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LADOMENICA

DIREPUBBLICA

DOMENICA 9 OTTOBRE 2011 NUMERO 347

CULT
Diplomatico, agente segreto, scrittore
Intervista a un ottantenne molto tenace
Allinterno

Tutte le vite di Le Carr

La copertina

Quando la cultura non ha pi prezzo gli autori danno gratis le opere sul web
BARTEZZAGHI E BOSMAN

Il libro

Il destino segreto delle sorelle di Freud abbandonate a Vienna diventa un romanzo


LEONETTA BENTIVOGLIO

Lintervista

Adam Mansbach Il mio bestseller fatto di ninne nanne politicamente scorrette


ANTONIO MONDA

FOTO CORBIS

La mostra

Next

ADAM MICHNIK e PAWEL SMOLENSKI


i siamoincontrati in Germania, a Weimar, dove John Le Carr si trovava per essere insignito della Medaglia Goethe. Sapevamo che di regola non concede interviste; sostiene che quel genere di colloquio gli venuto a noia, e che se vuole dire qualcosa, lo fa nei libri. Alla cena di benvenuto ci siamo trovati allo stesso tavolo, e abbiamo cominciato a parlare. Il giorno dopo abbiamo ripreso la nostra conversazione che, innaffiata da vino bianco e acqua con le bollicine, si protratta per parecchi quarti dora. Chi governa il mondo oggi? Sarebbe pi facile rispondere alla domanda chi non lo governa. Non certo lEuropa, fino a ieri impegnata nella conquista del mondo, e che oggi si trova relegata al ruolo di spettatore. N tanto meno gli Stati Uniti che quotidianamente danno prova di non essere in grado di governare nemmeno se stessi. Si direbbe uno stato democratico rimasto prigioniero del suo democratico sistema, incapace di funzionare se non mediante le lobby, che ge-

Vivere 100 + Oltre la soglia della quarta et


FEDERICO RAMPINI

Lincontro

Ilary Blasi Ero una Letterina sono una vera iena


SILVIA FUMAROLA

nerano corruzione e immoralit. Tutto questo senza contare che i media, spalleggiati dal grande capitale privato, contraffanno la realt, cos che un vero dibattito pubblico viene progressivamente meno. Parecchi statunitensi, per dire, sono tuttora convinti che Saddam Hussein sia il responsabile dell11 settembre. Di questo passo siamo giunti alla condizione ben nota a voi, polacchi, che lavete subita per decenni in cui la verit prerogativa del potere o, per essere pi precisi, il potere fa della verit quello che vuole. LAmerica in ginocchio, la Cina ricca, lIndia cresce rapidamente. Masse sempre pi ingenti di denaro provengono dallo sfruttamento di manodopera a basso costo. Il capitale, ovunque arrivi, si lascia dietro terra bruciata. Le citt si espandono a dismisura, lagricoltura va a rotoli. Temo che lasciando il capitale senza freni, ci siamo fottuti il mondo. Chi tiene le redini del pianeta? Domani ancora gli Stati Uniti, ma dopodomani? Chi pu saperlo. (segue nelle pagine successive)

Larte degli Stein gli americani a Parigi che amarono i maestri del 900
CESARE DE SETA

Il teatro

Lo spettacolo dellOdin per lEuropa prossima ventura


RODOLFO DI GIAMMARCO

Repubblica Nazionale

DOMENICA 9 OTTOBRE 2011

LA DOMENICA
Mio padre era un truffatore, per questo me ne sono creato un altro: lagente segreto Smiley. Lautore de La talpa,
Il sarto di Panama e Il giardiniere tenace compie ottantanni e si confessa ad Adam Michnik: Nei miei libri

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La copertina
Tutte le vite di Le Carr

invento tutto pur di raccontare la verit

ADAM MICHNIK e PAWEL SMOLENSKI


(segue dalla copertina)

a prossima guerra sar combattuta per assicurarsi il controllo delle materie prime. Come si pu pensare di produrre in India un milione di automobili in un mese o due, senza chiedersi con cosa riempirne i serbatoi? N vedo come si possa sviluppare leconomia cinese senza risolvere il problema energetico, non mi pare che basti promettere genericamente che questo e quel Paese potrebbe, semmai, fornire petrolio. Il campo di contesa si va spostando sempre pi verso lAfrica, dove si trovano giacimenti ancora intatti. Dio solo sa come andr a finire tutto questo. E pu anche darsi che nemmeno lui ne abbia la certezza. Durante la Guerra fredda il mondo era pi prevedibile? Pi facile da spiegare? Era indiscutibilmente meno complesso, il che non significa per che fosse pi facile, perch allora bisognerebbe domandarsi: pi facile per chi? Per me, cittadino dellOvest? O magari per voialtri, dominati dai sovietici? Il mondo ruotava attorno al conflitto ideologico. Era comodo, perch offriva lillusione che lOccidente fosse perfettamente nel giusto, al di l di ogni ragionevole dubbio. Mi capitato di parlare con lultimo capo del Kgb allepoca di Gorbaciov, Vadim Bakatin, funzionario statale e scrittore a tempo perso, che non era certo un uomo abbacinato dagli ambienti dei servizi segreti. Un giorno era andato a trovare lallora ambasciatore americano a Mosca, Madox, e gli fece: Le ho portato in regalo la mappa di dislocazione delle microspie che abbiamo installato nella vostra ambasciata. Se vuole il mio parere, potete fidarvi di questo disegno nella stessa misura in cui me ne fido io stesso, cio per niente. Sono infatti convinto che i miei agenti mi abbiano sempre raccontato balle. Bakatin era un tipo conviviale, un interlocutore stimolante e un buon compagno di bevute, mi stava simpatico. Un giorno mi disse: Ci siamo macchiati di tanti crimini, vero, e abbiamo mandato a puttane pi cose del necessario, ma anche cos eravamo noi dalla parte del giusto. Lui ci credeva veramente. C da chiedersi se noi occidentali non siamo stati un po troppo precipitosi nel convincerci di essere nel giusto. Abbiamo lasciato per troppo tempo mano libera al capitale, e ora il genio uscito dalla bottiglia. In Inghilterra, nellera di Margaret Thatcher, avremmo privatizzato anche laria se solo fosse stato possibile. Idem sotto il governo Blair. Risultato? Laccumulo di immensi patrimoni, larresto del processo di modernizzazione delleconomia, disuguaglianze sociali. I politici dicono: Non siamo responsabili del denaro, una faccenda di competenza delle banche e della finanza. I banchieri controbattono: Non siamo mica qui per fare i santi. Servire la societ non compito nostro. Noi siamo qui per moltiplicare i quattrini. Non essendo stati eletti da nessuno, i banchieri non sono soggetti al giudizio sociale, ma in compenso esercitano un potere che esula da ogni controllo. E la cosa sta bene anche ai politici. Ma cos non si va da nessuna parte. Occorre fare marcia indietro e dare vita a uneconomia mista che lasci spazio al settore pubblico. I cittadini comuni in Gran Bretagna, in Europa e dovunque nel mondo non solo non si sentono rappresentati, ma sono convinti di essere tenuti alloscuro delle questioni di rilievo. Basti guardare a ci che succede nel mio Paese: lo scandalo sulle intercettazioni, la corruzione nella polizia, laffare Murdoch, i politici collusi con la finanza. Un pugno di nababbi contro eserciti di emarginati. I recenti disordini a Londra non sono stati che un grido di allarme per dire che abbiamo un problema. Saccheggiare i negozi insensato, ma daltro canto dobbiamo ringraziare Dio che qualcuno abbia finalmente lanciato un grido. Come diventato un diplomatico? Ho seguito un doppio percorso: da un lato quello ufficiale e dallaltro quello privato. Il primo richiedeva una buona educazione e la conoscenza di varie lingue, oltre che la capacit di portare avanti una conversazione interessante o

che perlomeno potesse sembrare tale. E, non da ultimo, una discreta presenza. Il secondo, quello non ufficiale, era stato segnato da mio padre, che aveva trascorso in galera pi tempo di te, caro Adam, e ci era finito per motivi di gran lunga meno nobili dei tuoi. Mio padre, per dirla in parole semplici, era un comune truffatore, un delinquente di professione, un po sulla falsariga dei tanti milionari di oggi non ancora catturati dalla polizia. Salvo il fatto che lui aveva un vero talento per farsi regolarmente acciuffare. Non sono quindi cresciuto in una famiglia normale, conducevo unesistenza solitaria, scissa tra due mondi paralleli: quello segreto e quello pubblico. Una persona che sin da piccola vive in un mondo duplice e bada bene che non una battuta ha tutte le carte in regola per diventare un perfetto diplomatico o un agente segreto. E tuttavia lei ha lasciato la diplomazia per dedicarsi alla scrittura. Scrivere libri era la mia valvola di sfogo. Avevo preso ad alzarmi di buon mattino e a scrivere sul treno che mi portava al lavoro. Fu un atto di protesta contro lambiente in cui ero immerso a quel tempo. Ero riuscito addirittura a crearmi il padre che non avevo mai avuto, un padre capace di stemperare e risolvere problemi. Mi riferisco a George Smiley, il protagonista dei miei romanzi. I miei superiori di allora, dellambasciata e dellintelligence, si erano mostrati alquanto tolleranti e addirittura contenti del mio scribacchiare. Per me, pur continuando la vita di sempre, era una forma di dissenso. Fino al terzo libro, La spia che venne dal freddo. A quel tempo ero un giovane diplomatico a Bonn con incarichi segreti. Mi trovavo in visita a Norimberga quando Willy Brandt dichiar in un discorso pubblico che lintuito gli suggeriva che a Berlino stava per accadere qualcosa. Eravamo nellagosto 1961. Quarantotto ore pi tardi mi trovavo di nuovo allambasciata. Potevano essere le due o le tre di notte, tutte le luci erano accese e cera un viavai frenetico lungo i corridoi, cosa insolita per i britannici. Ci giunse notizia che a Berlino erano stati dispiegati i primi rotoli di filo spinato. In seguito trascorsi a Berlino alcuni giorni come osservatore. Tornato a casa, fui preso da un incontenibile accesso di rabbia. Se credessi in Dio, avrei potuto convincermi che la mia collera fosse un dono della provvidenza. Avevo visto costruire il muro di un nuovo conflitto sulle ceneri della guerra appena spenta. Scrissi il nuovo libro in cinque settimane, senza quasi dormire n pensare ad altro. I suoi libri sono un avvincente racconto del mondo dei servizi segreti. Alla base dellImpero britannico ci sono complotti e congiure. La storia ufficiale e quella segreta si compenetrano, luna parte dellaltra. Secoli fa, quando gli inglesi sbarcarono sulle coste dellIndia, il loro primo pensiero fu come seminare discordia tra i vari maharaja, come metterli luno

BRITISH
John Le Carr nella brughiera inglese a passeggio con il suo levriero

Cos ho spiato il mondo


Repubblica Nazionale

DOMENICA 9 OTTOBRE 2011

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LA TALPA
1974

Il Muro Avevo visto costruire il muro di un nuovo conflitto sulle ceneri della guerra appena spenta. Scrissi un nuovo libro in cinque settimane senza quasi dormire

