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I BURIDI

Paola DERRIGO

Introduzione Nel XII secolo i territori della Siria erano divisi tra i domini dei cavalieri crociati (Antiochia, Tripoli, Edessa), i domini dei Turchi Selgiuchidi a nord, e i domini dei Fatimidi a sud. Alcune citt poi, si amministravano autonomamente. E questo il caso di Damasco, che tra il 1104 e il 1154, fu governata da unantica dinastia turca: i Buridi. A fondare tale dinastia fu ahr ad-Dn oghtign. Egli fu latabeg dellemiro di Damasco Shams al-Mulk Duqq. Questultimo, gravemente malato e in fin di vita, affid a ahr adDn il governo della citt e leducazione del figlio Tutush finch questi non fosse stato in grado di esercitare il potere. Dopo la morte di Duqq, il 18 giugno 1104, oghtign continu a regnare nel nome del figlio del defunto emiro. Latabeg ahr ad-Dn si mostr subito benevolo nei confronti dellesercito e della popolazione. Tenne in grande considerazione gli emiri e i personaggi pi in vista dello Stato, e attingendo al tesoro pubblico fece generose elargizioni e avvi una serie di importanti nomine. Questa politica lo port a consolidare la sua posizione, e ad ottenere grande obbedienza da parte di tutti i sudditi. Nel 1104 ahr ad-Dn volle che a succedere al trono di Duqq fosse il primogenito di questultimo, Irtash e non il gi designato Tutush, che allepoca aveva allincirca un anno. Irtash, tuttavia, cap immediatamente che latabeg oghtign voleva impadronirsi del potere e fugg ad Hawrn. Qui ricevette asilo dallemiro del luogo, Aytekin di Bara.

La terza battaglia di Ramla: Bridi e Fatimidi contro il Regno di Gerusalemme Da Bara, Irtash si appell a re Baldovino, che lo invit a Gerusalemme. Era il 1105 e di l a poco avrebbe avuto luogo la terza battaglia di Ramla. Il 27 agosto di quello stesso anno, infatti, si scontrarono da un lato i Crociati e dallaltro i Fatimidi dEgitto. Questi ultimi erano appoggiati dai Turchi di Damasco. oghtign invi in soccorso degli Egiziani il suo generale Sabwa, con tredicimila arcieri a cavallo. Ad agosto lesercito fatimide, la cui principale base in Palestina era Ascalona, si un alle truppe damascene. Lesercito crociato, guidato da re Baldovino, e lesercito musulmano si scontrarono per la terza volta a Ramla, una cittadina sulla strada tra Gerusalemme ed Ascalona.

Dalliniziale carica della cavalleria cristiana, la battaglia infuri per gran parte della giornata. Solo un improvviso contrattacco dei Turchi damasceni mise in seria difficolt lesercito nemico, ma re Baldovino diede il via ad un nuovo assalto che mise in fuga le truppe di Damasco.

Sembra che crociati debbano la loro vittoria all'attivit di Baldovino. Egli sconfisse i Turchi quando essi stavano divenendo una seria minaccia per la sua retroguardia e torn al combattimento principale per condurre la carica decisiva che sbaragli gli Egiziani.1
I Fatimidi e i loro alleati vennero dunque sconfitti dallesercito cristiano. Il generale Sabwa e le sue truppe tornarono a Damasco e gli egiziani rientrarono ad Ascalona. Re Baldovino, dal canto suo, vinta la battaglia, non si cur di dare ancora appoggio al principe Irtash, che dovette definitivamente ritirarsi ad ar-Rahba, sulle sponde del fiume Eufrate. Essendo cos stato estromesso dal potere Irtash , e morto Tutush b. Duqq in tenera et, ahr ad-Dn oghtign si assicur dunque il potere indiscusso su Damasco. Suggello di questo nuovo assetto fu il matrimonio dellatabeg turco con la vedova del defunto ahr ashShams.

