lecce, Ord. di Strutture Aerospaziali, Univ. di Napoli Fed. II; Corrado Lo
Storto, Associato di Ingegneria Economico Gestionale, Univ. di Napoli Fed. II; Antonio
Lucisano, Past President Sezione Consulenza Unione degli Industriali di Napoli, CEO
di Sonda Sistemi Srl; Luciano Mayol, Presidente Polo Scienze della Vita; Giovanni
Mannara, Vicepres. Strago Ricerche Srl; Massimo Marrelli, Rettore Univ. di Napoli
Fed. II; Leonardo Merola, Ord. di Fisica Generale, Univ. di Napoli Fed.II e Direttore
Sezione INFN Napoli; Eva Milella, Dir. Gen. Distr. Tecnologico IMAST; Otello Natale, Dir.
Generale EMA Europea Microfusioni Aerospaziali SpA (ROLLS ROYCE Group); Francesca
Nicolais, PUNTO QUANTICO Srl; Luigi Nicolais, Ord. di Tecnologie dei Polimeri, Univ.
di Napoli Fed.II; Roberto Passariello, Resp. TUV Sud Italia; Pietro Perlo, Centro
Ricerche FIAT; Angelo Pezzullo, Associato di Chirurgia Generale, Seconda Universit
di Napoli; Nello Polese, Ord. di Misure Elettriche ed Elettroniche, Univ. di Napoli Fed.
II e Pres. Consorzio Interuniversitario per la Metrologia Legale, ME.SE; Alessandro
Profeta, Coordinatore area Af. Gen., Polo Scienze e Tecnol., Univ. di Napoli Fed.II;
Francesco Sacerdoti CEO E-voluzione Srl; Giorgio Sberveglieri, Ord. Chimica e
Fisica per lIngegneria e per i Materiali, Univ. Brescia e Direttore Lab. Sensor; Roberto
Setola, Universit Campus Biomedico e segretario AIIC; Francesco Paolo Tuccinardi,
Project Manager PROMETE Srl; Giovanni Vannucchi, Ordinario di Geotecnica, Univ.
degli Studi di Firenze; Giorgio Ventre, Ord. di Reti di Calcolatori, Univ. di Napoli Fed. II e
presidente CRIAI; Giuseppe Zollo, Ord. di Ingegneria Economico Gestionale, Direttore
del Coinor, Univ. di Napoli Fed. II.
ALZHEIMEr: DIAGnoSI PrECoCE
Lo Spin-off BIoforDrUG, della facolt di farmacia di Bari,
vince il premio uKTI al PNI 2010
Si svolta il 3 dicembre 2011, nella sontuosa cornice del Politeama di Palermo, la fnale na-
zionale tra le migliori idee imprenditoriali innovative nate dalla ricerca scientifca italiana che
si sfdano in occasione dellVIII edizione del Premio nazionale per lInnovazione - PNI 2010.
Settanta i progetti di impresa in gara, selezionati dalle Start Cup regionali organizzate da 44
universit italiane e dal Consiglio Nazionale delle Ricerche - CNR. DellUniversit degli Studi
di Bari ha partecipato il primo classifcato nella competizione Start Cup 2010 Puglia, lo Spin-off
del settore biotecnologie-salute BIoFoRDRuG maturato nellambito dellattivit di ricerca di
un gruppo di ricercatori della Facolt di Farmacia. Nella competizione nazionale PNI 2010 di
Palermo, BIoforDrUG si classifcato tra le 10 migliori idee imprenditoriali innovative ed il
prof. nicola Colabufo, in qualit di referente scientifco del progetto, ha ricevuto il premio spe-
ciale uK Trade & Investment (uKTI) per la internazionalizzazione del progetto innovativo.
Tale premio messo a disposizione annualmente da parte della uK-Italy Enterpreneurship
award, lagenzia Governativa presso la Missione Diplomatica Britannica in Italia che promuo-
ve gli investimenti ed i rapporti commerciali tra aziende britanniche ed italiane, offrendo anche
un congruo periodo di incubazione in uK durante il quale si potr usufruire di strutture e di
servizi presso incubatori britannici per crescere a livello internazionale. Lidea imprendito-
riale innovativa di BiOFOrdrUG consiste nella progettazione e sintesi di radiofarmaci
da utilizzare per una diagnosi precoce mediante Tomografa ad Emissione di Positroni
(Pet) di malattie neurodegenerative, quali lalzheimer, e di patologie tumorali.
una bellissima foto di Luca Di Martino che fa girare la testa