IL GIARDINIERE TENACE
2001

Big Pharma Il pi ricco tra i settori industriali del pianeta da un lato sviluppa farmaci contro varie patologie, dallaltro genera nuove malattie

YSSA IL BUONO
2008

1 settembre 1 Parecchi statunitensi sono convinti tuttora che il responsabile dell11 settembre sia Saddam Hussein Perch il potere fa della verit tutto quello che vuole

contro laltro per indebolirne il potere prima, e tenerli sotto controllo poi. Mettevano in atto tattiche e strategie degne di manuali del Kgb. Bisognava controllare quanta pi gente possibile, tenendola legata con una sottilissima corda intrecciata di forza e sotterfugi. Senza stare tanto a sottilizzare tra diplomazia e spionaggio. Aveva mai messo in conto il tracollo dellImpero britannico? Verso la fine degli anni Cinquanta, ai tempi della docenza a Eton, ne ebbi un vago presentimento. La mia situazione era piuttosto inconsueta: figlio di un avanzo di galera, proveniente da una famiglia di umili condizioni e senza una sola goccia di sangue blu nelle vene, mi trovavo a insegnare ai rampolli delllite britannica. Era un ottimo punto di osservazione dei meccanismi di forza e potere in Gran Bretagna. Vi si percepiva un odore molto simile a quello che avrei sentito nel 1988 per le strade di Mosca. Era il sentore che il mio Paese non funzionava come avrebbe dovuto. Insegnavo ancora a Eton quando Anthony Eden pens bene di regalare al mondo la crisi di Suez. Il linguaggio adoperato a quel tempo per raffigurare Gamal Abdel Nasser, le distorsioni della mentalit coloniale, il ridicolo complottare con Israele: tutto ci lasciava un forte retrogusto di vergogna. Mi risolsi a scrivere in una lettera al Times: Noi, giovani docenti di Eton, ripudiamo ci che la Gran Bretagna sta mettendo in atto oggi nel mondo. Tutto questo per dire che dopo uninfanzia solitaria ben presto mi si era presentata loccasione di osservare dallinterno i meccanismi del potere britannico prima, e quelli dei servizi di spionaggio poi. Questi ultimi di fatto sono lo specchio della condizione psichica di una nazione. I rapporti degli agenti segreti gettano luce su chi e cosa fa pi paura alla popolazione, sugli incubi che turbano il suo sonno. E, non da ultimo, dicono con chi la tua nazione vorrebbe andare a letto. Che opinione si fatto della politica britannica degli anni Trenta? Con lEuropa in ebollizione il premier britannico Neville Chamberlain prendeva gli accordi con Hitler perch, come avrebbe spiegato pi tardi, la pace andava salvaguardata a tutti i costi. Tra Hitler e Chamberlain esisteva un abisso sociale. Questultimo era un vero gentleman inglese, tenuto sin da piccolo sotto una campana di vetro. Hitler invece era di umili natali. Chamberlain non credeva che si potesse mentire fissando linterlocutore negli occhi. Il Fhrer ne era maestro. Poi arriv Winston Churchill, lesatto opposto di Chamberlain, sebbene anche lui fosse un aristocratico. Churchill era un personaggio di elevata estrazione sociale, vero, tuttavia amava andare a cavallo e in barca a vela, si dilettava a fare il giornalista e ficcava il naso dovunque. Ave-

va un temperamento simile a quello di Kapuscinski. Apprezzava la drammaturgia della vita, non si teneva alla larga dagli estranei, si direbbe anzi che gli venisse pi naturale parlare con degli sconosciuti per strada che non con i componenti del suo stesso rango. Era stato Churchill a inaugurare la Guerra fredda contro lUnione Sovietica. Nel 1946 aveva tenuto un discorso a Fulton, negli Usa. Disse che il mondo era stato diviso da una cortina di ferro. Cerc di far penetrare nella coscienza degli americani un messaggio elementare: Stalin un mostro, mettetevelo bene in testa. Va ricordato che negli Usa di allora lideologia comunista aveva forti radici. La comunit ebraica americana era scissa tra bolscevichi e menscevichi, esattamente come a Mosca. Durante la sua emigrazione in Messico, Trotsky aveva come guardaspalle dei menscevichi di New York. Data la preminenza degli ebrei nel movimento comunista americano, il tentativo di convogliare la politica Usa verso lantisovietismo veniva avvertito come molto affine allantisemitismo. Nei suoi libri, dove passa il confine tra la verit del mondo spionistico e la finzione narrativa? Nelle vicende dei miei protagonisti non ci sono fatti storici, non scrivo reportage. Nondimeno i miei libri, sebbene inventati, raccontano la verit. Nella diplomazia le attivit svolte alla luce del sole sintrecciano costantemente con quelle segrete. Si genera cos il pensiero doppio e si finisce sempre col domandarsi che cosa, sotto sotto, Tizio o Caio avessero voluto dire veramente, dove intendessero andare a parare affermando o facendo questo o questaltro. Nel giro di alcuni anni questo modo di ragionare si fissa definitivamente nella mente. Volevo raffigurare una collettivit che vive allinterno di unaltra collettivit, osservando regole proprie e una propria etica. Per Il giardiniere tenace non pi un romanzo di spionaggio. Forse perch nel frattempo il mondo cambiato? Senza dubbio. Ho sempre desiderato trovarmi nei luoghi in cui si generano conflitti. Per questa ragione sono andato a Panama e ho scritto Il sarto di Panama. Il generale Manuel Noriega era un cocco degli Usa, un individuo abominevole e ciononostante vezzeggiato. Aiutava gli americani a mettere in piedi operazioni anticomuniste, cosa che non gli impediva di essere anche il loro migliore contatto con Fidel Castro. Poi, di punto in bianco, lavevano sbattuto in galera. Forse per aver falsato le elezioni, forse per traffico di droga, o semplicemente per aver mancato di rispetto al presidente Bush senior. Non credo per che nel giro di cos poco tempo lindole di Noriega fosse drasticamente cambiata. Per scrivere di una cosa bisogna farne lesperienza diretta. Dopo essere venuto a conoscenza delle aberrazioni compiute dalle multinazionali farmaceutiche in Africa, sono subito andato in Kenya. E quando decisi di occuparmi di Israele e della Palestina, andai in Medio Oriente. Feci sosta a Gerusalemme, dato che il capo dellintelligence mi aveva permesso di osservare come lavoravano lo Shin Bet e le forze speciali. Da l mi diressi a Beirut, dove allepoca aveva sede lOlp, e il caso volle che proprio allora il Time avesse messo in copertina una mia foto. Me ne andavo in giro con il settimanale in mano e cercavo di spargere la voce di voler incontrare Yasser Arafat. Nella citt si respirava una brutta aria, le sparatorie si susseguivano, dormivo sotto il letto. Una sera ero al ristorante dellalbergo, quando un cameriere si accost al mio tavolo e mi disse: Il nostro presidente vuole vederla subito. Per buona met della notte continuarono a condurmi da una casa allaltra, mi coprivano e scoprivano gli occhi. Infine raggiungemmo il rifugio di Arafat. Nella stanza cerano i suoi uomini coi fianchi fasciati da cinture di proiettili, e splendide ragazze che imbracciavano mitragliatici. Arafat mi chiese: Perch voleva vedermi, signor David? [il vero nome di John Le Carr

David Cornwell, ndr]. Ebbi la sensazione di far parte di una messinscena, perci recitai a mia volta: Signor presidente, sono arrivato fin qui per posare la mano su un cuore palestinese. Arafat mi afferr la mano e se la premette sul petto: Signor David, qui batte un cuore palestinese. Trascorsi con lui dieci giorni. Insisteva nel dire che dovevamo farci una foto insieme. Obiettai. Volle sapere perch. Risposi: Qualcosa mi dice che capiter a Gerusalemme un po prima di lei. Crede che il conflitto tra israeliani e palestinesi possa essere risolto? Questi due popoli hanno sviluppato unostilit reciproca cos accesa da non riuscire pi a superarla. Hanno accumulato troppi brutti ricordi e ogni contrasto ne aggiunge di nuovi. I vincitori si lasciano i ricordi alle spalle. I vinti, al contrario, conservano tutto nella memoria. Ciascun bambino palestinese sa raccontare nei minimi dettagli il massacro di Deir Yassin avvenuto nel 1948. Ogni nuova vittima diventa un nuovo tassello di storia. Sono un ottimista atipico, forse per questo non vedo alcuna prospettiva di riconciliazione tra israeliani e palestinesi. Non bene nutrirsi di vane illusioni. Capita spesso che gli uomini impegnati sul fronte della riconciliazione e della pace si autocondannino alla sconfitta politica. Lo credo bene! Non appena si arriva a neutralizzare un nemico, ne viene prontamente tirato fuori dal cappello uno nuovo. Leggendo i suoi libri si ha la sensazione di entrare in contatto con il mondo di oggi per come realmente, vale a dire un mondo da cui il conflitto non pu essere rimosso. Sento il bisogno di trovarmi nel cuore degli eventi. Di recente sono andato nellest del Congo con due giovani giornalisti. Siamo incappati nel bel mezzo dei disordini e quando ho capito la gravit della situazione mi sono reso conto di aver raggiunto un punto limite. Un vecchio sulla soglia degli ottanta e due ragazzini! Sono stato investito dal senso di responsabilit per la loro sicurezza e dal peso della mia et. Con tutti questi anni sul groppone non sono pi in grado di reggere fisicamente la vita di prima, e non ci posso fare niente. Eppure lei sa ancora raccontare quel mondo come nessun altro. Penso che dipenda dalla capacit di selezionare il materiale, la stessa che aveva Kapuscinski. Sono capace di individuare un dettaglio emblematico di una determinata macrorealt, un particolare che spiega luniversale. Ed esattamente ci che adoro di pi nellopera di Kapuscinski. Il filosofo polacco Leszek Kolakowski disse che erano tre i motivi per cui amava la Gran Bretagna: John Hume, Jonathan Swift, George Orwell. Niente male! Sono ragioni damore pi che valide. Orwell un grande, straordinario. Aveva frequentato Eton, ed era rimasto a tal punto deluso dalllite britannica da cambiare nome [quello vero era Eric Blair, ndr] per non farsi riconoscere come allievo di quel college. Ne Il giardiniere tenace, in una conversazione tra due funzionari inglesi, compare lespressione: gettare merda nel ventilatore. Che cosa vuol dire? Non certo unespressione raffinata. Ma dubito che sia possibile scrivere diversamente del mondo di oggi. Quel libro tratta del pi ricco settore industriale del nostro pianeta che, se da un lato sviluppa farmaci contro varie patologie, dallaltro genera nuove malattie. Non ho alcun dubbio che le case farmaceutiche usino degli esseri umani come cavie da laboratorio. In molte parti del mondo non si ancora presa coscienza del fatto che dalle multinazionali possibile, anzi necessario difendersi. Quello che avviene in Africa succede anche in Cina, in India e altrove. Gli schizzi di merda gettata nel ventilatore imbratteranno tutti quanti. Funziona cos: per prima cosa bisogna mettersi a cercare il ventilatore, e il resto si trover facilmente. Traduzione Marzena Borejczuk Gazeta Wyborcza (pubblicata il 17 settembre 2011)
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C da chiedersi se noi occidentali non siamo stati un po troppo precipitosi nel convincerci di essere nel giusto Abbiamo lasciato per troppo tempo mano libera al capitale, e ora il genio uscito dalla bottiglia