Le alleanze dei Bridi col Regno di Gerusalemme Da questo momento in poi, i principi buridi si confrontarono con situazioni molto spesso difficili. Quando infatti oghtign assunse il potere, il territorio di Damasco si trovava nellimmediata prossimit dei regni cristiani di Antiochia, Tripoli e Gerusalemme. I Cristiani di Gerusalemme minacciavano le regioni dalle quali Damasco acquistava le sue forniture di cibo, vale a dire Hawrn, le regioni del nord della Giordania e lo Yarmk. Al fine di evitare il rischio delle rovinosa perdita di questi territori, e di salvaguardare le comunicazioni di Damasco con lEgitto e lArabia, i principi buridi furono spesso costretti a portare avanti dei negoziati con i loro scomodi vicini e a firmare con essi una serie di alleanze. Cos accadde nellagosto del 1108, quando Baldovino decise di conquistare Sidone, allepoca territorio dei Egiziani. I Turchi di Damasco, per combattere a fianco del Regno di Gerusalemme, ricevettero in cambio trenta mila bisanti. Stavolta per la battaglia volse a favore dei Fatimidi che sconfissero le truppe cristiane. Anche se a Sidone persero, i Buridi riuscirono comunque a trarne vantaggio. Una volta infatti che lesercito di re Baldovino si ritir, essi minacciarono di farlo tornare nel caso in cui i Fatimidi non avessero loro consegnato novemila bisanti. E cos fu.
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Raymond C. Smail, Crusading Warfare 1097-1193 , New York, Barnes & Noble Books [1956], 1995.

Sul finire del 1108, poi, Baldovino e oghtign, i cui maggiori interessi si trovavano altrove, firmarono una pace di dieci anni, dividendo tra loro i proventi delle province di Sawad e Ajlun, nel nord della Transgiordania. La divisione venne cos fatta: un terzo dei proventi andarono a re Baldovino, un terzo allatabeg di Damasco, e un terzo venne lasciato alle autorit locali. Le regioni di questa tregua furono con tutta probabilit commerciali. Le incursioni delluna o dellaltra fazione, infatti, stavano per mandare in rovina i commerci di questarea. Unulteriore alleanza tra ahr ad-Dn e i Franchi vi fu nel 1115. In quellanno infatti essi fecero fronte comune contro il sultano Mu|ammad. Nel 1113, Mu|ammad ibn Malik-shh aveva mandato a Damasco il governatore di Mossul, lemiro Mawdd. Da l, infatti, sarebbe dovuta partire unoffensiva di grande portata contro il regno di Gerusalemme. oghtign finse di essere lusingato per la scelta fatta dal sultano, ma in realt temeva che questultimo si volesse impadronire del suo regno. Fu cos che il 2 ottobre 1113, terminata la preghiera lemiro Mawdd usc dalla moschea omayyade accompagnato dallatabeg di Damasco e arrivato nel cortile venne avvicinato da un uomo che lo colp pi volte al ventre uccidendolo. Con la morte dellemiro, lattacco contro i Franchi fall. oghtign dal canto suo si affrett ad accusare del misfatto Ridwn di Aleppo2 e gli appartenenti alla setta degli Assassini.3 Venuto a sapere dellaccaduto, Mu|ammad ibn Malik-shh si adir e chiam a raccolta i capi siriani, sia quelli di Aleppo che quelli di Damasco, per compiere la Guerra Santa contro i Franchi. Quando per, nella primavera del 1115, le forze del sultano giunsero nella Siria centrale, egli si rese conto che oghtign aveva preferito allearsi con Baldovino di Gerusalemme piuttosto che fare fronte comune con gli altri musulmani. Larmata selgiuchide dovette dunque ritirarsi e rinunciare alla battaglia.

Fatimidi e Damasceni uniti in una nuova alleanza Morto Baldovino I, a seguito di una malattia che lo aveva colpito durante un tentativo di conquista dei territori egiziani, egli venne sostituito dal cugino Baldovino II di Edessa.

