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20 4
GENNAIO
FEBBRAIO
MARZO
IL TEMPO DI QUARESIMA
Versioni «base» :
IL pADRE CI HA CHIAMATI
T: Massimo Palombella. M: Domenico De Risi 2
DIO CI OFFRE IL SUO PERDONO
T: Mauro Mantovani. M: Alessandro Ruo Rui 4
Rivista del Centro Evangelizzazione
e Catechesi «Don Bosco» di Leumann (Torino) GRANDE NELL' AMORE
T: Mauro Mantovani. M: Giuseppe Gai 6
in collaborazione con la Facoltà di Teologia DONACI UNO SPIRITO NUOVO
dell' Università Pontificia Salesiana (Roma) T: Mauro Mantovani. M: Gian Sandro Vanzin 8
e con il Pontificio Istituto di Musica Sacra di Roma
RALLEGRATI, O CITTÀ SANTA
T: Mauro Mantovani. M: Valentino Miserachs IO
PROPOSTA DI MUSICA SIA FATTA LA TUA VOLONTÀ
PER LA LITURGIA T: Mauro Mantovani. M: Roberto Mucci 12
ISSN 0391-5425 Elaborazioni per Schola:
Gennaio-Febbraio-Marzo 2004 IL PADRE CI HA CHIAMATI
Anno 59, numero 1 T: Massimo Palombella. M: Domenico De Risi 14
DIO CI OFFRE IL SUO PERDONO
T: Mauro Mantovani . M : Alessandro Ruo Rui 22
DIREZIONE
GRANDE NELL' AMORE
Massimo Palombella T: Mauro Mantovani. M: Giuseppe Gai 27
Uni versità Pontificia Salesiana
Piazza Ateneo Salesiano, I - 001 39 Roma DONACI UNO SPIRITO NUOVO
Tel./Fax 06.872.90.505 T: Mauro Mantovani . M : Gian Sandro Vanzin 35
e-mail : massimo @ups. urbe.it
RALLEGRATI, O CITTÀ SANTA
T: Mauro Mantovani . M: Valentino. Miserachs 43
COLLABORATORI
SIA FATTA LA TUA VOLONTÀ
-Musica:
T: Mauro Mantovani . M: Roberto Mucci 50
M. Bargagna - N. Barosco - M. Chiappero
R. de Cristofaro - D. De Risi - V. Donella Errata Corrige:
L. Donorà - G. Gai - S. Kmotorka Armonia di Voci n. 3/2003 (Luglio-Agosto-Settembre) :
G. Liberto - D. Machetta - A. Martorell PANE DI OGNI FRAGRANZA (Parti organistiche)
I. Meini - V. Miserachs - L. Molfino T: Remo Bracchi. M: Valentino Donella 55
R. Mucci - M. Nardella - M. Nosetti
F. Rampi - A. Ruo Rui - D. Stefani
G.S. Vanzin - A. Zorzi. La mu sica contenuta nel CD allegato è eseg uita da un Ottetto voca le co mposto da
cori sti della Cappella Musica le di Trinità dei Monti (Roma) diretti da mons. Val entino
- Testi: Mi se rachs. pres ide del Pontifi cio Istituto di Mu sica Sac ra di Rom a.
R. Bracchi - E. dal Covolo - M. Mantovani. Corisl i:
Carl a Ferrari (sopran o), Marin a M auro (soprano). Marta Zanass i (contralto). Cl e-
mentin a Zarrill o (contralto). Adri ano Carol etti (tenore). Erme negil do Corsini (ten ore).
- Musica-Liturgia-Cultura: Alberto Tapi a (basso), Roberto Va lenti (basso).
A. Amato - E. Costa - F. Rainoldi Organis/a : Juan Paradell Solé.
M. Sodi - E. Stermieri. La reg istrazione è stata effe ttuata il 5 e 6 di cembre 2003 nell a Chi esa dell 'U ni versità
Pontificia Sales iana di Rom a (Organo Tamburini. Pi azza dell ' Ateneo Sales iano, I) dall o
Studio Mobil e dell a Radi o Vati cana.
L' Assemblea è stata form ata da alcuni cori sti del Coro lnteruni versitario di Roma.
Tecnico del sI/ ono: Roberto Bellino.
© 2004 Espressione Edizio ni Musicali
Ediling digi/ale e maslering : Studio OpenS ound (v ia B. Cerretti. 32 - Roma) .
Tutti i diritti riservati.
Ingegne ri del suono: Sil vio Pi ersanti - Augusto Arena .
Coord inalllenlo gene ra le : M ass imo Pal o mbell a.
Iniziamo un nuovo anno di attività vicinissimi alle appe- retto, si possono adattare diverse delle strofe proposte in
na trascorse celebrazioni del centenario delmOlu proprio d i questi canti.
Pio X Tra le sollecitudilli, alla pubblicazione, da parte di Ne emerge così un itinerario spirituale, che prende avvio
Giovanni Paolo Il , del celebrativo «Chirografo» (22 novem- dai due inni /I Padre ci ha chiamati e Dio ci offre il SIIO per-
bre 2003) e della Lettera Apostolica nel 40" anniversario dOliO, inni che offrono una meditazione sui principali temi
della Costituzione Sacrosallclum COl/cWl/m sulla Sacra Li- della Quaresima a partire da alcuni versetti significativi dei
turgia (4 dicembre 2003). Salmi 50 e 90 e dal brano evangelico delle tentazioni di Cri-
Eventi importanti e ricchi di «vettori di forza» per il futu- sto. Gesù è il Messia, un Messia che si misura con le tenta-
ro, ma è interessante notare come in queste occasioni - spes- zioni e le affronta fidandosi radicalmente dell'amore del Pa-
so in modo implicito - si ripropongono nel dibattito eccle- dre e della sua Parola. Questa è la via che viene proposta an-
siale che accompagna l'analisi e il commento di questi testi. che al di scepolo.
approcci alla realtà esclusivi anziché inclusivi. Il testo Cml/de nell'ali/ore trae invece spunto dai Salmi
L'impressione è talvolta quell a di un «andare indietro», 26 e 24, alcuni versetti dei q uali fungono da antifone d'in-
di «arroccarsi» !\u posizioni che contrappongono la realtà: gresso per la liturgia della II Domenica di Quaresima, Le
antico con nuovo, prima e dopo il Concilio, static ità ed in- strofe centrali invece si d iffondo no sulla testimonianza del
culturazione, canto gregoriano e Figl io data dal Padre stesso in
pol ifonia antica contTapposti a occasione dell'episodio evangeli-
forme «contemporanee», autori co della Trasfigurazione del Si-
«sacri» e autori «profani » ... An-
ziché camminare verso orizzonti
... tra passato gnore. Il canto sottolinea come il
volto della g loria, della risurre-
comuni, verso sane integrazioni,
un po' di musica diventa l'occa-
presente e futuro ... zione, non sia estraneo, anzi sia
intrinsecamente connesso, a lla
sione per far emergere misera- via della croce, cammino che de-
mente un vuoto culturale, Sì, per- ve percorrere ogni discepolo, per
ché proprio di cu ltura globale si tratta, q uella c ultura che entrare nel «cuore del mistero».
forn isce gli ampi ori zzonti che permettono d i tacere quando Donaci 1/1/0 Spirito IIUOVO raccog lie nell'invocazione
non si è competenti, che permettono di trovare quei diii ros- proposta dal ri tornello quanto espresso datl'antifona d'in-
si» che uniscono (anziché dividere) passato, presente e futu- gresso della III Domenica di Quaresima, intendendo la con-
ro, quella cultura che sa «collocare» le problematiche «pra- versione non soltanto come frullo di atteggiamenti o sfor.li
tico-meccaniche» al1'interno di un impianto filosofico-teo- personal i, ma come frutto del l'azione stessa d i Dio che ope-
logico e quindi squisitamente «ecclesiologico». ra in no i, se trova spazio nei nostri cuori, perché non siano
Esattamente come la recente legge su ll 'embrione, all 'in- più «di pietra» e divengano veramentc - richiamando l'e-
terno di un contesto di fatto privo di una sana episte mologia spressione del profeta Ezechiele - «di carne~~. Si dice: «ri-
del fatto po litico, porta ad ormai datate - e oggi anche bana- generi l'uomo nel profondo. nel Fi glio doni al mondo la sal-
li - contrapposizioni tra «laici» e «cattolici~~, così ecclesial- vezza».
mente un po' di musica e qualche «pratica liturgi ca~> fanno Ai brani evangel ici della [V Domenica di Quaresima si
emergere una preoccupante realtà che dice - talvolta in for- ispi ra invece Rallegrati, o eittà sallla, che prende avvio con
ma esplicita - la non avvenuta ricezione delle linee traccia- la preziosa immagi ne biblica della Gerusalemme riedificata,
te dal Concilio Vaticano U. in cui il tempio de l Signore è ricostruito. L'invito che viene
Crediamo che in questo contesto la cosa migliore sia an- rivolto al credente è d i riedificare la !\ua stessa vita alla luce
zitutto lavorare, studiare e ricercare per cogliere sempre più del Vangelo, così da essere effettivamente «pietra viva» di
nella concretezza le sfide della Rifonna Liturgica del Conci- quell'edific io spi rituale che è la Chiesa, santa e insieme
lio Vaticano II. Di parole su come la musica «bisognerebbe» sempre bisognosa di conversione, Dio è qui invocato attra-
fa rl a se ne sentono tante, forse troppe, e per la stragrande verso le immagini si mboliche dell'abbraccio di misericor-
maggioranza delle volte pronunciate da persone di non pro- dia, del volto di luce e dell'amore immolato, che scaturisco-
vata competenza. no dalle stesse letture.
I canti proposti in questo numero della rivista, che cerca- Sia fatta fa tua vofomà è invece un canto di comunione
no di operare secondo un criterio inclusivo, intendono ac- per la cosiddetta «Domenica delle Palme». Raccoglie, da un
compagnare l' itinerario quaresi male della comunità dei cre- lato, gli aspetti rilevant i del cammino penitenziale svolto
denti mettendo in luce il ricordo vivo - conside rato come nel l'i ntero periodo quaresimale, concentrati nella fid uciosa
occas ione di riapp ropriazione esistenzia le sempre più e rinnovata dispon ibilità alla sequela cu i il discepolo è chia-
profonda - del Battesimo ricevuto, e solleci tando una prassi mato seguendo Gesù, il Maestro e Signore, D'altro canto
penitenziale illuminata dall'ascolto più frequen te della pa- prepara a vivere i momenti centrali del mistero della passio-
rola di Dio e dalla preghiera . ne-morte-ri surrezione di Cristo, fo ndamento della nostra
La Parola di Dio proposta dalla lilUrgia e le varie antifone salvezza, cercando di espri mere, per quanto possibile con le
che ad essa si riferiscono, costitui scono così il punto di rife- parole e con la musica, la profo ndità dello stesso mi stero eu-
rimento fondamentale per una autentica cOl/versiolle, e per caristico di cu i accompagna il vertice celebrativo.
una veri fica se la propria esistenza è conforme a quella di L'accogliere in profondità l'appello a «lasciarci riconci-
Cristo. liare con D io~~ (cf 2 Cor 5,20) conduce realmente a vivere la
l sei brani, pur potendo interscambiarsi, seguono una pre- vita /ll/ova iII Cristo. L'intento di questi canti è di contribui-
cisa scansione, inerendo di rettamente le dome niche l, Il , III , re, attraverso ciò che è proprio del segno musica nell 'azione
IV e VI di Quaresi ma. Anche ai brani evangelici della V Do- liturg ica, a favorirne la realizzazione.
menica (CI' 11.1-45: Lazzaro; Cv 12,20-33: il chicco di gra-
no; Cv 8,1-11: l'adultera), pur non avendo un riferimento di- Mantovani M. - M. Palombella
A Sua Ecc. Mon s. Beniamino Depalma
IL PADRE CI HA CHIAMATI
Versione "base"
T: Massimo Palombella
M: Domenico De Risi

l. Il Padre ci ha chiamati. il Dio della gloria. 3. La lotta senza tregua, o Cristo. tu rhai vinta.
per donarci nel Figlio la salvezza. ci sollevi dal peso della colpa.
E vicino il Regno. apriamo i nostri cuori. Nella tentazione. aiutaci. Signore.
camminiamo lungo i suoi sentieri. dacci forza. libera dal male.

2. La grazia a noi discende. l'amore ci trasforma, 4. È tempo di giustizia, di carità sincera.


siamo immersi nel fonte della vita. indossiamo le armi della luce ,
Della sua Parola r ascolco sia fede le, Vi vi nella fede, ardenti di speranza,
nutrimento, lampada che accende. ricolmati di misericordia.
5. Il Padre onnipotente, il Dio del perdono.
acclamiamo con inni d'esultanza.
Spirito di pace, sostieni il nostro canto,
gloria a Cristo, nostro Redentore.

Il testo dell'inno si ispira all'antifona di comunione e al versetto alleluiatico (MI 4, 4) della prima domenica di Quaresima. che
nell'anno C presenta proprio il brano delle "tentazioni". Anche per questo l'inno si caratterizza per un uso che non si restringe
alla sola l domenica ma può anzi accompagnare l'intero tempo del la Quaresima. concentrandosi sui suoi temi principali . Le prime
quattro strofe evidenziano rispettivamente l'iniziativa di Dio che chiama alla conversione; il ruolo illuminante e trasformante
della Parola: l'aspetto della lotta contro il male: la novità di vi ta che viene dal " vivere in Crisco". L'ultima strofa è dossologica.

Mod el'ato. con grazia


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l. Il Pa - dre ci ha chia - ma - ti ,~_ ;1 D; o d,l l, glo ria. ~_


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5. Il Pa - dre_on - ni - po - ten - te,_ _ ;1 D; o del per - do


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I. È , i - ci - no il Re-gno, , - pria - moj no - stn ,"o '. - fi, cam· mi -


2. Del -la s", Pa-ro- l, l' , - scol - IO sia re - de - le, nu - tri -
3. Nel -la leo - - zio - ne, , - - "- ci, Si - gno - re, dac - ci
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4. Vi - vi oel - lo re - de, - den - ti di spe - fa n - Ti - col -
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5. Spi- ri - lo di pa - ce, so - slie - ni il
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DIO CI OFFRE IL SUO PERDONO
Versione "base"
T: Mauro Mantovan;
M: Alessandro Ruo Rui
C ::OOl ~ Editiooi M.;;ooli
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l. Dio ci offre il suo perdono. 3. Dio ci offre i l suo perdono.