Repubblica Nazionale

DOMENICA 9 OTTOBRE 2011

LA DOMENICA
In tuta da ginnastica, con un impermeabile da impiegato, mentre tira calci a un pallone o solleva orgoglioso uno dei suoi figli. Un reporter americano
ha ritrovato le fotografie intime del Ras, da sempre tenute nascoste dal regime. Ecco come davanti alla pi normale quotidianit

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Dietro le quinte

Lattualit

si sgretola la propaganda di un piccolo grande dittatore

FOTO REDUX

Album di famiglia
Ritratto delluomo che non era il Colonnello
NEOPADRE
Muhammar Gheddafi in tuta da ginnastica tiene in braccio uno dei suoi figli appena nato

GHEDDAFI

VITTORIO ZUCCONI
essuno le aveva mai viste, e come le orme di uomo sulla sabbia del deserto anche questo album privato di Muhammar Gheddafi in famiglia sarebbe stato cancellato dalla Tempesta scatenata per deporlo. Le ha trovate per caso come per caso tante immagini vengono strappate al vento della Storia dalla curiosit di un fotografo o di un giornalista Tyler Hicks, un fotoreporter del New York Times che annusava tra le rovine di uno dei rifugi del Colonnello demoliti dalle bombe della Nato e saccheggiati da uomini che portavano via materassi sporchi, cappelli, panni e rottami di mobilia. Sono laltra faccia del mostro ufficialmente bollato e ricercato per crimini contro lumanit, il rovescio umano di quellicona grottesca, buffonesca, feroce e insieme ridicola che questo dittatore divenuto, anche per propria scelta, la caricatura di se stesso, aveva creato per il consumo dei libici e dei suoi untuosi adulatori nel mondo. Eccolo che palleggia su uno stento praticello che sembra periferia della Milano anni Cinquanta, ancora giovane, in camicia e jeans, con i figli, probabilmente con quel Saadi che decenni pi tardi sarebbe riuscito a comperarsi un pezzetto di illusione calcistica in Italia versando soldi alla Juve e sfruttando le smanie del presidente del Perugia Gaucci. Senza il burnus, il mantello con cappuccio che diventer il suo

brand alternato alle uniformi militari da operetta grondanti di fronde, botte, nastrini di campagne mai fatte o vinte, ma con un placido cammello che bruca lerba di primavera punteggiata di fiori gialli, il padre della Jamahiriya, della repubblica libica, torna a essere soltanto il padre di due ragazzini e il capo famiglia che li porta a passeggio, vestito con una felpa rossa da turista su calzoni bianchi. E le divise da generalissimo immaginario ridiventano il semplice kaki molto britannico da tenente, quale era uscito dallaccademia dopo quattro mesi di addestramento anche in Inghilterra, che guarda il Mediterraneo e un porto terminale del petrolio accanto a uno dei suoi innumerevoli figli, in una foto che deve risalire agli anni Sessanta, prima del colpo di stato e della sua ascesa al trono. Forse uno dei suoi tanti figli uccisi sotto le bombe. Identificare chi sono quegli uomini e quelle donne ritratti nel mucchio di istantanee sparpagliate fra i detriti di Bab al-Aziziya, il principale dei suoi rifugi privatissimi, a sud di Tripoli, difficile, a volte impossibile, perch la feroce privacy che circondava la famiglia, il cerchio magico di mogli e figli di Gheddafi, aveva sempre impedito che la gente li vedesse. Neppure i capi ribelli, spesso uomini del vecchio regime prontamente passati dallaltra parte della barricata, sono riusciti a indicare i nomi, a riconoscerli, racconta il fotoreporter che aveva mostrato a loro lalbum di famiglia. Si vedono chiaramente, in una foto presa da un dilettante, forse da lui stesso, crudamente illuminata da un flash amatoriale, la se-

CRONOLOGIA
IL COLPO DI STATO
Nel 1969 dopo aver deposto il re Idris I, Gheddafi diventa il leader della nuova Repubblica di Libia

IL LIBRO VERDE
Nel 1975 pubblica il manifesto politico in tre volumi con le sue teorie su economia e democrazia

REAGAN E IL CANE PAZZO


Dopo la bomba di Berlino, nel 1986, Reagan lo definisce cane pazzo del Medio Oriente

LOCKERBIE
Il 21 dicembre 1988 un aereo Pan Am esplode sulla cittadina di Lockerbie: 270 i morti

LATTENTATO IN NIGER
Nel 1989 un aereo francese esplode mentre vola sopra il Niger: muoiono 170 persone

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LEGUIDE

DIREPUBBLICA
@ guide@repubblica.it
FOTO CONTRASTO

GRAN BALLO Nella foto grande, Alain Delon e Claudia Cardinale in una famosa scena del film Il Gattopardo, (1963) diretto da Luchino Visconti e tratto dal romanzo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa. In alto, il vestito originale indossato dallattrice durante le riprese e ora in mostra a Torino

levento

Una grande mostra dal titolo Moda in Italia. 150 anni


di eleganza in corso alle Sale delle arti della reggia di Venaria a Torino, confermato come il quinto sito pi visitato dItalia, per completare, anche dal punto vista della storia del costume, le celebrazioni per i 150 anni dellUnit dItalia. La mostra, aperta fino all8 gennaio, rientra in Esperienza Italia, il lungo appuntamento che Torino e il Piemonte hanno dedicato durante il 2011 allItalia e alle sue eccellenze, sotto lalto patronato del presidente della Repubblica. Il percorso espositivo, a cura di Gabriella Pescucci e Franca Sozzani, con la consulenza di Dino Trappetti, racconta attraverso un itinerario di stile, creativit e capacit sartoriale, la vicenda storica, sociale, culturale e di costume del nostro Paese. Info: 011.4992333

LItaliafatta Vestiamogliitaliani
SOFIA GNOLI

a moda lautoritratto di una societ e loroscopo che essa stessa fa del suo destino, diceva Ennio Flaiano. Sono circa duecento gli abiti attraverso i quali una grande mostra alla reggia sabauda di Venaria, alle porte di Torino, racconta la storia dItalia dallUnit a oggi. Le curatrici dellesposizione, Gabriella Pescucci, costumista, premio Oscar per Let dellinnocenza (1994), e Franca Sozzani, direttrice di Vogue Italia, ricostruiscono le metamorfosi della moda negli ultimi 150 anni. Un racconto che, abito dopo abito, svela uno squarcio di storia e di speranze. Dal vestito di velluto nero (1867) - di manifattura italiana ma presumibilmente copia di un modello francese della maison Worth - appartenuto alla contessa di Castiglione, fino alle creazioni di Armani e Versace, Fendi e Prada, ogni mise descrive unemozione, unatmosfera, attraverso un accattivante gioco di specchi pensato da Michele De Lucchi. I primi tentativi per laffermazione di uno stile autonomo, svincolato dallinfluenza francese risalgono allatmosfera incandescente del Risorgimento. Gi nel 1847 sul periodicoModa Nazionale si legge: guerra, guerra alla Senna. (segue allinterno dellinserto)

Una mostra alla reggia sabauda di Venaria racconta la storia dellUnit attraverso i cambiamenti del costume. E mette in luce che i primi tentativi di affermare uno stile nazionale autonomo, distinto dalla dominante influenza francese, risalgono proprio al Risorgimento

lintervista ParlalaPescucci

Il cinema la memoria della moda


LAURA LAURENZI

abito appartenuto alla contessa di Castiglione, che Metternich defin una statua di carne, e quello di Lina Cavalieri, dai pregiati ricami floreali. Un vestito di Eleonora Duse e uno uscito dal guardaroba della regina Margherita. Il vero problema stato sceglierli. Questo s e questo no. A raccontare la mostra Moda in Italia, 150 anni di eleganza la sua curatrice, la costumista Gabriella Pescucci, un premio Oscar, due nominations, sette Nastri dargento, due David di Donatello, un Bafta. (segue allinterno dellinserto)

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LEGUIDEDIREPUBBLICA
MANTO REGALE
appartenuto alla regina Margherita di Savoia questo manto di sartoria italiana successivo al 1878. Museo di Palazzo Mocenigo di Venezia, Collezione Grassi

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TEMPO LIBERO
Un abito da pomeriggio, del 1872 circa (a sinistra) e un tailleur da passeggio di due anni dopo (a destra), di manifattura italiana. Fondazione Tirelli Trappetti di Roma

davedere

Esposti i vestiti che raccontano storia e stile nazionali Eccone alcuni

LUnit dItalia raccontata attraverso gli abiti A Torino, fino a gennaio, esemplari storici come quelli della regina Margherita di Savoia e della contessa di Castiglione; ma anche grandi creazioni rese immortali dai film che hanno saputo interpretare le nostre epoche chiave

Un Paese taglia e cuci

SOFIA GNOLI
(segue dalla prima dellinserto) uerra ai nemici del figurino italiano. A parte qualche altra sporadica iniziativa, come quella di Rosa Genoni, la sarta lombarda che nei primi del Novecento divenne famosa per le sue collezioni ispirate allarte del Rinascimento, la questione di una moda indipendente venne ripresa durante gli anni del regime. Lo stesso Mussolini nel 1932 dichiar sul Popolo dItalia: Una moda italiana non esiste ancora; crearla possibile, bisogna crearla. Di l a poco, oltre a istituire un apposito ente, il regime promosse la pubblicazione del Commentario Dizionario italiano della moda (1936) che, in nome delle sane voci italiane, trasformava il tailleur in completo a giacca, le paillettes in pagliuzze, lo chignon in cignone. Tutto questo, se da un lato d la misura di unItalia ebbra di propaganda nazionalista,

dallaltro prelude a una nuova autonomia creativa. Tra i primi a dimostrarlo c Salvatore Ferragamo che, nel 1938, per sopperire alla mancanza di cuoio dovuta allautarchia, cominci a confezionare calzature con materiali inconsueti come sughero, paglia e rafia. Disdegnate sulle prime, le sue scarpe con la zeppa determinarono, come not Irene Brin, unimperiosa rivoluzione del gusto e strane metamorfosi nelle proorzioni. La Citt eterna, con la sua atmosfera fatata, fatta di tramonti, rovine e basiliche si impose, nel dopoguerra, come la terra di sogni impossibili, si pensi a Vacanze romane (1953), dove Audrey Hepburn, principessa in visita ufficiale, dimentica ogni dovere abbandonandosi tra le braccia di un fascinoso Gregory Peck. Approdate nella capitale per girare filmsouvenir negli economici studi di Cinecitt, stelle e stelline iniziarono a frequentare gli atelier delle Sorelle Fontana e di Schuberth, di Fernanda Gattinoni e di Roberto Capucci, rendendoli famosi. La moda italiana si stava

il percorso
MANICHINI IN PASSERELLA
Negli spazi dellantico teatro delle Commedie della reggia in scena una sfilata dei giorni nostri, curata da Franca Sozzani, in cui manichini curati di tutto punto indossano firme di pregio degli ultimi venti anni (foto sopra)