Nel 1108 re Ridwn si schier a fianco di Tancredi dAltavilla, reggente del principato di Antiochia, contro il signore di Mossul Gival. Questultimo venne sconfitto e insieme a un gran numero di musulmani cerc rifugio a Tell Bshir, dove Baldovino e suo cugino Jocelin li trattarono con benevolenza. Secondo Kaml ad-Dn non cerano dubbi che latteggiamento conciliante di Ridwn nei confronti degli occidentali fosse dovuto, in buona parte, ai consigli degli Assassini (termine deformato dallarabo Hashshshn). 3 Gli Assassini erano una fazione estremista degli Ismaliliti. Essi si impadronirono di alcune roccaforti in Siria e Persia soprattutto grazie allimpiego sistematico del tradimento e dellomicidio. Per mano degli Assassini perirono, ad esempio, Ibn al-Khashshb, qd di Aleppo e Taj al-Mulk Br, figlio e successore di oghtign.

Appena il nuovo re si insedi sul trono, ricevette linfausta notizia dellalleanza avvenuta tra Toghtign e i Fatimidi. Questi ultimi, infatti, erano ansiosi di punire linsolenza che Baldovino I aveva dimostrato nellinvadere lEgitto. Latabeg di Damasco, invece, decise di allearsi con gli Egiziani perch era enormemente preoccupato del crescente potere che i Franchi stavano acquisendo in Siria. Inizialmente Baldovino II tent una conciliazione con Toghtign, ma questultimo, vedendosi rifiutare la richiesta che gli fossero ceduti tutti i territori franchi al di l della Giordania e fiducioso dellappoggio Fatimide, decise di continuare a combattere. Nellestate 1118 le truppe egiziane, guidate da Toghtign, presero posizione fuori da Ashdod, a 70 chilometri da Gerusalemme. In soccorso a re Baldovino giunsero gli eserciti di Antiochia e Tripoli. Per tre mesi le due fazioni si scontrarono senza che per nessuna riuscisse a prendere il soppravvento. I due eserciti, dunque, rientrarono nei loro territori senza che vi fossero vincitori n vinti.

Aleppo e Damasco contro i Crociati lghz ibn Artuq divenne signore di Aleppo nellestate 1118. Da quando Ruggero dAntiochia, nel 1115, aveva sconfitto i musulmani a Tel-Danith, gli Aleppini non avevano avuto pi un reggente capace di agire incisivamente contro le continue incursioni dei Franchi. Nel 1119 Ruggero dAntiochia conquist unaltra roccaforte musulmana, Bizaa. In quel momento Aleppo era accerchiata su tre lati. lghz decise dunque di attaccare i Franchi, con lappoggio di Toghtign. Alla fine di maggio di quello stesso anno, lesercito musulmano si mise in marcia. Saputo ci, Ruggero, su consiglio del patriarca Bernardo, decise di rimanere sulla difensiva fino al momento in cui fossero giunti rinforzi da Gerusalemme. lghz dal canto suo, si accamp a Qinnasrn, a quindici miglia da Aleppo, attendendo Toghtign. I comandanti delle due fazioni, tuttavia, non vollero pi aspettare i rinforzi e aprirono le ostilit. I Turcomanni presero subito il sopravvento tanto che lo stesso Ruggero mor sul campo. A causa del massacro dellesercito dAntiochia, questo scontro verr ricordato come la battaglia dellAger Sanguinis (lat. campo di sague). Aleppo e Damasco celebrarono per vari giorni la vittoria, senza per approfittare delloccasione che in quel momento avevano di marciare su Antiochia e conquistarla. I Franchi ebbero cos modo di riprendersi dalla dura sconfitta e di organizzare una nuova forza dattacco contro lghz. Ad Antiochia, infatti, arrivarono rinforzi dal regno di Gerusalemme e dalla contea di Tripoli. La battaglia era incerta. Toghtign riusc inizialmente a respingere lattacco portato avanti da Ponzio di Tripoli, ma larmata di questultimo riusc a penetrare i ranghi dei musulmani ed a ricongiungersi con il re. Insieme con le loro restanti truppe, essi continuarono a combattere i Turchi ed alla fine li costrinsero ad una completa ritirata. Antiochia rimase fuori dal controllo musulmano.