S'aprono le labbra al canto della lode. Sotto le tue ali riparo e sicurezza.
Signore. lu consoli i cuori inariditi Fedele a noi per sempre nel dono della gioia,
e doni la pace, la speranza. Signore. sei buono e ci trasformi.

2. Dio ci offre il suo perdono. 4. Dio ci olTre il suo perdono.


Vinci l'ingiustizia, ascolti chi t' invoca. Giusto nei giudizi, cancell i ogni colpa.
Di lunghi giorn i colmi chi unq ue a te s'affida: Insegni nel profondo, Signore, la sapienza;
è grande la tua misericordia. senza amore offerte non gradisci.
5. Dio ci offre il suo perdono,
Padre onnipotente accogli la preghiera.
Lo Spirito raduna la Chiesa penitente,
redenta da Cristo Salvatore. Amen.

Il testo dell'inno si riferisce alle anti fone di ingresso (5a/90, 15- 16: "Egli mi invocherà e io lo esaudirò; gli darò salvezza e
gloria, lo sazierò con una lunga vita") e di comunione (5a /9O, 4: " II Signore ti coprirà con la sua protezione, sotto le sue ali tro-
verai rifugio") della prima domenica di Q uaresima. Esso può accompagnare l' intero itinerario quaresimale, appoggiandosi sulla
meditazione, appunto, del Salmo 90 e del Salmo 50. L'ultima strofa è dossologico-trinitaria. "Dio ci olTre il suo perdo no" è l'an-
nuncio iniziale in ogni Slrofa, che riassume il "cuore" della Q uaresima, e apre alla preghiera.

Ser e no J - 60 ca.
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l. Di-o o; or-fre_il suo per - do - "o. S'a - pro - no I,
2. Di-o of-fre_il suo per - do - "o. Vin - ci l' in-giu -
3. Di-o "o; of- fre_il suo per - do - "o. Sot - to I, lo'
4. Di-o ci of-fre_il suo per - do - "o. Giu - sto nei giu -
5. Di-o ci of- fre_i l suo per - do - "o. Pa-dre_o n -ni - po-
Ser e n o J - 60 ca.

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5. Chic - sa le. re den - la da Cri - sto Sal - va lo re.


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GRANDE NELL'AMORE
Versione "base"
T: Mauro Mantovani
M: Giuseppe Gai
o 2004 ~ E4i,io<>i Muliali
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Grande nell ' amore, ricco di bontà,


salva, salva il tuo popolo Signore.
l . Cerco il tuo volto, Signore. Ii cerco dal mattino. 3. "Questi è il mio Figlio dilello, udite la sua voce",
Sei tu la pace. non nasconderti. -Dio della luce. sei la bellezza. do no sple ndido, Dio della gioia.
C i conduci al mo nte della vila, T'avvicini e passa la paura,
per salvarei col sangue della croce. si risveglia nei cuori la speranza.

2. Trasfigurato di gloria, immagine del Padre, 4. Misericordia, sapie nza, eterna giovinezza
sei tu la via. ti riveli a noi, Dio della storia. saldo rifugio, tu ci liberi, Dio di giustizia.
Ci avvolgi col manto della nube Sei fortezza che sempre ci prOiegge,
per entrare nel cuore del mistero. riscattati, già abi tiamo il Regno.

Il testo si ispira alle antifone di ingresso (Salmo 26,8-9 e Salmo 24, 6.3 .22) e di comunione (MI 17,5) della seconda domeni-
ca di Quaresima. Le due strofe centrali sono dedicate specificamente al brano evangelico (anno C) di Le 9.28-36, la "Trasfi-
gurazione del Signore". L'invocazione "salva il tuo popolo, Signore" si apre, alla luce del preciso invilo - "Ascoltatelo" - rivol-
to ai discepoli, a rico noscere e sviluppare gli atteggiamenti propri del vero discepolo: egli è colui che ascolta, sa discernere le
parole e le azioni d i Gesù. sa contemplare il suo volto.

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DONACI UNO SPIRITO NUOVO
Versione "base"
T: Mauro Mantovan!
M: Giansandro Vanzin
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Tu", i J,rini n .. n ... i
Donaci uno spirito nuovo, Signore,
canteremo in eterno la tua fedeltà.

I. Dio di m isericord ia, font e d'ogni bene. 3. Dio di misericord ia. soffio che sorregge.
tu ci aspe rgi con acqua limpida. ci rafforzi. intenso anel ito.
Purifica ogni nostra col pa, Lo Spirito viene a noi dall 'alto
per farci tempio vivo del tuo amore. per darci cuori colmi di letizia.

2. Dio di misericordia, luce che rischiara. 4. Dio di misericordia. verità del mondo.
c i disseli. sorgente cosmica. ci ristori. eterno calice.
Rigeneri l'uomo nel profondo. Com unichi grazia dal Calvario.
nel Figl io doni al mondo la salvezza. la pace senza fine del tuo perdono.
Il testo si ispira alle antifone di ingresso (Sa l 24 , 15· 16 e Ez 36, 23,24,25,26) e di comunione (50/83, 4~5 e G1'4, 13- 14) dell a
terza domenica di Q uaresima, e apposita mente si adatta, dal punto di v i ~ t a contenutistico, al brano evangel ico de ll' incontro tra
Cristo e la Samaritana e a quello d i Le 13, 1-9 (anno C). S i incrociano il riconoscime nto fi ducioso de ll a misericordi a di Dio (con
cu i si apre ogni strofa) e l' invocaziOne d i uno "spirito nuovo" ripetu ta nel rito rnello.

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2. Di -o d; m i -se- ri -cor - d; - o. - ce che n - schia - rn.
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RALLEGRATI, O CITTÀ SANTA
Versio~le "base" T: Mauro Mantovan;
M: Valentino Miserachs
o 2001 ~ Edizòoni M....:aIi
T_i; <6ri~i risen'Oti
Rallegrati, o città santa,
glorifica il tuo salvatore

l . Esultate e gioite, 3. Era cieco. adesso vede.


voi lutti che piangete, il Cristo l'ha guarilo.
Dio vi ha consolati. volto de lla luce.
Il te mpio del Signore sarà ricostruito, Crediamo in te Signore, aumenta in noi la fede,
Lui ci chiama ad esser pietre vive. ci conduci al reg no de lla gioia.

2. Fate festa e cantate, 4. Nella croce la salvezza.


il fi glio è tornato, la pace senza fine.
gioia in cielo e in terra. Dio è misericordia.
L'abbraccio della pace ricrea l' uomo nuovo, Ha tanto amato il mondo da <larci il suo Figlio,
il perdono riapre la speranza. verità d'amore che s' immola.

Il testo trae spunto dalle antifone di ingresso (1$ 66. 10- 11 ) e di comunione (Gv 9.11: Le 15.32 e Sal mo 12 1) della quarta
Domenica di Quaresima. e dedica rispettivamente un 'apposita strofa sia alla parabola cosiddetta del "figlio l prodigo" che al
Vangelo del "cieco nato", brani caratteristici de lla liturgia quaresimale .

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2. Fa - le re - sta ,c," - la - te. H fi - glio è lo, - - lo, gio - ia}n cie-Io_e_in
3. E-m cie-co,_a-des - so ve-de, ;, Cri - SIO l' ha gua ""
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A don Carlo Leo, esemplare figura di sacerdote musicista, ben augurando
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SIA FATTA LA TUA VOLONTA
Versione "base"

T: Mauro Mantovani
M: Roberto Mucci
c ~ Ei.pto..""", &li''''''i Musicali
Tu"i i diri"i risa>oti

Padre, Padre, Padre, sia fatta la tua volontà! 2. La morte del Signore, uomo dei dolori.
Nelle tue mani, nel tuo amore, affido il mio salva. cancella ogni nostra colpa.
spirito. Tu sei misericordia, perdono ritrovato,
sangue, nutrimento che ci rinnova.
l . Osanna all' Agnello, vittima immolata,
Cristo si offre a noi per sempre . 3. La croce adoriamo, segno dell'amore.
Abisso dell ' amore. mistero sconfinato Gloria a colui che è. che viene!
siamo generati a vita nuova. Tra noi sempre presente, rinasce la speranza,
oggi ne viviamo il sacrificio.

Il testo di q uesto canto di comunione per la Domenica della Passione di Nostro Signore Gesù Cristo (la cosiddeua "Domenica
delle Palme") si ispira liberamente ad alcune espressioni del racconto della Passione, al Prefazio e all'antifona di comunione della
Celebrazione Eucaristica.
Il ritornello ri prende l'espressio ne di fiducioso abbandono all'amore del Padre con cui Cristo vive l'estremo drammatico momen-
to sul legno della croce (M! 26,42; cf. Mc 14,36; Le 22,42). La triplice invocazione " Padre ... " sottolinea la profondità di questo
momento culmine della rivelazione stessa del mistero di Dio. L'intero itinerario quaresimale d i conversione e di penitenza sem-
bra concentrarsi nella contemplazione, anche altraverso il canto, del vertice della vicenda di Gesù : la crocifissione-risurrezione,
lelta alla luce delle Scriuure, colta come mislero di lotale obbedienza al Padre che assume il volto della do nazione senza misura.

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Elaborazioni per Schola
T: Massimo Palombella
M: Domenico De Risi
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ELABORAZ IONE DELLE S'I'HOFE PER SCHOLA A 2 VOC I PA lU (SC)
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3. Nel - la te n - la - zio - ne. a - ou - ta - ci. Si - gno - <c. dac - ci
4. Vi - vi nel - la fe - de.
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5. Spi - n - to di pa - ce, so - slie - ni il
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2. Del - la ,"a P a - ro - la
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3. Nel - la te n - la - zio - ne. a - ou - la - et . Si - gno - - - "'. dac - ci
4. Vi - vi -
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5.Spi -ri - to d i pa - ce. "
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- no - Siro con - - - to. glo - ria_3
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3. for - za. li dii ma le.
4. -ma - ti di mi - se - n co, dia. _ _ _ __
5. Cri - SIO, no - stro Re - den to re.
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2.- men - to. lam - da che ae cen
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dia.
re. _ _ __
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ELABORAZIONE DELLE STHOFE PER SCHOLA A 2 VOCI DI SPARI (5 8)

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l. Il p, - dce ci ha chia • m, - li ,_ _ ;1 D; - o del · I, glo - ria, _ _
2. Lo gru· zia_u noi d; - scen . de,_ _ l' , - mo · re d Ira· sfor - m,, _ _
3. Lo lot - IO sen - la tre - gua, __ o Cri . slO tu l' hai vin - 10, _ _-
4. È "m - po d; giu - sii - zia, _ _ d; c, l; - -
t' sin · ce - ta, _ __
5. Il Pa· dreon
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· ni - po - ten - te,_ _ ;1 -
D; o del per o do - no, _ _

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tre - gua, _ _
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4. È tem - po d; "
giu - sti - zia, _ _ d; c, - d - t' sin o ce - - -
5. Il Pa o dreon
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l. o pel do - nar • c; 001 Fi - glio I,


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2. o ma. sia-moim - mer - s; nel fon - le del - I, v; - - -
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I. È vi - ci - no il Re - gno, , - pria-moj no - stri 0.0 - ri, cam - mi -

2. Del - la Pa - m - lo l'a - scol - lo sia fe - de - le, n, - tri -


3. Nel - la '"'
ten - " - zio - ne, , - i, - - ci, Si - gno - ,e, dac - ci
4. Vi - vi nel - I, re - de. - den - ti " di spe - fan - '", ri - 001 -
5. Spi - ri - IO di pa - ce, "
'0 - slie - ni il
- no - stro can - to, glo - ria_a

,
~ .,..
,
B

I. È vi -
ci-noil Re - gno, , - pria - mo_i no - stri 0.0 - - - fi, cam - mi -
2. Del - la Pa - m - lo l', - scol - IO sia fe - de - - - le, n, - tri -
"a
3. Nel - la ten - ta - zio - ne, , - l, - ta - ci, Si - gno - - - re, dac - ci
4. VI - vi nel - la
5. Spi - - to di
fe - de,
pa - ce, " - den - ti di spe - fan
- stie - ni il no - stro c,"
-
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glo - ria_a
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I. - nia - mo l,n - gO_I suoi "n - lie - n.
2. - men - to, 10m - pa - da che ae - cen - de.
3. fo,
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5. Cri - SIO, no - Siro "Re - den -
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to - re.
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I. - nia - mo ',n . go) suoi ,en - lie . n.
2. - men - to. lam - pa - da che ae - cen - de.
3. fo, . za, II - be - ca dal ma - le.
4. - ma - ti di mi - - - co, - dia.
5. Cri - Sia, no - sIro "
Re - "
den - to - re.
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ELABORAZJONE DELLE STR OFE PER SCHOLA A 4 VOC I DI SPARI (SCTB)
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l. Il Pa - dre c i ha chia - ma - ti, _ _ il Di - o del - la glo - ria, _ _


2. La gra - zia a noi di - scen - de, _ _ l 'a mo - re ci tra - sfor - ma, _ _
3. La lot - ta sen - za tre - gua, _ _ o Cri - sto tu l'hai vin - ta, _ _
4. È tem - po di gi u - sti - zia, _ _
- ni - po - ten - te, _ _
di ca - n - tàsin -ce- ",- -
5 m~ Pa - dre_on il Di - o del per - do - 00, _ _
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lo Il Pa - dre ci ha chia - ma - ti,_ _ il Di - o del - la glo - fia, _ _
2. La gra - zia a noi di - scen - de, _ _ l'a mo - re ci tra - sfor - ma, _ _
3. La 101 - ta sen - za tre - gua, _ _ o Cri - sto tu l' hai vin - ta, _ _
4. È tem - po di giu- sti - zia, _ _ di ca - n - tà si n - ce - fa ,_ _
2,)1 Pa - dreyn - ni - po - ten - te. n Di - o del per - do - no,
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l. Il Pa - dre ci ha chia - ma - li, _ _ il Di - o del - la glo - ria,_ _


2. La gra - zia a
- . di - scen - de, _ _
nOi l'a - mo - re ci tra - sfor - ma, _ _
3. La lot - ta- sen - za tre - gua,_ _ o Cri - sto tu l' hai vin - ta._ _
4. È lem - po di giu - sti - zia._ _ di ca - ri - tà sin - ce - ra,_ _

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Pa - dreon
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Di - o del per - do
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l. Il Pa - dre ci ha chia - ma - ti, _ _ il Di - o del - la glo -


2. La gra - zia a nOi di - scen - de, _ _ l 'a mo - re ci tra - sfor -
3. La 101 - ta- sen - za tre - gua. _ _ o Cri - SIO tu l' hai vin -
4. È tem - po di giu - SIi - zia, _ _ di ca-ri- là sin -ce-
5. Il Pa - dre on - ni - po - ten - te,_ _ il Di - o del per - do -
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oon in - ni d 'e - sul - tan za.