Dallambra alla zagara, quei profumi da indossare

mostra Lallestimento dellada un originale arricchito anche percorso olfattivo ideato da Laura Tonatto, uno dei nasi pi apprezzati al mondo, imprenditrice torinese e creatrice di essenze e profumi. Uninstallazione olfattiva, infatti, accompagna il visitatore in una vera e propria esperienza sensoriale che lega ad alcuni abiti esposti una molecola di profumo brevettata. Tra i profumi che caratterizzano la mostra, spicca quello di zagara che accompagna il vestito indossato da Claudia Cardinale nel Gattopardo. Luchino Visconti lo fece infatti vaporizzare durante le riprese del famoso ballo nellestremo tentativo di rendere tutto fedele alla realt. In mostra, anche la storia del profumo

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LEGUIDEDIREPUBBLICA
POMERIDIANO
Contrasti cromatici e ricche lavorazioni per questo abito da pomeriggio, del 1892 circa, di manifattura italiana. Fondazione Tirelli Trappetti di Roma

PER SAPERNE DI PI www.italia150.it www.lavenariareale.it

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DA COCKTAIL
A sinistra un abito da sera, Myricae, del 1948 circa. A destra, un abito da cocktail, del 1955 circa, di Elvira Leonardi. Firenze, Collezione Massimo Cantini Parrini

DA SERA
datato 1867 labito da sera, di manifattura italiana, appartenuto alla contessa di Castiglione. Fondazione Tirelli Trappetti di Roma

lintervista La costumista Pescucci, curatrice della mostra

Le emozioni della moda affidate al cinema

ANITA, AVA E LE ALTRE STAR A centro pagina, Anita Ekberg in una scena del film La Dolce Vita. Qui sopra, Ava Gardner con labito redingote creato per lei, nel 1955, dalle sorelle Fontana (archivio Fondazione Sorelle Fontana). A destra, una scena del film Senso (1954) LAURA LAURENZI

il restauro
(segue dalla prima dellinserto)

on quali criteri ha selezionato gli abiti?

Ragazzi a lezione
Sono previsti, durante il periodo della mostra, appositi laboratori tematici e workshop rivolti alle scuole di ogni ordine e grado, a cura dei servizi educativi della Venaria Reale. Per informazioni: 011.4992355; prenotazioneservizi educativi@lavenaria reale.it

affermando sotto i riflettori internazionali e Giovanni Battista Giorgini, forte di una lunga esperienza come compratore per i grandi magazzini americani, ne sarebbe stato il regista. Fu lui nel 1951 a organizzare a Firenze, di fronte a un pubblico internazionale, la prima sfilata collettiva di moda italiana. Il successo fu istantaneo. Firenze, con la passerella della Sala Bianca di Palazzo Pitti, in un lampo divenne il miglior trampolino di lancio per ogni esordiente: da Federico Forquet a Pino Lancetti, da Missoni a Valentino. Lascesa dello stile italiano non fu interrotta neanche dal 1968 quando uova marce e pomodori vennero scagliati contro pellicce e abiti sontuosi alla serata inaugurale della Scala. Allora si fece strada un nuovo concetto di moda che, prese le distanze dai tradizionali atelier dellimmediato dopoguerra, punt sul binomio moda-industria. Stava nascendo il prt--porter e Walter Albini, stilista troppo spesso dimenticato, ne sarebbe stato il pioniere. Fu lui a dare il la a quella grande av-

ventura che, nel giro di poco, avrebbe dato vita al Made in Italy. Nel 1971 Albini abbandon gli stucchi e i lampadari di cristallo della Sala Bianca per sfilare a Milano, citt dellindustria e del design. La stampa internazionale lo acclam come Il nuovo Yves Saint Laurent. Presto il suo esempio sarebbe stato seguito da Krizia, Missoni e molti esordienti, come Armani e Versace. Milano era diventata la nuova capitale dello stile italiano. A proposito delle sue peculiarit, Beppe Modenese, presidente onorario della Camera della moda, dice: oltre alla compenetrazione tra industria e design non dobbiamo dimenticare la partenza artigianale del nostro lavoro. E infatti, di fronte allascesa della fast fashionche, con vestiti a 12 euro, minaccia sempre pi la moda, la risposta , come stanno dimostrando i nuovi astri dellitalian style in mostra - da Frida Giannini, direttore artistico di Gucci, a Gabriele Colangelo -, artigianato e creativit.
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Abbiamo scelto i pi rappresentativi. Naturalmente si tratta di vestiti autentici e la selezione fra i tantissimi pezzi dellimmensa collezione Tirelli Trappetti non stata certo facile. Li ho guardati e riguardati almeno una ventina di volte, esaminandoli, riconsiderandoli ed eventualmente sostituendoli. Con quale ragionamento avete mixato abiti autentici con abiti di scena? Per quanto riguarda il periodo di cui mi sono occupata io, che va dal 1860 al 1960 - dopo, per la moda contemporanea, subentrata Franca Sozzani - gli abiti cinematografici sono solamente due, ma entrambi molto importanti: quello da ballo indossato da Claudia Cardinale nel Gattopardo e un abito che Alida Valli portava in Senso. Due film scelti non certo a caso, in quanto il tema sullo sfondo lUnit dItalia. Con Franca Sozzani vi siete mai sovrapposte? Ci sono stati dissapori tra voi? Mai. La stimo moltissimo. Il cinema larchivio vivente della moda: concorda? Certamente s. Per secoli a rispecchiare e a raccontarci gli abiti stata la pittura. Poi venuta la fotografia e oggi sostanzialmente questo ruolo svolto soprattutto dal cinema. C un abito fra quelli esposti che lei giudica particolarmente significativo? Forse labito che amo di pi quello, lungo, da sera, indossato da Lina Cavalieri: nero con dei fiori che sembrano giaggioli ricamati con le paillettes. Solo nel secondo dopoguerra si pu cominciare a parlare di moda italiana vera e propria. LItalia dunque era un Paese provinciale? un dato di fatto che fra lOttocento e il Novecento i sarti pi famosi e pi richiesti lavorassero a Parigi e le signore ricche italiane si vestivano da loro. Ma sartorie importanti stavano nascendo anche nel nostro Paese. Per il boom della moda made in Italy tuttavia bisogna aspettare linizio degli anni Cinquanta e la storica sfilata organizzata dal marchese Giorgini nella Sala Bianca di Palazzo Pitti a Firenze. Quanto tempo avete impiegato per realizzare questa mostra? Ci stiamo lavorando, anche se non in modo continuativo, da quasi due anni. Dopo tante celebrazioni dellUnit dItalia si ha forse limpressione che la mostra dedicata ai 150 anni della moda arrivi quasi fuori tempo massimo. cos? No, assolutamente no. Mi pare che siamo perfettamente in tempo. In Italia purtroppo c sempre la mania di bruciare gli anniversari troppo in anticipo. Non sarebbe stato pi indicato fare una mostra di questo tipo a Roma o a Milano? Credo proprio di no. Torino la citt giusta: stata ed tuttora una grande citt, con un passato strepitoso e ancora oggi molto vivace culturalmente.
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Una reggia per ogni stagione

reggia di Venaria La stata dichiarata Reale patrimonio mondiale dellumanit dallUnesco. Dopo il cantiere durato otto anni, il complesso monumentale ha riaperto al pubblico nellottobre 2007. Gli ultimi restauri sono stati realizzati in occasione dei 150 dellUnit dItalia

lallestimento

Il magico gioco degli specchi

ichele De Lucchi ha curato lo spettacolare allestimento negli scenografici ambienti della reggia sabauda. Una magica combinazione di specchi elimina la distanza con gli abiti. Il visitatore si pu sentire parte della scena e della storia rappresentata, fra suggestioni artistiche, fotografiche, musicali

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IN POSA
Accanto, da sinistra Saif al-Islam, Safiya e altri membri della famiglia Gheddafi

IL BACIO
Sotto, Gheddafi bacia il quarto figlio Hannibal, seduto tra il padre e la madre Safiya

CERIMONIA
In basso, Safiya alla cerimonia musulmana di circoncisione di Saif al-Arab

SPOSI
Nellaltra pagina, Gheddafi in gessato chiaro con la moglie Safiya che gli sorride durante un viaggio in aereo

PASSEGGIATA
A destra, un giovane Colonnello con un trench stile inglese passeggia accarezzando uno dei suoi figli

DELFINO
Sotto, Saif al-Islam, il secondogenito di Gheddafi e per lungo tempo considerato suo delfino, a cavallo

IL VIDEO

conda moglie Safiya Farkash, la figlia Aisha grondante orecchini e gioielli sopra un abito con grandi spalle a sbuffo e il figlio Saif alIslam, in giubbotto di pelle da bullo camorrista, ripresi con una testa di leone alle spalle. Conforta sapere che quelle due donne sono da tempo in salvo in Algeria, dove Aisha lunica figlia femmina ha partorito un bambino il mese scorso. La figlia adottiva, Hana, fu data per morta sotto le bombe del raid ordinato da Reagan nel 1986, ma nessuno lo conferm mai. Secondo la stampa tedesca, Hana viva e adulta, e vive in Germania. La dimensione politica e propagandistica creata da lui e ben volentieri adottata dai suoi nemici per giustificare lattacco si scompone nelle tessere di un mosaico famigliare che quasi imbarazza osservare. Ecco Safiya, la moglie, che guarda e consola orgogliosa e sorridente un neonato Saif al-Arab dopo la dolorosa ma inevitabile cerimonia musulmana della circoncisione. A quel neonato, ventanni pi tardi, il padre avrebbe affidato la repressione della prima rivolta contro il regime, a Bengasi, con risultati disastrosi. Ed lo stesso neonato, stretto nelle fasce che un tempo stringevano tutti i piccoli, a essere esibito dal padre sorridente, in tuta Adidas sotto un cappellino bianco da golfista americano in Florida. Era il 1982, unaltra era. Sei anni dopo avere sorretto quel neonato con giusto compiacimento, il padre, luomo in tuta sportiva e cappellino da golfista, avrebbe ordinato lattacco al Jumbo della Pan Am precipitato a Lockerbie, uccidendo 270 persone innocenti quanto quel bambino.