Lassedio di Tiro Nel 1124 i Crociati assediarono Tiro. La citt, dal 1111, era caratterizzata da un governo diarchico: il suo territorio apparteneva al califfato fatimide, mentre il suo governatore, lemiro Masud, era uno dei pi abili capitani di oghtign. In tal maniera i Fatimidi ne mantenevano la sovranit e contemporaneamente si assicuravano lappoggio dellatabeg di Damasco contro le mire dei Crociati. Quando infatti i Franchi si avvicinarono a Tiro, il califfo fatimide al Amr, dichiarando che con la sua flotta distrutta non poteva intervenire a difesa della citt, affid formalmente la sua difesa a oghtign. Lassedio vero e proprio di Tiro cominci nella primavera del 1124. I Franchi circondarono la citt e cominciarono a bombardarne i muri. Nonostante ci, i difensori di Tiro avevano reagito bene, combattendo in maniera efficiente, anche se non erano abbastanza numerosi per sperare in una vittoria. Inviarono cos dei messi che informassero oghtign e i Fatimidi della loro situazione. Unarmata egiziana tent di far rientrare i Crociati a Gerusalemme, simulando un attacco proprio contro la capitale del regno, ma gli stessi abitanti della citt si operarono a rafforzare i suoi gi possenti muri. Il comandante delle truppe fatimidi, a questo punto, decise di ritirarsi. Vi furono altre incursioni da parte degli Egiziani in piccole citt come Belin, ma nessuno di questi attacchi isolati riusc a distrarre i Crociati e salvare Tiro. Per quanto riguarda oghtign, quando lassedio prese il via, egli si spost col suo esercito a Bnys, dove nasce la sorgente del fiume Giordano, e l attese larrivo di una nuova flotta egiziana insieme alla quale poter attaccare laccampamento dei Franchi. Ma tale flotta non giunse mai. Nel frattempo Ponzio di Tripoli e Guglielmo di Bures si avvicinarono col loro esercito a Bnys. oghtign decise dunque di non rischiare una battaglia contro un esercito cos numeroso e si ritir a Damasco. Nel giugno di quello stesso anno la situazione di Tiro era disperata. Acqua e cibo scarseggiavano e le linee di difesa della citt erano ormai molto deboli. oghtign dunque contratt la resa con i Franchi. Egli chiese che gli abitanti che volevano continuare a vivere nella citt potessero protrarre la loro presenza mantenendo lo status di cittadini, e coloro che, invece, volevano andare via potessero farlo senza essere perseguiti e portando con s i loro beni mobili. I Franchi accettarono le condizioni di resa. Da quel momento Tiro pass al dominio cristiano.

Linfluenza degli Hashshshn sul governo di Damasco Durante gli ultimi anni dellemirato di oghtign, a Damasco arriv un propagandista persiano di nome Bahrm. Questi era un membro degli Assassini inviato da asn a-abb|, il fondatore della setta, per insinuarsi allinterno delle fasce pi alte del potere damasceno.

Bahrm, racconta Ibn al-Qalnis, viveva nel pi grande segreto e in un luogo appartato, cambiando abiti e travestimenti, in modo da poter circolare nelle citt e sulle piazze senza che nessuno ne sospettasse lidentit. Dopo alcuni anni, egli riusc ad ottenere una rete abbastanza potente di sostenitori da poter uscire dalla clandestinit. Sempre seconodo Ibn al-Qalnis, il secondo notabile della metropoli siriana, il visir hir al-Mazdaqn si intese benissimo con Bahrm, anche se non apparteneva alla sua setta e laiut a seminare zizzania ovunque. Latabeg oghtign, ormai vecchio e malato, non pot evitare che gli Assassini assumessero sempre maggiore potere a Damasco. Essi ormai disponevano di una loro milizia armata, guidavano lamministrazione e tramite il visir al-Mazdaqn intrattenevano stretti rapporti col regno di Gerusalemme. Il 12 febbraio del 1128 ahr ad-Dn oghtign mor, designando come suo successore il figlio Taj al-Mulk Br.

