La Cassa Integrazione.
La Cassa Integrazione Guadagni (CIG) è un ammortizzatore sociale, fruito in costanza di rapporto
di lavoro, finalizzato a sostenere economicamente il salario dei lavoratori di imprese che si trovano in
determinate situazioni di difficoltà, a fronte delle quali richiedono una riduzione o una sospensione
del rapporto di lavoro.
Il periodo di fruizione massimo della CIGO e della CIGS per singola unità produttiva è individuato in
24 mesi in un quinquennio di riferimento mobile. Per le imprese industriali e artigiane dell’edilizia e
affini, nonché per le imprese esercenti l’attività di escavazione e/o lavorazione di materiale lapideo, i
trattamenti ordinario e straordinario non possono superare i 30 mesi complessivi in un quinquennio
mobile per ciascuna unità produttiva (art. 4).
Possono beneficiare di tali ammortizzatori sociali le seguenti categorie di soggetti che abbiano
maturato un’anzianità lavorativa effettiva di 90 giorni presso l’unità produttiva per cui si richiede il
trattamento:
- Operai
- Apprendisti assunti con l’apprendistato professionalizzante
- Impiegati
- Quadri
- Lavoratori titolari di un contratto di inserimento
- Lavoratori titolari di un contratto di solidarietà
- Soci delle società di cooperative di produzione e lavoro.
Tra i beneficiari restano esclusi gli apprendisti assunti con apprendistato per la qualifica e il diploma
professionale, il diploma di istruzione secondaria superiore e il certificato di specializzazione tecnica
superiore e con apprendistato di alta formazione e di ricerca, gli autisti dipendenti da titolari
d’impresa, i lavoratori a domicilio e i dirigenti.
Le previsioni del Decreto Legislativo n. 148/2015 sono complementari a quelle del Decreto
Legislativo n. 150/2015 relativo al riordino dei servizi per il lavoro e delle politiche attive. È
previsto, infatti, che i soggetti coinvolti da processi di CIG con una sospensione o riduzione superiore
al 50% dovranno essere convocati presso i Centri per l’Impiego per stipulare il Patto di Servizio
Personalizzato (PSP). In caso non siano rispettati gli obblighi indicati dal PSP, il beneficiario del
trattamento CIG andrà incontro a un sistema sanzionatorio che prevede dalla decurtazione
dell’integrazione fino alla totale decadenza dal beneficio.
La Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria (CIGO) è un ammortizzatore sociale che può essere
richiesto al verificarsi di situazioni aziendali dovute ad eventi transitori e non imputabili
all’imprenditore o ai lavoratori, ovvero determinate da situazioni temporanee di mercato. La
transitorietà implica la previsione certa della ripresa dell’attività lavorativa. L’integrazione salariale
avviene a fronte di una sospensione dell’attività o di una semplice riduzione dell’orario di lavoro.
Le aziende che possono far ricorso alla CIGO devono appartenere ai seguenti settori (art. 10):
- Imprese industriali manifatturiere, di trasporti, estrattive, di installazione di impianti, produzione e
distribuzione dell'energia, acqua e gas
- Cooperative di produzione e lavoro che svolgano attività lavorative similari a quella degli operai
delle imprese industriali, ad eccezione delle cooperative elencate dal D.P.R. n. 602/1970
- Imprese dell'industria boschiva, forestale e del tabacco
- Cooperative agricole, zootecniche e loro consorzi che esercitano attività di trasformazione,
manipolazione e commercializzazione di prodotti agricoli propri per i soli dipendenti con contratto di
lavoro a tempo indeterminato
- Imprese addette al noleggio e alla distribuzione dei film e di sviluppo e stampa di pellicola
cinematografica
- Imprese industriali per la frangitura delle olive per conto terzi
- Imprese produttrici di calcestruzzo preconfezionato
- Imprese addette agli impianti elettrici e telefonici
- Imprese addette all'armamento ferroviario
- Imprese industriali degli enti pubblici, salvo il caso in cui il capitale sia interamente di proprietà
pubblica
- Imprese industriali e artigiane dell'edilizia e affini
- Imprese industriali esercenti l'attività di escavazione e/o lavorazione di materiale lapideo
- Imprese artigiane che svolgono attività di escavazione e di lavorazione di materiali lapidei, con
esclusione di quelle che svolgono strutture ed escavazione.