Eppure diventa impossibile voler male non avendo mai assaggiato la frusta e le torture del regime libico alluomo che ci guarda da foto che nessuno, oltre il cerchio della famiglia, avrebbe mai dovuto vedere. Pu essere il giovane uomo chiuso in un trench coat, in un impermeabilino grigio da impiegato di concetto, che accarezza affettuosamente uno dei suoi bambini riccioluti lo stesso che la Corte internazionale sta ricercando appunto per crimini contro lumanit? Queste non sono le immagini private di Adolf Hitler, colto nella sua stupenda residenza bavarese di Berchtesgaden mentre gioca con la cagna Blondi o mentre la favorita Eva Braun quella che morir suicida con lui nel bunker sorride civetta allobbiettivo, che ci rimandano brividi di una normalit inquietante. Il Gheddafi dellalbum privato sottratto alle rovine realmente un uomo qualunque sotto gli orpelli dei costumi di scena, anche accanto ad altri capi di stato (c anche Mubarak) o grandi personalit come Nelson Mandela, nei giorni delladulazione, quando il suo petrolio e i suoi dollari ingolosivano tutti. il fatto che lui, e i suoi sicofanti, le tenessero accuratamente nascoste, che non fossero mai state destinate al consumo pubblico pur nella loro umana innocenza, a darcene la dimensione sinistra. Perch un uomo che si vergogna di mostrarsi in pubblico come padre che gioca a pallone coi figli, come marito qualsiasi, come suocero a una cerimonia, gi tradisce il sospetto che non sia un uomo.
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SCENE DI VITA
In questo video amatoriale girato nel rifugio dove rimasto nascosto dopo la fuga da Tripoli, Gheddafi ritratto in momenti di vita quotidiana con i suoi familiari, mentre mangia e gioca con i nipoti

BASTA CON IL TERRORISMO


Nel 1999 Gheddafi dichiara di rinunciare al terrorismo e inizia la riconciliazione con lOccidente

I BAMBINI INFETTATI
Nel 2006 sei medici stranieri condannati a morte con laccusa di aver infettato 400 bambini

AMO LEEZZA RICE


Nel 2007 a Al Jazeera dichiara a proposito di Condoleezza Rice: Amo quella donna africana

IL DISCORSO ALLONU
Nel 2009, durante il suo primo discorso allOnu, strappa la Carta delle Nazioni Unite

IL MANDATO DI ARRESTO
La Corte internazionale dellAja a marzo 2011 ne chiede larresto per crimini contro lumanit

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libri del poeta Robert Burns possono rivelarsi un pretesto ideale per praticare quel bel gioco tradizionale scozzese che il lancio del tronco con la sola differenza che, al posto della grossa pertica di rito, va sollevata unenorme pila di libri del nostro beneamato Robert. Reclutate cinque o sei amici e date vita alla competizione per scoprire chi in grado di lanciarla pi lontano. Chi effettua il lancio pi corto sar costretto a farsi una bella scorpacciata di haggis, le famigerate salsicce di frattaglie di pecora tanto amate dagli scozzesi!

uesto un appello per tutti gli appassionati di modellismo militare! La copertina di un qualsiasi volume di grande formato, sia esso libro darte o catalogo di arredamento di interni, se sistemata di piatto, cosparsa di uno strato spesso di burro di arachidi in modo da simulare il fango di un campo di battaglia, e punteggiata di modellini realistici di artiglieria, carri armati in scala 1: 2 e soldatini morti riversi su un fianco sparsi qua e l (o addirittura, qualora si aspiri a ottenere un effetto ancora pi realistico, tranciati a met), potrebbe rivelarsi un commovente diorama atto a rappresentare la vostra avversione nei confronti della guerra e dei suoi terribili costi. Munitevi di pazienza: il burro darachidi irrancidisce, ma nel giro di un paio di giorni al massimo solidificher, trasformandosi in un imperituro scenario di atroce carneficina assolutamente inodore.

LAUTORE
Bruce McCall, canadese (1935), uno dei pi famosi illustratori del New Yorker Autore comico, scrive spesso nella rubrica Shouts & Murmurs

acendo in modo di non leggerne anticipatamente il titolo, fasciate un libro qualunque con del nastro da imballaggio formando un motivo a croce e, dopo averlo gettato in piscina o in un canale, tuffatevici dentro e provate a rimuovere il nastro e a leggere il titolo prima di rimanere a corto di ossigeno. Pare che il grande Houdini amasse praticare questa attivit come hobby serale, dopo cena, malgrado gli storici pi accreditati sostengano che il mago sapesse a malapena leggere linglese.

ibrie frullatori raramente vanno daccordo, ma nel caso in cui il vostro frullatore disponesse di un contenitore gigante e lame ultraresistenti beh, allora che il divertimento abbia inizio! Nota bene: quando avrete finito di frullare il che dovrebbe avvenire pochi secondi dopo lavvio le pagine sbriciolate potranno fungere da perfetto tappetino per la gabbietta del vostro criceto. Un libro abbastanza voluminoso potr fungere invece da tappeto ideale per la gabbia di quel rinoceronte bianco che vostro figlio vi ha appena portato in casa.

he ne direste di fabbricarvi un paio di libri alzatacchi? pi semplice di quanto possa sembrare. Procuratevi un rotolo di nastro adesivo e fissate due libri dello stesso spessore per esempio, due copie identiche del Paradiso perduto alla pianta dei vostri piedi (potete indossare o meno le scarpe, a voi la scelta). Con questo sistema, potreste guadagnare fino a quindici centimetri in altezza. E non solo: grazie al caratteristico passo strascicato dovuto a quei due libroni che vi portate sotto i piedi, avrete tutti gli occhi puntati addosso durante i rinfreschi allaperto, le rimpatriate scolastiche, e persino durante i congressi!

rendete uno o due libri sulle esplorazioni artiche e ficcateli nel freezer lasciandoveli per qualche settimana. Quindi tirateli fuori e premeteli sulle guance del primo amico che verr a farvi visita. Continuate a premere finch le guance del malcapitato non perderanno completamente la sensibilit. Il vostro amico vivr sulla propria pelle la stessa sensazione di agonia da congelamento provata dagli eroici esploratori dellArtico e difficilmente riuscir a dimenticarla. 2009 Bruce McCall Published by arrangement with Marco Vigevani Agenzia Letteraria
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LA DOMENICA

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La lettura
Vademecum
Fabbricare un bel paio di alzatacchi, preparare un frullato di pagine da usare come tappetino per la gabbia del criceto oppure realizzare il modellino di un carro armato:
lillustratore del New Yorker dispensa con ironia i consigli per riciclare tutti i volumi inutili stipati sui nostri scaffali
itagliate la parte interna di un grosso volume e, nello spazio libero che ne ricaverete, inserite un libro pi piccolo. Questidea della matrioska pu essere ripetuta allinfinito finch lultimo libro della serie sar piccolo cos.

IL LIBRO
50 cose che puoi fare con un libro di Bruce McCall in libreria (Lancora del mediterraneo, 112 pagine, 10 euro)

Guarire dalla lettura con il metodo McCall


BRUCE MCCALL

Macao, nellHindu Kush e naturalmente in Finlandia, possibile scambiare in qualunque libreria volumi in lingua finnica con coppie autentiche di palchi di renna; ma da noi, ormai, i librai sono talmente ipersensibili alle rese dei libri stranieri che, se solo vi azzardaste ad avanzare una proposta del genere, vi sbatterebbero subito fuori dal negozio. Niente paura, per: potete sempre ricorrere al consolato finlandese. Gran parte degli uffici consolari finlandesi, infatti, sono provvisti di appositi sportelli elettronici per la restituzione dei libri, situati di solito a non pi di una quindicina di metri dallingresso: per ottenere i vostri palchi baster digitare il prezzo e premere un bottone (attenzione, si accetta solo valuta finlandese!).

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LA DOMENICA
Pianse quando lesse della storia damore tra Frank e Ava Gardner, impotente assistette alla sbandata per Mia Farrow Infine riusc a sposarlo e restargli accanto per tutta la vita
Ora Barbara Blakeley compie ottantacinque anni e vuota il sacco. In un libro racconta del suo prima, durante e, soprattutto, del suo dopo The Voice

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Spettacoli
Luce e ombra

Sinatra
GIUSEPPE VIDETTI

Lady

Quando la moglie non in vacanza

NEW YORK

i mise trentanni per accalappiarlo. Sospirava, guardando in tv le teenager che urlavano per lui davanti al Paramount Theatre di New York allo spettacolo pomeridiano. Elvis era ancora alle elementari e i Beatles allasilo, ma la frenesia del pop era gi esplosa. Le ragazze in lacrime entravano e uscivano dal teatro, comprando un altro biglietto per lo spettacolo successivo (gli artisti di punta ne tenevano anche quattro al giorno). Erano gli anni Quaranta, limmediato dopoguerra. A quellepoca Frank Sinatra era propriet della madre Dolly e della moglie, Nancy Barbato, sposata nel 39. Di nessunaltra e di tutte. La piccola Barbara pianse rassegnata quando lesse sui rotocalchi della tormentata storia damore con Ava Gardner, la diva che mand allaria le prime nozze e in frantumi il cuore (e la voce) di Mr. Blue Eyes. Erano gli anni Cinquanta. Assistette impotente alla sbandata che si prese per una ragazzina, Mia Farrow. Spavaldo, Frank la volle sposa in bianco per dimostrare a se stesso e al mondo che non era perdente in amore. Erano gli anni Sessanta. Sinatra era gi da trentanni la Voce e il Volto pi popolari del mondo. Barbara Blakeley dovette aspettare gli anni Settanta per avere quel Frank cui fin da piccola si sentiva destinata ma che in pi di unoccasione laveva corteggiata anche in presenza del suo secondo marito, Zeppo Marx, lunatico, bizzarro e ricchissimo rampollo della celebre famiglia di comici. Aveva cinquantanni quando nel 1976 divent la quarta e ultima signora Sinatra, quella che avrebbe resistito pi a lungo persino della povera Nancy che ai tradimenti e alle rivali aveva fatto il callo restandogli a fianco fino alla morte (1998). Barbara Sinatra, che il 16 ottobre compie 85 anni, ora ha deciso di vuotare il sacco e di far giustizia di tante biografie inesatte pubblicando Lady Blue Eyes. My life with Frank Sinatra (Ed. Crown Archetype), quasi quattrocento pagine in cui racconta i suoi primi cinquantanni quando nella sua vita cera solo lombra di Frank, o almeno cos lei con un pizzico di senile follia pretende che sia e gli anni del matrimonio, quando lartista di Hoboken, passati i sessanta, era in cerca di stabilit e aveva messo un freno alla sua attivit di confessore di tutte le pi belle di Hollywood, da Grace Kelly a Judy Garland, da Lana Turner a Marilyn Monroe (ma non solo dive e non solo Hollywood, Jacqueline Kennedy compresa). Il racconto di Barbara tenero e ingenuo, ma francamente non cera bisogno di queste pagine per capire che in suo marito si nascondevano Dr. Jekyll e Mr. Hyde n per sapere che il padre di Frank, An-

tonio Martino, arrivato nel 1903 da Palagonia, provincia di Catania, quando aveva dieci anni, parlava un inglese incomprensibile al punto da aver bisogno di un traduttore. O che sua madre Dolly (Natalie Della Garaventa) era tremenda e possessiva anche se il suo bambino aveva passato i sessanta (quando si rese conto della presenza di Barbara e annus che cera aria di un quarto matrimonio, lo aggred: Non ci sono gi abbastanza puttane qui in giro?). Quando il mio figlioletto Bobby festeggi il suo secondo compleanno, scrive Barbara raccontando le disavventure col primo marito, sapevo che io e suo padre non saremmo stati insieme per il terzo. Avevo poco pi di ventanni, tutto era successo in fretta da quando avevo lasciato Bosworth. Nel giro di pochi anni mi ero

sposata, avevo sfilato, avevo fondato una scuola per fotomodelle ed ero diventata una delle fondatrici di Miss Universo. Cera anche in commercio un rossetto che portava il mio nome. E gi avevo una pratica di divorzio in corso. Non mi aspettavo niente dalla vita, tutto era accaduto per caso. Come tutto quello che sarebbe venuto dopo. Agli occhi di una donna religiosa, intransigente e di sani principi come Dolly, Barbara era solo una poco di buono. Ma proprio la storia prima del matrimonio con The Voice la parte pi gustosa di My life with Frank Sinatra. Raramente capita di leggere proprio perch i protagonisti non hanno lautorit e la statura per scrivere un libro le vicende di unartista di serie B (e siamo generosi) raccontate in prima persona. La signora Sinatra narra onestamente la sua infanzia in uno degli