Il governo di Taj al-Mulk Br Taj al-Mulk Br govern Damasco per quattro anni, dal 1128 al 1132. Il primo atto che egli comp ottenuto il potere fu sbarazzarsi degli Assassini. Nel settembre 1129, durante una riunione alla quale erano presenti i maggiorenti della citt, nel padiglione delle Rose di Damasco, Taj al-Mulk Br ordin che il visir al-Mazdaqn venisse ucciso. Presto la notizia di diffuse per lintera citt e tutti coloro che erano anche semplicemente sospettati di appartenere alla setta degli Assassini vennero giustiziati. Sia i damasceni che il nuovo emiro erano infatti esasperati dal dominio esercitato degli Hashshshn nella loro citt. Per Ibn al-Athr, non si trattava di una semplice lotta per il potere, bens di salvare Damasco da un disastro imminente: al-Mazdaqn aveva scritto ai Franchi proponendo loro la

consegna di Damasco in cambio di Tiro. Laccordo era concluso. Si era addirittura concordati sul giorno, un venerd. Br aveva dunque agito giusto in tempo.
Il nuovo capo degli Assassini, Isml, che risiedeva a Bnys, ricevuta la notizia della morte di al-Mazdaqn e delle persecuzioni ai membri della sua setta, tent di salvarli prendendo accordi con i Franchi. Questa era loccasione che Baldovino II aspettava sin dallemirato di oghtign per poter conquistare Damasco. Oltre a cavalieri e fanti provenienti dalla Palestina, da Antiochia, da Edessa e da Tripoli, arrivarono anche rinforzi dallEuropa.

Taj al-Mulk Br sapeva di non disporre di truppe sufficienti per affrontare gli invasori. Tent allora di coglierli di sorpresa mentre questi saccheggiavano la ricca piana di Ghta. Br aveva preso la giusta decisione, per il momento lesercito di Damasco aveva avuto la meglio su quello di Gerusalemme. Baldovino tuttavia non si arrese e radun nuovamente le sue truppe per un ulteriore attacco contro la citt siriana. Mentre per lesercito muoveva contro Damasco un vero diluvio si abbatt sulla regione, tanto che il re fu costretto a ordinare la ritirata. Da quel momento, Baldovino rinunci definitivamente a conquistare Dimashq. Br era dunque riuscito a salvare la sua citt. Egli per non visse a lungo. Nel maggio 1131, due uomini che facevano parte della sua guardia del corpo attentarono alla sua vita. Prima di essere giustiziati, essi confessarono di appartenere alla setta Assassini e di aver voluto cos vendicare lo sterminio dei loro fratelli avvenuto due anni prima per volont dello stesso Taj al-Mulk Br. Lagonia del signore di Damasco dur tredici mesi e, nonostante tutte le cure mediche, mor nel giugno 1132.

Il breve emirato di Shams al-Mulk Isml Il governatorato di Isml si caratterizz subito per il tentativo di riconquista delle citt che erano state sottratte a Damasco negli anni precedenti. Egli riusc a riprendere Bnys ai Franchi e Baalbek e am agli altri avversari musulmani. Nonostante questo suo promettente inizio, Isml cominci presto a mostrare segni di infermit mentale: temeva costantemente per la propria vita e vedeva in ogni angolo un assassino in agguato. La situazione peggior nel 1134, quando uno schiavo di nome Ilb cerc di ucciderlo. Da quel momento ci fu unescalation di terrore: tutti coloro che erano anche minimamente sospettati dal sovrano di voler mettere in pericolo la sua vita venivano messi a morte. Il suo stesso fratello, Sawing venne murato vivo a causa di queste sue paure. Non riuscendo pi a controllare tale situazione, Isml decise di consegnare Damasco a Imd ad-Dn Zenk, signore di Aleppo e Mossul, e di ritirarsi nella fortezza di Sarkhad. Tale decisione suscit grande scalpore tra gli abitanti della citt siriana che non amavano di certo Zenk. Questultimo infatti, nel 1129 aveva invitato Br ad affiancarlo in una spedizione contro i Franchi. In realt si trattava solo di uno stratagemma che Zenk aveva escogitato: quando i cavalieri e i migliori ufficiali di Damasco arrivarono alla sua corte vennero fatti prigionieri e a Br venne riferito che se mai avesse tentato di interferire con i suoi piani avrebbe ucciso gli ostaggi. Il ricordo di questo avvenimento era ancora nitido nel 1135, tanto che i Damasceni chiesero alla principessa Zomorrod, madre di Isml di intervenire in loro aiuto. Ella, non trovando altra soluzione e temendo per la vita del suo amante Yusf ibn Firz, decise di mettere a morte suo figlio il 30 gennaio di quello stesso anno.