Al di fuori dei casi relativi ad eventi oggettivamente non evitabili, il trattamento di CIGO può durare
(art. 12):
- 13 settimane continuative, prorogabili trimestralmente fino ad un massimo complessivo di 52
settimane
- 52 settimane in un biennio mobile se relativo a più periodi non consecutivi.
All’interno di detti limiti di durata non possono essere autorizzate ore di integrazione salariale
ordinaria eccedenti il limite di un terzo delle ore ordinarie lavorabili nel biennio mobile, con
riferimento a tutti i lavoratori dell'unità produttiva mediamente occupati nel semestre precedente la
domanda di concessione dell'integrazione salariale. Inoltre, l’impresa deve comunicare nella domanda
di concessione il numero dei lavoratori mediamente occupati nel semestre precedente (distinti per
orario contrattuale), con riferimento all'unità produttiva oggetto di sospensione o riduzione dell'orario
di lavoro.
Per fruire dell’integrazione salariale i lavoratori devono possedere, eccetto le ipotesi di eventi
oggettivamente non evitabili, almeno 90 giorni di anzianità effettiva di lavoro presso l’unità
produttiva per la quale è richiesto il trattamento (art. 1).
L’integrazione salariale è dovuta nella misura dell’80% della retribuzione globale che sarebbe
spettata ai lavoratori interessati per le ore di lavoro non prestate comprese tra le zero ore e il limite
orario contrattuale (art. 3).
La gestione della Cassa integrazione ordinaria è di competenza della “Gestione prestazioni
temporanee ai lavoratori dipendenti”, istituita presso l'INPS, ma è anticipata ai lavoratori interessati
dal datore di lavoro. Tuttavia, l’INPS provvede a versare l’integrazione direttamente ai lavoratori
beneficiari nel caso in cui l’impresa versi in comprovate e documentate difficoltà di ordine
finanziario.
A seguito della procedura di informazione e consultazione sindacale (art.14), l’invio della domanda
di concessione va effettuata in via telematica all’INPS e ai Centri per l’impiego ai fini dei
meccanismi di condizionalità.
La Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria (CIGS) è un'indennità erogata dall'INPS per
integrare la retribuzione di lavoratori di aziende che devono affrontare situazioni di crisi e
riorganizzazione o contratti di solidarietà difensivi.
Per fruire del sussidio è necessario che il lavoratore abbia maturato un'anzianità aziendale di almeno
90 giorni presso di un'azienda destinataria della normativa CIGS (Decreto Legislativo n. 148/2015).