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l. per do - nar - ci n, l Fi - glia la sal - vez za.
2. si a- moim - mer - SI n,l fon - te del - la vi la.
3. - ci sol - le - vI dal pe - so del - la col pa . _ __
in -dos-sia-mo ar - mi del - la lu co.za.
4.
5. ac- cla - mia -mo "
oon In - m d 'e - sul - lan

l. _ per do - nar - ci n,l Fi - gli a la sal - vez za.


2. _ sia- mo im - mer - si nel fon - te del - la vi ta.
3. _ sol - le - vi dal pe - so del - la col pa.
4. _
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in - dos-sia - mo a r - mi del - la lu co.
5. _ ae - ei a - mia - ma "
oon In - m d 'e - sul - lan za.

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l. - ria, per do - nar - ci nel Fi - glia la sal - vez


2. - ma, sia - mo im - mer - si nd fon - te del - la VI la.
3. - l a, ci sol - le -vi dal pe - so de l - la col pa.
4. - ra, in - dos-sia - mo l, ar - mi de l - la lu
5. - no, ae - eia - mi a - mo oon in - m d'e - sul - tan co ====
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l. È - ci - no il
p, - co Re - gna, a - pria-mo_i no - sIri ,"o - ri , cam - mi -
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5. Spi - t; - to
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p, Re - gno. , - pria-mo_i no - siri , uo - - - n, cam - mi -
2. Del - la sua - co - I, l'a - scol - IO sia f, - d, - - - nu - tri -
3. Nel - la ten - la - ZIO - ne, , - ;u - la - ci, Si - gno - - -
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4. V; - v;
5. Spi - -
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3. N" - la ten - ta - "
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4. - ma - ti di mi - " - n - co, - dia.
5. Cri - sto, 00 - "ro "
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2. - men - to. lam pa - da che ae - ceo -- de.
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4. - ma - ti di mi - se - n - w, - dia.
5. Cri - sto, 00 - stro Re - deo - to - re.

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I. - nia - mo '00 - go_i suoi seo - tic - ri.


2. - meo -
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3. fo' za, be no ma 'e.
4 . - ma - ti di mi - re - n - co, - dia.
5. Cri - sto, 00 - Siro Re - deo - to - re.
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I. - nia - - - mo 'uo - go.} suoi "O - tie - '.
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2. - meo - - - to, lam - pa - da che ne - ceo - de.
3. fo, - - - ",ti li - be - no dii ma - 'e.
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, 5. Cri sto. 00 Siro Re deo to
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DIO CI OFFRE IL SUO PERDONO
Versione estesa T: Mauro Mantovan i
M: Alessandro Ruo Rui
(1 2004 E.'P'<",ioot &li,.,.,i Mu,;">.!;
Tuili i dirini rixrY>oIi
, Ser en o J - 60 ca Voci f e, mminili

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- , do . "o. S'a- pro - no le
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GRANDE NELL' AMORE
Elaborazioni per Schola
T: Mauro Mantovani
M: Giuseppe Gai
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ELJ\ UOIlAZ IONE DELLE STIlOFE PE H SCHOLA A 2 VOC I PAIlI (SC)



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L Cer-co il tu· o voi - to, S; - gno - re, Ù ccr - co dal mal - t; - no. Sei la
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2. Tra- sfi -gu - r.t - to d; g10 - ria. im -- ma -gi - ne del Pa , dre. .,; la
IO
3. "Que - sii è il mio Fi - glio di - let - to, u di - te la , ua - vo cc", .,; la bel '
4, Mi-se-ri - COT - dia. sa - pien - za, e , ter - na glO - VI - nez - za, sal-do ri -
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3. - lez - za, do - no splen - dl - do. Di - o del - la gio - ia. T"av-vi -
4. - fu - gio, IO d li - be - ri . Di - o d; giu - SIi , zia. Sei for -
rillf·
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2. Di - o del - la "O - - - ria.
3. Di - o del- la gio , - - ia.
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2. - voi - g; col man - IO del - la nu - be per cn - tra - re noi euo - re dd mi - ste - ro.
3. - ci - m , pas - sa la p' u - - ". si ri - sve-glia nei euo - ri I, spe - ran - za.
4. - ICZ - za che sem - pre ci pco - teg - g'. ri-seal - la - ti , già a - bi - tia-mo il Re - gno.
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I. Ci con - du - d ,r mon - le del- la
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2. C; ov - voi - g; col
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.... euo - re d,I mi - ste - ro.
3. T 'av-vi - c; - n; pas - sa I, P' - u - - - nei eua - ri lo spe - ran - za .
4. Sei for - tez - za che sem - pre ci pro - teg - - - g'. già , - bi - lia-mo-il Re - gno.

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3. "Que-sti è il mio
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2. sei lo la vi - a, ti ri -ve- li a noi. Di -o del - la sto - ria.
3. sei la bel - le' - za, do - no splen - di - do. Di -o del - la giù - ia.
4. sal-do ri - fo - gio, li - be - ri, Di - o di giu - sIi - zia.
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2. vi a, ti ve - li a noi , Di -o del-la "O - ria. Cl av -
3. - lez za, do - no splen - di - do. Di - o del - la giù - ia. Tav -vi -
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cuo - ri la spe - ran - za.
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te, - za che sem-pre ci pro - teg - geo già a - bi - lia-mo il Re - gno.
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cuo - re del mi - ste - ro.
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4. - tez - za che sem - pre ci pro - leg - ge, ri - seal - la - li , già a - bi - lia-mo il Re - gno.

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I. Ccr -co H ,"o val · IO, S; · goo · re, I; ccr - co d,I m" · I; · · · 00. Sci
2. Tra-sfi-gu · co · IO d; gIo · ria, ;m · ma -gi - nc do! p, · · · dre, sei
3, "Que-sti è il mio F; · glio di · lo! · IO, · d i - te lo vo ·
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4. Mi -se -ri · cor • dia, · picn - za, · ter· na gio - vi · · · za ""I .
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I. Cee · co il · o vo' · IO, l! cer - co dal m" · I; · · · 00. Sei
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4. M; · · · -
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sfi · g" · ca · IO d; g'o . ria, d" p, · · · dre , se;
3, "Que . èil mio F; · glia , · di - le lo va · · · cc", se;
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2. Di - o del - la sia - ria._
3. Di - o del - la gia - la. _ _ __
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2. per en - tr a - re "el cuo - re del mi - ste - ro.
3. si ri - sve - glia nei cuo - ri la spe - ran - ,a.
4. ri - seal -" - ti, già a - b; - tia-mo il Re - gno.

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2. -voi - g' wl man - IO del- la nu - be per en - tra - re nel cuo - re del mi - ste - ro.
3. - ci - n; e pas - sa la pa - - m,
" s i ri -sve - gl ia nei cuo - Ti la spe - fan - , a.
4. - tez - za che sem - pre ci pro - teg - ge, ri - seal "
- - ti, già a - bi - tia- mo il Re - gno.
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l. - - ce, per sal - vac - ,; '01 san - gue del - la ero - 'e.
2. - - ria, per en - 1m - te noi cuo - re do! m; - ste - ro.
3. - - ia, , ; ri - ,ve - g lia nei euo - ri la spe - ran - za.
4. - - zia, ri - seal - - - ti, già a - b; - tia-mo il Re - gno.
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32
ELABORAZIONE DEL RITORNELLO PER SCllOLA A 4 VOCI DI SPARI (SCTB)
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34
DONACI UNO SPIRITO NUOVO
Elaborazioni per Schola
T: Mauro Mantovani
M: Giansandro Vanzin
c 2004 Espr.".ionc Edizioni Musicali
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ELAHOHAZIONE DELLE STROFE PER SCHOLA A 2 VOCI PAHI (SC)


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3. Di · o d; mi -se - ri-cor - di · '. sof - fi o ohe
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4. Di · o d; mi -se - Ti-cor - di · '. " · del moo · do.
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mi -se - Ti -cor - di · '. fon - te d'o - gni be . . DO . :r~-
2. Di - o d; mi -se-ri -cor-di · '. lu - ce ohe ri - schia · m. o; dls -
3. Di -
4. Di -
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mi -se - ri - cor - di
mi- se - ri -cor - di
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2. dis - se · ti ,
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3. o; " mr - for · zi , m . teo - so a
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4. o; ,; - sto · Ti, e . te< . OD · h · co. Co · mu-ni -chi
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4. - sto . ri , e · te< · ""no- ca · l; · 00. Co · mu - ni -chi
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3. vie-oea noi dal - l' al - IO pe' dar - ci ella - ii 001 - mi __ d i le - ti - zia.
4. gra - zia dal Cal - va - rio, la pa - ce sen - za fi - ne del ,"o pe' - do - no.

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2. l ' uo - mo nel pco
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2. Di - o di mi- se - ri-cor - di - a, lu oe - ohe li - schia - la,
3. Di - o di mi-se-ri-cor - di - a, sar - fi o ohe so, - ceg - ge,
4. Di - o di mi-se - ri-cor - di - a, ve - ,l - là del mo n - do.
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L Di - O di mi-se - ri -cor - di - a. fon - te d'o - gni . be - - ne, Iu CI a -
2. Di - o di mi -se- ri -cor - di - a, lu - ce ohe ri - schia - ca, d dls -
3. Di - o di mi -se - ri -cor - di - sof - fio ohe sor - reg - - ge, 01 raf -
4. Di - o di mi -se- n -cor - di - "a, ve - n - là del mon - do, cl n -
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4. cl ri - sto · n, e · te, · -
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2. . se · li , so, · gen co · smi · <o. Ri · ge · ne · ,l
3. - for · zi, In · ten · so , . ne · Il · to. Lo Spi ri · to
4. - SIO · ri, e · t"
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4 . gra - zia dal Cal · va - rio, l, pa - ce sen - za fi · ne del tuo pe, · do · no.
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ELABORAZIONE DELLE STROFE PER SCUOLA A 4 VOCI DlSPAH I (SCTB)
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2. Di - o di mi -se- ri -cor-di - a, l" - cc che n - schia - rn,
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2. Di - o di mi-se-ri-cor - di - a, lu - ce che ri - schia - ra, ci dis -
3. Di - o di mi- se- ri- cor - di - a, sof - fio che 'Ot - reg - ge, ci raf -
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3. Di - o di mi-se-ri-cor - di - a, sof - fio che 'Ot - reg - ge, ci raf -
4. Di - o di mi-se-ri-cor - di - a, ve - n - tà del mo n - do, ci n -
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2. -se - ti, SOt - geo - te co - smi - ca. Ri - ge-ne- n
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n. e - tet - "O- c, - li - ce. Co - mu -ni-chi
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l. - sper - gt CO" oc - q", Hm - pt - d,. P, - Il - fi - c,
2. - se - ti, SOt - geo - te co - smi - c,. Ri - ge - "e - ri
3. - for - .li, m - te" - so, - "e - li - to.
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4. - SIO - ri, e - tet - "O co - li - ce. Co - m, - "i - chi
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2. l' uo - mo 0<1 pm · fon - do, 0<1 Fi - glia do-nial mon · I, ",I · vez - za.
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2. l'uo - mo nel pm · fon - do. nel Fi - glia do -nial mon · do _ _ I, sal · vez - za.
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3. vie- nca noi d,I · l'al - IO pe' dar - ci e ll O - n col · d; le · t; . zia.
4. gra - zia d,I C,I · va - rio. la pa - ce sen - za fi · ne del tuo pe' · do - no.

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2. l' uo- mo 0<1 pm · fon do, Fi - glia do- ni, al mon . sal · vez - za .
3.vie-nea noi d,I · l 'al
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4. gra - ZLa dal C,l · vo ·
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tu - o a · mo - re.
2. l'uo- mo nel pm · fon - do, nel Fi - glia do- nial
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3. vie - nca noi d,l · l'al - IO pe' dar - ci cuo - n col · m, _ _ d; le · t; - zia.
4. gra - zi"a dal Cal · va - rio, la pa - ce sen -za fi · ne del tuo pe' · do . no.
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RALLEGRATI, O CITTÀ SANTA
Elaboraziolli per Schola T: Mauro Mantovani
M: Valentino Miserachs
Cl :zoo,\ ~ EdibooI, !>julicali
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ELABQHAZIQNE DELLE STHQFE PEH SCI/ OLA A 2 VOCI PAlU (SC)


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2. Fa- le re - sia
e can - ta - le, H ti -glio è lo, - na - IO, gio- ia:in cie-Io_cj n
3. E -,. cie-co,-a-des-so ve - de, ;1 Cri-SIO l'ha gua - ri - IO, val - IO del - la
- r. - -
, 4. Nel -la ero - ce la sal - vez
mD
zo, la pa -ce sefi -za ne, Dioè mi- se- ri
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I. E- sul - la - te e gio - ; - te, voi l UI - Ilche pian - ge - te,
2. Fa - te re - sta e can - la - te, ;1 fi -glio è IO' - na - IO,
3. E-" cie-co,-3 - des-sQ ve - de, ;1 Cri-sIO l' ha gua - ,; - IO,
4. Nel - la ero - ce la " I - vez - "',
la pa-ce sen -za r. - ne.