Latabeg Zenk, non avendo ricevuto la notizia della morte di Isml, era gi sulla via di Damasco. Nel momento in cui seppe dellaccaduto per, si rifiut di tornare indietro. A capo di Damasco cera adesso Shihb ad-Dn Ma|md, fratello del defunto sovrano. Dopo una serie di trattative, si arriv ad un compromesso: Zenk si sarebbe ritirato e Ma|md gli avrebbe riconosciuto, seppur formalmente, la sovranit su Damasco.

La reggenza di Mun ad-Dn Unur Il governo di Shihb ad-Dn Ma|md (1135-1139) fu caratterizzato dalla positiva influenza di Yusf ibn Firz, amante della madre Zomorrod. Il vero protagonista di questi anni fu per Mun ad-Dn Unur, militante turco governatore di Hims. Nel giugno 1137, Zenk tent di prendere Hims. La citt era da sempre il principale oggetto di rivalit tra Aleppo e Damasco. Unur decise allora di attuare una strategia che permettesse a lui e allemirato buride di prolungare ancora la loro indipendenza. Fece dunque in modo che i Franchi venissero a conoscenza del tentativo di Zenk di impossessarsi di Hims. Saputo ci i cavalieri della Contea di Tripoli decisero di intervenire. Se latabeg di Aleppo fosse infatti riuscito a conquistare quella citt, la loro sicurezza sarebbe stata costantemente messa a rischio. A questo punto, Unur temendo di essere preso tra i due fuochi, concluse una tregua con Zenk e si alle con lui contro i Franchi. Mun ad-Dn decise poi di assediare la roccaforte pi importante dei Crociati nella regione, quella di Barn. I tripolini compresero in quel momento che le loro sole forze non sarebbero state sufficienti e chiesero aiuto a re Folco.4 Fu sotto le mura di Barn che prese il via la battaglia. Essa volse quasi subito in favore dei musulmani e la maggior parte delle truppe franche fu annientata. Solo il re ed alcuni uomini fidati riuscirono ad avere salva la vita dopo un aspro negoziato. Vinti i Franchi, Zenk torn ad assediare Hims. Un importante notizia lo distolse ancora una volta da questo suo intento: larrivo in Siria dellimperatore bizantino Giovanni Comneno. Questultimo era venuto per recuperare la citt di Antiochia. Presto per, il besileus concluse un accordo con i Franchi e nel marzo 1138 prese il via una nuova guerra di conquista. Zenk non poteva rimanere indifferente a tale notizia e si mise in marcia contro i suoi nemici. La sconvolgente vittoria dellatabeg di Aleppo a Shaizar lasci impressionato lintero mondo musulmano. Visto il prestigio ottenuto da Imd ad-Dn con quellimpresa, alla fine di maggio, egli concluse un accordo con Shihb ad-Dn Ma|md: Zenk avrebbe sposato la principessa

A Baldovino II successe nel 1131 la figlia Melisenda, che govern insieme al marito Folco.