La CIGS spetta a tutti i lavoratori (ivi compresi quelli con contratto di apprendistato) ad eccezione di
dirigenti e lavoratori a domicilio:
- dalle imprese di seguito elencate che abbiano occupato mediamente più di 15 dipendenti, inclusi
apprendisti e dirigenti, nel semestre precedente la presentazione della domanda (art. 20, comma 1):
a) imprese industriali, comprese quelle edili e affini;
b) imprese artigiane che procedono alla sospensione dei lavoratori in conseguenza di sospensioni o
riduzioni dell'attività dell'impresa che esercita l'influsso gestionale prevalente;
c) imprese appaltatrici di servizi di mensa o ristorazione, che subiscano una riduzione di attività in
dipendenza di situazioni di difficoltà dell'azienda appaltante, che abbiano comportato per quest'ultima
il ricorso al trattamento ordinario o straordinario di integrazione salariale;
d) imprese appaltatrici di servizi di pulizia, anche se costituite in forma di cooperativa, che subiscano
una riduzione di attività in conseguenza della riduzione delle attività dell'azienda appaltante, che abbia
comportato per quest'ultima il ricorso al trattamento straordinario di integrazione salariale;
e) imprese dei settori ausiliari del servizio ferroviario, ovvero del comparto della produzione e della
manutenzione del materiale rotabile;
f) imprese cooperative di trasformazione di prodotti agricoli e loro consorzi;
g) imprese di vigilanza;
- dalle imprese di seguito elencate che abbiano occupato mediamente più di 50 dipendenti, inclusi
apprendisti e dirigenti, nel semestre precedente la presentazione della domanda (art. 20, comma 2):
a) imprese esercenti attività commerciali, comprese quelle della logistica;
b) agenzie di viaggio e turismo, compresi gli operatori turistici;
- dalle categorie di datori di lavoro di seguito elencate, a prescindere dal numero dei dipendenti
occupati (art. 20, comma 3):
a) imprese del trasporto aereo e di gestione aeroportuale e società da queste derivate, nonché imprese
del sistema aeroportuale;
b) partiti e movimenti politici e loro rispettive articolazioni e sezioni territoriali, nei limiti di spesa
definiti annualmente.
L’integrazione salariale è dovuta nella misura dell’80% della retribuzione globale che sarebbe
spettata ai lavoratori interessati per le ore di lavoro non prestate comprese tra le zero ore e il limite
orario contrattuale (art. 3). Di norma l’integrazione salariale è anticipata dal datore di lavoro; tuttavia,
l’INPS provvede a versare l’integrazione direttamente ai lavoratori beneficiari secondo quanto
indicato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali nel caso in cui l’impresa versi in
comprovate difficoltà di ordine finanziario accertate dal servizio ispettivo dell'ITL.
L'intervento straordinario può essere richiesto quando la sospensione o la riduzione dell'attività
lavorativa sia determinata da una delle seguenti causali (art. 21):
a) riorganizzazione aziendale;
b) crisi aziendale, ad esclusione, a decorrere dal 1° gennaio 2016, dei casi di cessazione dell'attività
produttiva dell'azienda o di un ramo di essa;
c) contratto di solidarietà.
La Durata massima del trattamento straordinario di integrazione salariale per ciascuna unità
produttiva è:
- per la causale di riorganizzazione aziendale, è prevista una durata massima di 24 mesi, anche
continuativi, in un quinquennio mobile (art. 22, comma 1);
- per la causale di crisi aziendale è prevista una durata massima di 12 mesi, anche continuativi. Una
nuova autorizzazione non può essere concessa prima che sia decorso un periodo pari a due terzi di
quello relativo alla precedente autorizzazione (art. 22, comma 2);
- per la causale di contratti di solidarietà difensivi è prevista una durata massima di 24 mesi, anche
continuativi, in un quinquennio mobile, estensibile fino a 36 mesi alle condizioni previste dal comma
5 secondo cui, ai fini del calcolo della durata massima complessiva (CIGO+CIGS), la durata viene
computata nella misura della metà per la parte non eccedente i 24 mesi e per intero per la parte
eccedente (art. 22, commi 2 e 5).
Dal 2019 è poi possibile fruire di un ulteriore intervento di CIGS nei casi di crisi o di
riorganizzazione complessa, previo accordo stipulato in sede governativa presso il Ministero del
Lavoro e delle Politiche Sociali. L’intervento è: di massimo 12 mesi qualora il programma di
riorganizzazione aziendale sia caratterizzato da investimenti complessi non attuabili nel limite
temporale di durata di ventiquattro mesi, ovvero qualora il programma di riorganizzazione aziendale
presenti piani di recupero occupazionale per la ricollocazione delle risorse umane e azioni di
riqualificazione non attuabili nel medesimo limite temporale; di ulteriori 6 mesi di proroga qualora
l'avviato processo di cessione aziendale, per le azioni necessarie al suo completamento e per la
salvaguardia occupazionale, abbia incontrato fasi di particolare complessità; di ulteriori 12 mesi per
la causale contratto di solidarietà, qualora permanga, in tutto o in parte, l'esubero di personale già
dichiarato nell'accordo (art. 22 bis, Decreto Legislativo n. 148/2015).