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2. le< - ,.. L' ab - brac - cio del - la pa - ce "ri - ere - a l'uo-mo
3. l, - ce. Cre - dia - mQ in te. Si - gno - - menAta in noi la
4. - cor - dia. Ha lan - Io~a -
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I. Dio vi ha con so - - la - ti . n
L' ab -
tem - pio del S; - gno
-
- re
"ri --
2. gio - ia:in c ie - lo e in ter - ra. brac - c io del - la pa ce
3. voI - lo de l là - lu - ce. Cre - dia - mo in le, S; - gno - re. '"da -
-

--
4 . Dio_è mi - se - tan - lo-a - ma-IO il -
" cor - dia. Ha
- - mon do

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l. - i - IO, Lui chia-ma ad
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il per - do - no - es - ser pie - tre VI -- ve,
,.. Ral-
2. "'0 - VO, ria - pre l, 'P' - ro"
3. fe - de, ci con -du - ci al re - &no del - b giù - ia.
, 4. Fi - glio, ve - ri - là d'a - mo-re
, che s' im - mo - l,.
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l" l. -rn
2.-cre-a
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n - cO-SIro
,' uo- mo
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VO,
to: il
ci chia- ma ad
per -do - no
;5- . - tre
ser pie
ria - pre la ' P'
'
-
vi - ve.
ran -za.
Ral -

3. - meo-Ia in noi la fe - de, ci con -du - eial re - gno del - la gio- ia.
4. dar - ciii su - o
- Fi - glio, ve-ri - là d'a - mo - re che s' im - mo- Ia.

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ELABO RAZIONE DELLE STROFE P ER SCHOLA A 2 VOCI DISPARI (5'1')


mn
s
, , '
l. E- sul - la - te e gia - - te, voi . chepran
luI - Il - ge - le, D'IO VI. haeon -so' -
2. Fa - te
3. E - ro
re - Sia
cie-co~a-des-so
e con - "
ve
-
-
le, il
de, il
fi -glio è lo,
Cri-sto l' ha gua
- no -
- rifi -
IO,
IO,
gio- ia-in cie-Io e in
val - iO del - li

, 4. Nel -la cro - ce la sal - vez


mn
- ",
l, pa-ce sen -za - "e , Dio è mi -se- n -
-
T

l. E - sul - la - te giù ~ -, - le, voi ~t - ti che pran - ge - le,


2. Fa - te re - sta e CO" - - le, il ti - glia è '0' - no -
3. E - la cie-coLa-des- so " - de, il Cri-slo l' ha gua - ,i -
IO,
IO,
4. Nel-la cro - ce l, " l - "
vez - lO, l, pa- ce sen - za fi - oe,
l - - -I - -
- -:::::, r-, ,--,--------

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l. -lo - li. n tem - pio del S; - goo - - ~ ri -cO -Slru -
2. le< - m. L' ab - brac - cio del - la p' - " "n
ce - ne - , l' uo -mo
3. lu - ce. C" - dia - mo in te, S; - g"" - re, au - men- ta in noi la
4. - cor - dia. H, tan - lO-a - ma- Io il -
, - , -
moo do da dar - ciii su - o
-
T --------
l. Dio vi ha con - so - la -
- li n tcm - pIO
~
s; :0, - g""
'--'
- re sa -
2. gio - la_In cie - Iae in tCT - ca. L' ab - brac - cio del - la pa - ce ,; -
3. voi - lo del - l a
4. Dioè mi - se - ri - cor -
lu - ce.
dia.
c"
Ha
- dia - mo in le, S;
tan - lo-a - ma- Io il
- g""
moo
-
-
",
do
au -
d,
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s
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l. - o - lo, Lui c; chia- ma ad es - ser p" - Ire v; - ve . Ral-
2. ouo - vo , d per - do - 00 da - pre la spe - mo - l '.
3. le - de, c; con - du - eial re - gno del - la gio - ia.

- d'a -
4. p; - glio, ve- ri - mo - re che s' im - mo - la.
" , m~
T
o

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c; chia-m~ ad
~
l. - là ri - co - Siru
- a l'uo - mo
- ouo
o -
-
lo, Lui
;1 per - do - 0 0
es - ser pie - tre vi - ve . Ral-
2. - cre vo, ria - pre la spe - mn-za.
3. - mcn- Ia in noi I, le - de, c; con - du- cial re - gno del - la gio- ia.
4. dar - ciii su - o p; - glio, ve - lÌ - là d' a - mo - re che s' im -
- mo - la.

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45
ELABORAZIONE DELLE STROFE PE R SCHOLA A 4 VOCI PARI (SeTB)
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s
l. E- sul o
ta-;e : gio o , o
«, voi ~t - ti che pfan o
ge o
te, Dio vi haeon - ~o -
2. Fa-te fe - sta e con o ta o
te, il fi-glio è tm o
na o
to, gio-ia:in cie-lo_e_in
3. E - ra eie- eo,_a-des-so ve de, il Cri-sto l'ha gua to, val - IO del - la
"fi
o o o

4. Nel- la ero - ce la sal - vez za, la pa-ce sen-za ne, Dio è mi -se
mo
o o

- o

"
o

c "
~

l. E-sul - la - le e gio i o o
te, voi tUI - li che pian - ge o
te,
2. Fa - te fe - SIa e can ta o o
«, il fi-glio è tor - na o
to,
3. E rn eie-co,_a-des-so de, il Cri-Sia l'ha gua ri to,
"
o o o o

4. Nel -la cro - ce la "l - vez


mn
o
za, la pa-ee sen-za fi o

",
T

l. E- sul -ta-Ie
2. Fa- te
:
gio
fe - sta e can ta
o

o
, o

o
«, voi
te, i!
'
tUI - tI. ceplan
h ' -ge
fi-glio è lor - na
o

o
te,
to,
3. E - ra de-col..a-des- so ve o
de, il Cri-sia l'ha gua n o o
to,
4. ,~I-___
Ia ero - ce la sal - vez o
za, la pa-ce sen-la fi o
ne,
mo,
.,
B
.
l. E-sul - la-te e gio o
i o
te, voi tut - ti ~e pran - ge o
te,
2. Fa- le fe - sta e can o
ta o
te, il fi -glio è tm na
o o
to,

,.,
3. E-ra cie-co,_a-des-so ve o
de, il Cri-sto l'ha gua ri o o
to,
4. Nel-la c7 - ce vez za, la pa-ee sen - za fi ne,
"l
"
o o o

I n r-"1 r- .... .-. I r-"1

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l. - la - ti. 11 tcm - pio dol Si - gno - - ~ li - co - Siru -
2. (el - ". L'ab - brac - c io del· la pa - " "
ce - ne - , l'uo-mo
3. lu - ce. C" - dia - mo in te, Si - gno - ". "
,u - mcn-ta in noi la
4. - cor - dia. Ha tan - lo-a - ma-Io il mon - do da dar - cri l , u - o
- , - -
c
'h
l. Dio V>
- a eon - 'o -
2. gio - ia..] n de- Ioein
la - ti.
,e< - ".
11
L' ab -
tem - pio del Si
brac - cio del - la
- gno
pa
-
-
re
ee
" --
3. voi -
'o del -li lu - ee. c" - dia - mo in le, Si - gno - ". "-
au
- li - ene - -
4. Dio è mi - se
- d ia.
~ . , Ha tan - to-a- ma- Ioil
- - mon do da

,,-
l.
2.
3.
Dio vi ha con - ' o
gio - i(in cie- Iae in
voi - 'o del - l i
- b
,e< -
lu ee.
-
-
...ti. 11
-
L' ab
C" -
Icm - pio del Si
brac - cio del - la
dia - mo in te, Si
- gno
pa
- gno
-
-
-
le
ee
re.
ri
au -
-
4. Dioè mi - se - ri - eOl - dia. Ha tan - lo-a- ma- Io il mon - do da
- ~ - - ,
B
:

l. Dio vi ha enn - '0 - la - ti. Ci


-.
2. glO - la_m cie- laein 'e< - ". L'ab -
3. voi - 'o del - li lu - ee. C" -
4. Dioè mi - - li - enl - dia. 11
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l. - i - lo, Lu; ci chia-ma ad es - ser pie - Ire ,; - Ral-


2. nuo - 'o. ;1 per - do - no - ria - pre l, 'pe - nm -- ".
'e.

3. re - de, ci con - du - eial re - gno del - l, gia ia.


4. F; - glia, ve - ri - I. d'a - mo-re ehe s' im - mo - l,.
, "'mf
c
., .-. .-.. . ;, - ,et
I. - ,à
2. - ere
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n - co - SIro -
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-- '0,
mo,
tu:
Il
e; chia- ma ad
per - dono -
. - tre
pie
ria - pre l, 'pe
'
-
vi - ve.
ran-za.
Ral-

3. - meo - I, re - de, e; con - du - eial re - gno del - la gia-ia.


4. d" - '-"
ci il Fi
......
- glia,
, ve - ri -
.à dfa - mo - re che s'im - mo-la.

T '" m"
I. - ,à .; - co - Slru - ; - Lu i ci chia-m; ad - ,et VI - ve.
--
' 0, pie - tre Ral-
2. - cre - a l'uo-mo n"o - '0, Il per - do no "
ria - p,e l, ' pe - ran -za.
3. - men- Ia in noi re - de, ci con - du - eial re - gno del - la gio- ia.
4. dar - cii i
- '" -°" F; - glia, ve - ri - .à dTa - mo - re che s' im - mo- la.

B ··
,
'" "
I. chia - ma ad es - ser pie - Ile - ,e. Ral-
2. -brac - cio n - a - pre l, 'pe - rnn " - ,..
3. - dia - mo al re - gno del - l, gia - ia.
4. F; - glia, a - mo-re che s'im - mo - la.
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ELABORAZIONE DEL RITOHNELLO A 4 VOCI PARI (SCTB)

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- le - gra - ti, ~t - là - IO, glo - n- fi - ~a Il tu - sal - va -
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- le - gra - ti. o ;it - tà " n - ••• glo - n -fio ca Il IU - o sal -va-

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CII - I . san - la. glo - ri-fi-ca Il tu - o sal -va-

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- Ie-gra- ti, cit - tà - IO, glo - n- fi - ca Il tu - o sal - va
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- to - re, glo - ri -fioca H tu - o sal - va - to - re.
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49
SIA FATTA LA TUA VOLONTÀ
Elaborazioni per Schola
T: Mauro Mantovani
M: Roberto Mucci
o 2001 ~ &!i,iooIi ",,,.;cali
T""iidiriniri~

ELABORAZ IONE DELLE ST IlOFE PE R SC HOLA A 2 VOCI DI SPARI (CB)


Poco ~i.ù mosso

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-
I. O - sao - na al-l'A - gnel - - - lo, viI - ti-ma im-mo - la'---:--' la.
2. La moc - te del Si - gno . . - re, uo-mQ dei do - lo - ri ,

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B
3. La om -
o

I. O-sao
'"
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a - do

-
-

-
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al - l'A -gnel
-
....
mo.

- -
se - gno del-l' a -ma

- lo. viI - - - ti -
- re.

ma.
,
Cri .
2. Lamor - - "'
le del Si - gno - - - re, ua - mQ dei do - lor. sal -
Poco pi ù mosr 3. La om -
....,
- ce
I
a - do - ria

,
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I
- -
I
mo. se - gno

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del - l'a - moro G lo -

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I. Cri SlO si or - fre per sem pre. A .
2.
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Glo - -
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can - cel
co - lui
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[ao -gni
è: che
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vie
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ne!
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I. - SlO si of fre a noi pe' sem - pre.


2. - va. can - cel lao-gni no sua col pa.
3. _ riaa co - lu i che è. ohe vie - ne!
iII-rilievo

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1Il.,~ I I I v~ I JOCO I nm.

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- le,
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Sle - m
pe' - do - 00
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scon · ti· na
n-tro-va
la spe- ran
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I . A - bis - so del - l'a - mor, mi . ste - "O scon . fi - oa - to, sia -


2. Tu se; m; - se -n - co, - dia,per . do . no n - tm - vo - to, sao -
3.Tra noi p" - sen - le , n - nn - sce la spe - rno - '", og -
I ,-,
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L - mo ge - ne - rn -• t; a vi . ta_ nuo · va. a v; - ~a n.o - vo.


2. - gue, nu - In - men to che c; no - no - va, che d no - 00 - va.
3. - gl oe vo - via - mo ;1 sa . cri - fi - cio, il sa - cri - fi - cio.
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4 V.m. (Id lib.

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ELABORAZIONE DEL RITORNELLO PER SCflOLA A 4 VOCI DISPARI (SCTB)
A Adagio p , ~
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p, - dre, Pa - dre, p, - - dre, sia
p , cresco e illll, lora, ndo
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Pa - dre.
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sia
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IO! - ta la tua vo - lon -

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p, - dre. Pa - dre, Pa - - - dre, sia fat - la lo
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p > , , >
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Pa - dre, Pa - dre, Pa - dre,


Adagio
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I l I
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fat - la la lua 'o - 10 0 - tà! Nel - le tue ma - m, n,l _ _ tu - o a -
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tua vo - lon - tà! Noi - lo ma - ni, n,l _ _ tu - o a-


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B - ,

Noi - l, tue ma - ni, n,l _ tu - oa - mo - - -


- poco Ira lt .
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"t:;'O PiùjU ur' r li l r


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_mor, ,r . fi . do il mio spi . Il . to.
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· fi do. il mi · o spi Il to.

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- mor, ,r . fi . do il mio 'p' . ti . to.
,P;ubilo ·
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\;<, or · fi . do.il m, · o spi . ti . . . to.

J poco più furgo , I I


'rfiU.
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ULTIMO UrT, a 4 v. m .. : da t\ 11 B, poi:
1110I IQ Iralt. Iip ClJnclU/osi

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spi . ti · to .
quasi r;"re"dcmlo S l t Ul Cfflll Ctlte e rtlll.
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spi · Il · to. mi il mi .

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mi . o. .
'p' · · to, m,

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spi · t i · to, iI _____ mi . o, il mio
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spi . . · [i . . · IO.

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54
Dal 1946 Armonia di Voci offre il suo pre-
zioso servizio al/e assemblee parrocchiali.
Ogni fascicolo contiene nuovi canti destinati
all'azione liturgica i quali - nel/a dinamica
fedeltà alla linea tracciata dalla riforma litur-
gica del Concilio Vaticano 1/ - all'impegno
di offrire validi e appropriati testi, congiun-
gono quello di far partecipare, in un conti-
nuo e fecondo dialogo, ogni «persona ce-
lebrante». I canti sono infatti composti of-
frendo sempre una «versione base» per sola
assemblea e successive elaborazioni della
stessa per Schola a due voci pari e dispari,
tre voci dispari e quattro voci dispari. Ven-
gono inoltre proposti degli interludi organi-
stici con la finalità di offrire valido materiale
musicale per l'esercizio della viva ministeria-
lità celebrativa dell'organista.