Zomorrod e ottenuto come dote la citt di Hims e, in cambio, Damasco avrebbe ottenuto la sua protezione contro i Franchi. Firmando tale patto, egli sperava che la sua nuova consorte convincesse il figlio Ma|md a consegnargli Damasco senza nuovi combattimenti. Zomorrod per esitava. Caso volle che il 23 giugno 1139 Shihb ad-Dn Ma|md venisse ucciso nel suo letto da tre servi. Zenk apprese la notizia mentre si trovava ad Harrn. Subito si mise in marcia verso Damasco: era questo il momento giusto per impadronirsi della citt e far s che finalmente lintera Siria fosse al suo comando. Imd ad-Dn non aveva per preso in considerazione la ferma opposizione dellemiro Unur. Questultimo, infatti, aveva personalmente preso in mano il governo di Damasco. Jmal ad-Dn Mu|ammad,,fratello di Ma|md, era solo nominalmente sovrano della citt e tra laltro mor a causa di una malattia nel marzo 1140. Il suo successore, Mujr ad-Dn Abq, non si comport in maniera difforme dal fratello e lasci a Unur la responsabilit di amministrare la metropoli siriana. Zenk non attacc direttamente la citt buride, ma si diresse subito verso Baalbek: essa costituiva lultimo baluardo damasceno di una certa importanza. La citt resistette due lunghi mesi allassedio imposto dallatabeg di Aleppo. Baalbek si arrese solo dopo aver ottenuto lassicurazione di essere risparmiata, ma Zenk non mantenne la parola data e fece crocifiggere molti dei suoi combattenti e scorticare vivo il comandante delle milizie. Imd ad-Dn pensava in tal maniera di demoralizzare i damasceni e ottenere una facile resa, ma il risultato che ottenne fu opposto. Linverno era alle porte e Zenk ed Unur furono daccordo per una tregua. Fu proprio durante questo periodo di tempo che il vecchio emiro mise in moto il proprio piano per salvare Damasco. Nel 1138 Unur aveva inviato a Gerusalemme un suo fidato amico, Usma ibn Munqidh, per sondare la possibilit di avviare degli accordi con i Franchi contro Zenk. Ora, nel 1140, Usma ritornava nella capitale del regno crociato per raccogliere i frutti di quella sua missione. Gli accordi furono i seguenti: larmata franca avrebbe obbligato Zenk ad allontanarsi da Damasco; le forze dei due stati si sarebbero unite in caso di nuovo pericolo; Mun ad-Dn avrebbe pagato ventimila dnr per coprire le spese delle operazioni militari e infine una spedizione comune si sarebbe diretta, sotto responsabilit di Unur, verso la fortezza di Bnys da poco in mano ad un vassallo di Zenk - per occuparla e restituirla al re di Gerusalemme. Venuto a sapere di questo accordo, Zenk si ritir a Baalbek, mentre Unur occup Bnys e la consegn ai Franchi, conformemente a quanto con essi stipulato. Le ostilit con latabeg di Aleppo ripresero nel 23 dicembre 1144. In quella data infatti, egli espugn la contea di Edessa e di l a poco la conquist. Forte di questa sua vittoria, Zenk torn in Siria, pronto ad impossessarsi delle principali citt che erano sotto il dominio franco. Nel settembre 1146 tuttavia Imd ad-Dn Zenk veniva pugnalato da un servo allinterno

della sua tenda. Latabeg di Aleppo non mor subito, ma la sua stella era ormai destinata a tramontare.

Nr ad-Dn Il successore di Zenk fu suo figlio Nr ad-dn. Egli riusc presto ad imporsi ad Aleppo, ma dovette subito fronteggiare il conte Joscelin che si era nuovamente impossessato di Edessa. Norandino non gli diede nemmeno il tempo di organizzarne la difesa che con estrema rapidit riconquist la contea. La sua fama raggiunse presto i principali notabili musulmani, tanto che Mun ad-Dn Unur si affrett a proporre al nuovo signore di Aleppo la mano di sua figlia.

