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UD 1 - Obiettivi della semantica Lunit si propone di delineare gli obiettivi della semantica, mettendone in evidenza il minore sviluppo rispetto

ad altri settori della linguistica, a causa della difficolt di definire univocamente la nozione di significato, che ne costituisce loggetto di indagine. 1.1 - Che cos la semantica? 1.2 - Che cos il significato? 1.3 - Tipi diversi di significato lessicale 1.4 Rapporti paradigmatici di significato: la monosemia, la polisemia, lomonimia. 1.1 - Che cos la semantica? La semantica quella branca della linguistica che ha come oggetto di indagine il significato. La centralit del significato garantita dal fatto che, come osserva Simone (Simone, Fondamenti di linguistica: 458): "la lingua (ogni lingua) un grande apparato di PRIMORDIALE SEMANTICIT, la cui funzione principale e originaria quella di TRASMETTERE E SCAMBIARE SIGNIFICATI". Ci nonostante, il termine francese smantique entrato nella linguistica solo a partire dal 1883, quando il filologo francese Bral lo coni dal greco antico sman (= indicare), e ancora oggi la semantica appare come un settore della linguistica poco evoluto, sia per quanto riguarda lindividuazione e la definizione dei concetti fondamentali, sia per quanto concerne le metodiche di analisi adottate. Date queste premesse, visto il suo carattere introduttivo, in questo modulo si dar spazio soprattutto alla cosiddetta "semantica lessicale", ossia allo studio del significato del lessico (dal greco antico lxis = parola), costituito dalle singole parole e dalle locuzioni di una lingua. 1.2 Che cos il significato? Le maggiori difficolt incontrate in campo semantico rispetto ad altri settori della linguistica sono dovute alloggetto di indagine, cio al fatto che occuparsi di significato comporta inevitabilmente imbattersi in una questione da sempre molto dibattuta, che quella del legame che unisce realt, pensiero e linguaggio. A seconda di come viene immaginata questa relazione, si ha una diversa concezione di cosa sia il significato. Le differenti definizioni di questa nozione centrale portano a diversi tipi di analisi. Per spiegare i concetti citati ci si pu avvalere del seguente schema il cosiddetto "triangolo semiotico" proposto per la prima volta da Ogden e Richards nel 1923 e qui presentato nella versione che ne d Gambarara (Gambarara, Semantica: 12):

Tra le varie interpretazioni avanzate delle possibili relazioni tra i vertici del triangolo, quelle pertinenti ai nostri fini sono le seguenti. Se interpretiamo il "referente" come unentit o uno stato di cose presenti nella realt, il "contenuto" come un concetto, situato nella mente, e l"espressione" come il "segno" linguistico che luomo utilizza per riferirsi a quella entit o a quello stato di cose, allora stiamo adottando una concezione "mentalistica" del significato. Vale a dire che pensiamo che il significato espresso, per esempio, dalla parola cane sia costituito da un mammifero della famiglia dei canidi, di cui noi abbiamo una rappresentazione nella mente. Una variante di questa interpretazione data dalla cosiddetta concezione "referenzialistica pura", secondo la quale per "etichettare" con la parola cane lanimale a quattro zampe, con la coda, che abbaia e pu mordere non necessaria unoperazione cognitiva, ossia la mediazione di un concetto, in quanto il significato dato dalla relazione diretta di una parola con il suo referente. In questo caso i vertici del triangolo si riducono a due (A e C) o si devono intendere i vertici B e A in modo unitario, ossia l"espressione" come manifestazione grafico/acustica del "contenuto", allinterno del segno linguistico. La posizione "referenzialistica pura" quella tradizionale della logica e della filosofia del linguaggio. Unultima possibilit che ci interessa quella di ignorare, piuttosto, il vertice C, intendendo il significato come un fenomeno tutto interno alla lingua. In diverse situazioni linguistiche i significati delle varie parole si delimitano vicendevolmente. Per esempio, il significato del verbo passare ben delimitato nelle seguenti due frasi : Il tempo passa (Timpul trece). e Il raffreddore passa.(Rceala ia sfrit). Nella prima frase il significato del verbo passare delimitato dalla parola tempo, invece nella seconda dalla parola raffreddore. Da questo punto di vista il significato pu essere definito un "sistema di relazioni". 1.3 - Tipi diversi di significato lessicale I significati delle parole non sono tutti dello stesso tipo. I linguisti distinguono il significato lessicale in denotativo e connotativo. Il significato denotativo il significato comune della parola ( detto anche significato di base o primario o letterale); il significato connotativo, invece il significato che si attribuisce ad una parola per un impulso emozionale, affettivo, che altera il significato letterale ( detto anche significato secondario o espressivo). Per esempio, nella frase La civetta un uccello notturno , la parola civetta ha valore denotativo, perch indica un uccello rapace, che ha abitudini notturne. Nella frase, invece, Mim una civetta, la parola civetta ha valore connotativo, perch significa donna vanitosa e frivola che amoreggia con tutti. 1.4 - Rapporti paradigmatici di significato: la monosemia, la polisemia, lomonimia. Le strutture del lessico sono condizionate dai rapporti di significato che si ritrovano tra singole parole e tra gruppi di parole. Consideriamo i principali tipi di rapporti di significato: 1. la coesistenza di pi significati nella stessa parola (polisemia); 2. la coincidenza del significante per due o pi significati distinti che formano parole diverese(omonimia); 3. lopposizione dei significati o antonimia;