Ogni fascicolo è accompagnato da un CD


contenente la registrazione di tutta la musi-
ca. Le esecuzioni sono curate dal Coro del
Pontificio Istituto di Musica Sacra di Roma
insieme al Coro Interuniversitario di Roma
diretti dal Maestro Valentino Miserachs, con
il supporto tecnico dello studio mobile della
Radio Vaticana.
Nel corso dell'anno Armonia di Voci pre-
senterà recensioni delle più significative com- . ,Direttore r:esponsabile:
posizioni destinate al/a Liturgia. Giovanni 'BaHista Bosco. r

Ré9istr. al N. 392 del Trib. Civ.:di Torino, 14-2-1949.


Scuola Grafica Salesiana
- - Torino _2003
.

Per informazioni:
ufficio Abbonamenti Elledici
Tel. 011.9552164-5 - Fax 011.9574048
E-mail: abbonamenti@elledici.org
Internet: www.elledici.org
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2004
APRILE
MAGGIO
GIUGNO
IL CANTO DELLA
PREGHIERA EUCARISTICA
ed acclamazioni per la Celebrazione

M ~· i ... <1<1 C,",''' E I'",,~U:;;t!:;'- l' R E(; lI mItA ~: UCA II.I~..-r . C,\ Il
, CdJf<N'; . 11<", f/;)"", . di I.n" ...... (Tori""l 1': Li l ur]<i~. M : V~lemi"" Mise"",h,
in'-"'òon< mIO la ' __111 di T......"..
""WU ...·. ..,;u "-ilicia 501NMa (Romol II I
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Kyrie cll!i"",
PROPOSTA DI MUSICA ""
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PER LA LITURGIA
A gnd lo di D io
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DIREZIONE
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T: !.ilu?!ia. M: Giu"'""" Gai

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T: Li lu?!i., M : RcmigÌ<> 00: CriSlo(aro
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" II canto del la Preghiera EucarisLica e acclamazioni sere anzitutto il sentie ro tracciato dai Conc ili Ecume·
per la celebrazione" sembra il titolo d i un numero inu- nici del primo millennio, ed in particolare dal Conci lio
tile. In raui parecch i potrebbero obiettare che ciò che di Calcedonia de l 45 1 sulle due nature in Cri sto uni te
ogg i occorre so no canti nu ovi, semplic i, popo la ri , (personalmente) ma non confu se né mutate o comu n-
... che fac ciano cantare i giovani ... Certo il te mpo non que alterate (contro EUliche, con la condanna del mo-
bi sognerebbe perderlo - spec ie in un ' epoca di comu- nofi sismo), e da l secondo Conc il io di Nicea, dci 787,
nicazione e di med ia - e dunque, perché riproporre il ci rca il significato e la licei tà dell ' uso e del culto delle
"canto" della Preghiera Eucaristica? immagini (contro l'iconoclast ia). Infatti se osserviamo
Sono obiezioni lecite e corrette se il nostro celebra- attentamente la storia possiamo re nde rei conto che
re fosse ridotto ad una istanza solo fun zionale , didatti- ogni questione che ha toccato la Liturgia in modo so-
ca e sociale, dove rintracciare (o illuderci di ri ntraccia- stanziale (e conseguentemente la musica, come avven-
re) dimensioni educative. Questa idea di liturgia non è ne ad esempio per il Calvin ismo) ha sempre delle ra-
nuova, non la inventa il Conc ilio Vaticano II (o coloro dici nella retta collocazione del rapporto uomo-D io,
i quali si fanno e rme neuti dello stesso Conc ilio) ma collocazione assicurata proprio dalla non fuorviante
era presen te già in Lutero. e rmeneutica dei succ itati
Erede del nominalismo ed Conc ili .
agostin ismo, Lut ero co- La nozione di uomo ca-
struì un coere nte e co m- pax Dei, infatti , ribadita
ple to siste ma teolog ico
dove la sal vezza è solo
DALLA CRISTOLOGIA dal Co nc ili o d i Tre nt o
contro Lutero (e difesa in
actio Dei et passio llOmi·
"is. Ri sultando l' uomo
ALLA MUSICA seguito nelle controversie
sulla grazia e su l Gianse-
costituti vamente incapace ni s mo) si fo nda pro prio
d i cu lto a Dio, e non es· sull a c ristolog ia dei Con-
sendo perciò possibi le "un culto oggettivo", ne conse- cili Ecumenic i de l primo millennio e contiene in nuce
gue che lo stesso culto serve solo a collegare il sogget- c iò che la Rirorma Lit urgica del Conci lio Vat icano Il
to al sacrificio di Cristo, offe rto una volta per tutte, e ha chiesto c he divenisse visibile. Lingua viva, cultura
c he non si ripete più . Il fedele deve così cercare di di un popolo, strumen ti musicali... Sono le grandi sfi -
unirsi il più possibile a questa realtà del passato, e so- de, tali proprio perché raccolgono una Trad izione teo-
stanzialmente il culto viene ad identificarsi, secondo logica, una precisa nozione antropologica de l rapporto
questa prospettiva, ad un insegnamento organi zzato. uomo-Dio, sfide che certo richiedono studio, riflessio-
Di conseguenza non esiste così nessuna azione c ultica, ne e sana esperimentazione.
vene ndo a mancare una teol ogia capace di collocare C iò che è da cercare non è immed iatame nte una
positivamente nella storia il rapporto uomo-Dio. C iò nuova " prassi" ma prima di tutto un nuovo equilibrio
spiega, per esempio, come Lutero non abbia parlato di c he viva de ll 'e redi tà de lla Trad izione e che faccia
una "reale" partec ipazione alla vita divi na dove l'uo- e mergere il sano ed indispensabile apporto dell'uma-
mo sia atti vamente coinvolto. L' in fi nito iato tra c rea- no, apporto che si esplic ita concretamente ne lle varie
tura e Creatore è solo colmato da Dio, per questo tutte diversifi cazioni culturali , linguistiche, etniche ...
le realtà apparentemente positive de ll a riforma liturgi- Una rivista di Musica per la Liturgia rite niamo che
ca luterana risultano in radice volte ad una esterna par- debba perseguire questa via , offrendo musica che è il
tec ipazione del popolo (lingua viva, canto ... ), ma non frutto di riflessione, che guarda avanti, che si sfor7..a di
assumono alcun valore dal punto di vista teologico-li- integrare sem pre d i più in un'un ità rormale parola,
turgico, ponendosi esclusivamente su un piano tecni - canto, strumenti musicali , cercando di non cadere nel-
co-pratico-didattico. 1 le "trappole" de ll' esclusivo fun zionalismo - che ha
E evidente allora che Lutero non possa essere con- rie mpito le nostre C hiese di prodoui spesso non degni
siderato un antic ipatore della Riforma Liturgica de l di c iò che è l'essere capax Dei - o del manicheo ridu-
Conci lio Vaticano Il, come non lo fu neanche il Sino- zioni smo che in passato ha fatt o toglie re strumenti
do giansenista di Pi stoia il quale, se indiv iduò de lle musicali e dipinti da lle Chiese e oggi si preoccupa di
istanze che oggi possiamo defi nire "corrette" dal pun- mettere solo divieti o di rim piangere ciò che non c'è
to di vista operat ivo, mancava ne l con tempo di una più.
teologia che cogliesse il plesso dell a Tradizione. l Ci auguriamo che il materiale offerto in questo nu-
Ci pare che il problema di fondo sti a nel fatto che la mero possa contri bui re a rendere le nostre assemblee
Riforma Liturgica de l Conci lio Vaticano II non è es- liturgiche sempre più autenticamente "umane" e qu in-
senzi almente un a quest ione " pratica", cost itui ta da di capaci di una feconda e vitale relazione con Dio.
riforme "spettacolari" come l' altare rivolto verso il po- Massimo Palombella
polo, la lingua viva o la concelebrazione ... Ma è la tra-
duzione visibile di una prec isa teologia - dalla quale
consegue una visione di que llo che è " Liturgia" - che , Per un approfondi mento cf. ScIlMtDT H .. Litllrgit tt/ang/lt "11/'
la C hi esa ha fa ticosa me nte conqui stato e difeso da gnire. Le problèmt de In langllt lilllrgiqllt chez les premitr.ç Réiom/li'
ogni riduzione ne l corso de ll a storia. lel"S el mi Concile de Treme;; Allal ceta Gregori;lIIa 53 (Romae. 1950).
23-58.
Può sembrare strano ed inuti le, ma la via per riflet- , Per un approfondiment o cf. P"LOMBEL'-" M .. ACllwsa Amicilx/,
tere circa la retta collocazione oggi dci segni ne ll'a- lio. Ilidagine citrn /tI sua cOIIII,reIlS;Q/le ecclesiale (LAS. Ro ma 2002 ).
zione liturgica - e dunque la musica - c i pare possa es- 63-68: 111-118.
PREGHIERA EUCARISTICA II
T: Liturgia
M: Valentino Miserachs
o ZOO4 ~ E<I~I M w.kaI;
T""iidinail"i>a>"';

C Il Signore sia con voi. Prendete, e bevetene tutti :


A E con illuo spirito . questo è il cali ce del mio Sangue
C In alto i noslri cuori. per la nuova ed etern a alleanza,
A Sono rivolti al Signore.
C Rendiamo grazie al Signore. nostro Dio.
versato per voi e per tuni
A È cosa buona e giusta. in remi ssione dei peccati,
Fate questo in memoria di me,
C È veramente cosa buona e giusta.
nostro dovere e fonte di salvezza. Mistero della fede.
re ndere grazie sempre e in ogni luogo A Annunziamo la tua morte. Signore,
a te. Padre santo. proclamiamo la tua risurrezione.
per Gesù C risto. tuo di lettissimo Figlio. nell'attesa della tua venuta.
Egli è la tua Paro la vivente. C Celebrando il memoriale
per mezzo di lu i hai creato tUlle le cose. della morte e resurrezione delluo Fig lio,
e lo hai mandato a noi sal vatore e redentore, li offriamo, Padre,
fatto uomo per opera dello Spi rito Santo il pane della vita e il calice della salvezza,
e nato dalla Vergine Maria. e ti rendiamo grazie
per averci ammessi alla tua presenza
Per compiere la tua volontà
a compiere il servizio sacerdotale.
e acquistarti un popolo santo.
egli stese le braccia su ll a croce. Ti preghiamo umilmente:
morendo dislrusse la m Orle per la comun ione
e proclamò la risurrezione. al corpo e al sange d i Cristo
lo Spirito Santo ci riunisca in un solo corpo.
Per questo mistero di salvezza.
uniti agl i angeli e ai santi. Ricordat i. Padre, della tua C hiesa
cantiamo a una sola voce la tua g loria: diffusa su tutta la terra:
re ndila perfetta nell'amore
A Santo , santo, santo il Signore Dio de ll 'universo. in unione con il nostro Papa Giol'almi Paolo,
I cieli e la terra sono pieni de lla tua g loria. il nostro Vescovo RomallO ,
Osanna nell' alto dei cieli. e tutto l'ordine sacerdotale.
Be nedetto colui che viene ncl nome de l Signore.
Osanna nell'alto dei cieli . Ricordali dei noslri fratelli,
che si sono addormentati
C Padre veramente santo, nella speranza della risurrezione,
fonte di ogni santità, e d i tutt i i defunti che si affidano alla tua cle menza:
sant ifica questi doni ammettili a godere la luce del tuo volto.
con l'effusione del tuo Spirito,
perché di ventino per noi Di noi tutti abbi misericordia:
il corpo e il sangue di Gesù C risto do naci di aver parte alla vita eterna,
nostro Signore. insieme con la beata Maria,
Vergine e Madre d i Dio,
Egli, offre ndosi liberamente alla sua passione, con g li aposloli e IUlli i santi,
prese il pane e rese grazie. che in ogni lempo ti furono graditi:
lo spezzò, lo diede ai suo i d iscepol i, e disse: e in Gesù Cri sto IUO Figlio
canteremo per sempre la tua gloria.
Prendete, e man.&iatene tutti: Per Cristo. con Cristo e in Cristo.
questo è il mio LOrpo a te, Dio Padre onni potente,
offerto in sacrificio per voi. nell'unità dello Spirito Santo,
ogni onore e gloria
Dopo la cena, allo stesso modo, per tutti i secoli dei secoli .
prese il calice e rese grazie.
lo diede ai suoi d iscepoli, e disse: A Amen,

~ @ Il Signore ,; . , 00" vo - i. G) E CO" H IU - o spi - ri - IO.

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Spi - ri - IO San - IO na - IO dal - la Ver - gi - ne Ma - ri a. Per compiere la

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lua volontà / e acquistarti un popolo san - to. egli stese le

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- mò la ri- sur - re - zio Per questo mistero di sal - vez- za.
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e ti rendiamo grazie per averci ammessi alla tu - a pre - sen

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MESSA III
T: Liturgia
M: Antonio Galanti
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Kyrie, eléison Santo Agnello di Dio

Ky rie, cléison. Santo. santo. santo il Signore Dio deJru niverso. Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo.
Christe, eléison. I ciel i e la terra sono pieni della tua gloria. abbi pietà di noi. .
Kyrie, cléison. Osanna nelralto dei cieli. Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo.
Benedetto colui che viene nel nome del Signore. abbi pietà di noi.
Osanna nell 'allo dei cieli. Ag ne llo di Dio. che togli i peccati de l mo ndo.
dona a noi la pace.

Kyrie, eléison

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GLORIA T: Liturgia
M: Remigio De Cristofaro
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Gloria a Dio nell'alto dei cicli 2. Signore Dio. Re dci cielo, Dio Padre onnipotente. 4. Perché tu solo il Santo.
e pace in terra agli uomini di buona volontà. Signore Fig lio unigenito, Gesù Cristo, tu solo il Signore,
Signore Dio, Ag nello d i Dio, Figlio del Padre. tu solo l'A ltissimo,
1. Noi ti lodiamo, ti benediciamo, Gesù Cristo,
ti adoriamo, ti glorifichiamo. 3. Tu che togli i peccati del mondo, con lo Spirito Santo:
ti re ndiamo grazie abbi pietà di noi: nella gloria di Dio Padre.
per la tua g loria imme nsa. tu che togli i peccati -de l mondo.
accogli la nostra supplica: Amen,
tu che sied i alla destra del Padre,
abbi pietà d i noi .

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li rendiamo grn zie per la tua gloria im meo sa.

