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LETTERA ALLE FAMIGLIE

D E L L U N I T A P A S T O R A L E D I

CAPEZZANO PIANORE - MONTEGGIORI


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N 520

18 SETTEMBRE 2011

XXV SETTIMANA DEL TEMPO ORDINARIO - LITURGIA DELLE ORE I SETTIMANA

I PRIMI SARANNO ULTIMI


Questo uno di quei brani del Vangelo che dovrebbero seriamente mettere in discussione la nostra fede e la nostra immagine di Dio. Non temo di ripetere una riflessione gi fatta pi volte, perch sono convinto che essa sia centrale nel cammino verso una fede adulta e libera, che il vero problema non suscitare la fede o convincere dellesistenza di Dio, ma scoprire il vero volto del Padre rivelato da Ges. Il padrone di casa esce allalba per cercare operai per la sua vigna. Alle sei di mattino arruola il primo gruppo e stabilisce la paga: un denaro. Poi esce alle nove, a mezzogiorno, alle tre e alle cinque, e ogni volta arruola nuovi operai, ma senza stabilire la quota per il lavoro. Alla fine della giornata, al momento del pagamento, il padrone parte dagloperai delle cinque del pomeriggio e, a questi ultimi, viene dato un denaro. Ai primi allora cosa dar il padrone? Ma le speranze dei lavoratori della prima ora vengono subito sgonfiate: anche a loro viene consegnato un denaro, il prezzo stabilito al loro ingaggio. Penso che proprio in questultimo passaggio stia in centro della parabola. Gli operai della prima ora si aspettavano qualcosa in pi, erano convinti di essersi meritati una paga pi alta dei loro soci assunti poco prima del tramonto. Proprio qui sta lattualit della parabola, il punto su cui le nostre comunit dovrebbero interrogarsi e ciascuno di noi dovrebbe fare il punto della propria fede. Il rischio quello di imbarcarsi con Dio in un rapporto di tipo sindacale, dove la mia retribuzione stabilita in base ad un merito. La logica di Dio per fortuna! non come la nostra. La nuova e dirompente logica di Dio che questa parabola ci mette davanti aglocchi, dovrebbe far riflettere soprattutto quelli che si sentono i pi vicini e amano definirsi religiosi o credenti praticanti. Ges ci mette in guardia dallorgoglio spirituale, dal sentirsi gi a posto. Attenzione: il regno di Dio una grazia e se non lo si accoglie come chi sa di non meritarsi nulla, si corre il rischio di aver faticato invano...

L' E L E M O S I N A
Un giorno di molto tempo fa, in Inghilterra, una donnetta infagottata in un vestito lacero percorreva le stradine di un villaggio, bussando alle porte delle case e chiedendo l'elemosina. Molti le rivolgevano parole offensive, altri incitavano il cane a farla scappare. Qualcuno le vers in grembo tozzi di pane ammuffito e patate marce. Solo due vecchietti fecero entrare in casa la povera donna. Siediti un po' e scaldati, disse il vecchietto, mentre la moglie preparava una scodella di latte caldo e una grossa fetta di pane. Mentre la donna mangiava, i due vecchietti le regalarono qualche parola e un po' di conforto. Il giorno dopo, in quel villaggio, si verific un evento straordinario. Un messo reale port in tutte le case un cartoncino che invitava tutte le famiglie al castello del re. L'invito provoc un gran trambusto nel villaggio, e nel pomeriggio tutte le famiglie, agghindate con gli abiti della festa, arrivarono al castello. Furono introdotti in una imponente sala da pranzo e ad ognuno fu assegnato un posto. Quando tutti furono seduti, i camerieri cominciarono a servire le portate. Immediatamente si alzarono dei borbottii di disappunto e di collera. I solerti camerieri infatti rovesciavano nei piatti bucce di patata, pietre, tozzi di pane ammuffito. Solo nei piatti dei due vecchietti, seduti in un angolino, venivano deposti con garbo cibi raffinati e pietanze squisite. Improvvisamente entr nella sala la donnetta dai vestiti stracciati. Tutti ammutolirono. Oggi - disse la donna - avete trovato esattamente ci che mi avete offerto ieri. Si tolse gli abiti malandati. Sotto indossava un vestito dorato. Era la Regina. Un riccone arriv in Paradiso. Per prima cosa fece un giro per il mercato e con sorpresa vide che le merci erano vendute a prezzi molto bassi. Immediatamente mise mano al portafoglio e cominci a ordinare le cose pi belle che vedeva. Al momento di pagare porse all'angelo, che faceva da commesso, una manciata di banconote di grosso taglio. L'angelo sorrise e disse: "Mi dispiace, ma questo denaro non ha alcun valore". "Come?", si stup il riccone. "Qui vale soltanto il denaro che sulla terra stato donato", rispose l'angelo.