4. la gerarchizzazione che prevede significati sovraordinati (iperonimi) ad altri significati subordonati ( iponimi) ai primi; 5. la coincidenza, almeno parziale, dei significati delle parole (sinonimia). In questo modulo parleremo solo di alcuni di questi rapporti. La monosemia pu essere definita come un rapporto univoco esistente fra un significante e un significato. Questo tipo di rapporto lontano dallessere considerato generale1. Spesso queste sono delle parole usuali (azalea azalee, cereale), rare (abetina bosco di abeti) oppure termini della scienza (faringite, arttrite, stomatite), a volte dei derivati che sviluppano solo una delle accezioni della parola di base (accaricida insecticid, allargatubimandrin). La polisemia 2 la coesistenza di pi significati nella stessa parola; un fenomeno piuttosto particolare e risultante sia da fattori diacronici sia dal contatto linguistico. In genere la polisemia va di pari passo con la frequenza: le parole pi frequenti sono quelle potenzialmente polisemiche. La polisemia un fenomeno di grande importanza nella strutturazione dellessico per almeno du emotivi: 1. attua una notevole economia dei vocaboli; 2. aiuta a ricordare pi facilmente i vocaboli. Consideriamo ora alcune frasi in cui ricorre il verbo passare: a. Il ladro passa per la finestra patrunde b. Mario passa a casa di Pietro trece, intr c. La pasta passa di cottura d. Lalunno passa un esame e. Il tempo passa f. Filippo passa in curva se rsfierbe este promovat trece depete.

In ciascuno di questi esempi passare ha una parte di significato in comune e una parte di significato propria, individuale. Ci equivale a dire che in ogni parola c un significato di base e un significato che varia in rapporto al contesto. Lomonimia la coincidenza del significante per due o pi significati distinti che formano parole diverese. Si pu trattare di due lessemi diversi appartenenti a due diverse categorie grammaticali: La saliva prodotta da alcune ghiandole.( dove saliva saliva sostantivo) e Maria saliva lentamente la scala. (dove saliva urca verbo). Invece nel caso di gozzo ingluvie/gozzo barca, lama(del coltello)/ lama (animale) si ha la stessa categoria grammaticale ma parole diverse.

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Jacqueline Picoche. Prcis de lexicologie franaices.-Paris, 1977, p.70-72. (trad. noastr) Dardano M., Trifone P. Grammatica italiana con nozioni di linguistica, terza ed., Zanichelli, p.22.

La distinzione tra omonimia e polisemia considera omonimi i lessemi:

pone qualche problema. In genere il lessicografo

1. che hanno diversa etimologia (appunto avverbio/ appunto nome, lama coltello/ lama animale) 2. che hanno diversa categoria grammaticale (cantare verbo/ cantare nome genere letterario) 3. che, pur avendo lastessa origine, hanno significati molto diversi (radio osso/ radio elemento chimico/ radio apparecchio trasmittente).

COMPITI 1. Che cosa la semantica? Che cosa il significato? 2. Che cosa il triangolo semiotico? 3. In che cosa consiste la concezione mentalistica del significato, la concezione puramente referenziale e quella definita come sistema di relazioni? 4. Quanti tipi di significato lessicale conosci? 5. Definisci la monosemia. 6. Definisci la polisemia e lomonimia. Come fare la distinzione tra omonimia e polisemia? ESERCIZI I. Nelle seguenti frasi , le parole scritte in corsivo sono usate a volte con significato denotativo a volte con significato connotativo, scrivi nello spazio tra parentesi il tipo di significato.

1. Lorso (......................................) una specie protetta in quasi tutti gli Stati del mondo. 2. Una volpe (....................................) ha ammazzato dieci galline del nostro pollaio. 3. Stai attento a Giovanni: una vecchia volpe (............................................). 4. Mio zio Piero si ritirato a vivere in campagna e non vuol vedere pi nessuno: diventato un vero orso (....................................). 5. Napoleone era un vero fulmine (...................................................) di guerra. 6. Quellalbero stato colpito dal fulmine (...............................................). 7. Se continui a non studiare diventerai un somaro (........................................................).
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Dardano M., Trifone P. Grammatica italiana con nozioni di linguistica, terza ed., Zanichelli, p.23.

II. Leggi le parole e le loro definizioni riprese dal Vocabolario della lingua italiana di Zingarelli e completa la tabella . Per determinare il tipo di parole monosemiche usa le abbreviazioni: S per quelle settoriali, D per i derivati che sviluppano una accezione sola, C per le parole colte. Giustacuore - corpetto del costume maschile, molto aderente, usato nel sec.XVII-XVIII. Giustapporre porre accanto senza connettere o fondere insieme Giustapposto nel significato del verbo giustapporre Giustezza - 1. qualit o carattere di ci che esatto, preciso. 2. (tipograf.) lunghezza duna linea di composizione espressa in righe tipografiche. Giustificabile che si pu giustificare Giustizia 1.Virt per la quale si giudica rettamente e si riconosce e si d ci che gli dovuto 2. Nella teologia cattolica, una delle quattro virt cardinali e uno degli attributi di Dio. 3. retto funzionamento dei rapporti sociali, nelle quali le leggi, puntualmente osservate, regolano ogni aspetto nella vita sociale. 4. Autorit giudiziaria, magistratura. 5. Atto col quale la giustizia si realizza. Giustiziare 1. Punire eseguendo una condanna a morte. 2. Ridurre qc. O q.c. in pessimo stato. Giustiziato - A part. pass. di giustiziare B s. m. Chi ha subito lesecuzione capitale. Glaucoma (med.) Affezione caratterrizzata della pressione endoculare. Glicemia (med.) Quantit di glucosio presente nel sangue. Numero delle accezioni4 Glicimetro Giustacuore Giustapporre Giustapposto Giustezza Giustificabile Giustizia
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Caratteristiche comuni

Accezione - il significato particolkare di una parola.

Giustiziare Giustiziato Glaucoma Glicemia