L'art. 41 del Decreto Legislativo n. 148/2015, come novellato dall'art. 26 quater del D.L. 30 aprile
2019, n. 34, convertito con modificazioni in L. 28 giugno 2019, n. 58 ha introdotto in via
sperimentale, per gli anni 2019-2020, il contratto di espansione (esteso a determinate condizioni
anche al 2021 dalla Legge di Bilancio 2021).
Nello specifico, l'art. 41 prevede che le imprese, con un numero elevato di dipendenti in organico,
qualora intendano avviare percorsi di reindustrializzazione e riorganizzazione che comportano
modifiche dei processi aziendali, possono stipulare un contratto di espansione con il Ministero del
Lavoro e delle Politiche Sociali e con le associazioni sindacali comparativamente più rappresentative
sul piano nazionale o con le loro rappresentanze sindacali aziendali ovvero con la rappresentanza
sindacale unitaria, per recepire e sviluppare attività lavorative a contenuto più tecnico e assumere
nuovi lavoratori con profili professionali compatibili con i piani di reindustrializzazione o
riorganizzazione.
Il contratto di espansione, definito espressamente di natura gestionale, deve contenere (art. 41, comma
2):
a) il numero dei lavoratori da assumere e l'indicazione dei relativi profili professionali compatibili con
i piani di reindustrializzazione o riorganizzazione;
b) la programmazione temporale delle assunzioni;
c) l'indicazione della durata a tempo indeterminato dei contratti di lavoro, compreso il contratto di
apprendistato professionalizzante di cui all'art. 44 del Decreto Legislativo 15 giugno 2015, n. 81;
d) relativamente alle professionalità in organico, la riduzione complessiva media dell'orario di lavoro
e il numero dei lavoratori interessati, nonché il numero dei lavoratori che possono accedere al
trattamento pensionistico previsto dall'art. 41, comma 5, del Decreto Legislativo n. 148/2015.
Il contratto può prevedere (articolo 41, comma 5) per i lavoratori che si trovano in determinate
condizioni di anzianità o vecchiaia una fuoriuscita agevolata ai fini del trattamento pensionistico. Per i
lavoratori che non possono aderire al trattamento pensionistico sopra citato, al fine di garantire loro
un'adeguata attività formativa finalizzata alla riqualificazione e all'aggiornamento delle competenze
professionali, l'impresa può procedere a riduzioni orarie integrate con un trattamento straordinario di
integrazione salariale nei limiti delle risorse finanziarie stanziate (art. 41, comma 7).
Al riguardo, la Circolare dell'INPS n. 143 del 9 dicembre 2020, conformemente all’orientamento del
Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, rende dettagliate indicazioni relative all'esonero
dall'obbligo del versamento del contributo addizionale per il datore di lavoro che accede al contratto
di espansione.
Competente ad esaminare le istanze presentate dalle aziende per usufruire del trattamento è la
“Direzione Generale degli Ammortizzatori Sociali e della formazione” del Ministero del Lavoro e
delle Politiche Sociali.
La cassa integrazione guadagni in deroga (cd. CIGD) è uno strumento di politica passiva, aggiuntivo
rispetto a quelli esistenti della cassa integrazione guadagni ordinaria e straordinaria, introdotto a
partire del 2005, per garantire un sostegno economico a lavoratori di quelle imprese che beneficiano
degli ordinari interventi d’integrazione salariale.
Concepito come strumento sperimentale di sostegno al reddito in costanza di rapporto,
l’ammortizzatore è stato oggetto di diverse proroghe nel corso degli anni.
Da ultimo, la Legge di Bilancio 2021 in conseguenza dell’emergenza epidemiologica da COVID-19
ha ulteriormente prorogato tutti i trattamenti di integrazione salariale, compresa la CIGD, già previsti
a partire dal Decreto Cura Italia.