IL SERVO INUTILE Dopo che avete fatto tutto quello che dovevate fare, dite, "Siamo servi inutili", non prima... Essere servo inutile, significa comprendere e accettare che il Vangelo non un'operazione di marketing aziendale e i cui risultati non si misurano grazie ad una buona campagna promozionale. Essere servo inutile, significa fidarmi di Dio, credere che attraverso il mio piccolo contributo, lui, potr realizzare il suo regno nel mondo. Essere servo inutile, significa dimenticare ci che la gente pensa di me e preoccuparmi di essere grande agli occhi di Dio. Solo cos potr vivere nella pace e sperimentare la gioia di camminare nella verit. Essere servo inutile, significa diventare testimone di Ges, senza fanatismi e senza ansie, vivendo sempre alla luce della resurrezione. Essere servo inutile, significa non cercare le cose complicate, ma essere fedele, sempre, nelle piccole come nelle grandi cose. Essere servo inutile, significa donare se stessi, rinunciando per sempre di raccogliere i frutti del proprio lavoro. Essere servo inutile, significa "farsi" per amore, saper sorridere, sempre, essere pazienti, sempre, perdonare, sempre.

Il frutto del servizio la pace Le opere dell'amore sono sempre opere di pace. Ogni volta che dividerai il tuo amore con gli altri, ti accorgerai della pace che giunge a te e a loro. Dove c' pace c' Dio; cos che Dio tocca le nostre vite e mostra il Suo amore per noi, riversando pace e gioia nei nostri cuori. E' soltanto Dio che ha il potere di donare e di togliere: condividi dunque tutto ci che ti stato dato, compreso te stesso. Non ci vuole molto, pu bastare un sorriso: il mondo sarebbe diverso se sorridessimo di pi. Perci sorridi, sii allegro, contento che Dio ti ami.

L'ALFABETO DI DIO A - Anche se non sei corrisposto, ama lo stesso, mi assomiglierai. B - Benedici sempre, perch tu sei una benedizione di Dio. C - Chiamami Padre, solo cos potrai chiamare tutti gli altri fratelli. D - Dona con gioia. I musi lunghi sono figli delle tenebre. E - Esci dal guscio del tuo egoismo: troverai un mondo che ti aspetta. F - Fa della tua vita una sinfonia di gioia; darai frutti saporiti. G - Gira l'ago della tua calamita sempre dove ti porta il cuore: sempre e solo a Dio. H - Hai un dono straordinario, per cui mi assomigli: l'amore; sfruttalo con gioia. I - Intorno a te c' tanta morte, odio e tenebre; ma tu sii sole che illumina e riscalda. L - La terra non la tua patria. Sei di terra, ma hai la mia vita: guarda allora in alto. M - Metti la tua vita nel cuore di mio Figlio e di Maria: sarai dono d'amore. N - Non permettere che ti si togli la tua libert. Aggrappati a me e sarai libero. O - Odia il peccato, ma ama il peccatore: impara a perdonare e ama chi sbaglia, lo conquisterai. P - Porta la pace di Dio col tuo sorriso: c' bisogno di un raggio di sole e luce negli occhi. Q - Quadro stupendo ti ho dipinto; sei il mio capolavoro. R - Resta un po' con me, figlio, quando si fa sera: io ti guardo e tu mi guardi ed pace. S - Senza il tuo mattone, la costruzione vuota. Sii strumento docile nelle mie mani. T - Tutto ho messo nelle tue mani, sei il signore della natura: conservala senza macchia. U - Unisci cuore e mente: con la mente progetti, ma col cuore che salvi e realizzi. V - Vuoi essere felice? Sgombra tutto ci che ti impedisce di volare e sciogli le vele. Z - Zaino di eucaristia, preghiera e servizio sar il tuo compagno di viaggio: farai miracoli.