OGGI
A destra, Barbara Blakeley nel maggio di questanno con linseparabile cagnolino A sinistra, memorabilia varia: i lasciapassare per il camerino di Sinatra Nella foto grande unimmagine degli anni Quaranta di The Voice con autografo, Con affetto, Frank Sinatra, e il biglietto da visita siglato Francis Albert. Sullo sfondo, alcuni biglietti per i suoi show nel mondo Il materiale tratto da Sinatra di Charles Pignone, edizione White Star

IERI
Qui sopra la copertina del libro Lady Blue Eyes My Life With Frank Sinatra A sinistra Frank e Barbara il 13 luglio 1976, freschi sposini

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NANCY BARBATO
la prima moglie di The Voice Sposa Frank Sinatra in New Jersey nel 1939. Dalla loro unione nascono Nancy (1940), Frank Jr. (1944) e Tina (1948) Si separano nel 1950 nel giorno di San Valentino

AVA GARDNER
Sposa Sinatra il 7 novembre 1951, dieci giorno dopo che Blue Eyes aveva ottenuto il divorzio dalla prima moglie Celebri le loro scenate di gelosia Si separano dopo appena due anni, nellottobre del 1953

MIA FARROW
Si incontrano sul set del film Il colonnello Von Ryan Quando si sposano, il 19 luglio 1966, lei ha 21 anni, lui 50 La loro storia finisce nel 1968 con una scenata sul set del film Nastro rosso a New York

stati pi poveri dAmerica, il Missouri, le sue velleit di fotomodella che non la portarono mai pi lontano della passerella di un grande magazzino, gli anni in cui fu showgirl di ultima fila a Las Vegas e quelli in cui vagava negli atelier di Beverly Hills, dove i sarti provavano su di lei modelli per Jayne Mansfield, Dorothy Lamour, Jane Russell, Lana Turner e Doris Day (di cui aveva esattamente la stessa taglia), prima di diventare la madrina delle primissime edizioni di Miss Universo. Dolly schium di rabbia quando si rese conto che il suo piccolo sarebbe convolato con una che aveva avuto un figlio a ventanni da un primo marito beone e giocatore dazzardo e che aveva sposato il comico Zeppo Marx (Troppo brutto per non essere stato un matrimonio di convenienza) perch tornata a Los Angeles da Las Vegas non aveva n un tetto n una scuola per il suo ragazzo (la tresca con Frank inizi praticamente sotto gli occhi del povero Zeppo, la cui villa di Palm Springs confinava con quella dei Sinatra). Frank aggressivo con la stampa, Frank

che fa le ore piccole con il Rat Pack e molte bottiglie di scotch, Frank che prepara la pasta al pesto, Frank pi geloso di un marito siciliano, Frank che borbotta persino contro Tony Bennett, il suo crooner preferito (Diamine, un omone del genere non regge lalcol!), Frank dalle amicizie pericolose perch se sei una star di Las Vegas inevitabile che i mafiosi siedano al tuo tavolo. Ingenua Barbara, lo sapevamo gi. Pi divertente il Bolero Film che la quarta signora Sinatra cuce intorno a se stessa, pi spassoso il Grand Hotel sulla vita matrimoniale con Zeppo, quando la Little Miss Sunshine del Missouri entra nel giro dei vip e diventa protagonista della vita mondana di Palm Springs. Esilaranti gli aneddoti sui grandi couturier di Hollywood, unallegra brigata di sarti e sartini, personaggi colorati e tutti gay. Ma questo, anche se ero una che veniva dalla provincia, non minfastidiva, scrive Barbara. Mio padre ci aveva allevati con la massima vivi e lascia vivere (ma tra le righe si legge che per lei come anche per Frank gli omosessuali erano delle buffe, e

qualche volta fastidiose, bestioline). Tenera Barbara. Mentre in giro per Beverly Hills con la moglie di Gregory Peck, sua buona amica, incontra Greta Garbo e nel libro racconta di quel vis viscon la Dea come se avesse incrociato la fiorista della porta accanto: Scambi un breve saluto con Veronique. Peccato che avessi tante commissioni da fare. Mi sarebbe piaciuto fermarmi a parlare con lei per capire se era veramente una donna cos fredda. E di nuovo, tenera Barbara: Ogni anno nel giorno dellanniversario della morte di mio marito, vado sulla sua tomba. Ci sono sempre oggetti lasciati dai fan, bottigliette di Jack Daniels, pacchetti di Camel, i suoi dolci preferiti, bandierine americane, mazzi di fiori. Presto saremo di nuovo insieme come siamo stati per trentanni. Magari anche sulla mia tomba qualcuno lascer dolcetti. Riposer accanto a lui. Tutti i nostri amici e la mia famiglia sono sepolti al Desert Memorial Park. Sar come ritornare ai bei vecchi tempi. Voglio che sulla mia lapide ci sia scritto Anche io!.
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BARBARA BLAKELEY
Si converte al cattolicesimo per sposare Sinatra Le nozze si celebrano l11 luglio 1976 Nonostante il difficile rapporto con i figli di Frank e i ripetuti tradimenti, rester al suo fianco fino alla morte (il 14 maggio 1998)

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LA DOMENICA
Grazie ai successi della medicina la tendenza gi in atto da tempo, ma il vero strappo deve ancora avvenire Ed proprio questo lobiettivo dei centri di ricerca della California, dove sperimentando
lalterazione di due soli geni si programma la nuova frontiera della longevit

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Next

Oltre Faust

Quarta et L
La
FEDERICO RAMPINI
SAN FRANCISCO oro sono gi tra di noi, simili a noi, destinati a sostituirci per sempre, o quasi. E se noi stessi fossimo loro senza saperlo? Loro non sono gli alieni dellInvasione degli ultracorpi, il classico film della fantascienza del 1956. Sono i futuri millenari, che abiteranno questo pianeta per un tempo interminabile in confronto alla nostra breve vita. Il gerontologo Aubrey de Grey convinto che siano davvero in mezzo a noi: I primi esseri umani destinati a vivere fino alla soglia dei mille anni sono quasi certamente gi nati. Non perch siano diversi dalla nascita: la scienza che sta facendo tali balzi in

Nei laboratori della vita 100+


avanti da rendere realistico un formidabile prolungamento della longevit umana. Mettiamo pure che i mille anni per ora restino un obiettivo irrealistico dice la futurologa Sonia Arrison del Pacific Research Institute, in California ma unet media di 150 anni raggiungibile in un futuro vicino. E la maggior parte di quegli anni li vivremo in buona salute, vitali e produttivi. In parte questa evoluzione gi in atto sotto i nostri occhi. Quasi sei milioni di americani hanno pi di 85 anni, diventeranno una ventina di milioni entro il 2050, passando dall1,8 per cento al 4,34 per cento della popolazione. In quanto agli ultracentenari, erano appena 2.300 negli Stati Uniti di mezzo secolo fa, oggi ce ne sono gi ottantamila, a met del secolo saranno oltre seicentomila. Quindi entro pochi decenni la popolazione oltre i cento anni avr le dimensioni della citt di San Francisco. Ma queste sono tendenze estrapolate da quanto sta accadendo da decenni, non tengono conto di nuovi balzi in avanti. Per molti esperti il vero strappo deve ancora avvenire, grazie alle ricerche sul gene della longevit. Un esempio lo fornisce il lavoro della scienziata biogenetica Cynthia Kenyon presso il policlinico della University of California a San Francisco. La Kenyon ha scoperto che basta disattivare un singolo gene, chiamato daf2, per raddoppiare la durata di vita di un verme, il Caenorhabditis Elegans. Alterando un altro gene, daf-16, la longevit del verme diventa sei volte superiore alla media. Tradotto nella speranza di vita umana questo equivarrebbe a farci arrivare allet di 500 anni, commenta Sonia Arrison. Lei ha fatto il punto sulle tante ricerche convergenti verso laumento della speranza di vita, nel suo saggio intitolato sinteticamente 100 Plus(appena uscito da Basic Books). In Spagna il Centro di ricerca nazionale anti-cancro usando metodi diversi riuscito a prolungare del 45 per cento la vita dei topi in laboratorio. La Arrison precisa che nessuno di questi risultati si pu trasferire automaticamente sugli esseri umani. Per la direzione delle ricerche promettente. Altrettanto lo la rapidit con cui si raggiungono nuovi traguardi. Sorge unobiezione immediata, a cui importante dare risposta: siamo sicuri di voler sopravvivere cos a lungo, se una vecchiaia in-

Lumanit alla vigilia di una rivoluzione esaltante La prima persona che vivr centocinquantanni probabilmente gi nata
Sonia Arrison autrice di 100 Plus

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terminabile dovesse trasformarsi in un calvario di malattie? La quantit della vita ci attrae, se disgiunta dalla qualit? Non si pu trascurare il fatto che laumento della popolazione di ultra-85enni coincide in tutto lOccidente con un parallelo incremento percentuale dei malati di Alzheimer. La voglia di vivere sempre pi a lungo pu diventare una forma di hubris, castigata con altre sofferenze? La nostra cultura piena di ammonimenti in senso contrario. Dal mito di Faust rielaborato da Marlowe, Goethe e Thomas Mann, fino al Ritratto di Dorian Gray di Oscar Wilde, il desiderio di una longevit innaturale, o di una vecchiaia giovanilistica e godereccia, viene considerato come un delirio di onnipotenza, un patto col diavolo, di cui prima o poi si pagano dei prezzi terribili. Anche qui secondo la Arrison la scienza sta elaborando risposte rassicuranti. Non si tratta solo di vivere di pi, ma anche meglio. A questo fine uno dei percorsi di ricerca pi interessanti punta alla riparazione o sostituzione di interi componenti del corpo umano, via via che si logorano o si guastano. Il fatto che dei singoli pezzi raggiungano la loro data di scadenza, in sostanza, non deve pi significare che la vita dellessere umano ha lo stesso limite. Uno dei laboratori di avanguardia in questo campo il Wake Forest Institute for Regenerative Medicine, a Winston-Salem nella North Carolina. Sotto la guida del professor Anthony Atala, questo istituto ha cominciato a creare delle vesciche artificiali, per sostituire lorgano in bambini che avevano un difetto congenito alla nascita. La struttura di base della vescica artificiale costruita con materiale organico, su cui si innestano cellule staminali del paziente per impedire il rigetto. Partendo da quelle-