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Recillilivo
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CREDO APOSTOLICO
T: Liturgia
M: Giuseppe Gai
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Credo, Signore.
1. lo credo in Dio. Padre onnipOIcnte. 3. Credo nello Spirito Santo.
creatore del cielo e della terra. la santa Chiesa cattolica.
la comunione dei santi,
2. E in Gesù Cristo, suo unico Figlio. nostro Signore. la remissione dei peccati.
il quale fu concepito di SpirilO Santo. la risurrezione della carne,
nacque da Maria Vergine. la vita eterna. Amen .
patì SOIi O Ponzio PilalO.
fu crocifisso. mori e fu sepoho;
discese agli inferi:
il ter,tO giorno risuscitò da morte:
salì al c ielo. siede alla destra di Dio Padre onn ipotente;
d i là verrà a giudicare i vivi c i morti.

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PROFESSIONE DI FEDE
T: LilUrgia
M: Remigio Dc Cristofaro
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I. Credete in Dio. Padre onnipotente. 3. C redete nello Spirito Santo.


creatore del cielo e della terra? la santa Chiesa callo lica.
la comunio ne dei santi.
Credo, credo, credo. la remissione de i peccati.
la resurrezione della carne e la vita eterna?
2. Credete in Gesù Cristo, suo un ico Figlio.
nostro Signore. Credo, credo, credo.
che nacque da Maria Vergine.
mori e fu sepolto. 4. Questa è la nostra fede .
è risuscitato dai morti Questa è la fede della C hiesa.
e siede alla destra del Padre? E noi ci g loriamo d i professarla.
in C risto Gesù nostro Signore.
Credo, credo, credo.
Amen.

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psallite Deo nostro, psallite, I. Quoniam terribilis Deus noster, 2. Quoniam Rex omnis terrae Deus,
psallite, psallite, quoniam terribilis Deus noster, quoniam Rex o mnis terrae Deus,
psallite Regi nostro, psallite, super omnem terram, psallite sapienter,
Regi nostro, psallite, super omnem terram. p~a lli te sapienter.
psallitc.

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92
I QUATTRO
FASCICOLI DEl.L'ANNO

Dal l 946 Armonia di Voci offre il suo pre- l


zioso servizio alle assemblee parrocchiali. ,,, tem~o di Quaresima
Ogni fascicolo contiene nuovi canti destinati
all'azione liturgica i quali - nella dinamica Z
fedeltà alla linea tracciata dalla riforma litur- Il canto della Preghiera Eucaristica
gica del Concilio Vaticano Il - all'impegno ed acclamazioni per la Celebrazione
di offrire validi e appropriati testi. congiun-
gono quello di far partecipare, in un conti- 3
nuo e fecondo dialogo, ogni «persona ce- L'Antifona di Ingresso
lebrante» . I canti sono infatti composti of- tra novità e Tradizione
frendo sempre una «versione base» per sola
assemblea e successive elaborazioni della 4
stessa per Schola a due voci pari e dispari, La Celebrazione del Matrimonio
tre voci dispari e quattro voci dispari. Ven-
gono inoltre proposti degli interludi organi-
stici con la finalità di offrire valido materiale
musicale per l'esercizio della viva ministeria-
lità celebrativa dell'organista.

Ogni fascicolo è accompagnato da un CD


contenente la registrazione di tutta la musi-
ca. Le esecuzioni sono' curate dal Coro del
Pontificio Istituto di Musica Sacra di Roma
insieme al Coro Interuniversitario di Roma
diretti dal Maestro Valentino Miserachs, con
il supporto tecnico dello studio mobile della
Radio Vaticana.
Nel corso dell'anno Armonia di Voci pre-
senterà recensioni delle più significative com-
posizioni destinate alla Liturgia .
Registr. al N. 392 del Trib. Civ. di Torino, 14-2-1949.
Scuola Grafica Salesiana - Torino 2003

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Per informazioni:
Ufficio Abbonamenti Elledici
Tel. 011.9552164-5 - Fax 011.9574048
ELLEDICI E-mail: abbonamenti@elledici.org
Internet: www.elledici.org
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2004
LUGLIO
AGOSTO
SETTEMBRE
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L'ANTIFONA DI INGRESSO
Dm TRA NOVITÀ E TRADIZIONE

1. NATALE DEL SIGNORE - MESSA DELLA NOTTE


Tropo di Introduzione 95
Ri vista del Centro Evangelizzazione
e Catechesi «Don Bosco» di Leumann (Torino) 2. EPIFANIA DEL SIGNORE
Tropo di Introduzione 101
in collaborazione con la Facoltà di Teologia
dell'Università Pontificia Salesiana (Roma) 3. DOMENICA DI PASQUA
e con il Pontificio Istituto di Musica Sacra di Roma RISURREZIONE DEL SIGNORE
Tropo di Introduzione 107

PROPOSTA DI MUSICA 4. DOMENICA DI PENTECOSTE


PER LA LITURGIA MESSA DEL GIORNO
Tropo di Introduzione 117
ISSN 0391 -5425
5. SS. CORPO E SANGUE DI CRISTO
Luglio-Agosto-Settembre 2004
Tropo di Introduzione 123
Anno 59, numero 3

DIREZIONE
Massimo Palombella
Un iversità Pontificia Salesiana
Pi azza Ateneo Salesiano, I - 001 39 Roma
Tel./Fax 06.872.90.505
e- mail: massimo@ups.urbe.it

COLLABORATORI
- Musica:
M. Bargagna - N. Barosco - M. Chiappero
R. de Cristofaro - D. De Risi - V. Donella La musica contenuta nel CD allegato è eseguita da un Ottetto vocale
L. Donorà - G. Gai - S. Kmotorka composto da coristi della Cappella Musicale di Trinità dei Monti (Roma)
G. Liberto - D. Machetta - A. Martorell diretti da mons. Valentino Miserachs, preside del Pontificio Istituto di Mu-
I. Meini - V. Miserachs - L. Molfino sica Sacra di Roma.
R . Mucci - M. Nardella - M . Nosetti Co risti: Carla Ferrari (soprano) , Keiko Morikawa (soprano), Cristina
F. Rampi - A. Ruo Rui - D. Stefani Nocchi (contralto) , Clementina Zarrillo (contralto), Adriano Caroletti
G.S. Vanzin - A. Zorzi . (tenore), Ermenegildo Corsini (tenore), Dario Colasanti (basso), Roberto
Valenti (basso).
Solisti: Adriano Caroletti, Ermenegildo Corsinj.
- Testi:
R. Bracchi - E. dal Covo lo - M. Mantovani. Organista: Juan Paradell Solé.
La registrazione è stata effettuata il 4 e 5 giugno 2004 nella Chiesa del-
- Musica-Liturgia-Cultura: l'Università Pontificia Salesiana di Roma (Organo Tamburini , Pi azza del-
\' Ateneo Salesiano, l ) dallo Studio Mobile della Radio Vaticana.
A. Amato - E. Costa - F. Rainoldi
L'Assemblea è stata formata da alcuni coristi del Coro Interuniversitario
M. Sodi - E. Stermieri. di Roma.
Tecnico del suono: Roberto Bellino.
Editing digitale e mastering : Studio OpenSound (via B. Cerretti, 32 -
© 2004 Espressione Ed izioni Musica li Roma) .
Tutti i diritti ri servati. Ingegneri del suono: Silvio Pi ersanti - Augusto Arena.
Coordinamento generale: Massimo Palombella.
... Ma questa Rivista va di male in peggio. è nostalgica poi chiamato "gregori ano", defi niscono in modo ch iaro
di un passato, pubblica musica che non serve a nessuno e un punto fenno: il suono trova piena dignità nel suo farsi
questa volta si mette addirittura con il gregoriano, icona "veicolo di significato" per il testo. La Chiesa ha inteso
perfetta di una Chiesa vecchia e soprattutto vera anti tesi rad icare la propria esperienza in questo ambito a parti re
della Riforma Liturgica del Conci lio Valicano l I. dal suddetto presupposto, nella convinzione che cantare
Potrebbero essere questi in sintesi i commenti di tante un testo liturgico significhi, prima di ogn i alrra cosa, prc-
pe rsone, non escluse quelle che si occupano concreta- sentame un 'esegesi. Allora la pronuncia sonora del testo
mente di Musica per la Liturgia. liturgico diviene l' occasione, colta dalla Chiesa stessa,
Ma all'i nterno di una precisa logica, i commenti sue- non tanto per fare buona musica, ma, prima di ogni altra
citati hanno motivo di esistere ed anche una loro intrinse- cosa, per spiegare le Scritture. La Parola può risuonare se
ca ragione. Infatti se la musica destinata alla liturgia deve viene ordinata al significa to che la tradizione esegetica in
avere le stesse leggi del "commerciale" non serve assolu- ambito ecclesiale le ha conferito. La lunga tradizione ora-
tamente perdere tempo con le elaborazioni per Sello/a, le, poi codificata in centinaia di manoscritti comparsi a
con il lavoro di ricerca per la composizione di nuovi testi partire dal X secolo in tutta l'Europa cristiana. dà ragione
e ... figuriamoci con il g regoriano. Se di un 'esperienza musicale unica e ben
tullO deve essere immediatamente frui - connotata per la C hiesa nel corso dei
to (o co nsum ato) non serve perde re secoli.
tempo per stud iare e ricercare .. . E alla Per queste ragioni la Chiesa non esi-
fine se la Riforma Liturgica del Conci - ta a defin ire "suo" il canto gregoriano,
lio Vati cano Il in Ital ia ci si ill ude d i non per rivendicare la proprietà di un ' o-
averla già falla solo perché un po' di an-
ni fa si è scopiazzato in giro per l' Euro-
NOVA pera d 'ane, ma per obbedire fede lmen-
te ad una consegna che ne fonda la stes-
pa qualche cosa ... Allora i commenti
sono pienamente leciti , anzi giusti , ma
ETVETERA sa esistenza e cioè l'esegesi e l'anualiz·
zazione della Sacra Scrinura.
rimane il sottile dubbio se questa logica Anche se nei secoli successivi la di-
era quella del Conci lio Vaticano 11 e so- mens ione art ist ica ha accompag nato
prattutto sembra doveroso domandarci questo percorso interpretativo attingen-
se la C hiesa con questa logica nel tem- do a i moltep li ci modelli mu sicali d i
po rimane "Chiesa". ogni epoca, il canto gregoriano resta
In questi anni non abbiamo perso occasione per affer- ancora oggi punto di riferimento per ogni proposta musi-
mare che la Riforma Liturgica del Concilio Vaticano n è cale in ambito liturgico non in vinù delle sue quali tà arti-
una grande sfida di cultura che chiede una comprensione stiche, ma essenzialmente perché esso rappresenta l' ico-
inclusiva e non esclusiva della realtà. La viva Trad izione na e la piena realizzazione del pensiero ecclesiale, ossia
deve essere armo ni came nte co llocata a ll 'i ntern o di la necessità e la volontà di rendere il suono coessenziale
un'ecclesiologia ri nnovata. In questo processo la grande al senso del testo.
tentazione è quella o del rifugiarsi in un passato deconte- Il presente numero della Rivista. prendendo le mosse
stuali zzato, o del rifi utare ideolog icamente il passato dalle suddelte considerazioni , intende innanzi lUttO ri-
stesso. Entrambi gli atteggiamenti non assicurano però spondere ad una sfida nodale della Riforma Liturgica del
reale fu turo alla C hiesa in quanto o la riducono ad un Concilio Vaticano II in ambito musicale e cioè l'esigenza
"pezzo da museo" incapace d i dialogare con le attuali ed di dar senso ad un testo liturgico attraverso i'attualizza-
impresc indibili sfid e culturali , oppu re la privano delle zione del linguaggio sonoro e, contemporaneamente, at-
proprie radici vitali, della propria profonda identità ren- traverso un profondo radicamento nella Tradizione della
dendola sostanzialmente incapace d i vero dialogo con la Chiesa.
realtà e dunque di evangelizzazione. Tale prospettiva non può che radicarsi in una riconsi-
11 presente numero è un tentativo di viva integrazione derazione della complessa realtà dell ' estetica gregoria-
Ira Nova et Vetera, tentativo che vuole rispondere concre- na, ossia. per d irla in breve. della struttura composi tiva
tamente alle sfide lanciate, non solo alla musica ma a lut- dell 'i ntero repertorio.
ta la cultura, dal Concilio Vaticano Il . L' estetica del canto gregoriano si fo nda sulla conce-
Il falla che la Costituzione conciliare Sacrosa"clllm zione rigorosa della forma: le caratteristiche e lo sti le
COllciliurtl ribadisca il canto gregori ano come il canto compositivo di ogni brano obbediscono ad una stringen-
proprio della Chiesa non è per motivi estetici ma sostan- te logica formale intimamente con nessa all o spec ifico
zialmente pe r l'essere stesso della Liturg ia in quanto momento liturgico, al punto che la destinazione liturgica
eminente atto ecclesiale. di c iascun brano svela automaticamente la sua nalUra
Infa tti la storia del "canto sacro" è la storia di un testo compos itiva. Parlare allora di una " forma gregoriana"
che si fa suono, testo sonoro che, prima di ogni altra co- non è definire semplicemente un aspetto funzionale. Un
sa, è "Parola celebrata", allo liturgico. In sostanza si può introito, ad esempio, non è solamente un canto destinato
affermare che la "qualità liturgica" di un testo dipende ad aprire la celebrazione della Messa, ma ci assicura che
proprio dalla sua forma sonora e la Chiesa, interpell ata esso si compone sempre, pur con testi di versi (perché
da questo dato, ha saputo offrire nella storia una risposta "propri " di ogni tempo liturgico). di una forma salmodi-
capace di porre in singolare re lazione il testo e la sua ca antifonata costruita in stile semiomato. In sostanza i
componente sonora. vari momenti della celebrazione liturgica non sono "con-
Le multiformi tradizioni liturgico-m usicali dei primi tenitori" da riempire di volta in volta con materiale diver-
secoli, confluite in epoca carolingia nell' unico repertorio so (anche se intonato alla celebrazione) ma per il canto