La Seconda Crociata Il 19 Marzo 1148 Luigi VII ed Eleonora dAquitania, re dei Franchi, giunsero ad Outremer per avviare la sua definitiva conquista. Le loro forze, unite a quelle di Gerusalemme, di Antiochia, di Tripoli inquietavano non poco il mondo arabo. La principale preoccupazione dei Franchi era proprio Nr ad-Dn, che assediava ormai la frontiera cristiana da Edessa ad Hama. Per ovviare a questo problema, il 24 giugno si tenne unassemblea a Gerusalemme: erano presenti i maggiori notabili crociati. Non siamo a conoscenza della maniera in cui si arriv alla decisione finale, ma dopo una serie di discussioni lassemblea decise di utilizzare tutte le forze dei Franchi contro Damasco. Inizialmente la regina Melisenda e suo figlio Baldovino III, re della Citt Santa, si opposero a tale decisine: Damasco era lunico stato musulmano ad aver trattato unalleanza con Gerusalemme, senza contare che, grazie alla sua collocazione, era lunico in grado di impedire che si saldasse il cerchio anti-crociato formato delle forze musulmane ostili. Nonostante questo, i due sovrani dovettero cedere alle pressioni degli altri maggiorenti franchi. Il 24 luglio 1148 prendeva il via lassedio di Damasco.

Lassedio di Damasco La resistenza incontrata nella citt fu assai forte, ma nonostante i Damasceni si battessero con grande coraggio le loro sole forze non erano sufficienti. Unur scrisse allora a tutti i principi musulmani della regione. Accorsero immediatamente Nr ad-Dn, a capo dellarmata di Aleppo e suo fratello Saif ad-Dn, a capo di quella di Mossul. Al loro avvicinarsi, ancora una volta, Unur tent una manovra per fa s che Damasco mantenesse la sua indipendenza: scrisse ai Franchi dOutremer e ai Franchi dEuropa, facendo in modo che nascessero incomprensioni tra loro. Questo caus uno sbandamento allinterno dei ranghi dellesercito crociato, che venne colto di sorpresa da quello damasceno e costretto a ritirarsi a Gerusalemme.

La sorprendente vittoria di Damasco era dovuta in toto a Mun ad-Dn Unur. Allemiro di Damasco era per rimasto poco da vivere. La morte lo avrebbe colto un anno dopo la battaglia che aveva suggellato la sua brillante carriera, il 30 agosto 1149. Il suo successore fu Mujr ad-Dn Abq, discendente di oghtign. Questi tuttavia non seppe imporre il proprio potere. La popolazione di Damasco era ormai schierata dalla parte di Nr ad-Dn. Ibn al-Qalanisi racconta che Norandino si mostr benevolo nei confronti dei contadini e fece in modo da

rendere la propria presenza meno opprimente. Dovunque si preg Dio in suo favore, a Damasco e nei dintorni.
Abq, rendendosi conto del potere che costantemente Nr ad-Dn acquistava nella sua citt, si rivolse ai Franchi affinch intervenissero contro il signore di Aleppo. Questultimo decise di non combattere direttamente contro i Crociati, ma di assicurasi lappoggio indiscusso della popolazione e della milizia di Damasco. Il 18 aprile 1154 Norandino diede il via allassalto finale contro Abq. Damasco, che da cinquantanni aveva resistito a ogni tipo di attacco e che per cinquant anni era stata governata dagli emiri Buridi, passava ora nelle mani di Nr ad-Dn senza combattere e senza che vi fosse alcuno spargimento di sangue.

BIBLIOGRAFIA

Encyclopaedia of Islam, E.J. Brill, Leiden G.P. Maisonneuve, Paris, 1960.


Ibn al Qalnisi, Dayl Tarkh Dimashq, trad. di Roger Le Tourneau, Damasco, Institut Franais de Damas, 1952. Lo Jacono, Claudio, Storia del Mondo Islamico (VII-XVI secolo). Il Vicino Oriente, Einaudi, Torino, 2003. Maalaouf, Amin, Le Crociate Viste dagli Arabi, Societ Editrice Internazionale, Torino, 2001. Runciman, Steven, A History of the Crusades, Cambridge University Press, Cambridge, 1957, voll. I e II.