Luniversit di Pittsburgh lavora sulle matrici

extracellulari:

il corpo umano diventa autocantiere

sperimento riuscito, oggi lo stesso Istituto lavora alla produzione di trenta diverse tipologie di organi e tessuti inclusi il fegato, il cuore e le ossa. interessante sottolineare che la Wake Forest School of Medicine fa capo alla chiesa protestante battista, a riprova che le convinzioni religiose non sono necessariamente un ostacolo a sperimentare il prolungamento della longevit. Dopotutto Matusalemme un personaggio della Bibbia: sarebbe vissuto fino allet di 969 anni, mor sette giorni prima del Diluvio universale. Visto che la causa di mortalit prevalente nei paesi ricchi restano le malattie di tipo cardiorespiratorio e vascolare, uno dei campi di ricerca cruciali la fabbricazione in laboratorio del cuore umano. Il policlinico della University of Minnesota gi nel 2008 riusc a costruire il primo cuore di topo. Oggi sta lavorando sulla produzione di cuori di maiale, un animale pi simile alluomo per le dimensioni e i cui tessuti cardiaci sono gi ampiamente usati come componenti per trapianti umani. Un altro istituto di medicina rigenerativa, quello delluniversit di Pittsburgh, in Pennsylvania, lavora sulle matrici extracellulari per fare ricrescere tessuti amputati o lesi: per esempio falangi di dita tagliate. Lidea quella trasformare il corpo umano in una sorta di cantiere permanente, con lavori di ristrutturazione e restauro prolungabili per molti decenni o addirittura secoli. Resta da capire se questo salver anche i nostri tessuti cerebrali, e come. Oltre i cento va benissimo, purch non ci si arrivi sotto forma di androidi senza memoria, o con una storia trapiantata come i replicanti di Blade Runner.
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FOTO CORBIS

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LA DOMENICA
Alici e caprini, carne e molluschi e poi i magnifici
dottati bianchi che in questi giorni vengono farciti con mandorle e nocciole. Ingredienti

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I sapori

Poveri ma belli

semplici e golosi sono il biglietto da visita di questa fetta di Campania Felix, dove mezzo secolo fa nacque la superba intuizione della dieta mediterranea

Fagioli di Controne
Rotondi e bianchi, gusto intenso e buccia impercettibile Cottura accurata, aggiungendo acqua calda poco alla volta a bollore lento

Ceci di Cicerale
Terra quae cicera aliit, la terra che nutre i ceci, recita lo stemma del paese dove si producono questi legumi piccoli, scuri e biologici

Fichi dottati
Variet pregiata per i frutti chiari, asciugati al sole e profumati grazie a foglie di alloro o scorza di limone, oppure farciti con le nocciole

Olio dop
Duemila anni di storia e 62 comuni ammessi alla produzione per lextravergine dalle note fruttate, nato da un blend di olive locali raccolte a mano

Alici di menaica
Per i pescatori di Pisciotta, barche e reti (menaiche) che imprigionano solo gli esemplari pi grandi, puliti e messi in cassette con sale marino di Trapani

LICIA GRANELLO

naterra come unarca salvifica, campagna fertile e mare abitato da mille pesci diversi, lucente biglietto da visita della Campania Felix, dove convivono alici e bufale, capre e vacche podoliche, cavalli bradi e scorfani che a condirci la pasta si fa scarpetta fino allultima mollica. Una terra dove contadini e pescatori sono le stesse braccia calate sulle semine e sulle lenze, a volte in maniera intermittente, un po nei campi e un po sulle barche, a volte praticando uno o laltro mestiere semplicemente perch si nati nella parte alta o bassa dello stesso paese, a Pisciotta o nella sua Marina, a Pollica o nella frazione di Acciaroli. grazie a questa millenaria commistione che il Cilento ha forgiato una cucina particolare, semplice e golosa, dove gli intrecci alimentari sono azzardi riusciti e mandati a memoria: pesce e formaggio, carni e molluschi, il dolce che finisce dove comincia il salato e viceversa. Gustosa e sanissima, se vero che Pioppi, borgo di Pollica, stato il laboratorio a cielo aperto dove mezzo secolo fa il medico americano Ancel Keys, sbalordito dalla longevit dei cilentani a dispetto di povert e ruvido stile di vita, ha stilato i comandamenti della dieta mediterranea. Unintuizione straordinaria carboidrati non raffinati, verdure, formaggi ovini e caprini, olio extravergine che nessuna ricerca successiva ha potuto scalfire. Se Keys fosse vivo morto a centanni tondi nel 2004 troverebbe conforto alle sue teorie fra gli ultracentenari della campagna nuorese, che praticano da sempre la medesima dieta quotidiana. A completare un paradigma alimentare da Guinness dei primati, lofferta ittica, primo fra tut-

Le nozze dei fichi secchi


ti il pesce azzurro, con i suoi potenti carichi di antiossidanti. Cucina semplice ma non facile. Intanto, perch praticamente irripetibile a distanza. Non c osteria o ristorante nei confini del Parco del Cilento, ovvero dellarea tra Salerno e il confine calabrese, che prescinda dal proprio orto e dai pescatori del mare distante pochi chilometri. E poi, solo una sapienza antica permette di assemblare in maniera magistrale prodotti raccolti ai quattro angoli del parco. Per esempio, il caprino fresco e la scamorza di bufala, che sostituiscono la pi soave (e ruffiana) ricotta nelle farciture di alici, calamari e fiori di zucca. Oppure la carne di castrato, che potrebbe urtare naso e palato, e invece avvolge la pasta fresca con inaspettata eleganza. E ancora, i magnifici fichi bianchi, che le donne cilentane in questi giorni farciscono con mandorle e nocciole, infilandoli come collanine tutte da mordere negli stecchi di legno. Ma soprattutto, la cucina cilentana sarebbe pi povera senza il pane secco. O vascuotto, la ciambellina di semola integrale alla maniera terragna, bagnata col brodo, o marina lacqua-e-sale dei pescatori, inzuppata dacqua di mare la base su cui impilare olive e pomodori, capperi e alici, patate e melanzane. Se non vi basta, regalatevi un piatto di mesca francesca, la pasta mista spezzata fatta cadere sui teli stesi sotto le cucine reali durante il dominio napoleonico, condita con fagioli di Controne e cozze. Chiusura in gloria con i fichi secchi.
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Cianfotta
Un trionfo di verdure di stagione zucchine, melanzane, peperoni da soffriggere per poi completare la cottura con poca acqua. Sul fondo del piatto, il pan biscotto

Fusilli
Farina, acqua e uova per la pasta fresca lavorata in cilindretti, scavata e avvolta lungo un ferretto sottile a sezione quadrata Si condisce con sugo di pomodoro o con rag di castrato

Cilento
Repubblica Nazionale

Cucina del

DOMENICA 9 OTTOBRE 2011

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Gli indirizzi
DOVE DORMIRE
AGRITURISMO AL SENTIERO (con cucina e vendita) Localit Galdo Pollica Tel. 0974-901617 Camera doppia da 70 euro colazione inclusa MARULIVO DESIGN HOTEL Via Castello 1 Pisciotta Tel. 0974-973792 Camera doppia da 90 euro colazione inclusa HOTEL CALYPSO Via Mantegna 63 Capaccio Tel. 0828-811031 Camera doppia da 70 euro colazione inclusa

DOVE MANGIARE
ANGIOLINA Via Passariello 2 Marina di Pisciotta Tel. 0974-973188 Sempre aperto da Pasqua alla fine di ottobre men da 25 euro IL GHIOTTONE Via Nazionale 42 Tel. 0974-984186 Policastro Bussentino Chiuso il marted men da 40 euro IL PAPAVERO Corso Garibaldi 112 Eboli Tel. 0828-330689 Chiuso domenica sera e luned men da 30 euro

DOVE COMPRARE
COOPERATIVA BIO AGRICOLA NUOVO CILENTO Localit Ortale San Mauro Tel. 0974-903239 VINICOLA LUIGI MAFFINI Frazione S. Marco Cenito Tel. 0974-966345 AZIENDA MICHELE FERRANTE Via degli Orti 2 Controne Tel. 0828-772122 OLEIFICIO MADONNA DELLOLIVO Via Garibaldi 18 Serre - Controne Tel. 0828-974950

Sulla strada

Con Omero e Parmenide nel regno dellacquasale


MARINO NIOLA

Melanzane mbuttunate
Uova, formaggio grattugiato e sale per la farcitura delle rondelle doppie. Dopo la frittura, seconda cottura in sugo di pomodoro Basilico alla fine

l Cilento la terra pi greca dItalia. E Paestum, con i suoi templi dorici gettati come dadi nella pianura, la sua porta ideale. Parte da qui il mio viaggio verso le sorgenti del mangiare mediterraneo. Da quello che un tempo era il regno del divino Poseidone e che oggi il regno della non meno divina mozzarella. Si punta verso Sud e in pochi chilometri arrivo a Castellabate, alta come una tolda di nave a picco sul Tirreno. sempre emozionante risalire i torrenti di pietra delle sue stradine e guardare dallalto la costiera amalfitana e Capri perdute nellazzurro. Plano verso Punta Licosa, un paradiso incontaminato dove lautomobile bandita. Il profumo di macchia mediterranea e quello del mare sono euforizzanti. E tra i pini dAleppo piegati dal vento qualcuno giura di aver visto le fate, eredi della sirena Leucosia che abit queste acque. Dai ricordi omerici ai sapori omerici il passo breve. E porta ad Acciaroli, una mezzaluna di sabbia su un mare cristallino dove obbligatorio, almeno per me, fermarsi ad assaggiare lacquasale della Lampara, un ristorantino che potrebbe essere a Kalamata. Un biscotto di grano scuro, condito con olio, sale e pomodoro accompagnato da un bicchiere di aglianico. I simboli primordiali della triade alimentare mediterranea. Sulle alture di Casalvelino e Acquavella continuano a cagliarlo come al tempo di Ulisse. E cos questo cibo povero si trasfigura, diventa di uneleganza assoluta, vertiginosa. Dopo non resta che allungarsi al sole aspettando il tramonto. Quando viene naturale rincorrere i pensieri. Che qui volano alti. Sar il calore di unospitalit antica. O sar invece la vicinanza di Elea, la citt di Parmenide e Zenone, dove nata la filosofia dellessere. Certo che questo angolo di mondo resetta la mente e il cuore.
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LA RICETTA
Spaghetti con alici di menaica
Ingredienti per 4 persone 400 gr. spaghetti artigianali 130 gr. extravergine 1 spicchio daglio 4 foglie di basilico 700 gr. pomodorini del Vesuvio 150 gr. alici di menaica a filetti 20 gr. prezzemolo tritato un pizzico di origano