93
gregoriano la Fanna è sostanza, e cioè quell' introito è ce- Accanto a tale repertorio si è inteso proporre un nuovo
lebrato, spiegato da quel testo che risuona con quel signi- " florilegio" costituito da forme tropate di IIl/ova compo-
ficato, in quella Fa nna, in quello stile, in quel momento e sizione. Tale novità si radica e sostanzia in una precisa e
in quel tempo liturgico. ben defini ta struttura formale, pensata sull 'esempio delle
Tra le costruzioni Fonnali consegnateci dalla tradizio- antiche testimonianze e resa attuale nel linguaggio te-
ne, spiccano per importanza e per vitalità espressiva le stua le e musicale. Il tutto risulta essere una proposta
cosiddette "Fanne tropate". Esse testimon iano soprauutto esplicitamente definita nella Forma e nello stile composi-
la strada intrapresa dalla naturale evoluzione del reperto- livo con molteplici soggeui (i l solista, la scllola e l'As-
rio liturgico-mu sicale già a partire dal X secolo, ossia semblea) coinvolti nell 'esecuzione delle diverse sezioni
quasi simultaneamente alla comparsa dei primi codici della forma tropata.
musicali contenenti l' intero e consolidato repertorio gre- Nov ità e tradizione così convergono e si integrano il -
goriano. li senso della tradizione, assicurato dall 'omoge- luminandosi a vicenda, sempre riconoscendo come ulti-
neità e dall'immutabilità dei testi, quasi esclusivamente mo punto di riFerimeOlo il testo IilUrgico spiegato dalla
biblici, restò l' inamovibile punto di riFerimento attorno al tradizione esegetica ecclesiale attraverso il canto grego-
quale si creò un ricchissimo florileg io di fanne comple- riano. Cambiano i fl orilegi, ma lo sguardo è sempre ri-
mentari destinate ad un'unica esperienza liturgica. li testo volto al medesimo oggetto. attorno al quale - e non sen-
biblico dei vari canti appare così via via animato da testi za il quale - si Fanna e si sviluppa con libertà la nostra
di nuova composizione, frutto dell ' interpretazione appas- Fantasia e la nostra sensibi lità liturgico- musicale.
sionata delle nuove generazioni di poeti e musicisti . Essi Al costante mutare del contesto celebrativo e all 'affio-
creano un linguaggio che non sostituisce j testi tramanda- rare di nuove riflessioni sul significato e sulla fina lità del
ti dal passato e accolti sempre con estremo rispetto e ve- canto liturgico. occorre, senza ideologia, riaffermare la
nerazione, ma li integra in un 'attualizzazione in grado di centra lità del canto g regori ano nel q ua le la Chiesa ha
espri mere la cultura spirituale del tempo. Così nascono i sempre riconosci uto la Fanna sonora ollimale della pro-
trapi dove confluisce tutta la vitalità di un popolo in pre- pria Fede. TulIO ciò precede e ordina il fatto artistico, di-
ghiera, ricco di Fantasia e di audacia espressiva. mensione tutt' altro che assente e che anzi spinge ad in-
Il "tropo" è allora un'aggiunta, uno sviluppo dei canti carnare una "consegna esegetica" in un preciso contesto
della Messa e dell 'Uffi cio in qualità di glosse, commenti cu llUrale. La stessa cosa accade analogamente in un qual-
e ampl ificazioni. Esso determina l'ampl iamento di un siasi dipinto della Crocifissione, laddove viene narralo un
brano liturgico già dato attraverso un arricchimento che unico evento con il ricorso a personaggi, vestiario, rifles-
può interessare solo l'aspetto melodico (un vocalizzo ag- sione teologica e cultura di quel puntuale tempo storico:
ciò che conta è e rimane quell 'evento, testimoniato come
giunto a melodie tradizionali), l' aspetto testuale (un nuo-
sempre attuale.
vo testo su una melodia preesistente), oppure sia l'aspet-
Nova et ve'era allora, rea ltà che prima d i essere un au-
to melodico che teslIIale (nuovo testo con una nuova me-
spicio di un pur necessario equilibrio, è ricerca di Fonda-
lodia). In ragione della loro collocazione all'interno del
menta su cui poggiare ogni nuovo edificio. Le attuali esi-
brano, possiamo trovare tropi di imroduzione (cantati co-
genze liturgiche, derivanti da una sempre più matura
me premessa al brano liturgico "proprio"), tropi di imer-
comprensione deJ1a dignità deJ1 ' Assemblea ce lebrante,
po/azione (segmenti che "Farciscono" le varie Frasi del
non rinnegano assolutamente il pensiero della Chiesa. Al
brano), trapi di conelusione (una sorta di "coda" che Fun-
contrario. proprio il radicameOlo sempre più proFondo e
ge da nuovo finale di un brano). Le antiche Forme tropa- consapevole in tale pensiero è garanzia di efficacia per un
te hanno goduto di enonne successo, veri ficabile anche reale Futuro. Guardare al canto gregoriano è guardare al
solo dal Fatto che tutti i canti della Messa e i grandi Re- ritratto sonoro della Rive lazione che la Chiesa sola cu-
sponsori dell 'Uffi cio sono stati tropati. stodisce. pensa e trasmette coniugando semplicità e com-
A distanza di secoli , ma in continuità con la tradizione plessità in un linguaggio Formulare, allusivo, si mbolico
del canto proprio della Ch iesa, la presente proposta attin- che, incarnandosi pienamente nella cultura medievale in
ge a tale Fonte su più versanti: innanzi tutto su quello del cui ha preso forma, la trascende ergendosi a paradigma
repertorio "proprio", restituito alla sua integrità espressi- di atteggiamento nei conFronti della Parola.
va attraverso la lunga e complessa vicenda che porta il
nome di Restaurazione gregoriana. Massimo Palombella - Fulvio Rampi

__ Per praticità si è fornita la trascrizione ed armonizzazione di ogni Introito gregoriano. Rimane però
fermo che l'ideale è un'esecuzione senza accompagnamento organistico.

94
NATALE DEL SIGNORE - MESSA DELLA NOTTE
Tropo di Introduzione
T: Fabrizio Lonardi
M: Fulvio Rampi
Annonizzazio ne del C. G.: Aurelio Zorzi

I. Mentre il silenzio avvolgeva ogni cosa


e la notte era a metà del suo corso.
la tua Parola onn/poteme. Signore.
venne dallUo tlUno regale. I
2. La nascila nascosta stanotte si canti,
che ha luogo nel seno piil celato 2 di Dio:
a te il dominio. nel giorno della tua potenza.
tra santi splendori io ti ho generato. 3
3. Oggi è la Pasqua di Na tività del Re di vjta eterna.
lo sposo è uscito dal tabernacolo sila.
e quelli ch'è beJJissimo sopra tulfe le creature.
sì ha mostrato jJ suo vOllO desiderato. 4

Acclamazione

$010: Verbo de l Padre per noi fatto carne.


Ass.: Verbo del Padre per noi fatto carne.

I verseuo: Il verbo è entrato nel tempo:


è nato l'Emmanuele. il DiO-COli-noi. 5 Rit.

Il versetto: Non solo di pane vive J'uomo,


ma d 'ogni parola che esce dalla bocca di Dio. 6 Rit.
III versello: Nella carne si compie il primo avvento:
slUpendo mistero e scambio mirabile. Rit.

Coda: "Tu sei 111io figlio, oggi ti ho generato":


tutti gli angeli del cielo li adoreranno. 7
INT ROITO DomilJllS dixit ad me

AnI. Dominus dixit ad me: Filius meus es tu. Il Signore mi ha detto: «Tu sei mio Fig lio,
ego hadie genui te. oggi io ti ho generato».

Verso Quare [remuerl/nt gellles, Perché fremo no le genti.


et populi meditati sunt inania? e i popoli meditano vani d isegni?

Il testo, oltre al riferime nto al Salmo 110.3 - che può essere significativamente appl icato sia alla generazio ne eterna del Verbo del
Padre che alla nascita terrena del Signore -, risulta essere un felice ricorso ad alcuni appropriate fonti assai preziose: l' Antifona
Dum mediUI1l silel1tium. la Nascita di Dio di Giovann i Taulero ed un testo d i un anonimo de l XIV secolo. Si incrociano i temi del
silenzio. de l nascondimcnto, de l desiderio dell' incontro con Dio c he nel Suo Figlio fatto uomo manifesta a no i il suo volto.
L'Acclamazione e l'lntro ito seguo no i riferimenti scritluristici classici relativi al Mistero de l Natale.

I An1ifona DulII mediu/ll sifenriu/II.


! TAULER J. (1300-1361). Nascila di Dio, in RUSCA L.. /I Breviario del Laici. Milano 1957. p. 1165.
3 Sal 110.3.
~ Anonimo (sec. X IV). Come nacque in questo mondo lo nostro Segnore )esù Cristo. in Il Breviario .. , o.c., p. 1162.
SGIOVANN I PAOLO Il . Omelia della Salita Messa di Mezzanotte. NUlule 2002.
() MI 4.4: DI 8.3.
7 Cf. Eb 1.5-6 e Sal 2.7.

95
Andph ona ad lotroltu m n
Pl. 2, 7, ' , 1, 2. 8
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0 - MI- NUS • di- xit ad me:

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"Fi- li- u, me· u, es tu. e-

II' ,. " Il , II'


go h6- di- e gé- DU- te. Ps. Qua-re fremu- é-

oJ ' ; "
runt gentes: et p6pu-1i me-di-tft-t i su nt in-ft- ni- a? Ani.

S olo


I. Mentre il silenz.io avvol - ge- va_o- gni co - sa e la notte era a me tà del suo cor - so,

Organo

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la tua Pa - ro- Iayn-ni -po- ten - te, Si -gno - re, venne dal tuo tro- no re-ga - - le.

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2. La nascita nascosta sta · nOI· te si ean ti , che ha luogo nel seno più ce - la - ~ di Di - o:

- :1:-

96
a le il do - minio. nel giorno della tua po - ten - za, Ira sanli splendori io ti ~o ge - ne - ra to .

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3. Og - gi è la Pasqua di Nativi - là del Re di vi - la e- Ier - Da, lo spo-so è u- scito dal tabcr-

na - co- lo su - o, ~ q~el - li ch'è ~l - lissimo sopra lUI - te le crea - tu - re,

sl h. mo- stra . IO il suo voi to de si - de-m . to .

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100
EPIFANIA DEL SIGNORE
Tropo di Introduzione
T: FabrizIo Lonardi
M: Fulvio Rampi
Annonizzazione del C. G.: Juan Paradell
0 2004 Espressiooe Edi,"",; Mu,icali

1. HChe segno avete visto circa il re che è nato n? I


"Cristo lumen gCnlium, la luce delle genti ". 2
Una stella grandissima brillava oscurando le altre stelle,
i Magi, giunti alla grotta, adorarono il re eh' era nato. 3

2. Portarono in dono al Signore l'oro. l' incenso e la mirra,


primizie dei popoli attirati dalla luce di Cristo, 4
di quanti a Lui giungono mediante la fede; 5
per questa ricchezza palpita il cuore e si dilata. 6

3. Spetta alla C hiesa d iffondere al mondo la Buona NOlÌzia,


ripartendo da Cristo spingersi ancora per le strade del mondo; 7
la Chiesa è per le genti lo specchio della luce divina, 8
vera Epifania nella storia del Vollo santo di Cristo .

Acclamazione

Solo: Alzati e rivestiti di luce. 9


Ass.: Alzati e rivestiti di luce.

l versello: Le tue porte saran sempre aperte,


per introdurre le ricchezze dei popoli. lO Rit.

Il versetto: 11 Signore sarà per te la luce eterna,


il tuo Dio sarà il suo splendore. II Rit.

III versetto: J1 tuo sole non conoscerà tramonto,12 Rit.

Coda: È venulO il Signore, nostro Re:


nelle sue mani il Regno, la potenza e la gloria. 13

INTROITO Ecce advenit •


Ant. Ecce advenit dominator Dominus; Ecco, viene dominatore, il Signore;
et regnum in manu eius, et potestas, et imperium... nella sua mano è il regno, il potere e il dominio.

Verso • Deus, iudicium tuum regi da, Dio, dà al re il tuo gi udizio,


et iustitiam tuam fi/io regis. al figli o del re la tua giustizia.

La Solennità dell'Epifania del Signore evidenzia l'universalità della salvezza in Cristo, che raggiunge tutte le genti. Il tema della
luce, di Cristo "lumen gentium", avvia il tropo di introduzione e si diffonde nel ritornello dell' Acclamazione, accompagnando in
un continuo crescendo al canto dell'Introito, l' Ecce advenit, in cui si riconoscono e si esaltano la regalità e il potere del Signore
della giustizia e della pace. Oltre agli abbondanti riferimenti ai passi del Profeta Isaia può essere particolarmente significativo
evidenziare il ricorso ad alcune espressioni paradigmatiche utilizzate nelle Ome lie d i Giovanni Pao lo II in occasione della
Solennità dell'Epifania, che possono illustrare, ne lla loro sinteticità ed espressività, la ricchezza del mistero celebrato.

Protovangelo di Giacomo XXI, I.


l GIOVANNI PAO LO Il. Omelia de16 gennaio 2001, n. 3.
3 Cf. Protovange lo di Giacomo. o.c.
GIOVANN I PAOLO Il. Omelia de16 gennaio 2003. n. I.
3 Cf. GIOVANN I PAOLO Il, Omelia de/6 gennaio /979, n. 2.3.
6 Cf. Is 60.5 e GIOVANNI PAOLO II. Omelia de/6 gennaio 1979, n. 3.
1 Cf. GIOVANN I PAOLO Il, Omelia de/6 gennaio 2001. n. 6.
3 Cf. 2 Cor 3,18 e GIOVANNI PAOLO Il, Omelia de/6 gennaio 2003, n. 4.
9 Is 60.1. Questo celebre versetto viene spesso utilizzato da Giovann i Paolo Il. in occasione de tt 'Epifania, come esor~
tazione ai fede li (Cf Omelie del 1979, 1997. 2003)
IO Is 60,11. Attusione alla vocazione missionaria della C hiesa.
11 Is 60. 19.
12 ls 60.20. Cf anche GIOVANNI PAOLO Il, Omelia de/6 gennaio 200/: "netta teologia patristica si amava parlare
della Chiesa come mysterium lunae, per sottolineare che essa, come la luna, non britta di luce propria, ma riflette
CriSIO. il suo Sole".
13 Cf. MaI3,!.

101
Andphona a d lntroitu m U

Cf. Mol. 3. 1; l Chron. 29. 12; Ps. 71, lo lO. 11

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Ps. De- us, iu.-dt-ci- um tu- um re-gi da: et iusti-ti- am tu- am

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I. "Che segno avele vi - SIO cir-ca il re che è na 10 1" "Cri-sIO lu- men gen - li- um, la tu - ce

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~ del - le gen - li", U - na stel - Ia gran - dis- si - ma bri i - la-va o -scu - ran - do le al -::e siei - le;

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2. Portarono in do - no al Si-gno - re l'o - ro, l' in -cen - so e la mir - ra, pii - mi - zie dei

po-po-Iiat-ti-ra- Ii dal- la lu co dò Cri - sto. dò quan - li , Lu - giun - go - no


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- h. I!s: ..,.:- ~

me- dian-te la fe - de; per que-sta ric-chez -za pal - pi - tajl cuo - re -: si di -l~~ :.
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tJ 3. Spella alla C hiesa d iffondere al mon - do la Buo - na No - ti - zia.


'.n - par-ten -do da Co -sto
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103
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spin-ger- sian -co - fa per le stra - de del mon - do; la Chie-sa è per le gen - ti

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lo spec-chio del - la lu - ce di - vi - na, ve - ra_E - pi - ra - ni - a nel - la sto - ria

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DOMENICA DI PASQUA
RISURREZIONE DEL SIGNORE
Tropo di Introduzione
T: Mauro Mantovani
M: Giuseppe Gai
o ZOO4 ~ Ed_ M...no
TUIli i _ rison'oII

I. Raccontaci. Maria: che hai visto sulla via?


La tomba del Cristo vivef1te, la gloria del Cristo Risorto
E gli al/geli suoi testimoni, il sudario e le sue vesti.
Cristo. mia speranza. è Risorto, Cristo è davvero risorto. I

2. Cercate le cose di lassù, dove si Irova CrislO. assiso alla destra del Padre. Z
Soffrendo per 1I0i ci ha dalO resempio. ci ha aperto la strada.
in lui la vita e la morte acquistano un senso nuovo
e il SIIO mistero iJJumina rutta la nostra storia. 3
3. Cantiamo la gloria di Dio. 4 entriamo nella sua viuoria. 5
Il Figlio di Dio. unendo a sé la natura umana
e vincendo la morte con la sua morle e risurrezione
ha red ento ogni uomo e l 'ha trasformato in nuova creatura. 6

Acclamazione
Solo: Alleluia, alleluia, a lle luia.
Ass.: Alleluia, alleluia, alleluia.

I versello: Non temete. III versetto: Esultate.


i! Crocifìsso è risono. "amore ha vinto la mone,
come aveva dellO. 1 così lo Spirito
Egli vi precede in Galilea. 8 dona vita nuova ai nostri corpi. \O

Il versellO: ~ risono. Coda: Ogni giorno


l 'agnello immolato regna. 9 starò tra i miei discepoli.
Cristo nostra Pasqua. Opera stupenda.
Siate sempre uniti nel suo nome. meraviglia innanzi ai nostri occhi. Il

INTROITO Re~' lIrre:ri

Ant. Resurrexi. el adhuc tecUlll SUlll. alleluia: Sono risorto. e sono sempre con te, allelu ia:
posllisli super me manullllu8111. alleluia: tu hai posto su di me la tua mano. allelu ia:
mirabilis {acta eSI sciéntia tua. alleluia. alleluia. è stupenda per me la tua saggezza, alleluia.

Verso Domine pr6basti me. el cognovisti me: Signore mi hai provato e mi hai conosciuto:
Iu cognovisti sessi6nem meam. et resurrecti6nem meam. tu "hai conosciuto il mio sedenni e il mio alzarmi.

Il testo si apre citando esplicitamente la sequenza Victimae paschali nella domanda che viene idealmente posta a Maria di
Magdala accorsa alla tomba di Crislo la mattina del giorno di Pasqua . La risposta, che si fonda sul testo scril1uristico, è in linea
con quanto riaffemlato nel Concilio Vaticano Il: la Chiesa è infatti chiamala nel tempo . in ogni tempo - a perpetuare lo stesso
annuncio pasquale. Per questo nella strofa 2 si fa riferimento ad una espressione significativa della Gaudium el spese nella stro-
fa 3 alla Lumen gemium.
L'intera comunità ecclesiale è così invilata ad entrare nella gioia e condivisione dei misteri pasquali attingendo direttamente al
testo dell 'Antifona d 'Ingresso, Segue l'acclamazione gioiosa al Signore risorto attraverso il canto del triplice alleluia , canto pa-
squale per eccellenza, che si alterna ad una nuova proclamazione dell 'annuncio della Risurrezione. così come esso emerge anco-
ra dali 'antifona d'ingresso e dai lesti della Liturgia della Parola.

cr. Vlclill/ae paschaH laudes.


Cf. Col 3. l (Il Lettura della Liturgia della Parola).
J Cf. Galldium el speso n. 22, citalO anche nell'omelia di Giovanni Paolo Il dI Pasqua 1998.
4 Cf. An tifona d 'Ingresso (Messa del giorno).
S Cf. Anti rona d 'Ingresso della reria V de l! 'ottava di Pasqua (ViC/ricem manum).
6 Lumen Bcnt/(Jm. n. 1 (cf. Gal 6, 15: 2Cor 5, 17).
7 Cf. MI 28. 5·6.
8 Cf,McI6.1.
9 Cf. l CorS. 1.
lO Cf. R1II8. 11 .
11 Cf. Sa/111. 23.
107
Antiphona ad lntroitum IV
Ps. 138. 18. 5. (j ~t 1-2
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2. Cri - Sia no-slra Pa - squa. Sia - le sem-pre u - ni - ti nel su - o no - me.
3. co - ,l lo
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11 6
DOMENICA DI PENTECOSTE - MESSA DEL GIORNO
Tropo di Introduzione
T: Fabrizio Lonardi
M: Fulvio Rampi
Annonizzazione del C. G.: Jua n Paradell
Tu,,; i dirini ri ..",..i
l . Chi cercate nel deserto? I
Colui che battezza in Spirito Santo e fuoco: 2
su di lui è 10 Spirito del Signore:
Spirito di Sapienza e d"intelligenza. 3
2. t la Sapienza proclamata dal profeta Geremia:
~ Il Signore potente ha formato la terra.
con la Sapienza ha crearo il mondo.
ha disteso il cielo con la sua intelligenza ". 4
3. È lo Spirito di grazia 5
promesso da C risto:
.. Voi 10 conoscete. perché egli dimora presso di voi
e sarà in varo 6
Acclamazione

$010 : Vieni, vieni, Spirito Santo.


Ass.: Vieni, vieni, Spirito Santo.

I versetto: Con le è la Sapienza che conosce le tue opere. 7 Rit.

Il versetto: Mandala dai cieli , dal tuo trono glorioso. Rit.

III versetto: Manda il tuo Spirito, Signore, a rinnovare la terra, 8 Rit.

Coda: Lo Spirito del Signore riempie tutta la terra,


abbraccia ogni cosa, infonde l'amore nei cuori .

INTROITO Spiritus Domini

Spiritus Domini replevil orbem terrarum, alleluia: Lo Spirito del Signore ha riempito l' universo, alleluia;
et hoc quod continet omnia. e poiché tutto contiene,
scientiam habet vocis. ha conoscenza di ogni paro la,
alleluia. alleluia, alleluia. alleluia.

Il testo, con abbondante ricorso alla Sacra Scrittura focalizza le figure di Giovanni Battista e del profeta Geremia come annun-
ciatori d i Colui "che battezza in Spirito Santo e fuoco" e della "Sapienza che ha creato il mondo". La terza strofa può così affer-
mare espl icitamente che quanto preannunziato, lo "Spirito d i grazia", è lo Spirito Santo che discende sulla Chiesa il giorno di
Pentecoste, e che "dimora presso di voi'.
La comunità credente, che fa propria in ogni momento della storia l'invocazione (" ~ni. Sancle Spiritus' - cf. l' Acclamazione)
diviene così, con la forza dello stesso Spirito, testimone della presenza atti va di colui che " riem pie tutta la terra", "abbraccia ogni
cosa" e "infonde l'amore nei cuori".

l Cf. U;: 7,24.


2 U;: 3.16.
J Is Il,1-2.
4 Ger 51.14- 15 .
~ Zc 12,10.
6 Gv 14,17.
1 Cf. Sap 9,1 - 18.
8 Cf. Sal 103,30.

11 7
AntiphoDa a d iDtroltu m VIU
S ap. 1, 7 .. Ps. 67

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hoc quod còn, ti- net 6mni- a, sci- énti- am babet

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vo- cis, alle- Iu- ia, al-le- Iu- ia, alle- 16- ia.
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Ps. Exsurgat De- us, et dissi- péntur in-l-mi- ci e-ius : et

G= o • • • • • • , I •

fU-gi- ant, qui o-dé-runt e- um, a fi - ci- e e-ius.

Solo

I. Chi eer-ea-Ie nel de-ser - to? Co - lui che battezza in Spirito Samo e fuo - co;

~u ~i lui è lo Spirito :." Si-gno - re: Spi- ri -Io di Sa- pien -za e d'in -tel- li - gen - - l'.

l - -- ....
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.. - .... ~ .... -
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11 8
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2. È la Sapienza proclamala dal pro fe- Ia te -re-mi - a: " Il Si - gnore potente ha formalo la ler - ra,
...,
1~,~,~~~~~
- ~~-
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, ~I!
con a S a - pIenza
' ha crea - lO
' I'I mon - dO, ha di -sle-so il cie- Io con ta su-a_in-tel- li-gen za",

,
3.È lo Spi - ri -; di gra - zia pro - mes - so da Cri - SIO: "~Oi ro co - no - scele. perché e - gli
....,

~-----..----- ... ... -


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". di - mo m pres - so d; vo - i e sa - rà ;n vo i"

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Solo

Vie - m, vie - m, Spi - - lo S,n - lo,


"
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11 9
Accla lllazion e
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Con te è
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Sa - pien - za che co -no-sce
'e tu e o- pe - re.

Ac cl(llllo;;i(Jlle

Man - da- Ia dai cie - li , tu o tm no glo - no so.

Ac cltuU(I;;ioue

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Man-da il tu - O Spi - Ti - IO, Tin • no • va
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AcciCUlIl/;;iolle

120
J.lCoda

Lo Spirito del Si - gnore riempie luI - la la ler - ra, abbraccia ogni co - sa, in - fon - de

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l'a - mo - re nei ri.

Spi - ri tus Do- mi - - nt re - pie viI or - bem ler m-rum,

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122
SS. CORPO E SANGUE DI CRISTO
Tropo di Introduzione
T: Mauro Mantovani
M: Valentino Miserachs
Armonizzazione del C. G. : Aurelio Zorzi
o 2004 &.pteooiont Ed. . . . Musicali
TUDi i dHini ..........
I. La Chiesa vive dell'Eucaristia, I
è Cristo lo Sposo che si dona.
Ci invita alia mensa del regno 2
colui che sta con noi tutti i giorni , fino alia fine del mondo. 3

2. Il Signore ci nutre col suo corpo,


fonte di viia che ci purifica e rafforza.
Non viviamo più per noi stessi,
ma per lui, uniti nel vincolo del suo stesso amore. 4

3. Pur in molli, siamo un solo corpo 5


un popolo redento dal suo sangue.
sacramento della sua salvezza
strumento di unità per tutte le genli . 6

Acclamazione

Solo: È Cristo il pane disceso dal cielo, in Lui la nostra vita. 7


Ass.: t C risto il pane disceso dal cielo, in Lui la nostra vita.

I versello: Gesù è l'agnello per no i immolato III versetto: Con fiore di frumento ci sazi lO
sul legno della croce, nutrimento d'amore.
si perpetua nei secoli Messaggeri di salvezza
il suo sacrificio. 8 Ril. ci rendi tu, Signore. Rit.

Il versello: Chi mangia con fede la mia carne Coda: O Cristo, nostra vita, buon pastore,
non morirà in eterno. 9 ci disseti alle font i della gioia, Il
il sangue del mio calice saremo testimoni di speranza e di pace
corrobora e redime. Rit. se il tuo dono ci trasforma nel profondo.

INTROITO Cibavil eos

Am. Cibavit 005, ex adipe frumenti, alleluia: Il Signore ha nutrito il suo popolo
et de petra melle saturavit 005, con fior di frumento,
alleluia. alleluia. alleluia. lo ha saziato con miele della roccia.

Verso Exsultate Dea adiut6ri nostro: Esultate in Dio nostra forza,


;ubilate Dea lacob. acclamate al Dio d i Giacobbe.

Il testo si apre con una proclamazione so le nne: la Chiesa riconosce nell'Eucaristia il tesoro di cui vive e di cui si alimenta. È il
mistero che ogni giorno rinnova la confortanle presenza d i Cristo accanto alla sua Sposa (I strofa), che rinsalda i vincoli frater-
ni d i unità e carità (II strofa), che rende la Chiesa segno e strumento di salvezza per lutto il genere umano (III strofa).
l lesti d i riferimento, oltre al Vangelo e all 'antifona d' ingresso della Solennità del Corpo e Sangue del Signore e ad altri brani
scritturistici, sono tratti dalle Encicliche Mysterium Fide/di Paolo VI, ed Ecc/esla de Eucharistiadi Giovanni Paolo Il, e da alcu-
ni significativi documenli del Concilio Vaticano Il a proposito.
L'Assemblea acclama parafrasando il brano evangelico della Liturgia.

Cf. EccJesia de Eucharlstia. 17 aprile 2003, incipit.


Cf. Collella della Solennità del Corpus Domini.
Cf. Mt28. 20
• Cf. Paolo VI, MfSlerium fidei. 3 sellembre 1965. incipil.
, Cf. ICor IO. 17
6 Cf. Lumengentium,n. I.
7 Cf. Vangelo della Solennilà del Corpus Domini.
8 Cf. SacrosallclUm Condlium. n. 47: Ecclesla de Eucharislla. n. Il .
9 Cf. Vange lo della Solennilà del Corpus Domini.
IO Cf. Antifona d'ingresso della Solennità del Corpus Domini.
11 Cf. Sal 117. 23.

123
Antiphona ad introitum U
Ps. 80. 17 et 2. J. 11

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De- o adiu- t6- ri nostro: iu-bi-Ia-te De- o la-cab. Ani.

Andamento del Canto G l'egoriano


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