Repubblica Nazionale

Angelina Vassallo la vedova di Angelo, il sindaco pescatore di Pollica ucciso un anno fa. Il suo locale si affaccia sul porticciolo della frazione di Acciaroli Ne Il Rosso e Il Mare (via Nicotera 26, tel. 0974-904046), la maestria di Angelina e la modernit di Salvatore Caracciolo si uniscono interpretando i piatti pi gustosi della cucina cilentana

Mettere sul fuoco lacqua leggermente salata Far imbiondare laglio a pezzetti in extravergine, poi aggiungere i pomodorini tagliati a pezzetti e le foglie di basilico. Dopo averli fatti insaporire, cuocere 2 minuti con un mestolo di acqua, incorporare le alici precedentemente dissalate con un filo dacqua Altri 2 minuti di cottura, prima di rifinire a fuoco spento con prezzemolo tritato grossolanamente e origano Scolare la pasta ben al dente e saltarla in padella prima di servire in tavola

ILLUSTRAZIONE DI CARLO STANGA

DOMENICA 9 OTTOBRE 2011

LA DOMENICA

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Lincontro
In carriera

Ilary Blasi

Se per molti resta la moglie di Totti lei fa spallucce: Io sono io, Francesco Francesco. Se poi la coppia a essere presa di mira, allora risponde: Siamo i Beckham de noantri? Ma se alle dieci stiamo gi a letto. A tirare fuori le unghie ha imparato presto: Ero una
Letterina fidanzata con un calciatore, ci si aspettava poco da me Ora invece sono una iena Come tutti, chi pi chi meno

SILVIA FUMAROLA

a iena in carriera, pantaloni militari e diamanti alle orecchie, ha laria divertita quando racconta che allo stadio chiacchiera, si alza, si fa un giretto e lultima volta non mi sono neanche accorta che da 2 a 0 stavano 2 a 1, perch, lo posso dire?, qualche volta mi annoio. Si annoiano in molte e sono in buona compagnia, nel gruppo c anche la moglie del capitano della Roma Ilary Blasi, la signora Totti. Trentanni, romana coi colori da svedese per i tifosi Pupona, moglie del Pupone seduta come una studentessa in attesa dellesame in una sala riunioni di Mediaset, a Cologno Monzese, dopo le prove. Da cinque anni arruolata nel programma di Davide Parenti su Italia 1 e si capisce che le piace moltissimo, perch, tra gattamorta e iena, non ha dubbi: Le sembro una gattamorta?. una gatta vivacissima, occhi turchesi e labbra alla Angelina Jolie. Parliamoci chiaro, tutti siamo iene, chi pi, chi meno. Simpatica, verace, la classica romana che non si stupisce di niente. E chi pensa che il ruolo della signora Totti sia lunico che in grado di interpretare, o che sia la classica bionda stangona prestata alla tv, fuori strada: lIlary che non ti aspetti fa svanire ogni pregiudizio. Nasciamo individui, e io sono nata Ilary

COLOGNO MONZESE (Milano)

Repubblica Nazionale

FOTO OLYCOM

non Francesco. Rivendica la sua autonomia, anche se si finisce spesso per parlare di lui. Le carriere separate si sono incrociate negli spot che interpretano insieme, come novelli Sandra e Raimondo: Una sit-com con Francesco? Mi divertirebbe ma non il suo lavoro, insomma, lui gioca a calcio... Per invece a me piacerebbe fare lattrice. Magari in una fiction. Ma nei cinepanettoni no. Nozze in diretta tv, biondi, abbronzati, due figli coi nomi da soap, Cristian senza lh e Chanel, i Totti sono un po i Beckham de noantri, a portata di foto ricordo. Il paragone mi diverte, li adoro. Ma il loro stile opposto al nostro, fanno vita mondana, escono tutte le sere. Noi ceniamo prestissimo, andiamo a letto alle dieci. Ne dicono di tutti i colori sui Beckham, ma alla fine stanno sempre insieme: hanno quattro figli, lanciano un messaggio positivo, sono una bella famiglia. Anchio alla famiglia do valore, lho voluta e me la sono costruita. Si costruita anche una carriera, da ragazza ambiziosa ma con giudizio, senza sbagliare un colpo: da Letterina di Passaparola a Che tempo che fa, tra Festival di Sanremo e Festivalbar in tv ha dimostrato di sentirsi a casa. Mi diverto. Le iene tutto nuovo con Luca Argentero e Enrico Brignano, i tempi sono serrati, con la diretta ti giochi tutto. Meno male che ho una memoria di ferro, mi basta leggere una cosa una volta e me la ricordo, ed cos che mi sono sempre salvata a scuola. Sta sempre al gioco, ma se si mette in testa una cosa quella, a costo di bruciare le tappe: Non vero, ho scelto passo dopo passo, per vero che stato il programma di Fabio Fazio a ripulirmi; venivo da Passaparola e Cd live, RaiTre mi ha fatto fare il salto. Diciamo la verit: ci si aspettava poco da me, unex letterina fidanzata con un calciatore al massimo partecipa a una trasmissione sportiva. Poi Le iene ha dato una spinta forte alla mia carriera. Cosa sogno ora? Di presentare, ma so che devo ancora crescere per avere un programma tutto mio. Ci vuole esperienza. Mi piacerebbe condurre un reality: sei l da sola, devi tenere a bada tutti.... Le brillano gli occhi, e si capisce che quella che abbiamo di fronte non uneroina romantica, ma una domatrice di circo. Il suo modello? Mi ha sempre colpito Simona Ventura, la sua irriverenza, il fatto che giochi a fare la ragazzaccia con battute fuori programma. Piace anche a me uscire dagli schemi e non fare il compitino. Ecco, non tipo da compi-

tini; ha la battuta pronta ma sa ascoltare: La bellezza conta allinizio, per poi devi dimostrare di saperle fare le cose, devi impegnarti. Ripete e si ripete quanto fortunata, consapevolezza che lha guidata spesso nella vita: Perch so da dove vengo: mio padre impiegato, mamma casalinga che da cinque anni lavora e fa la vigilessa. Prima si occupata di noi, poi quando siamo cresciute ha fatto il concorso in Comune. Oggi felice come una pasqua. Pap che era abituato benissimo lei sempre a disposizione, la cena pronta un po meno. Ilary rimasta la pupona di famiglia, legatissima alle sorelle Silvia e Melory. S lo so, quel nome fa sorridere tutti... Lha voluto mamma. Per musicale. Ilary, invece, lha scelto pap, lha preso da un film western. Quanto a me, ho chiamato mia figlia Chanel perch trovo che leghi benissimo col cognome. No? Totti un cognome duro, lo sente? Totti. Invece Chanel, cos dolce. Lho scel-

Mio padre impiegato e mamma casalinga che ora fa la vigilessa


So da dove vengo, voglio che anche i miei figli sappiano quanto sono fortunati

to per il suono, giuro, la moda non centra. Tanto anche se lavessi chiamata Giulia o Maria avrebbero avuto da ridire. Non sa quante bambine adesso, anche fuori Roma, si chiamano Chanel. Non sarebbe necessariamente una cosa di cui vantarsi, ma come puoi spiegarlo alla iena faccia dangelo, mentre inizia a raccontarti come educa i figli? Tra la mia famiglia dorigine e quella di adesso non si possono fare paragoni. La mia vita era fatta di scuole pubbliche, sport, amici normali, quelli che vedo tuttora. Cristian e Chanel hanno un tenore di vita diverso, abitano in una casa diversa. Ma ci tengo che capiscano il valore di quello che hanno, voglio che si rendano conto di quanto sono fortunati. Un esempio? Regali solo a Natale e per i compleanni. Gli altri giorni sveglia alle sette e mezza, pullmino per la scuola americana e al pomeriggio sono io che vado a prenderli, ma spesso anche Francesco. Sono una mamma presente, cresco insieme ai miei figli, ma non sono una mamma chioccia. Non sono abbastanza fisica, pochi abbracci, tendo a essere fredda. Francesco, lui s che un coccolone. Oltre che geloso, pare. Anchio, ammette Ilary, ma dopo dieci anni il rapporto cambia, non pi la gelosia primitiva, quella dei primi tempi, della passione. Se no, come fai a vivere? Il rapporto evolve, nella mia piccola esperienza ho capito che solo avendo obiettivi comuni si resta uniti. Non mica facile stare insieme, e se devi stare con una persona deve valerne la pena. Costi quel che costi, anche se ti pedinano i fotografi e sinventano perfidie di ogni tipo. Sto gossip Ilary gesticola, hanno litigato, ogni giorno ce n una. Allinizio le cattiverie mi colpivano, ora ho imparato a non farmi fagocitare. Non leggere troppo lunico modo per sopravvivere. Indipendente e determinata, primi spot da pupina a tre anni (Cicciobello e frollini per la colazione), sulle ragazze coinvolte negli scandali sessuali ha le idee chiare: Non mi sconvolgo, prima era tutto celato ora pi evidente. Il mondo dello spettacolo ha sempre funzionato cos, ma sei tu a creare il tuo destino. Nessuno ti obbliga a fare niente. Qualcuno si ricorda che quando and ospite a Porta a porta, Bruno Vespa le chiese: Perch ti sei messa i pantaloni?. vero! Chiss, forse si aspettava che dovessi parlare con le gambe e non con la bocca. Ride. La tv un po maschilista, come tutti i posti di lavoro Si

sa che non una societ a misura di donna, siamo ancora penalizzate, leggiamo di ragazze che vengono licenziate perch aspettano un figlio. Bisognerebbe aprire asili nido nelle aziende, perch se per lavorare devi dare il tuo stipendio alla tata, la fine. La Ilary battagliera segue la politica? Sguardo perso. Lungo silenzio. Oddio, dobbiamo proprio parlarne? Ci ha sposato Veltroni, lui una brava persona, ma la politica oggi mi sembra ridotta a un battibecco tra due sponde che non trovano mai un punto di incontro. Landamento questo, poi, per carit, ognuno vede le cose a suo modo. Non guardo tanta televisione, la tv di Francesco, segue partite e sport, non sono io ad avere il monopolio del telecomando. Ora che ci penso non ce lho mai avuto, anche quando dormivo in camera con mia sorella decideva lei. Per il resto, vita da trentenne: figli, palestra, aereo per Milano, prove, shopping con le amiche. Cerco di fare una vita normale, mantenendo un piede dallaltra parte. E per me laltra parte la tv. Con Francesco non ci portiamo il lavoro a casa, gli parlo delle mie cose, ma alla fine decido da sola. Come a tavola: iena anche come cuoca, sempre a dieta, Ilary conta il numero di rigatoni da mettere nei piatti, massimo otto. Ma no, sono molti di pi, protesta, ventiquattro in due, mi pare. Quindi dodici. Insomma so sessanta grammi.
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